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RIVISTA DI STUDI TRADIZIONALI

mandata, pm elevata e piu degna della prima, non


allontanarti dalla prima e sii saldo in essa. Ricordati
della seconda ed esegui sicuramente la prima, e quando
l'hai completata incomincia la seconda e compi anche
essa: in questo modo Satana se ne torna scacciato
(khasi' an) poich non riuscito nel suo proposito.
Con questa cura la malattia di Satana se ne va
dalla tua anima; e tu sarai nella condizione di 'Umar
( 'umariyya-l-maqami)
16
, per cui Satana non pu tro-
varti in una strada senza prendere una strada diversa
dalla tua, se lo tratterai in questo modo. Ricordati dun-
que di ci su cui ho richiamato la tua attenzione! In-
vero Allah fa l'elogio di coloro che ... sono solleciti
nelle buone azioni ed in esse giungono primi ( Cor.
XXIII -6 I). E basti questa misura Ed Allah dice il
vero ed Egli conduce per la strada giusta ( Cor.
XXXIII-4) .
(traduzione dall'arabo di Placido Fontane si)
16
Ibn 'Arabi fa qui riferimento ad un hadi:th riportato da
Sa' d ibn Ab Waqqas: 'Umar .chiese il permesso di entrare dal-
l'Inviato di Allah, su di lui il Saluto e la Pace, mentre erano
presso di lui delle donne dei Quraish che, ad alta voce, gli par-
lavano formulandogli le loro richieste. Quando 'Umar chiese il
permesso di entrare esse si alzarono e corsero a nascondersi:
allora l'Inviato di Allah, su di lui il Saluto e la Pace, ridendo
gli diede il permesso di entrare. "Che Allah faccia schiudere il
sorriso sui tuoi denti, o Inviato di Allah!" disse 'Umar, ed il
Profeta gli rispose: "Mi sono stupito di vedere quelle donne che
erano con me correre a nascondersi al suono della tua voce!"
"Tuttavia tu, o Inviato di Allah - disse 'Umar - hai maggior
diritto ad incutere loro soggezione! ", poi aggiunse (rivolto alle
donne): "0 voi nemiche delle vostre anime, avete soggezione di
me e non avete soggezione dell'Inviato di Allah?!" "Certo - ri-
sposero, - tu sei piu rude e piu rozzo dell'Inviato di Allah!";
al che l'Inviato di Allah disse: "Per Colui che mi tiene nella Sua
mano, Satana non ti ha mai incontrato in una strada senza pren-
dere tosto una strada diversa dalla tua!" . (Sahi:h al-Bukhad,
vol. IV, cap. 59, paragrafo rr, hadzth n. 26).
TRADIZIONE E TRADIMENTO
L'accostamento delle parole tradizione e tradi-
mento ci suggerisce alcune considerazioni, che si ti-
collegano in qualche modo a quanto scrivevamo nel
nostro precedente articolo
1
a proposito dei rischi che
si possono incontrare in una via iniziatica.
A prima vista, potrebbe sembrare che non esistano
connessioni di significato tra i due termini suddetti.
Eppure, essi hanno la medesima etimologia, derivando
ambedue dalla radice del verbo latino !radere, a sua
volta risultante dalla contrazione di trans-dare. Il si-
gnificato etimologico dunque quello di trasmissio-
ne e di consegna .
In particolare, a quanto dato di sapere, il signifi-
cato preso dal termine tradimento si riferisce ori-
ginariamente e in modo piu specifico alla consegna
di Gesti Cristo ai suoi nemici, da parte di Giuda Isca-
dota, che appunto per tale motivo venuto ad essere
considerato l'esempio tipico del traditore.
Poich anche nel caso della tradizione si tratta
essenzialmente di una trasmissione (o, se si vuole,
di una consegna) - da riferire all'influenza spiri-
tuale sopra-umana e ai mezzi che di volta in volta ne
sono il supporto -, evidente la giustificazione del-
l'affinit delle due parole.
1
Uni t principiate, esoterismo e exoterismo - I mplicazioni e
rischi, n l n. 7 di questa Rivista.
RIVISTA DI STUDI TRADIZIONALI
A questo proposito, proprio sulla base dell'identit
del verbo reggente (tradere), appare in evidenza la con-
trapposizione tra una trasmissione o consegna
normale e ordinata, su cui si fonda la conservazione e
lo sviluppo di tutto ci che di ordine tradizionale, e,
d'altro canto, una trasmissione o consegna ano-
mala, disordinata e tale da opporsi all'ordine tradizio-
nale ed all'azione dell'influenza spirituale.
Ci si pu anche avvicinare a due espressioni con-
trapposte di uso abbastanza comune quali fedelt
alla consegna e rottura della consegna , la seconda
delle. quali si ricollega al significato di rottura del
Piltto , e ci riporta al senso generalmente preso dalla
paroh tradimento, con una specifica possibilit di ap-
plicazione al patto iniziatico.
Del resto, tutti questi significati si possono ricolle-
gare chiarendosi vicendevolmente. Esiste una connes-
sione tra la mancata fedelt alla consegna , da parte
cif chi si trova impegnato in una determinata funzione
di ordine, ed. un i_n
pimento di quella funzwne, d1 effettl d1sordmat1 e di-
storti; tale distorsione pu del resto avvenire in gradi
molto diversi e variabili, fino al caso estremo di un
complto rovesciamento, come allorch ci che stato
ricevuto (cio letteralmente il contenuto della tra-
d:iiione ) viene tradito mettendolo addirittura di-
re.amente a disposizione dell' avversario
2
che in-
tende uccidere l'influenza spirituale nel mondo uma-
no: e si vede come l'esempio gi citato di Giuda Isca-
ridta sia davvero tremendamente emblematico al ri-
guardo.
In realt, la conservazione della tradizione non di-
pende soltanto dal mantenimento di determinate ma-
2
Naturalmente, ci non pu riguardare che delle manifes ta-
zioni della t radizione e non la sua essenza che, come tutto ci che
di ordine spirituale, non pu in nessun modo venir -
gnata all' avversario d p t esso ri nt e inn llingibil .
TRADIZIONE E TRADIMENTO
nifestazioni che ne sono il veicolo, ma anche ed essen-
zialmente dall'orientamento ad utilizzarle nella con-
formit all'influenza sopra-umana da cui derivano che
sola le pu vivificare e ordinare con la sua presenza
3

Si pu inoltre osservare che, in accordo con quanto
stato sempre insegnato nelle diverse forme tradizio-
nali, nel caso di un'iniziazione fondata sul rapporto
tra Maestro e discepolo, per quest'ultimo il suo Mae-
stro incarna l'influenza spirituale e la meta del suo
orientamento, essendo propriamente per lui la mani-
festazione del Guru interiore
4
: la conformit al-
l'influenza spirituale si identifica allora alla conformit
al proprio Maestro iniziatico (purch questi sia vera-
mente tale); mentre l'opposizione alla conformit e
il tradimento si manifesteranno parimenti in rapporto
a lui ed all'ordine di cose che gli corrisponde.
Si pu porre la questione di quali siano i presuppo-
sti che rendono possibile il tradimento, in particolare
3
D'altra parte, proprio in funzione di quella conformit, di
per s essenzialmente interiore, il mantenimento rigoroso dei con-
tenuti tradizionali dovuti un mezzo letteralmente fondamen-
tale (e cio tale da servire di fondamento) per la presenza del-
l'influenza spirituale di cui si tratta.
4
Cfr. REN GuNON, Sulla funzione del Guru (cap. XXIV di
I niziazione e realizzazione spirituale), ed anche l'articolo di PIETRO
NuTRrzro, La funzione del Guru nella via iniziatica (pubblicato
nel n. 57 di questa Rivista). Rimandiamo in particolare alle spie-
gazioni ivi contenute, indicanti perch la funzione del Guru
ben !ungi dall'essere qualcosa che assomiglia, neppure da lontano,
ad un'azione di plagio; e ricordiamo le parole di Abdul-Radi
secondo cui Vero Sheikh non colui che forma l'aspirante se-
condo la sua immagine personale, ma invece colui che svilppa
il murid (l'aspirante) secondo la volont di Allah; egli colui
che vi restituisce a voi stessi e vi fa prendere coscienza del vostro
proprio essere . Ci significa anche che il tradimento del proprio
stro spit:itual implica in realt il tradimento di ci che vi
:-.. di pitl prol' ndo in
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da parte di chi con la propria volont aveva pur inteso
aderire all'impegno iniziatico. Effettivamente, il tradi-
mento implica una contraddizione rispetto a quella vo-
lont, ma tale contraddizione ben comprensibile con-
siderando che si tratta di esseri non unificati
5
, con
tendenze divergenti, almeno allo stato latente, e in
questi casi addirittura suscettibili, allorch se ne ve-
rificano le condizioni, di diventare il supporto d' ele-
zione delle forze di divisione e di avversione.
Cosi, nel caso di Giuda Iscariota, si pu capire che
le sue motivazioni individuali abbiano sviluppato i loro
effetti
6
fino a consentire in definitiva, secondo la testi-
monianza dei Vangeli, un intervento propriamente sa-
tanico in lui
7
(e cio all'interno della stessa cerchia
degli Apostoli), portando alla consegna di Gesti ai rap-
presentanti degenerati di un exoterismo tradizionale,
divenuti strumenti delle forze che tendevano ad otte-
nere la sua scomparsa.
Un altro esempio significativo a questo riguardo si
pu trovare nell'iniziazione massonica, considerando la
leggenda del sacrificio di_ Hiram: i tre Compagni
infedeli (qualificati del resto come traditori) cer-
cano invano di estorcere dal Maestro Hiram un inse-
gnamento segreto che, in realt, non sono atti a rice-
vere, e ne provocano la morte. Anche qui , nella via
5
Su questa unificazione , quale esigenza non soddisfatta e
da soddisfare per chi entra in una via iniziatica, cfr. il nostro
precedente articolo, in particolare a pp. 83-84 di questa Rivista.
6
In questo caso, risaputa la motivazione costituita dall'of-
ferta dei trenta denari da parte dei capi dei sacerdoti. Del resto
oltre al suo significato letterale, vi si pu anche vedere, in senso
piu generale, un simbolo degli attaccamenti individuali che indu-
cono (come dice un'espressione coranica) a barattare il patto per
un prezzo vile .
7
Secondo il Vangelo di Luca (22, 3) entr Satana in Giuda
( intravit aut e m Satanas in J udas ), e parimenti secondo il Van-
gelo di S. Giovanni (13, 27) entr in lui Satana ( introivit in
eum Satanas ): e queste affermazioni corrispondono s dubbi
a un preciso significato, c 111 indi h r 111 in s gtlit o.
TRADIZIONE E TRADIMENTO
m1z1atica di questi discepoli traditori, evidente una
concezione individuale distorta, la quale aveva fatto
loro supporre di poter ottenere alcunch di valido im-
ponendosi al loro Maestro anzich sottomettendosi a
lui; ed questo il presupposto che consente l'inter-
vento delle forze avverse e la loro apparente vittoria
contro colui che rappresenta l'influenza spirituale.
Di fatto per, operando in senso contrario al patto
iniziatico, sono proprio i traditori a perdere, e cio a
realizzare per s la possibilit negativa (
insita nella loro natura) costituita dalla perdita del le-
game con l'influenza spirituale.
Come abbiamo gi accennato a proposito della vi-
cenda di Giuda Iscariota, nella tradizione ebraico-cri-
stiana il principio di questa possibilit negativa rap-
presentato da Satana ( esh-Shaytdn nella tradizione isla-
mica). Dapprima Angelo apportatore di luce (Lucife-
ro), precisamente designato secondo la Qabbalah come
Hakathriel (cio l'Angelo della prima Sephirah, Ke-
ther)
8
, con la sua ribellione
9
egli perde il suo rango
spirituale e il suo stesso nome, e viene precipitato in
basso per manifestarsi appunto come Satana e cio,
in rapporto agli uomini, come avversario per anto-
nomasia, tendendo a renderli partecipi della sua ca-
8
Cfr. REN GuNON, Il Re del Mondo, cap. V, in nota.
9
Tale ribellione, che comunque sempre un'affermazione di
separativit, viene rappresentata con diverse modalit: in parti-
colare, come noto, nella tradizione islamica si tratta del rifiuto
di obbedire all'ordine di Allah di prosternarsi di fronte ad Adamo,
mentre questo tema si trova raramente in testi preislamici ebraici
e cristiani. Ad ogni modo, intendiamo riferirei a questo argo-
mento soltanto in termini generali e generalmente conosciuti;
d'altra parte, nei racconti che vi si riferiscono sotto forma di
eventi drammatici individuali antropomorfici intervengono aspetti
che possono essere intesi soltanto in senso simbolico: e ci pu
spiegare anche la variet delle espressioni, pur sempre piena-
m nL va li de (qlt8ndo si.an autenticamente tradizionali) nell'am-
I it o dvii ri spe11i v ni_
RIVISTA DI STUDI TRADIZIONALI
duta IO. Si pu dunque dire che Satana anche, o pri-
ma ancora che l'avversario, l'archetipo del perditore o
il principio della perdizione, e che l'attuazione speci-
fica di questo tipo di possibilit negli esseri viventi ri-
sulta dall'intervento di tale principio in coloro che ne
diventano i supporti
11

Beninteso, poich per questi ultimi si tratta di pos-
sibilit che vanno nel senso della perdizione, anche le
loro eventuali vittorie esteriori e apparenti non sono
altro che momenti di un cammino in tale direzione.
D'altra parte, gi accennammo altrove
12
che questo
cammino presenta possibilit incomparabilmente piu
vaste e piu gravi per chi non sia semplicemente un
profano, ma faccia parte della controiniziazione ,
come pu avvenire, in particolare, per coloro che, dopo
aver avuto accesso all'iniziazione, abbiano tradito
il patto iniziatico, operando in senso contrario ad esso,
ed abbiano praticamente consegnato se stessi al-
l' avversario.
A questo argomento si possono ricollegare diretta-
mente certe significative affermazioni di Gesu riportate
nei Vangeli, come quella riguardante colui che lo tra-
IO A questo proposito, dobbiamo almeno accennare alla stretta
connessione che, in un senso microcosmico, esiste tra il principio
satanico e l'aspetto illusoriamente separativo dell' io o del-
l'anima (in arabo, della nafs ).
11
A tali supporti individuali viene anche attribuito diretta-
mente il nome di diavoli (dal termine greco diabolos che
corrisponde all'ebraico Satan ) e, nella islamica, il
nome di shayatin (plurale di Shaytan ). Gesu stesso (allu-
dendo a Giuda prima ancora che attuasse il suo tradimento) si
rivolse ai dodici Apostoli affermando che uno di essi era un dia-
volo (cfr. Giovanni, 6, 70); ed appunto secondo questo mede-
simo modo di espressione che, nella tradizione islamica, si parla
di esseri individuali umani o del mondo sottile (i jinn) qualifican-
doli come shayatin non perch appartenenti a una determinata
specie di esseri ma per il loro orientamento satanico (cfr., in
questo stesso fascicolo, la traduzione del cap. 55 di Al-Futuhdt
al-Makkiyyah, in particolare la nota 6).
12
Cfr., nel n. 37 di questa Rivista, pp. 82-83.
TRADIZIONE E TRADIMENTO
diva, secondo la quale meglio sarebbe stato per lui che
non fosse mai nato
13
E non meno significativi sono i
numerosi versetti coranici a proposito del tradimento
(senza dubbio riferibili eminentemente al tradimento
del patto iniziatico) e delle conseguenze che ne deri-
vano per chi lo abbia compiuto
14

Se si procede fino in fondo in questo senso, la con-
clusione non pu essere che quella efficacemente espres-
sa da Dante allorch descrive Giuda Iscariota divorato
e dilaniato indefinitamente da Lucifero
15
; o quella si-
milmente indicata da Gunon a proposito della rea-
lizzazione rovesciata della controiniziazione come
disintegrazione totale dell'essere e dissoluzione
senza ritorno
16

A questo punto, occorre mettere in evidenza che le
stesse possibilit di cui abbiamo parlato assumono
aspetti completamente diversi per chi non ne sia egli
stesso il supporto (come nel caso del traditore ), ma
13
Matteo, 26, 24.
14 In verit, i peggiori esseri viventi, per Allah, sono i
miscredenti - poich essi non crederanno - con i quali hai stret-
to un patto che per essi infrangono ... (Sura 8, 55-56 o 57-58
secondo le numerazioni); Chi violer (il patto), non lo violet
se non contro se stesso ( Sura 48, r o); ... coloro che violano il
patto di Allah dopo la sua conclusione, dividono quanto Allah
ha ordinato che fosse unito e portano la corruzione sulla terra,
quelli sono i perdi tori ( Sura, 2, 2 7 o 2 5); Come diriger
Allah degli esseri che sono miscredenti dopo che avevano creduto
ed avevano testimoniato che l'Inviato era veridico e dopo che
erano giunti loro i segni evidenti? Ma Allah non guida coloro che
sono iniqui: la loro ricompensa consister nel fatto che su di
loro sar la maledizione di Allah, degli Angeli e di tutti gli
uomini (Sura 3, 86-87 o 8o-8r); ed a queste citazioni se ne
potrebbero aggiungere parecchie altre.
15
.Tnjem o, 4, 55-63 .
16 fr. Tl '.{( 11 0 delltl e i Segni dei Tempi, capi-
l olo XXX VI II .

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bnsf ne incontri in qualche modo le manifestazioni
ticonosendone la natura.
Cosi, per Gesu e per i discepoli a lui fedeli, il pre-
visto tradimento di Giuda viene ad essere una delle
circostanze necessarie per il compimento della sua mis-
sione
17

Ritornando poi alla gi citata leggenda masso-


nica, la si pu riconsiderare in modo piu specifico con
riferimento a Hiram. Gli viene chiesto con la violenza
di trasmettere irregolarmente un insegnamento inizia-
tico, cio gli viene chiesto precisamente di tradire,
ed egli persiste nel suo rifiuto fino ad essere successi-
vamente colpito per tre volte ed ucciso. Cosi, proprio
mentre gli uccisori attuano la loro infedelt, dal punto
di vista del Maestro Hiram la loro aggressione anche
lo strumento, se cosi si pu dire, per mezzo della quale
egli porta all'estremo compimento il suo impegno ini-
ziatico, incarnandolo fin nel suo corpo martirizzato;
ed questo un presupposto per lui necessario, me-
diante l'intervento dell'influenza spirituale, per la sua
successiva resurrezione. noto, del resto, che nella
Massoneria operativa era usato per designarlo il nome
Amon , che significa anche Fedele
18
Attraverso
17
Oltre al tradimento di Giuda Iscariota, vi sarebbero da
considerare anche, dopo la scomparsa di Gesti, i tradimenti e le
contraffazioni operate, secondo l'espressione usata nell'Epistola di
Giovanni, da molti anticristi che uscirono da. noi ma non
erano di noi; infatti, se fossero stati di noi, sarebbero parimenti
rimasti con noi; ma ci avvenne affinch fosse reso manifesto che
non sono tutti di noi; in altre parole, le manifestazioni di in-
fedelt di costoro adempivano allo scopo necessario di condurre a
un discernimento definitivo tra veri e falsi discepoli, tra la via
autentica lasciata da Gesti e le imposture che si servivano ingan-
nevolmente del suo nome. appena il caso di aggiungere che
considerazioni simili potrebbero applicarsi in altri casi che presen-
tino circostanze corrispondenti.
18
Cfr. la recensione di REN GuNON a Speculative Mason
dell'ottobre I949, ripubblicata in tudes sur la Franc-Maonnerie
et le Compagnonnage, vol. II, p. I 79 Ci riferiamo qui al si ni-
TRADIZIONE E TRADIMENTO
gli stessi fatti, dunque, ciascuno realizza le possibilit
della propria natura, che per i Compagni traditori com-
portano momentaneamente la conservazione della vita
corporea e la perdita di quella spirituale; e, per il
Maestro Hiram-Amon, la conservazione e l'avanza-
mento nella vita spirituale e la perdita di quella cor-
porea destinata a risorgere.
Naturalmente, si tratta qui soltanto di un esempio
significativo; mentre potrebbero presentarsi in altri
casi modalit assai diverse. A questo proposito, ci
che importa notare che, secondo questo modo di in-
tendere i fatti, persino quelli piu puramente negativi
per chi li mette in opera, come le deviazioni e i tra-
dimenti, possono essere, per l'iniziato che non se ne
lascia coinvolgere, uno strumento provvidenziale per
condurre a un discernimento delle possibilit prima la-
tenti e per procedere oltre nella fedelt alla via in-
trapresa.
Del resto, piu in generale, l'importanza della ma-
nifestazione di possibilit avverse come strumento di
realizzazione
19
per chi le assume correttamente, sia in
senso conoscitivo che sul piano dell'azione - combat-
tendole, o resistendo ad esse, o accettandone l'esistenza
e affrontando con esse il martirio - si trova frequen-
temente in diversi testi sacri, dalla Bhagavad Gt al
Corano
20
E qui non certo questione di indulgere a
una compiacenza nella sofferenza per un bisogno di
ficato che si ricollega alla stessa radice (A M N) della parola
ebraica Amen , e della parola araba Amin (che anche,
nella tradizione islamica, uno dei nomi del Profeta).
19
Ci di cui parliamo corrisponde anche, sotto un certo aspet-
to, al significato che ha nell'ermetismo l'utilizzazione del mer-
curio di opposizione nel corso del compimento dell'Opera.
20
Non ci soffermeremo qui su tale argomento, che si preste-
tcbbe a tanti riferimenti e sviluppi diversi, e ricorderemo soltanto
la sionificativa espressione coranica (Sura 29, z): Pensano forse
J( li uomini che siano lctsciati a dire: " crediamo" ( manna), e che
111! 11 Stll 't/11110 11/t'S.I' i t1ltt1 prova? .
l'
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consolazione, come avviene in una certa religiosit de-
generata: vi si possono vedere invece degli avverti-
menti precisi riguardanti condizioni tecnicamente ne-
cessarie, riferibili in particolare a un aspetto impor-
tante della via iniziatica, e del resto variabili, nell'or-
dine delle contingenze, secondo le caratteristiche e le
funzioni di ciascun essere.
C' da auspicare che considerazioni di questo genere
possano aiutare ad affrontare difficolt che, da un
punto di vista piu limitato, apparirebbero forse non
accettabili. Peraltro, naturalmente, oltre i riferimenti
relativi ad applicazioni che possono essere preziose ma
che non sono sempre discernibili in modo specifico,
ancora piu importante non perdere la consapevolezza
che comunque e sempre tutte le possibilit, anche le
p ili tenebrose, fanno parte dell'ordine universale
21
, cosi
come, anche se non ce ne rendiamo conto, la loro ma-
nifestazione al momento dovuto fa parte del piano del
Grande Architetto dell'Universo, e tutti gli squili-
bri parziali concorrono all'equilibrio totale. Non per
nulla Ren Gunon, in un -passo famoso della sua ope-
ra
22
, si rivolgeva a coloro che sarebbero tentati di ce-
dere allo scoraggiamento invitandoli a superarlo fa-
cendo proprio il motto iniziatico V i nei t omnia V e-
ritas .
21
In realt, anche le possibilit propriamente sataniche
fanno parte dell'ordine universale, si potrebbe d'ire, allo stesso
titolo di qualsiasi altra. Per, ad evitare gravi equivoci a questo
riguardo, occorre tenere ben presente che ci non significa mini-
mamente che le loro manifestazioni debbano essere accolte passi-
vamente, ma anzi, per chi ne riconosca la natura, necessario
trattarle di conseguenza per quello che sono nell'ordine delle con-
tingenze in cui le si incontrano. In particolare, nel Corano si
trovano piu volte gli avvertimenti indicanti che per l 'uomo Satana
nemico, e deve da lui essere preso come tale (ad esempio, nella
Sura 36, 6: In Verit lo Shaytan per voi nemico, prendetelo
quindi per nemico - Inna-sh-Shaytana lakum aduwwan, fa-
ttakhidhuhu aduwwan ).
22
Si tratta delle ultime parole della Crisi del Mondo 111(1 !tmo.
TRADIZIONE E TRADIMENTO
Ritornando al nostro tema iniziale, tale affermazione
pu riferirsi, in particolare, alla sicura finale vittoria
di ci che costituisce l'essenza della tradizione su qual-
siasi tradimento. Ma, al di l di un significato an-
cora limitativo, quell'affermazione si pu i:nfne tra-
sporre in un senso puramente metafisico, quale vittoria
incondizionata della Conoscenza coincidente con la Ve-
rit principiale, nell' Identit Suprema al di fuori
della quale non vi nulla e che non altro che la Pos-
sibilit totale
23

GrovANNI PoNTE
23
Tale concezione dell' Identit Suprema senza dubbio
di un'importanza incomparabile nel messaggio dottrinale dell'ope-
ra di Ren Gunon, ed essa si ritrova magistralmente espressa
nell'insegnamento di Shr Shankaracharya contenuto nel testo tra-
dotto dopo il presente articolo.
Il