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Giovanni Verga (1840-1922)

G I O V A NNI V E RG A : NA UFRA G I O CO N S P E T T A T O RE / S I CI L I A , A NDA T A E RI T O RNO

GIOVANNI VERGA: LA VITA IN 4 TAPPE

1 LA MILITANZA
POLITICA
2 ANDATA:
FIRENZE
3 IL TRASFERIMENTO
A MILANO
4 RITORNO
IN SICILIA

Nasce a Catania nel 1840, da Nel 1865 inizia a frequentare Nel 1872 si trasferisce a Milano, Nel 1893 decide di tornare
una famiglia di orientamento la città di Firenze, in cui si dove frequenta i salotti letterari. in Sicilia.
antiborbonico e liberale. stabilisce nel 1869. Vive un Incontra Arrigo Boito ed Emilio
forte senso di colpa per aver Praga, Federico De Roberto e In questi anni si occupa
Studia presso la scuola privata lasciato la famiglia, ma nutre Giuseppe Giacosa. principalmente di teatro,
di Antonino Abate, letterato e anche un forte desiderio di con La Lupa (1896) e Dal
patriota. Nel 1873 pubblica Eva, nel 1875
affermazione personale e Eros e Tigre reale. tuo al mio (1903).
Imbevuto di cultura romantica e professionale.
Dopo Nedda (1874), nella seconda Matura una progressiva
patriottica, abbandona la facoltà Viene presentato al letterato
metà degli anni Settanta si apre al sfiducia nei confronti del
di Legge e si dedica all’attività Francesco Dall’Ongaro e
Naturalismo francese: nel 1878 genere umano.
letteraria. Pubblica il romanzo I incontra scrittori famosi,
pubblica il racconto verista Rosso
carbonari della montagna. attori e politici. Conosce
Malpelo, a partire dal 1880 la Su probabile proposta di
Luigi Capuana.
Nel 1860 si arruola nella Guardia raccolta di novelle Vita dei campi e Croce, nel 1920 viene
nazionale catanese. Nel 1866 pubblica Una Novelle rusticane. Il romanzo I dichiarato senatore a vita.
peccatrice, cinque anni dopo Malavoglia esce nel 1881; seguono Muore nel 1922.
Nel 1863 pubblica Sulle lagune. Storia di una capinera. Cavalleria Rusticana e il romanzo
Mastro-don Gesualdo.
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LA PRODUZIONE DI VERGA: LE STAGIONI NARRATIVE

Nella produzione di Verga è possibile isolare diverse stagioni


narrative, condizionate dalle sue vicende personali, dal contesto
culturale in cui si muove e dal pubblico a cui si rivolge.

fase fase fase fase


storico-patriottica dei romanzi di della narrazione verista
intrattenimento oggettiva
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LA FASE STORICO-PATRIOTTICA

fase fase fase fase


storico-patriottica dei romanzi di della narrazione verista
intrattenimento oggettiva

CARATTERISTICHE produzione di Catania, fondata sugli ideali patriottici e sul modello dei romanzi storici

gusto romantico-risorgimentale, narra un episodio storico di insurrezione in


I Carbonari della montagna (1861-1862)
Calabria
COMPOSIZIONI
PRINCIPALI
gusto romantico-risorgimentale, narra un episodio storico di insurrezione a
Sulle lagune (1863)
Venezia
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LA FASE DEI ROMANZI DI INTRATTENIMENTO

fase fase fase fase


storico-patriottica dei romanzi di della narrazione verista
intrattenimento oggettiva

CARATTERISTICHE produzione di Firenze, romanzo di intrattenimento con intreccio erotico

Una peccatrice (1866) passione travolgente tra la contessa Narcisa Valderi e il letterato Pietro Brusio

COMPOSIZIONI • storia di Maria, orfana di madre, costretta alla vita monastica e impazzita per
PRINCIPALI amore
Storia di una capinera (1871)
• influenza della Monaca di Diderot, della monaca di Monza dei Promessi Sposi,
del romanticismo sociale e filantropico di Dall’Ongaro e Percoto
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LA FASE DELLA NARRAZIONE OGGETTIVA

fase fase fase fase


storico-patriottica dei romanzi di della narrazione verista
intrattenimento oggettiva

• produzione di Milano
CARATTERISTICHE • ideali amorosi al centro delle opere, ma sconfitti dalla realtà misera e corrotta
• polemica con gli ideali romantici e con la società moderna (corruzione morale, dominio del denaro)
• vicende del Pittore Enrico Lanti che, in Sicilia, si innamora della ballerina di varietà Eva; la ballerina lascia la
professione per amore, i due vanno a vivere insieme, ma il loro sentimento (e la loro vena artistica) è minata
dalla miseria; Enrico ed Eva si separano: lei torna alla lussuosa vita artificiale del passato, lui si vende al
Eva (1873) pubblico rinunciando ai propri ideali artistici
COMPOSIZIONI • immagine negativa della società cittadina, a cui si contrappone quella della società rurale preindustriale
PRINCIPALI • alternanza di punti di vista (narratore-testimone + protagonista= no narrazione soggettiva)

• debolezza morale dei protagonisti, attratti da donne nocive


Tigre reale
• ambiente aristocratico-borghese descritto con lucidità e senso critico
Eros (1875)
• presenza di un narratore-testimone
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LA FASE VERISTA

fase fase fase fase


storico-patriottica dei romanzi di della narrazione verista
intrattenimento oggettiva

• adesione al programma del Naturalismo (con Capuana, Cameroni e Sacchetti)


• esplosione della ‘‘questione meridionale’’ con le denunce di Franchetti (Inchiesta in Sicilia) e Sonnino
CARATTERISTICHE
(Lettere meridionali)
• abbandono degli ideali romantico-risorgimentali
• modello della narrativa filantropico-sociale
• racconta la vicenda di Nedda, raccoglitrice di olive, che rimane incinta di Janu, un contadino
Nedda (1874)
che poco dopo muore in un incidente sul lavoro; rimasta sola, isolata per la sua condizione di
ragazza-madre, Nedda vede morire la figlioletta di stenti
COMPOSIZIONI
PRINCIPALI Vita dei campi (1880) • ambientazione siciliana
• strutture antropologiche, codici di comportamento, convenzioni sociali siciliane
Novelle rusticane (1883) • letteratura come ‘‘documento umano’’, no tratti pittoreschi
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UN POSITIVISMO SCETTICO

La poetica verista di Verga si basa su tre presupposti:


1. il Determinismo storico, sociale e psicologico: la società è
regolata dalle stesse leggi della natura (i deboli soccombono), le
scelte dell’uomo sono determinate da impulsi naturali, dipendenti
da fattori storici, dall’ambiente e dal condizionamento ereditario
2. l’impersonalità: occorre osservare più che sperimentare, l’autore
ha un ruolo di testimone che denuncia e non fornisce giudizi
3. il realismo linguistico e stilistico.
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LE SOLUZIONI NARRATIVE

I testi si devono raccontare da sé: il punto di vista dell’autore viene azzerato


(‘‘artificio della regressione’’).
La tecnica narrativa è quindi quella dell’impersonalità: a parlare è la materia, nella
sua oggettività.

L’inconciliabilità tra il punto di vista del narratore e quello dell’autore


provoca nel lettore un effetto di straniamento: il lettore, infatti, non riesce
SOLUZIONI ad indentificarsi con la mentalità e il sistema di valori proposti dal
narratore.
NARRATIVE DI
VERGA VERISTA La prospettiva linguistica e culturale dei personaggi rispecchia quella
dell’ambiente rappresentato.
Pertanto, la forma del parlato proposta da Verga cambia nelle sue diverse
opere.

L’utilizzo del discorso indiretto libero (= introduzione nel discorso indiretto di inserti
di discorso diretto, ma senza virgolette e senza l’uso del verbo ‘‘dire’’) permette di dare
voce ai personaggi.
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LE OPERE VERISTE: TEMI E PROTAGONISTI

i temi i protagonisti

Novelle rusticane • emarginati o disadattati per problemi


sociali ed economici, o morali
• realtà storica causa del male (potenti
schiacciati dall’avidità e dalla OPERE • hanno uno sguardo più profondo sulle
degradazione morale) cose e un grande slancio vitale
VERISTE
Per le vie
• vita degli emarginati del
sottoproletariato urbano milanese Prefazione ai Malavoglia
(sbandati, malavitosi, prostitute) nei ‘‘Vinti’’ si presenta la lotta darwiniana per
la vita da parte di tutte le classi sociali
I Vinti
• vita di tutti i ‘‘vinti’’ nella lotta per la vita
► lotta per i bisogni materiali di pescatori e contadini (I Malavoglia)
► lotta per la ricchezza dei borghesi (Mastro-don Gesualdo)
► lotta per la vanità degli aristocratici (Duchessa di Leyra)
► lotta per l’ambizione (Onorevole Scipioni)
► lotta dell’artista per tutte le vanità insieme (L’uomo di lusso) romanzo realista che ritrae
tutti gli strati sociali
Vita dei campi
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LE NOVELLE DI VITA DEI CAMPI

Nello otto novelle di Vita dei campi, edite a partire dal 1878 e
pubblicate in volume nel 1880, Verga intreccia storie di passioni
primitive, miseria, soprusi e sfruttamento, sullo sfondo di una Sicilia
arretrata e sofferente. Oggetto dei racconti sono i destini dei singoli
personaggi, vittime che non possono ambire ad alcun riscatto
individuale o emancipazione sociale.

Le otto novelle sono: Fantasticheria, Jeli il pastore, Rosso Malpelo, Cavalleria rusticana, La Lupa, L’amante di
Gramigna, Guerra di santi, Pentolaccia.
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LA LETTERATURA COME DOCUMENTO

L’amante di Gramigna
• prefazione: contiene la lettera a Salvatore Farina, in cui l’autore esplicita la sua adesione
al verismo: egli è attratto dal ‘‘semplice fatto umano’’, non esprime giudizi

Fantasticheria
• contenuto: resoconto di un viaggio che l’autore fa in compagnia di Paolina Greppi.
L’amica osserva ‘‘con il cannocchiale’’ il mondo agreste e arretrato della Sicilia; l’autore vi
contrappone una diversa lente, per comprendere più da vicino quella realtà.
• proposta dell’ ‘‘ideale dell’ostrica’’: principio che determina l’attaccamento tenace dei più
sfortunati allo ‘‘scoglio su cui la fortuna li ha lasciati cadere’’ per non essere divorati (tema
dell’indagine sulla rassegnazione dei personaggi).

Rosso Malpelo
• letteratura come documento: per la stesura di Rosso Malpelo (e, in particolare, per
la descrizione delle condizioni disumane del lavoro dei ragazzi nelle zolfatare
siciliane), l’autore attinge all’Inchiesta in Sicilia di Franchetti e Sonnino
• peculiarità: l’autore cerca di trasferire al lettore anche gli aspetti emotivi e psicologici dei
personaggi oggetto dell’Inchiesta
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VITA DEI CAMPI: DIVERSI TIPI DI NARRAZIONE

Nelle novelle di Vita dei campi coesistono ancora diversi tipi di


narrazione:
• il narratore colto, ossia l’autore (Fantasticheria)
• la narrazione polifonica (Jeli il pastore, La Lupa)
• la voce popolare (Rosso Malpelo).

L’impersonalità narrativa non esclude ancora momenti dalle tinte


romantiche, soprattutto nella descrizione dei personaggi.
I Malavoglia
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I MALAVOGLIA (1881)

Dopo il successo di Nedda Verga comunica all’editore Treves di voler


scrivere un nuovo bozzetto, dal titolo Padron ’Ntoni.
Successivamente, comunica a Capuana di voler trasformare il primo
bozzetto in un romanzo intitolato I Malavoglia. Vi lavora dal 1878 al
1880; il romanzo viene pubblicato nel 1881.
Composto da quindici capitoli, racconta le vicende vissute dalla
famiglia Toscano (il cui soprannome è ‘‘Malavoglia’’) tra il 1863 e il
1877 o 1878.
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I MALAVOGLIA: LA TRAMA IN SINTESI

La storia della famiglia- La famiglia è composta da padron ’Ntoni, dal figlio Bastianazzo, dalla nuora
Maruzza, dai nipoti ’Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia. I Malavoglia sono grandi lavoratori, pescatori da più
generazioni, proprietari di una casa e di una barca. Per preparare la dote a Mena e sopperire all’assenza
di ’Ntoni, partito per il servizio militare, padron ’Ntoni acquista un carico di lupini, indebitandosi. I lupini
però sono avariati e si perdono in mare durante una tempesta, in cui trova la morte Bastianazzo.
La rovina della famiglia- Al ritorno, ’Ntoni deve andare a lavorare ‘‘a giornata’’ con il nonno per ripagare il
debito e riparare la barca. Intanto Luca muore nella battaglia di Lissa. La barca, appena riparata, viene
sfasciata da una tempesta. La famiglia è costretta a lasciare la casa.
Il destino di ’Ntoni- Dopo aver conosciuto la grande città ed essere rimasto affascinato dal progresso,
’Ntoni parte per Trieste. Al ritorno non riesce più a riconoscersi nei valori in cui è cresciuto, si rifiuta di
lavorare e si fa mantenere da Santuzza, la proprietaria dell’osteria. Quando questa lo caccia, si da al
contrabbando. Viene processato per aver accoltellato il brigadiere Michele; durante il processo viene alla
luce la relazione extraconiugale tra Lia e lo stesso brigadiere. Lia, per la vergogna, fugge a Catania e lì si
perde. Il vecchio padron ’Ntoni muore in un grande ospedale.
Alessi, il fratello più giovane, riesce a ricomprare la casa e vi si trasferisce con la moglie Nunziata e Mena.
Torna anche ’Ntoni, dopo anni di galera, ma si sente ormai un estraneo e decide di andarsene.
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I MALAVOGLIA: I TEMI CHIAVE (E LE FONTI)

LE PROBLEMATICHE STORICHE E SOCIALI


La narrazione si snoda attorno a due fatti principali: il debito contratto da padron
’Ntoni e la condotta del nipote ’Ntoni: entrambi sono legati alle problematiche
sociali e storiche correlate con la ‘‘questione meridionale’’.

FOCUS SULLE TRADIZIONI


L’autore inserisce nell’opera dati e informazioni precise, di carattere
sociologico, etnologico e antropologico. Nel romanzo si trovano infatti proverbi,
I MALAVOGLIA: tradizioni popolari, usi religiosi, cerimonie, pratiche caratteristiche.
I TEMI
FOCUS SULLE STRUTTURE ECONOMICO-SOCIALI
L’autore inserisce inoltre una serie di notizie riguardanti il tessuto economico
e sociale dell’isola: ne fanno parte la questione delle tasse, la corruzione
delle amministrazioni, il parassitismo diffuso, l’usura, il contrabbando.

UNA RICOSTRUZIONE A RITROSO


Per la sua opera, Verga fa riferimento a documenti e ricordi della sua terra, avviando
un lavoro di ‘‘ricostruzione intellettuale’’. Elabora le informazioni quando è lontano
dalla sua terra, ma riesce comunque a non lasciarsi condizionare dal richiamo
nostalgico e a restituire al lettore un documento sociale.
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IL SISTEMA DEI PERSONAGGI


PRIMO PERIODO
altre antinomie
famiglia compaesani di
Toscano Aci-Trezza

polarità

• onestà • ideologia utilitaristica I MALAVOGLIA:


• valori morali • interesse personale semplice complesso
PERSONAGGI
polarità
compaiono senza nessuna
presentazione
comunità individuo
altri presentano sistemi di polarità
’Ntoni e Lia
familiari padron ’Ntoni polarità ’Ntoni
Bastianazzo Mena
polarità
Alessi

• onestà • guadagni facili


• valori morali • degradazione morale risolto irrisolto
polarità
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I MALAVOGLIA: ASPETTI NARRATOLOGICI E LINGUISTICI

L’AUTORE INVISIBILE
La voce narrante proviene dalla scena popolare, è la voce corale dell’intera
comunità (‘‘plurivocità narrativa’’). I personaggi che raccontano sono diversi, ma
condividono la medesima realtà linguistica, sociale e ideologica.

IL PRIMATO DELLO SFONDO (LUPERINI)


La narrazione dei fatti essenziali viene oscurata dal chiacchiericcio e dai
I MALAVOGLIA: pettegolezzi. La drammaticità delle vicende risulta dissimulata dietro eventi
secondari. Il mondo popolare è in primo piano.
NARRATIVA E
LINGUA I PERSONAGGI PARLANO CON LE AZIONI
I personaggi non vengono descritti, ma ne vengono raccontate le azioni.
L’autore fotografa, il lettore osserva e comprende le caratteristiche dei
personaggi.

IL LINGUAGGIO DEL POPOLO


Il popolo racconta, coralmente: il linguaggio deve essere il suo. Per farlo, Verga
parte dalla lingua italiana e la arricchisce di elementi tratti dalla cultura orale
regionale della Sicilia.
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IL PROGRESSO VISTO DAGLI SCONFITTI: IL PESSIMISMO DI VERGA

Nei Malavoglia Verga rappresenta la società del progresso adottando


l’ottica dei vinti, ossia di coloro che, nella lotta per il benessere, restano
‘‘indietro’’ e subiscono gli eventi senza poterli controllare.
Le ragioni della rovina dei protagonisti derivano da spinte sociali
(desiderio di ascesa, con la decisione di commercializzare i lupini), da
accadimenti naturali (la tempesta che distrugge la barca), da
contingenze storiche (l’impegno militare che allontana ’Ntoni e uccide
Luca).
Novelle rusticane
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LE NOVELLE RUSTICANE: I PERSONAGGI

Dopo Vita dei campi Verga pubblica una seconda raccolta di racconti,
intitolata Novelle rusticane: dodici novelle stampate prima su giornali
e riviste, poi in volume nel 1883 dall’editore Casanova.
I personaggi sono di diverse classi sociali e appartengono sia alla
realtà di campagna che a quella delle cittadine della provincia
siciliana. Sono accomunati dall’essere figli di una società segnata da
violenza e sopraffazione.
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LE NOVELLE RUSTICANE: IL NAUFRAGIO DELLA SPERANZA


Nedda, Vita dei campi,
Novelle rusticane narrativa più asciutta,
Malavoglia
oggettiva e impersonale

Libertà
MONDO ARCAICO I contadini di Bronte insorgono,
RURALE la rivolta viene soffocata nel
sangue dal generale Nino Bixio
e dai garibaldini.

valori morali squilibri,


distorsioni

desiderio di uscire dal


pessimismo stoica rassegnazione
mondo arcaico
pessimismo
dell’individuo onestà dell’intera
avidità e ambizione
onore
sofferenza dignitosa
personale collettività
annullamento degli affetti

alternativa al non c’è possibilità


mondo del di cambiare
progresso l’ordine esistente
pessimismo di Verga
Le sventure della proprietà:
Mastro-don Gesualdo
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MASTRO-DON GESUALDO: LA GENESI

L’opera compare per la prima volta sulla rivista ‘‘Nuova Antologia’’,


nel luglio del 1888. Nel 1889 esce l’edizione in volume, con un testo
in larga parte riscritto.
L’ultima versione in volume si compone di ventuno capitoli riuniti in
quattro parti, che ripercorrono gli eventi salienti della vita del
muratore Gesualdo Motta.
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MASTRO-DON GESUALDO: LA TRAMA IN SINTESI

Nella Sicilia del 1820 si confrontano due mondi: quello dell’aristocrazia tardo-feudale in declino e quello
della borghesia terriera e imprenditoriale, che punta ad acquistare le terre delle famiglie in rovina.
Gesualdo Motta è un muratore con un grande fiuto per gli affari: da ‘‘capomastro’’ diventa proprietario
terriero, riuscendo ad accumulare enormi ricchezze.
Per riscattarsi anche da un punto di vista sociale Gesualdo lascia la sua domestica, da cui ha avuto due
figli, e sposa Bianca Trao, appartenente a una nobile famiglia decaduta e costretta al matrimonio per
celare la relazione con il cugino.
Dal matrimonio con Bianca nasce Isabella, che viene educata con grande attenzione, ma che ripaga il
padre fuggendo con il cugino Corrado. Anche lei viene costretta a un matrimonio di convenienza con il
duca di Leyra, uno squattrinato che la sposa per la dote.
Consumato dalle delusioni, Gesualdo si trasferisce a casa del genero; Isabella però si vergogna di lui, lo
trascura e lo abbandona alle cure della servitù.
Il genero sostiene spese esorbitanti, che portano alla confisca dei beni familiari.
Gesualdo, sconfortato, si pente di aver dato così tanta importanza al denaro, trascurando gli affetti:
muore solo, tra l’indifferenza dei servitori.
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LA NARRAZIONE POLIFONICA DI MASTRO-DON GESUALDO

L’AUTORE INVISIBILE
La voce narrante ancora una volta si mimetizza e assume la prospettiva corale dei
suoi personaggi. L’ambiente sociale non è omogeneo come quello dei Malavoglia: le
classi sociali sono molteplici, ogni personaggio parla con la sua voce.

MASTRO-DON L’ALTERNANZA DI LINGUAGGI


GESUALDO: Proprio perché i personaggi hanno estrazioni diverse, l’italiano parlato, segnato
dal dialetto, si alterna a quello colto e mondano, in una narrazione polifonica
NARRATIVA che si fonda sulla molteplicità dei linguaggi.

IL RACCONTO ANCORA PIÙ IMPERSONALE


Le letture della storia, in cui intervengono molteplici voci, si fanno variegate,
talvolta anche discordanti. Cresce l’effetto di straniamento del lettore e si
realizza pienamente il principio dell’impersonalità.
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MASTRO-DON GESUALDO: LA PARABOLA DEL PROTAGONISTA

Mastro-don Gesualdo Romano Luperini


identità sociale ambigua, come con Mastro-don Gesualdo
testimonia il suo nome: viene spazzato via il mito del
• mastro: manovale di origine Bianca MONDO successo individuale ed economico,
popolana Isabella ARISTOCRATICO ultimo baluardo dell’età moderna
• don: epiteto per indicare nobili o Gesualdo non apparterrà la ‘‘roba’’ mostra la sua
possidenti mai all’aristocrazia inconsistenza e fugacità

proprietario
AFFETTI terriero
marito di Bianca sperpero del
relazione con la domestica
denaro da parte
‘‘fedele come un cane’’
del genero
abbandono dei
contatti con la
famiglia di origine
indifferenza di
abbandono della Isabella
distanza di
capomastro domestica Bianca indifferenza dei domestici
(stili e obiettivi di di fronte alla morte di
RICCHEZZA vita diversi) Gesualdo
semplice muratore (è come una ‘‘cosa’’)
L’ultimo Verga
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LA SCRITTURA TEATRALE

Nelle ultime raccolte di novelle - I ricordi del capitano d’Arce (1891) e


Don Candeloro e C. (1894) - Verga affronta rispettivamente il tema
dell’amore nel mondo vano aristocratico e quello della vita a teatro.
Dopo il trasferimento a Catania l’autore si occupa però soprattutto di
scrittura teatrale. Adatta alla scena alcune delle sue novelle più
celebri, scrive le sceneggiature La caccia al lupo e La caccia alla
volpe (1901) e il dramma in tre atti Dal tuo al mio, in scena nel 1903.