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Natale solare ed Anno nuovo di Julius Evola (torna indietro) Vi sono riti e feste, sussistenti ormai solo per

consuetudine nel mondo moderno, che si possono paragonare a quei grandi massi che il movimento delle morene di antichi ghiacciai ha trasportato dalla vastit del mondo delle vette gi, fin verso le pianure. Tali sono, ad esempio, le ricorrenze che come Natale ed anno nuovo rivestono ogg i prevalentemente il carattere di una festa familiare borghese, mentre esse sono ritrovabili gi nella preistoria e in molti popoli con un ben diverso sfondo, com penetrate da un significato cosmico e universale. Di solito, passa inosservato i l fatto che la data del Natale non convenzionale e dovuto solo ad una particolar e tradizione religiosa, ma determinata da una situazione astronomica precisa: la data del solstizio d inverno.

E proprio il significato che nelle origini ebbe questo solstizio and a definire, attraverso un adeguato simbolismo, la festa corrispondente. Si tratta, tuttavia, di un significato che ebbe forte rilievo soprattutto in quei progenitori delle razze indoeuropee, la cui patria originaria si trovava nelle regioni settentrion ali e nei quali, in ogni caso, non si era cancellato il ricordo delle ultime fas i del periodo glaciale. In una natura minacciata del gelo eterno l esperienza del corso della luce del sole nell anno doveva avere un importanza particolare, e propri o il punto del solstizio d inverno rivestiva un significato drammatico che lo dist inguer da tutti gli altri punti del corso annuale del sole. Infatti, nel solstizi o d inverno, il sole, essendo giunto nel suo punto pi basso dell eclittica, la luce s embra spegnersi, abbandonare le terre, scendere nell abisso, mentre ecco che invec e essa di nuovo si riprende, si rialza e risplende, quasi come in una rinascita. Un tale punto valse, perci, nei primordi, come quello della nascita o della rina scita di una divinit solare. Nel simbolismo primordiale il segno del sole come Vit a , Luce delle Terre , anche il segno dell Uomo. E come nel suo corso annuale il sol e muore e rinasce, cos anche l Uomo ha il suo anno , muore e risorge. Questo stesso sign ificato fu suggerito, nelle origini, dal solstizio d inverno, a conferirgli il car attere di un mistero . In esso la forza solare discende nella Terra , nelle Acque , nel M nte (ci in cui, nel punto pi basso del suo corso, il sole sembra immergersi), per r itrovare nuova vita. Nel suo rialzarsi, il suo segno si confonde con quello de l Al bero che sorge ( l Albero della Vita la cui radice nell abisso), sia dell Uomo cosmico e braccia alzate , simbolo di resurrezione. Con ci prende anche inizio un nuovo cicl o, l anno nuovo , la nuova luce . Per questo, la data in questione sembra aver coinciso anche con quella dell inizio dell anno nuovo (del capodanno). da notare che anche Ro ma antica conobbe un natale solare : proprio nella stessa data, ripresa successivam ente dal cristianesimo, del 24-25 dicembre essa celebr il Natalis Invicti, o Nata lis Solis Invicti (natale del Sole invincibile). In ci si fece valere l influenza dell antica tradizione iranica, da tramite avendo fa tto il mithracismo, la religione cara ai legionari romani, che per un certo peri odo si disput col cristianesimo il dominio spirituale dell Occidente. E qui si hann o interessanti implicazioni, estendendosi fino ad una concezione mistica della v ittoria e dell imperium. Come invincibile vale il sole, per il suo ricorrente trionfare sulle tenebre. E tale invincibilit, nell antico Iran, fu trasferita ad una forza dall alto, al cosidde tto hvareno . Proprio al sole e ad altre entit celesti, questo hvareno scenderebbe sui sovrani e sui capi, rendendoli parimenti invincibili e facendo si che i loro so ggetti in essi vedessero uomini che erano pi che semplici mortali. Ed anche quest a particolare concezione prese piede nella Roma imperiale, tanto che sulle sue m onete, spesso ci si riferisce al sole invincibile , e che gli attributi della forza

mistica di vittoria sopra accennata si confusero non di rado con quelli dell Impe ratore. Tornando al natale solare delle origini, si potrebbero rilevare particolari corris pondenze in ci che ne sopravvissuto come vestigia, nelle consuetudini della festa moderna. Fra l altro un eco offuscata lo stesso uso popolare di accendere sul tradi zionale albero delle luci nella notte di Natale. L albero, come abbiamo visto, val eva infatti come un simbolo della resurrezione della Luce, di l della minaccia de lle notte. Anche i doni che il Natale porta ai bambini costituiscono un eco remota , un residuo morenico: l idea primordiale era il dono di luce e di vita che il Sol e nuovo, Il Figlio , d agli uomini. Dono da intendersi sia in senso materiale che in senso spirituale. [ ] Avendo ricordato tutto ci, sar bene rilevare che batterebbe una strada sbagliata chi volesse veder qui una interpretazione degradante tale da trascurare il sign ificato religioso e spirituale che ha il Natale da noi conosciuto, riportando al l eredit di una religione naturalistica e per ci primitiva e superstiziosa. [ ] Una rel igione naturalistica vera e propria non mai esistita se non nella incomprensione e nella fantasia di una certa scuola di storia delle religioni [ ] oppure esistita in qualche trib di selvaggi fra i pi primitivi. L uomo delle origini di una certa l evatura non ador mai i fenomeni e le forze della natura semplicemente come tali, egli li ador solo in quanto e per quel tanto che essi valevano per lui come delle manifestazioni del sacro, del divino in genere. [ ] la natura per lui non era mai naturale . [ ] Essa presentava per lui i caratteri di un simbolo sensibile del sovras ensibile . [ ] Un mondo di una primordiale grandezza, non chiuso in una particolare credenza, che doveva offuscarsi quando quel che vi corrispose assunse un caratte re puramente soggettivo e privato, sussistendo soltanto sotto le specie di feste convenute del calendario borghese che valgono soprattutto perch si t ratta di gi orni in cui si dispensati dal lavorare e che al massimo offrono occasioni di soc ievolezza e di divertimento nella civilt dei consumi .

titolo: Natale solare ed Anno nuovo autore/curatore: Julius Evola fonte: Il Roma, 5 gennaio 1972 lingua: italiano data di pubblicazione su juliusevola.it: 16/09/2004