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La letteratura delle origini

Letterature romanze e amore cortese


Da Luperini et alii
Il bacio di Paolo e Francesca
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».

D. Alighieri, Inferno, V, vv. 127-138


La storia del cavaliere Lancillotto e
della regina Ginevra
Valori e modelli di comportamento
che hanno lasciato traccia profonda
nel nostro immaginario.
Dal latino parlato alle lingue romanze
• I-II d.C., Impero romano: latino = lingua comune,
parlata in modo diverso secondo le regioni.
• Differenza tra registro colto, scritto, e Sermo
vulgaris “linguaggio delle persone comuni” che
varia da regione a regione in base alle lingue di
sostrato.
• III d.C., crisi del prestigio di Roma + diffusione
cristianesimo: aumenta la distanza fra latino
scritto e parlato.
Dal latino parlato alle lingue romanze
• V d.C., invasioni barbariche: le lingue
germaniche influenzano i vari latini volgari. La
conoscenza del latino scritto è molto ridotta.
• Nascono così le lingue romanze (romanice
loqui) che costituiscono l’evoluzione del latino.
Queste lingue sono: l’italiano, il francese, lo
spagnolo, il romeno, il sardo e il ladino. Al loro
inizio, erano dette “volgari”, perché erano
parlate dal vulgus, dal popolo.
Dal latino al volgare
La rinascenza carolingia
VIII d.C., Carlo Magno promuove il ritorno allo studio del latino >
consapevolezza della distanza tra latino “puro” e volgare da esso derivato.

La scarsità di uomini capaci


di scrivere in modo
corretto rappresentava
un grave ostacolo
all’azione di governo. Per
risolvere questo
problema Carlo Magno
inviò precise direttive ai
monasteri affinché
sviluppassero gli studi
grammaticali e
ponessero rimedio alla
diffusione di scritture
disordinate e confuse ,
spesso illeggibili. Così
emerse un nuovo tipo di
scrittura, l’elegante
scrittura carolina, di
facile leggibilità .
Deus caritas est et qui manet in caritate in Deo manet et Deus
in eo. In hoc perfecta est caritas nobiscum ut fiduciam habea
Aquisgrana

• Carlo costruisce ad Aquisgrana il suo palazzo (Palatium). Qui con l’aiuto del monaco
Alcuino fonda la scuola palatina di cui facevano parte gli uomini di cultura del
tempo.

• Lo stesso Carlo Magno promosse la


creazione di scuole elementari in ogni
vescovado, per insegnare ai ragazzi la
lettura, le regole grammaticali, il calcolo, la
musica e il canto. In alcune cattedrali e
monasteri vennero istituite scuole superiori
per ecclesiastici.
• http://it.wikipedia.org/wiki/Miniatura_carolingia
Alcuino di York
http://www.treccani.it/enciclopedia/alcuino-di-york/

•Alcuino era un
monaco proveniente
da York, in
Inghilterra. Carlo
Magno lo chiamò ad
Aquisgrana nel 782
a fondare la Scuola
Palatina. Alcuino
era un uomo di
grandissima cultura,
fece venire libri da
ogni parte d’Europa,
per farli copiare dai
copisti del palazzo.
Le principali trasformazioni dal
latino al volgare
• Tutti i dittonghi ae, oe si trasformano in e.
Poena diventa pena ecc.
• Il genere neutro scompare e si fonde con il
maschile.
• Scompare il sistema delle desinenze che
indicano un caso e quindi vengono introdotti
gli articoli e le preposizioni articolate.
• In latino le vocali si dividevano in lunghe e
brevi, mentre in volgare conta solo la
pronuncia.
• Scompare la forma passiva autonoma. Ad
esempio, invece di laudor, sono lodato.
• Nel futuro, invece della desinenza, si usa
l’infinito più il verbo avere. Invece di laudabo,
laudare habeo e poi loderò.
• Nell’uso dei termini prevale sempre la forma
volgare su quella dotta. Ad esempio, caballus
al posto di equus, bucca in luogo di os, testa
invece di caput, spalla che sostituisce umerus,
casa al posto di domus, bellus invece di
pulcher e così via.
Primi documenti in volgare
• 813, Concilio di Tours: BILINGUISMO. Latino
negli atti ufficiali della Chiesa, predicazione
religiosa in tedesco e francese.
• “ogni vescovo tenga omelie, contenenti le
ammonizioni necessarie a istruire i sottoposti
circa la fede cattolica, secondo le loro capacità
di comprensione...E che si studi di tradurre
comprensibilmente le medesime omelie nella
lingua romana rustica affinché più facilmente
tutti possano intendere quel che viene detto”.
Fonti precedenti
• addirittura nel 350 d.C. troviamo un’iscrizione
cristiana in cui si scrive “mesis nobe” al posto di
“menses novem”.
• la Carta Pisana del 730 d.C. in cui si dice “de uno
latere corre via pubblica”;
• il Documento Pisano del 746 d.C. in cui si trova
l’espressione “de uno latum decorre via publica”.
• un’altra Carta Pisana dell’816 che riporta la frase
“avent in largo pertigas quatordice, in transverso de
uno capo pedes dece, de alio nove in traverso...”
L’indovinello veronese, fine VIII-inizio IX d.C. Inserito da un copista veronese in un
codice elaborato nella Spagna araba.
Teneva davanti a sé i buoi,
Arava prati bianchi,
Teneva una aratro bianco,
E seminava un seme nero.
“Se pareba boves, alba pratalia araba,
albo versorio teneba, et negro semen
seminaba”.
Lo scrivano spingeva innanzi a sé i buoi,
arava i prati bianchi, teneva il bianco
aratro e seminava il nero seme.
Il Placito capuano del 960 d.C.
Il Placito capuano del 960 d.C
• dichiarazione di un testimone in una causa per
una questione di diritto di proprietà tra il
monastero di Montecassino, rappresentato
dal proprio abate, e un tale Rodelgrimo
d’Aquino.
• (So che quelle terre, per quei confini che qui
sono descritti, le possedette per trent’anni la
parte di S. Benedetto).
Giuramento di Strasburgo 842 d.C.
• Primo documento ufficiale in cui accanto al latino è
presente la lingua volgare
• I figli di Ludovico il Pio, Carlo il Calvo e Ludovico il
Germanico, successori al trono delle due parti
dell’impero Occidentale e Orientale, si promettono
reciproca solidarietà contro il fratello Lotario e
giurano nelle rispettive lingue volgari.
• Il documento testimonia l’importanza che avevano
assunto i volgari francese e tedesco: il volgare si
identificava ormai completamente con la nazione,
tanto da diventare anche la lingua ufficiale del potere
politico e militare.
Giuramenti di Strasburgo, il manoscritto
Giuramenti di Strasburgo, il
manoscritto, particolare

particolare

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Giuramenti di Strasburgo: Ludovico
il Germanico dice ai soldati francesi:
Pro Deu amur et pro christian poblo et nostro commun
saluament, d’ist di in auant, in quant Deus savir et podir me
dunat, si salvarai eo cist meon fradre Karlo et in aiudha et
in cadhuna cosa, si cum om per dreit son fradra salvar dift,
in o quid il mi altre si fazet; et ab Ludher nul plaid
numqua·m prindrai qui, meon vol cist, meon fradre Karlo in
damno sit.
Per l’amore di Dio e per la comune salvezza del popolo
cristiano e nostra, da oggi in poi, in quanto Dio mi possa
dare sapere e potere, io m’impegnerò a soccorrere questo
mio fratello Carlo nel caso [abbia bisogno] di aiuto o di
qualsiasi altra cosa, così come è giusto che si debba
soccorrere il proprio fratello, purché egli faccia altrettanto
verso di me. E con Lotario non concluderò mai nessun
accordo che, me volente, possa essere di danno a questo
mio fratello Carlo.
Giuramenti di Strasburgo: il testo 2
Si Lodhuvigs sagrament, que son fradre Karlo
jurat, conservat, et Karlus, meos sendra, de
suo part non lo·s tanit, si io returnar non l’int
pois, ne io ne neuls cui eo returnar int pois, in
nulla aiudha contra Lodhuwig nun li iv er.»

Se Ludovico rispetta il giuramento, che ha


prestato al proprio fratello Carlo, e Carlo, mio
signore, per parte sua lo infrange (?), se io
non posso farlo recedere, né io, né altri che io
possa distogliere da ciò, non gli sarò in ciò in
nessun modo d’aiuto contro Ludovico.
Dopo il 1000
• Dieci varietà di lingue romanze;
• In Germania: lingua germanica;
• Isole britanniche: anglonormanno poi
anglosassone;
• Italia: tradizione di Roma e della Chiesa +
mancanza di potere politico centrale > ritardo
dell’affermazione del volgare.
La nascita delle letterature europee
• 700 Inghilterra
• 750 Germania > primi documenti linguistici e
letterari dei volgari nazionali (più precoci nei
paesi di lingua non romanza per i quali il latino
era una lingua straniera).
• 2° metà XI d.C. in Francia: egemonia delle
letterature in lingua d’oc (provenzale) e in lingua
d’oil (francese).
• Dalla Francia si diffonde verso l’Europa la cultura
cortese, sviluppatasi nelle corti dei signori feudali.
Le chansons de geste
• Francia, XI-XIII sec., lingua d’oil, anonime.
• Argomento: Carlo Magno e i “conti palatini”
(palatium). >Base storica, ma trasfigurata in luce
leggendaria
• Sulla realtà dell’epoca di Carlo Magno vengono
proiettate mentalità e usanze del presente (XI-
XII)>spirito della guerra santa contro gli infedeli.
• Autocelebrazione della casta guerriera: visione
della vita e dei valori della classe feudale e
cavalleresca.
Chansons de geste: caratteristiche
• Trasmissione orale > cantati da cantori
• Decasillabi in strofe di lunghezza diseguale
(lasse); no rime, ma assonanze
• Oralità > formule stereotipate e ripetizioni.
• Successivamente fissate nella scrittura da poeti
individuali.
• Il giullare: nuova figura di intellettuale che gira
per le corti e le grandi abbazie.
• Influenza del clero e legami con l’agiografia:
Orlando è equiparabile a un martire cristiano.
Chanson de Roland
•4000 decasillabi, in lasse assonanzate di di-
versa lunghezza;
•Avventure di Carlo Magno e “conti palatini”
contro i Musulmani di Spagna;
•Avvenimenti basati su un nucleo di verità sto-
rica (778 d.C. la retroguardia francese di
Carlo Magno viene distrutta da bande di pre-
doni baschi).
•Diffuse oralmente poi trascritte > lasse asso-
nanzate a due a due, sintassi paratattica, ri-
presa di elementi della lassa precedente, epi-
teti e formule fisse,
TEMI: guerra santa Cristiani contro infedeli;
Celebrazione del rapporto di onore e fedeltà
Che lega i paladini al sovrano.
trasposizione nell’VIII sec. di situazioni, ide-
ologie, usanze tipiche del XII sec.
Orlando riceve la spada da Carlo Magno
L’agonia di Orlando a Roncisvalle.

Da Giulio Ferrario " Il costume antico e moderno di tutti i popoli " (1823-1833)
Carlomagno piange la morte di Orlando - miniatura
medievale
Per lo studio:
Lingua d’oc e lingua d’oil
La fine della lingua occitanica
La società cortese
• La cultura cortese è espressione della società
feudale ed è eminentemente cavalleresca.
• 1175-1206: massimo splendore della società
cortese e letteratura in lingua d’oc in Provenza
(fiorite già a fine XI e XII sec.).
• 1208-1209, crociata contro gli Albigesi, promossa
da papa Innocenzo III, colpisce a morte la civiltà
provenzale > espansione politica, culturale e
linguistica del Nord che annette il mezzogiorno
nel 1229 (trattato di Parigi).
http://www.youtube.com/watch?v=BSYfVOdCYM
E&feature=player_embedded#!
http://www.iniziativalaica.it/?p=3917
Il cavaliere
• X-XI sec.: guerriero di professione che combatteva a
cavallo al servizio di un signore. Commettevano ogni
genere di violenze, comportandosi spesso da briganti.
• XI, passaggio del potere di fatto, basato sulla violenza,
a un potere di diritto, basato sulle leggi e sul consenso
> bisogno di normalizzazione.
• La Chiesa, attraverso il riconoscimento religioso
dell’investitura e la creazione di ordini religioso-
cavallereschi (Templari, cavalieri di Malta) cerca di
limitare la turbolenza di questi guerrieri, fondando
un’etica cavalleresca in difesa della religione e dei
poveri > nuova figura di cavaliere in cui valore militare
e virtù cristiana tendono a coincidere.
• Prodezza, onore, lealtà, fedeltà sono i valori
tipici della cavalleria.
• XII, passaggio dalla prima alla seconda età
feudale: si rafforza il potere centrale della
monarchia francese >si riducono le occasioni di
guerra e i cavalieri si riversano nelle corti in
cerca di sicurezza economica e di un ruolo
sociale >
• Dall’etica feudale, basata sul vassallaggio, si
passa a un’etica fondata sulla cortesia.
Cerimonia della creazione di un cavaliere

Giulio Ferrario " Il costume antico e moderno di tutti i popoli " (1823-1833)
L’ immagine rappresenta la cerimonia della creazione di un
cavaliere nel momento in cui quest’ ultimo sta per ricevere
la benedizione.

I personaggi raffigurati nella tavola sono:


- due cavalieri in ginocchio che cingono gli speroni al
novizio;
- il novizio con le mani giunte;
- un frate che sta benedicendo il giovane;
- un sacerdote che sta leggendo un libro di preghiere.
Sopra l’ armatura il giovane novizio porta una sopravveste
rossa, una cintura azzurra ornata di perle e di borchie
dorate e una spada anch’ essa dorata con un’ impugnatura
azzurra e un fodero rosso.
L’ “adoubement”, cerimonia attraverso la quale il giovane
nobile entrava in cavalleria, non aveva, all’ origine,
alcuna connotazione religiosa. “Adouber” significava
semplicemente consegnare le armi al guerriero e questo
rito simboleggiava, presso le popolazioni germaniche, il
passaggio dall’ infanzia all’ età adulta. Nel XII secolo,
però, la Chiesa per incanalare la violenza di questi
giovani e orientarla verso fini più pii, cercò di
“cristianizzare” i riti della cavalleria, in particolare l’
"adoubement".

Il futuro cavaliere doveva innanzitutto prepararsi alla


cerimonia attraverso una notte di preghiera (veglia d’
armi) seguita dalla confessione e dalla comunione; poi,
dopo aver ascoltato la predica sui suoi doveri di
cavaliere, riceveva la armi benedette dal sacerdote.
La società cortese e i suoi valori
• Nel XII sec. le corti dei grandi signori feudali sono
i centri delle élites aristocratiche.
• Alla virtù militaresche si aggiungono virtù “civili”:
• Liberalità: donare prima di essere richiesti,
atteggiamento tipico di una classe che vive di
rendita e non produce.
• Magnanimità: compiere gesti di rinuncia e
sacrificio che rivelano la mancanza di egoismo.
• Misura: dominio di sé.
• Culto della vita lussuosa.
La donna, emblema della cortesia
• Nell’AME la donna era considerata “la peggiore
incarnazione del male”.
• Nella società cortese la figura femminile viene
considerata positivamente.
• Il rispetto per la donna è il valore supremo e alla
donna si attribuiscono le virtù più nobili e preziose.
• Il rapporto d’amore è visto come un atto di vassallaggio
nei cfr della dama: l’innamorato chiede un beneficio
(uno sguardo o un saluto) e offre in cambio il “servizio
d’amore”, lodi e devozione.
• L’amore cortese è adultero, ma favorisce il
rafforzamento dei vincoli sociali che produce.
Il concetto di cortesia
• “Cortese” (corte):
 Uno stato sociale reale, proprio dei frequentatori
della corte;
 Una condizione ideale, una tensione verso un
modello di perfezione spirituale e culturale.
 Nei sec. XI-XIII nasce una nuova concezione
dell’amore che si prolunga fino ad oggi
(corteggiamento, fare la corte).
 Amore cortese: romanzo, lirica, trattazione
scientifica.
Andrea Cappellano: De Amore
• Trattato scritto in latino tra il 1174 e il 1204
1. Definizione di Amore come passione.
2. Il rapporto d’amore riflette quello feudale.
3. Solo l’amore libero (fuori dal matrimonio) è vero amore.
4. Stretto rapporto tra gentilezza (nobiltà d’animo) e amore.

• descrizione dell’Amore dal I libro del De Amore


• I comandamenti d’Amore
• http://www.classicitaliani.it/duecento/Cappellano_De%20am
ore_ita.htm
Il romanzo cortese e l’”avventura”
• Narrazione in versi.
• Francia settentrionale.
• Lingua d’oil.
• Destinatari sono gli aristocratici che risiedono a corte
(«cortese»).
• Avventura: non è mossa dal caso, ma è una ricerca
personale che esalta le qualità dell’eroe, spesso
solitario e isolato, attraverso la quale si può rivelare
un senso universale.
• Amore e avventura sono collegati: le imprese più
audaci avvengono per amore di una donna.
Tre tipi di romanzo
• Vicende che si ispirano a episodi dell’antichità
(Troia, Tebe, Alessandro Magno);
• vicende d’amore della narrativa greca e
bizantina;
• materia di Bretagna: Ciclo arturiano, Artù e i
cavalieri della tavola rotonda. I più famosi
romanzi d’amore: Lancillotto, Tristano e Isotta.
Chrétien de Troyes
• Poeta francese (seconda metà sec. 12º) alla corte di Marie de Champagne.
• Fra il 1165 e il 1185 scrisse 5 grandi romanzi (in versi ottosillabi rimati a
coppia):
o Érec et Énide,
o Cligès, di sfondo orientale,
o Lancelot ou le chevalier à la charrette che celebra l'amore di
Lancillotto per Ginevra e il sacrificio del cavaliere che acconsente a
viaggiare nella carretta, segno di grande onta;
o Ivain ou le chevalier au lion,
o Perceval o Le conte du Graal, incompiuto.
• Ai cinque romanzi si debbono aggiungere un poema più breve e un gruppo di canzoni, fra le
prime che diffusero nella Francia settentrionale l'ideale amoroso dei trovatori di Provenza.
L'importanza di Ch., narratore facile, interessante, anche se talora prolisso, sta nel fatto che
egli iniziò e costruì il grande romanzo d'amore e d'avventure sulla base delle leggende
brettoni e arturiane.
Lancelot
• Tema della totale servitù d’amore
 Lancillotto, per amore della regina
Ginevra, moglie del re Artù, si sotto-
pone alle imprese più rischiose e alle
prove più umilianti, come quella di
salire su una carretta riservata ai
colpevoli dei delitti più vergognosi.

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