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Marco Pioppo

IL CENACOLO PROIBITO
LE RIVELAZIONI NON
AUTORIZZATE

1
Copyright © 2019FIREBIRDResearches
Marco Pioppo - iconosofia@libero.it

Tutti I dirittiriservati.

Codice ISBN:

2
A Elena Sofia

3
La ricerca in iconosofia vorrebbe tradursi in un tentativo di
ricostruzione del significato delle opere d’arte di quegli artisti
rinascimentali che, all’aprirsi di una Nuova Epoca per l’Umanità,
offrirono al mondo nuovi e possenti impulsi interiori.

4
Indice Sommario 5

Introduzione 10
Il Cenacolo: Indicazioni preliminari:
autore, posizionamento, dimensioni e
datazione. 12

Cap. I - La misconosciutaTradizione
dei Cenacoli: Una tradizione dimenticata
– Inquadramento storico – Studi poco
noti. 15

Contestualizzazione storica 15

Sequenza cronologica dei Cenacoli:16


Un fondamentale passaggio evolutivo -
L’Epoca dell’Anima Cosciente -
L’evoluzione della pittura esprime
l’evoluzione spirituale dell’uomo

Cenacoli:
Taddeo Gaddi (Santa Croce), Andrea del
Castagno (Sant’Apollonia), Domenico
Ghirlandaio (Badia a Passignano),
Cosimo Rosselli (Cappella Sistina),
Pietro Vannucci detto il Perugino
(Sant’Onofrio), Franciabigio(Calza),
Andrea del Sarto (San Salvi), Leonardo
da Vinci (Santa Maria delle Grazie),

Diversi tempi evolutivi 35

Una regia unitaria37


5
Cap. II - Analisi degli elementi
tradizionali presenti nell’opera

Lo “Spazio Sacro”: Il Doppio Quadrato


e il suo significato secondo il simbolismo
geometrico – Il significato occulto
dell’incontro del Doppio Quadrato con la
Prospettiva – Ricapitolarsi della Cultura
Egizia nella nostra epoca – Cosa ci sta
dicendo l’autore

La Prospettiva, il Punto di Fuga e


l’artifizio della “Levitazione”: Il centro
prospettico del dipinto – La “Luce del
Mondo” – L’artifizio di Leonardo –
Un’esperienza unica - Cosa ci sta
dicendo l’autore

La “Scienza del Cielo”: Una risposta più


elevata del consueto – Una Cosmosofia
segreta – Un’ispirazione a livello delle
Archai – La lettera di leonardo che fuga
ogni dubbio –Lo Zodiaco di Albrecht
Durer quale fonte di ispirazione per le
figure del Cenacolo – La corrispondenza
tra i segni zodiacali e i Dodici nel dipinto
– Il segreto dello Zodiaco – Il Tre e il
Quattro. I Misteri dello Spazio - Le
rivoluzioni siderali e il grande tempo
ciclico – La straordinaria figura di
Bartolomeo – Cristo quale Sole spirituale
– Il simbolismo delle due metà dello
6
Zodiaco – La dimensione cosmica del
Cristianesimo – Agostino d’Ippona e la
“Vera Religio” – Cosa vuole dirci
l’autore

De Lapidibus: Qualche misterioso


castone al collo dei convitati – I Lithicae
il richiamo a una tradizione antichissima
– Il segreto del duodenario – Le Scritture
e la costruzione della Civitas Dei –
Lapidari famosi: Marbodo di Rennes e
Ildegarda di Bingen – Identificazioni
simboliche – Cristo e il Diamante – Il
misterioso segreto delle pietre – Cosa
vuole dirci l’autore

La Musica nel Cenacolo: Sui poderosi


“scopritori d’acqua calda” – Cultura
misteriosofica e musica – La musica
quale caratteristica costituzionale
dell’opera d’arte – Boezio e la funzione
della musica – Un famoso esperimento –
Una musica che avrebbe accompagnato
l’Eucarestia – Il libro perduto di
Leonardo sulla musica e la
corrispondenza sul tema con Lorenzo il
Magnifico – Franchino Gaffurio, Maestro
di Cappella di Santa Maria delle Grazie –
Cosa vuole dirci l’autore – Ulteriori
considerazioni sulle Mani dei Convitati

Cap. III - Ragioni occulte della


presenza del Cenacolo a Milano:
7
Un’ipotesi affascinante – Antichissime
tradizioni – Il confluire di due speciali
correnti sottili - La
sacralizzazione del suolo di Milano – le
reliquie dei Magi e il loro percorso –
Eustorgio, Ambrogio e, soprattutto,
Agostino di Ippona – Agostino, le sue
opere e il problema del Male – I Misteri
dei Manichei

Il segreto dell’individualità di
Leonardo da Vinci: La ricostruzione di
un percorso karmico– Sulla
reincarnazione degli iniziati - Le
comunicazioni occulte di Rudolf Steiner –
La missione di Leonardo

Conclusione: Sulla non esaustività di


questo lavoro – L’esigenza di ricondurre
l’esame dell’opera su binari tradizionali
– I pericoli odierni.

Indicazionibibliografiche 116

8
9
INTRODUZIONE

Il mio metodo è personale, così la mia iconosofia e ogni


studio che ne ho derivato. Ciò mi tiene a distanza di
sicurezza da qualsiasi pretesa di esaustività e di
dogmaticità, nonché dall’eventuale esigenza di seguire un
qualche percorso predeterminato. Al contempo,mi
permette di muovermi in territori spesso inesplorati,
talvolta sistematicamente banditi ed evitati dalla
cosiddetta cultura ufficiale, territori dove, però, possono
emergere delle illuminanti e significative risposte a quesiti
diversamente destinati a rimanere irrisolti. In questa
direzione si sviluppa il presente studio nella
consapevolezza di presentare qualcosa di nuovo, di certo
insolito, ma anche, alla fine, di proporre una complessiva
risposta di senso sull’enigma del dipinto che ne è
10
l’oggetto, ciò che, in fondo, è lo scopo del presente
saggio.
E’ noto che, a partire dal Ripa1 fino a giungere a
Panofsky, Praz, Grossato2, si è sviluppata in seno alla
Storia dell’Arte l’iconologia, cioè una specifica branca di
questa, che studia il significato delle immagini, dei
simboli e delle allegorie presenti nelle creazioni artistiche.
Ho studiato e intensamente amato questi autori e i loro
lavori, che, in una prima fase, hanno illuminato le mie
ricerche aiutandomi a costruire delle “risposte di senso”
sul significato enigmatico di molte opere. Tuttavia, in più
occasioni, percepivo di non poter accedere a qualcosa di
ultroneo che avrebbe maggiormente rivelato quel senso
nascosto che ricercavo. Ho provato allora a immettere in
seno agli esami iconologici delle opere via via
considerate, una possibilità di lettura altra, nuova, diversa,
cioè quella derivante e derivabile da conoscenze di
carattere tradizionale e esoterico, ampliando così, alla luce
di queste, le stesse riflessioni di carattere iconologico, le
quali, di per se stesse, di fronte a opere intrise di sapienza
misterica, non si rivelavano di certo bastevoli. Così, ho
sviluppato il mio metodo negli anni e l’ho chiamato
iconosofia, poiché nell’esame dell’Eikon, dell’immagine,

1
Cesare Ripa (1560 – 1622) può essere considerato il padre fondatore di questa
disciplina con la sua principale raccolta di studi che venne pubblicata a Roma già
nel 1593 col titolo di Iconologia ovvero Descrittione dell’Immagini Universali
cavate dall’Antichità et da altri luoghi.
2
Erwin Panofky (1892 – 1968), Mario Praz (1896 – 1982) e Alessandro Grossato
(1955) hanno prodotto, ognuno a suo modo, una grande quantità di studi
iconologici, che oggi rappresentano una complessa e variegata summa di saggi
critici ed esegetici che, a nostro avviso, hanno dato contribuito notevolmente
all’evoluzione della critica artistica, spingendola, attraverso la spiegazione delle
immagini e delle allegorie, a ricercare e trovare più profondi significati culturali
nelle opere d’arte stesse.

11
ho coinvoltolaSophia, quel sapere derivante dallo studio e
dalla pratica della cultura misterica.

IL CENACOLO

12
Fig. 1: Leonardo da Vinci – Ultima Cena o Cenacolo - Santa Maria
delle Grazie, Milano – Data: terminato nel 1498 – Dimensioni: 4,6
m x 8,8 m

Goethe disse di quest’opera che “è assolutamente unica e


non vi è nulla che possa esserle paragonato”.

Si può ben affermare che il Cenacolo di Leonardo sia


l’opera d’arte più nota al mondo e di certo la più
riprodotta. Contestualmente, possiamo affermare che sia
anche la più studiata e che, pur con questo, mantenga
intatta la sua enigmaticità, continuando senza sosta ad
affascinare le anime della Terra.
Qualcosa di possente promana da questo affresco,
qualcosa che rapisce, ma che, al contempo, rafforza e
sospinge, qualcosa di grande, di rivoluzionario e, forse, di
indicibile, ma certamente qualcosa che tocca ognuno di
noi nella sua più profonda intimità spirituale.
Da qui inizia il nostro viaggio all’interno dell’opera del
Cenacolo per cercare di disvelarne il significato e cogliere
il suo più profondo messaggio, secondo quel metodo
d’analisi che abbiamo definito “Iconosofia”
nell’Introduzione. Questo implica analizzare
singulatimvari aspetti tradizionali dell’opera, per
giungere, poi, in sede conclusiva, a costruire una possibile
lettura del suo significato generale e complessivo anche
alla luce di quello che è il senso evolutivo della vita
umana sulla Terra, senso che oggi, almeno a un livello
esteriore e profano, sembra essersi del tutto smarrito.

13
14
Capitolo I: La misconosciuta “Tradizione dei
Cenacoli”

La trattazione di questo tema, soggetto invero non poco


ambizioso, impone che si prendano le mosse da quella
che, ignota ai più, è la “Tradizione dei Cenacoli”.
In un periodo di quasi due secoli, che va dal terzo
decennio del XIV secolo agli inizi del XVI, si sviluppa un
fenomeno unico al mondo, del tutto italiano e intimamente
fiorentino, definibile come la “Tradizione dei
Cenacoli”.Nello scorrere dei decenni, gli artisti producono
15
una serie di affascinanti capolavori assumendo a
subiectuml’impegnativo tema evangelico de l’Ultima
Cena, trattandolo ognuno con stile e interpretazioni
proprie.

Contestualizzazione storica

Lo sviluppo di questa eccezionale tradizione coincide con


due fondamentali fenomeni storici:
 Il primo è l’arrivo e lo stabilirsi nella città del
giglio dei nuovi ordini monacali, anche femminili,
che, in un clima di rinnovato fervore spirituale,
danno il via a nuovi studi e a importanti confronti
teologici. A ciò si somma, poi, il fatto che lo
strutturarsi e il diffondersi di questi ordini genera
l’avvio di un’imponente stagione di edificazione
sacra. Sono, infatti, di questo periodo molti dei
complessi templari che tutt’oggi ammiriamo: Santa
Croce dei francescani, Santa Maria Novella dei
domenicani, Santa Apollonia dei benedettini, Santo
Spirito dei padri agostiniani, Ognissanti degli
Umiliati e così via. Quasi tutti questi complessi
ospitano al loro interno una rappresentazione, in
genere affrescata, dell’Ultima Cena;
 Il secondo elemento che coincide con lo
sviluppo dell’eccezionale Tradizione dei Cenacoli è
l’ascesa della famiglia dei Medici che, nel periodo
che stiamo considerando, diviene un potentato
economico di livello europeo e si distingue in modo
estremamente rilevante per il generoso
mecenatismo in favore degli artisti, e, fatto ben
noto, per il costante impulso alla ricerca esoterica.
Tale impulso presente già dal XIV secolo con
16
Giovanni di Bicci (1360 – 1429) si cristallizzava
per volontà del carismatico figlio di questi, Cosimo
il Vecchio (1389 – 1464), nell’istituzione
dell’Accademia neoplatonica fiorentina nel 1462, la
cui direzione veniva affidata a Marsilio Ficino e la
cui sede, dapprima fissata a Villa le Fontanelle,
passo, poi, alla Villa medicea di Careggi.

Sequenza cronologica dei Cenacoli

I Cenacoli, opere uniche nel loro genere, delineano


nell’arco dei due secoli in questione, un progressivo
sviluppo nel quale possiamo apprezzare tutta l’evoluzione
della pittura fiorentina dalla scuola di Giotto fino al
vertice espressivo rinascimentale ravvisabile nella
suprema opera di Leonardo.Va detto da subito che,
seguendo lo sviluppo della Tradizione dei Cenacoli,
possiamo percepire sensibilmente il superamento della
bidimensionalità del figurativo medievale, sul fondo oro
dei mosaici e delle icone, e l’inaugurazione della
tridimensionalità, che sfocerà, poi, nella conquista della
prospettiva e della luce plasmatrice di forme.
I volti angelicati, archetipici, degli esseri divini divengono
progressivamente volti umani, sempre più personalizzati,
individualizzati, ed espressivi dei loro moti interiori.
Contestualmente, nell’arco del periodo considerato, si
sviluppano gli studi sulle ‘caricature’, emblematiche della
caratterizzazione soggettiva3, e prende avvio la
ritrattistica4. Nel complesso, lo studio e la
3
Cfr. Hofmann, W., a cura di Gurisatti, G., La caricatura. Da Leonardo a
Picasso, Vicenza 2006.
4
Sul tema rinviamo al consistente lavoro Il ritratto, curato da Fossi, G., Firenze
1998.
17
contemplazione dei Cenacoli ci consente di apprezzare un
fondamentale punto di snodo in seno al percorso
dell’evoluzione umana e di trovare delle chiavi per
accedere ad alcuni significativi misteri che lo riguardano.
Tratteremo di questo.

Sequenza dei Cenacoli

Santa Croce Taddeo Gaddi 1337


Santo Spirito Orcagna 1360 ca.
Santa Apollonia Andrea del Castagno 1447
Passignano Ghirlandaio 1478
San Marco Ghirlandaio -
Ognissanti Ghirlandaio 1480
Cappella Sistina (Roma) Cosimo Rosselli 1482
Sant’Onofrio Perugino fine ‘400
Santa Maria delle Grazie (Mi) Leonardo 1498
Calza Franciabigio 1513
Monte Uliveto Sodoma 1515
San Salvi Andrea del Sarto 1527

All’interno dell’intera sequenza delle opere considerate


appare come due di esse non si trovino in Firenze, ma,
rispettivamente, una a Milano, in Santa Maria delle
Grazie, che è quella di Leonardo e che è oggetto del
presente studio, e l’altra nella Cappella Sistina, cioè quella
di Cosimo Rosselli che, dal 1482, anno in cui fu terminata
dall’autore, si trova sulla Parete Nord di quel tempio,
Parete ove sono descritte le cosiddette Storie di Cristo. Il
Rosselli, fiorentino anch’egli, venne inviato da Lorenzo il
Magnifico5, insieme con altri grandi artisti dell’epoca,
5
E’ noto che per costruire il nuovo fulcro della cristianità a Sisto IV e alla sua
corte mancavano e le conoscenze e i progettisti e gli artisti. Fu Firenze a
18
come Sandro Botticelli,Pietro Perugino e altri, alla corte
papale di Sisto IV per affrescare le pareti della nascente
Cappella Sistina con le Storie di Mosè e le Storie di
Cristo6.

Un fondamentale passaggio evolutivo

La Scienza dello Spirito ci ha insegnato che l’Arte è


specchio dell’evoluzione spirituale dell’uomo. Essa ci
mostra come l’essere umanosi evolva da un punto di vista
interiore e come, proprio in conseguenza di ogni suo
passaggio evolutivo, cambi il suo rapporto col mondo,
recando nuova percezione di se e costante sviluppo di
nuove qualità.
Un maestro della portata di Rudolf Steiner si è profuso a
lungo e a più riprese su questo, dedicando cinque tomi
ricchissimi proprio a una Storia dell’Arte specchio di
impulsi spirituali (O. O. 292, Milano varie edizioni, opera
citata nelle indicazioni bibliografiche finali di questo
saggio). E, sotto questo specifico punto di vista, la
Tradizione dei Cenacoli, come abbiamo già avuto modo di
accennare, è un fenomeno che ci consente di apprezzare in
pieno l’ultimo evento evolutivo, quindi l’ultimo
cambiamento epocale, che l’umanità ha vissutoe
fornirglieli. Cfr. Steiner Rudolf, Storia dell’arte, specchio di impulsi spirituali,
Milano varie edizioni, O. O. 292, conferenza tenuta a Dornach l’8 Ottobre del
1916, ove Steiner, proprio in esordio, sottolinea come l’importanza della città
medicea come fulcro misterico dal quale provennero i potenti impulsi per la
rinascita del Cristianesimo dopo alcuni secoli bui.
6
Sul tema cfr. Pioppo, M., Esoterismo delle Prove di Cristo,
Indipendentlypublished 2019, ove ci si diffonde sul significato del progetto
cultuale e artistico della Cappella Sistina e sul significato delle pitture sulle due
Pareti, settentrionale e meridionale, all’interno di questo Tempio la cui
realizzazione ha rappresentato, secondo le tesi dell’autore, il rinnovarsi dei
Misteri cristiani e la fonte di nuovi e possenti impulsi spirituali per la nuova
epoca storica che andava ad aprirsi con la cosiddetta età rinascimentale.
19
acquisirne piena coscienza a mezzo di un’accurata e
profonda analisi.
De facto, attraverso l’evoluzione dell’arte in seno alla
Tradizione considerata, possiamo apprezzare quel
processo col quale l’uomo stesso inizia a porsi come
singolo individuo di fronte al mondo, come un centro dal
quale osservare il mondo (è il significato più pregnante
della Prospettiva e dell’Umanesimo) processo che,
ricapitolando le esperienze e i saperi delle epoche
precedenti di lì a poco, condurrà l’uomo in una nuova
epoca, quella moderna, preparandolo ad affermare la
propria libertà individuale e la corrispondente
responsabilità personale di fronte alla società. Infatti, in
un paio di secoli dall’Umanesimo e dal Rinascimento il
mondo cambia completamente: finisce il feudalesimo, c’è
un susseguirsi di grandi invenzioni tecniche (in primo
luogo quella della stampa), iniziano a circolare più
facilmente le conoscenze, si elaborano protezioni
giuridiche delle singole individualità e così via. La realtà è
che l’uomo si individualizza sempre più. Ogni
individualità umana si sente un centro nel mondo e al
centro del proprio mondo. L’arte inizia a esprimere
pioneristicamente tutto questo nell’Italia del XIV secolo.
Come? Scoprendo la possibilità di rendere la
tridimensionalità e scoprendo le leggi della prospettiva
che altro non sono che la possibilità per l’uomo di iniziare
a percepire se stesso in modo più individualizzato,
appunto, secondo un punto centrale d’osservazione.
Un’istanza unitaria che vuole accentrare tutta
l’organizzazione interiore si sta svegliando in lui. E’ il
discendere a un livello ancora più materiale dell’Io, della
sua parte spirituale.

20
I cambiamenti che si sono ingenerati agli albori del
Rinascimento stanno continuando al giorno d’oggi. Di
conseguenza, il singolo uomo, nell’arte, è sempre meglio
connotato e catturato nella sua più profonda espressività,
così come nella vita e in società assume un ruolo sempre
più espressivo della propria individualità.Ecco perché
avevano sopra alluso allo sviluppo dell’arte caricaturale e
della ritrattistica: perché si desta, come detto, nell’uomo la
sensibilità a cogliere e a esprimere la specificità
dell’individualità con le sue caratteristiche uniche e
originali.
Per dirla coi termini della Scienza dello Spirito, è l’inizio
della cosiddetta Epoca dell’Anima Cosciente, che
coincide con l’aprirsi del Quinto Periodo di Cultura Post
Atlantico. Questo riferimento a speciali elementi
conoscitivi, propri di una conoscenza in genere riservata,
impone ora un breve excursus esegetico allo scopo di
meglio comprenderne il significato e la portata:

Sappiamo che la storia interiore dell’uomo è quella di


una individualità spirituale che si distacca dal grembo
cosmico e che da lì progressivamente discende sul piano
fisico. Il suo scopo è guadagnare coscienza di se e
divenire un giorno un creatore. Tutto questo ha luogo
attraverso un lungo percorso evolutivo, che, nel caso
degli iniziati, ha tempi e vie proprie, come vedremo, ma
che, nel caso dell’umanità in generale soggiace a quel
piano che immaginativamente possiamo trarre dalla
Sacra Scrittura, intesa come complesso di rivelazioni
sacre sul percorso spirituale dell’umanità stessa7.
7
La Scienza Occulta nelle sue linee generali, ma anche Teosofia -
Un’introduzione alla conoscenza soprasensibile e La Saggezza deiRosacroce di
Rudolf Steiner sono testi che possono aiutare molto nella comprensione del piano
evolutivo dell’uomo. Essi, in seno all’Opera Omnia del fondatore
21
La Caduta dell’uomo ha una fine e da quel momento ogni
essere umano potrà iniziare la reintegrazione cosciente e
su base individuale dell’essere, la cosiddetta evoluzione
ascendente. Nel prosieguo specificheremo meglio e più a
fondo tali contenuti. Ora è fondamentale sottolineare il
fatto che nei primi decenni del 1400 si apre una nuova
epoca perché l’uomo sta tagliando un nuovo traguardo
evolutivo.
La Caduta conosce archetipicamente la sua fine col
Mistero del Golgotha, evento centrale nella storia umana,
evento dal quale scaturiscono possenti forze che ogni
individualità umana può scoprire in sè per prendere in
mano il sensodella propria ascesa. Ma per tornare
all’Anima Cosciente, per ora possiamo dire, in linea
generale, che durante la sua evoluzione l’individualità
umana elabora e trasforma progressivamente le parti di
cui consta a livello occulto e il giungere a una certa
tappa di questa elaborazione è detto Anima Cosciente. E’
quello che in generale è iniziato ad avvenire per
l’umanità da quasi seicento anni a questa parte. In questo
periodo è totalmente cambiato il mondo, perché è
cambiato l’uomo che è entrato in una nuova fase
evolutiva della sua esperienza.
Per iniziare a guadagnarne comprensione dobbiamo
brevemente richiamare la costituzione occulta dell’uomo
stesso, secondo il linguaggio della Scienza dello Spirito a
orientamento antroposofico, ma del tutto nel pieno della
Tradizione.
Anticamente certe realtà, le parti occulte dell’uomo,
potevano essere sperimentate, quindi, comprese solo da
chi avesse sviluppato delle facoltà spirituali attraverso
dell’Antroposofia, si trovano rispettivamente ai numeri 13, 9 e 99.
22
l’iniziazione.

I Rosacroce, all’alba della nuova epoca, hanno elaborato


un metodo, che utilizza anche la Scienza dello Spirito, che
ne è diretta continuatrice ed espressione, col quale si
riesce a portare l’intelletto logico alla comprensione di
queste cose. Generando questa comprensione si creano
nell’uomo gli stimoli per accendere in lui quel fuoco che
lo può condurre attivamente sulla via della spiritualità.
Per spiegarel’Anima Cosciente, dunque, occorre
ricordare quanto veniva in merito spiegato pochi secoli fa
dai rosicruciani e quanto viene spiegato oggi dalla
Scienza dello Spirito sulla costituzione occulta dell’uomo.
L’uomo è un’entità complessa al di là di come appare
alla mera percezione materiale. L’entità umana consta di
un corpo fisico, ma anche, oltre a questo, di un corpo
eterico e di un corpo astrale. Questi tre corpi sono uniti e
si compenetrano. Il primo lo abbiamo in comune coi
minerali, il secondo coi vegetali e il terzo cogli animali.
Ma l’uomo va oltre gli esseri di questi tre regni di natura,
perché possiede un Io al di sopra dei primi tre veicoli, un
Io che lo rende un’entità cosciente, che appunto lo rende
uomo. E questo Io è disceso sul piano fisico e compenetra
i corpi inferiori.
Il minerale non ha coscienza perché le sue componenti
superiori evolutivamente non lo compenetrano. Sono
fuori di esso. Così per i vegetali che possiedono su questo
piano solo un corpo eterico che vitalizza la componente
fisica, ma, non avendo integrato ancora un corpo astrale
su questo piano, non possono muoversi e debbono ancora
stare ancorati al grembo della Terra. E’ diverso per gli
animali che, invece, possiedono un corpo astrale e che,
quindi, hanno sviluppato un sistema nervoso e muscolare
23
e possono muoversi sulla terra, sebbene, in genere, la
loro spina dorsale sia parallela al terreno. Il corpo
astrale è portatore degli istinti, delle brame, ma anche dei
sentimenti e delle aspirazioni più nobili. Gli animali, a
differenza dell’uomo, non avendo integrato l’Io su questo
piano, rispondono a un Io di gruppo. La discesa dell’Io su
questo piano fisico porta non solo alla verticalizzazione
dell’essere, che pone la sua spina dorsale perpendicolare
al terreno8, ma al progressivo realizzarsi dell’essere
come entità individuale spiritualmente auto cosciente.
Inizia qui ad essere chiaro come l’evoluzione possa
essere intesa come discesa progressiva delle componenti
spirituali sul piano fisico, cioè, come progressiva
integrazione di componenti sempre più elevate.
Ovviamente questa integrazione genera mutamenti negli
esseri e una costante evoluzione di carattere spirituale
come abbiamo avuto modo di descrivere ora, ponendo le
differenze evolutive tra i tre regni di natura (minerale,
vegetale e animale) e l’uomo. L’integrazione progressiva
di questi elementi superiori genera coscienza, ma anche
la capacità di creare nel mondo esterno. E’ la storia
dell’uomo. Ora, queste considerazioni possono risultare
molto preziose per afferrare in chiave evolutiva quanto
stiamo spiegando.
Abbiamo citato quattro elementi della costituzione
occulta dell’uomo: Corpo fisico, corpo eterico, corpo
astrale e Io. Ve ne sono altri tre superiori chel’uomo
porterà a perfezione col tempo. Essi sono il Se Spirituale
o Manas, lo Spirito Vitale o Buddhi e l’Uomo – Spirito o
8
Qui sta uno dei significati occulti del simbolismo della Croce in relazione
all’evoluzione dell’uomo e uno dei segreti dell’insegnamento dei Rosa + Croce.
Rudolf Steiner ha elaborato per il genuino cercatore di questi tempi una potente
meditazione, detta appunto Meditazione della Rosacroce, che è incentrata in
buona parte su questo segreto evolutivo
24
Atma. Il Se Spirituale è il frutto della completa
trasformazione del Corpo Astrale da parte dell’Io. Lo
Spirito Vitale è il frutto della trasformazione del Corpo
Eterico e l’Uomo – Spirito la completa spiritualizzazione
del Corpo Fisico. Oggi l’uomo sta elaborando il Se
Spirituale. Alla fine di questo percorso evolutivo l’uomo
sarà completamente reintegrato nello Spirito e diverrà un
creatore (Ciò avverrà quando, per dirla nei termini
rosicruciani e della Scienza dello Spirito l’uomo avrà
compiuto l’evoluzione del Periodo cosiddetto di Vulcano).
Quanto abbiamo descritto ci palesa la costituzione
settemplice dell’uomo da un punto di vista occulto.
Considerata dinamicamente, questa settemplicità
coincide coi Sette Giorni della Creazione intesi
biblicamente come progetto evolutivo per l’Uomo.
Il numero sette indica sempre il perfezionamento di un
ciclo evolutivo nel tempo e qui noi abbiamo, espressa con
questo settenario, una chiara allusione a quella che deve
essere la realizzazione evolutiva dell’uomo.
Ma, di fatto, stando all’insegnamento rosicruciano,
l’uomo attraversa un’evoluzione legata anche al numero
nove, che, in realtà, è tre volte tre. L’uomo concretamente
ha nove membri o involucri successivi di coscienza.
Infatti, l’uomo, secondo questa strutturazione si
delineerebbe come segue:

9) Uomo - Spirito

8) Spirito Vitale

7) Se Spirituale

6) Anima Cosciente
25
5) Anima Razionale

4) Anima Senziente

3) Corpo Astrale

2) Corpo Eterico

1) Corpo Fisico

Secondo la visione settenarial ’AnimaSenziente e l’Anima


Cosciente appaiono, rispettivamente, come dentro al
Corpo Astrale e al Se Spirituale.

Svolgiamo alcune brevi considerazioni sullo sviluppo


delle cosiddette Tre Anime. Brevi perché una trattazione
più ponderosa, per quanto interessante e, per molti versi
necessaria, esulerebbe dai limiti di questo lavoro.
Elaborare l’Anima Senziente per l’uomo ha voluto dire
trasformare tutti gli impulsi più bassi del proprio corpo
astrale, compresi gli istinti aggressivi: in realtà l’uomo
sta ancora ritualizzando questi istinti e i vari gruppi
umani non procedono alla stessa velocità evolutiva, però
l’elaborazione significativa di questa parte è coincisa con
l’uscita dalla barbarie e dal puro egoismo. L’evoluzione
legata all’AnimaRazionale è collegata soprattutto allo
sviluppo della ricerca della conoscenza dellecose. La
ricerca filosofica ne è un esempio. Ma l’uomo sviluppato
fino a qui rimane ancora molto suggestionabile da
“poteri esterni” e, per molti versi, ancora oggi, gran
parte dell’umanità è pesantemente suggestionabile e
suggestionata dai media mainstream e dallereligioni di
26
massa.
Con lo sviluppo dell’Anima Cosciente l’Io può iniziare,
invece, a percepirsi come portatore di un Io Superiore (il
contatto è col Manas) e, dunque, inizia a percepirsi come
singola individualità spirituale e a sentirsi un centro nel
mondo. Ogni uomo inizia a cercare in se è per via
autonoma la propria direzione secondo lo Spirito. E
anche per rispondere a questo bisogno che sono nati
prima il rosicrucianesimo e, poi, la Scienza dello Spirito 9
e un’organizzazione tradizionale e ritualistica come la
Libera Muratoria.
Occupandoci di Iconosofia e di Storia dell’Arte da un
punto di vista della Scienza dello Spirito, rinviamo a
trattazioni più specifiche sulla tematica delle Tre Anime e
a quanto sviluppiamo in altri volumi della collana degli
studi in Iconosofia, della quale la presente ricerca è parte
integrante. Per altro verso, risulta, invece, importante qui
svolgere alcune brevi considerazioni che possono
rivelarsi preziose nello sviluppo dei temi trattati.
Nella storia dell’arte, il passaggio evolutivo dall’Epoca
dell’Anima Razionale a quella dell’Anima Cosciente si
può cogliere proprio nel passaggio dal Medioevo al
Rinascimento. In circa un secolo e mezzo gli artisti
superano il bidimensionale medievale e scoprono la
prospettiva, la capacità di rendere la tridimensionalità e
inaugurano la tecnica di una luce plasmatrice di forme.
L’arte riflette l’evoluzione spirituale e animica dell’uomo.

9
Gli Iniziati compiono questo sviluppo e queste trasformazioni in un tempo
proprio e, in genere, vivono stati di coscienza e condizioni evolutivamente più
avanzati rispetto all’umanità ordinaria. Mentre la generalità degli uomini, almeno
la parte più avanzata dell’umanità, è entrata nell’Epoca dell’Anima Cosciente e
può elaborare il Manas, gli Iniziati sono già al di là di questa fase e possono
iniziare a elaborare lo Spirito Vitale.

27
Queste scoperte testimoniano come l’uomo inizi davvero
a sentirsi un autonomo centro nel mondo (prospettiva e
tridimensionalità). Infatti, sappiamo che in pochissimi
secoli, due, il mondo cambia totalmente: si esce dal
feudalesimo, si sviluppa la rivoluzione industriale,
nascono le costituzioni, emerge la tutela della singola
individualità, che si puòdistaccare dal legame di sangue e
manifestarsi autonomamente ed altro ancora10. A ciò va
aggiunto che, aprendosi la nuova Epoca, sono gli Iniziati
che, non potendo agire più come in passato, trail XV e il
XVI secolo riappaiono come artisti, donando possenti
impulsi animico - spirituali attraversol’arte.

10
Cfr. Pioppo, M., Esoterismo delle Prove di Cristo di Sandro Botticelli, saggio
di questa stessa collana, ove l’argomento viene sviluppato maggiormente nei
particolari.
28
Fig.2:Icona medievale (IX secolo d. C.).

29
Fig. 3: Giotto da Bondone (1266 – 1337), Pentecoste, Cappella
degli Scrovegni, Padova. Il dipinto è databile al 1303 – 1305.

30
Fig. 4: Onufri di Neokastres, il Risveglio di Lazzaro, primi decenni
del XVI secolo, Museo di Arte Medievale di Coriza, Albania.

31
Nell’evoluzione della pittura si celano i segreti
dell’evoluzione spirituale dell’uomo

Sotto un altro riguardo, i Cenacoli, segretamente collegati


l’uno all’altro, dispiegano un itinerario non solo artistico,
ma anche e, soprattutto, di ricerca spirituale, un percorso
esoterico – artistico (che sembrerebbe, come vedremo,
svolgersi sotto la regia unica di una “Scuola” occulta
fiorentina) attraverso il quale gli artisti si misurano con
tematiche estremamente profonde, quali il senso
dell’evoluzione dell’Uomo, l’esoterismo dell’Eucaristia
intesa realmente come transustanziazione della Materia
operata dallo Spirito, della funzione della “figura
centrale” del dipinto di Cosmocrator di Chronocrator,
con tutti i richiami alla dottrina del Logos, nonché il ruolo
di Pietro e quello di Giovanni che saranno i rappresentanti
delle “ due Chiese”, essoterica ed esoterica, la figura di
Bartolomeo, che come vedremo risulta collegata con un
sapere che riguarda i cicli di evoluzione più ampi
dell’uomo e del suo cosmo, cioè i cicli processionali,
senza dimenticare di affrontare il “Mistero del Male” con
l’elaborazione della figura di Giuda, trattando e
veicolando, dunque, con queste opere un forte condensato
di saperi iniziatici.
Per tutto il primo secolo in cui si dispiega la peculiare
Tradizione dei Coenacula, ancora intorno ai soggetti
dipinti sono presenti le aureole, che si fanno via via più
discrete come, per esempio, nel Ghirlandaio, fino a
scomparire con l’artista vinciano. Inoltre, doveroso si
pone, poiché d’evidenza irresistibile, il segnalare la
particolarità iconografica assegnata dagli artisti alle figure
di Giovanni e a Giuda, nello stesso periodo. Giovanni e’
sempre dipinto come abbandonato sul grembo del
32
Signore, ad ‘auscultarne i segreti’, secondo i riferimenti
più consueti. Indi, al riguardo si conferma pienamente la
tradizione che vuole una profonda intimità ‘spirituale’ tra
i due. Giuda, invece, e’ sempre rappresentato senza
aureola, cromaticamente oscuro, e, a tavola, seduto
dall’altra parte, in antitesi al resto dei convitati, a volerne
evidentemente comunicare la carica sovversiva e
l’incarnazione delle forze dell’Ostacolo che vanno
superate e redente, e che hanno un senso e un’utilità
profonde per lo sviluppo dell’Uomo.
Tale itinerario, nel suo dispiegarsi, offre sempre
un’evoluzione e raggiunge ilsuoacme in quella che è la
risposta complessiva offerta da Leonardo nel suo
capolavoro, ove su tali tematiche troviamo
simbolicamente espressi in maniera grandiosa tutti gli
insegnamenti più profondi della Tradizione e il segreto del
Cristianesimo stesso, che altro non è che il segreto
dell’Uomo. Scopriremo come di quell’opera si possa dire
che è realmente un capolavoro universale.

Fig. 5: Particolare del Cenacolo di Taddeo Gaddi (1300 circa –


1366) che oggi si trova in Santa Croce a Firenze. L’opera è del 1337
33
ed è considerabile il primo affresco della Tradizione dei Cenacoli.In
questo dipinto possiamo apprezzare come l’artista stia scoprendo la
capacità di rendere la tridimensionalità, superando la
bidimensionalità che fino ad allora aveva caratterizzato, come limite
tecnico espressivo, la pittura.

Fig. 6: Cenacolo di Sant’Apollonia (1447) dipinto da Andrea del


Castagno (Castagno 1421 – Firenze 1457).

Fig. 7: Domenico Ghirlandaio Cenacolo della Badia di


Passignano (1478).

34
Fig. 8: Ultima Cena di Cosimo Rosselli (Firenze 1439 – Firenze
1507) dipinta sulla Parete Nord della Cappella Sistina nel 1482.

Fig. 9: Cenacolo di Pietro Perugino (1448 – 1523): L’opera, che è


databile al periodo 1493 – 1496, si trova oggi nel museo di Firenze
detto il Cenacolo di Fuligno, che si trova in quello che era il
refettorio della ex struttura monastica di Sant’Onofrio.
35
Fig. 10: Cenacolo della Calza di Franciabigio (1482 – 1525). Il
dipinto è datato 1514 e si trova nell’ex monastero di San Giovanni
Battista della Calza a Firenze.

Fig. 11: Cenacolo di San Salvi di Andrea del Sarto (1486 – 1530).
L’opera venne terminata nel 1527.

36
Fig. 12: Cenacolo di Leonardo in Santa Maria delle Grazie a
Milano (1498)

Diversi tempi evolutivi

Risulta significativo riflettere su come l’evoluzione


dell’arte non vada avanti con lo stesso ritmo nelle diverse
regioni del mondo e nelle diverse culture. Osservando la
bellissima tavola dell’Onufri su “il Risveglio di Lazzaro”
(Fig. 4), opera assegnata alla metà del XVI secolo, non
possiamo fare a meno di notare che essa è successiva al
Cenacolo di Leonardo e coeva delle opere di artisti che, in
Italia, cominciano ad affacciarsi verso il cosiddetto
Manierismo, cioè, continuano a esprimersi secondo i
dettami tracciati dai grandi degli ultimi due secoli, che
avevano rivoluzionato l’Arte pittorica secondo quel
percorso evolutivo che abbiamo fin qui evidenziato.
Ebbene, l’opera del grande maestro albanese, sicuramente
di grandissimo pregio, è prodotta ancora secondo i canoni
di una tendenziale bidimensionalità che in Italia
caratterizzava la nostra arte fino a due secoli prima. Essa è
più avvicinabile alla tradizione di Cimabue e, al limite, di

37
Giotto, che a quella puramente rinascimentale. Ciò ci
consente di affermare come l’evoluzione dell’Arte non
proceda allo stesso ritmo a seconda dei paesi e dei contesti
culturali, sebbene le distanze geografiche non siano, come
in questo caso, abissali. Effettuata questa
osservazione, la riflessione ulteriore che è nostra
intenzione condurre è quella che segue e che va ad
incentrarsi su considerazioni di carattere puramente
esoterico: la rivoluzione artistica della quale abbiamo
parlato, e che Leonardo da Vinci portò sicuramente al suo
acme espressivo, è, come abbiamo sottolineato,
espressione esteriore di un passaggio evolutivo interiore
dell’uomo. Al riguardo, usando l’arte come cartina al
tornasole, sembra palese che gran parte degli impulsi
spirituali necessari all’aprirsi della nuova epoca siano stati
dati fondamentalmente attraverso l’arte, la grande arte del
Rinascimento.Gli Iniziati del passato, soprattutto molti di
quelli che collaborano coscientemente ai tempi del
Mistero del Golgotha, alla “missione” del Logos, tanto per
intenderci, tornarono in questo periodo a calcare la scena
terrena per immettere nell’evoluzione umana nuovi
importanti impulsi, secondo quanto richiesto dallo spirito
del tempo. Gli Iniziati del passato non possono in questo
nuovo periodo esprimersi come in passato, perché le
condizioni del nostro mondo si sono notevolmente
densificate, né è necessario che lo facciano11. In questa
11
Rudolf Steiner, nella Conferenza tenuta a Dornach il 26 Aprile 1924, contenuta
in Considerazioni esoteriche su nessi karmici, volume secondo, O. O. 236, si
esprime in tal senso sulla reincarnazione degli Iniziati. Nel ciclo Il Vangelo di
Marco, O. O. 139, invece, rivela direttamente l’identità dei Dodici, che riconosce
come antichi iniziati che confluirono nel popolo ebraico per la preparazione del
Mistero del Golgotha. Egli narra come qualche secolo prima si incarnarono a
questo scopo come Maccabei e, poi, come quelle individualità che furono gli
apostoli. Leonardo da Vinci è una di queste individualità, come qualcun altro dei
grandi artisti rinascimentali.
38
nuova epoca, un’epoca, come abbiamo visto, in cui ogni
individualità umana progressivamente prenderà le misure
per avviarsi a un cammino ascendente, a quello che nella
Tradizione è chiamato Reditus, questi vecchi iniziati
hanno agito come artisti, facendo fluire nel nostro modo
possenti immaginazioni, cioè, in realtà, quadri sottili,
intrisi di forza dei Mondi Superiori, come ad esempio, lo
stesso Cenacolo di Leonardo che qui analizziamo. Queste
immaginazioni stimolano, per così dire, le individualità
umane, che ne sono misteriosamente attratte, verso la
Reale Via da percorrere, senza costrizioni alcune.Alla fine
di questo saggio, ricostruendo il significato complessivo
del Cenacolo, faremo luce sull’identità karmica di
Leonardo.

Una regia unitaria

La città di Firenze fu sede di istituzioni misteriche già


dall’Alto Medio Evo12. Non è infruttuoso in tal senso
pensare a Brunetto Latini13, al Petrarca e agli stilnovisti,
che celavano nelle loro poesie allegoriche una ben
concreta dottrina esoterica, quella dei cosiddetti Fedeli
d’Amore. Lo stesso Dante Alighieri, il sommo poeta, fu
uno dei capi di livello europeo di questa organizzazione
iniziatica14.E, nelle sue opere e, in particolar modo nella
12
Cfr. Baccarini, E., Firenze, esoterismo e mistero. Un viaggio tra i segreti e gli
enigmi della città, Sesto Fiorentino (FI) 2006; V. anche Orzalesi, P., Polveri
magiche alla corte dei medici, Sesto Fiorentino (FI) 2008.
13
Cfr. Steiner, R., Brunetto Latini, conferenza tenuta a Dornach il 30 Gennaio del
1915, rinvenibile in O. O. 161, e Sedi di Misteri nel Medioevo, Milano varie
edizioni, O. O. 233°, ove l’autore si diffonde sul passaggio dall’antico principio
di iniziazione a quello rosicruciano moderno, dando una ben precisa collocazione
evolutiva, in seno alla storia dei Misteri, all’esperienza del Latini e a quella dello
stesso Dante.
14
Centrale in merito il lavoro di Valli, L., Il linguaggio segreto di Dante e dei
fedeli d’Amore, Firenze 2013
39
Divina Commedia, fluiscono apporti di tutte le Scienze
Sacre: Cosmosofia e Astrosofia, Teosofia, Ermetismo,
Templarismo, Alchimia15, “sotto al velame de li versi
strani”, contenuti, cioè, veicolati scientementeattraverso il
simbolo e l’allegoria in favore di chi fosse e sia in grado
di coglierli, secondo il classico principio della
“eterogenesi dei fini16”, molto caro agli iniziati. Potremmo
portare esempi altri rispetto a Dante, ma riteniamo che
l’idea di Firenze come possente centro iniziatico
dell’Italia per quei secoli sia emersa piuttosto
chiaramente, avvalorata da elementi della più varia natura:
storica, letteraria, documentale e così via.
Firenze continuò a evolversi dopo l’acme dei tempi di
Dante, fino alla scuola neoplatonica fortemente voluta dai
Medici, scuola che, era ovviamente la facciata esterna di
una vera e propria istituzione iniziatica che, mutate alcune
forme, proseguiva la sua operatività senza soluzione di
continuità col passato. La scuola occulta fiorentina
fondamentalmente rispose a un compito evolutivo ben
preciso in seno ai Misteri: recuperare il sapere tradizionale
delle epoche più antiche e rinnovarlo alla luce dei
contenuti esoterici del Cristianesimo. Fu recuperato, per
esempio, il Corpus Hermeticum, e tradotto in latino da
Marsilio Ficino, cosa per la quale egli ebbe in dono, da
parte del Magnifico, la Villa di Careggi.Tutto il sapere
cosmologico, quello sulla conoscenza della
15
Numerosissimi i lavori di pregio sul tema. Ci piace citarne uno su tutti: quello
di Cerchio, B., L’Ermetismo di Dante, Roma 1988.
16
Di là da considerazioni psicologiche potenzialmente fuorvianti, l’eterogenesi
dei fini va intesa qui come l’intenzione degli iniziati – e Dante alighieri fu un alto
iniziato – di veicolare, all’interno di una composizione artistica, un complesso di
insegnamenti esoterici, ovviamente abilmente celato, affinché questo possa,
anche molto dopo nel tempo, risultare accessibile a chi è pronto per questo. Ciò
vale anche per molti giochi come quelli di carte, gli scacchi, il gioco dell’oca e
altri che celano insegnamenti di portata esoterica.
40
reincarnazione, sui corpi sottili dell’uomo, sulle
possibilità e tecniche di lavoro interiore veniva ora
“sposato” con il sapere cristiano, che recava
nell’evoluzione umana il sapere e le nuove forze dell’Io.
Questo significa che il Cristianesimo aveva segnato in
generale per l’umanità la discesa sul piano fisico di un
ulteriore principio umano quello dell’Io. Insomma, in
Firenze si preparò una strutturazione dei Misteri e
dell’Insegnamento Iniziatico rispondente alle esigenze
della nuova Epoca dell’anima Cosciente che andava
aprendosi.
Questi “rinnovati saperi” emergono dalle opere degli
artisti fiorentini. Ne abbiamo, in parte, trattato nel nostro
recente Esoterismo delle Prove di Cristo di Sandro
Botticelli, lavoro nel quale è emerso come questi contenuti
vengano in quell’affresco pienamente e coscientemente
veicolati dall’autore. Alla luce di quanto siamo andati
sviscerando fin qui, dal punto di vista dell’evoluzione dei
Misteri, la scuola fiorentina si pone, a parere dello
scrivente, come precorritrice delle nascenti istituzioni
iniziatiche della nuova epoca, ponendo per esse delle basi
operative e filosofiche oggi ben apprezzabili. Il
riferimento è al Rosicrucianesimo e alla Massoneria 17, che
rappresentano in Occidente le principali vie maestre della
Tradizione Regolare.
Essendo documentato come la gran parte degli artisti
fiorentini, e la totalità di quelli importanti tra loro,
confluisse, spesso fin dalla giovane età, nell’accademia
fiorentina, che era lo specchio esterno di una cerchia
iniziatica da lungo tempo operante e strutturata, appare
17
Sull’origine della Massoneria nella forma ritualistica in cui oggi viene intesa,
ovvero come Massoneria Speculativa, si è espresso lo stesso Rudolf Steiner in
Natura e scopi della Massoneria, O. O. 93, Milano 2014.
41
pienamente ragionevole, dunque,sostenereche sia esistita
una regia occulta unitaria dietro alla Tradizione dei
Cenacoli18, soprattutto se osserviamo tale Tradizione
come “percorso di ricerca”, non solo artistica, ma anche e,
soprattutto, filosofica e spirituale. Si potrebbe anche
affermare – e questa è una ipotesi euristica cara allo
scrivente –che la Tradizione dei Cenacoli accompagni,
essendone espressione, il trasformarsi e lo svilupparsi
della Scuola fiorentina in questo delicato e profondo
passaggio dal Medio Evo al Rinascimento.

18
Questa è stata anche la tesi di Anna Erede, una nota studiosa afferente al mondo
antroposofico, autrice, peraltro, di uno splendido libro, intitolato I Cenacoli
fiorentini, pubblicato a Firenze nel 2000.
42
Capitolo II

ANALISI DEGLI ELEMENTI


TRADIZIONALI DELL’OPERA

Lo “Spazio Sacro”

Col quadro di Leonardo appare per la prima volta nell’arte


europea, in una posizione significativa, la forma del
Doppio Quadrato o Quadrilungo, detta anche
OblongSquareo Carrè long, una forma geometrica che
possiamo considerare di derivazione totalmente
misteriosofica. In questa figura, che l’artista ha stagliato
sulla parete nord del refettorio di Santa Maria delle
Grazie, esiste tra l’altezza e la lunghezza un inderogabile
rapporto di 1:2.

43
Fig. 13: Il Doppio Quadrato.
Questa forma posseggono la Camera Reale della Grande
Piramide di Giza, le cui funzioni non sepolcrali, ma
fondamentalmente iniziatiche, ci sononote sulla base dei
Testi dellePiramidi19 ; il Tempio di Salomone, le cui
misure – relativamente alla pianta – vengono date a
divinis, nel Libro Primo dei Re, come un Doppio
Quadrato di 40 per 20 cubiti sacri; la Cappella Sistina
come nuovo Tempio di Salomone20; il Tempio massonico.
Il descritto rapporto proporzionale di 1:2 esisteva anche
tra le due cupole del Primo Goetheanum (chiamato
Johannesbau) edificato a Dornach da Rudolf Steiner nel
1918. L’edificio venne costruito completamente in legno.
Nel 1922 venne distrutto da un incendio.

19
I Testi delle Piramidi sono un complesso di formule rituali dell’Antico Egitto
che risalgono al III millennio a. C.. Queste formule, in realtà, sono iscrizioni
funebri, rinvenute nei sepolcri di alcuni faraoni, e sembrano essere le iscrizioni
più antiche di quella cultura. Si tratta di formule rituali, intrise di forza magica e
cerimoniale, il cui scopo era quello di proteggere e accompagnare il faraone,
ormai disincarnato, nella sua ascesa al Cielo e agli Dei.
20
Cfr. Pioppo, M., op. cit., Indipendently published 2019.
44
Fig. 14: Il rapporto proporzionale di 1:2 tra le due Cupole del
Primo Goetheanum.

Il significato del Doppio Quadrato secondo il


simbolismo geometrico

Secondo l’insegnamento tradizionale, da un punto di vista


simbolico, la figura del Quadrilungo, che contiene in se
Due Quadrati uguali, avrebbe il seguente significato: il
primo Quadrato riguarderebbe l’uomo fisico, terreno,
incarnato nel Quaternario, quindi, negli Elementi. Il
secondo Quadrato indicherebbe l’altra parte dell’uomo,
quella animico – spirituale. Infatti, lo scopo di tutti gli
ambienti e edifici descritti testé e aventi questa forma (o le
proporzioni ad essa riconducibili) è quello di consentire
all’uomo di entrare in uno “spazio sacro”, nel quale
andare a vivere esperienze che lo conducano a scoprire
l’altra parte di se, cioè a vivere la progressiva avventura
iniziatica della scoperta della propria dimensione

45
interiore.Questo è lo scopo di tutte le operazioni cultuali
di carattere templare21.

Il centro del doppio quadrato: l’incontro della


Prospettiva e del doppio quadrato

Abbiamo evidenziato come gli artisti rinascimentali


abbiano scoperto ed elaborato le leggi della Prospettiva ed
abbiamo anche riflettuto su quello che è il significato
simbolico, dunque, esoterico, della prospettiva stessa.
Nel dipinto di Leonardo c’è una novità che riguarda
proprio il Doppio Quadrato e la sua valenza simbolica. In
esso, il punto focale prospettico, che corrisponde agli
occhi del Cristo, si incontra col centro del Doppio
Quadrato, cioè, al significato simbolico del Quadrilungo
siaggiungequellorappresentato dal centro prospettico, che,
nel dipinto, corrisponde agli occhi del Cristo.
Ciò esprime sul piano della Geometria Simbolica il
rinnovamento dei Misteri che è intercorso
successivamente all’arrivo del Cristo sulla Terra.

Fig. 15: Il punto focale della Prospettiva è al centro del Doppio


Quadrato.

21
V. Wilmshurst, W. L., nel saggio The Meaning of Masonry, Londra 1922, opera
centrale nell’esoterismo massonico, il capitolo dedicato alla forma della Loggia
(The Form f the Lodge), in cui l’autore si produce in una spiegazione molto simile
della forma del Doppio Quadrato, che è la forma della stessa Loggia massonica.
46
Quindi, l’unione del centro del doppio quadrato e del
punto focale della prospettiva aggiunge un ulteriore
significato esoterico a quello del Doppio Quadrato.
Abbiamo già accennato alla scoperta della prospettiva e
alla portata del suo significato in seno all’evoluzione
spirituale dell’Uomo. Abbiamo anche chiarito quale sia il
significato simbolico del Doppio Quadrato.Leonardo
unifica nel suo quadro questi due elementi. Ciò, su un
piano simbolico, è un fatto di estrema importanza. E lo è
sia dal punto di vista dell’evoluzione generale
dell’umanità sia dal punto di vista dell’evoluzione dei
Misteri (Sembra strano, ma anche nei Misteri c’è
evoluzione, poiché essi vengono organizzati sempre in
rapporto all’evoluzione stessa dell’uomo).
Il doppio quadrato essenzialmente ci riporta alle sedi
templari dei Misteri, a quegli “spazi sacri” nei quali,
attraverso pratiche di ritualità tradizionale e tecniche di
esercizio interiore, si poteva e si può risvegliare la propria
coscienza su piani progressivamente più profondi e
ulteriori del nostro essere: in breve, nel dominio animico –
spirituale, fatto espresso simbolicamente dall’accesso al
secondo quadrato.La prospettiva, invece, esprime
l’ulteriore discesa sul piano umano di nostre facoltà
spirituali e, come abbiamo visto, dell’Io che può iniziare a
elaborare il Se Spirituale. E’ l’uomo che ha scoperto la
propria individualità. E’ l’uomo che, in questo percorso di
sempre maggiore individualizzazione, si svincola dal
sangue, da condizionamenti ancestrali insiti nel proprio
“Corpo lunare”. E’ l’uomo che costruisce un mondo dove
iniziano a potersi esprimere le qualità individuali che
iniziano a sopravanzare quelle della stirpe e che
sopravanzeranno poi anche quelle della razza. E sul piano
dell’operatività in seno ai Misteri questo passaggio
47
evolutivo cosa ha portato? Rispondiamo in modo
semplice. Ha portato la possibilità di vivere l’Iniziazione,
che ricordiamo è un’esperienza progressiva, certo nello
“spazio sacro” (il Doppio Quadrato), quindi, secondo i
dettami e i metodi della Tradizione Regolare custoditi e
veicolati attraverso il Tempio, ma con l’Io cosciente,
desto, totalmente desto (simbolicamente, il punto focale
della Prospettiva). Cristo disceso sulla Terra, quale Logos,
ha aperto all’umano questa possibilità, rinnovando gli
stessi Misteri. Ne abbiamo trattato a fondo nel nostro
Esoterismo delle Prove di Cristo di Botticelli, opera che
ha voluto evidenziare proprio come le Tre Tentazioni di
Cristo dipinte da Botticelli siano, in realtà, i tre passi
fondamentali del percorso iniziatico mossi ora da un
livello più alto, quello dell’Io e della coscienza spirituale
individualizzata. Non solo. Avevamo anche evidenziato
come su un piano generale – e Botticelli rende molto bene
iconologicamente tutto questo – l’azione del Cristo sia
stata tale da porre in armonia la Vecchia con la Nuova
Tradizione. Diversi Maestri Spirituali hanno raccontato
che prima l’esperienza misterica avveniva con l’Io
attutito22 e che, dopo gli ultimi sviluppi evolutivi umani,
sulla base anche di quello che è stato il verificarsi del
Mistero del Golgotha, all’uomo si è aperta la possibilità di
vivere quest’esperienza in modo più cosciente e
spiritualmente più individualizzato23. Quanto detto, in
essenza, ha voluto esprimere, almeno nei limiti in cui è
22
Semplicemente, in tempi precedenti, l’Io umano non aveva ancora sviluppato
una tale forza, poiché era meno calato sul piano fisico ed era impegnato a
elaborare altre parti dell’anima, come descritto nell’excursus a pag. 13 e seguenti.
23
Tra questi spicca in particolar modo Rudolf Steiner che si è ripetutamente
pronunciato sull’argomento da diversi punti di vista in numerosi passaggi della
sua Opera Omnia: su tutti, cfr. L’Iniziazione. Come si conseguono le conoscenze
dei Mondi Superiori?, O. O. 10, Milano 2016; Sedi di Misteri nel Medioevo.
Rosicrucianesimo e principio iniziatico moderno, O. O. 160, Milano 2014;
48
possibile farlo in un saggio per il grande pubblico, il
significato simbolico dell’Incontro del punto focale della
prospettiva e del Doppio Quadrato.

Cosa ci sta dicendo l’autore: Qui puoi entrare in te


stesso, accedere a quella parte di te che solitamente ti è
celata. Qui puoi accedere a una dimensione interiore per
avviarti alla Conoscenza di te stesso e, ormai, puoi farlo
con l’Io ben desto.

La strutturazione della prospettiva e l’artificio


della “levitazione”

49
Fig. 16: Punto di fuga della Prospettiva del Cenacolo

E’ lo stesso Leonardo a suggestionarci alquanto come


entriamo nel refettorio di Santa Maria delle Grazie ed
iniziamo da lontano a guardare il dipinto. E’ lui stesso a
porci l’invito ad elevarci dal piano terreno con un artifizio
quasi magico, posto in essere attraverso le leggi della
prospettiva, che egli a lungo studiò.
Tutto l’impianto pittorico è costruito intorno a quel punto
che, in quanto centro spirituale dell’opera, è stato ritenuto
il più degno: tale punto corrisponde al volto, o meglio agli
occhi di colui che ha detto di sè “Io sono la luce del
mondo”, Mt., 26, 26/27.
Volendo essere più precisi, possiamo che quel punto è
nell’occhio destro del Cristo. Ogni linea focale si rastrema
in quel punto; di lì passa il piano centrale di rastremazione
della prospettiva stessa.
Entrando nel salone e dirigendosi verso il dipinto,
l’osservatore viene subito catturato dalla forza irresistibile
di questo gioco prospettico e, nel sentirsi attratto verso il
punto di fuga, ha come la sensazione di levitare, di
sollevarsi a livello del punto focale, e l’emozione e’
enorme. Nel dipinto, inoltre,Leonardo ha fatto proseguire
illusionisticamente le pareti reali del refettorio e del
soffitto. I fianchi di queste pareti sono divaricati oltre il
limite naturale e la tavola è posta molto in avanti: lo
spettatore che si sente levitare verso il punto focale, ha
come l’impressione di essere un convitato.

50
Fig. 17: Chiamiamo questo fenomeno l’effetto Leonardo.

Cosa ci sta dicendo l’autore: Qui, non solo sei in uno


Spazio Sacro nel quale puoi andare alla scoperta della
parte animico – spirituale di te stesso con l’Io cosciente
ben desto, ma, in quanto uomo, come tutti gli uomini, sei
invitato a farlo per la tua stessa evoluzione. L’invito
giunge da parte del Logos stesso, quale Io archetipico,
incarnato nell’umano.

La “Scienza del Cielo”

Leonardo, ha voluto fornire col suo dipinto numerose


risposte a problemi d’importanza cruciale, non solo
limitatamente al tradimento di Giuda, ma, come vedremo,
anche in relazione a quel momento centrale per la
cristianità, che è l’istituzione dell’eucaristia (da leggersi in
51
chiave di “azione dello spirito che transustanzia la
materia”), ai ruoli di Pietro e Giovanni e, soprattutto a
quello del Cristo. Egli ha trasposto la nascita e lo
sviluppo del Cristianesimo su un livello più alto del
consueto, lo ha descritto come qualcosa di cosmico,
coinvolgendo il cielo e la terra, implicando le rivoluzioni
siderali, il grande tempo ciclico. E per rendere visibile
tutto ciò, l’artista ha dato ampio sfoggio del suo profondo
sapere della c.d. Scienza del Cielo, che, scienza
tradizionale per eccellenza (Scienza Sacra), era
espressione, per dirla con Platone, dell’andare delle cose,
del muoversi della vita nelmacro come nel microcosmo,
determinando tempi e cicli di vita e di evoluzione. Cosa
piuttosto consueta per i sapienti dell’epoca, per i quali lo
spazio astrologico era anche spazio astronomico:
pensiamo all’Almagesto di Tolomeo, agli imponenti studi
di Marsilio Ficino, che Leonardo seguì a fondo.
Ricordiamoci che le carte di Tolomeo hanno guidato la
navigazione di Colombo alla “riscoperta” dell’America ed
erano le stesse carte dello spazio stellare che possedeva
Leonardo.
Però, per fugare gli eventuali dubbi, occorre citare lo
stesso autore (Leonardo) che, in una lettera contenuta nel
Codice Atlantico24, parlando del Cenacolo, dice ‘qui nelle
figure intere ti viene presentata la Cosmografia’. Ma c’e’
di più. Possiamo risalire con certezza alla
fontesuaiconografica. Leonardo, infatti, conosceva un
altro artista, grandemente sapiente, particolarmente
addentro alle Scienze Tradizionali, che, nel periodo in cui
viene dipinto il Cenacolo, venne spesso in Italia, cioè il
Durer (celebre il suo Melancholia I, quadro denso di
24
Il Codice Atlantico è la più ampia raccolta di disegni e scritti di Leonardo Da
Vinci ed è conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano.
52
ammiccamenti esoterici, alchemici in particolare, che pure
è oggetto di un nostro lavoro iconosofico di prossima
pubblicazione).
Come ora vedremo, ben pochi dubbi possono sussistere
sul fatto che lo zodiaco disegnato da Albrecht Durer
costituisca una base iconografica ben nota alla fine del
XV secolo e chepossa aver offerto a Leonardo i modelli
per la connotazione dei personaggi del Cenacolo.

Fig. 18: Zodiaco di Albrecht Durer. Si tratta di un’incisione che è


stata riprodotta in molte copie.

Osserviamo ora le corrispondenze simboliche


tra le figure zodiacali e i personaggi del dipinto:
Simeone corrisponde all’Ariete. E’ uno zelota.
Appartienea una tribù combattente, la stessa di
Barabba che aveva ucciso un centurione romano
53
ed ebbe salva la vita in cambio di quella del
Cristo. L’Ariete è un Segno di Fuoco, governato
da Marte, antico Dio della guerra.
Giuda Taddeo si presenta di fronte con quel
collo taurino. Il Toro è un Segno sempre
frontale (Toro).

Fig. 19: Corrispondenza tra le figure di Simeone


Zelota e Giuda Taddeo e i Segni dell’Ariete e del
Toro.
Matteo, cosignificante dei Gemelli, mani
agitate e inquietudine mentale. E’ diviso tra il

54
pensiero e l’azione: guarda da una parte, ma
indica dall’altra.

Fig. 20: Matteo ricondotto al Segno zodiacale dei Gemelli.

Filippo associato al segno del Cancro,


elemento d’Acqua, con volto e collo
femminilmente morbidi. Un temperamento
linfatico, votato alla vita contemplativa. Con le
braccia sembra riprodurre i movimenti
avvolgenti del Segno. Quinto e’Giacomo
Maggiore, cosignificante del Leone. Cristo ha
appena dato l’annuncio del tradimento e lui
quasi ruggisce, allarga le braccia ed espone
coraggiosamente il petto, parte anatomica
corrispondente sul piano zodiacale, quasi a
chiedere con ira ‘chi osa mai?’ Sesto a tavola è
Tommaso (Vergine). La figura sembra ricalcata

55
da quella del Durer. Il dito è famoso,così come
il rigore razionale caratteristico del Segno.

Fig. 21: Filippo, Giacomo il Maggiore e Tommaso associati


rispettivamente ai Segni del Cancro, del Leone e della
Vergine.

Giovanni, luminosissimo, corrisponde al


segno zodiacale della Bilancia. L’inclinazione
del collo e del busto richiamano quella del
segno.E’ ilsettimo Segno zodiacale. E il sette e
il settenario sono forse i simboli più pregnanti
56
di tutta la Tradizione.Sette sono i Giorni della
Creazione, sette sono le note musicali, sette i
giorni della settimana, e tante potrebbero essere
ancora le citazioni. Sette, il numero dei pianeti
classici, esprime l’evoluzione dell’uomo nel
tempo (a differenza del dodici che esprime un
impulso che riguarda lo spazio). E il settenario
esprime nell’esoterismo l’UomoVero, l’uomo
che ha raggiunto per via iniziatica la pienezza
dello stato umano, che ne ha realizzato le
possibilità. Rappresenta, dunque, l’iniziato. Ciò
che il Signore emana egli sembra coglierlo
interiormente, animicamente.
Ma questa figura rappresenta anche una
risposta su la c.d. Chiesa diGiovanni, quella per
così dire “esoterica” che, in profonda sintonia
col Maestro, avrebbe accompagnato quella di
Pietro, “essoterica”, per tutto il suo percorso,
come indicato dalle parole del Cristo in un noto
passo del Vangelo di Giovanni (Gio. 21, 15 –
25).
Giuda è integrato nei Dodici e non separato
dal resto dei convitati. Questo è un fatto
rivoluzionario in seno alla Tradizione dei
Cenacoli, in cui, quasi sempre, è stato posto in
antitesi al Cristo e alla Tavola stessa.
Giuda corrisponde, secondo la nostra
interpretazione astrologica del dipinto, al Segno
dello Scorpione, a un momento in cui si penetra
nell’oscurità prima dei mesi invernali.E’ il
convitato più in ombra e più in basso. Le sue
braccia sono chele aperte.
La cosignificanza del Segno con gli
57
appettitisessuali e materiali può aggiungere un
ulteriore elemento di comprensione. Egli,
infatti, agguanta il sacchetto coi denari.
Coll’altra, reagendo impulsivamente, rovescia la
saliera, cioè, rifiuta, con questo gesto, il ruolo
sacrificale di Cristo. Il Sale era un elemento che,
tra le altre cose, simbolicamente era associato
alla vittima sacrificale nella cultura antica.Giuda
Iscariota voleva che Cristo divenisse un leader
politico per liberare il suo stato dai Romani.
Approfondiremo meglio questo aspetto più
avanti nell’ambito delle riflessioni sviluppate
sul percorso karmico dell’individualità di
Leonardo Da Vinci.
Scorpione viene dal verbo greco “skorpizein”
che vuol dire dividere, separare. Porta una
carica di sovvertimento, di distruttività, che
porta mutazione, fa morire le cose, come
avviene nel ciclo naturale, affinché, poi,
risorgano. Leonardo non isola Giuda, ma, nella
grande allegoria cosmica che descrive, ci mostra
come si tratti d’una forza dell’evoluzione, una
forza come altre, che la Saggezza Insondabile
del Creatore ha posto con le altre.
E se Giuda veniva classicamente associato al
Male, alle Forze dell’Ostacolo, da come veniva
dipinto prima di Leonardo in seno ai Cenacoli,
possiamo dedurre quale fosse la concezione del
Male, e filosoficamente e teologicamente:
qualcosa che ostacola frontalmente e che va
attaccato frontalmente, all’esterno di noi.
Questa concezione è madre dell’Inquisizione
che si era da poco sviluppata, prima in terra
58
spagnola e poi si era estesa al resto dei territori
della religione cattolica. Leonardo
iconograficamente esprime una concezione
diversa, che poi esamineremo, ponendo Giuda
tra gli altri consociati e non in antitesi con
alcuno. Questo significa riconoscere che le
cosiddette Forze dell’Ostacolo sono in noi,
operano dentro di noi e che vanno affrontate e
trasmutate, redente in noi stessi, per poterle poi
redimere all’esterno di noi. Come detto testé,
approfondiremo questa grandiosa rivoluzione
leonardesca in merito alla concezione del Male,
rivoluzione che scopriremo maturata
lungamente e dolorosamente nel percorso
evolutivo dell’individualità che si è presentata a
imprimere questi possenti impulsi
nell’atmosfera terrestre come il grande artista
vinciano.

59
Fig. 22: Giovanni e Giuda, rispettivamente
corrispondenti ai Segni della bilancia e dello Scorpione.

Pietro corrisponde al Sagittario. Associato all’elemento


Fuoco,all’annuncio del Cristo reagisce, appunto,
focosamente. Vuole “esplorare” chi sia il traditore, in una
reazione tipicamente sagittariana. Ma Pietro, Simon Pietro
(Simon = Obbediente – da Obaudire, cioè “che ascolta la
Parola”,e Pietro = Pietra, Pietra di Fondamento
dell’istituzione cristiana) è anche colui che dovrà “pascere
le pecorelle del Signore” (Gio. 21, 15 – 25), cioè fondare
60
e costruire la Chiesa esteriore. E’ associato al solstizio
d’inverno – e’ un dato fondato sul meccanismo
precessionale - poichétutti i compiti di particolare
importanza devono prendere avvio in tale periodo, per la
via della massima potenza dell’influsso spirituale sulla
Terra.
Tipicamente capricorninaè, invece, la figura di Andrea,
che solleva scetticamente le mani in segno di difesa. Gli
angoli della bocca sono piegati in basso verso il no.
Giacomo Minoree’ l’Acquario. Nell’immagine si vede il
braccio proteso, come nel disegno del Durer. E’ la
posizione associata alla chiaroveggenza.

61
Fig. 23: Pietro, Andrea e Giacomo Minore,
rispettivamente, corrispondenti a Sagittario, Capricorno e
Acquario.
Bartolomeoè l’ultimo. Rappresenta il segno dei Pesci, la
fine dello spazio siderale, l’uscita dai confini dati. Si
tratta di uno degli attuali “fasciami dell’Arca”, per dirla
con Platone(v. Timeo : i fasciami dell’Arca intesi come
coluri equinoziali e assi solstiziali). Leonardo, in
documenti che si trovano a Londra, ne parla e ci mostra i
disegni preparatori, dicendoci come ha voluto avvicinarne
le mani al corpo allo scopo di rappresentare al meglio le
pinne dei Pesci.

Fig. 24: Bartolomeo cosignificante del Segno dei


Pesci.

Ma lì, Leonardo riprende anche la storia di San


Bartolomeo, citando il suo martirio, quando fu scuoiato
vivo e diffondendosi sul simbolismo di questa che era
ritenuta un’allegoria, rappresentante una verità alchemico
– siderale. E, infatti, Bartolomeo, anche nella statuaria
(emblematica la statua del D’Agrate nel Duomo di

62
Milano: v. fig. 25) è sempre rappresentato scuoiato, in
piedi come lo rappresenta lo stesso Leonardo, strutturato
secondo il modello della costellazione e con sul braccio la
propria pelle, quasi a mo’di soprabito da portarsi
appresso. La pelle è l’organo che contiene l’uomo, che lo
delimita rispetto all’ambiente esterno, è il suo confine
fisico ed anch’essa è cosignificante del Segno dei Pesci,
limite dello Zodiaco.
Ma, qui, con la figura di Bartolomeo si entra nel grande
tempo ciclico scandito essenzialmente, per l’evoluzione
terrestre, dalla Precessione degli Equinozi. E, nel rapporto
simbolico di questa figura col fenomeno precessionale
scopriremo anche la ragione dello “scuoiamento”, sempre
ad essa associato.
Per andare avanti, dobbiamo a questo punto rendere
edotto il lettore di cos’è la precessione degli equinozi e
del perché risulta essere così importante per l’evoluzione
terrestre considerata nel suo andare ciclico. Lo faremo
con parole nostre. La precessione degli equinozi è un
fenomeno per il quale anno dopo anno, il momento
d’inizio della Primavera è anticipato di un minimo rispetto
all’anno precedente, in seno a quella che possiamo
considerare la Ruota Zodiacale di 360°, Ruota sulla quale
sono visibili le costellazioni alle quali associamo i Segni
zodiacali.
Il Sole compie una rivoluzione, cioè un giro completo dei
360° della Ruota zodiacale in un anno (L’anno si chiama
così perché la parola deriva dal latino “anus”, che
significa anello, cerchio). La precessione tira in ballo,
invece, un anno diverso, di una durata molto più estesa e
che è noto come “Anno Platonico”. Sulla base di vari

63
fattori, quali inclinazione dell’asse terrestre, la nutazione 25
e le complesse interazionigravitazionali tra la Terra e altri
corpi celesti, accade che ogni 72 anni il giorno che apre la
Primavera viene anticipato di 24 ore. Il Sole che,
nell’anno normale ha un passo di un grado al giorno circa,
nell’Anno Platonico ha il passo di un grado ogni 72 anni
appunto, però, all’inverso. Invece di avanzare retrocede
sulla Ruota zodiacale. Il primo giorno di Primavera
coincide zodiacalmente col cosiddetto Punto Vernale.
Questo punto, dunque, retrocede di un grado ogni anno.
L’anno precessionale si compie in quasi 26.000. Infatti, il
Sole impiega un simile tempo a riportare nello stesso
grado il Punto Vernale. Di conseguenza, ogni Segno
zodiacale che sappiamo corrispondere a 30 gradi nel
Cerchio zodiacale stesso, è attraversato dal in 2160. Ciò
individua una cosiddetta “era astrologica”. Da un punto di
vista tradizionale, ogni epoca si colora secondo l’influsso
solare che cambia ogni 2160 anni e anche nelle forme
esteriori questo risulta riconoscibile. Per esempio, la
cultura egizia aveva come sacro il cosiddetto Bue Api:
questo è in realtà una forma esteriore dell’influsso solare
che su base precessionale dal 4000 al 2000 a. C. aveva
25
Da Wikipedia:La nutazione è il moto di oscillazione (etimologicamente
significa in latino classico "un cenno del capo") dell'asse di rotazione di un
oggetto, che si manifesta in combinazione con un moto di precessione. Questo
moto è dovuto al fatto che il momento angolare della precessione si somma a
quello della rotazione: perciò il momento angolare risultante non è esattamente
diretto lungo l'asse di simmetria dell'oggetto rotante. Questo provoca
un'oscillazione di tale asse nella direzione trasversale al moto di precessione e, in
conseguenza di questo, anche una lieve variazione periodica della velocità
angolare di precessione. L'ampiezza della nutazione è proporzionale
al rapporto tra la velocità angolare di precessione e quella di rotazione. La
nutazione si osserva ad esempio nel moto della trottola: man mano che essa
rallenta la sua rotazione il suo asse oscilla via via più marcatamente, finché la
trottola cade.

64
visto vivere nella sua pienezza la Civiltà dell’Antico
Egitto, della Caldei e di altre fiorenti popolazioni
mesopotamiche. Dopo, il Punto Vernale si è spostato
nell’Ariete e sia la tradizione esteriore che il mito si
vestono di questa nuova forma. Ovviamente, è diverso
l’influsso solare sulla Terra, poiché irraggia, era dopo era,
secondo sempre diverse caratteristiche sottili.
Nel mito. il passaggio dall’Epoca del Toro a quella
dell’Ariete è ben raccontato, per esempio, biblicamente
nel racconto dell’Esodo sul Vitello d’Oro, che Mosè fa
distruggere, perché significherebbe fermarsi
nell’evoluzione e non riconoscere i nuovi impulsi, cosa,
però, in cui il popolo stava cadendo.
Un altro mito nel quale è compreso anche il significato del
passaggio dell’Epoca del toro a quella dell’Ariete è quello
di Teseo e del Minotauro. L’uccisione del Minotauro
rappresenta l’aver compiuto il percorso evolutivo che era
stabilito per l’Epoca del Toro e il poter così passare
validamente alla nuova Epoca dell’Ariete. Venendo a
un’Epoca successiva, con Cristo si sacrifica l’Agnello
(sotto questo aspetto l’Ariete) e si apre l’Era precessionale
dei Pesci.
Nel dipinto di Leonardo, i Pesci sono rappresentati – lo
abbiamo ben evidenziato – dalla figura di Bartolomeo.
Cristo, fondando il Cristianesimo ha anche aperto l’Epoca
dei Pesci, che, astrologicamente durerà 2160 anni. Questo
significa che il Punto Vernale retrocederà attraversando
tutto il Segno dei pesci fino a quando giungerà nel Segno
dell’Acquario aprendo una nuova epoca. Il retrocedere del
Punto Vernale nel segno dei Pesci è simbolicamente

65
rappresentato come lo “scuoiamento” dei Pesci, quindi,
del cosignificante Bartolomeo26.
Esaurita l’Era dei Pesci, quando il Punto Vernale li avrà
percorsi per intero e Bartolomeo sarà stato scuoiato tutto,
l’uomo uscirà da questo ciclo, aprendosi a “nuove cose”.
Inizierà la c.d. Era dell’Acquario.

Fig. 25: Scultura di Bartolomeo opera di Marco D’Agrate, di poco


successiva al Cenacolo. La troviamo all’interno del Duomo di Milano,
in bella vista.

26
Possiamo segnalare come nell’araldica e negli stemmi di molte città siano
apparsi due tritoni, proprio a simboleggiare i due Pesci.
66
Fig. 26: San Bartolomeo. Particolare del Giudizio
Universale di Michelangelo, Parete Est della Cappella
Sistina (1535 – 1541).

67
Fig. 27: Scultura moderna di Damien Hirst, che si
trova presso Chatsworth House nel Derbishire, in
Inghilterra.

68
Cristo, fuori dallo Zodiaco e centro dinamico di tutto il
quadro, compensa tutte le unilateralità, e, pur in
atteggiamento distaccato, mostra una totale dedizione di
sé all’uomo e alla terra. Rappresenta il centro immobile
della Rota Mundi, quel centro ove risiede la c.d. Pax
profunda, per usare il linguaggio rosacrociano dell’epoca.
Cristo assume qui la funzione di Khronokrator, oltre che
quella di Kosmokrator, Signore del Tempo e del
Cosmo.E’ il Logos che si avvale della dodecuplicità delle
forze zodiacali per conformare il nostro spazio evolutivo.
Altresì, Cristo può essere inteso come Sole Spirituale del
nostro Cosmo.
Leonardo, quest’uomo che sapeva molto più di quanto
dipingeva, ma che colla sua pittura faceva vibrare ancor
più fortemente quanto taceva (allora non c’era la libertà di
pensiero di oggi e le difformità venivano perseguite dal
Tribunale della Santa Inquisizione), ha dipinto una tavola
cosmica, ordinata secondo i ritmi del cielo, donandoci una
serie di risposte profonde sulla ‘missionecristiana’,
connessa all’evoluzione dell’Uomo sulla Terra.
Mi viene da aggiungere al riguardo, qualche parola di
Sant’Agostino, che dice ‘ quella che oggi e’ chiamata
religione cristiana esisteva già nell’antichità e non era
assente neppure agli albori del genere umano. Da quando
Cristo apparve nella carne, la VERA RELIGIONE, che
esisteva già prima, prese il nome di Cristiana’.
Quanto abbiamo enucleato è sempre stato abbastanza noto
nell’ambito della vera cultura misterica e non in quella da
supermarket che si è andata sviluppando oggi in quello
che René Guènon ha chiamato il Regno della Quantità,
espressione dell’aver toccato gli abissi più bassi
dell’evoluzione materialistica.Ma sembra essersi destata
una certa speranza per l’umanità.
69
Negli ultimi settanta anni, cioè a partire dagli anni ’50 del
secolo scorso, sono state presentate in ambito profano e
anche in ambito scientifico ricerche tali da legittimare
anche presso il mondo accademico l’interpretazione e la
lettura simbolico – astrologica dell’affresco vinciano.
Nel 1955 fu Nicola Sementovsky – Kurilo, nel suo Nuovo
Trattato completo di Astrologia teorico – pratica, a
delineare una correlazione fra gli Apostoli dipinti e i
Dodici Segni dello Zodiaco. Nel 1982, invece, è stata la
volta del Professor Franco Berdini, che, nel suo brillante
saggio intitolato Magia e Astrologia nel Cenacolo di
Leonardo, sviluppava ulteriormente la tesi,
corroborandola col supporto di varie fonti anche
documentali. La sua opera trovava il plauso di importanti
individualità del mondo della cultura e, in particolare, dei
critici d’arte Giulio Carlo Argan e Francesco Mei.

Un’ispirazione a livello delle Archai

Tirando in ballo il grande tempo ciclico, i ritmi cosmici


dell’evoluzione e, come abbiamo visto, le energie celesti
di cui si avvale il Logos nel formare il nostro Cosmo,
Leonardo sembra manifestare un’ispirazione più alta del
consueto rispetto a quella di altri artisti. Si tratta,
dicendolo in termini occulti, di un’ispirazione di livello
delle Archai. L’ispirazione a livello delle Archai supera
quella angelica e arcangelica, poiché fa fluire qualcosa
che non riguarda solo il singolo uomo (ispirazione di
livello angelico), solo un singolo popolo (ispirazione di
livello arcangelico), ma anche i grandi cicli di tempo che

70
scandiscono l’evoluzione cosmica e umana (ispirazione di
livello archaico)27.

Cosa ci sta dicendo l’autore:Tu, Uomo, puoi qui entrare


in te stesso, in quello Spazio Sacro nel qual andare a
scoprire che sei anche Anima e Spirito e non mero corpo
fisico. Tu sei invitato dal Logos stesso a fare questo, e il
Logos è in te, è il tuo Io archetipico. Poi, devi considerare
che sei un essere celeste, tu discendi dal Cielo, come il
Logos, come ogni cosa. Tu hai in te il Cielo. Questo è
stato dimenticato, ma ora puoi ricordarlo.

27
Angeli, Arcangeli e Archai costituiscono la cosiddetta Prima Gerarchia degli
Esseri celesti oltre l’Uomo. La Seconda Gerarchia è costituita da Virtù, Potestà e
Dominazioni. La Terza Gerarchia è composta da Serafini, Cherubini e Troni. Per
un esame approfondito può risultare proficuo consultare il ciclo di Rudolf Steiner
su Gerarchie spirituali e loro riflesso nel mondo fisico, O. O. 110, Milano varie
edizioni.
71
De lapidibus

Ogni convitato porta un castone. E’ questo un elemento di


rispondenza tradizionale, espressione della c.d. tradizione
lapidea che e’ antichissima. Ove c’e’ storia, infatti, c’e’
tradizione lapidea, c’è il richiamo alla simbologia e alla
mistica delle pietre.

72
Fig. 28: Esempio di castone emerso dopo il restauro della Pinin
Brambilla Barcilon.

In tutte le culture, da quelle mesopotamiche all’età


moderna, è imponente la tradizione di Lithica, cioè dei
c.d. lapidari, nei quali è presente l’allusione a una
simbolica e perfetta comunità umana da costruirsi secondo
il sacro schema del duodenario con dodici tipi di pietre
preziose, e tale allusione è fortemente presente anche nelle
Sacre Scritture, nell’Antico e nel Nuovo Testamento.
Nella Bibbia, le dodici pietre rappresentano le dodici tribù
di Israele, il popolo del Signore. Il sommo sacerdote
ebraico indossa un collare, detto ephod, con queste dodici
pietre, ognuna rappresentante una tribù con le proprie
caratteristiche, i propri compiti e funzioni. E i riferimenti
sono ancora tanti, ma, qui, ci concentriamo su quello più
pregnante per il nostro discorso, e, cioè, con quanto
presente nell’Apocalisse di San Giovanni. In quest’opera,
infatti, ove si dispiega al discepolo una meravigliosa
visione spirituale delle cose a venire, troviamo descritta la
Gerusalemme Celeste, la Civitas Dei – Ap. 9, 21 - 27,
quello che diverrà il consorzio umano sulla terra, in
seguito all’Avvento del Cristo e al “compimento delle
cose ultime”.

73
Fig. 29: Immagine del Sommo Sacerdote ebraico
gibernato con l’Ephod.
Nella descrizione di questa città, tra le altre cose, si dice
che essa ha dodici porte, dodici basamenti e, sopra ognuno
di questi, dodici pietre, che vengono elencate una per una,
partendo dal diaspro, come primo basamento, associato
simbolicamente alla fede e, come vedremo, a Simon
Pietro.
Un inciso : Leonardo sa bene che, stando al significato
letterale delle narrazioni evangeliche, almeno quattro dei
convitati sono fratelli (Andrea e Pietro, Giacomo e
Giovanni) e, quindi, in quanto tali della stessa tribù, ma,
nonostante ciò, assegna a ognuno un castone diverso, e lo
scrive apertamente, poiché vuole non solo rappresentare le
dodici tribù d’Israele, ma l’archetipo della città celeste,

74
facendo collimare ogni cosa in una logica alchemico –
siderale, espressa sul piano simbolico.
La Chiesa attuale non ha disconosciuto la sapienza
lapidica, ma ne ha fatto propria la simbologia e possiede
un proprio lapidario. Copricapi, pastorali, calici e altri
strumenti liturgicicontengono sempre un numero preciso e
un tipo preciso di pietre preziose, a seconda dell’uso al
quale sono destinati. Sia bastevole un tale accenno, non
potendo qui approfondire oltre un così interessante
argomento.La fonte più autorevole in materia, ricettacolo
di tutto questo antico sapere, peraltro ben custodita in
ambito ecclesiastico, si colloca storicamente agli inizi del
Basso Medio Evo, nel 1100 circa. Si tratta delle opere di
Marbodo di Rennnes e di Ildegarda di Bingen, che
recepiscono quanto deriva da una tradizione
antichissima.E’ molto noto ilDe lapidibusdel vescovo
cattolico Marbodo di Rennes, lapidario al quale attinse lo
stesso Leonardo28.
All’interno dell’opera è contenuta una parte, il De
duodecimlapidibuspraetiosis, ove viene sviluppato
l’argomento della costruzione della Città Celeste con le
pietre simboliche, che, come ora vedremo, è in perfetta
assonanza con quanto detto sulla c.d. Scienza del Cielo.

Identificazione simbolica

Alla luce dell’insegnamento tradizionale presente in seno


ai lapidari citati, avanziamo la seguente ipotesi euristica
sulle corrispondenze simboliche tra tipologia litiche e
personaggi dipinti nel Cenacolo. Ci accorgeremo di come
28
Questi lapidari attingevano a loro volta da testi più antichi, quali quelli di Plinio
il Vecchio e Xenofane, i quali, a loro volta, si fondavano su elementi ancora più
risalenti come il Razionale di Aaronne, fratello di Mosè, e su elementi addirittura
di culture ancora più antiche.
75
si sveli anche una profonda consonanza con le stesse
corrispondenze zodiacali appena esaminate:

Simeone Zelota =Zaffiro. E’ detto “designare il cuore dei


semplici”. Infatti, Simeone appartiene a una tribù
combattente che ha la sua corrispondenza astrologica nel
fuoco dell’Ariete e di Marte.

Giuda Taddeo =Smeraldo. “Rappresenta la fede operosa


che compie opere di pietà”. Come tale si addice molto alle
caratteristiche anche astrologiche di questo apostolo,
associato alla serena concretezza del Segno del Toro.

Matteo = Berillo. Questa pietra è detta “rappresentare i


voti delle menti sagaci per ingegno”.Abbiamo già
considerato come Matteo sia una figura cosignificante del
Segno d’Aria, mercuriale e mentale dei Gemelli.

Filippo = Topazio. Viene detto che questa gemma“e per


aspetto e per luce mostra il solido impegno della vita
contemplativa”. Niente di più confacente al linfatico e
cancerino Filippo, ritratto in un atteggiamento totalmente
interiorizzante in risposta all’annuncio del
Cristo.Giacomo Maggiore = Calcedonio. E’ detto che “ha
l’aspetto del fuoco, arde in pubblico . . .”. Infatti, a
differenza di quella di Filippo, la reazione di Giacomo
Maggiore è molto evidente, esteriore, quasi ruggisce
all’annuncio del Cristo, come se dicesse “Chi … osa
tradirti?”.

Tommaso = Sardio. Sesto nel catalogo, “interpreta il


mistero della Croce”. E’ associato al segno zodiacale
della Vergine e al suo rigore razionale. Rappresenta
76
l’impegno analitico dell’Io umano nell’afferrare le cose
sul piano razionale. Nel simbolismo annuale la
Chiesa Cattolica ha fissato al quattordici Settembre il
giorno dedicato all’Esaltazione (nel senso di
Innalzamento) della Croce. La fissazione di questa
festività liturgica risale al fatto che, proprio il quattordici
Settembre del 327 d. C., la chiaroveggente Elena
imperatrice, madre di Costantino il Grande, scoprì il luogo
ove era sotterrata la Croce di Gesù, facendola, così,
dissotterrare e, appunto, innalzare di fronte al popolo.
Tuttavia, in quel periodo il Sole si trova nel decano
centrale del Segno della Vergine, perfettamente
corrispondente anche al Sardio e all’iniziare a vedere che
la Croce è innalzata in seno all’evoluzione dell’umanità,
affinché possa essere studiata e contemplata.

Giovanni = Crisolito d’oro. E’ detto di questa pietra che“.


. . scintilla come una fornace, rappresenta i costumi degli
uomini di perfetta sapienza, splende di settemplice grazia
nella sacra luce”. Abbiamo identificato Giovanni come
l’apostolo più vicino a Cristo, proprio perché l’iniziato tra
loro di grado più alto.

Giuda = Ametista.“. . . pietra violacea, dalle strane


fiamme, associata alla capacita’ di mutazione, connessa
coi misteri di trasformazione legati al passaggio dalla
porta della morte . . .”. Non ci potrebbe essere miglior
descrizione di una gemma associata al tenebroso Segno
dello Scorpione, che abbiamo analizzato nel capitolo
precedente.

Simon Pietro = Diaspro.“. . . porta il verde della fede, è


forte difesa contro ogni tentazione”. E’ sulla fede di Pietro
77
che viene edificata la Chiesa. Pietro è la Pietra
Fondamentale su cui viene edificata la Chiesa Cristiana e
Cristo, secondo un noto simbolismo massonico,che è
essenzialmente biblico, ne è la Pietra Angolare, che
completa e da dignità a tutta la costruzione29.

Andrea = Sardonica. Questa pietra “rappresenta l’uomo


interiore, l’umiltà, l’uomo in cui albeggia la castità”.
Questo apostolo è associato al Capricorno e all’austerità
di Saturno, sempre circondato da una
gravitassignificativa, ma non tanto nel senso di
pesantezza, quanto nel senso di serietà profonda e
lontananza dalla superficialità. E’ pietra d’eccellenza
morale senz’altro.

Giacomo Minore = Giacinto. E’ gemma che“. . . indica la


vita angelica, formata di discrezione”.Essa risplende di
una meravigliosa luce e, simbolicamente,esprime la
crescita di consapevolezza dell’iniziato, nonché
l’acquisizione da parte di questi della possibilità di
esperienziale il mondo sottile. Astrologicamente e
cosignificante del Segno dell’Acquario.

Bartolomeo = Crisopazio.“. . . e’ il ritorno all’unita’ e


rappresenta la perfetta carità che nessuno può
scalfire”.Nella tradizione si sostiene che liberi dall’invidia
e aiuti a sviluppare il chakra del cuore.
Infine, la figura del Cristo, e’ associata al diamante. Il
diamante è il simbolo del Redentore. In tutte le opere di
Lithica, è la pietra portatrice di virtù per eccellenza.
29
Il lettore troverà presto ampie riflessioni sui rapporti tra Cristo e Pietro nel
nostro saggio di imminente pubblicazione che andrà a trattare del dipinto di Pietro
Perugino su La Consegna delle Chiavi, presente nella Parete Nord della Cappella
Sistina.
78
‘Adamas’, in greco, significa l’”inalterabile”. Si dice sia
inattaccabile dal ferro e dal fuoco, a significare
l’impotenza dei condizionamenti materiali nei suoi
confronti. Sintetizza in sé le virtù di tutte le pietre. Infatti,
sa far passare e brillare attraverso di sé la luce e
scomporla nel suo spettro infinito. Marbodo testualmente
dice “Il Re dei Re è il supremo costruttore della città
celeste” e lo associa a questa pietra. Già il profeta Amos
(Amos, 7, 8 e 9), esercitando il suo dono di profezia, disse
che in mezzo a Israele sarebbe arrivato un diamante, ben
riferendosi a quella forza e guida che condurrà gli uomini
a realizzare, per dirla con il saggio Marbodo di Rennes, la
civitas uranica sulla terra. Il riferimento è ovviamente alla
discesa del Logos nell’umano, cioè al Cristo.
Cosa sono in realtà le Pietre?
Le Pietre sono un condensato terrestre di Energie Celesti.
Il Logos, attraverso la lente dodecuplice delle Gerarchie,
rappresentata dalle forze spirituali dello Zodiaco, intesse
la realtà del nostro spazio evolutivo. Nella sfera terrestre,
ove tutto in questa fase dell’evoluzione si densifica, il
precipitato fisico di queste energie è rappresentato dalle
Dodici Pietre fondamentali e il resto della realtà è
prodotto dal frammischiarsi e dall’interagire di questi tipi
fondamentali. Ciò lascia emergere un fatto fondamentale
che diviene un imprescindibile elemento di conoscenza: la
Materia terrestre è il frutto dell’azione spirituale delle
Entità Celesti. Ogni cosa che può essere costruita sulla
Terra, in quello che è il nostro attuale spazio evolutivo,
deriva dal Cielo, è espressione di Energie Celesti, così
come lo siamo noi.

ADDENDUM: la Corona dei Re.


79
La placchetta centrale della corona reca incastonate dodici
pietre preziose, quelle dodici di cui finora fin qui abbiamo
parlato, ordinate in quattro file orizzontali di tre gemme
ciascuna, con non poco palese riferimento al Gran
Sacerdote d’Israele e al suo pettorale adorno delle dodici
gemme simboleggianti le dodici tribù d’Israele e,
nell’esegesi prodotta, anche gli apostoli, i mesi e le
costellazioni, a sottolineare il ruolo del Cristo Re e
Sacerdote, Khronokratorekosmokrator.
La gemma centrale della Corona Imperiale è detta per il
suo valore e il suo splendore DerWaise, letteralmente
l’Orfana (cioè la Sola, l’Unica, la Senza Pari): essa
simboleggia Cristo quale Pietra Angolare, ma assomma in
sé potenti riferimenti a ulteriori miti, che sono lo sviluppo
l’uno dell’altro nel Tempo.
La Corona Imperiale sembra dunque alludere a una
condizione di completezza interiore, iniziatica, raggiunta
dall’Imperatore, il quale, proprio sulla base di tale
conseguimento era ritenuto legittimato ad esercitare il suo
potere.
Altresì, tale gioiello corrisponde al Gioiello simbolico dei
Rosacroce, perfettamente ottenibile dall’iniziato che
proficuamente concluda il suo iter. Non a caso, poi, un
grado considerevole nel rosicrucianesimo è proprio quello
di Imperator.

80
Cosa ci sta dicendo l’autore: Tu, Uomo, puoi qui entrare
in te stesso, in quello Spazio Sacro nel qual andare a
scoprire che sei anche Anima e Spirito e non mero corpo
fisico. Tu sei invitato dal Logos stesso a fare questo, e il
Logos è in te, è il tuo Io archetipico. Tu puoi fare questo
basandoti sul tuo Io, in piena coscienza. Poi, devi
considerare che sei un essere celeste, tu discendi dal
Cielo, come il Logos, come ogni cosa. Tu hai in te il
Cielo. Questo è stato dimenticato, ma ora puoi
ricordarlo. E ogni cosa che vedi sulla Terra è il
condensato di Energie Celesti, ha un’origine spirituale,
quindi, è bene capire che occorre sacralizzare ogni cosa
che fai.

81
Della Musica

E’ argomento questo sul quale da tempo occorreva


spendere qualche parola chiarificatrice, poiché, oggi come
in nessun’altra epoca, sedicenti studiosi paiono sentirsi
investiti a divinis della missione di regalare al mondo
chissà quali sensazionali rivelazioni, non perdendo
occasione di ergersi a poderosi disvelatori di profondi
segreti, salvo, però, farci, poi, scoprire che, quando non si
tratta di operazioni artatamente pilotate al mero scopo
d’introitare profitti, ci si trova di fronte a soggetti che il
senso comune, alla luce di alcune spiegazioni, non
esiterebbe a qualificare come emeriti scopritori dell’acqua
calda.
Nella fattispecie, anche poco tempo fa, sono stati editati
lavori, uno di un autore sardo, del nord dell’isola per la
precisione, ove solennemente si annunziava la
decodificazione della c.d. musica nascosta nel Cenacolo di
Leonardo. Ma nel fatto che in quest’opera segrete armonie
abbianogiaciuto celate per secoli, forse solo in attesa,
appunto, dei loro escatologici e implacabili disvelatori,
c’e’ ben poco di vero.
Molto del vero, invece, risiede nel fatto che tutte le opere
degli artisti che erano addentro alla cultura misteriosofica,
possono essere tradotte in musica, lette musicalmente o
anche musicalmente, per il semplice fatto che sono state
concepite e realizzate in modo che ciò risultasse possibile,
non albergando, dunque, in tal fatto mistero alcuno, ma
trattandosi, in realtà, di una caratteristica costituzionale
insita nelle opere per volere degli stessi autori e in
82
rispondenza a conoscenze e metodi da essi
volontariamente e scientemente utilizzati.
Secondo l’insegnamento tradizionale di tutti i tempi,
l’Universo è sempre stato leggibile anche in musica. Si è
sempre insegnato, cioè, che ogni ente possiede una
propria vibrazione, dunque, una sua armonia musicale. E
le armonie del macrocosmo si rifletterebbero nel
microcosmo, essendo la musicaspeculum dell’Ordine
Universale, quindi, sua espressione sonora.
Pitagora e Platone, per restare in età classica, hanno
parlato a lungo dell’Armonia delle Sfere, percepibile a un
certo gradino dell’evoluzione iniziatica30.
Boezio, nel suo De institutione musica (VI secolo d.C.),
spiega come la musica abbia lo scopo di realizzare
un’esperienza profonda, e di ricondurre il microcosmo ai
ritmi del macrocosmo, che lo ordina e del quale è vera
espressione – si diceva questa musica mundana, o
“musica dei mondi”, cioè proveniente dal Macrocosmo,
ovvero Canto dell’Universo, un’armonia ben scandita
secondo i famosi intervalli pitagorici.
E gli architetti, gli scultori, i pittori, i musicisti e i poeti
che si sono mossi nell’alveo della Tradizione, hanno
sempre adottato nella creazione delle loro opere quei
criteri ad essi rispondenti, producendo, quindi, delle
strutture armonicamente in sintonia con quello che era
stato individuato da sempre come criterio Ordinante della
30
Notoriamente, nella tradizione rosicruciana e giovannita, della Leonardo faceva
parte, lo sviluppo della conoscenza soprasensibile era fondata, come oggi del
resto, su tre livelli acquisitivi fondamentali: Conoscenza Immaginativa, nella
quale si iniziano a percepire le immagini del mondo sottile; Conoscenza
Ispirativa, nella quale si iniziano a percepire i “suoni” del mondo spirituale (che
riguarda il riferimento fatto sopra); Conoscenza Intuitiva nella quale si interagisce
con le Entità del mondo spirituale. Così è anche oggi. In realtà, anche lo scopo
esoterico della Massoneria Azzura, fondata sui Tre Gradi basilari, non vorrebbe
essere altro che il compimento di questo Lavoro Interiore.
83
Natura, espressione esteriore dell’insondabile agire divino
nella creazione della Bellezza.
Ai tempi di Leonardo queste erano cose piuttosto note.
Note, per esempio, a Franchino Gaffurio, Maestro di
Cappella al Duomo di Milano e professore di musica alla
corte di Ludovico il Moro, e amico dello stesso Leonardo,
Gaffurio il quale, nel suo Theoricamusicae, si diffuse
abbondantemente sull’importanza degli intervalli
pitagorici. Ma tali cose erano ben note anche a Leon
Battista Alberti, altro eminente genio del Rinascimento
italiano, che utilizzava le stesse proporzioni nelle sue
costruzioni. E’ sufficiente citare il riminese tempio
malatestiano da lui progettato con inderogabili canoni
pitagorici, tempio del quale egli stesso sosteneva la
musicalità.
Ma non andiamo oltre qui, perché svieremmo dal
cammino segnato e torniamo all’opera. Sappiamo, infatti,
da tempo come tutti i rapporti matematici presenti nel
Cenacolo siano assolutamente precisi e
meravigliosamente tracciati secondo questo metodo. Se ne
danno ampi riscontri in letteratura. Ma a noi interessa
qualcosa di ulteriore e di più profondamente simbolico e,
al riguardo, vogliamo citare un famoso studio che venne
condotto dall’Istituto di Cibernetica di Milano.
In anni non lontani, nell’ultimo decennio del secolo
scorso, infatti,questo istituto ha offerto ulteriori conferme
della musicalità del Cenacolo, mostrando come tutti i
rapporti tra gli elementi compositivi dell’affresco, nessuno
escluso (distanze degli occhi, spazi altezze, mani e così
via) possano legittimamente essere letti come rapporti
musicali, poiché l’autore nella costruzione e distribuzione
spaziale degli elementi ha applicato il rapporto di 12:6,
4:3, ossia 1, ½, 1/3, ¼, che altro non sono che le
84
proporzioni numeriche degli intervalli pitagorici, dunque,
già naturalmente note musicali. Tutto questo
Leonardo lo aveva anche scritto, offrendone una
trattazione sistematica in un libro intitolato, appunto, De
Musica, che, purtroppo, e’ andato perduto. Ne abbiamo
notizia, oltre che indirettamente da autori che lo citano,
dallo stesso Leonardo che, in un intenso scambio
epistolare con Lorenzo il Magnifico, spiegando la
struttura e le caratteristiche di uno strumento a fiato,
esprime le proprie elevate conoscenze musicali e rinvia il
suo interlocutore alle cose da lui già dette nel libro della
musica, cose sulle quali in quella sede non voleva
dilungarsi.
Alla luce di quanto esposto, è, dunque, evidente che varie
letture musicali possono essere condotte, mal’Istituto
milanese ne ha offerto una che, a nostro avviso, offre
sicuramente dei risultati più pregnanti. Ci riferiamo qui a
quella parte della sua ricerca che prende in considerazione
e traduce in note le mani dei convitati. Infatti, come si
vede nelle figure, con un semplice artifizio informatico, e’
possibile isolare le mani dal resto dell’affresco, che
scompare. E, applicando un c.d. rigo musicale,
ovviamente secondo l’uso del tempo di Leonardo, si crea
lo spartito, ove le mani, come detto, divengono note.

85
Fig. 30: Primo artificio informatico col quale si isolano le mani dei
Convitati.

Fig. 31: Secondo artificio informatico per trasformare le


mani dei Convitati in note musicali.

Questa composizione è stata data da studiare al Maestro


Zanaboni, che per anni diresse l’orchestra de La Scala di
Milano, allo scopo di scoprire che tipo di musica ne
86
venisse fuori, e ne è emerso che si tratta d’una
composizione liturgica, di “musica mundana”, coeva
dell’opera, un brano che probabilmente avrebbe dovuto
accompagnare la celebrazione eucaristica. Essendo in
quegli anni Franchino Gaffurio il Maestro di Cappella di
Santa Maria delle Grazie, si è ipotizzato che si sia trattato
di una sua composizione, ma di più non è dato per ora
sapere.
Una tale armonia musicale come quella scoperta dagli
scienziati milanesi, riconducibile a un accompagnamento
musicale della celebrazione del sacro rito dell’Eucaristia,
momento centrale della Messa cristiana, è sicuramente un
fatto pregnante e risulta dall’aver trasposto le mani dei
convitati su un rigo musicale dell’epoca, come abbiamo
visto. Dall’esame di altre armonie, fondate su altre parti
compositive dell’affresco, non vengono fuori brani
riconducibili alla ritualità eucaristica. Quindi, occorre
chiederci: perché proprio le mani vengono prese in
considerazione a questo scopo? Perché l’artista fa
riferimento proprio alle mani per delineare parte di un
brano di musica sacra che doveva accompagnare il
momento più profondo e determinante del culto? Esiste
una risposta a questa domanda, una risposta fondata sulla
conoscenza esoterica. Secondo questa, cioè secondo
l’Insegnamento Tradizionale, la compagine umana è
suddivisa in Tre Sfere funzionali che sono,
rispettivamente, quelle del Pensare, del Sentire e del
Volere e che, per esempio, nel linguaggio massonico,
vengono dette Sapienza, Bellezza e Forza31.Sul piano
fisiologico, possiamo associare il Pensare alla sfera del
capo e, quindi, all’area neurofisiologica, il sentire alla
31
Paracelso chiamava queste tre sfere umane i Tria Prima, cioè le “Prime tre
cose”, che, nel suo linguaggio alchemico, erano lo Zolfo, il Mercurio e il Sale.
87
sfera mediana o del Ritmo, quindi, cardiocircolatoria, e,
infine, il Volere alla sfera metabolica e del ricambio e,
quindi, degli arti.
Nella sfera del Pensare, l’uomo è più o meno cosciente. In
quella del Sentire vive in uno stato meno cosciente, quasi
onirico, e, infine, nella sfera della Volontà, non risulta per
niente cosciente, neanche in modo sognante. Nella sfera
del Pensare troviamo ciò che viene dal Passato, in quella
del Sentire ciò che è nel Presente e in quella del Volere
ciò che ci spinge verso il Futuro. La sfera del Volere è
quella, quindi, che, attraverso le membra, ci conduce a
vivere il nostro karma, cioè ad attuare gli intenti del nostro
Spirito in seno al divenire terreno. Tutto questo, in genere,
nell’uomo non iniziato, avviene nell’incoscienza. Quanto
volte si dice, nella vita, “farò questo”, “andrò là”, ma, poi,
le nostre membra ci portano a vivere tutt’altro. Questo
perché della corrente di destino che ci spinge verso il
futuro non percepiamo alcunché coscientemente. Il
percorso iniziatico, presente in seno alle Organizzazioni
Tradizionali, ha essenzialmente lo scopo, perlomeno a un
livello di base nei primi anni, quello di separare e rendere
autonome le tre sfere funzionali del Pensare, del Sentire e
del Volere, per riunificarle, poi, secondo una coscienza
più alta, portando il Volere nel Pensare, quindi, risalendo
a un pensare non più morto, come quello dell’organo
cerebrale fisico, che è un pensiero riflesso, ma a un
pensiero vivente, irriflesso, che è al di là del cervello
fisico. A questo livello si sviluppa la coscienza
immaginativa (percezione delle immagini del Mondo
Spirituale). Il Secondo Passo è la
ristrutturazione della sfera dell’Anima, del Sentire che,
purificata, sarà mediatrice tra Spirito e Corpo. Si sviluppa,
qui, la coscienza ispirativa, che consente di chiaroaudire i
88
suoni e le armonie del Mondo Spirituale. Portando, infine,
il Pensare nel Volere si acquista la consapevolezza della
corrente di destino, che prima si attuava al livello
incosciente, fondamentalmente attraverso le membra. Qui,
si sviluppa la coscienza intuitiva che consente
l’interazione colle entità del Mondo Spirituale.
Dall’excurcus compiuto risulta pianamente come le mani
siano elementi della sfera del Volere, quindi strumenti
attraverso i quali l’uomo attua sulla Terra i disegni dello
Spirito32. Ecco perché, allora, il sorprendente genio
artistico del nostro autore ha voluto che le mani dei
convitati del suo Cenacolo fossero disposte in modo tale
da formare l’armonia musicale che abbiamo descritto. E’
stato evidenziato come tale armonia musicale sia parte di
una composizione rinascimentale che veniva suonata per
accompagnare la celebrazione dell’’Eucaristia. E, ora,
facendo luce su uno dei significati fondamentali di questo
rito, possiamo trovare la risposta alla domanda che
avevamo posto sul perché proprio le mani siano state
scelte da Leonardo per rappresentare le note del brano
evidenziato. L’Eucaristia, nel significato che ora più
rileva, è un rito che riattualizza per ogni uomo l’impulso
che il Cristo ha impresso al divenire umano.

32
L’antica tradizione della Chirosofia, cioè l’arte di leggere il destino della
persona nei palmi delle mani, arte di cui oggi rimane ben poco, si fondava proprio
sul fatto che tale destino, inteso quale progetto biografico dell’entità spirituale
umana, risultava tracciato proprio sulle membra e, in particolar modo, sulle mani.
89
Fig. 32: Franchino Gaffurio. Ritratto di Leonardo da Vinci
(1485 ca.), oggi conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di
Milano.

Evidente il richiamo all’influsso celeste, divino, sul


microcosmo terrestre che di quell’influsso deve
impregnarsi quotidianamente nel proprio cammino per
raggiungere le elevate mete solo lasciate intravedere nel
simbolismo della Gerusalemme Celeste.

Cosa ci vuole dire l’autore:Tu, Uomo, puoi qui entrare in


te stesso, in quello Spazio Sacro nel qual andare a
scoprire che sei anche Anima e Spirito e non mero corpo
fisico. Tu sei invitato dal Logos stesso a fare questo, e il
Logos è in te, è il tuo Io archetipico. Tu puoi fare questo
basandoti sul tuo Io, in piena coscienza. Poi, devi
considerare che sei un essere celeste, tu discendi dal
Cielo, come il Logos, come ogni cosa. Tu hai in te il
Cielo. Questo è stato dimenticato, ma ora puoi
ricordarlo. E ogni cosa che vedi sulla Terra è il
condensato di Energie Celesti, ha un’origine spirituale,
90
quindi, è bene capire che occorre sacralizzare ogni cosa
che fai. Sappi anche che ogni tua azione, attraverso il tuo
percorso spirituale, dovrà divenire cosciente, così come
tu dovrai divenire cosciente della corrente di destino che
fluisce attraverso le tue membra. E sappi inoltre che
l’azione dello Spirito è Musica, è armonia dolcissima. Il
tuo Spirito, Tu, ha in te il potere di lasciar fluire questa
armonia divina da te stesso in tutto ciò che fai, perché sei
un essere divino e hai il potere di trasfigurare la Materia,
hai il potere di portare il Regno di Dio sulla Terra.

Ulteriori considerazioni sulle Mani dei Convitati

91
Nello scoprire la “Musica nel Cenacolo”, abbiamo testé
riportato di quel metodo validamente delineato dal Prof.
Renzo Mantero, il quale, riprendendo una vecchia
indicazione che circola da secoli nella cultura misterica,
aveva consigliato di isolare le mani dei Convitati e di
porle su un rigo musicale dell’epoca rinascimentale.
Abbiamo raccontato, poi, dell’esperimento condotto
dall’Istituto di Cibernetica di Milano con la successiva
analisi musicale del Maestro Zanaboni e abbiamo visto
quale risultato ne sia scaturito.

Ora consideriamo nuovamente le mani dei Convitati, ma


da un altro punto di vista.
Nell’affresco di Leonardo sono dipinti complessivamente
tredici personaggi: Cristo, dunque, più i Dodici.
Le mani dei convitati, quindi, sono in totale ventisei.
Questo numero ha un richiamo tradizionale, poiché
esprime un significativo rimando alla vita stessa del
Divino, dello Spirito che vuole discendere sul piano fisico
e per palesarsi sempre più nell’umano. In altre parole,
questa cifra vuole simbolicamente esprimere
l’attualizzarsi dell’Uomo Archetipico, il realizzarsi
dell’Uomo secondo il suo modello divino. Cristo, in
quanto Logos disceso sul piano terreno, rappresenta la
prima realizzazione di questo e, quindi, l’impulso
concreto, quale evento centrale di tutta l’evoluzione
terrestre, al palesarsi dello Spirito nell’Uomo.
Il modello archetipico dell’umano è indicato nella
Tradizione col tetragramma sacro “YHWH” (‫יּהּוּהּ‬, scritto
come nella lingua ebraica, da destra a sinistra) che,
ghematricamente, ha proprio valore 26: Yod = 10 + He =
5 + Waw = 6 + He = 5.

92
Il Tetragramma Sacro, da questo punto di vista, indica, se
lo disponiamo in una posizione diversa e verticale, proprio
la struttura dell’Uomo:

Fig. 33: Il Tetragramma Sacro in verticale.

Da questo punto di vista, dunque, possiamo affermare che


l’artista ha veicolato anche un ulteriore possente
messaggio simbolico. Per svilupparlo ulteriormente e
poterlo comprendere ancora più a fondo, è necessario
condurre delle considerazioni ulteriori sulla
“Triarticolazione” umana e sulle mani, quali espressione
di quel qualcosa di misterioso che è legato alla sfera della
Volontà.
Partiamo dalla cosiddetta Triarticolazione. L’uomo, da un
punto di vista “funzionale” consta, in realtà, di tre sfere o
centri: quello del Pensare, quello mediano del Sentire e
quello inferiore del Volere, come abbiamo già sottolineato
anche nel precedente capitolo.
Lo stesso Tetragramma disposto in verticale ci rimanda a
quest’idea. Lo Iod, in alto, ci rimanda alle forze del capo e
alla sfera del Pensare.
93
La prima “He” alla parte mediana dell’uomo e alle forze
del Sentire. Il Waw, in mezzo, che funge da congiunzione
con la seconda “He”, che rappresenta la sfera inferiore
dell’uomo, ovvero quella della Volontà. Quindi, l’uomo
triarticolato è già ben rappresentato nel Tetragramma
Sacro. Questa figura riconduce all’immagine divina
dell’Uomo, quella concepita dagli Dei del nostro cosmo.

A quanto abbiamo appena affermato, crediamo opportuno


aggiungere ulteriori considerazioni per meglio
comprendere il significato e il senso della mano
nell’essere umano e capire il senso del suo stesso
sviluppo.
Nell’evoluzione sulla Terra, gli esseri viventi che hanno
sviluppato una libera funzionalità della mano sono gli
esseri umani. In seconda battuta gli antropoidi.
L’animale, ancora non dotato di Io sul piano individuale,
vive con la spina dorsale parallela al terreno e prevalgono
nella sua vita le correnti lunari.
Il veicolo più elevato della sua compagine, sul piano
fisico, è il corpo astrale.
Per il resto, l’animale risponde a un Io di Gruppo,
un’entità arcangelica che ne guida la vita a livello di
specie.
La discesa dell’Io sul piano terreno, quale ulteriore arto
dell’essere spirituale, è prerogativa unicamente umana.
Il realizzarsi di questo processo evolutivo porta l’essere
umano, oltreché a individualizzarsi progressivamente,
affrancandosi, peraltro, almeno in buona parte, dalla guida
delle Gerarchie, a verticalizzarsi, a vivere la vita nella
coscienza di veglia verticalmente, in una posizione
perpendicolare a quella del terreno.

94
In questo passaggio evolutivo, entrano ora in gioco le
correnti solari, che maggiormente caratterizzano l’essere
dell’Uomo.
Ora, senza spingerci in ulteriori considerazioni che ci
porterebbero fuori dai limiti del nostro argomento, va
detto che la verticalizzazione dell’essere, espressione della
discesa dell’Io sul piano fisico, ha portato alla liberazione
della mano e allo sviluppo progressivo di moltissime
capacità che attraverso di questa si esprimono. E si tratta,
nel caso delle mani, di arti che consentono l’espressione
delle qualità spirituali dell’essere (scrivere, dipingere,
scolpire, indicare, accarezzare . . . ). Altresì, le mani
liberate, funzionalmente sviluppate e, come arti, sganciate
dal terreno, esprimono la possibilità che l’essere umano
sta conquistando, nella sua lunga evoluzione, di arrivare a
esprimere coscientemente la propria corrente di destino,
nella Libertà, sempre più svincolato da impulsi esterni.
Le mani (le membra in generale) sono quegli elementi
attraverso i quali si esprime la corrente della Volontà, che
nell’uomo non iniziato ai Misteri è pressoché totalmente
dormiente. Attraverso le mani si attua la corrente del
destino, come abbiamo già detto, e, quindi, quegli impulsi
del karma e d’evoluzione provenienti dalle stesse
Gerarchie Spirituali.
Veniamo, ora, ad altre considerazioni, sulle mani nel
Cenacolo.

95
Fig. 34: Studio e illustrazione di mani da parte di Leonardo, oggi
conservato presso la Royal Library di Windsor.

Leonardo sa che l’uomo è suddivisibile in una triplicità


funzionale, secondo le tre sfere del Pensare, del Sentire e
del Volere, e la gestualità manuale dei personaggi del
Cenacolo può opportunamente essere suddivisa secondo
una tale significativa triplicità in chiara corrispondenza,
appunto, con il ternario funzionale umano.

96
Tiriamo in ballo ancora una volta gli studi del prof. Renzo
Mantero, che ha dedicato delle importanti riflessioni alle
mani nel Cenacolo di Leonardo.
In un notevole saggio apparso nei Numeri II e III della
Rivista di Scienza dello Spirito, Marzo Giugno 2002,
intitolato proprio “Le mani nel Cenacolo di Leonardo”,
egli ci dice che i movimenti della mano possono essere:
volontari, involontari e limbici.
Quello volontario è un gesto abbastanza poco frequente.
Lo compiamo quando facciamo intenzionalmente
qualcosa come, per esempio, un gesto col quale vogliamo
attirare l’attenzione di un amico che si trova dall’altra
parte della strada. Alzo la mano e la agito. Questo tipo di
gesto me lo ricorderò, perché l’ho compiuto
intenzionalmente.
Il gesto involontario è, invece, molto più frequente.
E’ quello che compio quando, per esempio, parlo. In
questo caso, a posteriori, è improbabile che ricordi il mio
gesticolare. Si tratta di un movimento spontaneo che viene
dal di sotto della soglia della coscienza.
L’altro tipo di gesto è quello che riguarda le mani a
riposo, che, cioè, possiamo definire in una posizione di
immobilità, almeno nella misura in cui è possibile usare
questo termine. Il prof. Renzo Mantero33, poi, ricorda che
Leonardo, a quanto ne sappiamo, non ha mai teorizzato
tutto questo, tuttavia, ce ne ha dato un saggio nella
realizzazione del Cenacolo.

33
Renzo Mantero (1930 – 2012) è stato un luminare in ambito ortopedico
e in special modo nella chirurgia della mano. Addentro agli studi
tradizionali, ampliò la conoscenza medica con riflessioni di carattere
esoterico.
97
Nell’affresco i personaggi, sopratutto i Dodici, sono
distribuiti in triadi secondo un criterio numerologico ben
preciso.
In ogni prima coppia di ogni triade, vediamo incrociarsi
tre mani. Vediamo come una triplice e continua
interazione. Cristo è al centro delle quattro Triadi.
Sappiamo che Leonardo ha cercato di rappresentare una
scena del Vangelo di Giovanni, quella cui Cristo ha
appena dato l’annuncio del tradimento di Giuda.
La posizione delle mani di Cristo è molto interessante.
Con la sinistra è come se ricevesse quanto viene dalla
prima sestina di apostoli e con la destra è come se
redistribuisse questo dall’altra parte. Ciò ha un importante
senso simbolico che possiamo cogliere, almeno in parte,
con la Scienza dello Spirito.
La mano sinistra è quella che riceve e la mano sinistra è
quella che dà. Quella che da presenta il dorso verso l’alto,
posizione che non lascia scorgere cosa da.
Vediamo anche iconograficamente, nelle immagini che
seguono, quanto stiamo affermando. Simeone Zelota
compie un gesto volontario: indica quello che sta
accadendo. Giuda Taddeo mano limbica. Matteo compie
un gesto involontario: gesticola.

98
Fig. 34: Simeone Zelota, Giuda Taddeo e Matteo.
Attraverso Matteo si passa alla seconda triade: Filippo gesto
limbico. Giacomo Maggiore compie un gesto involontario.
Tommaso gesto volontario.

Fig. 35: Filippo, Giacomo il Maggiore, Tommaso e il Cristo.


Giovanni limbico, Giuda involontario e Pietro volontario.

Fig. 36: Giovanni, Giuda e Pietro.


Andrea involontario, Giacomo Minore Volontario e Bartolomeo
limbico.

99
Fig. 37: Andrea, Giacomo il Minore e Bartolomeo.

Abbiamo questa sequenza delle tipologie gestuali:


Volontario – limbico – involontario;
limbico – involontario – volontario;
Cristo, nel mezzo, che riceve e da.
Limbico – involontario – volontario;
involontario – volontario – limbico.
Bartolomeo è l’ultimo ad essere rappresentato e, come
sappiamo, chiude la drammaturgia dell’affresco.

Fig. 38: Il complesso dei Convitati del Cenacolo nella totalità delle
loro gestualità.

100
101
Cap. III: Ragioni occulte della presenza del
Cenacolo a Milano

Avviandoci verso la conclusione di questo saggio, non


dell’argomento, sul quale ci sarebbe molto e molto ancora
da dire, appare importante condurre una specifica
riflessione. Abbiamosottolineato che il Cenacolo vinciano
è l’unica opera appartenente a questa evoluzione originale
e trasversale della pittura fiorentina, a trovarsi per così
dire extra moenia e, cioè, a Milano. In verità, come
abbiamo visto, anche un altro Cenacolo si trova fuori
Firenze e parliamo di quello affrescato da Cosimo
Rosselli, e terminato nel 1482, sulla Parete Nord della
Cappella Sistina, Parete sulla quale troviamo le “Storie di
Cristo”, a fronte di quelle di Mosè che, invece, sono
affrescate sulla Parete Sud.
Leonardo, a detta dei suoi contemporanei, era l’artista
più dotato e maggiormente sapiente dei suoi tempi.
Eppure, circostanze karmiche lo condussero a Milano,
poi, altrove. Ma non lavorò a Roma dove Sisto IV aveva
dato impulso al riemergere della Chiesa Cristiana dopo
alcuni secoli bui. Abbiamo trattato di questa vicenda
storica nei saggi sulla Cappella Sistina e sui principali
affreschi in essa presenti e abbiamo evidenziato il
profondo significato, soprattutto dal punto di vista degli
impulsi spirituali immessi nel mondo, con l’edificazione
di questo tempio, a tutti gli effetti un nuovo Tempio di
Salomone, però, trasfigurato e abbiamo palesato le ragioni
esoteriche del riapparire nella storia spirituale e anche
102
esteriore dell’umanità di un tale simbolo. Abbiamo al
riguardo raccontato, nell’ambito degli studi citati e ai
quali ancora rimandiamo, come i più dotati e importanti
artisti dell’epoca furono chiamati a dipingere nella Sistina
e poi in altre parti in Vaticano (pensiamo solo a Raffaello
e alle Stanze Vaticane), come per veicolare, attraverso la
potenza iconica dei loro dipinti, nuovi e possenti impulsi
spirituali per la nuova Epoca di Cultura Post Atlantica che
andava ad aprirsi34. I più grandi artisti fiorentini
parteciparono a quanto si costruiva in Roma in quel
momento. Leonardo, però, non vi andò. Occorre chiedersi
perché e ricercare delle risposte di senso.

Fig. 39: Ritratto di Leonardo da Vinci. Anonimo. Collezione


privata .

Dobbiamo anche chiederci perché il Cenacolo, che è


forse l’opera d’arte più famosa e importante del mondo, si
34
Cfr. Pioppo, M., Esoterismo delle Prove di Cristo di Sandro Botticelli, Cap.
Secondo, Indipendentlypublished 2019,
103
trova proprio a Milano e, contenendo, come abbiamo visto
i segreti del Cristianesimo cosmico e il segreto stesso
dell’Uomo, non si trovi a Roma anch’esso. Il Cenacolo è
qualcosa di sostanzialmente diverso da tutte le altre opere.
Anche Goethe, quando lo vide, disse che non aveva mai
visto niente di simile prima. Raccogliamo elementi
conoscitivi al riguardo.

La sacralizzazione del suolo di Milano


Un’opera come il Cenacolo, che emana continuamente
possenti impulsi verso l’umanità che lo contempla, non
poteva nascere in un luogo a caso, ma doveva essere
realizzata in un luogo adeguato e degnamente
sacralizzato. Questo, di fatto, accadde. Quel suolo, sul
quale, poi, sorse e si sviluppò Milano, non solo si trovava
al confluire di due importanti correnti che attraversano
l’organismo sottile della Terra, ma venne attraverso i
secoli sacralizzato dalla ripetuta azione cultuale di antichi
iniziati e, dopo il Mistero del Golgotha, risacralizzato e
con l’arrivo, come vedremo, delle reliquie dei Magi e con
l’azione di possenti individualità che vi esercitarono il
loro magistero religioso e spirituale, quali Eustorgio,
Ambrogio e, soprattutto, Agostino di Ippona, che, nella
vicenda preparatoria riguardante l’apparire sul piano
umano dell’opera di Leonardo, recita un ruolo
sicuramente non secondario.
Milano non esisteva pochi secoli prima di Cristo.
Tuttavia, possiamo affermare che il luogo intorno al quale
sembra essere sorta, che era, in realtà, in un lontano
passato molto vicino a dove si trova oggi il Cenacolo, fu
un luogo importantissimo. Una tradizione più o meno
leggendaria ci dice che quel luogo anticamente si
chiamava “Medelhan”, toponimo che, in un’antica lingua,
104
aveva il significato di “LuogoSacerrimo”. In realtà, era il
toponimo di una radura dove alti sacerdoti, che possiamo
ritenere appartenenti all’antica cultura druidica,
celebravano i loro riti e i loro culti, per via
dell’importanza per così dire geomantica del luogo. Era,
in effetti, un luogo di incrocio di importanti correnti che
fluiscono in seno all’organismo della Terra. Il Cenacolo
sembra trovarsi più o meno proprio al confluire di queste
correnti.Una delle correnti proviene da Nord Ovest e
l’altra da Sud Est. In realtà, esse sono: una la Corrente
associabile alla Tradizione Arturiana e l’altra quella
proveniente dalla Terra Santa e per molti versi associabile
alla Tradizione del Graal. La prima è quella che porta a
riconoscere il Logos nel macrocosmo, la seconda quella
che porta a riconoscere Cristo nell’interiorità dell’Uomo.
Sono due correnti polari, ma complementari. Il segreto del
loro incontro è il segreto del Cenacolo. In questo dipinto,
infatti, all’elemento iniziatico macrocosmico, riferibile
alla dimensione cosmica del Cristianesimo, va a unirsi
quello microcosmico, dell’umano che può scoprire il
Logos non solo all’esterno di sé, ma anche all’interno di
sé, a partire dal mondo materiale35. In seno ai Misteri
Antichi, queste erano due vie separate che, con l’azione di
Cristo, poterono essere unificate.

Le reliquie dei Magi

Si sarà certamente colto, alla luce di quanto esposto fin


qui, che l’opera straordinaria che abbiamo analizzato,
35
Per un proficuo approfondimento della tematica v. Steiner, R., Considerazioni
esoteriche su nessi karmici, Volume Quarto, Terza Conferenza, O. O. 238,
Milano varie edizioni. Lo stesso autore sviluppa questa tematica in numerosi altri
punti della sua opera. Interessante al riguardo Antichi e moderni metodi
d’Iniziazione, O. O. 210, Milano 2006.
105
allude in modo fin troppo forte al mistero della nascita del
Cristianesimo e al suo sviluppo, lanciando un
potentissimo impulso sul piano immaginativo per quello
che sarà lo sviluppo delle singole individualità umane in
cammino verso il futuro.
Bene, al di là di altri aspetti storico – contingenti che
potremmo facilmente tirare in ballo per spiegare la
presenza del dipinto in Milano, sembra ora opportuno
sottolinearequanto segue e, cioè, la necessità di avere
particolare riguardo a quell’episodio evangelico
rappresentato dalla venuta dei Magi dal lontano Oriente a
recare i propri doni al Bambino, episodio che, peraltro,
Leonardo trattò nel 1481, circa diciotto anni prima di
completare il Cenacolo, quando dipinse l’Adorazione dei
Magi, un importante quadro che si trova agli
Uffizi.Secondo l’insegnamento tradizionale, è fuor di
dubbio la valenza fortemente simbolica dei Magi. Sulla
provenienza dall’Oriente non c’è da soffermarsi troppo.
Chiunque abbia un minimo di cultura esoterica “si è
costruito l’orecchio per intendere” l’allusione ben poco
celata ai reami dell’anima. Quanto ai Magi, essi
rappresentano la Tradizione precedente, che, dopo la
Caduta si era scomposta36, così come si erano dissociate la
regalità, il sommo sacerdozio e i doni di taumaturgia, e
che, dall’Avvento del Cristo sarebbe stata riunificata.
Ognuno dei Magi, infatti, reca un dono simbolicamente
rispondente a questi attributi (oro, incenso e mirra): è
questo il pegno della Tradizione al Cristianesimo, il
riconoscimento della c.d. regolarità. E’ la Tradizione che
36
Sulla frammentazione della cosiddetta Tradizione Primordiale può essere molto
interessante la lettura delle opere di René Guènon, molte delle quali sono ormai
facilmente scaricabili dal web. Sui Magi nello specifico, egli si è pronunciato nel
suo famoso libello Il Re del Mondo, ormai anch’esso facilmente reperibile nello
stesso modo.
106
continua nella nuova Era. I
Tre Magi rappresentano anche i tre precedenti Periodi
della CiviltàPostatlantica, ognuno con le proprie
caratteristiche e tradizioni, che verranno rivivificati dalle
forze del Cristo. Il Cristo appare, secondo la cronologia
occulta, nel mezzo della Quarta Epoca Post Atlantica. Dal
XV secolo sappiamo essere iniziata la Quinta o Epoca
dell’Anima Cosciente. Le tre precedenti epoche di cui
ognuno dei Magi è un rappresentante sono: la Paleo
Indiana (apertasi dopo la catastrofe atlantica), quella
Antico Persiana e quella Egizia. Ma i tre Magi erano
anche delle alte individualità del mondo dei Misteri, che
coscientemente collaboravano all’evoluzione
dell’umanità.

Fig. 40: Basilica di Sant’Eustorgio, Milano, la Cappella dei Magi


con l’urna contenente buona parte delle loro reliquie.

107
Fig. 41: La “Cassa dei Magi” del Duomo di Colonia. Questa è
opera di Nicolas De Verdun, XII secolo.

Nel quarto secolo, Elena imperatrice, madre di


Costantino il Grande, che era famosa per le sue doti di
chiaroveggenza, scoprì a Gerusalemme e fece riesumare e
la Croce di Cristo e le reliquie dei Magi. Poco dopo, le
reliquie giunsero a Milano e vennero collocate in un
grande sarcofago in Sant’Eustorgio (v. fig. 34). Da allora
sacralizzarono l’atmosfera e il suolo della città. Tuttavia,
nel XII secolo, Federico Barbarossa piegò Milano che gli
resisteva, e il suo cancelliere, che si chiamava Reinald von
Dassel, arraffò le reliquie e le portò in Germania. Da
allora riposano nel Duomo di Colonia in una splendida
cassa d’oro creata dall’abile Nicolas De Verdun, come
illustrato dalla figura 35. Solo quasi ottocento anni dopo,
nel 1904, il cardinale di Colonia restituì a Milano buona
parte delle reliquie.

Agostino di Ippona
108
Una delle massime individualità che contribuirono alla
sacralizzazione di cui discorriamo, fu senza dubbio
Agostino di Ippona(354 – 430). Questi è ritenuto uno dei
massimi pensatori dell’umanità. Sue opere centrali della
Filosofia e della Teologia, come De Civitate Dei e le
Confessioni. Venne detto “Doctor Gratiae” per lo
splendore teologico che diede al messaggio
neotestamentario, quello della “Grazia” appunto,
contrapposto a quello della “Legge”
veterotestamentario.Nel 383 venne in Italia e insegnò a
lungo a Milano, legando proficuamente con
Sant’Ambrogio, altra figura di notevole spessore, che,
dopo un lungo percorso, lo battezzò iniziandolo al
Cristianesimo.
Già, al Cristianesimo, perché inizialmente Agostino non
era cristiano. Approdò progressivamente a sposare la Via
del Cristo. Agostino proveniva da un retroterra culturale
classico ed era un sommo esperto di Filosofia greca, di
Platonismo e non era stato lontano dalle esperienze dei
Misteri. Egli approfondì i rapporti tra Platonismo, inteso
ormai quale punto di arrivo delle conoscenze misteriche
del passato, e Cristianesimo, giungendo a considerare il
secondo la prosecuzione e lo sviluppo del primo.In questo
modo pose anche le basi per quella che, poi, sarà la
filosofia dell’epoca rinascimentale che, come sappiamo,
soprattutto in Firenze, sviluppò ancora di più l’operazione
di fusione tra Mistero Cristiano e Filosofia Platonica. Ma,
al di là di questo, occorre cercare e mettere in luce quegli
elementi che ci indicano la continuità e l’ulteriore
sviluppo dell’azione dell’individualità che fu Giuda
Maccabeo, Giuda Iscariota e, poi, Agostino di Ippona. In
realtà, vediamo come quest’individualità evolva dalle
109
situazioni passate e come, trattandosi di un antico iniziato,
egli offra all’umanità le soluzioni da lui stesso elaborate
come impulsi per l’avvenire. A tormentare più di tutto
Agostino, interiormente e a livello filosofico, fu
ilproblema del Male, di cui tratta nel suo De Ordine. Qui
dimostra di aver intimamente elaborato la tematica del
Male e di aver già preparato sul piano filosofico e
teologico quella che poi divenne la risposta artistica al
Male elaborata da Leonardo da Vinci con la figura di
Giuda nel Cenacolo. Agostino arriva proprio a concludere
che il Male non esiste di per sé, ma che tutto rientra
nell’ordine cosmico voluto da Dio. Il Male può essere
solo un che di interiore che ogni uomo deve redimere in
sé37.

37
Esiste un qualche accenno dello stesso Rudolf Steiner al fatto che Agostino
avesse fatto parte dei Misteri Manichei, una corrente iniziatica estremamente
evoluta, il cui compito sarebbe quello di preparare la redenzione piena del Male
per una lontana epoca futura dell’Umanità. Al riguardo cfr. Steiner, R., I
Manichei, O. O. 93.
110
Fig. 42: Agostino dipinto da Sandro Botticelli.

Altro problema che l’anima di Agostino sentiva in


particolar modo era quello dei rapporti tra il potere
politico (allora ancora l’Impero Romano) e il Regno di
Dio. Si tratta di qualcosa che la sua anima stava
elaborando da secoli. Alla fine, aveva interiorizzato la
risposta che Cristo diede al popolo ebraico che, come
Giuda Iscariota, voleva farne un leader politico. Egli disse
chiaramente “Il mio Regno non è di questo mondo” e, per
quanto concerneva i rapporti politici con i Romani pose
111
una netta distinzione: “Date a Cesare quel che è di Cesare
e a Dio quel che è di Dio”.
Agostino scrisse anche un De Musica sulle armonie del
Cosmo. E anche in questo caso notiamo una vasta e
profonda elaborazione di contenuti che poi fluirono
facilmente nell’anima di Leonardo Da Vinci. Agostino
divenne Vescovo nel 395 e tornò a Ippona fino alla morte
nel 450.Il suo feretro fu venerato per secoli a Cagliari,
condottovi da esuli del Nord Africa che fuggivano
all’efferata invasione vandalica.

Fig. 43: Agostino dipinto da Antonello da Messina.

Il re longobardo Liutprando lo portò poi a Pavia nella


Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, ove tutt’oggi si trova.

112
Il retroterra karmico di Leonardo da Vinci

Alla luce delle considerazioni svolte, sembra ora


possibile accennare all’identità karmica dell’individualità
di Leonardo Da Vinci. Le più profonde e possenti
rivelazioni in merito ci vengono da un Maestro come
Rudolf Steiner. Egli
riferisce una linea di incarnazioni di questa possente
individualità fondamentalmente nelle conferenze sul
Vangelo di Marco (O. O. 139).
Le sue rivelazioni partono da alcune riflessioni che
hanno lo scopo di far luce sul come dagli Iniziati
dell’antichità venne preparato l’Avvento del Cristo, cioè,
la discesa del Logos sul piano umano. Egli afferma che i
Dodici vissero già, in una precedente incarnazione, in
seno al popolo ebraico. Erano le individualità di antichi
iniziati che si erano incarnate nei Maccabei, il cui compito
fu sostanzialmente – in quella fase storica in cui vissero -
quello di proteggere il popolo dagli attacchi esterni per far
si che non venisse in qualche modo messo a repentaglio il
progetto che il loro popolo aveva iniziato a perseguire fin
dai tempi di Abramo38.
Giuda Maccabeo, la cui storia è narrata nel Libro dei
Maccabei, I, 8, si reincarnò come Giuda Iscariota, che
divenne uno dei Dodici Apostoli scelti dal Cristo stesso
per l’estrinsecazione della sua Missione. Giuda Iscariota
aveva ancora nell’anima una forte carica anti romana, che
fu propria di Giuda Maccabeo, e pretendeva, ancora molto
influenzato da ciò, che Cristo esplicasse il suo potere
38
Approfondiamo il significato della scelta di Abramo e lo scopo della missione
del popolo ebraico nel Quarto Capitolo del nostro Esoterismo delle Prove di
Cristo di Sandro Botticelli, al quale rimandiamo.
113
anche sulla vita politica, liberando il popolo dal dominio
degli invasori.
Questo probabilmente fu il movente esteriore del
cosiddetto “tradimento”. Da un punto di vista del karma
più generale e della Missione del Logos sulla Terra,
evidentemente l’azione di Giuda aveva altri scopi,
delineati da una saggezza più grande e funzionali, sotto
svariati aspetti, e alla realizzazione del Mistero del
Golgotha e al porre le basi per una nuova concezione del
Male per l’uomo, concezione che in Leonardo Da Vinci si
palesa appieno. Abbiamo, tuttavia, già discettato della
figura di Giuda Iscariota.
L’ulteriore incarnazione di questa individualità fu quella
in Agostino di Ippona ovvero Sant’Agostino. Tutto questo
Steiner lo ha affermato pubblicamente.
Alcune testimonianze riferiscono, poi, come lo stesso
Rudolf Steiner affermò, ma di questo non abbiamo traccia
scritta, come questa individualità fosse tornata sulla Terra
all’inizio dell’Epoca dell’Anima Cosciente, come
Leonardo da Vinci.Dal canto nostro, vogliamo aggiungere
due considerazioni a quanto rivelato da Rudolf Steiner. La
prima è che rinveniamo per esperienza interiore una totale
concordanza con quanto egli ha affermato. La seconda è
che questa linea incarnativa presenta una coerenza
evolutiva piuttosto significativa a osservarla. Si presenta,
dunque, ricca di senso. Si nota, infatti, come la possente
carica animica in difesa del popolo ebraico contro
qualsiasi eventuale turbativa della sua missione non si sia
esaurita nell’anima di Giuda Maccabeo, ma come questa
individualità l’abbia riportata sulla terra nella successiva
incarnazione come Giuda Iscariota e, come abbiamo
evidenziato nel paragrafo precedente, l’individualità di
questo antico iniziato abbia continuato a elaborare le
114
tematiche delle ultime sue vite, giungendo a delle
importanti soluzioni che sono state notevoli impulsi di
pensiero, di sentimento e di volontà per l’Umanità in
generale. Al suo ritorno sulla Terra come Leonardo Da
Vinci, all’aprirsi di quella che abbiamo chiamato Epoca
dell’Anima Cosciente, quest’individualità, tornò a
incarnarsi per offrire ancora nuovi impulsi all’evoluzione
umana, facendolo stavolta, però, attraverso l’arte, come
altri grandi artisti del Rinascimento, che, ugualmente
furono in passato degli alti iniziati, e tornarono anch’essi
nello stesso periodo per contribuire con le loro opere al
rinnovo degli impulsi cristiani per la nuova epoca. In
Leonardo riscontriamo la sublimazione artistica delle
conoscenze teologiche e cosmologiche, dei percorsi
moralie di altre conoscenze ancora che nelle sue
incarnazioni precedenti, or ora delineate, aveva elaborato.

115
L’importanza del restauro del Cenacolo all’alba
del nuovo millennio e il nuovo impulso solare

Il Cenacolo di Leonardo è stato restituito al pubblico nel


1999, dopo un restauro durato 22 anni, curato dall’ormai
celeberrima Pinin Brambilla Barcilon.Chi riflette su ritmi
numerici e simbolici che si presentano nell’evoluzione
potrebbe sicuramente sviluppare delle interessanti
considerazioni sul numero di anni che è stato necessario
per il restauro dell’opera. Numerologicamente il 22 è
estremamente significativo. Ventidue solo le lettere
dell’Alfabeto Sacro, dall’Aleph al Taw. L’Alfabeto, nel
suo significato esoterico, è legato alla Parola, alla Parola
Cosmica e creatrice, Parola che l’Uomo, nel suo lungo
percorso evolutivo, apprenderà progressivamente ad
articolare. Nell’Alfabeto c’è il Cosmo, ci sono gli Dei.
Infatti, esso si compone di Tre Lettere cosiddette Madri
(Aleph, Mem e Shin), che corrispondono alla Trinità
Originaria. Poi, vi troviamo Dodici lettere zodiacali e
Sette lettere planetarie, che corrispondono alle forze
divine esistenti nel nostro stesso universo. La Parola è
sacra. L’essere umano ha iniziato a parlare quando ha
iniziato a verticalizzarsi, quando l’Io, parti spirituali più
importanti hanno iniziato a discendere sul piano fisico. 22
anni simbolicamente rappresentano un nuovo impulso
creativo, il rinnovarsi di una nuova forza, il restituire
all’opera la possibilità di esprimere nuovamente il suo
potente impulso solare, cristico. E’ come se per fare

116
questo il Sole avesse dedicato un anno a ciascuna lettera
per rinnovare certe forze.
Nulla nell’evoluzione umana avviene a caso. E nemmeno
il restauro del Cenacolo termina a caso proprio nel 1999
per permettere all’opera di riprendere a far fluire
fortemente i propri impulsi spirituali proprio in quel
momento che, come scopriremo tra breve, abbisognava
proprio di questo. Infatti, gli anni a cavaliere tra la fine del
secondo e l’inizio del terzo millennio sono di importanza
notevole nella nostra storia, poiché disegnano uno snodo
delicatissimo e determinante nell’evoluzione spirituale
dell’umanità. In questo periodo, e negli anni che stiamo
ora vivendo, si è palesato sull’umanità un impulso ciclico,
cioè un impulso che ne interseca l’evoluzione secondo un
ritmo ben preciso, ogni 666 anni. La restituzione
dell’opera di Leonardo all’umanità è indubbiamente una
delle risposte delle forze della Luce a questo impulso.
Abbiamo detto che l’impulso del 666 interseca
l’evoluzione, quindi interagisce con la storia umana
proprio ogni 666 anni. Evidenziamone meglio
l’ubiconsistam. Nello specifico, come ci spiega anche
Rudolf Steiner nel suo ciclo sull’Apocalisse (O. O. 104),
si tratta della famigerata bestia a due corna, il cui nome,
stando alla cifra del suo ritmo è Sorat 39. E’ il demone
solare, il reale antagonista delle forze cristiche. Nella più
recente evoluzione umana, questo essere ha interagito con
la nostra sfera nel 666 d. C., nei primi decenni del XIV
secolo e intorno proprio al 1999.
Quest’essere sferra attacchi ciclici e lo fa sempre avendo
di mira la triplicità funzionale dell’Uomo. Una volta
39
Il nome di questa entità è Sorat, parola che in ebraico ha valore numerico 666:
Samek (S) ha valore numerico 60, Waw (U oppure O) ha valore 6, Resch (R) ha
valore 200 e Taw (T) 400.
117
attacca la sfera del Pensare, la seconda quella del Sentire e
la terza quella del Volere. Oggetto dei suoi attacchi è
sminuire e, potendo, distruggere, quanto l’impulso solare
e cristico porta di stimolo all’umanità.La sua influenza
inizia sempre a essere avvertibile qualche decennio prima
della data stabilita e va a scemare qualche decennio dopo
il suo verificarsi.
Nel 666 d. C. si verifica un attacco alla sfera del Pensare.
All’Accademia di Gondishapur, ove erano confluiti molti
sapienti per recuperare i profondi saperi dell’antichità,
viene corrotto questo sapere in senso materialistico. Ciò
rende difficile anche alla Teologia di afferrare anche solo
concettualmente tutta la dimensione metafisica. Questo si
cristallizzerà, poi, mezzo secolo dopo nelle decisioni del
Concilio di Costantinopoli che calò il dogma, cioè impose
una verità di fede che cancellò la triarticolazione umana di
Spirito, Anima e Corpo, fissando d’autorità che l’uomo
constava solo di Anima e di Corpo. Tolto di mezzo lo
Spirito, si toglieva di mezzo la preesistenza dell’uomo, e
si toglieva di mezzo la prosecuzione della sua vita nei
Mondi Spirituali. Tolto di mezzo lo Spirito non era più
possibile concepire le ripetute vite terrene dell’uomo.
Questo guasto non è stato ancora sanato dalla cultura
dell’Occidente. Inoltre, questa decisione aprì la strada al
ricatto morale delle anime umane. Veniva, infatti,
insegnato che era Dio a creare l’uomo ogni qualvolta i
suoi genitori copulassero. In conseguenza, l’Altissimo
creava l’anima che veniva inviata a quel corpo che si
formava. Ovviamente si partiva già nel peccato. Chi si
macchiava del peccato, chi macchiava la propria anima,
andava all’Inferno, era atteso dalla dannazione e gli unici
mediatori, fortemente inclementi, tra l’Altissimo e il
povero peccatore erano gli ecclesiastici. Il livore di
118
tantissime anime oggi nei confronti della Chiesa ha
origine proprio qui. Il che allontana dalla spiritualità e la
Chiesa esteriore non ha strumenti di conoscenza per
superare questo abisso che si è creato con tantissimi
uomini e donne.
Nei primi decenni del XIV secolo, invece, fu portato un
feroce attacco al Sentire, alle forze dell’Anima Umana.
Attraverso l’Anima l’essere umano trova lo Spirito e lo
Spirito può arrivare fino al Corpo. Inoltre, è nell’Anima
che l’essere umano poteva riscoprire la sua dimensione
cosmica e scoprire la dimensione cosmica dell’impulso
cristiano. Portatori di quest’impulsi furono i Templari che
vennero arbitrariamente e barbaramente distrutti proprio
in quel periodo40.
All’aprirsi del Terzo Millennio, e parliamo di tempi
attuali, abbiamo un attacco allasfera del Volere. Dove?
Esteriormente con il presunto attentato delle Torri
Gemelle di New York. Spiegheremo tra breve il
significato di questo attacco, volto a irrobustire in un
ambito ben preciso l’impulso anticristico.
Il primo attacco si verifica in Oriente, il secondo nel cuore
dell’Europa, al centro, e il terzo in Occidente, negli Stati
Uniti d’America.
Le tre sfere umane corrispondono, proiettate sul piano
sociale (l’organismo è per l’Uomo e non il contrario come
oggi molti sostengono), creano appunto l’organismo
sociale che è, allo stesso modo triarticolato. Le tre sfere
sociali allora sono: la Libertà, legata al pensare e alla sfera
della Cultura; l’Uguaglianza, legata al Sentire e alla Sfera
Giuridica; la Fraternità legata alla sfera Economica.
L’impulso cristico spinge verso un retto sviluppo
40
Cfr. Steiner, R., Conferenza tenuta a Dornach il 2 Ottobre 1916, oggi in O. O.
171, Milano 2010.
119
dell’umano e dell’organismo sociale.Deve vedersela con
le controforze e in primo luogo con questa. Il loro scopo è
certo di provocare l’umano affinché risvegli in se
consapevolezza e forza.
L’attacco alla sfera economica, del quale abbiamo
parlato,si è rivelato un attacco contro la possibilità dello
sviluppo della Fraternità in ambito economico.
Quest’impulso ha dato notevole forza a quel mondo
finanziario, in realtà composto da pochi, che sta
cancellando le conquiste del Welfare, sta agendo in modo
da dividere gli umani, ovviamente allo scopo di dominarli,
e non di stimolarli a costruire e vivere una reale Fraternità.
Non è di poco conto la demonizzazione sistematica del
mondo musulmano che ha di mira il non far scoprire
all’Occidente alcuni principi che nel vero Islam
avvicinano alla Fraternità in Economia, come il divieto
dell’usura.
Il risplendere a nuovo del Cenacolo rappresenta il
rinnovarsi e il riproporsi dell’impulso solare per il bene
evolutivo dell’uomo. Questo è quanto volevamo
sottolineare.

120
Fig. 44: Cartolina d’epoca del refettorio di Santa Maria delle
Grazie col Cenacolo e le copie laterali.

Conclusioni

Questo breve saggio non ha intenti d’esaustività. Inoltre,


non sviluppa parti di ricerca storica o di carattere più
squisitamente tecnico riguardanti il dipinto che, per
quanto appassionanti, non potrebbero rientrare nei suoi
scopi. L’intento di questo breve e umile lavoro, invece, è
stato, infatti, quello di offrire al lettore una serie di
elementi conoscitivi – di carattere squisitamente
121
tradizionale - che possano essergli d’aiuto per costruire
una propria personale lettura di senso dell’opera del
Cenacolo, per riscoprirne il significato sia nel più generale
contesto della storia spirituale dell’Umanità, sia in seno
alla propria esperienza interiore, proprio come con ogni
percorso di carattere iconosofico ci proponiamo di fare.

122
Indicazioni bibliografiche

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Milano 2002;

123
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tra i segreti e gli enigmi della città, Sesto Fiorentino (FI)
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Milano 1998;

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Idem, La leggenda del Tempio e la leggenda aurea,


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Idem, Considerazioni esoteriche su nessi karmici,


Volume Secondo, O. O. 236, Milano 1987;
125
Idem, Il Vangelo di Marco, O. O. 139, Milano varie
edizioni;

Idem, Natura e scopi della Massoneria, O. O. 93,


Milano 2014;

Idem, L’Iniziazione. Come si conseguono le conoscenze


dei Mondi Superiori?, O. O. 10, Milano 2016;
Idem, Sedi di Misteri nel Medioevo. Rosicrucianesimo e
principio iniziatico moderno, O. O. 160, Milano 2014;

Idem, La Scienza Occulta nelle sue linee generali,


Milano 2015;

Vezzosi, A., Leonardo Da Vinci. Arte e Scienza


dell’Universo, Milano 1996;

126
Ringraziamenti

Un ringraziamento speciale va al mio fraterno


amico Dino, che mi ha sempre incoraggiato a
esprimere questi contenuti anche nei momenti di
maggiore difficoltà personale e ha curato
l’impostazione e la revisione grafica di questo
secondo volume della collana di Studi di Iconosofia.
Un altro profondo ringraziamento lo esprimo al
Gruppo Indipendente di Studio Antroposofico
Gabriel, del quale, oltre a me e Dino, possiamo citare
Meli, Paola, Margherita e Pinella, per i costanti
stimoli alla ricerca ricevuti in tutti i nostri incontri.
Un terzo ringraziamento al carissimo amico Mauro
Pitzalis, anch’egli amico fraterno, appassionato
sostenitore di queste ricerche, all’antico amico Avv.
Sergio Sulis, il cui supporto è stato sempre
determinante, nonché all’Ing. Marco Serra, sempre
improvvidamente provvido di buoni consigli e
sapienti indicazioni.

127
Altre opere dell’autore in vendita su Amazon:

128
129
130