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IMPORTANZA DELLA RIVOLUZIONE ASTRONOMICA

La rivoluzione astronomica rappresenta una vera e propria svolta nella


visione del mondo. Essa rappresenta il superamento di un modello
consolidato da quasi due millenni, ma anche la critica al principio di
autorità in nome della ricerca e l'affermazione della capacità dell'uomo di
conoscere direttamente il mondo. Il vecchio modello rispondeva bene al
senso comune; la nuova scienza si affermerà contro l'esperienza
quotidiana.

IL GEOCENTRISMO

Il modello di universo che costituiva il punto di riferimento della filosofia


scolastica era stato proposto da Aristotele e poi perfezionato da Tolomeo.
Tale modello è caratterizzato dal geocentrismo, che risulta in sintonia con i
dati immediati dell'esperienza.

IL DUALISMO E LA TEORIA DEI LUOGHI NATURALI

Questo modello è di tipo dualista in quanto l'universo è nettamente diviso


in due regioni. Quella circostante la Terra, in cui si trovano i quattro
elementi (terra, acqua, aria e fuoco) che, aggregandosi e disgregandosi,
danno luogo al divenire. Quella superiore o celeste, dal cielo della Luna in
poi, dove esiste un solo elemento, l'etere, e quindi non può esservi
alterazione o cambiamento. I cieli sono quindi immutabili e perfetti.
Aristotele si basa sulla teoria dei luoghi naturali, considerata da lui la legge
fondamentale della natura. In base ad essa, la terra tende verso il basso
perché è quello il suo luogo naturale, l'acqua tende a disporsi sopra la terra,
l'aria sopra all'acqua e il fuoco intorno all'aria per raggiungere il luogo che
gli è proprio per natura. Questa teoria è formulata sulla base di semplici
osservazioni empiriche. La terra tende verso il basso, perciò il nostro
mondo deve rappresentare "il basso" dell'universo, che è sferico. Il "basso"
di una sfera è il suo centro e dunque il nostro mondo, contenendo la terra,
deve essere al centro dell'universo.

L'ETERE E LE SFERE

D'altra parte, per la stessa teoria, tutta la terra presente nell'universo e gli
altri elementi in essa contenuti, devono essere nel nostro mondo. Se ne
conclude, che nel resto dell'universo non possono esservi questi elementi.
Però per Aristotele non esiste il vuoto, quindi l'universo deve essere
composto da un quinto elemento, l'etere, organizzato in sfere via via più
ampie che circondano la Terra e sostengono i diversi corpi celesti: la Luna,
Mercurio, Venere, il Sole, Marte, Giove, Saturno e una sfera che chiude
l'universo (il quale, essendo sferico, non può essere infinito), che sostiene
tutte le stelle fisse.

L'ELABORAZIONE DI TOLOMEO

Questo sistema non dà però ragione delle leggi astronomiche, dato che le
orbite dei pianeti non sono circolari. Tolomeo riconduce il moto dei pianeti
alla combinazione di più moti circolari arrivando a teorizzare l'esistenza di
55 sfere. Il geocentrismo e la perfezione dei cieli andavano incontro al
senso comune e ad alcune affermazioni della Bibbia. Per questo, la teoria
aristotelico-tolemaica viene fatta propria dalla Chiesa.

RIVOLUZIONE ASTRONOMICA E RIVOLUZIONE SCIENTIFICA

Il superamento del sistema aristotelico-tolemaico conosce forti resistenze


da parte della Chiesa. Copernico presenta l'eliocentrismo come una
semplice ipotesi in quanto rende più semplici i calcoli per determinare la
posizione dei pianeti. Galilei, invece, mediante le osservazioni
astronomiche, intende produrre prove per dimostrare che l'ipotesi
copernicana corrisponde alla realtà fisica. Le difficoltà insite nella nuova
teoria dovranno confrontarsi sia con il senso comune sia con la teoria
aristotelica del movimento: la nuova astronomia richiederà una nuova
meccanica e una nuova fisica, dando un impulso decisivo alla rivoluzione
scientifica.

UNA NUOVA IMMAGINE DEL COSMO

Si dovrà passare dal geocentrismo all'eliocentrismo, spiegando come sono


possibili movimenti complessi della Terra (rotazione, rivoluzione e
traslazione) senza che possiamo percepirli, da un universo finito e pieno a
un universo infinito e composto in gran parte da spazio vuoto, con la
necessità di individuare la forza che ne determina il movimento.

UNA NUOVA FISICA


Questi problemi si saldano strettamente con quelli fisici, con la
spiegazione del moto, riconoscendo in quello circolare un moto composto
e affermando il principio di inerzia. Si costruirà una nuova fisica, che
troverà nelle leggi della dinamica e nella gravitazione universale il proprio
punto di arrivo. Alla fine di questo processo si potrà delineare il nuovo
universo infinito, regolato da leggi meccanicistiche che l'uomo può
comprendere e componendo un sistema esaustivo e coerente.

L'ELIOCENTRISMO

Parallelamente alle teorie filosofiche che andavano ridisegnando


l'immagine dell'universo si sviluppa la rivoluzione astronomica. Niccolò
Copernico presenta la nuova concezione eliocentrica in De revolutionibus
orbium caelestium. Copernico vi sostiene l'ipotesi eliocentrica
appoggiandosi ai pitagorici e ad Aristarco di Samo, sviluppandola sul
piano matematico per dimostrare che consentiva una semplificazione dei
calcoli astronomici, affermando che l'ipotesi presentata non vuole essere
una descrizione dell'universo fisico.

UN NUOVO SISTEMA DEL MONDO

La grande novità di Copernico consiste nel prospettare un sistema


alternativo rispetto a quello aristotelico-tolemaico, del quale tuttavia
conserva molti aspetti. Il Sole è al centro dell'universo finito, chiuso dalla
sfera delle stelle fisse e le orbite sono perfettamente circolari.

IL SUPERAMENTO DEL DUALISMO

Oltre al geocentrismo, viene però messa in discussione la divisione


qualitativa tra mondo sublunare e mondo celeste. L'universo di Copernico
è omogeneo, regolato in ogni suo punto dalle stesse leggi e composto dagli
stessi elementi.

IL MOTO DELLA TERRA E I PROBLEMI FISICI

Ma il moto "percettivo" dei corpi celesti è approssimativamente


geocentrico, soprattutto per il senso comune. Se invece la Terra si muove
intorno al Sole, si richiede che la Terra si muova intorno al proprio asse.
La Terra, così, dovrebbe possedere due movimenti che risultavano
difficilmente conciliabili con il senso comune.

IL PROBLEMA DELLE SFERE CELESTI

Per costruire il nuovo sistema del mondo occorreva inoltre superare


l'esistenza delle sfere celesti, che spiegavano sia il moto dei pianeti e delle
stelle, sia il fatto che potessero sostenersi e mantenersi nelle proprie orbite.

IL SUPERAMENTO DELLA TEORIA DELLE SFERE CELESTI

Tycho Brahe propone un complicato modello dell'universo che cerca di


conciliare geocentrismo ed eliocentrismo. La Terra conserva la sua
posizione al centro dell'universo, ma i vari pianeti orbitano intorno al Sole.
L'importanza di Brahe è legata ancor di più allo studio delle comete, la cui
orbita risultava incompatibile con l'esistenza delle sfere celesti.

LE ORBITE SONO ELLITTICHE

I dati raccolti da Brahe ed ereditati da Keplero contenevano osservazioni


molto precise. Questi dati risultavano incompatibili sia con il sistema
tolemaico sia con quello copernicano. Keplero nella Astronomia nova
presenta l'ipotesi che le orbite non siano circolari ma ellittiche, ipotesi che
consente di descrivere con esattezza il moto planetario facendo a meno
degli epicicli e degli eccentrici.

LE LEGGI DI KEPLERO

Keplero giunge alla formulazione delle prime due leggi che portano il suo
nome: le orbite dei pianeti sono ellissi, di cui il Sole occupa uno dei
fuochi; la velocità di ogni pianeta varia in modo tale che una retta
congiungente il Sole e il pianeta percorre in uguali intervalli di tempo
uguali porzioni di superficie.

LA NECESSITÀ DI UN "MOTORE"

Nell'ipotesi di Keplero, dunque, le orbite non sono regolari e le velocità di


rivoluzione sono costanti. Di conseguenza, occorre individuare un
"motore" che spieghi un movimento non inerziale e dia ragione delle
accelerazioni e decelerazioni. L'astronomia di Keplero è ricca di elementi
neoplatonici ed egli vede nel Sole l'astro più nobile, la causa del
movimento dei pianeti, ipotesi avvalorata dal fatto che la loro velocità
risulta maggiore al perielio (il punto di maggiore vicinanza al Sole),
variando in funzione della distanza dal Sole. Keplero immagina quindi che
i pianeti siano spinti dai raggi del Sole.