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Un pronunciamento estremo: la Rinunzia avanti

notaio al Vocabolario della Crusca dei redattori


del Caff.
La pi decisa polemica contro l'accademismo e il
fiorentinismo arcaicizzante, impersonato e
simbolizzato dall'Accademia della Crusca e dal
suo famoso vocabolario viene dai giovani filosofi
illuministi milanesi che si raccolgono attorno al
Caff. Il Vocabolario degli accademici della
Crusca, uscito in prima edizione nel 1612 e
ripubblicato nel 1623, nel 1691 e nel 1729-1738,
era stato spesso attaccato per la concezione
arcaica e pedantesca della lingua su cui era
fondato. Nel luglio 1783 il granduca Leopoldo di
Toscana soppresse l'Accademia della Crusca e la
incorpor nell'Accademia fiorentina, mentre si
preparavano inutilmente i piani della quinta
edizione del Vocabolario (questa fu preparata pi
tardi, in altro contesto storico, a partire dal 1863,
e rest interrotta nel 1923 alla lettera 0).
L'articolo con l'attacco contro la Crusca fu steso
da Alessandro Verri e venne pubblicato sul
Caff nel 1764.

4. Perch se italianizzando le parole francesi,


tedesche, inglesi, turche, greche, arabe, sclavone 8,
noi potremo rendere meglio le nostre idee, non ci
asterremo di farlo per timore o del Casa, o del
Crescimbeni 9, o del Villani 10, o di tant'altri, che
non hanno mai pensato di erigersi in tiranni delle
menti del decimo ottavo secolo, e che risorgendo
sarebbero stupitissimi in ritrovarsi tanto celebri,
buon grado la 11 volontaria servit di que' mediocri
ingegni che nelle opere pi grandi si scandalizzano
di un c, o d'un t di pi o di meno, di un accento
grave in vece di un acuto. Intorno a che abbiamo
preso in seria considerazione, che se il mondo fosse
sempre stato regolato dai grammatici, sarebbero
stati depressi in maniera gl'ingegni e le scienze che
non avremmo tuttora n case, n morbide coltri, n
carrozze, n quant'altri beni mai ci procacci
l'industria, e le meditazioni degli uomini; ed a
proposito di carrozza egli bene il riflettere, che se
le cognizioni umane dovessero stare ne' limiti
strettissimi che gli assegnano i grammatici,
sapremmo bens che carrozza va scritta con due
erre, ma andremmo tuttora a piedi.

Cum sit 1, che gli autori del Caff siano


estremamente portati a preferire le idee alle parole,
ed essendo inimicissimi d'ogni laccio ingiusto che
imporre si voglia all'onesta libert de' loro pensieri,
e della ragion loro, perci sono venuti in parere di
fare nelle forme solenne rinunzia alla pretesa
purezza della toscana favella, e ci per le seguenti
ragioni.

5. Consideriamo ch'ella cosa ragionevole, che le


parole servano alle idee, ma non le idee alle parole,
onde noi vogliamo prendere il buono quand'anche
fosse ai confini dell'universo, e se dall inda o
dall'americana lingua ci si fornisse qualche
vocabolo ch'esprimesse un'idea nostra, meglio che
colla lingua italiana, noi lo adopereremo, sempre
per con quel giudizio, che non muta a capriccio la
lingua, ma l'arricchisce, e la fa migliore.

1. Perch se Petrarca, se Dante, se Boccaccio, se


Casa 2, e gli altri testi di lingua 3 hanno avuta la
facolt d'inventar parole nuove e buone cos
pretendiamo che tale libert convenga ancora 4 a
noi: conciossiach 5 abbiamo due braccia, due
gambe, un corpo, ed una testa fra due spalle
com'eglino 6 l'ebbero,

Dixeris egregie notum si callida verbum /


Reddiderit iunctura novum. Si forte necesse est /
Indiciis monstrare recentibus abdita rerum, /
Fingere cinctutis non exaudita Cethegis /
Continget: dabiturque licentia sumpta pudenter, /
Et nova factaque nuper habebunt fidem 12.

. . . quid autem? / Caecilio, Plautoque dabit


Romanus, ademptum, / Virgilio, Varioque? ego cur
adequirere pauca / Si possum invideor? quum
lingua Catonis et Enni / Sermonem patrium
ditaverit ac nova rerum / Nomina protulerit 7.
2. Perch, sino a che non sar dimostrato, che una
lingua sia giunta all'ultima sua perfezione, ella
un'ingiusta schiavit il pretendere che non s'osi
arricchirla, e migliorarla.
3. Perch nessuna legge ci obbliga a venerare gli
oracoli della Crusca, ed a scrivere o parlare soltanto
con quelle parole che si stim bene di racchiudervi.

6. Porteremo questa nostra indipendente libert


sulle squallide pianure del dispotico Regno
Ortografico, e conformeremo le sue leggi alla
ragione dove ci parr che sia inutile il replicare le
consonanti o l'accentar le vocali, e tutte quelle
regole che il capriccioso pedantismo ha introdotte,
e consagrate, noi non le rispetteremo in modo
alcuno. In oltre considerando noi che le cose utili a
sapersi son molte, e che la vita breve, abbiamo
consagrato il prezioso tempo all' acquisto delle
idee, ponendo nel numero delle secondarie
cognizioni la pura favella, del che siamo tanto
lontani d'arrossirne, che ne facciamo amende
honorable 13 avanti a tutti gli amatori de' riboboli
noiosissimi dell'infinitamente noioso Malmantile

14, i quali sparsi qua e l come gioielli nelle


lombarde cicalate sono proprio il grottesco delle
Belle Lettere.
7. Protestiamo 15 che useremo ne' fogli nostri di
quella lingua che s'intende dagli uomini colti da
Reggio di Calabria sino alle Alpi: tali sono i confini
che vi fissiamo, con ampia facolt di volar talora di
l dal mare e dai monti a prendere il buono in ogni
dove.
A tali risoluzioni ci siamo noi indotti perch
gelosissimi di quella poca libert che rimane
all'uomo socievole 16 dopo tante leggi, tanti doveri,
tante catene ond' caricato; e se dobbiamo sotto
pena dell'inesorabile ridicolo vestirci a mo' degli
altri, parlare ben spesso a mo' degli altri, vivere a
mo' degli altri, far tante cose a mo' degli altri,
vogliamo, intendiamo, protestiamo di scrivere e
pensare con tutta quella libert, che non offende
que' princip che veneriamo.
E perch abbiamo osservato che bene spesso val
pi l'autorit che la ragione, quindi ci siamo serviti
di quella di Orazio per mettere la novit de' nostri
pensieri sotto l'egida della veneranda antichit, ben
persuasi che le stesse stessissime cose dette da noi e
da Orazio faranno una diversa impressione su di
coloro che non amano le verit se non sono del
secolo d'oro 17.
Per ultimo diamo amplissima permissione ad ogni
genere di viventi, dagli insetti sino alle balene, di
pronunciare il loro buono o cattivo parere su i
nostri scritti. Diamo licenza in ogni miglior modo
di censurarli, di sorridere, di sbadigliare in
leggendoli 18, di ritrovarli pieni di chimere, di
stravaganze, ed anche inutili, ridicoli, insulsi in
qualsivoglia maniera. I quali sentimenti siccome ci
rincrescerebbe assaissimo qualora nascessero nel
cuore de' filosofi, i soli suffragi de' quali
desideriamo 19; cos saremo contentissimi, e
l'avremo per un isquisito elogio, se sortiranno dalle
garrule bocche degli antifilosofi.
(A. Verri, Rinunzia avanti notaio degli autori del presente foglio periodico al
Vocabolario della Crusca, in S. Romagnoli (a cura di), Il Caff cit., pp. 39-41).

Note.
1. Cum sit, essendo (formula di tipo notarile).
2. Casa, Giovanni Della Casa (1503-53) fu autore, oltre che
delle Rime, del Galateo, testo importante per la storia della
lingua e della prosa letteraria italiana.
3. testi di lingua, cio, gli autori i cui testi sono considerati
esemplari autorevoli in fatto di lingua.
4. ancora, anche.
5. conciossiach, poich.
6. eglino, essi.

7. quid ... protulerit, quale privilegio i Romani


concederanno a Cecilio e a Plauto, mentre lo negano a Virgilio
e a Vario? perch io sono criticato se riesco ad aggiungere
qualcosa [al patrimonio linguistico], quando la lingua di
Catone e di Ennio arricch il sermone patrio e produsse nuovi
nomi di cose? (Orazio, Arte poetica, 53-58); in questi versi
Orazio reclama per s e per altri scrittori moderni (Virgilio e
Vario) il diritto di introdurre innovazioni linguistiche, diritto
riconosciuto a scrittori arcaici (Cecilio, Plauto, Catone, Ennio).
8. sclavone, slave.
9. Crescimbeni, Giovan Mario Crescimbeni (1663-1728) fu
tra i fondatori dell'Arcadia e ne divenne custode generale;
teorizz ed esemplific una poesia rispettosa della tradizione
italiana classica, che avesse i suoi principali modelli in
Petrarca e Della Casa.
10. Villani, il fiorentino Giovanni Villani (1276 ca 1348), la cui
Cronica considerato testo di lingua.
11. buon grado la, grazie alla.
12. Dixeris ... fidem, ti esprimerai egregiamente se un abile
costrutto render nuova una parola comune. Se accadr che sia
necessario indicare con neologismi concetti ancora ignoti, ti
toccher coniare voci non mai udite dai vecchi Romani [lett.:
dai Ceteghi che portavano il cinto, cio vestivano all'antica]: te
ne sar data licenza purch tu la prenda con discrezione, e
parole nuove e appena create acquisteranno credito (Orazio,
Arte poetica, 47-52).
13. amende honorable, onorevole ammenda.
14. Malmantile, Il Malmantile racquistato, poema burlesco di
Lorenzo Lippi (1606-65), fu considerato quasi un repertorio
del parlar fiorentino (del quale accoglie lessico, costrutti, modi
di dire) pubblicato postumo nel 1676, usc nel 1688 in edizione
largamente annotata da Paolo Minucci con postille linguistiche,
poi accresciute dai cruscanti Anton Maria Biscioni
e Anton Maria Salvini per l'edizione del 1750.
15. Protestiamo, dichiariamo solennemente.
16. socievole, legato dai vincoli sociali.
17. del secolo d'oro, del secolo esemplare per
Orazio era considerato autore classico della
18. in leggendoli, nel leggerli.
19. I quali ... desideriamo, si costruisca e s'intenda cos come
(siccome) ci rincrescerebbe moltissimo di questi sentimenti (di
riprovazione dei nostri scritti) se nascessero nel cuore dei
filosofi, dei quali solamente desideriamo i consensi.

Esercizi.
Individua il motivo della polemica contro
lAccademia della Crusca.
Esponi in breve la proposta di A. Verri
Perch lautore cita Orazio? quali elementi de
De arte poetica di Orazio appaiono significativi
per il suo discorso?
Individua i punti in cui lautore usa lironia.
Alessandro verri sostiene idee e usa immagini e
un linguaggio decisamente avanzati e
illuministici, ma tradisce qua e l la
persistenza di una mentalit moderata. Trova
esempi dell'uno e dell'altro atteggiamento.