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SCHOPENHAUER 1.

pp. 4 20 vol.3A

Le vicende biogr !ic"e e le opere p. 4

Arthur Schopenhauer nacque a Danzica il 22 Febbraio 1788: suo padre era un banchiere, sua madre, Giovanna, una nota scrittrice di romanzi !ia""i# nella sua "iovinezza in Francia e in $n"hilterra% e dopo, la morte del padre, che voleva destinarlo al commercio, &requent# l'(niversit) di Gottin"a dove ebbe come maestro di &iloso&ia lo scettico Schulze Sulla sua &ormazione in&luirono le dottrine di *latone e di +ant ,el 1811 a -erlino Schopenhauer ascoltava le lezioni di Fichte% nel 181. si laureava a /ena con una tesi Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente. ,e"li anni se"uenti 01811 2 18183 Schopenhauer visse a Dresda 4ui attese a comporre uno scritto Sulla vista a sui colori 018153 in di&esa delle dottrine scienti&iche di Gothe, con il quale inizi# un'amicizia durante un suo so""iorno a 6eimar% e prepar# per la stampa la sua opera principale, il mondo come volont e rappresentazione, pubblicata nel dicembre del 1818, ma con la data dell'anno successivo Dopo un via""io a 7oma e a ,apoli, si abilit# nel 1828 alla libera docenza presse l'(niversit) di -erlino% e sino al 18.2 tenne qui i suoi corsi liberi, senza troppo zelo e sena alcun successo 9ra il 1822 e il 182: &u di nuovo in $talia ;'epidemia di colera del 18.1 lo cacci# da -erlino% si stabil< a Franco&orte sul =eno dove rimase &ino alla morte, avvenuta il 21 Settembre 1858 ;'ultima sua opera, Parerga e paralipomeni, &u pubblicata nel 18:1, ed > un insieme di trattazioni e di sa""i, alcuni dei quali, per la loro &orma popolare e brillante, contribuirono non poco a di&&ondere la sua &iloso&ia ,essun successo immediato arrise all'opera di Schopenhauer, che dovette aspettare pi? di vent'anni per pubblicare la seconda edizione de il mondo come volont e rappresentazione, che e"li arricch< di un secondo volume di note e supplementi $n&atti l'indirizzo pessimistico e apertamente anti 2 idealistico del suo pensiero lo rendeva inviso # vc. do$$ l $. % lvi&$o' n$ip $ico( un individuo a tutti ai contemporanei Solo dopo il 1818, in concomitanza con un'ondata di pessimismo che colp< l'@uropa, cominci# la A&ortunaB della sua &iloso&ia 2. R dici c)l$)r li del &i&$e* Schopenhauer si pone come punto d'incontro 0o di scontro3 di esperienze &iloso&iche etero"enee: Pl $one' + n$' l,-ll)*ini&*o' il Ro* n$ici&*o' l,-de li&*o e l Spiri$) li$. indi n /-ndi 0 Oriente NON indiani d'America3 1i Pl $one lo attrae soprattutto l $eori dolorosa del nostro mondo delle 22idee33' intese come &orme eterne sottratte alla caducit)

1 + n$' che e"li considera come il &iloso&o pi? "rande e pi? ori"inale della storia del pensiero, deriva l,i*po&$ 4ione &ogge$$ivi&$ic dell &) gno&eologi 1 0che in realt) > &rutto di una lettura della Critica della ragion pura secondo l'ottica critica dei cosiddetti se"uaci immediati di +ant3 1ell,-ll)*ini&*o lo interessano il !ilone * $eri li&$ico e quello dell'ideologi ' da cui eredita la tendenza a considerare la vita psichica e sensoriale in termini di &isiolo"ia del sistema nervoso
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*er 5no&eologi /dal "r gnsis, AconoscenzaB e lgos, AdiscorsoB3 si intende quella parte della &iloso&ia che si occupa dei problemi relativi alla "enesi, alla natura e alla validit) della conoscenza $n&atti, i &iloso&i non si sono solo interro"ati intorno alla struttura della realt), ma anche sui mezzi tramite cui la conosciamo ;a "noseolo"ica o teoria della conoscenza si concretizza in domande del tipo: CCda dove proven"ono le nostre co"nizioniDEE, CCin che rapporto stanno la mente e le cose, il pensiero e l'essereDEE, CCquali relazioni sussistono &ra i sensi e la ra"ioneDEE, CCche valore hanno i nostri concettiDEE, CCquali sono le "aranzie di un sapere veroDEE ecc Fonnessa in qualche modo alla "noseolo"ia > la logic 0dal "r lgos, AdiscorsoB, Ara"ioneB, ApensieroB3, la quale almeno nell'accezione "reca e aristotelico 2 stoica del termine, si occupa di ci# che concerne i nostri discorsi e la modalit) attraverso cui &ormuliamo i nostri ragionamenti.

$noltre da 6ol$ ire desume lo spirito ironico e brillante e la tendenza demisti&icatrice nei con&ronti delle credenze tramandate 1 l Ro* n$ici&*o Schopenhauer trae alcuni temi di &ondo del suo pensiero, come ad esempio l'irrazionalismo, la "rande importanza attribuita all' r$e e alla *)&ic ' e, soprattutto, il $e* dell,in!ini$o' cio> la tesi della presenza, nel mondo, di un principio assoluto di cui le varie realt) sono mani&estazioni transeunti 0$r n&)n$o # vc. do$$ l $. e&$r $$o di 78. Altro motivo indubbiamente romantico > quello del dolore. 9uttavia, mentre il 7omanticismo, sul piano &iloso&ico, mostra una tendenza "lobalmente ottimistica, che si concretizza in un tentativo di dialettizzare o riscattare il ne"ativo tramite il positivo 0Dio, lo Spirito, la storia, il pro"resso ecc 3, Sc"open" )er appare decisamente orien$ $o ver&o il pe&&i*i&*o' di cui > uno dei ma""iori teorici Decisiva importanza, anche se indiretta, "ioca pure l,ide li&*o' vera 9be&$i ner : e 9idolo pole*ico: dello &c"open" )eri&*o. $l pensiero idealistico viene spre"iativamente indicato come CC&iloso&ia delle universit)EE e presentato come una !ilo&o!i ! ri& ic , che non > l &ervi4io dell veri$., * di interessi vol"ari quali il successo e il potere, e che si propone di gi)&$i!ic re &o!i&$ic $ *en$e le creden4e che tornano )$ili ll C"ie& e llo S$ $o. A Fichte e Schellin", Schopenhauer riconosce un certo in"e"no, Hegel, invece, viene descritto come CC)n &ic rio dell veri$.EE, CC)n ci rl $ no pe& n$e e &$)cc"evoleEE ,el lin"ua""io &iorito e pittoresco in cui e"li esprime il suo poco benevolo apprezzamento sulla &iloso&ia contemporanea, si mani&esta tuttavia l'esi"enza, che sent< vivissima, della libert) della &iloso&ia, esi"enza che lo &a indi"nare di &ronte alla divinizzazione dello Stato &atta da Ge"el (n caratteristico rilievo occupa pure, nell,)niver&o &piri$) le di Sc"open" )er' l & pien4 dell, n$ico Orien$e, alla quale e"li &u avviato, nell'ambito de"li interessi orientalistici del 7omanticismo, da ;rederic" % <er. $l rapporto &ra Schopenhauer e la tradizione &iloso&ico 2 reli"iosa dell'$ndia costituisce tutt'ora uno dei problemi pi? complessi e AapertiB relativi a Scopenhauer 9uttavia > bene ricordare che -cilio 6ecc"io$$i' uno dei ma""iori studiosi del &iloso&o 0e conoscitore delle &iloso&ie orientali3, in una sua ricerca apposita 2, > apparso decisamente contrario alla tradizionale sopravvalutazione dell'BorientalismoB di Schopenhauer 4ualunque sia il "iudizio in proposito, > comunque &uor dubbio che Schopenhauer: 1 > stato il primo &iloso&o occidentale a tentare il rec)pero di lc)ni *o$ivi del pen&iero dell,e&$re*o Orien$e= 2 ha desunto da esso un pre4io&o reper$orio di 9i** gini: e di espressioni su""estive, del quale ha &atto un uso abbondante nei suoi scritti% . > stato un ammiratore della sapienza orientale e un 9pro!e$ : del &)o &)cce&&o in Occiden$e' al punto da scrivere: CC H $n $ndia non potranno mai mettere radici le nostre reli"ioni: la sapienza ori"inaria dell'uman "enere non sar) soppiantata da"li accidenti successi in Galilea IJ dal FristianesimoK !iceversa torna l'indiana sapienza a &luire verso l'@uropa HEE

3. -l *ondo dell r ppre&en$ 4ione co*e 22velo di % < 33 $l punto di partenza della &iloso&ia di Schopenhauer >

p. >

la distinzione +antiana tra !eno*eno e co& in &? /no)*eno8.


=a questa distinzione ha poco in comune con quella veramente pro&essata da + n$
2

$ !ecchiotti, La dottrina di Schopenhauer (nella genesi e nei suoi rapporti con la filosofia indiana). (baldini, 7oma 1L5L

*er quest'ultimo il !eno*eno @ l re l$., l,)nic re l$. cce&&ibile ll *en$e )* n = e il noumeno > un concetto 2 limite che serve da promemoria critico per rammentarci i limiti della conoscenza *er Schopenhauer il !eno*eno @ invece p rven4 ' illusione, &ogno ovvero ci# che nell'antica sapienza indiana > detto CCvelo di =aMaEE% mentre il noumeno > una realt) che si AnascondeB dietro l'in"annevole trama del &enomeno, e che il &iloso&o ha il compito di AscoprireB

Schopenhauer riduce quindi il conce$$o di !eno*eno a un si"ni&icato e&$r neo llo spirito del + n$i&*o, e che appare vicino, almeno in p r$e' ll !ilo&o!i indi n e b)ddi&$ic .
CC@' =aMa, il velo in"annatore, che avvol"e "li occhi dei mortali e &a loro vedere un mondo del quale non pu# dirsi nN che esista, nN che non esista% perchN ella rassomi"lia al so"no, rassomi"lia al ri&lesso del sole sulla sabbia, che il pelle"rino da lontano scambia per acqua% o anche rassomi"lia alla corda "ettata a terra che e"li prende per un serpenteEE 0il mondo come volont e rappresentazione, par .3 A;'atmos&eraB orientalistico 2 meta&isica nella quale la &iloso&ia di Schopenhauer immer"e il lettore > ben diversa da quella gnoseologico scientifica della !agion pura. $noltre, mentre per il cri$ici&*o il !eno*eno @ l,ogge$$o dell r ppre&en$ 4ione' c"e e&i&$e !)ori dell anche se viene appreso tramite un corredo di &orme a priori,

co&cien4 '

il !eno*eno di cui parla Schopenhauer @ )n r ppre&en$ 4ione c"e e&i&$e &olo den$ro l co&cien4 . 9ant'> vero che e"li crede di poter esprimere l'essenza del +antismo con la tesi, che apre il suo capolavoro, secondo cui

22-L %ON1O E, LA %-A RAPPRESENAAB-ONE33


L r ppre&en$ 4ione " d)e &pe$$i e&&en4i li e in&ep r bili' la cui distinzione costituisce la &orma "enerale della conoscenza: da un lato c'> il &ogge$$o r ppre&en$ n$e' dall'altro c'> l,ogge$$o r ppre&en$ $o.

Sogge$$o e ogge$$o e&i&$ono &ol$ n$o allinterno dell r ppre&en$ 4ione' come due lati di essa, e nessuno dei due precede o pu# sussistere indipendentemente dall'altro Di conse"uenza NON C- PUO, ESSERE SO55EAAO SENBA O55EAAO
-l * $eri li&*o > &also perchN neg il &ogge$$o riducendolo all'o""etto o alla materia L,-de li&*o 0quello di Fichte3 > parimenti errato poichN compie il tentativo opposto e altrettanto impossibile di neg re l,ogge$$o riducendolo al so""etto Sulle orme del criticismo, anche Schopenhauer ritiene che la nostra mente, o pi? esattamente il nostro sistema nervoso e cerebrale, risultino corredati da una serie di &orme a priori, la scoperta delle quali 3

CC> un capitale merito di +ant, un immenso meritoEE 0il mondo come volont e rappresentazione, par 23 9uttavia, a di&&erenza di +ant, Schopenhauer ammette solo $re !or*e SPAB-O' AE%PO CAUSAL-AA,. priori(

La CAUSALITA lunica cate oria 0+ant ne aveva elencate 123 in quanto tutte le altre sono riconducibili a essa e poichN la realt) stessa dell'o""etto si risolve completamente nella sua azione causale su altri o""etti 9ant'> vero che dire materia, puntualizza Schopenhauer, > dire azione causale, come testimonia il termine tedesco !ir"lic#"eit /re l$.8, che discende dal verbo $ir"en / gire8. La causalit, a&&erma Schopenhauer sin dallo scritto Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente 0181.3, assume &orme diverse a seconda de"li ambiti in cui opera, mani&estandosi come necessit) &isica, necessit) lo"ica, necessit) matematica e morale ovvero co*e %&INCI%IO '(L 'I)(NI&( 0 che re"ola i rapporti &ra "li o""etti naturali3 %&INCI%IO '(L CONOSC(&( 0che re"ola rapporti &ra premesse e conse"uenze3 %&INCI%IO '(LL(SS(&( 0che re"ola i rapporti spazio 2 temporali e le connessioni artmetico 2 "eometriche3 %&INCI%IO '(LLA*I&( 0che re"ola le connessioni &ra un'azione e i suoi motivi3 *oichN Schopenhauer para"ona le &orme a priori a dei vetri s&accettati attraverso cui la visione delle cose si de&orma, e"li considera la rappresentazione come una ! n$ &* gori ing nnevole' traendo la conclusione che LA 6-AA E, 9SO5NO: cio@ un tessuto di apparenze o una sorta di AincantesimoB, che &a di essa qualcosa di simile a"li stati onirici Andando alla ricerca di precedenti illustri di questa intuizione, Schopenhauer cita O i !ilo&o!i )eda 0che considerano l'esistenza comune come una sorta di illusione ottica3, O %latone 0il quale CCdice spesso che "li uomini non vivono che in un so"noEE3, O %indaro 0il quale a&&erma che CCl'uomo > il so"no di un'ombraEE3, O So+ocle 0che para"ona "li individui a CCsimulacri e ombre le""ereEE3, O S#a"espeare 0il quale scrive che CCnoi siamo di tale sto&&a, come quella di cui son &atti i so"ni, e la nostra breve vita > chiusa in un so"noEE3, O Calder,n de la -arca 0autore del noto dramma La vida es sue"o3

=a l di l. del &ogno e della trapunta arabescata del &enomeno e&i&$e l re l$. ver ' sulla quale l'uomo, o me"lio il !ilo&o!o c"e @ nell,)o*o, non pu# &are a meno d'interro"arsi
$n&atti, sostiene Schopenhauer, l'uomo > un CCanimale meta&isicoEE, che, a di&&erenza de"li altri esseri viventi, @ por$ $o stupirsi della propria esistenza e a in$errog r&i &)ll,e&&en )l$i* dell vi$ . F$P' A!!$@,@ *7P*P7Q$P,A;=@,9@ A;;A S(A $,9@;;$G@,QA
Leggi #rano tratto da Supplementi al $%ondo come volont e rappresentazione&, cap. '()) a p 7 del !ol .R

4. L

&coper$

dell vi

d, cce&&o

ll co& in &? p. C 4

Schopenhauer presenta la sua &iloso&ia come l'inte"razione necessaria di quella di +ant, poichN si vanta di aver individuato la via d'accesso al ,P(=@,P che il &iloso&o della !agion pura aveva precluso =A S@ ;A =@,9@ @' FG$(SA ,@;;'P7$QQP,9@ D@;;A 7A**7@S@,9AQ$P,@, co*e @ po&&ibile 9l cer re: il velo di % < e $rov re il 9!ilo di Ari nn : per orien$ rci nel l birin$o del rel $ivo e $$ingere l, &&ol)$oD Dove possiamo trovare quel passa""io se"reto, che ci introduca nella &ortezza della cosa in sND Se noi &ossimo soltanto conoscenza e rappresentazione, non potremmo mai uscire dal mondo &enomenico, ossia dalla rappresentazione puramente esteriore di noi e delle cose =a poichN siamo dati a noi medesimi ,P, SP;P come r ppre&en$ 4ione, =A anche FP=@ corpo, non ci li*i$i *o vederci d l di !)ori' ben&E ci 22vivi *o33 nc"e d l di den$ro' "odendo e so&&rendo @ proprio questa esperienza di base, simile a un ra""io di sole che penetra oltre la nuvola, permette all'uomo di AsquarciareB il velo del &enomeno e di a&&errare la cosa in sN $n&atti, ripie"andoci su noi stessi, ci rendiamo conto che l,e&&en4 pro!ond del no&$ro io' o me"lio,

;A FPSA $, S@'

del nostro essere "lobalmente considerato,

@'

;A -7A=A P ;A CC!P;P,9A' D$ !$!@7@EE !ILL( .U/ L(-(N


cio> un impulso prepotente e irresistibile che ci spin"e a esistere e ad a"ire *i? che intelletto e conoscenza ,P$ S$A=P !$9A @ !P;P,9A' D$ !$!@7@ e il nostro stesso corpo non > che la mani&estazione esteriore dell'insieme delle nostre brame interiori: O l'apparato di"erente non > che l'aspetto &enomenico della volont) di nutrirsi, O l'apparato sessuale non > che l'aspetto o""ettivato della volont) di accoppiarsi e di riprodursi, e cos< via @ l'intero mondo &enomenico non > altro che la maniera attraverso cui la volont) si mani&esta o si rende visibile a se stessa nella rappresentazione spazio 2 temporale Da ci# il titolo del capolavoro di Schopenhauer: il mondo come volont e rappresentazione0 *er esprimere il concetto di questa &)pre* 4i dell eloquente di imma"ini, scrivendo che $; 7A**P79P F7A ;A !P;P,9A' @ ;'$,9@;;@99P &ra ;A !P;P,9A' @ $; FP7*P, &ra ;A !P;P,9A' @ $; F@,P=@,P in "enerale, @ lo &$e&&o c"e in$ercorre &ra il padrone e il servo, l'uomo e lo strumento, il cavaliere e il cavallo, il &abbro e il martello, il sole e la luna, il cuore e il capo volon$., Schopenhauer ricorre a una serie

Fondandosi sul *7$,F$*$P D$ A,A;PG$A,

Schopenhauer a&&erma che

l volon$. di vivere ,P, @' soltanto la radice noumenica dell'uomo, =A A,FG@ l,e&&en4 &egre$ di $)$$e le co&e' o&&i l co& in &? dell,)niver&o'
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F$,A;=@,9@ S!@;A9A: CC@ssa > l'intimo essere, il nocciolo di o"ni sin"olo, ed e"ualmente del 9uttoEE 0op cit 3 $n&atti la volont) di vivere pervade o"ni essere della natura, sia pure in &orme distinte e secondo "radi di consapevolezza diversi, che vanno dalla materia or"anica, in cui appare in modo inconscio, sino all')o*o in cui essa risulta pien *en$e con& pevole

>. C r $$eri e * ni!e&$ 4ioni dell

22volon$. di vivere33 p. F

@ssendo al di l del &enomeno, l volon$. presenta c r $$eri con$r ppo&$i a quelli del mondo della rappresentazione, in quanto si sottrae alle &orme proprie di quest'ultimo: lo &p 4io' il $e*po' l c )& li$.. $nnanzitutto l volon$. pri*ordi le @ incon&ci ' poichN la consapevolezza e l'intelletto costituiscono soltanto sue possibili mani&estazioni secondarie Di conse"uenza, il $er*ine 9volon$.:' preso in senso meta&isico 2 schopenhaueriano, non &i iden$i!ic con quello di volont) cosciente, ma con il conce$$o pi? "enerale di energi o di i*p)l&o 0 e in questo senso si comprende perchN Schopenhauer attribuisca la volont) anche alla materia inor"anica e ai ve"etali3 $n secondo luo"o, l volon$. risulta )nic ' poichN esistendo al di &uori dello spazio e del tempo, che hanno la prero"ativa di dividere e di moltiplicare "li enti, si sottrae costituzionalmente a ci# che i &iloso&i del =edioevo chiamavano CCprincipio di individuazioneEE $n&atti la volont) non @ G)i piH di G) n$o non &i l.' 0dimensione dello spazio3 piH oggi di G) n$o non &i &$ $ ieri o & r. do* ni 0dimensione del tempo3 @ssa, dice Schopenhauer, > in una quercia come in un milione di querce @ssendo ol$re l !or* del $e*po, l volon$. @ anche e$ern e indi&$r)$$ibile' ossia un principio senza inizio nN &ine *er questo, Schopenhauer scrive che CCalla volont) > assicurata la vitaEE e para"ona il perdurare dell'universo nel tempo all'CCarcobaleno sulla cascataEE, non toccato dal &luire delle acque 0op cit 3 @ssendo al di l) della cate"oria di causa, e quindi di ci# che Schopenhauer denomina CCprincipio di ra"ioneEE , l volon$. &i con!ig)r anche co*e !or4 liber e ciec ' ossia co*e )n,energi inc )& $ ' senza un perchN e sena uno scopo $n&atti noi possiamo cercare Ala ra"ioneB di questa o quella mani&estazione &enomenica della volont), ma non della volont) in se stessa, esattamente come possiamo chiedere a un uomo perchN vo"lia questo o quello, ma non perchN vo"lia in "enerale 9ant'> che a quest'ultima domanda l'individuo non potrebbe rispondere che CCvo"lio perchN vo"lioEE, ossia, traducendo la &rase in termini &iloso&ici, CCperchN c'> in me una volont) irresistibile che mi spin"e a volereEE $n&atti, la volont) primordiale non ha una meta oltre se stessa: la vita vuole la vita, la volont) vuole la volont), e ogni *o$iv 4ione o &copo c de en$ro l,ori44on$e del vivere e del volere 0op cit 3 %ili rdi di e&&eri /vege$ li' ni* li' )* ni8 non vivono c"e per vivere e con$in) re vivere. @' questa secondo Schopenhauer, l'unica crudele verit) sul mondo, anche se "li uomini hanno cercato per lo pi? di AmascherareB la sua terribile evidenza postulando un Dio cui sarebbe &inalizzata e in cui troverebbe un AsensoB la loro vita 0escludendo da questa sorta di Ainvestitura di sensoB, "li altri esseri viventi, che, almeno nelle reli"ioni e nelle &iloso&ie occidentali, sembrano &un"ere da semplice AcorniceB dei destini umani3 6

=a 1io' nell'universo doloroso di Schopenhauer, non p)I e&i&$ere e l,)nico &&ol)$o @ l volon$. &$e&& . $n&atti i suoi caratteri di &ondo, cio> il &atto di essere )nic ' e$ern ' inc )& $ ' sono i caratteri che da sempre si sono con&eriti a Dio e con cui soprattutto i romantici hanno caratterizzato l'in&inito Schopenhauer ritiene che l'unica e in&inita volont) di vivere si mani&esti nel mondo &enomenico attraverso d)e ! &i lo"icamente distin"uibili O ,ella prima, l volon$. &i 9ogge$$iv : in )n &i&$e* di !or*e i**)$ bili' a spaziali e atemporali, che e"li chiama platonicamente CCideeEE e che con&ider alla stre"ua di rc"e$ipi del *ondo. ,ella seconda, la volont) &i ogge$$iv nei v ri individ)i del *ondo n $)r le' che sono nient'altro che la moltiplicazione, vista attraverso il prisma dello spazio e del tempo, delle idee

Fra "li individui e le idee esiste un rapporto di coppia 2 modello, per cui i sin"oli esseri risultano semplici riproduzioni dell'unico protitipo ori"inario che > l'idea $l mondo delle realt) naturali si struttura attraverso una serie di A"radiB disposti in ordine ascendente $l "rado pi? basso dell'o""ettivazione della volont) > costituito dalle &orze "enerali della natura $ "radi superiori sono le piante e "li animali J)e&$ &or$ di pir *ide co&*ic c)l*in nell,)o*o' nel G) le l volon$. diviene pien *en$e con& pevole. =a ci# che acquista in coscienza, la volont) perde in sicurezza, poichN la ra"ione, come "uida della vita, > meno e&&icace dell'istinto, e &a s< che l'uomo risulti sempre, in un certo senso, un 22 ni* le * l $iccio33.
SC*+%,

K. -l pe&&i*i&*o pp. L 12 /dolore, piacere e noia la so++erenza universale lillusione dellamore1 7

1olore' pi cere e noi A&&ermare che l'essere @ l * ni!e&$ 4ione di )n volon$. in!ini$ eG)iv le dire, secondo Schopenhauer, c"e l vi$ @ dolore per e&&en4 -n! $$i volere &igni!ic de&ider re' e de&ider re &igni!ic $rov r&i in )no &$ $o di $en&ione' per la mancanza di qualcosa che non si ha e si vorrebbe avere -L 1ES-1ER-O R-SULAA quindi, per de&inizione, ASSENBA' 6UOAO' -N1-5ENBA( o&&i 1OLORE. @ poichN nell'uomo la volont) > pi? cosciente, e quindi pi? Aa&&amataB, e"li risulta il pi? biso"noso e mancante de"li esseri, e destinato a non trovare mai un appa"amento verace e de&initivo: CCP"ni volere scaturisce da biso"no, ossia da mancanza, ossia da so&&erenza A questa d) &ine l'appa"amento% tuttavia per )n de&iderio c"e veng pp g $o' ne ri* ngono l*eno dieci in&oddi&! $$i= inoltre la brama dura a lun"o, le esi"enze vanno all'in&inito% l'appa"amento > breve e misurato con mano avara HEE 0op cit 3 *er di pi?, ci# che "li uomini chiamano godi*en$o /!i&ico8 e gioi /p&ic"ic 8 > nient'altro, come avevano "i) sostenuto P-EARO 6ERR- e 5-ACO%O LEOPAR1-3' che )n ce&& 4ione di dolore' o&&i lo scarico da uno stato preesistente di tensione, che ne rappresenta la condizione indispensabile $n&atti, ar"omenta Schopenhauer, perchN ci sia piacere biso"na per &orza che vi sia uno stato precedente di tensione o di dolore 0ad esempio il "odimento del bere presuppone la so&&erenza della sete3 ;a stessa cosa non v le tuttavia per il dolore, che non pu# a&&atto essere ridotto, con un puro "ioco dialettico di parole, a cessazione di piacere, poichN un individuo pu# sperimentare una catena di dolori, senza che questi siano preceduti da altrettanti piaceri Detto ne"li incisivi termini &i"urati di una battuta poco nota dei Pererga e paralipomeniCC Non v,@ ro& &en4 &pine' * vi &ono p recc"ie &pine &en4 ro&e SEE *ertanto mentre il dolore identi&icandosi con il desiderio, che > la struttura stessa della vita, > un dato primario e permanente, il pi cere @ &olo )n !)n4ione deriv $ del dolore' che vive unicamente a spese di esso $n&atti il piacere riesce a vincere il dolore solo a patto di annullare se stesso: non appena vien meno lo stato di tensione del desiderio, cessa anche il "odimento: CC Fhe o"ni &elicit) sia di natura ne"ativa soltanto, e non positiva IHK ne abbiamo una prova anche in quello specchio
&edele dell'essenza del mondo e della vita che > l'arte, soprattutto nella poesia P"ni poe&i epic o dr ** $ic pu# in o"ni caso rappresentare soltanto uno s&orzo, un'aspirazione attiva, una lotta per la conquista della &elicit), e non mai la &elicit) stessa durevole e compiuta @ssa conduce il suo eroe attraverso mille di&&icolt) e pericoli sino alla meta: non appena questa > ra""iunta, subito lascia cadere il sipario ,ull'altro, in&atti, le resterebbe, se non mostrare che la luminosa meta, nella quale l'eroe so"nava di trovare la &elicit), ha be&&ato anche lui, di modo che, quando l'ha ra""iunta, e"li non si trova me"lio di primaEE 0op cit 3

Acc n$o AL 1OLORE, che > una re l$. d)revole, e AL P-ACERE che > G) lco& di *o*en$ neo Schopenhauer pone, come AERBA S-AUAB-ONE ES-SAENB-ALE 1- MASE' LA NO-A' la quale subentra quando vien meno l'aculeo del desiderio 0CCil possesso disperde l'attrazioneEE3 oppure il &rastuono delle attivit) o il pun"olo delle preoccupazioni Di conse"uenza, conclude Schopenhauer,

Sebbene Schopenhauer non citi esplicitamente !erri, > quasi certo che il .iscorso sull/indole del piacere e del dolore 0177.3 "li &osse noto Schopenhauer cita invece ;eopardi, mani&estando "rande considerazione per CCl'italianoEE che ha saputo rappresentare in maniera CCpro&ondaEE il dolore

LA 6-AA U%ANA E, CO%E UN PEN1OLO CHE OSC-LLA -NCESSANAE%ENAE ;RA -L 1OLORE E LA NO-A passando attraverso l'intervallo &u"ace, e per di pi? illusorio, del piacere e della "ioia % &e il dolore costituisce la le""e pro&onda della vita 0tant'> che CCnessuno si > mai veramente sentito &elice nel presente, a meno che non &osse ubriacoEE3 ciI c"e di&$ing)e i c &i e le situazioni umane > solo il diverso modo o le diverse &orme in cui esso si mani&esta
SFG@=A p 18

L &o!!eren4 )niver& le p. 11 *oichN la volont) di vivere, si mani&esta in tutte le cose sotto &orma di una vera e propria Se#nsuc#t 0desiderio inappa"ato,O termine che esplicita il sentimento romantico 3 cosmica, il dolore non ri"uarda soltanto l'uomo, ma investe o"ni creatura AUAAO SO;;RE( dal &iore che appassisce per mancanza d'acqua all'animale &erito, dal bimbo che nasce al vecchio che muore @ se l'uomo, in cui si riassume e potenzia il male nel mondo, so&&re di pi? rispetto alle altre creature, > semplicemente perchN e"li, avendo ma""ior consapevolezza, &en$e in modo pi? accentuato la spinta della volont), e a p $i&ce ma""iormente l'insoddis&azione del desiderio e le o&&ese dei mali *er la stessa ra"ione, il genio' avendo ma""iore sensibilit) rispetto a"li uomini comuni, > votato a una ma""ior so&&erenza: CCc"i )*en$ il & pere *ol$iplic il doloreEE, CCpiH in$elligen4 vr i piH &o!!rir iEE, ripete Schopenhauer con l'+cclesiaste. $n tal modo, Schopenhauer perviene a

una delle pi? radicali &orme di pe&&i*i&*o co&*ico di tutta la storia del pensiero,
ritenendo che

il * le non &i &olo nel *ondo' * nel Principio &$e&&o d c)i e&&o dipende.
@spressione di tale dolore universale non > solo l'anelito &rustrato della volont), ma anche la lotta crudele di tutte le cose $n&atti, dietro le celebrate Ameravi"lieB del creato, si cela in realt), secondo il &iloso&o, un'CCarena di esseri tormentati e an"osciati, i quali esistono solo a patto di divorarsi l'un l'altro, dove perci# o"ni animale carnivoro > il sepolcro vivente di mille altri e la propria autoconservazione > una catena di morti straziantiEE

(no de"li esempi pi? paradossali ed espressivi di tale )$o l cer 4ione dell,)nic volon$. in )n *ol$eplici$. con!li$$) le di p r$i e di individ)i reciproc *en$e o&$ili che si contendono l'un l'altro lo spazio e il tempo, > costituito, per Schopenhauer, dalla ;OR%-CA 5-5ANAE 1,AUSARAL-A CCla quale se viene divisa in due parti, ci o&&re lo spettacolo di un combattimento &ra il capo e la coda $l primo a&&erra con i denti quest'ultima, che si di&ende valorosamente, colpendolo con il suo pun"i"lione% la lotta pu# durare anche una mezz'ora, &inch> entrambe le parti muoiono o sono trascinate via da altre &ormicheEE @ in questa vicenda irrazionale della vita cosmica L,-N1-6-1UO APPARE SOLAANAO UNO SARU%ENAO PER LA SPEC-E F(P7$ DA;;A 4(A;@ @G;$ ,P, GA !A;P7@ Di conse"uenza al di l) del Abreve so"noB dell'esistenza individuale, l'unico &ine della natura sembra esser quello di perpetuare la vita, e, con la vita, il dolore

L,ill)&ione dell, *ore p. 11 $l &atto che alla natura interessi solo la &opr vviven4 dell &pecie trova una sua mani&estazione emblematica nell'amore, &enomeno che Schopenhauer ritiene basilare per l'individuo, e di cui la &iloso&ia deve occuparsi $n&atti l'amore > uno dei pi? &orti stimoli dell'esistenza: CCH Prdisce o"ni "iorno le trame pi? complicate e cattive, scio"lie i vincoli pi? stretti, conduce a sacri&icare a volte la vita o la salute, la ricchezza, il ran"o e la &elicit), anzi priva di coscienza l'onesto e rende traditore il &edeleEE =a se l'amore > cos< &orte da &are di Fupido CCil si"nore de"li dei e de"li uominiEE > perchN dietro le sue lusin"he e il suo incanto sta in realt) il !reddo 5enio dell &pecie che *ir ll perpe$) 4ione dell vi$ . $n altre parole, il !ine dell, *ore, e lo scopo per cui esso > voluto dalla natura, @ &olo l, ccoppi *en$o 0ed > per questo che l'atto sessuale > accompa"nato da un particolare piacere3 =a se dietro il &ascino di un bel volto c'>, in verit), un nascosto desiderio sessuale, che, con l'innamoramento, si traduce nel ciclo accoppiamento 2 procreazione, vuol dire che l'individuo > lo zimbello della natura proprio l ove crede di realizzare ma""iormente il proprio "odimento e la propria personalit) =ani&estazione dell'e&&en4 biologic dell, *ore @ il c &o li*i$e dell * n$ide !e**in , che divora il maschio dopo l'unione sessuale, o la triste constatazione che la donna, dopo aver adempiuto alla procreazione e all'allevamento dei &i"li, perde ben presto bellezza e attrattive % &e ;'A=P7@ @' (, *(7P S97(=@,9P *@7 FP,9$,(A7@ ;A S*@F$@, non c,@ amore senza sessualit) 9ant'> vero che in passi di sapore pre !re)di no e pre p&ico n li$ico, Schopenhauer scrive: CCP"ni innamoramento, per quanto etereo vo"lia apparire, a&&onda sempre le sue radici nell'istinto sessualeEE CCSe la passione del *etrarca &osse stata appa"ata, il suo canto sarebbe ammutolitoEE @d > per quest'insieme di ra"ioni che l'amore procreativo viene inconsapevolmente avvertito come ApeccatoB e Aver"o"naB @sso commette in&atti il ma""iore dei delitti: la perpetuazione di altre creature destinate a so&&rire =a se l'amore, come a&&erma in modo a&oristico Schopenhauer, > nient'altro che CCdue in&elicit) che s'incontrano, due in&elicit) che si scambiano e una terza in&elicit) che si preparaEE, l,)nico *ore di c)i &i p)I $e&&ere l,elogio non @ G)ello "enerativo dell'eros, ma quello di&in$ere&& $o dell 22pie$.33. 10

C. Appro!ondi*en$o( l cri$ic delle v rie !or*e di o$$i*i&*o pp. 12 1> / -l ri!i)$o dell,o$$i*i&*o co&*ico' il ri!i)$o dell,o$$i*i&*o &oci le' il ri!i)$o dell,o$$i*i&*o &$orico8 -l ri!i)$o dell,o$$i*i&*o co&*ico (no de"li aspetti pi? interessanti della &iloso&ia di Schopenhauer, solitamente trascurato dalla storio"ra&ia tradizionale, > la critica delle varie *en4ogne 0o Aideolo"ieB, come diremmo o""i3 con cui "li uomini tentano di celare a se stessi qualche dato ne"ativo del vivere o la cruda realt) del mondo in "enerale Spunti di critica alle ideolo"ie si trovano disseminati un po' in tutti i suoi libri, poichN e"li ha &atto della $ecnic dello 9&* &c"er *en$o: )no degli &pe$$i princip li del &)o !ilo&o! re e in questo senso Schopenhauer pu# venir considerato tra i A %AESAR- 1EL SOSPEAAO B della cultura moderna, da porre accanto a pensatori come %ARN' N-EABSCHE E ;REU1. Schopenhauer Asbu"iardaB la &iloso&ia accademica di Stato, a&&ermando che chi viene pa"ato per pensare non pu# certo &iloso&are liberamente, ma deve ri&lettere secondo le idee e i pre"iudizi di chi lo pa"a% polemizza contro "li intellettuali AinseritiB e contro le loro occulte ambizioni di denaro, di potere e di "loria CCSe si conducesse il pi? ostinato ottimista attraverso "li ospedali, i lazzaretti, le camere di martirio chirur"iche, attraverso le pri"ioni, le stanze di tortura, i recinti de"li schiavi, pei campi di batta"lia e i tribunali, aprendo"li poi tutti i sinistri covi della miseria, ove ci si appiatta per nascondersi a"li s"uardi della &redda curiosit), e da ultimo &acendo"li &iccar l'occhio nella torre della &ame di ("olino, certamente &inirebbe anch'e"li con l'intendere di qual sorte si questo meilleur des mondes possi2ile0 Donde ha preso Dante la materia del suo )nferno, se non da G)e&$o *ondo re leD IHK 4uando invece "li tocc# di descrivere il cielo e le sue "ioie, si trov# davanti a una di&&icolt) insuperabile: appunto perchN il nostro mondo non o&&re materiale per un'impresa si&&attaEE 4uesto tipo di polemica trova uno dei suoi bersa"li pre&eriti nell,o$$i*i&*o cosmico che circola in buona parte delle !ilo&o!ie e delle religioni dell,Occiden$e' ossia in quello schema di pensiero che interpreta il mondo come un or"anismo per&etto, provvidenzialmente "overnato da un D$P, oppure da una 7AG$P,@ $==A,@,9@ 0Ge"el3 $n realt) questa visione, pur essendo indubbiamente 9con&ol $rice: 0da ci# la sua persistenza nei secoli3, per Schopenhauer risulta palesemente &alsa, poichN la vita > un'esplosione di &orze sostanzialmente irrazionali, e il *ondo' n4ic"? e&&ere il regno dell logic e dell, r*oni ' @ il $e $ro dell,illogici$. e dell &opr !! 4ione. 9utto questo secondo Schopenhauer, > veri&icabile sia nei ri"uardi della societ), sia nei ri"uardi della natura, nella quale vi"e scopertamente la cosiddetta Alegge dell gi)ngl B Di conse"uenza, dal punto di vista di Schopenhauer, &ra la credenza in un mondo "overnato da Dio o dalla 7a"ione e la realt) di un mondo mal&atto e caotico, esiste aperta contraddizione Fontestando le religioni che e"li de&inisce CC*e$ !i&ic"e per il popoloEE, e i sistemi teistici e provvidenzialistici, Schopenhauer perviene ad abbozzare le linee di un ateismo &iloso&ico che sar) ripreso in &orma ori"inale da ,ietzsche

-l ri!i)$o dell,o$$i*i&*o &oci le (n'altra Amenzo"naB contro cui Schopenhauer si sca"lia di &requente &ocievole44 EE dell'uomo

> la tesi della 22bon$. e 11

$n&atti, se non si vuol continuare a con&ondere le proprie illusioni di adolescenti con la realt), e si ha l'acutezza di procedere oltre "li CCorpelli retoriciEE e le rassicuranti CCdichiarazioni u&&icialiEE, si deve ammettere, secondo Schopenhauer, che l regol di ! $$o dei r ppor$i )* ni @ sostanzialmente il con!li$$o e il $en$ $ivo di &opr !! 4ione reciproc . 7e"ola che, p)r &&)*endo *ille !or*e, da quelle piH pri*i$ive e violen$e a quelle piH civili e 9r !!in $e: 0come quando "li intellettuali si AstroncanoB &ra di loro3 > ri* &$ sostanzialmente l *ede&i* . 9ant'> vero che basta un nonnulla perchN anche "li individui apparentemente pi? mansueti si rivelino dei F@;$,$ 7A--$PS$: CC!i > dunque nel cuore di o"ni uomo, una belva, che attende solo il momento propizio per scatenarsi e in&uriare contro "li altriEE Del resto la cattiveria connaturata nell'uomo, nei con&ronti dei suoi simili, > "i) evidente dal &atto che le dis"razie altrui provocano spesso una malcelata soddis&azione al nostro &eroce istinto e"oistico, mentre o"ni vanta""io del prossimo, anche piccolo, ci in&astidisce e ci irrita, spin"endoci talora a comportarci come G)el c rceriere che CCquando scopr< il suo prigioniero era riuscito &aticosamente ad addomesticare un r gno e ne traeva dile$$o, subito lo &c"i cciIEE Di conse"uenza, se gli )o*ini vivono in&ie*e' ripete Schopenhauer con un antica tradizione di pensiero che va da"li A9P=$S9$ a GP--@S, non > tanto per simpatia o innata socievolezza, ma &opr $$)$$o per bi&ogno. @ se esiste qualcosa come lo Stato e le sue le""i non > certo per l'intrinseca Aeticit)B umana, secondo quelle che Schopenhauer de&inisce le CC! ndonieEE degli ide li&$i' * &olo per una necessit) di di&esa e di re"olamentazione de"li istinti a""ressivi de"li individui @cco taluni passi in cui Schopenhauer esprime questo suo pessimismo sociale: CC,el suo libro .e !aces humaines, 5obine ) ha de&inito l'uomo come l/animal m0chant, par e1celence Il'animale cattivo per eccellenzaK, e questo > stato male accolto da"li uomini IHK e"li per# ha ra"ione: l'uomo > in&atti, l'unico animale che &accia so&&rire "li altri al solo scopo di &ar so&&rire EE CCFome l'uomo si comporti con l'uomo, > mostrato ad esempio, dalla schiavit? dei ne"ri IHK =a non v'> biso"no di andare cos< lontani: entrare nelle &ilande o in altre &abbriche all'et) di cinque anni, e d'allora in poi sedervi prima per dieci, poi per dodici, in&ine per quattordici ore al "iorno, ed ese"uire lo stesso lavoro meccanico, si"ni&ica pa"ar caro il piacere di respirare @ppure questo > il destino di milioni, e molti altri milioni ne hanno uno analo"oEE 4ueste tesi di Schopenhauer hanno &atto s< che talora il suo pensiero sia stato accusato di A*i& n$ropi&*oB $n realt), la pittura del mondo come CCin!erno di egoi&*iEE, nel suo sistema, > &inalizzata alla vi e$ic dell 9pie$.:. $n&atti, solo chi ha la sensibilit) di avvertire come i rapporti umani avven"ano per lo pi? nell'orizzonte dell'in"iustizia pu# sentire il desiderio interiore di quei CC!iori dell,ecce4ioneEE che sono l gi)&$i4i e l, *ore.

-l ri!i)$o dell,o$$i*i&*o &$orico (n altro aspetto della dottrina di Schopenhauer, che lo contrappone radicalmente non solo O all'$dealismo 7omantico e alla ma""ioranza dei suoi contemporanei, ma anche O all'intera cultura dell'O$$ocen$o 2 che > stato de&inito CCil &ecolo dell &$ori EE 12

O @ l pole*ic con$ro ogni !or* di &$orici&*o. $n&atti, come ha rilevato =AT SFG@;@7, in un epoca in cui la &iducia nel pro"resso illimitato dell'uomo assumeva "li aspetti, talora misti&icati, dell,ide li&*o, del * $eri li&*o &$orico, dell,evol)4ioni&*o po&i$ivi&$ico e dell,in! $) 4ione $ecnico &cien$i!ic , solo SCHOPENHAUER R-1-%ENS-ONA ;ORAE%ENAE LA PORAAAA CONOSC-A-6A 1ELLA SAOR-A' a&&ermando che essa non > una vera e propria scienza, in quanto, anzichN procedere per concetti e le""i "enerali, > co&$re$$ li*i$ r&i ll c $ log 4ione dell,individ) le. *roprio per questo la storia risulta in&eriore anche all'A79@ e alla F$;PSPF$A, che =$7A,P A;;@ S97(99(7@ (,$!@7SA;$ @ *@7=A,@,9$, risultando pi? pro&onde e veritiere $n&atti gli &$orici' a &uria di studiare "li uomini, !ini&cono per perdere di vi&$ l,)o*o' o per cadere nell'illusione che "li uomini mutino davvero di epoca in epoca $n realt), sostiene Schopenhauer, se noi siamo in "rado di procedere oltre le apparenze, non possiamo &ar a meno di scoprire, in accordo con la sa""ezza orientale e biblica dell' +cclesiaste, che CCnon vi @ n)ll di n)ovo &o$$o il &oleEE, e che al di l) del mira""io del tempo e della storia, il destino dell'uomo presenta, nei suoi caratteri essenziali 0nascita 2 so&&erenza 2 morte3, dei tratti immutabili Di conse"uenza, secondo Schopenhauer, il solo modo pro&icuo di occuparsi di storia, valido anche per chi > AdavveroB &iloso&o, > quello di ri& lire 1ALLA SAOR-A ll ;-LOSO;-A 1ELLA SAOR-A. Di&atti dallo studio de"li avvenimenti del passato risulta evidente la costante )ni!or*i$. e ripe$i$ivi$. dell &$ori ' nella quale non cambia l'essenza delle cose, ma solo la loro &acciata accidentale e super&iciale 9ant'> vero che quando uno ha letto Erodo$o' il p dre dell &$ori ' conosce "i) tutta la storia dell'umanit) =a allora la storia > solo il &atale ripetersi di uno stesso dramma, che ripropone, battuta per battuta, la stessa CCmonotona sonataEE che si > sentita e si sentir) ancora in&inite volte nel mondo: chi nasce, chi muore, chi si innamora, chi invecchia, chi viene "lori&icato, chi viene calpestato ecc Di conse"uenza, se spo"liamo la storia della sua pretesa di rivelarci il AdiversoB e il Apro"ressivoB, se prendiamo coscienza del &atto che essa esiste solo perchN l'umanit) si trova nel dolore e spera di metterlo a tacere, mutando condizione o inse"uendo un illusorio pro"resso, possiamo concludere che il co*pi$o vero dell &$ori @ di o!!rire ll,)o*o l co&cien4 di &? e del proprio de&$ino. $n&ine, Schopenhauer, ri&iutando lo storicismo, ha pure cercato di controbattere, ante litteram, o"ni tentativo di riduzione AstoricisticaB della sua opera: CCGo attentamente esaminato il secondo volume della Astoria della &iloso&ia modernaB di +uno Fischer IHK $ncurabilmente rovinato dall'he"elismo, e"li costruisce la storia della filosofia secondo i suoi modelli aprioristici e perci2 io vi rappresento, in quanto pessimista, la necessaria antitesi di Lei#niz3 in quanto ottimista, questa conseguenza 0 dedotta dal fatto che Lei#niz 0 vissuto in un/epoca ricca di speranze, mentre io in un'epoca disperata e infelice. @r"o, se io &ossi vissuto nel 1788, sarei stato un leccato, ottimistico ;eibniz, ed e"li, se vivesse o""i, la penserebbe come meS A tal punto rende pazzi l'he"elismo $l mio pessimismo, inoltre, si > sviluppato dal 1811 al 1818 0quando apparve in &orma de&initiva3% e quella era l'epoca pi? piena di speranze, dopo la liberazione della GermaniaEE F. Le vie di liber 4ione d l dolore pp. 1> 20 0 L,ARAE' L,EA-CA 1ELLA P-EAA,' L,ASCES-3 Appare evidente che la vita sia sostanzialmente dolore, al di l) di qualsiasi apparenza in"annevole Schopenhauer &a proprie le sentenze pessimistiche: 13

dei & ggi dell,Orien$e CCesistere > so&&rireEE, di Pl $one CC@' me"lio non essere nati piuttosto che vivereEE, di C lderon 1e L M rc CCil delitto ma""iore per l'uomo > di essere natoEE nonchN di certa $r di4ione biblico cri&$i n CCnon c'> nulla di nuovo sotto il soleEE% CCtutto > vanit)EE% CCla vita > valle di lacrimeEE% Schopenhauer a&&erma cos< che l,e&i&$en4 , in virt? del dolore che la costituisce,

ri&)l$ $ l co& c"e &,i*p r poco per vol$

non volerl .

Di conse"uenza si potrebbe pensare che nel sistema di Schopenhauer trovi le"ittimazione una A&iloso&ia del suicidio universaleB $nvece Schopenhauer ri&iuta e condanna il suicidio per due motivi di &ondo: 13 perchN CCil suicidio, lun"i dall'essere ne"azione della volont), > invece un atto di &orte a&&ermazione della volont) stessaEE il quanto il suicida CCvuole la vita ed > solo malcontento delle condizioni che "li sono toccateEE, per cui anzichN ne"are veramente la volont) e"li ne"a piuttosto la vita% 23 perchN il suicidio sopprime unicamente l'individuo, ossia una mani&estazione &enomenica della volon$. di vivere' lasciando intatta la cosa in sN, che pur morendo in un individuo rinasce in mille altri *ertanto, secondo Schopenhauer, la 6ERA R-SPOSAA nell'eliminazione, tramite il suicidio, di una o pi? vite, ma

AL 1OLORE del mondo non consiste

nell L-MERAB-ONE d ll &$e&& 6OLONAA, 1- 6-6ERE.


%a com/0 possi#ile, per l/uomo, spezzare le catene della volont, se quest/ultima costituisce la sua essenza e la struttura metafisica dell/universo4 *i? che proporre una "iusti&icazione teorica vera e propria di questo passa""io O chiave 0ma poco &ondato3 del suo pensiero, Schopenhauer pre&erisce richiamare l'attenzione sul &atto dell'esistenza di individ)i ecce4ion li / i geni dell, r$e' i & n$i' gli ere*i$i' i *i&$ici8 che, in tutti i tempi, hanno intrapreso e sperimentato il cammino della liberazione dalla tirannia dei biso"ni e dell'e"oismo connessi alla volont) di vivere, dimostrando in tal modo, che allorquando l volutas perviene alla CCcoscienza di sNEE essa tende a &arsi noluntas, ossia ne azione pro ressiva di s3 medesima0 $n altre parole, dalla presa di coscienza del dolore, e dal disin"anno di &ronte alle illusioni dell'esistere, nascono le varie AtappeB della liberazione Schopenhauer articola l'iter salvi&ico dell'uomo in tre momenti essenziali: l, r$e' l *or le e l, &ce&i. L,ARAE =entre la cono&cen4 ' e quindi la &cien4 ' > continuamente irretita nelle &orme dello &p 4io e del $e*po, e asservita ai bi&ogni dell volon$., L,ARAE E, CONOSCENBA L-MERA E 1-S-NAERESSAAA' c"e &i rivolge lle idee o&&i lle !or*e p)re o i *odelli e$erni delle co&e. 4uesto accade perchN nell'arte 4uesto amore, 4uesta a&&lizione e 4uesta "uerra diven"ono ad esempio lamore, la&&lizione e la "uerra, ovvero, l'ESSENBA -%%UAAM-LE 1- AAL- ;ENO%EN-l &ogge$$o c"e con$e*pl le idee' e quindi gli &pe$$i )niver& li dell re l$.' ovviamente non @ pi? l'individuo naturale, sottoposto alle esi"enze pratiche della volont), ma il puro so""etto del conoscere, il p)ro occ"io del *ondo.

CC=entre per l'uomo comune, il proprio patrimonio conoscitivo > la lanterna che illumina la strada, per l'uomo "eniale > il sole che rivela il mondoEE
14

*er il suo carattere contemplativo, per la sua capacit) di muoversi in un mondo di &orma eterne, l'arte sottrae l'individuo alla catena in&inita dei biso"ni e dei desideri quotidiani, con un appa"amento immobile e compiuto Di conse"uenza, l'arte, secondo Schopenhauer, risulta c $ r$ic per e&&en4 ' in quanto l,)o*o' "razie ad essa, pi? che vivere, con$e*pl l vi$ ' elev ndo&i l di &opr dell volon$.' del dolore e del $e*po. ;@ !A7$@ A79$ FP77$S*P,DP,P A$ G7AD$ D$!@7S$ D$ =A,$F@S9AQ$P,@ D@;;A !P;P,9A' @sse vanno dall'A7FG$9@99(7A che corrisponde al "rado pi? basso della volont) 0cio> alla materia inor"anica3 &ino alla SF(;9(7A, alla *$99(7A e alla *P@S$A, che hanno per o""etto le idee del mondo ve"etale, animale e umano Fra le A79$ spicca LA ARA5E1-A che > l'auto rappresentazione del dramma della vita ;a =(S$FA occupa un posto a sN poichN non riproduce mimeticamente le idee, come le arti, ma si pone come i**edi $ rivel 4ione dell volon$. &e &$e&& . Svol"endo in modo ori"inale spunti "i) presenti nell'estetica musicale romantica, Schopenhauer sostiene che l *)&ic di con&i"ura come l, r$e piH pro!ond e )niver& le' e come vera e propria 22*e$ !i&ic in &)oni33' capace di metterci a contatto, al di l) dei limiti della ra"ione, con le radici stesse della vita e dell'essere P"ni arte > quindi liberatrice: poichN il piacere che essa procura > la cessazione del biso"no e il suo porsi come disinteressata contemplazione =a la &unzione liberatrice dell'arte > pur sempre temporanea e ha i caratteri di un "ioco e&&imero o di un breve incantesimo Di conse"uenza essa non @ )n vi per )&cire d ll vi$ ' * &olo )n con!or$o ll vi$ &$e&& . L,EA-CA 1ELLA P-EAA, A di&&erenza della con$e*pl 4ione e&$e$ic ' c"e @ )n e&$r ni r&i $r &ogn $o d ll re l$.' l *or le i*plic )n i*pegno nel *ondo ! vore del pro&&i*o. $n&atti l'etica > un tentativo di superare l'e"oismo e di vincere quella lotta incessante de"li individui tra loro *ur riconoscendo con +ant, che il 9di&in$ere&&e: !or* il c)ore dell *or li$.' Schopenhauer, contro +ant, sostiene che l'etica non s"or"a da un imperativo cate"orico dettato dalla ra"ione, ma da UN SENA-%ENAO 1- 22P-EAA,33 AAARA6ERSO CU- A66ERA-A%O CO%E NOSARE LE SO;;ERENBE 1E5L- ALAR-. Di conse"uenza la piet) ,P, ,ASF@ DA (, 7AG$P,A=@,9P AS97A99P, ma da )n,e&perien4 vi&&)$ ' *edi n$e l G) le' &G) rci ndo i veli del no&$ro egoi&*o' co*p $i *o il pro&&i*o /CO%0PAA-RE # SENA-RE -NS-E%E8 e gi)ngi *o d iden$i!ic rci con il &)o $or*en$o / empatia, non am2i uit, con+usione, contaminazione8. Mi&ogn &en$ire e re li44 re G)e&$ veri$. nel pro!ondo del no&$ro e&&ere. Per c)i NON E, LA CONOSCENBA CHE PRO1UCE LA %ORAL-AA,' %A LA %ORAL-AA, CHE PRO1UCE CONOSCENBA' in G) n$o' co*e !!er* O gner' 22 $$r ver&o l co*p &&ione cono&ci *o33. $n&atti, tramite la piet) &peri*en$i *o G)ell,)ni$. *e$ !i&ic di $)$$i gli e&&eri' c"e l !ilo&o!i $eori44 e c"e i $e&$i delle Upanis#ad e&pri*ono con l & cr !or*)l Tat T$an asi /22JUESAO 6-6ENAE SE- AU338' &acendoci capire come il tormentatore e il tormentato, distinti !eno*enic *en$e, siano, no)*enic *en$e, una stessa realt) Solo per un so"no illusorio il malva"io si crede separato da"li altri e dal loro dolore, ma il rimorso temporaneo e la duratura an"oscia, costituiscono l'oscura consapevolezza dell'unit) del volere cosmico *er cui, se o"ni malva"it) > un disconoscimento dell'unit) primordiale de"li esseri, o"ni atto di piet) > un riconoscimento vissuto di essa, che va oltre il velo di =aMa, del &enomeno, dello spazio e del tempo, attraverso i quali "li enti appaiono AmoltiplicatiB ;a morale si concretizza in d)e vir$H c rdin li: l gi)&$i4i e l c ri$. 0 o gPpe3 15

L gi)&$i4i @ )n !reno ll,egoi&*o' " )n c r $$ere neg $ivo' poic"? con&i&$e nel non ! re il * le e nell,e&&ere di&po&$i ricono&cere gli l$ri ciI c"e &i *o pron$i ricono&cere noi &$e&&i. L c ri$. &,iden$i!ic invece con l volon$. po&i$iv e $$iv di ! re del bene l pro&&i*o. 1iver& *en$e d ll,eros, c"e e&&endo egoi&$ico e in$ere&& $o @ )n ! l&o *ore' l a 5pe, e&&endo di&in$ere&& $o' @ vero *ore( 22ogni p)ro e &incero *ore @ pie$.33. Ai &)oi * &&i*i livelli l pie$. con&i&$e nel ! r propri l &o!!eren4 di $)$$i gli e&&eri p && $i e pre&en$i e nell, &&)*ere &) di &? il dolore co&*ico. Sebbene la morale della piet) implichi una vittoria sull'e"oismo, essa rimane pur sempre all'interno della vita e presuppone un qualche attaccamento a essa Di conse"uenza Schopenhauer, si propone tra"uardo di una liberazione totale non solo dall'e"oismo e dall'in"iustizia, ma dalla stessa volont) di vivere 4uesta liberazione > l'ascesi L,ASCES;'ascesi, che nasce dall'CCorroreEE dell'uomo CCper l'essere di cui > mani&estazione il suo proprio &enomeno, per la volont) di vivere, per il nocciolo e l'essenza di un mondo riconosciuto pieno di doloreEE, > l'esperienza per la quale l'individuo, cessando di volere la vita e il volere stesso, si propone di

e&$irp re il proprio de&iderio di e&i&$ere' di godere e di volere.


$l primo passo dell'ascesi > la CCcastit) per&ettaEE, che libera dalla prima e &ondamentale mani&estazione della volont) di vivere: l'impulso alla "enerazione e alla propa"azione della specie ;a rinuncia ai piaceri, l'umilt), il di"iuno, la povert), il sacri&icio e l'automacerazione, che sono le altre * ni!e&$ 4ioni $ipic"e dell, &ce$i&*o' tendono tutte al medesimo &copo: scio"liere la volont) di vivere dalle proprie catene ;a soppressione della volont) di vivere, di cui l'ascesi rappresenta la tecnica, > l,)nico vero $$o di liber$. che sia possibile all'uomo $n&atti l'individuo, come &enomeno, > un anello della catena necessariamente determinato dal suo carattere =a quando e"li riconosce la volont) come cosa in sN, si sottrae alla determinazione dei motivi che a"iscono su di lui come &enomeno $n altre parole, la coscienza del dolore come essenza del mondo non > un motivo ma un AquietivoB del volere, capace di vincere le tendenze naturali dell'individuo stesso 4uando questo succede l'uomo diventa libero, si ri"enera ed entra in quello stato che i cristiani chiamano gr 4i . 9uttavia mentre nei mistici del Fristianesimo l' &ce&i si conclude con l,e&$ &i' che > l'ine!! bile &$ $o di )nione con 1io' nel misticismo ateo di Schopenhauer il c **ino nell & lve44 *e$$e c po l nirv n b)ddi&$ . -l N-R6ANA > l'esperienza del nulla, un nulla relativo al mondo, cio> )n neg 4ione del *ondo &$e&&o' quindi, secondo quanto inse"nano i testi e i maestri dell'Priente ,P, @' $; ,$@,9@ $n altre parole, se il mondo, con tutte le sue illusioni, le sue so&&erenze e i suoi rumori, > un nulla, il nirvana, per l'asceta schopenhaueriano, @' (, 9(99P, cio> (, PF@A,P D$ *AF@, o (,P S*AQ$P ;(=$,PSP D$ S@7@,$9A', in cui si dissolve la nozione stessa di AioB e di Aso""ettoB Secondo un punto di vista lar"amente di&&uso tra i critici, la teoria AorientalisticaB dell'ascesi costituisce la parte pi? debole e contraddittoria dl sistema schopenaueriano $n&atti se la volont) si identi&ica con la struttura meta&isica del reale, anzi con l'assoluto e con l'in&inito stesso, FP=@ S$ *(P' $*P9$QQA7@ (, S(P A,,(;;A=@,9P DA *A79@ D@;;'ASF@9AD 16

@ come si pu# coerentemente ritenere, pi? in "enerale, che la volont), la cui essenza > appunto il volere, a un certo momento non vo"lia pi? se stessaD $noltre > proprio vero che l'unico sbocco lo"ico al pessimismo sia il quietismo dell'asceta, oppure, come testimoniano ad esempio il ;eopardi della *inestra e il Famus de La peste, esistono anche altri possibili, e pi? accidentalmente Aimpe"natiB esiti del pessimismoD $n&ine, il &atto che Schopenhauer non si sia sentito personalmente deciso a intraprendere la via dell'ascesi, non priva la sua &iloso&ia della testimonianza viva del suo autore, dando l'impressione della Anon 2 sincerit)B del suo pessimismoD 9uttavia queste cri$ic"e' come tante altre che "li sono state mosse o "li si potrebbero muovere, non debbono &ar perdere di vista O nN la sua denuncia della realt) del dolore, O nN la portata demisti&icatrice del suo &iloso&are, O nN la pro&ondit) di molte sue analisi, coincidente, almeno a livello di A&enomenolo"ia della condizione umanaB, con le voci pi? alte della sapienza di tutti i tempi

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