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Friedrich Nietzsche

Friedrich Wilhelm Nietzsche(1844-1900), cittadino prussiano nato a Röcken da due


pastori protestanti, è stato un filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco. Fu
cittadino prussiano fino al 1869, poi apolide. Considerato tra i massimi filosofi e scrittori
di ogni tempo, ebbe un'influenza controversa, ma indiscutibile, sul mondo occidentale
del XX secolo.
La sua filosofia, in parte riconducibile al filone delle filosofie della vita (in opposizione
con l’illuminismo, il positivismo e l’intellettualismo), portò un nuovo modo di riflettere e
indagare la realtà con un’accezione sempre provocatoria ed uno spirito sempre sul filo
dell’ironia e della parodia; scrisse vari saggi sulla morale, la religione, in cui possiamo
notare chiaramente queste caratteristiche e in particolare una spiccata avversione per la
metafisica.
-Nella sua filosofia si distingue una prima fase "wagneriana", che comprende “La nascita
della tragedia” e le “Considerazioni inattuali”, in cui il filosofo combatte a fianco di
Richard Wagner per una riforma mitica della cultura tedesca. Nietzsche considera l’arte
come il mezzo ideale per toccare le corde umane più profonde; la musica come
espressione dello spirito dionisiaco.
-Segue la seconda fase in cui con “Umano, troppo umano” abbandona e rinnega la prima
fase. Considera decadente la musica di Wagner poiché specchio della mortificazione delle
energie vitali della cultura dell’occidente. Introduce il concetto di oltreuomo.
-Culmina infine nella terza fase dedicata alla trasvalutazione dei valori e al nichilismo
attivo, costellata dai concetti di oltreuomo, eterno ritorno e volontà di potenza, fase che
ha il suo apice (e inizio) con la pubblicazione del celeberrimo “Così parlò Zarathustra”,
seguito da altre importanti opere come “Al di là del bene e del male”, “L'Anticristo” e “Il
crepuscolo degli idoli”.
Morì, dopo 11 anni e mezzo di infermità, di polmonite nel 1900, ormai paralizzato e in
preda a demenza dopo ripetuti ictus che lo avevano colpito.
PROSPETTIVISMO
Secondo Nietzsche la morte di Dio avrebbe comportato per gli uomini la dissoluzione di
una prospettiva universale sulle cose e di ogni senso coerente di verità oggettiva. Il
filosofo respingeva il concetto di tale verità, poiché secondo lui la conoscenza è fluida,
mutevole, si adatta ai tempi, ai cambiamenti ed è influenzata dalle esperienze e dai valori
di ogni individuo. Questo viene chiamato prospettivismo; è un concetto che se
estremizzato può portare al nichilismo.
NICHILISMO
Nietzsche rifiutava il cristianesimo poiché era convinto che questa dottrina fornisse
all’umanità valori intrinseci, come la fede in Dio, che portassero ad una conoscenza
oggettiva, concetto estremamente errato per il filosofo dal momento che la realtà è
mutevole. Sviluppa quindi il concetto di nichilismo, ovvero negazione di ogni cosa, ogni
valore, concezione secondo cui la vita perde di significato. Nietzsche si affretta però a
distinguerne due tipi: nichilismo passivo e nichilismo attivo; il primo caratterizzato dalla
svalutazione del senso della vita e dall’arrendevolezza alle sue dinamiche, il secondo
dall’abbandono dei valori tradizionali, tramandati come intrinseci per dare spazio ad una
ricerca profonda, sistematica e assoluta della verità, mettendone in critica discussione
ogni suo aspetto. Nietzsche adotta a tutti gli effetti il nichilismo attivo.
LA VOLONTA’ DI POTENZA
Questo è un concetto cardine della sua filosofia; questa volontà si esprime nella spinta
superomistica ad autosuperarsi e autopotenziarsi, avendo libertà creativa di espressione
(per esempio con l’arte ma non solo) per l’autocreazione della vita. Tutto ciò era
ovviamente in contrasto con la visione utilitaristica per esempio di Schopenauer, che
credeva nella ricerca spasmodica degli uomini per la felicità e per l’accumulo di piacere;
secondo Nietzsche gli uomini non erano quindi dominati dalla lotta per la sopravvivenza,
queste erano solo eccezioni. L’autoconservazione è solo la conseguenza della volontà di
un individuo di esercitare la sua forza sul mondo esterno.
L’ETERNO RITORNO
Nietzsche ha una visione ricorrente del tempo e dello spazio; per il filosofo l’universo può
periodicamente ricorrere situazioni ed eventi passati. Tale concezione è quindi pervasa
dalla speranza che ad ogni ripetizione l’uomo possa essere più consapevole, in grado di
evitare errori passati e quindi di migliorarsi.
Alexander Nehamas scrive in Nietzsche: Life as Literature di tre modi di vedere l'eterno ritorno:

"La mia vita si ripresenterà in modo esattamente identico:" questo esprime un approccio totalmente
fatalistico all'idea;

"La mia vita può ripetersi esattamente in modo identico:" Questa seconda visione afferma condizionatamente
la cosmologia , ma non riesce a cogliere ciò a cui Nietzsche si riferisce in The Gay Science , p. 341; e infine,

"Se la mia vita dovesse ripetersi, allora potrebbe ripresentarsi solo in modo identico." Nehamas mostra che
questa interpretazione esiste totalmente indipendentemente dalla fisica e non presuppone la verità della
cosmologia.

Nehamas ha concluso che, se gli individui si costituiscono attraverso le loro azioni, possono solo mantenersi
nel loro stato attuale vivendo in una ricorrenza di azioni passate (Nehamas, 153). Il pensiero di Nietzsche è la
negazione dell'idea di una storia di salvezza.

OLTREUOMO
Questo è un concetto che Nietzsche sviluppa a pieno in “Così parlò Zarathustra”.
L’oltreuomo è l’aspirazione massima del filosofo, è un uomo che si erge sull’umanità, sul
“gregge”, poiché in grado di svincolarsi dalle tradizionali credenze e dalle false verità
tramandate dal cristianesimo.
Il superuomo è un creatore di nuovi valori che trovano una risoluzione al problema della
morte di Dio e del nichilismo.