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Nietzsche

Vita e scritti
Nietzsche nasce a Rochen, presso Lipsia, il 15 ottobre 1844. Nel 1849 perde il padre e
a soli dodici anni comincia a scrivere poesie e a comporre musica. Nel 1982 esce il suo
primo libro La nascita della tragedia. Intanto le condizioni del filosofo si aggravano
sempre di pi; in questo senso contribuiscono le liti con la sorella e con gli amici pi
cari. Uno spiraglio di speranza crede di averlo trovato nella conoscenza della giovane
russa d 21 anni Lou Salom, che per rifiuta di sposarlo. Nel 1883 pubblica la prima e
la seconda parte di Cos parl Zarathustra, a cui segue la terza parte nel 1884. La
quarta parte verr pubblicata a sue spese. In seguito alla morte della madre, nel
1897, dopo aver esplicitato i primi segni di squilibrio mentale a Torino, viene preso in
custodia dalla sorella Elisabeth, la quale si occupava di gestire leredit letteraria del
fratello e conservarne i manoscritti. Alla sua morte, avvenuta il 25 agosto 1900, i suoi
libri correvano ormai per lEuropa. Di ci non pot rendersi conto a causa del suo
squilibrio mentale, che degener in vera e propria pazzia.
Nazificazione e denazificazione
Il nome di Nietzsche stato per lungo tempo associato alla cultura nazifascista. Tale
accostamento stato agevolato dalle operazioni della sorella Elisabeth che ha
contribuito a diffondere limmagine di Nietzsche come teorico e propugnatore di tale
cultura. Certo, la responsabilit di tale fama non attribuibile totalmente alla sorella,
ma nemmeno deducibile completamente dai manoscritti nietzschiani.
Le interpretazioni nazifasciste sono state radicalmente contestate nel dopoguerra, con
un processo chiamato per lappunto denazificazione. E grazie a tale processo che
alla figura di Nietzsche nazista va a sostituirsi quella di un Nietzsche progressista.
Caratteristiche del pensiero e della scrittura di Nietzsche
Il pensiero di Nietzsche risulta caratterizzato da una radicale messa in discussione
della civilt e della filosofia Occidentale, che si traduce in una distruzione delle
certezze del passato. Tale opera di demolizione per non si limita a rifiutare le teorie e
i comportamenti tradizionali, ma mette capo ad una delineazione di un nuovo tipo di
umanit: il superuomo, o oltreuomo.
Questi originali temi vengono trattati con altrettanto originali modalit espressive.
Negli scritti giovanili resta attaccato al saggio e al trattato; a partire da Umano, troppo
umano opta per laforisma, cio per lilluminazione istantanea, finalizzata a cogliere le
cose al volo. Con Cos parl Zarathustra Nietzsche si concentra su unulteriore
modalit espressiva: la poesia in prosa e lannuncio profetico. Negli ultimi scritti
prevalgono lesposizione autobiografica e linvettiva polemica.

Il periodo giovanile
Nascita e decadenza della tragedia. La nascita della tragedia unopera
composita nella quale coesistono filologia, filosofia, estetica e teoria della cultura. La
materia predominante comunque la filosofia. Il motivo principale dellopera la
distinzione fra apollineo e dionisiaco. Questi due opposti costituiscono i due impulsi di
base dello spirito e dellarte greca.
- lapollineo, che scaturisce da un atteggiamento di fuga davanti al divenire, si
esprime nelle forme limpide e armoniche della scultura e della poesia epica;
- il dionisiaco, che scaturisce dalla partecipazione al divenire, si esprime
nellesaltazione creatrice della musica.
Contrariamente alla visione classica e tradizionale dellEllade, Nietzsche insiste
proponendo il carattere dionisiaco della sensibilit greca, portata a scorgere ovunque
il dramma della vita e della morte e gli aspetti orribili dellessere.

Apollineo e dionisiaco attraversano varie fasi per quanto riguarda i loro rapporti:
1. In un primo tempo, nella Grecia presocratica, i due impulsi coesistevano,
separati ed opposti.
2. Successivamente, nellet della tragedia attica, apollineo e dionisiaco si
armonizzano tra di loro, dando origine a capolavori sublimi (tragedia)
3. Nel momento in cui lapollineo prevale sul dionisiaco, la tragedia decade.
Spirito tragico e accettazione della vita. La metafisica da artista. Viste le sua
idee sulla contrapposizione fra apollineo e dionisiaco, la vita viene vista con una
visione che non pu essere definita n pessimista, n ottimista. Da ci il problema dei
rapporti fra Nietzsche e Schopenhauer:
- Da Schopenhauer egli riprende la tesi del carattere doloroso dellessere
- Mentre respinge la tematica dellascesi. Alla noluntas di Schopenhauer,
Nietzsche contrappone un atteggiamento di entusiastica accettazione
dellessere nella globalit dei suoi aspetti.
La vita dolore, frustrazione, non ha scopo, n ordine: due atteggiamenti sono allora
disponibili. Quello della rinuncia e della fuga; e quello dellaccettazione della vita cos
com. Il primo proprio della morale cristiana; il secondo mette a capo
allesaltazione della vita e al superamento delluomo.
Ma se il mondo una sorta di gioco estetico e tragico, costituito dalla lotta fra gli
opposti primordiali, ne segue che solo larte riesce a comprendere veramente il
mondo. Da ci la natura metafisica dellarte e la sua funzione come organo della
filosofia.

Storia e vita
Nelle quattro Considerazioni inattuali, scritte tra il 1873 e il 1876, Nietzsche parla
della rinascita della cultura tragica, che pi che in un progetto alternativo di societ, si
traduce in unopera di critica alla cultura contemporanea.
Nella seconda Inattuale Nietzsche si schiera contro lo storicismo e lo storiografismo,
sostenendo che leccesso di storia indebolisce le potenzialit creatrici delluomo.
Secondo il filosofo, il fattore oblio molto importante nella vita. Senza oblio non ci
sarebbe felicit e azione nel presente. Tuttavia questo non vuol dire che la storia sia
sempre dannosa per la vita: infatti, Nietzsche spiega che ci che storico e ci che
non lo sono ugualmente importanti per la salute di un individuo, di un popolo e di
una civilt, a patto che sia la storia ad essere al servizio della vita, e non viceversa. La
vita rappresenta quindi lottica con cui rapportarsi alla storia.
Esistono tre tipi di storia, che hanno ognuna, un aspetto positivo e uno negativo: la
storia monumentale, quelle antiquaria e quella critica.
1- La storia monumentale propria di chi guarda al passato per cercarvi modelli e
maestri che non trova nel presente; compete a chi ha aspirazioni e progetti,
ovvero a coloro che dallosservazione dei monumenti trascorsi pensano che la
grandezza fu una volta ed possibile nuovamente. Le potenzialit negative di
questo tipo di storia sono molteplici, come ad esempio, la tendenza a mitizzare
o abbellire il passato, cancellandone alcune zone.
2- La storia antiquaria propria di chi guarda al passato con fedelt e amore;
compete a chi preserva e venera. Laspetto negativo di questa storia la sua
tendenza a mummificare la vita, ossia nella sua propensione a paralizzare
lagire e a ostacolare qualsiasi novit.
3- La storia critica propria di chi guarda al passato come a un pesa da cui
liberarsi per poter vivere; compete a chi soffre e sente la necessit di cambiare
per rifarsi daccapo. Essa giudica il passato condannandolo davanti a un giudice
che la vita stessa. Laspetto negativo di questa specie di storia la
presunzione di recidere il passato con il coltello, dimenticando che noi siamo

la risultante di precedenti generazioni e che non possibile dimenticarsi


totalmente del loro condizionamento.
Lultimo Nietzsche
Nelle opere dellultimo periodo campeggiano i temi della critica della morale e del
cristianesimo. Entra in polemica con il proprio tempo e si propone di distruggere
definitivamente le credenze dominanti, per far posto allavvento di un nuovo pensiero,
finalizzato alla creazione del superuomo. Nei frammenti inediti campeggiano i temi
della volont di potenza, del nichilismo e del prospettivismo.

Il crepuscolo degli idoli etico-religiosi e la trasvalutazione dei


valori
Il tema dellaccettazione della vita porta il filosofo a polemizzare aspramente contro la
morale e il cristianesimo, considerati tipiche forme di coscienza e di azione attraverso
cui luomo giunto a porsi contro la vita stessa.
La morale sempre stata considerata come un fatto evidente che si auto impone
allindividuo. mancato il sospetto che ci potesse essere, rispetto alla morale,
qualcosa di problematico. Il primo passo da compiere nei confronti della morale di
mettere in discussione la morale stessa: critica dei valori morali, messa in questione il
valore stesso di questi valori. Nietzsche intraprende unanalisi genealogica della
morale, al fine di scoprirne la genesi psicologica effettiva. Il filosofo guidato da una
convinzione: dove voi vedete cose ideali, io vedo cose umana, ahi troppo umane.
Ritiene che i valori trascendenti della morale e la morale stessa siano nientaltro che
una proiezione di determinate tendenze umane, che il filosofo ha il compito di svelare
nei loro meccanismi segreti. La voce della coscienza, da cui procederebbe la morale
la presenza in noi delle autorit sociali da cui siamo stati educati. La moralit
lassoggettamento del singolo a determinate direttive fissate dalla societ. I valori
etici sono il risultato di determinate prospettive di utilit per il mantenimento e il
rafforzamento delle forme di dominio umano; falsamente sono proiettati nellessenza
delle cose.
Nel mondo classico, la morale essendo espressione di unaristocrazia cavalleresca,
risulta improntata ai valori vitali della forza, della salute, della fierezza, della gioia
(morale dei signori); in un secondo momento, con il cristianesimo, la morale appare
improntata ai valori anti vitali del disinteresse, dellabnegazione, del sacrificio si s
(morale degli schiavi). Come si spiega la vittoria della morale degli schiavi? Ci
avvenuto perch la morale dei signori originariamente comprende in s non solo
letica dei guerrieri, ma anche quella dei sacerdoti. Se il guerriero si rispecchia nelle
virt del corpo, il sacerdote tende a perseguire le virt dello spirito. Ma poich la
natura irresistibile, il sacerdote non pu fare a meno di provare un certo
risentimento verso i guerrieri, ovvero uninvidia ed un latente desiderio di rivalsa nei
loro confronti. Non potendo dominare la casta dei guerrieri sul loro stesso terreno, la
casta sacerdotale cerca quindi di affermare se medesima elaborando una tavola di
valori antitetica a quella dei cavalieri.
Al corpo viene anteposto lo spirito, allorgoglio lumilt, alla sessualit la castit.
Questo rovesciamento dei valori rappresentato soprattutto dagli ebrei, un popolo
sacerdotale per eccellenza. Sono stati infatti essi ad osare il rovesciamento
dellaristocratica equazione di valore (buono = nobile = potente).
Questo tipo di morale, allorch viene partecipata dalle masse, mette capo al
cristianesimo. La religione il frutto di un risentimento delluomo debole verso la vita.
Nel cristianesimo storico dellOccidente Nietzsche scorge il simbolo della vita che si
mette contro la vita. Il cristianesimo storico ha prodotto un tipo duomo malato e
represso, in preda ai sensi di colpa, psichicamente auto tormentato che, nel suo

risentimento, nasconde in s unaggressivit rabbiosa contro la vita. Questo spiega


perch dalla religione dellamore sia potuta scaturire una casta sacerdotale che non
ha esitato a bagnarsi del sangue altrui. La Chiesa esattamente ci contro cui Ges
ha predicato e contro cui egli ha insegnato ai suoi discepoli a combattere.
A tutte le negazioni della morale e del cristianesimo, Nietzsche contrappone la
proposta radicale di una tra svalutazione dei valori; essa non va intesa alla stregua di
un semplice rifiuto dei valori antivitali a favore di quelli vitali, ma come un nuovo
modo di rapportarsi ai valori, che non vengono pi intesi alla stregua di entit
metafisiche autosussistenti, ma come libere proiezioni delluomo e della sua
antiascetica volont di potenza.
Nietzsche si sente investito di una missione epocale, finalizzata a porre le basi di un
nuovo tipo di civilt. I veri filosofi sono dominatori e legislatori; essi stabiliscono la
meta delluomo, il loro conoscere creare, il loro creare una legislazione.

La volont di potenza
1. Vita e potenza
Nietzsche identifica la volont di potenza con "l'intima essenza dell'essere", ovvero
con il carattere fondamentale di ci che esiste.
La volont di potenza si identifica con la vita stessa, intesa come forza espansiva e
autosuperantesi: "ogni volta che ho trovato un essere vivente, o anche trovato la
volont di potenza". La molla fondamentale della vita non sono gli impulsi
autoconservativi o la ricerca del piacere, ma la spinta dell'autoaffermazione: "volont
di vita? Al suo posto ho sempre soltanto trovato volont di potenza"; "avere e voler
avere di pi, in una parola la crescita - ci la vita stessa".
Questo costitutivo espandersi della vita, di cui troviamo tracce in ogni forma di
esistenza e di attivit "volont di potenza come "legge di natura"
volont di potenza come vita
volont di potenza come morale
volont di potenza come politica
volont di potenza come scienza" trova la sua espressione pi alta nel superuomo. Ma dire che la vita e
autopotenziamento significa dire che la vita autocreazione, cio libera produzione di
s medesima al di l di ogni piano prestabilito.
2. La volont di potenza come arte
Ma se l'essenza della vita il potenziamento della ditta e se tale potenziamento si
identifica con la creazione che la vita fa di s stessa, ne segue che l'arte, non
soltanto una forma della vita, ma la sua forma suprema. Tant' vero che Nietzsche
arriva a parlare del mondo come di "un'opera d'arte che genera se stessa". Inoltre,
poich la volont di potenza trova la sua espressione ultima nel superuomo, ne segue
che l'artista si configura come "una prima visibile figura dell'uomo".
L'essenza creativa della volont di potenza si manifesta nella produzione di valori, che
non sono propriet delle cose, ma proiezioni della vita e condizioni del suo esercizio:
l'uomo fu il primo a porre dei valori delle cose! Perci si chiama " uomo ", cio colui
che vanta".

Perci l'essenza ermeneutica o interpretativa della volont di potenza, che, ai suoi


livelli pi alti, si configura come "la forza con cui nel corso della storia gli uomini
progettano e instaurano valutazioni e interpretazioni".
La volont di potenza trova il proprio culmine nella citazione-istituzione dell'eterno
ritorno, ovvero nell'atto tramite cui il superuomo si libera dal peso del passato e
"redime" il tempo. La volont di potenza sembra urtare contro un ostacolo
insuperabile: l'immodificabilit e l'irrevocabilit del passato, che le si impone e la
rende prigioniera. Di questa situazione sono indice le dottrine dettate dallo "spirito di
vendetta" (immagine di cui si serve Nietzsche per denotare quella rivolta impotente
contro il passato che fa, della sofferenza, l'esito di una punizione o di un castigo).
Dottrine secondo cui la vita un castigo e le cose passano perch meritano di
passare:
"lo spirito di vendetta": sofferenza, sempre doveva essere una punizione.
Punizione, infatti chiama la vendetta se stessa: con una parola bugiarda si d
ipocritamente una buona coscienza.
E poich in colui che vuole la sofferenza di non poter volere a ritroso - cos il volere
stesso e la vita in tutto e per tutto dovrebbe essere - punizione!
Zarathustra afferma invece il carattere creativo e redentore della volont rispetto al
tempo, grazie alla quale il macigno del cos fu si scioglie nel cos volli che fosse: "ogni
cos fu un frammento, un enigma finch la volont non dica anche: "ma cos volli
che fosse!", "ma cos voglio! Cos vorr!"
Questa redenzione del tempo, coincide a sua volta con l'apoteosi del divenire, ossia
con l'atto tramite cui il divenire, in quanto eternizzato, riceve il sigillo dell'essere:
"imprimere al divenire il carattere dell'essere - questa la suprema volont di
potenza".
3. Potenza e domini
La volont di potenza di cui parla Nietzsche contiene anche altre valenze teoriche ben
pi "crude". Sono le valenze connesse al concetto della volont di potenza come
sopraffazione e dominio. Anche a prescindere dall'immagine della "magnifica bestia
bionda che vaga tra molla di Teresa e di vittoria" vi sono taluni passi che manifestano
le posizioni di Nietzsche. "La vita essenzialmente appropriazione, offesa,
sopraffazione di tutto quanto estrane e pi debole, oppressione, durezza,
imposizione di forme proprie..."
"Ogni elevazione del tipo "uomo" stata, fino a oggi, opera di una societ
aristocratica - e cos continuer senza essere: di una societ, cio, che crede in una
lunga scala gerarchica in una differenziazione di valore tra uomo e uomo, e che in un
certo senso ha bisogno della schiavit".
"La lotta per l'uguaglianza dei diritti e gi un sintomo di malattia".
Nel concetto nietzschano di volont di potenza albergano aspetti antidemocratici e
antiegualitari, che fanno parte della componente reazionaria del suo pensiero.
Componente che spinge Nietzsche ad individuare il soggetto della volont di potenza
non in un'umanit democratica vivente in modo libero e creativo, ma in una specie
aristocratica di "spiriti dominatori e cesarei".

Nichilismo
In una prima accezione, Nietzsche intende per nichilismo <<la volont del nulla>>,
ovvero ogni atteggiamento di fuga e di disgusto nei confronti del mondo reale.
Atteggiamento che egli vede incarnato soprattutto nel platonismo e nel cristianesimo.
In una seconda accezione, Nietzsche intende per nichilismo la specifica situazione
delluomo moderno, che, non credendo pi in un senso o scopo metafisico delle
cose e nei valori supremi, finisce per avvertire, di fronte allessere, lo sgomento del

vuoto e del nulla. Tali sensazioni provengono da una precedente illusione portata
dal fatto che luomo credeva che il mondo fosse governato da valori quali il bene, la
verit, lunit ecc.
Ora Nietzsche, pur proclamandosi nichilista, afferma di esserlo in modo tale da
superare il nichilismo stesso: da qui la divisione tra vari tipi di nichilismo.
Innanzi tutto egli distingue tra nichilismo incompleto e completo:
il nichilismo incompleto quello in cui i vecchi calori vengono distrutti, ma i
nuovi che a loro subentrano hanno la stessa fisionomia metafisica dei precedenti.
il nichilismo completo quello vero e proprio, il quale pu essere segno di
debolezza o di forza. Nel primo caso si ha il nichilismo passivo, ovvero il declino e il
regresso della potenza dello spirito; nel secondo caso si avr il nichilismo attivo, che si
esercita come forza violenta di distruzione. Distruggendo ogni residua credenza nella
verit il nichilismo attivo diviene estremo. Venendo fuori allo scoperto e creando
nuove possibilit diventa estatico. Infine diventa classico, ossia compiuto, quando,
passando da una semplice negazione a una costruttiva affermazione, cio
autosuperandosi, si pone alla stregua di una volont di potenza capace di dare un
senso allinsensatezza caotica del mondo.

Il prospettivismo
Con prospettivismo Nietzsche intende la teoria secondo cui non esistono cose o fatti,
ma solo interpretazioni circostanziate di cose o di fatti. Contro il positivismo (ci sono
soltanto fatti) invece proprio i fatti non ci sono, esistono invece solo interpretazioni. Il
mondo non ha un senso , ma innumerevoli sensi che corrispondono ad altrettante
interpretazioni formulate da angoli prospettici diversi.
Il prospettivismo non da confondere con una forma di idealismo che alla base di
tutto ponga lio. tutto soggettivo dite voi, ma questa gi uninterpretazione, il
soggetto non niente di dato. Anche la presunta certezza del cogito cartesiano,
secondo la quale quando si pensa ci deve essere qualcosa che pensa,
semplicemente una formulazione della nostra abitudine grammaticale, che fa
corrispondere a un fare qualcosa che fa.
Anche Kant riconosceva il caos la molteplicit delle sensazioni che venivano ordinate
dalle categorie dellintelletto. Fra prospettivismo e criticismo esistono numerose
differenze, riassumibili nel fatto che per Kant esiste ununica e immutabile chiave di
lettura della realt (rappresentata dalle forme a priori); per Nietzsche invece esistono
molteplici e mutevoli punti di vista sul mondo.
Alla base di ogni interpretazione, ribadendo la genesi pragmatica e pulsionale delle
nostre credenze, stanno bisogni e interessi collegati allistinto della conservazione e
alla volont di potenza. Le cosiddette verit sono solo illusioni di cui si dimenticata
la natura illusoria.
La conoscenza e la logica sono invenzioni per porre sotto controllo il caos multiforme
dellesperienza quotidiana. Concetti e categorie sono schematizzazioni e convenzioni
che, essendosi consolidate, vengono scambiate per verit oggettive. La stessa idea
dellio e del soggetto come sostanza unitaria permanente soltanto una finzione,
sulla cui base sono costruite tutte le altre finzioni.
Anche la scienza sgorga anchessa da determinati presupposti extrascientifici, grazie
ai quali essa acquista una direzione, un senso, un limite. Tali sono ad esempio:
- il desiderio di comprendere nel miglior modo la bont e la sapienza divina
- lideale della assoluta utilit della conoscenza.
In virt delladorazione della scienza per la verit oggettiva, la scienza risulta la
miglior alleata dellideale ascetico. Latteggiamento complessivo di Nietzsche nei
confronti della scienza risulta ambivalente: da un lato tende a scorgere in essa una
scuola di rigore e di libert nei confronti del mondo e delle costruzioni sistematiche

del passato; dallaltro tende a imparentarla con lascesi e a fare dello scienziato una
sorte di sacerdote della conoscenza.
Non esiste un criterio (assoluto) di verit e di falsit. Questo non significa che tutte le
interpretazioni siano equivalenti, ne che di fronte allo scontro di due di essa non vi
siano criteri di scelta Nietzsche individua tali criteri nella salute e nella forza, cio
nella vita stessa, nella volont di potenza; con tali criteri Nietzsche intende la capacit
dionisiaca di accettare la tragicit dellesistenza: stimo la potenza di una volont da
quanta resistenza, sofferenza, tortura tale volont sopporta e sa trasformare a proprio
vantaggio.