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Seneca

Nacque in Spagna intorno al 4 a.C. da Seneca il Vecchio, grande retore. Venne presto a Roma per essere educato nella retorica e nella filosofia da maestri stoici. Fece un viaggio in Egitto. Iniziata intorno ai 35 anni la carriera forense e quella politica, fu condannato a morte dallimperatore Caligola, geloso della sua fama. Fu salvato dallamante dellimperatore. Ma Claudio, successore di Caligola, accusandolo di complicit nelladulterio di Giulia Livilla, sorella del defunto imperatore, lo fece relegare nel 41 in Corsica, dove Seneca rimase otto anni. Agrippina, seconda moglie di Claudio, lo fece graziare, perch potesse essere leducatore del figlio Nerone. Quando questi divenne imperatore, Seneca ne fu consigliere per il primo periodo. Via via Nerone divenne tirannico e crudele. In alcuni delitti (luccisione del fratello e della madre) il filosofo fu probabilmente complice. Divenuto sempre meno influente sullimperatore, Seneca si ritir dedicandosi ai suoi studi. Coinvolto nella congiura dei Pisoni, fu costretto da Nerone a suicidarsi. Mor secondo i dettami dello stoicismo tagliandosi le vene nel 65. Le maggiori opere di Seneca sono: - 12 libri di Dialoghi (che per non sono ispirati alla forma del dialogo platonico). Sono brevi trattati su questioni etiche e psicologiche, tra i quali ricordiamo il De ira, il De tranquillitate animi, il De brevitate vitae. - De beneficiis. - De clementia (indirizzata a Nerone). - 124 Epistulae ad Lucilium divise in venti libri. - Naurales quaestiones, opera scientifica. - 9 tragedie coturnate (cio di argomento greco), tra cui ricordiamo la Medea e il Tieste. - il Ludus de morte Caludii o Apokolokyntosis, satira menippea contro Claudio morto. Molte sono le opere andate perdute. I Dialoghi e la saggezza stoica Seneca scrisse tre consolationes, genere centrato su tematiche morali, comea la fugacit del tempo e la morte come destino inevitabile, temi che saranno poi tipici della riflessione del filosofo. La Consolatio ad Marciam indirizzata alla figlia dello storico Cremuzio Cordo per consolarla della perdita di un figlio. La Consolatio ad Helviam matrem fu scritta dal filosofo nellesilio in Corsica e vi si esaltano gli aspetti pi positivi della vita isolata. La Consolatio ad Polybium indirizzata con intenti adulatori ad un potente liberto dellimperatore Claudio che aveva perduto un fratello. I Dialoghi trattano problemi particolari delletica stoica ma va detto che lo stoicismo senechiano e privo di rigore dottrinale. I Dialoghi senechiani non sono veri e propri dialoghi come quelli ciceroniani, ma si immaginano rivolti ad un ascoltatore. Nel De ira vengono analizzate le passioni umane, la loro origine e il modo di dominarle. Nel De vita beata viene affrontato il problema della felicit ed il rapporto che essa ha con la ricchezza. Bisogna ricordare che Seneca veniva accusato di predicare una vita virtuosa e di possedere al contrario una sterminata ricchezza, accumulata anche con lusura. Il filosofo afferma che la felicit risiede nella virt e che se la ricchezza serve a raggiungerla non va disprezzata. Limportante non dunque possedere ricchezze ma non farsi possedere da esse. Il De constantia sapientis, il De otio e il De tranquillitate animi sono una sorta di trilogia. Nel primo si esalta limperturbabilit del sapiente stoico di fronte alle sventure della vita. Il secondo ha come tema la partecipazione del saggio alla vita politica. Seneca propone un compromesso tra la vita contemplativa e limpegno totale: lobiettivo sempre quello della serenit dellanimo. 1

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Nel De otio invece la vita appartata nella contemplazione appare lunica possibile: da ci intuiamo che lopera fu scritta dopo il ritiro dalla vita politica. Nel De brevitate vitae Seneca afferma che la vita solo apparentemente breve, poich gli uomini la disperdono in occupazioni futili. Nel De providentia Seneca afferma che le sventure che colpiscono i buoni sono una prova a cui vengono sottoposti dalla volont divina, che regola il mondo attraverso un disegno provvidenziale: il sapiente stoico colui che riesce a scorgere tale disegno e ad adeguarvicisi. Filosofia e potere I 7 libri delle Naturales quaestiones sono lunica opera senechiana di carattere scientifico rimastaci. In maniera compilatoria, vengono trattati i fenomeni atmosferici e celesti. Nel De beneficiis viene trattata la natura degli atti di benevolenza. Seneca, fallito il tentativo di una societ equilibrata e concorde, ripiega sulla morale individuale. La concezione del potere espressa nel De clementia, dedicato al giovane Nerone. Seneca ritiene legittimo il principato, che corrisponde ad un cosmo guidato dalla ragione. necessario per che il potere assoluto del sovrano sia guidato dalla coscienza e che egli si ispiri nel rapporto con i sudditi alla clemenza. Per questo motivo la filosofia ha un ruolo fondamentale: essa infatti deve ispirare la politica equilibrata del sovrano. Come sappiamo, il progetto senechiano di trovare un equilibrio tra principe e senato e di guidare con la sapienza lo stato, fall, costringendo il filosofo a ritirarsi mentre Nerone dava sfogo alla sua crudelt. Le Epistole a Lucilio Dopo il ritiro dalla politica gli interessi di Seneca furono dedicati al perfezionamento interiore, tema unificante delle Epistulae ad Lucilium, lettere di diversa estensione e vario argomento indirizzare allamico Lucilio. Non sappiamo se tali Epistulae fossero reali o se Seneca si serva di una finzione. Lepistola filosofica un genere nuovo nella letteratura latina, che ha un precedente nelle lettere che il filosofo greco Epicuro inviava agli amici. Le lettere vogliono essere uno strumento di crescita morale, che deve la sua efficacia allintimit con lamico. Seneca prende spunto dalla vita quotidiana per sottoporre allamico temi semplici e immediati. Lepistola segna dunque la prima fase di un percorso spirituale che deve divenire gradualmente pi complesso. Non a caso notiamo un graduale ampliamento. Lepistola particolarmente adatta al una filosofia non sistematica come quella senechiana. Gli argomenti delle lettore sono riconducibili alla tradizione diatribica: Seneca parla delle regole che il saggio deve seguire e della sua indipendenza. Seneca propone lideale di una vita meditativa, dedicata al perfezionamento interiore. Per la prima volta nel mondo antico viene condannata la schiavit. Il filosofo esalta lotium come ricerca del bene. La conquista della libert interiore lobiettivo pi grande del saggio stoico quella della libert interiore, anche attraverso la meditazione quotidiana sulla morte. Le tragedie Seneca ha scritto 9 tragedie di soggetto mitologico greco, di cui impossibile stabilire la cronologia precisa. Vediamone in breve le trame. Hercules furens: Ercole, impazzito per volere di Giunone, uccide la moglie e i figli; rinsavito vorrebbe uccidersi, ma alla fine decide di purificarsi; Troades: tratta delle donne troiane prigioniere dei greci; Phoenissae: parla del tragico destino di Edipo e dellodio che divide i suoi figli, Eteocle e Polinice; Medea: tratta della maga Medea che, abbandonata da Giasone, assassina per vendetta i figli avuti da lui; 2

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Fedra: tratta dellamore di Fedra per il figliastro Ippolito; rifiutata dal giovane, ella si uccide dopo averlo accusato di violenza carnale su di lei: Teseo, padre del giovane, ne provoca la morte; Aedipus: narra della vicenda di Edipo che, senza saperlo, uccide il padre e sposa la madre Giocasta; quando scopre la verit, sacceca; Agamemnon: il re, tornata da Troia, viene ucciso dalla moglie Clitemnestra e dallamante di lei. Thyestes: odiando a morte il fratello Tieste, che ha sedotto la moglie, Atreo si vendica invitandolo ad un finto banchetto di riconciliazione in cui gli imbandisce le carni dei figli; Hercules Oetaeus: Deianira, per riconquistare lamore di Ercole, gli invia una tunica intrisa del sangue di un centauro, che lei crede un filtro damore ed in realt mortale per chi lindossa. Tra atroci dolori Ercole muore e viene accolto tra gli dei. Non sappiamo se le tragedie di Seneca fossero scritte per la lettura o per la rappresentazione. In esse domina il conflitto fra ragione e passione. A differenza delle opere filosofiche, nelle tragedie il principio razionale che secondo gli stoici domina il mondo, non in grado di bloccare il diffondersi del male. Le tragedie senechiane sono piene di episodi atroci che hanno spesso come protagonista un tiranno sanguinario. Seneca ha maggiore libert nei confronti dei modelli greci rispetto ai precedenti scrittori tragici romani. A livello stilistico c un forte influsso della poesia augustea, in particolare di Orazio e Ovidio. Linflusso della tragedia arcaica ravvisabile nella esasperazione degli aspetti drammatici. Notevole linflusso della retorica asiana, specie nella tendenza alla declamazione e allerudizione. La tragedia di argomento romano Octavia, sulla moglie di Nerone, oggi non attribuita pi a Seneca. LApokolokyntosis Opera originale di Seneca il Ludus de morte Claudii o Apokolokyntosis, termine che significherebbe divinizzazione della zucca, emblema della stupidit dellimperatore Claudio ormai morto. degno di nota che Seneca fu anche colui che pronunci gli elogi ufficiali dellimperatore. Il componimento descrive la pretesa di Claudio di essere accolto tra gli dei dellOlimpo: essi lo condannano ad essere il segretario di Menandro, che in vita era stato il suo potente liberto. Dal punto di vista dei generi lopera una fabula menippea, che alterna prosa e versi, lingua volgare e solenne. La fama Dopo una reazione negativa alla sua fama dovuta in particolare a Quintiliano, il cristianesimo lo ha tenuto in altissima considerazione. Le sue tragedie hanno influenzato gli autori rinascimentali italiani, il teatro elisabettiano inglese e gli autori del 1700 francese.