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L'Estetismo Da Keats a Wilde

Beauty
as expression of Art and Time

I Love Beauty Cult Of Beauty Purity, Classicism Aesthetism

I Have The

John Keats

Art for Art's Sake

Oscar Wilde

Art Contrasts The Passing of the Time

Beauty is truth, truth is beauty. Cos termina una delle opere pi

famose di John Keats Ode on a Grecian Urn in cui viene celebrata l'immortalit dell'arte e come l'arte stessa sia strumento per conquistare l'eternit. Ovviamente il poeta non descrive la bellezza di quella specifica forma d'arte, ma si riferisce all'arte in generale, alla sua capacit di superare le barriere del tempo. Keats esplora il contrasto tra il mortale mondo umano, sofferente e decadente, e l'eterno mondo dell'immaginazione che si pu trovare solo nell'arte, l'unica espressione in grado di attraversare le ere e gli avvenimenti e di farsi bellezza senza tempo. Tutti questi concetti potrebbero far pensare che ai tempi di Keats l'estetismo fosse gi fortemente diffuso; in realt il movimento doveva ancora vedere la luce. questo che rende Keats il padre (o meglio precursore) di un estetismo pi puro e classicheggiante, in cui bellezza ed arte coincidono e non possono essere separate. Col passare degli anni il concetto di estetismo si evoluto ed diventato un movimento letterario che non era limitato all'Inghilterra, ma che aveva coinvolto tutta Europa a partire dalla met del 19th secolo. Alla fine del secolo per, esso degenerer lentamente verso il meglio conosciuto Decadentismo francese. In termini generali, possibile individuare due categorie riguardanti l'estetismo: quello morale e quello filosofico. Mentre nel primo il ruolo importante svolto dalla forma interiore che prevale sulla virt e trasforma la vita in un gioco piacevole, nel secondo si sostiene l'impossibilit di conoscere la realt e quindi l'uomo non in grado di andare oltre il suo momento estetico . Il principio alla base dell'estetismo l'espressione gi citata prima Art for Art's Sake, cio l'arte fine a se stessa, arte come vita indipendente. Proprio per questo gli scritti estetici non avranno riferimenti storici e realistici: nel momento in cui l'arte rinuncia alla fantasia e approda alla realt, sta rinunciando a se stessa. Ogni esteta vede il realismo come un totale fallimento nella ricerca della bellezza: essi accostano l'arte solo alle cose belle e piacevoli e amano abbandonarsi alle cose pi frivole anzich guardare il mondo con occhi cinici e crudeli. Partendo da John Keats l'estetismo ha conosciuto i pi grandi autori del periodo, passando dagli iniziatori Walter Pater e John Ruskin fino a trovare il suo massimo splendore con il vero emblema dell'estetismo inglese ed europeo, Oscar Wilde. Discepolo dell'estetismo, Wilde scandalizz la Londra letteraria

nell'ultima decade del 19th secolo diventando antagonista dei codici morali e religiosi dell'Inghilterra Vittoriana e trascorrendo la sua vita come una vera opera d'arte come egli stesso aveva dichiarato. Per lui l'unico concetto importante era il piacere, e proprio per questo trascorreva tranquillamente la sua esistenza infrangendo codici e giuramenti morali che per lui erano alquanto irrilevanti e che avevano come unico scopo l'eliminazione della virt e della libert dell'individuo. Nel suo capolavoro The Picture of Dorian Gray un ruolo importante rivestito dalla prefazione che diventata il manifesto dell'estetismo per eccellenza: una serie di aforismi dove viene espresso il pensiero di Wilde sulla bellezza, l'arte e sul ruolo dell'artista. Se la prefazione il manifesto estetico, l'eroe, per cos dire, di questo movimento non pu essere che il Dandy. Il dandy il nuovo ero creato da Wilde: un individualista che pone il suo scopo principale della vita nell'eleganza e nella raffinatezza, un uomo che ha il culto di se stesso, un aristocratico la cui eleganza il simbolo della sua superiorit e che ricerca la sua illimitata libert. Il dandy eccentrico, raffinato, elegante e ama stupire, provocare e scandalizzare. Proprio per questo Wilde viveva la sua vita come un'opera d'arte, cercando piacere e bellezza, non rispettando il codice morale della societ in cui viveva. Distaccato e intellettuale, il dandy si considera un uomo superiore, ritenedo che la vita a bloccare l'arte e non viceversa.