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chiara boriani

Giosu Carducci
1835 1907
Nato a Valdicastello, frazione di Pietrasanta, trascorre l'infanzia a Bogheri (Davanti a San Guido) e si trasferisce a Firenze per le inimicizie che suo padre si era procurato partecipando alla carboneria. Il fratello Dante muore suicida o forse per un colpo sparato dal padre in malattia, che muore subito dopo. Carducci si sposa con Elvira Menicucci ma ha una relazione con Carolina Cristofori Piva (Lina o Lidia oraziano) per 7 anni (1871-78). 1860 professore di letteratura italiana all'Universit di Bologna, non cede la cattedra nemmeno quando un ictus gli porta via l'uso delle gambe e della parola; gli succede Pascoli.

Odi barbare
1877, 1882, 1889, 1893 52 poesie divise equamente in 2 libri, + 5 traduzioni poetiche (poeti tedeschi 1800) Odi barbare perch sarebbero suonate tali alle orecchie dei greci e dei romani; metrica barbara: testi italiani composti in versi e strofe che imitano quelli della lirica latina (Carmina di Orazio, Catullo, Tibullo e Properzio). Diversit sistemi metrici: metrica latina quantitativa, fondata sulla quantit delle sillabe (brevi o lunghe) metrica italiana ritmico-sillabica, fondata sul numero delle sillabe e sull'accento di parola Il risultato la distruzione del verso basato sul numero di sillabe: spiana la strada al verso libero paradosso: il suo libro pi sperimentale e innovativo nasce dall'esigenza classicista di ricreare la poesia lirica latina. classicismo formale: metrico, linguistico e stilistico. Lessico e sintassi latineggianti, densi dal punto di vista retorico; nato dal rifiuto di imitare le forme e lo stile dei pi grandi poeti italiani (Foscolo, Leopardi) classicismo tematico-psicologico: concezione del mondo laica e anticristiana, disprezzo e rifiuto del mondo contemporaneo e della letteratura tardo-romantica. Il rifiuto della realt presente si traduce nel rifugio nel passato storico e nei propri sentimenti privati (amore, attaccamento alla vita e ossessione della morte). Novit: le Odi barbare vogliono coniugare la ricerca della perfezione formale e lo stile ispirati alla lirica classica con contenuti personali e moderni: struggente nostalgia del mondo antico rievocazione celebrativa degli episodi gloriosi dell'Italia antica e medievale poesia d'amore ossessionata dal senso della fuga del tempo e della morte Scelta antiromantica: la poesia non deve essere incontrollabile effusione del sentimento ma poesia colta, disciplinata da strutture metriche fisse e rigorose. Lirica sette-ottocentesca italiana (Grazie di Foscolo, Leopardi nelle prime canzoni) ed europea (Goethe) duplice classicismo Romanticismo del primo Ottocento malinconia, pessimismo, senso della morte. Le Odi barbare esercitano un influsso sulle forme metriche novecentesche: 1) abolizione della rima, che non esisteva nella poesia classica 2) utilizzo di versi lunghi, composti dall'unione di versi tradizionali pi brevi, per rendere l'esametro e il pentametro latini

Lirica d'amore per Carolina Cristofori Piva, composta nel 1875-76, ambientata a Bologna, riguardo ad una separazione del 1873. Strofe alcaiche (Orazio Alceo); il tema (separazione degli amanti) sviluppato attraverso il contrasto dei momenti felici passati, ambientati in un paesaggio primaverile e soleggiato, e l'angoscia presente, in un cupo, umido e freddo autunno. Il paesaggio esterno coincide con quello interiore (psicologico) del poeta. L'ambientazione ferroviaria costituisce una grande novit: il primo testo in cui la lirica italiana accoglie la tecnologia pi moderna del XIX secolo; ha un precedente in A Satana (Levia Gravia), dello stesso Carducci, in cui la locomotiva (mostro orribile e bello) simbolo dell'avanzata inarrestabile del progresso. Da un ambiente moderno consegue un lessico moderno che lo descrive, ma gli si oppone il lessico classicistico-arcaizzante: stile elevano, lessico raro e poetico, sintassi difficile; la locomotiva personificata mostro dall'anima metallica; i controllori vigili, come il corpo di guardia urbano della Roma Antica. S P L E E N U R B A N O : senso di modernit con atmosfera fatta da luce scialba e fredda, suoni striduli o sinistri, tedio spleen di Baudelaire (20 anni prima). R I C E R C A M E T R I C A : schema metrico molto mosso, a causa dell'accostamento di versi di durata vicina (quinari, novenari e decasillabi) ma dagli schemi accentuativi completamente diversi effetto di incertezza e insicurezza. Il lettore si aspetta la ripetizione della stessa sequenza di accenti; per produrre un effetto di regolarit non necessario che ci sia un solo tipo di verso, infatti l'alternanza di endecasillabi e settenari, che sono molto omogenei tra di loro, confermano un andamento ritmico costante. R E T O R I C A D I P R O V I N C I A : compenetrazione di lessico realistico, moderno, tecnico e di lessico aulico. fanali, vaporiera, convoglio, freni | | speme lontana, fiammei occhi, tiepid'aere, riflessi del crin castanei, fremea, piacea, ricingean Immagine del treno come moderno empio mostro mitologico.

Alla stazione in una mattina d'autunno

Nevicata
Composta nel 1881, ambientata a Bologna; distici elegiaci; viene riprodotto il ritmo degli accenti del verso latino. cadenza greve e monotona; paesaggio urbano molto tetro, invernale, dominato dal silenzio e dall'ossessione della morte; vengono invocati i fantasmi degli amici defunti e vi il presentimento, da parte dell'io, che si rivolge anche al suo cuore, della propria morte vicina.

Rime nuove
Pubblicate nel 1887, comprendono 105 poesie composte dal 1861 al 1887, divise in nove libri. Il primo e l'ultimo consistono di un solo componimento, Alla rima e Congedo; gli altri sette sono divisi su criteri di omogeneit metrica e tematica. La rima il segno caratteristico della poesia europea, a partire dal Medioevo, elemento del tutto nuovo rispetto alla poesia antica.

Funere mersit acerbo


Sonetto, 1870. Il poeta si rivolge al fratello Dante chiedendogli di accogliere nell'oltretomba il figlio, che lo rinnova nel nome. Il titolo si rif al libro IV dell'Eneide: atra dies mersit il nero giorno della morte. Enea scende e sente il pianto dei bambini. Riferimento In morte del fratello Giovanni: lui, come Dante, si suicidato, rifiuto della vita. Carducci non credente ma gli piace l'idea di una comunanza di spiriti dopo la morte.

Scena tipica dei sepolcri romani: il morto guarda verso il corteo funebre.

Canzonetta, 1871 Poesia per la morte del figlio, avvenuta nel 1870. Si ha una corrispondenza tra elemento naturale e rapporto tra padre e figlio (albero e fiore). Non c' pi il bambino che riscalda con la sua presenza il padre. Tradizione lunghissima di pianti per la morte di bambini; questa poesia per ha pi ordine: esprime il dolore in modo molto misurato, morta la sua speranza (classicismo moderno) in contrasto con le poesie lagnose e tragiche. chiara boriani

Pianto antico