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Eugenio Montale è insieme un poeta e un critico, è molto attento cioè a guardare, giudicare e interpretare

le opere di autori affermati o giovani emergenti per capire il loro valore ed esaltarlo. Questo significa anche
che il nostro autore è molto sensibile a quello che accade nel mondo culturale a lui contemporaneo e
recepisce tutto ciò che si avvicina alle sue idee poetiche e che trova utile riutilizzare.

Vediamo ora, schematicamente, quali sono queste idee e cosa recepisce dalla cultura europea per
inserirlo nelle sue poesie.

 La poesia e il linguaggio poetico sono ormai in decadenza, questo perché il linguaggio in generale
non è più aulico e sublimecome quello dei tempi passati e inoltre ci sono troppi poeti e troppi
componimenti in circolazione. La poesia allora deve parlare proprio di questo: serve per dichiarare
che la Poesia sta morendo.

 Per quanto riguarda il linguaggio, Eugenio Montale sviluppa quella che viene chiamata dagli
studiosi “la poetica dell’oggetto”. Questo è un sistema di scrivere che il nostro poeta riprende dal
poeta e scrittore inglese Thomas S. Eliot che aveva teorizzato la poetica del “correlativo oggettivo”.
In cosa consiste tutto questo? Si tratta di avvicinare oggetti e figure che fra loro hanno delle
analogie e che, letti uno accanto all’altro suscitano direttamente un’emozione senza bisogno di
aggiungere altro. Usare uno stratagemma del genere fa in modo che il linguaggio poetico risulti
molto diretto e schietto eppure tanto carico di significati. Una bella trovata insomma!

 Rassegnazione e negatività caratterizzano la poesia di Eugenio Montale: la vita appare priva di un


senso profondo, c’è una grande disillusione verso la realtà.

 È distante dagli eccessi delle Avanguardie che in quel periodo sperimentavano una nuova poesia, a
volte con immagini e linguaggi anche aggressivi ed esuberanti. Montale è molto più pacato ma non
c’è meno forza nei suoi versi.

OSSI DI SEPPIA

La raccolta di Montale dal titolo Ossi di seppia, come abbiamo visto, compare nel 1925, comprende ventitré
poesie suddivise in cinque sezioni tematiche, e già ci mostra un poeta maturo e pienamente consapevole
delle sue idee.
La visione della vita che traspare in questa raccolta ci fa subito capire che Montale vede l’esistenza come
qualcosa senza un senso e comunque caratterizzata da una serie di eventi decisamente negativi e
dolorosi. Troviamo soprattutto rappresentato il paesaggio ligure, sia marino che montuoso. Il linguaggio si
presenta subito diretto e preciso: parlando del mondo vegetale e animale l’autore usa anche dei termini
tecnici.

Il paesaggio è un elemento fondamentaleIl paesaggio è molto importante perché appare secco,


abbandonato, battuto dal vento e il poeta fa spesso riferimento anche alle ore del primo pomeriggio in
estate quando tutto è fermo, assolato e quasi morto. In questo senso spesso gli studiosi hanno visto Ossi di
seppia come una raccolta vicina all’Alcyone di D’Annunzio, qui però vengono ribaltati i significati perché il
paesaggio naturale non è pieno di vita ma appunto carico di presagi di morte.

Uno dei componimenti più rappresentativi di Montale in Ossi di seppia è Non chiederci la parola: qui il
poeta dichiara che la poesia e i poeti non sono più capaci di dire all’uomo in che modo si possa vivere, loro
non hanno una soluzione al male di vivere.
 Il verso è libero: sono alternati endecasillabi, decasillabi e novenari.
 Il poeta si trova ad osservare il primo pomeriggio estivo e tutto appare fermo, morto. Osserva file di
formiche, ascolta il suono delle cicale che si mischia con il rumore delle onde in lontananza e vive
questi elementi con profonda inquietudine perché sembrano tutti elementi fermi, abbagliati dal
sole a picco, e in fin dei conti privi di senso.
 Significativa è l’immagine di un muro che ha sopra dei cocci rotti di bottiglia: la vita stessa è come
quel muretto, camminiamo in mezzo a dei vetri rotti e non possiamo che ferirci.

OCCASIONI

Le occasioni, la seconda raccolta di poesie di Eugenio Montale, viene pubblicata nel 1939 e comprende
cinquanta componimenti. Il tema cambia rispetto alla raccolta precedente e ci si concentra qui su una
figura femminile, chiamata Clizia, che sta simboleggiare una figura amata e lontana. Bisogna dare molta
importanza a questo personaggio femminile, che è più che altro un simbolo cui il poeta si affida per essere
sollevato dal vuoto dell’esistenza.

Per quanto riguarda il linguaggio dobbiamo appuntarci che, in questa seconda raccolta, si fa ancora più
essenziale e soprattutto qui viene espressa per la prima volta la poetica del “correlativo oggettivo”,
spiegato poco sopra, e che da ora in poi caratterizzerà il linguaggio poetico di Montale.
Un’altra cosa da sottolineare è che in questa raccolta i significati delle poesie di Montale sembrano molto
difficili da decifrare, e per questo motivo molti hanno visto in essa un’eco dell’atteggiamento poetico che
prende il nome di ermetismo.

SATURE

Questa raccolta compare dopo un lungo periodo di silenzio. Esce infatti nel 1971 e le idee di Eugenio
Montale risultanoradicalmente cambiate, influenzate maggiormente dalla cultura europea. Diventano in
effetti ancora più pessimiste(come se non bastasse, dopo tutto quello che abbiamo visto!). Il linguaggio si
fa sempre più semplice e cerca di eliminare ogni ambiguità.

Riassumendo schematicamente i temi affrontati:

 Per Montale, ormai anziano, diventa molto importante il ruolo della memoria: fa spesso
riferimento alla sua giovinezza, la confronta con la sua immagine attuale di vecchio e si rende conto
che anche da giovane era già presente in lui l’oscurità della vecchiaia.

 La società ha perso ogni valore: la cultura europea, sulla scia della filosofia di Nietzsche, ha accolto
il concetto della “morte di Dio”. Se a molti questo traguardo sembra una liberazione per Montale in
realtà l’uomo non ha più nulla a cui affidarsi.

 Esiste un fantasma che governa la nuova società di massa, fatta di nuove tecnologie e di
amministrazione che l’uomo non capisce. L’essere umano è confuso e non ha valori profondi a cui
aggrapparsi.
L’evoluzione della poesia di Eugenio Montale quindi passa per i seguenti punti:

1. Paesaggio ligure: serve per avvicinare il vuoto della vita e dell’anima al vuoto del paesaggio
esterno.

2. La figura della donna Clizia accompagna il poeta in un mondo sempre più vuoto che culmina poi
nell’orrore della guerra e nella perdita di ogni speranza.

3. L’intera società appare ormai priva di valori: dal paesaggio ligure si passa a un paesaggio
universale che non ha più alcun modo di salvarsi.