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SUONI ESTRANEI ALL’ARMONIA

I suoni estranei all’armonia sono dei suoni che non appartengono all’accordo nella cui area
vengono a trovarsi, i suoni appartenenti all’accordo vengono, invece, denominati suoni reali.
I suoni estranei all’armonia possono essere di due tipi:
1) quelli che si trovano sui tempi o sulle suddivisioni forti
2) quelli che si trovano sui tempi o sulle suddivisioni deboli

1) I suoni estranei che si trovano sui tempi o suddivisioni forti sono:


a) il ritardo
b) l’appoggiatura
a) Il ritardo è una dissonanza preparata e risolta: se in due accordi successivi c’è una voce che
scende di grado, questa voce può subire il ritardo, cioè rimanere legata in un primo tempo, sul
secondo accordo,per scendere di grado immediatamente dopo.
Si viene a creare, in tal modo, un procedimento armonico che consta di tre momenti distinti:
preparazione, urto e risoluzione.
Nelle triadi sono molto usati il ritardo della nota fondamentale e quello della 3ª dell’accordo,
non essendo di buon effetto il ritardo della 5ª, che, trasformando semplicemente l’accordo da (3
5) in (3 6), manca del momento dell’urto.

Negli accordi di 7ª, invece, oltre al ritardo della fondamentale e della 3ª, è possibile anche quello
della 5ª, perché tale ritardo viene ad urtare proprio con la 7ª.
È possibile avere anche ritardi doppi e tripli.

b) L’appoggiatura è un ritardo non preparato, quindi ha solo un momento di urto e uno di


risoluzione. Può essere superiore o inferiore; quella inferiore preferisce, in genere, la distanza di
semitono (l’alterazione eventualmente aggiunta non implica, comunque, nessuna modulazione).
Si possono praticare anche più appoggiature contemporanee (appoggiatura doppia e tripla).
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2) I suoni estranei sui tempi o suddivisioni deboli sono:


a) le note di passaggio
b) la note di volta
c) l’anticipazione
d) l’elisione
a) Le note di passaggio sono quelle note (generalmente inferiori all’unità di movimento) che
vengono prese e lasciate per gradi congiunti, trovandosi sempre sui tempi o suddivisioni deboli:
su di esse si lascia fermo l’accordo del suono reale che le precede.

b) La nota di volta (dal latino volgere = girare ) è un particolare tipo di nota di passaggio che “gira”
intorno al suono reale, cioè ritorna su di esso. Può essere superiore o inferiore; quella inferiore,
come l’appoggiatura, preferisce la distanza di semitono dalla nota reale, ma, anche in questo
caso, l’alterazione eventualmente aggiunta non implica modulazione.

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c) L’ anticipazione è un suono che, estraneo all’accordo nel quale viene dato quando sta per
terminarne il valore, appartiene, in realtà, all’accordo successivo, del quale “anticipa” un suono
(tale suono risulta , spesso, ribattuto). Può essere anche doppia e tripla.

d) L’elisione è una nota di volta con eliminazione di uno dei suoni reali a cui si riferisce.