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Riassunto del libro


Storia della psicologia (Legrenzi)

Indice
Introduzione al corso
Capitolo 1: Le origini della Psicologia
Capitolo 2: Strutturalismo e Funzionalismo
Capitolo 3: La Scuola Storico- Culturale e la Scuola Riflessologica russa
Capitolo 4: La Gestaltpsycologie
Capitolo 5: Il Comportamentismo
Capitolo 6: S. Freud e la nascita della Psicoanalisi
Capitolo 7: Piaget e la scuola di Ginevra
Capitolo 8: Il Cognitivismo
Capitolo 9: Il quadro contemporaneo

Introduzione al corso
Il corso di storia della psicologia intende offrire allo studente una panoramica in merito agli
studi e alle scuole di pensiero che hanno segnato la nascita di questa disciplina. La psicologia
una scienza relativamente nuova nata solo agli inizi dello scorso secolo ma che conta numerosi
contributi storici provenienti da aree disciplinari affini come la filosofia, la medicina, la
psicofisica. Varie e diverse sono le anime della psicologia e svariati sono anche i punti di vista a
cui nel corso degli anni si guardato alla mente, a partire dalla scuola strutturalista di Wundt
fino ad arrivare allodierna corrente cognitivista, passando attraverso la scuola Gestaltica e
comportamentista. Innegabile il contributo apportato dalla Psicoanalisi freudiana che ha
segnato una svolta storica nel lungo cammino verso la conoscenza della mente.
INTRODUZIONE
La psicologia ed i suoi metodi
La psicologia ha come oggetto di studio luomo, inteso come organismo mentale che si
rapporta attivamente al proprio ambiente. Lo studio della mente umana ha per sfaccettature
differenti; ed per questo motivo che diverse scuole hanno interpretato e concepito in maniera
diversa persino loggetto di studio della psicologia. Ci ovviamente ha delle ricadute anche sul
piano metodologico, per cui ognuna di queste correnti ha eletto un metodo e lo ha ovviamente
ritenuto lunico valido per la ricerca psicologica e lintervento.
1.1 Il metodo osservativo
Il metodo osservativo nasce in seno alletologia ed intende studiare i fenomeni nel contesto
naturale cercando di evitare qualsiasi tipo di inferenza da parte del soggetto che osserva. Il
metodo osservativo potrebbe a primo acchito apparire un metodo superficiale e\o dispersivo. Il
contesto da osservare presenta infatti molteplici sfaccettature e le variabili oggetto di
osservazione potrebbero essere infinite. Ecco perch lo sperimentatore che utilizza questo
metodo per condurre le sue ricerche deve fare uso di griglie osservative predefinite che lo
guidino
ad attenzionare il fenomeno oggetto dinteresse evitando che la sua attenzione si disperda o
che si perdono momenti osservativi o situazioni importanti.
Discorso a parte merita il metodo dellosservazione partecipante. In questo genere di setting lo
sperimentatore che osserva si trova allinterno del contesto che sta osservando e ne

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rappresenta quindi una variabile di disturbo, incidendo profondamente sui dati che sta
osservando. Laccorgimento, oltre alluso delle griglie osservative, quello di ridurre al minimo
la propria influenza evitando di stravolgere il fenomeno osservato. I metodi osservativi sono
stati particolarmente utilizzati in seno alla corrente comportamentista ed in seguito a quella
cognitivista.
1.2 Lintervista ed il questionario
In psicologia sociale i metodi dindagine elettivi sono rappresentati dallintervista e dai
questionari che possono avere diversi gradi di strutturazione. Questi sono strumenti molto
diffusi ed utilizzati anche per la facilit con cui raggiungono la popolazione target. Bisogna per
constatare che proprio questo elemento che ne rappresenta un punto di forza pu divenire
altres un punto di debolezza, perch la fedelt e lattendibilit dei dati raccolti non elevata.
Questo handicap riguarda
soprattutto i dati raccolti tramite questionari di autosomministrazione e/o postali.
1.3 Il metodo clinico
In ambito clinico il metodo usato il metodo appunto clinico che mira alla raccolta dati e
informazioni riguardanti un singolo soggetto. Ovviamente i dati raccolti con questo tipo di
metodo non sono replicabili n generalizzabili ad altre popolazioni e ad altri individui (in quanto
estremamente soggettivi) ma sono di grande utilit allo psicoterapeuta per lintervento
psicologico sul soggetto. La letteratura clinica spesso riporta studi di casi singoli che vengono
assunti a prototipi per spiegare o per meglio dire inquadrare casi simili.
1.4 il metodo sperimentale
Il metodo della psicologia applicata ai contesti di ricerca scientifica il metodo sperimentale,
che per la sua rigorosit scientifica una metodologia di ricerca esatta e rigorosa. Eppure non
sempre possibile usarlo perch il suo campo di applicazione circoscritto: difficilmente infatti
si pu pensare di mettere a punto una metodologia sperimentale per indagare variabili sociali
come lamicizia, linnamoramento. Esso anche stato oggetto di aspre critiche da parte di chi
lo ha giudicato un metodo da laboratorio artificiale e poco ecologico, quindi non valido.
Ad esso spesso stato preferito il metodo osservativo che invece di creare lesperimento si
limita ad osservare i fenomeni e a trarre le conclusioni del caso. Il presupposto di base del
metodo sperimentale, anchesso molto caro ai comportamentisti e ai cognitivista, che la
ricerca psicologica deve mirare a stabilire ed evidenziare correlazioni tra le variabili osservate
al fine di comprendere e prevedere il comportamento umano.
Un progetto di ricerca sperimentale sottende la definizione di variabili e la verifica delle ipotesi
attraverso test statistici di significativit che stabiliscono se le variabili in oggetto sono
correlate e come covariano.
Le variabili comprese in un progetto di ricerca sperimentali sono denominate dipendenti ed
indipendenti. Con il termine variabile indipendente intendiamo riferirci a quella variabile che
nelle ipotesi di ricerca dovrebbe influenzare la variabile osservata (o dipendente). La V.I.
manipolata dallo sperimentatore che variandone il tasso stabilisce landamento della relazione
tra le due variabili.
La variabile dipendente quella che dovrebbe risentire delle variazioni della V.I.
Questa non manipolata dallo sperimentatore il quale si limita ad osservarne landamento in
relazione al variare della V.I.
Allinterno di un progetto di ricerca vengono poi contemplate una serie di altre variabili definite
intervenienti. Si tratta di variabili di disturbo che se non adeguatamente controllate potrebbero

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invalidare il progetto di ricerca portando a conclusioni erronee.


Solitamente un progetto di ricerca sperimentale si appoggia ad una metodologia di controllo
dei dati. Alcune volte lo sperimentatore pu optare per una riapplicazione dellesperimento al
fine di vedere se i dati del 1 turno compaciano con quelli del 2. Molto pi frequentemente
invece si opta per lutilizzo di un gruppo di controllo, un gruppo di individui omologo a quelli del
gruppo sperimentale (appaiati ad esempio per et, estrazione sociale, istruzione...) con lunica
differenza che essi non sono sottoposti allinfluenza della V.I.
In tal modo possibile ottenere unulteriore conferma della relazione tra le due variabili.
Il metodo sperimentale quindi una metodologia di ricerca rigorosa; infatti lo sperimentatore
cerca di tenere sempre sotto controllo le variabili impedendo che qualsiasi aspetto non
misurabile e controllabile rientri inavvertitamente e alteri i dati. Eppure proprio per la sua
rigorosit esso viene ritenuto artificioso; lo si accusa di misurare nel vuoto e quindi di portare a
risultati non ecologicamente validi in quanto lontani dalla realt quotidiana.
Sintesi
La ricerca psicologica si avvale di strumenti e metodologie differenti in riferimento soprattutto
alloggetto di indagine. Losservazione rappresenta il metodo elettivo della scuola
comportamentista e cognitivista e pu essere condotta in maniera naturalistica o partecipante.
Lintervista e i questionari rappresentano invece gli strumenti elettivi della psicologia sociale e
risultano essere particolarmente utili nellindagine in merito agli atteggiamenti della
popolazione. Il loro limite essenziale dato dalla scarsa fedelt dei risultati. In ambito
terapeutico utilizzata la metodologia clinica per la raccolta di informazioni in merito al
soggetto esaminato. I dati raccolti per sono altamente soggettivi e quindi non sono n
replicabili n generalizzabili alla popolazione. Il metodo sperimentale mira a stabilire una
correlazione tra le variabili oggetto di interesse. Si tratta di una metodologia di ricerca rigorosa
in cui presente un alto grado di controllo da parte dello sperimentatore ma che proprio per
questo motivo gode di bassa validit ecologica.
Per fissare gli argomenti trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1. Qual il limite
dellosservazione partecipante? 2. Quali sono i metodi elettivi della ricerca psico-sociale? 3.
Perch i dati raccolti con luso del metodo clinico non sono generalizzabili? 4. Quali sono le
metodologie pi usate dalla scuola comportamentista?
5. Cos una variabile indipendente? 6. Come pu attuarsi una metodologia di controllo?

CAPITOLO 1 Le origini della psicologia Con riferimento allunit didattica precedente si


cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1. Cosa sono le griglie osservative?
2. Quali sono i vantaggi ed i limiti del questionario? 3. Cosa un caso prototipico? 4. Qual
lobiettivo del metodo sperimentale? 5. Cosa sono le variabili intervenienti?
6. Perch il metodo sperimentale stato oggetto di aspre critiche?
2.1 La nascita della psicologia
La nascita dellodierna psicologia viene solitamente fatta risalire alla fondazione del primo
laboratorio di Psicologia sperimentale aperto a Lipsia da Wundt nel 1879. Il termine psicologia
invece risale al XVI secolo (coniato forse da Filippo Melantone o da Rodolfo Goclenio) anche se
ebbe fortuna solo nel Settecento quando fu ripreso dal filosofo razionalista Christian Wolff . Egli
sosteneva che la metafisica poteva essere suddivisa in quattro parti: ontologia, cosmologia,
teologia e psicologia per lappunto. Lo stesso Wolff sosteneva tra laltro che la psicologia
potesse essere ulteriormente suddivisa in due campi: psicologia empirica e psicologia

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razionale. Il campo dindagine della psicologia empirica avrebbero dovuto essere i fatti psichici
fondati sullesperienza mentre il campo dindagine della psicologia razionale avrebbe dovuto
essere lessenza dellanima e le facolt ad essa affini.
Ma in realt le origini vere della psicologia sono radicate molto pi indietro nel tempo
addirittura fino allantica scienza cinese (2698 A.C.)
2.2 Il pensiero greco
Pi vicino ai nostri giorni il pensiero greco che ha dato grandi contributi nelle opere di illustre
personalit.
Pitagora era uno studioso secondo cui esistevano ben tre facolt psichiche, intelligenza,
passione e ragione; le prime sarebbero comuni alluomo e allanimale, lultima invece sarebbe
prerogativa esclusiva delluomo.
Alcameoneera un filosofo che ha avuto lardire di assegnare le facolt mentali al cervello e
che sfidando i tab dellepoca praticava anche la dissezione dei cadaveri.
Empedocle era uno studioso secondo cui il principio guida delle facolt psichiche si sarebbe
trovato nel sangue.
Ippocrate era un illustre medico ma anche filosofo e uno scienziato. Egli riteneva che vi
fossero quattro umori corrispondenti agli elementi elencati da Empedocle. Essi sarebbero la
bile nera (corrispondente alla terra), la bile gialla (corrispondente al fuoco), il flegma
(corrispondente allacqua), il sangue (corrispondente allaria). Ad ognuno di questi umori
pensava corrispondesse un temperamento specifico, rispettivamente: melanconico, collerico,
flegmatico e sanguigno. La classificazione di Ippocrate si mantenuta fino ai nostri giorni ed
stata ad esempio ripresa da Eysenck nella sua teoria caratteriologica. Unaltra importante
affermazione di Ippocrate quella secondo cui il cervello lorgano pi potente del corpo
anche se poi in altri scritti afferma che la sede dellintelligenza il ventricolo sinistro del cuore.
Ad Ippocrate va comunque senzaltro il grande merito di aver considerato luomo come parte
della natura e come tale a buon diritto oggetto di studio da parte della scienza.
Aristotele personalit di spicco grazie a cui la concezione delluomo come parte della natura
diviene centrale. Addirittura egli si spinge ad affermare che essendo luomo un animale
sarebbe lecito studiarne il comportamento in comparazione con quello di essi (in funzione di ci
Darwin lo ritiene il suo precursore). Il suo trattato Dellanima sicuramente il primo trattato di
psicologia conosciuto. Per Aristotele il cervello uno degli organi pi importanti del corpo
considerando il fatto che esso rappresenta lorgano di raffreddamento del cuore, che comunque
rimane il pi
importante organo del corpo perch luogo dove si svolgerebbero tutte le attivit (il cervello ha
una funzione indiretta anche se fondamentale).
Erasistrato un rappresentante illustre del settore Medico che forn delle straordinarie
descrizioni anatomiche del Sistema nervoso (in quanto gli era consentito effettuare delle
vivisezioni sui criminali). Riusc ad isolare i nervi che suddivise in sensoriali e motori e
descrisse anche il cervelletto. Egli parlo dellesistenza di due pneumi uno vitale con sede nel
cuore ed uno psichico con sede nel cervello.
2.3 Dal Medioevo al Rinascimento
Il pensiero romano non riusc a continuare nellopera iniziata dai pensatori greci e si pu a
ragione affermare che nellepoca romana poche furono le personalit che contribuirono in
maniera rilevante al progresso della psicologia. Il pi noto sicuramente Galeno che al
pneuma vitale e a quello psichico di Erasistrato aggiunse il pneuma fisico derivato dai vapori

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del sangue.
Col Medioevo e lavvento della cultura cristiana si assiste invero ad un capovolgimento di
fronte, in quanto il pensiero dellepoca appare del tutto contrario allo studio delluomo. Lessere
umano viene ritenuto simulacro di Dio sacro ed inespugnabile. Luomo considerato una
creazione divina quindi viene negata la considerazione secondo cui egli fa parte del mondo
naturale. Conseguentemente n il suo corpo, n la sua mente possono essere indagati
utilizzando quelle metodologie scientifiche che sono utilizzati per condurre gli studi sulla
natura.
Saranno cos vietati e puniti col rogo gli studi sullanatomia umana e altrettanto le indagini
sullanima.
Il Rinascimento rappresenter una svolta graduale, grazie a cui luomo torna ad essere
considerato come facente parte della natura, anche se si ancora ben lontani dalla possibilit
di considerarlo come oggetto di studio.In questo periodo invece si assiste ad un rinnovato
interesse per lastrologia, lalchimismo e le pratiche magiche. E infatti convincimento
dellepoca che la natura sia dotata di una propria forza regolatrice che governa luniverso. Ogni
movimento di una parte delluniverso non pu che avere una grande influenza su tutte le altre
parti; studiosi come Pico della Mirandola arrivano ad affermare che queste influenze reciproche
sono organizzate in precise leggi matematiche.
2.4 Il dualismo Cartesiano
Dopo gli anni bui del Medioevo ed la timida ripresa durante il Rinascimento si assiste ad una
vera e propria rivoluzione scientifica che vede i massimi artefici in Galileo, Keplero e Bacone.
A livello filosofico sicuramente Cartesio uno dei massimi rappresentanti della svolta
ideologica di questo periodo. Egli oper una distinzione tra res cogitans(letteralmente cosa
pensante) e res extensa (letteralmente cosa meccanica), cio tra anima e corpo. Queste
due dimensioni sono per Cartesio quasi completamente indipendenti; di fatto se si esclude il
pensiero la res extensa in grado di funzionare anche da sola. Per sostiene Cartesio
nelluomo esse interagirebbero a livello della ghiandola pineale (o ipofisi).
Questa concezione dualistica stata di fondamentale importanza perch operando la
separazione dellanima dal corpo Cartesio ha spazzato via tutti i problemi etico-religiosi sullo
studio del corpo umano. Semmai le remore avrebbero potuto riferirsi ancora allo studio della
Res cogitans, ma non della Res extensa che considerata semplicemente un meccanismo
idraulico perfetto. Questa separazione ha dato un grande impulso agli studi anatomici e
fisiologici penalizzando per di fatto lo studio del pensiero.
Un altro punto focale della teoria cartesiana rappresentato dal concetto di idee innate. Per
Cartesio infatti la mente era costituita da tre tipi di idee; il primo tipo sono idee derivate dalle
sensazioni o dai ricordi della memoria, il secondo tipo di idee invece creato dalla mente
stessa e riguardano il mondo dellimmaginario (il sogno, la fantasia), il terzo tipo di idee
invece innato (lidea di Dio, di s....)
Unaltra concezione esposta da Cartesio quella secondo cui in realt il mondo in cui viviamo
potrebbe essere semplicemente un mondo di apparenze costruito da un demone che si prende
gioco di noi. In questottica ci che percepiamo non corrisponderebbe affatto a ci che ;
lunica verit di cui si pu essere certi dice Cartesio la nostra esistenza (Cogito ergo sum =
se penso esisto) .
2.4 Dagli empiristi agli associazionisti
Cartesio pu essere considerato il capostipite della scuola razionalista. A questo filone si

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contrappose il filone empirista che vide in Locke, Berckeley e Hume i massimi esponenti.
Locke fu il primo studioso ad utilizzare il termine intelletto anzich mente o anima, intendendo
cos riferirsi non alla sostanza ma ad una precisa facolt umana.
Hume si oppose allipotesi dellesistenza di idee innate, avanzata da Cartesio. Egli riteneva
infatti che innati potessero essere considerate solo le passioni e i sentimenti. Nessun pensiero
pu invece essere plausibilmente ritenuto innato. Secondo Hume luomo nasce tabula rasa, un
foglio bianco che sar disegnato dalle esperienze di vita a cui andr incontro. Tutte le sue
conoscenze ed i suoi pensieri derivano dunque da queste esperienze.
Egli inoltre individu nelle associazioni i processi fondamentali che regolano lintelletto. Hume
individu tre tipi di associazioni, per somiglianza, per contiguit e per causazione.
Thomas Brown sviluppo ulteriormente la teoria associazionista di Hume, ed ebbe il grande
merito di introdurre in Psicologia il metodo introspettivo (poi ripreso ed utilizzato dalla scuola
strutturalista).
David Hartley illustre psicofisico espose la teoria delle <vibraziuncole> secondo cui gli stimoli
esterni producono attraverso gli organi di senso delle piccole vibrazioni nel sistema nervoso. Il
cervello interpreterebbe queste vibrazioni dando forma alla sensazione.
James e Stuart Mill, rispettivamente padre e figlio, approfondirono il processo associativo
secondo cui le idee semplici si raggruppano per formare un pensiero complesso. Fu in
particolar modo di Stuart Mill la concezione, poi ripresa dalla scuola Gestaltica, secondo cui una
volta associate le idee semplici danno vita a una struttura distinta e diversa dalle singole parti
che la hanno composta. Secondo questo autore infatti questo nuovo pensiero complesso
formatosi a seguito dellassociazione di idee semplice poteva essere paragonato ad un
composto chimico. LOssigeno e lIdrogeno ad esempio sono due elementi chimici allo stato
gassoso la cui combinazione qualcosa di pi della loro semplice addizione, in quanto si
ottiene un prodotto totalmente diverso (lacqua).
Alexander Bain riteneva che la mente fosse totalmente alla merc delle condizioni corporee. Fu
il primo autore ad esporre la teoria <trials and errors>poi ripresa dal comportamentista
Thorndike.
Buffon sancisce definitivamente la concezione delluomo come di un essere appartenente al
regno animale e che come tale va studiato spazzando il campo da pastoie metafisiche sulla sua
essenza.
La Mettrie di cui particolarmente famosa lespressione <il cervello ha i suoi muscoli per
pensare cos come le gambe i propri per camminare> , uno degli esponenti di spicco della
corrente meccanicista, che riduceva luomo alla sua componente biologica rifiutando qualsiasi
disgressione sulla sua mente.
Cabanis, rifiuntando il riduzionismo meccanicistico di La Mettrie, sosteneva invece che fisico e
morale siano profondamente interconnessi, come due facce della stessa medaglia.
2.6 Gli studi di psicofisica
La lotta tra empiristi e razionalisti arriv fino a Kant che pose fine alla disputa preparando il
terreno per lo sviluppo di una psicologia scientifica che vede in Herbart e Fechner i suoi
precursori pi illustri.
Herbart (che fu il successore di Kant alla cattedra di Konigsberg) riteneva la psicologia una
scienza autonoma (non subordinata alla fisiologia e alla filosofia), ma non sperimentale bens
metafisica. In quanto scienza metafisica essa deve appoggiarsi ai principi della matematica e
sullesperienza. Ed Herbart molto interessato infatti alla misurazione dei fatti psichici. Egli

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sostenne che le idee per essere colte a livello cosciente devono aver raggiunto unintensit
minima denominata soglia di coscienza. Le idee che rimangono al di sotto di questa soglia non
cessano di esistere bens entrano in un sistema inconscio. E quindi proprio Herbart ad
introdurre in psicologia quel concetto di inconscio che pi tardi sar ripreso da Freud (anche se
in unaccezione diversa). Herbart ha comunque il grande merito di aver slegato la psicologia da
unanalisi esclusivamente di tipo qualitativo, dimostrando egli per primo che i fatti psichici
possono essere affrontati sotto un aspetto quantitativo.
Lopera di Herbrt trov un successore in Fechner, illustre fisico che amava occuparsi di
problemi filosofici. Egli appare un materialista radicale che considera lanima semplicemente
come una propriet della materia. Tutto ci che composto di atomi (organico o non organico)
ha unanima e questanima tanto pi complessa quanto pi complessa la struttura di cui
composta.
Fechner rimasto famoso per la legge nota come legge di Weber-Fechnerche intende illustrare
landamento sensoriale al modificarsi dello stimolo. La legge dice che la sensazione
proporzionale al logaritmo dello stimolo, cosicch allaumentare del valore dintensit dello
stimolo aumenta anche la differenza appena percettibile, mentre rimane costante il rapporto
tra i due stimoli. La veste matematica della legge assume questa forma:
S= k logR + C
In cui: S= sensazione R= stimolo K= costante di Weber C= costante come valore matematico
aggiunto 2.7 Gli apporti delle altre scienze
Alla nascita della psicologia contribuirono comunque anche altre discipline. Lastronomia ad
esempio regal alla psicologia uno dei metodi maggiormente utilizzati nella misurazione degli
eventi psichici: la rilevazione dei tempi di reazione. Il fisioloDonders fu il primo a rilevare
questo metodo allastrologia applicandolo allo studio della conduzione delle fibre nervose.
Lapporto dellastrologia fu quindi, per cos dire, indiretto mentre quello della fisiologia fu senza
dubbio uno dei pi rilevanti.
Basti a questo proposito ricordare la cosiddetta legge di Bell-Magende. I due studiosi
contemporaneamente ed indipendentemente scoprirono uno dei principi cardine della
neurologia cio lindipendenza delle fibre nervose sensoriali dalle fibre nervose motorie. Le
fibre nervose sensoriali contraggono sinapsi nel midollo spinale da dove si dipartono
simmetricamente quelle motorie(arco riflesso). Il midollo spinale rappresenta dunque una
stazione di release, che accoglie le fibre sensoriali in ingresso e attiva quelle motorie in uscita.
Recidendo la radice anteriore del midollo spinale si ottiene leffetto di inibire la risposta motoria
mantenendo inalterata la sensibilit, mentre recidendo la radice posteriore si provoca
insensibilit senza per compromissione della motricit.
Unaltra pietra miliare in neurologia che tanto peso ebbe anche negli studi di psicologia
sperimentale, fu la legge dellenergia nervosa specifica. Secondo questa impostazione il nostro
sistema nervoso sarebbe altamente specializzato. Anche gli organi di senso possiedono dei
recettori specifici che rispondono alle stimolazioni proposte cogliendone soltanto laspetto alla
cui elaborazione sono preposti. Cos stimolando meccanicamente il nervo ottico
non si avranno delle sensazioni tattili ma delle sensazioni percettive (anche se in effetti lo
stimolo era tattile e non visivo).
2.7 Levoluzionismo
In ultima istanza doveroso sottolineare lapporto della teoria evoluzionista che ebbe in
Darwin lesponente di maggiore spicco. I suoi studi sulle emozioni sono ancora oggi di grande

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interesse psicologico. Il paradigma portante della teoria evoluzionista costituito dal concetto
di selezione naturale e di adattamento. Secondo questa impostazione gli organismi che si
adattano meglio al loro ambiente sono anche quelli che garantiranno la loro sopravvivenza
come anche la sopravvivenza di tutta la loro specie. Il principio di selezione naturale infatti
permetter la trasmissione ereditaria di quei caratteri che si sono dimostrati vantaggiosi ai fini
della lotta per la sopravvivenza. Tale principio era secondo Darwin applicabile tanto ai caratteri
somatici quanto ai caratteri psichici. Fu Galton, cugino di Darwin, ad approfondire questo
aspetto della teoria evoluzionista, apportando un notevole contributo alla scienza psicologica
ed in particolare agli studi sulle differenze individuali.
Sintesi
La psicologia nasce ufficialmente a Lipsia con la fondazione del primo laboratorio di Psicologia
sperimentale ad opera di Wundt, nel 1879. In realt lo studio della mente non pu essere
collocato in un preciso momento storico perch esso ha affascinato gli uomini fin dallantichit.
Il pensiero greco diede un notevole contributo alla comprensione della mente e vide nellopera
di illustri studiosi come Aristotele, Ippocrate ed Empedocle, il suo fulcro principale. Il Medioevo
storicamente definito un secolo buio per gli studi e soprattutto per quelli medici e psicologici.
Luomo considerato tabernacolo di Dio fu sottratto agli scienziati e consegnato ai religiosi, i
quali vietarono qualsiasi studio sul corpo e sulla mente di questi. Il Rinascimento e lopera di
Cartesio segnarono un momento di svolta e permisero la ripresa degli studi sulluomo. La
concezione dualistica di Cartesio tanto osteggiata e criticata appare in questottica funzionale a
sottrarre per lo meno il corpo al dominio ecclesiastico e a riconsegnarlo alla scienza.
Gli empiristi si opposero al pensiero razionalista ed in particolar modo alla teoria esposta da
Cartesio, partendo dal presupposto che luomo nasce tabula rasa: nessun pensiero e nessuna
idea innata abitano la sua mente informe che sar forgiata solo dal fuoco delle esperienze
vissute. Importante fu il contributo della scienza psico-fisica alla nascita della psicologia. Gli
studi di Herbart e di Fechner possono essere considerati delle pietre miliari nello studio delle
differenze individuali. Infine ci si soffermati sulla teoria evoluzionista il cui contributo non si
esaurisce storicamente perch a tuttoggi essa rappresenta una scuola i cui contributi alla
psicologia continuano a essere di fondamentale importanza.
Per fissare gli argomenti trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1. Qual la
considerazione riservata al cervello nellopera di Aristotele? 2. Quali sono le facolt delluomo
secondo Pitagora? 3. Cosa la res cogitans?
4. Cosa sono secondo Cartesio le idee innate? 5. Chi fu il primo autore ad utilizzare il termine
intelletto? 6. Illustrare la legge di Fechner 7. In cosa consiste il metodo della rilevazione dei
tempi di reazione? 8. Perch il Medioevo considerato un secolo buio?

CAPITOLO 2 Strutturalismo e Funzionalismo Con riferimento allunit didattica precedente


si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1. Chi parla di pneuma vitale e di pneuma fisico? 2.
Quali sono i 4 umori postulati da Ippocrate? 3. Perch la concezione di Cartesio definita
dualistica e razionalistica? 4. Cosa sostiene Locke? 5. Perch la psicologia debitrice alla
psicofisica? 6. Cos linconscio per Herbart? 7. Chi Galton?
3.1 Lo Strutturalismo
Lo Strutturalismo, che si appoggia sostanzialmente allelementarismo, nasce con W. Wundt, il
quale fond a Lipsia nel 1879 il primo laboratorio di psicologia sperimentale. Wundt espresse
lintenzione di costruire una psicologia scientifica, che al pari delle altre scienze riconosciute,

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studi la mente umana in maniera sperimentale senza pi fare riferimento a costrutti filosofici.
Nel 19873/74 usc la prima edizione del suo Fondamenti di psicologia fisiologica, considerata
la prima opera sistematica della psicologia scientifica moderna.
Loggetto di studio di questa nuova scienza doveva essere lesperienza umana. A questo
proposito Wundt adotta il metodo dellintrospezione. In laboratorio vengono presi in
considerazione 4 campi dindagine: 1. Psicologia dei sensi (vista, udito)
2. Attenzione: misurata con la tecnica dei tempi di reazione
3. Psicofisica
4. associazioni mentali
Allinterno del laboratorio vennero altres svolte anche ricerche non sperimentali in senso
stretto che riguardavano ad esempio la psicologia evolutiva, sociale ed animale.
Le teorie di Wundt si fondavano su concetti oggi considerati obsoleti perch basati su di una
componente spiritualistica non inquadrabile a allinterno di una moderna ricerca scientifica, in
particolare si fa riferimento alla teoria del volontarismo.
Secondo questa teoria tutti i processi psichici sono scomponibili in 4 fasi:
1. Stimolazione (determinata dallinput esterno che agisce sui recettori sensoriali)
2. Percezione (presa coscienza dello stimolo, in quanto esso supera la soglia di attivazione
sensoriale)
3. Appercezione (momento in cui lesperienza, ormai divenuta cosciente, viene identificata,
qualificata e sintetizzata dalla mente: tale momento, misurato da Wundt con i tempi di
reazione, dovrebbe durare, a parere dellautore circa 0,1 secondi)
4. Atto di volont (dettato dal libero arbitrio, che permette allindividuo di scegliere se
prendere in considerazione lo stimolo per una ulteriore e pi approfondita elaborazione o se
ignorarlo)
Nonostante gli studi di Wundt si possano ritenere ad oggi superati due grani meriti devono
essergli riconosciuti:
in primo luogo egli denif programmaticamente loggetto di studio della psicologia che
lesperienza umana, contrapponendolo allesperienza mediata che invece oggetto di studio
delle scienze fisiche;
in secondo luogo egli defin,con rigore scientifico, un metodo sperimentale nellambito
dellindagine psicologica, insistendo sullimportanza della validazione delle misurazioni e della
identificazione di ogni singola variabile interveniente.
Wundt espone anche il concetto di parallelismo psico-fisico secondo cui i processi mentali e
quelli psichici sono interrelati e interdipendenti, cosicch un cambiamento nelluno
determinerebbe anche una variazione nellaltro.
2. Lo strutturalismo
Studioso allinterno del laboratorio di Lipsia e traduttore nella lingua inglese di molti testi di
Wundt fu linglese Edward Bradford Titchener (1867/1927). Egli che si occup di definire
empiricamente il metodo introspettivo e il campo dindagine della corrente di pensiero allora
discendente dagli studi di Wundt che verr definita scuola strutturalista.
Oggetto di studio della psicologia secondo gli strutturalisti lesperienza, stesso oggetto di
studio della fisica: la differenza sostanziale tra le due prospettive sta nel fatto che mentre la
fisica studio lesperienza i quanto indipendente dal soggetto che lesperisce, la psicologia studia
lesperienza in correlazione con il soggetto esperiente.
Ad esempio tempo e spazio sono elementi studiati da entrambe le discipline ma nella fisica

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esse hanno un valore costante che ne definisce le variabili di studio mentre nella psicologia
tempo e spazio vengono studiati come elementi variabili dalle condizioni soggettive del
soggetto analizzato.
La scuola strutturalista definisce:
Mente: somma di tutti i processi mentali che hanno luogo nella vita di un individuo
Coscienza: somma di tutti i processi mentali che hanno luogo nell hic et nunc , in un
determinato momento
presente IO o SE: dimensione non sottoponibile allindagine sperimentale e quindi estranea
alla psicologia scientifica
Lo scopo dellindagine psicologica descrivere i contenuti elementari della coscienza e
nellidentificarne le leggi che presiedono al loro combinarsi ed al loro susseguirsi: la psicologia
titcheneriana esclusivamente descrittiva.
Il termine strutturalismo sta ad indicare la struttura mentale: il complesso risultato della
somma di molteplici elementi coscienti seplici; la psicologia ha come scopo la scomposizione e
ricomposizione analitica dei vari pezzi.
Secondo questa scuola possibile dividere lesperienza cosciente in tre elementi principali:
Percezioni: i cui elementi costitutivi sono le sensazioni
Idee: i cui elementi costitutivi sono le immagini mentali Emozioni o sentimenti: i cui
elementi costitutivi sono gli stati affettivi
Per quanto semplici o irriducibili, gli elementi della coscienza hanno degli attributi:quelli
fondamentali della sensazione e dellimmagine mentale sono quattro:
1. qualit 2. intensit 3. durata 4. chiarezza
Solo gli stati affettivi, cio le emozioni, non possono declinarsi lungo la dimensione della
chiarezza.
Titchener defin empiricamente anche il metodo introspettivo (osservazione rivolta ai contenuti
della coscienza individuale). Essa lunico metodo che caratterizza la psicologia rispetto alle
altre scienze
Lintrospezione secondo Titchener un metodo sperimentale quando viene condotto da
persone qualificate ed addestrate ad usarlo. Analizzare una sensazione col metodo
introspettivo cosa ben diversa da quello che comunemente si pensa. La persona addestrata
ad usare lintrospezione difatti attenta a non cader in quello che viene definito errore di
stimolo. Uno psicologo ingenuo o una persona non addestrata infatti potrebbe cadere nella
trappola di descrivere una sensazione in termini di categorie astratte e non empiriche.
3. Il Funzionalismo
Il Funzionalismo una corrente di pensiero che nasce in opposizione allelementarismo della
scuola strutturalista e che vede nellamericano William James il massimo esponente. Pi che
una scuola vera e propria, si tratta di un movimento che accoglie anime diverse della
psicologia. Ci che accomuna i sostenitori dellapproccio funzionale la convinzione che non sia
di alcuna utilit lo studio delle strutture della mente. Quello che i funzionalisti intendono
studiare il funzionamento della mente e dei processi mentali che ne sono alla base.
Lapproccio funzionalista notevolmente influenzato dalle teorie evoluzionistiche di Darwin. I
processi mentali sono infatti considerati il frutto di un processo di adattamento dellorganismo
al proprio ambiente.
Oggetto della ricerca psicologica per questa scuola sono le attivit mentali relative
allimmagazzinamento, allorganizzazione e alla valutazione delle esperienze, e alla loro

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successiva utilizzazione nella guida del comportamento. Centrale in questa prospettiva il


concetto di comportamento guidato, orientato verso; cio un comportamento darwiniamente
adattivo.
Il comportamento adattivo caratterizzato dalla presenza di tre componenti:
1. 2. 3.
una stimolazione motivante, interna o esterna allorganismo; (fame) una situazione sensoriale;
(cibo) una risposta che alteri la situazione in modo tale da soddisfare le condizioni motivanti.
(mangiare)
Es: uomo affamato che si procura il cibo fino ad essere sazio.
La psicologia funzionalistica attribuisce grande importanza alla motivazione che viene definita
come : qualsivoglia stimolo relativamente persistente (fame, sete, pulsione sessuale, dolore,
etc) che domina il comportamento dellindividuo fino a quando questultimo non reagisce in
modo tale da soddisfarlo.
Ma, in ultima analisi se la sensazione loggetto principale della ricerca strutturalistica, ci che
pi viene analizzato dalla ricerca funzionalistica lapprendimento: la funzione adattiva per
antonomasia.
Il Funzionalismo non ha un metodo elettivo in quanto la pluralit di approcci che lo caratterizza
ha determinato la fioritura di una serie differente di metodologie.
Sintesi
Con la fondazione a Lipsia nel 1879 del primo laboratorio di psicologia sperimentale da parte di
Wundt viene inaugurata una nuova era per la psicologia scientifica. Wundt fondatore e
massimo esponente della scuola strutturalista intende erigere la psicologia a disciplina
scientifica che studi lesperienza umana avvalendosi del metodo introspettivo. Le
considerazioni di Wundt furono riprese e definite empiricamente da Titchener.
Il Funzionalismo, che vede in James il massimo esponente, nasce in antitesi alla scuola
strutturalista alla quale contesta leccessivo elementarismo. I funzionalismi studiano il
funzionamento della mente quale espressione del processo di adattamento che garantisce la
sopravvivenza dellindividuo e della specie.
Per fissare gli argomenti trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1. Dove fu fondato il
1 laboratorio di psicologia sperimentale? 2. Quali sono secondo Wundt i 4 campi dindagine
della psicologia sperimentale? 3. Cos il volontarismo? 4. Qual il metodo elettivo adottato
dagli strutturalisti? 5. A quale corrente si rif il Funzionalismo?

CAPITOLO 3
La scuola storico-culturale e la scuola riflessologica russa
In questa unit didattica ci soffermeremo sugli studi condotti in Russia ad opera di due grandi
scuole sovietiche: la scuola storico-culturale di cui il massimo esponente Vygotskij e la scuola
riflessologica con particolare riferimento agli studi di Pavlov. Si tratta di due diverse
impostazioni di pensiero e di due opposte prospettive di studio, che hanno per entrambe
notevolmente influenzato gli studi europei e statunitensi e che tuttoggi rappresentano dei
capisaldi della disciplina psicologica e pedagogica.
1 La scuola riflessologica russa
Il termine riflessologia deriva da una concezione che riconduce i processi psichici a dei rilessi:
processi puramenti fisiologici ed elementari.
La scuola riflessologica si afferma in Russia nella seconda met dell800 ed annovera tra i suoi

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massimi esponenti illustri fisiologi come Sec enov e Pavlov.


con Sec enov che la concezione riflessologica ebbe la prima formulazione. Egli era
addestrato alla ricerca fisiologica: questa spiegava come ad uno stimolo dellambiente
corrisponde una reazione. Nello studio dei riflessi animali questa reazione veniva spiegante
mediante larco riflesso, come nel caso del movimento che compie lanimale ritraendo la zampa
dopo aver esperito uno stimolo doloroso: questa reazione mediata dallattivit di un centro
nervoso localizzato nel midollo spinale (stimolo-centro nervoso-reazione). Per Sec enov i
processi psichici erano riducibili a riflessi cerebrali relativamente alla loro struttura di base. La
psicologia aveva per un proprio ruolo nello studio dei processi psichici perch spettava da
essa lanalisi dei contenuti dellattivit psichica. I contenuti vengono acquisiti,
sempre secondo il meccanismo dei riflessi, durante lo sviluppo e sono quindi legati allambiente
in cui lindividuo cresce (Es: la lingua che si parla, i ricordi, etc).
Ma lo studioso pi importante di questa corrente fu probabilmente Ivan Pavlov i cui studi
verranno ripresi dalla scuola comportamentista di Watson.
Ivan Pavlov era un fisiologo russo che si era, alla fine del 1800 occupato della fisiologia della
digestione negli animali e che, grazie a questi studi, si era perfino guadagnato il premio Nobel
(1904). Agli inizi del secolo aveva per deciso di concentrare i suoi sforzi sullo studio dei
riflessi psichici appresi (o condizionati) che, aveva scoperto, potevano addirittura alterare i
riflessi innati. Gli studi di Pavlov sono oggi noti col termine di Apprendimento Classico. Pavlov
condusse i suoi studi su un cane di nome Argon, arrivando a dimostrare che era possibile
associare una determinata risposta comportamentale innata, come ad esempio la salivazione,
(denominata risposta incondizionata,) ad uno stimolo inizialmente neutro (come potrebbe
essere il suono di un campanello) se questo viene per pi volte presentato in contiguit
temporale con uno stimolo incondizionato, quale potrebbe ad esempio essere la presentazione
del cibo.
Se lassociazione avviene lo stimolo neutro diviene stimolo condizionato e ad esso fa seguito la
risposta condizionata (la salivazione).
Gli studi di Pavlov sono una delle pietre miliari nello studio dellapprendimento sia degli animali
che degli esseri umani. Il comportamento umano viene dunque considerato frutto di una
catena di associazioni apprese per condizionamento.
2 La scuola storico-culturale di Vygotskij
La scuola storico culturale nasce in Russia in concomitanza al lavoro della scuola riflessologica
(di cui Pavlov il massimo esponente). Essa per si distingue dalla scuola riflessologica in
quanto centra lattenzione sulla dimensione culturale. Vygotskij, che di questa scuola il
massimo esponente ritiene infatti che la cultura sia lelemento fondante dello sviluppo di un
individuo. Egli sostanzialmente ritiene che la personalit di ogni individuo sia notevolmente
influenzata dai condizionamenti storici e culturali derivanti dallambiente in cui egli nato e
vive. La cultura coi suoi artefatti, coi suoi miti, con la sua storia politica ed economica, con i
suoi valori etici, morali e giuridici incide profondamente sullo sviluppo psicologico
dellindividuo. Cos la personalit di questi in definitiva determinata sia dalle sue stesse
caratteristiche genetiche, sia dalla sua stessa storia personale sia dalla cultura in cui egli
immerso.
CONDIZIONAMENTO CLASSICO (schema S-R) una forma di apprendimento che viene anche
detta rispondente in quanto lapprendimento riguarda una risposta gi presente come modalit
di reazione dellorganismo a determinati stimoli, ma che attraverso il condizionamento viene ad

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essere elicitata da stimoli che prima non avevano questo potere.


Il fisiologo russo Pavlov , eseguendo ricerche sulla risposta riflessa automatica della salivazione
e della secrezione gastrica di fronte alla vista del cibo, si accorse che lanimale rispondeva con
la salivazione anche di fronte a stimoli che erano stati associati temporaneamente alla
comparsa del cibo.
Infatti il cane reagiva con la salivazione al suono di un campanello a dimostrazione
dellapprendimento della relazione suono e arrivo del cibo. Si definisce stimolo incondizionato
(SI) lo stimolo che naturalmente evoca la risposta riflessa (RI). Nellesempio precedente SI
pu essere identificata con il cibo e RI con la salivazione. Viene definito stimolo condizionato
(SC) lo stimolo neutro che, in seguito allassociazione ripetuta con lo stimolo naturale, acquista
il potere di elicitare la risposta definita condizionata (RC).
Per lesempio SC il suono di campanello, e RC la salivazione che si elicita senza presenza di
cibo.
Il pensiero di Vygotskij viene spesso illustrato in contrapposizione a quello di Piaget.
La concezione di sviluppo di Piaget va inquadrata infatti in unottica maturativa: lo sviluppo di
un individuo viene descritto come un processo di progressiva maturazione delle strutture
cognitive di cui questi dotato. Il ruolo che Piaget riserva alle influenze ambientali quindi
minimo mentre fondante per i teorici che fanno capo alla scuola storico-culturale.
In particolare la contrapposizione teorica tra Piaget e Vygotskij si evidenzia in riferimento al
diverso modo di guardare alle relazioni tra pensiero e linguaggio. Piaget sosteneva
essenzialmente che il linguaggio dipendesse dal pensiero, Vygotskij invece sosteneva che esse
fossero due facolt indipendenti della mente umana che durante i primi due anni di vita
dellindividuo si sviluppavano in maniera autonoma per poi confluire e influenzarsi
vicendevolmente per tutto il resto della vita. Mentre per Piaget quindi lo sviluppo del pensiero
(ed in particolare del pensiero simbolico) prerogativa necessaria allo sviluppo linguistico,
Vygotskij lo considerava una funzione autonoma.
Il linguaggio del bambino viene difatti definito egocentrico. Esso caratterizzato dal fatto che il
bambino si esprime in maniera poco corretta e poco comprensibile. Ci deriverebbe secondo
Piaget dal fatto che il bambino incapace di mettersi nei panni altrui; egli vede il mondo e le
cose dalla sua prospettiva e quindi si esprime cos come ritiene opportuno esprimersi. Il suo
linguaggio non avrebbe le caratteristiche di una comunicazione vera e propria, in quanto il
bambino interessato solo al proprio tornaconto e non a stabilire una modalit di
comunicazione interattiva.
Il linguaggio ha per Vygotskij una doppia funzione: una funzione comunicativa, che si sviluppa
intorno a 1 anno e mezzo, momento in cui il bambino usa il linguaggio a voce alta per
comunicare con il mondo esterno; e una seconda funzione che, secondo lautore il bambino
utilizza come strumento di regolazione del comportamento. Questa seconda funzione si
sviluppa intorno ai 4 anni quando il bambino inizia anche ad utilizzare il linguaggio
rivolgendosi, a bassa voce, a se stesso, ricordando come svolgere varie azioni. Questo
processo, che termina intorno ai 7 anni alla base dellinteriorizzazione.
Riassumendo mentre per Piaget il linguaggio nasce interno per poi divenire in un secondo
tempo sociale (e svolgere quindi una funzione comunicativa), per Vygotskij esso nasce sociale
e viene interiorizzato solo in un secondo momento.
Un altro elemento fondante del pensiero di Vygotskij la nozione di zona di sviluppo
prossimo. Essa intesa come quellarea di sviluppo potenziale in cui il bambino non ancora

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in grado di operare da solo ma dove riesce ad operare efficacemente se sostenuto da un adulto


o da un coetaneo pi esperto. E quindi larea dove va situata lazione delladulto che trascina
lo sviluppo del bambino collaborando alla risoluzione di problemi che egli ancora non sarebbe
in grado di risolvere da solo. La concezione di area di sviluppo prossimo sottende la
considerazione che lo sviluppo cognitivo del bambino pu essere accelerato, se questi viene
esposto a contenuti avanzati e sostenuto dallazione di supporto di un esperto. Piaget invece
negava questa considerazione in quanto intendeva lo sviluppo come un processo di
maturazione progressiva. Lazione educatrice delladulto doveva situarsi dietro lo sviluppo del
bambino, proponendogli contenuti adatti (e quindi non superiori) alle sue capacit cognitive
attuali.
Il pensiero di Vygotskij largamente sottovalutato negli anni passati, stato oggi rivalutato ed
appare di straordinaria attualit.
Sintesi
Alla fine dell800 in Russia si affermano due grandi scuole: la scuola riflessologica e quella
storico culturale. Questultima annovera tra i suoi massimi esponenti Vygotskij, il cui pensiero
oggi appare di straordinaria attualit. Per anni lopera di Vygotskij stata infatti offuscata da
quella di Piaget, i cui presupposti teorici erano profondamente divergenti da quelli che fondano
la scuola storico-culturale. Piaget infatti intende lo sviluppo come
un processo maturativo, nel quale hanno una limitata importanza i fattori ambientali. Vygotskij
invece sostiene una concezione di sviluppo radicalmente opposta in cui lindividuo viene
concepito come il frutto di tutte le influenze storiche, sociali culturali. La loro posizione diverge
anche in merito al ruolo delleducazione che per Piaget deve seguire lo sviluppo, mentre per
Vygotskij deve precederlo agendo in quella che egli chiama zona di sviluppo prossimo.
La scuola riflessologica si sviluppa in contemporanea alla scuola storico-culturale ma il suo
campo di azione diverso. Allinterno di essa operano illustri fisiologi come Sechenov che
portano avanti gli studi sui riflessi innati degli animali. Lopera di Pavlov si situa invece su un
versante psico-fisiologico, in quanto questi si interess di riflessi appresi tramite un processo di
associazione temporale denominato condizionamento classico. Gli studi di Pavlov furono ripresi
dalla scuola comportamentista.
Per fissare gli argomenti trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1. In quale periodo
si afferma la scuola storico-culturale? 2. Qual la posizione di Piaget in merito allo sviluppo
cognitivo dellindividuo? 3. Qual la posizione di Vygotskij in merito alle relazioni tra pensiero
e linguaggio? 4. Chi fu il maestro e precursore di Pavlov? 5. Com denominata la procedura di
apprendimento messa a punto da Pavlov? 6. Cos una risposta incondizionata?

CAPITOLO 4
La Psicologia della Gestalt
In questa unit didattica verr presentata la scuola Gestaltica e gli studi pi importanti
realizzati al suo interno. La Gestalt nasce in contrapposizione allo Strutturalismo e riprende
molti principi che erano alla base della scuola funzionalista. In particolare vi un netto rifiuto
dellelementarismo in favore di un approccio olistico alla mente, che viene considerata e
studiata nella sua globalit. La scuola della Gestalt ha in particolar modo approfondito il campo
della percezione, con gli studi di Werthaimer, e del pensiero coi contributi di Kohler.
La scuola gestaltica nasce con Max Wertheimer che si rifece alla teoria olistica del filosofo
cecoslovacco von Ehrenfels. Per i gestaltici la psicologia la scienza che studia le esperienze

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immediate e i fenomeni di coscienza, utilizzando una metodologia soprattutto di tipo


descrittivo, ma che pu appoggiarsi anche a spiegazioni di tipo fisiologico. La Gestalt si oppone
fermamente allelementarismo atomistico, privilegiando invece un approccio olistico (teoria del
campo) che metta in luce e consenta di comprendere il funzionamento dei processi mentali. E
Kohler, uno dei massimi esponenti di questa corrente di pensiero, a definire la meta-teoria
che fa da sfondo alla scuola Gestaltica denominandola isomorfismo. La teoria dellisomorfismo
implica che vi sia una corrispondenza sul piano formale e strutturale tra lo stimolo fisico e
lesperienza soggettiva di esso. Opponendosi cos al realismo ingenuo che invece riteneva
esattamente identici e comparabili gli stimoli esterni e lesperienza di essi (basta aprire gli
occhi per vedere, la realt ci che vediamo cos come la vediamo), la teoria dellisomorfismo
prevede invece un parallelismo psico- fisico secondo cui loggetto percepito si costruisce
nellesperienza del soggetto ed allo stesso tempo espressione delloggetto esterno e
costruzione soggettiva di esso.
La teoria dellisomorfismo e la teoria del campo diventano i pilastri portanti di questa
innovativa e polemica scuola di pensiero, che concentra la propria attenzione in particolar
modo sullo studio dei processi percettivi e sullanalisi del pensiero creativo.
1 Gli studi sulla percezione
Se loggetto percepito si costruisce nellesperienza soggettiva dobbligo per gli studiosi
comprendere e descrivere le leggi che permettono il costituirsi delloggetto nellesperienza del
soggetto percepiente. Gli studi gestaltici sulla percezione si debbono soprattutto a Wertheimer
il quale studi il movimento stroboscopico ed espose anche le oramai famose leggi
sullorganizzazione percettiva. Innanzitutto egli sottoline, rifacendosi alla teoria del campo,
come ogni soggetto nella percezione di uno stimolo esterno, non risponda solamente alle
singole parti delloggetto stimolante, ma adotti un approccio olistico, modificando la percezione
del tutto, anche in seguito al cambiamento di una singola parte.
Fenomeno phi: Questo il nome che Wertheimer diede al fenomeno pi comunemente noto col
termine di movimento stroboscopico o apparente. Coi suoi esperimenti egli trov che la
percezione di movimento poteva essere provocata nel soggetto senza che effettivamente ci
fosse un movimento reale delloggetto. Se due stimoli fisici vengono presentati infatti in
maniera contigua al di sotto di un certo intervallo di tempo il soggetto non percepisce le due
stimolazioni come separate e differenti (due stimoli diversi, due immagini distinte) ma come
ununica stimolazione in movimento. Questa la tecnica alla base dellesperienza
cinematografica, dove difatti i singoli fotogrammi vengono presentati ad intervalli di tempo
minimi e consentono la percezione di uno movimento che in realt solo apparente.
2 Le leggi di organizzazione percettiva
A Werthaimer si deve anche riconoscere il merito di aver individuato ed esposto i principi che
guidano ed orientano la percezione. Essi sono: (vedi figure testo)
1. fattori di vicinanza per cui a parit di condizione le parti pi vicine vengono dal soggetto
percepite come un unico insieme percettivo
2. Fattori di somiglianza per cui tendiamo a percepire come un insieme le figure pi simili tra
loro
3. Fattori di chiusura per cui tendiamo a percepire come figura quella rappresentata con
margini chiusi piuttosto che con margini aperti. In questo caso il fattore di vicinanza stato vinto
dal fattore di chiusura per cui tendiamo a raggruppare come insieme le linee chiuse (B)
piuttosto che quelle contigue(A).

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4. Fattori di continuit di direzione per cui tendiamo ad organizzare un insieme in maniera tale
da comprendere meno interruzioni possibili. Secondo il principio appena esposto noi tendiamo
ad organizzare limmagine come ununica figura piuttosto che come tre figure messe insieme.
5. Fattore della buona Gestalt secondo cui tendiamo ad organizzare in unit percettive quelle
configurazioni che rispondono maggiormente alla nostra idea di figura. In base al principio
della buona Gestalt tendiamo a considerare le due figure un cerchio ed un esagono non
riuscendo quasi a percepire la possibilit di organizzarle in maniera differente.
6. Il fattore esperienza passata invece un fattore empirico che ci porta a percepire come
figura e quindi ad organizzare in unit percettiva quelle configurazioni che sono a noi pi
familiari.
3 Gli studi sul pensiero creativo
Questo un altro filone di studi innovativo della scuola gestaltica, che ha visto in Kohler il
massimo esponente. Gli studi di questo autore con gli scimpanz hanno rivestito unimportanza
fondamentale sia in campo cognitivo che in campo evolutivo in quanto hanno permesso di
comprendere meglio i meccanismi di attaccamento alla madre. Ma andiamo con ordine ed
innanzitutto occupiamoci degli studi sul pensiero creativo.
La corrente comportamentista attraverso gli studi di Thorndike asseriva che ogni
comportamento frutto dellapprendimento e che ogni apprendimento fosse il risultato di una
serie di tentativi per prova ed errore. Kohler si oppose tenacemente a questa tesi sostenendo
invece che la specie umana, ma anche gli animali pi evoluti sono capaci di pensiero creativo,
sono cio capaci di intuire la soluzione di un problema senza mettere in atto il comportamento
per prova ed errore. Kohler riusc coi suoi esperimenti a provare lesistenza del pensiero
creativo che egli defin insight(illuminazione). Linsight una completa ristrutturazione del
campo percettivo e cognitivo che permette al soggetto di immaginare mentalmente la
soluzione al problema adottando una strategia innovativa e sicuramente non appresa
precedentemente. Nei suoi esperimenti infatti Kohler evidenzi come lanimale si costruisse
una mappa cognitiva mentale che gli permetteva di anticipare mentalmente la situazione che
avrebbe fatto seguito ad un determinato comportamento evitando cos di mettere in atto
comportamenti inutili ed infruttuosi. Gli studi sullaggiramento (quelli in cui lanimale posto di
fronte ad una rete dopo la quale c il cibo, rete che deve semplicemente aggirare) hanno
confermato che non tutti gli animali sono capaci di detour (cio aggiramento). Alcuni come la
gallina ad esempio continuano a lanciarsi contro la rete nel vano tentativo di raggiungere il
cibo senza adottare soluzioni alternative.
Un posto particolare allinterno della teoria della Gestalt occupa lopera di Kurt Lewin (1890-
1947), egli utilizz la topologia (vettori, direzioni, valenze positive e negative v. figure libro)
per spiegare situazioni di tipo psicologico. Lapporto pi importante di Lewin per quello che
forn sulla psicologia dei gruppi: dallo studio delle sfere psichiche interne arriva quindi ad
analizzare , per estensione, delle formulazioni riguardanti la relazione dinamica tra individuo ed
ambiente. Dellambiente fanno parte anche le altre persone e Lewin tratt tali relazioni con i
principi della topologia e della dinamica individuando come tali relazioni creino un campo
attorno agli individui.
Sintesi
La Gestalt rappresenta una scuola di pensiero di grande respiro in cui lattenzione riversata
sul soggetto che percepisce e che contribuisce ad attribuire una data forma alla realt. Questa
limpostazione alla base del principio dellisomorfismo secondo cui la realt percepita non

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corrisponderebbe direttamente alla realt oggettiva ma devessere concepita come una sorta di
compromesso tra il mondo esterno e quello interno. Gli studi sulla percezione condotti in primo
luogo da Werthaimer mirano principalmente a dimostrare come la percezione della realt
dipenda tanto dalloggetto esterno quanto dai principi percettivi del soggetto percepente. Il
movimento stroboscopio rappresenta forse la prova pi tangibile dellintermediazione della
soggettivit di chi percepisce sul cosa percepisce. Oltre agli studi sulla percezione la scuola
gestaltica nota per i suoi studi sul pensiero creativo condotti principalmente da Kohler il
quale dimostr che uomini ed animali sono capaci di giungere alla soluzione di un problema
anche senza attuare un procedimento per prove ed errori ma tramite un insight che deriva da
un pensiero intuitivo ed immediato.
Per fissare gli argomenti appena trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti 1. Cosa si
propone di studiare la Gestalt? 2. Chi sono i massimi esponenti di questa corrente di pensiero?
3. Cosa sostiene la Teoria del Campo?
4. In cosa consiste il cosiddetto fenomeno phi? 5. Chi espose i principi di organizzazione del
campo percettivo? 6. Cosa si intende con il termine detour?

CAPITOLO 5
Il Comportamentismo
In questa unit didattica verranno illustrate le basi su cui poggia la scuola comportamentista
nata con Watson e ispirata agli studi della scuola riflessologica russa e a quelli di Thorndike
ripresi successivamente da Skinner. Il Comportamentismo vuol fare della psicologia una
scienza che al pari delle altre scienze si fondi su dati concreti, osservabili e replicabili. Con il
Comportamentismo si assiste alla rinuncia ad indagare la mente ed i processi psichici per loro
natura inaccessibili ad una indagine diretta e sperimentale. I risultati a cui gli studiosi di
matrice comportamentista giungono sono a tuttoggi riconosciuti validi ma al contempo ristretti
proprio in conseguenza della scelta teorica e metodologica di limitare lo studio ai dati oggettivi
ed osservabili.
Il Comportamentismo nasce nel nordamerica con Watson nel 1913 nel momento in cui viene
presentato allAssociazione Americana degli psicologi il documento programmatico di questa
nuova scuola. In questa occasione Watson espone i principi cardine di questa corrente
sottolineando limportanza di considerare la psicologia come la scienza del comportamento,
una scienza descrittiva che si propone di studiare le relazioni Stimolo/risposta SR, cio le
reazioni di un essere vivente a determinate stimolazioni ambientali. Salta immediatamente agli
occhi come i behavioristi (comportamentisti) intendano escludere dal loro raggio dazione lo
studio dei processi mentali, che ritengono un ambito filosofico e speculativo di nessun
interesse per una scienza come quella psicologica che si propone di indagare il comportamento
umano in maniera oggettiva ed osservabile. La mente viene considerata un potente e
straordinario strumento di mediazione tra lambiente esterno e i comportamenti umani da esso
innescati, ma al contempo viene concepita come una scatola nera ancora inaccessibile all
indagine scientifica. Per questo motivo i comportamentisti scelgono di rinunciare a
comprendere la mente ed i suoi processi mentali, concentrandosi sullo studio di ci che pu
essere considerato il riflesso di questi processi mentali: il comportamento.
Secondo Watson la nuova scienza del comportamento deve mirare a scoprire la relazione
esistente tra lo stimolo esterno e la risposta dellorganismo e a tal fine deve servirsi di una
metodologia oggettiva e replicabile, qual lesperimento scientifico e losservazione del

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comportamento. In Watson c quindi unaperta critica allintrospezionismo accusato di essere


una tecnica fenomenologica e non scientifica, quindi inutile alla psicologia. Fine ultimo della
psicologia quindi quello di prevedere e modellare il comportamento dellindividuo al fine di
renderlo pi congeniale e adeguato allambiente in cui questi vive.
Nonostante il documento programmatico sia stato presentato solo nel 1912 gli studi che invece
potremmo fare rientrare allinterno di questa cornice teorica erano fioriti gi molto tempo
prima con la scuola Riflessologica sovietica e con gli studi di Thorndike.
Watson in particolare, ma anche gli altri behaviorismi, erano infatti stati notevolmente
influenzati dagli studi della scuola riflessologica sovietica facente capo a Pavlov il fisiologo
russo che si era alla fine del 1800 occupato della fisiologia della digestione e che grazie a
questi studi si era perfino guadagnato il premio Nobel. Gli studi di Pavlov sono oggi noti col
termine di Apprendimento Classico.
Laltro paradigma di studio nato in seno alla scuola comportamentista e divenuto uno dei
pilastri fondamentali anche delle scienze pedagogiche noto con il nome di Apprendimento
operante. Il paradigma poggia sul concetto di
rinforzo esplicitato da Skinner e si rif alla legge delleffetto esposta da Thorndike ancor prima
della presentazione del documento programmatico di Watson.
La rivoluzione darwiniana chiar che fra luomo e le altre specie animali non vi era una
differenza radicale: si cominci, di conseguenza a fare ricerca psicologica anche con gli animali
consentendo una serie di incomparabili vantaggi.
Pur riconoscendo onore e merito agli studi di Pavlov, Skinner sostiene che lapprendimento
classico non sia un paradigma esauriente in grado di rendere ragione di tutti i comportamenti
umani. Esso sarebbe sufficiente a spiegare i fenomeni di apprendimento semplice in situazioni
elementari, ma poco esplicativo per quel che riguarda il comportamento complesso tipico
degli esseri umani, impossibile da concepire come una semplice catena di associazioni. Esso
infatti devessere concepito come il frutto di un procedimento che segue la legge delleffetto.
Questa legge esposta da Thordike, ancora prima della fondazione ufficiale della scuola
comportamentista ritiene che alla base di ogni azione vi sia la necessit di soddisfare un
bisogno. Lautore esegu veri esperimenti, ormai divenuti classici ,quali la gabbia ed il labirinto
T con dei gatti che dovevano abbassare delle leve per ottenere del cibo: osservando gli animali
impegnati in questa operazione, Thorndike concluse che il loro apprendimento si verificava
gradualmente, attraverso una serie di tentativi ed errori, che portava al consolidamento delle
reazioni dellorgannimo che erano state ricompensate.
Il comportamento dellindividuo mira quindi a placare lo stato di bisogno e si stabilizza solo nel
momento in cui riesce nellintento. Il bisogno genera quindi lazione; se essa raggiunge lo
scopo il comportamento attuato sar rinforzato e quindi si stabilizzer come risposta, se invece
essa fallisce nella soddisfazione del bisogno il soggetto metter in atto un comportamento
alternativo. Questo sistema di adattamento prese il nome di procedimento per prove ed errori
e divenne uno dei capisaldi della scuola behaviorista.
La legge empirica delleffetto ci dice allincirca che unazione accompagnata o seguita da uno
stato di soddisfazione tender a ripresentarsi pi spesso , unazione seguita da uno stato di
insoddisfazione tender a ripresentarsi meno spesso.
Thorndike non aveva una netta posizione contro le altre forma di psicologia contrariamente al
pi importante autore della scuola comportamentista: Watson prese posizioni radicali contro il
metodo introspettivo da lui considerata non scientifica per varie ragioni: 1)losservatore si

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identificava con losservato,2)losservazione introspettiva era compiuta a una persona che


parlava di cose che gli altri non potevano vedere direttamente.
Watson pone le basi concettuali che orienteranno tutta la ricerca psicologica statunitense fra le
due guerre mondiali e buona parte di quella europea in epoca successiva.
Sostiene che la psicologia ha il compito di studiare le condizioni obiettive che determinano il
comportamento, lindagine viene limitata allindividuazione del semplice dato fenomenico
suscettibile di misurazione; volutamente si eliminano i contenuti mentalistici e tutto ci che
riguarda il mondo simbolico, mentale ed intenzionale, non considerato oggetto di ricerca
scientifica.
Gli stessi comportamentismi contemporanei non risparmiano critiche alla teoria elaborata da
Watson definendola meccanicista, riduzionista e ambientalista; infatti lambiente considerato
attivo mentre lindividuo riveste un ruolo passivo fino al momento della stimolazione. Gli
stimoli sono considerati sorgenti di energia che vanno a colpire gli organi di senso della
persona e le risposte sono considerate movimenti ed azioni di parti del corpo. Sulla scia degli
studi di Watson altri autori si sono interessati allo studio del comportamento osservabile
studiando i diversi tipi di apprendimento:
CONDIZIONAMENTO CLASSICO (schema S-R) una forma di apprendimento che viene anche
detta rispondente in
quanto lapprendimento riguarda una risposta gi presente come modalit di reazione
dellorganismo a determinati stimoli, ma che attraverso il condizionamento viene ad essere
elicitata da stimoli che prima non avevano questo potere.
Il fisiologo russo Pavlov , eseguendo ricerche sulla risposta riflessa automatica della salivazione
e della secrezione gastrica di fronte alla vista del cibo, si accorse che lanimale rispondeva con
la salivazione anche di fronte a stimoli che erano stati associati temporaneamente alla
comparsa del cibo.
Infatti il cane reagiva con la salivazione al suono di un campanello a dimostrazione
dellapprendimento della relazione suono e arrivo del cibo. Si definisce stimolo incondizionato
(SI) lo stimolo che naturalmente evoca la risposta riflessa (RI). Nellesempio precedente SI
pu essere identificata con il cibo e RI con la salivazione. Viene definito stimolo condizionato
(SC) lo stimolo neutro che, in seguito allassociazione ripetuta con lo stimolo naturale, acquista
il potere di elicitare la risposta definita condizionata (RC).
Per lesempio SC il suono di campanello, e RC la salivazione che si elicita senza presenza di
cibo.
Sono state condotte diverse ricerche sul condizionamento classico, in particolare ricordiamo
Watson con il caso del piccolo Albert, un bambino di circa un anno di et, utilizzato come
soggetto di una ricerca per spiegare linsorgenza delle fobie.
Il bambino viene sottoposto ad un condizionamento utilizzando come cavia un topo, che in
precedenza era uno stimolo neutro non scatenante la paura in Albert, associato ad un forte
rumore. Dopo molte associazioni il bambino manifesta paura di fronte al topo anche in assenza
di rumore. Inoltre il condizionamento si mostr resistente allestinzione e avvenne una
notevole generalizzazione anche a topi di peluche o batuffoli di cotone.
Pavlov enuncia una spiegazione teorica del meccanismo di azione del condizionamento
classico, basata sulla propagazione delleccitazione corticale provocata, in due zone diverse,
dai due stimoli, tra i quali verrebbe a crearsi una connessione.
Questa teorizzazione richiederebbe che i due stimoli fossero affini tra loro e attivassero centri

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neutrali contigui. Un'altra teoria parla di un meccanismo di contiguit temporale, legato


allintervallo temporale tra i due stimoli.
Le ricerche attuali smentiscono queste teorie e convergono verso un meccanismo pi elaborato
di organizzazione dello stimolo condizionato in uno spazio semantico, sulla base dellattesa e
del valore di segnale dello stimolo. Questo ci aiuta a capire il significato adattivo del
condizionamento di Pavlov: le reazioni condizionate a certi segnali ci aiutano a reagire in modo
anticipato a certi segnali, con risposte preparatorie adeguate.
Questa teoria non in grado di fornire una spiegazione a tutti i fenomeni rilevanti in questo
tipo di apprendimento.
Altro importante rappresentante di questa scuola fu Tolman: a lui si deve il merito di aver
accolto anche idee cognitiviste e psicoanalitiche. In particolare egli si rifece al concetto
dellintenzionalit, tanto da definire il suo un comportamentismo intenzionale. Tolman
descrisse limportanza di inserire un ulteriore elemento tra lo stimolo e la risposta, una
variabile che dipendesse dalla volont di raggiungere lo scopo desiderato, scopo, aspettativa,
mappa concettuale.
Skinner, del comportamentismo watsoniano conserva la convinzione che il compito della
scienza psicologica sia prevedere e controllare le variabili che possono influenzare il
comportamento. A differenza di Watson, interessato solo al comportamento osservabile, egli
rifiuta il dualismo corpo-mente ed convinto che i processi mentali possano
essere studiati con la metodologia delle scienze naturali. Skinner ha analizzato
sistematicamente e sperimentalmente il rapporto tra il comportamento e le sue conseguenze
nell'ambiente, arrivando cos ad evidenziare un fenomeno non spiegabile ricorrendo ai principi
del condizionamento pavloviano, da qui la necessit di introdurre un nuovo concetto: quello del
condizionamento operante. Skinner effettu una serie di esperimenti utilizzando la "scatola
di Skinner", una gabbia che gli permetteva di osservare il comportamento di un ratto che
imparava a premere una leva per ottenere del cibo: chiam la leva risposta e il cibo rinforzo.
Inizialmente l'associazione tra risposta e rinforzo era casuale, in seguito il topo agiva
sull'ambiente per ottenere il rinforzo e l'azione diventa intenzionale. Il rafforzamento del
comportamento pu derivare sia dalla comparsa di un rinforzo positivo, sia dalla cessazione di
uno negativo. Skinner studia, inoltre, diversi programmi di rinforzo intermittente che chiamer
"schedules" di rinforzo, per ottenere risposte analoghe alle situazioni della vita quotidiana. Uno
stimolo originariamente indifferente pu assumere carattere di rinforzo se collegato ad un
rafforzatore efficace divenendo in tal caso rinforzo secondario. I rinforzi secondari sono
operanti in situazioni sociali: il denaro ne rappresenta un esempio, lo stesso si pu dire per i
rinforzi verbali di incoraggiamento; i rinforzi primari, invece, possono presentarsi in situazioni
di isolamento sociale.
In questottica il rinforzo viene concepito come la risultante della soddisfazione del bisogno che
stabilizza quella risposta comportamentale dimostratasi funzionale al fine previsto. Esso per
pu anche essere somministrato dallesterno al fine di rafforzare una determinata risposta
comportamentale o allopposto al fine di estinguerla. Il concetto di modelling (letteralmente
modellamento) un esempio del possibile utilizzo della tecnica del rinforzo sul piano educativo.
Diviene infatti possibile plasmare il comportamento delluomo utilizzando rinforzi positivi
laddove vogliamo stabilizzare un comportamento e rinforzi negativi nel caso in cui vogliamo
invece che si estingua. I premi e le punizioni sono un esempio di psicologia ingenua che fa
riferimento alla teoria del rinforzo.

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Il meccanismo del modellamento, secondo Bandura, entra in gioco quando un organismo che
osserva si modifica in funzione del comportamento di un altro organismo che utilizza come
modello.
Per esempio nelle attivit sportive latleta impara a compiere in modo semiautomatico dei
movimenti diversi rispetto alle sue abitudini o alla sequenza motoria istintiva; inoltre stato
visto che un rinforzo parziale, che consiste nel non rafforzare una risposta ogni volta che si
presenta, mantiene pi elevate le attese e la motivazione del soggetto, portando ad un
apprendimento pi resistente allestinzione.
Le aspettative proprie ed altrui hanno una forte influenza sullapprendimento legata al
successo che pu essere dovuto a cause interne al soggetto quindi legata la suo impegno, o
cause esterne legate alla fortuna, quindi pi instabili e incontrollabili che portano ad una
incapacit di attivazione delle risposte di evitamento dello stimolo spiacevole.
Lestensione dei paradigmi del condizionamento classico ed operante evidente a livello delle
applicazioni cliniche in ambito comportamentale.
La terapia comportamentale un approccio psicoterapeutico basato sul presupposto che la
maggior parte dei disturbi mentali sia il risultato dellapprendimento di pattern di risposta
inadeguati e disadattivi. Come abbiamo visto Watson con il caso di Albert applica il
condizionamento allo studio delle fobie, ed ipotizza di utilizzare una procedura di associazione
allo stimolo condizionato di una risposta competitiva rispetto alla paura.
Una delle tecniche utilizzate dalla terapia comportamentale la desensibilizzazione
sistematica: consiste nellindurre uno stato di rilassamento che costituisce una risposta
antagonista allansia, in presenza di stimoli ansiogeni,in modo da ridurre la reazione dansia ed
indebolire il legame tra questi e gli stimoli ansiogeni.
Un altro ambito di applicazione del condizionamento riguarda la medicina comportamentale, in
particolare la tecnica del biofeedback: consiste nella rilevazione e amplificazione di una
risposta biologica attraverso opportuni trasduttori
bioelettrici e nella conversione degli impulsi elettronici amplificati in segnali acustici o visivi.
Attraverso il ritorno delle modificazioni di intensit della funzione biologica il soggetto riceve
informazioni su determinate risposte del suo organismo che con lesercizio diverr in grado di
controllare.
La terapia comportamentale, secondo Bandura, si fonda sulla valorizzazione delle aspettative
personali circa le proprie capacit, e funziona perch induce il soggetto a credere di poter far
fronte alle difficolt. Quindi, ogni metodo in grado di consolidare la fiducia nella propria
efficacia personale si dimostrer valido, i metodi migliori sono quelli che consentono al
soggetto di sperimentare il successo in modo diretto. Il metodo di valutazione
comportamentale non analizza solo ci che le persone fanno, dicono o pensano, ma anche le
condizioni che regolano quanto viene fatto e detto. Compito di questa metodologia dunque il
determinare gli stimoli che possono costituire un rinforzo nel comportamento personale, ed
inserirli in programmi di terapia che tendono a modificare il comportamento, verso posizioni
pi positive e vantaggiose. Molte difficolt esistono nel trovare rinforzatori efficaci con alcune
persone, per esempio bambini, persone con problemi cronici di comportamento o con
personalit antisociale con i quali gran parte degli usuali rinforzatori si mostrano del tutto
inefficaci. Per stabilire quali condizioni determinano il comportamento e quali condizioni sono in
grado di controllarlo (fine ultimo della metodologia comportamentista) si utilizza l'analisi
funzionale, vale a dire l'analisi precisa delle covariazioni tra modificazioni nelle condizioni di

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stimolo e modificazioni in una ben precisa modalit comportamentale. Spesso utile ricorrere
allo studio dei gruppi per ottenere risultati pi generalizzabili; il ricercatore mette a confronto
tra loro gruppi che ricevono lo stesso trattamento, eccezion fatta per la variabile che il
ricercatore stesso sta manipolando. L'aspetto pi rilevante del contributo delle teorie
comportamentiste nel campo dell'applicazione costituito da nuove metodologie per produrre
modificazioni del comportamento. Tali forme di terapia cercano di modificare il comportamento
problematico in quanto tale, enfatizzano i comportamenti anzich la radice storica del
problema, ed utilizzano i principi che regolano l'apprendimento. La desensibilizzazione
sistematica serve ad aiutare l'individuo a superare le proprie paure o ansie. Con questo
metodo il soggetto viene esposto cognitivamente, tramite l'immaginazione, ad una serie
selezionata di stimoli ad intensit progressiva a carattere avversivo o inducenti fobie. Allo
stesso tempo si aiuta la persona a dare risposte incompatibili con l'ansia, per esempio il
rilassamento muscolare; gradatamente l'ansia evocata dallo stimolo viene ridotta, e viene
rafforzato il vincolo fra stimolo e reazione di rilassamento. La desensibilizzazione costituisce un
metodo valido nella modificazione degli stati fobici e nella riduzione di quelli ansiosi.
L'apprendimento tramite osservazione consente di modificare forti reazioni emotive compresa
la paura: il metodo del modellamento. Diverse sono le tipologie del modellamento, simbolico
(attraverso filmati), dal vivo a partecipazione guidata. Quest'ultimo particolarmente efficace,
si prenda l'esempio di un esperimento effettuato con persone con fobia verso i serpenti. I
soggetti fobici inizialmente osservavano modelli dal vivo mentre interagivano coraggiosamente
con il serpente, quindi il modello invitava il soggetto a toccare, accarezzare poi a prendere in
mano il serpente. Questa catena di azioni progressivamente pi "difficili" da affrontare, portava
i soggetti fobici ad una diminuzione se non addirittura alla scomparsa della fobia stessa. Le due
tecniche sopra riportate indicano come neutralizzare stimoli in grado di evocare reazioni
emotive negative; anche uno stimolo valutato in modo positivo pu essere neutralizzato
tramite controcondizionamento. Quest'ultimo stimolo viene presentato contestualmente ad altri
stimoli in grado di evocare reazioni estremamente pensose, gradatamente lo stimolo di origine
tende ad acquisire alcune delle propriet emotive di tipo avversivo evocate dallo stimolo
penoso con il quale avvenuta l'associazione. Il controcondizionamento si utilizza con persone
che sono in difficolt perch vengono sollecitate positivamente da stimoli che la maggior parte
degli individui della propria cultura percepiscono come neutri o negativi. E' il caso del feticismo
e dell'omosessualit. L'efficacia del trattamento dipende sia dalla motivazione a cambiare, sia
alla presenza di trattamenti periodici di sostegno. L'orientamento comportamentista si pone in
alternativa sia alla visione medica della psichiatria sia al metodo inferenziale della
psicodinamica per quanto riguarda i concetti di adattamento e di devianza. I comportamentisti
non giudicano l'adeguatezza o l'anormalit di un individuo in termini complessivi, il terapeuta
del comportamento si rivolge direttamente al comportamento specifico. La devianza deriva da
un tipo di apprendimento sociale inappropriato, possibile reimparare. Per modificare
comportamenti disadattati, si ricorre alla sottrazione del rinforzo, cito a questo proposito gli
esperimenti di Hawkins con bambini iperattivi. Quindi il disadattamento comportamentale pu
essere modificato alterando le conseguenze cui esso conduce: si ritira l'attenzione,
l'approvazione. I terapeuti comportamentisti hanno solitamente trattato comportamenti di
natura specifica e ben definibile; molti individui, per, soffrono di disturbi di natura pi
generale e non chiaramente delineabili. Da qui la necessit di aiutare la persona a mettere a
fuoco, nel modo pi preciso possibile, le proprie difficolt in termini comportamentali. La

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metodologia applicativa contemporanea fa ricorso, generalmente, alla combinazione di diverse


strategie di apprendimento. Le critiche che vengono mosse oggi alle terapie comportamentiste
riguardano la durata della modificazione del comportamento, la possibilit di utilizzare le abilit
apprese nella vita reale, la capacit di esercitare l'auto-controllo al di fuori della situazione
terapeutica. La critica pi spesso mossa alle terapie del comportamento, che non tengano
conto delle cause che stanno alla base del comportamento problematico, e perci ne
mantengano inalterate le radici, limitandosi a produrre la modificazione al solo livello del
comportamento, con la concreta possibilit che si verifichi una sostituzione del sintomo. Ci si
chiede, in altre parole, se le modificazioni prodotte dalle terapie comportamentiste siano
modificazioni di base della personalit, o se esse si limitino a comportamenti circoscritti, di
carattere minore. Il fenomeno del sintomo sostitutivo si pu avere quando il trattamento si
rivolto principalmente a rimuovere il comportamento problematico, senza procedere al
rafforzamento di modalit alternative pi adatte. I programmi di modificazione del
comportamento discussi in questa sede tendono a dimostrarsi essenzialmente efficaci.
Sintesi
Il Comportamentismo nasce ufficialmente nel 1912 ad opera di Watson. Esso si riconosce in
due grandi paradigmi di studio, uno facente capo alla scuola riflessologica russa ed in
particolare agli studi del fisiologo Ivan Pavolv, laltro facente capo alla legge delleffetto di
Thordicke ripresa ed ampliata da Skinner. Il primo paradigma denominato Apprendimento
classico considera il comportamento come una lunga e complessa catena di associazioni, laltro
denominato Apprendimento operante poggia sul concetto di rinforzo prospettando la possibilit
di plasmare il comportamento umano attraverso tecniche di modelling che usano rinforzi
positivi e negativi con la finalit di stabilizzare o di estinguere una data risposta
comportamentale.
Per fissare gli argomenti appena trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1. Quando
nasce la scuola comportamentista? 2. Cosa si intende con il termine Condizionamento classico?
3. Illustrare la legge delleffetto di Thorndike
4. Cosa si intende con il termine rinforzo positivo? 5. Cosa si intende col termine
Condizionamento Operante? 6. Perch la mente viene considerata dai comportamentisti una
sorta di scatola nera?

CAPITOLO 6
1. S. Freud e la nascita della Psicoanalisi
In questa unit didattica saranno ripercosse le tappe fondamentali che hanno portato alla
nascita della Psicoanalisi, che Freud intende in tre diverse accezioni:
1. 2. 3.
Un corpus teorico in grado di rendere conto del funzionamento della mente Uno strumento
terapeutico per la cura dellisteria Una metodologia per lindagine dei processi mentali che si
appoggia principalmente allinterpretazione dei sogni.
Freud nasce a Vienna da una famiglia di media borghesia di origine ebraica e qui vivr fino al
1938 quando sar costretto a rifugiarsi a Londra nella casa del figlio per sfuggire alla furia
nazista. Qui Freud morir lanno successivo nel 1939.
Freud inizia gli studi di medicina nel 1873 ed ottiene la laurea soltanto nel 1881. Si specializza
in neurologia ma fin dallinizio attratto dallo studio di una malattia molto diffusa quanto
scientificamente inspiegabile: listeria. Listeria rappresenta in quel periodo una malattia che la

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scienza ufficiale ha classificato come disturbo nervoso e che preferisce tenere alla larga dalle
cattedre accademiche.
Listeria, che oggi denominata disturbo da conversione isterico, si manifestava
frequentemente nelle donne con paralisi, afonia e fobie di diverso genere. Molti di questi
sintomi rimandano a lesioni neurologiche che invece non vengono riscontrate nelle pazienti
isteriche. Il disturbo non quindi inquadrabile a livello medico e le isteriche venivano allora
liquidate pi o meno direttamente dalla scienza ufficiale.
Freud, e colui che poi diverr amico e collega Breuer, invece sono attratti dagli studi e dalle
sperimentazioni che sullisteria sono condotti in Francia allospedale della Salpetriere dove
opera Charcot. Nel 1885 Freud parte alla volta della Salpetriere dove verr letteralmente
affascinato dalla tecnica ipnotica utilizzata da Charcot (e dalla sua magnetica personalit).
Ritorna a Vienna ed entusiasta presenta alla societ dei medici un suo rapporto sullisteria e
sulla cura ipnotica sperimentata. Gli studi di Freud vennero accolti con incredulit ed ostilit
ma contrariamente a quanto si dice egli non ruppe mai i rapporti con la Societ viennese di cui
fu membro fino al momento in cui lasci Vienna.
Nel 1886 inizia la sua attivit medica anche grazie allaiuto del suo amico Breuer il quale
godeva di una ricca clientela che indirizz da Freud. Negli anni a seguire lentusiasmo verso la
tecnica di Charcot scem e linteresse di Freud sindirizzo verso tecniche meno invasive come
quelle sperimentate da Bernheim e Liebeault a Nancy. A differenza di Charcot che utilizzava
lipnosi a Nancy la tecnica era la suggestione per cui il paziente rimaneva cosciente mentre il
terapeuta comunicava con lui.
Questi furono anni di profondi e continui cambiamenti per Freud che nel frattempo aveva
iniziato una proficua collaborazione con Breuer. Nel 1895 scrive insieme a questi Studi
sullisteria in cui veniva esposta la loro ipotesi sulleziogenesi della malattia. In questa prima
fase del suo pensiero Freud convinto che alla base del disturbo isterico sia possibile
rintracciare un trauma di natura sessuale subito dalla paziente negli anni dellinfanzia,
inizialmente rimosso e poi riemerso attraverso il sintomo a seguito delle prime spinte sessuali
adolescenziali. Intanto inizia anche una bellissima amicizia epistolare con un medico specialista
in malattie del naso e delle orecchie (che diverr anche il suo personale medico) Fliess, il quale
potremmo dire rappresenter un punto di confronto importante ed il miglior confidente di
Freud. A Fliess nel 1897 Freud rivela che la teoria elaborata con Breuer non pi sostenibile in
quanto non sempre possibile riscontrare nei pazienti il trauma di natura sessuale ipotizzato.
Inizia cos per Freud un periodo di profonda crisi psicologica (che lui stesso definisce una sorta
di nevrosi) e un lungo periodo di autoanalisi che lo porteranno allelaborazione di una teoria
complessa e articolata e allelaborazione di un metodo che in seguito prender il nome di
Psicoanalisi.
Linterpretazione dei sogni pubblicato nel 1899 rappresenta la conclusione di questo processo
di crescita personale e professionale; anche se Freud continuer sempre a rimodellare,
perfezionare, approfondire il suo pensiero apportando continue revisioni e modifiche. A questo
punto si rompe il rapporto con Breuer e dopo si romper anche
quello con Fliess, mentre la fama di Freud cresce e i suoi libri sono sempre accolti con
eccitazione ed entusiasmo anche se non sempre in positivo. Aspre sono le critiche che gli
piombano addosso dal mondo scientifico in particolare, ma il dottor Freud non fu mai oggetto
di disprezzo o derisione da parte di alcuno.
Nel 1904 pubblica Psicopatologia della vita quotidiana, nel 1905 Tre saggi sulla teoria sessuale,

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nel 1917 Introduzione alla Psicoanalisi (una raccolta delle sue ultime lezioni allUniversit), nel
1923 LIo e Les, nel 1925 Inibizione sintomo e angoscia, e nel 1929 Il disagio della civilt.
Freud mor allet di 83 anni dopo aver subito pi di trenta interventi alla bocca per un cancro,
che trasform gli ultimi anni della sua vita in un calvario sopportato con pazienza, rifiutando
qualsiasi analgesico al fine di mantenere sempre la mente lucida e presente.
2. Il pensiero di Freud
Il pensiero di Freud pu essere rintracciato seguendo le sue opere passo dopo passo.
In Studi sullisteria Freud elabora la sua ipotesi eziopatogenica sullorigine della nevrosi
isterica. E quella che viene chiamata teoria della seduzione secondo cui la paziente avrebbe
nellinfanzia subito un trauma di natura sessuale che ella ha necessariamente dovuto
rimuovere. Nellinconscio (cio in quella zona oscura in cui sono intrappolati i ricordi spiacevoli)
oltre al ricordo viene intrappolata anche la forte emozione legata al ricordo e lenergia che essa
ha. Questenergia chiede di essere liberata e scaricata, ma la spiacevolezza del ricordo
impedisce una sua libera espressione. Il sintomo diviene allora il tentativo alternativo di
liberarsi di questo ricordo scaricando cos anche laffetto spiacevole che vi legato. Questa
una teoria che Freud e Breuer elaborano dopo liniziale attuazione delle tecniche ipnotiche e
suggestive rispettivamente di Charcot e Bernheim. I due autori si erano infatti resi conto che
lipnosi e la suggestione placava lespressione del sintomo ma non riusciva a risolvere
definitivamente il problema che ricompariva magari sotto altre spoglie non molto tempo dopo.
Freud e Breuer avevano intuito che bisognava svincolare laffetto rimasto intrappolato nel
ricordo del trauma e solo se la paziente fosse riuscita a rievocare quel momento e quella
situazione avrebbe potuto liberarsi anche di quellemozione negativa. Questo metodo fu
dunque definito catartico e si appoggi non pi a tecniche invasive e non coscienti ma alle
libere associazioni. Il terapeuta doveva riuscire a portare il ricordo dallinconscio al conscio solo
cos la paziente si sarebbe liberata di esso e quindi questa doveva essere cosciente,
consapevole e protagonista del processo.
Questa teoria presentava per troppi punti deboli a cominciare dal fatto che molte pazienti
raccontavano episodi altamente improbabili e non di rado contraddittori, come se stessero
inventando tutto il racconto. Labbandono di questa teoria fu comunque sancito dal caso di una
paziente di Breuer, affetta da una serie di sintomi di natura isterica esplosi dopo la morte del
padre: Anna O.. Quando difatti dopo un lungo periodo di terapia oramai sembrava che la
paziente fosse riuscita a risolvere i problemi di origine isterica, ella si disse incinta di Breuer e
port avanti una gravidanza isterica fino al parto. Questo evento lasci Breuer interdetto e
influenz il pensiero di Freud che da quel momento cominci un processo lungo e difficile di
autoanalisi, attraversando quella che viene definita nevrosi creativa ed approdando alla
formulazione della teoria Psicoanalitica.
Freud intu che il trauma di natura sessuale ipotizzato poteva anche non essere reale, non
essere avvenuto realmente ma che semplicemente poteva essere stato immaginato (e
addirittura agognato) dalla paziente. Ma Freud doveva ancora riuscire a spiegarsi perch la
paziente arrivava a costruirsi tale ricordo.
Il concetto di pulsione libidica rappresent la spiegazione di queste fantasie inconsce di natura
sessuale. In un primo tempo Freud elabor un modello (definito 1 topica) in cui la psiche
umana veniva suddivisa in tre diverse zone: conscio, preconscio e inconscio.
La zona che Freud definisce conscio, e che graficamente potrebbe essere paragonata alla punta
di un iceberg, la zona cosciente della personalit, quella di cui cio lindividuo ha piena

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consapevolezza e che comprende i processi


cognitivi. Il Preconscio corrisponderebbe invece ad una sorta di zona di frontiera che fa da
confine tra il conscio e linconscio. In essa vengono rilegati i ricordi, e vengono effettuate le
operazioni in automatico.
Linconscio invece un mondo sommerso fatto di energia libidica e ricordi rimossi. Le tre zone
non sono per rigidamente separate; le informazioni potrebbero passare dalluna allaltra zona
e quindi anche il rimosso potrebbe divenire cosciente. Il soggetto per resisterebbe a questo
flusso utilizzando (anche nei confronti della terapia) dei meccanismi di difesa che evitino la ri-
emersione del ricordo e laffetto spiacevole (angoscia) ad esso collegato.
Come pu allora il terapeuta recuperare il ricordo se esso inconscio e se la paziente resiste ai
tentativi di farlo riemergere? Freud sostiene che la paziente in realt riattualizzi continuamente
il suo disagio e lo manifesti nelle espressioni che possiamo definire non-coscienti. Il sogno ad
esempio rappresenta come lo defin Freud la strada maestra per linconscio. Nel sogno la
censura si abbassa ed i contenuti rimossi possono emergere in maniera pi o meno diretta,
magari in forma simbolica o rappresentati per spostamento su unaltra persona e non su se
stessi. In tal modo il soggetto tollera meglio lespressione dellinconscio e permette allenergia
libidica di trovare una via di sbocco alternativa allespressione cosciente. Ma vi sono anche
altre modalit di espressione che Freud esporr nel testo Psicopatologia della vita quotidiana,
quali gli atti mancati, i motti di spirito, come anche il sintomo.
La formulazione della II topica rivoluziona letteralmente la concezione di Freud e le sue
considerazione sullorganizzazione della mente. Nella II topica Freud non parla pi di zone ma
di Istanze psichiche deputate a regolare la vita psichica conscia e inconscia dellindividuo. In
LIo e lEs Freud parla di una struttura psichica contenitore primordiale di quellenergia psichica
che egli definisce pulsione libidica: lEs e dellesistenza di altre due strutture psichiche (lIO ed
il Super Io) non originarie e non dotate di energia propria che si strutturano in interazione con
lambiente e che ricavano lenergia vitale dallEs.
LIo in particolare comincia ad emergere gi dopo la nascita e permette cos lo sviluppo del S
dellindividuo. La personalit del soggetto si costruisce, infatti, intorno a questa istanza
psichica deputata al controllo dellespressione dellEs. Questultimo, carico di energia sessuale,
risponderebbe esclusivamente al Principio del piacere e pretenderebbe unimmediata scarica
della pulsione accumulata. LEs sarebbe dunque paragonabile ad un bambino prepotente che
richiede immediata e totale soddisfazione dei propri bisogni senza tenere in alcun conto
lesigenza di relazionarsi con lambiente esterno. LIo invece una struttura che si origina
proprio a seguito delle inevitabili frustrazioni a cui il bambino va incontro, fin dai primi giorni di
vita, e risponde al Principio di realt. Cos lIo si fa mediatore tra le arroganti richieste dellEs
e le pressioni ambientali che chiedono al soggetto di adeguarsi ai tempi e ai modi previsti dalla
cultura di appartenenza. LIo quindi non intende reprimere lEs e la carica libidica in esso
contenuta, bens mira a trovarne una via di espressione tollerabile che permetta al soggetto di
integrarsi e vivere nel proprio ambiente. Il Super-Io invece unistanza psichica tardiva che
emerge intorno al 5 anno, a conclusione di quello che Freud chiamer periodo edipico. Il
Super-Io rappresenta le norme ed i valori genitoriali e possiamo quindi definirlo come la
coscienza morale dellindividuo. Il Super-Io si oppone alle richieste dellEs e pretende di
conformarsi in tutto e per tutto con le regole sociali di cui portatore; potremmo dunque
considerarlo una sorta di tiranno repressivo che vorrebbe ridurre lEs in proprio potere. E
ancora una volta lIo a frapporsi tra questi due universi contrastanti e a mediare tra le richieste

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dellEs, le limitazioni ambientali e le regole morali del Super-Io.


La pulsione sessuale
La pulsione sessuale di cui Freud parla un concetto complesso e articolato; egli la definisce
come una forza al limite tra lo psichico ed il somatico che muove e dirige tutte le azioni
dellindividuo (drive). Essa per si esprime in maniera diversa a seconda dello sviluppo del
soggetto e pu a causa di problematiche irrisolte bloccarsi in uno stadio o anche regredirvi
qualora nel futuro il soggetto si ritrovasse a vivere una situazione stressante o analoga a
quella traumatica. La concezione stadiale dellespressione libidica uno dei pochi concetti
rimasti praticamente invariati durante tutta la formulazione del pensiero di Freud. In ogni fase
descritta potremmo distinguere un oggetto una fonte ed una meta di questa pulsione libidica.
La fase orale che possiamo delimitare temporalmente dalla nascita al 18 mese
caratterizzata dallavere come fonte della pulsione la zona orale (in particolare la bocca) come
meta il succhiare e poi il mordere e come oggetto proprio il seno materno. In questo caso
parliamo di una pulsione parziale che si appoggia ad una zona non adeguata e non prevista per
la riproduzione, e di un oggetto parziale quale per lappunto il seno materno.
La fase sadico-anale che va dai 18 mesi ai tre anni circa invece caratterizzata da un forte
interesse verso il controllo degli sfinteri. In considerazione di ci si ha come fonte proprio la
zona anale come oggetto i propri sfinteri e come meta il controllo di questi che si esplicita nella
capacit ritentiva ed espulsiva. E comune ritrovare in bambini compresi in questa fascia det
comportamenti di sfida verso lautorit genitoriale che si esprimono proprio esercitando il
potere sui propri sfinteri, che possono andare da atteggiamenti di rifiuto ad adeguarsi al vasino
ad atteggiamenti apertamente provocatori come lo sporcare con le proprie feci. Questa
comunque una fase molto delicata per lo sviluppo psicologico del bambino e il ruolo dei genitori
in questa fase molto importante nel favorire atteggiamenti remissivi o allopposto nel
costruirsi di una personalit forte ed assertiva.
La fase fallica che comincia intorno ai tre anni e che si conclude con lingresso nella scuola
dellobbligo caratterizzata da una espressione pulsionale che ha la sua fonte nella zona
genitale (quindi nella zona corretta dal punto di vista riproduttivo) ed un oggetto totale (un
individuo, non una parte del corpo) che comunque ancora non adeguato in quanto trattasi
del genitore di sesso opposto.
In questa fase ha luogo quel processo che Freud chiama Complesso Edipico (riferendosi al
mitologico Edipo che disconoscendone la vera identit uccise il padre e spos la madre). A
fronte della fase che il bambino sta attraversando il suo interesse infatti rivolto alla madre
(parliamo del processo visto al maschile in quanto per la ragazza ci troviamo di fronte ad altri
processi psicologici noti come Complesso di Elettra), che desidera e che vorrebbe tutta per s.
Questo desiderio incestuoso per fortemente contrastato dal padre verso cui il bambino
adotter un atteggiamento ambivalente. Se infatti da una parte egli pur sempre una figura di
attaccamento, dallaltra anche il suo pi acerrimo rivale in amore. Questo conflitto cognitivo
si risolve nel momento in cui il bambino rimuovendo nellincoscio il desiderio incestuoso
sidentifica col padre (alla base del processo di identificazione c un ragionamento logico del
tipo <Se sono come lui la mamma mi amer > ).
Il periodo di latenza: superata la delicata fase del Periodo Edipico, che ha lasciato in eredit
anche lultima delle istanze psichiche del soggetto il Super-Io, il bambino entra in una fase
caratterizzata da una relativa calma. In realt erroneo dire che la pulsione libidica come
assopita in quanto sarebbe pi esatto dire che essa ha trovato canali despressione diversi da

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quello eminentemente sessuale. E il periodo in cui il bambino si applica a dare il meglio di s


nelle prestazioni scolastiche, negli sport, nel gioco di squadra......
E da notare che durante questa fase il bambino preferisce la compagnia di bambini dello
stesso sesso ignorando quelli dellaltro sesso.
Il periodo genitale delladolescenza: rappresenta il traguardo di un lungo processo che
dovrebbe portare ad una sessualit completa e ben indirizzata. La fonte del piacere libidico la
zona genitale (come anche durante la fase fallica) ma loggetto damore questa volta non un
genitore ma un esponente del sesso opposto.
La teoria stadiale di Freud presuppone che questo processo non sempre sia lineare e
progressivo, in quanto soggetto a fissazioni (cio il soggetto potrebbe non risolvere le
problematiche relative a quella fase e rimanervi ancorato passando alla successiva in maniera
incompleta) e regressioni. La regressione un fenomeno che si verificherebbe quando un
soggetto che si trova in una avanzata fase di sviluppo torna ad attuare modalit di
comportamento caratteristiche di fasi precedenti. Questo potrebbe essere la conseguenza di
una fissazione ad una fase per irrisolutezza del conflitto oppure potrebbe rappresentare un
atteggiamento difensivo nei confronti di una situazione stressante a cui il soggetto fa fronte
rifugiandosi psicologicamente in atteggiamenti tipici di una fase molto gratificante. Sono
esempi di regressione la sessualit orale o il feticismo come anche lomosessualit ed in
generale
tutte le perversioni sessuali che si appoggiano a una sessualit incompleta o ad un oggetto
damore inadeguato (incesto e pedofilia).
La terapia psicoanalitica
In questo paragrafo accenneremo a grandi linee ai presupposti fondamentali della tecnica
psicoanalitica.
Freud diede sempre molta importanza al setting che riteneva giustamente come una modalit
per stabilire il rapporto di relazione terapeuta-paziente.
Gli appuntamenti dovevano essere costanti e il rispetto di questi doveva essere massimo
(come anche il pagamento).
La stanza doveva essere arredata in maniera sobria ed in particolare vi sarebbe stato un lettino
su cui il paziente si sarebbe sdraiato e rilassato (in modo da abbassare quanto possibile la
soglia di coscienza favorendo lemergere dei ricordi e le libere associazioni di essi). Il terapeuta
doveva essere uno specchio impenetrabile e neutrale, da cui non sarebbe dovuta trasparire
emozione alcuna. Questa capacit di contenere le emozioni del paziente non pu essere
considerata spontanea o naturale ma deve scaturire a seguito di un lungo processo di
autoanalisi che porti il terapeuta ad elaborare i propri traumi irrisolti e a conoscere i propri
bisogni emotivi onde evitare di venire trascinato dalle emozioni del paziente. Il metodo elettivo
della Psicoanalisi sono le libere associazioni a cui si aggiunge linterpretazione dei sogni e
lanalisi degli atti mancati. In un periodo successivo Freud prester molta attenzione ad una
variabile interveniente del processo terapeutico che in un primo luogo aveva considerato una
variabile di disturbo: il transfert. Il Transfert un processo che frequentemente si verifica
allinterno di un setting terapeutico e che pu essere definito come il tentativo del paziente di
proiettare sul terapeuta limago parentale. Il paziente tende cio a stabilire col terapeuta le
stesse modalit interattive che hanno caratterizzato la relazione con le figure dattaccamento (i
genitori generalmente). Questa condizione pu scatenare nel terapeuta una serie di
contromisure emotive (controtransfert) che lungi dallavere dei benefici effetti sul paziente

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tendono a mantenere lo status quo della situazione impedendo il cambiamento e quindi il


processo di guarigione del paziente.
Il sogno
Freud definisce il sogno: <la strada maestra per linconscio > in quanto durante il sonno la
censura si abbassa permettendo ai contenuti inconsci di riemergere nei sogni anche se in
forma simbolica. Il sogno pu anche rappresentare un meccanismo di appagamento sostitutivo
che permette al soggetto di realizzare un desiderio inconscio.
Il sogno ha un contenuto latente ed un contenuto manifesto.
Il contenuto manifesto del sogno ci che la persona racconta del suo sogno; quindi la sua
narrazione. Il contenuto manifesto nasconde il vero oggetto di interesse per lo psicologo che
il contenuto latente. Il contenuto latente dato dallinterpretazione del contenuto manifesto ed
ricco di contenuti inconsci. Ovviamente neanche nel sogno ci concesso di rappresentare i
contenuti inconsci in maniera diretta, poich questa rappresentazione cruda potrebbe essere
intollerabile e creare una tale agitazione nel soggetto da indurlo a risvegliarsi come avviene per
gli incubi. E proprio per questo motivo che i contenuti inconsci debbono riemergere solo in
forma simbolica .
Lelaborazione primaria quel un processo mentale che, per lappunto, permette di
trasformare il contenuto inconscio in simboli.
Il sogno che ha subito questa forma di elaborazione primaria appare ancora confuso e caotico,
ragion per cui necessita di una sorta di seconda elaborazione logica. Tramite ci che viene
definito elaborazione secondaria e che a differenza della precedente cosciente e consapevole,
il sogno acquista una forma accettabile che poi quella raccontata dal contenuto manifesto.
Lelaborazione secondaria serve dunque a dare un senso logico e lineare al contenuto caotico
del sogno. Ci che il paziente racconta al terapeuta dunque frutto dellelaborazione
secondaria e
rappresenta il contenuto manifesto del sogno. Ci che il paziente invece vuol comunicare
deriva dalla capacit interpretativa del terapeuta che devessere in grado di ricostruire il
contenuto latente e di estrapolarne il significato.
Sintesi
Il pensiero di Freud appare complesso ed articolato, anche in considerazione del fatto che egli
rivide diverse volte nel corso della vita la sua posizione in merito alleziopatogenesi dellisteria
e alle modalit terapeutiche di intervento. Potremmo a grandi linee ricostruire tre momenti
della vita professionale di Sigmund Freud. Un primo momento stato caratterizzato dalla
collaborazione con Breuer e dalla convinzione che listeria abbia alla base un trauma di natura
sessuale subito nellinfanzia dalla paziente (Teoria della seduzione). Un secondo momento che
segna la nascita della Psicoanalisi invece segnato dalla scoperta della pulsione libidica e dalla
suddivisione della mentre in tre diverse zone:conscio, preconscio ed inconscio.
Infine lultima grande rivoluzione con la pubblicazione nel 1923 de LIO E LES e ladozione di
un modello di suddivisione della mente in tre istanze psichiche: lEs, lIo ed il Super-Io.
Invariata nel corso degli anni rimane invece la sua teoria stadiale sullo sviluppo libidico e
limportanza primaria accordata alla pulsione sessuale. Anche le metodologie di indagine e di
terapia variano notevolmente passando dalladozione della tecnica ipnotica, a quella suggestiva
per approdare infine alle libere associazioni, allinterpretazione dei sogni e allanalisi del
transfert.
Per fissare gli argomenti appena trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1. Cosa

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sostiene Freud in Studi sullisteria? 2. Descrivere la 1 topica 3. Cos la libido?


4. Descrivere gli stadi di sviluppo psicosessuale 5. Quali sono le tecniche che Freud utilizza per
cercare di riportare alla luce i contenuti dellinconscio? 6. In quale epoca evolutiva si costituisce
lultima istanza psichica denominata Super-Io?

CAPITOLO 7
Piaget e la scuola di Ginevra
Piaget sicuramente uno degli studiosi pi illustri in campo evolutivo le cui tesi sullo sviluppo
dellintelligenza del bambino rappresentano una delle pietre miliari della psicologia. Piaget
uno studioso di matrice cognitivista che utilizza nella sua teorizzazione uno dei concetti chiave
di questa corrente: la nozione di schema.
LEpistemologia genetica (genetica nel senso di genesi: sviluppo studio della conoscenza
dello sviluppo) la teoria esposta da Piaget per spiegare lorigine e levoluzione delle capacit
cognitive del bambino. Secondo Piaget infatti la conoscenza non pu essere definita
antagonisticamente come fattore innato contro un fattore appreso; essa devessere infatti
considerata come una continua costruzione dellorganismo che interagisce con lambiente
modificando ed evolvendo i propri schemi mentali al fine di raggiungere la migliore
organizzazione possibile. Secondo Piaget infatti la nostra mente costruisce delle strutture
cognitive (schemi) sempre pi raffinati e sempre pi capaci di rispondere al meglio alle
situazioni problematiche che si pongono al soggetto. Da ci deriva la considerazione che
lintelligenza adattamento allambiente attraverso la costruzione di strutture cognitive
sempre pi efficaci.
Ladattamento consta di due diversi processi: assimilazione ed accomodamento. Il processo di
assimilazione avviene quando la situazione che si pone di fronte al soggetto non
estremamente differente dallo schema mentale che egli possiederebbe gi; di conseguenza le
nuove informazioni verrebbero assorbite senza per stravolgere lo schema preesistente.
Laccomodamento invece una completa trasformazione dello schema mentale e della
struttura cognitiva che stravolge del tutto le modalit precedenti di conoscenza dando vita ad
una nuova strutturazione cognitiva non soltanto quantitativamente ma soprattutto
qualitativamente diversa dalla precedente.
Un elemento essenziale del pensiero di Piaget riferito, come per la Gestalt, alla struttura ma
mentre per la Gestalt ci si riferisce ad una struttura senza genesi, per Piaget genesi e struttura
sono inscindibili:
Ogni genesi parte da una struttura e si conclude in unaltra struttura; Ogni struttura ha
una genesi
Nell'accostarsi a Piaget occorre tenere presente che non uno studioso di psicologia infantile;
egli stesso si definisce "naturalista e biologo per formazione, interessato ai problemi
epistemologici". La preoccupazione centrale di Piaget sempre stata quella di determinare il
contributo dell'attivit del soggetto e gli aspetti limitanti dell'oggetto nel processo della
conoscenza; lo studio della psicologia infantile, infatti, non fine a se stesso, ma costituisce il
terreno di analisi e verifica dell'epistemologia. L'epistemologia quel settore della filosofia che
si occupa della conoscenza; genetico inteso da Piaget non in senso di innato o di
biologicamente determinato, ma piuttosto nel senso di genesi, sviluppo.
Nell'ottica dell'Autore, il soggetto che realizza il processo conoscitivo non n un passivo
recettore di istruzioni o di pressioni ambientali, n il veicolo di idee innate: il soggetto un

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attivo costruttore delle proprie conoscenze; l'organismo si modifica attraverso l'interazione con
l'ambiente, spinto dal bisogno di effettuare con questo degli scambi sempre pi ricchi ed
efficaci.
Piaget ritiene che la spiegazione dello sviluppo mentale avviene in virt di un principio che
caratterizza l'evoluzione biologica di tutti gli esseri viventi, secondo il quale le strutture interne
all'organismo si modificano frequentemente per assolvere a bisogni nuovi, oppure vecchi ma in
condizioni mutate. Tali modificazioni sono il risultato della continua interazione tra due processi
complementari: l'assimilazione e l'accomodamento. L'assimilazione quel processo attraverso
cui i nuovi dati dell'esperienza vengono incorporati nelle strutture mentali che il soggetto gi
possiede. L'accomodamento consiste nella modificazione delle strutture interne al soggetto in
funzione della realt assimilata. Se l'assimilazione tende alla conservazione, l'accomodamento
tende alla novit. Gli scambi con l'ambiente sono adattivi, in quanto realizzano un equilibrio tra
il bisogno di assimilazione e l'esigenza di accomodamento. Queste due funzioni complementari
guidano gli scambi dell'organismo con l'ambiente e ne determinano l'adattamento.
La forma pi alta di adattamento, quella in cui l'assimilazione e l'accomodamento raggiungono
l'equilibrio migliore l'atto intelligente. Ci sono condotte in cui l'assimilazione prevale
sull'accomodamento e viceversa. Le attivit caratterizzate dal puro esercizio di strutture gi
esistenti sono assimilatorie: il gioco ne un esempio. Quando, invece, strutture nuove
vengono create sotto la pressione dell'ambiente, prevale l'accomodamento: il caso dei
comportamenti imitativi che portano all'acquisizione di nuove abilit. In conseguenza del
processo interattivo diretto all'adattamento, dunque, il sistema cognitivo subisce una serie di
riorganizzazioni profonde ciascuna delle quali riflette un migliore equilibrio.
Organizzazione, schemi, strutture Piaget ritiene che l'adattamento sia un invariante funzionale,
cio una modalit di funzionamento generale che governa tutte le azioni della persona, dai
primi scambi con l'ambiente fino alle forme pi astratte di intelligenza. In ogni momento dello
sviluppo, l'organismo umano tende a darsi un'organizzazione (anch'essa invariante funzionale),
cio a costruire strutture o sistemi che, in quanto totalit, presentano leggi e propriet
peculiari. All'inizio dello sviluppo, quando le possibilit di interazione con l'ambiente sono
limitate alla percezione e alla motricit, le strutture sono molto elementari e vengono definite
schemi d'azione. Gli schemi sono l'unit pi elementare della conoscenza e
il loro sviluppo avviene attraverso l'interazione con l'ambiente per mezzo di assimilazione e
accomodamento. Gli schemi sono generalizzabili, ossia possono essere estesi a porzioni di
realt sempre nuove; tendono, inoltre, a coordinarsi per dar luogo ad unit comportamentali
pi ampie. Lo schema della prensione, per esempio, all'inizio fine a se stessa, ma con il
tempo diviene strumentale all'esecuzione di altri schemi: l'oggetto viene afferrato per poterlo
poi agitare, gettare a terra, esplorarlo nelle sue parti. Nel corso dello sviluppo gli schemi
d'azione divengono schemi mentali; questi, a loro volta si organizzano in unit pi ampie
originando delle vere e proprie strutture mentali.
Il concetto di stadio Nel corso dello sviluppo si verificano, nell'organizzazione psicologica
dell'individuo, modificazioni strutturali cos rilevanti da contrassegnare vere e proprie fasi o
stadi, cio livelli qualitativamente diversi tra loro. Tali stadi sono connessi secondo un principio
di necessit logica (nessuno stadio pu essere saltato e a ciascuno ne segue uno pi evoluto) e
di universalit (la sequenza la stessa in tutti i bambini a tutte le latitudini; ci che pu
variare la velocit con cui vengono raggiunti i diversi stadi). Nel primo stadio, detto Periodo
Sensomotorio (0 - 2 anni), il bambino comprende il mondo limitatamente alle azioni fisiche

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che egli esercita direttamente su di esso. Nel secondo, Periodo Preoperazionale (2 - 7 anni),
il bambino pu usare simboli per rappresentare oggetti ed eventi in modo via via pi
organizzato. Questo stadio caratterizzato dall'egocentrismo (il bambino non in grado di
adottare il punto di vista percettivo e concettuale di un'altra persona); da rigidit di pensiero
(centrato, focalizzato sugli stadi ed irreversibile); da ragionamento semi-logico (il bambino
prova a spiegare eventi della vita fornendo spiegazioni in termini di azione umana); da
cognizione sociale limitata. Nel terzo stadio, Periodo delle Operazioni Concrete (7 - 11
anni), il bambino acquisisce certe strutture logiche che gli permettono di compiere varie
operazioni mentali: operazioni applicate solo ad oggetti concreti; conservazione - inclusione in
classi; operazioni su relazioni - operazioni su rappresentazioni spazio-temporali. Il pensiero
meno rigido (decentrato, dinamico e reversibile) e c' consapevolezza delle relazioni sociali.
Nel quarto stadio, Periodo delle Operazioni Formali (11 - 15 anni), il bambino pu applicare
le operazioni mentali anche ad affermazioni puramente verbali o logiche. I risultati delle
operazioni concrete vengono sfruttate per generare ipotesi relative alle loro relazioni logiche. Il
modo di pensare assomiglia a quello di uno scienziato. Si caratterizza per riduzione
dell'egocentrismo (il bambino riesce a considerare le questioni da diversi punti di vista) e per il
completamento delle strutture cognitive. Il passaggio da una fase all'altra differenzia il
processo dello sviluppo intellettuale dal lento e graduale apprendimento di competenze
specifiche. Il soggetto ad ogni nuovo stadio deve essere valutato come un organismo
peculiare, diverso da ci che era prima e da ci che sar successivamente. L'idea che, solo
attraverso un interscambio bidirezionale tra organismo ed ambiente, l'individuo possa
raggiungere livelli sempre pi avanzati di conoscenza della realt ambientale e delle proprie
azioni, trova sostegno nel fenomeno delle credenze infantili (es. l'idea che un liquido cambi di
quantit se versato in recipienti diversi; che i nomi sono parte degli oggetti; che i sogni e i
pensieri siano visibili ad osservatori esterni...). Tale fenomeno interpretato da Piaget come
una prova del fatto che il bambino si rappresenti la realt non in base a come la vede, bens
ricorrendo ad una costruzione intellettuale (o meglio, di significato). Tali credenze non derivano
direttamente dall'interiorizzazione di dati dal mondo esterno, n sono innate; il bambino
costruisce gradualmente la comprensione sia delle proprie azioni, che del mondo esterno
attraverso uno scambio bidirezionale con esso. Ne deriva, quindi, che il soggetto che realizza il
processo conoscitivo un attivo costruttore delle proprie conoscenze.
Implicazioni metodologiche ed educative Piaget ha basato la misurazione del livello cognitivo
del bambino sulla rilevazione del comportamento cognitivo manifesto (le prestazioni ai
compiti), attraverso l'uso del metodo sperimentale e del metodo clinico. Si avvalso del
metodo sperimentale per lo studio del periodo operatorio concreto e formale, e di quello clinico
per la comprensione dei periodi senso-motorio e pre-operatorio. Per quanto riguarda il periodo
senso-motorio, Piaget ha condotto ricerche longitudinali su tre soggetti, usando l'osservazione
allo scopo di individuare le competenze del bambino
attraverso le analisi del tipo di schemi che questi utilizza. Nel colloquio clinico, l'intervistatore
adatta il corso dell'intervista al livello ed al tipo di risposta fornita dal bambino. Per quanto
concerne le fasi operatorie-formali, Piaget utilizza un approccio sperimentale e scientifico che
consiste essenzialmente in: elaborazione delle ipotesi; definizioni delle variabili; isolamento e
modificazioni delle variabili; enunciazione della legge generale. Piaget ha ideato un
esperimento per dimostrare come i ragazzi che giungono a scoprire le leggi scientifiche si
differenziano dai bambini nei loro ragionamenti. I bambini, infatti, nel tentativo di dimostrare

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qualcosa, procedono in genere per prove ed errori, in modo asistematico e non applicando mai
la verifica. L'esperimento consiste nel chiedere ad un ragazzo, posto di fronte ad un pendolo
(una corda a cui appeso un solido), di scoprire quale dei diversi fattori determina la
frequenza delle oscillazioni del pendolo. I fattori sono: la lunghezza della corda, il peso del
solido, il lancio impresso al pendolo. Nelle fasi pre-operatorie il bambino ritiene fondamentale
lo slancio impresso al corpo; nelle fase operatorie concrete ritiene che siano coinvolti tutti i
fattori succitati, per vengono considerati simultaneamente e ci impedisce di pervenire ad
una soluzione del problema. Nella fase operatoria formale, infine, il ragazzo acquista la
capacit di isolare i diversi fattori per esaminarne gli effetti, ossia muta un solo fattore
mantenendo costanti tutti gli altri; organizza cos in modo sistematico tutte le possibili
combinazioni fino a risolvere adeguatamente il compito. Dal punto di vista metodologico la
ricerca di Piaget stata criticata per la mancanza di standardizzazione e delle istruzioni, per
l'assenza di osservatori indipendenti e lo scarso numero di soggetti da cui sono state tratte
generalizzazioni. Sebbene Piaget non si sia occupato esplicitamente di problemi educativi, il
suo pensiero ha esercitato un'influenza determinante sulla psicologia dell'educazione e il suo
lavoro teorico trova un'ampia applicazione nella vita concreta delle scuola. Occorre tuttavia
precisare come la teoria piagetiana si configuri come una teoria della competenza, non del
comportamento cognitivo: l'Autore descrive le strutture generali astratte soggiacenti
all'evoluzione del pensiero e non il comportamento degli individui durante le fasi di tale
evoluzione. Sono state messe in evidenza, come pedagogicamente rilevanti, vari aspetti della
teoria di Piaget: il costruttivismo, il metodo critico, l'esplorazione attiva da parte del bambino.
Il contributo pi noto della teoria piagetiana in campo educativo riguarda il problema della
readness, o idoneit all'apprendimento. Sulla base di tale principio, una metodologia di
ispirazione piagetiana deve necessariamente postulare un'adeguata preparazione psicologica
del docente, soprattutto per quanto riguarda gli stadi e la loro costruzione evolutiva: ci
favorisce l'elaborazione di una programmazione curriculare capace di giungere
all'individualizzazione del rapporto didattico e di essere, dunque, rispettosa in ogni momento
della maturazione naturale del bambino (l'apprendimento si deve adeguare ai ritmi dello
sviluppo cognitivo). Il concetto di idoneit all'apprendimento presenta alcune implicazione per
la pratica educativa, di cui la pi importante riguarda i limiti di ci che si pu apprendere e di
ci che si pu insegnare. In sostanza, non si devono insegnare contenuti di apprendimento che
richiedono strutture cognitive che l'allievo ancora non possiede. Quanto detto comporta altre
implicazioni. Le istruzioni devono adeguarsi alle fasi dello sviluppo, in quanto non serve
accelerare lo sviluppo che procede in modo autoregolato. L'ambiente scolastico deve
strutturarsi in modo tale da facilitare e stimolare il bambino a risolvere da solo e
spontaneamente i compiti cognitivi che gli vengono posti (principio della scoperta attiva).
L'insegnamento dei concetti deve riprodurre l'ordine naturale della successione degli stessi,
cos come emergono spontaneamente durante lo sviluppo cognitivo. Se l'insegnamento implica
una considerazione attenta alla maturit del soggetto, l'insegnante deve assumere anche una
funzione diagnostica, utilizzando sia le tecniche di Piaget di osservazione e di colloquio, sia le
classiche prove (di conservazione, di inclusione...) per la determinazione dello stadio di
sviluppo. L'apprendimento di nuove conoscenze viene attivato dall'emergere del conflitto
intracognitivo in quale si verifica ogni volta che si crea uno squilibrio tra struttura cognitiva e
dati esperienziale; tale disequilibrio attiva un processo di equilibrazione che attraverso
l'accomodamento ristabilisce un nuovo equilibrio cognitivo. In tal caso, compito dell'insegnante

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quello di proporre sia stimoli familiari, per suscitare l'interesse dell'allievo, sia abbastanza
nuovi per produrre un certo grado di conflitto, consentendo cos un avanzamento nel processo
di apprendimento.

CAPITOLO 8
Il Cognitivismo
In questa unit didattica si cercher di ricostruire il percorso che ha portato negli anni 60 alla
nascita di una corrente di pensiero di ampio respiro e di grande portata e che rappresenta
ancor oggi il paradigma di studio pi seguito e autorevole in campo psicologico: il
Cognitivismo.
Tale scuola nasce in seno al comportamentismo e nasce proprio per sottolineare le
incongruenze che avevano reso impraticabile il comportamentismo radicale con lavvertimento
di introdurre i concetti mentalistici come variabili intervenienti definendoli come termini
disposizionali.
Oggetto di studio del cognitivismo diventano le funzioni svolte dalla mente.
Il Cognitivismo non ha una data di nascita ben definita, non una vera scuola, non ha mai
avuto un manifesto. Potremmo farla risalire agli inizi della seconda guerra mondiali con degli
studi effettuati da Craick sul Tracking: un esperimento di puntamento su di un bersaglio
mobile. Si visto che il soggetto umano non appare in grado di operare pi di una correzione
ogni mezzo secondo. Craick a questo punto ipotizzo, allinterno dellorganismo, la presenza di
un meccanismo decisore che doveva impiegare almeno mezzo secondo per elaborare le
informazioni in arrivo. Si affermava quindi per la prima volta che luomo poteva essere
concepito come un elaboratore di informazioni (cibernetico), riprendendo gli studi sui tempi di
reazione: tema principe degli interessi cognitivisti insieme a memoria a breve termine,
vigilanza, attenzione selettiva.
Fu proprio con il cognitivismo che nacquero gli studi sulla memoria a breve e a lungo termine
ed anche su quello che poi venne definito registro sensoriale: una ricerca di Sperling provo
infatti lesistenza di una memoria tempi di immagazzinamento molto brevi, che potrebbe
impropriamente essere definita quasi inconscia.
Se lunit principale per i comportamentisti era il riflesso, per i cognitivisti questa venne
identificata nel TOTE (Test- Operate-Test-Exit), una continua analisi degli elementi costituenti
lesperienza per compiere azioni di vario genere. evidente una stretta correlazione tra uomo
e calcolatore.
Allinterno di questa prospettiva bisogna ricordare gli studi di Chomsky sul linguaggio. Il
modello di Chomsky spiega lo sviluppo linguistico nei termini di una sempre pi affinata
capacit di comprendere le regole linguistiche e di riuscire ad utilizzarle per costruire un
discorso sempre pi complesso ed articolato. Chomsky elabor una precisa teoria
sullacquisizione del linguaggio in netto contrasto con lorientamento behaviorista. I
comportamentisti infatti, partendo dal presupposto che ogni comportamento sia frutto
dellapprendimento, e che anche il linguaggio altro non sia che un comportamento, ne
spiegano lo sviluppo nei termini di un processo di apprendimento per imitazione e rinforzo. I
sostenitori di questo approccio rifiutano quindi qualsiasi riferimento a strutture innate
predisposte allacquisizione del linguaggio, affermando invece che esso viene appreso dal
bambino per imitazione e che soggetto come tutti gli altri comportamenti alla legge
delleffetto. Il linguaggio, quindi, sempre secondo la corrente comportamentista, verrebbe

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appreso e si consoliderebbe grazie alladulto che rinforzerebbe i tentativi di comunicazione del


bambino dirigendolo verso comportamenti linguistici sempre pi corretti ed elaborati.
Gli studi di Chomsky effettuati alla fine degli anni 50 inaugurano la nascita di una nuova
branca di studio che egli chiam Linguistica e che invece in seguito prender il nome di
Psicolinguistica. Questi studi che possono essere inquadrati nellottica cognitivista hanno per
molti anni rappresentato lasse portante di questa branca, influenzando profondamente gli
studiosi del linguaggio.
Prima di iniziare ad esporre la teoria di Chomsky importante riprendere la famosa distinzione
che De Saussure nel 1922 fece tra lingua e linguaggio.
Quando si parla di lingua si intende fare riferimento allinsieme di regole che, in una data
comunit linguistica ed in un determinato periodo di tempo, governano luso dei suoni, delle
forme e degli strumenti lessicali, sintattici e
semantici dellespressione. Quando invece, si parla di linguaggio si vuol fare riferimento a
quella capacit specifica ed esclusiva della specie umana che ci permette di comunicare e che
di conseguenza universale ed invariante e, sempre secondo De Saussure, anche innata.
Anche Chomsky ritiene che la competenza linguistica sia innata e postula lesistenza di un LAD
(Language Adquisition Dispositive), responsabile dellacquisizione del linguaggio. Secondo
Chomsky infatti ritenere che il linguaggio sia appreso per semplice imitazione sarebbe una
spiegazione semplicistica e riduttiva, che non terrebbe in considerazione laspetto creativo del
linguaggio.
Secondo la teoria di Chomsky, infatti, ci che il bambino apprenderebbe sarebbero le regole
che governano luso della lingua e tramite esse sarebbe in grado di costruire un insieme
praticamente infinito di frasi. A favore di questa tesi vi anche la considerazione che il
linguaggio si sviluppa in un lasso di tempo relativamente troppo breve (generalmente entro il
secondo anno di vita del bambino) per postulare un processo di apprendimento per imitazione.
Vi sarebbero inoltre delle peculiari caratteristiche del linguaggio infantile che deporrebbero a
favore della tesi di Chomsky: ad esempio lipercorrettivismo. Esso si manifesta con la tendenza
del bambino ad utilizzare verbi irregolari come se fossero regolari: per cui il bambino dice
:<Cosa facete?>e non <Cosa fate?>. Il bambino in effetti non avrebbe dovuto sbagliare in
quanto ha correttamente applicato la regola appresa per la costruzione del participio passato
dei verbi regolari ignorando che il verbo fare essendo irregolare si costruisce in maniera
peculiare. Solo a seguito di ripetute esperienze di contatto con questo genere di verbi e anche
grazie al feedback degli adulti che correggono la sua espressione imparer che fare ed altri
verbi definiti irregolari rispondono a regole diverse e particolari. Se lerrore avvenuto, per,
ovvio che non si pu postulare un processo di semplice imitazione poich difficilmente il
bambino pu aver sentito da un adulto espressioni scorrette del genere. Lerrore , invece,
testimonianza del fatto che il bambino ha fatto proprie le leggi che governano la sua lingua e le
ha applicate al linguaggio che utilizza. Postulando per come innata la competenza linguistica
ne deriva che essa venga anche considerata universale. In questottica il bambino nascerebbe
predisposto ad acquisire qualsiasi lingua ma svilupperebbe solo quella a cui la sua cultura lo
espone. Losservazione del comportamento linguistico dei neonati rivela infatti che essi
riescono a produrre una molteplicit di suoni, alcuni dei quali non presenti nella cultura di
appartenenza. Ben presto per il ventaglio fonetico di cui dispone il neonato alla nascita si
assottiglia restringendosi ai suoni tipici del suo habitat linguistico in conseguenza del rinforzo
che gli esponenti della cultura di appartenenza riserveranno ai suoni noti ignorando ( e quindi

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non rinforzando) quelli tipici di altre culture.


Con Neisser, negli anni 60, viene mossa una delle principali critiche al cognitivismo che vede
luomo come elaboratore di informazioni. Ma cambiando il significato del termine informazioni
ed intendo con esso degli elementi non astratti ma che provengono dallambiente sar
necessario individuare gli SCHEMI che consentono alluomo di coglierle e che costituiscono il
fondamentale legame tra percezione e pensiero.
Secondo i cognitivisti la mente umana pu essere paragonata ad un calcolatore elettronico che
elabora le informazioni in arrivo (input) per arrivare ad una risposta comportamentale
appropriata (output). Il Cognitivismo quindi riprende ed allarga la famosa formula SR, che
ora diviene SOR, in cui O rappresenta lelaborazione mentale dellindividuo. Lungi quindi
dal considerarli una variabile interveniente (come li defin Tolman), i processi mentali sono
invece il vero oggetto di studio della psicologia, il focus dinteresse, la variabile che sola
chiarisce come possibile che due individui rispondano in maniera totalmente differente ad
uno stesso input. Ai teorici di stampo cognitivista appare assurdo pensare di riuscire a capire,
comprendere e prevedere il comportamento umano semplicemente descrivendo le catene
SR. Essi cercano invece di capire come viene elaborato linput in ingresso, quali tecniche,
strategie, schemi sta utilizzando il soggetto per arrivare a quel determinato output.
I concetti fondamentali a cui si appoggia la scuola cognitivista per spiegare il funzionamento
della mente umana sono quelli di schema e di strategia.
Uno schema un pacchetto dinformazioni che consente allindividuo dinquadrare
immediatamente la situazione e di rispondere ad essa in maniera adeguata, senza bisogno di
ricorrere ad un procedimento per prove ed errori. Lo schema quindi serve ad uneconomia
funzionale della mente in quanto consente di far fronte ad una serie di situazioni problematiche
in maniera efficiente e veloce. Gli schemi sono frutto dellesperienza dellindividuo; essi si
costruiscono e si arricchiscono continuamente a seguito di esperienze sempre diverse e
diversificate. A volte anche necessario ristrutturare totalmente gli schemi preesistenti in
quanto essi risultano inadeguati e non pi in grado di fare adeguatamente fronte alle situazioni
che si presentano (la psicoterapia un esempio di ristrutturazione degli schemi preesistenti).
Le strategie rappresentano invece laspetto funzionale dellelaborazione mentale; esse
consentono di elaborare in maniera pratica, veloce e conveniente le informazioni in arrivo,
scartando o non considerando quegli imput che non sono di alcun interesse per il soggetto,
mantenendo temporaneamente in memoria alcune informazioni o assimilando quelle importanti
negli schemi del soggetto.
Il concetto di strategia di fondamentale importanza per la scuola cognitivista in quanto lo
sviluppo mentale stesso viene visto come un frutto di un miglioramento nelle strategie di
elaborazione dellinformazione. Migliorare le strategie di elaborazione di un input significa
quindi innanzitutto affinare la capacit di selezionare le informazioni rilevanti non considerando
quelle superflue, mantenere in memoria il materiale dinteresse e facilitarne il recupero quando
serve al soggetto. Un esempio dellutilizzo di questo genere di strategie lo possiamo rilevare
nel modello della memoria proposto da Atkinsons e Shiffrin che per molti anni ha
rappresentato uno dei modelli pi accreditati in questo ambito.
Il modello della memoria proposto da Atkinsons e Shiffrin
Questi autori propongono un modello dicotomico che distingue gli aspetti strutturali (i
magazzini di memoria) dai processi di controllo (strategie). Secondo questi autori
linformazione che arriva ai nostri organi di senso immediatamente passerebbe al Registro

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sensoriale, una sorta di sala di attesa che conserva per qualche millisecondo le informazioni
cos come esse sono state ricevute, cio in forma ecoica o iconica (acustica o visiva). Da qui
linput passerebbe ad un magazzino di memoria denominato Memoria a breve termine dove
linformazione rimane per qualche secondo in attesa di una prima elaborazione. La MBT un
magazzino che ha una piccola capienza in quanto pu ospitare poche unit dinformazione;
esso corrisponde a quello che viene definito span di memoria e che stato valutato in circa
sette pi o meno due unit. Dalla MBT linformazione pu seguire due percorsi diversi: o essere
ritenuta non utile e quindi decadere o essere ritenuta importante e quindi trasferita alla
Memoria a lungo termine. Il passaggio dellinformazione dalla MBT alla MLT avviene attraverso
luso di strategie di memorizzazione che mantengono linformazione in memoria fino alla
completa elaborazione e memorizzazione. La MLT un magazzino vastissimo, praticamente
infinito, dove vengono raccolte tutte le informazioni che il soggetto possiede a qualsiasi genere
esse appartengano. E comprensibile che il recupero dellinformazione da un magazzino cos
vasto non impresa semplice; sono ancora i processi di controllo, denominate nella fattispecie
strategie di recupero a garantire questa funzionalit. Esse possono servirsi di indizi presenti
nellambiente o seguire un percorso di associazione; debbono comunque garantire che
linformazione venga recuperata e resa disponibile al soggetto.
Lo sviluppo dellintelligenza e di ogni aspetto di essa (compresa la memoria) viene inteso dai
cognitivista come un processo di miglioramento dei processi di controllo, delle strategie di
elaborazione dellinput fino ad arrivare ad unelaborazione quanto pi possibile veloce e
funzionale. In particolare per quanto riguarda lambito della memoria si pu intervenire
migliorando i processi di controllo in ognuno dei passi sopra esposti. Si pu ad esempio
puntare sullaffinamento delle capacit di selezione evitando di sovraccaricare il magazzino a
breve termine. Molte mnemotecniche puntano invece sulla capacit di sfruttare appieno la
capienza della MBT raggruppando il materiale in blocchi-unit che contengano pi elementi.
Per migliorare la capacit di memoria si pu intervenire anche sulle strategie di
memorizzazione che facilitano anche in seguito leventuale recupero dellinformazione,
insegnando al soggetto ad utilizzare strategie varie e differenti (dalla reiterazione,
allassociazione ecc.).
In definitiva i processi di controllo rappresentano laspetto dinamico e manipolabile
dellelaborazione mentale, ci consentono di capire come funzione la mente umana e di
migliorarne sempre pi le potenzialit.
Gli studi sulla percezione e la tesi della Gibson
Il Cognitivismo, a differenza di altre scuole precedenti, non ha concentrato il suo interesse su
un ambito ristretto, studiando in particolare alcuni processi mentali e tralasciandone altri. Le
sue tesi esplicative riguardano infatti tutti i processi cognitivi ed il concetto di schema e
strategie trasversale ai vari ambiti di studio. Essi possono essere considerati chiavi
esplicative per ogni aspetto preso in considerazione. In tale ottica viene anche affrontato il
tema della percezione intesa come un processo mediato da schemi mentali. In altre parole
lindividuo percepirebbe la realt e la confronterebbe con le prior knowledge (conoscenze
precedenti) che ha in memoria. Ci gli consentirebbe di capire, interpretare, comprendere e
relazionarsi adeguatamente con essa.
La Gibson in netta opposizione con questa visione ritiene che la percezione sia, invece, un
processo immediato cio non mediato da schemi cognitivi. Sempre secondo lautrice gli oggetti
possiederebbero delle affordance cio delle peculiarit capaci di imporsi ai nostri occhi e di

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fornirci in maniera immediata (quindi non mediata) tutte le informazioni che ci servirebbero al
fine di comprendere loggetto stesso e le sue propriet.
Negli anni la Gibson ha condotto diversi esperimenti tesi a dimostrare lattendibilit della sua
teoria, che si contrappone sostanzialmente allottica cognitivista.
Le nuove frontiere della psicologia: Connessionismo e Modularismo
Il modello cognitivista ha raccolto fin dagli albori numerosi consensi, in quanto pur non
rinunciando ad indagare i processi mentali appariva comunque molto pragmatico e scientifico.
Lunico ostacolo era semmai rappresentato dallimpossibilit di spiegare in cosa consistessero
quei pacchetti di informazione denominati schemi mentali alla base del processo di
elaborazione cognitiva. Il modello connessionista e quello modularista, nati agli inizi degli anni
80, stanno tentando di fornire un substrato scientifico ai concetti avanzati dalla scuola
cognitivista.
Il Connessionismo, che si appoggia alla neurologia, ritiene che la nostra mente abbia
unorganizzazione a reticolo, la cui unit base sarebbe costituita dalle cellule neuronali. Esse
sarebbero interconnesse a formare una fitta maglia di percorsi e snodi concettuali.
Questa organizzazione sarebbe il frutto dellapprendimento e delle passate esperienze di ogni
individuo e sarebbe quindi tanto pi fitta e ricca nel caso in cui questi abbia avuto la possibilit
di fare esperienze diverse e variegate. In tal caso, difatti, egli avr avuto la possibilit di
costruirsi differenti percorsi neuronali e conseguentemente di avere a disposizione un gran
numero di percorsi mentali di elaborazione dellinformazione. Un sistema concettuale
organizzato e complesso permetterebbe di elaborare in maniera pi flessibile ed adeguata
linput in arrivo. Questa stimolazione ambientale andrebbe ad attivare un particolare nodo
concettuale, diffondendo contemporaneamente una certa attivazione neuronale anche nelle
zone adiacenti. Lattivazione circostante servirebbe a rendere pi disponibili le informazioni
correlate a quella inerente al nodo concettuale chiamato in causa, abbassandone la soglia di
attivazione neuronale. I fenomeno di priming, oggi ampiamente studiato in Psicologia sarebbe
spiegato secondo la teoria connessionista dallattivazione automatica di un determinato
percorso neuronale interconnessa ad altri in maniera seriale.
Il Modularismo (La mente modulare Fodor), che rappresenta unaltra frontiera nello studio
della mente umana, si differenzia dalla corrente connessionista in quanto non condivide lidea
che la mente sia organizzata in network neuronali. I modularisti ritengono invece che la mente
sia strutturata in moduli funzionali, non disposti in maniera seriale ma in strutture verticali,
ognuno dei quali deputato a svolgere un determinato processo cognitivo. Esisterebbe cos un
modulo percettivo che riceve ed elabora le informazioni di tipo percettivo, un modulo di
memoria che elabora, immagazzina e recupera le informazioni, un modulo motorio, deputato a
coordinare i movimenti e cos via.
Le informazioni che secondo questo approccio sarebbero state elaborate in maniera
indipendente dai diversi moduli funzionali verrebbero successivamente integrate in quelle che
vengono chiamate aree associative della corteccia. Esse garantirebbero larmonia ed il
funzionamento del sistema cognitivo, riuscendo ad integrare ed organizzare le diverse
informazioni provenienti dagli specifici sistemi di elaborazione.
Sintesi
Il Cognitivismo viene spesso denominato la scuola dellintegrazione perch nasce dalla
confluenza di orientamenti differenti. Spesso viene considerato una naturale prosecuzione della
scuola comportamentista, ma ci pu essere considerato vero solo in parte. Se da una parte

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difatti appare innegabile linteresse verso lassetto scientifico che si manifesta nelladozione
delle stesse tecniche di indagine sperimentale e nellimpostazione pragmatica della scuola
stessa, dallaltra bisogna mettere in evidenza la differenza fondamentale nelloggetto di studio.
Ci che i comportamentisti avevano chiuso in una scatola nera diviene il focus dellinteresse
scientifico per i cognitivisti: la mente umana ed i processi mentali che ivi hanno luogo. I
cognitivisti indagano proprio la mente umana e per spiegarne il funzionamento adottano
concetti mentalistici come schema e strategie. I modelli proposti in seno alla scuola
cognitivista hanno riscosso notevole successo e ancor oggi rappresentano delle pietre miliari
per spiegare il funzionamento della mente. Tra i tanti modelli proposti bisogna citare quello di
Atkinson e Shiffrin che presenta un modello di funzionamento della memoria ancor oggi
ampiamente riconosciuto, il modello di sviluppo cognitivo proposto da Piaget che enorme
influenza ha avuto in campo pedagogico ed il modello di Chomsky sullo sviluppo linguistico.
Oggi il cognitivismo rappresenta ancora la scuola di pensiero pi importante e si sta
ulteriormente sviluppando attraverso orientamenti che cercano di trovare il substrato
scientifico di quei concetti esplicativi alla base come la nozione di schema. In questottica
ritroviamo la corrente connessionista, che considera la mente umana sotto forma di una
struttura a network, e la corrente modularista che parla di aree di elaborazione specifiche e
aree di associazione dove verrebbero in seguito integrate la diverse informazioni elaborate.

CAPITOLO 9
Il quadro contemporaneo
Oggi la psicologia diventata una disciplina autonoma, con facolt specifiche per
linsegnamento e con albi per le pratiche professionali. Essa non viene pi considerata una
branca della filosofia, come in passato, anche se con questultima condivide ancora ad avere
un legale epistemologico pi stretto che le altre scienze naturali. Infatti psicologia e filosofia
condividono una epistemologia naturale avendo come oggetto di interesse luomo e la sua
percezione del mondo e linterpretazione delletica socialmente condivida (comportarsi bene o
male, sensi di colpa, etc.).
Allinizio del nuovo secolo nata una nuova prospettiva che non possibile definire
squisitamente psicologica ma che ingloba varie discipline: la scienza cognitiva.
La scienza cognitiva non una nuova scuola o branca psicologica ma un intreccio
interdisciplinare di cui la psicologia fa parte insieme alla linguistica, allinformatica (computer
science), alla filosofia ed alle neuroscienze.
Ognuna di queste discipline mantiene la sua identit e si sviluppa autonomamente anche
allesterno di quel campo di studi interdisciplinari che la scienza cognitiva.
La scienza cognitiva diversa da tutte le grandi scuole che hanno fatto la storia della
psicologia nel senso che non un punto di vista sulluomo ma linterazione di alcune
tematiche che tradizionalmente appartengono a discipline diverse ma che, con il loro sviluppo,
hanno trovato un terreno comune.

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