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L’orchestra nella Scuola Media: esperienza di un percorso pedagogico per tutti

L’orchestra è un’esperienza unica per completezza nella formazione dei ragazzi già dalla Scuola
Media: tutti, anche coloro che non scelgono l’indirizzo musicale, hanno il diritto di viverla. Si può
iniziare con poco, bastano la voce, strumenti economici come i flauti soprano, contralto, tenore, una
tastiera, percussioni…e man mano implementare con altri. E’ importante in quanto ambito
privilegiato per sviluppare i diversi tipi di intelligenza, da quella musicale, cinestetico-corporea,
spaziale, personale, intrapersonale, come pure a quelle logico-matematica e linguistica (teoria delle
intelligenze multiple di Howard Gardner). E’ un mezzo per attivare le strategie metacognitive
necessarie a valorizzare il potenziale di apprendimento di ciascuno e a favorirne l’autonomia.
Appare come un “facilitatore cognitivo”, un ambiente in cui il ragazzo non assimila abilità fini a se
stesse, ma la struttura di processi mentali che può applicare in modo autonomo e “imparare ad
imparare”. L’orchestra stimola l’acquisizione di competenze a livello formativo (individuate dal
Parlamento Europeo) e a livello musicale complesse: gli studenti apprendono a stratificare
poliritmie, polifonie di una certa difficoltà, armonie nuove, sviluppano memoria uditiva, musicalità,
orecchio melodico e armonico, ascolto attento, coordinazione ritmica. Nell’orchestra operano in
modo diverso secondo un modello laboratoriale; sono stimolati ad attivare apprendimenti
cooperativi nei singoli gruppi e fra questi stessi instaurando positivi sensi di interdipendenza,
responsabilità, interazione, collaborazione; sperimentano l’inclusione e l’appartenenza. Ruolo
chiave è quello dell’insegnante nell’arrangiare parti stimolanti, di genere vario e adeguate alle
caratteristiche di ogni insieme. L’orchestra è una delle esperienze scolastiche migliori di società, in
cui tutti si riconoscono attraverso un ruolo preciso, prendono coscienza di sé, dei propri interessi e
potenzialità, accrescono l’autostima nella realizzazione di un progetto, imparano ciascuno con i
propri tempi e modalità e chi è più dotato può distinguersi. Ma, prima di ogni considerazione, è il
modo più piacevole e gratificante per avvicinare e far amare la musica, emozionare e far crescere.
Questa ricerca nasce e trova pienamente conferma dall’attività da me svolta nella Scuola Media.