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Title Page [ Avvertimento (1852) | Avvertimento (1871) | Prefazione dell'Autore ]

AVVERTIMENTO Premesso all'edizione del 1852


Quello che il Giusti volesse quando egli cominci a mettere insieme questo Libro, vedr il Lettore qui subito dalla lettera dedicatoria che sta invece di Prefazione. La quale egli scrisse non come si suole a opera finita e gi in ordine per la stampa, ma quando il lavoro era poc altro che abbozzato, e quasi a fermarsene in mente il concetto. !ontuttoci bastano quelle parole del Giusti a dichiarare l intendimento e la ragione ed il modo di questa "accolta# diremo noi sino a qual punto fosse condotta da lui quand egli manc, e quello che siasi aggiunto da noi a darle forma e compimento. Tremila proverbi o poco pi$ si rinvennero da lui medesimo registrati in serie continua o sparsamente tra molte carte% e sue pur sono un piccol numero delle note o citazioni apposte al proverbio cui si riferiscono, e tutte quelle illustrazioni che stanno in fondo al &olume, delle quali non lasciava alcune volte altro che frammenti. 'i nostra scelta sono qualcosa pi$ di due altre migliaia e mezzo% e poich( di gran lunga la miglior parte traemmo noi dalla collezione di )rancesco *erdonati, ne giova dare un qualche cenno di questo direi quasi universale repertorio della materia proverbiale in lingua nostra. +l *erdonati visse in )irenze negli ultimi anni del cinquecento e ne primi del seicento. ,ench( poco di lui sappiamo, i molti libri col nome suo in quella et fecondissima di lavori non pi$ originali -eccettoch( nelle scienze matematiche e nelle fisiche., ma pure usciti da buona scuola, ne dimostrano l autore nostro essere stato uno di coloro i quali usano le lettere come si esercita un mestiere, ma che il mestiere lo sanno bene. /lmeno egli sapeva scrivere% e con altre operette due sue versioni, quella dell Istoria delle Indie Orientali di Giovan Pietro 0affei, e in oggi pur quella dell Istoria Genovese del )oglietta, ebbero onore di citazioni, quanto alla prima assai frequenti, nel &ocabolario della !rusca. La "accolta dei Proverbi rimase inedita, e non sarebbe da pubblicare qual 1, mole vastissima e indigesta# gi nel secolo 2&++ il manoscritto originale pass in "oma nella ,iblioteca formata allora dai ,arberini, ma bentosto il cardinale Leopoldo dei 0edici, ultimo di quella !asa che avesse genio magnifico e amore di lettere, ne fece trarre una copia (per cento doble, scrive il !inelli., la quale trovasi nella Laurenziana, ed 1 la migliore che s abbia in )irenze% imperocch( un altra copia venuta poi nella 0agliabechiana tra libri del 0armi, 1 fatta su quella, senza agguagliarla per correttezza. *i divide il manoscritto, secondo le copie, in tre o quattro grossi volumi, ne quali per sono i modi proverbiali in maggior numero dei proverbi veri, di quelli cio1 che racchiudono una sentenza# e non di rado vi si aggiungono alcune note o spiegazioni, ma non per sempre da fidarsene, perch( il popolo che fa i proverbi non ne comunica ogni volta il segreto tutto intero ai letterati che li dichiarano, ed usa certe sue vie abbreviate dove 1 facile intricarsi% spesso avvenendo che un sol proverbio si possa intendere in pi$ modi, e che si applichi a pi$ casi. Qualcosa ne diede un altra "accolta manoscritta, ma non di grande importanza, fatta l anno 3456 da !arlo Tommaso *trozzi, e della quale una copia 1 presso di noi. Traeva lo *trozzi per molta parte i suoi proverbi dal &ocabolario della !rusca, del quale per quando egli scriveva non era anco in luce la quarta edizione che 1 delle altre tanto pi$ ricca. La quarta e pi$ assai la quinta edizione del grande &ocabolario contengono spogli di libri a stampa e di manoscritti ai quali niun altri pot( accostarsi% fatti sopra autori spesso popolani, molto vi abbondano i proverbi. 7el Tesoretto di *er ,runetto Latini e nei Documenti d'Amore di )rancesco da ,arberino, le sentenze hanno assai di frequente forma proverbiale# non importa dire quanto se ne rinvengano di tal fatta nelle !ommedie )iorentine dal cinquecento fino ai tempi nei quali in +talia parve la !ommedia avere perduto ogni garbo di parola. 'opo la !rusca parve a noi cosa non inutile spogliare anche il 'izionario di !arlo /ntonio &anzon, compilazione farraginosa ma da pescarvi non senza frutto, perche vi 1 d ogni cosa% egli vissuto lunghi anni in Livorno pigli anche dalla lingua viva come straniero pi$ che non sogliono i grammatici nostrali, che in Toscana non vi

badano e in altri luoghi non l hanno buona. "accolte a stampa non abbiamo, se non che molto insufficienti. Quelle di 8rlando Pescetti da 0arradi, e di /ngelo 0onosini da Pratovecchio, mentre abbondano di locuzioni, sono povere ambedue di sentenze proverbiali, delle quali raro avviene che se ne trovi pur una non registrata dal *erdonati. &olle il Pescetti fare un libro d uso comune, a studio di lingua pi$ che ad altro intendimento, e pot( darne pi$ edizioni a &erona dov egli era maestro di lettere, ed a &enezia ed a Trevigi nei primi vent anni del secolo 2&++. 0a per contrario il 0onosini intese ad opera di maggior dottrina% ed egli scrisse latinamente in quegli anni medesimi, e col titolo amibizioso di Flos Italicae Linguae, un libro di lingua, o Fiorentina o Toscana -cos9 la chiama nel frontespizio stesso., di continuo raffrontando i modi usati nel parlar nostro co modi greci e co latini, dei quali 1 pure assai gran dovizia. :d al 0onosini tenne dietro, ma si giov dei lavori che prepararono la grande edizione del &ocabolario della !rusca, il Padre *ebastiano Paoli da Lucca vissuto fino alla met del secolo 2&+++# intitolava egli il suo libretto Modi di dire Toscani ricercati nella loro origine; e basta il titolo a mostrare non essere ivi luogo a Proverbi se non in quanto si sogliono essi confondere con le locuzioni# in mezzo a queste era da cercare se alcuno mai se ne rannicchiasse ignoto a noi o dimenticato. 'i una "accolta data in &icenza da 0ichele Pavanello nel 34;<, questo solamente possiamo dire, perch( il vederla non ci fu dato, che vi abbondano i riboboli, com 1 promesso nel frontespizio. /i giorni nostri, i roverbi o meglio !enten"e pubblicate dal "ampoldi, raro 1 che abbiano forma proverbiale# ed /ntonio Pellegrini, che volle farne quasi un manuale d etica (Guida dell'uomo nel mondo ecc# Padova 3=<>., ebbe il mal gusto di stemperarli in certi suoi endecasillabi% e troppo scarso 1 il Florilegio del signor &ienna !anonico ,ellunese, venuto in luce mentre ch io scrivo. 0a pi$ frequente 1 il rinvenire insieme raccolti di quei Proverbi che hanno risguardo all /gronomia, dei quali 1 buon numero in fine al $orso d'Agricoltura del Lastri, e se ne fece poi un libretto stampato a &enezia nel 34;6 con aggiunte dell /utore# gli almanacchi o lunari nostri ne contengono assai sovente, a cominciar da quegli anni nei quali rivissero gli studi agronomici promossi tra noi dall /ccademia dei Georgofili% il professore !uppari ne andava illustrando parecchi via via ne )ascicoli del Giornale Agrario Toscano pubblicato dal %ieusseu&# 'alle Origini del 0enagio noi non avevamo che pigliare, ch 1 tutta opera di seconda mano per ci che spetta a lingua viva# e poco o nulla potevamo dall 'rcolano del &archi, o dalla Tancia o dalla Fiera di 0ichelangelo ,uonarroti, o dalle annotazioni a quest ultima d /ntonmaria *alvini, perch( la materia di coteste opere le quali servirono al &ocabolario della !rusca, si trova quivi alla spicciolata, e noi da questo abbiamo tratto quel che appartiene all istituto nostro# lo stesso diciamo del Malmantile del Lippi e dei $ommentarii del 0inucci e del *alvini e del ,iscioni a quel poema burlesco. 'al quale per noi crediamo che avesse attinto il Giusti nostro, e dal (icciardetto, e assai dall Orlando Innamorato del ,erni, e dal Morgante, ma pi$ di rado, il Pulci essendo sprezzante ingegno ed originale che poetava alla scioperata, senza attenersi a quelle forme che bell e fatte se gli offerivano. /ssai proverbi e locuzioni di gi tolsero i &ocabolaristi dalle !ommedie del cinquecento% e ne abbondano le !ronache, e anche gli spacci degli /mbasciatori, e le lettere o scritture nelle quali si trattavano con le private le cose pubbliche familiarmente ed alla pari. 7( da noi furono trascurate, di tempi a noi pi$ vicini, le $ommedie del )agiuoli% e fummo lieti quando ci avvenne di estrarre qualcosa dagli !c)er"i comici di Giambattista ?annoni, al cui nome serba affetto e riverenza di discepolo chi ora scrive queste parole. 7otiamo per ultimo una Lezione su Proverbi di Luigi )iacchi, onesto ingegno ed elegante, pi$ noto all ltalia col nome di !lasio% e un altra Lezione dove lo stesso argomento venne trattato per incidenza nell /ten1o di ,rescia dal valente signor Picci. 'all uso vivo abbiamo tratto ancora noi quanto pi$ potevamo, adoperandoci con molta voglia a fare incetta di quei proverbi dei quali s ornano i discorsi massimamente dei campagnuoli, e in )irenze di quelle donne che hanno abitudini casalinghe e non possiedono altra scienza. Quel che da noi non potevamo, ed era la parte pi$ faticosa e pi$ lunga, aiuti domestici a noi lo prestarono assiduamente e con amore# n( manc l opera degli amici nostri, e fra tutti ne fu largo di buoni consigli "affaello Lambruschini, e, campagnuolo pur egli, vantaggi assai tutto quel che spetta in queste pagine all agricoltura. /nche avevamo noi posto l animo, per fare opera pi$ nazionale, a raccogliere almeno il fiore di quei proverbi che sono in corso nelle altre parti d +talia% e da 0ilano e da &enezia !esare !ant$ ed /gostino *agredo, con l inviarne le scelte loro, animavano il desiderio nostro. 0a fatto 1 che un assai

buon numero di sentenze proverbiali variano poco da un luogo all altro, e spesso accade che si rinvenga, da tempi remoti e nelle contrade pi$ diverse, le stesse immagini adoprate ad esprimere le stesse cose. Talch( i proverbi che appartengono ad una provincia sola, per molta parte si riferiscono a condizioni locali o alle istoriche tradizioni di quella provincia, e stornerebbero pei dialetti che hanno ciascuno il proprio genio, e male potrebbero insieme confondersi. &orremmo pertanto che, seguitando un pensiero suo, ne desse il !ant$ almeno un saggio dei proverbi che sono proprii alla Lombardia, cos9 da mostrare il carattere che gli distingue% e insieme con essi quelle locuzioni proverbiali nelle quali si ravvolge sovente una parte -n( la pi$ inutile. dell istoria% ed egli potrebbe agevolmente trarnela fuori perch( d istoria se ne intende. &orremmo poi che il *agredo o il giovane amico suo signor Guglielmo ,erchet lo stesso facessero pel dialetto veneziano, che argutissimo e grazioso tra parlari dell +talia nostra, si arricchiva di tanto senno nel corso de secoli e si animava di tanta vita. 7oi non sappiamo qual altro popolo, in ci che spetta a scienza pratica, avanzi il popolo di &enezia% e che i proverbi di quel dialetto sieno per fare bella comparsa pubblicati di per s( quando anche riproducano sentenze e forme altrove note, ne persuadeva una lista trasmessa a noi da que due cortesi% e della quale non fu a noi possibile astenerci dal rubacchiare qualcosa, sebbene escano, come si 1 detto, dal proposito della raccolta nostra. 0a il pi$ gravoso e difficil carico fu dividere e ordinare, quel meglio che a noi fosse possibile, la materia di tutti questi proverbi, che a tante cose risguardano e che rivestono tante forme, senza coerenza n( legamenti. /nche il Pescetti e lo *trozzi nelle "accolte sopra citate hanno una sorta di partizione, ma disutile a parer nostro# e che una il Giusti ne avesse in mente si pu indurre dall aver egli appuntati di sua mano alcuni pochi titoli di !ategorie affatto generici e insufficienti a ravvicinare, come in un quadro solo, quelle sentenze che si rischiarano per analogie% noi da quel cenno fummo condotti a questa assai pi$ specificata e pi$ molteplice divisione che usc9 man mano dalla materia stessa. 0a poich( siamo a render conto del nostro lavoro, ne pare buono fare avvisati i padri e le madri che avranno in casa questo libro, non lo lascino andare in mano delle fanciulle n( dei fanciulli loro senza cautele n( avvertenze# intorno a queste sieno essi giudici. Lungi da noi anche il dubbio solo di produrre opera cos9 fatta, che insegni il male o lo manifesti senza dare animo a fuggirlo% se cos9 fosse, noi non avremmo mai posto mano a questo lavoro. 0a qui, per una di quelle massime che prostran l uomo nella vigliacca disperazione del bene, tu ne hai cento che lo rialzano% e la coscienza ripiglia sempre in fin dei conti le sue ragioni, e una giustizia riparatrice t 1 posta sempre innanzi agli occhi, donde il linguaggio dei proverbi ha non di rado forme severe, n( solamente contro a vizi ma contro a falli anche minori. 7oi confidiamo pertanto che da questo libro, anzich( danno al buon costume, possa venire una qualche sorta di morale giovamento# perch( il mondo dei proverbi ci si presenta migliore assai del mondo com 1, o come almeno pare a noi% e nel frequente avvicendarsi d opposte sentenze noi non sappiamo temere che il male prevalga, chi proprio non voglia tirarlo a s( tutto per trista legge di affinit. !ionondimeno era nostro debito mettere avanti queste dichiarazioni, cui pare un altra dobbiamo aggiungerne perch( non sia pigliato a male quel ch 1 d insolito in questo libro e che ha bisogno di qualche scusa. *i leggeranno qui tratto tratto di quelle parole che tra la gente bene allevata non siamo usi di pronunziare% e alle parole questa et nostra bada pi$ assai delle passate, di che noi molto ci rallegriamo, per la speranza che i buoni fatti poi s accompagnino al miglior linguaggio. 0a una raccolta come la nostra, la quale fosse tanto espurgata da non offendere in nulla mai nemmen le orecchie pi$ schizzinose, noi non sappiamo immaginarla# e la figura di questo popolo non vi sarebbe rappresentata% ed a quel modo si perderebbero molte sentenze in s( onestissime, o rimarrebbero senza acume% perch( le gravi e buone massime che di frequente vi si rinvengono, quanto pi$ basso hanno il linguaggio, tanto pi$ veggonsi scoppiar fuori, vive, spontanee, naturali, dal fondo stesso della coscienza, e pi$ riescono efficaci. : infine poi qui non sono altro che irriverenze d espressione, peccati veri non mai# e 'ante os nel divin Poema quello che noi non oseremmo% il che si nota perch( non debbano temer di peggio i lettori nostri, e non a fine di accattare a tenue fallo ed inevitabile, alto un esempio e un intercessore. 0a se all incontro qui si rinvengano alcune sentenze troppo clte o alcuni versi troppo lisciati, i quali non abbiano in tutto la forma dei proverbi popolari, e quindi mostrino avere anche un altra origine, egli 1 perch( molti di questi sono entrati nel parlar vivo del nostro popolo, bench( non fatti da lui% ma gli ritiene come autorevoli, e cos9 vanno di bocca in bocca, massime poi quando s aiutano col soccorso della rima. +l ch 1 pur lode a questo popolo in cui discese tanto retaggio, e che tanto 1 pi$ assennato

-giova almen crederlo tuttavia. quanto pi$ crede all altrui senno# talch( alle volte parrebbe quasi che il rispetto all autorit e certi veri di prima mano, sia necessario al tempo nostro di riattingerli dai proverbi% come si cerca risuscitare a grande stento ed a uno ad uno i caratteri d un vecchio codice, dove i precetti dei sapienti sieno coperti da una lunga leggenda. Porremo infine alcuni scherzi e frasi e modi proverbiali, non come saggio, n( come scelta d una materia vastissima e che vorrebbe un altro libro% ma erano anch essi tra fogli del Giusti, mescolati co proverbi, e parve danno lasciarli indietro. +nsieme a quelli era di mano sua anche un registro di paragoni soliti usarsi quasi proverbialmente nel discorso familiare% e noi crediamo ch egli intendesse di qui aggiungerli a benefizio degli studiosi del parlar vivo, se gli era dato in vece nostra condurre a fine questo volume. G+78 !/PP87+

AVVERTIMENTO Premesso all'edizione del 1871


+n questa seconda :dizione abbiamo aggiunto buon numero di proverbi nuovi i quali sommano circa a due migliaia# la maggior parte vennero a noi dalla gentilezza del signor /urelio Gotti, il quale ci diede facolt di usare a volont nostra la "accolta da lui pubblicata sotto il nome di Aggiunta a quelli del Giusti, l anno 3=@@. :gli pertanto scriveva nell /vvertimento di quella# AA*periamo che presto queste due "accolte si vedano unite, e in un solo volume abbia la Toscana queste preziose gemme della sua lingua, e questi documenti della sapienza del suo popolo.BB +l voto del Gotti 1 dunque oggi adempiuto quanto 1 da noi. Peraltro la composizione cos9 della prima come anche di questa seconda :dizione faticosamente messa insieme da pi$ libri, si deve ad /lessandro !arraresi che a ci prestava la sua intelligente accuratezza. /l Tommas(o, di tante cose benemerito, dobbiamo pure il dono di alcuni proverbi. /ltri ne and di poi spigolando il medesimo !arraresi -quelli per che avevano forma pi$ toscana. da libri a stampa, o pi$ tardi pubblicati o giunti pi$ tardi a sua notizia, e sono i seguenti# 3. (accolta di roverbi !pagnuoli, Francesi e Italiani -ma in dialetto &eneto. di Cerman 7uDez Professore di "ettorica e di Greco in *alamanca, dedicati al signor 'on Luigi Curtado di 0endoza, marchese di 0ondeEar, presidente del !onsiglio delle +ndie, stampati a *alamanca nell anno 3@@@, in casa di Giovan de !anova. 5. Lena )rancesco, Lucca, 3>4< e ,ologna, 3>;<. F. !oletti e )anzago, roverbi Agricoli, Meteorologici e Igienici, 3=@@. <. Pasqualigo !ristoforo, &enezia, 3=@=, &ol. +++. @. !astagna 7iccola, 7apoli, 3=>=, seconda :dizione. G+78 !/PP87+

PREFAZIONE DE
0io caro )rancioni.G3H

'A!TORE

:cco i Proverbi dei quali t ho parlato le mille volte raccolti dalla voce del popolo e messi insieme l l quasi via facendo, per istudio di lingua viva. *ai che ti sono tenuto dell amore che ho per gli studi, perch( di tanti maestri avuti da piccolo e da grande, tu solo colla tua amorevolezza mi facesti gustare il piacere dell essere ammaestrato. Lascia dunque che m appaghi del bisogno che ho da molti anni di darti pubblicamente un segno d affetto e di gratitudine# e accetta questo libercolo che non 1 indegno di te per la materia che contiene e perch( t 1 offerto di cuore. Per proverbio intendo quel dettato che chiude una sentenza, un precetto, un avvertimento qualunque, ed escludo da questa raccolta certi altri detti come sarebberoII $onoscere i polli**Metter il becco in molle** !corgere il pelo nell'ovo**!tringere i panni addosso II questi e altri diecimila che si dicono proverbi e che i raccoglitori registrano per proverbi,G5H mi pare a tutto rigore che debbano chiamarsi o modi di dire o

modi proverbiali. : dall altro canto molti di questi modi e mi sanno un po troppo di municipio, e abbisognano per conseguenza di continue spiegazioni, di commenti continui, l obbligo de quali passa poi negli scrittori che fanno uso e abuso di quei modi a grave scapito dell intendere alla prima, che orna e raccomanda tanto ogni sorta di componimento. J vero che d9 oggi d9 domani, oramai anco una buona parte di questi modi 1 intesa da tutti, e si hanno come gemme che sparse qua e l con arte e con parsimonia fanno spiccare maggiormente il lavoro dello stile e della lingua# ma come vuoi che passino per cosa chiara e giudicata nel patrimonio comuneIIDarsi gli impacci del (osso**Far gli avan"i di +erta $iriegia**$os, non canta Giorgio**$alare al paretaio del -emi ecc# ecc#** e similiK 0odi che rimarranno pi$ o meno nel peculio speciale di questo paese e di quello, e che saranno sempre la pietra dello scandalo per coloro che non essendo di quel dato luogo o non gli intendono, o se gli intendono gli ficcano a sproposito quando si fanno a usarli% e poi se li riprendi, ti si scatenano contro, come si scatenano addosso al 0almantile. )inalmente, questi modi sono tanti e poi tanti, che il volerli raccapezzare tutti, e distinguere quelli da mettere in corso e quelli da dargli il riposo per sempre nel museo delle voci fossili, sarebbe opera faticosa, tediosa e interminabile. Per abbreviare il cammino e per fare un fatto e due servizi, cio1 giovare alla lingua e all uomo, ho creduto bene di tenermi alle sole sentenze. 'ifatto troverai qui, oltre un tesoro di lingua viva e schiettissima, una raccolta d utili insegnamenti a portata di tutti, anzi un manuale di prudenza pratica per molti e molti casi che riguardano la vita pubblica e privata. La cura della famiglia, quella della persona, l agricoltura, l industria e persino la cucina, hanno di che giovarsi in questo libretto% e non credo di spingere la cosa tropp oltre se dico che tutti potranno spigolarvi, cominciando da chi fa i lunari, fino a quello che architetta sistemi di filosofia. 0i rammento che ,acone, in una delle sue opere, consiglia i proverbi meditandoli e commentandoli% e presi quelli di *alomone, ti d un saggio del modo tenendi. : veramente questo dei proverbi 1 cibo da far pro a tutti gli stomachi% 1 la vera facile sapienza, ignota a certi cervelli aerostatici, che te ne vociferano una tutta loro con tant aria di mistero in tanto fogliame di frasi. !ostoro presumono condurti per labirinti alla conoscenza del bene, e spargono per la via aperta e dilettosa del sapere le tenebre e le spine che hanno nella testa. !hi ebbe potenza e amore d illuminare le moltitudini non fece cos9# non coni un nuovo gergo furbesco, una nuova lingua bara e Eonadattica per la morale filosofia, ma pales il vero schietto di forme quale 1 di sostanza% lo pales come l aveva nel cuore. Tutti nasciamo bisognosi di attingere alle sue fonti soavi# e perch( tenere addietro i brocchetti di terra cottaK ,ella cosa avvolgersi le tempie superbe d una cecit di tenebre, e farla da apostolo delle genti e gridare a chi non intende#IILa colpa 1 vostra, noi veggiamo le cose dall altoIIquasi fosse questa una ragione per vederle confuse. : poi se ci tengono per fanciulli, perch( non ci affettano il pane della sapienzaK Tanto pi$ quando hanno in bocca sempre amore e carit ecc. Paolo diceva ai !orinti# ..A voi, siccome a parvoli di $risto, )o dato latte in luogo di vivanda// e Gregorio nei Libri 0orali# ..Dee il predicatore imporre limiti a s0 stesso e condiscendere all'in1ermit2 di c)i l'ascolta, acciocc)0 parlando alla gente minuta di cose alte e al disopra della loro intelligen"a, non gli avvenga di poner cura pi3 a 1ar mostra di s0 c)e a giovare altrui//# !hi non ha l idee chiare, e ambisce al titolo di chiarissimo, fa come la seppia, schizza versi e periodi color tetro e ci si nasconde. *ono in gran voga gli studi morali, e di morale e di religione solamente si parla e se ne fa rumore come le bigotte dell onest massime quando l hanno perduta. /lmeno se ne predicasse e se ne scrivesse in modo da far dire# ehL per parlare ne parlano a garbo, e se non l hanno nel cuore loro, spianano la via per poterla conseguire. 7ulla di pi$ facile che ingannare per viluppi di parole il minuto popolo e la moltitudine non dotta% la quale meno intende, pi$ si meraviglia.II0a che serve pigliarla sul serioK J meglio che anco lo sdegno parli volgare. Leggerai detti ora burleschi, ora tremendi e anco tali da farti ribrezzo, e da porti in dubbio che siano frutto d una severa esperienza che abbia voluto fare accorti gli uomini della loro indole non sempre buona o piuttosto velenose punture della malignit, mossa dai suoi fini torti a deridere e a calunniare l umana natura. Tu, uomo di cuore, come udirai senza fremere#II -on 1ar mai bene, non avrai mai male**Il primo prossimo 4 se stesso** arla all'amico come se avesse a doventar nemico**$)i lavora 1a la gobba, c)i ruba 1a la robba5 IIPure, amico mio, vedi e considera# non ti dico altro perch( ho a schifo d entrare anch io nel branco dei disperati e degli sgomentatori che gridano sperpetue come porta l uso e la noia. L uomo certamente non 1 quale lo vorrebbero i buoni che l amano, o quale predicano che dovrebb essere certuni i quali mossi da tenebrosa perfidia o da buona volont, ma incapace di farti progredire d un passo, ti stroppiano sotto colore di volerti accomodare. :d 1 vero verissimo -lascia belare in contrario certi beati innocenti. che dovendo vivere nel mondo, 1 bene sapere che a volte

l abbiamo a fare co furbi e co bricconi che ci giuocano e ci mercanteggiano come animali da pelare e da scorticare# per uno o due di costoro che ti s avvolga tra i piedi, non metterai tutti nel mazzo, n( camminerai meno spedito. *e lungo la via ti s attraversa una spina, accuserai della puntura i fiori che ti sorridono d intornoK !alpestala e prosegui. : poi a ognuno di questi proverbi eccotene un altro in contrarioIIMal non 1are, paura non avere**+isogna 1are a giova giova**$)i )a arte )a parte IIquasi che la prudenza medesima ti dicesse% eccoti dal lato manco uno scudo che ti difenda da malvagi% dal destro un lume che ti scorga co buoni per la via della virt$. &alendomi delle raccolte edite e inedite fatte sino a qui e delle quali mi sono stati cortesi Gino !apponi, Pietro ,igazzi, !esare Pucci ed altri, ho trovato parecchie di queste sentenze ma quasi sempre smarrite in un mare magno di quei modi di dire che t ho accennati di sopra. 8ltr a questo, per quel po di sentore che posso avere io di queste cose, mi pare che quei raccoglitori prendessero i proverbi piuttosto dai libri che dal popolo% ovvero, parendo loro che il modo popolare desse nel triviale, e gli ritoccavano e davano la vernice non dico a tutti ma alla maggior parte. 'ifatto ho dovuto rettificarne molti rimettendo le grazie spontanee dell uso nel posto usurpato dalle frasi dell arte e questa 1 stata forse non dir la fatica ma la noia maggiore Te ne dar uno o due per saggio, e il resto lo vedrai da te. Trovo scritto#II !e vuoi viver sano e lesto, 1atti vecc)io un poco presto, e sento dire**!e vuoi viver sano e lesto, 1atti vecc)io un po' pi3 presto**la differenza 1 piccola, ma un poco presto 1 troppo indefinito e non viene a designare cos9 esattamente il tempo del farsi vecchio, come se dirai un po' pi3 presto, cio1 qualche anno prima di quello che non potrebbe l et. Le raccolte segnano# **-on 4 mai gagliardia c)e non abbia un ramo di pa""ia**e la genteII-on 4 mai gran gagliardia, sen"a un ramo di pa""ia IIe qui la diversit non serve notarla che d nell occhio da s(. + compilatori registrarono#II-on 4 alterate""a all'altere""a eguale**d'uomo basso e vil c)e in alto stato sale IImentre si dice comunemente II-on 4 superbia alla superbia egualeIId'uomo basso e vil c)e in alto stato sale**e mi suona pi$ esatto, perch( altere""a 1 qualcosa di pi$ dignitoso che superbia# + libri portano#IIFra gente sospettosa non 4 buon conversare**e l uso IITra gente sospettosa conversare 4 mala cosa**-ella c)iesa co' santi ed in taverna co' g)iottoni**e si dice#IIIn c)iesa co' santi, all'osteria co' g)iotti#**Piccole differenze% ma osservabili per lo studio della lingua, per la facilitazione della pronuncia, e per quel non so che di franco e di brioso che 1 dote speciale del parlare e dello scrivere alla casalinga. /pri gli scrittori e vedrai che quando la misura del proverbio non ist a capello a quella del verso o non fa al suono e alle altre ragioni del periodo, te l accomodano e spesso te lo stiracchiano sul letto della rima e su quello della prosa. Prendendo i poeti e tra i poeti i migliori, trovi nell lnferno#
!he saetta previsa vien pi$ lenta%

e nel Petrarca#
!he piaga antiveduta assai men duole#

belli senza dubbio, anzi mirabili, ma il proverbio abbraccia pi$ largamente e dice# $osa prevista, me""a provvista#**+l )orteguerri finisce cos9 un ottava di "icciardetto#
!he chi aggiunge sapere, aggiunge affanno, : men si dolgon quelli che men sanno#

e il popolo# $)i aggiunge sapere, aggiunge dolere; c)i men sa men si duole# II&edi quanto 1 pi$ rapida e direi pi$ acuta l espressione popolare, pi$ atta per conseguenza a imprimersi nella memoria. 'i questi esempi, o per meglio dire di questi confronti, potrei fartene una filastrocca lunga un miglio, ma a che proK Per mostrare d aver scartabellate delle pagine e scarabocchiata della cartaK Ti basti che dal vero proverbio a quelle sentenze, o a quelle arguzie che vi sono state lucidate sopra, ci corre novantanove per cento, quanto dalla lingua scritta alla lingua parlata% quella pi$ corretta se vuoi, questa certamente pi$ spontanea, pi$ viva, pi$ efficace. : poi come ti diceva e come sai meglio di me, i proverbi sono stati coniati alla guisa e all uso del discorso famigliare, e volendo servirsene a ogni giorno, per non cadere in dissonanze o in affettazioni insoffribili 1 necessario ritenerli nella loro espressione primitiva e legittima. 'iscorso facendo o scrivendo lettere, commedie, saggi, o che so io, e scrivendoli alla buona come dovremmo fare un tantino di pi$% tu non diresti col Pulci#
!he quel ch 1 destinato tor non puossi%

ma come dicono tuttiIIA 6uel c)e vien dal cielo non c'4 riparoIIn( diresti col divino /riosto#
/ trovar si vanno, Gli uomini spesso, e i monti fermi stanno%

ma piuttosto colla lavandaia#**I monti stan 1ermi e le persone camminano#**Co avuto in mira di notare i proverbi come si dicono a veglia, o, per dirla in gergo dissertatorio, di restituirli alla pristina forma popolare alterata e spesso corrotta dagli scrittori. /vverti per che molti di questi proverbi, non tutti gli dicono a un modo e colle stessissime parole% anzi variano assai o nel pi$ o nel meno da persona a persona, da paese a paese. *ono stato in dubbio di notare tutte le maniere di dirli, poi mi son risoluto di porne solamente alcune, e per me tenermi sempre a quella che mi pareva la pi$ vera, la pi$ usitata, lasciami dire la pi$ domestica, prendendo per norma la vivacit e la concisione, che mi paiono i segni certi della legittimit. *pero che di questa diligenza me ne sapranno grado almeno quei pochi che hanno fede anco nei vocaboli e nei modi non ancora battezzati nell inchiostro% e con questi entro di balla e pecco allegramente, devoto pi$ all uso che ai trattati del bello scrivere, e i linguaE me lo perdonino, seppure il nipote non ha da comandare al nonno. : per istare in chiave, dando all orecchio la parte sua e slargando anco il cerchio dell ortografia, ho scritto obbedire e ubbidire, legne e legna, non v'4 , non c'4 e non 4, estate e state, verno e inverno, danari e denari, molino e mulino, ruota e rota, uomo e omo, uovo e ovo, diventare e doventare, e cos9 via discorrendo. *e ho fatto bene o se ho fatto male, i lambiccatori lo diranno, ch( io per me non sono gran cosa forte nella chimica applicata alla lingua e son tentato a stimar beati coloro che scrivevano come sentivan dire, perch( dacch( si copia come si legge non abbiamo fatto di grandi avanzi. : questo non per amore di licenza, ma perch( ho veduto anch io quanto giovi all armonia l aggiungere o il togliere una lettera, o il sostituirne una ad un altra, purch( sia fatto a tempo e quel che conta senza affettata disinvoltura. 0a tornando in chiave mi pare che i due giudici competenti d ogni scrittura sieno l occhio e l orecchio% e quando non s ascoltano insieme, si corre risico che l uno corrompa le ragioni dell altro# per 1 sempre bene leggere a voce alta le cose scritte e ritoccare i discorsi improvvisati. Perch( vi sono taluni che per aver fatto gran filza di vocaboli e di modi scrivono di vantaggio, e si danno l aria di passeggiare sulle difficolt della lingua come ballerini di corda, ma a chi non ha l orecchio intasato, e paiono servitori di piazza che s impancano a ciangottare francese e inglese a tutto pasto, compensando i continui sfarfalloni coll affettare l erre gutturale o col tenere la lingua attaccata al palato. Tu nota intanto i cos9 detti pleonasmi che messi con garbo e usati parcamente, a noi un po andanti in fatto di grammatica paiono elegantissime negligenze#IIDov'4 il apa ivi 4 (oma,**Dove manca l'inganno ivi 1inisce il danno**e gli idiotismi in grazia della pronunzia#IILa peggio ruota 4 6uella c)e cigola, perch( dicendo peggior ruota, se tra una parola e l altra -che riesce incomodo e sgradito. non fai uno stacco, quelle due erri t intronano e quasi t avviluppano la lingua. : le trasposizioni messe o per allettare l udito dando alle parole un suono che s avvicini a quello del verso, o per tener desta l attenzione invertendo l ordine del discorso e quasi facendola cascar d alto#IIDove bisognan rimedi il sospirar non vale# 7ota i ravvicinamenti e i paragoni ora scherzosi e bizzarri come#IIFrate s1ratato e cavol riscaldato non 1u mai buono** redica e popone vuol la sua stagione;**ora seri e profondi come#IIGli errori dei medici son ricoperti dalla terra, 6uelli dei ricc)i dai denari** La buona 1ama 4 come il cipresso**La coscien"a 4 come il solletico#** 7ota i versi e le rime false come nei canti popolari#IIDove pu7 andar carro non vada cavallo**$)i nel 1ango casca, 6uanto pi3 si dimena e pi3 s'imbratta** $)i cavalca alla c)ina, o non 4 sua la bestia o non la stima#** 7ota quelli che in poche parole contengono un /pologo#IILa gatta 1rettolosa 1ece i gattini ciec)i**La superbia and7 a cavallo e torn7 a piedi**Il leone ebbe bisogno del topo** La botta c)e non c)iese non ebbe coda;**7ota le parole accozzate insieme, e, se m 1 lecito dirlo, personificate#** $om'uno piglia moglie egli entra nel pensatoio**La morte 4 di casa -onsis2 **Fidati era un buon uomo, -onti1idare era meglio#**+nfine nota i verbi nuovi che hanno aria d essere stati trovati l9 per l9 a risparmio di lunghe parole, come indentare per mettere i denti, sparentare per togliere, morendo, la paternit, o per uscir di parentela#II$)i presto indenta presto sparenta;**istrumentare porre in pubblica scrittura#II$)i ben istrumenta ben dorme;**invitire per coltivare a viti. : poi tacciamo 'ante di strano e di bizzarro, perch( quando gli tornava meglio -dicono. inventava i verbi di sana pianta. II Dislagarsi, elevarsi dal lago#
!he verso il ciel pi$ alto si dislaga#

Intuarsi, entrare nell animo tuo#


* io m intuassi come tu ti immii#

Mirrare, aspergere di mirra#


:bber la fama che volentier mirro#

Dismalare, levare il peccato d addosso#


Lo monte che salendo altrui dismala.

Questi non erano licenze sue n( d altri che hanno fatto altrettanto, ma usi nostri, usi d un popolo padrone della propria lingua, che la maneggiava a modo suo senza paura dei Grammatici. Questi presero a comandare a bacchetta in un tempo nel quale e il pensiero e l atto e la parola piegavano sotto l autorit -al vedere, le servit$ piovono tutte a un tratto.% imposero leggi e confini alla lingua senza conoscerla tutta quanta% turati gli orecchi alla voce del popolo che gliela parlava schietta e viva, s abbandonarono a un gran scartabellare di scritture per trarne tante filze pi$ o meno lunghe di vocaboli, quante sono le lettere dell alfabeto. Poi chiuso il libro, gridarono come Pilato# quel ch 1 scritto 1 scritto% ma il popolo seguit a parlare com era solito. 'i qui la funesta divisione di lingua dotta o lingua usuale% in famiglia si parl a un modo, a tavolino si scrisse in un altro. !ontro certi modi intesi da tutti, ma non usati dagli scrittori s incominci a gridare basso, triviale e disadorno, e apparve la levigatezza% ma l evidenza, la propriet e l efficacia se n andarono. Per un lei o per un lui nel caso retto, e per simili buffonate, da questi scomunicati non fu ammesso il 0achiavelli alla comunione dei testi di lingua. 0a che vuol dire che tra le scritture s 1 fatto sempre pi$ caso di quelle poche venute da certi bravi ignoranti, come la &ita di ,envenuto !ellini ecc.K !hi 1 che vorrebbe le latinerie del ,embo, piuttostoch( le fiorentinerie del &asari, o quel perpetuo dir le cose in due o in tre modi di ,enedetto &archi invece della facile andatura del *egniK 'icono# AAla nostra lingua pecca nell umile e nel discinto -e qui vanno a pescare il tempo della nascita e d onde le venne questo peccato originale., e bisogna rialzarla e vedere di tenerla pi$ serrata cogli aiuti della latina che le fu mamma e nutriceBB. La lingua latina ha il piglio imperioso dei signori del mondo% noi non siamo domini neppure in casa nostra% eh via, scimmie, lasciate andare# perch( non potete parlare da padrone, volete parlare da serviK !hi corrompe la lingua corrompe il popolo che la parla, e la corruttela viene dalla licenza come dalla servirt$. / volte questi libri latinanti mi si personificano, e gli vedo colle spalle nella pretesta, e colle gambe nelle brache# meglio vestire de nostri cenci da capo a piede, e siano pure di panno fatto in casa. )in qui si scrisse come si parlava, da qui avanti si scriver come scrisse chi arriv prima di noi. : gi che ci siamo, vedi la ricchezza della lingua e la prontezza, il brio, l ubert dell ingegno popolare# vedi in quanti modi si dice e si rivolta una stessa sentenza, con quanti strali puoi ferire ad un segno, e per quante vie condurre o esser condotto a un punto medesimo. &uoi riprendere un presuntuoso esprimendo la differenza che passa dal concepire o progettare una cosa, all eseguirlaKII Dal detto al 1atto c'4 un gran tratto**Altro 4 dire, altro 4 1are**Il dire 4 una cosa, il 1are un'altra**I 1atti son masc)i e le parole 1emmine#** &uoi fare avvertito l amico di tener l occhio alla penna in un acquisto, in una contrattazione qualunqueKIIA c)i compra non bastan cent'occ)i e a c)i vende ne basta un solo**A buona derrata pensaci**Da' gran partiti p2rtiti**La buona derrata cava l'occ)io al villano**!otto il buon pre""o ci cova la 1rode** &uoi consigliare alcuno d andare avvisato di non precipitare troppo le cose, d aspettar favore dall occasioneKII $)i va piano va sano**Adagio a' ma' passi**$ol tempo e colla paglia si maturan le sorbe** (oma non 1u 1atta in un giorno**D2i tempo al tempo**Il tempo viene per c)i lo sa aspettare#**&uoi mordere questa moda dei frontespizi strambi e da cavadenti% la boria, la petulanza del ragazzino enciclopedico% la vernice in generale dei libri, dei modi, degli abiti e delle paroleKIIIl buon vino non )a bisogno di 1rasca**Ai segni si conoscono le balle** 8na rondine non 1a primavera**$)i si loda s'imbroda#** &uoi raccomandare la prudenza, il segreto, il parlare tardo e grave, proprio dei saviKIIAl prudente non bisogna consiglio** Temperan"a t'a11reni e pruden"a ti meni**A c)i parla poco, basta la met2 del cervello**Apri bocca e 1a c)'io ti conosca**Al canto l'uccello, al parlare il cervello**Al savio poc)e parole bastano**+occa c)iusa e occ)io aperto non 1e mai nessun deserto**8n bel tacere non 1u mai scritto** Assai sa c)i non sa, se tacer sa**In bocca c)iusa non c'entra mosc)e**Tutte le parole non voglion risposta**Il tacere adorna l'uomo#** &uoi ammonire taluno di non abbandonarsi troppo al favore della fortuna, credendo s( al bene del

momento, quasi fosse caparra di perpetua felicitKII Fino alla morte non si sa la sorte**Alla 1in del salmo si canta il Gloria**$)i 4 ritto pu7 cadere **$)i 4 in alto non pensa mai di cadere**Finc)0 uno )a denti in bocca, non sa 6uel c)e gli tocca#**"accomandare l economia, il risparmio, la sobriet, il pensiero del poiKII $)i la misura la dura**+isogna 1ar la spesa secondo l'entrata**$)i )a poco spenda meno** Grassa cucina, magro testamento** ran"o di parata, vedi grandinata**$)i )a poco panno, porti il vestito corto** -'amma""a pi3 la gola c)e la spada**Impara l'arte e mettila da parte#**/mmonire di cogliere il destro, di star vigilanteK**Ogni lasciata 4 persa**$)i )a tempo, non aspetti tempo**8na volta passa il lupo**$)i cerca trova, e c)i dorme si sogna**$)i dorme non piglia pesci** :sprimere l amore della famiglia, della casa, del proprio paeseKII A ogni uccello suo nido 4 bello**Ogni uccello 1a 1esta al suo nido**$asa mia, casa mia, per piccina c)e tu sia, tu mi sembri una badia#** : questi due tenerissimi# $asa mia, mamma mia** Legami mani e piei# e gettami tra' miei**!onsigliare la carit, l amore, l aiutarsi scambievoleKII 8na mano lava l'altra**Del servir non si pente**$)i bene1icio 1a, bene1icio aspetti**$)i altri tribola s0 non posa**+isogna c)e il savio porti il pa""o in ispalla**:sortare a non avvilirsi, a non vendersiKII$)i prende, si vende**$)i non vuol piedi sul collo, non s'inc)ini** er tutto nasce il sole II+occa unta non pu7 dir di no**0a basti cos9, ch( altrimenti non si finirebbe mai. :cco quanta luce deriva e si spande dal sapere di molte generazioni riunito in un sommario di formule brevi e schiette e sugose, e come nei figli passa di mano in mano sempre intera e fruttifera l eredit del senno e dell esperienza dei padri. 8hL qui non ti far malinconiche interiezioni sulle cure, sulle fatiche e sulle vigilie spese in questo lavoro# anzi ti dir schiettamente che avendo cominciato da lungo tempo a notare giorno per giorno tutti i proverbi che mi capitavano al+ orecchio conversando colle persone del popolo e specialmente coi campagnoli, mi son trovato fatto il lavoro quasi senza accorgermene, e adesso non lo do per una gran bella cosa, ma per quello che 1. : bada qui a una cosa singolarissima. Questi proverbi sono oramai tanto comuni e tanto immedesimati colla lingua, che udirai mille volte a mezzo il discorso# ..dir7 come diceva 6uello#### c'entra il proverbio// e senza dire altro, proseguire% e quella reticenza supporre un detto conosciuto da tutti, e per superfluo a ripetersi. !he se poi gli dicono% o gli dicono a mezzo, ovvero macchinalmente come le frasi pi$ usitate, come direbbero# buon giorno o buona sera ecc# Co domandato mille volte alla gente idiota cosa significasse un tal proverbio, e cos9 staccato, non me l hanno saputo dire% ma appena ho chiesto a che proposito lo dicessero, me n hanno resa subito perfetta ragione% per la qual cosa si pu dire che versano dalle labbra una sapienza che non sanno di possedere, come uno si d a un lavoro, a una fatica, senza avvertire la capacit delle proprie braccia. Mna sera a )irenze, in una delle poche case, a grave danno del )araone tuttavia rallegrate da quella gaia ma ora inelegantissima anticaglia dei giochi di pegno, mi trovai al gioco dei Proverbi che si fa mettendosi tutti in un cerchio donne e uomini, e buttandosi uno coll altro un fazzoletto colla canzoncina ..8ccellin vol7 vol7, su di me non si pos7, si pos7 sul tale e disse####// qui tirano il fazzoletto sulle ginocchia della persona nominata e dicono un proverbio% e bisogna dirlo presto, e che non sia detto avanti da nessuno, altrimenti si mette pegno. +o che son nato in provincia e son sempre malato grazie a 'io delle prime impressioni, udendo quel diluvio di proverbi, e con quanta prontezza quelle fanciulle vispe e argute trovavano il modo di punzecchiarsi tra loro, di burlare gli innamorati, di canzonare i grulli e di mettere in ridicolo la cuffia di questa e la parrucca di quello, confesso il vero che c ebbi un gusto matto, e posso dire che fino d allora mi detti a questa raccolta, perch( tornato a casa segnai tutti i proverbi che mi ricorsero alla memoria. &olevo fare gi$ gi$ proverbio per proverbio un breve commento riportando fatterelli, citando passi d autori che facessero al caso, e avevo gi dato mano, ma me n usc9 presto la voglia, e mi limitai a poche e necessarie osservazioni, un po per infingardia, e un po perch( parendomi che la maggior parte di questi proverbi si spiegasse meglio da s(, non volli profittare del diritto che s arrogano i commentatori, di spiegare le cose per paura che sieno intese alla prima. : poi vedi bene che sono in et da aver bisogno d imparare, e a fare il savio o l erudito, o non ci avrei la gamba o rischierei di dare un tuffo nel pedante e nel ciarlatano. )inalmente ti confesso alla bella libera che mi ritenne pi$ di tutto il timore d entrare in chiacchiere co sapientucci e co parolai, ciurma gretta, fastidiosa e stizzosa quanto 'io vuole. Paghiamo al nostro paese ognuno il suo tributo, chi d oro e di gemme, e chi in moneta d argento o di rame secondo la sua possibilit. : poi beato quello a cui riesce vivere e morire lontano da ogni gara, da ogni presunzione, e scrivacchiare di quando in quando come gli detta l animo, senza aggiunger legne al grande incendio del pettegolezzo letterario che riarde ogni giorno a danno del decoro e del vero. +n questo universale palleggio di lodi e di vituperii, all uomo onesto fa stomaco di stare a vedere chi gioca, non che d entrare nella partita. :cco la materia quasi greggia% altri pi$ forte e pi$ coraggioso

di me ci metta le mani e ne faccia la pasta che vuole. !hi sa quante centinaia di proverbi girano tuttora inavvertiti per la bocca del popoloK La nostra lingua n 1 tanto ricca, che tutti quelli che da buoni e onesti paesani non si vergognano di saperla parlare, non riescono a dire tre parole senza incastrarci un proverbio. +o di certo non ho potuto raccoglierli tutti, perch( 1 quasi impossibile che uno solo possa trovarsi a udirli quanti sono% e forse chi sa che a farlo apposta non mi siano sfuggiti i pi$ usuali, cosa facilissima per chi gli ha familiari, come 1 facile far la testa al gioco che si gioca pi$ spesso, balbettare nelle orazioni che si ripetono mattina e sera, o dimenticarsi in un invito appunto l amico che vediamo ogni giorno. Co fatto ci che ho potuto e continuer in questo lavoro per tutta la vita, pregando di fare altrettanto te e tutti quelli che amano la nostra lingua, e il senno da spendersi via via per i minuti bisogni. 'a tante mani mosse d amore e d accordo a un opera stessa riuscirebbe ci che non pu essere riuscito a me solo o per difetto d ingegno o per altre cagioni che non dipendono da me. *ia come vuol essere, accetta questo libercolo, e godi come godo io d appartenere a una nazione che nel suo guardaroba, oltre agli abiti di gala, ha una veste da camera di questa fatta. /ddio. G+M*:PP: G+M*T+ 78T:
3. /ndrea )rancioni, anima gentile, ingegno modesto, fu accademico della !rusca# infelicissimo nella vita, mor9 nel settembre del 3=<4, prima di compiere i @6 anni. (nota dell''ditore9# 5. &edi il !ecchi, il *erdonati e tutti i raccoglitori, nessuno eccettuato.

[ Abitudini, U anze | Adulazioni, !odi, !u in"#e | Affetti, Pa ioni, $u ti, %o"lie | A"ri&oltura, '&onomia rurale | Alle"ria, (ar i bel tem)o | Ambizione, *i"noria, +orti ]

A"i#$dini% !sanze
/ usanza nuova non correre.
Prudenza conservativa che risiede massimamente nel popolo, quando egli segue suo proprio istinto e sua ragione.

!avallo vecchio, tardi muta ambiatura.


/mbiatura, vale andatura di cavallo, asino o mulo, a passi corti e veloci, mossi in contrattempo.

!hi ha portata la tonaca puzza sempre di frate. !hi non 1 uso a portar le brache, le costure gli danno noEa. !i che s usa non fa scusa.
7on tutte le cose sono scusabili per dire# cos9 fanno gli altri. -*:"'87/T+.

!onsuetudine 1 una seconda natura. J difficile condurre il can vecchio a mano.


0utare, cio1, gli abiti lunghi ed invecchiati.

J meglio ammazzare uno -o J meglio ardere una citt. che mettere una cattiva usanza. J meglio errar con molti ch esser savio soloII e 0eglio errar con molti che da s( stesso. J meglio volta che stravolta.

+l &eneziano dice# :e megio na volta c)e na stravolta, e lo spiega cos9. !io1, 1 meglio prender la vecchia strada, pi$ lunga ma sicura, che non una che non sai dove riesca, e pu condurti a rovina. II!travolta; slogatura d un piede facile in terreno disuguale.

J un cattivo andare contro la corrente -o contro il vento.. +l bue mangia il fieno perch( si ricorda che 1 stato erba.
&uol dire che s ama spesso anche di memoria# amore buono, amore di gratitudine.

+l magnano tanto salta con le bolge quanto senza.


/bituato a portarle sempre 1 come se non le avesse.

+l vino di casa -o il vino che si pasteggia. non imbriaca.


Perch( si usa temperatamente. 0a pure abbiamo#

+l pan di casa stufa.

Proverbio fatto dagli stemperati..

La catena non teme il fumo.


Perch( ci sta sempre# ab assuetis non 1,t passio#

La moda va e vieneIIe /lla moda vagli dietro.


+ due veramente fanno ai cozzi, ma la gente non se ne avvede, perch( quando a molti si vede fare una cosa, pare che tutti l abbiano fatta sempre, e che sia la cosa pi$ naturale del mondo quando anche sia la pi$ bestiale.

Le cose rare son le pi$ careIIovvero !osa rara, cosa cara.


/ uno che si faccia vedere di rado siamo soliti dire# ti sei reso prezioso.

Le buone usanze van tutte a perdersi.


Per#

Le buone usanze vanno rispettate. Le novit duran tre d9, e quando van di trotto, le non duran pi$ d otto.
!io1 quando sono strepitose e in gran voga.

L uso doventa natura. L uso fa legge. L uso serve di tetto ai molti abusi. L uso vince natura. 7essuna maraviglia dura pi$ di tre giorni. "ana di palude sempre si salvaIIe La rana avvezza nel pantano, se ell 1 al monte torna al piano.
7( per caldo o per freddo o poco o assai *i pu la rana trar dal fango mai (Orlando Innamorato#9

Ad$lazioni% odi% $sin&'e


/d ogni santo la sua candela.
/d ogni potente la scappellata, dice l ambizioso% a ogni donna gli occhi dolci, dice il libertino.

/dulatori e parassiti son come i pidocchiIIe !an che molto lecca succhia sangue.
!ampano sulla pelle altrui.

/nco il cane col dimenar la coda si guadagna le spese IIe 7on dar del pane al cane ogni volta che dimena la coda. ,acio di bocca spesso cuor non toccaIIe Tal ti ride in bocca che dietro te l accoccaIIe & 1 chi bacia tal mano che vorrebbe veder mozzaIIe Tal ti fa il bellin bellino che ti mangerebbe il core. !hi ci loda si dee fuggire, e chi c ingiuria si dee soffrire. !hi loda per interesse, vorrebbe esser fratello del lodato. !hi t accarezza pi$ di quel che suole, o t ha ingannato o ingannar ti vuole. !hi ti loda in presenza, ti biasima in assenzaIIe 'io ti guardi da quella gatta che davanti ti lecca e di dietro ti graffia. !hi ti vuol male ti liscia il pelo. 'a chi ti dona, guardati. Gola degli adulatori, sepolcro aperto. +n casa dell amico ricco sempre ammonito% in quella dell amico povero, sempre lodato. + panioni fermano, ma le civette chiamano. La carne della lodola piace ad ognunoIIe 'a Lodi (paese9 passan tutti volentieri.
Lodi e lodola per lode, giochetti di parole.

La lingua unge e il dente punge. La lode giova al savio e nuoce al matto. La vita dell adulatore poco tempo sta in fiore.

&uoi tu un cuore smascherareK sappilo ben lodare.


L ubriacato dalla lode s apre a dire quello che non vorrebbe.

A((e##i% Passioni% )$s#i% Vo&lie


/ chi piace il bere, parla sempre di vinoIIe L orso sogna pereIIe +l porco sogna ghiandeIIe *crofa magra, ghiande s insogna. /cqua passata non macina pi$.
*i dice delle impressioni o degli affetti dimenticati.

/ffezione accieca ragione. / gusto guasto non 1 buono alcun pastoIIe Gusto guasto 1 come vin da fiasco.
Gli stomachi, gli umori, gli affetti guasti, per non confessare il puzzo che hanno dentro, lo accusano fuori. IIMn !ontadino dava il tabacco al Padrone, che avendone preso un poco, e accostato al naso poi lo gett via dicendo# AA: sa di briccone%BB e il !ontadino# AA Lustrissimo, l enno le dita.BB

/llo svogliato il m(le pare amaro. /mor non ha sapienza, e l ira non ha consiglio. / molti puzza l ambra. /nimo appassionato non serba pazienza. /spetta il porco alla quercia.
*e vuoi cogliere l uomo sul fatto, aspettalo dove egli suole capitare, dove ha il ripesco, dove lo tirano qualche sua necessit o voglia.

/ vecchia che mangia pollastrelli, gli vien voglia di carne salata.


'icesi quando alcuno lascia il meglio per attenersi a cosa men buona.

!hi ha bocca vuol mangiare. !hi ha buona cantina in casa non va pel vino all osteria IIe !hi ha vitella in tavola non mangia cipolla. !hi maneggia il m1le si lecca le ditaIIe

!hi ha fatto il saggio del m1le non pu dimenticare il lecco. !hi lecca i piatti, deve leccare in terra. !hi non arde, non incende.
!io1 chi non s infiamma nel bene operare, non induce gli altri a ben fare. -*:"'87/T+.. 0a vale per tutti gli affetti# !i vis me 1lere, dolendum est rimum ipsi tibi# -8"/?+8..

!hi non pu, sempre vuole. !hi pi$ arde pi$ splende.
AALes grandes pens(s viennent du coeur,BB dicono bene i )rancesi# e cos9 pure i grandi fatti.

!hi pi$ vuole, meno adopera.


Le voglie troppo intense riescono talvolta inerti s intricano in s( medesime, come l acqua non sa uscire da Mn fiasco voltato all ingi$, perch( il vaso 1 troppo grande e la bocca troppo stretta. L'impetuosa doglia entro rimase, $)e volea tutta uscir con troppa 1retta, ecc# -/"+8*T8..

!hi sempre beve non ha mai troppa seteIIe !olombo pasciuto, ciliegia amaraIIe !hi non mangia ha del mangiatoIIe !hi non mangia a desco, ha mangiato di frescoIIe Gallinetta che va per c, o la becca o l ha becc# se la non becca a desco, l ha mangiato di fresco.
$ome saturo augel c)e non si cali Ove il cibo mostrando altri lo invita# -T/**8..

!hi troppo frena gli occhi, vuol dire che gli sono scappati.
!os9 faceva il frate !ristoforo# e queste cose bisogna lasciarle dire al 0anzoni.

!on la voglia, cresce la dogliaIIe !hi assai desidera, assidera. 'agli effetti si conoscono gli affetti. 'ei gusti non se ne disputa. 'ove la voglia 1 pronta, le gambe son leggiere.
: al contrario#

!hi va in gogna, non fa il servizio volentieri. : si pu fare il male a forza ma non il beneIIe

Per forza si fa l acetoIIe !osa per forza non vale scorza.


AA&.:. pu farmi piangere ma non cantareBB diceva il musico 0archesi al generale 0iollis.

Gatto che non 1 goloso non piglia mai sorcioIIe *e il tuo gatto 1 ladro, non lo cacciar di casa.
0a quello del gatto 1 brutto mestiere.

+l cuore ha le sue ragioni e non intende ragioneIIe !uore malato non sente ragione. +l cuore non sbaglia.
Lo dicono particolarmente +e madri nei presentimenti lieti e tristi del loro cuore# 7elle sue visioni quasi divino.

+l lupo sogna le pecore, e la volpe le galline. +l diavolo pu tentare, ma non precipitare.


8gnuno ha colpa de suoi errori% le tentazioni, le passioni, sono scuse povere.

+l potest nuovo manda via il vecchioIIe + santi nuovi metton da parte i vecchiIIe + santi vecchi non fanno pi$ miracoliIIe /i santi vecchi non gli si d pi$ incenso. Gli amori nuovi fanno dimenticare i vecchi.
Le nuove cose fanno scordare le antiche% gli affetti si consumano .

L abbondanza genera fastidio. La lingua batte dove il dente duole. Le belle cose piacciono a tutti fino a minchioniIIe Tutte le bocche son sorelle# ed aggiungesi da quella del lupo in fuori, c)e vuole tutto per s0# Le cose vanno fatte quando se ne sente il bisogno. 0al si balla bene se dal cor non viene.
+l ballo 1 cosa da innamorati. 0a vale poi anche che nessun divertimento ti fa pro, se non vi hai l animo disposto. 7ota qui male, che sta per di11icilmente#

7on 1 bello quel ch 1 bello, ma 1 bello quel che piace.

7on manchi la volont, che luogo e tempo non mancherIIe Quando c 1 la volont, c 1 tuttoIIovvero La volont 1 tutto -o tutto fa.IIe / buona volont non manca facolt. 8gni granchio ha la sua luna. Quando la luna 1 tonda i granchi son pieni. -*:"'87/T+.. Per fare una cosa bene, bisogna esser tagliati a buona luna.
/ bene riuscire in una cosa, conviene esservi tagliati, cio1 inclinati% essere in buona luna per farla, in buona disposizione, averne voglia.

Pi$ da noi 1 bramato, ch1 pi$ ci vien negato.


(uimus in vetiumIIe

/nco /damo mangi del pomo vietato. Quando 1 alta la passione 1 bassa la ragione. *degno e vergogna son pien d ardire. *e i desiderii bastassero, i poveri anderebbero in carrozza. *otto la bianca cenere, sta la brace ardente. Tempo e fantasia si varia spessoIIe *i cambia pi$ spesso di pensiero che di camicia. &edere e non toccare, 1 un bello spasimareIIe &olont 1 vita.
-&edi# Pia&ere, (olore,.

A&ri*ol#$ra% E*onomia r$rale


/gli ulivi, un pazzo sopra -o da capo., e un savio sotto -o da pi1..
!ome pure#

Leva da capo e poni da pi1.


!io1 bisogna tagliar molto e molto sugare% ma il primoo vale secondo i luoghi.

/lbero che non fa frutto, taglia taglia.

&ale anche figuratamente.

/ll apparir degli uccelli non gettar seme in terra.


*i pu intendere anche del non far cose che poi ti sieno guastate.

/ mezzo gennaio, metti l operaio.


+ buoni contandini pigliano spesso a mezzo gennaio l oprante di fuori per affrettare i lavori, i quali 1 bene sieno fatti innanzi alla primavera.

/ 7atale, mezzo pane% a Pasqua, mezzo vino.


*ignifica che il contadino deve procurare d avere in casa a 7atale la met del pane per il suo consumo, ed a Pasqua mezzo il vino per le imminenti faccende. 'icesi anche#

/ mezzo gennaio, mezzo pane e mezzo pagliaio. /ndare scalzo e seminar fondo, non arricch9 giammai persona al mondo. /ra co buoi, e semina colle vacche.
7el lavorare la terra giova fare il solco profondo, ma non tanto poi nella sementa%IIe

!hi lavora la terra colle vacche, va al mulino colla pulledra -o colle somare..
Le quali portano poca soma%IIe

/ra poco (poco tratto9 ma minuto e fondo se tu vuoi empire il granaEo da cima a fondo.
7on deesi badare alla quantit, ma alla qualit nel lavoro della terra.

/ *an 0artino la sementa del poverinoIIcome pure *ta meglio il grano al campo, che al mulino.
+n quei giorni il grano da seme vuole gi esser sotterrato.

/varo agricoltor non fu mai ricco. ,eato quel campetto che ha siepe col fossetto.
!io1 difeso ed asciutto.

!asa fatta e vigna posta, non si sa quel che la costa.


0a si dice anche#

!asa fatta e vigna posta, mai si paga quanto costa.II e !aro costa la vigna della costa. !asa fatta, possession disfattaIIovvero !asa fatta e terra sfatta.
J ben comprare casa in buon essere e podere trasandato.

!avol riscaldato e garzon ritornato, non fu mai buonoIIe *erva tornata non fu mai buona.
Gar"oni, gli opranti fissi nelle case dei contadini, quelli che in alcuni luoghi chiamano mesanti, perch( gli pagano a mese% ma se una volta gli abbiano licenziati, non 1 bene ripigliarli# cos9 della garzona, o fante, o guardiana che non sia della famiglia. !erva 1 generico, e s intende pi$ spesso di quelle che stanno a servizio nelle case.

!ento scrivani non guardano un fattore, e cento fattori non guardano un contadino. !hi affitta il suo podere al vicino, aspetti danno o lite o mal mattinoIIe !hi affitta sfittaIIovvero !hi affitta sconficcaIIe dicesi anc)e !hi alluoga accatta.
La Toscana 1 tutta mezzerie# quindi gli affitti in discredito e non a torto, come speculazione da scioperati o da falliti.

!hi ara da sera a mane, d ogni solco perde un pane.


!ioe, da Ponente a Levante, perch( un lato d ogni porca rimarrebbe senza sole.

!hi ara il campo innanzi la vernata, avanza di ricolta la brigata.IIe J meglio una buona e secca scalfittura che una buona e molle aratura.
Perch(#

!hi ara terra bagnata per tre anni l ha dissipata. !hi ara l uliveto addimanda il fruttoIIe !hi lo letamina l ottiene, chi lo pota lo costringe a fruttar bene.II ma +l letame quand 1 troppo forte alle piante d la morte.
*e il letame 1 troppo possente abbrucia la capigliatura delle radici e non possono queste pi$ ricevere e filtrare i sughi della terra. /llora il sugo fattosi glutinoso si condensa e fa talvolta morire le piante.

!hi assai pone -ed anc)e !hi lavora e !hi semina. e non custode, assai tribola e poco gode. !hi ben coltiva il moro, coltiva nel suo campo un gran tesoro. !hi cava e non mette, le possessioni si disfanno.
* intende del concime, ed anche del ripiantare.

!hi disf bosco e pr, si fa danno e non lo saIIe !hi ha un buon pr, ha un tesoro e non lo sa. !hi disse piano, disse tanto piano, che non ne tocc a tutti.
7el primo caso piano vuol dire pianura, nel secondo vale a voce bassa# Questo gioco di parole sta a significare che le terre in pianura sono desiderate da molti.

!hi dorme d agosto, dorme a suo costo.


L estate non 1 stagione da oziare pe contadini# <ui stertit =state, 1ilius con1usionis# ( roverbi#9

!hi fa le fave senza concio, le raccoglie senza baccelli.


Fare per seminare.

!hi ha bachi non dorma. !hi ha carro e buoi, fa bene i fatti suoi. !hi ha quattrini da buttar via -o !hi ha del pan da tirar via., tenga l opre e non ci stia.
Tener l'opre, pigliare gente di fuori per fare un lavoro%IIe

)a pi$ il padrone co suoi occhi, che l opre col badile.


+adile, strumento di ferro simile alla pala per cavar fossati.

!hi ha tutto il suo in un loco, l ha nel foco.


!io1 in pericolo.

!hi ha un buon orto, ha un buon porcoIIe !hi non ha orto e non ammazza porco, tutto l anno sta a muso torto. !hi ha vigna ha tigna.
Msasi a "oma dove le vigne recano grandi fastidE. -*:"'87/T+..

!hi ha zolle, stia con le zolle. !hi lavora di settembre, fa bel solco e poco rende. !hi lo beve (il campo9, non lo mangia.
7ei campi troppo vitati, la sementa rende poco.

!hi non ha il gatto mantiene i topi e chi l ha mantiene i topi e il gatto.


&ale che, chi tiene il custode dei campi per guardarli dai ladri, spesso non fa che mantenere il custode ed i ladri. +l che deve render cauti i proprietari nella scelta di questo custode. -P/*QM/L+G8, rov# ven#.

!hi non semina non ricoglie.


*i usa anche figuratamente.

!hi non sa comprare compri giovaneIIe *ulla giovent$ non si fece mai male.
7ella compra del bestiame e in altre cose ancora.

!hi pianta datteri non ne mangia.


!redesi che il dattero duri cento anni prima di dar frutto.

!hi pon cavolo d aprile, tutto l anno se ne ride.


Posto in aprile spiga presto, ma non fa grumolo.

!hi prima nasce, prima pasce.


+l grano seminato per tempo tallisce meglio.

!hi semina buon grano, ha poi buon pane% chi semina il lupino, non ha n( pan n( vino. !hi semina con l acqua, raccoglie col paniereIIe !hi semina nella mota raccolta vuotaIIe !hi semina nella polvere, faccia i granaE di rovereIIe Le fave nel motaccio, e il gran nel polveraccio.
7essuna sementa si fa bene nel terreno molle. &ero 1 per che l ultimo di questi proverbi 1 anche usato diversamente secondo i luoghi% ed in alcuni dispiace la sementa troppo asciutta. Tempo sementino chiamano quelle giornate coperte, ma non per troppo fredde, con un po di nebbia la mattina ed ogni tanto una pioggerella, dopo la quale il capoccio esce fuori a seminare anche a rischio di dovere per qualche altra scossetta rifarsi pi$ volte, cogliendo il tempo ed agiatamente, come sogliono d ogni faccenda.

!hi semina fave, pispola grano.


La miglior caloria 1 quella delle fave.

!hi semina in rompone -o arrompone. raccoglie in brontolone.


!hi aspetta a rompere i campi a sementa, oppure, chi semina nel campo solamente rotto e non rilavorato e messo a seme, raccoglie poco. -L/0,"M*!C+7+..

!hi semina sulla strada, stanca i buoi e perde la semenza. !hi vuol di vena un granaEo lo semini di febbraio. !hi vuole aver del mosto, zappi le viti d agosto.
: un altro dice#

!hi pota di maggio e zappa d agosto, non raccoglie n( pane n( mosto. !hi vuole ingannare il suo vicino, ponga l ulivo grosso e il fico piccolino. !hi vuole il buon bacato, per *an 0arco o posto o natoIIe / *an 0arco -5@ aprile. il baco a processioneIIe / *an 0arco nato, a *an Giovanni assetato. !hi vuole tutte l ulive non ha tutto l olioIIe

!hi vuole tutta l uva non ha buon vino.

!io1 che ad averlo buono vuolsi l uva ben matura e non affrettarsi a vendemmiare, come fanno i contadini per la paura che sia rubata. : chi vuole tutto l olio gli conviene aspettare e rassegnarsi se qualche oliva gli casca.II0a il proverbio non tiene pi$, dacch( si 1 visto che le olive con lo stare troppo sulla pianta danno olio peggiore% e dicesi anche#

'al fiore al coppo vi 1 un gran trotto.


'etto dell ulivo quando fiorisce molto, ma prima che sia a maturit vi son di gran pericoli.

!hi vuole un buon agliaio, lo ponga di gennaio. !hi vuole un buon potato, pi$ un occhio e meno un capo.
* intende della vite, alla quale pure fanno dire#

)ammi povera, ti far riccoIIe "amo corto, vendemmia lunga. !hi vuole un buon rapuglio, lo semini in luglioIIe *e vuoi la buona rapa, per *anta 0aria -3@ agosto. sia nata. !hi vuole un oca fina, a ingrassare la metta a *anta !aterina.
+ contadini un po agiati mettono ad ingrassare delle oche, le quali sogliono poi uccidere a santa Lucia -3F dicembre. e le conservano per la state, come pi$ universalmente si suol fare del porco.

!hi vuole un pero ne ponga cento, e chi cento susini ne ponga un solo. !hi vuol vin dolce non imbotti agresto.
: nel figurato significa, chi vuole dolce vita non metta male.

!on un par di polli, si compra un podere.


Lo dicono i contadini della facilit di mutar podere.

'a *an Gallo -3> ottobre. ara il monte e semina la valle. 'ice il porco, dammi dammi, n( mi contar mesi n( anni.
: dicesi anche#

'a vivo nessun profitto e da morto tuttoIIe +l porco vuol mangiare sporco e dormire pulito. 'i settembre e d agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto.
7on t affrettare alla vendemmia% ma

' ottobre il vin nelle dogheIIe / vendemmia bagnata la botte 1 tosto consolata. 'ove 1 abbondanza di legno, ivi 1 carestia di biade.

7e luoghi boschivi, ed anche nei terreni molto piantati#IIe

Piante tante, spighe poche. 'ove non va acqua ci vuol la zappa.


!io1 in collina.

'ove passi il campano nasce il grano.


+l campano pende dal collo del becco, guida dell armento che ingrassa i campi.

J meglio dare e pentire, che tenere e patire.


Pu intendersi d ogni cosa, ma principalmente del bestiame. Giovano le spesse vendite ancorach( si guadagni poco, perch( a tenere le bestie lungo tempo sulla stalla consumano troppo.

J meglio un beccafico che una cornacchia.


+ntende che s abbiano a comprare bestie grasse.

)ammi fattore un anno, se sar povero mio danno.


: altramente#

)attore, fatto re. )attore nuovo, tre d9 buono. )iglio di fava e babbo di lino.
Le fave quando riscoppiano dopo il gelo, fanno il loro frutto, non cos9 il lino. -L/*T"+..

)ormento, fava e fieno non si volsero mai bene.


J difficile che tutti t"e provino bene lo stesso anno.

Gente assai, fanno assai, ma mangian troppo, -o grande schiamazzo e lavoro mai..
'ei molti opranti a giornata e dei garzoni.

Giugno, la falce in pugno% se non 1 in pugno bene, luglio ne viene.


'i luglio 1 tardi a segare il grano# ma fa poi male anco chi anticipa temendo che il sole troppo repente gli dia, come suol dirsi, la stretta, perch(

7on v 1 la peggio stretta di quella della falce. Gran fecondit non viene a maturit. Grano e corna vanno insieme.
Quando il primo 1 a buon mercato, il bestiame non 1 caro, e viceversa.

Grano gi nato non 1 mai perso. Gran pesto fa buon cesto. +l bue lascialo pisciare e saziar di arare. +l buon lavoratore rompe il cattivo annuale.
Annuale, 1 voce solenne dei contadini per annata, cio1, per l insieme delle stagioni, o del prodotto di un anno.

+l gran rado non fa vergogna all aEa.


Loda seminare il grano rado. Quanto al grano turco dicesi#

)atti in l fratello se tu vuoi che facciamo un bel castello.


!io1 una bella pannocchia%IIe

*calzami piccolo e incalzami grande.


J il gran turco che parla# ed 1 savio consiglio seguito dai buoni agricoltori. : quando si dice#

'el fitto non ne beccan le passere.


deve intendersi che non ne beccano, perch( il grano viene di cattiva qualit, e le passere, come gli altri uccelli, cercano sempre il migliore.

+l campo con la gobba d la robba. +l fieno folto si taglia meglio del chiaro.
7el mentre che il proverbio accenna un fatto chiaro per s(, d anche un buon consiglio per la seminatura dell erbe.

+l lino per *an ,ernardino -56 maggio. vuol fiorire alto o piccino. +l guadagno si fa il giorno della compra.
'etto specialmente del bestiame.

+l miglio mantiene la fame in casa.


+l miglio seminato spesso 1 a carico, e non leva la fame.

+l pennato 1 quello che fa la foglia.


+l gelso si rinforza tagliandolo per l anno seguente% ma il coltello, come dicono i nostri villani, dev essere ben tagliente onde non iscorticare quella pianta delicata, che altrimenti ne soffrirebbe assai, t+**.li, anzich( averne vantaggio.

+l proprietario di campagna trema sei mesi dal freddo e sei dalla paura. +l sugo non 1 santo, ma dove casca fa miracoli. +l vecchio pianta la vigna, e il giovine la vendemmia.

+l vino nel sasso, ed il popone nel terren grasso. +n campo stracco, di grano nasce loglio. +n montagna chi non vi pota non vi magna. L acqua fa l orto. La pecora ha l oro sotto la coda.
Pel concime# onde dice

La pecora sul c. . . 1 benedetta e nella bocca maledettaIIovvero La pecora sarebbe buona se la bocca l avesse in montagna ed il c... in campagna.
!ioe il suo dente 1 fatale alle piante%IIe

La pecora 1 per il povero, non il povero per la pecora.

"ende molto ma vuol esser trattata bene. -P/*QM/L+G8, roverbi veneti..

La prima oliva 1 oro, la seconda argento, la terza non val niente. La saggina ha la vita lunga.
*ta molto sotto terra prima di nascere% ma con un gioco di parole s adopra pure a significare la felicit del saggio.

La segale nella polverina e il grano nella pantanina.


La segale vuol terreno piuttosto sottile% il grano ama le terre grosse che si chiamano pantanine, perch( sono atte a far pantano -L/0,"M*!C+7+..

La segale o il segalato fece morir di fame la comare. Lavora o abborraccia, ma semina finch( non diacciaIIe 8 molle o asciutto, per *an Luca -3= ottobre. semina. Lavoratore buono, d un podere ne fa due% cattivo ne fa un mezzo. Le bestie vecchie muoiono nella stalla de contadini minchioni. Loda il monte e tienti al piano. L orzla, dopo due mesi va e ricla.
&a e ricoglila.

0olta terra, terra poca% poca terra, terra molta.


La molta terra lavorata male, equivale alla poca, e viceversa# Laudato ingentia rura, '&iguum colito# (Georgic)e#9 : l /lamanni $)e assai 1rutto maggior riporta il poco

<uando ben culto sia, c)e il molto inculto

7eanche il contadino ara bene se non s inchina. 7on mi dare e non mi trre% non mi toccar quando son molle.
J la vite che parla%IIe

*e tu vuoi della vite trionfare, non gli trre e non gli dare, e pi$ di due volte non la legareIIe L annestare sta nel legare.
Le viti si contentano di non esser governate, purch( non si spolpi il terreno intorno alle barbe con far semente che lo dissughino.II-on mi toccare 6uando son molle, appartiene al potare, e cos9 il pi3 di due volte non mi legare, che non avrebbe senso opportuno dove le viti vanno su luppi, ma per le viti basse vuol dire che il capo lasciato non sia tanto lungo da doverlo legare pi$ di due volte -L/0,"M*!C+7+.%IIe

&angami nella polvere, incalzami nel fango, io ti dar buon vino. 7on s ara come s erpica.
/rare come s erpica farebbe lavoro troppo leggiero% mai pu valere figuratamente, che ogni cosa vuole il suo modo.

Per arricchire bisogna invitire -o avvitire..


!io1, piantar viti.

Per fare un buon campo ci vuole quattro m; manzi, moneta, merda e mano. Per *an Gallo -3> ottobre. para via e non fai fallo.
ara via, conduci i bovi aggiogati sul campo per arare.

Per *an Luca chi non ha seminato si speluca.


!i speluca, si batte l anca e si mette le mani ai capelli. Perci bisogna arare la terra sia molle o asciutta. -P/*QM/L+G8, rov# ven#..

Per *ant /ndrea piglia il porco per la s1a -setola.% se tu non lo puoi pigliare, fino a 7atale lascialo andareIIe Per *an Tom1, piglia il porco per lo pi1.
+ contadini un po agiati ingrassano un porco, il quale sogliono ammazzare al principio dell inverno, e serve poi tutto l anno pel consumo della casa.

Per *anta !roce e *an !ipriano semina in costa e semina in piano.


Proverbio spagnuolo.

Per *anta 0aria 0addalena -55 luglio. si taglia la vena. Per *ant Mrbano -5@ maggio. tristo quel contadino che ha l agnello in mano.

Poco mosto, vil d agostoIIovvero Poco vino vende vino, molto vino guarda vinoIIo Poco vino vendi al tino% assai mosto serba a agostoIIe Poca uva, molto vino% poco grano, manco pane. Quando v 1 molto vino, molto se ne beve, e nell estate rincara%
ma quando 1 poco, si fa bastare# il pane si finisce presto.

Poni i porri e sega il fieno, a qualcosa la chiapperemo. Pota tardi e semina presto, se un anno fallirai, quattro ne assicurerai. Presto per natura, e tardi per ventura.
'elle sementi, che fatte tardi 1 gran ventura se corrispondono% per il che si dice#

!hi semina a buon ora, qualche volta falla, e chi semina tardi, falla quasi sempre. Quando canta il !ucco v 1 da far per tutto% o cantare o non cantare, per tutto c 1 da fare. Quando canta il Ghirlind -o Ghirling., chi ha cattivo padron mutar lo pu. Quando canta il )ringuello, buono o cattivo, tienti a quello.
G)irling7 o >irling7, 1 un uccelletto che canta la primavera% il )ringuello canta il verno%II e

Quando canta il 0erlo, chi ha padron si attenga a quello.


!anta di settembre e d ottobre, vegnente il verno, nel quale tempo 1 mala cosa ai contadini trovarsi senza padrone. +l tempo utile per le disdette scade in Toscana a F6 novembre.

Quando canta l /ssiolo, contadin, semina il fagiolo. Quando il grano ricasca, il contadino si rizza.
Quando il grano ricasca 1 segno che v 1 molta paglia, ossia, che il grano 1 fitto e rigoglioso. : per quando pure renda meno, perch( allettato, sempre si raccoglie pi$ che quando 1 misero. -L/0,"M*!C+7+.. +l grano ritto sullo stelo accusa spiga leggiera e piuttosto scarsa.

Quando il grano 1 ne campi, 1 di 'io e de *anti% -o 1 di tutti quanti..


J sempre esposto a mille casi# ma

Quando 1 su granai -o solai. non se ne pu aver senza denai. Quando la terra vede la vena per sett anni la terra trema.
*munge il terreno.

Quando luce e d il sole, il pastor non fa parole.


:sce subito con le pecore alla campagna.

Quando mette la querciola, e tu semina la cicerchiola.

Quanto pi$ ciondola, pi$ ugne.


L ulivo.

Quattrin sotto il tetto, quattrin benedettoIIe Guadagno sotto il tetto, guadagno benedettoIIe 'ove son corna, son quattrini. "ivoltami, che mi vedrai.
Parla qui la terra chiedendo vanga, della quale dicesi#

+l guadagno della stalla 1 parte principalissima nella economia del podere.

La vanga ha la punta d oroIIe !hi vanga non l inganna.


!io1, con elissi famigliarmente ardita# chi vanga, dal vangare non 1 ingannato% il vangare non lo inganna, non lo tradisce, gli porta frutto% e di chi va molto a fondo negli scassi fino a cercare la terra giovine.

+l curioso raccoglie fruttoIIe 6uindi &anga piatta poco attacca% vanga ritta, terra ricca% vanga sotto, ricca al doppioII e &anga e zappa non vuol digiuno.
!io1 la vanga e la zappa vogliono uomo ben pasciutto che lavori forte. : dello strumento#

!hi vuol lavoro degno, assai ferro e poco legno.


!io1 sia la vangheggiola lunga. Cavvene altro grazioso usato in *icilia che gli abbraccia tutti#

L aratro ha la punta di ferro% la zappa l ha d argento% ' oro l ha la vanga% e quando vuoi far lavoro degno, metti tra la vanga molto ferro e poco legno. "ovo, in buona terra covo.
'ove allignano i rovi, i roghi, la terra 1 buona pel grano. -L/0,"M*!C+7+..

*an Luca, cava la rapa e metti la zucca. *e ari male, peggio mieterai. *e d aprile a potar vai, contadino, molt acqua beverai e poco vinoIIe !hi nel marzo non pota la sua vigna, perde la vendemmia.
,isogna aver potato prima.

*ega l erba a luna nuova e la vacca al bisogno trova.


Perch( allora pi$ prontamente rigermogliano le erbe. !ausa ne sarebbe la maggiore umidit dell atmostera nei novilunii.

*e il coltivatore non 1 pi$ forte della su terra, questa finisce col divorarlo. *e tagli un cardo in april, ne nascon mille. *e tu vuoi empir le tina, zappa il miglio in orecchina.

+l miglio si fa spesso sulle prode addosso ai filari# quindi a zapparlo conviene andare a sentita, o quasi stare in orecchie, per non offendere le barbe alle viti.

*olco rado empie il granaio. Tante tramute, tante caduteIIovvero 8gni muta, una caduta.
!orreggere i padroni troppo facili a mutare i lavoratori% e i lavoratori troppo facili a mutar padrone.

Terra bianca, tosto stancaIIe all'incontro Terra nera, buon grano mena. Terra coltivata, ricolta sperata. Terra magra fa buon frutto.
Genera frutta saporite.

Terren grasso villano a spasso. Tra mal d occhio e l acqua cotta, al padron non gliene tocca.
'ella raccolta delle fave# non gliene tocca cio1, tra l maldocchio o i succiameli che le distruggono, e i contadini che le cuocciono e se le mangiano innanzi di dividerle col padrone.

Tre cose vuole il campo# buon lavoratore, buon seme e buon tempo. &igna al nugolo fa debol vino.
!io1 vigna con poco sole, sia colpa del luogo dov 1 posta o dell annata oscura e piovosa.

&igna piantata da me, moro da mio padre, olivo dal mio nonno. -&edi# -eteorolo"ia,.

Alle&ria% Darsi "el #em+o


/llegrezza fa bel viso -o fa lustrare la pelle del viso.. /llegria segreta, candela spenta.
L allegrezza pu esser gaudio del cuore segreto, ma propriamente l allegria 1 tripudio di molti insieme che abbiano voglia di stare allegri quando anche non abbiallo allegrezza dentro.

/ fare il vecchio si 1 sempre a tempo. /nimo e cera, vivanda vera.

,uono animo e buon viso, pietanze che fanno pro% e non ne godi tu solamente, ma chiunque vive o mangia teco. : perch( bastano da s( sole 1 motto di chi si scusa dell esser scarso nell onorare altrui con vivande scelte.

!hi gode un tratto, non stenta sempreIIe Godiamo, ch1 stentar non manca maiIIe !hi si contenta gode e qualche volta stenta# ma 1 un bello stentar, chi si contenta.
*pesso suol dirsi ironicamente di chi vuol fare a modo suo%II e

Mna voglia non fu mai cara.


0a chi disse#

Le voglie si pagano, /veva pi$ esperienza.


!hi ride e canta, suo male spaventaIIe L allegria, ogni mal la caccia via. !hi se ne piglia, muore. !hi troppo ride ha natura di matto% e chi non ride 1 di razza di gatto. !hi vuol vivere e star bene, pigli il mondo come viene. : pi$ argutamente# La morte ci ha a trovar vivi. 'oglia passata, comare dimenticata. )accia chi pu, prima che il tempo mute# che tutte le lasciate sono perduteIIe 8gni lasciata 1 persa. !os9 si dice delle occasioni di darsi bel tempo. )atta la roba, facciam la persona. !io1 godiamocela% e dicesi pure# !hi ha fatta la roba, pu far la persona. Pu riposare# e usasi pure quando alcuno si leva da letto tardi. Gente allegra +ddio l aiuta. Grave cura non ti punga, e sar tua vita lunga. +l pianger d allegrezza 1 una manna. +l piangere puzza a morti e fa male a vivi. +l riso fa cuoreIIe +l riso fa buon sangueIIe 8gni volta che uno ride, leva un chiodo alla bara. -&edi Illustra"ione I, in fine al volume..

L allegria 1 il primo rimedio della scuola salernitana. La roba non 1 di chi la fa, ma di chi la gode. : dicesi per scherzo# !hi non consuma, non rinnuova. 7on 1 il pi$ bel mestiere, che non aver pensiere. 7on s ha se non quello che si gode. Palla in bocca e fiasca in mano. Para via malinconia, quel ch ha da essere convien che sia. Pazzo e colui, che strazia s( per dar sollazzo altrui. Pensiero non pag mai debitoIIo 0alinconia non paga debitoIIe Mn carro di fastidi non paga un quattrin di debito. *crupoli e malinconia, lontan da casa mia. &a in piazza, vedi e odi# torna a casa, bevi e godi.

Am"izione% ,i&noria% -or#i /lla corte del "e ognun faccia per s(. !hi a molti d terrore, di molti abbia timore. Multos timere debet, 6uem multi timent -PM,L+8 *+"8.%IIe !hi fa temere ogni uomo, teme ogni cosa. !hi bene e mal non pu soffrire, a grande onor non pu venireIIe !hi attende a vendicare ogni sua onta, o cade d alto stato o non vi monta. +l procedere dell ambizioso vuole pazienza# 1 un farsi strada tra una folla d accorrenti, e qualche botta pure si tocca% convien beccarsela in santa pace e tirar via. !hi 1 in alto, non pensa mai al cadere. Pare cos9 all invidia che guarda dal sotto in su% e chi 1 in alto mostra la faccia sicura, ma in quel mentre co piedi tasta se il terreno 1 sodo. !hi 1 pi$ alto, 1 il bersaglio di tuttiIIe La saetta non cade in luoghi bassi. /nche in 8razio# 1eriunt6ue summos Fulmina montes# !hi 1 vicino alla pignatta, mangia la minestra calda. !hi ha prete o parente in corte, fontana gli risurge.

'imostra che si sale di continuo a guadagno. -*:"'87/T+.. !hi in corte 1 destinato, se non muor santo, muor disperatoIIe !hi vive in corte, muore in pagliaIIe !hi serve in corte, muore allo spedaleIIe !orte e morte, e morte e corte, fu tutt uno. !hi servo si fa, servi aspetta. $uncta serviliter pro dominatione -T/!+T8.. AA+l me plaist de veoir combien il N a de laschet( et de pusillanimit( en l ambition% par combien d abEecion et de servitude il luN fault arriver son but.BB -087T/+G7:.. 8h, quanti per giungere a comandare hanno piegato il gropponeL e non 1 meraviglia se ci arrivano curvi, e se l abitudine di curvarsi gli rende inabili a far cosa diritta. !hi signoreggia, brameggia. 7on gli basta essere locato in alto# pi$ in su, pi$ in su% e poiK 0a !hi comincia andare un po in su non vorrebbe finirla pi$. !hi tropp alto monta, con dolor dismontaIIe !hi troppo sale d maggior percossaIIe !hi monta pi$ alto ch e non deve, cade pi$ basso ch e non credeII e !hi troppo in alto sal, cade repente precipitevolissimevolmente. J meglio viver piccolo che morir grande. )umo, fiore e corte, 1 tutt uno. + cortigiani hanno solate le scarpe di buccie di cocomero. *ulla buccia del cocomero si sdrucciola facile. + favori delle corti sono come sereni d inverno e nuvoli di state. 'urano poco. + gran personaggi o non hanno figliuoli o non son saggi. +l campanile non migliora la cornacchia. +l luogo e il grado non muta la qualit del possessore. +l cortigiano 1 la seconda specie de ribaldi. +l gran signor non ode, se non adulazion, menzogna e frode. La prima scodella piace a tutti. : piaceva anche ai )arisei%IIe 8gnuno vorrebbe il mestolo in mano. L onore va dietro a chi lo fugge.

L onore -bada bene, o lettore. qui s intende per gli onori; ed anche pu intendersi per la celebrit, per la fama. 0eno male i calci d un frate, che le carezze d un cortigiano. Lontan da signori, lontan da disonori. 7elle corti, la carit 1 tutta estinta, n( si trova amicizia se non finta. 7elle stracce e negli straccioni s allevano di gran baroni. 7on 1 buon anno quando il pollo becca il gallo. Quando l inferiore insorge contro al superiore, il debole contro al forte. 7on riposa colui che ha carco d altrui. Purch( vi pensi# il che per sempre non accade. 8gni servo gallonato 1 un ozioso affaccendato. AAQu estIce qu on fait la courK !ourir et attendre.BB Paura de birri, desio di regnare, fanno impazzare. Penitenza senza frutto, epiteto della corte. Per proverbio dir si suole, che tre cose il re non ha# di mangiare il pan condito, come noi dall appetito# di veder levare il sole# di sentir e di udir la verit. -G+"8L/08 G+GL+.. *ignor di maggio dura poco. +ntendi il signore delle feste o allegrie che si facevano in )irenze nel mese di maggio. *otto la scuffia spesso 1 tigna ascosa. La scuffia era de magistrati, dei dottori, dei barbassori, prima d essere delle donne.

[ Ami&izia | Amore | A tuzia, .n"anno | Avarizia | /ellezza e uo &ontrario, 0attezze del &or)o | /enefi&enza, *o&&orrer i | /eni"nit1, Perdono | /i o"no, 2e&e it1 | /uona e mala fama | /uoni, -alva"i ]

Ami*izia /l bisogno si conosce l amicoIIe

!alamit scuopre amist. /ma l amico tuo col vezzo e col vizio suo. /mici da starnuti, il pi$ che tu ne cavi 1 un Dio t'aiutiIIe /mici di buon giorno, son da mettere in forno. /mici di profferta assai si trova. /mici, oro, e vin vecchio son buoni per tutto. /micizia da bagno, dura pochi d9. /micizia di genero, sole d inverno. /micizia di grand uomo e vino di fiasco, la mattina 1 buono e la sera 1 guasto - e anc)e /mor di servitore o di donna e vin di fiasco ecc... Le due forme di questo Proverbio stanno insieme a significare come l amicizia regga poco quando non 1 tra eguali, ammonendoti a non fidare sull amicizia del servitore, n( su quella del grand uomo -vuol dire del potente. che ti vuole servitore. /micizia riconciliata 1 una piaga mal saldataIIe 7( amico riconciliato, n( pietanza due volte cucinata. /mico certo, si conosce nell incerto. /mico di montagna chi lo perde vi guadagna. /mico di tutti e di nessuno, 1 tutt unoIIe !hi ama tutti non ama nessuno. Quando fecero questi Proverbi non conoscevano 3a potenza degli affetti umanitari. /mico di ventura, molto briga e poco duraIIo /mico di buon tempo mutasi col ventoIIma !hi sta fermo in casi avversi, buon amico pu tenersi. /mico e vino vogliono esser vecchiIIe /mico vecchio e casa nuovaIIe 7on c 1 migliore specchio dell amico vecchio. ,uona amist 1 un altro parent. !asa di terra, caval d erba, amico di bocca, non vagliono il piede d una mosca. !attivo amico, pessimo marito. !hi 1 diverso nell oprare, non pu molto amico stareIIe

La musica ne dissimili, e l amicizia ne similiII e Pari con pari bene sta e dura. !hi 1 gran nemico, 1 anche grande amico. !hi 1 misero o mendico, provi tutti e poi l amico. J uno di quei proverbi disperati che gli uomini fanno quando il dolore gli irrita, o quando hanno l uggia addosso. !hi ha il santo ha anche il miracolo. Le amicizie, i parentadi vi sono utili al bisogno. !hi manca a un sol amico, molti ne perde. !hi non ha amico o germano, non ha forza in braccio n( in mano. !hi offende l amico, non la risparmia al fratello. !hi visita nelle nozze e non nell infermit, non 1 amico in verit. !hi vuole amici assai, ne provi pochi. !hi vuol conservare un amico, osservi tre cose# l onori in presenza, lo lodi in assenza, l aEuti ne bisogni. !ogli amici non bisogna andar co se in capo. 0a 1 necessario animo pronto e franchezza risoluta. !onversazione in giovinezza, fraternit in vecchiezza. + compagni di !ollegio, d Mniversit, poi rimangono amici sempre# e non 1 questo il minor pregio della educazione comune. 'ove due amici s incontrano, 'io gli fa da terzo -o v entra per terzo.. J bene aver degli amici per tuttoIIe Gli amici sono buoni in ogni piazzaIIe &al pi$ avere amici in piazza, che danari nella cassa. J male amico chi a s( 1 nemico. J meglio imbattersi che andare apposta. : anco# J meglio imbattersi che cercarsi apposta. 7ell amore, nell amicizia. :sempi e beneficE fanno gli amici. Gli amici e gli avvisi aiutano fare le faccende.

Gli amici hanno la borsa legata con un filo di ragnatela. Grande amicizia genera grand odio. +n tempo de fichi non si hanno amici. &uol dire nelle dolcezze, nelle soverchie felicit, non si hanno amici veri. + veri amici son come le mosche bianche. "arissimi. L amicizia si dee sdrucire, non istracciare. Perch( lo sdrucito si pu sempre ricucire. Le amicizie devono essere immortali, e le inimicizie mortali. L amicizia si fanno in prigione. *i legano facilmente nella comune sventura. L amico accenna e non balestra. /mmonisce e non offende. L amico dev essere come il denaro. !io1 di metallo segnato. L amico non 1 conosciuto finch( non 1 perduto. 7e pericoli si vede chi d amico ha vera fedeIIe L oro s affina al fuoco e l amico nelle sventure. 7on da chi tiene, ma da chi vuol bene. !io1 si dee stare dalla parte non di chi 1 ricco ma di chi ci ama. 7on si fa mantello per un acqua sola. 7on si fa un amico per servirsene una volta sola. Per far un amico basta un bicchier di vino, per conservarlo 1 poca una botte. Prima di scegliere l amico bisogna averci mangiato il sale sett anni. Mn nemico 1 troppo, e cento amici non bastano. &al pi$ un amico che cento parentiIIe Pi$ vale il cuore che il sangue.

Amore /gli amanti fiora non gli creder mai. / quelli che per lezio donano fiori alle donne% o a coloro che dicono fiorellini, cio1 gentilezze accattate, galanterie viete. /ma chi t ama, e rispondi a chi ti chiama. L amore chiede amore, e la benovolenza benevolenza% sono chiamate al nostro cuore che deve a quelle rispondere. /ma chi t ama, e chi non t ama lascia% chi t ama di buon cuore strigni e abbraccia. :d anche# /mare e non essere amato 1 tempo perso. /mami poco, ma continua. Perch( ,en ama, chi non oblia. /mante non sia chi coraggio non ha. 7ell amore sono mali passi e battaglie molte# laonde ,Nron disse l amore essere una faccenda ostile. /mor che nasce in malattia, quando si guarisce se ne passa via. /mor d per mercede, gelosia e rotta fede. /mor di ganza, fuoco di paglia. Ca in s( le cagioni del non poter essere continuo. /more 1 cieco, e vede da lontano. /more 1 orbo, ma vede anche troppo. /more e gelosia nacquero insieme. !e amor venisse sen"a gelosia, ecc#, 1 il principio d una canzonetta del ,occaccio assai pi$ gentile di molte sue prose. /more e signoria non soffron compagnia. Omnis6ue potestas Impatiens consortis erit (L8$A-O#9 ' di 1inirla son deliberato# $)e compagnia non vuole amor n0 stato (+'(-I, Orlando#9 /more e tosse -ovvero amore, sonno e rogna. non si nascondonoIIe /mori, dolori e danari non posson star celati. /more 1 una pillola inzuccherata.

/more fa amore, e crudelt fa tirannia. /more fa portar le calze vuote. !io1# dimagra le gambe. /mor male impiegato vien mal rimunerato. /more non conosce misuraIIe L amore passa sette muri. /more non 1 senza amaro. Le passioni dell orgoglio, perocch( sempre colpevoli, altro non hanno che amarezze# in s( l amore 1 cosa buona, e l amaro vi si mesce, non vi sta proprio di casa dentro. /more non mira lignaggio n( fede n( vassallaggio. /more non si compra n( si vende, ma in premio d amor, amor si rende. /more non si trova al mercato. /more nuovo va e viene, ed il vecchio si mantieneIIe /more vecchio non fa ruggine. /more onorato n( vergogna n( peccato. /more vuol fede, e fede vuol fermezza. /mori di monaca e fiori di mandorlo, presto vengono e presto vanno. ,ella faccia il cuore allaccia. !alcio di stallone non fa male alla cavalla. / chi si vuol bene non si fa offesa che dolga. !hi ama credeIIe / chi s ama si crede. !he di leggier si crede a quel che s ama. 7on 1 affatto vero senza stima che partorisce anche fiducia% chi a nulla crede ed a nessuno, non ebbe mai altro che un amore solo, l amore di s( stesso# la fede 1 un affetto. !hi ama il forestiero# in capo al mese monta a cavallo, e se ne va al paese. 7ota costrutto arrovesciato, che spesso ha grazia nei proverbi. !hi ama, il ver non vedeIIe 'ove regna amore, non si conosce errore. !hi ama me, ama il mio cane.

!hi ama, teme. !hi arde e non lo sente, arder possa infino al dente. J proverbio delle ragazze che l amore poco espresso credono essere poco sentito. !hi ha l amor nel petto, ha lo spron ne fianchi. !hi non ama, non ha cuore. !hi non ha denari non faccia all amore. Perch( /mor fa molto, il denaro fa tutto. !hi non piglia l amante al laccio, resta in casa a guardare il catenaccio. *i dice delle ragazze che non sanno trovarsi un marito. !hi perde la roba perde molto, ma chi perde il cuore perde tutto. !hi si volsero bene, non si volsero mai maleIIe 'ove 1 stato il fuoco, ci sa sempre di bruciaticcio. !hi si vuol bene, poco luogo tiene. Perch( si ha caro lo starsi da presso. !hi soffre per amor, non sente pene. !hi vuol bene a madonna vuol bene a messere. !hi vuol bene vede da lontano. !hi vuol l amore celato lo tenga bestemmiato. !hi vuole che nessuno si accorga del suo amore, dica male della cosa amata. !hi vuol essere amato convien che ami. Amor c)e a nullo amato amar perdona# -'/7T:.. Msare larghezze e cortesie senza affetto, 1 tirare, come si suol dire, il pane con la balestra. AA/maBB rispondeva *alomone -secondo la leggenda del medio evo. a chi si lagnava che il fare grande spesa gli guadagnasse poca benevolenza. !icisbei e ganzerini fanno vita da facchini -ovvero fan la vita de facchini.. !on la disperazione degli innamorati mai non la volse 8rlando. !ontro amore non 1 consiglioIIe /l cuore non si comanda. !osa che punge, amor disgiunge.

!rudelt consuma amore. 'elle pene d amore, si tribola e non si more. 'etto d amore disarma rigore. 'i buone armi 1 armato, chi da buona donna 1 amato. 'ove 1 l amore l occhio correIIe L occhio attira l amore. +n un ritrovo di persone sempre l occhio si ferma sul nostro amico% in una festa di ballo e al teatro, sopra la donna amata% e cos9 via via ci fermiamo a guardare sempre l oggetto del nostro affetto. 'ove son donne innamorate morte, 1 inutile serrar finestre e porteIIe Tenere -custodire, guardare. due amorosi, 1 come tenere un sacco di pulci. ' troppo briga, troppo affanno. La frase# AA)ar la guardia a un sacco di pulci,BB vale appunto# pretendere di guardare una cosa difficilissima a custodire. J lieve astuzia ingannar gelosia, che tutto crede quand 1 in frenesia. )renesia, gelosia, eresia, mai son sanate per alcuna via. Gelosia viene per impotenza, per opinione e per esperienza. Gli uomini sono aprile quando fanno all amore, dicembre quando hanno sposato. Guardati da tre !, cugini, cognati e compari. Gusto pazzo, amor guasto. + giuramenti degli innamorati sono come quelli dei marinari. +l core 1 il primo che vive e l ultimo che muore. L embriologia e la fisiologia s accordano a darci questo bello e mirabile insegnamento. +l primo amore non si scorda maiIIe + primi amori sono i migliori. Proverbi veri e gentili. La gelosia scuopre l amore. La lontananza ogni gran piaga salda. !ome pure# Lontan dagli occhi, lontan dal cuore. -%edi Illustra"ione II..

L amore a nessuno fa onore e a tutti fa dolore. J vero degli amori e non dell amore. L amore del soldato non dura un ora, dove egli va trova la sua signora. : a &enezia# L amor del mariner non dura un ora, per tuto dove l va lu s innamora. L amore di carnevale muore in quaresima. L amore dinanzi ha il miele, e di dietro si attacca il fiele. Amor et melle et 1elle est 1ecundissimus; gustu dat dulce, Amarum ad satietatem us6ue aggerit# -PL/MT8.. L amore 1 principio del bene e del male. /more alma 1 del mondo, ecc. -!onetto del TA!!O# . L amore non fa bollire la pentolaIIe Quando la fame vien dentro la porta, l amore se ne va dalla finestra. 'etto del maritarsi ad uomo povero. L amore si nasconde dietro una cruna d ago. L amore 1 sottile ed acuto# un nonnulla basta agli amanti per intendersi. L amore si trova tanto sotto la lana che sotto la seta. AA/ la ville on est plus aimable# on aime mieuO la campagneBB -"8M**:/M.%II e /more e tigna non guarda dove si mette. -Proverbio cPrso.. L innamorato vuol essere solo, savio, sollecito e segreto. L odio 1 cieco come l amore. L uomo 1 fuoco e la donna 1 stoppa% vien poi il diavolo e gliel accoccaIIe Momo e donna in stretto loco, secca paglia appresso al foco. -T800/*:8.. 0eglio minuzzoli con amore, che polli grassi con dolore. 7ella guerra d amor vince chi fuggeIIe !hi non fugge, strugge. 7on 1 pi$ bell amor che la vicina% la si vede da sera e da mattina. 7on v 1 sabato senza sole, non v 1 donna senza amore, n( domenica senza sapore, -o senza credo. n( vecchio senza dolore.

8gni amore ha la sua spesa. *i paga il pi$ infimo. : il pi$ alto si paga, non foss altro di tempo, d affanni, di cure moltiplicate. 8gni disuguaglianza amore agguaglia. ,isogna che sia di quel buono, altrimenti due d indole differente staranno accozzati in apparenza, ma poi ognuno tira l acqua al suo mulino. 'gli (Amore9 unisce per dar maggior martoro, $uori troppo dissimili tra loro# Quando si vuol bene si ha sempre pauraIIe !oll amore sta il timore. (es est solliciti plena timoris amor# Quanto pi$ s ama, meno si conosce. *calda pi$ amore che mille fuochi. *degno d amante poco dura. /nzi# *degno cresce amore. *e ne vanno gli amori e restano i dolori. *enza !erere e ,acco 1 amor debole e fiacco. *e occhio non mira, cuor non sospira. !i nescis, oculi sunt in amore duces# -8&+'+8.. *e tu vuoi che ti ami, fa che ti brami. La troppa frequenza porta noEa, e la mancanza suscita il desiderio che tien sempre desta la fiamma d amore. *e vuoi condurre un uomo a imbarbogire, fallo ingelosire. Tanto 1 morir di male, quanto d amore.

As#$zia% In&anno / gatto vecchio dgli il topo giovane. / gatto vecchio, sorcio tenerello. L astuto cerca il balordo. /nco le volpi vecchie si pigliano -o rimangono al laccio.IIe

/nco le civette impaniano. / sottili cascan le brache. ,el giuoco di parola% anzi bel modo di porre in immagine la parola figurata# ' 6uel sottil ravignan patri"io ? !, di 1rodi perito ecc# -087T+.. / volte caccia chi non minaccia. ,isogna far lo sciocco per non pagar il sale -ovvero il minchione per non pagar gabella.. Prima furbizie 1 il non parere furbo# il contadino che passa la porta, quando ha roba sotto che vuol nascondere, se ne va dinoccolato e tentennoni, sperando cos9, meglio passare d occhio ai gabellieri. ,isogna pelar la quaglia -o la gazza. senza farla stridereII ovvero 7on pelar tanto la gallina che strilliIIe ,uona quella lima che doma il ferro senza strepito. ,uone parole e cattivi fatti, ingannano savi e mattiIIe 'a buone parole e friggi. !hi cerca fare impiastro, sa dove lo vuol porre. !hi fa una trappola, ne sa tender centoIIe !hi ha rubato la vacca pu rubare il vitello. !hi ha accordato l oste, pu andare a dormireIIe Placato il cane, facile 1 rubare. !hi s abbia con doni o per altri modi assicurato il favore di quella persona che pu dare impaccio a suoi disegni, ha -come si dice. accomodato il fornaio. !hi ha a dar, domanda. !hi non sa fingersi amico, non sa essere nemico. !hi non sa fingere, non sa regnareIIe +l finger non 1 difetto, e chi finger non sa non 1 perfetto. !hi non inganna, non guadagnaIIe !on arte e con inganno, si vive mezzo l anno% con inganno e con arte, si vive l altra parte. !hi tiene il piede in due staffe, spesso si trova fuora. !hi va per uccellar resta impaniatoIIe L ingannato 1 chi ingannaIIe

L inganno va a casa dell ingannatoreIIe AAL ingannatore rimane sempre a piedi dell ingannatoBB, scrive il ,occaccioII e La vipera -o la biscia. morde il ciarlatano -ovvero si rivolta al ciarlatano.. !hi vuol fare onore all amico, ciccia di troEa e legna di fico. !hi dice di voler fare onore all amico per lo pi$ lo inganna e lo fa star male. La carne di troEa 1 quella che cuoce pi$ tardi di tutte, e le legna di fico son quelle che fanno il fuoco pi$ leggiero e lento e che arriva poco. !on la volpe convien volpeggiare. + Latini dicevano# ..$um $retensi creti"are//# !on traditore n( pace n( tregua. 'ove manca l inganno, ivi finisce il danno. 'ove non basta la pelle del leone, bisogna attaccarvi quella della volpe. J meglio prendere che esser presi. )urbo, vuol dir minchione. +l consiglio del traditore 1 come la semplicit della volpe. +l 'iavolo dove non pu mettere il capo vi mette la coda. +l 'iavolo 1 sottile, e fila grosso. +l mal del traditore ne va col pelo. +l mondo 1 di chi lo sa canzonare. + pastori per rubare le pecore si mettono nome lupi. +l tordo si fa la pania da s( stesso. La gatta caro vende, e il cavallo mezzo dona. ! era una volta un uomo molto ricco, il quale venendo a morte, volle far testamento% e da buon cristiano che egli era, provvide per l anima sua, che il cappellano avesse materia di ricordarsi di lui% volendo che fosse venduto un cavallo che teneva in stalla, e dei denari fosse fatta limosina al detto cappellano. L erede che era un villano, non contento del molto che aveva avuto, pens di attaccare una gatta al pi1 del cavallo, e cos9, guidare l uno e l altra al mercato, e uno non vendere senza l altra% sicch(, molti accostandosi per comprare il bellissimo cavallo, il mal villano li volgeva alla gatta dicendo loro che non vendeva l uno senza l altra, e che voleva cento scudi della gatta, e dieci del cavallo% gli uomini per desiderio di questo, comprarono anche quella% onde il villano gabbando la sua coscienza e il testatore, fece limosina del cavallo al cappellano 'a questa novella ebbe origine il proverbio. -G8TT+.. L amore, l inganno e il bisogno insegnano la rettorica. La volpe in vicinato non fa mai danno. 0olto sa il topo, ma per pi$ il gatto.

7on 1 traditore senza sospetto. 8cchio con occhio fa mal riscontroIIe Tra corsale e corsale non si guadagna se non barili vuotiIIe Tra furbo e furbo mai non si camuffaIIe Grattugia con grattugia non guadagna, disse il Pulci a proposito di due malvagi, anzi di due diavoli i quali non potevano farla bene insieme, n( l uno guadagnare su l altro%IIe +n casa de ladri non ci si rubaIIe +n casa de sonatori non ci si ballaIIe Mn diavolo conosce -o gastiga. l altroIIe Tanto sa altri quanto altri. Per conoscere un furbo ci vuole un furbo e mezzo. Quando la volpe predica, guardatevi, gallineIIe !onsiglio di volpi, tribolo di gallineIIe Quando le volpi si consigliano, bisogna chiudere il pollaEo. !he suole dirsi particolarmente delle donne. Quel che 1 fatto 1 reso. *e il serpente non mangiasse del serpente, non si farebbe drago. *e se n avvede me l abbo, se non se n avvede me la gabbo. *i batte la sella per non battere il cavalloIIe !hi non pu dare all asino, d al basto. !hi non se la pu pigliare con chi e vorrebbe, se la piglia con chi e pu. *ottil filo cuce bene. Tradimento piace assai, traditor non piacque mai. Tutte le volpi alla fine si riveggono in pellicceriaIIe +n pellicceria ci vanno pi$ pelli di volpe che d asino. Perch( i furbi al serrare de conti capitano peggio degi sciocchi. &al pi$ aver due soldi di minchione che di molti# bravo. !io1 torna pi$ conto passar da minchione che avere plausi donde esce invidia.

-&edi# 0rode, ecc..

A.arizia /ll avaro accade come allo smeriglio. Lo smeriglio 1 piccolo uccello di rapina, il quale, spesso, mentre insidia a uccelli rninori di lui, viene sopraggiunto da altro maggiore, che gli toglie la preda e la vita. -*:"'87/T+.. !hi accumula e altro ben non fa, sparagna il pane e all inferno va. !hi per s( raguna, per altri sparpagliaIIe / padre avaro -o cupido. figliuol prodigo. !hi serba, serba al gatto. -&edi Illustra"ione III.. !hi sparagna, vien la gatta e glielo magna. !hi serba, 'io non gli d. !hi si mette a stentare, stenta sempre. !hi troppo insacca squarcia la sacca. 'enaro sepolto non fa guadagnoIIe +l vin nel fiasco non cava la sete di corpo. 'e vizi 1 regina l avarizia. 'io ha dato per penitenza all avaro che n( del poco n( dell assai si contenti. J gran pazzia il viver poco per morir ricco. &iver poco vale stentare# J meglio un dolor di tasca che di cuore. + danari servono al povero di beneficio, e all avaro di supplicio. + danari son fatti per ispendere. La roba 1 fatta per i bisogni. L avarizia 1 scuola d ogni vizio. L avarizia fa stentare gli altri vizi. L avaro 1 come il porco, che 1 buono dopo morto. L avaro 1 come l idropico% quanto pi$ beve, pi$ ha sete.

L avaro 1 procuratore de suoi beni, e non signore. L avaro non fa mai bene, se non quando tira le calze. AA'all avaro niun bene puote nascere, perch( l avaro nulla fa a diritto, se non quando egli si muore.BB -/L,:"T/78.. L avaro non dorme. L avaro pi$ che possiede pi$ 1 mendico. L avaro spende pi$ che il liberale. L ultimo vestito ce lo fanno senza tasche. 'i l non si porta nulla. 0asseria, masseria, viene il 'iavolo e portala via. 0olti fanno prima la roba e poi la coscienza. 7ella cassa dell avaro, il diavolo vi giace dentro.

/ellezza e s$o *on#rario% Fa##ezze del *or+o / donna bianca bellezza non le manca -o per esser bella poco le manca.. / donna di gran bellezza dagli poca larghezza. 7on la lasciare troppo libera di se stessa. / donna imbellettata voltagli le spalle. /llo specchio n( brutta n( vecchia. :ppure ci vanno e ci stanno# o perch( non lo credono fedele, o perch( s illudono. ,ella donna, cattiva testa. Fastus inest pulc)ris se6uitur6ue superbia 1ormam# -8&+'+8.. ,ella in vista, dentro 1 trista. ,ella moglie, dolce veleno. ,ella testa 1 spesso senza cervello. O) 6uanta species, cerebrum non )abet@ ,ella testa 1 talvolta una malvagia bestia. ,ellezza di corpo non 1 eredit. ,ellezza 1 come un fiore che nasce e presto muore.

,ellezza senza bont 1 come vino svanitoIIma ,ont passa belt. ,elt e follia vanno spesso in compagnia. Le donne belle pi$ invaghiscono e fanno di pi$ spropositi, perch( sono pi$ lodate, pi$ corteggiate, pi$ ammirate% e questo 1 bene lo sappiano anche gli uomini lodati e corteggiati ed ammirati. ,elt porta seco la sua borsa. !io1, la donna bella trova sempre marito, anco senza dote% ma sventurataL col tempo perde le belle forme e con esse tutto l amore, e si rimprovera o si sente rimproverare la sua povert. ,rutto in fascia, bello in piazza. !onsolazione alle mamme che abbiano un bambino brutto# e al contrario le fattezze regolari ne bambini sovente poi si disformano# ,ello in fascia, brutto in piazza. !arne grassa sempre agghiaccia. !era lustra, non va alla giostra. Pelle lucida indica salute fievole# AAnon va alla giostraBB cio1 non giunge a vecchia et. !hi bella donna vuol parere, la pelle del viso gli convien dolereIIe !hi 1 brutta, e bella vuol parere, pena patisce, per bella parere. : accade poi che# Le donne per parer belle si fanno brutte. !hi 1 bella ti fa far la sentinella. !hi 1 bello 1 bello e grazioso, chi 1 brutto 1 brutto e dispettoso. !hi ha bella donna e castello in frontiera, non ha mai pace in lettiera. 7on dorme mai sonni tranquilli. !hi ha bella moglie la non 1 tutta sua. !hi ha buon cavallo e bella moglie, non ist mai senza doglie. !hi mi piglier di notte, mi lascer di giorno. *i dice di donna brutta. !hi nasce bella, nasce maritataIIe Le bellezze son le prime spedite. Le belle facilmente trovan marito#IIe

!hi nasce bella, non 1 in tutto povera. 0a il *erdonati all opposto# Le belle senza dote trovano pi$ amanti che mariti. /lla fine poi# ! 1 carne da ogni taglio e ogni coltella. Le brutte si maritano e le belleIIe /nche le zoppe si maritanoIIe /nche le mucche nere danno il latte biancoIIe *e non si maritassero altro che le belle, che cosa farebbero le brutteK 'onna barbuta, co sassi la salutaIIe Guardati dai cani, dai gatti, e dalle donne coi mustacchi. 'i a una donna che 1 bella, e il diavolo glielo ripeter dieci volte. 'onna brunetta, di natura netta. 'onna in treccia, cavallo in cavezza. Perch( facciano bella mostra. )accia rara, mente avara. !io1, scarsa, gretta, meschina. Gallo senza cresta 1 un cappone, uomo senza barba 1 un minchione. +arba virile decus, 1oeminarum6ue crines# Gli alberi grandi fanno pi$ ombra che fruttoIIe Le case grandi dal mezzo in su non s abitanoIIe Le spezierie migliori stanno ne sacchetti piccoliIIe 7ella botte piccola ci sta il vin buono. 'icono tutti e quattro figuratamente quello che in latino esprime la nota sentenza# )omo longus raro sapiens; cui s aggiunge per# at si sapiens, sapientissimus; si dice poi anche# Troppo lungo non fu mai buono. Gli uomini non si misurano a canne. Grasso ventre, grosso ingegno. Grossa testa non fa buon cervelloIIe

!apo grosso, cervello magro. Guancia pulita, fronte ardita. !attivo accozzo# prima bellezza 1 il non saper d esser bella. Guardati da segnati da !risto. +l bello piace a tutti. +l bianco e il rosso va e vien, ma il giallo si mantien% anzi il giallo 1 un color forte che dura anche dopo morte. Questo proverbio si usa ironicamente e con mal vezzo contro chi abbia un colorito giallastro. - rov# lomb#. +l bruno il bel non toglie, anzi accresce le voglie. +l fumo va dietro ai belli. !io1, l albagia, la burbanza, la vanit. + magri mangiano pi$ dei grassi. La bella donna 1 un bel cipresso. *enza frutto. La bellezza ha belle foglie, ma il frutto amaro. La bellezza non si mangia -o non si mette in tavola.. *i dice a chi si marita senza ricever dote od 1 senza patrimonio ed 1 vero che quando uno si marita, deve dar sempre uno sguardo alle ricchezze% ma non si deve dire che nel matrimonio come nella guerra ci vogliono tre cose# danaro, danaro e poi danaro. La belt senza la grazia 1 un amo senza l esca. L occhio vuol la sua parte -o la sua diritta.. 0ano piccolina, testina fina. 7on fu mai guercio senza malizia. 7on fu mai s9 bella scarpa, che non doventasse una ciabattaIIe 7on fu mai s9 vaga rosa che non diventasse un grattaculoIIma *carpa ben fatta, bella ciabattaIIe Quando si 1 belli si 1 sempre quelli. Le belle forme restan sempre anche quando 1 svanita la freschezza della giovent$. 8cchio bello, animo fello% occhio presto, alma mesta% occhio ridente, alma mordente. 8gni rana si crede una 'iana.

8nest e gentilezza sopravanza ogni bellezza. 8recchia lunga, vita lunga. *i dice ai bambini ai quali si suole, per appoggiare una riprensione, tirare le oreccnie% e vuole significare che chi fu gastigato da fanciullo, sta in cervello da uomo, e vivr lungamente. Poca barba e men colore, sotto il ciel non 1 il peggiore. "osso, mal pelo. *alute e vecchiezza creano bellezza. : all incontro# ,ellezza e nobilt danno ricchezze. *e il grande fosse valente e il piccolo paziente e il rosso leale, ognun sarebbe eguale. Tanto 1 dire raperino, quanto ladro e assassinoIIe Testa calva, piazza di pidocchi. Tre cose son cattive magre, oche, femmine e capre. Mna bella porta rif una brutta facciata. Mna bella bocca fa da s( sola un bel viso. Mn bel naso fa un bell uomoIIe Mn bel camino fa una bella stanza. Mn neo cresce belleza. *i dice spesso anche nel morale, ma non s intende poi cos9 generalmente dagli uomini, i quali per una sgarbataggine, per un ieggiero vizio nel conversare, ti pigliano a noia il pi$ brav uomo del mondo, e lo strapazzano e lo calunniano. Momo che ha voce di donna, e donna che ha voce d uomo, guardatene. Momo peloso, o forca o lussurioso, o matto o avventuroso. Momo piccolo uomo ardito. Perch( ogni piccoletto 1 sempre ardito. -Orlando Inn#. Momo rosso e cane lanuto, pi$ tosto morto che conosciutoIIe +l ciel ne guardi dalla tosse e da quei che ha il pelo rosso e dal verme di finocchio e da quei ch hanno un solo occhio. "osso di pelo e moro e guercio e zoppo. /d esser buon, ?oilo, faresti troppo. -MA(>IAL'#. &ista torta, mal animo mostra% vista all ingi$, tristo e non pi$% vista all ins$, o pazzo o tanto savio che non si

possa dir pi$.

/ene(i*enza% ,o**orrersi / far servizio non se ne perdeIIe Piacere fatto non va perdutoIIe !hi beneficio fa, beneficio aspetti. /l carro rovesciato tutti gli danno mano. *i ama il caduto# la misericordia 1 impronta nell uomo di origine divina. /ll uomo limosiniero +ddio 1 tesoriero. / s( l aiuto nega chi ad altri il nega. ,isogna fare a giova giova. !avallo non stare a morire che l erba ha da venire. 'etto per dimostrare che vane sono le promesse dove son necessari i fatti. !hi coi poveri 1 sgarbato, sar sempre tribolato. !hi d e ritoglie, il diavolo lo raccoglie. !hi d per ricevere, non d nulla. !hi davvero aiutar vuole, abbia pi$ fatti che parole. !hi del suo dona, 'io gli ridona. !hi fa carit 1 ricco e non lo saIIe La carit beato chi la f. !hi fa la carit, se non la trova, la trover. !hi fa limosina, presta e non dona. !hi ha carit, carit aspetti. !hi non d a !risto, d al )isco. !hi non fa limosina, come malvagio diviene reo, e paga pene alla giustizia. !hi non d quello che ama, non riceve quello che brama. !hi non ha bisogno 1 in debito. +nverso ai molti che hanno bisogno.

!hi non ha modo, offre la volont. !hi pensa al prossimo, al suo ben s approssima. !hi ti d un osso, non ti vorrebbe veder morto. !hi ti dona, quando anche sia poco, mostra pure aver di te compassione. !ol dire e col dare tutto s ottiene. 'onare 1 onore, pregare 1 doloreIIe +l dare fa onore e il chiedere 1 doloreIIe 'ono molto aspettato 1 venduto e non donato. 7on sa donare chi tarda a dareIIe !hi d presto, 1 come se desse due volte. !he donar prestamente, J donar doppiamente. -Tesoretto# .IIe +l signor 'onato gli 1 sempre bene arrivatoIIe al contrario# +l signor 'onato 1 morto allo spedale. *cherzi non belli, ma pur vi sono. J meglio un tieni tieni, che cento piglia piglia. 'onare di mal garbo 1 offrire un fiore che puzza,IIma !hi d per cortesia d con allegria. )a bene, e non guardare a cui. Gli uomini son come i tegoli, si danno da bere l un con l altro. : quando ci fanno, cuoprono e fanno salubre la casa dove tutti dimoriamo. + benefizi dei morti van presto in fumo. *ono presto dimenticati. *i facciano dunque mentre che almeno fruttano verso noi gratitudine dell aver noi voluto il bene. +l caritatevole d alla porta, e +ddio mette dentro dalle finestre. +l male unisce gli uomini. Le necessit che tutti hanno sono legame di carit. : nelle comuni sofferenze gli uomini pi$ si stringono, si collegano tra loro. +l servizio torna sempre a casa col guadagnoIIe

!hi serve non erraIIe 'el servir non si penteIIe *ervi, e non badare a chi o a c)ie, per maggior dolceza di pronunzia e di suono come hanno usato anco gli scrittori%II e Quando del ben servir mal si raduna, non si deve incolpar se non fortuna. 'i questi proverbi non pigli scandalo chi la pensa liberamente. 7on raccomandano il farsi servo, ma il rendere servigio% e chi rende servigio al suo simile non la sbaglia, perch( o pi$ presto o pi$ tardi lo ritrova. /cci il servigio reso sia puro e ben accetto, e bisogna farlo senza aspettarne ricompensa, ch( se no 1 carit pelosa. +l titol di pi$ onore 1 padre e difensore. L avere non 1 solamente di chi l ha. La limosina non fa impoverireIIan"i L elemosina mantiene la casaIIe La limosina 1 fatta bene anco al 'iavolo. La mano che d raccoglie. 0eglio un prossimo vicino che un lontano cuginoIIe /cqua lontana non spegne il fuoco. Gli aiuti che non sono pronti all occasione, non giovano nulla. 0eglio un aiuto che cinquanta consigli. 8gni aiuto 1 buono. 8gni dieci anni un uomo ha bisogno dell altro. Quel che si dona, luce% quel che si mangia, pute. *e il buon prospera, ognun prospera. *ervigio riaccende amore. *e vuoi piaceri, fanne. *olo dir posso ch 1 mio, quanto godo e do per 'io. *pesso si d per forza quel che si nega per cortesia. Mna mano lava l altra, e tutte due lavano il viso. Pu esser l epigrafe della fratellanza e della carit. Mn barbiere tosa l altro.

&al pi$ tacche tacche che +ddio vi aiuti. Tacc)e, 1 quel suono che fa la campanella quando si picchia alla porta# dicesi dei poveri che chiedono la limosina e che son mandati in pace. &al pi$ una buona faccia che un carro di complimenti. &uoi guardare i tuoi frutti, siine cortese a tutti. Guardare per custodire# J di )rancesco da ,arberino.

/eni&ni#0% Perdono /l male fatto, prego e perdono. /nco i migliori hanno bisogno di perdono. ,isogna guardare alle mani e non agli occhi. !io1, perdonarla ai desiderii, ma guardarsi dalle male opere. !arit unge, e peccato punge. !hi non pu pagare, preghi. !hi perdona senza obliare, non perdona che per met. La dimenticanza 1 il rimedio dell ingiuria. La maggior gloria del vincere 1 perdonare al vinto. : al contrario# Perdonare 1 da uomini, scordarsene 1 da bestie. Perch( nel ricordarsene consiste la sanzione del bene e del male, e nella vita questa memoria 1 uno degli elementi dell esperienza, e costituisce un criterio di direzione, ossia la prudenza. !hi pi$ intende, pi$ perdonaIIe Quando si 1 patito s inclina a compatireIIe J meglio compatire ch esser compatiti. !on le buone maniere tutto s ottiene. J meglio esser amato che temuto. Gentilezza corre la prima al perdono. +l cane s alletta pi$ colle carezze che colla catena. AA: si dice che le carezze pi$ che le catene fanno tuo il caneBB. -!:!!C+, 'salta"ione.. +l m1le si fa leccare, perch( 1 dolce.

!hi vuol essere amato, gli convien procedere dolcemente. L asino, per tristo che sia, se tu lo batti pi$ del dovere tira calci. Le buone parole acconciano i mali fatti. Le buone parole non rompono i denti. Lega pi$ un vezzo che una collana. Perdona a tutti, ma niente a te. Piccola acqua fa cessar gran ventoIIe 8gni acqua spegne il fuocoIIe La parola unge e la lacrima punge. Punge l animo di compassione. Pi$ vale un pan con amore, che un cappone con dolore. Qualche volta si vuol dar passata. Dare o darla o 1arla passata d una mancanza o d uno sbaglio, vale non lo gastigare, lasciar correre per quella volta. Quando odi altrui mancamenti, chiudi la lingua fra i denti. *i pigliano pi$ mosche in una gocciola di m1le che in un barile d acetoIIe Mna gocciola di m1le concia un mar di fiele. Tira pi$ un filo di benevolenza che cento paia di buoi. Troppo buono, troppo minchione. Tutti siamo figiuoli d /damoIIe Tutti abbiamo fatto le nostre.

/iso&no% Ne*essi#0 / chi 1 affamato, ogni cibo 1 gratoIIe 8gni trista acqua cava la seteIIe /nche il vino c ha la muffa, s impara a bereIIe Lupo affamato mangia pan muffato. /ll uomo meschino gli basta unn ronzino. ,isogno fa buon fanteIIe

+l bisogno fa l uomo bravo -o l uomo ingegnoso.. /l soldato la necessit e anche la stessa paura, danno sovente quelle abitudini che poi lo rendono valoroso. !hi affoga, grida ancor che non sia udito. Grida perch( ha bisogno di gridare% ne grandi pericoli chiedere soccorso 1 istinto, non calcolo% tanto pi$ grida, quando pi$ vede mancare il soccorsoIIe Quando l acqua tocca il culo s impara a nuotare. !hi affoga s appiccherebbe alle funi del cielo -ovvero s attaccherebbe ai rasoi.IIe !hi 1 portato gi$ dall acqua, s attacca a ogni spino. !hi ha fame non ha sonno. J meglio che mentisca io che il pane. J meglio dir che pane 1 questoK, che non ce n 1. Quando 1 cattivo si dice che pane 1 questoK ma sempre 1 pane, e meglio che nulla. )a forame il can per fame. La fame sforza il cane a buscare, a rodere, ad entrare in luoghi chiusi. )ame affoga famaIIe 'alla fame la fama 1 sotterrata. La fame costringe alcuno a far cose che gli apportan biasimo. +l bisognino fa trottar la vecchia. +l bisogno fa dir gran cose. +n mancanza di cavalli gli asini trottanoIIe Per bisogno di buoi s ara con gli asini. La fame caccia il lupo dal boscoIIe !ane affamato non cura bastone. La fame ha le spie per tutto. La fame non conosce leggeIIe &entre digiuno non ode nessuno. La salsa di *an ,ernardo -cio1 la fame. fa buona ogni vivanda. La necessit non ha leggeIIe La necessit torna in volont.

7on c 1 nessun male come il bisogno. Per pi$ non potere, l uomo si lascia cadere. Quando il lupo mangia il compagno, creder si dee sterile la compagna. Quando si ha fame il pane sa di carne. !hi ha bisogno di qualsiasi cosa non la guarda tanto per la sottile# ogni cosa gli si aff. &illano affamato 1 mezzo arrabbiato.

/$ona e mala (ama /cqua torba non lava. *i suol dire della giustificazione, quando c 1 fatta da persona di mala fama. !hi acquista reputazione, acquista robaIIe !hi ha nome ha roba. !hi all onor suo manca un momento, non vi ripara poi in anni cento. L onore perduto 1 come cristallo rotto che non si restaura, o il segno rimane. !hi cammina un miglio pazzo, non torna a casa -o alla porta. savio. !hi fa una volta una pazzia, sempre 1 tenuto a matto. !hi 1 diffamato, 1 mezzo impiccatoIIe Momo condannato, mezzo decollato. !ondannato nella opinione degli altri uomini. !hi 1 tenuto savio di giorno, non sar mai pazzo di notte. !hi ha cara la gloria, il corpo ha vile. !hi mal cerca fama, se stesso diffama. !hi non pu viver dopo morte, non 1 vissuto. ..$)i visse sen"a in1amia e sen"a lodo// pu dirsi davvero che non sia vissuto. !hi sprezza l onore, sprezza 'io. !hi tristo non 1 tenuto, se fa mal non 1 creduto. J mala cosa esser cattivo, ma 1 peggio esser conosciuto. 7on s intende propriamente come suona% gli 1 come un dire al malvagio# bada bene che tu sei gi conosciuto.

J meglio morir con onore, che viver con vergognaIIe !hi ha l onore 1 un signore. J meglio onore che bocconeIIe J peggio la vergogna che il danno. J meglio vestir cencio con leanza che broccato con disonoranza dicono i Lombardi. : non si grida mai al lupo che non sia in paese. : non si dice mai pubblicamente una cosa d uno ch ella non sia o vera o presso che vera. )a prima il credito, e poi va a dormireIIe /cquista riputazione, e ponti a sedere. 0a la seggiola alle volte si rompe sotto. )atti buon nome e piscia a letto, e diranno che hai sudato. +l gran tempo a gran nomi 1 gran veleno. La buona fama 1 come il cipresso. !he una volta tronco non rinverdisce mai pi$. La fama 1 un microscopio. Perch( alle azioni di persona in grido, si guarda per minuto e con sottigliezza. L onore 1 come il vento, va fuori per tutti i buchi. Tappali dunque per non disperdere cotesto aroma della vita. L onore 1 di chi sel fa. L onore porta oro, ma non l oro l onore. 0eglio una sassata nella testa, che una ferita nell onore. 7on si pu tenere la lingua a nessuno. 8gni bello alfin svanisce, ma la fama mai perisce. Quando tutti ti dicono briaco, va a dormireIIe Quando tutti ti diranno che sei asino, e tu raglia. 'ifesa non hai contro al grido popolare% lascialo sbizzarrire e dgli corda, che alla fine, quando sia ingiusto, se ne vergogner. &al pi$ un oncia di reputazione che mille libbre d oro.

/$oni e Mal.a&i /l cattivo cane tosto vien la codaIIe 8gni cattivo cane ha la coda lunga. &ale che ogni cattivo si trae dietro degli altri cattivi. 0a si dice pure# / cattiva vacca 'io d corte corna. Perch( a uomini malvagi 'io d poche forze% anzi la malvagit istessa 1 debolezza. / cattivo cane, corto legame. +l malvagio, riottoso 1 necessit costringere con freno pi$ duro e con legge pi$ severa. / chi vuol male, n( la casa n( il focolare. /ll uom dabbene avanza la met del cervello, al tristo non sta tutto -ovvero non basta quello che ha.. +l giusto s impiglia nelle arti sue, si crea attorno difficolt e pericoli% al galantuomo scorre pi$ facile e pi$ sicura la vita. ,atti il buono, e megliora% batti il cattivo, e peggiora. ,ench( regni, il cattivo sempre serve. *erve a se stesso, ch 1 la peggiore delle servit$. !hi 1 buono, ne fa ritratto. La bont 1 campo che fruttifica da se medesimo. !hi il tristo manda al mare, non aspetti il suo tornare. !hi nasce lupo non muore agnello. + tristi non mutano. !hi perdona ai tristi, nuoce ai buoniIIe !ol perdonar troppo a chi falla, si fa ingiuria a chi non falla. !ontro i tristi 1 tutto il mondo armato. 'a fuco ti guarderai, ma da uomo cattivo non potrai. 'a uom dabbene, non hai che bene. +l cuore de bricconi 1 un mare in burrasca. +l furfante in ogni luogo trova tre cose, osteria, prigione e spedale. Pu cominciare bene, ma finisce male% serve all appetito, ma il fine non guarda.

+l lupo d esser frate ha voglia ardente mentre 1 infermo% ma sano se ne pente. +l pidocchio non ha faccia, e per sta saldo. 'icesi de furfanti senza vergogna. +n mille uno, in cento nessuno. !io1, tra mille puoi trovare un galantuomo, ma in cento no. Proverbio disperato e non vero. La perversit fa l uomo guercio. L eloquenza del tristo 1 falso acume. Le tarme stanno nella semola. 7on 1 malvagio eguale a quel che si compiace del far male. 8 sassi o pani, bisogna aver qualcosa in man pei cani. Quando vien la sera il malvagio si dispera. 7on 1 tanto paura di cosa che venga di fuori, quanto 1 paura del nemico che ha dentro a se stesso. *e lodi il buono, diverr migliore% biasima il tristo% e diverr peggiore. Mn uomo nuoce a cento, e cento non giovano a uno. Msa col buono, e sta ben col cattivoIIe 8nora il buono perch( t onori, onora il tristo perch( non ti disonori. *entenza pagana# diis bonis ut 1aveant, diis malis ne noceant#

[ +a a | +om)a"nia, buona e &attiva | +ondizioni e *orti di u"uali | +onforti ne' mali | +on i"lio, 3i)ren ione, ' em)io | +ontentar i della )ro)ria orte | +ontrattazioni, -er&atura | +o &ienza, $a ti"o dei falli | +o tanza, 0ermezza | +u)idit1, Amor di e te o ]

Casa A ogni uccello suo nido 4 bello**e Ogni uccello canta meglio nel suo nido c)e in 6uello degli altri**e Ogni uccello 1a 1esta al suo nido**e Ogni 1ormica ama il suo buco**e

Ogni volpe ama la sua buca (o la sua tana9**e Ogni tristo cane abbaia da casa sua# +asta 6uella casa c)e un battitor sol )a# +attitore 4 il martello c)e si usava alle porte di casa# ..Il proverbio signi1ica// beata 6uella 1amiglia c)e 4 unita e non ci sono divisioni, e 6uindi un battitore o martello serve a una sola 1amiglia; due o pi3 essendo necessari se la 1amiglia 4 divisa**e Tutto 1ai, ma la casa con due porte mai**e !e vuoi guardar la casa, 1ai un uscio solo**e La porta di dietro 4 6uella c)e ruba la casa# +uona cosa 4 la messa udire, ma meglio la casa custodire# Detto per le donne# $apannella dove si ride, e non ala""o dove si stride# roverbio lombardo# $asa comp,ta, nell'altra vita# In 6uesta non se ne viene mai a 1ine# $asa mia, casa mia, per piccina c)e tu sia, tu mi sembri una badia# A ognuno piace, comun6ue piccola, la casa sua; ed an"i, se piccola, riesce all uomo pi3 veramente sua, e vi si sta pi3 al largo# $asa mia, donna mia, pane e aglio vita mia**e $asa sua, vita sua# La vita in casa si vive; e 1uori di casa, o con la 1atica si procaccia, o si dimentica nelle distra"ioni; 6uel c)e l'uomo 4, vedilo in casa; la casa la 1amig,ia 1anno il bene o il male della vita# $asa mia, mamma mia# In casa sua l'uomo si tiene sicuro, come il bambino sotto la mamma; la casa 4 cara come la mamma, e sono 6uelli i migliori a11ettie Legami mani e piei, e gettami tra' miei# $asa nuova, c)i non ve ne porta non ve ne trova# $asare, $asare, suona bene e porta male, $asare 6ui vale metter su casa**e A c)i 1a casa (o s'accasa9 la borsa resta rasa# $asa sen"a abitanti nido di topi#

$attivo 4 6uell'uccello c)e rivela il proprio nido# $)i 4 a do""ina, non comanda# $)i )a buon catenaccio all'uscio non )a paura de' +irri# $)i )a il mal vicino, )a il mal mattutino**e $)i )a il buon vicino, )a il buon mattutino# $asa c)e )a il buon vicino, val pi3 6ualc)e 1iorino# $)i non cura sua magione, non 4 uomo di ragione# $)i non )a casa, l'accatta# $)i non )a casa, non )a contrada# $)i vuol la casa monda, non tenga mai colomba# Dio ti salvi da un cattivo vicino, e da un principiante di violino**e -0 mulo, n0 mulino, n0 1iume, n0 1orno, n0 signore per vicino# A meglio esser il primo a casa sua, c)e il secondo a casa d'altri**e (%edi Illustra"ione I%9# A meglio esser capo di lucertola, c)e coda di dragone, (o capo di gatto, c)e coda di leone, o capo di luccio, c)e coda di storione9# -ota gli animali domestici o nostrali contrapposti sempre a 6uelli c)e a noi sono 1orestieri# Gli uccelli c)e sono nel suo nido a tutti si rivoltano# In casa sua ciascuno 4 re**e Ognuno 4 padrone in casa sua# Innan"i il maritare, abbi l'abitare# La bella gabbia non nutrisce l'uccello# La casa e la moglie si godono pi3 d'ogni altra cosa# La vicinan"a 4 me""a parentela# L'ulivo benedetto, vuol trovare pulito e netto# <uando per la 1esta dell'ulivo e le case sogliono benedirsi# Monte, porto, citt2, bosco o torrente, abbi se puoi per vicino o parente**e i4 di montagna, porto di mare, 1anno l'uomo por1ittare# i3 vale il 1umo di casa mia c)e l'arrosto dell'altrui#

(%edi; -utar )ae e,9

Compagnia, buona e cattiva A c)i usa collo "oppo, gli se n'appicca**o $)i pratica lo "oppo impara a "oppicare**e $)i vive tra lupi, impara a urlare**e $)i va a letto co' cani, si leva colle pulci**e $)i tocca la pece, s'imbratta**e $)i si 1rega al 1erro, gli s'appicca la ruggine**e $)i s'impaccia (o c)i cucina9 colle 1rasc)e, la minestra sa di 1umo# Frasca, 1rasc)etta 4 propriamente la donna vana, la civett7la# Ma nel proverbio s'intende anc)e dell'uomo sconclusionato o del mettimale e dell'imbroglione# Anco gli apostoli ebbero un Giuda# <uando a un nego"io 6ualun6ue molti debbono partecipare, 4 raro c)e tutti stieno saldi nel proposito o c)e mantengano il segreto# +uona compagnia, me""a la via**e rima cerca il compagno e poi la strada**e -ella buona compagnia non ci sta malinconia# $ane non mangia cane**e $orvi con corvi non si cavano gli occ)i# $)i accare""a la mula, busc)er2 de' calci# $)i s'accosta allo sti""olo, al capriccioso, al male1ico, si pu7 aspettare di non passarla liscia, e prima o poi di toccarne# $)i disse star con altri, disse star sempre in guai# Ma c)e pu7 l'uomo star sempre solo5 e se con gli altri non sa vivere, la met2 delle volte 4 colpa sua, e l'altra met2 se la dividono i compagni# $)i )a compagnia )a signoria**o $)i )a compagnia )a padrone# $)i )a il lupo per compare, porti il cane sotto il mantello**e $)i )a la volpe per comare, porti la rete a cintola# $)i loda !an ietro, non biasima !an aolo#

$)i meglio ci cuoce, peggio ci manuca# <uegli c)e sono pi3 accosti a noi, ci sono peggiori nemici; 6uelli c)e da principio sono con noi vengono in1ine a 1arci male# $)i molto pratica, molto impara**e $)i pratica impara, e guadagna sempre# $)i sta con 1anciulli s'imbratta la camicia# '' vi sono uomini 1anciulli; e 6uel c)e 4 peggio 1anciulli c)e non vanno a scuola# $)i va al mulino, s'in1arina**e $)i 1ugge la mola, scansa la 1arina# $)i sc)iva le male pratic)e, scansa le macc)ie del vi"io# $ompagnia d'uno, compagnia di niuno; compagnia di due, compagnia di Dio; compagnia di tre, compagnia di re; compagnia di 6uattro, compagnia da matti**e Due bene, tre meglio, 6uattro male, e cin6ue peggio# $ompagno non toglie parte# Il pigliare un compagno ne' nego"i o tra11ici non scema l'utile# (!'(DO-ATI9# $on un solo bue non si pu7 1ar buon solco**e 8no da s0 non pu7 1ar nulla**e $on la sola 1arina non si 1a pane**e Assai mane 1an presto il pane# u7 essere l'epigra1e della divisione del lavoro e dell'associa"ione nel medesimo# Doglia comunicata 4 subito scemata# Da' del tuo al diavolo, e levatelo di torno# Di casa la gatta il topo non esce a corpo pieno# Dimmi c)i pratic)i, e ti dir7 c)i sei# ..Dis*moi 6ui tu )antes, Be te dirai 6ui tu es//# Dio 1a gli sc)iocc)i, e loro s'accompagnano# Dov'4 popolo 4 con1usione# opolo, compagnia molta; ma pu7 valere anc)e nel politico# Dove molti galli cantano non si 1a mai giorno# Dove son molti, son degli stolti#

Due piedi non istanno bene in una cal"a# Duro con duro non 1a buon muro# Due volont2 ostinate non possono mai convenire insieme n0 1ar cosa buona# (!'(DO-ATI9# Gli storni son magri perc)0 vanno a stormi# Dicesi 6uando essendo molti a 1are un medesimo mestiere, tutti 1anno poco guadagno# I Giudei non istanno bene co' !amaritani# ' proverbialmente mescolare gli 'brei co' !amaritani; di uomini e cose molto disuguali e repugnanti tra loro# Il buono 1a camera col buono# Il cane in c)iesa 1u sempre il mal venuto# Il carbone o scotta o tinge# Il ladro sta bene col malandrino# erc)0 i ladri stan ben col malandrino# (+'(-I, Orlando#9 In c)iesa co' santi, e all'osteria co' g)iottoni# I troppi cuoc)i guastano la cucina (o la minestra9**e Due non accesero mai lume# La buona compagnia 4 me""o pane**e Accomp2gnati con c)i 4 meglio di te, e 1agli le spese# La camicia c)e non vuole star teco e tu stracciala# La mala compagnia 1a cattivo sangue# La mala vicina d2 l'ago sen"a il 1ilo# Le cattive compagnie conducono l'uomo alla 1orca# L'ospite e il pesce in tre giorni pu""a# Meglio soli c)e male accompagnati# Meno siamo a tavola, e pi3 si mangia# -on ti 1ar capo della compagnia, perc)0 4 il capo c)e paga l'osteria# La responsabilit2 verso la compagnia e verso i ter"i cade tutta su di lui# Ogni di11orme trova il suo con1orme#

Ogni simile appetisce il suo simile# er un peccatore perisce una nave# oca brigata, vita beata# <uando i 1urbi vanno in processione, il diavolo porta la croce# !aluti di sbirri giusti1icano la persona# !imili con simili, e imp2cciati co' tuoi# !oli non si starebbe bene nemmeno in aradiso# Tal guaina, tal coltello# $io4 simile con simile; e si prende in cattiva parte# Tanto 4 ladro c)i ruba c)e c)i tiene il sacco**e Anc)e c)i tiene il piede aiuta a scorticare**e Tanto 4 tenere c)e scorticare# Tra 'l cuoco e il canavaccio non 4 mai nimici"ia# Tre 1ili 1anno uno spago# %is unita 1ortior# Tre 1ur1anti 1anno una 1orca# Trista a 6uella pecora c)e ritorna al branco# 8na pecora in1etta n' ammorba una setta**e 8na pecora marcia (o rognosa9 ne guasta un branco**e 8na pera 1radicia ne guasta un monte# 8va6ue conspectC livorent ducit ab uvD# (GIO%'-AL'#9 $ome avviene in 6uesti anni# 8no e nessuno 4 tutt'uno#

Condizioni e Sorti disuguali Ai cani e ai cavalli magri vanno addosso le mosc)e**ovvero Le mosc)e si posano sopra alle carogne# Ai peggio porci vanno (o toccano9 le meglio pere# Al leone sta bene la 6uartana#

Il 1orte non teme il male, ed an"i gli pu7 giovare 6ualcosa c)e lo moderi, lo attutisca, lo 1rolli, lo temperi, lo ritenga dall'abusare la 1or"a# Al maggiore deesi l'onore# $ontra maBorem nemo pr=sumit )onorem# (A$$8(!IO9# Al pi3 potente ceda il pi3 prudente# Altri )anno mangiato la candela, e tu smaltisci lo stoppino# A nave rotta ogni vento 4 contrario# Anc)e la mosca )a la sua collera**e La mosca tira i calci come pu7# <uel Dio, c)e l'ire )a date al verme istesso ecc# (-I$OLI-I#9 Anc)e un pagliaio 4 grande, e se lo mangia un asino# A piccol 1orno poca legna basta**e -on si sa"ia meno una 1ormica per un granel di grano, c)e si 1accia un leo1ante per dieci staia**e Gran nave vuol grand'ac6ua**e A gran lucerna grosso stoppinoe Grasso monaco, grasso vitello# A rubar poco si va in galera**e !'impiccano i ladrucci, e non i ladroni# $os, dicevano l'indiano al magno Alessandro, c)e di rubare se ne intendeva# $ent'oc)e amma""ano un lupo# Il grido dei molti imbelli ed inermi 1a stare a segno anc)e il violento# $)i contender non pu7 spesso )a contesa# erc)0 molti, conoscendo la debole""a e dappocaggine sua, gli 1anno l'uomo addosso# (!'(DO-ATI9# $)i divide la pera (o il m4l9 coll'orso, n')a sempre men c)e parte# $)i 1a male, guadagna un carro di sale, e c)i 1a bene guadagna un carro di 1ieno# $)i 1ila porta una camicia, e c)i non 1ila ne porta due# $)i )a buona cappa, 1acilmente scappa# A detto dei ricc)i o degli uomini potenti c)e trovano spesso delle gretole e scappano via e non sono gastigati# !imile all'altro; I poveri s'amma""ano, e i signori s'abbracciano**e

Gli stracci (o i cenci9 vanno all'aria# $io4 i poveri son 6uelli c)e ne toccano; per esempio, uno del popolo c)e s'intricasse in 6ualc)e setta, o in modo 6ualun6ue nelle 1accende dei grandi, 1ar2 le spese alla giusti"ia, mentre c)e gli altri si salveranno**perc)0 $)i )a denari e prati, non son mai impiccati**e I poveri sono i primi alle 1orc)e, e gli ultimi a tavola**e $)i pratica co' gran maestri, l'ultimo a tavola e il primo a' capestri# Gran maestri 4 come dire gran maliscalc)i, gran barbassori, gran personaggi# $)i )a denti, non )a pane; e c)i )a pane, non )a denti**e Il grano va a c)i non )a sacca**e $)i tanto e c)i niente# $)i )a il capo di cera, non vada al sole# $)i 4 debole di 1or"e non s'esponga a' pericoli# $)i )a meno ragione, grida pi3 1orte, per soverc)iare gli altri; talc)0 si dice; $)i pi3 urla )a pi3 ragione# $)i le tocca son sue# Le busse; nessuno poi gliele leva# $)i lavora 1a la gobba, e c)i ruba 1a la robba# $)i lavora lustra, e c)i non lavora mostra# Del lavoro dello arte1ice si 1a poi bello l'uomo o"ioso# $)i non )a c)e perdere, sempre perde# I contadini poveri (dice il !erdonati, e cos, era a tempo suo9 sono spesso comandati a lavori del rincipe e de' adroni, dove son mal pagati, e perdono il tempo e le 1atic)e loro# $)i non )a 1or"a abbia la pelle dura# !i ri1erisce anco al morale; c)i non )a virt3 di sopportare un a11anno, preg)i Dio di averne poc)i, o non sentire 6uelli c)e )a# $)i peggio 1a, meglio l'accomoda# Davvero5 ma 1ortuna c)e in cento altri luog)i di 6uesto libro si legger2 il contrario# <ualc)e volta l'accomanda; ma 6uanto dura il rammendo5 $)i perde )a sempre torto# L'opinione universale piega sempre dalla parte c)e rimane al di sopra**e

$)i perse 1u sempre dappoco**e La colpa 4 sempre degli o11esi**e $)i perde, si gratti# $)i pi3 ne 1a 4 1atto priore (o papa9# $oda corta non para mosc)e# $omandi c)i pu7, e obbedisca c)i deve# $ontro la 1or"a (o il 1atto9 ragion non vale**e La 1or"a caca addosso alla ragione# Disegno di pover uomo, mai non riesce# Dove molti peccano, nessuno si gastiga# Dove va il padrone, pu7 ire il servitore# A pi3 1atica voler 1are il signore sen"a sostan"e c)e lavorar tutto il giorno# Gli s1acciati son sempre 1ortunati# I granc)i vogliono mordere le balene# !i dice 6uando un piccolo o di poca 1or"a si vuol mettere a contrastare con un grande e gagliardo; 6uando il debole se la piglia col potente# Il barbiere non si contenta del pelo# Il buono a 6ualcosa 4 l'asino del pubblico# $io4, c)i 4 buono a 6ualcosa, 4 condannato a 1are per c)i non 4 buono a nulla**perc)0 La dritta 4 serva della mancina# Il cuculo 1a l'ova nel nido della sterpa""uola# Il 1erro lima il 1erro# Il leone ebbe bisogno del topo# Il piccolo 1a il grande, e il grande 1a il piccolo# Gli 'conomisti dicono; l'operaio 1a il capitalista e viceversa e ci7 in tutte le industrie umane s, in grandi c)e in piccole propor"ioni# ( roverbi ven#9 Il piccolo 1a 6uel c)e puole, il grande 6uel c)e vuole# I pi3 buoni son messi in croce# Il padrone non va per l'ac6ua# $io4, non si vuole incomodare#

Il pesce grosso mangia il minuto**ovvero I pesci grossi mangiano i piccini# Il pi3 ciuco 4 1atto priore# Ira sen"a 1or"a, nulla vale**e $orruccio 4 vano sen"a 1orte mano# La catena tanto lega il padrone 6uanto lo guarda# $atena 6ui vale $atenaccio, e signi1ica; il padrone esser legato dalle sue proprie di1ese; nel guardarsi essere servit3 e miseria# L'a6uile non 1anno guerra a' ranocc)i**e L'a6uila non piglia mosc)e# Il 1orte, 6uand'4 anc)e generoso, non se la piglia contro a' deboli, e non attende a cose vili# La capra non contrasta col leone# La mosca pungendo la tartaruga si rompe il becco# La morte de' lupi 4 la salute delle pecore# La nave non va sen"a il battello (o sen"a il brigantino9# Il debole segue il 1orte, il cliente il proteltore# ' delle cose; Il pi3 tira il meno# Laonde; Dove va la nave pu7 ire il brigantino# %ale c)e dove ne va il pi3, ne pu7 andare anc)e il meno**e Ogni prete pu7 menare il c)erico# L'ele1ante non sente il morso della pulce# Le leggi sono come i ragnateli# $)e le mosc)e vi rimangono, e i mosconi gli s1ondano**e I mosconi rompon le tele de' ragni# Le secc)ie si mettono a combattere col po""o, e ne portano la testa rotta# Morso di pecora non passa mai la pelle# -on a tutti vola il gu1o# -on si sente le campane piccole 6uando suonano le grandi#

Ogni uomo 4 uomo, e )a cin6ue dita nelle mani# Ognuno )a da 1are nel grado suo# $i sono degli a11anni o dei sopraccapi o degli impicci in ogni condi"ione ed in ogni stato# iccola pietra gran carro riversa**e iccola scintilla pu7 bruciare una villa**e iccola spugna ritiene ac6ua**e iccolo ago scioglie stretto nodo**e iccole ruote portano gran 1asci**e iccolo vento accende 1uoco, e il grande lo smor"a**e 8na piccola catena muove un gran peso# <uanti vanno alla 1orca c)e non n')an n0 mal n0 colpa@**e Il giusto ne so11re per il peccatore# !apien"a di pover uomo, belle""a di p### e 1or"a di 1acc)ino non valgono un 6uattrino# !pada in bassa mano, non 4 sen"a taglio# Tanto mangia il povero 6uanto il ricco# $io4; tanto )a bisogno di mangiare# 8no 1a i miracoli, e un altro raccoglie i moccoli**e 8no 1a le veci, e lEaltro )a le noci**e 8no leva la lepre, e un altro la piglia**e 8no semina, e un altro raccoglie# 8no ordisce la tela, e l'altro la tesse# $)e la tela ordisce un, l'altro la tesse# (+'(-I#9 8n uomo ne val cento (o mille9, e cento non ne vagliono uno# (%edi -e tieri, )rofe ioni diver e,9

Conforti ne' mali $)i non sa so11rire, non sa vivere# Dietro al monte c'4 la c)ina# Dio manda il 1reddo secondo i panni#

..Dieu mesure le vent 2 la toison des brebis//**e Dio manda l'agnello e poi il suo praticello**e Dio manda la neve con la luna# <uesto 4 dei !almi, benc)0 ivi stia in altro senso# Dio non manda mai bocca, c)e non mandi cibo# Dio non manda se non 6uel c)e si pu7 portare# Dopo il cattivo ne viene il buono# D'un male nasce un bene**e -on c'4 male sen"a bene# A buona 6uando si pu7 contare# Gioia e sciagura sempre non dura# Gli scarpelli, la pietra la gli sciupa, e la pietra la gli accomoda# A dello >annoni negli !c)er"i comici# Iddio solo pu7 consolare, tutto 'l resto 4 un tribolare# Il male non ist2 sempre dove si pone (o si posa9, se non sopra i gobbi# Il sempre sospirar molto consola# Il tempo sana ogni cosa# I temporali pi3 grossi s1ogan pi3 presto# In 1ine le s'accomodan tutte**e Finimondo 4 per c)i muore# La disgra"ia ci salva dall'imbara""o# $rediamo a dir vero sia d'origine straniera; ma 4 bello, il dubbio essendo morte, e il dolore vita# La matassa 6uanto pi3 4 arru11ata e meglio s'accomoda# La provviden"a val pi3 delle rendite# Miseria con1ortata non 4 miseria# -iente s'asciuga cos, presto come le lacrime# -on 4 mai s, gran mor,a, c)e non campi c)icc)essia# -on nevica tutto il verno#

-on si serra mai una porta c)e non se n'apra un'altra**e <uando Dio c)iude una 1inestra apre una porta# -on tutte le pecore sono per il lupo# Ogni male )a la sua ricetta# ianto per morto pianto corto# oco tossico, non attossica# <uando il caso 4 disperato, la provviden"a 4 vicina**e Ogni domane porta il suo pane# Tutto il male non vien per nuocere# Tutto s'accomoda 1uorc)0 l'osso del collo# 8na pulce non leva il sonno# 8na volta corre il cane, e l'altra la lepre# 8na volta corre il tristo, un'altra il buono; alla 1ine la giusti"ia )a il suo trion1o# 8n'ora di buon sole rasciuga molti bucati# (%edi; *)eranza,9

Consiglio, Riprensione, Esempio A ben s'appiglia, c)i ben si consiglia# Tanto seco stesso c)i 4 savio, 6uanto con altri# A cattivo consiglio campana di legno# La campana c)iama a consiglio, e se il consiglio dev'essere a male, meglio la campana non si senta# A c)i consiglia non gli duole il capo**e Il sano consiglia bene il malato# $io4, 1acilmente, sen"a 1atica# Al cieco non si mostra la strada**e +uone ragioni male intese, sono perle a' porci stese# A c)i non intende 4 inutile predicare# Al prudente non bisogna consiglio#

Modo di scusarsi dal dare consiglio; ed 4 come dire; pensaci da te# $apo lavato, bicc)ier risciac6uato# Lavare il capo ad uno, 1argli una lavata di capo, o una risciac6uata, sono modi 1re6uentissimi c)e tutti signi1icano; 1are una sgridata, una strapa""ata# <ueste giovano sovente all'ammonito come al bicc)iere giova essere risciac6uato# $)i ben vive ben predica# imperocc)0; $ontano pi3 gli esempi c)e le parole# Alle volte per7 !i predica bene e si raccola (o si raspa9 male**e Il 1rate predicava c)e non si dovea rubare, e lui avea l'oca nello scapolare# $)i d2 retta al cervello degli altri, butta via il suo (o pu7 1riggersi il suo9# $)i meglio mi vuole, peggio mi 1a# A simile a $)i mi vuol bene mi lascia piangendo, e c)i mi vuol male mi lascia ridendo**e $)i mi vuol bene mi 1a arrossire, e c)i mi vuol male mi 1a imbianc)ire# I veri amici dicono il vero, benc)0 talora dispiaccia; ed i piggiatori ungono gli stivali# (!'(DO-ATI9# $)i non crede alla buona madre, crede poi alla mala matrigna# $)i non accetta il consiglio de' veri amici, cade poi sotto la mano de' cattivi consiglieri# $)i non teme il sermone, non teme il bastone# $)i predica al deserto, perde il sermone# $)i si consiglia da s0, da s0 si ritrova# %= soli@ $)i segue il prudente, mai se ne pente**e $)i segue il rospo, cade nel 1osso**e $)i ricorre a poco sapere, ne riporta cattivo parere# $)i trov7 il consiglio, invent7 la salute# $)i vuol' ire alla guerra o accasarsi, non )a da consigliarsi# Le cose grandi bisogna 1arle tutte del suo# $onsiglio di due non 1u mai buono#

!e non c)e par, c)e un proverbio degno %'abbia assaliti con si11atto tuono, $)e consiglio di due non 1u mai buono# (!A$$F'TTI, (ime9# $onsiglio di vecc)io non rompe mai la testa# Detto popolare spesso 4 un avviso salutare# Dice pi3 un'occ)iata c)e una predica# Dono di consiglio pi3 vale c)e d'oro# Dove sta un pane, pu7 stare una parola# $)i ti d2 mangiare ti pu7 ammonire# Due teste 1anno un 6uadrello# A meglio la musica c)e la battuta# Meglio esser sgridati c)e battuti; batter la "ol1a, per bastonare, modo toscano# '' sa meglio il pa""o i 1atti suoi, c)e il savio 6uelli degli altri**ovvero i3 ne sa un pa""o a casa sua, c)e un savio a casa d'altri # A un gran (o cattivo9 sordo 6uello c)e non vuole intendere# Dicesi di c)i 1a le viste di non udire, per non attendere a 1ar c i7 c)e gli 4 detto# I consigli e il villano pigliali alla mano# !e indugi, ti scapperanno# Il consiglio del male va raro invano# Il consiglio non va lodato, ma seguito# Il medico pietoso 1a la piaga verminosa (o pu""olente9# (%edi Illustra"ione %9# Il tignoso non ama il pettine**e $aval rognoso non vuol lasciarsi strigliare# La predica 1a come la nebbia, lascia il tempo c)e trova# La pulce c)'esce di dietro l'orecc)io col diavolo si consiglia# Mettere una pulce nelle orecc)ie vale mettere un sospetto in cuore altrui# Male altrui consiglia, c)i per s0 non lo piglia**e Tale d2 un consiglio altrui per uno scudo, c)e nol torrebbe per un 6uattrino# -on tutte le macc)ie si nettano con l'ac6ua calda#

Ogni buon detto 4 1atto retto# Ogni pa""o vuol dar consiglio# <uando 4 caduta la scala, ognuno sa consigliare# <uando il guardiano giuoca alle carte, cosa 1aranno i 1rati5 <uei consigli son spre""ati c)e son c)iesti e ben pagati# <uel c)e ti dir2 lo specc)io non te lo dir2 il consiglio# !e ciascuno volesse emendare uno, tutti sarebbero emendati# !e un cieco guida l'altro, tutti due cascano nella 1ossa# !otto consiglio non ric)iesto gatta ci cova# (%edi Illustra"ione %I#9**e Guardati da c)i consiglia a 1ine di bene# !tia11o minacciato non 1u mai dato# !uon di campana non caccia cornacc)ia# Dicesi di c)i 1a il sordo# (!'(DO-ATI#9 8omo avvisato, 4 me""o salvo# $ome pure 8omo avvertito, me""o munito# %al pi3 una 1rustata c)e cento arri l2# $ogli asini 1a meglio il bastone c)e la voce o l'ammoni"ione# <uando ero raga""etto, )o sentito spesso 6uesto proverbio in bocca al mio maestro# %edono pi3 6uattr'occ)i c)e due**e !anno pi3 un savio e un matto, c)e un savio solo# ' a %ene"ia leggiadramente; !a pi3 il papa e un contadino, c)e il papa solo# (%edi; 4 tinazione, ecc#9

Contentarsi della propria sorte A casa stretta come arrivi tu ti assetta# A c)i Dio vuol bene la casa gli piace#

A 1ame pane, a sete ac6ua, a sonno panca# La natura si contenta di poco# Assai 4 ricco a c)i non manca**e $)i non )a gran voglie, 4 ricco**e $)i il tutto pu7 spre""are, possiede ogni cosa# O), 6uante sono le cose delle 6uali posso 1are a meno; disse il 1iloso1o millantatore di se medesimo, entrato c)e 1u nella casa splendida del ricco# A tutti n'avan"a#**e Tutto basta per vivere# $)i 4 sano e non 4 in prigione, se si rammarica, non )a ragione# $)i )a buon pane e buon vino, )a troppo un micolino# $)i lascia il vicin per un mancamento, va pi3 in l2 e ne trova cento# $)i non )a 6uattrini, non abbia voglie# $)i non pu7 ber nell'oro, beva nel vetro# $)i non pu7 1ar col troppo, 1accia col poco# $)i non pu7 1are come vuole, 1accia come pu7# $)i non pu7 slungarsi, si scorti# $)i pi3 brama, pi3 s'a11anna**e overo 4 6uello c)e desidera assai**e !empre stenta c)i mai si contenta# $)i si contenta al poco, trova pasto in ogni loco# $)i si contenta, gode# $ol poco si gode, e coll'assai si tribola# $uor contento, e sacco al collo# <uando alcuno si contenta dello stato suo, non importa se anndasse mendicando# $uor contento, gran talento# $uor contento, non sente stento# Del bene e del mal tGrre, secondo 6uel c)e corre# Dio dice a camparvi non mi sgomento, a contentarvi s,#

'' non 4 un per cento di sua sorte contento**e -essuno dice c)e il suo granaBo 4 pieno# Il contentarsi di poco 4 un boccone mal conosciuto# In tempo di carestia pan vecciato# iglia il bene 6uando viene, ed il male 6uando conviene# oca roba Dio la loda#**e oca roba poco pensiero# !e non puoi portare la seta, porta la lana# !e tu vuoi viver lieto, non ti guardare innan"i ma di dietro# Guarda 6uelli c)e sono in peggiore stato di te# Tutti non possono aver la casa in pia""a**e -on tutti si pu7 star in Mercato nuovo# $io4, non tutti possono trovarsi nel terreno migliore# Il proverbio ebbe origine da 6uesto, c)e le 1amiglie, patri"ie 1iorentine in antico avevano le loro case nel centro della citt2, mentre 6uelle del contado abitavano nei borg)i od oltrarno# 8dito da un contadino c)e praticava Firen"e dove il Mercato nuovo )a le pi3 ricc)e botteg)e# ' sta con l'antico ..non cuivis )omini contingit adire $orint)um#//**ma Ogni casa vede il sole# Tutti non possono stare a messa vicino al prete# 8na campana 1a a un comune (o a un popolo9# <uando non c'4 altro, una cosa pu7 bastare a molti; bene1icio dello stare insieme %al pi3 un buon giorno con un uovo, c)e un mal'anno con un bue# (%edi; Pazienza, 3a e"nazione,9

Contrattazioni, Mercatura A bue vecc)io, campanaccio nuovo# erc)0 1accia miglior 1igura# A buona derrata pensaci**e Da' buon (o da' gran9 part,ti p2rtiti**e La buona derrata cava l'occ)io al villano**e !otto il buon pre""o ci cova la 1rode**e Le buone derrate vuotano la borsa#

La buona derrata, 6uando anc)e non abbia sotto l'inganno, ti vuota la borsa per la 1acilit2 del comprare# A c)i compra non bastano cent'occ)i; a c)i vende ne basta uno solo# $)i vende 4 pratico della roba sua# A c)i 1a bottega gli bisogna dar parole ad ognuno# ' peggio; Artigiano c)e non mente, non )a mestier 1ra la gente# A c)i stima non duole il corpo# -on )a riguardo a stimare alto, perc)0 $)i stima, non compra# Al caro aggiungi danaro o lascialo# +uon mercato inganna c)i va al mercato# +uon pagatore non si cura di dar buon pegno# $arta canta e villan dorme**ovvero $arta canti e villan dorma**e $)i bene istrumenta, dorme sicuro**o $)i ben istrumenta, ben s'addormenta**e Lettere in carta, denari in arca**e Lo scritto non si manda in bucato# $arta vista mal non ac6uista# $)i baratta, imbratta**e $)i baratta, )a ro""e**e $)i baratt7 lardo per lardo, tutto sa di garan"ino# $io4, rancido; perc)0, trattandosi di bestiame come d'ogni altra merce, sempre si cerca di barattare il disutile c)e non si potrebbe vendere a contanti, ed 4 mestiere da imbroglioni# $)i ben conta, mal paga# $)i biasima vuol comperare**e (%edi Illustra"ione %II#9 In casa loda, e in mercato biasima# Malum est, malum est, dicit omnis emptor# ( roverbi#9 ..Les c)oses de 6uoH on se moc6ue, on les estime sans pri&#// (MO-TAIG-'#9

$)i buon guadagno aspetta, non si stanca# $)i compra a tempo, vende nove per altri e un per s0# $)i compra per pagare a tempo, 1a un debito; e 6uando rivende, gli tocca sul pre""o pagare il debito e l'usura# $)i 1a mercan"ia e non la conosce, i suoi denari diventan mosc)e# $)i )a denari da ricuperare, molte gite )a da 1are# $)i mette il suo in sangue, la sera ride e la mattina piange# $io4 c)i tra11ica in bestiame si trova a delle perdite imprevedute per malattie o altri casi cui van soggette le bestie# Ai contadini per7, nonostante 6uesto risc)io, 4 altrove molto raccomandato l'industriarsi sulla stalla# $)i non piglia uccelli, mangi la civetta# $)i non guadagna, 4 costretto a mangiarsi il capitale# $)i non 1allisce, non arricc)isce**e <uando uno 4 1allito, 4 in capitale# Dei 1allimenti dolosi# ' per isc)er"o# Fallire 1ar lire# A per 6uelli c)e 1alliscono col morto in cassa# $)i pi3 spende, meno spende# erc)0 La buona roba non 1u mai cara# $)i sa celare in parte i desir suoi, compra la merce a miglior pre""o assai# $)i sa perdere congiuntura, non s'adatti a mercatura# $)i tra11ica, ra11ica# $)i va alla pia""a, se ben non v')a a 1ar, e' ve n'accatta# $)i va al mercato e mente, la borsa sua lo sente# Alcuni 1anno il 1antino, e dicono d'aver avuto le merci a miglior pre""o c)e di vero non sono costate, e cos, pagano la gabella delle bugie e nuocono alla borsa# (!'(DO-ATI#9 $)i va in mercato e non 4 burlato, 4 sicuro in ogni lato# $olle lesine bisogna esser punteruolo# $ogli avari bisogna essere spilorcio#

$ompra uno e vendi tre; se 1ai male, apponlo a me# $osa cara tenuta, 4 me""a venduta# $osa troppo vista perde gra"ia e vista# Omne ignotum pro magni1ico est# (TA$ITO9# D2 del tuo a c)i )a del suo# Danari ri1iutati non si spendono# Dov'4 il guadagno, si paga volentieri la pigione# A buon comprare 6uando altri vuol vendere# erc)0 (oba per1etta, me""o buttata (o tirata9 via# ' pi3 genericamente, d'ogni contratto o servigio# $)i si pro11erisce 4 peggio d'un ter"o# Toglie una ter"a parte del valore alla roba pro11erta, o a s0 medesimo# 'rrore non 1a pagamento# A un cattivo (o mal9 boccone 6uello c)e a11oga**e I meglio bocconi son 6uelli c)e stro""ano**e $attivo 6uel guadagno c)e cagiona maggior danno**e A meglio non ac6uistar c)e perdere# $)e il perder l'ac6uistato 4 maggior doglia $)e mai non ac6uistar 6uel c)e l'uom voglia# ( +'(-I, Orlando9# I danari 1an la pia""a# ia""a 4 voce tecnica di c)i va al mercato, e signi1ica mercato aperto# Il cattivo riscuotitore 1a il cattivo pagatore# Il comprare insegna spendere# Il 1ine del mercante 4 il 1allire; e il 1ine del ladro in sulle 1orc)e, morire**e Gli avari ed i 1alliti 1acilmente stanno uniti# In commercio ed in amore sempre soli# In pelago lodato non pescare# Le cose c)e sono stimate buone da tutti, sono da molti occupate#

In pia""a non aprir mai sacco# I 6uattrini dell'avaro due volte vanno al mercato# erc)0 comprando cattiva roba ci si torna presto# La bottega non vuole alloggio# La bottega non vuol gente c)e vi si 1ermino a cicalare# La buona mercan"ia trova presto recapito# !i dice anc)e delle raga""e da marito# La roba va dove vale# Assioma in cui sta la dottrina del commercio libero# Mercante di vino, mercante poverino; mercante d'olio, mercante d'oro**e Mercante di 1rumento, mercante di tormento**e $era, tela e 1ustagno, bella bottega e poco guadagno**e Ottone, rame e stagno, assai denari e poco guadagno**e Olio, 1erro e sale, mercan"ia reale**e ietra, calcina e sabbione, mercan"ia da babbione**e Legna, 1ieno e cavalli mercan"ia da disperati# Mercante litigioso, o 1allito o pidocc)ioso# Mercante e porco non si pesa c)e dopo morto#**o meglio Mercante e porco dammelo morto# <uanti nego"ianti di grande credito e tenuti per danarosi 1urono alla lor morte trovati come 1alliti@ Mercan"ia non vuole amici# -on guarda in viso gli uomini; e 6uando un mercante vi dice ..A voi 1accio 6uesto pre""o perc)0 siete amico;// allora 1a pagare la roba pi3 cara# Misura e pesa, non avrai contesa# -el mar grosso si pigliano i pesci grossi**e -elle grandi ac6ue si pigliano i pesci**e %ai al mare, se ben vuoi pescare# -elle citt2 grandi, nei vasti emporii sono occasioni di maggiori guadagni# -0 muli, n0 mulini, n0 compari cittadini, ne luog)i intorno ai 1iumi, n0 beni di comuni, non te ne impacciar mai, c)0 te ne pentirai#

-on bisogna sviare (o spaventare9 i colombi dalla colombaia# $io4 gli avventori, i bottegai, e c)iun6ue porti utile o guadagno# -on comprare da c)i si 1a pregare# -on resta carne in becc)eria per trista c)e la sia# Oggi si perde e doman si guadagna# ioggia in istrada tempesta in bottega# La pioggia tiene lontano i compratori# rima scrivi e poi conta; prima conta e poi scrivi# !tagione vende merce**e Il temporale vende merce# Temporale nella sua pi3 antica signi1ica"ione vale tempo, congiuntura, opportunit2, occasione# Tanto 4 mercante 6uello c)e perde c)e 6uello c)e guadagna# %endi in casa e compra in 1iera# (%edi; (ebito, .m)re titi, -allevadorie,9

Coscienza, Gastigo dei falli A c)i 4 in 1allo, l'uno par due# A c)i mal 1a, mal va# A c)i vuole male, Dio gli toglie il senno# Antica massima, improntata di 1atalit2 pagana; ma pu7 anc)e signi1icare c)e la pruden"a in 1ine dei conti manca al colpevole; c)e non si presuma cuoprire coll'arte i 1alli commessi, e correggerne i mali e11etti# Ad ogni tristo il d, suo tristo# A veder la croce da lontano, il ladro si segna# La $roce suole porsi a indicare il luogo dove uno 4 stato amma""ato# +enedetto c)e si gastiga da se stesso# +en va al mulino c)i c'invia l'asino# A nostro il carico e il guadagno, o si 1acciano da noi le cose o per me""o d'altri# $)i altri tribola, s0 non posa**e $)i altri agg)iaccia, se stesso in1redda#

$)i di coltel 1erisce, di coltel perisce**ovvero $)i di coltello 1ere, di coltello pere# $)i 4 cagion del suo mal pianga se stesso# $)i cerca trova# e talor 6uel c)e non vorrebbe# $)i delitto non )a, rossor non sente# $)i 4 giusto, non pu7 dubitare# $)i 4 imbarcato col diavolo, )a a passare in sua compagnia# $)i 4 in di1etto, 4 in sospetto**e $)i 4 in peccato, crede c)e tutti dicano male di lui**e $)i )a la coda di paglia, )a sempre paura c)e gli pigli 1uoco# $)i 1a, 1a a s0# $)i 1a male, odia il lume# $)i 1a 6uel c)e non deve, gli intervien 6uel c)e e' non crede# $)i )a arru11ato la matassa la strig)i# $)i )a 1atto il male, 1accia la peniten"a**e $)i )a mangiato i baccelli spa""i i gusci**e $)i )a 1atto la piscia a letto la rasciug)i**e $)i imbratta, spa""i**e $)i 4 imbrattato si netti# $)i )a il cul nell'ortica, spesse volte gli 1ormica# $)i )a spago, aggomitoli# $)i 4 in peccato, scampi 1uggendo# $)i )a tegoli di vetro, non tiri sassi al vicino**e $)i )a testa (o cervelliera9 di vetro non 1accia a' sassi# ' c)i )a una sc)eggia nell'occ)io non riprenda il bruscolo nell'occ)io altrui; a c)i abbia il 6uale vi"io proverbialmente suol dirsi; Tirati in l2, paiolo, c)e la padella non ti tinga# $)i la 1a, l'aspetti**e $)i mal 1a, male aspetta**e

<uel c)e si 1a, si ri2**e $)i non 1alla, non teme**e $)i non le 1a, non le teme# $)i la 1a, la mangi**e $)i l')a 1atta, si guardi# $)i mal semina, mal raccoglie**e $)i mal naviga, male arriva# $)i mal vive, poco vive# $)i mangia il pesce, caca le lisc)e# $)i rompe paga, e porta via i ciottoli (ovvero i cocci son sua9# $)i si scusa, s'accusa**e Di1endere la sua colpa 4 un'altra colpa**e $'4 c)i risponde anco a c)i non lo c)iama# Dinota il sospetto del colpevole, l'e&cusatio non petita# $)i non gastiga i delitti ne cagiona dei nuovi# -on potrebbe 6uesto proverbio esser principio ad un trattato criminale5 $)i non )a coscien"a, non )a vergogna n0 scien"a# $)i pecca in segreto 1a la peniten"a in pubblico# $)i so11re, sel merta# $)i sta alla scolte, sente le sue colpe# $)i sospetta 4 in 1allo# $)i sta bene con s0, sta bene con tutti# $ome 1arai, cos, avrai# Dappertutto c'4 un testimonio# ' se non altri, vi sono la coscien"a e Dio# Diavol reca, e diavol porta# Dimmi la vita c)e 1ai, e ti dir7 la morte c)e 1arai# Dio acconsente ma non sempre# Dio lascia 1are, ma non sopra11are#

Dio non paga il sabato (aggiungiamo ma a otta e tempo9 ovvero Domeneddio non paga a giornate**e Il giorno c)e si 1a il debito non si va in prigione# Il gastigo pu7 di11erirsi, ma non si toglie# Dove lega la ragione coscien"a pugne# Dove il discorso intoppa, non sa trovare argomenti, la coscien"a t'impedisce; e si dice pure; Trist'a 6uella bocca (o musa9 c)e non sa trovar la scusa# Gran peccato non pu7 star celato# Guai a 6uel topo c)e )a un sol buco per salvarsi@ Guarda alla pena di c)i 1alla# Il diavolo le insegna 1are, ma non le insegna dis1are**e Il diavolo insegna rubare, ma non nascondere**e Il diavolo insegna a 1ar le pentole, ma non i coperc)i**e Il diavolo la 1a e poi la palesa# Il 1uoco 1a saltare le vespe 1uori del vespaio# Il gastigo 1a lasciar la stan"a del vi"io, e il danno presente 1a mutar parere# (!'(DO-ATI#9 Il lupo avanti al gridare 1ugge# Dicesi di 6uei c)e 1atto alcun male si 1uggono prima c)e la giusti"ia li scuopra# (!'(DO-ATI#9 Il mondo paga c)i )a da avere# In bene e in male# I pensieri sono esenti dal tributo, ma non dall'in1erno# La buona vita 1a la 1accia pulita# La coscien"a 4 come il solletico# ($)i lo cura, e c)i no9# La coscien"a vale per mille accusatori e per mille testimonia**e La coscien"a val per mille prove# La 1ine del corsale 4 annegare# La paura guarda la vigna# Il timor del gastigo ritiene e ra11rena i mal1attori#

La pena 4 "oppa, ma pure arriva# (aro antecedentem scelestum deseruit pede poena claudo# (O(A>IO#9 La peniten"a corre dietro al peccato# La prima si perdona, alla sconda si bastona**e Alle tre si cuoce il pane (ovvero si corre il palio, o si d2 il cavallo9# La saetta gira gira, torna addosso a c)i la tira**e Le saette non son 1oglie, c)i le manda le raccoglie# La vendetta di Dio non piomba in 1retta# Le bestemmie 1anno come le processioni# $)e ritornano di dove ell'escono# Mal non 1are, paura non avere# Molti )anno la coscien"a si larga# c)e avan"a una nave di c)iesa**e Molti )anno la coscien"a dove i corbelli )anno la croce# Molti, poi c)e l')anno avuto, piangon 6uel c)e )an voluto# -0 malattia n0 prigionia non 1ece mai buon uomo# Mai@ $os, lavorano i proverbi, c)e 1anno senten"e generali di ci7 c)e accade pur troppo spesso# -essun pecca sapendo peccare# A bella senten"a, e vale come se dicesse; dei tanti c)e peccano non ve n'4 uno c)e sappia peccare in modo c)e gli torni conto, c)e pecc)i insomma con giudi"io# -on bisogna aver paura c)e de' suoi peccati# -on 1u 1atta mai tanto liscia di notte, c)e non si risapesse di giorno**e <uel c)e si 1a all'oscuro apparisce al sole**e -on si 1a cosa sotto terra, c)e non si sappia sopra terra**e -on si caca mai sotto la neve, c)e non si scuopra**e -on nevica e non diaccia, c)e il sol non la dis1accia**e !e non vuoi c)e si sappia, non lo 1are**e Tutte le cose vengono al palio**e Il tempo scuopre tutto# -on importa andare a (oma per la peniten"a#

La portiamo dentro; alleat in1eli& 6uod pro&ima nesciat u&or# ( '(!IO9# -on passa giubbil4o c)e ognun non sia gastigato# La colpa non si cancella mai sen"a c)e prima sia punita# -on ride sempre la moglie del ladro# Ogni coltello aspetta il suo coltello**e Ogni 1allo aspetta il suo laccio# Ognuno 4 1igliuolo delle sue a"ioni# eccati vecc)i, peniten"a nuova# er 1ar di 6uel proverbio in me la prova, $)e dice; a colpa vecc)ia pena nuova# (Orlando Furioso9# er una volta la si pu7 1are anc)e a suo padre# Anc)e c)i meglio conosce, pu7 rrimanere per una volta ingannato# oca scien"a e molta coscien"a# <ual asino d2 in parete tal riceve# roverbio antico# <ual pane )ai, tal "uppa avrai# <uando Dio vuol punire un uomo, spesso si serve dell'altr'uomo# <uando la lepre perde il passo, convien c)e cada in bocca a' cani# (are volte il diavolo giace morto nella 1ossa# (are volte i mali e11etti delle nostre colpe e il gastigo c)e ne consegue, muoiono insieme con noi; 6uesto discende nelle 1amiglie, e con esso le maledi"ioni# Tal pensa salvarsi a pas6ua, c)e 4 preso a me""a 6uaresima# Tante volte al po""o va la secc)ia, c)'ella vi lascia il manico o l'orecc)ia**e Tanto va l'orcio per ac6ua, c)e e' si rompe**e Tanto va la gatta al lardo, c)e ci lascia lo "ampino**e Tanto va la mosca al miele, c)e ci lascia il capo**e Tanto va l'oca al torso, c)e ci lascia il becco**e Tanto va la rana al poggio, c)e ci lascia la pelle**e Tanto va la capra al cavolo, c)e ci lascia il pelo** e

Tanto vola il parpaglione intorno al fuoco, che vi s abbrucia. 7ota parpaglione (papillon9, farfalla. Qui s intende quella specie di farfallone che entra per le case, e che si chiama in alcuni luoghi papa""ucco e 1iutola e 1iutino# Tutti i nodi vengono al pettine. 8gni mala azione finalmente ha il suo gastigo. 0a vuol anche dire che ogni difficolt o vizio d una qualunque faccenda si manifestano alla fine. Mgna di leone e lingua di gatto guariscon del matto. !io1 il gastigo o il biasimo. Mna ne paga cento -ovvero una le paga tutte.. &ergogna 1 a far male. &ale che delle cose buone o indifferenti non bisogna vergognarsi, ma delle cattive.

-os#anza% Fermezza /l pan duro dente acuto. ,uona incudine non teme martelloIIe 'ura pi$ l incudine che il martello. Qui il martello significa la violenza# e l'incudine la resistenza. !hi 1 fortificato, non 1 turbato. !hi indura, vale e dura. !hi sta saldo e costante nel proposito, vince ogni difficolt. !hi non c 1 non c entri% e chi c 1, non si sgomenti. !hi non ha sentimento, riman senza frumento. !entimento, col &ocabolario si tradurrebbe qui intelletto, senno; ma v 1 qualcosa di pi$% v 1 l animo che d forza al concetto della mente. !hi non sa dir qualche volta di no, cosa buona oprar non pu. !hi non soffre, non vince. 7on vince gli ostacoli, non vince se stesso, ostacolo spesso peggiore d ogni altro. !uor forte rompe cattiva sorte. J un farsi maggior male, il lasciarsi vincere dal male. )a il dovere, e non temereIIe

)a che devi, e sia che pu. +l buon marinaro si conosce al cattivo tempo. La virt$ sta nel difficile. 0ente intera, virt$ veraIIe 0ente sicura, banchetto continuo. 7on arriva a godere chi non sa sostenere. 7on 1 buon re, chi non regge s(. 7on s incorona se non chi combatte. 8gni vento non scuote il noce. *e fortuna travaglia un nobil core, raro 1 che alfine non gli dia favore. &edi quanta evidenza di bei proverbi in questa materia.

-$+idi#0% Amor di se s#esso / chi ti porge il dito, tu piglia il dito e la mano. /d albero che cade, dgli dgliIIe *opra l albero caduto ognuno corre a far legnaIIe Quando la casa brucia tutti si scaldano. /d altare ruinato non s accende candela. /lle volte si d un uovo per un bue. /mato non sarai, se a te solo penserai. / nessuno piace la giustizia a casa suaIIe 8gnuno ama la giustizia a casa d altri. / san 'onato falli sempre buon visoIIe ,en venga chi ben portaIIe Porta teco, se vuoi viver mecoIIe Porta aperta per chi porta% e chi non porta, parta. !hi reca danari o altro, 1 certo d essere il ben venuto. *uole anche usarsi quest altro modo di dire# !he la porta si vuole aprir subito a chi se la spinge innanzi co piedi% per avere cio1 le mani ingombre di roba.

!hi ha il mestolo in mano, fa la minestra a modo suoIIe !hi fa le parti, non parte. !hi fa le parti agli altri, per s( non ist alla regola comune. !hi ha preso, mal sa lasciareIIe si dice / lasciar si 1 sempre a tempo. + )rancesi# AA!e qui est bon prendre, est bon garder.BB !hi l ha a mangiare, la laviIIe / chi dole il dente, se lo cavi. *i dice da chi non vuole pigliarsi brighe per altri. !hi mangia solo, crepa solo. %= soli@ L abbandono nella vecchiezza e nelle necessit 1 la sorte dell egoista. !hi non d quel che ha, non ha quel che vuole. !hi non ha, darebbe% e chi non n ha, ne vorrebbeIIe !hi pi$ n ha, pi$ ne vorrebbe. !i ch 1 utile, non 1 vergognaIIe !hi 1 vergognoso, vada stracciosoIIe J meglio cento beffe che un dannoIIe /bbssati, e accnciati. : rincarando la sentenza gi di per s( poco onorata# 0eglio aver delle corna che delle croci. !i son pi$ cani che lepriIIe !i sono pi$ sparvieri che quaglieIIe !i sono pi$ trappole che topi. 'icesi a chi cerca uffici o guadagni. !olui 1 mio zio che vuole il ben mio. !olui 1 provvisto di poco sapere, che s ammazza per quel che non pu avere. /mmazzarsi qui vale# 1aticar molto# !ontento io, contento il mondoIIe

0orto io, morto il mondo. Proverbi da nani presuntuosi, usati anche da certi brutti innamorati di se medesimi. !orpo satollo non crede al digiuno. 'el cuoio d altri si fanno le correggie larghe. 'ella roba d altri si spende senza risparmio. 'el mal d altri l uomo guarisce, e del proprio muore. 'ov 1 cupidit non cercar carit. + desiderii non empiono un sacco. +l cane abbaEa dove si pasce. +l fornaio inforna sempre mai, ma non mai s(. +l lupo mangia ogni carne, e lecca la sua. &ale che ognuno risparmia s( e i suoi. +l malato porta il sano. Perch( le case dei poveri sono allora pi$ assistite. +l primo prossimo 1 se stessoIIe J pi$ vicino il dente che nessun parente. Le cose proprie ci muovono pi$ che l altrui. +l ventre insegna il tutto. La fiera par bella a chi vi guadagna. : in altro modo# 8gnuno loda il proprio santo. L interesse 1 figliuolo del diavolo. L utile fa pigliar parte. 7el pigliar non si falla. 7on istanno bene due ghiotti a un tagliere. Or romper mi convien la pa"ien"a $)e ad un taglier non pGn due g)iotti stare -,:"7+, 8r..IIe 7on istanno bene due galli in un pollaio. 8gni cane lecca la mola, mal per quel che vi trova. 8gni gallina raspa a s(IIe

8gni grillo grilla a s(. 8gni prete loda le sue reliquie. 8gnuno auzza i suoi ferri. 8gnuno tira l acqua al suo mulino. 8gnuno per s(, e 'io per tuttiIIe -&edi Illustra"ione %III#. 8gnuno dal canto suo cura si prendaIIe 8gnuno si pari le mosche con la sua coda. 8gnuno vuol meglio a s( che agli altri. *uole anche dirsi che *an )rancesco prima si faceva la barba per s(, poi la faceva a suoi frati. Per i buon bocconi si fanno le questioni. Quando 1 poco pane in tavola, tienti il tuo in mano. Quando il villano 1 sul fico, non conosce n( parente n( amico. Quando puoi aver del bene, pigliane. *i balla bene sulle sale degli altri. Tanto 1 il mal che non mi nuoce, quanto il ben che non mi giova. Tanto 1 l amore, quanto 1 l utile. L :lvezio e il ,entham non inventarono nulla. Tutti vogano alla galeotta. !io1 tirando a s(. Mn po per uno non fa male a nessuno.

[ (ebito, .m)revi ti, -allevador5e | (ili"enza, %i"ilanza | (onna, -atrimonio | '&onomia dome ti&a | 'rrore, 0alla&ia dei di e"ni, .n uffi&ienza dei )ro)o iti | ' )erienza ]

De"i#o% Im+re.is#i% Malle.ador1e /ccattare e non rendere, 1 vivere senza spendere. !hi crede senza pegno non ha ingegno. /bbiamo noi creduto che il verbo credere qui come in altri luoghi ritenesse la significazione

latina, donde 1 rimasto dare a creden"a; e per abbiamo qui posto un Proverbio, che altrimenti farebbe misero chi lo osservasse cos9 da non credere a nessuno mai senza il pegno o la prova in mano# ognuno lo intenda secondo l animo suo. !hi d a credenza spaccia assai, perde l amico e denar non ha maiIIe !hi d a cattivi pagatori, bestemmia il suo. !hi del suo vuol esser signore, non entri mallevadoreIIovvero !hi entra mallevadore entra pagatoreIIe !hi per altrui promette, entra per le larghe e esce per le stretteIIe !hi sta per altri, paga per s(IIe !hi vuol sapere quel che il suo sia non faccia mallever9a. !hi deve dare, sa comandare. 'a lui dipende in fine dei conti il dare o non dare. !hi ha da avere pu tirare uno zero. !io1, cassare la partita. !hi gioca di pi1, non paga i suoi debitiIIe !hi gioca di pi1, paga di borsa. Giocare di pi4 1 tratto dal gioco della palla, dove il dare col piede 1 botta fallace% nel figurato vale andarsene. IIPare questi due si contraddicano, ma veramente chi fugge non paga i debiti% a fine poi dei conti quasi sempre con lo scappare uno si pregiudica. !hi gli ha da avere, li vuole. !hi non ha debiti, 1 ricco. !hi non presta, se ne duole% ma gli ha il suo quando lo vuoleIIe !hi presta, male annestaIIe !hi presta, tempesta% e chi accatta, fa la festa. -&edi Illustra"ione I:#. :d a mo di scherzo# *e il prestar fosse buono, si presterebbe anche la moglie. !hi non pu di borsa, paghi di bocca. !hi paga debito, fa capitale. !hi vuol quaresima corta, faccia debiti da pagare a Pasqua. !ompra il letto d un gran debitore. Perch(, avendovi potuto egli dormire con tanto debito, vi dormirai bene anche tu.

!redenza 1 morta, il mal pagar l uccise. 'a cattivo debitore, o aceto o vin cercone. 8 meglio# 'al mal pagatore, o aceto o cercone. 'ai cattivi pagatori bisogna prendere ogni cosa. 'a dare a avere ci corre. 'ebito vuol dir creditoIIe !hi ha debito ha credito. J uno scherzo# se non ti credono, tu non trovi da far debiti. J meglio dare che avere a dareIIe J meglio pagare e poco avere, che molto avere e sempre dovere. + debiti e i peccati crescon sempreIIe + peccati e i debiti son sempre pi$ di quelli che si crede . + debiti non si scordan maiIIe !hi 1 debitore non riposa come vuoleIIma )inch( si 1 debitori si 1 nei doloriIIe 'orme chi ha dolore, e non dorme chi 1 debitore. +l promettere 1 la vigilia del dare. Libri n( cavalli non s imprestan mai. 0eglio dieci donare che cento prestare. 7on c 1 lettere senz uso. 7on c 1 debito che si paghi subito. Per debiti non s 1 ancora impiccato nessuno. + fatti per hanno smentito il proverbio. Pi$ che il mantello dura l inchiostro. 'icesi di roba non pagata, e il conto rimane. T annoia il tuo vicinoK prestagli uno zecchino. !os9 allora tu non lo vedi pi$. 0a contrariamente abbiamo pure# / cattivi vicini non gli prestar quattrini.

!io1 non fare ad essi agevolezze. Tanti ha fastidi chi dee avere, che chi deve dare. Tanto muore chi ha da avere, che chi ha da dare. Momo indebitato ogni anno lapidato. -&edi '&onomia dome ti&a.

Dili&enza% Vi&ilanza / chi veglia, tutto si rivela. !hi sta vigilante, scuopre e ris tutte le cose. !hi campa d un punto, campa di milleIIe !hi ne scampa una, ne scampa centoIIe !hi fece un, fece milleIIe !hi fa il buon mese, fa il buon anno. : al contrario# Quando scappa un punto, ne scappan centoIIe Preso per uno, preso per mille. : proverbialmente# Per un punto 0artin perse la cappa. / volte si va in rovina per una cosa di nulla. Gli spropositi sono come le spese# tutti si riguardano dalle grandi, e nessuno dalle piccole. 0artino, fu abate d un monastero, e per un punto perse la cappa abbaziale. +ntorno a questo punto e a quello che fosse corrono istorie, ma nessuna bella o probabile% io ve la risparmio. !hi cerca trova, e chi dorme sogna. !hi erra nelle diecine, erra nelle migliaia. !hi fa quel che pu, non fa mai bene. Fo 6uel c)e posso, 1 la scusa dell indolente# non basta% i nostri contadini con rozza sapienza dicono# 1ar7 l'impossivole# 0a per consultazione di chi metta in conto del potere anche l intensit del volere abbiamo questi altri# !hi fa quel ch e pu, non 1 tenuto a far di pi$IIe Quel che non si pu, non si deveIIe 8gnuno fa quel che puIIe

/ll impossibile nessuno 1 tenutoIIe 'i l dal podere non ci si va. !hi ha da fare, non dormeIIe !hi vuol fare, non dorme. *ta qui a indicare i danni o l impazienza dell indugio. !hi non fa il nodo, perde il punto. J tolto dall opera dei sarti e delle cucitrici% si dice anche# Legala bene, e poi lasciala andare. !hi non guarda non vedeIIe !hi non ci bada, non se n avvede. !hi non rassetta il buchino, rassetta il buconeIIe !hi non tura bucolin, tura buconeIIe 'ove non si mette l ago, si mette il capo. &i si fa presto una tana% e perci# !hi corre col punto non corre colla toppa. !hi ha cura che il buco non si allarghi, risarcisce subito per non rattoppar poi# principiis obsta# !hi si guarda dalla prima, si guarda da tutte. !hi veglia pi$ degli altri pi$ vive. 'iligenza passa scienza. +l negligente, la fame lo fa diligente. La buona cura scaccia la mala venturaIIe ,uona guardia schiva ria venturaIIe ,uono studio rompe rea fortuna. !tudio latinamente qui vale industria, cura, impegno che si mette nell accudire a checchessia. La donna alla finestra, la gatta alla minestra. La donna da casa non perda mai tempo. 8gni d9 1 nostroIIma 8gni d9 ne passa unoIIovvero 8gni d9 ne va un d9IIe

L ore non tornano indietro. Per un chiodo si perde un ferro, e per un ferro un cavallo. Tanto razzola la gallina che trova la sua pip9ta. !io1 la troppa diligenza 1 spesso dannosa. -&edi 3i olutezza, ecc..

Donna% Ma#rimonio /bbi donna di te minore, se vuoi essere signore. / chi prende moglie ci voglion due cervelli. /cqua, fumo e mala femmina cacciano la gente di casa. / donna imbellettata voltagli le spalle. / giovane assennato, la donna a lato. /lla conocchia anche il pazzo s inginocchia. 7ota bene, la conocc)ia 1 la casalinga, la donna di *alomone. /lla prima moglie ci si mette del suo, alla seconda si sta in capitale, alla terza si guadagna. &uol dire che una dote non serve ad arricchire il marito, ma che ve ne vogliono pi$ d una, perch( la moglie in generale costa pi$ di quel che porti. /lle donne che non fanno figli non ci andar n( per piaceri n( per consigli. 7apoleone alla *taQl che gli domanda quale tra le donne ci tenesse da pi$, rispose# quella che ha fatto pi$ figli. /l molino -o alla vigna. e alla sposa, manca sempre qualche cosa. La donna ha molte necessit, e uno sposalizio molte spese# cos9 la vigna ed il molino costano a fare e poi costano a mantenere. /ll uomo moglie, al putto verga. Per domarli e farli stare a segno, levare ad essi il ruzzo dal capoIIe !hi vuol gastigare un matto gli dia moglieIIe 'gli moglie, ed hailo giunto. /mor, dispetto, rabbia e gelosia sul core d ogni donna han signoria. 8 l uno o l altro pur troppo spesso, ma tutt insieme grazie a 'io no# ch1 anzi forse il secondo e il terzo nascono quando il primo viene a mancare, sia colpa altrui o di loro stesse.

/ncor non 1 nata e vediamola maritata. 'icesi alle ragazze impazienti di maritarsi. /stuzia di donne le vince tutteIIe La donna ne sa un punto pi$ del diavolo. / &enezia con pi$ garbo# *e la dona vol, tutto la pol. !amera adorna, donna savia. !io1 adorna di figlioli. !hi disse donna, disse danno. +n *iena le donne rispondono# !hi disse uomo, disse malannoIIovvero -&edi Illustra"ione :.. !hi disse donna, disse guai. Le donne rispondono# : chi disse uomo, disse peggio che mai. !hi donne pratica, giudizio perde. !hi 1 geloso, 1 becco. 0a in contrario# J meglio esser geloso che becco. !hi ha buon marito, lo porta in viso. 7ota, lettore, la forma graziosa di questo e d altri Proverbi, che son fatti dalle donne# ed 1 peccato ne facciano pochi, perch( avrebbero che rispondere a molti di questi dove sono maltrattate% si maltrattano, perch( ci sono care, e si vorrebbero tutte perfezione. !hi ha guidato la sposa a casa, sa quanto dura il pianto d una femmina. -on, ita me dii, vera gemunt, Buverint# -!/TMLL8.. !hi ha le buche nelle gote, si marita senza dote. +uc)e pozzette. !hi ha male al dito, sempre lo mira% chi ha mal marito, sempre sospira. !hi ha moglie, ha doglieIIe

!hi ha moglie allato, sta sempre travagliatoIIe !hi non sa quel che sia malanno e doglie, se non 1 maritato, prenda moglie. /vverti per che, in questo mondo di brontoloni, chi 1 contento sta sempre zitto. !hi ha quattrini conta e chi ha bella moglie canta. *pesso per isbattere la mattana. !hi ha rogna da grattare e moglie da guardare, non gli manca mai da fare. !hi incontra buona moglie ha gran fortunaIIe !hi cattiva donna ha, l inferno nel mondo haIIe !hi ha cattiva donna, ha il purgatorio per vicino. Purgatorio qui 1 personificato% intendi per dolori e sofferenze. !hi le porta 1 l ultimo a saperle. !hi mal si marita non esce mai di faticaIIe !hi si marita male non fa mai carnevaleIIe !hi asino caccia e p... mena, non esce mai di pena. !hi mena la sua moglie a ogni festa, e d bere al cavallo a ogni fontana, in capo all anno il cavallo 1 bolso, e la moglie... : a &enezia# Tre calighi fa una piova, tre piove una brentana, e tre festini una...... +rentana, alluvione della ,renta o d altro fiumeIIe 7( d erba febraiola n( di donna festaiola non ti fidareIIe )emmine e galline, per girellar troppo, si perdonoIIe La donna girellona 1 acqua in un vaglio. : dicesi anco# Pecore e donne a casa a buon ora. !hi resta in casa e manda fuor la moglie, *emina roba e disonor raccoglie. !hi per amor si piglia, per rabbia si lascia -ovvero per rabbia si scapiglia.IIe !hi si marita per amore, di notte ha piacere, e di giorno ha dolore. !hi piglia l anguilla per la coda e la donna per la parola, pu dire di non tener nulla.

!hi piglia moglie e non sa l uso, assottiglia le gambe e allunga il muso. !hi piglia moglie per denaE, spesso sposa liti e guai. !hi prende moglie perde la met del cervello% l altra met se ne va in radici. !hi prende una moglie, merita una corona di pazienza% chi ne prende due, merita una corona di pazzia. !hi si ammoglia non sa che ben si voglia. 7on sa che cosa egli si desideri, qual sorta di bene prepari a s(. !hi si divide di letto, divide l affettoIIe La tavola e il letto mantiene l affetto. !hi si marita fa bene, e chi no, meglioIIe !hi si marita, si pone in cammino per far penitenza. !hi si marita in fretta, stenta adagio. !hi si somiglia si piglia. !hi spera col tor moglie uscir di guai, non avr ben mai mai mai, mai mai. !hi toglie moglie per la roba, la borsa va a marito. !ome uno piglia moglie, egli entra nel pensatoio. 'a moglie al tristo, da marito alla dolente% fatto il mercato, ognuno se ne pente. 'al mare sale, e dalla donna male. 'elle moglie 1 pi$ dovizia che de polli. 'i buona terra to la vigna, di buona madre to la figlia. 'i una volta a una donna che 1 bella, e il diavolo glielo ripeter dieci volte. Mna gran dama andava a perire nel pi$ bel fiore di sua vita# un sacerdote la invit a far la sua confessione. :lla rispose# IILa mia confessione 1 presto fatta# sono giovane, sono stata bella, mi 1 stato detto% potete indovinare il resto. 'oglia di moglie morta, dura fino alla porta. : al contrario# /lla morte del marito poca cera e molto lucignolo. : a &enezia# Quattro lagrimette, quattro candelette. &olt el canton, pass el dolor.

/ccenna al duolo di vedovellaIIe L abito della vedova mostra il passato, gli occhi piangono il presente, e il cuore va cercando l avvenire. 'onna buona vale una corona. 'onna che dona di rado 1 buona. : al contrario# 7( lettere n( doni rifiutan le donne. 'onna che ha molti amici, ha molte lingue mordaci. 'onna che per amor si piglia, si tenga in briglia. 'onna che regge all oro, val piu d un gran tesoroIIma 'onna che piglia 1 nell altrui artiglia. 'onna che ti stringe e le braccia al collo ti cinge, poco t ama e molto finge, e nel fine ti abbrucia e tinge. 'onna danno, sposa spesa, moglie maglio. 'onna di monte, cavalier di corte. /ccenna all ardita robustezza delle donne montanine# A cui pi3 vivo e sc)ietto Aere ondeggiar 1a il petto# -P/"+7+.. 'onna di quindici e uomo di trenta. 'onna e fuoco toccali poco. 'onna e luna, oggi serena, domani bruna. 'onna e vino, imbriaca il grande e il piccolino. 'onna iraconda, mare senza sponda. 'onna oziosa, non pu esser virtuosa. 'onna, padella e lume, sono gran consumo. La padella e la lucerna consumano molto olio# la donna, se 1 cattiva, altro che olioL - rov# Lomb#. 'onna pregata nega, trascurata prega. 'onna prudente, 1 una gioEa eccellente. 'onna savia e bella, 1 preziosa anche in gonnella. 'onna vecchia, donna proverbiosa.

'onna specchiante, poco filante. Quelle che consumano assai tempo attorno allo specchio, fanno poche faccende in casaIIe 'onna adorna, tardi esce e tardi torna. Tardi ai roman spettacoli L'altera Giulia venne, Ma i primi onor del La"io Tra le altre belle ottenne# -*/&+8L+.. 'onna e popone, beato chi se n apponeIIe !hi sa ben trovar meloni, trova buona moglie. 'onna si lagna, donna si duole, donna s ammala, quando la vuoleIIe Le donne son malate tredici mesi dell annoIIe Le donne hanno quattro malattie all anno, e tre bei mesi dura ogni malanno. 'onne, asini e noci, voglion le mani atroci. 'onne e buoi de paesi tuoiIIe -&edi Illustra"ione :I#. 0oglie e ronzino pigliali dal vicino. !hi di lontano si va a maritare, sar ingannato o vuol ingannare. 0a per, !hi si marita con parenti, corta vita e lunghi tormenti. 'onne danno, fanno gli uomini e gli disfanno. 'onne e sardine son buone piccoline. 'ove donna domina, tutto si contaminaIIe 'ove la donna domina e governa, ivi sovente la pace non svernaIIe !hi si governa per consiglio di donne, non pu durare. 'ove son femmine e oche, non vi son parole pocheIIe 'onne e oche, tienne poche. 'ue d9 gode il marito la sua met, il d9 che la porta a casa, e quello che la se ne va. J meglio essere mezzo appiccato che male ammogliato. J meglio una cattiva parola del marito, che una buona del fratello.

Lo dicono le ragazze che hanno voglia di maritarsi ad ogni costoII e Pane di fratello, pane e coltello# pane di marito, pane ardito. )emm9na d abito adorno, balestro attorno. )emmina piange da un occhio e dall altro ride. )emmine, vino e cavallo, mercanzia di falloIIe !omprar cavalli e tor moglie% serra gli occhi, e raccomandati a 'io. )iume, grondaia e donna parlatora, mandan l uom di casa fuora. /nche *alomone ne Proverbi rassomiglia la donna ciarliera e litigiosa a una grondaia. Giovane ritirata, giovane desiderata. Gran dote, gran baldezzaIIe 'ov entra dote, esce libertIIe 'ote di donna non arricch9 mai casa. +l campanello di camera 1 il peggio suono che si possa avere negli orecchi. !io1, i rimbrotti della moglie importuna. +l contento di bella moglie poco ti d e molto ti toglie. +l cuor delle donne 1 fatto a spicchi come il popone. +l matrimonio non 1 per tutti, chi fa belli e chi fa brutti. +l parentato dev esser pari. +l prim anno che l uomo piglia moglie, o s ammala o s indebita. +l prim anno s abbraccia, il secondo s infascia, il terzo s ha il mal anno e la mala pasqua. + matrimoni sono, non come si fanno, ma come riescono. La buona moglie fa il buon marito. : viceversa# La donna 1 come la castagna% bella di fuori, e dentro 1 la magagna. La donna 1 come l appetito, va contentata a tempo. La donna e l orto vuole un sol padrone. La donna guarda pi$ sott occhio che non fa l uomo a diritto filo. La donna ha pi$ capricci che ricci.

La donna, il fuoco e il mare fanno l uom pericolare. La donna per piccola che la sia, la vince il diavolo in furberia. La donna sa dove nasce e non sa dove muore. La gallina che sta nel pollaio, 1 segno che vuol bene al gallo. Lagrime di donne, fontana di malizia. La madre da fatti, fa la figliuola misera. *i dice contro alle donne faccendiere. La moglie 1 la chiave della casa. La moglie, lo schioppo e il cane non si prestano a nessuno. La prima 1 moglie, la seconda compagnia, la terza eresia. 0a diversamente# La prima 1 asinella, la seconda tortorella. : in modo pi$ ruvido# La seconda non gode, se la prima non muore. La savia femmina rif la casa, e la matta la disf. Le buone donne non hanno n( occhi n( orecchi. Le donne arrivano i pazzi e i savi. !he il pazzo e il savio 1 dalle donne giunto. -Orlando Innamorato#. Le donne dicono sempre il vero% ma non lo dicono tutto intero. Le donne e le ciliege son colorite per lor proprio danno. Le donne hanno lunghi i capelli e corto il cervello. Le donne hanno sette spiriti in corpoIIe Le donne son come i gatti% finch( non battono il naso, non muoionoIIe Le donne hanno l anima attaccata al corpo con la colla cervionaII e La gatta ha sette vite, e la donna sette pi$. La vita della donna, pericolante e spesso turbata da malattie nei primi anni, 1 tenacissima nei pi$ avanzati. Le donne piglian ben le pulci.

Le donne quando son ragazze han sette mani e una lingua sola% e quando son maritate han sette lingue e una mano sola. Le ragazze si studiano lavorare per farsi il corredo e poco si arrischiano a parlare. Le donne quasi tutte per parer belle le si fanno brutte. Le donne s attaccano sempre al peggio. Le donne son segrete come il dolor di corpoIIe Le donne se le tacciono le crepanoIIe Le donne tacciono quello che non sannoIIe Quel che alla donna ogni segreto fida, ne vien col tempo a far pubbliche grida. Le donne son figliuole dell indugio. Dum molliuntur, dum comuntur, annus est# Le donne son sante in chiesa, angele in istrada, diavole in casa, civette alla finestra, e gazze alla porta. Le femmine calano come la cassa de mercanti. Le mogli si tolgono a vita, non a prova. Le ragazze piangono con un occhio, le maritate con due, e le monache con quattro. 0arito minchione, mezzo pane. 0arito vecchio e moglie giovane assai figliuoliIIe Mna giovane e un vecchio empion la casa e il tetto. 0arito vecchio, meglio che nulla. 0atta 1 la donna che nell uomo crede, che ne calzoni si porta la fede. 0eglio 1 vedova sedere, ch essere maritata e male avereIIe Quando la vedova si rimarita, la penitenza non 1 finita. 0eglio il marito senza amore che con gelosia. 7on 1 vero. 0oglie grassa, marito allegro% moglie magra, marito addolorato. 0oglie perfidiosa e marito pertinace non vivon mai in pace. 0onaca di *an Pasquale due capi sopra un guanciale. 'icesi a certe santocchie che sempre ripetono volersi far monache, mentre hanno altro pel capoIIe

8cchi bassi e cuor contrito, la bizzoca vuol marito. 0ostrami la moglie, ti dir che marito ha. 7el marito prudenza, nella moglie pazienza, 7el matrimonio un mese di miele e il resto di fiele. 7( nozze senza canti, n( mortorii senza pianti, 7on bisogna contentar le donne se non del lino. 7on dare i calzoni alla moglieIIe Le brache all uomo, e alla donna il camiciotto. 7on segue matrimonio che non centri il demonioIIe 7on si fecero mai nozze, che il diavolo non ci volesse far la salsa. 7on vi 1 pentola s9 brutta che non trovi il suo coperchio. 7ozze e magistrato, dal cielo 1 destinatoIIe +l maritare e l impiccare 1 destinato. 8gni gatta ha il suo gennaio 8gni gatta vuole il sonaglio. *i dice delle donne, quando, o belle o brutte che sieno, vogliono gli adornamenti che hanno tutte le altre. 8gni vite vuole il suo paloIIe +l *ignore quando cre la zappa, cre anche il manico. 7essuna giovane dee disperare di maritarsi. Pere e donne senza romori, sono stimate le migliori. !attiva pera stride a mangiarla. Per le donne in convulsione, 1 un gran recipe il bastone. Pigliar moglie, suona bene e poi sa male. Pi$ vale una savia donna filando, che cento triste vegliando. !io1, facendo veglia, o andando a veglia. Povera la donna che si pente d essere stata buonaL Putto in vino e donna in latino, non fece mai buon fine. Qual figlia vuoi, tal moglie pigliaIIo

*econdo vuoi la famiglia, la moglie piglia. Quando si maritan vedove, il benedetto va tutto il giorno per casa. ,enedetto quel pover uomo che non c 1 pi$L benedetto quella povera anima del mio maritoL benedetto quell altro, almeno... : qui paragoni odiosi sempre al secondo. Quest anno fignolosa, e quest altro anno sposa. "agazza vecchia fortuna aspetta. *avie all impensata e pazze alla pensata. Molti consigli delle donne sono Meglio improvvisi c)e a pensarvi, usciti -/"+8*T8.. * 1 grande, 1 oziosa% s 1 piccola, 1 viziosa% s 1 bella 1 vanitosa% s 1 brutta, 1 fastidiosa. *e il matrimonio durasse un anno, tutti si mariterebbero. *e la donna di gran beltade non ha angelica onestade, non gli far veder le strade. *e l avessi conosciuta prima, non l avrei sposata dopoIIe *pesso l uomo ingannato si trova che piglia donna a vista e non a prova. *e le donne fossero d oro, non varrebbero un quattrino. Perch( non reggerebbe al martello. *enza il pastore non va la pecora. La donna ha bisogno della guida dell uomo. *enza moglie a lato l uom non 1 beato. *ette s accordano in una scuffia, e due non s accordano in un lenzuolo. *e v 1 in paese una buona moglie, ciascuno crede che sia la sua. *posare una vedova 1 fatica doppiaIIe 'io ti guardi da donna due volte maritata. Tal castiga la moglie che non l ha, che quando l ha, castigar non la saIIe !hi non ha moglie ben la batte, chi non ha figliuoli, ben gli pasce. Tra moglie e marito non mettere un dito. Tre cose cacciano l uomo di casa, il fumo, la casa mal coperta e la ria femmina. Tre cose non si possono tener nascoste, donne in casa, fusi in sacco e paglia nelle scarpe. Tre donne fanno un mercato, e quattro fanno una fiera.

+n Toscana# Tre donne e un magnano fecero la fiera a 'icomano. : a &enezia# 'ue donne e un oca fanno un mercatoIIe Pi$ facile trovar dolce l assenzio, che in mezzo a poche donne un gran silenzio. Tutti i peccati mortali son femmine. Mna giovine in mano a un vecchio, un uccello in mano a un ragazzo, un cavallo in mano a un frate, son tre cose strapazzate. +l Pescetti aggiunge# e il vino in man' a' Tedesc)i# Mn signor che il tuo ti toglie, mal francese con le doglie, assassin che ti dispoglie, 1 men mal che l aver moglie. Mn uomo di paglia vuole una donna d oro. Momo ammogliato, uccello in gabbia. Momo senza moglie, 1 mosca senza capo. &al pi$ una berretta che cento cuffie. -&edi 0ami"lia,.

E*onomia domes#i*a / buon spenditore +ddio 1 tesoriere. / chi fa il pane e staccia non gli si ruba focaccia. / chi fa tutto da s(. / granello a granello s empie lo staio e si fa il monteIIe / quattrino a quattrino si fa il fiorinoIIe Poco e spesso empie il borselloIIe 0olti pochi fanno un assaiIIe Mn poco e un poco fa un tcco. /lle volte costa pi$ la salsa che il coniglio. Mna spesa che da principio ti sembra piccola, ne tira dietro poi delle altre. / pigliar non esser lente, a pagar non esser correnteIIo

/ pagar non esser corrente, che pu nascer l accidente che tu non paghi nienteIIe /lla morte e al pagamento indugia quanto puoiIIovvero / due cose 1 bene indugiare, a morire e a pagare. ,uon pagatore, dell altrui borsa 1 signoreIIe ,uon pagatore non si cura di dar buon pegno. ,uon riscotitore 1 cattivo pagatore. !arestia di piazza 1 meglio che dovizia di casa. AAQuesto 1 solo vero in una famiglia disordinata e senza regola.BB 'iceva /gnolo Pandolfini a suoi figliuoli, nel Governo della Famiglia oggi attribuito a Leon ,attista /lberti. !arestia prevista -o aspettata. non venne mai. :d a chi sappia ben governarsi# !arestia fa doviziaIIe La carestia fa buona masseria. Perch(# L economia 1 una gran raccolta. !avalli, cani, uccelli e servitori, guastan, mangian, ruinano i signori. !ento testamenti e una sola donazione. !he colpa n ha la gatta, se la massaia 1 mattaK !hi attende al suo, non perde mai nulla. !hi ben ripone, ben trovaIIe !hi ben serra, ben apre. !hi compra pane al fornaio, legna legate e vino al minuto, non fa le spese a s( ma ad altriII e !hi compra a minuto, pasce i figliuoli d altri e affanna i suoi. !hi compra ci che pagar non pu, vende ci che non vuole. !hi del suo si spodesta, un maglio gli sia dato sulla testaIIovvero !hi del suo si depodesta, un maglio sulla testa. !hi fa onore ai panni, i panni fanno onore a lui. !io1 chi ten conto della robaIIma !hi di vecchio si veste, gode poco e presto n esce.

'i vecchio, cio1 di roba vecchiaIIe !hi veste di mal panno, si riveste due volte all anno. !hi fila e fa filare, buona massaia si fa chiamare. :d anche# +l fusaiolo 1 d argento, e fa le donne sufficienti. !hi ha casa e podere, pu tremare e non cadereIIe !hi ha casa e podere, ha pi$ del suo dovereIIe !asa per suo abitare, vigna per suo lavorare, terren quanto si pu guardare. !io1 custodire# +n questo serva di norma l aforismo di !atone# Fabbrica in guisa c)e la casa non cerc)i il 1ondo, n0 il 1ondo la casa# !hi mostra i quattrini mostra il giudizio. 0ostra cio1 d averne poco. !hi mura bene, gli perde mezzi% chi mura male gli perde tuttiIIe !hi edifica, la borsa purificaIIe +l fabbricare 1 un dolce impoverireIIe !hi ha denari assai, fabbrica% chi n ha davanzo, dipingeII e !hi mura, mura s(. !hi non apre ben gli occhi a fatti sui, stentando va per arricchire altrui. !hi non ha denari, scartabella. !io1 va cercando tra le sue carte qualche titolo, qualche ammennicolo per far danaro% onde trovasi# !avalier male arrivato, vecchia carta ve cercando. !hi non sa rubare, muri. /vverte i padroni delle frodi che sogliono farsi nel rendimento di conti delle fabbriche. !hi provvede a tempo la casa, fa una bottega. Perch( alla roba cresce il prezzo. !hi sa acquistare e non custodire, pu ire a morire. !hitarra e schioppo fanno andare la casa a galoppo. Le feste e la caccia fanno andare in rovina.

!hi tiene il cavallo e non ha strame, in capo all anno si gratta il forame. !hi trova una chiave, trova due quattrini, ma chi la perde, perde due carlini. !hi vuol esser ben servito, muti spessoIIe Granata nuova spazza ben tre giorni. !ome si usano, ambidue hanno lo stesso significato% e sarebbero egualmente veri n( patirebbero eccezione, se l uomo fosse una granata non mai capace d alcuno affettoII e +l gallo e il servitore in un anno perdon vigore. !hi vuol trovar la gallina, scompigli la vicinanza. !hi vuol vedere il padrone, guardi i servitori. %edere per conoscere; AAtel maitre, tel valet.BB !hi vuol vedere un uomo -o una donna. da poco, lo metta a accendere il lume e il fuoco. :d altrove dicono# !hi sa far fuoco, sa far casa. 7ell Odissea 1 vanto d Mlisse, II ch1 niuno potrebbe contendere seco nell arte di bene accendere il fuoco. 'alla paglia al legame cresce la fame. &icino alla m1sse, si eleva il prezzo delle biade. 'anari, boschi e prati, entrate per preti e frati. Perch( non vogliono grandi cure. 'ove sta il cane non cercare il grasso. J meglio dar la lana che la pecora. J meglio tenere a terra che vendere a calcina. )abbricare case, avere, come suol dirsi, la voglia del calcinaccio, finisce male e bisogna vendereIIe + terreni non diventan mai vecchi. Le industrie s9 ed ogni sorta di mobile capitale soffre di necessit mille accidenti non prevedibili# il solo possesso di terra fa lungamente vivere la famiglia. : dicesi anche# 7ei campi si vive e in casa si muoreIIovvero !asa casca, campi campaIIe +l campo non invecchia mai. ,ei modi del nostro popolo di esprimere l affetto suo pei campi.

)atto un certo che, la roba si fa da s( -ovvero la roba vien da s(.IIe +l primo scudo 1 il pi$ difficile a fareIIe Tutto sta nel fare i primi paoli. Gli anni della fame cominciano nella greppia del bestiame. J proverbio della &enezia, ed ha questa spiegazione# !he riguarda specialmente alle provviste da mangiare per l inverno. + nostri contadini fanno troppo assegnamento sui loro erbaE, ed in questa speranza stringono la mano nel fornire le corti e le capanne di secche provvigioni, e segnatamente di fieno. 'onde ne viene che gli animali insufficientemente pasciuti non danno alcun prodotto, o lo forniscono a spese del proprio corpo, dimagrando. -!8L:TT+.. Gli uomini fanno la roba, e le donne la conservanoIIe +l sacco l uomo lo empie e la donna l attacca. !io1, lo conserva. + danari non bastano% bisogna saperli spendere. +ddio fa l abbondanza e l uomo la carestia. +dee da gran signori, e entrate da cappuccini. Perch(# "icchezza mal disposta, a povert s accosta. + giardini belli vuotano i borselli. +l danaro viene in casa con lo zoppo e si parte col postiglione. +l guadagnare insegna a spendere. +l pi1 del padrone ingrassa il campoIIe Tristo a quell avere che il suo signor non vedeIIe L occhio del padrone ingrassa il cavalloIIe Quando il padrone sta in campagna guarisce il campo e il fattore s ammalaII e +l padrone in villa 1 febbre al contadino, e sanit al podereII e *e compri un podere oggi, fa che domani in citt pi$ non alloggi. +n capo all anno mangia pi$ il morto che il sano. 'etto delle offerte. +n casa stringi, in viaggio spendi e in malattia spandi. 8ttime regole. L allegria delle donne 1 il lino.

La gatta grassa fa onore alla casa. La massaia che va in campagna, perde pi$ che non guadagna.IIe La massaia che attende a ca , guadagna cinque soldi, e non lo sa. La roba che guarda in su l 1 tutta di Ges$. +l grano ed ogni cosa vicina a maturazione ha mille casi e mille pericoli. La roba sta con chi la sa tenere. La tassa -per imposta. non ha misura. 0al beata quella scodella, dove sette man rastella. !he tosto si vuota. 0assaia piena fa tosto da cenaIIe *e la casa 1 piena, presto si fa da cena. 0eglio aver regola che rendita. 0eglio buon desinare che una bella giubba. 0eglio vendere che viver senza spendere. 0etti la roba in un cantone, ch( viene tempo ch ella ha stagione. Perch(# 7on 1 s9 trista spazzatura, che non s adopri una volta l anno, n( s9 cattivo paniere, che non s adopri alla vendemmia. 0olti servitori, molti rumoriIIe Tanti servitori, tanti nemiciIIe !hi non ha servitori non ha peccati. 7( casa in un canto, n( vigna in un campo. La casa perch( 1 pericolosa l essere isolata, la vigna perch( non sia guastata da quelli che passano. 7( legna, n( carbone non comprar quando piove. Pesano di pi$. 7el mese di maggio fornisciti di legna e di formaggio. 7on lisciare il pelo al servitore. Tieni il grado tuo n( ti addomesticar troppo. 8rdine, mezzo e ragione, governi ogni magioneIIe

"agione fa magione. Pane e bucata -cio4 bucato. fan donna scorrucciata. *ono le due maggiori fatiche della massaia. Panno fatto, sole attende. !io1 bisogna imbucatarlo presto e soleggiarlo. Piede alla culla e mano al fuso, mostrano la buona massaEaIIe Piglia casa con focolare, e donna che sappia filare. Poco pu dare al suo scudiere, chi lecca il suo tagliere. Quando il marito fa terra, la moglie fa carne. Fare, cio1 acquistare terra# d un contadino che abbia della terra al sole -cio1 in proprio., si dice che egli ha il cul terroso# Quando il marito 1a terra, la moglie si fa pi$ appariscente in abiti e in aspetto. Quando il padre marita la figlia, egli ha casa e vigna% quando l ha maritata, non ha n( vigna n( casa. Per questo si dice anche# 'ebito e fanciulle da maritare, guarda la gamba. Quando la donna folleggia, la fante danneggia. 7ota, donna nel senso proprio di padrona. Quando la mora 1 nera, un fuso per sera% quando l 1 nera affatto, filane tre o quattroII e Quando la saggina rossa mostra il muso, 1 ora da tor su la rocca e il fuso. Quando si ha una piccola villa, non patisce di fame la famiglia. Quel che non va nel manico, va nel canestroIIe Quel che non va nelle maniche, va ne gheroni. Quello che non serve ad una cosa, serve ad un altra. *egui la formica se vuoi viver senza fatica. !eguire qui vale imitare# ..%ade ad 1ormicam, piger#// *eta e raso, spengono il fuoco in cucina. !hi fa troppo lusso nel vestire mangia poi male. *e vuoi comprar terra a buon mercato comprala da uno spiantato, o da figliuol ch abbia ereditato. *e mala man non prende, canton di casa rende.

!io1 le cose perdute si ritrovano, se altri non le ha rubateII e 'ai ladri di casa non ci si guarda. Tanta bocca ha il barile, quanta la botteIIe Tanto caca un bue, quanto un uccellinoIIe Tanto beve l oca, quanto il papero. 7( molto diversamente# Tanto cocchiume vuole una botte piccola, quanto una grande. 8gnuno ha bisogno di mangiare# ma il primo s appropria pi$ specialmente ai fanciulli, i quali costano alle volte pi$ dei grandi. Trista a quella casa che ha bisogno di puntelli. Tristo a quel soldo che peggiora il ducato. Tristo quel risparmio che poi t obbliga a maggiore spesa% che si direbbe un guardare ai lucignolo e non all olio. Tutti i cenci vanno in bucato. !io1, qualunque pezzo di cencio che paia inservibile, pure viene adoperato finch( ce n 1 biracchio fino all ultimo straccio. Mn buon servitore val pi$ d un buon padrone. Per la economia della casa. -&edi Par imonia,.

Errore% Falla*ia dei dise&ni% Ins$((i*ienza dei +ro+osi#i / far dei castelli in aria tutti siam buoni. /lle volte si crede trovare il sole d agosto e si trova la luna di marzo. ! insegna a non disporre d alcuna cosa prima che ella non sia in nostro potere. - rov# Lomb#. /ltro 1 correre, altro 1 arrivare. /ltro 1 tendere, altro 1 pigliareIIe J un di pi$ tender bene, se la rete non tiene. / tutti i poeti manca un verso. !hi cammina inciampaIIe !hi 1 ritto pu cadereIIe

: cade anche un cavallo che ha quattro gambe. !hi conta sul futuro sovente s ingannaIIe ,uon cane non trova buon orso -o non trova lepri.. !hi erra nell elezione, erra nel servigio. 'le"ione 1 qui lo scegliere la cosa da fare -1 l oraziano lecta potenter, ecc.. chi non l abbia scelta con sicurezza di se medesimo, riesce poi male nel servigio, che toscanamente vale opera o fatto qualunque. !hi fa, falla% e chi non fa, sfarfallaIIe !hi non fa, non falla% e fallando s impara. 'rrando discitur; e proverbialmente, di cosa che si voglia fare a ogni modo# 8 guasto, o fatto. !hi fa i conti avanti l oste, gli convien farli due volte. !hi favella, erra. !hi ne fa, ne fa di tutte. !io1 delle buone e delle cattiveIIe !hi ne ferra, ne inchioda. 8ppure !hi non conta, non erraIIe 8gni cattivo conto si pu rifare. !hi non fa mai nulla, di nulla si confessa. !hi sbaglia il primo cerchiello, li sbaglia tutti. 'alla mano alla bocca spesso si perde la zuppaIIe Tra la bocca e il boccone mille cose accadono. !ome disse il Petrarca# Tra la spiga e la man 6ual muro 4 messo@ :rror non 1 frodo. +l giudizio viene tre giorni dopo la morteIIe *i vede il fine della nostra vita, ma non della nostra pazzia. +l giusto cade sette volte al giorno. +l primo fallo ha nome miseria% il secondo ha nome mattia.

+ pensieri vanno falliti. + sogni non son veri, e i disegni non riesconoIIe 7on bisogna fidarsi nei sogniIIe + sogni son sogni. L acciaio si rompe, e il ferro si piega. L albero pecca e i rami si seccano. L uomo propone e 'io dispone. 0uore pi$ uomini pregni che donne gravide. +n forma toscana si trova registrato tra i Proverbi !rsi del Tommas(o, che nota# Pregni di desiderii vani, di concetti immaturi, di ambiziosi disegni# gravidanze incomode. 7essuno 1 pi$ che uomo. 7iuna persona senza difetti, niun peccato senza rimorsoIIe *olo 'io senza difetti. 7on c 1 uomo che non erri, n( cavallo che non sferri. 7on 1 buon bifolco che faccia sempre diritto il solco. 7on ruinan le case fatte in carta, ma murate in terra s9. Le cose poste in disegno non sempre riescono bench( ne modelli appariscano riuscibili. 7on sempre sta il giudice a banco. 7on si sta sempre in proposito. 7on tutte vanno a un modoIIe Le non si foran tutte diritte. 7on v 1 uovo che non guazzi. 7on si trova niuno senza vizio o mancamento. 8gni buon cotto a mezzo torna. 'icesi quando l assegnamento fatto di alcuna cosa riesce meno di quel che uno credeva% come i decotti a regola d arte devono tornare la met di quel che si 1 messo. 8gni secchia non attinge acqua. Pi$ si ha cura d una cosa, pi$ presto si perdeIIe Pecore contate, il lupo se le mangiaIIo

Pecore conte, lupo le mangiaIIe +l lupo non guarda che le pecore sieno conte. *baglia il prete all altare -e il contadino all aratro.. *ul pi$ bello dell uccellare muore la civetta. Tal bue crede andare a pascere, che poi ara. Tanto 1 darci vicin che non ci crre. Tutte le ciambelle non riescon col bucoIIe Tutte le palle non riescon tondeIIe Tutte le botte non van giulive. Tirare i colpi a 1ilo ognor non lice# -8rlando +nnamorato.. Mna ne pensa il cuoco, una il golosoIIovvero Mna ne pensa il ghiotto, un altra il tavernaio -o l oste.IIe *ette cose pensa l asino e otto l asinaio. 0a dinotano pi$ specialmente, che chi ha le mani in pasta fa a suo modo, e gli altri restano a denti secchi. Mn sacco di disegni verdi non tornano una libbra secchi. -&edi -i erie della %ita, +ondizioni dell'Umanit1,.

Es+erienza /ssai sa chi viver sa. ,isognerebbe essere prima vecchi e poi giovani. ,ue vecchio, solco diritto. *i dice anche dell uomoIIe *olo il bue vecchio muove le carra arrestateIIe +mparano dai buoi vecchi ad arare i giovani. !an vecchio non abbaia invano. L uomo prudente ed esperto, che sa quel che fa non s avventura a dire una cosa, non si mette in un impegno, quando egli non abbia certa fiducia di sostenerlo. !hi c 1 stato, la pu contare. !hi 1 dell arte ne pu ragionareIIe

7iuno riprenda, che non intenda. : proverbialmente il vecchio sperimentato dice al giovine presuntuoso# Quando il tuo diavolo nacque, il mio andava ritto alla panca -di scuola.. !hi 1 scottato una volta, l altra vi soffia su. !hi 1 stato de consoli sa che cosa 1 l arte. + consoli presiedevano a magistrati delle arti, ed i pi$ vecchi e capaci si sceglievano a quell uffizio. 'icesi a chi vuole dare ad intendere una cosa a tale che la fa meglio di lui% ed 1 simile a quell altro# !hi vien dalla fossa sa che cosa 1 morto. !hi falla la seconda volta, merita un cavallo. !hi ha buona la lancia, la provi al muro. !hi ha fatto il pi$, pu fare il menoIIe !hi fa trenta, pu far trentunoIIe !hi ha bevuto al mare, pu bere alla pozzaIIe !hi ha bevuto tutto il mare, ne pu bere una scodella. !hi ha passato il guado, sa quant acqua tiene. !hi lascia la via piana, va poi per la sassosaIIe !hi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia, non sa quel che trova. !hi le fa, le sa. !hi maneggia non braveggia. !hi sa fare una cosa, non conosce le difficolt, non se la piglia sotto gamba, non fa il bravo. !hi non sa fare, non sa comandareIIe !hi non fu buon soldato, non sar buon capitanoIIe ,isogna prima esser garzone e poi maestro. !hi non sa scorticare intacca la pelle. !hi non va non vede% chi non prova, non crede. !hi pon m1le in vaso nuovo, provi se tiene acqua. !hi sa la strada pu andar di trotto. !hi si 1 guardato in uno specchio solo non pu dire di conoscersiIIma

J miglior mercato di specchi che di zolfanelli. !pecc)i, le conseguenze dei falli che ti ritornano in sul viso, le occasioni che l uomo ha di conoscere se stesso# "ol1anelli, merce vile. !hi tocca con mano, va sano. !hi vuol conoscere un buon scrittore, gli dia la penna in mano. !on l error d altri, il proprio si conosce. 'el primo giorno, scolare 1 il secondoIIe Mn giorno 1 maestro dell altro. 'opo il fatto ognuno 1 savio. J meglio star sotto barba, che sotto bava. J meglio dipendere da un uomo fatto che da un bambino. :sperienza, madre di scienzaIIe L esperienza 1 una maestra mutola. Guastando, s imparaIIe 8gnuno impara a sue speseIIe !hi all altrui spese sa imparare, felice si pu chiamareII e L errare insegna, e il maestro si paga. +l fare insegna fare. +l mangiare insegna bere. +l nemico ti fa savio. + proverbi li facevano i vecchi, e stavan cent anni e li facevan sulla comoda. Proverbio veneziano, che pure si trova in quest altra forma# + nostri vecchi istavan cent anni col culo a la piova prima di fare un proverbio. La pratica val pi$ della grammatica. La prova del testo 1 la torta. Testo, qui per tegame o altro vaso# testa; quando fecero il proverbio si ricordavano del latino. Lascia colui parlare che suol saper ben fare. Lascia fare i fusi a quei che sono usi. L asino dov 1 cascato una volta non ci casca pi$.

L esperienza e la prudenza sono indovine. 0olte volte i nocumenti sono agli uomini documenti. 0olto pi$ fanno gli anni che i libriIIo Gli anni sanno pi$ dei libriIIe 7e sanno pi$ due villani che un dottore. 7essuno nasce maestroIIe 7on si doventa maestri in un giorno. 7on mordere se se non sai se 1 pietra o pane. Per andare avanti bisogna voltarsi addietroIIe !hi vuol vedere quel che ha da essere, veda quello che 1 stato. Per parlare di giuoco, bisogna aver tenute le carte in mano. Pi$ si vive e pi$ se ne sente. *e ne sente delle nuove% sopravvengono casi inopinati, appaiono cose prima non credibili, e l uomo si mostra sotto variet d aspetti interminata perch(# !i 1 d ogni cosa in questo mondo. Presto e bene, tardi avviene. 'iceva *amuele Resi, che delle arti del disegno molto bene s intendeva# prima essere di necessit di far tardi e male% la prima scuola esser far tardi e bene% da ultimo poi all uomo provetto esser dato di far presto e bene. "ete nuova non piglia uccello vecchio. *avio 1 colui che impara a spese altrui. *cienza, casa, mare, molto fan l uomo avanzareIIovvero Tre cose fan l uomo guadagnare, scienza, corte e mare. *e devi morire, cerca un boia pratico. *e le cose si facessero due volte, l asino sarebbe nostro. !io1, si avrebbe dell asino a non farle bene la seconda. *e lo strumento non 1 tocco, non si sa che voce abbia. Tre cose fan l uomo accorto, lite, donna e porto. Mn uccello ammaliziato non d retta alla civetta. &al pi$ un vecchio in un canto che un giovane in un campo.

&ento al visaggio rende l uomo saggio. !io1, le contrariet, i contrasti, le contraddizioni, gli ostacoli. &ivendo s imparaIIe * impara a vivere sino alla morteIIo )ino alla bara sempre se ne impara. Dies diei eructat verbum, et no& nocti indicat scientiam# ( salm#9

[ 0alla&ia dei "iudizi | 0al e a))arenze | 0ami"lia | 0atti e )arole | 0eli&it1, .nfeli&it1, /ene | 0idu&ia, (iffidenza | 0ortuna | 0rode, 3a)ina ] H

Falla*ia dei &i$dizi / chi non duole giudica bene i colpiIIe !hi ha male. non pu misurar bene. 8gnuno misura i suoi dolori con le bilance dell orafo o del gioieliere, e quelli degli altri colla stadera del mugnaio.IIe *e tu vuoi giudicar ben, mettiti sempre ne suoi pi1. !io1 di queili che tu giudichi, ed 1 canone di politica principalissimo. /mici e muli falliscono nell adoprarli. !hi dice male, l indovina quasi sempre. !hi parla o 1 creduto di parlare fuor di ragione# ed 1 modo strampalato, a notare l incertezza e la fallacia dei giudizi umani. !hi fosse indovino, sarebbe riccoIIovvero )ammi indovino, ti far riccoIIe !hi sapesse tutto innanzi, sarebbe presto ricco. !hi pon suo naso a consiglio, l un dice bianco e l altro vermiglio. !hi ruba, pecca uno% e chi 1 rubato pecca cento. Perch( sospetta di molti, e fa giudizi temerari e fallaci. !ol &angelo si pu diventare eretici. 8gni cosa pu torcersi a male.

'al conto sempre manca il lupo. + pastori quando contano le pecore non pensano al lupo che viene poi a scemare il branco. ' opinioni -o d idee. e sassi ognun pu caricarsi. Idea nel linguaggio familiare 1 ghiribizzo o disegno, ma per lo pi$ vano# le sono idee 1 come dire le son cose che vo vi figurate voi, sono estri, son fantasie. 'ove non si crede, l acqua rompe. 'ove si pensa cacciare, si riman cacciati. +l libro del perc)0 1 molto grande. : si dice anche comunemente# +l libro del perc)0 stampato ancor non 1. : aggiungono canzonando# Quando si stamper, a voi si doner. +l pensare 1 molto lontano dall essere. +l santo 1 grande e il miracolo 1 piccolo. + matti e i fanciulli indovinanoIIe + pi$ matti di casa, a volte son quelli che s appongono. + ragazzi e i pazzi credono che vent anni e venti lire non debban mai finire. La peggio carne a conoscere 1 quella dell uomo. La pi$ stretta 1 la via del vero. La prosperit ti nasconde la verit. Le cose non sono come sono, ma come si vedonoIIe J meglio esser cieco che veder male. Le gioie valgono quanto s apprezzano. L immaginazione fa caso. )a parere quel che non 1% ma sposso il fatto nasce poi dallo immaginarselo. 7ega gli effetti delle opinioni, delle credulit, delle fantasie% e poi vedi quanta parte dell istoria mia e tua e dell istoria del mondo, rimarrebbe non intesa. Lo stolto credendo segnarsi con un dito si d nell occhio. 0olti parlan d 8rlando che non vider mai il suo brando. !io1 parlan di cose di cui non si ha n( scienza n( esperienza.

7( 1orse n( mi pare non si scrisse mai in carteIIe !ol ma e col se 7on si fa niente di benIIe +l se e il ma son due minchioni da /damo in quaIIe +l parere non si scriveIIe 'elle cose incerte non si fa legge. 8gni uccello, d agosto 1 beccafico. Quando 1 andazzo d una cosa, tutto ci che ne abbia similitudine 1 tenuto per quella stessa. 8gnun crede quel che desidera. 8pinion non 1 s9 stolta, che da volgo non sia tolta. : chi 1 volgoK : chi non 1K AA!i 1 il dotto, il ricco ed il patrizio vulgoBB bel verso del )oscolo. !i 1 il AAduro volgoBB del 0anzoni. !i 1 il volgo che sdegna mischiarsi tra l volgo, c 1 il volgo che parla in tuono solenne. !i 1 il volgo che scrive ogni sera certe cose, perch( un altro volgo le sorbisca ogni mattina pigliando il caff1, poi le ripeta nella giornata. ! 1 chi non 1 volgo, ma niuno vi bada e niuno l ascolta. J materia insomma da farne un libro che rimarrebbe senza lettori. Prima di vender la pelle bisogna aver ferito l orso. Mn cattivo cane rode una buona corda. -&edi 'rrore, ecc..

False a++arenze /lle volte con gli occhi aperti si fan dei sogni. /ltre cose in presenza, altre in apparenza. ,ella vigna, poca uva. !hi dipinge il fiore, non gli d l odore. !hi ha contenti gli occhi, non si sa quel che il cor faccia. !hi ride sempre, non vi si legge dentro, e questo 1 abito di simulazione% ma pu anch essere buono studio a nascondere i propri guai sotto la faccia serena, ch 1 un affogarli quanto si pu, e verso gli altri una cortesiaIIe Quando si ride senza essere contenti 1 un riso che non passa i dentiIIe / chi troppo ride gli duole il cuore. 'al falso bene viene il vero male. 'anari di poveri e arme di poltroni si veggono spesso.

Guardati dalla donna di festa e dalla bandita di grazia. +andita, nel *enese 1 pascolo riservato% bandita di grazia 1 un pascolo troppo lussureggiante, un apparenza ingannevole come la donna vestita a festa. +l desiderio fa parer bello quel che 1 brutto. +l diavolo non 1 brutto quanto si dipinge. -&edi Illustra"ione :II#. +l drappo corregge il dorso, e la carne concia l osso. +l fatto de cavalli non ist nella groppinaIIe 0al si giudica il cavallo dalla sella. +l miracolo non fa il santo. +n guaina d oro, coltello di piombo. ' un fiacco nobilmente armato, d un magnifico sputasentenze nel quale sia poca virt$, di belle parole che non abbiano gran sugo. + santi non mangianoIIe Gli angioli non pisciano. Quest ultimo dicono le mamme dei bambini che dalle visitanti per vezzo sogliono chiamarsi angiolini% ma tutti due stanno a significare che l uomo vivo non 1 sicuro mai d essere come santo o come angiolo. -on creda donna +erta o ser Martino, er veder l'un 1urar, l'altro o11er4re, %edergli dentro al giudicio divino; $)4 6uel pu7 surgere, e 6uel pu7 cadere# -'/7T:.. L abito non fa il monacoIIe La croce non fa il cavaliereIIe La veste non fa il dottoreIIe La barba non fa il filosofo. La castagna di fuori 1 bella e dentro ha la magagna. La fame e il suono fan le cose maggiori di quel che sono. L apparenza inganna. La virt$ sta di casa dove meno si crede. L uomo si giudica male alla cera. 7on 1 tutt oro quel che riluce. 7on ogni verde fa fiore, non ogni fiore fa frutto.

7on sempre fugge chi volta le spalle. 8gni lucciola non 1 fuoco. 8gnun c ha gran coltello non 1 boia. 8gnun vede il mantello, nessun vede il budello. Parere e non essere, 1 come filare e non tessere. Quel che si vede non 1 di fede. "iso di signore, sereno d inverno, cappello di matto, e trotto di mula vecchia, fanno una primiera di pochi punti. "ossore, non 1 sempre colpa. L ingenuo arrossisce di cosa indegna di lui, o si mostri a lui di fuori o se la senta brulicare in fondo all animo non volente. *e il lupo sapesse come sta la pecora, guai a lei. Quante povere donnucce non avranno avuto in cuore questo proverbioL e buon per loro, se riuscirono a che il lupo non se ne accorgesse. *e la capra si denegasse, le corna la manifesterebbero. *e la pillola avesse buon sapore, dorata non sarebbe per di fuore. Tal pare 8rlando, che poi 1 una pecora. Tutti i fiori non sanno di buono. Tutto il bianco non 1 farina. Tutto il rosso non 1 buono, e tutto il giallo non 1 cattivoIIe Tutto il rosso non son ciliege. Tutto quel che ciondola, non cade. Mn fucile scarico fa paura a due. &esti un ciocco, pare un fioccoIIe &esti un legno, pare un regno. -&edi 3e"ole del "iudi&are,.

Fami&lia / chi 'io non d figliuoli, il diavolo gli d dei nipoti. /iuta i tuoi, e gli altri se tu puoi.

/l bambin che non ha denti, freddo fa di tutti i tempiIIe !hi vuol vedere il bel figliuolo, sia rinvolto nel cenciuoloIIe Latte e vino ammazza il bambinoIIe Quando il bambino sta a sedere la poppa la gli 1 bere. /lle nozze e a mortori, si conoscono i parenti. /lleva i tuoi figli poveretti, se tu li vuoi ricchi e benedetti. /ll orsa paion belli i suoi orsacchini. /lla madre i suoi figli# e pi$ generalmente, all uomo le opere sue, anche brutte. /mici a scelta, e parenti come sono -ovvero come uno gli ha.. / sangue rimescolato il bambin non va addormentato. /sina col puledrino non va diritta al mulino. Mna mamma ha sempre da fare. /ver cura de putti, non 1 mestier da tutti. Per ci che spetta alla custodia e alla sanit de bambini piccoli, abbiamo i seguenti# 'i mezz anno il cul fa da scanno. !io1 comincia a pigliar forza e a reggersi in sulla vitaII e ,ambin d un anno rigetta il latte dal calcagno. 7on abbisogna pi$ del latte e comincia a camminareIIe !hi vuol vedere il bambino fiorito, non lo levi dal pan bollitoIIe Mccellin che mette coda, mangia ogn ora ogn oraIIe "agazzo crescente ha la lupa nel ventre. ,abbo e mamma non campano sempre. + giovani devono pensare a farsi uno stato. ,asta un padre a governare cento figliuoli, e cento figliuoli non bastano a governare un padre. ,atti lillo, quando 1 piccirillo. <ui parcit virg=, odit 1ilium suum ( roverbi9**e )iglio troppo accarezzato non fu mai bene allevatoIIe !hi il suo figlio troppo accarezza non ne sentir allegrezza. ,eata quella casa che di vecchio saIIe

,eata quella casa dov 1 carne secca. ,eata quella sposa, che fa la prima tosa. Perch( La putela fa la mamma bela. -&eneziano.IIo meglio !hi vuol far la bella famiglia incominci dalla figlia. )orse pi$ che pregiudizio 1 motto di consolazione alle spose che incominciano dal partorire femmine, ed il pregiudizio sta nel credere che sia questa una sventuraII e /ll uomo affortunato gli nasce prima la figlia. Perch( 1 grande quando nascono i maschi ed aiuta a rilevarliII e +n casa de galantuomini nasce prima la femmina e poi gli uomini. ,en conta la madre, ma meglio quello che ha nascere. *i dice quando le donne indugiano a partorire. !asa il figlio quando vuoi e la figlia quando puoi. $asa, accasa, di moglie. !asare suona bene e porta male. Qui vale metter su casa. !hi ama bene, gastiga bene. Propriamente dei genitori. !hi batte la moglie, batte tutta la casa. !hi disse figliuoli, disse duoli. !hi fa la figliuola vezzosa, la sente avolterosa. !hi fila grosso, si vuol maritar tosto% chi fila sottile, si vuol maritar d aprile. !hi ha figliuoli, tutti i bocconi non son suoi. !hi ha matrigna, di dietro si signaIIe 0atrigna, ceffon torce, e bocca ti digrigna. !hi ha un figliuolo solo, lo fa matto% chi un porco, lo fa grasso. !hi ha un sol figlio, spesso se lo ricordaIIe !hi ha un orecchio solo, spesso se lo netta. +l quale per si dice anche di altre cose.

!hi i suoi somiglia, non traligna. J detto in mal senso. !hi l altrui famiglia non guarda, la sua non mette barba. -Leon ,attista /lberti.. !hi ne ha cento l alloga, chi ne ha una l affoga. 'elle ragazze da maritare. !hi n ha due -de' 1igliuoli., n ha uno% e chi n ha uno, non n ha punti. Per dire che ci possono morire da un momento all altro. : meglio# Mno, nessuno# due come uno% tre cos9 cos9% quattro il diavolo a quattroIIe !hi non ne ha, ha un dispiacere solo. Perch( 0adre vuol dire martire. : quale felicit pu stare senza i suoi martiriiK !hi ne ha in cuna non dica di nessuna. 0adre non sparli d altre madri. !hi non ascolta il padre in giovinezza, udir il boia in vecchiezzaIIe !hi non gastiga culino, non gastiga culaccio. !hi non ha figliuoli, non sa che sia amore. !en"a moglie a lato -on puote uomo in bontade esser per1etto### -on sa 6uel c)e sia amor, non sa c)e vaglia La caritade, ecc# -/"+8*T8, !atire.. !hi non ha poveri o matti nel parentato, 1 nato o di lampo o di tuono. !hi non sa rammendare -o rassettare. non sa partorire n( rilevare. +l lavoro 1 la salute ed 1 la scuola della donna com 1 di tutti. !hi pi$ fascia meno sfascia. *i diceva quando era usanza generale fasciare i bambini. !hi si taglia il naso s insanguina la bocca. !io1, non si devono scoprire le piaghe della propria famiglia. !hi vuol male ai suoi non pu voler bene agli altri.

!hi vuol vivere e star sano, dai parenti stia lontanoIIe 0olti parenti, molti tormentiIIe *e il parente non 1 buono, fuggilo come il tuonoIIe Parent fatti in l. !orruccio di fratelli fa pi$ che due flagelliIIe )ratelli, flagelli. !osta pi$ un viziolo che un figliuolo. !on quel che si mantiene un vizio, si posson mantenere due figliuoli. 'a una mucca a una donna ci corre un par di corna. AAConnN soit qui mal N penseBB. + contadini intendono, che alla balia 1 necessario il mangiare assai. 'e sua se ne vorrebbe dire, e non se ne vorrebbe sentir direIIe Tutti voglion vedere i matti in piazza, ma nessuno della sua razza. !io1, quelli della propria famiglia e della sua patria a chi 1 fuori. 'io ti dia figliuoli, e diateli grandi. Perch( piccini danno troppo da fareIIe La famiglia piccolina mette la casa in rovina% quando si 1 rilevata, la casa 1 rovinata. 'onne per casa, una in figura e una in pittura. 'ove c 1 la pace ci 1 'io. 'etto principalmente della famiglia. 'ove ci son ragazze innamorate, 1 inutile tener porte serrate. 'ove vi son figliuoli non vi son parenti n( amici. Per l amore dei figliuoli non si hanno riguardi ad altri. J meglio allegare che fiorire. 'ei figliuoli -come degli alberi. non importa che mostrino fiori% importa che abbiano buona fibra. J, meglio che stia un solo bene, che tutti maleIIe J meglio dir poveretto me, che poveretti noi. Questi due Proverbi sono usati da chi, avendo pochi assegnamenti i quali non bastino nemmeno a lui solo, o che gli bastino per l appunto, non vuole accasarsi, per non fare stentare

anche gli altri insieme con s(, entrando in famiglia. )anciulli, angeli% in et son diavoli. !io1 quando cominciano a essere grandicelli. )azzoletti che si tengono a mostra non si vendono. /vviso alle madri che portano a zonzo le lor figliuole per desiderio di collocarle presto. )iglie da maritare, fastidiose da governare, ovvero, ossi duri da rosicare. )iglie, vigne, e giardini, guardale dai vicini. )igli d un ventre, non tutti d una mente. 8nde anche si dice# Tre fratelli, tre castelli. )igliuole e frittelle% quante pi$ se ne fa, pi$ vengon belle. )igliuoli da allevare, ferro da masticare. )igliuoli e lenzuoli non son mai troppi. )igliuoli matti, uomini savi. 0atti cio1 vivaci, chiassaioli, non cupi o balogi. )igliuoli piccoli, fastidi piccoli, figliuoli grandi, fastidi grandiII e )igliuoli piccoli, dolor di testa, fanciulli grandi. dolor di cuoreII e + figliuoli quando son piccoli pestano sui pi1 e quando son grandi pestano sul capoII e + figiuoli succhiano la madre quando son piccoli, e il padre quando son grandi. )iglio senza dolore, madre senza amore. )ila buolla tela chi allatta il suo figliuolo. Gastiga la cagna, e il cane star a casa. Gaudio di piazza, tribolo di casa. 'etto delle donne che piacciono e amano piacere. Guai a quella casa dove la famiglia s accorda. 8gni casa vuole un capo% se i domestici o anche i figli e le donne si accordano tra loro a soverchiarne l autorit, quella famiglia non pu essere mai bene ordinata. Guardati da chi ti leva la cappa in casa tua. $appa, segno di magistrato, di comando% ma pi$ che mai da chi ti fa il padrone in casa.

Guardati dagli occhi piccini. + fanciulli pongono mente in ogni cosa e la ridicono semplicemente% guardarsi da loro, chi non vuole che una cosa si risappia. : per si dice# Quando il piccolo parla, il grande ha parlatoIIe !hi vuol saper la verit, lo domandi alla purit. + fanciulli mettono ogni giorno un oncia di carne e una libbra di malizia. +l male del parto 1 un male smemoratoIIe 'oglia passata, comare dimenticata. Dimenticata, cio1 che ha dimenticato le doglie sofferte. /rdimenti della lingua% di questa il popolo usa alla libera come di sua robaIIe 0al di parto non parte. ,isogna, cio1, continuare a tenersi come inferme. +l padre deve fare la tavola tonda. :ssere eguale con tutti. +l primo servigio che faccia il figliuolo al padre, 1 il farlo disperare. !io1, dargli brighe o inquietudini. + paperi cacciano l oche fuori di casa. 'etto dei fratelli che tirano a mandar via le sorelle. + parenti escon fuori di casa. Tra contadini 1 uso che quando non si lasciano menar moglie in casa, escono, e fanno famiglia da s(, il che si dice sciamare# + ragazzi son come la cera, quel che vi s imprime, resta. + vicini le maritano, e il padre d la dote. La buona madre fa la buona figliuola. La carne dell affinit tira. L acqua lava, e il sangue stringeIIe +l sangue non 1 acquaIIe *tringe pi$ la camicia che la gonella. *i dice dei legami di parentela. La giovane com 1 allevata, la stoppa com 1 filata.

La madre non pu dire che sia suo il figliuolo finch( non ha avuto il vaiuolo. Perch( ha un pericolo sempre innanzi. La ragazza 1 come la perla, men che si vede e pi$ 1 bella. La madre misera fa la figlia valente. &alente la figlia che si 1 esercitata, che ha sofferto nell assistere la madre. La madre pietosa fa la figliuola tignosa. La pecora guarda sempre se ha dietro l agnello. La mamma se ha dietro il figliuolo. La pianta che ha molti frutti, non li matura tutti. Qualcuno ne muore, ed anche vuol dire che ove sieno molti qualcuno fuorvia. Le bellezze duran fino alla porta, le bont fino alla morte. "icordo delle buone madri alle figliole che vanno a marito. Le donne sono una certa mercanzia da non le tener troppo in casa. 'evono a suo tempo essere maritateIIe La gallina che resta in casa sempre becca. ,ecca, morde, punge dispettosa perch( 1 uggitaIIma !hi aspetta, 'io l assettaIIe "agazza che dura non perde ventura. L uovo ne vuol saper pi$ della gallina. 0adre che fila poco, i suoi figliuoli mostrano il culo. !io1, non hanno vestito addosso. 0adre morta, padre cieco. Per il governo della casa, ma pi$ per l educazione delle figlie. 0amma, cosa vuol dire accasareK -entrare in 1amiglia. filare, figliare e sentir berciareIIe 0ar9tati, e vedrai% perderai i sonni e pi$ non dormirai. 0arito disamorato, matrimonio rammaricato. 0arito e figli come 'io te gli d cos9 te gli piglia. 0arito e moglie della tua villa, compari e comari lontan cento migliaIIe

Parente da presso, e compar dalla lunga. 0azze e panelli fanno i figli belli. 0orta l ape, non si succia pi$ m1le. 0orto il capo di casa, mancano molti comodi alla famiglia. -*:"'87/T+.. 0orte di suocera, dolor di gomito. 7on curano i fratei della soror, se non 1 da pi$ di lor. 7on 1 peggior lite, che tra sangue e sangue. 7on ogni bestia che va in fiera si vende. 'etto alle fanciulle che si mettono troppo in mostra. 7on pu aver cosa buona chi non liscia la padrona. 7on sprezzar la dottrina del parente% e chi la sprezza ne riman dolente. arente, padre o maggiore, a modo latino. 7utritura passa natura. 7ota, nutritura per modo d allevare o d educare. 8gni gravidanza ha la sua usanza. /ccenna ai vari effetti che in donna produce gravidanza. 8gnun d pane, ma non come mammaIIe !hi mi fa pi$ di mamma, s9 m ingannaIIe !hi ha mamma, non piangaIIe 0amma, mamma, chi l ha la chiama e chi non l ha la bramaIIe 0amma mia sempre, ricca o povera che tu sia. Padre che ha figliuoli grandi, fuor li mandi. +n casa impoltroniscono. Pan di figliuoli, pene e duoli. 0ale stanno i genitori che vivono a spese dei figli. Pecora mal guardata, da ogni angello 1 poppata. Per tutto bene, ma in famiglia meglio. Pi$ si sente un taglio di rasoio che dieci di spada.

Taglio di rasoio, ferita domestica. Pi$ vale un padre, che cento pedagoghiIIe !hi 1 del figliuol pedante, non 1 furfante. Povera quella casa dove non rientra cappello. Povero quell uomo che sa quanto sale vuole la pentola. !io1, dove la donna non 1 buona a nulla, e a lui tocca fare ogni cosa da s(. Quale il padre, tale il figlio% qual la madre, tal la figliaIIe +l ramo somiglia il troncoIIe La scheggia ritrae dal ceppoIIe +l lupo non caca agnelliIIe ' aquila non nasce colombaIIe 'i vacca non nasce cervoIIe 'i meo nasce meoIIe !hi di gallina nasce, convien che razzoliIIe !hi nasce mulo, bisogna che tiri i calciIIe !hi nasce di gatta, piglia i topi al buioIIe !hi di gatta nasce sorci piglia, se non gli piglia non 1 sua figliaII e + figliuoli de gatti pigliano i topiIIe +l mal corvo fa mal uovo. 0a incontro a questi, e per via d eccezione stanno gli altri# /lle volte, dei cattivi nocchi si fanno di buone scheggeIIe 'al mar salato nasce il pesce fresco. : oppostamente# ' un uovo bianco pulcin nero. Qual 1 la signora tal 1 la cagnola. Quando duol la scianca, la femmina non mancaIIo Quando la pancia 1 aguzza, l ago e la roccaIIe Quando 1 larga sul fianchetto nasce un bel maschietto.

Pregiudizi delle donne. Quando i ragazzi stanno fermi, cattivo segnoIIe Quando i ragazzi stan cheti, han fatto qualche malestro. (aga""i nel senso proprio vorrebbe dir servo, garzone o mozzo. Da raga""o aspettato dal signorso# -'/7T:. Il signore 4 pi3 servo del raga""o# -/"+8*T8, !atire#. 0a ora tale significato 1 quasi dismesso, e ogni madre chiama ragazzi i suoi figli, i quali non sieno n( bambini n( adolescenti. Quando la capra ha passato il poggiolo non si ricorda pi$ del suo figliuolo. 'ato delle donne che ripigliano marito. Quando la gatta non 1 in paese, i topi ballano. + ragazzi sogliono ruzzare alla libera e far casa del diavolo, quando non sono presenti i genitori o il maestro. Quando nascono (i 1igliuoli9 son tutti belli, quando si maritano, tutti buoni, e quando muoiono son tutti santi. "agazzi e bicchieri, mercanzia leggeri. "agazzi e polli imbrattan le case. :d anche# "agazzi e polli non si trovan mai satolli. "oba che mangia non si perde. 'etto dei figliuoli. *e vuoi che il tuo figlio cresca, lavagli i pi1 e rapagli la testa. *uocera e nuora, tempesta e gragnuolaIIe *uocera cieca, nuora avventurataIIe &uoi tu farti creder donna beata, parla di tua cognata. Tal susina mangia il padre che allega i denti al figliuolo. 'ei disordini e degli errori del padre ne tocca a far la penitenza il pi$ delle volte a figliuoli. atres comederunt uvam acerbam, et dentes 1iliorum obstupescunt# Tra carne e ugna, non sia uom che vi pongaIIe Tra moglie e marito non mettere un dito. 7egli affari de parenti o amici litiganti fra loro, uom non debba interessarsi o inframmettersi.

Tra parente e parente, tristo a chi non ha niente. Tre figlie e una madre, quattro diavoli per un padre. Trist a quelle case, dove gallina canta e gallo taceIIovvero +n casa non c 1 pace, quando gallina canta e gallo tace. !io1 quando la moglie comanda al marito. Trulli trulli, chi se li 1 fatti, se li culli -ovvero chi gli ha fatti gli trastulli.. 'e figliuoli. Mna aiuta a maritare l altra. Tale si fu il consiglio che diede "omeo a "aimondo ,erlinghieri# questi col maritare la prima con suo disagio al re di )rancia, fece regine anche le altre treII e !on una figliuola si fanno due generi. !he pure vale per l obbligarsi con un sol servigio due persone. Mna figlia, una maraviglia. Perch( le ragazze a fine di maritarle, i padri vantano quasi maraviglie. Momini, sanit e fuoriIIe /i ragazzi pane e scarpe. Le donne in casa% i mariti e i ragazzi, fuori. -&edi +a a,.

Fa##i e +arole /cquerello e parole se ne fa quant un vuole. / dire si fa presto. /l mal fatto si rimedia, al mal detto noIIe +l mal detto non si cancella, il mal fatto s9. /ltro 1 dire, altro 1 fareIIe -&edi Illustra"ione :III.. 'al detto al fatto c 1 un gran tratto -ovvero c 1 un bel tratto.IIe 'al fare al dire, c 1 che ire. !ome pure# +l dire 1 una cosa, il fare 1 un altraIIe

)ra dire e fare si consumano di molte scarpe. ,en dire val molto, ben fare passa tutto. !an che abbaia, poco mordeIIe !an che morde, non abbaia. !an che abbaia, non fa caccia -o non prese mai caccia.. !an da pagliaio abbaia, e sta discostoIIe /bbaio, abbaio, e di vento empio lo staio. !hi le vuol fare, non le diceIIe !hi far di fatti vuole, suol far poche parole. !hi meglio parla, peggio fa. !hi minaccia, non vuol dareIIe !hi lo dice, non lo fa. !hi molto profferisce, poco mantiene. !hi parla, deve fare anche volentieri. !hi sa favellare, impari a praticare. Praticare, qui sta per fare, mantenendo l etimologia del significato che l uso ha fatto sparire dal verbo. 'alle grida ne scampa il lupo. *i dice di quelli che non hanno de lor falli altra punizione che grida, delle quali e si fanno beffe, e ritornano di nuovo al male. 'etto senza fatto, ad ognun par misfatto. 'i di no, e fa di s9. J come dicesse# di quel che vuoi, basta che tu faccia quel ch io voglio. 'ove bisognan fatti, le parole non bastanoIIe +l bel del giuoco, 1 far de fatti e parlar pocoIIe Lingua cheta, e fatti parlanti. 'ove son donne e gatti, son pi$ parole che fatti. Gran vantatore, piccol facitore. + detti son nostri e i fatti son di 'io. +l ventre non si sazia di parole.

+ maestri son quelli che fanno le cose bene. !hi fa le cose bene 1 maestro, perch( l esempio ammaestra meglio delle parole% ed 1 o diviene o 1 degno d essere maestro di bottega o sopracci. L amore e la fede dall opere si vede. Le parole son femmine, e i fatti son maschiIIe Parole non fanno fatti. Lunga lingua, corta mano. + vantatori o ciarloni al fatto riescono galline bagnate. 0ano fredda e cuor sincero. 'i chi poco si dimostra, promette poco e mantiene assai. Quando la fame assale, la musica non vale. )orse intendesi di chi d buone parole invece di limosina. *ol di parole amico, non vale un fico.

Feli*i#0% In(eli*i#0% /ene / gran speranza il misero non cede. /l miser uom non giova andar lontano, che la sciagura sempre gli tien mano. / maggior felicit minor fedeIIe 'i gran prosperit, poca sicurtIIe Prosperit umana, sospetta e vana. ,en tardi venuto, per niente 1 tenuto. 0a pi$ ragionevolmente# J meglio tardi che maiIIo J meglio una volta che mai. /pplicando molto spesso questi due al correggersi, al rinsavire.I0ontaigne per dice alquanto sguaiatamente -come gli avviene assai spesso. che non si cura d imparare a vivere quando per essere inoltrato negli anni non 1 pi$ in tempo di trarne profitto% e aggiunge# AA+l vault quasi mieulO Eamais, que si tard, devenir honneste homme et bien entendu vivre, lorsq on n a plus de vie. 0oN, qui m en vois, resignerois facilement quelqu un qui veinst, ce que E apprends de prudence pour le commerce du monde# moustarde aprez disner.BB !hi portasse al mercato i suoi guai, ognuno ripiglierebbe i suoi.

: meglio essere invidiati che compatiti. )elice non 1 chi d esser non sa. Gramezza fa dir mattezza. +l bel tempo non vien mai a noiaIIe +l maggio non dura mai sette mesiIIe 8gni cosa si sa comperare, eccetto che il buon tempo. Perch1 non ci viene a noia. si comporta male# la felicit 1 un peso, se l uomo creda essergli debita% e quando egli si figura quella essere il suo stato naturale, non intende pi$ nulla di nulla, e diviene anche malvagio. Laonde si dice che# !hi ben siede, mal pensa. ed ampliando crudelmente lo stesso concetto alla universalit degli uomini, la tirannia ebbe questo adagio# !hi vuol ben dal popolo, lo tenga scusso. +l buon tempo fa scavezzare il collo. Le troppe prosperit fanno gli uomini insolenti, e poi gli mandano in rovinaII e Quando la va troppo ben, la superbia salta in pi1. +l male non vien mai tanto tardi, che non sia troppo presto. -on vien s, tardi il mal c)e non sia presto# -,:"7+, Orlando#. +l troppo grasso fa l occhio cieco. La bonaccia, burrasca minaccia. La prim acqua 1 quella che bagna. + primi dolori, le prime infelicit, i primi tradimenti sono quelli che potentemente ci affliggono. La vita dell uomo dipende da tre ben# intender ben, voler ben, e far ben. Le avversit non adulano nessuno. 7ella felicit gli altari non fumano. : peggio# !hi chiama 'io, non 1 contento% e chi chiama il diavolo, 1 disperato. : chi pu essere mai contentoK :, all infuori dello stolto, chi 1 disperato maiK 7ella felicit ragione, nell infelicit pazienza. 7essuno sa il sabato, se non chi lo digiuna.

7on sa che cosa sia il male, chi non ha provato il beneIIe !hi ha provato il male, gusta meglio il bene. 7on si conosce il bene, se non quando s 1 persoIIe L asino non conosce la coda, se non quando non l ha pi$. 7on si sta mai tanto bene che non si possa star meglio, n( tanto male che non si possa star peggio. 7on v 1 maggior nemico della troppa prosperit. 7on viene mai estate senza mosche. 8gnuno ha in casa sua il morto da piangere. !io1 i suoi mali, i suoi rammarichi. 8gnuno sa s( e 'io sa tutti. Tristo 1 quell uccello che ha bisogno dell altrui penne per volare. +nfelice che abbisogni dell aiuto d altri per liberarsi dal male o per cercar fortuna. Tristo 1 quell uccello che nasce in cattiva valle. Mn buon giorno vale un cattivo meseIIe !hi ha un giorno di bene, non pu dire d essere stato male tutto l anno. er un buon giorno non stimo un mal mese# (Orlando Innam#9 Mn ora di contento sconta cent anni di tormento. Mn piccol nuvolo guasta un bel sereno. ,ene lontano 1 meglio di male vicino. +l ben d un anno va via in una bestemmia. !ol nome di bene il consenso dell umanit, che si trasmette per la parola, intende due cose che di necessit vanno insieme unite, il bene oprare ed il godere# non chiama godere se non quello che produce pieno, interiore appagamento% e dove non sia la coscienza di ben fare, dice non essere contentezza in alcuni dei Proverbi che hanno il bene per soggetto, la prima idea 1 pi$ chiaramente espressa, e negli altri la seconda# taluni ve ne ha dove non sapresti ben distinguerle. Qui vale il primo significato, ed il proverbio dinota che un solo fallo basta a cancellare molte buone opere. +l bene 1 bene per tuttiIIovvero +l bene fa bene a tutti. * intende egualmente delle buone opere e della buona ventura# cos9 negli altri che seguono. +l bene 1 sempre bene, il male 1 sempre male. +l bene bisogna cercarlo, e il male aspettarlo.

+l bene non 1 mai troppo. +l bene non fu mai male, e il male non fu mai bene. +l bene non fu mai tardi. +l bene trova il bene. +l bene va preso quando si pu avere -ovvero quando +ddio lo manda.. Qui l idea della felicit o del benessere materiale sta come sola al primo aspetto. 0a v 1 compresa anche un idea morale, talch( pu stare con gli altri.

Fid$*ia% Di((idenza / chi ben crede, 'io provvede. / credere al compagno vai bel bello. /scolta tutti, parla franco, credi a pochi, a te poi manco. !hi cammina a buona fede, i pidocchi se lo mangiano. !hi d altri 1 sospettoso, 1 di s( mal mendosoIIe !hi 1 in sospetto, 1 in difettoIIe *ospetto e difetto comprarono la casa insieme. !hi non sa mentire, crede che tutti dicano il vero. Innocens credit omni verbo; astutus considerat gressus suos ( rov#9 !hi pi$ guarda, meno vede. !hi si d in man del ladro, bisogna che se ne fidi a suo dispetto. !hi si fida, 1 l ingannato -ovvero rimane ingannato.. !hi tosto crede, tardi si penteIIe !hi tosto crede, ha l ale di farfalla. !hi troppo si fida, spesso grida. !hi vuol esser discreto conosca bene altrui. Prima d essere con altri discreto, arrendevole, prima di usar troppo delicatamente seco, guarda ch egli non ne abusi. !on gli scredenti si guadagnaIIe +l rubare 1 con gli scredentiIIe

!onsiglio scappato, consiglio trovato. !hi agli amici non crede, gliene incontra male, ed altri poi s approfitta del consiglio rigettato. !on ognun fa patto, coll amico fanne quattroIIe !onti spessi, amicizia lungaIIe /mici cari, patti chiari, e borsa del pari. 'a chi mi fido mi guardi 'io, da chi non mi fido, mi guarder ioIIe 'agli amici mi guardi 'io, che dai nemici mi guarder io. 'i chi non si fida, non ti fidare. Perch( Gli uomini sfiduciati non furono mai buoni. *fiduciati qui per diffidentiIIe / chi non crede non prestar fede. 'i pochi fidati, ma da tutti guardati. 'ove son molte mani, chiudi. )idarsi 1 bene, non si fidare 1 meglioIIovvero )idati era un buon uomo, 7ontifidare era meglio. -&edi Prefazione.. !ome pure# )idati e 7ontifidare eran fratelliIIe )idati pi$ de poveri poveretti che dei signori. Gabbato 1 sempre quel che pi$ si fida. Gli uomini non si conoscono alla prima. +l credere e il bevere inganna le donne e i cani. +l cuore non si vede. +n terra di ladri, la valigia dinanzi. La fede degli uomini, il sogno e il vento son cose fallaci. 0atta 1 quella pecora che si confessa al lupo. /vviso alle donne. 0olti hanno insegnato a ingannare temendo d essere ingannati. 7on dir le cose tue n( ad uom senza barba, n( a donna senza petto.

7on si crede al santo finch( non ha fatto il miracolo. 7on ti fidare se puoi farne a meno o -se puoi far di meno.. Parla all amico come se avesse a diventar nemico. 0a -grazie a 'io. si trova pure# +l nemico, pensa che pu diventarti amico. Pensa ben per non peccare, pensa mal per non sbagliare. Per amist conservare, muri bisogna piantare. &uol dire# lasciarsi la sua libert, ciascuno% fabbricare fra te e l amico un muro, ma che abbia il suo uscio. Prima di conoscere uno, bisogna consumare un moggio di sale. J di uomo cupo, il quale non lasci ben conoscere di qual natura si sia# ,isogna star con lui un verno e un est, chi vuol saper di quel ch e sa. Quanto pi$ si vede, e meno si credeIIovvero !om pi$ si vede, manco si credeIIe Quel che vedi, poco credi% quel che senti non creder niente. Perch(# L esperienza genera sospettoIIe !hi pi$ sa, meno crede. Quel che l occhio non vede, il cuor non crede. *e tu hai caro il ben che godi, guarda con chi lo lodi. !h( ne farai venir troppa voglia. Tra gente sospettosa, conversare 1 mala cosaIIe Guardati da can rabbioso, e da uomo sospettoso. Trist e guai, chi crede troppo e chi non crede mai. Mscio aperto guarda casa. &al pi$ un pegno nella cassa che fidanza nella piazza.

For#$na / buona seconda -o alla china. ogni santo aiutaIIe 8gnuno sa navigare col buon ventoIIe

/l buon tempo ognun sa ire. / chi 1 disgraziato, gli tempesta nel forno. Gli vengono addosso le disgrazie pi$ incredibili. / chi la va destra par savioIIe !hi ha ventura, poco senno gli basta. / chi sorte, a chi sporte. /lla fortuna bisogna lasciar sempre una finestra aperta. /ssai ben balla a chi fortuna suona. ,eni di fortuna passano come la luna. !hi comincia a aver buon tempo, + ha per tutta la vita. !hi confessa la sorte, nega 'io. : qui sta il vero, e qui 1 la censura e il contravveleno degli altri, nei quali l uomo, pigliandosela con questo ente immaginario, rinnega 'io e se medesimo# -ullum numen abest si sit prudentia, sed te -os 1acimus, Fortuna, deam coelo6ue locamus, disse un autore pagano. : ,acone lasci scritto che siccome la via lattea 1 un aggregato di nebulose, cos9 la fortuna di oscure virt$ le quali non hanno nome. /d essa imputiamo il benessere degli altri, e per s( niuno mai se ne loda, perfidiando nel disconoscere le altrui buone e savie opere, come gli errori nostri o le colpe. Quindi ella sempre 1 posta in croce, come disse l /lighieri, il quale la volle cristianamente deificare% e al suo solito guardando in su, intese bene anche la fortuna, ministra degli occulti giudicii di 'io a questo fine ordinata, $)e permutasse a tempo li ben vani Di gente in gente e d'uno in altro sangue, Oltre la di1ension dei senni umani# 0a il nostro povero senno, non che sapersi difendere, si maraviglia goffamente dei frutti che vede perch( non sa o perch( dimentica quel ch egli stesso ha seminato. !hi non 1 savio, paziente e forte, si lamenti di s(, non della sorteIIe La sorte 1 come uno se la faIIe Quando 'io ci d la farina, il diavolo ci toglie il saccoIIe La fortuna, il fatto, e il destino, non vagliono un quattrino. !hi 1 disgraziato, non vada al mercatoIIe !hi 1 sfortunato, non vada alla guerra. !he si dice d ogni cosa la quale abbia difficolt e pericoli. !hi 1 felice, chi sa se 1 buonoK )elice, come suol dirsi o come pare. !hi 1 nato di carnevale, non ha paura dei brutti musi. !hi ha a morir di ghiandosa -peste., non gli vale far casotti in campagna.

!hi ha ad aver bene, dormendo gli viene. !hi ha a rompere il collo, trova la strada al buioIIe Quando s ha a rompere il collo, si trova la scala. !hi ha da morir di forca, pu ballar sul fiume. 7on affoga, perch( io aspetta un altra morte. !hi ha delle pecore pu far del latte. !hi ha beni di fortuna in abbondanza puo facilmente fare ci che gli piace. !hi ha ventura, e chi ha ventraccio. !i vuole un oncia di fortuna, e un diavol che porti. !ome la fortuna toglie, cos9 d. !ontro sorte avversa ogni buon carrettier versa. 'ove la fortuna giuoca pi$ che il senno, la gente vi corre. : pi$, dove il senno 1 scartato affatto, come al giuoco del lotto. J meglio nascer senza naso che senza fortuna. )inch( tu hai la detta, sappila conoscere. Detta, sorte, e propriamente buona fiducia nel gioco. )ortuna cieca, i suoi accieca. )ortuna, e dormi. Gli uomini son la palla della fortuna. +l diavolo caca sempre sul monte grosso. 'ov 1 gran cumulo di danaro il diavolo ha cura di mandarne sempre degli altri. La fortuna aiuta i matti e i fanciulli. Ma la 1ortuna c)e dei matti )a cura, ecc# ( A(IO!TO#9 La fortuna 1 vaga de bei tiri. Fortuna soevo laeta negocio, Ludum insolentem ludere pervica&, ecc. -8"/?+8.. La fortuna 1 una vacca, a chi mostra il davanti, a chi il di dietro. 'a chi la vacca mugnere non si lascia gli mostra le corna La fortuna vien tre volte -e non pi$.. ,isogna coglierla e usarla.

La rota della fortuna non 1 sempre una. La sorte non sa sedere. Le sue permuta"ion non )anno tregue; -ecessit2 la 1a esser veloce, !, spesso vien c)i vicenda consegue# -'/7T:.. Le cose vanno a chi non sa apprezzarle. L uomo ordisce, e la fortuna tesse. 7on comincia fortuna mai per poco, quando un mortal si piglia a scherno e gioco. 7on vale levarsi a buon ora, bisogna aver ventura. 7on val sapere, a chi fortuna ha contra. Quando fortuna dona all uom rispetto, gli d favore e aiuto a suo dispetto. Quando la palla balza, ciascuno sa darleIIe Quando cadono i maccheroni in bocca tutti li sanno mangiare. Quando uno ha disgrazia, gli va sul cotto l acqua bollita. Tradurrei# chi non vi bada, le cose anche pi$ comuni gli tornano maleII e !hi 1 nato disgraziato anche le pecore lo mordonoIIe *e fossi cappellaio gli uomini nascerebbero senza capo. Lo dice chi si lagna della fortuna, della quale tutti ci lagnamo. Quel che vien di salti, va via di balzi. Tutto 1 bene che riesce bene. J il titolo d una commedia di *haSespeare. &al pi$ un oncia di sorte, che cento libbre di sapere. &entura vieni e dura. &irt$ e fortuna non istanno di casa assieme.

Frode% Ra+ina /cqua chiara non fa colmataIIe / fiume torbido, guadagno di pescatoreIIe /rno non ingrossa se non intorbidaIIe

Porco pulito non fu mai grasso. : pi$ disperatamente# !hi non ruba, non ha robaIIe !hi ha paura del diavolo, non fa roba. :d anche si dice che Per esser ricco, bisogna avere un parente a casa al diavolo. *pecificando i mali guadagni con quest altro dettato# Per arricchire ci voglion tre r, o redare, o rubare, o ridire. cio1, far la spiaII !hi da giovane non fa grippe, da vecchio para mano. )ar grippe vale rubare. !hi arricchisce in un anno, 1 impiccato in un meseIIe !hi pi$ che non deve, prende, fila la corda che poi l appendeIIe !hi dei panni altrui si veste, presto si spoglia. :d anche# !hi dell altrui si veste, ben gli sta, ma tosto gli esceII e !hi se ne calza, non se ne veste. + rapaci, bench( da principio paia che se la passino bene, scoperta poi la coda al fagiano, pagano il fio d ogni rapina, ma quest ultimo si dice anche per coloro che fidano sul giuoco. -*:"'87/T+..IIe !hi ingiustamente tiene, d ogni cosa teme. !hi fa contrabbando, guadagna non so quandoIIe : si paga spesso la gabella e il frodoIIe !hi mangia l oca alla corte -per fisco., in capo al+ anno caca le penne. 'etto per coloro che frodano i dazi e le gabelle, perch( poi scoperti incorrono nelle pene. !hi ha preso resta preso. !hi maneggia quel degli altri, non va a letto senza cena. !hi ruba a un buon ladron ha cent anni di perdon. ,uon ladrone intendi chi si 1 impinguato di ruber9e.

!hi ruba per altri, 1 impiccato per s(. !rudel per fraude 1 peggio che per ira. 'al rubare al restituire si guadagna trenta per cento. "are volte avviene che chi restituisce faccia la restituzione intera. 'i quel che si ruba non s ha a sentir gradoIIe 'ella roba di mal acquisto non ne gode il terzo eredeII e La farina del 'iavolo va tutta in crusca. 'io perdona a chi offende, non a chi toglie e non rende. 'ov 1 interesse, non si fa l uffizio di 'io. J meglio andare in paradiso stracciato, che all inferno in abito ricamato. J meglio un soldo di buon acquisto, che mille d imbrogli. +l diavolo presta i danari per 5@ anni al pi$. +l ladro dell ago va all ovo, dall ovo al bue, dal bue alla forca. +l rubare non fa truttare. +l mondo 1 un pagliaio, chi non lo pela 1 un minchione. elare, per cavar la paglia filo per filo. + morti non rubano perch( hanno legate le mani. 'a questo si pu giudicare d altri molti proverbi che sono spropositi di chi per la rabbia non sa quello che si dice, o di molti sguaiati per farsi onore con gli sguaiati. + bei partiti fanno andare gli uomini in galeraIIo Per vantaggio, si va in galera. Ladro piccolo non rubare, che il ladro grande ti fa impiccare. La molta cortesia, fa temere che inganno vi sia. La roba degli altri consuma la propria. La roba degli altri ha lunghe mani. "ipiglia tosto la roba sua e di pi$, te medesimo. La roba del compagno fa enfiar le gambe. La roba va secondo che la vieneIIe !hi mal tira, ben paga.

0olti ladri siedon bene. Quel che vien di ruffa raffa, se ne va di buffa in baffa. Di ru11a ra11a, d imbrogli e di ruberie% di bu11a in ba11a, dal portare il berrettino al metter la barba. "eputazione e guadagno non istanno quasi mai nello stesso sacco. "oba trovata e non consegnata 1 mezza rubata. Tre cose fanno l uomo ricco, guadagnare e non ispendere, promettere e non attendere, accattare e non rendere. -&edi +o &ienza, +a ti"o dei falli,.

[ $io&o | $iorno, 2otte | $iovent6, %e&&#iezza | $iu tizia, !iti | $overno, !e""i, 3a"ion di *tato | $ratitudine, .n"ratitudine | $uada"no, -er&edi | $uerra, -ilizia | .n"iurie, 4ffe e | .ra, +ollera | !ibert1, *ervit6 ]

)io*o /l gioco si conosce il galantuomoIIe +l tavolino 1 la pietra di paragone. /l balordo mutagli gioco. Perch( l antico ha imparato a mente, ma il nuovo non indovina. /ssai vince chi non gioca. !arta che venga, giocator si vantiIIe 8gnuno sa giocare, quando la gli dice bene. !arta para, tienla cara. !hi dal Lotto spera soccorso, mette il pelo come un orsoIIe !hi gioca al Lotto 1 un gran merlottoIIe !hi gioca al Lotto, in rovina va di botto. !hi d vantaggio, perde. 'are vantaggio nel gioco, o dare dei punti e simili, vale far giocare l avversario a migliori condizioni, e trattandolo come da meno, rendergli pi$ facile la vincita. !hi 1 pi$ vicino al sussi -o al lecoro., fa sei. !ussi -o lecoro secondo i giuochi e secondo i luoghi., la carta o segno qualunque dove si raccolgono tutti i denari che formano il banco.

!hi gioca a trionfini, perde la pazienza e i quattrini. !hi gioca a primiera e non va a primiera, perde a primiera. Andare a primiera 1 tenersi in mano quelle carte che poi conducano a far primieraII e / primiera i due assi, menano a spasso. !io1, fanno perdere. !hi gioca per bisogno, perde per necessit. !hi gioca, non dorme. Pu dire egualmente che il giocatore sta all erta per non essere ingannato, o che perde la tranquillit e il riposo. !hi ha buono in mano, non rimescoli. !io1, chi ha buone carte. )iguratamente vale che chi sta bene, non cerchi altro. !hi ha fortuna in amor non giochi a carte. !hi non pu dare alla palla, sconci. !erchi mandare all aria il gioco, quando non pu riuscirgli a bene. !hi non pu giocare metta al punto. !hi non vuol perdere, non giochi. *i dice contro a brontoloni, i quali, se perdono, buttano all aria il tavolino. !hi perde, giocher, se l altro vuole. !hi 1 in isvantaggio non sa diffendersi dal ricominciare. !hi presta sul gioco, piscia sul fuoco. !hi sa il gioco, non l insegni. : si dice anche fuori del gioco. !hi si vuol riaver, non giochi pi$IIe :gli 1 molto da pregiare, chi ha perduto e lascia andare. !hi va al gioco, perde il loco. !hi vince da prima, male indovina -o perde da sezzo.IIe !hi vince da sezzo empie il sacchettoIIe !hi vince prima, perde il sacco e la farinaIIe !hi vince poi, perde il sacco e i buoE.

!hi vince non dileggi, e chi perde non s adiri. 'enari di gioco, oggi te li do, domani te li tolgo. Giocare e perdere lo sanno far tutti. +l gioco di bambara, chi pi$ vede manco imparaIIe *ette e figura, prova tua ventura, sette e fante dgli tutte quante. +l gioco 1 guerra. Ludimus e11igiem belli# -&+'/.. +l gioco ha il diavolo nel coreIIe 'ove si gioca, il diavolo vi si trastulla. +l perdere fa cattivo sangueIIe +l gioco vien dall ira, uno paga e l altro tira. 7on bisogna giocare con chi propone i giochi. Perch( ne sa troppo. 7on si deve far torto al gioco. 7on ti mettere a giocare, se non vuoi pericolareIIe +l gioco risica la vita e rosica la roba. Quando 1 perduto il re, 1 finito il gioco. Tolto dagli scacchi. *i gioca per vincereIIe 7on si pu vincer sempre. *i perde molto, per essere stolto. Terno, il duol dell inferno. Perch( non vengono maiIIe !he tu possa vincere un ambo al lottoL J imprecazione perch( chi ha vinto un ambo seguita a giocare e si rovina# lo stesso popolo dice in quest altro proverbio che lavorare e lavorare danno le sole vincite c)e 1anno pr7# /mbo lavorar, terno seguitar, quaderna e cinquina lavorar dalla sera alla mattina.

)iorno% No##e !hi fa di notte, si dipar di giornoIIe 8pra di notte, vergogna di giornoIIe Lavoro fatto di notte non val tre pere cotte. + due primi dicono le donne pi$ specialmente dei cuciti, o d altro lavoro fatto a veglia, che non riesce mai bene, e +e magagne si veggono poi di giorno. 'i giorno tingi, e di notte fingi. La mattina 1 la madre de mestieri, e la notte de pensieri. La notte assottiglia il pensieroIIe La notte 1 madre de consigli. La notte 1 fatta per gli allocchiIIe /ll /ve 0aria, o a casa o per la viaIIe Tra vespro e nona, non 1 fuor persona buonaIIe !ani, lupi, e botte, vanno fuori di notteIIe 'a nona alla campana esce fuora la... La campana suonava in )irenze dalle 36,F6 alle 33 di sera. 'el <; s 1 guadagnato ch ella non suoni pi$IIe !hi va di notte, ha delle bPtte o -va alla morte.IIe *ta sul fuoco quando 1 sera, a grattar la sonagliera, se aver vuoi la pelle intera. Le ore della mattina hanno l oro in bocca. 7( donna n( tela non guardare al lume di candelaIIe /l lume di lucerna, ogni rustica par bellaII e /lla candela, la capra par donzellaIIe 8gni cuffia per la notte 1 buonaIIe /l buio la villana 1 bella quanto la damaIIe /l buio tutte le gatte son bigie. : tutte le donne a un modo# non importa che le guardino troppo al vestito che le hanno in dosso% e per lo dicono quando escono vestite da casa alla buona. Parole da sera, il vento se le mena. La sera non 1 fatta per le faccende, ma per la conversazione, dove le parole portano meno a conseguenza.

Quando vien la sera, la vecchia si dispera. +l cadere della sera accresce malinconia# la tristezza diventa disperazione, massime nelle donne vecchie e prive di conforti e di passatempi. &egliare alla luna e dormire al sole, non fa n( pro n( onore.

)io.en#2% Ve**'iezza / cane che invecchia, la volpe gli piscia addosso. /l gran vivere la morte 1 beneficio. /l vecchio non manca mai da raccontare, n( al sole n( al focolareIIe +l vecchio ha l almanacco in corpo. /micizia e nimist non sta ferma in verde et. /ngelo nella giovanezza, diavolo nella vecchiezza. / testa bianca spesso cervello manca. L et non sempre d senno. ,eata chi di vecchio pazzo s innamora. !orreggi# quella che sa innamorare un vecchio pazzo. ,ue fiacco stampa pi$ forte il pi1 in terra. + vecchi sono pi$ considerati che i giovani nelle cose loro, e pi$ saldi e pi$ fermi e costanti nelle risoluzioni. !hi barba non ha e barba tocca, si merita uno schiaffo nella bocca. /llude al rispetto dovuto a chi 1 maggiore d et. !hi d una giovane per moglie a un vecchio, gli d la culla per dote. !hi ha cinquanta carnevali, si pu metter gli stivali. !io1 mettersi in ordine di partenzaIIe 'ai sessanta in su non si contan pi$. !hi mangia la midolla con i denti, mangia la crosta con le gengive. Msasi per dire che chi ha fuggito la fatica da giovane stenta da vecchio. !hi non fa le pazzie in giovent$ le fa in vecchiaiaIIe !hi non s innamora da giovane, s innamora da vecchio.

!hi pi$ vive, pi$ muore. !hi ride in giovent$, piange in vecchiaia. !i che la vecchiezza guasta, non c 1 maestro che la raccomodi. !onsiglio di vecchio, e aiuto di giovane. !redi agli anni. 'al vitello si conosce il bue. 'e giovani ne muor qualcuno, de vecchi non ne campa niuno. 'a novello, tutto 1 bello% da stagione tutto 1 buono. 'i puledro scabbioso, alle volte hai cavallo prezioso. 'icesi di quelli che da giovani fanno delle scappate e poi riescono galantuomini. J gran saviezza risparmiar la vecchiezza. J pi$ facile arrovesciare un pozzo, che riformare un vecchio. Gastiga il cane, gastiga il lupo, non gastigar l uomo canutoIIo Gastiga il cane e il lupo, ma non il pel canuto. Giovane assestato, roba porta. Giovane chi 1 sano. Giovane invidiato, o virtuoso o innamorato. Giovane ozioso, vecchio bisognosoIIe Giovane senza esercizio, ne va sempre in precipizioIIe !hi non fa bene in giovent$, stenta in vecchiaia. Giovent$ in olio, vecchiezza in duoloIIe +n giovent$ sfrenato, in vecchiezza abbandonatoIIe Giovent$ disordinata fa vecchiezza tribolataIIe ,ravure da giovani, doglie da vecchi. Gli uomini hanno gli anni che sentono, e le donne quelli che mostrano. Guardisi d invecchiare chi non vuol tornar fanciulloIIe + vecchi e i briachi sono due volte fanciulli. +is pueri senes# + capelli grigi sono i fiori dell albero della morte.

+ diciott anni non sono mai stati brutti. +l diavolo 1 cattivo perch( 1 vecchio. L esperienza, il tempo, crescono la malizia. +l mal de cent anni vien troppo prestoIIe +l vecchio che si cura cent anni dura. +l peso degli anni 1 il maggior peso che l uomo possa portareIIe !hi 1 vecchio e d esser non lo crede al saltar della fossa e se n avvede. +l vecchio rimbambisce, e il giovane impazzisce. +n giovent$ bisogna acquistare, quel che in vecchiezza ti pu giovare. + polledri non abboccan la briglia. Per questo fu detto# Tempra de' baldi giovani Il con1idente ingegno# + vecchi son lepri, dormono con gli occhi aperti. La giovent$ 1 il pregio dell asino. La giovent$ 1 una bellezza da s(. La malizia viene avanti gli anni. La morte non guarda solamente al libro de vecchiIIe !os9 presto muoion le pecore giovani come le vecchieIIe 7on ha pi$ carta l agnello che la pecora. 7on ha maggior sicurezza delia vita ii giovane che il vc2chio# per carta stintende scritta, obbligo promessaIIe /l macello van pi$ capretti giovani che vecchi. L arcolaio, quanto pi$ 1 vecchio, e meglio gira. Quando il pagliaEo vecchio piglia fuoco, si spenge male. Le mattie de vecchi sono pi$ vistose di quelle de giovani. La sapienza non sta nella barbaIIe + peli non pensano. La vecchiaia viene con tutti i malanniIIe

!hi ha degli anni ha de malanniIIe !on gli anni vengon gli affanni. La vecchiezza 1 un male desiderato da tutti# la giovent$ un bene non conosciuto da nessuno. La vecchiezza 1 da ognuno desiderata% quando s acquista viene odiata. AALa morte non 1 male% perch( libera l uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La vecchiezza 1 male sommo, perch( priva l uomo di tutti i piaceri lasciandogliene gli appetiti% e porta seco tutti i dolori. 7ondimeno gli uomini temono la morte e desiderano la vecchiezzaBB -L:8P/"'+, ensieri#. La vergogna in un giovane 1 buon segno. Le cane son vane, e le rappe sono certane. La canutezza non 1 sicuro indizio della vecchiaia, ma le grinze o crespe o pi1 d uccellino sono pi$ certe. (appe, le screpolature della pelle% pe medici, rCgadi# $ano per canuto 1 della lingua pi$ antica, e quindi pi$ prossima al latino. Amor, tu sai c)'io son col capo cano# 'ppur v4r me riprovi l'armi antic)e# -*:77M!!+8 ':L ,:7:.IIe ,arba canuta non 1 creduta, s egli 1 rap e dice la verit. Perch(# + capelli bianchi son testimonE falsi. Le marmeggie stanno sempre nella carne secca. *on vermini% e significa che i vecchi hanno sempre qualche malscalcia o guidalesco. Le poma ai putti, e il libro ai vecchi. Le ricchezze in mano d un giovane, sono come rasoEo in mano di un bambino. Lo impacciarsi con bestie giovani 1 sempre bene. La giovent$ 1 sempre un buon capitale. 0aledetto il giovane di cento anni, e benedetto il vecchio di venti. +l vecchio, cio1, che all esperienza degli anni aggiunga la giovent$ degli affetti. 0a si dice poi# "agazzi savi e vecchi matti, non furon mai buoni a nulla. 7ella vecchiaia, la vita pesa e la morte spaventa. 7essun vecchio spaventa 'io. !he lo sa trovare. 7on c 1 cosa peggiore, che in vecchie membra il pizzicor d amore. 7on c 1 il peggior frutto di quello che non matura mai.

7on tutte l et son buone per un esercizio. 7on v 1 giovane che non sia bella, n( vecchia che non sia brutta. 8gni polledro vuol rompere la sua cavezza. La giovent$ ne vuol far sempre qualcuna delle *ue. 8gnuno ha la sua vecchiezza che si prepara. 8nora il senno antico. Propriamente 1 sentenza pi$ che Proverbio% ma era tra quelli del Giusti, e non l abbiamo scartato perch( starebbe anche bene in luogo d epigrafe a questo voiume, dove 1 gran parte del senno antico, del senno dei vecchi, come esce filtrato da tutta una vita o da una intera generazione d uomini. Panno vecchio presto schiantato. Pi$ che vecchi non si campa. Quando i vecchi pigliano moglie, le campane suonano a morto. Quando il capello tira al bianchino, +ascia la donna e tienti il vinoIIe Quando l uomo n ha cinquanta bisogna che salvi la midolla -o il sugo. per la pianta. Quanto pi$ l uccello 1 vecchio, tanto pi$ malvolentieri lascia le piume. Qui lasciar le piume pu significare, o dipartirsi dalla vita, o pi$ strettamente, alleggerirsi di panni. :d 1 vero difatti che i vecchi sono contrari assai pi$ dei giovani e a morire e a lasciare il mantello. : pu anche significare che il vecchio pi$ malvolentieri s alza dal letto. Quanto pi$ s invecchia e pi$ cresce la soma. Pu essere detto egualmente dell accumularsi i mali, o gli errori, o i vizi, o le colpe, o i peccati. Quel ch 1 permesso in giovent$, non 1 permesso in vecchiaia. *e il giovane sapesse, e se il vecchio potesse, e non c 1 cosa che non si facesse. *e non vuoi viver vecchio appiccati giovane. *i muore giovani per disgrazia e vecchi per dovere. Tutto cala in vecchiezza, fuorch( avarizia, prudenza e saviezza. Mn asin di vent anni 1 pi$ vecchio d un uomo di sessanta. ,el frizzo d un vecchio a un giovane che millantavasi di sua fresca et. &ecchio che non indovina, non vale una sardina. &ecchio 1 chi muoreIIe +l morire 1 il pane de vecchi.

&ecchio in amore, inverno in fioreIIe &orrebbe il vecchio ringiovanire ma ci che gli riesce 1 il rimbambire. -&edi ' )erienza,.

)i$s#izia% i#i /lla porta dell avvocato non ci vuol martello. 'ev essere sempre aperta. /l litigante ci voglion tre cose# aver ragione, saperla dire, e trovar chi la faccia. /nche il diritto ha bisogno d aiuto. !hi a piati s avvicina, a miseria s incammina. !hi compra il magistrato, vende la giustizia. !hi 1 in tenuta, +ddio l aiuta. !io1, in possesso# ed il concetto medesimo si suole esprimere in quest altro modo# / cacciare un morto ce ne vuol quattro% a cacciare un vivo ce ne voglion ventiquattro. /ltri dichiarano il concetto in questo modo# / cavar di casa un morto, ce ne vuol quattro dei vivi. !hi fugge il giudizio, si perdeIIe !hi non compare, si perde. %adimonia 1iunt# !hi ha la sentenza contro, e se n appella, a casa porta due triste novelle. !hi ha ragione teme, chi ha torto spera. !hi negozia con scrittore e con notaro litiga di raro. !hi mette in carta ogni cosa, e procede legalmente. !hi perde a ragion non perde nulla. !io1, chi perde giustamente, avendo gi il torto. !hi si giustitica dalla legge, cade dalla grazia. !hi troppo prova, nulla prova. !olle mani in mano non si va da dottori.

!on le leggi si fa torto alle leggi. !on ragione patisce, chi senza ragione piatisce. 'a giudice che pende, giustizia invan s attende. 'i tre cose il diavolo si fa insalata, di lingua d avvocati, di dita di notaE, e la terza 1 riservata. J meglio esser martire che confessore. 0eglio, per coloro che sono in forza della giustizia patire i tormenti, che confessare i delitti commessi. -*:"'87/T+.. J meglio una mano dal giudice, che un abbraccio dall avvocato. Perch( + avvocato ti d ragione sempre. )inch( la pende, la rende. )inch( la lite pende, porta guadagno a procuratori, avvocati e notai. Gran giustizia, grande offesa. !ummum Bus, summa inBuria# +l buon giudice, spesso udienza, raro credenzaIIe +l buon giudice tosto intende, e tardi giudica. +l litigare 1 uno smagralitigatori, e ingrassavvocatiIIe La penna dell avvocato 1 un coltello di vendemmiaIIe Piatire e litigare all avvocato 1 un vendemmiare. + patti rompon le leggi. La giustizia 1 fatta come il naso, che dove tu lo tiri viene. La giustizia catalana, mangia la pecora e la lana. Proverbio nato nei tempi del governo spagnolo. La legge effetto, e la grazia affetto vuole. La limosina si fa colla borsa, e non col bossolo. &ale che per compassione non si dee offendere la giustizia in favor de poveri. +l bossolo 1 l urna che va attorno per i partiti. La lite vuol tre cose, pi1 leggiero, poche parole e borsa aperta. La propria roba si pu prendere dove si trova. La veste de dottori 1 foderata dell ostinazione de clientiIIe

Gli sciocchi e gli ostinati fanno ricchi i laureati. L inferno e i tribunali son sempre aperti. Lite intrigata, mezza guadagnata. 0eglio assolvere un peccatore, che dannare un giusto. 7( solamente delle sentenze dei magistrati, ma dei giudizi degli uomini. 0eglio la corte che la croce. 0eglio un magro accordo, che una grassa sentenza. 0uovi lite, acconcio non ti falla. 'etto di chi muove liti spallate per istrapparne, in via d accordo, qualcosa. 7( a torto n( a ragione, non ti lasciar mettere in prigione. : al tempo del *erdonati si diceva# 'io mi guardi dalle prigioni del 'uca. 7essun buono avvocato piatisce mai. 7on c 1 cattiva causa che non trovi il suo avvocato. 0a s intende spesso della diversit dei pareri e delle gatte a pelare che molti pigliano favellando. 7on trescar co ferri di bottega. Per 1erro di bottega s intende la gente di tribunaleIIe 7otai, birri e messi, non t impacciar con essiIIe ,irro, potest e messo, tre persone e un birro stesso. Piatire, dolce impoverire. Procuratori, pelatori, piluccatori, pericolatori. Proteste e serviziali non fan n( bene n( male. Quattrini e amicizia rompon le braccia alla giustizia. : per via di un giuoco di parole# 'onato ha rotto il capo a Giusto. *e tu hai torto fa causa, se tu hai ragione, accordati. Quel sublime imbroglione del 0irabeau soleva dire dell avversario suo l /bate 0aurN# II quando egli ha ragione disputiamo, e quando ha torto io lo schiaccio. *on pi$ i casi delle leggi.

Tra due litiganti, il terzo gode.

)o.erno% e&&i% Ra&ion di ,#a#o /ll ufficio del !omune, tristo o buono, ce ne vuol uno. / popol sicuro non bisogna muro. ,eata quella citt che ha principe che sa. *avio e sapiente pi$ che saputo# AA)ederigo di Prussia credette -come i filosofisti di quel tempo. che l amore della virt$ consistesse nel decomporre, negare, discredere% e nelle lettere private sfoggi cinico disprezzo per ogni credenza% ma l egoismo di quella scuola applicava agli interessi di re, e diceva# !e volessi gastigare una mia provincia la darei a governare ad un 1iloso1o#// ,iasimare i principi 1 pericolo, e il lodargli 1 bugia. !hi comanda non suda. !hi dice parlamento, dice guastamento. /ntico proverbio fiorentino dei tempi della "epubblica# 1are parlamento allora significava chiamare il popolo in piazza% il che ogni volta portava seco qualche mutazione nello *tato. ed era ogni volta cagione di scandali. !hi disse ragion di *tato, disse un tristo% e chi disse ragion di confino, disse un assassino. !hi fa la legge, servarla degge. !hi fonda in sul popolo fonda in sulla rena. *ul popolo, cio1 su quella parte mobile d esso popolo che ad ogni vento si leva in alto, e levata, si disgrega% e perch( sola si mostra e sola si muove, acquista un nome che si conviene a tutti# cercate pi$ in gi$ e troverete il terreno sodo. !hi mangia la torta del comune, paga lo scotto in piazza. !hi non ha visaccio, non vada in Palazzo. !hi non 1 sfacciato, chi non ha il viso inverniciato, non si metta a stare in corte% cos9 spiega il *erdonati, e certamente bene assai# ma il Proverbio forse era nato prima di lui e della corte. !hi pi$ edifica pi$ distrugge. *egnatamente quando si tratta di ordinamenti civili o politici. !hi serve al comune, non serve a nessuno. !hi troppo mugne, ne cava il sangue. *i dice delle troppe gravezze. !on poco cervello si governa il mondo. %idebis, 1ili mi, 6uam parvD sapientiD regitur mundus# "icordo lasciato dal grande !ancelliere

8Oenstiern. 'appoich( i decreti hanno avuto ale, e i soldati valigie, e che i monaci vanno a cavallo, ogni cosa 1 andata male. 'a principe bugiardo libera nos, Domine# 'io ci manda la carne, e il diavolo i cuochi. 'ov 1 il Papa, ivi 1 "oma. (oma illic est, ubi est imperator# :rodiano# e /tene era sulle mura di legno -ne navigli che la difendevano. e a mal grado 7apoleone la *pagna a !adice% e prima, *iena a 0ontalcino. 'ove parlano i tamburi taccion le leggi. ' un disordine nasce un ordine. 'uro a vecchia licenza, nuova legge. Duro, latinamente durum; dura cosa 1 frenare con leggi la licenza passata in abito. J meglio citt guasta che perduta. 'etto crudele di !osimo padre della patria. : si danno gli ufficii, ma non la discrezione. )atta la legge, pensata la malizia. )orca vecchia, spia nuova. Forca si dice ad uomo degno di forca. Garbuglio fa pe male stanti. Gli inconvenienti degli *tati sono come i funghi. !he nascono in una notte. Guai quando i giovani comanderanno e che le botteghe si toccheranno. J antichissimo a &enezia, e tutto improntato di quella politica sapienza, della quale si conservano pur tuttavia +e tradizioni nel popolo veneziano. Lo avemmo noi dal *agredo, ch1 uomo di quella scuola, e che bene vi scorgeva quasi una profezia del presente. AALa smania del comandare -dice. egli ed il rinnegare che s 1 fatto l autorit dell antico senno, e l esorbitante vastit delle industrie, donde le turbe dei nulla aventi accesi ad ogni cupidit queste cose a noi recarono i mali frutti che tutti assaggiano, e son la piaga del tempo nostroT. Guelfo non son, n( Ghibellin m appello% chi mi d pi$, io volter mantelloIIo !hi mi d da magniar, tengo da quello. + birri pigliano, e il popolo impicca. Quando alcuno 1 preso, il popolo subito giudica della pena che dee patire. -*:"'87/T+..

+ cervi non comandano a leoni, ma i leoni a cervi. +l buono a nulla 1 assistito dalla legge di tutti. 7el che sta il bene e la ragione delle societ civili. +l buon pastore tosa, ma non iscortica. +l buono ufficiale vuol aver due cose, mano larga e brachetta stretta. !hi 1 a governo d altri n( avaro n( libertino. -*:"'87/T+.. +l fisco 1 come l idropico. !resce il corpo e impiccollisce le membra. +l governo che arricchisce, sempre a sudditi gradisce. +l magistrato 1 paragon dell uomo. :d il Guicciardini disse stendendo il proverbio alla forma del suo scrivere# AA+l magistrato fa manifesto il valore di chi lo esercita.BB +l peccato del signore fa piangere il vassalloIIe 'e peccati de signori fanno penitenza i poveri. *pesso i principi fanno eccessive spese, e non bastando loro le proprie entrate, si rinfrancano con balzelli. -*:"'87/Tl.. +l pesce comincia a putir dal capoIIe 'al capo vien la tigna. *pesso il male vien da reggenti. +l popolo, quando falla, dev essere gastigato% ma il principe, se erra, dev esser avvisato. +l re va dove pu, non dove vuole. /nch egli -guardandovi. 1 servo dei servi% niuno ha maggiori obbligazioni e niuno dipende da maggior numero di persone% dipende da tutti. +l buffone di )ilippo ++ diceva al re# AAse quando voi dite s9, tutti dicessero no, come, o *ire, ve la caveresteK.BB. + principi confettano gli stronzi. !io1 indorano i da nulla. + principi hanno le mani lungheIIe Mn gran principe sempre have, lunghe mani ed ira grave. + principi sono come i contadini, ogni anno ingrassano un porco e poi se lo mangiano. Questo Proverbio somiglia al detto di !atone maggiore# AA+l re per natura 1 un animale carnivoro.BB -G+8,:"T+.. lo credo piuttosto che qui si debba intendere dei favoriti% e il proverbio sia nato sotto il governo spagnolo, dove ogni re aveva i suoi creati e i suoi privati che un tempo ingrassavano e per il solito facevano mala fine.

+ sudditi dormono cogli occhi del principe. L acqua e il popolo non si pu tenere. La legge nasce dal peccatoIIe 'ai mali costumi nascono le buone leggi. L altissimo di sopra ne manda la tempesta, l altissimo di sotto ne mangia quel che resta, e in mezzo a due altissimi restiamo poverissimi. Questo Proverbio nacque con 7apoleone +% ma non 1 morto nel @ maggio. - (accolta veneta#. La pietra del ministro al reo non giova. !io1, che il ministro sia lapidato. L avarizia de re, peste dei regni. Le leggi si volgono dove i regi vogliono. L ordine 1 pane, e il disordine 1 fame. L unione alla citt 1 gran bastione. 0ai sbandito fe buona terra. Lo ha riferilo il !ant$. 0eglio un buon re che una buona legge. 0iseri quei tempi che hanno le leggi nelle mani. !he hanno cio1 per legge la forza. 7( di tempo n( di *ignoria, non ti dar malinconia. Questo Proverbio fu trovato a tempi della "epubblica, essendoch( i Priori, che insieme col Gonfaloniere erano detti comunemente la *ignoria, intra due mesi finivano. -*T"8??+.. 7egli ordini pari, i pareri son dispari. Ordine, per consiglio o magistrato. 7egli *tati il sospetto si punisce per l effetto. La loi des suspects non fu inventata dal 0erlin, n( abrogata dopo lui. 7el governo pi$ importa saper comandare che obbedire. 7ella terra del tiranno trist a quelli che vi stannoIIe +l popolo piange quando il tiranno ride. 7on cercar mai d udire da Principi quel che e non voglion dire.

7on si piglia il vento alla vela, senza licenza del nocchiero. 7uovo signore, nuovo tirannoIIe 'io ti guardi, signore, che dopo questo ne verr un peggiore. Msansi quando si tratta dell elezione d alcun ufiziale o magistrato. J trito quel detto d una vecchierella che pianse 7erone. Pane e feste tengon il popolo quieto. 'etto del magnifico Lorenzo de 0edici, che molto bene se ne intendeva. anem et circenses# +n altro modo# Pane in piazza, giustizia in palazzo, e sicurezza per tutto. Papa per voce, "e per natura, +mperatore per forza. Quando i mugnai gridano, corri alla tramoggia. Taluni imbroglioni fingono di leticare per far nascere confusione, e s approfittano di quella per fare altrui danno, o rubare. Quando il cieco porta la bandiera, guai a chi vien dietroL Quel ch 1 di !esare 1 di !esare. *an 0agno supera *an Giusto. J detto per certi giudici che prendono l imbeccata. *ogni de Principi, ricchezze di poveri. *ogni di banditi, fantasie di storpiati, disegni di falliti. Tale abate, tali monaciIIe Qual 1 il rettore, tale sono i popoli. Tale, indeclinabile, 1 idiotismo fiorentinoIIe Quel che fa il signore, fanno poi molti. AAQuand /guste buvait, la Pologne 1tait ivre.BB Tal grida palle palle, che farebbe dUlle, dUlle. 8gnuno sa che palle palle era in )irenze il grido dei partigiani di casa 0edici. Tirannia, tumulto e farina, delle citt son la rovina. Tra la briglia e lo sprone, consiste la ragione. 8ra si direbbe tra l conservativo e il progressivo% e si direbbe assai peggio. Tumulto presente, rigor pronto.

Tutte le cose che fanno i Principi, son ben fatte. !io1 hanno a stare come sono. Tutti adorano il sole che nasceIIe +l sole che nasce ha pi$ adoratori di quel che tramonta. Mna noce in una vigna, una talpa in un prato, un legista in una terra, un porco in un campo di biada, e un cattivo governatore in una citt, sono assai per guastare il tutto. &al pi$ uno a fare che cento a comandare. &ivano le berrette, e muoiano le foggette. :ra in )irenze come grido di guerra del popolo grasso contro al minuto% ed il contrario si grid pochi anni dopo.

)ra#i#$dine% In&ra#i#$dine /ll uom che 1 grato tutto va creduto. /mico beneficato, nemico dichiarato. / molti vili l obbligo della gratitudine pesa come una specie di servit$ laonde maggiore il beneficio, maggiore l odio verso il benefattore.II<uod bene1icia eous6ue l=ta sunt, dum videntur e&solvi posse; ubi multum antevenere, odium pro gratia redditur# -T/!+T8.. ,en per male 1 carit, mal per bene 1 crudelt. ,occono rimbrottato -o rimbrontolato. non affog mai nessuno. 'icesi per fare intendere non essere da sdegnarsi se talora alcuno adirato ti rinfaccia i benefizi che t ha fatti# ma doversi comportare con pazienza, perch( il benefizio non si toglie per rimproverarlo. !hi ben dona, caro vende, se villan non 1 chi prende. !hi fa del bene agli ingrati, 'io l ha per maleIIe / far del bene alle carogne -o agli asini. *ant /ntonio l ha per male. !hi fa del bene agli ignoranti, fa onta a !ristoIIe )ate del bene al villano, dir che gli fate del male. Ignoranti, villani, gli sconoscentiIIe / far del bene ci facciamo dei nemici. !hi ringrazia, non vuol obblighi. Gra"ie, 1 formula di chi non accetta ed anche di chi vuol subito sgabellarsela e quasi scuoter via la gratitudine. !omun servigio ingratitudin rendeIIe

!hi dona al volgo, inimicizia compra. 'ispicca l impiccato, impiccher poi te. +ntendesi nello stile dei proverbi, che lo spiccato poi t impiccher. :d anche pi$ disperatamente# 7on far mai bene, non avrai mai male. )a bene a putti se lo dimenticano, fa bene a vecchi muoiono. )ate del bene al lupo, che il tempo l ha ingannato. 'icesi del far bene a chi non lo merita. -*:"'87/T+.. )atta la festa, non v 1 chi spazzi la sala. *omiglia quello napoletano# /vuta la grazia, gabbato lo santoIIe Quando il corsaro promette messe e cera mandalo in galera. +l ben far non porta merito. 0a 1 un debito che si paga, un dovere che ciascuno ha. +l dono dee chiuder la bocca a chi lo fa, ed aprirla a chi lo riceve. +l ringraziar non paga debito. 7on basta dir gra"ie, se non si rendono gra"ie, sieno pur anche di solo affetto. L asino, quando ha mangiato la biada, tira calci al corbello. L ingrato colle bestie si conviene, che non sa se non render mal per bene. 0aledetto il ventre che del pan che mangia non si ricorda niente. 7on c 1 schiavo pi$ legato, che all amico l obbligato. 7utri la serpe in seno, ti render velenoIIo 7utri serpe in seno, ci lascer velenoIIe 7utrisci il corbo, e ti caver gli occhi. 8pera fatta, maestro in pozzo. Perch( tutti ne dicono male, ch 1 ingratitudine anche quella. Quanto pi$ si frega la schiena al gatto, pi$ rizza la coda. ' alcuni, che quante pi$ carezze loro si fanno, pi$ imbizzarriscono. *e ben tu fai, sappi a chi lo fai.

&al pi$ un piacere da farsi che cento di quelli fatti. !i suole in !pagna un certo detto usare ($erto 6uelli !pagnuoli )an di be' tratti9 $)e un servigio val pi3 c)e s'abbia a 1are $)e centomila milIon dei 1atti# (Orlando Innamorato#9 -&edi /enefi&enza,. )$ada&no% Mer*edi / cavallo che non porta sella, biada non si crivella. 7on si fa le spese a bocche inutili. /ltro che fischio vuol la pecora. !hiede buon pascolo, erba fresca. /ssai domanda, chi ben serve e tace. /ssai va al molino chi ci invia l asinino. !hi mette la roba 1 come se mettesse la persona. ,occa unta non pu dir di noIIe !ome l anguilla ha preso l amo, bisogna che vada dov 1 tirata. ,uona via non pu tenere, quel che serve senza avere. !hi serve a ufo o male remunerato 1 miracolo se non falla. !hi 1 a opra 1 a oprareIIma *econdo la paga, il lavoro. !hi mal paga un opera, non pu chiederne un altra. 7on vale soltanto per le opere dei contadini, ma per ogni altro servizio. !hi sta sotto alla piccionaia, casca sempre qualche penna. !hi pratica persone ricche e potenti ricava sempre qualche cosa. !ol solo grazie non si mangia. 'a una sola vacca non si cava due pelli. !io1 non bisogna volerne troppa. 'ove l oro parla, la lingua tace. J meglio indarno stare, che indarno lavorare. J meglio servire un ricco avaro, che un povero liberale.

Giornata di mare non si pu tassareIIe &iaggio cominciato nolo guadagnato. Proverbi usati da marinai noleggiatori di bastimenti. +l mare fa fortuna, non le fonti. +l molino non macina senz acquaIIe 8gni molino vuol la sua acqua. +l quattrino fa cantare il ciecoIIe / ufo non canta il ciecoIIe Momo digiuno non cantaIIe *enza danari non si hanno i paternostriIIe *enza suono non si balla. +ntendi il suono delle moneteIIe + danari fan correre i cavalli. +nvan si pesca, se l amo non ha l esca. L agnello 1 buono anche dopo pasqua. *i vuole intendere delle mancie, come d ogni altro guadagno. 8gni fatica merita ricompensa. 8gni poco che si guadagni, 1 me che starsi. Perch( vada il carro, bisogna unger le ruoteIIo / voler che il carro non cigoli, bisogna ugner le ruote. 8 solamente# Mnto alle ruoteIIe La carrucola non frulla se non 1 untaIIe +l canapo 1 unto con l argento. Poco cacio -o poco pane. poco *ant /ntonioIIe Poco cacio fresco, poco *an )rancesco. J detto che si attribuisce ai )rati cercatori# chi poco ha dato poco rimerita, sia dai santi, sia dagli uomini. :d anche Tanto pane, tanto *ant /ntonio.

Tanti ne nasce tanti ne muore. 'etto di quelli che mangiano o consumano quanto guadagnano. Quei che secca gli 1 quei che becca. Pel solito i meno meritevoli ma i pi$ importanti son quelli che pi$, si buscano servigi e favori. ( roverbio Lombardo#9 *enza mercede non s insegna. *i fa prima l opera, e poi si pagaIIe !hi paga innanzi 1 servito dopoIIe !hi vuol lavor mal fatto, lo paghi innanzi tratto. Tanto, a servir chi non conosce, vale chi serve ben, quanto chi serve male. !hi non conosce significa chi non riconosce, chi non rimerita il buon servigio. -&edi 4zio, .ndu tria, !avoro,.

)$erra% Milizia /lla guerra non ne nasce. *i usa per significare che vi 1 rischio di morire. /lla guerra si va pieno di danari, e si torna pieno di vizi e di pidocchi. /llo stendardo tardi va il codardo. /rme certa alla bandiera. *oldati buoni si vuole avere intorno all insegna o bandiera, che perduta fa sbandare l esercito. /rme lunga fa buon fante. / tempo di guerra con le bugie si governa. / tempo di guerra ogni cavallo ha soldo. ,andiera vecchia -o rotta. fa onore al capitano. Perch( non gli 1 stata tolta mai# e dicesi poi di chiunque abbia quasi consumati gli istrumenti della sua arte per avergli molto adoperati. !ampo rotto, paga nuova. /i soldati dopo una sconfitta non si lasciano mancare le paghe, per la maggiore difficolt di vivere sul paese e per tenerli insieme. !hi ben guerreggia, ben patteggiaIIe

!hi fa buona guerra, ha buona pace. !hi 1 povero di spie, 1 ricco di vitupero. +n guerra, s intende. !hi guida imprese, persuada e faccia. &ale in guerra ed in pace, e in ogni cosa che voglia seguito e comune opera di molti# questi si governano con la persuasione e con l esempio. !hi ha l armi in mano, 1 padrone d ogni cosa. !hi porta spada e non l adopra, ha bisogno di chi la cuopra. !hi va alla guerra, mangia male e dorme in terra. !itt affamata, citt espugnata. 'ella pace ognun ne gode. 'ov 1 guerra non fu mai dovizia. Gli errori nelle guerre divengono pianti. Gran vittoria 1 quella che si vince senza sangue. Guerra cominciata, inferno scatenato. +l buon soldato esce dal prato. + contadini riescono i migliori soldati perch( avvezzi a due cose, alla fatica e alla parsimonia, e perch( fra tutti gli ordini di persone i meno corrotti. +l fine del soldato 1 l essere ammazzato. +l mondo senza pace 1 il danaro del soldato. +n chiesa per devozione, alla guerra per necessit. + neutrali sono come chi sta al secondo piano, che ha il fumo del primo e il piscio del terzo. + pochi fanno buona prova, ma i pi$ vincono. &ale anche fuori della milizia. + soldati fanno come i cavalli che annitriscono a chi li governa, e tiran calci al padrone. La guerra cerca la paceIIe L armi portan pace. La guerra molti atterra. La guerra non 1 fatta per i poltroniIIe + bravi alla guerra, e i poltroni alla scodella.

La guerra fa i ladri, e la pace gl impicca. La guerra fa per i soldati. *i dice agli accattabrighe. La lancia val pi$ delle carte. 7ella pace i giovani seppelliscono i vecchi, ma nella guerra i vecchi seppelliscono i giovani. *i legge in :rodoto. 7emico diviso, mezzo vinto. Divide et impera, non si dice e non si pratica solamente in guerra. 7on a tutti 1 lecito chiamarsi soldato. 7on conosce la pace e non la stima, chi provato non ha la guerra prima. 7on 1 viaggio senza polvere, n( guerra senza lacrime. Pace e vittoria son giudici in guerra. Per la ragion di *tato e di confini, son rovinati ricchi e poverini. Quando il re parte, la citt sta male. 'icesi in tempo di guerra, ma si adopera in traslato giocando a Tre *etti. *ole in vista, battaglia perduta. )u artificio d /nnibale che l esercito dei "omani avesse a !anne il sole negli occhi. Tra pace e tregua, guai a chi rilieva. !hi ne tocca vicino alla pace non ha poi tempo di rivalersi. Triste 1 quel gioco, dove si teme il fuoco. Mn bel morir tutta la vita onora. : per ischerzo poi s aggiunge# AA0a un bel fuggir salva la vita ancoraBB. &enere dorme, se 0arte veglia% se 0arte dorme, &enere veglia. La guerra ha questo# cava l ozio di capo agli uomini, e gli educa al sacrifizio.

In&i$rie% O((ese / chi te la fa, fagliela.

/ chi vuol far del male, non gli manca mai occasione. /lle volte col torto si fa l uomo diritto. "icevere un torto, familiarmente vale patire ingiuria con danno, che poi fa l uomo essere accorto. /mico riconciliato e non vendicato, 1 bastone dopo -o dietro. l uscio. !io1 nascosto e che ti minaccia. / volere fare un valente, convien fargli villania. 'unque non torna conto far villanie. !hi il suo can vuole ammazzare, qualche scusa sa pigliare. !hi non vuole trattare con una persona o vuole offenderla, sa apporle qualche diffetto o colpa. : si dice anche# Tosto si trova il bastone per dare al cane. !hi non vuol briga con alcuno, offenda ognunoIIe !hi vuol essere solo, stracchi gli altri. !hi la fa, se la dimentica% ma non chi la riceveIIe *i perdona, ma non si scorda. Perci !hi offende, non dimentichi. *i tenga in guardia dal canto suo contro a nemici ch egli s 1 fatto. /l che il violento suole badare% e per si dice# !hi offende, non perdona. che fu il discorso dal 0achiavelli posto in bocca allo scardassiere# perch( s 1 rubato e offeso assai, bisogna rubare e offendere dell altro. !hi offende scrive nella rena% chi 1 offeso, nel marmo. !on la pelle del cane si sana la morditura. 'i chi mal fai, di lui non ti fidar mai. !io1 di quello al quale hai fatto male, perch( egli mai pi$ te la perdona# ed era adagio di certi principi fraudolenti. J pi$ facile far le piaghe che sanarle. 'el corpo e pi$ dell anima. )acciami ben, facciami mal, in cent anni saremo egual. Ca del &eneziano.

)rego non cancella partita. ' offesa perdonata, ma non obliata. La mano tira, e il diavol portaIIe + colpi non si danno a patti. AA/l secondo colpo mi cadde morto di mano, qual non fu mai mia intenzione, ma siccome si dice , li colpi non si danno a patti, ecc.BB -,:7&:7MT8 !:LL+7+, %ita#. 0al per chi le d, peggio per chi le riceve. 7on c 1 tizzone che non abbia il suo fumo. 7on bisogna offendere n( provocare alcuno. 7on si pu mordere il cane senza esserne rimorsi. 8dio ricominciato, 1 peggio che prima. Quando si va per dare, bisogna portar due sacchi. Mno per dare, l altro per ricevere# dare nel significato di picchiare, menar le mani, percuotere. &endetta di cent anni ha ancora i lattaioli.

Ira% -ollera /cqua che corre non porta velenoIIe !hi tosto s adira, tosto si placaIIe !hi s adira non si ricatta. !he anche diciamo# )iume furioso, tosto rischiaraIIe Tosto scaldato, tosto raffreddatoIIe L acqua scaldata, pi$ tosto gelata. / volte questa subitaneit pu essere indizio di leggerezza# non 1 cosa rara il riscontrarla negli animi schietti e amorevoli. 'irei per di stare in guardia contro questo difetto, perch( lasciandolo trascorrere ti fa noioso e ridicolo. +l 0onti era irascibilissimo e placabilissimo, e perci nel tempo che egli signoreggiava sugli scrittori del suo tempo, non vi fu sc9olo che con un po d astuzia non sapesse farne alla palla. / pentola che bolle, gatta non s accostaIIe /l legno mentre ardendo fa romore, niuno si levi in pi1 per fargli onore. 0entre il superiore 1 alterato, non bisogna importunarlo, ma dar tempo al tempo finch( passi l ira. -*:"'87/T+..

/ sangue caldo, nessun giudizio 1 saldo. ,otte di buon vino, cavallo saltatore e uomo rissatore, duran poco col lor signore. !an ringhioso e non forzoso, guai alla sua pelle. !hi 1 collerico, 1 amoroso. !hi non ha sdegno, non ha ingegno. !hi s adira, ha il tortoIIe !hi s adira, non 1 consigliatoIIe !hi va in collera, perde la scommessa. 'i cani rabbiosi non si fece mai schiappoIIe +n forno caldo non pu nascer erba. Guardati da aceto di vin dolce. !io1 dall ira de mansueti. La collera della sera va serbata alla mattina. !he si chiama dormirci su. La rabbia 1 tra cani. Le minaccie son arme del minacciato. L ira fa il ricco odiato e il povero disprezzato. L ira placata non rif l offese. Lo sdegno fa far di gran cose. 7on t adirare a tuo danno. 7on tagliare il fuoco col ferro. 7on ti opporre a chi 1 nell ira, ed ha abbandonato la ragione. Per isdegno ogni cosa 1 lecita. !io1, pi$ agevolmente perdonata. Quando la cornamusa 1 piena, comincia a suonare. 'i chi ha taciuto un pezzo, e a un tratto si sfoga. Tempra la lingua quando sei turbato, acci che non ti ponga in malo stato. &al pi$ un arrabbiata che una bastonata.

Per incutere timore e rispetto, ed 1 vero.

i"er#0% ,er.i#2 /l servo pazienza, e al padrone prudenza. /sino di molti, i lupi lo mangiano. /nche lui era di quella AAgente che non hanno nemmeno un padrone.BB ,el servire, bel partire. 0eglio 1 licenziarsi dal padrone mentre s 1 in grazia, che aspettare d esser mandato via. ,ue sciolto lecca per tutto. !hi ben serve, bene 1 provvistoIIma !hi ben serve non sar mai ricco. J bene provvisto, se il padrone fa il suo dovere# ma il servo galantuomo non arricchisce. !hi dell altrui prende, sua libert vende. : anche solamente# !hi prende, si vende. !hi di libert 1 privo, ha in odio d esser vivo. !hi 1 in altrui bal9a, bisogna che ci stia. !hi ha da esser servito, ha da esser sofferito. !hi non 1 in grazia, serve per nulla. !hi non ha libert, non ha ilarit. !hi non vuol essere in libert, possa essere schiavo in ,arber9a. !hi si lascia mettere in spalla la capra, indi a poco 1 sforzato a portar la vacca. !hi vive in libert, non tenti il fato. 'ove non 1 re, non lo cercare. J meglio essere uccel di bosco che uccel di gabbia. J meglio esser padrone di un testone, che servo di un milione. Testone, vecchia moneta del valore di tre paoli. J meglio sentir cantare il rusignolo, che rodere il topo. J meglio stare al bosco strutto, che stare in carcere ben ridutto.

:d anche dicevano# J meglio stare al bosco e mangiar pignoli, che stare in !astello con gli *pagnoli. )elice colui che non passa porta altruiIIe +l pane degli altri ha sette crosteIIe +l pane degli altri 1 troppo salato. Tu proverai s, come sa di sale Lo pane altrui, e com'4 duro calle Lo scendere e 'l salir per l'altrui scale# -'/7T:.. IIe Pi$ pro fa il pane asciutto a casa sua, che l arrosto a casa d altri. In casa mia mi sa meglio una rapa $)'io cuoco, e cotta su uno stecco in1orco# ' mondo, e spargo poi d'aceto e sapa, $)e all'altrui mensa tordo, starna, o porco !elvaggio; e cos, sotto una vil coltre, $ome di seta o d'oro, ben mi corco# -/"+8*T8, !atire#. Gatto rinchiuso doventa leone. + fastidi dei padroni sono i conviti dei servitori. +ngratitudine ne signori, invidia tra i servitori. + servitori non sono altro che ventre. + servitori sono come il tamburo, che suona ad altri, ed esso ha le battiture. La carne dell asino 1 avvezza al bastone. L asino porta il basto e non lo sente% se non lo sente, egli 1 assai valente. La troppa libert scavezza il collo. 'icesi della sfrenatezza e della licenza colle quali la vera libert non ha niente che fare. 0al senza libert si gusta il bene. 0eglio un oncia di libert che dieci libbre d oro. 7on 1 scappato chi si strascina dietro la catena. !os9 dalla tirannia degli uomini, come da quella delle passioni. 7on portar basto. 7on portar groppa, o non tener groppa. 7on si lasciar sopraffare. 8 servi come servo, o fuggi come cervo.

*alario non arricch9 mai giovane. !alario 1 mercede di chi serve, non di chi lavora. *anit e libert vaglion pi$ d una citt. *ervi a principe e a signore, e saprai cos 1 dolore. *ervi il nobile ancorch( sia povero. /ggiungono# Perch( verr tempo che ti pagher. *e tu vuoi ubbidire, non fare pi$ di quello che ti vien comandato . Tristo quel cane che si lascia prendere la coda in mano.

)i$se++e )i$s#i 31845618547 DIZIONARIO DEI PROVER/I ITA IANI 3Ra**ol#a di +ro.er"i #os*ani7

&on a""iunte e avvertimenti di $ino +a))oni

/vvertimento -3=@5. /vvertimento -3=43. Prefazione dell /utore

/bitudini, Msanze /dulazioni, Lodi, Lusinghe /ffetti, Passioni, Gusti, &oglie /gricoltura, :conomia rurale /llegria, 'arsi bel tempo /mbizione, *ignoria, !orti !asa !ompagnia, buona e cattiva !ondizioni e *orti disuguali !onforti ne mali !onsiglio, "iprensione, :sempio !ontentarsi della propria sorte !ontrattazioni, 0ercatura

/micizia /more /stuzia, +nganno /varizia ,ellezza e suo contrario, )attezze del corpo ,eneficenza, *occorrersi ,enignit, Perdono

,isogno, 7ecessit ,uona e mala fama ,uoni e 0alvagi 'ebito, +mprevisti, 0allevador9e 'iligenza, &igilanza 'onna, 0atrimonio :conomia domestica :rrore, )allacia dei disegni, +nsufficienza dei propositi :sperienza Gioco Giorno, 7otte Giovent$, &ecchiezza Giustizia, Liti Governo, Leggi, "agion di *tato Gratitudine, +ngratitudine Guadagno, 0ercedi Guerra, 0ilizia +ngiurie, 8ffese +ra, !ollera Libert, *ervit$

!oscienza, Gastigo dei falli !ostanza, )ermezza !upidit, /mor di se stesso )allacia dei giudizi )alse apparenze )amiglia )atti e parole )elicit, +nfelicit, ,ene )iducia, 'iffidenza )ortuna )rode, "apina

0aldicenza, 0alignit, +nvidia 0estieri, Professioni diverse 0eteorologia, *tagioni, Tempi dell anno 0iserie della vita, !ondizioni della Mmanit 0orte 0utar Paese

7ature diverse 7azioni, !itt, Paesi 8rgoglio, &anit, Presunzione 8stinazione, "icredersi 8zio, +ndustria, Lavoro Parlare, Tacere Parsimonia, Prodigalit

Paura, !oraggio, /rdire Pazienza, "assegnazione Perseveranza Piacere, 'olore Pochezza d animo Povert, "icchezza Probit, 8noratezza Prudenza, /ccortezza, *enno "egole del giudicare "egole del Trattare e del !onversare

[ -aldi&enza, -ali"nit1, .nvidia | -e tieri, Profe ioni diver e | -eteorolo"ia, *ta"ioni, 7em)i dell'anno | -i erie della vita, +ondizioni della Umanit1 | -orte | -utar Pae e ]

Maldi*enza% Mali&ni#0% In.idia /ll assente e al morto non si dee far tortoIIe

7on flagellare il morto, non litigare il torto. /l mordace tutto dispiace. / lunga corda tira, chi morte altrui desiraIIe 0orte desiderata, cent anni per la casa. /stio e invidia non mor9 maiIIe L invidia nacque e morir con gli uominiIIe *e l invidia fosse febbre, tutto il mondo n avrebbeIIe L invidia regna fin ne cani. !an dell ortolano, non mangia la lattuga, e non la lascia mangiare agli altri. 'icesi degli invidiosi. !hi altri giudica, s( condanna. -&edi Illustra"ione 2+&.. !hi burla lo zoppo, badi d essere drittoIIe !hi vuol dir mal d altri, pensi prima di lui. !io1 di s(IIe *e d altrui parlar vorr, guardi se stesso e tacer. !hi fa la casa in piazza, o l 1 tropp alta o troppo bassa. !hi fa le cose in pubblico, non pu soddisfare a ognuno. !hi ha dentro amaro non pu sputare dolceIIe !hi ha in bocca il fiele non pu sputar miele. !hi mal fa, mal pensa. !hi mal pensa, 'io gli dia maleIIe !hi mal pensa, mal abbia. !hi mal pensa, mal dispensa. !hi mal ti vuole, mal ti sogna. !hi mi dice mal dietro, me lo dice al... !hi non pu benedire, non puo maledire. !hi ride del mal d altrui, ha il suo dietro l uscioIIe !hi desidera il male ad altri, il suo sta vicino.

!hi semina spine, non vada scalzo. !hi si fa /rgo dell onore altrui, riesce talpa del suo. !hi vuole il malanno, abbia il mal anno e la mala pasqua. !i 1 chi vede male, e vorrebbe veder peggio. !olpo di forbici ognun due. La maldicenza e la calunnia fanno anche pi$ male che non si vorrebbe. 'all invidioso guardati come dal tignoso. 'i quella misura che misurerai gli altri, sarai misurato tu. 'ove non 1 malizia, non 1 peccato. J male avere il male, ma esser burlato 1 peggio. J pi$ facile fare il momo che il mimo. J meglio essere di man battuto, che di lingua ferito. J vizio essere tristo, ed 1 peggio non conoscere che un altro sia buono. +l cane rode l osso perch( non lo pu inghiottireIIe La ranocchia non morde, perch( non ha i dentiIIe 'omeneddio fece bene a non fare i denti a ranocchi. +l casco -il cascare. vuole il riso. J una crudelt, ma vi caschiamo tutti# (ide il 1anciullo, ecc# -P/"+7+, La caduta#. +l ladro crede che tutti sien compagni a lui. +l male degli altri non guarisce il nostro. +l male 1 male a farlo, ma peggio a pubblicarlo. +l male 1 presto creduto. La calunnia offende tre, chi la dice, a chi la si dice, e di chi la si dice. La cattiva volont non disse mai bene. La lingua non ha osso, e sa rompere il dosso -ma si dice anc)e e si fa rompere il dosso.. La luna non cura l abbaiar de cani. La mala lingua 1 peggio che tigna. La spina cresce pungendo.

La tigna e il maldicente 1 peggio di tutta la gente. Tigna si dice all avaro. Lingua sagace sempre 1 mordace. L invidia fa agli altri la fossa, e poi vi casca dentroIIe L invidia fa del male, ma sta peggio. L invidia rode se stessaIIe L invidioso si rode, e l invidiato se la godeIIe /ll invidioso gli si affila il viso e gli cresce l occhio. !ol far altrui mal occhio strugge s(. 0al comune, mezzo gaudio. -&edi Illustra"ione 2&.. 0alizia mai non caccia malizia. 0ula che rigna e donna che sogghigna,maldicenzasgraffigna. 7on dir di me quel che di me non sai, di pria di te, e poi di me dirai. 7on fu mai gloria senza invidia. 7on ti rallegrar del mio duolo, ch1 quando il mio sar vecchio, il tuo sar nuovo. 8cchio maligno, alma sventurata. Peggio 1 l invidia dell amico che l insidia del nemico. *e direm d altri, altri dir di noi. *empre par pi$ grande la parte del compagno. Perch( non si vede n( quanto costi n( quanto pesi. : bene si dice# L invidia 1 un peccato da minchioni. *e ognuno spazzasse da casa sua, tutta la citt sarebbe netta. *i crede pi$ il male del bene. : per corre quest altro# / pensar male ci s indovina. !he 1 una di quelle tante cose che si dicono facendo regola generale di quelle sguaiate e goffe sentenze che a noi vengono suggerite dal malumore o dalla stizza. *i dice -cio4 si deve dire., il peccato, ma non il peccatore.

Tutto finisce, fuorch( l invidia. Mn quattrin di carta, una penna e un danaro d inchiostro fanno apparir d un uomo un mostro. Mom che ha invidia, ha doglie.

Mes#ieri% Pro(essioni di.erse / fare il fabbro con la barba, e alle lettere con la bava. Gli studi bisogna cominciarli presto, che non importa delle opere manuali. /l cattivo lavoratore or gli casca la zappa ora il marrone. Quando non si ha voglia, si trova sempre qualche disgrazia. /llo sprone i cavalli, al fischio i cani, e al bastone intendono i villani. /l sarto povero gli si torce l ago. +l lavoro gli conclude poco. /l villano, la zappa in manoIIe !hi 1 uso alla zappa, non pigli la lanciaIIe !hi 1 uso al campo, non vada alla corte. Per via d esempi significano# ognuno faccia il suo mestiereII e !hi 1 uso alle cipolle, non vada a pasticciIIe 7on desiderare i sapori de signoriIIe 7on 1 buono mangiar ciliegie co signori. /mmoniscono degli inconvenienti i quali nascono dal mescolare insieme condizioni disugualiII e !o gran signori bisogna usar poche parole. /mor di signore, amore di donnola. Perch( d ordinario non ha fondamento o tradisce. - rov# spagnuolo#. /l villan che mai si sazia, non gli far torto n( graziaIIe +l villano punge chi l unge e unge chi lo punge. / mal villano non gli dar bacchetta in mano. /prile e conti per lo pi$ son traditori. )idarsi alla buona stagione d aprile, 1 come fare i conti innanzi l oste.

/ voler star pari col contadino bisogna giocar di zero. ,arca rotta, marinaio scapolo. !io1, disoccupato# dicesi di ogni artefice a cui per qualunque motivo mancando gli strumenti sia di mestieri stare ozioso. ,attilano, o unto, o si muor di fame. ,atti il villano, e saratti amicoIIe !hi fa il servizio al villano, si sputa in mano. !oteste ingiurie, che si accoccano agli uomini di certe professioni, sono appunto come quelle che sogliono essere barattate tra citt e citt vicine# il villano pi$ e meglio dell uomo in giubba stampa in proverbi le sue risposte non rade volte assai calzanti% e alcune ne trover chiunque si metta a sfogliare queste carte. ,eata quella casa che v 1 cherica rasa. 0olte famiglie si credono che 1are il prete, cio1 tirare su a prete uno de figliuoli le arrichisca. ,iada di mugnaio, vin di prete e pan di fornaio, non fare a miccino. !appuccio e cotta sempre borbotta. !attivo 1 il mestiero che non nutrisce l artefice. !avalier senza entrata, e muro senza croce, da tutti 1 scompisciatoIIe Mn conte senza contea 1 come un fiasco senza vinoIIe La nobilt 1 come lo zero. *e non vi si mette qualche altro numero, nulla valeIIe 7obilt poco si prezza, se vi manca la ricchezzaIIperc)0 7ecessit abbassa nobilt. !hi bazzica co preti e intorno ha il medico, vive sempre ammalato e muore eretico. !hi crede a sensali diventa sensale. !hi dice mal dell arte, non sar de consoli. !hi strapazza il mestiere, non fa fortuna. !hi disse navigare, disse disagio. !hi 1 dell arte, 1 sospetto. Gli artefici, massime nello stimare i lavori, si favoriscono + un l altro. !hi esce fuor del suo mestiere, fa la zuppa nel paniere. -&edi Illustra"ione 2&+..

!hi 1 in mare navica, chi 1 in terra radicaIIe ,arca, perdita cavalca. !hi 1 oste o fornaio, e fa il barcaruolo, dato gli sia d un mazzuolo. !hi 1 uso a mercanzia, non sa che guerra sia. !hi fa un frate, fa un ciuco. !hi ha da essere zanaiolo, nasce col manico in manoIIe 'icesi anche# !hi ha da essere facchino, nasce col cercine in capo. !hi ha l arte, ha ufficio e beneficio. !hi ha un cieco fuori, ha un podere in !hianti. + ciechi cantando per le vie sogliono fare molti danari. !hi muta stato, muta fortuna. !hi non ha arte, medico si facciaIIe !hi ha mestiere, non pu perire. !hi non sa orare, vada in mare a navigareIIe !hi non naviga, non sa cosa sia timor di 'io. !hi pesca a canna, perde pi$ che non guadagnaIIe !hi va dietro a pesce e penne, in questo mondo mal ci venne. 'etto dei cacciatori o pescatori. !hi serve all altare, vive d altareIIe +l prete dove canta vi mangiaIIe L entrata del prete vien cantando e va via zufolando. !hi sta a sportello ne vede mezza. + )iorentini i giorni di festa aprivano solo l uscietto del legname che chiudea bottega e donde non si vedevano che in parte le mercanzie. !hi vuol lavor gentile, ordisca grosso e trami sottile. 'el tessere% ma pu stare anche figuratamenteIIe / filar fine il cul se ne ride, a filar grosso si riempie il dosso. !hi vuol udir novelle, al barbier si dicon belle.

!io1 nelle botteghe dei barbieri. !hi vuol provar le pene dell inferno, d estate il fabbro e l ortolan d inverno. : al contrario# ' inverno fornaio, d estate tavernaio. !ontadini e montanini, scarpe grosse e cervelli fini. !oscienza di mugnai -o di fornai., coscienza d osti. *ono tenute comunemente d uno stesso calibro. 'a ricchi impoveriti e da poveri arricchiti, prega 'io che t aitiIIe 'io ti guardi da villan rifatto cittadin disfattoIIe -&edi Illustra"ione 2&ll.. 7on 1 superbia alla superbia uguale, d uom basso e vil che in alto stato saleIIe !hi vuol veder discortesia, metta il villano in signoriaII e 7on introdur l asino in sala, che poi ti mander fuori e della sala e della cameraII e Quando la merda monta in scanno, o che la puzza o che la fa danno. :brei e rigattieri, spendon poco e gabban volontieri. :breo, donna e uomo con corona mai la perdona. :gli 1 disgrazia quando i frati s impiccano. Perch( soliti a vivere quietamente. : anche# &iene da 'io che i frati s annegano. J meglio la pace de villani che la guerra de cittadini. Loda lo stare in villa. :sser signore e minchione, 1 esser minchione due volte. )igliuole d osti e caval di mugnai, non te n impacciar mai. )rate che chiede per 'io, chiede per due -cio1 anche per s(.. )rate che fu soldato 1 pi$ sperimentato. Questo pi$ volte si 1 veduto anche dei preti. )rate sfratato e cavol riscaldato, non fu mai buoneIIe -&edi Illustra"ione 2&++l..

)rati osservanti risparmiano il suo e mangiano quel degli altri. Gallina vecchia senza tetto, non fu mai senza difetto. 7on 1 senza vizio colui che essendo vecchio va cercando il pane ad ogni uscio e non ha niun alloggio. -*:"'87/T+.. Gallo di mugnaio, gatto di beccaio, garzone d oste, ortolano di frati e fattor di monache. hanno opinione di fortunatiIIe !aval di monaci, porci di mugnaio e figliuoli di vedove non han pari. son ben pasciuti. Giudice e scrivano vuol tenere il piede in mano. 7on vogliono fretta. Grama quella ca , dove soldato o prete vaIIe 7on bazzichi prete e soldato, chi 1 maritatoIIe / cherico che si fa frate non gli fidar la tua comare. Guai a quel pescatore che teme dell acqua fredda. 'icesi di coloro che vogliono fare un arte e poi non vogliono andar sottoposti agli incomodi che simile arte o ufficio arreca. Guardati da alchimista povero. Perch( spinto dal bisogno e dalla brama dell oro che sempre cerca e mai non trova, ordisce spesso qualche inganno. -*:"'87/T+.. Guardati dal villano, quando ha la camicia bianca. !ome indizio di villano che non lavora. : i giorni di festa nei quali suole il contadino mutarsi la camicia ed oziare, gli riescono incentivo ai vizi o alle risse. + frati si uniscono senza conoscersi, stanno uniti senza amarsi e muoiono senza piangersi. +l beccaio non ama il pescatore. Perch( gli porta via il guadagno. +l cantante ha la sua bottega nella gola. +l tuo nemico 1 quel dell arte tuaIIe L astio 1 tra gli arteficiIIe L invidia fu sempre maritata tra gli artefici. :siodo aveva detto che il fabbro invidia il fabbro, ed il vasaio il vasaioII e Quello 1 tuo nemico che 1 di tuo ufficio.

811icio, accenna agli impieghi pubblici. +l villano nelle piume vi sta a disagio. Il villan nelle piume sta a disagio# (Orl# Inn#9 +l villano nobilitato non conosce suo parentato. +l villano viene sempre col disegno fatto. + mezzani sono i pidocchi del diavolo. Prendono il sangue da quelli che li nutrono. + mugnai sono gli ultimi a morir di fameIIe Trenta mugnai, trenta beccai, trenta sartori, fan cento e venti ladri. +nvito d oste non 1 senza costo. La carit de frati accompagna fino alla portaIIe !arezze di frati t accompagnano fino alla porta, e te la serran dietroII e 7( da frati n( da monache non t aspettar mai niente. La roba del villano dura trent anni e un mese e poi la torna al suo paese. La terra non avvilisce l oro. 'i uomo pregevole che sia di bassa condizione. L avvocato d ogni stagione miete e d ogni tempo vendemmia. L occhio, la fede e l onore non toccar mai di signore. Loda il mare, e tienti alla terraIIe 0eglio raccomandarsi agli uomini in terra che ai santi in mare. 'etto contro al navigare. Loda lo scarpello, attienti al pennello% costa manco, e par pi$ bello. 0elensa 1 quella mano che non mangia a spese del villano. + contadini ci fanno le spese a tutti. 0ontanini e gente acquatica, amicizia e poca pratica. 7ave vecchia, ricchezza del padrone. 7( il medico n( l avvocato, sanno regolare il fatto proprioIIe La vita de medici, l anima de preti, e la roba de legisti sono in gran pericolo 7iuno s ha da vergognare della sua arte.

+l mestiere non avvilisce l uomo. 7on 1 villano perch( in villa stia, ma villano 1 chi usa villania. 7on fu mai villano senza malizia. 8gni bottega la sua malizia. !os9 ogni mestiere, ogni professione. 8gni uomo ha buona moglie e cattiva arte. 'egli uomini 1 solito lodarsi della moglie e lamentarsi dell arte che fanno. 8gnuno parla ben del suo mestiere. 8gnun patisce del suo mestiere. 8gnuno trascura per s( i godimenti dell arte sua, quasi venutagli a noia perch( ci ha guardato dentro# il cuoco non 1 mai ghiotto, il calzolaio va colle scarpe rotte. 8ste antico, nemico modernoIIe 8ste di contado, assassino o ladroIIe 8ste e nemico, 1 tutt uno. L'oste 4 peggior dell'inimico assai; $)e s'ami l'inimico disse $risto $)e s'ami l'oste non lo disse mai# Pazzo 1 quel prete che biasima le sue reliquie. Pi$ vale mestiero che sparviero. Lo sparviere in pugno era l ozio degli antichi nobili. Poeti, pittori, strologi e musici fanno una gabbia di mattiIIe Poeti, pittori e pellegrini a fare e a dire sono indovini. Povera quella bocca che mangia con la rocca. /ccenna ai miseri guadagni delle filatrici di lino dal giorno d oggi a confronto del passato.II e "occa, morte nascosta. Perch( il troppo filare prosciuga lo stomaco e fa intisichire. Prega il villano, il mercato 1 disfatto. *e tu mostri cedere o temere, + altro rincara la posta. Prete, medico e avvocato. trovasi in ogni lato. Preti, frati, monache e polli non si trovan mai satolli.

Promesse di barcaiolo e incontro d assassini, sempre costano quattrini. Quando i cavalli ruzzano, il padrone stenta. *i dice dei vetturini che non hanno lavoro. Quando il villano 1 a cavallo, non vorrebbe mai che si facesse sera. Quando il villano 1 alla citt, gli par d essere il potest. Quando il villano tratta ben, la pioggia secca il fien. !ose impossibiliIIe +l villan porta scritto sulla pancia, villan senza creanzaII e +l villano si conosce sempreIIe !hi 1 stato battezzato con l acqua del fosso puzza sempre di umido. Quel che vien di penna e stola, tosto vien e tosto vola. *e t imbianco, gli 1 onor mio% se ti rompo, non t ho fatt io. J un dettato delle lavandaie che strusciano i panni per lavarli bene e presto. *i spende pi$ a fare un mercante che un dottore. *i vive bene all ombra del campanile. !io1 a spese della chiesaIIe L ombra del convento la rende il cento per centoIIe 7ella casa dov 1 un buon dottore o un ricco prete, non si sente n( fame n( sete. Taglia lungo, e cuci strettoIIe Lunga gugliata, maestra sguaiataIIe Punti lunghi e ben tirati, oggi cuciti e domani strappati. 0a si trova anche# -*tanno bene in tutti i lati.IIe Punto di festa poco dura, ma la figuraIIe Punto pasquale dura poco e comparisce male. 0ettere un punto per rimedio, di festa, passa, di Pasqua non si deve mai. Traduttori, traditori. Tre cose simili% prete, avvocato e morte# +l prete toglie dal vivo e dal morto% + avvocato vuol del diritto e del torto% e la morte vuole il debole e il forte

Tutti i mestieri fanno le speseIIe Tutti i mestieri danno il pane. Mn pane dura cento miglia, e cento pani non durano un miglio. Msano questo dettato i marinai per significare che secondo i venti giungono presto o tardi. &iene asin di monte, caccia caval di corteIIe +l can di monte caccia quel di corte. -&edi +ontrattazioni -er&atura,.

Me#eorolo&ia% ,#a&ioni% Tem+i dell'anno / cinque d aprile, il cucco dee venire% se non viene a sette o agli otto, o ch 1 preso o che 1 morto. : si aggiunge# : se non viene ai dieci, gli 1 perso per le siepiIIe *e non viene ai venti, egli 1 perso fra i formentiIIe *e non viene ai trenta, il pastor l ha mangiato con la polenta. -P/*QM/L+G8, (acc# %en#. /cqua di maggio, uccide il porco d un anno. /cqua di giugno rovina il mugnaioIIe /cqua e sol, la campagna va di vol. !io1,la vegetazione fiorisce assai quando acqua e sole si avvicendano tra loro in giuste proporzioni. /gosto ci matura il grano e il mosto. /l fare in mare, al tondo in terra. Proverbio de marinai# luna piena ha pi$ rischi della nuova. : meglio# /l fare, in mare al tondo in porto, perch( a 3@ non si faccia torto. Perch( nel plenilunio, che suol essere il 3@ del mese, non si alzi qualche tempesta e ti anneghi. /lla luna settembrina, sette lune se le inchina. !io1 la luna di settembre ci fa prevedere le sette altre che succedonoII e Quando nevica di settembre, nove lune attende. /lla 0adonna di marzo si scopano, e alla 0adonna di settembre si trovano. Le lucerne.

/lla prim acqua d agosto, cadono le mosche% quella che rimane, morde come cane. /lla prim acqua d agosto pover omo ti conosco -ovvero il caldo s 1 riposto.. /lle prime rinfrescate si mette a prova la sanit. 0a pure s intende a quest altro modo, almeno in montagna dov 1 pi$ freddo# io ti conosco pover uomo che non hai panni d inverno da porti indossoIIe La prim acqua d agosto rinfresca il bosco. /lleluia, ogni mal fuia. !io1, la Pasqua d uovo. /ll escita, brache e camicia% e all entrata, la rocca 1 inconocchiata. 'onnesco pregiudizio# a luna calante credono nascere i figli maschi, e a luna nuova le femmine. La rocca, emblema delle donne fino dai tempi dell 8dissea, ed allora pi$ d adesso# ma i contadini, che sono omerici, pongono tuttavia la rocca in cima al corredo e a vista di tutti, come si pone anco ne ritratti un libro in mano a dottori. /lle tre nebbie, acquaIIo 'opo tre brine l acqua a mezzine. /ll inverno piovoso, + estate abbondante. / luna scema non salare, a luna crescente non tosare, se vuoi risparmiare. La carne che si sala a luna scema diminuisce nel cuocere% i capelli tondati a luna crescente ricrescono presto. -*:"'87/T+.. /l primo tuon di marzo escon fuori tutte le serpiIIe 0arzo, la serpe esce dal balzo. /l quinto d9 vedrai qual mese avrai. !io1 dalla luna. / 7atale, freddo cordiale. /nno bisesto, anno senza sesto. La superstizione popolare vuole che ogni cosa in anni cosiffatti riesca male. /nno ficaio, scarso granaio. /nno fungato, anno tribolato. /nno ghiandoso, anno cancheroso. /nno nevoso, anno fruttuosoIIovvero /nno di neve, anno di beneIIe *ott acqua fame, e sotto neve pane.

: similmente# Quando la neve 1 alta un mattone, il grano torna a un testoneIIe Quando la neve s inverna in piano, val pi$ il sacco che non vale il grano. /nno pecoraio, anno pecchiaio. Quando 1 anno di molta carne, v 1 parimente molto miele. /nno susinao, poche fastella. /prile, dolce dormire. /prile e maggio son la chiave di tutto l anno. /prile, esce la vecchia dal covile% e la giovane non vuole uscire. /prile fa il fiore e maggio si ha il colore. /prile n ha trenta, se piove trentuno, non fa male a nessuno. /prile, ogni giorno un barileIIoppure /prile una gocciola il die, e spesso tutto il die. /prile piovoso, maggio ventoso o veneroso -cio4 bello e gaio.% anno fruttuosoIIe /prile freddo, molto pane e poco vino. /prile, quando piange e quando ride. April mac)t Jas er Jill, cio1 quel che vuole, quel che gli salta in capo% dicono i Tedeschi. 8uesto seppi da taluno che lo impar allo *pielberg. /prile suol esser cattivo da principio o al fine. /prile temperato non 1 mai ingrato. / primavera vengon fuori tutte le magagneIIe !ome marzo s avvicina, tutti gli umori si risentono. /rco da mattina, empie le mulina -o la marina.% arco da sera, tempo rasserena. /ria a fette, lampi e saette% aria a scalelli, acqua a pozzatelli% aria pecorina, se non piove la sera piove alla mattina% aria a pane, se non piove oggi, piover domane. Aria a scalelli, nubi ammontate come i gradini d una scala% a pani quando si ammonticchiano in forma di pani. -!8L:TT+, (acc#.IIe Quando il cielo 1 a falde di lana, anche l acqua 1 poco lontana. /ria bassa senz acqua non passa.

/ria rossa da sera, buon tempo mena. : si aggiunge# 0a se inalza, non le aver fidanzaIIe *era rossa e nero mattino, rallegra il pellegrino. !io1 il viandante. /ria rossa, o piscia o soffia. /rno non cresce, se *ieve non mesce. Proverbio fiorentino# la *ieve 1 il maggiore tra gli influenti del+ /rno al di sopra di )irenze. : a "oma dicono# Tevere non cresce, se 7era non mesce. / *an ,arnab -33 giugno. la falce al pr, o piglia la falce, e in 0aremma va. / *an 0arco le vacche passano il varcoIIe / *anta !aterina le vacche vanno alla cascina. +ncominciano i pascoli, e le vacche danno latte. / *an 0artino -33 novembre. ogni mosto 1 vino, -o 1 vecchio ogni vino.. !os9 dice chi ha troppa fretta di bere il vin nuovo, sia pel minor prezzo, sia pel sapore pi$ piccante. / *an 0artino, si veste il grande e il piccino. / *an 0att1 -53 settembre. + uccellator salta in pi1. / *an 0attia -5< febbraio. la neve per la via. !io1, in via d andarsene. / *an 0ichele -5; settembre. il calore va in cielo. / *an *imone -5= ottobre. il ventaglio si ripone% a 8gnissanti, manicotto e guanti. / *anta "eparata -= ottobre. ogni oliva olivata -ovvero inoliata.. /vanti 7atale, n( freddo n( fame -o per fino a 7atale il freddo non fa male.# da 7atale in l, il freddo se ne va. / %iri Galilei mi spoglio i panni miei. !io1, ali /scensione, la quale cade sempre al principio di quel corso della Luna che suol chiamarsi luna di maggio. : poich( sembrano le stagioni osservare certa legge che ha ragione composta nell anno lunare e nel solare, non 1 forse tanto vano quell 8roscopo dei contadini i quali sogliono per esempio dire# Quest anno il marzo sar freddo perch( la Pasqua 1 alta, cio1 viene tardi in aprile%Iovvero sperano la primavera sia precoce perch( la Pasqua 1 bassa. ,efania, tutte le feste manda via% e *anta 0aria, tutte le ravvia.

,el lucciolaio, bel granaio -o buon granaio.. : dicesi anche# 0olto pulciaio, molto granaio. ,ianco gelo, d acqua 1 messaggero. ,ruma oscura tre d9 dura% se vien di trotto, dura pi$ d otto. ,uona 1 la neve che a suo tempo viene. !alende torbo, mese chiaro. J da notare che il contadino ricorda tuttora le !alende, da lungo tempo dismesse. 0a delle sentenze se ne dice -e non soltanto in meteorologia. di tutte le sorte% cosicch( abbiamo in contrario senso# !alende, tutto il mese attende. !arnovale a casa d altri, Pasqua a casa tua, 7atale in corte. +l carnevale porta spesa, la Pasqua si dee fare co suoi, a 7atale si danno le mance. !astagne verdi per 7atale sanno molto e poi vanno a male. !erchio lontano, acqua vicina% e cerchio vicino, acqua lontana. * intende di quel cerchio che fanno i vapori intorno alla luna. !hi fa il !eppo al sole, fa la Pasqua al fuocoIIe 'a 7atale al gioco, da Pasqua al fuoco. !hi va all acqua d agosto, non beve, o non vuol bere il mosto . Andare all'ac6ua, 1 andare a bagnarsi e nuotare, il che in )irenze 1 molto salutifero ne tempi caldi% ma d agosto l acqua comincia a incrudelire, e chi la frequenta di quel mese, corre pericolo di morire innanzi la vendemmia. -*:"'87/T+.. 'all otto al nove l acqua non si muove. *ubito dopo il primo quarto della luna, il tempo non muta. 7el &eneto si dice# *ete, oto e nove l acqua non si move, vinti, vintun e ventid, + acqua non va n( in su n( in gi. Proverbio che ebbe origine dalla osservazione fatta da nostri antichi marinari, che i flussi e riflussi sono massimi ne plenilunii e novilunii, e minimi nella quadratura, cio1 nella maggior distanza della luna dal sole, come appunto procede nei detti sei giorni lunari. Questo proverbio fu notato anche dal Galileo. &edi lettera del F6 gennaio 3>54 a )ra )ulgenzio 0icanzio. :dizione completa di )irenze,tom. 4., pag. 3<@. -P/*QM/L+G8, (acc# %en#. 'a 7atale a !arnevale non c 1 vigilia da osservare, se *an 0attia non appare. 'a 8gnissanti a 7atale i fornai perdono il capitale. !io1, per il molto pane che si d in campagna in elemosina in suffragio dei 'efunti che poi

vanno a rivenderlo alla citt. ' aprile piove per gli uomini e di maggio per le bestie. 0a &al pi$ un acqua tra aprile e maggio, che i buoi con il carro. 'a *an 0artino a 7atale, ogni povero sta male. 'a *an 0artino a *ant /ndr1 settimane tre, da *ant /ndr1 a 7atal un mese egual. 'a *an 0ichele guarda il ciel se gli 1 sereno. Perch( Quando l /ngiolo si bagna l ale, piove fino a 7atale. 'a *anta !aterna a 7atale un mese reale. ' est, per tutto 1 c. ' estate ogni buco fa latte, d inverno nemmen le buone vacche. 'i !arnovale ogni scherzo vale. 'icembre piglia e non rende. !io1, il seme sta sottoterra senza nascere per tutto quel mese -L/*T"+.. 'i Luna al primo 0arte -marted9. si fanno tutte l arte. &olgar pregiudizioIIe 7on fu mai marted9 senza lunaIIe La luna ai 5; non fa, e ai F6 non arriva. 'i maggio nascono i ladri. !omincia ne campi a esservi robe da cogliere% e quando gli alberi sono vestiti e il grano 1 alto, chi vuol far del male si nasconde facilmente. 'i marzo, chi non ha scarpe vada scalzo, e chi le ha, le porti un altro po pi$ in l. 8vvero# ' aprile, va il villano e il gentile. 'i marzo, ogni villan va scalzo. 'i settembre, la notte e il d9 contende. 'opo la neve, buon tempo ne vieneIIe La neve non lasci mai ghiaccio dietro.

: guai se lo lascia, come avvenne in Toscana negli anni 3=<@ e <;. +mperocch( La neve per otto d9 1 alla terra come mamma, da indi in l come mattrigna. ' ulive, castagne e ghianda, d agosto ne dimanda. 0ostrano gli alberi nell agosto quel che daranno poi di frutto. Le castagne hanno bisogno d acqua tra le due !ante Marie, cio1 tra la 0adonna d agosto e la 0adonna di settembre. J meglio pioggia e vento che non il mal tempo. 0al tempo significa burrasca# detto d un marinaio. : non nevica mai bene, se di !orsica non viene. )ango di maggio, spighe d agosto. ! io1 dovizia di biade, che sono le spighe dell agosto, o la seconda raccolta. )ebbraio asciutto erba per tutto. )ebbraio corto -o )erraiuzzo. peggior di tutti. )erraietto 1 corto e maladetto. )ino ai *anti la sementa 1 pei campi, dai *anti in l, la si porti a c. / *an 0artino la si porta al mulinoIIe )ino a *an 0artino sta meglio il grano al campo che al mulino. )ino a *anta 0argherita -56 luglio. il gran cresce nella bica. : allora per l ordinario si comincia a battere. )reddo primaticcio e foglie serotine, ammazzano il vecchio. Gennaio e febbraio mettiti il tabarroIIe 'i marzo ogni matto vada scalzoIIe ' aprile non ti scuoprire, di maggio vai adagio, di giugno cavati il codigugno, e se non pare trnatelo a infilare% di luglio vattene ignudo. Per il settembre poi ,rache, tela e meloni, di settembre non son pi$ buoni. Proverbi che non sono punto superstiziosi. :d a )irenze dicesi anche# )ino ai *anti fiorentini, non pigliare i panni fini. !io1, fino dopo la met di maggio, nel qual mese cadono le feste di *an ?anobi, *anta 0aria 0addalena de Pazzi e *an )ilippo 7eri. Gennaio e febbraio, empie o vuota il granaio.

Gennaio forte tutti i vecchi si auguran la morteIIe 7el mese di gennar la vecchia sta in tirar. !io1, morire. Gennaio fa il peccato, e maggio 1 il condannato -ovvero e maggio n 1 incolpato.. Gennaio fa il ponte e febbraio lo rompe. Gennaio mette il diaccio, e febbraio lo dimoia. : anche# *ant /ntonio fa il ponte e *an Paolo lo rompe. Gennaio ingenera, febbraio intenera, marzo imboccia, aprile apre, e maggio fa la foglia. 'ella vegetazione dei castagni% ma pu dirsi di tutte le piante. Gennaio, ovaioIIe Gennaio non lascia gallina a pollaioIIe 7on v 1 gallina n( gallinaccia, che di gennaio uova non faccia. Gennaio secco, lo villan riccoIIe Quando gennaio mette erba, se tu ha grano e tu lo serbaIIe Polvere di gennaio, carica il solaioIIe *e gennaio fa polvere i granai si fan di rovere. Gennaio zappatore, febbraio potatore, marzo amoroso, aprile carciofaio, maggio ciliegiaio, giugno fruttaio, luglio agrestaio, agosto pescaio, settembre ficaio, ottoble mostaio, novembre vinaio, dicembre favaio. 0angiano in quel mese la faverella. Proverbi romaneschi, ma potevano servire all autore del )rancese !alendario del 34;F. Gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calanteIIe Quando la luna 1 tonda, essa spunta quando il sol tramonta. Guai a quell anno che l uccello non fa danno. Guardati dalla primavera del gennaioIIe *e gennaio sta in camicia, marzo scoppia dalle risa. ! io1, ti canzona. +l carnevale al sole, la pasqua al foco. : viceversa# !arnevale al sole, pasqua molle.

+l carnevale, il povero a zappare. 0entre gli altri si sollazzano nel carnevale, a poveri tocca faticare per vivereII e / carnovale si conosce chi ha la gallina grassa. +l fresco della state fa dolere il corpo d inverno. La state fresca promette scarsa raccolta nell anno dopo. -L/*T"+.. +l grano freddo di gennaio, il mal tempo di febbraio, il vento di marzo, le dolci acque di aprile, le guazze di maggio, il buon mieter di giugno, il buon batter di luglio, le tre acque d agosto con la buona stagione, vagliono pi$ che il tron di *alomone. +l mese di bruma -cio4 novembre., dinanzi mi scalda, e di dietro mi consuma. Perch( suole cominciare caldo e terminar freddo% e si dice poi del susseguente# 'icembre, davanti t agghiaccia e di dietro t offende -o viceversa.. +l sol d agosto, inganna la massara nell orto. ,rucia gli erbaggi dell orto, e la massaia non ce ne trova per cucinare. +l vento non 1 buono che a mandar navi a mulini. +n anno pieno il grano 1 fieno, in anno malo la paglia vale quanto il grano. La bruma tutte le pezze raguna. +l freddo fa trovare le vestimenta. L acqua d aprile, il bue ingrassa, il porco uccide, e la pecora se ne ride. L acqua di marzo 1 peggio delle macchie ne vestiti. L acqua per *an Giuan, porta via il vino e non d pan. - rov# !pagnolo#. La domenica dell ulivo, ogni uccello fa il suo nido. La grandine non fa carestia. La nebbia di marzo non fa male, ma quella d aprile toglie il pane e il vino. La nebbia lascia il tempo che trovaIIe 7ebbia bassa buon tempo lascia. : si dice proverbialmente d altre cose# che sono come la nehbia, la quale lascia il tempo che trova. La neve *ant /ndrea l aspetta% se non a *ant /ndrea, a 7atale% se non a 7atale, pi$ non l aspettare. La pecora e l ape, nell aprile danno la pelle. La prim acqua d aprile vale un carro d oro con tutto l assile.

L ecclissi sia del sole o della luna, freddo la porta e mai buona fortuna. L estate di *an 0artino dura tre giorni e un pocolino. L estate 1 la madre de poveri. L inverno mangia la primavera e l estate l autunno. Luglio dal gran caldo, bevi ben e batti saldo. 7elle lunghe fatiche della state il migliore conforto ed aiuto 1 il vino. Luna mercurina tutto il ciel ruina. Luna nata di mercoled9, cagiona pioggia molta e tempeste. -*:"'87/T+.. 0aggio asciutto ma non tutto, gran per tutto% maggio molle, lin per le donneIIe 0aggio ortolano -cio4 acquoso., molta paglia e poco granoIIe 0aggio giardinaio, non empie il granaioIIe *e maggio 1 rugginoso, + uomo 1 uggioso. :d in &aldarno a primavera dicono# /rno vuoto granaio pieno. 0aggio fresco e casa calda, la massaia sta lieta e balda. Lodano i contadini il maggio ombroso, e cos9 non troppo caldo% ma che per l aria tepida di primavera sia di gi venuta e abbia riscaldato la casa. -L/0,"M*!C+7+.IIe *e maggio va fresco va ben la fava e anco il formento. 0aggio non ha paraggio. 0arzo alido, aprile umidoIIe 0arzo asciutto, e april bagnato, beato il villan c ha seminatoIIe Quando marzo va secco, il gran fa cesto e il lin capecchio. 0arzo ha comprata la pelliccia a sua madre, e tre giorni dopo e + ha venduta. J assai bel modo per esprimere l inconstanza della temperatura di questo mese. 0arzo molle, gran per le zolle. 7on fa cesto e cresce in alto, e poi ricade per le zolleIIe *e marzo butta erba, aprile butta merda. 0arzo non ha un d9 come l altroIIe

0arzo pazzoIIe 0arzo vuol far le sue. : pure# 7el marzo un sole e un guazzoIIe +l sole di marzo, muove e non risolve. !he dicesi anche di chi propone le cose e non le conduce a fine. 0arzo o buono o rio, il bue all erba e il cane all ombra. 0arzo tinge, april dipinge, maggio fa le belle donne, e giugno fa le brutte carogne. +l sole di marzo 1 il primo che faccia imbrunire, poi viene la forza della primavera. 0ezzo gennaio, il sole nel pagginaio% mezzo ferriere, morto 1 chi non rinviene% mezzo marzo, chi non rinviene 1 morto affatto. agginaio e paggino, luogo a bacio# paggino 1 tuttavia usato dai montagnoli. -L/0,"M*!C+7+.. 7atale senza danari, carnevale senz appetito, pasqua senza devozione. *i fanno male. 7( caldo n( gelo non rest mai in cielo. 7( di &enere n( di 0arte, non si sposa n( si parte. 7el febbraio la beccaccia fa il nido, nel marzo tre o quattro, nell aprile pieno il covile, nel maggio tra le frasche, nel giugno come un pugno, nell agosto non ucciderla al corso. 7eve marzolina dura dalla sera alla mattina. : dicesi anche# La neve di gennaio diventa sale, e quella d aprile farina. Perch( si strugge subito. 7on 1 bella la pasqua se non gocciola la frasca. 7on v 1 sabato santo al mondo, che la luna non sia al tondo. La nostra Pasqua succede sempre la prima domenica dopo il plenilunio di primavera come venne stabilito dall !oncilio di 7icea l anno F5@ acci non concorresse con quella degli :brei che si fa nel medesimo giorno dei plenilunio. *i noti per che se il plenilunio del 56 e 53 marzo cade prima dell ingresso del sole in ariete, allora non 1 pi$ il plenilunio di primavera, e si deve aspettare un intero mese lunare, sino all ingresso del primo plenilunio, donde la festa di Pasqua viene trasportata alla prossima domenica, loch( pu protrarsi sino al 5@ aprile che 1 l estremo +imite pasquale. Perci dicesi# 7on si pu veder Pasqua, n( dopo *an 0arco, n( prima di *an ,enedettoII e /lte o basse nell aprile son le pasque.

7on 1 s9 piccola ponzina, che di marzo non sia gallinaIIe 0arzo per le galline, aprile per le pecore, maggio per i buoi, giugno per noi. "iguarda l epoca del prodotto di questi animali. Giugno per noi, dicono i contadini, alludendo a bozzoli che sono la loro prima e precipua fonte di guadagno e nei quali riposano le loro pi$ ca re speranze d un migliore avvenire. - rov# Lomb#. 7on fu mai vento senz acqua% non fu pioggia senza vento. 7uvoli verdi o scuretti son tempesta con saette. 7uvolo di montagna non bagna la campagnaIIe 7uvolo da ponente non si leva per niente. 8ggi fave, domani fame. "accolta incerta. Pasqua di ,efana, la rapa perde l anima. !ome dicesse, si vuota. + contadin chiamano pasqua tutte +e feste maggiori. Pasqua tanto desiata, in un giorno 1 passata. Pasqua venga alta o venga bassa, la vien con la foglia o con la frascaIIe &enga pasqua quando si voglia, la vien con la frasca e con la fogliaII o Pasqua, voglia o non voglia non fu mai senza foglia - o foglia di gelso.. Per il Perdon -5 agosto. si pone la zappa in un canton. Per la *anta !andelra, se nevica o se plora, dell inverno siamo fuora% ma s 1 sole e solicello, noi siam sempre a mezzo il vernoIIe *e nevica per la !andelra, sette volte la neve svola. : in altro modo# 'elle cere la giornata, ti dimostra la vernata# se vedrai pioggia minuta, la vernata fia compiuta# ma se tu vedrai sol chiaro, marzo fia come gennaroIIe *an Paolo e la !eriola scura, dell inverno non si ha pi$ pauraII e 'elle calende non me ne curo, purch( *an Paolo non faccia scuro. Per *an ,arnab -33 giugno., + uva viene e il fiore vaIIe *e piove per *an ,arnab, + uva bianca se ne va% se piove mattina e sera, se ne va la bianca e la neraII ovvero Quando piove il giorno di *an &ito -3@ giugno. il prodotto dell uva va sempre fallito. Per *an ,astiano -56 gennaio., sali il monte e guarda il piano% se vedi molto, spera poco% se vedi poco, spera assai.

+l grano quando di verno ha sfronzato poco, promette buona raccolta, perch( il freddo il quale gli ha impedito d andare in rigoglio di foglie, lo ha fatto barbicare e accestire. +l magistrato del+ /nnona di )irenze spediva per la !andelaia commissari in provincia a visitare i grani, e l istruzione era questa# se poco vedi, molto credi; e a rovescio. -L/0,"M*!C+7+.. : in altro modo consimile# *e tu vedi del formento per 7atale, ammazza il cane% se non lo vedi dagli del pane. -P/*QM/L+G8, (acc# %en#. Per *an ,astiano, un ora abbiamo. Per *an !lemente il verno mette un dente -5F novembre.. Per *an !osimo e 'amiano -54 settembre., ogni male fia lontano. Que due *anti erano medici, e protettori di casa 0edici. Per *an 'onato -4 agosto., + inverno 1 nato% per *an Lorenzo, gli 1 grosso come un giovenco% per *anta 0aria, quanto una ,adia. J pi$ che altro uno scherzo# nel mese d agosto i caldi grandi finiscono, ma non comincia l inverno. Per *an 0ichele -5; settembre., +a succiola -o la giuggiola. nel paniere. !io1, la castagna e la giuggiola. Per *an Piero -5; giugno., o paglia o fieno. /lla fine di giugno sappiamo la nostra sorte intorno al grano# ve n 1, o non ve n 1% si miete la paglia, cio1 il grano, o si mietono +e erbe cresciute dove il grano non 1 venuto o 1 perito. -L/0,"M*!C+7+.. Per *an *imone -5= ottobre., la nespola ripone. Per *anta !aterina -5@ novembre., la neve alla collina -ovvero o neve o brina o tira fuori la fascina.. Per *anta !ristina -5< luglio., la sementa della saggina. Per *anta !roce -3< settembre., pane e noce. Le noci son matureIIe *anta !roce tutte le feste rimette in luce. Per *anta 0aria, il marrone fa la cria. Per la festa dell /ssunta il marrone s ingenera, si crea. -/nticamente dicevano criare per creare; fa la cria, quasi dicesse la crea, creazione. -L/0,"M*!C+7+.. Per *ant /nsano -3 dicembre., uno sotto e uno in mano. / riscaldarsi non basta un solo veggio, o caldanino. Per *anta Teresa prepara la tesa -degli uccelli.. Per *ant Mrbano -5@ maggio., il frumento 1 fatto grano.

7ota qui la propriet dei due vocaboli ben distinti a rigore d etimologia. Per *an &alentino -3< febbraio., primavera sta vicino. Per tutto aprile, non ti scoprireIIe /prile aprilone, non mi farai por gi$ il pelliccione. 0a i pi$ rigorosi dicono# 7( di maggio n( di maggione, non ti levare il pelliccioneII e Tutto aprile e tutto maggio al verno mi ritraggo. Pioggia di febbraio empie il granaioIIe *e di febbraio corrono i viottoli, empie di vino e olio tutti i ciottoli. Ponente, tramontana si risente. : diciamo anche# Tramontanin non buzzica, se il marin non lo stuzzica. Quando canta il botto -cio4 la state, quando canta il ranocchio., rasciuga un d9 quanto non piove in otto -ovvero rasciuga pi$ in un d9 che il verno in otto.. Quando canta il cucco -cio4 di primavera., un giorno molle e l altro asciutto -ovvero un ora bagna e l altra 1 asciutto.. Quando canta il merlo siamo fuori dell inverno. Quando canta il pigozzo -picchio. di gennaio, tieni a mano il pagliaio. *uole nevicare, e allora bisogna campar le bestie con la paglia. Quando 'io vuole, a ogni tempo piove. Quando gli armellini -albicocchi. sono in fiore, +l d9 e la notte son d un tenore. Quando ha tonato e tonato, bisogna che piova. )iguratamente, de mali umori e delle minaccie che poi scoppiano in offese# ma per modo proverbiale suol dirsi# tanto ton7 c)e piovve; anche di cosa la quale giunga molto aspettata. Quando il ciel bello varia, convien dargli dell aria -cio4 alla casa.. Quando il fico serba il fico, tu, villan serba il panico. Pronostico villereccio% indizio di mala ricolta per l anno vegnente che i fichi rimamgano sull albero. anico, per ischerzo, cibo qualunque% o sia che venga dal pane, o dal becchime degli uccelli, o insieme da doppia etimologia, come avviene d altre parole. : dicesi anche# + fichi bodoloni, fanno di grandi poveroni. Quando il gallo beve di state, tosto piove. Quando il gallo canta a pollaio, aspetta l acqua sotto il grondaioIIe

*e il gallo canta fra le tre e le quattro, il tempo 1 guasto. Quando il grano abbonda, il pesce affonda% e quando il grano affonda, il pesce abbonda. +l *erdonati spiega questo Proverbio cos9# che quando il grano abbonda, il pesce 1 caro% e viceversa. +n Lombardia dicono# Pesce caro, e polenta a buon merc. Quando il mandorlo non frutta, la samenta si perde tutta. Quando il giuggiolo si veste, e tu ti spoglia% quando si spoglia, e tu ti vesti. Quando il sole insacca in Giove, non 1 sabato che pioveIIe Quando il sole si volta -o guarda. in dr1, acqua gino ai pi1 -o la mattina l acqua ai pi1.. 'icesi quando dopo il tramonto si veda di nuovo l immagine del sole riflessa dalle nubi. - rov# Milanese#. Quando il sole la neve indora, neve, neve e neve ancora. +l sereno dopo la neve 1 segno di freddo persistente e pu essere presagio d altra neve. Quando il sole va gi$ rabbioso -rubicondo., il giorno di poi non 1 piovoso. Quando il tempo 1 diritto, non val cantare il picchioIIe Quando il tempo 1 in vela, ogni nuvolo porta sereno. 'ssere in vela, per essere diritto al buono# si dice anco essere in 1ilo, allora non vale cantare il picchio, che suole essere segno d acqua. Quando il tempo 1 molle, il dente 1 pi$ folle. Quando il tempo si muta, la bestia starnuta. Quando il verno 1 nella state, e la state nell invernata, non avrai buona derrata. Quando imbrocca d aprile, vacci col barile% quando imbrocca di maggio, vacci per assaggio% quando imbrocca di giugno, vacci col pugno. +l Proverbio riguarda l olivo. /ltri invece d imbroccare dice mignolare, che vuol dire mettere quelle cime fiorite le quali hanno nome di mignole o mignoli#II-&edi Illustra"ione 2+2.. Quando i nuvoli vanno in su, to una seggiola e siedivi su% quando i nuvoli vanno al mare, to una vanga e va a vangare -o quando l oche vanno al mare, to una vanga, ecc.. To' una seggiola, perch( la pioggia 1 sicura% ed 1 imprudenza andare al campo. : quest altri dicono# Quando 1 seren, ma la montagna scura, non ti fidar che non 1 mai sicuraII e 0ontagna chiara e marina scura, ponti in viaggio senza pauraIIe

Quando 1 chiara la montagna, mangia, bevi e va in campagna -non piove.. : all opposto# Quando 1 chiara la marina, mangia, bevi e sta in cucina -piove.. Quando la canna pugne, la passera giugneIIo Quando la spiga punge, la rana unge. La rana diventa un boccon ghiottoIIe Quando l erba non punge, la passera non unge. Quando non fa caldo il pesce passera non 1 buonoIIe Quando la canavera fa il pennacchio, molta neve e molto ghiaccio. $anavera, canna -/rundo donaO. Linneo.. 'avanzati nella $oltiva"ione Toscana, lasci scritto# quando tu vedi molte canne d ottobre con la pannocchia corta, aspetta vernata lunga e freddissima -P/*QM/L+G8, (acc# %en#. Quando la festa viene, dimora% quando la va via, lavora. Quando la luna ha il culo in molle, piove, voglia o non voglia. Proverbio di marinari% luna piena ha pi$ rischi della nuova. Quando lampeggia da ponente, non lampeggia per nienteIIe Quando lampeggia da tramontana 1 segno di caldana. Quando la montagna ride, il piano piange. 0olte castagne, poco grano. Quando l anno vien bisesto, non por bachi e non far nestoIIe ,isesto o ,isestin, o la madre o il fantolin. J superstizione popolare che ogni cosa in quelli anni riesca male, e i parti sieno pericolosi. Quando la rana canta, il tempo si cambia. Quando la vacca tien su il muso, brutto tempo salta suso. La vacc)erella a 6uella 1alda piana Gode di respirar dell'aria nova# Le nari, allarga in alto, e s, le giova Aspettar l'ac6ua c)e non par lontana -0:7?+7+.. Quando le fave sono in fiore, ogni pazzo 1 in vigore. Quando le noci vengono a mucchiarelli, la va bene pei richi e i poverelli. *i ritiene che l abbondanza delle noci sia bene accompagnata anche dagli altri raccolti.

Quando l estate passa piovosa, la biada smoggia. /bbondano le biade, cio1, la seconda raccolta, granturco, fagioli ecc. Quando 0arino veglia, o acqua o nebbia. Quando 0onte 0orello ha il cappello, villan, prendi il mantelloIIo Quando 0onte 0orello ha il cappello e )iesole la cappa, pianigiani, correte, ecco l acqua. Proverbi fiorentini. Quando 7atale viene in domenica, vendi la tonica per comprar la melica. Melica, saggina# gli credono anni di carestia. : anche# 7atale in venerd9, vale due poderi# se viene in domenica, vendi i bovi e compa la melicaII e Pasqua in giove vendi la cappa e gettala a buoi. Quando nevica a minuto, la si vuol fare insino al buco. !io1, la vuol molto alzare. Quando non rischiara a terza, la giornata si pu dir persa. Quando piove alla buon ora, prendi i bovi, va e lavora. Perch( non vuol seguitare# ma Quando piove e tira vento, serra l uscio, e statti drento. Perch( al cattivo tempo non si deve entrare ne campi. Quando piove e luce il sole, tutte le vecchie vanno in amoreIIe Quando 1 sole e piove, il diavolo mena moglieIIe Quando piove e c 1 il sole, il diavolo fa all amore. Quando piove d agosto, piove miele e piove mosto. La pioggia d agosto giova alle vitie e mantiene in fiore le piante d onde +e pecchie cavano il miele. -L/0,"M*!C+7+.. Quando piove per *an )ilippo -5> maggio., il povero non ha bisogno del ricco. !he 1 pioggia preziosa. Quando *an Giorgio -5F aprile., viene in Pasqua, per il mondo c 1 gran burrasca. J proverbio profetico. 7el 3=<= *an Giorgio avvenne -caso assai raro. nella seconda festa di Pasqua, ed il mondo fu in gran combustione% nell anno 3=@; cadde appunto il d9 della Pasqua# e certamente non si pu negare esservi stato un gran furore di burrasca da pertutto. - (acc# Lom#. Quando scema la luna, non seminar cosa alcuna.

Quando si bagnano le Palme si bagnano anche l ovaIIe *e non piove sull ulivo piove sull ova. !io1, se non piove la domenica delle Palme, in cui ha luogo la benedizione dell olivo, piove nella Pasqua. Quando *iena piange, )irenze ride -e viceversa.. 0a lo dicevano poi soltanto della pioggia e del serenoK Quando si perdon le prime, le si perdon tutte. Quando si sente morder le mosche, le giornate si metton fosche. Quando tira vento, non si pu dir buon tempo. Quando vedi la nespola e tu piangi, ch ell 1 l ultima frutta che tu mangi. Quel che leva l alido, + umido lo rende% quel che leva l umido, + alido non lo rendeII e *ecca annata, non 1 affamataIIe La secca non fece mai carestiaIIe Quando 'io ce lo vuol dare -il pane. ce lo da anche sopra una pietra. 0a per# *e non frutta il cielo, non frutta neppur la terra. *an ,arnab, il pi$ lungo della st. *an ,enedetto -53 marzo., la rondine sul tetto. *an Giovanni non vuole inganni. *an Luca - 3= ottobre. il tordo trabucaIIe *an Luca, la merenda nella buca, e la nespola si spiluca. *an 0arco evangelista, maggio alla vista. *an 7iccol di ,ari -> maggio., la festa degli scolari. *ant /gata -@ febbraio., conduce la festa a casa. Perch( siamo sulla fine del carnevale. *ant /gnese -53 gennaio., il freddo 1 per le siepi. +l freddo 1 per andarseneIIe *ant /gnese le lucertole van per le siepi. *ant /ntonio -34 gennaio., gran freddura, *an Lorenzo gran caldura, + uno e l altro poco duraII e

*ant /ntonio dalla barba bianca, se non piove, la neve non manca. : dicesi anche# +l barbato -*ant /ntonio., il frecciato -*an ,astiano., e il pettinato -*an ,iagio., il freddo 1 andato. *anta ,arbera -< dicembre., sta intorno al fuoco e guardala. *anta Liberata perch( non ha l uscita come l entrata. *anta Lucia - 3F dicembre., il pi$ corto d9 che sia. Qui ed altrove 1 da notare che taluno verisimilmente di questi Proverbi deve tenersi pi$ antico della correzione gregoriana, e che allora le feste de *anti cadevano ritardate di tutti quei giorni dei quali errava il calendario, discostandosi via via ogni secolo circa un giorno, dal corso vero dell anno. : per esempio, quando compievasi la formazione dell idioma nostro, poniamo a tempi di 'ante, doveva la festa di *anta Lucia cadere in quel giorno che dopo la correzione 1 il 56 dicembre o nel solstizio d inverno# e cos9 *an ,arnaba, cadere presso al solstizio d estate, e per *an ,astiano, i giorni essere allungati quasi una mezz ora pi$ di quel che sieno al d9 d oggi. Talch( ora un altro Proverbio dice# 'a *anta Lucia a 7atale il d9 allunga un passo di cane. *an Tomm1 -53 dicembre., cresce il d9 quando il gallo alza un pi1. *an Tomm1 non 1 guardato n( da pan n( da bucato n( da tessitora di sul Prato, ma sar ben digiunato. 'igiunano ma lavorano, perch( siamo prossimi alle )este. : meglio# *an Tommaso non sarai guardato, n( da pan n( da bucato, n( da *anto affacendato, n( da tessitora di sul Prato, ma sarai ben digiunato, tu ci vieni troppo a lato. !ul rato 1 il nome di una via in )irenze dove abitavano per lo pi$ le tessitore% ma poche oggi ve ne rimangono. *an &incenzo -@ aprile. chiaro, assai grano% se 1 oscuro, pane niuno. *e canta la cicala di settembre, non comprar grano da vendere. Perch( vi 1 speranza per l anno dopo. *econdo !alendi, a quello attendi. !io1, il secondo d9 del mese ch 1 giorno d 8rscopo. *e febbraio non febbreggia, marzo campeggia. *e febbraio non 1 freddo, abbiamo troppe erbe nel marzo% o meglio, *e febbraio non isferra, marzo mal pensa. *e nel febbraio non si riscontrano le stravaganze e le rigidezze invernali si debbono aspettar di sicuro nel mese di marzo che far, come suol dirsi, il pazzo. *e il d9 di *an 0artino il sole va in bisacca, vendi il pane e tienti la vaccaII e

*e il sole va gi$ sereno, vendi la vacca e tienti al fieno. -P/*QM/L+G8, (acc# %en#. *e marzo non marzeggia, april mal pensaIIe Quando marzo marzeggia, april campeggiaIIe *e marzo non marzeggia, giugno non festeggia. *i chiama marzeggiare l alternativa di pioggia e sole. *e ogni mese mangia carne, ogni sterpo mena ghiande. Lo abbiamo dal Giusti, ed 1 tra quelli del *erdonati, ma i contadini pi$ non l intendono a quant io sappia o siasi da altri potuto raccogliere. +l Lambruschini ce ne ha dato una ingegnosa interpretazione, e che a me sembra assai probabile# AAMna volta, quando non si concedeva l +ndulto per la quaresima, avveniva spesso che per un intiero mese -il mese di marzo. non si mangiava carne# cio1 tutte le volte che la Pasqua cadeva dal 3 al 3> d aprile. +l che avveniva interpolatamente dietro al variare delle lune -come mostrano +e tabelle pasquali. 3> volte in F> anni. : questa interpolazione nella sua stessa irregoiarit si adalta bene alle variazioni delle cause moltiplici che favoriscono o contrariano il fruttificar delle quercie. !osicch( un osservazione tal quale, e un preconcetto possente intorno ai potere delle lune, pu benissimo avere incolpato della mancanza delle ghiande il marzo senza carne.BB-L/0,"M*!C+7+.. *e piove per *an Gorgonio -; settembre., tutto l ottobre 1 un demonioIIe *e va tutto il d9 di *an Gal, lo fa bello fino a 7atal. *e piove per *an Lorenzo, la viene a tempo% se piove per la 0adonna, + 1 ancor buona% se per *an ,artolomm1 soffiale di dr1. *e piove per la Pasqua, la susina s imborzacchia. +or"acc)io 1 pronuncia pi$ frequente e -credo. pi$ giusta di +o""acc)io o +o""acc)ione# *e piove il venerd9 *anto, piove maggio tutto quanto. *e piove per l /scensa, metti un pane di meno in sulla mensaIIovvero *e piove per l /scensione, va ogni cosa in perdizioneIIe *e piove per *. /nna l acqua diventa manna. + 0ilanesi quando fa burrasca in quel giorno dicono come l'4 sana la Dota di !# Ana, cos9 da noi Toscani per il giorno di *. +acopo, ed anche *e piove il d9 di *. /nna piove un mese e una settimana. *e piove il d9 della Pentecoste, tutte l entrate non son nostre. *e rannuvola sulla brina, aspetta l acqua domattinaIIe Prima il vento e poi la brina, + acqua in terra l altra mattina. *ettembre, + uva e il fico pendeIIe 'i settembre o porta via i ponti, o secca le fonti.

*e vuoi vedere il buon temporale, la mane tramontana e il giorno maestraleIIo Quando il tempo 1 reale, tramonana la mattina, la sera maestrale. 7ota giorno per una parte di esso, per quella parte che corre dal mezzod9 alla sera. *ole a finestrelle, acqua a catinelleIIovvero *ole a uscioli, acqua a bigoncioliIIe !ielo a pecorelle, acqua a catinelle. ecorelle que nuvoletti bianchi e radi che danno figura d un branco di pecore. Finestrelle, uscioli, que vani tra nuvoli dove il sole fa capolino. *ole d alta levata non 1 mai di durata. *e il sole indugia a mostrarsi, vien coperto presto dai nuvoli. Tanto bastasse la mala vicina, quanto basta la neve marzolina. +astare, durare. Tempo rimesso -o rifatto. di notte, non val tre pere cotteIIovvero *eren fatto di notte non val tre pere cotte. Temporale di mattina 1 per la campagna gran rovina. Temporal di notte, molto fracasso e nulla di rotto. Terzo d9 aprilante, quaranta d9 durante. Tra maggio e giugno fa il buon fungo. Tramontana torba e scirocco chiaro, tienti all erta, marinaroL Tra Pasqua e Pasqua non 1 vigilia fatta. !io1, tra Pasqua d Movo e Pasqua di "ose. Trenta d9 ha novembre, april, giugno e settembre% di ventotto ce n 1 uno tutti gli altri n han trentuno. Trist a quella state, che ha saggina e rape. Mta muta !ananea, pane, pesce, sanguea, uliva e Pasqua fiorita -le domeniche di quaresima.. &ento senese, acqua per un meseIIe +l vento senese di buon tempo cattivo lo fece.

Miserie della .i#a% -ondizioni della !mani#0 / biscottini non si campa.

,eva la feccia chi ha bevuto il vinoIIe !hi ha goduto, sgoda. ,isogna comprare fino il sole. ! 1 pi$ guai, che allegrezze. !apelli -o peli. e guai non mancan maiIIe Guai e maccheroni si mangiano caldiIIe + guai vengono senza chiamarli. !hi casca in mare e non si bagna, paga la pena. !hi scampa quando altri patiscono danno, si trova infine aver di peggio. !hi da 'io 1 amato, da lui 1 visitato. !hi disse uomo, disse miseria. !hi 1 savio, non 1 sempre sicuro. !hi fugge maggio, non fugge calende. Mna usanza fiorentina imponeva certo scotto per +e allegrezze di maggio, e chi avesse trapassato senza pagare tutto quel mese, era costretto poi soddisfare per altro modo alla brigata. *i dice ancora# La si pu ben prolungare, ma fuggir no. !hi gode muore, e chi patisce stentaIIe Quando siam contenti -o si sta bene., si muore. !hi ha capre, ha cornaIIe !hi ha polli, ha pipiteIIe !hi vuol l uovo, deve soffrire lo schiamazzo della gallina. 7on s ha l utile senza fastidio. La pipita 1 una malattia che viene alle galline. !hi non ha piaghe, se le fa. !hi non l ha all uscio, l ha alla finestraIIe 'isgrazie e spie son sempre pronte. !ome la va, la viene. 'a 'io vengon le grazie, e da noi le disgrazie. 'io non fa mai chiesa, che il diavolo non ci voglia -o non ci fabbrichi. la sua cappella. 'icesi per dare ad intendere che il diavolo non vede farsi alcun bene senza cercare di mettervi

o farvi nascere qualche male. 'opo un meglio, ne viene un peggio. 'ove non pu entrare il diavolo, c entra la versiera. 'ove stringe la scarpa, non lo sa altro che chi l ha in piede. )acendo male, sperando bene, il tempo va e la morte viene. )in ch uno ha denti in bocca, non sa quel che gli toccaIIe )ino alla morte non si sa la sorte. +l bel tempo non dura sempre. 7( mai buon tempo lungamente dura. -Orl# Inn#. +n questo mondo meschino, quando si ha tanto per il pane, non si ha tanto per il vino. + pensieri fanno mettere i peli canuti. L allegrezze non durano. Le avversit riducono a segno. Le disgrazie non si comprano al mercato. !io1 vengono a nostro malgrado. Le disgrazie son come le tavole degli osti. *empre apparecchiate. Le rose cascano, e le spine rimangono. 0alanno e donna senza ragione, si trovano in ogni luogo e in ogni stagione. 7ido fatto, gazzera morta. +n questo mondo, tosto che uno ci si 1 bene accomodato, muore. 7on c 1 altare senza croce. 7on c 1 casa senza topiIIe 8gni casa ha solaio, cesso, fogna e acquaio. 'elle cose incomode o disgustose ve n 1 per tutto. 7on c 1 pane senza pena. 7on 1 lin senza resta, n( acqua -o donna. senza pecca. 7on sempre la luna sta in tondo. 7on serve dire# per tal via non passer, n( di tal acqua non bever.

7on si fece mai bucato che non piovesse. La pioggia d noia quando si vuol tendere i panni per asciugarli. 7on si pu avere de pesci senza immollarsiIIovvero !hi vuole il pesce, bisogna che s ammolliIIe 7on si pu avere il m1le senza le moscheIIe 7on si pu avere la carne senz ossoIIe 7on si pu avere la rosa senza la spinaIIovvero 8gni rosa ha la sua spinaIIe 7on si pu avere le pere mondeIIe 7on si pu avere i pani a piccieIIe 7on si pu avere le viti legate colle salsiccieII e 7on si pu avere la botte piena e la moglie briaca. 7on si sa mai per chi si lavora. 7on v 1 cosa che sia sicura. 8ggi a me, domani a te. *i dice del morire, e anco di qualche bene conseguito, o d un male che sia intravvenuto. 8ggi creditore, domani debitoreIIe 8ggi mercante, domani viandante. 8ggi in canto, domani in pianto. 8gni bocca ha il suo morso. 8gni cuore ha il suo dolore. 8gni d9 non 1 festaIIe Tutti i mesi non son di trentunoIIe 7atale viene una sola volta l anno. 8gni d9 vien sera. 8gni vita invecchia, ogni felicit tramonta. 8gni erba divien paglia. 8gni grano ha la sua semola. +n tutto e in tutti c 1 qualcosa da scartare.

8gni legno ha il suo tarlo. 8gnuno ha le sue magagne occulte% ed anche, ognuno ha gente che campano alle sue spalle. 8gni magione ha la sua passione. assione, per affanno travaglio# e nota che per magione s intende propriamente le case grandi# ma vale per tutte. : dicesi anche +n ogni casa si trova qualche mattone rotto. 8gni male vien dalla testa. *iamo noi che ci guastiamo la nostra felicit% ma credo si applichi poi al governo quasi che fosse la parte pensante. 8gni momento 1 grazia. !io1 ogni momento di bene, ogni momento di vita. 8gni monte ha la sua valle. 8gni nave fa acqua% quale a mezzo, quale a proda, e quale in sentina. 8gni pelo ha la sua ombra. 8gni porta ha il suo batacchioIIe 0aggior porta, maggior battitoio. ,attitoio 1 parte dell imposta d un uscio o d una finestra ma qui ha doppio senso, e sta per significare battito che 1 tremito, tremore. 8gni prun fu siepe. 8gni ostacolo, abbench( minimo reca impedimento# ma con significato pi$ generico, ogni cosa fa qualcosa. 8gni vin fa tartaro. 8gnuno c 1 per la parte suaIIe 8gnuno c 1 per l ossa e per la pelle. *i dice a modo proverbiale, AAtutti ci siamo per l ossa e per la pelleBB quando tutti insieme corriamo un qualche pericolo. 8gnuno ha il suo diavolo -o il suo impiccato. all uscioIIe 8gnuno ha la sua croce. 8gnuno sa dov 1, ma nessuno sa dov ha da andare. Per la pecora 1 lo stesso che la mangi il lupo o che la scanni il beccaio. +l male da qualunque parte ci venga e sempre male. Per tutto v 1 guai. Per un d9 di gioia, se ne ha mille di noiaIIe

7on v 1 gioia senza noia. Quando crediamo d essere a cavallo siamo per terra. Quanti giorni cominciano col sole che finiscono col mal tempo. *e la vita fosse intesa, nessuno l accetterebbe. *empre ne va il meglio. *eren d inverno e pioggia d estate, e vecchia prosperitate, non durano tre giornate. *ervire e non gradire, aspettare e non venire, stare a letto e non dormire, aver cavallo che non vuol ire e servitore che non vuole obbedire, esser in prigione e non poter fuggire, essere ammalato e non poter guarire, smarrir la strada quando un vuol ire, stare alla porta quando un non vuol aprire, avere un amico che ti vuol tradire, son dieci doglie da morire. Tanto razzola la gallina, che scuopre il coltello che l ammazza. Tempo, vento, signor, donna, fortuna, voltano e tornan come fa la luna. Tra la culla e la bara ogni cosa 1 incerta. Tristo a quel dente che comincia a crollare. Tutti si nasce piangendo e nessuno muore ridendo. Mn male tira l altroIIo /l male fagli maleIIe Le disgrazie non vanno mai soleIIe Le disgrazie sono come le ciliegie. Mna tira l altraIIe Mn male e un frate rade volte soliIIe 7on si rompe mai un bicchiere che non se ne rompan treIIe 8gni male vuol giunta. : si dice anche del mal capitare, come del mal fare# Quando si comincia male, si finisce peggio. : proverbialmente# /gli zoppi, grucciate. -&edi *entenze "enerali,.

Mor#e /l fin pensa sovente, avrai sana la mente. /lla fin del gioco, tanto va nel sacco il re quanto la pedina. La morte agguaglia tutti e 'i qui a cent anni, tanto varr il lino quanto la stoppa. /l mazzier di !risto non si tien mai portaIIe Quando la campana ha suonato, 1 inutile dir di no. /l serrar degli occhi si saldano i contiIIe 8gnuno va al mulino col suo sacco. / mal mortale n( medico n( medicina vale. /pe morta, non fa m(le. /rno e mori, ogni anno ne vuole. +n /rno affogano gli incauti bagnandosi% e brutte cadute avvengono a chi bruca le foglie de gelsi, montando su rami che a un tratto si troncano. / tutto c 1 rimedio fuorch( alla morte. /vanti la morte nessuno c entra. AALa cruelle 6u'elle est se bouc)e les oreilles, 't nous laisse crier#BB -0/LC:",:*.. ,eato quel corpo che in sabato 1 morto. ,ello, sano, in corte, ed eccoti la morte. !hi ben vive, ben muore. !hi muore, esce d affanni. !hi muor giace, e chi vive si d pace. !hi nasce, convien che muoia. !hi pensa di viver sempre, vive male. !o morti non combattono se non gli spiriti. Quando fu detto a Planco che /sinio Pollione aveva fatto degli scritti contro di lui, e che aspettava ch egli fosse morto per pubblicarli, rispose# cum mortuis non nisi larvas luctari# 'io ti guardi dal giorno della lode. !io1, dal giorno della morte% giorno in cui per lo pi$ si d lode ancora a chi non molto la merita.

'i sicuro non c 1 che la morte. :rror di medico, volont di 'io. )anno del male i vivi, ma non i morti. +l cataletto acquistar fa intellettoIIe 7on s impara mai a vivere sino alla morte. L uomo non conosce mai bone se stesso, finch( non abbia la morte in faccia. +l male 1 per chi va, chi campa si rif. +l viaggio alla morte 1 pi$ aspro che la morte. + morti aprono gli occhi ai vivi. !os9 fosse vero. + morti e gli andati presto sono dimenticati. Perch(# + morti non tornano. Questo deve essere fatto dai vecchi politici, ma io gli ho veduti tornar sempre. + vecchi vanno verso la morte e ai giovani la gli va incontro. La morte, altri acconcia, altri disconcia. La morte 1 di casa 7onsisIIe La morte viene, quando meno s aspettaIIe *i sa dove si nasce, ma non si sa dove si muore. La morte 1 una cosa che non si pu fare due volte. La morte 1 un debito comune. La morte non guarda la fede di battesimoIIe La morte non guarda in bocca. !io1, non guarda n( a giovani n( a vecchi. La morte non ha lunario. &iene a tutte l ore. La morte non perdona al forte. La morte non sparagna re di )rancia n( di *pagna. La morte non vuol colpa.

La morte paga i debiti, e l anima li purga. La morte pareggia tuttiIIe 'opo morti, tutti si puzza a un modo. : a &enezia meglio# *ei pi1 di terra ne uguaglia tutti -o, non si negano a nessuno.. La vita cerca la morteIIe +l primo passo che ci conduce alla vita, ci conduce alla morte. La vita e la morte sono in mano di 'io. L ultima cosa che si ha da fare, 1 il morire. L ultimo male 1 il peggior di tutti. 7on v 1 termine pi$ certo e meno inteso della morte. 8ggi in figura, domani in sepoltura. 7ota in 1igura che qui significa in carne e in ossa# 'ante l us per effigie. 8gni cosa 1 meglio che la morte. Piuttosto can vivo che leone morto. Tutto 1 meglio della morte. Mna volta per uno tocca a tuttiIIe Mna volta per un, figliuol, ci toccaIIe Tutti siam nati per morire. Momo morto non fa guerraIIe !ane morto non mordeIIe 0orto il leone, fino alle lepri gli fanno il salto.

M$#ar Paese /lbero spesso trapiantato, mai di frutti 1 caricato. !attivo 1 quel palo che non pu stare un anno in terra. !hi cambia terra, dee cambiare usanza. !hi muta paese, muta venturaIIe !hi muta lato, muta stato.

!hi sta a c, niente sa. !hi sta molto in casa d altri doventa forestiero in casa propria. !hi sta sotto la cappa del camino non puzza che di fumo. !hi mai non and fuori dal guscio ov 1 nato diventa facilmente superbo% non trova il buono che in casa sua, e si crede essere sopra gli altri. !hi va e torna, fa buon viaggio. !hi vuol far della roba, esca di casa. !hi vuol star bene, non bisogna partirsi da casa suaIIe 'ove tu nasci, quivi ti pasci. !ol mutar paese non si muta cervello. 'ove son uomini 1 mondoIIe Per tutto c 1 da fareIIe 8gni terreno nutrisce l arte. +l bue non domo, in terra aliena si fa mansueto e domo. 0olti a casa loro fanno il bravo che poi fuori riescono pulcini bagnati e sono come pesci fuori dell acqua. La patria 1 dove s ha del bene. J brutto, ma viene dal latino# ubi bonum, ibi patria# L uomo fa il luogo, e il luogo l uomo. 0al cova la gallina fuor del nido. "isposta di !osimo de 0edici a "inaldo degli /lbizzi, che egli aveva mandato in bando. 7on doventan porri se non quelli che si trapiantano. 7on si fa valent uomo chi non esce di casa sua o del proprio nido. -*:"'87/T+.. 8gni paese al galantuomo 1 patria. Paese che vai, usanza che trovi. -&edi Illustra"ione 22.IIe 8vunque vai, fa come vedrai. Pietra mossa non fa muscoIIe *asso che rotola, non fa muschio. : trovasi anche#

Pietra che va rotolando, non coglie moscheIIe *asso che non sta fermo, non vi si ferman mosche. !hi girovaga, non fa roba. Tanti paesi, tante usanze. Tutto il mondo 1 paeseIIe Per tutto si leva il soleIIe Per tutto 1 un dosso e una valleIIe +n ogni paese 1 buona stanza dove si leva il sole.

[ 2ature diver e | 2azioni, +itt1, Pae i | 4r"o"lio, %anit1, Pre unzione | 4 tinazione, 3i&reder i | 4zio, .ndu tria, !avoro | Parlare, 7a&ere | Par imonia, Prodi"alit1 ]

Na#$re di.erse /lle volte pi$ vale la feccia che il vino. ,astardo buono, ventura% bastardo cattivo, sua natura. !attiva 1 quella lana che non si pu tingere. !attivo 1 quel sacco che non si pu rappezzare. !hi fa bene per paura, niente vale e poco duraIIe !hi fa bene per usanza, se non perde, poco avanza. 'a continuo riso raro hai buon avviso. 'alla neve o cotta o pesta, non caverai altro che acqua. 'el matto, del medico e del cuoco, ognuno n ha un poco. 'io ti guardi da chi legge un libro soloIIe 'io ti guardi da chi non ha altro che una faccenda sola. 'i stoppa non si fa velluto. 'ove manca natura, arte procura. J meglio vin torbo che acqua chiaraIIe La buona carne fa di molta schiumaIIe 7on c 1 carne che non faccia qualche oncia di schiuma.

Le nature vigorose hanno anche i loro difetti. La botte d del vin che haIIe 7essuno pu dar quel che non haIIe 8gni campanile suona le sue campane. La natura pu pi$ dell arte. La pulce salta, perch( l 1 vergognosa. La quercia non fa limoniIIe +l leccio non fa oliveIIe + castagni non fecero mai aranci. La zucca non sa di cedro. 7on c 1 vizio peggiore di quello che per bont. 7on 1 mai gran gagliardia, senza un ramo di pazzia. 7on fu mai gatta che non corresse a topi. 7on tutti i piedi stanno bene in una scarpa. 8gni creatura, ha la sua natura. 8gni uccello 1 buon pel becco suo. 8gnuno attende alla sua bocca e al suo gusto. -*:"'87/T+..IIe L uccello dal becco grosso non pu cantar fine. +i villano, l uomo grossolano parla e tratta da par suo. 8gni uccello fa il suo verso. 8gni uccello non canta. 8gnuno a suo modo, e gli asini all antica. 'icesi quando alcuno vorrebbe che noi facessimo alcuna cosa a suo modo, e noi vogliamo fare a modo nostro. 8gnuno 1 buono a qualcosa. 8gnun pu far della sua pasta gnocchiIIe 8gnuno fa del suo ferro mannaiaIIe 8gnuno 1 libero di far quel che vuole. *i dicono anche proverbialmente all ammonito che non accetta il consiglio.

8gnuno sa quanto corre il suo cavalloIIe 8gnuno legge le sue carteIIe 8gnuno sa s(. -&edi Illustra"ione 22+.. 8gnuno va col suo senno al mercato. Pulito amante, cattivo litigante. Quando l uomo 1 incudine, gli bisogna soffrire% quand 1 martello, percuotere. Taglia la coda al cane, e riman cane. Grande 1 il potere della natura. Tante teste, tanti cervelli. J il latino 6uot capita, tot sententi=# Tra asino e asino non corron se non calci. Tutte le dite non son pari. Mna ghirlanda costa un quattrino, e non ist bene in capo a ognuno. Mn basto solo -o una sella sola. non s adatta ad ogni dosso. Mn buon naturale val pi$ di quante lettere sono al mondo. Momo zelante, uomo amante. Momo solitario, o bestia o angiolo. &arii sono degli uomini i capricci# / chi piace la torta, a chi i pasticci.IIoppure &arii sono degli uomini i cervelli# a chi piace la torta, a chi i tortelli. -&edi Affetti, Pa ioni, %o"lie,.

Nazioni% -i##0% Paesi <uesti primi abbiamo tolti dal !erdonati; e non ci parve lasciarli addietro per 6uello c)e possono avere d'istorico# /l )rancese un oca, allo *pagnolo una rapa. Lo *pagnolo 1 pi$ frugale del )rancese. !hi si fida di greco, non ha il cervel secoIIe Greco in mare, Greco in tavola, Greco non aver a far seco.

*cherza sul vento greco e sul vin greco. !hi vuol vincere l +nghilterra, cominci dall +rlanda. 'ai giudici galliziani, vacci coi piedi nelle mani. Per piedi intendi uccelli o polli da regalareIIe &enite p9ando, e tornerete cantando. +ntendi anche qui con le galline in mano. !ome "enzo al dottore /zzeccagarbugli. 'a *pagnoli e +mperiali, da )rancesi e !ardinali, libera nos, 'omine. 'ove stanno de Tedeschi non vi pu stare +taliani. +l *erdonati lo spiega de Lanzi a tavola. Faremo di "oma, adesso adesso di )irenze, a la magnana di *pagna, bH and bH d +nghilterra, I Jarrant Hou di *cozia, gleic) d /lemagna, tantGt di )rancia, son tutte ciancie. )rancese furioso, *pagnolo assennato, Tedesco sospettoso**e )uria francese e ritirata spagnola. :ra vivo ai tempi napoleonici. )rancese per la vita, Tedesco per la bocca. )iorentini innanzi al fatto% veneziani sul fatto% senesi dopo il fatto% tedeschi alla stalla% francesi alla cucina% spagnoli alla camera% italiani ad ogni cosa% pisantin pesa l uovo% milanese spanchiarol% veronese cavoso% fiorentin cieco% bolognese matto% mantuan bulhar% ferrarese gambamarze% romagnuolo d ogni pelo% spagnolo bianco% lombardo rosso% tedesco negro% schiavone piccolo% genovese guercio% veneziano gobbo. Gli *pagnoli s accordano a bravare, i )rancesi a gridare, gli +nglesi a mangiare, i Tedeschi a sbevazzare e gli +taliani a pisciare. 1 come dire a nulla mai. Gli +taliani piangono, gli /lemanni gridano, i )rancesi cantano. Guardati da 0attutin di Parigi e da &espri *iciliani. /llude il primo alla notte di *an ,artolomeo. IIQuando /rrigo +& poco innanzi al morire disegnava muovere guerra agli *pagnuoli che allora tenevano la Lombardia e le *icilie, disse un giorno all ambasciatore di quella nazione# II*e mi vien voglia una mattina d uscire di casa, far la colazione a 0ilano e il pranzo a 7apoli. II/ cui rispose l ambasciatore# II&.0. potr esser pe vespri in *icilia.II Guerra con tutto il mondo e pace con l lnghilterra. Guerra spagnola, grande assalto e buona ritirata. + don di *pagna, i conti d /lemagna, i monsieurs di )rancia, i vescovi d +talia, i cavalier di 7apoli, i lordi di *cozia, i fidalghi di Portogallo, i minori fratelli d +nghilterra e i nobili d Mngheria, fanno una povera compagnia. + )rancesi non dicono come voglion fare, non leggono come scrivono, non contano come notano.

+ Giudei in Pasqua, i 0ori in nozze, i !ristiani in piatire, sanno impoverire. +l )rancese per amico, ma non per vicino, se tu puoi. +l medico di &alenza, lunghe falde e poca scienza. +l ministro di *icilia rode, quel di 7apoli mangia, e quel di 0ilano divora. Proverbio nato sotto i governatori e vicer1 spagnoli. +nglese italianato, 1 un diavolo incarnato. + Tedeschi hanno l ingegno nella mano. /ccenna ai lavori di squisita diligenza che vengono di Germania. La fame in +nghilterra comincia dalla mangiatoia del cavallo. La *pagna 1 una spugna. Le nazioni smaltiscono diversamente il dolore# il Tedesco lo beve, il )rancese lo mangia, lo *pagnolo lo piange, e l +taliano lo dorme. L +nghilterra 1 il paradiso delle donne, il purgatorio degli uomini e l inferno dei cavalli. L +taliano 1 saggio prima di fare una cosa, il Tedesco quando la fa, e il )rancese quando 1 bell e fatta. 7el colonizzare un isola, la prima fabbrica eretta da uno *pagnolo sarebbe una chiesa, da un )rancese un forte, da un 8landese un magazzino, e da un +nglese una bottega di birra. 7on conosce l +talia e non la stima, chi provato non ha la *pagna prima. *alamanca, alcuni sana e ad altri manca. *ignore spagnolo, e pasticciere francese. *pagna magra, )rancia grassa, Germania la passa. Tedeschi intendono pi$ che non sanno esprimere. Momo di *pagna ti fa sempre qualche magagnaIIe Momo asturiano, vino puro, e lancia nella mano. Per esser la terra piuttosto fredda essi sono amanti del vino, e perch1 anche montuosa, turbolenti e faziosi.

In 6uelli c)e seguono, si 4 voluto dare un saggio di certi motti e soprannomi e sc)erni usati tra le citt2 d'Italia; 4 storia, e vorremmo c)e 1osse tutta arc)eologia, ma ogni giorno sbiadiscono, ed il registrarli non 4 male per 6ualc)e indi"io c)e si pu7 trarne circa le varie nature di 6uesto popolo italiano# <ueste rimasero pi3 distinte perc)4 erano pi3 vive; ma ogni na"ione )a poi le sue c)e tra vicini si notano; e i -ormandi litigiosi, ed i Guasconi spaccamontagne, e i arigini badauds non mai disparvero sotto l'unit2 1rancese; e 6uell'ingegno tutto anglicano di !amuele Ko)nson si piace battere gli !co""esi come se 1ossero Irlandesi; ed in Ispagna il madrillero 4 il sior Florindo della commedia; e in certo (ame viennese io mi ricordo avere veduto con la sua analoga iscri"ione sette giovinotti della !vevia andare armati in ordinan"a stretta per amma"are una lepre# Le 6uali cose sarebbero bene c)e non ci 1ossero, ma ci sono; e col negarle non si distruggono#

/ Loreto tanto va lo zoppo che il diritto. / Padova, i giudici danno la ragione ad ambe le parti. / "oma ci vogliono tre cose# pane, panni e pazienza. : dicesi anche# !hi lingua ha, a "oma vaIIe !hi va a "oma, e porta un buon borsotto, diventa abate o vescovo di bottoIIe !hi va a "oma, n( mula zoppa n( borsa floscia. !hi "oma non vede, nulla non crede. / "oma dottori, a 7apoli ladroni, a Genova scavezzi, a 0ilan tagliacantoni, a &enezia forestieri, a )iorenza scardassieri. / &erona bisogna andare a letto quando le galline. :ra lamento de &eneziani soliti fare di notte giorno. / &inegia, chi vi nasce mal si pasce% chi vi viene per ben viene. 0eglio la fanno quei che vengono di fuori, che quei che vi nascono. ,ando bolognese, dura trenta giorni meno un mese. ,ergamaschi, )iorentini e passere, n 1 pieno tutto il mondo. ,ologna 1 grassa per chi ci sta, non per chi ci passaIIe ,ologna la grassa, ma Padova la passa. ,rescia, pu e non vuole% &erona vuole e non pu% &icenza pu e vuole% Padova n( pu n( vuole. L origine istorica di questo dettato, ch era vivo nel cinquecento, non si 1 potuta finqui rintracciare per molte indagini fatte in quelle citt e nelle? altre circonvicine. !astroni pugliesi, mannarini pistolesi, gran siciliano, zucchero di !andia, cera veneziana, magli romaneschi, sproni viterbesi, cacio di !reta, raviggioli fiorentini. !hi passa *tra e non v inciampa, va sano sino in )rancia. !tra 1 borgo tra &enezia e Padova, dove il viandante correva rischio di essere svaligiato. !hi volta il culo a 0ilan lo volta al pan. !hi vuol provar le pene dell +nferno, la state in Puglia e all /quila di verno. !ompar di Puglia, l un tiene e l altro spoglia.

!orsica, morsica. Proverbio nato ai tempi delle guerre tra !Prsi e Genovesi. 'ove son due 0onfin -cio4 0onferratesi o 0onferrini., due ladri e un assassin. 'etto usato in Lombardia. Genova, aria senza uccelli, mare senza pesce, monti senza legna, uomini senza rispetti. Genova, prende e non rende. Genovese aguzzo, piglialo caldoIIe / fare un genovese ci vogliono sette ebrei e un fiorentino. Canno nome di avarissimi. Gente di confini o ladri o assassini. Guardati da Toscan rosso, da Lombardo nero, da "omagnuol d ogni pelo. +l ,ergamasco ha il parlare grosso e l ingegno sottile. +l bianco e il nero han fatta ricca &inegia. !io1, il cotone e il pepe. +l Piemonte 1 la sepoltura dei )rancesi. J ricordato dal ,aretti, ed allude alle continue guerre tra Piemonte e )rancia, la quale vi ebbe quasi sempre la peggio. +l Po non sarebbe Po, se l /dda e il Ticin non ci mettesser co -capo.. +l prim anno ch altri va a ,ologna, la febbre o la rogna. +n +talia troppe feste, troppe teste, troppe tempeste. J del *erdonati. +n "oma pi$ vale la cortigiana che la donna romana. +n *ardegna non vi son serpenti, n( in Piemonte bestemmie. J antica lode dei Piemontesi. +n Tirolo si semina fagioli e nascono sbirri. + Padovani impiccano l asino. + Padovani soleano la primavera andare al confine de &icentini e con questi far un badalucco da gioco% una volta la cosa fin9 seria, e i Padovani tolto il Gonfalone de &icentini, sul quale era efigiato un asino, lo sospesero alle forche. -!/7TV.. + "omagnuoli portano la fede in grembo.

AA: per non 1 da meravigliare quando i tiranni di "omagna mancano di fede, conciossiach1 sieno tiranni e "omagnoli.BB -0/TT:8 &+LL/7+.. + "omaneschi nascono co sassi in mano. + *alernitani ingannano il 'iavolo. + &eneziani alla mattina una messetta, dopo desinare una bassetta, e la sera una donnetta. : pi$ breve# 0essetta, ,assetta, 'onnetta. + vescovi in "oma sono come i crocifissi in bottega del legnaiuolo. /i quali nessuno si leva il cappello. + &icentini quando piscia uno piscian tutti. Proverbio vivo anche a d9 nostri. Testimonianza di concordia nella gentile citt. La !orte "omana non vuol pecora senza lana. : pure# !orte romana non vuol pecora sana. Lago di Garda e ,occa di !elina porta spesso la rovina. J proverbio delle province di Treviso e d Mdine ove sono paventati i temporali che vengono dal lago di Garda. !elina 1 torrente che scende dalle /lpi !arniche. -P/*QM/L+G8, (acc# %en#. La Lombardia 1 il giardino del mondo. Legge veneziana, dura una settimana. Legge vicentina, dura dalla sera alla mattinaIIe Legge di &erona, dura da terza a nona. Le Trentine vengono gi$ pollastre e se ne vanno s$ galline. Proverbio che ricorda le vecchie animosit tra quelli della provincia di Trento e di &erona# con la stessa malignit diciamo in Toscana delle ragazze che vanno per le campagne a cantare il maggio# Le maggiaiole vengono in due e tornano in tre# 0ilano la grande, &inegia la ricca, Genova la superba, ,ologna la grassa, )irenze la bella, Padova la dotta, "avenna l antica, "oma la santa. 0ilan pu far, 0ilan pu dir, ma non pu far dell acqua vin. 7on sappiamo in quale citt sia nato. 7apoletano largo di bocca e stretto di mano. 7ave genovese, e mercante fiorentino.

7el monte di ,rianza, senza vin non si danza. 7on ha &inegia tanti gondolieri, quanti &icenza conti e cavalieri. 7on sono in /rno tanti pesciolini quanti in &enezia gondole e camini. 7orcino di sette faccie, e otto se bisognano. Pan Padovano, vin vicentino, carne furlana, trippe trivigiane. Pantalon, paga per tutti. + veneziani erano tenuti pi$, ricchi d ogni altro. 0a perch1 le tasse pi$ gravavano il popolo basso, usavano dire venezianamente# *carpa grossa, paga ogni cossa. Parma bell arma, "eggio gentile e 0odena un porcile. Per certo 1 fatto a "eggio% ma vero 1 che spesso 0odena ebbe taccia di poca nettezza, ed anche il Tassoni scherza cos9 della sua citt# 0odena 1 una citt di Lombardia, 8ve si smerda ogni fedel !ristiano !he s abbatte a passar per quella via. Parte veneziana non dura una settimana. / &enezia la formula con cui proponevasi una legge era# L'andera parte# Qui parte vale la legge stessa, ossia partito vinto. Prima &eneziani, e poi !ristiani. Lo dicevano al tempo dell +nterdetto. Pugliese, cento per forca e un per paese. Quando )ermo vuol fermare, tutta la 0arca fa tremare. "oma caput mundi, &enezia secundi# "oma doma. 8 meglio# "oma "oma ogni pazzo doma, e ai cuori non perdona. "oma a chi nulla in cent anni, a chi molto in tre d9. "omagnuol della mala "omagna, o ti giunta o ti fa qualche magagna. /bbondano i motti contro a "omagnuoli, perch1 vicini. "omaneschi, non son buoni n( caldi n( freschi.

"oma non f$ matrigna a nessuno. "oma travagliata, ch( chi ha bella moglie vive d entrata. *e !atania avesse porto, Palermo sar9a morto. Per denotare la favorevole posizione di !atania pel commercio. *icilia d i !ovelli, )rancolino i Graziani, ,ergamo gli ?anni, &enezia i Pantaloni, e 0antova i buffoni. : ora )irenze gli *tenterelli. *oldati del Papa, otto a cavare una rapa% senza il sargente non son buoni a niente. 7el 34;4, quando si costitu9 la repubblica cisalpina composta anche di papalini, si cre essa un esercito il quale fu vituperato da quel detto di ,onaparteIIche non avrebbe resistito a un reggimento piemontese. -P/*QM/L+G8, (acc# %en#. Trieste pien de peste% !itt nova, chi non vi porta non vi trova% "ovigno pien de ingegno, spacca i sassi come il legno% !apodistria, pedocciosa% +sola famosa% a Piran buon pan% Mmago, tre preti e un zago -raga""o c)e serve messe.% una femmina da ben, e il pievan che la mantien. "ivista satirica di alcune terre dell +stria. Mdine, giardini senza fiori, castel senza cannoni, fontane senz acqua, nobilt senza creanza. 7e duole sempre riferire ingiurie contro a nobili citt o provincie, ma qui le poniamo a insegnamento di tutti, e come censura di chi l ebbe pronunciate. &edi 7apoli e poi muoriIIe &enezia bella, Padova so sorella, Treviso forte, *erraval campana, !eneda villana, !oneglian cacciator, ,elluno traditor, Prata disfatta, ,rugnera per terra, *acil crudel, Pordenon selci, e Porzia innamor. *u questo proverbio storico null altro posso dire se non che Treviso venne fortificato nei primi del secolo 2&+, e sarebbe da ritenersi questa l epoca in cui esso nacque. +l castello di Prata venne interamente distrutto dai &eneziani nel primo quarto del secolo 2&, guereggiando cogli Mngheresi e *igismondo +mperatore. Pordenone poi era selciato anche nel medio evo, ed in quel tempo pot1 essere questa una circostanza notabile ai vicini. -P/*QM/L+G8, (acc# %en#. &eneziani, gran *ignori, Padovani, gran dottori, &icentini, magna gatti, &eronesi tutti matti, Mdinesi castellani, col cognome di )urlani, Trevisani, pane e trippe, "ovigotti, ,acco e pippe, !remaschi, fa cogioni, i ,rescian, tagliacantoni, ne volete de pi$ tristiK ,ergamaschi brusa !risti. / !rema nell anno 3<<= un Ghibellino ,ergamasco diede fuoco a un !rocifisso, perch era guel1o -e bene !risto era Guelfo quando )ederigo era scomunicato e favoriva i Paterini.% questo

narrano il Terni ed il )ino cronisti cremaschi% e quindi il dettato contro a ,ergamaschi. &eronese, bella mano. &inegia, chi non la vede non la pregia. : il *erdonati aggiunge# 0a chi va a vederla, ben gli costaIIe Pi$ rara cosa il mondo non possiede, che la citt dove il Leon risiede.

<uelli c)e ora seguono, risguardano la Toscana# / )irenze per avere ufizii, bisogna avere bel palazzo e stare a bottega. La repubblica era governata da un patriziato di bottegai# tieni col palagio; cio1 tieni la parte di chi ha il romaEolo in mano% fattelo amico. /lla !ertosa 1 un cert uso, chi vi va e non ha fretta, tocca un pane e una mezzetta. / 0arradi, seminan fagioli e nascon ladri. /ndare a *carperia la non mi torna, son tutti birri e spie e limacorna. / *carperia 1 manifattura di coltelli e temperini, che hanno i manichi di corno. / 8rtignano, chi non 1 birro non 1 cristiano. / Prato c 1 pi$ preti, che a Pistoia staia. / *an 0iniato o tira vento o suona a magistrato. ,andi da *iena -o da Poppi., per chi s9 e per chi no. ,ando di !iompi, durava tre d9. ,rozzi -o *esto. Peretola e !ampi son la peggio genia che !risto stampi. : si dice proverbialmente# La compagnia del Ponte a "ifredi, pochi e mal d accordoIIe La compagnia di !ampi, passi e non baci. Perch1 un di loro baciando l altare s emp9 la bocca di quattrini ch erano nel vassoio. !ampiglia, ingrassa il porco, e poi lo piglia. L aria di 0aremma ingrassa chi fa gozzoviglia, ma poi l uccide# pigliare il porco vale andarsene. !hi ha a far con Tosco, non vuol esser losco.

!hi non ha moneta, non vada all +mpruneta. 'ov 1 una fiera, in antico molto celebre. !hi sta a marmi di *anta 0aria del )iore, o 1 pazzo o sente d amore. :ra il ritrovo de )iorentini le sere d estate. !hi va al canto al Giglio e non inciampa, pu ir sicuro in )rancia. + bottegai al canto del Giglio in )irenze burlano chiunque passa e a tutti danno il suo ribobolo. !i scriveva il *erdonati del tempo suo. !hi va a *an ,iagio, perde l agio% chi va a *anta 0aria 7uova, lo ritrova. *an ,iagio era uno spedaluzzo suburbano nel ,orgo di 0onticelli, chiamato per antonomasia lo spedale dei poveri% quello di *anta 0aria 7uova fu reputato sempre meglio provvisto tra gli spedali della citt. !hi vuol ben principiare alcuna cosa, vada al )iorentino. !os9 dicono alcuni, volendo mostrare che i nostri uomini sono ingegnosi nel cominciare l imprese, ma poi poco concordi nel condurle a fine. -*:"'87/T+.. )iorentini ciechi, *enesi matti, Pisani traditori, Lucchesi signori. isani traditori perch1 donarono affuocate le colonne che stanno tuttavia alla porta di *an Giovanni -donde venne ai Fiorentini il soprannome di ciec)i., e perch1 )irenze cento anni ebbe grande gelosia di Pisa ed altri cento anni grande sete di pigliarsela. )iorentin mangia fagioli, e volevan li *pagnoli% li *pagnoli son venuti, )iorentin becchi cornuti. + popoli di Toscana desideravano ardentemente i +nfante don !arlo -il quale venne in Livorno, poi a )irenze l anno 34F5, come successore destinato al cadente Gian Gastone., mossi a ci dal confronto dei Tedeschi perch( troppo recente era tuttavia la memoria dei gravi disastri delle contribuzioni. -G/LLM??+..IIe Quando &enezia comandava, si desinava e si cenava, coi )rancesi, buona gente, si desinava solamente. )iorentin per tutto, "oman distrutto. )irenze non si muove, se tutta non si duole. /ntico proverbio indicante certa longanimit per la quale i )iorentini erano tardi alle sommosse. Gli accoppiatori e le borse a mano, hanno difeso le palle e il piano. 'etto del 'ei. J storico a )irenze. + 0edici spesso designati per le palle che portavano nell arma, tiravano innanzi, senza parere, i fatti loro, frodando le borse per le elezioni, e guadagnandosi gli accoppiatori, coloro cio1 che presiedevano agli scrutinii. Grosseto ingrossa, ,atignano fa la fossa, Paganico sotterra l ossa. Tre paesi maremmaniIIe +n maremma si arricchisce in un anno e si muore in sei mesi.

+ )iorentini son cattive doghe da botte, ed i &eneziani buone. Quelli difficilmente s uniscono, e questi -come le buone doghe. si combaciano molto bene insieme, cos9 da fare la citt forte. +l )iorentino mangia s9 poco e s9 pulito, che sempre si conserva l appetito. Mna bolla di Papa :ugenio +& riduce l assegno pe cherici :ugeniani# AttentD pr=sertim 1rugalitate FlorentinD# + *anesi hanno sei nasi. Legge fiorentina, fatta la sera e guasta la mattina. '87/T8 G+/778TT+. Trattato della (epub# 1ior., lib. ++, cap. 3=. Lingua senese e bocca pistoiese. Proverbio che indica che buona 1 la lingua parlata a *iena% ma che la pronunzia 1 soprattutto eccellente la pistoiese. *i dice anche# Lingua toscana in bocca romana. Lotto, lusso, lussuria e Lorenesi, quattro L ch han rovinato i miei paesi. 0otto fiorentino al tempo della "eggenza Lorenese. : dicevano anche# !o 0edici un quattrin facea per sedici# dacch( abbiamo la Lorena, se si desina non si cena. 0aremmani, 'io ne scampi i cani. 0assa, saluta e passa% chi troppo ci sta, la pelle ci lassa. +ntende di 0assa maremmana# ora ivi 1 l aria presso che buona. 0ontaione e 0ontaio, n( penna n( calamaio. Luoghi di Toscana sterili, che non vi si fa faccende. -*:"'87/T+.. 7( muli, n( mulini, n( compari dell +sola -d :lba., n( moglie di Piombino. *entito dire da un maremmano. Palle e gruccia, beato chi le succia. Le palle insegna de 0edici% la gruccia dello *pedale di *anta 0aria 7uova. 'etto degli aderenti e favoriti di casa 0edici, e di chi avea mano in pasta nelle amministrazioni degli 8spedali. Panno senese, si rompe prima che si metta in dosso. Pisa, pesa per chi posa. /llude alla pesantezza dell aria pisana# avere i isani, 1 aver sonno.

*an Geminiano dalle belle torri e dalle belle campane, gli uomini brutti, e le donne befane. Tanto 1 a dir pennecchio, quanto ladro di )ucecchio. 7ella terra di )ucecchio 1 grande industria di lini. Tre cose son difficili a fare# cuocere un uovo, fare il letto ad un cane, ed insegnare a un )iorentino.

Or&o&lio% Vani#0% Pres$nzione /d orgoglio non manc mai cordoglio. L orgoglio 1 la pi$ sconsolata delle passioni, siccome quella che non sa pascersi altro che di s( medesima% e fu bene dagli antichi simboleggiata per l avvoltoio rodente il core a Prom1teo. / nessuno piace chi troppo a se stesso piace. ,aldezza di signore, cappello di mattoIIe !appello di villano, ombra di mosche. L alterigia, l arroganza di chi si crede da pi$ degli altri, gli stanno in fronte mostrando il segno della mattezza che hanno in s(# e sono ad essa come uno di quei berretti o cappelli a foggie ridicole che prima solevano portare i buffoni o i matti di corte. 0a nel secondo Proverbio, cappello potrebbe significare collera burbanzosa# pigliare un cappello 1 metter broncio, o andare in collera. ,el colpo non ammazz mai uccello. + cacciatori -ma non i cacciatori soli. quando hanno fallito il segno, consolano se stessi del fallo, o agli a9tri si figurano ricoprirlo magnificando quel colpo con orpello di parole, e traducendo in sapienza profonda, invisibile agli occhi comuni, il fatto sproposito. ,ench( l aquila voli alto, il falco l uccide. !hi 1 asino e cervo si crede, al saltar della fossa se n avvede. : si dice anche# +l trotto dell asino dura poco. !hi fa il saputo, stolto 1 tenutoIIe !hi vuole soprassapere, per bestia si fa tenere. !hi misura se stesso, misura tutto il mondoIIe !hi non si misura, vien misuratoIIma 0olti san tutto, e di se stessi nulla. !hi non pu esser levriero, s ingann d esser bracco. !hi non stima altri che s(, 1 felice quanto un re.

Quanto il re, di *tefano della ,oetie# uno contro tutti e tutti contro uno. !hi ognun riprende, poco intende. !hi pi$ fa, meno presumeIIe J pi$ facile presumere che sapere. !hi pi$ saper si crede, manco intendeIIe !hi pi$ crede sapere -o potere. pi$ erra. !hi si battezza savio, s intitola matto. : anche# !hi non crede esser matto, 1 matto spacciato. !hi si loda, s imbrodaIIe !hi si vanta, si spianta. -&edi Illustra"ione ::II#. !hi troppo in s( confida, pazienza non tiene. !on l amor proprio 1 sempre l ignoranza. !redi al vantatore, come al mentitore. 'el cervello ognuno si pensa d averne pi$ che parteIIe 'el giudizio ognun ne vende. J assai comune usanza, il credersi persona d importanza. J pi$ facile filosofare che laconizzare. J proverbio dell antichit, e vale che il predicare ad altri 1 pi$ facile del viver bene. : va pi$ d un asino al mercato. J motto che suole buttarsi in faccia a chi si creda esser unico a sapere o a potere checchessia. )rasche, fumo e vanit 1 tutt uno. Gloria mondana, gloria vana, fiorisce e non grana. 8h vanagloria dell umane posse, !om poco verde in sulla cima duraL -'/7T:.. +l buon vino non ha bisogno di frasca. -&edi Illustra"ione ::III#.IIe La roba buona si loda da se stessa.

+l fumo va all aria, e l acqua alla valle. L albagia sfuma, le cose seguono il corso loroIIe + camini pi$ alti sono quelli che fanno meno fumo. +l vero nobile non ha albagia. +l male ha chi lo comporta, ma il bene non v 1 chi lo sopporta. *allustio dice# Le prosperit fanno impazzare tanto i savi che gli sciocchi. +l primo grado di pazzia 1 tenersi savio, il secondo farne professione, il terzo sprezzare il consiglio. + pi$ savi, meno sanno. L agnello umile succhia le mammelle della propria madre e quelle degli altri. La lode propria puzza. La presunzione 1 figlia dell ignoranza e madre della mala creanza. La pretensione non regna. La superbia and a cavallo, e torn a piedi. La superbia mostra l ignoranza. La troppa umilt vien da superbia. Le lodi umane son cose vane. L orgoglio va adoperato come il pepe. Lo spillo volendo fare a cucir con l ago, s avvide ch egli aveva il capo grosso. 0al riputar si pu, chi non ha il modo. 7on c 1 vantatore che parli senza errore. 7on ist bene gran berretta a poco cervello. 7on mai s intende l uom saggio e perfetto, se non ha di se stesso umil concetto. 7on sia superbo chi il suo albero vede fiorire. Perch( i frutti poi non sempre allignano. 7on si pu volare senz ale. 8gnuno d la colpa al cattivo tempo. /nzich( darla a se stesso. 8gnuno si crede senza vizio perch( non ha quelli degli altri.

L inquieto senza correggersi della sua inquietudine biasima il ladro che dal canto suo tira a rubare contento di non essere inquieto. +l ladro toglie la roba, l inquieto, la pace# chi 1 peggioK -G.. Prosopopea di pedanti e sudiciume di fanti, ne son pieni tutti i canti. Quando il pidocchio casca nella tramoggia, si pensa d essere il mugnaio. *i potrebbe dire d un segretariuccio, messo l9 per un verbigrazia a copiar delle lettere, che si desse aria di mandar la barca dello *tato# e ce ne sono a dozzine. +n generale tutti i sottoposti, quando possono, spampanano e tiranneggiano pi$ assai dei principali. Quando la superbia galoppa, la vergogna siede in groppa. Quanto pi$ la rana gonfia, pi$ presto crepa. *e l orgoglio fosse un arte, vi sarebbero molti maestri. *ospiro e pianto 1 nel vanto. Tutte le chiavi non pendono a una cintura. 7essuno pu da s( solo aprire e ogni porta, sciogliere ogni nodo, vincere ogni difficolt. Tutte le stringhe rotte vogliono entrare in dozzina. 'icesi a un presuntuoso quando e vuole intromettersi in alcuna cosa che alla sua condizione non convenga. Tutto il cervello non 1 in una testaIIe Tutti gli uomini sanno ogni cosa, ma non uno solo. AA+l N a quelqu un qui a plus d esprit que &oltaire# c est tout le monde.BB Quando in )rancia nel passato secolo fu inventato questo motto, non sapevano quanto valesse.

Os#inazione% Ri*redersi / chi pecca per erro s ha compassione% ma chi pecca per arri, non merita scusa. Per erro, cio1 per ignoranza, per inavvertenza# arri, allude alla caparbiet dell asino. /sino duro, baston duro. !ogli ostinati bisogna usare ostinazione. !hi 1 pi$ gentile, pi$ s arrendeIIe Pi$ il panno 1 fino, e pi$ s arrende. !hi fa alle capate col muro, i corni son suoi. $orni quei turgori che una percossa fa nascere sulla testa% diverso da corna# !hi fa a suo modo, non gli duole il capo. : parimente in modo ironico agli ostinati si dice#

Gov1rnati a tuo modo, ch( non ti dorr la testa. !hi ha sbagliato la strada, torni addietro. !hi non ode ragione, non fa con ragione. !uor determinato, non vuol esser consigliatoIIe /nimo risoluto non ha orecchi. 'ove non servon le parole, le bastonate non giovano. J meglio corta follia che lunga. J meglio pentirsi una volta che maiIIe 0eglio una volta arrossire, che mille impallidire. !io1, farai meglio a confessar subito il tuo fallo che a starne sempre in pensiero che non sia scoperto. J meglio piegar che rompereIIo J meglio piegarsi che scavezzarsi. J meglio tornare in s( che esserci stati sempre. Gran nemico all uomo 1 il parer proprio. Guai a colui che morte lo corregge. &uol dire che non si era corretto prima. +l Leopardo non muta le macchie. 'i chi vive pertinace nella propria e in cose viziose. +l peccare 1 da uomini, l ostinarsi 1 da bestieIIe !hi vive ostinato muore disperato. Mn buon pentirsi, non fu mai tardi.

Ozio% Ind$s#ria% a.oro / buona lavandaia non manc mai pietraIIe / buon cavalier non manca lancia. !io1, quando si vuol fare una cosa, si trova il modo di farla. / buon cavallo non manca sella. Quando una cosa 1 buona, non manca mai chi l adopri.

/ cattivo lavoratore ogni zappa d doloreIIe !attivo lavoratore a ogni ferro pon cagione. / chi non ha da far Ges$ gliene manda. / chi non pesa, ben porta. ,en fa una cosa chi non ne sente fatica o aggravio o rincrescimento, chi la fa facile, volentieri. / fare i fatti suoi uno non s imbratta le mani. /ffaticati per sapere e lavora per avere. / gloria non si va senza fatica. :siodo disse che il sudore 1 l ornamento della faccia della virt$. / lavoratore trascurato i sorci mangiano il seminato. /l tramontar del sole il bue caca nel timone. !io1, stanco di lavorare. / porco pigro -o peritoso. non cadde -o non tocc. pera mezza. / roba fatta non manca compratoreIIe Lavoro fatto, denari aspetta. /sino punto, convien che trotti. / star fermi si fa la muffa. !hi avesse quel che non ha, farebbe quel che non fa. !attiva scusa dello svogliato. !hi ci va, ci lecca% chi non ci va, si seccaIIe !hi va, lecca, e chi sta, si secca. !hi si sta ozioso, non approda nulla% ma chi s affatica, busca qualcosa -*:"'87/T+.. !hi d estate non lavora, nell inverno perde la coda. !hi dorme non piglia pesciIIe !hi dorme grassa mattinata, va mendicando la giornataIIe !hi dorme quanto pu, non dorme quanto vuoleIIe !hi si cava il sonno, non si cava la fameIIe &olpe che dorme, vive sempre magraIIe +l sonno 1 parente della morte.

!hi 1 avvezzo a fare, non si pu stare. !hi 1 lungo a mangiare, 1 lungo anche a lavorare. !hi 1 ozioso, 1 dubbioso. !hi fa bella gamba, non fa bella testa. !hi fa per s(, fa per treIIe !hi fa da s(, fa per treIIo -&edi Illustra"ione 22+&.. !hi vuol presto e bene, faccia da s(IIe !omanda, e fai da teIIe !hi per altrui mano s imbocca, tardi si satollaIIe !hi vuol, vada% e chi non vuol, mandi. !he dicesi anche# 7on v 1 pi$ bel messo che se stessoIIe Quel che tu stesso puoi e dire e fare, che altri il faccia mai non aspettare. !hi fatica non pecca. !hi fugge fatica, non fa la casa a tre solai. !hi ha arte, ha parteIIe /rte d parte, chi da lei non si parte. Tutta la citt di )irenze 1 descritta in arti, onde chi 1 scritto in alcuna pu partecipare al governo% e s intende anche che chi sa fare un arte 1 ricapitato e pu campare da per tutto. -*:"'87/T+.. Legalmente le arti potevano ancora partecipare al governo e il *erdonati piglia la legge in parola. !hi ha voglia di fare non ha bisogno di pungolo. !hi lavora da beffe, stenta daddovero. !hi lavora si rimpannuccia, chi non lavora si gratta la buccia. !hi mi d a fare, mi sciopera. 0otto di chi ha sempre molte cose alle mani. !hi non 1 alle sue nozze, o che son crude o che son troppo cotteIIe Tristo a colui che non si trova alle sue nozze.

!hi non 1 presente quando si fanno i fatti suoi. !hi non ha entrata -o mestiere. e va a spasso, ne va allo spedale passo passo. !hi non ha pane lavorato, agosto diventa maggio. !hi non ha voglia di lavorare perde l ago e il ditale. !hi non maneggia, grameggiaIIe !hi non suda, non ha robaIIe Pane di sudore ha gran sapore. !hi non sa che fare, pettini i cani. !hi non vuol durar fatica in questo mondo, non ci nasca. !hi s aiuta, +ddio l aiutaIIe /iutati, ch i t aiuto. : al contrario# !hi non s aiuta, s annega. !hi sa menare tutt e due le mani, 1 da pi$ degli altri. !hi sa zappare, zappa con la zappa di legno. !hi se ne sta con una man sopra l altra, il diavolo balla nel grembiule. La tentazione 1 figlia dell ozio. !hi si vergogna di lavorare, abbia vergogna di mangiare. !hi vuol riposare, convien travagliare. !hi vuol viver senza pensieri, ne ha pi$ degli altri. )are e disfare 1 tutto un lavorare. Gatta inguantata non prese mai topo. Giammai col bramare, il sacco puoi colmare. +ddio d l ali alla formica perch( vada pi$ presto. + giorni spesi bene sono i meglio impiegati. !pesi per usati; impiegati vale messi a frutto.W +l fuoco e l amore non dicon mai vanne al lavoro. +l lavorare 1 un mezzo orare. +l libro serrato non fa l uomo letterato.

Quanti sono che si credono letterati per avere un buon numero di libri nello scaffale% e per aver letti e imparati a memoria molti frontespiziL II / un pubblico lettore che avea in casa pochi libri, uno disse# Ave lector sine libris# : questi all altro che aveva copiosa ,iblioteca# Avete libri sine lettore# +l miele non si fa senza le pecchie. !io1, nulla si ha senza fatica e capacit d industria, ed 1 analogo all altro# !ol nulla non si fa nulla. +l miglior podere 1 un buon mestiere. +l perder tempo, a chi pi$ sa, pi$ spiace. +l pigro 1 sempre in bisognoIIe La pigrizia 1 la chiave della povertIIe 7on fece mai prodezze la pigrizia. +l sangue de poltroni non si muove. : anche# Poltroneria non fece mai figliuoli -o non ha eredi.. +l tempo bene speso 1 un gran guadagno. +n amoroso stato non dura l occupato. *i non +ntendes animum studiis et rebus honestis +nvidia vel amore vigil torquebere. -8"/?+8.. La fatica genera la scienza, come l ozio la pazzia. L ago e la pezzetta mantien la poverettaIIe / voler che il mento balli, alle man gna fare i calli. Gna per bisogna# L aiuto mangia tutto. *e puoi, fa tutto da te, che a ricompensare chi ti soccorre coll opera sua perdi spesso anche l utile ricavato dalle tue proprie fatiche. La malattia de sani 1 una festa che non si trova nel lunario. 'i chi si finge malato per non lavorare. La ruggine mangia il ferro. L ozio consuma, come il lavoro conserva. AAL attivit, dice il ,albo, 1 il sangue della vita morale, e tolta quella o scemata, il cuore cessa di battere o non batte pi$ generosamente, e la vita diventa un languore indegno del nome di vita, e scende al grado di una sorte di vegetazioneBB - ensieri ed 'sempi#. -P/*QM/L+G8, (acc# %en#.

La soma, la bestia doma. 0a# La peggior soma 1 il non averne alcuna. La testa dell ozioso 1 l officina del diavolo. La vecchia mal raddotta, sulla sera la piglia la rocca. Lavora come avessi a campare ognora% adora come avessi a morire allora. J qui bello il porre insieme con la preghiera il lavoro. Lavoro 1 sanit. Lavoro non ingrass mai bue. L erba non nasce sulla strada maestra. Letto e fuoco fanno l uom dappocoIIe +l letto caldo fa la minestra fredda. 8 anche# +l caldo de lenzuoli non fa bollire la pentola. Lo stare indarno non 1 il fatto nostro. L ozio 1 il padre di tutti i vizi. L ozio 1 la sepoltura d un uomo vivo. L ozio non fa con la virt$ lega. L ozio 1 sempre bisognosoIIe 0eglio il rognoso che l ozioso. 0eglio diventar mori che rossi. 0eglio abbrunirsi al sole lavorando, che arrossire delle male azioni consigliate dall ozio. -P/*QM/L+G8, (acc# %en#9 0olte volte si perde per pigrizia, quel che s 1 guadagnato per giustizia. 7iente facendo s impara a far male, come facendo male s impara a far bene. 7on c 1 la peggior minestra che quella de frati. Perch( 1 data per carit, e si mangia senza guadagnarsela. 7on manc giammai da fare a chi ben vuol trafficare.

7on s apprezza ben redato, quanto ben da s( acquistato. Paesi fecondi, rendon molti vagabondi. Perch( nutriscono anche l ozio. Per dimenar la pasta il pan s affina. Per i poltroni 1 sempre festa. : in modo pi$ vivace# / casa Poltroni 1 sempre festa. Per istar bene si fa delle miglia. Per non saper fare un cartoccio fu impiccato un uomo a )irenze. Per via -o via facendo. s acconcian le some. /ggiungono anche# : mal per l asino che le porta. &ale che in operando s impara a vincere le difficolt. Quando facciam del male, il diavolo ci tenta, quando non facciamo niente, noi tentiamo lui. Quando il filo 1 in istanga, non tenere il culo in panca. *e non ci fosse il va con 'io, bel mestier sarebbe il mio. J dei mendicanti viziosi. *onno mena sonnoIIe Mn sonno tira l altroIIe Troppo dormire fa impoverireIIe Momo poltrone, uomo poverone. Mn uomo ozioso 1 il capezzale del diavolo. Momo lento non ha mai tempo. -&edi 'iligenza..

Parlare% Ta*ere / cattivo parlatore discreto ascoltatore. / chi parla poco, basta la met del cervelloIIe

/ssai sa, chi non sa, se tacer saIIe !hi assai ciarla spesso fallaIIe !hi non sa tacere, non sa parlareIIe !hi poco sa, presto parlaIIe +l tacere adorna l uomoIIe +n bocca chiusa non c entra moscheIIe 7essuno si pent9 mai d aver taciutoIIe Parla poco e ascolta assai, e giammai non falliraiII e Per la lingua, si langueIIe *iede e taci, e avrai paceIIe Troppo grattar cuoce, e troppo parlar nuoce. / discorrer troppo si muore. /l canto l uccello, al parlare il cervello. *ottintendi si conosce# /llo schiamazzo del gallo si desta la volpe. !hi schiamazza d armi all astuto. ,el parlare non scortica ma sanaIIe +l bel parlare non scortica la lingua. ,isogna guardare non a quello che entra, ma a quello che esce. J del &angelo, e s intende della bocca. !apo senza lingua, non vale una stringa. Gli encomii del silenzio spesseggiano in questi Proverbi# qui ed altrove si biasima l eccesso, perch( agli estremi ripugna il senso comune. !hi a troppi parla, a pochi d consiglio. !hi dice quel che sa, e d quel che ha, non gli resta nullaIIe !hi dice tutto e niente serba, pu andar con l altre bestie e pascer l erba. !hi dice quel che vuole, ode quel che non vorrebbe. !hi 1 segreto in ogni terra, mette la pace e leva la guerra.

!hi ha difetto e non tace, ode sovente quel che gli dispiace. !hi ha lingua in bocca, pu andar per tutto. AA!hi ha la lingua adorna, Poco senno gli basta, *e per follia nol guasta.BB -T:*8":TT8.. !hi ha molte parole spesso si duole. !hi non parla, 'io non l ode. !hi non si spiega, chi non si esterna, chi non si lascia intendere, non ha quel che e vuole# ed anche a 'io bisogna chiedere. !hi non sa tacere, non sa godereIIe !hi sempre tace, brama la pace. AA0a io per tacere ho fatto il gozzo.BB dice il *erdonati, forse di se stesso% e il suo era tempo da ci. !hi parla rado, 1 tenuto a grado. !hi parla semina, e chi tace raccoglie. !hi parla troppo adagio, a chi l ascolta d disagio. !hi scopre il segreto, perde la fede. !hi sta col becco aperto, ha l imbeccata di ventoIIe !hi troppo abbaia, s empie il corpo di ventoIIe /sino che ragghia, mangia poco fieno. !hi vuol ben parlare, ci deve ben pensare. !hi vuol esser discreto, celi il suo segreto. !hi vuol far bene i suoi fatti, stia zitto e non gracchi. 'i all amico il tuo segreto, e ti terr il pi1 sul collo. 'i crai in crai si pasce la cornacchia. 'olce parlare fa gentilezza. 'ove 1 manco cuore, ivi 1 pi$ lingua. J meglio mangiare quanto s ha, che dire quanto si sa. Mangiare per consumare; s intende della roba, degli averi. J meglio morire, che ridire. "iportare i fatti d altri 1 cosa odiosa.

J meglio sdrucciolar co piedi che colla lingua. Gli uomini si legano per la lingua, e i buoi per le corna. %erba ligant )omines, taurorum cornua 1unes# +l gallo prima di cantare, batte l ali tre volte. Prima di parlare pensaci. +l male che non ha riparo, 1 bene tenerlo nascosto. +l poco mangiare e poco parlare non fece mai maleIIe Poche parole e caldo di panno, non fecero mai danno. +l tacere non fu mai scrittoIIovvero Mn bel tacere non fu mai scritto. +n bocca chiusa non cade pera. !ontrario dell altro# In bocca c)iusa non c'entra mosc)e# + saggi hanno la bocca nel cuore, e i matti il cuore in bocca. + segreti pi$ importanti non son pasto da ignoranti. La bocca non paga gabella. Lo dice chi ha voglia di parlare, e chi ha parlato poi tante volte lo maledice. La cicala canta canta che poi la schianta. La lingua 1 la peggior carne del mondo. : fu detto anche, la lingua essere la migliore e la peggior parte dell animale. La lingua sta bene dentro i denti. La pecora per far b(, perde il boccone. La peggior rota 1 quella che cigola. Le chiacchiere non fanno farina. Le ciancie riescon lancie. Le parole piglian poco postoIIe Le parole non fanno lividiIIe Parole non pagan dazio. Questi usa chi ha voglia di discorrere a ogni modo. 0a chi 1 seccato dei discorsi, suol dire in via di lamento#

*e si pagasse dazio di parole, e se n avrebbe meno e manco. Lingua bordella, per sette favella. ,ordello in adiettivo non 1 usato# ma 1ar bordello si dice per fare chiasso, rumore. 7on ricever la rondine sotto il tetto. !ontro i troppo ciarlieri. 7on tagliarti la gola con la lingua. 8gni tua guisa non sappia la tua camicia. Parola detta e sasso tirato non fu pi$ suo. AA!he non ritorna mai La parola ch 1 detta, *iccome la saetta.BB -Tesoretto.. -escit vo& missa reverti# -8"/?+8.. Parole fan mercato, e danari pagano. Per tacere si muore. Quando non dice niente, 7on 1 dal savio il pazzo differenteIIe 8gni pazzo 1 savio quando tace. *egreto confidato non 1 pi$ segretoIIe *ervo d altri si fa, chi dice il suo segreto a chi nol saIIe *egreto di due, segreto di 'io% segreto di tre, segreto d ognunoIIe Quel che tre sanno tutti sanno. *entire e non ridire 1 buon servireIIe Mdente e non dicente non 1 mancante. *i dura pi$ fatica a tacere che a parlare. Io )o sentito dir parecc)ie volte $)e pi3 1atica 4 tacer c)e parlare# -,:"7+, Orl# Inn#. Mccello che non canta non d augurio. Momo che non si spiega non d augurio buono di s(. Mna testa savia ha la bocca chiusa. -&edi "egole del trattare, del conversare.

Parsimonia% Prodi&ali#0 / far bene non v 1 inganno, a dar via non c 1 guadagno. 'istingue bene l uomo benefico dall improvido scialacquatore. ,isogna aprir la bocca secondo i bocconiIIe ,isogna fare i passi secondo le gambe. ,isogna compartire il refe secondo le pezze. /ccomodare i mezzi al fine. ,isogna far la spesa secondo l entrata. !hi butta via oro con le mani, lo cerca co piedi. !io1, mendicando o esulando. !hi compra il superfluo vender il necessario. !hi d del pane a cani d altri, spesso viene abbaiato da suoi . !hi d il suo avanti di morire, apparecchiasi a ben soffrire. 'etto specialmente contro i vitalizii. !hi della roba non fa stima o cura, pi$ della roba la sua vita dura. !hi fa tutte le feste, povero si veste. "imane povero, e non ha poi da rifarsi il vestito. !hi getta la sua roba al popolazzo, si trova vecchio poi, povero e pazzo. !hi ha poco, spenda meno. !hi ha quattro e spende sette, non ha bisogno di borsette. !hi imita la formica la state, non va pel pane in presto il verno. !hi la mattina mangia il tutto, la sera canta il cucco. $ucco, animale di cui si dice che ha pi$ voce che penne. !hi la misura, la duraIIe !hi non si misura, non dura. !hi mangia la semenza, caca il pagliaio. !hi mette la tovaglia, mette la casa in isbaragliaIIe

Pranzo di parata, vedi grandinata. !hi non tien conto del poco, non acquista l assai. !hi scialacqua la festa, stenta i giorni di lavoro. J detto pe mestieranti che in )irenze massimamente si mangiano la domenica il guadagno della settimana, poi fanno festa anche il luned9. Lo *trozzi dice a questo proposito# lavorare poco sempre 1 piaciuto alla nostra plebe% il &enerd9 de ,eccai, il *abato degli :brei, la 'omenica de !ristiani, il Lunedi de ,attilani, de !alzolai, e in oggi de *arti% questi lavorano sino a mezzo la festa, poi fanno la Lunigiana. !hi si stende pi$ del lenzuolo, si scuopre da piediIIe ,isogna distendersi quanto il lenzuolo 1 lungoIIe !hi ha poco panno, porti il vestito corto. !hi tutto dona, tutto abbandona. !hi tutto mangia tutto caca. 'etto di chi spende il suo in mangiare. !hi va a cavallo da giovane, va a piedi da vecchio. !hi veste il domenicale, o bene bene, o male male. !io1, o non ha altri panni, o pu consumarne quanti vuole% il domenicale 1 l abito delle feste. !hi vuol godere la festa, digiuni la vigilia. 'al campo deve uscir la fossa. 'a quel che c 1 si vuol prima cavare quel che bisogna, dal poco il necessario. J meglio il pan nero che dura, che il bianco che si finisceIIo *on meglio le fave che durano, che i capponi che vengon meno. J meglio morir di fame, che di stento. / chi spende troppo nel mangiare. J meglio perdere, che disperdere. J meglio puzzar di porco, che di povero. orco, 1 guitto, gretto, sordido, meschino. :rba che non ha radice, muor presto. 'icesi contro quegli che, avendo poca facolt, vogliono sfoggiare e non posson durarla. Grassa cucina -o grasso piatto., magro testamentoIIe / grassa cucina, povert vicinaIIe

La cucina piccola fa la casa grande. Guai a chi gode tutto il suo. Guai a quelle feste che hanno la vigilia dopo. &ale dal far festa o gozzoviglia, ma s intende anche d ogni fortuna o allegrezza. +l costo fa perdere il gustoIIe !i che gusta alla bocca, sgusta alla borsaIIe /l mangiare gaudeamus, al pagare suspiramus# +l pazzo fa la festa, e il savio se la godeIIe !hi fa la festa, non la gode. +l sarto fa il mantello secondo il panno. !he se no +l pi$ corto torna -o rimane. da piede. !io1, da ultimo. + quattrini bianchi van serbati pe giorni neri. La povert gastiga il ghiotto. La roba si fa colle mani, e si disf co piedi. La seta non tiene il nodo. 'icesi di quei che sfoggiano sopra le forze, e la roba sguscia via. Le piccole spese son quelle che vuotano la borsa. Lo sparagno 1 il primo guadagnoIIe !ava, e non metti ogni gran monte scemaIIe 7on mettere e cavare, si seccherebbe il mare. 7on sempre lo spreco 1 segno d abbondanzaIIe /llo scialacquatore non manc mai robaIIe "uina non vuol miseria. +l fallito 1 prodigo. 7on si satolla nessuno con l uova bevute. Passata la festa, il pazzo in bianco resta. Piccion grossi e cavalli a vettura, 1 bravo chi la dura.

Prodigo e bevitor di vino, non fa n( forno n( mulino. Quando il padre fa il carnevale, a figliuoli tocca a far la quaresima. Quattrino risparmiato, due volte guadagnato. *econdo i beni sia la dispensa% il savio lo crede, il pazzo non ci pensa. *i pu amar la salsa verde, senza mangiar le biade in erba. Mangiare le biade -o il grano. in erba si dice del vendere le entrate che son di l da venire, o consumare le rendite prima che sieno maturate. *on pi$ i pasti che i giorni. : in altre province dicono# &i son pi$ d9 che lucaniche -salsicie.. Tanto sparpaglia una gallina, quanto radunan centoIIe )a pi$ uno a spargere, che cento a radunare. Trista quella ca che mangia quanto ha. Tristo 1 quel villano che d il mangiare a cani. J tristo ognuno che si lasci mangiare il suo dai parassiti o dagli imbroglioni. Troppa cera guasta la casa. 7on fare a tutti buon viso, tanto che ti vengano a mangiare o a comandare in casa. &elluto a servitori, e rascia a gentiluomini. Questo dicevano ai tempi del *erdonati, quando il fasto di gi smodava nelle livree. &iver parcamente arricchisce la gente. -&edi Temperanza. [ Paura, +ora""io, Ardire | Pazienza, 3a e"nazione | Per everanza | Pia&ere, (olore | Po&#ezza d'animo | Povert1, 3i&&#ezza | Probit1, 4noratezza | Prudenza, A&&ortezza, *enno | 3e"ole del "iudi&are | 3e"ole del 7rattare e del +onver are ]

Pa$ra% -ora&&io% Ardire / can mansueto, lupo nel salceto. /i mali estremi, estremi rimedi. ,ene fatto per paura non val niente e poco dura.

!ane scottato dall acqua calda, ha paura della fredda**e !hi 1 inciampato nelle serpi, ha paura delle lucertoleII e /l tempo delle serpi, le lucertole fanno paura. !arico di ferro, carico di paura. !hi molto si guarda, molto teme. ! 1 una pazzia, che 1 un gran giudizio. /rdire a tempo 1 prudenza. !hi corre, corre, e chi fugge volaIIe ,ench( la volpe corra, i polli hanno l ale. !hi fugge il lupo, incontra il lupo e la volpeIIe !hi si guarda dal calcio della mosca, tocca quel del cavallo. !hi fugge, mal minaccia. ' grida s,, c)e lo pu7 ben sentire, Aspetta, c)4 c)i 1ugge, mal minaccia# -,:"7+, Orl# Inn#. !hi guarda i nemici, li grida pi$ di quelli che sono. !hi ha paura d ogni figura, spesso inciampa nell ombra. !hi ha paura, non vada alla guerraIIe !hi teme acqua e vento, non si metta in mare. !hi ha paura si faccia sbirro. !hi ha paura, si guardi le brache. !hi muor di paura, si seppellisce nelle vescie. %escia, 1 specie di fungo bianco che nasce ne prati# ma nel traslato, fantasia vana, falso concetto, cosa senza conclusione% che si direbbero anche vesciche. !hi non risica, non rosicaIIo !hi non s arrischia, non acquista -e anc)e; non perde. e non acquista.IIe !hi non arrischia il suo non acchiappa quel d altri. !hi non s avventura, non ha venturaIIe !hi nulla ardisce, nulla fa. !hi teme, 1 in peneIIe

Le paure e le sciagure fanno sudar di gennaio. !hi teme la morte, non stima la fama. 'el mal che si teme, di quello si muoreIIe La paura del morire 1 peggio della morte. : non son tutti uomini quelli che pisciano al muro. 7on tutti gli uomini son bastanti a rispondere e a stare a tu per tu con altr uomo. )ortuna i forti aiuta, e i timidi rifiuta. )uol del pericolo ognuno 1 bravo. Gamba mia, non 1 vergogna, di fuggir quando bisogna. )uggire per vilt 1 vergogna, scansare un pericolo 1 prudenza% disconverrebbe in bocca a un soldato% in bocca a un che 1 sul punto d innamorarsi, o di mettersi in un ginepraio simile, non starebbe male. Gli spaventi sono peggio dei mali. Per dicesi proverbialmente quando s 1 scampato un danno o rinvenuto pi$ lieve che non si pensava# la paura 4 stata maggiore del male. Gran pericolo, gran guadagno. +l bastone fa tuggire il cane dalle nozze. L armi de poltroni non tagliano n( forano. La paura non ha ragione. La va male, quando si chiama a soccorso. Le pitture e le battaglie si veggono meglio da lontano. 0al delibera chi troppo temeIIe La paura scema la memoria. 7eanche 8rlando ne voleva pi$ d unoIIe !ontro due non la potrebbe 8rlandoIIe !ontro due fratelli non ne volle il diavolo. 7on bisogna fare -o farsi. il diavolo pi$ nero che non 1. 7on bisogna fasciarsi il capo prima di romperselo. Perdersi d animo. 7on tutte le volte che si veggono i denti, s ha paura de morsi.

8gni timidit 1 servit$IIe Per timore non perder l onore. Per ogni civetta che si senta cantare sul tetto, non sogna metter bruno. *i presta l armi, ma non il braccio. Tal minaccia che vive con pauraIIe !hi pi$ teme, minaccia. 'i chi fa il bravo per ismaltire o per ingannare o per nascondere la gran paura che ha in corpo, suol dirsi# Xla paura lo fa cantare.Y Tal piglia leoni in assenza, che teme un topo in presenza. Tra due poltroni il vantaggio 1 di chi prima conosce l altro. Tutte l armi di ,rescia non armerebbero la paura d un poltrone . Tutti son bravi quando il nemico fuggeIIe / can che fugge, dgli, dgli. Mn furfante governa cento poltroni, e cento poltroni non governano un furfante.

Pazienza% Rasse&nazione / questo mondo bisogna o adattarsi, o arrabbiarsi, o disperarsi. ,eato chi porta il giogo a buon ora. La disciplina dell educazione o l educazione della sventura, beato colui che di buon ora l ha prese, cio1 innanzi d avere il collo indurito. ,isogna fare di necessit virt$. Tutti ubbidiscono alla necessit% ma in questo non 1 n( frutto n( merito% conviene fare a s( appoggio di forte rassegnazione. !hi 1 nelle pene, +ddio sostiene. !hi ha pazienza, ha gloria. !hi ha pazienza, ha i tordi grassi a un quattrin l uno. Avere pa"ien"a, s intende non aspettare nel linguaggio pi$ comune. !hi luogo e tempo aspetta, vede alfin la sua vendettaIIe *iedi e sgambetta, e vedrai la tua vendetta. !gambettare, propriamente 1 dondolare le gambe a modo di chi sta in ozio% vendetta non 1 qui la vendetta che offende altrui, ma 1 compenso, riparazione.

!hi non ha pazienza non ha niente. !hi patisce compatisce. !hi si lamenta, non pu guarire. !hi vuol giusta vendetta, in 'io la metta. !olla pazienza il gobbo va in montagna. *i fanno adagio le cose, ma pure si fanno. !olla pazienza, s acquista scienza. !olla pazienza si vince tutto. !ol soffrire s acquista. +l sopportare non nocque mai. La pazienza 1 dei frati, e delle donne che han gli uomini mattiIIe La pazienza la portano i frati. "isposta di chi si rifiuta di averne, celiando sulla parola pa"ien"a che vale altres9 scapolare. La pazienza 1 la virt$ degli asini o de *anti. Perch( abbiamo pi$ affetti che parole, noi diamo sovente a opposte cose gli stessi nomi% e la pazienza de forti uomini non 1 per nulla quella degli asini, s1 noi volgo la intendessimo. La pazienza 1 una buon erba, ma non nasce in tutti gli ortiIIe 'ella pazienza non ne vendono gli speziali. La pazienza non 1 da tutti, ma solamente 1 in quelli che sanno vincere s( medesimi. -*:"'87/T+.. Lascia fare a 'io, ch 1 *anto vecchio. -&edi Illustra"ione 22&.. La vendetta non sana piaga. 7( pianto n( bruno non suffraga nessuno. 7on fruttifica, chi non mortifica. 7on v 1 mal che non finisca, se si soffre con pazienza. Pace e pazienza, e morte con penitenza. Pazienza, tempo e denari acconciano ogni cosa. Pazienza vince scienza. Quel che sarebbe grave, fa pazienza lieve. Levius 1it patientiD 6uid6uid corrigere est ne1as# -8"/?+8..

*aggio 1 chi sa soffrire, spesa danno e mart9re. *ai tu com ella 1K come l uomo se l arreca. *offri il male, e aspetta il bene. *opporta e appunta un mal, chi non vuol giunta. !hi non vuole tirarsi addosso un altro e peggior male, l insofferenza. Tempo verr che il tristo varr. Tristo qui vale mesc)ino% un tristanzuolo non 1 un malvagio# AAcos9 tisicuzzo e tristanzuol mi pareteBB -,8!!/!!+8.. Mn buon paio d orecchi stancano cento male lingue. &ince colui che soffre e dura. -&edi !onforto ne mali..

Perse.eranza / goccia a goccia s incava la pietra. /lla fin del salmo si canta il GloriaIIe /l levar delle nasse si vede la pescaIIe /llo sfrascar si vede quel che hanno fatto i bigattiIIe /l levar delle tende si conosce la festa. /lle prime minestre non s ingrassa. /l primo colpo non cade l albero. / nullo luogo viene, chi ogni via che vede tiene. !ento cale e cento pesci, una le paga tutte. Proverbio dei pescatori per non lasciarsi scoraggiare dalla mala riuscita delle prime cale o calata della rete. Questo qui si deve alla gentilezza e amicizia del sig. :nrico 0aNer. !hi di dieci passi n ha fatti nove, 1 alla met del cammino. !hi la dura, la vince. +l buon nocchiero muta vela, ma non tramontana. +l palio si d da ultimo. +mprendi, e continua. + pesci grossi stanno in fondo.

La coda 1 la pi$ cattiva a scorticareIIe 7ella coda sta il veleno. La fine 1 la parte pi$ difficoltosa delle cose% gli affari si lasciano dietro s( una coda malagevole a venirne a capo, perch( impensata o non curata da principio. La fatica promette il premio, e la perseveranza lo porge. L importuno -o l impronto. vince l avaro. 'icesi anche d altro che del chiedere. Per un miracolo non si va sull altare. "ide bene chi ride ultimo. *otto piombo si trovano le vene d oro. Tristo a quel bifolco che si volta indietro a guardare il solco. Troppo voltare fa cascare. 'unque Girella aveva fatto i conti avanti l oste quando cantava# -oi valentuomini !iam sempre ritti ecc# Tutti i principii son deboli. 0a perch( l avere cominciato 1 pure qualcosa, e con la buona volont 1 tutto, si trova anche# 7iun principio fu mai debole. -&edi !ostanza..

Pia*ere% Dolore /nco tra le spine nascono le rose. / palati i guai, e la morte mai. Pensiero animoso# non mori, sed pati, diceva *anta Teresa. ,occa con dolore non dice bene. !hi fece del seren troppo gran festa, avr doglia maggior nella tempesta. !hi ha avuto il gusto, prenda il disgusto. !hi mangia alo1, campa gli anni di 7o1. 7el proprio, per la qualit medicinale dell alo1.

!hi perde piacere per piacere, non perde niente. !hi vuole allettare i colombi alla colombaia, bisogna dargli del ciminio. 'elizie temporali portano mille maliIIe 'a diletto temporale temer dei qualche gran male. 'i dolore non si muore, ma d allegrezza s9. 'olce vivanda vuol salsa acerba. 'opo il dolce ne vien l amaro. Medio de 1onte leporum surgit amari ali6uid, 6uod in ipsis 1loribus angit# Grave 1 la tristezza che segue l allegrezza. + gran dolori sono muti. arv= cura= lo6uuntur, ingentes stupent# (T'('->IO#9 + guai non son buoni col pane. )anno cattivo companatico. +l dolore 1 sempre asciutto. +l dolore non invecchia. !io1, o muore o uccide. +l duol fa bello. +l m1le si fa leccare, il fele si fa sputare. +l piacere non ha famiglia e il dolore ha moglie e figliuoli. +l piangere 1 un sollievo. +l ricordarsi del male raddoppia il beneIIe Quel che fu duro a patire, 1 dolce a ricordare. : viceversa# non 1 AAmaggior dolore !he ricordari del tempo felice 7ella miseria.BB +l che si esprime giocando sul nome d un fiume noto in quel di Pisa con questo altro proverbio# J un mal fiume l Jra. !io1, la memoria e il desiderio d un bene perduto, o X+l misero orgoglio ' un tempo che fu.BB +mpara piangendo e riderai guadagnando. +n cibo soave spesso mosca cade. +n guerra, nella caccia e negli amori, in un piacer mille dolori.

+ travagli fan tornare il cervello a bottega. + travagli son ladri del sonno. + travagli tiran gi$ l anno. Mn giorno ti fa invecchiare d un intero anno# si narra che la "egina 0aria /ntonietta incanutisse ad un tratto la notte che fu presa a &arennes. La fine del riso 1 il piantoIIe !hi mangia molto riso beve lacrime. Lungo piacer fa piangere. 0ille piacer non vagliono un tormento. 7ell allegrezza non si trova fermezza. 7on 1 l amo n( la canna, ma gli 1 il cibo che t ingannaIIe Pesce che va all amo, cerca d esser gramo. 8gni uccello conosce il grano. 8gnuno corre al piacere% ma perch( il piacevole non 1 il buono, e di rado s intende il vero nostro bene, si dice anche# 7on ogni uccello conosce il buon grano. Piacer preso in fretta, riesce in disdetta. Poco fiele, fa amaro molto miele. Quel che duole, sempre non 1 scabbia. *e i segreti vuoi sapere, cercali nel disgusto o nel piacere. Mn torso di pera cascata, 1 la morte di mille mosche. &ergogna fa perder piacere. $)4 gran piacer si perde per vergogna -,:"7+, Orl# Inn#. -&edi )elicit, +nfelicit..

Po*'ezza d'animo !hi non vuol piedi sul collo, non s inchini. !hi pecora si fa, lupo la mangiaIIe La pecora che dice esser del lupo bisogna che la sia.

!hi si mette tra la semola, gli asini se lo mangianoIIe !hi canto si fa, tutti i cani gli pisciano addosso. !hi si sputa addosso, non vale un grosso. !hi troppo scende, con fatica rimonta. *i pu intendere del cadere a basso, ma pure anche dell abbassarsi. !hi va dietro agli altri, non passa mai avanti. !ondanna pi$ specialmente la dappocaggine degli imitatori nelle arti, nel pensare ed in ogni cosa. X: quel che l una ta e l altre fanno ecc.Y non le pecore sole. !hi vuol essere stimato, stimi se stessoIIe Tanto vale l uomo, quando si stima. :d ha ragione, perch(# !hi non rispetta s(, non rispetta nemmeno gli altri. 7on bisogna buttarsi fra i morti. 7on bisogna far troppo palla di se stesso. 'arsi, offerirsi troppo, lasciarsi da tutti sbatacchiare. Povero n( minchione non ti far mai -ovvero Povero n( poltrone, ecc.. -&edi 8rgoglio, ecc..

Po.er#0% Ri**'ezza /bbi pur fiorini, che troverai cuginiIIe !hi ha della roba ha de parenti. <uand'ero 'nea nessuno mi volea; Or c)e son io, non vi vogl'io# &ersi comunemente posti in bocca a Pio ++ -:nea *ilvio Piccolomini., che poi ne volle anche troppi. / granaio vuoto formica non frequenta. /ll uomo ricco berretto torto. /l nascer delle doppie -cio4 del danaro. il mondo ha finito d esser semplice. / scrigno sgangherato non si crolla sacco. 7on si offre, non si d nulla a chi non paga, o paga male.

/ veste logorata, poca fede vien prestata. +l povero non ha credito. ,uono 1 l amico e buono il parente, ma trista la casa dove non si trova niente. ! 1 il povero di 'io, e quello del diavolo. !hi del buono ha in cassa, pu portare ogni tracciaIIe !hi ha buon cavallo in stalla pu andare a piedi. : i )rancesi dicono# AA+l a beau aller pied qui m1ne sonn cheval par la bride.BB !hi dice a un povero uom dabbene, gli fa una grande ingiuria. 8omo dabbene, qui e nel mondo, 1 l uomo che il mondo stimaIIe *acco rotto non tien miglio, pover uom non va a consiglio% se parla ben non 1 inteso se parla mal e vien ripreso. !acco rotto, si dice poi anche di quelli che non sanno tenere un segreto. !hi 1 povero nun lo fuggeIIe 'ove non 1 roba, anche i cani se ne vannoIIe !hi cade in povert, perde ogni amico. !hi 1 ricco, ha ci che vuole. !hi ha buon vino in casa, ha sempre i fiaschi alla porta. Perch( gli amici mandano a chiederne# e parimente si dice# 8gnuno 1 amico di chi ha buon fico. !hi ha de ceppi, pu far delle schegge. !hi ha della roba 1 visto volentieri. !hi ha del pepe, ne mette anche sul cavolo. !hi ha del panno, pu menar la coda. Perch( la ricuopre sotto all ampiezza delle vesti% onde variamente dicesi# + denari son come le brache degli stufaioli% cuoprono le vergogneII e La roba fa stare il tignoso alla finestra. !hi ha del pane, mai non gli manca cane. !hi ha pane e vino, sta me che il suo vicino.

!hi ha pi$ bisogno, e pi$ s arrendaIIe !hi abbisogna, non abbia vergogna. 7on abbia, cio1, falsa vergogna e non ritegni intempestivi quando la necessit stringe. !hi ha quattrini, ha tutto. 0a si dice meglio# + quattrini non sono ogni cosa. !hi ha quattrini, non ha cuore. J il ricco del &angelo. !hi ha terra, ha guerra. !hi la fa, chi la disf, e chi la trova fatta. *uole intendersi della roba. !hi leva muro, leva muso. !hi arricchisce, chi s inalza, doventa superbo. !hi n ha ne semina, e chi non n ha ne raccattaIIe !hi non ne ha, non ne versa. !hi non ha del suo, patisce carestia di quel d altri. Perch( La roba va alla roba, e i pidocchi alle costure. 8 solamente La roba, alla robaIIe 8gni acqua va al mareIIe + pi$ tirano i meno. *i dice quest ultimo e degli uomini e dei denari. L opinione dei pi$ si tira dietro quella dei meno% pi$ uno ha denari, pi$ ne fa. +l ricco ha in tutte le cose miglior mercato del povero# se prendendo a credenza spenderai dieci, ti bastano sei pagando a pronti contanti. II*inqu9 il nostro ,eppe. 0a quest ultimo Proverbio ha egli stesso applicato agli uomini, e ne ha fatto titolo di un *onetto che tutti sanno a memoria. !hi non ha, non 1 -o non sa.. !hi perde la roba, perde il consiglioIIe !hi perde il suo, perde il cervelloIIe +l danno toglie il consiglio.

'd un certo proverbio cos, 1atto Dice c)e il danno toglie anc)e il cervello# -,:"7+, Orl# Inn#. !hi pi$ ne ha, pi$ n imbratta. !io1, chi ha pi$ roba pi$ ne consuma. !hi poco ha, poco dIIe 7essuno d quel che non ha. !hi si porta dietro la casa, pu andare per tutto. Proverbialmente d un povero# 1 come le chiocciole, che si portano la casa in capo. !ol pane tutti i guai sono dolciIIe Tutti i dolori col pane son buoni. !om 1 grande il mare, 1 grande la tempesta. !on poco si vive, con niente si muore. !on trentamila ducati la si pu tPrre in chiasso. 'alla rapa non si cava sangue. 'ella superbia de poveri il diavolo se ne netta il sedere. /nche i Libri *apienziali vituperano il povero superbo, il ricco bugiardo, ecc.II e *uperbia senza avere, mala via suol tenere. 'ove non n 1, non ne toglie neanche la piena. 'ove pi$ ricchezza abbonda, pi$ di lei voglia s affonda. 'ue item fan l uomo beato. Item ti dono, item ti lascio, ecc. Gli errori dei medici sono ricoperti dalla terra, quelli dei ricchi dai danari. Gli stracci medicano le ferite. La povert fa dimenticare ogni altro male. Gli uomini fanno la roba, non la roba gli uomini. &uol dire che l uomo non si ha da stimare secondo ricchezza. Gran nave, gran pensieroIIe Ca pi$ il ricco quando impoverisce, che il povero quando arricchisce. + danari cavan le voglie.

*otto l ovvia significazione del cavarsi una voglia nel senso di spendere a piacere 1 qui nascosta un altra pur vera# che cio1 l uomo desidera meno quando 1 pi$ avvezzo a soddisfarsi. + danari hanno sempre i lattaioli. !io1, son sempre giovani, e non vengono mai tardi# lattaioli si chiamano i denti de bambini che dopo l infanzia cadono. + danari sono il secondo sangue. + danari stan sempre con la berretta in mano. Per tPrre commiato, per andarseneIIe + danari vanno e vengonoIIe + danari vengono di passo, e se ne vanno via di galoppoIIe + danari son tondi e ruzzolanoIIe + quattrini non hanno gambe ma corronoIIe + danari van via come l acqua benedetta. Perch( molti ci intingono. + debiti de poveri fanno gran fracasso. +l bene de poveri dura poco. +l martello d argento spezza le porte di ferroIIe L argento tondo compra tutto il mondoIIe !olle chiavi d oro s apre ogni portaIIe +l suon dell oro frolla le pi$ dure colonneIIe + chiavistelli s ungon con l oro. +l quale usasi propriamente a significare che le udienze s ottengono co doni. +l mendicante pu cantare dinanzi al ladro. +l molto fa l uomo stolto. +l pane del povero 1 sempre duro. +l pan solo fa diventar muti. +l pi$ ricco 1 il pi$ dannoso. +l povero mantiene il ricco. !ol lavoro mantiene se stesso e mantiene tutti# e tutti siamo poveri, perch( a tutti bisogna lavorare in qualche modo. Mn altro Proverbio dice#

!hi lavora, fa la roba a chi si sta. : il farsi fare le spese -guardandoci bene. 1 anche pi$ faticoso del guadagnarsele. +l pover uomo non fa mai ben# se muor la vacca, gli avanza il fien% se la vacca scampa, il fien gli manca. +l tribolato va dietro al condannato. 7el parlare dei Toscani, tribolato si scambia con povero% i Greci e per greca imitazione anche i Latini scambiavano beato con ricco. +l veleno si beve nell oro. -ulla aconita bibuntur 1ictilibus# -G+8&:7/L:.. + migliori alberi sono i pi$ battuti. *ono pi$ spesso bacchiati, perch1 danno maggior frutto, che molti cercano trarne. +n panno fino sta la tarmaIIe 7elle belle muraglie si genera il serpe. +n povert 1 sospetta la lealt. + poveri cercano il mangiare per lo stomaco, ed i ricchi lo stomaco per il cibo. + poveri hanno le braccia corte. + poveri mantengono la giustizia. Perch( contr essi si procede severamente, e sono gastigati. -*:"'87/T+.. + poveri non hanno parenti. + ricchi hanno il paradiso in questo mondo, e nell altro, se lo vogliono. L abbondanza, foriera 1 d arroganzaIIe Prima ricco, e poi borioso. La pecunia, se la sai usare, 1 ancella% se no, 1 donna. La povert 1 fedel servitore. *empre ti segue da per tutto. La povert 1 il pi$ leggero di tutti i mali. La povert mantiene la carit. La ricchezza non s acquista senza fatica, non si possiede senza timore, non si gode senza peccato, non si lascia senza dolore. La roba ruba l anima.

La troppa carne in pentola non si cuoce. +l troppo avere non ti fa pr. Le facolt fanno parere ardito chi non 1, e savio chi non sa. Le ricchezze hanno l ali. Le ricchezze sono come il concio, ammassato puzza, e sparso fertilizza il campo. L ora del desinare, pe ricchi quand hanno appetito, pei poveri, quand hanno da mangiare. L oro non compra tutto. L ho sentito dire a proposito d una ragazza del popolo che aveva rifiutato un regalo offertole per sedurla. -G.. L oro presente cagiona timore, e assente d dolore. 0eglio star vicini a un crudo che a un nudo. 0eglio aver per vicino un ricco, bench( avaro, che un povero dal quale non pu venir nullaII ovvero; 0eglio con un avaro che ne ha che con un prodigo dispera . 0iseria rincorre miseria. 7( cavalli n( giardini, non son pe poverini. 7on fu mai sacco si pieno, che non v entrasse ancora un grano. 7on si pu dire abbondanza se non n avanza. '&ilis domus est in 6ua non multa supersunt# 7on si pu dire a uno peggio che dirgli povero# 8gni ricchezza corre al suo fine. !io1, alla miseria. Per ben parlare e assai sapere, non sei stimato senza l avere. Pignatta vuota e boccale asciutto, guasta il tutto. Povero 1 chi ha bisognoIIe Povero 1 il 'iavolo. Povert, fa vilt -ovvero fa l uomo vile.. Povert, madre di sanit. Povert non 1 vizioIIe

Povert non guasta gentilezzaIIo +l povero non guasta il galantuomo. 8nde non 1 sempre vero che Quando il bisogno picchia all uscio, l onest si butta dalla finestra. 0a certo 1 che 7on v 1 pensier penoso, quanto onore e povert. Quando il povero dona al ricco, il diavolo se la ride. Quando non c 1, perde la !hiesa. !he nei contratti deve guadagnar sempre, com 1 ordinato pe canoni. Quanto pi$ manca la roba, tanto pi$ cresce lo strepito. : con pi$ mite significazione# &aso vuoto suona meglio. Quei ch han ducati, signori son chiamati. "icchezza e scienza insieme non hanno residenzaIIo + *ignori non possono avere due cose, giudizio e quattrini. -ullus enim 1erme sensus communis in illD FortunD# (GIO%'-AL'#9 "ichezza e sopruso son fratelli. "icchezza non fa gentilezza. "icchezza poco vale a quel che l usa male. *acco pieno rizza l orecchio. Orecc)io, l estremit del sacco chiuso che sopravanza la legatura. *anit senza quattrini 1 mezza malattia. *e i signori avessero giudizio, i poveri morirebbero di fame. !ignori, in Toscana, vale ricchi% e avere giudizio, d economia parlando, significa mettere da parte# se chi ha danari non gli spendesse, non vi sarebbe lavoro. *e ti trovi dal bisogno stretto, prima che dagli altri vai dal poveretto. +n lui trovi pi$ facilmente misericordia. Tutti i guai son guai, ma il guaio senza pane 1 il pi$ grosso. Tutto 1 fumo e vento, fuorch( l oro e l argento.

Momo senza quattrini 1 un morto che cammina. Momo senza roba 1 una pecora senza lanaIIe *e vuoi veder un uom quanto gli 1 brutto, un uom senza danar guardalo tuttoIIma +l danaro fa l uomo intero. Mn ricco solo impoverisce molti. J pi$ antico della scienza, che vuole le propriet divise. &ita d entrata, vita stentata. +l Goldoni nella $a' nuova AA&e n 1 da trar, so pare gera mica + ghe d dei lustrissimi, perch( e vive d entrata, ma dice il proverbio# %ita d'entrata, vita stentata# BB -P/*QM/L+G8. (acc# %en#. -&edi !ondizioni e *orti disuguali..

Pro"i#0% Onora#ezza /l peso che si compra bisogna vendere. / mani monde 'io gli d da mangiare. !hi ha ragione, +ddio l aiutaIIe La ragione +ddio l ama. !hi non ha fede non ne pu dare. !hi non vuol rendere, fa male a prendere. !hi promette, in debito si metteIIe 8gni promessa 1 debito. !hi promette nel bosco, dee mantenere in villa. !hi ha promesso nel pericolo, mantenga poi quando 1 al sicuro. !hi tarda a dar quel che promette, del promesso si ripente. !hi va diritto non fallisce strada. <ui ambulat smpliciter, ambulat con1identer# ( roverbi#9 !hi vuol ben pagare, non si cura di bene obbligare. : per lo contrario dicesi# +l promettere 1 la vigilia del non attendereIIe !hi scrive non ha memoria.

!hi vuole che il suo conto gli torni, faccia prima quello del compagno. J probit ed 1 accortezza# se ognuno faccia i conti per se solo, il saldo lo faranno le bastonate. !hi vuole ingannare il comune, paghi le gabelle. Perch( andando sinceri, non si paga il frodo ch 1 sempre pi$ caro. !ol suo si salva l onore, e con quel d altri si perde. 'ei giudizi non mi curo, che le mie opere mi fanno sicuro. 'ove non c 1 onore, non c 1 dolore. J ingiuria da dirsi allo svergognato. J meglio mendicare, che sulla forca sgambettare. Gli avventori non mancano a casa 'abbene. +l bel rendere, fa il bel prestare. +l ben fare 1 guerra al tristo. +l galantuomo ha peloso il palmo della mano. +l galantuomo ha piacere di veder chiudere. La vigna pampinosa fa poca uva. !io1, chi promette molto, attiene poco. Poc uva fa la vigna pampinosa, : il dire e il far non son la stessa cosa. -"+!!+/"':TT8.. : di profferte per cerimonia, ed anche di un discorso molto frondoso che sieno frasche senza costrutto, sogliamo dire proverbialmente# /ssai pampini, e poca uva. Le parole legano gli uomini, e le funi le corna ai buoiII e +l bue per le corna, e l uomo per la parola. Le parole non empiono il corpoIIe Le parole non s infilzano. 7on se ne pu far capitale, perch( non si conservano come le scritture, le quali si sogliono tenere insieme infilzateIIe Le parole son pasto da libri. arola sta qui sempre in luogo di promessa, ma nell ultimo si gioca sulla parola. 7on si cava mai la sete, se non col proprio vino.

!he poi non t ubriaca, come dice un altro proverbio. 7on si dee dar tanto a Pietro, che Paolo resti indietro. / ciascuno il suo avere# giustizia distributiva. 7on toccare il grasso colle mani unte. 7on ti s attacchi alcuna cosa. 8gnuno faccia col suo. Pesa giusto, e vendi caroIIe !aro mi vendi, e giusto mi misura. !os9 il compratore# ma il venditore poco onesto# 'ieci once a tutti, undici a qualcuno e dodici a nessuno. Piuttosto pecora giusta, che lupo grasso. Qui 1 gioco di parola# cosa giusta 1 cosa mezzana% giusto, n( grasso n( magro, n( grande n( piccolo, ecc. Pochi denari, e molto onore. Promessa ingiusta tener non 1 giusto. Promettere e non mantenere 1 villania. Promettere 1 una cosa, e mantenere 1 un altraIIovvero /ltro 1 promettere, altro 1 mantenereIIma !hi promette e non attiene, l anima sua non va mai bene. Quel ch 1 di patto, non 1 d inganno. Tra galantuomini, una parola 1 un istrumento. &al pi$ un pugno di buona vita, che un sacco di sapienza. &uoi vendicarti de tuoi nemiciK governati bene. -&edi &irt$, +llibatezza..

Pr$denza% A**or#ezza% ,enno /ccerta il corso, e poi spiega la vela. /ssai avanza chi fortuna passa. +nterrogato *ieN1s come egli avesse passato quegli anni del Terrore# XCo vissuto,Y replicava%

ben parendogli aver fatto assai. ,isogna gustare il male con le punte delle dita. ,isogna essere pi$ furbi che santi. ,isogna navigare secondo il ventoIIe !hi piscia contro vento, si bagna la camicia. ,occa chiusa e occhio aperto, non fe mai nessun deserto. Deserto, cio1 misero, derelitto. ,uona la forza, meglio l ingegno. !hi ben congettura, bene indovina. !hi ben giudica, bene elegge. !hi ben si guarda, scudo si rendeIIe !hi si guarda, 'io lo guarda. !hi 1 avvisato, 1 armato. Avvisato -spiega la !rusca. accorto, avveduto, savio. !hi 1 minchion, suo dannoIIe !hi 1 minchione, resta a casaIIe La parte del minchione 1 la prima mangiataIIe L ultima rendita 1 quella dei minchioni. !hi 1 savio, si conosce al mal tempo. !hi ha fatto la pentola, ha saputo fare anche il manico. !hi sa far le cose, sa fare anche il modo come pigliarle. !hi nasce tondo, non muor quadro. !hi non guarda innanzi, rimane indietroIIe !hi dinanzi non mira, di dietro sospira. !hi non ha giudizio, perde la cappella e il benefizio. !hi non ha testa -o giudizio., abbia gambe. !hi non vede il fondo, non passi l acqua. !hi piglia la lancia per la punta, la spezza o non la leva di terra.

!hi sta a casa, non si bagna. Questo si dice dell uomo cauto# ma ve n 1 un altro# !hi va a casa, non si bagna. : significa che 1 poco pigliare la pioggia quando tornando a casa tu puoi mutarti tutto o scaldarti. : figurat. 1 il rumores 1uge dei Latini. !hi teme il cane, si assicura dal morso. !hi sta a vedere, ha due terzi del gioco. *i dice dell avere il vantaggio colui che sagacemente si sta di mezzo, e lascia tentare agli altri le cose pericolose. !hi vive contando, vive cantando. !io1 chi ben conta, chi ben ragiona i fatti suoi, se la passa bene. !hi vuol saldar piaga, non la maneggi. !on un po di cervello si governa il mondoIIe / chi ha testa, non manca cappello. *i sa approvecciare, non gli manca il bisognevole# ma cappello anticamente significava corona o altro segno d onore# :d in sul fonte 'el mio battesmo piglier il cappello. -'/7T:.. !osa prevista, mezza provvista. 'alla prudenza viene la pace, e dalla pace viene l abbondanza. 'i notte parla piano, e di giorno guardati d intorno. 'isavvantaggio muta pensier nel saggio. 'onasi l ufficio e la promozione, e non la prudenza n( la discrezione. 'ove non 1 ordine, 1 disordineIIe 'ove non 1 regola, non ci sta frati. J meglio aver la paura, che la paura e il dannoIIe !hi non teme pericolaIIe !hi non teme, non si guarda% chi non si guarda, si perde. Paura e timore si pigliano qui per l antiveggenza del pericolo. J meglio cader dal piede, che dalla vettaIIo

0eglio cascar dall uscio che dalla finestra. Guarda che tu non lasci la coda nell uscio. !he tu non sii preso quando ti credi bell e scampato. Guarda il tuo coltello dall osso. +l coltello si rompe o sfila quando incontra l osso% e cos9 la volont dell uomo, quando vuol dare di punta contro a certe difficolt, le quali 1 meglio scansare. +l bello 1 star nel piano, e confortare i cani all erta. Quindi stare nel piano di ,ellosguardo, cio1 al sicuro. 0a rassomigliano troppo quei noti versi d un assai cattivo moralista. !uave, mari magno turbantibus =6uora ventis, ' terra magnum alterius spectare laborem# -LM!":?+8.. +l !risto e i lanternoni toccan sempre ai pi$ minchioni. 7elle Processioni delle !onfraternite portare il !rocifisso e i lanteinoni 1 tra gli ufficii il pi$ faticoso. +l male previsto 1 mezza sanit. +l minchione di quest anno se n accorge quest altr annoIIe !hi non si governa bene un anno, sta cinque che non ha allegrezza. +l mondo 1 come il mare, 1 vi s affoga chi non sa nuotareIIe 0ondo rotondo chi non sa nuotar vassene a fondo. +l piano ha occhi, e il bosco orecchi. 7el piano ti scuoprono gli occhi altrui# nel bosco gli orecchi altrui. +l vedere 1 facile, e il prevedere 1 difficile. + minchioni si lasciano a casa. +n letto stretto mettiti nel mezzo. + piselli son sempre nelle frasche. iselloni son detti gli uomini semplici che sempre vivono impacciati. La briglia regge il cavallo, e la prudenza l uomo. La prudenza non 1 mai troppa. Largo ai canti. Propriamente vuol dire che passeggiando bisogna girar largo alle cantonate, d onde pu venirti addosso un pericolo o una offesa non preveduta. : figuratamente% alle difficolt che spuntare non riesce, girare attorno a scansarle.

0al va la barca senza remo. 7on si fa pi$ lunga strada, che quando non si sa dove si vada. 7on si pu sforzare le carte. Proverbio tolto dal gioco. 8gni cosa va presa per il suo verso. !io1, pigliare il gomitolo o la matassa di queste umane faccende da quel capo donde poi elle si possono facilmente svolgere% che si dice trovare il bandolo. Quando brucia nel vicinato, porta l acqua a casa tua. Quando tu puoi ir per la piana, non cercar l erta n( la scesa. /nzi# Per andare a piano si scendon molte miglia. Quando tu vedi il lupo, non ne cercar le pedate. *enno vince astuzia. *i pu imporre la legge, ma non la prudenza. Temperanza t affreni, e prudenza ti meni. Mn occhio alla pentola, e uno alla gattaIIe 8cchi che veggono non invecchiano. 0a Per i ciechi non 1 mai giorno. Momo assalito 1 mezzo perso : parimente# Momo affrontato 1 mezzo morto. Momo colto all improvviso. Momo nasuto di rado cornuto. -asuto, latinamente, avveduto accorto. &al pi$ un moccolo davanti che una torcia di dietro. -&edi "iflessioni, Ponderatezza..

Re&ole del &i$di*are /i segni si conoscon le balleIIe !hi porta la cappa 1 degli ufiziali. 8 come dicevano pi$ anticamente degli statuali; di quelli ch erano in ufizio, o si direbbe oggi, al governo. /l batter del martello si scuopre la magagna. /lla prova si scortica l asino. /lla vista si conosce il cuore. /l paragone si conosce l oro. /l pelo si conosce l asino. :d anche# Gli asini si conoscono al bastoIIe /l ragliar si vedr che non 1 leone. / pazzo relatore, savio ascoltatore. / sentire una campana sola si giudica male. AA riore, odite l'altra parte;BB era scritto sopra lo stallo del Priore o Pretore o Giudice, nel Tribunale di Lucignano. ,isogna guardare a quello che si fa, non a quello che si dice. :d a chi predica bene e razzola male ironicamente si attribuisce questo# )ate quel che dico e non quel che faccio. !hi non 1 buon turco, non 1 buon cristiano. !hi non mi vuole non mi merita. !hi non sa di male, non sa di bene. !io1, non sa di nulla, ch 1 il peggio# mancanza d affetti 1 in s( principio di malvagit. !hi ode, non disode. !hi ode dir male, non ode il pi$ delle volte la difesa, e crede quel che si dice. !hi tosto giudica, tosto si pente. !hi vuol dell acqua chiara, vada alla fonte. !hi vuol esser chiaro d una cosa, vada alla sorgente# la guardi, cio1, nel punto d onde essa deriva, o la domandi alla persona che pi$ la sa.

!hi vuol troppo provare, nulla prova. 'al frutto si conosce l albero. 'all unghia si conosce il leone. 'ell albero non si giudica dalla scorza. 'elle cose che tu vedi, sbattine tre quarti# e di quelle che tu senti, sbattine pi$. 'anari e santit, met della metIIe 'enari, senno e fede, ce n 1 manco l uom credeIIe Quattrini e fede, meno ch un si crede. 'i cose fuori di credenza, non fare isperienza. 'ietro il fumo vien la fiamma. 'immi chi fosti, e ti dir chi sei. 'immi chi sono, e non mi dir chi ero. Gli uomini vanno veduti in pianelle, e le donne in cuffia. X+l fault pour iuger bien poinct d un homme, principalement controller ses actions communes, et le surprendre en son touts les Eours.Y -087T/+G7:.. +l buon d9 si conosce da mattina. 'ai loro principii si conoscono le cose# e suole dirsi anco dei giovani che bene incominciano. +l diavolo non ist sempre in un luogoIIe +l diavolo non letica mai solo. +l torto non 1 mai tutto da una parte sola. +l fine dimostra la cosa. +l mercante si conosce alla fieraIIe /l toccar de tasti si conosce il buon organistaIIe /l suon si conosce il campanello. +l panno al colore, il vino al sapore. +l verosimile, 1 nemico del vero. + pazzi si conoscono a gestiIIe /l bere e al camminare si conoscon le donneIIe /l pisciar si conoscon le cavalle.

La buccia ha da somigliare al legno. La vista non si cura con gli occhiali. 0a le virt$ e le qualit dell uomo vogliono essere giudicate a nudo, senza ammennicoli n( rincalzi. La volpe si conosce alla codaIIe La troppa coda ammazza la volpeIIe La volpe ha paura della sua coda. Perch( la fa distinguere da lontano, e perch( rimane facile alla tagliola. Le cattive nuove volanoIIe La mala nuova la porta il ventoIIe Lunga via, lunga bugia. 'elle cose lontane non se ne pu sapere il vero. Lo sbadiglio non vuol mentire, o ch egli ha sonno, o che vorr9a dormire, o ch egli ha qualcosa che non pu dire. L uomo si conosce in tre congiunture, alla collera, alla borsa ed al bicchiere. 7ell oscuro si vede meglio con uno che con due occhiIIe &ede pi$ un occhio solo, che cento uniti insieme. L autore non era pel suffragio universale. 7on creder lode a chi suo caval vende, n( a chi dar moglie intende. 7on dir quattro, finch( non 1 nel sacco. !ome origine del proverbio il 'al medico narra il fatto di un frate mendicante che mentre stavasi sulla via ad aspettare la carit, venne alla finestra una donna con dei pani, a ricevere i quali il frate apr9 il suo sacco numerando ciascuno che vi cadea dentro. /l quarto ch era per aria, il frate disse# e quattro. 0a il pane invece di cadere nel sacco gli batt( sulla testa. -P/*QM/L+G8, (acc# %en#. 7on si vende la pelle prima che s ammazzi l orso. 7on d onde sei, ma d onde pasci. 7on giudicar la nave stando in terra. 7on giudicar l uomo nel vino, senza gustarne sera e mattino. 7on giudicar le passioni se tu non le hai provate. 7ovelle di ,anchi -o di mercato., promesse di fuorusciti, favole di commedianti. Quanto credibili ognun sa. +anc)i era la via pi$ frequentata di "oma, ed il ritrovo dei novelisti.

8gni cosa che senti non 1 suonoIIma La campana non suona se qualcosa non c 1. *e un romore nasce, un qualche motivo ve n 1 sempre. 8gni stadera ha il suo contrappeso. Pallidezza nel nocchiero, di burrasca segno vero. Quando l oste 1 sull uscio, l osteria 1 vuota. Quando passano i !anonici, la processione 1 finita. *acco legato fu mal giudicato. J risposta delle donne gravide a chi promette loro maschio o femmina. *empre si dice pi$ che non 1. Tale 1 il fiore, qual 1 il colore. Tre cose son facili a credere, uomo morto, donna gravida e nave rotta. &al pi$ un testimone di vista che mille d uditaIIe /ver sentito dire 1 mezza bugia. Perch( di cosa sentita dire non si 1 mai certi# con questa regola i giornalisti starebbero freschi. &edendo uno, il conosci mezzo% e sentendolo parlare, il conosci tuttoIIe /pri bocca, e fa ch io ti conoscaIIe 7on ti maneggio, se non ti pratico.

Re&ole del Tra##are e del -on.ersare / caval donato non gli si guarda in bocca. !i 6uis dat mannos, ne 6u=re in dentibus annos# /mbasciatore non porta pena. -&edi Illustra"ione 22&+.. / sta troppo con la gente se gli viene a noiaIIe *i sta pi$ amici a stare un po lontani. / tavola e a tavolino si conosce la gente. !io1, a desinare ed al gioco si conosce quel ch uno 1 in conversazione, che non 1 poi tutto l uomo.

,isogna fare il muso secondo la luna. Trattare, comportarsi a seconda delle circostanze. ,urlando si dice il veroIIe 7on v 1 peggior burla che la vera. +n burla diciamo cose che dette sul serio male sarebbero tollerate. !ani e villani lascian sempre l uscio aperto. Per ischerzo s aggiungeva# e nobili %ene"iani# +n )rancia# e Italiani% i quali vuol dire o che non hanno freddo o che non si guardano. !hi ben non usa cortesia, la guasta. !hi canta a tavola e a letto, 1 matto perfetto. !hi d spesa, non dia disagio. *i usa dire a chi 1 convitato a casa altrui, perch( non si faccia aspettare. !hi dona il dono, il donator disprezza. !hi ha creanza, se la passa bene, chi non ne ha, se la passa meglio. / modo di scherzo. !hi non rispetta, non 1 rispettato. !hi non si ricorda spesso discorda. !hi parla per udita, aspetti la mentita. !hi scrive a chi non risponde, o 1 matto o ha bisogno. !hi si scusa senz essere accusato, fa chiaro il suo peccato. !hi sta discosto, non vuol giostrare. !hi sta a s( non vuole dimestichezza. !hi sta in ascolter9a, sente cose che non vorr9a. !hi tace acconsente% e chi non parla, non dice niente. !hi va alle nozze e non 1 invitato, ben gli sta se n 1 cacciato -o torna a casa sconsolato.. 'are che non dolga, dire che non dispiacciaIIe 7on dar che dolga, e non ischerzar sul vero. 'immi quel ch io non so, e non quel ch io so.

'i quel che non ti cale, non dir n( ben n( male. J meglio esser cortese morto che villan vivo. J pi$ caro un no grazioso che un s, dispettoso. Gioco di mano, gioco di villanoIIe +l giocar di mani dispiace fino a caniIIe Tasto di mano, sta lontano. Guardati da chi ride e guarda in l. !h 1 atto di beffaIIe 'a quei tai che non ridon mai, sta lontan come da guai. + misantropi, i taciturni sono stimati uomini di cattivo augurio e di carattere nocivo. Guardati in tua vita, di non dare a niun mentitaIIe La mentita non vuol rispetto. +l dire fa direIIe Mna parola tira l altra. +l discorrere fa discorrere# ma pi$ sovente quest ultimo suole accennare al provocarsi con lo scambio di parole che offendano, e nelle quali andando innanzi vien sempre fatto di rincarare. +l domandare 1 lecito, il rispondere 1 cortesiaIIma !ortesia schietta, domanda non aspetta. +l tacere 1 rispondere a chi parla senza ragioneIIma 0olto vale e poco costa, a mal parlar buona risposta. +n casa d altri loda tutti fino i figli cattivi o brutti, fino al gatto che ti sgraffigna, fino al can che ti mordigna. ((accolta Lombarda#9 +n chiesa e in mercato, ognuno 1 licenziato. *ono luoghi d eguaglianza# s arriva e si parte senza bisogno di salutare nessuno. :d anche# +n chiesa n( in mercato non andar mai accompagnato. +n chiesa per starci quanto ci pare, in mercato per comprare a piacimento. + paragoni son tutti odiosi.

!io1, i paragoni tra uomo e uomo, e peggio tra donna e donna. La burla non 1 bella, se la non 1 fatta a tempoIIma ,urla con danno, non finisce l anno. La carta non doventa rossa. 7egli affari scabrosi, quando la parola offende, scrivere 1 miglior partito. /nche si dice del chiedere, al che uno s arrischia meglio per lettera. La parola non 1 mal detta, se non 1 mal presa. La ragione vuol l esempio. Pochi hanno voglia o capacit di tener dietro a un ragionamento% ma gli esempi sono figure che saltano subito agli occhi di tutti, e s imprimono poi nell animo perch( vi destano un affetto. L aspettare rincresceIIe 8gni ora par mille a chi aspetta. Le buone parole ungono, e le cattive pungono. Le lettere non ridono. !io1, delle parole scritte si valuta pi$ il peso che il tono. Le licenze son cento, e l ultima 1 %atti con DioIIe *i d dicenza in pi$ modi. / disfarsi d uno, pi$ modi si hanno# o spiattellargli la cosa chiara, o fargli mal nel viso, o adoperare perch egli di te si disgusti. Lo sciocco parla col dito. 0eglio 1 non dire, che cominciare e non finire. 7( occhi in lettere, n( mani in tasca, n( orecchi in segreti d altri. 7( in tavola n( in letto si porta rispetto. *on bisogni della vita, non si fa complimenti. 7on domandare all oste se ha buon vino. 7on metter bocca dove non ti tocca. 7on nominare la fune in casa dell impiccato. : parimente# "ammentare il boia, rammenta la fune. 7on rammentar la croce al diavolo.

7on si rammentano i morti a tavola. 8gni bel gioco dura un pocoIIe *cherzo lungo non fu mai buono. 8gni parola non vuol rispostaIIe 7on bisogna ripescare tutte le secchie che cascanoIIe 7on si vuol pigliare tutte le mosche che volano. !ontro coloro che fanno caso d ogni minima contrariet, d ogni parola a traverso. 8gni vero non 1 ben detto. 8nest di bocca assai vale e poco costaIIe 8nor di bocca assai giova e poco costaIIe / parole lorde, orecchie sorde. Perch( Le parole disoneste, vanno attorno come la peste. 8nest sta bene anche in chiasso. Parole di bocca e pietra gettata, chi le ricoglie perde la giornata. Parole di complimento non obbligano. Per un bel detto si perde un amicoIIe + bei detti piacciono, ma non chi gli dice. +ntende le spiritosaggini, gli epigrammi, i motti che fanno ridere a spese altrui% ma ironicamente dicesi# 0eglio perder l amico che un bel detto. Per un brutto viso, si perde una buona compagnia. Per uno sgarbo. Pi$ vale l ultimo che il primo viso. Pi$ conto si tiene della cera che ti fa l amico alla partita, che di quella che ti fa all arrivo. Prima di domandare, pensa alla rispostaIIe !hi domanda ci che non dovrebbe, ode quel che non vorrebbe. Quel che tu vuoi dire in fine, dillo da principio.

/ chi va troppo per le lunghe e a chi ti mena a cavallo, come non voleva madonna 8retta. *alutare 1 cortesia, rendere il saluto 1 obbligo. -&edi Illustra"ione 22&++.. *otto nome di baia cade un buon pensiero. Tanto 1 dir pietra in uscio, come uscio in pietra. AA,elle marquise, vos beauO NeuO me font mourir d amour% -e per variare la frase.# ' amour vos beauO NeuO me font mourir, belle marquise, ecc.BB -Lezione d un maestro di rettorica.. -08L+J":.. Mna berretta manco o pi$, 1 un quattrino di carta l anno, poco ti costano, e amici ti fanno. !avar di berretta e scriver lettere, mantengono quelle relazioni di urbanit che si chiamano amicizie. Mna parola imbratta il foglio. Mna cortesia 1 un fioreIIe !ortesia di bocca, mano al cappello, poco costa ed 1 buono e bello. ?ucchero non guast mai vivandaIIe ?ucchero e acqua rosa, non guast mai alcuna cosa. /ccennano a quella dolcezza di modi la quale esprime bont vera% ma de piaggiatori, degli sdolcinati, de melliflui si dice al contrario# +l troppo zucchero guasta le vivandeIIe +l troppo dolce stomaca.

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