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Alberica Bozzi V E Sviluppa e discuti il seguente giudizio di DAnnunzio su Pascoli: Lesattezza e la limpidezza sono i pregi pi manifesti in tutta quanta

la poesia di Pascoli. Egli un poeta rurale. Il sentimento che egli ha della natura profondo, tranquillo e casto. Egli ama, pi che le solitudini, i campi animati dal lavoro umano. Lo attraggono le bellezze umili della terra pi gli spettacoli grandiosi. Il giudizio di DAnnunzio solo in parte condivisibile: la sua lettura si ferma allapparenza formale e non giunge ai significati pi profondi, volutamente o inconsciamente celati sotto una fitta rete di simboli. Egli non semplicemente poeta rurale, titolo che invece si potrebbe accostare a Verga, ma letterato e scrittore dallingegno raffinato, estremamente colto eppure tormentato. Questa inquietudine interiore strettamente legata ai numerosi lutti familiari che dallomicidio del padre si susseguono in una serie impressionante. Ladulto Pascoli tenter di ricostituire il nucleo familiare distrutto riunendo le uniche due sorelle sopravvissute sotto lo stesso tetto, ma il legame ossessivo con il nido e lattaccamento morboso alle sorelle impediscono al poeta ogni rapporto con la realt; il nido diventa per lui un rifugio sicuro dal mondo esterno minaccioso e irto di insidie. La realt appare pervasa dal mistero e inconoscibile per via razionale. Per DAnnunzio, la poesia pascoliana si basa su una semplicit della vita e sulla bellezza delle piccole cose. In verit questa visione superficiale perch coglie solo gli aspetti pi appariscenti e non percepisce il suo tormento interiore. DAnnunzio assimila i concetti esposti in Il fanciullino della fede umanitaria, dellaccontentarsi di ci che si ha, di conferire dignit poetica alle piccole cose e li applica quasi meccanicamente su tutta la produzione letteraria del poeta romagnolo. Effettivamente nel saggio Il fanciullino, Pascoli sintetizza quelli che sono i punti essenziali della sua teoria della poesia: la poesia come conoscenza alogica e immaginosa che permette di conoscere nel profondo la realt, che pura perch non deve proporsi finalit estrinseche ma pu indicare unutopica societ senza conflitti in cui gli uomini sono guidati da bont, amore e fratellanza. Egli paragona il poeta a due figure: il veggente, ossia colui che pu spingere lo sguardo oltre la realt visibile , e il fanciullino che vede tutte le cose per la prima volta e cerca di rendere il sorriso e la lacrima che c in ognuna di esse, di dare loro nomi. Pascoli ha una visione negativa della societ moderna a cui contrappone il mondo mitizzato della campagna, fedele a genuini valori come la laboriosit e la solidariet. Lattrazione per morte e per la malattia ritorna in molte poesie, per esempio in X Agosto ci presenta la terra come atomo opaco del male ripercorrendo gli ultimi momenti, gli ultimi pensieri del padre prima dellattentato. In Digitale purpurea, due amiche si incontrano dopo tanto tempo e luna, Rachele, confessa allaltra, Maria, di aver annusato il fiore proibito, da cui le suore le avevano tanto messe inn guardia. Questo fiore velenoso attira e porta allannientamento, assume un valore simbolico di passione amorosa che conduce alla morte. Il poemetto rileva un aspetto torbido, malato, decadente della poesia pascoliana. E una poesia che tende a creare suggestioni indefinite e atmosfere incantate. La poesia Arano immersa in unatmosfera malinconica: la nebbia dautunno, voci indefinite di uomini che faticosamente lavorano la terra nella loro lotta disperata contro la natura. La natura assume un valore positivo solo dalla prospettiva degli animali. La campagna descritta da Pascoli idealizzata; Alexandros viene umanizzato: leroe, una volta raggiunto il suo obbiettivo, irrequieto, piange, ossia mosso da sentimenti umani. Il mondo antico non immobile, perfetto ma si carica delle angosce della sensibilit moderna.