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FRIEDRICH VON FLOTOW

Biografia
Friedrich von Flotow nacque nel 1812 a Sanitz, nella Germania settentrionale, da una famiglia aristocratica.
Dimostrò sin da subito attitudine e predisposizione musicale perciò riuscì a trasferirsi a Parigi, dove iniziò il
suo percorso di studi al Conservatorio sotto la guida di A. Reicha (maestro anche di Listz , Berlioz e Franck).
Fu in quel periodo che entrò in contatto con artisti del calibro di Rossini, Donizetti e più tardi Gounod, da cui
accolse influenze stilistiche.

Gustav Kobbè, grande critico musicale americano, sottolineerà il fatto che il Maestro era tedesco di nascita
ma francese per scelta, difatti le sue opere erano sempre ispirate alla grandiosità della “grand-opèra”.

In realtà, da un attento ascolto dell’opera, si può scorgere un’abile commistione di stili, in cui spicca quello
della raffinatezza francese sempre accompagnato dalla melodiosità dello stile italiano e dalla grande
orchestrazione di quello tedesco.

Cominciò a scrivere opere nel 1835 ma, dopo un inizio un po’ in sordina, il suo vero debutto fu nel 1839 con
Le naufrage de la Méduse. Il consistente successo arrivò nel 1847 con l’opera Martha che debuttò il
medesimo anno a Vienna; nonostante complessivamente avesse composto altre apprezzate opere come
Alessandro Stradella, che vennero messe in scena in italiano, tedesco e inglese per raggiungere un più vasto
pubblico, questo è l’unico titolo che ancora oggi conosciamo anche se lo si può trovare in cartellone molto
di rado.

Dal 1856 al 1863 fu Intendente di un Teatro di corte nel nord della Germania, nelle sue terre native.
Successivamente si trasferì prima a Parigi e poi a Vienna, mentre le sue opere venivano allestite a San
Pietroburgo e a Torino. Morirà a Darmstadt, nel sud della Germania, nel 1883.

Martha- Fiera di Richmond


Tutti gli spostamenti dell’artista e le influenze subite, lo resero difficilmente identificabile a livello stilistico.
Inizialmente Flotow aveva scritto per l’opèra il primo atto dell’opera-ballet, L’ame en peine, che aveva il
titolo di Harriet, ma poi venne estrapolata e sviluppata, dando vita ad un’opera lirica in quattro atti su
libretto di Friedrich Riese, drammaturgo tedesco, che si basò su una storia di Jules-Henry Vernoy, noto
librettista francese.

L’opera nacque con un intento provocatorio; già con Il naufragio della medusa Flotow aveva dato ampio
spazio ad un tema a lui caro; la condanna del classismo. Nell’episodio morivano infatti molti schiavi e
operai, lasciati in mezzo all’oceano dagli aristocratici; tale soggetto venne ripreso anche in pittura dal
romantico Gericault. Con questa Martha raggiunse però il culmine del suo scopo.

Personaggi
Lady Harriet, Martha (damigella d’onore della regna): soprano

Nancy, Jiulia (cameriera personale di Lady Harriet): mezzosoprano

Lord Tristan (cugino di Lady Harriet): basso

Lyonel (agricoltore): tenore

Plumkett (agricoltore): basso


Trama
Lady Harriet, bellissima dama della regina Anna, stanca della vita di corte e delle continue attenzioni degli
ammiratori, decide di trasferirsi assieme alla sua confidente Nancy, in campagna. Annoiate dall’eccessiva
tranquillità del luogo, le due chiedono aiuto a Sir Tristan, cugino di Harriet, per partecipare alla famosa fiera
di Richmond, luogo in cui le giovani vengono offerte come serve.

Lady Harriet, col nome di Martha, e Nancy, con quello di Juilia, riescono in mezzo alla confusione ad
accodarsi ad una fila di ragazze che aspettavano di trovare padrone. Le due vengono scelte da un ricco
fattore, Plumkett e dal suo amico Lyonel, rimasti affascinati dalla loro beltà. Il problema si scatena nel
momento in cui viene detto loro che per contratto dovranno rimanere a prestare servizio per un anno.

Passano i giorni e nella tenuta dei due agricoltori Martha e Jiulia dimostrano totale incapacità di adempire
alle faccende domestiche ma, parallelamente, Lyonel si innamora di Martha e Plumkett di Jiulia.

Una notte Lord Tristan riesce a far fuggire le giovani e a riportarle a corte; scoperto l’accaduto i due fattori
sono arrabbiati e angosciati dalla perdita, tanto che Lyonel cade in una specie di depressione.

Un po’ di tempo dopo, durante una parata di caccia nel bosco della regina Anna, Lyonel scorge Martha tra
le dame; le svela il suo amore ma nel momento in cui lei lo respinge, intimorita dallo scandalo che si
sarebbe scatenato davanti ai reali per la disparità di casta con il fattore, lui rivela in pubblico che poco
tempo prima era stata sua serva. A quel punto viene considerato pazzo e arrestato, ma riesce a far
consegnare alla regina l’anello regalatogli dal padre. La regina riconosce il gioiello come quello del conte di
Derby, ingiustamente esiliato in passato e fa liberare il giovane.

Martha, tornata a pieno titolo nelle vesti di Lady Harriet, può finalmente accettare il corteggiamento di
Lyonel, avendone appurato la parità di livello sociale, ma è afflitta dal rimorso per come lo ha trattato;
decide quindi di andare a parlargli e a confessargli la sua vera identità. Lyonel è però infuriato con la
giovane donna per il suo atteggiamento e la rifiuta.

L’opera si conclude nello scenario della fiera di Richmond che viene nuovamente allestita; in tale occasione,
Lady Harriet e Nancy si travestono ancora una volta da servette, con l’intento di ricreare la scena iniziale in
cui conobbero i due ragazzi. Lyonel, nel rivedere la sua Martha, capisce di amarla e tra la folla la abbraccia.
Anche Plumkett e Nancy finalmente si uniscono; le due giovani coppie festeggiano la loro unione attorniate
dall’atmosfera allegra e conviviale della fiera.

La commedia riscosse molto successo, tanto da essere tradotta in italiano e inglese. Grazie a questa
importante diffusione, Flotow riuscì a trasmettere il suo messaggio provocatorio. Nell’opera infatti viene
ridicolizzato il rigore della divisone in classi sociali; inizialmente Lady Harriet lo ripudia vigliaccamente per
salvare la facciata aristocratica, di fronte ai reali lì presenti, altrimenti compromessa per dare seguito
all’attenzione di un semplice fattore. Nella scena finale, quando il ragazzo riconosce Harriet travestita da
serva e capisce di poterla amare perché lei è stata disposta a rinunciare all’agio per seguirlo, palese è il
riferimento alla pochezza del rigore sociale che in un istante viene abbattuto.
Caratteristiche
La musica dell’opera è estremamente rappresentativa delle vicende raccontate, ora concitata nei momenti
di agitazione, ora più melanconica in quelli amorosi, anche se spesso in Flotow si riscontra un accostamento
tra situazione tragica, talvolta tragicomica, con un contesto musicale scherzoso e conviviale. Possiamo
notare lo stesso meccanismo nel Don Giovanni di Mozart prima e nel Un ballo in maschera di Verdi.

L'ouverture racchiude i temi principali che verranno successivamente sviluppati; è sicuramente fra i pezzi
più apprezzati di Flotow. Si basa quasi esclusivamente sulle tonalità di La minore e La maggiore; vi è una
lenta introduzione in minore che modula improvvisamente in La maggiore sul tema della preghiera di
Lyonel del III atto ("Mag der Himmel Euch vergeben"), eseguita dal primo corno solista e poi dall'orchestra
intera. Si torna poi in minore con un motivo agitato a rappresentare Lady Harriet e Nancy affaccendate, per
passare poi in Do maggiore nel coro delle contadine dal I atto, eseguito dai legni accompagnati dal rullante,
corni e triangolo. Poi il tema ritorna agitato, ma ora in tonalità di La maggiore che conduce alla ripresa della
preghiera di Lyonel che conclude il pezzo. Nonostante presenti alcuni punti “oscuri”, l'overture si conclude
felicemente con un allegro vivace come l’opera.

Caratteristico dell’opera è l’inserimento di brani della tradizione popolare, in questo caso irlandese; la
melodia “The Last Rose of Summer”, nel II atto, viene utilizzata in “Martha” come leitmotiv per
rappresentare il desiderio di Lyonel.

Vi sono vari punti salienti nell'opera tra cui il duetto, il quartetto concertato e diverse arie solistiche.
Tuttavia la romanza più famosa, 'M'appari' ('Ach, so fromm') cantata da Lyonel nel terzo atto, era stata
originariamente scritta per “L'âme en peine”. Diventò ben presto cavallo di battaglia dei più grandi tenori
della storia.

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