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DIZIONARIO

MILITARE ITALIANO.
DIZIONARIO

MILITARE ITALIANO

DI

GIUSEPPE GRASSI

EDIZIOKE SECONDA
AMPLIATA DALL'AUTORE.

VOL. I.

.TORINO _
A SPESE DEIXA iO&ITA TITWRirfto-tIBBARU
■— —
4

Coi tipi di G. POMBA.


GLI EDITORI

A CHI LEGGE.

Viene alla luce la seconda edizione tanto desiderata


del Dizionario Militare del Grassi.
Gli Accademici 1 ai quali egli ne affidava, morendo,
la cura , (atti possessori delle schedole, ultimo pegno
dell'affetto di un tanto Collega , deliberarono lunga
mente del miglior modo di mandar ad effetto la sua
volontà. Erano fra le schedole, certune lasciate im
perfette, certe altre, non rivedute tuttavia dall'Autore-,
taluna finalmente intorno alla quale dissentiva aper
tamente da lui alcuno di detti Accademici, fermo per
altra parte nel credere, che, trattandosi di pratiche
dell'arte, facilmente si sarebbe indotto il Grassi a
riformare la proposta sentenza secondo l'avviso di
persona perita.
Dopo lunga considerazione, prevalse l'avviso, che
H testo delle schedole fosse dato al pubblico tale

« Ctr. Cesare Muko.— Car. Carena. — Abate Gtjwera. ~r Cut.


ti

che era venuto ia mano degli editori; senza giunte ,


senza interpolazioni, ft$fìza variazioni insomma, ia
cui potesse aver parte l'arbitrio degli editori mede
simi. —
Il qual arbitrio restò poi che si usasse in ciò, i%
che fus.se supplito al difetto di certe schodole con. I9
proprie parole dell'A. tratte dalla prima edizione del
Dizionario; 2°, che fossero tolte via. di ques la nuova
edizione alcune voci francesi visibilmente sbagliate,
e però men bene corrispondenti alla voce italiani
contrapposta dall' A. e da lui dichiarata; 3", che
fossero corretti gli errori manifesti degli amanuensi-,
i quali, inulti, e non tutti ugualmente periti,4 erano
stati adoperali dall'Autore, da poi, che per l'infelicità
della vista perduta, egli trova vasi ridotto alla misera
condizione di valersi del mini storio d'altra mano por
metter jp garta i propri pensieri. . .
A taluno potrà sembrare troppo scarso uffizio
i t. • ........ . . .... ^ c . .;
d'amicizia quello usato con tanta gelosia di Scrupo
li Tra i giovani più diligenti e meglio, forniti ili cognizioni, che
pestarono utile opera all' iafelice Autore negli ultimi anni della sua
TrH.< d?*' parti, o lamie ut e ricorda lo il signor I)..ng«in , il i|ua|o
nella presente ristampa si e adoperato in guisa da meritare che gli sia
4ltrH>U!|a U rnigl'T pafe pcH'qnore che tornerà allo stampatore dalla
correzione di questa seconda edizione del Dizionario.

s
Iosì riguardi, quasi che indi abbia potuto venirne a
scapitar l'effetto divisalo dall'Autore, di porgere in
questa ristampa la prima sua fatica migliorata di
quanto alla sua operosa solerzia poterà aggiugnere
la cooperatrice diligenza degli amici colleghi. Ma
nell'animo di quest'ultimi prevalse l'ossequio del
nome, e il rispetto dell'autorità, che avevano dato già
prima alla penna del Grassi li suffragi di tutta Italia,
e in ispecie della gran maestra , in fatto di lingua ,
Firenze.
I leggitori avranno dunque nella presente ristam
pa del Dizionario militare italiano l'opera genuina
del Grassi.
Opportunità di tempi migliori darà, per avven
tura, che si pubblichino alcune giunte, per cui si
faccia viemmeglio raccomandato l'uso di un libro,
divenuto ora mai presidio necessario di chi, volendo
scrivere delle cose di guerra , intenda di farlo con
lode di proprietà.
Molte volte aveano gli editori dovuto udire dalla
bocca del Collega, che nella ristampa del suo Dizio
nario egli avrebbe fatto menzione delle persone che
gli erano state larghe di avvisi, di notizie , di cenni,
VII»

e talvolta ancora di intieri articoli; come ch'egli di


tali articoli non si valesse poi altramente, che rifor
mandoli secondo il concetto proprio e il general
disegno dell'opera sua: e sanno anzi gli stessi editori,
che era tra cotesti benemeriti consigliatori del Grassi
il general Colletta, immaturamente rapito, non ha
guari, ai più gravi studi dell'italiana milizia.
Ma dall' impegnarsi a compiere per tal rispetto
le parti dell'Autore , trattenne gli editori il timore
di non render a tutti 1' onore dovuto, e il riflesso,
che la menzione de'pochi ad essi noti, sarebbe stato
troppo imperfetto compenso, anche per costoro,
dell'onore ch'essi giustamente aspettavano da quella
dotta rinomatissima penna.
Alla prefazione che l'Autore avrebbe senza dubbio
posta in fronte alla presente edizione, hanno pen
sato gli editori di supplire, trascrivendo parte di
quella da lui apposta al Saggio stampato nel tomo
xxxi dell'Antologia di Firenze, e ridotta a tal lezione
che meglio si confà allo scopo della presente opera.
Si aggiungono i Cenni biografici , indirizzati dal
Grassi a Monsignor Muzzarelli, e pubblicati pel
temo km dell'ora detto Giornale,
GIUSEPPE GRASSI

AI LEGGITORI.

Era l'anno 1814, quando la Real Casa di Sardegna,


riassunto il dominio degli aviti suoi Stati di Terra
ferma, vi ritornava la maestà di un Trono splendido
di antichissimi fasti e ricco d'ogni civile e militare
virtù. Il magnanimo Re , che lo risaliva , nel rior
dinare le armi patrie volle con generoso consiglio
che esse fossero con voci patrie comandate , e che
le ordinanze della sua milizia avessero lingua pro
pria e solenne. I tempi correvano contrarii a questa
nobile determinazione , poiché tutti gli elementi coi
quali si ricomponeva allora l'esercito piemontese,
avevano per lungo tempo deposte le antiche forme
nazionali, e vestite le straniere: dominava la lingua
militare francese, ultimo segno della dominazione
di Francia, e pochi erano quelli, che presi d'amore
per le antiche istituzioni italiane attendessero a
mandar ad effetto la sovrana volontà ; tutti si ma*
migliavano della novità , tutti lamentavano la po#
X
verta della lingua , tutti la condannavano come im
potente ai moderni usi di guerra. Giudicai dovere
di buon cittadino di sottentrare animosamente , e
come per me si poteva , al diffidi carico di mostrare
quanto questa lingua tacciata a torto di scarsezza ,
potesse ampiamente supplire al bisogno, e ridivenire
la maestra dell'armi , come già era stata , non che
d'ogni altra umana istituzione; ma il tempo premeva
e non mi lasciava campo a penetrare in tutti i più
riposti tesori di essa, nò forse il risuscitarla nelle
antiche sue forme sarebbe stato in quei primi mo
menti opera efficace nè accetta: conveniva racco
gliere voci che tanto pel suono quanto pel significato
riuscissero di facile maneggio a chi doveva adope
rarle, e venissero a sostituirsi senza troppa diversità
alle fraucesi. Quindi nel compilare frettolosamente
un Dizionario Militare Italiano, io mirava anzi a
tutto alla moderna milizia ed agli uffizi suoi, lasciate
in disparte quelle ricerche filologiche , quelle inda
gini critiche, che troppo mi avrebbero distratto dal
mio scopo, e mi avrebbero certamente deluso del
frutto che io augurava alle mie fatiche. Ben sentiva
nel condurla quanto arrischiata fosse V impresa ,
quanto diversa e lontana da quelle regole che ogni
buona letteratura prescrive a siffatta maniera di la
vori , ma mi era pur presente al pensiero che i do
vari di cittadino sono ben altramente importanti di
quelli del letterato, e che alle misere gloriuzze cha
promettono le lettere sono sempre da preferire
quegli obblighi che stringono ogni anima ben uata
alla sua terra natia. Con questo sentimento indlriz*
zai l'opera al suo termine co] sussidio di pochi ap->
punti presi prima , e di molti ricordi , anziché di
citazioni e di chiose ch'io non poteva nè raccogliere
né ordinare : desunsi per lo stesso motivo una gran
parte delle definizioni dagli scrittori italiani e fran
cesi che mi si appresentavano per via , e coir indi,
care la ragione del mio procedere nella prefazione,
mi credei sciolto per allora da ogni carico colla sii
curezza di sdebitarmene ampiamente col tempo, e
con quel falcone della gioventù che mi volava di
nanzi. Eira il line dell'anno 1816 quando l'opera già
terminata molti mesi prima venne alla luce , e dal
giorno stesso in cui comparve posi mano alla secon
da. Intanto l'effetto consuonava col disegno, il pro
blema della capacità della lingua era risoluto, ed
abbattuto l'errore dei tanti che la negavano 5 il suo
rapido spaccio ne attestò il bisogno più che la bontà,
t le lodi che «e vennero da ogni angolo d' Italia mi
furono sproni acutissimi a meritarle, poiché io ne
vedeva più d'ogni altro gli errori, e più me ne
mordeva l'amor proprio quanto più ne scorgeva le
imperfezioni.
XII
A fare ammenda di questi errori , cui la sola in
tenzione poteva scusare , mi deliberai con fermo
proposto di ripigliare tutta quanta la materia appar
tenente all'arte militare antica e moderna, e a darle
quella forma che meglio si convenisse coli' indole
dell'età presente e collo stato di quest'arte istessa :
quindi mi feci alla milizia greca, poscia alla romana,
e scendendo con questa sino ai secoli di mezzo, ri
cercai gli usi nuovi che colle nuove parole s' intro
dussero a quel tempo in Italia , e seguendo a passo
a passo i progressi dell' italiana civiltà , venni final
mente alla milizia moderna, la quale non avrei potuto
credere intieramente dichiarata quando non l'avessi
condotta fino ai tempi nostri. La base che io pian
tava al mio lavoro «ra tale da spaventare colla sua
vastità ogni animo, che meno del mio fosse acceso
dal desiderio di ben fare, e meno punto dalla co
scienza di aver mal fatto. Le difficoltà erano grandi :
si trattava di ridurre a semplici definizioni ed a brevi
spiegazioni le armi e le ordinanze greche e romane;
si trattava di penetrare nelle tenebre del medio evo,
di descrivere nuove armature , nuovi ordini, nuove
milizie ora feudali, ora cittadine, e di srugginire
con quelle armi invecchiale anche le loro appella
zioni. Non parlerò della fatica nelle ricerche, alle
quali suppliscono la critica e l'erudizione, Ma. lascio
XIH
ai lettori di buon senno il far giudizio di quella che
mi costò l' indagine delle parole , che per la parte
greca e la romana ho dovuto raggranellare a sommo
stento e con molti anni di pazientissime cure , per
averne quella quantità che potesse rispondere così
al bisogno de' traduttori di quelle due lingue, come
alle giuste inchieste di coloro che amano di aver
un'esatta contezza delle due milizie. Non parlerò
dei tempi bassi , nei quali molte cose rimanevano
ignote ed oscure, oltrecchè i vocaboli stessi a cagione
di antichità apparivano incadaveriti : quivi era me
stieri seguire lentamente la storia politica della na
zione , notarne gli avanzamenti nei varii modi d'or
dinarsi e di combattere, accertare le tante invenzioni
ch'ebbero vita a quel tempo, svolgere da quel caos
inestricabile le notizie necessarie alla storia dell'arte
militare , e congiungerla colla calata di Carlo Vili
in Italia per entrare con essa in una nuova epoca
di gran momento, ma di minor mole pel numero
immenso degli scrittori italiani, che d'allora in poi
trattarono l'arte della guerra.
Sono questi i pimti principali ai quali ridussi
come a sommi capi la nuova opera mia rispetto alla
dottrina ; mi resta ora ad accennare delle regole colle
quali sono proceduto rispetto alla lingua. Mio primo
studio fu naturalmente il Vocabolario della Crusca,
•ni quale aveva già da gran tempo logorati gli anni
e la vista, e dopo uno spoglio diligentissimo di
quante voci e significati mi offeriva quel ricco tesoro
della favella in un con tutti i suppliinenti dei dotti
da Verona, mi accorsi che la suppellettile era molto
da meno del bisogno*, quindi mi feci agli autori
medesimi che i vocabolaristi avevano preso per guida
del loro lavoro, e molti vocaboli ne trassi o mal
compresi o dimenticati. Accrebbi con questi la pri
ma orditura ; ma nemmeno questi ajuti bastavano :
m'accostai al benemerito autore del Dizionario En
ciclopedico universale, voglio dire il mio illustre)
concittadino Francesco Alberti da Villanova , e va
lendomi delle sue fatiche, e riscontrandolo sopra gli
autori approvati dall'Accademia della Crusca l'anno
1787, nuove ricchezze aggiunsi alle antiche, ed esse
pure scarseggiavano ancora, e lasciavano alla lingua
d' Italia la vergogna di non poter dire del ano quello
che le nazioni vicine dicevano. In questa penuria,
in questa riconosciuta povertà di voci autorate, ri*
solsi di abbandonare la via di salire dallo parole alle
cose, e volli scendere dalle cose alle parole senza
rimuovermi dal mio proposto (ino a tanto che non
mi fosse ben provato, che veramente queste man
cavano a quelle, nascendomi fin d'allora il sospetto,
che non già la lingua italiana , ma bensì il Vocabo-
•*?

lario della toscana favella si avesse ad accagionare


della mancanza. Il sospetto divenne certezza, quando
uscito di quella stretta sfera mi recai in mano altri
scrittori di quelli citati ed approvati, e questi mi
fornirono in larga copia quante voci e quanti modi
mi rimanevano desiderati, voci e modi tutti italiani,
col marchio della loro origine in fronte , usati da
secoli da penne esperte e diligenti, tali in somma da
soddisfare a tutte le necessità dell'arte militare, e da
vendicare all'Italia l'onore di una ricchezza di lingua
che nel suo stato presente sembra più vantata che
vera. Citerò fra questi il Davila ed il Montecuccoli,
nobilissimi uomini di guerra e scrittori di grande
autorità, il Bentivoglio tanto celebrato per la fran
chezza del suo stile, e tanto degno di esserlo, e
finalmente quel Biringuccio da Siena, creatore della
metallurgia in Italia , gran pratico, del quale è da
piangere 1' ingiusta dimenticanza. Innumerevoli,
come ho detto di sopra , sono gli scrittori italiani
che trattarono paratamente 1' arte militare princi
palmente nel secolo xvn, dei quali nessuna men
zione non vien fatta dalla Crusca, che pure di quest'
arte doveva tener gran conto, tanto essendo la parte
che prende nella lingua : quindi gl' Italiani furono
fusti-etti a trarre dallo straniero quelle voci che vi
vevano nel corpo della loro favella, ma che, andate
XVI ■

in obblìo per la non curanza dei Vocabolaristi , ri


tornarono in Italia sfigurate di stranissime impronte.
Ben so che molti di quegli scrittori , dei quali ac
cenno, rozzi uomini dell'arte ed ignari delle eleganze
del discorso, peccarono sovente conlro le buone
regole del dire ; ma io non credo, nè crederallo di
certo con me nessuno che abbia fior di giudizio, che
la compilazione di un Vocabolario possa avere altro
scopo fuori di quello di accertare alla nazione l'uso
delle parole ed il vero loro significato : epperò non
aversi a privare tutta una lingua dei migliori suoi
vocaboli solo perchè o non uscirono di penna to
scana, o si trovano avvolti in povere scritture,
Quest' avvertenza gioverebbe d'assai ad allargare il
patrimonio della lingua, senza che le pure sue fonti
ne intorbidassero, e senza scemar nulla di quell'au
torità che si spetta agli esemplari dello stile. Si vedrà
dall'opera mia, spero, quante voci di conio tutto
italiano, e di gran necessità , sieuo state per così
strana massima fatalmente proscritte.
Raccolta ed ordinata a questo modo la materia,
mi restava a distribuirla in quelle forme che meglio
si convengono ai Dizionari particolari , quindi divise
alfabeticamente le voci , ed accennata quella parte
del discorso, alla quale si riferiscono, le corredai
delle loro sinonime latine e francesi , poi di una
XVII
definizione o spiegazione , secondo che il tema mi
pareva richiedere, accertandole con uno, due, e fino
a tre esempi d'autori italiani , con questo riguardo
che tutti i passi citati fossero di cose militari. Ho
cercato altresì di spartire esattamente lutti i varii
significati per forma che dal primitivo e naturale si
scenda analiticamente ai figurati e derivati dall'antico
al moderno, dal disusato al corrente, dall'ambiguo
ed oscuro al sicuro e franco. Ho pure inteso ad
illustrare, per amor dell'arte, i varii usi d'ogni an
tica milizia, toccando a luoghi degli inventori e delle
invenzioni, descrivendo con qualche minutezza Je
macchine , e non lasciando di registrare , dove oc
correva il bisogno, quelle voci di topografia , piro
tecnìa, di getteria e d'ogni arte fabbrile che co' suoi
lavori e strumenti avesse affinità colla lingua mili
tare. Ho creduto finalmente accrescer pregio all'o
pera col far avvertiti i lettori dell'uso d'ogni voce,
cioè se poetica , però che anche di queste mi feci
carico, se oratoria, se tecnica, se nobile ed elevata,
se bassa o famigliare. Tien dietro ad ogni voce come
sua indivisa accompagnatura , quel modo di dire , o
quei modi che da essa s' informano, non senza van
taggio di questi e di quella, che vicendevolmente
riverberando s'illustrano. Quanto è agli esempi,
vengono in primo luogo quelli degli autori citati
^oi./., «
dàlia Crusca come testi di lingua, quindi gli altri di
gran home abbenchè non citali , e per ultimo quelli
dell'arte, semprecchè occorra d'invocarne l'autorità
à difetto d'altra , o di chiamargli a schiarire colla
esaltezza delle loro idee vocaboli non bene intesi o
bon bene interpretati. In ordine ai tempi, gli autori
antichi precedono sempre i moderni, e questi non
Compaiono se non quando suppliscono ad una man-
cari za 0 ringiovaniscono un'anticaglia. Vengono essi
a terminare coli' Algarotti , che di bei vocaboli mili
tari fece dono alla lingua. Gli autori viventi riman
gono naturalmente esclusi , se non che di due in
particolare volli citare gli scritti a dimostrazione di
quel grande affetto che ad essi mi stringe, e per
segno di quell'onore che già ricevono da tutta Italia,
l'uno come il primo de' suoi poeti, l'altro come il
maggiore de' suoi prosatori. Raro privilegio della
nostra lingua scritta è questo di potersi talvolta
valere anche dei più antichi vocaboli; non volli
perciò trasandarne i vantaggi che me ne venivano,
Così per dichiarare tutte le voci antiche e giovare a
questo modo alla storia, come per offrirle ravvivate
agli scrittori moderni, i quali sanno quanto aggiunga
di bella novità al discorso una voce antica avvedu
tamente usata e collocata: ogni cosa in questo falto
mi andava a seconda, e nello scorrere sei secoli della
li*
nostra letteratura ebbi e tempo e mrjdo di eonglutt*
gerfe ti pttt'lar dei Moderni al setiiton prùdo, sènza
menomare per nulla la vivacità e l'ampiezza della
lingua parlata.
Sono queste le massime colle quali mi sono go*
remalo nel condurre al suo compimento il lavoroj
ma le avrò io tutte osservale? e l'opefa sarà élla
mai per rispondere al disegno? e non sono questi
bei sogni di poeta che si risveglia vocabolarista 7
Yedrallo il bel paese, al quale ho consacrato questi
miei ultimi studi, e sarò pur cotifenio se fanti su
dori mi meriteranno l'approvatone di quei sapienti,
che dulia perfezione delle lingtie estimano i progressi
delle civiltà, o se almeno si saranno sparsi Senza
mio danno e senza ingiurie.
Poche parole basteranno a dimostrare a quali
autorità io mi sia attenuto per accertare la legitti
mità d'ogni voce e per assicurarne l'espressione:
quelle dei lesti citali dalla Crusca sono naturalmente"
le prime, e non credo necessario lo avvertire che di
molte voci nuove, trasandate dalla Crusca in questi
suoi testi stessi , mi sono liberamente fatto padrone,
Come si potrà riconoscere in Defezione^ Chi >viva ,
Erompere, Ficcare, Mescolarsi, Federe, e più altre
che ho desunte dal Machiavelli, dal Varchi, dal
Castiglione, dal Caro e dal Galilei, tutti autori citati
XX
dagli Accademici fiorentini. Non presi, rispetto a
queste sicure autorità , altra licenza se non quella
di aggiungere alle opere del Caro ammesse nel Vo
cabolario la sua classica traduzione dell1 Eneide , a
quelle del Galilei, il suo trattalo di fortificazione
posto in luce pochi anni sono, ed a quelle del P.
Segneri, una nobile sua traduzione di una parte
della storia delle guerre di Fiandra di F. Strada. Di
queste tre aggiunte verrà parlato qui sotto. Quanto
è alle citazioni riferite dalla Crusca di codici MSS.
e di edizioni rarissime, che non mi sono potuto
procurare, ne ho lasciata la malleveria all'Accademia
stessa che le raccolse coli' indicazione (Crusca).
Mi tocca ora di dare una succinta contezza di
quegli scrittori italiani, ai quali mi è stalo forza
ricorrere, se pur voleva soddisfare ai bisogni dell'
arte militare, supplire alle troppe mancanze del
Vocabolario, e vendicare la bellissima lingua nostra
da quell' indegna taccia di povertà che stando nei
termini d'esso Vocabolario le potrebbe venire. Stimo
dovere tutto mio di riprotestare che dove conven
gono i toscani autori , hanno questi diritto di pre
cedenza, come si vedrà dal catalogo che seguita ; ma
che quando essi venivano meno, mi feci alla lingua
universale d' Italia, ed a quegli scrittori non toscani
che per consenso di secoli e di nazione sono reputati
migliori, ed eccone un cenno:
XXI
Àlgahotti. Ho creduto potermi valere utilmente
delle varie operette militari di questo scrittore del
secolo xvm, il quale comecché peccante di troppo
amore di neologismo, mostra tuttavia grande studio
e gusto di lingua nelle operette di cui parlo: per
altra parte ho seguito l'esempio dell'Alberti , che
ebbe pure a citare altre opere dello stesso autore
{Venezia, 1791, pel Palese, 17 voi. in-8.°).
Baldelli trad. Ces. La traduzione dei Commen
tarli di Cesare di Francesco Baldelli {Venezia, pel
Giolito, 1591, in-ia), opera di un eultissimo scrit
tore toscano del secolo xvi , mi riusciva non dirò
utile ma necessaria, poiché del grande autore Latino
non si trova nella Crusca esempio nessuno di tra
duttore autorevole; epperò dove mi venivano meno
per le voci di guerra della milizia romana i migliori
e più noti , mi feci alla versione di cui parlo, della
quale non vedo per qual motivo si sia privala la
lingua, dacché si sa come l'edizione sopraccitata è
stata riveduta e migliorata colla scoria del celebre
filologo fiorentino Pier Vettori, e di altri sommi
uomini di quel torno.
Bartoli. Le opere storiche del P. Daniello Bar-
toli non hanno qui mestiere di commendazione
rispetto allo stile, né rispetto alla lingua. I pretesti
della loro esclusione dal Vocabolario non solamente
ripugnano ella critica filologie» dei tempi nei quali
venne sancita , aia offenderebbero assai più i lumi
di questo secolo, se tuttavia durasse; più copiosa
miniera di voci e di modi adoperati con felicissima
audacia , non credo si possa rinvenire altrove. Cito
sempre Ju più corretta edizione che finora sia venuti»
ali» luce delle storie di questo sommo ingegno, cioè
quella procurata a questi anni in Torino dallo itam-
pature e libraio G. Marietti.
15 fati voglio. Non cercherò dei motivi, che pos
sono aver portato gli ultimi Vocabolaristi ad esclu
dere dagli autori citati il nome dell1 illustre Porpo
rato Guido Bentivoglio, che nella forbitissima sua
Stori* delle guerre di Fiandra , e nelle sue Rela
zioni allargò di tanto il patrimonio della lingua non
solamente nella parte militare, ma nella civile o
politica. Raccolsi quindi dalla prima di queste opere
una buona mano di vocaboli, che mancando nei
testi di lingua avrebbero lasciata imperfetta una
scienza , che in quella famosa scuola di guerra di
Unte invensioni s'accrebbe. de'Clasf- itah
di Mil).
JJiRweoccio. Biringuccio Vannoccio, o Yannuccio
BjrmgQficio, autore della Pirotecnia, non poteva
essere da me trasandato per le cose dell'artiglieria,
p segnatamente per l' arte della fusione e del getto
àe 'm etalli , come per varie invenzioni di guerra. La
vasta dottrina e la molta pratica di questo scrittore
Sanese del secolo xvi , che ha preceduto di tanto j
moderni studi di mineralogia e di chimica metal-»
lurgica, pare dovessero meritargli più grata ricor
danza presso gì' Italiani , i quali dopo quattro suc
cessive edizioni malamente fatte in Veneziano posero
in piena dimenticanza. Farebbe opera generosa e
patria chi prendesse a restituire la fama di questo
valentuomo col purgare le citate edizioni dei loro
innumerevoli errori, e col notare, seguendo la storia
delle scienze , a qual grado esse fossero in Italia al
tempo del B/ringoccio. Già il dotto Barzellotti fin
dall'anno 1808 prese a vendicarne la memoria; ma
l'onorata fatica di cui parlo è rimasta (inora intentata
anche per parte di un altro ottimo ingegno toscano,
il dottor Cioni , il quale ci aveva tempo fa posto la
mano. Sono stato costretto a seguire nelle mie ri
cerche la pessima fra le stampe che ne sono state
date, che è quella del Comin di Trino fatta in Ve
nezia Tanno i558, nei/a quale il bel linguaggio di
Siena vien sovente trasformato in dialetto veneziano.
Botta. Volendo dar perfezione all'opera mia col
recarla dalle milizie più antiche alla moderna e
presente che è il principal suo scopo, e dovendo per
evitare ogni invidia attenermi ad un solo autore fra
XXIV
i viventi , che scrissero in prosa le guerre dei nostri
tempi, mi sarà facilmente conceduto da ogni discreto
lettore eh' io abbia trascelte le Opere storiche di
quest'uno, che per franchezza di stile e proprietà
di locuzione non la cede ai migliori de'nostri antichi.
Ho avuto sott'occhio le edizioni originali così della
storia dell'ultima guerra d'America, come di quelle
d' Italia.
Carani trad. El. Nelle cose greche si troverà
citata la schietta e sincera traduzione delle Ordinanze
d' Eliano per M. Lellio Carani , corretto scrittor
toscano e cinquecentista, sull' impressione procura
tane in Firenze l'anno 1 55a da Lorenzo Torrentino.
Caro trad. Eneid. Ad alcune opere del Caro
citate dalla Crusca, ragion voleva che per accrescer
pregio al mio lavoro aggingnessi la rinomata tradu
zione dell'Eneide, nella quale i vocaboli dell'antica
milizia sono con bel magistero nobilitati , e fatti
proprii della lingua moderna. (Ediz. de' Class, ital.
di Mil.J.
Corsisi trad. Cong. Mess. Citando il nome di
questo traduttore, ho seguito l'opinione dell'Alberti
che primo lo promulgò,valendosianch'egli dell'opera
del Corsini, la quale, come ognun sa, è anonima,
non avendo il modesto traduttore preso altro titolo
g« non quello di Accademico della Crusca, Questa
XXV
bella vèrsione di un elegante lavoro spagnuolo è fra
quelle ammesse dall'Accademia della Crusca neir
adunanza del 1 786 per la compilazione di un nuovo
Vocabolario. (Ediz. di Firenze del Cecchi, 1699,
in-4.0), . . ' : v •
Davila. Le elegantissime Storie delle guerre
civili di Francia di Arrigo Caterino Davila sono così
note non solamente in Italia , ma in tutta Europa ,
che sarebbe inutil opera il parlare dei loro pregi.
Ardito uomo di guerra scrisse con nobile risolutezza
di stile e con bella precisione di vocaboli quei me
morabili fatti dei quali fu testimonio e parte ; nè
v'ha forse, rispetto all'arte, in tutta la nostra let
teratura una più esatta descrizione militare di quella
ch'egli fece dell'assedio di Roano, ove con grande
maestria congiunse alla dignità dell'eloquenza la
severità dell'arte che professava. Nel farmi a ricavare
da così ricco tesoro le voci proprie della milizia, non
temei di errare nella scelta, avendo per me le testi
monianze, che del valore del Davila nella lingua
fecero i migliori letterati d'Italia, e fra questi Apo
stolo Zeno, il Tiraboschi ed il Parini. (Ediz. de'
Class, ital. di Mil).
Galilei. Lasciando di parlare delle opere dell'
insigne Matematico, Galileo Galilei, citate nel Vo
cabolario della Crusca , debbo qui far avvertire che
XXVI
mi sono eziandio giovato del suo Trattato diforti
ficazione pubblicato a questi ultimi tempi dal cav.
Venturi con altre opere ugualmente inedite dello
stesso immortale scrittore. (Memorie e lettere ine
dite finora o disperse di Galileo Galilei, ecc. Parte
prima e seconda. Modena per G. Vincenzi e C ,
1818, a voi. in fol.). Non occorre dire con qual
diligenza o piuttosto con quale amore io abbia im*
preso la ricerca di tutte le voci militari usate dal
Galilei, alcune delle quali sono già state con esattezza
di critica e con acutezza d'ingegno notate ed illustrate
dal dotto bibliotecario della Parmense A. Pezzana.
Che se questo trattato non fosse ristretto a quella
sola parte' della fortificazione ebe tratta della difesa
delle piazze , non avrei avuto più nobili esempi da
scegliere, nè più sicure autorità da seguitare in tutta
questa parte della milizia.
Malispini Ricordano. La Storia Fiorentina di
questo illustre scrittore del secolo xni , chiamata
dal Muratori la prima delle storie italiane d'autore
italiano, è stata troppo di rado citata dagli antichi
Vocabolaristi, i quali le preferirono le Storie di Gv
Villani, perpetuo imitatore di lui, anzi manifesto
copiatore. La corretta e nitida ristampa procurata
nel 18 16 dal dotto bibliotecario della Magliabechia-
na, V. Follini , accademico della Crusca, riscontrata
XXVII
con isquisita diligenza co'migliori Testi a penna , e
corredata di buone note e postille , m' invogliò a
farne un nuovo spoglio, dal quale trassi alcuni modi
del dire assai leggiadri e finora senza esempio ne'
Vocabolari , come alcune citazioni che per dovere
di coscienza volli restituire all'A. suo, e che in gran
parte gli erano state usurpate dal primo de'Villani :
bo seguito in tutto la lezione del Follini. La ristampa
porta la seguente intitolazione: Storia Fiorentina
di Rimordano Malispini , col seguito di Giacotlri
MaJispini, dalia edificazione di Firenze sino aW
anno ia86, ridotta a miglior lezione e con anno
tazioni illustratada Vincenzio Follini, ecc. Firenze,
presso Gaspero Ricci , 1816^ coW impresa del bu -
ratto, i voi. in-l\P ' ~ '
MotrTECUCcoLi. Le opere militari di questo grande
italiano, l' emolo del Turenna , il difensore della
Cristianità, che scrisse della guerra con quell'animo
istesso col quale la esercitò, giacquero per la ignavia
dei tempi in lunga dimenticanza, quantunque le estere
nazioni le avessero ad esemplare irrefragabile ed unico
di scienza militare ridotta a'suoi più schietti principii.
La nostra indolenza fu tanta che lasciammo invec
chiare l'errore che questo nostro sommo uomo di
guerra avesse scritto le opere sue in lingua francese,
mentr' egli per la franchezza dello stile ed il nervo
XXVIII
della frase e per la brevità dei concetti non ha fra
noi , nè forse altrove, scrittore tattico che lo pareggi.
La splendida edizione procurata dal Foscolo in
Milano l'anno 1807 non bastò a ritornare a quelle
opere l' intiera fama loro, poiché l'illustre editore
tra per la mancanza di un buon testo, come per
impazienza d' ingegno, le diede all'Italia imperfette
e scomposte. Sottentrai volenteroso, fin dal 18 19,
alla fatica di ricomporre, per dir così, quelle ossa,
e coll'ajuto di ottimi testi ridussi le pagine del
Montecuccoli a sincera lezione , le corredai di note
perpetue , e v'aggiunsi quelle illustrazioni che più
potevano giovare ai progressi dell'arte e della lingua
militare. Questa mia edizione, alla quale mi riferisco
nelle citazioni e che ardisco chiamare la più esatta
di quante ne sieno state pubblicate dapprima, è
venuta alla luce in Torino sul finire del 1821 , in
a volumi in -8.° stampati con molta diligenza da G.
Favale.
Mosti. L' Italia tutta intiera sarà per consentire
con me nella scelta che ho fatta di questo gran poeta
per le frasi colle quali egli ha mirabilmente nobilitato
gli usi di guerra moderna, e per le voci onde accrebbe
la greca milizia nella sua rinomata traduzione dell'
Iliade.
xxix
Nardi trad. T. Liv. La traduzione delle Deche
di Tito Livio di questo scrittore fiorentino del sec.
xvi , pare non meritasse la severa cacciala dalla
quarta impressione del Vocabolario della Crusca ,
colla quale sembrò rinnovellati quella di cui fu
vittima egli stesso al tempo delle ultime disgrazie
della patria sua : che se in quest'opera del suo esilio
egli non pareggia esattamente il testo, supera tuttavia
nella proprietà delle voci corrispondenti alle latine,
e nella retta intelligenza di queste , i traduttori che
l'avevano preceduto; quindi stando sempre alle
parole non ho creduto dovermi privare dell'autorità
di lui ogni volta che lo richiedeva la mancanza as
soluta di un'altra. Ho seguito nelle mie ricerche la
prima edizione stampata in Venezia per gli eredi
Giunti l'anno i54o, in fol. (Leggi le calde parole,
colle quali il Tiraboschi sifa a giudicare di questa
traduzione nella sua Storia della letteratura ita*
liana, voi. ni, pag. 9i3).
Segnehj. Alle opere di questo purgato scrittore
già ammesse agli onori del Vocabolario, se ne aggiunge
ora una non troppo nota, e della quale più che delle
altre ho fatto profitto per la compilazione del mio
Dizionario, perchè tutta militare, e degna anch'essa
per molti capi dell'alta fama dell'autor suo: è questa
una fedele traduzione di una delle Decadi dello sto?
XXX
rico latino delle guerre di Fiandra , il P. Famiano
Strada, nella quale sono particolarmente narrate
tutte le gloriose gesta di quel folgoro di guerra,
Alessandro Farnaso, che tanto di splendore mandò
in quelle guerre sulle armi di Spagna , e tanto sul
nome italiano. Quest'opera stampata in Roma per
gli eredi del Corbelletti Tanno 1648, in-4.0, porta
il titolo seguente: Della guerra di Fiandra, Deca
seconda, composta da Famiano Strada della
Compagnia di Giesù-, e volgarizzata da Paolo
Segneri della medesima Compagnia, dedicata al
Serenissimo Principe Ranuccio li, Duca di Parma
e di Piacenza. La perizia del Segneri, ed il suo
sentire nella lingua italiana , già si mostrano anche
in quest'opera che è la sua prima; essa fa fede ad
un tempo dell' insufficienza del Vocabolario nelle
cose militari, riconosciuta dal P. Segneri stesso, che
obbligato a ricorrere ad altre voci, crede doversene
scusare con una nota apposta in calce al volume.
Sowawi-Raschihi. E questo l'autore di un Di
zionario militare-istorico-critico, slamalo in Vene
zia l'anno 1759 (un voi. in-4.0), ne^ quale questo
gentiluomo modenese trattò di molte cose della
guerra seguendo ad occhi chiusi alcuni scrittori
francesi, traducendoli malamente, creando e fog
giando vocaboli a posta sua, e frammettendo qua e
la «arti suoi strani articoli, che non concernono ali»
scienza militare , e che mostrano da quali bizzarra
idee fosse guidato l'autore. Quindi egli non viene
da me citato se non alcune rarissime volte, non mai
per dare autorità ad una voce qualunque essa si sia,
ma solamente per dichiararne qualche particolar
significato : a questo modo è pure proceduto coli*
autore di cui parlo, l'Alberti , senza nominarlo mai.
Teismi. Fra gli scrittori dell'arte, che quantunque
nati nel secolo precedente appartengono tuttavia alla
storia letteraria del secolo xvu , ho trascelto questo
autore, seroprecchè il Galilei non mi forniva le voci
necessarie a tutti gli uffizii dell'architettura militare;
venni a questa scelta sull'avviso del dottissimo Ti-
rabosobi , il quale non conoscendo al suo tempo il
Trattato di fortificazione del Galilei , annovera il
Tansini ed il Sardi come i due principali e migliori
scrittori d'architettura militare nel secolo sopracciò
tato. Di fatto Francesco Tansini da Crema fu uno
dei più rinomati ingegneri di guerra, che vivessero
al suo tempo: condusse molti assedii, edificò grandi
fortezze, versò sovente nei pericoli delle battaglie in
Piemonte, nella Boemia e nelle Fiandre, ed ebbe
carichi e gradi eminenti negli eserciti di Spagna, di
Baviera, dell'Impero, e della Repubblica Veneziana;
ebbe mente feconda di belle invenzioni , e scrivendo
XXXII
dell'arte sua, lo fece con quell'esattezza di parole, e
con quella proprietà, dalle quali il pratico non po
trebbe volendo declinare : di queste solamente lo
ricercai con diligenza, sicuro ch'egli parlava la lingua
schietta e corrente a'suoi tempi in tutta Italia. L'opera
è stampata per la prima volta in Venezia l'anno 1 624»
in fol.
Vinci. Nessuno che abbia fior di giudizio vorrà
contendere a Lionardo da Vinci, nato toscano e nel
buon secolo della lingua, quell'autorità che gli si
compete nelle cose dell'arte che professò con tanta
gloria , e della quale scrisse con tanta evidenza.
Basta per ogni altra la testimonianza del Farini, il
quale propose il Trattato della pittura fra le opere
classiche della lingua nostra. Pochissime sono le voci
che io ne ricavai, ma i lettori mi sapranno grado
della loro forma spontanea ed originale. (Ediz. de'
Class, ital. di Mil.).
Ripeto di aver avuto principalmente in mira di
accertare la legittimità de' vocaboli ed il retto loro
impiego, seguendo in questo la regola stessa dei
Vocabolaristi della Crusca, i quali per le voci par
ticolari di questa o di quell'arte non dubitarono di
accostarsi alle autorità dei maestri che le avevano
trattate, benché di rozza e d'informe dicitura,
CEMVI BIOGRAFICI.

Nacqui in Torino di poveri parenti il 3o di novembre


dell'anno 1779: venni educato nelle pubbliche scuole; e
quando le vicende della guerra rotta sull'Alpi nel 1793
trassero con se la rovina degli studi , entrai nel Seminario
di Torino per proseguirgli j e ne venni pure disturbato
dall' invasione de' Francesi , che occuparono allora tutto il
paese : quindi mi fu forza d'avvisare alle vie più pronte di
provvedere al sostentamento della mia povera famiglia.
Sottentrai perciò a varie modestissime cariche nella pubblica
amministrazione del Piemonte, sia quando si resse a stato,
sia quando cadde sotto la podestà di Francia. Non abban
donai tuttavia le lettere italiane: ed il mio primo saggio in
esse fa VElogio storico del Conte Saluzzo, pubblicato nel
1 8 1 2 , del quale anche adesso arrossisco meno degli altri
lavori fatti in età più matura, per una certa sua indole,
che sotto straniera dominazione ritrae un non so che di
generoso e di franco. Nutrito nella classica letteratura, che
fu nelle delizie della mia prima gioventù, come è soave
conforto di questi estremi avanzi della mia vita, aveva pur
dato mano a quel tempo ad una traduzione in versi sciolti
delle satire di A. Persio, tre delle quali mi vennero finite
non senza grave fatica , e corredate di note critiche ed
archeologiche : mi astenni peraltro dallo stamparle, quando
m'avvidi del poco frutto che avrebbe messo un lavoro im
preso per solo esercizio di lingua e di stile. Compiacqui
Tanno appresso ai tempi che correvano; ed avvezzo per
xxxi y

dovere all' idioma frarlcesé , feci di pubblica ragione in


quella lingua un Abbono Statistico dell'antico Piemonte,
ehe Varcò l'Alpi , e non parve barbaro In Parigi , ove fu
benignamente accolto. Sul finire del 1816 diedi alla luce
il Dizionario militare, riguardando piuttosto il bisogno
della patria mia , che non alla fama che me ne sarebbe
potuto venire: posposi le gloriuzze del letterato agli obblighi
del cittadino, ben fermo pcraltfo di rivederlo e ricorreggerlo
quando il tempo fosse per consentirmelo. Intanto stretto da
(rad tempo in amicizia coi Monti, mi congiunsi con lui nella
Mia nobile impresa della Proposta , per la quale scrissi un
Parallelo dei tre vocabolari italiano, inglese e fpa*
gnuolo, eh' egli stampò nel terzo volume di quell'opera" ,
tacendone , da me pregato, il nome dell'amore. Le ricerche
èlle quali mi era dato per far cosa grata all'amico, mi tras*
aero a" lunghi e scrii studi intorno all'origine dell' italiana
favella, dai quali uscirono spontanei quei Sinonimi da me
pubblicati nel 1820 come saggio di opera àssai più estesa.
Queste gravi fatiche delle quali l' Italia non Vide che la
mostra, mi consumavano la salute, alla quale diede Un
ultimo crollo la cura infinita eh' io posi nel ridurre alla
schietta loro lezione, e ncll' illustrare con note perpetue, e
Éon dissertazioni apposite gli Aforismi militari del Mori'
tecuccoli guasti dal Foscolo nella sua splendida stampa di
Milano, e da me pubblicati in Torino sul fine del l8ai.
L'amore della lingua d'Italia, che non si scemava pef
évversitk di tempi , mi fece durare, benché preso da grave
malattia, negli studi etimologici, dai quali noti mi spiccai
XXXV

te non quando piacque a Dio di privarmi del più prezioso


de 'suoi doni , quello della vista , che fu sul principio del
i8a3, colla sopraggiunta d'una crudele infermità di nervi ,
la quale non avrà termine se non colla vita. M'acconciai
alla meglio colle mie calamità, e ad ogni breve tregua che
mi concedono, attendo animosamente a dare al mio Nuovo
Dizionàrio militare quella perfezione che per me si potrà
maggiore. Di quest'opera allargata ora a tutte le milizie
antiche e moderne, e che già mi costa dodici anni di assidua
fatica, ho dato l'anno scorso un Saggio nell'antologia.
Essa potrà essere pubblicala , se cosi piace alla Divina
Provvidenza , fra due anni al più , ed in questo mezzo
tempo potranno, sotto la stessa condizione, comparire alcune
lettere filologiche, che ho ripigliato a dettare per dichiarare
le vere fonti della lingua italiana, anzi delle lingue moderne
dell'Europa latina, lavoro posto in cima a'miei primi studi,
e che ne sarà forse l'estremo. Nel 1816, cioè nella resti
tuzione della R. Accademia delle Scienze di Torino, venni
eletto a socio ordinario residente di questo illustre Corpo
scientifico; c nel 1822 succedetti alla chiara memoria del
barone Vernazza nella carica di Segretario per la classe di
scienze morali, storiche c filologiche, carica nella quale i miei
dotti colleghi vollero con voto spontaneo confermarmi anche
dopo la mia cecità. Nel 1 828 venni eletto a socio corrispon
dente dell' 1. e R. Accademia della Crusca. Alcune altre
accademie, fra le quali l'Arcadia di Roma, mi fecero l'onore
di ascrivermi fra i loro soci.
(Morì la sera del 19 di gennaio del i83i).
A

A BADA. V. TENERE A BADA.


A BANDIERE LEVATE , SPIEGATE. V. BANv
DIERA.
' t
A BARDOSSO. Lo stesso che*A BISDOSSO. V.
ABBARRARE. v. att. In frane. Barrer. Chiudere,
Impedire il passo con barre, cioè con legnami, pali, bolli ,
tronconi od altro.
I-i. Abbarcando la citta in più luoghi. G. Villani.
ABBARRATO, TA. pam. pass. Dal verbo ABBARRA
RE. V.
ABBARUFFARSI, v. ». pass. Azzuffarsi confusamente;
Far baruffa. V. BARUFFA.
E». Sani con feriti , moribondi con boccheggianti s'abbaruffano in
ogni strana attitudine. Dàvauzati Ind. Tao.
— Intanto tutto il campo s'abbaruffi. Pulci.
ABBARUFFATO, TA. pam. pass. Dal verbo ABBA
RUFFARSI. V. . .
ABBASSAR LE ARMI. V. ARMA. - '
ABBATTERE, v. att. In lat. Sternète. In frane.
Abaltre. Mandar a terra con violenza, Gettar giù , Rovi
nare, Far cadere, Atterrare; e diccsi di cosa e di persona.
Ai Or questo or quel ferendo, quasi pecore gli abbattea. Boccaccio.
— 1 quali non avendo resistenza, ne vennono alle insegne de' Pisani ,
e le |>tesono e abbatterono. M. \ u.laki. — E ancorché avessero ab'
burnii con le artiglierie quasi tutti i bastioni, e ripari. Gviccuaoim.
a ABB

2. Detto di Stendardo , Ai Bandiera , di Lancia , di


Spuntone , ecc. nelle usanze militari , vale Abbassarne la
punta verso terra, per far onore ai capi supremi d'un eser
cito. In frane. Baisser l'étendard, l'esponton, etc. V.
SALUTARE.
Et. Non sono molli anni, che s'è usalo d'abbattere gli stendardi ai
generaKssiim , ccfifo/me «qiwl, eh* si, fa delje bandiere d'int»nl*ria,
e da quest'uso presero occasione i generali della cavalleria di preUQ.?
dere , che s'abbattessero a loro ancora. 11 primo a scoprir questa pre
tensioni fu; il nu,raU«5e di Rub^i* , ,al «male U D^c* flj Pai-ma , con un
tacito consentimento sofferse, che s'abbattessero le lance, ma non lo
Jltndat*).' Mei*».» >• i ■■'..A ... .. / / . '.,'■/' '•'
ABBATTl^lENTCy. 's.' MC Td'; fraritì. 'Renvcrsèment.
L'Azione dell'abbattere per battaglia. MSS. Uc;oCiciOTTrj
2. Zuffa iiiq*roV\isa ; Riscontro di battaglia quasi tu-
mliltuario t di un*, parte «ola dell' tJseroUo : in frane.
Échauffourée ; Bagarre.
fif.ll marchese di JJplifl s» spinse col relrogiiardo per soccorre» al
pericolo dell'Ammiraglio, e nondimeno, essendosi incontrato in quattro
«quadre di lance, clic il conte drFuèntes gli avèva spìnte contra,
n«n «Ul»« forea di resistere all' impel^-lorc, , e rotto e dissipato in, un
momento, salvandosi gli altri coli» fuga., egli ed il ■sjguoE.iJi.^'ang-
champ'restarono prigioni jle' nimici ; e questo fu uno di quegli abbat
timenti, ne' quali si fece eh ia rissima prova, che le corazze nella
campagna sono dlgtaii lunga ipferior.i all'impelo.dejl* lane*. Potila.
Anche il Davanzati nel tradurre una fazione tumultuaria,
la chiama Abbattimelo* / !.! ;.,'.<■'./ ■■<;/
^^Qqmbatùmen^o gin guerrieri io campo «curo.
jChiapay,afii .d^i^nce^,,^, ^baU^m^.fqm.bat^à
OHlwiìee, Fu.g^aruifini^mc \n.uso pencoli di meajo, e si
mantenne negli eserciti Ano alla fine del secolo xvil Sce-
giievau«i per questi abbattimenti i migliori soldati, i quali
non detta sciama delta case , ma dell'onore della, propri*
nazióne , 0 delle bandiere sotto le quali militavano, coll'armi
ABB 3

e colle leggi del duello pubblicamente Combatte*


Tano. Non sarà certamente discara ai soldati italiani la
seguente descrizione del famoso abbattimento fatto nel
]5o3 da tredici Italiani contro tredici Francesi, distesa da
Francesco Guicciardini. Ardeva a quel tempo la guerra
pel riconquisto del Regno, e l'esercito francese capitanato
da monsignor di Neinurs era raccolto in Matera , avendo
Io spagnuolo , nel quale militavano gli Italiani , posto il
campo a Barletta sotto il comando di Consalvo , detto il
Gran Capitano, ce Seguitò , dice lo Storico, un altro acci-
« dente , che diminuì assai l'ardire de'Francesi , non po
li tendo attribuire alla malignità della fortuna, quello che
» era stato opera della propria virtù, perchè essendo sopra
» la ricuperazione di certi soldati, che erano stati presi in
» Rubos, andato un trombetto a Barletta per trattare di
" riscuotergli , furono dette contro a' Franzesi da alcuni
n nomini d'arme italiani certe parole , che riportate dal
» trombetto nel campo francese, e da quegli fatto risposta
» agli Italiani , accesero tanto ciascuno di loro , che per
l'onore della propria nazione si convennero, clw
j sicuro a battaglia finita combattessero insieme
» tredici nomini d'arme francesi, e tredici nomini d'arma
» italiani , e il luogo del combattere fosse statuito in una
» campagna tra Barletta , Andria, e Quadrato, dove si
n condussero accompagnati da determina' to mimerò di
» genti. Nondimeno per assicurarsi dalle insidie ciascuno
» de Capitani con la maggior porte dell'esercito nccompa*
>» gnò i suoi fino a mezzo il cammino , confortandogli ,
essendo stati scelli di tutto l'osercito , corrispondes-
con l'animo e con l'opere all'espcttazione conceptita,
» che era tale che nelle loro mani e nel loro valore si fosse
» con comune consentimento di tutti collocato l'onore di

i
4 AT3B

n si nobili nazioni Co'quali conforti condotti al campo,


» pieni ciascuno d'animo e d'ardore , essendo l'ima delle
» parti fermatasi da una banda dello steccato opposita al
» luogo dove si era fermata l'altra parte , come fu dato il
» segno, corsero ferocemente a scontrarsi con le lance, nel
» quale scontro non essendo apparito vantaggio alcuno ,
n messo con grandissima animosità e impeto mano alle
» altre armi , dimostrava ciascuno di loro egregiamente la
» sua virtù , confessandosi tacitamente per tutti gli spetta-
w tori , che di tutti gli eserciti non potevano essere eletti
•i soldati più valorosi , ne più degni a fare si glorioso pa-
» ragone ; ma essendosi già combattuto per non piccolo
» spazio , e coperta la terra di molti pezzi d'armature , di
» molto sangue di feriti da ogni parte , e ambiguo ancora
» l'evento della battaglia, risguardati con grandissimo si-
» lenzio , ma quasi con non minore ansietà e travaglio
» d'animo che avessero eglino, da'eircostanti , accadde che
» Guglielmo Albimonte uno degli Italiani fa gettato da
» cavallo da un Francese, il quale mentre che ferocemente
» gli corre col cavallo addosso per ammazzarlo, Francesco
m Salomone correndo al pericolo del compagno, ammazzò
» con un grandissimo colpo ^Francese, che intento a op-
» primere l'Albimonte, da lui non si guardava, e di poi
» insieme coll'Albimonte, che si era sollevato, e col Miale,
i3 che era in terra ferito , presi in mano spiedi , che a
» quest'effetto portati aveano , ammazzarono più cavalli
w degli inimici : donde i Francesi cominciati a restare in-
» fcriori , furono chi da uno chi da un altro degli Italiani
» fatti tutti prigioni ; i quali raccolti con grandissima letizia
33 da'suoi , e rincontrando poi Consalvo, che gli aspettava a
33 mezzo il cammino, ricevuti con incredibile festa e onore ,
>> riiigra.ziautlogli ciascuno come restitutori della gloria ita-i
ABB 5

» liana, entrarono come trionfanti, conducendosi ì prigioni


» innanzi , in Barletta , rimbombando l'aria di suono dì
» trombe e di tamburi, di tuoni d'artiglierie, e di plauso
» c grida militari: degni che ogni Italiano procuri, quanto
» è in se , che i nomi loro trapassino alla posterità , me-
» diante l' instrumento delle lettere. Furono adunque
» Ettore Fieramosca Capuano, Giovanni Capoccio, Gio-
» vanni Bracalone , ed Ettore Giovenale Romani , Marco
» Carcllario da Napoli , Mariano da Sarni , Romanello da
» Forlì, Ludovico Aminale da Terni, Francesco Salo-
> mone, e Guglielmo Àlbimontc Siciliani, Miale da Troja,
» e il Riccio e Tanfulla Parmigiani , nutriti tutti nell'ar
ia mi e sotto i Re d'Aragona, o sotto i Colonnesi : ed è
» cosa incredibile quanto animo togliesse questo abballi-
» mento all'esercito francese , e quanto ne accrescesse all'
i> esercito spagnuoto , facendo ciascuno presagio in questa
» esperienza di pochi del fine universale di tutta la guerra.»
Guicciardini.
4- Chiamasi anche Abbattimento Ogni finto combatti
mento in occasione di festa , ed Ogni rappresentazione di
battaglia pe' teatri , tornei , e simili. Crusca. Alberti.
ABBATTITORE. s. m. In frane. Abatteur. Colui che
abbatte.
Et. Concedè la forza agli abbattilo™ delle mura di Gerusalemme
F.GiotDAira.
ABBATTUTA, s. f. In frane. Aiàtis. Riparo tumul
tuario fatto con alberi gettati a terra, disposti in lunghezza
coi rami verso il nemico.
Et. I puntoni erano assicurati vieppiù da patinate di freccie , e da
abbattute d'alberi e di terra. Botta. . "..
Abbattimento nel i,° e a,0 significato di questa, voce.

i
a ABB

' Es. Gran mortalità v'ebbe di Cavalli , e abbattala di cavalieri. C.


Villani. — L'abbattuta fu in poco d'istante si grande, che i super
stiti spaventati si ritirarono. Botta,
ABBATTUTO, TA. pArt. pìss. Dal verbo ABBATTE
RE. V. '
ABBENDARE. v« att. In frane. Panser. Fasciar con
benda la ferita.
Es. Ma per P ajuto de' medici, che tosto abbendarono la ferita,
torno tantosto alla battaglia. Guido G.
ABBERTESCARE. v. att. e ir. pass. Fortificare un
luogo con bertesche , o Fortificarsi di bertesche ; Armare-
un muro di bertesche. Voce antica e caduta in disuso colle
bertesche istesse. Crusca. ■
ABBEVERARE, v. att. In frane. Abreuvcr. Dar bere
a' cavalli ; condurre i cavalli all'abbevera tojo. Crusca.
ABBEVERATO j. TA. pam. pass. Dal verbo ABBE
VERARE. V.
ABBEVERATOIO, s. *. In frane. Abreuvoir; Auge.
Ogni sorta di vaso, dove beono i cavalli. Il luogo dove si
eondacono per abbeverare e guazzare dicesi GUAZZA»
TOJO. V. .. v
Es. Pigliavano le bagaglie i saccomanni insino sui ripari, e i ca
valli insino ali'abbcveratojo. Glicci.ihdiki.
ABBIADARE, v. att. Dar la biada a* cavalli.
Es. la (juella guisa diesi abbiadano i civalli. F. Giordano. Cutca. ■
ABBIADATO, TA. pArt. pass. Dal verbo ABBIADARE.
V.
ABBOCCAMENTO, s.m. In frane. PowparUr i Eri-
trevue. Convegno , Racktaania di due o più persone per
trattare insieme.
Et. Ponte 3 Salilo, luogo famoso pei 1' abboccamento di Lepido ,
Marcantonio, e Ottaviano.; Gcicciardiki. — Il Congresso fe'pubblicare
colle stampe le cose dette da una parte e dall'altra durante rabbocca-
fcenlo. tioftA. • •"• '

2. Riscontro, tuffa improvvisa, Scontro improvviso di


due corpi nemici , che vengono alle mani ; ed in questo
significato è voce anticata , come Avvisaglia , Abbattuta ec.
Et. Nel quale abboccamento la cavalleria di Bologna non resse. G.
ViLLiai. ' " ' . -.-.i ...
I.. .\ .i • - i, ■ .. .»,..'J' ,.
ABBOCCARSI, v. ut. pass. Iu frane. Entrer en pofir-
parler. Parlare insieme, Trattare di cose per accordarle ;
dieesi dei deputati da dne esertiti nemici.
Et. S'abboccò appunto con Baldonc islesso. Lippi. •( ■ '«'/,'J
a. Scontrarsi improvvidamente col nemico, c veoir con
esso alle moni. In questo significato ò voce auticata.
Et. Con gran virtude di comb idc-rc, s'abboccarono conili cavalieri.
Guido G. .
3. Abboccarsi dicesi pure dai pratici artiglieri del Pezzo,
che per difettò nella collocazione degli orecchioni , o per
altra cagione dà colla bocca all'ingiù. In frane. Donner du
nes en terre.
Et. L'a*se degli Orecchioni va lontana dalla bocca 4 settimi della
lunghezza dell'anima, e dal focone 3 sfilimi, acciò si possa muovere,
il pezzo facilmente, ed essendo alquanto più grave di dietro èlle d'a
vanti , non sia facile ad abboccarsi. Moirrn.
ABBONDANZIERE. s. m. In frane. Entrepreneur des
vwrès i Fournisscur. Cliiamansi con questo nome negli
eserciti Coloro ai quali o per appalto o per altro dovere
spetta la cura dell'abbondanza , cioè dei viveri de'soldatL
Et. Gajo Turranio abboudanziei e (il lesto dice: Prarfcctut annonae).
UtvnisATi trad. Tae. — Poiché tale è slata per In più la natura degli
abbnoiLinzieri degli eserciti, i quali meglio faciloni di carestie si do»
vrebbero appellare, citò sempre-preferiio hanno l'intascare il quattrino
al prciervar la vita del soldato. Coita. .. ■■ i' i'. i.i
a ABB

ABBORDARE, v. Att. Accostarsi da vicino e risoluta


mente ad un luogo o ad un corpo di soldati che si voglia
assalire , per modo che già si tocchi ; presa la metafora
dalle navi , quando vanno ad urtarsi fra se da bordo a
bordo. La voce è di Crusca. Gli scrittori militari francesi
usano talvolta anche in questo signif. Aborder.
Et. Si ricava il vantaggio massimo dalle fortificazioni campali, al
lorché , aitesi gli ostacoli naturali , o arlifiziali , che l'inimico incontra
nell'adiacente campagna, non può abbordarle con buon ordine, D'An-
TOHJ.

ABBORDATO , TA. part. pass. Dal verbo ABBOR-


DARE. V.
ABBOTTINARE. v. att. In fr. Butiner. Far bottino,
Raccoglier bottino. Dicesi anche BOTTINARE. V.
2. Viene altresì adoperato in signif. n. pass, per Ammu
tinarsi , ma pace più discosto dall'origine, e può a cagione
del doppio senso ingenerar confusione. In fr. S'ameutev,
Se rèvolter.
Et. Le legioni di Germania s'abbottinarono. Dàvanzati tr. Toc.

ABBOTTONATO, TA. part. pass. Dal verbo ABBOT


TINARE. V. *

A BISCIA, modo Awerb. In frane. Eri zig-zag. A


sghimbescio , Tortuosamente ; e dicesi particolarmente
delle trincee o rami di trincea scavati sotto le offese dell'
inimico , e che si fanno a questo modo per ripararsi da'
suoi tiri.
Et, Quanto alla forma si fanno le trincee di diverse sorli. La prima
•i fa dritta con molte ale o traverse , la seconda a biscia , la terza a
denti di sega, la quarta dritta co' suoi ridotti, la quinta a piscia f ma,
coj ridotti sugli angoli. Te.nsuu.
ACC 9

A BISDOSSO, modo avverb. In frane. A poil. A ca


vallo nudo, o Senza sella, ed è modo di montare a cavallo
nella milizia quando si addestrano i cavalieri nella cavalle
rizza , o quando si conducono i cavalli al guazzato] o. Di»
cesi anobe A BARDOSSO.
Es. I cavalli di servizio , sopra i quali sogliono i soldati andare a
bisdosso in quelle occasioni. JIelzo.
A BOTTA. V. BOTTA. "
A BRIGLIA SCIOLTA. V. BRIGLIA:
A CAMPO; A CAMPO APERTO. V. CAMPO.
A CAVALIERE. V. CAVALIERE.
A CAVALLO. V. CAVALLO.
ACCAMPAMENTO, s. U. In frane. Campement.
L'Atto dell'accampare , ed anche la Situazione o Fermata
dell'esercito nel campo.
Et. La qnal cosa fu da'Romani ne' loro accampamenti similmente
osservala , ne' quali essi sceglievano sempre piuttosto un luogo non
vantaggioso di natura , dove avessero potuto ritenere la regolarità
della loro castrametazione , die un altro vantaggioso, ma che gli avesse
obbligali a romper l'ordine loro. Momtecuccoli. — Determinò che vi
fossero quattro deputali elelli dal Congresso , uno preposto alle mosse,
ed agli accampamenti , un altro ai foraggi , un terzo alle bestie ed al
carreggio, ed in ultimo un quarto all'alien dare, al baraccare , al ti in
cerare. Botta.
ACCAMPARE, v. att. e rr. pass. In lat. Castrametari.
In frane. Camper. Porre l'esercito a campo, Disporre il sito
per l'accampamento; Porsi a campo; Fermarsi; Porre gli
alloggiamenti alla campagna.
Et. Trovarono i nemici accampai} di fuori del castello. G. Villani.
— I capitani veneziani, elicsi erano mossi per accamparsi il di mede
simo intorno a Pratoveccliio. GciccrAUDixi. — Fatto allo, m'accampai.
Cako.—11 sito per accampar l'esercito, già riconosciuto, Mokiecvccoli. •
io ACC

a. Nel significato attivo vale anche Mettere le schiere


in campo, Condurle sul campo di battaglia. Crusca.
ACCAMPATO, TA. tart. fass. Dal verbo ACCAM
PARE. V.
ACCECARE, v. att. Diccsi con bella metafora di al
cune opere di fortificazione , come di fossi , di cannoniere ,
di gallerie , caponiere , strade coperte , e simili , destinate
a rimanere aperte , e di cui si riempia tutta , o parte
dell'apertura con materie gittatevi dagli assaltatori o fattevi
minar dentro , così per operarne il passaggio, come per
rompere le comunicazioni del nemico , o diminuire i suoi
mezzi d'offesa e di difesa. È voce di vario uso , come si
può vedere dai seguenti
Es. Si poteva trovar modo, che le cannoniere non fossero cosi espo
ste ad essere imboccate ed accecate. Galilei. — Già cominciavano a
gettar nella fossa fasci di tronchi e di rami, e tutto ciò che loro ve
niva alle mani, per accecarla. Segneri. — Spazzano colali difese la
linea orizzontale della campagna , e però meglio clic di ficco ; ma poco
o assai che il lavoro del nemico s'innalzi, esse restano accecate ed
imboccate. Mostecoccoli.
ACCECATO, TA. part. pass. Dal verbo ACCECARE.
V. .
ACCENSO. s. m. In lat. Aùqensus. Recinta romana
ne' tempi più antichi della Repubblica} Soldato di supple
mento. LJ uffizio degli Accensi fu vario secondo le varie
età di Roma, e della sua possanza militare: secondo Ve-
gezio sembra che venissero ne' primi tempi adoperati a far
le grosse fatiche del campo ; secondo Fcsto i Legati , t
Tribuni , ed i Centurioni avevano i loro Accensi , cioè"
ajutanti per recar gli ordini, e supplire alla bisogna dei
capi 5 secondo Tito Livio gli Accensi ponevansi alla coda
dell'esercito per soitentrare ai feriti ed agli uccisi.

\
I
1

ICC ti

Et. Il primo vessillo guidava i Triarii, soldati veterani e che Si loro


avevano fallo prova ; il secondo i Rorarii , di manco nervo e per etb e
per l'opere; il terzo conduceva gli Accensi , di molto minor forza e
confidenza, e però erari messi Dell'ultima parte della schiera. Nardi
trad. TU. LW.

ACCERCHIARE, v. att. In frane. Cerner. Circondare,


Stringerò intorno intorno , Pigliare in mezzo.
Et. Alla perfine I Greci l'accerchiarono, studiandosi di pigliarlo.
Guwo G. Crusca.
ACCERCHIATO, TA. pArt. pass. Dal verbo ACCER
CHIARE. V. ^t.- Su jm\ ... ,,-
ACCERTARE il colpo, la mira, la via del colpo, v.att.
Far certo il colpo, Assicurarlo ponendo giustamente la mira,
o cogliendo opportunamente il destro per farlo riuscire.
F.s'. Poi la spada gli fìsse, e gli rlfìs.e
Nella visiera, ove accertò la via. Tasso.-
— Ciò 7»
che rileva è lo accertare i colpi. Alfierl *•&.■•*»
*

ACCETTA, s. f. In frane. Hache. Atme tagliente si


mile alla Scure, ma più piccola , di cui si faceva uso dagli
uomini d'arme. Il Dati ne deriva l'origine dal lat. Aci&ris,
piccola scure di rame.
Debbo rjui far parola di nn esempio tratto dal poema di
Cirillo Calvaneo , che posto dalla Crusca sotto la voce
st liceità introdottesi per errore nel Vocabolario , ed esa
minato al lume della critica , dee trovar luogo sotto il
primo significato di Accetta sopraindicato, cacciandone per
sempre la vot-e spuria.
11 Vocabolario della Crusca definisce. Alicetta colle se
guenti parole : Voce antica. Spezie d' arme da fktire.
Essa viene corredata dal seguente esempio > tratto secondo
13 ACG

V indicazione della Crusca slessa dal libro III , pag. 90 del


Poema del Griffo Cananeo :
» Una rotella prese, e un' Mirella
>• Aveva in mano il cavaliere accorto,
» E non ti dico se taglia , ed alletta. .>
La novità di questo vocabolo , che non aveva incontrato
mai nei tanti autori da me letti e consultati per lo studio
delle armi antiche , mi pose in qualche dubbio della sin
cerità della lezione citata dal \ ocabolario. Quindi accer
tatomi prima che il testo a penna di esso Poema , indicato
dall'Accademia della Crusca come posseduto dal Redi, era
smarrito , mi feci a ricercare 1' edizione originale , che è
quella fatta in Venezia l'anno 1 535 , in-^.0, citata pure
dalla stessa Accademia. Già mi era nato il sospetto che
ncll' esempio surriferito in luogo dell' inusitata Alicetta,
introdottavi forse per errore di stampa, si avesse a leggere
Accetta, che era, ai tempi descritti nel Poema, Arme di
cavaliere , ed arme da taglio , come mostrava il verso": E
non ti dico se taglia , ed affetta. La lettura sola di tutto
il contesto poteva sciogliere il dubbio , nel quale mi con
fermavano i tanti errori di slampa corsi in quell' edizione.
Di fatto , ritrovata a carte 90, dico carie e non facce,
la stanza 3^3 del libro III del Poema, vi lessi come la
Crusca : Una rotella prese , e una alicetta; ma non me
ne soddisfeci , e seguitando il cavaliere che con quell'arme
in mano combatteva tuttora , la trovai ripetuta nel vero suo
senso alla stanza 379, ove dice parlando di lui e dell'armo
sua :
Con quell'accetta in man eh' io dissi dumi
ed alla stanza 384, un'altra volta, parlando sempre di
Cirjffo : • .
Tal colpo con l'accetta gli «libo dato.
ACC

Questi passi evidentissimi basteranno a provare che la


voce Alicetta comò un mero errore di stampa dee essere
cacciata dal Vocabolario della lingua , ed il suo significato
non poter esser altro che quello di Accetta.
A maggior sicurezza degli amatori della lingua . aggiun
gerò qui l'intiero contesto delle stanze sopraccitate , esat
tamente ricopiate colle medesime forme , nelle quali si
leggono neh" edizione originale , onde dal complesso di
tanti errori si possa far giudizio critico di quello che accuso :
Lib. Iff\ st. 374.
Per modo- tal che mezza , o più la ligula
Da quella parte abbandonata Tue
Cirillo perche il suo valor si spanda
Sendo le naue intrigale arrendile
Vn lancio prese ) et quasi a randa a rada
Saltoe che presso che non andò giue
Pur destramente aun cauo satenne
Et cosi ne la naue adnersa venne.
St. 3^3.
E in quella sudo, et fermo al battiporta :
Vna rotella prese : e vna alicella
Haveva in mano il cauallier acorlo «
Kt non ti dico se taglia , et alletta • •
Ch'a ogni colpo ne poneua vn morto
Cosi di man in man le gli rase Ita
Ma sopra a lui pioueuo sassi , et fuochi
Calcina, et nglio: perche lui si cuochi.
St. 374'.
Biscia gridaua ahi 'brutta canaglia
Date soccorso al franco mai inaio
Cosi dicendo": una lini sene «caglia
Drieto a Cirino : et dopo a Tjlln un pai*
Cosi lun dopo laltro si traitaglia
l.l decimo non fu ancho il sezzaio
Et mentre che ne sallon tuli.mia
Cirillo combattala la corsia ;
ACC

St. 3^5.
Parie de sua combatleuon la prua
Parte faceuon la banda sgombrare
Perche pòssa montar la genie sua
De laltra nane : et quella superare
La crudel guerra che fanno amendua
Le nane insieme: non si può narrare
Cirino era tutto vnto arsiccio, e tinto
Che si brutto non e il Diauol dipinto.

St. 3^6.
E shavea messa vna i uba Ida in testa
Endosso vna ytanziera ruggionosa
Che se non fusse sula quella et questa
Mancaua il giorno sua virtù famosa
E pure anchor la battaglia non resta
Benché da prua e perduto ogni cosa
Cartiglia per corsia più coffanetti
Di triboli di ferro pare che getti.

St. 377.
Per impedir qualunque corre, o salji
Con quelle punle rigide, et crudele
Ma presto la corsia par che si amali!
Pel gran gtttar della gente infedele
De sassi , et dardi che veniano da alti ■
Et caui, et taglie, et pezzi de le vele
Che ne veniuono a brandegli , eslrufnli
Ardendo giù, et par chel fuoco zufoli.
St. . 3;8.
CiriiTo che viJea vincer la ponga
Mauendo insino $ mezzo albero presa
La naue : et per veder quanto era longa
Versala poppa riuolse ogni offesa
Ma prima suderà che lui vi gionga,
Tanto faceua quel «aslel difesa
Et in couerta la ciurma, e i compagniui
Cu remi, accidie, et mannaie, et basto
agg

....!. ,.,,Sh 3jg.


ìiar chi vedessi in cosi breue spalla -
Tra morti et viui tanta moltitudine
Si fare marauiglja: et clie a lo slratio
russi n come eran con improntitudine I
Cirino manzi a tulli Chocle Oratili ' '' >:>
Parea sul ponte per similitudine ■
CO 4)la acetla in mano chio dissi di#zi
, Apoco apoca si faceua inanzi.

■ St. 384. ' ■ „ 1. 1


Ne prima fu Sinefiilo saltalo
Clie cauiglia il caslello hebbe pdulo
Chera con lui al combattere stalo
Griffi chera presto a lui venuto
Tal colpo con la cella gliebbe dato
Che ebalza in mar: et più nò fu veduto
Et glialtri si voleano apunto attendere
I'er iscampar: ne più ardian contende.
(sic)

Panni che da un cosi chiaro contesto si abbia , fra gli


altri errori di stampa, da registrare anche quello di Alicetlct
tkJ secondo verso della st. correggendolo colla seguente
lezione : ;
» Una rotella presa et una acce!)»
» Aveva in mano ec.» *

Cade quindi 1' osservazione più ingegnosa che vera fatta


alla voce Accetta dal mio illustre amico V. Monti nel
primo volume della Proposta di alcune correzioni ed,
aggiunte al Vocabolario (della Crusca , e cade pure il
signilicato burlesco che tentò di dare ad una voce che
i€ ACC

non esiste. Noterò per ultimo che il Poema di CirifFo


Calvanco , coma si trova stampato nella prima edizione
veneta mentovata più sopra , è diviso in quattro libri , e
non gii» in tre come asseriscono i Vocabolaristi nell'Indice
degli autori citati , e che il primo libro solamente è opera
di Luca Pulci , essendo gli altri lavoro di Bernardo Giam-
bullari. I varii passi da me riferiti sono stati riscontrati e
collazionati con diligentissima cura del dotto Bibliotecario
della Parmense , A. Pezzana , sopra un esemplare che fu
già dJ Apostolo Zeno , e elle óra appartiene a quel flor
d'eleganza e di gentilezza , V abate Colombo : alle altre
ricerche intorno al codice MSS. , di cui parlano pure i
Vocabolaristi, supplì per me in Firenze l'operosa ami
cizia di quell'alto ingegno del Niccolini.
Badisi finalmente a non confondere l'edizione di cui
parlo del i535 con quella dei Giunti del i5^2 in Firenze,
citata pure dalla Crusca, la quale non è che una ristampa
del primo libro del Poema , piena auch'essa di grossolani
errori.
Es. L'elmo che par, che aperto abbia un'accetta. Amosto.-
— Conronche, e partigiane, accette e spiedi. CmiFfo CaltaMeo.
2. Ora s' intende d'una Piccola scure da tagliar legna ,
e simiK, ed è strumento de'Zappatori e deHe Maestranze.
Alberti.
ACCIAIATO, TA. aggett. Che e acconcio con acciaio.
Es. Ftrri da cavallo con ramponi acciaiati. Momtecuccoli.
ACCIAIO e ACCIARO, s. m. In lat. Chaljbs. In frane.
Acier. Ferr« combinato naturalmente o artifizial mente col
carbonio. Serve particolarmente per le armi, strumenti
da taglio , ed attrezzi militari!
Es, La corona, è 3i Odo acciajo forbito a spada. G.VitXAtft,
ÀCC

9. Si usò per Acciajuolo,'Acciarino, Focile d'Acciajo.


In frane. Ériquet. \
Et. Fatto con pietra, e con 1' accìaj'o clic feto pofbio aveva, liti
poco di fuoco. Boccaccio.
3. Poeticamente si prende per Ogni arme d'offesa e di
difesa fatta d 'acciajo, e più particolarmente per Brando,
Pugnale, Spada, e simili. In questo signific. si preferisce
Acciaro ad Acciajo.
Ks. Il suo cavai d'acciajo era guernit», Pulci,-
— Statuita porta ii re d'Algier, lucente
Di chiaro acciar che '1 capo gli arma e '1 butto. Ani .sto.
— Disse ; e raltenne sull'argenteo pomo
La poderosa mano , e il grande acciaro
Nel fodero respinse. Moim (rad. Iliad.
ACCIAJUOLO. s. m. Lo stesso che Acciarino, ma non
è usato nel signif. militare. V. ACCIARINO.

ACCIARINO, s. m. In frane. Platine. Macchinetta di


sottilissimo ingegno sostituita sul finire del secolo xvn alla
miccia ed alla ruota degli archibugi e de' moschetti, che
aggiustata alla cassa d'ogni arma da fuoco portatile , ac
canto al focone della canna , serve ad accendere il pol
verino d' innescalura , onde dar fuoco alla carica ad ogni
atto della volontà di chi tira. In alcuni luoghi e da alcuni
scrittori vien confuso colla Martellina , della quale vedi
a suo luogo : in altre province d'Italia si chiama impro
priamente Piastra ; ma la nostra è la vera voce toscana.
L'Acciarino , che pur si adatta talvolta ad alcune bocche
di fuoco , o che si congegna con altri artifizii per dar
fuoco alle mine , si compone A' una quantità di pezzi ,
dei quali si troverà 1' esatta nomenclatura sotto la voce
FUCILE. V.
2
i8 ACC

Anticamente chiamavasi Acciarino la tavola d' acciaio


sulla quale batteva il cane dei vecchi archibugi* e di qua
forse prese il nome tutta la macchina.
ACCIARO. Lo stesso che ACCIAJO. V.
ACCOCCARE, v. att. Attaccare alla cocca, cioè Ag
giustare la corda dell'arco nella tacca o cocca dello strale.
Ha per contrario SCOCCARE. Crusca.
2. Per similitudine si dice d'Armi da mano, che menate
con arte colgano nel punto ove si è posta la mira, e vi
s'infìggano come la cocca dello strale nella corda.
Es. E tante volte la spada v'accocca,
Che gliel cavò con fatica di bocca. Pinci.
ACCOCCATO, TA. part. pass. Dal verbo ACCOC
CARE. V.
ACCOGLITICCIO , CIA, ago. m. e f, In lat. Colle-
clitius. Lo stesso che RACCOGLITICCIO. V.
Es. La sua gente , che si chiamava accogliticcia , siccome di sopra
■verno detto , perocch'era rannata di diverse contrade. Liv. trad. MS.
ait. dalla Crusca. — Pareva loro impossibile, che i soldati accogliticci
del Congresso potessero tener l'armi in mano. Botti.
ACCOLTELLANTE, part. att. del verbo 'ACCOL
TELLARE , che si usa peraltro come Sust. per Gladiatore.
In lat. Gladiator.
Es. Un certo Attilio Libertino prese a celebrare lo spettacolo degli
accoltellanti, l'i. »>.-.:: trad. Tao.
ACCOLTELLARE, v, att. In lat. Gladio perculero.
Ferir di coltello, ossia di spada. V. COLTELLO.
Et. Tutti gli uccidono, accoltellandogli, o dirupandogli. Citino G.
Crusca.
ACCOLTELLATO, TA. pam. pass. Dal verbo AC
COLTELLARE. Y.
ACC

ACCOLTELLATORE, verbale masc. del veri* AC


COLTELLARE , ma si usa più comunemente a modo di
Sust. per Gladiatore. In lat. l'Aadiaior. i
Et. Di uso celebrò Io spettacolo già promasso ..... degli accoltella»
lori. Davahzati tiad. Tao.
ACCORPO, s. m. la frane. Convention. Lo stesso che
Convenzione, e adoperato di preferenza dai buoni scrittori :
i militari peraltro adoperano più volentieri CONVEN
ZIONE. V. M
Et. Furono le pratiche di quell'accordo conchiuse cosi molta fatica,
e si j'ili in che se fra tre giorni Ottavio non mandasse soccorso, la
terra si dovesse dare a Don Ferrante, salvo l'avere delle persone, e
dell'arali, e la vita a' soldati. Scori.
ACCORTINATO, TA. aggett. In frane. Courtine.
Guarnito di cortine, Fiancheggiato da cortina j dlcesi de'
bastioni , e d'ogni fortificazione , alla quale vada unita
una o più Cortine. ^
Et. Un serraglio di puntoni tra di loro uniti ed accortinali per
mezzo di imo steccato. Ed altrove: — La parte sinistra poi era assi-
cirrata da puntoni e da semplici batterie accorlinate con alzate di
terra. Botta.
ACCOZZAMENTO, s. m. In frane. Jonction. V Ac
cozzare ; 11 convenire , 11 congregare , o Congregarsi in*
iieme da diverse parti. Crusca.
ACCOZZARE, v. att. In frane. Rassemllovi Concai'
trer; Réunir. Mettere insieme diversi corpi di milizia,
raccogliendogli in un sol luogo da Varie parti ; ed in signif.
s.nss.valc Accompagnarsi, Congiungersi agli altri. Crusca.
In frane. Faire la jonciion. •
Et. Ricongiuntasi in questo mentre la fanteria alla cavalleria, non
>i ilelte in dubbio di perseguitar senza indugio l' inimico , c si cercò
d'accozzare insieme tulle le forze per venir eoo esso lui a giornata.
ACQ

ACCOZZATO, TA. pam. pass. Dal verbo ACCOZ


ZARE. V., ,
A CIELO SCOPERTO. mòdo Avverò. la lat. Sub dio*
In frane. Au bivouacq. Senza copertura , Senza tetto; e
si dice ÓV soldati quando passano la notte sul campo
senza tende o baracche, e la maggior parte sotto l'armi.
Et. Quella notte con gran timore, a cielo scoperto e senza pad -
limi e senza accamparsi passarono. Bembj.-
ACINACE. s. M. In lat. Acinaces. Spezie di pugnale o
di spada corta, colla lama alquanto ricurva da basso , della
quale facevano uso le antiche milizie de'Medi, de'Persiani ,
e de' Sciti , portandola ora dal destro , ora dal sinistro
fianco. È voce da non usarsi, se non parlando delle co
stumanze militari di que' popoli , presso i quali alcuni
credono di \ederla tuttavia in quell'arma, che chiamano
ora Scimitarra.
Et. ftreiocchè si ricordavano, come Dario, nel principio dell'im
perio suo, aveva fatto Mutare il loderò della sua scimitarra persiana,
eli' essi chiamano Acinace , all'usanza de' Greci. Poucacchi traci. (J.
Ciirz.
A CORPO A CORPO. V. CORPO.
A CORSA, modo avverb. In frane. A In coursc; Au
pas de coùrse. Furiosamente ; Correndo.
Et. Armossi di tutte armi a cavallo , e a corsa coll'elmo in testa,
e colla lancia abbassala si mosse. C. Villani. — Allora spinti a corsa
i nostri fanti furono addosso a que' barbari. Dayanzati trad. Tac.
ACQUAPENDENTE, s. f. In frane. Versant. Lo
stesso ehc Pendice , Fianco di monte o di montagna , ma
adoperato dai Topografi , Geografi , e Naturalisti per
indicare particolarmente la sua forma rispetto alle acque
che vi scorrono sopra-
ADD

Et. L'acquapendente verso il mare termina nella pianura di Livorno,


e poi nel mare istesso; l'opposta termina nella valle della Fine, e
resta sotterrata nell'ammasso delle colline. Tikciohi-Tozzetti.
ACQUARTIERARE. V. AQUARTIERARE. /
ADDESTRARE, v. att. Ne'secoli cavallereschi venne
questo verbo adoperalo a , significare H servigio , che si
faceva dagli Scudieri, Donzelli e Paggi al loro Signore,
quando era a cavallo, standogli alla staffa dalla parte destra
sia per dargli le lance, sia per accostargli il cavallo di
battaglia , che perciò si chiamava Destriero; da quest'uso
chiamossi pure Addestrare II fare onore alle persone grandi
a cavallo, stando loro al freno ed alle staffe, onde più sicure
cavalcassero. .. . j
Et. Fu ricevuto con grande onore, e addestrato al ferro e alla
sella da gentili cavalieri di Firenze. M. VillIhi. — Da ciascun lato
uno adorno cavaliere avea per compagnia dì se, e un altro cavaliere
a piè che l'addestrava. Lia. Ah. Crusca.
a. Ammaestrare ed Esercitare nell'armi. In (txac.Dresser;
Exercer.
Et. Plancina, fuori del dicevole a femmina , interveniva al rasse
gnare , all'addestrare cavalli e fanti. Dayahzati trad. Toc. — E"di niuna
cosa dee il sergente maggiore esser più curioso ( come suo principal
carico) che di addestrare, insegnare, e ammaestrare, ed esercitar
Lene il suo terzo. Cihuzzi.
ADDESTRATO, TA, pabt. pass. Dal verbo ADDE
STRARE. V.

ADDESTRATORE, verbal. masc Colui che addestra,


tanto nel primo, che nel secondo significato di questo verbo:
V. ADDESTRARE. Crusca.

ADDOPPIARE, v. att. In frane. Doublet dice delle


file de' soldati , quando di due contigue di fronte una passa.
ADU

dietro 1' altra , addoppiando a questo modo gli ordini , i


quali se prima erano due, con questa mossa diventan quat
tro. Ha per contrario Sdoppiare. In frane. Dcdoubler.
Avvertirò qui per 1' intelligenza degli autori militari ita
liani che scrissero nel secolo xvn , che a quel tempo le or
dinanze nostre tanto ritrassero dalle spagnuolc , che Gnp ai
vocaboli servilmente ritennero , e però le operazioni dell'
Addoppiare le Glc, i drappelli ec. sono dagli scrittori di
quel tempo descritte colla parola Doblarc manifestamente
ricopiata dal verbo spagnuolo Doblar.
Es. Sono adunque due modi d'addoppiare la battaglia, cioè o per
lunghezza o per altezza. Cibari irmi. El.
ADDOPPIATO, TA. part. pass. Dal verbo ADDOP
PIARE. V.
A'DENTlfc A DENTI DI SEGA. V. DENTE.
ADERBARE, v. att. Pascere coll'erba i cavalli. Crusca.
A DISCREZIONE, MpDO avverb. In frane. A diserà-
tion. Ad arbitrio , A volontà del vincitore ; e si usa coi
verbi Arrendersi, Darsi , Vivere,- Alloggiare, onde ne ven
nero l modi di dire militari Alloggiare a discrezione ,
cioè alloggiare senza pagar nulla, ed Arrendersi k discre
zione , cioè senza nessun patto , o condizione.
Es. I soldati spagnuoli, creditori già delle paghe di tin anno, non
contenti che il Gran Capitano gli aveva alloggiali ia diverji luoghi ,
nei quali »iveano a spese de'popoli , ma usale indiscretissimamente ad
arbitrio loro, al che i soldati hanno dato nome di alloggiamento a
discrezione , rotti i freni dell' obbedienza , erano entrati in Capila.
tiuiccunniM.— Non pure si deltono a patti, anzi si dettono a di
screzione. Seghi. — Due terzi di Spagnuoli levata l'ubbidienza s'erano
similmente alloggiati a discrezione in luoghi avvantaggiosi. Dìvila.
ADUNARE, v. att. e n. pass. Lo stesso che ASSEM
BRARE. V.
Es. Adunare è inciterò insiemi soldati. MS. Ugo Caciottj.
AF# fr3

ADUNATO, TA. pArt. pass. Daì verbo ADUNARE.


V.
AFFACCIARSI, v. n. pass. Appresentarsi risolutamente
in faccia al nemico per sostenerlo , o dargli battaglio.
Es. Se era meglio attendere i Mori a casa , o affacciarsi incontro a
combatterli. Giimblllam. »
AFFAMARE, v. att. In frane. Affamcr. Interrompere
le vettovaglie , Impedir i viveri , Iridur fame ; e dicesi mi
litarmente Affamare un paese , una citta , [quando sì man
dano a male tutte le vettovaglie , le biade , le sementi ,
e si tagliano tutti i passi , pei quali il nemico si può prov
vedere di viveri. . ' i > . » .
Es. Dionisio essendo a campo a Reggio finse di voler fare con loro
accordo , e durante la pratica si faceva provvedere da vivere , e
quando poi gli ebbe per questo modo vuoti di frumento , li ristrinse,
eri alTamoIli. Machiavelli.
AFFAMATO, TA. part. pass. Dal verbo AFFAMARE.
V.
AFFERMARSI, v. s. pass. In lau Consistere* In frane.
S'élablir; Sefortifier. Farsi forte in un luogo da potervi
star fermo.
Es. Entrò in Campo marzio, ebe è fuori della citta ivi presso,
murato inturno, e risponde a una piccola porta della citta Quivi
l'affermò messer Gran Cane, e mandò innanzi. M. VillAki. — Sta
vano .incrinati , l'ima dirimpetto all'altra. Pecoro.-te. Crusca.
AFFERMATO, TA. part. pass. Dal verbo AFFER
MARSI. V.
AFFERRARSI, v. n. pass. Azzuffarsi; Venire a'ferri col
nemico.
Et. Trovandole serrate , e bene in concio , non Je investirono , e
non ù afferrirono con loro. )f. YttUft,
a4 AFF

AFFERRATO, TA. part. pass. Dal verbo AFFER


RARSI. V.
AFFETTARE, v. att. Inlat. Caedere. In fr. Tailler,
Mettre'en pièces. Per similitudine vale Tagliare uomini a
pezzi. Modo basso preso dal tagliare a fette.
Es. Rinaldo tanti quel di n'affettava ,
Che in ogni luogo pel sangue ti sguazza. Lipu.
AFFETTATO, TA. part. pass. Dal verbo AFFET
TARE. V.
AFFILARE, v. att. In frane. Affiler; Donnei- le fil.
Dare il filo ; Assottigliare il taglio alle armi di questa sorte,
che si dice anche RAFFILARE.
Es. E tristo è quei, che durindana aspetta ,
Che gli farei sentir, s'ell'è affilata. Pulci.
— Convien che sia di buon ferro, e ben affilalo. F. Giordajio.
a. Mettere in fila , in ordinanza per lunghezza lJun dopo
l'altro i soldati , i drappelli , le schiere ; ed in signif. k. p.
Far fila , Mettersi in fila.
Es. Se n'andarono in su la Magra, e s'affilarono uomo innanzi a
uomo, e misonsi in cammino. M. Villani. — Trovando passo stretto,
•'hanno da affilare alla compagnia, che va innanzi. Melzo.
AFFILATO, TA. part. pass. Dal verbo AFFILARE.
V.
AFFOCARE, v. att. In lat. Incendere. In frane. Jn-
cendier. Abbruciare , Metter fuoco, o Dar fuoco, Ridurre
jn cenere checchessia. E voce antica, ma tanto usata dai
buoni scrittori nelle cose militari da potersi ad un bisogno
adoperare anche dai moderni.
Es, Lavorando con gr.n sollecitudine, pcrvenpero ajhcava.de'uiniig
AFF

ecc., la quale di presente trovala l'affocarono, e cacciaronne i cavatori.


M. Villahi. — Simone ancora, e quelli , che erano con lui, uscirono
della ciltade, e allocarono gl'ingegni («ce le macchine). Libr. Macab.
Crusca.
AFFOCATO , TA. part. pass. Dal verbo AFFOCA
RE. V.
AFFORTIFICAMENTO. V. FORTIFICAZIONE.
AFFORTIFICARE. v. att. In lat. Munire. In frane.
Fortifier. Lo stesso che FORTIFICARE. V.
Es. Perchè egli era sollecito di congregare genie , ed apparecchiare
armi, ed aflbrlifìcare citlà. — Plutarco Vit. Crusca—Si voltò con lutto
l' esercito a Melfi sebbene afforlilicata e con mura , e con
bastioni. Secsi. — Krano le sue case, e le vie d' intorno a quelle, siale
sbarrate da lui, e di poi d' uomini suoi partigiani allei liticate. Ed in
altro luogo: Alforlincansi ancora le porte con le seracinesche. Machia
velli.
AFFORTIFICATO, TA. part. pass. Dal verbo AF
FORTIFICARE. V.
AFFORTIRE. v. att. Lo stesso che AFFORZARE.
Crusca. Non si usa nelle cose militari.

AFFORZARE, v. att. e s. pass. In lat. Munire. In fr.


Fortijìer. Lo stesso che FORTIFICARE. V.
Es. Vennero con quanti maestri avea in Roma per pili tosto murarla
e afforzarla. Ed in altro luogo : Consigliavano di porsi a Santa Maria
a monte, e all'orzare il campo. G. Villani. — Onde messo egli tutto
esso borgo in suo servaggio..., all'orzo! lo, e con la miglior parte del
l'oste ricoverovvisi. Ed in altro luogo: Afforzorono gli luoghi più
importanti con baltifolli. Pace da Certaldo. — Afforzatisi nel palagio,
dove s'erano rifuggiti, sostennero fortissimamente presso ad un'ora
d'assalto. Bartoli.
AFFORZATO , TA. part. pass. Dal verbo AFFOR
ZARE. V.
AFF

AFFORZATORE. s. m. Inlat. Munitor. Soldato che


lavora alle fortificazioni.
Es. E In! ponente il campo impugnando da ogni parie gli afforzMori
di qqfUu, dal lavorìo gli stoglieva. Liv. MS. Croie».
AFFOSSAMENTO, s. m.Uq Recinto di fosso, un Riparo
di fossi.
Es. Di dietro, non aspettandoli da questa parte l'assalto, il forte era
soltanto cinto da un affossamento acquidoso. Botta.
AFFOSSARE, v. att. In frane. Fossoyer. Cinger un
luogo di fosse ; Far fosse intorno a un campo; Munire una
terra di fossa.
Es. Poco appresso affossarono e steccarono la città al di fuori con
più battifolli. G. V-1U.AM. — L'esercito romano trincee , e all'osso il
campo, stato prima non sicuro. Davahzati trad. Toc Bella cittade,
piccola, lunga, e bene affossata. Lib.Viacc. Crusca.
AFFOSSATO, TA. part. pass. Dal verbo AFFOSSA
RE. V.
AFFRONTAMENTO. m. L'Azione dell'affrontare;
lo stesso che AFFRONTATA, e AFFRONTO. V. Crusca.

AFFRONTARE, v. att. e s. pass. In lau Aggredì.


In frane. Affrontar; Aborder. Assalire il nemico da
fronte.
Et. Col Re di Cappadocia dopo alquanto tempo affrontatosi combattè.
Boccaccio: — Levalo un grandissimo grido l'affronto. Bembo. — Quivi
s'affrontarono insieme e fuvvi grande battaglia. G. Villaiti.
2. Porsi a fronte del nemico; Stargli a fronte; Fron
teggiarlo.
Es. Stettero (fc due armate') affrontate più giorni sópri la riviera
tenta combattere. Q. Villa»?»
AFH è?

AFFRONTATA, *. In frane, Abord ; Attqque.


L'Anione dell'affrontare , o dell'affrontarsi col nemico ; il
Primo scontro di due schiere che si stanno a fronte.
Es. Stimando come valénlé gente d'arme di rompére alla prima
affrontala i Fiorentini. Q. Vittori. — Era pero questa stata piuttosto
un'affrontala di una moltitudine collettizia contro pochi soldati d'or
dinanza, che una giusta battaglia. Botta.
AFFRONTATO, TA. part. pass. Dal verbo AFFRON
TARE. V.
AFFRONTATORE, terbal.masc. Dal verbo AFFRON
TARE. V. Che affronta. In lai. Aggressor. ■ •
Es. Nè vorrei .... mi tenesse un affrontatole. Vincili.
AFFRONTO, s. m. In frane. Abord ; Attaquc. Lo
stesso che Affrontata , cioè l'Azione d'affrontare il nemico ,
o Quella d'affrontarsi con esso.
Es. Corsero a furia all' affronto cosi ordinati. Davakzati traà. Tao.
— I Toscani continuamente andavano innanzi a rappresentarsi sulle
fazioni,- e ne'primi affronti, per troppo animo e voglia di combattere,
fu morto il Rosso. Sr.csti.
AFFUSTO, s. m. In frane. Affili. Voce adoperala da
alcuni pratici Cn dal secolo xyii per quel Carro sul quale
posa il cannone , che più propriamente e con vera voce
italiana vien detto CASSA. V. Pare che il Montecuccoli
non l'abbia usato , se non come vocabolo speciale di quelle
casse da cannone che si adoperano sulle navi.
Es. Abbiasi galee o saielle per lo Danubio , affusti di barca
per mezzi e quarti cannoni. Moktecuccoli. ,
A FILA PER FILA. V. FILA.
A FORZA. V. FORZA.
A FRONTE. V. FRONTE,
AGG

AGA'. s. m. In frane. Agà. Voce turca che vale pro


priamente Superiore, ma che adoperata nella milizia suona
Capo , ed anche Capo supremo. I Giannizzeri e gli Spahl
erano comandali da un Agà , ed è nota la potenza del
primo , il quale dispose soventi volte delle sorti dell'ima
pero ottomano : esso si chiamava Janizar Agasi, e quello
degli Spahl Spaìùlar Agasi. Gli uffizigli più distinti della
Porta sono tutti onorati di questo nome.
Es. Il Giannizzero (eccettuatone il primo aprir delle trincee e il
pigliar posto che egli, seguendo l'Agà il quale coll'insegna va innanzi,
fa da se stesso) null'altro ha da pensare , che a ben combattere, ecc.
Montecoccom.
AGALAR. s. m. In frane. Agalar. Nome che si dà
alle guardie a cavallo dei Bassa turchi , e che indica
rispetto per parte di colui che lo dà.
Es. Compongono la cavalleria gli Agalar guardie de' bassa.
MoSTECUCCOLI.

AGEMA. s. m. In lat. Agema. Una Banda di soldati


scelti nell' ordinanza macedonica , il numero de' quali è
vario secondo i tempi : nelle guerre d'Antioco era di mille
Armati.
Es. A costoro diede una banda di quasi mille cavalli , che ei chia
mano Agema, ed erano di Media, tutti uomini scelti. Nardi trad. T.
Lif. -* Egli con alcuni soldati, e con una banda, che chiamano Agema,
sopportando grandissimo travaglio andò a salire quelle difficili erte.
I'orcacciii trad. Q. Curzio.

AGGERE. s. m. In lat. Agger. Latinismo, per Argine.


V. ARGINE al 2.0 significato.
Es. Un aggere grande vi si rizza, sopra il quale a similitudine di
muro, e luoghi da guardare , e bertesche da combattere si fanno. B.
Giambo»! trad. feg.
AGG 29

AGGIUNTO, s. M. In frane. Adjoint, Quésta voce


primitivamente addicttiva si adopera sovente in forza di
Sostantivo per Ajuto, o Collega , il quale venga associato
ad altri per concorrere seco loro nelle funzioni di questo
o quell'uffizio civile. Nella milizia si usa per indicare un
uiEziale per lo più di stato-maggiore , che presta servizio
in questo o quel corpo senza farne parte. Crusca. Alberti.

AGGIUSTARE, v. att. In frane, jtjuster; Braqucr.


Dirigere le artiglierie ed ogni altra arma da tiro in modo
che vada a colpir giustamente nel segno indicato.
Es. Quei di Giramonte avendo veduto in cerchio sì gran mucchio
insieme, \ 'aggettarono una colubrina, la cui palla.. . percosse in un
de' pilastri , ecc. Vaicht. — Slaccarono le tenebre la scaramuccia , ed
allentarono le cannonate, chè non polendo essere aggiustate le arti,
glicrie , ormai tiravano indarno, e percolevano nell'aria senza frutto.
Cavila.
a. Tirar drittamente, Colpire giusto, e dove s'intende
di dare.
F.s. E barcollando nel fiume non aggiustavano le feiile, come quelli
a pie fermo in ripa. DaVAKZati trad. Tac.

AGGIUSTATO, TA. part. pass. Dal verbo AGGIU


STARE. V.

AGGOMITOLARSI, v. ». pass. In frane. Se pelolon*


ner. Rammucchiarsi, Serrarsi insieme in forma di gomitolo.
Crusca.
Adoprasi dalla gente militare in due significati ; il primo
per indicare Quel disordine, che accade pur troppo negli
eserciti poco disciplinati, quando i soldati presi dallo spa
vento rompono gli ordini e le file, e si rammucchiano
l'uno incontro l'altro , inabili ugualmente aU'ofTesq ed alla
3o AGG

difesa. L' altro indica Una specie d'evoluzione deJ fami


leggieri, o deJ bersaglieri soliti a combattere spicciolati,
colla quale essendo perseguitati da vicino dalla cavalleria
nemica , si raccozzano insieme in
gomitolo , oudc difendersi tumulti
parte. V. GOMITOLO.
AGGOMITOLATO, TA. tart. pass. Dal verbo AG
GOMITOLARSI. V.
AGGRESSIONE, s. f. In lat. Aggressio. In frane.
Agression. Assalimenlo , Assalto improvviso , Invasione
inopinata , Offesa inaspettata. L'Azione di colui cbe è il
primo ad assalire , ad offendere.
Es. Marciar di lungo lenza fermarsi , c comandar truppe addietro
che sostengano l'aggressione. Mok tecuccoli.
AGGRESSORE, s. m. In lat. Aggressor. In frane.
Agresseur. Assalitore; Colui cbe è il primo ad attaccare,
ad assalire.
Es. Quasi si rinforzasse negli aggressori il valore dall'opposizione.
Corsini trad. coiu/uis. riti Messico. — Il maggior beneficio che rechino
ì diacci in un caso simile è l'impossibilitare agli aggressori il muovere
il terreno per qualsivoglia lavoro. Magalotti. — Che se di nuovo gli
era necessità di correre all'armi, voleva almeno non far la parte di
aggressore. Botta.
AGGUATARE e AGUATARE, v. att. In frane. Guet-
ter; Étre aux aguets. Mettere agguato, o Porsi in agguato
per osservare, e spiare gli andamenti del nimico, onde poterlo
assalire alla sprovveduta.
Es. I ladroni che aguatano il cammino. Thatt. Sur-. Civica. — In
somma tutte le volte che tu m'hai assalito, o agguatato, io ho disfatti
tuoi argomenti. (Qui figurai.) Lib. Diesa. Crusca.
AGGUATATO, TA. pari, pass. Dal verbo AGGUA
TARE. V. . .
3. Si usa anche addiettivamente, e vale Pieno d'agguati,
d' insidie.
Es. Nè tanto sarà la via assediata nè agguatata /'che non se ne pasit
il povero tutto in pace. Sen. Pisi. Crine».

AGGUATATOMI e AGUATATORE,TRICE.verbal.
masc. e fem. Dal verbo AGGUATARE. V., e vale Che
pone agguati , o Che sta in aguato.'tlRuscA.

AGGUATEVOLE e AGUATEVOLE. ago. d'ogni gen.


Atto agli agguati, alle insidie. Crusca.

AGGUATO e AGUATO, s. *. In lat. Insidine ; Oc


culta speculatici. In frane. Aguots; Guet; Guet-à-pens.
Insidia , Inganno che si tende al nemico per coglierlo
all' improvvista , ed opprimerlo con minor pericolo ; e
secondo l'origine teutonica della voce , vale anche l'Atto
dello spiare occultamente il nemico.
Et. E segretamente una notte misero agguato di lor gente armala da
più porti di Fiesole. G. Villini. — Gli tesero un agguato di molti mo
schettieri disposti occultamente in una fossa. Dayila.

a. Il Luogo stesso, o la Macchia dove si tende l'inganno,


e d'onde si spia il nemico.
Es. Poiché Ercole Bentivoglio vedde il Manfrone ripieno d'audacia
e d' inconsiderazione , lo condusse con grande astuzia un giorno in un
aguato, dove lo ruppe con perdita della più parte deTanti e de'cavalli.
Gciccuudim. >■ '

3. La Gente stessa che fa Paguato, o che sta in aguato.


Et. E quando giunsono al Ponte a Valle in sull'Arno , usci sopra
loro un aguato della gente di Curradino, i quali sentendo l'andamento
del detto Maliscalco, erano partiti da Siena. R.MiLisnni,
34 AGG

Essere > o Stabe in agguato. Vale Stare , Adagiarsi in


luogo occulto a spiare non veduto le mosse dell'inimico, o
ad opprimerlo inaspettatamente.
Et. Erano certi nomini in agguato per uccidere un uomo. Vrr.S.
Fkanc. Crutca.
Mettere agguato. In frane. Tendre un piege. Porre
insidie ; Collocare gente armati in sito occulto ad oppri
mere il nemico, od a spiarlo.
Et. E segretamente una notte misero agguato di lor gente armala
da più parti di Fiesole. G. Villini. — PugoJo Vitelli, messo un di un
agnato, dove si erano ridotte le genti Veneziane assaltolle , eie.
GoiCCIÀIDUtl.
Porsi in agguato. In fran. Se mettre en einbuscade.
Porsi in luogo ove il nemico abbia a passare per coglierlo
alla sprovveduta ed offenderlo.
Es. I quali arrivali la mattina innanzi giorno, si posero in agguato
dietro alcune fratte poco lontane dalia città. Dàvili.
Tendere gli agguati. In frane. Tendre des pibges ;
Dresser des pibges. Lo stesso che Mettere agguato, ma
più generico.
Et. Tendere gli agguati ne'bosclii, giar dinr, caverne, villaggi, cespu
gli, vallee, fossi, rive, sfrade cupe, e in lutti que'iuoghi in cui bisogna
che l'inimico sfili, e disunisca le forze. Momeccccoli.
AGGUERRIRE, v. att. In frane. Aguerrir. Assuefare
i soldati alle fazioni , ed ai pericoli della guerra.
Et. Il disciplinare l'ese rcito riducile grande spazio di tempo ; l'ag
guerrirlo, maggiore; e renderlo v etcrano , ancor più. Moktlclccoli.
—Gli altri erano Francesi, e tutta gente multo agguerrita. Bestivoclio,
2. Si adopera altresì in signif. n. r\ss.
Et. Quanto più s' agguerriscono ogni gior no i ribelli ? Quanto più
sempre va crescendo ogni giorno l'unione Ira loro? Bebhvocuo,


AGG 33

AGGUERRITO, TA, pass. Dal verbo AGGUER


RIRE. V. .

AGHETTO, s. m. la frane. Aigulllette. Cordellina ,


Nastro , o Passamano di seta , o di filo d'argento o d'oro,
che in alcune milizie serve di distintivo ai soldati , ed agli
uffiziali. Si porta a uso di spallino sulla spalla sinistra rav
volto in varii nodi , e pendente da essa , intrecciandosene
i capi , che sono guarniti d'un puntale , negli occhielli delle
bottoniere davanti al petto. L'uso degli aghetti è stato ri
conosciuto pericoloso in guerra. Servivano anticamente per
congiungere , e legare insieme le varie parti dell'armatura,
e principalmente quelle della corazza.
Es. O pigliar questi come pecorini,
Senz'arme, e con le punte degli aghetti. Pulci. Morg.
AGONALE, àgsett. d'ogni gbm. Che appartiene all'A
gone nei due primi significati di questa voce.,
Es. Nelle contenzioni agonali, che si facevano a" Troja, esso vin
ceva ogni uomo. Boccaccio.

AGONE, s. m. In lat. Agon. Nome generico dì giuochi


militari e d'esercizii di corpo istituiti dai Greci, ed imitati
poscia da'Romani.
Et. Era in que'tempi ne'teatri, e ne'ludi ovvero agoni e feste l'uso
della poetica moltissimo. Salvisi. ,
2. Il Luogo istesso, cioè il Campo dove si fanno feste
militari.
Es. Vincitori, che infiammali dal desiderio della gloria in breve
agone si sublimano. Ammari.
— Lisciaro il luogo ; e 'I bel sciampiaro agone.
( Qui Sctampiare per Allargare, Fare più ampio, pai spazioso il Uri
roto). Salvisi trad. Odiss,
3
,34 AQU

3. Dai nostri poeti si chiamò Agone 1* Battaglia * il Coni*


battimento.
Et, Vicino a loro, anzi io quel slesso loco
Si fa un'altra mischia, un akro agone. Bcnjr.
4* E dai poeti pure si chiamò Agone il Campo delia

Es. Audace entrò nel marziale agone. Ariosto.

A GRAN TEMPESTA. V, TEMPESTA.

AGUATARE. V. AGGUATARE.

AGUATATO. V. AGGUATATO.

AGUATATORE. V. AGGUATATORE.

AGUATATRICE. V. AGGUÀTATRICE.

AGUATEVOLE, V. AGGUATEVOLE.

AGUATO. V. AGGUATO.

A GUAZZO. V. GUAZZO.

AGUZZINO, s. m. In frane. Exempt du prèvót. Specie


di Birro, o di Serviente del capitano di campagna, che avera
per uffizio di mandare ad esecuzione gli ordini dati per la
polizia del campo.
Es. E obbligo di suo oflìzio («/«/ capuano di campagna) avere un
luogotenente, con molti suoi aguzzini, o birri, che voglialo dire, e
col boia ancora, e cbe essi stien sempre alla sua persona. Cixczzi.

AIDUCA. s. M. In frane. Heictaque. Soldato unghero di


fanterìa. Gli Usseri c gli Aiduchi sono milizia propria e
35

a azionale dell'Ungheria; i primi a cavallo , ed i secondi


a piedi.
Es. Incamminatosi il governatore a quella volta con settecento ca
nili, e una quantità d'aiiluchi a piedi. Teksim. — S'introdussero in
questo mezzo per due volte in Neuhausel qualche haiduchi di Giavarino,
e di Coraora , che nelle parti roen custodite passarono a nuoto la Ni
trii. Mohteccccoli.

AIUTANTE, s. «. In frane. Adjudant. Quegli che ha


per officio di aiutare nell'esercizio delle sue funzioni un uffi-
zìale di grado superiore al suo.
La generazione di questi Aiutanti è varia secondo i \arii
uffizii, che vien chiamata ad esercitare: nei primi ordina
menti della moderna milizia , ogni Terzo di fanterìa aveva
un Aiutante o due che assistevano al'Sergente maggiore del
Terzo, e facevano quell'uffizio medesimo che si fa ora dal
l' Aiutante maggiore di reggimento, cosi chiamato perchè
aiuta al Maggiore. Altri Aiutanti v'avevano pure, cosi per
le compagnie di cavalleria allora numerosissime , come per
quelle della fanteria , con quelle funzioni e carichi eserci
tati ora dagli [Aiutanti sotto-ulhziali , ed anche dagli Aiu
tami di battaglione ; questi ultimi furono pur chiamati
Garzoni del Maggiore ( in frane. Adjudant sous-ojjìcier').
Ne1 governi delle fortezze \' hanno Aiutami che assistono
alPuffiziale comandante della piazza , e che si chiamano
perciò Aiutanti di piazza ( in frane. Adjudant de place).
Tutti i Generali che hanno comando in un esercito, sono
seguiti da uno o più Aiutanti di diverso grado, i quali
portano gli ordini loro , così a bocca , come in iscritto , a
tutti coloro che gli hanno ad eseguire , ed assistono in ogni
altra faccenda di guerra alla persona loro : questi Aiutanti
sono particolarmente chiamati Aiutanti di campo (in frane.
Aide-de-camp).
36 ÀIU

Finalmente chiamasi Aiutante Generale in alcuni eserciti


Quell'unciale superiore, il cui grado è tra quello del Co*
lonnello , e quello del Maresciallo di campo, maggiore di
quello , minore di questo , cui s'affidano per lo più funzioni
particolari ( in frane. Adjudant-général ).
Es. È necessario d'avere due aiutanti soldati vecchi , e ben pratichi
d'ogni maneggio di guerra , a' quali con volontà del Generale , e del
Maestro di campo il Sergente maggiore comunica molte cose , e or
dinai che essi le facciano, o le comandino, come se fosse egli mede
simo perciocché gli Aiutanti , come Luogotenenti del lor Ser
gente maggiore, sempre comandano iu nome di lui, e per lui in nome
del Maestro di campo. Cinuzzi. — Quando tutta la cavalleria alloggia
insieme, vanno i predetti Aiutanti col Foriero maggiore a far l'allog
giamento, e alloggiando separata uno d'essi alloggia col Tenente
generale, e l'altro col Commissario. Melzo. — Nello stato colonnello
d'infanteria, un Colonnello, un Tenente -co lonnello, un Sergente mag
giore, un Auditore, un Quartier-mastro, un Aiutante, un cappellano,
ecc. Monteccccoli.—Il signore di Vie, ed il baron di Birone, insieme
con il signore di Surena , e con il capitano Favàs ch'esercitavano uuel
giorno il carico d'aiutanti, raccoglievano l'esercito, e lo disponevano
in maniera, che, ecc. Davila.

2. Chiamossi pure con questo nome da pressoché tutti


gli scrittori d'artiglieria Quel soldato che muoveva e maneg
giava il pezzo in aiuto del Capo-bombardiere; quello stesso
che i moderni chiamano Serviente ; in frane. Servarti.
Es. Ordinanza dell'artiglieria : sagri da i2 pe| campo; bombardieri,
uno per ciascuno; aiutanti, cinque per ciascuno. Roscelli.
I
Aiutante di campo. In frane. Aide-de-camp. Uffiziale
che serve ai Generali d'un esercito per portar gli ordini, ed
assistergli in ogni occorrenza di guerra, o di servizio mi
litare. • .

Et. Inviarono la lettera per mezzo del colonnello Palterson aiutante


di campo nell'esercito britannico. Botta,
AIU

Aiutante màggiohe. In frane. Adjudant-major / Aide-


major. Uffiziale sperimentato , cui viene particolarmente
commesso di curare le particolarità piùi importanti del ser
vizio interno , e dei movimenti di un reggimento o di un
battaglione. Ha presa questo nomè , perchè suppliva da
principio al Sergente maggiore di un terzo , e quindi al
Maggiore , ai quali spettavano gli uffizii sopraindicati. Ve
n' ha uno per ogni reggimento, ed ha per lo più grado di
Tenente, o di Capitano. In alcune milizie, ogni battaglione
ha un Aiutante maggiore , in altre l'Aiutante maggiore del
reggimento ha sotto di sè uno o più Aiutanti, i quali ven
nero anche chiamati Garzoni maggiori.
Et. Un Comandante primario; un [Comandante in secondo; un
Maggiore ; un Aiutante maggiore, e un Garzone maggiore. D'Aktow.

AIUTO, s. m. Soldatesche mandate ad accrescere il


numero degli eserciti romani dalle città d'Italia, prima che
i loro abitanti godessero della cittadinanza romana. Chia-
maronsi poscia Aiuti tutti i corpi di milizia straniera, che
militavano per la Repubblica. Si levavano nel tempo stesso
in cui si faceva in Roma il deletto, e colle stesse disci
pline : erano armati e pagati dalle loro città , nè altro ri
cevevano in campo dai Romani , che il grano ed una parte
del bottino. Coll'andar del tempo si presero per Aiuti sol
dati Ispani , Galli , e Germani, e questi erano pagati. Gli
Aiuti non erano mai ordinati in Legione, ma per ale, per
torme e per coorti. Si usa per lo più al plurale, In latino
Auxilia. , ,
Et. Pose li fanteria d'ajuli, 'che eranp ottomila, pel mezzo. Da-t
tuuti trai. Tao.

2, Dicesi dì Corpi di soldati, di Milizie che s'aggiungono.


38 ALA

ad altri corpi per accrescerne il nomerò, agevolarne le ope


razioni , o scampargli da'pericoli. In frane. Jienfort.
Et. Non lardarono i regj ad opporsi, e ne seguì una fazion molto
Mera. Ma sopraggiurtgendo sempre nuovi aiuti a favor di questi, perciò
i difensori furono costretti al tini di ritirarsi. Bektivoguo.
3. Si adopera altresì per quei Corpi di milizia che ven
gono a congiungersi con un esercito, ed a militare con esso
per ragion di lega, d'amicizia, o di special convenzione.
Et. Si dee. avvertire di collocare il principal nervo ne'suoi medesi
mi, e che sieno tali , clie possano, se bisogno viene, superar la gente
degli aiuti e de'confederati. Orezzi. — Stimò che tornasse in suo gran
vantaggio l'assaltar quanto prima i nemici, e combattergli , avanti che
a favor loro comparissero gli aiuti forestieri che s'aspettavano. Beiti-
VOGLIB.

ALA. s. f. In lat. Ala. In frane. Aile. Una Banda di


cavalli o di fanti ausiliari posta alle due estremità della le
gione romana. Ogni Ala era ordinariamente di quattrocento
cavalli, ma venne a seconda de' bisogni accresciuta , e fu
talvolta di mille.
Et. L'ala destra, perchè l'esercito de' collegati era diviso, in diverse
ale, era posta nellj prima fronte. Nardi trad. T. Liv.

2. L'estrema parte della fronte d'un corpo di soldati


o d'un esercito, chiamata anche Corno/ Dicesi Ala diritta
quella che è posta a mano dritta di chi comanda in ordi
nanza di battaglia, ed Ala sinistra l'opposta. Gli eserciti
moderni schierati in battaglia si partono in tre parti prin
cipali, l'Ala destra che è quella che fronteggia la sinistra
deiriniinico, il Centro, e la Sinistra, che viene ad opporsi
alla destra degli avversari.
Et. Costanti e forti ricevettono i nemici , e coll'ale ordinate da cia
scuna parte rinchiusono tra loro i nemici. G. Vulasi.
ALA 3g

3. Chiamatisi potè Alo le Parti laterali , o Qtie'lati di


mitro o di terra, che si distendono a guisà d'ala ai fianchi
d'alcune opere di fortiGcazione, come di quelle a corona, a
tanaglia, e simili.
Es. Fece fare una larga via coperta con due ale di grosso muro. M.
Vit-Lin
4- Una Suddivisione del battaglione nella milizia italiana
de'secoli xvi e xvii, la quale era la terza parte del batta
glione.
Es. Uomini sei fanno una fila ; file quattro fanno una squadra ; squa
dre due fanno un'ala ; ale tre tanno il battaglione. MontecbccoU.
5. Ale della lancia diconsi Que'pezzi di legno, che stanno
superiormente all'impugnatura dell'asta. Alberti.

Fare ala. In frane. Border la haie. Vale Disporsi in due


lunghe file di qua e di là per far onore, e prestar assistenza
a chi passa; onde il comando militare: Ala, soldati,, cioè
distendetevi in fila di qua e di là: in frane. Formcr la haie.
Salvimi. Alberti.
2. Lo stesso che Fare spalle ; Dare aiuto.
Es. Nell'estremo caso fargli ala al volar la città ed al ritirarsi a
luoghi sicuri. Boita.
3. Vale anche Aprire le schiere , Spartirle nel mezzo,
onde di una linea continua farne due separate, per ricevere
o dar passaggio fra loro ad una terza schiera o corpo qua
lunque siati.
Es. Il Duca di Mena mandò due grosse squadre di cavalleria
per attaccarli , all'arrivo delle quali avendo quei del Re con artificiosa
prestezza folto ala d'ambe le parti, comparirono due grandissime co
lubrine in mezzo a loro , ecc. Dayila.
Posta d'ala. V. Posta.
4o ALA

ALABARDA, s. r. In frane. Hallebarde. Arme in asta


da punta é da taglio, fatta di un legno forte, lungo tre
braccia, e tutto tempestato di chiodi, in cima del quale sta
fitta una larga lama acuta e tagliente , guarnita nella sua
parte inferiore di un ferro ritratto a modo di scure dalPun
dei lati, e di una o tre punte acute dall'altro. Quest'arme
terribile, colla quale si poteva caricar di punta il nemico,
od arrestarne l'impeto, e maneggiarsi altresì di fendente e
di rovescio, si crede introdotta per la prima volta in Italia
dagli Svizzeri nella prima loro calata, l'anno l'ado-
prarono poscia e per lungo tempo i soldati Tedeschi chia
mati Lanzi. Ora non è più in uso se non nelle anticamere
de' Principi in mano di alcune delle loro guardie. Dicesi
anche LABARDA.
Es. Alcuni pochi portano in cambio di picca un' alabarda , 1' asta
della quale è lunga tre braccia, ed ha il ferro ritratto come una scure.
Machiavelli.
2. Per Soldato armato di alabarda.
Es. Mettere in vanguardia tulle l'alabarde armale di lor corsaletti
e niurioni a tre per fila , o a cinque, conforme alla compagnia grossa,
o piccola, ch'egli avrà. Ciirczzi.
ALABARDATA, s. r. In frane. Coup de hallebarde.
Colpo di alabarda. Dicesi anche LABARDATA. V.
Es. Ma il Dardi dandole per risposta una alabardata nei Gauchi ... i
Secxem.
ALABARDIERE, s. m. In frane. Hallebardier. Pro
priamente Soldato armato d'alabarda, ma si adopera per
lo più nel significato di Soldato della guardia del Principe,
che porta l'alabarda. In lat. Hastifer,
Et. Gli alabardieri sbrancarono. ( Qui parla dei Pretoriani). Da-
vaszati trai. Tac— Il che all'alabardiere, al moschettiere, all'ar».

chibusiere non imporla . : } . . rispetto all'arme corta , che porta, a che


parte la porti ; siccome la picca fa per la sua lunghezza. ( Qui per
Soldato armato d'alabarda). Cikczzi.
ALARIO. aggett. Id lat. Alarius, e Alaris. Soldato
ausiliario, Soldato degli aiuti , che militava nell'ala , fuori
della legione romana. Usasi talvolta come Susi.
Et. Cesare mise poscia innanzi ai ripari del piccolo campo a fronte
dell'esercito nemico -lutti ì soldati delti alarj. Baldelli Irad. Cet.
2. È anche Aggiunto di coorte, o d'altri membri e cose
appartenenti all'Ala, nel i»° signif. di questa voce.
Et. Avendo due legioni compiute aggiunse a queste trenta altre
coorti a larie. Baldelli irad. Ce».
ALBAIONE. V. DUNA. %
ALBANESE, s. m. In frane. Albanais. Soldato di ca
valleria leggiera nativo dell'Albania ; lo stesso che STRA-
DIOTTO. V. In processo di tempo ebbero pure questo
nome certi cavalleggieri italiani.
Es. Aveva spinlo il Capitano con gli Albanesi a prendere il posto
di Cutras. Ed in altro luogo: Non fu dubbio che i cavalli leggieri
albanesi respinti dal maggior numero non fossero facilmente discacciati.
Davila. — Conduceva seco (iZ Farnese') due compagnie d'Albanesi.
Segbem. — Era stato necessario al Principe di ritenere sodo titolo di
sua guardia alcune poche compagnie di cavalli italiani , chiamati Al
banesi. Uentivoclio. ,
2. Parlandosi della fanteria turca, s' intende con questo
nome un Soldato scelto tratto dall'Albania, chiamato altresì
Arnauta, e guardia per Io più dei Bassa. Soldati di questo
nome e di questo paese militarono altre volte agli stipendi
della Repubblica di Venezia , e <lel Regno di Napoli. In
frane. Albanais; Arnaute,
Et. Dal lato de' Turchi in particolare, dove perì non già la milizia
imbelle, ausiliaria, e fugace, ma la propria, e più agguerrita e feroce,
quei Giannizzeri , quegli Albanesi , quegli Spalù, ecc. Morriccccoii,
4» ALA

ALBERARE. V- Arr. Lo stesso che INALBERARE. V.

ALCANGI' s. m. pluh. Corpo di milizia a cavallo impiegata


ordinariamente a tener fermo il buon ordine nelle province
turche, come quello dei Bechll a piedi , e che in tempo di
guerra viene spedita dalle province stesse all'esercito.
Et, Compongono la cavalleria gli aleang'i comandati dalle Pro
vincie. MoHTHCCCCOLI.
ALFIERE, s. m. In lat. Aquilìfer; Aquiliger. In frane.
Enseigne ; Cornette; Porte-étendard. Grado nella milizia
che si db a colui che porta l'insegna ne'reggimenti.
Là voce è manifestamente dal lat. Aquilìfer, titolo e
grado di colui che nelle antiche ordinanze romane portava
l'Aquila , insegna principale della Legione, e però distinto
da quelli che nella Legione istessa portavano le insegne
minori , e che erano chiamati Draconarii, Immaginarti,
Immaginiferi, ecc., de'quali V. a luogo loro.
Nella milizia moderna l'istituzione dell'Alfiere con grado,
uffizio, e luogo distinto dagli altri uffiziali , non sembra an
teriore al secolo xn : a quel tempo l'Alfiere che portava
1' insegna d' una compagnia così di cavalli, come di fanti ,
aveva nelle fanterie grado di Luogotenente del Capitano, e
ne esercitava le veci qualunque volta questi venisse a man
care; nella cavalleria, tanto grave, quanto leggiera, veniva
dopo il Tenente , ed era il terzo uffiziale della compagnia.
Nell'una e nell'altra milizia da piò e da cavallo gli era dato
un Portainsegna , che gli reggeva la bandiera , o . lo sten
dardo ne' cammini , e per tutto dove l'onore dell'Alfiere
non l'obbligava a maneggiarlo e a difenderlo da se : nelle
battaglie e negli scontri d'ogni maniera l'Alfiere de'cavalli,
come quello de' fanti tenevano l' insegna innalberata , ma
questi colla mano sinistra, impugnata colla destra la spada
ALI 43

per combattere; l'altro piantata nel calzuolo della staffa ed


appiccata al fianco destro eoa cinturino o catenella , com
battendo anch'egli colla spada , quando gli occorresse. In
queste fazioni il rompere l'asta della bandiera o dello sten
dardo sopra i nemici , ritirandola rotta , era bella ed ono
rata prova ; l'abbandonarla, viltà.
Verso la metà del secolo xvu questo grado andò fuori
d'uso nelle cavallerie , ove sottentrò il CORNETTA; V.
Durò assai più tempo nelle fanterie , e non venne abolito
se non quando le compagnie scemate di numero non ebbero
più insegne , e quell'unica d' ogni battaglione venne data
ad un Portainsegna o Banderaio , con grado di Uffiziale o
di Sottoufilziale.
Es. Un alfiere della legion sesia gli portò l'insegna. Davanziti /rad.
Toc. — Prima piana il' infanteria : Capitano ; Tenente ; Alfiere ; Ser
gente , Instruttore ; Foriero, ecc. Morrscuccou. — Il carico d'Alfiere
nelle compagnie di cavalli è di tanta slima, che soglion pretenderlo
giovani nobili Comandano e.si alla compagnia in assenza del
Capitano e del Tenente. Melzo.

ALICETTA. V. ACCETTA.

ALLA BOCCA. V. BOCCA,

ALLA CACCIATORA. V. CACCIATORE.

ALLA FRONTE. V. FRONTE.

ALLA FUGGIASCA. V. FUGGIASCO.

ALLA GAGLIARDA, modo àwerb. Gagliardamente;


Con gagliardia; Con vigor militare; Colla spada alla mano.
f i Tenendo egli per fermo, che il Ile mm 1 asciti ebbe di farlo se
guitare alla gagliarda, o di seguitarlo egli medesimo. Dayila.
44 ALL

ALLAGAMENTO. V. INONDAZIONE.

ALLAGARE. V. INONDARE.

ALLA LARGA, modo avvebb. Discostamente; alquanto


lontano; Fuori delle offese. In frane. Au large.
Es. Il Duca d'Alba avea mostralo una chiara intenzione di mettere
l'assedio a Leyden, col farvi occupare intorno quei siti alla larga, che
in quella stagione potevano essere più opportuni. Bextivoglio. — Ri
ducami in truppe i battaglioni, acciocché quando gli eserciti stanno per
azzuffarsi, mostrino d'avanzarsi alla larga verso il nemico per dargli
timore. Montecuccoli. — Il Commissario generale che si trovò più
vicino, con tre compagnie che aveva, si mise a seguitare alla largai
nemici. Melzo.
ALLA LEGGIERA. V. LEGGIERO.
ALLA MESCOLATA. V. MESCOLATO.
ALLA MILITARE. V. MILITARE.

ALLA RAITRA. V. RAITRO.

ALLA RINFUSA, modo avverb. Confusamente ; Senza


distinzione ; Senz'ordine.
Es. Spesso ne' medesimi alloggiamenti fanti a piedi cavalieri , e
soldati di mare alla rinfusa. Davakzati trad. Tac.

ALL'ARME; ed ALL'ARME, ALL'ARME. V. ARMA.

ALLA SCIOLTA. Modo di dire avverbiale, che con


giunto co'verbi di moto vale Cogli ordini larghi , Colle
file aperte , staccate le une dalle altre j contrario dell'An
dare serrato.
Et. Lo scomporre gli ordini nel dar la carica troppo alla sciolta al
nemico che fugge, cadendo così negli agguati, o noi potendo sostenere
quando' dj repente ei si rivolge. MoirrEcoceot,!,
ÀLL 45

ALLA SCOPERTA. V. SCOPERTA.

ALLA SFILATA, V. SFILATO.

ALLA SFUGGIASCA. V. SFUGGIASCO. -

ALLA SOLDATESCA. V. SOLDATESCA. _

ALLA SPEZZATA, modo àvvebb. Spezzatamente, In


maniera rotta e confusa. Si usa dalle persone militari per
parlare di que' corpi di soldati , che fuggono rotti in più
parti, e senza ordine.
Et. Dopo l'arrivo del Loog c del S.Clair, siccome dei fuggiaschi,
che arrivavano alla spezzata. Botta.

ALLA SPICCIOLATA. V. SPICCIOLATO.

ALLA SPROVVEDUTA, e ALLA SPROVVISTA.


modo avtebb. Improvvisamente ; Alla non pensata ; Non
essendo preparato alla difesa. In frane. JLu dépourvu.
Et. Pietro Navarro facendo fare un lavoro di tirare una trincea alla
marina, Gian d'Urbino gli uscì addosso alla sprovveduta con una grossa
binda d' infanteria scelta. Segni. — Lasciarli sbrancare, e cignerli alla
sprovvista. Datamati trad. Toc.

ALLA STRACCA, modo avverb. Straccando ; Stan


cheggiando il nemico, obbligandolo a correre inutilmente,
ed a perdere a questo modo le forze.
Es. Non si metteranno al rischio delle battaglie , esclamava l'oratore,
ma ci piglieranno alla stracca. Botta.

ALLA TESTA. V. TESTA.

ALLA TRATTA, modo àyyem. che si usa coi yerbi


46 ALL

Avere , Prendere, Cogliere , e Vile Sorprendere il nemico


con insidie j Tirarlo in aguato ; Coglierlo con inganno.
Es. I Toscani per vedere se potevano avere quelle alla tratta . posono
un aguato propinquo ai campi romani, e mandarono alcuni soldati con
veste di pastori. Machiavelli.— Spintesi troppo avanti pel troppo
ardore alcune bande d' Inglesi , e di Essiani, furono prese alla tratta
in un agguato apparecchiato loro dagli Americani. Botta.
ALL'AVVILUPPATA. Posto avverbialmente con verbi
di moto vale In gran confusione e disordine.
Es. Nel dar che fecero volta i primi, voltarono i secondi, e dietro
gli altri , e in fin tutti , fuggendo all' avviluppata , senza resta , nè -
ordine. Bartoli.
ALLE MANI. V. MANO.
ALLE PRESE. V. PRESA.
ALL' ERTA, modo avverb. In frane, pilerie. Si usa
coi verbi Stare , Tenersi , e simili , e vale Stare a buona
guardia; Esser vigilante, cauto, guardingo. È traslato dalla
caccia , ed è modo di dire tanto militare , che è ancora
grido di guerra per chiamare i soldati ai loro posti , e tener
le guardie e le sentinelle vigilanti. È voce presa dallo spa-
gnuolo.
Es. Tener sentinelle, le quali scoprano da lungp, e slare all'erla
per non esser sorpreso. Moktbccccoli. — Lasciar ordine clic si passi
parola all'erta, esscndovenc bisogno. Ed altrove: Cile subito, senza
muoversi , ma col gridare all'erta, o all'arme, possa di lutto avvisar le
altre sentinelle. Cimuzzi: — Quattordici compagnie , le quali debbono
darsi il cambio, far le ronde y e stare all'erta tutta notte dinanzi alla
fronte dell'esercito. AlgAkotti.
ALLE SPALLE. V. SPALLA.

ALL'IMPROVVISTA. modo avyeub, Improvvisamente;


hiaspctutaiuuue. Cui su.
ALL 45

ALLINEAMENTO, s. u. In frane. Alignement. Po


litura d'una serie di cose o d'uomini sopra una linea retta,
e la Linea stessa sulla quale sono disposti. Si adopera cosi
nell'Architettura militare , come nella Tattica , e partico-
larmente nella disposizione d'ogni corjp di fanteria o di
cavalleria sul terreno, che dee occupare.
I principii di questo Allineamento sono tre: i.° Stabilire
un oggetto fuori della linea per punto di vista, quindi sce
gliere in essa qualsivoglia punto. 2.° Segnar due punti, ossia
estremità fuori della linea occupata, entro i quali si voglia
ordinare una schiera. 3.° Stabilire due punti entro la linea
istessa. Questi tre principii, che s'incominciano ad applicare
all'allineamento d'un drappello, convengono ugualmente a
numerose colonne, e sono del pari invariabili. L'Europa va
debitrice di questa semplicissima ed utilissima regola al ge
nerale prussiano Saldern. L'Allineamento vien segnato nelle
evoluzioni dagflndicanti, in frane. Jalonneur, e dalle guide,
le quali si pongono sopra i punti indicati dai comandanti.
Nelle grandi evoluzioni , ossia nelle mosse di più corpi
chiamasi Battaglione o Squadrone d'Allineamento, quello
che viene indicato dal comandante per servir di regola e
direzione agli altri, e sul quale essi debbono allinearsi, non
.■dirimenti che il soldato prende norma dal suo vicino già
allineato.

Et. Prenderà la precauzioni necessarie , affinchè nell'oicurita della


notte non seguano errori nell'allineamento delle batterie, e nella dir*.
zione delle cannoniere. D'Antokj.

ALLINEARE, v. att. In frane. Alignei: Collocare e


Disporre una serie d'uomini o di cose a filo sulla stessa li
nea. E voce nuova , ma necessaria alla milizia , nella quale
il verbo Afflare ed Afflarsi non bastano in molti casi all'uso
4» ÀLt

che se ne fa. I nostri antichi usarono in quésto senso ì vèrbi


Arrogare , Andate , Ordinare ; ma questi , senza significato
preciso, non si adoperano più che dagli storici e dagli ora»
tori.
Es. Accampamento*ii allineate trabacche. Alfieri.
ALLINEATO, TA: j?art. pass. Dal verbo ALLINEA
RE. V. , •
ALL'INVILUPPATA, modo avverb. la frane. En
désordre. Confusamente , Senza ordine.
Es. Gli Americani, conosciuta la cosa, si sgomentarono e disordi
narono. Procedettero ciò nondimeno, sebbene all' inviluppala , sino ad
Hubbardton. Botta.
ALLOGGIAMENTO, s. m. In frane. Logement. Casa,
o Luogo dove alloggia il soldato, quando non avendo quar
tieri o caserme è albergato dall'abitante del luogo ove passa.
Es. Ritirassi dunque l'esercito d'Arezzo, onde con confusione spa
ventevole bisognando prepararsi gli alloggiamenti nella città, si vede
vano diversi effetti nel popolo. Segni. — Oltre alla principal cura dì
distribuir gli alloggiamenti , solevano già i forieri. . . ecc. Melzo.
2. Luogo, dove è fermo l'esercito in campagna. In frane.
Cantonnement.
Es. Una parte de' Tedeschi, solo per aver piìi grassi alloggiamenti ,
aveva passato il fiume. Guicciardini.
3. Il campo stesso , nel quale un esercito sta fermo e
fortificato. In frane. Camp retranché.
Es. A volere che Io alloggiamento sia sicuro, conviene che sia forte
ed ordinato. Ordinalo lo fa l' industria del capitano ; fotte lo fa il silo
o l'arie. Machiavelli. — Alloggiò Ercole Bentivoglio in luogo fortissi
mo., con l'opportunità del quale alloggiamento raffrenò assai l'impeto
de'nemici. Gdicciardini. — Mostravano le trincee ed i forti tanto ri
levati ed eminenti, che da molti anni non s'era veduto alloggiamento
piii forte, Davila.
ALL 4g

l Alloggiamento ài prende talvolta per Misura di tettfpd


da un alloggiamento alPaltro , supponendo V esercito in
cammino, che rinnovi l'alloggiamento ogni giorno. In frane;
Étape. I Romani adoperavano pure in questo significato
la parola Castnun.
Es. I Francesi si condussero senza perdita d'uomini , o altro danno,
in otto alloggiamenti alle mura d'Asti. Guicciardiki. — Mandava una
mano di veloci soldati, comandandole , facesse due alloggiamenti per
giorno verso Castel San Giovanni. Botta. .
5. Alloggiamento, in frane. Logement, chiamasi pure dai
moderni un Lavoro fatto dagli assediami ne'loro approcci ,
od ia qualche posto pericoloso da essi occupato, dove assolu
tamente è necessario di coprirsi con gabbioni od altro dalle
offese del nemico, come nella strada coperta , nelle opere
st accate, sulla breccia ecc.
Es. Dopo l'assalto, l'alloggiamento sì fa spianando il suolo, e met
tendovi più file di gabbioni ricoperti di tavole e di terra, al favor de'
quali i minatori seguono il loro lavoro, assicurali ne' fianchi ,in mezzo
ad alcuni soldati armati. SJohtecoccoli. — 11 controfosso ritarda assai
gli alloggiamenti, che l'assalitore deve fare sul ciglio dello spalto.
D'Astobj. ,

Alloggiamento a. discrezione. V. A discrezione.

Alloggiamento campale, chiamasi genericamente Quello,


che si fa sotto i padiglioni , e baracche. MSS. Ugo Ca-
ciotti.

Alloggiamento interrato. Chiamasi più particolarmente


dai pratici Quel lavoro tumultuario di difesa che si fa nel
fondo del fosso d'una piazza assediata, od altrove sotto terra,
che serve altresì a ritardare i progressi del nemico.
Et. Si prese risoluzione di difenderlo (ilforte) fino all'estremo : il
che per lungo spazio di tempo fu eseguito con fossi, pozzi, controra-
Vol.l. -1
fio ALL

mine, fornelli, capponiere, cofani , tagliate , fianchi coperti, traverse,


palizzate, alloggiamenti interrati , fogade, sortile, bombe seppellite o
gittate dentro gli approcci , granate a mano e a mortaio, cnntrabbalte—
rie, fuochi artificiali, e simili altre invenzioni dell'arte. Moktececcol.1.
Alloggiamento maggiore. In frane. Quartier general.
Lo stesso che Alloggiamento principale. V.
Es. Voleva fargli partecipi del suo disegno, il quale era d'assalire
a mezzanotte l'alloggiamento maggiore, ove sapeva che non si facevan
le debite guardie. Davida.
Alloggiamento principale, in frane. Quartier general,
chiamano i buoni scrittori il Luogo dove il capo supremo
dell'esercito pone il suo alloggiamento. Dicesi anche Al
loggiamento maggiore e Quartier generale. V.
Es. Viaggiava a sicurtà verso 1' alloggiamento principale di Buona-»
parte. Botta. (
Bulletta d'alloggiamento. In frane. Billet de logc-
ment. Polizzetta, che il furiere delle compagnie, che va
innanzi , riceve dai capi del comune, ove queste compagnie
debbono pigliare alloggio, e che distribuisce poscia ai soldati,
acciò che questi possano facilmente rinvenire la casa loro
assegnata, ed essere dal padrone di essa riconosciuti e rice
vuti. Si scrive anche ma con cattiva ortografia Bolletta.
Es. Ed ancora In particolare , come ha poi da far tutto l'alloggia
mento, le bollette di ciascuna squadra, ecc. (Parla del Furiere). Cutuzzi.
Fare gli alloggiamenti. Lo stesso che Porre campo j
Accampassi. V. 1 .'
Es. Avendo questo Fiorino fatto i suoi alloggiamenti sotto Fiesola.
Cellibi. , ■('

Fare l'alloggiamento. In frane. Faire les logemens.


Modo di dire tutto militare, che vale Disporre una casa.
od un quartiere , o più case e pin quartieri in modo da
distribuirvi i soldati, che hanno da pigliarvi alloggio, con
Ordine e secondo le regole militari. Dicesi anche Fare i
QUARTIERI. V. . .fi - I
Et. Nell'occasione dell'alloggiare gli tocca inviare innanzi il furiere
a far l'alloggiamento , -e dirgli coni' e' l'ha a fare , ed in particolare
come ha da riconoscere la casa del capitano, e che la bandiera stia in
luogo pubblico, conveniente, e sicuro. Cindzzi.
Porre gli alloggiamenti. la lat. Castra jxottere* la frane.
Camper. Lo stesso che Accamparsi. V. Crusca.
Prendere Alloggiamento. In frane. S'ètablir; Se loger.
Alloggiare in luogo sicuro , o fatto sicuro dall'arie , nel
primo significato di questo verbo.
Et. Preso nel lito il primo alloggiamento,
Di picciol fosso la muraglia insolca .
E 'n sembianza ili campo e di fortezza
D' argini lo circonda e di sleccato. Ciro trad. EnciJ,
ALLOGGIARE, v. heut. In lat. Castra ponere. In
frane. Camper. Porre gli alloggiamenti; Fermarsi colPeser-
cito in qualche luogo.
E». L'esercito slato a S. Lazzaro tredici giorni, andò il giorflO; se
guente ad alloggiare a S. ciarlino. Guicciaiidim. — Ma nell'esercito di
sopra, la quarta, e la diciotles'una legione insieme Sloggiate il mede
simo di primo di gennaio spezzano le immagini di Gatba. DavaxIati
trad. Tac.
2. In signif. att. vale Dare alloggiamento ai soldati, e
dicesi degli abitanti d'un luogo, che son costretti a riceverli
nelle case loro. I primi, secondo il Giovio, ad introdurre
in Italia questo grave modo d'albergare i soldati , furono
gli Spagnuoli nel regno di Napoli prima, ed in Lombardia
poi , nel secolo xvi. In frane. Loger.
Et. Nelle case, proprie erano costretti, seconde l'uso di Francia ,
alloggiare continuamente gli uiUziaii e soldati francesi. Gviccukdim.
5a AIX

3* la iìgaif, ». pass. Alloggiarsi, in frane. & /ogev,, vate


Piantar fermo il piede iti un'opera del nemico occupata di
viva forza, riparandovisi subilo dalle sue offese coti un la
voro tumultuario.
Ès. Sboccati finalmente i Regj nel fosso cominciarono ad alloggiar -
visi. Bektivoglio. — La notte del terzo giorno assalirono gli Inglesi
così precipitosamente la contrascarpa , che scacciati i propugnatori vi
si alloggiarono, e con somma diligenza e celerità vi si fortificarono e
coprirono. Davida.
Alloggiare a discrezione. V. A discrezione.

Alloggiare allo scoperto. In frane. BLvouacquer. Ac


camparsi senza tende o baracche, che ricoprano il soldato
dalle ingiurie del cielo.
Es. Alloggiano gli inimici al coperto provvisti di vettovaglie e di
strame; noi alloggeremo quasi tutti allo scoperto, c bisognerà portarci
dietro gli strami. Gi'icciaudihi.

Alloggiar sulla campagna. V. Campagna.

ALLOGGIATO, TA. part. pass. Dal verbo ALLOG


GIARE. V.

ALLO SCOPERTO. V. SCOPERTO.

ALLUMARE, v. att. In frane. Donner le feu. Ac


cendere, Dar fuoco, e dicesi particolarmente delle artiglierie.
Es. D'onde si scopriva benissimo il lampo che fa la polvere nell'al-
liimare il pezzo. Accademia del Cimento. — Quel famoso capitano era
solito chinare' il capo, ogni volta che vedea allumarsi il cannone del ne
mico, dicendo che una cannonata ben si meritava un inchino. Alcarotti.

ALLUMATO, TA. mi. pass. Dal verbo ALLUMARE.


*
ÀLL 53

ALLUNATO, TA. aggett. Io frane. En demi-cercle:


Curvato, Piegato in forma di luna.
Es. Era adunque Semifonle situata quasi aovata, ed alquanto come
tale poggio allunata con le testate , che una guardava dalla banda di
Lucardo, e l'altra Vico. Pacs da Certaldo.

ALONE, s. m. In frane. Éastion détachè. Un'Opera


distaccata dall'altre , composta di quattro lati , che si po
neva dinnanzi alle facce de' bastioni e de'rivellini. È voce
risata dal Marchi. Gli altri scrittori 1' hanno chiamata Lu
nétta quando è posta innanzi alle facce de'rivellini , e Con-
tragguardia quando è innanzi a quella de'bastioni, ma lJuna
e l'altra di queste denominazioni sembra impropria; la pri
ma , perchè 1' opera di cui si parla non ha nessuna somi
glianza con una piccola luna , o mezza luna ; la seconda ,
perchè la voce Contragguardia è già adoperata ad esprimere
quell'opera continuata che copre le due facce , e l'angolo
fiancheggiato del bastione. Alcuni altri scrittori adoprano
la voce Tanaglione , impropria quanto le altre due : quella
di Alone è degna d'essere ammessa dietro la grave autorità
del Marchi, e perchè esprime 1' ufficio dell' opera , che è
quello di far ala o riparo alle facce de'bastioni o de'rivellini.
Il Marchi chiama indistintamente Cortine o Facce i Quattro
lati dell'Alone, e chiama Fronte il Lato verso la campagna,
Contrascarpa il Lato verso Ja faccia dell'opera, e Parte di
fuori il Lato obliquo verso la fortezza.
Et. Aloni sono quelli che difendono i baloardi dalle batterie, ed
1 nniio ad esser fatti ne'fossi) e circondati da essi . . .. ho posto il nome
d'Aloni, perchè fanno ala di fuori a 11 i baluardi. Marchi. — Ciascheduno
di questi spezzamenti si suol anche denominare Alone, Bastione distac
cato. Isola , Guardiano, secondo che la sua configurazione s'assomiglia
a quella de'bastioni, o che è d'una gran capacità, o linalmente secondo
le funzioni, alle quali si destina lo spezzamento. D'Airiosi.
4 ALt

ALTALENO e ALTALENA, s. m. o f. In lat. Tolleno.


In frane. Bascule. Macchina militare adoperata dai Greci
e dai Romani , e dagli Italiani prima dell' invenzione della
polvere. Adopcravasi dagli assediami per Varii usi, come
per porre uomini armati ee. entro la piazza assediata , ed
era una forte trave piantata verticalmente in cima della quale
si bilicava un'altra trave mobile, e ad una estremità di que
sta «i poneva una gabbia con entrovi uno o due soldati, i
quali abbassandosi l'altra estremità venivano alzati sino al
l'altezza delle mura nemiche. Gli Italiani antichi , presso
i quali non andò mai in disuso l'opera delle macchine mili
tari dc'Romani , chiamarono questa macchina Altaleno
dal Tolleno de' Latini, aggiuntovi l'articolo arabico al
£ cioè <7^ c con nome più italiano la dissero poscia Maz
zacavallo.
Es. Altaleno £ detto, quando una trave alta si lice» in terra, alla
i|uale nel capo di sopra, un'altra trave più lunga per lo traverso, e noi
mezzo misurala , si commetlc in tal modo, che se l'uno capo si china
l'allro in alto si leva. B. Giamboni, trad. Ve^ez.
ALTEZZA, s. f. In frane. Ilaùteur. La profondità
d'una schiera, Un battaglione in ordinanza di battaglia ha
due, tre o più uomini d'altezza.
QuaiUuuque la Crusca non abbia registrato questo signi»
ficato, io mi sono disposto ad ammetterlo non solo mosso
dall'autorità del Montecuccoli, e di altri nobili scrittori mi
litari, ma perchè la parola Alto, di cui Altezza è l'astratto»
siginflca anche Profondo.
Es. Una fila di fondo, ovvero d'altezza, sono più soldati posti in
linea retta l'.uno dietro all'altro. Moirtecuceou. — Tutta poi quella
parte, chte Si' tHraldopo la fronte della battaglia irisino alle relroguidc,
ti dice l'allfcttB,' CliuVi trad. Et.
ALT 55

AL TIRO. V. Tino.
ALTO. In frane. Halle. Postoassolutamente ò Comando
militare, col quale si fa fermare la schiera, il soldato; onde
Fare alto vale Arrestarsi , Fermarsi. La voce è presa dal
tedesco Hall che vale Fermata.
— Quando si <on degli inimici accorti,
Che fuor de'padiglioni avean fallo aUo. Alamanni.
F.s. Non aveva il Portocarrcro sino allora conferito il suo disegno
con alcuno : ma dopo che la gente si fu alquanto avanzata , fece alto,
e tratti i capitani in disparte con parole piene di vigor militare ma
nifestò l'occasione. Bbhtivoolio. — Qualunquo senza licenza di chi ne
ha autorità , darà arme falsa, ovvero griderà , o passerà parola in isea-
ramuccia, o in assalti, o in battaglia, alto, allo, ecc. Orezzi.
ALTURA, s. f. In frane. Hauieur ; Eminence. Lo
stesso che EMINENZA. V. Dicesi anche Alterza f dalla
quale peraltro differisce come meno generica, e colla quale
non si può dagli scrittori militari confondere a cagione del
signif. particolare cosi dell'una come dell'altra voce nelle
cose della milizia. V. ALTEZZA.
Et. Che i Romani non scendeanó dal monte , e ch'elli si guerniano
in quella altura. hn.tratì. Crisca. — Il Duca di Guisa . .'. . .passò
la riviera sul ponte, sperando di poter ascendere qualche altura, dalla
quale potesse comodamente scorgere gli andamenti, e distintamente
comprendere il numero, e l'ordine degli stranieri. Datila.
ALZATA D'INSEGNA. V. INSEGNA.

ALZATA DI TERRA. In frane. Lcvéé de terre. Un'


Opera tumultuaria di difesa, che si fa alzando avanti a se
un mucchio di terra, onde porsi alla meglio al riparo della
moschettcria o dell'artiglieria minuta del nemico. Le alzate
ai terra non sono battute , ne piotate , nè tampoco inca
miciate. . ,
Et. Semplici batterie accorlinate con alzale di \erti.l Bq.^ta«
AMA

A MANO; A MAN SALVA. V- MANO.

AMAZONE. s. f. In lat. Amazon, In frane. Amazone.


Femmina bellicosa originaria della Sarmazia , quindi abi
tatrice delle rive del Termodonle nella Cappadocia, armata
d'arco, di scure, e di pelta. Era per istituzione nemica
degli uomini.
Molte sono le favole, che si raccontano delle antiche
Amazoni, fra le quali deesi annoverar quella, che esse
venissero private della mammella destra onde farsi più
abili al maneggio dell' arco ; i monumenti antichi che
rimasero , mostrano le Amazoni scolpite con ambe le
mammelle. Cade con questa favola la comune etimologia
del nome, che si traeva dall'or privativo, e da [iv.riq (mam
mella). Fra le più probabili conghietture rammenteremo
quella del Wachter, il quale crede che il vocabolo Ama
zone sia stato formato dalle due parole Sorabiche Mecz
(spada) e Zona (femmina) , e che esse fossero chiamate
Mecz-zona , donne armate di spada , onde i Greci fecero
poi Amazon, Amazones. Il dottissimo Freret crede che
questo nome sia stàio in origine formato da due vocaboli
Calmucchi, cioè Emé o aemé (femmina), e tzaine (eccel
lente), di modo che Amazone verrebbe a dire eroina, fem
mina eccellente. Checché ne sia di queste conghietture ,
egli e certo clic l'etimologia primitiva della voce deesi ri
cercare nelle lingue antiche settentrionali , essendo setten
trionale l'origine di queste donne. Le stesse favole invol
gono le azioni loro , ma la Storia ammette per vera una
battaglia combattuta ferocemente dalle Amazoni nelle mura
stesse d'Atene ; gli Ateniesi rimasero dopo un lungo con
flitto vincitori , ed istituirono poscia una festa anniversaria
AMF 57

per tramandare ai posteri la rimembranza della loro vit


toria. ,
Et, Le antiche donne di Lenno, e le gtierreggevoli Amazoni. Bembo-
— In tal sembianza
Tercnndoonle il bellicoso stuolo
Delle Amazoni site vide in battaglia
Attorneggiare Ippolita. Caho trad. Eneid.
2. Per similit. si dice d'Ogni donna bellicosa e d'animo
virile , che versa ne'campi , e si mostra animata da spiriti
guerrieri. Alberti.
A MEZZO TIRO. V. TIRO.
AMFIBIO. s. m. Nome che i Greci davano a Que'sol-
dati che erano assuefatti a combattere con due cavalli sal
tando sul fresco, quando uno era stanco. I Romani li chia
marono Desultores, ma lasciarono questa milizia ai Numidi.
Es. Fassi l'ordinanza secondo questa tigura spezialmente contro i
barbari , i quali furono chiamati amfibj, perch'erano avvezzi a saltare
d'un cavallo sopra un altro. Car > ni inul El 1 primi cosi denominati
sono quelli che adoperano un sol cavallo, ed amlihj quelli, che ne
hanno due a pajo non bardati, in guisa che balzar possano dall'uno
sull'altro. Racciietti trad. Arrian.
A MIRA CERTA; A MIRA FERMA. V. MIRA.
AMISTADE , AMISTATE , e AMISTÀ', s. f. Con
federazione di potentati o di comuni per patto giurato di
reciproci vantaggi durante la pace, e di mutuo soccorso
in caso di guerra. È voce antica, ma frequentissima negli
usi della milizia feudale , e di quella delle Repubbliche
Italiane. Si trova nel latino-barbaro Amicitia in questo
stesso senso, che risponde al Foedus deJRomani , ed alla
Confèdèralion de' Francesi.
Et. Avendo lega, e amistà coti Zeno Imperatore di Costantinopoli.
Ed altrove: Avvegnaché i Fiorentini fossero più genti, e di maggiore
amisiade, e aiuto. G.Vitturi.— La gente dell'amistà de' Guelfi di
Toscana, c, Lombardia. Storie Pistoiesi.
5g AMM

4. Per la Gente armata e regimala la adempimento del


patto d'amistà. la lat. Sodi. In frane. Confèdérés.
l'i. Si s'accordarono insieme, e feciono venire lum amistà di fuori.
G. Villabi. — Venne Federigo con (ulte sue genti per distruggerla
(Roma), e in passando per la Lombardia, cper la Toscana lauti quanti
baroni , e signori sua parte teneano tutti convocò, e a quegli impose ,
che quante più poteano di loro amistadi , c fedéli , e masnada adunas
simo, e con loro conducessinle. Pace dà. Certavio.
AMMINISTRAZIONE MILITARE. In frane. Admi-
nistration militaire. S'intende con questo nome la Cura
e la Soprantendenza di tutte le spese che si fanno per una
guerra , per gli eserciti , come la massa de'viveri , e delle
vestimenta fatte per via di contribuzione o d'appalto, le
tende, i procacci, le condotte, i magazzini, gli ospedali,
la fabbrica delle munizioni da guerra d'ogni genere, quella
dell'armi bianche e da fuoco, quella delle polveri, in som
ma d'ogni cosa di che abbisogni un esercito tanto pel so
stentamento de'soldati , quanto per le imprese militari che
dee fare.
Es. 1! insci dannosa alle cose del Re la perdita del marchese Vilel li,
perchè sopra di lui s'appoggiava in quel tempo il peso maggiore del
l'amministrazione militare. Bentiyoomo.
Amministrazione delle armi. V. Arma.

AMMOTTINAMENTO. s m. Lo stesso che AMMU


TINAMENTO. V.
Es. Il primo è l' ammottinamento , che è una semplice sospensione
d'obbedienza al Principe, e al Generale. Crttczzt. ,

AMMOTTINARE. v. n. pass. Lo stesso che Ammuti


narsi , e forse più esatto perchè più vicino all'origine che
è in MOTTINO. V. Scrivcsi anche Ammotinare,
Es. J Corsi s'ammotinarono, c corsi a furpre sulla piazza di S. Croce
AMM Sg

gridarono sacco lacco. Varchi. — Ma ne'soldati d'una sola nazione ,


bérictiè sia pili diflìcil l'ammottinarsi, perchè de' suoi proprii « Com
posta quella milizia , quando s'ammottinano, come s'è bene spesso
veduto, egli nasce del tutto la rovina dell'esercito. Cmuzzi.

AMMUTINAMENTO, s. K. In frane. Émeute; Sèdi-


tion. Sollevazione , Ribellione deJ soldati armati contro i
loro capi. Questa peste degli eserciti infierì particolarmente
ai tempi delle guerre di Fiandra nel finire del secolo xvi, e
fu di funesto esempio agli altri eserciti d' Europa. Pochi
d'allora in poi , e prestamente soffocati furono gli ammu
tinamenti de'soldati, ma ricomparvero fra la gente francese
nelle lunghe guerre , che essa sostenne dalla rivoluzione in
poi. E siccome in questi loro ammutinamenti i Francesi
non si scostarono quasi punto da que'primi di Fiandra tanto
nella funesta ostinazione , quanto nell'ordine osservato in
quel terribil disordine , così sarà pregio dell'opera il riferir
qui ciò che ne lasciò scritto il Bentivoglio, che fu di queste
rovine testimonio oculare più volte. I lettori potranno raf
frontare questa descrizione con quella del famoso ammuti
namento de'soldati francesi nella città di Strasburgo, l'anno
1 8 1 5, governato da un Sergente eletto da essi a Comandante,
e che prese il titolo di General Garnison.
Et. E perchè dopo questo ammutinamento ne seguirono tanti altri
nel progresso di questa guerra, e che per tal rispetto alle cose del Re
in Fiandra sono state quasi piìi dannose l'armi de' suoi soldati, che
quelle de' suoi nemici , perciò non sarà fuori di proposito il riferire
qui anticipatamente con ogni maggior brevità quel che è più degno
da sapersi in materia, della quale tante volte occorrerà che si tratti.
Non è altro un esercito alla campagna , che una gran città mobile
governata con leggi militari fra muraglie di ferro. ' Questa città si di
stingue in varie qualità di persone. Il luogo più sublime in essa viene
occupato dal capitan generale, che ne ritiene con autorità suprema
il governo. Seguono dopo lui gli altri capi maggiori , e dopo questi i
minori » ed |n attimo resta l'ordine inferiore della soldatesca minuta,
AMM

che non avendo alcuna parie nel comandare, la ritiene tulla solamente
Dell'ubbidire. In quest'ordine popolare dell'esercito (per chiamarlo cos'i)
succedono gli ammutinamenti , e la cagione più ordinaria suol essere
per mancargli le paghe. Prevale sempre nella soldatesca più bassi
all'onor l' interesse : onde rimanendo senza essere pagata , prima si
querela, quindi s'altera, e poi si ammutina. Nelle guerre lunghe ciò
si vede succedere con maggior facilità per l'eccessiva spesa che por
tano seco. Questa lunghezza di tempo ancora fa che i soldati s'accom
pagnano con le mogli, che si riempiono di figliuoli, e che finalmente
convertita la necessità in corruttela , si ammutinano spesse volte più
perche vogliono, che per aver una giusta occasione di farlo. Dunque
rotte allora le leggi dell'ubbidienza , quest'ordine popolare si solleva
contro i suoi primi capi, e de\ sud corpo ne elegge tumultuariamente
de'ouovi. Nasce questo moto in campagna aperta ordinariamente, per
chè non sarebbe quasi possibile dentro alle guarnigioni di condurne
con sicurezza la pratica. Nelle mutazioni de' governi vedesi che dal
migliore comunemente si degenera nel peggiore. Così succede, in que
st'occasione. Passa allora il comando supremo d'un solo in tutta la
moltitudine sollevata, la quale essendo composta di gente a cavallo ed.
a piedi , forma un corpo dell'una e dell'altra, e chiamasi lo squadrone
degli alterati, per fuggire l'altro vocabolo sempre ignominioso d'am
mutinati. Nello squadrone dunque consiste l'autorità e nel corpo suo
unito insieme tutta la virtù del comando. Vuole un capo nondimeno
questa tumultuante repubblica, e si nomina Eletto. Appresso di lui
vuole similmente alcuni altri di maggior pratica, e questi si chiamano
Consiglieri. La gente a cavallo ed a piedi vien distribuita pur anche
sotto due capi principali. A qui-llo della cavalleria si dà titolo di go
vernatore , ed a quello della fanteria di sergente maggiore. Seguitan
poi i capitani e gli ufliziali ordinarli nell'una e nell'altra sorta di gente,
e vi si compartiscono diversi altri ministerii 'secondo il bisogno. Coi
suffragi dilla viva voce sono distribuiti gli uflicj , e nell'istesso modo
sono prese tutte lé altre risoluzioni, ti primo intento dello squadrone
è d'occupar subilo qualche buona terra o città , e quivi fortificarsi in
maniera che non possa ricevere alcuna forza. Di là scorre tutto il paese
all' intorno, il quale finalmente per evitare i danni più gravi, si riduce
al più tollerabile per via d'aggiustate contribuzioni. L'oflicio dell'eletto
è semplicemente di proporre quello che di mano in mano si dee risol
vere, librale meglio prima le materie nel suo consiglio. Abita egli perciò
nella piazza maggiore del luogo occupato, e d# una finestra ivi fa le
proposte allo squadrone, che vi si raguna per tale effetto. Freme la
moltitudine bene spesso di quelle, che non le piacciono, e lasciandosi
ÀMM 61

ifuportàre da un'ira insana , contraddice alle volte con una grandine


di moschettale in Vece di ripugnare con l'Usato itile delle voci. A que
sto eccesso la inducono specialmente ! sospetti che in essa regnano.
Sempre l'uno soldato teme esser tradito dall'altro, e de'capi ne' quali
da principio si riponeva la fidanza maggiore, nasce poi con facilità la
maggior diffidenza. L'eletto perciò non viene lasciato mai senza una
particolar sentinella ; non può ricever lettere nè scriverne senza noti
zia dello squadrone ; e così ancora in ogni altro negozio ha legata la
voce non meo che le mani , sé*prima dallo squadrone non gliene vien
levato l'impedimento. Nell'istesso modo è ristretto il ministerio a'suoì
consiglieri. Fra gli altri soldati è proibito assolutamente ogni separato
commercio . volendosi con irretrattahile rigore , che siccome lo squa
drone fa un corpo solo, così ritenga solamente una volontà. lu lutto
il resto viene osservata pur anche una rigidissima disciplina, in modo
che potrebbe restar in dubbio, se fosse o con più strette lepgi introdotta,
o con più severe eseguita. Ad ogni sospetto si tocca all'amia, ad ogni
arma bisogna esser pronto all'esecuzione , e ad ogni esecuzione che si
manchi, non vi è fallo che si perdoni. Non si vide mai disubbidienza
che partorisse maggior ubbidienza. Con tanto rigore nel sottrarsi Io
squadrone al comando de'suoi primi capi, spoglia se medesimo d'ogni
libertà nel sottoporsi ai secondi. Se ben linalmente (come abbiam
detto) ritiene l'autorità suprema in se stesso, e con orrido imperio di
quando in «piando vuole che n'appariscano le prove. Non poche volte
perciò con le proprie mani punisce i più gravi delitti, facendo con
fiero spettacolo ora passar per le picche , ed ora morir coi moschetti
quelli, che secondo le leggi del suo governo l'han meritato. Peccano
le sue leggi per lo più nell'atroce ; ma ve ne son molle all'incontro si
ben regolate, che non si potrebbono desiderarsi migliori in qualsivoglia
repubblica più perfetta. Vien dato bando sotto gravissime pene al
giuoco, a' furti, alle bestemmie, all'ubbriachezza, alle femmine di
soneste, a tutte le risse, al far debiti sopra il potere, ed a molti altri
eccessi di questa sorte, che nella forma d'ogni più lodevole reggimento
sogliono essere compatiti, per non poter essere appieno mai sradicati.
Nel che si ha riguardo principalmente a levare ogni occasion di con
tesa , e discordia, che possa disunir lo squadrone. Tanto è maggiore
la forza del servire a se stesso che ad altri , e tanto può1 l'uniforme
consenso di molti, ancorché varii di nascimento, di costumi, e di
lingue; essendosi veduto nella guerra di Fiandra più volle ammuli
nate insieme diverse nazioni, e tutte formare un corpo e condursi ad
un fine, come se fossero state una sola. Hanno tentato i generali con
l'altra gente di guerra alle volte di rompere e castigare l'ammutinala,
6» AMM

ma non è rilucilo loro quasi mai il disegno; poiché piuttosto da quella


molti passano a questa , e si converte il rimedio in più grave male.
Onde s'ha per miglior partito d'accordar la soldatesca divisa. Tale in
ristretto è la forma del governo, che ritengono gli ammulinati. Rice
vute che hanno le loro paghe tornano subito all'obbedienza di prima,
e non resta più alcun vestigio d'una tal peste. Bestivoclio.

AMMUTINARSI, v. ». pass. In frane. Se mutiner; Se


rèvolter. Rivoltarsi contro i proprii capi , Ricusar d'ubbi
dire agli ordini , Far ammutinamento.
/.'(. Dovendosi dare a'tredicì di luglio nuovo assalto a Lodi, i Te
deschi s'ammutinarono. Gcicciaumbi. — Hanno tentalo i generali con
l'altra gente di guerra alle volte di rompere e castigare l'ammulinata.
BesTivoGi-io.

AMMUTINATO, TA. part. pass, del verbo precedente;


V. In frane. Mutin , Séditieux. Che fa ammutinamento.

AMMUTINATORE. verbal. masc. In frane. Séditieux.


Che si ammutina. Alberti.
Es. Non si sogliono eglino condannare gli ammulinatori , i vigliacchi,
e codardi a passar per le picche ? Busca.
2. Colui , che co'suoi discorsi e raggiri incita gli altri ad
ammutinarsi. In frane. Subomcur.
Es. Chiamollo ammiilinatore e sedizioso, battezzò per una specie di
tradimento l'andar seminando Ira' suoi lodi di Cortes. Corsisi Irad.
Conquis. del Mestico.

AMNISTIA, s. f. In frane. Amnistie. Perdono gene


rale dato dal Principe a'soldati disertori o sediziosi , colla
condizione di ritornare alle loro» bandiere entro un tempo
determinato. Dicesi anche INDULTO.
Es, Mandandogli a proclamare da sua parte, e in nome del re amni
stia generale , e quartiere a tutti. Constai uad. Conquiì, del Menico.
63

A MUTA i A MUTA A MUTA. V. MUTA.

ANCILE. s. m. In lat. lincile. Piccolo scudo di forma


oblunga, rotondo nelle due estremità superiore ed inferiore,
angusto nel mezzo , ove i lati ripiegandosi all' indentro si
congiungevano. Credevano i Romani che un ancìle caduto
dal cielo fosse pegno della licurezza della Repubblica, e
però istituirono una festa annua, nella quale i sacerdoti di
Marte chiamati Salii portavano per la città di Roma gli an
elli ballando e cantando carmi solenni. Durante il tempo
di questa cerimonia non si poteva imprendere alcun pub
blico negozio. Servio dice che i capitani romani prima
d'andare iu guerra entravano nel sacrario di Marte a toccare
gli .-incili e l'asta di quel Dio. I poeti latini usarono il vo
cabolo incile per qualunque altro scudo.
Es. Correvano appunto quei giorni , quando in Roma si muovono
gli ancili. Nardi irad. TU. Eiv. — Avendo alcuno fatto scrupolo a Olone
del partirsi prima che gli ancili fossero riposti, non ne volle udir nulla.
Dayahzati //..-./. Tue.

— In abito succinto, e con la verga ,


Che fu poi di Quirino, e eoo l'ancile
Nella onusti a, esso re Pico assiso. Caro li ad. Encid.

ANDARE ADDOSSO. In frane. Tomber; Fondre sur


l'ennemi. Investire con risolutezza il nemico.

Es. Messo mano alle coltella furiosamente s'andarono addosso


Boccaccio. — In quegli ancora accaniti animi entrò smania d'andare
addosso a'ncmici. Davanzati trad. Tac.

ANDARE AL MACELLO. V. MACELLO.

^DAM. A RUBA £ A SACCO. V, SACCO.


64 AND

Andare a sàngue. Dicesi di Térr^ o ài Campo hétnico


nel quale sia fatta grande uccisione*
£Y E che quella infelice terra vada
A sangue , a sacco, a fuoco, a (il di spada, Bersi Ori.
Andare ih arme. V. Arma.

Andare in pezzi. Essere tagliato a pezzi.


Es Tra'quali Cornelio Marziale, Emilio Pacense ec. più segnalati
n'andarono in pezzi. Davas/.ati trad. Tac.

ANDATURA, s. f. In frane. Allure. Il Modo di andare


del cavallo. Crusca. Le Andature regolari per la cavalleria
sono tre, il Passo, il Trotto, ed il Galoppo.

ANDITO, s. m. In frane. Défilé ; Passagli. Propria


mente Viottolo angusto; ma viene adoperato come denomi
nazione particolare di Quel passaggio, che s'apre tra lo spalto
e le traverse , onde poter liberamente girare intorno alla
strada coperta , e andare dalle piazze basse rientranti alle
saglienti. Marini.

ANDRONE, s. m. In frane. Corridor; Passage. Cor


ridoio o Condotto, che dal piano della fortezza va sotto al
terrapieno a metter capo alla porticciuola. È voce di Cru
sca adoperata in questo significato nelle scuole dell'Artiglie
ria Piemontese.

ANGOLO, s. m. In frane. An°le. L'Incontro di dae


linee che si tagliano vicendevolmente. Questa figura è fre
quentissima nella fortiOcazione, e prende diversi nomi dalle
opere alle quali è applicata, o dall'uffizio, come si vede in
appresso.
Et. Nell'ordinate le fortezze dobbiamo Sver l' occhio all' acudfea
ÀNG 65

degli angoli del recinto. Ed ùi altro luogo : Bisogna dunque, che una
parie della muraglia vegga l'altra e la difenda, il che non può fare
una linea retta , ma è di mestieri che siano due , le quali s'inflettano,
e facciano angolo l'una sopra l'altra. Galilei.

Angoli d'un quadrato. In frane. Angles du carré. Le


Quattro punte , dove le estremità dei lati d'un corpo dì
soldati disposto in quadrato, vengono a congiungersi. Que
sti Angoli sono la parte più debole dell'ordine quadrato,
perchè nel loro settore non si può far fuoco per quanto i
soldati dell'uno e dell'altro lato cerchino di tirare obliqua
mente : la cavallerìa che ha da rompere un quadrato, va ad
investirlo per la linea degli Angoli. Per fortificargli meglio
i nostri antichi ponevano una manica o divisione di soldati
scelti alla punta d'ogni Angolo, rendendo a questo modo
ottagono il quadrato, e chiamavano questa difesa: Smussare
il quadrato, in frane. Émousser les angles du carré; ora
queste maniche son fuori d'uso, ma gli Angoli si guarniscono
d'artiglieria.

Angolo al fianco, in frane. Angle deJlanc , chiamasi


Quello che è formato dal fianco e dalla cortina. Dicesi pure
Angolo della cortina.
Et. Bisogna osservare se l'angolo fiancheggiato è tra i limili sta.
biliti di gradi 60, e 420, se l'angolo al fianco è tra i gradi 95, e
4 05. D'Aiirosj.

Angolo alla spalla. In frane. Angle d'épaule. Quel


l'angolo, che \ien formato dalla faccia e dal fianco d'una
fortificazione.
Ci. Per delincare il fosso (della falsa braga") basta coli' intervallo
di 2fì del lianco TS descrivere dagli angoli fiancheggiali A, G, N,
gli archi V, V, e dirigere la controscarpa tagli angoli alla spalla B, F.
D'Ajsto»;.
Fol.i. *
06 ÀNG

Angolo del baluardo, o del baliose. In frane. Angle


du Laslion. H Punto, nel quale vengono a con giungersi le
due facce del bastione , altrimenti chiamato Baluardo.
Es. Nell'ordinare le fortezze dobbiamo aver 1' occhio all' acutezza
degli angoli del recinto, al non prendere le difese troppo da vicino,
e a non fare 1 fianchi troppo grandi ; perché di tutti tre questi capi
li verrebbe a causare imperfezione nell'angolo del baluardo. Galilei.
Angolo del centro, in frane. Angle du centra, è Quello,
che è formato nel mezzo d'una figura o d'un poligono con
due raggi ossia semidiametri , che partono dal centro, ter
minandovi ne'due angoli della figura vicinissimi l'uno all'al
tro. Alierti. V. Angolo del poligono.
Angolo della base. In frane. Angle sw la base, \,
Angolo del poligono.
Angolo della difesa. In frane. Angle de défense. L'An
golo, che forma il fianco colla linea di difesa radente.
Es. Denominazione degli angoli PFM angolo della difesa.
D'AirroKJ.
Angolo della tanaglia. In frane. Angle de tenaille.
Quell'angolo, che vien formato esternamente dall' interse
zione delle linee di difesa radente. Viene chiamato Angolo
della tanaglia, perchè in questa intersezione le lineò di di
fesa formano una figura di tanaglia. È pur chiamato dal
Marini Angolo delle radenti. Alcuni autori , come il
Montecuccoli, chiamano Angolo della tanaglia l'Angolo
morto.
Es. Gli angoli della tanaglia siano esclusi dalle fortificazioni. Mor-
teccccol». , . ,
Angolo dell'incidenza chiamasi in Meccanica ed in
Artiglieria Quell'angolo che vieti formato dalla linea del
tiro colla perpendicolare d'un piano qualunque sul quale Va'
a battere il proietto.

Et. Noi supponendo che un impeto mentre arriva a percuotere,


quanto a se sia sempre l' isleiso , lo considereremo , e misureremo
quanto egli sia rispetto al piano resistente. Tarlato solamente dalla
diversità degli angoli dell' incidenza. 'Torricelli.

Amgolo del poligono. In frane, càngie du poligone.


L'Angolo formato da due lati del poligono! ma eoa questa
avvertenza , che quello del poligono, snl quale si fa la for
tificazione, chiamasi Angolo del poligono interno, in frane <
Coté intcriew, e quello dentro il quale si fortifica, chiamasi
Angolo del poligono esterno, in frane. Coté extérieur. È
altresì chiamato Angolo dell'area , Angolo della figura ,
Angolo del recinto, Angolo della circonferenza , in frane.
Angle de la circonférence. ' '

Es. L'angolo 'della figura del poligono non sia meno di 90 gr. Mok-
teccccoli. — Tanto altre volle questo aforismo del Montecuccoli era
rispellalo, die non si ardiva oltrepassare i 90 gradi, neppur ne' ba
stioni piani, onde lasciare quanto più grande poteasi il secondo lianco.
Ala oggi prevalgono gli angoli oltre i 90 gradi, dacché l'esperienza
mostrò, che più ottusi hanno maggiori vantaggi. Foscolo Comi», al
Montecuccoli. .

Àngolo diminuito-. In frane. Angle diminué. Quell'an


golo acuto, che vlcn formato dalla linea di difesa radente
e dalla cortina, ed anche Quell'angolo die è formato dalla
faccia del bastione e dal lato del poligono esterno.
■ - . » ■ • ■, . ■ '
s
Ks. Angolo diminuito, nell'architettura militare, è il complemento
della metà dell'angolo difeso alla meni dell'angolo della figura". Al-
•erti. — Denominazioni degli angoli ..... FRL angolo diminuito, o
primo uancheggiante.. D'Autori.
68 ANG

Angolo di proiezione è chiamato Quello che vien fatto


dalla direzione del tiro colla orizzontale condotta per Fori'
gine di esso. In frane. Angle de projection.

Angolo funcheggiante. In frane. Angle Jlanquant.


Quell'angolo, che vien formato dal concorso della linea di
difesa radente, col fianco, o dalla medesima, esternamente,
colla cortina, se v'è fuoco di cortina. Alberti.

Angolo fiancheggiato. In frane. AngleJlanqué. Nelle


fortificazioni a bastioni dicesi fiancheggiato l'Angolo for
mato dalle due faccie d'un'opera. Viene altresì chiamato
Angolo difeso.
Es. Essendo per costruzione uguali le tre rette FM, MR, FR, sarà
l'angolo fiancheggiato FMR di gradi 60. D'Airrosi.
Angolo morto, in frane. Espace mori; Angle mori,
chiamasi dagli Ingegneri Ogni angolo che in una fortifica
zione qualunque rimanga senza difesa.
Et. Le figure , che s'adoperano per li trinceramenti destinati ad
opporsi soltanto agli attacchi violenti della fanteria , debbono avere le
loro parti disposte in modo, che si difendano scambievolmente , quan»
touqne ciò si faccia per via di qualche angolo morto. Ed in altro
luogo: Si abbia l'avvertenza di destinare un sufficiente numero di
mortai, e di fuochi artificiali per difendere gli angoli morti, che
sovente s'incontrano nelle fortezze di questa specie. D'Anton/.
Angolo rientrante. In frane. Angle rentrant. QuelP
angolo, che ha il vertice volto all'indentro verso la fortezza
od il campo.
Es. Se questi angoli rientranti sono ottusi, i Iati non possono di
fendersi acconciamente .... Dove i siti hanno naturalmente qualche
angolo rientrante, suolsi correggerli come difettosi tagliandoli con una
linea retta. Moutectjccoli. — I poligoni . . . possono avere tutti gli
angoli saglienti , o pure averne alcuni saglicuti , ed altri rientranti.
D'AjtxoHJ.
ANG 69

Angolo sagldente. In frane. Angle saillant. Quell'an


golo, che ha jl suo vertice rivolto alla campagna, ed all'in-
fuori ; l'Opposto di Rientrante. Dicesi anche Angolo vivo:
ed anticamente Frontispizio, Punta , Naso, Fronte , Corona
del baluardo. '■ i- if> nvd
Et. Tutti gli angoli, che hanno il loro vertice verso la campagna,
chiamatisi Saglicnli. D'Aktonj.

ANIMA, s. f. In frane. Ame. Il vuoto interno delle


armi da fuoco, entro del quale si ripone la loro carica.
L'estrema parte dell^anima ne'cannoni si chiama Fondo;
l'inferiore, Piano, e la superiore, Cielo. La linea che s'im
magina condotta pel centro di questo vuoto dall'una all'altra
estremità, prende il nome di Asse dell'anima. Anticamente,
i Francesi la chiamarono Twyaa.
Et. Il pezio sia visitato, riconosciuto, se egli è ricco di metallo, se
la canna è tenutasi ben diritta , se l'anima del pezzo non è storta,
ecc. Moxtzctjccoli. — Anima è quel canal vuoto in mezzo al pezeo\
dentro al quale si pone la carica. Moretti.

a, Chiamossi anticamente Anima Un'armadura di ferro» |


o di rame, fatta a scaglie , o a lamine, o liscia, che armava
il petto del soldato. In frane, anu Anime.
Es. Loro armadura, quasi di tutti, eran panzeroni, e davanti al
petto un'anima d'acciaio. M. Violasi.
' • - TV P . i." . 1.<J 'I
3. Chiamasi pure con questo nome dai gettatori La parte
interiore delle forme delle artiglierie.
» . «1 ■ j
£j.La seconda parte della forma per fare le artiglierie £ l'anima.
BlMKCOCCIO.

Raso dell'anima chiamasi Quella linea retta, che s'im«


magma descritta per lo lungo dell'anima nella parte it»fe«
ANI

rioro della superficie concava del peaso, la qaal linea ò


parallela all'asse dell'istessa Anima. Moretti.

ÀNJMETTA. s. w. Armatura di dosso fatta di ferro, a


botta di spada c talvolta di pistòla, che copriva il petto c
le reni , o tutta d'una piastra o a scaglie , perchè non im
pedisse il moto della persona. Crusca.

ANNASARE, v. att. In frane. Tdti r. Detto di persona,


e metaforicamente vale Far prova o esperimento delle forze
altrui, Cimentarsi col nemico. Lo stesso che ASSAG-
GIARE, Vj ma più familiare, e forse più espressivo.
Es. L'altro giorno Sabino si presentò in un piano coll'esercito ; se
forse i barbari per l'orgoglio di quella notte li annasassero. (Qui il
lai. ha : Si barbari . . . pnclium audercnt). IJavakzìti traci. Tao.

, ANNASATO, 1% part. pass. Dal verbo ANNASARE.

ANNIDARSI e ANNIDIARSI. v. n. p*ss. Metaforic.


Fermar le' stanze in qualche luogo ; Porvisi stabilmente a
quartiere.
t Es. Bcrj può essere , die in alcun tempo fusse anch'ella (la Toscana')
da forze straniere in alcuna sua parte oppressa, e clic nuova gente,
spezialmente intorno alle sue perniici, si annullasse. Bormiini— Perchè
il Duca di Lorena, non volendo permettere, che iT Minslelt gli
s'auni(|.isso àt confine , s'apparecchiava al soccorso. Navi.

ANNIDATO e ÀNNIDIATO, TA. part. pass. Dai


verbi ANNIDARE ed ANNlDlARE. V.

ANTEMU&AIaE, s, h, \a hi, Amenwrate, Difesa


ettflRWQ mm « U*a per lo più dagli Ingegneri pee
ANT 51

indicare genericamente QueJritegni , e Gittate, che si fanno


innanzi ai grandi argini per assicurargli dal furore dell'onde
rompendone il primo impeto.
Es. Se si fossero costrutti quegli antemurali stabilissimi, che da due
anni in qua ho atteso a proporre. Vivimi.

2, Figuratamente chiamasi Antemurale tutto ciò che


serve di prima difesa contro il nemico.

Es. Era ne'ternpi addietro la città di Cambrai come un fortissimo


antemurale di tutto il paese vallone contro ogni assalto francese da
quella banda. Bextivoclio. — Ivi 6 fabbricala una grossa torre d'antica
struttura , la quale serve da quella parte per difesa e per antemurale
del punte. Dami. 1.

ANTENNA, s. f. In frane. Hanie. Il legno d'una grossa


e forte lancia.
Es. Quanto sia l'uno c l'altro ardilo e franco
Mostra il portar delle massicce antenne. Amosto.

2. Venne usata dai poeti per Tutta la lancia, e per Lancia


forte e grossa.
Es. Il buon Tancredi, a cut Goffredo accenna,
Sue squadre mosse, ed arrestb l'antenna. Tasso.

ANTEPILANO. s. m. In lat. Antcpilanus. Nome ge


nerico dei soldati legionari della prima e della seconda
schiera , cosi chiamati perchè combattevano prima dei
Triarii , chiamati anche Pilani dal pilo, di cui andavano
armati gli Astati , ed i Principi erano propriamente Ante-
pilani.
Bt. Quelli di questo stuolo di trenta manipoli si chiamavSno Af|«
tifoni. Makdi tr»l. T. tilt. ' - .
ANT

ANTESIGNANO, s. m. la lat. Antesignanus. Soldato


legionario, prestante di valore e di fede, prescelto alla
guardia delle insegne : e siccome queste secondo i vani or
dini di combattere muta vari di luogo, ed ora alla fronte ,
ora nel mezzo, ora alle spalle , ora raccolte insieme , ora
divise si trovavano, così gli Antesignani le accompagna
vano sempre , ed ora primi ora ultimi combattevano. Ai
tempi di Vegezio scadendo ornai la virtù guerriera de'
Romani, e delle armi antiche appena il nome ritenen
dosi, chiamavausi Antesignani Coloro che precedevano
le schiere , ed insegnavan loro il passo e il modo d' as
saltare e di ritirarsi.
Et. Di nuovo si cominciò un'aspra battaglia , non mica di quella
maniera ordinata e distinta in principi , astati , e triari i , in modo che
davanti alle insegne combattessero gli antesignani . . . Nardi trad. T.

a. Aggiunto di soldati che precorrono, che combattono


innanzi alle bandiere.
Et. Vedrai , se il brami e te ne cale , avvolto
Nelle dardanie file antesignane
Di Telemaco il padre. Mosti Iliaci.

ANTIFOSSO, s. m. In frane. Avant-fossé. Fosso an


teriore al fosso reale , che rimane più vicino alla campa
gna , e serve a raddoppiar le difese. Dicesi pure CON
TRAFOSSO. V.
Et. L'antifosso non si deve fare se non sarà pieno d'acqua ,
che tion si possa guazzare , nè levargli l'acqua , altramente serviria,
per luogo sicuro alti nemici. Marchi.

ANTIGUARDIA. s. m. la frane, Avant-garde. La


parie auteriore d' un corpo d' esercito o di soldati che
ANT 73

marcia. Lo stesso che AVANGUARDIA, e VANGUAR


DIA.
Ei. Avanti che passaste il hume l'autiguardia spagnuola. Ccic-
CIAKDIII. . '

ANTIGUARDO. s. m. Lo stesso che ANTIGUARDIA.


V. .
Et. Benché essi pungano tre nomi alii loro eserciti , e gli dividano
in tre schiere , anliguardo, battaglia, e retroguardo. Machiavelli.

ANTIPORTA, s. f. Opera di fortificazione innalzata


avanti alla porta della città, o fortezza per difenderla vie-
maggiormente. Usayasi ne' secoli anteriori all'" invenzione
della polvere , ed era una parte importante della fortifica
zione delle terre.
Et. Misero fuoco nel ponle, e porta dell'antiporta. Ed in altro
luogo: E per forra combatterono l'antiporte, e ruppono i serraglj,
G, VttLAKI.

ANTISPALTO. V. SPALTO.

ANTISTRADA COPERTA. V. STRADA COPERTA.

ANTIGUARDIA. s. r. In frane. Avant-garde de Va-


vant-garde. Grosse truppe di cavalleggieri e di stracorri-
dori , che precedono la vanguardia d'un esercito , quando
marcia in paese nimico.
Es. 11 Turco ha vanguardia grossissima , e se ha seco i Tartari, gli
per antivanguardia. Mohtecvccoli.

ANZIANITÀ', s. f. In frane. Ancienneté. Priorità ,


Antichità sopra gli altri in tempo di servizio militare. Nella
milizia chiamasi Ordine d'anzianità Quello, che si deduce
54 ANZ

dal tempo della elezione o promozione a questo o quel


grado , senza riguardo all'età od al merito.
Es. Qualunque volta ritrovasi insieme unita la soldatesca Cesarea,
c quella d'altri potentati, osservasi quest'ordine, che in carica uguale
gli ufficiali di Cesare precedono sempre senza riguardo d'anzianità.
MotaecDecora.

ANZIANO, aggett. In frane. Ancien. Più vecchio di


milizia , di servizio militare.
Es. Dove più ulliziali concorrono in carico uguale , il più anziano
precede senza riguardo d'altra condizione o dignità. Morrsciccoxi.

A PALMO A PALMO. In frane. Pas à pus. Maniera


di dire militare per esprimere II modo col quale si contende
un luogo, acquistandolo o perdendolo con somma difficoltà
ed ostinazione così nell'attacco , come nella difesa.
Es. A quest'opera, che si dimostrava lunga e difficile, aggiunse il
faré le mine per pigliar la città , se altrimenti non gli riuscisse , a
palmo a palmo. Goiccuamn. — Le venute della città di sito fortis
simo, e tale che ogni luogo si avrobbe potuto difendere a palmo a
palmo. DAvrLA.

APERTO, s. m. Quella stretta via , che si fa talvolta


nelle bastionate , o si lascia tra un corpo di difesa ed un
altro , onde i soldati trovino scampo dagli assalti del ne
mico.
Es. ...Però per provvedere a lai pericolo, sarà bene fare alcune
bastionate , le quali abbiano li loro aperti con i suoi ripari innanzi ,
acciocché dalla terra non possano essere imboccate dall'artiglieria , e
queste potranno servire per ritirata a quelli della triuciera. Galilei.

APERTO, TA. pàet. pass. Dal verbo APRIRE. V.

PER IMPETO APERTO, V. IMPETO,


APE 75

APERTURA DELLA TRINCEA. V. TRINCEA.


A PETTO ; A PETTO A PETTO. V. PETTO.
A PEZZI. V. ANDARE IN PEZZI; TAGLIARE A
PEZZI.
A PIÈ FERMO. V. PIEDE.
APPADIGLIONARE. v. neut. Rizzare i padiglioni per
accamparsi. s
li i. Veduti i figliuoli il' Israele co» appadiglionati , e attrabaccali.
Fioa. li' Iral.
APPADIGLIONATO , TA. paht. pass. Dal verbo AP
PADIGLIONARE. V.
APPALTARE, v. att. In frane. Dormer à entreprise.
Dare in appalto; Concedere altrui una somma determinata
col carico di far condotte , o di provvedere , a suo rìschio,
derrate, mercanzie, e ogni altra cosa per servizio degli
eseroiti* ."
Es. Sarà gran vantaggio del Principe l'appaltarne la condottai ed
aggiustarsi con carrettieri , die per tutta la campagna facessero a loro
spese tirarla. {Parla qtd dell'artiglieria, e de'cavalli del suo treno). Mok-
Hccceoxt. - -
APPALTATO , TA. part. pass. Dal verbo APPAL
TARE. V.

APPALTATORE, s. m. In frane. Entrepreneur. Colui


che assume l'obbligo di provvedere , a tutto suo rischio ,
derrate , mercanzie , o altro per servizio degli eserciti ,
mediante una somma determinata.
Ci. E ingordi d'ogni merce appaltatori. Bi'Okaarotì.
— Piazze commode e forti, dove mercanti, vivandieri, appaltatori,
e simili abbiano ■ farci scala, Mohteccccou.
76

APPALTO, s. m. In frane. Entreprise. Obbligo stipu


lato per contratto di somministrare questa o quella derrata,
o mercanzia per servizio degli eserciti , a rischio di chi lo
piglia , mediante una somma determinata. Le cose appar
tenenti alla guerra , eccettuate l'armi, sono pressoché tutte
procacciate per Appalto.
Et. Le compagnie degli appalti f urono creale le più da' Consoli.
Davahzati tlad. Tac.

Dar l'appalto, e Dare in appalto. In frane. Dooner à


entreprise. Accordare le condizioni per l'appalto di questa
o quella mercanzia , o derrata , o altra cosa per servizio
degli eserciti.
Et'. Chi dava e pigliava gli appalli degli arnesi necessarii alla guerra.
Botta.

APPARATO, s. m. In frane. Préparatifs de guerre.


Apprestamento d'ogni cosa necessaria ad una guerra immi
nente , ad una fazione militare. Dicesi anche APPAREC
CHIO.
Et. Alcuni confortando il Re di Francia a fare l'impresa, ma eoa
apparato si potente per terra e per mare, e con tanta provvisione di
danari. . . . Goicciardwi. — Si condusse finalmente il Duca d'Angiò. . .
con stupendo apparato di tutte le cose appartenenti all'oppugnazione
d'una fortezza. Davila. — Con questi deboli apparali , e con questo
grand'animo incominciarono gli Americani una guerra, che ogni cosa
annunziava dover riuscire aspra , lunga , ed ostinata. Botta.

APPARECCHIO, s. m. In frane. Préparatifs. Lo stesso


che APPARATO. V.
Et. Il Re faceva spargere , che un tanto apparecchio per terra, e per
mare fosse destinato contro i suoi ribelli di Fiandra. Bektivogmo. —•
L'apparecchio si fa d'uomini, d'artiglieria, di munizioni, di bagaglio,
e di danaro. Mostsccccom.
11

APPIANAMENTO, s. m. L'azione dello APPIANARE.


V.
Et. Sicché nello tempo di quello sfacimento e appianamento, che
per gli Fiorentini della rocca di quella Terra si Iacea, ccc.Paciì da
Cm-riLDO.

APPIANARE, v. att. In lat. Solo aequare. In frane.


Raser. Parlandosi di città , di fortezza , di muraglie , e
d'opera di fortificazione vale Rovinarle fino al piano della
terra. Dicesi anemie , e più correttamente, SPIANARE. V.
Et. E diroccato, e appianato detto Capo del Bagnuolo, si tu per gli
Semifontesi quella concordia aperta, e presone per la osservanza so
lenne giuramento, ecc. Ed in altro luogo : Allora Io Signore di Santo
Gemignano fé comandamenta agli Semifontesi secondo che nella con-
vegnenza si avea trattato, che dovessero dare cominciamento a di
roccare, e in tutto e per tutto appianare lo detto Capo del Bagnuolo.
Paci da Certaldo.

APPIANATO, TA. pabt. pass. Dal verbo APPIANARE.


V.

APPICCARE, v. att. e s. pass. In frane. Engager le


combat : Attaquer. Detto di battaglia , di combattimento,
di zufia vale Incominciarla ; ed in signif. n. pass, vale Ve
nire alle mani col nemico, Azzuffarsi.
Et. Lo esercito de'nemici ne veniva alla volta loro, con proposito
fermo di appiccare la zuffa la notte, e col ferro e col fuoco, non vi
lasciare persona vivente. Giambuliari. — E benché si confidasse nella
industria sua e virtù loro, pure dubitava, appiccandosi nel luogo largo,
di non esser circondato dalla moltitudine de'nemici. Machiavelli.
2. Appiccare un colpo, vale Percuotere , Ferire , Dare
dove si accenna. In frane. Assener.
Et. Rinaldo un colpo alle zampe gli appicca,
£ tagliale la carne, il nervo, e l'esso, lam,
58 ÀP*

ApMCCAR LA BATTAGLIA. V. BATTAGLIA,


Appiccar la giornata. V. Giornata.
Appiccar la zuffa. V. Zuffa.
APPICCATO, TA. part. pass. Dal verbo APPICCARE.

APPIEDARE e APPEDARE. v. att. Ih frane. Paire
fnettre pied à terre. Termine militare usato da alcuni
buoni scrittori italiani per indicare l'Ordine che si da alla
cavalleria di scendere da cavallo. Usasi anche in signif.
neut. e n. pass, e vale l'Azione colla quale i cavalieri
lasciano la sella per combattere a piedi. In questo senso
risponde al frane. Mettre pied à terre. Quando la caval
leria è appiedata, i cavalli , che essa montava e che sono
affidati ad alcuni cavalieri , chiamansi Cavalli vóti. V. CA
VALLO. È da preferirsi l'ortografìa della prima di quelle
due voci , perchè più conforme e più vicina alla sua eti
mologia, che è in Piede.*

* L'Aulore lasciò merendo quoto articolo senza autorità di esempio.


Eccone tre, di cui il primo tratto dalle opere postume dello stesso
Autore.
« Ben conosceva Re Carlo il cuore de' suoi, e fatti immantinente
« piantare alcuni pezzi sull'estremità del fianco sinistro, onde sca
li rateare l'artiglieria nemica, chiamati a se dal ceutro vicino, e dalla
« diritta, nuovi rinforzi di fanteria, ap/iiedò di bel nuovo i dragoni,
« ed i carabinieri di Francia. » E poco prima: « Il Re , die versava
« sempre nelle prime file, ordinò al conte di Chàtillon di caiicare
« co'suoi cavalli quella colonna , ed appiedati i dragoni comandò loro
« di attaccarla colla baionetta. » Grassi. ( Operette varie. Torino ,
Giacinto Marietti , 1832, in -8°) pag. 65 e 63.
« Fece co'suoi cavalli leggeri appedati la fronte alla sua fanteria.»
Ghislieri. MS.
X Valoroso a valorosi parlava, Bene l'udirono aiutati dai dragoni
APPIEDATO, e APPEDATO, TA. pam. Pisi. Dai
verbi APPEDARE e APPIEDARE. V.
APPOSTARE, v. Att. la frane. Observer. Osservare
cautamente ogni mossa che possa fare rinimico; Tenerlo
d'occhio, Spiarne gli andamenti. È traslato dalla caccia.
Es. Aveva collocato un grosso corpo nei contorni del Dego per ap
postar gli Austriaci , acciocché non tentassero nulla a suo pregiudizio.
Botta.
APPOSTATO, TA. pakt. pass. Dal verbo APPO-
STARE. V.
APPRESTAMENTO, s. m. In frane. Préparatifs ;
Approvisionnement. Propriamente Apparecchio d'ogni
cosa necessaria ah\guerra.
Ei.Fu qui posta ogni industria e fatica nel far grandi apprestamenti
d'artiglieria grossa, di mortai, munizioni, Viveri, fuochi artifizlall ,
ponti , materiali d'ogni sorta , stromenti da lavorar la terra , mantel-
lelti, granate a mano, minatori, e altri molti artigiani ed operai.
MojTTECt'CCOtl.
APPRESTO, s. *. Lo stesso che APPRESTAMENTO.
y. I Francesi in rrucsto signif. dicono anche Les Appréts.
Es. Essendo fatto l'appresto della guerra. Livio trad. MS. Crusca.
APPROCCIARE, v. att. Accostarsi al recinto d' una
piazza, ad un'opera di fortificazione per via d'approcci.
Es. Nell'assedio formale ed a forza , conviene accamparsi , cinger
la piazza, aprir le trincere , approcciarla, batteria. Mostzcuccoli.

« del Re Luigi fatti appiedare , e che gagliardamente resistettero ancor


» essi, diedtio pugnando tate pruova, ec.» E più sotto: « Nel mede.
« simo tempo le carabine di Francia appiedatesi corsero a riva il Po.»
Botta. {Storia d'Italia continuala da quella del .Guicciardini sino a^
4789. Parigi , Baudrjr, 1832 j edizione originale in-8.°J Tomo ottavo,
pag. 328 e 320. •
APP

'APPROCCIO, s. m. In frane. Approches. Sorta di la


voro, col quale gli assediatiti s'accostano alla piazza asse
diata^ Adoprasi più comunemente al plur. Approcci.

Es. Apronsi le trioclete , e s' incominciano gli approcci fuori del


tiro del moschetto. Ed in altro luogo : Gli approcci erano profon
dissimi in linee curve trasversali , le une dietro alle altre , tirate da
un gran numero di guastatori. Montecdccom. — Acciocché trinceato
prima il quartiere si possa accostare, e far l'approccio alla piazza,
che si disegna pigliare, con trincee e fosse . . . ecc. Cmtzzi. — Ma
Del Friuli Pompeo Giustiniano, fatto Maestro di campo generale, s'esi
biva A' espugnare Gradisca con molta facilita , disegnando con le
trincero , ed approcci entrare nel fosso, poi con le batterie , e mine
ridurla alla resa. Naii.
\
APPUNTARE, v. att. In frane, pointer. Disporre,
Aggiustare il pezzo d'artiglieria in modo, che il tiro vada
a colpire nel punto preso di mira.

Es. Carico e appuntato ch'era il cannone, ... .il bombardiere mettea


fuoco nel pezzo. Bartoli. — A questo il pratico bombardiere rìme-
dietà facilmente coll'appnntare il pezzo un poco più ad alto. Tessisi.
— Gli Svizzeri appuntato il cannone alla porta investita, e pressoché
già sforzata , fecero d'artiglieria e d'altro fuoco una salve cosi mici
diale , che subito quei vili voltarono in rotta. Alfieri.

a. Far la punta ; Aguzzar la punta all'armi. In frane.


Aiguiser.

Et. Ma perb slimando, che la più ferma e stabile battaglia di tolte


sia quella d'uomini di grave armadura armati , e di lunge picche , e
bene appuntate. Cikozzi.

APPUNTATO, TA. pAkt. pass. Dal verbo APPUN


TARE. V.

APRIMENTO DELLA TRINCEA. V, TRINCEA,


(-- 1
APR *t

APRIRE, v. att. In frane. Oavriv. Detto di righe è


una Operazione militare, che si fa dai soldati disposti sopra
due o tre righe, andando avanti , o indietro, secondo che
viene dal comando indicato. Le righe si aprono per ese
guire alcune parti del maneggio dell'armi , e per dar luogo
all'Inspettore, od a chi passa la mostra del soldato. Ha per
contrario Serrare. V. SERRARE nel 2.0 signif.
2. Metaforicamente, parlando di schiere, d'ordinanze,
vale Allargarle nel bel mezzo, Disgiungerle, Romperle per
viva forza penetrando fra esse. In frane. Enfoncer.
Es.Mì non diedero lor tempo le lance regie. Uscirono quesle allora
s\ impetuosamente e da più parti con tal vigor gli percossero , che
rompendo la loro ordinanza gli respinsero a viva forza, e gli spersero.
finuivoGLio.
A campo aperto.*- V. Campo.
Aprire il passo. V. Passo.
Aprire la breccia. V. Breccia.
Aprir l'arco. V. Arco.
Aprir la trincea. V. Trincea.
Campagna aperta. V. Campagna. <
Guerra aperta. V. Guerra.
A PROVA. V. PROVA.
A PUNTE. V. PUNTA.
AQUARTIERARE. v. att. e n. pass. In frane. Canton*
ner. Pigliar quartiere ; Entrare ne' quartieri. V. QUAR
TIERE. Scrivesi anche Acquartierare.
Et. Acquartierossi Federico di Toledo ne 'viifaggi , che fanno quasi
corona a Mons. Bextivoclio. — 11 Rubais, cacciando le guardie nimiche
dal villaggio di Callo, era aquarlierato luogo alla Schelda, collocan
doti \
4

AQU

AQUARTIERATO, TA. pam. risi. Dal verbo AQOAR.


TIERARE. V.

AQUILA, s. f. in lat. àquila. In frane. Aigle. Insegna


principale della legione romana, ed era un Effigie dell'aquila
in rame dorato, o in argento, colgale aperte, e stringendo
con un artiglio il fulmine, posta in cima d'una lunga asta.
L'uso di porre l'imagine di rapaci augelli , o di feroci
animali per insegua ai soldati è antichissimo. Adoperarono
l'Aquila anche i Persiani. Gli eserciti romani sul principio
della Repubblica ebbero fra le principali insegne delle legioni
le iraagini del Lupo, del Toro, del Cavallo, del Cignale
e dell'Aquila. Quest'ultima consacrò Mario, ed abolì tutte
le altre. Avevano, i Romani per essa un culto divino, ado
randola c giurando nel suo nome. Ogni legione ne aveva
una, e la gente da guerra valevasi promiscuamente del
nome d'Aquila per indicare una legione. Le Aquile erano
in campo poste nelle principia, cioè in un'apposita cappella,
ove si amministravano le cose sacre. Nel marciare porta-
vansi alla testa della colonna, e in ordinanza di battaglia
stavano nel mezzo delle schiere "dopo quella de'principi, e
guardate da una mano di centurioni, c primipìli eletti.
Era vergognoso il lasciarle in preda al nemico, glorioso il
conservarle gran tempo illese. Dopo la vittoria ornavansi
d'alloro e di Cori.
I Reggimenti francesi al tempo di Napoleone Imperatore
i anch'essi l'Aquila per insegna.
/'v. Intorno all'aquile fu '1 travaglio, le quali nè portare si |
riè nel suolo aquitloso ficcare. Davahzati trad. Tac. — Nella battaglia
di Durazzo l'alfier di Cesare aniiflosamente essendo seguito da'soldati
di Pompeo, ed essendo malamente ferito , subito a' suoi soldati disse ,
che fino allora aveva difesa l'aquila , e che morendo la restituiva a
Cesare per mezzo loro, pregandogli a far di maniera, che ella. non si
ARA 83

perdesse, pei ciocchi: sarebbe stilo disonorevole, e eoa mancamento


della militar disciplina. Cisrzzi.
ARALDO, s. M. la frane. Hèraut d'armes. Quegli che
intimava la guerra, e portava la disfida delle battaglie. Fu
detto anche Re d'arme. Presso i Romani era un sacerdote,
che si chiamava Fetialis.
Solenni e gravi erano le formalità e le cerimonie,
colle quali gli Araldi s'appresentavano nelle corti ' ed al
cospetto dei Re per esporre il loro mandato. Per darne una
giusta idea trascriverò la descrizione fatta dal Varchi del
modo col quale gli Araldi del Re d'Inghilterra e del Re di
Francia vennero a Burgos ad intimare la guerra all'Impera
tore Carlo V.
ce L'altro giorno, che fu il di di san Vincenzio, amendne
« gli araldi chiesero ed ebbero pubblicamente da Cesare ali
ce dienza, il qual venuto nella sua principal sala del palagio,
ce accompagnato da molti signori cosi ecclesiastici come sèco-
« lari e da altri personaggi, che allora nella sua corte si ritro-
« vavano, ripose in luogo eminente sopra una sedia riccamente
« ornata a sedere. Allora gli araldi , ciascuno de'quaK aveva
« una colla d'arme in sul braccio sinistro, ed erano dall'altro
« capo della gran sala , se ne andarono a pian passo diritta-
te mente dinanzi all'Imperadore, e fatto umilmente tre rive-
te renze chinandosi ogni volta fin' in terra, si posero ginoc-
<« chioni sopra l'ultimo e più basso grado del seggio, nel quale
te risiedeva sua maestà, e prima Clarenceno, che cosi si chia-
« mava l'araldo d'Inghilterra, favellando in nome di tutti e
te due supplicò, che essendo essi dinanzi a sua maestà ve-
« nuti per doverle alcune cose per parte £el Re di Fran-
« ciaedel Red?Inghilterra loronaturali esoprani signori
« significare, le piacesse di dovere secondo fanticheleggi
c« e costumi de*predecessori suoi e di tutti gli altri Prin
ARA

« cipi e capitani non solo siciwargli , ma eziandio ono~


te rargli efargli in quel modo trattare, che alle persone,
« le quali essi rappresentavano, si conveniva, e di più.
ce infino a Jìni delle terre de'signori e padroni loro gli
«facesse salvi condurre. Alle quali parole rispose benigna
te mente l' Imperadore , che sponessero sicuramente tutto
ce quello che gli Re loro padroni avevano loro comandato,
ce che dicessero, che i loro privilegi sarebbono osservati, e
ce che slessero di buona voglia, che nel suo regno niuno
ce dispiacere sarebbe lor fatto. Allora Guienna, che cosi
ce avea nome l'araldo del Cristianissimo, spiegato un foglio,
ce che portava in mano, cominciò a legger forte Fornito
ce ch'ebbé di leggere l'araldo questa protestazione e disfida,
ce Cesare con gravità e maestà veramente imperiale rispose
ce prudentemente e per ordine a capo per capo.. ..Le quali cose
ce dette gli chiese, che gli desse il cartello per potere in scrit-
cc tura più diffusamente rispondere. Il che fatto Guienna
ce levatasi la sua cotta d'arme d'in sul braccio, se la messe
ce spacciatamente indosso secondo l'usanza: perciocché i re
a d'arme, dinunziata che hanno la guerra, vengono ad essersi
ce scoperti e dichiarati nemici di coloro, a cui dinunziata l' nari
ce no, e per questa cagione, quasi vogliano sicurar le persone
ce loro, si vestono incontinente l'armi , della qual cosa avanti
ce che mediante la disfida si fussono per nimici fatti conoscere,
ce bisogno non avevano. Dopo queste cose Clarenceno re d'ar
ce me d'Inghilterra non leggendo, ma a mente come più pratico,
ce cominciò a favellare L'Imperadore colla medesima gra-
cc vità quasi le medesime cose rispose.... Clarenceno si vesti
ce anchJegli la sua cotta d'arme e si discostò dairimperadore,
ce il quale.. ..comandò a Giovanni Alamanno signor di Buriana
ce e suo primo segretario e del consiglio segreto, che provve
de desse si, che Guienna e Clarenceno non ricevessouo nè in
ARA 85

ce fatti nè in detti offesa nessuna per alcun modo.» Ist. Fior.


Lib. V.
Et. E per loro araldi ( ciò sono uomini di corlc ) fecero richieder
lo Re di battaglia. G. Villini. — Entrarono subito gli araldi del Re
di Francia, e del Re d'Inghilterra ad intimargli la guerra. Guicciardini.

3. S'intese anche per Araldo, Colui che nelle fazioni


militari recava le proposte dell'una all'altra parte. In frane.
Parlementaire,
Em.QW Anversani sbigottiti furono quasi per arrendersi al superbo
nemico, che per l'araldo fece chieder la terra. Secm.

ARARE, v. xtt. In frane. Labourer. Traslato, di cui


si servono gli scrittori militari, ed in particolar modo gli
artiglieri per esprimere L'effetto della palla del cannone,
quando strisciando sulla terra la smuove e la solca come
farebbe l'aratro.
Et. Piovevano le palle .... il suolo si vedeva smusso ed aralo por
ogni verso. Botta.

ARATO, TA. part. pass. Dal verbo ARARE. V.

ARCADORE, e ARCATORE. s. m. Tirator d'arco;


Arciere.
Et. La prima schiera di Manfredi , che era di balestrieri , e d'arca-
dori. Ed altrove : L'arco saetta e percuote dove vuole l'arcatore. Ben.

ARCARE, v. heut. Tirar l'arco; Saettare. Èvocedisusata.


Es. Saraciui, in su'cammelli, con archi e saette, e correndo, e arcalo
conirò noi, Vitt. Sii. Pad. Crwm,

ARCATA, s. r. Spazio, tjuanto tira un arco»


£V Stavano di lungi messa arcata, Stor, Rimalo. Momip. C/ufcflf
86 ARC

x. Arcata chiamavano pure gli antichi bombardieri ita


liani Quel tiro d'artiglieria, che a cagione della lontananza
dell'obbietto posto più in là del punto in bianco naturale,
non poteva farsi senza una maggiore elevazione della bocca
del pezzo, per cui la linea descritta dal proietto veniva a
mostrarsi come curvata a modo d'arco. Questo tiro a
que'tempi era giudicalo incertissimo. V. Tiro in arcata.
■Es. Presi un mio gelifalco dipoi lo dirizzai benissimo a que
st'uomo rosso, dandogli un'arcata inaravigliosa , perché era tanto di
scosto, che l'arte non prometteva tirare così lontano artiglierie di
quella sorta. Cimai.

ARCATORE. Lo stesso che ARCADORE. V.

ARCHIBUGIARE, e ARCfflBUSARE. v. att. In frane.


yirquebuser; Fusillcr; Fairc passer par les armes. Uc
cidere a colpi d'archibugio, pena capitale militare.
Es. Fu questi per ordine del Farnese arebibugiato dal suo Terzo.
Sbgkeri. — Archibusarli , o farli passar fra le picche, o se son tra
ditori , impiccarli. {Parla di rei militari). Ciiazzi.

ARCHIBUGIATA. V. ARCHIBUSATA.

ARCHIBUGIATO, e ARCHIBUSATO, TA. pact.pAss.


Dal verbo ARCHIBUGIARE , e ARCHIBUSARE. V.

ARCHIBUGIERE, e ARCHIBUSIERE. s. m. In frane.


Arquebusier. Soldato a piedi armato d'archibuso.
Es. Siccome già negli eserciti antichi de'Romani i fonditori, ed
oggidì ne'moderni gli archibusieri attaccano le scaramucce. Pur. Disc.
C»ic. Crusca. ■•— Non erano alti a potersi difendere per essere i fanti
tutti archibugieri , e senza picche. Davila.

2. Più <»munemente si chiama ora Archibusiere, Colui


phe lavora gli archibusi. Causa,
IRC

Abchibcgiere , e Akchibitsiebe a cAvìllo. In franc. "Ar


quebusier à cheval. Soldato a cavallo, addestrato al ma
neggio dell'archibuso stando a cavallo per combattere da
lontano, ed a scendere a terra per farvi colla picca le fazioni
più pericolose dell'infanteria.
<ili Archibugieri a cavallo sono una milizia tutta italiana,
che venne istituita fin dall'anno 1496 dal prode capitano
Camillo Vitelli nella guerra del regno di Napoli di quel
tempo. Difatto riferisce il Bembo nella sua Storia Vini-
ziana, lib. 4»0, che, nell'anno i497 » cavalleria con gli
scoppietti all'oste dal Senato fu mandata. (V. SCHIOP
PETTO). Questa milizia venne poscia introdotta in Francia
dallo Strozzi prima della metà del secolo xvi, e gioverà qui
riferire le parole stesse colle quali lo storico francese Bran
tôme, scrittore contemporaneo, parla della meraviglia colla
quale furono per la prima volta veduti questi Archibugieri:
ce Le seigneur Strozzi quitta l'Italie, et vint trouver le Eoy au
ce Camp de Marolcavec la plus belle compagnie qui fut jamais
« vue de 200 arquebusiers à cheval, le mieux dorés, le mieux
ce montés , le mieux en point qu'on eut su voir, car il n'y en
ce avoit nul qui n'eut deux bons chevaux qu'on nommoit ca-
cc valins qui sont de légère taille, le morion dore, les manches
ce de maille, qu'on portoit fort alors, la plupart toutes dorées
ce ou bien la moitié, les arquebuses et fourniments de même;
ce Us alloient souvent avec les chevaux légers et coureurs de
ie sorte qu'ils faîsoient rage; quelque fois ils se servoient de la
ce pique, de la bourguignote , et du corselet doré, quand il
«en faisoit besoin; et qui plus est, c'étaient tous vieux
ce capitaines et soldats , bien aguerris , sous les bannières et
ce ordonnances de ce grand capitaine Jeannin de Medicis, qui
ce avoient quasi tous été a lui , tellement que quand il falloit
k mettre pied h terre on n'avoit besoin do grand çomman»
ARC

a dement pour Ies ordonner en bataille, car d'eux mémes se


« rangeoient si bien qu'on n'y trouvoit rieu à redire , etc. »
(Brantóme, Jiies des hommes illustres étrangers , part.
2, nella -vita del maresciallo Strozzi).
Da questo passo si vede che gli Archibugieri a cavallo
erano una milizia affatto nuova alla Francia , ove diedero
poscia origine ai Dragoni , coi quali vennero da alcuni scrit
tori militari per alcun tempo confusi , differendo peraltro
da questi cosi nell'armatura, come negli esercizii. Durarono
in Italia per tutto il secolo xvi , e se ne trova apposita me
moria nel libro degli Ordini e Privilegi della Militici
del Duca di Parma Ranuccio Farnese (Parma, Viotto
i5g5): te Passando i soldati alla Banca (parla del collate-
« rale") farà fare a ciascuno di loro qualche cssercitio mili
te tare, cioè .... agli Archibugieri a cavallo, correre una car-
« riera , et sparare lo schioppo. » Sul finire di questo stesso
secolo-, e sul principio del susseguente sono ancora menzio
nati frequentemente dagli scrittori delle guerre di Fiandra ,
e da quelli delle guerre civili di Francia. V. DRAGONE.
Et. Partì il Principe per soccorrere il castello d'Angers con ottocento
gentiluomini , e mille quattrocento archibugieri a cavallo. Djlvila. —
Dee avere ima compagnia Hi archibusieri a cavallo. Cwnzzi. — La
cavalleria non passava (SUO uomini, composti delle compagnie vecchie
di Fiandra , di 300 IUitri , e d'altrettanti archibugieri a cavallo. Bu
ll vocuo. i
ARGHIBUGIETTO. s. m. Diminutivo d'Archibugio;
Piccolo archibuso,
Es. Voi mi vedrete un giorno con un archibugietto al (ìanco, Titso,

ARCHIBUGIO, V. ARCHIBUSO,

ARCHIBUSARE. V, ARCHIBUGIARE,
ARC 89

ARCHIBUSATA, e ARCHIBUGIATA. s. f. In frane.


uirquebusade. Colpo di archibuso.
Es. Pietro Strozzi ebbe una dolorosissima nuova , come il priore
suo fratello a Scarlino era stato ammazzato da un'archibusata. Seghi.
— Ricevuta un'archibugiata dal paggio di Pardigliano terminò valoro-
umente combatteodu i giorni suoi. Davila.
ARCHIBUSATENA, s. f. Lo stesso che Archibusata;
ma detto così in ischerzo a maniera di diminutivo.
Es. Un'archibusatina nelle reni al medesimo vi cava di guai. Ma
galo ni.

ARCHIBUSERIA. s. f. In frane. Mousqu^terici Mous-


quetade; Fusillade. Quantità di colpi d'archibuso; e si ado
pera altresì per Quantità di colpi di armi da ftfoco simili
all' archibuso, come Moschetto, Carabina, Fucile, Schioppo,
ecc.
Es. La tanta propinquità non ci lascierebbe mettere in battaglia ,
chè dalla loro archibuseria si sarebbe offesi. Varchi. — Tuonavano
tuttavia gli Alemanni con l'artiglierie e cou l'archibuserìa. Botta.
a. Quantità di soldati armati d'archibuso.
Es. Spinse lor dietro la cavalleria , e per una palude vicina avendo
imboscato grossa archibuseria , cominciò a danneggiar forte il retro-
guardo. Sechi.
3. Si adopera altresì per Quantità indetcrminata d'ar-
chibusi o d'altre armi da fuoco portatili.
Es. Trovarono gli Inglesi nel forte cinquantanove cannoli i , molta
archibuseria , ec. Botta.
ARCHIBUSIERA. s. f. Piccola apertura nelle muraglie,
per cui poter trarre archibusate contro il nemico. Diccsi
anche FERITOIA} V.
Es. Tararono le bocche di certe piccole strade -, che riguardavano la
fortezza , e rimuravano tutti gli usci , e le finestre , eh' erano volte
verso di quella, e ne fecero archjbusiere per poter quindi tirare a'
soldati della cittadella. Vaucui,
IRC

ARCHIBUSIERE. V. ARCHIBUGIERE.

ARCHIBUSO, ARCHIBUGIO, e ARCOBUGIO. s. m:


la frane. Arquebusc. La prima Artiglieria minuta, che
dopo l'invenzione della polvere sottentrò ali'Arcobalestro,
per tirare piccoli proietti e passatoi, venne dapprima git
tata in bronzo, poscia in ferro, e per lo più collocata sul
pendìo delle muraglie, e di altre opere di fortificazione, rer
loro difesa da vicino: venne altresì portata a braccia nelle
battaglie , ed accomodata finalmente al maneggio il' un
uomo solo: le si dava fuoco con una miccia, come alle altre
artiglierie. •
La voce è composta d'Arco, e di Bugio, o Buso, cioè
Buco, Foro, come a dire Arco bucato, forato. Questa ori
gine mi trae a dubitare se prima dell'invenzione dell'armi
da fuoco, l'Arcobugio non fosse, come lo Scoppietto, un'
arma portatile a foggia d'Arrobalestro, che in luogo del
teniere o fusto, col quale si maneggiava, avesse una canna
bucata dentto, dalla quale si facesse per forza d'arco scat
tare un proietto, pallottola, o passatoio. Altri riferiscono
la composizione della voce al Buco, che si fa in fondo
della canna dell' Archibusp, per dar fuoco alla carica, ag
giuntavi la voce Arco ad indicare il nuovo uffizio dell'arma
da fuoco simile nelle battaglie a quello dell'antica. V.
SCHIOPPO, e SCHIOPPETTO.
Es. Appresso a questi (i moschetti) son li archibusi da muro, da
forcella, e da braccia, e questi giù, come le altre artiglierie, ai «ole-
vano tragittare di bronzo: oggi, perchè sieu più leggieri, e perchè
anco sien pivi sicuri a chi gli adopera , sì fan di ferro alla fabbrica ,
come gli altri ferramenti , li quali quando sou falli da buon maestro,
ben bolliti, ben «aldi, uguali, e ben ritratti, sono eccellentissimi, e
fanno alle difese gran fazioni. Bimcoccto.

3. Arma da fuoco portatile, ridotta ad uso dello fanterie


coli 'esser posta sopra una cassa di legno leggiera e i
c guarnita dalla sua destra parte verso la culatta d'uno sco
dellino sotto il focone, entro cui si metteva la polvere per
l'innescatura della carica, e che veniva accesa con varii or
digni , cioè o colla ruota, che dava fuoco percotendo sulla
pietra focaia portata dal cane, o colla miccia avvolta ad un
serpentino o draghetto, che veniva a cadere sullo scodellino,
scattando al tocco d'un grilletto. Questo strumento lunghis
simo di canna, e di difficile maneggio in que'primi tempi ,
era pure usato colla forcella, e non venne dismesso all'atto
dalle fanterie, se non verso la metà del secolo xvn , quando
fu preso universalmente il Moschetto: d'allora in poi cessò
dall'essere nominato nelle ordinanze militari.
Et. Seguitano appresso a questi (Arc/u&.isi) minor di tutti l'urchi-
buso comune, e gli schioppetti, che han somiglianti con li sopra»
delti, per esser di ferro, le misure de'quali son Tariej fanno
quel , die già f ir solevano nelle battaglie li balestrieri ,
come a cavallo,' tirano di palla una oncia di piombo, o i
«incoccio. — Numtro infinito di villani gli percoteano cogli ;
GcicctiRoiHi. — Gli archibusi non si adoprano più negli eserciti ale
manni , avvenga che il moschetto fa maggior passata. Moirrecrccou

Abchibugio a fucile. Uua maniera d'archibugio guar-


, come il Fucile moderno, di una martellina, sulla quale
battendo la pietra portata dal cane, veniva a cacciarsi fuoco
alla polvere del focone : prese questo nome dalla martellina
stessa, che si chiamava particolarmente Fucile, e fu inven
zione del secolo xvn, nel quale s'incominciarono a sentire
gli incomodi e i difetti dell'Archibuso a corda o a miccia,
e dì quello a ruota. Di qua il Fucile de 'moderni , i quali
9%

non ebbero nulla a cangiare nella sua forma all'Archibuso


sopradescritto. V. FUCILE.
Es. Marciandosi occultamente nascondere le miccìe, o pigliar
archibugi a ruota, o a fucile. Moxtececcom.
Archibuso a fuoco. In frane. Arquebuse à mèche. Una
sorta d'archibuso assai comune nel secolo xvu, che pi
gliava questa denominazione dalla corda accesa, colla quale
l'archibusiere era obbligato a dargli fuoco. La maggior
sicurezza e celerità che si aveva da questa maniera d'arme
per dar fuoco al polverino dell'innescatura, la fece prefe
rire all'Archibuso a ruota, e durare più tempo negli eser
citi, finché non le venne sostituito il Moschetto, che fu
verso la metà del secolo xvu , a cagione della maggior
passata che faceva. L'Archibuso a fuoco, detto altrimenti
a corda, od a miccia, veniva adoperato dagli Archibusierì
cosi a cavallo, che a piedi, i quali portavano ne'giorni dì
fazione dieci o dodici pezzi di corda cotta appesi alla tra
colla, o ficcati nella cintura, tenendone sempre uno acceso
dall'un de'capi o dai<due fra le mani; ed il modo di dar fuoco
era questo: caricato l'archibuso, e rivoltane la bocca verso
l'inimico col calcio sotto il braccio destro, prendevano colla
man destra uno dei capi accesi della corda pendente allora
dalla sinistra, e lo ponevano nella serpentina; quindi scoperto
il focone, ove stava l'innescatura, ed aggiustato l'archibuso
alla spalla, toccavano col dito il grilletto di sotto, che facendo
scattare la serpentina , portava il fuoco della corda sul pol
verino, dal quale veniva poscia accesa la carica di dentro.
L'archibuso di cui parliamo pesava, secondo i pratici del
tempo, da dieci o dodici libbre italiane , ed era lungo di
canna cinque palmi, o poco più.
Es. Degli archibusi a ruota non si parla : perchè in una bea for
mat* guerra fra la fanteria non s'usano, si per cagion delle ruote , che
ARC 93

voglion troppa cura e diligenza a tenerle bette e tenti difetto alcuno,


e ti guastano agevolmente, e ai anco perchè a tirar più d'una volta,
come si fa alla guerra, falliscono spesse volte, e non cosi tosto (per
rispetto di caricar la ruota, e abbassare il cane) altri tirerà, come farà
un altro, che abbia l'archibuso a fuoco. Cinozzi.
Archibugio a ruota. In frane. Arquebuse à rouet. Cosi
cltiamavasi nei secoli xvi e xvii Una maniera d'archibugio
guarnita al fondo della canna, e dalla parte diritta della cassa,
di una ruota d'acciaio, la quale si caricava con una chiave,
e messa poscia in giro per forza di molla, girava con velo
cità sulla pietra del cane, che le stava di contro, e ne cacciava
scintille che davano fuoco all'innescatura.
Es Marciandosi occultamente nascondere le miccie, o pigliar
archibugi a ruota, o a fucile. Monteccccoli, — Degli archibusi a
ruota non sì parla : perchè in una ben formata guerra fra la fanteria
non s'usano , si per ragion delle ruote , che voglion troppa cura e di
ligenza a tenerle nette e senza difetto alcuno, e si guastano agevol
mente , e sì anco perchè a tirar più d'una volta , come si fa al la
guerra, falliscono spesse volle, e non cosi tosto (per rispetto di caricar
la ruota e abbassare il cane) altri tirerà, come farà un altro, che abbia
l'archibuso a fuoco. Guizzi.
Archibvso da braccia. In frane. Arquebuse à bras.
Chiamavasi con questo nome nei primi tempi delle armi da
fuoco Quell'archibuso, che si poteva portare e maneggiare
a braccia d'uomo, per distinguerlo da Quello da posta, e da
muro, che erano come artiglierie ferme.
Et. Appresso a questi ( i moschetti) son li archibusi da muro, da
forcella, e da braccia. lìiru.M.or.uo,
Archibcso da forcella. In frane. Arquebuse à eroe.
Distinguevasi con questo appellativo Quel grosso archibuso,
che si portava nelle battaglie , ma che per la sua lunghezza
e peso non poteva maneggiarsi, senza appoggiarne la canna
sopra una forcella, che l'archibusiere traeva con se.
Ei. Appresso a questi (i moschetti) son li archibusi da muro, da
forcella, e da braccia. Pnuacoccio.
94 ARC

Àacmuusd da muro. Io frane. Arcjitehu.se de remparU


Lo stesso che Archibuso da posta , ma più particolarmente
Quello che si poneva sopra cavalietti per ferire dalle archi-
busiere, nel mezzo delle quali passava la bocca della canna.
Es. Appresso a questi (i moschetti ) son li archibusi da muro, da
forcella , e da braccia. Binmcoccio.

Archibugio da posta.' Archibusone, Grosso archibugio


che si adopera nella difesa delle piazze, maneggiandolo quasi
come una piccola artiglieria sul pendio del parapetto. Dicesi
anche Archibitso da muro; V. In questo signif. è ancora in
uso nella moderna milizia.
Es. Si farà una trincera accanto della contrascarpa dopo la
quale possano slare archibugieri , i quali con archibugi da posta le-
» veranno le offese per lutto. Galilei.

Archibugio rigato. In frane. Arquebuse rayéc. Archi-


buso che ha la canna rigata all'indentro; si carica spingen
dovi a forza la palla in fondo con un mazzuolo, acciò faccia
maggior passata. I Cacciatori Tirolesi adoprano quasi tutti
Archibugi o Carabine rigate.
Es. Noi abbiamo fatto questa prova con un archibuso rigato. Acca
demia del Cimento. :— Foderano le loro palle con pelle di montone,
siccome noi facciamo quelle degli archibugi rigati per far loro fare
tiri più .giusti. Mokteccccoli.

Cassa dell'archibuso. V. Cassa.


Fucile dell'archibuso. V. Fucile.
Serpentino dell'archibuso. V. Serpentino.

ARCH1BUSONE. s. m. Grosso archibuso; Lo stesso che


Archibuso da posta; V.
Es. Sopra questi argini per difesa de' fossi si terranno artiglierie,
e non ne avendo, arebibuson» da posta , e archibusi ordinarti. Galilei.
95

ARCHIERA, e ARCIERA. 9. v. In frane. Créneau.


Lo stesso che Feritoia, ma distinta con questa denomina
zione, perchè negli antichi tempi serviva al passaggio delle
saette, che si tiravano cogli archi; per la stessa ragione venne
chiamata Balestriera, e più tardi Archibusiera. È voce fre
quente presso gli Ingegneri militari. V. FERITOIA.
Et. Le palle, che per le archiere , e per le cannoniere della ca-
poniera s' introducono in (fucila , ben presto rie scacciano la guarni
gione. Ed in altro luogo: E si fanno i Diamanti lungo le muraglie,
affinchè l'inimico non possa accostarsi alle archi*re , e cannoniere, e
gettare per esse entro la caponiera fuochi artiliciali puzzolenti , per
necessitare i difensori ad abbandonare la medesima. D'Airroaj.
ARCHITETTURA MILITARE, s. f. In frane. Ai-
chitecture militaire. Quella parte dell'arte dell'Architet
tura, che tratta della fortificazione regolare ed irregolare,
campale o murale, per l'oppugnazione o l'espugnazione
delle piazze, e per la difesa de'soldati in guerra.
Es. L'architettura militare è arie ripiena di precetti ordinati a fine
salutare e glorioso di riportar vittoria o nell' espugnare città, o nel
difenderle. Tcnsisi. —- Si misero a fortificare Blavetta assicurandola
non mano con due forti reali fabbricali all'entrata del porto per faci»
Jità di ricevere i soccorsi di mare , di quello che la munissero con
fosse e bastioni e con ogni sorta d'architettura militare dalla parte di
terra. Dayh.». — Vive ancora in Torino la memoria dell'avvocato
Bertola, il quale senza aver mai sentito l'odor della polvere d'archi -
buso, giunse, mercè della lettura e dello studio, nella militare archi
tettura a cosi alto segno, che dell'opera di lui si valse più d'una volta
il defunto re di Sardegna {nell'assedio del 1 706). Algakotti.
ARCIERE, e ARCIERO. s. m. In frane. Arclwr. Ti-
rator d'arco.
Ei. Se dà in quel segno, ove avea posta la mira, egli ha fatto
l'uffizio di buono arciere Varcm, ■ ' ■

ss. Soldato armato d'arco.


Et. E perchè usano picche, alabarde , archi, scoppietti, chiamano
96 ARC

quelli che le portano Picchieri, Alabardieri, Scoppiettierì, ecl Arcieri.


Machiavelli* ,
3. Soldato della guardia d'alcun Principe, armato di
piccola alabarda: e viene dallo spagnuolo Archerò, voce
portata da Carlo V in Italia , per Soldato armato di col-.
tcllaccio in asta , chiamato in lingua spagnuola Arclia.
Et- Entro in Genova la persona del Re con lulle le genti d'arme ,
e arcieri della guardia. GcicciAiniNi. — Poi veniva la guardia del Re,
che si dice esser tutti Gentiluomini, ed erano cinquecento arcieri a
piedi , senz'arco, con una alabarda per uno in mano, e una celata da
coppa , e un vestito in dosso dal mezzo in giù rosso e verde, e '1 petto
e la schiena ricamata. Castiglione.
4- Adoperasi altresì per Soldato del prevosto, al quale si
commette, l'esecuzione delle pene pronunziate contro i sol
dati delinquenti.
Et. Fu fatto prigione dagli arcieri del gran prevosto, ed esaminato
e posto a confronto. Davila.
Arciere a cavallo. Distinguevasi con questo nome nel
l'antica milizia greca un Soldato di cavalleria leggiera, ar
mato d'arco e di frecce pes ferire da lontano il nemico.
Vien pur da alcuno chiamato Scita, e l'arco che portava
lo differenziava dal Sagittario a cavallo, altra spezie di ca
valleria leggiera greca, di cui V. a suo luogo.
Et. Vi sono eziandio quegli , che usano il saetlume a cavallo , i
quali si chiamano Arcieri a cavallo, che da altri sono detti Sciti.
Casari trad. El.
Frahco arciere. In frane. FratioArcher. Soldato a piedi
o a cavallo, cosi chiamato perchè veniva affrancato dalle
imposte , acciò fosse sempre pronto ad entrare in guerra ad
ogni chiamata fatta dal Re ai comuni. È istituzione fran
cese, la quale ebbe principio da Carlo VII l'anno i448.
Et. la ciascuna parrocchia di Francia è un uomo pagato di buona
ARC

pensione dalla detta parrocchia , e si chiama il franco arciere , il qttalet


è obbligalo a tenere un cavallo buono, e slare provvisto d'armature
ad ogni requisizione del Re. Machiavelli. — In quel regno, nel quale,
oltre l'altre cose, un milione si trova e più di seicento parrocchie , e
ciascuna delle quali paga in ogni tempo per antica obbligazione e
consuetudine un uomo armato chiamalo da loro Franc'arcier. Varchi,
ARCIERO. s. m. Lo stesso che ARCIERE ? V.

ARCIONATO, TA. aggett. In frane. Arcatine, de


è guarnito d'arcione; Fatto cogli arcioni; e dicesi delle selle.
E*. Io credo che in questi tempi , rispetto alle selle areionate , ed
alle staffe non usate dagli antichi , si stia più gagliardamente a cavalla
che allora. Machiavelli.
ARCIONE, s. m. In frane. Argon. La parte della sella,
che s'innalza a guisa dJarco davanti , e dietro del cavaliere.
Le selle antiche avevano gli arcioni ferrati , e molto rilevati.
E>, E per mezzo gli fende la \isiera, .
Poi calò sull'argon che ferrato era. Ariosto.
2. Arcione si piglia talora per Tutta la sella. ..
Et, Dovresti inforcar li suoi arcioni. Baste.
— . . ... sopra un gran destriero
Dello Batoldo saltava in arcione. Bersi!'
ARCO. s. m. In lat. Arcus. In frane. Are. Strumento
pieghevole di legno, di rame, d'acciaio, o di corno, con una
corda o nervo attaccata alle due estremità : s' impugnava
l'Arco nel bel mezzo colla mano sinistra, e colla destra si
tendeva la corda, entro la quale si commetteva la tacca della
saetta, che posava dalla parte del ferro sul mezzo deirArco
tra le dita della sinistra del saettatore ; quando la corda era
tesa con tutta la forza , e l'Arco piegato in mezzo cerchio,
si liberava, e la saetta spinta con velocità andava a ferire,
ove l'arciere avea posto la mira. Gli Ebrei, i Persiani ed
Vol.L 7
98 ARC

altri popoli adoprarono altresì grandi Archi , un capo de*


quali posava in terra e si assicurava col piede. L'Arco venne
adoperato dalle milizie leggiere tanto a cavallo che a piedi,
ed è ancora in uso presso alcuni popoli : è fresca la me
moria dei Basehirì , i quali militavano negli eserciti russi
coli'Arco e colle frecce, '
Es. Conviene far fare corde mollo più sodili agli archi de' vostri
arcieri. Boccaccio.
Arco trionfale. In lat. *Arcus triumphalis. In frane.
Are de trìomphe. Monumento d'architettura in forma di
gran porta in arco , che si alzava dai Romani in memoria
di qualche insigne vittoria.
Es. Archi, che oggi comunemente si chiamano trionfali non senta
cagione , perchè a quelli solo, che avevano trionfato, si dedicavano.
Balenili.
Caricar l'arco. V. Caricare.
»"
Empier l'arco. Modo di dire per Caricar l'arco, Porre
la saetta in sull'arco. È modo poetico.
Es. Securo non sarò, bench" io m'arrischi
Talor, ove Amor l'arco tira ed empie. Petrarca.
Intassare l'arco, vale Tenderlo; Caricarlo. Crusca.

Intender l'arco. Lo stesso che Tenderlo j Caricarlo.


Crusca.
Stendere l'arco, vale Allentarlo per modo che non ri
manga tcsoj Contrario di Tendere. In lat. Arcum remittere.
In frane. Débander l'are.
Es. A studio si stende l'arco, acciocché nel suo tempo utilmente si
tenda. Amm. Aut. Crusca.
Tendere i/arco, in lat. Arcum intendere* in. frane,
ARG 99

Bander l'are, vale Caricarlo, cioè Tirar forte la corda


attaccata alle due estremità dell'arco, per modo che scocchi,
quando esse, liberata la corda, ritornano con Violenza al
loro stato primiero. ■« •'
Es. Indarno tendi l'arco, a voto scocchi. Petrarca'. '
Tirar d'arco, vale Giuocar di quest'arme. In frane. Ti-
rer de l'are. Crusca.!

Tirar l'arco. V. Tirare.

ARCOBALESTRO. s. m. In lat. Arcuballista. Una


Balista più maneggevole, anzi adoperata da un solo soldato,
nella quale s'incastrava un forte arco di legno per tirar grandi
saette : di qui le balestre de'secoli di mezzo.
Es. 1 d aveano ancora arcobaleslri , i quali balestrano più forti e
maggior' quadretta , e più alla lunga. B. Giamboiu trad. Veg.
ARCOBALISTA. s. f. In lat. Arcuballista. Lo stesso
che l'ARCOBALESTROj V. v
Et. Gli inanimenti coi quali gli antichi difendevano le terre erano
molti, come baliste, onagri, scorpioni, arcobaliste, fujtibali , ecc.
Machiavelli. ... ■"»*'■
ARCOBUGIO. V. ARCHIBUSO; ..
AREA. s. f. In frane. Aire. Quello spazio determinato,
sul quale si stabiliscono le fortificazioni , e che viene circo
scritto e compreso tra le estreme linee di esse. x >;

A RESISTENZA DI BOMBA. V. BOMBA.

ARGANELLO, s. m. Piccolo argano; Diminut. d'Ar


gano. - '
Es. Non possono scendere al basso nè andar su, se non per via
d'una corda gtossa tirata con un arganello. Gi'iccmmmm
iOO ARG

ARGANO, s. m. In lat. Ergala. Ordigno composto


d'un tornio verticale, che si muove a forza di leve, e serve
a tendere le gomene nel gettare i ponti militari , a tirare
ed a sollevar pesi , ed a varii altri usi di guerra. Ve n'ha di
due maniere , cioè l'Argano verticale , in frane. Vindas ,
che è il sopradescritto; e l'Orizzontale, in frane. Cabeslan,
nel quale il torno in luogo d'essere piantato verticalmente è
posto in traverso d'un gran trespolo o capra, e si muove
altresì colle leve.
Es. Gli stipiti, le soglie, e gli architravi,

Per via di curri, d'argani, e di travi,


Gli avevan sulle mura strascinati. Lippi.
— Nè altri si ricorda degli argani , de' ponti , e delle centine. VlT.
Pitt. Crusca. —Cominciò a volgere gli argani per condurre il cannone.
Sbgnbbi.
ARGINALE, s. m. Voce antica e in disuso; Lo stesso che
ARGINE; V. .
ARGINAMENTO, s. m. L'Azione dell'arginare.
Es. Quel territorio ha necessità ... di allargamento , votamento , e
arginamento d'Ombrone. Vivimi.
ARGINARE, v. att. Fare argini ; Difendersi con argini.
Es. Arginar potentemente a sinistra il fosso. Ed in altro luogo:
Essendosi inJusIiiati sempre di tener per tulio ( benché assai male)
arginalo Omhrone. Viviabi.
ARGINE, s. m. In lat. Agger. In frane. Digue. Opera
a riparo di mattoni , di legname, o di terra posticcia, posta
in maniera da impedire un' inondazione , o da svolgere il
corso dell'acqua.
Es. Maurizio risolvè d'inondare (ulta la campagna all'intorno con
l'acque, e di assicurare i sili più alti in maniera, che da ogni parie
venisse a restar impedito il soccorso. Tagliati adunque in più bande
gli argini, restò ben presto allagala una gran quantità di paese. Ben.
TIYOOUO, V
IOI

2. Chiamavasi parimente Àrgine dai Romani Un ap


proccio, che facevano scavando la terra ed alzandola in
forma di bastion piatto, o di cavaliere. Quest'opera romana
venne da alcuni scrittori chiamata anche più latinamente
Aggere.
Et. Per essere eguali a quelli che difendevano le mura , facevano
torri di legname , o facevano argini di terra appoggiali alle mura dì
fuori, per venire all'altezza d'esse sopra quelli. (Qui parla del moda
di attediare le citta degli antichi Romani). Machiavelli. — Fece ac
costare alle mura gli argini, e ì mantellettl , e sotto le testudiui gli
arieti. Nardi trad. T.lÀv.
— E 'n sembianza di campo e di fortezsi
D'argini lo circonda e di steccato. Caro trad. Eneid.

Fare argine. In frane. Opposer une barrière. Figurat.


vale Opporsi , Resistere fermamente all'impeto d'un. assalto, %
Crusca. y

ARGINETTO. s. m. Piccolo argine.


Et. Ed alzando avanti al fiume un arginetto di tre piedi d'altezza,
StCMRRI.

ARGIRASPIDE. s. m. Inlat. Argyraspides jlLux. Sol


dato scelto d'infanteria , che portava uno scudo d'argento,
o intarsiato di questo metallo. Gli Argiraspidi erano le
guardie del Grande Alessandro il Macedone , il . quale gli
istituì raccogliendogli dal Gore de'suoi, e facendone un corpo
atto ad ogni più arrischiata fazione. L'imperatore Alessan
dro Severo nel richiamare l'avvilita milizia romana, allo
primitive discipline, rimise in uso gli Argiraspidi. Si usa
più frequentemente al plurale.
Et. Dalla medesima parte era lo squadrone del Re ; costoro erano
chiamali argirtspidi dalla maniera dell'armi, Nardi ti ad. J\ Jjy,
ARI

A RIDOSSO, awermal. In frane A dos. Addosso; Ài


dì sopra.
Et. I soldati veggenti*! piìi forti eserciti a ridosso. Datanzati trad.
Toc. — Gl'Imperiali, dalla banda di qua verso Nocera , a ridosso
della terra in sulla spiaggia . ..dimorarono. Goiccurdihi.
ARIETARE. v. att. Percuotere coli' ariete per far
apertura nelle muraglie, nelle porte e ne'serrami delle for
tezze. Crusca. Alberti.
ARIETE, s. m. In lat. Aries. In frane. Bélier. Una
grossa trave , ferrata ad una delle estremità, che i soldati
portavano a braccia dando con essa di cozzo alle mura ne
miche, ed ai serragli per abbatterli. Si sospese poscia que
sta trave ad una catena pendente dall'alto d'una forte an
tenna , e ti ricopri con un tetto, sotto del quale i soldati
riparati dalle offese percotevano con essa le muraglie so
spingendola ad urtare contro di esse. È macchina antichis
sima, che Plinio dice inventata al tempo dell'assedio di
Troia, e Vitruvio dai Cartaginesi; fu chiamata Ariete dai
Romani o dall' impeto somigliante a quello col quale s'af
frontano gli arieti, ossia i montoni, o dalla forma dell'estre
mità ferrata della trave, fatta come una testa di quell'ani
male. Venne pur chiamata Montone.
Es. Erano molti gli instrumenti, co'quali gli antichi assaltavano le
terre, come arieti, torri, muscoli, plutei, vigne, ecc. Machiavelli.
ARlNGARE. v. neut. Correre una lancia giostrando in
aringo.
Es. Arìngare significa non solamente correre una lancia giostrando,
ma fare un'orazione parlando. Varchi.
2. Distendere i soldati in ordinanza ; Far le schiere ;
Schierare. In frane. Ranger.
Et. Lo re Carlo veggendo Manfredi , e la sua gente a campo aringali
per combattere , ecc. R. Malispisi.
toS

ARINGATO.TA. pam*, pass. Dal verbo ARINGAREjV.


ARINGO, s. m. In frane. Carrière. Lo spazio dove si
corre giostrando. È voce derivata dall'antico Longobardo
Rìngo, cioè Campo militare.
Et. Aringo . . . significa . . Io spazio dot* si corre giostrando. VARCur. ;
a. Combattimento in isteccato; Giostra.
Es. Aringo . . . significa cosi lo spazio dove si corre giostrando, . . .
come esso corso o giostra. Varchi.
3. Disposizione ; Collocamento in fila ; Ordinanza. Di
qua il 2." signif. del verbo ARING ARE; V. La voce fran
cese Hang ba la stessa origine.
Et. Appena (i Veneziani') aveano compiuto di tirare le loro dicias
sette galee in terra , lasciando le poppe in mare per poterle difen
dere , e in aringo l'aveano messe l'una a lato all'altra a modo di ber-
tesca per poterle meglio di terra difendere. M. Viilaii.
Correre ljaringo. Lo stesso ebe Correr giostra; Gio
strare. Crusca.

A RITROSO. awebb. la frane. A das ; En revers.


Dalla parte contraria alla dritta ; Dalla parte di dietro. Lo
slesso ebe A ROVESCIO; V.
Et. V'arcalo il fiume e posto piede sulle terre cesariane si avviò
rattamente ad assalir il forte- a ritroso. Botta.
ARMA e ARME. s. f. Io lau Arma. Io frane. Arme.
Termine generico d'Ogni strumento per lo più di ferro,
d'acciaio, o di bronzo per uso di difender se, od offendere
altrui. Nel numero del più si dirà ugualmente bene Arme,
e Armi.. •
Et. Debbano di continuo stare apparecchiati di leggieri arme da
offendere , cioè l'arco colle frecce ne'loro turcassi, e una spada lunga-
a djfcpsionc di loro persone. Ri. Viliasi,
jo4 ARM

2. Il Suono, col quale si chiamano i soldati all'armi.


Es. Per divertir da più bande i nemici, comandossi che si toccasse
l'arma nel medesimo tempo da ogni altro lato contro la piazza. Beh-
TIVOCIIO.

3. Nel numero del più significano Milizia, Esercito.


Et. Le città hanno Insogno dell'armi, e quando non hanno armi pro
prie, soldano delle forestiere, e più presto nuoceranno al ben pubblico
]e forestiere che le proprie, perchè le sono più facili a corrompersi.
Machiavelli. — La riputazione delle armi francesi operò quello, che
ancora non erano bastanti a operare le forze loro. Guicciardini. —
Governava l'armi del Re in quelle bande il colonnello Francesco Ver-
dugo. Bbhtivoglio.

4- Sempre nel numero del più significano altresì Guerra,


e Cose di guerra.
E*. Erano state in quest'anno medesimo assai quiete l'armi tra i Fio
rentini e i Pisani. Guicciaiidihi. — Abolendo e dichiarando eseguilo di
suo ordine qualunque eccesso fosse stato tra l'armi civili commesso.
Davila.

5. Adoperato sempre nel numero del più questo voca


bolo vale ancora Professione , Esercizio d' armi , Scienza
della milizia.
Es, Morinne la vergine Camilla per mano d' Eoea, ch'era maravì-
gliosa in arme. G. Villani. — L'uno c l'altro era prod'uomo molto
nell'arme. Boccaccio.

6. Per traslato vale Qualità, Spezie di soldatesca , dalle


armi che questa o quella soldatesca adopera : lo stesso che
Milizia , nel 4.0 significato di questa voce. V. MILIZIA.
Et. Il Senato di nuove genti d'arma da piò e da cavallo di rinforzar
la Repubblica si dispose. Ed in altro luogo: Che la cavalleria leggiera
di mille più , i fanti di cinque mila forestieri s'accrescesse ; e arcieri
dell' isola di Candia mille, degli Acrocerauuii altri mille d'ogni qua.
)jlà d'arme.si conducessero, Bempc...
ÀRM

Abbassar le armi. la frane. Metlre bàs les arnìes.


Rivolgere la punta delle armi da ferire, o la bocca di quelle
da fuoco verso terra , per dar segno di voler cessare dal
combattere e di arrendersi.
Es. Onde gli altri abbassando l'armi furono da lui disarmati e con
dotti innanzi alla chiesa di san Tommaso. Ed in aU.ro luogo: Alle guardie
Francesi portarono maggior rispetto, perchè fatte spegnere le fuqi ed
abbassare tutte l'armi, le tennero fino ad altro ordine cosi sospese.
Davila.

Ar l'armi. Cessare dalle armi , dalla guerra; Ri-

vano all'Ammiraglio ed al conte di Nassau,.... che il Re


ormai di acquetar l'armi civili, vedendo di non Io poter
fare cosi facilmente per la natura bellicosa de'suoyjppoli, ecc. Davila.

All'arme. In lat. Ad arma. In frane. Aux arm.es.


Grido, o Suono di tromba o di tamburo, col quale si chia
mano i soldati a prender l'armi.
Es. Col far nascere spesso la notte rumori vani, e costrignergli a dare
all'arme, gli tenevano infestati. Guicciardini. — Ad ogni sospetto si
tocca all'arma. Bentivoglio. — Dar false all'armi in più Iati al favor
della notte, che non lascia distinguere gli attacchi veri dai finti. Ed
altrove : A questo all'armi (era di poco passato il meriggio) fu di botto
l'esercito in battaglia per quivi ricevere l' inimico, Momteclccoli.

All'arme, all'arme. Questo modo di dire cosi replicato


accresce forza alla prima frase, ed è particolarmente usato
dai poeti.
Es. Si grida a l'arme a l'arme : e Sveno involto
Me l' arme innanzi a lutti oltre si spinge.
Ed altrove :
Quando a cantar la mattutina tromba
Comincia a l'arme ; a l'arme , ir ciel rimbomba.
A l'arme, a l'arme, subito ripiglia
Il grido univa sai di cento schiere, Tasso,
io6 ARM

Amministrazione delle armi. Modo 31 governare un eser


cito, o di amministrare le e
Et. 91 posero susseguentemenle a Consultare il modo con il quale
si dovesse procedere nell' amministrazione dell'armi. Ed altrove:
Replicò sd renosamente, che avendogli Sua Maestà promesso di crearlo
Luogotenente generale, non era per tollerare che altri si presumesse
di voler comandare all'amministrazione dell'armi. Davila.
Andare in arme. Andare la guerra; Recarsi a guerreggiare.
Et. E quando bisogno fu , andò in arme come cavaliere. G.V ili.ahi.
Arma e Arme. In frane Aux armes. Grido o Suono
per chiamare i soldati alle armi. Si adopera coi verbi Gri
dare, Toccare, ed altri , come si vedrà nei va
dire registrati più sotto.
Es. 11 conte di Landò s'avea tratto la barbuta di testa , e mangiava
a cavallo, e sentendo ciò ch'era cominciato, subito si rimise la barbuta,
e fece gridare arme. M. Villani.
Arma falsa. 11 Suono che si dà dall'un de' lati del luogo
ove è posto il nemico, onde rivolgerne l'attenzione a quella
parte, ed assaltarlo da un'altra. In frane. Fausse alerte.
Et. Scoprirono essi ben tosto, che erano tulle armi false quelle,
che di fuori si davano in altre bando. Blmivoglio. — Qualunque senza
licenza di chi ne ha autorità, darà arme falsa (viene annoveralo fra i
delitti militari capitali ). Cihuzzi. . I
Arma lanciatoia. In frane. Arme de trait. Ogni arma
da lanciare.
Es. Poste le scale, c sforzatisi di salire, i uimici co' sassi e con le
saette e con tutte le guise d'arme lanciatoie francamente difendendosi,
prendere la terra non poterono. Bemb >. f
Arme arme. In lat. Arma. In frane. Aux armes. Grido
di guerra , e Nome di suono, col quale si comanda ai sol
dati d'impugnar l'armi.
Et. Per tutto arme arme risonar s'udìa. Ariosto,
Or mentre egli no viene , ode repente
Arme arme replicar d» Miro l»lo- T*»'0:
~ ARM toj

Arme breve. Lo stesso che Arma corta; ma è più par*


licolarmente usato dai poeti.
Es. . . . vide Fereo con occhio bieco
Che pochi più bastavan con brev'arme
A mandarlo cultor del mondo cieco. Ariosto.

Arme da lanciare. Inlat. Missilia. In frane. Armes de


jet. Generico di tutte le armi che si scagliano con mano,
come Lancie, Lanciotti, Pili, Giavellotti, Dardi, Freccie,
Saette, ecc.
Es. Mentrechè quivi ai combatte dall'una e dall'altra parie con ar
tiglierie, e con arme da lanciare, egli intanto dUmonlò con altre genti
in terra senz'alcun ostacolo. Ed in altro luogo : Fino a che si combatti
di lontano con arme da lanciare, la battaglia passò del pari. Serdonati .

ARME DE' PEZZI. V. ARMAMENTO nel 3.» aigoif.

Armi basse. In frane. Armes bas. Parlandosi d'armi


manesche e da tiro vale Colla punta o Colla bocca rivolta
verso terra per segno di non offendere.
Es. Passarono lutti i soldati senza ordinanza e senza tamburi , con
la testa scoperta e con l'armi basse a guisa di prigioni. JIavila.

Armi bianche. In frane. Armes blanches. Nome gene


rico di tutte l'armi portatili di punta e di taglio, e in cui
non si usa fuoco, come la Sciabla, la Baionetta, la Spada,
ecc.
Es. Non sol più non venivano a battaglia ;
Ma fur banditi gli archi e l'armi bianche. Lippr.
— Eletti di lutto l'esercito più di quattrocento uomini d'arme, ar
mali tutti di armi bianche, entrò nel primo procinto de! castello.
Guicciardini.
a. Si chiamarono pure Armi bianche le Armi di difesa
dei soldati cosi da piò come da cavallo» dal colore, d'ar.
IOS ARM

gento che loro si dava, e per distìnguerle dalle Dorate e


dalle Nere, che pure erano in uso.
Es. E poi sieno ( le armi di difesa ) leggiere , o a bolla d'archibuso»
o bianche, o nere, come più gli parrà, ovvero come meglio potrà,
averle, pur che poi siano ben nelle, pulite, ed acconcie. Cisuzzi.
Armi cappate. Armi scelte, che si tengono in serho pei
maggiori bisogni.
Es. I Baiavi serbansi solamente a' bisogni della guerra , quasi cap
pate armi. Davanzati trai. Tac.
Armi corte. Nome generico d'ogni arme da ferir da
presso, e da portarsi indosso, come Pugnale, Pistòla, Spada,
Sciabola, Baionetta, ecc.
Es. Vennero a darsi una spinta, e a trar fuori l'armi corte che ave
vano sotto. Szgni. — Attaccossi tra'primi squadroni una feroce batta
glia, combattendosi non solo di continuo con gli scoppietti, ma az
zuffandosi i più feroci d'appresso con l'armi corte . ed a poco a poco
mescolandosi tra i primi i secondi, ed i terzi per ogni parte, era
ridotto il fatto d'arme ad un grandissimo e sanguinoso conflitto. Dayila.
Armi da fuoco. In frane. Armes àfeu. Nome generico
di tutte l'armi, in cui s'adopera la polvere, e le palle; ma
parlandosi delle artiglierie si dirà con maggior precisione
Bocche di fuoco; e si chiameranno Armi da fuoco le porta
tili, come il Fucile, il Moschetto, la Carabina, e la Pistòla.
Es. Scaricate l'armi da fuoco vennesi alla pugna più stretta, c più
densa col maneggiarsi le picche , e le spade. Bentivoclio.
Armi d'asta. In frane. Armes d'hast. Nome generico
d'ogni sorta d'arme in asta, come Lancia, Picca, Chiaverina,
Partigiana, Alabarda, Gorsesca, Spuntone, ecc.
Es. Entrati una mattina per tempissimo nella chiesa della Nunziata
Con arme d'aslat Vaeciii.

Armi da tiro. In frane. Armes de jet. Ni generico


ARM 109

delle Armi che si scagliano contro il nemico, come Saette,


Lande, Pietre, ecc. o delle Macchine che servono a scagliar
proietti , come il Cannone, il Fucile, la Pistòla, ecc.
Ss. Quando li restringe la zull'a , e si viene alla mischia, i disar
mati 1 e le armi da tiro sono poco utili. Montecuccom.
Ab mi difensive. In frane. Armes défensives. Tutte le
armi che servono alla difesa del corpo del soldato. L'uso
delle artiglierie e della moschetteria ha fatto deporre a poco
a poco tutte le armi di questo genere, delle quali non ri
mane negli eserciti moderni che la celata pei Dragoni , ed
una corazza o mezza corazza con celata per le Corazze.
Es. Le armi difensive debbono ricoprire bensì, ma noa già impe
dire il corpo. Ed altrove: Le armi difensive sono corazze intiere con
petto e schiena, elmetto, bracciali, cosciali, manopole, mezze corazze
con petto e schiena, morione o celala aperta, scudi, rondacce, o
targhe. Mohtecuccoli.
Armi gravi. Lo stesso che Milizia di grave armatura.
Et. Presso i Romani si ordinavano in una medesima legione fanti
e cavalli , armi gravi e leggiere. Monteciccom.
2. S' intende altresì delle Armi difensive, che reggono
alle botte dell'ardi ih uso, o del moschetto, a differenza delle
Leggiere colle quali si difende solamente la persona dalle
spade e dalle armi di punta.
Et. Conviene poi aver le armi gravi , e a botta per cagion delle
trincee, qnando si dee andare a pigliare , o a difendere citta, fossi, o
posti, e altri luoghi simili, dove l'arcliibusate possono piil che altra
cosa , e quasi piovono. Cmozzi.
Armi iharcate. S'intende del Fucile, Carabina, Mo
schetto, e simili, di cui si abbassa la bocca per porla in mira
dell'oggetto che si vuol percuotere , quasi piegando l'arma
in arco.
Et, Minacciavano nella vita con l'armi inarcate il Podestà, Botta,
no ARM

chiamansi genericamente Quelle armi di


che sono di minor peso al soldato che le porta, e
non lo difendono che dai colpi dell'armi di mano.
Es. Debbiano continovo slare apparecchiali ... di leggieri arme da
offendere. M. Vanni. — Colle armi leggiere è l'uomo più agile ad '
offendere, e a difendersi. Cihdzzi.
2. Figurai, si adoperano per Milizia di leggiera armatura.
Es. Presso i Romani si ordinavano in una medesima legione fatili
MONTECUCCOU,
i d'a
per modo da potersi in un subito maneggiare, adoperare.
È modo di dire tutto militare.
Et. Dove ala gran numero di gente con le sue armi apparecchiale,
o , come ora si dice , leste , da un minimo roniore può nascere gran
dissimo tumulto. Cinuzzi.

Armi manesche. Lo stesso che Armi corte, Armi da mano


per combatter da vicino.
Es. Si cominciò a combattere , non di lontano lanciando, e saet
tando : ma d'appresso, con l'armi manesche. Nardi trad. T. Liv.

Armi nere. Armi di difesa del soldato da piè e da ca


vallo del secolo xvi e xvn , cosi chiamate dal color nero
che loro si dava, a differenza delle Bianche c delle Dorate.
Es. E poi sieno (/e armi di difesa} leggiere, o a bolla d'archibuso,
o bianche , o nere, come più gli parrà, ovvero come meglio potrà
averle, pur che poi siano ben nelle, pulite, ed acconcie. Cikuzzi.

Armi offensive. In frane Armes offensives. Tutte quelle


armi , delle quali si vale il soldato per ferire il suo nemico,
come le Armi da fuoco, quelle d'asta, quelle da mano, e
da tiro: si annoverano perciò fra le Armi offensive deluci
derai eserciti i Fucili, le Carabine, i Moschetti > le Pistòle,
ARM in

ec&> le Lancie, le Baionette incannate, ecc.. le Spade, le


Sciabole, ecc. oltre alle Artiglierie, ed ai Proietti artifiziati
d'ogni maniera.
Es. Si armano gli uomini d'armi diverse a diversi usi , ed a varii
sili, onde elle sono offensive e difensive, gravi e leggiere. Ed in altro
luogo: Le ortensi ve sono, da lungi : moschetto, carabina, moschettone,
cannoni, pistòle, granate a mano, e da frombola. Da presso : lancie ,
picche , spade , arme in asta. Momteclccoli.

Armi fronte. Intendesi d'Armi da fuoco portatili col


grilletto teso per essere sparate.
Es. Monsignor D'Humieres, ed il capitano Ranlet con l'armi pronte
avanzandosi con ottocento soldati s' impadronirono del ponte di S.
Michele. Davila.

Armi scomposte, o sfornite. Nome generico delle Armi


da fuoco, quando mancano di alcuna delle loro parti , o
che queste non sono congegnate insieme a' luoghi loro.
Alberti.

Armi spuntate. Propriamente Armi senza punta, che


non fediscono, che non offendono; e per figura si dice di
Soldati inoperosi, di Milizia molle in guerra, che
il combattere, o combatte malamente.
E». Pubblicamente si diceva l'armi della lega essere sempre
tate, se non quando erano adoperate conlra gli amici. Davila.

Bene in arme. In frane. Bien arme. Detto di soldato


vale non solamente Fornito delle necessarie armi , ma al
tresì Colle armi in punto così a difesa come ad offesa.
Et. E veggendo il Ile Manfredi fatte le schiere de' suoi nemici,
domandò della schiera quarta che gente erano, i quali comparivano
tanto bene in arme , e in cavalli , e in soprainsegne. R. Malupiki. —
Ventidue altri , tutti cristiani , e nobili , e ben' in arme , gli erano
i aiuto. Bariou.
n% ARM

Campo d'arme; Campo, o Campi delle armi. V. Campo.

Capo dell'armi. V. Capo.

Cavaliere d'arme. V. Cavaliere. ' -

Cimento dell'armi. V. Cimento.

Comandare alle armi. Id frane. Comander les armes.


Si dice solamente del Comando militare che si esercita
nelle città e nelle piazze forti sopra le soldatesche che vi
stanno a presidio.
Es. Entcb in Ciartres per comandare all'armi il signor di Lignieres,
cavaliere di molto nome , e con esso lui quindici insegne di fanteria
veterana , e circa duecento cavalli. Datili.

Correre all'arme, o sotto l'armi. In frane. Courir aux


armes, sous tes armes. Correre a dar di piglio all'armi ,
ad armarsi.
Es. Per la qual cosa la città di Lucca corse ad arme. G. Villani
— Correre alli vegnenti bisogni sotto le armi. Pace da Ceri^ldo. —
Gli Ugonotti quasi che la congiura di San Germano fosse riuscita
al fine da loro desiderato, non altrimenti correvano per tutte le Pro
vincie precipitosamente all'armi senza ritegno. Davila.

Cotta d'arme. V. Cotta.

Dare all'arme. In frane. Battre aux armes. Dare il


cenno dell'impugnar l'arme, e Dare il segno del combattere
colla tromba, o col tamburo. Questo modo di dire tutto
militare, di cui si troveranno gli esempi al § All'arme,
venne anche adoperato in forma di sustantivo, come nel
seguente ~ . .
Es, E un dar all'arme ne segui si fiero,
Che fece a tutti far piìi d'un pensiero. Ariosto.
ARM n3

Di tutte armi. In frane. De toutes pieces. Questo


modo di dire, accompagnato ai participii Armato, Fornito,
Guarnito, Vestito, ecc., vale Di tutto punto, Coll'intiera
armatura, Con tutte le armi necessarie cosi alla difesa, come
all'offesa.
Es. Si poje in cuore d'uccidere il dello M.Gianni , e annoiti di
tolte armi a cavallo. G. Villani. — Lo Cavaliere posto a cavallo or
nalo di tutte arme. Jacopo da Cessole Volg. — Sessanta gentiluo
mini armali di tulle arme. Damla.

Eletta dell'armi. In frane. Choix des armes. La Scelta


di questa o quell'arme per combattere in duello; onde
Aver l' eletta dell' armi è lo stesso che Aver il diritto di
prescieglierle, e questo dritto, nelle leggi della cavalleria,
apparteneva a colui, che accettava la sfida, se non v'aveva
nel cartello eccezione o condizione particolare ; e Dare
l'eletta vale Lasciare la scelta, Lasciare la preferenza all'
avversario nello scegliere le armi.
Es E fè portare in fretta
Due grosse lance anzi due gravi antenne; . ,
Ed a Marfisa dar ne fè l'eletta. Ariosto.
— Furono quivi spiegate l'armi da combattere, delle quali avevi
avuto l'eletta il Bwulini. Secai. -* » '

Esecuzione dell'armi , si dice del Venire alle armi, del


Recarsi sulla guerra, del Farsi a combattere, lasciata ogni
altra deliberazione.
Et. Il Principe di Condì, il Visdomino dì Ciarlrej, Andelotlo e
molti altri di più ardente e di più risoluta natura, erano di parere
chi; senza dare più tempo agli avversar) di confermarsi e di aumen
tarsi di riputazione e di potenza, si dovesse tosto ricorrere all'ese
cuzione dell'armi, rimedio più spedito e più sicuro di qualunque
altro. Datila.
VoU.: 8
EsbrcItàr l'armi. Modo di dire militare, che vale Far
guerra, Adoprarsi dell'armi
Es. Ltesiderosd di gldrla , era primo ad esercitar vivamente l'armi
a (1 anno degli Ugonotti. Dxtil*. ' "•

Esercizio dell'armi. V. Esercizio.


Esperimento dell'armi. Paragone che si fa con atti di
guerra delle proprie forze con quelle del nemico.
Es. Si cominciò finalmente a trattare se si dovesse continuare nella
concordia, o ritornare all'esperimento dell'armi. Dami a.

Essere li» arme, ad ahMb, o sotto l'ahmi. In laft. In


atmis esse. In frane. Èffe en arma. Essere pronto a
guerreggiare, preparato ad Ogni fazione militare.
Et. Furono i Romani sotto l'armi. Ed in altro luogo: Il popolo di
Firenze fu ad Siine. G.Villami. — Guasta il piese de'Sequani con-
liiwrui, e collegati cogli Edrrf, cne in srme erano. Data*zi-ri frati. Tar.

Far d'arme. Combattere con valore, Adoperar d'arme


con maestria.
Es. Francamente si misono appresso lui , e feciono il giorno mara
vigliosamente d'arme. G. Vilumi.
a. Vale anche Giuocar d'arme, Armeggiare. In lat.
Armis ludere. In frane. Faire des àrmes; Tìrer des
jihnes. *• ■*
Es. Rimase con gli altri prodi cavalieri del reame torneando e fa
cendo d'arme. Novelle Astiche.
Fascio d'armi. In frane. Faisceau d'armes. Dicesi delle
armi portatili disposte con hell'ordiue nelle armerie, e
scompartite in più foggie.
a. Chiamansi pure Fasci djarme i Fucili d'un drappello
di soldati, disposti ia rotondo, ed appoggiati colla bocca
ARM n5

a bastoncelli incrocicchiati ad un'asta piantata in terra sul


fronte di bandiera d'ogni drappello d'un corpo di soldati
accampato: questi Fasci sono coperti in cima da un cappel
letto,, e talvolta da un mantello di tela incerata o d'altro,
che guarda i fucili dalla pioggia.
3. Finalmente si fa pure dai soldati il Fascio d'armi
sene'appoggio di bastone, incrocicchiando le baionette di
tre fucili, i quali premendo da tre parti uguali l'un contro
l'altro servono di punto 6sso a cui vengono tutto all'intorno
ad appoggiarsi in un tempo stesso gli altri della sezione.
SOJLIANI RASCHINI.

Fatto d'arme. In frane. Fait d'armes. Nome generico


d'Ogni combattimento dal duello alla battaglia. Si adopera
sovente a nobilitare il discorso, col sostituirlo a questo o
a quel termine particolare.
Es. Stnli nella lor gioventù quasi sempre in /atti d'arme e soldati.
Boccicelo. — Sia se gli debbe la laude (a Prospero Cotonila) d'aver,
insegnalo a difendere gli stali , .senza esporsi se non per necessiti alla
fortuna de' fatti d'arme. lìrtcciAirfaiai.'
. ■ i ■ ...
Forbire le armi. 'V. Forbire. ... . .■>'.. /

Generale dell'armi. V. Generale.


Gente d'arme. V. ■■Gente. ■ '• «
Giocar d'armi, vale Esercitarsi nel maneggio delK* armi; *
Fare gli esercizi militari ; si dice più particolarmente dell'
Arte della scherma. In lat. Arnds luderc. In frane: Faire
des armes; *Tirer deè armes.
Et. Occupar la gioventù in esercizi nobilissimi . . . come nel giocar
d'arme , e nel cavalcare. Calcackiw. — Dee (il Principe), óltre al
tener ben ordinari,- ed «erettoti i suoi popoli ne' militari esercirli,
stare anco sempre in su gli eseroiiii virili, come di giostrare, di giocar
d'arme, e in su le caccie specialmente. Ciivzzi.
ii 6 ARM

Governare le armi. In frane. Commander #n chef.


Avere il carico supremo di una guerra, del comando di un
esercito.
Es. Governava l'..rmiilel Re in quelle bande il cilounello Francesco
Verdugo. Bektiyoglio.
Governo dell'armi. In frane. Commandement en chef.
Il carico supremo di una guerra, cioè il modo di farla o
di sostenerla.
Es. All'Oranges immerso del lutto nell'agitatori del negozio, non
restava Itiogo di pigliar sopra di se il governo dell'armi. Onde il ma
neggio loro stava appoggiato principalmente al signor della Nua. Ed in
alito luogo: Olire al governo supremo dell'armi, era egli succeduto
at padre nell'amministrazione civile delle quattro province d'Olanda,
Zelanda, Ulrech , e Ovevissel. Bf.stivoc.lio.
Gridare all'arme. In lat. Conclamare, locare ad
arma. In frane. Crier aux armes. Dar il segno di im
pugnar l'armi, Incitare a prender l'armi.
Es. Ordinarono, che certi fanti filtiziamente s'azzuflassono insieme,
e gridassono all'arme. G. Villani.
Impugnare le armi. In frane. Mettre les armes à la
main. Stringere le armi in pugno per farsi a combattere
con esse. V. IMPUGNALE.
2. Figurat. vale Muover l'armi , Rompere la guerra,
Levarsi a guerra.
Es Negoziava {il Maresciallo di Daiivilìa') separatamente d'accor
darsi e di ritornare all' ubbidienza del Re , e già aveva impugnale
l'armi contra alcuni degli Ugonotti. Davìla.
Levar l'armi. In frane. Oler les armes; Désarmer.
Parlando di soldati vinti , di popoli soggiogati vale Disar
margli, Toglier loro le armi, per antivenite ogni offesa o
resistenza.
Et. Con buoni presidii assicurò egli però le frontiere da tutti i lati
per ogni novità che di fuori s'avesse a tentare ; e di dentro levò l'armi
a diverse città delle più sospette. Bmiivoclio.
ARM 117

Levarsi ad arme, od in armi. In frane. Se metire sous


les armes. Mettersi sotto l'armi , Correre all'armi.
Et. Alla vista dell' inimico si levò subito con grandissimo rumore
in armi l'esercito francese. Gi'iccuidini.

Maestro d'armi , e Maestro dell'armi. V. Maestro.

Maneggiar l'armi. Lo stesso che Far guerra.


Et, Stando quiete l'altre provincie per esservi debole il numero
degli Ugonotti , seguirono a maneggiarsi l'armi , così nel Poelii e nella
Guienna, come anco nella provincia del Dell'inalo. Dayila.

Maneggio delle armi. V. Maneggio.

Mantenimento delle armi. In frane. Frais de la guerre.


Dicesi genericamente di Tutte le spese che occorrono in
una guerra per tenerla vivaj di Tutte le cose necessarie ad
un esercito per mantenerlo.
Es. 'Erano già consumati i centomila ducati mandali dalla Regina
d' Inghilterra , ed erano spesi quelli clic l'armata marittima aveva ,
predando i legni de' mercanti, somministrati, e i cittadini della Roc-
cella prontissimi a conferire tutte le loro sostanze al mantenimento
dell'armi, ecc. Cavila.

Mettere in arme. In frane Metlre sous les armes.


Armar gente ; Levar soldati.
Es. Questa terra che poteva mettere in arme ventimila uomini.
Stesi.

Mettere la mano all'armi. In frane. Mettre les armes


à la inain. Impugnare le armi , Sguainarle, Stringerle per
combattere subitamente. Diccsi anche e più brevemente
Metter mano. V. MANO.
Es. Con non minore inconsiderazione messa la mano all'armi, st
uccarono all' improvviso tra loro una pericolosa fazione. Davila.


n8 ARM

Metiews sotto i/armi. Iu fifauc, Mettre èn armes,


sous les armes. Ordinare le schiere , Prepararle alla
fazione,
Es. II governatore andato alla porta nuova verso la mezzanotte , e
condottivi i Tedeschi , gli mise sotto l'armi in ordinanza. Davila.
Mettersi o Porsi in arme. Prepararsi, Apprestarsi a
combattere, Impugnar Tarmi. In frane. Se mettre en
armes, sous les armes.
Es. Cominciano a concepir mollo terrore, e subito si mettono in
arme. Seckiri. — Espugnati i borghi per ogni parie, i capitani con
tennero con grandissima costanza i soldati, che non discorressero a
saccheggiare confusamente, sin che entrata la cavalleria non si met
tesse in arme per reprimere quelli clic avessero ardito di sortire della
città. Day ila. — Furono poi costretti alla ritirata, perchè s'era di già
posto in arme il 'campo nemico. JBehtjycwhio.
Mossa d'acme. V. MOSSA.

Movimento d'armi. In frane. Mouvemcnt de guerre.


Ogni apparecchio ed Ogni disposizione che si faccia di cose
di guerra ; Ogni radunamento o moto straordinario di sol
dati. Lo stesso che Mossa d'arme. V. MOSSA.
Es. Era venuto anco il maresciallo di Matignone, luogotenente della
provincia, partecipe della intenzione del Re, e de' disegni con i quali
egli desiderava che fossero governati i movimenti dell'armi. Dav ila,

2. Moti di popoli, che danno segno della loro intenzione


di far guerra.
Es. Laonde Sua Maestà prega ed esorta i capi dei detti tumulti e
movimenti d'armi a separare prontamente le loro forze. Day-ila.
Muover l'armi. In lat. Arma movere. In frane. Entrer
en campagne. Incominciarla guerra, Romper guerra, etjt
anche Far guerra, Guerreggiare.
Ef, Della ijuale vittoria io non cerco che in parte; mi venga te non
ÀftM iig

una donna, per lo cui amore io muovo l'armi. Boccaccio.-- Il lì e di


Navarra valendosi del pretesto che i Cattolici s'armassero, per mezzo
del Principe di Coudè muove l'armi. Datila. — E quali armi più
sante , che quelle mosse a liberare la sepoltura di Cristo? Moirrefi'c<
COLI.
Opera, d'arme. la frane. Action guerrière; Exploit.
Azione militare; Disciplina di guerra .
Es. la opera d'arme, ed in cortesia pregiato sopra ogni altro don
ni di Toscana. Boccaccio.
Passar per le Armi. In frane. Passcr par les armes.
Si dice de'soldati , che sono puniti di morte per alcun de
litto. Questa pena capitale, che si dava altre volte col far
passare il colpevole tra due file di soldati armati di picca,
ciascuno de'quali gli tirava di punta, viene ora eseguita a
colpi di moschetto. Di qua il verbo MOSCHETTARE; V»
Eì. Come fanno i generali, che per non perdere un gran numero
«li disertori fanno ginocar la vita a tutti, e passarne soli tre, o quattro
per l'irmi. Miflat.om.
Per forza d'Arme, cioè Per via di guerra, e dicesi di
cosa ottenuta colle armi in mano, d'impresa fatta guer
reggiando.
Es. Appresso lui fu He de' Franchi Xrei ramonte suo figliuolo, il quale
per fona d' arme entro nel reame , «Aie oggi si chiama Francia , e
tolselo a' Romani. G. Villahi.
Piazza d'arme. V. Piazza.
Puzza d'arme della strada coperta. V. Piazza.
, Porsi in arme. Y. Mettersi in arme.
Portare arme. In frane. Parler les armes ; Servir ;
Faire ses armes ; Fairo la guerre. Essere, Andare armato;
Esercitare le armi o per difesa propria, o per offesa altrui.
Et. In quel giorno portarono armi li migliori cavalieri del mondo.
?(ovn.Lt Astiche.—Sensa trovar nomo ne) suo iv^no che fosse alto»
I ao ARM

portar arme, e disegnando secondo il bisogno di far guerra, pensò di


valersi ad ogni modo de' suoi popoli. Cmozzi.

Portar l'armi. In frane. Porter les armes. Figurata


mente vale Militare, Guerreggiare.
Es. La fama d'un gentiluomo che porti l'arme, se una volta in un
minimo punto si denigra per codardia, sempre resta vituperosa al
mondo, e piena d'ignominia. Castioliobe. — Promettesse il signor di
S.AIdegonda di non portar l'armi contro il Re per un anno. Bentt-
voglio. — Quelli che pervennero vivi nelle mani de' vincitori , preso
giuramento di non portar più l'armi, furono lasciali in libertà. Davila.

Posar l'armi. In lat. Discedere ab armis. In frane.


Quìtter les armes. Ridursi in istato di pace, Far pace.
Es. Pace certamente di momento grande, perchè si posavano l'arme
Ira Ile tanto potenti. Gciccurdim.

Potere armi. Bel modo poetico, e tutto proprio della


sveltezza e della grazia della lingua nostra, che nel verbo
Potere comprende talvolta Quello che si può, cioè l'Azione
nella facoltà di farla : se ne trovano esempi nel linguaggio
comune, come nei poeti latini , e Dante usandone felice
mente disse Poter arme per Poter portar l'armi , ado
perarle, maneggiarle, ellisse arditissima e degna di questo
sommo ingegno.
Es. Tutti color, eh' a quel tempo er.in ivi,
Da poter arme. Dai» te.

Prender l'armi. In lat. Ferie arma contra aliquem. In


frane. Prendre les armes. Armarsi ; Entrare in guerra j si
estende quindi al Guerreggiare in difesa , o ad offesa d'al
cuno, secondo che si manifesta da tutto il conlesto della
frase, aggiungendovi Per alcuno, o Contro alcuno.
'E*- Virth contro furore
Prenderà l'armi e fia '1 combatter corto,
ARM lai

Chi l'antico valore


Negl'italici cor non è ancor morto. Petrarca.
— Come le donne Sognatine nella mina della patria loro pren
dessero l'arme conti a le genti d'Annibale. Castiglione. — Da principio
presero l'armi col pretesto de'violati loro privilegi! ; dopo hanno com
battuto per la conservazione dell'usurpata loro libertà. Bertivogmo.

a. Nel suo signif. naturale, e senza aggiunto di sorta,


vale semplicemente Dar di piglio all'armi , Porsi sotto le
armi. In lat. Arma capere, sumere.
Et. Se non avessnn 1 ubbidito , e avessono preso l'arme , quel dì
a\ rendono vinta la terra. Dino Compagni. ' -
— E però non vi spiacela d'ascoltarme
Come fuor de le stanze il popol inoro
Davanti al Re Agramente ha preso l'arme. Ariosto.

Presa d'arme. V. Presa.

Re d'arme. In frane. JRoi d'armes. Propriamente Araldo


d'armi, e talvolta il Capo di questi araldi. Y. ARALDO.
Et. Tacque , e tornò il Re d'arme al suo viaggio
Per l'orme , eh' a venir calcate furo. Tasso.

Sala d'arme , o dell'armi. In frane. Salle d'armes.


Ediflzio nel quale si serbano riposte le armi portatili é da
tiro d'ogni maniera. Vien pur detto particolarmente AR
MERIA ; y.
Et. E la catana pur tuttavia si serba, e si mostra nella Sala dell'
Armi dell'Eccelso Consiglio de' Dieci. Bartoli. — L'armeria, o sola
d'arme dividesi iu varie camere, o gallerie, nelle quali vi si
hanno diverse rastrelliere colle convenienti cortine di tela, per dis
poni con buon ordine le arme di picciol calibro, e ripararle dalla
ruggine e dalla polvenjzza. D'Astosi.

Sollevazione dell'armi. In frane. Levée de boucliers,


T2a ARM

Ostilità, Mossa d'arme improvvisa, Guerra rotta di subito,


e per lo più. senza onesta ragione ^
Es. Ma s'accorgevano chiaramente i signori cosi dell'uno come dell'
allro parlilo, che nello stalo in che si ritrovavano le cose al presente,
non potevano muovere l'armi senza incorrere in manifesto eccesso di
ribellione, non vi essendo pretesto o colore apparente che potesse con
onesti velami coprire la sollevazione dell'armi. Damla. ,

Sosare l'accento dell'abmt. In lat. Signum cànere.


Si adopera dai poeti per Dare il segno della zuffa, della
battaglia.
Es. ........ con un corno a bocca
Sonò dell'armi il pastorale accento.
(Dice pastorale perche erano pastori coloro che venivano a Italianità coi
Troiani) . Cako Irati. Eliciti.

Sospendere l'armi. In frane, Suspcndre les hostilités.


Lo stesso che Sospendere la guerra, Cessare per alcun tempo
dal combattere.
Es. Fu spedito l'abate Giovan Battista Guadagni al maresciallo di
Birone, acciocché si sospendessero l'armi da quella parte. Datila.

Sospensione d'armi, o delle armi. In frane. Suspension


d'armes. Convenzione per lo più verbale tra due eserciti
o corpi nemici di non offendersi reciprocamente per un
tempo determinato, e quasi sempre brevissimo.
Es. Ebbe commissione di cercare di cavarne una tregua di qualche
mese .... ma neppur questa ebbe effetto, perchè non si concluse altro,
che una sospensione d'armi di cosi pochi giorni, che il Re non curò
di ratilicarla. Davila. — Sopra di che vennero poi gli ordini cesarei
di pubblicare, come si fece, la sospensione delle armi, la quale poscia
in una tregua di venti anni a terminare si venne. Mq.vt£cucqol|.
Sotto l'arme. In lat. Sub armis. In frane. Sous les
qrmes. Colle armi in mano; Presto alla fazione, parlandosi
A.RM ia3

di soldato, o di schieri. V. Correre sqttq le Aria ; Met


tere SOTTO LE ARMI.
Es. I serragli erano fatti per la terra, e circa un mese stettcmo sotto
l'arme ( i seguaci di M. Rosso della Tosa). Duco Compagni.

Stare in arme. Iu frane. Restev en arm.es, sous les


armes. Stare armato, Colle armi indosso, od in mano pronto
a combattere.
Es. SletUrq gli eserciti in arme, guardando diligentemente i loro
posti tutta la notte seguente , ma la mattina vinti ciascun di loro dalla
violenza del freddo e dal grave patimento di due notti continue tra
passate sotto alta fatica delle armi, risolsero i capitani di ritirarsi.
DiVILA.

Toccar arma. Lo stesso che Dare all'arme ; Dare col


suono il segno di correre all'armi.
Es. Comandossi , che si toccasse l'arma nel medesirho tempo da ogni
altro lato. Bektivoglio. — Chi toccandosi arme , non andrà alla piazza,
o alle insegne , o a'suot luoghi ordinati sarà gastigalo ad arbitrio.
Ciwdzzi.

Valletto d'arme. V. Valletto.

Vemire Ad armi. Lo stesso che Venire alle mani. In lat .


Ad arma venire. In frane. En venir aux mains.
Es. A cagione di contini contendeano, e già erano ad armi venule.
Pace da Cfitaido.

Venire all'arme. Farsi a combattere; Principiar la


guerra, o la battaglia ; Venire ad armi. In lat. Ad arma,
venire. ■ ,
Es. Non potcv' io venir più tosto all'arme? Ariosto.
— Ch'io diiò da principio le cagioni
E gli accidenti, oude'con essi all'arine
Si venne in pria. Caso (rad. Eneid.
ARM

Vestire Arme, o l'armi. In lai. Arma induère. Figurai.;


vale lo stesso che Portare le armi , ma è modo di stile eie-
vato. In frane. Endosser les artnes.
Es. . il più leggiadro <.
Che net campo Troiano arme vestisse. Caro liad.Encid.
— Che non dovea nè polea dar consiglio al Re, contra il quale
t'avea vestito l'armi. Davila.
Uomo d'arme. V. Uomo.
ARMACCIA. s. r. In frane. Mauvaise arme. Peggio
rativo di Arma ; Arma cattiva.
Es. Armacce rugginose trova per armeggiare. Blohauboti.
I
ARMACOLLO. la frane. En bandouliere. Questa voce
si pone avverbialmente co'verbi Portare, Tenere, e simili,
e si dice di arma, di banda o altro, che attraversando il petto
e le reni scenda da una spalla all'opposto fianco.
Es. Una grossa catena ad armacollo
Ciascuno avendo. Ciriffo Calvaneo;
— Messasi una sua vesticciuola ad armacollo. Fikekzdola.— e
arreconne una soprasberga di sciamilo fatta a onde nero c gialle, con
una beca da armacollo di zendado gialda tutta sparsa di capi di dra
gone. Pace da Ceutaldo.
ARM ADURA, e ARMATURA, s. f. In lat. Armatura.
In frane. Armare. Guernimento d'arme, che si porta per
difesa della persona.
Es. Il marchese colto d' un'archibusata non fu ferito, perchè non
passò il colpo l'armadura. Segni.
a. Soldato coperto d'armatura,- e intendasi d'uomo d'arme
armato di tutte armi.
Es. Varrebbe a veder le porte di Firenze con quattromila armadure
a cavallo, per abbatter l'orgoglio de' fiorentini. G, Violasi.
3. Qualsiasi arme offensiva.
Es. E questa selvaggia e grossa armadura chiamano Godendac. G.
Viuaiti.
ARM i25

4- La Profession dell'arme , l'Esercizio delle discipline


militari ; la Milizia.
Es. Menò con seco un feroce giovanetto in armadura. Cirifp. Citv.
St»ad. Crusca.

5. Qualith, Specie di milizia (Quella che i Francesi chia


mano metaforicamente Arme); onde si dice Armatura grave,
ed Armatura leggiera ; e s' intende di soldati armati grave
mente, e d'altri più spediti. Chiamavano i Romani soldati
di grave armatura (niilit.es gravis armaturae) Tutti i le-
gionarii armati di scudo, di spada, d'elmo, e di corazza; e
soldati di leggiere armatura (Jievis armaturae) i Frombo ■
lieri, iFerentarii , i Veliti , in somma Tutti gli armati alla
leggiera, sì di fanteria, che di cavalleria. . ,
Et. Con cavalli dell'una armatura e dell'altra ottocento. ( Intende
della grave e della leggiera). Bembo. — Quelli che appartenevano all'
armatura leggiere, come Croati, Panduri, e simili. Botti.

6. Per Fornimento di guerra, Quantità d'armi, di mac


chine, e d'attrezzi militari.
Es. Mandava all' oste armadura , e vettovaglia. Vit. Plct. Cat,
Crusca. — Furono intorno alle roccfie colle balestre , e colle altre ar-
roadure. Storie Pistoiesi.
.1 * • "• '
7. Armatura chiamansi dagli architetti Tutti queJ legna
mi, che e'pongono per sostegno delle opere loro, come volte,
gallerie, ecc. In frane. Cintre come termine generico, e
Coffrage come proprio dell'armatura dell* mina.
Es. Dall'altra banda ero alle mani del Tasso legnaiuolo amicissimo
mio, e a lui facevo fare certe armadure di legno per cominciare il
detto Perseo grande. Celliici. — Le cui volte sottili , o soffitti si assi-
curauo per di sotto con forti armature di travi. D'Arto».

Armadijra, peila mwa. y. Mima.


Ia6 ARM

Armatura tot dosso. Nome generico di tutte l'armi che


si solevano portare in dosso per difesa della persona.
Esk 11 Re con molto ardire si spinse alla Ironie della battaglia , se
guitato da' signori più riguardetoli della corte; ma per lo più, non
armati se non di spade , non si trovando alcuno di loro nè armature
di dosso nè archibugi da guerra . nè altre arme proporzionate a com
battere alla campagna. Dayila.
Armatura difensiva. Collettivo di tutte le armi di difesa.
Es. I regolari intervennero tulli nell'abito loro consueto, ma oltre
di esso aratili manifestamente di corsaletti, d'archibugi, di spade, di
partigiane, e d'ogni sorte d'armatura offensiva e difensiva. Davila.
Armatura offensiva. Collettivo di tutte le armi da offeso.
Es. I regolari intervennero tulli nell'abito Ihro consueto, ma oltre
di esso armali manifestamente di corsaletti, d'archibugi, di spade, di
partigiane, c d'ogni sorte d'armatura offensiva e difensiva. Daviia.
ARMADURETTA. s. f. In frane. Petite ùrmure. Pie-
cola armatura nel i.° e 3." signif. di questa parola.
Est Imperocché tutti sono Soriani conarmadurelle.ViT. Plui. Crutva.
ARMAIUOLO, s. m. In frane. Armurier. Cplui clic
fabbrica l'armi , le rassetta c le forbisce.
Negli eserciti moderni s'indica con questo nome Quell'
uomo dell'arte, che ha cura dell'armi da fuoco, e dell'armi
bianche rassettandole, e forbendole. Ye n'ha uno per ogni
reggimento. Coloro, che le fabbricano hanno nomi parti
colari desunti dalla specie dell'armi , come d'Archibusieri,
Spadai , Lanciai , Corazzai , ecc. . \
Es. Diversi csercizii , come zappatori, sartori, armaiuoli. Pak-
dolfini. — I non combattenti sono: falegnami, ferrai, muratori,
e armaiuoli. Motstecicloli. — L'assemblea provinciale avea deputalo
una congregazione d'uomini eletti per sopravvedere se le armi si fab
bricavano con quella prontezza che si desiderava , e con quella perfe
zione, ch'era richiesta. Questi non cessavano d'andare attorno per
stimolare all'opera gli archibugieri ed altri armaiuoli. Botta.
ARM il]

ARMAMENTÀRIO. 9. m. In lat. Armamtmtatiuin.


Luogo da ripor lJarmi. Voce nobile ed oratoria 5 vien detto
comunemente ARMERIA ; V< . -
Es. E perciocché senza arme era venuto, gli dier licenza che dell'ar
mamentario del maggior Consiglio li sin elezione se le pigliasse". Btìtflo.'
— Erano negli armamentarii della città archibugi , moschetti, e, piédlia
in grandissima copia. Davila. , j '.
ARMAMENTO, s. si. In frane. Armzmmt. Tutte l'acmi
necessarie ad un soldato. • ■ • •
Es. Levato In alto gli armamenti venivano, ecc. Liv. Iìec. Crusca.
— Partimenti d'Imprese, che si dipingevano nelle barde de' cavalli ,
che si veggono fra gli armamenti vecchi. Vasari.
2. Ogni apparecchio di guerra : onde Fare armamento
vale Mettersi in armej Armare ; Fare preparativi per la (
guerra.
Es. E cosa convenevole che ancora Pompeo lasci l'armamento, e
lasci le signorìe. Vit. Plut. Crusca. — Fatto un potente armamento
si mise alla testa d' un esercito dt centomila combattenti. Muratori.
— Non ostante che Pitt mandasse genti in Germania, comparivand
tutto giorno armamenti inglesi sulle coste di Francia; Algarotti.
3. Armamento si adopera afache particolarmente come
Termine collettivo, col qOale vengono a indicarsi tutti gli
stromenti necessarii al governo delle artiglierie , e son 0 i
seguenti /
Pei cannoni r (in frane.)
I Bocconi , ossia Sfilacci , o Stoppagli , tìottóhons;
il Buttafuoco . Boute-feu;
il Calcatole , detto altfimentè Sfiyalord Refóulóif1,
i Cannelli . . . Ihsées il'amórtc;
il Capitello . . Chapiteau; ' !"
i Cartocci > o Sacchetti '.*.■.'.' GargouSsesf
il Cartocciere , « '. '. '. ' . ' CurgouSsieff

*
ARM

la Cassetta . .... Coffret;


il Cavastracci ....... Tire-bourre;
il Corno, detto anche Fornimento . Corno d'amorce;
la Cucchiara , detta anche Cazza . Lanterne ;
i Cunei Coins;
il Ditale Doigtier;
il Fornimento Sac à étoupilles;
la Lanata . •. . . . . . . Ècouvillon ;
le I-eve Leviers;
la Mazza Masse ; ,
la Miccia .......... M'cche;
il Nettatoio Curette}
le Palle Boulels;
lo Scopatore . Baiai;
la Secchia Seau;
10 Sfondatolo . Dégorgeoir;
11 Stoppini . Étoupilles;
il Tappo Tampon;
il Tira-spolette . . . . - ./ . . Tire-fusée.
Per un Mortaio, o Petriero :
Il Buttafuoco ... in frane. . . . Boute-feu;
il Caccia-spolette ...... Chasse-fusée;
il Calcatore ........ Refouloir;
il Corno Come d'amorce;
il Cuneo di mira Coin de mire;
i Dischi , o Turacci . . . . i Plateaux;
i Grappini . Crochetsà bombe;
Y Imbuto Entonnoir;
la Lanata ....... . • Ècouvillon;
le Lanterne, dette anche Cesti, e Cor
belli ......... Paaiers;
Je Leve ......... Leyiers;

■ì
ARM 129

le Leve ferrate , .' . Leviers ferrés;


il Mazzuolo, o Pestone Maillel ;
il Quadrante ■ • ^ « Quart de cercle;
la Raschietta > . Grattoir;
10 Sfondatolo . . . Dégorgeoìr;
la Spatula . . . Sputale ;
le Spolette . • ■ . Fusées;
le Stecche , o Scheggie Eclisses ;
11 Tira-spolette Tire-fusées.
Questi stromenti chiamansi anche collettivamente Arma
de'pezzi y ma più comunemente si comprendono sotto il
vocabolo d'Armamento, e Attrazzi del cannone, del mortaio,
ecc. In frane. Armement ; Attirai!.
Es. Gli armamenti per caricar le artiglierie sono di due sorta, cioè
pei cannoni , e pei mortai. D'Anto.nj.
4 • Chiamasi anche Armamento l'Armeria, il Luogo ove
si raccolgono e si conservano l'armi d'ogni maniera , e gli
attrezzi da guerra. In lat. Armamentarium. In frane.
Sulle d'armes ; Arsenul. 1
Et. Nell'arsenale trovò molte navi di varie sorte , parti cominciate
e parte finite; l'armamento era pieno a meraviglia d'arme- e d'arti
glierie di bronza, di polvere , e d'ogni apparato di guerra. Sbucokati.i
ARMARE, v. att. e n. pass. Ih lat. Armure. In frane*
Armer. Porre l'armi indosso a uno, Dargli l'armi, Vestirsi
l'armi. : .
Et. I giovani armaro Manlio il più studiosamente che poterono.
Novelle Artiche.
— Avendo armato il Re di Sericina
Di sua man tutto il Se di Tartaria. Ariosto..
— Deonsi gli uomini assoldare, armare, disciplinare. Montecuccoli.
a. Mature, Fornire, Provvedere un esercito, una fortezza,
Fot.!., 9
ARM

un paese d'anni e d'attrezzi militari , ed al pass, vale Es


sere monito, fornito, provveduto, ecc.
7'Y La Francia è oggi condizionala altrimenti che in quelli tempi,
perchè è annata , sperimentata ed unita. Machiavelli. — Avendo
il paese armato e fedele , ed essendo altrui mossa guerra, crediam, che
sia meglio aspettare in casa propria il nimico. Citruzzi.
3. In senso heot. vale Vestirò o Usare l'armi.
Es. Ecci un'altra cosa die gli fa più deboli , cioè che dal corpo in
giuso , cioè coicie e gambe , non armano punto; Machiavelli. — I
'Veliti armano più leggiermente di lutti gli altri , siccome quegli, che
non portano nè corazza, nè stivaletti, nè targa, nè scudi gravi. Caham
trad.El.
4. Pure in senso neut. e w. pass. \ale Mettersi in arme,
Fare armamento, od apparecchio di guerra. In frane. Armer.
Es. Le quali condizioni furono osservate tutte in quel modo
nel quale i maggiori potenti ed armati l'osservano a chi non ha forze,
uè armi, Seghi. — Nè s'udiva altro, se non che il Re o verrebbe ar
mato egli stesso in Fiandra , o vi manderebbe sotto qualch'allro gran
capitano un esercito. Bestivoclio,
5. Armare, attivamente, vale altresì Fare l'armadura nel
j.° signif. di questa voce; Guarnire di armadura una volta,
una galleria, una mina, ecc. Crusca. È termine di costru
zione. In frane. Cìntrer, e pel lavoro particolare delle mine
Q>jnr,y. MINA-
6. Armar la baionetta, e semplicemente Armare, vale
nel comando dell'armi Cavar la baionetta dal fodero, ed
innastarla alla bocca della canna del fucile. IIlgol. delle
Bande Tose. . ,.

ARMATA, s. f. In frane. Armée. Grossa quantiià di


soldati armati ed esercitati per combattere, per far guerra:
Lo stesso che Esercito, vocabolo più nobile. I nostri antichi
chiamarono Esercito le forze di terra, ed Annata qxtcfle di
j
mare} ma la vUcé Armata per Esèrcito, adoper*àtà ih questo
stesso significato da' buoni Scrittori, è ornai Comune a ttjtttt
Multa, é nota safèbbe senza affettazione il séguiti» taèHé
cose tecniche la distinzione degli antichi.
Es. E ha tanto 11 cammin sollecitato
Che costor raggiungeva In un gran piano ;
È domandò che sia questa brigata , ' t
E chi sia il capitan di late armata. Pulci, atàrg.
— Onde convien che scarso valor copra
L'armata. - Foutigcerba.
L'armata avea tra gli altri un cappellano. Inrn.
— Così avanzando d«l Continuò l'armata del Prmeipe , é c+dlnatldo
il Re di Navarra le sue genli distese nella pianura, si trovarono final
mente nell'ora del mezzogiorno ambi gli eserciti a fronte. Davila.

Questo significato viene altresì confermato dal MSS. di


Ugo Caciotti, nel quale si legge: Armata si può aire,
anche d'esercito di terra. ' \ ,' ',;.' / ■

ARMATA MANO. V. MANO.


• ... l .■ .'■ . i. ■ • !l' : i /
ARMATAMENTE* avverb. In frane. A
Coll'armi in pugno.
Es. Poscia armatamente corsero per tutta la (erri chiamandd li
popolo à liberta. Datila.

ARMATARCHIA. s. f. Sedici carri da guerra antichi


ordinati insieme, secondo l'ordinanza greca d'Eliano.
Es. Due di queste cpisizigie verranno a fare l'armalarcbìa, cioè otto
paia di carrette. Cabali traci. Et.

' ARMATISS1MO. Superlativo d'Armato. V '

ARMATO, TA. m*k pass. Dal verbo ARMARE in


tutti i suoi significati? Y*> '' 1w l' " 1
2. Si adopera altresì a modo di Sust. così per distìnguere
i soldati di grave armatura dagli altri , come per esprimere
con una voce sola i soldati forniti d'armi, provveduti delle
armi loro. . •■ ■•■ j : , .,
Et. L'esercitò, il quale combatte a piè , si parie in tre maniere ,
perciocché alcuni sono armati, alcuni peltati, ed altri sono veliti.
(Qui la voce Armato risponde perfettamente a quel soldato di grave
armatura, che V Greci chiamavano Oplita). Cknii.mtrad.El. — La sola
provincia di Massncciussct ha in questo punto trentamila armati in
pronto. Botta. •" -

Stare armato. Aver l'armi in mano ; Stare in armi ;


Apparecchiato a guerra. In Int. Sub armis esse.
Ei. Fece bandire ebe ogni gente slesse armata ed apparecchiata a
seguire le sue insegne. Storie Pistoiesi.

ARMATURA. V, ARMADURA.

ARME. V. ARMA.

* ARMEGGERIA. s. f. Lo stesso che Armeggiamento;


Giuochi d'armi ; Spettacolo, Festa militare.
Es. Ubaldo, che deliberatamente correva per combattere da cava»
liero, e non per giuoco d'armeggerìa. Giambiillam. — E l'armeggerle,
che da quella furono fatte , furono non d'una genie privala, ma d'un
principe degne. Machiavelli.

ARMEGGEVOLE. aggett. di Cosa atta ad armeggiare.


Et. Uscio fuori graziosamente della cittade con insegne armegge-
voli. Guido G. Crusca.

ARMEGGIAMENTO, s. m. L'armeggiare, Il fare spet


tacolo d'armi: dal verbo Armeggiare nel i.° signif.
Et. Seguitava la battaglia simulata fra due opposte schiere , mode
rando le mosse e gli armeggiamenti Lapqei. Botta. , ■
ARM Ì33

1. Nome generico d'ogni spettacolo d'armi , come di


Tornei , Giostre, Bagordi , Quintane, ecc.
Es. Tulio il popolo d'Orlino si levò su incontro, e con feste, e con
armeggiamento, e con suoni. Stor. Ajolf. Crusca.
*
3. U maneggio dell'armi, L'esercitarsi de'soldati nell'anni,
L'armeggiare nel a.0 signif. di questo verbo. È voce gene
rica, e di stile oratorio. In frane. Maniement des armes;
Maruttuvre.
Es. Con ogni industria si era affaticato nel rifar genti , e con ispessi
armeggiamenti le veterane confermare, le nuove ammaestrare neH'
arie deJle fazioni militari. Bot.ta.
ARMEGGIARE, v. meut. Giuocar d'arme; Far giostre,
tornei , e simili spettacoli d'arme. . . . ■■*
Es. E se p>i si troverà armeggiare negli spettacoli pubblici, gio
strando, torneando, o giuocando a canne , procurerà esser nell'arme
non meno attillalo e leggiadro, che sicuro. Castigliohb. .
2. Maneggiar l'armi, Fare gli esercizii dell'armi. In frane.
Manoeuvrer.
Es. Mostra, che fin da fanciulli sono da ammaestrare i soldati, e
nel!' ammaestramento da esercitare nell' armeggiare , e nel faticare.
Cibizzi. — Imparando ( il soldato) a maneggiar bene le armi che egli
dee adoperare e il cavaliere, olire di ciò ad armeggiare. Morte -
coccoli. — Schiamazzando, che non vi era nell'esercito americano di
nessuna disciplina che bene fosse , e che non vi si avevano due reggi-
menti che armeggiassero di somiglianza. Botta.
. *
ARMEGGIATA/s. f. Spettacolo d'armi, Festa militare;
lo stesso che Armeggeria, e Armeggiamento.
Es. Da' Fiorentini gli fi fatto grande onore, e armeggiala , e gran
presentì di moneta. G. Villa» . — Gran festa e allegrezza se ne lece
per li Pisani , e grande armeggiata. Stori* Pisroi,zsi.

ARMEGGIATO, TA. part. pass. Dal verbo ARMEG


GIARE; V. 4 :
r?4 4ftW

JVRM^GiSUTQftE, ym^f *4$o Calerò che ar


meggia, che giuoca dell'armi ia occasione di festa. t
Et. Andandoli incontro il carroccio, e molti armeggiatori. G. Vil
lini. . . • .

ARMERIA, s. f. In lat. Armamentarium. In frane.


Salle d'armes. Propriamente Edilìzio nel quale si ripon
gono e si serbano le armi bianche e quelle da fuoco pei bi
sogni d'un esercito, d'uno stato; ma è voce di assai largo
significato, venendo variamente adoperata ora per Conserva
e Magazzino d'armi , ora per la Fabbrica di queste armi
istesse, é talvolta sino a comprendere la Fabbrica e la Ri
posta d'ogni sorta di bocche di fuoco, di proietti , di corpi
incendiarli, e d'ogni attrezzo ed apprestamento militare.
In quest'ultimo signif. solamente ha per sinonimo il frane.
Arsenal; negli altri risponde ora al Dépàt d'armes, ora
alla Manufaclure d'armes deTrancesi. V. ARSENALE.
Et. Tosto fece aprir l'armeria ; furono l'armi senz'ordirà o modo di
milizia rapite. Davanzati trad. Tac. — Il Rubais, cacciaado la guardia
nimjche dal villaggio di Callo, era acquartierato lungo la Schelda,
collocandovi l'armerìa. Segxeri. — Videro il rimanente del palagio
della Signoria , la grande Armerìa, e il Tesoro. Bahtoli.

ARMICELL A. s. f. Diminuì. d'Anne, ma in senso


d'Arme di poco pregio e abbietta. ■ •■ • '
7.Y Con quelle povere armiceli*- , colle quali mi vedete al presente.
SaccubTi»- * *

ARMIERQ. s. m. Lo stesso che Armigero nel significato


di Persona che assiste nelle cose d'armi al suo signore; che
ha £ura delle armi di lui.
• #«- Ciascuno u'csm cas alien in uiezzo di due altri signori padrini ,
con gli loro stallieri , armieri, e trombetti innanzi, Caro,
ARM i35

ARMIGERO, s. m. In lat. Armiger. la frane. Ecuyer.


Scudiere ; Colui che portava Tarmi al suo signore ; Serviior
di lancia.
Et. Spronando il cavallo per la folta Ijrba de' nimici , urlò animo
samente verso di lui, ammazzalo pi ima il suo armigero che si mise
di mezzo. Nardi trad. T. Liv.

ARMIGERO, RA. àggett. In lat. Armiger, Armifer.


In frane. Belliqueux. Che porta ed usa l'armi, e si prende
comunemente per Coraggioso, Pronto all'arme, Di spiriti

Et. In Bologna , olire al popolo armigero e alcuni cavalli e fanti


soldati dei Bcnlivogli, aveva Foix mandati duemila fanti tedeschi.
Gcicciabdihi. — Gli stati armigeri son come il ferro, che se non si
adoperi arrugginisce. Algabotti. .

2. Si adopera altresì a modo di Sust. parlando di persona,


e vale Atta all'armi , Che porta l'armi.
Et. Ne' Colchidi campi , arati dal Tessalico giovane si \ idei o
surgere armigeri. Boccaccio.

ARM1LLA. s. f. In lat. Armilla. In frane. Bracelel.


Girello in ornamento del braccio, Smaniglia dJoro, che gli
imperadori degli eserciti romani davano a' guerrieri bene
meriti per prodezze, e portavasi al braccio sinistro.
Et. Donavano gli. antichi le collane d'oro in milizia solamente agli
esterni, ed a' cittadini non le donavano se non d'argento. Ma quelle
che chiamami Armille , perchè sono ornamento di spalla , non dona
vano se non a' cittadini. Laudino Uad.Plin.—« Armilla è un girello
in ornamento del braccio. S. G rioomo Omel.
— Edi molte vi feci opre d' ingegno.
Fibbie , ed armille tortuose. Mosti tliad.
■ \ ,4
ARMILUSTRO. s. m. In lat. Armilustrum. Cerimonia
religiosa degli antichi Romani, in cui essi offerivano sagri"
,36

fizii , armati da capo a piedi, al suono delle trombe; ed era


così delta, quasi espiazione fatta per purgare l'armi, e i
delitti commessi nel guerreggiare. Alberti.
2. Dicevasi anche Arnjilustro il Luogo, dove si sagrificava
in tal cerimonia.
Es. Questi prodigi) si purgarono con le vittime maggiori ; e fecesi
un giorno le supplicazioni j e per decreto de' pontefici un'altra volti
i sagriiìcii di Dove giorni : perchè ei s'era veduto piovere pietre nel
luogo chiamato Arinilustro. Nardi trad. T. Liv.

ARMIPOTENTE, aggett. d'ogni gen. Inlat. Armipo-


tetis. Potente in armi ; Bellicoso; Armigero. È voce poetica.
Es. E se non m* ingannarn le sante art
Del nostro grande Iddio armipotente
Jer quando gii a lui sacrificare,
Sansa dubbio nissun sarò vincente. Boccaccio.
— L'armip.ilenle alunno del bimembre
Chiron , che tanto nel nutrirlo intese. Rccellai.
— , '. « Armipotente
Tritonia , tu che puoi , la possa e l'armi
Frangi al Frigio ladrone, e di tua mano • ,
Anciso io su la porla ne Io stendi. Caro trad. Eliciti.

ARMISTIZIO, s. m. In frane. Armistice. Propriamente


Sospension d'armi; Breve tregua; Cessazione dall'ostilità; ed
è Quella convenzione, che si fa tra gli eserciti di non pro
cedere ostilmente per alcun poco di tempo, nel che differisce
dalla Pace, e dalla Tregua.
Es. Armistizio, dallo starsene quiete l'armi. Salvini.

ARNESATO, TA. aggett. Armato, Guarnito d'arnese


nel i." significato di questa voce.
Es. Con tale riscontro valica messer Chiarito entro la terra arnesato
con ghiararino e soprasberga. Pace da Certaldo.
AIW

ARNESE, s. m. Nel suo primitivo significato questa voce


suona Armatura difensiva di ferro che copre la persona del
cavaliere. Essa è tutta militare, e viene dalle antiche lingue
del Settentrione, ove lem o Hiem in lingua runica, e
Hiairn in lingua ersa, che valevano Ferro, diedero origine
al tedesco Harnisch per Armatura difensiva, e particolar
mente per Corazza, ed all'inglese Haemess che anticamente
si usò per Armatura a difesa. Questo significato, confermato
dalle voci latino -barbare Arnense , Arnixium, e Arne-
sium citate dal Du-Cange, è quello stesso cui mirava Dante
quando chiamò Arnese una delle principali fortezze della
Bassa Lombardia contro i Bresciani ed i Bergamaschi ,
figura arditissima, alla quale si toglierebbe tutta la nobiltà e
l'aggiustatezza, quando la voce nel suo significato naturale
non valesse che Adornamento o Masserizia. Anche i Fran
cesi usarono anticamente la voce Harnois nel significato di
Armadura. .
Es. Li loro arnesi sono mollo di gran valuta; loro armi sono archi
spade e mazze, ma d'archi si aiutano più che d'altro, imperocché egli
sono troppo buoni arcieri. {A questo passo del TVlilione il conte Bai-
detti , accademico della Crusca , aggiunge la nota seguente : « Arnese
per Armadura non ne cita esempio il Vocabolario che tratto dalla
Gerusalemme «lei Tasso Cvn, st. 40. ») M. Polo.
— Fu il Pagan prima da Grifon percosso
- a D'un colpo che spezzato avrla l' incudi.
Con quel fender si vide e ferro ed osso
D'un ch'eletto s'uvea tra mille scudi}
E se non era doppio, e fin l'arnese ,
Feria la coscia ove cadendo scese. Ariosto.
—- E parte prende sol del grave arnese;
Monta a cavallo, e tacito esce e presto.
Ed in altro luogo : t %
Già spezzalo lo scudo, e l'elmo' infran to,
E forato, e sanguigno avea l'arnese.
{Qui per Corazza). Ed altrove ;
i38

Sorge il forte Goffredo , e già non pigli» " "


La gran corazza usata o le schiniere:
Ne veste un'altra , ed un pedon somiglia
In arnie speditissime e leggiere ;
Ed indosso avea già l'agevol pondo,
Quando gli sovraggiunsc il buon Raimondo.
Questi , veggendo armato in colai modo
Il Cipitano,
Ov' è , gli disse , il grave usbergo e sodo;
Ov ' è , Signor , l'altro ferralo arnese ?
Perché sei parte inerme ? Io sia non ludo
Che vada con si debili difese.
E appresso ancor :
Gli altri Principi ancor men gravi arnesi
Parte vestirò, e si mostrar pedoni. Tasso,

i. Figuratamente vale Fortezza di frontiera, Fortifica-


zione a difesa, desunta la similitudine dal significato primi
tivo della voce.
Et. Siede Peschiera bello e forte arnese
Da fronteggiar Bresciani e Bergamaschi. Dami.
— Poggio Imperiale forte e accomodatissimo arnese per fronteg
giare i Pisani. Varchi.
— Che s' è d' Egitto il Re già posto in via
In verso Gaza , bello e iurte arnese
Da fronteggiare i regni di .Sona. Tasso.

3. Venne altresì adoperato dai nostri antichi , e sempre


con intenzione militare, per Impedimento, Bagaglio, Sup
pellettile di guerra. In frane. Attirail.
Es. Ruppe 1' un legno l'altro , e tatto l'arnese di que' dell'osle si
perde. G. Villani. — Quello che al presente si chiama arnese antica
mente fu chiamato impedimento. Sek.Pist. Crusca. — Dove il soldato
non porti seco tende , utensili , e suoi arnesi , bisogna di necessità, che
per i patimenti e i disagi s'infermi, si muoia, u disperatamente si
fugga. Mombcuccom.
& 6» adopera corno Temine collettivo «d'ogni appo
stamento d» guerra, così di macchi»*, comedi «romenti «
ordegni, . .
Iti. Però cha in lai maniera d'ogni arnese , e d'ogni strumento da
guerra, e d'pgqi disciplipa militare avevaii guernita la lor milizia, che
non si dava luogo a temerità, o a poco senno, Cjiruzzi.
6. Ora si adopera più particolarmente nelle cose militari
come Termine collettivo di tutto che serve ad imbrigliare,
insellare, bardaraentare , e guarnire un cavallo dà guerra ,
eosì da tiro, come da sella. In frane. Harnachement; ffar*
nois.
Et. Consumali e guasti dalle fatiche e dalle pioggie non solo gli
arnesi de' cavai li, ma i proprii vestimenti degli uomini, e gli orna
menti , e l'armi. Davila. — I quali (i soldati di Settario) mentre
attendano a conlender.del cavallo di Pompeo ferito a morie per gua
dagnar quegli arnesi, diedero occasione, ce. Cihuzzi.

6. I Poeti peraltro, sull'esempio dell'Alfieri , potranno


adoperare acconciamente questa voce per dipingere con un
sol tratto un Uomo di guerra» . .■ i
E^. t • ■ • •!! pio Saulle
Di guerra or forse arnese inutil giace ? Aifusii.
Male in arnese. Adoperato avverbialmente e parlandosi
di soldati vale Male agiati della persona, Mal vestiti.
Et. S'arriverà tardi, stanco, mal in arnese, tra le pioggie, e tra i
fanghi, trapasserà inutilmente nella marcia il tempo dell'operazione.
Mohtecccgoli.
A BIOTTA. V. ROTTA.

A ROVESCIO, e DI ROVESCIO. V. ROVESCIO.

ARPA, s. f. In lat. ffaipc. Arme da mano tagliente e


ricurva all' indentro; Sp*w di fpad* falcata, Padano di
ARP

quest'arme i Poeti latini, e fra essi Ovidio, che in più luoghi


delle Metamorfosi la descrive. Seguendo l'origine della voce
si scriverà più correttamente Arpe, quantunque il passo
seguente di Fazio degli Uberti al lib. 5, cap. 5 del Ditta-
mondo abbia Arpa, ripetuta un'altra volta nel modo stesso
nel medesimo capitolo. Quest'avvertenza, che può giovare
agli scrittori che si trovassero nel caso di adoperare il nome
proprio di quest'arme, non mi scioglie dall'obbligo di
registrarla come la trovo scritta due volte nel bel Codice
membranaceo del Dittamondo posseduto dalla Biblioteca
torinese. . ' ,
Es. Non valseti guardie o £ente star confusa,
Chè non passasse U mortai tempesta
(>oll'arpa in mano e con lo scuto al collo,
E che nogli tagliasse alfin la testa. ■ Fazio degli Uberti.
ARPAGONE, s. m. In lat. Harpago. Rampicone, Un
cino di ferro, Raffio di cui valevansi i Romani nella difesa
delle terre calandolo dall'alto delle mura, ed aggrappando
con esso gli offensori , o l'opere loro: fu anche adoperato
per rovinare dal basso in alto le sommità delle mura, le
macchine de' difensori, e per {scacciargli dalle mura. Fu
anche chiamato Lupo.
Es. Ed hanno ancora arpagoni di ferro, i quali sono chiamati lupi ,
e falci di ferro ficcate in lunghissimi laucioni. B. Giamboni trad.Vig.
■— Dalle navi de' Cartaginesi cominciarono a getlare sopra quelle de'
Romani certi legni, che nella sommità avevano uncini di ferro, i quali
i soldati chiamano arpagoni. Nardi Irad. T. Liv.
ARREDO, s. m. Nome gènerico delle vestimenta, delle
armi, degli ornamenti militari di un soldato. In questo
significato venne usato dal primo commentatore dell'Ali
ghieri, nel seguente passo citato dalla Crusca: Nobilissimi
arredi da donne, e da uomini portarono nel munistero,

\
ARR i4t

cinture, borse, ghirlande, coltella, spade, ecc. Quindi


un moderno Scrittore di gran nome ne trasse il modo di
dire In arredo , che parlandosi di una comparsa di soldati
indica, che essi sono ben vestiti, J>ene armati ed in punto
di far bella mostra di se.
Et. La milizia urbana in armi ed in arredo manteneva gli spiriti
quieti; la secondavano i Francesi in armi ed in arredo ancur essi. (.Si
parla d'una pubblica festa). Botta.

, v. neut. p-ass. In frane. Se rendre.


Darsi in mano al nemico confessandosi vinto; e si dice de'
soldati, degli eserciti, e delle piazze forti.
Et. Conoscendo se di necessità o doversi arrendere , o morire. Boc
caccio. — Mostrando poi l'uno la grandezza romana , la potenza di
Cesare, le crude pene a' vinti, la pronta misericordia agli arresi. Da-
yakzati trad. Toc. —' La città .. . battuta dall'artiglieria fra pochi di
s'arrendette. Guicciardini. * . / ■:
2. Usasi anche attivam. e vale Dare in mano all' inimico,
Consegnargli una città, una fortezza , un luogo, ecc.
Es. Il quale . . . arrendè la terra a' Francesi , salve le robe e le
persone. GuicciAjim.ii.
Arrendersi a discrezione. In frane. Se rendre à discrè-
tion. Dicesi del Rimettersi liberamente le soldatesche, o le
piazze alla discrezione del vincitore senza altri patti o capitoli.
Et. O die il superbo a discrezion s'arrenda. Redi.
—• S'arresero la sera medesima a discrezione. Damla.
Arrendersi, o darsi a patti , o salvo l'avere, le robe
e le persone. In frane. Capituler. Rimetter l'armi, o le
fortezze in mano del vincitore, mediante alcune condizioni.
Et. Quei di dentro, disperandosi d'esser soccorsi, si arrenderono
•Ivo l'avere e le persone. Giucciaudini.

NTO. s. m. In frane. Reddition. I/Ar«


l4a ARR

rendersi ; il Poni in potete del vincitore; Dargli l'arme;


Rimettergli le fortezze. Si usa più comunemente la vocé
RESAjV.
Es. Grande paura genera a coloro, the «duo lenza speranza d'arrena
dimenio. B. Giamboni Irad. Veg. l
ARRESO, SA. pam. pass, del verbo ARRENDERSI; V.

ARRESTARE, v. att. e n. pass. Ih frane. AfriUTt


Fermare, Trattenere dal procedere più oltre* Si dice mili
tarmente del Fermare il pasco dei soldati, delle colonne
nelle loro marciate od evoluzioni. , ,
Es Comanderemo che la schiera , la quale è nel destro corno
resti, siccome quella che oramai è rimessa al suo luogo. Cadasi trad.El-
2. Sopraltenere , Fermar per forza ; d'onde la voce
ARRESTO :' V.
Et. Corsesi adunque a furore alle case del Conte , per arrestarlo.
Boccaccio.
«■ -' >
'. ?. i
Arrestare la lano/a. V. Lascia, , ! <-

ARRESTATO, TA. part. pass. Dal verbo ARRE


STARE; v. •; 1 .

ARRESTO, s. m. In frane. Arréls. Punizione militare,


colla quale il delinquente è condannato -a restare per un
tempo determinato nella camera , nel quartiere , o nella
piazza. È pena riservata agli uflìziali.
Et. Fece mettere in arresto il piloto, e sgridò aspramente}! capitano.
Corsisi trad. Conquis. del Messico. ■ •

' ARROLARE. v. att. In frane. Enruler. Scrivere i sol


dati a ruolo, cioè ne' registri di questo o quel reggimento.
Es. Dna coorte d'Ussipii arrolata nelle Germanie. Dava.w.ah trad.
Toc. — E, mentre questt gente, per mancanza di soldo non poteasi
143
arrotare. Sboschi. — Gli arrotati fanno lor mostra e prestano giura*
mento. MoKTtccccou. , .
a. In signif. nei.-t.pass. vale Fare scrivere il proprio nome
ne' ruoli della milizia ; Andare agli stipendii di questo o di
quello stato.
Es. Ed è cosa certa . che il soldato con arrotarsi , e con farsi scriver
nel libro di colui , a chi serve, viene a giurare , se non espressamente,
almeno tacitamente, nè più , nè meno, come facevano anticamente i
Romani , l'uri dopo l'altro. Ciauzzi.

ARROLATO,TA. part. pass. Dal verbo ARROLAREj

.• • - ' T . -, ' 't


ARROTARE, v. ait. In frane. Aiguisèr. Assottigliare
il taglio deir armi bianche alla ruota. Crusca.

ARSENALE, s. m. In frane. Arsenal. Propriamente è


il Luogo dove sì fabbricano e si custodiscono le navi , ed
ogni strumento da guerra navale ; ma l'uso ha da gran tempo
chiamato con questo nome il Luogo dove si fabbricano e si
conservano le armi e tutti gli attrezzi militari d'un esercito,
d' uno stato. In questo secondo significato è nome collet
tivo, e comprende le Armerie, le Fonderie, e tutte le diverse
e d'attrezzi.
Es I Francesi si insignorirono ud'Alessandria
inuxQgru (Piemonte) ;. dal
^riemonte) dal che
enln ilil TW.
meritò Duca J'TT.I.: i j d'arte
d'Urbino gran lode ..... J > passaloche
v per aver
di guerra, cneil
Tesino, e condotta l'artiglieria a quella terra, e battutala dalla parie
onde era l'arsenale. Sm.m. — Il Duca di Savoia, nafte per segrete
intelligenze , parte con forza aperta, ebbe nelle mani Carmagnola e le
| altre fortezze con grosse provvisioni d'artiglierie, e di munizioni ri
mase dalle passate guerre d' Italia , iiuasi come in arsenale , ia molte
di lincile piazze. Davila.

ARTEFICE, s. m. In frane. Owrierj Maitre. Maestro


di un'arte meccanica, che viene ascritto nella i
'44 ART

paga pei lavori ch'egli fa cosi nelle armerie, come nelle


piazze di guerra e negli assedii. Si comprendono sotto que
sta denominazione i Fuochisti , i Gettatori , i Muratori , i
Legnaiuoli, i Fabbri ferrai, i Falegnami, Polverlsti, ecc. La
voce è di stile nobile , e gli Artefici sono più comunemente
indicati col nome di Maestranze.
£s. Aveva, senza gli artefici, e i guastatori, che ascendevano sino
a mille, annoverati nel campo ottomila finti e tremili cavalli. SeghEM.
— L'artiglieria , macchina principale dell'esercito, comprende come di
sua pertinenza sotto di se tutti gli stromenti militari, i materiali, gli
operai , gli artefici che quivi servono. Mosteciccoli.

ARTE MILITARE, s. f. In frane. Art militaire; Art


de la guerre. L'Arte d'impiegare ostilmente le forze d'una
nazione contro una nazione nemica ; ha per oggetto la guerra,
e per fine il vincere. Sono sue parti principali l' accam
pare, il marciare, ed il combattere, cioè la Castrametazione,
la Strategia, e la Tattica. Dicesi anche Arte bellica, e Arte
della guerra.
Es. Prospero , il cui consiglio , biasimato comunemente dal vulgo ,
fu approvato da'periti dell'arte militare , volle, che il primo giorno per
più lungo circuito s'andasse ad alloggiare a Marignano. Guicciardihi.
— Pratico Valentiniano dell'arte militare degji antichi andava studiando
nuove armi da offesa, e difesa. .Ali intoni. — Deliberai ... di scrivere .-■
dell'arte della guerra quello che io ne intenda. Machiavelli.

ARTIFIZIATO. V. FUOCO.

ARTIGLIERE, s. m. In frane. Artilleur, Soldato ad


detto al servizio dell' artiglieria. , I
Et. Come gli archibusieri dagli nrchibusi , e i moschettieri da' mo
schetti , cosi gli artiglieri , e cannonieri dai cannoni e dalle artiglierie,
che essi ad. piano, sono chiamati. Busca. — Furono scelte a quest'im
presa dodici compagnie d'archibusieri, tre di corridori, ed una di ar
tiglieri. Botta.
ART

2. Maestro di gettare artiglierie. Cellini. Crusca.


ARTIGLIERIA, s. r. Nome collettivo d'ogni macchina
da trarre , e d'ogni ingegno da guerra , usati nei secoli di
mezzo, e prima dell' invenzione della polvere. Trovasi fre
quente nei documenti latino-barbari di questi secoli la voce
Arlelaria, quella à'Artileria, ed altre della stessa forma
con qualche differenza nella sola ortografìa , come si può
vedere nel Glossario del Du-Cange : la radice loro è in Arte,
come quella d' Ingegnere in Ingegno. È usata dall' Ariosto
in questo significato; nè questo sommo Scrittore, tanto esatto
nel descrìvere gli usi dei tempi cavallereschi, si sarebbe ar
rischiato allo adoperarla nel secolo di Carlomagno, se avesse
temuto di anacronismo.
Es. Un eh' era alla veletta in sulla rocca ,
Dell'armata d'Alcina si fu accorto >
E la campana martellando tocca ,
Onde il soccorso vien subito al porto.
L'artiglieria , come tempesta , fiocca
Conlra chi vuole al buon Ruggier far torto :
SI che gli venne d'ogni parte aita
Tal , che salvò la libertà e la vita. Ariosto.
Nome generico di tutti gli strumenti da guerra , per
Uso di batter ripari , muraglie, o altro, fatti di metallo,
vóti dentro, e aperti nella sommità , che per forza di pol
vere scagliano palle di ferro o d'altra materia di gran peso
e proietti d'ogni maniera con eccessiva violenza : ve n' ha
di diverse grandezze e di diversi nomi, e vien differenziata
dalla Moschetteria in ciò, che questa è portatile, l'altra da
posta. V. CANNONE, MORTAIO, OBICE, COLUBRI
NA, ecc. In frane. Artillerie.
Et. TJscito fuora per l'occasione di questo tumulto , mise in fuga i
fanti , che guardavano l'artiglierie. Guicciardisi. — Purché i collegati
gli pagassono mezza la spesa , che nel traino, e nella munìzion
dell'artiglierie far si doveva. Varchi,
146 ART

3. Si adopera altresì per Ogni singoiar pezzo d'Artiglieria.


Et. Clio d'un tiro di moschetto, l'altro d'artiglieria. Accademia deu
Cimbkto. Crusca.

4- La Milizia che governa le Artiglierìe.


Et. Tre battaglioni di artiglieria diventati prigionieri, fecero co
spicua la vittoria. Botta.

: 1» ARTIGLIERIE. V. AGGIUSTARE.

Allumare le Artiglierie. V. Allumare.

Artiglieria da batteria. In frane. Artillerie de fi


Nome generico dei cannoni più grossi coi quali si
in breccia le fortezze.
Es. Sia la nostra artiglieria della proporzione moderna tanto nel
genere de' cannoni , che delle colubrine , tanto da campagna , che da
batteria. Monteccccoli.

Artiglieria da campagna, o da campo. In frane. Artil


ìerie de campagne, de bataille. Chiamatisi con questo
nome collettivo Que'cannoni leggieri, e Quegli obici, che si
conducono in campo e si maneggiano negli eserciti, tirando
con essi a palla, a cartocci, ed a granate. La portata di que
sti eannoni è da 4 fino a 12 libbre di palla.
E>. Uniti insieme i cavalli ed i fanti, e con molte artiglierie da"
campagna andar costeggiando gli ."Svizzeri. Giiccurdjm.

Artiglieria da muro. In frane. Artilìerie de siège. I


cannoni di gran passata , i mortai , ed i petrieri , che si ado-
prano nell'attaccare , e nel difendere le piazze forti.
Es. Ricercò da lui per suoi ambasciadori , in virtù della loro ami
cizia, che a quella guerra in soccorso suo e genti e artiglierie grosse
da muro gli mandasse. Bembo.
ART 14?

Artiglieria grossa. In frane. Grosse artillerie. L'Ar


tiglieria di maggior peso e portata , per distinguerla dalla
Minuta. 1 *
Et. Tirarono con dieci persi d'artiglieria grossa Verso Veneeia.

Artiglieria leggiera. Lo stesso che Artiglieria da cam


pagna; V.
Et. Marcia nella vanguardia la metà della cavalleria ; nella battaglia
la fanteria, i guastatori, 1' artiglieria leggiera. Moirrr.cuecott. — 8l
forma un corpo composto d'ufficiali , basti-ufficiali , e vetturali armlali,
ì quali si destinano alla cura di un certo numero di cavalli, per con
durre al seguilo dell'arni ita un traino d'artiglieria leggiera. D'Axro».
Artiglieria minuta. In frane. Petites pièces. L'Artiglie
ria di piccola portata.
Et. Ma elleno ( te artiglierie) , per ragion delle nevi , che in grande
abbondanza cadute aveano il cammino impeditissimo rcnduto, condurvi
non si poterono, fuori alcune poche e minute. Brugo. — Spinse il signor
di Santa Colomba col suo reggimento e con quattro petzi d'artiglieria
minuta ad occupare; la riva del fiume. Dava*.

Artiglieria murale. Lo stesso che Artiglieria sa murò ;


V.
Et. Federico . . . ì. condusse la sua oste a Qaeta , e parte de' borghi
e del monte preu, le murali artiglierie pose incontro al porto. Bkmuo.
Artiglieria reale. V. Reale.

Artiglieria spedita. In frane. Artillerie de campagne.


Lo stesso che l'Artiglieria da campo; e chiamasi conque
sto nome per distinguerla da quella, che non si può spedi
tamente maneggiare. >'■ ••
Et. Elesse il Re Cario per se il fune dell'esercito , cotf
giusto numero d'artiglieria spedita. I'o.icacciii noi. al Guicciardini.

Artiglieria volaste. In frane. Artillerie à cheval ; Ai


tilierip. volante. Una. spezie d/ artiglieria da campo, che
i/,8 ART

per essere maneggiata e condotta con estrema velocità da


un luogo all' altro vieti figuratamente chiamata Volante ,
quasi paragonando le rapide sue mosse al volo degli uccelli.
A questo fine cosi i pezzi come i cassoni loro sono tirati
da sei o da otto cavalli , e tutti i cannonieri e servienti
scelti fra i più prestanti e vestiti alla leggiera sono posti
a cavallo o in sul carro dell'artiglieria , onde seguire di
trotto e di galoppo la marcia del pezzo. Questi uomini sono
addestrati a tutte le fazioni della cavalleria e dell' artiglie
ria per modo che possono ad un bisogno difendere colla
sciabla in pugno i loro pezzi , assicurare il corso, e smon
tando prestamente da cavallo recarsi alla batteria e gover
narla con ugual prontezza dei cannonieri a piedi. Si ascrive
generalmente il primo ordinamento di questa milizia al Re
di Prussia Federigo II : non sarà tuttavia inutile a chi stu
dia la storia dell'arte il seguente passo del Davila, nel quale
sembrano toccate pressoché tutte le condizioni di questa
spezie d'artiglieria, che si mostrò con gran meraviglia di
tutti gli uomini militari sui campi di battaglia in Francia,
l' anno 1 58;), nella famosa guerra della Lega. Ecco le pa
role , colle quali l' illustre storico, che fu probabilmente te
stimonio di vista , descrive questo nuovo maneggio delle
artiglierie nel libro decimo delle sue storie delle Guerre
civili di Francia: « S'avanzarono non meno ferocemente
« a scaramucciare quei della Lega; ma una cosa nuova ed
« insolita distaccò il combattere con non mediocre lor
ce danno : perciocché avendo il Re spinto il baron di Birone
ce con una grossa schiera di cavalli sino a mezzo della carn
ee pagna , il Duca di Mena sdegnato della temerità loro di
ce spingersi tanto innanzi, o pensando che inavveduta-
cc mente si fossero impegnati , mandò due grosse squadre
ce di cavalleria, per attaccarli , all' armo delle quali avendo
ARI* 149

rr quei del Re eoa artificiosa prestezza fatto ala d' ambe le


« parti , comparirono due grandissime colubrine in mezzo
« a loro, le quali tirando e galoppando con maestrìa e
ce prestezza mirabile nel medesimo tempo, non solo uc-
te cisero molti , e sbaragliarono l' ordinanza , ma con Io
ce spettacolo, e con l'artificio meraviglioso dì vedere sca-
cc ramucciare due macchine cosi grandi fra la cavalleria ,
ce fecero dar volta, e ritirare i nimici. Fu questa cosi agile
« e nuova maniera di condurre le artiglierìe di gran peso,
di Carlo Brisa bombardiere nativo di Nor-

Artiglierie a barbetta. In frane. Pièces en barbette.


Così chiamano gli Artiglieri, dal luogo della loro ordi
naria collocazione , Que' pezzi che posti sulle barbette
sporgono colla canna sul loro parapetto, per giocare più
liberamente di quello che fauno i pezzi nelle cannoniere.
V. BARBETTA. Diconsi pure Artiglierie in barba; V.
Es. Dovendo le artiglierie a barbetta sul principio dell'assedio spa
rare indifferentemente giorno e notte. D'Astokj. ; . _

Artiglierie in barba , in frane. Pièces en barbette, di


consi Quelle che si collocano dietro un parapetto di tal ma
niera che la canna loro possa giuocare liberamente sopra di
esso, a differenza di quelle che si collocano nelle cannoniere.
Si usa pure di dire Artiglierie a barbetta ; V.
/".(. Qua fortezza dee avere comodila di mettere le arligl'erie in
barba , che possano giuocare in ogni luogo. Ruscelli.

Cavalcare e scavalcare le artiglierie, si dice dell'Arti


glieria che si pone , e leva di su' carri. In frane. Monter, e
Démonter les pièces. MS. Ugo Caciotct. V. INCAVAL
CARE; SCAVALCARE.
i5<? ART

lo* pièces, La Stesso che Inchiodarle, Conficcarle; V.


più sotto.
■ Es. Liscili una nolle ad ajsakaTC l'artiglieria ne chiovaroao due felzi.
Glim.uhium. — Chiudali vnImIui; cannoni e due obiti, che non [>o-
levano trasportare , si ritirarono. Botta.
. Conficcare le autiglierik. Lo stesso che Inchiodarle;
V. più sotto. !
■ Et. Perciocché mentre partili essi dalla terra, Incontro al Grade
ndo ter tuta , que' di dicalo usciti, la toro artiglierie conficcarono di
maniera che valersene a quel tempo potuto non avrehbono. Utiuo.

Contatore dell'artiglieria. V. Contatori;.

Dischiodare e Schiodare le artiglierie. Cavare il chiodo


dal focone delle artiglierie , entro il quale è stato piantato.
Et. La batteria fu subii» ricuperata, e dischiodati alcuni cannoni,
ch'aveauo malamente confitti, volti contra i nemici, fecero tra loro
grande strage. Navi.
Esercitare le artiglierie. In frane. Servir les pièces.
Maneggiare , Caricare , Aggiustare , e Sparare le artiglierie.
Es. Seguitando di esercitare le mie artiglierie continuamente , per
mcizn di esse in un mese intero clie noi stemmo nel Castello assediati
mi occorse molti grandissimi accidenti degni di raccontarli tutti. Cet-

Fare , o Mettere il grano alle artiglierie. V. Grano.

Fondere artiglierie. V. Fondere. . (

Generale dell'artiglieria. Titola di grado supremo


Bella milizia dell' Artiglieria , col qualo veniva conferita a
chi nJ era investito la piena ed intiera sopraiotendenga di
tutte le cose appartenenti ad essa milizia. Il Generalo
ART »5i

dell'artiglieria., che ebbe pur titolo di Capitano generale ,


aveva sotto di se tutti gli ulEziali superiori ed inferiori , i
sotto-uEzialij e soldati di questa milizia, non che i Gua
statori, i Barcaiuoli o Pontonieri , i Minatori, Zappatori
e Fuochisti : i lavori delle fortiGcazioni da campo , e tal
volta quelli stessi delle fortezze erano ordinati e diretti da
lui, mediante l'opera degP Ingegneri che gli ubbidivano.
Questa carica istituita prima ancora del secolo xvi negli
eserciti spagnuoli ed italiani, venne commessa in Francia
ad un Grand maitre de l'artillerie fin dai tempi di Fran
cesco I, di Carlo IX e d'Arrigo II , ed ampliata poscia
d'autorità da Arrigo IV, quando ne investi quell'onorata
memoria del Duca di Siiliy : quindi in alcuni Stati d'Italia,
occupali da' Francesi, il Generale dell'artiglieria fu pur
chiamalo Gran mastro delle artiglierie.
l i. Ma i capi maggiori che hanno il maneggio dell'armi , sono il
mastro di campo generale, il general della cavalleria ed il general
dell'artiglieria. Ed in altro luogo: Alloggiovvi in particolare il signor
di Hiergei ch'era Generale dell'artiglieria , con un grande apparato di
grossi cannoni ; perchè da quelli banda si dovevano aprir le trincere,
batter le mura , ecc. Hkxtivoglio. — Sotto al governo di questo Ge
lici ale stanno tulli gli altri uiliaiali , ed ha, come sovrano, podestà e
autorità di comandare non aulo a tuUi gli Ingegneri , minatori , poi-
veristi , e simili ; ma ancora a tutti gli altri uomini di carico, e d!
servigio, ebe la cura dell'artiglieria amministrano. Ed in ahro luogo:
Il (.entrale dell'artiglieria si chiama pure Capitano generale dell'ai ta
glieria, sotto l'esperiema e valore del quale si governa , marcia, •
alloggia , e s'adopera ogni sorte d'artiglieria. Civozzi. ,r

Gentiluomo d'artiglieria.. Titolo e Grado nella milizia


dell'Artiglieria , uguale presso a poco a quello dei moderni
Luogotenenti, introdotto in Italia dagli Spagnuoli nel secolo
Xfl*V .if /. ->q*nn i»iJMlÌ«»UÌ ,h*»ltr>«Tl
Ss. H Generale d'artiglieria elegge , e fa i gentiluomini dell'ar
tiglieria, eoo provvistone di dodici scudi il mese per uno, ....asse»
i5a ART

gnando la cura a ciascun di loro di due pezzi, insieme colle i


che appartengono ad essi. Cihdzzi. — E nel corpo dell'artiglieria ;
luogotenenti e gentiluomini, che si chiamano dell'artiglieria, insieme
con quelli che hanno relazione a questo carico in servizio più basso*
Bentivoglio.
Governare le artiglierie. Avere il comando, la cura
suprema dell'artiglieria d'un esercito, d'una fortezza , ecc.
Es. la quella battaglia il valore del Duca Alfonso di Ferrara , si
nel governare le artiglierie , e sì nello spignere il suo stuolo ne'nimici...,
fu singolare , e cagione della vittoria. Bembo. — Conducevano gli
Svisceri le artiglierie governale dal signor della Molta , e dal signor
di Bassompiera. Dayila.
2. Vale anche Ministrarle, Servirle ; ed è voce più nobile.
Et. Il fornimento delle artiglierie era eccellentissimo, e tale , che
forse mai altro esercito eguale a questo ne trainb altrettante, né meglio
instrutle, ni più acconciamente governate da pratichi artiglieri. Botta.
Gran mastro dell' artiglieria. V. Generale dell'arti-

le artiglierie. V. Imboccare.
Inchiodare le artiglierie. In frane. Enclouer les pie-
ces. Piantare un chiodo nel focone deJ pezzi d' artiglieria
per rendergli inutili al nemico. Dicesi anche Chiodare,
Ciiiovare , e Conficcare le Artiglierie. V. qui sopra.
L' invenzione di questa maniera di rendere inutili all' of
fesa le artiglierie , sembra più antica di quello che riferisca
il Tensini, scrittor militare di grido, e del quale si trove
ranno le parole più sotto , poiché dal seguente passo dei
Commentarli della guerra di Ferrara nel 1482, di Ma
rino Sanuto , scrittore contemporaneo, si legge , che due
traditori, introdottisi nel campo Viniziano, ce aveano deli-
« beralo, fatti li patti coi Milanesi della mercede, che
ce quando loro fosse comodo . . . conficcassero li chiodi nelle
ART

et artiglierie , in modo che volendo tirare , essendo serrato


ce r adito per il quale il fuoco si porta alla polvere , do*
te vesserò quelle spezzarsi. « Di qua si può dedurre , che
l' uso dell'Inchiodare i pezzi al focone era già noto in Italia
dopo la metà del secolo xv.
Es. Furono in sul ili assaltati da qutlli di dentro, che fecero loro
danno assai, e v'inchiodarono due pezzi d'artiglieria. Guicciardini.
— Come fece Gaspare Vimercato a Crema, il quale con una generosa
sortita inchiodò le artiglierie di Carlo Malatcsta, che la teneva asse
diata, e fu il primo che inchiodasse le artiglierie al nemico : se ne sono
inchiodale di poi l'anno 1590 dagli Olandesi. Teicsihi. — Fecero ab
bandonare in gran parte le Irincere a' nemici , e pervenuti alle batterie
scavalcarono alcuni pezzi , alcuni altri ne inchiodarono. Bertivoglio.

Luogotenente dell'artiglieria. In frane. Lieulenant du


Grand maitre de l'àrtillerie. Grado nell' antica milizia
dell' Artiglieria assai diverso da quello degli odierni Luo
gotenenti, e che conferiva a chi ne era investito il comando
supremo delle artiglierie d' un esercito , e d' ogni loro ope
razione in campo e negli assedii. Questi Luogotenenti erano
eletti dal Generale dell' artiglieria in numero di due o tre
al più , secondo la quantità delle bocche di fuoco trainale
in guerra , ed esercitavano 1' autorità propria del Generale
in nome di lui. Questa carica venne abolita con quella dei
Maggiordomi e Gentiluomini d' artiglieria al tempo in cui
questa milizia venne ordinata in Reggimenti , i gradi dei
quali furono scalati come quelli delle altre milizie.
Es. Questo General dell'artiglieria elegge uno o due Luogotenenti
o più , o meno secondo il numero de' pezzi, i quali Luogotenenti per
l'ordinario hanno venticinque scudi il mese per uno, e più , secondo
che pare al Principe, e colla stessa autorità , che ha il Generale intorno
al comandare a lutti coloro, che servono all'artiglieria in nome però
d'esso Generale. Cmuz/.i. — E nel corpo dell'artiglieria i luogotenenti
e gentiluomini , che si chiamano dell' artiglieria , insieme con quelli
che hanno relazione a questo carico in servizio più basso. Bzstivoulio.
i54 ART

Maggiordomo d'Artiglieria. Titolo che sì conferiva nel


secolo ivi , e xvu a quell' uffiziale d'Artiglieria , cui veniva
affidata la cura delle bocche di fuoco e di tutte le muni
zioni da guerra , dei loro magazzini , e delle loro condotte
così in campo, come nelle fortezze : non ve n' aveva più
di tre in tutta VArtiglieria d' un esercito, o d'uno Stato,
uno de' quali aveva particolarmente in cura tutti i pezzi e
bocche di fuoco tanto incavalcate che scavalcate , e quella
delle cariche loro convenienti ; V altro di tutte le munizioni
da guerra , non che delle armi offensive e difensive ; il terzo
delle materie necessarie per queste munizioni, cioè salnitro,
carbone, solfo, stromenti da guerra in legno ed in ferro, ecc.
Quest' uffizio venne introdotto in Italia dagli Spagnuoli , ed
era pure antico in Francia col nome di Mattre d' artillerie.
Non è da confondere col Gentiluomo d'artiglieria.
Es. Il Generale d'artiglieria elegge due o tre Majordomi dell'arti
glieria fra i quali s' hanno da distribuire tutte le munizioni, e
l'apparato dell'artiglieria. Cini zzi.

Maneggiar le artiglierie. In frane Servir; Manceuvrer.


Lo stesso che Governare, e Ministrare le artiglierie, cioè
Fare intorno ad esse quanto occorre, perchè faccianoli mag
gior loro effetto. v (
... ■ * .»4
Et. Essendo distese per lungo spazio molte e grossissime artiglierie,
le quali maneggiate da uomini periti tiravano molto da lontano. Gric-
CIABDIHI. '. . . !■

Ministrare le artiglierie. Lo stesso che Governarle,


cioè Maneggiarle, Caricarle, Metterle in mira, Spararle,
ecc. Quello che dicesi dai moderai Servire. V. Governare ,
Servire le artiglierie.
. . ■* * ' *■ ■*
Ss. Tutte le schiere erano fornite dì buone , ed ottimamente min»-
tirate artiglierie. Botta.
ART i55

Puntare le amiglterie. In frane. Élallif les batte*


ries , les pibees. Collocare stabilmente e in sito opporturfb
le artiglierie che debbono levare le ollese o le difese nemi
che. V. Piantare.
i'j. Per piantare e scaricare le artiglierie elesse il palazzo reale de'
Portoghesi. Smdojuti. — Nè si poteva ptr le continue sortite pensare
nè a levare le ditVse , nè a piantare le artiglierie. Ed in altro luogo :
Essendosi piantali alcuni pezzi piccoli da campagna nel primo ingresso
del ponte. Davila.
Servire l'artiglieria. V. Servire.
'•'li 'imi VUWTfflì f i>h*«B ìtysb oomo Mi mm mi
A SCACCHIERE, mod. avvere. Iu frane. En éclù-
quier. A modo di scacchiere , cioè disposte le colonne o
le schiere in quel modo slesso, nel quale sono disposti gli
scacchi neri e bianchi sullo scacchiere, considerando i neri
come intervalli , e i bianchi come corpi. V. ORDINE.
E*. In effetto non si parla mai ne.' contentar) di astati, di principi,
di triarii , non ci si vede la menoma ombra della ordinanza a scacchiere.

A SCALA VISTA. V. SCALA.


A SCARPA.
iHibvac tu) »rt7,iitV.
.UniSCARPA.
iJjTSBi'W- "J»yir»J i<»*> npaj ilt.MR «A
ASCE e ASCIA, s. f. In frane. JFIache. Strumento di
ferro tagliente, innastato ad un manico, per tagliar le
gna, ecc. di cui vanno armati i zappatori d'ogni battaglione
portandolo ad armacollo, o sulla spalla sinistra. Serve a
sgombrar la strada , e ad atterrar porte , ecc.
Et. Gran (piantila di pale di ferro, di zappe , di picconi , di ascie ,
di scuri, di ceste, e cestelle . . . ecc. Ghiozzi.
2. Questo stesso strumento si usa talvolta in battaglia dai
selvaggi , ed è Tarma principale d'alcuni Indiani , al modo
stesso col quale gli antichi adoperavano la scure.
Et II colonnello Pennisson , comandante de) forte, veduta l'im-
posvbilila del difendersi, mandò chiedendo». Bntler (c»po degl'Indiani),
i56 ASC

quali condizioni concederebbe , te ti arrendessero. Rispose con ferità


più che barbara e bestiale , e con una sola parola l'Ascia. Botta.

A SCHIERA ; A SCHIERE FATTE. V. SCHIERA.

ASCOLTA, s. f. Sentinella , che sta in ascolto per co


noscere le mosse dell'inimico.
Es. Due ascolte il ferono sapere a Borcut. Stob. Ajolf. Crusca.

a. Corpo di guardie , che vegliano la notte e guardano


un luogo, un campo dagli assalti che potrebbero darsi dal
nemico al di fuori ; ed in significato particolare , Quel corpo
di guardia, che si pone sull'estrema fronte del campo,
discosto due o tre tiri di fucile dalla gran guardia , e che
si trova così il più vicino al nemico. Ogni Ascolta manda
poi o vedetta o sentinella ad osservare anche più da presso
gli andamenti del nemico. È parola espressiva quant' al
tra mai perchè l'uffizio delle Ascolte è propriamente di
ascoltare di notte ogni menomo moto del nemico. Dicesi
anche Scolta. In lat. Excubiae. In frane. Avant-poste.
Es. Non mi pare aver trovato appresso gli antichi, che per guardare
il campo la notte ei tenessero guardie Inora dai fossi discosto, come si
usa oggi, le quali chiamano Assolte. Machiavelli. — È difeso il campo
da varii nodi di cavalleria e fanteria , da vedette , e da ascolte , che In
fasciano intorno , massimamente dalla banda che guarda il nimica
Algarotti.

ASINELLA. s. f. Nome di macchina da trarre gravi


pesi , usata tanto ad offesa , quanto a difesa delle fortezze
dagli antichi Italiani ad imitazione dell'Onagro de' Greci,
e de' Romani , chiamato pure Asino sabatico.
Questa macchina si trova menzionata nelle antiche Cro
nache, insieme colla Troia, e con altre da trar pesi e da
batter mura , delle quali si avranno le testimonianze nel
ASP i5;

Glossario del Du-Cange alla voce Asellus. Vien menzio


nata sotto 11 nome d' Onagro da Brocopio e da Teofane.
F.s. Volendola Romani prendere per arie di guerra, fecero trabocchi
e manganelle:... .poi fecero un'asinella di legno, e condusserola fin
a la porta de la rocca ; la notte si fece : quelli de la rocca mesticare
zolfo, pece, oglio, trementina, legna, ed altre cose, e getlàro questa
mesi ura sopra Io 'dificio : l'asine] la fu in quella notte arsa, la dimane
fu trovata cenere. Vita ni Col* di Rienzo. . .

ASPIDE, s. m. In frane. Aspic. Nome di cannone che


traeva fino a 1 2 libbre di palla. È da gran tempo fuori
d'uso.
Es. L'aspide, peno antico e povero di metallo; porta anch'elii libbre
8 in 10 di palla, ma è lungo solo bocche 22 ed anche 20. Moretti.

A SPRON BATTUTI. V. SPRONE.

A SPRONE D'ORO. V. CAVALIERE ; CAVALLE


RIA.

ASSACCOMANNARE. v. àtt. Lo stesso che Saccheg


giare; Mettere a saccomanno.
Es. Ogni altra cosa par, che assaccomanni. Griffo Cah axf.o.

ASSAGGIARE, v. att. In frane. Tdter. Tentare con


leggieri combattimenti le forze del nemico, per riconoscerle
e farne pruova.
Es. Assaggiala per piti volle dallo assalto degli Cngheri, con loro
itannaggio, il Re conobbe , che non la polea vincer per forza. (Parla
delta città d'Aversa). M. Villa». — Era uscito Bernardo innanzi con
uno squadrone di cavalli, sì per assaggiare l'esercito Vandalo, e si per
comprendere gli ordini suoi. Giambollam. — Se noi avessimo » fare con
gente nuova, e non assaggiata, io con esempio d'altri eserciti vi farei
cuore. Davahzati trad. Tac.

a, In sigmX, heut. pass, vale Azzuffarsi , Mescolarsi alla


i58 ASS

leggiera col nemico, per farne saggio senza venire a batta*


glia. In frane. S'engager. •
Ss. GÌ* Inghilesi essendoli assaggiali co' Tedeschi e co' paesani che
aveano cominciato a mostrare loro il volto e avolere àV loro cavalli
e veggendo il luogo dove s' erano condotti , incominciarono forte a
dubitare. Ed altrove : I nostri che ne' giorni passati s'erano assaggiati
con loro, e trovato aveano ch'erano uomini e non leoni , aveano ar
mato il casamento delle monache da Verzaii, e quivi fatte le sbarre
riceverono francamente il baldanzoso assalto. F. Villani.

ASSAGGIATO, TA. pakt. pass. Dal verbo ASSAG


GIARE ; V.

ASSAGGIO, s. m. In frane. Engagement ; Escar-


mouchc. Combattimento leggiero per assaggiare le forze
del nemico ; Assaggiamelo.
Et. E si venne in più fatti d'arme alle mani, finché in piena
battaglia furono (i Cinesi) sì perdutamente disfatti, che la voce che
il P.Yagnoni udì correre degli uccisi , tra negli assaggi e nella general
battaglia., fu di presso a trecentomila soldati. Cartoli.

ASSALIENTE, pam. att. d'ogni gen. del verbo ASSA-


LTRE;V.

ASSALIMENTO. s. m. In frane. Altaque. L'Atto,


l'Azione dell'assalire.
Es. Sostenne l'assalimento de'nimici. Ses. Pist. Crusca. — Se sari
la schiera... troppo sotligliata , tosto dagli avversarli , fatto l'assali
mento , si rompe. D. Giamboni Irad. Veg.

ASSALIRE, v. att. In lat. Aggredì, la frane. AssaiMi:


Andar alla volta di chi che sia con animo risoluto d' offen
dere; Investire; Affrontare. Sinonimo d'Assaltare nel primo
significato di questa voce.
Es. La gente del Re d' Inghilterra senza piìi attendere , subitamente
assalirono i Franceschi, G. Villini. — Combattendo co'nemiti dinanzi
ASS I 5g

c di dietro assaliti. M. Villani. — Da qua! regola militare insegnarsi


(diceva egli), che si dovesse con cieca risoluzione assalire un campo
_ j senza averlo ben prima riconosciuto? Bentivoclio, — „. Ma non
che nella parte assaliente , anzi in quella che sostiene dee la fortezza
del generale risplendere. Mosticuccou.
altresì nel 2.0 significato del verbo Assai -
, cioè in quello di Dar l'assalto. V. ASSALTARE.
Et. Villars sì condusse sotto alla mezza luna , e la ridusse in
ìstato di potervi appresentare l'assalto. Assalirono da principio molto
ferocemente quei di fuori , ma il numero de' difensori era cos'i grosso,
che non meno gagliarda riuscì la resistenza di dentro. Datila.
ASSALITA, s. f. Lo stesso che Assalimento. Crusca.
V. ASSALIMENTO.
ASSALITO, TA. pam. pass. Dal verbo ASSALIREjV.
2. Usasi altresì a modo di Sustantivo.
Es. Di qui nacque un error tra gli assaliti ,
- Che loc causò lor ultima rovina. Ariosto.
ASSALITORE, vranix. masc. del verbo ASSALIRE;
V. e vale Che assalisce. In frane. Assaillant.
Es. Veggendosi molto meno degli assalitori cominciarono a fuggire.
Boccaccio. — Se grandi e meritevoli di eterna memoria furono le
ed il coraggio degli assalitori, durante la battaglia, non furono
minori la temperanza e la umanità loro dopo la vittoria. Botta.
ASSALTABILE, aggbtt. d'ogni gen. In frane. Atta-
quable; Vulnèrable. Che si può attaccare, assalire,
invadere. Dicesi di luogo, di fortezza , d'opere fortificate ,
ed anche di paesi.
Ex. Le regioni lontane, e solo assaltatali di fronte. Botta-
ASSALT AMENTO, s. m. L'Azione dell'assaltare ; Lo
stesso che Assalto nei due significati di questa voce.
Es. Romolo gli cacciò di t\ gran vigore , ch'egli uccise il Re loro,
• poscia manomise la citta , « la prese nel primo assaltamelo. Liv.
MS. Crusca.
160 ASS

ASSALTANTE, part. att. d' ogni gen. del verbo


ASSALTARE; V. Salvimi. Alberti.
ASSALTARE, v. att. In frane. Attaquer. Andar ri
soluto contro di chi che sia con animo di offendere.
Et. Furono varìi i suoi pensieri , o di volgersi a ultimare l' impresi
di Camerino, o di assaltare scopertamente i Fiorentini. Ed in altro
luogo: Assaltarono ancora più volle i fanti Spagnuoli i fanti Franzesi,
eli' erano a guardia delle trincee. Guicciardini.
2. Nella milizia si è dato a questo verbo il signif. par
ticolare di Dare l' assalto ad un luogo forte , di Salire per
forza sulle mura d'una fortezza, che i Francesi dicono Don-
ner l'assalii ; Monta' à l'assalii.
Et. L'Alviano avendo assaltato da due bande la rocca di Cadore,
la espugnò. Guicciardini.
— Cosi talor dell'assaltato ostello
Salilo il primo i muri il buon soldato
Porge la mano e v'alza or questo or quello. SoldanJ.
ASSALTATO, TA. part. pass. Dal verbo ASSALTA
RE ; V.
ASSALTATORE, TRICE. verbal. masc. e few. del
Verbo ASSALTARE ; V. , e vale Che assalta , nel primo
signif. di questo verbo. In frane. Agresseur.
Et. Chi non 'porge il collo , o il petto aperto all'assaltatore , ecc.
Guicciardini.
1. Che dà 1' assalto , Che va all' assalto , Che monta
all' assalto, nel a.» signif. di questa voce. V. ASSALTO,
In frane. Assaillant.
Et. Fu il primo fatto dell'anno 1522 la mutazione dello stalo di
Pemgia , succeduta . . . non meno per la viltà de'difensori , che per la
virtù degli assaltatori. Ed in altro luogo: Trovandosi gli assaltatori
avere innanzi a se un fosso grande , ed essendo battuti per tianco da
molta artiglieria , furono costretti a ritirarsi. {Parla dell'assalto dato
alla città di Faenza dal Duca Vtdentiito). Guicciardini.

i
ASS 161

ASSALTO, s. st. In frane. Attaque. L'Azione dell'as


saltare, nel primo significato di questo verbo. V. ASSAL
TARE.
Es. Orazio, ti eguale fu chiamato Cocles , sostenne l'assalto de'nimici.
Sn. Pist. Ci-usca.
.* > \
2. Azione, colla quale un corpo di soldati cerca d'impa
dronirsi di viva forza d'un'opera di fortificazione, o di altro
luogo difeso. In frane. Assaut.
Et. Avendo battuta Capua da ogni parte gagliardamente , dettero i
Francesi un assalto molto feroce. Ed altrove : Avendola battuta (Ao •
vara), la presono per foiza al terzo assalto. Guiccurdiui. — Segui
tavano a battere i muri offesi , e con ogni studio a minargli , sperando
in questa maniera di render la breccia più commoda, e poi l'assalto
più facile. BekTivoglio.
3. Assalto dicesi ancora Quell'esercizio o studio, che
fanno i giuocatori di scherma co' fioretti, 'quando cercano
a ferire l'avversario, come neJ duelli colla spada. In frane.
Assaut.
Es. Comincian con le spade il fiero assalto',
Ma Lionello trasse un colpo prima ,
St che la spada tirata giti d'alto
Da buon braccio, buon occhio, e buona scrima ,
• Al primo colpo fè rosso lo smallo. t Ciriffo Calvaneo.

Appresentare l'assalto. In frane. Présenter Vassaut ;


Se présenter à l'assaut. Essere in procinto di dare 1' as-«
salto, di salire sulla breccia nemica ; Mostrarsi disposto ed
ordinato per l' assalto.
Et. Piantò ne' primi giorni Yillars cinque cannoni per battere una
mezza luna . . . . , ed avendo fatto grossa radunanza di contadini , che
per tutto il paese volontariamente seguivano il suo nome, si avanzò
con una trincea e cominciò a lavorare con la zappa , di modo che si
condusse sotto alla mezza luna, e la ridusse in islato di potervi ap«
presentare l'assalto. Davila. ...... . ■ \t * i.
Fol.l.. M
i6* ASS

Dare assalto, e Da» l'assalto. In frane. Donner l'as"


saut. Assaltare nel i." e a.° slgnif. di questo verbo.
Es. K.ulam isto avendo invano, o con danno dato l'assalto, inco
mincia l'assedio. Ed in altro luogo: Dar l'assalto i soldati stracchi la
notte e '1 di , cosa dura , e senza vicino aiuto pericolosa. Davanzati
trad. Tac. — E perche Briccheràs era il principale del luogo che te
nessero, vi aveva messo l'assedio , e dopo averlo battuto con molti
cannoni , vi fece dar l'assalto da don Filippo di Savoia fratello suo
naturale , e nel medesimo tempo la scalata per un'altra parte da don
Sanchio Salina. Davila.
Di primo assalto. Posto avverbialmente Yale Con assalto
improvviso, non preveduto, e non prevenuto ; Quello che
i Francesi chiamano Coup de main.
Es. Essere la piazza di Caniaia sprovveduta di viveri ; facile ad
espugnarsi anche di lancio, e di primo assalto. Montecuccoli.
Fare assalto. Lo stesso che Assalire, Invadere.
Es. Giugurta con pochi subitamente fece assalto nelli suoi confini.
Sallustio Giug.
Finto assalto. In frane. Fausse attaque. Assalto Cnto
nel i .° signif. di questa voce. Dicesi pure Falso attacco; V.
Es. Nè giovò il finto assalto del marchese per l'altro lato ; perchè
athhen vi accòrsero i nemici in gran numero , non rimase perciò in
debolita punto l'altra difesa, contro la quale s'era voltato dallo Spi
nola il vero combattimento. Bentivoglio.

Poste da assalto. V. Ponte.


Prendere per assalto. In frane. Prendrc, Emporter
d'assaut. Impadronirsi d' un luogo forte per assalto dato
alle sue mura. Dicesi anche Prendere per forza.
Es. Il Re di N a van a aveva preso a patti Chisai, e per assalto
Sassai. Davida.
Ricevere l'assalto. 6 tac fermo alla difesa contro il
nemico assaltante, Respingerlo e Ributtarlo. In frane. Sou-
tenir Vassaul.
Es. E quivi Calte le sbarre ricevettono francamente il baldanzoso
assalto. F. ViLtAjn. > \ 'i
RmsovAKE l' assalto. In frane. Renoweler l'assaut ;
Retourner à l'assaut. Ritornare all' assalto di un' opera ,
di un sito forte , quando il primo dato è stato infruttuoso.
Es. Assalirono da principio mollo ferocemente quei di fuori, ma il
numero de' difensori era così grosso, che non meno gagliarda riuscì la
resistenza di dentro, ed essendosi il giorno seguente rinnovato l'assalto,
Griglione sortì per altra parte così furiosamente, che non avendo
trovala resistenza nella trincea , fece grandissimo danno, distrusse una
parte de' ridotti , inchiodò due pezzi d'artiglieria , ecc. Datila.
Sostenere if assalto. In frane. Soutenir l'assaut. Reg
gere all' assalto del nemico, Respingerlo, e Star fermo nel
sito occupato. ,
Es. Le infanterie vi diedero l'assalto, il quale essendo stalo da quei
di dentro ccstantemenle sostenuto, si ritdrnò a rinnovare. Davila.
ASSAPPO, e ASAPPO. s. m. In frane. Assape. Sol-
dato turco di fanteria provinciale , armato di sciabla , di
moschetto e di pistòla , e ordinato come i Giannizzeri in
Ode o Compagnie sotto il comando di un capo supremo,
che i Turchi chiamano Azzap-Agasy. Gli Assappi fanno
pur parte della fanteria di mare dell' impero ottomano; por
tano per insegna una coda di cavallo pendente da una lan
cia , in cima della quale è posta una palla di rame dorato*
Credo doversi riferire a questa milizia il nome di Sappo
adoperato dall'autore del Cirino Calvaneo nel passo se
guente , che parla di varie milizie turche , potendosi ragio
nevolmente assegnare la varietà della lezione o ad una afe-
resi dell' Autore , o ad un errore di stampa.
Es. Perocché intorno a lui gran cerchio fusai . .
Di Giannini e de Sappi, o suoi gruppi. Ciuffo Calyaheo!
i64 ASS

— Formino la fanteria , t.° i giannizzeri ... 2." fili «tapi, fanteria


de' presidi i , come in Ungheria gli aiduchi. Mohteciccoli.
ASSEDERE. v. att. Lo stesso che Assediare nel primo
signif. di questo verbo. È voce antica. V. ASSEDIARE.
Et. Assedetlero la citta, sicché neuno non poteva uscire. Vehd. Crist.
Critica.
ASSEDIAMENTO, s. m. L'Azione dell'assediare. Crusca .
.V. ASSEDIO.
ASSEDIANTE. pabt. att. d'ogni gen. del verbo AS-
SEDIAREj V. Che assedia} Assediatole. Usasi anche al plur.
e come Sust. In frane. Assiégeant.
Et. La città nostra, aspettando si duro e si terribile assedio, quanto
ella aspetta , vincerà gli assedianli. Secni. — Rimase in diiliiiio otto
mesi da qual parte fosse per riuscir maggiore la costanza degli asse
diatiti , o degli assediati. Le\tivoglio.
ASSEDIARE, v. att. In lat. Assidera. In frane. Assic-
ger. Fermarsi con esercito intorno a' luoghi muniti , a fine
di prendergli. Significato antico. V. ASSEDIO.
Et. Sconfissero i Romani , e assediarono Roma. G. Villmi,

2. Accamparsi intorno ad una piazza forte , aprir le trin


cee , piantar le batterie , e condursi a piedi del recinto per
entrarci dentro di viva forza.
Et. Non piovendo mai per consiglio divino, che cosi volle, fu aperta
la via al campo turchesco d'assediarla, di batterla, e finalmente d'averla.
Secmi. — Con intenzione di volerla combattere ed espugnare (Pavia),
l'assediò. Vaucui.
— Ma d'altra parte le assediate genti
Speme miglior conforta e rassicura. Tasso.

ASSEDIATO, TA. pabt. pass, del verbo ASSEDIARE/


V.
ASS i65

1. Usasi anche al plurale , parlandosi di soldati , e come


Sust.
Es. Non si debbono fidare gli assediati d'alcuna cosa , che veggano
fare al nimico continuamente , ma temano sempre che vi sia sotto
l'inganno. Machiavelli.
ASSEDIATORE. verbàl. masc. In frane. Assiégeant,
Che assedia ; lo stesso che Assediarne.
E: Gli assediatoci erano deboli, e di poca possanza. M. Villabi.
ASSEDIO, s. m. In lat. Obsidio; Obsessio. In frane.
Siège. Lo accamparsi che faceva un esercito intorno ad
una città per acquistarla colla fame. Significato disusato.
Es. I Tedeschi andarono a campo a Osopio .... dove, poiché ebbero
battala la rocca con l'artiglieria , e dato più assalti invano, si ridussero
a speranza d'averla per assedio, confidatisi nell'esser dentro carestia
d'acqua. Gcicciabdiici. — Ma Consalvo disperandosi di poter prendere
la citta per forza e con le artiglierìe, giudicò di volerla stringere con
un forte assedio, e di domarla con la fame. Giovio.
2. Operazione dJ un esercito accampato intorno ad una
piazza per conquistarla colla forza , abbattendone le forti
ficazioni.
Deesi avvertire, che nei primi secoli della lingua
italiana questa voce fu adoperata al modo stesso de9 Latini,
cioè nel signiGcato di Circondare alla larga e fuori delle
offese il recinto d' una città , onde impedirle le vettovaglie
ed affamarla ; e però si usò anche il verbo Assederò , quasi
Sedersi sotto una città. I Romani di fatto avevano ben
distinto questo modo di assediare, da quello del combattere
colle macchine murali una città, e del prenderla per forza :
chiamavano la prima operazione Obsidio, e la seconda
Oppugnatici. Con questa avvertenza si hanno a leggere le
storie romane, e quelle de'nostri scrittori anteriori al secolo
xviu Avanzando a questo tempo felicemente l'Arte militare,
si strinsero le città nemiche cou forti linee di circonvalla
166 AS6

clone tutto all' i atomo, d'onde gli eserciti assediatiti ripa*


rati dalle offese s' accostavano per via di trincee alle mura ,
battendole colle artiglierie , od atterrandole colle mine. Al
lora le parole Assedio e Oppugnazione rimaste sino a quel
tempo separate incominciarono a confondersi , e si chiamò
Assedio largo Quello, nel quale l'esercito assediarne cir
condava la piazza fuori delle offese di essa, e Assedio stretto
Quello, col quale si faceva sotto alle mura nemiche batten
dole colle artiglierie , o rovinandole colle mine. Finalmente
si prese il vocabolo Blocco, o Bloccatura , e si intese con
esso rOperazione d'un esercito, che chiude con numerosi
corpi posti alla larga tutti gli aditi d' una piazza forte, onde
stancarla ed affamarla , e rimase alla parola Assedio il se
condo significato surriferito. L'Assedio è formale o violento:
uel primo gli assediami , terminate le linee di circonvalla-
e di contravallazione fuori del tiro del cannone della
si vanno successivamente avanzando verso di essa
con trincee e con altri lavori; uel secondo, ommeltendo
tutte le prime operazioni dell'Assedio formale, sboccano
tutto ad un tratto sullo spalto, e vi si alloggiano.
£<. Passò l'esercito all'oppugnazione di Turs . . . . ma il popolo, che
ne' primi giorni dell'assedio avea mostrato di volersi arditamente di
fendere , come vide aperte le trincee, e piantate le artiglierie, si arrese.
Davila. — Segui la resi dopo tre .inni di largo e di stretto assedio, e
fu senza dubbio una delle più f.imose oppugnazioni , e difese , cita
inai seguissero in alcun tempo, liz.itivogliO. — Nell'assedio formale
ed a forza, conviene accamparsi, cinger la piazza, aprir le trincere,
approcciarla, batterla, sforzare i di fuori, aprire la contrascarpa, pas
sare il fosso con gallerie , dar l'assalto, ecc. Mokteci'ccoli.
Abbandonar l* assedio. In frane. Quitter le siège. Lo
slesso che Levar l' assedio; V.
Es. Vedremo allora in sommo spavento i nemici , e restar confusi
fra la vergogna d'abbandonar l'assedio e fon-or di continuarlo. Berne
ASS 167

Allargare l'assedio. Sospendere le operazioni di viva


fona contro la fortezza assediata , Cessar dallo etrìgnerla e
batterla da vicino acquartierandosi alla larga intorno ad essa.
Es. Lonato Venicro stringeva sempre più Segna , raddoppiando (e
guardie,. . .... ma 1' Echemberg instava, che s'allargasse l'assedio. Nani.

Assedio formale. In frane. Siège en forme ; Siège far-


mei. Assedio condotto con tutte le regole e le precauzioni
dell'arte militare e secondo le forme più regolari der lavori ,
coi quali si conduce. Si adopera quest'aggiunto per diffe
renziarlo dall'Assedio violento, del quale V. a suo luogo.
Venne pur chiamalo Assedio formato, e Assedio reale ; V.
Es> Chiamasi Assedio reale , ovvero formale quello, in cui l'assa
litore , dopo d'aver assicurato il proprio campo, si va avanzando passo
passo verso la piazza , scavando e innalzando terreno con ben intesa
maestria, praticando con ordine successivo tutte quelle operazioni, che
ecc. D'Antokj.

Assedio formato. In frane Siège en forme. Lo stesso


che Assedio formale o reale ; V.
Et. Il Nassau intanto non aveva mai ardito di porre un assedio
formalo a Groningheu ; parte perche non aveva gente abbastanza per
tale riletto ; parte perchè sperava d'esservi introdotto per intelligenza ;
e finalmente perchè egli non voleva impegnarsi a fare un* impresa ,
dalla quale dovesse levarsi o con pericolo o con disonore. Bestivoclio.i

Assedio lesto. In frane. Long siège.


Et. Se la piazza si tormenterà solamente eolle bombe , e anche col
cannone, senza però molto avvicinarvi»! , l'assedio si denominerà
Assedio lento. Ed altrove: Si denomina Assedio lento quell'attacco di
una fortezza , in cui l'assalitore, dopo d'essersi avvicinato alla mede
sima 00' suoi lavori , si ferma per elezione, o per accettila, riducen
dosi a tormentare l'inimico coi cannoni , e coi mortai. D'Astoxj.
Assedio reale. In frane. Siège royal ; Siège régulier.
Si distingueva negli scorsi secoli con quest'aggiunto di
168 ASS

Reale Quell'assedio che si poneva con tutte le regole dell'


arte ad una fortezza o città che avesse fortificazioni reali ,
cioè regolari e di gran proporzione.
Et. Siano capaci ( le fortezze ) di contenere tanta guarnigione , che
vaglia a sostenere un assedio reale. Montecoccoli. — Avrebbe egli
sommamente desiderato . . . d'accamparvisi intorno (alla citta di Cam-
ìray) con assedio reale, per isforzaila a tornar come prima alla de
vozione del Re. Benhvogug.

Assedio violento. In frane. Sicge brusqué. Assedio al


quale si dà principio senza le operazioni ordinarie dell'assedio
regolare , sboccando sullo spalto o al di là , ed alloggiandosi
di lancio in alcuna delle opere esteriori della fortezza nemica.
Et. Assedio violenlo dicesi quello , nel quale . . . ommettendosi
dall'assalitore buona parte delle principali e primarie operazioni deli'
assedio formale, egli porta tutto ad un tratto il suo alloggiamento sullo
spalto, ovveramente assalendo di primo lancio e contro le regole ordì»
narie le opere esteriori , unisce poscia i fatti lavori con quegli altri ,
che negli assedi! formali sogliono regolarmente farsi tra lo spalto della
piazza, ed il campo. D'Antoni.

Chiudere l' assedio. In frane. Elablir, Fermer le sicgcS


Serrer la place. Dar termine alle prime operazioni d'un as
sedio coli' esatta disposizione de"" varìi quartieri che lo for
mano, onde non v'abbia più fra essi nessun intervallo libero
al passaggio de' nemici così dal di fuori , come dal di dentro.
Es. Essere allora per chiudersi l'assedio da tulti i lati, e per so
pravanzare le provvisioni che bisognassero ni campo. Tolti i soccorsi,
cederebbe subito la città. Benuvogmo.

Gijsgbre d' assedio.- In frane. Envelopper une place.


Stringere una fortezza intorno intorno ; Circondarla di trin
cee, Chiudere ogni adito così alla guarnigione, ohe ai soc
corsi. V. CINGERE.
Et. Venne poi quasi subito anche in potere degli Spngnuoli il forte
ASS 169

del Fico, e a questo modo la città restò cinta di strettissimo assedio.


BarirvoGiao.

Essere ad assedio. Lo stesso che Stare ad assedio; V.


Es. Essendo una volta ad assedio d' un castello , fu fedito d' una
saetta a morte. Passavakti.
Fare l' assedio. In frane. Faire le siège. Imprendere
e Fare tutte le operazioni che porta con se l' assedio re
golare d'una fortezza.
Es. Voleva il Principe risparmiare più che fosse possibile il sangue
solito a spargersi negli assalti ; ond'ebbe per fine di fare un assedio
ebe fosse meu sanguinoso, ma più sicuro. Beutiyoglio.
Interrompere l' assedio. In frane. Interrompre, Suspen-
dre le siège. Lasciare a mezzo le operazióni d' un assedio
per volgersi altrove con pensiero di ripigliarle.
Es. Onde si doveva credere che Maurizio fosse per interrompere
l'assedio presente, e correr subito a disturbare con ogni maggior pie-
mura quest'altro. Be.itivogmo.

Levar l'assedio. In frane. Lever le siège. Ritirarsi dall'as


sedio, dalle mura di una fortezza senza averla espugnata.
Alcuni antichi scrittori adoperarono in questo signif. anche
il modo di dire ; Aprir V assedio.
Et. Le sentenze comuni furono, che si levasse l'assedio, e con tutte
le forze unite s'andasse ad incontrare il Duca di Parma ; che tante
volte in tante altie guerre i piti celebri capitani avevano levati gli
assedii. Behuvoglio.
*"
Levarsi dall'assedio. Ritirarsi dall'assedio, dalle mura
d' una fortezza senza averla espugnala.
Es. Per non potere stare ad assedio per lo Cardinale di Lucca, si
levo dall'assedio, e lasciò una bastia fornita. Caox. d'Imc. {Parenti).

Mastehere l'assedio, In frane. Couvrir le*siege. Soste


nere con un corpo A' esercito il corpo assetante , ed assi
curargli le spalle dalle forze dei soccorritori della piazza
assediata*
Et. Il marchese per la sinistra ai ritornò coll'esercito a mantener
l'assedio intorno Siena. Sechi.
a» Yale anche Stare ad assedio, Tenersi fermo sotto la
fortezza assediata , proseguendo contro di essa le operazioni
d' offesa. i
Et. Finalmente dopo avere il Renemberghe mantenuto Ire mesi
l'assedio, fu costretto d'abbandonarlo. Bt mi voglio.
Mettere f assedio. In frane. Mettre le sìège. Circon
dare una città , un luogo forte per assediarlo. Dicesi anche
Porse l'assedio.
Et. Avendo messo l'assedio ai Beneventani. Jacopo da. Cessole
Volg. — Partito da Loccies era venuto a mettere l'assedio a Cialel-
leraut. Un ila.
Mettersi o Porsi ad assedio, o all'assedio. Lo stesso che
ASSEDIARE ; V. In frane. Enti'eprendre un siège.
E$. I Ghibellini con Tedeschi entrarono in Poggilxwizi , e il Mali-
scalco tenne loro dietro, e puosevisi ad assedio. Simone della Tosa.
— In tal modo Giiigurta si pose all'assedio della terra. Sallustio
Giug. — Quindi egli tornò ad accostarsi nuovamente a Catnbrai , con
disegno pure di mettersi a quell'assedio. Beutivoglio.
Piantar l'assedio. Lo stesso che Porre l'assedio, ma
con maggior forza di significato tratta dalla voce Piantare
che vale Porre , Mettere fermamente, stabilmente.
Et. Intorno a questo (al castello di Gante) avevano già piantalo
l'assedio, e lo stringevano con molta gente. Ben rivocLio.
Porre l'assedio. Lo stesso che Mettere l'assedio ; V.
Et. I Fiorentini [.uosono oste e assedio alla città di Lucci. G. Vil-
*AW. — Occupa le terre d'ir torno, e pone l'assedio a Parigi. Datila.
ASS i7i

Rompere i/ Assedio. In frane. Forcer les ligrws da siège.


Obbligare con qualche operazione di guerra l' esercito a§~
sediatore a torsi dall'assedio, od Aprirsi una strada per
mezzo de' suoi quartieri onde arrivare alla città assediata
per soccorrerla.
Et. Fra le massime della guerra ninna è più praticala, die il ten
tarsi di rompere un assedio con la diversione d'un altro. Bmtivoslio.
Scioglier 1/ assedio. Lo stesso che Levar 1/ assedio; V,
Et. Che 'I terzo Ottone e il Pontefice tolga
De le man loro, e 'I grave assedio sciolga. Ariosto.
— L'esercito svedese guidato da Torstenson ebbe campo di ve
nirci al soccorso, e di farne scioglier l'assedio. Mobtbcvccoli.

Serrare in assedio una città, ecc. vale Assediarla, Porle


assedio stretto.
Et. Si diè a far tutto da vero con la forza, accorrendo a serrar
Findeiori io assedio. Cautou.

Sostener l' assedio. In frane. Soulenir le siège. Difen


dersi per modo che il nemico non possa occupare la città
o la fortezza che assedia.
Et. D'armi e di foco cingerògli in guisa ,
Ch'altro Jor sembri , che garzoni e cerne
Aver di Greci e di Pelasgi intorno.
Di cui l'assedio infino al decim'anno
Eltor sostenne. Cado trad. Eneid.
— Con l'aiuto loro entra poi nella città di Mona Lodovico furti -
vaniente , e si prepara a sostenervi l'assedio. Bentivogmo.

Stabilire l' assedio. In frane Etablir le siège. Dar ter


mine e perfezione a tutte le operazioni che precedono gli
attacchi di viva forza contro la piazza assediata.
Et. Ma pollo e stabilito l'assedio, non si confumarono i primi giorni
che in grosse scaramucce, Dtvu*. . »* .
173 ASS

.Stare ad assedio. In frane. Faire le siegè. Tenere asse»


diato; Dimorare all'assedio.
Es. Mandarono l'oste generale a Bibbiena , e assediaroula , e stet-
lonvi ad assedio cinque mesi. Crohicuet. Amaret. Crusca. — Stando
lo Re Alessandro alla città di Giadre con moltitudine di gente ad
assedio. Novelle Astiche.
Stringere l' assedio. In frane. Presser le siege. Acco
starsi sempre più alla fortezza assediata ; Avanzare colle opere
di offesa sotto le sue mura.
Es. I Fiorentini appresso strinsero l'assedio (di Lucca). G. Villani.
— L'esercito de'fiutuli stringendo
L'assedio intanto in su le porte, e 'ntorno
Facea della muraglia incendi e stragi. Caro trad. Eiieid.
Tenere in Assedio. Lo stesso che Tenere assediato, Asse
diare , Stare ad assedio.
' Es e 'n duro assedio
Ne tenea Roma , che del giogo schiva
S'avventava nel ferro. Caro trad. Encid.
Trarre dell' assedio. In frane. Faire lever le siège. Ac
correre in aiuto d' alcuno per liberarlo dall' assedio, dal
quale è stretto. .,
Es. Si consigliare alquanto , e fur l'estreme
Conclusion de' lor ragionamenti
Di dare aiuto, malgrado di Carlo,
Al Re Agramente, e dell'assedio trarlo. Ariosto.
ASSEGGIO. s. m. Lo stesso che Assedio. È voce antica,
V. ASSEDIO.
Et. E con grande costanza fermiamo il desiato asseggio contro la
cittade troiana. Guidu G, Crusca.

ASSEMBLARE, v. att. Raccogliere , Radunar gente ,


soldati: lo stesso che Assembrare. E voce antica.
Es. Il Re medesimo fece assemblare tulio il popolo. Liv. MS. Crusca,i
ÀSS i^3

ASSEMBIATA. s. f. Scontro di soldati nemici. Voce


antica e in disuso. ■
Es. Romolo gli incontrò, e mostrò loro per una piccola assemblala,
che poco vale cruccio senza forza. Liv. MS. Crusca.

ASSEMBLEA, s. f. In frane. Assemblée. Il radunarsi


delle soldatesche onde essere ordinate ad una fazione. La
voce è di Crusca , ma non in questo significato , che vien
per altro direttamente dal verbo Assembrare.
2. Chiamasi pure Assemblea il Segno dato colla tromba
o col tamburo di radunare i soldati. Questo significato, che
è ora in grand'uso, è autorizzato dall'analogia , avendo la
lingua italiana Ritirata e Ritratta, Arma, Raccolta, ecc.
nel significato di Segno dato per far la ritirata, per prender
l' armi, per raccogliersi.

ASSEMBRAGLIA. s. f. Affrontametito di schiere, di


eserciti , ecc. Voce antica e in disuso.
Es. Il Dittatore usci di Roma , e alla primiera assemhraglia scon
fisse i nemici. Ll\ . MS. Crusca.

ASSEMBRAMENTO, s. m. In frane. Rassemblement.


Radunata di gente ordinata , preparata a combattere.
Es. Venne , che uscito era fuor delle porle
Tibaldo già con grande assembramento. Cimffo Calyaxeo.

2. Aifrontamento, Combattimento; Lo stesso che Assem-


braglia.
Et. Più assembramenti, e guerre ebbe tra loro. G. Villani,

ASSEMBRANZA. s. f. Lo stesso che Assembramento.


Crusca. V. ASSEMBRAMENTO.

ASSEMBRARE, v. m. Io frane. Rassembler. Mettere


i74 A9S '

insieme soldati per condurli in guerra, o ad una fazione ; lo


slesso che Adunare.
Et. Venendo i Galli una volta reno Roma , Quinzio il Dittatore
fece assembrare tutta la gioventude romana. Novelle Antiche .

a. Ordinare le genti a combattere : usasi anche in signif.


SELT. e NETJT. PASS.
Et. Essendo il detto Clovis assembrato a una battaglia contro g'i
Alemanni. G. Villani.
— E poi che tutti furono assembrati
Con trentamila giunse un Ammirante. Pulci.

3. Assembrarsi, mect. pass. Radunarsi, Raccogliersi.


Et. Già è gran tempo non si assembrò tanta baronia. G. Villici.

ASSEMBRATO, TA. part. pass. Dal verbo ASSEM


BRARE; V.

ASSENTARE. v. att. In frane. Engager. Scrivere in


libro apposito, e Dar forma d'obbligo alla parola data da
chi veniva a porsi volontariamente agli stipendi! delloStato
per militarvi a tempo determinato : era dovere e carico degli
■iniziali del soldo. È voce venuta di Spagna fin dal secolo
xvr, che durò in alcuni Stati d' Italia sino al fine del xvnt.
Et. E parendogli ( al Contador àelCesercito) alcuno non atto, ne
buono a servire, non nssentargli sua piazza, o avendola assentata li
cenziarlo , e cassarlo. Eri in altro luogo : Chi dopo l'esser ricevuto dal
capitano, o da altro uiliziale , e poi assentato dagli offiziali del soldo,
si partirà dalla compagnia , ecc. Cwuzzi.
ASSENTATO, TA. part. pass. Dal verbo ASSENTARE;
V.

ASSERO. s. m. In lat. Asser. Un grosso e forte tavo


lone appeso alla gru , o ad altro ordigno, il quale calando
con impeto dall' alto delle mura o delle torri schiacciava
ASS

e stritolava le macchine nemiche. Intesero anche con questo


nome i Romani Una forte trave ferrata pendente dall'albero
della nave, colla quale s'investivano e battevanri le navi
nemiche, a similitudine dell' ariete.
Et. Gli asseri sono delti quando una trave forte e lunga a similitu
dine d'antenna pende nell'albero della nave. D. Guhpodi Irod. Veg.
ASSERRAGLIARE, v. att. In frane. Barricader. Ab
barcare, Chiudere le vie, i passi, le bocche delle piazze, gli
aditi con serragli di legname , di ferro, o d'altro.
Et. Asserragliarono le vie della città in più parti. G.Villahi. — La
loro case afforzarono con asserragliare le vie con legname. Dino Com
pagni. —Vedendo li Tedeschi cosi asserragliate le tre parli della città,
e la plasma. Storie Pistolbsi.
a. Usasi anche al neut. pass. In frane. Se barricader.
Et. Messer Cono ... si era asserragliato nel borgo di S. Piero Mag
giore. G. Villaai. — Andarono a porta Caldatica, e quivi s'asserra
gliarono. Storie PistOlesi.

ASSERRAGLIATO, TA. part. pass. Dal verbo AS


SERRAGLIARE ; V.

ASSIEPARE, v. att. In frane. Coiuonner. Guarnire


con lavori di zappa la strada coperta.
Et. Poi con le zappe continuamente travagliandosi, assieparono gli
angoli sporgenti della medesima strada coperta, e si condussero fin
sollu ai bastioni. Botta.

a. Vale anche Asserragliare , Chiudere , Abbarcare un


passo, una via , l' entrata di una citta , di un'opera fortifi
cata, ecc. In questo significato si adopera altresì come heijt.
pass., onde Assieparsi vale Chiudersi in un luogo con tali
impedimenti da renderne difficile e pericoloso l' accesso.
L'uso di questa voce vieu derivato dalla sua propria e
176 ASS

naturai significauza di chiudere cou siepe gli orli , i giar


dini, ecc. Alberti.

ASSIEPATO, TA. part. pass. Dal verbo ASSIEPA


RE ; V.
ASSISA, s. f. In frane. Livrèe ; Housse. Lo stesso che
Divisa ; e si adoperava dai nostri antichi scrittori per Ogni
soprainsegna di color determinato posta addosso a' soldati,
ed anche ai cavalli per divisargli. L'adoperano i Poeti come
più nobile di Divisa. Si disse anche SCISSA ; V.
Es. Tutti con selle d'una assisa a palafreno rilevate d'ariento e
d'oro. G. Viixahi. — In costume aveano d'andare sempre ad ogni tor
neamelo vestiti d'una assisa. Boccaccio.
— Ma come '1 capitoli l'orato e '1 bianco
Vide apparir delle sospette assise. Tasso. '
ASSITO, s. m. In lat. Tabulatum. Opera d'assi com
messe insieme per far pavimento in una torre od in altra
macchina murale a diverse altezze , onde partirla in varii
piani, fra l'uno e 1"" altro dei quali si ponevano soldati con
armi ed altre piccole macchine. Vien pur chiamato Palco.
Es Ed ecco in su le mura
Vede ch'una gran fiamma al cielo ondeggia,
Gli assiti, i ponti, e |e bertesche ardendo
D'una torre eh' a guardia era da lui
Della muraglia in su le ruote eretta. Caro Irad. Eneid,
ASSOLDARE, v. Ara. In frane. Solder ; Prendre à sa
solde. Dar soldo a nuova gente ; Gondur milizie a' suoi sli-
pendii ; Far soldati.
Et. Assoldò egli di poi il signore Ascanio con seimila fanti. Ed in
ahro luogo: Teneva assoldati sempre capitani valenti, edificava for
tezze e ripari in Roma. Segni. — Di Alemagna per allora non fu
assoldato se non un reggimento di quattromila fanti sotto il Conte
Alberico di Ladrone. Bbktivocho.
ASS 177

a. In signif. nect. pass, vale Porsi al soldo, Militare agli


stipendii d'alcuno. .
Ss. Assoldarmi di nuovo alla Ina schiera
Io più non curo. Rudi.

ASSOLDATO, TA. part. pass. Dal verbo ASSOLDARE;


y.

ASSORTIMENTO, s. m. Termine generico, col quale


sì viene ad indicare Una quantità di cose diverse poste in
sieme per lo stesso une , come Armi , Attrezzi , e simili.
Chiamasi poi dagli Artiglieri col nome d'Assortimento delle
bocche di fuoco, in frane. Assortiment des bouches à feu,
Una quantità di stronfienti appartenenti al governo delle
artiglierie , e che non fanno parte nè del loro armamento,
nè degli attrazzi ; e sono i seguenti :
La Fune, la quale da'pralici vien anche detta particolar
mente la Lunga ... in frane. Trolonge;
i Legni da piazzuolo .... Bois de piate/orme}
i Parnicelli Lisoirs;
le Piane Lambourdes ;
la Secchia ......... Seau d'affùt;
il Sopraspalle ...... . Bricole;
la Tasca da cartocci . . . . . Sac à carìouches ;
la Tasca da stoppini Sac à étoupilles ;
i Tavoloni ....... Madriers;
i Calastrelli Entretoises ; *•
le Travi quadrate Gita.
Es. Tutli gli abitaoli avessero a provvedersi d'un assortimento com
piuto d'armi. Botta.

ASTA. s. f. In lat. Hasta. In frane. Hast. Propriamente


Il legno sul quale si conficcala il ferro delle armi offensive,
178 AST

come la Lancia, la Partigiana , la Corsesca , e simili , le


quali vennero perciò chiamate con nome generico Arme tri
asta ; in frane. Armes d'hast..
Es. E poiché gli fu tagliata l'asta del suo parligianone (tasse fuor
]a spada. Varchi. ,
2. Per similit. chiamasi Asta Quel legno sottile e lungo,
al quale s'attacca il drappo degli stendardi e delle bandiere;
Il bastone della cucchiaia , della lanata , del calcatore , del
cavastracci, ecc. In frane. Hampé. Alberti.
3. Arme da scagliare , fatta d'un legno leggiero armato
di punta dì fèrro : fu inventata dagli Spartani , e adoperata
dai Romani , c particolarmente dalle coorti ausiliarie.
Es. I Romani con le daghe , e pili , gli aiuti con le spade e aste
li ponevano in terra. Datakzvti trad Tae,

4. Nome generico d' ogni arma lunga da scagliare, o da


tenersi in pugno combattendo, e adoperato sovente come
sinonimo di Lancia.
Et. Ma gli piacea veder qualche bel tratto >
Di correr l'asta , o di girar la spada. Amosio.
— Corse ad investire l'ordinanza della cavalleria, la quale, pur
essersi i cattolici mossi troppo per tempo, arrivò tanto disordinata , the
l'aste non fecero la solita impressione. Davila.

Asmi d'asta. V. Arma.


Asta broccata. In frane. Lance courtoise. Asta guarnita
in punta di tre brocchi o stecchi di ferro, della quale si
faceva uso dagli antichi cavalieri ne' tornei e nelle giostre,
ove non si cercava d' uccider l'avversario, ma solamente di
scavalcarlo.
Es. La giostra è quando l'uno cavaliere corre contro l'altro colfaste
toccate col ferro di tre punte. Birri.
AST »?d

Asta pura. Io Ut. Basta pura. Asta semplice e senza


ferro, ma ornata ed arricchita d' oro, colla quale si ricom
pensavano dai Romani i soldati , che primi decidevano l'an-
cor dubbia pugna colla vittoria.
Et. Il regalò di quattro cotone murali , di cinque vallari , di due
navali, di due civiche, di dieci aste pure. Murat'ohi.
Correre ch'asta, una lancia. V. Lancia.

Mezza asta. Un' asta più corta e più manesca dell' ordi
naria : si disse pure Mezza picca. V. PICCA.
Es. Il Capitano , che l'era portato più avanti , (li die d'una mezza
asta nel petto. Bartoli. • •'
ASTATA, s. f. Colpo d'asta. Crusca.
ASTATO, aggett. In lat. Hastatusi Hastarius. In
frane. Hastaire. Soldato armato dJasta. . ,
Es folla corona al seggio fanno
Con fedcl guardia i suoi Circassi astati. Tasso.
2. Adoperato in forza di Sost. vale Soldato legionario
romano d'armatura grave , cioè armato di corazza , di ce
lata con cimiero, c di gambiere; imbracciava uno scudo,
cigneva una spada e un pugnale , e brandiva due pili , o
lanciotti. Gli Astati stavano da prima nella seconda schiera
della legione , poi presero il luogo de'Principi : furono cosi
chiamati, perchè da principio andavano armati d'asta.
Es. I Romani avevano tripartito ciascuna legione in Astuti . Principi,
e Triarii, de' quali gli Astati erano messi nella prima fronti; dell'eser
cito Machiavelli.
3. Si adopera altresì come Aggettivo in tutti e due t
generi , e vale Innastato, Posto in asta.
Es. Come Fineo compare in sala e grida ,
Con arme astate, e spade, archi , e rotelle
£ Penco e tutti i suoi minaccia e sfida. Ax.wh.ara.
i8o AST

ASTICCltJOLA. s. r. Diminutivo d'Asta.


Es. E della schiera (re si dipartirò ,
Con archi e asticciuole prima elette. Dante.

ASTIERA. s. f. Luogo, ove si riponevano l'aste.


Es. Telemaco portò l'asta , e appoggitela
A sublime colonna, ove in astieni
Nitida molte dell' invitto Ulisse
Dormìano arme simili, Pihdeuoite trad. Odia.

ASTILE, s. m. In lat. Bastile. Propriamente II legno


dell' asta, ma si adopera da' Poeti per l'Asta istessa. È voce
latina , e poetica.
Es. E qui di nuovo Merfon scagliossi
Come fiero avvoltoio, e dal nemico
Braccio sconfitta dell'asti! la punta
Si ritrasse tra' suoi. Monti Iliad.

A TEMPESTA. V. TEMPESTA.

A TESTA BASSA. V. TESTA.

A TIRO. V. TIRO.
«
ATTACCABILE, aggett. d'ogni gen. In frane. Alta-
quable. Che si può attaccare, e si dice più frequentemente
di fortezza , d'opere di fortificazione , o di luoghi forti. È
■voce che risponde meglio alle occorrenze militari delle com
pagne Espugnabile , Olfendcvole , più larghe di significato.
È usata , ma in altro senso, dal Bellini.
Es. Nelle fortezze abitate soltanto dalla gente di guerra, come sono
le cittadelle nella pianura, ed i forti ne' siti montuosi, die sono attac
cabili tutto d' intorno, non si praticano altre opere esteriori, fuorché i
rivellini , le controguardie co' loro fossi, la strada coperta, e lo spalto.
Ed appresso: Nella fronte attaccabile si fa anche il doppio spalto.
D'Asroflj. . ' '
ATT 181

ATTACCARE, v. att. In latino Aggredì. In frane.


Attaquer. Investire risolutamente l' inimico ; Assaltarlo.
Et. Non avendo animo di attaccare quell'esercito, benché malconcio
dal temporale, gli diède agio di fortificarsi. Qavaxzati trad. Tac. —
Vedendo la ferocità , colla quale la fanteria spaglinola scaricando folta
grandine d'archibugiate lo veniva ad attaccare per fianco. Dayila.
2. Adoprasi pure in senso neitt. e vale Lo stesso.
Et. Tornano furiosamente per attaccare risolutamente alle spalle.
PaviU.
3. In signif. weut. pass, vale Venir alle mani j Mescolarsi
combattendo.
Et. Si tiene per certo, che se i giovani s'attaccavano, s'attaccavano
ancora i soldati Fiorentini , e i Guasconi con i Perugini e Corti. Va»-
cui. — Gli Spagnuoli, e la fanteria del conte Pier-Maria s'attaccarono
coi nostri. Ed altrove : Comandò alle fanterie italiane, che scaramuc
cialiio cogli Arabi e co' Mori , che erano usciti fuoru , s'attaccassino
con loro, e vedessino se nel ritirarsi potessono così alla mescolala en
trar dentro. Sechi,
i
4« Attaccare una piazza, una fortezza, vale Incominciare
a batterla ; Principiar le offese.
Et. Valentino Monsignor della Molta volendo riconoscere da vicino
la piazza per risolvere da qual parie fosse più a proposito di attac
carla , ecc. Davila. — Si operi dunque al Danubio , e quivi la sede
ili Ila guerra si tragga, e le piazze dell'inimico si attacchino. Morte-
CCCCOM.

5. Detto di zuffa, di scaramuccia, ecc. vale Lo stesso


che Cominciarla. In frane. Engager l'affaire, le combat.
Et. Ne' moderni eserciti gli archibusieri attaccano le scaramucce , e
sono i primi a dar dentro. Dis.Calc. Crusca. — Fece passare parte di
sua oste dall'altra parte della terra, e fece attaccare dalla porta del
Bagnano una calda e feroce pugna. Pace da Ceutaido.

Attaccare battaglia. V. Battaglia.


ATT

ArtkcckuKcas ti zappa. V. Zappa.

Attaccare il minatore. V. Minatore.

Attaccare tl petardo. V. Petardo.

ATTACCATO, TA. part. pass. Dal verbo ATTAC


CARE; V.

ATTACCO, s. m. In frane. Attaque. L'Atto dell'attac


care , tanto nel significato d'Assalire il nemico, o un luogo
per impeto aperto, quanto in quello di Battere una fortezza.
L'Attacco d' una piazza è mediato o immediato parlandosi
delle operazioni d' offesa contro di essa. Pel primo s' inten
dono Tutti i lavori che si fanno dagli assediami dalla prima
stretta sino all' apertura della trincea ; e col secondo Quelle
offese ebe si fanno dall' apertura della trincea sino alla presa
della piazza.
Es. Essendo all'attacco d'un pente, costretto da un'improvvisa sor
lila, scampò in uno schifo. Salvisi. — L'attacco o è occulto per in
telligenza o per «stratagemma, o egli è manifesto e subitaneo per im
peto aperto. Mohtecuccoli. — Due impreveduti accidenti ritardarono
la marcia in questo modo d'attacco sotto terra, che tanto onora l'in
gegno umano e che tutta ricorda la maniera degli antichi di avanzare
contro mura di piazee altrimenti inespugnabili. V»cim.

a. Questo vocabolo ha pure presso gl' Ingegneri militari


un significato particolare , che è quello del Luogo d' onde si
batte il fronte della fortificazione opposta , che si vuol ro
vinare , e che chiamasi perciò Fronte d'attacco ; V.
Es. Sia ( il campo) accanto ad un fiume , se egli è possibile , e sì
facciano tanti quartieri , quaDti hanno da essere gli allaccili. Moste-
r.cccou. ,

Attacco violento. In frane. Attaque de vive force. Si


specifica a questo modo Quel!' attacco che si dà ad una far*
ATT

assedii.
Bit Le spedizioni, che si fanno contro i luoghi chiusi da mia sem
plice muraglia, e contro i castelli configurati all'antica, si distinguono
col nome dì attacchi violenti, avvegnaché in questi si fanno pochissi
me trincee, e si prescinde quasi sempre dalle parallele, e basta che
gli artiglieri costruiscano una batteria volante per formare la breccia
nel recinto. D'Amo».
Falso attacco. In frane. Fausse attaque. Attacco dato
in parte dove non si abbia pensiero di riuscire , per divertire
V attenzione e le forze del nemico, e trarlo in inganno sul
vero. Gli scrittori nobili dicono in questo signif. Finto
assalto. V. ASSALTO.
Et. Si adoperano le artiglierie insieme con un corpo di Cinteria per
fare un falso attacco di nottetempo, affine di cagionare una diversione
fra le forze nemiche. D'Auto*».
Fronte d'attacco. V. Fronte. ,

ATTELARE. v. att. In frane Déployer. Spiegare,


Distendere i soldati in ordinanza, o qualsiasi altra cosa.
Metafora tolta dallo spiegare e distender la tela.
Et. I palvesi col campo bianco, e giglio vermiglio furono anelati
dinanzi. Duo Cumtacs*. — E perocch'egli ebbe camion di combattere, ..
anelò, e apparecchiò l'oste sua. Liv. MS. Crusca.
a. In signif. netjt. pass. Distendersi; Spiegar le ordinanze.
Et. Malatesta usci per la porticciuola , e s'attelò con forse millecin-
qupcento fanti lungo la riva d'Arno, acciocché se i nemici avessero
voluto soccorrere i Tedeschi, non potessero varcare il fiume" Edaltrove:
E anelatisi sotto gli sporti, . ..fecero indarno prova di pigliarla per
forza. Yakcui.

ATTELATO, TA. part. pass. Dal verbo ATTELARE;


V,
i84 ATT

ATTENDAMENTO, s. m. L'Azione dell' attendate,-


Situazione delle soldatesche sotto le tende.
£*. Quando non è ancora terminato l'attendamento di tutto l'eser
cito. Lie. Siuilit. Crusca.
2. Campo attendato; Quantità di tende spiegate.
Es. Vedendo da lontano lo attendamento di quello esercito. F.
Giordano.

ATTENDARE, e ATTENDARSI, v. hkut. e hect. pass.


In frane. Dresser les tentes. Rizzar le tende, Porre gli allog
giamenti; Accamparsi sotto le tende : ha per contrario Sten-
dare.
Es, Sul monte Malb s'attendò. G. Villahi.
— Ma non lunge sen va die giunge a ironie
Dell'attendato esercito pagano. Tasso.
— Un reggimento d'Inglesi, i Lami d'IIanau, ed alcuni Leali
furono fatti attentare nelle piatane medesime per maggior sicurtà.
Botta.

ATTENDATO, TA. part. pass. Dal verbo ATTEN


DARE? V.

ATTESTARSI, v. meut. pass. Unirsi , Restringersi ,


Congiunger gli ordini , le file. In frane. Se server.
Es. Il secondo centurione seguiti di camminare , e girandosi in sulla
man ritta ne vada lungo i fianchi delle ventilile ferme, tanto che si
attesti con l'altro centurione, dove si fermi ancora egli. Maciiiavelgi.
— Attestatisi con istretli ordini aspettauo i Yilelliani largiti , confusi,
e abfoattongli. Davaxzati trad. Toc.

2. Accostarsi per combattere; Affrontarsi; Venir alle


prese. In frane. Venir aux mains , aux prises.
Es. Quando dipoi gli eserciti si sono attestati insieme, e che la fronte
di ciascuno fc occupata al combattere , ecc. Machiavelli,
ATT

ATTESTATO, TA. part. pass. Dal verbo ATTE


STARSI; y.

ATTORNIARE, v. att. In frane. Cerner, Envelopper .


Circondare , Stringere da ogni lato una fortezza , un luogo,
un esercito.
Et. Quella medesima sera coll'oste attorniò lnlta la terra. M. Vil
lani. — Se Agricola, clic era per (ulto, non avesse tatto attorniare il
paese dalle più brave e spedite coorti , ecc. Davaszati tratl. Tao. — Se
non correva in quella n^lte il verno sì aspro, tutte le bande regie, che
si ritrovavano nelle vicinanze del iìume sarebbero state attorniate e
prese. Botta.

ATTORNIATO, TA. part. pass. Dal verbo ATTOR


NIARE; V.

ATTRABACCARE. v. keut. pass. In frane. Se baraquer.


Rizzar trabacche , Piantar trabacche per alloggiarvisi sol to.
Et. Veduti li figliuoli d' Isr alle cosi .ippadiglionati , e attrabaccati.
Fio». Ital. Crusca. , . „
. ' '?
ATTRABACCATO, TA. part. pass. Dal verbo AT
TRABACCARE ; V.

ATTRAZZO, e ATTREZZO, ma più frequentemente


al plurale Attrazzi , e Attrezzi, s. m. In frane. Attirali.
Termine collettivo che esprime una gran quantità di cose
necessarie per la guerra , e si adopera particolarmente per
indicare Tutte le macelline dell' artiglieria. V. ARMA
MENTO; MACCHINE.
Es. Oltre al gran consumo della chiodagione , sliumenti, materiali,
e attrazzi di tante sorte. Vivimi.

ATTREZZO, e ATTREZZI. V. ATTRAZZO.


i86 ATT

ATTRITARE- t. att. In frane. Puhériser; HAcher.


Ridurre in pezzi , Pestare, Consumar affatto ; e si usa con
bellissimo traslato nelle cose militari.
Et. Dappoi che li ninnici sono attritati , e sconfini. Lib. Macc Crusca
*» Avvisò (Washington) di passare con tutta la battaglia e l'ala stai-,
atra il fiume, e con feroce assalto attritare Knypliausen. Borra..
ATTRITATO, TA. *art. pass. Dal verbo ATTRI
TARE ; V.

ATTRDPPATO, TA. aggbtt. Ih frane. Attroupé.


Dicesi di Gente non militare adunata in truppa, ed anche
di Soldati che facciano calca.
Et. Tali I Troiani
Inscguouo attnippati il fuggitivo
Stuol , coll'aste il pungendo, e colle spade. Mosti trai. Ilìad.
A TUTTA BRIGLIA. V. BRIGLIA.

A TUTTA CARRIERA. V. CARRIERA.

A TUTTA PROVA. V. PROVA.

AVANGUARDIA, s. r. In frane. Avant-garde. La Parte


anteriore d' un esercito, e di qualsiasi corpo di soldati in
cammino. Si dice anche Vanguardia , c si disse Antiguardia,
e Antiguardo.
Et: Sforzati dall'avanguardia dei fasti Spaguuoli, e Italiani furono
quasi lutti motti. Giicciasdihi.

A VANTAGGIO. V. VANTAGGIO.

AVANTI, avvero. In frane. En avant. Vale Innanzi, Op


posto d'Indietro, ed è voce di comando, onde far avanzare
i soldati , o far lor muovere il passo innanzi. Quindi il modo
di dire militare Andare avanti, in frane. Alter en avant,
AVA il?

per Avanzar cammino. Guadagnar campo; ed 9 grido dì


guerra Avanti avanti per Incoraggiare le soldatesche a
farsi rapidamente innanzi , e ad affrontare il pericolo.
Es. Sii compagni miei valorosi, sii valenti uomini, la vittoria è
nostra, avanti avanti animosamente , sii ch'ei son rotti, e già cercano
dove salvarsi. Giaubullari.
AVANTIGUARDJA. Lo stesso che AVANGUARDIA ;
V.
AVANZAMENTO, s. m. In frane. Avancement. Innal
zamento da un grado all' altro nella milizia.
Es. La risposta che dette il vecchio duca di Lorena a quel povero
capitano di Dragoni, che gli chiedeva avanzamento. Magalotti. — Sem
pre io ho procurato ogni suo avanzamento. Redi. — Ma un nuovo
sinistro combattimento gli letò ben tosto la vita, e fece cadere a terr4
ogni silo disegno, per far nondimeno risorger tanto più qiietN, ne*
quali continuò tuttavia il fratello , e che poi lo condussero a tutti gli
avanzamenti maggiori che si potessero conseguir nulla profession
dell'armi. Bevtivoglio.
AVANZARE, v. nect. e weut. pass. In frane. Avancer.
Procedere innanzi , Farsi innanzi , Acquistar terreno, Andar
avanti , Farsi più vicino al luogo dove si dee arrivare.
Et. Scru tandoli per tre giorni con le migliori guide, sentendo la
via ch'eglino facevano, avanzarono tanti), che le guardie dei Cristiani
giunsero alla retropmrdia dti Saraceni. Reali di Francia. — Com avan -
zando del continuo l'armata del Principe si trovarono finalmente
sull'ora del mezzi 'giorno ambi gli Merchi a fronte. Datila. — Siano
le distanze, cosi per fianco come per terg->, tinto nel postarsi come
Dell'avanzarsi , esattamente tenute. Mostecl'ccoli.
3. Si adopera altresì attivamente per Procedere innanzi
nei gradi della milizia , o per Promuovere a questi gradi ;
d'onde la voce AVANZAMENTO ; V. In frane. Avancer
en grade.
Es. Beneficiar) sono delti coloro che sono avanzati per beneficio de
Tribuni. B. Guaioli trad. V*Q**.
AVA

AVANZATO, TA. *a»t. pass. Dal verbo AVANZA,


RE ; V.

Guardia avanzata. V. Guardia,

Posto avanzato. V. Posto.

AUDITORATO, e AUDITOR ATO DI GUERRA, s. m.


L'Ufficio dell'Auditor di guerra. Voce dell'uso. Alberti.

AUDITORE, s. m. Quegli che negli eserciti udiva le


differenze de' soldati , promulgava i bandi , e giudicava i
delitti in materia militare tanto civile, che criminale.
Nel secolo xvi e xvii ve nJ aveva uno per ogni Terzo o
Reggimento, eletto dal Generalissimo. Venne altresì chia
mato Auditor di guerra. In frane. Auditew de guerre.
Et. Ma il giusto, e virtuoso Auditore , che esercita la giustizia in
nome dei Generalissimo, o del Maestro di campo, dee essere buon
Dottor di legge, e ben pratico nelle cose di guerra. Cisuzzi. — Vede
l'Auditore, e giudica le cause, facendo relazione di tutto quello che
occorre , al generale. Miazo.

Auditore del campo. Quello stesso che viene altrimenti


chiamato Auditor generale.
Et. Passò il frate dalla città nel campo reale , ove dalle guardie fu
subitamente preso , e condotto al procuratore generale del Ite , che fa.
ceva l'uiiizio di auditore del campo. Dayila.

Auditore della cavalleria. Titolo di quell'Auditore,


che esercitava particolarmente l' uffizio suo ncJ corpi di ca
valleria. Al tempo in cui venne istituita negli eserciti la
carica dell' Auditore , che fu verso la metà del secolo xvi,
non essendo ancora le cavallerie scompartite in Reggimenti
o Terzi come le fanterie , si eleggeva per tutte le Corapa
AUD

gnie di cavalli d' un esercito un solo Auditore > mentre ve


n' aveva uno per ogni Terzo di fanteria-
Et. Ha la cavalleria il tuo Auditore a parie, il quale, oltre all' in--
tegrilà, che richiede il suo iiiTizio, deve ewer dotato, non meno di
molta pratica , che di scienza legale. Melzo. .
Auditore generale. Titolo di quell'Auditore che era
preposto a tutti gli altri Auditori di un esercito, o di uno
Stato.
Es. Di tutta questa materia si rimette alla coscienza, e alla discre
zione del General Maestro di campo, e in suo luogo a quella dell'Au
ditor gcm rat del campo, per lo cui consiglio si dee esercitar la giu
stizia infallibilmente. Ed in altro luogo: Dalle sentenze dell'Auditore
generale non è appello, come supremo, se non per grazia speziale
di supplicazione al generalissimo. Cihuzzi. — La giustizia poi , cosi
nelle cause civili, come nelle criminali, viene amministrata da un
Auditor generale con diverse altre persone soggette pur similmente al
suo carico. {Parla degli eserciti spagnuoli in Fiandra). Behtivoclio.
AUGUSTALE ed antic. AGUSTALE. Aggbtt. In lat.
jdugustalis. Aggiunto di soldati ordinati nella milizia ro
mana dall' Imperatore Augusto, i quali ai tempi di Vegezio
esercitavano l'uffizio degli Ordinarli insieme con questi.
Nel numero del più si adopera anche come Sust.
Et. Gli Aguslali sono delti chi da Agusto, cioè dall' Imperadore agli
ordinarli sono congiunti. B. Giamboni tiad. Kegcz.
AUG LISTANO, NA. In lat. Augustanm. Aggiunto di
cosa appartenente agli Augusti ; ma si chiamarono partico
larmente con questo nome dall'Impcrator Nerone Certi sol
dati da lui ordinati in una legione , che dov èva applaudirlo
quando cantava in pubblico.
Et. Creossi allora un numero di cavalieri romani detti Agustani
Erano grandi, e onorali , quasi per gran virtù. (Agustani per Augtutani
ttcowto il modo di scrivere del traduttore). Davakzati trad. Tac,
A VIVA FORZA. V. FORZA.
«9° AUR

AURIGA. 8. m. In Ut. Auriga. Guidato* del carro da


guerra , Guerriero che guidava i cavalli dell* quadriga ,
ddla biga , ecc. È voce poetica. Crusca.
AUSILIARIO, RIA. aggett. la lat. Ausiliarii , Au-
xiliarius. In frane. Auxiliaire. Aggiunto di soldati, di
milizie straniere, che fanno parte dell'esercito in forza di
alleanza.
Es. Quelli fanti ausiliari pclla pratica, che aveano co' fanti legio-
Ilarj , ecc. Machiavelli. — Ricorrere alle forze ausiliarie, ma in modo
che le prevalgano, per esser quelle giravi, e poco nien che le ostili,
infedeli, incostanti , disobbedienti. Montecoccoli.
AUSILIO, s. m. In lat. Auxilia. Lo stesso che Esercito
ausiliario, Gente chiamata in aiuto, od a rinforzo della pro
pria. Si usa per Io più al plurale.
Es. Con questo proposito giammai non sarai ricco, avanti che delle
tue possessioni si faccia sì , che possi sostentare sei glandi ausilii
di cavalieri , e di pedoni. D. Giovassi dalle Culle Volg.
AVVALORARE, v. att. Dar valore , Infondere valore
nel cuore dei soldati : è gran qualità del capitano.
Es. Gente avvalorata, epeif Ita nel servizio. Libr Pued. Crusca.— La
prudenza in tali alluri consiste in aver piena notizia delle cose militari,
della qualità d'un buon capitano, d'un buon soldato, del modo di fare
scelta di soldati, d'armargli, di pagargli, di schierargli, d'avvalorar
gli. Cinuzzi.
AVVALORATO, TA. pah! pass. Dal verbo AVVA
LORARE} V.
AVVENTARE, v. att. In lat. Jaculari.la frane. Lancer.
Scagliar con violenza saette , dardi , fuochi lavorati , sassi ,
ecc. In significato nect. pass, vale Spignersi, Gittarsi con
impeto a checché sia. In lat. Irruere; Impetum facere.
Es. Costui come giunse alle sbarre, le fece gittate in terra, e l'av
ventò sopra i nemici. M. Yfoiit
AVV 191

AvrorrAasi bel roio. Bella frase poetica per Correre


con impeto alle armi, alla battaglia, alla guerra. Io lai. In
ferrum ruere.
Es .in duro assedio
Ne teoea Roma , che del giogo schiva
S'avventava nel ferro. Caro trad. Eneid.

AVVENTATO, TA. pam. pam. Dal wb© AVVEN


TARE jV. * 1

AVVENTURIERE, s. m. In frane. Aventurier. Soldato


di fortuna ; Lo stesso che VENTURIERE ; V.
Es. Troppo egli stenta a ritrovar chi lo segua , qua] nobile avven
turiere , di buona voglia. Sccatu.
2. Ne'tempi cavallereschi chiamavansì anche Avventurieri
Que' cavalieri , i quali andavano soli errando per luoghi
pericolosi in cerca d* arrischiate tentare.
Et. Son qui gli avventurieri invitti eroi. Tasso. .

AVVENUTA. 9. f. In frane. Avenue. Chiamami con


questo nome dagli scrittori militari Tutte quelle vie e strade
per le quali si può venire ad una città , ad un campo, ad
una piazza, ecc. Scrittori più diligenti usano VENUTA; V.
Es. Il treno dell'artiglieria sta nel messo del campo, e qualche pez
zetto si pianta verso le avvenute donde polrta venire il nemico. Moh-
ncoccou.

AVVISAGLIA, s. f. Affrontamento tumultuario per


combattere viso a viso.
Es. A una avvisaglia in vai di Pesa furono i nostri rotti da' Tede
schi. G. Villani. — Quindi è , che succedevano fra una par^e e l'altra
frequenti avvisaglie , nelle quali gli Americani acquistavano e maggior
animo, e maggiore sperienza, e gli Inglesi pili rabbia e maraviglia
all'ardimento di quelli. Botta.
AVV

AVVIAMENTO, s. m. Lo stesso che Avvisaglia. Voci


antiche.
Es. Ed in piii avvisamenti sempre n'ebbono i Lucchesi il peggiore.
G. VtLLAHI.
AVVISARE, v. att. e seot. pass. In frane. Viser. Tordi
mira ; Por la mira.
Es. La saetta del mio arco si Deca ovunque io avviso. Ovid.Pist.
Crusca.
a. In signif. neut. pass, vale Affrontarsi ; quindi Avvisa
glia , e Avvitaménto. Voce antica.
Es. Un d'i di Santo Bartolomeo s'avvisarono insieme press) a casa
de' Cancellieri Bianchi, e fcclono gran battaglia insieme di lance, di
balestra , e di pietre. Stoiu Pistoiesi.
AVVISATO, TA. part. pass. Dal verbo AVVISARE; V.
AZIONE, s. p. la frane. Action; Exploit. Opera d'arme,
Fatto militare operato da un solo, o da più insieme.
Es. Fu l'azione di Tabasco (dica ciò che vuole 1' invidia) , degna
veramente dell'ostentazione, che se ne fece. (L'Autore parla d'un gran
fatto d'amie). Corsisi trad. Conquis. del Messico. — Il soccorso, che
porto Cristoforo Moiidiagone , uno de' più stimati capi della nazione
spagnuola , agli assediati di Turgoes , fu delle più segnalate azioni
militari , che si leggano in tutte le antiche o moderne istorie. Bf.hti-
voglio. — Chi facendo qualche azione di gran qualità , mediante la
quale si conseguisse poi la vittoria di quella fazione dovrà essere
premiato. MS, Ugo Caciotti.
AZZA. s. f. Arme in asta, lunga tre braccia in circa
con ferro in cima , posto in traverso, dall' una delle parti
appuntato, e dall' altra a guisa di martello.
— Mena dell'azza dispettoso, e fiero. Ariosto.
Es. E mazze , e azze , e sergenline. Buonarroti.
— Venne a volerle insegnare, come s'avessero a riparar alcuni
colpi d'azza essendo armato, e come disarmato. Castiglione,
AZZ »930

AZZUFFAMENTO, s. m. L'Azione dell'azzuffarsi;


Zuffa.
/•-'«. Per evitare tulli i consueti azzuffamenti, ecr. Lib. Masc. Citata.
AZZUFFARE. v. att. Far venire a zuffa; Porre uno
di contro all' avversario onde abbiano a combattere fra te.
/•> Era un azzuffargli insieme, e rendergli più difficili a ricono
scere. Bcrgii.Ki. '
a. In signif. neut. pass. Venire a zuffa , Combattere.
Es. E sopratutlo ti debba guardare di non condurre l'esercito ari
azzuffarsi , che tema o che in alcun modo diffidi della vittoria, perche
il maggior segno di perdere è quando non si crede poter vincere.
Machiavelli.
0
AZZUFFATO, TA. pa&t. pass. Dal verbo AZZUF
FARE; V.
AZZUFFATORE. veruaus ma*. Inclinale alle zuffe;
Che s' azzuffa di leggieri : Pronto all' armi ; Manesco.
/■.'«. Melino in grande, e forte della persona, e arruffatore, e
giuocatorei G.Yiiuwi.
-ni ht> V«t«'»T é uffititif ri£~rl. ; fii*Ì«I'U» 'vi#4#*trs>i**'>*-

m
BACCELLERIA. s. f. In frane. Bachelerie. Grado
d'armi ne' secoli cavallereschi , che teneva il mezzo tra lo
Scudiere e'1 Donzello, e'I Cavaliere.
Ft. Questa fu la più bella oste di buona gente, che mai facesse il
detto Me di Francia , dove era il fiore della baronia e bnccelleria drl
reame. G.Villani.
BACCELLIERE, s. m. In frano. Badiciier. Giovane
gentiluomo, o scudiere che faceva il primo passo nella pro-
fession dell'armi e della cavalleria ricevendo il cingolo mili
tare. Il titolo di Baccelliere era maggiore di quello di Scu
diere , ed inferiore a quello di Banderese; non aveva Insegna
Vol.l. «3
propria , ma portava lo scudo biartcd, éd ùil pennone a
striscie in luogo di bandiera. Il Baccelliere dopo alcun bel
fatto d'arme veniva creato Cavaliere. Secondo Remigio fio
rentino questa Voce venne dai nostri scrittori antichi ado
perala per Uomo segnalato e famoso in guerra.
Bs. Richiese tulli i baccellieri d'arine di Francia , e di Provenza ,
che fossono a sua bandiera. O. Villani. — Feciono venire a loro tutti
i routeilabili Tedeschi con i più nomali cavalieri di loro lingua, i
quali nelle battaglie date al castello poco s'erano travagliati altro che
di vedere , e dissono loro : se a voi desse il cuore di vincere con t'orza,
e con iugegno questa terra 3 l'onore sarebbe vostro, e oltre alla paga
doppia , e mese compiuto, a caluno daremo grandi doni. 1 coneslahili,
e i loro tyccellieri si slrinsono insieme , e mossi da presonluosa vana
glori*, e da avarizia rispUosoilo, br. Ed appresto: Fatto tra loro elezione
di trecento baccellieri, a loro commisono tulio il fascio della loro in
tenzione : i quali bene armati , separati dall'altra gente , con le scale
ciò diputate , e con altri utili argomenti , senza* alcuno lume, s'ad
dirizzarono verso quella parte della terra, ove l'ombra gli copriva. M.
Villam. ,. . t> L . ^
BACCHETTA, s. f. In frane. Baguette. Una Verga di
acciaio di tempra addolcita , lunga quanto la canna del fu
cile, della carabina, o della pistòla , fatta d' un pezzo roton
dato e liscio in tutta la sua lunghezza , la quale serve a cal
care la carica nelle armi da fuoco portatili. Ad una delle
estremità della Bacchetta v'ha una capocchia, la quale chia
masi Battipalle, in frane. Téle de la baguette, che vien poi
assottigliandosi verso il mezzo, ove la Bacchetta ha la figura
d'un cilindro, sino all' altra estremità, che chiamasi Punta,
in frane. Bout de la baguette, la quale termina in un ma
schio di vite per ricevere al bisogno il Cavastracci. 11 luogo
ove riponsi la Bacchetta dopo la carica è uu canale scavato
nella cassa dell' arma da fuoco. Era anticamente di legno.
£s. Balta la polvere una o due volte, e levando la bacchetta in due
tempi dalla canna, nuovamente la rimetta al suo posto primiero. Mar-
21011.
BAC ì$

i. Una Verga di sàlice còlla quale si punivartò e si puni


scono aìicora In mólti luòghi d'Europa ì soldati d'irifart-
teria cdlpfvrtli d' aleuti giave delitto. Il delinquente nudò
dall' orabilico in su passa e ripassa fra due file di soldati più
e menò lunghe secondo la colpa , dai quali viene percosso
sulle spalle eolla Bacchetta data a ciascun d'essi , e che get
tano via dietro la schiena terminata l' esecuzione. Il sop
portar questa pena chiamasi militarmente Passar per le
bacchette.
Bacchetta di tamburo, lu frànc. Blìguètle de' tìiitlbóìir.
Piccola massa con bottoncino da un capo ad uso di battere
il tamburo.
Passar per le bacchette. In frane. Passer par les verges.
Si dice del soldato che passando fra due file di altri soldati
armati di bacchetta ne riceve colpi sulle spalle ignudo e sul
dorso" in pena del suo delitto. Alberti.
BACCHETTARE, v. att. Ih frane. Faire passer par les
verges. Punire un soldatò col farlo andare tra due file dì
soldati armati di bacchetta, colla quale lo percuotono sulle
spalle mentre egli passa. È pena abolita nelle più civili con-i
trade d' Europa.
Es. Or che vuol dir quell'etier bacchettalo ? Paoiioli.
BACCHETTATO , TA. part. pass. Dal verbo BAC
CHETTARE; V.
BACINETTO, s. m. In frane. Bacinet ; Cabasset. Ar
matura leggiera e difensiva del capo, fatta d' acciaio, e tal
volta senza nessun ornamento, così detta dalla forma di ba
cino, che essa aveva.
Et. Né con corazza in dosso , ne con Inanello in testa , ne con
alcuno offendevo! fèrro. Bocr.Ar.cio. — Il solt; rilucendo su mille cava
lieri co' bacinetti forbiti. Sacchetti. ■% '
M96 BÀC
t
• a. Chiamasi pure dai Toscani Bacinetto la Parte concava
dello scodellino delle armi da fuoco portatili , nella quale
sta riposta la polvere dell' innescatura. V. FUCILE.
BACULA. Si f. In frane. Bascule. Spezie di trabocchello,
che si poneva anticamente all' entrar delle porte delle for
tezze , acciò l' assalitore vi precipitasse a inganno. Vedine
la descrizione sotto l' art. PONTE.
Es. Barriere, palizzate, rastrelli , cavalieri dì Frisia, ponti levatoi ,
barule , seracinesche , catene , ecc. Mohteccccoli.
BADALUCCARE, v. heut. In lat. Velitari. In frane.
Escarmouchev. Scaramucciare leggiermente per tenere a
bada il nemico. È voce antica.
Es. I barbari per inforzar le guardie, e passare a' lavoranti, badaluc
cano. Davaszati trad. Toc.
1. Si usa altresì al neut. pass, parlando di due corpi ne
mici , i quali vadano tenendosi a bada con finti attacchi e
leggiere scaramucce.
Et. Ed erano a campo di là dal fosso della Scultenna, badaluccan
dosi spesso per fornire il castello. G. Villani.
BADALUCCATORE. verbal. masc. In frane. Escar-
mouchew. Soldato che badalucca. È voce antica.
Es. Frequenti erano i nemici liadaluccatori intorno alle mura e alle
porte. Zìi ai n. Asdr. Crusca. ■ .•
BADALUCCO, s. m. In lat. Velitatio. In frane. Escar-
moucfie. Piccola scaramuccia , Combattimento alla leggiera
per tenere a bada il nemico ; l' Azione di badaluccare. È
■voce antica. Di qua il modo di dire Far badalucco, che vale
Badaluccare.
Es. E spesse volte faccano (£ Romani ed i Galli) badalucchi per
occupare il ponte. Novelle Antiche. — Sullivan colla sua schiera si
era avvicinato al Rariton , di maniera che e potesse ritardare con fre
quenti badalucchi il nemico da fronte , ed accozzarsi all'uopo col ge
nerale ■Washington. Botta.
BAG i97

BAGAGLIA. s. f. In frane. Bagage. Lo stesso che BA-


GAGLIE e BAGAGLIO; V.
Et. Fu- deliberato che il giorno prossimo tulli due gli eserciti,
spediti , senza alcuna Zagaglia, passassero il Po. Guicciardini. — L'in
gegno e la costanza del capitano fece passare, lasciata ogni bagaglia ,
un fiore d'aiuti che sapevano i guadi. Davamzati. trad. Tac.
BAGAGLIE. s. f. plur. In lat. Impedimento ; V'osa. In
frane. Bagages. Nome generico delle masserizie , arnesi ,
vasi , ed ogni altra cosa necessaria ai soldati , che gli eserciti
traggono in guerra con se. Diconsi anche Bagaglia e Ba
gaglio, '•.ji.crm AIU.M
Quegli uffiziali , o quegli altri provvisionati , ai quali ven
gono date in cura le bagaglie , chiamatisi uffiziali e com
messi di bagaglio, e chiamatisi vetture o caria di bagaglio,
quelle che sono asseguate per la condotta delle bagaglie , o
seguono vuote l' esercito.
' . . . . >'..(>* i ■
Et. Saccheggiangli le bagaglie, ed i padiglioni. Davanzati. trad. Toc.
— Cominciarono gli assediati a trattare d'arrendersi, e convennero in
pochi giorni d'uscire con le bandiere spiegate c con tutte le loro ba
gaglie. (Qui risponde all'antica frase francese Bagucs sauves). Uavila.
BAGAGLIO, s. : m. . In I frane. Bagage. Lo . stesso che
BAGAGLIA , BAGAGLIE , SALMERIA ; V.
Es. Nessun vocabolo espresse mai con tanta proprietà la natura del
suo significato, quanto il Ialino, che nomò impedimento il bagaglio.
MuNTECCCCOLI. " ■ '. •*. •' '" V' •

Bagaglio generale. In frane.. Équipages de l'armée.


Termine collettivo, col quale s' intendevano uel secolo xvn
Tutte le carra pei- servizio dell' esercito.
I<V*!!
Et. Marcia nella vanguardia la metà della cavalleria ; nella battaglia
la fanteria , i guastatori , l' artiglieria leggiera ...... poi 1' artiglieria
grossa, il suo treno, il bagaglio generale; nella retroguardia l'altra
mela della cavalleria, il bagaglio dell'armata'. MoaTreTccou.
' Cavallo ha bagaglio. V. Cavallo* .
pAGAGUONE. * m. |n hu CacvlMi la
frane. Goujat. Colui che ha rara ed assiste al bagaglio
dell'esercito tanto nella condotta , quanto in campo e ne!
quartieri. ^^t»' inpfi
Et. V'erano tinti mercatanti, artefici, hagaglioni. Serdo^ati — Sic
come sono indispensabili necessità della natura il mangiare , il bere ,
il ripararsi dalle ingiurie dell'aria, e il riposar talvolta, cosi ci bisogna
cuocere per alimentarsi , vestirsi , dormire , aver tende , gire a forag
gio, parlar masserizie ed arnesi , e con tutto ciò inni trascurare il ser
vizio. Dunque fa mestieri esservi persone che si piglino queste cure ,
menil e il soldato sta io fazione;, c queste sono i bagaglioui. MoafTicuc-

BAGAGLIUME. s. m, Quantità di bagaglie, ma per lo


più in signif. peggiorativo.
Es. Aver le Gallie munte di cavalli , gran bagagliume, esca a| prc:
dare , noia al difenderlo. Davanzati. tiad. Tac.
BAGAGLIUOLE. s. f. plbr. Diminuì, di Bagaglie >
Quelle stesse che ora si portano dai soldati nella hrissacca.
Es. Portavano le loro hagagliuolu sopra le spalle. Seudoxati.
BAGORDARE, v. neut. In frane. Béhourder. Festeg
giare armeggiando e giostrando in bagordo. Queste belle
lèste militari sono da più secoli affatto in disuso.
Es. Compimenti , che l'uomo non acquista per natura , ma per suo
Mini in, o per insegnamento, siccome di ben combattere , e di ben ba
gordare, e di ben cavalcare. 15nu.sr.v rn Tcs. — Coronali tutti di diverse
1 rondi , bagordando, colla festa grande gli vennero incontro. Boccaccio
Eiloc.
— Giovani bagordar alle quinlani. Fazio degli Ubebti.
BAGORDO, s. m. In frane. Bèhourd. Cavalcata di no
bili cavalieri pomposamente adorni d'armi e di sopravvesti
per festeggiare qualche giorno solenne , o per far mostra
della destrezza e arditezza loro. Differiva dal Torneo in
questo, che il Bagordo non si faceva in uno steccato, ma
nelle vie e nelle piazze eoo bizzarre scorrerie e belle scap
paté di cavalli. Da ciò che i Bagordisi facevano in occasiono
di feste , se ne estese il significato ad Ogni lautezza ; ma il
suo primitivo è tutte militare. 'jtmm k
£j. Cgme «ano i nuziali bagordi delle corti reali, die nelle piagge
ron l'armi , e nelle sale sovra le mense imbandite si strigano. Lib.
Similit. Crusca.
2. Si usò talvolta per Bigordo, cioè per l'Arme istessa
colla quale 51 correva ne' Bagordi.
És- Circondati lutti di sonanti sonagli , con bagordi in mano. Bo ;c*c-

BAILIRE. V. BALTRE.
BAIONETTA, s. f. Iu frane Baionnelie. Una Lama
triangolare ed acuta, che innastata alla bocca del fucile
serve al soldato d'arme da punta.
La Baionetta succedette verso il fine del secolo x vii alle
picche ed alle forchette dei moschettieri. Si crede adoperata
per la prima volta in Fiandra dal sig. de Puységur nel 1643;
era essa lunga due piedi , compreso il manico di legno, si
portava pendente al fianco sinistro in luogo di sciabla , o di
spada , ed al bisogno si piantava entro la bocca del fucile. Il
P. Daniel, che scrisse la storia della milizia francese , crede
che nel 167 1 se ne armasse per la prima volta un reggimento
intiero. L" inconveniente di non potersi più valer del fucile
come arma da fuoco quando aveva la Baionetta dentro la
canna , fece imaginare un manico vuoto, onde incastrarlo
nella canna con un braccio che discostasse la lama della Ba
ionetta dalla bocca del fucile : si fecero le prime pruove di
questo nuovo trovato alla presenza di Luigi XIV nel 1688,
e non sortirono buon effetto; ma nel 1^03 venne finalmente
ridotto alla sua perfezione, ed abolite le picche, tutti i fucili
dell' infanteria e de' dragoni vennero guarniti di Baionetta.
V'ha chi crede che abbia questo nome perchè inventa^ h|

\
aod BAI

Baiona , il che uon è ben ceno ; ma è cerio per altro che in


Baiona v'erano una volta ottime fabbriche di questa sorta
d'arme." La Baionetta decide meglio c più presto l'onore
d'una giornata , perchè i soldati stringendosi addosso all'ini
mico colla Baionetta in resta, spiegano tutto il loro coraggio,
e trionfano sovente del numero. Le fanterie assaltano rapi
damente un' opera forliGcata , una batteria colla Baionetta
incannata, e si difendono con essa dagli assalti e dalle cariche
della cavalleria, assestandone con fermezza la punta al petto
del cavallo. Dicesi militarmente : Assaltar colla baionetta;
Venire alle baionette; Incannar la baionetta; Baionetta
incannata; Baionetta innastata; Baionetta in canna, ecc.
Le parti principali della Baionetta sono :
11 Braccio ... In frane. Coude; Branche voudée;
il Chiovo, o la Caviglia del ma
nico Étouteau; <
il Cordoncino del manico . . Bourrelet ;
le Coste del triangolo . . . Are'tes ;
la Faccia della lama . . . Pan de la lame ;
la Fascetta , od il Cerchio . Virole ; Bague ; ■
i Gusci Goultières ;
la Lama Lame ;
il Manico Douillc :
i .
AfjnkKom jbào juj^nt <»4«r.in mi '^«V . < :
* K da notare che v' hanno quattro luoghi in Europa , i quali por
tano il home di Baiona , ed ai quali si potrebbe assegnare l'orfgine del
iinuie di Baionetta , lino a tanto clic un documento autentico non venga
ad accertarla. Due sono le Baione in Ispagna rinomatissima altre volte
per le sue fabbriche d'armi, mia nella Gullizia, l'altra nella Castiglia
presso Madrid ; la terza è povla sulla frontiera di Francia verso i Bas*i-
Virenci . ed è quella alla quale si riferiscono generalmente gli scrittori
militari; filialmente ve n'ha una quarta nell'antica Lorena, chiamata
Jiayon, dalla quale potrebbe pure essere stalo preso il nome dell'arma,
di cui parliamo.
il Pallino . . . . . . . Arréloir;
il Ponticello Pontet ;
la Punta della lama ... Pointc : ■ Bout ;
10 Spacco del manico ' . ' . Ferite ;
11 Triangolo, o Dosso della lama . . Dos de la lame. r '
Il Manico ed il Braccio della Baionetta sono di ferro ;
la Lama sino alla punta è tutta d' acciaio di tempra ad
dolcila ed elastica. La sua lunghezza è varia , come il peso.
Quando quest' arma non è innastata , vien portata dal sol
dato pendente dal budriere della sciabola entro un fodero
di cuoio, che si chiama particolarmente Guaina ; In frane.
Fourreau de la baionnette. . ,
Et. Si può servire della baionetta, che sta sempre conficcata alla canna
dell'archibuso medesimo. Ed in altro luogo: Quali terribili effetti non
Ita veramente operato la baionetta quelle rade volte clic dopo la inven
zione sua non fu lasciata oziosa ne' fatti d'arme ? Algahotti. — I di
fensori si ritirano fra gli intervalli d'esse colonne, lasciando a queste
libero il rampo di vigorosamente urtare colla baionetta in canna l'ini
mico. D'Antoni. — Vedutovi due fila di snidati in ordinanza colle
baionette incannate pronti a ributtargli, non .si attentarono. Ed altrove:
l'u grande il valore TKostrato in questa giornata dai Repubblicani , i
quali impazienti diventati di battaglia manesca tosto ne vennero alle
baionette , l'uso della quale arme se tanto temettero ne' principii 'della
guerra , ora fatti più arrisicati facevano che altri lo temesse. Botta.
BALENANTE, pari. att. del verbo BALENARE; V.
la frane. Clmticelant.
BALENARE, v. neut. In frane. Chanceler. Propria -
mente Vacillare, Barcollare ; ma si adopera altresì militar
mente per Quel tentennare che fanno i soldati, quando son
presi dalla paura, e son vicini alla fuga.
Et. Urta la cavalleria vincente la balenante battaglia. DavanzAti
trad. Toc. — Perciocché quasi tutta la via è alla china, e precipitosa ,
stretta , e sdrucciolevole : in maniera che non si potevano sostenere in
piedi: e quei che balenavano v/n poco, non polendo fermare il pie in
terra , sdrucciolando, cadevano l'un sopra all'altro. Nardi trai. T. Liv.
— Gì' Inglesi incominciavano a balenare , e si disordinavano. Botta.
BALESTRA, e BALESTRO, s. f. e m. la frane.
balble. Strumento offensivo da guerra per uso di saettare ,
fatto d ' un fusto di legno chiamato Teniere , con un arco
di acciaio in cima , che si tendeva mediante un nervo, od
una corda : portavasi in guerra dalle milizie leggiere.
£>. Più di seimila v'aveva armali a balestra. G. Villasi. — l'eciono
mostra di duemila cinquecento balestrieri spcrti di balestro , e tutti
armati. M.Villajii.
Balestra a bolzoni. In frane. Arhalete à jalet- Lo stesso
stromento, ma più grosso per tirar più forti saette chiamate
Bolzoni. Crusca.
Balestra a staffa. Una spezie di balestra antica, la corda
della quale veniva tirata con uno strumento di ferro fatto
a guisa di staffai
Et. Scottavano le balestre e a tornio e a stana. V. Villani.
Balestra a tornio. Una balestra grossa, che si caricava
col tornio. V. TORNIO. Il
Et Dalla porta e antiporta e mura scoccavano le balestra e a tornio
e a staffa , che il tuono del romnrc piuttosto cresceani che facessono
danno. F. Villani.
Caricar la balestra. V. Caricare. S'IViìi^'ì
Noce di balestra. In frane. Noix de Varbalhte. Una
Pallottola di legno di forma ovata, e grossa come una uoco ,
alla quale s'appiccava la corda della balestra nel caricarla.
Et Quattro pallottole di legno in foggia di noce di balestra Cellini.
— Ma così Insto non fugge uno sii ale .
Che si diparti da corda di noce. Piaci.
BALESTRAIO. s. vi. Fabbricatore , e Venditore di ba
lestre, alsmti. # ;
Uh »e3

BALESTRARE, v. ìtt. e »m. Tirar cp|)a balestra,


Et. Quando i Genovesi balestravano un quadrello di balestro, quelli
saettavano tre saette co' loro archi. G. Vilumi.
BALESTRATA, s. f. In frane. Coupd'arbalete. Colpo
di balestra. Crusca.
■ì. Tanta lontananza quanta può tirar la balestra, che si
dice anebe un Tiro di balestra. In frane. Portée d'arbalìete.
Es Ed ivi forse una balestrata rimosso dall'altre abitazion della
terra Boccicelo. — Li due osti s'appressarono presso a due balestrate.
Storie Pistollsi. „f ,„') ?lf ,,'(
BALESTR ATQRE. s. m. Lo stesso ehe BALESTRIE
RE; V.
BALESTRERIA. s. f. Compagnia di balestrieri.
Ks. A' ligliuoli di M. Lodovico Michele dieci balcstrerie nelle galee
della lìepuhblita donate furono. Bembo.
BALESTRIERA . s. f. In frane. ArbaUtriere; Crènttau.
Buca fatta nelle muraglie , dalla quale si balestra il nemico ;
Feritoia.
Et. Breve pertugio, cioè una piccola balestrici a, o buco, ch'avesse
la detta torre Uni.

^TORE.

-i del mondo. Mo-


»BLM Cron. «l'I k« I
BALESTRO. Lo stesso che BALESTRA; V.

BALESTRONE. s. m. In frane. ArbaVetc de passe.


Grosso balestro, che si caricava con fortissimo tornio, o
martinetto, ed aveva un arco di ferro o d'acciaio lungo
quindici o venti piedi. Il Balesuone, come le moderne arti*
BAL

glierie, rimaneva fra i merli delle fortezze , e sulle bocche


de' piombatoi come macchiua di difesa.
/'». Fatta la medesima esperienza con un balestrane di quei , che si
caricano cui martinetto. Accau. del Cimemo.
BALIREeBAILIRE. h lai. Regere; Gubernare. Aver
balta, impero d' un esercito, d'uno Stato ; Reggere, Gover
nare. Voci affatto amicate. Questo verbo è derivato da Bailo,
Baiulus.
Et. Eleggere itnperadore , e maestro per governare , e balire le due
osti. Liv. MS. Crusca.
i -
. 2. Reggere , Trattar l'armi , Maneggiarle. In lat. Susti-
nere, Trattare arma. .'/ , il
Et. Benché io sia pieno d'età, e che la mia mano già tremante
possa mal balire la spada. Boccaccio. — Io vi conosco, sicché qualun
que di voi bailisce una spada, o sua lancia , iu so quale d'esso è questo.
Lucaho Volo. MS. Crusca. Él . ■ . '•
BALISTA, s. *-. In lat. Ballista e Balista. In frane.
Baliste. Macchina militare degli antichi Romani da gettar
sassi di gran peso, ed anche una o più saette. Ve n'aveva di
quelle , che si mettevano in moto con manovelle , altre con
taglie , altre con argani , ma tutte erano proporzionate alla
grandezza del peso che dovevano scagliare , ed alla sua cele
rità. La Balista posava sopra quattro ruote , per mezzo delle
quali si muoveva per ogni verso : si caricava tendendone le
corde di nervo, fino a tanto che toccandole con mano ren
dessero un suono uguale , quindi liberando il subbio intono
al quale erano avvolte , lanciava» il proietto. V ha chi con
fonde la Balista colla Catapulta , ma Vitruvio che ne tratta
appositamente, distingue con tutta esattezza l'una dall'altra.
La Balista non era solamente macchina murale , ma serviva
altresì nelle battaglie , ed ogni esercito romano ne andava
fornito. La Balista romana fu dagli antichi scrittori italiani
BAT/ ao5;

/chiamata Spingarda, Balestra, e Balestrone, ma'quesù


diversi nomi non si debbono in nessun modo confondere ,
poiché il vocabolo Balista è proprio della milizia romana ,
e gli altri appartengono all'antica milizia italiana.
■r Et. Gli inslrumenti . co' quali gli antichi difendevano le terre, erano
molti , come baliste , onagri, scorpioni, ecc. Machiavelli. v
BALISTICA, s. f. In frane. Balislique. Quella scienza ,
che tratta del moto e della direzione de' corpi gravi mandati
in aria. Si applica particolarmente al tiro delle bombe.
Et. Era veramente una bomba , ma conveniva, che venisse diretti
da chi possedeva a fondo la scienza della balistica. Algarotti.
BALISTICO, CA. aggett. Aggiunto di cose apparte
nenti alla Balistica.
Et. Avendo alcuni combinato il moto dc','gravi- col moto uniforme ,
formarono una teoria pei corpi cacciati dalle armi da fuoco, che Arte
balistica, o Getto delle bombe dinominarono. D'Ajstoxj.
BALLA, s. r. Grosso fagotto, o Quantità grande di stracci,
o d'altra materia simile, ravvolta in tela , che si adopera a
riparo dei colpi delle artiglierie" così nelle barricate , come
nelle trincee tumultuarie, ed anche nella parte esterna della
muraglia. Si dice più comunemente Balla di lana j V. qui
«*tt>._: p-hì «. .unì) •«••.' * -SUJ> '«uiabaaif .
. Et. Si trincee, in settecento passi di terreno, che prese per lunghezza,
ron nuove trincee , e grandissime fatte tutte arliiiziosamente di sac
chetti pieni di terra , e balle di stracci , e reti,*e altre materie simili.
ClNl'ZZI. -
Balla di lasa. In frane. Balle de lainc ; Sac à Ialite.
Un Saccone pieno di lana , che si adopera a riparo de' colpi
delle artiglierie nelle opere di fortificazione tumultuarie.
Et. Però bisogna di notte aver preparate molte balle di lana , e gab
bioni , e simili ripari , ed arrivato che si sarà alla testa della trincea si
taglierà la contrascarpa. Galilei. — Non ho detto, che si (accia la
Jrinciera con balle di lana, per ischifare la spesa, volendomi servire
ao6 BAL

Si quelle piU ad allo, ed in luogo p!h pericploso. Tf.nsiln.— per l'aj-


seilio di Giav'al-irto ài*** il V'uìt Apparecchiate barche' ili sulle .arra,
sarchi d'arcua, balle di Ulna, gabbioni , è slmili altri ordigni. Mo^lW
coccoli. . . , .
* BALLATOIO. *. M. In frane. Galene cxtéi-iòilì'e.
Andare , che aveva dinnanzi le sponde , e si faceva in cima
alle mura dì difesa, ed alle torri, dalle quali sporgeva
alquanto io fuori. È opera dell'antica fortifienzione.
Ei e tdfrt 'Area di sopra dita piti che braccia evi. falta a
ballatoi , con beile filastrocche di colonnelli di bianchi mirinoci , ecc.
Pace da Ckrtaldo. — Quelli i quali di sopra erano nel ballatoio, quarti!
sassi, legni, e pezzi di tegoli gettato avendo, ecc Vakcrt.
BALLOVARDO. s. m. Lo stesso che Baluardo, colla sola
differenza dell'ortografia. V. BALUARDO.
És .... E si domanda feall ivardo quasi che belliguardo, cioè guardi*
e difesa della guerra. Galilei.
BALOARDO*. s. m. Lo stesso die BALUARDO : V.

BALTEO. s. m. In lat. Balteus. Larga cintura di cuoio


tempestata di bottoni d'oro, o d'urgente 0 d'altro medilo,
che portavasi dai soldati romani ora attraverso del corpo é
pendente dalla spalla destra sul sinistro fianco, ora intornò
alle reni , alla quale attaccavano la spada. È voce latina e
propria solamente degli usi dèlia milizia romana.
Es. Attraverso all'armatura un haltco all'antica , con certi nòdi *
con certi inframmessi molto artificiosi. Caro.
— Incontanente
Dal balléó estrasse Macaon lo strale. Moxti ìliad.
BALUARDETTO. s. m. Piccolo baluardo nel significato
di Bastione ; Bastoncello»
És. Olii v i gli parreLbe da fare o una casamatta , o uu baluardetlo
tondo, che battesse per l'urico, Machiavelli.
BAL so7

LUARDO. s. m. In frane. Boulevard. Gran bastione


itica fortificazione reale , ché succedette verso la metà
del secolo xv alle torri ed ai piccoli bastioni tornii, dai
tjuall venne appunto distinto col nome di Baluardo, che
andò in disuso assai tardi anche pressoi pratici. V. BASTIONE
al i.° signif. di questa voce. Alcuni scrivono anche Baluardo,
e Ballovardo.
Es. Slavano a veder tirar su un gran baluardo. Sechi. — Avendo a
o dfe' tre angoli . oltre molti torrioni c rivellini per la cortina,
...J c0' suo; cavalieri di dentro.

Baluardo reale. Secondo il metodo scolastico degli amidi.


tèmpi non solamente il Baluardo, ma ogni altro corpo di
difesa , e geneticamente ogni sistema di fortificazione si
distingueva coll'aggìunto di Reale, quando era costrutto per
modo da dover essere difeso con pezzi reali, e da ndti poter
essere offeso se non con questi. V. PEZZO.
Et. Avendo a ciascuno de'lre angoli, oltre molti torrioni e rivellini
per la cortina , un baluardo reale di fabbrica moderna co'suoi cavalieri
di dentro Davila.. ,
BANCA, s. f. la Ut. Diribitoi iuni. Luogo dove sedeva
il Commessario per arruolare e rassegnare i soldati , e dar
loro le paghe.
Et. Mentre andavano i tamburini in volta iMarnando i soldati alla
~~ a pigliar danari. Varchi.
Passare alla banca, a tk banca. S'intende de'soldati ,
éhe si rassegnano. MS. Ùtìò Cacìottì.
Et. Ordinariamente sul fine del mese li fa passare la banca ai sol
dati per vedere , se vi sia il numero preciso, die è descritto nel ruolo,
" - che il Principe non abbia da pagare quelli che mancano. Mab-

ScumaE alla basca , in frane. JSrtróler, valtì Arrolai


aoS BAN
> ' ' *■ n <
soldati , Descrivergli ne" ruoli della milizia, clic si dire pure
Scrivere soldati , uomini , ecc. .
Es. Ti servirò di scriverti alla banca. Lirn.
— Domenica scrissi gli uomini ili questa Potesteria , e ieri quelli
di Praloveccliio, e oggi quelli di Castel San Niccolò, e domani scriverò .
quelli di Bibbiena, e accozzerò sotto un Contestabile S. Niccolò e
J'oppi , e sotto l'altro Bibbiena e Pratovecchio. Machiavelli.

BANCHETTA, s. f. Lo stesso che Banchina , che ò voce


più propria. V. BANCHINA. ■
' Et. E quanto più alla fortezza vicini (gli approcci), tanto pih pro
fondi con una o due banchette. Moxtectccom.
• • : • ,• ' • ;\ -•
! BANCHINA, s. f. In frane. Banquctte. Un Alzamento di
terra non molto rilevato, posto al piede del parapetto, dove
montano i difensori per affacciarsi al parapetto, iscoprìr la
campagna , e tirar contro il nemico. Si dice anche Ban
chetta , ma è meno proprio.\i
■ Et. In occasione di ristampare o di rifare le banchine de' parapetti.
VlVIASI. l : '
BANDA, s. f. In frane. Écharpe. Striscia di drappo di
un colore determinato, colla quale distinguevansi le milizie
d'uno Stato da quelle d'Un altro, prima che si adoperassero
altre divise. 1/origine della voce è nel teutonico Band,

Ès. Monsignor di Vitrì presa la banda bianca, e fattala prendere a


tutti i'suoi soldati, s' inviò per uscir dalla terra. Davila. — Nella
cavalleria tutti i soldati deono portar una banda del color del Principe
sotto il quale si serve, non deponendola mai quando escono dai
quartieri , a cavallo, o a piedi , soli , o accompagnati. Melzo. — Il sol -
dato dee sulla guerra portar cucita nel vestito , e non altrimente,'
la banda, che s' intende per l' Imperiale la rossa, per la Francese la
bianca, per l'Ecclesiastica le chiavi, e così d'ogni altra poi del <
che si elegge da quel signore che guerreggia. Fp*rettj,i
< „ ... * 1 . . p
■»
»* «
9.. Dal primo significato della voce derivò poscia quello
d'una Mano di soldati distinti dalla stessa banda, qualunque
ne fosse il numero. Di qua il verbo Sbandare. In frane.
Bande. a ...\ j i ., * '.*■„., -xtt
Ks. Avendo avuto io presìdio due compagnie di cavalli , e sei bande
di fanteria fra spatrinole ed italiane. Secai.
3. Una Mano di soldati separata dal grosso del corpo, e
che opera da se. In frane. Détachement.
Es. Il grosso occupava l'isola della Nuova-Jorek , e due piccole
bande difendevano I' isola del Governatore. Dotta.
4- Chiamavansi militarmente Bande e Vecchie
Soldatesche scelte ed agguerrite. In frane. Bande*.
Hi. Giudicando clic alle vecchie bande (così chiamano le
veterane del Re) non potesse in alcun modo resistere ia fanteria col
lettizia degli Ugonotti. DaVILA.
5. Bande ci n'ama nsi in Toscana le Milizie paesane de
scritte pel servigio pubblico.
Es. Votar le case , rapire i figliuoli, metterli nelle bande. Dayan-
zati trad. Tac. — Volevano nd ogni modo ( gli Inglesi ) con qualche
bel tratto mostrare la superiorità loro sopra le bande raunaticcie degli
Americani non essere una vana credenza. Botta.
6. Banda , e Banda militare si dice oggidì comunemente
Quel corpo di suonatori , che accompagnano o precedono
i reggimenti. In frane. Musique. Il Machiavelli ed il Monte-
cuccoli lo chiamano il Suono. Alberti.
-J*M l.'idU ìr.' li " . • ilÉBf V • , " iMmlJt-
Bande nere. In frane. Bandes noircs. Venturieri capitanati
sul fine del secolo xv da Giovanni de' Medici, ed addestrati
alle rapide evoluzioni della fanteria francese , ed alla
fermezza della spagnuola. Furono l'ammirazione di tutti i
guerrieri della loro età : la loro divisa e l' insegna erano
bianche , ma alla morte del pontefice Leone X, parente del
Joro capitano, presero la banda nera , e coprirono di nero
tf'ol- I. ■it
aio

le insegne, d'onde ebbero il nome di Bande nere : seguirono


la fortuna di Giovanni, chiamato da esse Giovannino,
finché visse , quindi vennero agli stipendi*! de' Fiorentini ,
i quali le mondarono sotto Orazio Bagliòni alla guerra di
Napoli nel i528, ove perirono quasi tutte.
Et. Assoldarono ancora tutti i capitani segnalati , « he avessero ser
vito il signor Giovanni de'Medici , clic si chiamavano allora le bande
nere per 1' insegne di questo colore. .Sr.cxt.
Passare da banda a banda. V. Passare.

BANDERAIO, s. m. In frane. Porte-enseigne j Porte'


drapeau. Colui che portava ¥ insegna o la bandiera di una
compagnia in luogo del capitano o dell 'alfiere, a' quali
spettava quest'uffizio.
Et. Caduto morto d'un'archibusata nella testa il banderaio del ca
pitanò Agnolaccio da Perugia. Varchi. — E quando non le portano (/e
bandiere) gli alfieri , le deano dare a' lor banderai , che sono loro ser
vidori , i quali saranno ben in ordine e ben vestiti , e molli vogliono,
che debbano esser soldati , e andare armati. Guazzi.
2. Si adopera ora comunemente per Colui che fa le
bandiere e gli stendardi. Cri.sca.
BANDERESE. s. m. In frane. Banerct. Signor di feudo,
il quale in tempo di guerra guidava un determinato numero
de' suoi vassalli sotto la propria bandiera , la quale era
quadra. Il Banderese era talvolta Cavaliere, ed allora assu
meva il titolo di Cavalier banderese, in frane. Chevalier
haneret , e precedeva gli altri Bandercsi non Cavalieri. I
Bandéresi sono noti all'Italia come vassalli condotti in guerra
dai Re di Francia , ma non ebbero mai parte nelle istituzioni
militari italiane, dalle quali lo stato libero delle Repubbliche
gli escludeva. Coll'andar del tempo i Romani moderni
introdussero questo nome nelle loro istituzioni municipali,
»
\

BA3K

e verso il fine del secolo xiv chiamarono Banderesi i tredici


Governatori de] popolo, i quali portavano le bandiere dei
tredici quartieri di Roma. • , • j«
fi. Conti, ducili ; castellani , banderesi £.7 in nitro !uogo:\\ verme
con sette conti, e con <20 cavalieri . Ira banderesi , e di corredo. F.d
altrove : I fiorentlli! feeiono li-r capitan di guerra 'M . Piero■Jfnr.si cava-
lier banderese delia contea di Bari. G. Vn.i-wri.
BANDERUQLA. s. r. In frane. Giròuette; Banderole.
Piccola bandiera quadra , colla quale ne' secoli di meszo
ornavano le loro lande i Cavalieri dorati , e i Banderesi.
Crusca* La Banderuola de' Baccellieri era più particolar
mente chiamata PENNONE, e PENNONCELLO; V.
•i. Un pezzetto di drappo a Gamma , per lo più di due
vivi colorì , che i lancieri portano attaccato vicino alla punta
della lancia. la frane. Fanion.
.' Ai. Fa molto bel vedere, c dà più spavento al nimico la lancia con
la sua banderuola, clic non la la pistòla a cavallo. Ciauzzi. — Anche
la lancia del capitano dee atei1 la tjnm! rn.ila , e ha da l'aria portare
da un paggio. Melzo.
BANDIERA. s. f. In Jr.Jri Lui*! ri iMrri
frane. Bannìcre; Drapeau. Drappo /.
attaccato per lo lungo ad un'asta , dipintevi dentro l'armi
dello Stato od il nome ed il numero del reggimento, che si
porla per insegna negli eserciti. Le Bandiere della cavalleria
chiamansi più propriamente Stendardi. I corpi regolari
d' infanteria hanno una Bandiera per ogni battaglione.
La Bandiera ha : rtm^iéni iafc .Uiénrtm otta I
un'Asta in frane. . . Lande} Ilampe;
un Drappo .......... Drapeau;
una Lascia che s'avvolge intorno : i Ila parlo.is-x'j .òìdoiji ili n
inferiore del ferro Cravatte ;
una Punta in ferro dorato o inargentato Fer.
L'origine della voce è in BANDA; \.
Et. Volle il Papa , che per suo amore la parte guelfa di Firenze por*
»s?«e sempre l'arnie sua in bandiera. G.VitxAni.
o„ Truppa, o Compagnia di soldati raccolta sotto la stessa
bandiera.
Es. 1 .Limi a guardia del ponte quattro bandiere di fanti tedeschi.
Gl'ICCUMMKI.
3. Bandiera venne pur chiamato negli antichi tempi della
milizia italiana il Soldato a cavallo armato di lancia con
bandiera. A
Es. Eglino furono i primi ( gl'Inglesi ) , che recarono in Italia il
condurre la gente a cavallo sotto nome di lance, che imprima si con-
ducevauo sotto nome di barhule e bandiere. F. Villani.
4. Bandiera prendesi traslativamente per Servizio militare;
onde Chiamar sotto le bandiere. Disertar le bandiere, e
simili , vale Chiamare al servizio, Abbandonar il servizio,
e simili. , yHfo
Es. Rinforzando il reggimento delle guardie con chiamare tutti i
snidali alle loro bandiere, thè spesso nella pace molti se ne sogliono
sture assenti. Davila.
A bandiere levate. Posto avvcrbial. vale Colle bandiere
ritte , come si portano in ordinanza sia per segno d'onore
che per combattere, a differenza del modo di portarle
inclinate sulla spalla , quando si cammina.
Es. Vennero per Lombardia armati e a bandiere levate. G. Villani.
A bandiere spiegate. In frane. Enseignes déployées.
Usato avverbial, coi verbi Entrare, Uscire , Marciare, ecc.
vale Colle bandiere svolte all'aria e sventolanti , così in
segno d'esser pronto a combattere , come per segno d'onore,
o di trionfo. Uscire da una piazza a bandiere spiegate è una
delle più onorevoli condizioni che possa ottenere una guar
nigione costretta a sgombrarla.
Es. Ora uccisi i cittadini , bagnali del sangue de'vostri medesimi ,
entrare in Roma colle bindicre spiegate. Varchi. — Partironsi dopo
pochi giorni gli Spagnuoli dalla fortezza di Siena . accordato co'Sanesi
f
d'uscire a bandiere spiegale. Stasi. — La campagna, senza fosse e senza
argini e impedimenti di sorte alcuna, porgeva maravigliosa comodità
di schierare gli eserciti e di combattere del pari a bandiere spiegate.

Alzar la bandiera, lo stendardo. In frane. Lever l'èteri-


darci. Dar principio alla guerra , Farsi capo d'un' impresa
di guerra. CnrscA.
Bandiera bianca. In frane. Drapeau blanc. Una bandiera
di drappo bianco, che si rizza dalle soldatesche assediate
per accennare alle assediami . che vogliono arrendersi.
Et. Gli assediati esposero bandiera bianca , ed ottennero onesta ca
pitolazione. MURATORI.
Bandiera della pace. In frane. Drapeau blanc. Chiamasi
con questo nome Quella bandiera che si alza in mezzo allo
.strepito ed al fumo delle battaglie , o degli assalti per segno
di volersi accordare , o arrendere.
Et. f Turriti furono i primi a sonar la ritirata , ed alzando la ban
diera della pace , a restar dal combattere. Bembo.
Bandiere nei. sacco. In frane. Drapeaux ployés. Il con
trario di Bandiere spiegate; condizione disonorevole che
s'impone talvolta alle genti vìnte, dì camminar colle bandiere
avvolte intorno all'asta , e piegate nel sacco.
Et. Fu conchiuso uu accordo non molto onorevole, che i soldati se
t, e colle bandiere nei sacco. Sacxi.
Fbonte di bandiera. V. Fronte.
I ;
Piantar la bandiera. In frane. Arborei' le
stesso che Piantar le iusegne. V. INSEGNA.
l'i. la breccia alla Sabionara fu con valor pari difesa ,
Turchi vi piantassero sopra sette bandiere. Nani.
Sotto la bandiera. In frane. Souk les drapeaux. Lo
stesso che Sotto l'insegna , o Sotto le insegne , cioè in quel
BA.V

luogo ove' sta 1* insegna o la bandiera di quel corpo al quale


è ascritto il soldato. i>* minami i nY ■ jprfc -j jlv >-«mfl99w
™ -MHvnrTVtj
Zi». F.ppcrò non vi sopporterà yente vagabouda, c clic non istia «olio
la bandiera, altramente saranno spie e ladroni. Cmuzzi.
BANDIRE, v. atx. 1» fiauc Publicr; Déclarer. Inti
mare, Pubblicare per editto, o per bando, e dicesi della
guelfa, dell'" esercito, ere. Onde Bandir la guerra vale
Intimar pubblicamente la guerra. Bandir l'oste dissero i
nostri anlicbi per Chiamare i soldati all'armi, alla guerra :
Quello stesso, clic 1 Latini dicevano Kxercìtum iiidicerc.
Es. E (piando l'oste era l)3iluita un mese dinnanzi, i ì. Villasi ■»— La
seconda operazione di i|Hesl'anno in ia deliberazione elle fece il Re dì
bandire la guerra aperta contro la corona di Spagna. Da-, ila.
Bandir la croce. Intimare a lutto un regno, a tutta la
Cristianità l'obbligo di recarsi a'far guerra in Terra santa
contro gì" infedeli prendendo la divisa della croce.
Si tmV' in liso contro Si loro bandire la croce , e infilar i fedeli
con l'arme a spegnerli. Uomini"»!,
BANDITO, TA. part. pam. Dal verbo BANDIRE,- V.

BANDO, s. il. la liane. Bau. Ordine militare di disci


plina pubblicato a suon di tromba , o di tamburo. L'origine
della voce è nel teutonico Beimi , d'onde il lat. barb.
Baiinum , e Banditili.
Es. Il capitano mando bando nell'oste, ebu alcuno non entrasse in
Pisa. FiOKEsns'o Tee. — Non è cosa di piti calino esempio in uno
esercito, dir tare una legge, e un bando, e noti l'osservare. < iMiiyj.
i. Ordine a tutta una disse di cittadini di levarsi in
armi e di corrette alla guerra. Cliiamossi da principio con
questo uome l'Ordine d'armarsi dato dai Re ai loro vas
salli, e quando la uecessità delle cose costringeva que'Re
a chiamar anche i sotto- vassalli , cioè tutti gli uotniui abili
a portar l'armi, allora questo secondo ordine chiamatasi
Retrobando : Banda e Retroband^ gli chiamò il Machia
velli.
Es. La Francia obbliga non meno tutti i vassalli a servir in guerra
con equipaggio d'armi e cavalli , ogni volta elle siano chiamati, in li-
sguardo de' loro feudi ; e la pubblicazione che di questo comandamento
si fa chiamasi bando. Moktegcccoli.
BANDOLIERA, s. f. In frane. Bandoulière» l raversa
di cuoio per lo più bianco, giallo, o nero, che scende dalla
spalla sinistra , e va a congiungersi sul dorso del soldato per
sostenervi il moschetto, 1' archibuso, o la giberna entro la
quale si ripongono le cartuccie. Fu pur detta CIGNONE; V.
Es. I moschetti del turco sono più» lunghi di tanna che i nostri, e
più piccoli di calibro; uno hanno bandoliere , onde più tempo mettono
a ricaricarli. Morteci ccoli. — I soldati devono avere un moschetto a
fi-nota d'una oncia e. mezza di palla , con la canna lunga quattro palmi,
portandolo dal lato destro con la bandoliera. (Qui parla degli ^fclii-
bufiieri a cavallo). Melzo.
I3ANDOLIERO. s. m. Iu frane. Bandoulier. Brigante ;
Che si getta alla strada armato per isvaligiare i viandanti.
È voce che prese origine nelle antiche guerre civili di Francia,
e più usata dai Francesi che da noi,
Es. Essendo il Re di Navarra debole e abbandonato da tutti , ridullo
in uno strettissimo angolo del regno, ed il più delle volte privo delle
cose necessarie al proprio sostentamento, cosicché gli conveniva vivere
più ad usanza di farinello e di bandoliera, che di Principe. Ed in allrn
luotjo: reperitone all'incontro aveva detto pia d'una volta che il He di
Hjaiarra era solilo a far la guerra non ne 'campi realfe con la disciplina
Ifritf'T" , ma a modo di bandoliera c di fuoruscito. Davu.a.j£!
BARACCA, s. f. In fratte. Baraquc. Capannello o
Casuccia di tavole d'assi, di rami d'alberi o d'altro, che si
lamio i soldati iti campagna per ripararsi dalle pioggie o dai
rigori dell' inverno.
Bh Pei lezi: naie le fortificaiioui del campo, nel ijjiale si facevano
BAR

le baracche di tavole per coprirsi dalle pioggia c dalle allre ingiurie


del ciclo. Davu.i. . «
a. Luogo dove si fa bottega pei soldati in campo, c si
vende vino e viveri. In frane. Cantine. ,
Et. Come i baracchieri tengono *l lomcstibile nelle loro baracche.
Y. Giobdako.
BARACCARE, v. neut. e neut. pass. In frane. Baraquer.
Rizzare, Piantar baracche ; Coprirsi con baracche. s.
Et. Determino che vi fossero quattro deputati eletti dal Congresso,
uno preposto alle mosse ed agli accampamenti , un altro ai foraggi, un
terzo alle bestie ed al carreggio, ed in ultimo uh quarto all'attcndare,
al baraccare, al triiicierare. Ed in altro luogo : Le sue genti erano. bai
raccatc a Morristown. Botta.

BARACCATO, TA. pabt. pass. Dal verbo BAR ACCARE;


V.
BARACCHIERE. s. m. Colui che tiene baracca negli
eserciti per vender vino, acquavite , e viveri a' soldati. In
frane. Cantituer. ".' .
Et. Come i baracchieri tengono 'I comestibilc nelle lcro baracche.
F. Gioivano.
BARBACANE, s. m. In frane. Barbacanne. Parte della
muraglia da basso fatta a scarpa per maggior fortezza. Crusca.
Questo nome è usato dai nostri scrittori per indicare
diverse opere dell'antica fortificazione fatte per rinforzo
d'altre opere, come il Contrafforte, la Falsabraca , e la
Tanaglia , ed è in questo significato vocabolo generico. Gli
scrittori militari l'adoperarono particolarmente per indicare
Quel muro con feritoie che s' innalzava anticamente avanti
le porte delle fortezze per maggior difesa delle medesime.
Adoperasi ancora, benché assai di rado, per indicare Quella
opera di rinforzo che si fa appiè del bastione , onde distin
guerla dalla Tanaglia., che rimane appiè' della cortina. Il
BAR 217

vocabolo è arabico, e vale Fortificazione, Munizione di terra.


Ei. Si cominciare) i barbacani alle mura nuove della città di Firenze j
G. \ 11 usi. — Erano ancora le mura della terra di fossaggi, barbacani,
bastile, e altre Tortezze adornale. Face da Certaldo. — Le falsebraghc,
denominate altre volle barbacane, e barbacannone. D'Amtonj,
BARBETTA, s. f. In frane. Barbette. Luogo più emi
nente sul ierrapieno d una opera di fortificazione, sul quale
si collocano pezzi d'artiglieria clic debbono giuocare alla
scoperta e senza cannoniere. Fu anebe dello Barba.
Et. Negli angoli fiancheggiati de'haslioni si fa un massic rio di terra
elevato piedi 3 sopra il piano <!el rampale. Questo massiccio si deno
mina Barbetta , e serve per collocarvi due , o tre cannoni alla scoperta
per dominare la campagna lutto d' intorno. D'Axtosj.
Artiglierie a barbetta. V. Artiglieria.
Pezzo in barbetta. V. Pezzo.
Tirare in barba. V. Tirare.
BARBIERE, s. m. In frane. Frater. Soldato ebe esercita
il mestiere di far la barba agli altri soldati del corpo, al
quale apparitene. Era altre volte l'uso che i Barbieri sapes
sero cacciar sangue , e fare alcune delle prime operazioni
della chirurgia. •*
Et. Però è necessario, die 'I capitano pel ben pubblico, tenga nella
sua compagnia un barbiere ben pratico e pulito, il «piale non solo abbia
cura di tosare e radere i soldati , acciocché non abbian piti capelli ,
nò barba di quello, che ricerca il mestici dell'arme , ma ancora sappia
occorrendo medicare i feriti e gli ammalati, e cavar lor sangue. Ci
vilizzi. — Dovrebbero parimenti esservi (in ogni compagnia") un sel
laio, un armaiuolo, ed un barbiere. Melzo.
BARBOZZA. s. f. In frane. Mentonnièrer. Quella parte
della celata , che para le gote e '1 mento. Crusca.
BARBUTA, s. f. In frane. Barbile. Arme difensiva del
capo, d'acciaio o di ferro, senza guarnimento sulla fronte ,
c senza nessun cimiero : ebbe questo nome dalla criniera,
2i8 BAR

colla quale l'adornavano gli uomini d'arme tedeschi, che


primi l' introdussero fra noi. Aveva dalla parte dinanzi una
ventaglia da potersi aprire e chiudere secondo il bisogno.
E>. In lesta gli pose la celala torina , priva del (Volile e cimiero, che
barbuta si chiama , e mopre il capo Salvisi.
2. Soldato armalo di barbuta. Questa milizia era più
spedita , e meno dispendiosa degli uomini d'arme , poiché
aveva armi più semplici e cavalli più piccoli. Ogni Barbuta
poi non aveva cou se che un sergente parimente a cavallo.
Es. Incontanente condusse il Doge Guernieri , che era in campagna
cou mil e discuto barbute di Tedeschi. M. Villani.
Barbuta chiusa. S' intende delta Barbuta , quando ha la
visiera calata a coprire la faccia di chi la porta.
Es. Lo fece il pittore col viso scoperto^ ed egli volle la barbuta
chiusa , come se avesse a combattere. C. Dati.
. .' •
BARCA, s. f. In frane. Barque; Bateau. Spezie di nave
di non molta grandezza , da carico, o da traghetto, che va
a vela, od a remi , e si adopera lungo i fiumi, sui lagbi ,
ed anche lungo i lidi del mare. Serve a molti usi di guerra.
V. Poste di barche.
Et. Di là passata più innanzi la gente regia , trovò il Bussi) in Vlaer-
diitgen , luogo situato anch'esso pur sopra il medesimo canal della Musa
io poca distanza da Dritta , e quindi con barche tu traghettala poi in
quell'isola. lìisnvoi,Lio. r
Barca di fuoco. In frane. Bateau incendian e; Machine
infernale. Una barca ordinata per modo che porli eoa
se polvere ed altre mnterie accendibili , che preso fuoco a
tempo determinato appicchino l' incendio, o rechino collo
scoppio altri gravi danni alle navi , ai porti , e ad altre opere
del nemico. Di questa spezie di macelline se ne sono vedute
fin dal secolo xvi molte strane e terribili invenzioni nelle
famose guerre di Fiandra , e particolarmente nell'assedio
BAR si9

d'Anversa , gli autori delle quali sono tutti Italiani. Cbi


volesse accertare l'origine delle così dette Macchine infer -
nati avrebbe forse a ricercarla nelle storie di que' tempi ,
come ne fa fede l'esempio seguente tratto da scrittore con
temporaneo e di grande autorità.
Es. "tVfW aVasi allora in Anversa un Ingegnere Italiano nativo di Man-
Iota , chiamalo Federico Giambelli Questi presisi la cura delle barche
di fuoco» oc componeva il lavoro; e tale pi ne appari l'invenzione.
Fabbricivaii un vascello clic fosse composto di grnssissimc e lena' is
sime tavole, ed in mezzo vi si {ormava come una mina ben distesa a
pi-oprriimi del vascello. Di mattoni e di calce era fatta la mina, e chiusa
in maniera , che le restasse ipiel spiraglio ch'era necessario per intro
durre a suo tempo il fuoco nella polvere d'archibuso, della cjuale doveva
esser ripiena. Tutto H rimanente poiidcl vascello era coperto di sassi,
di marmi, di pkciole palhs e di grosse , e d'altre materie simili con
densate insieme «pianto più si potesse, allinchè la mina trovando all'
uscire tanto maggiore rohtrasto, facesse tanto maggiore anche la tem
pesta e la grandine delle offese. Portò la fama, che per otto mesi con
finovi in più bacche l'Ingegnere impiegasse la sua industria e fatica.
lÌE.TTIVOCI.lO. .
Po.yte m turxH*. V.. Poste.
BARCHETTA, s. f. In frane. Ndcelle ; Petite, embar-
cation. Piccola barca.
. Et. Al qual effetto stavano disposti nella medesima frontiera 800
«avalli «celli, per mettere in grappa a ciascuno di loro un solco di
grano, e tarlo con pieciole huchclte iutrodur nella l'era. Bi.\ iivoguo.
BARCONE, s. m. In lat. ^Yavis oneraria. In frane:
Barque de Iransport ; Transport. Grossa barra che servo
alla condotta per acqua de* soldati, delle artiglierie, delle
munizioni e simili. In alcuni casi di guerra si adopera altresì
a portar soldati od artiglierie per battere ed infestare il
nemico
Et. Ordinando inoltre, che il lWondragone precedesse col suo Terzo
di veuluna bandiera , celie .... lo trasportasse con ab uni barconi nella
BAR

ripa volta al Brabanle. Seokem. — Neil' islesso tempo diversi barconi


ai mali con altre barche dovevano «correre su e giù la riviera, per
aggiungere ancora questa sorte d' impedimento. Bextivoolio.
BARDA, s. f. In lat. Cataphracla. la frane. Barde;
Harnois. ArmadUra di cuoio cotto, o di lamine di ferro
o di rame , colla quale si armavano le groppe, il collo, e '1
petto a' cavalli degli uomini d'arme. Il primo a coprire di
barde i cavalli degli uomini d'arme italiani fu il famoso
condotliere Alberico Barbiano verso il fine del secolo xiv.
Et. Usano selle lunghe a uso di barde. M. Villani. — I cavarli
erano coperti di frontali di ferro lucenti , e con l'armatura al collo, e
con le barde indorate e dipinte di cuoio cotto, le quali comodissima-
mente coprivano il petto e le grappe. Giovio.
BARDAMENTARE. v. att. In frane. Barder ; Hco -
iiacher. Guarnire di bardamento, Mettere il bardamento
al cavallo.
Et. Venuto il tempo di bardamentare il cavallo. Lia. Masc. Crusca
BARDAMENTO. s. m. In frane Harnachement ; Har
nois. Tutte le barde, Tutti gli arnesi che servono a barda-
mentare un cavallo. Dicesi anche Bardatura.
Es. Ebbe un cavallo guernito di nobile e ricco bardamento. Zikald.
Axun. Crusca.
BARDATO, aggett. masc. In lat. Cataphracti. In frane.
Barde; Harnnché. Aggiunto de' cavalli, che hanno le
barde. , . _
Et. Egli era sopra Baiardo bardato. Bersi. »
— Il Congresso presentò a mollo onore Arnold con un cavalla
acconciamente bardato. Botta.
BARDATURA, s. f. Lo stesso che Bardamento. Tutti gli
arnesi che servono al cavallo, acciocché sia bardato. Crusca.
BARELLA, s. f. In frane. Civiere ; Brancard. Arnese
" di legno piano e quadro, che ha quattro manichi formati
221

da due stanghe, sulle quali sodo contittc alcune tavole o


traverse , e si porta a braccia da due persone. Serve nelle
stalle della cavalleria a trasportare il letame ; ne' lavori di
fortificazione al trasporto della terra , e delle pietre ; in
guerra a barellare i forili : i carrettoni de' reggimenti sono
a questo fine forniti di Barelle.
Es, l'orlato sopra due legui a guisa di barella. Dayanzati.
BARELLARE, v. att. Trasportare letame , terra , sassi,
o uomini feriti colla barella. Crusca.
BARIGLIONE, s. m. In frane. Tonneau. Grosso barile,
nel quale si conservano le munizioni da guerra , come pol
vere, cartuccie e simili , e talvolta le farine ed altre muni
zioni da bocca.
Es. Venendo per il piano di Verona all'esercito ottocento bariglioni
di polvere in sulle carra, e molte munizioni. Glicciahdìjci.

BARILE, s. m. In frane. Baril. Vaso di legno fatto a
doghe e cerchiato, di forma lunga e bistonda , di mediocre
capacità , ne' fondi piano, entro il quale si ripone la pol
vere , che serve all'uso giornaliero dell'esercito. Al tempo
in cui le cariche de' pezzi si facevano colla cucchiara ,
v'aveva dietro le batterie più barili pieni di polvere , aperti
alla sommiti) , ma ricoperti da una manica di cuoio, e si
chiamavano Barili a calza , in frane. Baril à bourse ; si
usano ancora sulle navi. •'
Es. Ma una mancanza di grandissimo momento quella si era della
polvere d'artiglierie, perebè ....non se ne trovarono più di novanta
barili. Motta. ..
BARILOZZO, s. m. In frane. Coque de poudre. Pic
colo barile per la polvere , e più particolarmente pel poi'
verino. *4
Et, Tenuta avrebbe la miccia lontana da' barilozzi, FoKTicntnai,
• -
BAR "

BARONAGGIO. 9. f. Lo stesso che BARONIA} V.


Et Poich' io 1* ho qui morto
Nella presenza del suo baionaggio. Pulci.
BARONCELLO. s. m. Barone di minor feudo.
Es. E di maremma da' Conti di Sinta Fiore , e altri baroncell! Ghi
bellini da centocinquanta cavalieri. G. ViLtusr.
BARONE, s. m. In frane. Baron. Signore di giurisdi
zione conferitagli immediatamente dai Re con obbligo di
servizio militare ,, e' d'altre servitù fendali. I Baroni accom
pagnavano in guerra il monarca con quel numero di gente,
che essi potevano raccogliere maggiore sulle loro terre.
Questo titolo è sovente confuso con quello di VASSALLO ;
v. M r ' ' ' - /**
Es. Nel dello anno (321 essendo il lie Carlo c'.i Fruirla in grande
speranza e trattato col Papa , e con piti Baroni della Magna d'essere
eletto Re de' Romani , ere G. \ ili ani. — I. mando al re, che con la
• sua forza e con quella de' baroni del Regno, i quali il re avea richiesti
e ragnnati a Napoli, venisse là, come era ordinato, per vincere mes-
irr Currado Lupo. M. Villaxl, — Ancora ci e un'altra ragione, olia
Ofgi li piii ribelli c li più potc/iti Baroni di Frautia, senio di sangue
reale e della linea , clic inaurando alcuno ih:' superiori e antecedenti
a IBI , la corona può pervenire in lui. Machuveù.i.
2. Venne pure adoperato per Guerriero di gran qualità ,
Cavaliere di segnalato valore, dei principali d'uno esercito.'
Es. Lasciando (Carlo Magno) Roma, e tutta Italia in buono, e paci
fico stato, e sottoposta a sua signoria , benavvonturosamentc intese a
perseguire i Saraeini, che aveano occupata Proenza, Navarra, e Spagna,
e con la forza de' suoi 42 Baroni , e Peri di Francia chiamali Paladini,
tutti li conquise . e distrusse. G. Villani.
— Chiedila pure a me , se n' hai desio, ' • " .
La testa d'alcun barbaro barone. Tasso.
BARONIA, s. f. Quantità, Compagnia, e Numero di
Baroni.
£». K in sua compagnia Ruberto Conte d'Artese, e Cario d'Anelò
- •
^ BAR 228

suo' fratelli, con tutta la baronia. Ci. Villani. — Accolta molta baro,
nVi , e cavalieri , e sergenti di suo vassallaggio, s'acca.npò di fuori di
PariKi. M. Villani.
BARRA, s. f. In frauc. Bàrre. Sbarra , Impedimento
di travi , di stecconi > o d'altro, posto per chiudere un passo,
una via al nemico; onde Barrare, Abbarrare , e Sbarrare*
Es. E barre di legname inesse, dove stavano il di e la notte G. Vil-
laici. — Abbarcarono la città, e combatterono alle barre tutto'l mese
di agosto. M. Villini.
BARRARE, v. att. In frane. Barrar. Guernire di barre
tin luogo, una via , un passo, onde impedirne l'entrata al
nemico. Scrivesi più comunemente Abbarrare.
Et. La terra non a\ea mura, ma era barrata di botti e altro legnarne.
G. V.llaih.
BARRATO, TA. part. pass. Dal verbo BARRARE) V.
BARRICATA, s. f. In frane. Barricade. Quel riparo
tumultuario di legname , di balle di lana , di botti piene di
terra o di letame , che si fa attraverso alle vie per impedire
il passaggio a' nemici. I nostri antichi lo chiamarono SER
RAGLIO; V.
Es. Investi Felizano, dora da Frantisi rotte , ed aperte le barricate,
e trincera , restarono mille cinquecento Alemanni tagli ili Nam. —
Trovata nell' ingresso una barricata di botti ebbero lungamente da tra
vagliare. Di vi lì. l« ,, . . 1 • .r
BARRIERA, s. f. In frane. Barrière. Cancello o Stec
conato di legname o di ferro, che si adopera per chiudere
un passo.
Es Co* pettardi, e altri slromeiiti di forza, come leve, segbe ,
martelli sordi, fuochi artificiati, s'aprono le grati di ferro, le paliz
zate, le barriere , le mura deboli. MoXTEcrccoLi. ■— Grida al re senza
conoscerli, percliè non aver chiuso la barriera secondo gli ordini del
re ? Algakotti.
2. Per traslato si dice anche delle piazze forti, dei
BAR

moiui , e de' fiutili o d'altri ostacoli , clic servono di con


fine e di difesa ad uno Stato.
Es. Bcrgenopzoom e una delle barriere della Olanda. Algàrotti.
3, Chiamavasi altresì con questo nome una Sorta d'abbat
timento fatto per giuoco con istocco e picca sottile e corta
tra uomini armati c separati da una sbarra.
Es. Per comparir più in ordine a' festini ,
A barriere, ed a giostre. Buonumori.
BARRITO, s. m. In lat. Burritus. Forte grido,- che alza
vano i soldati romani nel farsi addosso all'inimico, tolta
la somiglianza da quello dell' Elefante.
Es. E grido n'uno, il quale è barrito chiamalo, levare non si dee ,
se prima colle schiere de' nemici non è congiunto. B. Giamboni trad.

BARUFFA, e BARUFFO, s. f. e u. In lat. Tumultus.


. In frane. Bagarre. Azzuffamento confuso. L'origine della
voce è teutonica.
Es. Chi lo vedesse entrar nella baruffi , ecc. Bersi.
— Io vo' che tu mi metta in quel baruffo
In mezzo a tutti per salvar l'onore. Griffo Calva veo.
BASE D'OPERAZIONE. V. OPERAZIONE.
BASETTA, s. f. In frane. Moustaclie. Quella parte
della barba che è sopra il labbro, e che si lascia crescere
per maggior ornamento del soldato. Le Basette si portano
dai granatieri } da' zappatori , dalla cavalleria , e dai soldati
scelti d'ogni milizia. Crusca.
Et. Va raso, e porta le basette all'antica. Firenzuola.
BASILISCO, s. m. In frane. Basilic. Nome dato ad un
cannone di gran calibro del secolo xv, cioè nel tempo in
cui P imaginazione degli uomini ancor percossa dai terribili
effetti delle artiglierie , adoperala. » più, strani nomi d'ogni
più terribile animalo per nominarlo , e distinguerle le une
dall'altre. Il basilisco traeva da 4$ sino a i oo e più libbre
di palla ; era lungo circa venti piedi italiani.
Es. Quelle artiglierie erano tali, che tutte fatte di rame, ventidue
piedi avean di lunghezza, e stese nella prima parte delle galee di ma
niera, rhe la roda all'albero s'avvicinava, e la bocca nella prua giaceva;
la loro palla di ferro di libbre cento, se impediti non era , tre miglia
di lontano mandavano: e perciò alle mura vicinatesi , con grande impeto
le perrotevauo. Tale foggia d'artiglierie Basilico si diceva; nè poteva
portala essere , se non o dalle galee grosse , o dalle bastarde. Bembo.
— Aveva il Pesaro alcune artiglierie di bronzo molto grosse , le quali
si chiamavano basilischi. Giovio. — V è tal pezzo che è chiamato
basilisco, qual serpentino, qual girifalco .... nomi tutti, a chi gli con
sidera, spaventevoli come son quelli del basilisco e d'altri velenosi
serpenti. Bimncoccio. ^_
Cannone Basilisco veniva ancora chiamata sul finire
del secolo XTU una Sorta d'artiglieria da muro, usata dai
Turchi, e che tirava da i3ofìno a 200 libbre di palla.
Es. Camion Basilisco da li li!.. 130 ia 1.10 e 200 di palla , usato dal
Turco. Moietti.
BASSO-UFFIZIALE. V. UFFTZIALE.
BASTIA , e BASTITA. s* f. In frane. Bastide; Bastille.
Piccola fortezza di forma quadra , chiusa intorno intorno
da un fosso, e da un terrapieno. Si guarniva talvolta di torri
sugli angoli , e principalmente quando doveva rimanere gran
tempo in piede. Le Bastie , o Bastile vennero portate dai
Francesi in Italia nel secolo xm , e adoperavansi per forti
ficar un luogo, sul quale non si potesse altrimenti piantare
una fortezza regolare di muro, o per combattere una città ,
cingendola di tante Bastile , quante bastassero per capire
tutte le genti assedianti. Molle sono le terre d'Italia , che
ancor ritengono il nome di Bastia.
Es. Feciono molti assalti all'oste e alle bastie de' Fiorentini. G. Vil
lani.—Allora si pose, quasi come per bastia, il castello, che è chiamato
Scarperta. Monr.Li.i Cron. »
roti. la
a»6 &A&

■>.. Pe* slmilit. si chiarhft Bastia b Bilstlta Ogni munì*


ttétìiò b fidato.
Es. Federigo avea fatto intorno a detta città {Parma) una bastia a
modo d' un'altra città con fossi, sleccate, e torri, c case coperte e
murate, alla quale pose nome Vittoria. R. Malispiki, — Ordinarono
d'uscire dalla bastila de' carri. G. Yit.i.ahi,
3. Si adoperò anche dagli antichi scrittori per Ogni riparo
composto di legnami , sassi , ecc. per fortezza de' luoghi ,
e degli eserciti delta altresì Trincea o Trinciera. MS. Ugo
Caciotti.
BASTIONARE, v. att. In frane. Bastinnner. Alzar
bastioni ; Guarnir un luogo, una fortezza di bastioni.
Es. I Fiorentini bastionarono tutta quella parie di quella facciata die
poteva esser colpita dall'artiglieria, con un gran monte di terra. Varchi.
— Presero per combattere un luogo bastionato di zolle, d'entrata stret
tissima alla cavalleria. Ed altrove: Con mettere in ordinanza, fortifi
care , bastionare , e altri esercizii da guerra , facevan buoui i soldati.
Davaszati trad. Tac.

a. Si adopera altresì al neut. pass, e vale Fortificarsi con
bastioni.
Et. Essendosi il Principe d'Grange bastionato sui colli d'Arce) ■ i,
faceva opera
r di rpigliare
e, il bardila. io. Scólti,
BASTIONATA, s. r. In frane. Ous>rage bastionile.
Opera di fortificazione passeggiera fatta a foggia dì bastionò.
Et. Per provvedere a tale pericolo sarà bene fare alcune bastionate ,
c queste potranno servir per ritirata a quelli della trincera. Gami.li.
BASTIONATO, TA. pàAt. *ass. t)al verbo BASTIO
NARE} V.
BASTONCELLO, s. In frane. Petit baslion. Pic
colo bastione. %
Es. ti su questo prato la casa, presa in mezzo a due muraglie., la
BAS

quale voltando coll'aiigolo d'un tastioncello a rnniogiortto, re£g< fn


irla un secondo piano pia allo Mmit-OT-ri.
BASTIONE, s. m. In frane. Bastion. Grosso edifillo di
legname , ed anche dì tetra , 0 di muro, talvolta stabile
alla difesa di un hiogo, e tal altra mobile per l'offesa di
una fortezza , come le antiche torri ambulatone, di Varia
configurazione , ma per lo più tonda o quadrata : se ne
trova memoria in tutto il medio evo, c fin verso il fine del
secolo xv, come appare dalla Cronaca della guerra diFerrara
del In questo signif. è accrescitivo di BASTIA : V.
Es. Ed accostumo uh cerio bastione >
(ìhc fece il giorno alta terra assai male. CiMfTO Cfir.rsircft.
— Acquistala T.ihrafatta attesa a Tur «Icnn! tastimi in »» I monti
vi. ini, ma sopcitiitti min ferie e capace d'i molli uomini, tiin < n.ni u
2. S' intese poscia con questo rtome una Massa di terra,
piena o vuota nel mezzo, di figura pentagona , incamiciata
di mattoni, di pietre, 0 di piote, disposta ordinariamente
agli angoli del recinto delle fortezze , con angolo saglientc
verso la campagna. Quest'opera di fortificazione angolare
succedette verso la meta del secolo xv, come si Vedrh m
appresso, alle torri , ed ai bastioni piccoli e tondi ( V.
TORRE): quindi ebbe pure il nome di Baluardo, per essere
più particolarmente distinta da questi ultimi, e venne altresì
chiamata Puntone dalla punta che sporgeva verso la cam
pagna ; ma l'una e l'altra di queste denominazioni sono ora
in disuso presso i pratici.
Le opinioni degli architetti militari, e degli storici intorno
al tempo di questa invenzione sono molto Varie ; fra queste
la più comune ne assegna la data al principio del secolo xti-,
e l'onore al celebre Veronese Michele Sanmicheli ; ma noi
arrecheremo qui una irrefragabile autorità di fatto, ed il
nome Illustre d'uno dei più esperti uomini di guerra del
oa8 BAS

secolo passato, coi quali crediamo poter dimostrare l'errore


di quell'opinione , e vendicare ad un tempo al Piemonte una
incontestabile priorità ; quindi trascriviamo senza più dai
celebrati libri d'Architettura militare dell' immortale nostro
concittadino, Papacino d'Antonj , le seguenti parole avva
lorate dal documento, che egli cita , e dal bastione istesso
di cui parla ancora in piedi in quella parte delle fortifi
cazioni di Torino, che sfuggì alla distruzione dello straniero:
ce Finora ci è ignoto l'autore dei primi bastioni , ed il
te tempo preciso in cui furono ideati. Cosa certa però è ,
ce che i primi bastioni furono costrutti avanti del 1 {"io,
ce ed assai piccioli ; indi si diede loro maggior ampiezza ,
« affine di rendergli capaci a contenere alcuni cannoni ; e
ce finalmente se ne accrebbero le misure al segno dell'odierna
ce fortificazione, e furon chiamati Gran baluardi, i cui
ce fianchi erauo formati da un orecchione tondo, e da un'altra
ce muraglia rettilinea costrutta più a dietro per avere il
ce pezzo traditore. Il Duca Lodovico di Savoia ne fece
ce costruire uno in Torino nel 1461, denominato il bastione
ce di san Lorenzo, o del Garitone de' fiori , la cui faccia
ce sinistra di trabucchi 3o verso mezzanotte , ed il fianco
ce ritirato di trabucchi io coll'orecchioue tondo esistono
ce ancora oggigiorno nel giardino Reale. Questo bastione
ce fu terminato nel 1 4^*4 > e Per lettere dello stesso Duca
ce fu destinato il professore Michele Canale per riconoscere,
ce se era fatto a dovere , per quindi spedire il saldo conto
ce agli impresari ; non avendosi verun riscontro, se prima
ce del 1961 i gran baluardi siano stati costrutti altrove. »
(D'Antonj. Architettura milit. Torino, 1778. Introd.
pag. xx).
Di qua rimane avverato come questi grandi corpi di
difesa fossero già in uso poco al di là della metà del secolo
BAS 229

xv, coi loro angoli, faccie , fianchi, e gola come al pre


sente , tranne la diversità delle proporzioni. La data citata
dal D'Antonj , che non è da supporre la prima , basta tut
tavia a provare , che l' invenzione de' bastioni di questa
forma è anteriore di un mezzo secolo al tempo nel quale
il Sanmicheli , il Sangallo, e lo stesso divino Michelangelo
presero ad alzarne intorno alle principali città d' Italia , ed
altrove ; però che questi sommi ingegni fiorirono tutti ed
operarono nella prima metà del secolo xvi : aggiungiamo
a tutto onor loro e d' Italia nostra , che le opere uscite dalla
mente di questi grandi architetti furono tali per la rego
larità delle misure e per la solidità della fabbrica , e tale
mettevano un'apparenza di fierezza e di forza da meritare
assai tempo appresso la giusta ammirazione di chi si faceva
ad esaminarle : e forse avrebbero sfidato colle salde loro
basi le ingiurie delle età più remote , se le sorti d' Italia
non l'avessero tratta sul principio di questo secolo a disfare
essa slessa colle proprie mani que' monumenti dell'antica
sua gloria , ed a non aver più sicurezza che nelle difese
altrui.
Il Bastione tulio terrapienato chiamasi Bastion pieno,
in frane. Bastion plein ; quello che è vuoto nel mezzo
dicesi Vuoto, in frane. Bastion vide , quello che ha le
scmigole, le faccie, i fianchi, e gli omologhi uguali dicesi
Regolare , in frane. Bastion régulier, e se gir manca una
di queste condizioni prende il nome di Irregolare, in frane.
Bastion irrégulicri il Bastione, le semigolc del quale fanno
una sola linea retta , dicesi Piatto, in frane. Bastion piai ;
due Bastioni falli l'un dentro l'altro formano il Baslion
doppio, in frane. Bastion doublé ; e chiamasi pur Doppio
il Bastione di quattro faccie ; di due Bastioni posti l'uno
avauti l'altro, uno chiamasi Bastione avanzato, ed e quello
a3o BA&

die è all' infuori, l'altra Coperto , ed è quello .di' indentro,


oppure Bastione superiore quest'ultimo, e Bastione inferiore
il primo, in frane. Bastion supéricuii Basiion couverl ;
il Bastione, che ha l'angolo difeso rientrante , si chiama
Bastione a tanaglia od a forbice, in frane. Bastion coupé)
Bastiona l&taille; il Bastione che è disunito dal recinto
della fortezza , chiamasi Bastione distaccalo, in francese
Bastion détaclié ; Bastion de campagne.
Et. I lftorelli ini iiiitilicaudoio con Ustioni dall'una e l'altra ripa-
CrtnctiARDisi. — 1 luiliuni pieni o vuoti, acuti, ottusi, o retti, eoa
orecchioni, c rasentati", o senza MotcTr.cnccoLi — Fecero avanti il
molo vecchio un'altra bastila consistente in due bastioni accortili iti , li
scarpa de' quali ed il cammino coperto sono molto dillicili a minare
pei' essere ruBlrantmiiiati ben per tutto, ciurli.
Angolo uel bastione. V. Amgolo.
Bastioni; distaccato. In frane. Bastion détaché. Si distin
gue con questo aggiunto dai pratici non solamente Quel
bastione che e disunito dal corpo della piazza, ma Ogni altra
opera che per ragion di sito, o d'altri bisogni venga spez
zata , e rimanga perciò separata dalle altre. Quindi l'Alone
prende pur talvolta il nome di Bastione distaccalo, che alcuni
antichi scrittori chiamarono anche Isola , e Guardiano.
~Ea. Ciascheduno di questi sperMmrnti si suol anche denominare
Alene , [tasi ione dista' calo, l«ola , Otuuxiia»», secomlochè la sua ron-
figurazionc s'assomiglia a quella uV bastioni, o che è d'una gran capa
cita, o fìnalméaie secondo le funzioni, alle quali si destina lo spezta-
inenlo, D'Astoji
Bastione weso. In frane. Basiion plein. Il Bastione ordi
nario, al quale s'aggiunge il nome di Pieno, quando si vuole
differenziare dal Vuoto. - . ,
Es. I bastioni pieni sono di gr.in lunga migliori dei vuoti; poiché
la guarnigione vi pub accorrere in gran numero, e farvi trinreramenti,
e tagliale secondo che stima pivi opportuno per una validu difesa.
U'AaioM.
MS aài

Bastione vuoto. Id frane. Bastion vide. Un Bastione


che si lasciava senza terrapieno nel mezzo, per aver in
questo spazio un magazzino da polvere ; questa difettosa
costruzione non si soleva praticare, se non in que: bastioni
che si supponeva non dover essere attaccati.
Es. Solendosi f;ire vnoli que' bastioni solamente , che non sono sog
getti ad essere attaccati, e ne' i[uali si \uoIe costruire un magaiiciio
per la polvere. D'Amtoki. ~j>m
Faccia, del bastione. V. Faccia.
Fianco bel bastione. V. Fianco. . .. , ,
Gola del bastione. V. Gola. *■•.«•
Mezza gola del bastione. V. Gola.
Mezzo- bastioni.. In frane. Denù-basnoii. Bastione che
ha una sola faccia ed uu sol fianco. Alberti.
Orecchione del bastione. V. Orecchione , Musone ,
Spalla.
Semigola del bastióne. V. Gola.
BASTITA. V. BASTIA.
BASTON ACCIO, s. u. In frane, antic. Bourdonnasse.
Accrescitivo di Bastone nel secondo significato di questa
voce. V. BASTONE. Ji>ift-*fl
Hf. Per uue' gran lustoiiaeci , accette , scure. Cimi r.> Calvo lo.
BASTONE, s. m. In frane. Bàton. Una mazza di legno
o d'avorio messa a oro o in altro modo adornata , che è
insegna di dignità suprema negli eserciti ai capitani che la
portano. Il Bastoue gittatp contro i nemici fu in altri tempi
Segno di entrare in battaglia. j
Ei Cut i signori* fiorentini fossero obbligali a consegnarle il ba
stone e U bandiera del capitano generale colle patenti e lettere di tal
BAT

, Varchi. — Un ricchissimo bastone di coniando, ed una scialila


pur gli mandò (a Ridicano) Carlo VI Imperadore de' Romani. Alga-
botti.
a. Fu pure Arme di cavaliere negli antichi tempi della
i , ed era una Lunga mazza ferrata in cima , che si
va a tondo. In frane. Ràionforre ; ed anticamente

Et. E chi piglia l'accetta e chi il bastone. Ciuffo Calvakeo.


3. Il Bastone in forma di danna con pomo in cima e
puntale da basso fu pure in uso negli eserciti , e si portava
dai Capitani , dai Maggiori , e da altri uffiziali per insegna
del loro grado, abusandone talvolta sino a battere con esso
il soldato, che se lo recava ad infamia : quindi prima ancora
che quest'uso venisse in alcuni eserciti severamente proibito,
era costume negli eserciti spagnuoli ed italiani di dare ai
Bastoni degli uffiziali forma d'un arme d'asta, come di zaga-
glietta o di mezza picca , onde togliere a questo modo la
macchia d' infamia che potesse venire al soldato battuto con

£». Potrà batterlo (il soldato) con la spada , o col bastone , che avrà
in mano, purché il bastone abbia qualche poco di ferro, perciocché si
possa considerare essere arme , e non bastine , il i

BATOSTA, s. f. Combattimento, Rissa, ed anche


l'Azione del batostare ; ma in questo signif. è fuori d'uso ,
uè più si adopera se non familiarmente e per Contesa , o

Et. Batosta , rissa confusa , e senza sangue. MS. Ugo Caciotti. _,


BATOSTARE. v. att. Battere con macchine murali
una terra , un riparo. È voce antica.
Es Non avendo anch'cgli in quel subito, per la terra batostare. forte
I'ace da Certaldo.
BAT q33

2. Usasi anche in signif- neut. e vale Combattere , Batta-

Et. Tuttoché sempre onda questa, ora da quella parte si I


Pace da Csrtaldo.
BATTAGLIA, s. f. Inlat. Praelium. la frane. Bataille.
AiFrontamento di dtie eserciti nemici ordinati a combattere.
Questo nome non si adopera se non quando Una almeno
delle parti combattenti ha tutto il suo esercito ordinato,
quando gli eserciti combattono in ordine di Battaglia , e
quando sì tratta in essa della somma delle cose. La Battaglia
obbliga necessariamente uno dei due capitani a cambiare la
base delle operazioni militari , poiché se questa base rimane
la stessa, se uno dei due eserciti è assaltato alla sprovveduta,
se non si trovano raccolte negli eserciti combattenti le loro
maggiori forze, l'aflrontamento prende il nome di Combat
timento, o di Fatto d'arme. ,
Es. Combattè, e fu nella battaglia morto, e 'I suo eiercito sconfitto.
Boccaccio. — Le battaglie danno e tolgono i regni , pronunziano le
sentenze inappellabili fra potentati , danno pace *> popoli , ed immor
talità ai capitani. Montecijccoli.
2. Assalto d'un bastione , o d'una trhiciera. In questo
significato non è più in uso presso la gente militare.
Es. L'esercito era ordinato per dare , subito che il bastione fosse
espugnato, la battaglia alla muraglia. Guicciardini.
3. L'Azione del combattere cosi a corpo a corpo, come
in banda. Anche questo significato è disusato.
Et. Battaglia tra due cavalieri. M. Villani.
4« Ogni corpo di soldati, anzi Ogni schiera , ed Ogni
compagnia venne pur chiamata Battaglia , onde venne poi
l'accrescitivo Battaglione. • N
Et. Dico pertanto come quel He o quella Repubblica dovrebbe
quelli suoi sudditi , che ella volesse ordinare a]J'unni , ordinarli cou
ii4 ni

queste ami! , e fare nel suo paese tanti battaglioni , di quanti fosse
capace , e quando gli avesse ordinati , secondo la sopradetta divisione,
volendoli esercitare negli ordini , basterebbe esercitarli battaglia per
battaglia .... possono adunque ciascuna di queste battaglie da per se
imparare a tener l'ordine, ecc. Machiavelli. — Era diviso questo
esercito in Ire battaglie . vanguardia, battaglia, e rctroguardy. D a\ila.
5, Iaa parte 4» mezzo d'un esercito, quejla che ora si
chiama Centro,
£>, Gianjacopo TriuUjo condusse l'esercito, la vanguardia del quale
guidavi» Teodoro da Triulzio, la battaglia egli, ed il relrp^guarijo Ga
stone di Fois. Gcicciavdiki.
6. Chiamasi pure Battaglia l'Ordinanza di battaglia.
Es. I fanti spagnuoli, che stavano in battaglia. Giiccnapiarr. —,
Avea messo in battaglia tutto il suo campo. Segni. — Il fuoco fu final
mente per ordine del He estinto dagli Svizzeri, i quali ultimi erano
rotati in battaglia appresso la sua persona. Davìla.
Accendere la battaglia vale Darle principio, Attaccarsi
col nemico. E frase poetica dal lat. Martetn accendere, che
si adopera talvolta nello stile elevato della prosa.
Es. Usciva quantp più spesso poteva alle scaramucce, per accenderne
tanto più facilmente poi la battaglia. Bektiv oglioJ
Accettare la battaglia. In franq. Aocepter la botatile.
Venire a battaglia col nemico che l'olire , che la presenta.
Et. Don Giovanni sp utosi innanzi con tutti gli squadroni ordinali
per dar battaglia, aspetto alquanto per tentare pur nuovamente se i
nemici avessero voluto accettarla. Bkxtivoclio.
Appellare a battaglia. Iu frane, sippeler au combat.
Invitare il nemico a far battaglia j Sfidare.
Et E venne tanto montando la lor ciotta, die s'appellaro per questo
• battaglia. M. Villam.
ApriccAR la battaglia vale Incominciarla , e dicesi anche
Appiccar la giornata. V. GIORNATA.
Ei. Il the inteso M, Andrea Civra,uo, r he mollo lontano di qnir.di
BAT 335

non era, coi. suo! a lui dirittamente n'andò; t appiccala la battagli»,


\ riluto il Fregnpane in meno Io stuolo, 4 lui si spinse. Bemso.
Attacca» battaglia. Ib frane. Mtaywr. Incominciare
a combattere. • ' ,
Et. AlUccossi tra' primi squadroni una feroce battaglia. Davila.
Battaglia accoppiata. In frane. Quadrille. Sorta di
combattimento usato ne' tornei dagli antiebi cavalieri , «he
ordinati in piccole schiere, dette propriamente Quadriglie,
venivano alle mani e facevano prova della loro bravura
stando sempre accoppiati senza confondersi in frotte , poiché
era questa un'altra sorta di combattimento. Le quadriglie
erano per lo più in queste Battaglie accoppiate di tre , di
quattro, e (ino di dodici combattenti.
Et. Vedesi quivi chi è buon Cavallino j
Che \i son mille lancie il giorno rotte:
Fansi f illi Ile a piedi et.a destriero,
Altre accoppiate , altre confuse in frotte.
(Qui parla di un gran torneo). Ariosto.
Battaglia affrontata. In frane- Bataille rangée. Bat
taglia campale, nella quale due eserciti nemici s'incontrano
da ffonte e a schiere fatte per combattere.
Et. Mai non s'ardirono di venire a battaglia aftionlala co' Cristiani.

Battaglia al primo sangue. In frane. Combat au pre


mier song. Qui la voce Battaglia vale Combattimento,
Duello ; e congiunta coi verbi Sfidare , Venire , Fare , Terr
minare, ecc. è modo di dire militaresco, col quale vien
determinata una delle condizioni del duello, cioè se i duel
lanti s'abbiano a partire dopo data o ricevuta la prima
ferita , o la seconda , che si chiama pure Secondo sangue ,
ovvero se abbiano a combattere sino alla Aorte d'uno di essi.
Et- fu dalla fetocia di Bonivct astretta di metter mano alla spada ,
236 BAT

con la quale avendolo ferito nel primo incontra di una stoccata, riti
randosi a dietro voleva terminar la battaglia al primo sangue. Datila.
Battaglia battaglia. Grido degli antichi popoli italiani
nell'entrare in battaglia.
Et. Tutti si misono in arme gridando: battaglia battaglia. G. Villa».
Battaglia ben combattuta. V. Combattuto.
Battaglia campale. In frane. Balaille rangée. Conflitto
di due eserciti ordinati , nel quale combattono o possono
combattere tutte le genti dell'uno e dell'altro, e col quale
si decide l'esito della guerra.
Et. Molto meglio sarebbe il definire tutte le differenze con una bat
taglia campale , che più lungamente portarle avanti con tante miserie,
clic ne pativano i popoli. Bentivoglio.
Battaglia di campo. Lo stesso che Battaglia campale ;
Giornata.
Et. Se i suoi nimici fossero venuti a battaglia di campo con lui, di
certo avrebbe l'acquistalo suo paese. G. Villani. — Dove ebbe tra loro
due grandi battaglie di rampo, là ove morirono molti buoni cavalieri,
ed altra gente dall'una parte e dall'altra. Novelle Antiche.
Battaglia di mano. In frane. Coup de triaiii. Assalto
repentino dato ad una piazza fortel
Et. Kssendo i Francesi arrivati a Genova la notte dei due di settem
bre, e avendole dato, siccome i soldati dicono, una battaglia di mano,
uè avendo scale , le quali fossero tanto lunghe , che bastassero a salir
per quelle in sulle mura della città, ei furono ributtati indietro. Varchi.
— Fecero la determinazione di sorprendere , e pigliare per una batta
glia di mano la città di Monreale. Botta.
Battaglia finta. Iti frane. Petite guerre ; Simulacro
de guerre , de bataille. Esercizio dei soldati in tutte le
fazioni , mosse , ed evoluzioni che occorrono nelle battaglie
vere.
Et. Molti mesi prima esercitargli (i soldati nuovi) in maneggiare
ogni sorte di arme in battaglie finte. Ed altrove : Ma queste diliicoltà
BAT

i buoni capitani con somma prudenza le vincono agevolmente , purché


(quantunque i soldati sten nuovi) sieno nondimeno esercitati in batta-
glie finte. Cindzzi. '
Battàglia, giudicata. In lat. Juslum praelium. In frane.
Botatile rangée. Battaglia giusta , ordinata combattuta
con tutte le forze dei due eserciti, e secondo le buone regole
e gli ordini della milizia : chiamavasi Giudicata , ed anche
Ordinata per differenziarla da ogni altro combattimento o
fatto d'arme particolare e tumultuario, che a quei tempi .
prendevano pure il nome di Battaglia.
Ès. Perchè il consiglio del PontcGce era che, ove non gli tirasse la
speranza quasi certa della vittoria, non si facesse battaglia giudicata
con gl'inimici. Guicciardini. — Subito che fu veduta e conosciuta
l'insegna d'Anguillotto si mossero in gran furia il Conte, Orange, il
principe di Salerno, il Duca dì Malli , ed altri caporali menando, oltre
l' imboscata , che avevano lasciata addietro grossissiraa, più di duemila
fanli tra Spagnuoli , Tedeschi , e Italiani , e di più , quasi volessero far
battaglia giudicata, don Ferrante con cinquecento cavalli. Varchi.

Battaglia giusta. In lat, Juslum praelium. Battaglia


data secondo le regole della prudenza militare in sito con
veniente e con forze pari all' impresa.
Et\ Se quell'armata de' nemici M. Antonio, siccome agevolissima
mente far poteva , con giusta battaglia superata avesse, tutta la con
trada marittima del Peloponneso e della Grecia, e l'isola stessa di
Negroponte soUo alla balia della Città senza fatica ridurre avrebbe
potuto. HeMBO.
Battaglia ordinata. In frane. Bataillc rangée. Lo
slesso che Battaglia giudicata. V. Battàglia giudicata.
Et. Li nemici vennero a battaglia, il conle li sconfisse, e francò il
paese. E poi ne fec« tre delle battaglie ordinate in campo : vinse la
terra t diedcrgli moglie, n'ebbe figliuoli- Novelle Akticui. — Terri
bile- piii che schiere di cavalieri a battaglia ordinata. Cavalca. — Con
venne venire a battaglia ordinala , e combatterono, e in breve furono
sconfini i Pisani. Veli. Cito:». Crusca.
UT

Battaglia simulata. In frane. Petite guerre. Battaglia,


che commettono fra se due corpi di soldati per apprendere
ed avvezzarsi a tutte le mosse ed evoluzioni di una vera
battaglia. Questo finte fazioni si ripetono sovente nei campi
d'esercizio per istruzione delle soldatesche , e si fanno tal
volta per dare uno spettacolo militare.
£i. Seguitava la battaglia simulati fra due opposte scliiere , nmde-
nmlii le mosse e gli armeggiamenti I.anncs. Bo-rtX.
Battaglia singolare. In lat. Praelium, Cenameli sin-
gulare. Combattimento tra due sole persone , Duello.
Et. Il Marchese de La Favette mandò un cartello al conte di Car-
llsle , sfidandolo a venir render ragione in singoiar battaglia della of-
fèì» fatta alla sua patria. Boi t v.
Campo di battaglia. V. Campo.
Commettere battaglia. In lat. Praelium committere.
ìa frane. Livrei , Donner bataille. Appiccar la battaglia,
Incominciarla.
Et. Con lui fni scontrai colle spiegate insegne , e commisi la prima
battaglia. Passatasi-». — K M Antonio, mossa l'armata per combattere,
veduti i nemici non avendo ardire di commetter la battaglia, ritornare
o andare dove volessero, lasciati senza impedimento gli avesse, ecc.
Bestco.
Da battaglia. Aggiunto a uomo, a popolo, aviazione ,
ecc. vale Atto alle fazioni di guerra . Bellicoso, Armigero.
Et. Li Libii non sono c osì da battaglia come gli Getuli. Ed altrove:
Aderbale era uomo pacifico, non da battaglia. Sallustio Gtug.
Dar battaglia , o la battaglia. In lat. Praehwn edere.
In frane. Livrer bataille. Venire alla battaglia.
Es Quando venne la mattina per tempo, quelli Cavalieri della ripa
d'Arno diedouo la battaglia a' Fìcsolani B Malispiki. — Daudo con
tinue battaglie ed assalti. G. Villa». — Andando contro i nimici e
contro Attilio Regolo, e conoscendo il sito e 'I tempo esser comodis
simo per lui a dar battaglia, gliela presentò conforme alla qualità e
quantità del suo esercito, e del sito. Cuna.
BÀf

ftttii battaglia. Venire alle inani, Mescolarsi in


lia,- Dar dentro.
fc E falle le Schiere , diede nella ballatila Fioisesti.no Pecor.
Entrare in battaglia o nella battaglia. In Int. Ad
piaciunii ire; Succedere pugnae. Farsi a combattere;
Prender parie nella battaglia ; Venire alle mani ; Azziniarsi.
Alcuni Francesi moderni usano talvolta nello stesso signi*
ficaio : Entrer eri ligne.
Et. Cecoio di Vulran l'ardente figlio,
E '1 Marta Orninoli (Milla ballagli» eulrando ,
E rimettendo le lor genti insieme ,
Spingonsi avanti.
Ed in nitro luogo : - . ,
Mezenzio in questo mentre che dall' ira
Era spinto di Giove , ardente e iierd
Entrò nella battaglia, e i teucri assalse. Contrari. Entid.
— Entrasse adunque ciascun soldato nella bottiglia et
fermo d'uscirne con la vittoria. Behtivoglio.

Essere a battaglia. Lo stesso ebe Combattere; Far bat

ik. Coreho ed io cercammo d'Oddricto,


Che in corte del Re Alfonso di Biscaglia
Trovammo; è quivi fui seco a battaglia. Ariosto.

Far battaglia, in lat. Pradium Jacere, sumere; in


frane. Livrer bataillc , vaje Combattere , Battagliare.
Es. Ma ordinandosi i due capitani Parti a far battaglia , repente
s'accordano. Davaszati litui. Toc — Ambasciatori , ch'egli avea inteso,
clic Aderbale avea mondati a Homa auzi che foste fatta la battaglia.
Sai.mstio Girli-. *

Fkoste bi battaglia. V. Frohte.

Gruppo di battaglia , chiamasi con beltà fòrmi di dire


a/,o IHT

militar*1 Una certa quantità di soldati stretti insieme in bat .'


taglia fuori di schiera.
Et. E volto il mio archibuso dove io vedevo un gruppo di battaglia
più folta e più serrata , posi la mira nel mezzo appunto ad uno eh' io
vedevo sollevato dagli altri. Cf.li.ihI. ,
In battaglia. In frane. En botatile. Usato avverbial
mente coi verbi Stare , Ordinare , Porre , Schierare , Spie
gare, ecc. parlandosi di soldati, vale In ordinanza di
battaglia.
Et. Fermatosi il Ordinale con l'esercito schierato in battaglia quanto
gli parve che convenisse , prese poi risoluzione di ritirarsi del tutto.
Ed altrove : Veniva egli ordinato in battaglia , con risoluzione di farla
seguire ogni volta che il nemico avesse voluto impegnarsi con tutte le
forze ad impedire il soccorso. Rebtivoclio.
Ingaggiar battaglia. In lat. Praelium inire , commit-
tere. In frane. Engager l'affaire, fylodo di dire militare ,
e vale Principiar la battaglia ; Appiccare la zuffa.
Et. E sì colle mani, e colle braccia si schermiscono, e si difendono,
che ogni terzo pisso è necessario ingaggiar battaglia con esso loro. Casa.
— E quel ch'era di pugna inizio e segno, - . r-y ,
L'asta all'aura avventando, alteramente
Trascorse il rampo, ed ingaggiò battaglia. Caro trai. Eneid.
Ingaggiassi di battaglia, vale Obbligarsi con promessa
o con pegno a venire a battaglia col nemico in luogo e tempo
determinato. Era uso de' nostri antichi.
Et. Corsono infino alla Mirandola ingaggiali di battaglia colla gente
della lega. M. Villaki. »
Levar di battaglia. In frane. Retirer de la bataille.
Tirare indietro, Tirar fuori della mischia , della battaglia
un corpo di soldati , o altro che vi stia operando.
Et. Verso sera levò di battaglia una legione per fare gli alloggi.
Pavan7ati li ad. Tac.
BAT

Mettere in battàglia. In lat. Aciem instruere. la fame.


Ranger en bataille ; Former en bataille. Disporre, Schie
rare l'esercito in ordinanza di battaglia ; Ordinarlo per la
battaglia. y ,
Es. Vocula non ebbe agio di esortare , nè di mettere in battaglia.
Davaszati trad. Tao.
2. In sigllif. NEUT. PASS.
Es. Ordinare , che il restante dell'esercito cosi di cavalleria , come
di fanteria si metta in battaglia, e in Squadroni nella piazza d'arme.
Cisozzi.
Mettessi a battaglia o alla battaglia. Lo stesso che
Dabe, o Far battaglia; V.
Es. Contro al comandamento del Re Carlo, che per niuno modo
nè raso che occorresse , si mettesse a battaglia. Ed in altro luogo : In
sulla piazza di Modona si misono alla battaglia cóntro a'Ghibellinì. R.
Malispim. ■. ...
Mettersi nella battaglia od alla battaglia. In frane.
Se jeter dans la méléei Entrar dans la bataille. Farsi a
combattere ; Prender parte alla battaglia ; Entrarvi.
Es. Facea per loro mettersi alla battaglia. Ed altrove: Messcr Teg-
ghiajo li rispose che al bisogno non ardirebbe di seguirlo nella battaglia
ove eli! si metterebbe. G. Villani. — Lo Re Ruberto confortava il
Re di Francia, che per lo migliore non si mettesse alla baltaglia con
Brabanzoni e Tedeschi e Fiamminghi gente disperata e crudele. E per
alcuno si disse , che '1 Re di Francia dubitò di tradimento, e però non
si mise a battaglia. F. Vii.lam.
Muovere a battaglia. In lat. In praelium egredi. Lo
stesso che Venire a battaglia. »
Es. Determinò di non pi ima muovere a battaglia, ch'egli gli avesse
addottrinati , c costumali a faticare. Sall. trad. Crusca.
Muover battaglia. Far moto di guerra ; Porsi sulle offese.
Es. ÌSon aspettando io , nò pensando niente che facesse forza , nè
muovesse battaglia, siccome voi vedete , m' ha messo fuori della patria
e di mia casa Saliastio Giug.
FoU. 46
a4a BAT

Offerire la ii.TTiGi.Li. In frane. Présmtter iti inumile.


Lo stesso ohe Prese»a*e la battagliar V.
Es. Che non riciiscre'bbe ( il Duca di Parma} allora la battaglia , se
gli convenisse di non ricusarla ; e che in altre occasioni l 'ott'ertreMu:
egli «tesso, ijuando gli tornasse hen d'offerirla. &ex rivoglio.
Ordinare in battaglia. In lat. Aciem instruere. In frane.
Ranger ere bataille. Mettere le schiere in ordinanza di bat
taglia; Disporle, Collocarle negli ordini loro per far bat
taglia.
Es. Diasi da ordinare in battaglia un'armata di 10 mila combattenti.
MoxTECTCCOLI.
Perdere la battaglia. V. Perdere,

Precipitarsi nella battaglia. In frane. $e jetcr dans


la mélée. Entrar con furia nella battaglia, Avventarsi
addosso ai nemici , dove il pericolo è maggiore.
Es. Io oondimeuo sarò fra i primi a combattere ed a morire. Così
mostrerò , s' io degenero dal mio sangue e da me medesimo Ciò
detto si precipitò con gli altri nella l'attaglia. Eektivoclio.
Prender battaglia contro alcuno, vale Muovergli guerra.
Crusca.
a. Si adopera altresì nel signif. di Prendere la battaglia,
ossia di Venire a battaglia col nemico.
Es. Prestamente seguitatigli , prese con loro battaglia, e fecene tanta
uccisione , che li costrinse a ritirarsi nella terra. Bembo.
Prender la battaglia. In lat. Praeiiion sumere. Vale
Entrar in battaglia- ; Incominciar la battaglia.
Es. Fu consiglialo ch'egli con tutta suo podere si ritraesse alla
ritti» di Benevento per forte luogo, c per avere la signorìa di prendere
la battaglia a sua posta. G.Villabi. — Gli Ottomani benché male or
dinati, stracchi, e meno, presero feroci la battaglia. DavaxzatI trad.
Tao.
i *d^*rti?t*fthftj eli
soldati vaie Contargli a fronte del wmieo, ondo abbiano •
combattere con esso. E modo di dire tutto «Sitare, dei
quale fanno uso anche i Francesi dicendo 5<* présenler au
feu ; Présenter lés soldati; aujku.
Et. Informar ÌScnc I* esertilo, alloggiarlo, condurlo f « finalmente
presentarlo alla battaglia per combattere . dirozzi.

Presentar la battaglia. In frane. Présenterìà halaille.


Ordinarsi a battaglia per modo da impegnare l'inimico a far
giornata.
Et. Sanadadono. che quel dì ... comandava l'esercito, sdì presentar
Iti battaglia, mandò invitar Findeiori , clic si teneva in guardia della
fortezza , nnebe ivi grosso di gente ; venisse in campo co'suoi , e suo
fosse l'onore della vittoria. BAKTOU. — Sopraggiunse 1' Orango non
molto depo con tutto il suo esercito in ordinante subito presenti) la
battaglia al Toledo. BticnrocLio — Conoscendo il sitot '1 U;«>po esser
comodissimo per Ini a dar battaglia , gliela presentò. Ttm'zzi.

Promettere la battaglia. In frane. Acceptsr le défi.


Accettare la richiesta di battaglia; Raccogliere il guanto della
«fida ; Impegnarsi a combattere secondo la proposta fatta
dall'i
Et. Il Re ricevette il guanto, e con dimostramenlo di franco cuore e
s altro romigKo, promise la battaglia. M.Vn.t.Ast.

Provocare a battaglia od alla battaglia. In


Hostem piacilo laccssere. In frane. Provoquer au combat.
Concitare con aperte dimostrazioni , ed a/tclte con minacce
ed insulti il nemico a combattere.
Et. Con inani fosti atti provocò la seconda sebiera alla battaglia.
Boccaccio. — Si fermò in quell'alloggiamento il Cardinale con tutto
l'esercito, e con risoluzione d'accostarsi il giorno seguente pur di
movo a'nemici, e provocargli nuovamente a battaglia. Rejttivocmo.
244 :■ £at

Rapmccar la battaglia. Ritornare a combattere, Ripi


gliar la zuffa , che dicesi anche Rappiccarsi senza più. Y.
RAPPICCARE. >
Et. Berlinghier mano alla sua spada cuccia ,
E volle la battaglia rappiccare. , Folci.
Riaccendere la battaglia. Rappiccare la battaglia con
novello ardore e nuovo sforzo.
Et. Riaccesa dunque nell'ultimo assalto la battaglia pili che mai
fosse sanguinosa. Bjiiitoli.
Ricevere la battaglia. In frane. Recevoir la baiaiIle.
Venire a battaglia col nemico che si app resenta per darla.
Et. I gran vantaggi , che un Generale può ricavare dalle circostanze
di un determinato sito combinate colle disposizioni delle sue schiere,
sono quei principali motivi , che lo inducono a ricevere la battaglia.
D'Astori.
Richiederk di battaglia. In hit. Provocare ad prae*
liuni. Chiamare pubblicamente e solennemente il nemico
a far battaglia con tutte le sue forze in tempo e luogo
determinato.
Era uso militare del medio evo , che i capi di un'oste
mandassero il guanto della disfida, ovvero il cartello della
richiesta per invitare i capi dell' oste avversaria ad un
conflitto generale ; erano questi padroni di accettarla o
di ricusarla , ma nel primo caso si stabiliva di comune ac
cordo il giorno e l'ora nei quali i due eserciti sarebbero
venuti alle mani , ed il luogo ove si sarebbero raccolti per
la battaglia : questo luogo veniva quindi appianato dai gua
statori dei due eserciti , ciascuno per quella parte di ter
reno che doveva poscia occupare nell'atto del combattere.
Es. Quaudo M. Mastino, e il Marchese furono si forniti di gente ,
che non torneano de'nemici , s'accostarono più presso a loro, che non
erano, e richicsonli di battaglia; ellino l'accettarono, e tra loro si diede
lo di , che doveano combattere, e ciascuna parie fè fare le spianate per
'*.
Io suo. Storie PistolesI. — Mandò a richiedere il He Luigi di bat
taglia , e per seguo di ciò gli mandò il guanto per lo suo trombetta.
M. VlLLAM.
. Ricusare la battaglia. la frane. Refaser la baiaiIle.
Si dice di un esercito cui venga presentata la battaglia,
che ritirandosi o rimanendosi sulle difese , la sfugga.
Et. Quindi passato (io Spinola) rapidamente al soccorso di Grol ,
ch'era assediato dal «onte Maurizio, l'acquistò, si può dir, la seconda
volta, e più gloriosamente ancor della prima ; fattone ritirar con ver
gogna Maurizio, e con vergogna , prima di ritirarsi , vedutolo ricusar
la battaglia da lui presentatagli. Ed altrove: Fece (il Duca di Parma")
rispondere ch'egli usava di combattere secondo la sua volontà , e
non secondo quella de' suoi nemici. Che non ricuserebbe allora la bat
taglia, se gli convenisse di non ricusarla. Bemivoclio.
Rifusare la battaglia. In frane. Refaser la bataillc.
Evitare di venire a quel fatto d'armi , al quale il nemico
invita ; Ricusare stando in campo di uscire alla battaglia.
Si accenna questo modo non già per la forma francese delia
parola Rifusare, die è da fuggirsi ; ma per dare con quest*
esempio facoltà agli scrittori di adoperare colle regole dell'*
analogia i modi di dire appieno simili di Ricusar la bat»
taglia , Rifiutar la battaglia , ecc. V.
Et. Onde i Fiamminghi vennero verso Casella per combattersi
co' Franceschi , i quali rifusaro la battaglia, c partirsi dall'assedio di
Casella, e andarsene a Santomicri. G. Villani.
Rimettere ijj piedi la battaglia. In lat. Pugnarti
instaurare, redintegrare , restituere. Ripigliar forza ed
animo nel combattete , Rinvigorirsi , Ritornar con nuova
lena e nuove forze alla pugna.
Es. Ripigliamo l' armi , . . . rimettiamo in più la battaglia ( qui
figurai ). Segsebi.
Rimettere la battaglia. In lat. Instaurare , Redin
tegrare , Restituere p-aelium, pugnam- Ripigliare il
*46
.4
■vaBtaggio perduto nelk battaglia ; Tornare con nuove
forze alla battaglia.
Es. Animar gli atterriti, rinforzare i pochi , ristaurar la zuffa lan
guente, renitogiare i Fotti ..ricondurre, alla carica le truppe respinte ,
rimettere, la: battaglia,.perdeu»i negli estremi per salvar la cosa pubblica
sono degni impieghi del capo. Mosteccccom. -»- Il ConleslabiU .....
combatteva tuttavia con grandissimo vatare , e tentava di rimettere e
di riordinare la battaglia. Baviia.
Rinfrescare la battaglia. V. Rinfrescare-
RlSNOVARE LA BATTAGLIA. Lo SteSSO che RISTORAR LA
BATTAGLIA J V.
E*. Tutti avevano già convertito il valore in disperazione. In modo
clic rinnovatasi più sanguinosa die mai la battaglia , ne durò tuttavia
lungamente in dubbio il successo. Bextivoclio. v
Riordinare- la battaglia» Rifare le schiere disordinate ,
Ricondurle composte ed ordinate a nuova battaglia.
Et. Il Contestabile combatteva tuttavia con grandissimo valore)'
e tentava <fi rimettere e di riordinare la battaglia. Davila.
Ristorare la battaglia. Iu lat. Praelium instaurare ,
redimegrare. Rifarsi a combattere con nuova lena e nuove
forze. Dicesi pUre Rinnovare.
Es. S'egli è vinto incontanente ristora la battaglia co'vincitori. Liv.
DfiC. Crusca.'
Sergente generale m battaglia. V. Sergente.
Sergente magcjore di battaglia. V. Sergente.'
Sfidabe a battaglia. V. Sfidare.
Stvc.gw la battaglia. I» fratte. Éviter lei comiat.
Astenersi dal combattere , dal venire a battaglia , quando
nou lo consigliano le ragioni della guerra.
Es. Volevano gli Inglesi sfuggire ogni formata battaglia, conoscendo
il loro svantaggio nel venite ad »n Jple cimento. Ed alu;ove: Strata
gemma del idi "i nclìo sfuggir fa battaglia , quando più niostra di
valerti MteiHht'Au. BrariifcjGOjo
t a. battagli*. In.' frane. Donner le tignai' da
combat. Dare eoi suono degli «tramemi militari il segno
a' soldati di combattere , di entrare nella battaglia.
E*. Il Consolo, ridendo» di questa proposta , alla presenza di detti
istori fece sonare a battaglia , ei al sno esercito comando-, che
'. a trovare il nimico. Machiavelli
Tirare, e Trarre * ■attaglia. In frane. Attirer Feri-
neaà oh combat. Procurare con avvedute mosse di-fai: si
che il nemico venga svantaggiosamente per esso a battaglia.
Et. E ciò facea il dell'» Ruggieri' per trarre H Prenze c su» gente a
battaglia, come quegli ch'era astuto di guerra, «Ce. R.Maiospim. —
( Arti tutte le forze unite s'andasse ad incontrare il Duca di Parma. , e
si procurasse per ogni via, ma con ogni possikil vantaggio di tirarlo
a battaglia. Bestivoglio. ' , .„« ,
Torbe La battaglia. Lo stessè che Puekdere la bat-
TAGLlAj V.
Et. Soggiunse il Due» : non sarebbe onesto |
Clie noi volessim la battaglia torre
Ci quei che t'offerisco' manifesto,
Quando ti piaccia, innanzi agii occhi porre. Ariosto.
Vekire a battaglia od alla battaglia. In lat. Prete-
lium iitire. Farsi a combattere.
Es. Convenne venire » battaglia ordinala , e combatterono , é in
breve furono sconfitti i Pisani. Velluti Cmnaca. — Mi Re coirti a il Re
di pari viene alla battaglia , e non di meno se egli si* vede uon potere
resistere , manda ambasciala e chiede pace. S. Gregorio. — Per non
venire a battaglia con troppo svantaggio risolve il Duca d'assicurare
il suo esercito fof passare all'improvviso la Senna. Bknttvogiio.

Viscere" la battaglia. Iti frane. Gagner la Baiatile.


Rimaner vincitore dell'avversario col quale si è combat
tuto, Averne vittoria.
Et. Con le braccia e coi petti loro espugnarsi le piazze , vincersi
le battaglie , c for» tuli»: l'altre pili pericolose fazioni. f'.i Nir o ..Lio.
a48 BAT

BATTAGLIARE, v. att. In frane. Battre. Battere le


mura delle fortezze con macchine o colle artiglierie per
rovinarle.
Es. Giunto alla porta di Borgo, incontanente quella battagliò, ove
per buona pezza ebbe grande contesa. Pack da Ckbtaldo. — Fatto bai -
tagliare Chiusi , e dato due volte l'assalto al Castel della Pieve...
s'avviò coll'esercito verso Arezzo. Varchi. — Artiglierie grosse ed altri
strumenti da battagliare le terre. Serdoiati.
2. In signif. heut. Far battaglia , Venir a battaglia ,
Combattere. In frane. Balailler.
Es. Piantando una battaglia , battagliare)
Presso le preste navi. Salvini trad. Oditi.
— Tutti levarono lieto grido, parte struggendosi per la lunga pace
di battagliare , parte, ecc. Davakzati trad. Toc. —Era suo costume dar
dentro a'ncmici , e battagliare alla testa de'cavalli. Algarotti.
BATTAGLIATO, TA. fart. pass. Dal verbo BATTA
GLIARE j V.
BATTAGLIATORE. verbal.masc. In frane. Batailleur.
Combattitore ; Che fa battaglia. Voce in disuso. Crusca.
BATTAGLIERE , e BATTAGLIERO, s. m. Esercitato
nelle battaglie , Inclinato alle battaglie.
Es. Tenuto uno de' migliori battaglieri di Francia. G. Villani.
a. Come aggett. Usato a battaglia , Atto a battaglia ,
Bellicoso. In questo signif. si usa anche al femminino.
Et. Ila messo in Sconfitta molte potenti genti e battagliere. Sen.
Pist. Crusca.
3. Lo stesso che Combattitore. MS. Ugo Caciotti.
BATTAGLIERESCO, CA. aggett. Da battaglia, Indi-
nato alle battaglie , Dato alle battaglie , Atto alla battaglia,
e dicesi di cose e di persone.
Es. Armnssi delle sue battaglieresche armi. Ed in altro luogo:
Uomini forti e battagliereschi. Libr. Macc. M. Crusca. — La quale com
mise solfo 'I conducimelo del battaglieresco Re di Frigia. Guido G.
BAT t a49

BATTAGLIERO. V. BATTAGLIERE. '


BATTAGLIEROSO, SA. aggett. Lo slesso che Bat
taglieresco ; Atto a battaglia ; Inclinato a battaglia , Belli
coso.
£5. Persia, India , c Asia, la non battaglierosa. Ed appresso: Genie
meno hatlaglrerosj , c meno dotta di guerra. Liv. MS. Crusca.
BATTAGLIESCO, CA. aggett. Battaglieresco; Di
guerra.
Es. Soggiacessero a battagliesca morte. Guido G.
BATTAGLIETTA. s. f. Piccola battaglia ; Combat
timento.
Es. E fu la più bella e ritenuti battaglictla , che fosse ancora in
Toscana , che durò per ispazio di parecchi ore, c più di quattro volte
fu rotta l'uria parte c l'altra , rannodandosi e tornando alla battaglia a
modo di torniamento. G. Villani. .
BATTAGLIEVOLE. aggett. Di battaglia; Battaglie-
roso; Incitante a battaglia ; Da battaglia; Atto a battaglia.
Es. Eattaglievole Marte — Battaglievoli campi — Battaglievole trom
betta , ec. Crusca.
BATTAGLIEVOLMENTE. avvebb. Per mezzo di bat
taglia ; In battaglia ; Con battaglie.
Et. Il loro sangue batlaglievolmcnte fu sparso. G. Villani.
BATTAGLIONE, s. m. In frane. Bataillon. Un numero
determinato di soldati , cosi chiamato perchè composto di
più battaglie, o compagnie. In questo significato è ilo in
disuso.
Et. E perchè i Romani dividevano la loro legione, che era composta
di cinque in sei mila uomini, in dicci coorti , io voglio che noi di
vidiamo il nostro battaglione in dieci battaglie , e Io componiamo di
sei mila uomini di piè. Machiavelli.
2. Presso i moderni è un numero determinato di fanti
*m ftAT

per lo più non minore di cinquecento, nè «naggiot* di


mille, diviso in sei , otto, o dieci compagnie, ed » due
parli uguali, che si chiamano Mezzi-battaglioni dì destra,
e di sinistra.
Es. Postosi alla testa del suo squadrone lo condusse con grande
animosità ad assalire il lui lag! ione itegli Svizzeri. Datila. — De'
reggimenti si formano liatlaglioni , « tic sono corpi ordinarli in più
file di (rotilo e di fondo, i quali ne'i cggimcntS di- cavalleria chiamatisi
squadroni. MojiTrccccoLi. — Nuli' altro mancare se non lj.itlagjioui
agguerriti. Botta.
3. Ricavo dal Vocabolario del Caciaiti la seguente defi
nizione, la quale può giovare alla più retta intelligenza
degli usi del tempo in cui scriveva , cioè sul principio det
secolo xvu ; eccola: « Battaglione , Banda, e Compagaia
ce de' soldati vassalli descritti , i quali sono delti ancor essi
« battaglioni. » MS. Ugo CxcioTTr.
BATTAGLrOSO, SA. aggett. Pronto a guerra, a far
battagfta.
Es. E poi appresso divenendo i Romani più fieri, e più battagliosi,
che i Galli. Liv. MS. Crusca.
■ i.
i. Incitante a battaglia.
Es. Pianeta calda e battagfiosa. Zibald. Ann*. Crusca.
BATTAGLIUOLA. s. r. Scaramuccia, Piccola battaglia.
Es. ÉoWic nelle battaglhioie avviene delle piccole masnade. Libr.
Suiilit. Cruscai ■
BATTAGLIUZZA. s. f. Lo stesso che Baltagliclta , e
Battaglinola ; Diminuì, di Battaglia.
Es. Stanchi e vini! in una pK-rola luttiglituia campestre. Petrakc*,
ÌaU.

BATTERE, v. att. e nect. pass. In frane. Battre*


Parlandosi di fortezze, di mura, di luoghi difesi, vale
BÀ'f a5*

Percuoterle colle macchine, o colle artiglierìe per disfarle,


od aprirle. . .
Es. Schierali si mostrarono ai niruici r i anali già per paura ai
era«o parliti dal corno della rocca , la quale avevano con mi (annone
ha '.tu ti. Machiavelli. — Solamente attendevano a difendere la rocca
dagli insulti de'nemici , i quali sollecitamente la battevano. Guicriar-
disì. — Ruppe qfie'medesinrr di Tucfarinata , che Tala fortezza nostra
battevano. DaYahzati traci, tue.
a. Si asa altresì pei- Dominare x nel signif. militare di
questa voce , parlandosi di sito dal quale si possa battere
un altre1 coi tiri dell' artiglieria. In frane. Commander.
Es. Fa questo baluardo una fortezza grande in quel luogo, perchè
e' Latte tailV i' calli all' intorno, difende k debolezza delle imi», e
spaventa qualunque da quella parte disegnasse campeggiarci. Machiai
velli. — In questa medesima (fortezza) una minore, divelta, e piantata
alto in su un maschio, che lutto il rimanente a pie d'essa signoreggia
i- batte. Bartoli. — Dalla parte sinistra è posta la cittadella, la. quale
di forma quadra, collocata in lungo alquanto eminente con quattro
gran torrioni batte dall'una parte Ju campagna , e dall'ultra domina e
signoreggia la terra; Datila.
3. Per Isconfìggere , Mettere in rotta il nemico ; onde
si dice Battere l'inimico, o RinAter battuto; Battere uà
esercito, un corpo di soldati , ecc.
Es. Perciocché nessuna delle nove schiere per se stessa era bastante
a battere il nimico.. Bembo. — Doma P. Scipione l'Africa, batte quattro
eserciti. MoxTEceccoLf.
4> IVel keut. pass, vale Essere alle prese., Combattere; e
particolarmente,! Far duello, Combattere a corpo a corpo.
Es. Questo genio di battersi , e battersi a guerra finita. Magalotti.
5. Camminare, Marciare1 con gran celerità ; onde i modi
di dire militari Condurre battendo, Menar battendo, Bat
tere le strade , eoe. di cui V. gli esempi ai luoghi loro.
Et Intorno all'ora quinte Tennero cxvaRi battendo, a dire , che
i nimici erano presso. G. Villani.
*5a BAT

6. Vale anche Sodare , cioè Percuotere colle bacchette la


cassa od il tamburo ; e si dice pure dei varii segni militari ,
che si danno col suono di questi stromenti , come Battere
la diana , la ritirata , Battere a raccolta , la ritratta , ecc. V.
più sotto.
Battere a dirittura. In frane. Battre en ligne droite,
à plein fouet. Si dice delle artiglierie che con tiro retti
lineo vanno a dar nel segno contro il quale sono aggiustate.
Es. Operò mirabilmente in tale occasione quella difesa, perchè
battendo sull'argine a dirittura, non potevano coprirsene in modo
alcuno i nemici. Bektivoglio.
Battere a piombo. In frane. Battre perpendiculaìre-
ment. Parlandosi d'artiglierie vale Battere , Percuotere a
perpendicolo dell'oggetto, al quale si mira.
Es. S\ dispongono i pezzi in tre batterie, sicché battano, quella di
mezzo a piombo e perpendicolarmente per ismuoverc la terra , e le
due dai Iati in croce per far cadere la terra smossa. Moktecuccoli.
Battere di briccola. In frane. Bricoler ; Battre de
bticole. È usato dai pratici nel signif. di Battere di riflesso,
cioè arrivare col secondo colpo del proietto, dove non
potrebbe dare il primo : a questo fine si aggiusta il pezzo
per modo che battendo la palla di schiancio contro un
muro, ed essendone rimandata vada a ripercuotere in quel
luogo, che non può essere battuto direttamente. Quindi
questo modo di battere è stato anticamente confuso con
quello che i più moderni dicono Di rimbalzo.
Es. Ad angoli obliqui si batte o in croce , o di briccola Si batte
beccolando, o di risalto, e sbalzo, quando non si può rettamente,
come volendo battere un fianco coperto dall'orecchione, si ferirà nella
cortina in luogo opportuno, obliquamente si , che di sbalzo la palla
salti nel fianco , tenendo per fondamento di questa operazione , chi . t
l'angolo dell' iucidenza , e l'angolo della riflessione sono uguali. Mo«»
BETTI.
BAI a 53

Battere di camerata e di conserva, la frane. Battre


par camarade. Lo stesso che Battere per camerata ; y.
Es. Si dia principio al battere con quest'ordine: clic si iaccian tirare
i pezzi, co' quali si batte di camerata e di conserva, tulli insieme.
Cl.NUZZI.
Battere di costiera. In rane. Battre en rouage. Diri
gere i tiri dell'artiglieria in modo da colpire i pezzi del
nemico di costa e nelle ruote delle loro casse per iscaval-
cargli. 1
Es. Se il pezzo da basso colpirà di costiera, romperà e manderà in
aria il parapetto, discoprendo il pezzo in modo tale, die in pochi tiri
lo renderà inutile. Tessisi. *
Battere di ficco. In frane. Battre enjichant. Si dice
delle artiglierìe ed anche d'ogni altra arma da fuoco,
quando i proietti che cacciano penetrano nel bersaglio contro
cui sono dirizzati. V. FICCARE ; TIRO DI FICCO.
Battere di fronte o in- fronte , di fianco o im fianco,
e alle spalle. In frane. Battre defront, enfiane, à dos.
Sono tre diverse direzioni che prendono il loro nome dalla
diversa positura dell'oggetto al quale si mira coi tiri.
Es. Questi ripari si praticano solamente , allorché il sito è battuta
di fronte , o di rovescio in piccola distanza. D'Astori. • m
Battere d'infilata. In frane. Baitre en enjilade. Lo
stesso che INFILARE , IMBOCCARE. V. Dicesi anche
dai migliori Battere per cortina; Y. qui appresso.
Es. Sì preferiscono i ridotti rientranti ai saglienti ; e questi si ado-,
pcrano solamente, allorché somministrano un mezzo sicuro per bai*
tcre d'infilata, e di rovescio gli approcci dell'inimico. D'Astori.
Battere di riflesso. In frane. Battre d'écharpe ; Bri-
coler. Lo stesso che Battere di Briccola , ma è modo meno
. tecnico, e più usato dagli scienziati che dai pratici. V. Bat
tere di Briccola.
q54

Battere di rimbalzo ed a rimbalzo, fai frane. Battre


<n ricochet. Si dice quando il pera© è caricato con paca
polvere , ed è puntato a tanto d'elevazione , quanto sia «uf
ficiente per mandare la palla sul terrapieno, o parapetto
dell'opera, che si vuol battere, ove arrivata la palla fa
diversi salii e ricàdute, ossiano rimbalzi lungo il terrapieno
o parapetto di quell'opera, o dentro la medesima. Dicesi
pure Sparare di rimbalzo.
Es. Le batterie destinate a cacciare la guarnigione dai siliI delle
» 1
difese saranno di sagri per isparare di rimbalzo. D'Antosj.

Battere di rovescio od in rovescio. In frane. Battre


de revers. Arrivare eoi tiri alle spalle dell' inimico, alla
gola d'un'opera , alla parte di dietro d'un sito occupato dal
nemico. I Francesi dicono anche Battre à dos.
Es. Si fanno tallirà i ridotti al piede del doppio spalti! <$cg!i angoli
saglienti , aitine di battere d'infilata , e di rovescio gli approcci deli'
assalitore. D'Anton.!.
Battere w schiancio, per jschiakcio, e ai sbieco. In
frane. Battre d'écliarpe. Si dice delle artiglierie , quando
coi loro tiri percuotono obliquamente l'obbietto opposto.
Es. Hiconlrandosi qualche altezza , dalla qnale si possa battere
i' infilala, di rovescio, o almeno di sctiiancio 1' interiore delle facce
suddette, vi si costruirà una batteria. D'Astom.
Battere i cammini. Ira frane Battre l 'estrade. Lo stesso
che Batteiie le strade; V.
Es. Sogliono le compagnie d'arcbiliugieri andar a battere i cammini,
e marciar di vanguardia. Mr.Lzo.
Battere il tamburo. In frane. Battre le tambour. Lo
slesso che Battere la cassa. V. CASSA, TAMBURO. Crbsqa,}

Battere i» breccia. V» Breccia.


{forme ra cuoce. la firme. Croìser ics /kir. Lo stesso
che Battere in crocerà \ e sembra modo anche più italinno.
Es. Si dispongono i pezzi in bu batterie, «ireste battano, quella di
mezzo a piombo e perncudirolarnieNte per isumovere la terra , e le
due dai Jati in croie per far cadere la terra smossa. JMoxtcccccoli.
— Si batte in croci! con due batterìe, una per banda dell'oggetto, per
tagliare, e rovinare più presto difese lii terra, o di muro. Moretti.
Battese ra crocerà. In frane. Croiser Igsfeux. Si dice
dei tiri d'ogni arma o bocca di fuoco, quando movendo da
due diverse parti vengono ad intersecarsi in un punto deter
minato, descrivendo allora le due linee dei tiri la figura di
una croce.
Es. Le quali (aniglitrW) coi tiri loro battendo in crocerà parevano
rendere ti passo piuttosto impossibile , che difficile. Botti.
Battere in rovina. In frane. Batlre en ruine. Si dice
quando «oi tiri delle artiglierie dJogni genere si prende ad
Abbattere , Atterrare , o Sfondare muraglie, ripari, mag-
gazzini , case , ecc.
Et Volendo il Re die non si differisse più ad infestare con l'arti
glierie quei di dentro , si cominciò a Iutiere la città fieramente in
rovina. Bentiyoglio.
LA CAMPAGNA. V. CAMPAGNA. *>
Battere la cassa. V. Cassa.
Battere la chiamata. V Chiamata.
Battere la ritirata. V. Ritirata.
Battere le offese. Id frane. Lever les défenses ; Con-
trebatlre. Battere colla propria artiglieria le artiglierie del
nemico che ti offendono, onde renderle inutili j si dice anche
Levar le offese. V. OFFESA. *
Eu Per la qual cosa fu necessario fabbricare ima batteria di cinque
fine che battesse l'offese del baluardo. Day ha.
a56 B/VT

Battere le strade. In frane. Battrc L'estrade. Girare


con frequenti pattuglie per le strade , onde sopravvedere le
mosse del nemico, e tenerle libere e sicure.
Et. Spinse fuori con alquanti cavalli il conte di Sanserra per bollore
le strade , e tenere avvisato quello che egli andasse di continuo sco
prendo. Davila.
Battere l'ordinanza. Parlandosi di tamburi vale Dare
il suono della marciata in ordinanza.
Et. Un'ora innanzi giorno si sentirono i pifferi ed i tamburi degfi
Svizzeri , che battendo l'ordinanza entrarono nella città per la porta
di S. Onorato, precedendo il maresciallo di Birone a cavallo, ecc.
Davila.
Battere per camerata, o Far la batteria a camerata.
In frane. Battre par camarade. Si dice militarmente di più
pezzi , che si sparano nel medesimo tempo contro un'opera
di fortificazione per rovinarla. Dicesi pure Battere di came
rata e di conserva.
Et. Si dia principio al battere con quest'ordine : che si faccian tirare
i pezzi , ro'quali si batte di camerata e di conserva , tutti insieme.
C;kezzi. — Però contra muraglie gagliarde, per abbatterle , si usa di
fare la batteria a camerata, che è facendo sparare tutti i pezzi della
batteria verso il medesimo scopo in un medesimo instante. Mojif.tti. '■
Battere per cortina. In frane. Battre en cnfilade.
Arrivare coi tiri dell'artiglieria lungo la parte interna del
terrapieno o del parapetto di un'opera del nemico per rovi
narvi le batterie, ed impedirlo di stare alle difese. I moderni
dicono Battere d' infilata.
Es. Il battere per cortina altro non è che il fare un cavaliere o
altro luogo rilevato nella campagna , di dove si possa scoprire qualche
parte del parapetto o cortina dalla parte di dentro , e batterlo con
l'artiglierie piantate in sul cavaliere Ed altrove: Però non sarà lecito
ciò fare se prima non si torranno le offese che vengono di sopra i
parapetti; e così l' inimico o- cercherà di rovinargli o di battere per
cortina di sopra cavalieri alla campagna • Al Iutiere per cortina si
rimedierà eoa traverse, Galilei,
BAT *5j

CoNDCR BÀTTENDO. V. CONDURRE.


Menar battendo. V. Mbnare.
Tamburo battente. V. Tamburo.
BATTERIA, s. f. la frahc. Batterie. L'Atto del bat
tere eoa macchine e sire-menti bellici le,mura d'una fortezza,
onde aprirvi una breccia e scendere in essa.
Es. Appena aspettata la batterìa, la quale sebbene fece nella mu
raglia molta apertura, era nondimeno difficilissimo, per essere la rocca
collocala nella sommità d'un sasso, il potere andare all'assalto, comin
ciarono gli assediati a trattare d'arrendersi- Datila. — Le batterie nelle
muraglie si fanno in questo modo : aggiustansi tutti i cannoni ulta
medesima altezza , come sarebbe sotto il cordone , e si attende che
tutti siano carichi , poi si dà fuoco tutto iu un tratto, perchè la batteria
riesce più gagliarda, che tirando quando un colpo quando un altro.
Busca.
a. L' Effetto del battere le mura od i ripari d'un luogo
colle artiglierie, cioè l'Apertura che vi si fa dentro, e che con
vocabolo più recente si chiama Breccia.
Et. Dettero l'assalto valorosamente a tutte due quelle batterie, eh'
eglino avevano fatte , di maniera che quattro de' loro alfieri salirono
colle bandiere in sulla batteria, i quali furono subitamente ributtati
indietro, ed uOcisi da quei' di dentro. Varchi.
3. Il Luogo nel quale sono collocati i pezzi d'artiglieria per
battere le mura d'una città : in questo significato la batteria
assume diversi nomi, e chiamasi Coperta, Quella che si fa
in luogo coperto al di sopra , in frane. Batterie couverte ;
Fai couvert ; Piana , Quella che è collocata al piano oriz
zontale della campagna, in frane. Batterie horizontale ;
Bassa, o Interrata, Quella che è posta al di sotto di questo
piano, in frane. Batterie enterrée; Rialzata, oA cavaliere,
Quella che s' innalza al di sopra del livello della campagna,
in frane. Cavalier.
Et. Furono perciò preparate subito diverse batterìe dal Toledo, o
a58 BAT

diverse trincero. Bentivocuo. — Le batterie si formanadiversarneate:


interrate, dove il terreno è buono ed alquanto elevato; doppie, cioè
con un doppio parapetto sul piano della campagna , coti parapetti fatti
di terra, di fascine , di sacchi ripieni di lana o di terra , di gabbioni,
di salsiccie, di casse ; rialzate, dove esse hanno a dominare. Morte-
coccoli. — Tutti que'siti , in cui si collocauo i cannoni, e mortai,
diconsi Batterie, e sono di tre specie riguardo alla loro l'orma, ed
al sito, in cui si costruiscono. Si denominano Batterie piane , se col
locate sono sull'orizzonte medesimo della campagna; Batterie interrate,
se più basse dell'orizzonte suddetto, o in sito declive , e Batterie ele
vate , o a cavaliere), se per mezzo di un trasporto di terra si forma
per esse un piano più elevato di quello dell'adiacente campagna.
D'Aktokj.
4> Una Quantità di più pezzi d'artiglieria da campo o da
muro posti in atto di battere il nemico. Queste Batterie sono
per lo più di sei pezzi da campo, di sei o di dodici da muro,
e prendono altri nomi dal diverso loro uffizio, dalla qualità
delle artiglierie, dalla loro varia disposizione : epperò v'ha
la Batteria d'assedio, di piazza , dì campagna , di costa ; la
Batteria leggiera ; la Batteria di sei , di dodici, di ventiquat»
tro pezzi ; la Batteria di cannoni; di mortai , d'obici , jdi
petrieri ; la Batteria in barba.
Es. Restarono impediti i lavori per accostarsi alla terra , e piantare
contro alla muraglia una batteria di quattordici cannoni e di molti altri
pazzi minori, Davila.
Batteria a camerata. V. Battere per camerata.

Batteria da bombe. In frane. Batterie à bombès. Dicesì


di quel numero di mortai , che collocati in apposita batteria
scagliano bombe dentro un'opera fortificata, una città, ecc.
£*. Dovendosi osservare , che le batterie da bombe , « quelle di
briccola debbono sparare giorno, e notte. D'Aktokj.
Batteria da breccia. In frane. Batterie de brttche.
Quella batteria di grossi pezzi di cannone, colla quale si
BAT a$g

battono le fortificazioni nemiche per aprirvi dentro Una


breccia. *
Es. Si ha l'avvertenza di comprendervi que' cannoni per valer-
utilmente nelle batterie di rimbalzo, o da brercia. D'Artrosi.
Batteria di briccola. Lo stesso che Batteria di rim
balzo j V. Abbiamo osservato all'art. Battere di briccola,
come l'antica artiglieria confondesse sovente i due vocaboli
Di rimbalzo e Di briccola, e dobbiamo notare che quest*
ultimo è affatto in disuso.
Es. Si fanno servire i sagri da Ubare 8 , e da libbre 4, per le bat
terie di briccola. D'Abtokj. ,
Batteria di rimbalzo, in frane. Éatterie à ricochet,
chiamasi Quella nella quale si dispongono e si aggiustano i
pexzi per modo da potergli tirare di rimbalzo. V. RIM
BALZO. . - -
Es. Per «ousoguire 41 secondo fine , il qnal consiste nel cacciare ir
nemico dalle iliic.se , e scavalcate le sue artiglierie , stono necessarie
Je baitene di rimbalzo. D'Aktow.
Batteria galleggiaste. In frane. Batterie /lottante.
Una Quantità di bocche di fuoco posta sulle piatte , o sopra
barche cannoniere per battere dal mare, o da un gran fiume,
o da un lago la città assediata , od i 1 nemico. ' ■ ,'• •
Es. La sola via di potersi ritirare , die ora lasciata , si era per l'istmo
della penisola di Cliarleslown , e gli Inglesi avevano collocato una nave
da guerra e due batterie galleggianti , di modo che le palle lo rasen
tavano da una parie all'altra. Botta,
Batteria reale. Distinguevasi nelle vecchie scuole con
quest'aggiunto di Beale Quella batteria , nella quale non si
adoperavano altri pezzi fuori di quelli che portavano da otto
libbre di palla in su, e che perciò«rano chiamati Pezzi reali
per differenziargli dagli altri che prendevano l'aggiunto di
Piccoli, odi Minuti: questa distinzione scolàstica non andò
a6o BAT

in disuso che sul principio del secolo xvm. V. PEZZO ;


REALE. * . •>
Et. Furono il giorno seguente piantati due pezzi di artiglieria , con
intenzione di piantare una batteria reale alla cortina , come fossero
abbattute due torri che a destra ed a sinistra servivano di fianco. Davila.
Batteria volante , chiamasi Quella batterìa di pezzi da
muro che si costruisce per un attacco violento con soli gab
bióni, o fascine, o con sacchi di terra, trasandati i lavori
•oliti farsi per le batterie d'assedio.
Es. Basta che gli artiglieri costruiscano una batteria volante per
formare la breccia nel recinto Questa batteria ... si formerà col
mezzo di botti , o di gabbioni disposti in due file , che s'empieranno
sollecitamente con sacchi di terra. D'Antoni.
Cannose da batteria. V. Cannone.
Dar batteria o la batteria. In frane. Battre en brèche»
Battere colle artiglierie una parte determinata di unJopera di
fortificazione per atterrarla , e farvisi strada ad impadronir
sene. Dicesi dai più moderni Battere in breccia. V. BREC
CIA.
Es. Marciare , alloggiare , diloggiare , mettere in ordinanza , dar
battaglia, assediare , dar batterie e assalti. Curozzi.
Pezzo di batteria. V. Pezzo.
Piantar le batterie. In frane. Etablir les batteries.
Disporre acconciamente il terreno a ricevere le artiglierie
colle quali si vuol battere a fermo le opere nemiche.
Et. Le batterie si piantano subito per levar le dilése , per impedire
i lavori dell' inimico, e per favorire gli approcci. Montecuccoli.
BATTICULO, s. st. In frane. Braconnibre. Quella parte
della falda , fatta a scaglie o di maglia , attaccata all'estre
mità della corazza dell'uomo d'arme, che gli copriva e gli
difendeva le parti diretane.
Et. Canto lo stocco, e 'I battimi di maglia,
Onde Baldon sotto guerriero arnese, ecc. Lippi.
BAT

BATTIFOLLE. s. m. Opera dell'antica fortificazione


italiana , la quale secondo i varii progressi dell'arte cambiò
sovente d'aspetto e d'uffizio; fu ne' primi tempi della lingua
adoperata questa voce nel significato di Bastìa , cioè d'una
piccola fortezza di legname o di terra , quindi in quello di
Castello 0 Cittadella , e finalmente andò affatto in disuso.
Et. E chiusesi di fosse e di steccati a modo di battifolle ovvero
bastìa. G. Villa»!. — Un battifolle rizzò già virino al nemico por
batterlo con sassi , dardi, e (uuco. Davanzati trad. Tue. — Erano queste
colonie (/e colonie , militari romane} come fortezze^ e- come già si
diceva, batti folli alte frontière per difesa de'proprii confini. Rorciiini.
Far battifolle. Alzar un battifolle addosso ad una città,
ad una terra ; Frenarla, Contenerla con una bastìa; Contrap
porle un forte. •, ,;
Et. Fecer fare i Fiorentini una terra per far battifolle agli Ubal-
dini. G.Villabi^ h
BÀTTBTREDa s. m. In frane. Beffroi. Torre stabile
di legno, che gli antichi Italiani fabbricavano per guardia e
difesa in qualche sito, tenendovi sentinelle, che all'accostarsi
de' nemici davano il segno colla campana posta in cima della
stessa torre. •
Et. E sopra ciò facciasi uno battifredo, ovvero torre. Crescenzio.
2. Torre mobile con trave ferrata.sotto da abbattere le
mura della città , e propriamente la Testuggine arietaria
de' Romani, della quale gli Italiani de' secoli bassi avevano
perduto il vocabolo, non l'uso. Muratori. ' '
BATTITORE DI STRADA. In frane. Batteur d'estrade.
Nome che si dava un secolo fa ai soldati a cavallo, che si man
davano a battere le strade per pigliar lingua , e riconoscere
l'inimico. Ora si chiamano Esploratori.
Et. Si posano sentinelle, si mandano ronde, battitori di strade,
partite, c spie. JIokteccccoli .
&6u. BA*F

BATTUTE DEL TAMBURO. V. TAMBURI.


BATTUTO, TA. pArt. pass. Dal verbo Battere io tutti
i suoi significati. V. BATTERE. .
A SP*ON BATTUTI. V. SpRON*.
Strada o Via battuta. V. Strada.
BAVIERA, s. f. Iu frane, risière. Quella parte dell'
elmo che copriva il volto, e particolarmente gli occhi.
Es. Presolo per la liniera duU'elrm», stiasi inolio fin nel mezzo de"
siui!. Stoh. Ajolk. Crusca. . ■ •'
— Il gramì'eimo alla fui , che doppia tiene . . •
Dei real vita in guardia la baviera. Alava*». .
BECA. s. f. Lo stesso che Tracolla , o Banda , cioè Una
Striscia di drappo che si portava ad armacollo sopra la
sopruvvesla dcH'armadura. È voce antica.
Arrecoilnc una sopì asbeiga di sciamiti) falla .1 onde nere e
gialle roti una beca da armacollo di zcndatlo. Pace da Certaldo.
BECHLI. s. m. In frane. Bechli. Soldato turco a cavallo,
che la il servizio nelle province stando a' presidii ed alla guar
dia deJ confini. . /.-.
Es. I bechi! , o cavalleria di presidii , come in Ungheria gli usseri.
Moxtecl'ccoli.
BELLARE. v. seut. In lau lieiLive Comhattere ; Far
guerra. Pretto latinismo da rifiutarsi . .. ,3
Es. Dicon bellare iniuslo Yh Crusca, i .
BELLICO, C A. aggett. Inlat. Bcllicus. In frane. Mai -
tial} Gueirier. Di guerra, Di cose appartenenti alla guerra.
Es. Volevano gli antichi, che i loro cittadini si esercitassero in ogni
bellica azione. Machiavelli — Nelle còse belliclic possono nascere di
di in di molle e inopinate dinltoflà. GcicciABUlrfl. — Falli venire
ijiialtro mila guastatori, settantadne pezzi d'artiglieria , ed un mara-
viglioso appaialo d'islromeuli belliii e di munizioni Datila.
263

BELLICOSAMENTE, avverb. Valorosamente, Da buon


soldato, Da uomo bellicoso.
Et. In tutte le loro azioni si portavano bellicosamente. Zibald. Ajtdr.
Cnuatx. ,> . v .• .•
BELLICOSISSIMO. In lat. Bellicosissimus. Superla
tivo di Bellicoso ; Deditissimo alla guerra.
Et. Ha passate l'alpi questa bellicosissima ni /.ione. Gjicciardim.
BELLICOSO, SA. agoett. In lat. Bellicosus. In frane.
Belliqueux. Pronto a guerra, Disposto all'armi, Armigero.
Es. Questa gente è fiera e bellicosa. Fazio deoli Uimti. — M»
questa (%erdc) in generale ha del bellicoso più tosto clic dell' imbelle.
Bektitoolio.
BELLIGERO, aggett. Lo stesso che Bellicoso ; Indi-'
nato , Disposto, Pronto alla guerra , alle battaglie.
Et. Doliamo l'onore del nominare Ju presente città al belligero
Marie. Boccaccio.
BELLO, s. m. In lat. Bellum. Guerra. È voce pretta
latina , e fuori allatto dell'usò, ma adoperata talvolta da'
poeti. • " ^.
Et. ... ; Quando quell'aspro bello ; •
D'Affrica quel Scipion reco in tal guisa. Bacchetti.
' — La guerra che in latino é delta bello. Lifm.
BELLO, A. aggett. In frane. Beau. Bene in assetto,
Bene in ordine, Bene armato, Ben vestito; e diecsi di soldati,
di milizie, d'esercito, di gente, che sia fornita d'ogni cosa
acconcia a guerreggiare.
Et. prestamente congregò una Mia , e grande , e poderosa oste.
Ed altrove: E trovarsi i Fiorentini da ccnlo In arme a cavallo coverti ,
uh. Ito bella genie. G. Vii.i.a.h.
BELLONA, s. f. In lat. Bellona. In frane. Bellone.
La Dea della guerra, invocala con questo nome dagli antichi,
alcuni dei quali la dissero figliuola di Marte , altri sorella ,
264 BEN

altri moglie , altri madre ed altri nutrice. Basta qui il nome


in grazia dei poeti.
Es. Bellona è seco,' e '1 cor più ognor l'accende. Ahguillara.
BENARMATO, TA. aggett. Bene in armi, Munito di
buone armi , Guarnito d'armi.
Es. Non considera prima , se quei , cui egli va incontro, son pochi
o molti , se forti o deboli , se inermi o se benarmali. Segseri.
BENEFICIARIO, s. m. In lat. Beneficiarius. Nome
generico di que' soldati della legione romana , che per bene
fizio del Tribuno, del Legato, o d'altro Capo supremo dell'
esercito, veniva promosso a maggior, grado.
Es. Beneficiarj sono detti coloro che sono avanzati per beneficio
de' Tribuni. B. Giamboìti trai. Vtg. . '
BENE IN ARME. V. ARMA.
BERRETTA, s. f. In frane. Sonnel. Una foggia di
coperta del capo de' fanti italiani nel secolo xvi, di panno, e
di forma tonda e bassa, talvolta adorna sul davanti d'un
pennacchietto e di una medaglia, entro la quale era impresso
un segno distintivo. Questa Berretta era per lo piti guarnita
d'una larga striscia di panno piegato e rivolto all' insù , che
si svolgeva e si lasciava cadere sugli orecchi e sul collo in
tempo di pioggia ; ne durò l'uso fino a tanto che sJ introdus
sero nelle milizie italiane i cappelli alla spagnuola.
Es. Egli era alla guardia della porta al Prato un Capitan lombardo
Questa villana bestia ora scuoteva il capo, e ora si volgeva in qua e ora
in là , mutando spesso il mutar delle gambe, attorcigliandosi i mo
stacci della barba , ch'egli avea grandissimi, e spesso si tirava le pieghe
della berretta in su gli occhi. Cellim. — Gii volle sgrailìgnare di testa
la berretta , E lo feces\ gentilmente, che 'IcufKotto e '1 mastrozzo,
che vi ticu sotto alla ramazzntta , le cadde in terra. ( Qui parla della
berretta militare d'un cerio soldato bravaccio, die la portava per millan
tala alla foggia del capitan Rama-zoilo, famoso a que'tempi in Ro
magna}. Caro, . ' >
BER 265

BERRETTONE, s. m. In frane. Bonnet d'oursin-, Bon-


net à poil ; Kolback. Copertura del capo alta , rotonda ,
frtta di pelle d'orso coi peli all' infuori , e guarnita di cor
doncino e di fiocco, e talvolta di piastra dorata q inargentata
sul davanti. Si porta da tutte le compagnie scelte , ed è par-
ticolar distinzione de' granatieri.
Et. Berrettoni grandi alla tedesca. Casa. — Berrettone con rovescio
-v- Berrettone da granatiere. Alberti.
BERRÒ, s. m. Voce adoperata da pressoché tutti i pra
tici lombardi del secolo xvh per indicare Quella parte del
carro da cannone che con voce propria e toscana chiamasi
CARRETTO; V.
Et. Nel calastrello della coda va fatto un buco, che s'arma con sue
lame di ferro, per farvi passar il perno del berrò , quando si conduce
l'artiglieria sul letto. Moretti. . .
BERSAGLIARE e BERZAGLIARE. v. att. In frane.
Battre; Tirailler. Infestare colle batterìe, Battere colle
artiglierie, coi fucili , sparando continuo. Gli antichi dissero
Berzare , ma è fuori d'uso.
Et. Berzare ; colpire . ferire , bersagliare. Crusca. —r Per venire alle
trini ere bisognava necessariamente passare un ponte si scoperto dalla
muraglia , che potevano quei di dentro bersagliarvi i regii con gran
sicurezza. Beytivoclio. — È ben vero che sebbene la città può essere
da molti siti di fuori battuta e bersagliata, non è poi così facile avan
zarsi all'assalto. Datila — Condurrà seco alcun archibugiera, perchè
bersagli i nemici che saranno alle difese. Ferretti.
BERSAGLIATO e BERSAGLIATO, TA. part. pass.
Dal verbo BERSAGLIARE e BERZAGLIARE; V.
BERSAGLIERE, s. m. In frane. Tirailleur. Soldato
che combatte spicciolato o a branchi fuori della fronte del
battaglione , dello squadrone , o dell'esercito per assaggiare
le forze dell' inimico, commettere i primi colpi , sostenerne
a66 BER

¥ impeto con Viro fuoco, stancheggiarlo, pizzicarlo. È voce


modera». V. FERITORE.
Et. Noi abbiamo sostituito i bersaglieri (lirailleuri) con {tari intento,
ma non con pari evento. Foscolo.
BERSAGLIO e BERZAGLIO. s. «. In frane. Blanc.
Segno al quale si drizza la mira per aggiustare il colpo d'ogni
arma. Questo segno è diverso pel cannoniere , pel bombar
diere , e pel moschettiere : nella scuola del cannone è una
tavola rotonda tutta bianca con un circolo nero, nel mezzo
del quale i cannonieri pongono la mira ; in quella del bom
bardiere è una botte aperta , in frane. Tonneau , o un gran
circolo segnato in terra , entro il quale si cerca di far cadere
la bomba ; finalmente si esercitano i moschettieri ad inve
stire entro una figura di soldato dipinta nel muro, in frane.
Cible, o entro un barletto posto ad una distanza deter
minata.
L'origine di questa voce viene con qualche probabilità
dedotta dal latino-barbaro Versaculitm, Girevole, nome
che si dava al Saracino della quintana , che serviva di ber
saglio al cavaliere che correva in giostra, chiamato Ver-
saculiun da Versare , perchè era posto in bilico, e ad ogni
colpo che non fosse stato nel segno, girava. V. CHINTANA.
Et. Esercitandosi a servare gli ordini , e"a fare tutti i militari uf
fici , tiravan di poi cogli arclùbusi al bersaglio. Segm.
2. Dicesi per similitudine d'Ogni cosa, alla quale si ponga
a bello studio là mira per colpirla.
Et. Ma quella sorte d'oggetto veniva Usilo maggiormente a servi»
di bersaglio alle moschettale ncmrihe. Bextivoglio.
3. Contrasto di soldati, Incontro, l'Azione di berzare.
Et. Battaglia, e duro bersaglio si commise tra loro. Gl'ino. O.
4« Scarica continua ed incessante di tiri d'arme da fuoco
Contro un oggetto determinato ; onde Essere, State , Venire,
0 Passare sotto 11 bersaglio vale Essere , Starè , Venire , o
Passare sotto il tiro continuo di colpi spesseggiati. In frane.
Sous lefeti.
Et. Ordinò tostamente ! soldati sotto il bersaglio stesso dei nemici,
tha co» palle e cariche continue di cavalleria l'infestavano. Botta.
BERTA, s. e. In frane. Moulon; Hit. Ingegno fior»
mato con pianta con tre sproni e puleggia -, da cui pende
un pesante ceppo o pestone di legno, ferrato in testa, che
tirasi in alto e si lascia cader sopra i pali che si Vogliono
all'ondare , per far palizzate ne' fiumi o fondamenti in
terreno paludoso, ecc. Alberti. V. GATTO.
BERTESCA, s. f. In frane. Bertesche. Torretta ,
Casotto di legno, guarnita di feritoie, e posta ne' luoghi più
alti delle antiche fortificazioni per velettare il nemico, e per
combatterlo al coperto colle balestre.
Es., E fecero sleccati super li fossi , e bertesche assai d'ogni legna
me. O VlLBANti , — ■
2. Viene altresì definita nel modo seguente : « Spezie di
« difesa da guerra , che si fa sopra le torri , o alle porte ,
ce di legnami con ferri , e congiunture da potersi alzare, e
ce abbassare secondo il bisogno di chi se ne serve. » MS.
Ùgo Cìcjotti.
BERTESCONE. s. x. Bertesca grande.
Et, E quello all'orzarono di maraviglimi fossi , e sleccali , e berte-
sconi Stobib Pistolesi.
BERZAGLIO. V. BERSAGLIO.
BERZARE. v. att. Perire, Colpire, Bersagliare. È
voce antica e disusata.
■ E». Ctm verrette e ftetre berzav;i ognuno , chii ili sulle mura di
salire si provasse. Face da CertAldo. • ' '
BEZZICARE, v. *rt. In frane. Inquiélei'} Hattcìer.
a68 BIG

Molestare il nemico alla larga, ed alla spicciolata con branchi


di feritori e di bersaglieri.
Et. Benché nel viaggio da' cavalli Tartari fossero danneggiali , i
quali trascorrendo gli bezzicavano. Skgsi. — L'esercito andato ne'
Cangili guastò per lutto, e predò, che non ardirono venire a giornata;
bezzicarono alla sfuggita , e male ne incolse loro. Davauzati tratt.
Tac.
BICCI ACUTO, s. m. In frane. Besaiguè. Arme antica,
Scure a due tagli. È ora uno stromento del quale si servono
i zappatori ne' loro lavori.
Et. Recasi in mano un forte bicciacuto
Dando tài colpi , ecc. Boccaccio.
BICCICOCCA. s. f. In frane. Bicoque. Lo stesso che
BICOCCA, ma meno usato ; V.
Et. L'armata finalmente è comparita
Già presso a tiro all'alta biccicocca. Lirn.
BICOCCA, s. f. In frane. Bicoque. Propriamente Pic
cola rocca o castello in cima de' monti , ma si usa per lo
più nel significato di Piazza da guerra mal fortificata , e
però male atta alle difese.
Questo vocabolo non fu nella sua origine altro che un
nome particolare dato ad una villa distante tre miglia da
Milano, ed assunse il suo signif. militare dalla battaglia com
battuta in quel luogo l'anno i5aa tra l'esercito francese
comandato da monsignor di Lautrech, e l'imperiale capi
tanato da Prospero Colonna: i Francesi che n'andarono
colla peggio, diedero a questa battaglia il nome di Battaglia
della Bicocca , e la Bicocca d'allora in poi rimase sulla
bocca della gente militare come peggiorativo di luogo da
difesa. Eccone la descrizione datane dal Guicciardini (lib.
xtv): ce Alloggiava l'esercito degl'inimici alla Bicocca,
<x villa propinqua tre miglia , poco più o meno, a Milano;


BID

« ove risiede un casamento assai spazioso circondato di


« giardini non piccoli , che hanno per termine fosse pro
ti fonde.» •.'
Es. Mostrando in alti greppi loro bicocche, minacciavano guerra
fastidiosa, dura, sanguinosa. Davanzati trail. Tac. — Qual saria gua
dagno t'acquistare a minuzzoli , e perdere io grosso ? Buscare alcuna
bicocca , e perdere le campagne e le fortezze ? Moxtecuccoli.,— Gli
asseti i i violenti hanno luogo solamente contro le bicocche, ore non
si esigono molte artiglierie per isconvolgerne ogni Iato ; ma sono ra
rissimi nelle piazze più ragguardevoli. D'Axto.u.
BIDALE. s. m. In frane. Pitaitx. Nome di soldato
nav arrese , o provenzale a piedi ed armato alla leggiera.
Es Facendo i Franceschi venire i lor pedoni , e spezialmente i bi-
dati ; ciò sono Navarresi, Guasconi, e Froenzali , con altri di I-in-
guadoco, leggieri d'arme, con balestri, e dardi, e giavellotti. Ed
altrove: La terza era di presso a -1000 cavalieri con tutti i pedoni del
paese , e bidali di Navarra. G. Villani. -
BIGA. s. f. In lat. Biga. In frane. Bignè. Carro da
guerra tirato da due cavalli. V. Carro dà guerra.
Et. Il nome di biga e di quadriga era dal numero dc'cavalli e non
delle ruote. Boxchiii.
— si rizzar sul collo
Ai destrier le chiome , e d'alto aftanno
Presaghi addietro rivolgean le bighe. Monti Iliad.
BIGORDARE, e BIORDARE. v. neut. In frane. Bé~
hourder. Lo stesso che Bagordare. Armeggiar con bigordi.
Et. Cominciò a giostrare , a bigordare , come quello che era sperto.
Fiorentino Pec. — Tutti i baroni gli andarono incontro giostrando e
biordando. Rinaldo da Montalbako.
BIGQRDO. s. m. In frane. Béhourdin. Sorta di lancia,
colla quale si armeggiava nelle feste chiamate Bagordi.
Et. Recossi il palio di drappo ad oro sopra capo a Messer Amerigo
di Narbona, portato .... sopra bigordi da più cavalieri G. Villani.
BIORDARE, y. BIGORDARE.
B1P

deux tranchans. Una scure a due tag


che i poeti fingono adoperata particolarmente
zoni. È voce nobile e poetica-
Et. Ma nò quella , nè scure , uè bipenne
Era bisogno al suo vigore immenso. Ariosto.
— Nulla Amazzone mai sul Tcrmodonle
Imbracciò scudo , o maneggiò bipenne
Audace si , ecc. Tasso.
— D' intorno Ila per compagne e per guerriere
D'archi , di mazze , e di bipenni armate
Tulla , T»rpea , Lat ina. Caso trad. Eneiii.
BISCOTTO, s. m. In lat. Buccellatum. In frane. Bis
cuit. Pane cotto due volte , acciò si conservi più tempo.
Per l'ordinario esso è fatto a pani grossi tagliati nel mezzo
per traverso dopo la prima cottura , e così tagliati rimessi
in forno perchè si prosciughino meglio. Le piazze di guerra,
che hanno a sostenere un lungo assedio, c gli eserciti che
debbono fare un lungo viaggio, vanno provveduti di bis
cotto. Gli eserciti romani ne facevano pure oso nelle loro
lontane spedizioni.
Et. Il Duca e sua gente, vergendosi assediati dal popolo nel palagio
con più di 400 uomini , e non avea quasi altro die biscòtto e aceto.
G. Villa». — Il Turco abbonda di vettovaglie., di pane, riso, biscotto,
MoMectccoi.i.
BISDOSSO. V. A BISDOSSO. ,
BISOGNO, s. m. Soldato nuovo, levato in fretta.
Questa voce è stata portata in Italia dai soldati spaglinoli
nel secolo ivi , i quali bisognosi di tutto, e non sapendo
bene la lingua del paese , esprimevano le loro volontà colle
parole Bisogno pane, Bisogno vino, Bisogno carne,
cosicché gli Italiani gli distinsero col nome di Bisogni, e
BIZ a7i

questo nome s'estese dappoi ai soldati nuovi ed inesperti.


Et. Questi perche erano mal vestiti e peggio calzati , e in lomitia
come gente fatta in fretta non pagata, e sbattuti dal mare , bisognosi
di tutte le cose , furono chiamati Bisogni , com.e oggi ti chiamano
volgarmente tutti quelli Spagnuoli la prima fiata che escono di Spagna,
e non hanno mai militato. Varchi. — Ma chi ha i suoi soldati nuovi,
e come si dice bisogni, allora è meglio assalir le più deboli città,
dirozzi.
BIZZARRIA, s. r. Una certa dimostrazione di valore,
che si manifesta dagli atti e dal sembiante; Un bel piglio
da soldato- È voce portata dagli Spagnuoli in Italia al tempo
della loro dominazione , e adoperata solamente da alcuni
scrittori militari del secolo xvu.
Et. Si dee sempre marciare e andar con grave , e con fermo passo,
e giusto ed uguale ... ed anco il soldato, per mostrar più Lizzarla
d'essere tutto inlento a quell'atto con l'animo, con le forze, e col
corpo, non si caverà mai il cappello, nè farà altro atto di riverenza a
veruno. Cmuzju.
BIZZARRO, RA. aggett. In lat. Strcnuus. In frane.
Brave. Lo stesso che Valoroso, ma aggiuntavi una certa
vivacità e brio, dai quali il valore stesso si fa più bello e
più splendido. In questo senso è voce derivata dallo spa-
gnuolo Bizarro, e non si trova usata che da alcuni scrit
tori militari del secolo xvu. A questo significato pare per
altro doversi assegnare il seguente esempio tratto dal poema
del Malmantilc Riacquistato.
Et. Va sempre innanzi agli altri un trar di mano,
Fiera e bizzarra , come un capitano. loro.
— Dovrà anco sempre il valoroso soldato in ogni sua azione , e
particolarmente in quella del combattere, mostrarsi bizzarro, coraggioso,
valente , e risoluto. Citiuzzi.
BLINDE, s. f. plur. In frane. Blinda. Chiamami con
questo nome certe Travi squadrate di 1 1 o i a pollici di


BLO

lato, che congiunte ad un angolo di 5o gradi all'orizzonte,


e coperte di terra e di zolle , servono a riparare dalla caduta
delle bombe ogni cosa che vi si raccolga sotto. Alberti.
Soliani Raschisi.

BLOCCARE, v. att. In frane. Bloquev. Occupare tutti


i luoghi , che mettono ad una piazza nemica , ed impedire
cosi l'entrata delle vettovaglie; Assediare il nemico alla
larga. Questa voce è presa dal francese Boucler usata dai
loro scrittori militari del secolo xvi per esprimere l'Opera
zione di chiudere intorno intorno gli aditi ad una terra o
città.
Ei. Bisogna vincerlo con un lungo e lento assedio, o più tosto con
bloccarlo sordamente da lontano ( qui peraltro la voce è adoperata per
figura). Redi. — Volgarmente dicesi bloccar le piazze , allora quando
la qualità , e la situazione della piazza , stante l' improprietà della
stagione troppo inoltrata , non permettono più d'avvic inarvisi con un
assedio formale ; o pure si prescinde da questo , bastando frenare le
irruzioni della guarnigione, o ridurla, attesa la scarsità de' viveri,
in cui si ritrova, alla totale loro consumazione. B'Artohj. — Che con
settemila soldati se ne possono bloccar dentro Mantova ventimila. Botta.
BLOCCATO, TA. part. pass. Dal verbo BLOCCARE; V.
BLOCCATURA, s. r. Lo stesso che Blocco ; Il bloccare.
Es. Vincere più con assedio lungo e con bloccatura, che con un
violento assalto (jaiicìic qui e figurativamente'). Redi.

BLOCCO, s. m. In frane. Blocus. Operazione di urt


esercito che accampa sotto una fortezza e fuori del tiro del
cannone nemico, onde occuparne le vie principali ed impe
dirne l'accesso, per conquistarla colla fame. È YObsidio
de' Romani , e VAssedio largo degli antichi Italiani. Gli
scrittori francesi lo chiamarono nel secolo xvn Bouclement
dal verbo Boucler.
Es. Per blocco o per ossidione pigliami più facilmente che per te
BOC 278

furia quelle piazze , che sono molto popolale o molto forti , o di vasta
circonferenza, che richiedono gran presidio. MorrececcoLt. — Dentro
Bagdad vi aveva ventimila soldati di presidio, e ne era governatore
Achmed Biscia ... Vi mise il blocco con tutte le sue genti Kulicauo ,
sperando di averla per fame. Algarotti.
BOCCA, s. f. In frane. Bouche. L' Intiera apertura di
ogni arme da fuoco, ossia l'Estremità dell'anima , per la
quale si carica e si scarica il pezzo o l'arma.
Es. Nè si confondono nel dar di piglio alle palle giuste alla bocca
del pezzo. Morteccccou.
2. Entrata , Imboccatura , Venuta di strada , piazza ,
ponte , porto, e simili; onde i verbi Imboccare e Sboccare.
In frane. Téle , Entrée, Avenue , Débouché.
Es. Stavano con le balestre a tutte le bocche della piazza. Storik
Pistolesi. — Orazio che difende la bocca del ponte. Vasari.
— Già son le bocche delle strade prese. Benxi.
3. Si adopera altresì nelle cose d'artiglieria per Unità
nella misura della lunghezza e della grossezza delle varie
parti della canna dei pezzi.
Es. L'Aspide , pezzo antico , c povero di metallo, porla aneli'egli
)ib. 8 in 10 di palla, ma è lungo solo bocche 22, ed anche 20.
Moretti.
Alla, bocca. In frane. A brdle pourpoint ; A bout
porttmt. Parlandosi delle armi da fuoco vnle Essere loro
cosi vicino da toccarne per dir così la bocca.
Es. E sopra '1 toccare arme farà osservare , che non si tocchi , se
prima non si sia mollo ben veduto e conosciuto essere il nimico ; a
che non prima che sia il nimico arrivato fino alla bocca dell'arrhibuso,
od al ferro della picca si spari l'an hibuso , od il moschetto, o si tiri
con la picca. Cinczei.
Bocca d'artiglieria. In frane. Boitchc d'artilievie. Lo
stesso che Bocca di fuoco; Termine generico delle artiglierie,
senza indicarne la 'specie. »
Es. La posta principale fu collocala dirimpetto del palazzo con due
d'artiglieria, volte il quello. Botta.
a?4 BOC

Bocca del bastione. V. Gola.


Bocca del fosso. V. Fosso.
Bocca della trincea. V. Trincea.
Bocca di fuoco. In frane. Bouche àfeu. Nome generico
d'ogni arme da fuoco, ma ora si prende strettamente per
le sole Artiglierie. Alcuni scrittori, fra ì quali PAlgarotti,
ed il Botta scrivono anche Bocca dafuoco.
Es. A mimine . e guidò seco a quell'impresa >
4. Cent'uomia con le ior bocche di fuoco. Lirri.
— Aveano incomincialo un cavalier nuovo .... e messovi su due
insegne per guardia , e alcune bocche di fuoco. Varchi. — Per assi
curar questi cavalli in caso che venissero caricati, conviene tener
parimente fuori in qualche buon posto, alcune bocche di fuoco. Melzo.
Munizione da guerra e da bocca. Y. Munizione.
Palle in bocca. V. Palla.
BOCCHETTA, s. f. In frane. Passage. Nome parti
colare di certi passi o varchi delle montagne più ardue.
Voce toscana.
Es. Certe incavature e vallate delle Alpi , per le quali è meno di
sastroso il cammino per sormontare ed attraversare esse Alpi , si chia
mano Bocchette. Taboios i-Tozzettt'.
BOCCONE, s. m. In frane. Bouclion. Quella quantità
di fieno, sfilarze, o di zolle, che si mette forzatamente nelle
artiglierie sopra la polvere e sopra la palla nel caricarle.
Es. Quando il bombardiere mal pratico non chiude uè calca bene
la polvere nella canna, e poi metteudo il boccone , ne lascia alcuna
parte addietro. Tersisi. — Al maneggio delle artiglierie si richieg
gono fieno, sloppa pei bocconi. Moxtecl'ccoli.
BOLCIONARE e B0LZONÀB.E. v. att. Percuotere
le mura col bolcioue o bolzone. Voce della milizia ita
liana antica. „• .
Es. Poiché videro che si bvicionavi il muro. Sailvst. irad. Crusca/)
BOI

BOLCIONATA c BOLZONATAi «. r. Colpo di boi


cione o bolzone. Crusca.
BOLCIONATO e BOLZONATO, TA. part. pass. Dai
terbi BOLCIONARE e BOLZONARE; V. '
BOLCIONE, c BOLZONE, s. m. In frane. Baugon.
Grossa trave armata di ferro in punta, colla quale si per-
cotevano le muraglie e i serrami delle terre , delle città per
disfargli ed abbattergli. È l'Ariete de' Romani, però che
l'arte della difesa delle città e della loro espugnazione non
andò mai perduta in Italia dopo l'invasione de' barbari,
quantunque sia stata costretta a cambiare i nomi alle cose.
Et. Con boli ioni dentro, e di fuori pertugiato il muro G. ViLIani.
— A guisa d' un holcione percosse di lin i il muro di questa città
forte. S. Gnv.G. Crusca.
i. Una Freccia con grave capocchia in cambio di punta,
che si tirava colla balestra grossa, detta perciò Balestra a
bolzone.
Et. Aprendo l'arco vi adatta il bolzone. Guittohe.
— E mise ... certi prigioni per bersagli alle Frecce,e bolzoni, ch'ilu
Suo figlht letto tiravo per giuoco. DavW.ATi traà. Tot,
Baléstra a èolzose. V. Balestra.
BOLZONARE. V. BOLCIONARE.
BOLZONATA. V. BOLCIONATA.
BOLZONE. V. BOLCIONE. 1 y
BOMBA, s. f. In frane. Bombe. Grossa palla dì fèrro
fuso, vuota all' indentro, che si riempiti di polvere , é che
scagliata dal mortaio scoppia in molli pezzi dopo essere
arrivata ad una distanza determinata. La Bomba ha un
buco , che chiamasi Occhio o Bocchino , in franti. GEil ,
pel quale s' introduce la polvere, e che si tura poi coti Uria
Spoletta, in franti. Fusóé, a cui amicamente s'appiccava il
BOM

fuoco prima di allumare il mortaio. Ora il fuoco appiccasi


alla spoletta dalla vampa stes-a della carica del mortaio
allumalo che accende due stoppini , i quali pendono dal
calice della spoletta. La Bomba si trasporta mediante due
anelli di ferro chiamati Maniglie, in frane. Anses , i quali
sono incastrati entro due Orecchie , in frane. Mentonnets.
Le prime Bombe, f tte anche di bronzo, vennero adope
rate nell'assedio di Vachtendonck in Fiandra, Tanno i588,
e alcuni pretendono, senza sufficienti prove , che l' Italia le
vedesse per la prima volta all'assedio di Napoli nell'anno
i495. Manca pure di critica testimonianza la notizia rife
rita da alcuni moderni scrittori francesi dell'uso delle Bombe
nell'assedio di Bordeaux , l'anno i45a, delle quali asse
gnano l'invenzione al loro Gran mastro d'artiglieria Gioanni
Bureau. Pare piuttosto da credere che i grandi proietti lan
ciati in quell'assedio, altre non fossero che fuochi artifiziati
già noti a quell'età , e molto prima , come macchine incen
diarie volanti. Giova qui riferire il seguente passo del Mu
ratori {Ann. d" Italia 1 588 ). « Non vuo' già tacere aver
« molti creduto invenzione di questi ultimi tempi l'uso delle
« bombe, quando c'insegna Faraiano Strada, che inventate
te esse da un Italiano, o da un altro ingegnere di Venlò, con
c* poca diversità dalle moderne, furono in quest'anno 1 588
ce adoperate nell'assedio di Vachtendonck , piccola fortezza
« della Gheldria.» Di fatto, lo storino delle guerre di Fiandra
sopraccitato parlando, nel s libro della 11 Deca, dell'assedio
di Vachtendonck nell'anno 1 588 , assegna a questo tempo
l' invenzione delle Bombe ; ma soggiunge : ce Esser faina
« che pochi di prima d quest'assedio, fossero state inven-
tc tate da un artefice di Venlò. » Quindi tocca dell'opi
nione dello storico De-Thou , e d'altri scrittori , i quali
affermano essere stata mieli* invenzione di un Italiano con
BOM

dottasi agli stipendi! de' Fiamminghi , il quale due mesi


prima dell'assedio di Vachtendonck aveva pigliato a fab
bricare Bombe di ferro, e di sasso, piene di materia infiam
mabile in Berg-op-Zoom , ma che sventuratamente rimase
vittima del suo trovato prima di poterlo mettere in opera ,
essendo stato ucc so in un subito incendio delle Bombe
stesse, intorno alle quali lavorava.
Es. Assoldando , per cosi dire, anche i fulmini nelle bombe. Se-
cxehi — Le bombe sono palle di ferro, o di bronzo, grandi , cavai*
in mezzo, dentro le quali si pone polvere fina granila, cui si dà fuoco
a tempo con una spoletta di legno, o di metallo, piena di polvere e
d'altra mis'ura battuta , acciò le bombe crepino solo quando sono arri
vate fra nemici ( questa definizione e del secolo xr/f i Moretti — I.e
bombe cadevano frequenti nella città ; il presidio era tutto intento ad
upegnere l' incendio nelle case. Botta.
A resistekza di bomba. In frane. A l'épreuve de la
bombe. Dicesi d' Edifizii militari fabbricati o coperti in
modo da resistere agli effetti delle bombe. Dicesi pure A
botta di bomba. V. BOTTA.
Et. Nelle fortezze , in cui abita solamente la gente di guerra, rome
sono le cittadelle nella pianura, ed i forti, e castelli ne* siti montuosi,
è indispensabile costruire molti alloggiamenti, e magazzini a resistenza
di bomba. Ed in altro luogo: In queste case si aggiustano poi con
travi, e puntelli molte camere per ridurle a resistenza di bombi, sulle
quali si mette terra ben battuta per l'altezza di piedi 2 i D'Antohi.
Garritola, da bomba. V. Carrucola.
Mezza bomba. In frane. Demi-bombe. La più piccola
di diametro fra le bombe da mortaio.
E<. Il diametro delle bombe ordinarie è di oncie 7 ^ del piè li-
prando, e quello delle mezze bombe è di oncie 5 j_ ( Parla di mi
sure piemonti ti). D'Astoni.
' BOMBARDA, s. f. In frane. Bombarde. Nome , che
davasi nell'antica milizia italiana e prima dell'invenzione
della polvere ad una Macchina militare , colla quale si lan*
tt! SOM

ciavano grosse pielj», saette , e più sovente fuochi artifiziati,


e die dopo V invenzione della polvere divenne norne gene,
rieo d'Ogni artiglieria. L'applicazione della polvere da guerra
alle Bombarde viene attribuita ad un Tedesco, verso ranno
1 3^8. Questa voce è stata formata da Bombo, in lat. Bom
bii* , (Aoè quella romba fa per l'aria un corpo scagliato
con violenza.
Es. Con bombarde, che saettavano pallottole di ferro con fuoco. G.
Villani . — Quando li Cavalieri vidono feriti grande quantità de' Fran
ceschi , montarono a cavallo, e menarono con seco lo figliuolo del Re
d' Inghilterra , e molti Gallesi , li quali sono come uomini salvatici)! ,
ed altri assai , con molte bombarde, 'ed assalirono lo campo del Re di
Francia virilmente , facendo scoccare le bombarde, a un tratto, sì che
li Franceschi si cominciarono a metter in fuga. Storie Pistoiesi. —
Accampossi il capitano con quattromila cavalli , e tremila fanti , e
molte bombarde, e briccole, cipè mangani. Morell. Cao». Crusca.
. 1— Non l'ariete di far più >i vaute ,
3{on U bombarda fulmine di morte. Tasso.

a. Ora non si usa più che dagli storici e dagli oratori ,


e vien ristretta dai più esatti al significato di Mortaio,
cioè d'Artiglieria da giltar bombe.
Es. Incominciò pertanto con cinque piccole bombarde a gettar
bombe. Bctta.

BOMBARDARE, v. itt. In frane. Bombwder. Pro


priamente Tirar colla bombarda , ma si adopera per espri
mere lo Scagliar bombe in una città , o in un campo, o ift
un'opera fortificata, per abbruciarle o scacciarne i difensori.
Es. Stati clic furono i Veneziani molli di circa Marradi , e bom
bardatolo senza frutto, .... si ritirarono a lierzigbella. Ed hi <.hi ninnati :
A ili j ih settembre (M98) si prese \ ico. Dettonsi salve l'aver* e le.
persone. \ uolsi descrivere il sito, e come campeggiato, e donde bom
bardato. Machiavelli. — Quivi consumò alcuni giorni, ne' quali egli
attese 1 bombardare la città Sianomi» y Di questi lii I ( massimi )
BOM

non ti fu tuo in guerra se non se ili raro, ed è , quando si ha a col


pire un bersaglio , che , attesa Ja .sua grande estensione , non si può
fallire, come sarebbe, se si dovesse bombardare da lontano una città
vasta. D'Aktohj.

BOMBARDATO, TA. part. pass. Dal verbo BOM


BARDARE; V.

BOMBARDEVOLE. aggett. di Bombarda. Che può


esser bombardato. Crusca. >

BOMBARDIERA, s. i. In frane. Embrasure. Bnca


nelle muraglie, d'onde si tiravano le bombarde prima dell'
invenzione della polvere da guerra.
Ai. l e balestriere e le bombardiere si facevano eoo poca apertura
di fuora, c con assai di dentro. Machiavelli.

a. Quell'apertura , che si fa ne' parapetti per dar esito


ai tiri delle artiglierie , dacché queste si chiamarono per
gran tempo Bombarde. Prese poscia il nome d» CANNO
NIERA; V.
/■.'(. Tutti questi bastioni avevano i loro Gambi, i loro fossi, e le
loro bombardiere, ovvero cannoniere. Varchi.— Avevano dipoi opposti
gli arcìiibusi alle bombardiere, e a' merli con tale artifizio, che ninno
degli assediati poteva mostrarsi senza presente pericolo di morte. Str.-
dosati .

BOMBARDIERE, s. u. la frane. Bombai dier. Colui


che maneggiava le macchine chiamale Bombarde , poi Quel
soldato che ministrava le artiglierie, e che noi chiamiamo
più esattamente Cannoniere.
Et. Da un colpo di arlig'ieria di quelle del campo fu rotta quella
bombarda, e ammazzalo uno de'inigliori liorabardieri che fosse deutro.
OuicciARDiHi. — Con questi trino cinquecento carichi di polvere, e
di palle, e molli bombardieri. Serioxati. — Chiamano i Francesi
cannoniere quello, che noi bombardiere, e gli Spagnuoli artigliere di
mandano. Bisca.
BOM

a. Chiamasi ora Bombardiere Quel soldato d'artiglieria


che ministra e governa particolarmente i mortai ed i fuochi
lavorati. ,
Es. L'ufliziale più anziano de' bombardieri .... fa ritirare in camere
appartate i combustibili , ne destina altre per farri le manipolazioni,
e per cancan i le spolette, ecc. Ed in altro luogo : Se riesce ai bom
bardieri di gettare una bomba entro il pozzo , nello scoppiar di que
sta, Terra interdetto il lavoro nemico per qualche tempo. D'Amor.
Capo bombardiere. V. Capo.
Laboratorio ve bombardieri chiamasi particolarmente
QuellJ officina nella quale si fanno i fuochi lavorati da
guerra, presa la denominazione dalla scienza chimica , dalla
quale derivano i principii della Pirotecnia. In frane. Salle
d'artifice.
Es. Formano iuta parte essenziale della dote spettante all'artiglieria
i mobili e ordigni per un laboratorio compito de' bombardieri , e i
materiali nei essarii per costruire i fuochi da guerra. D'Aktosj.J
BOMBISTA, s. m. Soldato particolarmente adoperato
nella fabbrica d' ogni corpo artificiato di guerra e nel
governo dei fuochi lavorati. Non è da confondersi col
Bombardiere. . -
Es. L'artifizio sta nella spoletta piena di mistura fatta da' bom
bisti. Mosetti.
BOMBO, s. si. In Ut. Bombm. In frane. Bruii ; Fra-
cas. Propriamente Rumor grande cosi di gente come di
strumenti; ma nelle cose di guerra viene dal Pergamini,
e da altri definito pei Rumore che fanno le grosse artiglierie
quando si scaricano. Questa voce diede origine ai vocaboli
Bomba , e Bombarda , c rimane ancora nel suo raddoppia
tilo Rimbombo.
Es. Qui vasi e cerchi ed aste ardenti sono:
Qu.il fiamma nera c qual sanguigna splende.
BON a8i

L'odor appuzza, assorda '1 bombo e 'I tuoni,


Acciera il fumo, il foco arde e s'apprende *. Tasso
BONETTO, s. st. In frane. Bomiette. Piccola opera
esteriore di terra, fatta di due facce congiunte ad angolo
sagliente , con un parapetto guarnito , o no, di palizzata ,
che si costruisce per lo più al di là della conlrascarpa ,
come un corpo di guardia avanzato verso il nemico.
Es. Il sergente generale delle truppe pontificie Muzio Malici gra
vemente ferito altresì da un colpo di cannone nella «isita d'un bo
netto eretto nella strada coperta dal rivellino del Paiiigrà. Brusom .
Bonetto da. prete. In frane. Bonnel de prétre. Opera
di fortificazione , che ha la fronte composta di due angoli
rientranti e tre saglienti , con due lati , chiamati Rami o
Braccia. Vien pur chiamata Doppia forbice. Il Soliani-
Raschini cercando d'evitare il modo francese la chiama
Berretta da prete, ma senza allegare nessuna autorità.
Es. L'opera a semplice forbice A, denominata anclie Coda di ron
dine, la doppia forbice D, detta Bonetto da prete, ecc. D'Ahtoxj
Leggo colle migliori edizioni, e col parere dei dottissimi Far
mìgiani Colombo e l'ezzana, Bombo r non Komhn, come si legge in
alcune moderne ristampe della Gerusalemme Liberata. Bombo legge la
prima edizione del poema fatta in Casalmaggiore , le due successive
fatte dal Viotto in Parma , la Ferrarese del De'Rossi , e finalmente la
Mantovana del < 584 , procurata dall'egregio letterato Scipione Gon
zaga, l'amico del Tasso, die ne ebbe da lui il manoscritto : A queste
edizioni si accostano pure tutte le contemporanee di C.enov e di Ve
nezia, come quella di Firen-e del t"24, procurata da Monsignor Bot-
tari. Aggiungerò qui le poche parole colle quali l'abate C lombo
sopramenzionato conlVrma questa lezione nella sua bella edizione
della Gerusalemme fatta in Lodi , l'anno I8V6, per le cure sue e
del Cavedini : « Tulle l'edizioni da me vedute hanno, dalle bodo-
« niane in fuori, il bombo. Il Vocabolario della Crusca non ammette
« questa voce nel senso che ha qni ; ed io stimo che in questo signifi-
« calo essa sia uno scorciamento della voce Rimbombo. Amava il Tasso
■ di spargere per entro al suo poema qualcuna di queste voci alquanto
« peregrine, perch'egli era d'avviso ch'esse potessero dar pili di splen •
« dorc alla locuzione »
BOR

BORCHIA, s. r. In lat. Bulla. In frane. Bossette. Scu


detto colmo di metallo, che per lo più non eccede la gran
dezza di uno scudo d'argento, e serve a varii nsi , e sempre
per ornamento. Chiamasi particolarmente con questo nome
un finimento della briglia de' cavalli , ed altri ornamenti
degli arnesi militari.
Es. E con belle borchie, e fibbie , e rosette tutte d'oro adornati»
doti, ti farò allegro. Firenzuola.
BORGOGNONE, s. m. Lo stesso, che Borgognotta.
Es. Trassesi l'elmo, c così il borgognone. Pilli.
BORGOGNOTTA, s. f. In frane. Bourguignotte. Ar
matura del capo simile alla Celata, ma colla visiera sagliente
all' infuori, e co' guanciali mobili. Ne andavano armati i
donzelli , i paggi , i sergenti , e le genti da piè. Fu anche
chiamata Borgognone , e l'uno e l'altro nome attestano
l'origine di quest'arme difensiva dalla Borgogna, e dai
Borgognoni che primi la portarono in Italia. In processo
di tempo si tolsero alla Borgognotta i guanciali e la \-isiera
e, come la Zucchetta, lasciava il volto scoperto difendendo
solamente il capo ed il collo. Andò colle altre armi difen
sive in disuso nel secolo xvn.
Es. E in vece di celata avessero una borgognotta, o un zucchetto ai
modo Ungaro, ihc coprisse la testa e il collo senza coprir il viso. Ci
mizzi.
BORRO, s. m. In frane. Ravin. Terreno avvallato e
scosceso dalle acque d'un torrente che gli scorra dentro,
quando che sia , con impeto : ma quando il terreno non e
profondo, nò dirupato, nè intralciato, prende il nome di
ROSA ; V. La voce è di Crusca , ed è anche registrata in
questo significato dall'Alfieri nel suo piccolo Catalogo di
voci francesi , italiane e piemontesi.
BOT

BOTTA, s, f. In frane. Coup; Botte. Colpo, Percorsa


d'ogni «orla d'arme, . -
Et, Giova ancora lai pendenza, perchè venendo battuta, minore ef
fetto vi faranno le botte dell'artiglieria. Galilei. — Quando la velo
cità impressi dal fuoco alla palla d'arrhibuso non eccedesse quella,
die per se stessa naturalmente scendendo potesse acquistare la botta
atl'ingiù , dovrebbe piuttosto esser più valida che meno. Accad. dei.
Cimkkto. — Si doveva fare con amorevoli istruzioni, e uon a botta di
spada e di pistòla. Daviia. — E non ebe, a dir il vero, l'onoralo spa-
gnuolo m'abbia mai scaricato la botta sotto misura, ma in quanto ad
accennarmela, me l'ha accennata. Magalotti.
A botta. In frane. A l'épreuve. Dicesi di quegli edi-
fizii , di quelle opere di fortificazione , di quelle armadure
difensive, che resistono alle botte di questa o di quell'arma;
onde si dice A botta di bomba, di cannone, di moschetto,
di pistòla , di spada. Dicesi pure A prova ; V. PROVA ;
e A resistenza,- V. BOMBA.
Es. E gli conviene poi aver (earmi gravi, e a botta, per cagion delle
trincee, quando si dee andare a pigliare, o a difendere città, fossi , o
posti, e altri luoghi simili. Cuiuzzi. — Cinque bravi soldati , alcuni
con archibugi a ruota, ed altri con mezze picche , armati a botta di
moschetto. Tersisi. — Intorno alla medesima sono costrutti i quartieri
pei soldati ed i magazzini per le munizioni , gli uni e gli altri a
botta di bomba. Botta.
Di tutta, botta. In frane. A tonte épreuve. Dicesi
d'arme difensiva che resista ad ogni percossa.
Es. J3i tutta botta l'usbergo, e lamiere. Pulci.
iWa l'elmo ch'egli avea di tutta botta •,.
A questo tratto gli salvò la vita. Cikiffq Calvakeo.
Petto a botta. V. Pettadotta.
BOTTATA, s. f, In frane. Coup. Lo stesso che BOTTA;
V.
Et. II ladro sentendo colpirsi nello slesso tempo della bottata dell'
archibu««. si credette morto. C. Dati.
a84 BOT

BOTTE SCOPPIANTE. s. r. In frane. Barit fou-


droyant. Vaso di legno addogato e cerchiato, pieno di
polvere o di fuochi arlifiziali , che acceso a tempo si fa
rotolare giù della hreccia o del parapetto di un'opera assa
lita , perchè scoppiando sbaragli gli assalitori.
Si usarono anche Botti piene di sabbia o di sassi , che
si facevano rotolare nella stessa guisa a schiacciare col solo
peso la gente sottoposta. In frane. Borii ; Tonneau.
Et. Difendersi (negli attuili) e combattere coraggiosamente con le
armi solite di picche, d'archibnsi, di moschetti, e d'artiglierie, e anrer
con trombe e pignatte t!i fuoco artifiziato, e con o in, e pece, e altre
cose che abbruciano, e con sassi e pietre, e c n tavole e ruote piene
di punte di ferro, e con botti piene di sassi, o che crepino e abbru
cino, e simili altre cose. Curata.

BOTTINARE, v. att. e neut. In frane. Butiner. Far


preda , Mettere a bottino, Impadronirsi delle spoglie del
nemico. Dicesi anche Abbottinare.
Et. Bottinarono i soldati più di due mila ottocento cavalli, molle
collane d'oro, ecc. Davila. — Non allontmarsi mai troppo dal corpo
della battaglia a perseguitar l'inimico, nè sbandarsi, nè bottinare, fin
ché non è totalmente cacciato fuori del campj. Mohtecuccoli.

BOTTINO, s. m. In frane. Butin. La preda dei sol


dati in paese nemico, e sul nemico. È uso d'ogni buona
milizia di raccogliere tutto il Bottino insieme , e distribuirlo
quindi con giusta proporzione ai soldati , ai sotto-uffìziali ,
ed agli ullìziali , o di farne eslimo e di distribuir loro il
valsente in danaro contante.
Et. I cavalli , e l'armi, e l'altra roba parti a bottino. M. Villani.
— Rappresentarono a bottino da ottanti prigioni. Storie Pistolesi.

a. Chiamasi particolarmente con questo nome una Sorta


di calzatura del soldato, che non fascia che il collo del
BRA. a 85

piede. È assai in uso presso le infanterie unghere , e presso


tutte quell'altre, che per essere più sciolte non portano
sopraccalze , ma lunghe brache , e bottini : in frane, si dice
Bolline. La voce è registrata dall'Alberti.
A bottino, awerb. A sacco, A ruba ; onde Andare a
bottino vale Essere saccheggiato ; Mettere a bottino , vale
Rubare , Predare , Saccomanno re , Abbottinare le robe del
nemico.
Et. Mettere gli uornini a fil di spada , e b roba tutta a bottino.
GlAMBCLLARI.
BRACCI AIUOLA, s. f. Sorta di copertura del collo e
delle braccia nei secoli di mezzo, che serviva anche di
difesa. Dicesi anche Bracciuola.
Et. E non ti dico delle braciaiuole, ... che ben possono dire, che
noi portiamo la gola nel doccione, e 'I braci io nel tegolo. F. Sac
chetti. — Fu rhianiiito l'Aguto, perno hè avendo guerra i Frescobaldi
co' Boslùhi, cogli Adimari, e Conti di Fon tornio, e guardandosi, por
tava nella bracciaiuola uno grande agulo. Velluti Crox. Crutca.
BRACCIALE, s. m. In frane. Brassard. Una parte dell'
armadura colla quale si copriva il braccio del soldato fino
a tanto che si adoperarono armi difensive.
Et. Avevano i Romani le gambe e le braccia coperte dagli stinieri
e da'bracriali. Macchiavelli. — La lancia, ancora che fosse grossa e
massici ia , si spezzò in più parli, una delle quali nello scorrere gli
passò il bracciale , e lo feri alquanto sulla spalla sinistra. Varchi. —
Le corazze per andar più sbrigate non porteranno bracciali. Melzo.
BRACCIUOLA. s. f. Lo stesso che BRACCIAIUOLA; V.
Es. Risplendono le feriate bracciuole, e le spade d'acciaio. Virc.
Ex. Ci un a.
BRAGA, s. f. In frane. Braye; Brague. Ordegno
composto di due forti bande di ferro, col quale si teneva
unito il mascolo ad alcuni antichi cannoni petrieri , ed agli
BRA

organi , che perciò ermo chiamati Petrieri , e Organi a


braga. V. MASCOLO.
Ss. Alcuni di essi si chiamano a braga, e si caricano per la cullila
coi loro mascoli. Mokteckccoli. — Braga in alcuni pezzi petrieri è un
cinto di ferro, che tiene unito il mascolo alla canna, e forma anche la
coda al pezzo. Moretti.
BRANCA, s. f. Lo stesso che DIRAMAZIONE! V.
Es II monte sul quale è posato il castello si dirama per la parte
di Ponente da quelli di Gerfalco, e per via di branche tortuose con
nette con quelli della maremma Volterrana. Tarcioni-Tozzetti
BRANDIRE, v. ATT.Inlat. Vibrare. In frane. Brandir;
jigiter. Vibrare , Scuotere , Scrollare ; e dicesi dell'armi
in asta e delle spade quando vengono vibrate , e scosse da
chi le porta in atto bravo, e quasi a farne pruova prima
à* incontrar il nemico.
Es. Poi ritornaro colla lancia in resta N>
Mollo avendola pria brandita e scossa. Ariosto.
— Percoleano li scudi, e brandivano le spade. Liv. MS. Crusca.
— Gli Spagnuoli , come furono giunti all'Apparita, e viddero a un
tratto la città di Firenze con tulio LI s s ,vibrando chi le picche,
e chi brandendo le spade, gridarono ad alla voce e con indicibile al
legrezza dissero nella lingua loro : signora Fiorenza apparecchia ibro-
cali, ebe noi venghiamo per comperargli a misura di picche Varchi.
BRANDISTOCCO, s. m. In frane. Brin-d'estoc. Arme
in asta simile alla picca , ma col ferro più lungo, e l'asta
più corta, quasi una lunga spada posta in cima ad un bastone.
Es. Il principe d' Ugnano, ed Amostante
Da tot calori fan col brandistocco. Lippi.
— S'adoperava incessantemente la pala e la zappa, e nell'istesso
tempo la spada ed i brandistocchi, arma, che mirabilmente .serviva ,
perchè essendo uua corta picca, (i maneggia con facilità, e cen forza
rispinge. Nasi.
BRANDITO, TA. pari. pass. Dal verbo BRANDIRE; V.
BRA

BRANDO. s. m. In frane. Brand. Spada lunga , grossa


e tagliente, che si maneggiava anche a due mani dai cava
lieri e dagli uomini d'arme : andata in disuso colle armi di
que' tempi , la voce rimase agli oratori ed ai poeti come
sinonimo d'Ogni spada. '
Et. E donde gittar l'asle preso il brando
Si toriuro a ferir crudeli e fieri. Ariosto.
*—■ E s'avanza, e l'incalza, e fulminando,
Spesso alla vista gli dirizza -il brando. Tasso.
— Vitellio sopra superbo corsiero in sopravvesti imperiale , Ai
brando cinto. Davshzati trad. Tao.
BRAVACCIO. V. BRAVAZZO.
BRAVAMENTE, awerb. In frane. Bravement. Con
bravura , Da uomo bravo, Con atto bravo.
Et. Frattanto' gl'Israeliti, ciascuno da quella parte ni cui si trovava,
saltarono bravamente sull'alta breccia. Seghe». — Trovato l'ostacolo
del fosso e l'opposizione della trincea bravamente difesa dagli archi*
bugicri ugonotti. Daviia.
BRAVARE, v. Att, In frane. Braver. Minacciare alte
ramente e imperiosamente ; Mostrarsi con atti o con parole
maggiore di qualsiasi più grave pericolo. È voce di assai
geloso maneggio, poiché viene adoperata per lo più nel
signif. di Fare una bravata, cioè d'Intimorire altrui con
minacce e con vane dimostrazioni di bravura ; mentre altri
scrittori , come si vedrà dai seguenti esempi , l'osano anche
nel signif. di Affrontare animosamente un pericolo mostrando
di non conoscerlo o di sprezzarlo. Al tutto par voce che
prenda buono o reo signif. dal fine al quale mira l'azione.
Et. O Paladin, che fate sì il trinciante,
Venite un poco innanzi ora a bravare.
(Qui in tento ditpregiaùfó). lìmiti.
— Mi fa ciò risovvenire di quel d' Orazio bravante la fortnna ,
siccome qui brava l'amore ( qui in tento buono ). Salvimi. — E non
fare malamente , come fanno molti, che essendo giustamente i loro
a88 BRA

soldati castigati da altri capitani, voglion bravare, e fare anco quistion.


con essi (gai più chiai amcnle in cattivo sento), tmozzi.
BRAVATA, s. f. In frane. Bravade. L'Alto del bra
vare , cioè del minacciare altiera mente , che si risolve io
vane dimostrazioni d'offesa. Si adopera in senso dispre
giativo.
Et. Fare una bravala, o tagliala, o uno spaventarchio, e un soprav
vento, non è altro, che minacciare , e bravare, il che si dice ancora
squartare, e fare mia squartata Varchi — Essere cose contrarie....met
tere insieme tanti eserciti , assoldare sempre nuove milizie i nn per
petui protesti di non rallentare fino all'intera perfezione della villo
si ia, e dall'altro canto debilitando e distruggendo l'entrate regie, tagliar
i nervi alla guerra, e ridursi in necessita dopo tante bravate, ili ron-
descendere per mani amento di danari ad una pace p eoa di disavvan
taggi, ed accompagnata da pòca riputazione. Dayu.a.
BRAVATO, TA. part. pass. Dal verbo BRAVARE; V.
BRAVAZZO e BRAVACCIO, s. m. In frane. Bravachc.
Peggiorativo di Bravo ; Bravo in apparenza ; Che millanta
bravura. Si adopera altresì a modo d'Aggeli.
Et. Un giovane sventato, bravaccio, soldato del signor Rienzo da
Ceri Cellibi.
— O che bravazzi
Fanno il soldato lanriator di fiabe 1 Buonarroti.
BRAVISSIMAMEN TE. avverb. In frane. Très-brave-
ment. Superlativo di Bravamente , cioè Con gran bravura;
Con atti bravissimi ; Da uomo bravissimo.
Et. Egli in questa operazione si portò bravi simamente. F. Gior
dano. , .
BRAVISSIMO, MA. aggett. In frane. Trés-brave.
Superlativo di Bravo.
Et. Alloggiò l'esercito vicino a Dura, terra benissimo fortificata e
ben guardata con buon presidio sotto il reggimento di Flalres, capi
tano bravissimo di quella gente. S.:ciri.
BRAVO, VA. aggett. In frane. Brave, Forte, Corag
BRÀ 289

gioso, Animóso ; e si dice di soldati , d'esercito, di popoli ,


e di azioni coraggiose ed arrischiate da essi fatte. E qui
nota capriccio della lingua italiana, la quale adopera questa
voce come addiettiva, e nel modo sopra indicato, in senso
onesto, e come sustantiva in senso cattivo, perchè in questo
secondo caso la voce Bravo corrisponde a Sicario, Sgherro:
e però dicendo che un generale era attorniato da' suoi bravi
soldati , intendiamo d'un Cesare in mezzo al Gore delle
sue schiere, ma se dirai ch'egli comparve circondato da'
suoi bravi , ne fai un tiranno, al quale tien dietro una
funesta comitiva di feroci esecutori delle sue sanguinarie
volontà.
Es. Filippo di Macedoni.! aveva un soldato bravo. Varcui. — Con
fermò l'animo di mirile guardie, le quali accorgendosi di combattere
sotto gli occhi proprii del re, fecero così brava resistenza contro il
numero supcriore de' nemici, che l'impeto loro fu bravamente soste-
nulo fin che sopravvenne soccorso. D'.vila.
BRAVURA, s. r. In frane. Sravoure. Temerità, Impeto
violento nell'affrontare i pericoli della guerra o dell'armi.
La bravura è la divisa, del soldato.
Et. Non ardiva uscir più alla campagna, nb. mostrare quella bravura,
che egli eia usalo. Firenzuola. — 11 maresciallo di Birone avventuro
samente uscito dalle nwni de' nemici, a\ èva. col colonnello Calati
fermati gli Svizzeri , che prima si ritiravano fuggendo , e tornando
con altrettanta bravura con quanto precipizio erano prima scampati ,
arrivarono, cec. "DaviLA- V —•
BRECCIA, s. f. In frane. Bieche Apertura, ossia Rot
tura c Ruina de'muri o terrapieni d'una fortezza o di qua
lunque altra opera di fortificazione, fatta dal cannone o dalla
mina del nemico per entrar dentro di quella di viva forza.
È voce venutaci di Francia , e non più antica del secolo
xvu : prima si chiamava Apertura , o Rottura , o confon
dendo la causa coll'effetto si diceva anche Batteria. Essa ha
peraltro l'origine nel Teutonico. La sommità della Breccia
Và i. « t9
290 BRE

chiamasi più particolarmente dagli scrittori tecnici l'Alto


della breccia, in frane. Le haut de la brèche , e la sua
parte inferiore , il Piede, in frane. Le pied de la bi èche
Es. Gli Israeliti saltarono bravamente sull'alta breccia. Segmeri. —'
I difensori lasciarono come storditi libero l'adito della breccia agli as
salitori , i quali no:i trovata resistenza alcuna alla rottura del muro,
entrarono impetuosamente nella terra. Davila. — Per battere le mura
delle fortezze facendovi rottura e strada per entrarvi dentro, die da'
Francesi vien cbiamata la breccia. Tensint.
Aprire la breccia. In frane. Oiwrir la bi èche. Lo stesso
che Far breccia; V.

Battfre in breccia. In frane. Battre cu brèche. Diri


gere i tiri delle artiglierìe contro un luogo dato, come
l'angolo di una mezzaluna o le facce dJ un bastione per
disfarlo, onde aver un'apertura che si chiama Breccia , per
la quale si entra poi nella piazza nemica : questo Battere
in breccia chiamossi dagli antichi scrittori Dar la batteria.
Es. Nell'attacco delle piazze., che hanno un fuoco radente, le bat
terie, che dm ranno battere in breccia, »i collocheranno sul ciglio dello
spallo. D'Axtonj. . >
Breccia matura chiamano gli artiglieri italiani Quella
breccia che riesce di facile accesso agli assalitori , e comoda
per alloggiatisi. È traslato fatto con bella arditezza militare.
Es. Se, fatta la breccia, l'accesso ne sia facile, si denominerà brec
cia matura. D'Antoxj. < • ■
Far breccia. In frane. Faire bièche. Far la breccia;
Aprire , Rovinare le muraglie e simili colle artiglierio , o
altro.
Es. Aprir la contrascarpa , passare il fosso con gallerie, appiccarsi
al vallo con mine , far breccia, dare l'assalto. Momeciccou. — Far
breccia, è quando si manda a terra la muraglia d'una piazxa col can
none per potervi salire e entrare. MS. Ugo Cacciotti.

*
ì • <
Mqwtajsb «j Salire aiiy breccia, la frajnj, #f/v*«Jr* à
bi eche, sui la bi èche. Dicesi dei soldati assaltanti »
passando sulle rovine fatte in un'opera «etnica tentano di
entrare in essa per occuparla.
£s. Furono ciati gli ordiui die bisognavano, per infestare ad un tempo
quei di dentro in maniera e dal ribellino e da' siti più opportuni ne'
fossi, che da loro non si potesse far impedimento a quei di fuori che
fossero per salir sulla breccia. Kd ulimv* : Kraosi fatti due ponti per
servirsene a passare il fosso e a iiiont » e - m 1 1 .« brtreia. Bsx 11voi. Lio.—>
Si accontano al fosso, e quivi combattono: montano sulla breccia, ed
ua Marcbegijno prima d) tutti pianta sulle mura l'insegna. Secbrii.
Spianabe la breccia. In frane. Rendre une bièche pra-
ticable. Si dice dell'effetto delle batterie , quando col loro
tirare sulla rottura già fatta nell'opera nemica ne appianano
la salita ai soldati che la debbono superare - i .. A
Et. Continuossi per molle ore a battere il muro; e finalmente ro
vinatone un gran pez/.o col suo terrapieno , sicché rimaueva spianala
assai comodamente L breccia, m presolo all'assalto la gente di. fuori
per darlo. Bbktivoclio.
Superare la breccia. In frane. Se rendre maitre de la
bi èche. Dicesi dei soldati assaltanti , che saliti per le rovine
della breccia sino alla sua sommità ne scacciano i difen
sori , e s'impadroniscono del sito, cosi per alloggiatisi in
caso di nuove resistenze, come per scendere di Ih nella
piazza o nell'opera di fortificazione assaltata.
Et. ftiu.tr> poi si diliicile a' reej l'i perazionc ile ponti e la qualil.i
della brecc ia uell'avcr tentato di superarla, che fatti per un pezzo mi
serabile bersaglio dagli archihusie moschetti, e d'artra sorte di fuochi
e d'offese che adoperavano contro di loro {di assediali, bisognò, ecc.
BiiTivocta».
BREVETTO, s. *. In frane. Breveu Rescritto del Prin
cipe , col quale vien conferito ad ogni ufficiale dell'esercito
il suo grado.
Et. Voleva il re, che senz altra consulta, e senz'ai tra eccezione i se
gretari di stato spedissero subitamente i brevetti. Davila.
a92 BRI

BRICCOLA, s. f. In frane. Bricole. Macchina militare


adoperata dagli Italiani prima dell'invenzione delle arti
glierie per iscagliar grosse pietre nelle città che assedia-
vano. E propriamente la Catapulta de'Romani ; e ce ne fa
fede il Davanzati , il quale volendo tradurre le antiche cose
con parole intese dal popolo de' suoi tempi , chiama Bric
cola la Catapulta. Di fatto non essendosi mai perduta in
Italia , anche ne' secoli più barbari , l'arte di maneggiar le
macchine romane , esse cambiarono solamente di nome ,
ma durarono le stesse dai tempi di Roma sino al secolo
xv , come si è già veduto alla voce Bolzone , e si vedrà
più sotto a quelle di Mangano e di Trabocco.
Es. E con trabocchi, e con briccole getta,
Sicché per tutto guastava la terra. Ciriffo Calvaneo,
— Dietro a' parapetti , ove erano briccole, e caricate balestre. ( II
testo di Tacilo dice : Antepositis propugnaculis , ex quis catapultae ,
ballistaeque tcnderentur ). Davanzati Irmi. Tac. — È questo castello
posto a pie dell'Alpi che dividono il Casentino da Val d'Arno ; e per
essere in luogo assai rilevato, e dentrovi sufficienti guardie, fu diliicile
la sua espugnazione, ancoraché Niccolò continuamente con briccole e
simili artiglierie lo combattesse. ( Qui paria del famoso condottiero
Niccolò Piccinino, e della resa di Castel S. Niccolò Canno 1440).
Machiavelli. — Accampossi il Capitano con quattromila cavalli, e
duemila fanti, e molte bombarde, e briccole. Morelli Crok. Crusca.

Di briccola. Modo- avverb. usato dagli artiglieri per


distinguere Quella maniera di tiro, col quale cacciata la
palla contro un piano ad angolo acuto venga da questo
rimandata con angolo uguale alla parte opposta. Quindi ì
modi di dire Bàttere di briccola , Briccolare , e Tiro di
briccòla , dei quali V. al luogo loro.
Es. Le batterie per li cannoni, che cacciano palle di briccola. Ed al
trove : Dovendosi osserv are, che le batterie da bombe, e quelle di bric
cola debbono sparare giorno e notte. D'Abtow.
BRI a93

BRICCOLARE. v. att. Per similit. vale Scagliare, Git-


tare , Lanciare proietti d'alto in basso, come si usava colle
antiche briccole. ■ .
Es. Briccolavano ogni sorta di fuoclii artificiati dentro la città. Ed
in altro luogo : Incominciarono la nette dei tre ottobre a briccolare in
gran rnpia le bombe dentro la città. Botta.
i B, ■
a. Nell'artiglieria ha un significato proprio e particolare
indicando una Maniera di battere col cannone , che si tro
verà spiegata sotto la voce Battere al § Battere di briccola.
Et. Si batte briccolando.. . quando non si può rettamente. Moretti.

BRIDA, s. f. In frane. Bride. Un Ingegno militare, del


quale facevano uso gli antichi Italiani per aggraffare dall'
alto delle mura le macchine de" nemici assediami , e tirarle
a se, o sconquassarle. È il Corvo de' Romani , che ne'
primi secoli della milizia italiana cambiò nome, come tutte
l'altre macch ine militari romane , ma non uffizio ; ed il
nome è preso dal francese Bride, del quale Brida è mera
traduzione, ma ambi dall'antico germanico Bridle, legame
di cuoio. Ne' libri dell'antica milizia francese la voce Bride
è definita nello stesso significato, che noi assegniamo alla
voce italiana.
Es. Ed ancora la legione ha maestri a fare mangani , e bride , e
gatti , e torri di legname, ed ogni altra generazione d'edificio, onde
t iliadi o castella si vincono o si difendono. B. Giamboni ti ad. Veg.

BRIGADIERE, s. m. In frane. Brigudier. Titolo e


Grado di quell'uffi/.iale superiore che comandava una bri
gata. I Brigadieri succedettero ai Maestri di campo, e ven
nero aboliti quasi per tutto dopo l'ordinamento più semplice
posto in uso dai Francesi nelle guerre della rivoluzione. II
comando delle brigate vien ora affidato ai Marescialli di
campo od ai Generali maggiori , o ad altri uffiziali generali
**4 **I

con diverso titolo, ma setfrpre collo «tesso


tiare ai colonnelli deferimenti, che fanno la brigata, c
d'essere comandati dal Luogotenente generale o da quei
Generale che è prepasto al comando di quel corpo o di
quella divisione dell'esercito, della quale essa brigata fa
parte. In alcuni luoghi il Brigadiere era chiamalo Brigadier
generale, o assumeva questo titolo quando aveva il comando
aggrorc di quello» d'u
d'una brigata.
Es. 'Ciascheduna schiera si suddivide in brigale di cinque b sei bat
taglioni ciascuna rispetto alla fanteria , c di otto in dodici squadroni
nella cavalleria , e si destina un Maggior Generale , o un Brigadiere
pel comando •particolare d'ogni brigala, e un Tenente Gcaerale per
comandarne due o tre. D'Asto.->J. — Arnold, il quale era stalo di fresco
tratto dal Congresso Brigadiere Generale, faceva con piccoli apparali,
ma con gratin' animo ogrii sfor/.n per rendersi padrone di Quebec.

•a. Chiamasi ancora in alcuni eserciti col titolo di Bri


gadiere quel Sotto-uffizialt: , cui viene adulata in una coni-
; di cavalli la direzione e l' istruzione d'una delle sue
ti o suddivisioni , che in altri tempi si chiamarono Bri-
e. V. BRIGATA. Soluki Raschisi.

BRIGANTE, s. m. In frane. Brigand. Soldato a piedi,


Fantaccino, di cui si trova frequente menzione nelle antiche
Cronache italiane e francesi senza l'odioso senso che in
processo di tempo si appiccò a questo nome. Gli storici
fraìsewi affermano avere i primi portato questo Home certi
soldati arruolati dalla città di Parigi al tempo della pri
gionia in Inghilterra del Re Giovanni , pigliando la loro
;ione dalia 'Brigantina di cui andavano armati. V.

És. Coite sue masnade c con suo' briganti e Tanti di Volontà si po-
♦WofSI bbrgVéel poìtte » S. We>b. G. tftiAMii'i. •
BRI 295

a. Sedizioso, Perturbator dello Stato, òhe prende l'armi


per Far guerra illegittima e sregolata.
Et. Sorsero sdegnosamente gli Spagiiuoli contro le ordite scellerag-
ghli, .« combatterono i Napoleonici. Napoleone e i suoi prezzolati
i gli chiamarono briganti, gli chiamarono assassini. Botya.
BRIGANTINA, s. f. In frane. Brigandone. Arfnadura
difensiva antica , fatta con sottili scaglie o lamine unite
insieme , pieghevoli ed arrendevoli al corpo- Si portava dai
pedoni francesi chiamati a quel tempo Briganti. Alberti.

BRIGATA, s. f. In frane. Brigode. Un Numero di sol


dati messo insieme ed ordinato in modo da far corpo, e com
battere separato o congiunto con altri corpi d'un esercito.
Negli antichi tempi questa voce venne adoperata nelle ordi
nanze militari italiane con senso indeterminato per indicare
una truppa qualunque si fosse d'uomini da piè , o da cavallo.
Rispetto all'etimologia di questa voce , della quale par
lano variamente i filologi , sono in tutto col dottissimo
Biscioni, consentito anche dal P. D'Aquino, il quale la
deduce prossimamente da Briga, cioè Rissa, Contesa; eccone
le parole : ce Brigata. Truppa di soldati: e vien da Briga,
ce lite , contesa , che è una certa spezie di guerra ; onde
ce Brigare, prender briga, far contesa, lat. Bixari : e Bri-
cc gante, Soldato. » (Annotazioni al Malmantile, Cant.

Al presente u'axicno scritte al soldo tremila, e chele ili-tic un


gate si dovieno rassegnare in Firenze. F. Villani. — Si ragun. rono
insieme più brigate, le quali si < ninnarono compagnie, e andarono ta
le <ei;re. Macuuvklli. t .

2. Chiamasi ora Brigata un Corpo di fanteria o di caval


leria, formato di due reggimenti d'una stessa milizia, e
comandato da un ufficiale generale.
296 BRI

L'ordinamento hi Brigate ebbe principio nel secolo xvn


nel quale esse Brigate si componevano d'un certo numerar
di battaglioni o di squadroni posti sotto il comando d'un
generale, che assumeva perciò il titolo di Brigadiere. Questi
corpi erano allora le parti principali d'un esercito, che non
si scompartiva ancora in Divisioni. Nel secolo xvui, e dopo
gli scompartimenti della tattica prussiana, la Brigata ridotta
nella forma sopraindicata , e comandata da un Maresciallo
di campo, ossia Generale maggiore , fa parte delle grandi
Divisioni . nelle quali sono ora scompartiti gli eserciti.
JSs Di più squadroni e battaglioni (ormarci corpi maggiori , e si
cliiaiiiatio brigale. Le brigate sono membri d'armata. Moxtecuc.com.
— Agli undici ili luglio fu pubblicata la diebiarazionc dell'indepen-
denza nella Nuova-York, e con molto apparato letta a ciascuna bri
gata dell'esci ciio americano. Botta.

3. Nella milizia dell'artiglieria si chiamò Brigata uno


Scompartimento di pezzi da campagna, e d'uomini per
ministrargli, destinato in molte occasioni ad operare sepa
ratamente sotto il comando d'un ufliziale superiore. Queste
Brigate erano per Io più di cinque a sci pezzi coi loro cas-
soui, fucine, marescalchi, e numero d'uomini e cavalli
conveniente. I Francesi le chiamarono pure Brigade , cui
sostituirono poscia la denominazione più precisa di Batterie.
V. BATTERIA.
Es. Adine di potersi servire delle divisate artiglierie unitamente, o
separatamente, sccondoclic le circostanze esigono, .sr ripartiscono in bri
gate di cinque in sci cannoni ciascuna, e pel servizio delle medesime
si destina un certo numero d'artiglieri. D'Ahtosj. . '

.). Brigata si chiamò pure una Porzione o Suddivisione


d'una compagnia di cavalli , come Squadra d'una di fanti.
Soliani Raschisi.
Di qua il titolo di Brigadiere dato anche adesso iu alcune
BRI a97

a quel , che viene

Maggiore di a. V. Maggiore.
BRIGLIA, s. f. In frane. Bride. Strumento col quale
si frena e si tiene in obbedienza il cavallo. Neil' istruzione
che si dà ai soldati di cavalleria si annoverano le seguenti
parti della briglia :
Gli Anelli . . .In frane. Anneaxix ;
l'Archetto Are da banquet;
l'Asta del morso Broche du banquet ;
il Barbazzale . Gourmette ;
le Borchie . . Bossettes ;
il Bottone corsoio Boulon coulanl ;
le Campanelle . Porte-rcnes ;
il Cannone o < Canon ;
la Catenella . Chatnette ;
3 Ceppo del freno . Liberté de langue ;
la Crocetta . . . Croisette ;
1' Esse del barbazzale Esse ;
l' Estremità dell'asta Gargouille ;
il Filetto .... Filet;
il Fiore della crocett Fleuron ;
i Fondelli . . . Fonceaux ;
la Frenella . . . Martingale ;
il Frontale . . » Frontal ;
la Guardia . . . Branche
l' Imboccatura . . Embouchure ;
la Lunetta . . « Croissant ;
il Morso « Mors ;
la Museruola . • Muserole ;
l'Occhio della guardia OEil de la branche ;
BRI

t Passanti, v i Passans ;
il Porta morso Porte-mors ;
il Rampino ....... Crochet {
le Redini . r » . . » . . Bénes ;
10 Scudicciùolo del frontale . . Fleuròn du frontali
le Sguanci* ....... Montans ;
11 Soggólo, o Sotto-gola . . . Sòus-gòrgé ;
la Stanghetta ...... Banquet; 1
la Testiera . . . . . . ' . Dessus de tSte;
i Voltoi ........ Tourets.
La Briglia assai diversa dal Frcnum de' Romani è stata
portata in Italia dai popoli settentrionali , e gli Italiani inco
minciarono a farne «so nei secolo xn. G. Villani nel descri
vere la famosa oste de' Fiorentini contro Castruccio Signor
di Lucca l'anno i3a5 dice, che nel loro esercito v'aveva
più di trecento destrieri a briglie.
Et. E sono i cavalli tartari con sottili briglie senza freno. G. Yilljju.
A briglia sciolta. In lit. Laxatit habenis. In frano.
A bride abattue. Posto avverbialmente vale Di gran car
riera , A tutta briglia.
Et. Già Sacripante a lui s'era voltolo,
E ne venia volando a briglia sciolta.
— Ma i cavalli regj.. .. incalzarono per modo i Railri, che non po
tendo questi esser più ritenuti, voltarono le spalle, ed a briglia sciolta
si posero finalmente a fuggire. Bectivoglìo.
A tutta briglia. Modo avverb. In frane. A
Ventre a terre. Con grandissimo impeto; Di
riera; Velocissimamente ; A briglia sciolta.
Et. T.a cavalleria fugata e disordinata uvea lasciato libero il
a' nemici, e fuggendo a tolti briglia, ecc. Dai ila.
Dar la briglia. Allentar la briglia al cavallo. Crusca
TtireR BniftLti o la briglia. Irt frane. Tenir bride.
Modo di dire militare per Fare alto, Arrestarsi , ed è pro
prio della cavalleria.
Es. Il Duca di Mompensieri avendolo seguitato fin sulla rifa dèi
f'o««o , pmi"hè vide dall'altra parte tutto Peservito schierato alla batta
glia, tenne la briglia, e considerando che non si poteva passare con
gli squadroni ordinati, macoli venti soli uomini di fronte, prese tempo
lentamente scaramucciando d'avvisarne il Ducad'Angiò. Davila. — Si
presentarono le truppe de' collegati e de' Francesi , che fecero tener
briglia all'inimico, il quale ristette. Moktecuccoli.— Si dì» in questa
maniera occasione al nemico di tener briglia per timore di qualche
imboscata. Mra.7.0. •
Voltar la briglia, tn frane. Tourner bride. Modo di
dire militare per Tornare indietro, Dare addietro.
Es. Il Re voltata la brìglia con passo tento prese la strada mede
sima per la quale era venuto. Daviia.
BR1GLIAIO. s. m. In frane. Éperonnier. Colui che fa
le briglie.
Es. Allato alla via de' freuaj, o vogliam dir brigliaj. Bombivi.
BRIGLIETTA. s. f. Diminutivo di Briglia; Briglia
piccola.
Es. Insogna Mettergli una briglielU adatta e conveniente, che non
gli dia il' lev ■ Li*. Mascal<.. Crusca. *
BRIGLIONE. s. m. Briglia grande, di cui si fa prin
cipalmente uso nelle cavallerizze per domar i cavalli.
Es. < onic senti la giumenta correre dietro, tirò la lesta con si dura
maniera, che ruppe un briglionc assai forte. Sacchetti.
BROCCATA. s. f. Colpo di spada; Riscontro. Crusca.
V. IMBROCCATA.
BROCCATO, s. m. Lo stesso che Steccato, Vallo c'nto
di pali aguzzi In cima; Palancato. È voce antica e disusata.
Es. E appressossi a nemiri a meno di un mezzo miglio, credendo
che uscissonodal loro broccato per combattere con lui. Storie Pistoiesi.,
3oo BRO

BROCCHIERE e BROCCHIERO. s. m. Io frane. Bou-


clier. Piccola rotella di ferro , ossia scudo adoperato ne'
secoli di mezzo, e cosi chiamato da lina punta di ferro
acuta che aveva nel mezzo.
Es. I Britanni arditi e pratici, colle spade grandi e brocchieri pic
coli, schifavano o paravano i tiri nostri. Dayanzati irati. Tue.
— e di metallo
Brocchieri alla sinistra, e stocchi a Iato.
{Qui il IratlttUore esprime con vo<:e del suo tempo il Ialino Pella). Caro
limi. Eneiil.
BROCCO, s. m. Il Segno che è posto nel mezzo del
bersaglio, nel quale cercano d'investire i bersaglieri sparando
colla carabina , col fucile, o colla pistòla. Quindi deriva il
modo di dire: Dar nel brocco, in brocco, o in brocca,
cioè Dar nel segno, Colpire appuntino.
Es. E dà sempre net brocco a mezzo '1 segno. Pulci.
— Significando, che si debba dare nel punto, c, comesi dice, in
brocco. Caro.
BRONZINA e BRONZINO, s. f. e m. Una Spezie
d'artiglieria antica di grosso calibro, come la Bombarda ,
colla quale vien talvolta confusa : se ne trova frequente la
menzione nei Cronisti italiani del secolo xv, e segnatamente
nei due seguenti passi tratti il primo dai Commentarli del
Piccinino, l'altro dai Commentari! della guerra di Ferrara
di Marino Sanuto :
« Trahebantur denique lanceis onerati currus quinque,
et et tormenta aenea sex , quas Brenzinas Itali vocant. »
Commenu Jac. Picinini lib. 8 apud Murator. tom. 20
Script. Il al . col. 1 36.
ce E per far passavolanli , archibugi , c bronzini furono
<c disfatte più di cento e cinquanta campane del contado. »
Marino Sanuto, Cornmentarii della guerra di Ferrara,
ecc. nel 1.482, Venezia, 1829, pag. 46,
La radice della voce è in Bronzo.
BRO 3o*

BRONZO, s. M. la frane. Bronzo. Composizione di


rame e di stagno in variate proporzioni , colla quale si fanno
le artiglierie ed altri strumenti di guerra. B Bronzo viene
anche dai pratici chiamato METALLO ; V.
Es Cosi muove di natura e d'aspetto ( il rame ) secondo ta propor
zione dello stagno che gli date, così cambia nome, e non più rame, ma
bronzo si chiama ; ovvero per maggior distinzione di certa quantità
di stagno per ogni celilo di rame in su, da' maestri è detto metallo
più e manco fino secondo che più o manco di stagno contiene. Biiun-
coccio. — Si trovarono nella città cento sessanta cannoni la più parte
di bronzo. Botta.
a. Figurat. vale Cannone, Bocca di fuoco, ma non si
adopera che in istile poetico ed oratorio. In frane. Airain.
Et. Fecero sulle prime le artiglierie francesi gran danno nelle file
nemiche, ma essendo riuscito agli Svizzeri di occupar que* medesimi
bronzi, e di rivolgergli contro gli stessi Francesi, ecc. Muratori.
— . . . . . E un calpestio
B' cavalli e di fanti, e sotto il grave
Peso de' bronzi un cigolio di rote,
Che mestizia e terror mettea nel core. Monti.
BRULOTTO, s. m. In frane. Brùlot. Nave carica di
materie combustibili e di fuochi artificiati, della quale
si fa sovente uso per abbruciar ponti od altre opere di
legno, o per dar fuoco alle navi nemiche. V. Barca di
fuoco.
Es. Uffiziali e soldati montarono spacciatamele sui battelli, e con
mirabile coraggio accostatisi agli ardenti brulotti , gli aggraffarono e
condussero alla larga in luoghi ove non potessero far danno. Botta.
BRUSCA, s. f. In frane. Brosse. Strumento con setole ,
col quale si puliscono i cavalli. Fa parte dell'equipaggio del
soldato di cavalleria. Crusca.

BUCA DI LUPO. s. f. In frane. Trou de loup. Una


Escavazione circolare nel terreno , di una data profondità,

i
3qì BUC

la quale si usa non solo nella fortificazione campale • , pia


aucora nel fosso e negli spalti delle fortezze per renderne
più difficile il passaggio al nemico. E da avvertire che le
Buche scavate così in quadro, come in tondo al piede deJ
fianchi ritirali e sul fronte di alcune opere esteriori della
fortificazione regolare delle piazze , prendono presso i
nostri scrittori dell'arte la denominazione particolare di
DIAMANTE; V.
Es. Si è veduta una qualche parlicolar industria, là ne' pozzi, ijua
nelle buche di lupo che proteggevano le linee. Alcarotti.
BUCCINA, s. f. In lat. Bucina. Tromba ritorta usata
dai Romani come stromento militare ne' loro eserciti. È
altresì stromento militare di molti popoli barbari.
Es Diedero il sej^no dell'investire coi loro timballi, e lolle loro
buccine. Cor&im trad. Cono. Mcss.
BUDRIERE, s. m. In frane. Baudriev. Larga fascia di
pelle di bufalo o di cavallo posta sulla spalla diritta, la
quale attraversa da una parte il petto, dall'altra la schiena
del soldato , e va a congiungersi al fianco sinistro, ove i
due capi si uniscono insieme per ricevere la sciabola o la
spada.
Es. . ■ Orrendo a lui intorno intornu , • •* •
Al petto era budriere, ed avea il cunjo,
Ov'eran storiate opre divine.
(La slampa di Firenze del 1 7 23 ha Brodiere; ma lo credo errore di
slampa, quando non sia storpiatura di dialetto). Salvivi trad. Odiss.
BUFFA. 3. f. In frane. Risière ; Gfille. Quella parte
dell'elmo, che copriva la faccia dalla fronte sin sotto la
bocca , e calava e s'alzava a voglia del cavaliere : chiama-
vasi anche particolarmente con questo nome Quella parte
della visiera , che difendeva le gote.
Es. Pur v'hanno ahimè artifiziose buffe
serrate.
BUL 3o3

BULLETTA. s, r. Iolat. Clavus. In frane. Clou. Sorta,


di chiodo di largo cappello , variamente ornato e di vario
colore , secondo le armature nelle quali veniva adoperato
cosi per la loro saldezza , come per ornamento. Chiamatisi
perciò Bullette Que'chiodi di metallo, onde sono tempe
state l'aste delle labarde, ed altri che si nsano anche adesso
ad ornare le armi bianche , gli elmi , le corazze , ecc.
Et.'- Bulletta
di quelli,
ancora
che èhanno
nume gran
di varie
cappello.
sorteCrusca.
di chiodi,
— Lee particolar-
bullette si

1 in bianche o nere, da arraadure, Bullette da labarde, ecc.


Alberti. »'-■

n'AU-OGGIAMENTO. V. ALLOGGIAMENTO.
• .»
BURIASSO. s. m. In frane. Parrain ; Second. Colui
che a' tempi cavallereschi metteva in campo il giostratore.
Voce antica. V. PADRINO.
Et. Onde burlassi si chiamavano coloro, i quali mettevano in rampo
i giostranti, e stavano loro dintorno, dando lor colpi, c ammaestran
doli come fanno oggi i padrini a coloro che si debbono combattere in
Ulcerato. A unii,

BUSCA, s. f. In frane. Maraude. Ruber à che si com


mette in campagna dai soldati indisciplinati a danno dei
pacifici abitatori.
Et. L'odio e le animosità fra il soldato che va in busca ed il pae
sano che il suo difende, sono effetti del mancamento della provianda.
Mortecoccoli . — La strettezza dei viveri , alla quale si trovava ridotta
la guarnigione di Boston, faceva si ch'ella tentasse in ogni modo, an
dando alla busca qua e là di procacciarsene. Botta.

Andare in busca od alla busca. In frane. Aller à la


maraude ; Marauder. D cesi del soldato che va a rubare ,
a predare la gente che non l'offende.
Et. L'odio e le animosità fra il soldato che va in buse.'; ed il pae
3o4 BUS

tatto che il suo difende, sono effetti del mancamento della provianda.
Moutecuccoli. — Così medesimamente dovrebbon godere del comodo
di quelle cose, che guadagnano qne' che vanno fuori alla busca, e non
tare come s'usa oggidì, che ne godono solo quelli che rubano e assas
sinano. Ciituzzi. .
BUSCARE, v. att. e seut. In frane. Marauder, Andare
alla busca , Rubare l'abitante del paese , Portargli via i
viveri , le vesti , le robe ; Predare.
Es. Venti uomini solamente, che buscavano alcuna preda ne' vicini
lidi cristiani. Ed in altro luo$o : Richiamato la massa che era andata
fuori a buscare, si ritirarono in un luogo aperto. Giambulliri.
BUTTAFUOCO. s.m. In frane. Boute-feu. Asticciuola,
che porta la corda accesa per dar fuoco al cannone.
Et. Al maneggio dell'artiglieria si richieggono.... cucchiai-C o razze,
cunei, scovoli o lanate, scopatori, buttafuoco. Montecuccoli.
BUTTASELLA, s. m. In frane. Boute-selle. Segno ebe
si dà colla tromba ai cavalieri d'insellare i loro cavalli , e
di prepararsi a montare a cavallo.
Es. Tocca tromba, buttasella, tutti a cavallo. Redi. — Toccando il
buttasella deono i soldati pone in ordine il cavallo, e poi armarsi, e
toccandosi a ca\allo, deono le compagnie, alle quali tocca la vanguardia
essere le prime a uscire. Melzo.
CACCIA, s. f. In frane. Chasse; Poursuite. L'Azione
del cacciare nel a.0 signif. di questo verbo. V. CACCIARE.
Es. Quivi ebbono grande battaglia, e furono sconfitti i Piiani : e i
Lucchesi, ch'erano legali a prigioni, legarono e presono i Pisani, e la
caccia fue insino alla Badia a Sausovino presso a Pisa a tre miglia ,
onde molti Pisani e Sanesi furono morti e presi più di tremila. 11.
Mamsfim. — I Genovesi Aretini e' fanti dell' Alpe come vidono rotte
le schiere de' Pisani , e mettersi in fuga, seguitando la caccia ne pre
sone assai. F .Villani.
Andare ih caccia vale Andarsene , Fuggire perseguitato
e stretto da vicino dal nemico.
Es. Ebbe gran paura, e andonne in caccia con vergogna. G. ViLLArr,
Dar caccia o la caccia. In frane. Dormer la chasse.
Seguitare il nemico che fugge per raggiungerlo, e fargli
danno.
Es. Volli., dar la caccia e impaurire que' ribaldimi. Firenzuola.
— Tino alla rocca delton lor la caccia. Bermi.
— V. perciò molti hanno lasciato «li seguir la vittoria , per non dar
la caccia di notte . < he rende o^ni cosa confusa e sospetta, anco a'
v intitol i. Cinczzi.
Mettere in caccia. Detto attivamente della gente pro
pria vale Indirizzarla , Avviarla a persegnitare il nemico
che fugge; in frane. Envojer à la poursuite ; e passiva
mente, vale Farsi dietro al nemico che fugge per raggiun
gerlo e fargli danno. In frane. Poursuivre ; Se metlrc à la
poursuite. ^
Es. Portatane a' suoi la nuova ( della morte di Kiotogi), a' nostri la
testa, non bisognò altro, per mettere quegli in fuga, e questi in cac
cia lor dietro ad ucciderli. Babtom.,
Voi. I. 20
CAC

2. Detto pure attivamente di gente nemica vale Perse


guitarla nella fuga per raggiungerla e farle danno.
/.">. Alla fine fu scavallato e fedito M. Luchino, e presa e rotta la
sua gente, e messi in caccia. G. Villani.
Pir.i^AR cìccia vale Mettersi in fuga per salvarsi dal
nemico che insegue , ed è proprio «osi della soldatesca
marittima , come della terrestre. In frane. Fair ; Prendre
la fuite. Cri'sca. 1L
La lingua francese ha pure Prendre citasse nello stesso
signif. ma non lo adopera che nelle cose di mare.

CACCIACORNACCHIE. s. f. Una Sorta d'artiglieria


molto antica , del genere delle Cerbottane e delle Spin
garde , colla quale si traevano proietti chiamati Cornacchia
dai quali ebbe il nome, V. CORNACCHIO.
Es. E cos^ in luogo delle Spingarde, Cerbottane, e Cacciacornacchie,
e simili, si fanno Sacri, Falconi, e Falconetti, die tutti tirano ferro.
UmiNcocr io.
CACCIARE, v. Air. In lat. Pellerc. In frane. Chasser.
Costringere il nemico per forza d'armi ad abbandonare una
città, una fortezza, un sito, un paese, od uria provincia
che occupa. Dicesi pure Discacciare , e Scacciare.
Et. Assaltarono la Terra Albinga, la quale benché avessero nel primo
assalto quasi tutta occupata, nondimeno disordinatisi nell 'entrarvi , ne
furono cacciali da poco ninnerò cicali inimici Ed altrove : i.a potenz i
ile' (roti , gente di nome, c di professione cristiana...., essendo .mal-
mente stata cacciata d'Italia dalle armi degl'Imperatori, cominciò di
nuovo Italia a governarsi, ecc. Guicciardini. — Vanno contri la terza
difesa, cacciano indi ancora i nemici , e s'impadroniscono finalmente
della fortiticazion triplicata. Sncism.
2. Perseguitare l' inimico che fugge per raggiungerlo e
fargli danno. In lat. Inseauì. In frane. Poursuivre.
Es. I Fiesolani sconfissono e cacciarono i Romani infino alla riva
d'uno nume. R, SiluMtm.
A ' A
CAC

S. Spignere , Mandar fuori oon forti»; *> si dtee dWlfr


palle, o d'altri proietti cacciati per forca di polvere da ogni
sorta d'armi da fuoco. In frane. ÌMncer.
Es. Si farà poi uso de' sagri da libbre 8 , ognivoltachè il vorranno
cacciare palle infuocate per eccitare incendii nella piasi». D'Anto».
Cacciare ni botta. V. Rotta.
• *
Cacciar mano. V. Maro.

Cacciarsi sotto o Entrare sotto ad uno. In frane.


Serrer de près. Accostarsi risolutamente e cosi da vicino
all'avversario da poter combattere sotto il tiro delle sue
armi , o da potergli tirare sottomano. Crusca.

CACCIATA, fi. f. Lo stesso che Portata, quanto al


peso del proietto che nn pezzo d'artiglieria può cacciare.
V. PORTATA.
% - * * ■
Es. Le artiglierie da destinarsi per le opere det contro -attacco sa
ranno cannoni di batteria, e mortai da bombe di gran cacciala. D'Ak-
TOIIJ. - ,' .
CACCIATO, TA. fart. pass. Dal verbo CACCIARE,- V.

CACCIATORE, s. «. In frane. Chasseur. Soldato a


piedi od a cavallo, vestito, armato e disciplinato peri»
fazioni della milizia leggera , cosi chiamato per la similitu
dine dei cacciatori campestri , dei quali imita in guerra le
arti e le fatiche.
Fin dal secolo rvn si trasceglievano fra gli archibusieri
alcuni soldati più agili e più destri cosi al tirare , come al
correre , per altaecarè le scaramucce, fare agnati e scoperte,
spiarle mosse del nemico, stancheggiarlo e molestarlo. Que
sta spezie di soldati leggeri era chiamata fuori delle com
pagnie ad un bisogno, e non ebbe fin dopo la metà del
CAC

secolo xvm ordinamento proprio. A questo tempo si prese


negli eserciti francesi a dar loro qualche forma particolare,
ed il maresciallo di Broglio gli ridusse in compagnie l'anno
1760, le quali in processo di tempo vennero aggiunte a
tutti i battaglioni della fanteria francese , poscia separate
da questi e ridotte in reggimenti di fanti leggieri , armati
e vestiti come le altre fanterie , se non che hanno fucile
più corto, e meno grave il corredo, portando per distintivo
spallini verdi e la piccola sciabla de' granatieri. Questi
reggimenti combattono in ischiera , come gli altri dell'ordi
nanza , ma sono più di frequente adoperati nelle fazioni
proprie de bersaglieri : hanno una compagnia scelta dì
Carabinieri per ogni battaglione. Nell'anno 1804 Napo
leone sostituì alle compagnie de' Cacciatori tolte ai batta
glioni , quelle de'Volteggiatori. V. VOLTEGGIATORE.
Gli altri eserciti d' Europa ebbero anch'essi in quel torno
i loro battaglioni di Cacciatori , considerati sempre come
fanti leggieri , e diversi da quelli d'ordinanza , con varie
discipline, le quali ritraggono sempre della prima origine,
essendo stati da principio levati fra i più esperti nelle cacce,
avvezzi , come ognun sa , a scorrere per ogni verso le cam
pagne , le selve , ed i siti più scoscesi , ed a tirare di mira
con gran sicurezza : quindi hanno nella milizia gli stessi
doveri , cioè di precedere le vanguardie , di fare scoperte,
d'attaccare scaramucce , di combattere spicciolati , d'avan
zarsi o ritirarsi correndo, e di aggiustar sempre i loro colpi
al bersaglio. I migliori sono quelli che vengono scelti fra
gli abitatori delle montagne ; e nelle guerre d' Italia del
secolo scorso sono famosi i Micheletti di Spagna , come a'
tempi nostri i Cacciatori tirolesi. Fin qui de' Cacciatori a
piede; de'Cacciatori a cavallo, vedi l'articolo qui appresso.
Es. Molto lodati furono.... i cacciatori tirolesi, ai quali fu l'impe-
CÀC

ratore obbligato dell'acquisto dei castelli di Bezeno e della Pietra.


Botta. — Kran le tre ore della sera allorquando gli Spagnuoli spedi
rono uu drappello di scelti cacciatori a riconoscere il terreno e l'atti-
tudine nemica. Ed in altro luogo : In ugual tempo i capitani Derobert
de' fucilieri francesi, e Zugni de' cacciatori italiani unitamente ad un
drappello de' dragoni Napoleone liberarono la strada di Falset. Vacasi.
Alla, cacciatora. Modo avverb. Secondo gli usi e le
discipline de' soldati di milizia leggiera, chiamati più par
ticolarmente Cacciatori.
Et. Abbigliato cos'i alla cacciatora. Facicoli.
Cacciatore a. cavallo- In frane. Chasseur à eheval.
Spezie di cavalleggiere armato di carabina corta, di pistòle
e di sciabla, e disciplinato a combattere alla leggiera come
l' Ussero, dal quale non differisce che nello vestimenta.
Questa milizia venne istituita per la prima volta in Francia
l'anno 17^7, ed aggiunta alle legioni di fanteria leggera
allora in piede. Abolite queste nel 1776, la cavalleria rima»
nente venne ordinata in quattro squadroni , e poscia accre
sciuta sino a formare nel 1784 sei reggimenti. Per le buone
prove fatte in guerra da questa milizia , e per la facilità
d' intrattenerla con minor dispendio delle altre cavallerie
leggiere , se ne aumentò in processo di tempo il numero
sino a 28 reggimenti. I Cacciatori a cavallo, istituiti nel!'
esercito d' Italia da Napoleone Re , sul principio di questo
secolo, combatterono con gloria del nome italiano nelle
guerre di Germania , delle Russie e delle Spagne. Vesti
vano a quel tempo una semplice giacchetta stretta alla vita,
e coprivano il capo di un quasco come gli Usseri', dei quali
ritenevano pure l' insellatura , colla sola differenza della
gualdrappa che era d'una pelle di montone, quasi a indicare
l'uffìzio loro at cacciatori.
Et. Il caposquadrone Gagliardi co' suoi cacciatori a cavallo conte
3ió

neva la cavalleria spagnuola dalle cariche di cui minacciava la retro*


guardia. UH i» altro luogo: Frattanto il generale Severoli forniva
battaglioni di rinforzo, artiglieri , e cacciatori a cavallo all'armata di
Suchet a Valenza Yàcmt.
CACCIAVITE, s. f. In frane. Tournevis. Pìccolo ordi
gno fatto a cono appianato ad un'estremità da due lamine ,
che terminano con un filo quasi tagliente , e serve per avvi
tare e svitare i varii pezzi dell'armi da fuoco portatili. Voce
toscana.
CADERE IN MANO. V. MANO.
CADER SOPRA. In frane. Tomber dessus. Andar
addosso, Piombar addosso al nemico con tutte le forze.
Bellissimo modo militare.
Ai. Si .-.triglie improvvisamente addosso al nemico, gli cade sopra,
e con valore indicibile fjiugne a togliergli anche di mano la spada.
Sconm.
CADETTO, s. m. In frane. Cadet. Giovane gentiluomo
che impara l'arte della guerra nelle scuole o licei militari ,
o ne* reggimenti come volontario, per essere poscia pro
mosso al grado d' uffizio le.
La voce ci è venuta di Francia , ove suona Fratello
minore parlandosi di famiglie nobili , nelle quali il diritto
di primogenitura escludeva ì Cadetti dalla maggior parte
dell'eredità devoluta al maggiore, e gli obbligava perciò a
correre la via dell'armi per campare onoratamente e con
decoro del nome avito. Questa istituzione feudale , abolita
in Francia al tempo dell'ultima rivoluzione, dura tuttavia
in molti altri Stati.
Si. Essendo in codesto paese le figlinole femmine acquisii propria-
mente della tenerezza delle madri , i inaschj essendolo unicamente
dell'ambizione de' padri , nascendo tanto primogeniti che cadetti per
la guerra. Cosa che non succede tra noi mercè di quell'infelice con
dizione, in eui ne costituisce l'impotenza d'un paese cosi diviso, che
CAD 3n

rendendovi»! assolutamente necessaria la pace, diviene massima im


prudente e zarosa troppo l'avventurare acomprar l'ingrandimentodelle
caie coll'esporre massimamente i primogeniti ai pericoli sempre certi
della guerra per le mercedi d'un serv izio straniero tanto incerte, e
sempre tarde, scarse, e stentate ai non nazionali. Macaiotti. — Mar
ciò tutta la notte, guidando le prime schiere il cadetto di Fanuria Val
lone. Davila. — Certamente error grande fu rjuel di A ittprio di metter
l'abito militare aJ ogni gioviné cadetto, che si appi-esentasse. Botta-
CADITOIA, s. v. In frane. Meurtrière. Buca fatta negli
sporti e ne' ballatoi delle antiche fortificazioni , ed anche
nelle volte delle torri , dalla quale si faceva piombar sassi
abbasso per offendere il nemico. Baldinucci» ,
CADtJCEATORE. s. m. In lat. Caducealor. Amba-
sciadore di pace, Oratore che i Romani mandavano a chie
der pace, cosi chiamato dal caduceo che portava per insegna
del suo uffizio.
Et. Cos'i i Bomatii con simboli differenti distinguevano i lord feciali,
e i loro caduceatori. Corsisi trad. Conq. Alets. ^jy».,
CALAMO, s. m. Saetta, cosi chiamata da' poeti a
cagione della canna , in lat. Calamus. È voce poetica.
Es. Voltatisi tutti gli altri a quella banda,
Ond'cra uscito il calamo omicida. Ariosto.
CALASTRELLO, s. m. In frane. Entretoise. Forte
pezzo di legno piano, frapposto alle due cosce della cassa
del cannone, per tenerle collegate insieme alle due estre
mità , e per altri servizii del pezzo. Ve n' ha quattro per
ogni cassa , il primo de' quali dilla parte anteriore si chiama
Calastrello di volata ( in frane. Kntretoise de voice); il
secondo, Calastrello di riposo (Enireioise de epuche);
il terzo, Calastrello di mira ( Efitreloise de mire) ; ed
il quarto da piè , Calastrello della coda ( Entretoise de
lunette).
Et. SorM) collegati i dtic assoni 'lj ipialtro traverse, chiavi, o mia-
3 12 CAL

strelli di legno, the oltre l'uffizio generale di


lia anche ciascuna de' particolari. Moretti.
CALCAMENTO e CALCATURA. Il Calcare. Baldi-
ntjcci. V. CALCARE.
CALCARE, v. att. In frane. Bourrer ; Refouler. Bat
tere col calcatore o colla bacchetta la carica introdotta nell'
anima delle armi da fuoco. V. RICALCARE.
Es. Poscia srpra la stoppa metteva una conveniente carica di pol
vere, alla quale benissimo calcata metteva addosso un buono e ben ser
rato stopacrio. Hkui.
2. Aggravare colla punta d'uno stile d'avorio, o di legno
duro, i dintorni d'alcun disegno, fatto sopra carta ordinaria,
o trasparente , ad eiTetto di far comparire sopra altra carta
esso dintorno, per farne poi altro disegno. In frane. Cal-
quev. Baldisuccù Alberti.
CALCATO, TA. pam. pass. Dal verbo CALCARE ; V.
CALCATORE. s. m. In frane. Refouloir. Asta lunga
di legno, che ha ad un'estremità una grossa testa o capoc
chia , in frane. Tote du refouloir, colla quale si caccia in
fondo del pezzo e si batte la carica. Si dice anche Sti
vatore. Voce Toscana. V. RICALCATORE.
Es. Un calcatore, detto anche Bottone, che serve ad assettare la pol
vere a suo luogo, e a battere c comprimere gli sii
CALCATURA. V. CALCAMENTO.
CALCIO, s. m. In frane. Croste; Hampe ; Talon.
L'Estrema parte, il Piede delle armi da fuoco portatili ,
della lancia , della picca , ecc. Per le varie parti del Calcio;
V. FUCILE.
Es. L'arrhibiiso per ordinario dovrebbe oserò a fuoco colla serpen
tina , che tornasse da per se, e col calcio diritto, e come si dice ,
all'Italiana. Cisnoii. — Inverso la cavalleria s'abbassa la picca 1
done appoggialo il calcio contro il pie destro. Mohteccccoli,
CAL 3i3

CALCO, s. m. In frane. Calque. Quel delineamento che


si ritrae dal calcare , ed anche Quello che si fa nel calcare.
V- CALCARE al a.» signif.
Et. Calco è quel delineamento, che vien fatto sopra la carta, tela,
o muro nel calcare. Baldino ci.
CALDAIA, s. f. In frane. Chaudiere; Entonnoir.
Specie di pozzo, largo di bocca e poco profondo, che si
scava talvolta ne' terreni bassi e aperti sul fronte delle for
tificazioni , per mettervi le guardie acciò siano coperte dal
fuoco del nemico.
Es Invece de' ridotti soliti, imboccati dalle altezze opposte, si fe
cero cupe caldaje, die alla veduta dell'inimico , e ai colpi dell'arti
glieria occultavano la gente. Moxteccccoli.
CALDEGGIARE, v. att. In frane. Protéger; Appuyer.
Favorire , Proteggere , Fare spalla , Dar calore ; e si dice
di mosse di guerra , di dimostrazioni ostili , colle quali si
tenta di promuovere la propria causa in parte lontana , o
di aggiunger forza ad un' impresa , ed a chi la fa con soc
corsi esterni , o colla dimostrazione di essi.
Et. Ribellò il castello di Monte Carelli, caldeggiando l'oste, che era
alla Scarpcria. Ed altrove : A gastigar col ferro, e col capestro il gran
numero de' ladroni sparti quasi per tutto '1 reame , e caldeggiati da'
detti reami , e baroni per odio del Re. M. Villani. — Imperciocché,
l'inimico vorrà attaccare la piazza slessa di Giavarino, e l'esercito vi
stia già accanto a caldeggiarla, e a gettonisi dentro se bisogna. Moie
tbcuccoli. »
CALDEGGIATO, TA. part. pass. Dal verbo CALDEG
GIARE $ V.
CALIBRARE, v. att. In frane. Calibrer. Riscontrare
il calibro delle armi , e bocche di fuoco e de' proietti :
ragguagliarne il diametro con esatta misura.
Es. Ma la suddetta divisione della libbra io once, e dell'oncia in ot
tavi viene frequentemente in uso per calibrare gli schioppi , le cara
bine, pistole, e spingarde. D'Artosj. •. "*
3i4 GAL

CALIBRATO, TA. pam. pass. Dal verbo CALIBRARE;


V.
CALIBRATOIO, s. m. In fraise, Calière. Ogtii stru
mento che s'adopera per calibrare le bocche di fuoco ed i
proietti, come il Compasso, la Verga, il Cilindro, ecc. Usasi
aoche come AggéT*.
Es. Misura de' diametri e de' pesi delle paUe è ìlpiè geometrico,
il ealibratojo, la squadra lineale. MohtbcCCcolì.

CALIBRO, s. m. In frane. Calibre. Propriamente ò il


Diametro della bocca dei cannoni, de'mortai, de' fucili,
pistòle, ecc. E da ciò che le palle debbono essere raggnn>
gliate all'apertura della bocca dell'arma, chiamasi pur Calibro
la Misura del diametro di tutti i proietti , e la loro propor
zione colla bocca di fuoco. Dicesi Palla di calibro Quella
che è proporzionata alla bocca di fuoco entro la quale si
introduce ; e chiamasi Cannone , o Moschetto di grosso o
piccol calibro Quello che ha maggiore o minore apertura
di bocca , e che può ricevere più grossa o più piccola palla.
Es. Siano i moschetti lutti dello stesso calibro per non pigliare sba
glio nelle palle. Monteccccoli. — Quaranta carra d'artiglieria, la piii
parte di quel grosso calibro che usano i Turchi, gli caddero in mano.
Alcahotti. — Di archibugi abbondavano , ma hon di comune calibro,
ciascuno avendo portato il suo. Botta.
a. Fu pure usato dai pratici per LTDÌtà nella misura dei
pezzi , dei loro letti, e degli stromenti per muòvergli e cari
cargli ; ma secondochò la misura si riferiva ni diametro
della bocca , o a quello della palla assumeva la denomi
nazione particolare di Bocca o di Palla.
Es. La misura ordinaria per formare e proporzionare ogni parte di
qualunque pezzo il 'artiglieria , ed anche il suo Iettò, è il diametro della
bocca del medesimo pciao ; ma per formare le oaiee, o cucrhlarè, li
stivadori, lanate, ed ogni altro strumento, che entri nell'anima, s'ilfc»
CAL 3iS

pra il diametro, non della bocca, ma della palla del


{Quindi parlando dille Colubrine :).... Le colubrine ordinarie
lunghe sempre calibri 32 dal focone alla bocca. Moretti.
CALZA, s. f. Lo stesso che CALZUOLO
Es Questo picchiere a\rà le sue «olite armi, tanto da offesa, come
da difesa: da offesa, la sua picca con sua calza, con sua buona punta
d'acciajo , e di ferro quadra , e ben confina, c inchiodata nell'asta.
Cuczzi.
Calza di ferro. Lo stesso che GAMBIERA j V.
Es. Dopo tutte le schiere alloghiamo i triarj cogli scudi, e cogli
.elmi, e colle corazze, e colle calze di ferro. B. Giambosi trad. feg.
CALZAMENTO. s. m. In frane. Chaussure. Tutto ciò
che serve a calzare le gambe e i piedi del soldato, cioè :
Le Calze In frane. Bas ;
le Sopraccalze . . . * . . . . . . Guétres;
le Scarpe ...... Souliers;
gli Stivali Bottes ;
gli Stivaletti o Bottini ........ Bottines.
Es Molti soldati per difetto di calzamenlo portavano nudi i piedi
sulla gelata terra. Botta.
CALZUOLO, s. m. In frane. Botte. Un piccol ferro
fatto a piramide, ma ritondo, nel quale si mette il piè del
bastone come in una calza. Crusca.
Ora chiamasi con questo nome Una piccola ciappa dì
cuoio fatta ritonda, entro la quale si ficca il piè dell'aste
delle bandiere, e delle lancie. Gli Alfieri de'reggi menti di
fanteria portano il Calzuolo sul davanti del ventre , soste
nuto da una fascia che gli cinge intorno, ed la esso Calzuolo
piantano l'asta della bandiera che sostengono poi con una
mano. Le lance , e gli Alfieri delle genti a cavallo hanno
il Calzuolo appiccato alla staffa destra , nel quale pongono
il calcio dalla lancia o dello stendardo. Chiamasi anche
Calia. « *
CAM

CAMAGLIO, s. h. In frane. Camail ; Capuchon de


maille. Maglia di fìl d'acciaio o di ottone, più fitta di
quella del giaco , che pendeva sul collo degli uomini
d'arme a maggior difesa , e che era talvolta attaccata alla
parte inferiore dell'elmo o del bacinetto, onde l'appellazione
Bacinetto a camaglio.
Es. Gli fece cignere la celestiale spada , dandogli poi un bacinetto
a camaglio bello e forte Boccaccio — Ma bene s'appiccò la lancia nel
camaglio dell'elmetto, e piegollo infino in sulla groppa. Sto». Aiolf.
Crusca.
— ... E il ferro di sangue fu tinto
Che gli entrò trai camaglio e il gorzarétto. Cimffo Calvanzo.
CAMBIAMENTO, s. m. In frane. Changement. Certe
mutazioni , che si fanno per via d'evoluzione tanto nella
linea seguita da una colonna che marcia , quanto nella
fronte d'un corpo schierato. I principali cambiamenti nelle
moderne evoluzioni sono i seguenti :
Cambiamento di direzione. In frane. Changement de
direction. Ogni movimento col quale un corpo di soldati,
che marcia spiegato od in colonna, passa a marciare sopra
una nuova linea.
Cambiamento di fronte. In frane. Changement defront.
Ogni rivolgimento della fronte d'un corpo di soldati in
linea di battaglia tanto a destra, che a sinistra, marciando
avanti o indietro per occupare un'altra linea. Questi Cam
biamenti sono talvolta perpendicolari sull'estremità dell'ala
destra o sinistra, o centrali intorno alla parte di mezzo;
sono retti od obliqui , secondo l'angolo determinato. Voci
di regola.
CAMBIO. V. SCAMBIO.
CAMERA, s. f. In frane. Chambre. Il fondo della canna
d'ogni arma da fuoco, che è stanza alla carica. Si credè in
CAM

altri tempi , che col restringere o mutar forma al fondo de'


pezzi si potesse ottenere maggior effetto, e perciò s' inven
tarono camere e campane di diverse forme e capacità , le
quali non compensarono co' vantaggi i gravi inconvenienti
che traevano con se , tanto per la difficoltà di caricarle e
nettarle dopo Io sparo, quanto per la maggior rinculata del
pezzo, ecc. Si chiamarono, secondo le forme varie, ora
Sferiche, ora Paraboliche, ora Coniche, ora Ellittiche, ecc.
Es. Però a me pare, volendo pur far camera, far di quelle che cre
scano il fuoco e la canna , è queste sono quelle' che con certa ragione
allargano e massime in mexzo più che in fondo, a s mitiludine d'un
gran d'orzo, ovver quelle che da piè stanno come un padiglione di
tromba, ovver testa d'un bolzone. Bimxgoccio.
2. Chiamansi pure dai pratici Camere, in frane. Cham-
bres, le Cavità che si trovano nell'anima de' pezzi d'arti
glieria di cattiva fusione. Per riconoscere questo grave
difetto adoprano lo Specchio, ed il Gatto. Souani Raschini.
Camera della mina. V. Mira.
CAMERATA, s. f. In frane. Chambrée. Adunanza
d'un determinato numero di soldati nella stessa camera , o
sotto la stessa tenda per mangiare ed abitare insieme.
Es. Capitano diligente e moderato , che l'ebbe per degno d'esser
provato in sua camerata. Davakzati trad Tue- Gli Spahi mettonsi a
camerate di cinque o sei di loro. Moìit£coccoli, — Conviene che egli
consulti spesso co' suoi soldati di maggiore esperienza e che di questi
tali abbia presso di se uno o due di camerata. Milzo.
2. Pel Luogo stesso abitato da quell'adunanza.
Et. Sono eglino (i soldati turchi) obbedientissimi nella osservazione
«Selle loro leggi, nella istituzione di abitar in camerate insieme. Moa-
TECUCCOLI. V.
3. Come Sust. Masc. vale Compagno, Soldato che mangia
ed abita insieme ad altri. È voce famigliare ; in ùtile nobile
3i6

s'adopera quella di Commilitone , o Compagno d'armi. Si


usa altresì al Feo». In frane. Cornarade.
Et «Ih, che nuove ?
Ed un risponde e dice : o camerata,
, Cattive, dolorose. Lir-pi.
1* Quando egli (Cortes) fosse a tavola con le sue camerate. Contriti
traiì. Conq.Mess. — Ne io solo, ma le mie camerale ancora, credo per
parer , come fanno ! giovani . d'aver portato qualche cosa di Spagna.
Magalotti.
Battere per camerata. V< Battere.
Batteria a camerata. Y. Batteria.
Far camerata. In frane. Faire chambrée. Unirsi in
camerata. Crusca.
CAMICIA. 9. f. In frane. Chcmise ; Revétement. La
parte esteriore de' terrapieni delle opere di fortificazione ,
che è per lo più di muraglia , o di piote. Dicesi più comu
nemente INCAMICIATURA; V.
Es. Potrà portar al nemico nuova difficoltà l'essere la muraglia fab
bricata, secondo che è piacciuto ad alcuni, con archi grandi e larghi
piii che sia possibile, i quali vengano ascosi da una sottile camìcia di
muraglia. Galilei. '' . '
Camicia di maglia. V. Maglia. " ,
CAMMINARE, v. neut. In frane. Cheminer; Marcher.
Lo stesso che Marciare, ma più generico. V. MARCIA
RE.
Et. Osservare gli ordini negli eserciti , cosi nel camminare, rome
nel combattere, e nell'alloggi.ire. Le quali sono tre principali azioni che
faccia un esercito ; perchè se un eseicilo cammina, alloggia, e com
batte ordinatamente e praticamente, il capitano riporta l"onor suo Ma
chiavelli. — Se n'andò ( ic Valentino) con l'altre genti in terra dì
Roma per seguitare all'impresa di Napoli l'esercito del Ré; del quale
una parie condotta darObigul era per la via di Castracani entrala in
Toscana, l'altra per la Lunigiana camminava alia medesima volta. Gmc-
CUivo151,
CAM

a. Il progredire de lavori de' Zappatori , deJ Minatori e


de* Guastatori. Quindi i modi del dire militari, Cammi
nare per la strada coperta del nemico ; Camminare nel
fosso) che vagliono Avanzare coi lavori della zappa , o
colle mine nella strada coperta . o nel fosso del nemico ;
Camminare sotto terra , per lo Andare innanzi che fanno
i Minatori e Zappatori coi lavori per gallerie sotterranee ,

/••">. Prima fa di mesliero, che dimostriamo il modo, col quale cam


minando sotto terra ci possiamo condurre al luogo disegnalo (/>er la
mina ). (imiti.
CAMPAGNA s. f. In frane. Campagne. Il Luogo, il
Paese nel quale si fa guerra campale, fuori dei quartieri, e
delle piazze : di qui derivano i modi di dire militari : Uscir
alla campagna ; Tener la campagna : Battere la campagna ;
Aperta campagna , ecc.
Es. Considerando, che gli Alemanni rotto si grande intoppo non ave
vano più nessun ostacolo che potesse ritenergli, che essi signori della
campagna essendo, non iscorressero dove più loro paresse. Varchi. —
Le quali genti fu statuito, che il giorno della festività prossima di .S
Gallo si ritrovassero in campagna presso Costanza. Guicciardini.
2. La Stagione istessa, il Corso del tempo nel quale si sta
io campagna guerreggiando durante Tanno ; Anno militare.
In questo significato gli scrittori nobili adoperano sovente
la voce Guerra.
Et. A questo fine Io Spinola dopo aver alzati i forti sul Reno a Un-
rort, e occupato quel transito nella prima delle ultime due campagne
innanzi alla tregua . si era poi spinto più volte verso la provincia di
Frisa.... e nell'ultima campagna, diviso in due parti l'esercito, con l'una
egli stesso si era accampato nuovamente di là dal Reno. Ed altrove .
Giunto lo Spinola a Bruiscile s trattò lungamente con l'Arciduca in
torno alle imprese da tentarsi nella campagna dell'anno che seguirebbe.
Bentiyoglio. — TJn buon capitano di Dragoni, che voglia fare il debito
suo, s'ha a far ammazzare, a dir tardi , alla seconda campagna. Ma
CAM

Abbandonar la campagna. Si dice d'esercitò che lasciati


i luoghi atti al campeggiare ed al combattere , si ritira nelle
fortezze o si pone a quartiere.
Et. Spintosi perciò colà il Verdugo , raffreno in modo i Francesi,
che fattigli prima abbandonar la campagna, gli fece dopo anche uscir
delle terre, e finalmente anche di tutta quella provincia. Bektivoomo.

Alloggiar sulla campagna. Lo stesso che Tener la cam


pagna; Rimaner in campo o sui campi della guerra, in luogo
di andar ai quartieri , o racchiudersi nelle piazze forti.
Et. Nè impediva Cesare in parte alcuna i progressi de' Veneziani ,
non avendo avuto insieme forze bastanti per alloggiare in sulla cam
pagna. GUICCIARDINI.
«
Aperta campagna. In frane. Rase campagne. Lo stesso
che Campagna nel i.° significato di questa voce, ma le si
aggiunge l'epiteto Aperta per indicare più particolarmente
un Luogo atto alle battaglie campali , non interrotto nè da
boscaglie, nè da colli , nè da fiumi o torrenti.
Et. Si doveva definire se gli Americani potevano solo difendersi
dagl'Inglesi dietro i ripari delle fortezze, delle selve, dei fiumi, delle
montagne, ovvero se fossero abili ad incontrargli sull'aperta campagna
nelle battaglie giuste ed ordinate. Botta.
Battere la campagna. In frane. Battre la campagne.
Scorrere per la campagna , Allargarsi colle milizie leggiere
e coi corridori per aver lingua del nemico, ed anche per
dare il guasto al paese.
Et. Aveva il Principe dato il governo della cavalleria al marchese
del Vasto, il quale battendo la campagna per tutto non lasciava respi
rare i nemici, ed aveva spogliato ormai quel territorio di agricoltori.
Benti voglio. — Le guarnigioni di quei luoghi, le quali interrompe
vano tutte le strade, venivano ad incontrarsi scambievolmente coi cor.
ridori che battevano la campagna. Dayila.

Campagna rasa. In frane. Rase campagne. Lo stesso


che Aperta Campagna ; Luogo, Paese aperto, piano, nod
interrotto da alberi , macchie , riviere , monti o colli.
Es. Sapendo tutti i nimici essere a fronte, e la campagna rasa. Da*
vakzati trad. Tao. — In campagna rasa fasciar l' esercito di rosta dì
bande di granatieri, onde non siano nudati i fianchi. Algarotti.
Cannose o Pezzo da campagna. V. Cannone.
Capitano si campagna. V. Capitano.
Forte di campagna. Y. Forte.
Mettere in campagna. In frane. Mettre en campagne.
Detto d'esercito, o di soldati , vale Spedirgli alla guerra ,
Uscire a campo con essi.
Et. L'anno 4566 l'imperatore Massimiliano II mise in campagna
venticinquemila cavalli, e ottantamila fanti. Moktecuccoli.
Mettersi alla campagna. In frane. Entrer en campagne.
Lo stesso che Uscire alla campagna ; V.
Es. Conosceva essere necessario di mettere insieme le force de' col*
legati, per opporsi. ..se il Re con un grosso esercito si mettesse alla
campagna. Day-ila.
Nome di campagna. V. Nome.
Padrone della campagna. Lo stesso che Signore della
CAMPAGNA ; V.
Es. Onde fatto di già l'esercito considerabile e potente scorreva per
tutte quelle contrade senza resistenza padrone della campagna. Davila.
Prevosto di campagna. V. Prevosto.
Riconoscere la campagna. Si adopera non solo generi
camente per Esplorare i luoghi , i paesi , ma particolar
mente altresì per indicare Quell'operazione solita farsi dalle
guarnigioni d'una fortezza , che prima d'aprirne le porte al
mattino esplorano con certi corpi i dintorni di essa , onde
assicurarsi d'ogni sorpresa. In frane. Reconnattre lesdehors.
Es. Intanto aprirono i cittadini la porta, e riconosciuta la campagna
3aa CAM

di fuor! con la solila negligenza, fermaronsi poi nel corpo di guardia


sotto ristessa porta. Bmtivogmo.
Scorrere la campagna. Occupare con frequenti scorrerie
il paese nel quale si guerreggia per averne vantaggio • to»
glierlo al nemico.
Et. Quivi cominciò il Re similmente a fortificarsi, e nell'isUsso
tempo a scorrere la campagna, alfine di stringerla più che potesse al
campo nemico. Bertivoolio.
Signore della campagna. In frane. Matite du terrain.
Si dice di un esercito che, costretto il nemico a
nelle fortezze» possa correre liberamente a i
di guerra. Si dice pure Padrone della campagna.
Et. Considerando , che gli Alemanni rotto si grande intoppo non
avevano più nessun ostacolo che potesse ritenergli, the essi signori
della campagna essendo, non iscorressero dove più loro paresse. Vamchi.
Signoreggiar lì campagna. In frane. Etre maitre du
terrain ; Dominer la plaine. Scorrere liberamente e senza
ostacoli il paese , ridotto il nemico a sgombrarlo : Essere
padrone, signore della campagna.
Es. Erano rimase tanto indebolite l'armi del Re, che il Principe non
poteva più signoreggiar la campagna , nè con assedio stringere alcun
luogo importante. Bektivoglio.
Soldato di campagna. Y. Soldato.
Sortire in campagna. V. Sortire.
Tener la campagna. In frane. Tenir la campagne.
Occupar la campagna , in luogo di racchiudersi nelle for-
tezze , o di pigliar i quartieri ; lo stesso che Alloggiar sulla
campagna.
Et. Il Re di Navarra conoscendo di non aver forze sufficienti da re-
e da tener la campagna, ecc. Davila.
Trincea di campagna. Y. Trincea.
CAI* fcl

pagka. la l'rauc. J^ntrer en campagne.


Incominciar la guerra camp 1
pagna. V. SORTIRE.
Et. Che vuole uscir di nuovo alla campagna,
E ritentar la sorte della guerra. Ariosto,
— Deliberò egli adunque, come prima finisse il verno, d'uscir con
l'esercito alla campagna. Bektivoglio.
CAMPALE. AGGETT.D'ogni gen. In frane. De campagne.
Di campo o da campo, e dicesi dJesercito o di battaglia a
differenza di navale , 0 di fortificazione e d'altro a diffe
renza di reale o murale.
Et. Provvide di non mettersi a battaglia campale. G.Yillabi. —
In queste cose consìste tutta l'industria della guerra campale, che è la
più necessaria e la più ono
eretto per ricoprire come un ridotto campale la testa d'un ponte. .Uo>-
tecdccoli. rf, ■
Battaglia campale. V. Battaglia.
Ridotto campale. V. Ridotto.
CAMPANA, s. f. In frane Cloche. Strumento di metallo
ebe si poneva in cima all'antenna del carroccio degli antichi
popoli d' Italia per dar col suono i necessarìi cenni all'eser
cito. V. CARROCCIO.
Con questo strumento pure si facevano dalle guardie i
cenni delle castella.
L'uso delle Campane durò gran tempo nella milizia mo
derna ; solevano esse appiccarsi all'alto d'una trave , 0 sopra
torrette fabbricate a bella posta sugli angoli saglieati dei
bastioni , sulla parte più elevata del maschio delle fortezze,
sulle torri, alle entrate principali degli alloggiamenti, ed
altrove, per dar con esse il segno delle ore del giorno e
della notte, quello della ritirata ai quartieri, dell'alzata dei
ponti levatoi , della, fuga di uu soldato, dell'apprettarsi del
3a4 CAM

nemico, e d'ogni altro grave accidente , di cui le sentinelle


o le guardie venissero le prime ad accorgersi.
Un altro uso delle campane nelle antiche fazioni militari,
e che si serba ancora presso alcune nazioni a questi tempi,
era quello di sonarle nelle città e fortezze in tempo d'asse
dio, per cui venivano in caso di occupazione considerate
dagli assediatori come legittima preda , ed assegnate come
gli altri metalli del pubblico al Gran-mastro dell'artiglieria
dell'esercito vincitore , il quale ne divideva poscia il prezzo
cogli uffiziali superiori ed inferiori in proporzione dei loro
stipendii, lasciata peraltro alle città vinte la facoltà di ricom
prarle mediante una somma di danaro determinata, la quale
si compartiva al modo stesso.
Et. Quando eoa trombe, e quando con campane,
Con tamburi, e con cenni di castella. Dàhte,
— Un ch'era alla veletta in sulla rocca,
Dell'armata d'Alcina si fu accorto,
E la campana martellando tocca,
Onde il soccorso vien subito al porlo. Ariosto.
— Per maggior agevolezza, e diligenza di far buona guardia, non
è se non bene usar quello, che si costuma, di tenere una campana so
pra le porte, la quale sonando per l'avviso, le risponde la campana
maggiore della piazza ; la qual dee essere maggior delle altre, e posta
nel più alto luogo, acciocché sonando, le corrispondan l'altre di mano
in mano: e con quella maggiore s'ha da sonare all'arme, acciocché
Cacciano il medesimo tutte le altre : e con essa ad ogni ora sonare, e
toccar tanti tocchi, quante ore sono, acciocché tutte le altre nel mede,
simo modo abbiano a rispondere di mano in mano, e cosi si conosca,
che tutte le altre guardie stien vigilanti. Cikozzi.
2. Per similit. si chiamò pure Campana una Camera
conica , che si usava di fare nel fondo dell'anima d'alcuni
pezzi d'artiglieria , che perciò erano dai pratici chiamati
Pezzi Incampanati. In frane. Chambre conique ; Cloche,
Et. Campana in alcuni pezzi antichi é una camera non ugualmente
larga io ogni sua parte, ma più stretta verso il focone. Moretti.
CAM

CAMPEGGIAMENTO, s. m. In frane. Campement. U


campeggiare , Por campo, Stare a campo, e Mutar campo.
È voce frequentissima presso gli scrittori di cose militari.
Es. Il bagaglio manchevole ed insufficiente non pub supplire ai bi
sogni ne'campeggiamenti. Mosteccccoli. ,
CAMPEGGIATE; part. att. del verbo CAMPEG
GIARE j V.
Es. Delle case che s'abbruciano nulla curasi il Turco campeggiarne
■otto le tende. Moxtecuccoli.
CAMPEGGIARE, v. nect. È vocabolo pregno di signi
ficati. Il suo primo e naturale è quello di Por campo, di
Porsi a campo or qua or là per fronteggiare o costeggiar
l' inimico ; ed è frequentativo di Accampare, come si vede
dalla struttura della voce.
Es. Aveano le fortezze de' monti dintorno, per modo che 'I Re
non potea campeggiare G. Villani. — Imitar Fabio Massimo, il cui
campeggiare contro Annibale è il più celebre che mai abbia avuto
l'antichità Ed in altro lungo: Mentre l'esercito capitale opera al Da
nubio , campeggino nella Croazia le soldatesche stipendiate. Monte -
coccoli. — Vano riusi) allora al dura d'Oranges questo disegno; tro
vatosi a fronte il Duca d'Alba, il quale con l'arte sola del campeggiare
e del saper vincere senza sangue, lo scacciò carico di disagi intera»
mente fuor del paese. Bebtivoglio.- ,
a. In signif. Attivo. Frontegg'ar il nemico in campo o
dal campo : Porsi a campo sulle terre di lui.
Es. Fece questo comune gran fatti in questa guerra, ma egli spese
due milioni di fiorini, ma sempre campeggiammo il nemico in Lom
bardia, sempre tenemmo campo a Siena , e a Pisa stette sempre il
campo. Morell. Crok. Crusca.
3. Nello stretto significato di Accamparsi , di Piantare e
Disporre il campo. In frane. Camper.
Es. Si campeggia nel medesimo ordine che si combatte ; ordinaria
mente in due schiere, la fanteria nel mezzo, i cavalli sui fianchi. Al-
«ajottt,
3a6 CAM

4* Poni a campo sotto ima fortezza per assediarla e con


quistarla. In frane. Battre , jéssièger une place. Si ado»
pera in senso attiro.
E». Giovano questi stromenti mollo piii a chi campeggia le terre,
che a chi è campeggiato. Machiavelli. — Come intervenne alla Mi-
raodula, quando Papa Giulio (a campeggiava. Guicchkdiki.
CAMPEGGIATO, TA. pam. pass. Dal verbo CAM
PEGGIARE; V.
CAMPIONE, s. m. In frane. Champion. Colui che
difendeva colle armi alla mano e in duello le ragioni d'uà
terzo. Ne'secoli bassi tra gli altri giudizii, chiamati imme-
ritamente di Dio, venne pure ammesso quello dell'armi , al
quale come ad estremo appello si ricorreva per calunnie,
debiti e simili. A questo terribile giudizio non potevano
sottrarsi, secondo le barbare leggi di que' tempi, nè i
vescovi , nè i religiosi , nè le monache o le donne , nè la
gente debole od inferma , se la parte avversa lo invocava ;
e però fu d'uopo ch'essi trovassero un difensore , il quale
entrando per essi nello sleccato gli difendesse coli' armi
dalle accuse dell'avversario, o sostenesse le loro ragioni.
Questi combattitori e difensori vennero chiamati Campioni
dal campo che tenevano pei loro clienti , ed ebbero pure
il nome d'Avvocati d'arme : grandissimi erano i loro pri-
vilegii , dei quali non è nostro istituto di parlare. Scompar
vero affatto nel secolo xiv per opera della Chiesa , la quale
abolì a poco a poco queste barbare usanze.
Es Qual soleauo i campion far nudi ed Unti. Dante.
" — In Italia e in molte parti l'uso de' campioni è ito via, e la
chiesa il divieta. Coumejt. .sopra Dante.

a. Da oiò che i Campioni esponevano la loro vita per


difendere la chiesa e la gente debole , si allargò il signif. di
CAftì 3a^

questa voce ad Ogni prode guerriero , che combatta per


giusta e santa causa , ad Ogni magnanimo difensore; ed
è voce nobile ed usata.
Es. Voi in questo luogo con Ira costoro, siete in luogo di campioni
e forti difenditori della legge. Boccaccio Che non dovesse passare,
n£ essere contro al Re Carlo, campione c vicario di Santa Chiesa. G.
yn.laici. ' *
— Qui, vi tu scritto poi, giace Dudone,
Onorale l'altissimo campione. Tasso.

CAMPO, s. m. In (rane. Champ ; Champ de bataille.


Il Luogo dove si combatte in duello o in giostra, ed anche.
Quello dove si fa la giornata , che più particolarmente chia
masi Campo di battaglia.
Es. Basta die si ritrose in mezzo '1 campo
Al destinato ài sotto quell'arme. Petrarca.
— Faccia ogni sforzo per non perder punto di campo in sul
principio. Disc. Calc. Crusca.

a. Luogo dove un esercito si ferma e pone gli alloggia


menti; onde.Accamparsi , Campeggiare, ecc. In lat. Castra.
In frane. Camp. Si procura nel segnare questi campi di dar
loro un'estensione uguale al fronte delle schiere in ordinanza
di battaglia, c di accamparvi i diversi corpi nell'ordine
stesso col quale debbono combattere. La parte anteriore
chiamasi Fronte, Testa o Faccia del campo; quella di
mezzo, Centro ; e la posteriore , Coda del campo.
Es. La gran pietà era di quelli, che erano guasti nel campo. Diho
Cohfacbi. — Non sia il campo riè troppo angusto a cagiou del femore,
del disagio, del contagio, e del fuoco, uè troppo spazioso per la difesa;
sia accanto ad un fiume s'egli è possibile . Montecuccoli. —La fronte
del campo è uguale a quella dell'esercito, ed innanzi ad essa il terreno
ha da avere Unto di spatio, che tu possa metterti in battaglia coprendo
il campo medesimo. Algarotti.
3a8 - CAM

3. Per lo Esercito stesso che va a campo o che è in campo.


Et. Veggendo i Fiamminghi usciti a campo, fece stendere il campo
suo. G. Villani. — Mandò il campo su quel di Bologna circa d'otto
mila cavalli c molti fanti. Morell.Cron. Crusca.
— Impon che 'Idi seguente in un gran campo
Tutto schierato a lui si mostri il campo. Tasso.
4. Per Campagna nel 1 .° signif. di questa voce ; onde
Uscire a campo, lo stesso che Uscire alla campagna , Uscir
dai quartieri o dalle piazze per guerreggiare alla campagna.
Et. Veggendo i Fiamminghi usciti a campo. G. Villani.
5. Quello spazio della targa o dello scudo, nel quale i
cavalieri dipingevano le loro imprese. Crusca.
A campo. Avverbial. Vale In campagna, Fuori delle
fortiBcazioni , deJ quartieri , All'aperto cielo.
Et Tutti i cittadini ed eziandio i Fiorentini si misono a stare il dì
e la notte su per le piazze e di fuori a rampo, mentre che quello mo
vimento della terra fu. Ed in atiro luogo : I Tedeschi egli Unghcri in
gregge e a turine grandissime stavano la notte a campo stretti insieme
per Io freddo M. Villani. — Non dormono sotto coperto, ma a campo,
e vivono senza regola. Commbnt. soi-ra Dvst*.
A campo aperto. Lo stesso che In aperta campagna ;
ma è modo più nobile. V. CAMPAGNA.
Et Tale avea partendo
Dato il sagace Enea precetto e norma :
Ch'in caso di rottura, a campo aperto
Senza lui non s'ardisse o spiegar schiere ,
O far conflitto; e solo alla difesa '
S'attendesse del cerchio. Caro trad. Encid.
— Due volte combattè a campo aperto, e sbaragliò , e sconfìsse ,
l'una venti, l'altra ottantamila nemici. Bartoli.
Andar a campo. Andare a porre il campo sotto una città
nemica , Andare a campeggiarla.
Et. Benché prima avessero fatto istanza, che s'andasse a campo a
Milano. Ed in altro luogo : Cesare si preparava per andare con eser
cito potentissimo a campo a Padova. Guicciardini.
CAM

Auditor* bel campo. V. Auditore.


Battaglia di campo. V. Battaglia.
Campo chiuso. In frane. Champ clos. Spazio dì terreno
cinto tutto all' intorno di steccato, nel quale si facevano ì
combattimenti particolari : veniva pur chiamato Campo
franco, dalle franchigie date dalle leggi e dagli usi de'tempi
a' combattenti.
Et Dunque ad un giorno ordinato, in un campo a ciò acconcio e
chiuso, nel meno dello spazio, che era tra le due osti, l'uno e l'altro
armato e adornato si condusse : e poco stante i destrieri spronati, cor
sero dalla contraria parte a fedirsi. Bembo.
Campo d'arme. Lo stesso che Campo di battaglia , Luogo
dove si combatte. ■ -
Et. Questa (la costanza o la codardia') in luogo nessuno si pruova
meglio che in mezzo ad un campo d'arme. Segnem. .
Campo delle arme , e più frequentemente Campi delle
Arme si chiamano per traslato Luoghi nei quali si esercita
la milizia, o si fa guerra , a differenza di quelli nei quali si
professano tranquillamente le arti civili. la frane. Champs
de Mars ; Champs de guerre.
Et. Resta ultimamente, che io, il quale non nelle scuole degli ora
tori o de' filosofi tra lettere e libri, ma negli eserciti e ne' campi dell'
arme tra trombe e tamburi nutrito e allevato mi sono, ecc. Varchi.
Campo di battaglia. In frane. CJtamp de bataille. Il
Luogo sul quale si combatte , si fa battaglia. Dicesi anche
Campo d'arme.
Et. Si abbia un terreno sufficientemente spazioso , che Campo di
battaglia si appella, per disporvi l'armata in due schiere , e nell'occor
renza farla combattere. D'Automi . — Abbandonato finalmente del
tutto il campo di battaglia, usarono la oscurità della notte per ritirarsi.
Botta. ■••
Campo di face. In frane. Camp de paix. Luogo, dove
CAM

si radunano in tempo di pace più corpi di soldati d'ogni


milizia per esercitarsi ad ogni fazione di guerra. Federico II
se ne valse egregiamente : sono ottima scuola alla mente
dell'uffiziale , ed alla pràtica del soldato. La disciplina e gli
èsercizii vi si apprendono più che in guerra, ove si opera
molto, e si osserva pochissimo.
Et. Utilissima cosa sarebbe, durante la paee e in tempo dì state ,
formar più campi, ne' quali gli ulbzlah generali esercitassero se me-
desimi , e le truppe nelle evoluzioni, che ninno può apparare senza
pratica. Soluni Raschini.
Campo franco. Campo o Steccato aperto ai duelli , alle
giostre , agli abbattimenti con franchigia pei combattenti
di non incorrere in nessuna pena , qualunque fosse l'evento
della pugna.
Et. Si era ritrovato più di venti volte ristretto in campo franco, e
sempre n'era uscito a onore. Celimi.
Campo reale. Con questo aggiunto venivano dagli scrit
tori militari del secolo xva distinti Quei campi , che erano
posti e fortificati secondo tutte le buone regole dell'arte , a
nei quali posava V esercito stabilmente , a differenza dei
Campi volanti , che non erano nè stabili , nè regolarmente
fortificati.
Et. Kpernone all' incontra aveva detto più d'una volta che il Re di
Navarro era solilo a far la guerra non ne' campi reali e con la disci
plina militare, ma a modo di bandoliera e di fuoruscito. David*.
Campo trincerato. In frane. Camp retranché. Campo
stabile e difeso da buone fortificazioni , occupato da un
esercito che, sen/.a uscir alla campagna, difende e cuopre
la frontiera d'uno stato, un passo importante, una fortezza.
Il vantaggio di questi Campi , anzi la prima loro idea è
stata concepita dall'ingegno italiano fin dal secolo xvi, come
afferma autorevolmente il Tensini nel suo trattato dell'ir-
chilettura militare, altrettanto noto per le sue grandi e
CAta 33 1

belle invenzioni dì guerra nelle Storie di Fiandra, quanto


caro e venerato dagli Italiani per le opere sue , clie gli
meritarono il titolo e lo stipendio di primo architetto mi
litare della Repubblica dì Venezia. Eccone il passo : « Non
« voglio testar di dire ciò che scrive Lelio Brancatìo, soldato
« moderno e di molta esperienza , nel suo libro àe'Carichi
«militari, dove trattando di difendere una piazza dice
ce non esservi il miglior rimedio per difenderla lungamente,
ce che il trincerarsi di fuori con mezze lune e trinceroni. »
Et. Se la piazza sarà protetta da ini campo trincerato , o pure se
sarà abbandonata alle proprie forze. D'Aktokj. — L'aver poi le genti
medesime stivale dentro di una terra, o permeglio dire, di un campo
trinceralo, angusto per tanta moltitudine, le difese del quale erano
tuttora imperfette .... non fu certamente partito che si poMa lodare.
Botta. /

Campo volante. In frane. Camp volànt. Piccolo esercito,


col quale si pone il campo or qua or la per costeggiare il
nemico, vegliarne le mosse, e dargli molestia.
Et. Tenendo ben provvedute le terre principali , e costeggiando
l' inimico con un campo volante. Davila. — Pigliò dunque risoluzione
il Re di levarsi d'intorno a Parigi, e di ridursi nella terra di S.Dio
nigi , con pensiero di licenziar per allora il maggior numera della
gente , e riservarsi un campo solo volante , da poter volgersi da un'ora
all'altra dove più in suo vantaggio l'oeosioue fosse per invitarlo. Be»-
tivoclio. . •
.... . >
Commissario generale del campo. V. Commissario.

Dare il campo. Modo di dire de' tempi cavallereschi,


cioè Concedere un luogo franco pei combattenti, per lo pitt|
in duello. Crusca.

Dormire a campo. In frane. Bivouacquer. Passar la nott«


a cielo scoperto ; Fuori de' quartieri , e senza tende.
Et. Non dormono sotto coperto, ma a campo. Cohm. Inf. ' n
33a CAM

Essere a campo. Campeggiare od Essere accampato.


Et. Era in questo tempo Carlo a campo al castello di Poggihonzi.
PETRASCI:
Guadagnar del campo. In frane. Gagner da terrain.
Avanzarsi combattendo, Occupare i luoghi contrastati dal
nemico, Porre il piede dove questi il teneva.
Et. Mentre Massella rinlegrava la fortuna, e guadagnava del campo
a sinistra, ecc. Botta.
Levar il campo. In frane. Décamper. Ritirarsi, Abban
donar il luogo occupato col campo.
Es. Levato il campo nelle più tacite ore della notte , senza dare hè
con trombe né con tamburi segno alcuno della levata , si mise con
grandissima fretta a camminare. Davila.
a. Per Levarsi da campo semplicemente , cioè Lasciare
il campo occupato per proseguire il cammino.
Et. Quindi poi levò il campo intiero, e giunse in tre alloggiamenti
a Roldc Bentivoglio.
Levarsi da campo. Ritirarsi ; Abbandonar il luogo occu*
palo.
Et. Sentendo i Sanesi la venula della cavalleria di Firenze si leva
rono da campo della detta badia. G. Vii.lahi.
Levata del campo; V. Levata.
Maestro del campo ; Maestro di campo e Maestro di
campo generale. V. Maestro.
Maresciallo di campo; Y. Maresciallo.
Mettere a campo. Lo stesso che Mettere in campo.
Crusca.
Metter campo. Lo stesso che Piantare il campo, o Ponere
campo; Accampar l'esercito.
Et. Misero campo in Bisagno per assediare al tutto la terra di Ge
nova. G VlLLAICI.
CAM 333

Mettere i» campo. Schierare , Disporre le schiere sul


campo di battaglia. Crusca.
2. Si dice anche del Padrino che assiste al duellante od
al giostratore. Crusca.
Mettersi a campo, vale Accamparsi.
Et. Poi presono Aquino senza contasto, e per forza cbbono la Rocca
dal Re eh'era fortissima : poi sì misono a campo a San Germano. R.
Malisfuti.
Muover campo. Farsi a combattere , Uscire del campo
per entrare in battaglia; Disporsi alla battaglia. In lat.
Copias educere castris.
Et In punto vi mettete,
Che quando dagli augurj ne s'accenne
Di muover campo, e che mestier ne sia i
D' inalberar l' insegne ; indugio alcuno
Non c' impedisca. Ciao trad. Eneid.
Muovere il campo. Avviarsi con tutte le forze contro
il nemico ; Uscire dal luogo nel quale si stava per occuparne
un altro.
Et. Formossi un esercito dì 4 5 mila fanti e 3 mila cavalli, e sul
principio di marzo del nuovo anno 4 593 fu mosso il campo contro
Noyon. Behtivoclio.
Nettare il campo ; V. Nettare.
Padrone del campo. In frane. Matlre du champ de bo
tatile. Dicesi di Esercito che rimanga vincitore in un com
battimento, occupando il terreno sul quale stavano prima
i nemici. Si adopera coi verbi Essere , Farsi , Rimanere ,
Restare , ecc. Dicesi pure Signore del campo ; V.
Ei In luogo del combattimento allora segui l'uccisione. Fatti pa
droni del campo i regi , commisero un'orribile strage de'nemici per
ogni parte. Behtivoclio.
Perdere del campo, in frane. Perdre du terrain, si
334 CAM

dice dei Corpi di soldati che, rinculando in faccia al nemico,


gli abbandonano a poco a poco il luogo che occupavano.
Es. Faccia ogni sforzo per non perder punto di rampo in sul prin
cipio. Cmicacsiot.
Piantar il campo. Lo stesso che Porre o Metter campo;
Accampar l'esercito.-
Es. Per quel giorno andò seguitando l'esercito nemico, quindi piantò
il campo tre miglia appunto lontano da quello. Baldelli trad. (Ics.
Pigliare o Prender campo , o del campo. Prepararsi a
combattere col farsi luogo per la battaglia ; e parlandosi di
tenzone o combattimento particolare vale Farsi indietro per
tornar di carriera e assalir con maggior impeto.
Es. Va contro al nemico, e noi lasciar prender più campo. G Vil
la».
— . e volse ,
A pigliar campo subito il cavallo. Ariosto.
— Pure con Rinaldo domandò battaglia:
Rinaldo disse del Campo pigliasse;
E par con gran furor l'uri l'altro attagli*. Vin.n
Ponere e porre campo, od il campo. In lat. Castra ponere.
Accampar l'esercito.
Et. Fiorino pretore con l'oste de'Romani pose campo di là dal fiume
d'Arno verso la città di Fiesole. G. Villani. — Del mese di luglio
vennono a Firenze , e posono il campo a Brozzo. Cronichett. Amarri.
Olisca. — Da Ornia partito, a Qualiaao pose il campo. Bsmbo.

Porsi a campo, vale Accamparsi


Es. Cesare si pose a campo in sul monte che soprastava alla città.
G.VillaSI.
Ripiantare il campo. Collocare , Stabilire di nuovo il
campo.
Es. Quattro miglia più innanzi a Bedriaco piacque ripiantare il campo.
Dayajuaii ind. fac. , . : 4
CAM 335

Signore del campo. Lo stesso che Padrone del campo;V,


Ét. Nel qual combattimento di fanti e di eavalli sopra diciatto mila
ferirono, di pari quasi numero degli uni e degli altri ; ma con disuguale
avvenimento. Perciocché le genti del Papa e di Ferdinando rotti e
fugati furono : i Francesi signori fur del campo. Bembo.
Stare a campo. Essere accampato.
Et. Stando a campo la vigilia di S. Gio. Battista. G.VilUm.
Tener campo. Lo stesso che Tener la campagna, Cam
peggiare.
Et. L'oste del Re venne in tanti difetti e di viltuaglìa e d'altro,
che bon poterò più tener campo. G. Villaki.
a. Si adopera pure Tener campo per Stare in campo a
combattere.
Es. Giunto aedi animi infesti il sangue sparso ,
S'accrebber l'ire ; e de" Troiani intanto
Tale nn numero altronde vi concorse,
Che prender zuffa e tener campo osaro. Caro (rad. Encid.
Venire a campo. Accamparsi, . > t j -sx
E: Arrigo venne a campo a Firenze addi venturi di luglio, e cod
poco suo onore , a modo di sconfitto se ne levò. Petrarca. '
Venire la campo. Lo stesso che Uscire a combattere ,
Farsi a combattere. Crusca.
Uscire a campo. In frane. Entrer en campagne. Lo stesso
che Uscire in campagna ; Recarsi a guerreggiare sui campi;
ed anche Uscire coll'esercito ordinato per combattere.
Es. Il conte d'Artese , capitano, e duca dell'oste de' Franceschi ,
veggendo i Fiamminghi usciti a campo , ecc. G. Vili>aii. - ^
CANCELLARE, v. neut. In lai. Notare. Io frane.
Chanceler. Vaccillare , Piegare di qua e di là prima di
mettersi in piena fuga. Pretto francesismo proscrìtto dal
tempo e dall'oso. V. BALENARE.
Et. Comiocjjiuo i Sabini a cancellare. Ed i* altro luogo : Quell'Auto
336 CAN

viete, che le tortile de' Romani andavano cancellando, e rinculando.


Liv. MS- Crusca. — Non aveano acqua a sufficienza per loro, e pe' loro
cavalli ; cominciaronsi a cancellare , e partirsi in fuga. G. Villani. .
Cancellare la pesta. V. Pesta.

CANCELLATO, TA. part. pass. Dal verbo CANCEL


LARE; V.
CANDELLIERE. s. m. In frane. Chandelier. Specie
dì telaio fatto di due travicelli perpendicolari intrecciati
a due altri orizzontali , pieni di fascine nel mezzo per pre
servare i lavoratori dai tiri della moschetteria dell' inimico»
Es. Rizzando candelieri dai lati alla prova del moschetto, e gettando
pur anche terra alla prova del cannone contro il lato che sta in veduta
del bastione opposto. Monticoccou. — Poi si accomoderà sopra le
dette fascine un candeliere coi due travicelli volti verso la fortezza.
Tessisi.
CANDIDATO, s. m. In lat. Candidatus. Soldato della
milizia romana prestante d'animo e di corpo, che combat
tendo sotto gli occhi del capitano supremo ne' più perico
losi cimenti , cercava con forti ed egregie azioni di meritar
grado nella legione. Di questi uomini che, secondo Vegezio,
godevano in guerra di molti privilegii , è antica l'istituzione,
la quale durò assai tempo ed ebbe forma diversa sotto i
due Imperatori Gordiano il Vecchio ed il Giovane , come
si può vedere dalle istorie di que' tempi.
Es. Candidati di doppia, e Candidati semplici sono appellati i prin
cipali cavalieri , cioè capitani a cui sono dati molti privilegj. B. GlAM-
■obi trad. Vegn. . -
CANE. s. m. In frane. Chien. Quell'ordigno nel quale
viene stretta la pietra focaia di tutte l'armi da fuoco por
tatili , che scattando al tocco del grilletto, urta colla pietra
nella martellina , e ne spicca scintille di fuoco per l'accen
sione della polvere dell'iuaescatuau Quest'ordigno sottentrò
CAN 337

al Serpentino ed al Draghetto, che portavano la miccia, sin


dal tempo che venne posta in uso la ruota, ed allora il Cane,
così chiamato dalla sua forma, si abbassava dapprima sullo
scodellino, poi messa in moto la ruota perchè girasse con
forza sul filo della pietra , si dava fuoco alla polvere sotto
posta. Ne' fucili moderni il Cane è uno dei pezzi più prin
cipali dell'acciarino, che si muove al moto del fusto della
noce così pel tutto punto, come per lo scontro, e per tor
nare al riposo. V. RUOTA. Per tutte le parli, nelle quali
si scompone questo pezzo, vedasi la nomenclatura posta in
calce della voce FUCILE.
Es. E non cosi tosto (per rispetto ili caricar la ruota , e abbassare
il cane) altri tirerà , come farà uo altro, che abbia l'archibuso a fuoco
( parla degli archibusi a ruota'). Cihczzi'. •
CANNA, s. f. In -frane. Canon. Parte che costituisce
propriamenté l'arma da fuoco, come fucile e pistòla, senza
nessun fornimento di cassa o d'altro. V. FUCILE.
Et. Pigliammo una canna eia pistòla. Accad. dei. Cimento. — I mo
schetti del turco sono più lunghi di canna che i nostri , e più piccoli
di calibro. Ed altrove : Esaminare se la canna del pezzo è tenutasi
bea diritta. Moxtecuccoli. — Avvertite che la palla sia di tal sorte ,
clie giustamente riempia il vacuo , e facilmente per tutta li- canna
cammini. Bmingoccio.
3. Piccola mazza di legno leggiero, e più corta del Ba
stone ferrato, colla quale si giocava per esercizio ne'tornei.
Questo giuoco delle Canne è stato introdotto dai Mori nelle
Spagne, e. venuto quindi di Spagna in Italia. In frane.
Canne, ;
Et. E perchè dcgl' Italiani è peculiar laude il cavalcare bene alla
brida, il correr lance, e '1 giostrare, sia. in questo dei migliori
Italiani. Nel torueare, tener un passo, combattere una sbarra, sia buono
tra i migliori Franzesi. Nel giuocare a canne , correr tori , lanciar aste
e dardi, sia tra i Spagnuoli eccellente. Ed altrove: E se poi si ri
troverà armeggiare negli spettacoli pubblici , giostrando, torneando,
Voi. I. 22
338 . CAN

o giocaudo a canne, ... procurerà esser nell'arme non meno attillalo «


leggiadro, die. sicuro. Castiglione.
— La canna da ferire
"Vuol esser grossa , soda ed appuntata,
E con impeto uscire
Volendo ch'alia faccia gran passata. Cauti Carnascialeschi.

Canna rigata, in frane. Canon rayè, si dice la Canna,


di un'arme da fuoco portatile , che nella parte interiore è
scanalala dà imo a sommo. Crusca. Il moschetto a canna
rigata adoprasi particolarmente dai fanti leggieri , si carica
a forza e col mazzuolo, e fa maggior passata e tiro più,
certo. V. ARCHIBUSO; CARABINA. ;

CANNONAMENTO. s. m. In frane. Canonnade. Il


cannonare, Il battere con frequenti colpi di artiglieria il
nemico, o un luogo da esso occupato. Mi risolvo a regi
strare questo neologismo usitatissimo, perchè in alcuni casi
particolari di guerra è vocabolo solenne : esso è per altra
parte coniato secondo l'analogia e consuetudini della lingua,
essendo prodotto da Cannonare , di cui è verbale , ed ha
già trovato luogo nel gran Dizionario della lingua dell'
Alberti.

CANNONARE, v. att. In frane. Canonner. Battere


col cannone il nemico o un sito occupato dal nemico. Trovo
questa voce già adoperata da alcuni autori del seicento.
Et. I Veneziani.... schierata l'armata, gli si affacciarono, cannonan
dosi reciprocamente. Nam — Seguitarono adunque i Veneti il nemico
con tanta fretta , che s'iitipcdivauo da se medesimi , essendo stato il
primo a raggiugneilo il capitan Ciuran", cannonandolo fieramente in
ficio a che abbandonalo dal vento ebbero agio i Turchi di ridursi a sal
vamento. Brcsom. — Con esse macchine formavano batterie per im
pedire così discosto i lavori del nemico, e per difendere i proprii, e ti
andavano, per così dire, cannonando l'uà l'altro. Algarotti,
CAN 33g

CANNONATA, s. r. In frane. Coup de canon. Colpo,


Tiro, Sparo di cannone. --/^ ..
Es Battè Oranges la torre accanto al bastione di S. Giorgio, ma
trovandola solidissima, dopo molte cannonate se ne astenne. Guicciar
dini. — Mise in certi valloni di notte tempo una compagnia di fanti
scelti' in aguato, per uscir fuora a un tiro d'una cannonata. Seghi. —
Ricominciarono da ogni parte le cannonate continue e fìtte. Bartoli.
CANNONATO, TA. part. pass. Dal verbo CANNO-
NARE; V. ♦

CANNONCINO, s. m. Piccolo cannone d'una a tre libbre


di palla , che si adopera nelle guerre di montagna , c viene
trasportato da muli od a braccia d'uomini.
La lingua italiana è qui più felice della francese, potendo
specificare con un diminutivo naturalissimo ali* ìndole sua
una sorta d'artiglieria , che i Francesi chiamano con voca
bolo indeterminato Petite pièce de montagne, Pièce de
troiipes légères, e con denominazione bassamente Fami
gliare Vit de mulet.
Es. Il desiderio di avere artiglierie al seguito di un'armata, che
guerreggia fra ì monti, haffatto ideare gli smerigli, e altri cannoncini
di tal fatta del peso di nibbi ? in 9 per essere trasportati dai muli.
D'Astojij.
CANNONE, s. m. In frane. Canon. Pezzo d'artiglieria
gettato in bronzo od in ferro fuso, che serve a cacciare
proietti di ferro calibrati al suo diametro interno. È voce
venuta di Francia in Italia sul finire del secolo x v, cioè alla
calata di Carlo VIII nel 1 494- Adoperatisi prima il nome
generico d'Artiglieria o quello di Bombarda , quindi i Unti
nomi particolari d'animali o d'altro, coi quali si distingue
vano i pezzi e le portate; ma questi andarono a poco a poco
in disuso, e verso la metà del secolo x vi s' incominciò a
seguire una regola più certa .1
CAN

calibri de' pezzi , e preso per unità il Cannone , che pur


chiamossi Cannone intiero, che fu di 48 a 5o libbre di
palla, si ridussero tutti gli altri sotto le proporzioni di
questo coi nomi di Mezzo Cannone , Quarto ed Ottavo.
Le Colubrine , che durarono lungo tempo, erano annove
rate a parte. Coll'andar del tempo i Cannoni presero le
loro denominazioni dalla portata precisa, e vennero tra essi
distinti, come ancora di presente il sono, dalle libbre di
palla che cacciano, ond' è che noi diciamo Cannone di tre^
di quattro, di sei, d'otto, di dodici, di sedici, -di venti
quattro, di trentadue, di quarant'olto, ed intendiamo un
pezzo che caccia una palla di tre, di quattro, ecc. libbre di
peso. Il Cannone chiamasi altresì Pezzo d'artiglieria, o sem
plicemente Pezzo, e genericamente Bocca di fuoco. Prende
talvolta dalle qualità alcune denominazioni particolari come
di Rinforzato o Alleggerito, secondo che è ricco di metallo,
di Colubrinato, a cagion della forma e della lunghezza , e
prende talvolta quelle d' Incamerato o d' Incampanato,
secondo che il fondo dell'anima è fatto a camera oa cam
pana. Si distinguono altresì i Cannqni come le Artiglierie ,
in Cannoni da muro o d'assedio? ed in Cannoni da campo.
II Cannone si getta , si trivella, si prova , s' incavalca , si
spara : è montato sopra un carro, che si chiama Cassa , ed
abbisogna d'una quantità d'uomini e di strumenti per essere
mosso, aggiustato, caricato e governato. V. ARMAMENTO;
SERVIENTE. I Cannoni chiamansi poeticamente ed ora
toriamente Bronzi , dalla materia di cui son fatti. *

* Il P. d'Aquino (voi 1, pag. 134) fa n-.enzione di un Cannone di


cuoio, inventalo dall'Italiano Marino de Marini, ed offerto all'Arcidu
chessa Isabella d'Austria nella citta d'Anversa l'anno \ 632 : questa ar
tiglieria pesava 300 sole libbre.
CAN 34i

Le parti principali del Cannone sono le seguenti :


L'Anima . In frane. Ame ;
la Bocca . - - . . Bouche;
il Codone . . . . * Bòuton ;
il Collo o Collare . . . Colle1 ;
la Culatta od il Culaccio Culas.se;
il Focone . " . . . . . Lumière ;
la Gioia Bowrelet f
il Grano del focone . . Grain de lumière ;
le Maniglie, chiamate anti
camente Delfini dalla
forma . ... . . Anses,
gli Orecchioni , .* . Tourillons ; .
il primo e secondo Rin
forzo Premier et second renfort ;
la Volata . . . . . Volèe.

Le principali Modanature , in frane. Moulures , ossia


ornamenti esteriori del Cannone, sono le seguenti:
L'Astragallo . . . Astragalo ;
la Cintura della corona . Ceinture de la couronne ;
il Collo del codone . . Collet da houloti)
la Fascia del primo e se
condo rinforzo .' . ' . Piate-bande de renfort ;
la Gola della bocca ,'. . Gorge de la bouche ;
la Gola della culatta . . Gorge de la cuiasse ;
la Lista del codone . . Listel du bouton ou Cui de
lampe ;
la Lista superiore ed infe
riore . . ■ C : « Listel supérieur et inférieur ;
In Mezza gola della lista . Congé du listel;
lJOvoletto . . : . ,
Doucine -f
34* W

il Rilievo dells culatta . Reti»/de la calasse;


il Toro della culatta . .' Tore de la calasse.
Et. Ma i Francesi fabbricando pezzi molto pili espediti, uè d'altro
che di bronzo, i quali chiamano cameni, e usando palle di ferro, dove
prima di pietra, e senza comparazione più grosse e di peso gravissimo
si usavano, gli coudiircvano sulle carrette tirate non da' buoi, come in
Italia si costumava, ma da cavalli con agilità tale d'uomini e d'instru-
meuli deputati a questo servigio, che quasi sempre al pati degli eser-
citi camminavano. Guicciardini. — Aveva con se due cannoni da do
dici libbre di palla, sei da sei , e due obici. Botta..
2. Si adopera sovente dagli scrittori militari al Singolare
per indicare collettivamente l'Artiglieria dell'esercito, o Più
cannoni.
Et. Lasciata addietro l'infanteria ed il cannone grosso, spinsi velo
cemente innanzi colla cavalleria. Ed in altro luogo : Talvolta le fan
terie ed il cannone accampano al quartier generale, e la cavalleria in
un bosco. MosTRciiceoii. — E riportati da quel conflitto nove sten
dardi, uno di cavalli e otto di fanti, col cannone e '1 bagaglio tutto.
SeckebI. '
3. Si. adopera talvolta dai pratici nello stesso signif. di
Canna, che è più esatto c non si confonde cogli altri. V.
CANNA.
Eh. Veduto ancora per infinite sperienze, che quando. un'artiglieria
è di canno» pili lunga, carica d'una medesima palla e polvere che una
corta, tira molto più lontano, ecc. Bininocelo. 1
Cannone basilisco. V. Basilisco.
Cannone bastardo. Dislinguevasi con questo Appellativo
nel secolo xvn il Cannone da batteria di minór lunghezza
dell'Ordinario. V. Cannone obdihario. Trovasi peraltro in
alcuni scrittori chiamato impropriamente Bastardo il Can
none più lungo di canna dell'Ordinario.
Es. I cannoni baslardi sono quelli , che sono più corti degli ordi
narli, ciò* meno di t8, ovvero 17 bocche; ti doppii cannoni bocche
18, ovvero 20; se tono mezzi cannoni bocche 20, ovvero 22 ; se sono
quarti cannoni da 22 in 24 bocche. Moretti.
343

Cannone comune. Distinguevasi nel secolo xm con questo


appellativo il Cannone da batterìa, che veniva gittato con
tal proporzione di metallo da tenere il giusto mezzo fra il
Ricco ed il Povero, fra il Rinforzato ed il Sottile, L'appel
lazione era quindi applicata dai pratici a tutte le spezie del
genere. «
Et. I cannoni mimmi o sono seguenti- o incamerati. I seguenti hanno
questa grossezza di metallo : al l'uocone 7 ottavi, a mezzo 5 ottavi, al
cello 3 ottavi. Gl'incamerali hanno le grossezze medesime, che li co
muni seguenti, e di piii la camera appresso la culatta, lunga bocche 1
del pezzo in circa, laiga tanto in principio, quanto in fine ."» sesti, e
con la gengiva, o risalto grosso un duodecimo del calibro.' Moretti.
Cannone corriebe. In frane. Canon còurrier. Distin-
guevasi con questo nome net secoli scorsi Quel cannone,
col quale si lanciavano in una piazza assediata od io un
campo stretto tutto all'intorno dal nemico, i messaggi dei
soccorritori: erano questi messaggi rinchiusi entro una palla
per lo più di piombo, vuota dentro, la quale preceduta da
un segnale concertato e lanciata dal Cannone, che perciò si
chiamava Corriere , veniva raccolta ed aperta dagli assediali
che vi ritrovavano dentro i necessari! avvisi :' anche la palla
ebbe perciò nome di Messaggiera , in frano. Boulet messa-
ger , e portava talvolta nel suo seno polvere da guerra ed
altro che vi potesse capire , secondochè esigeva il bisogno ;
ma in questo caso, come più grossa, era per lo più di ferro,
e veniva anche tragittata dal mortaio.
Dal più degli scrittori si assegna l' invenzione di questa
industria all'anno iò'/Jo, in cui Torino era stretta d'assedio
dai Francesi , circondati essi stessi dagli Spagnuoli ; e certo
a quel tempo venne usata con ottimo successo, come ne fa
fede fra gli altri il Muratori nel seguente passo : « Scarseg-
« ginva forte il principe Tommaso di polve da fuoco; e
« perchè ninna comunicazione restava fra lui e il Leganes,
344

ce trovata fu V invenzione di gettare dal campo, cioè da un


« posto più vicino alla citta, entro la medesima delle bombe»
« ciascuna delle quali conteneva dieci libbre di polve. Altri
ce scrivono che dalla città si cominciò a spignere al campo
ce del Leganes palle di ferro die contenevano nel concavo
ce loro seno le occorrenti lettere j il perchè quello era ehia-
cc mato il Cannone corriere} e che da ciò imparò il campo
ce a far volare nella città altre palle maggiori cariche di
ce polve e di sale. L'inventore di queste palle , alle quali
ce precedeva un segno col fumo, dicono essere slato Fran-
cc cesco Zignoni Bergamasco. » Muratori , Annali d'Ita
lia, anno i6/{o. .
Ma quest'uso di mandar palle con lettere nel loro seno
vien già ricordato dagli storici delle guerre di Fiandra ,
come si deduce dal seguente tratto desunto dalle Deche di
Famiano Strada, dal quale viene anche fermata l'epoca
certa dell ' invenzione : mi valgo, come sempre , della nobile
traduzione del P. Segneri :' ce Nel qual assedio (di Steenvic
ti hellyanno 1 58 1) racconta il Bulingero, scrivendo V istoria
ce de' suoi tempi , che s' inventasse da' soldati del Noriz
• ce l'arte di mandar lettere agli assediali per mezzo di cor
ee rieri sicuri di non patir arresto per via. Imperciocché
ce forando una palla di piombo, che pesasse intorno a due
ce libbre , vi nascondevan dentro la lettera , e con altro
ce piombo saldavano quel forame; e fattone un più piccolo
ce in altra parte , v'appendevano un filo, atto lungamente
ce a nutrir il fuoco. Quindi la palla , sparala nella città ,
ce ed al contrassegno del filo acceso riconosciuta , e raccolta
ce quasi messaggiero di gente amica , ricapitava fedelmente
ce la lettera. Or questa via di tramandare i segreti s'è poi
et veduta novellamente esercitare e migliorare nell'assedio
« di Torino: dove continuóssi fra Tommaso Principe di
CAN 345

tt Savoia e '1 governator di Milano un commercio lungo di


« lettere per benefizio di questi focosi corrieri. » Famiaso
Strada , della Guerra di Fiandra , Deca seconda.

Cannose da batteria. In frane. Pièce de batterie, Sr '


distingueva anticamente con questa appellazione Tutta
l'artiglieria grossa che serviva a battere le mura, e che si
divideva, come il genere delle colubrine, in Sottile, Comune
e Rinforzata, quanto alla grossezza; ed in Ordinaria, Straor
dinaria e Bastarda, per la lunghezza , prendendo altresì dal
calibro le divisioni di Quarto cannone , di Mezzo, d' Intiero,
di Doppio e di Cannon basilischio : quest'ultima divisione
durava tuttavia sul finire del secolo xvn e sul principio
del xvin.
Es. Tutte le artiglierie sono comunemente ridotte a tre generi. Il
primo è delle Colubrine ; il secondo de' Cannoni da batteria ; il terzo
de' Cannoni petrieri. Moretti. — Di tal fermezza (£ ponti"), che so
pra d'essi passassero sicuramente non solo i fanti e i cavalli, ma i carri
ancora, e i cannoni da batteria. Segkeri. ' '
'
Cannone doppio o Doppio cannone. Grosso pezzo d'ar
tiglieria da muro, anzi II maggiore del genere dei Cannoni
da batteria, ove si escluda il Cannon basilischio, che si anno
verava fra gli straordinarii : veniva così chiamato, perchè se
ne ragguagliavano le proporzioni ed il calibro al doppio di
quelle del Cannone ; era gittato in bronzo e portava da libb.
70 sino a 120 di palla di ferro. Se ne trova il ragguaglio
fin dal secolo xvi.
Es. Il Cannnn doppio porta p.illa di ferro da libbre 70 in 1 20
Moretti. — I doppii {cannoni) tirano libbre i20 di palla, e di peso
snn proporzionati alle qualità loro Bmi.\i,occio.
Cannone incamerato. V. Camera; Incamerato.

Cassone incampanató. V. Campana; Incahpasatq,


346 CAN

Cannone iKTntBO, e più comunemente Cassoni. Il Pezzo


più principale nel genere dei Cannoni da batteria , regola
e misura degli altri maggiori e minori , che nelle propor
zioni loro e nel loro calibro si ragguagliavano ad esso come
ad unità : veniva gittato in bronzo ed era vario di lunghezza
e di grossezza , secondo che si faceva Sottile o Rinforzato,
Ordinario, Straordinario o Bastardo; portava da libb. 4*0 a
5o di palla , e più anticamente sino a 60 : aveva sopra di
se il Cannon doppio ed il Cannon basilischio, e fra i pezzi
minori , il Mezzo cannone ed il Quarto, lasciando dell'Ot»
tavo, ossia del Falconetto, che sebbene ragguagliato al
calibro del Cannone intiero, apparteneva tuttavia al genere
del Cannoni da campo. Questa divisione dei pezzi d'arti
glieria ha avuto principio in Italia nel secolo xvi.
Et. I cannoni da batteria .....si distinguono anch'essi , rome le co
lubrine, quanto al calibro, in Cannone clic porta palla di ferro da lib
bre 30, 40," 45 in 50, e già sino a 60. La lunghezza degli nrdinnrii *
bocche )8 Moretti. — lidi questi (cannoni tìn batteria') si fa di Ire
sorta, cioè doppii cannoni , cannoni , e mezzi cannoni, costumandosi li
(arnioni braccia cinque e mezzo iti sci, che in numerò di palle son
diametri 22 in circa ; U peso della palla del ferro che tirano è libbre
dalle 30 (Ile 60, ed il peso del bronzo è dalle 6 migliaia in 7, e
li più rinforzati fino otto o nove Iìixihg'ocuo. .' -
Cannone o Pezzo da campagna. In frane. Canon , Pièce
de campagne. Generico di tutti i pezzi minori di peso e
di calibro, dei quali si fa uso nelle battaglie, a differenza
dei Cannoni da batterìa. Nelle ordinanze del secolo ivn , i
Cannoni da campagna venivano compresi nel genere delle
colubrine e si distinguevano cogli strani nomi di Aspide ,
Falcone, Falcone!Lo , Moiana, Mosclietto da giuoco,
Passavolante , Ribadoccliino , Sagro, Saltamartino,
Smeriglio, ecc. V. tutti questi nomi al luogo loro.
Et. Nove colubrine, dodici sagri, e trentotto pezzi da campagna. Da- i
YiLi,—I pezzi i'a campagna si riducono ordinariamente il medissimo
CAN 34;

genere dcllé colubrine, e si distìnguono anch'essi in (re maniere ; la


prima, quanto al calibro o portata di palla; la seconda, quanto alte
ricchezza del metallo ; la terza, quanto alla lunghezza Moretti.
Cannose ordinario. Vennero con questo appellativo
distinte nel secolo xvn le varie lunghezze dei cannoni da
batteria , i quali rispetto ad esse si chiamavano Ordinarli ,
Straordinarii o Bastardi , secondo che la lunghezza loro era
minore o maggiore della proporzione stabilita , la quale per
gli Ordinarii era di bocche 18.
Es. I cannoni, quanto alla lunghezza, sono o ordinarii, o straordi
narii, o bastardi. La lunghezza degli ordinarii è bocche (8. Il mezzo
cannone tuttavia si fa lungo bocche 22 e 24 11 quarto cannone si fa
lungo bocche 26 ed anco 28, acciò li lunghi e rinforzati servano in
luogo di colubrine, e mezze colubrine. Moretti.
Cannone petriere. In frane. Canon pierricr; Obiisier-
V. PETRIERO al 2.0 significato.
Cannone rinforzato. In frinì c. Canon , Picce renforcée.
Genericamente si dice d'Ogni cannone che sia gittato più,
ricco di metallo di quello che soglia per gli altri; ma si
distingueva nel secolo xvn con questo appellativo Tutto il
genere dei Cannoni da batterìa quando venivano gittati con
quantità di metallo maggiore di quella che si adoperava pei
Comuni e pei Sottili. V. Cannone comune ; Cannone sot
tile. ,
• Et. I moderni cannoni rinforzati sono tutti seguenti, ed hanno la
grossezza al fnneone borea una; a mezzo 5 e 6 ottavi; al collo 3 oliavi.
Moretti. — In campagna s'adeprano cannoni corti di canna, e di cassa,
ed essendo rinforzali non fanno molta rinculata. Tessi»!.
Camaone seguente. Chiamavasi con questo nome Quel
cannone che aveva l' anima uguale dalla cima al fondo,
cioè senza risalto o rinforzo di camera o di. campana , per
differenziarlo dal Cannone incamerato a dall' Incampanato.
Et. Gli antichi cannoni sottili o sono seguenti in tutta l'anima, O
34» CAN

Scampanati, ~E più tolto : I comuni o 'sono seguenti , o incamerati.


Moretti.
Cannone sottile. Si distingueva nel secolo xvii con
questo appellativo il Cannone da batteria che si alleggeriva
di metallo, onde diminuirne il peso, e che veniva anche
chiamato Povero di metallo o Alleggerito : questa qualità
si applicava a lutti ugualmente i pezzi di questo genere.
Et. Olimi.» alla ricchezza del metallo gli antichi sottili sono o
seguenti in tutta l'anima, n Scampanati. I seguenti sono grossi di me
tallo al fiorone fi ottavi ; a mezzo 5 ottavi : al collo 3 ottavi del loro
calibro. Gl'inrampanati sono grò.si come li seguenti, ma di piti hanno
la campana verso la culatta lunga bocche 4, larga in principio bocca I,
ed in' fondo due terzi. Moretti.
Cannone straordinario. Distinguevasi con questo appel
lativo nel secolo rvu il Cannone da batteria di maggior lun
ghezza dell'Ordinario. V. Cannone ordinario.
Et. La lunghezza de' cannoni straordinarii è maggiore degli ordina
ri! respettivamente. Moretti. 'J
Carro da cannone. V. Carro.
Far giocare il cannone. In frane. Faire jouer le canon,
Vortollerie. Dar fuoco al cannone , alle artiglierie perchè
facciano il loro effetto.
Et Far giuncaie una mina, il cannone, o s mili , vale Dar furto
alla mina, ■> Sparare le arliglie ie perchè facciano il loro effetto,
Ami RTi » "«
Giocar col cannone. V. Giocare.
Mezzo cannone. In frane. Demi-canon. Un Cannone
che, rispetto alla grossezza , al peso ed alla portata, venva
ragguagliato alla meta del Cannone intiero. V. CANNONE.
Es Questo r scontro fu fatto 'da poi con una spingarda, con uno
smeriglio, c con un mezzo cannone. Accademia del CisiErrro.—Scavai •
caiSt 349

careno alcuni pezzi , alcuni altri ne inchiodarono , e costretti a dover


poi ritirarsi, condussero ad ogni modo un mezzo cannone come in
trionfo dentro alla terra. Bektivoglio. — Il mezzo cannone porta
palla di ferro da libb, 20 in 25. Ed appresto: il mezzo cannone si fa
lungo bocche 22, e 24. Moretti. t
Quarto cannose o Quarto di cannone. In frane. Quart
de canon. Un Pezzo d'artiglieria grossa in bronzo, cosi chia
mato dalle sue proporzioni e- dal calibro ragguagliate al
quarto di quelle del Cannone intiero : era 1' ultimo fra
quelli del genere dei Cannoni da batteria; V. Si chiamava
pur Sagro nel secolo xn ; ma le proporzioni da quel tempo
in poi variarono d'assai.*
Es. II quarto cannone porta palla di ferro da libb. 42 a 18. Moretti.
— Il Sagro tira libbre dodici di palla , c da molli è chiamato Quarto
cannone. Birisgoccio. — Si riducono a quattro calibri i cannoni di
bronzo soliti gettarsi per l'attacco.,, e la difesa delle piazze, cioè al
cannone da libbre 32, volgarmente detto mezzo cannone; al cannone
da libbre 46, denominato quarto di cannone; e finalmente a' cannoni
da libbre 8 c 4, dagli artiglieri comunemente detti Sagri. D'Axtokj.
Smontare un cannone. V. Smontare.
Traccheggiare col cannone. Temporeggiare cannoneg
giando per isfuggire la battaglia o per trattenere il nemico.
E modo tutto militare assai frequente presso gli scrittori
del secolo xvn, che risponde al francese Échanger des bau-
lets , e talvolta Jouer du canon.
Es. Ma l'armata spaguuola, traccheggiando col cannone alla larga ,
si era di notte sottraila. Nani.
CANNONEGGIARE, v. att. In frane. Canonner vive-
ment. Spesseggiare i tiri del cannone. È frequentativo di.
Cannonare, ed è molto utile nelle cose di guerra. La Crusca
ha in questo significato Scannonezzarc adoperato per
•scherzo dal Caro, ma troppo sconcio per le scritture mili
tari. £ altresì registrato dall'Alberti. . ■ ,'
35o CAN

CANNONEGGIATO, TA. paut. pass. Dal verbo CAN


NONEGGIARE,- V.
CANNONIERA, s. f. In frane. Etnbrasure. Quell'aper
tura che si fa ne' parapetti per introdurvi la canna del pezzo.
Tutu l'apertura della Cannoniera si chiama dai pratici
Tromba , in frane. Ouverture ; la sua parte inferiore chia
masi Piano,. in frane. Fonà; Glacis , e le laterali Guance,
in frane. Jones. La Cannoniera ha dnc bocche; quella dalla
parte dei difensori dicesi Interna , Esterna l'altra al di fuori.
La porzione di parapetto che s'alza dalla piazzuola dell'ar
tiglieria sino alla bocca interna della Cannoniera chiamasi
Ginocchiera , in frane. Cenouillere, perchè copre le gambe
de' cannonieri fino al ginocchio. Da alcuni scrittori lom
bardi è chiamata impropriamente Troniera. Fu anche detta
anticamente BOMBARDIERA j V.
Es Tulli questi bastioni avevano i loi a liane Ili, i loro fossi, e le loro
bombardiere, ovvero cannoniere Vakciu- — Battute le cannoniere in
modo , che le ari gliene non potevano più fare elicilo alcuno, lioio
ciAROiMv^- Misureremo due braccia per la prima cannoniera, ... lasce-
ransi poi due altre braccia per la larghezza della seconda cannoniera.
Galilei. ,
CANNONIERE, s. uMn frane. Canonnier. Soldato
d'artiglieria, e più particolarmente Quello che aggiusta il
pezzo.
Es Accendendosi le colaste, le quali, se il nemico venisse ad assa
lire di notte, illuminassero le tenebre , e facilitassero ai soldati il ri
dursi alle loro ordinanze, e ai cannonieri l'adoperare con più certezza,
e con più regola le artiglierie Oavila.
CANOVA, s. f. In frane. Dépótj ìtfagasin devivres.
Stanza dove si ripongono le grasce pei bisogni dell'esercito.
Et. E tenevano quel castello come canova dell'oste ( qui propria'-
mente il De'pdt de vivres dei Francesi)i Plot Vit. trad. Crusca —
Allegarono non essere l'erario loro , le armerie , le canove, i soldati
in grado di poter fornire lina tanta impresa.. Botta.
CAN 35i

CANOVIERE. s. u. Io frane. Magasinier. Colui che


ha in guardia ed in cura le canove d'ogni sorta di grasce
per l'esercito e ne fa dispensar."
Et. Al Icmpo stesso ! provveditori ed i canovieri, incitati dall'am
bizione e dulia libidine, tenevano, la maggior parte, gran vita. Botta.

CANTARE e CANTARO, s. m. Schiera di mille sol


dati a piedi . co' suoi capi che erano sei per ogni cento, e
due superiori. E voce amica , adoperata raramente anche
dai nostri antichi ^scrittori , e d'oscurissima origine: tentò
di richiamarla iti onore uno de' moderni scrittori più illu
stri, il Botta, "vi.- f ■■ , .
Es. Io farò di mia amistb , ed isforzo dieci milizie di cavalieri «
venti cantari di, popolo: il cantare era mille sessantaduepedoui Vbkd.
Crist. MS. Ciusca. — Mandò a quella volta il generale 'Eryon con
due cantari di soldati. Botta. -, , *. .

CAPAGUTO. s. m. In frane. Chabot. Arme di mano


antica , di legno, aguzza dall'un de'capi, e armata di ferro
o d'altro. , • • 0
Es. Gli uomini non ardivano tener in casa non che gorbie o tozzi
o capaguti, ma nè ancora bastoni o mazze appuntate. Varchi.

CAPITALE. «V. LINEA CAPITALE.

CAPITANA, aggett. fem. Aggiunto di cosa apparte


nente al capitano, e diceti di Bandiera, di Tromba,
Tenda , ecc. n,
Es. Trovalo il sito dove volessi alloggiare, rizzerei la bandiera ca
pi lana, ed intorno le disegnerei un quadro. Ed altrove: Vorrei che
lo spazio che è tra le due estreme linee facesse una via che andasse
dalla porta all'alloggiamento del capitano... 'e chiamassesi questa la via
capitana. Ed in altro luogo : Sonava la tromba capitana tre volte; al
primo suono si levavano le tende, e tacevano le balle ; al secondo ca
ricavano le some ; al terzo muovevano. Machiavelli.
35a CAP

CAPITANANZA* s. f. In frane. Commandement;


Commandement en chef. Ufficio di capitano é governa
tore d'eserciti.
Es Mandata imiaozi parte della gente da cavallo ad attizzare i tu
rnici, sotto la capitananza di Mussìnissa. Petiiarca.
Capitananza generale. Ufficio e Dignità, di capitano
generale ; lo slesso che Capitananza , ma più significativa
del solo e supremo grado di cui si parla. •
Et. Licenziato l'esercito rimaneva tuttavia la capitananza generale
nelle mani di Washington. Botta.
CAPITANARE.' v. att. Dare un capitano; un con
dottiero ad un esercito ; Fornirlo di capi.
Es. S\ grande oste non capitanare di sufìicienti duci. G. Villa»!.
2. Guidare , Comandare , Governar un esercito come
capitano. Iu frane. Commander.
Es. La sua gepte d'arme capitanai» e guidata per M. Galeotto suo
fratello. M. Villani. — Capitaneggiare; Capitanare; Guidare come
capitano. 'Èrusca.. — Divenir grosso un piccolo esercito, se ben capita
nato. Algarotti. . i
CAPITANATO, s. m. In frane. Commandement ; Com
mandement en chef. Lo stesso che Capitananza ; Ufficio e
Dignità di capitano d'un esercito.
Es. Sdegnatoli conte Gajazzo, che Galeazzo fratello minore d'età,
e minore eziandio nell'esercizio militare, gli fosse anteposto nel capi
tanato dell'esercito. Guicciardini.

i. Distretto e Termine della giurisdizione e autorità di


quell'uffiziale, che si chiama Capitano. In frane. Capitai-
nerie.
ZTs. Ed avendo la carta in mano disse : è la elezione del capitanato
di Norcia. Novelle Axticiiz.— Saviamente mantenea il titolo del capi
tanato della terra alla corona. M. Villani.
CAP 353

Capitanato generale. Lo stesso che Capitanato, ma


più appositamente indicativo dell'uffizio e dignità di capi
tano generale. *
Es. Deliberò di accettare il capitanato generale delle loro armi.
Davila.
CAPITANATO, TA. pakt. pass. Dal verbo CAPITA-
NARE;V.

CAPITANEARE. Lo stesso che Capitanare; ma in


disuso. Crusca.

CAPITANEGGIARE, v. mnrr. Lo stesso che Capita


nare nel a.° signif. di questo verbo.
Es. Tulli gli altri vanno secondo cheelli capitaneggiano. Bn. Latini.
CAPITANERIA, s. f. Scienza e Regola dì capitano.
Es. Uscì fuori alla battaglia senza niuno buono ordine di guerra, o
capitaneria. G.Villani.
a. Lo stesso che Capitananza.
Es. Tutti voltano, che '1 titolo della compagnia , e capitaneria fosse
di messer fra Moriate. IVI. Villani.
CAPITANO, s. m. In frane. Capitarne. Capo, Condot
tiero , Governatore di soldati , e s' intende per lo più di
Capo supremo.
Es. Siccome capitale nemico del Re Carlo l'aveano fatto lor capi,
tano. Boccaccio. .... : .
a. Uomo eccellente nel maneggio della guerra ; Che ha
le doti proprie a ben governare un esercito.
Es. La sperienza e la virtù di Giovanni dei Medici erano superiori
agli anni, e mitigandosi ogni giorno il fervore dell'età , e apparendo
molti indizii espressi d'industria, e di consiglio, si teneva per certo
che presto avesse a essere nella scienza militare famosissimo capitano.
Gcicciakoixi.
354 Gif

3. H Capo d'una compagnia nella moderna milizia , il


quale ha so ito di sé Tenenti, Alfieri é Bassi uffiziali. V ha
il Capitano di cavalleria , il Capitano d' infanteria , il Capi
tano d'artiglieria , il Capitano ingegnere , il Capitano de'
minatori, il Capitano de' zappatori , il Capitano del treno,
il Capitano delle guide , ecc. e s' intende sempre Capitano
d'una compagnia di cavalleria , d' infanteria , ecc.
Es. Fece uscire ! due rap Unti spagnuoli con le diie compagnie loro
di fanti. Bestivoglio. — Capitano di fanteria ( siccome suona il nome)
non significa altro, che capo, e guida di gente a piede d'una compa
gnia. I IM /I . , .
Capitano della guardia. Uffiziale generale «1 quale è
affidato il comando della guardia del Principe.
Es. Elio Sejano capitano della guardia, gran favorito di Tiberio.
DatAWU« trad. Tae.
Capitano del popolo. Titolo e Uffizio di dignità mili
tare , conferito dalle città libere d' Italia ad uno straniero
provato nell'armi e di forte animo, acciò reggesse la loro
milizia in tempo di guerra , e frenasse e gasti gasse i sediziosi
in tempo di pace. I Capitani del popolò vennero istituiti
nel secolo xm per contrappcsare la troppa autorità dei
Podestà, e tenere in freno i nobili, ad imitazione dei Tri-
bum della plebe dell'antica Roma.
Et. E ciò fatto senza 'cnntasto feciono popolo con certi nuovi ordini
e statuti, e elessono Capitano del popolo me»ser Uberto da Lucca, e
fu il primo Capitano di Fiorenza H. Màtunat. — E Pompeo s'accostò
a Clodio capitan del popolo (cioè Tribuno della plebe). Plet.Vit. Cat.

Capitano di campagna. In frane. Prévót. Uffiziale al


quale veniva affidata l'esecuzione di tutti gli alti della giu
stizia militare, e la cura speciale del buon ordine nel campo
e nei quartieri, e delle condotte del bagaglio: vegliava perciò
severamente i truffatori e barattieri, i vagabondi e le donn
cap m

di malti vita , e faceva catturate i disertori , i ladri e le spie;


portava per segno della sua autorità un bastone. Aveva sotto
di Se ì prevosti delle Compagnie con unà buona mano di
arcieri e d'aguzzini. Venne anche chiàmàto Prevosto e Pre
vosto di campagna. Ve n'aveva utìo per ogni Terzo 0 Reg
gimento.
E». Marciati bagaglio della cavalleria a carico del capitano di cam
pagna, e de' suoi prevosti. Melzo. — Siccome il terror della pena è ne
cessarissimo in un esercito;... così ancora è necessarissimo l'oflieio, e'I
carico del Capitan di campagna, perciocché egli è quel, che eseguisce
la giustizia, gli ordini, e le costituzioni militari, e i bandi, edalla
fine le sentenze date dagli Auditori ne' delinquenti. Cinuzzi.
Capitano di guerra. Titolo di dignità militare , che si
conferi verso la metà del secolo ini dalle Repubbliche ita
liane a'Capitani valorosi in un col comàndO Supremo di
tutte le forze dello Stato. A questi Capitani , come pure ai
Capitani del popolo succedettero in alcuni luoghi i Gonfa
lonieri sul finire dello stesso secolo. È frequente presso gli
storici di que' tempi. Chiamataci talvolta con questo nome
anche i Capitani di Parte. .
Et. Chiamarono Mess. Schiatta Amati de' Cancellieri Bianchi per
loro Capitano di guerra, e dleronli tanta balla, che i soldati risp^on-
deano a lui ; mandava i bandi da sua parte, 4 pene imponeva, accaval
cate contra i nimiti sanza alcuno consiglio. Dino Cobvaom.
Capitano di guide. ULTiziale che comanda a coloro che
Vanno innanzi , come più pratichi , a fare scorta agli altri
soldati. MS. Ugo Caciotti.
Es. 11 Capitano di guide, e di spie, che è quel, che tiro conto di
tutti i cammini, e di tutte le guide, e di tutte le spie, che son neces
sarie pel servizio dell'esercito dirozzi.
Capitanò di parte. Uomo autorevole eletto dà quelli di
una Parte per vegliare sopra di essa e proteggerla e difen*
Seria da' suoi nemici , cioè dalla Parte contrarla. Questo
356

titolo ci ricorda pur troppo quegl' infelicissimi tempi , ne*


quali le terre d' Italia erano tutte miseramente lacere dalle
Parti de' Bianchi e de* Neri , de' Guelfi e de' Ghibellini,
de* Cancellieri e de' Panciatichi , de' Ruzzanti , ecc.
Es. Fecero i delti Guelfi per mandato del Papa e del Re tre cava
lieri rettori di parte, e cliiamarongli consoli de' cavalieri, poi li chia
marono li capitani di parte. G. Villani.
Capitato generale. In frane. Capitarne general;
General en chef. Il Capo supremo di tutto l'esercito.
Es. Si raccoglieva a Ponte Vico l'esercito Veneto, del quale era ca
pitano generale il conte di Pitigliano. Guicciardini.
Capitano riformato. V. Riformato.

Capitano sciolto, chiamasi Quello che non riconosce


altro superiore , che il Generale della infanteria. MS. Ugo
Caciotti.
CAPITELLO, s. m. In frane. Cliapiteau. Così chiamansi
nell'Artiglieria due assicelli congiunti insieme a schiena
d'asino, che si pongono sopra la culatta del pezzo per coprire
il focone, affinchè la pioggia non v'entri. Soliani Raschini.

CAPITOLARE, v. netjt. In frane. Capituler. Far con


venzioni , Accordarsi , Convenire in certi patti ; e dicesi
d'una piazza da guerra o d'un corpo d'esercito, che s'arrende
salve le vite delle persone , ed a quell'altre condizioni più
o meno onorevoli , che piace al vincitore d' imporre , o che
> difensori possono esigere.
Et E cercava con pia vantaggio, die si poteva, capitolare. Varchi.
— I difensori non aspettato l'ultimo sforzo della batteria capitolarono,
e si arresero con larghissime condizioni. Davila.
a. In signif. attivo vale Porre tra le condizioni della capi
tolazione ; Stipulare.
Et. Questi di sopra si sono gli nomi di lutti quelli, e qualunque di
CAP 35y

loro, che si trovò di comune a giurare la osservanzra di quanto ave-


vauo capitolato per gli Semifontesi . ..die iu comune patlegg avano.
Pace da Cerialdo. . , 1
CAPITOLATO, TA. part. pass. Dal verbo CAPITO
LARE ; V.
CAPITOLAZIONE, s. f. In frane. Capitulation.
Accordo fra nemici, col quale si stabiliscono i capitoli per
la resa d'una fortezza , d' un posto , o per la ritirata d'un
corpo di soldati , ecc.
Et. Arobasciadori eletti a conchiudere una concordia ovvero capito»
Iasione fatta i dì passati . Varchi , — Non essendo stato nella capitola-
zinne mentovato particolarmente Monsignor di Reburs, colonnello di
fanteria francese. Davili.
a. Si adopera altresì nelle cose militari ad indicare Quel
contratto, che chiamasi più propriamente Condotta , nel
quale vengono riferite e stipulate quelle condizioni colle
quali un condottiero od un corpo di soldati vien condotto
agli stipendii d'uno Stato per un tempo determinato. V.
CONDOTTA.
Et. La moderna ordinanza è fondata ed espressa nelle capitolazioni
de' colonnelli, nell'istruzione de' lustratori, o commissari delle mostre,
ecc . Moutecuccoli. ->
CAPO. s. m. In frane. Chef. Nome generico di Supe
riore ne' varii ordini della milizia. Adoperato assolutamente
e senza nessun aggiunto, vale Comandante supremo, Con
dottiero d'un esercito, d'un corpo di soldati.
Es. Commessero i Veneziani al conte di l'itigliano, capo delle loro
genti, che andasse in aiuto. Guicciardini. — Più capi richieggonsi in
un esercito , di cui sono più membra, più - fronti, più funzioni, più
luoghi da operare ad un'ora. Mokteclxcoli. n

Capobombardiere. Il Comandante de'bombardieri.Crusca.

Capo dell'armi. In frane. Chef d'armée. Quegli che


m cap

comanda un esercito, o che è preposto al comando di tutte


le forze d'uno Stato.
Es. Io capo dell'ut mi. e voi che appresso di me n'avete il maggior
romando, qual gloria intuiti questisuccessinoogodremo? Uertitoclio.
Capodieci. Capo di dieci soldati o d'altro numero non
troppo da questo diverso.
Es. Darci alle mille picche tre coonestagli, dieci centurioni, e cin
quanta capidieci. Machiavelli.
Capo di guerra. In frane. Chef de guerre. Appellazione
onorifica. dei più esperimentati uomini di guerra , ed anche
di chi abbia comando superiore in uno esercito.
Ei. Spedì ...a Candirti due capi di guerra, i quali desterò nuova
ch'egli il seguente giorno... entrerebbe nella città. Ed in altro luofio:
Chiamati a consiglio i capi di guerra. Segheri. — Il marchese di Ru-
bays, che ritenevi il comando principale sopra la gente Vallo™ , privò
con molta sua lòde i nemici del maggior capo di guerra che avessero.
Buinofiup.
Cam» di lancia. V. Lancia.
• Capo di ronco. In lat. Caput porcinum. Nome d'una
ordinanza romana, altrimenti chiamata CUNEO ; V. Chia
mavano propriamente i Romani con questo nome l'Azione
dell'attacco, che risultava dal cuneo.
Es. Vi si manda una moltitudine di pedoni, che giunta colla schiera
in prima piti stretta , e poscia più larga, va innanzi, e gli ordini de'
nimiui rompe, perchè da molli in uno luogo si mandano lancioni, la
qual cosa appellano capo di porco. B. Giamboni trad. Ve%.
Capo di squadra. In frane. Chef d'escouade. Quegli
che comanda ad una squadra di soldati, cioè ad una parte
della compagnia chiamata Squadra. E propriamente il nostro
Caporale.
Es. Debbano in ogni com'paguia descritta sotto una bindiera depu
tare capi di squadra. Machiavelli. — Sedici bande di circa, quattro
cento per bunda, a ciascuna delle quali era preposto per un anno ca«
pitaoo, Iuogdtencalc, banderaio, sergente, capi di squadra, Skii, >
CAP 359

Capo di strada. Ir frane. J,\>cme. U Ijuoga dove le


strade veugono a metter capo, a terminare , a sboccare.
Es. Questi aditi aveva il fie di Navarra l'atti serrare eoa le trincee,
alzando un forte ad ogni cape di stradnt il quale pieno di minute
artiglierie, e difeso da un numero conveniente di archibugieri, impe
diste agl'inimici il Detersi acrostare. Davila. ■

Capofila. V. Fila.
Capoparte. In frane. Chefde parti ; Chefda pantisans.
Colui che comanda iu guerra ad un corpo irregolare chia
mato Parte o Partita.
Es. Vedendo certe guardie di Paladini, certi rivedimeuli di rocche,
certi sbranamenti di capiparte, uno sbarbazzare di questi sigporctti.. ,
stavano in un certo modo forsennati. Ca.»».
Caposoldo. In frane. Gratìjicqlion, Donativo di danaro,
col quale si alletta o si premia il soldato ; Quel dì più che
gli s'aggiunge sopra la paga.
Es. La preda M. Ridolfo divise, uon come fatto avea M. Bonifazio,
ma come caposoldo. M. Villasi. — Costumandosi oggi di dare ad al
cuni soldati, oltre i caposoldi, a chi due paglie, a chi tre, a chi quat
tro, • chi più. Varchi. •
Caposquadra, s. m. Lo stesso che Capo di squadra.
Es. Accettò duemila uomini scelti coi loro capitani, e capisquadre*
Cossìii trad. Conq. Mtss,
Far capo e Far capo grosso. Congregare , Radunare
il grosso de' soldati o dell'esercito in un luogo determinato.
In (rane. Concentrer les troupes, l'armée. Dicesi pure
Far la massa. V. MASSA.
Es Avean» fatto rapa in Arezzo , e rannata di gente a piede e a
cavallo. G, Villasi. — Messer Comes raduna per la chiesa gran gente
d'orme, e credesi che faranno capo grosso qui. Sacchetti.
CAPON1ERA. s. f. In frane. Capoimikre. Opera di
fensiva di muro o di terra , e anche di legno , fabbricata
nel fondo del fosso , per impedirne il passaggio al nemico,
36o GAP

e per andare dal recinto primario alle opere esteriori. Si


fa talvolta coperta come una casamatta, e talaltra senza
tetto con due parapetti di terra laterali , i quali ordinaria
mente vanno a terminare in pendìo al fondo del fosso. Ve
n' ha di semplici e di doppie. L'etimologia di questa voce
si può dedurre dal fine , pel quale fu l'opera inventata, che
era quello di coprire il capo di coloro, che vi passano o vi
stanno alla difesa del fosso.
Et. Per le difese rasente terra vengouo in acconcio false braghe,
cofani, caponiere. Mohtecuccoli. — Si collocano le capouiere in que*
siti del fosso, dai quali si può ottenere_una maggior difesa, e che nou
sono esposti al cannone nemico sul ciglio dello spalto, o sulla contro
scarpa. D'Ahtoxj.
CAPORALE, s. m. In frane. Chef. Persona principale t
Delle prime dell'esercito; Capo. In questo signif. è disusato.
Et Con gente assai a piede, e con certi caporali Ghibellini. G. Vil
lani. — Si mossero a gran furia il conte d'Oringe, il principe di Sa
lerno, il duca di Malli, ed altri caporali menando più di duemilafanti.
Varchi.
2. In processo di tempo verme a significare Uno degli uffi-
ziali d'una compagnia , al quale s'affidava il carico d'una
parte di essa. Anche in questo signif. è disusalo.
Et. Avea M. Galeotto un suo soldato, che era caporale di 50 lance.
FiottEHTiiró Pec. i
3. Si chiamò finalmente con questo nome Quel soldato,
cui si dà il carico d'una squadra uon maggiore di 2 5 .uomini
nelle compagnie di fanteria e di cavalleria. In frane. Càporal.
In alcuni eserciti il Caporale di cavalleria prende il nome
di Brigadiere.
Es. Il caporale è un soldato , che è capo di XXV soldati, e più
secondo l'occasione ( fi riferisce al principio del Ì6V0). MS. Ugo
Caciotti. — Dando il tenente i biglietti necessarii per una squadra al
caporale, che poi ha cura d'alloggiare i suoi soldati (oui si parla d'una
compagnia di cavalli leggieri'). Melzo. — Ogni compagnia è stata
GAP 36 1

ripartita per isquadredi venticinque soldati per ciascheduna, della quale


è capo quel soldato, che noi chiamiam Caporale, fatto , ed eletto con
sideratamente dal Capitano padrone di essa compagnia. Cinuzzi.
. CAPPA, s. f. In frane. Cape. Spezie di mantello corto,
con capperuccia di dietro, del quale si vestivano gli Italiani
dati all'arme nel secolo xvi , imitandogli Spagnuoli. Da
questo nome, anzi dall'uso della Cappa affatto proprio di
chi faceva la professione dell'armi venne il modo di dire:
Uomo di spada e cappa , cioè Uomo dato alla milizia.
Et. Fece il Duca Alessandro suoi gentiluomini cinque giovani fio
rentini, e fece loro lasciar l'abito civile, e mettersi la cappa e la spada.
Varchi.
CAPPATO, TA. aggett. Scelto, Forbito j e si disse
degli uomini e dell'armi , dal verbo Cappate, che equivale
a Pigliare a scelta.
Es. Geleranno queste quattro Potesteric circa settecento uomini cap
pati. Machiavelli. — Ma quanti eglino fussino, eglino erano una cap
pata e fiorita gente , e quello che importa più che tutte l'altre cose,
esercitatissimi. Varchi. — I Baiavi serbansi solamente a' bisogni della
guerra, quasi cappate armi. Dayanzati irad. Tao.,
Ano cappate. V. Arma.
CAPPELLANO, s. m. In frane. Aumónier. Sacerdote
secolare o regolare che istruisce i soldati nelle cose della
religione , amministra loro i sacramenti , ed assiste ai loro
estremi momenti sì in guerra che in pace. Ye n' ha uno
per ogni reggimento, èd anticamente uno per ogni compa
gnia , come uno o più in ogni ospedale militare.
Non ho trovato memoria positiva di questi Cappellani
negli eserciti prima dèi secolo xvi , comecché le relazioni e
le cronache de' secoli anteriori facciano frequente menzione
di vescovi, abati e monaci aggirantisi fra le schiere degli
eserciti cristiani in tempo di battaglia , così per animare i
36a CAP

soldati a combattere in pome della fede , come per dar loro


gli estremi conforti ne'terribili casi che erano per incontrare.
Quest'uso, che incominciò colle Crociate e si mantenne gran
tempo nelle guerre contro i Turchi , era piuttosto l'effetto
d'un santo entusiasmo, che non istituzione regolare ed uni'
versale. Una prima notizia dei Cappellani nelle compagnie
e nei reggimenti l'abbiamo nelle guerre di Fiandra , cioè
nella seconda metà del secolo xvi , quando il Farnese , sotto
cui militavano soldati di molte e diverse nazioni, malcon
tento de' Cappellani ordinarli, alla negligenza de' quali
ascriveva l' indisciplina de' suoi , creò per tutto l'esercito
una compagnia di Padri Gesuiti, chiamata lo Squadrone
volante, colla quale provvide all'esatto esercizio de' doveri,
cui tocca ai soldati cristiani di soddisfare eoa Dio e cogli
uomini. D'allora in poi l'uffizio de' Cappellani non cessò
negli eserciti cattolici d' Europa.
Es. Colla gente che va a foraggiare si manda sempre il capitano di
campagna o uno de' suoi prevosti col ministro di giustizia, e con no
cappellano per castigar subito quelli che trasgrediscono gli ordini.
Melzo. — S'aggiunse l'avversione grave, ch'ei prese a molti cappellani
de' Terzi dell'esercito. Segkem.
Cappellano generale. Dignità ecclesiastica che presiede
ai doveri ed uffizi! religiosi della milizia ed a tutti i cap
pellani di un esercito. Fu anche chiamato Vicario generale.
Es. Stato generale : Generalissimo; tenente generale unii o; .... au
ditor generale; vicario, o cappellano generale; geuerali aiutanti dei
viveri, de' carriaggi, ere. Moxtectjccoli.
Cappellano maggiore. Dignità di chi era preposto a tutti
i Cappellani d'un Terzo o Reggimento.
Es. li Cappellano maggiore del terzo ha da aver le medesime qua
lità , e huone parti di grande esempio, che ha il Cappellano d'una
compagnia... La sua autorità è di dar licenza agli altri Cappellani delle
compagnie, che celebrino Messa, e gli.a'tri Sacramenti, e dar toronu. '
lorità di confessare, Cut vzu. \, . ■ i
CAP 363

CAPPELLETTO. $. In frano, Capdet, Soldato


greco a cavallo, armato alla leggiera. Lo stesso che STRA-
DIOTTO ed ALBANESE} V.
Et. Essendo l'esercito nel levarsi, e poi nel camminare infestato con
tinuamente dai Cappelletti. Ed allrave: Sono il medesimo i Cappelletti,
che gli Stradiotli. Gcicciaudiki . — Il Trivisano uscito da I.ucinis con
dieci compagnie di Cappelletti a cavallo. Nari.
2. Nóme d'una copertura del capo, fatta per Io più di
cuoio, della quale si valsero anticamente gli uomini d'arme
per difendere il capo, e lasciar Telmo. Id frane. Cabassel.
Et Un cappelletto avea di cuoio cotto
L'Amoslanle la notte in testa messo. Vvuei.
3. Quella parte del padiglione , che cuopre il capo di
esso , in lat. Tholus , in frane, del du Papillon. Crusca.
CAPPELLINA, s. f. In frane. CapeUne. Caschetto
leggiero d'acciaio, senza visiera , liscio e strettamente adat
tato al capo di chi lo portava. Gli uomini di guerra non lo
lasciavano nè meno in tempo di riposo.
Es. Col l'arme celata onde era vestito, e con una fonda cappellina in
capo se ne andò a letto. F. Villini.
CAPPELLO, s. m. In lau Pileus. Copertura del capo,
fatta di feltro, e usata variamente dai soldati e in diverti
tempi. .#»■._ \.
Nella decadenza della disciplina militare romana parendo
grave ai soldati l'elmo, di che andavano armati , presero il
Cappello fatto di pelli o di feltri , ch'essi chiamarono Pan-
nonico, forse perchè l'uso ne era venuto dalla Pannonia.
Nel secolo xvi succedette alla Berretta , e durò tutto il
secolo xvii nelle fanterie alla foggia spagnuola , cioè tondo,
con ala larga e rialzata da una parte sola , ferma con cappio
e pennacchietto : invalse poscia la maniera di foggiarlo a
tre tese, cioè coll'ala rialzata al di dietro e dai due lati,.
364 CAP

adornandosi la tesa sinistra di cappio, di coccarda e di pen


nacchio, nè andò affatto in disuso se non alla fine del secolo
xvm , quando tutte le fanterie presero il QUASCO ; V. Il
Cappello alla spagnuola si porta tuttavia da alcune fanterie
leggiere , e quello a tre tese da alcuni corpi di cavalleria
grave.
Es. Ancora fino alla presente etade è stata usanza, che tutti i ca
valieri portassero cappello, il quale Pannonico era chiamato, ed era fatto
di pelli. B. iIiamboni trad. Veg. — Si videro cappelli all'aria senza
fine ; solilo moJo tra i soldati di dar il voto favorevole.- Corsisi trad.
Conq. Mesi. — Il soldato vestirà adunque conforme allo stato , ed al
poter suo, ed alla sua usanza; ma modesto, semplice, attillato, di panni
di colore allegro, e sopratutto pulito, e con bel cappello, sopravi penne.
Cinizzi.
Cappello di ferro. Lo stesso che Elmo.
Es II balestriere a piede senza catafratta e cappello di ferro. B.
Giamboni trad. Ving- ;
CAPPERONE, s. m. In lat. Bardocucullus. In frane.
Chaperon. Da cappa j cioè un Cappuccio largo di stoffa
grossolana portato dai soldati pendente dietro le spalle sul
cappotto, per tirarselo sul capo ad un bisogno. 11 Cappe
rone era una copertura del capo, della quale fecero uso i
Dragoni nel secolo xvii. Questa voce viene altresì adope
rata ad indicare Ogni sopravveste militare , come Saio, ecc.
Es. Fu più volte veduto (Annibale) giacere tra le guardie, e posi e
de' soldati, coperto d'uu capperone militare. Nardi tratl.T. Iàv.
CAPPOTTO, s. m. In frane. Capotte. Ferraiuolo di
drappo, per lo più bigio o scuro, cou bavero, maniche , c
talvolta col cappuccio per coprir la testa , del quale si vestono
i soldati di fanteria neU' inverno. Nelle altre stagioni si porta
in traverso e ravvolto dalla spalla destra al fianco sinistro, o
meglio ancora piegato in rotondo e affibbiato con tre cor-
reggiuole sopra lo zaino. Crusca.
CAP

CAPRA, s. f. In frane. Ckèvre. Macchina formata dì


tre gambe di legno unite insieme nella sommità , dove sono
collocate due girelle fisse di bronzo. In una di queste passa
la corda , che scendendo va ad avvolgersi ad un'altra girella
mobile inferiore , dalla quale tornando alla seconda girella
fissa scende poi di bel nuovo per essere , in un colla girella
mobile, attaccata al peso da muoversi. Dall'altro capo la
corda viene avvolta con replicati giri ad un tornio messo in
moto con due manovelle piantate alle due estremità del
medesimo. L'azione di questa macchina viene espressa dal
numero delle corde che s'avvolgono alle girelle e dalla pro
porzione fra il semidiametro del tornio e la lunghezza delle
leve o manovelle. La Capra serve a muovere le artiglierie
d'alto in basso, o di basso in alto, e particolarmente per inca
valcarle e scavalcarle.
Et. Capre per incavalcare e scavalcar le artiglierie. Monteccccoli.
— Fa bisogno di due capre per incavalcare le artiglierie. Tersimi. —
La. capra è una macchina, che serve unicamenle per movere le arli
glierie d'alio in basso, o di basso in alto, spezialmente per incavalcarle,
e scavalcarle dalle loro casse, e collocarle sopra le macchine, qì carri
di trasporto. D'Anton;.
CARABINA, s. f. In frane. Carabine. Arma da fuoco
portatile , più corta del fucile , più lunga della pistòla , che
si suole portare da alcune milizie a cavallo pendente al fianco
sinistro da una tracolla di cuoio.
Venne introdotta dagli Arabi nelle Spagne , e l'origine
della voce è nel moresco Karab, arma da fuoco ; quindi
data dagli Spagnuoli alle altre nazioni insieme col nome ,
che non si trova usato in Italia se non dopo la prima metà
del secolo xvi. Era a qnel tempo un'arma da fuoco più lunga
di canna di tutte le altre e di maggior passata , usata da
alcune compagnie di cavalieri o di fanti scelti ; ma sul prin
cipio del secolo xvni venne universalmente adoperata in
366 CAP

queliti stesso significato che nel secolo prima aveva la Voce


SCOPPIETTO? V.
Et. Le .irmi offensive da lungi sono : moschetto, carabina, moschet
tone, ter. Mortéccccoli. — La srinbla, la carabina, e le pistole sono
arnie, di cui ciasiun cavaliere è fornito per farne uso ne' combatti^
menti. D'Ahtohj.
a. Il Soldato stesso armato di carabina. In frane. Cara-
binier.
Et. Carabina , diresi anche il Soldato a cavallo armato di carabina.
Ciusca. — Solo venne con lui il colonnello Morgan con alcune cara
bine , che erano iu grandissimo onore di soldati etercitatissimi.
Botta.
Carabina, rigata. In frane. Carabine rajée. Spezie di
carabina corta e rinforzata , che ha la canna rigala dentro,
e che si carica di palla calcala a forza col mazzuolo, per
ottenere maggior passata e tiro più esatto. Si adopera in
guerra da corpi scelti di bersaglieri e cacciatori.
Et. Si tralascia di parlare delle carabine rigate, avvegnaché, quando
si sparano i innschetli , e gli schioppi colle palle del corrispondente
calibro si ottengono i tiri piti lunghi, ecc. D'Astoju.
CARABINATA. s. r. In frane. Coup decoratine. Colpo,
Tiro di carabina. Alberti.
CARABINIERE, s. m. In frane. Carabinier. Soldato
armato di carabina , a cavallo o a piedi.
Nella moderna milizia le compagnie scelte d'ogni bat
taglione di fanteria leggiera, prendono il nome di Compa
gnie di carabine o di Carabinieri , delle quali si fanno pure
in tempo di guerra battaglioni o corpi volanti : v' hauno
altresì i Carabinieri a cavallo, che non sono più una milizia
leggiera , come già i Cambini , ma di grave armatura ,
come le Corazze , alle quali precedono in ogni fazione.
Et Pareva gli dispiacesse non aver ivi in pronto uno squadrone di
carabinieri spagauoli per venir subito al cimento. Algarotti. — Si po
siano nelle' batterie Tra l'uno e l'altro pezso alcuni carabinieri, i quali
nel tempo, in cui si stanno caricando i pezzi, fanno -iiioco contro quelle
parti della fortezza, che sparano contro le batterie. D'Antonj.
CARABINO. s. m. In frane. Carabìn. Soldato a cavallo
armato dì carabina. È celebre questa milizia nella storia
delle guerre del secolo rvi e xvn. I primi Carabini furono
Spagnuoli; essi avevano per armi difensive una mezza corazza,
uria manopola alla sinistra ed una celata in capo, e per armi
d offesa una carabina lunga tre piedi e mezzo ed una pistòla.
Militarono nelle guerre civili di Francia sino al tempo di
Arrigo II fra le armi leggiere , e combattevano talvolta a
piede : sono stati istituiti , secondo il Tassone , ad imita
zione degli Arcbibugièri a cavallo italiani.
Es Essendosi congiùnto col conte d'Egmont, che conduceva dì Fian
dra mille cinquecento lance, e quattrocento carabini; iotìo questi
archibugieri a cavallo. Datila. *
CARACOLLARE, i-. «few. Ih frane, tafacoler. Fare
Un caracollo, Far caracolli, Volteggiarsi coi cavalli pél campò
ora a destra, ora a sinistra.
Et. Vedendo la franca risoluzione , che èra negli Svizzeri, torna
rono ad allontanarsi ed a caracollare per la campagna. Dai Ila.
à. Si adopera pure in significato più largo, cioè io quello
À\ Fare continue evoluzioni colla cavalleria ed anche colla
fanteria , onde cangiar di sito per assaltare con vantaggio
il nemico, o per confonderlo con varii e rapidi cangiamenti.
I Francesi adoperano talvolta ih quésto senso la voce Ma-
nceuvrer.
Et. Ed è necessario molte volle, serondo che conthl T'l nimico tiran
insieme fila per Illa ( gli i&chiiusieri e' moschettieri') , caracollare,
acciocché possano tutte le file io continuo mota di mano in mano, che
caracollarlo, tirare verso il nimico. Ciaczzi.—Il duca di Mompensieri...
armalo per mescolarsi cori lo squadrone condotto dal duca d'Ornala,
«paventalo dal grosso numero , caracollando e sparando le pistole s'andava
tuttavia riducendo verso il declive, seguitato ed incalzato furiosameute
368 CAR

dalla cavalleria della lega. Ed in altro luogo •■ Dall'altra parte il conte


di Scomhergh co'cavalli Alemanni non caracollando, ma mescolandosi
serrato con l'inimico . a furia di pistolettate martellava Io squadrone
del cavalier d'Ornala. Datila.
CARACOLLO, s. m. la frane. Caracole. Evoluzione
di soldati a cavallo, i quali marciando di gran trotto o di
galoppo voltano la fronte intiera a destra o a sinistra tanto
nell'avanzarsi , che nel ritirarsi. Questa voce viene dallo
spagnuolo Caracol , ed è una mera traduzione dell'italiano
Chiocciola.
Es. Due squadroni di Raitri , i quali dovevano fare il loro solito
caracollo, e poi passando tra l'un corno e l'altro ridursi alle spalle.
Davila.
*. * .
Far caracollo. Operazione particolare della cavalleria
armata d'armi da fuoco portatili sul finire del secolo xvi e
nel xvn , colla quale le compagnie sparse per la campagna
s'avanzavano fila per fila contro il nemico , e sparando ad
un tempo le loro pistole o scoppietti, volgevano con rapidità
a destra o a sinistra per dar luogo allo stesso fuoco ed alla
stessa evoluzione della fila che seguiva.
Es. Far caracolli, è proprio della cavalleria, mentre girando, e ri
girando scarica il moschetto contro il nemico. MS. Ugo Caciotti.
CARBONAIA, s. r. Fosso lungo le mura della citta.
Crusca.
2. Prigione, Luogo oscuro. Crusca. E l'Alberti sog
giunge : Luogo che serve di stanza segreta o prigione alle
porte d'alcuna città.
Quanto alla definizione del t.° significato, abbiamo in
molti antichi documenti , e particolarmente in una carta
della contessa Matilda, riferita dal Muratori, una menzione
cosi distinta del fosso e della carbonaia , che questa non può
in nessun modo esser presa per quello. Disperarono di trovare
CAR 369

il vero significato della voce tanto il Motatori quanto il


Du-Cange : Pare peraltro dal 2.0 significato ancora in uso
in alcuni luoghi , che la voce Carbonaia , presa da quelle
buche profonde e oscure nelle quali si conserva il carbone,
fosse ne' primi tempi della milizia italiana tratta a signifi
care Quelle cieche e profonde buche che si facevano di qua
dal fosso accanto alle porte delle città, alle torri, ed altre
opere per impedire viemaggiormente all'inimico l'accostarsi
ad esse per iscalzarle od abbatterle. L'architettura militare
ritenne , anche dopo le artiglierie, questa maniera di difesa
assai tempo', poiché le buche delle quali parlo si vedono
ancora in uso nelle fortezze alzate nel secolo svi , ove si
aprono dietro agli orecchioni del bastione , o a' piedi del
fianco sotto alle piazze basse. v •
CARCASSA, s. f. In frane. Carcasse. Grossa palla
piena di fuochi artifiziati, fatta con lame di ferro, e coperta
di tela e di cordella intrecciata. Si scaglia col mortaio ed al
modo stesso che la bomba. , :*
fi. La Va landra è macchina navale, che porta mortali e carcasse ,
onde infestare le citta marittime. Segni. — Acquistarono gli Aineri»
cani una quantità notabile di cartocci, di bombe, di palle, di car
casse. Botta. ' " .v
CARCASSO. s. m. In frane. Carquois. Custodia delle
frecce. Lo stesso che Faretra.
Es. Fatelo rome vi pare, ed attaccateli il carcassoagli omeri. Caro.
CARICA, s. f. In frane. Citarge; Coup. Quella quantità
di polvere , palle od altro, che si mette nelle armi da fuoco,
e nelle mine e petardi per cacciar le materie soprapposte
alla polvere accendendola. Fu pur detta CARICATURA ,
ma in senso più stretto ; V.
Et. Per poca o molta carica che si desse al pezzo. Accademia del
Cimento. — Furono visti venir alle mani col nemico non avendo ciai
scun di loro più. dì tre cariche. Botta.
Fol.I.. 24
3';c fcAtt

ti. L'Urtò o PAfTrontamento d'un corpo di soldat .


sì scaglia addosso ad un altro. La Carica della cavalle
si dà còlla sclabla in pugno rivolta (bolla punta al petto
dell'avversario, e coi cavalli di tutta carriera; é quella della
fanteria colla baionetta in resta , e di corsa.
Es. E utilissima ancora la fessa asciutta, quando i snidali essendo
liscili a scaramucciare, ... avendo la càrica addosso, (ossero Tonalità
ritirarsi. i...mu.i, — Ricondurre alla carica le truppe risospinte , e
rimettere la ballagli». Mostecuccoli.— L'imperador Giuliano condannò
dieci de' suoi soldati, die in uija carica conica i Parli avevan voltato
la schiena, a esser degradali. Ci*ór.*l:
3. Parlandosi di cavalleria questa Voce è stata altresì
adoperata dalla gente militare , e dagli storici slessi del
Setolo xvii per significare una Ritirata fatta di carriera ; ma
in questo senso non ò più in Usò. V. qui sotto Mettersi
i* carica; Prendere e Pigliar la carica.
Es. Ma li grossa cavalleria del Trailtmestnrf urtando la leggiera
Be' Veneziani, l'obbligò alla carica con disordine tale; che in vece di
rimettersi dietro gli squadroni delle corazze, gli apri, e confuse di
mudo, che seco gli trasse alla fuga. Nani.
Andari; alla carica. In frane. Aller à la charge. Lo
stesso che Caricare net a.° signif. di questò Verbo. V. CA^
RICARE.
Es. Ma se la fanteria dorrà combàttere crill'urlo, allora sarà neces
sario, che il terreno avanti la medesima sia piano, e che in quella por
zione della prima schiera, che dee andare alla carica, si dispongano
alcuni battaglioni in pili righe, o in colonne, ecc. D'Ahtokj. ,
Carica della mina. V. Mina. »,
Carica di fazione , in frane. Charge orditiaire ; Mo
netine charge , chiamasi dai pratici Quella quantità di
polvere , colla quale caricano le anni e le bocche da fuoco*
quando il bersaglio è posto a tal distanza da potersi inve
stire col tiro ordinario ò esatto di quelle armi.
Es. Essendo le arme sparate colle solile cariche di fazione, cioè coli
«mia polvere , ette eguaglia dae terzi del paio «tetta palla negli schioppi
e nelle spingarde, la mela del peso delia palla nei sagri, ed i tre
ottavi nei cannoni da breccia. D'Ahtoiu.
Dar la carica. In lat. Impetum facere. In frane. Char-
gér-$ Donner la chargef Fournir une charge. Fare im
peto nel nemico, Affrontarsi con esso, Urtarlo coll'armi
per romperlo ; Caricare.
Es. Persuadevasi olirà di questo, che nelle cose della milizia nes
suno altro lo pareggiasse ; nè so io, se questa credenza si nasceva da
ragioni vere , o se pur da un lungo esercizio suo nelle cavalcate a ra
pire l'altrui, nelle scaramucce, negli assalti, nel dare le cariche a"
tempi , nel ritrarsi salvo al sicuro , ed in altre rose di i jticst.i guisa.
GiAMBULiUiti. — Il capitano tedesco , ordinati a molta fretta i suoi, gli
traeva fuori per dar la carica al nemico in luogo aperto. Botta.
Mettersi in carica. Ritirarsi di galoppo dalla faccia del
nemico; ma si dice solamente della cavalleria.
Es. Incontrata, nell'entrar in un villaggio, una compagnia di corazze,
si mise in carica ordinatamente; ma dopo essersi ritirato per qualche
spaziò, riconobbe di non esser seguitalo, ecc. Melzo.
Prendere o Pigliare la carica. Dar volta , e Ritirarsi
di carriera dal cospetto del nemico (he dà la carica.
Es. I quali ( Cosacchi') a pena si mostrarono, è quella {la cavalleria
nemica ) prese la carica, e si tornò ond'era liscila. Bartoli. — Si sca
ramucciò lungamente senza vantaggio, sin che il marchese finse di
prendere la carica per condurre i nemici in un'imboscata. Ed in altro
Inogb : I cavalli leggieri presero senza contrasto la carica, e gli lascia
rono libera la collina. Davida. — Inteso da' suoi corridori (ti tenente),
che venivano trecento cavalli himici , giudicò esser bene di pigliar la
carica ; ma l'alfiere della compagnia di lancie , volendo far testa, fu'
tolto in mezzo da' minici, e fu disfallo con tutti i suoi. Mel/.o.
Ricevere la carica. Lo stésso che Sostenere la carica ',
Tener fermo, e non lasciarsi disordinare dalla carica del
nemico.
Es. Investirono tutti a un tempo , dando, e ricevendo i nemici le
prime cariche senza perder terreno. Corsisi irad. Conq. Mesh,
37» CAB

Sostener ia carica. In frane. Soittenir la charge. Re


sìstere ; Tener fermo, Conservar gli ordini , e non lasciarsi
disordinare dall' impeto, dalla carica del nemico.
Et. Caricò la nemica (genie) ferocemente , e questi all'incontro
voltando faccia, e con la cavalleria in particolare sostenendo la carica,
si ridusse con buon ordine e gran valore dove era stata la sua inten
zione di ritirarsi. Bentivoglio. — Ciò non ostante gli Americani so
stenevano con grandissimo ardire la carica dei nemici, e tuttavia com
battevano ostinatamente. Botta.
CARICARE, v. att. In frane. Cliarger. Parlando d'armi
da fuoco d'ogni genere, vale Porre in esse la polvere, le
palle, o la munizione necessaria per far il colpo. Dicesi pure
della mina (V. MINA), e di que'proietti che si empiono di
materie incendiarie, o di polvere, come bombe, granate, ecc;
E». L'inganno consisteva nel modo di caricar la pistòla. Redi. — Ed
anco ci bisogna due altre considerazioni con ingegno, e pratica d'arte,
però che l 'una è in caricarle ( le artiglierie ) , cioè dar loro il vigore
e la potenza effettiva , l'altra è il dirizzarle , che si dice metterle a
mira. Biniligoccio.
i. Urtar fortemente l' inimico, Fare impeto in esso cor
rendogli addosso.
Et. Andò Jacopo colla sua insegna, e trovato che i nemici erano pili
grossi, che non si era inteso, s'andò ritirando onoratamente, ancorché
e' fosse caricato dalla furia, e dal numero de' cavalli nemici. Sechi.—
Come ai passi, alle riviere, e ai boschi si ha da caricare in testa e
in coda sopra i primi passati, o gli ultimi rimasti. Muhtecijccoli.-—
Non perde l'occasione la gente regia, e spintasi innanzi caricò la ne
mica ferocemente , e questa all'incontro voltando faccia , e con la ca
valleria in particolare sostenendo la carica, si ridusse con buon ordine
e gran valore dove era stata la sua intenzione di ritirarsi. Bestivoclio.
Caricare a cartoccio. In frane. Charger à mitratile.
Caricare il cannone o l'obice con un cartoccio pieno di
scaglia o di metraglia per tirar da vicino nelle file del ne
mico. V. CARTOCCIO.
Et. Caricasene ancora in un altro modo, il quale i pratici chiamano
% cartoccio. Birucoccio.
CAR 373

Caricare a palla. In frane. Charger à balle ; Charger


à boulet. Dicesi d'ogni arma da fuoco, che venga caricata
con una palla , a differenza d'ogni altra carica usata in
queste armi.
Es. Sparandosi in petto con furia da indemoniato un archibuso ca
rico a palla. Bastoli. ^-
Caricare a testa bassa. V. Testa. ,*' s

Caricar la balestra, l'arco, ecc. Dicesi dell'arco, della


balestra , e d'ogni ingegno o macchina militare , quando
si mettono in punto, in ordine , e si tendono per iscaricarli
a danno del nemico.
Es. Nè i Barbari potevano in alcun modo valersi dell'uso delle free-
cie ; perciocché elle son lunghe e gravissime, r. se prima non |
l'arco in terra, non le possouoc
agio. PoRCACcm trad. Q. Curz.
Caricar la misa. V. Mima.
CARICATO, TA. part.pass. Dal verbo CARICAREjV.
CARICATURA- s. f. Quella quantità di polvere , che
s' introduce nelle armi da fuoco quando si caricano. Questa
voce non è più in uso fra i moderni. V. CARICA.
Es. Sopra la stoppa metteva una conveniente caricatura di polvere.
Redi- — li suo archibuso... di libbre dieci o dodici di peso, e di poco
meno di una oncia di palla di munizione, con la sua giusta caricatura
di polvere di peso poco men della palla. Cinuzzi.
CARICO, CA. aggett. In frane. Chargé. Lo stesso che
Caricato, e dicesi d'arme da fuoco, di petardi , e di mine,
che abbiano la loro carica dentro.
Es. Fare scoppiar le mine già cariche. Moktecdccoli. — E tosto an
darono dentro la città cogli archibugi carichi , con un traino conve
niente d'artiglierìa, e tutto l'apparato militare solito ad usarsi. Botta.

CARNAGGIO, s. m. In lat, Internecio; Magna clades.


3t4 CAR

la frauc. Carnage. Grande uccisione e strage di genie. È


voce amica , e fuori dell' indole presente della lingua.
Et. Gli Semifont*» perdi drento coti pietre e arnie diaste, e nitro
molto gli contrariavano, e fu ivi carnaggio in buon dato per gli Fio»
renlini. Pace da Certaldo.

2. Per Ogni carne da mangiare ; Provvisione di carne


per l'esercito. Anche in questo signif. è voce amicata.
Et. Molti de' fanti Italiani, con lutto che vi abbondasse il vino, ed
il carnaggio, se ne fuggivano occultamente. Ed in altro luogo: Gli
Spagnuoli ogni dì correvano, e rompevano le strade, conducendo den
tro quantità grande di carnaggi. Guicciardim. ■

CARNE, s. f. In frane. Carnage. Questa voce accop


piata al verbo Fare, diviene modo di dire tutto militare ,
che vale Mettere a fil di spada, Fare a pezzi, Ammazzare
crudelmente , desunto il significato dalle bestie feroci , le
quali si dice che fanno carne quando sbranano la loro
preda. Questo modo di dire risponde al latino Stragem
edere, ed al francese Faire main basse ; Tuer; Massavrer.
Es. I soldati attendevano a far carne,,e il popolo bottino. Dayatt-
zati trad. "toc. — E' mi venne veduto quei niquitoso giovane colla spada
ignuda per ogni canto far carne. Fibenzeot.a.

Càbue, c.Ahne. Grido degli antichi soldati italiani quando


negli assalti e nelle battaglie negavano la vita ai vinti , o
minacciavano i nemici di vendetta mortale.
Et, E com'egli hanno scontrati i pagani,
E* cominciorno a gridar : carne, cafné,
E morte e sangue e ogni Urano forae. Pina.

CARPENTIERE, s. m. In frane. Ckarpenticr. Lo stesso


che FALEGNAME :V. È voce usata frequentemente dagli
scrittori uiilitari italiani del secolo scorso ad imitazione della
francese, cui venne poscia sostituita «jueUa di fapeur.
L/origine sua è dal CarpenUm e Carpentqrius de' patini,
Es, Ove lo scoppio del petardo non produca un'apertura sufficiente
(nella chiusura), si fauno poi dai carpentieri distruggere gli ostacoli
che s'oppongono all'ingresso. D'Astoni.
CARRADORE, s. m. Charron. Maestro di far carri.
Ve n' ha nelle compagnie della maestranza , e negli operai
dell'artiglieria.
Et. Aggiunse due centurie di carradori , e di fabbri, e di maestri,
che senza arme servissero in tempo di guerra. Liv. thad. MS. Crusca.
CARREGGIABILE, aggett. d'ogni gen. In frane.
Praticable. Aggiunto di Strada per cui si può carreggiare.
Voce dell'uso. Alberti.
IARE. V. att. e .neut. In frane. Volturar.
: robe colle carra , e negli eserciti s'intende della
condotta delle bagaglie, delle artiglierie, delle munizioni,
degli attrezzi, e d'ogni arnese da guerra.
Es. Chi porta, chi carreggia, chi straina,
Chi carica, chi scarica, chi posa. Buoxairoti.
CARREGGIO, s. m. In frane. Charrois. Moltitudine di
narra per la condotta dalle bagaglie , ed anche delle arti
glierie ed attrezzi dell'esercito.
Es. Furono piti di ottantamila nomini a piede con tanto carreggio,
che portava loro arnese. G, Villah.
CARRETTA, s. f. In frane. Charrette. Sorta di carro
a due ruote , tirato per lo più da un cavallo solo, di cui si
serviva l'antica milizia italiana per la condotta del baga
gliume , e per fare il can ino ad un bisogno.
Es. Li arcieri d'Inghilterra, che erano sotto le corrette, per difesa
dei campo loro, ferivano crudelmente alla gun'n di ir.iiuia. Stoi-.ie
Pistoiesi. — Da ambe le parli dell'esercito erano le carrette della
bagaglie concatenate insieme , come aveva insegnato l'uso del Duca
di Parma, Datila.
CAR

2. Venne pure adoperato anticamente per Quella foggia


di carro da cannone sul quale posa il pezzo , e che ora si
dice con vocabolo più esatto e più proprio Cassa. Ma anche
in questo significato è disusato. V. CASSA.
Es. Trenta pezzi d'artiglierie con le carrette loro, e buoi vi guada
gnarono. Bembo. — Ma voi avete a sapere, ch'egli è impossibile tener
le artiglierie tra le schiere , massime quelle che vanno in sulle car
rette, perchè le artiglierie camminano per un verso, e traggono per
l'altro. Machiavelli.
3. Si adoperava nella milizia a denominare un Carro
coperto men grande del cassone , più leggiero e più ma
neggevole di questo, che posto sopra due ruote , girava con
facilità per ogni verso, e serviva alla più pronta distribuzione
delle munizioni da guerra.
Es. Siano le carra ricoperte di pelle di bue, e ben custodite ap
presso la fanteria : stia essa munizione su carrette a due ruote, che si
voltano in centro. Mokticiiccoli.
4> Per Carro da guerra. V. Cabro da guerra.
Carretta a mano. In frane. Brouette; Galiote. Lo stesso
cheCARRIUOLA} V.
Es. Cesti per trasportar terra, e carrette a mano. D'Ahtoxj.
Carretta a rIdow. In frane. Charrette à ridelles. Una
Sorta di carro in uso nella milizia dell' artiglieria per tras
portar attrezzi , così chiamato dai ridoli , o pinoli di legno
che disposti a modo di rastrelliera ne guarniscono i quattro
lati.
Carretta armata. Lo stesso che Carretta falcata e Carro-
falcato. V. CARRO.
Es. I cavalieri dalle lance, gli arcieri a cavallo, i sagittari a cavallo,
le carrette armate, c gli elefanti. Cahami trai. El.
Carretta falcata. Lo stesso che Carro falcato. V. CAR
RO.
Es. Bene è vero che alcuni si sono valuti delle carrette senza più;
ed alcuni le hanno adoperate falcate. Carabi tradì El.
CAR 377

CARRETTIERE, s. 11. In lat. Essedarius; Covinarìus.


Colui che guidava i cavalli del carro da guerra nelle bat
taglie.
Et. Carrettieri e cavalieri lo piano empievano di scorrerie, e fra
casso. Ed altrove : In questo la cavalleria fuggi, e i carrettieri entra
rono nella zuffa de' fanti. Davaniati li ad. Tac.
2. Colui che conduceva le carra delle munizioni da
guerra e da bocca , le artiglierie e le bagaglie dell'esercito.
In frane. Charretier.
Es. Quanto alla condotta dell'artiglieria e del suo treno, ella è una
delle maggiori spese che faccia un principe... onde sana gran vantag
gio pel principe l'appaltarne la condotta, ed aggiustarsi con carrettieri
che per tutta la campagna facessero a loro spese tirarla. Moktecuccoli.
CARRETTO, s. m. In frane. Avant-train. Un Corpo
di sala con due ruote, un timone e due stanghe. Nel mezzo
della sala s'alza un forte scagno di legno, dai quale sorge
una chiavarda , che s' imperna al bisogno nella coda della
cassa del pezzo , per trasportarlo con velocità da un luogo
all'altro : si coogiunge pure per Io stesso Gne con altri carri
a due ruote , come il Trincapalle , ecc. Il Montecuccoli lo
chiama Berrò, ed altri con voce lombarda CARRINO; V.
Le parti principali del Carretto sono :
I Cosciali » . . in frane. Armons ;
il Corpo di sala . . ■ t . Essimi ; .
il Timone Timori ;
la Bilanciuola Volée de derrière ;
la Bilancia del timone . . Volée du bout de timori ;
la Testata . . ' . • . • Sassoire ;
il Bilancino Palonnier;
le Ruote Roues ;
la Sala di ferro Essieu en fer;
lo Scagno . . . . ''. . Sellette.
Et. Si mette sotto un carretto con due ruotette, acciò tenga l'arti-,
378 CAR

glieria sospeso, da terra, e .s'allacci il fnnkliio alla catena che riflet


teste da piè', e con una chiavarda, .si ferma la poda del carro sopra a]
carretto, e fassi tirare il l'unii Ilio. BimngOcció.
CARRETTONE, s. m. Gran carro coperto pel trasporto
d'ogni sorta di munizioni da guerra. Crusca.
CARRIAGGIO, s. m. In lat. Sarcinae. In frane. Èqui»
pages ; Cliarroi. Gli Arnesi necessarii alla conservazione
d'un esercito portati attorno con carri o bestie da soma,
Es. Con apparecchiamento fatto di molta vettovaglia e- di gran cor»
riaggio. M. Villani. — Vi si conducono i carriaggi comodamente. Giam-
bullam. — Il resto perduti i carriaggi , perduta l'artiglieria , si salvòi
con la fuga. Guicciardini.
a. Si adoperò anche nel signiGcato di CARRINO; V.
Es. Il Re d'Inghilterra ordinò tutto il suo carriaggio alia fronte a
mode d'una schiera , e di sopra li carri mise i cavalieri armati ; a un
segno dato, ordinate le guardie de' sergenti sopra il carriaggio, coi sono
i cavalieri, i;cc. M.Villani.
CARRIERA, s. f. Io frane. Cowse. Corso velocissimo
cosi a cavallo, che a piedi. Si adopera più particolarmente
dagli scrittori militari per una Corsa di galoppo fatta per
ragion di guerra dalle milizie a cavallo, La voce è tratta
dalle antiche corse de' carri e de1 cavalieri nel circo.
Es. II terreno, se non è sodo, unito, senza sterpi, senta fossi, non
ammette lihera la carriera, onde inutile rimane il più delle volta la
lancia. Montecuccoli. — La lancia ricerca il terreno duro , piano , p
allo alla carriera , perchè bisogna , clie cinquanta o sessanta passi al
meno distanti dal nimico arresti con velocità e con injpeto. Ci»iv.zi.
A tutti carriera o Di tutta carbieha. In frane. Au
grand galop Ventre à terre. Posto avverb. vale A bri
glia sciolta, e si dice di cavallo che si sprona vigorosa
mente perchè vada a tutta corsa. Si usa altresì per una
Corsa impetuosa di genie a piede; in questi signif. i Francesi
dicono Au pas de course.
Es. Facendo maggior impelo le lance , per andar 3 tulta carriera»
con maggior forza, perquesto oran migliori. Cmuzzj, — Santa Colomba
CAR, 3»

avanzando»! con celerità pari al bisogno, prese di tutta carriera il


posto sopra le sponde del fiume (qm si parla di un reggimento di fanti).
DAtlLA.
Di carriera. In frane. Au galop. Posto avverb. vale
Col cavallo fortemente incitato al galoppo.
Es. A questo modo ripartiti (i lancieit J il» piccoli squadronCelli
vanno dì carriera ad imestire, fanno apertura e strada, dove i coraz»
zieri che di trotto seguono le lancie , epli'U/io a fare strage. Moute,
cuccoli.
CARRINO. s. m. Trincea o Riparo di carri o di carrette,
Es. Uscì fuori d«l carrino per un' altra aperta, che fece fare al suo
carreggio, per uscire addosso a'nimici al di dietro. G. Villani. —
Carrini da serrar il campo. Mohtecoccoli. — Se invece di aver man
dato il carreggio indietro, ne avesse fatto carrino tutto all'intorno delle
sue genti, o non l'avrebbero gl'Inglesi assaltato, o ne sarebbero forse
limasti colla peggio. Botta. _ 4
q. È stato pure adoperato da alcuni scrittori pratici, e
particolarmente dai Lombardi, nel significato della voce
Carretto, che è la toscana e la propria. V. CARRETTO.
Es. La quarta traversa , cioè quella della coda serve per mettervi
nel <uo buco il perno dello berrò, o carrino. Mosetti.
CARRIUOLA. s. f. In frane. Brouette. Carretto con una
sola ruota e due braccia , che si mena da un uomo, e sì
adopera a trasportar terra ne' lavori delle trincee, delle
mine % e d'ogni altra fortificazione. Dicesi pure Carretta
A mano; V.
Et. Disegnato il fondo della batteria s'empirà con terra e fascine ,
couducendosi la terra dai soldati con carriuole a mano. Tessici.
Cabriuola da homi;a , in frane. Brouette à bombe, chia
masi Quella , che serve a trasportar la bomba già carica dal
magazzino delle munizioni alla batteria, ed ha a quest'effetto
nel mezzo un asse trasforato , entro il quale si pone la
bomba. DjAhtohj. )
38o CAB.

CARRO, s. M. In lat. Carpentum. In frane. Chariot.


Arnese di legno , fatto d'un piano con sponde dai lati , o
senza , posto sopra un treno con quattro ruote e con
timone , che tirato da cavalli o da buoi serve a trasportar
robe , e che da' suoi varii usi e dalle sue varie forme prende
nelle cose militari varie denominazioni. Nel numero del più
si dice i Carri, e le Carra. ; »
Es. Con l'alveo del fiume coprivasi alla mano destra l'esercito, ed
alla sinistra coi carri delle bagaglie , che uniti insieme di tre in tre
con lunghissime file rendevano ben coperto e ben assicurato quel fianco.
Behtivoglio. — Seguono appresso i carri del medesimo generale, del
tenente generale , e del commissario generale : dopo questi vengono
quelli de' capitani, ecc.Mu.zo. . > «.

Carro coperto. In frane. Fourgon; Cliar cowert. Carro


a quattro ruote , chiuso al di sopra da un coperchio che
s'alza e si abbassa secondo il bisogno. S'adopera in guerra
al trasporto di quella parte delle bagaglie che si vuol pre
servare dalle ingiurie del tempo ; trovasi altresì menzionato
nelle capitolazioni del secolo passato , nelle quali il gover
natore della piazza che si arrendeva, stipulava per se o per la
guarnigione un numero determinato di carra coperte , non
senza sospetto di nascondervi dentro il prezzo della piazza
venduta , o il frutta delle sue rapine durante l'assedio.

Es. Ove siasi pattuito , che la guarnigione possa condurre seco


alcuni carri coperti, sopra i carrimatti si caricheranno cannoni di gran
calibro coperti con tele cerate. D'Antouj. — Fu fermato 1" accordo
addi ventotto di luglio ; i capitoli di maggior momento furono i se
guenti : onoratissimamente ad uso di guerra uscisse la guarnigione. ..
Dessersi tre carri coperti al generale, due agli uflìziali. Botta.

Carro da cannone. In frane, Chariot à canon. Carro sul


quale si trasportano le grosse artiglierie.

*
CAR 38 1

Cabro da oterrà , è semplicemente Carro o Carretta.


In lat. Currus; Essedum; Esseda; Covinus. Iti frane.
Char. Un Carro chiuso dinanzi , e aperto dalla parte di
dietro per la quale si saliva in esso, posto su due ruote , e
tirato da due o da quattro cavalli di fronte j nel primo caso
si chiamava più particolarmente Biga , nel secondo Qua
driga : portava due combattenti , uno de' quali guidava i
cavalli mentre l'acro combatteva colla lancia ; l'uno e l'altro
stavano in piedi, coperti dalla cintola in giù. dal Carro istesso:
il combattere ed il guidare erano ugualmente in onore.
Antichissimo è l'uso delle Carra da guerra , ed anteriore al
modo di combattere sopra un cavallo solo ; ne fanno men
zione la Genesi e l' Esodo parlando dell'esercito de'Faraoni,
e nella guerra di Troia non v'ebbe altra cavalleria fuori di
questa. Ebbero lungo tempo i Greci questa milizia da essi
ordinata in falange; i Romani non se ne valsero mai. Giulio
Cesare descrive nel modo seguente la maniera di combat
tere degl' Inglesi sulle Carra da guerra : ■
Es. Il modo del loro combattere dalle carra è questo. Vanno di pri
mo impeto scorrendo intorno e saettando, e col terror de' cavalli e Io
strepito delle ruote conturbano sovente le ordinanze, e quando giun
gono a penetrare fra le torme de'cavalieri nemici, balzan dal carro e
combattono a piedi; intanto i conduttori si ritirano un tal poco dal
luogo della pugna, e si collocano in modo che se i combattenti venis
sero stretti dalla moltitudine de' nemici possano prontamente avervi
ricovero. In questa maniera congiungono essi nelle battaglie l'agilità
del soldato a cavallo alla fermezza de' fanti, e coll'uso continuo e coli'
esercizio fanno si, che i cavalli correnti per luoghi scoscesi e precipi
tosi sostengono, piegano in sito angusto e maneggiano, scorrono su pel
timone, si piantano fermi sul giogo, vibrano il ferro, e trasvolano di
bel nuovo nel carro velocissimamente. G. Cesare Comm. trad. — La
cavalleria de'nemici, e quei soldati che combattono su dai carri, incon
tratisi nella cavalleria nostra fecero un'acerbissima battaglia. Baixelm
trad. Ces. — Bene è vero, che l'ordinanza particolare e de' pedoni, e de*
cavalli si divide in più parli ; il che non si- piiò fare riè degli elefanti^
pè eziandio delle carrette. Carahi trad. El. .
38a CA&

Carro dà MtnftttoSÈ ó dellé Mtjstztom. Iti frane. Cha-


riót à ffiuhìtions. Catto sul quale si trasportane le muni
zioni dà guerra.
És. La qual guàrdia non dee lasciar entrare nel quartiere persona
àlcuha, clié nbn sia ben conosciuta, nè permettere, che niuno s'accòsti
a' carri delle munizioni, ed in particolar della polvere.- Cut viti.
Carro calcato. In lat. Curnisfalcatus; Quadrigafai'
tata. Carro a quattro ruote guarnito t^i falci , di lamé
taglienti , e di punte di ferro sul timone , ai fianchi e sui
traarti esteriori delle ruote , il quale era tirato da quattro
Cavalli , e si spingeva dai barbari entro le schiere dell' int-
ìnico per disordinarlo. Rinnovellò l'uso di quésti Carri il
famoso capitario Pietro Navarro "alla battaglia -di Ravenna
nel 1 5 1 4 , armando alcune carrette di grossi archibugi e di
laute, che sporgevano in fuori , ma l'esito non corrispose
aU'eSpettafcione. Si disse pure Carretta falcata; V.
Ès. Questa è una regola generale , che a quelle cose, le quali non
si possono sostenere si ha a dare la via, come facevano gli antichi agii
elefanti ed ai carri falcati. Machiavelli.
Poste di carra. V. Poste.
CÀRROBALISTA. s. f. In lat. Carroballista. Una
Grossa balista posta sopra uu carro, onde maneggiarla contro
il nemico in aperta campagna , come la nostra artiglieria da
campo.
Et. Trovasi in Vegezio come nella legione vi era per ogni centuria
Una carrobalista ...Veniva la larrobalisla tirata da muli, undici uomini
e: ami assegnati al servizio di essa per caricarla, cioè maneggiarla , e
puntarla. Algarotti.
CARROCCIO, s. m. Gran carro militare ad uso d' in
segna delle città e de' popoli italiani ne' secoli xi , xit , un
e xiv. Trovolla Eribcrto arcivescovo di Milano, il quale
volendo armare d'armi proprie e nailonali 11 popolo di
; CAft m

Milano, onde Stabilirne là iibèftà é sottrarlo al dominio


degH Augusti , innalzò sopì1» un grosso càrro dipinto in
rosso un'alta 6 grossa trave Colorita pure dì rosso, in cimà
alla quale pose un globo dorato e due larghi drappi bianchi
sventolanti , dipintavi entro l' imagine di Gesù Cristo, acciò
i popoli ne traessero conforto in battaglia , ad imitazione
dellJ arca dell' alleanza. Quasi tutte le città più cospicue
d' Italia andarono a gara nell'imitare l'esempio de'Milanesi,
è durano ancora le memorie de'Carrocei di Padova, di Pavia,
d'Asti , di Parma , di Cremona , di Lucca , di Bologna ,
di Verona . di Firenze , ecc. E poiché varie erano nelle
varie città le forme di questo Carroccio gioverà qui riferire
la descrizione del famoso di Firenze , col quale gli antichi
abitanti di quella gran città operarono tante egregie Imprese,
e furono chiari in guerra , come chiarissimi furono poscia
in péce. « il Carroccio, dice Ricordano Malispini , era
te ufi fcarro su quattro ruote , tutto dipinto vermiglio, ed
ce eravi Suso dhe grandi antenne vermiglie , in sulle quali
« stava c ventolava uh .grande stendardo dell'arme del ec
ce rhunè di Firenze, che era dimezzata bianca e vermiglia,
et Trainavalo un gran paio di buoi coperti di panno vef-
« miglio, che solamente erano diputati a ciò, ed erano dello
« spedale de' preti ; e il guidatore era franco nel comune,
ce E quel Carroccio usavano gli antichi per trionfo e digni-
« tade. E quando s'andava in oste i conti vicini e i caVa-
« lieri il traevano dall'opera di S. Giovanni, e il conduce-
in sulla piazza di Mercato Nuovo .... e i popolari
il guidavano in oste. E a
( « i più perfetti , i più forti e virtudiosi popolari della
• « città, e a quello si ammassava tutta la forza del po-
ce polo. » Il Manuzio curioso ed esatto indagatore delle
antichità Italiane dice nella Vita di Castruccio, che sul Car-

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roccio v'aveva pure in cima all'antenna nna gran


chiamata Martinella o Martellina , colla quale si dava all'
esercito il segno dell'andare avanti o del ritirarsi. Su quello
de' Milanesi si celebrava la messa prima d'andar a battaglia,
e vi stava sempre un cappellano, che amministrava i sagra-
menti ai feriti , che vi ricoveravano. Basti che il Carroccio
era tenuto dai popoli italiani come il palladio della loro
independenza , e che non v'aveva ignominia maggiore di
quella del lasciarlo in preda a' nemici , e però il fiore de*
combattenti radunavasi intorno a questa insegna , presso la
quale si decideva sovente la sorK; della giornata. Rispetto
alla scienza militare V invenzione del Carroccio è stata in
que' tempi utilissima alla milizia italiana , poiché dovendo
essa combattere pel suo affrancamento contro numerose
squadre di cavalli e di cavalieri coperti d'arme ed ottima
mente in esse esercitati , essa tutta composta di fanti pres
soché disarmati e non disciplinati alla guerra , aveva mestieri
di star ristretta onde resistere all'urto de' cavalli , di confi
dare nelle proprie forze, d' investire serrata in un sol punto,
e di muoversi tutta insieme avanzando o ritirandosi lenta
mente; e questi primi passi verso la dottrina delle evolu
zioni sono dovuti al Carroccio.
Il Carroccio venne anche adoperalo in Francia nel duo
decimo secolo col nome di Bandiera reale , in frane. Ban-
nière rojale, ma durò poco. t m
Es. Il carroccio, clic menava il comune di Firenze, era uno carro
in su quattro ruote, tutto dipinto vermiglio, e aveavi su commesso
due grandi antenne vermiglie, in sulle quali stava e vcntolava il grande
stendale dell'arme del comune. G. Viulaki. ' '
CARROMATTO. s. m. In frane. Cliariot à canon.
Grosso carro fatto d'un telaro sodissimo di legno, con quattro
ruote , che serve a trasportare artiglierie scavalcate , o altri
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gravissimi pesi di questo genere. Vieti sovente confuso dagli


scrittori italiani col Trincapalle. Foggiato diversamente, ma
colla stessa denominazione , si usa a trasportar barche e
puntoni , ed in questo signif. risponde al frane. Haquet.
Et. Se sarà un mediocre fiume o riviera si farà il ponte, condii -
cendosi sopra carrimatti alcuni barconi piatti. Tessuti. — Al maneggio
delle artiglierie si richieggono scalette, capre, carromatto, ecc. Mok-
tecpccoli. — I carri, o ordigni per la condotta delle artiglierie si ri
ducono a tre, e sono il carromatto, ecc.. Il primo, cioè il carromatto
ha quattro ruote , e da se solo è rapace a portare cannoni, mortai, e
simili altri gravi pesi. D'Artomj.
CARROSELLO. s. m. In frane. Carrousel. Magnifica
festa militare del medio evo, che ha l'origino nelle corse de'
carri degli antichi, ed è forse stata portata in Italia dai Greci
del basso impero. Si facevano ne' Carroselli tutti i più pom
posi spettacoli in uso a que^ tempi, cioè corse di carri,
di cavalli e di gente a piede , evoluzioni di gente a cavallo,
combattimenti , balli , cori , apparizioni d'animali strani ed
artifiziati , insomma quanto quell'età sapeva imaginare per
piacere agli occhi ed agli orecchi. Il Carrosello era una festa
Reale, e però non ne tro