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COMPRENSIONE COMPLESSIVA, La metafora della fosa’ Nella ballata, ambientata in un giardino al colmo della fioritura primaverile, una fanciulla si rivolge alle compagne, invitandole a cogliere le rose prima che appassiscano. II testo si caratteri2~" za per la presenza di elementi descrittivi che creano lo sfondo su cui si innestala riflessione sulla caducita della bellezza dei fiori, chiara metafora della giovinezza. 5 ANALISI.FORMALE: La rappresenta- zione ci un luogo e un tempo ideali | rimandi alla tradizione poetica Fin dalf incipit la ballata sembra proporre l'esperienza personale di una fanciulls che ne par- la in prima persona («l’ mi trovai») ¢ la colloca in un lasso di tempg solo apparentemente ben definito («an bel mattino / di mezzé maggio»). In realt Puso del verbo al passato remoto («mi trovaiv) e l'indefinitezza introdotta dall’uso del!'articolo indeterminativo («un bel mattino») contibuiscono a creare una dimension assonts,raefati, priva di confi cere deiitiche da all'esperienza valore universale. Solo apparentemente popolare, questa ballata @ fitta di rimandi alla tradizione poetica raf- finata, dalla poesia della tarda latinita alla lirica d’amore di stampo stilnovistico e petrarchesco, Poliziano accosta vari elementi della tradizione: dalla descrizione delfinsieme floreale del giardino inteso come locus amoenus (luogo di delizie) dove é sempre primavera (vv. 3 ss.) all'uso di termini di alta risonanza poetica (¢ spiccatamente petrarcheschi) come l'aggettivo «vagon (wy. 4 € 8), agli echi di testi cella tradizione poetica in volgare (da Cielo d’Alcamo, a Cavalcanti, a Petrarca) attraver- sole immagini della rosa ¢ della fanciulla intenta a intrecciare ghirlande di fiori, nei cui gesti riecheg- giano le movenze di Laura nella canzone Chiare, fresche e dolci acque (— Modulo 5, 110, p. 321). La ballata si offre cosi come esempio tipico di quel procedimento che i critici sono soliti definire di imitazione “maieutica”, un’imitazione, cio’, capace di creare qualcosa di nuovo, di originale: attraverso !o scambio continuo tra la tradizione, latina e greca, e quella volgare, Poli- ziano giunge alla creazione di una lingua e di uno stile capaci di riassumere e riassorbire in sé le esperienze antiche e di creare immagini che, nuove e antiche al tempo stesso, finiscono con Tappartenere a un tempo eterno. . _ Inun ambiente ideale di serena bellezza che sembra sprigionare gioia di vivere, la ballata Propone la ricerca e il conseguimento del piacere come obiettivo naturale dell’'uomo. Siamo cos} di fronte alla riaffermazione (abbiamo trovato lo stesso tema nel Magnifico) di quello che si potrebbe definire “edonismo umanistico”, legato al tera del carpe diemt (“cogl attimo”) del poeta latino Orazio. La ballata si propone infatti come un’ Yesortazione a cogliece cid che la vita offre prima che sia troppo tardi, un invito che utilizza immagine della rosa come simbolo del destino umano: quanto é breve la fioritura della rosa, tanto 2 breve l’esistenza dell’uomo. Si tratta di un motivo in apparenza leggero ma profondamente velato di malinconia.