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Hegel

LA DIALETTICA
Rispetto a Kant e Fichte, Hegel vuole individuare una dimensione nella quale tutte le componenti del reale annullino le frontiere in cui tendono a chiudersi, scoprendosi come parte di un processo razionale unitario. Con Fichte e Schelling, Hegel condivide le tre premesse fondamentali:

bisogna superare il dualismo tra universo soggettivo e oggettivo; lessere del mondo un divenire, ossia un processo dinamico; tale divenire va inteso come il produrre, lattiva opera di un principio, che lo Spirito.

A differenza dellAssoluto di Schelling, in Hegel lo Spirito non ununit indifferenziata e indistinta, ma ununit che si costituisce attraverso un processo di sviluppo, nel quale realizza se stesso. Lassoluto dunque il divenire di se stesso. Si tratta di un eterno processo circolare, nel quale il principio nella fine e la fine nel principio. Questo principio, per diventare vero sapere, deve divenire altro-da-s e poi superare questa alienazione.

Lo Spirito non un ente che trascende i dati empirici, ma lespressione di un principio razionale-dinamico che guida il processo di sviluppo della realt, manifestandosi in forme sempre pi complesse nelle diverse tappe del processo.
Da un altro punto di vista, lo Spirito lautocomprensione del pensiero che costituisce la coscienza della realt. La realt diventa quindi il progressivo realizzarsi della ragione infinita. Lo sviluppo dello Spirito sar dunque seguito su due versanti: come sviluppo della realt e come sviluppo del pensiero che tale realt pensa. Ogni sviluppo presuppone una regola secondo cui esso deve avvenire. Tale regola , in Hegel, la DIALETTICA. Alla dialettica Hegel non dedic mai una trattazione specifica. Essa era stata in genere intesa come uno strumento molto efficace del pensiero: in Platone era la forma pi alta di sapere; in Aristotele un tipo di sillogismo, in Kant una facolt delluomo che tende, fallendo, alla conoscenza del mondo noumenico.

Hegel invece concepisce la dialettica non come un procedimento del pensiero esterno alla realt, ma come una legge interna e necessaria tanto del pensiero quanto della realt.
In Hegel dunque la trattazione di ogni problema sar dialettica. La dialettica connessa alla nozione di sviluppo: non uno sviluppo illimitato (come nelletica kantiana o in Fichte), ma uno sviluppo che tende al concreto mediante il superamento dellastrattezza insita in ogni opposizione. CONCRETO IN HEGEL CI CHE RAPPRESENTA IL COMPIMENTO DI UN PROCESSO, lunit di opposti (per es.: ossigeno e idrogeno come elementi separati sono astratti rispetto alla loro sintesi, ossia lacqua). La nozione di astratto indica allora il fatto che

la realt si attua in un processo dove termini opposti si negano reciprocamente e si integrano in una nuova pi ricca unit.

Dunque, bisogna comprendere la funzione feconda della contraddizione come legge di sviluppo della realt. La logica hegeliana si oppone alla logica tradizionale, fondata sul principio di identit e non-contraddizione: essa non pu arrivare alla mediazione, ossia cogliere lunit degli opposti nella loro sintesi. Per esempio, nellanalizzare il concetto di essere Hegel afferma che la nozione di essere presa in s del tutto vuota, ha un senso solo in relazione alla nozione di nulla. Entrambi possono venire compresi solo nel loro rapporto dialettico che il divenire.
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Hegel

La Fenomenologia dello Spirito


Nelle intenzioni originarie lopera doveva essere una introduzione alla logica, cio la descrizione delle manifestazioni della coscienza nel suo progressivo sviluppo dal suo grado pi basso (la certezza sensibile) a quello pi alto (il sapere filosofico). Ma lopera divenne a se stante.

Il termine fenomenologia (studio di ci che appare) indica la volont di delineare il successivo manifestarsi dello spirito nelle varie tappe del suo sviluppo razionale.
I principi fondanti della fenomenologia sono: la ricerca filosofica si occupa della verit e dellassoluto; la verit si acquista solo comprendendo lintero, la totalit; la totalit qualcosa di ideale che si realizza dinamicamente; la verit (lassoluto) dunque un risultato; lassoluto non unimmobile oggettivit, ma un soggetto che diviene.

La coscienza
I tre momenti della coscienza sono: 1) la conoscenza sensibile che conoscenza del particolare sensibile, senza che la coscienza si distingua dal suo oggetto (questa mela che ho in mano, hic et nunc); 2) la percezione, in cui loggetto appare come uno e molteplice (questa mela qui che ha colore, sapore, ecc.); 3) lintelletto, che nel molteplice vede la manifestazione di una forza nascosta.

Lautocoscienza e la dialettica servo-padrone


Lo spirito va oltre e spinge la coscienza a riflettere su se stessa, a diventare autocoscienza: lautocoscienza il riconoscimento, da parte della coscienza, di s nellaltro e dellaltro in se stessa. Luomo si trova in presenza di altri uomini. La prima forma del rapporto il contrasto, in cui il vincitore tiene in vita il suo avversario per servirsi del suo lavoro. Il rapporto signoria-servit d luogo alla figura del servo-padrone: il padrone afferma se stesso sfruttando il lavoro del servo, mentre il servo vive non per s ma per laltro. Tuttavia il servo acquista sempre pi consapevolezza di s, mentre il padrone perde autonomia. Il padrone diventa servo del suo servo; il servo diventa padrone del suo padrone. La libert del mondo antico si incarn prima nello stoicismo (che disprezza la necessit, ne al di sopra), poi nello scetticismo (che riporta la natura nella soggettivit della coscienza). Ultima figura della autocoscienza la coscienza infelice della religiosit medievale: posta la scissione insanabile fra uomo e Dio, la coscienza cerca di uscirne mediante lascetismo.

Dopo aver superato la propria libert separandosi dalla vita, lautocoscienza si scopre come estrema soggettivit separata dalla verit sostanziale.

Hegel

La ragione
Lautocoscienza allora deve innalzarsi ad un gradino pi alto: quello della ragione (storicamente corrispondente al Rinascimento). La ragione certezza di essere di ogni realt. Lautocoscienza ritrova ora nel mondo la propria essenza, la verit universale che aveva proiettata nellaldil. La realt non appare pi come unalterit minacciosa, ma rivela immanente razionalit.

La ragione coincidenza di essere e pensiero, sintesi dialettica della coscienza (volta alloggettivit dellessere) e dellautocoscienza (affermazione della soggettivit del pensiero).
Luniversale viene prima cercato ora: nelle leggi della natura e della vita psichica (fase osservativa); nellattivit pratica e morale (fase edonistica). La soggettivit del godimento per si scontra con la realt e allora c la terza fase della ragione, cio il rigorismo della virt, che vuole ad ogni prezzo far trionfare la giustizia.

Lo spirito
La pretesa di ricondurre il reale allideale, lessere al dover essere, astratta. Perch luomo si senta nel mondo come a casa propria necessario sollevare la ragione allo spirito, in cui si riproducono le scissioni ma a un livello pi alto. Tutta le seconda parte della fenomenologia dedicata allanalisi del concetto di cultura, con particolare riferimento alla cultura illuministica.

La religione
Le opposizioni delleticit si ricompongono nella religione, considerata ora come fenomeno sovraindividuale. La dialettica delle diverse figure della religione culmina nel cristianesimo come religione disvelata. Ci che disvela nei grandi temi della teologia cristiana lo spirito stesso, finalmente giunto alla consapevolezza di s. Nella morte di Cristo si manifesta linnalzamento dello spirito al di sopra di ogni sua rappresentazione sensibile.

Il sapere assoluto
La religione disvelata esprime il contenuto speculativo dello spirito assoluto nella forma della rappresentazione, non ancora in quello del concetto.

Il sapere assoluto invece lo spirito che si sa in figura spirituale, ossia il sapere concettuale.
In questo sapere si ricompone la scissione della coscienza tra sapere s e sapere loggetto, poich sia il soggetto sia loggetto si sono rivelati come spirito che contempla se stesso. La Fenomenologia ha cos aperto il passaggio alla logica, regno del puro sapere, nel quale lo spirito si dispiega come scienza.

La posizione del sapere assoluto non la conquista di un filosofo, ma lavvento di una nuova era dello spirito del mondo.

Hegel

Il sistema
LEnciclopedia delle scienze filosofiche in compendio lunica opera di Hegel che esponga lintero sistema. Il sistema si articola in tre parti:
LOGICA FILOSOFIA DELLA NATURA FILOSOFIA DELLO SPIRITO o scienza dellidea in s e per s o scienza dellidea nel suo alienarsi da s o scienza dellidea che dalla sua alienazione ritorna in s.
essere essenza concetto meccanica fisica organica antropologia fenomenologia psicologia diritto morale eticit arte religione filosofia

LOGICA

oggettiva soggettiva

FILOSOFIA DELLA NATURA spirito soggettivo FILOSOFIA DELLO SPIRITO spirito oggettivo

famiglia societ civile stato

spirito assoluto

La logica
I tre volumi della Scienza della logica e la prima parte dellEnciclopedia delle scienze filosofiche in compendio trattano la logica come insieme dei principi che regolano il sapere assoluto.

La realt effettiva
Il senso comune considera immediatamente reale anche un semplice fenomeno accidentale. Nella concezione hegeliana della verit, al contrario, nessuna cosa singola pu avere significato o realt. Essa pura contingenza ( una possibilit che poteva anche non essere).

Realt effettiva solo ci che necessario, ci che ha in s la propria ragion dessere.


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Hegel

Solo nel movimento del pensiero si producono determinazioni necessarie ed universali. Nessun essere al mondo pu dunque avere senso se non gi mediato dal pensiero: la verit del mondo coincide con la sua pensabilit. Ci che reale trova la propria verit e il proprio fondamento nellidea.

Tutto ci che reale razionale


In questo senso va intesa la celebre formula hegeliana:
TUTTO CI CHE REALE RAZIONALE; TUTTO CI CHE RAZIONALE REALE

Con tale principio Hegel non ha voluto affermare che ogni aspetto della vita sociale e politica sia razionale-perfetto cos com.

Egli distingue infatti ci che veramente reale dal meramente esistente.

Il reale ci che pu essere pensato come totalit autocreatrice. Esso razionale solo nel senso che le ragioni di questo reale, le ragioni con cui lo si pu comprendere e valutare, gli sono immanenti: non sono ragioni esterne. Razionale allora non sar il singolo istituto giuridico, sociale e politico, ma ci che il sistema di tali istituti tende a realizzare.

Le parti della logica


Le tre parti in cui divisa la logica hegeliana sono:

la dottrina dellessere (che concerne il pensiero nella sua immediatezza, il concetto in s); la dottrina dellessenza (che rappresenta il pensiero in quanto appare, diventa per s); la dottrina del concetto (che concerne il pensiero tornato a s attraverso la mediazione, il concetto in s e per s).
Soltanto nel concetto si trova la verit dellessere e dellessenza.

Differenza dalla logica formale


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Hegel

La logica hegeliana allora non pi una semplice analisi formale, ma un sapere oggettivo perch ha come contenuto il vero assoluto.

Intendere la logica come puro strumento formale del pensiero significherebbe ritornare a quella separazione tra essere e pensiero gi superata nella Fenomenologia.

Le forme del pensiero non sono recipienti dellessere, ma spirito vivente nel reale.

Tornando ai presocratici, bisogna rivedere nel logos (determinazione del pensiero) la vera essenza del reale. LA LOGICA DEVE RIUNIRSI ALLONTOLOGIA
LA SCIENZA DEL PENSIERO DEVE RIUNIRSI ALLA SCIENZA DELLESSERE.

A) Dottrina dellessere
Il sapere assoluto dovr essere al di sopra della contrapposizione di soggettivo e oggettivo, di pensiero ed essere. I principi di un tale sapere dovranno valere sia come principi del conoscere sia come principi dellessere (la prima parte della logica la dottrina dellessere). Questi principi si trovano nel pensiero puro:

un pensiero che non ancora questa o quella maniera di pensare determinata, un pensiero non ancora strumentale.

Una esposizione genetica di tali principi pu farsi solo deducendoli a priori dialetticamente. Hegel parte dalla determinazione pi generale possibile, negando la quale si negherebbe ogni altra determinazione. Questa la determinazione dellessere: disposizione originaria del pensiero da cui tutte le altre discendono. Pensare significa organizzare lessere: nulla pensabile se non in quanto .

Lessere quel pi generale modo di pensare nostro che coincide col pi immediato e generale modo di darsi della realt.
Ma il puro essere non pu essere compreso senza il nulla.

Essere e nulla sono la prima e la seconda determinazione dellassoluto, tesi e antitesi di una triade dialettica, la cui sintesi il divenire.

La prima categoria lessere determinato, la qualit, che si sviluppa sino a passare nella quantit. Sintesi dialettica di queste due categorie quella di misura (per es.: oltre una certa soglia la crescita quantitativa - la temperatura liquida, lestensione di uno stato - si risolve in un salto qualitativo - passaggio allo stato gassoso, mutamento della costituzione politica -).

B) Dottrina dellessenza
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Hegel

La seconda sezione della logica oggettiva (dottrina dellessenza) presenta il pensiero come concetto per s. Nellessenza si cerca il fondamento profondo della cosa. In questa parte si trovano illustrate, oltre a nozioni tradizionali (causa-effetto, parte-tutto, ecc.) anche determinazioni che ci fanno capire che cos la dialettica. Si tratta delle coppie identit-differenza, diversit-opposizione.

C) Dottrina del concetto


Lultima parte della logica (dottrina del concetto o logica soggettiva) rivela il pensiero come attivit libera e spontanea: il concetto tornato presso di s dalla sua riflessione nellessenza e si risolve in totalit in s e per s.

Il concetto lintero risultato del movimento logico fin qui raggiunto. Il concetto lassoluto che si autocrea, e autocreandosi crea tutte le determinazioni logiche.
La dottrina del concetto si articola in tre momenti: la soggettivit (che il campo della vecchia logica formale, del pensiero considerato indipendentemente dal suo contenuto); loggettivit (i principi di interpretazione concettuale della natura secondo le categorie di meccanismo, chimismo, finalismo); lintero movimento della logica culmina nellidea assoluta.

Lidea quel concetto della cosa che comprende (nel loro valore universale) tutte le condizioni (particolari) della cosa stessa. Lessere si svolge e si rivela fino a comprendere razionalmente le proprie possibilit: in questo modo diventa pensiero di s.

Lidea essenza di cui spirito e natura sono esistenza. Lidea indifferente alla forma in cui esiste, ossia indifferenza di soggetto e oggetto, di spirito e natura.

N.B.: non bisogna confondere la dottrina hegeliana dellIdea con quella di PLATONE, perch Hegel rifiuta la trascendenza del mondo ideale rispetto a quello reale.

Hegel

La natura
Lo studio della natura (seconda parte della Enciclopedia) la parte meno originale del sistema hegeliano, poich gli interessi di Hegel sono sempre stati rivolti al mondo degli uomini e alla storia.

Il mondo della natura (la cui essenza lesteriorit) dominato da unaccidentalit sregolata e sfrenata, dalla cieca necessit delle leggi: esso determinato senza potersi mai determinare. Esso non mostra nella sua esistenza libert alcuna, solo necessit ed accidentalit.

Il mondo della natura segna il momento della alienazione dellidea. Hegel rifiuta le esaltazioni romantiche della natura infinita.

La filosofia della natura si articola nelle tre dimensioni teoriche: meccanica fisica organica.

A) Meccanica
La meccanica si interessa delle condizioni astratte (spazio e tempo) e della mera materia e movimento.
La gravit per Hegel la sostanza della materia, la legge di gravitazione universale una forma capace di rappresentare la totalit degli aspetti meramente quantitativi del mondo materiale. A una concezione statica del mondo, la gravitazione universale ne sostituisce una dinamica, per la quale qualunque stato della materia non mai nulla di consistente in s, ma solo il risultato provvisorio di una tensione cosmica.

B) Fisica
Hegel esamina: lindividualit universale (la luce, gli elementi, il processo meteorologico); - lindividualit particolare (il peso specifico, la coesione, il suono e il calore); - lindividualit totale (la figura corporea, la struttura dei corpi, le propriet magnetiche ed elettriche, il processo chimico).

La fisica studia la materia individualizzata.

C) Organica
Lorganica rivolta allesame dellessere che si determina come vita.
Anchessa divisa in tre parti: - studio della natura geologica (natura che rivela il processo vitale come processo passato); - studio della natura vegetale - studio della natura animale. Nella concezione teleologica della natura di Hegel, il fine immanente la vita stessa.

Hegel

Il passaggio al mondo dello spirito


Linsorgere oltre il dominio naturale di una dimensione spirituale dellesistenza risponde ad unesigenza di senso. Bisogna risolvere la contraddizione secondo cui la vita del genere esige la morte degli individui. A livello naturale il rapporto tra individuo e genere negativo: lindividuo non si realizza attraverso il genere (LANIMALE
SOPRAVVIVONO ). CHE MUORE NON CONTA PI NULLA PER QUANTI

Il genere (luniversale) contraddice cos il principio di tutela e inveramento degli

individui (i particolari), che dovrebbero valere sempre. Manca la sintesi dialettica.

Nel

mondo naturale domina la pura ripetizione, un tempo ciclico di riproduzione e morte.


Da questa contraddizione si esce riconoscendo che il senso ultimo dellesistenza naturale oltre di essa e va ricostruito al livello dello spirito. La vittoria sulla morte naturale coincide con la nascita dello spirito, il quale, come memoria e storia, sa assumere la morte dentro di s nellesperienza della negazione, superando e conservando come momenti del suo movimento infinito tutte le particolarit finite:

La meta della natura uccidere se stessa, spezzare la sua corteccia di immediatezza, di sensibilit, bruciare se stessa come la Fenice, per venire fuori da questa esteriorit ringiovanita come spirito.
La filosofia della natura di Hegel tentava di superare la scienza moderna, mettendone in discussione i due pilastri fondamentali: la spiegazione matematica e lappello allesperienza.
Il completo distacco di Hegel dalla scienza moderna va cercato essenzialmente in due motivi: la sua aspirazione a dare una spiegazione totale della natura; la sua aspirazione a spiegare in modo completo ogni singolo fenomeno.

Hegel

La filosofia dello spirito


La terza parte del sistema (corrispondente alla fase pi matura dellIdea, dello Spirito o della Realt come Logos) la filosofia dello spirito.
Lo spirito la verit della natura: indica cio quel livello al quale non si danno pi semplici processi e dati, ma conoscenza e significati. Correlativamente lo spirito si configura come sapere (cio fondato da una scienza priva di principi che non siano i suoi principi). Tale sapere si costituisce non in relazione alluniverso naturale, ma in relazione alluniverso umano-spirituale, il quale ricerca la verit e la consapevolezza, ha volont di sapere. Anche questa tappa del cammino dello Spirito si articola dialetticamente in tre momenti: SPIRITO SOGGETTIVO SPIRITO OGGETTIVO SPIRITO ASSOLUTO.

La filosofia dello spirito: lo spirito soggettivo


Il primo grado dello spirito, lo spirito soggettivo, concerne la DIMENSIONE INDIVIDUALE dellesistenza umana.
In questa fase la coscienza vive ed opera come se fosse autosufficiente, chiusa in se stessa. Le manifestazioni soggettive dello spirito sono raccolte sotto tre titoli:

antropologia

fenomenologia

psicologia

A) Antropologia
Lantropologia si presenta come riflessione sullo spirito in s, corrispondente al superamento della natura. La semplice vita ideale lanima.
Lanima la totalit semplice e immediata di quelle disposizioni della vita spirituale che si fondano sul convivere delluomo con la natura: che si determinano dunque in rapporto a situazioni ambientali, geografiche, climatiche.

B) Fenomenologia

La fenomenologia studia il momento della coscienza, cio della distinzione di s nellaltro, del soggetto dalloggetto.
Hegel segue lo sviluppo della coscienza fino allautocoscienza (come aveva gi fatto nella Fenomenologia).

C) Psicologia
Lo spirito lassoluto che si determina come verit dellanima e della coscienza. Esso progredisce attraverso tre gradi: spirito teoretico spirito pratico spirito libero (la cui esistenza il sapere); (la cui esistenza il produrre); (volere quale intelligenza libera).

La psicologia sintesi di antropologia e fenomenologia.

La filosofia dello spirito: lo spirito oggettivo


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Hegel

La libert dello spirito pu realizzarsi solo superando lambito astratto della vita individuale; pu assumere un contenuto unicamente calandosi in un mondo di
relazioni sociali concrete e di istituzioni storiche, che potenziano le energie individuali. Lo spirito diventa oggettivo appunto oggettivando la propria essenza, cio la libert nella realt di un mondo.

Lo spirito oggettivo, regno della libert realizzata e seconda natura delluomo, costituisce linsieme dei rapporti storico-sociali.
In esso si esplica la massima competenza teorica di Hegel. Alla trattazione contenuta nellEnciclopedia si affiancano le ampie analisi dei Lineamenti di filosofia del diritto e delle lezioni berlinesi sulla filosofia della storia.

A) Diritto astratto
La prima oggettivazione della volont libera la persona giuridica, cio il soggetto astratto del diritto privato.
un diritto ancora tutto esteriore e formale, che prescinde da ogni caratteristica concreta del singolo individuo. Lindividuo connesso alla propriet.

Contro la tradizione giusnaturalistica Hegel nega che in natura ci possano essere diritti: essi sorgono da una relazione sociale di reciproco riconoscimento che sottrae lindividuo allimmediatezza della sua esistenza naturale.
A questo livello, la libert ha un carattere semplicemente negativo: poggia sul divieto di non ledere la personalit.

B) Morale

Con linteriorizzazione del dovere (che nel diritto obbedienza formale) avviene il passaggio alla sfera della moralit. La persona giuridica diviene soggetto morale. La libert interiore (ignota agli antichi) venuta fuori con il cristianesimo, per il quale lindividuo come tale ha valore infinito, indipendentemente dal suo rango sociale. Si vede dunque che il giudizio giovanile sul cristianesimo profondamente mutato: quella che era una decadenza ora appare come un passaggio necessario verso unumanit pi compiuta. Il principio dellinteriorit diviene conquista definitiva con la Riforma protestante, e riceve piena chiarificazione con la filosofia pratica di Kant. Il cittadino degli stati moderni non si identifica in modo immediato con le norme e i valori collettivi Non pu tollerare di obbedire ciecamente a imposizioni non condivise. Ma questo momento deve essere superato: la libert deve riempire di un contenuto il suo dover essere.

C) Eticit
Il dovere trova un contenuto concreto nei compiti etici che attendono ciascun individuo e che sono pienamente determinati dal suo ruolo familiare, sociale e politico allinterno degli ordinamenti esistenti.

DUNQUE, HEGEL SI OPPONE A QUALUNQUE MORALE CHE PONE LA COSCIENZA INDIVIDUALE AL DI SOPRA DI QUALUNQUE LEGGE (COMPRESA LA MORALE KANTIANA).
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Hegel

Il bene vivente non lirraggiungibile ideale della coscienza pura (come invece in Kant), ma un mondo storico-sociale presente, qui ora, come razionalit in atto. Leticit sintesi dialettica di oggettivit del diritto e soggettivit della morale, in quanto ha esistenza nella realt sovraindividuale delle leggi, ma anche nella consapevole partecipazione del singolo. Le sfere delleticit sono: la famiglia la societ civile lo Stato

Sfere delleticit: la famiglia


Nella famiglia il rapporto naturale e accidentale tra i sessi viene trasfigurato nella relazione spirituale dellamore, su cui si fonda il matrimonio. Il patrimonio condizione della vita familiare, leducazione dei figli ne il compimento;

Sfere delleticit: la societ civile


Nella figura del figlio, divenuto persona autonoma, la cerchia ristretta della famiglia si apre al pi vasto mondo del lavoro e della societ civile, che si articola in tre momenti:
1) il primo momento della societ civile il sistema dei bisogni: dei soggetti concreti perseguono i propri interessi individuali. Lo sviluppo storico delleconomia moderna segna il trionfo dello spirito privato, indifferente ai fini collettivi. La societ civile dunque il momento negativo delleticit. Nella divisione del lavoro e nello scambio, tuttavia, legoismo del singolo e il suo apparente isolamento si rovesciano in un sistema di dipendenza universale per cui la sussistenza del singolo intrecciata con la sussistenza di tutti. Hegel dunque denuncia gli squilibri inevitabili nel funzionamento conflittuale del sistema dei bisogni, il quale richiede,come una bestia selvaggia, un continuo severo dominio e addomesticamento; 2) il secondo momento della societ civile lamministrazione della giustizia, che si limita a tutelare giuridicamente i diritti della propriet e della libera iniziativa; 3) il terzo momento quello della sicurezza pubblica (polizia) e delle corporazioni. In questa fase le istituzioni tentano di correggere le disfunzioni pi gravi prodotte dallo spirito privato. La coesione organica tra le funzioni sociali si articola nel sistema dei ceti: il ceto naturale, legato alla terra e ai valori tradizionali; il ceto commerciale; il ceto pensante, intellettuali e funzionari (che mira a fini universali);

Sfere delleticit: lo stato


Il modello definitivo di stato razionale la monarchia costituzionale (parzialmente incarnata dallo stato prussiano).
La filosofia secondo Hegel non deve proporre ideali al mondo: il suo compito di intendere ci che , poich ci che la ragione. La filosofia non si volge profeticamente verso il futuro, anzi: Lo stato il terzo e ultimo momento delleticit.

(La filosofia) viene sempre troppo tardi per insegnare come il mondo debba essere. Come
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pensiero del mondo, essa appare nel tempo solo dopo che la realt ha compiuto il suo processo di formazione.
Come la nottola di Minerva, essa spicca il volo solo sul far della sera. Anche lo sguardo del filosofo appartiene alla prospettiva storicamente limitata della propria epoca: Nessuno pu in realt andare oltre il proprio tempo, come non pu uscire dalla propria pelle.

La teoria hegeliana dello stato razionale vuole esplicitare la soluzione del problema politico dellet moderna: affermare il principio della totalit etica, incarnata dallautorit dello stato, senza soffocare lindividualit e la libert.
CONTRO LA TRADIZIONE LIBERALE, PER HEGEL LA DIMENSIONE POLITICA NON SI INSTAURA SULLA BASE DI UN CONTRATTO SOCIALE: LO STATO NON UTILE STRUMENTO AL SERVIZIO DEL BENESSERE E DELLA FELICIT DEGLI INDIVIDUI, BENS ASSOLUTA FINALIT. Come momento conclusivo delleticit, esso il risultato che fonda tutto il processo, conferendo vera e propria realt alla famiglia e alla societ civile:

Lindividuo stesso ha oggettivit, verit ed eticit, soltanto in quanto membro dello Stato.
Un popolo, se si prescinde dalla sua unit politica che culmina nella figura del monarca, solo moltitudine informe. Per questo HEGEL RIFIUTA IL SUFFRAGIO UNIVERSALE E LIDEA DI PARLAMENTO, che ridurrebbero la sovranit a una somma di interessi privati. Nella monarchia costituzionale hegeliana, laccento cade pi sullautorit e sulla coesione dello stato che sulla libert del singolo. La vera libert etica si realizza nella sostanza etica universale, nella quale diritti e doveri coincidono.

Con queste conclusioni il sistema di Hegel si inseriva efficacemente nel generale movimento reazionario dellEuropa uscita dal Congresso di Vienna e diventava la filosofia ufficiale dello stato prussiano. Egli arrivava a giustificare istituti fondamentali della reazione, come per esempio il maggiorascato e la monarchia ereditaria. Dunque, in queste analisi il reale davvero razionale (ci che esiste, esiste giustamente).

La filosofia dello spirito: la storia universale Lo storicismo


Il processo dello spirito si dispiega ulteriormente sotto forma di cammino storico. Per questo motivo la filosofia di Hegel definita anche storicismo: LO SPIRITO ESSENZIALMENTE STORIA.
La considerazione storica del divenire del pensiero e della civilt viene a costituire non un atto cognitivo esterno e non necessario rispetto allo sviluppo del pensiero, ma un momento costitutivo e imprescindibile di tale sviluppo: rappresenta infatti il crescere e divenire consapevole dello spirito stesso come storia. Lo storicismo hegeliano inoltre
legato ad unidea della storia come progressiva liberazione delluomo.
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Lo stato come fine


La priorit del fine universale dello stato sugli scopi privati si mostra pienamente quando la difesa della nazione richiede ai cittadini il sacrificio dei beni e della vita stessa.
Nel momento etico della guerra, di fronte al diritto supremo dello stato, lautonomia particolare dei singoli sente la propria nullit.

Nessun diritto sovranazionale pu essere realmente vincolante per gli stati, poich ciascuno di essi una individualit pienamente sovrana.
Essi sono nello stato di natura gli uni di fronte agli altri e hanno come unica legittima destinazione quella di affermare la propria potenza e di fare la storia. HEGEL DUNQUE NON CREDE ALLUTOPIA KANTIANA DI UNA PACE PERPETUA, GARANTITA DA UNA FEDERAZIONE COSMOPOLITA.

Nei conflitti tra stati non c alcun giudice e la decisione spetta alla forza. Non ha senso distinguere fra guerre giuste e ingiuste.

Neppure il giudizio morale pertinente. Il giudizio universale sugli stati e sui popoli pronunciato dal tribunale assoluto della storia universale.

Lo spirito dei popoli come realizzazione della storia


LA STORIA UNIVERSALE LA REALIZZAZIONE COMPIUTA DELLO SPIRITO OGGETTIVO
In ciascuna epoca, lo spirito di un popolo determinato si fa portatore di un grado particolare di sviluppo dello spirito del mondo.
In virt della presenza immanente dello spirito universale, tale popolo nella sua epoca il veicolo della storia del mondo, con un diritto di assoluto dominio sugli altri. Quando lo spirito passa in un grado pi elevato, un altro popolo si fa avanti a rappresentare il nuovo principio etico, mentre il precedente entra nel periodo della decadenza e della corruzione. La storia, in quanto spirito oggettivo, rivelazione dellidea e contiene quindi un alto significato razionale:

la storia un processo rigorosamente teleologico, attraverso il quale lo spirito diviene sempre pi cosciente di s e della propria libert.

Il dramma della storia


Tuttavia in Hegel tale certezza speculativa non un vacuo ottimismo e non intende nascondere la tragicit sconcertante del concreto cammino storico dellumanit.

La ragione si apre la strada attraverso immani conflitti tra popoli, individui, istituzioni, individui, travolgendo intere civilt e abbandonando i vinti, con la loro angoscia senza nome su una scena di devastazione e morte.
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Hegel

La filosofia deve ritenere che nella storia universale vi sia una ragione assoluta. Ogni distruzione si rivela come catarsi dello spirito nel suo avanzare verso una forma pi pura ed elevata.

Lastuzia della ragione


Lintera catena degli eventi storici costituita da azioni individuali, prodotte da moventi soggettivi. Motore immediato della storia sono le passioni degli uomini, basse o elevate, che non possono essere giudicate moralmente. Ciascun individuo per, mentre lotta per il proprio scopo soggettivo, come ciascuno stato che afferma la propria potenza, il tramite inconsapevole della ragione immanente nella storia:
Nella storia universale viene alla luce, mediante le azioni degli uomini, qualche cosa di diverso da ci che essi si propongono e ottengono, da ci che essi sanno e vogliono immediatamente

una sorta di astuzia della ragione questo suo perseguire il proprio fine universale avvalendosi degli individui come strumenti.

Gli individui conservatori sono quelli che si identificano totalmente con i valori e i costumi esistenti, mentre gli individui storico-universali sono i veggenti: essi sanno quale sia la verit del loro mondo, e del loro tempo, quale sia il concetto, luniversale prossimo a sorgere. Nelle et di crisi e di mutamenti, essi, in quanto portatori dello spirito del mondo, hanno dalla loro parte il diritto assoluto che li assolve dalla violenza esercitata: una grande figura che procede innanzi, calpesta pi di un fiore innocente. Anche a loro lastuzia della ragione riserva un destino tragico: raggiunto lo scopo, essi somigliano a involucri vuoti che cadono.

Le epoche della storia


Il cammino storico della libert procede da oriente a occidente attraverso quattro regni o epoche che corrispondono ad altrettanti principi spirituali:
dispotismo orientale democrazia greca schiavit; collettivit; impero romano vi era la libert di uno solo, del sovrano divinizzato; il regno della libert dei pochi, che coesiste con la il periodo dellarmonia spontanea tra individuo e

lepoca in cui gli individui sono riconosciuti come persone giuridiche al prezzo di una generale sottomissione politica al fine universale dello stato; epoca cristiano-germanica il principio della libert si svincola dallidentificazione con un ceto e diventa essenza universale delluomo.

Una prima tappa fondamentale la Riforma, che innalz la bandiera dello spirito libero. Nei paesi cattolici, invece, la servit dello spirito costrinse la libert ad affermarsi con una rivoluzione violenta. Dopo la grande maturazione dellIlluminismo (con cui il pensiero divenne potere) ci fu la Rivoluzione francese, che sfoci nel Terrore giacobino perch la volont universale era pensata priva di ogni contenuto. La libert astratta diventa pura distruttivit. Negli anni della Restaurazione la societ europea sembra ad Hegel avviata ad un periodo di pace, in cui la solidit delle istituzioni avrebbe consentito riforme razionali senza ulteriori rotture rivoluzionarie.

Il percorso della storia appare compiuto, ma questo lo si pu vedere solo ora che finito.
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Hegel

La fine della storia appare in netta contraddizione con i principi stessi della dialettica hegeliana, che presuppone uno sviluppo infinito. Questa aporia si ripercuoter anche su Marx.

LO SPIRITO ASSOLUTO

Dalla sua oggettivazione nelleticit e nella storia del mondo, lo spirito ritorna infine presso di s come spirito assoluto, elevato cio al puro sapere di se stesso.
Lo spirito assoluto il contenuto comune a suoi tre momenti, i quali differiscono solo per la forma del sapere che lo spirito ha di s: arte religione filosofia intuizione sensibile rappresentazione concetto

Larte
Larte lapparire sensibile dellidea come bellezza. Essa non mai imitazione della natura, in quanto suo unico contenuto sempre lo spirito. COME I ROMANTICI, ANCHE HEGEL VEDE NELLINTUIZIONE ESTETICA UNA FORMA DELLA VERIT. La tensione dialettica tra contenuto spirituale e forma sensibile d luogo nel suo sviluppo sia alle tre grandi epoche della storia dellarte, sia allarticolazione del sistema delle singole arti. Le tre epoche delle arti
1) arte simbolica ARTE ORIENTALE Qui il contenuto spirituale non giunto ancora a chiara consapevolezza e non riesce quindi a trovare unespressione adeguata. Un esistenza sensibile (per es. il leone) preso a simbolo di un contenuto spirituale (il coraggio). 2) arte classica ARTE GRECA Scopre nella figura umana lunica apparenza sensibile adeguata allo spirito. La serena armonia tra umano e divino, esterno ed interno caratterizza larte e la civilt greca. 3) arte romantica ARTE CRISTIANA Abbraccia lintero corso della civilt cristiana dalle origini allet moderna. Tale arte riprende il compito impossibile di esprimere lassoluto nellesteriorit naturale. Linadeguatezza nasce dalleccessiva altezza del contenuto spirituale. Larte romantica si ripiega nellinteriorit. Nel romanticismo moderno larbitrio dellartista ha il dominio assoluto sulla materia. Larte va incontro alla sua dissoluzione nelle forme estreme dellumorismo e dellironia, nelle quali lio non riconosce pi nulla di sacro. Il romanzo borghese mostra con particolare evidenza come larte abbia perso la propria funzione universale. Nella prosa moderna non pi possibile n la poesia epica n la tragedia che impersonava negli eroi le potenze collettive delleticit. Tramontati il mito e la figura dellartista educatore del popolo non resta che narrare gesta individuali e prosaiche del quotidiano. Luniversale nel mondo moderno ormai passato al pensiero, e spetta ora alla filosofia esprimere lo spirito del tempo: questo intendeva Hegel con la dichiarazione della morte dellarte.
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Hegel

Hegel istituisce anche una gerarchia tra le arti che rispecchia la progressiva liberazione del contenuto dallesteriorit sensibile della forma.

architettura scultura pittura musica poesia

La gerarchia tra le arti


la pi coinvolta nella pesantezza della materia, si esprime maggiormente nellarte simbolica la forma pi altra dellarte classica, perch in essa lo spirituale e il sensibile raggiungono il massimo equilibrio dove il suono della parola, semplice segno, non pi simbolo, diviene pura voce dello spirito.

La religione
Nella religione lo spirito assoluto conosce se stesso nella forma della rappresentazione.
La contraddizione tra forma e contenuto si svolge anche qui attraverso gradi successivi. La rappresentazione non pi mediata dalle forme sensibili, come nellarte, ma conserva comunque elementi non concettuali (racconti, parabole, ecc.).

Hegel rivendica il valore autenticamente speculativo della teologia, sia contro le concezioni romantiche (religione come sapere immediato), sia contro lilluminismo.
La filosofia deve percorrere la storia delle rappresentazioni pi o meno mitiche e dei culti positivi, in tutta la loro ricchezza vivente, riconoscendovi gradi sempre pi elevati di consapevolezza dello spirito assoluto.

Il filosofo distingue le religioni determinate (o etniche) dal cristianesimo come religione assoluta o rivelata.
Ogni religione esprime lo spirito del popolo. LE RELIGIONE ETNICHE Religione della natura MONDO ORIENTALE Il divino non si ancora liberato dalla commistione con lelemento naturale. Religioni dellindividualit spirituale EBRAISMO E RELIGIONE GRECA Segnano il superamento della natura. Ma mentre il Dio ebraico violentemente contrapposto al mondo, gli dei greci sono uomini idealizzati. Religione del fato ROMA Ha un contenuto universale che come fine cieco sottomette a s la natura, gli uomini e gli stessi dei. Nel cristianesimo Dio (la verit) si rivela interamente come soggetto infinito e universale. Il cristianesimo una religione disvelata, in quanto la natura stessa dello spirito a rivelarsi. Hegel rifiuta ogni contrapposizione tra fede e sapere. Gli elementi mitici e rappresentativi del racconto evangelico vanno interpretati in chiave speculativa:

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Hegel
LINCARNAZIONE RAPPRESENTA LA CONCILIAZIONE TRA DIO E MONDO, LUNIFICAZIONE TRA FINITO E INFINITO.

A differenza dellantropomorfismo della religione greca, lincarnazione di Dio solo uno dei momenti della Trinit (che nella sua struttura incarna il movimento stesso della dialettica).

La filosofia
Nella filosofia lo spirito assoluto si libera dalle forme finite dellintuizione e della rappresentazione per conquistare la sua forma pi alta: il puro concetto speculativo.
Nella filosofia lIdea pensa se stessa come idea e giunge quindi allautocoscienza assoluta. Giunta alla filosofia, lIdea tornata alla forma logica del pensiero ma arricchita di tutto il suo divenire concreto. Il pensiero conquista la perfetta trasparenza. LA FILOSOFIA LIDEA CHE PENSA SE STESSA.
La filosofia ha valore non in s ma come risultato che comprende lintero sviluppo: Hegel intende la storicit della filosofia come tradizione. La storia della filosofia la crescita di un patrimonio che si accumula incessantemente e che ognuno fa suo:

Ci che ogni generazione ha fatto nel campo della scienza, della produzione spirituale, uneredit, cui ha contribuito coi suoi risparmi tutto il mondo anteriore [...]. Questo ereditare a un tempo un ricevere e un far fruttare leredit. Questo plasma lanima di ogni generazione seguente [...]. In tal guisa ci che si ricevuto viene mutato, e la materia elaborata, grazie appunto allelaborazione, si arricchisce e al tempo stesso si conserva.

Alla storicit intesa in senso illuministico come rifiuto e critica della tradizione, Hegel sostituisce lideale romantico della storicit come ereditare, come un rivivere.
A conclusione di ciascuna epoca della storia, quando lo spirito del popolo dominante si pienamente oggettivato nei costumi e nelle istituzioni, quando ha esaurito le sue potenzialit espressive nellarte e nella religione, solo allora sorge, ultima, una grande filosofia. La storia della filosofia allora inizia con la filosofia greca e termina con quella di Hegel stesso in quanto risultato e culmine di tutte le precedenti ed autocomprensione del progresso stesso della filosofia.

GEORG WILHELM HEGEL (1770-1831)


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Hegel

La vita e le opere
Nacque a Stoccarda, da famiglia medioborghese di fede protestante. Studi alluniversit di Tubinga, dove lesse Kant. Si entusiasm per la rivoluzione francese: per tutta la vita rester della convinzione che gli eventi del 1789 abbiano rappresentato un progresso politico importante per la storia dellumanit. Ebbe unattenzione privilegiata per il mondo greco, che gli sembrava caratterizzato da una armoniosa solidariet tra uomo e natura, tra individuo e comunit sociale. Lasci Tubinga nel 1793, per diventare precettore a Berna. Scrisse una Vita di Ges e un saggio sul cristianesimo. In questo periodo si interesso soprattutto di economia e diritto. Alla fine del 1800 si trasferisce a Jena dove si abilita allinsegnamento universitario. In quel fervido mondo intellettuale Hegel si inserisce subito da protagonista, con un saggio sulla Differenza fra i sistemi filosofici di Fichte e Schelling. La permanenza a Jena si chiude con la pubblicazione di una delle sue opere fondamentali: Fenomenologia dello spirito (1807). Viene chiamato come preside del ginnasio di Norimberga, poi nel 1816 torna allinsegnamento universitario (a Heidelberg). Pubblica nel 1817 lEnciclopedia delle scienze filosofiche, una esposizione sistematica di tutto il suo pensiero. Nel 1818 si trasferisce a Berlino, centro politico e culturale della Prussia. Nel 1831 muore di colera.

Il giovane Hegel: le scissioni della coscienza religiosa


Il cristianesimo si affermato sullo sfondo del mondo greco dominato dalla libert e dalla bellezza. Alla religione pubblica dei greci e dei romani, subentra il cristianesimo come religione privata del singolo: una religione della morte, della tristezza, del commiato dal mondo. Luomo proiettava su Cristo umiliato la sua umiliazione. Nello scritto La positivit della religione cristiana Hegel definisce il concetto di positivit: positivo il dato che pretende di imporsi come tale senza la mediazione della ragione. Il cristianesimo chiede una accettazione: non il consenso ma lobbedienza. Il compito della filosofia non quello di affermare principi astratti verso cui il mondo dovrebbe tendere, ma mostrare come nel reale stesso siano presenti la lotta e la contraddizione secondo un ordine razionale. La realt incessante mutamento, ma anche risoluzione dei conflitti. Lessenza delluomo esiste concretamente soltanto nella molteplicit storica delle sue espressioni determinate. Dunque, non bisogna contrapporre una religione positiva ad un astratto deismo inteso come unica possibile religione razionale. Finch gli elementi di una religione sono immersi nello spirito del loro tempo non si pu parlare ancora di positivit. Ma quando una particolare religione vuole porsi come assoluta e imperitura diventa imposizione di autorit, ed essa tramonta naturalmente. Hegel ricorre allanalisi della tragedia greca: leroe che lotta contro il destino, in realt lotta contro una parte di s che divenuta estranea. LEbraismo la religione in cui la scissione tra uomo e Dio stata posta in maniera pi radicale, ma il destino di ogni finito di superare la propria determinatezza per riconfluire nella totalit. Il destino dellebraismo fu la religione evangelica dellamore, in cui Cristo annuncia la conciliazione tra uomo e Dio. Ma anche la religione evangelica non si poteva sottrarre alla scissione. Anche la morale kantiana presenta una dolorosa scissione: quella tra legge razionale e inclinazione sensibile. Il problema del primo Hegel quello di trovare la conciliazione di finito e infinito. Linnalzamento delluomo (finito) allinfinito pu avvenire solo nella religione, come sentimento dellunione di umano e divino. Nella fase successiva Hegel riterr non pi la religione, ma la filosofia capace di raggiungere lassoluto.

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