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IL ROMANTICISMO

COORDINATE SPAZIO TEMPORALI


Movimento filosofico, artistico e letterario che si sviluppa indipendentemente
in Germania e Gran Bretagna verso la fine del XVIII secolo e che domina la
scena culturale europea nella prima metà del XIX secolo diffondendosi anche
in Francia e Italia

DEFINIZIONE
“Romanticismo” dal vocabolo inglese Romantic
 usato in Inghilterra nel ‘600 in senso negativo per indicare l’elemento
fantastico e immaginario del romanzo cavalleresco.
 usato in Francia nel ‘700 negli ambienti illuministici per indicare il
pittoresco e il selvaggio in riferimento agli ambienti naturali inusuali.
 In seguito acquista un senso positivo indicando lo stato d’animo suscitato
dalla contemplazione di paesaggi naturali che suscitano forti emozioni.
 Nei primi decenni del XIX secolo viene utilizzato in Germania da
Schelegel e Novalis per indicare una concezione dell’arte intesa come libera e
spontanea espressione del sentimento dell’artista in opposizione alla
concezione classica che faceva dell’arte un’attività governata da regole

1. Il problema dell’assoluto: è possibile per l’uomo superare i limiti della


sua condizione per conoscere l’assoluto?
 l’illuminismo ne aveva escluso la conoscenza. Kant aveva infatti escluso
la conoscibilità della cosa in se = limite della conoscenza umana è
l’esperienza
 Il Romanticismo si pone come obbiettivo il tentativo di raggiungere
l’assoluto adottando una strategia antirazionalistica
 ragione illuministica: la strategia gnoseologica dell’illuminismo era
fondata sul razionalismo scientifico = esperienza, causalità, proprietà
quantitative, meccanicismo, determinismo;
 rifiuto ragione illuministica: limitata e finita, coglie solo i fenomeni
non la cosa in se, si limita a offrire una descrizione superficiale ed
esteriore dei fenomeni ed è incapace di cogliere l’assoluto,
 vie alternative d’accesso all’assoluto: trascendere la ragione scientifica
attraverso tre vie sentimento e arte; fede; ragione dialettica.
IL SENTIMENTO E L’ARTE COME VIE DI ACCESSO
ALL’INFINITO
1. ESALTAZIONE DEL SENTIMENTO E DELL’ARTE
Illuminismo = spiegazione scientifica della natura, basata sulla
formulazione di leggi matematiche e che vede la natura come un
meccanismo deterministico
Romanticismo = comprensione della natura = immedesimazione con la
realtà attraverso il sentimento
Premessa
L’ essenza del reale, l’assoluto, è infinito
sentimento e arte consentono di percepire e rappresentare l’infinito

2. LA VIA DELL’ARTE ALL’ASSOLUTO


sentimento: irrazionale, infinito, emotività, rapporto simpatetico e
non intellettuale con la realtà;
arte: espressione del sentimento, “sapienza del mondo”, creatività
libera;
genio-poeta: essere sovrumano, profeta, dio, creatore libero,
esploratore dell’invisibile;
modello estetico: viene utilizzato per interpretare la realtà:
dio : universo = artista : opera d’arte
il rapporto è, in entrambi i casi dato dalla creazione; quindi dio è artista
e l’artista è un dio.
estetica romantica:
rifiuto estetica classica: principio imitazione, armonia ed
equilibrio, regole;
estetica della creazione: assoluta libertà e spontaneità
dell’artista.
Conclusione: assolutizzazione dell’arte dal punto di vista
conoscitivo (verità) e esistenziale (salvezza dalla sofferenza). L’arte è
Capace di trascendere i limiti del finito.
L’ARTE ROMANTICA

Il pensiero è soltanto un sogno del sentimento (Novalis)

Un dio è l’uomo quando sogna, un mendicante quando pensa (Holderlin)

Soltanto un artista può indovinare il senso della vita (Novalis)

Il poeta comprende la natura meglio dello scienziato (Novalis)

Friedrich, Wanderer-sea-fog

Il senso per la poesia ha molto in comune col senso per il misticismo...


Rappresenta l’irrapresentabile, vede l’invisibile, sente il non sensibile
(Novalis)

La poesia romantica è ancora in divenire... essa sola è infinita, come essa


sola è libera, e riconosce come sua legge prima questa: che l’arbitrio del
poeta non soffre legge alcuna (F. Schlegel)

La musica di Beethoven... risveglia quel desiderio infinito che è l’essenza del


romanticismo (Hoffman)
O voi che cercate il sommo bene nella profondità della scienza, nel tumulto
dell’azione, nell’oscurità del passato, nel labirinto del futuro, nelle fosse e
sopra le stelle, sapete voi il suo nome? Il suo nome è bellezza (Holderlin)
IL PRINCIPIO DELL’INFINITO

L’infinito: romanticismo si caratterizza come filosofia dell’infinito in


quanto tende a trascendere ogni limite:
1. rifiuto kantismo: Kant con il suo criticismo, aveva individuato le
condizioni di validità di una conoscenza universale e necessaria nel
mantenersi della conoscenza entro limiti precisi: i fenomeni, cioè da
ciò che appare ai sensi, la cosa in se, cioè la realtà così come è in se
stessa, risulta inaccessibile per l’uomo.
1.1 kantismo come filosofia del limite: solo accettando i limiti
empirici della conoscenza e rinunciando alla pretesa della
metafisica di conoscere l’essenza assoluta delle cose, Kant
ritiene possibile costituire un sapere valido.
1.2 romanticismo come filosofia dell’oltrelimite: tendenza
generale R. è invece assumere come finalità “l’andare al di là di
ogni limite”:
 limiti conoscitivi: trascendere i fenomeni per cogliere
l’essenza delle cose;
 limiti esistenziali: superare il negativo: morte, malattia,
ignoranza, infelicità, temporalità, caducità, ecc.
2. dialettica infinito - finito: la tendenza del R. è quindi:
2.1. infinitizzare il finito: dare un valore assoluto ad attività
umane o aspetti della natura (esempio: poeta dio);
2.2. finitizzare l’infinito: trovare nel finito tracce della
presenza dell’infinito: in ogni cosa c’è dio (l’assoluto).
3. rapporto tra infinito e finito: variano i modi di pensare il rapporto
tra questi termini:
3.1. panteismo: finito e infinito coincidono, l’infinito è
immanente al finito. Corrisponde ad una religiosità
cosmica che rifiuta le religioni tradizionali;
3.2. trascendentismo: infinito si manifesta nel finito ma non
coincide interamente con esso, trascendenza dell’infinito,
salta l’identità tra i due termini. Corrisponde ad una delle
religioni storiche, in genere teismo cristiano.
TEMI DEL ROMANTICISMO

Antropologia: la vita è concepita come un conflitto continuo tra l’io,


caratterizzato dal desiderio infinito e il non io, l’insieme dei limiti che la
natura e la società pongono all’individuo: l’esistenza è il continuo conflitto
tra l’io che lotta contro il non io nell’impossibile tentativo di realizzare se
stesso in uno stato di perenne insoddisfazione. Entro tale concezione
generale i romantici evidenziano alcune tematiche e concetti
fondamentali relativi alla situazione esistenziale dell’uomo oscillante tra
finito e infinito:

Streben (sforzo): Fichte, stato di tensione continua dell’io


eternamente impegnato a realizzare la sua essenza infinita
superando il non io (il finito);
Sehnsucht (desiderio struggente): letteralmente significa
“desiderare il desiderio”, indica il piacere del desiderio in
quanto tale e l’impossibilità che il desiderio si concretizzi nel
raggiungimento di qualcosa. L’io è posto come mancanza
infinita e quindi desiderio infinito e quindi come eterno
desiderare qualcosa di indefinito e irraggiungibile;
Ironia: atteggiamento che nasce dalla consapevolezza che
qualsiasi aspetto della realtà (umano, naturale, sociale) è solo
una manifestazione finita, e perciò inadeguata, dell’infinito e
come tale non può essere “presa sul serio”. Atteggiamento di
superiore distacco e rifiuto di assumere un determinato stato
di cose qualsiasi come definitivo, quindi un “prendersi gioco”
delle molteplici vicende della vita;
Titanismo: atteggiamento di sfida che consiste nell’accettare
la lotta contro il destino pur sapendo che si è destinati alla
sconfitta in quanto l’io non potrà mai vincere il non io, ma il
senso esistenziale dello scontro non sta nella vittoria, ma nel
non accettare la realtà così com’è. Quando tale scontro si
conclude col suicidio si parla di vittimismo.