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MULTICULTURALISMO NELL'EDUCAZIONE MUSICALE (S.

Facci)

Le prime indicazioni in merito alla scolarizzazione dei bambini stranieri sono contenute nelle
raccomandazioni dell'UNESCO del 1982 in cui si riconosce esplicitamente pari dignità a tutte le culture,
delle relazioni interculturali come fattore di arricchimento, delle necessità di preparare in senso
interculturale gli insegnanti.

Le facilitazioni per l'apprendimento della lingua si sono rivelate insufficienti a un inserimento


scolastico degli studenti stranieri, sono dunque entrate a far parte delle indicazioni legislative:

1) valorizzazione di forme di comunicazione non verbale (compresa la musica).

2) l'intersezione con le diverse culture di provenienza, attraverso contatti con le famiglie e le comunità
di immigrati.

3) l'utilizzazione di insegnanti specializzati, con competenze linguistiche adeguate.

La pedagogia interculturale in Italia sta spostando l'attenzione dagli studenti stranieri a quelli dei
paesi ospitanti. Nonostante ci siano state molte migrazioni di massa nella storia, è recente la
sensibilità a temi riguardanti l'accoglienza, l'integrazione e il rispetto del paese d'origine. Negli USA si
ha una storia più multietnica e anche la gestione multiculturale nella scuola ha più bibliografia. in
Italia si è cominciato a sperimentare la multiculturalità didattica a partire dagli anni '90.

1.MULTICULTURALITà, INTERCULTURALITà E SPECIFICITà DELLA MUSICA.

Per Multiculturalità intendiamo soprattutto la convivenza di culture o aspetti di culture diverse, non
necessariamente comunicanti tra loro. Per Interculturalità intendiamo un'interazione dinamica tra le
culture.

Da qui si hanno l'educazione multiculturale (offerta formativa da monoculturale, da alcuni definita


etnocentrica e razzista, a pluriculturale) e l'educazione pluriculturale (modalità che cerchino e
apprezzino l'eterogeneità e quindi la differenziazione di mondi, favorendo il confronto).
L'interculturalità è un processo che va progettato e perseguito attraverso un'abitudine all'apertura,
nella quale l'educazione ha un ruolo fondamentale.

Educazione musicale multiculturale.

La musica nel mondo moderno è multiculturale. Possiamo fruire di musica da tutto il mondo facilmente.
L'insegnante di musica ha il dovere di educare alla musica multiculturale. Insegnare solo la storia della
musica occidentale non sarebbe coerente con il tempo in cui viviamo. L'insegnante deve dare gli
strumenti per apprezzare qualsiasi tipo di musica, e per tollerare tutte le musiche, riconoscendo loro
pari dignità. Non è impresa facile perché bisogna ripensare la programmazione e i libri di testo ormai
consolidati. Tutto questo fa riferimento allo studio scientifico antropologico e etnomusicologico sul
relativismo culturale. Tuttavia in età adolescenziale i ragazzi spesso utilizzano la musica come
identificazione in un gruppo sociale. Sul piano cognitivo la poca frequentazione di generi musicali diversi
da quello preferito, rende poco familiari e comprensibili i repertori extraoccidentali. L'esperienza
didattica quindi non è efficace se mossa solo su discorsi di principio senza promuovere una profonda
ricerca di elementi di similitudine e differenza tra culture musicali protagoniste del confronto.

Educazione interculturale e musica.

Interculturalità: luogo artificiale di confronto tra culture. In modo naturale esiste nella musica, in
particolare nella world music. Lo studio esclusivo della world music non basta a livello didattico per tre
motivi:

1)il termine world music racchiude musiche disomogenee e di troppe tipologie e provocherebbe
confusione negli studenti;

2)la world music non presenta differenze di contesto, fruizione o presentazione rispetto alla musica
detta popular music

3)la formazione interculturale nella nostra società non può limitarsi a prodotti artificiali e sperimentali
come la world music, può essere presentata però come possibile percorso.

Più efficace è invece accedere ai procedimenti creativi che portano alla creazione di un brano di world
music, facendo conoscere diversi repertori per creare qualcosa di nuovo.

2. CONFRONTI MULTICULTURALI E PERCORSI INTERCULTURALI

Spesso in contesti didattici si tratta la musica come strumento di mediazione, in grado di sbloccare in
alcune situazioni situazioni di incomunicabilità.

Secondo la teoria delle condotte di Delalande gli uomini non parlano e fanno musica solo perchè hanno
le stesse caratteristiche cognitive, ma anche perchè abitando lo stesso pianeta incontrano le stesse
difficoltà e soluzioni. Le lingue non si assomigliano ma il fatto di parlare è comune. Allo stesso modo
hanno inventato la musica, e vale la pena di approfondire le condotte musicali.

Una sequenza di suoni può suscitare diverse possibili reazioni:

1)ciò a cui sto assistendo non è sentito dall'altro come esperienza musicale e io invece potrei
interpretarlo come tale.

2)l'altro esegue movimenti di danza che io osservo che ritengo sgradevoli e dunque poco accettabili

3) la sua danza mi risulta attraente e la imito

4)non mi interesso alla sua danza e ballo a modo mio

La reazione primaria più comune degli studenti più giovani a una proposta musicale nuova è sempre mi
piace/non mi piace.
Nel caso 1 non c'è comprensione né condivisione. Nel caso 2 c'è comprensione ma non condivisione.
Didatticamente in questo caso sono necessari percorsi di valorizzazione del prodotto culturale per
arrivare almeno all'accettazione. Nel caso 3 c'è comprensione e condivisione. Nel caso 4 c'è condivisione
ma non comprensione.

In ogni caso è necessario operare mediazioni, trovare metodi di traduzione, avviare processi che forse
condurranno a soluzioni ibride. La realtà multiculturale ci pone continuamente in una di queste quattro
situazioni.

3.GLI STUDENTI STRANIERI/STUDENTI INDIGENI

L'educazione musicale deve adeguarsi a una società multimusicale dando a tutti gli strumenti necessari
per viverla e interpretarla.

Bisogna tener conto che non sempre gli studenti stranieri ascoltano o conoscono la musica del loro
paese d'origine. Per esempio la maggior parte dei giovani africani ascoltano soprattutto musica
commerciale moderna. Secondo poi bisogna tener conto del livello di preparazione degli studenti dei
paesi ospitanti, le cui reazioni culturali potrebbero essere negative o controproducenti. Si è dimostrato
che in contesti didattici in cui la prassi musicale multiculturale è ormai assodata, gli alunni stranieri sono
una grande risorsa, poiché portano la testimonianza di strumenti, suoni, tecniche vocali, danze diverse,
con cui gli studenti del paese ospitante possono confrontarsi per un reciproco arricchimento.

ESPERIENZE E STRATEGIE DELLA DIDATTICA MUSICALE MULTICULTURALE

Ci sono diversi congressi che dedicano spazio alla didattica musicale multiculturale. L'ISME nel 1998 ha
intitolato una conferenza "Many Musics- One Circle" che si poneva di programmare l'educazione
musicale su scala planetaria. La prima iniziativa sorta è stata "Cultural Diversity in Community Music"
che raccomanda:

-L'approccio all'educazione musicale e alla musica nell'educazione con prospettiva mondiale, includendo
anche la storia della musica non solo la prassi esecutiva

-lo sviluppo e la reperibilità di materiali per incoraggiare la tradizione orale, allo scopo di offrire forme
alternativa di trasmissione agli attuali sistemi di notazione

Questi obiettivi si possono perseguire utilizzando materiali e strumenti diversi, e cercando di rendere
universali i concetti musicali (ritmo, scala, melodia ecc). Molti libri di testo stanno adottando capitoli per
parlare di "Altre musiche". E' importante accedere a repertori di registrati in ambito scientifico
etnomusicologico.

Spesso le strategie didattiche per insegnare la musica colta occidentale non sono efficaci per le altre
musiche. Per esempio la scrittura TUBS è utilizzata per lo studio degli insiemi percussivi africani. Bisogna
tradurre quindi la musica extraeuropea in modo che venga compresa in modo didattico dagli europei.
Per esempio musicisti africani che fanno workshop in Europa devono semplificare e adattare il
repertorio e le spiegazioni al nostro modo di comprendere la musica. C'è però una generazione di
musicisti e insegnanti con competenza bimusicale, a cui si deve la produzione di materiali didattici in cui i
repertori tradizionali vengono filtrati in sistemi di insegnamento europei: trascrizioni di testi, trascrizione
su pentagramma ecc.

In tutto il mondo la tradizionale relazione tra allievo-maestro si sta sostituendo a classi con più studenti
e anche la scrittura per esercitarsi a casa, sta pian piano diventando più universale. Non a caso l'ISME ha
esplicitato tra i suoi obiettivi il richiamo alla tradizione orale, poiché racchiude in sé alcune grandi
risorse:

-la trasmissione del sapere musicale attraverso la pratica

-la possibilità di apprendere il brano nella sua integrità. La scrittura su pentagramma induce un
apprendimento a tappe. Questo modo di insegnare è molto efficace alla scuola materna ed elementare.

Un orizzonte efficace nella scuola di base, dove non c'è tempo di approfondire troppo gli argomenti, è di
prendere un elemento qualsiasi dal repertorio, ed usarlo come stimolo creativo per fare qualcosa di
originale. Questo modo di lavorare induce gli alunni ad alimentare la curiosità, l'apprezzamento e
talvolta la simpatia verso culture musicali con cui si è entrati in contatto. Un altro modo può essere
quello di avvicinare gli studenti a specifiche culture musicali tramite un punto di vista antropologico
musicale. Scienza delle motivazioni più che dei procedimenti del fare musica (funzione rituale, festiva,
danza ecc).

5.CONCLUSIONI

L'obiettivo dell'educazione multiculturale è di preparare i ragazzi a una società "planetaria" terreno di


libero confronto e di libere scelte anche sul piano musicale.

Tuttavia bisogna tener presente che: insegnare non è fare politica, la musica non deve diventare
necessariamente una bandiera. Nella vita scolastica ci si può trovare in situazioni particolarmente
problematiche. Per tanto per concludere:

-L'intercultura non ha solo segni positivi

-L'educazione musicale multiculturale può aiutare in un processo educativo al rispetto, alla tolleranza,
alla valorizzazione delle differenze, alla ricerca creativa per crescere culturalmente

-Per far questo non valgono le scorciatoie, è necessario un lavoro minuzioso di conoscenza delle diverse
culture, in cui sia la musica vera protagonista e non il motivo di contorno a supporto di ideali

-Ogni progetto educativo non può basarsi solo su principi astratti, ma deve essere commisurato alla
complessità sociale e culturale in cui la scuola si trova a operare.