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Seneca

Vita
Lucio Anneo Seneca nacque a Cordova alla fine del I a.C. in una ricca
famiglia provinciale di rango equestre. Ancora giovane si trasfer a
Roma, dove si dedic allo studio della filosofia, della retorica e delle
dottrine neopitagoriche di Nigro, incentrate sulla meditazione,
preghiera e digiuno.
Seneca, fin dalla giovinezza, ebbe alcuni problemi di salute, per questo
attorno al 20 d.C. si rec in Egitto, ma forse anche per allontanarsi da
un clima politico pericoloso.
Nel 31 d.C Seneca torn a Roma e inizi la sua carriera politica: la sua
abilit oratoria gli consentirono di entrare nella corte imperiale.
Tuttavia non ebbe vita facile. Infatti, Caligola lo condann a morte
perch invidioso dei suoi successi retorici; Claudio, istigato dalla moglie,
lo esili in Corsica, un'isola selvaggia e inospitale, per 8 anni,
accusandolo di adulterio con una principessa della casa imperiale.
Durante lesilio, Seneca scrisse una consolationes Ad Polybium, il
potente liberto di Claudio, per consolarlo della perdita del fratello,
ma con lintento di avere un raccomandazione da parte sua per la
revoca dellesilio.
Questa arriv invece per lintervento di Agrippina ( seconda moglie di
Claudio e madre di Nerone), che volle Seneca come precettore del
figlio.
Alla morte di Claudio, avvelenato da Agrippina, il giovane Nerone
divenne imperatore, sotto la guida di Seneca e Afranio Burro, il
prefetto del pretorio.
Dopo alcuni anni di buon governo, Nerone si ribell alle influenze del
filosofo e manifest sempre di pi una personalit violenta. Infatti, fece
uccidere Brittanico, il fratellastro, e Agrippina, la madre. Seneca
scrisse una lettera per giustificare il matricidio davanti al senato.
Dopo la morte di Afranio Burro, nel 62, Seneca si ritir a vita privata
e si dedic completamente alla meditazione.
Dopo pochi anni, nel 65, si trov, per errore, coinvolto nella congiura
di Pisone contro Nerone e gli fu imposto di uccidersi.

I Dialoghi
Molte opere di Seneca sono state raccolte in 12 libri di Dialoghi,
riguardanti questioni etiche e filosofiche. Il titolo sbagliato poich i
testi non sono dialoghi. Infatti, si tratta di conversazioni immaginarie
con interlocutori che sono anche i destinatari, il che consente a Seneca
un tono colloquiale.

Il modello tratto dalla diatriba cinico-stoica, una corrente di


pensiero basata sul buon senso.

Le Consolationes: in tutte e tre troviamo la volont di Seneca di


consolare qualcuno per un qualche avvenimento triste, anche se
non sempre l obiettivo principale era quello. Pur appartenendo a un
modello ripreso dall'antica Grecia e ben noto anche ai Latini, quelle di
Seneca sono le prime che ci sono arrivate.
- Ad Marciam: dedicata a Marcia, figlia dello storico Cremuzio
Cordo, per consolarla della morte del figlio Metilio. Seneca la consola
prima ricordandole la bellezza del figlio, poi le dice di non disperarsi
in quanto deve essere felice che lo ha cresciuto, piuttosto che non
averlo mai partorito. Inoltre il figlio di Marcia si era suicidato, e a tal
proposito Seneca riflette sulla morte. Nel finale , Seneca immagina
che Metelio si trovi nei Campi Elisei tra le braccia del nonno e che
questi gli mostri e spieghi il cielo.
-Ad Helviam matrem: destinata alla madre di Seneca che soffre per
la lontananza e lesilio del figlio. Il filosofo le ricorda che lesilio non un
male, nonostante le apparenze, infatti il saggio ha come patria
lintero mondo. Inoltre, la incoraggia a vivere serena e di prendere
esempio dalla zia materna.
-Ad Polybium: dedicata a Polibio, potente liberto e consigliere di
Claudio, per la morte di un fratello, ma con lintento di avere un
raccomandazione da parte sua per la revoca dellesilio.

La triologia ad Anneo Sereno:


De costantia sapientis: Seneca delinea la figura del saggio stoico
che deve mantenere la calma di fronte alle avversit, ma rimanendo
attaccato a ci che buono, onesto e giusto.
De tranquillitatae animi: Seneca riflette sullimportanza
dellinterazione tra la vita privata, che aiuta il saggio a distaccarsi
dalle cose che non servono, e lattivit politica.
De otio: Viene ribadito il concetto dell otium, ossia uno spazio in cui il
saggio ricerca la felicit per migliorarsi continuamente.

De ira : lunico dialogo suddiviso in 3 libri, dedicato al fratello


Novato. Tratta della nascita delle passioni, in particolare dell'ira, e del
modo di dominarle. Si chiude con una invettiva contro Caligola.

De vita beata: dedicato anche questo al fratello Novato, il quale gli


chiede il modo per raggiungere la vita beata. Seneca risponde che
bisogna vivere secondo natura. Tuttavia il fratello gli fa notare che
molti pensano male di lui e il filosofo afferma che il fatto che abbia
tanti beni materiali non significa che ne schiavo. Infatti la vera
felicit quella del saggio, di colui che sa distaccarsi dalla felicit
apparente come la ricchezza.

De providentia: dedicato a Lucilio che aveva chiesto a Seneca


perch anche i buoni sono colpiti dal male. Seneca risponde che le
sofferenze devono essere viste come delle prove che irrobustiscono
lanimo.

De brevitate vitae: lopera dedicata a Paolino. Il filosofo sostiene


che molti sbagliano a lamentarsi della brevit della vita: in realt la
vita, se la si sa usare bene tutta quanta, lunga. Ma la stragrande
maggioranza di uomini, la spreca in cose futili. Il saggio deve
privilegiare solo il presente e cercare di fruttarlo al meglio.

I trattati
De clementia: Sono tre libri di cui ci pervenuto il primo e
parte del secondo. Fu composto per Nerone appena divenuto
imperatore. Seneca gli indicava la strada della clemenza e
dellautocontrollo, contro quella della crudelt. Infatti, la prima
utile al principe per ottenere il favore dei sudditi, ma non deve
essere utilizzata troppo spesso affinch non si cada nella
troppa bont, e affinch i sudditi mantengano il rispetto verso
il principe.
De beneficiis: consiste in sette libri, composto negli ultimi anni
della vita. Fu scritta su richiesta di Ebuzio Liberale. Tratta dei
vari aspetti collegati ai benefici: lo spirito con cui bisogna farli
e riceverli, il dovere di essere riconoscenti verso chi ci ha fatto
del bene, lobbligo morale di fare il bene senza vantaggi e

secondi fini. Sono inoltre prese in esame numerose questioni, per


esempio se gli schiavi possano rendere benefici ai loro padroni,
se dobbiamo essere grati per benefici resi involontariamente.
Naturales quaestiones: E unopera scientifica, in 7 libri,
composta dopo il ritiro di Seneca dallattivit politica, nei suoi
ultimi anni di vita. Lautore affronta temi di carattere
astronomico, meteorologico e geografico, come i fulmini, i
tuoni, le acque, i venti, i terremoti, le comete. Seneca voleva
liberare luomo dalla paura dei fenomeni naturali spiegandone i
meccanismi e le possibilit di sfruttamento.

Le lettere a Lucilio
Sono 124 lettere suddivise in 20 libri, scritte negli ultimi anni
della vita. Il destinatario lamico Lucilio, pi giovane di Seneca,
di rango equestre, ricco di interessi filosofici e letterari.
Considerato da Seneca un buon poeta. Si tratta di lettere
realmente scritte e spedite anche se alcune sono state riviste per
la pubblicazione.
Tutti gli argomenti presenti nei Dialoghi, qui vengono ripresi e
rielaborati. La ricerca della forza interiore di fronte ad ogni
situazione della vita, la necessit di farsi una ragione della sua
instabilit e fugacit, di difendersi dalle attrazioni dei beni
falsi, di prepararsi alla morte.
Aumentano le riflessioni sul tempo e sul modo di sfruttarlo:
Infatti per Seneca chi si abbandona al corpo e ai sensi dimentica
di avere unanima. Ma questa lunica cosa che ci rende diversi
da un animale o una pianta ed lunica a distinguere gli uomini
tra di loro.
Quanto al corpo non ci pu essere alcuna differenza: ricco e
povero sono entrambi mortali e sono uguali davanti alla morte e
cos anche il libero e lo schiavo.