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VITA Pascoli nasce nel 1855 a San Mauro di Romagna, era il quarto di dieci figli di Ruggero, amministratore della

locale tenuta agricola dei principi Torlonia. La sua famiglia godeva di una buona situazione economica, e Pascoli pass uninfanzia felice. Ma il 10 agosto del 1867 una sciagura si era abbattuta sulla famiglia: lassasinio del padre, dovuto probabilmente a ragioni di interesse. In seguito ci furno le morti della sorella maggiore, della madre e poi del fratello LUigi. Inizi gli studi e si stabil a Rimini. Fin gli studi e si trasfer a Bologna, dove trascorsi anni molto difficili. Pascoli svolgeva attivit di propaganda sindacale, per le nuove tendenze socialiste, ma fu arrestato durante una manifestazione. Lesperienza, per lui molto dura, gli provoc una grave depressione e lo port quindi a rifiutare lazione politica. Inizi a insegnare latino e greco a Massa, dove si stabil con le sorelle minori Ida e Maria. La vita comune con le sorelle fu per lui un modo di ricostituire la famiglia originaria, il nido distrutto dellinfanzia. Una grave crisi si verific nel 95 in seguito al matrimonio di Ida che gett il poeta nello sconforto ma che rafforz ulteriormente ilsuo legame con Mari. Pascoli vide sempre il mondo femminile attraverso questo schermo familiare, escludendo lamore e il sesso dallorizzonte della sua vita. Il poeta inizi a pubblicare i suoi primi scritti e intanto infittiva i suoi contatti con gli ambienti letterari, entrava in rapporto con DAnnunzio con il quale intrattenne unamicizia a distanza. Ottenne la medaglia doro per il maggiore poeta latino. La fama ottenuta lo indusse a rpvoarsi in una poesia civile e di offrire insegnamenti patriottici e umanitari. Nel 1902 realizz il sogno di comprare la casa di Castelvecchio. Ma accett poi di succedere la cattedra del maestro Carducci a Bologna. La vita di Bologna risult piuttosto faticosa: alla scarsa risonanza del suo insegnamento presso gli studenti si sommavano i fastidi accademici. Dal socialismo giovanile Pascoli era alla fine passato a una piena accettazione dellordine dominante nellItalia giolittiana cbe usava un linguaggio di matrice socialista per affermare la necessit di una collaborazione tra tutte le classi sociali. Mor di cancro al fegato a Bologna il 6 aprile del 1912.

IL FANCIULLINO Le idee di Pascoli sono radicate nella sua esperienza personale: egli non ha una mentalit speculativa e preferisce rincondurre la sua poesia a un bisogno esistenziale di memoria e di rapporto con le cose. Il fanciullino giustificava implicitamente lattenzione prestata dalla sua poesia al mondo dellinfanzia, muovendo dalla constatazione che allinterno di ogni uomo vive un fanciullino capace di vedere tutto con maraviglia, tutto come per la prima volta e di comunicare con la realt pi autentica. Il poeta colui che sa dar voce a questo fanciullino. Lamore sar da intedersi non come passione ed esperienza sesuale ma come comunicazione fraterna e infantile. Il poeta-fanciullino ispiratore di buoni e civili costumi, damore patrio e familiare e umano. Questa poetica suggerisce al pubblico contemporaneo una sorta di modello poetico positivo, di ridoette pretese, di impronta piccolo-borghese. Dietro al fanciulino ci sono in realt malesseri e sofferenze, c infatti iltentativo di dar voce a ci che non riesce ad avere voce, di far parlare desideri assoluti e inappagati, di scoprire linfanzia come autenticit. Pascoli concepisce la forma poetica come una lingua non viva, non comunicativa.
MYRICAE E una delle raccolte contenente i primi testi pascoliani, in cui si rivela una poesia nuova al suostato pi semplice e puro. Il titolo spiegato da unepigrafe, che adatta un verso di Virgilio piacciono gli arboscelli e le umili tamerici: esso ci dice che lautore si propone una poesia di breve respiro, dedicata ai pi semplici aspetti della vita della natura, a un mondo campestre fatto di piccole cose. Riferendosi a Virgilio riporta allinterno della tradizione classica: mantiene un certo legame con la poesia carducciana, ma se ne distingue subito per una ricerca di forme brevi e quasi frammentarie. Questi brevi componimenti portano ad una grande variet do metri, a molteplici combinazioni di strofette. Ci che colpisce di pi il linguaggio, che si adatta in modo diretto alle piccole cose, ai momenti pi se,plici della vita familiare e del mondo campestre. Importante anche luso di un linguaggio fono-simbolico im quanto evoca spesso le cose attraverso puri suoni: facendo frequente uso di onomatopee. Questo linguaggio d vita a paesaggi naturali o a ritratti umani di estrema precisione, ma che non hanno nulla di realistico: tutto appare come abitato dal mistero, da qualcosa di nascosto e segreto, tutto si vela di sfumature di sogno. Le presenze umane sfumano in ontananza: non vediamo pi individui reali e concreti, ma soggetti indeterminati, che si confondono con la vitalit degli animali e delle piante. Il poeta aspira a ritrovare una calda intimit, uno spazio chiuso e felice: lo rivela nel modo pi chiaro la frequenza delle figure del nido e della siepe (che separa dal mondo minaccioso e nemico). La poesia sembra quindi un modo per ritrovare il mondo dellinfanzia: ma proprio le immagini dellinfanzia richiamano la morte e le figure dei morti che dominano tutt lorizzonte di Myricae. LAVANDARE: Nella campagna autunnale si leva la voce delle alvandare che accompagnano col canto la loro fatica; un canto che accenna alla partenza dellinnamorato, al passare del tempo, al lungamente atteso ritorno. Come sempre in Pascoli, la descrizione di un dato della realt si carica di significati e di corrispondeze simboliche. La prima

terzina riporta a sensi visivi, la seconda a percezioni uditive, un sottofondo sonoro che esalat ail silenzio e la solitudine ed infine nellultima appare il tema dellabbandono dove vengono riprese le terzine precedenti. X AGOSTO: La lirica trae spunto dallevento che segn traumaticamente la vita del Pascoli: luccisione del padre. La vicenda biografica e dati realistici si caricano di significati. Il pianto degli uomini diventa il pianto del cielo; limmagine della rondine abbattuta con le ali aperte come in croce richiama la morte del padre e sembra ricollegarsi al sacrificio di Cristo. C una grande simmetria tra le strofe in cui si parla della rondine e quelle in cui si parla del padre di Pascoli. Questa poesia vede il mondo dominato dal male. LASSIUOLO: Lassiuolo un rapace notturno spesso presente nella poesia di Pascoli e generalmente sentito quale simbolo di tristezza e di morte. Il suo veros inquietante scandisce la lirica e via via si carica di valenze simboliche: dalliniziale voce dai campi diventa singulto e infine pianto di morte. TEMPORALE: Questa poesia appartiene allo sperimentalismo, il temporale viene rappresentato nei suoi colori, non ci sono verbi. La rappresentazione paesistica complessiva ottenuta attraverso laccumulazione di singoli dati, di notazioni isolate che nel contempo si legano analogicamente luna allaltra. La prima una nozione acustica le altre sono impressioni visive. NOVEMBRE: Una serena e tersa giornata di novembre pu per un attimo suggerire unillusione di primavera e riportare quasi il prfoumo degli albicocchi in fiore. Ma si tratta di unillusione che presto scompare e alle iniziali impressioni subentra la stupefatta constatazione di un inverno che non solo indicazione stagionale ma metafora dellesistenza. Fa riferimento ai giorni prima di novembre, lestate dei morti. La prima strofe rende limpressione di una privamvera improvvisa, ma la seconda ribalta la prima e avvia verso la conclusione e legittima il tono della terza che incentrata sulla constatazione di una fredda legge di morte come unica e vera realt che rimane dopo la momentanea, effimera illusione di colori e profumi primaverili. i POEMETTI Sono componimenti pi ampi delle Myricae, costituiti da brevi strofe di endecasillabi. La serena vita della natura quasi sempre filtrata attraverso il rapporto tra figure umane. In questa raccolta si sente il peso di unintenzione ideologica. il poeta vuole esaltare i valori autentici della vita campestre e fornire ai lettori un modello di resistenza al male che minaccia la scoiet. La poesia una sorta di rifugio; di fronte alle inspiegabili pene del mondo la sola salvezza nel ricavare un p di gioia dalla natura e dalla campagna. Numerosi poemetti si affacciano su ricordi inquietanti, su figure di morte, su senzaioni oscure e indefinite. DIGITALE PURPUREA: La lirica collegata ad un ricordo di collegio delal sorella Maria. Maria aveva raccontato a pascoli che un giorno la Madre maestra aveva vietato alle allieve di avvicinarsi ad un fiore in un angolo del giardino perch il suo profumo era velenoso. Lepisodio fornisce a Pascoli una complessa trama simbolica: due amiche rievocano la lora vita di collegio e i loro turbamenti adolescenziali, e quel fiore, la digitale purpurea assume il significato di tentazione, attrazione-timore proibito, colpa. La poesia ha come protagoniste la sorella del poeta,

Maria, e l'amica di questa, Rachele. Le due si incontrano dopo tanto tempo e iniziano a parlarsi. Un giorno le fanciulle, durante una passeggiata, avevano scorto una pianta con una bella spiga di fiori rossi. La curiosit le spinse ad avvicinarsi, ma la suora maestra intim loro di non avvicinarsi a quel fiore che emanava un profumo venefico cos penetrante tanto da provocare la morte. Le fanciulle indietreggiarono impaurite e Maria rimase per un pezzo con il timore di quel fiore, standone sempre alla lontana. La grande differenza tra le due che la prima ha saputo rimanere distante dal "fiore proibito" mentre l'altra ha voluto cedere al fascino dell'ignoto. In Pascoli qui presente il profondo rispetto per entrambe le concezioni e non presente la condanna della tentazione o della castit. IL VISCHIO: Il componimento, che ha il taglio narrativo proprio dei Poemetti pascoliani, nettamente diviso in due
parti. La prima, che comprende due sezioni e met della terza, impostata su un tono di colloquio intimo e confidenziale con la sorella, ed immersa in un clima di innocenza, di candore, di dolcezza un po languida, estenuata, di disillusione accettata con pacata saggezza. La fioritura precoce degli alberi e poi la caduta dei fiori si caricano di sensi simbolici, diventano le speranze e le illusioni che consolano dal dolore, ma che sono anche effimere e destinate necessariamente a cadere perch si possa proseguire nella vita. Allesatta met del componimento compare lelemento nuovo, che determina una svolta netta nel suo tono e nel suo significato: lalbero ignoto, strano e tristo, nato dallunione della pianta da frutto con la pianta parassitaria. Il discorso muta destinatario: non pi la sorella, ma lalbero mostruoso e inquietante. Muta di conseguenza anche il tono: non pi la dolcezza confidenziale del colloquio intimo, che si esprime in un delicato lirismo e in preziose immagini analogiche, ma un discorso vibrante, aspro, risentito, percorso da una forte carica di emotivit, che si traduce nella martellante serie di anaforeed in una sintassi fatta prevalentemente di frasi brevi e secche. Da questo momento la poesia insiste minuziosamente, con una fissit ossessiva, sulle particolarit mostruose del connubio fra le due piante e sul

processo di invasione maligna da parte del vischio parassita, che ha inizio da un molle piccolo seme, apparentemente trascurabile, e finisce per soffocare lalbero rigoglioso, succhiando le sue linfe vitali, impossessandosi come vampirescamente della sua vita, trasformando fiori e frutti in una ripugnante perla pallida di muco, in un minaccioso glutine di morte.

I CANTI DI CASTELVECCHIO I canti di castelvecchio sono in genere considerati dalla critica come una continuazione di Myricae in forma pi ampia e distesa. Pascoli sembra voler confrontare la natura di Castelvecchio, in cui egli ha faticosamente ricostituito il suo nido, con il continuo tornare di impressioni e di ricordi che frustano ogni appagamento. Due mondi diversi si sovrappongono: nel nuovo paesaggio si insinuano le presenze di una paesaggio pi antico, nelle nuove sensazioni vive leco di sensazioni precedenti. La racoclta si pone come un romanzo lirico su ciclo delle stagioni, sulle emozioni suscitate da un mondo campestre in cui il poeta si sprofonda quasi a difendersi dal resto del mondo: luniverso vegetale e animale potr infatti tenere lontata la visione dellorrore e del pianto. In questo orizzionte dle non sapere e del non essere si situano anche lamore e il sesso, che Pascoli vive come cose lontane, rimaste rinchiuse nel bocciolo dellinfazia perduta, che annunanciano vaghe felicit ma che sono assolutamente negate alla sua diretta esperienza. NEBBIA: La nebbia simboleggia un atteggiamento esistenziale, e una visione del mondo; assume il significato di elemento di separazioen tra il poeta e la realt, di difesa del nido. GELSOMINO NOTTURNO: uno dei risultati pi alti e originali della produzione pascoliana. Per essa pi che per qualsiasi altra lirica del Pascoli arduo indicare la trama, produrre una traduzione prosastica: ci perch vi portato allestremo quel processo di rarefrazione dellelemento logico-narrativo che una caratteristica fondamentale della poesia moderna e che pascoli ha introdotto nellambito della poesia italiana. La lirica quindi, che dervia il suo esile pretesto realistico dalla caratteristica del gelsomino notturno, che solo di notte apre la sua corolla per richiuderla ai primi raggi di sole, tutta una trama di impressioni apparentemente disordinate e casuali nel loro succedersi, ma in realt legate reciprocamente da sottili e rarefatti rapporti, da una logica del sentimento pi difficile da cogliere. Questi versi furno scritti per le nozze dellamico Raffaele Briganti e in essi adombrato il tema dellunione di due essere e del conseguente germogliare di una nuova vita. E dominante il tema delleros con un complesso rapporto di attrazione e frustrazione. Vengono date le suggestioni dentro cui Pascoli sente lesperienza erotica. Latteggiamento del poeta di fronte allatto nunziale quello di un adolescente, un morboso coesistere di vaghe conturbanti idee di violenza.