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Giuseppe Ungaretti

Nasce nel 1888 ad Alessandria DEgitto (come Marinetti), dove i genitori gestivano un
forno di pane, la sua famiglia di origine toscana, della provincia di Lucca. Nel 1912 si
trasferisce a Parigi, in seguito nel 1914 Ungaretti arriva in Italia per partecipare con
entusiasmo alla guerra. Arruolandosi come volontario in un reggimento di fanteria,
inviato a combattere sul Carso.

In memoria
La poesia appartiene alla prima edizione del Porto Sepolto. Il tema il suicidio di un
amico (Moammed Sceab - Marcel). Luomo arabo, aveva compiuto questo gesto
estremo per limpossibilit di ambientarsi e di trovarsi bene a Parigi. Non si sentiva pi
n francese n arabo, si sentiva smarrito. Al suo funerale avevano partecipato il solo
Ungaretti e la padrona dellalbergo dove soggiornava. Dopo il suicidio era stato sepolto
in un cimitero di periferia, isolato e nellabbandono. Probabilmente lunico che ha
memoria di lui lamico Ungaretti, che vuole consegnarci un ritratto di lui che se no
andrebbe perduto.
I versi sono sciolti, non rispettano la metrica tradizionale, sono brevi per questo
chiamati versicoli. Ungaretti abbandona luso della punteggiatura sostituendola con
spazi come i futuristi che ben conosceva (amico di Palazzeschi).

Il porto sepolto
Ungaretti paragona il poeta al subacqueo archeologo che durante le sue immersioni
recupera e riporta alla luce i tesori perduti condividendoli con tutti, in questo caso i
tesori sono i versi del poeta. La poesia quindi come un immersione rituale per
riportare alla luce lessenza delle cose. Il titolo parte integrante per comprendere la
lunga metafora sul fare poesia.
Il nulla considerato lo spazio infinito dellassenza, il mare dove i poeti usano
naufragare. Il nulla ha sua volta pervaso, sostanziato da un inesauribile segreto
ossia dal mistero profondo della vita, che toccando le radici dellessere non ha n
inizio n fine, quindi coincide con linfinito. Nella poesia c la ricerca della parola che
sfiori il segreto senza cogliere completamente la sostanza indicibile.

Veglia
La poesia scritta quando Ungaretti era sul fronte del Carso, descrive una nottata
passata affianco a un compagno morto e massacrato. La prima parte ha
connotazione negativa, prevale lidea della morte, molto realistica e molto cruda.
Poi lamore per la vita nasce dallorrore per la morte, il poeta riflette sul senso e sul
valore della vita e resta attaccato ad essa pi che mai, riaffermando un istinto naturale
come riconquista dei valori di unumana solidariet.

I fiumi
La poesia si apre con dei segni di guerra: albero mutilato e dolina. Come tutte le
poesie scritte sul fronte, Ungaretti ne indica luogo e data. In seguito Ungaretti
contempla la sera e poi ricorda ci che ha fatto durante la mattinata: un bagno nel
fiume Isonzo. Ungaretti recupera la sua identit, ripercorre il suo passato con la finalit
di ritrovare s stesso, la sua identit persa in seguito alla guerra. Si inchina al sole ed

come se trovasse il suo posto nellarmonia delluniverso, accanto allIsonzo ha perso


la sua identit e tuffandosi dentro la ritrova.
I fiumi che sono stati importanti durante la sua vita sono: il Serchio, fiume nella
provincia di che Lucca dove sono nati i suoi avi e i suoi genitori; il Nilo che lha visto
crescere nelle sue pianure durante linfanzia e ladolescenza; la Senna, fiume di Parigi
dove grazie alla cultura ha preso coscienza di s, ha conosciuto se stesso. Nel finale
Ungaretti evoca la sua malinconia, ritorna limmagine della notte, la mia vita mi pare
una corolla di tenebre.

San Martino del Carso


La poesia si apre con la descrizione del paese dopo la guerra, tutto devastato
rimasto solo qualche brandello di muro. Il titolo fondamentale per comprendere di
cosa si sta parlando. No solo il paese distrutto ma anche dei compagni di Ungaretti
non rimasto quasi nemmeno un corpo (compagni chiamati i tanti che mi
corrispondevano = corrispondenza di amorosi sensi di Foscolo).
Mentre nel paese non rimasto nulla e non c nessuno, nel cuore del poeta c tutto
il dolore che egli prova per questa situazione, ricorda tutti i suoi compagni darmi. La
lirica si chiude con unimmagine dolorosa, il cuore di Ungaretti dove c ancor pi
dolore e distruzione rispetto al paese. Dopo la prima stesura, il poeta ha compiuto un
processo di scarnificazione per far s che rimanesse solo lessenziale.

Mattina
Il titolo parte integrante del testo, Ungaretti in questa poesia esprime la sua felicit
di penetrare nellessenza delle cose di aderire allinfinito, si sente parte delluniverso,
un momento di rara felicit che egli prova di fronte al sorgere del sole. una
sensazione di pienezza quasi sovrannaturale che non pu essere definita in termini
logici e concettuali, rappresenta uno stato di beatitudine e di grazia paradisiaca.

Soldati
Il titolo il primo termine di paragone, Ungaretti descrive lassoluta precariet della
vita dei soldati mettendola in analogia con le foglie prossime a cadere dagli alberi in
autunno. Richiama la condizione della vita di ogni uomo, la fragilit della vita. Luomo
sospeso tra la vita e il nulla e basta una minima cosa per cambiare la vita delluomo
da un momento allaltro, questo viene accentuato dalla spezzatura a fine verso.
Ungaretti ha spezzato i versi, che nella lettura richiedono quindi pause profonde. Se
fosse stata divisa in due parti sarebbe risultata composta da due settenari, assumendo
una cadenza pi cantabile e squillante (come Manzoni nella poesia Cinque Maggio ).
Ungaretti invece imprime alla poesia un andamento perplesso e discontinuo segno
della precariet e del dolore che investe ogni manifestazione dellesistenza.