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Seneca

La diatriba cinico stoica


La struttura dei dialoghi e delle epistole viene influenzato dai dialoghi diatribici che
hanno natura discorsiva, colloquiale e anedottica, contengo elementi di etica e hanno
un fine divulgativo e satirico.
Essa era un'esposizione semplice che alternava toni scherzosi ad altri pi seri.
Criticavano la societ, i poeti, la letteratura. Menippo fu uno dei pi importanti autori di
diatribe e di satire improntate alla critica alla societ e stilisticamente dal prosimetro,
ossia dalla concomitanza di poesia e prosa
Consolationes
Nel Ad Helviam matrem espone il cosmopolitismo stoico (critica alla commutatio loci) e
il senso della libert che dipende sempre dallo stato interiore dell'uomo e non dal luogo
in cui si trova
Nel Ad Marciam per la morte di un figlio consola Marzia, a sua volta figlia di un famoso
storico di cui Seneca esalta la rettitudine e la sapienza anche mentre veniva
perseguitato da Tiberio. In realt Seneca vuole lodare se stesso.
Nel Ad Polybium, liberto di Claudio, esalta l'imperatore usando come pretesto la morte
di Polibio.
Apokolokyntosis
Significa deificazione di una zucca ed una satira scritta contro l'imperatore Claudio.
Dopo la morte dell'imperatore, il senato decise di divinizzarlo suscitando l'ilarit dei
Romani. Seneca prende spunto da questo fatto.
Mercurio decide, per trovare un imperatore pi intelligente (omaggio a Nerone), di
uccidere Claudio il quale chiede agli dei di essere divinizzato.
Questi lo spediscono agli inferi, come tutti i mortali, e lo condannano a giocare per
l'eternit con dei bussolotti forati, punendolo per il vizio del gioco d'azzardo.
Rifiutato dal nipote Caligola diventa servo del liberto Menandro, punendolo per le sue
si riguardo la schiavit.
Si alternano momenti aulici e momenti scherzosi-ironici, Seneca deride la storiografia,
perch non assicura sulla veridicit degli eventi narrati, e sull'epica, utilizzando versi in
esametri. Ironizza anche sulla commedie e sulla tragedie, anche le sue.
Il De Clementia e il De Beneficiis
Lintellettuale deve mettersi al servizio dello Stato attraverso le sue opere. Il potere
unico la forma di governo migliore perch rispecchia lordine necessario del logos.
Limperatore, attraverso una profonda cultura filosofica, deve essere clemente ossia
filantropicamente benevolo e se si dovesse trovare nel dubbio, dovrebbe
preferibilmente perdonare che punire. Lape regina non ha il pungiglione per non
prevaricare sulle api operaie. E una visione paternalistica e idealistica del principato.
Dopo il quinquennio felice trascorso con Nerone, Seneca vede perdere il suo ruolo di
filosofo-politico e afferma che in tal caso il filosofo debba non pi dedicarsi al bene
dello Stato ma dellintera umanit.

Scritto dopo il secessus, nel De Beneficiis sposta sul piano individuale il suo obiettivo
che nel De clementia aveva riguardato il sovrano. Riflette sui legami benefattore e
beneficiato, sul senso di gratitudine e sul dovere che le classi privilegiate hanno di
comportarsi filantropicamente.
De providentia: il logos mette alla prova i buoni per esercitare la loro virt

De tranquillitate animi
Si rivolge agli uomini moralmente immaturi che temono la morte al contrario di lui
che consapevole del fatto la vita prestito fattoci dalla natura
Lo scopo di concepire la vita come un bene transitorio e il comportamento
meritevole quello dei gladiatori che dimostrantesi coraggiosi difronte la morte
vengono salvati dalla clemenza del pubblico.
Cita lesempio di personaggi illustri che hanno concluso la vita con una morte
indegna, come Pompeo.
Lettere morali a Lucilio
Scritte dopo il secessus, costituiscono la pi ampia disamina sullanimo umano
dellantichit. Non si sa ancora se un epistolario reale o fittizio per la presenza di
alcune lettere di risposta allo stesso Lucilio e per altre invece ampie e
manifestatamente programmatiche. Al contrario di Cicerone, le sue lettere si ispirano
ad Epicuro e rappresentano uno strumento di crescita morale verso la sapientia. Lo
scambio epistolare permette di instaurare un colloquium con Lucilio fornendo esempi
direttamente tratti dalla vita quotidiana. Ogni lettera verte attorno un determinato
argomento fornendo uno spunto di riflessione volto al perfezionamento morale
dellamico.
Le lettere sono di difficolt crescente che tengono conto del continuo accrescimento
delle capacit filosofiche dellallievo. Le lettere non sono solo dei trattati filosofici ma
hanno anche un fine paneretico, ossia volto ad esortare al bene.
La lettera permette di fondere non solo i pi svariati aspetti della quotidianit ma anche
le varie filosofie. Seneca non si pone come cattedratico ma programmaticamente
desidera compiere il cammino di perfezionamento morale che culmina nella
contemplazione della morte.
Stile
Il filosofo deve badare alle res non ai verba
Rifiuta lipotassi ciceroniana e preferisce la paratassi nella quale il collegamento tra
i vari periodi affidato allantitesi e alla ripetizione, alla metafora,
Riprende lo stile asiano e dei cinici
Vuole sfaccettare il suo messaggio secondo tutte le angolazioni possibili fino a
raggiungere la sintesi
Ha uno stile drammatico che vuole parlare al cuore pi che alla testa degli uomini

Lotium
Per la tarda et repubblicana era lassenza di impegno sulla scena politica
In Cicerone lozio consiste nel riposo dalle occupazioni o come ripiego alla vita
pratica. In Cicerone gi presente la distinzione tra otium cum dignitate e otium
sine dignitate
Per il primo Seneca la vita politica di fondamentale importanza e lotium viene
visto come ripiego mentre per il Seneca successivo al secessus lattivit filosofica
diventa di preminente importanza.
Opposizione tra otium luxuriosum che indica lozio dedito a occupazioni vergognose
e che porta alla strenua inertia e lotium tranquillum capace invece di portare alla
virt e dunque alla felicit
Il medico dellanima
Luomo non si esaurisce con il civis
Luomo libero privo di vizi, scruta se stesso per comprendere i mondo (me prius
scrutor, deinde hunc mundum)
Lui un filosofo non un poeta (res non verba)
Deriva questa teoria da Socrate (la filosofia come compito affidato agli uomini
saggi) e da Platone che nel Carmide parla della terapia dellanima
Epistola 1
E influenzato dalla diatribica cinico stoica per il suo andamento apparentemente
casuale teso a spezzare la monotonia dellesortazione rivolta a Lucilio, chiamato
subito in causa con il vocativo
Utilizza la metafora del vaso nel cui fondo rimane il peggio riprendendola da Esiodo
Vidica significa rivendicare il possesso in ambito giuridico: luomo deve essere
loggetto della liberazione e anche il fine
Il tempo descritto come metafora economica: bene non reparabilis ci restituibile
dopo un prestito. Dunque, dobbiamo essere avari di questo tempo
La perdita del tempo simile ad unemorragia finanziaria che non si pu arrestare e
dunque solo il saggio in grado di tenere il bilancio
La negligentia tipica degli occupati che si impegnanti in occupazioni non sapienti
mentre la sapientia tipica del saggio che vive il presente e ha un rapporto
equilibrato con il tempo passato (bilancio della vita) e futuro (meditatio mortis).
Il tempo
Il tempo viene visto in unottica qualitativa non quantitativa e viene paragonato ad un
punto, nel quale si risolve lesistenza umana, e ad un abisso, nel quale si vanifica ogni
tempo vissuto.
Nel De Brevitate il saggio si chiude in se stesso attraverso la letteratura e i sapienti
passati che ci permettono di aumentare let passate alla nostra. Nelle Epistole il
saggio acquista una dimensione pi estesa e raggiunge quei valori, come la virt, che
del tempo non hanno pi bisogno.
Il carpe diem epicureo ha unottica distensiva dello spirito, invitato a rendersi

consapevole della transitoriet dellesistenza mentre il carpe diem senecano ha


unottica volta alla tensione dello spirito verso la conquista della virt.
Epistola 7
Il sapiens avverte la propria superiorit nei confronti degli altri uomini e allo stesso
tempo si sente parte dellumanit in quanto parte del logos
Egli si sente parte del popolo se non quando si esprime attraverso atteggiamenti
eticamente inaccettabili
Osserva che ritorna a casa sempre con qualche vizio di cui si era liberato
Gli spettacoli circensi lo disgustano perch costretto a osservare degli omicidi.
Anche se muoiono dei colpevoli, non capisce il motivo per cui degli innocenti
provino gioia nellosservare tale orrore
Lobiettivo non diffondere la cultura presso la moltitudine ma circondarsi di amici
fidati, un teatro abbastanza grande come dice Epicuro, migliori di noi che ci
conducano al perfezionamento morale
Il saggio trova soddisfazione in se stesso mi bastano pochi, mi basta uno,
nessuno.
Lettera 16
Esorta al raggiungimento della felicitas: essa uno stato di beatitudine interiore che
terminologicamente deriva dallambito agricolo. Un campo felix produttivo, ricco
La filosofia una pratica quotidiana di vita: ci vuole tutta una vita per imparare a
vivere, tutta la vita per imparare a morire
Analizza le obiezioni che potrebbero essergli mosse intorno alla visione della vita:
visione fatalistica (tutti gli eventi sono in balia del fato), visione provvidenziale (Dio
motore delluniverso), visione indeterministica (gli eventi sono casuali).
Democrito sosteneva che la vita determinata dagli atomi, Platone e Socrate
sosteneva il libero arbitrio, Lucrezio il determinismo casuale che garantiva il libero
arbitrio.
In ogni caso la filosofia utile ad accettare la realt e comprenderla, quale essa
sia.
Bisogna porre un limite ai propri desideri altrimenti si perde la retta via, errando per
linfinito.
Epistola 47
Ognuno poteva diventare schiavo per debiti, a seguito di una sconfitta in guerra
(cita la disfatta di Teutoburgo, Varo), per nascita o per essere caduto in disgrazia
presso un sovrano (Platone)
Ogni schiavo poteva essere liberato in forme solenni, per via testamentaria o
censoria, o meno solenni, scrivendo una lettera ad esempio, anche se questultime
non garantivano la cittadinanza romana.
Per Aristotele erano semplici strumenti fisicamente nati per compiere tali mansioni
I servi sono parte della civitas perch sono conservi e dunque condividono la
condizione di uomini con i loro padroni, condizione che non mai pienamente

libera
Il caso ha voluto che un uomo nascesse padrone, laltro servo
Seneca non si pone in contrasto con listituzione della schiavit ma invita a trattare
pi affabilmente i servi

Capitolo VIII De brevitate


Ogni momento speso nella ricerca della sapientia non sar perso
Gli uomini non si curano del suo scorrere: metafora della vita come fiume che
scorre verso labisso, la morte
Metafore finanziarie: il tempo come possesso da amministrare con cura, il pi
prezioso tra i beni perch non si conosce la sua quantit e la sua durata