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GIOVANNI PASCOLI

La vita
Giovanni Pascoli nacque il 31 dicembre1855 a San Mauro di Romagna, da una famiglia di
piccola borghesia rurale.
Un tragico evento tocc la sua infanzia: nel 1867 il padre fu assassinato. L'episodio segn
profondamente lesistenza del piccolo Giovanni, che perdette in breve tempo altri familiari:
la madre, la sorella maggiore, i fratelli Luigi e Giacomo.
Avvicinatosi agli ideali socialisti, Pascoli ader all'Internazionale e conobbe Andrea Costa.
Nel 1879 fu arrestato per aver partecipato a una manifestazione di protesta contro il
governo, ma dopo tre mesi di prigione, e dopo che anche Giosue Carducci si era schierato a
suo favore, fu assolto. Continu comunque a seguire gli ideali socialisti, come uguaglianza e
fraternit.
Si iscrisse all'universit di Bologna grazie a una borsa di studio vinta al liceo, cui segu la
laurea in letteratura greca nel 1882.
Inizi allora un' attivit di poeta in latino e vinse vari concorsi internazionali.
Dopo aver insegnato latino e greco presso i licei di varie localit (Matera, Massa, Livorno,
Bologna), acquist la casa di Castelvecchio di Barga, in Garfagnana, dove trascorse gran
parte della sua esistenza; qui ricostru il nido insieme alla fedele sorella Maria.
Il 6 aprile 1912 mor a Bologna a causa di un cancro allo stomaco.

La poetica
Egli ha una concezione della poesia come rivelazione dellignoto, egli scopr il valore delle piccole
cose come apparenze sensibili che stanno al di l della realt. Il suo sperimentalismo
plurilinguistico e linnovazione metrica, il lessico preciso, tecnico, aperto al dialetto e ai termini
stranieri, le risonanze, le onomatopee, spazi bianchi e pause traducono una realt diversa da quella
classica.
In ogni uomo c un fanciullino, ovvero la capacit di guardare con stupore ci che lo circonda;
solitamente per gli uomini adulti tendono a perdere questa capacit, questa sensibilit
dellinfanzia. Per il poeta bisogna cercare di retrocedere verso il linguaggio infantile. Il poetafanciullo si sottrae alla logica grazie alla fantasia. La poesia viene utilizzata come ricordo dellet
infantile , non inventa nulla ma scopre nella quotidianit linteriorit e le inquietudini della
coscienza.

La poesia per Pascoli la voce del poeta che coincide con quella fanciullo che ognuno ha
dentro di s, che riscopre la realt delle cose, anche delle pi piccole; lo sguardo del
bambino che vede le cose come per la prima volta, con stupore e ne evidenzia gli aspetti
pi nascosti.
Questo concetto lo ritroviamo nel Fanciullino, dove il poeta viene definito lAdamo che
mette nome a tutto ci che vede e sente; il nome preciso per il poeta come una formula
magica per comprendere la verit.
Cos Pascoli definisce il poeta-fanciullo veggente, colui che pu conoscere lignoto, il
mistero.
Con Pascoli, come per altri artisti decadenti, il poeta canta solo per cantare , senza avere
impegni n morali n sociali, il poeta scrive in modo disinteressato, anche se il fanciullino

invita alla fratellanza tra gli uomini, induce alla bont e allamore (poeta vate).
Questa concezione riflette pienamente il suo socialismo umanitario, utopistico, patriottico.
Pascoli infatti rifiuta la divisione in classi, e la conseguente lotta che ne scaturisce; questo si
riflette anche nel modo di vedere gli oggetti, le piante, senza classificarle, come nel
classicismo in cui venivano cantati solo argomenti elevati, sublimi, per Pascoli anche il pi
piccolo oggetto pu essere carico di poesia , la poesia anche nelle piccole cose.
Per questo nelle poesie di Pascoli possiamo trovare sia realt umili, come il mondo
contadino in Lavandare, sia miti ed eroi classici.
Anche se la sua formazione stata positivistica, Pascoli un esponente del Decadentismo
italiano; questo deriva dalla visione pessimistica del mondo che si sviluppata in lui dopo
lassassinio del padre e dalla sfiducia verso la scienza come strumento di conoscenza.
Pascoli si vede come una creatura privilegiata reso superiore dalla sofferenza e dal dolore
che domina la terra, sente di dover rendere esemplare la propria tragedia e di insegnare
perdono, non vendetta.
Il poeta riconosce legami fra le cose, delle corrispondenze, che non possono essere colte
secondo una logica razionale e positivistica, per questo piante, oggetti e animali si caricano
di significati umani, cantabili nelle poesie con laiuto di figure retoriche, quali sinestesie,
analogie e onomatopee.

Le raccolte poetiche
I componimenti pascoliani inizialmente vennero pubblicati su periodici e riviste,
separatamente, solo dopo il poeta decise di raggrupparli, non in ordine cronologico ma
suddividendoli in base allo stile e alla metrica utilizzata.
Le raccolte vennero pubblicate tra il 1891 e 1911 con i titoli: Myricae, Poemetti,Canti
di Castelvecchio, Poemi conviviali e Odi ed inni, oltre ai componimenti in latino.

La prima raccolta fu Myricae, dove Pascoli raccolse le 22 poesie dedicate alle


nozze degli amici, uscita nel 1891. Negli anni successivi la raccolta si ampli fino a
raggiungere i 156 componimenti.
Il titolo tratto dalla IV Bucolica di Virgilio, dove il poeta le definisce umili, non
omnes arbusta iuvant, humilesque myricae(non a tutti piacciono gli arbusti e le umili
tamerici); Pascoli cos se ne impossessa come simbolo delle piccole cose.
I componimenti sono molto brevi, spesso raffigurano la vita campestre, dove sono
presenti particolari che dal poeta vengono caricati di significato; troviamo qui lidea
della morte, specialmente legata ai lutti familiari.
Sono presenti nei testi quelle soluzioni formali tipiche di Pascoli, quali: la poetica del
frammento (frammentismo ed impressionismo), luso di onomatopee e analogie.
Qui troviamo: X Agosto, Lavandare, Novembre.
Altra raccolta sono i Canti di Castelvecchio dedicati alla madre, definiti dal poeta il
continuo di Myricae; troviamo ancora immagini della vita in campagna, ma anche
temi morbosi come il sesso (nel Gelsomino notturno) e la morte, riferita alla tragedia
familiare. Le poesie seguono il ciclo delle stagioni come simbolo dellalternanza vitamorte.

Qui ritroviamo paesaggi dellinfanzia legati a quelli di Castelvecchio, come per


costituire un legame tra il nido ricostruito e quello tragicamente spezzato.
Alcune delle liriche presenti sono: : Le ciaramelle, La voce della madre, Valentino,
Lora di Barga, La cavalla storna, La mia sera, Il gelsomino notturno.
Inoltre Pascoli scrive anche dei saggi, come il Fanciullino, dove espone la sua poetica
dicendo che dentro di noi esiste un fanciullo, nellinfanzia questo si confonde con la
persona, ma nella maturit riesce a farci cogliere determinate sensazione ed emozioni che
solo un fanciullo pu avere.
Non tutti ascoltano la sua voce, ma il poeta ci riesce, arrivando a percepire le stesse
emozioni, che ci permettono di piangere o di ridere.
Come lAdamo che d per la prima volta nome alle cose e scopre relazioni fra di esse,
senza bisogno di una logica razionale.

Simbolismo pascoliano
Pascoli un poeta simbolista; ogni oggetto viene percepito in modo isolato, cosicch
attraverso limmaginazione, il ricordo, le esperienze passate ne viene fatto un simbolo.
- Laratro dimenticato in mezzo al campo diviene simbolo di una vita solitaria, piena di
malinconia e di tristezza;
- i fiori divengono simbolo dellincomunicabilit e annunciatori di morte;
- il cipresso paragonato alla tomba;
- i mostri con cui indica guerra,
- il nido inteso come la famiglia, disfatta dalle numerose morti, che il poeta ha cercato
di ricostruire, per proteggersi dal mondo e dagli uomini. Questo per lo porta ad allontanarsi
dallaltro sesso, cos da non poter dimostrare la propria maturit, vedendo il sesso con gli
occhi di un fanciullo, osservando morbosamente con fascino e disprezzo quel mondo
sconosciuto.
Il legame nido-casa-culla: Il nido rappresenta la casa come spazio chiuso che offre
protezione dai pericoli esterni, la culla come regressione allinfanzia, la famiglia come
nucleo isolato nel quale anche i morti tornano a far sentire la loro appartenenza. Il nido ha
diverse valenze simboliche: la capacit del poeta a guardare le cose come un fanciullino,
ladesione ad un mondo fatto di piccole cose, atmosfere, stati danimo, alimentati dai traumi
infantili e lautoreclusione nella famiglia rifiutando le relazioni amorose.

Le soluzioni formali
Pascoli fornisce soluzioni formali fortemente innovative, che apriranno la strada alla poesia
del 900.
Innanzitutto abbandona lore rotundo, cio lo stile classico in cui la frase, o il verso era
composto secondo gerarchie con frasi principali , coordinate e subordinate.

In Pascoli la frase si frantuma, viene utilizzata la paratassi, per questo le poesie vengono
formate da brevi frasi che sembrano non avere legame tra loro, di fatto i rapporti sono
analogici, intuitivi, individuabili scorgendo le segrete corrispondenze tra gli oggetti (come
afferma nel Fanciullino).
Non esiste pi gerarchia tra le parole, tutte hanno lo stesso valore, sta al poeta caricale di
significato.
Nelle poesie di Pascoli troviamo gli aspetti fonici, cio i suoni che scaturiscono dalla lettura
delle parole.
In prevalenza Pascoli utilizza onomatopee, cio suoni scritti come parole, come il don don
di campane in Nebbia o lo sciabordare delle lavandare in Lavandare, attraverso luso
di assonanze e allitterazioni come nel Gelsomino notturno per indicare la lontananza dalla
scena.
Con labbandono dello stile classico inizia ad adoperare numerosi enjamements che
spezzano i versi.
Utilizza la sinestesia figura retorica che accomuna sensi diversi indispensabile per la sua
poetica simbolista e decadente, come vista e udito o vista e olfatto, come nel Gelsomino
notturno il verso lodore di fragole rosse.
Il linguaggio diviene analogico, infatti vengono accostate realt completamente diverse,
che solo con limmaginazione si pu scoprire la somiglia tra le due.

Poesie
IL POETA DECADENTE COME UN FANCIULLO
il poeta coincide col fanciullo che dentro di noi, la poesia favola, spontaneit, intuizione, proprio
com la concezione del mondo che si forma nellinfanzia. Luomo adulto con la ragione soffoca il
fanciullino, i poeti invece lo lasciano esprimere. Esso fonte di ispirazione, metafora
dellirrazionalit ed espressione della fantasia. La poesia esiste nelle cose e nella natura ed
compito del poeta rivelarla. Il poeta sa trovare nelle cose un particolare che coglie il significato
nascosto della realt e riesce a farlo grazie allo sguardo infantile (poeta fanciullo che vede ai buio).

LA MIA SERA
(Da canti di Castelvecchio)
Gi dal titolo si instaura un legame simbolico fra la sera e la vecchiaia del poeta che dopo i dolorosi
anni giovanili ritrova la pace nel nido familiare.
Nelle prime strofe il poeta descrive i colori e le voci della natura poi da avvio alla sua autobiografia
in cui passato e presente si uniscono in una regressione verso linfanzia.
Il don don delle campane ricorda a Pascoli la ninna nanna che gli cantava sua mamma (nidoculla) ma subito dopo gli ricorda anche la morte sentita come abbandono della madre.
Paragona il giorno pieno di lampi e bufere alla sua giovinezza burrascosa a cui seguiranno le stelle,
la sera, che corrisponde alla sua maturit.

X AGOSTO(notte di san lorenzo)

(da Myricae)
In questa poesia viene ricordato da Pascoli il giorno in cui suo padre venne ucciso,
segnando profondamente la sua esistenza e cambiando la sua visione del mondo.
Cos paragona la pioggia di stelle ad un pianto, causato appunto dalla morte del padre
associata analogicamente a quella di una rondine, in modo da riproporre il tema a lui caro
del nido, che ora rimasto indifeso nei confronti del mondo esterno.
Da questo momento in Pascoli matura un pensiero negativo, quello dellingiustizia umana,
sia a causa dellomert della gente che dalle indagini svolte con inerzia, infatti gli assassini
non furono mai rintracciati.
Come nelle altre poesie troviamo figure retoriche quali sinestesie (e rest negli aperti
occhi un grido), enjambements (E tu, Cielo, dall'alto dei mondi/sereni, infinito, immortale),
metafore (d'un pianto di stelle lo inondi) e analogie, tra il padre e la rondine.
Male individualemale universale (ingiustizia)

Novembre (settimana di san martino, bel tempo ma per Pascoli no)


(da Myricae)
Nella prima strofa troviamo unimmagine primaverile, o almeno lillusione che viene
creata dalle piacevoli condizioni climatiche.
Questa sensazione svanisce subito nella seconda quartina, quando ci si accorge che il
paesaggio segnato dallautunno, e non dalla primavera, cosicch tutti i sogni scompaiono
nellimmagine della morte, infatti il pruno che prima diffondeva profumo adesso secco
come le altre piante che precedentemente sembravano in fiore. (inganno dei sensi)
Nellultima strofa si ha definitivamente limmagine dellinverno che sta arrivando e di
conseguenza la fine della vita e morte.
Nella poesia ritroviamo fanciullino, infatti il poeta da il nome preciso a piante ed oggetti;
troviamo inoltre il verso frammentato, luso della paratassi, composto da tutte frasi
principali.

Lavandare (forma metrica: madrigale)


(da Myricae)
Osservando la prima strofa questa poesia potrebbe sembrare opera di un poeta verista,
infatti appare come la semplice descrizione di un paesaggio rurale; al contrario questa
piena di significato, infatti sia il campo mezzo arato che laratro senza buoi danno un senso
di solitudine, di abbandono, rimarcato nelle successive strofe dal canto delle lavandaie.
Questo fa riporta alla mente la sensazione di abbandono che affligge il poeta, dovuta alle
numerose morti che hanno segnato la sua vita.
Nella poesia troviamo figure retoriche come enjabements (che pare/dimenticato),
onomatopee (lo sciabordare delle lavandare), metafore (nevica la frasca), similitudini e
analogie, tra laratro e labbandono.

Il gelsomino notturno
(dai Canti di Castelvecchio)

Questa poesia tratta dai Canti di Castelvecchio e dedicata alle nozze dellamico
Gabriele Briganti, in particolare alla prima notte, infatti Pascoli affronta il tema del rapporto
sessuale, argomento a lui sconosciuto a causa della grave situazione familiare segnata da
numerosi lutti, che hanno portato il poeta a chiudersi in quel nido, che lui stesso ha
voluto ricostruire con le due sorelle Ida e Maria, come per essere protetto dal mondo
esterno.
Inoltre nella poesia troviamo sempre lidea della vita legata a quella della morte ([]Nasce
lerba sopra le fosse), questo sempre a causa dei numerosi lutti vissuti che nel nido hanno
bloccato il poeta, impedendogli di avere rapporti con laltro sesso e perci di maturare.
Per questo il poeta vede il rapporto sessuale solo come una violenza alla carne, ma di
questo incuriosito, anzi ha una voglia morbosa di conoscerlo, sviluppando in lui tendenze
voyeuristiche. Dalla poesia appare la lontananza del poeta dalla scena che sta descrivendo,
attraverso luso della parola l, come Splende un lume l nella sala e l sola una casa
bisbiglia.
La poesia ricca di figure retoriche, come enjambement (Per tutta la notte s'esala /l'odore
che passa col vento), sinestesie (Dai calici aperti si esala /l'odore di fragole rosse),
metafore (l'urna molle e segreta) e metonimie (Sotto l'ali dormono i nidi).
Pascoli paragona cos il fiore, che si apre di notte, al rapporto sessuale, che si sta
consumando, e che allalba appare appassito a causa della nottata in cui stato fecondato.
Questa visione del sesso ci riportata al tema del fanciullino Pascoliano.
Nozzeesclusione del poeta dallamore coniugaledesiderio di ricreare il nucleo familiare

Nebbia
(dai Canti di Castelvecchio)
In questa poesia Pascoli parla alla nebbia, la nebbia che lo aiuta a dimenticare esperienze
lontane e dolorose.
La vede come unamica che lo protegge dal dolore della vita, insieme ai peschi, ai meli e al
proprio cane; quella protezione che cerca il fanciullo dentro il poeta, che ha cercato di
ritrovare chiudendosi nel nido, allontanando cos possibili amori, che potrebbero portare
in lui infelicit e sofferenza.
Infine le chiede di proteggerlo anche il giorno del suo funerale, quando far la strada tra
uno stanco don don di campane.
In questa poesia troviamo figure retoriche quali: anafora (Nascondi le cose lontane),
onomatopee(don don), enjambements (la mura chha piene le crepe/di valeriane),
allitterazioni(involate al volo).

LASSIUOLO

La costruzione del testo particolare: presenta tre quadri che parrebbero autonomi, privi di
collegamento; lunico esile legame sembra costituito dalla voce dellassiuolo, chi.
La prima strofa (vv. 1-8) raffigura il cielo notturno, poco prima che sorga la luna.
La seconda (vv. 9-16) descrive il fruscio proveniente dal bosco e, in lontananza, il rumore
ritmico delle onde marine.
La terza (vv. 17-24) mostra le cime degli alberi protesi verso i raggi lunari e scossi da un
leggero vento.
Possiamo cos sintetizzare il contenuto della lirica: in una notte nebbiosa il poeta guarda il
cielo, cerca invano la luna, rimira le rade stella. Ma, rispetto a tale spettacolo, la sua
attenzione continuamente distratta: prima dai lampi che, allorizzonte, accendono le nubi
nere e cariche di pioggia; poi dalla voce monotona del mare; infine dal fruscio fragoroso
delle cavallette. Intanto, dalluna allaltra strofa, egli ascolta la voce solitaria e lamentosa
dellassiuolo.
Schema metrico: 3 stanze (doppie quartine) di versi novenari, con schema di rime
ABABCXCx; X corrisponde alla rima fissa u e x alla parola-rima chi.
Alcuni elementi ci aiutano a interpretare il testo:
-Il primo la costante presenza del chi, il verso dellassiuolo che, tradizionalmente,
annunciava sventure;
-Il secondo elemento sono i sistri (v.20), strumenti musicali usati dagli antichi Egizi nei loro
funebri di resurrezione;
-Infine laccenno alle porte / che forse non saprono pi (vv. 21-22), allusione
probabilmente al regno della morte, che gli egizi credevano di poter riaprire.
La lirica dunque una personalissima meditazione sulla morte: unintuizione di quel mondo
segreto, alternativo allesistenza comune, che attrae gli uomini ma resta per sempre
inattingibile. In questo senso limprovvisa domanda iniziale condensa, con la sua
sospensione, il messaggio ideologico della lirica: il mondo e la vita umana in esso sono
interrogativi senza risposta.
Analisi personalizzata
Secondo la critica moderna questa lirica per il suo linguaggio e il tono simbolico si pu
considerare la pi perfetta dellarte pascoliana.
Quali sono i sentimenti dominanti?
Lestasi e langoscia. Dapprima prevale il sentimento dellestasi: la notte meravigliosa, il
cielo chiaro come lalba; perfino gli alberi, stupiti, sembrano levarsi diritti a cercare la
luna nascosta dalla nuvolaglia; lincanto reso pi intenso dalla melodia del mare
sonnolento e dai misteriosi fruscii, l tra le macchie, che sembrano accarezzare lanima e
cullarla nel sogno.
Ma allestasi subentra langoscia. C qualche cosa che turba tanta pace: non il guizzo dei
lampi, non le nuvole nel cielo lontano, ma una voce che si leva triste dai campi: il chi
dellassiuolo.
Dapprima il poeta la nota quasi di passaggio, ma poi ripensandoci, prova un sussulto: il
cuore ricorda unantica sofferenza. La voce delluccello notturno pare la voce stessa del suo
cuore angustiato. A questo punto anche le cose allintorno cambiano aspetto. Sono sempre

belle, ma acquistano un tono di tristezza: sulle cime nitide nel cielo trema ora un sospiro di
vento; lo stridio delle cavallette pare il suono dei sistri dargento, voce che si frange davanti
alla porta delloltretomba; e forte come uneco vicina, ecco il singhiozzo dellassiuolo, un
pianto di morte.

IL TUONO
Pascoli, con questa poesia, vuole descrivere il tuono che, con alto fragore, rintrona nella
notte scatenandosi in tutta la sua violenza terribile. Lessere umano alludire questa voce
possente della natura, simpaurisce come il bimbo che piange spaventato nella notte buia.
Allimmagine minacciosa della natura si contrappongono, per, le figure rassicuranti della
madre e della culla.
Infatti, ad intervenire per tranquillizzare il suo bimbo fu la madre, la quale si assume un
simbolo di protezione, di sicurezza e di pace serena.
Il poeta inizialmente esprime la sua angoscia per lo scatenarsi improvviso di elementi
negativi inserendo segnali di morte ed immagini delloscurit del nulla, ma riesce alla fine a
tranquillizzarsi e riprendersi concludendo con lannuncio del rifiorire della vita.
Infatti, la conclusione contiene una notazione consolatoria: il canto di una madre che culla il
proprio figlio, ci riporta dentro quella casa che rappresenta il simbolo degli affetti pi vitali
e profondi del poeta.
Questo carattere reso noto anche dalle parole chiave: canto di madre e culla che
rappresentano il nido e la vita che rinasce.
Il mondo esterno avvertito come una minaccia, simboleggiata dal tuono che, come tutti gli
eventi atmosferici violenti, per Pascoli simbolo di una oscura minaccia. IN contrasto con
la drammaticit del mondo esterno troviamo la casa e la culla come elementi rassicuranti (il
nido, tema classico della poesia pascoliana)

ARANO
Il componimento, costruito con immagini fortemente evocative e raffinatezza pittorica,
presenta un quadro di idillica vita campestre, tratteggiato con i colori malinconici
dellautunno (la vite al v. 1 infatti gi sta diventando rossa), e in cui il lavoro dei contadini,
descritto nella seconda terzina, si caratterizza per la placida armonia con il ritmo della
Natura. Non manca lattenzione al mondo animale; nella quartina conclusiva un passero e
un pettirosso contemplano la scena dellaratura. La scoperta" della poesia consiste proprio
nel canto - acuto e squillante come quello delle monete doro - del secondo, che chiude il
componimento su una nota di tipico fonosimbolismo pascoliano.
Dal punto di vista formale, Arano si caratterizza per lestrema cura con cui la materia
apparentemente umile (in accordo con il proposito del poeta di cantare humilesque
myricae, secondo la nota citazione dalla quarta Bucolica di Virgilio) dellaratura e della
semina dei campi diventa occasione per tessere un lieve ed elegante bozzetto di vita
rurale, tutto giocato sulla resa impressionistica di suoni, colori, sensazioni. La prima tecnica
utilizzata quella del rallentamento metrico e sintattico: tutto il madrigale composto da un
unico periodo, che scorre dalle terzine alle quartine abbracciando il panorama naturale e
umano sotto gli occhi del poeta. Al tempo stesso, Pascoli suddivide accuratamente la

materia della descrizione nei tre blocchi di versi che compongono il madrigale,
caratterizzando ogni strofe in maniera peculiare.
Nella prima terzina, a dominare sono gli aspetti visivi: il colore rosso delle foglie delluva
che brillano e la sfumatura della nebbia che si alza dai campi, associati alla frequenza di
vocali aperte e chiare e al tocco impressionistica, che, alla precisione del dato spaziale,
preferisce latmosfera evocativa ed indefinita di questi tre versi.
Nella seconda terzina sono prevalenti le azioni lente e cicliche dei contadini, rese attraverso
una sintassi paratattica, fortemente pausata dai segni di interpunzione e, dal punto di vista
metrico, dal rallentamento degli enjambements ai vv. 4-5 e vv. 5-6 (oltre che dallanafora di
lente al v. 4).
La quartina conclusiva prendono corpo le sensazioni uditive, legate alle figure del passero e
del pettirosso: il loro canto viene alluso, sul piano fonetico, dalla ricorrenza dei suoni di - s
-, - t -, - r - e, sul piano delle figure retoriche, dal paragone tra il canto del pettirosso e il
suono squillante delle monete doro, che ha un valore onomatopeico.

LAMPO
La lirica caratterizzata da un evidente valore simbolico, poich racconta, attraverso
metafore evocative di un paesaggio sconvolto dal temporale, la morte del padre di Pascoli,
gi ricordata dallautore in X Agosto. Questo intento simbolico appare esplicito soprattutto
negli ultimi versi del componimento, dove un occhio si apre per lultima volta, stupito,
sgomento, davanti alla consapevolezza dellabisso. Ma sono tutti i dettagli visivi della lirica
a richiamare il dolore del poeta: la terra agonizza sotto i colpi della pioggia, i movimenti
delle zolle ricordano infatti piccoli e continui sussulti, e il cielo, squarciato da fulmini e
coperto di nuvole, si mostra intento a combattere una battaglia che destinato a perdere.
Anche il climax ascendente con cui sono inseriti gli aggettivi riferiti a questi due elementi
contribuisce a sottolineare una crescita esponenziale di sofferenza e inquietudine.
Lunico dato rassicurante rappresentato dalla casa (v. 5), bianchissima e in radicale
contrapposizione rispetto al nero della notte, e che funge da richiamo alla tematica
pascoliana del nido: il nido il simbolo di quella zona di sicurezza rappresentata dalla
famiglia e dalla casa, intesa nel suo senso pi immediato di struttura fisica e conosciuta che
protegge dalle intemperie della vita. Ma questimpressione di tranquillit si rivela precaria,
destinata com a essere inghiottita dalla notte. La morte del padre viene cos rappresentata
nei termini di unintrusione violenta e terribile del mondo esterno allinterno della
dimensione familiare, violata definitivamente. Il lampo rappresenta allora levento che porta
la luce su una realt negativa: da un lato, esso permette di prenderne coscienza del male del
mondo ma dallaltro determina un decisivo sovvertimento della calma e sicura consuetudine
affettiva.
Tutta lopera pascoliana, daltronde, dominata da uninterrogazione sullesistenza umana,
dalla dolorosa consapevolezza della sua precariet: in questo senso, tematiche come la
morte e la sofferenza hanno spesso ruolo predominante nelle sue pagine (si pensi ad
esempio a Novembre o a La mia sera). A queste si affianca poi la poetica del quotidiano,
costituito di cose semplici e, soprattutto, vicine, a cui il poeta si aggrappa per far fronte ai
tumulti della vita e ai cambiamenti che, nonostante gli sforzi, inevitabilmente irrompono
nella sua intimit, sconvolgendone gli equilibri. La lirica, buon esempio del simbolismo

pascoliano, insomma una potente testimonianza della paura e dellangoscia funebre con
cui Pascoli guarda al mondo circostante e alla realt esterna al nido, visti esclusivamente
come eventualit negative pronte a travolgere affetti, priorit e ritmi della delicata quiete
quotidiana. Da questo punto di vista questo testo pu essere accomunato per via tematica ad
altri due componimenti: Il tuono, che evoca, con richiami uditivi, il fragore improvviso del
tuono che interviene a disturbare la pace domestica di una madre che culla il suo neonato
(vv. 6-7: [...] soave allora un canto | s'ud di madre, e il moto di una culla), e Temporale, in
cui il nero cielo temporalesco squarciato dallala bianca di un gabbiano che, impavido,
riesce ad attraversarlo (vv. 6-7: tra il nero un casolare: | unala di gabbiano).

TEMPORALE
Del 1894, Temporale rappresenta uno dei primi lavori di Pascoli. Intrisa delle influenze
simboliste francesi, la lirica si presenta breve e quasi ungarettiana: c' solo un verbo infatti
("rosseggia"), dove il colore, forte, prepotentemente si impone nel paesaggio. La poesia
infatti incentrata sui colori: l'orizzonte rosso, il nero di pece, le nubi chiare, e il nero del
casolare. Gli echi de "i suoni che rispondono ai colori, i colori ai profumi" che Baudelaire
cantava nei suoi Fiori del Male, sono infatti evidenti.
Altrettanto interessante lo stile e il lessico. Apre infatti la poesia una parola onomatopeica,
simbolo dell'innovazione pascoliana. Il rifiuto di sostantivi altisonanti, ben espresso nel v.
4 ("nero di pece") e nel v. 5 ("gli stracci di nubi chiare"). Ma a dominare la poesia
un'analogia fortissima, tipica del movimento simbolista: l'ala di gabbiano. Oltre il fortissimo
contrasto cromatico dato dall'accostare un'ala bianca a un casolare perso nel nero di un
paesaggio, forte il richiamo al volatile. L'ala si fa metafora della condizione del nido
familiare: si scaglia contro il vento, ma pur sempre debole e non ben chiaro se riesce a
resistergli o meno. La punteggiatura, inoltre, sul piano sintattico, d alla lirica un ritmo
cadenzato.