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A MILANO: LA SVOLTA VERSO IL VERISMO

Nel 1872 Verga si trasferisce a Milano, che era allora il centro culturale pi vivo, ed entra in contatto con gli ambienti della Scapigliatura.La svolta verso il verismo avviene nel 1878, grazie alla pubblicazione del racconto Rosso Malpelo. Seguono nel 1880 le novelle di Vita dei campi, nel 1881 I Malavoglia (che sono il primo romanzo del Ciclo dei vinti), nel 1883 le Novelle rusticane e Per le vie, nel 1884 il dramma Cavalleria rusticana, nel 1887 le novelle di Vagabondaggio. Il secondo romanzo del Ciclo dei vinti risale al 1889 ed il Mastro-don Gesualdo mentre il terzo, La duchessa di Leyra risale agli anni successivi, ma rimasto incompiuto. Dal 1893 torna a vivere definitivamente a Catania e dopo il 1903, lanno di rappresentazione del suo ultimo dramma, Dal tuo al mio, lo scrittore si chiude in un silenzio quasi totale. Le lettere di questo periodo mostrano un inaridimento assoluto, anche della passione che fu la pi importante della sua vita per la contessa Dina Castellazzi di Sordevolo. Le sue posizioni politiche si fanno sempre pi chiuse e conservatrici. Muore nel gennaio del 1922 (lanno dellascesa del Fascismo).

Dopo un silenzio di tre anni, nel 1878 (anno della svolta verista), esce un racconta che si distacca fortemente dalla sua narrativa precedente: Rosso Malpelo. L'autore, illustrando la dura vita del giovane protagonista (Rosso Malpelo), critica le condizioni del lavoro in miniera e l'aridit di sentimenti dei minatori, che dimostrano tutta la loro durezza e disumanit nei rapporti con il ragazzo. presente una denuncia esplicita al lavoro minorile (molto diffuso nella Sicilia del tempo). Secondo alcuni studiosi in realt lopera che rappresenta la svolta verista non Rosso Malpelo, ma un bozzetto precedente, Nedda, risalente al 1874. Nedda la storia di una misera bracciante che guadagnava per comprare le medicine per sua madre, gravemente malata. Quando la madre muore la ragazza viene isolata perch i paesani la rimproveravano di non portare il lutto e perch intrecci una relazione amorosa con un contadino. Questi decide di andare a lavorare nella piana di Catania, dove c la malaria ma dove potrebbe raggranellare i denari per il matrimonio. Ma qui si ammala, cade da un olivo e muore. Cos Nedda resta sola con la figlia nata dalla relazione con questo contadino ma, essendo molto povera, sua figlia muore di stenti. Questo romanzo per non pu essere considerato un preannuncio della svolta perch non era presente una della principali caratteristiche di Verga: limpersonalit. Il romanzo che segna la svolta , quindi, Rosso Malpelo, che stato interpretato come una vera e propria conversione, perch rappresentato un ambiente duro e disumano, con un linguaggio nudo e scabro (Verismo) ed presente la tecnica dellimpersonalit. In realt per Verga si era riproposto di rappresentare il vero gi ai tempi di Eva, Eros e Tigre reale, ma semplicemente non possedeva ancora gli strumenti adatti. La svolta verista quindi non stata istantanea. Verga inoltre, volge verso il Verismo ed inizia a rappresentare gli umili, le sfere pi basse della societ, non perch era sazio di descrivere ambienti eleganti e mondani, ma perch nelle basse sfere i meccanismi della societ sono meno complicati e quindi pi semplici da studiare. Dopo aver studiato le basse sfere della societ, Verga intende applicare via via il suo metodo anche agli strati superiori.
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LA SVOLTA VERISTA

I principi base della poetica di Verga sono due: il vero e limpersonalit. Secondo la visione di Verga, il soggetto della storia deve essere sempre qualcosa che accaduto realmente, ma non basta che ci che viene raccontato sia reale e documentato, deve essere anche raccontato in modo da porre il lettore direttamente dinanzi alla storia, ai fatti. Per questo lautore deve eclissarsi, non deve comparire con i propri pensieri soggettivi, con spiegazioni e riflessioni, lopera deve sembrare essersi fatta da s. Lautore quindi non deve dare nessuna spiegazione, il lettore deve essere introdotto nel mezzo degli avvenimenti senza che nessuno gli spieghi gli antefatti, le cause di ci che sta accadendo, senza che nessuno gli tracci un profilo dei personaggi, del loro carattere e della loro storia. Il lettore avr limpressione non di sentire un racconto, ma di assistere al racconto che si svolge e si snoda sotto i propri occhi. Verga ammette che questo pu creare una certa confusione alle prime pagine, per man mano che i personaggi si fanno conoscere con le loro azioni e le loro parole, attraverso di esse il loro carattere si rivela al lettore. Tale teoria dellimpersonalit non per Verga una definizione filosofica in assoluto dellarte, che pretenda di negare realmente ogni rapporto tra creatore e opera, n tantomeno unaffermazione dellindifferenza dellautore nei confronti della sua materia e dei suoi personaggi, ma semplicemente un suo personale programma di poetica: Verga sa bene che lautore c e deve esserci, ma deve sembrare che non ci sia.

I PRINCIPI DELLA TECNICA DI VERGA

Verga applica in modo coerente questi principi in tutte le opere veriste composte dal 1878 in poi (anno della svolta), e ci d origine ad una tecnica narrativa molto originale. Nelle sue opere effettivamente, lautore si eclissa, vede le cose con gli occhi dei personaggi, c la completa scomparsa del narratore onnisciente (il narratore onnisciente quando conosce alla perfezione situazioni del presente, passato e futuro, conosce la psicologia dei personaggi, ci che pensano, come agiscono, perch agiscono, un esempio ne Manzoni), perch non interviene mai nel racconto per illustrare antefatti, per tracciare il quadro dei personaggi, per spiegare i loro stati danimo, per commentare e giudicare i loro comportamenti ecc. Colui che racconta quindi non lautore, ma una voce che si trova allo stesso livello dei personaggi, e questa voce non sempre definita, non necessariamente uno specifico personaggio a raccontare. Lautore quindi si cala nei personaggi stessi, adotta il loro modo di pensare e di sentire, il loro modo di esprimersi, in modo da far sembrare che a raccontare sia uno dei personaggi stessi, che resta anonimo. (Questa tecnica la tecnica dello straniamento) C quindi una regressione nellambiente rappresentato, perch Verga, che appartiene a una categoria sociale pi alta, si cala nellambiente degli umili e dei popolani. Ad esempio nei Malavoglia, rappresenta ambienti popolari e rurali e mette in scena personaggi incolti e primitivi, contadini, pescatori, la cui visione e il cui linguaggio sono ben diversi da quelli dello scrittore borghese. Un esempio chiarissimo della tecnica dellimpersonalit si ha allinizio di Rosso Malpelo: Malpelo si chiamava cos perch aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perch era un ragazzo malizioso e cattivo. Il ragionamento che sta dietro questa frase non pu Pag. 2 di 8

IL METODO NARRATIVO DI VERGA

essere quello di un intellettuale borghese (Verga) perch c una visione primitiva e superstiziosa della realt (la cattiveria connessa con i capelli rossi). come se a raccontare non fosse lo scrittore colto, ma uno qualunque dei vari minatori della cava in cui lavora Malpelo. Di conseguenza anche il linguaggio non quello che potrebbe essere dello scrittore, ma un linguaggio spoglio, povero, ricco di modi di dire, di paragoni, di proverbi, di imprecazioni popolari, caratterizzato da una sintassi elementare e a volte scorretta. LA CONCEZIONE DEL MONDO,IL PESSIMISMO DI VERGA E IL DIRITTO DI GIUDICARE. Verga formula il principio dellimpersonalit e lo adotta in modo cos rigoroso, partendo dalla propria concezione generale del mondo, che decisamente pessimistica. Verga un sostenitore della teoria darwiniana secondo la quale la vita caratterizzata da una continua lotta tra tutti gli essere viventi, in cui solamente i pi forti sono destinati a sopravvivere, schiacciando i pi deboli. Nel mondo secondo Verga non esistono generosit, altruismo, piet, ma esistono solamente linteresse economico, legoismo, la prevaricazione ecc. Questa una legge universale, che governa qualsiasi societ (non solo quella umana, ma anche quella animale e vegetale), in ogni tempo e in ogni luogo. E una legge immodificabile, e per questo Verga ritiene che non si possano dare alternative alla realt esistente, n a quella del futuro, non si pu sperare in unorganizzazione sociale diversa e pi giusta. Non si possono avere speranze neanche nella dimensione del trascendente (Verga infatti un ateo ed un materialista, ed esclude qualsiasi tipo di consolazione in unaltra vita, come aveva invece presupposto Manzoni). Di conseguenza, se la realt non si pu modificare, allora anche inopportuno proporre dei giudizi. Infatti solamente se si ha una fiducia nella possibilit di modificare il reale, si interviene dallesterno, si giudica, si condanna. Ma se modificare lesistente impossibile, ogni intervento e ogni giudizio appare inutile e privo di senso, e allo scrittore non resta che riprodurre la realt cos com (tecnica dellimpersonalit). La tecnica impersonale utilizzata da Verga quindi non frutto di una scelta casuale, ma dipende dalla sua pessimistica visione del mondo.

Questo pessimismo, che nega qualsiasi trasformazione della societ, ha unimpronta fortemente conservatrice, in quanto c anche un rifiuto esplicito e polemico nei confronti delle ideologie progressiste contemporanee (anche Leopardi critic il progressismo). Questo pessimismo conservatore per non implica unaccettazione acritica della realt esistente perch proprio il pessimismo che consente a Verga di cogliere con grande lucidit ci che c di negativo nella realt: la disumanit, la lotta per la vita, le ambizioni, la sofferenza, la degradazione umana sono messe in evidenza nelle opere di Verga con implacabile precisione. Verga quindi non d dei giudizi, non interviene sulla realt, ma il suo pessimismo gli permette di rappresentare loggettivit delle cose. Proprio perch le opere di Verga rappresentano loggettivit delle cose, non c mai un sentimento di piet sentimentale nei confronti degli umili che lui descrive, non ha mai un atteggiamento di fiducia in un loro miglioramento, non si ha mai una rappresentazione patetica, lacrimevole e sdolcinata della realt popolare. Il duro pessimismo, la visione arida e desolata della vita, la crudelt della realt,
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IL VALORE CONOSCITIVO E CRITICO DEL PESSIMISMO

vietano a Verga ogni possibile abbandono al patetismo. In Verga non presente neanche la visione romantica e reazionaria protesa nostalgicamente verso forme passate di vita. Pur sottolineando la negativit del mondo moderno e del progresso, Verga non contrappone ad esso il mito della campagna, della civilt contadina arcaica, concepita come un Eden. Lui non indica questo tipo di civilt come un antidoto alla negativit e alla brutalit del mondo moderno. Verga, con il suo pessimismo, ritiene che anche il mondo primitivo della campagna sorretto dalle stesse leggi del mondo moderno: linteresse economico, legoismo, la forza, la sopraffazione, il conflitto tra gli uomini.

IL VERISMO DI VERGA E IL NATURALISMO ZOLIANO


LE DIVERSE TECNICHE NARRATIVE
E evidente la profonda differenza che separa il verismo verghiano dal naturalismo di Zola. La distanza si misura sul piano delle tecniche narrative; nei romanzi di Zola la voce che racconta riproduce di norma il modo di vedere e di esprimersi dellautore, del borghese colto, che guarda dallesterno e dallalto la materia, e questa voce narrante interviene spesso con giudizi sulla materia trattata. Ad esempio nel secondo capitolo di Germinal, la scena in cui i figli di un minatore fanno toeletta prima di recarsi al lavoro, ragazzi e ragazze insieme, in totale promiscuit. Lo scrittore sottolineando la mancanza di pudore dei giovani da un giudizio dal suo punto di vista. Tra il narratore e i personaggi vi un distacco netto, e il narratore lo fa sentire esplicitamente. Questo nel Verga verista non avviene mai: egli avrebbe raccontato la scena dal punto di vista dei minatori stessi e non avrebbe sottolineato la mancanza di vergogna. In altri casi il giudizio in Zola implicito, ed rivelato da un particolare termine, che riflette la visione dellautore. Sempre in Germinal, la descrizione della cucina dei minatori ..Un odore di cipolle cotte [] avvelenava laria calda... Il termine avvelenava non appartiene al livello dei minatori che si nutrono quotidianamente di cipolle, ma esprime il giudizio dato dallo scrittore. Una parziale eccezione costituita dall Assommoir, dove Zola si propone di riprodurre il gergo particolare dei proletari parigini. Per il procedimento non sistematico e totalizzante, come sar in Verga, solo una soluzione episodica. Il gergo, infatti, impiegato solo se e dove sono i personaggi popolari ad esprimersi, sia mediante il discorso diretto, sia mediante lindiretto libero. Le zone dove il narratore a parlare presentano prevalentemente un linguaggio colto, lontanissimo dal gergo. Zola risulta sostanzialmente estraneo alloriginalissima tecnica verghiana delle regressione del punto di vista narrativo nel mondo popolare rappresentato. Per Zola limpersonalit significa assumere il distacco dello scienziato, che si allontana dalloggetto, per osservarlo dallesterno e dallalto; per Verga significa invece immergersi, eclissarsi nelloggetto.

LE DIVERSE IDEOLOGIE
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Queste tecniche narrative cos lontane sono evidentemente la conseguenza di due poetiche e di due ideologie diverse. Zola interviene a commentare e giudicare, perch crede che la scrittura letteraria possa contribuire a cambiare la realt ed ha piena fiducia nella funzione progressiva della letteratura, come studio dei problemi sociali e stimolo alle riforme; dietro la regressione di Verga nella realt rappresentata vi invece il pessimismo di chi ritiene che la realt data sia immodificabile, che la letteratura non possa in alcun modo incidere su di essa e che quindi lo scrittore non abbia il diritto di giudicare, ma debba limitarsi alla riproduzione oggettiva del dato. Zola ha fiducia nella possibilit della letteratura di incidere sul reale perch uno scrittore borghese democratico, che ha di fronte a s una realt dinamica, in cui esiste una borghesia attiva e consapevole; di conseguenza lo scrittore progressista in un simile ambiente, si sente il portavoce di esigenze ben vive e sa di potersi rivolgere ad un pubblico in grado di recepire il suo messaggio e di reagire ad esso. Il rifiuto Verghiano dellimpegno politico della scrittura, laffermazione della pura letterariet dellopera e la scelta dellimpersonalit come carattere fondamentale del nuovo realismo, rimandano ad una situazione economica, sociale e culturale ben diversa da quella francese. Verga il tipico galantuomo del Sud, il proprietario terriero conservatore, che ha ereditato la visione di un mondo agrario arretrato e immobile e ha di fronte a s una borghesia ancora pavida e delle masse contadine estranee alla storia, chiuse nella loro miseria e nei loro ritmi di vita, passive e rassegnate. Il fatalismo di Verga poteva poi trovare confermare nella realt attuale dellItalia, in cui gli inizi dello sviluppo capitalistico, non faceva che ribadirne lesclusione e loppressione e rendere ancor pi dura la loro vita: lo scrittore poteva facilmente concludere che nulla era mutato realmente e che quindi la letteratura pu solo conoscere la realt, non modificarla. Ci non significa esaltare il progressismo di Zola contro il conservatorismo di Verga. I valori artistici non sono conseguenza immediata dellideologia di uno scrittore. Anzi, proprio la carica progressiva, per quanto generosa, in buona parte responsabile dei vistosi difetti della narrativa zoliana: la mitologia scientifica piuttosto rozza e ingenua, la mitizzazione del popolo come forza selvaggia, la creazione di situazioni melodrammatiche, la pesantezza dellintento documentario, e cos via. Mentre il pessimismo, la visione arida della realt d alla narrativa verghiana la sua essenzialit e le conferisce il suo valore conoscitivo e critico.

NEDDA: trama si svolge nella fattoria del Pino alle falde dell'Etna, Ravanusa, Bongiardo

Personaggio Principale Nedda una ragazza umile, povera, silenziosa, soprannominata la varinnisa perch proviene da Ravanusa. E' una ragazza dai capelli Pag. 5 di 8

scuri, folti ed arruffati, occhi neri tristi e rassegnati, denti bianchi come l'avorio, i lineamenti del viso sono grossolani, le braccia irrobustite dal duro lavoro. Il comportamento quello di una ragazza timida, taciturna che si tiene sempre in disparte. Nedda molto religiosa ed accetta il suo triste destino senza lamentarsi, non se la prende con Dio per le sue disgrazie, n con i padroni che la sfruttano sul lavoro, ma con s stessa e con la sua povert. Costretta a vagare di fattoria in fattoria in cerca di un lavoro. Nedda una vinta, come lo saranno i personaggi dei Malavoglia e di Mastro don Gesualdo. Personaggi Secondari: la madre di Nedda, una donna ammalata che poi morir; Janu il contadino di cui Nedda innamorata, che lavora con lei ma che, ammalato di febbre malarica e costretto ugualmente a salire sugli alberi per la rimondatura degli ulivi; la piccola bambina di Nedda e Janu nata malaticcia e anche lei presto muore. Trama: La varinnisa una ragazza povera che lavora, per aiutare la madre malata, nella fattoria del Pino come raccoglitrice di olive. A causa del maltempo autunnale che costringeva allinattivit le sue amiche erano euforiche ed alla sera riunite attorno al focolare conversavano e suonavano in allegria; solo Nedda era silenziosa in un angolo della cucina, addolorata per il fatto che la madre stava per morire. Alcune ragazze presenti si compiacevano che grazie alla pioggia quel giorno non avevano lavorativo, ma la protagonista non approva la loro idea, perch per lei, che conduceva una vita cos dura, la raccolta delle olive era una festa. Il sabato fu giorno di paga e si era guadagnato poco e il giorno dopo la madre mor. Dopo il funerale, Nedda avverte la sua solitudine; inerte and a sedersi sulla soglia delluscio, guardando il cielo e qui la trov lo zio Giovanni che le diede un pezzetto di pane e le trov un lavoro, a cui Nedda si dedic subito, ricevendo per le lamentele delle altre ragazze e del curato, in quanto ritenevano che non avesse rispettato il lutto. Una sera Nedda sent cantare Janu, un paesano, e nutr un forte sentimento per lui e l'indomani riusc a parlare con lui; questi dopo averle confidato d'essere stato licenziato a causa della malaria, le regal il suo fazzoletto di seta. I due innamorati andarono a lavorare insieme nei campi; Janu, da brav uomo cerc di alleviarle la fatica, ma questo gli comporter una diminuzione del salario. Col passar del tempo Janu, ormai innamorato di Nedda, le chiese di sposarlo, ma a causa della mancanza di fondi non si poterono sposare. Con la Pasqua giunge la buona novella che la ragazza incinta, purtroppo per viene emarginata da tutto il paese ed il padrone le diminuisce il lavoro. Le condizioni di salute del ragazzo si aggravano e in poco tempo muore. Nedda, rimasta ormai con il solo conforto dello zio Giovanni diede alla luce una bambina rachitica e stenta, che perse la vita quasi subito sia per le sue assenti prestanze fisiche che per lo scarso nutrimento. Nedda rivolge una preghiera ai defunti dicendo loro che sono fortunati ad essere morti. Temi: Secondo il parere della maggior parte della critica Nedda l'opera che segna il passaggio, nella poetica di Verga, al verismo con la rappresentazione oggettiva e reale del degrado della societ A differenza del personaggio manzoniano di Lucia, la cui rassegnazione illuminata dalla fede, la protagonista qui non ha alcuna speranza ed cosca che la vita dolore e rassegnazione. La trama riguarda lamore che nasce fra lei e un contadino, Janu, che muore cadendo da un albero lasciando cosi' lamata che sta aspettando una figlia. Nedda viene fortemente criticata perche' decide di non abbandonare la figlia alla ruota del convento; alla fine la figlioletta muore. Tecniche narrative: Questa novella differisce dalle altre per vari aspetti: la scelta dei Pag. 6 di 8

personaggi e dei luoghi rilevante ma non rappresenta ancora una adesione al Naturalismo; "Nedda" non una novella verista perch in essa manca del tutto limpersonalita' che sostituita da interventi dello autore che mirano a un atteggiamento moralistico. Inoltre il linguaggio e' quello di un fiorentinismo di maniera, le espressioni locali sono introdotte in corsivo per sottolineare lestraneita' al registro. Il poeta contrappone l'umilt, la timidezza e la rassegnazione delle creature umili alla avidit, alla cattiveria, e all'incomprensione di chi vive nell'agiatezza. Verga, sentiva di trovare la vera poesia solo parlando della povera gente.

LA LUPA: Lintera novella pu essere divisa in sei sequenze. Lesordio del racconto vede la descrizione della lupa, una donna cos definita perch considerata divoratrice di uomini. In questa sequenza ci viene anche presentata la figura di Maricchia, la figlia della lupa. La seconda sequenza vede lentrata in scena di Nanni, un giovane che era tornato da soldato, per il quale la Lupa perde la testa. Nanni per rifiuta la donna e le preferisce la figlia che zitella. Nella terza sequenza la Lupa tenta Nanni, che ormai diventato suo genero. La quarta sequenza segnata dalla decisione di Maricchia di denunciare la madre per il suo comportamento. Il brigadiere convoca Nanni, il quale non tent di discolparsi, ma comunque parl di tentazione dellinferno. Nella quinta sequenza la Lupa tenter per lultima volta Nanni, il quale portato allesasperazione la minaccia di morte. La sesta sequenza segna la fine delle tentazioni della Lupa, che portando in mano manipoli di papaveri rossi, si avvicina inesorabilmente alla morte. In questa novella di Verga, come in tutta la sua opera, possiamo individuare lartificio della regressione, che secondo lui il modo per potere conferire ai suoi scritti il criterio di impersonalit dellarte, che tanto il Naturalismo francese ha celebrato. Egli riuscito ad imponersi dal punto di vista del popolo, che il vero narratore della vicenda, capace di esprimere opinioni, di usare espressioni tipiche del linguaggio parlato (le donne si facevano la croce; gn Pina; sarchiare ecc) o proverbi (il diavolo quando invecchia si fa eremita; in quellora fra vespero e nona, in cui non ne va in volta femmina buona). La regressione quindi ci porta a leggere la vicenda con gli occhi di qualcuno che lha in qualche modo vissuta; per questo motivo capiamo che i giudizi riguardo alla Lupa, presenti nella novella, derivano proprio dalla mentalit culturale del popolo. Capiamo benissimo allora che la Lupa era vista come un essere demoniaco che spolpava gli uomini in un batter docchio, e se li tirava dietro alla gonnella solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso. La lupa era, dal punto di vista del popolo, un demonio. A parer loro questa donna era comandata da istinti animali, era incapace di gestirli e si lasciava trasportare da questi. La donna una donna fatale. Lemancipazione di questa donna dovuta proprio alla sua diversit, alle sue diverse necessit. Lei trasgredisce a delle regole morali che tutta la societ cerca di rispettare, e proprio questa sua trasgressione , in un certo senso, la sua rovina, o meglio proprio questa che determina la sua emarginazione dalla societ. Le necessit di questa donna sono diverse da quelle delle altre donne del popolo, lei sentiva di dovere soddisfare i proprio impulsi erotici, le proprie esigenze amorose, e trovava nella passione amorosa la soluzione a queste esigenze. La lettura della novella per oltre a darci un quadro abbastanza completo di questa donna ci fornisce anche degli elementi sociali dellambiente in cui viveva. Sicuramente emergono le opinioni di Pag. 7 di 8

una societ, di un popolo che non poteva tollerare questa trasgressione e che vedeva nellazione della Lupa uninfluenza demoniaca. Daltronde se il giudizio della Lupa, da parte della societ, negativo, il giudizio della figlia Maricchia ben diverso: lei vista come una vittima che subisce le conseguenze del comportamento della madre, riportando soltanto lei il disagio dovuto allemarginazione. Quindi per lottica popolare lazione di denuncia che Maricchia ha fatto a discapito della madre stata una logica conseguenza di tutto ci che la madre ha fatto nellarco della sua vita. La Lupa per non si sent affatto minacciata n dalla figlia n tanto meno dal genero, il quale lha minacciata di morte. La sua indole fondamentalmente portata alla trasgressione, ed consequenziale il comportamento di Nanni, il quale, portato allesasperazione dalle provocazioni della Lupa, non pu far altro se non porre fine alle tentazioni dellinferno.

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