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SCIENZE UMANE

Altra figura che considerò la musica come una delle discipline fondamentali per la formazione, fu Maria
Montessori; nota educatrice, pedagogista, filosofa e prima donna d’Italia laureata in medicina. Durante la
carriera manifestò un crescente desiderio per pedagogia e antropologia, scegliendo di avvicinarsi
all’insegnamento e recupero di bambini disadattati, considerati anormali e disagiati, convinta che avessero
solo bisogno di maggiore attenzione perché magari provenienti da realtà familiari e sociali frammentate.

Nel 1907 a Roma, grazie alla sua determinazione, riuscì ad aprire la famosa “Casa dei bambini”, in cui attuò
il suo modello educativo mirato alla costruzione di un ambiente a misura di bambino, in cui i piccoli allievi
potessero muoversi liberamente, sviluppando le loro capacità di autoeducazione e in cui i maestri fossero
solo degli stimolatori e guide. Per una formazione globale psico-fisica, Montessori considerava la musica
come una disciplina essenziale n quanto perfetta per l’apprendimento di principi di autonomia,
collaborazione, partecipazione, rispetto, solidarietà.

L’autrice spese molto tempo per progettare delle specifiche campane e scatole dei rumori per avvicinare i
bambini dapprima al suono, facendoglielo conoscere mediante la percussione dei materiali e
successivamente abbinando ad ogni vibrazione di sonorità la nomenclatura delle note, poi trasposte su una
lavagna pentagrammata. Per incrementare la disciplina e l’ordine nei bambini, ideò dei tasselli di legno di
varie dimensioni a cui abbinò i valori delle note; in questo modo gli allievi dovevano prestare attenzione alle
varie durate e intersecarli correttamente.

Considerando musica ogni suono circostante, Montessori sottolineò poi l’importanza del movimento, inteso
come manifestazione di vita; faceva quindi esercitare gli allievi nel passaggio di un filo sospeso. Grazie allo
sviluppo motorio i bambini riuscivano a creare col proprio corpo un rapporto speciale, di profonda
consapevolezza, sensibilità e fiducia.

L’autrice considerava però che nelle scuole tradizionali non venisse dedicata la giusta attenzione a questa
disciplina, poiché l’insegnamento era volto al solo scopo di erudizione e avveniva per imitazione. Era perciò
importante consapevolizzare le masse dell’importanza dell’educazione musicale, grazie a cui i bambini
potevano migliorare la propria creatività, affinare l’orecchio con l’ascolto e incrementare quindi la capacità
di attenzione, sviluppando una globalità psico-fisica armoniosa che permetteva poi l’inserimento efficace
nella società,proprio come avviene in un’orchestra.