Sei sulla pagina 1di 6

ERMETISMO

Dopo la grande produzione di Giacomo Leopardi in Italia si nota una crisi delle tematiche poetiche. Le avanguardie infatti si oppongono ai vecchi pensieri ed ideologie ma non propongono nulla di nuovo e originale. La fase successiva, dal 1925 circa, nel periodo del fascismo, prende il nome di ERMETISMO. Gli esponenti di questa corrente non vogliono svelare a tutti il loro pensiero per questo i componimenti non sono di facile comprensione: le parole sono ricercate, nascoste. Poesie riservate a pochi insomma. Lermetismo, sviluppatosi a Firenze intorno alla met degli anni Trenta impiegato inizialmente con un significato negativo, poi identifica la poetica che teorizza una poesia difficile,chiusa , volutamente oscura Tale poetica sopravviver alla guerra, e si prolungher fino agli inizi degli anni cinquanta.. In questo periodo viene inserito anche Montale ma non rispecchia alla perfezione i canoni ermetici, ma essendo vissuto in questepoca gli storici lo hanno collegato a questo movimento.

EUGENIO MONTALE (1896 1981)


Montale fra i poeti pi grandi del 900 in Italia ma forse anche della letteratura europea del secolo. Esordisce con Ossi di Seppia nel 1925 e poi con Le Occasioni dove si cimenta in una poesia pi difficile che sembra avvicinarlo allErmetismo. Montale sembra accompagnare i principali movimenti letterali ( dallermetismo al neorealismo fino alla neoavanguardia) ma mantiene sempre una autonomia che lo differenzia da essi e mostra una propria personale originalit: nel proprio destino di poeta egli intende cogliere i tratti che lo avvicinano agli altri uomini e indicare una possibilit di salvezza. La fiducia umanistica nei valori dellintelligenza, della cultura, della poesia lo inducono a prendere posizione contro il fascismo e pi in generale contro la massificazione della societ. Egli considera il destino delluomo moderno nella societ di massa, dapprima cercando una via di scampo e di salvezza poi negli ultimi libri ironicamente denunciando la vanit di questa stessa ricerca che comunque rimane al centro della sua riflessione. Con Satura lo stile alto e raffinato viene abbandonato e prevale invece laspetto satirico, prosastico e diaristico.

OSSI DI SEPPIA (1925)


In Ossi di Seppia confluiscono varie tendenze poetiche: Quelle dellavanguardia primonovecentesca crepuscolare ed espressionista Quelle simboliste della poesia italiana e francese (pascoli e dannunzio) Quelle della restaurazione antivaguardista Il titolo allude allimmagine marina degli ossi di seppia che possono galleggiare felicemente nel mare ( simbolo della felicit naturale) oppure essere sbattuti sulla spiaggia come inutili relitti. Questultima situazione tende ad imporsi infatti il poeta in questa situazione esiliato dal mare , escluso dalla natura e dalla felicit. Come si vede il mare e la terra diventano simbolicamente importanti nelle poesie di Montale: il primo il luogo dellindifferenziato , di una beatitudine naturale; il secondo la sede della privazione e dellesilio, ma anche del rapporto sociale , del sacrificio e del momento etico. Il libro una sorta di romanzo di formazione: se la terra il luogo-emblema dei limiti della condizione umana , tuttavia anche su di essa sembrerebbe possibile di tanto in tanto un miracolo laico. Il percorso del libro parte dal momento felice dellincanto ( infanzia) al disincanto della maturit, dalla pienezza di un rapporto organico e simbolico con il cosmo ad una condizione di spaesamento e di frammentazione. Alluomo non resta altro che accettare la vita sulla terra desolata e su un universo disgregato e franante; ma deve accettarla senza vilt. Per quanto riguarda il linguaggio poetico usato, sicuramente antidannunziano, espresso dal termine torcere il collo alleloquenza: sceglie quindi uno stile aspro e arido che vorrebbe aderire alla realt delle cose al di l dellinganno delle convenzioni ideologiche e linguistiche. Infatti come

scrive rispondendo ad una intervista immaginaria del 1946, afferma che il suo stile deve essere il pi possibile aderente alla realt, riuscire ad uscire da quella campana di vetro che gli impedisce questo stretto rapporto. Bisogna eliminare il velo sottile che ci mostra solo le illusioni e gli inganni del mondo ( influenza schopehauer ) e quindi non usare pi un linguaggio aulico ma stare attenti a non cadere nella semplicit quasi banale. Ossi di seppia si divide in quattro sezioni: il sistema di opposizioni: mare = natura = infanzia che si oppongo rispettivamente a terra = citt = maturit 2. domina il motivo dello scarto, dellosso di seppia abbandonato, della frantumazione, della distonia tra uomo e natura. Come riscatto dallatonia e dalla depressione dominanti, rimane solo la possibilit della lucida indifferenza, denominata divina ( spesso il male di vivere..) il messaggio del poeta pu essere solo negativo. 3. il mare diventa lemblema del distacco dal mare inteso come patria sognata 4. contiene i testi pi impegnati dove lio lirico accetta il proprio destino di sconfitta e di discesa verso il nulla, chiedendo per di poterlo affermare con dignit e senza vilt. 1.

NON CHIEDERCI PAROLA


E il primo componimento della sezione Ossi di Seppia. E una sorta di manifesto o di dichiarazione di poetica rivolta al lettore ( usa infatti il TU, pi coinvolgente ). Il poeta non ha nessun messaggio positivo da rivolgere agli uomini: la sua anima divisa e informe pu comunicare solo messaggi negativi , di denuncia del male di vivere e dellinsignificanza del mondo. Il ruolo del poeta varia a seconda del periodo storico, deve essere il simbolo dellepoca, la persona da imitare che guida il gregge. Ma ormai secondo Montale il poeta non ha pi un ruolo, non pi in grado di dare delle soluzioni ( il tono negativo evidenziato dai non del verso 1 - 9). Le persone non devono pi chiedere parola al poeta perch non pi capace di rappresentare lanimo senza forma e per questo non rappresentabile. Nella seconda strofa presente un atteggiamento ambivalente del poeta nei confronti della sicurezza ignara delluomo comune: disprezzo e piet, da una parte, perch questi vive in una situazione di falsit e di illusione; invidia, dallaltra, perch felice e sicuro di s e degli altri. Inoltre fare attenzione o meno alla propria ombra significa interrogarsi o meno riguardo alla propria identit e alla propria collocazione nella realt ( tema presente anche in Pirandello, Il fu Mattia Pascal). Decisivo anche lo scenario: non pi naturale ma quello squallido della citt, del muro che allude alla condizione di limite e di chiusura, quasi di prigionia ( il muro un tema ricorrente in Montale). I poeti non diranno la formula dotata di potere di rivelare mondi, cio significati segreti invisibile. Contrappone a questa illusione una dimensione espressiva nuova, fatto dai parole storte e secche, che non esprimono larmonia ma la disarmonia tra uomo e realt. Lunica cosa che possono affermare dire ci che NON siamo, ci che NON vogliamo. Non una soluzione nichilista ma rappresenta una risposta a suo modo affermativa alle questioni sollevate, una consapevolezza iniziale e minima di identit e di significato a partire dalla capacit di distinguersi attraverso la negazione critica. Il testo costruito su un sistema di semplice e radicali opposizioni che individuano due modi opposti di concepire la natura, la psicologia delluomo e la sua condizione, la funzione e la possibilit della poesia. a questi due modi esistono due diverse poetiche: quella dellinno cio di una poesia piena e propositiva, e lelegia dai toni negativi. La dimensione interiore quella della privazione, dellinformit, della scissione: da una situazione di impotenza e di frustazione pu nascere solo lelegia, non linno, un atteggiamento critico negativo, non un messaggio positivo. Metrica: versi di vario metro, nella seconda quartina eccedente la rima amico-canicola.

SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO 2

A tre emblemi del male di vivere (il rivo strozzato, la foglia riarsa, il cavallo stramazzato) ne vengono contrapposti altrettanti di indifferenza ( la statua, la nuvola, il falco), vista come unica soluzione esistenziale. Le prime tre immagini di sofferenza esprimono impedimento, aridit, morte. Con questo climax del dolore dellesistenza inanimata, poi del vegetale e infine di quella animale Montale dichiara che il male nella vita e anzi nellesistenza ( da notare lanafora di era per valorizzare ogni singolo caso e luso di lettere come s, t,r z che rinviano ad un suono di dolore). Alle tre immagini negative si contrappongono quelle positive della seconda quartina: lunico bene possibile il distacco e lindifferenza. Oltre allopposizione male vs bene si pu notare anche quella basso vs alto: il bene rappresentato in un progressivo innalzamento, in contrasto con la terrestrit bassa delle tre immagini della prima quartina. Lindifferenza quasi una personificazione di una vera dea, la statua poi implica la vita umana nella quale compete sia la sonnolenza sia la condizione di pietrificazione. Il testo composto da due quartine ( rima abba cdda), la cadenza accresiuta dallenjambement tra il verso terzo e quarto di ciascuna strofa. nel testo possibile individuare una struttura binaria: il male collegato alla vita stessa (prima quartina) il bene alla distanza, alla imperturbabilit (seconda quartina). Il climax ascendente negativo si oppone a quello positivo della seconda quartina e ciscuno di questi termini presenta contrasto e rovesciamento rispetto al simmetrico della prima quartina. Infatti al movimento impedito del ruscello si oppone statica felice la statua, allo stramazzare a terra del cavallo si oppone il felice innalzarsi del falco verso lalto ma per la nuvola Montale ha voluto deludere le attese ( ci saremmo aspettati di trovare un vegetale). tuttavia tra la nuvola e la foglia secca possibile individuare un collegamento, se dalla nuvola potrebbe venire quella pioggia vivificante in grado di ridare freschezza alla foglia, impedendone linarimento.

LE OCCASIONI (1939)
Nelle occasioni presente una ideologia che oppone alla massificazione dilagante i valori elitari di unaristocrazia dello spirito, derivante dalla cultura liberale dellautore ma anche dalla tradizione umanistica e dallinfluenza di Foscolo. Lo stile per questo si innalza e si purifica. Prevale un monostilismo di matrice petrarchesca anche se con allegorie di derivazione dantesca. Si pu parlare si un vero e proprio classicismo modernista: si torna a una metrica pi tradizionale e allatteggiamento consueto del poeta lirico che si rivolge al tu della donna amata. Nellopera intende tacere loccasione-spinta, ovvero il momento soggettivo, e limitarsi a esprimere loggetto. Influente per questo la teoria del correlativo oggettivo elaborata da T.S Eliot: si rifiuta il metodo analogico delle corrispondenze fra soggetto e oggetto per tendere a esprimere solo loggettivit di immagini assunte come emblema di una condizione interiore taciuta o cancellata ( spiegare i concetti in maniera oggettiva senza esaltare momento soggettivo). Stretto anche il legame con Dante: Montale trasporta su un piano di astrattezza metafisica e di universalit la propria vicenda biografica e storica riproponendo la stessa alternativa fra salvezza e condanna e la stessa figura di mediazione ( la donna angelo di Beatrice) rispetto alla Divinit. Inoltre riutilizza termini e concetto della religione cristiana allinterno di una nuova cultura del tutto laica e di una nuova religione: quella delle lettere. La donna angelo, Clizia, assume le funzione di una salvifica Beatrice Dantesca. In sua assenza per, ed lassenza a prevalere, il soggetto appare frustato e sconfitto, ridotto a povera impotente pedina travolta sulla scacchiera della storia. Ma le rare apparizioni (occasioni) dellamata sembrano salvare non solo lui ma lintera societ umana. Deriva perci la centralit del motivo dello sguardo e degli occhi della donna amata e inoltre il titolo del libro che allude al carattere occasionale delle sue apparizioni.

ADDII, FISCHI NEL BUOI, CENNI, TOSSE


Il testo dedicato a Clizia. Alla stazione un treno parte portando via la donna amata, confusa fra gli automi, cio gli uomini massa (ridotti a robot).Il poeta si chiede se anche lei riconosca nel rumore del treno che si mette in moto lo stesso significato di persecuzione e di morte che gli attribuisce lui stesso. E evidente latteggiamento omologato, la distruzione della identit personale e della libera scelta. Gli automi hanno ragione perch si sono rassegnati e hanno rinunciato definitivamente a quella autenticit la cui ricerca fa inutilmente soffrire il poeta. Il poeta poi pensa:se anchella riconosce nel ritmo dei treni il ritmo di una certa danza, orribilmente degradato e disarmonizzato, vuol dire che resiste lintera intesa tra lei e il poeta nonostante la sua situazione alienata, vuol dire che il privilegio di un contatto e di un accordo di salvezza pu essere conservato dal poeta anche mentre viene travolto dalla esperienza della massa. Gli automi corrispondono alla massa che come i robot fanno sistematicamente le cose che vengono imposte, come su un nastro trsportatore che non ci da mai la possibilit di incontrarci e non sappiamo cosa succede allesterno: chi non ha avuto il tempo di riflettere sulla vita non sa cosa ha perso. La linea di puntini che corrisponde ad un verso volontario del poeta pu rapresentare la realt oggettiva, ci che si vede o Montale vuole lasciare dello spazio al lettore per una riflessione. Il treno rappresenta la civilt moderna, la minaccia della modernit, inconciliabile con lamore e qui rappresentata lalienazione degli automi e cio degli uomini massificati. La conclusione del componimento pur nella sua negativit resta come sospesa lasciando aperto, con linterrogativo finale, uno spiraglio di salvezza. Montale inserisce nella poesia termini quotidiani e tecnici con un gusto concreto e con precisione definitoria. Si tratta di un plurilinguismo che tuttavia viene smorzato dagli artifici retorici e dalla compatezza raffinata del testo ( enjambements , assonanze, alliterazioni). Al pluringuismo quindi corrisponde u monostilismo rigoroso che attesta un controllo aristocratico su una materia comune e banale.

SATURA ( 1971)
Durante gli anni del miracolo economico (1956 1963) , la moderna societ industriale comporta per Montale la certezza dellinevitabile morte della poesia e quindi induce il poeta a tacere. Solo con la morte della moglie ( 1964) spinge Montale ascrivere di nuovo dei versi che non hanno pi niente di sublime o di elevato ma si oppongono consapevolmente al confine tra poesia e prosa. Afferma infatti che solo questultima lunica poesia possibile. Nella societ del trionfo della spazzatura non pi, possibile distinguere tra valore e disvalore; perci si passa da una poesia selettiva a una inclusiva in cui si accetta ogni tipo di materiale, anche del pi eterogeneo. La poetica di Satura rappresenta dunque una svolta decisiva ,in senso basso, prosastico, satirico, comico e ironico. Il titolo allude non solo agli aspetti di satira politica e culturale ma anche alla variet e alla mescolanza dei temi e degli argomenti( dal latino satira o satura = tavola imbandita con diversi piatti; in tal modo si poteva soddisfare le esigenze di pi persone). Inoltre il titolo allude ad un senso di saziet di sovrabbondanza ,di non poterne pi del consumismo e del bombardamento di informazioni da parte delluniverso dei mass-media. Accanto al motivo della morte della moglie unaltro tema dominante quello di vivere dopo la catastrofe, dopo unalluvione che ha sommerso tutti i valori del passato. Di conseguenza sono scomparse tutte le contraddizioni ed tramontata qualsiasi percezione del passato e del futuro, mentre domina assoluta lautorit del presente. Per questo un atteggiamento lucido e dissacratorio, amaramente divertito. La struttura del libro non pi romanzesca come nei primi tre,n volta a comunicare, con la sua stessa organizzazione, un messaggio propositivo, magari anche solo quello della salvaguardia dellorgoglio personale.

Il libro si suddivide in quattro sezioni: xenia I, xenia II , satura I e satura II. Il termine Xenia deriva dal latino e indica i doni inviati a un amico che stato nostro ospite. In questo caso il titolo allude a unofferta votiva alla moglie morta. Mosca il soprannome della moglie e cosi viene celebrata (come le mosche) la sua capacit di adattarsi a quel trionfo della spazzatura che ormai la civilt contemporanea, la sua capacit di orientarsi nellinforme quotidiano, senza farsi ingannare dagli astratti valori degli intellettuali. Rispetto a Clizia ,mosca ha perso ogni elevatezza intellettuale e spirituale, diventa quasi una saggezza originari e primitiva. Mosca inoltre ha insegnato al poeta non solo a sopravvivere ma anche a difendersi attraverso lironia, il sarcasmo, la demistificazione delle ideologie e degli autoinganni della societ e della cultura.

HO SCESO DANDOTI IL BRACCIO, ALMENO UN MILIONE DI SCALE


Il componimento fa parte di Xenia II e si apre con il senso della mancanza e della perdita provocato dalla morte della moglie: insieme hanno sceso, nel viaggio della vita, milioni di scale e ora, a ogni gradino, il soggetto lirico avverte una sensazione di vuoto. Poi il poeta spiega che ora non ha pi bisogno di quegli strumenti di cui necessitava quando credeva allesistenza del tempo e alla realt visibile. dalla moglie ha appreso la vera arte di vedere:che consiste non nel credere alla superficie visibile della cose, ma nel guardare in profondit sotto di essa. Il tema iniziale della poesia lassenza di Mosca e il senso di smarrimento provato dal poeta. A lei egli affidava anzitutto il disbrigo delle incombenze pratiche durante i viaggi fatti insieme, come badare alle coincidenze, preoccuparsi delle prenotazioni. Queste sono trappole e scorni (smacchi) per chi crede che la realt si esaurisca tutta nel mondo visibile. Lultimo Montale, invece sviluppa una filosofia che pone in dubbio lesistenza stessa della realt. Apparentemente sembra che montale sosteneva lei nelle scale, ma in realt il contrario. Mosca infatti aveva una conoscenza profonda delle cose, che non si arrestava alla superficie della realt che si vede. La sua miopia era solo apparente: lo sguardo di Mosca era difatti anche pi penetrante di quello del poeta. In tal modo la donna riconferma il suo ruolo guida di derivazione dantesca e petrarchesca. Ma mentre gli occhi di Clizia erano occhi che come quelli di Beatrice, fissavano il sole dei valori eterni, quelli semiciechi di Mosca regolano una sapienza domestica, ironica e minimale. In conclusione Mosca sa che la realt non coincide con quella visibile quale viene percepita da chi vive in preda alle scadenze temporali e agli impegni pratici. Il senso profondo della vita coincide con la percezione e con laccettazione della nullit dellesistenza e dunque non ha niente a che fare con il senso moderno del tempo. Il testo scritto in modalit prosastica, la sintassi regolare, il linguaggio semplice e quotidiano. Caratteristiche particolari della Satura e presenti in questa poesia, sono che se da una parte il significato letterale chiaro, dallaltra resta invece arduo capire il suo messaggio o significato complessivo: non del tutto chiaro infatti che cosa vedono in effetti le pupille offuscate di Mosca.

LALLUVIONE HA SOMMERSO IL PACK DEI MOBILI


Loccasione contingente allorigine del testo lalluvione che colp Firenze nel novembre 1966 a causa dello straripamento dellArno. In esso rimane sommersa la cantina in cui Montale aveva lasciato libri, quadri documenti del suo periodo fiorentino. La distruzione operata dallalluvione sugli oggetti l conservati diventa allegoria della fine di unepoca, del tramonto dei valori umanistici di un tempo e della crisi ormai irrecuperabile della identit del poeta. A lui non resta ormai che il coraggio trasmessogli dalla moglie. Esso lultimo e unico valore possibile, consistente nella fermezza con cui il poeta constata linsignificanza dominante, cio la mancanza assoluta di valori morali e spirituali. Lalluvione ha sommerso linsieme dei mobili, dei documenti, dei testi racchiusi nella cantina. Il loro tentativo di resistenza alla distruzione inutile: cedono gli oggetti cosi come hanno ceduto nella realt storica le forze e i valori dei quali essi sono testimonianza.

Dopo lalluvione prima di liberare la cantina sono passati alcuni giorni durante i quali gli oggeti a poco a poco sono stati distrutti e hanno perso la loro identit. La crisi degli oggetti sommersi dal fango corrisponde alla crisi del poeta che in essi si era riconosciuto. Egli stato aggredito non dal fango ma dalla storia e cio coinvolto nella mancanza di significato e nella assurda volgarit della storia. Si tratta di un allegorismo negativo, corrispondente allo scetticismo e al nichilismo dellultimo Montale.Si denuncia la catastrofe che ha portato alla distruzione dei valori degli anni Trenta. Il riferimento alla ideologia umanistica ovvero la convinzione di poter affermare la propria identit e difendere il significato della cultura attraverso lisolamento e la conservazione dei valori e della poesia: la cantina rappresenta la cittadella delle lettere.Si osservi che Montale non intende difendere i valori del passato che riconosce in se stessi assurdi, ma solo constatare la fine , con essi di qualsivoglia possibilit di valore.I vecchi ideali religiosi e morali non sono sostituiti da nuovi. Montale si limita infatti a sostenere la necessit di una saggezza elementare e per cosi dire biologica: come il coraggio di esistere di Mosca.

I DIARI
SI DEVE PREFERIRE Capitolo 4 Fenomenologia ci narra della formazione filosofica della coscienza. Allinizio COSCIENZA designa la certezza, la nostra certezza che la realt stia tutta fuori dalla coscienza, nelloggetto, o genericamente che il mondo sia gi costituito al di fuori del soggetto e che a lui spetti solo conoscerlo per come . La prima esperienza della coscienza la CERTEZZA ESNSIBILE: la coscienza certa che il dato sensibile immediato sia verit. Questa per una certezza fragile: il mondo sensibile molteplice e incerto. La crisi della certezza sensibile determina il passaggio alla PERCEZIONE: ora la coscienza ritiene che la verit stia nella cosa percepita, la sostanza.A questa veduta per si pu opporre la visione empirista secondo cui la cosa non altro se non linsieme delle sue propriet. Con la negazione della verit della percezione si giunge al terzo passaggio, dellINTELLETTO. La coscienza riconosce che la sostanza non ha verit in see stessa ma solo nelle relazioni con le altre cose, regolate da leggi a priori. La verit sta nellio che tiene insieme e costituisce il mondo sensibile attraverso le categorie. Si conclude cos il passaggio da coscienza ad autocoscienza: infatti conoscendo il mondo conosce in realt se stessa: non solo attraverso la parte teoretica ma anche con esperienze pratiche (prove che portano la coscenza a conoscere i propri limiti e a misurarsi con gli altri). La parte sullautocoscienza dedicata a tappe di carattere pratico: lesperienza dellappetito e del desiderio, il confronto/scontro con laltra autocoscienza, la definizione delle gerarchie di potere tra gli uomini e lesperienza del lavoro, che porta il servo da una condizione di schiavit ad una condizione di supremazia nei confronti del padrone. Nel lavoro si realizza lattivit umana di dar forma al mondo conformemente ad un progetto, rendendolo identico a s. Lautocoscienza dal lavoratore non del tutto pensata e consapevole. A questo fine si richiede il passaggio della coscienza attraverso altre figure: quella libert