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FILOSOFIA
Schopenhauer

ITALIANO

LATINO

Foscolo I Sepolcri
Leopardi A se stesso

Lucrezio De Rerum
Natura

LILLUSIONE
Quando si preferisce
immaginare la realt
migliore di quello che

INGLESE

STORIA

Blake The Lamb, The


Cimney sweaper
Dickens Oliver Twist

Prima guerra mondiale

ARTE

GEOGRAFIA
ASTONOMICA

Impressionismo
Manet, Monet, Renoir,
Cezanne

Le stelle

Tutto e' un'illusione,


e un'illusione
e' una piccola parte di niente
creata da noi
per trovare una scusa
all'incubo che si vive.

Illudersi!
il mondo t'illude,
la vita t'illude,
in giochi di falsa beatitudine
t'illude anche l'uomo,
tra tutti e maggiormente illuso
sin da bambino viene a conoscere
il dolore dell'illusione,
la disprezza, la scaccia
ma non riesce a liberarsi
di questo strano modo d'essere
che come a premiar la fine della vita
si presenta anche da morte,
pi di tutte pura,
magnifica, fatiscente
illusione.
(Anonimo)

VITA

Giacomo Leopardi nasce a Recanati il 29 giugno 1798


dal conte Monaldo e da Adelaide dei marchesi Antici. Fu un
autodidatta e nella biblioteca del padre si diete ad uno
studio "matto e disperatissimo"; lo sforzo notevole debilit il
suo fisico gi minato e a 18 anni fu in pericolo di morte. Il
suo primo carme significativo nel titolo Appressamento
della morte. Gli fu allora molto vicino l'amico Pietro
Giordani, che lo introdusse negli ambienti culturali.
Momento di svolta nella sua produzione la
conversione letteraria dallerudizione al bello, cio il periodo in cui i suoi
interessi passano dalla filologia alla poesia. Giacomo intanto si innamor della
cugina Geltrude e poi della figlia del proprio cocchiere, Teresa Fattorini, morta
giovanissima di tubercolosi e per essa comporr in seguito la lirica A Silvia.
Nell'anno della stesura dello Zibaldone avviene la seconda conversione
letteraria dal bello al vero, cio dalla poesia di immaginazione, ricca di
immagini fantastiche, a quella sentimentale ispirata alla riflessione sullinfelicit
della vita. Il giovane Leopardi diventa sempre pi insofferente dell'ambiente di
Recanati e di quello familiare, nel quale non trova molta comprensione. E' in
questo periodo, in cui il poeta chiuso in una cupa malinconia, che risalgono le
Canzoni e gli Idilli.
Solo a 24 anni riusc a partire per Roma, lasciando finalmente Recanati,
ma la citt lo deluse. Conobbe vari letterati ma non riusc a trovare una
sistemazione, per cui fu costretto a ritornare alla sua citt natia dove dovette
trattenersi per circa due anni fin quando non fu chiamato a Milano dall'editore
Stella che lo assunse per tradurre opere classiche. Qui si trattenne poche
settimane e subito part per Bologna dove strinse molte amicizie ed am la
contessa Teresa Carniani Malvezzi.
Leopardi comincia a ripiegarsi in s stesso e a meditare sul suo dolore che
in realt il dolore dellumanit intera. Numerose meditazioni filosofiche e il
fatto che il Leopardi non creda in Dio, lo spingono a scrivere le Operette morali
riguardanti i problemi della vita.
Dopo un altro soggiorno a Recanati il poeta si trasfer a Firenze e
successivamente a Pisa dove compose A Silvia. La morte del fratello lo
costrinse di nuovo a Recanati per poi tornare a Firenze e comporre i Grandi
Idilli.
Conobbe un altro amore, Fanny Targioni Tozzetti (per lei scrive cinque
poesie che compongono il Ciclo Aspasia), sfortunato come gli altri.
Successivamente soggiorn a Roma e poi a Napoli, scrisse il suo testamento
spirituale La ginestra e Il tramonto della luna per poi morire nel 1837.

PENSIERO
Possiamo scorgere nella storia spirituale del Leopardi una lucida e continua
tendenza alla demolizione delle speranze umane, che il poeta segue, ponendo
in risalto inesorabilmente le varie ragioni che rendono infelice la condizione
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dell'uomo.
La vita gli appare avvolta dal mistero e dal dolore, che l'unica certezza per
l'uomo. Il piacere non esiste se non come pausa momentanea del male e un
uscire dalla condizione di pena, mentre la vicenda umana gli appare come
uninutile corsa verso il nulla, e la storia stessa contrassegnata dal
progressivo trionfo dell'infelicit.
La natura, vista da lui in un primo momento (fino al '23) come madre
amorosa, gli appare in seguito come matrigna; essa, secondo il poeta, crea
l'uomo ma non si preoccupa della sua felicit. L'unico conforto che pu
alleviare i mali della nostra esistenza costituito dalle cosiddette ILLUSIONI,
alimentate dal mostro sentimento e dalla nostra fantasia. La prima causa
dell'infelicit umana la ragione, che dissolve le illusioni e pone
l'uomo di fronte alla realt. Da questa presa di coscienza derivano la
delusione ed il tedio. A queste convinzioni il poeta arriv gradualmente; esse
sono infatti il frutto, oltre che della sua sensibilit, della sua stessa vicenda
umana, tormentata da incomprensioni, delusioni, sventure.
Si riscontrano tre momenti nello sviluppo del pensiero
rappresentati dal pessimismo individuale, storico e cosmico.

leopardiano

Pertanto, a volte (soprattutto nella giovinezza) al poeta sembra che la sorte


sia stata matrigna solo con lui, condannandolo all'infelicit nel fisico e nello
spirito,alla solitudine ed all'incapacit di vivere come gli altri (mentre agli altri
uomini sono concesse le gioie della vita, la giovinezza felice, gli affetti). E'
questa la fase del pessimismo individuale.
Altre volte, invece, appaiono in lui quelle riflessioni sulla felicit dei primi
uomini che si meravigliavano e gioivano per cose semplici e furono poi resi
infelici dal progresso, chiaramente ispirate dalla lettura del Vico e di Rousseau,
oltre che da meditazioni personali e negative in rapporto alla storia, nelle cui
conquiste il poeta non crede. In ci consiste il pessimismo storico.
Infine, a volte l'esame della condizione umana induce il poeta a concludere
che a tutti riservato lo stesso destino di dolore. A questa condizione si
adeguano in oltre tutti gli elementi del creato (pessimismo cosmico).
Contro queste pessimistiche concezioni insorge il sentimento, esprimendosi
per mezzo della poesia, che nel Leopardi appare come una continua rivolta
contro le conclusioni della ragione. Essa dettata dalle pi profonde
convinzioni ed esigenze del poeta, che convinto della nobilt dell'uomo, il
quale non merita la sua infelicit, che qualcosa di ingiusto e di assurdo. E'
quindi, la sua, una rivolta che, pur mostrando pessimismo e dolore, non genera
a sua volta pessimismo. Come afferma De Sanctis, "questo uomo odia la vita e
te la fa amare, dice che l'amore e la virt sono illusioni, e te ne accende
nell'anima un desiderio vivissimo".
Leopardi, infatti, celebra la giovinezza e la bellezza della natura e della vita,
anche se con lo stato d'animo doloroso di colui che da tutto ci si sente
escluso. Il suo, comunque, un pessimismo eroico e mai rassegnato. Egli
reagisce perch ha in s un'ansia religiosa che nessuna logica pu distruggere
e perch possiede una costante fiducia nella dignit umana. La sua energia si
esprime nelle sue stesse parole "...e di pi vi dico francamente che io non mi
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sottometto alla mia infelicit, n piego il collo al destino o vengo seco a patti
come fanno gli altri uomini..."
La sua opera si traduce perci anche in unesortazione a non cedere al fato,
ad opporre all'universo assurdo l'intatta nobilt dello spirito. Egli non tradusse
per questa energia morale in azione, come il Foscolo, ma la realizz nel
continuo approfondimento del suo pensiero.

OPERE
Lo Zibaldone: una sorta di diario intellettuale a cui affida appunti,
riflessioni filosofiche, letterarie, linguistiche. Teoria della visione: piacevole,
per le idee vaghe e indefinite, la vista impedita da un ostacolo, un albero, una
siepe, perch allora in luogo della vista lavora l'immaginazione e il fantastico
prende il posto del reale. Teoria del suono: serie di suoni suggestivi perch
vaghi.
Le Canzoni: componimenti di impianto classicistico che impiegano il
linguaggio aulico e sublime; le prime cinque (All'Italia, Ad Angelo Mai, A un
vincitore nel pallone, Nelle nozze della sorella Paolina, Sopra il monumento di
Dante) affrontano una tematica civile; nelle altre si delinea l'idea di un'umanit
infelice.
Gli Idilli: il linguaggio pi colloquiale e trattano tematiche intime ed
autobiografiche; la rappresentazione della realt esterna tutta soggettiva
(L'Infinito, La sera del d di festa, Alla luna, La vita solitaria...).
Le Operette Morali: sono prose di argomento filosofico in cui Leopardi
espone il sistema da lui trattato attraverso una serie di invenzioni fantastiche,
miti, paradossi, veri e propri canti lirici in prosa; molte delle operette sono
dialoghi i cui interlocutori sono creature immaginose o personaggi storici; altre
invece hanno forma narrativa (Dialogo della natura e di un Islandese).
I Grandi Idilli: riprendono i temi degli Idilli, ovvero le illusioni e le
speranze, proprie della giovinezza, le rimembranze; vi un equilibrio tra due
spinte che dovrebbero essere contrastanti il caro immaginar e il vero; il
linguaggio tenero e dolce (A Silvia, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del
villaggio, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, Passero solitario).
Il Ciclo di Aspasia: si ha una poesia nuda, severa, quasi priva di immagini
sensibili, fatta di puro pensiero dal linguaggio aspro e dalla sintassi complessa
(Il pensiero dominante, A se stesso, Aspasia, Amore e Morte, Consalvo).
Gli Ultimi Canti: opere satiriche e la Ginestra.

ANALISI DEL TESTO DI " A SE STESSO "

Or poserai per sempre,


stanco mio cor. Per l'inganno estremo,
ch'eterno io mi credei. Per. Ben sento,
in noi di cari inganni,
5 non che la speme, il desiderio spento.
Posa per sempre. Assai
palpitasti. Non val cosa nessuna
i moti tuoi, n di sospiri degna
la terra. Amaro e noia
10 la vita, altro mai nulla; e fango il mondo.
T'acqueta omai. Dispera
l'ultima volta. Al gener nostro il fato
non don che il morire. Omai disprezza
te, la natura, il brutto
15 poter che, ascoso, a comun danno impera,
e l'infinita vanit del tutto.
METRO: endecasillabi e settenari, con rime liberamente ricorrenti.
Il componimento chiude il ciclo dei canti di Aspasia. Vi si afferma la
scomparsa dell'inganno estremo, l'amore, segnando cos il distacco dalla
fase giovanile dell'illusione; persino il desiderio di cari inganni spento.
Leopardi esprime il disprezzo sia verso quel se stesso che ha ceduto ai "cari
inganni", sia verso la natura e la forza malefica del fato che domina l'universo
avendo come fine il male.
Si possono distinguere 3 membri di cinque versi ciascuno (vv. 1-5, 6-10, 1115): un settenario; due endecasillabi, un settenario e un endecasillabo di
chiusura.
Il v. 16, quello finale, fuori del disegno conferendo singolare potenza
all'interiorit della formula.
Ognuno dei membri aperto dalla ripetizione, quasi ossessiva, dello stesso
motivo: Or poserai per sempre, Posa per sempre, T'acqueta ormai.
L'andamento spezzato, interrotto da continue pause: vv. 6-7, 7-8, 8-9, 9-10,
11-12, 13-15 (enjambements).
LESSICO: spoglio, con aggettivi rari (spiccano estremo / eterno in
opposizione per il significato e brutto e ascoso che caratterizzano il
malvagio potere che domina il mondo); il discorso consta essenzialmente di
verbi e sostantivi ricchi di espressivit (terra, mondo, natura, noia,
vita, morire, fato, potere, vanit), ognuno dei quali concentra il
pensiero su di s essendo collocati all'inizio o ala fine del verso.

Schopenhauer, come Leopardi, basa il proprio pensiero su un'analisi della


realt. L'intento di mostrarci quale sia la vera natura del mondo e il
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conseguente disagio dell'umanit; entrambi, infatti, oltrepassano i limiti del


mondo terreno ed esprimono la loro idea sul vero significato della vita
mostrando la realt per quella che , e smascherando la pi grande
delle illusioni: la felicit.

VITA
Arthur Schopenhauer nasce a Danzica il 22 febbraio 1788. Il padre
banchiere e la madre una nota scrittrice di romanzi.
Viaggia in Inghilterra e in Francia e dopo la morte del
padre comincia a frequentare lUniversit di Gottinga.
Influenzano notevolmente il suo pensiero le filosofie di
Platone e di Kant. Frequenta le lezioni di Fichte a Berlino e
nel 1813 si laurea allUniversit di Jena.
Negli anni seguenti vive a Dresda dove compone lo
scritto Sulla vista e sui colori e prepara la stampa della
sua opera principale Il mondo come volont e rappresentazione che pubblica
nel dicembre 1818 e che non ebbe subito successo.
Dal 1820 al 1832 insegna come docente libero presso lUniversit di Berlino
con poca fortuna. Contemporaneamente viaggia in Francia e in Italia e, a causa
di unepidemia che lo costringe a lasciare Berlino, si trasferisce definitivamente
a Francoforte sul Reno, dove morir il 22 settembre 1861.
Molti sono gli influssi culturali di Schopenhauer: Platone e la teoria delle
idee come forme eterne ed immutabili; Kant per quanto riguarda il problema
gnoseologico della conoscenza e importanza del soggetto nel processo di
comprensione del mondo che non si muta e non si modifica ma sta al centro
organizzando la natura e il rapporto fenomeno-noumeno; lIlluminismo e il
materialismo come tecniche per smascherare e demistificare la realt
mostrando la vera essenza del mondo; il Romanticismo per il tema dellinfinito
e del dolore. Ma la critica maggiore diretta nei confronti dellidealismo
romantico: Schopenhauer disprezza questa filosofia, quella di Fichte e di Hegel
in particolar modo con il panlogismo ottimistico, definendola filosofia
dellUniversalit e farisaica.
Nellopera Il mondo come volont e rappresentazione, Arthur
Schopenhauer riprende il dualismo kantiano. Per Kant il fenomeno
(phainomenon, da phainein cio mostrare) ci che si mostra, ci che appare,
ci che accessibile alla conoscenza umana; la realt fenomenica quella gi
data, nella quale gli oggetti appaiono al soggetto ed alla conoscenza per come
si presentano. Ma esiste unaltra realt che non appare e che quindi luomo non
pu conoscere: questo il noumeno (da noein cio pensare), lincognita, la
cosa in s, la realt inconoscibile ed inaccessibile creata da unentit superiore,
la quale lunica a poterla conoscere. Il noumeno ricorda alluomo i suoi limiti.
Lio come soggetto della conoscenza diventa legislatore della natura: ordina gli
oggetti e organizza i fenomeni secondo schemi a priori.

Per Schopenhauer invece, il fenomeno pura illusione, apparenza, sogno;


tra la rappresentazione e la vera realt si distende il velo di Maya ( una
potenza magica ripresa dalla tradizione orientale di cui si servono gli dei per
assumere aspetti illusori) che avvolge l'uomo come in un sogno illusorio e gli
impedisce di conoscere la vera essenza delle cose.
Il noumeno ci che si mostra dopo aver squarciato il velo di Maya, la
realt senza false illusioni.
Il mondo una mia rappresentazione significa che il mondo consiste nel suo
essere percepito da un soggetto. Per Schopenhauer, infatti, il fenomeno
rappresentazione di qualcosa che dentro la coscienza del soggetto e fuori non
nulla, illusione che demistifica la realt e che nasconde lessenza
noumenica.
Schopenhauer analizza le forme a priori Kantiane di tempo, spazio e
causalit; nella rappresentazione il soggetto ordina le impressioni collocandole
nello spazio e nel tempo in una trama secondo il principio di causa ed effetto.
Spazio, tempo e causalit deformano la realt rappresentata che perci
un'illusione, apparenza.
Luomo per portato ad interrogarsi sul fine ultimo della vita e non vuole
vivere nellillusione, vuole oltrepassare il fenomeno e giungere a capire il
noumeno attraverso la conoscenza intuitiva. Tuttavia, poich luomo non
solamente intelletto ma anche corporeit, attraverso unintuizione geniale,
ripiegandosi in s stesso nellintimit del proprio io, riesce a conoscere
lessenza noumenica dellessere. Se luomo si vede dal di fuori, conosce solo
lessenza illusoria dellessere; se si guarda dal di dentro, se segue i suoi
sentimenti, la brama, la volont di vivere, limpulso che lo porta senza posa a
vivere e ad agire, pu conoscere il noumeno. Il nostro corpo il fenomeno che
copre la vera essenza del mondo, manifestazione di un principio che
volont, la parte finita che rappresenta linfinito. Solo linfinito concreto e
reale, il finito una parziale manifestazione di esso. Il mondo fenomenico la
rappresentazione della realt, il corpo rappresentazione del principio di
Volont.
Le cose del mondo sono oggettivate nella Volont che il principio primo.
Dietro la molteplicit dei fenomeni vi unessenza che unica, senza scopo ed
eterna. Il suo unico fine di continuare ad essere, di perpetuarsi per leternit.
Questo principio primo infinito che si manifesta nel finito arazionale, alogico,
assoluto, unico, eterno, inconscio, la sostanza del mondo. La Volont si pone
fuori dal mondo della rappresentazione, si sottrae alle forme del mondo
fenomenico (spazio e tempo). Il noumeno , sempre stato e sempre sar,
energia, impulso cieco ed irrazionale.
Poich la Volont presente ovunque e sempre, nel mondo non c posto
per lindividuo, le cui iniziative non sono altro che un mezzo del principio
infinito. Luomo quindi solo un burattino e la vita viene a non avere pi
senso. "[] ogni aspirazione nasce da un bisogno, da una scontentezza del
proprio stato; c patimento fino a che essa (la Volont) non sia soddisfatta;
ma non vha affatto soddisfazione durevole: essa non se non il punto di
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partenza duna nuova aspirazione, sempre impedita in ogni maniera, sempre


lottante, quindi sempre causa di dolore: per essa giammai uno scopo finale,
perci giammai limite n termine del soffrire. [] cresce il soffrir arrivando al
grado supremo nelluomo; qui anzi desso tanto pi violento in quanto luomo
dotato di una coscienza pi lucida, duna intelligenza pi alta: colui nel quale
sta il genio sempre quegli che soffre maggiormente". [da A. Schopenhauer, Il
mondo come volont e rappresentazione].
Il mondo, quindi, diventa teatro dellillogico, non esiste alcun dio, non c
religione n metafisica. Poich Schopenhauer un materialista ateo, non c
alcuna finalit ma solamente un meccanismo esterno ai bisogni delluomo. Ne
consegue la sofferenza delle creature, dato che il male parte dellessenza del
mondo. La critica allottimismo sociale e storico inevitabile: lunico scopo
delluomo quello di perpetuare la specie.
Il piacere una breve pausa tra un desiderio e laltro e luomo soffre perch
perennemente assillato dai suoi stessi desideri, che non pu mai soddisfare
tutti e definitivamente. La noia, dolorosissima, subentra nel momento in cui
luomo, involontariamente, si trova a non sentire interesse per alcunch.

LE VIE DI LIBERAZIONE DAL DOLORE


Per Schopenhauer la soluzione al pessimismo non il suicidio. Il solo modo
per liberarsi dalla Volont negarla: quindi necessario passare dalla
Voluntas alla Noluntas. Le strade per allontanarsi dalla sofferenza del mondo
fenomenico sono tre:
1) ARTE: consiste nella contemplazione disinteressata delle idee, ossia di
forme pure, da parte del puro soggetto del conoscere (puro occhio del
mondo); sottrae l'individuo dai bisogni e dai desideri quotidiani elevandolo
al di sopra del dolore e del tempo. La musica l'arte pi profonda ed
universale capace di metterci in contatto con le radici stesse della vita e
dell'essere. La liberazione tuttavia ha carattere parziale e temporaneo.
2) MORALE: deve sorgere non da un imperativo categorico ma da un senso di
piet o di compassione nei confronti del prossimo. Mantiene lindividuo
allinterno del mondo ma fa s che si liberi dallegoismo. Soffrendo con laltro
e compatendolo, non c differenza ma unione metafisica. Bisogna assumere
un sentimento di caritas.
3) ASCESI: con essa si raggiunge il traguardo di una liberazione totale; la
cessazione di qualsiasi istinto e impulso, vi indifferenza verso le cose.
Luomo annienta la volont di vivere rifugiandosi nella non volont (nolont)
che l'aspirazione ad essere assorbito nel nulla e corrisponde al Nirvana
buddista (esperienza del nulla). In altre parole, se il mondo, con tutte le sue
illusioni, le sue sofferenze ed i suoi desideri, un nulla, il Nirvana un
tutto, un oceano di pace, uno spazio luminoso di serenit, in cui si
dissolve la nozione dellio e del soggetto, cio il fenomeno.

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Il tema dell'illusione presente anche nella visione della vita di Lucrezio,


grande poeta latino. Egli non esalta i pregi che tale sentimento produce ma lo
condanna, considerando la stessa RELIGIO un'illusione e causa di tanti mali.

VITA
Tito Lucrezio Caro, nasce nel 99 a. C. probabilmente a Pompei e mor nel
55 a. C., non si sa se avvelenato o suicida. Della sua vita non si conosce quasi
nulla per il fatto che sono pervenuti pochissimi scritti. Il poema che ha lasciato
il De Rerum Natura (intorno alla natura delle cose).
Il punto di vista da cui guarda il mondo si rif alla dottrina del filosofo greco
Epicuro, l'epicureismo; Lucrezio non crede in un altro mondo, non crede nella
sopravvivenza dell'anima, ma si limita a descrivere e a esaltare la vita terrena.
La virt, la felicit, il piacere, il dolore, ecc. sono per lui sentimenti, modi di
essere, legati strettamente alla nostra esistenza fisica; rifiuta la religione
pagana e ne crea al suo posto una che non ha bisogno di di, la religione
dell'uomo e della natura. Si limita a descrivere ed esaltare la vita terrena.
Il pubblico a cui si indirizza la classe dirigente del tempo.

DE RERUM NATURA
E' un poema epico-didascalico in esametri, suddiviso in sei libri.
Suo oggetto lesposizione della filosofia epicurea, nella quale vede lunica via
per risolvere i problemi esistenziali delluomo.
Il destinatario un certo Memmio, al quale dedica lopera, forse per ottenere
da lui un qualche protettorato.
Lucrezio ribadisce il valore strumentale e divulgativo della forma poetica,
destinata a mediare in modo efficace contenuti che altrimenti riuscirebbero
ostici al lettore.
E' molto importante l'influenza di Empedocle: con quest'ultimo ha in
comune non solo la forma esametrica e l'argomento, ma anche la profonda
convinzione di una missione da compiere per il bene dellumanit.
CONTENUTO DELL'OPERA:
Il poema preceduto da un proemio ed concluso da un epilogo; i libri dispari
(I, III, V) forniscono le premesse concettuali per la spiegazione dei fenomeni
analizzati nei libri pari successivi.
I e II libro: descrizione fisica del mondo
III e IV libro: descrizione dei comportamenti dell'uomo
V e VI libro: hanno per oggetto la cosmologia che si conclude con la
descrizione della Peste di Atene.
STILE: utilizza molte figure retoriche (allitterazioni, anafore, chiasmi e
arcaismi).
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La noia in Lucrezio
La noia , per Lucrezio, come una malattia. Essa deriva dallimpossibilit
delluomo di soddisfare i propri desideri, le proprie ambizioni, passioni, impulsi.
Tutto ci crea alluomo una sensazione di profondo disagio di cui spesso non
riesce a stabilire le cause precise. Lappagamento dei singoli desideri e delle
pulsioni umane sar solo momentaneo e illusorio: appagato un desiderio ne
verr di nuovo un altro e cos via. Solo da unaccurata conoscenza della natura
delle cose, e dalladottamento della filosofia epicurea (atarassia), si pu
sconfiggere la noia ed evitare il senso di disagio.
Gli uomini si affannano perseguendo falsi scopi, miraggi illusori: gareggiano
per emergere, contendono tra loro per conquistare ricchezze e potere, che
sono fonti non di vera gioia ma di apprensioni, inquietudini e sofferenze. E non
si accorgono che la natura non richiede altro che lassenza di dolore fisico e
spirituale: condizione che si pu ottenere con la massima facilit, appagando
semplicemente i bisogni elementari.

Natura madre o matrigna?


Lucrezio ci fornisce una visione del mondo e della natura triste e sconsolata:
la natura ostile alluomo e rende la sua vita sulla terra difficile e dolorosa.
Tale quadro negativo pu far pensare a una visione pessimistica della realt.
Spesso afferma con accenti di profonda convinzione che possibile per luomo,
purch aderisca alla verit e alla sapienza epicurea, trasformare positivamente
una situazione esistenziale difficile e dolorosa, sconfiggendo la sofferenza e
conquistando la felicit (riferimento alla concezione Leopardiana, che si basa
sugli stessi principi, ma giunge a una conclusione negativa).
La religio tradizionale e il sacrificio di Ifigenia
Lucrezio soprattutto poeta della ragione; aspra pertanto la sua polemica
contro la RELIGIO, cio la superstizione, causa di errori e persino di delitti,
come l'uccisione di Ifigenia, sacrificata dal padre Agamennone per favorire la
partenza della flotta greca dal porto di Aulide: " Tantum religio potius suadere
malorum " (A tanti mali pot spingere la superstizione).
Dal verso 62 del primo libro, inizia a descrivere la condizione infelice degli
uomini che vivevano prigionieri delle superstizioni religiose.
Epicuro fu il primo essere mortale a sfidare tali superstizioni e a indagare
con la forza del pensiero scientifico la natura delle cose.
Le critiche alla religio fatte da Epicuro (Lucrezio spiega a Memmio) non sono
empie, ma empi sono i riti tradizionali che una concezione sbagliata degli dei e
della loro attivit ha imposto agli uomini. In particolare empia luccisione di
Ifigenia.
Gli dei esistono ma non aiutano, n ostacolano, n puniscono gli uomini
(quello succedeva presso i Romani).
SEQUENZE | Libro I vv 62-1001:
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1.

[62-65]

Immagine della religione.

2.

[66-79]
Immagine di Epicuro (vincitore) ed esposizione dellopera di
Epicuro: Epicuro dapprima os sollevare gli occhi mortali contro la
religione e per primo os resisterle volle rompere per primo le porte
chiuse della natura.

3.

[80-84]
Vittoria della filosofia di Epicuro sulla religione: e percosse
con la mente e lanimo tutto luniverso da cui vincitore ci riport.

4.

[84-99]
Scena drammatica della morte di Ifigenia: quella religione di
cui ho parlato prima port ad azioni empie e sciagurate.

5.

[100-101]
religione.

Giudizio sulla religione: indurre a si gran misfatto pot la

Humana ante oculos foede cum vita iaceret


Quando la vita umana giaceva vergognosamente sotto gli occhi (di tutti)
in terris oppressa gravi sub religione
sulla terra oppressa sotto il peso della superstizione
quae caput a caeli regionibus ostendebat
che mostrava il (suo) volto dalle regioni del cielo
65 horribili super aspectu mortalibus instans,
minacciando dall'alto i mortali col (suo) orribile aspetto,
primum Graius homo mortalis tollere contra
per la prima volta un uomo Greco os alzare contro (di essa)
est oculos ausus primusque obsistere contra,
gli occhi mortali e per primo (os) resisterle contro,
quem neque fama deum nec fulmina nec minitanti
e non lo spaventarono n i falsi racconti sugli di n i fulmini
murmure compressit caelum, sed eo magis acrem
n il cielo col minaccioso brontolio, ma ancor pi
70 inritat animi virtutem, effringere ut arta
stimolarono l'indomita energia del animo, tanto che egli
naturae primus portarum claustra cupiret.
desider spezzare per primo gli stretti serrami delle porte della natura.
Ergo vivida vis animi pervicit, et extra
Dunque la sua vivida intelligenza trionf, e lontano
processit longe flammantia moenia mundi
si spinse al di l delle ardenti barriere dell'universo
atque omne immensum peragravit mente animoque,
e percorse l'universo immenso con la mente e col cuore,
75 unde refert nobis victor quid possit oriri,
di dove ci riferisce trionfatore che cosa possa nascere,
quid nequeat, finita potestas denique cuique
che cosa non possa, per quale ragione vi sia per ogni
quanam sit ratione atque alte terminus haerens.
cosa un potere delimitato e un termine assolutamente fisso.
Quare religio pedibus subiecta vicissim
Cos la religione abbattuta sotto i piedi, calpestata a
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obteritur, nos exaequat victoria caelo.


sua volta, e (questa) vittoria ci eguaglia al cielo.
80 Illud in his rebus vereor, ne forte rearis
Una cosa io temo in questi argomenti, che tu (= Memmio)
impia te rationis inire elementa viamque
per caso creda di iniziarti agli elementi di una dottrina
ndugredi sceleris. Quod contra saepius illa
empia e di incamminarti per la strada del male. Invece
religio peperit scelerosa atque impia facta.
proprio essa, la religione, ha partorito fatti scellerati ed empi.

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In the english literature Blake and Dickens speak of the theme of illusion.

LIFE
William Blake was born in London in 1757 into a lowerclass family. He
took to writing poetry and published Songs of Innocence
and Songs of Innocence and of Experience. The sale of
this and other books was not a success.
The poetry expressed his belief in the poet as a prophet
and his sympathy for revolutionare movements.
For him imagination is the ability to see more deeply into
the life of things, a power which he saw as peculiar to the
poet, to the child and to the man in a state of innocence.
He described "innocence" and "experience" as the two
contrary states of the human soul.
Innocence: refers to the condition of child who has not yet exprerienced the
evils. This is a bright world of happiness and freedom. This inner state of
innocence is externalized in a world of images such as the lamb and the child
and is based on feelings of love and generosity. Innocence is an ideal to be
strugglef for in a corrupt and wicked world.
Experience: is the world of normal adult life and it is represented with
chimney sweep, the hapless soldier and the young prostitute of the poem; this
is a world oppresses.
THE LAMB = lamb is the symbol of God's innocence and a demonstration of
his love for his creatures.
THE CHIMNEY SWEEPER = a child can have visions and dreams.
Blake's view of the poet is that of a visionare man.
STYLE: Blake uses simple lexis and syntax; his poems are rich in images.

THE LAM
15

Little Lamb, who made thee?


Dost thou know who made thee?
Gave thee life, and bid thee feed
By the streams and over the mead;
Gave thee clothing of delight,
Softest clothing, woolly, bright;
Gave thee such a tender voice,
Making all the vales rejoice?
Little Lamb, who made thee?
Dost thou know who made thee?
Little Lamb, I'll tell thee,
Little Lamb, I'll tell thee:
He is called by thy name,
For he calls Himself a Lamb,
He is meek, and He is mild;
He became a little child.
I, a child, and thou a lamb.
We are called by his name.
Little Lamb, God bless thee!
Little Lamb, God bless thee!

THE CHIMNEY SWEEPER


When my mother died I was very young,
And my father sold me while yet my tongue
Could scarcely cry " 'weep! 'weep! 'weep! 'weep!"
So your chimneys I sweep, and in soot I sleep.
There's little Tom Dacre, who cried when his head,
That curl'd like a lamb's back, was shav'd, so I said
"Hush, Tom! never mind it, for when your head's bare
You know that the soot cannot spoil your white hair."
And so he was quiet, and that very night
As Tom was a-sleeping, he had such a sight!
That thousands of sweepers, Dick, Joe, Ned, and Jack,
Were all of them lock'd up in coffins of black.
And by came an Angel who had a bright key,
And he open'd the coffins and set them all free;
Then down a green plain leaping, laughing, they run,
And wash in a river, and shine in the sun.
Then naked and white, all their bags left behind,
They rise upon clouds and sport in the wind;
And the Angel told Tom, if he'd be a good boy,
He'd have God for his father, and never want joy.
16

And so Tom awoke, and we rose in the dark,


And got with our bags and our brushes to work.
Though the morning was cold,Tom was happy and warm;
So if all do their duty they need not fear harm.

LIFE
Charles Dickens was born in the south of England in
1812. He works in a shoe-blacking factory for a few months
and this experience was never forgotten. The poor and the
oppressed are present in his fiction. He travelled and wrote
accounts of his journeys.
He wrote fourteen novels: Oliver Twist, Nicholas
Nickleby (adventure novels centred around the heroes that
give title to the books), The Old Curiosity Shop
(sentimental story), David Copperfield (Dickens's most
autobiographical novel and revisits his painful childhood),
Hard Times (shows the class struggle in industrial society),
ecc...
THEME: the exploitation of child labour, the ill-treatment of pupils in
hideous schools, unsafe factory conditions, the plight of the working class.

OLIVER TWIST
Is a sort of fairy tale in which good triumphs over evil. The "workhouse"
where Oliver and his companions live is based on "charitable" institutions of
the time which treated the poor as if poverty was a crime; the aim of Dickens's
satire is to expose a form of public charity which eliminates poverty by starving
the poor.
The scene is not realistic.
Summary of Oliver Twist: Oliver is an orphan brought up in a workhouse, an
institution for poor people in London. He falls into the clutches of a thief and,
although he's natural honesty remains uncorrupted, he is arrested on suspicion
of stealing from an old gentlman; this old gentlman will discovered as his
grandfather. The novel closes with a happy ending.

Nell'arte il tema dell'illusione viene trattato dagli impressionisti; la realt


nei loro quadri non rappresentata cos com', ma secondo le impressioni che
suscita all'artista; essa quindi un'illusione.

L IMPRESSIONISMO
17

E' un movimento che segner una svolta decisiva nella


storia della pittura.
Il 15 aprile 1874, si apriva a Parigi la prima mostra,
organizzata da un gruppo di giovani pittori, in opposizione al
Salon (esposizione ufficiale che consacrava la fama degli artisti
e dava loro la possibilit di trovare acquirenti).
Un critico, Louis Leory, scrisse su un celebre giornale
satirico un articolo nel quale definisce questo gruppo di pittori
"impressionisti", prendendo spunto da un quadro di Monet
esposto alla mostra, che si intitolava : "Impressione. Il levar
del sole".
TERMINE: inizialmente usato in senso dispregiativo in quanto
le impressioni sono prive di meditazione, superficiali, non
definite e quindi non degne di diventare pittura.
FINE: cogliere la sintesi dei molteplici momenti della nostra
vita, andando oltre la semplice riproduzione della realt
esterna.
CAFFE GUERBOIS: luogo dincontro dove gli artisti, che si battevano contro
laccademismo per laffermazione di una pittura che interpretasse la realt in
maniera nuova, totale e libera, si recavano quando, tramontato il sole, era
impossibile dipingere.
Le mostre che questi artisti, definiti da tutti impressionisti, presentarono
ottennero esiti disastrosi.
TEMI: qualunque oggetto, il quale vive solo per la vita che gli d lartista. Lo
stesso tema potr essere dipinto da diversi pittori, nella stessa ora e nello
stesso punto di vista, ma il risultato non sar mai uguale perch ognuno vede
e giudica la realt in maniera diversa.

Lo spazio non definibile perch esiste non solo in profondit verso il


punto di fuga ma anche a destra e a sinistra.
La luce lelemento indispensabile per la visione, in quanto tutto ci
che davanti ai nostri occhi visibile solo se illuminato.
Le ombre sono formate da colori complementari i quali generano
straordinaria luminosit.
Viene reso il senso del movimento, ricerca costante nella riproduzione
del vero, che fa parte dellimpressione che noi riceviamo percependo dal
mondo esterno.

EN PLEIN AIR (allaria aperta): la maggior parte degli impressionisti


sosteneva la necessit di dipingere allaria aperta per ricevere con
immediatezza limpressione in tutte le sfumature della luce, del colore, dei
riflessi, degli spazi; altri preferivano dipingere in studio ritenendo che
limpressione ricevuta dalla realt venisse come filtrata attraverso il ricordo e
quindi fosse pi autentica perch non soggetta al pericolo della riproduzione
banale del vero.
18

L'impressionismo finisce nel 1886 con l'ultima mostra.

MANET (Francese; 1832 1883): le sue opere rivelano la discendenza dai


grandi maestri, non soltanto perch esiste una continuit tra passato e
presente, ma anche nella composizione, al punto di sembrare un imitatore e di
essere accusato di scarsa fantasia. Non conta il soggetto, ma linterpretazione
che da di esso lartista.
Quadri che suscitarono scalpore e che vennero realizzati in studio:
Djeuner sur lherbe (Colazione sullerba):

Apparve agli occhi del


pubblico e della critica
indecente dalla trasposizione
del fatto in et moderna, lungo
le rive di un fiume, come se
una giovane donna
contemporanea, recatasi a fare
colazione sullerba ai bordi della
Senna, si fosse denudata
completamente e conversasse
con due giovanotti borghesi
abbigliati con cura, mentre
unaltra ragazza, in camicia, si
curva per sciacquarsi.

19

Olympia:

Evidente il ricordo della Venere di Urbino di Tiziano e della Maja denuda


di Goya;
Rompeva con la tradizione accademica per la modellazione
esclusivamente coloristica;
Indipendentemente dal soggetto, ogni particolare ha un suo preciso
valore cromatico collocandosi in rapporto con tutti gli altri e con linsieme; i
colori senza passaggi chiaroscurali, sono resi pi luminosi dal contrasto con
il fondo scuro.

MONET (Francese; 1840 1926): vuole rendere lespressione che ha


ricevuto guardando il paesaggio; lacqua esprime il senso di relativit dei nostri
rapporti con ci che ci circonda, anzi la relativit del nostro essere non soltanto
perch i riflessi variano continuamente, ma perch essa non mai la stessa.
La Grenouillre:

La natura vive in tutta la sua


mobilit e continuit e noi viviamo in
mezzo ad essa;
Protagonista lacqua
(costituzionalmente mobile e
riflettente) che domina buona parte
della superficie e la cui mobilit resa
evitando la fusione dei colori che sono
distribuiti a macchie accostate a forma
di piccole strisce orizzontali.

Regata ad Argenteuil :

Lacqua del fiume riflette lazzurro del cielo, il rosso delle casa, il verde
della riva, il bianco delle vele;
Laccostamento dei colori primari e complementari determina una
luminosit intensa e festosa, cosicch tutto luce, tutto colore.

Impressione. Il levar del sole e


Impressione. Il tramonto del sole:

Lelemento fondamentale per


la scomposizione della luce la
nebbia che attenua i colori delle
cose; da ci che i nostri occhi
vedono ricaviamo impressioni,
non certezze;

20

Sono la descrizione di un luogo irriconoscibile ed esprimono il suo mondo


interiore, la sua reazione emotiva di fronte alle percezione che gli
provengono dallesterno in unora qualsiasi di un giorno qualsiasi.

RENOIR (Francese; 1841 1919): riporta nei quadri la gioia di vivere, la


gioia di partecipare alla vita di tutto ci che ci circonda e di apprezzare la
bellezza al punto da sentire lurgenza di fissare sulla tela il ricordo di ogni
percezione visiva. Dipingere gioia. Lo appassiona lo studio della luce solare
che colpisce le cose, gi colma di riflessi e scomposta perch filtrata dalle
foglie.
Bal au Moulin de la Galette:

Ballo (costituito dal movimento)


allaperto di giovani qualunque nei loro
vestiti giornalieri;
Il movimento transitorio, le
impressioni fugaci si succedono le une alle
altre, ovunque uno scintillio di luci e
colori che si tramutano.

CZANNE (Francese; 1839 1906): la sua pittura sembra essere lopposto


di quella impressionista ricercando la fugacit dellimpressione, la solidit
costruttiva della forma. Non vuole riprodurre l'apparenza della natura, ma
coglierne la sostanza. Afferma che tutta la realt riconducibile al cubo, al
cilindro e alla sfera perch vuole superare la superficialit dellocchiata gettata
a caso sulla natura, per esprimere il significato che acquista la somma sintetica
delle sensazioni.
La casa dell'impiccato:

Pennellata rapida a tocchi;


Gruppo di case paesane in un
ambiente campestre;
Volumi e spazi non sono strutturati
secondo le norme prospettiche, ma
mediante larghe masse di colori.

21

I giocatori di carte :

I due sono coordinati luno allaltro


mediante la convergenza delle mani
verso il centro, indicato con la bottiglia
di vino, in un rapporto reciproco di
forme; entrambi sono costruiti con
solidit, come il tavolo, la stoffa che lo
ricopre e gli altri elementi scenici,
mediante le larghe zone di colore.

Un'illusione che rimasta sempre costante nel tempo riguarda le stelle;


spesso gli uomini si soffermano ad ammirarle, ma con altrettanta frequenza
capita che ci che vedono non altro che un'illusione. Pu capitare infatti, data
la distanza che c' tra la terra e i corpi celesti, che noi osserviamo stelle che in
realt sono gi morte in quanto, anche se la velocit della luce di circa
300000 km/s, impiega migliaia di anni luce affinch possa essere percepita
dall'occhio umano.

LE STELLE
Le stelle, si sa, sono i puntini che popolano il nostro cielo ogni volta che il
sole tramonta.
Si sa anche che sono fonte di grande fascino ed in oltre sono, e sono state,
dense di significato per molte popolazioni, soprattutto in passato che le hanno
radunate in costellazioni.
Basti pensare che gli antichi credevano che le stelle fossero dei fori su
una grande sfera al di l della quale c'era una grande luce prorompente
rappresentante il Dio creatore. Erano quindi considerate come collegamento
con l'aldil. Gli antichi dedicavano molto allo studio degli astri, temevano quello
che a loro il cielo poteva celare.

RIFERIMENTI PER
INDIVIDUARE LE
STELLE
Guardando il firmamento si
ha come limpressione che la
Terra si trova in mezzo ad una
sfera cava sulla cui superficie
interna vediamo proiettate
tutte le stelle. Questa sfera si
chiama Sfera Celeste.
22

Nel suo centro inseriamo losservatore. Tracciamo la verticale che attraversa


losservatore. Questa verticale incontrer la sfera celeste nei due punti Zenit1[1]
e il suo opposto, Nadir. Se tagliamo questasse con un piano perpendicolare
ad esso nel punto in cui il piano incontra la sfera celeste si ha lorizzonte
celeste, che divide la sfera in un emisfero superiore ed in uno inferiore.
La terra ruota intorno ad un asse, lasse terrestre, il cui prolungamento
nello spazio incontra la sfera nei due poli celesti Nord e Sud.

LE DISTANZE ASTRONOMICHE
Le pi usate unit di misura delle distanze sono:

Unit astronomica: in genere usata entro i limiti del sistema solare e


corrisponde alla distanza media terra-sole che di circa 149 600 000 Km.
Anno-luce: la distanza percorsa in un anno dalla radiazione luminosa,
che si muove circa alla velocit di 300 Km/s. un anno-luce corrisponde
quindi a una distanza di 9 463 miliardi di chilometri.
Parsec: la distanza di una stella che ha una parallasse, cio uno
spostamento apparente della posizione (se osservata dagli estremi opposti
dellorbita terrestre) di due secondi darco. E la distanza di un punto dal
quale un osservatore vedrebbe il semi asse maggiore dellorbita terrestre,
perpendicolarmente (perpendicolare cio allasse immaginario che unisce il
punto al sole) sotto langolo di 1. Questa unit di misura si basa sulla
misura accurata dellangolo di parallasse. In realt col termine parallasse si
indica lo spostamento apparente di un oggetto rispetto ad un punto di
riferimento molto lontano, quando loggetto viene osservato da due punti
diversi. Per avere le due misurazioni, questa misurazione si fa di sei mesi
cio quando la terra ha percorso met della sua orbita totale.

STELLE A CONFRONTO
La luce stellare giunge all'occhio dell'uomo come qualcosa di vacillante e
intermittente, e questo nell'antichit ha suggerito l'immagine delle stelle come
punti luminosi emananti raggi. Tuttavia, osservate con un buon cannocchiale o
con un telescopio, le stelle appaiono del tutto sprovviste di raggi. Questi
dunque non sono reali, ma frutto dell'interazione tra la luce stellare e l'occhio
umano.
Guardando la volta stellata, inoltre, ci si rende conto che la maggior parte
degli astri notturni mostra una rapida variazione di splendore che noi
percepiamo come un costante scintillio. Tale scintillazione permane anche se si
osservano le stelle a mezzo di strumenti. Ma questo non un fenomeno dovuto
alle stelle in quanto tali. La sua causa sta nell'alternarsi, nell'atmosfera
terrestre, di masse d'aria di densit e umidit differenti. La luce stellare,
attraversando questi diversi strati atmosferici in continua trasformazione, viene
rifratta. Questo fenomeno rende difficoltose le osservazioni con il telescopio
1[1]

ZENIT: stella che sta esattamente sopra losservatore.


23

ottico. La scintillazione diminuisce infatti con l'altezza, cessando ai limiti


dell'atmosfera, in cui la luce non deve attraversare strati d'aria.
Ci che persiste anche all'osservazione telescopica ed talvolta visibile a
occhio nudo, la differenza di splendore tra una stella e l'altra. Si tratta di un
carattere dovuto alla natura delle stelle e non a una nostra illusione ottica. Gli
antichi stabilivano la grandezza delle stelle a seconda del loro splendore, ma
ci errato. L'esperienza insegna che oggetti grandi e splendenti possono
apparire anche piccolissimi e opachi quando si trovano a grande distanza. Lo
splendore delle stelle solo uno splendore apparente, che non testimonia
affatto della loro grandezza o della loro distanza. Nonostante ci gli astronomi
hanno classificato le stelle seguendo l'uso degli antichi, ossia suddividendole in
stelle di prima, seconda, terza grandezza ecc., in relazione al loro diverso
splendore.
Le caratteristiche che permettono di catalogare i corpi celesti in gruppi
omogenei sono:

La magnitudine: la diversa luminosit delle stelle servita fin dai


tempi antichi a suddividere le stelle in sei ordini di grandezza. Oggi il
termine grandezza sostituito da magnitudine che pu essere di due tipi:
magnitudine apparente (m) e magnitudine assoluta (M). Con il termine
magnitudine apparente si indica la luminosit di una stella per come noi la
vediamo, mentre col termine magnitudine assoluta si indica la luminosit
intrinseca di una stella, che corrisponde alla luminosit che le singole stelle
mostrerebbero se poste a una distanza standard da noi pari a 10 parsec.
Una volta nota la magnitudine assoluta di una stella possibile risalire alla
distanza della stella per confronto con la sua magnitudine apparente (M=m
+ 5 5 log d). Non tutte le stelle hanno una magnitudine costante come le
variabili pulsanti che a cicli regolari emettono maggiore o minore energia.

Stelle doppie: esistono sistemi di stelle che ruotano intorno a un


baricentro comune e si eclissano a vicenda a intervalli regolari; quando una
delle due stelle viene occultata la sua luce viene intercettata e si osserva
una diminuzione della luminosit complessiva del sistema.

Colori, temperature e spettri stellari: lo studio dei corpi luminosi


avviene in buona parte con esami spettroscopici; un qualunque raggio
luminoso da origine a uno spettro, cio a una striscia (visibile su uno
schermo o su una lastra fotografica) formata da bande con tutti i colori
delliride (dal rosso che corrisponde a luce con grandezza donda maggiore
al blu con lunghezza donda minore). Gli spettri sono una specie di impronta
digitale dei vari elementi chimici. Esaminando le posizioni e gli spessori delle
righe negli spettri possiamo determinare gli elementi del corpo da cui viene
prodotta la luce.
Il tipo spettrale dipende dalla temperatura del corpo emittente e le stelle
non hanno tutte la stessa temperatura, quindi vengono classificate in una
serie di classi spettrali, ordinate in funzioni di valori decrescenti della
temperatura. Le analisi spettrali hanno messo in evidenza una notevole
24

uniformit nella composizione chimica delle atmosfere stellari: Idrogeno


80%, Elio 19%, 1% di altri elementi chimici che conosciamo.

Stelle in fuga e stelle in avvicinamento: le stelle si muovono nel


firmamento. E ovvio che la velocit di una stella che si sposta pu essere
stimata con sufficiente approssimazione se la direzione del movimento
perpendicolare alla linea che unisce losservatore alla stella stessa. Ma
alcuni corpi si allontanano o si avvicinano: in questo caso le stime sono
fornite dalla spettroscopia attraverso lapplicazione delleffetto Doppler2[2].

TRA STELLA E STELLA: MATERIA INTERSTELLARE E


NEBULOSE
Nelluniverso si trovano diffusi polveri finissime e gas. Tale materia
interstellare risulta spesso concentrata in ammassi di materia chiamati
nebulose composte da idrogeno (il pi abbondante), elio, ossigeno, azoto,
carbonio e polvere interstellare.
Le nebulose sono di tre tipi:

nebulose oscure perch prive di luce.

Effetto Doppler: in una sorgente di luce che si allontana velocemente da noi


aumenta la lunghezza donda della luce che viene emessa. Come conseguenza
la stella ci appare pi rossa di quanto sia in realt.
2[2]

25

nebulose a riflessione perch debolmente luminose se attraversate


dalla luce di una stella vicina.

nebulose ad emissione se dotate di una tenue luce propria.

L'estensione di una nebulosa (la "fabbrica" nella quale si producono le


stelle) si pu aggirare anche attorno al centinaio di anni luce.
Il gas della nebulosa inizia a concentrarsi verso il centro per effetto della
forza gravitazionale che spinge gli atomi di idrogeno l'uno contro l'altro. Ad un
certo punto, quando gli atomi di H sono concentrati enormemente nel centro,
inizia un processo di fusione nucleare che in grado di fornire il massimo
dell'energia dalla materia.

IL DIAGRAMMA H-R
26

Il diagramma di Hertsprung-Russell mostra la relazione tra massa, colore e


luminosit. La sequenza principale lo stato in cui si vengono a trovare le
stelle di medie dimensioni come il Sole. La classe spettrale non altro che una
classificazione delle stelle in base alla temperatura e quindi al colore. Va
dall'azzurro al rosso e segue l'ordine O-B-A-F-G-K-M-N-R. Esiste poi una
suddivisione ulteriore, per ampliare la precisione degli intervalli considerati,
all'interno di ciascuna classe spettrale. L'ulteriore suddivisione va da 0 a 9 (ad
esempio B2, G5) in ordine decrescente di luminosit.

COME NASCONO E MUOIONO LE STELLE


probabile che le stelle nascano dai cosiddetti globuli di Bok, veri
addensamenti di gran quantit di polveri e gas che
appaiono come nuclei oscuri e nettamente circoscritti
allinterno della diffusa luminosit delle nebulose.
Allinterno dei globuli possono innescarsi moti turbolenti,
che frammentano i globuli in ammassi pi piccoli,
allinterno dei quali la reciproca attrazione gravitazionale
tra le particelle della nebulosa d inizio ad un processo
daggregazione. Con il proseguire delladdensamento,
lenergia gravitazionale si trasforma in energia cinetica
facendo aumentare al temperatura del corpo gassoso, che si trasforma in una
protostella da cui si diffondono radiazioni infrarosse.
A causa della forza di gravit, la contrazione prosegue e il nucleo della
protostella si riscalda; ma se la massa iniziale scarsa la temperatura non
arriva a far innescare le reazioni termonucleari: la contrazione si arresta e il
corpo si raffredda, lasciando unoscura nana bruna (stella mancata). Se
invece la massa sufficiente, continua a scaldarsi, fino a raggiungere
temperature di 15 milioni di K, sufficienti a far innescare il processo
termonucleare di trasformazione dellidrogeno in elio. In tale reazione 4 nuclei
didrogeno si fondono in un singolo nucleo delio. Ma nel corso della fusione una
parte della massa scompare e si converte in energia. Il calore liberato da tale
reazione fa aumentare la pressione dei gas verso lesterno, fino a compensare
la forza di gravit: si giunge cos ad una fase di stabilit, durante la quale, la
stella, ormai adulta, si trova nella sequenza principale del diagramma H-R, che
rappresenta, quindi, la fase dellevoluzione di una stella. Quando lidrogeno
27

quasi consumato del tutto, il nucleo delio che si formato finisce per
collassare, cio per contrarsi su se stesso; in tale processo si riscalda
progressivamente fino a temperature di 100 milioni di K, sufficienti ad
innescare nuove reazioni termonucleari, che trasformano lelio in carbonio.
La stella entrata in una nuova fase e appare come una gigante rossa,
ora la sua evoluzione seguir diverse strade secondo la sua massa iniziale.

Stelle con massa iniziale poco inferiore a quella del sole


Continuano a collassare gradualmente fino a divenire corpi delle dimensioni
della terra, con i nuclei degli atomi immersi in un mare continuo delettroni.
Questa lorigine delle nane bianche, che sono destinate a raffreddarsi
lentamente perch prive di una fonte denergia nucleare.
Stelle con massa iniziale come quella del sole
Allo stadio di giganti rosse, espellono i loro strati pi esterni
trascinati via dal vento stellare, dando origine a
nubi sferiche di gas in espansione. Tali involucri
vengono chiamati nebulose planetarie. Senza
linvolucro esterno, la gigante rossa si trasforma
in un nucleo rovente che continua a riscaldarsi ed a
contrarsi a spese dellidrogeno, fino al punto in cui la
nebulosa scompare e la stella centrale diventa una nana
bianca.
In alcuni casi si osservano vere e proprie esplosioni
stellari, che si manifestano con un improvviso aumento di luminosit e che
danno origine alle novae.
Stelle con massa iniziale superiore di una decina di volte quella
solare
Le temperature interne subiscono un forte innalzamento, fino ad alcuni
miliardi di K, creando un nucleo di ferro. A questo punto il
collasso si fa cos rapido e violento da provocare
unesplosione; gran parte della stella, supernova, si
disintegra e viene lanciata nello spazio. Il materiale rimante
contrae per la forza di gravit, ma vista lenorme massa
rimasta, la sua densit aumenta in maniera inconcepibile,
provocando unulteriore trasformazione: elettroni e protoni si fondono dando
vita ad una stella di neutroni con un diametro di soli 20/30 Km.
Stelle con massa iniziale superiore a qualche decina di volte quella
del sole
Dopo la fase di supernova, il collasso gravitazionale prosegue incontrastato
formando un corpo sempre pi piccolo con un campo
gravitazionale immenso. Questo stadio chiamato buco nero.
Un buco nero un pauroso oggetto freddo a senso unico:
qualunque cosa pu entrarvi, ma non uscirne.
28

Anche nella storia l'illusione stata presente; l'Italia, ad esempio, entr in


guerra nel 1915 con l'illusione di espandere i propri territori e di divenire una
grande potenza.

LA PRIMA GUERRA MONDIALE


La guerra che ebbe inizio nel 1914 e si protrasse per pi di quattro anni,
fino al 1918, fu diversa dai conflitti precedenti per molti aspetti e costitu un
fatto nuovo nella storia dellumanit per i suoi caratteri e le sue conseguenze:
si pot parlare di guerra mondiale perch, per la prima volta, nel conflitto
furono coinvolte tutte le potenze industriali e con esse il resto del mondo, da
queste controllato sotto forma di colonie e protettorati.
La tecnologia si mette al servizio della distruzione: vengono sperimentate
nuove tecniche belliche, come ad esempio i carri armati, gli aeroplani e i gas
tossici.
L'occasione che port alla 1 guerra mondiale fu l'assassinio dell'arciduca
ereditario d'Austria Francesco Ferdinando e della consorte, a Sarayevo, ad
opera dello studente serbo Gavril Prinzip, il 28 giugno 1914.
Questo avvenimento ruppe i fragili equilibri su cui si basavano le relazioni
tra gli stati europei e innesc una reazione a catena di atti e decisioni che
ebbero come sbocco inevitabile il conflitto armato.
Lattentato di Sarajevo aveva cos dato allAustria-Ungheria e alla Germania
un pretesto per attuare la loro volont di guerra.
Ma un intreccio di cause di natura politica, economica e culturale
determinarono la guerra.
Le CAUSE POLITICHE sono da ricercare:

nella tensione, irrisolta, tra Francia e Germania;


nella questione balcanica, in cui Austria e Russia avevano opposti
interessi;
nella rivalit fra Germania ed Inghilterra sulle colonie;
nel sistema di alleanze che legava le potenze europee, in modo che la
guerra dovesse essere generale.

Fra le CAUSE ECONOMICHE si deve considerare:

la perdita del ruolo di prima potenza dell'Inghilterra;


la spietata concorrenza nei Paesi europei per difendere le proprie
economie;
la fine della conquista coloniale;
la corsa agli armamenti divenuta un grande affare economico che
saldava gli interessi dell'industria pesante con il militarismo ed il
nazionalismo.
29

Per ci che concerne le CAUSE CULTURALI all'idea di patria si andava


associando un insieme di elementi reazionari, di razzismo, di aggressivit
imperialistica, di istinto di potenza. Pertanto anche le ideologie ed i fenomeni
culturali diffusi costituirono una delle ragioni dello scoppio del conflitto.
Il 28 luglio 1914 (dopo un ultimatum non accettabile dai serbi), lAustria
dichiar guerra alla nazione balcanica, ritenuta responsabile dellassassinio, e
bombard la capitale Belgrado.
I due contrapposti sistemi di alleanze (Triplice Alleanza tra Austria,
Germania e Italia e lIntesa tra Francia e Inghilterra, a cui si affiancher la
Russia in difesa della Serbia, suo stato satellite) portarono alla guerra
generale.
Subito dopo la dichiarazione di guerra l'Italia fu divisa fra interventisti e
neutralisti ritenendo non operante la Triplice Alleanza, poich la guerra aveva
carattere offensivo e non difensivo come stabilivano i patti.
A FAVORE della guerra erano i nazionalisti che rivendicavano terre italiane
(Trento e Trieste) o parzialmente italiane (Istria e Dalmazia), gli irredentisti che
rivendicavano solo Trento e Trieste in nome degli ideali risorgimentali, i
socialisti riformisti ed i radicali.
CONTRO la guerra furono la maggioranza degli italiani, operai e contadini,
rappresentanti del partito socialista e cattolici, i liberali ed i giolittiani.
Per, nellaprile del 1915, dopo unaccesa contestazione interna tra
interventisti e contrari allintervento, il ministro degli esteri italiano Sonnino,
stipul, allinsaputa del Parlamento, il Patto di Londra, che impegnava lItalia
ad entrare in guerra a fianco dellIntesa nel giro di un mese e le garantiva, in
caso di vittoria, il Trentino e il Tirolo meridionale, Trieste, lIstria, la Dalmazia,
esclusa la citt di Fiume, e la base di Valona in Albania. Il conflitto cominci,
per lItalia, il 24 maggio del 1915, quando lesercito varc il fiume Piave,
aprendo un nuovo fronte.
All'inizio delle operazioni militari la strategia tedesca, che avrebbe voluto
una GUERRA LAMPO, si scontr con la capacit di resistenza degli eserciti
dell'Intesa (Inghilterra, Francia, Russia, Giappone); la guerra divenne cos
DI POSIZIONE, con milioni di soldati fronteggiantesi lungo centinaia di Km di
trincee, sul fronte occidentale e su quello orientale. A questi due si aggiunse
quello marino, dove combattevano Inghilterra e Germania, per garantirsi
possibilit di rifornimento di armamenti e di generi di consumo.
I primi due anni di guerra furono caratterizzati da un sostanziale equilibrio
militare fra le forze in campo; divenne un conflitto di logoramento su tutti i
fronti. Questa situazione cominci a far coagulare una decisa opposizione alla
guerra, animata da gruppi di socialisti e dalla Chiesa cattolica che si
pronunciarono contro quell'inutile massacro.
Il 1917 l'anno fondamentale del conflitto. Sul piano militare si verificarono
due fatti destinati a pesare notevolmente: l'ingresso degli USA in guerra e
l'uscita della Russia, attraversata da una crisi che avrebbe portato alla caduta
dello zarismo ed alla rivoluzione comunista. A ci si aggiunse il rifiuto della
30

guerra da parte dei soldati, cosa che divenne un fenomeno di massa e che
produsse diserzioni ed atti di insubordinazione collettiva. Il disfattismo dei
soldati andava di pari passo con quello delle popolazioni, travagliate dalla
miseria, dalla carestia crescente, dall'inflazione e dalle condizioni di lavoro
spesso insopportabili.
Questa situazione determin un ulteriore autoritarismo da parte dei governi
che vide la delegittimazione del Parlamento. In questo periodo prese avvio la
decisiva offensiva austro-tedesca per risolvere il conflitto prima dell'ingresso in
guerra degli USA. A farne per primo le spese fu l'esercito italiano, sconfitto a
Caporetto con gravissime perdite umane e materiali; ma l'offensiva tedesca si
aren sul fronte occidentale, dove gli eserciti franco-inglesi resistettero
strenuamente.
Con l'arrivo delle forze americane, le armate dell'Intesa passarono alla
controffensiva e nel giro di 3 mesi, da agosto ad ottobre 1918, ebbero la
meglio sugli austro-tedeschi. Si apr cos, a Versailles, la conferenza di pace.
Al tavolo delle trattative si scontrarono due diverse strategie: quella francese a
cui si adegu il resto dell'Europa animato dal desiderio di annientare la
Germania, e quella americana, propugnata dal presidente Wilson, volta a
promuovere la riorganizzazione politica e territoriale dell'Europa sulla base del
principio dell'autodeterminazione dei popoli. Purtroppo prevalse la prima
tendenza, pertanto le legittime aspirazioni nazionali di diversi popoli furono
subordinate al desiderio di imporre durissime condizioni ai vinti.
Sorsero nuove nazioni: Austria, Ungheria, Yugoslavia, Cecoslovacchia, Polonia.
L'Italia ottenne il Trentino, l'Alto Adige, Trieste e l'Istria ma non la Dalmazia.

DOPOGUERRA IN EUROPA
La fine della prima guerra mondiale lasci i paesi belligeranti stremati. Ai
contraccolpi geografici (i morti avevano superato i 10 milioni di unit) si
aggiungevano le difficolt economiche: le industrie che avevano prodotto
materiale bellico dovevano essere riconvertite mentre il bilancio pubblico era
stremato da un indebitamento vertiginoso; questa situazione aliment un forte
malessere sociale (di cui l'inflazione e la disoccupazione dei reduci erano le
cause pi rilevanti) e le conseguenze si fecero sentire sul piano politico, dove
alla domanda delle masse popolari di partecipare maggiormente alla vita
politica, fecero riscontro le tendenze di alcuni a risolvere in chiave autoritaria la
crisi del sistema liberale.
I sistemi politici dei paesi vincitori trovarono difficolt a governare ed a
risolvere la gravissima crisi economica e sociale esplosa nell'immediato
dopoguerra e trascinatasi per i primi 20 anni. Gli accordi di pace non furono in
grado di ricostruire un nuovo ordine internazionale. Tale difficolt affondava le
sue radici nel progressivo declino economico dell'Europa che divenne
economicamente tributaria di altri centri, primo fra tutti gli USA. Lo stato
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liberale e la democrazia politica sembrarono incapaci di risolvere i problemi pi


assillanti; ci permise risoluzioni in chiave autoritaria.
Anche l'Inghilterra fu in questo periodo travagliata da lotte sindacali senza
precedenti che culminarono nel 1926 in un grande sciopero di minatori che
rischi di far precipitare la situazione politica; il governo inglese riusc ad
incanalare tali proteste entro l'alveo istituzionale.
In Francia si assistette ad una radicalizzazione dello scontro politico e
sociale.
Negli USA, usciti dalla crisi economica, prevalsero le tendenze isolazioniste
e pi conservatrici, che limitarono notevolmente il ruolo di questo paese nello
scacchiere internazionale. Il timore del bolscevismo port all'adozione di
restrizioni nei confronti dell'emigrazione, considerata veicolo di infiltrazioni
comuniste. Il clima di intolleranza sfoci in provvedimenti repressivi; uno in
particolare fece molto scalpore: la condanna a morte di 2 anarchici italiani,
SACCO e VANZETTI, ingiustamente accusati di un omicidio a sfondo politico.
In Germania la crisi del dopoguerra raggiunse una radicalizzazione
estrema. Fu proclamata la Repubblica di Weimar che afferm l'egemonia
della socialdemocrazia. Ma all'interno del movimento operaio si affermarono
anche tendenze rivoluzionarie che si coagularono nel movimento spartachista.
Lo scontro tra il governo e la sinistra raggiunse il suo apice nel 1919 con una
grande manifestazione a Berlino, stroncata nel sangue. Dopo l'episodio si
scaten la controrivoluzione animata dalla formazioni pi reazionarie legate ai
circoli militari. Una di queste, a Monaco, si organizz in Partito Socialista
capeggiato da Adolf Hitler che tent un colpo di stato; il tentativo fall e Hitler
fu arrestato. L'episodio fu un chiaro sintomo di una situazione politica
irrimediabilmente deteriorata.

BIBLIOGRAFIA
Italiano
"Dal testo alla storia Dalla storia al testo" vol. 3 Tomo Primo/a - Baldi, Giusso,
Razetti, Zaccaria; Paravia.
Filosofia
"Protagonisti e testi della filosofia" vol. 3 - Abbagnano, Fornero; Paravia.
Latino
"Vocis imago" vol. 3 - Meringhi, Gori; Edizioni scolastiche Bruno Mondadori.
Inglese
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"Literature and beyond" vol. 3 - De Luca, Grillo, Pace, Ranzoli; Loescher


Editore.
Storia dell'arte
"Arti, correnti e artisti" volume secondo - Adorno, Mastrangelo; D'Anna.
Geografia Astronomica
"Il globo terrestre e la sua evoluzione" - Palmieri, Parotto; Zanichelli.
Storia
"Il manuale" vol. 3 - Giardina, Sabbatucci, Vidotto; La Terza.

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