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Età post Unitaria

In Italia nel 1861 si realizza l’unitá d’Italia, si sceglie una monarchia costituzionale in cui solo il 2% della
popolazione partecipa, e le leggi applicate derivano principalmente dallo statuto Albertino in Piemonte del regno
di Sardegna. Prima il potere era nelle mani della destra poi da 1876 passa alla sinistra, entrambe intervengono
economicamente per migliorare la situazione. La destra prova a potenziare l’agricoltura anche a causa di uno
sviluppo industriale improponibile perché in ritardo, scelgono una politica liberale in modo tale da poter far
circolare i prodotti senza dazi, ed anche per poter vendere prodotti più facilmente all’estero. nel 1876 prende
potere la sinistra che stravolge le scelte della politica precedente. Essa inasprisce le tariffe doganali applicando
una politica protezionista, e si rende conto poi che l’Italia ha più che mai bisogno di uno sviluppo industriale in
confronto ai paesi esteri che sono molto più avanti. L’Italia vive una situazione economica, ma anche sociale,
postunitaria molto complicata, essa non è totalmente presa bene dal popolo che al tempo viveva dalla
produzione autonoma; face accrescere il divario fra nord e sud con quest’ultimo molto più sfortunato, instaurando
le tasse mandando i giovani in guerra e anche a scuola al posto di lavorare, in Sardegna e Sicilia meno del 5%
sapeva leggere e scrivere.
POSITIVISMO- è un modo per chiamare questo periodo perché si sviluppa la piena fiducia nella gente colta e
nel popolo nei confronti della scienza capace di poter controllare la natura e migliorare la vita dell’uomo. Una fede
positivista a scienza sviluppata sia in Italia che in Europa nei confronti del positivismo nascono due posizioni
negli intellettuali: 1. Chi rifiutava il progresso vedendo solo gli elementi negativi come le disuguaglianze o la
povertà. 2. Chi invece abbreviava questo nuovo progresso.
SCAPIGLIATURA-
La scapigliatura milanese è un movimento dei giovani intellettuali del tempo che duró circa Una ventina di anni.
Gli SCAPIGLIATI sono coloro che rifiutavano il mondo del tempo; definiti “poeti maledetti” da un
intellettualeCletto Arrighi in un suo romanzo intitolato “scapigliati e 6 febbraio” parla di questi intellettuali ribelli,
maledetti che non accettano la scienza, ritengono fondamentali più gli aspetti negativi che quelli positivi nel
progresso. Consideravano la scienza come un qualcosa capace di renderci macchine che non possiedono più il
senso della bellezza e soprattutto della spiritualità. POETI E CHIESA: i poeti scapigliati sono molto in contrasto
con la chiesa e soprattutto contro Manzoni visto come colui che ha diffuso il cattolicesimo in Italia; essi hanno
una caratteristica molto importante che è quella di usare termini molto forti contro chi crede in cristo senza avere
paura delle conseguenze possibili, le loro poesie sono infatti ricche di blasfemie. CARATTERISTICHE POETI:
hanno la capacità in varie forme d’arte, sono polemici nei confronti della società, e scelgono di vivere come
Professano. Infatti molti di loro arrivano anche al suicidio. L’ANATOMIA: è una poesia di critica, ed essa è stata
scritta con l’unico scopo di criticare e giudicare la scienza perché la causa di ciò che fa perdere valori all’uomo ed
ha un atteggiamento freddo nei confronti della vita, la conclusione sta nel fatto che, come una metafora verso dio,
egli sia più freddo della scienza che critichiamo. NATURALISMO: Taine, filosofo negli anni 50 e 60, sostiene che
se la scienza può spiegare i fenomeni naturali, allora può fare lo stesso anche con i fenomeni spirituali, ciò che
apparentemente non è dimostrabile. L’oggetto e il rapporto scientifico tra la matematica e l’avvenire. Dato che noi
ci comportiamo in un determinato modo ci sono degli elementi che a seconda a situazione possono farci
cambiare comportamento e sono: -razza, ovvero particolari caratteristiche. -l’ambiente, a seconda di esso ci si
comporta in maniera diversa. -periodo storico, strettamente legato all’ambiente. È proprio la letteratura che ci
permette di capire chi siamo, che ci permette di indagare sul periodo storico, sull’ambiente, sulle abitudini della
società. È importante indagare perché attraverso un'indagine attenta si può notare ciò che non va e si può
migliorare la società. Vi sono Alcuni autori del tempo che studiavano la società: -Basac che osserva la società
analizzandone i particolari, elemento fondamentale per fare della Letteratura una scienza che scopre dinamiche
sociali. -Flobert che usa l’impersonalità, significa osservare la scienza oggettivamente senza essere condizionato
da altre idee o pensieri. -fratelli goncourt, essi sono importanti in quanto scovarono la società malata,
sottolineando soprattutto la povertà in cui vivevano i bassi strati sociali. -Zola che scrisse una lunga serie di
romanzi osservando le società degradate con la tecnica dell’impersonalità. Osservando le società reali ne
determina il realismo. NATURALISMO 2.0, in arte e letteratura era il positivismo. Esso esplose in Europa
soprattutto in Francia influendo la letteratura di tutto il mondo e in particolare in Italia in cui si manifesta con il
verismo. Il verismo del naturalisti francesi porta al verismo, colui che prese parte di questo movimento e fu molto
importante è Giovanni verga
Vita Verga : Nasce a Catania nel 1840, sin da giovane ebbe un particolare interesse per la letteratura. divenne un
benestante latifondista e si iscrisse alla facoltà di legge. Nel 1865 si trasferisce a Firenze e resta qui per 7 anni
conoscendo i maggiori intellettuali del periodo. Nel 1872, si trasferisce a Milano e aderisce alla Scapigliatura, durante
questo periodo scrive i suoi primi romanzi “tigre reale” e “Eros”. In “Eva” racconta la storia di un giovane pittore che si
innamora di una ballerina, abbandonando il suo amore per l'arte per dedicarsi alla sua nuova amata. La morale sta nel
fatto che il giovane abbandona il suo amore per l'arte per la società materialistica ( la ballerina) Nel 1878, Verga scrive
la sua prima opera Verista , diventando l'autore più influente del tempo in Italia . L’opera si intitola Rosso Malpelo,
inserita nella raccolta pubblicata successivamente nel 1880 “ vita nei campi”. Nel 1881 pubblica “i Malavoglia” romanzo
nel quale descrive la società post-unitaria, e qualche anno dopo la raccolta “ le novelle rusticane” e “ per le vie”. Nel
1889 scrive il secondo e ultimo romanzo verista “ mastro Don Gesualdo” non scrive altri romanzi molto probabilmente
per via del poco successo. Morì nel 1922 mentre in Italia inizia ad instaurarsi il fascismo.

Verismo di Verga:Tramite Rosso malPelo racconta e descrive la società malata e degradata del tempo, in cui non
esistono momenti puramente felici in quanto il tempo è quasi totalmente occupato da continue lotte alla sopravvivenza.
Molto importante è il modo in cui osserva la società e la realtà, mentre i francesi la osservano con impersonalità il
sistema scelto da Verga è molto particolare in quanto va ad immedesimarsi nelle vicende. Ed è proprio qui che emerge la
differenza tra Realismo e Verismo.Verismo : Il Narratore descrive la società fingendo di essere uno di loro per poter far
emergere il degrado della società, in questo modo appare più visibile anche la verità. L’ autore parla in modo non
grammaticalmente corretto perché si deve impersonare nel popolo, sembra che la storia si faccia da se come se
conoscessimo già i personaggi.

Realismo: Descrive la società in maniera oggettiva, l'autore è esterno alla vicenda ma ne conosce per intero lo
svolgimento, le vicende vengono narrate mediante uno sviluppo positivo e l'autore è continuamente presente nel
romanzo dove inserisce anche suoi giudizi personali.

Rosso Malpelo:è una Novella di Giovanni Verga, Raccolta e pubblicata insieme ad altre novelle nella “ vita dei campi”
del 1880. La Novella narra la storia di Rosso malpelo, un ragazzo dai capelli rossi. Essa da inizio alla fase verista dello
scrittore, la fase iniziale evidenzia le novità dell'impostazione verghiana: Affermare che R.M ha i capelli rossi perché è
malizioso è cattivo è una logica che rivela un pregiudizio. La voce narrante è all’ interno del mondo rappresentato,
l'autore si eclissa, si mette nei panni dei personaggi e vede le cose con i loro occhi e le loro parole. Importante è come
nella prima parte Rosso è visto dall'esterno cioè dal punto di vista malevolo del suo ambiente, nella seconda parte
emerge il punto di vista del protagonista , affiorando la visione pessimistica del ragazzo. Infatti malpelo ha colto l’
essenza della legge che regola la vita, ossia la lotta per la sopravvivenza.La vicenda si svolge in sicilia ed è incentrata sul
fenomeno del lavoro minorile nelle cave di sabbia.Malpelo è l’emblema dell’emarginazione ingiustificata a cui la
condizione sociale di nascita lo ha destinato e della violenza che domina la società. L’intento di Verga non è la denuncia
sociale ma è di mostrare un’immagine oggettiva delle condizioni di vita dei lavoratori, lasciando al lettore ogni
giudizio.Nonostante il distacco “oggettivo” del narratore della storia di Malpelo trapela la profonda simpatia e
considerazione di Verga per gli umili, per i perseguitati e reietti che le circostanze della vita rendono stoici nel sopportare
la sofferenza e le angherie ma anche malvagi, cinici e violenti.

Rosso malpelo:brano antologico.Rosso Malpelo, così chiamato per la rossa capigliatura, è un ragazzo che lavora
duramente in una cava di sabbia in Sicilia. E’ un povero infelice sfruttato e deriso. L’opinione popolare attribuisce una
personalità malvagia a coloro che hanno i capelli rossi e per questo motivo Malpelo viene trattato con pregiudizio da
tutti ed anche dalla stessa madre. Egli è costretto a vivere emarginato e isolato, trattato come una bestia e non come un
essere umano.Il padre, soprannominato “il bestia” per la sua remissività e la resistenza alla fatica, proprio come se fosse
una bestia da soma, è l’unico che ha dell’affetto per Malpelo ma muore nella stessa cava sotto una frana di
sabbia.L’emarginazione e le difficoltà portano Malpelo ad assumere atteggiamenti cinici e spietati, soprattutto nei
confronti di chi vive una condizione ancora più debole e fragile della sua, come Ranocchio, un ragazzetto infelice come lui
che lavora come manovale alla cava.Dietro questo carattere indurito e indifferente Malpelo nasconde però una sua
umanità e un bisogno di amore che manifesta nei confronti dello stesso Ranocchio e del padre morto nella cava per la
caduta di un pilastro di sabbia.Quando Ranocchio si ammala ed in breve tempo muore, stroncato dalla fatica e dalle
inumane condizioni di lavoro, Malpelo rimane completamente solo.Nel finale Malpelo si offre volontario per esplorare
un passaggio della cava, egli si smarrisce così nei cunicoli intricati, nell’indifferenza generale e senza lasciare alcuna
traccia di sé.ANALISI:La novella presenta tutti i caratteri del racconto verista. Non si svolge secondo una organica
successione di eventi ma per aggregazione di fatti, quindi con anticipazioni, aggiunte e riprese proprio come se a
narrarla fossero gli stessi protagonisti anziché lo scrittore.Verga usa la tecnica narrativa del discorso indiretto libero e
utilizza le espressioni gergali proprie dei personaggi, come se a raccontare fosse uno degli operai della cava
I

Malavoglia : Pubblicato nel 1881 ma ambientato nel 1863 dopo l’ età postunitaria, analizza le vicende accadute in un
paesino in Sicilia. Uno dei protagonisti , Ntoni inizia il servizio militare diventando un ragazzo irrequieto e incapace di
sopportare la difficile condizione economica della sua famiglia, per saldare i debiti Bastianazzo intraprende il commercio
con una barca ma affonda con il carico di Lupini (cereali). Alla fine la società vede questa famiglia come minchioni perchè
al posto di pensare ai valori economici pensano a valori come l’ orgoglio, dominano quindi l’egoismo e la ricchezza che
agli occhi della società sono positivi. Quindi vi sono 2 poli opposti che si scontrano : da un lato i Malavoglia con buoni
principi e dall'altro la società che gli definisce incapaci. Il romanzo non ebbe molto successo in quanto conteneva una
difficoltà di lettura molto elevata, si davano molte cose per scontate, e anche per via della scelta linguistica dell’ uso di
un linguaggio dialettale.
Malavoglia Il mondo arcaico e l’Irruzione della storia-Assume rilievo la figura di padron Ntoni,il vecchio
patriarca,che Custodisce i valori di una società arcaica soprattutto quello dell'Unità della famiglia, e inoltre la portavoce
di una mentalità tradizionalista secondo cui ognuno non può cambiare la sua situazione perché inchiodato da un destino
immutabile.Padron Ntoni crede fermamente nei proverbi. Questa mentalità immobilista e fermamente condivisa dal
narratore.L’irrompere della storia-In questo mondo che sembra immobile irrompe la storia che porta trasformazioni
sconvolgenti. Il nuovo stato unitario introduce la leva obbligatoria che sottrae alla famiglia le braccia indispensabili per
lavoro.Questo costringe il patriarca a trasgredire il principi in cui crede e a mutare mestiere intraprendendo il commercio
dei lupini da cui scaturiscono una serie di sventure che colpiscono la famiglia.Si nota anche l'opposizione tra I
Malavoglia,depositari di valori,e il villaggio malevolo è pettegolo ispirato da valori egoistici.Le figure rappresentative
dello sfondo negativo sono Don Silvestro con le sue informazioni su padron Ntoni, il Vicario, con le sue idee reazionarie, il
farmacista con le sue posizioni democratiche è la Zuppidda con i suoi pettegolezzi sulla relazione Ntoni e Sara.Questa
meschinità risulta soprattutto in contrasto con la delicatezza d'animo di padron Ntoni che capisce per esempio il dolore
di Maruzza(nuora) per il distacco dal figlio e invita il marito a consolarla,e il giorno della partenza del giovane le paga
l'acqua con limone perché doveva avere la bocca amara.Ricca di umanità risulta anche Maruzza, con il suo dolore di
madre, e Bastianazzo(figlio) che nonostante le sventure rimane in dolente silenzio.

I Malavoglia e la dimensione economica-Luca parte per la leva.La barca dei Malavoglia dopo il naufragio in cui è
morto Bastianazzo viene riparata e poi riprendere il mare quindi I Malavoglia non sono più costretti a lavorare a
giornata e possono ricominciare a sperare in un miglioramento delle loro condizioni.Tutti gli argomenti del dialogo
propongono con insistenza il motivo del calcolo economico .La dimensione economica presa dal punto di vista
Malavoglia,perde ogni meschinità, ed è trasfigurata in una sfera etica superiore: ogni momento del calcolo economico è
finalizzato all'affermazione di un valore sacro, la difesa della casa e dell'unità familiare (Casa mia, madre mia », r. 40),
L'onore da salvaguardare pagando il debito, l'etica del lavoro, del risparmio e del sacrificio; valori che si esprimono non
in termini retorici ma attraverso i gesti e le parole più comuni, o attraverso la materialità economica stessa, nel
Contributo modesto che ciascuno dà al lavoro e al guadagno collettivi per esempio le uova non mangiate, possono
aiutare a « levare il debito »).La fede nei valori supera i confini della famiglia e la minima prospettiva di benessere si
traduce in generosità verso Chi è meno fortunato per esempio da 4 fave mandate alla locca e a suo figlio che non hanno
da mangiare.
Ciclo dei Vinti : ciclo di Romanzi in cui descrive i diversi stati sociali. Abbiamo il mondo della nobiltà con la Duchessa di
Leyra, poi l'ambiente politico con l’onorevole scipione , e poi abbiamo l’ uomo di lusso che ossia l’ unione delle
precedenti. I personaggi sono sempre meno originali e apparentemente felici per via del denaro, ma il denaro non dona
alcuna gioia , è per questo che lo chiama ciclo dei vinti, poiché sono tutti aspetti della società sconfitti e distrutti prima
dalla nostra natura e poi dal progresso che devasta ancor di più.

Novelle rusticanti e mastro don Gesualdo:Sono novelle che anticipano l’ analisi del “ Mastro Don Gesualdo” del
1889. MDG é ambientato in ambito cittadino nella società media, racconta la vicenda di un muratore che non guarda in
faccia a nessuno e diventa molto ricco , ricco ma non nobile, diventa una persona avida e perde i suoi vecchi valori e gli
affetti famigliari. Per diventare nobile prova prima a sposare una nobile e poi prova a far sposare la figlia con un nobile ,
alla fine però la figlia si sposa con un uomo povero, facendo andare fuori di testa il padre, qua si conclude l'esperienza
verista. Verga immagina MDG come un uomo buono che si fa condizionare dalla mentalità dell'epoca , e raccoglie solo
ciò che ha seminato ossia solitudine e tristezza. Rappresenta la conflittualità che esiste dentro di noi tra i buoni principi e
una società che pensa solo ai soldi. MDG è uno di noi, lo analizza cercando di mettere in luce i nostri continui vizi ,
proprio a causa del fatto che è molto simile noi infatti non riusciamo a classificarlo come un romanzo verista.
MASTRO DON GESUALDO:Nel 1889 esce il secondo romanzo del ciclo dei vinti, Mastro Don Gesualdo, ambientato
nell'Italia pre-unitaria,nei primi decenni dell'800 nella provincia di Catania a Vizzini.Racconta di Gesualdo Motta che da
semplice muratore,grazie alla sua intelligenza e al suo impegno arriva ad accumulare fortuna. All'inizio del racconto la
sua ascesa sociale dovrebbe essere coronata dal matrimonio con Bianca Trao discendente di una famiglia nobile ma in
rovina. Secondo Gesualdo questo matrimonio può aprirgli le porte per il mondo aristocratico. Gesualdo però resta
escluso dalla società nobiliare che continua a disprezzarlo per le sue origini.Questo disprezzo viene espresso con
l'appellativo Don accoppiato con mastro che indica la provenienza umile dell'arricchito.La moglie non lo ama Lo
respinge.Nasce una bambina,Isabella, frutto di una relazione di Bianca con suo cugino avvenuta prima del matrimonio.
Isabella crescendo respinge il padre vergognandosi delle sue umili origini.Gesualdo inoltre rimane deluso da suo
padre,geloso della sua fortuna,e dai suoi fratelli che mirano a spogliarlo dei suoi averi.Nel 1848 i nobili dirottano l'odio
del popolo contro Gesualdo,che riesce a salvarsi a malapena dalla furia della folla. Isabella lo delude ancora, scappa col
cugino povero, Gesualdo è costretto a darla in moglie al Duca di Leyra, pagando una dote spropositata.Tutte queste
delusioni minano La Salute Di Gesualdo che si ammala di cancro.Viene accolto a Palermo nel palazzo del genero ma per
le sue maniere rozze viene relegato in disparte .Muore solo,sotto lo sguardo sprezzante di un servo.
L’impianto Narrativo: Verga Resta fedele al principio dell'impersonalità per cui il narratore è interno al mondo
rappresentato.Il livello sociale di questo mondo a differenza di Malavoglia si è evoluto,non si tratta più di un ambiente
Popolare ma Borghese e aristocratico. Quindi anche il livello del narratore si innalza e coincide con quello dell'autore
reale, ha uno sguardo critico e mette in risalto la cinicità e la meschinità del protagonista e degli altri personaggi.Vi è
drammaticità,per esempio l'ascesa sociale del protagonista non è raccontata dal narratore ma da Gesualdo stesso,che si
abbandona ai ricordi e rievoca il suo passato.Mentre I Malavoglia sono un romanzo corale il Gesualdo ha il centro la
figura di un protagonista,racconta infatti la storia di un individuo eccezionale della sua epica scesa e della sua
caduta.Verga utilizza il discorso indiretto libero tramite cui sono riportati i pensieri del protagonista.
Gesualdo:dedica tutte le sue energie alla conquista della roba.Ha il culto della famiglia,rispetta il padre,aiuta i
fratelli,ama sua moglie e sua figlia e vorrebbe che loro lo amassero,è generoso con gli altri.Questi suoi sentimenti sono
però sovrastati dall’interesse economico.È privo di scrupoli.La “roba” è il fine primario di tutta la sua esistenza,lo rende
disumano come quando sfrutta senza pietà di sul lavoratori o quando rinuncia a Diodata che lo amo per sposare Bianca.
Il culto della roba è una sconfitta umana,da essa Gesualdo non ha ricavato che odio amarezza e dolore. Proprio perché
conserva in sé un'esigenza di affetti autentici assume coscienza di questo fallimento e trae un desolato bilancio.
Morte di Mastro don gesualdo: Colpito dalla malattia Gesualdo raccolta Palermo nel palazzo del genere della figlia e
qui trascorre i suoi ultimi giorni come un intruso relegato in disparte circondata da una servitù che lo disprezza per le sue
origini e angosciato dallo sperpero del palazzo. muore solo sotto lo sguardo infastidito e sprezzante di un servo.
Gesualdo disprezzo dei servitori che sono secondo lui una massa di parassiti oziosi. Gesualdo coglie la falsità della vita di
Palazzo,tutto sembra una recita,come quando i servi corrono al loro posto per omaggiare il duca e poi ricominciano a
fare caos appena egli esce.Gesualdo vorrebbe creare inoltre un rapporto con sua figlia ma trova davanti a sé un
muro.Questo rapporto tra padre e figlia è il segno di un fallimento di chi pur credendo nei valori della famiglia Ha
trascorso tutta la sua vita nella conquista della roba.Per preservare la roba Infatti Gesualdo ha condannato sua figlia
all'infelicità impedendole di sposare l’uomo amato.Alla fine del racconto il punto di vista cambia e il protagonista è visto
dall'esterno.La morte di Gesualdo è affidata all'occhio di un servo che appare insensibile fino alla disumanità Verga
vuole far sentire il fallimento umano di Gesualdo che muore solo.