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PLINIO FARINI E A.

ASCARI

DIZIONARIO
DELLA LINGUA ITALIANA

DI CACCIA
Con note critiche e sperimentali su i molti errori di
concetto e di parole correnti in questa materia; cenni
storici e tecnici su gli argomenti principali e regole pra-
tiche per ogni forma dell'esercizio venatico

GARZANTI

1
Propriet letteraria degli Autori e dell'Editore
Stampato in Italia 1941 - XIX

Questa edizione elettronica opera di Edoardo Mori


il quale non riuscito a contattare n l'editore n gli
erede degli Autori per chiedere la loro autorizzazione
alla pubblicazione. Egli sicuro per di non ledere or-
mai alcun diritto economico ed comunque a disposi-
zione di chi avesse diritti da vantare.
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sivamente dal sito Internet http://www.earmi.it di E-
doardo Mori e ne vietato ogni uso commerciale.
Si avverte che il formato non coincide con quello o-
riginale che era stampato in caretteri pi piccoli (11 pt).
Perci le pagine sono 508 invece delle 412 originali.

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INDICE

Prefazione Pag. 5
A chi legge 26
Abbreviature 29

CAPITOLO I
Dizionario delle voci generiche 30

CAPITOLO II
Tavola metodica sui vocaboli di tesa 126
Dizionario di tesa 129

CAPITOLO III
Tavola metodica sui vocaboli di tese singole 145
Dizionario di tese singole 149

CAPITOLO IV
Tavola metodica sui vocaboli di reti, reti da fiere 174
Dizionario di rete, reti, reti da fiere 176

CAPITOLO V
Tavole metodiche sui vocaboli di panie e civetta 194
Dizionario di panie e civetta 197

CAPITOLO VI
Tavola metodica sui vocaboli di caccia e tese
di palude e valli 217
Dizionario di caccia e tese di palude e valli 220

CAPITOLO VII
Tavola metodica sui vocaboli di schioppo, tiro e tirare 236
Dizionario di schioppo, tiro e tirare 243

3
CAPITOLO VIII
Tavola metodica sui vocaboli di uccello e suo verso 284
Dizionario di uccello, suo verso e canto 293

CAPITOLO IX
Tavola metodica sui vocaboli di volo e volare 334
Dizionario di volo e volare 336

CAPITOLO X
Tavola metodica sui vocaboli di cane da pelo 352
Dizionario di cane da pelo 355

CAPITOLO XI
Tavola metodica sui vocaboli di cane da penna 380
Dizionario di cane da penna 388

CAPITOLO XII
Tavola metodica sui vocaboli di lepre e levriero 437
Dizionario di lepre e levriero 440

CAPITOLO XIII
Tavola metodica sui vocaboli di cinghiale 463
Dizionario di cinghiale 466

CAPITOLO XIV
Tavola metodica sui vocaboli di cervo, cervidi e volpe 487
Dizionario di cervo, cervidi e volpe 489
INDICE 501

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5
PREFAZIONE

Verba rebus non personis accipienda sunt

Questo dizionario venatico cinegetico, che vien presentato al


pubblico, certo il primo e solo, il quale, per la quantit dei vo-
caboli raccolti, per la loro propriet italiana e razionale e la ste-
sura metodica, abbia un pochetto il diritto di fregiarsi di tal no-
me.
Fino ad oggi pu dirsi che una vera e propria lingua italiana
di caccia non esista per noi. Gli scrittori di questo argomento,
chi pi chi meno, usano i loro dialetti malamente o presumibil-
mente italianizzati, perpetuando in tal maniera una babele lin-
guistica rovinosa. Gli stessi classici (?) vecchi non solo scrive-
vano una loro misera prosa regionale o paesana, ma, come lo
Sforzino e il Raimondi, professavano, vantandosene, fin dai se-
coli XVI e XVI, il maggior disprezzo per la lingua italiana o to-
scana com'essi dicevano1. I pi pure tra gli scrittori presenti, a
dissimulare la propria insufficienza linguistica, o si dichiarano
fautori dei termini dialettali, quali essi sieno; o nello stesso scrit-

1
Ecco le parole dei Raimondi, il quale, com'era costume di cotesti se-
centisti, non si peritava di copiare quasi a la lettera da lo Sforzino e da
altri: E per quel che tocca allo stile non professo in questa mia opera
i periodi del Boccaccio e le osservazioni del Castelvetro: con i caccia-
tori, ancor che Prencipi e gran Signori non si dee trattar alla sofistica
con le superstizioni della toscana favella. Una maniera di parlar piena
di libert e simplicit sol degna di Cacciatori. Lo Sforzino aveva
gi detto: Non ho cos appunto osservato ogni regolato modo di scri-
vere, percioch parmi essere il dovere valersi di quei modi di dire et
quelle parole, le quali comunemente si usano fra gl'intendenti dell'arte,
i quali struccieri ne le contrade nostre (Veneto) da tutti si dicono.

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to usano cinque o sei vocaboli vernacoli per denominare il me-
desimo oggetto, il medesimo fatto, il medesimo concetto. Ci
come se, per un italiano d'oggi, a un ottantennio da la prima uni-
ficazione della patria, giovasse pi conoscere cinque parolacce
gerghe, che il vero e proprio termine della lingua nazionale.
Per contrario questo dizionario, reputando che sia obbligo
degli scrittori di conoscere pienamente la propria lingua, e non
dei lettori il sapere tutto il rosume sgraziato e inutile dei dialetti,
dei quali ancora infetta l'Italia, si assunto il carico gravissimo
di ricercare, elencare e definire in questo primo tentativo tutta, o
quasi, la lingua nostra venatica, correggendo razionalmente e
sperimentalmente gli errori vecchi e nuovi, dei quali essa stata
e rimane viziata2.
I criteri fondamentali della compilazione sono tre: primo, l'u-
nificazione di questa lingua; secondo, la propriet grammaticale
di essa; terzo, la esatta corrispondenza logica e sperimentale del
termine a la cosa o al concetto, ch'esso intende denominare, Fa-
cile la comprensione dell'utilit dei due primi. Se la lingua il
vincolo naturale e spirituale dei popoli, tutti intendono che l'uni-
ficazione di essa in ogni elemento e forma di attivit pratica o
intellettuale diventa perfezionamento necessario della vita e del
pensiero nazionali. Ma dicendo lingua non si vuol certo signi-
ficare la lingua falsa, errata, imbarbarita sia da volgarit igno-
rante, sia dal forestierismo snobistico, barbugliante parole stra-
niere, di cui esso stesso non intende pienamente il significato; s
bene la lingua grammaticalmente pura e propria. Perch la lin-
gua, quale determinazione esatta di cose e concetti, pu e deve
essere una sola per non tradire il pensiero e trarre in inganno chi
l'usa e chi da essa cerca luce intellettuale.
E, siccome pel fatto suaccennato che, in materia di caccia e
uccellagione pratiche, i letterati, quasi tutti, essendone total-
mente ignari, rimangono i pi facili a errare e a non intendere
l'essenza vera della cosa (Varrone diceva rem ipsam) ne conse-

2
Come vien dimostrato genericamente in questa prefazione e
specificamente nel dizionario stesso.

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gue che incoscientemente ne falsino la corrispondente propriet
delle parole.
Infatti del tutto incredibile il numero di errori grossi e pic-
cini, ridicoli e vergognosi, che s'incontrano ne' libri, nei grandi
dizionari, nelle leggi stesse e pur nei giornali venatici, dove la
caccia trattata non gi come un'arte multiforme e tutt'altro che
facile, ma come un chiacchiericcio da sfaccendati, e una lette-
ratura d'infimo grado. E chi vorr leggere questo dizionario, che
noi prepariamo, dovr certo strabiliare per la dimostrazione in-
confutabile che, fin dal secolo XIV in un testo di lingua, citato e
consacrato da tutti i vocabolari legislatori (Du Cange, Manuzzi,
Crusca, Petrocchi ed altri) scambiato un erpicatoio (uno dei
maggiori strumenti agricoli) con la rete manevole, con la quale
si copre il cane in ferma per pigliare una quaglia3. (V. la voce
Strscino). N meno dovr meravigliarsi che la Crusca definisca
il nome Mira, tanto importante pel tiro con lo schioppo, cos
Quel segno posto presso la bocca delle armi da fuoco, nel quale
s'affissa l'occhio per aggiustare il colpo contro l'oggetto o bersa-
glio, che si vuol cogliere. Cos, proprio cos; mentre anche gli
analfabeti sanno che quel piccolo segno, che si pone non presso
la bocca, ma su l'apice della canna pi o meno presso la bocca,

3
L'errore nato da la falsa supposizione che la parola latina expe-
gatorium, (certissima in tutti i codici, ma non intesa dai traduttori i-
gnari del significato locale di essa) trovasse la sua spiegazione nell'al-
tra notissima strascinaccio rete, che si trascinava sul terreno. Per
contrario expegatorium riferito dal Crescenzi a rete, ne un attribu-
to, che non si pu scindere dal soggetto, col quale forma un concetto
solo, e vale rete da spiegarsi. Giacch nel dialetto bolognese (vulgo
significa nel volgare nostro) come in altri emiliani e romagnoli, spi-
gher vale spiegare e spighr e red, saper spiegare lo strascino nel co-
prire la quaglia fermata dal cane. Ma ecco il testo: Est et aliud rete,
quod expegatorium vulgo vocatur. Dove facile vedere che vulgo
avverbio, e non complemento agente. Ebbene dei tre traduttori nessu-
no ha inteso il senso grammaticale: perci uno ha omesso vulgo, un
altro l'ha tradotto tutti, il terzo non ne ha tenuto alcun conto, capace
per di prendere le quaglie con un erpice!

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si chiama, ed il Mirino, ossia il punto minore di mira dei due
posti lungo la canna; e l'altro, il maggiore, si dice traguardo.
Ed anche tutti, letterati e no, sanno che Mira pu solo significare
la linea visuale, che da l'occhio del tiratore, rettificandosi su la
perfetta corrispondenza tra il traguardo, il mirino e il bersaglio,
dimostra l'esattezza del puntamento.
Ed veramente buffo che la Crusca, e proprio essa, col dire
fissando il mirino non si accorga di dimenticare che l'estremo
punto di mira il bersaglio non il mirino; il bersaglio, a cui l'oc-
chio del tiratore, secondo la sua barbina definizione, non giunge-
rebbe!
Ma essa tanto convinta del suo errore accademico che,
giunta a definire mirino non si perita di dichiarare Lo stesso
che Mira, aggiungendo errore ad errore.
N meglio definisce gli atti e le azioni del cane, non distin-
guendo ancora (dopo sei secoli di esperienza cinegetica!) il pun-
tare dal fermare; e, facendosi forte dell'errore dialettale fio-
rentino, il quale confonde queste due cose, asserendo che il cane
ferma vedendo l'uccello, cosa del tutto falsa, la quale avviene so-
lo di radissimo, e che, avvenendo, vien dimostrata dal cane, il
quale ne d due segni diversi da la ferma, inorecchiendosi e ac-
quattandosi. Anche confonde Imbracciare e Imbracciatura dello
schioppo con Impostarsi e Impostatura, attribuendo a le due
prime voci il significato delle seconde, consacrando cos l'errore
del volgare fiorentino (o toscano?) il qual, contro la logica e la
realt sperimentale non, solo, ma contro tutti gli esempi classici,
attribuisce a imbracciare e imbracciatura il significato di por-
tarsi lo schioppo a la faccia per spararlo, mentre questi due ter-
mini non posson denominare altro atto, che quello di portare
quest'arma su tutt'e due le braccia e le mani, in preparazione di
poterla alzare a la faccia con un movimento solo4 per puntarla e

4
Perch s'intenda l'importanza dimostrativa di questa frase segnata
sotto, dir che, tra tutti i modi di portar lo schioppo cacciando, uno so-
lo pu essere di preparazione vera al tiro; ed appunto quello, che
permette al cacciatore di portarsi l'arme a la faccia con un movimento

9
spararla.
E siccome gli stessi autori dichiarati e ritenuti classici troppo
a orecchio dai letterati, di cui sopra, non possono del tutto rite-
nersi tali, se non cum grano salis, e la presunzione dei troppi i-
nesperti, son venuti e vengono riempiendo giornali e riviste ve-
natiche di un getto continuo di voci e modi errati, impropri e
stranieri; n' derivata la necessit del terzo criterio, quella di esi-
gere che ogni voce accettata corrisponda sperimentalmente a la
cosa, al fatto, al concetto, che si vuol denominare. Giacch, dove
pi manchi la propriet dei termini linguistici, tanto pi torna
necessario ricorrere a l'aurea massima degli antichi: Verba rebus
non personis accipienda sunti, ossia le parole devon essere de-
sunte da le cose, non da le persone. Ci perch le persone, an-
che le pi stimate e autorevoli, possono sbagliare, credere fal-
samente o non intendere le cose; mentre queste conservando
sempre la loro essenza vera, si mostreranno quali sono nella re-
alt a coloro, che meglio le sappiano studiare, fatti accorti anche
dagli errori dei predecessori,

Al qual proposito mi corre l'obbligo di esporre qui una osser-


vazione critica, che m' accaduto di fare nella gravosissima e in-
terminabile fatica di passar libri e libri, ricercando vocaboli e
raffrontandoli un po' coi latini, un po' coi greci, un po' con qual-
cuno degli odierni stranieri. L'osservazione questa: i primi, i.
quali attribuirono un nome a fatti, azioni, atti o cose pertinenti a
la caccia, specie a la cinegetica, lo fecero spesso, quand'ancora
non avevano un concetto esatto e integrale dei fatti, delle azioni,
degli atti e delle cose, a cui presumevano di dare una denomi-
nazione veramente propria e corrispondente.
Ma con l'andar dei secoli il concetto esatto si venuto for-
mando e rivelando, talch quei primi nomi ci si dimostrano oggi
errati e falsanti l'essenza vera per cui furon creati, ed a cui fu-

solo, ossia imbracciato (nel linguaggio militare impugnato, che torna


lo stesso).

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rono attribuiti. Sono insomma parole prepostere, e perci o non
proprie o fin anche errate. Di esempi se ne potrebbero citare
moltissimi, ma mi baster fermarmi ai due di maggior valore; e,
dicendo valore, intendo significare valore linguistico e concet-
tuale. noto anche agli inespertissimi di caccia che le due pa-
role punta e ferma denominano i due segni mimici pi impor-
tanti e pi certi, che possa dare il cane venatico al cacciatore, ma
pure resta ignoto ai pi non soltanto degl'inesperti, quant'anche
dei presunti esperti, qual sia il vero significato di queste due pa-
role e quale la differenza reale, che corra tra l'una e l'altra. La
punta il segno mimico, che d il cane da pelo e da penna, di
essere presso a un animale, sostando e volgendo il capo e il naso
verso il luogo, donde gliene proviene l'odore. E aggiungo, la no-
ta importantissima che la punta non richiede nel cane una im-
mobilit assoluta. La ferma invece non solo il segno mimico,
che d il cane col sostare (o fermarsi) volgendo il capo e il naso
al punto donde gli giunge il sentore di certi uccelli; ma quello
d'irrigidirsi in tutte le membra, per dimostrare al cacciatore di
esser giunto cos presso a gli uccelli che ogni suo moto li fareb-
be levare. Ora la scienza naturale ha dimostrato, e l'esperienza
conferma, che tutti gli animali predatori, ossia costretti a vivere
predando, sono anche puntatori, alcuni a naso, altri a occhio. Gli
esempi li abbiamo in casa: il gatto punta a occhio, il cane a naso.
La volpe poi con tutti e due i mezzi. Che accadr dunque a lo
stato selvaggio? Che il cane cacciando gli uccelli, ossia una pre-
da, la qual gli si pu sottrarre volando, studier ogni modo per
poterli avvicinare non visto, cercandoli a l'odore; e che, accorto-
si di averli vicini, si fermer per postarli con la maggior esattez-
za, e prepararsi a slanciarglisi sopra. Cosicch la punta altro non
che l'insieme degli atti canini necessari a dar l'assalto di sor-
presa. Insomma un atto naturale o istintivo, nel quale perci si
riscontrano tutti quei leggeri movimenti, che occorrono al cane
per trovare la positura migliore a lo slancio.
Infatti nella storia letteraria della punta, e nella descrizione
fattaci di essa dai primi trattatisti (Crescenzi 1304 - Kay 1564?)
si dice che il cane sosta, e sempre si rilevano anche altri movi-

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menti parecchi, dimostranti appunto, ch'esso non faceva che at-
teggiarsi ad assaltare.
Ma il cane, sottoposto in quei tre e forse pi secoli a l'uccel-
lagione con la rete (lo Strascino) intese, nonostante gli errori e le
incomprensioni di quei primi uccellatori, che doveva del tutto
rinunziare a l'assalto, perch la cattura degli uccelli da lui puntati
si voleva che spettasse unicamente al cacciatore, che li copriva
con la rete. Ed allora avvenne il miracolo intellettuale della in-
telligenza canina: non solo il cane si rese conto che non doveva
pi muoversi in alcun modo, quando fosse giunto cos presso a
l'uccello, che questo potesse accorgersi di lui, e volar via; ma al
restar fermo aggiunse anche, qual nuovo segno dimostrativo5
della vicinanza pericolosa al selvatico, l'irrigidimento marmoreo
di tutte le membra.
La ferma perci pi che un atto, un'azione acquisita dal
cane non in grazia dell'uomo, il quale, sul principio, comandan-
dogli di prendere gli uccelli coperti da la rete, lo viziava invece
che ammaestrarlo, ma da l'indole stessa della caccia con lo stra-
scino, da la quale gli vennero dimostrati tutti gli scaltrimenti ne-
cessari sia a sentire gli uccelli da prendersi, sia ad avvicinarli
quanto bastava, sia a designare con la maggior esattezza il luo-
go, dove si trovavano, senza avvicinarli troppo.
Del resto, se vero che fondamento della critica odierna la
lingua stessa, questa ci prova che le due parole non hanno certo
un identico significato giacch ferma , senz'alcun dubbio, po-
steriore a punta e conferma con questo quant'ho detto sopra.
Non solo ma i modi can fermo, can da fermo e simili, oltre che
equivoci, son dimostrati modi arbitrari e individuali di scrittori
malcerti: mentre quello di punta ferma, perpetuatosi fino ad oggi
in alcuni dialetti, dimostra a l'evidenza che la sostantivazione
dell'aggettivo ferma denominava una forma nuova e pi per-
fetta della punta fin dal giorno che entr nella lingua. E, se oggi
i fiorentini e altri toscani usano ancora solo punta e riprovano

5
V. nel dizionario la nuova teoria dei segni che danno i cani.

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ferma ci vuol dire che lo fanno o per ignoranza cinegetica o
per la loro boria d'imporre vocaboli anche quando e dove non
hanno ragione di farlo; vuol dire che in questa materia sono ri-
masti qualche secolo indietro.
L'altra parola, che ha una denominazione errata, Strscino,
la rete importantissima nella cinegetica, la quale ha servito a
creare il cane da rete, ossia il pi perfetto dei fermatori. Questa
rete non si strascina, ma si posa sul terreno da due uomini. che
cacciano insieme, per coprire con essa l'uccello e gli uccelli, che
il cane con la ferma dimostra trovarsi dov'esso segna col capo e
lo sguardo fissi.6 Ma il nome, non so perch, le fu derivato da
un'altra assai maggiore, che veramente veniva strascinata a terra
da due cavalcatori galoppanti, e che si credette (come fu poi in
pratica smentito) che dovesse immagliare quante quaglie, starne
e fagiani le rimanessero sotto. Era dunque un mezzo primitivo,
che l'esperienza dimostr non rispondere per nulla a la spesa; e,
come testimonia il Raimondi, era gi abbandonato al principio
del milleseicento. Disgraziatamente esso lasci il nome inglo-
rioso a la rete piccola, manevole, leggerissima, che doveva dar-
ci, a noi italiani, il merito di aver creato il cane da rete. E in-
sieme con la poco gradita eredit del nome lasci anche ai poco
intelligenti uccellatori il brutto vizio di mandare i cani a pren-
dere sotto la rete le quaglie e le starne gi coperte, ritardando di
secoli l'acquisizione della ferma nel cane; e frustrando l'ammae-
stramento stesso alla ferma, che questa uccellazione con la rete
doveva poi donargli automaticamente. Ma era destino che questa
nostra gloriola venatica e cinegetica del cane da rete fosse fin
dal principio misconosciuta da l'incomprensione di troppi. Come
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1) Perci lo strascino solo e il soprerbra sono le reti, che posson
chiamarsi orizzontali; giacch si tendono spiegate e distese al suolo.
Ed un errore chiamare reti orizzontali, come fa la legge, le reti aper-
te, le prodine e quelle da paretaio, che sono e debbon chiamarsi versa-
tili; perch esse agiscono chiudendosi, ossia descrivendo un mezzo
cerchio l'una di contro all'altra, e non rimanendo ferme al suolo, ossia
in positura orizzontale. Ma le due denominazioni orizzontali e verti-
cali come si dimostra nel dizionario, riferite a reti sono erronee.

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ho accennato sopra, il traduttore del Crescenzi, non intendendo
che il latino rete ... expegatorium doveva e poteva solo inten-
dersi rete da spiegarsi, la defin un erpice; e ne' tempi a noi vi-
cini perfino il legislatore, non intendendone l'importanza e il va-
lore altissimo cinegetico, la dichiar, e ancora la dichiara, uc-
cellagione di frodo, la sottopone a divieto privando cos il nostro
storico ammaestramento, che fu nella pratica il pi sperimentale
ed efficace, del mezzo pi certo e positivo, che l'uomo abbia
trovato.
Del resto anche la Francia, rispetto a le denominazioni, non
stata pi fortunata di noi: delle tre, ch'essa ha dato al cane vena-
tico, chien courrant, chien couchant, chien d'arrt nessuna e-
satta. La prima indeterminatissima, la seconda errata del tutto,
la terza incerta ed equivoca. Chien courrant pu significare sia il
cane da leva, come quello da seguito o quello da giungere.
Chien couchant il cane che si acquatta su la punta o la ferma,
non per dar indizio o dimostrazione con tale atto della presenza
e vicinanza di un uccello, ma perch, vedendo l'animale puntato,
giudica di essere reciprocamente veduto da esso, e perci cerca
di nascondersi atterrandosi.7 Chien d'arrt, specie dopo quant'a-
veva proclamato il Phoebus, riman sempre incerto se valga cane
che affascina gli uccelli con lo sguardo, oppure, che ferma se
stesso.
Tanto che gli effetti dannosissimi di una tale incertezza di
concetti si possono chiaramente rilevare anche ne' loro scrittori
odierni. L'ultimo dei De Marolles, per citarne uno, perch ap-
punto non intende la diversit che corre tra punta e ferma ed altri
segni od atti fatti dal cane, vaneggia che la punta sia descritta gi
7
Il Kaius, autore importantissimo per la moderna cinegetica, cadde
appunto nell'errore ridicolo di credere che il segno della ferma non
fosse l'irrrigidimento delle membra tutte, ma l'acquattarsi; e aggiunse
a questa falsa opinione un cumulo di giustificazioni cos puerili, da to-
glier valore anche alla parte ottima di quanto ha lasciato scritto. Ci
per serve sempre pi a dimostrare la verit di quanto io ho asserito su
la difficolt grande dell'arte venatica e cinegetica.

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nel Cinegetico senofonteo, senza accorgersi che il grande Ate-
niese parla solo e descrive cani da leva, ossia segugi, e cacce a le
fiere. Cosicch scambia con la punta il sussulto, che tutti i cani
da leva, da seguito e da giungere fanno al vedersi balzar davanti
improvvisamente il quadrupede cercato. Ora questo sussulto,
che Senofonte notava e denominava fin da' suoi giorni con la pa-
rola tremousi, ha che fare con la punta e la ferma, come io ho
che fare con la bellezza fisica dell'Apollo del Belvedere; giacch
altro non che un atto, col quale il cane da fiere, prima di darsi a
l'inseguimento, si vuol render conto della natura dell'animale,
con cui deve lottare, e del mezzo, con cui deve cacciarlo, se con
l'inseguimento e quale, se col raggiungerlo e assaltarlo al mo-
mento opportuno. Ed io mi pregio di aver introdotta nel diziona-
rio questa voce Sussulto, da nessuno usata finora, perch ap-
punto essa denomina un atto importantissimo della cinegetica,
atto, che, se pure nominato gi da oltre due millenni, rimaneva
ancora incompreso. E mi auguro che questo valga a scusare
presso i cani noi, uomini boriosissimi, della tardit intellettuale,
con la quale riesciamo a comprendere la superiorit di quegli es-
seri, che noi chiamiamo inferiori e bestie.

Ma a intendere quali e quante difficolt s'incontrino da chi


imprenda a comporre un dizionario in una materia da nessuno
trattata se non parzialmente per l'addietro, e senza alcuna inten-
zione di esaurirla8 mi baster accennare in riassunto le condi-
zioni vere della letteratura nostra di caccia nello svolgimento da
essa avuto negli ultimi sette secoli.
Computo quale capostipite dei nostri libri il De Venatione
cum Avibus dell'imperatore Federico I, del quale rimane il pre-
ziosissimo codice vaticano detto di Manfredi. Federico fu, s,
imperatore di Germania, ma era nato a Jesi, e visse in Italia dan-

8
Ne hanno dato frammenti il Varchi, il Citolini (Tipocosmia), il
Lorenzi (in latino nella Amaltea). Il Sorio, nella traduzione del Cre-
scenzi, promise un dizionario, ma lo fece solo e meschinissimo pei
termini agricoli: dei venatici neppure una parola.

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do primo quel saggio di unificazione della nostra lingua, che
certo influ non poco a creare per noi una coscienza nazionale e
letteraria. Il libro era e rimane il trattato pi completo e pi spe-
rimentale, che vanti la falconeria; tanto sperimentale, che al con-
fronto di esso tutti gli altri appariscono ben poca cosa. E fu forse
per questo suo carattere sperimentale squisitissimo che Linneo
pot asserire che la falconeria di arte era divenuta scienza. Certo
pertanto, che, pur essendo scritto in latino, esso ha avuto, e de-
ve avere, un influsso non piccolo su la nostra lingua venatica, in
quanto lo Svevo fu costretto a latinizzare non solo molte parole
del gergo falconiero, ma anche non poche di quell'italiano
novello, che, proprio in grazia di Federico stesso, palpitava al-
lora e verzicava su da la terra e da l'anima di Sicilia e di altre re-
gioni d'Italia. Purtroppo per la scrittura latina, l'indole aristo-
cratica di quella forma di caccia e l'inconsueta sperimentalit
scientifica del libro, non solo ne allontanarono le borghesie pra-
ticone, ma forse ne ottenebrarono l'esistenza sotto un velo di
sciocche leggende e di favolose e fantastiche invenzioni. Le
quali tutte io sospetto che possan riunirsi nella storiella di re
Danco o Danchi o Dauco, il favoloso creatore dell'arte falco-
niera, e scrittore appunto di un libro da nessuno veduto mai.
Ora, se si pensa che una parte della Puglia si chiamava Daunia, e
che l'aggettivo dauniaco pu contrarsi in dauco, e in Danco,
facile e lecito sospettare che questo creatore della falconeria
fosse proprio Federico stesso, e che il libro da lui scritto, e da
nessuno veduto fosse il De Venatione cum Avibus. Infatti il co-
dice meraviglioso rimase libro di famiglia, tanto, che Manfredi
lo postill tutto, aggiungendo al testo paterno note e aggiunte
preziosissime; e, morto Manfredi (1266), pass a l'usurpatore
angioino.9
9
Le aggiunte di Manfredi portano la firma Rex. Sul libro favoloso
di re Danco v. quanto ne ha scritto il Souhart, il quale diceva che, se si
fosse trovato, ci sarebbe certo accaduto in Italia. Presentiva forse il
Codice Vaticano? Per me, l'incertezza stessa della grafia del nome
Danco, Danchi, Dauco fa sospettare sempre pi che la parola volesse
significare il Re di Puglia. E lo stesso principio attribuito al libro leg-

16
E certo fu questa la causa che non solo la falconeria nostra
imborghesendo nel passare da i principi ai popolani s'immiser e
involgar, ma pure che nessuno abbia potuto avvertire che in
quel latino, spregiato dai letterati e poco inteso dai pratici, era ed
la miniera pi ricca sia della nostra lingua falconiera, sia di
molte altre forme e pertinenze d'altre cacce.
Secondi per tempo e importanza sono i due libri di Brunetto
Latini Il Tesoro e quello di Marco Polo Il Milione, ma tutti e due
furono scritti in francese, e perci poco o nulla servirono a de-
terminare la lingua nuova. A la quale, se giovarono per la vi-
vezza novella e la freschezza giovanile, parecchie parole dei
gretti epitomatori toscani del non esistente libro di re Dauco10,
nocque certo, e non poco, la miseria di concetti, che ridusse un
trattato meraviglioso quale il testo dello Svevo a un gramo ri-
cettario da cuoco d'osteria campestre.
Vien terzo o parzialmente quarto il Liber Ruralium Commo-
dorum di Pier Crescenzi, la cui importanza ha due ragioni. La
prima che, quale libro di agricoltura, ebbe fin dal suo apparire
una gran diffusione per l'utilit stessa della materia trattata, la
seconda che nella trattazione in esso fatta si ha la prova docu-
mentale del popolarizzarsi della caccia coi falconi neinostri co-
muni e del sormontare sincrono di tutte le forme venatiche ple-
bee.
Ma pur questo libro celeberrimo fu scritto in latino, e lo stes-
so giovamento, che poteva venirne a la nomenclatura anche del-
le cacce pi popolari, rimase minorato assai dai tradimenti dei
traduttori, i quali, chi pi chi meno, o non intesero il testo, o non
seppero trovare le vere parole italiane corrispondenti alle latine

gendario Standosene un giorno lo re Danco nel suo castello ecc. mi


pare ispirato sia da la venerazione mitica verso il grande Svevo, sia da
l'ammirazione per qualcuno dei meravigliosi castelli da lui costruiti in
Puglia e altrove.
10
V. Scritture antiche toscane.

17
dell'autore11.
I toscani poi del trecento e quattrocento, quali il Boccaccio, il
Sacchetti il Soldanieri, e dopo Lorenzo de' Medici e il Poliziano,
non furono trattatisti ma poeti; e per conseguenza la loro lingua,
pi figurata che propria, giov ben poco a la determinazione dei
segni concettuali veri.
Trattatista fu l'Acquaviva napoletano, ma scrisse in latino, e
perci anche di lui l'italiano non pot n poco n molto trarpro-
fitto sia pur solo per la lingua storica.
Per contrario utile riman certo il Boccamazzo nonostante il
suo romanesco smaccato e del tutto rozzo e incolto; utile per i
concetti venatici a volte praticamente giusti, e per la stessa lin-
gua, la quale fin d'allora si dimostrava atta a trarne parole laziali
meritevoli d'entrare nel venatico dizionario della nazione.
E similmente utili e degne di dettar legge su le forme di uc-
cellagione da loro trattate sono le due monografie su la ragnaia
che vanno sotto il nome del Davanzati e del Popoleschi; mentre
invece la superiore ricchezza di lingua che apparisce nella Sfi-
da del Dati, pur essendo preziosa, rimane viziata da l'abuso di
termini troppo locali, e riguarda solo le cacce principesche a le
fiere.
Come pure ben poco contributo posson dare il Giorgi (Ga-
zuolo) il Gallo, lo Sforzino, il Raimondi e il Birago12, trattatisti
tutti dell'Italia settentrionale (1500 e 1600) per la lingua tutt'altro
che pura e propria; e, come ho detto, spregiatori il secondo e il
terzo di quella toscana.
Col principiare del milleseicento, favorita da la riforma cat-
tolica, principia l'esaltazione letteraria dell' uccellaggione, quale
diporto ai sentimenti pi quietisti e meno sanguinari. Abbiamo
allora i due classici (?) delle reti e delle panie; il Valli da Todi e

11
Oltre il madornale errore dell'erpice notato sopra, il primo tradut-
tore toscano guasta anche l'enumerazione completa della panie, che il
Crescenzi aveva data nel suo latino.
12
Questi, che il pi tardo, ha valore non piccolo concettuale spe-
cie per quanto riguarda i segugi, i levrieri e le cacce con essi.

18
l'Olina. Ma il primo e anteriore scrive in umbro romanesco13, e il
secondo, novarese, addottoratosi a Siena, usa un miscuglio di
parole, che non so se propriamente possan chiamarsi classiche, a
principiare dal titolo del libro Uccelliera, termine locale senese
giustamente riprovato nell'accezione di tesa.
Ma il seicento, che nel principiare aveva pubblicati gli ultimi
trattati della falconeria e delle cacce a le fiere, port in seguito
una novit a la nostra letteratura venatica; e fu quella dei trattati-
sti della caccia con lo schioppo, i primi tre dei qua li, il Bonfadi-
ni, lo Spadoni e il Tanara sono pure settentrionali, bolognesi i
due ultimi, veneto l'altro forse, ma pur residente a Bologna. Per-
ci anche da essi poco pu desumere la lingua di veramente pu-
ro e proprio14.
Man mano poi che si avvicina il settecento non solo la lettera-
tura venatica sembra spegnersi, ma pur la Toscana vien quasi ad
ammutolirsi. Canta, s, qualche poeta direttamente o indiretta-
mente di questa materia, ma il metodo del canone della imita-
zione, come gli toglie la virilit energica della caccia vissuta,
cos spegne nella lingua il sangue pulsante della realt ispiratrice
e avvivatrice15.
Col cadere di questo secolo un'altra sventura ci capita: l'inva-
denza della letteratura francese anche nel campo venatico. Non
bastava agli stranieri d'imporci i loro concetti e le loro forme di
caccia anche in quelle Parti, in cui noi eravamo stati a loro mae-
stri, ma presunsero anche d'imporci la loro lingua.
Ce lo dimostra la poco nota Encyclopedie Metodique - dedie

13
Scrive magnare, de nido, spontare, longo, bscio, imboccar,
capitar, ligarete ecc.
14
Devesi per riconoscer loro il merito di aver fin d'allora raccolte
e trovate le regole fondamentali del tirare e cacciare con lo schioppo, e
di aver poste le basi di quest'arte difficilissima. Sarebbe il caso di dire
anche qui Bononia docuit.
15
Del resto l'abuso del parlare figurato, che per il poeta pu essere
squisitezza artistica, diventa una vera sventura per chi intende a racco-
gliere parole proprie.

19
a la Serenissime - Republique de Venise - (Volume a parte)
Chasse - A Padoue - 1797. In essa, quasi che noi fossimo vera
mente un popolo di morti o rimbambiti anche nella caccia, ci si
forniva una vera lezione delle... cacce francesi, dimenticando
che, per quelle nostrane, ne sapevamo assai pi di loro, e che di
maestri ne avevamo avuti e ne avevamo dei notissimi e degli i-
gnoti ancora.
L'ottocento per, in mezzo a un vero decadimento di que sta
materia, che si protrasse pur troppo oltre il mezzo secolo (e ce
ne pu scusare l'assunto eroico della indipendenza patria) prin-
cipia con due autori veramente preziosi e classici: il poeta Pa-
nanti e il naturalista Savi. La Toscana si risvegliava, e in modo
degno. L'uno e l'altro sono un po' locali nella lingua, ma sempli-
ci, vivi e ricchi, perch conoscitori della caccia non sui libri ma
nella realt. Ci non ostante di opere veramente notevoli il resto
del secolo non ne ha date16 fino a quella del Bacchi Lega e ai
tentativi lodevolissimi dell'indimenticabile Renault; il quale, sa-
voiardo com'era di nascita, ma italianissimo di sentimenti, sent
primo il disagio, pur vivendo in Toscana, di dover scrivere una
lingua, che non aveva legge, e si studi di abbozzare un diziona-
rietto dirigendo la rivista Diana, pubblicata allora, e tanto meri-
tamente, dai fratelli Baldi.
Va notato per che gi oltre la met del secolo due valentis-
simi filologi e lessicografi toscani e accademici della Crusca, il
Fanfani e il Rigutini, sdegnati e nauseati degli scarafoni, di cui
l'Accademia stessa infiorava il Vocabolario, quando definiva
termini di caccia, durarono qualche anno a rilevarli e a porli in
ridicolo. Non pertanto, e sebbene fossero aiutati in questa bene-
fica critica dal giornale Il Giusti d'ilare memoria, n la Crusca,

16
Dico notevoli e intendo che sieno veri e propri trattati o mono-
grafie scritti da gente, che sappia scrivere correttamente e concepire
concettualmente, non che sbrodoli chiacchiere vuote di senso comune
e spropositi grammaticalmente e logicamente, com' oggi di moda in
materia di caccia.

20
n gli scribacchiatori di caccia si persuasero allora, o son oggi
persuasi, che anche in questa materia non sono gli uomini che
debbon crear le parole, ma sono le cose, e che qualunque dialet-
to, anche il fiorentino, quando violi questo dogma indiscutibile,
non approda ad altro che a crear impropriet ed errori.
Quanto poi agli ultimi decenni del secolo XIX e a questi pri-
mi del corrente, ritengo che ben poco ci abbiano avvantaggiato
in fatto di lingua venatica veramente propria; anzi! Lo scribendi
cacoethes, da cui stato preso il mondo dei cacciatori (specie
degli imperiti e della ragazzaglia) il mestierantismo giornalisti-
co, l'industrialismo organizzatore delle manifestazioni accade-
miche teatrali, in cui dovrebbero dimostrarsi le virtuosit di cani,
di ammaestratori, di presentatori; le importazioni continue di
schioppi, di ausiliari, di costumi forestieri, hanno riversato nel
nostro linguaggio un tal rigurgito di parole aliene, dialettali, ar-
bitrarie, non intese e mal intese, oppure non rispondenti al con-
cetto, da confondere il comprendonio anche a un Mezzofanti.
Perfino le leggi, nelle quali, specie nel riferimento al diritto pe-
nale, sarebbe cos necessaria la propriet e la perspicuit del lin-
guaggio, sono viziate da un cumulo di errori e denominazioni
false da non credersi.
Un solo libro, pare a me, che, nonostante la sua indole narra-
tiva e non ammaestrativa e il carattere strettamente toscano e
maremmano, torni veramente utile a tutti coloro, i quali si occu-
pano di lingua venatica, quello dei marchese Eugenio Niccolini,
Giornate di Caccia. In lui la toscanit, sia pur anche esagerata e
troppo fiorentina, non guasta; anche quando dia il termine pret-
tamente locale, pel discernimento realistico del vero cacciatore
sperimentale, qual stato, vale sempre meglio di tutti gli altri
checcheatori a facilitarvi il ritrovamento della voce italiana, se
c', che corrisponda esattamente a quella da lui usata. Non solo,
ma siccome il Niccolini vivendo molto in Maremma ne cono-
sceva certo anche i vocaboli specialissimi pertinenti a l'arte sua
di cacciatore, fossero essi prettamente toscani, o fossero roma-
neschi, si possono da lui desumere voci venatiche provenienti da
una doppia fonte d'italianit, il Lazio e la Toscana. Cosicch

21
torner meno difficile trovare tra queste parole, locali s, ma ne-
cessarie a la lingua, quelle, che per la loro unicit si dimostrino
le pi proprie a completare la denominazione di cacce singolari
o di fatti e cose mancanti ancora della voce, che le significhi
giustamente17.

Riassumendo dunque: le condizioni della lingua venatica ita-


liana, relativamente a le difficolt incontrate da uno sventurato
vocabolarista, sono queste: nelle origini, tre lingue diverse, il
basso e bassissimo latino, il francese, il toscano novello; in se-
guito, l'italiano informe e multiforme delle varie regioni; al pre-
sente l'italiano dialettale, che l'ignoranza della vera lingua pre-
tende imporre, come fanno il brutto i campioni delle arti figura-
tive, inetti a fare il bello. In questi ultimi tempi poi sta dilagando
il guazzabuglio dei termini stranieri e della lingua poetica e pre-
ziosa, minestrata in sciocchi sproloqui con tutte le esaltazioni ar-
tificiali e i rapimenti scemi per la caccia su la carta, o nelle in-
concludenti tiritere avvocatesche, le quali, ai concetti e a le no-
zioni mancanti debbon sostituire il vuoto delle chiacchiere retto-
riche.
Si aggiunga che in questa materia i grammatici e i glottologi,
come in genere i letterati, inesperti di essa, dovendo desumere le
loro asserzioni da gli scrittori, non danno alcuna assicurazione
sperimentale per quanto asseriscono; e, peggio ancora, non san-
no asserire il dieci del cento. Infatti gli elenchi datici ad esempio
dal Varchi, dal Citolini, da l'Amalthea18, del Lorenzi e da altri
dei vecchi, e quelli dei modernissimi sommano appena a qual-
che decina di termini, alcuni dei quali gi in parte disusati, e
troppi dei secondi viziati di forestierismo, di dialetto, di non ri-
spondenza al concetto reale, non hanno che valore relativo e in-
gannevole.

17
Ci nonostante mi pare che non vadano accolte da esso quelle pa-
role che sono puramente del gergo toscano o fiorentino, quasi ad es.
balzellare il cervo, puntare, usato per fermare ed altre.
18
Che latino

22
I vocabolari19 veri poi, a principiare da La Crusca, come ho
gi dimostrato, accumulano errori sopra errori, eccettuato per,
nel poco che ha registrato, quello del Tommaseo, il quale riman
sempre il migliore; mentre perfino l'Enciclopedia ultima, proprio
denominando le quattro forme della caccia da essa proposte,
chiama caccia a volo la falconeria, e caccia alla corsa quella coi
cani da seguito e da giungere. N quali barbarismi non so se sia
peggio l'infranciosarsi senza bisogno o lo scrivere in maniera
cos italianamente sgrammaticata, che il lettore appena alfabeta
debba intendere che nella falconeria si cacciava contro il nome
astratto volo e, nella caccia a seguito o a giungere, si faceva
altrettanto spingendo i cani non gi contro cinghiali, cervi o le-
pri, ma dietro l'altra non minore astrazione terrestre che noi
chiamiamo corsa. E cos in cento casi, compreso quello in cui
il casotto di caccia e uccellagione,
termine unico e certissimo, usato e consacrato da tutti i voca-
bolari, diventa per l'Enciclopedia novissima un casello di fer-
rovia. Gli stessi dizionari dialettali (i quali certo potrebbero tan-
to giovare per trovarci quelle singolarit venatiche e venatorie,
che sien degne di passar nella lingua italiana, sia pur degnamen-
te corrette, e si presterebbero tanto a confronti utilissimi e a giu-
dizi definitivi) oltre che radi ancora e poveri nella pi parte, ac-
colgono ben poca di questa lingua, e quasi sempre la meno im-
portante, giacch sono opera di studiosi, e non di cacciatori.
ben vero che mi si potrebbe far colpa, perch, in mancanza
di fonti scritte, io non sia ricorso a le fonti orali della lingua vi-
va; ma cotesta una delle tante illusioni, a cui vanno soggetti i
critici, i quali non conoscono le difficolt reali dei lavori. S,
purtroppo; da anni io vengo sperimentando anche questa specie
d'inchiesta o di questua noiosa e costosa; ma sapete quel che mi
scontra? Ho interrogato cacciatori e letterati di ogni parte d'Ita-
lia, e quasi sempre mi accaduto di non ricavarne altro che de-

19
Il Sorio traduttore del Crescenzi promette un vocabolario di ter-
mini e lo d, ma solo per l'agricoltura. Dei venatici, neppure uno!

23
lusioni e sorprese mortificanti me e gl'interrogati. Da citt a cit-
t, da paese a paese, da borgo a borgo, mi si rispondeva con as-
serzioni perentorie di parole o modi dichiarati i soli propri, i soli
classici qui, e derisi e ripudiati quali spropositi tre chilometri pi
l. Nella stessa Toscana, dove ho fatto interrogazioni da la Gar-
fagnana ad Arezzo e da la Maremma al Mugello, mi capitato
questo quasi senza eccezione.
Peggio ancora: ho sentito negare da toscani l'italianit di voci
venatiche, confermate non solo proprie ma classiche da autori
toscani fin dal trecento e cinquecento, e consacrate da tutti i les-
sici, per contraporre loro certi strafalcioni locali da disgradarne
il Pataffio.
Per tutte queste buone ragioni io mi son creduto in diritto di
seguire i criteri enunciati sul principio, ho ardito anche di tacciar
d'errore quelle non poche voci, di cui ho potuto dimostrare la
non rispondenza a la cosa o al concetto, che presumono denomi-
nare; ho elencato alcune parole nuove per designare fatti e azio-
ni, pei quali ancor mancava il termine significativo; ho aggiunto
delle vecchie cacce quelle parole, che ingiustamente erano di-
menticate, e quelle che servono anche oggi a chiarire il concetto
esatto della essenza vera persistente nelle forme odierne di esse.
Non reputo, no, di aver fatto un libro perfetto; ho sempre
pensato che il dizionario non debba essere opera di uno solo; ma
il destino ineluttabile mi ha condannato anche a questo tormen-
to. Tra il lasciarlo a mezzo o compierlo da solo, sia pur
imperfetto, ho preferito quest'ultima forma. L'avevo concepito e
principiato solo, poi la fortuna mi aveva favorito tanto da trovare
la preziosa collaborazione del dottor Ascari, competentissimo in
materia di caccia. Ma io dovei abbandonare Bologna, e la colla-
borazione divent impossibile tanto, che per continuare l'opera
dovei ancora usare solo de' miei criteri, e trasformare anche quei
pochi comuni, a cui eravam giunti, con quei nuovi, che lo svol-
gimento dell'opera veniva suggerendomi e imponendomi.
Comunque, reputo mio dovere di assumere ogni responsabili-
t sia della forma metodica data al dizionario, sia di tutte le defi-
nizioni, sia dei cenni storici e critici, della partizione della mate-

24
ria in capitoli, e di quanto non che una parte della nomenclatu-
ra.
Spero che, quale lo presento al pubblico, risponda non in de-
gnamente ai bisogni intellettuali e tecnici dei cacciatori e uccel-
latori; come spero che possa e debba giovare anche ai letterati e
agli studiosi di materia venatica. Credo anche che, quale libro di
consultazione, riesca praticamente utile a quanti per ragioni di
ufficio o di professione necessaria pi o meno una coltura ve-
natica. Richiamo pertanto su di esso l'osservazione benevola non
solo dei magistrati e degli avvocati ma anche di tutti i funzionari
e gli agenti tutelatori delle leggi di caccia. Giacch e per l'esat-
tezza realistica delle definizioni, e per la determinatezza non e-
quivoca dei vocabili unici e propri in esso raccolti, questo libro
serve a determinare ogni concetto e ogni dubbio sul significato
essenziale dei termini; e per conseguenza a chiarirne anche l'in-
terpretazione giuridica.
I molti processi irriti che in materia di caccia si sono gi fatti,
e si vengon facendo; il fatto che la lingua delle leggi presenti
cos indeterminata ed erronea, che troppo spesso non corrispon-
de a la cosa in s, o ne falsa il concetto, han finito con l'esautora-
re i giudizi medesimi, e porre in continuo imbarazzo i giudici, i
difensori e le stesse autorit soprintendenti a questo ramo dell'at-
tivit pubblica.
Vecchio qual sono e privo ormai del gelido e avvivatore ba-
cio di Diana, da la quale fu addolcita e illuminata la mia fanciul-
lezza, l'adolescenza e la virilit, mi riterrei compensato abba-
stanza, se questa mia improba fatica (omnes poenarum facies hic
labor unus habet!) sortisse il premio di dar coscienza ai caccia-
tori ignari di quel che sia veramente l'arte della caccia; e li per-
suadesse che nella conoscenza esatta della parola, propria sono
insiti certo i sei decimi della cognizione pratica della cosa. Ai
letterati di... buone intenzioni, ossia ai giudici pi pericolosi
in questa materia, nella quale non basta la sola grammatica per
veder giusto, dichiaro che non sono n glottologo n etimologo,
e per conseguenza il mio libro informato pi a la conoscenza
sperimentale che a la lessicografia superiore. Se ho ardito trop-

25
po, ne sono stato incoraggiato dai fatti, documentati qui a pi ri-
prese, che gli spropositi pi grossi della terminologia venatica
sono quelli ne' quali incorsero proprio i letterati e gli accademi-
ci, e purtoppo anche i classici da loro citati a comprovarli. E,
quanto a le pochissime etimologie da me segnate, li prego a te-
ner presente che non son quelle sublimi dell'origine sanscrita o
celtica o magari lunare della parola generica; ma quelle dell'ac-
cezione strettamente venatica della parola.
Perci, se anche queste poche singolarit facessero loro l'ef-
fetto della spiegazione da me data a l'epiteto Milione, riferito a
Marco Polo (della quale ho ancora in serbo le prove ineccezio-
nabili, mentre i pontefici della letteratura tacciono per non con-
fessare la propria malafede settaria) li pregherei che, invece del-
la congiura del silenzio, la quale non tocca me, ma disconosce e
nasconde i meriti e l'onore del grande Veneziano, si degnassero
di appellarsi lealmente al pubblico degli onesti, che sempre di-
sposto ad accettare la verit da qualunque bocca essa venga.

Come ho dichiarato sopra, questo dizionario, ideato e princi-


piato da me, poi abbandonato, fu ripreso a Bologna con la pre-
ziosissima collaborazione del dottor Armando Ascari, quando
l'opera era ancora pi di raccolta dei vocaboli, che di formazione
logica e organica. Avendo poi io dovuto definitivamente lasciar
Bologna, e non potendo decidermi a non continuare un lavoro,
che gi mi costava tanta fatica e tanto tempo; n potendo, lonta-
no da l'Ascari, gi troppo carico di altri lavori, consultarmi con
lui di momento in momento e su questioni innumerevoli, fini col
riprendere il lavoro da solo. Ma la materia, man mano che veni-
va accumulandosi e a prender forma logicamente organica, ve-
niva anche imponendo singolarmente a me criteri del tutto nuovi
e personali; tanto che a lavoro compiuto, mi persuasi che non
avrei dovuto n potuto imporli a mia volta a l'Ascari.
Fatto per consapevole l'Amico di tutto questo, ne ottenni il
consenso di riconoscerne nel frontespizio la collaborazione, pur
rilevando in una nota (questa) che e egli si riserva il diritto di
non condividere del tutto i mici criteri, specie rispetto a suoi la-

26
vori personali futuri. Ed io, che ne conosco la dottrina letteraria
e bibliografica in materia venatica, e che, rimasto solo nella
tormentosa fatica ne ho rimpianto troppe volte l'aiuto mancato-
mi, sono lieto e grato a lui anche di questa concessione limitata,
perch so quanto sieno delicati i criteri personali di chi lavora
intellettualmente: criteri i quali nella composizione organica del
lavoro, costretto a far da solo, anche a me si son dimostrati ine-
vitabilmente non rinnegabili, e direi quasi essenzialmente neces-
sari a la vita stessa dell'opera assunta. E questa certo stata la
principale ragione che, trovatomi nell'alternativa di abbandonare
l'opera del tutto, o di doverla compiere in dissidio con l'Ascari
lontano, ed unico, che io stimassi competentissimo in questa ma-
teria; mi decise a compierla da solo incalzato come sono da la
morte. Giacch anche imperfetta quale sar, essa potr almeno
imporre ai vocabolaristi futuri quei criteri razionali e sperimen-
tali indiscutibili sui quali un vero dizionario pu unicamente
fondarsi.

PLINIO FARINI

27
A CHI LEGGE
Nella compilazione di questo dizionario si stimato opportu-
no dargli la doppia forma alfabetica e metodica, perch, essendo
esso il primo, su la materia della caccia, dal quale sono raccolte
non decine di parole, ma migliaia, torni facile, a chi voglia con-
sultarlo, trovare nelle tavole metodiche anche le voci, che gli so-
no sconosciute. noto che i dizionari anche pi ampi servono
solo a trovarci le parole che noi conosciamo, e rimangono quali
finestre o porte aperte nel buio perfetto per quelle che non sap-
piamo. Ora la tavola metodica, la quale elenca le voci in ordine
logico e reale su una parte determinata della materia, svolgendo-
si dal vocabolo di significato pi generale per giungere a quello
pi specifico, conduce, direi quasi automaticamente, il consulta-
tore a trovare anche quei singolarissimi termini, ch'egli ignora, e
perci ricerca. Trovati questi non gli resta che richiederne il si-
gnificato esatto al dizionarietto parziale, il quale segue ogni ta-
vola.
Il libro diviso in 14 capitoli, dei quali uno solo, quello dei
termini generici di caccia e uccellagione, non ha bisogno di ta-
vola, e perci ne manca, esponendo la materia solo in ordine al-
fabetico. Gli altri capitoli sono distinti come segue:

2 Tesa in genere.
3 Tese specifiche.
4 " di palude e di valle.
5 Rete, Reti, Reti da fiere.
6 Panie e Civetta.
7 Schioppo, Tiro, Tirare.
8 Uccello e suoi versi.
9 Volo e Volare.
10 Cane da pelo.
11 " da penna.
12 Lepre e levriero.
13 Cinghiale
14 Cervo, Cervidi, Volpi

28
Per quanto riguarda le indicazioni grammaticali, si reputato
bene non darne altre che le strettamente necessarie a impedire
equivoci interpretativi, e a chiarire il vero e proprio significato
delle parole in tutte le loro accezioni. Perci non si classificano
se non per eccezione n i nomi n i verbi, ritenendoli noti ai let-
tori; ma si determinano per genere e numero, quando il non farlo
possa indurre in errore.
Cos pure non si citano esempi classici, se non nel caso, che
essi possano e debbano comprovare la propriet indiscutibile
della parola definita. Vale a dire che, dove non si citano esempi,
questi sono dati nei vocabolari migliori; e perci la parola cer-
ta e sicura sia nella lingua storica, come nell'uso.
Si avverte poi che:
a) sono registrati in massima solo le parole e i modi propri;
dei figurati solo quelli e quelle, che possano supplire a manche-
volezze della lingua;
b) il difetto di scrittori venatici veramente classici, specie nel-
la caccia con lo schioppo e nella cinegetica rendono necessaria
una adozione di parole, che pu anche mancare di esempi. Nella
scelta di queste si seguito il criterio unico della loro esatta cor-
rispondenza alla cosa, l'analogia o la derivazione dal latino, o il
predominio da esse acquistato nel dialetto della regione a cui
propria unicamente la caccia, a la quale quella parola serve;
c) tenuto calcolo che i vocabolari e dizionari della nostra lin-
gua sono difettosissimi di termini venatici, e troppo spesso erra-
ti; e che perci il compilatore di un dizionario nuovo in tal mate-
ria costretto di lavorare ad arbitrio; ho notato sempre i vocabo-
li da me proposti quali innovazioni mie. Cos facendo non ho in-
teso d'imporne l'accettazione. ma di principiare a determinare
certi concetti e renderne pi facile la denominazione ai vocabo-
laristi futuri.
d) Si omessa deliberatamente ogni nozione di ornitologia
(specie le denominazioni degli uccelli) sia perch questo dizio-
nario non un trattato scientifico, sia perch l'ornitologia odier-
na discordissima appunto nelle denominazioni.

29
ABBREVIATURE

Acc. - Accrescitivo Md. L. - Modo latino


Agg. - Aggettivo Md. prov. - Modo
Antq. - Antiquato proverbiale
Art. - Articolo Num. - Numero
Ass. - Assoluto, -amente Partic. p. - Partic. passato
Astr. - Astratto Pegg. - Peggiorativo
Avv. - Avverbio Plur. - Plurale
Com. - Comunemente Rifl. - Riflessivo
Dim. - Diminutivo Sing. - Singolare
Dis. - Dispregiativo Spreg.- Spregiativo
Fig. - Figurato V. e v. - Vedi
Freq. - Frequentativo Ver. - Verbo
Indec. - Indeclinabile Ver. n. - Verbo neutro
Intr. - Intransitivo Vezz. - Vezzeggiativo
Intr. ass. - Intr. assoluto Vo. - Voce
M. - Maschile Voc. gr. - Voce greca
Md. avv. - Modo avverbiale Voc. la. - Voce latina

Sono citati i Vocabolari


della Crusca con l'abbreviatura Crus.
del Tommaseo " " Tomm.
" Manuzzi " " Man.
" Palma " " Pal.
" Petrocchi " " Petr.
Il De Vit (dizionario latino)
Il Thesaurus (dizionario latino) Thes.
Il libro di Federico Il imp. (latino) Fed.
" del Niccolini (Gior. di Cacc.) Nicc.
Altre citazioni sono senz'abbreviature, o hanno quelle dei voca-
bolari maggiori.

30
CAPITOLO I
DIZIONARIO DELLE VOCI GENERICHE

In questo capitolo, oltre le voci venatiche di significato generico,


sono registrate anche quelle su le stagioni, le ore del giorno, le
toponomastiche e meteorologiche, le quali hanno una relazione
pi che continente con la caccia.

A: con questa preposi- quindici, e un'ora e mezzo


zione di scopo, la lingua ve- prima del tramonto. Altri
natica forma molti modi, i uccelli vanno due volte sole
quali indicano cos lo scopo un po' prima e un po' dopo
della caccia, come il modo e ma sempre dopo la pastura.
il tempo di essa: A l'ascolta,
Al balzello, A la borrita, A Abboccare: in Toscana e
bruzzico, A l'entrata, A la Imboccare a Roma e al-
levata, A la parata, A la pe- trove. Far entrar l'acqua en-
data, A la posta, A lo sbroc- tro gli stivaloni o le scarpe
co, A scaccino. A lo schizzo, da la bocca, ossia parte su-
A lo spollo, A l'uscita ecc. periore di tali calzature.
Vedi i nomi corrispondenti.
Aborrita e Borrita, vedi
Abbeverata: il fatto de- Volo
gli animali che vanno a bere
in certe ore determinate del- Accavallamento: vien
la giornata. Ore del- usato quale n. verb. di Ac-
l'abbeverata: quelle che, cavallare uccelli specie le
specie gli uccelli vengono a oche, ma nell'uso corretto si
l'acqua due e anche tre volte trova l'infinito sostantivato
al giorno. Gli uccelli piccoli l'accavallare. Ed bene che
vanno a bere la mattina da le cos si faccia, per non creare
dieci a le undici, il pomerig- doppioni inutili.
gio da le quattordici a le

31
Accavallare: v, tr. at. le in genere e dei gallinacci
oche, le anatre e simili si- selvatici, le femmine dei
gnifica cacciarle cercando di quali si accovano nelle scafe
avvicinarle a tiro nascon- che fanno entro la polvere,
dendosi dietro un cavallo a v. Scafarsi, Scafolarsi.
ci ammaestrato, che si fa
andar innanzi lentamente Acqua: parlandosi di
verso di loro. In antico usa- caccia ha il significato di
va anche di nascondersi die- tutti i luoghi acquosi fiumi,
tro un bove, o di masche- paludi, valli, laghi, stagni.
rarsi con una testa di bove Acque alte, Acque bas-
finta e un panno che co- se. I tempi che sono alte o
prisse il cacciatore da le basse, ed anche i luoghi.
spalle ai piedi. Acqua ed acque dolci, miste,
salse, salmastre, quelle del-
Accodare: legare gli le paludi e valli, secondo
zimbelli alle loro asticciole che sieno mescolate pi o
o altri giochi vivi per la co- meno o punto di salsedine
da. Il nome verbale Ac- marina. Le miste diconsi
codatura. anche Mezze acque. Ac-
qua libera: quella non co-
Accodatura: s. f, Il fatto perta n ingombra da vege-
e il modo dell'accodare i tazione. Acqua motosa: in
giochi vivi per le tese. cui disciolta della mota.
Andare a l'acqua. v. cane.
Accovacciarsi: entrar nel Tendere a l'acqua, appostar-
covo. Proprio delle fiere. si o porre insidie dove gli
Dicesi anche del prendere la uccelli vanno a bere.
positura che le bestie pren-
don nei covo per posare. Acquattarsi: v. n. pas.
Chinarsi a terra il pi basso
Accovarsi: ritenuto che l'uomo possa per non
proprio solo della gallina esser visto. Tenersi quatto
che si accova sui pulcini o piccino e zitto dietro cosa
per subire il gallo, ma an- che copra.
che il proprio della pernice Nota: A caccia lo fa

32
l'uomo come il cane; ed Agevole: agg. Dicesi di
azione necessaria e utilis- quegli animali tutti che ven-
sima. La parola dunque, che gono usati quali alletta-
l'unica propria, pu, non mento o ausiliari della cac-
piacere ai novecentisti cia, quando sieno cosi do-
schizzinosi o a quelli, i quali mestici da non spaventarsi
reputano che la lingua sia del padrone, e non si ribel-
nata iermattina; ma i cac- lino, ma invece lo assecon-
ciatori veri ridono di loro e dino. Suoi contrari sono Ru-
de' loro smiaci da ciane. stico e Rabbioso. Civetta
Questa parola pel cacciatore brava ma rabbiosa. Falco
necessarissima, inquanto- bello ma ancora rustico.
ch da essa sola denomi-
nato il segno minimo che d Aggirare: tr. detto di ca-
il cane, quando vede l'uc- ne vale Postarsi in modo di
cello puntato, e lo fa per non fronte al cacciatore che l'a-
essere veduto da questo. Si nimale puntato debba volare
noti poi che l'acquattarsi da la parte del padrone. In
atto istintivo naturale e non Toscana, meno bene forse,
insegnatogli dall'uomo. Ne dicono anche Rigirare, voce
prova il fatto che, se l'uomo incerta.
glielo avesse insegnato, ora
non ci sarebbero tanti igno- Aguglioli: le foglie aghi-
ranti che non l'intendessero. formi del pino.

Acquitrino. luogo dove Aiola e Aiuola: la parte


polla l'acqua dal terreno e della piazza, nelle tese a reti
perci questo rimane spesso versatili, che rimane coperta
inzuppato. Negli acquitrini dai chiudersi delle reti stes-
facile trovare un beccac- se. Es. L'aiuola sia, dove
cino. scattin le reti per ricoprire il
semplicetto uccello SOLD.
Addestramento: sin. ma sat. 34. Posarsi nell'aiuo-
meno popolare di Ammae- la: dicesi degli uccelli, che,
stramento. v. Cane. calando su la tesa, vengon a
posarsi proprio sul terreno

33
tra o sotto le reti, e non nella so quanti vocaboli. oltre co-
frasca o su la piazza. testi due. Nelle Marche e
Aiuola aerea: dicesi nell'Unibria Piante butta-
quel quadratello di zolle er- tore; un autore anonimo
bose che si costruisce su chiama i posatoi Imbroc-
quattro pali in forma di pic- catura. Esister forse in
colo prato per collocarvi so- Italia anche un dialetto, dal
pra uno zimbello. in uso quale a maggior ricchezza
nella brescianella, e vien della lingua il posatoio
chiamato anche praticello sar detto santo riposa-
aereo. mento come nella lingua
ionadattica si chiama il let-
Alata: s. f. Colpo d'ala o to; ma certo sarebbe bene di
d'ali. Sono uccelli mag- finirla con tale babilonia.
giori, che si difendono e at-
taccano a colpi di becco, di Alcor: piccola stella del-
alate e d'ugnate Savi Orn. l'Orsa maggiore, la quale
3. 170 (Tomm., Gher.) serviva a misurare l'acutezza
visiva dei cacciatori per-
Alberata: (la) n. f. La siani, che aspiravano a di-
campagna piantata ad alberi, ventare arcieri.
specie se a filari. l'opposto
di Larga e Largura. Ali: plur. di Ala (parte la
terale di un esercito). Gli
Alberatura di posa: gli uomini che nell'ordinanza di
alberi de' roccoli e brescia- caccia a semicerchio proce-
nelle che si educano in que- dono ai lati per avvolgere la
ste tese perch allettino a selvaggina, o per cacciarla
posarcisi gli uccelli di pas- innanzi, come nelle cacce
so. Nota. Credo che sia mo- antiche con le reti da fiere,
do settentrionale. I toscani od anche per chiudersi noi a
dicono, e certo con un voca- cerchio come nel rastello
bolo solo tanto pi si- odierno. Ala si usa anche
gnificativo Posatoi. Ed al singolare nel modo Fare
bene notare che per questo un'ala, che significa lo stac-
solo concetto si hanno non carsi di una parte dell'ordi-

34
nanza sudetta e spingersi a Allungare: detto di uc-
fila verso un luogo, del qua- celli o quadrupedi feriti, va-
le si vogliono scacciar gli le Andare a cadere lontano,
animali verso il grosso del- o anche a rimettersi. Pu
l'ordinanza avvolgendoli, sottintendere la caduta
come si fa militarmente da- perch allungare significa
gli eserciti. anche prolungare un atto o
un'azione. Riferito a cane
Alito: v. a Cane da pen- che cerca, si trova usato per
na. Allontanarsi troppo o molto
dal cacciatore, v. nota a Al-
Allettaiuolo: agg. e sost. lungo.
dice la qualit degli uccelli
tutti che si tengono come al- Allungo: parola nuova,
lettamenti sia a la vista che a introdotta nel novissimo
l'udito. gergo venatico dai barbu-
Non basta a quest'arte il fischio so1o glianti a casaccio, per de-
Ma nella capannetta gli schiamazzi,
E fra i vergelli qualche allettaiuolo, nominare la cerca larga dei
Fanno calar li tordi come pazzi. cani di gran sangue: parola
CARO, lett. 3, non giustificata, n giustifi-
106. cabile razionalmente n lin-
guisticamente, se non con la
Allettamenti: n. gen. che mania di quegl'insipienti ci-
comprende tutti gli uccelli negetici da prove sul ter-
di cattura veri o finti, le reno, i quali usati a cacciare
piante, l'esca, coi quali si con cani legati a la cintura
usa attirare i selvatici a una del padrone, credono d'aver
tesa. Gli allettamenti sono a scoperta l'America vedendo
la vista di quelli che pas- cercare un setter o un poin-
sano, a l'udito, al pasto. A ter. E, tanto per ostentare al
la vista, gli zimbelli, le leve, mondo la loro presunta sco-
i passeggini, le civette, i gu- perta, la proclamano con
fi, i falchi, gli specchietti. A uno sproposito, ossia con un
l'udito, i richiami, al pasto, termine... da calzolai.
il becchime e l'esca.
Alpino: agg. delle Alpi, o

35
che ha natura delle Alpi. Ammaestratore: chi am-
Fauna alpina - Sentieri al- maestra a cacciare gli ani-
pini da camosci. mali, di cui ci serviamo qua-
li aiuti a cacciare am-
Alzini: termine poco usa- maestratore di cani, di fu-
to, il quale indica gli al- retti, di civette. Gli am-
lettamenti da mostrarsi nelle maestratori dei falconi erano
tese sollevandoli da terra le- chiamati Struccieri e Falco-
gati ad asticciole girevoli, in nieri.
modo che svolazzando o vo-
lando su la gruccia di una di Anatrino: agg. apparte-
tali aste, sien visti a di stan- nente a l'anatra. Voce ana-
za dagli uccelli di passo. trina - Becco anatrino.
Specificamente sono gli
Zimbelli, le Leve, il Cro- Andare: verb. n. forma
cione, la Cordata, i Trap- molti modi quando seguito
pelli, le Palpe. da le preposizioni di scopo
da e per, designando la cac-
Ammaestramento: il cia specifica per cui esce il
fatto, e l'azione d'istruire a- cacciatore. Cos Andare a
nimali, specie cani, a la cac- quaglie, a tordi, a lodole, a
cia. v. a Cane e Zone di ad- beccaccini, significa andar
destramento. cacciando questi uccelli o a
cercarli. Andare a la po-
Ammaestrare: insegnare sta, a la borrita, a giro, a
a gli animali, che noi usia- stivalare, indicando il modo
mo quali ausiliari nella cac- che si vuol fare la caccia.
cia, a fare quanto ne-
cessario che imparino Andare e plur. Andari: s.
(Tomm. Crus.) Part, p. Am- m. Dicesi dei vialetti dei
maestrato. Cane, cavallo, giardini tra aiuola e aiuola, e
furetto, falcone, civetta bene di quelli delle tese alberate
ammaestrati. Dicesi anche ad uccelli. Gli andari pos-
Istruire, ma pi letterario. sono essere coperti da fra-
Dresser e Dresseur sono sche o graticci, e scoperti. I
francesismi del tutto inutili. primi sono coperti a cupola,

36
se il soffitto a volta. Sol. ria.
Arb. 2 1 1, 212, Boschetto
da tordi fatto con misura e Annusata: l'annusare che
con i suoi andari da un lato si fa in un atto.
coperti a cupola. E Dav.
Colt. Tosc. 195, E mantie- Anserino: ag. apparte-
ni la ragnaia alta e fonda, nente a l'oca. Piuma anse-
con andari coperti. Da no- rina, Occhio anserino.
tarsi che nell'Umbria e nel
Lazio gli andari delle tese ai Appaiatoio: il luogo do-
colombacci vengon chiamati ve si pongono uccelli o pic-
Voltabotte, vocabolo che cioni ad appaiarsi.
corrisponde del tutto a co-
pertura a cupola. Appannare: detto di uc-
celli. Restar presi nella rete,
Animali feroci o nocivi specie nella ragna.
chiama la legge: il lupo, la
volpe, la faina, la puzzola, la Appannare (v. at.) la ra-
lontra, il gatto selvatico, tra gna: tirare su il panno, ca-
i quadrupedi; l'aquila, il dente per la sua sovrabbon-
nibbio, l'astore, lo sparviero, danza di maglie, e disporlo
il gufo reale tra gli uccelli. ne' quadri dell'armatura per
Ma la denominazione er- modo che all'urto degli uc-
ronea e impropria, giacch celli faccia sacco. Si Ap-
confonde due concetti non panna per anche la ragna
necessariamente equiva- scempia de' paretai e reti
lenti; e pu valere solo rela- versatili, distendendone be-
tivamente a criteri di legi- ne il panno per modo, che
slazione (v. Fiere). riversarsi faccia seno a ca-
panna, e copra meglio la
Annusare: tirar su col aiuola e il boschetto. Rossi
naso le emanazioni. il pi B, Cical. 111, 2, 286: Re-
generico perch comprende stano prigionieri e invilup-
l'aspirazione da le cose e da pati ne' sacchetti fatti nel-
l'aria, mentre Fiutare non si l'appannare. Restar preso
dice delle aspirazioni da l'a- nella ragna.

37
accertarsi del luogo esatto,
Apparato: s, m. Le cose dove trovasi un animale. Es.
tutte e gl'istrumenti che ser- Il limiere serviva per appo-
vono a certe cacce e tese. stare la lestra del cinghiale e
Da Apparatus latino (Appa- il giaccio del cervo. Fie-
ratus venationum) ra o uccello appostati: quel-
li dei quali gi noto il luo-
Appostamenti fissi di go dove si trovano. Os-
caccia chiama la legge servar bene il punto, dove
Quelli costruiti in muratura cade un animale morto o va
o altra materia solida, pei a riporsi ferito, Es. Appo-
quali si richieda prepara- stalo! appostalo! che al-
zione del sito, e che appari- lunga. Aspettare a la po-
scano destinati a cacce spe- sta. Questa volpaccia l'ho
cifiche. Tutta cotesta ver- appostata tre notti invano al
bosit curialesca sarebbe i- ponticello. Appostare:
nutile se si fosse inteso che mettere alle poste i caccia-
la parola Tesa dice tutto. tori, i quali debbon prender
Dunque Tese Fisse; giacch parte a una caccia. Spetta
appostamento non ha si- al capocaccia di appostare i
gnificato di azione duratura, cacciatori. Appostato, part.
specie nelle accezioni vena- pas. vale tanto per il rifles-
tiche, nelle quali l'appostare sivo quanto per questo at-
sempre un agguato di bre- tivo, ossia dice cos il cac-
ve durata e non superiore al ciatore, che si appostato da
giorno o a la notte. Inoltre in s, quanto quello che stato
Tesa insito il concetto di appostato dal capocaccia.
preparazione del sito, co- Appostarsi, rifl. Entrare
sicch dire Tesa fissa vale nella posta o nascondiglio,
senz'altro a significare che dal quale si vuol cacciare.
non trasferibile, ossia ch' Mi sono appostato tra i
non posticcia ma da valere giunchi.
almeno per una stagione di
caccia o uccellagione. Aprino: agg. di cin-
ghiale. Zanne aprine - Sel-
Appostare: osservare e vatichezza aprina.

38
Arato (L'Arato, Gli Ara- cacciatore con lo schioppo,
ti): I terreni che sono arati. sia che l'uomo sia un canat-
tiere che conduca un levrie-
Archetto, e pi Archetti. re o altro cane da assalto e
Calappio formato con una da presa.
verghetta tesa ad arco da
uno spago che la contrae e Armato: dicesi delle fie-
scatta da uno dei capi per re fornite di denti, zanne,
modo che, quando l'uccello unghioni, corna e simili, coi
ci si posi sopra, e becchi l'e- quali possano uccidere o fe-
sca, l'arco scatta parzial- rire gli uomini. Fiere ar-
mente e lo accalappia. mate e disarmate. Il cin-
ghiale, il cervo, l'orso sono
Arduina e Arduenna: armate; la lepre disar-
divinit germanica (o cel- mata.
tica?) a cui nel mezzo d'ogni
villaggio era consacrato un Ascellare: v. tr. ferire un
albero, ai rami di cui veniva uccello nella parte ascellare,
appesa qualche parte degli ossia o nella base delle ali, o
animali presi in caccia, la ai lati del petto, dove l'ala si
Diana barbarica. congiunge al corpo. voce
romanesca e proviene dalla
Argine: il riparo di qual- latina Axilla. Nessun dizio-
siasi materiale che si fa a nario la registra: ma a me
trattenere acque, perch non par necessaria perch questa
inondino. ferita comunissima nel tiro
a volo. E bench io non sia
Armare: parlandosi di certo ch'essa viva anche in
ordinanze delle cacce in qualche parte di Toscana, so
compagnia, sien esse a fer- che i Toscani, i quali cac-
mo o a giro, significa co- ciano a Roma l'usano tutti: il
prire il posto o la posta, do- che prova, o che vive anche
ve l'ordinanza impone che si da loro o che la trovano giu-
trovi sempre un cacciatore. sta.
Da notarsi che si dice Ar-
mare sia che si tratti di un Ascolta (la): il fatto del-

39
l'ascoltare. Andare all' *, dove stavano, e rimessisi in
Andare innanzi giorno ad un altro, ci si fermino a lun-
ascoltare e appostare le star- go. Usasi specie nella frase
ne per mezzo del canto che venatoria Lasciar assodare
esse fanno. Fare l'ascolta un animale, che si vede ri-
sin. del precedente. Appo- mettere; la quale significa
starsi per l'ascolta. Assolu- Attendere qualche poco
tamente All'ascolta come prima d'andare a ribatterlo;
mod. avv. perch andando subito lo si
troverebbe ancora in timore
Aspettare: detto d'ani- e sospetto, e non attende-
mali che il cacciatore cerca rebbe. Assodato: p. pas. e
d'accostare, vale Che non si anche Sodato, detto di ani-
levano o non fuggono al suo mali, che si sono fermati nel
avvicinarsi. Gli uccelli luogo, dove, scacciati, si so-
ammalizziti non aspettano no allogati per rimanere.
L'animale sodato attende
Aspetto: n. md: all' a- pi a lungo, In latino Sta-
spetto = Caccia all'aspetto: blitus.
la caccia che si fa ad uc-
celli ed altri animali aspet- Attelarsi e Attelare:
tandoli in luoghi, dai quali mettersi o mettere in ordi-
debbono passare in certe ore nanza i cacciatori, i quali
che vanno o tornano alle pa- prendon parte a una caccia
sture, all'abbeverata o anche di compagnia. Attelarsi a
a predare. In Toscana rastello disporsi a semicer-
chiamano pi specifica- chio per camminare avanti
mente cosi la caccia, che si nella stessa ordinanza.
fa agli uccelli palustri nelle
colline aspettandoli quando Attorcersi: avvolgersi
risalgono i declivi la sera. pi volte. Part. pass. Attorto.
quasi sinonimo di Posta. Dicesi del filone e di altri
legami usati nella caccia e
Assodarsi: v. r. p. Indica nell'uccellagione. Es.
il fatto di uccelli e fiere, i Guarda che si' attorto lo
quali, scacciati dal luogo sferzino, o il filone della ci-

40
vetta. Fed. ha Intorqueri tramutano usato anche
detto dei geti e Intortio jac- per Marcatore, ma meno
torum. Intorquentur jacti propriamente I badatori in-
in pedibus suis. segnavano starne dapper-
tutto (Niccolini). Infatti
Ausiliari e Ausiliario quest'esempio lascia molto
(pi usato al plurale) gli a- incerti se trattasi di starne
nimali e gli uomini che aiu- appostate fin da la covata o
tano il cacciatore nelle varie levate in caccia.
cacce. Il cane, gli scaccia, i
falconi, il furetto. gli indica- Balzellare: il camminare
tori sono ausiliari della cac- a salti della lepre, quando
cia. v. anche Cooperatori e non corre a distesa, che fa-
Compagni. ceva dire ai latini Magis
est saltatorium quam curso-
Avvisatore e Avvisatori: rium hoc animal. Per con-
l'aiutante o gli aiutanti di seguenza questo verbo nel
una caccia o di un caccia- suo primo significato neu-
tore i quali hanno l'ufficio di tro. N.B. I toscani lo fanno
avvisare. trans. .attivo col significato
di Andar di notte ad appo-
Badare: nel senso di In- star la lepre a le pasture.
vigilare uccelli o animali, Ma l'appetito vien man-
come detto a Badatore, ha giando e perci come di-
lo stesso si gnificato. (v. cono balzellare la lepre,
Badatore). la quale, pasturando e amo-
reggiando a la luna, balzella
Badatore. l'uomo a cui tra le erbette, si compiac-
commesso, sia in tempo di ciono anche di balzellare
caccia aperta, sia in quello quella soppiattona della
di caccia chiusa, d'invigilare volpe, quel sornione del tas-
gli accoppiamenti, le covate so, e perfino quel cervo, il
e nidiate di certi uccelli qua- quale porta le sue corna su-
li pernici o starne, i luoghi perbe e maestose pi di qua-
dove stanno, il numero, e lunque marito di corona ac-
come si muovono o Ri- corrente il sabato a la spiag-

41
gia, dove la moglie lo glori- * o di Riserva: quelle con
fica in cospetto del sole, del- suvvi scritto Bandita, che la
la luna e del mondo ridente legge prescrive sien disposte
e gaudente dei bagnanti d'o- tutt'intorno al chiuso, da cui
gni sesso. Insomma se c' il terreno bandito dev'essere
nella lingua schiettamente recinto.
italiana e toscana il md. An-
dare al balzello e assoluta- Barellino (delle gabbie):
mente Al balzello che biso- la barella adatta a portar
gno ci sarebbe d'altro? Ma gabbie.
purtroppo col troppo tosca-
neggiare si finisce anche col Battere: rif. a fiere e uc-
diventar poco propri e ridi- celli vien usato nel signifi-
coli. cato di andar di frequente o
capitare in un luogo (Crus. e
Balzello: n. md, Al bal- Tomm.).
zello e Andare al balzello.
Andare ad appostar la lepre Battersi il corpo con le
a le pasture notturne nelle ali: una delle inquietudini
notti di luna piena. dei falconi non ancora as-
suefatti alla schiavit.
Bandita: s. f. Estensione
di terreno campestre entro Battitore: nella lingua
cui vietato a tutti l'eserci- storica termine militare,
zio della caccia. - di rifu- usato sia assolutamente sia
gio: quella entro la quale si in unione con di strada; e
vuole che la selvaggina o significava quei soldati ch'e-
certe specie di essa trovino ran mandati innanzi a ri-
un asilo sicuro. In greco era conoscere il paese e ad e-
appunto l'Asilo. - di ripo- splorare il nemico (Tomm.
polamento: quella che serve Crus.). Oggi ha il significato
ad allevare selvaggina per di scacciatore. Ma quest'ul-
conservarne tanta da poter timo non usato, come sono
arricchirne anche i luoghi, del tutto locali scaccioni,
ne' quali gi mancata o sta scaccini, voci, bracche; per-
venendo meno. Tabelle di ci la migliore parrebbe

42
sempre Battitore, - (lat. Ala- Su questo costume animale-
tores). sco si sono moltiplicati i
termini: ogni regione, a far
Battuta: il luogo dove poco, ne usa uno; e pur
usa venire un animale, Da troppo ogni scrittore. Si leg-
le grufature si conosce la ge Guida, conduttore, ca-
battuta del cinghiale. pobranco, cane di testa, gui-
usato anche nel senso di darello e altro. Ma gui-
caccia fatta con uomini da daiolo vien usato in tutta la
scacciare e cani da leva e in- Toscana, e perci mi par
seguimento, ma non voce giusto l'accettarlo per la cor-
nostra. (v. Caccerella, Brac- retta rispondenza del vo-
cata, Scaccia, Parata), cabolo al fatto, Cosi si dir
Cervo guidaiolo, Cane
Bersaglio di prova: guidaiolo, Scimmia gui-
quello al quale si provano daiola, Oca guidaiola.
gli schioppi rispetto a la ro-
sata e a la sua foltezza e re- Bisaccia: la sacca da
golarit. - A la distanza di provviste che si porta a ca-
metri 36,58 si pone un car- vallo.
tone o una tavola su cui sia
tracciato un circolo del dia- Borire e dial. Burire: per
metro di 75 o 72,2 cm. e ci gli antichi valeva far levare
si spara contro mirandone il gli animali, metterli in cac-
punto centrale. Una canna cia. Il Tanara scrive: Il ca-
cilindrica perfetta dovrebbe ne ci vuole anche per tirare
porci il quaranta per cento in volo, cane che burisca o
dei pallini contenuti nella levi gli animali, che lo
carica: la mezzostrozzata il stesso cane, il qual serve per
cinquanta per cento; e la burire con l'uccello di rapi-
strozzata il sessantacinque na ossia che si usa per
per cento. scacciare o mettere in caccia
in compagnia del falcone. -
Bestia guidaiola: quella Lascio agli etimologi cer-
la quale tra le domestiche o care nella luna l'etimo scien-
le selvatiche guida le altre. tifico di questa voce: per me

43
semplicista e ignaro di glot- acquoso. Ha il dim. Bo-
tologia, ma cacciatore, che trello.
scrive per cacciatori, pre-
suppongo che altro non sia Braca: legame che si fa a
che il verbo aborrire usato certi uccelli da allettamento
in significato causativo. con spago, da cui n' ab-
bracciato il corpo, lasciando
Borrita-. v. Aborrita libere le ali, i piedi e tutti i
movimenti, mentre son trat-
Borro: s, m. corrosione tenuti da un solo filo, che
profonda fatta da l'acqua, scende loro da sotto il petto.
nella quale crescono piante Serve per le leve di frin-
selvatiche. guelli, verdoni e cardelli;
per le pavoncelle da gioco e
Boscaglia: vasto terreno simili. v, Imbracare.
a macchie anche disunite.
Brigata: il branco delle
Boschereccio: agg. di starne specie se ancora
bosco, da bosco. Uccelli composto dei giovani e dei
boscherecci, Cosciali bo- vecchi. Ha il dim. Briga-
scherecci. tella, e l'accr. Brigatona.
Rompere la Brigata: rom-
Boschettiere: l'uccella- pere il branco. voce speci-
tore della tesa che si chiama fica toscana. Nota. La bri-
Boschetto. gata delle starne si rompe
uccidendone i genitori.
Boschetto da tordi e Bo-
schetto: (v. a Panie e Tese). Brina: la guazza che, per
il freddo a zero gradi, gela
Bosco: vasta estensione durante le notti serene su le
di terreno in cui sorgono campagne e le cose.
piante selvatiche d'alto fu-
sto. Bosco ceduo o anche Brocca: la Crusca lo de-
solo Ceduo: il bosco che finisce il germoglio che
vien tagliato ogni tanti anni. nasce alla cima dei rami de-
Botro: dirupo chiuso e gli alberi alla nuova sta-

44
gione, ed anche giovane ra- Bue: n. m. term. di cac-
mo. Ma siccome per solito cia: fu detta una maschera
le nuove messe sono dalla che contraffaceva una testa
cima, cosi accade che, spe- di bue, da la quale pendeva
cie pel tiro a volo, si consi- un panno che copriva fino a
deri uccello imbroccato terra l'uomo che portandola
quello che nella scappata in capo cercava d'avvicinare
vola nascosto dalle verghe cosi contraffatto gli uccelli
di cima. Si usa invece Infra- prataioli e palustri. Leggi
scato per indicare quello che toscane 10,40 t. Vogliono
si muove tra i rami pi bas- che non ostante el presente
si. bando sia lecito a ciascuno
uccellare a la detta sorte di
Bruciato: s. terreno a- uccellami con paratelle, ra-
sciutto o palustre dove si gne... eccetto per come di
son bruciate le erbe o gli ar- sopra, con el bucine e con il
busti. Es. Le tortore e le bue. Dicevasi anche Il Bu-
palombe cercano i bruciati. folo.
Uccelli da bruciato: quelli
palustri che cercano i luoghi Bufolara: il mandrione
dove fu bruciata la vegeta- delle bufale. Pi italiana la
zione: e anche altri uccelli forma Bufalara.
non palustri.
Nota. Bruciaticcio: ha Bussare: percuotere con
significato differente, vuol bastoni i cespugli i mac-
dire ci che resta di una co- chioni i roveri e tirar sassi
sa bruciata. Il bruciaticcio per scacciarne la selvaggina,
ottunde l'odorato ai cani. che ci sia nascosta. Dicesi
pi propriamente dello
Bbbolo: il sonaglio che scacciare gli uccelletti nella
si pone nel collare dei cani ragnaia, quando si vuol che
da ferma quando si caccia dieno nella rete. Ed pi
ne' boschi, per avvertire, proprio in quanto gli uccel-
quando cessi il tintinno, che letti ingrassati sono pi tardi
sono fermi. a lasciar la pianta, dove si
trovano che altri animali.

45
Ma convien notate che, re- dosi sia in terra, sia in piante
lativa mente al rumore ne- sia nell'acqua o nelle tese.
cessario a levare la selvag-
gina, c' un'arte, secondo la Buttata: l'atto del but-
quale esso dev'essere mode- tarsi che fanno gli uccelli sia
rato rispetto a la quantit e in terra sia in acqua sia su le
qualit. Un cenno ne esiste piante. Albero, ramo, luo-
nel detto: Molto rumore ai go di bella buttata: quello
beccafichi e poco ai tordi, dove gli uccelli possono fa-
il quale per, se vero ge- cilmente buttarsi. Andare,
nericamente, va corretto ap- venire, volare di buttata: di-
punto nella qualit. Il becca- cesi degli uccelli che con
fico (bigione) s'ingrassa tan- l'atteggiamento del volo
to ai frutti dolci, che a set- mostrano l'intenzione di but-
tembre si regge male nel vo- tarsi. Essere a la buttata:
lo, tanto che lasciando l'al- degli uccelli quando nelle
bero, descrive una conca ca- tese trovansi su gli alberi o i
tenaria fin presso terra. Ma rami, dai quali dovrebbero
non convien scacciarlo dai calarsi su l'aiuola. - Il luo-
cappellacci e dalle piante go dove l'uccello si butta.
folte con gran rumore, che Il fatto del buttarsi.
sarebbe tutto a danno di altri
uccelli, sibbene col bussare Caccia: tutta la multi-
insistentemente e modera- forme opera dell'uomo che
tamente. Insomma si deve ha per scopo l'uccisione o la
tener presente che il rumore presa di animali selvatici.
non strepito, e che lo stre- Pi propriamente dicesi
pito va usato solo contro le caccia quella fatta con le
fiere non contro i volatili, armi: ma questa voce si usa
che richiedono invece un anche per uccellagione, co-
rumore moderato, anche me i Greci estendevano il
perch si levino non spaven- vocabolo Ornitothera anche
tati tanto da borrire con volo a l'uccellagione con reti e
troppo difficile. panie. - Denominazioni pi
Buttarsi: il calarsi de- comuni della caccia: - Alle-
gli uccelli dal volo ferman- gra: quella durante la quale

46
si presenta sempre qualche presso il luogo dove ven-
animale da sparargli o da gono ad appollaiarsi (da vie-
prendere. - Alpina: quella tarsi!). - A l'asciutto: su la
che si fa su le Alpi. - Aper- terra asciutta. - A l'aspetto:
ta: il tempo in cui permes- attendendo uccelli e fiere in
so cacciare. - Chiusa: quan- luoghi, dove devon venire o
do n' fatto divieto. - Crepu- passare (v. Posta), - Al ba
scolare: che si fa al crepu- zello: attendendo la lepre ne'
scolo come l'aspetto a la luoghi dov' solita pasturare
beccaccia. - Estiva: del- le notti del plenilunio, (v.
l'estate. - Fluviale: che si fa Lepre.). - A bruzzico: la
nei fiumi. - Grossa: quella a mattina prima del giorno.
le fiere grandi e armate Dicesi anche a mattutino. -
(cinghiale, cervo, lupo, Al capanno (v. Tese sing.).
ecc.). - Invernale: del l'in- A capannuccio (v. Palude).
verno. - Lacustre: che si fa Al chioccolo (v. Tese). - A
sui laghi. - Lecita: non vie- cavallo: quel la che si fa ca-
tati dalle leggi. - Marina: valcando specie A la volpe,
che si fa sul mare. - Mon- che n' sinonimo. Al cesto
tana: che si fa sui monti e (v. Palude). - A civetta: v.
colline. - Notturna: che si fa Civetta. - A fermo: che si fa
di notte. - Palustre: delle pa- stando fermi. - A giro: che si
ludi. - Primaverile: che si fa fa girando a piedi o anche in
in primavera. - Riservata: barchino. - A guazzo: cam-
che pu esercitarsi solo da minando nell'acqua, senza
chi ne ha ricevuto legal- stivali a tenuta. - A insegui-
mente il privilegio locale, - mento: in seguendo le fiere
Serale: sin. di crepuscolare, uomini e cani. - A la levata:
secondo il luogo, il mezzo, sin. meno usato che A lo
il tempo, la caccia si fa: A spollo - A la parata: appo-
l'acqua: nell'acqua, o presso standosi i cacciatori in pa-
l'acqua. - A l'abbeveratoio: recchi, mentre alcuni uomini
allettando gli uccelli con un mandan loro contro gli uc-
beverino, artificiale o natu- celli, specie i beccaccini in
rale, - A l'albergo: atten- palude. - A pelo: ad animali
dendo gli uccelli la sera da pelo. - A penna: agli uc-

47
celli, contrapposto al prece- no. - Con la barbotta: (v.
dente. - A la posta: a spet- Palude,). Col o nel Bar-
tando appostati gli animali chino: (v. c. s.). - Col cane:
parativi contro dagli scac- (v. q. v,) - Con lo schioppo,
cioni o dai cani (v. q, vo., lo schioppone, la spingarda
tra le generiche). - A la e altre armi (v. q. voci). -
querciola o Nocetta: (v. Te- Coi Rapaci, o come dice-
se singole). - A Rastello: vano i nostri vecchi, Con gli
quella che si fa in compa- uccelli di ratto: equivale a
gnia di parecchi altri cac- Falconeria (v. q. v.) - In
ciatori e a giro procedendo a Botte, In Tinella, Nel Cas-
ferro di cavallo con lo sone (v. Palude), - D'acqua:
schioppo, e serrandosi a cir- quella che si fa nell'acqua. -
colo chiuso di tanto in tanto, Di compagnia: che si fa ne-
per prendere in mezzo gli cessariamente in parecchi
uccelli. Deve dirsi Rastello con certe ordinanze. - Cac-
e non rastrello perch la cia di frodo: quella fatta ru-
voce proviene dal latino bandola a chi appartiene le-
basso Rastellum. - A la galmente. - Caccia di gior-
scaccia: appostati nel bosco no: che si fa col giorno. -
o presso di esso con gli Caccia di notte: che si fa la
scaccioni, che mandan gli notte. E si noti che questi
uccelli verso i cacciatori. - A due modi dicono l'indole na-
lo spollo: fatta al mattino, turale della caccia, pi che il
quando gli uccelli spol- fatto. Es. Il balzello cac-
laiano. - A la stracca: inse- cia di notte, perch si fa al
guendo gli animali tanto da plenilunio. Il soprerbe per
prenderli per stanchezza. E le quaglie caccia notturna,
dicesi con significato storico perch vietato da le leggi,
della caccia antica a le fiere e chi l'usa cerca di non esser
(fatta specialmente fuori d'I- veduto.
talia), come dicesi anche di II. Caccia: il luogo dove
caccia ad uccelli (specie di s caccia. Castelfusano
starnene) quando si levino veramente una caccia prin-
tante volte, quante bastino a cipesca.
stancarle tanto che aspetti- III. Tutti insieme gli uo-

48
mini, i cani i cavalli e le fie- la fiera. Rimettere in cac-
re inseguite che sono in mo- cia: Costringere il cinghiale
to. Es.... Colui che venire - o altra fiera a non uscire dal
Sente il porco e la caccia a luogo, dove si svolge la cac-
la sua posta. (DANTE, Inf. cia (v. Scordonare). Spin-
XIII, vv. 12, 13). gere in caccia: Far in modo
IV. Il momento che la che la fiera, fermatasi in po-
fiera si leva a fuggire di- situra da non poter essere
nanzi ai cani, e l'avviso che offe sa, e divenuta perci
se ne d: Caccia!. pericolosa ai cani, sia co-
V. Il provento, ossia la stretta a ridarsi a la fuga.
preda che si fa cacciando.
Onde Far caccia, far preda. Cacciare: andare a cac-
VI. La carne della sel- cia. proprio specie del-
vaggina quale pietanza con- l'esercizio che si fa con le
traposta a le altre carni. Di armi, ma si estende anche a
settembre e di ottobre la l'aucupio d'ogni maniera. -
caccia squisita. Riferito a uomini e cani vale
Essere e Fuggire in anche Conoscere o no l'arte
caccia: dicesi delle fiere le- della caccia. C' chi caccia
vate, che fuggono dinanzi ai bene le lodole e non azzecca
cani o a gli scaccioni. Ca- un beccaccino. E cos ca-
valcare o Scorrere una cac- ne che caccia benissimo le
cia: cos dicevano i nostri starne e per nulla la bec-
antichi a significare la ispe- caccia.
zione che il capocaccia fa-
ceva del luogo dove s'inten- Cacciata: il cacciare
deva cacciare il giorno pri- preso nella sua durata. Es.
ma dell'avvenimento. Cacciata lunga oggi, ma al-
Prendere in caccia: modo legra e fruttifera.
della lingua falconiera a si-
gnificare che il falcone da- Cacciatora: la giacca
vasi a l'inseguimento del- propria dei cacciatori non
l'animale contro cui era stato troppo lunga, molto agiata,
gettato, Pigliar caccia: con tasche grandi e piccole,
l'avventarsi dei cani contro e il tascone posteriore da ri-

49
porci la preda. Per solito valico, e dicesi per lo pi di
vien fatta di stoffe speciali, quello aperto nelle siepi per
tela, fustagno, velluto ecc. poter entrare ne' campi
Trovasi anche il vocabolo (Crusca). Varco, Sbocco,
Cattana (Tasca da riporci Apertura qualsiasi. Sen-
accatti?). tiero angusto. Dante (Purg.
25): Cos entrammo noi
Cacciatore: chi o per di- per la callaia - Uno innanzi
letto o per mestiere va a altro, prendendo la scala. -
caccia. Essere cacciatore: Che per artezza i salitor di-
esercitare la caccia con abi- spaia. (Tomm.) Valico,
lit e conoscenza. Fare il Passo, Calle.
cacciatore: esercitare la
caccia per mestiere, od an- Campiccio: lembo di
che per ostentazione. Si pu bosco rasente ai colti.
fare il cacciatore senz'es-
serlo punto, ma cacciatore si Canaio: colui che custo-
o non si . disce e governa i cani (Cru-
sca). Ammaestratore e Al-
Calappio e Calappi: il levatore di cani (Tomm.): va
termine pi generico col dunque distinto da Ca-
quale si designano tutti gli nattiere, che quello, il
arnesi, di cui ci serviamo a quale, nelle cacce a pelo, di-
prendere animali di sor- rige e aiuta o conduce i cani,
presa. La Crusca lo defini- e dal Canaio del le braccate
sce: Laccio insidioso che toscane al cinghiale (v. q.
tendesi a gli animali. voce).

Calibro: il diametro in- Canale: corso o scolo


terno delle armi da fuoco, in d'acqua arginato e no, che
relazione a la dimensione o scorre in palude. In alcune
al peso del proiettile, di cui valli questa parola indica
l'arma capace. Per gli quelle acque o corsi di ac-
schioppi v. questa parola. qua dove si pu navigare.

Callaia: passo angusto, Canattiere: (v. a Fiere).

50
vien bucato con un ago e ci
Canile: s. m. il luogo si ferma dentro un crine di
dove si tengono i cani o si cavallo. Strisciando poi con
allevano, ossia, stalla dei l'indice e il pollice questo
cani. Differisce da Cuccia, crine ne risulta un verso si-
giaciglio dove il cane riposa mile a quello della pernice.
o dorme in qualunque parte
della casa; e da Casotto, ri- Capannoni di roghi: i
cetto di legno o altro mate- cespuglioni di rovi, densi di
riale, in forma di piccola ca- erbacce e intricati, i quali
succia capace di contenere emergono su l'acqua della
un grosso cane, e che si tien palude.
sempre fuori della casa pa-
dronale, perch il cane da Capitozza: il ceduo nel
esso possa fare la guardia. quale il taglio delle piante
fatto a l'inforcatura dei rami
Canna (la): (v. Spiegare L'albero capitozzato in
lo strascino). Denomina- modo da porgere un sedile
zione antica dello schioppo. meno incomodo per farci
(v. a Schioppo). Nel signi- l'aspetto o la posta di notte
fcato toponomastico: quelle ai cinghiali, a le volpi o ai
parti delle paludi dove sor- lupi.
gono le canne. E si usa al
plurale appunto quale desi- Capocaccia: l'uomo al
gnazione di luogo Le can- quale per la sua conoscenza
ne Le cannucce. V. Pa- dell'arte venatica affidato
nie. l'incarico di dirigere e pre-
parare una caccia. Nelle
Cantarella (la): ri- cacce a le fiere le mansioni
chiamo artificiale con cui si del capocaccia sono deter-
imita il verso delle pernici. minantissime e delicate,
E' un piccolo tubo di ferro o perch da esso non solo pu
di ottone coperto nella parte dipendere la buona riescita
superiore con pergamena della caccia, ma anche la vi-
ben tesa e fermata in giro ta dei cacciatori in genere.
con lo spago. Nel mezzo

51
Cappellacci: quegli al- della falconeria cosi chia-
beri che o di per s, o per mati i cani da falcone, i qua-
qualche pianta rampicante, li altro non erano che segugi
da cui sieno ricoperti, sono o come anche li chia mava-
tutti rivestiti di fronde sui no braccchetti. Pi leggeri e
rami cos dense da formare sensibili degli altri, essi fu-
come una capanna. I bi- rono i primi ammaestrati a
gioni amano i cappellacci. cacciare uccelli. (In latino
catulus e catilla la femmi-
Cappotto: si dice asso- na).
lutamente e col verbo fare
per significare una giornata Cattura: atto del pren-
di caccia, in cui non si fat- dere, e anche fatto.
ta alcuna preda o presa.
Cappotto assoluto: rafforza Cavriaga (v. Palude),
il precedente.
Ceduo (un, il e i Cedui):
Carniera e Carniere aggettivo sostantivato che
(coi diminutivi e peggiora- significa i boschi cedui.
tivi): larga borsa dei cac-
ciatori da riporci gli animali Ceppaia: Il bosco che
uccisi o presi. vien tagliato periodicamente
Anche la tasca poste- a fior di terra su la ceppa.
riore pi ampia della caccia-
tora. Cercata: il cercare e l'at-
La cacciatora stessa to del cercare. Bisogna da-
(Crusca), Es. Stanno in re una buona cercata tra
carniera ancora il d di festa questi sterpi.
- E senza soggezion girano
in piazza. Cessa: forma marem-
mana tronca di Cessazione
Carrareccia: strada (qual Tramuta di Tramuta-
campestre dove posson pas- zione) la qual significa Quel
sar i carri. punto del bosco, dove ve-
nuto a mancare un incendio.
Catello: erano al tempo

52
Chiareggiare: dice il
mostrarsi di acque libere a Chiusato: agg. detto di
l'occhio. Es. Lunghe lame uccello, messo o tenuto in
nelle quali, fra le canne e i chiusa.
giunchi, chiareggiava l'ac-
qua. (Niccolini). Cilecca: n. md. Far ci-
lecca, riferito a tiro con lo
Chiavica: i luoghi o schioppo, dice il fatto del-
manufatti di valli e paludi, l'uccello o altro animale che
dove, sia per mezzo di cate- manda a vuoto la botta, vo-
ratte, sia senza, le acque en- lando via o schizzando dal
trano o si scaricano da una luogo, dove il cacciatore l'a-
in un'altra. veva puntato.

Chioccolatore: il cac- Cinegetica: l'arte della


ciatore che va a chioccolo, o caccia fatta coi cani. N. B.
che sa chioccolare. Ci son dunque tante forme
di arte cinegetica, quante
Chiusa: s. f. il fatto e il sono le cacce, che si fanno
tempo che gli uccelli cante- coi cani: cinegetica del cane
rini si tengono al buio, per- da punta e da ferma; cine-
ch non cantino, aspettando getica del cane da leva; di
a cantare, quando si espor- quello da inseguimento, di
ranno per richiami nelle te- quello da giungere. E c' an-
se. (Da primavera a ottobre). che la cinegetica della cerca
Anche il luogo dove si e del riporto.
tengono sia a lo scopo detto
sopra, sia a ingrassare. E il Cinegetico, -a: aggettivo
tempo: durante la chiusa. letterario che determina la
Tenere in chiusa: chiusa- caccia fatta coi cani. Il Ci-
re. negetico (sost. libro) il
primo scritto importantis-
Chiusare: il fatto del te- simo su la caccia coi cani.
nere in chiusa gli uccelli. N' autore Senofonte ate-
Uccello cbiusato: tenuto in niese che lo scrisse oltre
chiusa. quattro secoli p. d. C.

53
sieme agli altri con pari di-
Colpo di grazia: il col- ritti. Differisce da Coope-
po ultimo dato a la fiera ratore, il quale un aiutante
ferita o sopraffatta per spe- pagato o comunque com-
gnerla. Le consuetudini ve- pensato dell'opera sua. In la-
natorie delle grandi cacce, tino Socius = compagno;
ed anche di cacce locali, Cooperarius, aiutante. Cre-
imponevano che il colpo di do utile conservare la voce
grazia fosse dato con certe Cooperatore riferendola a
armi e in un certo modo. Al uomini che aiutano nella
cinghiale, in Maremma, caccia, anche perch in-
ammessa la schioppettata, in valso l'uso di chiamare no-
Sardegna si fa grande stima stro Ausiliare il cane, Cos
della uccisione col coltello si avrebbero senz'altro tre
da caccia, e in una certa vocaboli distintivi ciascuno
maniera, ossia prendendo la di un'opera diversa. Se si
fiera per una gamba. dovesse usare Ausiliare cos
per gli aiutanti uomini, co-
Coltello da caccia: da me pei cani, si renderebbero
usarsi a caccia. Ha varie necessarie aggiunte di paro-
forme e prende anche nomi le noiose e inutili. Del resto
diversi secondo le fiere con- Cooperarius (in greco
tro cui deve usarsi. Cos Synergoi) parola degnis-
chiamasi Daga l'arma usata sima,
nella caccia al cervo; Col- Compartimenti vena-
tello da accorare quello af- tici: quelli che la legge er-
filatissimo e di lama molto roneamente chiama venatori
stretta, col quale si pu (v. art. 6).
giungere a ferir il cuore del
cinghiale o altra fiera. Conduttore: l'uomo, pa-
gato o no, che in certe cacce
Compagni di caccia: conduce o guida i cacciatori,
quelli che cacciano insieme. sia per dimostrare loro i
Nota. Compagno ognuno luoghi, dove posson trovare
dei cacciatori che nelle cac- animali, sia guidando il bar-
ce di compagnia caccia in- chino o la barca nelle cacce

54
d'acqua. Purtroppo i condut- Copertura: n. md. ve-
tori in certi luoghi, annusati natici. - del cane, il fatto
i... non pratici, conducono del coprire dinanzi al cane
spesso dove non sono gli a- in ferma l'uccello, che esso
nimali cercati. dimostra trovarglisi dinanzi,
con la rete detta strascino.
Conta: come stato no- V. Uccellagione cinegetica.
tato a Cinghiale questa - delle gabbie: l'esterna
forma fem. di conto dovreb- con cui si difendono le gab-
b'essere accettata nel signi- bie dei richiami con frasche
ficato venatico, quando pu o altre cose per difenderli
giovare a distinguere due co dal sole o da la pioggia. E
se diverse, quali ad es. il l'interna di panno, che copre
numero degli animali uccisi le gabbie o i gabbioni di cer-
o presi, e il conteggiare per ti uccelli, i quali sono soliti
assegnar le poste o prepa- saltar contro le gretole supe-
rare a la scarica simultanea riori della gabbia e ferirsi il
di pi tiratori. (v. Cin- capo. - dicesi anche delle
ghiale). siepi o fraschette, con cui si
nascondono appunto i ri-
Contrasegni: s. m. pl. I chiami. - E anche delle re-
segni posti sul terreno, dove ti con cui si copre in alto o-
si vuol cacciare, sia quali rizzontalmente la bocca del
avvisi del passo di fiere per bertuello. V. questa voce.
quel luogo, o sia del trovarsi Sono pure coperture i rami
ivi il loro covo. Nella caccia dei carpini che, nelle passate
col limiero, il conduttore di de' roccoli, s'inducono a
questo cane, trovata la lestra mezzo e sopra gli specchi
del cinghiale o il giaccio del chiusi da la ragna, perch,
cervo, ne contrassegnava la con l'ombra, la nascondono
presenza lasciando lungo il agli uccelli che debbon dar-
sentiero ramicelli d'albero gli contro.
volti da la parte opposta a
quella dove la fiera fosse Coprire: riferito all'uc-
accovata. cellagione col cane da rete,
significa spiegare larete,

55
chiamata strascino, sul ter- sia istrumento privilegiato
reno, dove si crede che tro- dei soli re, e immortalato da
visi la quaglia, o altro uc- Rolando paladino co' suoi
cello, fermato dal cane (v. eroismi, i suoi polmoni e la
Strascino e Cane da rete). sua morte nella battaglia di
Riferito a tese con reti, Roncisvalle. Torn corno di
vale Porre una rete sopra caccia, sia pei principi feu-
una insidia perch gli uccelli dali nostri e stranieri ne' se-
non possano sottrarsi alzan- coli ultimi del medioevo, sia
dosi a campanile (v. Rete di per le cacce di compagnia a
copertura), le fiere, delle quali si diletta-
rono e ricrearono le nostre
Corno: l'istrumento a borghesie comunali, riven-
fiato che, nelle cacce a le dicando a s il diritto vena-
fiere fatte in compagnia, tico da l'usurpazione del
serviva e serve a dare i se- giure germanico. Ed anche
gnali ai cacciatori, e a inci- ora, che la caccia a le fiere
tare i cani in varie maniere. sta venendo meno in Italia, e
Il corno ha una storia anti- riman solo in quella del cin-
chissima. Apparisce nella ghiale, il corno domina an-
mitologia cosmica, che la cora nella braccata marem-
pi vecchia e simbolica, con mana e nella caccerella la-
l'intervento di Pan e la lotta ziale e meridionale, con
dei Giganti contro Giove, il quel suo suono, che giunge
quale vinse in grazia ap- a l'animo dei forti e dei sol-
punto a lo spavento susci- leciti come Diana anima-
tato tra questi dal corno di trice e ispiratrice di ardi-
Pan: terrore, che forse dette mento e di gioia operativa e
origine a l'ancor vivo timor ricreativa. Chiamisi corno
panico. Divent istrumento con vocabolo italiano, o
bellico di segni e ordini pas- corna come dicono in
sando con Nebrot da la cac- Maremma, esso ha sempre
cia agli eserciti ordinati e quella magica voce, che vo-
ubbidienti a un comando u- la su i colli e i piani, su le
nico. Da rustico corno di macchie e le acque ancora
bove divent olifante os- addormentati, con lo stesso

56
palpito immenso e suscitato- na era stata levata dal canat-
re, che ne espresse il gran tiere o da un suo vicino, e
Pan del mito e delle batta- tutti i cani dovevano accor-
glie contro le forze avverse; rere col.
palpito, che, come la pas- Quarto era il falsetto
sione della caccia, pare ispi- grosso, da farsi quando i ca-
rato da lo spirito stesso de la ni assaltano o inseguono la
natura e della vita combatti- fiera; e serviva per inco-
va. Quali modulazioni arti- raggiarli e aizzarli; come
stiche poi e venatiche abbia pure per spaventar le fiere
saputo dar l'uomo a questa che potessero nuocere ai ca-
voce pu riassumersi cos ni nel bosco, o far intendere
dagli autori. I suoni di cac- a questi che gli si era vicino.
cia col corno sono cinque. Il Quinto ed ultimo modo di
primo quello che si fa per suonare era a raccolta per
incitare i cani a cacciare ed accoppiare i cani, o per vol-
suono largo e grosso. tarli a cacciare da un'altra
(Queste definizioni non so- parte; suono questo uguale
no certo perfette, perch i al primo ossia largo e gros-
suoni non posson definirsi a so.
parole, ma io le do tali e Cos il Birago, uno dei
quali le segnano gli autori). vecchi meno indeterminato
Il secondo il falsetto sotti- e pi speri mentale.
le lungo, da farsi quando i Quali sieno oggi i suoni
cani levano la lepre od altra della caccia signorile a la
fiera, oppure, quando la ri- volpe io non ho ricercato,
levano ancora dopo averla reputando che essa sia pi
perduta. Terzo viene il fal- un convegno sportivo e
setto sottile rotto, che servi- mondano che una caccia
va a richiamare tutti i cani, propria mente detta. Oli-
quando si faceva a cavalie- fante era chiamato il corno
ri ossia si trovava la fiera a da caccia dei principi perch
covo, e si voleva che i cani era d'avorio. Rolando a
accorressero a quel luogo. E Roncisvalle sonava l'oli-
questo stesso suono serviva fante. Nei nostri paesi sul
ad avvisare che la selvaggi- Tirreno usansi anche le

57
grosse con chiglie quali cor- ciali, tra cui prevalsero il
ni da segnali e da richiamar verde per la caccia al cervo
bestie. Corno rotondo: il e il grigio per quella al cin-
gran corno che forma un ghiale. Va notato che il ve-
largo disco. Venne di moda stito del cacciatore cambia,
in Francia per le grandiose e deve cambiare anche se-
cacce a stracca o forzate condo la caccia che si fa, i
(par force) cacce che, come luoghi, le stagioni e le armi
nota il Tanara fin da suoi o i mezzi che esso usa. Pu
tempi, presso noi non sono dunque definirsi: Il vestito
mai state nell'uso. che porta il cacciatore a
caccia o anche quale divisa,
Cosciali: le difese di da cui dimostrata la sua
pelli caprine vellute con che qualit civica di cacciatore
si coprono i calzoni pastori professionale.
e cacciatori per poter af-
frontare la macchia spi nosa. Covata: le ova che an-
cor son covate nel nido, o i
Costume o Vestito da pulcini nati da poco. Ma di
caccia: fu prima suggerito questi dicesi meglio Nidiata.
da l'utilit e dal bisogno, che (v. q. v,).
ha il cacciatore di essere di-
feso in alcune parti del cor- Credenza: s. f. n. ind. In
po contro le intemperie e gli Credenza, riferito a cane o
ostacoli terrestri; non so lo cani significa Ingannati da
ma da quello principale di una finta della fiera, la quale
rimaner sempre libero e agi- mostra di fuggir per una
le in tutti i movimenti del parte, mentre si sottrae da
corpo. I Greci e i Romani un'altra (v. Dare). I cani
s'informarono a questi cri- saltano nel campo in cre-
teri fondamentali, e a l'altro denza (Niccolini). Perch il
di rendere il cacciatore men cinghiale aveva fatto finta di
visibile agli animali cacciati, prender quella via.
Nelle cacce principesche poi Credere: nell'uso vena-
si imposero ai dipendenti tico, riferito a uomini, vale
anche divise e colori spe- Aver fede ne' segni dati da

58
cani, o da le spie delle tese, ta cerchi unita e concorde, e
o anche negli animali cac- non si perda tempo (v. Cre-
ciati. Credi pi al tuo cane denza),
che a te stesso; perch il tuo
cane, oltre la vista, ha nel Dare: v. tr. forma i se-
naso un senso meno fallibile guenti modi. Dar l'as-
della tua ragione e del tuo salto: dei cani che si lan-
sapere (N. M.). E anche: ciano contro la fiera o anche
A can che punta, e montanel che stri- l'uccello per ucciderli o im-
de,
Chi sempre crede, bene spesso ride. padronirsene. Dar il cam-
N. M. bio: delle fiere che inseguite
dai cani corrono sopra un'al-
E ci perch il monta- tra della loro specie, perch
nello de' paretai e roccoli si levi e con la sua freschez-
col suo garrire d segno del- za di forze possa scampare o
l'avvicinarsi di uccelli. - finir di stancarli. Dar cre-
riferito agli uccelli di passo, denza: dice l'astuzia dei cin-
sia assolutamente, sia con ghiali, cervi e altre fiere
un complemento di termine, quando col fingere di gettar-
vale Lasciarsi allettare, e ca- si per una via sgattaiolano
lare a le tese senza timore. per un'altra, e riescono cos
Le lodole credono a la ci- a ingannare i cani, i quali
vetta a lo specchietto e pi a corrono a cercarli dove non
lo zimbello: le anatre a le son fuggiti. Dar sotto:
stampe e al richiamo vivo. l'assaltare che fa il cane la
Stamani questi tordi non selvaggina sia da pelo che
credono per nulla. - detto da penna gettandosele con-
dei cani da muta vale La- tro nel covo o dovunque si
sciarsi condurre da quello trovi. Di qui il comando
che fa da capo, ossia dal ca- Dagli sotto, che anche un
ne guidaiolo. Questo in cer- incitamento pur nella forma
te cacce detto con termine Dagli! dagli! In latino In-
militare poco proprio Cane cursare e Arripere. In greco
di testa. Il credere in esso e Epidrassomai. Darsi a vi-
seguirlo disciplinati, ossia sta: altr'astuzia della selvag-
avergli fede, fa s che la mu- gina (l'usano fiere e uccelli)

59
la quale, specie a salvare i Dare il fischio, il Qua-
piccoli, si mostra scoperta- gliere, il Chioccolo per fare
mente e con ostentazione ai il verso che richiama artifi-
cacciatori e ai cani per atti- cialmente certi uccelli.
rarli contro s. Eroica prote- Dare detto assolutamente,
sta, che, a l'uomo, cos fe- ma con sottinteso l'assalto"
roce nel suo egoismo di riferito a levrieri, vale il lan-
mercante e divoratore da ciarsi ch'essi fanno nel cor-
non rispettare neppur l'alto rere tentando di acceffare la
dovere della conservazione lepre. (v. Levriero).
delle specie, dovrebbe ri-
cordare la miseria vergo- Dicioccato (il): agg. sost.
gnosa delle sue leggi morali da dicioccare, ripulire dai
e civili. Dare il colpo di ciocchi, ossia dai ceppi delle
grazia: uccidere con un ul- piante, gi abbattute, il ter-
timo colpo sia di arma da reno (Crusca).
fuoco sia di coltello da cac-
cia un animale gi ferito, Difesa e Difese: sono tut-
quale il cinghiale, il cervo e ti gli atti e i fatti, co'i quali
simili. Questa feroce miseri- la selvaggina d'ogni, specie
cordia diventa necessaria, cerca di sottrarsi al male che
specie per salvare da le tre- l'uomo vuol farle asserven-
mende zanne del porco i ca- dola o cacciandola in qual-
ni, ch'esso dissipa in modo siasi modo. In questo signi-
pietoso. In Maremma il col- ficato manca a la Crusca, e
po di grazia lecito darlo il Tomm. lo d solo riferito
con lo schioppo; in Sarde- a cavallo. Federico II dei
gna, dove il cinghiale me- falconi dice Defensiones.
no poderoso, si vuol dato Difesa quella delle fiere
col coltello da caccia. che, per sottrarsi all'inse-
Dar la leva, e cos lo guimento, danno il cambio,
zimbello, la civetta, signifi- ossia ne suscitano un'altra
ca mostrarli agli uccelli che fresca della loro specie.
passano presso una tesa, Quella della lepre, che fa il
quali allettamenti per farli ganghero o voltafaccia.
venire ad essa. E cos dicesi: Quella del cinghiale che In-

60
sorgnisce. L'Imbroccarsi di re armate, ossia quelle che
certi uccelli scappando, il posson nuocerci coi denti, le
lasciar passare e andarsene corna, gli unghioni. Per le
alla volpina dei leproni vec- nostre cacce nazionali be-
chi, sono difese. ne conoscere quelle che
Difese sono gli scam- posson opporsi al cinghiale,
bietti e gli zig-zag di volo, al toro e ai bovini in genere
che certi uccelli fanno nella e al lupo. Contro il cinghiale
borrita per salvarsi dal cac- l'unica difesa buttarsi a
ciatore (e anche sfuggire al terra, schiacciandosi pi che
falco) il salto del ranocchio, si possa al suolo. E cos pu-
che fa la beccaccia da un'e- re convien fare contro i bo-
mergenza a un'altra per non vini in genere e il toro; no-
lasciar sentore sul terreno tando per che, se il toro vi
pedinando. Il sette con cui si corre contro da lontano,
ripongono i beccaccini e la convien meglio rimaner
beccaccia stessa lasciandosi dritti impalati ed immobili,
cadere da l'alto fin quasi a mentre l'immobilit e il get-
terra, e poi radendo il suolo tarsi a terra non valgon nulla
a volo e riponendosi lontano contro i bufali, perch essi,
dal punto nel quale appari- raggiuntivi, vi calpestano.
rebbe riposta. Difesa quel- Perci l'unica difesa contro
la degli uccelli che ac- questi la fuga o l'ar-
corgendosi dell'alzarsi delle rampicarsi a una pianta so-
reti ne' paretai danno a l'aria lida.
per scamparne, oppure si Contro al lupo, che vi as-
buttano a terra violente- salta di fronte, si deve alzare
mente da un lato. difesa il braccio sinistro all'altezza
generosa e commovente del collo e contemporanea-
quella di fiere e d'animali mente tirargli un colpo di
che si danno a vista, ossia si coltello al ventre, che mo-
mostrano al cacciatore per stra scoperto, avvertendo di
attirare i colpi a s e salvare non fermarsi a la puntata,
i loro piccoli. ma di sparargli anche il ven-
Ma ci sono anche le di- tre pi che sia possibile, ti-
fese dell'uomo contro le fie- rando in su l'arma violen-

61
temente per taglio. la cavalletta.

Difilare e Difilarsi: di- Diritti: con questa parola


cesi di persone e di animali si vogliono determinare i di-
quando vanno con gran pre- ritti di precedenza, che ha
stezza e quasi a filo verso un cacciatore contro tutti gli
qualcuno o qualche cosa. Il altri, rispetto a la selvaggina
cane difila quando su l'in- da lui primo trovata, levata,
contro, avanzando lesto e allettata col fischio, o in al-
dritto va a puntare e fermare tro modo; ed anche a quella
l'animale. puntata, fermata, levata, in-
seguita dal suo cane o da lui
Dimoiare: lo sciogliersi ferita. Le vecchie consuetu-
del gelo o della neve pel ca- dini erano determinatissime
lore del sole o per l'addol- in questa materia e rispetta-
cimento della temperatura. tissime dai veri cacciatori, e
Se ne forma il n. v. Il Di- facevan testo anche presso i
moiato e il dim. seguente giudici. Ora, nel caos delle
Dimoiaticcio, il terreno o il nuove leggi su la caccia, si
luogo, su cui dimoiato. vien indugiando troppo nel
trasportare la consuetudine
Dimoiaticcio: il terreno nel diritto vigente: e tale
dove dimoiato. tardanza tutta a vantaggio
dei disonesti e dei cacciatori
Dinanzare: (un animale, ignoranti e incivili. bene
lepre, cervo, cinghiale) Pas- perci rilevare quei diritti
sargli avanti, prevenirlo. principali che gi sono stati
Troncargli la strada riconosciuti dai codici nostri
(Tomm.) l'antico Divan- o che certo dovranno es-
zare, francese Devancer. serlo, imposti come sono da
La Crusca definisce A- la giustizia inoppugnabile
vanzare persona o animale. della consuetudine.
Passar lor avanti, notando Essi sono
per che voce pi che altro a) Il diritto del cacciatore
del popolo. (E che perci?). su l'animale, al quale ha spa-
In parte sinonimo di Fare rato anche solo ferendolo;

62
b) Il diritto di sparare con chio. sinonimo di Cono-
lo schioppo lui, e solo lui, a scere. il tiro.
l'animale puntato fermato o Nota. Il computo della
comunque levato dal suo distanza un'arte per se
cane o da' suoi cani. stesso. Quest'arte si acqui-
c) Il diritto di seguito gi sta, si, con lo studio e l'os-
cos denominato a signifi- servazione; ma convien ac-
care che nelle cacce a inse- quistarla sperimentalmente
guimento coi cani, la sel- anche sui diversi luoghi, in
vaggina, finch non siasi cui si esercita la caccia.
sottratta del tutto a tale in- Giacch il solo computo vi-
seguimento rimane di domi- sivo altro d ne' luoghi privi
nio venatico di chi l'ha le- di qualunque relativit: altro
vata e posta in caccia, de' dove questa relativit esiste;
cani di esso e dei coopera- altro sotto una luce, altro
tori suoi. sotto un'altra luce. La visi-
d) Diritto che sopra gli bilit su l'acqua, ad esempio,
appostamenti di caccia, sie- ben diversa da quella su la
no essi posticci o fissi, ven- terra, su l'alberata e sul bo-
ga rispettata l'osservanza sco. C' dunque un'arte nel
delle distanze imposte sia computo delle distanze su
dal danno presumibile, che gli specchi grandi della pa-
una concorrenza troppo vi- lude e delle valli, come ce
cina possa portare a la pro- n' una in quello delle lar-
ficuit della caccia stessa, gure. Cos pure la lumino-
oppure dal pericolo nascente sit maggiore o minore del-
per l'uso di armi da fuoco. l'atmosfera influisce non
poco non solo sul computo
Distanza: relativamente esatto della distanza, e per-
al tiro con lo schioppo ed al- ci su la conoscenza del ti-
tre armi da caccia, Quella in ro, ma anche su la posizione
metri o passi, a la quale tro- vera, a cui deve drizzarsi la
vasi l'animale o il bersaglio, mira, ossia sul puntamento
a cui si vuol tirare il colpo. giusto o fallace.
Computare o Conoscere la
distanza, Computarla a oc- Duna e Dune: quei tu-

63
moli di arena, che s'ammuc-
chiano in certe spiagge ma- Estuario: quel tratto
rine. d'acqua marina, che dai lidi,
dalle isolette o dune riman
Ellerone: pianta grande chiuso entro terra. L'estua-
di edera o albero coperto di rio veneto famoso per la
molta edera. Lo registra il caccia ai palmipedi.
Tomm. con esempio del So-
derini. E, se voce rustica Falco: genericamente
toscana (le cose agricole so- vien usato per indicare quei
no necessariamente rusti- parecchi falconidi, dei quali
che) vive per in altri dia- noi ci serviamo per alletta-
letti, e va accettata. Agli menti in certe cacce come
elleroni si fa il capanno pe' quella a le lodole. Asta
tordi . E se non piacesse con in cima un falco impa-
questo, dovr dirsi Ederone. gliato ad ali aperte, che si
usa nella ragnaia per far
Esca: ogni cibo che serva fuggir bassi gli uccelli scac-
di allettamento agli animali ciati, o si tien alto sopra uc-
a cui si caccia. L'alletta- celli terragnoli, perch non
mento stesso. si levino, per non farli muo-
Escare e Aescare: porre vere anche nell'ammaestra-
1'esca. Donde Escato per il mento dei cani da ferma.
luogo dove posta l'esca.

Esploratori: quelli a cui Falconare: andare a cac-


si d l'incarico di ricono- cia col falcone. E cos dice-
scere un luogo deve si vuol vasi anche Sparvierare an-
cacciare. I vecchi dicevano dar a caccia con lo sparviere
Riconoscere una cac- (v. q. vo.).
ciata. La frase romane-
sca, ma mi par bella e buo- Falcone e Falconi: i ra-
na. I conduttori del limiero paci di parecchie specie che
erano esploratori: e per si usavano ammaestrati in
mezzo dei segnali, anche Falconeria per prendere a
indicatori o segnatori. vole altri uccelli e piccole

64
fiere. I pi usati erano ap- si poneva in capo per co-
punto i Falconi, gli Astori e prirgli gli occhi, e tenerlo
gli Sparvieri (v. Falconeria). pi quieto: si chiamava In-
L'ammaestramento dei cappellare, come il liberar-
falconi era difficilissimo, e nelo dicevasi Scappellare.
perci apprezzatissimi erano Gli si cucivano anche le
i bravi falconieri. Di que- palpebre a lo stesse scopo,
st'arte, che Linneo scrisse ossia lo si Accigliava, men-
essere diventata scienza, tre lo scucirgliele era Dici-
ammirabile lo sperimentali- gliare. Il tener poi il falcone
smo: non solo si sapeva in mano, carezzandolo nel
ammaestrarli e mansuefarli, dosso e nel capo, dicevasi
ma si sapeva anche curarli e Maneggiarlo; donde Fal-
conoscerne le malattie dal cone maniero o maniere
segno, ossia da la defeca- significava bene mansue-
zione. fatto.
Il falcone si prendeva in Anche dicevasi che il
vari modi. Prima cosa, che Falcone Impugnava bene o
gli si faceva, era quella del non Impugnava, quando a-
calzarlo, ossia porgli i geti. veva imparate a starsene
Quest'era una specie di pa- correttamente nel pugno al
stoia uguale a quella che noi maestro o no; che era Allo-
poniamo a la civetta da al- gorato, ossia usato al logo-
lettamento. I geti erano di ro, quando intendeva e ri-
camozza o di vitello, tenuti spondeva al richiamo fatto
unti, perch si conservassero con questo arnese.
pastosi. Ad ognuno dei due
geti si attaccava uno scu- Falconeria: la caccia
detto d'argento; nell'uno c'e- che, da l'antichit pi re-
ra l'arma del padrone col mota fino al secolo decimo-
nome e cognome; nell'altro, settimo, fu fatta col mezzo
quello della citt che abi- di uccelli rapaci, specie coi
tava. E pur appesi ai geti gli falconi ammaestrati a pren-
si ponevano dei sonaglioli. dere altri volatori ed anche
Seconda guarnitura era quadrupedi.
quella del cappello, che gli quasi certo che venne

65
da l'Asia. Fu caccia da prin- perch sia pubblicato.
cipi, che si democratizz qui Falconeria: l'arte diffi-
in Italia in grazia a le istitu- cilissima di ammaestrare i
zioni popolari dei nostri falconi; arte tanto studiata e
comuni. Purtroppo per si approfondita da principi e
involgar anche nella sua falconieri, che bast a Lin-
letteratura (v. Scritture anti- neo per dichiarare ch'era di-
che toscane) ch'era stata me- venuta scienza.
ravigliosamente alta e scien- Oggi il fascino del diletto
tificamente sperimentale nel poetico emanante da le noti-
gran libro di Federico II De zie, che se ne hanno, princi-
Venatione cum avibus, di pia a invogliarne un rin-
cui la bibl. vaticana conser- novo. Ben venga!
va il preziosissimo codice
detto di Manfredi, il figlio Falconiere: l'uomo che
dello Svevo, al cui testo governava e ammaestrava i
questi aggiunse note sue di falconi. Lo dicevano anche
gran valore. Le altre scrittu- Maestro; e veramente meri-
re antiche per contrario sono tavano quest'onore per la
sciatti sommari, pieni di difficolt grande dell'arte lo-
sciocche superstizioni ed as- ro.
serzioni empiriche. Che, se
hanno la pochissima utilit Fallo: n. md. Cadere in
di mandare in visibilio i puri fallo parlandosi di cani in
grammatici ricercatori di te- cerca vale Scambiare una
sti di lingua senza testa, non traccia falsa per una buona.
giovano effettivamente ad Falli della traccia: quelle
altro che ad elencare qual- irregolarit o interruzioni di
che vocabolo nostro su la essa, che possono ingannare
materia, che trattano. Ma il i cani e fargliela perdere.
testo di Federico forse il Falli del cane (v. Cane).
libro pi sperimentalmente
scientifico di tutto il medio- Fantoccio: l'albero tesa-
evo, e meriterebbe di essere to, tondato e accomodato in
conosciuto dai veri studiosi. qualunque modo adatto per
Ed bene far voti nazionali, tenderci con le panie o cac-

66
ce miste.
Fatta: Nel linguaggio
Fare: questo verbo, unito de' cacciatori chiamasi lo
ad altre parole, forma le fra- sterco di alcuni animali,
si venatiche. Fare l'arro- come beccaccia, pernice,
sto: vale uccidere e anche starna e simili, che si trova
prendere quel tanto di uccel- ne' luoghi, in cui questi a-
li non grossi, che bastano a nimali si sono fermati.
una pietanza familiare. Essere in su la fatta: signifi-
Far bene o far male riferiti ca essere su la pastura del-
ai cani, ad allettamenti, a l'animale. (Crusca). Lo ster-
polvere o cariche, significa- co delle fiere chiamasi Pa-
no lavorare o corrispondere stura in genere, e anche Se-
bene. Fare un cane: am- gno.
maestrarlo. Perci Cane
fatto, vale ammaestrato del Felceto: il terreno dove
tutto. Far cappotto, frase vegetano molte felci.
del gergo venatorio per dire
di non aver ucciso neppur Fermare: (v. Cane da
uno scricciolo. Far cilecca penna).
v. a schioppo. Fare un
luogo: ricercarlo bene e tut- Fiera degli uccelli: il
to cacciando. Fare un tiro mercato annuale che si fa in
o un bel tiro, colpire un a- certi paesi per la compra-
nimale difficile pel volo, la vendita di uccelli da richia-
corsa, la distanza o la velo- mo o da allettamento. Per
cit. Far volare: levare solito si fa in agosto o set-
uccelli. E dicesi nel senso tembre, e diventa una festa e
bono come nel cattivo. Il una gara animatissima di
cane da leva deve far volare canto tra gli uccelli cantaioli
gli animali; quello da ferma e gli uomini fischiatori, i
deve dimostrare il luogo, quali coi vari istrumenti da
dove essi si trovano dinanzi richiamo, o anche con la so-
a lui, e deve mai farli volare la bocca, rifanno il verso di
se non per comando del pa- tutti i volatori. Sono famose
drone. le fiere di Almenno San

67
Salvatore, Crespina, Empo- natico Gola di monti e lun-
li, Faenza, Firenze, Pontede- go tratto di terreno chiuso
ra (Fiera di San Luca), Saci- tra monti" (Crusca). Forse di
le (Sagra dei osei), Tricesi- significato meno ampio, che
mo, Vittorio Veneto. il sinonimo suo fociata.
Imbocco della foce: la parte
Filo e Fili: (v. a Tesa). inferiore donde si entra nella
foce.
Fiasco: la gabbia a forma
di fiasco, dove si tengono Fociata: sbocco di una
singolarmente le quaglie da gola di monti (Crusca). Non
richiamo. registrato dal Tommaseo. Il
Sopra una ciotola di vi- Petrocchi, credo giustamen-
mini intrecciati si drizzano te, definisce Lunga gola di
gretole lunghe dai quindici monte o vallata ed questo
ai venti centimetri, le quali il concetto esatto della paro-
vengono unite fra loro e le- la, quand'essa riferita al
gate in cima munendo que- passo degli uccelli migrato-
sta di un uncino che serva ri, i quali seguono appunte
ad appendere. Il beccatoio e le fociate che da nord-est o
il beverino si fermano al nord li portano pi dritto ai
fondo. Il fiasco serve anche passi verso mezzogiorno.
per la canterella. sinonimo di Foce.

Fischiatore: colui, che Frcole: la parola lati-


con o senza fischio mecca- na Forculae, la quale signi-
nico, ha l'arte di richiamare ficava i pali solidi e forcel-
gli uccelli imitandone il ver- luti, in cima ai quali si fer-
so. mavano le reti da fiere nelle
cacce antiche. Nelle cacce
Fluviale: agg. di fiume; e uccellagioni odierne si
che ha natura di fiume chiamano Forcole le asticel-
Barca fluviale. Cacciatori le forcellute, o che abbiano
fluviali del Po . un appiccagnolo per appen-
derci le gabbie dei richiami
Foce: nel significato ve- nelle tese.

68
mezzo ai campi.
Foro: s. m. Apertura non
grande in forma pi o meno Frugnolare: cacciare di
circolare, che vien fatta da notte col frugnolo. Abba-
fiere o da uomini nelle siepi gliare con tale lanterna a ri-
ed altri ripari per entrarci verbero.
furtivamente. Il foro una
via della fiera. Frugnlo: lanterna a ri-
verbero usata nella caccia
Forra: franatura o sco- notturna agli uccelli.
scendimento profondo che
tra monte e monte si fa per Furetto: noto mammife-
ordinario dalle acque scor- ro dei mustlidi, usato nella
renti (T. F.). Luogo d'un caccia, specie per far uscire
bosco, d'una selva e simili, i conigli selvatici da la tana.
dove si trovi un folto intral-
cio di arbusti e cespugli; ma Gabbia: arnese di varie
sempre con depressione di forme costruito di legno o di
terreno. fili di ferro che serve a te-
nerci chiusi uccelli da allet-
Forte e Forteto: s. m. La tamento sia per la uccella-
parte del bosco o di altro gione che per la caccia con
terreno, in cui le piante cre- lo schioppo. (Lat. Cavea).
scono pi fitte. Sue parti sono: Bagnatoio: il
recipientino ove si pone
Fossa: buca profonda, in l'acqua pel bagno degli uc-
forma di pozzo, e dissimula- celli tenuti in gabbia. Becca-
ta a l'imbocco da frasche, toio: cassettina o vasetto
erbe foglie, che vien aperta piatto, entro cui si pone il
su le vie, per cui di solito becchime e mangime agli
passan le fiere (o sono at- uccelli di gabbia. Beverino:
tratte con esca) e dove ca- vasuccio di vetro o di coccio
dendo non possono uscire. che serve di abbeveratoio
entro le gabbie. Cassetta del
Fossato: torrentello. mangiare: la scatoletta per
Fossa grande di scolo in solito pi lunga che larga, la

69
quale s'introduce nel casot- si chiude da su in gi. Stag-
tino del mangiare piena di gi o Regoli: l'intelaiatura li-
becchime adatto all'uccello gnea' della gabbia su la qua-
tenuto entro la gabbia. e si le vengono innestate le gre-
toglie quando vuota o da tole quali sieno.
ripulire. Casottini (della
gabbia) quelle parti laterali Gabbiata: la quantit di
della gabbia sporgenti in uccelli che pu star dentro
fuori, dove per solito, si col- una gabbia.
locano il beccatoio (casset-
tina del mangiare) e il beve- Gabbioncello: un gab-
rino o vasetto dell'acqua. I bione non del tutto grande.
quali appunto si chiamano
Casottino del mangiare e Gabbioncino con la ca-
casottino del bere. Fondo teratta o cascatoia nel mez-
(della gabbia) il suolo di es- zo. Specie di gabbioncino da
sa consistente per lo pi di uccellagione in cui si tengo-
una assicella posata su le no uccelli diversi; o che si
gretole inferiori. Se l'assicel- usa come schiamazzo te-
la scorrevole e si pu met- nendoci la civetta da un lato
tere e togliere si chiama ap- e uccelli dall'altro. Quando
punto Fondo da scorrere. si alza la cateratta lasciando
Gretole: i fili di ferro e le veder la civetta, gli uccelli
asticciole di vimine oppur schiamazzano servendo cos
anche le cannucce, le quali da richiamo.
servono da cancelli a la
gabbia. Nottolino: il minu- Gabbione: per le quaglie
scolo saliscendi col quale si la gabbia rettangolare col-
tien chiuso lo sportello della la parte superiore di tela e
gabbia. Saltatoio e Balla- non di gretole, alto circa 15
toio: le bacchettine o can- centimetri, dove tengonsi
nucce attraversate nel vano molte quaglie insieme,
delle gabbie, perch ci si Quello a scompartimenti
posino o saltino gli uccelli. che serve per l'uccellagione
Sportello: l'usciolino della con la civetta. Nel bre-
gabbia. Dicesi a cateratta se sciano chiamano Gabbione

70
la gabbia molto grande, in Gallotto: cedrone ancor
cui su la piazza di brescia- giovane.
nelle e roccoli pongono un
tordo di allettamento posato Gambali: le calzature di
a terra. cuoio con che ci difendiamo
le gambe dal ginocchio a la
Galaverna: la fantastica noce del piede.
cristallizzazione dell'umido-
re, per pioggia o guazza, da Gattonare: seguire gli
cui rimangon ricoperte pian- animali o avvicinarli col
te ed erbe sotto la stretta di ventre a terra come fanno i
una gelata, nei paesi setten- gatti e i setters. Ed verbo
trionali nostri. Da Gala hi- neutro. I vocabolari lo con-
berna? Caliverne friulano, fondono con Aggattonare, e
Calaverno toscano, ma al- lo fanno attivo. Ma non
tra cosa, Galaverna roma- giusto n corretto, perch
gnolo, emiliano ecc. Aggattonare formato
nello stesso modo di Acca-
Gallina sola: la femmina vallare, il quale indica l'a-
del gallo di montagna che zione di avvicinare l'oche
trovasi senza famiglia. Se nascosti dietro un cavallo, e
con la famiglia si chiama perci attivo. Aggattonare
Chioccia o la Vecchia. dunque potr e dovr indica-
re l'azione del cacciatore che
Gallone: cos chiamane avvicina animali gattonan-
gli alpigiani il gallo cedrone do. Cosicch questi animali
vecchio, il quale, come il sono sempre il complemen-
cinghiale ed altri animali, to oggetto dell'azione.
giunto a una certa et, vive Cacciatore colui? Si direna
solo. Forse sarebbe meglio per ammazzare a fermo tre
dire anche di esso un Solin- lodole aggattonandole come
go, come dicesi del porco e il gatto.
simili. Ma i termini locali
hanno i loro diritti di premi- Gelata: sinonimo di
nenza. Gelo; ma forse pu indicare
pi determinatamente la

71
forma (v. Gelo). specificativo (parlandosi di
caccia) che pastoia, il cui
Gelo: il freddo che fa significato pu essere anche
consolidare l'acqua. L'ac- pi che grossolano. Bec-
qua gelata. Le forme del ge- carsi i geti: il costume che
lo sono: la brina, il ghiac- hanno le civette (come tutti
cio, la galaverna, il vetrone. gli altri rapaci ai quali siasi
Ci per la caccia. posta la pastoia) di cercare
ogni modo di liberarsene col
Gerbaio: terreno in pa- becco.
lude e padule, dove cresce
molta erba, ossia l'erba detta Ginestreto: terreno co-
anche sala. perto di ginestre.

Geti: la pastoia che si Giocare: seguito dagli


poneva ai piedi dei falconi avverbi bene o male, quan-
da caccia, ed anche oggi si do vien riferito agli uccelli
pone a le civette, ai falchi e di allettamento, significa
simili uccelli per usarli quali ch'essi si muovono o volano
allettamenti. formata di in modo buono o cattivo se-
una catenina solida e legge- condo l'arte. La leva ha
ra divisa in mezzo da un a- giocato malissimo, Que-
nellino anche pi solido. Le sta civettina mi gioca a me-
due estremit della catenina raviglia, prende gi le lodo-
sono unite, traforandoli, coi le dai sette cieli. Gli stes-
due limbelli, che fasciano le si modi se son riferiti invece
gambette degli uccelli. Fe- agli uccelli, a' quali si tende,
derico II lo derivava dal la- indicano che questi credono
tino Jactus, perch i Geti o non credono agli alletta-
(jacti) servivano a lanciare i menti, e vengono con bel
falconi dietro gli uccelli vo- volo a farsi irretire, impa-
lanti. Certo che anche og- niare o tirar con lo schiop-
gi, cacciando con la civetta po: oppure sfagliano, voltan
a getto, la si lancia proprio faccia, si sottraggono a le
in tal modo. Penso che que- insidie come posson meglio.
sto termine sia pi proprio e

72
Gioco e Giochi: tutti in- ni (leve e zimbelli). L'uno
sieme gli allettamenti che si citato anche dal Monti nel-
espongono a la vista degli l'Appendice a la Proposta p.
uccelli, ai quali si tende per 155, a la frase Alzar gio-
attirarli a le reti, a le panie o co. Rinaldo Argia molto
al tiro dello schioppo. lod, che avviso Ebbe di al-
Gioco vivo: quello di zare a quell'augello un gio-
uccelli vivi, ossia alzini e co. Che a la medesma rete
passeggini, civetta, i volan- fe' cascallo. E questo
tini. senza dubbio in significato
Gioco morto: le stampe di zimbello o leva. L'altro
d'ogni specie, lo specchietto, del Furioso stesso 9. 67.
la civetta impagliata o artifi-
ciale, e in genere tutti gli Qual cauto uccellator che serba vivi
. . . . . . . . . . . . . i primi augelli
oggetti che posson render perch in pi quantitate altri captivi
forma di uccelli. Nella faccia col gioco e lo zimbel di quelli.
caccia di palude e di valle
fatta in botte, in tina o co- Ma, come si detto, il si-
munque in appostamento a gnificato di questa parola si
fermo, si dice Gioco tutto estende anche ai richiami.
l'insieme delle stampe e dei
richiami. Arte difficilissi- Giuncaia e Giuncara:
ma quella di disporre il luogo dove sono giunchi. E
gioco in palude. Perch, dicesi anche Giunchi Tra i
secondo il vento, il tempo, Giunchi si trovano i beccac-
la luce e la stagione convien cini.
disporre il gioco in modo
diverso. Fare un bello o Golna: quella parte di
brutto gioco, dicesi degli un alveo che a secco, e sta
uccelli a cui si tende per si- fra l'argine e l'acqua.
gnificare che essi vengon (Tomm.). Guglielmini N. F.
bene o male a le reti a le pa- 1. 51 Tutto il terreno, che
nie o al tiro dello schioppo. sta fra la ripa e l'argine si
Nota. L'Ariosto ha due chiama golna". Quest' la
esempi di questa voce, e in definizione pi giusta. Da
tutti e due accenna agli alzi- essa s'intende come questo

73
spazio, spesso alberato e an- erba in tal modo. Il Bocca-
che acquitrinoso, possa es- mazzo ha Caccia della
sere terreno favorevolissimo Grasceta come proprio di
a la caccia. Basta pensare a quel tal luogo della Campa-
le golene del Po e di fiumi gna di Roma, com' spiega-
simili, nei quali tra la ripa e to subito dopo Acci che li
l'argine esterno rimangono cervi per 1'erba fresca ve si
spazi amplissimi. possano ritirare. Il termine
vivo in Toscana e anche in
Governare: v. tr. dicesi Romagna.
del curare alimentandoli, te-
nendoli puliti e riguardati, Greppo: il fianco dirupa-
quant' necessario, gli ani- to di un poggio. Quel rial-
mali tutti, di cui ci serviamo to delle strade campestri
per la caccia. Governare i ch' formato dai campi stes-
cani, gli uccelli. la civetta, il si. La sponda di una fossa
falco. dal ciglio fino a l'acqua.
Quel qualunque rialto ne'
Grandine: l'acqua che clivi, a cui segue una de-
cade congelata da le nubi. pressione ripida e breve del
Ha un sinonimo Gragnuola terreno.
che potrebbe apparire anche
diminutivo, ma non rico- Greto: n. m. Il letto a-
nosciuto tale. Mancherebbe sciutto dei torrenti e dei
cos la denominazione di fiumi coperto di sassi.
quella grandine meno grossa contrazione di Ghiareto.
e meno congelata che i
campagnoli toscani chiama- Gretoso: agg. che ha gre-
no Gragnolischio, e che io to. Torrentaccio gretoso.
segno, perch colma una la-
cuna. Gridare: n. md. Gridare
un uccello o un animale a un
Grasceta: s. f. Terreno cacciatore. A te! A voi! A
umido e grasso, dove nasce lei vale avvisare il caccia-
erba molta e fitta. Dicesi tore stesso, i compagni di
anche pel luogo, dove nasce caccia che quell'animale va

74
verso loro, perch gli spari- e illaqueare antiq.
no.
Imboccare: v. tr. Mettere
Gronda: la parte di un agli uccelli, specie ai nidia-
terreno asciutto la quale de- cei, il cibo in bocca. Sino-
grada verso un'acqua o un nimo di Imbeccare.
terreno paludoso. Margi-
ne. Uccelli da gronda: Imboscarsi: entrar nel
quelli che bazzicano le bosco.
gronde.
Imbroccare: lo dice il
Guado: il luogo dove un Pananti riferendolo a la fune
fiume o un'acqua pu esser (tratto) delle reti, per indica-
passata toccando sempre il re il punto, nel quale essa
fondo coi piedi. entra nel casotto della tesa
Guazza: la quantit so- attraverso il foro presso cui
vrabbondante di vapore ac- sta la manicchia.
quoso, molto superiore a la E siede l, dove la fune im-
rugiada, dalla quale si tro- brocca
Arpocrate col dito su la bocca.
vano bagnate le erbe e le
piante in certe notti serene e
Imbuzzare: ferire un a-
non ventose. A guazza ra-
nimale nel buzzo. Cinghia-
sciutta quando il sole ha
le imbuzzato.
prosciugata la guazza.
Guazza bianca o tinta:
Immacchiarsi e Immac-
Quella che, per effetto del
chiare: entrar nella mac-
freddo apparisce un po'
chia.
bianca, ma non ancora
congelata come la brina. Sta
Impallinare: ferire con
a la brina come l'acqua tinta
pallini (Tomm.). Es. Non
sta a la neve o a la grandine.
caduta la bestia, ma debbo
averla impallinata. Sembra
Illacciare e Inlacciare:
per che abbia un significa-
prendere con laccio. lllac-
to meno grave di Impiomba-
ciarsi e inlacciarsi: rimaner
re.
preso al laccio. Illaquearsi

75
posto in gabbia a servire da
Impiombare: ferire con richiamo o allettamento.
un colpo a pallini.
Insegnare: usasi nel si-
Impostare: v. tr. Porre i gnificato di indicare. Es. I
cacciatori alle loro poste, badatori insegnavano starne
come si fa in certe cacce. Il dapertutto (Nicc.).
capocaccia imposta i caccia-
tori. Rifl.: Porsi a la po- Inselvarsi: entrare nella
sta. selva.

Inalberarsi: entrar tra gli Insidie: usasi generica-


alberi. mente al plurale per indicare
tutti gli inganni e gli allet-
Inanellare: contrasse- tamenti tesi agli uccelli e a
gnare un uccello o altra sel- le fiere per catturarli o ucci-
vaggina con un anello a una derli con pi facilit e meno
gamba a scopo di studio, pericolo. Le panie, i calap-
specie su le migrazioni, per- pi, lo strascico, le fosse, la
ch, chi lo catturi o uccida, cagna, sono insidie.
ne dia notizia a l'ente o la
persona che l'ha inanellato. Insieparsi: entrar nella
L'anello porta sempre l'indi- siepe.
rizzo, a cui devesi comuni-
care la cattura e il luogo do- Lacciaia: il luogo dove
ve stata fatta. son tesi i lacci.
Incapannarsi: entrare Laccio e Lacci: calappio
nel capanno. Ma dialettale. formato con fili o crini o
cordicelle congegnati a no-
Ingabbiare: mettere in do scorsoio, di cui servonsi i
gabbia. S'ingabbiano i primi tenditori di frodo per pren-
uccelli presi nelle tese per dere uccelli e quadrupedi,
farne dei richiami. Latino Tendiculae.

Ingabbiatura: s. f. dicesi Lacciolaio: tenditore di


per uccello preso a le tese e lacci. Ha l'autorit del Savi e

76
quella del Gherardini. aperto. Nella parte pi in-
terna della laguna ci sono le
Lacustre: agg. di lago. famose Valli venete, ottime
Caccia lacustre. - Uccello per 1a caccia in botte.
lacustre.
Largura: voce poco usa-
Laghetto: cos vien ta ma che nell'uso venatico
chiamato in certe parti della significa campagna o terre-
Toscana lo specchio d'acqua no aperto e senz'alberi pia-
costruito artificialmente in neggiante in mezzo a luoghi
mezzo ai campi coltivati per alberati. Nel qual significato
attirarvi e cacciarvi palmi- si usa anche Larga. Qua-
pedi, ripaioli, storni. un lunque spazio tra le canne
rettangolo di terreno erboso dove si possa passare. Ma
in leggero pendio (da un et- solo locale? (Nicc.).
taro a tre) sul quale s'induce
l'acqua, lasciandone scoper- Lasciar passare: con
to circa un terzo. Cinto di un l'oggetto espresso una fiera
argine rettangolare ha quat- o un uccello significa non
tro capanni scavati a mezzo sparargli quando passa a ti-
dei quattro lati, e su questi ro. A lasciar passare un
erbe e cespi di bosso, che cinghiale come cotesto, me-
possan servire da nascondi- riteresti che ti fosse tolta la
gli. Sotto tutto l'argine un licenza in perpetuo. Hai
sentiero o un andare, che lasciata passar la beccaccia
serve a camminarci nascosti scopertissima a venti metri,
per avvicinare uccelli, che oca, oca, oca.
siensi buttati lontano dai ca-
panni. Il Savi li chiama Lasciata: il lasciare in
Laghi. caccia di tirare con lo
schioppo o le reti ad animali
Laguna: il nome speci- passati che si sarebbero po-
fico dell'acqua marina e flu- tuti, prendere o uccidere.
viale, che pel ritegno dei lidi Nella caccia come nell'a-
e delle dune rimane chiusa more ogni lasciata persa.
tra la terra ferma e il mare

77
Lasco: voce toscana a la anatre di richiamo, la civet-
quale vocabolari e scrittori ta, la leva.
danno significati diversi ed
anche incerti e indetermina- Leprino: agg. di lepre,
ti. Il significato meno incer- che ha natura di lepre. Ti-
to parrebb'essere quello di: midezza leprina. Udito le-
Terreno asciutto o palustre prino .
poco esteso, che ha la super-
ficie coperta o della stessa Levare: v. at. Far uscire
vegetazione o d'acque. Infat- dal luogo dove stanno vola-
ti gli esempi dicono cos tili o quadrupedi e mostrarsi
Laschi di marrucai come in caccia (movre, avertere,
Laschi d'acque. E c' an- propellere, fugare, in lati-
che chi gli attribuisce il si- no).
gnificato di Lama interna, N. B. - Non giusto de-
che d'inverno resta coperta finire come fanno la Crusca
d'acque. Se dunque la e il Tomm. Scoprire, perch
parola rimane cos incerta lo scoprire un'azione
per i toscani stessi, come si venatica ben diversa del
potr accettarla nella lingua levare tanto diversa che
nazionale? E quando finir veniva e vien fatta con un
cotesta mania de' vernacoli, cane speciale detto limie-
dei gerghi e del toscanesimo ro da cui condotto un e-
irragionevole? sploratore al luogo, dove
Lavina: frana di sassi e trovasi l'animale cercato. E
macigni. questo fatto chiamasi Appo-
stare, appunto perch la
Lecceto: bosco di lecci conoscenza del luogo dove
ossia di elci. Meno certa la trovasi l'animale, che sar
forma femminile Lecceta. cacciato, e per conseguenza
levate anche solo il giorno
Legare: riferito a allet- dopo. Levarsi rifl. vale
tamenti vivi di tese, signifi- l'uscire dell'animale dal co-
ca assicurarne la lunga, i ge- vo, se quadrupede, o l'al-
ti, la braca a un oggetto che zarsi a volo degli uccelli
debba trattenerli, Legare le sieno essi scacciati o no.

78
Perci dicesi Levarsi a cor- rato). Farlo scendere e venir
sa e Levarsi a volo. Per le al padrone al secondo o ter-
voci specifiche di questo zo giro del logoro. Questi
concetto v. a Volo. falconi abbassavan la testa a
questo richiamo, e calavan a
Lodro: (v. Logoro in fi- piombo sul lodro stesso. Ci
ne). era pi pregiato che la stessa
uccisione degli uccelli per-
Logoro: arnese antico da ch ammazzare cosa natu-
caccia (falconeria) fatto di rale, ma venire al lodro
penne e di cuoio a modo di industria. ossia ammaestra-
un'ala, con cui girandolo e mento sapiente dello struc-
vociando (ma non sempre) ciero. Uccelli da logoro:
si soleva richiamare il fal- Quelli che si ammaestrava-
cone (Tomm.). E la Crusca no con questo arnese. Erano
Arnese dei falconieri fatto il falcone, il sacro, il girfal-
di penne e di cuoio a modo co, il pellegrino, lo smeri-
di un'ala, sul quale era ac- glio, l'aquila. Il logoro era
comodato il pasto; e col detto anche Lodro, come di-
quale girandolo e gridando, cesi ancora in qualche dia-
si soleva richiamare il fal- letto. E io credo lecito so-
cone che non tornava da la spettare che non sieno la
preda. Es. Tratt. Falcon. 7 stessa parola. Certo che
Poscia si vuole un logoro lodro derivato dal tedesco
d'ale d'anitra e legarvi su il luoder analogo al francese
pasto; e vuolsi cominnciare leurre; ma a me parrebbe
a fare reddire al logoro. che Logoro debba provenire
Amorevole (falcone) al lo- direttamente da longum lo-
dro o batteggiato chiamasi il rum latino, e perci voce del
falcone che rispondeva al tutto nostra. Del resto anche
giro del logoro. Dimenti- il Tomm. lo deriva da lo-
care il lodro: dicesi del fal- rum, coreggia, striscia di
cone che non risponde al ri- cuoio. E Dante diceva Lo-
chiamo del logoro e si allon- goro.
tana. Toglier gi col lodro
(sott. il falcone altano e ono- Luce: (v. Tiro).

79
Macchia: la boscaglia
Luna del cacciatore: co- fitta e incolta da tagliarsi per
s chiamata quella del ple- far carbone. Macchia se-
nilunio di settembre, il quale rena: quella le cui piante
il pi prossimo a l'equino- d'inverno perdono le foglie,
zio. La ragione n' che que- e per conseguenza non tol-
sto plenilunio levandosi per gono la visibilit a chi ci
alcuni giorni con un ritardo caccia dentro. - vestita:
di pochi minuti sul prece- quella di piante che d'inver-
dente (e non col ritardo no non perdon le foglie e
normale di 50 minuti serali.) perci difficile a cacciarvi.
fa s che non riman interru- Cordone di macchia:
zione di luce tra il tramonto estensione di macchia lunga
del sole e la levata della lu- ma pochissimo profonda.
na. La qual luce facilita le
cacce a la posta o aspetto se- Macchiaiolo: agg. da
rali a la lepre e agli altri a- macchia. Cane macchiaio-
nimali che escono a le pa- lo: buono per la macchia;
sture notturne. che non teme di entrare e
cercare ne' luoghi pi intri-
Lunga (sottintende cori- cati e negli spineti.
gia): la cordicella che unita Uccelli macchiaioli:
ai Geti serviva a legare i fal- quelli che amano la mac-
coni, e li tratteneva ai loro chia, il sottobosco, gli spine-
vari sedili (lat. Longa). An- ti.
che oggi la cordicella con
cui leghiamo la civetta al Macchione: il punto pi
mazzuolo, alla gruccia, o al- fitto, intricato e disagevole
la racchetta non ha nome di un bosco o di una mac-
migliore: tutti i dialettali so- chia: specie per impenetra-
no pi generici. v. Filone. bilit del sottobosco. Il
cinghialee si allestra ne'
Lupino: agg. Pertinente a macchioni.
lupo. Mantello lupino. Fa-
me lupina. Maestro: detto di anima-
ti, quali cani da caccia, ri-

80
chiami da tese, vale: Quello
che sa cacciare o cantar cos Marcatore: chi sa trovar
bene, che si usa come con- bene il punto dov' caduto o
duttore o ammaestratore de- si riposto un uccello. Chi
gli altri. Perci: Cane mae- va a caccia senza cane, o
stro, fringuello, tordo, ri- con cane che non riporti,
chiamo maestro. Gli esempi dev'essere buon marcatore,
principiano molto presto L'uomo che posto in luo-
nella lingua. go, donde pu vedere e se-
guire il volare o correre del-
Manzina: terra che sta in la selvaggina e il riporsi di
riposo l'anno della rotazione essa, ha l'incarico di avvi-
agraria, e che serve al sarne e indicarla ai cacciato-
pascolo delle bestie. Es. ri. - Sinonimo di Marca.
Stoppie e manzine le pi
domestiche, che sono il mi- Marcita: il terreno a pra-
glior pascolo per questo be- to che si allaga d'inverno per
stiame Lstr. Agricol. 3, conservarci l'erba.
278. E anche Luoghi aperti
ed erbosi di campi seminati- Maremma e Maremme:
vi, detti stoppie e manzine (come gi Abruzzo e A-
Ibid. 3, 298. Anche Suol bruzzi) genericamente signi-
farsi pascere le pecore in fica territorio paludoso pres-
luoghi sani cio non acqui- so una costa marina. Speci-
trinosi... ma politi, in stop- ficamente per per noi ita-
pie e manzine 3, 278, liani la denominazione
(Tomm.). della costa tirrenica che va
Mangime, s. m. usato da Pisa al Tevere. tutta
per pastura da cinghiali. paludosa e selvosa, ottima
perci per tutte le cacce
Marca: l'uomo che du- d'acqua, di bosco e di prato:
rante alcune cacce, vien po- unica poi per quella del cin-
sto in vedetta per appostare, ghiale, per la quale ci d i
dove si son rimessi gli uc- vocaboli pi propri e vera-
celli levati o non colpiti, e mente italiani.
insegnarli poi ai cacciatori. I toscani usano Marem-

81
me indicandone col plurale di un animale che prima era
le varie circoscrizioni: di Pi- in moto.
sa, di Siena, di Grosseto.
Movimento di uccelli:
Marrucheto: macchia di (v. Uccello).
marruche.
Muglio: in Toscana u-
Matero: il pollone ch'e- sato a denominare la voce
sce da la ceppa o madre di del cervo in amore. Ma,
un castagno, ontano e simili, come al solito, questa pa-
quando ha raggiunto la rola figurata presa a prestito
grossezza di un braccio, os- da la voce de' bovini. Non
sia pu servire a farne un dunque termine certo.
palo.
Muta e Mute: (v. Cane
Matricina: l'albero vec- da pelo).
chio che vien lasciato nel
bosco, da cui sono state ta- Nebbia: il vapore acqueo
gliate le piante inferiori. condensato pi o meno su
Anche ogni mazza pi paesi. - alta, bassa, bianca,
bella lasciata su la ceppa. caliginosa, ritta, fumosa,
scolata.
Meriggiare: v. intr. Il La nebbia ha un peso
costume che hanno certi uc- speciale per la caccia in bot-
celli ed animali (come pure i te, e dovrebbe per ci essere
bovini, i cavalli, le pecore) conosciuta dal cacciatore in
di ritrarsi a posare a l'ombre tutte le sue forme. Ma pur-
nelle ore meridiane. Di qui troppo la lingua non ce ne
il nome di Meriggi ai grandi d tutti i nomi, come fa ad
alberi o gruppi d'alberi che es. il dialetto veneto. Ai me-
sorgono qua e l nelle gran- teorologi il compito delle
di largure delle Maremme e definizioni.
delle campagne a pascoli.
Nevata: la neve caduta in
Mettersi (e anche Rimet- una precipitazione atmosfe-
tersi): il riporsi e accovarsi rica, e l'aspetto che presenta

82
dopo la caduta. dell'appollaiata o appello, e
quelle dello spollo. Per gli
Neve: l'acqua gelata nel- uccelli palustri c' l'ora del-
l'alta atmosfera, che cade su l'entrata o rientrata dal ma-
la terra in candidi fiocchi. re a le pasture notturne en-
Se non gelata interamente tro terra, e quelle dell'uscita
forma dei goccioloni mezzo (spollo) la mattina quando
cristallizzati e mezzo acquo- tornano al mare. C' anche
si che si chiamano l'ora del meriggiare, quan-
Acquatinta. Sinibbio voce do, sazi del pasturare, nell'e-
toscana che indica neve con state si rifugiano a l'ombre o
vento o polverizzata dal alle frescure; e quella della
vento. Ed anche questa pastura pomeridiana per la
denominazione necessaria. quale alcuni di essi tornano
al luogo stesso del mattino
Nidiata: tutti gli uccelli (v. Ripassata).
che sono nati e sono ancora Nota pratica. Si pu rite-
nel nido, (v. Uccello). nere che in genere gli uccel-
li durante i mesi d'estate
Nottata: n. m. Far notta- (caccia aperta) vadano ad
ta: Passar la notte intera a abbeverarsi tre volte. Questo
cacciare. avviene dopo le pasture
principali, ossia quella del
Novellame: le piante mattino, che dura da la leva-
nuove di un bosco, rispetto a ta fin verso le dieci; e quella
le vecchie. pomeridiana che principia
circa le quindici. Tra l'una e
Ore: (usasi al plur. pi l'altra di queste pasture mol-
che al singolare riferito a ti uccelli meriggiano, ossia
uccelli o a fiere). Cos si ritirano a l'ombra e a la
chiamansi quelle ore del frescura.
giorno, in cui essi sono soliti Va notato che, rispetto a
far certe cose. le ore, gli uccelli seguono
Ci son le ore del passo, non quelle del tempo civile,
le ore dell'abbeverata, le ma quelle del sole. Perci,
ore della pastura, quelle tenendo conto che quest'ul-

83
time sono meglio rispec- le stagioni, e che le ore del
chiate da la partizione antica sole non sono invariabili
della giornata, di quello che come quelle segnate negli
da la presente nostra, tutt'ar- orologi. Imparer cos a non
bitraria, bene che il caccia- dare la buona sera agli
tore ne abbia cognizione. uccelli a lo scoccare del
Esse sono: l'Alba, primo mezzo giorno come fanno i
biancheggiare del cielo a fiorentini, ma solo dopo le
l'approssimarsi del giorno, ventuna; e si persuader an-
l'Aurora, l'arrossarsi e indo- che che la sera, nella realt,
rarsi del cielo che segue principia di pieno inverno al
l'alba; la Levata, il sorgere tocco delle quattordici, e di
del sole da l'orizzonte; il piena estate non prima delle
Mattino, le ore che vanne da diciassette, vogliano o non
la levata a quelle meridiane vogliano i benparlanti.
o al Meriggio, il quale, d'e-
state, va da le dieci o undici Ordinamento: il fatto di
ore civili fino a la Sera. dare un'ordinanza a una
Questa principia in ogni sta- compagnia di cacciatori
gione tre ore prima del tra- prima di cominciare la cac-
monto, Le chiese, che vanno cia. ufficio del capocac-
ancora col vecchio computo cia.
del giorno a l'italiana, danno
il segno del principiar della Ordinanza: riferito a
sera con la campana delle cacce che si fanno in com-
2la. Dal tramonto al princi- pagnia, significa: la disposi-
piar della notte si ha il Cre- zione o l'ordine in cui si
puscolo. muovono o sono attelati i
Se dunque un cacciatore cacciatori, che vi prendono
vuol conoscere e profittare parte e i loro cooperatori. -
dei costumi degli animali, i I1 semicerchio del Rastello
quali seguono puntualmente un'ordinanza: i Barchini
le condizioni di luce e calo- della tela a le folaghe pro-
re che loro presta il sole, ri- cedono restringendosi in or-
cordi che la giornata si al- dinanza. E cos il cordone,
lunga o si accorcia secondo la fila ecc.

84
che serve a passarli.
Ormatore: chi sa cono-
scere e seguire le orme delle Palustre: agg. di palude,
fiere per trovarle. Dicesi so- che ha natura di palude.
lo di persone. Terreno palustre - Caccia
un'arte anche questa, palustre.
ma di quelle, che hanno po-
ca o nulla letteratura; perch Pantano: terreno tutto
come le molteplici della pregno d'acqua e motoso,
caccia son possedute solo da nel quale il piede si affonda
chi le acquista sperimental- fino a qualche decimetro. Se
mente, ma non le comunica. anche pi profondo e non
(v. Traccia). vasto pu chiamarsi Ficca-
toia. Nelle grandi paludi si
Orsino (e Ursino): agg. trovano siti denominati Pan-
Vale pertinente a orso. u tani, Pantanelle.
Pelle orsina. Presciutto orsi-
no. Unghioni orsini. Parata: un modo di
caccia venuto in uso da po-
Pacciame: foglie e stec- co, ma certo conosciuto da
chi che s'ammucchiano in tempo, nel quale i cacciatori
terra sotto gli alberi, specie si appostano in un certo
quelli che macerano per luogo, e gli scaccioni levano
l'acqua. Dov' pacciame, si gli uccelli spingendoli loro
trova la beccaccia. Manca contro. - Si fa la parata ai
anche al Palma. beccaccini, ai merli e a tan-
t'altri animali. A la Parata,
Paglieto: la parte della ne' modi Cacciare a la pa-
palude coperta di paglie. E rata, o anche assolutamente
come per altri di questi no- A la parata, significa cac-
mi si usa nello stesso senso ciare nel modo suddetto.
anche Le Paglie. Es.: Gigi ha uccisi venti
beccaccini a la parata.
Palancola: trave o cosa
simile, gettata sopra un ca- Parare: trattenere il mo-
nale, una gora, un fossato to di certe fiere (ed anche

85
uccelli) perch non escano Se per giusta la defini-
da un luogo o si movano zione dei vocabolari, si do-
verso una parte determinata. vrebbe credere, che relati-
- Si para il cinghiale perch vamente agli uccelli fosse
non esca da la braccata; una pi proprio pastura. La
lepre perch da la larga non ragione ne che pascolo
s'insiepi o s'immacchi, una vien definito prateria o luo-
volpe perch non s'intani. go pieno d'erba; e l'erba
Scacciare: si parano le molto spesso non becchi-
lodole poste perch s'alzino me da uccelli, mentre a pa-
e vadano a la civetta, le pi- stura vien attribuito il si-
spole da terra, perch volino gnificato di luogo, dove le
ai palmone. Perfino si para- bestie si pascono e del pa-
no i tordi nel volo tirando sto stesso. Ora noto che gli
loro dinanzi perch non e- uccelli, in genere, cercano i
scano da la cerchia del Ra- campi di granella, quelli
stello (v. Parata). arati o seminati, i frutteti, le
vigne, assai pi che gli er-
Paratore, -i: gli scaccio- bai, perch sono granivori,
ni che parano nelle cacce a baccivori, insettivori, frutti-
la parata e anche quelli abi- vori pi che erbivori. E
li a parare il cinghiale. Dante, fiorentino, s, ma pi
Quelli che comunque italiano, dice Li colombi
girando levano gli uccelli o adunati a una pastura.
altri animali spingendoli Dunque, Pastura.
contro cacciatori appostati.
Passata e Passate: (v.
Pascolare: riferito a qua- Tesa e Volo).
drupedi sinonimo di pastu-
rare; ma riferito ad uccelli si Passata: riferito a sel-
crede meno proprio di pa- vaggina, specie a fiere, vale
sturare. passaggio, transito; e per
conseguenza tutto quello
Pascolo: usato dai To- che lascia sentore di questo
scani pi comunemente che passaggio. - Battere la
Pastura, riferito a uccelli. passata: dicesi del cane il

86
quale d segno con la voce di Filo e Via aerea.
di sentire dov' passato un Il passare di uccelli stan-
animale e d'inseguirlo. ziali o stanziati sopra un
Cane muto su la passata, luogo chiamasi giro o rigi-
quello che non ne d segno ro.
con la voce. Essere su la
passata: del cane che con la Passo: il luogo dove pu
cerca segna di sentire che essere passato un impedi-
su la traccia. Sguattire su mento a l'andare. Es.: C'
la passata: vizio del cane un passo nel muro, nella
che abbaia su la passata, siepe, nel fiume.
prima di aver levata la fiera.
Pasto: il mangiare in ge-
Passatoio: la pietra, le nere che si d agli animali.
pietre o i sassi in fila, che Va notato che quello degli
emergendo da una corrente uccelli granivori chiamasi
non profonda servono a pas- pi propriamente becchime;
sarla a piedi asciutti. quello dei non granivori pa-
stone.
Passo: l'attraversare che,
nell'ultima estate e nell'au- Pastoia: il calappio che
tunno, fanno gli uccelli mi- prende animali per i piedi.
gratori le nostre terre da set-
tentrione a mezzogiorno, Pedina: n. md. Uccelli di
considerato nel modo da lo- pedina - Andar via a pedina,
ro tenuto e nella loro quanti- i quali significano, uccelli
t. (Lat. Transitus. Fed.). che non sempre usano le ali
Esserci o non esserci per sottrarsi al cacciatore,
passo. (v. Tesa). ma spesso camminano tra-
scorrendo in terra. I ralli ter-
Passo: n. m. il luogo so- restri e i gallinacei sono uc-
pra cui sono soliti passare celli di pedina: e quelli tra
gli uccelli migratori, e che loro che camminano pi ve-
perci adatto a le tese. locemente si chiamano
Sod. Arb. M. 149 Dove sia Scorritori.
passo di tordi. sinonimo

87
Pelliccia: in significato come degli uomini; ed an-
generico vale La pelle di che le orme stesse (Tomm.).
certi animali, che si concia e Es. Le peste di questi alci.
conserva col vello per ser- Pista volgare.
virsene come veste, coperta
o tappeto. In signif. vena- Pettata: erta montana
torio vale: il vello della pe- molto gagliarda. Salita forte.
cora o capra o simili, che
usano i cacciatori in botte Piaggia: la parte di terre-
per difendersi da l'umidit no che rimane tra il fine del-
palustre. Animali da pel- la pianura e l'erta forte della
liccia: quelli che si cacciano montagna, elevandosi al-
per la pelliccia e non per la quanto dal piano. (Tomm.).
carne o altro.
Pineta e Pineto: bosco di
Pelo: i fili spessi che ri- pini.
vestono a l'esterno la pelle
di molti animali. Pinetina: pineta di piante
Nota. Sottopelo vien usa- giovani.
to per specificare i peli pi
fini, di cui si riveste la pelle Pioggia: l'acqua che cade
animalesca l'inverno. Vien da le nubi. - Forme diminu-
detto anche Vello; ma questa tive sono Pioggerella, Piog-
voce indica in genere la pel- getta, Pioggellina, che an-
le della pecora, e altri ani- che si dicono Acqua, Acqua-
mali, presa a s. - Caccia a ta, Acquazzone se sono di
pelo (v. Caccia). poca durata e Acqueruggio-
la, se leggera.
Perticare: battere i ce- Se cade spruzzando in
spugli e i rovi con una perti- faccia in Valdarno la chia-
ca. E Perticanti: gli uomini mano Spriggine che forse
che avevano quest'ufficio. corruzione del1'Aspergine
lat. - Spruzzaglia ha signifi-
Pesta: si dice della strada cato analogo, ma pare che
segnata da le pedate de' denomini la pioggia accom-
viandanti, cos delle bestie pagnata da vento intermit-

88
tente e vario. Rovescio e discesa. Cfr. Poggiare che
Rovescione denominano u- vale salire.
n'acquata breve ma copiosa
e violenta. Poggio: luogo eminente,
sia esso ne' monti. sia sul
Piotare: coprir di piote. piano.
Capanno piotato fino a
mezzo metro dal suolo, Polvere: (ass. o con le
Nascondiglio arginato e determinazioni pirica, da
piotato in giro perch ap- caccia, da schioppo). La mi-
parisca naturalmente erboso. scela chimica, infiammabile
ed esplodente, da cui spin-
Piovere: cadere la piog- to il piombo nelle cariche
gia. Piovere a paesi: pio- dell'arme da fuoco per cac-
vere qua e l. cia. Polvere nera, la pi an-
Diminutivi sono Piovig- tica - Senza fumo: quella che
ginare, piovere leggermen- esplode senza far fumo -
te; Pioviscolare, piovere granellosa, a forma di gra-
minutamente, e fors'anche a nelli - lamellare, a lamine. E
tratti; Pioviccicare sin. del cos fina, grossa, umida, a-
primo. sciutta. Asciugare la pol-
Accrescitivi: Piovere a vere, togliergli l'umidit. -
dirotto, a scroscio, a rove- Si fa al sole ed anche in un
sci. Diluviare. essiccatoio. Far bene o far
male la polvere, aver virt
Piscina: n. f. in Marem- di uccidere nel colpo gli a-
ma e nel Lazio dicesi di quei nimali, o no. Polvere igro-
ricettacoli d'acque palustri scopica che facilmente as-
che son meno dello stagno sorbe l'umidit.
ma perpetue, perch alimen-
tate da sorgive sotterranee. Porcareccia: luogo dove
si tengon le troie co' loro
Poggiata: spazio di ter- porcelli (Tomm.). voce
reno in poggio, ma in salita. dell'uso scritta ne' bandi
Come Pendice vale lo stesso medicei, e segnatamente
terreno, ma considerato in nelle proibizioni e ordina-

89
zioni su le cacce dell'agosto Posata: s. f. Il luogo e il
1662, ed comune a la To- fatto del posarsi di un uccel-
scana e al Lazio, dove an- lo, e pi che tutto il tempo
cora vivissima. La voce che riman posato. sinoni-
Porchereccia citata dal mo di posa. Il fatto per
Fanfani col significato di che si dice Tirare di prima
Stalla dei porci. posa e non a di prima posa-
ta sta a dimostrare che
Portagabbie: barella o Posata non dice l'atto co-
simil cosa in cui si portano me dice posa.
le gabbie dei richiami. An- I1 marchese Niccolini
che Barellino delle gabbie. l'usa a indicare il luogo e il
fatto del posarsi e fermarsi
Portatore: l'aiutante di di un uccello; e certo col si-
caccia, il quale porta istru- gnificato di Fermata. E il
menti, provviste da bocca, Niccolini, fiorentino di na-
munizioni e simili. scita e maremmano di ado-
zione, ossia cognitissimo
Posa: riferito a uccello, il della lingua venatica di Ma-
fermarsi dal volo in qualche remma, certo una autorit
luogo, e il rimanerci posato. grande. Ma io dubito che
L'uccello spostato non fa questa voce possa essere un
lunga posa. Di prima po- doppione inutile, e fors'an-
sa: nel primo momento che che dannoso, della pi pro-
si posato. Tirare di pri- pria e italiana Posa, la quale
ma posa: dicesi cos dello d luogo anche al bellissimo
schioppo come delle reti, modo Tirare di prima po-
quando si spari, o tirino le sa dal quale n' confermata
reti, non appena gli uccelli la piena propriet. (v. Posa).
sien posati. In Posata per potrebbe tro-
varsi un concetto di maggior
Posarsi: fermarsi, cessa- durata. Del resto vengono
re dal volo in qualche luogo, usati quali sinonimi.
e con un certo senso di quie-
te. (v. Posatoio). Posatoio: qualunque
pianta o luogo o cosa su cui

90
sia agevole agli uccelli di gnificati, e il plur. Poste (v.
posarsi. Dav. Colt. 71 E- a Cinghiale).
leggi buon passo che pigli Nota. Pu ritenersi che il
molte vallonate, luogo rile- criterio distintivo tra Posta e
vato e piano e senza posatoi Aspetto sia la durata del
d'intorno. - La gruccia o tempo: la prima pu essere
cerchio di legno galleggian- molto lunga, il secondo no.
te posta presso le anatre da L'Aspetto a la beccaccia
richiamo nelle tese palustri e dura meno di mezz'ora:
di valle, perch possano sa- quello dell'anatre a l'asciutto
lirci a riposarsi o crogiolarsi in collina, dove la risalgono
al sole. di sera, altrettanto.

Posta: s. f. I) Il luogo Postare: gen. Notar bene


dove si ferma pi o meno e precisare il luogo dove si
nascosto il cacciatore, per trova, si butta o cade un a-
attendere che gli passino a nimale o una casa. (v. a Ca-
tiro le fiere o gli uccelli, ai ne e a Uccello).
quali intende di cacciare
(Tomm. Crusc. Man.). Dan- Prateggiare: detto di uc-
te, Inf. 13: Similemente a celli vale pascolare ne' prati.
colui che venire Sente il Es. I pivieri che prateggia-
porco e la caccia a la sua vano su gli acquitrini (Nic-
posta. Fare la posta: Il colini).
cacciare nel modo detto so-
pra. Andare a la posta: Prateria: vasto paese a
Andare a caccia facendo la prato e in piano.
posta. II) A la posta: usato
avverbialmente, indica il Prativo: agg. di prato,
modo di cacciare. A la po- pertinente a prato. Tese
sta delle anatre serve l'udito prative. Uccello prativo.
quanto la vista . III) Il
tempo che si sta a la posta. Prato: ogni terreno rico-
Lunga e incerta la posta perto d'erba specie da forag-
di alcune fiere, quali il lupo gio. Rispetto a la caccia pe-
e la volpe. Per gli altri si- r un tal significato generico

91
si restringe in quello speci- Pulito: detto del luogo
fico di largura erbosa sia dove si caccia, vale senza
asciutta, sia acquitrinosa, impedimento alcuno atto a
dove battono certi uccelli. Il nascondere gli animali. Al
prato pu essere naturale e pulito m. avv. che ha lo
artificiale; asciutto e irri- stesso significato. Tirare al
guo; grossolano e gentile (v. pulito dove non ci sono
a Uccello di prato). impedimenti a veder bene
l'animale. E cos Cercare,
Preda: acquisto fatto o Puntare, e simili.
da farsi con violenza
(Tomm.). Gli animali uc- Puntare: riferito a Cane
cisi con lo schioppo, o presi v. questa voce; riferito a
dai cani da seguito, da presa schioppo o tiro (v. le due
e da corsa. Far preda: far voci).
caccia: molta, poca, buona,
cattiva. Ma letterario, co- Puro-sangue: che ormai
me il verbo Predare. scrivesi comunemente Pu-
rosangue. quale aggettivo,
Presa: n. f. in senso ve- riferendolo a cane, come a
natorio, ma pi nell'uccella- cavallo. Quello che di raz-
gione che nella caccia con za pura, ossia selezionato
armi. La quantit di uccelli per non meno di dieci gene-
catturati in un giorno o an- razioni. Ho comprato un
che in un tiro di reti. Cat- bel setter purosangue. il
tura di selvaggina in genere. simplex latino. Anche gli
Riferito a cane (v. Cane da antichi conoscevano gi
pelo). Come ben nota il questa perfezione biologica
Tomm. pei primi due signi- della purezza delle bestie, e
ficati deve ritenersi che Pre- l'esaltavano. Oppiano, ai
sa ha significato meno vio- versi 398-99, dice Le razze
lento che Preda. dunque migliori tra tutte debbono
giusto parlare di preda fatta restar pure. E questa regola
con lo schioppo e di presa stata osservata con cura
con le reti, le panie e simili. dai cacciatori.-

92
Quarto: nome che si d danno appunto posatoi reti-
nel Lazio a certi comparti- colati, perch ci adunghino
menti dei terreni che vengon meglio: e defecando hanno
segnati con la staccionata. il vantaggio che la materia
Nel pisano e in Maremma precipita lasciando meno
sono detti anche Quadro. Va sporco il luogo, dove tengo-
notato per che questi nomi no i piedi. In questo senso
vengon dati ai accettato solo dal Panzini
compartimenti di terreni non (v. le varie forme a Civetta e
alberati; quelli degli alberati Colombacci).
hanno tre denominazioni
non del tutto certe Presa, Radura: s. f. luogo ne'
Porca, Prace. Provveder boschi dove le piante sono
l'Accademia a determinarle? rade o mancano.

Querciolaia: s. f. ceduo Ramata: l'istrumento


di quercioli. composto di rami intrecciati,
col quale si uccidono o stor-
Quora: (v. Palude) discono gli uccelli nella
caccia notturna col frugnolo.
Racchetta: l'asta per lo
pi articolata, con puntale in Ramatare: percuotere gi
fondo da piantarsi in terra, e uccelli con la ramata nella
un disco in cima, il cui pia- caccia notturna che si fa col
no contesto a rete di fili frugnolo.
molto solidi, sui quali si po-
ne la civetta che deve servi- Ramerinaio: n. m. (voce
re per allettamento a le lo- maremmana), macchia di
dole. Invece del disco reti- ramerino.
colato si pone anche un
guancialino imbottito o un Rampata: sgraffio la-
tappetto di sughero. Secon- sciato dai rampi sul terreno
do il Diez l'etimo sarebbe da o altro corpo pi o meno so-
Reticuletta. Ci conferma- lido, dagli unghioli posterio-
to dal fatto che anche ad al- ri della lepre. Dicesi anche
tri uccelli, rapaci e no, si Zampata e Sgraffio; ma

93
quest'ultimo il meno speci- Ali del rastello: i cacciato-
fico. La parola ha un'impor- ri che, ai lati, precedono
tanza non piccola nella cac- quelli che stanno nel mezzo.
cia pratica in quanto pu de- N.B. - Accetto e scrivo
terminare un segno impor- Rastello e non Rastrello,
tantissimo e un indizio sicu- perch nei paesi, dove si usa
ro nella cerca di alcuni ani- questa caccia, essa vien no-
mali specie delle fiere. Sul minata con questa forma
terreno non del tutto solido senza. E siccome non for-
p. es. su la neve, se si trovi ma arbitraria, ma legittimata
la rampata lasciata da la le- da l'uso popolare dal latino
pre nell'ultimo salto, ch'essa antico e medievale (il Du
fa per lanciarsi nel covo, si Cange ne riporta parecchi
certi di conoscere approssi- esempi) e quale forma vena-
mativamente dov'essa pu tica non pu credersi che
trovarsi, se si cerchi nella venisse in uso sotto veste
direzione opposta a la coda letteraria, mi parrebbe lezio-
degli sgraffi ossia della saggine accettare e scrivere
rampata lasciata da gli in senso venatico Rastrello,
ugnoli. specie perch questa piccola
diversificazione dei due
Rastello: ordinanza di termini serve a specificare e
caccia in compagnia fatta singolarizzare i due concetti
con gli schioppi, nella quale differenti. Il che quanto di-
i singoli cacciatori procedo- re risponde a lo scopo ulti-
no a semicerchio sparando mo delle lingue, il quale non
solo davanti a s; e giunti a pu essere se non quello di
un certo punto si chiudono a dare un nome a ogni cosa.
cerchio per sparare in alto Andare a rastello: cacciare
agli uccelli, che rimasti en- attelati a rastello.
tro il cerchio tentano di u-
scirne. Renaio e Arenaio: quel-
Questo fatto del chiudersi la parte del greto, che tutta
a cerchio si chiama la Serra- arena.
ta o la Stretta come dicesi di
quella a la tela delle folaghe. Rendere: (sottintende

94
l'odore, l'usta, l'alito della aiuoli; Ricaricarle, Ess.
selvaggina) significa la con- classici di ogni accezione.
dizione del terreno o dell'a-
ria, che conserva e emana Richiamo: n. s. Il ri-
l'odore degli animali a favo- chiamare anche gli animali
re dei cani cercatori. E si di- ausiliari della caccia. Si ri-
ce in senso positivo come chiamavano i falconi con la
negativo Non rendere. voce e girando il logoro. Si
I Greci dicevano Eso- richiamano i cani con la vo-
sma e Dsosma. I latini Bene ce, il fischio, i cenni. Fed. e
aut male olentia riferendolo Alb. M. hanno Reclamato-
a cose: es. a Vestigia, Loca. rium quale mezzo di richia-
Es. Dopo una piccola mare. Richiamo (v. Allet-
pioggia, se il terreno ribolle, tamento).
rende falso pei cani. Con
certi venti le larghe rendono Rientrare: v. intr. Il tor-
benissimo. Rendere bene nare dal luogo dove han
e Rendere male. passata la notte a quello
donde son usciti la sera a
Ribattere: att. L'azione pasturare o predare, gli uc-
del cacciatore che, col cane celli o le fiere. I palmipedi
o senza, ritorna sopra un uc- rientrano a terra dal mare la
cello o altro animale, che si sera: la volpe, il tasso, il
riposto, per rilevarlo e spa- cinghiale, rientrano a l'alba
rargli. - Mettere di nuovo a o prima al bosco o a la tana.
leva un uccello (Tomm.). Il contrario Uscire.
Di armi da foco, specie
dello schioppo. Rinculare Rifiutare: (v. Cane da
pi o meno violentemente penna).
per il colpo sparato. Lo
schioppo ribatte o per im- Rimettere: tr. Riporre. n.
perfezione di fabbricazione, md. Rimettere in braccata
o per sovrabbondanza di ca- e in cacciata, vale far rien-
rica, o per difettosa imposta- trare la fiera e i cani nel
tura del tiratore . Ribatte- luogo, dove si svolge la
re le pareti o le reti o gli braccata o la cacciati. Ri-

95
mettere in caccia: Levar di
nuovo una fiera accovatasi o Ripasso: il ritorno degli
comunque nascostasi. uccelli migratori nelle terre
Rimettersi: rif. dice il settentrionali al raddolcire
Riporsi di animali levati dal dell'inverno e nella Prima-
luogo dove stavano a covo o vera. (Lat. Reditus - Fed.).
a la pastura. Ma dicesi degli uccelli
E si noti: Riporsi pi che non si fermano presso
proprio dei quadrupedi, Po- noi e continuano la migra-
sarsi degli uccelli; perci zione. Di quelli che si fer-
rimettersi il pi generico, mano qui dicesi la Venuta o
La quaglia si era rimessa il Ritorno. Son venute o
tra la melica e lo strame. E son tornate le quaglie, le
anche Quando vedi rimet- rondini ma finito il ri-
tersi un animale, non cor- passo dei tordi .
rergli addosso senz'indugio,
che non ti attenderebbe, ma Risaia: i luoghi dove si
lascialo assodare un po'. coltiva il riso e dove si cac-
ciano in ispecie uccelli ri-
Ripa: s. f. Luogo scosce- paioli. Nella risaia si trova-
so di montagna. Nei fiumi no gli Argini, le Boccaiole, i
a corso erosivo dicesi Ripa Fossi, i Quadri o Aiuole. E
l'argine naturale, che si alza pu essere Permanente se la
perpendicolarrnente o anche coltivazione resta sempre a
a strapiombo su l'alveo. riso: Alterna, se viene avvi-
cendata con altre colture.
Ripassata: nel modo Fa-
re la ripassata, che signifi- Riserva: s. f. Quel tratto,
ca: Tornare nel pomeriggio di campagna, entro il quale
a cercare uccelli nelle pastu- l'esercizio della caccia
re, dove si son trovati al consentito da lo Stato solo a
mattino. - Questo perch un concessionario, o a chi
come si detto a la voce ne abbia il permesso da lui.
Ore gli uccelli hanno ore Tabelle di riserva (v.
fisse sia per pasturare come Bandita).
per bere.

96
Ritessere: detto di cani gela, diventa Brina. E se la
cercatori il reiterativo di congelazione riveste non so-
Tessere del quale rafforza e lo l'erbe e il suolo, ma anche
perfeziona il significato. Ri- gli alberi, dando a tutto l'a-
tesse quel cane che incrocia spetto fantastico di un mon-
i suoi giri di cerca in modo do cristallizzato, si chiama
da non lasciar inesplorata Galaverna. (Gala hiberna?).
alcuna parte del terreno,
perch la ricerca con ogni Rumore: qualunque suo-
vento. Tessere e ritessere: no disarmonico, indetermi-
cercare con somma diligen- nato e fors'anche un po' cu-
za. po.
I rumori pertinenti a la
Rivellino e Revellino: caccia sono di due specie:
termine militare che signifi- quelli che provenendo da
ca un'opera distaccata oltre animali posson servire a dar
la scarpa, o che si pone in- segni utili della loro presen-
nanzi a la cortina (Tomm.). za al cacciatore, e quelli che
Usato in sign. venatico, il cacciatore pu fare a pro-
indica un posto di caccia prio utile verso gli animali,
avanzato da gli altri, o un per spaventarli, levarli in un
luogo di esplorazione. Per- modo pi che in un altro, e
tiene a la caccia dei colom- scacciarli verso una parte
bacci. pi che un'altra. Ad es. si
Rogaia: usato per Ro- dice Molto rumore ai bec-
veto. Anticamente Roga- cafichi (perch grassi e
ria. Oggi vien usato con si- poltri non voglion moversi)
gnificato quasi collettivo a Poco rumore ai tordi
indicare estensione e intrico (perch con pochissimo
di roveti palustri (? ). schizzan via).
E si noti: il sentir rumore
Rugiada: il vapore ac- in basso fa levar gli uccelli
queo che certe notti serene e da terra, perch temono che
senza vento si posa si le co- il pericolo venga di tra l'erbe
se. - Se abbondante, di- da un quadrupede da preda.
venta Guazza. Questa, se Per contrario il veder qual-

97
cosa, che vien loro sopra da Saltare: lo dicevano i
l'alto, li fa nascondere e ri- vecchi in senso transitivo
maner immobili tra l'erbe, per Far saltare, ossia levare
giacch temono il pericolo la fiera, porla in caccia.
di un uccello da preda, con- voce giustamente morta.
tro il quale unica loro difesa
acquattarsi a terra tra la Salto: il primo slanciarsi
vegetazione. Tanto vero da terra che fanno gli uccelli
questo che furono gi usati per sollevarsi tanto dal suolo
falconi vivi, o impagliati in da poter battere le ali. Don-
cima a un'asta, per aiutare i de il fatto che hanno una
cani da ferma. I primi erano borrita molto rapida quelli
addestrati a volare sul luogo che possono con le gambe
dove trovavansi gli uccelli lanciarsi pi forte: e l'hanno
puntati dal cane: gl'impa- tarda gli altri, e non l'hanno
gliati, o le ali di essi, si te- affatto gli apodi (rondoni).
nevano con l'asta sull'erbe, Salto del ranocchio: quello
tra cui si credeva che fosse- che fanno alcuni uccelli
ro gli uccelli. (V. anche (quali la beccaccia) saltan-
Strepito). do, s, ma riposandosi subi-
Rupe: s. f. Vasto sco- to. Se fatto con astuzia sal-
scendimento strapiombante tando da un'emergenza del
o quasi delle montagne. suolo a un'altra, pu essere
una difesa per far perdere ai
Saettata, s. f., nella lin- cani la traccia. Salto: quel-
gua antica signific cos il lo delle fiere, che si lanciano
colpo della saetta, come il fuori del covo scattando;
tratto, che percorreva la sa- donde Tirare nel salto, che
etta, ossia il tiro. - Questo pu anche significare, men-
spazio o tiro nell'antichit fu tre la fiera alta da terra e-
stimato, che potesse giunge- seguendo un salto sopra
re fin oltre i cento sessanta qualche ostacolo.
passi. Anche un volo vio-
lento e improvviso, ma bre- Sasseto: luogo sassoso
ve. amato da certi uccelli e an-
che da le lepri. Sassaia ha

98
significato diverso. ni, interamente i primi due,
romanesco il terzo, ma che
Sbacchettatura: il cana- entra anche nel modo tosca-
letto pel quale passa la bac- no Andare a scaccino, ossia
chetta quando riposta sotto andare a caccia della lepre
le canne degli schioppi a di notte in modo che alcuni
bacchetta. la scaccino verso altri i quali
stanno alle poste. Ma pur-
Sbrocco (da brocca, ra- troppo non sono comuni a
mo nuovo verga di cima) tutta la Toscana, dove as-
nel md. A lo sbrocco sumono significati diversi
quando l'uccello esce di tra nelle diverse regioni e se-
le brocche a lo scoperto. condo diverse cacce.
Usasi nei md. Tiro allo Forse la meno incerta
sbrocco e Tirare a lo - e Lo Scaccia (nome indecli-
anche andare a lo -. nabile) pl. Gli Scaccia, il
Es. Bel tiro a le tortore quale genericamente signifi-
o ai tordi a lo sbrocco. ca gli uomini, che in diver-
sissime cacce scacciano gli
Scaccia, n. indec. L'uo- animali verso quelli che
mo e gli uomini, che aiutano debbono tirargli. Apparisce
i cacciatori scacciando ali chiaro per che col prevale-
animali in modo da mandar- re che hanno oggi le piccole
li a passare sotto il loro tiro. cacce agli uccelli, su le
- Ti far da scaccia, ma grandi alle fiere, questi no-
voglio il venti per cento dei mi usati dal popolo sono
morti, Abbiamo quattro sempre riferiti a cacce di
scaccia stamani. La cac- uccelli, Infatti rispetto al
cia che si fa in tal modo. cinghiale e al cervo si parla
Andare a la scaccia dei di Bracchieri, Braccaioli,
merli. Voci; ma non mai di Scac-
cioni, Scaccia, Scaccini.
Scaccia s. m. ind. Eppure i primi e i secondi
Scaccioni (gli) hanno nel fatto lo stesso uf-
Scaccino ficio; il quale quello di le-
Sono tre vocaboli tosca- vare, tener levata e spingere

99
la selvaggina o contro le reti che le fiere scacciate dai lo-
o contro i cacciatori, che ro covi sono in caccia.
debbono ucciderla. Insom- Scacciare: Il fatto de' cani, i
ma tutti costoro altro non quali dovrebbero puntare
sono in fondo, che gli Alato- l'animale, e per vizio lo le-
res degli antichi, ossia quei vano.
servi della caccia, i quali,
specie ai lati della caccia, Scalandrino: grosso ra-
col clamore, col percotere, mo un po' forcuto in cima, e
col procedere a fila e con non troppo alto, che viene
ogni altro mezzo impediva- confitto in mezzo a certe
no alle fiere di sottrarsi. siepi per dar passaggio alle
Tanto che la parola Alatores persone ma non agli anima-
la derivano sia da Alae parti li. Cfr, con Scalandrone
dell'esercito pi mobili, o ponte volante per salire su le
dalla greca Alal (o Alal) navi.
che erano le voci emesse dai
soldati combattendo o fe- Scambiettare: fare
steggiando la vittoria. scambietti, ed il proprio
Che si pu dunque con- dei ballerini che cambiano
cludere? Che il meglio sa- piede. - Per estensione vien
rebbe conservare Scaccia, e riferito alle fiere, che inse-
sia pur Scaccioni, per le guite o fuggenti cambino
cacce a uccelli, e riferire improvvisamente direzione;
Battitori e Voci, oltre la giu- ed anche di uccelli, che vo-
stissima Bracchieri, per la lino in tal modo.
caccia al cinghiale e alle al-
tre fiere maggiori. Scampagnare: spaziare
largamente per una campa-
Scacciare: far uscire un gna.
animale dal luogo, ove stava Possono scampagnare i
nascosto, in modo, che si cacciatori per un paese ape-
mostri al cacciatore, perch rto e pianeggiante; come
possa colpirlo, o ai cani, pu scampagnare un cane di
perch possano inseguirlo o cerca larga.
prenderlo. - Perci dicesi voce pi romanesca

100
che toscana e presuppone un cane significa correre molto
Campagnare spaziare per velocemente di cartiera spe-
una campagna molto larga. cie nella cerca. Es. Lo
usato spesso dal Boc- scarrierare pu essere e non
camazzo nella sua prosa essere un vizio.
romanesca. Ci mi fa crede-
re che possa derivare dal Sciabordare: il rumore
concetto insito nel campus che fanno gli uccelli palustri
latino di campagna piana e nel buttarsi o muoversi nel-
vasta, e che in questo trovi l'acqua.
la sua giustificazione lingui- N.B. - Sciabottare e
stica. Scampagnare: dice- Sciabottio sono forme dia-
vasi dei falconi, che ne' loro lettali toscane.
voli di caccia si allontanas-
sero troppo. Ed anche rife- Sciabordio: lo sciaborda-
rito a cani (e animali in ge- re e il rumore che ne pro-
nere) e a uomini, i quali gi- viene. -Sciabordio di ger-
rando in caccia percorrano mani.
molto paese.
- Far volar l'anatra sui Sciorare e Sorare: sia
campi asciutti, allontanan- il volare de' falconi, i quali
dola da l'acqua. - Cos nella di primo getto non inseguo-
falconeria. no l'uccello da prendere ma
volano pel piacere di sgran-
Scanso: s. m. detto di a- chirsi e prender aria, che an-
nimali in volo o in corsa, i che dicevasi Volare a gioco
quali deviino pi o meno e (e antiq. Villeggiare). -Le
improvvisamente da la linea due prime forme, riferite a
retta. Fare uno scanso. cane, valgono Correre a
Es. Mi venivano a filo sei gioco per lo stesso bisogno
colombacci: ma a pi di naturale che hanno le bestie
cinquanta metri, con uno di rinfrescare tutte le proprie
scanso rapido hanno devia- energie prima di darsi a un
to. lavoro proficuo.
Sciorare, che certo la
Scarrierare: riferito a forma da conservarsi a de-

101
notare questo bisogno fisico lo, dalla quale sia impedito
imposto da natura, ci viene di appostar bene, dove sien
direttamente dal latino E- caduti o siensi rimessi. E
xaurare; e sarebbe errore anche dei cani da insegui-
sciocco non conservarlo. mento, e perci anche dei
segni vocali (ossia del suo-
Scodare: riferito a uccel- no) da essi dati nell'inse-
li significa togliere o guastar guimento; segni vocali che,
loro la coda. - Part. pass. nella caccia coi cani da se-
Scodato, senza coda o con la guito, hanno grande impor-
coda guasta Uccello scoda- tanza. Es. La canizza ha
to. scollinato. C' anche il
Da notarsi Cane scoda- modo A lo scollino ma
to per significa cane pri- strettamente locale, e, repu-
vato malamente della coda, to, da non doversi accettare.
Cane con la coda mozza o
tagliata, cane a cui la coda Scoperto: agg. detto di
stata scorciata ad arte. animale che passa a tiro, si-
gnifica Che non tolto al
Scoglio: parlando di cacciatore da nessun ostaco-
montagne vale, Masso nudo lo della vista. Suo contrario
e frastagliato, che sorge pi coperto. A lo scoperto
o meno alto dal terreno. nei modi Correre, volare,
mostrarsi, detti di animali,
Scoglioso, -a: agg. di significa senza impedimenti,
luogo pieno di scogli. - che rimangan tra loro e l'oc-
Monte scoglioso e disage- chio del cacciatore.
vole.
Scopeto: terreno, in cui
Scollinare: detto di uc- crescono scope. Bosco di
celli. Volare oltre un'altura, scopa o di erica.
colle o monte, in modo da
togliersi alla vista. Dicesi Scorneggiare: sonare il
anche di uccelli o animali corno continuamente.
che, feriti o morti, cadano
oltre un'emergenza del suo- Scovacciare: v. n. Uscir

102
dal covo o covacciolo. La mimico, vocale, o l'uno e
lepre scovaccia al crepusco- l'altro insieme, dato dal cane
lo. al padrone per dimostrargli
l'atto o l'azione, ch'esso sta
Scovare: far uscire dal facendo contro a la selvag-
covo o covacciolo un gina. Onde la frase Dar se-
animale. gno (in lat. Dare signum) e
Non so se dicasi anche il verbo Segnare (lat. Signa-
Scovacciare, che il Petr. ac- re). A1 plur. Segni ha due
cetta anche nell'uso intr. di significati: a) Tutte le varie
uscir dal covacciolo: ma voci con cui il segugio, ed
certo voce antiquata e lo- altri cani da fiere, avvisano
cale. il cacciatore del ritrovamen-
to, dell'azione o dell'atto,
Segato: (Il segato, e i se- che stan facendo, come si
gati) sottintende terreno e detto sopra. b) Ogni atto
significa quello o quelli che mimico del cane da ferma,
sono stati falciati. E dicesi da punta, da leva, da seguito
anche de' luoghi palustri do- e da giungere, col quale il
ve sien segate le erbe. Es. cane ci avvisa della condi-
Nel segato si cammina be- zione, della posizione, della
ne ma si caccia poco. distanza, a cui si trova ri-
Uccelli da segato, quelli che spetto a l'animale cacciato.
stanno nelle paludi segate. Cos per la punta i segni so-
no l'incontro, che avvia del-
Segnatore: colui che av- la presenza di un animale, o
visa o indica con segnali sul della pastura di esso; la pun-
luogo dove trovasi la sel- ta che ne conferma generi-
vaggina o su l'arrivo di essa. camente la presenza; la fer-
ma, che ne determina anche
Segno: nella lingua vena- la distanza e l'immobilit (v.
tica ha molte accezioni e va- ferma e punta). Pei cani da
rie. Riferito a tiro, schiop- leva, la cerca su la traccia:
po, tirare vale: Bersaglio, il braccheggiare, che indica
Punto da colpire. Nella ci- la vicinanza dell'animale; lo
negetica: Qualunque indizio scagno il quale l'avviso

103
del levarsi della fiera o an- cezione mi paion troppi.
che dell'uccello. Pel cane da
giungere l'inorecchirsi, in- Seguito: nel md. Diritto
dizio che ha visto la fiera, di seguito, diritto
contro la quale si slancia. giustamente riconosciuto da
Ma l'inorecchirsi anche la consuetudine, e da una
segno generico di tutti i cani legge ben fatta, al cacciatore
tanto pi importante, in che abbia levato o ferito, o
quanto appunto indica sem- richiamato a posarsi o avvi-
pre ch'essi vedono la sel- cinarsegli a tiro un animale,
vaggina. Segno: lo sterco e, in certi casi anche solo
di certe fiere - Usasi anche sparato.
per Contrasegni (v. q. v.). diritto logico. Se la
caccia fondata sul diritto
Seguire: riferito a cane del primo occupante, ci si-
dice il fatto dell'inseguimen- gnifica che su l'animale
to ch'esso fa della fiera tro- qualsiasi, che lo trovo o levo
vata e levata, fino a tanto in caccia, ho, su tutti gli altri
che la spinga contro il cac- che non l'hanno n trovato
ciatore appostato, o al luogo n levato, almeno il diritto
dove l'ha levata. Onde Cane di perseguirlo. Cos pure se
da seguito (v.). a caccia con lo schioppo io
riesco a far posare col fi-
Sguita (la): 1' insegui- schio o altro allettamento un
mento dei segugi a la fiera. uccello che passa, avr il di-
voce antiquata. Vive ritto di andargli a sparare
per in Maremma, non so se prima di qualunque altro,
detto di un cane solo o di che non gli abbia fischiato.
pi, nel qual caso potrebbe Ed anche, se io sparo a la
avere una ragion d'essere lepre o ad altro animale, che
quale specificazione tra u- ho levato, e fuggon, colpiti
n'azione collettiva e una o no non monta, ma vengon
singola. Certo che questi si- uccisi da un altro che gli
nonimi sono tre: Insegui- spara: questo deve dare a
mento, Sguita e Seguito: e me l'animale. ed io non son
se non se ne differenzia l'ac- tenuto ad altro che a rifargli

104
due cartucce sparate. Gallina prataiola o fagianel-
la. Tra le fiere, il Cervo, il
Seguito: (v. Cane da se- Daino, il Capriolo. la Capra
guito). selvatica, il Mufflone, il
Camoscio, lo Stambecco, il
Selva: il luogo piantato Cinghiale. l'Orso, la Mar-
di alberi domestici uguali motta, la Lepre.
come castagni, ulivi e simili.
Comunemente dicesi dei ca- Selvaggiume: s. m.
stagneti. Tutte le specie di animali
che si pigliano in caccia,
Selvaggina: s. f. di sign. buoni a mangiare (Tomm.).
collettivo. Gli animali tutti un antiquato sinonimo di
che sono oggetto di caccia, Selvaggina.
specie quelli buoni a man-
giare. Paese ricco di sel- Seminato: (Il seminato, i
vaggina da pelo e da pen- seminati) i campi seminati.
na. La selvaggina cibo Pel vero cacciatore un
prelibato. delitto camminare ne' semi-
Nota. Errore usare que- nati, quando la terra ba-
sto nome al plurale, le sel- gnata.
vaggine, perch i nomi col-
lettivi hanno gi significato Sentiero e Sentieri: i
plurale. luoghi pei quali le fiere sono
Selvaggina nobile stan- solite passare, specie ne' bo-
ziale vien chiamata quella schi. 1'Iter latino: In iti-
parte di uccelli e fiere stan- neribus, quibus bestiae utun-
ziali ai quali si attribuisce tur, omnes generaliter be-
maggior pregio. La legge stiae capi possunt.
segna, tra gli uccelli, i tetra- Si noti: il sentiero esiste a
onidi, l'Urogallo o cedrone. s, e le fiere ne usano a co-
Il Gallo forcello o fagia- modo loro; differisce perci
no di monte, il Francolino, da Via, che in significato
la Pernice bianca, i Fagiani, venatico equivale a Traccia,
la Coturnice, la Pernice ros- ossia diventa sinonino di
sa, quella sarda, la Starna, la Cammino fatto da la fiera.

105
Le vie dunque se le fanno le o una tesa, deviando nel vo-
fiere secondo i loro bisogni. lo. Gli uccelli sfagliavano
Lo prova Via sanguinis di lontano. (Niccolini).
che significa Traccia del
sangue. Sfondare: detto di fiere e
di cani. Attraversare d'impe-
Serbatoio: l'Olina l'usa to forteti o luoghi intricati di
per io stanzino o luogo, do- rami, frasche, spineti, pa-
ve si serbino uccelli vivi a glie, e fig. anche le poste dei
ingrassarli. cacciatori. Il cinghiale
sfonda i macchioni e i mar-
Serrata (la): nella caccia rucheti. Dicesi perci ca-
di compagnia, chiamata a ne sfondatore.
Rastello, il momento con-
clusivo, che il semicerchio Sfondata: n. md. Volare
dei cacciatori, procedenti fi- di sfondata, che alcuni defi-
no allora in questa ordinan- niscono il volo velocissimo
za, si serrano in cerchio per di certi uccelli in linea retta,
prendere in mezzo gli uccel- ma basso.
li. Penso che per questa
forma di caccia sia pi pro- Sfringuellare: cantare in
pria la voce Serrata e il ver- versi. Dicesi propriamente
bo Serrare, perch questo del fringuello, e figurata-
fatto, a differenza della mente anche d'altri uccelli.
Stretta, nella tela a le fola-
ghe, avviene non con un re- Sgropponarsi: fiaccarsi
stringimento progressivo dei il groppone gattonando o
barchini, ma con il chiudere camminando curvi e in pose
il semicerchio in cerchio. Il incomode dietro gli uccelli.
che non li porta ad un avvi- Anche Sgropponata.
cinarsi tra loro, ma anzi a
uno slargarsi. Dunque La Silenzio: riferito a cac-
Stretta della tela e La ciatore significa non solo la
Serrata del Rastello?. mancanza di rumori esterni
Sfagliare: riferito a uc- ma pi che altro il tacere lui
celli. Scansare il cacciatore stesso, ritenendosi questa

106
una condizione essenziale a Perci il vecchio Plauto co-
non spaventare la selvaggi- micamente diceva: Venatu-
na, e anche a non provocare ram oculis facere, aucupium
certe fiere. E la condizione auribus. La caccia si fa
del silenzio vale cos per la con gli occhi, l'uccellagione
caccia come per l'uccella- con gli orecchi. Il silenzio
gione. Oppiano, lib. I dice: anche un mezzo per scac-
Per prima cosa nella cerca ciare la lepre dal covo,
necessario il silenzio. quando si creda che ci sia,
Silentium conveniens est in ma non si levi. Gli autori di-
primis vestigatoribus. Cos cono che il silenzio le fa
per gli uomini come pei ca- paura (v. anche a Cinghia-
ni. E il nostro Pananti con la le).
solita sua grazia toscana:
Noi tenditori sottoposti siamo Smacchiare: Uscire da la
Del silenzio a la legge rigorosa, macchia; e anche far uscire
E siede l, dove la fune imbrocca
Arpocrate col dito su la bocca.
da la macchia.

Noto poi che, nella cac- Sodaglia: terreno non


cia al cinghiale, il silenzio dissodato, che anche dicesi
una condizione necessaria a Sciara.
non esserne aggrediti: giac-
ch pare che esso sia attratto Soffiare: una voce at-
ad aggredir l'uomo dal sen- tribuita a parecchi animali:
tirlo parlare. Gli autori di- soffiano i barbagianni, sof-
cono che non si ricordano fiano i germani, soffia il
casi di cacciatori investiti cinghiale e il gatto selvatico.
dal porco, mentre stavano in
silenzio. Del resto, nell'uc- Soffio: dicesi anche del
cellagione sempre, ma spes- rumore che fanno certi uc-
so anche nella caccia, il sen- celli volando (v. Cinghiale).
so, di cui c' maggior biso-
gno, l'udito; e chi vuol u- Sordino: (v. Tesa).
dir bene ( noto anche agli
imbecilli) ha bisogno anzi Spadellare: tirare a un
tutto di tacere lui stesso. animale e non colpirlo

107
L'hai spadellato bello!. con lo sparviere. termine
Padella sarebbe il rosone dei della falconeria.
pallini, fuori del quale re-
stato l'animale, a cui si Spauracchio: istrumento
sparato il colpo. Il senso fi- o congegno che si usa nelle
gurato dunque logico ed tese, specie nei roccoli, per
efficacissimo icasticamente. spaventare gli uccelli butta-
I1 termine, romanesco per tisi nell'aiuola, ch fuggano
eccellenza, nato certo dal bassi in modo, da dar nella
senso pratico sacerdotale, ragna.
che ha saputo unire il con-
cetto culinario e ghiottone a Spaziare: n. e n. p. Muo-
la poca arte del tiratore versi largamente nello spa-
sbercia, col giusto risenti- zio sia dell'aria sia della ter-
mento del venter omnipo- ra. Qual lodoletta che in
tens clericale privato di un aer si spazia. Dante. Cane
buon boccone da un tiro, che spazia troppo . cos
che lascia la padella vuota. della cerca. Oggi i fabbrica-
tori della lingua scema vor-
Spalletta: rialzo di terre- rebbero sostituire la parola
no sopra vallicelle, con de- allungo (term. dei calzolai!)
clivio ripido da una parte in relazione certo con le te-
(quasi argine). spalletta ste, che fan le cose coi piedi.
boscosa, cespugliosa, nu-
da. L'accrescitivo Specchietto: arnese com-
Spallettone. Gli spallettoni posto di un'asta o perno su
boscosi, sopra fossati, sono cui girano un gioghetto o
ottimi per beccacce. pi di legno rivestito di tanti
pezzetti di specchio, al bril-
Sparare: scaricare o e- lare dei quali sotto i raggi
splodere le armi da fuoco. del sole accorrono le lodole.
Sinonimo in parte di tira- uno degli allettamenti pi
re. Nota il Tomm.: Spara- usati nella caccia di questi
re dice pi proprio il rumore uccelli; e pare di origine
che il colpo fa. romanesca. Lo specchietto
Sparvierare: cacciare per allettare ha bisogno del

108
sole; la civetta non del tut- Sono le dieci, e non ab-
to. biamo ancora spennato. In
Toscana dicono Impennare,
Spedare: trans, e rifl. Fe- ma credo prevalga il roma-
rirsi. guastarsi i piedi. Dicesi nesco, nonostante il fatto
d'uomini e di cani. Ne' ta- che Impennare significhi
gli delle canne i cani ci si porre penna nel carniere
spedano. Cane spedato mentre Spennare pu valer
dagli sprocchi. Tra tutti solo Toglier la penna. A
quei sassi mi sono spedato. l'Accademia dunque.

Spedatura: il fatto dello Spennata: le piume e le


spedare o spedarsi. penne che l'uccello colpito
da 1a schioppettata diffonde
Spellicciatura: il pelo nell'aria o sul terreno caden-
che la schioppettata porta do, ed anche tra le frasche e
via agli animali colpendoli le erbe. Per gli animali da
specie di striscio. Dove gli pelo gli corrisponde Spellic-
ho tirato, la lepre ha lasciato ciatura.
un vaglio di spellicciatura.
Spia e Spie: detto di ri-
Spennacchiare: togliere chiami da tese (v. Paretaio e
le penne. La polvere non Tesa).
buona spennacchia gli uc-
celli, ma non li ammazza. Spiazzolo e Spolverello:
I cani giovani, troppo spes- chiamano in Toscana quel
so, spennacchiano le galline, breve spiazzo, dove le star-
se pur non le uccidono. ne si pongono al sole per
Part. pass. Spennacchiato. starnazzare nella polvere e
scafolarsi.
Spennare: si dice a Ro-
ma e in altre parti dell'Italia Spiede: nel senso venati-
media per aver principiato, co, Arma lunga, o in asta,
sia pur con un solo uccello, che si usava cos in guerra
a far caccia. Ho a pena come nella caccia a le fiere
spennato con una quaglia. armate, specie contro al cin-

109
ghiale. - Entra nella lettera- chiamati Genti di spiede. Si
tura venatica con Senofonte, pu dunque dire che nella
il quale non solo ci descrive letteratura lo spiede ha una
l'arma. ma il modo di usarla, storia di oltre 2400 anni.
i perfezionamenti apportati-
le fin da' suoi tempi, le rego- Spineto: luogo coperto di
le per colpir giusto, la posi- piante spinose. Si dice an-
tura da prendere quando si che spinaio.
affrontava la belva, e le di-
fese in caso che il colpo fal- Spollo: riferito al passa
lisse. Fin d'allora a lo spiede giornaliero degli uccelli mi-
nudo era stata aggiunta una gratori significa quei primi
asticella di ferro sporgente che vengono alle tese. Si
ad angolo retto dalla lama crede che sien quelli i quali
come il vangile da la vanga, han passata la notte vicino e
perch il cinghiale infilan- che giungono, non appena
dosi con parte del corpo nel- riprendono il passo mattuti-
lo spiedo, aveva tant'impeto no. A lo spollo nei md.
che poteva giungere a of- Andare a. e anche Fare lo
fendere il cacciatore anche spollo (v. a Caccia).
cos ferito. Ma il pericolo
maggiore si correva, se il Sporco: detto di luogo: Il
colpo dello spiede fosse ri- contrario di Pulito, ossia
masto troppo alto e la fiera dove sono impedimenti di
avesse cos potuto investire piante, di terreno accidenta-
il cacciatore da sotto. In to, di sterpi o d'altro. Gli
questo caso unica difesa il sporchi: sottintende terre-
gettarsi a terra e rimanerci ni dove le erbacce i rovi e
acquattati quanto pi si po- simili sporcano. A lo spor-
tesse. Da allora lo spiede ha co m. avv. che ha lo stesso
sempre servito a le cacce significato. Cacciando alo
delle fiere: n'erano armati i sporco c' bisogno di un ca-
cacciatori e gli uomini che ne riportatore.
le servivano, specie i custo-
di delle reti. E questi tutti Spostare: v. tr. Far uscire
nella nostra letteratura eran dal posto, che conveniva

110
(Tommaseo). Perci Uccel- chie, o ai passi nelle siepi.
lo o animale spostato.
quello che, scacciato dal Stampe: tutti gli uccelli
luogo, dove si trovava per finti fatti di qualunque mate
rimanerci, si posa precaria- ria, dei quali si servono i
mente in un altro. (v. Uccel- cacciatori per allettare i sel-
lo). vatici a cui fanno la caccia.
Stampe di pivieri, di
Spostarsi, v. r., dicesi di pavoncelle, di storni, di ana-
uccelli e animali che si tol- tre . Il Savi ... Vale a dire
gano da un luogo non per pelli di uccelli imbottite in
abbandonarlo definitiva- maniera da imitare l'attitu-
mente. Quelle starne ci so- dine di quei che nuotano. E
no ancora, ma si sono spo- il Crescenzi le chiama
state. verso la macchia. Aues excorticatae ossia
impagliate. Sono tra gli al-
Stacciolo: arnese di ca- lettamenti a la vista.
scina in forma di staccio,
coperto di tela a imbuto, en- Stanzino delle gabbie:
tro al quale si pongono uc- Compartimento o anche
celli vivi per trasportarli o stanzino vero e proprio dei
ingabbiarli. Manica dello casotti dove si tengono le
stacciuolo: la parte pi stret- gabbie dei richiami.
ta dell'imbuto di tela, che si
allunga appunto in forma di Starnare: att. Trarre le
manica. budella a le starne e ad altri
uccelli dopo averli ammaz-
Staggi: le aste o stanghe zati, acciocch si conservi-
delle reti a braccia pi leg- no. - Uccello starnato:
gere; e anche quelle delle quello a cui sono state tolte
reti a pesi tranne l'astone. le budella c. s. - Si starna-
Cfr. Stangia basso-latino. no certi uccelli, ma si sven-
Le forcule da regger trano (o svotano) le lepri e
gabbie e gabbioni nelle tese. altri quadrupedi).
I sostegni a cui si tendono
le ragne erette nelle mac- Stendere: v. a., indica

111
l'operazione contraria a rili o inselvatichiti. - Dim.
Tendere: ma significa tanto Sterpacchio; accresc. Ster-
la cessazione definitiva del- pone; dispr. Sterpaglia.
l'uccellagione al venir meno Gli sterpi, come gli altri
della stagione propizia, nomi di piante si usano a in-
quanto quella parziale d'o- dicare i luoghi dove nasco-
gni sera, e d'ogni volta, che no. Sinonimo di Sterpeto
si tende anche per breve Sterpaio.
tempo. Un tenditore di
prodine pu fare due o tre Stivalare: cacciare a giro
tese in un giorno; e perci in palude con gli stivaloni a
anche pu stendere altret- tenuta. - Il cacciare con o
tante volte. senza scarpe. in cui entri
l'acqua dicesi Andare a
Stentare: detto degli a- guazzo, o Cacciare il guaz-
nimali ausiliari nella caccia zo.
come cani d'ogni specie e
falconi significa faticar mol- Stolzare: v. n. e trans. (
to a trovare, puntare o pren- locale toscano e forse ma-
dere l'animale da loro cac- remmano) e significa il le-
ciato. Questo bracco stenta varsi balzando in piedi della
troppo a puntar le quaglie . fiera, e il levarla che fanno i
Il tuo levriere ha presa la cani. Analogo il nome
prima lepre di volata, ma la Stolzo (A lo Stolzo). In Ma-
seconda l'ha stentata troppo. remma dicono appunto Ti-
Non ancora allenato. Il rare a lo stolzo. - Credo che
riporto stentato non d alcu- derivi da la forma bassa la-
na soddisfazione. tina Extollatio, il saltar fuo-
ri. Della lepre dicesi Schiz-
Sterpeto: luogo dove so- zo.
no sterpi. Dicesi anche Ster-
paio. Stoppia: il campo dal
quale stato falciato anche
Sterpo: s. m. Pianticella lo strame delle biade. - -
secca o stenta, nata specie La parte di paglia che rima-
ne' luoghi non coltivati, ste- ne sul campo segate che

112
sien le biade (Tomm.). I To- prende a stracca; esso rovina
scani usano di pi Seccia. i cani.
Cresc. su le stoppie o sec-
cie 2. 13. 25. Strame, pl. strami: la
paglia delle erbe che, come
Stracca: n. f. nei modi il grano, vengon falciate al-
Fare la stracca: cacciar fie- quanto alte da terra: e che
re stancandole con l'inse- poi vien rasa con la falce
guimento di cani e uomini. fienaria. E si dice anche del-
Questo modo di caccia, l'erbe palustri e dei luoghi,
che richiedeva grandissimo dove restano. Es. Begli
numero di cani e di battitori strami di medica, pieni di
era possibile solo ai principi panicastrella. Strame rado
dominatori di territori va- e vecciato di grano, dove c'
stissimi. In Italia venne me- bazzico di tortore.
no prima del Sec. XVII co-
me dichiara il Tanara In I- Strascico, nel modo Fare
talia, dove la stracca non u- lo strascico al lupo, a la
sa. Si dice per ancora volpe, che significa: Alletta-
Cacciare e caccia a stracca re queste fierc a venir, dove
per indicar quella che si fa a appostato il cacciatore,
la lepre rinnovandone l'in- strascicando pel terreno un
seguimento con levrieri fre- pezzaccio di carne morta e
schi; ed anche ad uccelli di sanguinolente.
corto volo, levandoli e rile-
vandoli, finch non si lasci- Strepito: il rumore molto
no avvicinare per stanchez- alto che fanno gli scaccia, i
za. dunque modo pi ita- battitori e tutti gli uomini di
liano che caccia forzata. una caccia, ai quali spetta il
Muta da stracca: quella compito di levare le fiere.
dei cani riservati a compiere (In latino Alatores), in ital.
lo straccamento della fiera. oltre i sunominati le Voci, i
Prendere a stracca: cac- Canattieri, i Canai delle
ciare fiere e uccelli in modo braccate Maremmane. - la
o col mezzo di straccarli. Il stessa parola latina Strepitus
porco di tre anni non si cantata dai poeti e cinegeti-

113
ci, quale mezzo di caccia. dimostrarla di origine non
Analoghe sono Rumore, ignobile. Va notato poi che
Busso, Bussare, Vociare, alcuni scrittori stessi l'hanno
ecc. creduta una rete e l'Arrigoni
degli Oddi ingannato da loro
Strusa: parola usata da e dai suoi informatori, ne fa
Vincenzo Tanara, e da lui una cosa sola col soprerbe e
desunta dal Bacchi Lega. lo strascino, ossia ne fa una
Significa: Quella fune, don- rete! Ed io sospetto che l'er-
de penzolano parecchie cor- rore, il quale gi nel Gior-
dicelle con appesi spaurac- gi (c. 19) sia provenuto dal
chi, ed oggetti pesanti, che, concetto falso, che hanno
strascicata da due uomini, gl'inesperti su lo strascino, il
uno per capo, erpica il terre- quale ch'esso sia una rete
no erboso urtando e spaven- da strascicare sul terreno,
tando gli uccelli e quadru- mentre invece da coprire il
pedi, che ci si trovin nasco- terreno, dove si crede essere
sti. - La voce pu derivare la quaglia puntata.
dal v. lat. Strusare che si-
gnifica strofinare, urtare, Struscio: dal verbo stri-
battere, percotere. Mancan- sciare del quale si usa quale
do qualunque altra voce de- sinonimo, nel modo Caccia
nominativa di un tal arnese dello struscio. - Vale Tesa a
credo che invece del troppo lo struscio, ossia a uccelli,
generico Corda debba ac- che prendonsi mentre vola-
cettarsi questo. Nell' Enci- no a struscio (strisciando).
clopedia delle Enciclope- tesa vagante, che si fa specie
die vien definita battuta a le passere, quando tornano
con la corda marciante!. E a l'albergo. Il Savi la descri-
basta la ridicolaggine di ve come qui sotto, ma i mo-
queste cinque parole cos di sono parecchi, secondo i
goffamente accozzate per luoghi.
legittimare Strusa. Del resto Savi: Caccia dello Stru-
il Diez stesso registra il ver- scio. Si fa a le passere gio-
bo Trusare lat. (Catullo) vani nell'ora, che vanno a
quale freq. di trudere per l'albergo, o ne escono vo-

114
lando basse, ossia struscian- ria a prendere altri volatori e
do il terreno. Le due reti anche quadrupedi.
vengon tese non affacciate
l'una a l'altra, ma sulla stes- Sughereto: bosco di su-
sa linea attraversate ad an- ghere.
golo retto alla via che ten-
gono gli uccelli passando. Sventrare: vuotare delle
Oltre il soprastante a le reti, budella i quadrupedi uccisi
un altro uccellatore nascosto in caccia. Gli uccelli si star-
lungo il filo seguito dagli nano.
uccelli, tiene in mano una
pertica con in cima un cen- Svernare uccelli, e altri
cio, che agita se il branco animali: tenerli d'inverno,
passa troppo alto (forse fa dopo essersene serviti nella
anche il sordino). Le passere stagione dei passo. Si
per timore s'abbassano a svernano richiami e allet-
strisciare e incappano nella tamenti, la civetta come cer-
rete, che vien tirata contro di ti spincioni.
esse. Analoga a questa c'
l'altra, che si fa ponendo una Tagliata: il bosco o la
ragna molto abbondante so- macchia dove sono state fat-
pra un grosso cespuglione te le tagliate.
isolato in mezzo a una lar-
gura. L'uccellatore, nascosto Tagliola: ordigno di fer-
l presso, al passare delle ro a scatto per prendere vol-
passere o altri uccelletti, fa pi, lupi ed altri simili anima-
il fischio del falco, ed esse li. Nel latino medievale
per la paura piombano a na- Taiola ferrea, quae habet
scondersi entro il cespuglio circa se multos rampiones
rimanendo cos irretite. acutos. Cos il Crescenzi, il
quale aggiunge che, con cer-
Struzziere e Strozziere te tagliole in pedibus sive
(antiq. Strucciere): il custo- cruribus omnes generaliter
de e ammaestratore degli bestiae capi possunt.
uccelli di ratto, ossia di
quelli tutti usati in falcone- Tana: la buca profonda

115
entro cui si rifugiano certe
fiere (v. Fiere). Animali Tele: usavasi solo al plu-
da tana: Cani da tana. rale nel significato di quelle,
che venivano tese, intra-
Tasca ladra: quella in- mezzandole a le reti da fiere
terna e meno visibile, che e a barriere di legna, per far
alcuni fanno nella cacciato- retrocedere le fiere cacciate,
ra. -- Anche Ladra assolu- che non davano nelle reti.
tamente. V. a Reti (Linea delle reti).

Tela a le folaghe: caccia Tempo: la condizione


palustre di compagnia, nella buona o cattiva dell'atmo-
quale i cacciatori su molte sfera: e l'aspetto del cielo. -
barchette si dispongono in Sereno - nuvolo - coperto -
cerchio larghissimo intorno rannuvolato -,chiuso - va-
ai branchi di folaghe pastu- riabile - piovoso -asciutto o
ranti nei chiari, e restrin- secco - afoso - umido
gendo a poco a poco il cer- -ventoso - nebbioso. - Il
chio procedono verso di es- tempo buono dicesi anche
se; finch le folaghe trovan- Temperie, il cattivo Intem-
dosi sempre pi asserraglia- perie. Il Sereno vale cielo
te da le barche cercano tutte senza nuvole, suo contrario
di sorvolarle esponendosi ai Nuvolo (cielo nuvoloso
tiratori. - Stretta (la) l'ul- molto).
timo restringimento che
fanno tra loro le barchette Tenace, detto di cane da
procedenti a largo cerchio presa e da giungere vale:
contro il gran branco delle Quello che acceffato l'ani-
folaghe che trovansi su i male non lo lascia o non
chiari. Ed anche il demorde tanto facilmente
momento della maggiore (v. cane da presa). In antico
strage di uccelli, perch ve ne furono di famosissimi:
questi, trovandosi cos presi tra gli odierni sono noti i
in mezzo, tentano di liberar- bulldogs e i mastini.
si, sorvolando il cerchio
micidiale dei cacciatori. Tendere: v. at. e n. in

116
senso venatico. Apparec- gli uccellatori e i cacciatori
chiare il luogo, sia fisso sia tutti, che in qualsiasi modo
vagante dove si vuol caccia- tendono ad animali: specifi-
re o uccellare, mettendo in co, se vien riferito a quelli,
pronto i mezzi tutti di cattu- che tendono in un modo so-
ra, di allettamento, le armi e lo. Tenditore di paretaio, di
quant'altro necessario a la panie, di lacci.
tesa che si esercita. Tende-
re a, con un oggetto indiret- Tenere: riferito a cani da
to significa cacciare o uccel- presa significa Il fatto ch'es-
lare a quell'animale di cui si si, attaccandosi coi denti a
fa il nome a Tendere ai un animale, specie in certe
tordi. Tendere col nome parti del corpo, ne fermano
della tesa, dice il mezzo. il moto. Cos il mastino ad-
Tendere il paretaio, la denta perfino il toro agli o-
Quagliottara. Tendere un recchi, e lo trattiene.
fucile o i fucili, significa
Apparecchiare un fucile ca- Terreno libero: nella
rico e armato, in maniera lingua delle leggi s'intende
che l'animale (o purtroppo quello non costituito in ban-
anche l'uomo?) il quale gli dita o in riserva n precluso.
passi vicino, toccando un Ma deve ritenersi precluso
certo oggetto o un'esca fac- anche quello, dove il passa-
cia scattare l'arma, e riman- re e cercare del cacciatore
ga ferito o ucciso. Generi- possa arrecar danno.
camente si tendono reti, pa-
nie, calappi, trappole. Tesa: s. f. Tutto il luogo
e l'apparato di allettamenti e
Tenditore: l'uccellatore mezzi di cattura o uccisione,
o cacciatore, che tende in dove disposta una uccella-
qualsiasi modo insidie per gione o una caccia, siano
prendere o uccidere uccelli queste stabili o posticce, di
o fiere. terra o d'acqua. La tesa va
N.B. Tenditore ter- dunque dal minore de' ca-
mine generico e specifico. lappi e delle trappole, al
Generico in quanto indica maggiore dei roccoli con

117
passate, e delle cacce palu- fica tendere una o pi volte
stri in botte; e perfino lo in luoghi diversi. Il tempo
sbarramento con le reti da che si tende. Es. Durante la
fiere, atte a catturare un cer- tesa ho sempre qui con me
vo o un cinghiale, va consi- qualche amico. Tesa au-
derato tesa e cos de- tunnale - Tesa estiva - Tesa
nominato propriamente primaverile - Tesa inverna-
Tesa fissa quella che richie- le. A la tesa: durante il tem-
de preparazione stabile di si- po che si tende. Es. Ti a-
to (Roccoli, Paretai, Bo- spetto a la tesa dei tordi .
schetti, Quagliottare, Botti e Il modo, la maniera, il mez-
Tine, Nocette o Querciole, zo. Perci dicesi Tesa a reti,
Palmoni grandi ecc,). Tesa a panie, a schioppo, a lacci,
vagante: che pu essere tra- a trappole, a buche; con al-
sferita ad ogni momento da lettamenti o senza, con ca-
un luogo a un altro, perch panno coperto o scoperto,
non ha preparazione stabile con le stampe, 1'aescato, lo
di sito. (Prodine, Capanni specchietto, il fischiatore.
scoperti, per lodole con lo Fu detto anche di tutto lo
schioppo, ecc.). Tesa mi- sbarramento delle antiche
sta: quella nella quale si u- reti da fiere, comprese le te-
sano mezzi diversi di cattura le, le corde con spauracchi,
(panie e reti, panie e schiop- gli argini di terreno e le ca-
po). Le pi usate sono il Bo- taste di legna, da cui era
schetto da tordi con panioni formato. Tesa a l'asciutto:
e reti, la nocetta o querciola, quella fatta su la terra ad uc-
impaniata con paniuzze, e celli non d'acqua. Tesa
coi richiami, dal cui capan- d'acqua: fatta su l'acqua sia
no si spara con lo schioppo. questa palustre, lacustre o
Il fatto del tendere Non fluviale. Positura della te-
t'illudere: oggi una tesa mo- sa: L'orientamento di una
desta come le nostre vec- tesa rispetto a la direzione
chie, non compensa le spe- del passo degli uccelli nel
se. Cos Fare una o pi luogo, dove appunto si trova
tese parlandosi di caccia o la tesa. E si noti non tutti gli
uccellagione vagante, signi- uccelli di passo tengono la

118
stessa direzione. per nulla gli allettamenti e i
Nota. Gli elementi essen- richiami delle tese, conti-
ziali di ogni tesa sono a) il nuano il loro volo.
capanno o casotto sotto tut-
te le forme di nascondiglio Tirinnanzi: era un cac-
compresa anche la botte pa- ciatore graduato nelle grandi
lustre; b) gli allettamenti, cacce principesche, il quale
che possono essere a la vi- precedeva la fila e le perti-
sta, a l'udito (richiami o fi- che (cordone e battitori coi
schio ), a la pastura: c) i bastoni, donde in che il ver-
mezzi di cattura o uccisione: bo Perticare).
panie, reti, calappi, trappole, Toccare: neutr. Movere
armi: d) il sito, il quale, se quel tanto che basti, e sem-
stabile, chiamasi tesa fissa, pre leggermente, sia gli al-
se posticcio, ossia da potersi zini delle tese, sia la civetta,
cambiare, si dice tesa per farli servire a l'alletta-
vagante. mento degli uccelli di passo.
La ragione di questo tocco
Tirare: detto di selvag- leggero che il movimento
gina in genere, vale Essere provocato dal Toccatore de-
attratta sia dal cibo, sia da le ve apparire agli uccelli pas-
condizioni de' luoghi. I santi un aliare pacifico di ri-
tordi tirano a l'edera, i bec- poso e di pastura. Che, se
caccini a le marcite, il cin- cos non fosse, spaventereb-
ghiale a l'insoglio, la bec- be invece di allettare.
caccia al pacciame, i coculi
ai bruchi, le quaglie ai mi- Toccare: v. tr. con l'og-
gli, i rigogoli ai fichi, i merli getto determinato (zimbello,
a la macchia. Ne' classici si civetta. leva, gioco e simili)
trova anche Attrarre. (Dav.). vale Moverli in maniera da
farli svolazzare o vedere a-
Tirare, Tiro e derivati: gli uccelli, che si vogliono
(v. capitoli specifici). allettare, Dav. Coli. tos.:
L'uccellatore stia a vedere,
Tirar di lungo: detto de- origliare e toccare meglio
gli uccelli, che, non curando che non farebbe sotto nella

119
capanna. Tnfano: la parte fonda
Tocca! tocca! incita- di un fiume o di un'acqua.
zione a toccare, quando
tempo. Usasi anche in Trabussare: fare un
senso neutro o assolutamen- tempaccio con molto vento
te Il sor Nando? Abilissi- impetuoso.
mo a toccare e fischiare.
Tracciatore: uomo e an-
Toccatore: il cooperatore che cane abili a ritrovare la
volontario o pagato che nel- selvaggina su la traccia la-
le tese ha l'ufficio di muove- sciata da essa.
re gli alzini, o altri alletta-
menti a la vista, facendoli Traforare: dicesi di uc-
giocare (volettare o svolaz- celli o altri animali, quando
zare) in maniera da essere riescono a passare attraverso
veduti dagli uccelli di passo. i vani di una rete o altro im-
pedimento. La siepe o rene
Tomboleto: luogo dove della quagliottara dev'essere
qua e l emergono grandi e cos fitta, lungo gli angoli
meno grandi cespuglioni in della saggina, che le quaglie
forma di tumuli. forma la- non la traforino. Dav.
ziale o romanesca analoga Colt. tos.: La siepe dell'uc-
alla toscana Tombolo, la cellare dev'essere cos fitta,
quale parrebbe aver avuto in perch i tordi impaniati non
origine il significato di duna la traforino.
quale si forma su le spiagge
maremmane. Poi pass an- Trappola: arnese da
che ai cespuglioni, che bru- prendere animali con insidia
cati da le bestie prendevano di allettamenti vari. - Lat.
forme quatte e tondeggianti; Decipula. I1 Tommaseo no-
come dimostrato dal suf- ta giustamente che in Trap-
fisso romanesco in -eto. Il pola c' l'idea di istrumento
tomboleto delle Acque Al- che agisca rivolgendosi, e
bine, buono per beccacce di ne d l'etimo greco. Il Pe-
prima stagione. trocchi le specifica cos: - a
cateratta, a gabbia, a ribalta,

120
a trabocchetto, a schiaccia, a lappi: fatta con lacci pi o
strozzino. Ma il vero caccia- meno complessi; perch il
tore non si cura di questi laccio semplice, ma in o-
mezzi poco generosi. gni forma di calappio entra
il laccio. Uccellagione a
Tratta (Stratta): s. f. reti: quella fatta per mezzo
Strappata (dal lat. Tractus). delle reti (v. Reti e Tesa).
Onde Reti da tratta quelle Uccellagione a trappo-
che si fanno riversare con le: fatta con ordigni, i quali
una strappata a la fune del scocchino d'improvviso, e
tratto, ossia fune, che volgendosi prendano o uc-
appunto serve a l'uccellatore cidano gli animali. Uccel-
per chiuderle dal capanno. lagione a vischio o a panie:
quella fatta con le panie (v.
Tffolo: il nome gene- Panie), Uccellagione col
rico degli smerghi cos (letti cane (cinegetica): quella che
dal tuffarsi nell'acqua. si fa alle quaglie col cane da
(Tomm.) Ma dagli esempi ferma coprendo con la rete
par quasi che non solo gli chiamata Strascino il terre-
smerghi sien designati con no erboso, dove il cane di-
tal nome, ma tutti gli uccelli mostra con la sua attitudine
tuffatori. Cosicch tffolo che si trovi la quaglia (v.
sarebbe un aggettivo sostan- Tese singole a Uccellagione
tivato che indicherebbe ap- cinegetica).
punto tutti gli uccelli di tuf-
fo Uccellaia: s. f. Quantit
di uccelli (Tomm.). Ma ha
Uccellagione: il fatto, qualcosa di spregiativo, co-
l'azione e il tempo del pren- me suona la desinenza (G.
der vivi gli uccelli (v. Tesa). M.). Dicesi anche di uccelli
In Toscana dicono anche presi a caccia per dirli di
Uccellatura; ma il vocabolo poco pregio per carne o
ha significato meno esteso: grandezza. In dialetto roma-
pu solo indicare il fatto gnolo Uslaja. Fu usato an-
dell'uccellare (e il tempo?). tic. per Uccellare o Uccella-
Uccellagione a lacci o ca- toio. Importante l'es. del

121
Morgante 24. 97 dove usa- vecchi trattatisti accettati
to certo nel significato di quali classici senz'alcuna
Boschetto da tordi. ponderazione razionale
Ecco apparire intanto un bel boschetto (Valli, Olina ecc.) E che sia
Tondo e impaniato come un'uccellaia.
un errore dannoso e impic-
cioso lo prova il fatto che
La qual pluralit di nomi,
appunto negli autori falsa-
data a la stessa tesa, sta a
mente classici si trova scrit-
dimostrare quanto sia incer-
to: Uccelliera da tordi.
to anche il criterio della to-
Uccellanda o Frasconaia:
scanit dei vocaboli fondato
cosicch, se si aggiungono i
unicamente su l'uso locale.
parecchi altri termini propri
e specifici delle tese da tor-
Uccellare: verb. tendere
di, si giunge al bel risultato
agli uccelli con qualunque
o di aver parole, che signifi-
mezzo, che sia atto a pren-
cano da sole tutte le tese
derli vivi.
specifiche, o tese specifiche,
che hanno mezza dozzina di
Uccellatore: chi per di-
nomi!
letto o mestiere tende insidie
a gli uccelli per prenderli
Uccellinaio: chi caccia
vivi.
agli uccellini.
Uccelliera: i luogo dove
Uccellinare: cacciare a-
si tengono vivi con agio di
gli uccellini. Come Uc-
volare e muoversi a piaci-
cellinaio l'uno e l'altro so-
mento gli uccelli. Gabbio-
no giustificati dal verbo
ne molto grande. In latino
dantesco: Chi dietro
Aviarium. una impropriet
1'uccellin sua vita perde.
inutile e dannosa estendere
il significato di questa paro-
Uncino: (v. spiegare lo
la a certe tese con le reti.
strascino).
Come ho dimostrato, il vo-
cabolo, in tale significato
Uso: frequentativo di
una forma locale erronea,
uso nel significato di fre-
oppure proviene da quei
quenza nell'andare o essere

122
spesso in un luogo. Riferito la chimica si riesciti a eli-
ad animali vale il loro fre- minare la vampa. Credo pe-
quentare un luogo il loro r che sarebbe meglio dire
batterci (Niccolini). In senza vampa.
quella macchia acquitrinata
c' uso di cinghiali . Lo Venire a tiro: (v. Tiro).
credo giustificato dal fatto Vento: il moversi pi o
che anche in latino a indica- meno forte dell'aria. Buon
re lo stesso concetto si usa- vento: quello favorevole al
va il verbo Utor In itineri- cacciatore o al cane, rispetto
bus, quibus bestiae utuntur. a la caccia o a la cerca, che
Crescenzi C, 32. fa o deve fare. - dritto o a
filo: che soffia in faccia.
Valichi montani: I passi Mezzo vento: che viene
o varchi su l'alto delle mon- da uno de' fianchi. A ven-
tagne, dai quali gli uccelli to: in modo favorevole al-
migratori sono costretti a l'atto o all'azione che si vuol
travalicare da un versante a fare o si sta facendo. So-
l'altro delle valli o delle ca- pra vento: col vento a le
tene (v. Passata). spalle.
Sotto vento: col vento
Valle e Valli: (v. Pa- in faccia. Prendere vento
lude). o il vento: sottintende favo-
revole a buttarsi, a volare,
Vallonata: valle ampia. se parlasi di uccelli; a cerca-
Ma al plurale par assumere re o sentire, se di cani.
il significato di convalli, os- Puntare il vento o contro
sia di valli che sbocchino vento: volare col vento drit-
una nell'altra. to in faccia.
Nella caccia, come nel-
Vampa: la fiamma visi- l'uccellagione, il vento ha
bile che sbocca da la canna importanza decisiva, sia ri-
delle armi da fuoco sparate, spetto a la cerca dei cani e al
specie se di notte. loro sentire, sia rispetto a la
Polveri senza fiamma postura delle tese fisse e va-
quelle di che con una misce- ganti e dei giochi tutti e al-

123
lettamenti usati in esse; sia terra nelle grandi gelate in-
rispetto al volo degli uccelli, vernali, rendendo pericoloso
e. per conseguenza, a la loro e difficile il camminare.
facilit e possibilit di pas-
sare su le tese stesse e di Via e Vie: il luogo per
buttarcisi o fare buon gioco, cui sono passate le fiere; e
favorendo il tiro in quella a perci hanno lasciata la
schioppo, Perfino nell'acco- traccia. Via al covo: quella
stare certi uccelli e animali per cui la fiera entrata nel
il vento, pi che il rumore, covo. Via a la pastura:
decide della buona riuscita quella seguita per andare a
dell'atto. Ma purtroppo io pasturare. Via del sangue:
finora non conosco un la traccia del sangue lasciata
trattato compiuto di questa da la fiera ferita (Via san-
materia. Certo che, nel guinis).
porre o stendere il gioco, os- II: Il luogo per cui sono
sia le stampe, necessario soliti passare gli animali
tener conto della direzione e specie in terra: che quelle
intensit del vento. Pi esso aeree si chiamano pi co-
forte pi il gioco dev'esse- munemente e specificamen-
re lungo o distendersi verso te Fili (v. Via gen.).
la parte, da cui gli uccelli
provengono; ci per dar loro Voci dei cani: convien
modo di veder presto le distinguere la voce e le voci
stampe e tempo di calarsi generiche proprie del cane,
con meno fatica o meno ossia quelle con cui esso ci
sforzo a la tesa. E la regola manifesta i suoi sentimenti,
vale anche per tutti gli allet- da l'altre, con le quali d se-
tamenti a la vista compresa gni al padrone sia pel suo
la civetta per le lodole. ufficio di guardiano, sia pei
Vento teso: quello che ha molti e diversi di cacciatore.
sempre una direzione e sof- La voce di significato pi
fia senza interruzione. esteso Abbaiare e il suo n.
verbale Abbaio. Ma le mo-
Vetrone, il Vetrone: stra- dulazioni dell'Abbaio sono
to di ghiaccio che copre la tante, ch'esse servono ap-

124
punto quali segnali determi- Volpino: agg. Di volpe,
natissimi cos per la guardia pertinente a volpe Astuzia
canina come per i segni di- volpina, Squittio volpi-
versissimi necessari al cane no.
che caccia. Perci devesi
notar subito che la glottolo- Zimbellare: mostrare gli
gia odierna ha rimessa in zimbelli agli uccelli di pas-
valore l'etimologia antica, la so.
qual faceva derivare il nome
cane da canere, cantare, dar Zimbellata: il fatto dello
segni vocali (v. Thesaurus a zimbellare.
Canis). Canere signum o si-
gna significava in latino Zimbellatore: l'uccella-
dare i segni militari con le tore che zimbella bene, os-
trombe, Canere bellicum, sia sa mostrare a tempo lo
dare il segnale della batta- zimbello agli uccelli. Pu
glia. Qui mi baster notare avere anche senso dispregia-
questo a intender generica- tivo: Uccellatore? Uno
mente i vocaboli riguardanti zimbellatore!.
il cane anche non cacciato-
re. Pei vocaboli venatici, Zimbello: Due o pi uc-
rimando a Cane da pelo e da celli della specie di quelli a
punta. Aggiungo tuttavia cui si tende, che, legati a
che gli altri vocaboli generi- due verghette alzabili al-
ci principali sono i verbi quanto da terra, dove stanno
Gagnolare, Guaiolare, Guai- posate, si mostrano per al-
re, Rignare, Ringhiare, Ru- lettamento, a quelli di passo.
gliare, Uggiolare, Ustolare; inesatta ed errata pur la
e i nomi Abbaiata, Abbaia- definizione del Bacchi Lega,
tura, Abbaio, Asserro, Ca- che dice e ripete Zimbello o
gnara, Cana, Gagnolamen- Leva, e attribuisce al dialet-
to, Gagnolo, Guato, Rigno, to romagnolo l'errore di
Ringhio, Uggiolo. E lascio chiamare leva lo zimbel-
le voci figurate (v. a Cane e lo. Il termine pi generico di
Segni). questi allettamenti a la vista
Giochi, di quelli che si

125
mostrano alzandoli, Al- Zone di addestramento:
zini. E, come si dice nella cos denomina la legge su la
definizione Zimbello e Le- caccia quei tratti di campa-
va, sono cose diverse. Toc- gna, ne' quali fatta conces-
care, mostrare, alzare, dare sione di portare i cani a
lo zimbello. l'ammaestramento (v. Cane
e Ammaestramento).

126
CAPITOLO II
TAVOLA METODICA SUI VOCABOLI DI TESATESA

TESA Allettamenti
fissa Gioco e Giochi
vagante Zimbelli e -o
a l'acqua Alzini
l'asciutta Leva, -e
reti Endici
panie Passeggini
schioppo Volantini
calappi Volo
lacci Crescione
trappole Cordata
buche Civetta
Orientazione Falchi
Positura della tesa Stampe
Piazza Posatoi
Aiuola Buttata
Alberatura Piante di buttata
Armatura Escato
Capanno vivo
coperto morto
mezzo coperto Specchietto
scoperto Richiami
Capannuccio alluminati
Casotto ciechi
bocchetta canterini
feritoie cantaioli
stanzino delle gabbie versaioli
primo piano fischiatore
secondo piano richiamatore
ballatoio schiamazzo

127
spie canterine Fischiare
spie avvisatore Zimbellare
Arte Zmbellata
Tendere Zimbellatore
Governare gli uccelli Alzare un allettamento
Dare un gioco
Postare Mostrare gli alzini
gli allettamenti Toccare la civetta
le stampe Alzare lo spauracchio
i giochi Gettare lo spauracchio
i richiami Filo e Fili
Piantar le forcole Passo
Caricare le reti o le aste buono
Appannar la ragna debole
Affilettare le reti nullo
Attaccare il tratto rotto
Distendere i filoni intermittente
Apparato Sbarco
Gabbia V. gen. Spollo
Portagabbie Ore del passo
Stacciolo Ritmo del passo
Forcole Branchi
Siepetta Spie
Ingabbiare Giocar bene o male
Ingabbiatura gli zimbelli
Braca gli uccelli di passo
Imbracare Credere e no
Imbracatura Dir bene
Pastoia Calare e Calarsi
Impastoiare Buttata
Legame Buttarsi
Legatura Fare il mulinello
Geti V. Civetta la rota
Accodare il rigiro
Accodatura le passate
Lunga Fare a la buttata

128
Venire Ore del passo
Attaccarsi a la fiasca Ritmo del passo
Dare a l'aria Branchi
Gettarsi a terra Spie
Strisciare Giocar bene o male
Tirar di lungo gli zimbelli
Far coppo gli uccelli di passoo
Prender vento Fal
Venire a tiro Spari
Posarsi sul secco Stendere
Infrascarsi
Posarsi a lo scoperto
Ragnare
Insaccarsi
Prendere
Presa
Preda
Sballare
Far capotto
Sballo
Segnali dello sballAlzare
un allettamento
Dare un gioco
Mostrare gli alzini
Toccare la civetta
Alzare lo spauracchio
Gettare lo spauracchio
Filo e Fili
Passo
buono
debole
nullo
rotto
intermittente
Sbarco
Spollo

129
DIZIONARIO DI TESA

Aria: n. md. Dare a l'a- Bertovello: (v. Quagliot-


ria, vale l'Alzarsi a campani- tara).
le che fanno certi uccelli,
sfuggendo cos a le reti tira- Bocchetta: (v. Casotto).
te o tese contro di loro.
Braca: legame che si fa a
Arte: tutto l'insieme de- certi uccelli da allettamento
gli uccelli canterini che con spago, da cui n' ab-
formano i richiami di una bracciato il corpo lasciando
tesa. loro liberi ali e piedi e tutti i
movimenti; mentre son trat-
Bertesca: nascondiglio tenuti da un filo solo parten-
alto ne' punti estremi dei te da la braca sotto il petto.
roccoli e uccellari, od anche Es. Metti la braca alla le-
sopra al capanno, con feri- va .
toie per osservare tutto in-
torno. In ogni canto, quasi Bussare e Bussata: (v.
torrioni, una Bertesca con Ragnaia).
capannuccio sotto: nel mez-
zo la capanna con Bertesca Buttata: Il fatto del but-
sopra (Dav.). tarsi gli uccelli, sia in alberi,
Nota. In questo esempio in terra o in acqua. Es. Ho
c' la conferma indiretta che visto la buttata di due ana-
il termine Roccolo deriva da tre. Volo di buttata: quel-
Rocco, torre con osservato- lo speciale che fanno gli uc-
rio, quale ci qui dimostrata celli quando hanno
dal Davanzati. Infatti dalla intenzione di buttarsi.
sommit del Capanno del Federico lo dice Ad insi-
Roccolo si lanciavano gli dendum a posarsi. Essere
spauracchi, come si fa anco- a la buttata: dicesi di quegli
ra nel roccolo da montagna. uccelli, i quali nelle tese,

130
specie ne' roccoli, si sono tanta solidit da resistere u-
posati o sono gi scesi sui n'intera stagione di caccia
rami pi bassi e aggrondanti (v. Casotto). Capanno co-
su la piazza e mostrano di perto: quello che copre del
voler calarsi in essa. Dice- tutto il cacciatore anche so-
si anche per il luogo, dove pra, come un tetto. Ca-
facile buttarsi. Ramo di panno scoperto: quello sco-
bella buttata. Ma qui credo, perto del tutto o parzialmen-
che sia usato per posatoio te di sopra, in modo che si
. Scala della buttata: cos possa anche tirare con lo
chiamansi i rami delle pian- schioppo a uccelli che pas-
te sporgenti su la piazza, se, sino in aria. Da notarsi:
come devono, si protendono Questa denominazione di
sempre pi su di essa, in capanno scoperto diventa
modo da facilitare la discesa anche nome di tese speciali.
agli uccelli buttatisi anche C' un Capanno scoperto
dall'alto. per la caccia a le lodole con
lo schioppo, la civetta, lo
Cantaiolo: agg. Uccello specchietto, lo zimbello. Ce
da richiamo, specie quello n' un altro per la caccia ai
che canta bene in versi. pivieri e a le pavoncelle con
le stampe, il fischio, il ri-
Ho gi provvidamente fatto incetta chiamo vivo e il gioco. An-
di visco, di paniuzze, di civetta,
che la caccia palustre del
di due merli, di un tordo cantaiuolo.
Capannuccio rientra in que-
CARO, lett. 243
sta categoria. Capanno
mezzo scoperto: quello di
sinonimo di Canterino.
certe tese sieno a reti sieno a
schioppo, dal quale l'uccel-
Capanno: il nascondi-
latore pu lanciare su la tesa
glio rustico e primitivo degli
gli spauracchi o altro, e il
uccellatori e cacciatori. Pu
cacciatore pu meglio na-
essere di qualunque forma e
scondersi agli uccelli e spa-
materia, di frasche o rami,
rar loro a volo e a fermo. Ne
di felci, di paglia, di canne;
sono esempi il terzo piano
pu essere posticcio o aver
nel casotto del roccolo, il

131
capanno con copertura a Casotto: la piccola caset-
mantice della caccia a le pa- ta in muratura o legno, che
voncelle: quello pure delle nelle tese fisse serve ai ten-
reti aperte a storni, pivieri, ditori per esercitare l'arte lo-
pavoncelle, colombacci. ro nascosti, tenerci attrezzi,
Usasi anche genericamente arnesi, provviste, giochi al-
per Casotto. lettamenti. Casotto del pa-
retaio, del roccolo, del pal-
Capannuccio: piccolo mone, della tesa. Boc-
nascondiglio fatto qua e l chetta del casotto: l'apertura
negli uccellari. specie sotto orizzontale stretta e lunga,
le Bertesche, perch l'uccel- da cui il tenditore sorveglia
latore potesse trovarci rifu- tutta la tesa, e pu scorgere
gio mentr'era fuori del ca- gli uccelli di passo, che gli
panno, a esercitare l'arte sua vengon contro; e, nelle tese
(v. Bertesca e Palude). con lo schioppo a capanno
coperto, pu sparare. Sia
Carpine: l'albero che fatta la bocchetta in s bel-
vien usato di pi nell'im- l'arte, - Che tutto il tenditor
pianto delle tese per l'uccel- di fronte scopra. Pananti.
lagione con le reti versatili e op. cit. Feritoie del casot-
quelle erette. Per le versatili to: le aperture strette del ca-
serve a formare la frasca del sotto specie ai lati e dietro,
boschetto: per le erette (roc- donde si pu vedere e spiare
coli e brescianelle) si presta senz'esser visti. Stanzino
moltissimo in grazia della delle gabbie: un reparto di
sua duttilit a coprire andari, certi casotti, dove si tengono
a formar specchi di passate i richiami, specie quelli che
e posatoi su la piazza. La si voglion custodire meglio.
sua sollecita frondosit poi Casotto del coccolo: (v.
lo fa servire anche di coper- Roccolo ).
tura ai detti specchi delle
passate e della ragna per Copertura: quello che
l'ombra che oscura la rete serve a coprire certe reti te-
agli uccelli. se, perch l'ombra le renda
meno visibili agli uccelli. -

132
La Copertura pu essere di le appunto una fossa, dove
varia materia. Nelle Passate si lasciano passeggiare e pa-
adiacenti ai roccoli di sturare tordi a lo stesso sco-
fronde protese nel mezzo po detto della gabbia. Si
degli spazi, che tra colonna tratta dunque dell'alletta-
e colonna, sono chiusi da la mento che altrove vien
ragna armata. Nel Bertuello chiamato dei Passeggini (v.
della Quagliottara, una re- q. v.).
te, che si tende orizzontal-
mente su la bocca del primo Crocione: cos chiamasi
bucine, per impedire che le nel gergo, credo pi che nel-
quaglie, alzandosi a campa- la lingua, lo zimbello che
nile, possano sfuggire sopra regge due uccelli per ogni
al bertuello stesso. Dicesi asticciola.
anche Rete di copertura.
Dare a l'aria: definisce
Cordata: altra forma, di la difesa che fanno certi uc-
zimbello consistente in una celli contro il chiudersi delle
corda, a la quale sono attac- reti sia versatili, sia pure e-
cati con un legame a la coda rette, o gli spauracchi dei
parecchi uccelli in fila, in roccoli, consistente nell'al-
modo da potersi far muove- zarsi a colonna invece che
re da sembrare uccelli pastu- strisciare precipitandosi a
ranti. Usasi specie con gli terra (Pananti). Il Davanzati
stornelli. usa Alzare ma questo
verbo meglio specifica l'al-
Corriera: cos denomi- zarsi in volo gi alto, mentre
nano i lombardi la lunga Dar a l'aria vuol dire sot-
gabbia, che nelle loro tese a trarsi a la rete incombente
uccelli, pongono in terra la- facendo un impetuoso cam-
sciandovi dentro tordi a panile.
scorrere per allettamento. In
questo senso sottintende ap- Endice e Endici: cos si
punto gabbia. Pu per chiamano in genere gli uc-
sottintendere o aver espressa celli vivi posti entro la tesa,
anche la voce Fossa; la qua- perch sien visti dai passanti

133
e scambiati per uccelli libe- fica del boschetto da tordi.
ri, che pasturino. (Tomm.).
(Da Index lat. cosa che serve Fare il verso: dicesi de-
per mostra). Ma gli Endici gli uccelli che fanno il verso
sono legati o imbracati o della loro razza. Ma se can-
anche lasciati liberi per la tano come ne' tempi degli
tesa con l'ali mozze, oppure amori si dice Cantare in
entro una fossa scavata, che versi. L'osservazione del
nell'alta Italia chiamano La Pananti.
Corridora. Differiscono da-
gli zimbelli perch si movo- Feritoia: i piccoli fori
no a propria voglia, mentre aperti nel capanno o casotto
questi sono mossi da l'uccel- della tesa (toltane la boc-
latore e in modo determina- chetta) per poter osservare,
to. E diconsi anche Passeg- non visti, da ogni parte.
gini.
Filo e pi Fili s. m. Le
Escato: l'allettamento vie aeree che tengono certi
che si fa nelle tese con l'esca uccelli migratori nel passare
a gli uccelli; ed il luogo sopra la terra. Usasi per pas-
stesso dove si pone l'esca. so.
Escato vivo: quello di piante Nota. A quanto pare re-
vive, sia granifere, sia bacci- stano determinatissime e
fere, fatte nascere nelle non cambiano per passar
piazze delle tese o nelle loro d'anni. Ci provato da le
adiacenze. Escato morto: tese fisse, che restano allo
quello di granella o bacche stesso luogo per generazioni
o frutti saporosi entro la te- e generazioni. Pu credersi
sa. L'acqua stessa pu con- per che cambino solo nel
siderarsi un'esca. caso che l'aspetto del paese
e le condizioni del suolo
Fantoccio: la pianta di mutino molto.
certe tese tondata e rimonda,
da cui sporgono, quali posa- Filone: Ciascuna delle
toi, i panioni impaniati. Es. cordicelle che nelle tese ser-
Il fantoccio pianta speci- vono a muovere gli zimbel-

134
li, o la civetta e simili allet-
tamenti, sia nell'uccellagio- Frcola e Frcole: le a-
ne, come anche nelle cacce sticciole puntute in fondo e
con lo schioppo. Filone munite di uno o pi attacca-
della civetta, degli zimbelli, gnoli in alto, a le quali si
delle leve. Distendere i appendono le gabbie dei ri-
filoni: condurli dal capanno chiami nelle tese. (Lat. Fr-
ai giochi da moversi legan- cula). Piantar le forcole:
doneli a l'aste. conficcarle in terra nella
piazza della tesa o l presso,
Fischiare: richiamare gli per disporci sopra i richia-
Uccelli col fischio o anche mi.
con la bocca facendone il
verso. Cotesto ragazzo fi- Frasca: (v. Frascato).
schiava benissimo a le lodo-
le. Gittarsi a terra: una
delle difese degli uccelli vo-
Fischiatore: richiamato- lanti, i quali tentano appun-
re di uccelli imitandone le to, precipitandosi verso ter-
voci. ra, di sottrarsi a un pericolo
cos delle reti, come pure
Fischio: nel significato dei rapaci. Si gettano a terra
venatico, ogni richiamo arti- anche nel veder muovere un
ficiale fatto dal cacciatore alzino fuori di tempo o nello
sia per mezzo d'istrumenti, scorgere qualc'altro indizio
sia con la bocca, dal quale d'insidia.
venga imitata la voce o il
verso degli uccelli, che si Giocare: nel significato
vogliono allettare. In ge- venatico si riferisce sia agli
nere anche i vari istrumenti, uccelli ai quali si tende, co-
di cui ci serviamo per questa me agli allettamenti vivi.
imitazione, Il fischio per le Pei primi vuol dire il modo
lodole, il fischio per i pivie- buono o cattivo che si com-
ri. Il verso comune degli portano rispetto al lasciarsi
uccelli, quando non cantano prendere: pei secondi il mo-
in versi. do di allettare i primi col vo-

135
lo d'invito a buttarsi o avvi- Va notato per che Alzare
cinarsi alla tesa. Giocar pi proprio degli alzini: Da-
bene Giocar male . Es. re il pi generico; Mostra-
Oggi la leva mi gioca ma- re generico, s, ma relati-
lissimo: e i fringuelli gioca- vamente al bisogno; e Toc-
no come se avessero il dia- care, usato pur esso, anzi
volo appresso . abusato anche riferito a
schiamazzo, dovrebbe dirsi
Gioco e pl. Giochi: gene- solo dello zimbello per indi-
ricamente vale e si usa per care di non moverlo molto,
Allettamento alla vista degli e della civetta da lodole nel-
uccelli di passo. Sono Gio- lo stesso senso.
chi le stampe (uccelli finti) La ragione di tutte queste
le leve, gli zimbelli. Ma gli distinzioni nasce dal fatto,
esempi classici sembra che che questi allettamenti a la
con questa voce intendano vista diventano spauracchi,
pi specialmente le leve e se sieno usati male. Alcuni
gli zimbelli, ossia gli Alzini. di essi giovano per gli uc-
Infatti l'Ariosto (Fur. C. 43 celli ancor lontani (zimbelli,
st. 144) dice: Rinaldo Ar- cordata, crocione, civetta
gia molto lod, che avviso mossa o volante) altri (leva,
Ebbe d'alzare a quell'augello endici, passeggini, civetta
un gioco, Che a la medesma ferma) sono creduti dagli
rete fe' cascallo. Gioco uccelli vicini. Postare il
vivo: quello di uccelli vivi o gioco: porlo nel luogo che
anche misto di questi e credasi pi opportuno ad al-
stampe. Gioco morto: lettare, secondo il vento, la
quello di sole stampe senza luce e altre condizioni atmo-
richiami come nelle tese in sferiche. Alcuni giochi han-
palude, e anche a l'asciutto. no un luogo fisso nella piaz-
Alzare, Dare, Toccare, za o nell'aiuola, altri no. Per
Mostrare un gioco: Fare in questi necessario postarli
modo movendolo che gli come detto sopra, sieno
uccelli di passo lo scorgano. essi giochi vivi o giochi
L'uccellatore stia a vedere, morti. C' un'arte, poco co-
origliare e toccar meglio. nosciuta, per postar bene le

136
stampe e i richiami della
caccia palustre e le anatre; e Insaccare e Insaccarsi:
ce n' anche una per postar entrare o dar nella ragna fa-
la civetta nella caccia a le cendole far sacco.
lodole, specie quando tira
vento. I richiami stessi delle Legatura: dicesi del mo-
tese a reti o a panie vanno do di legare a le asticciole
disposti in modo, che il loro gli zimbelli, le leve o simili;
verso o canto sia udito o come pure della civetta a la
prima o poi. Ed perci che gruccia o racchetta e di qua-
vien giustificato il termine lunque altro richiamo o al-
postare. lettamento vivo, che non si
usi ingabbiato,
Imbracare: porre la bra-
ca agli uccelli. - II nome v. Leva: uccello da gioco
Imbracatura. Es. Ha com- che, legato in cima a un'a-
prato due pavoncelle imbra- sticciuola a gruccia, da al-
cate (v. Braca). zarsi e abbassarsi per mezzo
di un filone, ha imparato a
Impastoiare: porre la volare composto e a brillare
pastoia. - V. Civetta e Geti - riposandosi sii la gruccia
Il nome verbale Impastoia- stessa. - Leva di terra:
tura. quella la cui asticciuola posa
a terra. Leva d'albero:
Ingabbiare: porre in quella posta sopra un albero.
gabbia uccelli presi. - Si in- Uccello o uccelli che van-
gabbiano quelli molto belli no a leva: quelli che posso-
o quelli, dei quali si spera no ammaestrarsi a questo
che possan diventare buoni gioco, come fringuelli, ca-
richiami. lenzoli, cardelli, lucherini.
Es. Non dar mai la leva
Ingabbiatura: s. f.. casi in faccia a l'uccello che cala
chiamasi nel gergo delle te- (a la tesa) quand' vicino;
se anche l'uccello preso e perch si spaurisce, e viene
ingabbiato perch serva da in cognizione dell'inganno.
richiamo. E questa regola generale,

137
che vale per tutti gli alletta- Orientazione: la posi-
menti vivi, specie per le lo- zione che si d a le tese in
dole cacciate con la civetta relazione ai punti cardinali,
o altro rapace su la racchet- tenendo conto da quali di
ta. questi ci vengono gli uccel-
Nota. Secondo la forma li, a cui si tende.
dell'asticciuola o posatoio,
su cui posta la leva si pu Passeggini: gli uccelli
dunque dire che questo vivi che legati con braca,
allettamento pu designarsi pastoie o anche liberi, ma
in tre modi. Leva a gruccia con l'ali mozze, si tengono
se 1'asticciuola termina in nella piazza delle tese per
cima a gruccia, Leva a allettamento.
racchetta se il posatoio
reticolato, Leva a trappello Passo: la parte del loro
o Trappello quella dei viaggio che gli uccelli mi-
colombi, il cui posatoio gratori fanno su le nostre
fatto a ti maiuscolo. Trovasi terre nell'ultima estate e nel
per usato questo termine primo autunno come pure
anche a designare gli alzini ne' mesi ultimi dell'inverno
delle tese di prato, che e ne' primi della primavera.
comunque, posati a terra, si Principiare il passo;
possano far movere in modo cessare il passo. Sostare.
da essere scorti dagli uccelli Riprendere. Direzione
di passo, che si vogliono del passo: la linea relativa ai
allettare a la tesa. E anche il punti cardinali seguita dai
Bacchi Lega lo usa in tal migratori nel venire, passare
significato, e qualche volta e andarsene sopra al luogo,
confondendolo con dov' posta la tesa o sta il
Zimbello, che non la cacciatore. Importantissimo
stessa cosa. il conoscerla, perch la
Mulinello: nel modo Fa- buona o cattiva positura d'o-
re il mulinello, che significa gni tesa dipende da la sua
fare la ruota stretta per get- giusta orientazione rispetto
tarsi nel paretaio. appunto a la direzione del
passo. Giorni del passo

138
quelli nei quali ogni anno del passo o chiamati Bran-
molto approssimativamente chetto della sera. Passo
si avvera il passo di certi tolto, quello eccezionale con
uccelli. cui gli uccelli giungono a le
Questi giorni sono desi- tese in continuit come le
gnati anche dal nome dei onde impetuose e disordina-
santi. Ad es. Per s. Martino te; vale a dire senza il solito
la beccaccia sotto al pino. ritmo. Ritmo del passo: il
Per s. Teresa festa a la te- passo, toltine i giorni, in cui
sa (dei fringuelli). E sono gli uccelli sono cacciati in-
appunto i fringuelli, che nanzi da qualche bufera, a
fanno ripartire il loro passo cui tentano sfuggire, seguo-
in tre momenti: Primo pas- no nella loro migrazione un
so, nella prima decade di ot- orario determinato. Giungo-
tobre; Secondo passo, il pi no primi al mattino quelli
forte, nei giorni mediani che han passata la notte non
della seconda decade: Terzo lontano da la tesa; e questa
passo, il pi breve, che av- prima spruzzata chiamasi
viene tra l'ottobre ultimo e il perci lo Spollo. Segue con
novembre. Ore del passo: un po' di ritardo lo Sbarco,
quelle nelle quali, con una ossia quelli che giungono
certa regolarit, si susse- dal mare (su la costa adriati-
guono i branchi dei migrato- ca). Si ha poi il passo vero e
ri. proprio, il quale per, pe'
Va notato che oltre le de- branchi pi numerosi avvie-
signazioni specifiche di ne appunto a ore de-
spollo, sbarco, passo rotto, terminate. In gergo si dice
foltezza si ritiene dai prati- il branco delle nove, delle
ci che il passo vero principi undici, delle quindici, della
la mattina poc'oltre le nove, sera. Spie del passo:
e cessi a mezzogiorno; ri- quegli uccelli soli, o pochi
prenda a le quattordici, e insieme, che bene spesso
termini circa le sedici. Gli precedono i branchi molto
uccelli, che ancora si pre- numerosi del passo.
sentino a le tese dopo que- Nota. Lo sbarco e il pas-
st'ora, son ritenuti residui so propriamente detto subi-

139
scono un anticipo o un ritar- dunque giusto confondere
do in quanto ne' luoghi pi Piazza con Aiuola, come fa
vicini al mare si presentano il Tomm., interpretando non
a le tese prima, e nei pi bene due esempi del Savi.
lontani dopo. Per ci reputo L'errore proviene da questo,
errato assegnare al passo che agli uccelli di prato si
vero e proprio un limite uni- tende con tesa mandante di
co di orario, ossia accettare piazza, e reti poste senz'altro
ad es. l'una pomeridiana in mezzo al prato stesso:
come fanno certi paesi mol- giacch a loro si tira a volo,
to interni. quando vengono a passare
su l'aiuola. Ecco il Savi,
Pesi: sono macigni o al- Orn. 2. 37 Quanto mag-
tre sostanze molto gravi che, giore il numero di zimbelli
entro un pozzetto o piccola su la piazza, con tanta mag-
galleria sotto le aste de' pa- gior facilit si pigliano stri-
retai a pesi, rimangono ag- sciaiole. E ancora, ibid.
ganciati a la parte inferiore Lo spazio che ciascuna rete
delle aste stesse, per modo pu coprire chiamasi piaz-
che, quando queste sieno ca- za. Cosa che va bene per la
ricate essi si sollevan da ter- tesa di prato che termina
ra, e gravitano nel vuoto: appunto con le reti ed con-
mentre, non appena venga tenuta tra loro; ma nelle al-
aperto il serrame a scatto, da tre tese converr pure che si
cui le aste sono trattenute dia un nome anche al resto
quasi orizzontali, i pesi pre- dello spazio entro cui si e-
cipitano al suolo trascinan- stende tutto l'apparato. E
dole con grande rapidit e questo non potr essere cer-
prontezza. to aiuola dal concetto cos
ristretto.
Piazza: s. f. Tutto lo spa-
zio entro cui resta circoscrit- Postura o Positura: il
to l'apparato delle tese a reti, modo che dev'essere posta
sien queste versatili, come una tesa o certi elementi di
ne' paretai, o erette come nei essa (giochi, allettamenti,
roccoli e simili. - Non casotto, posatoi, richiami)

140
perch gli uccelli ci giochi- come si dice genericamente
no bene, e possano essere fischio ogni istrumentino
catturati, o uccisi facilmente da richiamare a bocca.
con lo schioppo. - La Po-
stura dipende prima da l'o- Richiami: tutti gli uccelli
rientazione, poi dal vento, di gabbia, e non di gabbia, i
dal sole, da la direzione del quali. trattenuti nelle tese, vi
passo. richiamano quei di passo o
col verso della razza o an-
Presa: nel senso venato- che cantando in versi, come
rio generico, ma, pi in fanno di primavera. - Presi
quello dell'uccellagione, de- nell'insieme delle loro voci
nota la quantit di animali, bene armonizzate a dare l'il-
che sono stati presi durante lusione di un invito prima-
una tesa o una caccia. verile, si chiamano, ed a ra-
Nota giustamente il gione, l'Arte; e si dicono pu-
Tommaseo che Preda ha si- re Richiami vivi. - (v. a Can-
gnificato pi violento. Sa- to e a Uccello canterino o
rebbe dunque pi proprio cantaiolo).
per la caccia con armi.
Richiami meccanici: gli
Primavera: s. f., trovasi strumentini a fiato, e anche
detto per fringuello che can- a mano, coi quali l'uomo ri-
ta in versi. chiama gli animali imitan-
done le voci, e i versi. - Pos-
Ragnare: rimaner preso sono essere di legno, di me-
nella ragna. - Sinonimo di tallo, di pi materie, ed ave-
Dar nella ragna. re forme svariatissime da
quella a borsellino pel tordo
Richiamatore: l'uomo e la quaglia, a quella a sof-
che con un fischio adatto o fietto per la folaga o la scia-
anche con la sola bocca rif bica. Ma il loro uso utile
il verso e il canto degli uc- tutt'altro che facile; tanto
celli per richiamarli alle tese che c' un'arte del richiamo,
o sotto il tiro dello schioppo. che richiede studio pratico e
Dicesi anche Fischiatore, osservazione lunga e acuta.

141
Ci sono anche richiamatori quali abitualmente passano
con la bocca dotati da natura e ripassano da un certo luo-
della virt di rifare perfet- go a preferenza di altri.
tamente le voci e i versi de- E visto se tal via gli uccelli fanno
gli animali; ma questi, come e se hanno il rigiro o la buttata.
i poeti, ci nascono. E sem- Pananti
bra che questo richiamo coi
soli mezzi naturali sia il pi Ripasso: il transito pri-
valido a ingannare gli ani- maverile degli uccelli mi-
mali. Certo che le voci de- gratori sulle nostre terre,
gli animali sono un linguag- quando tornano a settentrio-
gio, e ognuna di esse ha tan- ne da le terre meridionali,
ti significati quante sono le dove hanno svernato,
emissioni, i toni, le modula-
zioni. Per conseguenza la Riscontro e Riscontri:
sola imitazione di un suono (v. Aste e Venti).
pu accadere che, invece di
richiamare, serva a mettere Rota: n. m. Fare la rota:
in fuga. E che sia un'arte l'aprirsi che fanno i bran-
provato dal fatto, che fin da chi di uccelletti quasi a cer-
l'antichit la virt di posse- chio intorno al boschetto,
derla fu attribuita solo al sul quale si calano come ab-
maghi (quale Apollonio bracciandolo (v. Pananti).
Tianeo), ai personaggi mi-
tici e agli eroi (Sigfrido), E Sballare: toccare o sor-
pi lo prova il fatto che, passare un certo numero di
specie la nostra lingua, uccelli in una sola cacciata o
manca perfin del nome della in un sol giorno. - Si sballa
pi parte delle voci degli con le reti e con lo schiop-
uccelli e d'altri animali. po.
Sia per la caccia con lo
Rigiro: n. md. Fare il ri- schioppo, sia per l'uccella-
giro: dicesi di quegli uccelli gione, si usa a indicare di
che per buttarsi nella tesa aver preso o ucciso cento
l'aggirano. - Averci il rigi- uccelli in un giorno o in una
ro: dicesi degli uccelli, i cacciata. - Era costume,

142
specie in collina, dar segno quella dei tordi si pone una
di questa presa abbondante civetta. Quando i richiami
con lo sparo di schioppi, o delle gabbie cantano poco,
con fal di stipe. E questi oppure sono avvistati bran-
segni si chiamano Segnali chi di passo, e si vuol allet-
dello sballo. Ma sono voci tarli in modo deciso, si alza
del gergo. la cateratta, ch' tra i due
compartimenti del gabbion-
Sballo: come sballare cino, e i tordi, alla vista del
voce del gergo venatorio, rapace, si danno a strillare
che significa: Aver raggiun- disperatamente. Tanto che
to il numero di cento nella quelli dell'aria si gettano
cacciata o nella tesa di un nella tesa a vedere di che
giorno. mai si tratta. Rinfrescare
lo schiamazzo: il fatto di
Sbarco: i branchi dei co- sostituire con tordi presi di
lombacci e d'altri uccelli, fresco quelli ch'erano nel
che seguono quelli dello gabbioncino e che pel trop-
Spollo. - V. queste voci a po strillare si erano gi arro-
Colombacci e Paretaio. chiti. Toccare o dare lo
schiamazzo: far strillare i
Scattare: lo sciogliersi tordi nel modo suddetto.
istantaneo delle aste dai ser-
rami a scatto, da cui sono Sfalco: la pertica con un
trattenute aperte ne' paretai e falco finto in cima che serve
altre tese congeneri. come spauracchio nelle tese,
o anche per non far movere
Schiamazzo: uno dei ri- gli uccelli terragnoli davanti
chiami pi efficaci per l'uc- al cane puntato.
cellagione al tordi. -- Consi-
ste in uno o pi tordi posti Serra: il cantar serrato
in un gabbioncino diviso in de' richiami tutti a voce alta
due parti separate, e tenute con insistenza, quando ve-
nascoste l'una a l'altra da dono o sentono passare altri
una cateratta di legno o al- uccelli della loro specie.
tro, Nella parte opposta a Cfr. Asserrio detto di cani. -

143
Il Pananti dice: uccelli buttatisi nelle tese in
Guai se a fronte del canto e della serra modo che fuggano bassi e
tiran di lungo o gittansi per terra.
dieno nella ragna. Gettare
(Paretaio) E anche:
E per farli abbassar, scendere a terra, lo spauracchio: ne' roccoli
ci vuole una gran serra, una gran ser- di montagna nei quali il cer-
ra. chio della ragna riman pi
basso del capanno si getta
Siepette: quelle artificia- su gli uccelli uno strumento
li. ma vive, che si coltivano, in forma di falco contesto di
e si tengon basse nella piaz- vimini o altra materia: onde
za de' paretai e d'altre tese, Gettare. Alzare lo spau-
per nasconderci o riparar le racchio: ne' roccoli in piano
gabbie dal sole. si alza invece un'asta, che,
dal lato opposto alla ragna,
Sordino: il fischio legge- agita cenci e sonagli.
ro, simile a la voce del fal-
co, che si fa ai richiami, Spia e Spie: cosi chia-
perch tacciano; o ad altri mansi certe specie di uccel-
uccelli perch non si mo- li, che tenuti in gabbia nelle
vano. Fare o dare il sordi- tese, dan segno coi loro ver-
no: Fare questo sibilo. so dell'avvicinarsi di quelli
di passo. Es. La peppola o
Spannare: contrario di passera montana serve da
Appannare. Calare il panno spia. Si pongono gabbie di
della ragna e mandarlo gi, spie molto dinanzi a la tesa,
perch non faccia pi i sac- come anche sul casotto.
chi nelle maglie dell'armatu- Branchetti di uccelli o anche
ra (Tomm.). uccelli soli di una certa spe-
cie, che precedono il branco
Spauracchio: strumento nel passo.
e congegno usato specie nei
roccoli per spaventare gli

144
145
CAPITOLO III

TAVOLA METODICA SUI VOCABOLI DI


TESE SINGOLE

Questo capitolo di necessit porta in ordine alfabetico i nomi


e le definizioni di ogni tesa singola, e sotto questi, anche in or-
dine alfabetico, tutti i termini specifici della tesa, che determina.
I nomi generici e comuni a la tesa stessa, che manchino qui,
vanno cercati o sotto il cap. Tesa in genere, o tra i vocaboli ge-
nerici della parte prima. Per le Panie V. il Capitolo a s.

AIUOLO solco mediano


aste a molla spauracchio
braccio di leva vialino coperto
escato
pozzetto delle aste CACCIA A L'ALBERO
rete col ritroso
CACCIA AL CAPANNO
BOSCHETTO PER TORDI coperto
Avvisatore mezzo cop.
Bertesche scoperto
Capannucci a fermo
Cucullo a volo
Fantocci
Fosso di cinta CACCIA AI COLOMBACCI
Richiamatore avvisare e avvisatore
Tramagli azzica e azzico
bacchettata
BOTTE (v. Palude) buttata (o posatoio)
CAPANNUCCIO (v. Palude) buttatore
CESTO(v. Palude) capanno centrale
(foltiera)
BRESCIANELLA graticciata (v. bacchettata)
aiuola aerea racchetta
filare e filari lima
filare esteriore occhielli
" interno palpa e palpe

146
palpatore
passo PARETAIO (v. gen.)
piccionaia
piccione colombino o co- PARETI (v. Reti)
lombaccino (?)
posta PARETELLE
posto
racchetta PASSATA
racchettone
rasata PASSATE
rotonda colonnato di tronchi
spollo (v. Tesa) copertura
sbarco (v. Tesa) superiore
trappello inferiore
vedetta ragna
volantini riquadri
voltabotte specchi
superiore
COPERTOIO inferiore
COPERTORE staggi

NOCETTA (v. caccia PRODINA


QUERCIOLA al capanno) con fraschette
con escato
PARETAIO sotto un filare
a braccia o a stratta sotto un un argine
a molla
a pesi QUAGLIOTTARA .
con boschetto o frascato Ali
con boschetto posticcio Antenna
con fraschette Battere o sonare il quagliere
astone Bertuello
forcella Bocca
imboccatura Bucini
manicchia Butrio
retino Campano e Campanaccio
retone Carrucola
scattatoio Collare
stratta Copertura

147
Cucullo Viottola di mezzo
Fiasco
Gabbione RETI APERTE
Gabbioncino Astoni a molla
Mandar su 1 q. Capanno
Va su, va su, va su, be... coperto
Miagolar e Miagolo scoperto
Pugliotti mezzo coperto
Palone Copertone (v. Rete)
Passo Mazzacavallo
Quaglia e plur. Molla
Quagliere, Svegliarino Palo elastico
Quagliere Mezzanello Reti aperte da
Quagliere Tirasotto colombacci
Quagliotti lodole
Restar fuori pavoncelle
Rete (v. Siepe) pivieri
Richiami (v. Quagliotti) stornelli
Esporre o togliere i richiami
Ripulire RETI VAGANTI
Ripulire col cane
Saggina ROCCOLO
entrare nella saggina Ballatoio
sentieroli della saggina Casotto
Corridora (loc.)
RAGNAIA Esca viva
Bussare Frasca spiovente
Bussata Gabbione
Capannuccio Giochi aerei
Filari Passate (v. q. v.)
interno Piazza
esterno boscosa
Ore della ragnaia falciata
Scacciare tripartita
Scacciata Prato (piazza falciata)
Stili Schiamazzo
Tesa Spauracchio
Via coperta Sottotondo
Viottoli e Viottole SCHIAPPARI

148
SOPRERBA Coda dello strscino
TESE A PANIE (v. Panie) Capocorda dello strscino
UCCELLARE Cordicella dello strscino
UCCELLIERA Lati
UCCELLANDA Canna o Asticella
UCCELLAGIONECOL CANE Compagno
Cane da rete Reticella
Strscino Copertone
Spiegare lo strscino Uncino
Condurre il capocorda NOTA. - L'azione in atto
Lasciar cader la coda di questa uccellazione, che
Coprire la quaglia una gloria nostra italiana,
Coprire il cane vien data compiutamente
Raccogliere lo strscino
Ammannellare lo strscino
nelle definizioni di Cane da
Acciambellare lo strscino rete, Strscino, Coprire, e
Anelli nel Cenno storico.

149
DIZIONARI DI TESE SINGOLE

Qui si danno solo i termini singolari di ogni tesa specifica.


I termini generici sono riportati sotto la nomenclatura generica
o sotto Tesa.

Aiuolo (in latino Arolus) di tesa, con cui si prendono


Rete e Tesa in grande uso molte specie di uccelli,
nel medioevo, la quale era quella chiamata volgarmen-
tutta unita in cerchio, ma si te Arolo. composta di due
apriva su una aiuola aescata reti non molto grandi, ma di
con due pareti versatili, che maglia stretta e robusta, le
formavano come la grande quali, unite in ciascuno de'
bocca del sacco, e si chiu- capi, e infisse a terra per in-
devano a stratta, ma verti- tero (nella parte inferiore) e
calmente. aperte in mezzo, sono mosse
I due nomi, il latino e l'i- e sollevate da quattro aste
taliano, significano certo non lunghe. Queste per, al
piccola aia, perch questa tirare del tratto, non si river-
tesa prendeva appunto l'ap- sano a terra come le altre
parenza di un'aia. Convien versatili ma restano dritte
credere perci che il nome perpendicolarmente, portan-
passasse dalla tesa alla rete do le due reti contrapposte a
e non da questa a quella, combaciare nell'alto, a modo
come conferma il fatto che, di capanna. Questa tesa ha
parlando della rete, gli anti- una particolare importanza.
chi, a maggior chiarimento, non solo perch di tutte le
aggiungevano sempre il reti versatili l'unica che si
nome Arolus, dicendo Rete chiude verticalmente, ma
Arolus. anche perch era tesa mista
A intendere che cosa fos- a uccelli e fiere; e come dice
se non credo possa darsi lo stesso Crescenzi, ci si
miglior definizione di quel prendevano lepri, volpi,
che ne dice il Crescenza milvi, aquile.
(Cap. XXII): Altra forma Il nome di piccola aia o

150
ara, che tal il significato non pi consentanea alla ra-
di Arolus, le proviene certo refazione della fauna e alla
dal fatto, che tutta l'aiuola, specificazione odierna dei
comprese reti, funi, doveva mezzi di cattura. Ma, sic-
essere ricoperta di spighe come nel mondo tutto tra-
battute, e tra le reti, sparsa passa e nulla pu morir la
di granella e di esca per tutti tesa aiuolo vive ancora, ed
gli uccelli e quadrupedi che in uso, sia pure con una rete
si sperava di allettare. Tanto cambiata e ridotta a ragna (o
che ci si poneva anche carne a rete bastarda) da servire
morta appunto per carnivori solo per uccelletti e
e rapaci. Per noi l'importan- uccellotti. in uso, per
te intendere che la rete quanto io ne so, cosi nel
aiuolo una cosa, e faentino come nel cesenate,
1'aiuolo tesa, un'altra. modificata con una
La rete pu ritenersi che appendice in fondo, fatta a
fosse una pantiera o, come modo di bertuello, entro al
anche si dice oggi, un co- quale, chiuse le pareti, si
pertone ossia un panno di spingono gli uccelli
maglia non larga ma solida prigionieri tra esse, perch
(il Crescenzi dice spessa e sarebbe impiccioso e richie-
forte) perch doveva servire derebbe troppo tempo pren-
a prendere uccelli grossi e derli un per uno; tanto im-
rapaci, e quadrupedi. E sic- piccioso che a facilitare la
come sul suolo veniva con- cattura degli uccelli irretiti,
ficcata in terra, mentre, per o a spingerli entro il bertuel-
1'unione delle due parti an- lo si poneva sotto le reti
teriore e posteriore, diventa- stesse un ragazzetto, nasco-
va rete circolare, che si sto, il quale, dopo la chiusu-
chiudeva in alto a capanna ra adempiva, l sotto, l'uffi-
(e perci venne detta anche cio di acchiappatore degli
copertoio) pu essere ritenu- uccelli rimasti presi, e li
ta quale un mezzo di cattura spingeva entro il bertuello.
a imborsamento. In questa nuova forma per
La tesa poi, per l'indole la tesa aiuolo si perfezio-
sua promiscua va ritenuta nata adottando prima le aste
a pesi, e perci a scatto; di
151
modo che il tiro delle reti che. E l'albero cosi apparec-
non era pi a forza di brac- chiato si chiamava fantoc-
cia, poi si anche mecca- cio. Tra albero e albero si
nizzata assumendo oggi la tendevano vergelli, nelle cui
forma di tesa a scatto e a tacche ogni mattina si inse-
molla. La quale con reti rivano le paniuzze. Entro la
mosse appunto da una molla frasca de' fantocci si pone-
robustissima collocata sotto vano i tordi di richiamo; e
le aste e fatta scattare in nel capanno si faceva molto
modo fulmineo dalla leva di uso dello schiamazzo. Inol-
spostamento. tre si dava molta importanza
a l'uomo richiamatore, la cui
Boschetto e Boschetto opera era ritenuta utilissima.
da tordi: tesa antichissima A compiere poi l'appara-
mista di panie e reti, che si to si aggiungeva (come nella
fa, e pi si faceva specie tesa ai colombacci) un avvi-
nell'Italia media. satore, il quale da la sua ve-
Era uccellagione signori- detta, gridava un tocca,
le, alla quale dava pregio e tocca quando scorgeva av-
passione la ghiottoneria di vicinarsi i branchi. E questo
un boccone prelibatissimo. era l'invito a usar lo schia-
La tesa era formata da un mazzo per richiamo o a mo-
boschetto di alberelli e arbu- strare i giochi; e, a impedire
sti (ginepri e altre piante che gli uccelli impaniati
baccifere) cinti intorno da fuggissero, si usavano anche
un fosso e da una rete. Gli tramagli e ritrosi nel fosso
alberi pi alti si capi- di cinta.
tozzavano prima, poi si ar-
rotondavano nella frasca per N.B. - Questa tesa singo-
modo da non offrire alcun larissima, su la quale non
posatoio agli uccelli di pas- potrebbe cader dubbio ac-
so, per la densit stessa della cettando la denominazione
frasca. Da questa si faceva- sopra segnata, purtroppo
no sporgere, quali posatoi, quella, alla quale sono stati
panioni invischiati che figu- attribuiti i nomi pi svariati.
rassero appunto verghe sec- non solo nei dialetti di re-

152
gioni diverse, ma anche nel- un quadrilungo (ma
la stessa Toscana. Fu chia- pu essere anche circolare)
mata Uccellare, Uccellaio chiuso quasi per intero da
(Targioni, Rag. d'agr.), Fra- due filari d'alberi e di piante
sconaia, Uccellanda, Uccel- distanti poco pi di un me-
liera. Ora tutti intendono tro. Nel filare esterno, i cui
che Uccellaio o un errore tronchi servono di sostegno
invece di Uccellare, o un alla rete, si tende la ragna
termine del tutto locale: che con armatura, inclinandone
Uccelliera non pu signifi- la coda fino a fermarla con
care altro che lungo chiuso pesi o forcine ad una siepe
da tenerci uccelli vivi: che bassa, da cui all'esterno
Uccellanda non pu avere chiusa tutta in giro la tesa.
alcun senso logico n La piazza riservata agli
grammaticale. Mentre rima- allettamenti d'ogni specie,
se incerto se Uccellare sia piante baccifere e granifere,
nome generico per "Tesa", e posatoi, uccelli da alletta-
se Frasconaia valga proprio mento e da richiamo. In un
qual sinonimo di Boschetto. solco mediano, che at-
Parrebbe tempo dunque che traversa pel lungo tutta la
sia necessario decidersi a piazza, nascosto lo spau-
parlar tutti una lingua sola: racchio a leva da alzarsi per
massime perch anche le spingere gli uccelli calati a
leggi venatiche non corrano irretirsi. Tutto, intorno al-
il pericolo di essere esauto- l'interno, tra i due filari pa-
rate da la babele, che pone i ralleli, gira un vialino co-
giudici nella condizione di perto. A differenza del roc-
dar sempre sentenze che colo la Brescianella pu es-
sempre debbon essere revo- sere tesa di collina e di pia-
cate. no; ed perci che prende
forme varie, e non del tutto
Brescianella e Bresciana: determinate, come sono ap-
La forma di roccolo pi punto quella del roccolo
moderna e semplice a reti montano di Lombardia, e
erette, che serve a prendere del paretaio dell'Italia me-
uccelletti e tordi. dia. E vario assai pure il

153
casotto, pur conservando le co registrato dai vocabo-
forme necessarie ai bisogni lari col significato di piccolo
di tese simili. movimento, ossia quale n.
verbale del verbo azzica-
Caccia ai colombacci: re. Perci, tenendo conto
la tesa che si fa con lo che in questa caccia le leve
schioppo a fermo nel capan- e lo stesso movere le leve
no, specie nelle Marche e sono detti Palpe e Palpare,
nell'Umbria. con allettamen- ossia giochi da toccarsi e
ti, avvisatori e tiro collettivo muoversi leggerissimamen-
al conto. te: nasce il dubbio che la
Le varie nomenclature voce Azzico abbia appunto
locali sono quasi sempre questo significato e debba
strettamente dialettali. Le ci- accettarsi in esso e in questa
to accanto al termine italia- forma locale.
no, quando non sia ne- Ci sembra essere con-
cessario accettarne qualcuna fermato appunto dalla de-
per mancanza del vocabolo nominazione di Palpare per
italiano corrispondente. E "toccare", ma con gran deli-
spero che questo mio riscon- catezza.
tro potr giovare quale di- Bacchettata: il colpo di
mostrazione che anche cote- bacchetta che vien dato sul
sta parte della lingua si po- palco dai volantini perch
trebbe unificare senz'alcuna questi spaventati partano a
difficolt col solo doveroso volo a incontrare i colom-
sacrificio della mania dialet- bacci di passo e nel ritorno
tale, per cui i cacciatori con- alla tesa li conducano con
servano la puerile supersti- s.
zione di credere che il di- Buttata o Posatoio: (ven-
letto della caccia sia ineren- gono deformati ne' dialetti
te al vocabolo. e non alla in piante Buttatore. Sono gli
cosa in s. alberi o i rami su cui pi fa-
Azzica e Azzico: sino- cilmente si posano i colom-
nimo di leva italiano; e forse bacci.
forma varia di Alzica altro Come s'intende anche a
sinonimo di leva. Ma azzi- lume di naso il sostantivo

154
verbale Buttatore non media. perch anche in Ma-
che una sostantivazione di remma si dice conta nella
buttarsi. La voce dialetta- caccia al cinghiale, si pensa
le cosi poco corretta che che sia bene e giusto accet-
attribuisce all'albero il but- tare questa voce femminile
tarsi degli uccelli. nella buona lingua venatica,
Buttatore: l'uomo addetto sanzionandone la determi-
a lanciare i colombi ammae- nazione pratica ed utilissi-
strati e ad avvisare dell'arri- ma.
vo delle palombe. Lima: voce locale la qua-
Capanno centrale: quello le indica il filone con cui si
che sta in mezzo alle piante alzano le leve di terra.
di posa dei colombacci, Occhielli: parocchi o
piante chiamate localmente, cappellotti con cui si copron
ma erroneamente. posato- gli occhi ai colombi
re Palpa e Palpe: il posa-
Conta s. f. (la): Il contare toio dei colombi che fanno
che fa il cacciatore, a cui da leve: ma in questa caccia
spetta tale ufficio uno, due, prende anche il significato
tre il quale l'ordine dello di leva oltre quello di rac-
sparo collettivo ossia della chetta.
scarica. Palpatore: il cacciatore
Invece che il tre in al- che ha l'ufficio di toccare gli
cuni luoghi costuma far il alzini ossia di zimbellare.
verso della tortora. Si nota Credo che la spiegazione
che Conta sarebbe voce dia- del tre vocaboli Palpa Pal-
lettale per conto ma, sic- patore (e Palpare) possa
come nell'uso di caccia Con- trovarsi nell'analogia che c'
to vien detto anche per som- tra Toccare (lo zimbello, la
ma della preda, accaduto leva, la civetta) e Palpare,
che il popolo, gran maestro tenendo conto che que-
della lingua, abbia creato st'ultimo ha anche un signi-
anche la forma femminile a ficato di delicatezza e di ar-
specificare due concetti dif- te, qual ad es. quella del
ferenti. E, siccome questo medico. Giacch il toccare
popolo quello dell'Italia gli alzini appunto un'arte

155
molto delicata, lo diventa per il tiro collettivo ed da
tanto pi con leve d'albero e loro occupato.
di uccelli grandi quali i co- Racchetta: il posatoio
lombi, che posti in alto son delle leve in questa caccia.
veduti di lontano, e con un Ci viene a confermare
movimento falso e scompo- l'etimo del Diez (da me rife-
sto spaventerebbero invece rito a Civetta) che la deri-
che allettare. va da reticuletta. Infatti il
Piccione colombino: quel posatoio di colombi molto
piccione domestico che nel pi adatto ai loro piedi non
piumaggio simile al co- unghiuti, se un piano a re-
lombaccio (Savi. Orn. Ital.). te.
Il termine mi pare da do- Racchetta a bilico: quella
versi accettare, perch ap- che ha l'asta in bilico, vale a
punto questi piccioni simili dire che si alza e si abbassa
ai selvatici hanno un valore da le due parti.
non piccolo in questa cac- Racchettone: due
cia, per la quale sono gli al- racchette incrociate che fun-
lettamenti unici. Rimarrebbe zionano alternativamente.
a decidere, se, invece di co- Rasata: la quercia o le
lombino non fosse meglio querce tagliate a un pari per
dire colombaccino. Giro lasciar emergere i posatoi.
la questione a chi di ragione. dove debbon buttarsi i co-
Posta: la seconda vedet- lombacci, a cui si vuol spa-
ta, alla quale spetta di dar rare.
l'avviso dei branchi di co- Anche questa voce che,
lombacci che arrivano, so- credo, debba accettarsi pel
nando il corno. II luogo significato proprio di rasa-
della radunata dei cacciatori. re nell'accezione di levar
dunque voce locale, di cui sporgenze e ridurre tutto a
non c' bisogno alcuno esi- un pari.
stendo in Toscana Raduna- Rotonda: il terreno o
ta voce proprissima, e pun- piazza entro cui sorge la te-
to ambigua. sa vera e propria dei colom-
Posto: quello che tocca ai bacci, ossia dove son dispo-
cacciatori entro i capanni sti i giochi fissi ed i capanni

156
per il tiro. Vedetta: Il ragazzo pi
Sbarco: i colombacci che lontano dai capanni, al quale
primi arrivano sulle spiagge spetta di avvisare dell'arrivo
dal mare, e che nell'ordine dei branchi per primo e con
del passo giungono alle tese la voce.
dopo lo spollo. Volantini: gli allettamenti
Scarica: s. f. I colpi di vivi che si usano nella cac-
schioppo che a tempo della cia ai colombacci, mandan-
conta partono simultanea- doli a incontrare i migratori
mente dall'arme di ogni cac- e precedendoli nel ritorno al
ciatore. luogo della caccia, dove essi
noto che questa simul- sono ammaestrati a tornare.
taneit condizione dell'esi- Sono piccioni domestici
to buono o no della scarica. di piumaggio simile ai co-
Perci giustamente si ritiene lombacci, allevati in una co-
inettitudine e peggio di un lombaia posta nel luogo
cacciatore lo sparare prima stesso della caccia, e perci
del tre che ne d l'ordine. usi a volare li attorno ritor-
Trappello e Trappelli: nandoci sempre dopo un
voce speciale della caccia ai breve giro.
colombacci, la quale deter- Il nome ormai adottato
mina una specie di gioco, da la lingua, e non ce n' al-
che rimane tra la leva e l'en- tro che possa sostituirlo.
dice delle tese per uccella- Voltabotte: gli andari co-
gione. perti delle tese ai colombac-
Il trappello un piccione ci che servono per passare
imbracato e ammaestrato a da capanno a capanno.
star sempre sopra un posa- voce locale.
toio a gruccia. Col filone,
che attaccato alla braca, il Caccia al capanno: la
cacciatore lo tocca, e il trap- denominazione generica di
pello apre le ali o voletta un tutte le cacce, che si fanno a
po' per farsi vedere, come le fermo con lo schioppo agli
leve ai colombacci in arrivo. uccelletti e uccellotti da un
Leva a gruccia, a racchetta, capanno coperto, dinanzi al
a trappello. quale sia una tesa con alberi

157
per posatoi e i soliti allet- la instancabile energia, che
tamenti di richiami, zimbel- gli concesse di salvare, oltre
li, volantini e escati. che Giuseppe Garibaldi, tan-
Le tese agli uccelletti ti e tanti altri patrioti, sottra-
prendono il nome specifico endoli agli sgherri del papa
di Nocetta o Querciola, e dell'Austria.
quella ai colombi selvatici Ho detto nella definizio-
vien detta Caccia ai co- ne che caccia al capanno
lombacci. Da notarsi la voce caccia a fermo ossia ad
del tutto locale la toscana uccelli posati su gli alberi,
(Pisa) Cimo per Nocetta o sotto ai quali si tende, e nel-
Querciola. l'uso d'oggi proprio cosi.
Il Cascinin ligure poi non Logicamente per e gram-
propriamente un capanno, maticalmente il modo do-
ma un appostamento, in cui vrebbe denominare in gene-
si tira a volo, dunque non ha re anche la caccia a volo fat-
che fare con questa caccia. ta nel capanno scoperto,
Trovasi invece usato qual l'appostamento alle
Caccia all'albero nello stes- lodole con la civetta o lo
so significato di capanno, specchietto, il capanno (ca-
ma va tenuto conto che tale scinin) genovese ai tordi e
caccia o tesa pu farsi anche simili.
mista usando sia lo schioppo Reputo perci necessario
per tirare (specie ai tordi) che si pensi a sanare questa
sia anche rivestendo i rami incertezza e deficienza di
dell'albero di paniuzze. nomenclatura, riconoscendo
Chi scrive ricorda il gran giuste le due denominazioni
prete don Giovanni Verit Caccia al Capanno a fermo
da Modigliana, il quale ne e Caccia al capanno a volo.
era appassionatissimo, e si
portava al capanno addos- Chioccolo: caccia che si
sandosi le gabbie dei ri- fa agli uccelli col fischio e
chiami e tant'altri aggeggi la civetta specie ai merli,
venatori. Certo egli trov in perch appunto il merlo
quella ricreazione e in quel chioccola. Andare al
faticoso esercizio del corpo chioccolo: Far questa cac-

158
cia. unicamente col significato
di reti da aiuolo ossia di reti
Copertoio: nel Crescenzi aperte che si chiudono non a
copertorium ha il significato terra ma verticalmente com-
di tesa a due reti che si con- baciando: mentre a indicare
giungevano fino a terra, ma la vera e classica rete da co-
si congiungevano vertical- prir cani dovremo dire
mente, formando come un (piaccia o no agli ignoranti
tetto di casa (capanna), e che non ne voglion sentir
imprigionavano cosi gli uc- parlare, perch ignorarla
celli. per loro una vergogna) str-
Ma la stessa parola fu poi scino se questo intessuto
usata anche per indicare le di seta o di bavella, e Coper-
reti da coprire gli uccelli tone, se, forma inferiore e
davanti ai cani puntati, tanto pi grossolana, invece di
che la Crusca, non badando accia robusta. E questo no-
alla confusione, che pu na- me vien preso dalla specie
scerne, la definisce rete da di rete da tendere pi resi-
coprire una brigata di star- stente, perch deve poter re-
ne e da tendere anche ad al- sistere anche a un impeto
tri uccelli. Errore, perch al- del cane non ancora istruito
tro la rete da tendere, ed del tutto, come il copertone
altra quella da coprire. Le da pivieri, lodole, trampolie-
reti da coprire, di cui noi ri, deve poter resistere al
primi abbiamo data altra de- cozzo di questi volatori che
finizione e una classifica a gli urtano contro.
s, sono in Italia ben defini-
te e si chiamano Strascinac- Fischiarella: uccellagio-
cio (ora morto) strscino, ne fatta con la civetta ed il
nostra gloria venatoria e dei fischio. e pare sinonimo di
nostri cani, e soprerba. Re- Chioccolo.
putiamo perci obbligo, im-
postoci da l'opera stessa les- Frascato: (v. Paretaio).
sicografica di osservare che Nocetta o Querciola:(v.
Copertoio pu e dovr ri- Caccia al capanno).
maner nella lingua venatica

159
Paretaio: tesa fissa a reti la forza impressa alla loro
versatili, con casotto, e in caduta da pesi attaccati alle
genere tutti gli allettamenti aste anteriori. i quali fun-
dell'uccellagione. zionano entro un pozzetto o
Il paretaio ha piazza e una piccola galleria sotter-
aiuola aperta questa verso la ranea, corrente appunto sot-
parte, da cui proviene il pas- to coteste aste. E dicesi an-
so. Dall'altra parte vien col- che a scatto, perch le aste,
tivato, non troppo alto, un quando sono caricate, ossia
posatoio, di frasca (per soli- in tensione per i pesi, che
to di carpine) che poi resta rimangono sospesi, sono
coperto dal chiudersi del re- trattenute in cima entro uno
tone, e vien chiamato Bo- scattatoio, che si apre dal
schetto. In pianura il pare- casotto con un filo di ferro o
taio dev'esser costruito sotto col solito tratto.
un filo, ossia una delle vie Paretaio a molla: quel-
aeree seguite dagli uccelli, a lo pi moderno che si chiu-
cui si tende, nelle loro mi- de per mezzo di una molla
grazioni. In collina regola sotto le aste anteriori. (v.
di porlo presso una sella che Reti aperte).
domini pi di una valle. Paretaio col boschetto:
Il nome lo derivano da quello che, di fianco al reto-
Pareti o Paretelle che ap- ne, ha sull'aiuola un bo-
punto quello delle reti usate schettino di frasche verdi
in questa tesa. (per solito carpine) che ser-
Paretaio a braccia o ve di posatoio agli uccelli
anche a stratta: quello nel che amano d'infrascarsi.
quale la chiusura delle reti Nelle stampe antiche questo
avviene per forza della strat- boschetto c' sempre. (v. O-
ta, che d l'uccellatore tiran- lina).
do il tratto da dentro il ca- Storicamente il paretaio
panno. la tesa a reti versatili pi an-
Paretaio a pesi o a tica, e quella che prima, fu
scatto: quello in cui le reti portata a una forma di per-
maggiori si chiudono con fezione pi sensibile. Dalle
gran prontezza e rapidit per reti a braccia o a stratta.

160
pass a quelle a pesi, poi al- paretaio si dava a tutte le
le odierne a molla. La de- forme varie delle reti versa-
nominazione stessa di Fra- tili contradistinguendo solo,
scato datagli certo prima quando ce ne fosse bisogno,
del seicento, sta a dimostra- quello ai passeracei col bo-
re che esso era una forma schetto, con l'aggettivo fra-
specializzata di tesa a molte scato, il quale poi, di-
specie di uccelli, quelli da venuto nell'uso un sostanti-
brocca e i terragnoli; perch vo, serv a specificare que-
Frascato significa pare- sta tesa tra quelle che noi
taio con frasca sull'aiuola. oggi chiamiamo Prodina e
Dice l'Olina Dell'uccellare Reti aperte, coi quali due
al frascato, ossia paretaio termini, pi o meno bene, la
e il Raimondi conferma ag- nomenclatura nostra delle
giungendo ch'esso era cosi reti versatili per ora com-
chiamato a Roma. dove piuta.
lecito ritenere che vi fosse Resta per che l'Acca-
introdotta la modificazione demia giudichi se sia meglio
suaccennata; in quanto che, dire Frascato o Paretaio fra-
proprio l, per opera dei scato, oppure Paretaio con
chierici e de' pontefici, si boschetto. Che Boschetto
acu, dopo la Riforma, la sia termine da accettarsi
passione per 1'uccellatura e nessun dubbio. Da 1'Olina
la letteratura di essa coi due in poi gli autori ne danno
notissimi trattatisti il Valli e esempi, il Bacchi Lega lo
1'Olina. Il fatto stesso poi usa, come di uso in tutta la
che l'Olina, ritenuto classi- Romagna toscana. Se pu
co, dia il nome di paretaio esserci qualche ragione a fa-
genericamente a tutte le tese vore di Frascato che il ter-
con pareti, che si facevano mine Boschetto nella lingua
in collina, in pianura, ne' dell'aucupio, detto cosi asso-
prati e nei campi, ossia a le lutamente, e in unione con
tese, che oggi si chiamano da tordi denomina una
Prodine e Reti aperte, sta a delle uccellagioni pi anti-
dimostrare che ancora a quei che e care ai Toscani: e tale
tempi il nome generico di duplicit di significato pu

161
portare ad equivoci; Frasca- cui singoli specchi, divisi in
to invece forse pi univo- due riquadri, fanno ombra,
co: e trova pure una sua pel superiore, tutto il
specifica ragion d'essere da cappello fronzuto
l'analogia di significato coi dell'albero, e, per l'inferiore,
termini Fraschetta e Frasca, un festone di rami bassi
che sono genericamente e condotto in linea retta da un
specificamente proprii del- tronco all'altro a mezzo
l'uccellagione e della caccia, dell'intercolonnio.
La passata pu avere e-
il primo a denominare la te- stensione pi o meno lunga.
sa a reti versatili, ma postic- Dicesi che alcune giungano
cia, fatta con rametti staccati fino a trecento metri, e pos-
dagli alberi e conficcati in son essere sia rettilinee co-
terra; la seconda dal modo me curvilinee.
Attaccarsi alla frasca,
che significa il buttarsi deci- Prodina e plur. Prodine:
sissimo degli uccelli di pas- usasi nel senso di rete o reti
so sul boschetto. Dunque: da proda come in quello di
provideant consules. Tesa o Tese a la proda. La
quale pu essere su l'aiuola
Passata s. f.: il punto pi nuda come su quella rivesti-
angusto e basso di una sella ta di Fraschette, ossia rami-
montana, o quello pi stretto celli raccogliticci, o di esca-
tra la vegetazione di un bo- to (becchime sparso oppure
sco, per il quale gli uccelli in spighe). Pu essere sotto
sono costretti a passare nelle un filare d'alberi che offrano
migrazioni o anche in una una buttata o sotto un argi-
fuga. ne.
La rete stessa che chiu-
de la passata. Quagliottara: tesa fissa
La tesa supplementare alle quaglie, che si fa nell'a-
di certi roccoli grandiosi, gosto e nel settembre su un
formata di reti erette su stili ampio triangolo di terreno
forcuti in cima; ma pi seminato a saggina o meli-
spesso tra un colonnato di ca, aperto dal lato opposto al
tronchi vivi di carpine, su i vertice e cintato di siepetta o

162
rete negli altri due. Il vertice sa, i cacciatori, coi cani da
del triangolo riman chiuso punta, vanno a giro attorno
dalla rete detta bertuello, i alla tesa per uccidere con lo
lati del quale, unendosi alla schioppo le quaglie, che ci
siepetta o rete suaccennata fossero rimaste.
(si dicono ali) vengono a Il Savi invece che Qua-
formare un grande imbuto. gliottara usa il termine Qua-
Sul triangolo della tesa si glieraio, rimandando a
alza uno stollo, che termina quanto ne ha detto I'Olina.
a gruccia, e a questa, per Ora quest'ultimo tutt'altro
mezzo di carrucole, si ap- che degno di far testo di lin-
pendono i Quagliotti di ri- gua, ed il Savi stesso, per
chiamo (tutti maschi tranne me preziosissimo e simpati-
una o due femmine). Se le cissimo scrittore, bene spes-
notti sono chiare con luna, si so usa voci locali pisane, e
possono esporre fin dalle perci non pu considerarsi
prime ore; se sono scure e autorit assoluta. I1 termine
non tranquille, basta issarli Quagliottara usato a Ro-
due ore prima del giorno, ma, nelle Marche, nell'Emi-
A1 far del giorno poi gli lia e Torse in altre regioni
uccellatori accerchiano il venatiche d'Italia. Ed io, ho
terreno, dove credono che sempre udito i Toscani resi-
sien venute quaglie, e armati denti a Roma usare questa
di grossi campani, si re- voce e non mai Quaglieraio.
stringono sempre pi proce- Nella nostra vecchia lettera-
dendo verso la saggina, suo- tura venatica poi fu usata
nando i campani e fingendo anche la parola Butrio (co-
di parare armenti. Le qua- mune e murato) per Qua-
glie incalzate, ma non spa- gliottara; voce cotesta che
ventate, perch non hanno forse localmente signific il
paura delle bestie, si riduco- Bertuello o Cucullo.
no pedinando nella saggina, Antenna: quella ben con-
e di qui sono spinte a entrare ficcata in terra e molto alta,
nel bertuello per la forma la quale termina con una so-
stessa della tesa che termina lida traversa o una gruccia, a
a imbuto. Compiuta la pre- cui per mezzo di carrucole

163
si appendono nella tesa i trarci. Questa rete si chiama
gabbioni dei quagliotti di ri- Copertura.
chiamo. (A Pisa Palone, al- Bucini del bertuello: le
trove Palo). varie parti o articolazioni in
Bertuello o Cucullo: la forma di coni tronchi re-
rete a imbuto rotondo, che si stringentisi, da cui questa
pone a terra nella quagliotta- rete composta.
ra per prendere le quaglie. Coda del bertuello: l'ul-
composta o articolata di tan- timo bucine, che ha il ritro-
ti rocchii restringentisi, detti so.
Bcini, 1'ultimo dei quali ha Campanaccio e Campa-
il ritroso, ossia un pertugio no: il grosso sonaglio, che si
che permette agli uccelli di pone al collo delle bestie
entrare ma non di uscirne. guidaiole, ed usato a para-
Perci diventato anche re verso il bertuello le qua-
nome della tesa. glie. (v. Mandare).
Ali del Bertuello: le due Carrucole: quelle infisse
reti erette, che da la bocca nella traversa o gruccia del-
del bertuello si protendono l'antenna, che servono a e-
ai lati di esso, e vanno a sporre in alto i gabbioni dei
congiungersi con la siepetta quagliotti o richiami.
o, rete, da cui cinta la sag- Collare: il colore rossa-
gina. stro che come un nastrino
Bocca del bertuello: gira sotto al collo dei qua-
l'apertura circolare e ampia gliotti (maschi).
di questa rete, verso la quale Nota. - Alcuni ne manca-
convergono i sentieroli della no o l'hanno appena visibile.
saggina, e vengono spinte le I pugliotti giungono l'estate
quaglie dagli uomini che al senza collare; presi e ingab-
mattino le mandan su. biati non cantano nell'anna-
Si noti che nelle tese ben ta, ma nella seguente di-
fatte questa bocca vien co- ventano canterini fortissimi.
perta da una rete orizzontale Fiasco: la gabbia specia-
per impedire che le quaglie le da tenerci singolarmente
sfuggano a l'insidia e s'alzi- una quaglia. E' fatta a cono
no a campanile invece di en- col fondo a ciotola: ci per-

164
ch saltando non si rompano lo coprisse fino a' piedi per
la testina contro le gretole. farsi scambiare per un bovi-
Gabbione: la gabbia no. Gli uomini poi avanzano
grande da tenerci parecchie mormorando Va su, va su,
quaglie da richiamo. poco va su, va su b va su b in
alta ed ha la parte superiore modo da imitare un suono
non di gretole ma di tela per naturale e affrettato, simile
la ragione detta sopra. al rumore frusciante di un
Miagolare: cos, per so- armento o gregge che cam-
miglianza di suono con la mini. Ci perch gli uccelli
voce del gatto, si chiama il in genere non hanno alcun
verso tutto proprio de' qua- timore dei quadrupedi non
gliotti, ossia de' maschi. rapaci.
Miagolo: una sola emis- Pugliotti: cosi chiamansi
sione della voce detta sopra. in gergo quelle quaglie, le
Es. A udirsi cosi vicino quali, credo per tramutazio-
quel miagolo da innamorato ne, giungono nell'Italia set-
furioso, il cucciolo dette un tentrionale adriatica tra la
balzo cosi buffo, da farmi fine di giugno e l'agosto. I
sbellicare da le risa. vecchi cacciatori romagnoli
Mandar su o Parare le credevano che risalissero da
quaglie: l'operazione che la Puglia (onde il nome)
fanno gli uomini addetti a la scacciatine da la mietitura e
tesa sul principiar del gior- la siccit precoci di quelle
no, movendosi attelati da le terre; e l'opinione ha par-
adiacenze prative attornianti venza di vero.
la quagliottara per spingere Quaglia: il noto gallina-
le quaglie, venuteci la notte, ceo non domestico, al quale
verso la melica, e sonando il si fa la caccia in tanti modi
campano. un'operazione presso di noi. nome di ge-
quasi buffa, con la quale nere femminile, ma d luo-
l'uomo insidia questi uccelli go anche ai diminutivi ma-
fingendosi bestia lui stesso, schili Quagliotto e Quaglia-
come una volta si poneva in stro. Ma mentre il secondo
capo una testa da bove e gi di questi termini indica solo
lungo il corpo una tela che una quaglia giovanissima, il

165
primo stato ed usato a sinistra e battendogli contro
distinguere i maschi da le nella borsetta col pollice
femmine, specie riferendosi della destra, questo venga a
al loro verso e ai costumi. urtare contro l'indice destro
Che tale accezione sia utile, rimbalzando sempre da una
anzi necessaria, vien con- parte a l'altra. Cosicch la
fermato da la lingua stessa, pulsazione di esso non
la quale d i due diminutivi secca, ma prende quella
Quaglietta e Quagliettina, specie di trillo, che ha ap-
tutti e due femminili, la- punto il verso della quaglia.
sciando cosi mancare un Dicesi anche che le battute,
termine distintivo pe' ma- con cui si richiamano questi
schi; termine di cui gi da uccelli non debbono mai es-
secoli hanno sentito il biso- sere dello stesso numero di
gno gli scrittori di varie par- quelle fatte da la quaglia
ti d'Italia usando appunto 1'ultima volta. Perch? L'i-
Quagliotti; mentre Quaglie gnoro, e nessuno me l'ha sa-
plur. nel gergo della puto insegnare. Forse rima-
quagliottara si usa per ne uno dei tanti ignoramus
femmine.
Quagliere: i1 fischio di della natura.
osso o metallo, a cui unita Battere e Sonare il
una borsetta piena di crine, quagliere, farlo fischiare per
percotendo la quale l'aria fa richiamar le quaglie come
uscire dal fischio un suono detto sopra. Il quagliere
del tutto simile al canto del- poi ha tre forme, o meglio
la quaglia. Nel latino me- tre grandezze secondo la
dievale c'era gi il modo voce che deve rendere e la
Uccellare a le quaglie ad distanza, a cui dev'essere
qualiarolum, ossia col qua- udito; e a ognuna di queste
gliere. risponde una denominazio-
L'arte del richiamo inse- ne. Svegliarino si chiama il
gna che la pulsazione di pi grande, che serve a ri-
questo strumento va fatta chiamar le quaglie, che si
col pollice sciolto su l'ultima credono molto distanti;
articolazione, in modo che, Mezzanello, quello alquanto
tenendo il quagliere con la pi piccolo, che si usa per le

166
distanze medie; Tirasotto scino una.
il pi piccolo e di voce pi Saggina o Melica: la nota
fina, che si batte con tutta pianta da granaglie e bec-
cautela, specie a richiamar chime pei polli che si semi-
sotto il soprerba uccelli, che na dinanzi al bertuello in fi-
si sentano o credano vicinis- lari convergenti tutti con
simi. vialetti verso la bocca della
Quagliotti: al plur. usasi, rete, e forma il boschetto
per questa uccellagione, nel della tesa.
significato di Richiami; ci Entrare nella saggina:
perch nei gabbioni si pon- dicesi delle quaglie che, pa-
gono solo maschi, o appena rate dagli scaccia, non de-
una femmina. viano sui fianchi, ma pedi-
Esporre i Quagliotti o i nano ed entrano ne' vialetti
richiami: vale Issare su l'an- della saggina.
tenna i gabbioni o gabbion- Siepe della saggina od
cini dei richiami. anche Rete: quella di ver-
Togliere i Quagliotti: ghette fitte tanto da non po-
fare l'operazione contraria. I tersi traforare da una qua-
richiami nelle notti chiare glia, la quale cinge ai lati il
con luna si possono esporre boschetto della saggina, e si
fin da le prime ore; in quelle congiunge a le ali del ber-
scure e non tranquille, basta tuello. Invece di una siepe
esporli due ore prima del alcuni pongono una rete.
giorno. Sentieroli della saggina:
Restar fuori: dicesi delle gli spazietti puliti lasciati tra
quaglie che, parate verso la filare e filare di melica per
saggina e il bertuello, pedi- invitar le quaglie a trascor-
nano sfuggendo ai paratori, rere verso il bertuello.
e non vi entrano. Queste Ragnaia: tesa di parec-
vengon poi cacciate a sole chie ragne, che si collocano
levato col cane e lo schiop- in fondo di un largo terreno
po. alberato ad arte, con escato
Ripulire: cacciar le qua- di piante vive, abbeveratoi
glie restate fuori con cani ed altri allettamenti. Di
molto bravi che non ne la- tempo in tempo gli uccelli

167
accorsivi si spingono verso vicine.
le ragne spaventandoli col Testate: le parti dove
tirar loro sassi o terra e per- principia e termina il terreno
cotendo il fogliame. della ragnaia.
Bussare: sono tutti gli Vie coperte: gli andari
atti dello scacciar gli uccelli coperti anche sopra, per cui
con ogni mezzo verso le ra- possan moversi gli uomini
gne. meno visibilmente.
Bussata: nome verbale Viottole e Viottoli: le
dell'azione sudetta. viuzze da cui la ragnaia
Capannuccio: i na- corsa da un capo a l'altro.
scondigli sotto le ragne, do- Viottolo di mezzo: quel-
ve stanno nascosti quelli che lo che divide la ragnaia pel
per ufficio o per diletto sor- lungo in due parti eguali.
vegliano la tesa e il ragnare La ragnaia tesa toscana
degli uccelli. per eccellenza.
Filari: gli alberi a filo,
che si piantano a formare la Reti aperte: sottintende
piazza della ragnaia. Tesa, e vale Tutte le tese a
Ore della ragnaia: reti versatili che si usano per
quelle pi propizie a la prendere lodole, stornelli,
scacciata. pivieri, pavoncelle, colom-
Scacciata: l'azione del- bacci, nelle largure. A di-
lo scacciare, ossia spingere stinguere queste tese si ag-
gli uccelli da la piazza verso giunge anche al nome a re-
le ragne. ti quello degli uccelli, ai
Spalliera: il primo fibre quali si tende. Reti aperte
del la ragnaia da ogni lato. per lodole oppure, per
Stili: gli staggi a cui si pavoncelle, colombacci. E,
legano le reti quando e dove specie riferendosi alla gros-
manchino alberi vivi. sezza maggiore o minore dei
Tesa: la testata di fon- volatili, si d il nome di Co-
do, nella quale sono tese le pertone a la rete, che serve
ragne. E dicesi Tesa larga, anche per tirarla in volo. (v.
se le ragne son lontane l'una Copertone a rete).
da l'altra; Stretta, so sono Va notato che si deve a

168
questa tesa l'invenzione del- quale si liberano gli astoni
le reti a molla, ossia delle delle reti aperte dai ganci
reti versatili, che si chiudo- che li tengono aperti.
no con la maggior velocit: Manovella: il braccio di
tanto che per la solita mania leva che serve a chiudere le
della iperbole, gli uccellatori reti a molla.
la chiamano a fulmine. Per- Mazzacavallo: conge-
ci si danno qui i termini gno usato in Toscana forma-
specifici sia delle forme di to di una asticciola di legno,
essa, che hanno preceduto le la quale legata per una parte
reti a molla, sia di quest'ul- a un cavicchio conficcato in
tima. Per queste tese usasi terra, e dall'altra al tratto
cos il capanno scoperto delle reti, ne facilita il chiu-
come il coperto. Gli alletta- dersi.
menti poi sono quelli de' pa- Molla: quella robusta e
retai pi, per certe tese, le di gran potenza, che infissa
stampe, i crocioni e gli en- alla capra serve per mezzo
dici. di un braccio, allungantesi
Astone a molla: 1' asta sotto l'astone, a chiuderlo
anteriore delle reti versatili, con velocit grandissima.
che hanno la chiusura a Palo elastico: palo di
molla. acacia di sei metri, che si
Capra: s. f. Cos chia- stende a terra, e vi si ferma
mano il congegno di quattro saldamente per una met
solidi legni interrati, a1 qua- della sua lunghezza dalla
le raccomandato l'astone a parte superiore delle reti a-
molla nelle modernissime perte, annodando al suo ca-
tese delle reti aperte. po le corde o i fili di ferro
Gancio: quello che, po- delle reti stesse, perch si
sto in cima agli astoni li trat- chiudano con pi prestezza.
tiene aperti in tensione, e Usava prima delle reti a
vien sciolto, non appena si molla.
preme il braccio di leva, os- Tiro (di reti) a volo:
sia la manovella. quello che si fa, specie con
Leva di chiusura: il le reti aperte, ma pu farsi
congegno per mezzo del anche con le altre versatili,

169
ad uccelli, che passino a vo- gna e armature) agli uccel-
lo. letti e ai tordi. un'uccella-
Nota pratica. Il tiro a vo- gione non antichissima (for-
lo con le reti vien fatto con se dal sec. XVII provenien-
questa regola: siccome gli teci, pare. dall'alta Lombar-
uccelli volano sempre col dia o dal Veneto. Il nome
vento in faccia, e le due reti verrebbe da rocco, torre o
si chiudono l'una un po' torricella, perch il casotto
prima, l'altra un po' dopo, di questa tesa dev'essere co-
l'uccellatore deve attendere s alto da dominare gli alberi
per tirar le reti che gli uccel- della piazza per lanciarci
li sieno sopra alla rete, che sopra gli spauracchi. Il Roc-
si chiude contro il vento. In colo vero e proprio ha forma
tal modo l'uccello, o il bran- pi determinata e meno va-
co, non potr retrocedere, e ria della brescianella . Pu
si trover di fronte la rete credersi che, in origine, fos-
che s'alza per prima, mentre se rotondo, ma ora per so-
l'altra alzandoglisi dietro lo lito un ovale posto su un de-
spinger ad irretirsi. clivo, nella cui parte pi alta
sorge il casotto in forma di
Reti vaganti: vale Tese torretta a tre piani. Il primo
vaganti con reti, e sono Tut- di questi serve per tenerci le
te le tese con reti, che si gabbie, gli arnesi e istru-
possono fare senza apparato menti necessaria alla tesa; il
fisso, e perci in pi luoghi secondo, agli spettatori della
anche nella stessa giornata. caccia: il terzo, in forma di
Sono vaganti La Prodina, la capanno mezzo coperto e
uccellagione a lo struscio, mezzo scoperto, per l'uc-
quella con ragnuole, quella cellatore, il quale di lass
con lo strscino, quella col domina la tesa, e a tempo
soprerbe ed altre specie di pu lanciare gli spauracchi
frodo. da la parte aperta come un
terrazzino. La piazza bosco-
Roccolo: la maggior tesa sa negli ultimi due terzi,
ad allettamenti che si faccia tutta recinta prima da una
in Italia con reti erette (ra- siepe tenuta bassa, poi da

170
due filari paralleli d'alberi sia lombardi e veneti.
formanti in giro un vialino Sottotondo: s. m. Parte
coperto poco pi largo d'un supplementare dei grandi
metro. Negli intercolonnii roccoli formata di un campo
del filare esterno si erige la adiacente al roccolo stesso,
ragna armata la cui coda ma seminato a esca viva, e
vien un po' spostata in fuori soggetto a uno spauracchio
per fermarla con pesi alla mosso dallo stesso casotto
siepe esteriore. Il bosco che del roccolo. parola locale
sorge nel mezzo della piazza che vale piazza inferiore.
vien tagliato nella frasca su-
periore per modo, che formi Tina: (v. Botte e Palude)
un piano spiovente verso la
ragna circostante; ci perch Uccellagione col cane:
gli uccelli spaventati fugga- quella che si faceva (e ancor
no in basso ad irretirsi. potrebbe farsi da chi ne in-
Giacch oltre il fatto che, tende la bellezza e
specie i tordi a fuggire s'at- 1'importanza ammaestrati-
terrano, si vuol far fare lo va) per prender vive le qua-
stesso gioco, quando si lan- glie, e anche, ma meno, le
ciano gli spauracchi contro starne e i fagiani, coprendoli
uccelli non posati ma raden- dinanzi al cane in ferma con
ti in volo le frasche. Il terzo la rete chiamata, non giu-
della piazza anteriore al ca- stamente, Strscino.
sotto si tiene a prato falcia- I'unica uccellagione, il
to, e in esso si pongono al- cui mezzo di cattura sia il
cuni dei giochi. II Roccolo cane, ossia l'unica
vien chiamato vasto e om- Uccellagione cinegetica.
broso, se da tordi; ristretto Nota. quasi certo che
se a piante rade e per uc- questa forma di uccellagio-
celletti; bastardo, se di for- ne era sconosciuta agli anti-
ma media. Come pure dicesi chi. N il latino, n il greco
localmente Imboscatura la hanno termini linguistici,
parte di esso, dove le piante che, pur lontanamente, pos-
sono pi fitte. Ma ripeto, co- sano accennare a un cane
testi termini sono locali, os- fermatore o puntatore, oppu-

171
re a una rete da coprire. caboli
Molti scrittori si son lasciati Cane da rete
ingannare dalle voci latine Copertone
aviarius, aviarium avicel- Copertura
larius e simili: ma tutti gli Coprire
esempii di questi termini Strascino da vedersi a
portati dal De Vit e dal The- Cane da penna
saurus germanico si riferi-
scono a Rete aviarium, ch'e- Uccellare: nom. s. Fu
ra quella, la qual serviva a detto in Toscana con senso
chiudere le uccelliere e non generico per Luogo prepara-
a coprire; e a canis aviarius, to specialmente per la caccia
cane da uccello, invenzione, dei tordi, ossia per tesa mi-
o meglio creazione postro- sta di reti e panie. Il Davan-
manica della falconeria, zali (Colt. tosc. 197) scrive
perch aviarius, qui, o avi- L'Uccellare ovvero bo-
cellarius significano quei schetto da tordi. dunque
primi bracchetti o catelli, voce incerta o un doppione
che i falconieri allevavano o poco utile. Infatti vien dato
ammaestravano ad aiutare i quale sinonimi di Frasco-
falconi nella cattura degli naia, voce di molti si-
uccelli. E fu appunto da gnificati, e perci di nessu-
questi bracchetti o segugetti no.
pi delicati, e perci pi
sensibili e meno feroci, che Uccellare: (nome) nella
l'accortezza e la pazienza lingua classica il Boschetto
addomesticatrice dei falco- pe' tordi.
nieri, notandone il vantag- Non c' dunque ragione
gio, che potevasi ritrarre dal per cambiargli nome, anzi
loro sostare in punta, im- per dargliene uno che una
maginarono e innovarono sproposito Uccelliera
praticamente la copertura (luogo dove si tengono uc-
del cane con la rete. V. Cane celli vivi) Uccellanda
da penna (storia). neologismo inutile e senza
Pertengono a questa uc- significato specifico; e nep-
cellagione cinegetica i vo- pur Frasconaia, voce pi-

172
stoiese che significa luogo l'altro variando a piacere e
con alberi tagliati a un pari facendo alla povera lingua
per tenderci agli uccelli nostra il beneficio di ap-
(Petrocchi). O si conserva il piopparle tutto il bastardu-
nome Uccellare, il quale per me che trova per via.
la sua antonomasia glorifica Sentiamo ora Bernardo
il tordo, che n' ben degno; Davanzati autore del sec.
o si dice Boschetto pei tordi, XVI L'uccellare ovvero
determinazione toscanamen- Boschetto da tordi (Coltiv.
te chiarissima, dalla quale Toscana a Uccellare). Non
riconosciuto il significato bastava questo? Non era es-
pi vasto di Boschetto, il sa una definizione esattissi-
quale quello di paretaio a ma e perfetta? E il peggio
boschetto. che, a chiarire i loro concetti
A dimostrare quanto approssimativi, i modernis-
danno portino ai concetti e- simi sapienti illustrano i loro
satti e alla nozione delle co- libri con le figure dei vec-
se, mi basti citare qui le de- chi, del Valli, dell'Olina, del
finizioni date di questa tesa Raimondi. Quale illu-
da un trattatista recentissimo strazione pi perspicua del
e dall'estensore e com- vocabolo proprio?
mentatore delle disposizioni
vigenti in materia venatoria.
Dice il primo, ossia il Uccelliera: segnato nel
Gioli Prima fra tutte le anche dal Tommaseo co-
caccie fisse con vischio me accettato dal Gherardini
l'Uccelliera o il Boschetto e dal Manuzzi con esempi
(lascia anche tordi, si no- (?) nel significato di tesa a
ti) detta nell'alta Italia Uc- tordi. Ma nella definizione
cellanda (oh barbarie ci- principale dice Luogo, do-
salpina!) e nel pistoiese Fra- ve si conservano vivi uccel-
sconaia. E il secondo, li ! Uccelliera pu avere
1'Arrigoni, Il Boschetto e anche il significato di uccel-
anche Uccelliera da tordi, latoio, ma solo generica-
Uccellanda o Frasconaia. mente. Perci non sarebbe
Come si vede uno copia dal- accettabile la denominazio-

173
ne di uccelliera a certe tese- pisane.

174
CAPITOLO IV

TAVOLA METODICA SUI VOCABOLI DI RETE,


RETI, RETI DA FIERE

RETE, -ina, -ona Armatura


Anelli Callaiuola
Capo Copertone
Coda Copertoio
Lati Pantiera
Maglie Paratella
Panno Passata
Testate Ragna
Rete uccellina Ragnuola
" fringuellara Retino
" bastarda o frosona o mez- Retone
zana Soprerbe
" tordara Strscino
Riscontro e Riscontri Strascinaccio
[Ribattitora loc.] Tramaglio, -i
Corde della rete Schiappari
maestra Bertuello o Cucullo
maestruzza Rete a mano
contrina Reti pl.
venti da uccelli
filetti da fiere
tratto o traito Pareti
fune del tratto
forcella RETI

Aiuolo o Rete aiuolo erette


Antanella versatili

175
a braccia a molla
a stratta
a scatto o Cassis, Casses
a pesi Corde con spauracchi
Ribattere le reti Cordicelle (Funiculi)
Ricaricare Custodi delle reti
Rimandare Epdromo
Tirare Fascine
Tira! Fimbria
Tiro di reti Forcatura
Venire o no le reti Fune (Tendo lat.)
Tirare a volo Pali
Sostanza della rete Paradrmiti (Intervalli)
Durata di una rete Plaga e Plaghe
Colori della rete Plagae lat,
Rete di copertura (v. Ber- Reti da fiere
tuello) Sbarramento
Spauracchi
RETI DA FIERE Tele
Anelli Tesa
Campanelle

176
DIZIONARIO DI RETE, RETI, RETI DA FIERE

Aiuolo: rete (v. a Tesa e Callaiuola: s. f. sottin-


Aiuolo). tende Rete, ed quella su
due staggioli. che si pone ai
Antanella: rete a un solo fori delle siepi o ai passi an-
panno, alta quattro braccia e gusti per prendere lepri. (Da
mezzo e lunga pi di due- calla o callaia: Via, passo (la
cento passi, che vien tesa di fiere. la superstite e la pi
notte attraverso i prati e le piccola delle reti antiche da
marcite, oppure tra un bosco fiere. Da notarsi. Il Tanara,
e l'altro sostenuta da una non so per quale errore, la
corda a cui sospesa con chiama Canagliola. Dubito
anelli in modo scorrevolis- per che potesse essere in
simo. gergo bolognese.

Armatura e Armature: Copertone: rete da tratta


le due reti a maglia larga, in di filo, solido e maglia ab-
mezzo a le quali vien tesa la bastanza fitta, che vien usata
ragna dei roccoli e d'altre te- pi che altro in pianura per
se simili, perch la ragna, le tese ai trampolieri, storni,
trascinata da l'impeto, con lodole. Il nome accenna pi
cui gli uccelli dnno in essa, al tipo di rete solida e spes-
faccia sacco traboccando at- sa, che a le pochissime sue
traverso una maglia (qua- variet dipendenti tutte da la
drello) dell'armatura. maggiore o minore robu-
Quadri dell'armatura: stezza. Questa necessaria
le maglie quadrangolari di in tutti i copertoni, perch al
essa fatte cos acciocch la prato e in palude gli uccelli
ragna trabocchi, e faccia si prendono a volo, e il coz-
sacco. Olina. zo dei branchi assai for-
midabile e potrebbe benis-
Bertuello o Cucullo: simo sfondare una rete me-
(vedi a Tese singole Qua- no robusta. Vien chiamata
gliottara). anche Pantiera, per il fatto

177
che serve a prendere tutti i in terra, servono a tener tese
volatori delle largure. Si di- le reti e a regolarne la cadu-
ce per Copertone da pivie- ta. Ma il nome vale solo per
ri, da pavoncelle, da lodole le corde che funzionano nel-
(v. Pantiera). la parte della rete pi lonta-
Copertone: vien dato na all'uccellatore. Olina
questo nome anche a lo str- Ucc. Le funi, che si parton
scino pi robusto usato nel- dal capanello e vanno a le
l'ammaestrare i cani da rete reti, si domandan maestre; e
a 1'uccellagione cinegetica a dalla banda di sopra al pare-
le quaglie. La ragione ne taio si domandan contrine.
che coi cani giovani o non Filetto e pi al plur. Filet-
cogniti di questa caccia, si ti: le funicelle che servono a
corre pericolo che, levando- tener serrate a terra le reti
si la quaglia puntata, il cane versatili e le erette nella loro
gli si slanci dietro sfondan- parte inferiore. Sod. Arb.
do uno strscino di seta o 242 Ginestre e sanguini te-
bavella. Il nome dunque nuti bassi per attaccarvi i fi-
prende origine da la robu- letti della ragna. Ora inve-
stezza della rete. ce dei filetti si usano anche
Nota. Non si deve con- delle forcine metalliche da
fondere con Copertoio, co- piantarsi in terra. Forbici:
me fanno certi autori. Man- La biforcazione in due funi
ca a la Crusca e al Tomma- divergenti in cui si apre il
seo. tratto per muover le due reti
versatili, che si debbon
Corde della rete: tutte le chiudere a riscontro. For-
funi e funicelle che servono cella: quel punto del tratto
ad usare le reti, reggerle o delle reti versatili nel quale
moverle: Maestra, Mae- si congiungono le due funi
struzza, Contrina. (Venti), che provengono da le due
Filetti, Tratto o Fune del aste a riscontro. Ed anche
Tratto, Forbici, Forcella. tutta la parte di questa di-
Contrina: ciascuna del- vergenza; la quale per vien
le funi che legate ai capi anche chiamata Le For-
delle aste o staggi, e fissate bici.

178
Maestra: (sottintende le, non accettato da parecchi
fune) quella fune da la quale vocabolari, Tratto la
sono infilzati gli anelli della stessa voce latina Tractus,
rete nella parte superiore di perci termine doppiamente
essa per conservarla tesa e nostro
unita a le aste. Olina Uccel.
62 Essendo due funicelle Pantiera: s. f. trovasi u-
da capo di essa (rete) che si sato negli autori nostri e
chiamano maestruzze, di- vien derivato dal greco a si-
cendosi Maestra a quella gnificare Rete da tutti gli
che sostiene la rete per via uccelli e animali, ossia cos
degli anelli. Maestruzza: solida da poter irretire uc-
la fune minore, ossia quella celli grandi e mezzani, ed
che non sostiene la rete per anche fiere minori. Infatti
mezzo degli anelli. Vedi l'e- 1'aiuolo serviva anche a
sempio sotto a Maestra. prendere lepri, volpi, e si
Riscontro e Riscontri: trova detto anche cervi
le corde che si legano a l'e- (!!).Capiuntur cervi cum
stremit superiore delle aste retibus quod Arolus vocatur
versatili, e si fermano a terra a vulgo. Io credo per che,
con un cavicchio solido da come il Copertone d'oggi,
l'altra nella stessa linea della essa fosse rete molto solida
coda delle reti, perch ne a maglie non troppo larghe,
reggano e regolino la chiu- e atta ad irretire da l'anatra
sura. sinonimo di Venti al piviere e alle pavoncelle.
. Tratto, Fune del tratto [e Cos la rete, con cui oggi si
Traito]: la fune che, nelle tende ne' prati a pavoncelle,
tese a reti versatili, da le a- pivieri, storni, colombacci,
ste o da gli scattatoi va al serve appunto a una caccia
casotto per essere tirata a multipla; e perch molto
chiudere le reti. Essa entra resistente dicesi Copertone
nel casotto per un foro ch' (v. q. v.) In origine par che
sotto la bocchetta e vi trat- fosse una rete da anatre, la
tenuta da la Manicchia. Se- quale, come accade sempre,
gno Tratto e vorrei ripudiato dette il nome anche a la te-
Traito quale doppione inuti- sa. Questa era una fossa pi

179
lunga che larga e poco pro- inverso. In apparenza par-
fonda, sopra la quale si adat- rebbe che derivasse da pa-
tava nel lato opposto al ca- rete term. architettonico, ma
panno una rete am- io dubito che possa venire
mannellata in modo da po- dritto dritto dal latino
tersi piegare tirandola a po- Par-retium corrispondente
co a poco su tutta la buca, in tutto al nostro paio di re-
ossia su le anatre richiama- ti, ossia a quelle due reti ac-
teci da giochi e richiami. II coppiate, che si chiudono
Tomm. d Pantera e Pantie- simultaneamente a riscontro
ra: Fossa lunga e larga (ma l'una dell'altra. E in questo
poco profonda) dove si adat- mi conferma l'uso plurale,
ta una rete per pigliarvi ani- che si fa della parola, e il
tre selvatiche (anche Fanf.). fatto che, ritenendo per cer-
Ed anche la rete per pigliar to che paretaio derivi da
anitre, beccacce, pernici ed Pareti, non questo da quel-
altri uccelli. In senso simile lo, se ne ha una conferma,
Panther (Varrone). Nel perch lo stesso Olina chia-
francese antico Pantire, mava paretai tutte le tese
gran rete da uccellare. fatte appunto con reti a paio
versatili. Ritengo dunque
Paratelle: piccole reti e- che Pareti debba definirsi:
rette che si tendono a le Tutte le reti versatili che si
quaglie sostenute da aste usano a paio, l'una a ri-
conficcate nel suolo, e sono scontro dell'altra. E noto
conservate perpendicolari da anche qui che certe deriva-
piombi o altri pesi. Onde si zioni io non le faccio in no-
trova anche la denomina- me delle sublimazioni eti-
zione di Piombine. mologiche dei filologi e
glottologi, ma rimanendo
Pareti: s. f. usato al plur. entro i limiti del gergo ve-
definito in modo pi che natico; del quale i professori
incerto dai vocabolari, al- che vanno per la maggiore
cuni dei quali cadono nel non possono certamente te-
circolo vizioso di derivarlo ner conto. Noto anche che,
da Paretaio, altri in quello se questo termine derivasse

180
da parete dovrebbe essere l'uccellagione a uccellini e
attribuito assai pi propria- uccelletti, ossia ne' paretai,
mente a tutte le reti erette, nella prodina, nella ragnaia,
somigliantissime per ci nello struscio, nell'uccella-
stesso a una parete di stanza, gione col cane da ferma (ma
mentre invece nessuna di allora si chiama Strscino)
queste reti erette ha mai a- in quella col soprerbe, ed al-
vuto il none di parete. tre. Si usa, in mezzo a due
altre reti a maglia larga, det-
Passata e Rete da passa- te Armatura ne' roccoli e
ta: la rete che tendesi eretta simili. Non giusto chia-
su pali o raccomandata ad marla Ragna triplice quando
alberi ne' passi montani, o rafforzata da le armature,
ne' boschi, dove sieno forza- perch queste sono reti a s
ti a passare uccelli. Ed an- ben diverse da la ragna, tan-
che il nome della tesa. to che hanno maglie cos
Nota. Passata l'Apertu- larghe da doverci passare
ra, per cui si, passa da un anche un tordo o un uccello
luogo a un altro. Onde la maggiore. L'impropriet
denominazione. proviene da un esempio in-
felice del traduttore del Cre-
Prodina: trovasi usato scenzi, riportato qui, sotto la
per quella rete che serve per voce Panno. La ragna e la
tendere a la proda; ma non ragnuola furon chiamate dai
par giusto. Quella a la proda latini anche Nebulae ossia
una tesa, non una rete: tan- nebbie. Infatti a guardarle
to vero che in tal tesa si tese danno l'impressione
possono usare reti di pa- della nebbia. Aranea la
recchie forme, con riscontro stessa parola nostra. In gre-
e senza. co Nefele. Alzar il panno
della ragna (v. Appannare).
Ragna: la pi fina delle Dar nella ragna: restar
reti da uccelli dopo la Ra- preso nella rete. E dicesi an-
gnuola (suo diminutivo e di che Ragnare il restarci presi
maglie pi strette). Questa Ragna scempia: quella u-
rete si usa scempia nel- sata ne' paretai e tese simili

181
senza il rafforzamento del- sono il Panno, le Maglie, gli
l'armatura. Ragna con Anelli, il Capo, la Coda, i
l'armature: quella di certe Lati, le Testate. In latino Re-
reti erette (roccolo e simili), te; ma oltre che neutro si
che si tende in mezzo a due trova anche maschile e
reti di maglie larghissime femminile Retem plenam
(quadri) perch attraverso (De Vit). Si trova Re-
queste l'uccello irretito porti ticulum, Reticulus, Retiola
la rete a far sacco. (da uccelletti, opposta a
Plagae). Isid. chiama Cono-
Ragnuola: la pi fina peum la rete pi fine che sa-
delle reti, tanto poco visibi- rebbe zanzariere. Il Thes.
le, che gli antichi l'assomi- d Conopium e Conopeum
gliavano a un velo di vapo- che sarebbero la nostra Ra-
re, ossia a la nebbia, e la gnuola; e Plinius asserisce
chiamarono appunto Nebu- di averne veduta una vastis-
lae e Conopeum (zanzarie- sima, ma cos fine, che pas-
re). sava attraverso un anello da
La ragnuola, come la ra- dito. Anelli della rete. La
gna, si usa purtroppo quale parte in cui termina la testa-
strumento di frodo a insidia- ta superiore della rete, la
re anche uccelli, che do- quale composta di maglie
vrebbero essere rispettati. Si pi ampie e solide, perch
tendono a lo sbocco di certi dentro di esse debbon passa-
fossati, in cui la vegetazione re le due funi Maestra e Ma-
fa capanna; e bussando so- estruzza, la prima delle qua-
pra questa si spingono usi- li serve a sostenere la rete
gnuoli, capineri e simili a ir- stessa. (In lat. Annuli, specie
retirsi. quelli delle grandi reti da
fiere; i quali se erano di me-
Rete: s. f. Il panno di fu- tallo eran detti Circuli)
ne o filo pi o meno fine Capo: la parte superiore o
contesto a maglia di varia anteriore della rete, secondo
larghezza, il qual serve a l'uso che si fa di essa. Lo
prender vivi uccelli e fiere strscino, che si usa spie-
(Retina, Retna). Sue parti gandolo per coprir 1'erbe

182
dinanzi al cane in ferma, ha per uccellini. Ne consegue
il capo (ossia la parte ante- che le denominazioni fonda-
riore) che si chiama appunto te su questo criterio prendo-
Capocorda. Coda: la parte no mille forme secondo i
inferiore o posteriore della dialetti e i concetti diversi a
rete. Per le reti erette, le ver- cui si ispirano. Resta perci
satili, i1 bertuello, la parte impossibile adottarne o im-
inferiore quella che rimane porne una nomenclatura,
presso a terra. Per lo str- che possa dirsi nazionale.
scino la parte opposta al Per l'uccellagione comune le
Capocorda. (V. Strscino). misure delle maglie, nell'uso
Lati e Lato: le due parti e- pratico e nel commercio, si
streme in cui termina la rete fanno in millimetri, e relati-
tra il capo e la coda. Si di- vamente a tali misure si d
stinguono con le deno- anche norma a le reti. Rete
minazioni destro e sinistro uccellina o lucherina mm.
relativamente a la mano di 17-18; Rete fringuellara
chi ne usa. Maglie [le]. I mm. 22; Rete frosoniera o
vani del panno tra gl'intrecci bastarda mm. 25; Rete tor-
dei fili, da cui composta la dara mm. 27-28: Rete p. ce-
rete. Da la larghezza mag- sene mm. 30. E questa for-
giore o minore delle maglie se la pi razionale ed accet-
vien determinato e cono- tabile nelle condizioni pre-
sciuto l'uso della rete nel- senti. Va notato poi che per
l'aucupio, e se ne designa le reti, con cui si tende al
anche la specie in commer- prato, o anche su l'acqua, e
cio. Dicesi Maglia larga, si debbono prendere gli uc-
stretta spessa, rada, robusta. celli a volo (pivieri, pavon-
Maglia da anatre, da fiere, celle, storni ecc.) non si u-
da pivieri o pavoncelle, da sano maglie molto larghe
lodole, uccelletti, uccellini. ma piuttosto spesse e di filo
Maglia di tanti centimetri o robustissimo. E ci perch
millimetri. La maglia dun- gli uccelli, passando a bran-
que va da la larghezza di chi e in volo impetuoso su le
decimetri, qual' quella da reti, col peso stesso rompe-
fiere a quella di millimetri rebbero reti deboli a maglie

183
rade. E sono appunto queste eretta con altrettante forme
reti che si chiamano Pantie- di ragna formanti una sola
re e Copertoni. rete. La ragna una rete a
Panno s. m. Tutte s, e le Armature pure sono
maglie interne di cui riman forma di reti a s, che si u-
composta la rete. Rete ricca sano insieme con la prima
di Panno: quella, che per rafforzarne la potenza di
nell'interno cos sovrab- irretire e trattenere gli uc-
bondante di maglie da poter celli facendo sacco. E la di-
far sacca. - povera di panno: versit provata anche dal
quella che per pochezza di fatto che la ragna ha le ma-
maglie riman sempre tesa e glie, mentre l'armatura ha i
non pu far sacco (v. Sac- Quadri. Dunque il Panno
ca). tutto il corpo di mezzo della
Nota. Da notarsi l'errore rete, non una forma di rete;
in cui caduto il Tommase- e l'armatura ha anch'essa il
o, trattoci dal traduttore del suo panno di maglie larghe
Crescenzi. Egli definisce da cui classificata (v. Ap-
Panno Ciascuno di tre pannare).
pezzi (?) di rete che forma- Testate (le). Le due
no la ragna . Ed ecco 1'e- parti in cui termina la rete
sempio Sono ragne di due da capo e da coda. Testata
generazioni: alcuna sem- inferiore e superiore. Te-
plice... l'altra si ha tre panni: stata anteriore e posteriore.
quello di mezzo grande e Hanno le prime le reti erette
molto fitto; quelli di fuori e le versatili; le seconde lo
minori e radi. Ora cotesto strscino e anche il soprer-
traduttore toscano, con- be. La testata anteriore del
siderato e consacrato testo bertuello si chiama Bocca
di lingua dai feticisti, come del bertuello, meglio che del
non ha inteso per nulla il si- bucine, perch bucine cia-
gnificato di expegatorium scuna parte del bertuello.
rete e l'ha scambiato con un Colore delle reti: il pi adat-
erpice, ossia un istrumento to quello che meno si mo-
agricolo; qui scambia le due stra ossia meno si distingue
reti d'armatura della ragna dal luogo ove tesa la rete.

184
Perci i due colori fonda- sa, la rete da coprire il cane
mentali da usarsi sono il fermatore. (v. Uccellagione
verde e il terreo. col cane).
Durata di una rete: si
reputa che le migliori, se cu- Reti [le]. s, f. che si usa
rate come si deve, durino comunemente al plur, per-
per sette anni. - Sostanza ch per solito nelle tese le
di che si fanno le reti. La reti sono sempre a coppia e
migliore, perch pi cattu- di forme varie, o pi della
rante e avvolgente, la seta, stessa forma. Cos ne' pare-
specie per gli uccelli minori. tai le reti versatili sono due
Segue la bavella, poi il lino. a riscontro: la pi grande
I Greci e i Romani chiama- che si dice Retone, la pi
vano le reti Lina. piccola, a cui si d il nome
di Ribattitora.
Rete a mano: quella che, La ragna dei roccoli, che
per esser messa in opra, non rete eretta, si tende in
abbisogna d'altro che della mezzo a due altre reti a ma-
mano dell'uomo. Sarebbero glie larghe chiamate Arma-
in ordine di importanza lo tura. Lo stesso Bertuello
Strscino, certe ragnuole, il composto di alcuni Bucini,
soprerbe. l'ultimo dei quali ha il ri-
N.B. - Non si dovrebbe troso. Le Passate poi sono
dire al plurale Reti a mano, tante reti erette, quanti sono
perch questo plurale non i vani del colonnato d'alberi,
potrebbe altro che significa- tra cui sono tese. Caricare
re Reti a tratta o stratta le reti [versatili] Aprirle la
ossia reti che sono in genere prima volta tendendo, ossia
due versatili, e si chiudono porle al punto che, tirate,
con congegni pi o meno possano riversarsi a cattura-
complicati, non per sola o- re gli uccelli. Dicesi anche
pera della mano dell'uomo. Ricaricare, ma questo rei-
Rete di copertura: (v. terativo, e per conseguenza
Bertuello). pi proprio per ogni volta
N. B. - Altro la rete di che si ripongano al punto da
copertura, altro, e ben diver- scattare. Cos pure Ribattere

185
le reti. Rivedere le reti: con questa regola: siccome
Riesaminarle con diligenza gli uccelli volano sempre
a rammendarne i falli. o- col vento in faccia, e le due
perazione da fare prima di reti si chiudono l'una un po'
rimetterle in opera. Tende- prima, l'altra un po' dopo,
re le reti: Apparecchiarle a l'uccellatore deve attendere
quel modo ch' necessario, per tirar le reti che gli uccel-
perch possano irretire gli li sieno sopra quella che si
uccelli. Tirare, riferito a chiude contro il vento. In tal
Reti o Rete, vale dare alla modo l'uccello o il branco,
fune del tratto, impugnan- non potr retrocedere e si
done la manicchia, quella trover di fronte la rete che
stratta ch' necessaria a far s'alza per prima, mentre l'al-
chiudere le reti aperte. e tra alzandoglisi dietro lo
Tira! ora che ci son tutti spinger ad irretirsi. Veni-
ossia tutti gli uccelli del re: le reti o la rete, dicesi di
branco sono scesi nel bo- quelle a tratta o chiusura,
schetto o nell'aiola, Tirare quando, sia nel tiro a brac-
a volo: parlandosi di reti, cia, sia in quello a catto, si
vale tirarle a uccelli che ci chiudono agilmente. La
passan sopra a volo, quali i rete vien bene; vien reale,
pivieri, le pavoncelle gli risponde bene o male a la
stornelli i colombacci, le lo- stratta.
dole. In molte tese di prato
le reti si tirano a volo. Ti- Reti aperte: ha due si-
ro di reti: Ogni atto del tirar gnificati. Quello di reti da
le reti versatili per irretire paretaio o prodina caricate o
uccelli. Es. Oggi tra un tiro ribattute; e quello di' alcune
e l'altro si ha tempo di fare tese di prato a lodole, a pa-
un tresette. Tiro [di reti] a voncelle, storni (v. Tese
volo: quello che si fa, specie singole),
con le reti aperte, ma pu
farsi anche con le altre ver- Reti erette: tutte quelle
satili, ad uccelli, che passino che si tendono dritte soste-
a volo. Nota pratica. II tiro a nute cos da staggi come da
volo con le reti vien fatto qualche altro mezzo. In lati-

186
no Retia o Lina erecta. ste reti con l'orizzonte, lo
La denominazione, che sapranno quei linguisti della
oggi viene usata volgarmen- scuola tecnica, che, come
te non solo, ma anche nelle derideva Pasquale Villari,
leggi, Reti verticali. Ora imparavano un italiano spe-
basta il senso comune a in- ciale. Se vero che queste
tendere che nessuna rete pu reti stanno come giacenti a
essere per se stessa verti- terra, quando sono aperte,
cale; perch nessuna rete si ossia rimangono inerti, as-
regge da s. Per conseguen- sai pi vero che la loro a-
za, attribuendosi a la rete zione tutta e sola nel semi-
quello che dev'essere attri- cerchio improvviso e impe-
buito a l'opera dell'uomo, si tuoso, che descrivono river-
viene a falsare un concetto. sandosi su l'aiuola a cattura-
Questo per contrario risalta re gli uccelli, che ci si sono
chiarissimo da la definizio- buttati, o che ci stan passan-
ne di Reti erette, che signifi- do sopra a volo. Dimentica-
ca drizzate e conservate ta- re che la loro virt attiva
li dai tenditori. Le pi co- in questo fatto, e non nello
muni sono quelle dei rocco- stare inerti presso terra,
li, gli schiappari, le passate. non intendere nulla della co-
sa in s. Dunque meglio ac-
Reti versatili: quelle che, certare Reti versatili, il qua-
ai lati dell'aiuola, raccoman- le ha la nobilt del latino, e
date ciascuna a due aste gi- rende il concetto esatto (Li-
revoli su un pernio, vengon na versatilia) di quello che
aperte a terra dai lati esterio- spropositare con un termine
ri a 1'aiola, e possono, a for- astronomico, s, ma senza
za di braccia, o con altri senso. Giacch versatili vuol
congegni. farsi riversare su dire appunto che si rivoltano
1'aiuola stessa a irretire gli o riversano sopra gli uccelli.
uccelli. Anche queste nella E possono essere: Reti a
sciatta lingua tecnica oggi tratta o stratta: quelle versa-
dominante sono chiamate tili che si chiudono dal ca-
Reti orizzontali. Che cosa panno con una stratta a la
poi abbiano a che fare que- manicchia del tratto. Perci

187
chiamansi anche Reti a specifico dal generico Reto-
braccia. - a pesi: le sud- na.
dette, quando, a renderne
pi rapida la chiusura, l'asta Ribattitora: sott. Rete,
maggiore vien attratta da ed quella minore delle due
pesi sotterranei, non appena Pareti o Paretene de' paretai,
che, da la stratta dell'uccel- e d'altre tese simili, la qual
latore, l'asta stessa vien libe- serve a respingere gli uccelli
rata da un congegno a scat- che tentino sfuggire a la rete
to, che la tratteneva aperta. maggiore strisciando. Es.
E si chiamano anche a Scat- La parete minore si chiama
to. Ma meglio dire Pare- Ribattitora Raimondi C. 63
taio a pesi. Reti a molla (v. Pareti).
(v. a Tese singole Reti a-
perte). Riscontro e Riscontri:
La rete minore che si chiude
Retino: n. m. forma di in opposizione al retone (v.
minutiva di rete, ma assume Ribattitora).
un significato specifico,
quello della Rete pi piccola Soprerba e Soprerbe: n.
del paretaio; rete che posta f. quella rete manevole di
in una parte della piazza, e pochi metri quadrati, che si
tutta a s, serve per certi uc- usa dai cacciatori di frodo
celletti, i quali possono an- per prendere quaglie e simili
che non essere arborei. Il di- richiamandovele sotto col
minutivo vero di rete resta quagliere o la canterella.
dunque Retina (generico). Chiamasi cos, perch si di-
stende su l'erba. Un proces-
Retone: n. m., anche so del 1499 davanti al Vica-
questo si usa al maschile per rio vescovile di Bergamo,
indicare la Rete pi grande parla di una rete chia-
del paretaio, quella retta da mandola super herba. Nella
1'Astone o Asta grassa. An- legislazione medicea si ha
che per questa voce come Soprerba. anch'essa rete
per Retino, la lingua provvi- da spiegarsi, come lo str-
da ha creato un superlativo scino.

188
Sottacqua, sott. Rete:
una rete, che si usa per Anelli: le maglie ester-
prendere uccelli tuffatori ne, nel capo delle reti erette,
sotto l'acqua. che sono (il forma circolare
e molto solida perch per
Strascinaccio: antica, esse deve passare la fune,
vasta e solida, che veniva che sostiene e serve a tende-
trascinata sul suolo da due re la rete stessa. Se sono di
uomini a cavallo per coprire metallo si chiamano Cam-
uccelli terragnoli. Richie- panelle (in lat. Circuli).
deva parecchi uomini a pie-
di, che la seguissero e pren- Campanelle: i cerchi (il
dessero gli uccelli rimasti metallo che si usano in luo-
coperti. Il capocorda era ag- go degli anelli delle reti,
ganciato a le selle dei due specie per quelle da fiere.
cavalcatori. And in disuso
per poco rendimento gi Cassis pl. Casses: deno-
prima del secolo XVII minazione che non ha cor-
(Raimondi). bene farne rispondente in italiano e che
cenno perch dal suo nome convien tradurre Plaga tesa
deriv erroneamente quello in modo da far sacco, ossia
Strscino, rete che non. si tesa lasciando molta abbon-
trascina affatto, ma si spie- danza di panno. - Senofonte
ga. insegna anche il modo di
tendere le Casses: oltre l'ab-
Strscino (v. Tese singo- bondanza di panno, egli
le) scrive che conveniva pianta-
re i pali non troppo solida-
Tramaglio e Tramagli: mente e con pendenza in
la rete poco alta che vien te- avanti. Che cos fosse vien
sa eretta e con armatura a confermato da Ovidio. Ars
uccelli che volino basso. am. I. 392, quando dice.
Nel commento a la legge, Non bene de laxis cassibus
1'Arrigoni ne fa una cosa exit aper difficilmente
sola con la Paratella.RETI pu liberarsi il cinghiale da
DA FIERE la rete di molto panno. E

189
l'altro di Seneca Ag. 893 vano rimaner dietro le reti
Come il cinghiale invilup- oltre cinquanta metri, e ci
pato dal molto panno della perch non fossero aventati:
rete tenta di uscirne, e infu- e forse anche perch rima-
ria invano E anche lui dice nessero meno in pericolo,
casse vinctus, ossia avvinto, nel caso che le fiere avesse-
insaccato, come diremmo ro potuto traforare lo sbar-
noi oggi. ramento in pieno vigore, e
per conseguenza piombando
Corde: quelle tese in cer- loro addosso di sorpresa.
ti punti dello sbarramento
con appesi spauracchi di Epdromo: la parte infe-
penne, liste bianche e colo- riore della rete che serviva
rate di pannolini, per re- di contorno a la plaga tra i
spingere impaurendole le due pali. E siccome in que-
fiere. Anche quelle funi ste reti la parte inferiore era
minori che servivano a ten- quella che aveva maggior
dere le reti e fermarle ai pa- importanza, per ch doveva
li. sostenere l'urto pi violento,
con la voce Epidromo veni-
Cordicelle: le corde tutte va denominata anche la par-
che servivano a la tesa, e te superiore della cintura,
non erano la fune maestra detta per da alcuni Peri-
da reggere le reti passando dromo.
da l'inforcatura, n le corde
che reggevano gli spaurac- Fascine: Si usavano per
chi o le tele. solito a formare lo sbarra-
mento nei luoghi dove non
Custodi delle reti: gli si potevan piantare i pali; o
uomini che si ponevano die- anche a colmare depressioni
tro le reti con armi adatte ad brevi e profonde del terreno.
uccidere le fiere, che ci ri- Come pure si usavano rami
manessero irretite, e a riatta- sciolti da accatastare quale
re lo sbarramento rimasto impedimento a la fuga delle
aperto o guasto da l'impeto fere inseguite.
delle bestie catturate. Dove-

190
Fimbria: la parte sovrab- gne acuti) e anche Varra,
bondante delle reti, che rac- ae. (In Abruzzo, di fianco a
coglievano e lasciavano la Guardia d'Orlando, c'
presso l'ultimo palo. ancora una Valle di paline,
chiamata Val dei Varri. I
Forcatura (v. Pali). pali dovevano essere di al-
tezza maggiore e minore; i
Fune: quella che, infi- maggiori per non supera-
lando gli anelli delle reti, e vano i dieci palmi. Questa
passando per la inforcatura diversit serviva a dare alle
de' pali, serviva a reggerle e reti tese una minor di-
a regolarne la tensione. In seguaglianza d'altezza anche
latino questa fune era chia- nei terreni ineguali Furcu-
mata Tendo (tndine) e cor- lue retium longitudine pal-
rispondeva a la Maestra del- mos decem aequent, nonnul-
le reti da uccelli. Ma oltre lae minores sint. I pi bassi
questa c'erano anche altre venivan posti nelle alture, i
corde o funicelle (lat. Funi- pi alti nelle depressioni del
culi). terreno. Anche se ne pianta-
van pochi ma solidamente,
Pali da reti: erano i so- dove le reti si volevan
stegni delle reti da fiere. Le- tender molto, di pi, quando
gni pedagnoli o di spacco, i pali non potessero o do-
un po' forcuti in cima e a- vessero avere molta solidit.
cuminati a foco nel fondo. E non dovevano averne
Venivan piantati in terra pi troppa, se si voleva che la
o meno solidamente, secon- rete, a l'urto dell'animale,
do che si volessero arrestare facesse sacco, perch la fie-
le fiere, o farle insaccare ra ci rimanesse dentro impi-
nella rete che facesse borsa. gliata. La Forcatura dei pali
In questo caso si lasciava per le reti maggiori doveva
molto panno a la rete, e si essere non troppo grande.
piantavano i pali meno soli- Per essa passava la fune, da
damente e con pendenza in cui eran rette le reti stesse, e
avanti. In greco Scalides: in che serviva a sostenerle e
latino Furcula e Stipites (i- tenderle pi o meno. Seno-

191
fonte dice: I pali delle reti va Contorno (o Cintura) e
maggiori abbiano piccola comprendeva quanto della
forcatura con scavo non pro- chiusura tesa non era a ma-
fondo. glie (enodia), gli anelli, le
funi (maggiore e minori)
Paradrmiti: voce corde e tele eventualmente.
greca, passata anche in lati- Plaga ultima: quella
no, sotto la forma Paradro- che rimaneva tra l'ultimo e
mis, a indicare i passaggi la- penultimo palo. Perci ulti-
sciati lungo lo sbarramento ma destra, ultima sinistra. E
formato da le reti, da le tele, queste si chiamavano in la-
da le corde tese con spau- tino, Corni o Ale (Cornua
racchi o da ripari di legna vel Alae).
ammontate e di terra. Pollux La ragione delle maglie
traduce Intervalla ad excur- larghe, da cui era formata la
siones. Questi passaggi poi, parte centrale della plaga,
al bisogno, si potevan chiu- che ogni fiera in fuga cerca
dere con apposite reti mino- di traforare la macchia nei
ri, che in latino si chiama- punti dove apparisce un pas-
vano reticula minora, e in saggio possibile. Si sa che
greco anche Emblia. E for- per certi animali sembra cri-
se queste sono le reti, da le terio istintivo che, dove pas-
quali provengono le nostre sa il capo, debba passare an-
Callaiole. che tutto il corpo. Perci i
vani delle maglie rade, che,
Plaga (lat. Plaga, -ae). La come ho detto, prendevano
parte di mezzo della rete da misura da la larghezza del
fiere che rimaneva tra due capo delle fiere, erano un
pali, e, tesa, prendeva forma invito a forzar la macchia
di rombo, senz'angoli retti, proprio in quel punto.
ed aveva maglie tanto lar- (Conf. l'istinto dei nostri
ghe, quanto bastasse a en- gatti).
trarci il capo delle fiere cac- Da ci si spiega anche
ciate. l'uso delle tele bianche, di
Il resto, ossia quello che cui s'intramezzavano le reti,
non era a maglie, si chiama- quale respingimento delle

192
fiere, da quei luoghi dove Vaso di Vaphi, il pi an-
non si voleva che tentassero tico documento figurativo di
di traforare. E cos quello queste reti, rappresentato
delle corde con spauracchi. un toro selvaggio che tra-
Perch la fiera, che rimane- bocca, fermato appunto nel-
va entro lo sbarramento, ri- la fuga irruenta da una di
maneva in caccia, e perci queste reti.
non era perduta, ritornando Nelle cacce medievali, a
sotto ai cani o ai cacciatori custodia delle reti si collo-
armati. cavano, da la parte esterna,
Il De Vit, bench non uomini, il cui ufficio era di
certissimo della definizione catturare o uccider le fiere,
di Plaga, conclude asseren- che davano in esse, e di ri-
do Potest etiam dici, ex lo- assettare sollecitamente reti
co Horatii, esse plagas ma- e pali, quando fosser rimasti
joribus feris capiendis aptas, o danneggiati o scomposti
retia minoribus et avi- da l'urto della fiera. Le reti
bus.Ma la differenza non venivan poi sostituite o in-
cotesta. Retia la denomi- tramezzate da tele bianche o
nazione pi generica; Plaga da corde tese, a cui eran at-
la rete da fiere, tesa tra pa- taccate penne e banderuole.
lo e palo: Cassis la plaga, Ed era una particolarit del-
a la quale si lasciava molto la caccia a le fiere l'arte del
panno perch facesse sacca saper tendere le reti e pian-
(v. q. vo.). tare i pali. (v. Palo e Tela).

Reti da fiere: eran reti Sbarramento: tutto il


robustissime di funi a ma- chiuso formato dai pali reg-
glie larghe, usate fin da l'an- genti le reti tese. Le tele, le
tichit pi remota, per im- corde con spauracchi, come
pedir la fuga, accalappiare, pure le cataste di legna e gli
instradare le fiere, a le quali argini di terra ammontati,
si dava la caccia. Venivan non solo quale impedimento
fermate ad alberi vivi o a a la fuga delle fiere ma an-
pali robusti conficcati soli- che per alzare le bassure del
damente nel terreno. Sul terreno e renderlo meno i-

193
neguale lungo tutta la tesa. loro stesso colore era uno
In latino Septum (e anche spauracchio.
capsus in greco Arkysta- La parola si usava anche
sion, corrispondente a Re- quale sinonimo di Retia,
tium statio. tanto che Ovidio, a determi-
Ma anche questo in ita- nar meglio quest'ultime,
liano dovremmo chiamarlo chiama le Tele Lina nodosa,
Tesa, perch appunto una ossia a maglie. Ci d ra-
tesa; e nessuna dell'altre vo- gione a credere che appunto
ci Vallo, Chiusa, Steccato, nel parlare proprio si sentis-
Lizza pu darne il vero con- se il bisogno di determinare
cetto, come Tesa. la differenza grammaticale
del significato di ciascuna di
Spauracchi: erano penne queste voci usate a la rinfu-
o liste di panni bianchi e co- sa. Tanto che il Pollux, gre-
lorati, che si appendevano a co romanizzato, dopo aver
le corde. scritto Venatoria vero,
quae plicantur, omnia Retia
Tele: le bianche di lino dicuntur costretto a cor-
(preso qual nome generico reggere specificando e ci-
delle piante tessili), che nel- tando esempli con denomi-
lo sbarramento delle reti da nazioni diverse.
fiere, si alternavano con le
reti propriamente dette a Tesa (v. Sbarramento).
formare la barra, perch il

194
CAPITOLO V

TAVOLE METODICHE SUI VOCABOLI DI PANIE


E CIVETTA

Uccellagione a vischio girello


a panie manico
Vischio puntale
molle Panione
duro Avvoltolare il panione
rassodato Riscaldare 1a canna
congelato il panione
rammollito Fili invischiati
artificiale Fraschette
Rimondare il vischio Vergoni e Vergelli
Temperare " Stagionare i vergoni
Scaldare " Far le tacche ai vergoni
Tenere e non tener il vischio Rinvergonare
Congelarsi
Rassodarsi Palmone
Rammollirsi antenna
cassa
Pania cavicchio
Buttarsi nella pania morsa
Dare rotella
Le Panie vergoni
fisse fraschette
vaganti
Tendere a o con le panie Palmoncello
Panioni, i Panioni Palmoncino
Paniuzze Impaniare
Uccellare a paniuzze lmpaniarsi
Tendere Impaniatura
Canna Impaniatore
anello Invischiare, -si

195
Spaniare Cuccumeggia, -are
Lo Spaniato Rusticit
Dare nello spaniato Posatoio
Buttarsi " " Toppo
Restarci Sedile
Gruccia
Paniaccio Mazzuola

Fantoccio Racchetta
Tondare il fantoccio articolata
Impaniare il " Guancialetto
Gaggia Piantar la civetta
Chiurlo gruccia
Vergone il mazzuolo
1a racchetta
Tese miste Venti della racchetta
Vento
CIVETTA Geti
addomesticata " di cuoio
agevole " di pannolano
ammaestrata " bergamaschi
appastata Beccarsi i geti
artificiale Attortigliarsi i geli
finta Pastoia
impagliata Calza
mansueta Lunga [la]
nidiace Filone
presiccia
rabbiosa Civettare
rinnovata Acquattarsi e
rustica Acquacchiarsi
selvatica Allungarsi
trafelata Fare le riverenze
di albero " i ritornelli
muro " bene male
tetto Brillare sulla racchetta

196
Penzolare Mansuefare, -si
Tracollare Falco
Volettare Barbagianni
Trafelare pel caldo Gufo reale
Movere Assiolo
Mostrare la civetta Comuni ai rapaci ausiliari
Toccare la civetta Agitarsi
Gettare la civetta Agitazione
Getto della civetta Battersi con le ali
Civetta a giro Crollarsi
" a fermi Dibattersi e Sbattersi
" a getto Inquietudine
Credere a la civetta Raggirarsi
Dire e non dire a la civetta Sbattimento
Cestino Evacuare
Gabbia Evacuazione
Gagga Segno
Chiovolo Pertica
" anellato " alta
Civettante, Civettanti " bassa
Civettabile Richiamo
Schiamazzo (v. Tesa) Richiamata
Addomesticare Stanga
Addomesticamento Toppo

197
DIZIONARIO DI PANIE E CIVETTA

Cenno storico

I maestri primi e pi completi dell'uccellagione con le panie,


per noi latini, furono i Greci. Tutto quello, che ora noi sappiamo
su questa specie di caccia, ci proviene da loro. Essi, chiari ed e-
sattissimi conoscitori e definitori, chiamavano gi arte delle pa-
nie o del vischio l'uccellagione con questa materia Ixeutich, e
Ixeutics, l'uccellatore a vischio; giacch Ixia per loro era il vi-
schio. E distinguevano i panioni, calamoi, da la canna donax; e
dicevano come noi calamos ixeutics, verga invischiata; usava-
no il palmone, ossia l'apparecchio pi grande inventato per que-
sta uccellagione, e lo definivano "un tronco d'albero con rami
posticci" (non suoi). Ci perch il palmone appunto un finto
tronco, intorno a la cui cima s'nfiggono i vergoni con le paniuz-
ze.
I Romani, tanto pi grandiosi dei Greci, non curarono le pa-
nie quali un'arte, ma certo impararono di essa molto dai Greci.
Se cos non fosse non troveremmo nei loro libri la cura minuzio-
sa di tradurre i vocaboli greci, che son nozioni e distinzioni mi-
nuziose; n Polluce avrebbe trattato di questa materia per conto
di un imperatore. facile intendere che i Romani, non certo
stoffa da uccellinai, non vollero imparare l'arte delle panie per
s; ma per gli uccellatori loro schiavi o dipendenti, ai quali da-
vano la commissione di tener sempre provvisti i loro tordai e in
genere quelle grandiose uccelliere, di cui si servivano per le
proprie mense pantagrueliche, e per trarne lucro. Giacch tra i
proventi della campagna, bene non dimenticarlo, i nostri anti-
chi e i nostri vecchi ponevano anche la caccia.
Tanto vero che, durante tutto il medioevo, quest'uso si
conservato; e il primo rinnovatore dell'agricoltura romana al-
l'Italia e all'Europa, Pier Crescenti nel suo Liber Ruralium
Commodorum ha appunto un trattato su la caccia; e ci d in-
tera, nel suo latino basso, la nomenclatura della uccellagione a
vischio (1304) nomenclatura esatta e completa nel latino suo,

198
ma falsata purtroppo dai traduttori, che di questa materia non in-
tendevano un'acca.
Oggi una legge infelicissima ha abolita questa caccia del tut-
to. Ma lo credo che ci sia maggior insipienza nel divieto asso-
luto di prendere uccelli col vischio per un vantato senso di uma-
nitarismo, smentito poi effettualmente da mille ferocie ri-
provevoli, che nel permettere la cattura di certi uccelletti utili e
saporitissimi a mangiarsi quanto almeno quei capponi, quelle
galline, quei tacchini e quei fagiani, che si allevano ipocritamen-
te e s'ingrassano pel solo gusto di ucciderli per vanagloria o per
ghiottoneria morbosa.
O senza vischio, come posson prendersi quelle pispole, che
passano da noi, e non stanziano, e sono tanto numerose? Rap-
presentano forse nella loro piccolezza e nella loro inettitudine a
cantare in versi, la piccolezza di intelletto e quella di discorso di
certi legislatori venatici? Che si faccia divieto di prendere i rosi-
gnoli, rari naturalmente come i grandi poeti e i musici, ed anche
i pettirossi e le capinere, lo intendo e lo approvo; ma che si vieti
interamente la caccia delle grandi praterie a le pispole, che pas-
sano frettolose e a milioni per pochissimi giorni, mentre si con-
cedono ai ricchissimi tese di passate lunghe trecento metri. in
aggiunta di roccoli gi di per s enormi, una irragionevolezza
incosciente da far ridere. Non il vischio, che contenga in se
stesso una forma comunque indegna di cattura; l'uso che se ne
pu fare per egoistica e bestiale indiscrezione. E la legge non
pu e non deve prendere quale criterio informativo di un divieto
assoluto l'abuso di cittadini indegni e frodolenti.

Canna da vischio o tro la quale si porta un pa-


Canna senz'altro: la canna nione (verga invischiata) da
vuotata dentro, con solido tenderlo a Uccelletti richia-
puntale metallico in fondo e matici con la civetta, il fi-
un bocciolo metallico presso schio o altri allettamenti. -
la bocca detto Cannello, en- mezzo antichissimo di uc-

199
cellagione, usatissimo pres- schio e di quelle miste a reti
so i Greci e i Romani. I pri- e vischio, dal cui fogliame
mi, maestri nell'uccellagione sporgono panioni, ossia ver-
a vischio, chiamarono la ghe invischiate da servire da
canna Donax, e i panioni posatoi agli uccelli, che ci si
Calamoi e anche Calums richiamino.
ixeutcs: i Romani,Arundo
[viscatoria] o Calamus vi- Fili invischiati: sono fili
scatorius. - Sue parti sono: o impaniati o tesi a sostegno
il puntale, viera metallica di paniuzze tra i rami di al-
puntuta da piantarsi in terra; beri e di piante.
il Cannello, boccioletto me-
tallico, dove s'introduce il Fraschette: Specie di
manico del panione per ten- uccellagione, la quale si fa
derlo; il Panione, verga in- adattando paniuzze su fra-
vischiata, la cui parte spa- sche o rami d'albero piegati
niata si chiama Manico; il e acconciati all'uopo; e dice-
Girello di cuoio, piccolo di- si a tutte insieme le piante e
sco coriaceo, da cui resta al luogo che serve a tal cac-
separata la parte impaniata cia Crus. - E cos confer-
della verga da quella da im- ma il Tommaseo.
pugnarsi. Nota. Il Petrocchi, tosca-
Uccellare con la canna: no, a Fraschetta d anche il
tendere a uccelli con questo significato di boschetto del
mezzo. E dicesi anche a paretaio. Ci lascia credere
canna. Riscaldare la can- che cosi chiamasi il boschet-
na: avvicinarla al foco, per- to posticcio di fraschette
ch il vischio duro o conge- troncate e piantate nella pro-
lato rammollisca. dina.

Chiurlo: altra tesa a pa- Gagga: palo da civetta


niuzze con la civetta e il fi- col guancialino in cima per
schio per richiamo. questo allettamento; e, poco
sopra il mezzo, una gabbia
Fantoccio: l'albero tosato rotonda e grande, entro cui
e attondato delle tese a vi- si ripongono gli uccelli pre-

200
si, che si fanno man mano e sporgenti a raggiera da la
servir da schiamazzo mo- sua cima, quali posatoi per
vendo la civetta. gli uccelli richiamati. Le
parti di cui composto il
Impaniare v. tr. e rif. polmone sono la Morsa, la
Rivestire di pania i vergoni, Cassa, l'Antenna, la Rotella,
o i panioni, o le paniuzze i Vergoni, le Paniuzze, il
per tenderli. Impaniarsi Cavicchio. - Ma questa la
detto di uccelli significa ri- forma di palmone pi com-
maner presi dalla pania. Es. pleta, e serve specie per ten-
rimasto impaniato in u- dere in pianura a le pispole.
n'ala . Nota. Il Tommaseo, defi-
nendo il Palmone, conclude
Impaniatore: chi impa- Adesso questi palmoni si
nia paniuzze, panioni, ver- chiamano Fantocci; e qui er-
goni, fili e quant'altro serve ra, perch il Fantoccio
a questa uccellagione con l'albero delle tese miste ton-
panie. dato nella frasca, da la quale
si fanno sporgere, quali po-
Impaniatura: il Tomm. satoi secchi e ripuliti, i pa-
la definisce Fattura del- nioni.
l'impaniare. Ma dice anche Antenna: l'asta, per solito
l'atto e l'effetto dell'impa- squadrata che s'inalza su la
niarsi. cassa, e riman fissata a la
morsa per mezzo di un ca-
Invischiarsi e invischia- vicchio, che unendola come
re sono sinonimi d'impa- copiglia a la morsa stessa ne
niarsi e impaniare. Invescare regola l'altezza, graduata in
e invescarsi sono forme let- vari fori salienti a ugual di-
terarie e d'uso figurato. stanza nella morsa e nell'an-
tenna stessa. Cassa: la parte
Palmone: congegno per vuota della morsa, entro cui
uccellagione a panie, il qua- entra l'antenna mobile del
le finge un tronco d'albero, i palmone, in cima a la quale
cui rami sono grosse verghe infissa la rotella. Cavic-
posticce coperte di paniuzze chio: il palettino di ferro o

201
di legno, che serve a ferma- usa sia per caccia vagante,
re l'antenna del palmone come per aucupio minore. II
grande a la morsa congiun- diminutivo Palmoncino cre-
gendole attraverso i fori do significhi la forma mino-
graduati, che si fanno ri- re dei due precedenti.
scontro nell'una e nell'altra.
Morsa: la parte dei palmoni Pania: materia tenace,
fissi, la quale entra sotterra prodotta da parecchie so-
per una parte e per l'altra stanze, ma pi che altro da
sporgente serve di sostegno 1'ebullizione del vischio,
all'antenna, che le si as- con la quale si pigliano gli
sicura a maggiore o minore uccelli nelle tese. Dicesi
altezza per mezzo del cavic- anche per Vischio. Inesatta
chio. Rotella: il disco bu- 1'ultirna parte della defini-
cherellato, come il mozzo zione data dal Tomm. Le
d'una ruota, entro il quale si verghe cos impaniate si di-
dispongono a raggiera i ver- cono paniuzze. Si deve
goni impaniati con le pa- correggere I fuscelli cos
niuzze. Vergoni: verghe pi impaniati si dicono paniuz-
lunghe e grosse di quelle dei ze. Le verghette pi grandi
panioni, che, incise di tac- si dicono panioni; e le mag-
che nella parte superiore, si giori Vergoni o Vergelli.
conficcano nella rotella del Queste ultime per non sono
palmone con le paniuzze di- propriamente invischiate ma
sposte a spinapesce, quali rivestite nelle tacche di pa-
posatoi per le pispole e niuzze. La gradazione dun-
simili uccellini. Sono que paniuzze, panioni,
chiamati anche Vergelli e vergoni.
Vergilli.
Intaccare i vergoni:
farci le tacche. Paniaccio: la pelle en-
tro la quale s'impaniano le
Palmoncello: il palmone paniuzze da tendere, e si tra-
meno grande e pi semplice sportano e conservano fre-
del grande sudescritto. - Si sche per uso della tesa.
regge sopra una grossa asta Panie, Le panie: con
che si conficca in terra: e si questo plurale la lingua de-

202
signa ogni forma di uccella- napesce.
gione fatta coi vischi, vale a
dire il Palmone, il Palmon- Panione: la verga media
cello, i Panioni, la Canna o invescata che usasi nella uc-
Canna da vischio, le Pa- cellagione a vischio, Quel-
niuzze e altre. Panie fisse lo che si porta dentro la
quelle tese con casotto ina- Canna.
movibile e palmone o Avvoltolare il panione
palmoncelli. dentro la canna, girarlo
Panie vaganti: che pos- volgendolo pel manico in
sono mutar luogo, ossia es- modo che s'inveschi bene ed
sere trasportate a piacere estraendolo sia tutto e bene
qua e l, Disporre le pa- impaniato.
nie: il modo di presentarle
agli uccelli insidiati quali Panioni: sono verghe di
posatoi non solo non sospet- grossezza non troppo supe-
ti, ma anche in quella posi- riore al centimetro, ben ri-
tura, che possano impaniar monde e stagionate, le quali
bene. Ci sono uccelli i quali si ricopron di vischio, e si
ci restano se il panione tendono in modi diversi, ma
dritto, altri che lo vogliono tali, che servano da posatoi
alquanto curvo, altri con la agli uccelli richiamati coi
punta rivolta a la civetta. In- canterini o con allettamenti
somma anche in queste, che di altra specie. Conviene os-
paion minuzie, la caccia servare che il criterio distin-
un'arte tutt'altro che facile. tivo tra paniuzze, canna e
Disposizione delle panie: il panioni unicamente la
modo che son disposte, e grandezza della verga invi-
che si debbon disporre, per- schiata, la quale nei panioni
ch gli uccelli possano po- la pi lunga. La canna ha
sarcisi e rimangano impa- dentro un panione; il fan-
niati. toccio ispido di panioni; il
Nel boschetto da tordi vergone invece rivestito di
sorgono qua e l dei fantoc- paniuzze a spinapesce, e si
ci, E anche Nei vergoni le usa solo nel palmone o in
paniuzze son disposte a spi- tesa mista a schioppo e vi-

203
schio. Perci errano quegli spole un errore irragione-
scrittori di uccellagione che vole: ma perseguitare la a-
chiamano Palmoncino una nonima insidia di paniuzze
piccola tesa con alcuni pa- poste qua e l da soppiatto-
nioni; il Palmoncino il pi ni, che insidiano al rosigno-
piccolo dei palmoni, ma, lo, come a qualunque altro
perch palmone, e pu es- uccelletto meritevole di es-
sere solo a paniuzze e ver- sere rispettato, un dovere
goni. Se vogliamo intender- logico e civile.
ci necessario che abban-
doniamo tutti i termini locali Restarci: l'usano gli uc-
e dialettali, che falsano i cellatori a vischio per signi-
concetti giusti, e rendono ficare che l'uccello toccata
impossibile unificare la lin- la pania, n' rimasto invi-
gua in questa nostra materia. schiato cos bene, che non
pu fuggire. - Sottintende
Paniuzze: i fuscelli sotti- impaniato validamente.
li e lunghi che impaniati si
conficcano nelle tacche dei Rinvergonare: rimettere
vergoni o vergelli, disposte i vergoni nel palmone. E
a spinapesce: o anche si ap- fors'anche i panioni ne' fan-
pendono a fili tesi tra i rami tocci.
degli alberi, agli alberi stessi
o a qualsiasi altra pianta. Riscaldare la canna: te-
Tendere paniuzze: uccellare nerla presso il fuoco, perch
con questa forma di panie, il vischio o 1a pania se ci si
che anche dicesi Tendere o sono congelati dentro o in-
Uccellare a paniuzze. E si duriti, riacquistino la visco-
usa anche con l'articolo de- sit necessaria a impaniare
terminativo. Le Paniuzze gli uccelli. E cos dicesi dei
sono la forma di panie pi Panioni.
insidiosa e facile a nascon-
dersi; perci meriterebbero Spaniare: v. tr. levare le
di essere vietate in qualun- paniuzze ch'erano state tese
que loro uso di frodo. Sop- sia nel palmone sia altrove,
primere il palmone alle pi- Spaniare gli uccelli: to-

204
glier loro dalle penne la pa- le mezzo di cattura nella te-
nia, da cui eran rimasti invi- sa.
schiati.
Uccellagione a vischio:
Spaniato: [lo] la parte il titolo generico che si d a
delle verghe piccole o gran- ogni specie di aucupio fatto
di e dei palmoni o alberi o col mezzo della pania. - In
fili, che nelle tese a vischio questo senso si usa anche il
non coperta di vischio, os- termine Le Panie.
sia non impaniata. Non
ci rimane quell'uccello, che Vischio: pianta parassita
si butta su lo spaniato. che nasce e vive sopra altre,
Buttarsi su lo spaniato: di- da la quale per cottura e me-
cesi di quegli uccelli che scolanza di altre sostanze si
buttandosi su i vergoni, o forma la pania da prendere
panioni o altri oggetti invi- uccelli e uccellini.
schiati capitano su la parte Rimondare il vischio
di essi che non impaniata; dai bruscoli: ripulirlo da le
e perci rimangono non in- minuzie d'altre sostanze, che
vischiati. E anche Dare su possan renderlo meno im-
lo spaniato. paniante. Temprare il vi-
schio: rimestarlo tanto e
Tacca: l'incisione pro- portarlo a quel grado di
fonda che si fa nei rami de- temperatura, di mollezza e
gli alberi e nei vergoni per mescolanza d'ingredienti,
conficcarci le paniuzze. ch' necessario a dargli tutta
Fare le tacche: incidere col la sua potenza. Il vischio
coltello rami d'albero o ver- congelato dal freddo si tem-
gelli in modo che l'incisura pra di nuovo con l'olio di
sia fatta come una piccola noci. ( insegnamento degli
bocca restringentesi in fon- antichi). Si tempera anche in
do, e possa trattenere le pa- modo che si difenda da l'ac-
niuzze da tendere. In latino qua. - Tenere (il vischio e
Incidere. la pania) valgono avere la
Tendere a panie o con potenza d'impaniare valida-
le panie: usare le panie qua- mente. - Tiene a una certa

205
temperatura, e col gelo per- schiare - duro, che ha perdu-
de la presa ossia la viscosit ta questa mollezza.
necessaria. Vischio artifi- Nota. Nell'antichit furo-
ciale: quello composto di no celebri e apprezzatissimi
altre sostanze impanianti. il vischio di Damasco, fatto
Vischio molle: che ha la coi frutti del sebesten, e
mollezza necessaria a invi- quello egiziano.

CIVETTA

Acquattarsi: uno dei ge- quiete dei rapaci sul princi-


sti della civetta, ch'essa fa pio della schiavit.
come accovandosi sul guan-
cialetto e abbassando del Allungarsi: quel drizzar-
tutto la testa al livello del si su ritta che fa la civetta
corpo. - Acquacchiarsi. sul mazzuolo alzando anche
Addomesticamento: il il capo come per osservare.
fatto e il tempo che si ren- Assiolo: il piccolo rapace
don domestici gli animali notturno. che ha sul capo
selvatici (falconi, civette e due cornetti di penne, e che
simili). Alberto Magno vien usato anche a sostituire
scrisse Due scopi ha il go- quale allettamento la civetta.
verno dell'addomesticamen- Popolarmente dicesi anche
to: il primo quello che il Chi, e Strige letter. L'as-
falcone si abitui a la mano siolo chiurla a le belle sere
dell'uomo; l'altro che, ardito di maggio. facilissimo a
e veloce diventi nel prender mansuefarsi.
gli uccelli. L'ad-
domesticamento dunque Barbagianni: L'altro no-
prima mansuefazione, poi to uccello notturno che ha
insegnamento di un'arte. Fa- intorno e sotto al becco una
ranno bene a ricordarlo gli bella barba di penne bian-
ammaestratori faciloni. che, e serve a sostituire la
civetta nei paesi meno lumi-
Agitarsi: il non aver nosi. perch il suo penname

206
giallognolo e bianco visto corba, corbello ecc.? Forse
da lontano specie da le lodo- per la ricchezza vantatissi-
le. Il barbagianni soffia. ma della lingua italiana?

Battersi con le ali (il Chiovolo: le enfiature


corpo). una delle inquie- che vengono alle gambe e ai
tudini o agitazioni degli uc- piedi degli uccelli rapaci,
celli rapaci tenuti in ischia- quali i falchi e le civette,
vit. Lo fanno quando han- quando si pongon loro i geti
no voglia di volare, ma sen- o pastoia.
tendosi impastoiati riman- Chiovolo anellato: le
gon fermi sul posatoio. In enfiature che sotto il cer-
lat. Flagellare se, e Flagel- chietto di cuoio dei geti ri-
latio. mangono come divise in due
da un' incisura.
Calza: 1a pastoia che si
pone ai piedi delle civette, Civetta: l'allettamento
se di panno e non di cuoio, animale pi efficace, mane-
come sono i Geti. voce to- vole o maniero, come dice-
scana; ma, se pu servire a vano i nostri antichi, e meno
differenziare i geti di cuoio costoso per la piccola uccel-
da quelli di panno, che si lagione. Serve ai ragazzi e ai
pongono a le civette e simi- grandi, ai poveri e ai ricchi;
li, per salvarli da malattie a per le panie, le reti, lo
le gambe, dovrebb'essere schioppo, le insidie. Sollie-
accettata. vo e compagnia amorosa ai
vecchi e allentati lodolai,
Cestino della civetta: che fan la caccia a fermo,
quello di vimini o sostanze delizia dei bambini, che
simili con coperchio nella principiano con la canna per
parte superiore e cinghia da i pettirossi. Come l'asino pei
appendersi a la spalla, entro lavori campestri, l'ausilia-
al quale si porta la civetta. rio pi utile e dileggiato. Ma
Un trattatista notissimo di se ne vendica. Uccello di
uccellagione lo chiama an- Minerva, dea della sapienza,
che paniere e perch no richiede arte ed intelletto per

207
essere usato a dovere; e ri- con la civetta. Si noti bene
sponde con la derisione ai che col nome al plurale
moltissimi imbecilli, che per (Andare a civette) la frase
ignoranza rendon vana la cambia interamente si-
sua virt allettatrice. Ci- gnificato, e vuol dire andare
vetta ammaestrata: che gi a caccia di civette. Civetta
ha imparato a star su la a fermo: quella che serve
gruccia o la racchetta, e a nella caccia a fermo, pianta-
moversi secondo le cacce, ta presso il capanno o na-
per cui deve servire; - ap- scondiglio del cacciatore.
pastata, che gi mangia da Civetta a getto: che nella
s, dopo che stata presa; caccia a giro si porta su la
- beccante: che becca; - spalla sinistra con appeso a
finta: fatta artificialmente; la lunga un impaccio per
- impagliata: fatta artifi- trattenerla da un volo troppo
cialmente ma ricoperta con lungo e si getta in aria per
la pelle e le penne di una ci- mostrarla a le lodole e farle
vetta vera; - mansueta: venire a tiro. A l'impaccio di
che pu maneggiarsi in ogni panno di erbe o d'altro,
modo senza che offenda; - bene avvolgere un po' di
nidiace: presa e rilevata dal carta bianca e solida per po-
nido; - presiccia: presa ter pi facilmente ritrovar la
adulta; - rabbiosa: che si civetta tra l'erbe e le zolle;
ribella a la mano; - ru- giacch a terra essa cerca
stica: non manevole: - sel- sempre di nascondersi.
vatica: che non si lascia ad- Civetta a giro: quella porta-
domesticare; - d'albero: ta da un uomo o ragazzo su
nata e abitante ne' cavi degli la gruccia o racchetta presso
alberi. -Meno pregiata per- il cacciatore che cammina
ch ha le penne vetrine; - cacciando e mossa dal
di muro: quella nata e abi- portatore a regola d'arte per
tante nei muri che anche si richiamar le lodole a tiro.
dice di tetto e le si attribui- Gettare la civetta: il lan-
sce penname pi solido, che ciarla in aria che si fa nella
a quella d'albero. Andare a caccia a getto a le lodole
civetta: cacciare o uccellare perch la vedano e vengano

208
a tiro del cacciatore. In que- Nel capanno scoperto, ri-
sto getto convien lanciarla spetto al tiro e al vento, la
sempre non contro le lodole civetta va postata in modo,
che vengono. ma da la parte che le lodole passanti la ve-
opposta, ossia verso dove dano, di lontano, e possan
esse vanno. Dare e move- aver tempo di calarsi senza
re la civetta: far in modo difficolt, ossia senza essere
scuotendo la racchetta col avversate dal vento sfavore-
filone, che la civetta voli, vole per venire a tiro del
perch sia veduta dagli uc- cacciatore.
celli. Toccare la civetta: Si mostra a le lodole, fin-
farla muovere e volettare so- ch s'intende che l'hanno
lo quel tanto che pu servire scrta, e accennino a creder-
di allettamento a lodole, che le; certi che si avvicinano, si
l'hanno gi vista. Questo si lascia ferma. Se poi sieno
fa, perch le lodole incurio- gi passate dietro al capanno
site da 1'averla avvistata di senza calarsi a giocare, non
lontano e le si avviano, si si deve moverla per nulla:
spaventerebbero vedendola perch questo le spaventa.
volar troppo. Convien invece richiamarle
Nota. La civetta l'allet- col fischio, e ritoccar la ci-
tamento pi certo e proficuo vetta solo, quando siansi gi
per moltissime tese, e il pi rivolte a tornare. Cos pure
usato per quelle minori a nella caccia a giro, con la
panie e per quelle a schiop- civetta a getto, si deve get-
po, che si fanno a le lodole, tarla non contro loro, quan-
sia nel capanno scoperto sia do son vicine, ma secon-
a giro gettandola o por- dando il loro volo.
tandola su la racchetta. Ma Se la civetta, specie nelle
non deve credersi che la ci- giornate di sole e di caldo, si
vetta agisca automaticamen- mostri stanca su la racchet-
te come lo specchietto. Il ta, tenendo il becco aperto,
postare, toccare, movere, convien farla riposare a
ossia il mostrare, la civetta l'ombra e meglio riporla en-
un'arte, che ha regole ormai tro al cestino, e lasciarla in
note e sperimentate giuste. pace per qualche tempo.

209
Questa sua condizione si Crollarsi: v. r. l'atto
chiama Trafelare. dei falconi, civette e simili, i
quali la mattina spollaiando-
Civettabile, Civettabili: si, arruffano le penne e poi
riferito a uccelli, vale quelli si scrollano con violenza per
che posson prendersi o allet- rimettersi bene a posto le
tarsi con la civetta. penne.

Civettare: moversi, vo- Cuccumeggia: nella lin-


lettare e far gesti come fa la gua storica e in qualche uso
civetta, il che credesi che locale dicesi per civetta.
serva di allettamento mag- Nota. Siccome per i di-
giore agli uccelli. - La civet- zionari non danno il verbo
ta alza e abbassa la testa al- Cuccumeggiare che sa-
lungando o contraendo il rebbe quello onomatopeico,
collo e tutto il corpo; fa le da cui deriva la voce; e a
riverenze, e i ritornelli at- Cuccuveggiare e Cocco-
torno a la gruccia. veggiare segnano solo il si-
gnificato di Fare la civetta
Civettante e Civettanti: parrebbe lecito credere e
gli uccellatori con la civetta. proporre, che la forma Cuc-
Con la solita grazia. il cumeggiare fosse adottata a
Pananti scrisse denominare il verso della
Per tanta utilit che al mondo reca civetta, il quale finora non
la civetta, com'era di ragione,
in tanto pregio avea la gente greca; ha voce significativa. Que-
e Socrate,Aristotele e Platone, sto verso suona appunto
e i pi.. gran capi, che la terra vanti, cuccumeo, cuccumeo e,
furon tutti famosi civettanti.
se dai superstiziosi inter-
pretato per malo augurio, ai
Credere o Dire gli uc-
cacciatori d'animo libero e
celli: a la civetta e anche
mente sana porta la buona
Curare la civetta: significa
notizia del tempo buono e
venire a lei lasciandosi allet-
della giornata serena. Rido-
tare in modo da essere ucci-
niamo dunque la sua voce
si o presi dal cacciatore.
carezzevole a la nostra ami-
chetta pennuta, pensando

210
che nella nostra vecchiaia mangiare pu essere una in-
sar l'unica femmina che quietudine, e perci una di-
ancor ci chiami suoi.., a pa- fesa; ma pu dipendere an-
role. che da indigestione e perci
va curato con ingestioni d'o-
Dibattersi: il moversi lio d'oliva e di alo.
violentemente e scompo-
stamente che fanno gli uc- Evacuazione: lo sterco
celli rapaci per fuggire e li- degli uccelli rapaci, il quale
berarsi da quanto li trattiene d segno della loro salute, e
in ischiavit. (In falconeria che perci era chiamato an-
Diverberare se). che Segno,
Fed. ci d distinguendoli In falconeria era impor-
i gradi di quella difesa, che i tantissimo per far conoscere
falconi, come la civetta, op- la malattia dei falconi e in-
pongono a l'uomo che li dicare il medicamento, con
vuol addomesticare. Sono cui curarli. Ne avevano e-
appunto la diverberatio (il lencate diciassette variet. Il
dibattersi) che si diceva bianco era indizio di salute,
quando de manu uel sede tutti gli altri di mali diversi.
sua (del falcone) conatur
recedere ad volandum; Falco e Falchetto: per
l'inquietatio (Inquietudine) solito si chiamano generi-
Omnem illam defatigatio- camente cos i minori uccel-
nem (sforzo, tentativo) li di questa numerosissima
quam facit falco non conan- famiglia, i quali servono ad
do recedere ad volandum de allettar lodole o simili nella
loco super quem sedit. Tali caccia con lo schioppo sosti-
erano il beccarsi i geti o la tuendo la civetta.
lunga, il lasciarsi penzolare,
il non lasciarsi carezzare. E Far bene la civetta: si-
tutto il tempo che durava gnifica essersi gi usata a
questa ribellione lo chiama- star su la gruccia e gli altri
vano Agrestitas (= Rustici- sostegni, e a volettare, come
t). deve, per servire da alletta-
Da notarsi che il non mento utile. Far male: non

211
essere ancora abile a quanto sicurare la civetta alla gruc-
sopra. cia o a la racchetta. - Fe-
derico scriveva Iacti (v.
Fare i ritornelli: in i- Lunga). Geti di cuoio: fatti
specie il volettare che fa la con limbelli di cuoio che
civetta tenuta su la gruccia dev'essere morbido per non
dal guanciatetto a terra e vi- offenderle n farle enfiare le
ceversa; e anche volettare gambette. Geti di pan-
lanciandosi fuori dal guan- nolano: quelli pi morbidi
cialetto o pomo della rac- che si dovrebbero porre per
chetta e ritornandoci con primi a le civette perch non
bella giravolta o brillandoci si ammalassero nei piedi.
sopra. Geti bergamaschi: i pi per-
fetti e razionali che sieno in
Fare le riverenze: l'ab- commercio; perch oltre tut-
bassare il capo e l'alzarlo, to sono congegnati in modo
che fa la civetta rizzandosi e che non si attorcono. At-
acquattandosi tutta. torcersi i geti: l'inconve-
niente che nasce dal voletta-
Filone: il lungo filo o la re qua e l della civetta su la
cordicella che dal capanno gruccia, il quale causa che,
scoperto o coperto serve al durante la caccia, la lunga
cacciatore per movere la ci- venga ingarbugliandosi per
vetta scuotendo la racchetta modo che la civetta riman
o tirandole per i geti. come imbalzata e stretta al
guancialetto. (Fed. Intortio).
Geti: i due limbelli di Beccarsi i geti: il co-
cuoio o stoffa coi quali si stume che hanno le civette
legano per le gambe le ci- (come tutti i rapaci ai quali
vette e gli altri rapaci da si ponga la pastoia) di cer-
servirsene per allettamenti. - care ogni modo di liberarse-
Sono composti di due corte ne col becco.
catenine metalliche riunite
da un anello; ed a questo si Grattarsi: verb. rif. dice-
lega una funicella o una co- si degli uccelli che si libera-
reggiuola. che serve per as- no dei pollini con gli artigli.

212
Fed. scrive Raspare: Cum varia in uso ne' varii paesi.
unguibus raspando caput
suum. Ma, come noto al- Guancialetto: il mazzuo-
trove, altro raspare, ed al- lo del palo della civetta, che
tro Grattarsi, che in latino comunque sia imbottito di
sarebbe Scabere. crine o simile materia. Que-
sto, come il mazzuolo, pos-
Gruccia: asta non troppo sono essere a s e innestarsi
alta, su cui si espone la ci- al palo come a la racchetta.
vetta quale allettamento in Per solito son composti del
certe cacce. Quest'asta pren- guancialetto saldato a un tu-
de nome da l'aver in cima bo di metallo.
una traversina, la quale ap-
punto serve di posatoio a la Gufo reale: detto anche
civetta. propria dell'uso Grande Ugo: il maggiore
toscano. dei rapaci notturni, che vien
Nota. Questi pali da so- usato presso di noi anche
stenere o esporre la civetta per allettamento in certe
nella caccia sono tre: la cacce.
gruccia, il mazzolo e la rac-
chetta. Come si vede pren- Inquietudine: chiamasi
dono nome tutti e tre da la in falconeria ogni agitazione
forma del posatoio che han- che ha il falco e dimostra
no in cima: la gruccia da la contro ci che lo tien pri-
traversina o mezza traversi- gione, senza per tentare di
na in cui termina: il mazzolo darsi a la fuga volando via
da l'aver per capo un disco dal suo posatoio. Feder. (v.
pi o meno grosso di mate- Dibattersi). Quello che si
ria non del tutto solida, per- dice dei falconi vale anche
ch possanci far presa le per le civette.
grinfiette dell'uccello; la
racchetta, perch il posatoio Lunga: [ la] negli antichi
ha per piano un reticolato. erroneamente il lungo.
facile intendere perci che i la fune, la cordicella o lo
tre nomi rimangono neces- spago col quale si tengon
sarii a distinguerne la forma legati certi animali, quando

213
si voglion addestrare o si la volare o volettar tanto che
usano in qualche esercizio. la scorgano lodole o uccelli
Lunga la corda che ser- che passano specie di lonta-
ve ad ammaestrare il caval- no.
lo; Lunga la cordicella con - ai presicci: dicesi del
che si teneva legato il cane farla vedere svolazzante agli
limiero e quella con cui an- uccelli gi presi nelle tese a
cora oggi si tien legato il ca- panie, o a reti, perch essi
ne da ferma nell'ammae- schiamazzino di spavento e
stramento. Lunga la co- perci servano da alletta-
reggiola o lo sferzino che si mento e richiamo. (V.
attacca ai geti della civetta o Schiamazzo a Tese ).
d'altri uccelli che servano
per allettamento, cos su la Movere la civetta: scuo-
racchetta, come nella caccia tere con le mani o col filone
a getto. Nel basso latino l'asta della gruccia o la rac-
Longa (Fed.). dunque i- chetta perch la civetta si
strumento molto importante mova e voletti a farsi vedere
nella caccia dagli uccelli.
La civetta pu moversi
Mansuefarsi: diventar tendendo a le lodole, anche
mansueto, domestico. Dicesi quando non se ne vedano,
della civetta, dei falchi e di perch qualcuna sfugge
qualunque animale selvatico sempre a l'occhio anche pi
che si usi a la mano del- acuto. Ma la civetta si toc-
l'uomo. ca solo quando le lodole
sono in vista, e si tocca ad
Mazzuolo: asta per e- arte.
sporci la civetta non
dissimile dalla gruccia solo Pastoia: (v. Geti).
in quanto su la cima ha un Penzolare: il fatto che
toppo di sughero o di legno la civetta non ancor bene
rivestito anche da un guan- usata a la gruccia, al maz-
cialetto. zuolo o a la racchetta, non
sappia reggere il volo che fa
Mostrare la civetta: far- staccandosi dal suo sostegno

214
e rimanga penzoloni appesa le parti non digeribili del
pe' piedi. Gli autori medie- pasto, ch'esse emettono per
vali dicevano Pendere la bocca come fanno i falchi
Falco pendet. e gli altri rapaci. Federico
la chiama Plumata.
Pertica: un posatoio pei
falconi. Era un'asta di legno Posatoio: rif. a uccelli
o di ferro, tonda o quadrata che si tengono in schiavit
su due sedili, che poteva es- l'arnese sul quale si avvez-
sere pi o meno lunga e pi zano a star posati per adem-
o meno bassa. piere al loro ufficio di allet-
La bassa (pertica ima) tamento, per mangiare,
bastava che fosse alta da ter- prender aria. Sono Posatoi
ra solo quel tanto, che il fal- per la civetta: la gruccia, il
cone non toccasse il suolo mazzuolo, la racchetta; pei
con la coda. L'alta quella falconi e simili la pertica al-
superiore poco o molto a la ta e bassa e il toppo (in lat.
prima. Sedile).

Piantare la civetta: di- Postare la civetta: pian-


cesi per piantare la gruccia, tarne il sostegno nella posi-
il mazzuolo, la racchetta con zione che, rispetto al caccia-
la civetta sopra, a principia- tore, e per regola d'arte, de-
re la caccia. Com' facile in- ve secondo il vento, la luce,
tendere modo figurato, che l'esposizione pi o meno
dice la parte pi importante, scoperta, favorire l'avvici-
che la civetta, per tutto narsi e il crederle degli uc-
l'arnese; e differisce da Po- celli. (V. Note pratiche).
stare la civetta il quale ha
maggior comprensione. (V. Racchetta: l'asta artico-
questo modo). lata o no, il cui posatoio po-
Piumata: cos chiamansi sto in cima abbia il piano
quegli stoppaccioli di penne, contesto a rete. IL Diez la fa
piuma o pelo, che trovansi, derivare dal latino Reticulet-
specie la mattina, sotto la ta. certo l'etimo giusto,
gruccia delle civette. Sono perch se il mazzuolo a re-

215
te si presta meglio ai piedi volare scompostamente qua
di certi uccelli, non solo, ma e l che fanno le civette e i
coi vani delle maglie, la- falchi sul principio che sono
sciando cadere le defecazio- impastoiati cercando con tal
ni, rimane pi pulito, e ne maniera di liberarsi. (Falc.
salva i piedi da malattie. Regiratio). Il pi pericoloso
Per estensione dicesi ora e dei modi quello appunto
generalmente per L'asta alta del volare attorno al posa-
e articolata, con cui si espo- toio, perch causa dell'at-
ne la civetta nella caccia a le tortigliarsi dei geti o della
lodole al capanno scoperto. lunga.
(V. Gruccia e Mazzuolo).
Venti della racchetta: i tre Richiamo, e, forse me-
spaghi fermati a terra con glio, Richiamata: riferito a
cavicchi, i quali da tre parti falconi, Era il cenno, che si
opposte reggono l'asta della faceva a loro col logoro, o la
racchetta, a cui sono aggan- voce alta, con cui s'invita-
ciati a mezzo, e le impedi- vano a tornare al falconiere.
scono di svettar troppo. Il logoro si girava in aria In
Nota. La Racchetta pu falconeria Reclamatorium il
piantarsi a terra presso l'ap- mezzo. Sit valde magnum,
postamento del cacciatore, o ut longe videri possit. Vo-
portarsi a giro da un ragaz- catio era la chiamata con la
zo, che sappia moverla a voce. Sconsigliato era il fi-
tempo per mostrarla a le lo- schio.
dole. Puntale della rac-
chetta: l'ultimo pezzo di es- Rusticit: dicesi dell'in-
sa, da piantarsi in terra, e dole della civetta e degli al-
perci munito di un cono tri rapaci ausiliari, finch
metallico molto puntuto. dura in loro la ribellione ad
Toccare la racchetta: scuo- essere mansuefatti. Fed. di-
terla a regola d'arte tirando ceva Agrestitas e Imman-
il filone. sinonimo di suetudo.
Toccare la civetta.
Sbattersi e Sbattimento
Raggirarsi: dicesi del dicevasi del Tentare che

216
fanno i falconi di liberarsi, su la gruccia, o quando sono
gettandosi a volare e stac- spossate da la fatica e dal
candosi con impeto o dal sole.
pugno del falconiere o dal
posatoio a cui sono legati. In Venti: i tre spaghi attac-
lat. Diverberare, Diverbera- cati a la racchetta e piantati-
tio (Fed.). le attorno a triangolo, per-
ch la conservino dritta non
Segno: (v. Evacuazione). ostante gli scrollamenti che
se ne fa per movere la civet-
Tirare il calesse: dicesi ta.
per similitudine della civet-
ta, quando, posatasi in terra Vento: (v. Piantare la
anzi che far voli e riverenze, racchetta e Generiche).
si mette a tirare il gabbione
a cui legata (Crusca). Volettare: far piccoli vo-
li a gioco, come fanno le ci-
Tracollare: cadere a ca- vette brave, sia intorno alla
po in gi e rimanerci, come racchetta, sia intorno alla
fanno le civette non ben gruccia o mazzuolo. Sino-
ammaestrate a stare e rivolar nimo di Fare i ritornelli.

217
CAPITOLO VI

TAVOLA METODICA SUI VOCABOLI DI CACCIA E TESE


DI PALUDE E VALLI

Valle e Valli Ficcatoia


Estuario
Laguna Buca
Padle (il) Bassa
Pilassa Lama
Vena e Vene Bassofondo
Canali Fondo
Stagno arenoso
Piscina bellettoso
Prateria palustre erboso
Polla insidioso
Pozza limaccioso
Pozzanghera melmoso
Chiaro -etto mobile
Chiarone molle
Mettere a chiaro motoso
Campi pantanoso
Specchio sicuro
Pozzetto sodo
Aggallato variabile
Cuora e Quora Argine
Pollino Gronda
Terreno sfondante Ripa
Isola natante Golena
Lassa Barena
Acquitrino Bar
Pantano Rialto
Pantanella Dosso

218
Canna e Canne Ancoraggio
Cannucce Pesi di ancoraggio
Paglia, -ette, -oline Interrare
Paglioni Accestire
Paglieto Imbarenare
Biodo Paronda
Falasco Capannuccio
Gerbaio e Gerbe Posto
Giuncaia e Giunchi Gioco
Sala vivo
Serago morto
Tifa Disporre il gioco
Risaia Disposizione
Aiole Stampe
Arginelli ancorate
Boccaiole galleggianti
Fossi sul cavicchio
Marcita e Marcite impagliate
Prato messo a chiaro verniciate
Lago artificiale e Laghetto Richiami
Appostamenti femmine germanate
a l'entrata maschio
a l'uscita Anatre da richiamo
a una pastura da volo
ai valichi (a secco) Cestino dell'anatra
Posatoio
Guazzo Legame
Specchio d'acqua Anatrare
Botte Tina e Tinella Fischiare
accestita Dar il volo (volantino)
ancorata Credere e non credere
interrata Calarsi
imbarenata Fare ala
Caccia della botte (Savi) Prender vento
Cesto Far le passate
Ancorare coppo

219
il balletto Spingere il barchino
Venire al gioco Sommergere il barchino
Posarsi Guscio
tra le stampe Remetto
i richiami Capriata
Andare a guazzo Barbotta
Stivalare Castaldella
Cacciare in barchino Barca spingardiera
Barchino Cassone
da ghiaccio Motoscafo veloce
di gomma Tiro su l'acqua
Catena del barchino sul ghiaccio
Chiave del barchino Misura della distanza
Lucchetto del barchino Visibilit
Presa Inganni della nebbia
Forcino luce
Mandare il barchino distanza
Pingere il barchino Vento

220
DIZIONARIO DI CACCIA E TESE
DI PALUDE E VALLI

Acquitrino: spazio di terre- il loro verso ossia anatran-


no in cui pullula lenta l'ac- do. Si chiamano asso-
qua e ci si mantiene. lutamente Richiamo; e sic-
Uccelli da acquitrino, come sono per lo pi incroci
quelli che stanno per solito da anatre selvatiche si dico-
negli acquitrini. no in questo caso anatre
germanate.
Affossato: detto di terre-
no e anche di padule vale Ancorare: v. tr. Fermare
che guasto da molte affos- al fondo di acque sia con,
sature, o dove sono state fat- pesi, sia agganciando con
te molte fosse. Da affossare. funi o catene arnesi di cac-
cia. Si ancorano le botti e le
Aggallato: lo strato pi o stampe (v. Palude).
meno denso di erbe morte e
legni secchi, di terra ed erbe Ancoraggio: l'azione e il
vive, che si forma e galleg- fatto di fermar con pesi o
gia su certe acque palustri. agganciamento al fondo del-
sinonimo di cuoca. Il Palma le acque, su cui si caccia ar-
cita anche il termine Terre- nesi che debbano galleggia-
no sfondante. Come dice il re a la superficie. Anco-
nome, vale: terreno apparen- raggio della botte se deve
te che sta a galla. galleggiare in acque alte.
- del posatoio: su cui
A guazzo: md. avver- devono riposarsi e asciu-
biale (v. Guazzo). garsi le anatre da richiamo.
- delle stampe: che debbo-
Aiuola: (v. Risaia). no non essere trasportate dal
vento. Pesi di ancoraggio:
Anatre da richiamo: gli oggetti pesanti i quali,
quelle che poste nella tesa posati al fondo dell'acqua,
richiamano le libere facendo trattengono ferme a la su-

221
perficie le cose sunominate. Mandare, pingere, spingere
il barchino: farlo navigare
Argine: rialto di mate- col mezzo di una lunga
riale fatto per impedire a le stanga, un po' forcuta in ci-
acque di uscire dal loro al- ma, la quale vien puntata
veo o di inondare luoghi a- contro gli argini e il fondo
diacenti. Anche per servir della palude, e si chiama
di passaggio. Gli argini forcino. Barchino da ac-
della risaia si chiamano pure costare uccelli: il barchino
Arginelli perch sono bassi piccolissimo, detto anche
e stretti. Guscio, sul quale il solo
cacciatore, remando col Re-
Balletto Fare il balletto: metto, e acquattato in fondo
(v. a Volo). al guscio, cerca di aggatto-
nare gli uccelli. Catena,
Barbotta: nel sign. stori- Chiave, Lucchetto del bar-
co era una nave veneziana chino: questi istrumenti di
tutta coperta di cuoio per cui sempre dev'essere forni-
combatterci al sicuro. Nel to il barchino per assicurarlo
basso latino Naves barbuta- quando si voglia lasciarlo.
tae (Crusca). Nell'uso ve- Barchino per il ghiaccio:
natico sign. la barchetta da quello rivestito a prua e sot-
spingarda, nella quale il tira- to di una lamina metallica il
tore rimane sdraiato e perci quale serve appunto per cor-
nascosto, e il conducente rere le paludi gelate.
coperto da qualcosa, che lo Sommergere il barchino,
tolga alla vista degli uccelli, nasconderlo sott'acqua, per-
ai quali deve accostarsi a ti- ch non serva da spaurac-
ro con la barca. chio agli uccelli richiamati.
Si sommerge in due modi:
Barchino: la piccola bar- semplicemente immer-
chetta a fondo piatto, stretta gendolo, dove il fondo
e lunga tanto da contenere basso, e l'acqua basta appe-
un cacciatore e uno spingi- na a coprirlo; per mezzo di
tore, con la quale si caccia a una piccola costruzione di
giro nelle paludi e valli. pali con traverse, che riman

222
tutta sott'acqua, tranne le la parte superiore, o a un
punte di due dei quattro pali, piccolo tino, che vien inter-
entro i quali il barchino ri- rato nella parte inferiore nei
man fermo, nelle acque pi fondi bassi delle paludi e
alte. Questa costruzione nel delle valli, o ancorato in
Veneto vien chiamata Ca- quelli d'acque alte, a servir
priata, che forse corri- da capanno scoperto nella
sponde a l'italiano Caprata. caccia ai palmipedi.
L'una e l'altra immersione si Caccia della botte:
fanno presso la botte o altro quella fatta in tale apposta-
appostamento palustre. mento. (v. Tina).

Barena: termine delle Buca: scavo naturale o


Valli venete e padane che fatto nel suolo palustre. Pa-
significa emergenza palu- ludaccia tutta a buche.
stre (forse da una forma bar, Buche delle bufale: quelle
che in romagnolo significa fatte da le bufale per guaz-
appunto rialto e arena. zarci dentro.
termine veneto emiliano.
Campi: nel linguaggio
Bassa: luogo basso ri- delle valli comacchiesi e
spetto a le acque. accolto venete significa Gli scom-
dal Tomm. con un esempio partimenti fatti col mezzo
del Targioni. Rag. Valdich. degli argini.

Bassofondo: quel tratto Canale: Nelle lagune


in cui le acque hanno poca venete chiamansi canali
altezza. quelle parti delle lagune
stesse, che possono esser
Biodo (Syrpus lacustris): percorse da imbarcazioni
Specie di giunco con gli ste- (Porro, Term. Geogr.).
li che in cima terminano a
ciuffetti. Non segnato da Canna: la maggiore delle
la Crusca e dal Tommaseo. piante di questo genere che
Botte: vaso simile ap- nasce e vegeta nei bassifon-
punto a una botte aperta nel- di palustri. Si noti che an-

223
che, specie per le piante pa- go.
lustri, il nome plurale vien
usato a significare il luogo Capannuccio: l'apposta-
dov'esse sono. Dicesi Certi mento palustre, che si fa sul
uccelli stanno nelle canne, barchino nascondendolo ai
altri ne' giunchi, altri nelle lati tra erbe alte o canne. - Il
paglie e vale ne' canneti, barchino sostituisce la botte,
nelle giuncaie, nei paglieti. e serve per porre il gioco,
per accedere al posto e an-
Cannella: Canna palustre darsene. Chiamasi Ca-
mezzana. Targ. Tozz. V. 2, pannuccio anche il nascon-
125 Nella Riforma del diglio di canne o erbe posto
1632 si ordina che in cia- dietro la botte o tina, dove
schedun anno si visiti e netti appunto si nasconde il bar-
Fiume morto e le Bocche di chino negli appostamenti,
Stagno dalle cannelle (cosi quando non si voglia o pos-
canne palustri) che impe- sa sommergerlo, come si fa
discono lo sfogo in mare. nella capriata veneta.
Si prende anche per il nome
del luogo ove sorgono le Castaldella: era una bar-
cannelle; come si dice I chetta antica veloce. Ora
giunchi, per le giuncaie; le vien denominata da alcuni
gerbe, per i gerbai ecc.. quella spingardiera, ossia
quella in cui si caccia con la
Cannggiole: le canne spingarda. - Il motoscafo
pi minute della palude e purtroppo ha anche per-
delle valli e anche il luogo fezionato cotesto mezzo in-
dove esse sono. voce to- sidioso e distruttore. E si
scana, che denomina quella dolgono che la selvaggina
cannuccia, del cui fiore si vien meno!
fanno le spazzole di padule.
Cavriaga: parola ve-
Cannuccia: la minore neta dei valligiani, la quale
delle canne palustri (Tomm. indica un congegno di alcu-
Crusca). Es. classici. Dante; ni pali conficcati nel fondo
Tra le cannucce e il bra- delle valli e rafforzati da al-

224
tri pali, che li uniscono a le piante intorno a uno stelo
traverso, a lo scopo di rac- o un tronco.
comandarvi le corde de' vi-
vai pieni di anguille. In si- Chiaro: [term. pal.], la
gnificato venatico cavriaga parte di una palude o valle o
il congegno suddetto, co- lago, che non ingombra da
struito tutto sott'acqua, e canneti o piante acquatiche
sporgente appena con la o sedimenti, dove per con-
punta dei due pali principali, seguenza l'acqua apparisce
in mezzo a cui il cacciatore, chiara e libera (Tomm.
che va solo in botte, som- Crus.). Si usano anche Chia-
merge il barchino per na- rone e Chiaretto. Targ.
sconderlo a la vista degli uc- Viag. 1, 304 Il lago di
celli. Bientina diviso in due
porzioni; cio nel chiaro e
Cestino delle anatre: nel padule. Il chiaro ch' nel
quello in cui si pongono le mezzo, deve propriamente
anatre da richiamo per tra- dirsi lago.
sportarle.
Ciabattare: la voce
Csto, vo. locale toscana: dialettale toscana e figurata
il capanno scoperto per la con che si vorrebbe signifi-
caccia a le anatre in palude, care lo sciabordio, che fan-
il qual viene dissimulato da no certi uccelli palustri mo-
un'abbondante vegetazione vendosi nell'acqua, La voce
di piante palustri che lo at- propria e non figurata sa-
torniano. dunque la stessa rebbe Sciabordare la quale
cosa della Botte e della Ti- d anche il verbale Sciabor-
na, imbarenate, come le dio.
chiamano i settentrionali.
Cesto della botte: la vegeta- Credere: il lasciarsi at-
zione di cui circondata la trarre degli uccelli di passo,
botte. Questa voce trova la o ai quali si tende, calandosi
sua ragion d'essere nel con- nelle tese o avvicinandosi a
cetto del verbo accestire il tiro utile. Va notato che in
qual dice il germogliare del- certe cacce, specie in quelle

225
di palude e di prato fatte con corium, quasi cuoio dell'ac-
lo schioppo, i segni del cre- que. V. Thes. transl. Super-
dere dati dagli uccelli sono fecies vel crusta rerum.
importantissimi per regolare -Sinon. suo aggallato, ma
il tiro. Questi segni sono il forse in senso pi generico.
Fare ala o Dare l'ala, os- Il Targ. Rag. Vald. 1, 66
sia il cambiare il volo a la Le isole nuotanti, o cuore o
lunga, con un, piccolo atto, aggallati e pattumi, sono in
in quello a volersi calare. (v. gran copia nel lago di Bien-
a Volo). Secondo il Prender tina. E il Palma ha Terra
vento per essere in grado di sfondante Petr.
posarsi. Terzo Far le pas-
sate per esplorare il terreno, Dosso e Dossi: i fondi
e riconoscere se c' insidia o meno bassi delle valli che
pastura. Quarto Far coppo, emergono quasi sempre da
ossia calar le ali in gi del l'acque, tranne quando esse
tutto in modo da formare un raggiungono le crescenze
coppo. Ma dopo aver fatto maggiori. Anche Ridossi.
le passate gli uccelli pos-
sono anche riprendere il vo- Falasco: comunemente
lo per andarsene. Gli acqua- canna, cannuccia, cannella.
tici poi si posano facendo il Genere Arundo.
balletto. (v. q. vo). (v. Gio-
co). Ficcatoio e Ficcatoia:
terreno soffice instabile e
Cuora: [e forse meno acquitrinoso, dove uno fic-
bene Quora] quello strato di cando il piede affonda e re-
terreno apparentemente so- sta impantanato (Crusca. E
lido, ma sfondante come il cosi il Tomm., Fanf., Gher.).
ghiaccio, e insidiosissimo, il Targ. Viag. 1, 190: I pas-
quale pu formarsi su l'ac- seggeri vi rimangono im-
que palustri, e rimaner a gal- pantanati e fitti e con diffi-
la per l'intreccio di piante, colt grandissima ne posso-
secche, da cui retto, e delle no trar fuori le gambe. Tali
radici del1'erbe, che gli na- luoghi diconsi dai paesani
scon sopra. -Etim. forse da ficcatoi o pollini o ribolliti.

226
E il Lastri, Agr. 1, 101 per staccarsene, o il fondo
Non qui mia intenzione per far procedere il barchi-
parlar di quelle terre frigide, no.
naturali, che sotto diversi
nomi di lazze, gemitivi, ac- Gerbaio: parte delle pa-
quitrini, pollini, ficcatoie e ludi dove nascon le gerbe
simili si trovano in poggio e (sala palustre Carex stricta).
in piano. Savi Ornitol. 2, 357: Gi-
rando per le giuncaie o per li
Fondo: parlandosi di pa- gerbai, spesso accade di far
ludi o valli o altre acque: Il levare di questi uccelli.
terreno sul quale esse stanno Uccelli di gerbaio: quelli
o scorrono. Quello che non che vivono ne' gerbai.
sassoso, pu essere: are-
noso, bellettoso, erboso, in- Ghiaccio: l'acqua resa
sidioso, limaccioso, (nobile, solida per l'azione del gelo,
molle, motoso, pantanoso, ossia della temperatura infe-
sicuro, sodo, variabile. riore a zero gradi. Barchi-
no da ghiaccio. Tiro sul
Fondale: voce non accet- ghiaccio. (v. a q. Voci),
tata dai vocabolari, a la qua-
le si d il significato di Luo- Giuncaia: luogo pieno di
go d'acque profonde. Di qui piante di giunchi. Anche
Uccelli da fondale: quelli Giuncheto e Giunchi, usan-
che cercano le acque pro- do, come al solito, il nome
fonde. del vegetale per il luogo,
che n' rivestito.
Forcino: la pertica robu- Golena: la parte dell'al-
sta, e un po' forcuta in cima veo in secco, che rimane tra
(donde il nome) con la quale l'argine e l'acqua.
si pinge e conduce il barchi-
no da cacciare nelle paludi. Guazzo: stagno, acqua
Puntare il forcino l'atto stagnante Luogo paludoso
che fa il barcaiolo palustre (Crusca). Usasi anche per
puntando appunto la cima Laghetto, ossia stagno arti-
del forcino contro le sponde ficiale per cacciare uccelli

227
palustri. A Guazzo: md. vi succitato. Btte e Tina
avv. Entrar nell'acqua e sono pretti sinonimi. Tina
camminarci senza stivaloni per locale.
da acqua. Andare a guazzo
(in palude), cacciare entran- Isola nuotante [la Cru-
do nell'acqua senza stivalo- sca] e natante: il terreno
ni, ossia solo con le scarpe o soffice, instabile, che nei la-
senza. ghi e stagni prodotto dal-
l'intralciamento della piante
Guscio: il barchino pi palustri; e che da sovrab-
piccolo per cacciare in palu- bondanza d'acqua levato a
de. Serve per il solo caccia- galla, forma come delle iso-
tore, che lo manda col Re- lette: Aggallato. Torr. Scritt.
metto, ossia remo a manico var. 137: Quanto alle mel-
cortissimo. E serve pure per me, ovvero isole natanti del-
aggattonare gli uccelli (v. la Chiana, mi sono apparse
Aggattonare) e perci vien piazze molto spaziose di ro-
chiamato anche Barchino da ba, che sebbene galleggia,
aggattonare. Ma questo nondimeno interrata e
un modo figurato. constipata insieme di manie-
ra tale, che germoglia a gui-
Imboschimento del pa- sa di prateria e campagna
dule: la vegetazione sover- soda. E Targ. Viag. 5, 241
chia di piante che ricopre le Nel lago di Fucecchio e in
paludi e i paduli. quello di Bientina, le barbe
degli ontani, salci, canne,
Interrare: riferito a Bot- ciperoidi, giunchi... intrec-
te significa conficcarla in ciandosi insieme, e rintasate
terra lasciandone la bocca da pattumi e deposizioni di
alquanto sopra al livello del- torbe ed altri sudiciumi, co-
l'acqua. Botte interrata. stituiscono certe masse va-
Savi. - Alcuni chiamano ste, resistenti e galleggianti,
Botte solo la galleggiante e che si chiamano isole natan-
Tina l'interrata; ma certo ti. Perch sono portate qua
un arbitrio o un errore come e l dai venti.
lo dimostra l'autorit del Sa-

228
Lama: depressione stret- pone quale sinonimo di las-
ta fra le dune littoranee sien sa Quindi che Lassa
queste boschive o no, dove vale talvolta anche terreno
si raccoglie e stagna l'acqua. acquitrinoso ed instabile.
Lama a fondo sodo. La- Ma in tal significato non lo
ma a fondo paludoso. Nelle registra! dunque da no-
prime pu esserci vegeta- tarsi che malgrado i sei vo-
zione arborea, e son luoghi caboli i quali genericamente
da beccacce; nelle seconde indicherebbero questi terreni
vegetazione palustre, e per- palustri, che posson cedere
ci ci si trovano uccelli pa- sotto i piedi ai passanti, la
lustri e di ripa. A Pisa La- lingua non ha ancora deter-
me interne (a fondo sodo). minato quale di essi sia il
Lame di fuori (a fondo pa- proprio per indicare il punto
ludoso). e il fatto del cedimento, il
quale pur tanto pericoloso.

Lasco: nome che si d Legame: il cappio con


nella Maremma a uno spa- cui si legano nella tesa della
zio di terreno depositato da' botte le anatre da gioco.
fiumiciattoli nelle parti pi
basse e pianeggianti de' bo- Melma: posatura dell'ac-
schi, dove ristagna dell'ac- qua torbida nel fondo dei
qua, e nasce naturalmente fiumi, stagni, laghi e simili.
della macchia. (Crusca). Not. Malmantile 2, 551
Manca al Tomm. il qual d Melma quella terra che
solo l'aggettivo nel senso di nel fondo de' fiumi, fossi,
vile, pigro, poltrone. Si tro- laghi e paludi, ridotta liqui-
va: vento lasco: debole. Ma da, che la diciamo anche
voce incertissima, che va- belletta per Melmetta. E c'
ria significato da luogo a anche Melmone e Melletto-
luogo. ne.

Lazza: terreno acquitri- Motriglia: mota liquida e


noso ed instabile per filtra- sottile. Fanghiglia,
zione d'acque (Crusca). E lo

229
Padle: s. m. [il]. voce no. il caratteristico territo-
toscana, e significa una pa- rio di gran parte delle coste
lude non troppo estesa e di marine dell'Italia piana. Le
acque non molta profonde. nostre paludi per prendono
Il padle di Bientina. nomi differenti secondo i
Padule asciutto, erboso, territori in cui si trovano:
imboschito, libero d'erbe, Laguna Veneta, Valli di
paglioso, pantanoso, pulito, Comacchio e di Ravenna;
sporco, agevole, difficile, fa- Maremma, da sinistra del-
ticoso a cacciarsi. l'Arno al Tevere; Paludi
Pontine da Anzio a Terraci-
Paglie: parlandosi di erbe na; Paludi del Volturno, del
palustri vale sala (Tomm.). Garigliano, della Puglia, del
E notisi che anche questa Jonio.
voce prende il significato
toponomastico, ossia si usa Pantano: quel luogo di
a indicare non solo l'erba, palude dove l'acqua non co-
ma il luogo che n' coperto pre la terra che qua e l, ma
Nelle paglie. A Roma, dove persiste un pantano
come in Romagna, chiama- profondo dapertutto oltre un
no la sala o gerba paglia palmo. Nel Lazio anche
e ne fanno gli accrescitivi e i Pantanella dim. anche al
diminutivi Pagliette, Pa- plur. Pantanelle di Macca-
gliettine, Paglioni. Usasi so- rese (quondam!).
lo al plur. Al sing. Paglieto.
Paronda: la difesa che,
Paglieto: luogo poco in forma di piccolo argine,
profondo ne' laghi e nelle si fa a la botte o a la tina u-
paludi dove crescono molte sate in palude o in valle, per
paglie, coperto di cannucce. ripararla da le onde, che po-
(Tomm.) Es. Classici. Sino- trebbero traboccarci dentro.
nimo di Paglie.
Pilassa: (e Pialassa) quel
Palude: grande spazio tratto della palude dove
d'acque che per la bassura convergono le acque sieno
del suolo o altro non scola- del sottosuolo o delle vene.

230
Forse dal basso latino Pila- cose (Thes).
sca che significa Otre o in-
ghiottitoio; Pialassa la Piscina: ricettacolo d'ac-
forma veneta, la qual pare qua persistente, perch ali-
confermare il concetto suac- mentato da polle sotterrane-
cennato luogo che piglia e e, ma pu essere anche pic-
lascia l'acqua. Da notarsi colo assai.
che questa parola del
gruppo Lazza, Lassa, Lasco Pollino: isola natante
le quali insieme con Cuora, (Tommaseo). Targ. Tozz.
Aggallato, Pollino Terreno Rag. Vald. 1, 115 Le pe-
sfondante indicano quei luo- stifere esalazioni procedenti
ghi palustri, dove il terreno dai paglieti e dai pollini del
non regge. Non ostante per padule tutto. Terreno pa-
tutte coteste voci sinonime, i ludoso, dal quale i passeg-
dizionari continuano a non geri difficilmente possono
definirne una decisamente. cavar fuori i piedi.
E meno ancora ci dicono
come noi dobbiamo deno- Posatoio: la gruccia o
minare (il punto di questi quel disco a forma di ciam-
maledettissimi terreni, solidi bella, che si pone a galleg-
in apparenza, nel quale si giare presso le anatre da ri-
aprono a 1'improvviso in- chiamo, perch a quando a
ghiottendo chi ha la disgra- quando possano salirci su a
zia di capitarci sopra. Il Du crogiolarsi al sole.
Cange d Pilasca: Uter,
vaso da vino coperto di Posto: nella terminologia
cuoio col pelo; e vien deri- palustre vale L'appostamen-
vato da pelo. Infatti l'aggal- to sia a prezzo, sia padrona-
lato riveste la superficie del- le, che un cacciatore ha per
l'acqua di erba (feltro) in esercitarvi la caccia. Pago
modo, che apparisce un pra- quel posto oltre mille lire
to. Ed anche Cuora fatto l'anno.
derivare da Corium nel si-
gnificato di Crusta rerum, Pozza e Pozzanghera:
crosta di erbe, alberi e altre acqua temporanea raccolta

231
in qualche bassura di terre- Rialto: emergenza di ter-
no. La pozza pu essere reno in mezzo alla corrente
limpida; ma pozzanghera de' fiumi e anche delle palu-
indica acqua motosa o spor- di. Barena che n' sino-
ca. nimo, parrebbe pi proprio
delle valli emiliane e venete.
Prateria palustre: quei
prati in cui stagnano acque Ripa: la caduta quasi o
in molta parte dell'anno. pi che perpendicolare di un
Targ. Tozz. 1, 287 (Tomm.). terreno elevato su un'acqua.
Dove ora un gran pode-
re... erano gi molte prateria Sala: (Carex stricta) det-
palustri e giuncaie. Es. ta anche paglia e pi paglie.
Pivieri e pavoncelle amano Targ. Ar. Vald. 1, 250:
le vaste praterie palustri. Proibisce a tutte la barche
di andare a far strame, biodi,
Presa: palo piantato a la cannucce, sala ed ontani in
riva per fermare la barca, o padule.
il barchino.
Sciabordare: sinonimo
Putera: erba palustre di di Sciaguattare.
cui si nutrono gli uccelli tuf-
fatori. Chara vulgaris foeti- Sciaguattare: cosi chia-
da. masi il rumore che fanno
anche gli uccelli palustri
Remetto: remo con ma- movendosi nell'acqua tanto
nico cortissimo, usato ne' da agitarla.
barchini da palude e ne' gu-
sci, entro cui i cacciatori, Specchio: tratto d'acqua'
acquattati, cercano di acco- palustre, pi o meno grande,
stare gli uccelli senza farsi libero da la vegetazione alta,
vedere. Perci remano te- da cui contornato. Spec-
nendo solo un braccio fuori, chio d'acqua: qualunque ac-
col quale agitano cautamen- qua che apparisca senza ve-
te la pala come una mestola. getazione anche fuori della
palude. Es. Specchi d'ac-

232
qua nella pineta. E questi stivaloni o i calzettoni di
sono le lame, che fan cosi tessuto gommato o qualun-
bel vedere in mezzo. ai bo- que altra calzatura da cui
schi dei quali rispecchiano i sieno tenute asciutte le
mirabili intrecci nella loro gambe. Suo contrario An-
immota tranquillit. dare a guazzo.

Stagno: ricettacolo d'ac- Tela alle folaghe: la cac-


qua che si ferma o muore in cia di compagnia, che si fa
qualche luogo (Tomm.). da molti cacciatori nei bar-
Leonardo da V. I,1: Stagni chini accerchiando a poco a
sono luoghi ovvero ricetti poco questi uccelli nelle pa-
d'acque scolatizze o piova- ludi, e sparandogli contro
ne, che, per essere li loro quando volano a uscire dal-
fondi stagni e densi, la terra l'accerchiamento. Strin-
non pu bere n asciugare gere la tela: il progredire
tali acque. concentricamente dei bar-
chini verso il punto dove si
Stampe: gli uccelli finti, vengon radunando le fola-
impagliati o comunque figu- ghe. Stretta: il momento
rati che si pongono sul ter- nel quale i barchini si sono
reno o su l'acqua presso la avvicinati a cerchio pi
tesa per allettamento. - sul stretto. Anche il fatto.
cavicchio: quelle palustri in-
fisse su aste, asticelle che a Terreno sfondante: (ve-
lor volta sono infisse nel di Cuora).
fondo sodo. - galleggianti: Tifa: (Typha) la volga-
quelle di materia galleggian- re sala o mazzasorda. - Se
te tenute ferme su l'acqua ne distinguono due specie:
per mezzo di un peso calato latifolia e angustifolia che
al fondo a cui sono legate, servono a impagliar sedie,
ossia ancorate. Onde Pesi rivestir fiaschi e intesser
d'ancoraggio. stuoie. - Il nome mazzasor-
da spetta per solo a la spi-
Stivalare: andar a caccia ga.
in palude girando con gli

233
Tina e anche Tinella: il fondit ed estensione (v. a
capanno scoperto interrato e Palude). Quanto poi a l'ita-
imbarenato, oppure ancora- lianit certissima della paro-
to, che, come la Botte, serve la si noti che anche per Dan-
per la caccia a le anatre in te valle signific un pro-
palude e nelle valli. la fondo incavo del suolo, qua-
stessa cosa che botte, e non l' quello che, sotto il livello
ne differisce che per la for- delle terre emerse, riempio-
ma di tino e non di botte che no le acque del mare .
ha; forma che, per avere la (Flamini). Valle bianca.
parte inferiore pi larga, Valle da canna in latino
torna pi comoda al caccia- Vallis cannosa, quella che
tore. produce canna, o dove e
canna.
Tiro sul ghiaccio: se
fatto sopra una superficie Vallivo: agg. quanto per-
piana e liscia, aumenta la di- tiene a le valli, ossia a le pa-
stanza utile del tiro solito, ludi molto profonde della
perch i pallini, strisciando costa emiliana e veneta.
o schizzando sul ghiaccio, Clima vallivo. Usanza val-
conservano forza oltre la liva.
portata solita.
Vena: corrente d'acqua
Valle e pl. Valli: denom. sotterranea o dissimulata da
geogr. delle paludi vastissi- l'aggallato o anche affioran-
me e di molto fondale, che te appena al suolo, che tro-
occupano la parte bassa del- vasi in molte paludi, ed
la costa romagnola, ferrare- molto pericolosa agli ine-
se e veneta. Il Tommaseo ci- sperti, ingannandoli con
ta due esempi classici. La 1'erbe, da cui rimane nasco-
parola ormai entrata nell'u- sta.
so, e designa appunto geo-
graficamente e venatica- Visibilit: relativamente
mente il territorio suddetto, a la caccia palustre e di valle
il quale , s, palude, ma an- (specie a quella in botte) il
che qualcosa di pi per pro- modo col quale l'occhio u-

234
mano vede le cose differen- Volo: nella tesa in botte
temente su l'acqua, che su chiamasi il fatto di allettare
terra, per 1'inganno visuale anatre di passo, lanciando
delle luci e dei riflessi e per loro incontro un'anatra ad-
le false apparenze delle di- domesticata come i volanti-
stanze. La visibilit su ni dei colombacci. E dicesi
l'acqua spesso in- Dare il volo. Questo allet-
gannevole. tamento pu anche ripetersi
Da notarsi. Con certe alcune volte, E chiamasi
forme di nebbia si confonde anche Volo l'anatra ammae-
la linea del pelo dell'acqua strata per tale allettamento.
con l'orizzonte.
Quando le acque sotto i Votazzola: diminutivo di
raggi del sole tremolano in Votazza. L'arnese concavo,
un fitto increspamento, dan- col quale si vuota l'acqua de'
no l'abbaglio. barchini palustri. C' anche,
Rispetto a la misura delle in toscano, Gottazza, term.
distanze si seguono diversi che conserva la g antiqua-
criteri: i due principali sono: ta.
la distinzione che pu farsi
dei colori degli uccelli, e Zampogna: il fischio
quella di vederne l'occhio. meccanico che riproduce il
Tutte e due per rimangono verso della folaga. Caccia
relativi a la potenza visiva con la zampogna: quella fat-
del tiratore, e per conse- ta di notte a le folaghe ri-
guenza non hanno valore as- chiamandole con tale fi-
soluto. schio.

235
CAPITOLO VII

TAVOLA METODICA SUI VOCABOLI DI SCHIOPPO,


TIRO E TIRARE

Archibuso Schioppo imbracciato


a miccia impostato
a ruota impugnato
Archibugio leggero di scatto
a pietra focaia montato
a fulminante scarico
Scodellino scatenato
Fro scavezzo
Focone squilibrato
Canna a bacchetta
da borrita retrocarica
fermo canne fisse
palude canne mobili
volo una canna
due canne
Schioppo a fulminante tre canne
Luminello quattro canne
Fulminante o capsula Cassa ripetizione
Schioppo a retrocarica rotazione
Schioppo con armam. autom.
aperto con l'eiettore
carico con l'espulsore
curvo Portar lo schioppo ad arma-
dritto collo
duro di scatto Portare lo schioppo a spalla
equilibrato Doppietta
imboccato Tripletta

236
Schioppa a coda di ratto o conica
Schioppone strozzata
Spingarda Strozzatura
Schizzetto scempia
Schioppino doppia
Carabina mezza
Fucile Bindella
Commettitura superiore
Scatenarsi piana
Scatenamento concava
Scatenato liscia
Sventare zigrinata
Ribattere inferiore
Saldatura della bindella
Parti dello schioppo Prolungamento della bin-
La canna o le canne della
Il calcio Occhio del prolungamento
I1 massello Mirino
Gli acciarini Mira minore
L'asta Traguardo
I1 serbatoio Mira maggiore
Ramponi
Parti della canna inferiore
Anima superiore
Bocca, Bocche passanti
Volata non passanti
Raccordo scoperti
Camera coperti
a imbuto Incastri dei ramponi
spigolo vivo o rialzo Maglietta superiore
Culatta Portare (la pallina)
Collarino stretto
Gioia unito
Foratura della canna largo
cilindrica rado
cilindrica modificata raggruppato

237
bene Guancialino, -etto
male Impugnatura
a grappoli a l'inglese
Far palla a pistola
Rosone e Rosa con la coccia
Portata Nasello
morta Tallone
Punto in bianco Maglietta del calcio
Caduta Scudetto
Raggruppare Vantaggio
Sparpagliare Cortezza
Passata Lunghezza
Imboccata, -e Curvatura
Tubi riduttori Drittezza
Turacanne
Carie MASSELLO
Fioriture Coda del mastello
Abboccatura Conchiglia
Culatta
CALCIO Tassello, o -etto
dritto Alette
curvo Percussore
medio semplice
ortopedico a bottone
Becco a molla o senza
Bocca Foro
Calciolo Rosetta
a la genovese Albero
dritto Palettino
lunato quadrato
di osso tondo
di gomma Leve
di sughero Chiave e (Chiavi)
di ferro inglese
a scarpa tra i cani
Guancia serpentina

238
Perno di cerniera Tacche della noce
Vitone Tacca di riposo o Sicura
Aprire lo schioppo scatto
Chiudere lo schioppo Alzare il cane
Serrare lo schioppo a mezzo punto
Chiusura a tutto punto
Serratura Armare il cane
Eiettore Armale lo schioppo
automatico Armamento automatico
Espulsore Indicatori dell'armamento
Guida dell'espulsore Montare il cane o i cani
Montatura
ASTA Porre i cani in sicura
a leva Abbassare i cani
a incastro Toglierli da la sicura
a pompa Scatto
duro
ACCIARINO leggero
Battifoco Alleggerire lo scatto
Cartella Indurire lo scatto
Controcartelia Grilletto e Grilletti
Cane e Cani primo
esterni secondo
interni a doppio scatto
a doppio tempo
Corpo del cane a doppio punto
Collo solo
Cresta Sgrillettare
Bocca
Cani rimbalzanti Molla maestra
Punto e Punti Mollone
Mezzo punto Guardia
Tutto punto Sottoguardia
Punto leggero Sottoscatto
duro Giochi
Noce Ponticello

239
Guardamano dosata
Guardamacchie forte
giusta
CARTUCCIA media
apallini reale
a palla Borre
a pallettoni Cartoncini
a migliarola Isolatori
a ocarole Innesco d'accensione
a terzarole Compressore
a veccioni Estrattore
a polvere Corazza
Tubo Rinforzo
Fondello esterno
Controfondello interno
Collarino Misurino
Orlo graduato o gradato
Orlatura Cartuccera
Bossolo Macchinetta per le cartucce
di metallo
cartone TIRARE
Apparecchio d'accensione Impostarsi lo schioppo
Fulminante (Capsula) Impostatura
Innestare il fulminante Prima impostatura
Alveolo Imbracciare, -si
Polvere Imbracciatura
Pallini Puntare
Piombo Puntamento
molle o dolce Mirare
indurito (temprato) Mira
Fare le cartucce Mirino
Dosare Traguardo
Innescare Punti di mira
Orlatore Prender la mira o le mire
Cartuccione Trovar
Carica Seguire con,la mano

240
Tener sotto mira Misurare una botta
Alzare o abbassare la mira Rischiare una botta
Le mire Colpo
Scarto Colpire
Tirare Uccidere
a l'aborrita o borrita Spegnere
corsa Ferire
fermo o Trinciare
al frullo Toglier un'ala
l'inzecca Ascellare
al rumore Spennare
a lo schizzo Spennata Toccare
nel salto Toccato [uccello o animale]
a volo Coppiola
di aborrita Fare la coppiola
di computo il doppietto
d'impostatura terzetto
di prima impostatura quartetto
di levata quintetto
di mira Scoppiolare
di posa
di prima posa Tirare la prima
la prima seconda [canna]
la seconda, ecc. Padella
Fare una padella
Ripresa patente o
Schioppettata Dare una patente
Botta Sberciare
prima Sbercia
seconda Tiratore
secca di mira
fischiante d'impostatura
quatta di prima impostatura
loffia computo
vibrante posa
Buttare una botta a volo

241
di ficco
TIRO di infilata
arrovesciato di impostatura
bono di prima impostatura
bruciato di levata
cieco di mira
forzato di passata
giusto di posa
inclinato di prima posa
radente di punta
sicuro di mezza punta
a campanile di punto in bianco
a colonna
a corsa TIRO
a fermo di scappata
al frullo sfondata
a livello striscio
al rumore sul ghiaccio
a lo sbrocco del re
a lo schizzo Punto in bianco
a volo Caduta
di aborrita Essere e non essere a tiro
di caduta Fuori di tiro
di coda Conoscere o no il tiro
di computo Venire a tiro
di fianco Forzare il tiro
bono Tiro (per carica)
cattivo Luce

242
DIZIONARIO DI SCHIOPPO TIRO E TIRARE

Accannare: volgere bene, letti, e il Cane, che pu es-


ossia giusto, le canne o la sere interno o esterno. Gio-
canna di un'arma contro il chi: i vari modelli degli ac-
bersaglio, che si vuol colpi- ciarini, coi quali si studia
re. Sinonimo di puntare. dagli armaioli di renderli pi
perfetti.
Acciarino e Acciarini: il
congegno degli schioppi, Albero: il ferretto, che
mediante il quale il cane nella chiusura dello schiop-
scattando percuote sul ful- po con chiave tra i cani,
minante della cartuccia e la congiunto a questa ad ango-
fa esplodere. la stessa pa- lo retto, e scende entro il
rola dell'antico Battifuoco massello a metterne in fun-
ch'era appunto il congegno zione i congegni di apertura
per accendere l'esca facendo e chiusura. Dicesi anche
sprizzar fuoco dalla pietra Perno di chiusura.
focaia, percossa da un accia-
rino. Questo fu applicato a Alette: le due prominen-
gli schioppi antichi, e il no- ze laterali del massella, do-
me rimasto anche per gli ve esso vien a formare la cu-
odierni. Tale congegno ri- latta delle canne; prominen-
mane oggi tutto dentro la ze che combaciano con una
cartella negli schioppi mo- piccola smussatura. delle
dernissimi, detti Hammer- canne stesse.
less: ha invece il cane fuori
della cartella in quelli detti a Alveolo: il buchetto nel
cani esterni. Le parti essen- centro del fondello d'ogni
ziali dell'Acciarino sono la cartuccia nel quale posto il
Cartella, alla quale esso ri- fulminante o cappelletto.
mane infisso tutto nella par-
te interna; la Molla maestra Anima: il vuoto interno
o Mollone; la Noce, il Sotto- della canna che va dal ri-
scatto, il Grilletto o i Gril- scontro alla bocca. Specie

243
per le artiglierie si trova det- verso terra, perch, se do-
to anche Gola. vesse partire un colpo po-
trebbe offendere persone o
Aprire: rif. a schioppo cose che sieno nell'alto.
con le canne mobili, signifi-
ca girar la chiave di chiusu- Asta: la parte mobile di
ra tanto che le canne, stac- legno e ferro sottostante a le
candosi dal massello per il canne, dove il tiratore regge
loro peso anteriore s'incli- lo schioppo con la mano si-
nino quanto basta a scoprire nistra, quando se lo imposta
la culatta e permettere d'in- per sparare. L'asta combacia
trodurre in essa o toglierne con l'estremit superiore del
le cartucce. massello per modo, che, al-
l'aprirsi delle chiavi di serra-
Armacollo: usasi nel md. tura, questa mastiettatura
A armacollo: portare lo serve di cerniera a le canne
schioppo a armacollo vale cadenti; non solo ma l'asta
portarlo su la schiena retto stessa spinge l'espulsore, e,
da la cinghia, che da una negli schioppi a cani interni,
delle spalle attraversi il pet- muove anche le leve del-
to fino al lombo opposto. Si l'eiettore e quelle dell'ar-
porta in tal modo per aver le mamento automatico. L'A-
braccia e le mani pi libere. sta poi si tien serrata a le
La cavalleria porta il mo- canne con diversi modi che
schetto ad armacollo . si chiamano A leva, A inca-
stro verticale, A pompa, nel-
A spalla: nel md. Porta- la lingua degli armaioli e del
re o avere lo schioppo a commercio.
spalla e significa tenerlo
appeso a una spalla per Bacchetta: 1'asticciuola
mezzo della cinghia. In tal solida e lunga poco pi del-
modo pu portarsi con le l'anima delle canne dello
bocche volte in su e volte in schioppo, che si carica da la
gi. In campagna meglio bocca, la quale serviva, e
la prima maniera; in citt serve, a caricare e scaricare
dovere portarlo a bocche quest'arma. La bacchetta ha

244
una testa metallica rotonda e Bindella prende forme di-
piatta nella parte superiore, verse: pu essere concava,
che chiamasi battipalle, ap- piana, liscia, zigrinata.
punto perch serve a preme- Quella piccolissima, da cui
re la palla o i pallini, quanto sono unite sotto le canne, si
necessario, dopo averli chiama Inferiore. Sal-
coperti con lo stoppaccio o datura della bindella: il
il feltro superiori. Nella par- punto e il modo ch' saldata
te inferiore ha un cavastrac- alle canne. La parola ita-
ci per estrarre da la canna la lianissima nel senso appunto
carica o quant'altro si vo- di Fettuccia, Nastro. Se ne
glia. Schioppo a bacchetta hanno esempi classici fin
chiamasi ancora quello a dal quattrocento (dell'Alber-
fulminante; ma deve ritener- ta). E in tal senso usato
si che a bacchetta furono qualche termine corrispon-
tutti gli archibusi e archibu- dente anche nei dialetti.
gi e gli schioppi a pietra fo- Prolungamento della
caia, precedenti gli odierni a Bindella, chiamasi quella
retrocarica. specie di continuazione, con
che la bindella penetra nel
Bindella: riferito a massello in forma di una
schioppo ne indica la lista di sporgenza da la culatta delle
metallo, uguale per colore canne. Questa sporgenza ha
alle due canne affiancate, poi un foro nel mezzo, il
che unisce nella parte su- qual pu essere tondo o
periore correndo dritta dal quadro; e per esso entra il
traguardo al mirino, alta per palettino di chiusura. All'e-
condurre l'occhio del tirato- sterno il prolungamento
re pi facilmente dal primo vien fatto in varie maniere.
al secondo di questi due
punti di mira. Si trova an- Bocca e Bocche: la parte
che, ma pi per ornamento superiore ed estrema delle
che per bisogno, negli canne da cui esce la schiop-
schioppi a una canna, e po- pettata.
trebbe anche mancare quasi
del tutto in quelli a due. La Borre: dischi pi o meno

245
alti di feltro untato, e sem- botta troppo sparpagliata.
pre assai pi alti de' carton- Rispetto al suono la botta
cini, che servono a separare pu essere Secca, di scoppio
la polvere da la pallina, e a vibrante e asciutto; Quatta,
regolare la tenuta dei gas e quasi sonante e spargentesi
lo sviluppo delle pressioni a terra; Fischiante, come
nello scoppio del colpo. fosse a palla; Lofia, sventan-
Facce della borra: le te come se la polvere invece
due estremit piane inferiore di scoppiare si accendesse a
e superiore. L'altezza si mi- poco a poco. E ognuno di
sura a millimetri. questi suoni rivela una per-
fezione o un difetto della
Botta: colpo di schioppo; polvere o dell'arma.
e dicesi come percossa e
come suono. Buttare una Brunitura: il lustro scu-
botta: tirare un colpo. E di- ro che si d a le canne degli
cesi cos nel senso di misu- schioppi.
rarla, come in quello di ri-
schiarla senza direzione e- Calcio: la parte inferiore
satta o potuta computare; dello schioppo, la quale di
come all'inzecca. Gli ho legno.
buttata una botta misurata Sue parti sono la Bocca
fino al millimetro; e l'ho del calcio, ossia quel punto,
sbagliato del tutto; tu, sber- in cui il legno si commette
cia, che non cogli un pa- al massello, e dove si usa
gliaio, gliel'hai buttata a oc- anche ingrossarlo. L'impu-
chi chiusi, e ne hai fatto un gnatura: il tratto del calcio
cencio. La prima e la se- tondeggiante, pel quale il ti-
conda botta: quella della ratore l'impugna con la de-
prima e della seconda can- stra per impostarselo, mirare
na, che anche si sottintende. e sparare. L'impugnatura
Misurare una botta: tirarla pu essere di due forme, a
con tutte le buone regole del l'inglese, ossia liscia, e sen-
puntamento. Rosa o Roso- z'alcuna sporgenza; a pisto-
ne dei pallini. Es. La canna la, ossia con una sporgenza
cilindrica facilmente d la inferiore simile al calcio di

246
una pistola nel punto, dove Il calciolo molto lunato fu
il calcio principia ad allar- detto a la genovese; e la
garsi. E, se l'estremit di punta inferiore di esso
quest'impugnatura sia ornata chiamasi becco, mentre la
di metallo, o di corno, la si superiore trovasi indicata
dice Coccia. col nome di tallone. Dicesi
Tutta la parte inferiore, poi Scarpa quel calciolo,
che si allarga si chiama che non infisso al piede
Guancia. Ma questo nome del calcio, ma, fatto di cuoio
generico vien dato, per la grosso, vien calzato al piede
indeterminatezza della lin- stesso con un anello di pelle,
gua, anche al rilievo in le- che ne abbracci il fondo per
gno, su cui deve posare la qualche centimetro di altez-
faccia del tiratore, rilievo za e molto di strettura.
che anche si trova denomi- Calcio dritto: quello
nato Guancialetto e Guan- nel quale il punto della
cialino. Sarebbe tempo dun- guancia, dove nel puntare si
que di imporre d'autorit appoggia la faccia del tirato-
una nomenclatura distinta re, rimane pi alto verso il
per questi tre elementi di- prolungamento della linea
versi. L'estremit superiore retta, che, seguendo la livel-
della Guancia poi, ossia lazione delle canne fatta sul
la piccola prominenza spor- mirino e traguardo, vien
gente su l'impugnatura infe- portata fin oltre al tallone
riore dicesi Nasello. Calcio- del calcio stesso.
lo l'aggiunta che si fa al Nota. Questa linea si tro-
piede del calcio, perch non va praticamente per mezzo
si guasti appoggiandolo a di una riga di legno, del tut-
terra. Pu essere di ferro, di to dritta e lunga poco pi
corno, di gomma, di sughe- dello schioppo. Si adagia la
ro; e serve anche a correg- riga su le canne sopra la
gere la cortezza del calcio bindella, poi si misura la
rispetto a l'impostatura del piccola distanza che corre
tiratore, o a adattarlo ai po- tra essa e il guancialino, se-
chi o molti panni, che si gnandola in millimetri. Ap-
portano d'estate e d'inverno. prossimativamente pu rite-

247
nersi che sia dritto quel cal- passante, ci non giova pun-
cio o schioppo, in cui la di- to a colpire giusto. Questo
stanza suddetta inferiore ai invece dipende per nove de-
35 millimetri; e curvo quel- cimi da l'Impostatura dello
lo, in cui la distanza supera schioppo, la quale dipende
questo numero. - curvo: quasi interamente dal calcio,
quello detto sopra; - orto- ossia dalla corrispondenza
pedico: quello deformato, esatta tra la lunghezza, la
perch deve servire a qual- curvatura, l'impugnatura, la
che tiratore difettoso fisica- larghezza, il vantaggio, lo
mente. Scudetto: la pia- spessore del calcio e la cor-
strina metallica, che per so- poratura del tiratore che
lito vien incastrata nella par- 1'adopra.
te inferiore del calcio, poco Ne deriva che il Calcio
sopra la maglietta della cin- pu essere dritto, curvo, or-
ghia, per incidervi la sigla topedico, come si detto (v.
del proprietario dello Impostatura).
schioppo. Vantaggio: la
leggerissima deviazione a Calibro: riferito a
destra, che d l'armaiolo alla schioppo o a canna: Il dia-
guancia del calcio nell'ulti- metro interno della, canna.
ma parte di essa, per facili- Vien denominato da la ca-
tare 1'impostatura del pun- pacit della canna a portare
tamento al tiratore. Calcio una palla, che sia l'ottava, la
articolato: quello costruito decima, la dodicesima, sedi-
in pi parti unite in modo da cesima parte ecc. di una lib-
potersi allungare e curvare bra di piombo; e parlando di
quanto serva a trovare pallini la quantit di essi
1'impostatura giusta di un ti- corrispondente in peso a
ratore. Se ne servono le fab- quella palla. E si dice
briche d'armi e i rivenditori. Schioppo del dodici, del
Note pratiche. Il calcio venti, del trentasei. I calibri
rispetto al tiratore e al cac- usati oggi per le cacce usua-
ciatore ha importanza som- li sono il 12, 16, 2 o, 2 4, 28,
ma; perch, se pure le canne 32, 36. Il 10 e anche 1'8 si
dieno una rosa molto unita e trovano usati rarissimamen-

248
te in palude. il cane e portarlo in sicura o
armarlo. La seconda la
Camera: l'allargamento parte che vien ingrossandosi
del1'anima della canna pres- in cima perch sia pi pe-
so la culatta dove dev'entra- sante e solida nel picchiare
re e scoppiare la carica. - La sul percussore.
camera, alta poco pi della
cartuccia, si restringe con un Canna e Canne: il tubo
rialzo a spigolo vivo, oppure o i tubi di acciaio, entro cui
con una smussatura a imbu- si pongono e sparano le car-
to. L'estremit inferiore poi, tucce o le cariche degli
quella stessa della canna, schioppi. Canna cilindri-
nella parte interiore porta ca: quella il cui foro interno
una scanalatura circolare, in (ossia l'anima) tutto dello
cui deve trovar posto l'orlo stesso diametro; - cilindri-
posteriore del fondello me- ca modificata o perfeziona-
tallico della cartuccia. Que- ta: quella a la quale la fora-
sta scanalatura usualmente tura cilindrica stata co-
chiamasi Collarino. munque modificata con una
leggera strozzatura scempia:
Cane e Cani: il martel- - conica: quella il cui dia-
letto esterno o interno, ch' metro va restringendosi per
parte essenziale dell'acciari- tutta la volata (o lunghezza
no; e che, fatto scattare col della canna stessa) fino a la
premere sul grilletto, picchia bocca. Fu chiamata anche a
sul fulminante della cartuc- coda di ratto. Questo antico
cia e la fa esplodere. Sue restringimento che esisteva
parti sono il Corpo del Ca- gi nel secolo XVII aveva
ne, la parte inferiore e pi per scopo di aumentare la
larga: il Collo, la parte che portata concentrando il ro-
dal corpo sale fino a la bi- sone; e le canne lunghissime
forcazione della Cresta e dei vecchi servivano cos
della Bocca. La prima la bene a l'uopo, che gi nel
sporgenza superiore zigrina- 1670 il tiro utile giungeva
ta e alquanto rigonfia, che si fino a 75 passi con la carica
preme col pollice per alzare reale e a 65 con l'ordinaria

249
(v. Spadoni): - strozzata: cartucce, o negli schioppi.
quella pi in uso oggi per Carica debole, Carica for-
accrescere la portata delle te, leggera, media. I vecchi
canne corte, nelle quali la chiamavano Carica reale
meccanica moderna al re- quella che portava a settan-
stringimento progressivo ha tacinque passi, ossia la pi
sostituito un restringimento forte. Vale anche cartuc-
parziale nel terzo superiore cia. Ho solo dieci cari-
della canna. Questo pu es- che.
sere scempio, medio, doppio
(v. Strozzatura). - d'ac- Carie: cos chiamasi nel
ciaio: quelle perforate in un gergo degli armaioli
blocco d'acciaio. Oggi sono 1'arruginirsi e corrodersi
le pi. - a tortiglione, degli schioppi nell'anima
quelle formate di un filo di delle canne. Canne cariate,
ferro attorto e congiunto su che presentano gi parec-
una verga metallica del chie e non lievi fioriture (v.
diametro che vuol darsi alla Fioriture ).
canna stessa. Le pi pregiate
tra queste sono quelle a da- Cartella: la piastrina (o
masco, le quali, nell'opinio- le piastrine negli schioppi a
ne di non pochi, per due canne) che s'incastra la-
1'elasticit loro hanno vi- teralmente tra il calcio e il
brazioni pi favorevoli a la massello reggendo di fuori il
portata e al tiro. cane (se esterno) e dentro
tutti i congegni dell'ac-
Carabina: s. f., il fucile ciarino.
pi leggero e manevole, ri-
gato dentro e di maggior Cartoncini: sono i di-
precisione, che serve per ti- schetti di cartone che si usa-
rare a palla o a mitraglia no per separare o coprire le
nella caccia alle fiere. dosi di polvere e pallini po-
sti nella cartuccia.
Carica: n. f., la quantit
e qualit di polvere e di Cartuccia: il bossolo di
piombo, che si pone nelle cartone e metallo o di tutto

250
metallo, entro cui si assesta tardetto). Orlare le car-
la carica degli odierni tucce: rimboccare con la
schioppi a retrocarica. Sue macchinetta orlatrice il lem-
parti sono il tubo di cartone, bo superiore del tubo di car-
il fondello metallico, l'appa- tone, perch con la sua pres-
recchio di accensione, il sura sul cartoncino o feltrino
fulminante (capsula). Nel posto sui pallini impedisca
tubo va posta la polvere, la lo scomporsi di tutta la ca-
pallina, le borre, i cartonci- rica.
ni. Il fondello termina col
collarino, il quale una Cartuccione: la cartuccia
sporgenza anulare del fondo di maggior lunghezza e; pi
metallico, che rileva per dar rafforzata che serve per ca-
presa a l'estrattore. Le car- riche pi forti. La sua lun-
tucce ordinarie sono lunghe ghezza ordinaria di settan-
65 mill., le pi grandi 75. tacinque mm.
Nella parte superiore la car-
tuccia chiusa da l'Orlo. La Cassa: negli schioppi a
carica ne pu essere a palla, bacchetta e negli archibugi
a pallini d'ogni numero, a chiamavasi Cassa la parte
pall'asciutta se questa non superiore e concava del cal-
va unita con pallettoni; a cio, in cui entrava la parte
migliarola, a ocarole, a ter- inferiore della canna o delle
zarole, a veccioni, a polvere canne. Dicevasi anche per
sola. Dosare le cartucce, tutto il calcio. Oggi la parte
riempire le cartucce a dosi degli schioppi a retrocarica
esattissime di polvere e pal- corrispondente a la Cassa
lini. Fare le cartucce: vera e propria chiamasi A-
riempire il bossolo delle sta.
munizioni per la caccia che
si vuol fare. Inescare le Cesellatura: il lavoro di
cartucce: porre un pizzico di cesello di che si ornano
polvere nera o di facile ac- spesso gli schioppi pi fini.
censione tra il fulminante e Bello schioppo, e bella ce-
la polvere della carica che si sellatura.
sta facendo. (In gergo Pe- Chiave: il membretto e-

251
steriore delle serrature negli tella, e termina schiaccian-
schioppi, il quale, girato con dosi in forma di mezzo di-
la mano, apre o chiude il schetto zigrinato, che serve
congegno delle serrature a premerla col pollice per
stesse. Chiave inglese, il aprirla. serratura debole in
ferro girevole sotto il mas- apparenza, ma sicurissima,
sello inferiore, e arcuantesi perch fondata sul principio
in modo da aderire stretta- della leva morta.
mente al paramacchie,
quando lo schioppo chiu- Chiudere lo schioppo: il
so. - ritenuta una tra le contrario di aprirlo; ossia gi-
serrature pi solide e sicure. rare le chiavi di chiusura in
-tra i cani: 1'asticciuola di modo che le canne sieno
acciaio, posta tra i cani lun- commesse perfettamente al
go la coda del massello, che, massello per mezzo delle lo-
spinta a destra, apre i ram- ro serrature.
poni e spinge a sinistra il
palettino, da cui serrato il Chiusura(dello schiop-
prolungamento della bindel- po): il fatto di chiudere u-
la. Tornando a posto richiu- n'arma a retrocarica facen-
de tutto il congegno di que- done combaciare le canne
sta serratura. Il Palettino si col massello e serrandola
chiama anche passante. Il con le chiavi. Usasi im-
ferro, che da l'occhio di que- propriamente per serratura.
st'asta scende perpendicolar- N.B. Nel gergo degli ar-
mente entro il massello a maioli si usa per indicare i
movere i congegni chiamasi congegni tutti della serratu-
Perno di chiusura della ra, e si dice Schioppo a
chiave tra i cani, e meglio, duplice, triplice e quadrupli-
l'Albero. Serpentina (sott. ce chiusura mentre do-
chiave, e le si d sempre vrebbe dirsi Serratura. Que-
l'articolo a la Serpentina) sta pluralit data dal primo
la chiave inferiore, che dal rampone (serratura sempli-
massello sale sotto al cane ce); dal secondo, doppia;
destro, poi si prolunga ad dal palettino trasversale, che
angolo retto rasente la car- serra l'occhio del pro-

252
lungamento della bindella,
terza serratura; da la forma Colpitore: dicesi del
a capocchia, nella quale si cacciatore che colpisce bene
dilata l'estremit della bin- gli animali. - Nell'uso il
della, detta quarta serratu- proprio del cacciatore, men-
ra. Che la parola sia im- tre per i tiratori a bersaglio
propria dimostrato dal fat- dicesi Tiratore. Gran colpi-
to che schioppo aperto tore nel tiro ai piccioni, ma
vuol dire con le canne aper- mediocrissimo colpitore a
te, ossia non serrate da le caccia. Colpitore di mira
chiavi, da cui n' formata la il cacciatore che uccide solo
serratura. se mira. Colpitore di pri-
ma impostatura: quello che
Coda del Massello: la colpisce tirando al primo
solida lista di ferro, che dal portarsi lo schioppo ala fac-
corpo di esso si prolunga cia.
indietro incastrandosi su
1'impugnatura del calcio, a Colpo: l'effetto della
cui riman fermata da una vi- schioppettata sia come vali-
te molto solida. dit di percossa su chi lo ri-
ceve, sia come suono e sca-
Cogliere: sottintende nel rica. Dieci colpi, dieci bec-
segno: e detto di cacciatori caccini. Abbiamo contati
sinonimo di colpire. Ma si sessanta colpi, e ci riporti
usa nella forma compiuta solo quindici lodole!.
dalla particella avverbiale Anche la carica. Ho
ci: Coglierci col significato solo dieci colpi.
generico di Dar nel se- Commettitura: il punto
gno. in cui si uniscono le diverse
parti dello schioppo.
Collarino (v. Camera).
Compressore: bastonci-
Colpire: riferito a caccia- no cilindrico di calibro cor-
tori significa non sbagliare i rispondente a le cartucce da
tiri, ed pi giusto e proprio caricarsi, che serve per
che tirare. spingere e pressare le borre

253
e i cartoncini entro il tubo metallico interno, che vien
della cartuccia. fatto ai bossoli delle cartuc-
ce pi fini.
Concentrare: voce del
gergo tecnico pi che dell'u- Coppiola: il tirare i due
so, e indica: la propriet del- colpi dello schioppo a due
le canne ben forate, specie animali diversi, l'uno ap-
delle strozzate, le quali, por- presso a l'altro. Il modo
tando i pallini molto uniti, Fare la coppiola. E, se si
ne allungano anche il tiro uccidono i due animali, si
valido. dice Fare il doppietto.
Regola. Per riescire a fa-
Conchiglia: (e negli re la coppiola utilmente si
schioppi a due canne Con- deve sempre sparar prima a
chiglie) lo scavo a imbuto, quello dei due animali che si
da cui vien traforata la fac- presenta pi lontano, poi a
cia superiore del massello, e l'altro.
che termina col canaletto,
entro il quale scorre il per- Cortezza: riferita a Cal-
cussore per affiorare nella cio significa quello che ri-
culatta in perfetta corri- spetto a la impostatura della
spondenza con la capsula maggior parte dei tiratori
fulminante della cartuccia. minore della media. Si
Questo, solo negli schioppi computa la lunghezza del
a' cani esterni. calcio tra 35 e 37 cm. misu-
randola dal primo grilletto al
Controcartella: la pia- mezzo della curvatura del
strina che specie negli calciolo.
schioppi a una canna fa ri-
scontro da la parte opposta Culatta: negli schioppi a
dell'acciarino destro, ed bacchetta era Tutto il fondo
unita a questo per mezzo di della canna, ossia la camera
una vite passante. e il toppo, in cui terminava
il foro della canna; ma oggi
Controfondello: cos per Culatta deve intender-
chiamasi il rafforzamento si anche la faccia anteriore

254
del massello, da cui la canna due con significati differen-
resta chiusa, e donde affiora ti, e latinamente propri. Di-
il canaletto del percussore. cesi anche Eiettore auto-
matico. (vedi Leva).
Curvatura: rif. a Calcio.
la piega maggiore o mino- Espulsore: il congegno
re che fanno le due linee di- posto in fondo e nella parte
vergenti della bindella e del inferiore delle canne, il qua-
calcio, relativamente a l'an- le a l'aprirsi dello schioppo
golo visuale costituito dal spinge fuori da la camera il
traguardo fondello delle cartucce tan-
to, quanto basta ad estrarle
Doppietta: in alcune re- con le dita o con 1'estrattore.
gioni d'Italia chiamato cos Dal verbo latino Expulsare,
lo schioppo a due canne. spinger fuori, che meno di
ejicere, gettar fuori come fa
Doppietto: (v. Coppiola). 1'eiettore. Guida dell'e-
spulsore: il pernietto o a-
Drittezza e Dirittezza: sticciola di ferro, su cui sta
rif. a schioppo o calcio ne la parte esterna dell'espul-
dicono la propriet contraria sore ossia i due mezzi di-
a curvatura. (v. Schioppo di- schetti, che spingon fuori i
ritto e Curvatura). fondelli (occhiali).

Eiettore: il meccanismo Estrattore: 1'arnesino di


che negli schioppi moder- varie forme, che si usa per
nissimi, getta fuori da le estrarre le cartucce cariche o
canne le cartucce nell'aprire, scariche, le quali aderiscano
che si fa l'arma per vuotarla con resistenza a la camera
o ricaricarla. parola deri- dello schioppo.
vata dal latino, ed ha quasi Nota. Nei cataloghi vien
lo stesso significato di E- dato questo nome anche al
spulsore. Ma, siccome que- congegno, che serve ad e-
sto si usa per l'altro mecca- spellere parzialmente le car-
nismo, credo opportuno anzi tucce da lo schioppo col fat-
necessario conservarli tutti e to stesso della apertura delle

255
canne. Perci Guida dell'e- lavature con acqua calda e
strattore vien chiamato an- sapone.
che il pernietto alquanto
lungo, che, sotto la camera, Freddare: accettato dal
in continuazione della bin- Tommaseo per uccider di
della inferiore, vien mosso colpo ma omesso da la
da un dente dell'asta e spin- Crusca. usato figurata-
ge a uscire alquanto fuori da mente per uccider di colpo
la culatta gli occhiali, e con l'animale, a cui si tirato.
essi il fondello delle cartuc-
ce. Fucile: l'arma a una can-
Ma parrebbe pi giusto na per tirare a palla. Viene
chiamare questo congegno usato anche in certe cacce
Espulsore, perch esso ve- alle fiere grosse o maggiori.
ramente espelle mentre il A ripetizione: quello che
primo pi propriamente e- pu sparare molti colpi di fi-
strae. E siccome esiste un la in grazia del congegno in-
terzo congegno che lancia terno, che espelle la cartuc-
fuori le cartucce vuote con cia esplosa e ne porta un'al-
l'aprire lo schioppo, dare a tra sotto il percussore.
quest'ultimo il nome di Eiet-
tore perch esso solo getta Fulminante: il cappellet-
fuori, come dice la voce la- to di metallo, col fondo ri-
tina. vestito di fulmicotone, che
una volta si poneva sul lu-
Fioriture: le piccole minello, ed ora s'incastra nel
punteggiature che macchia- foro medio del fondello del-
no l'anima delle canne degli le cartucce, e vien percosso
schioppi, e appariscono co- e incendiato dalla caduta del
me ruggine su la lucentezza cane sul percussore facendo
levigatissima dell'acciaio, partire il colpo.
quando l'armi non sieno di- Innestare il fulminante
ligentemente ripulite e lava- o la capsula: farlo entrare
te. nel foro, ch' in mezzo al
I rimedi preventivi delle fondello della cartuccia, os-
a fioriture sono le sapienti sia conficcarlo nel-

256
l'apparecchio di accensione. tiratore, l'altro di vero scat-
to. Dicesi anche A doppio
Gioia: termine degli ar- scatto. Grilletto dritto:
maioli nella lingua storica, quello solo o primo dei due
che indicava il rinforzo dei che non troppo o punto
cannoni e anche degli curvo (lunato). Ed il pi
schioppi, che si poneva a la pratico, perch la pressione
bocca di queste armi, ed an- del dito per farlo scattare
che a la culatta. Le Gioie e- pi efficace e pi rapida. Sui
rano dunque due: Gioia del- troppo curvi il dito spesso
la bocca, Gioia della culat- scorre su la concavit senza
ta. Ed avevano un'importan- farlo scattare: A un grillet-
za non piccola, in quanto la to solo dicesi degli schioppi
relazione tra la linea di mira a due canne nei quali i due
e l'asse della botta si misu- colpi sono fatti scattare da
rava su di esse gioie mecca- un solo grilletto.
nicamente.
Guardamacchie: voce
Grilletto: la codetta del giustamente non accettata
sottoscatto, che in forma di dal Monti nella Proposta per
ferrettino lunato esce dalla la ragione, che grammati-
sottoguardia, e, quando sia calmente non potrebbe si-
premuto col dito indice, ser- gnificare altro che guardia-
ve a far scattare il cane del- no della macchia; mentre il
l'acciarino e partire il colpo. membretto, di cui qui si par-
I grilletti degli schioppi a la, non ha altro uffizio nello
due canne sono due, ma schioppo, che quello di ripa-
possono anche essere uno rarne i grilletti dall'urto delle
solo. Nel primo caso pren- frasche o simili. E propone-
dono i nomi di Primo per la va Guardagrilletti. A me pa-
canna destra (Inferiore negli re che anche volendo con-
schioppi a l'italiana) e Se- servare la componente
condo, per la canna sinistra. macchie si potesse dire
Grilletto a doppio tempo: Paramacchie.
quello che premuto fa due Guardia: ora trovasi usa-
scatti, il primo di avviso al ta questa denominazione per

257
quel rivestimento del calcio i toscani quando l'usano per
superiore che prima d'oggi Impostare e Impostarsi. Ed
chiamavasi impropriamente erra anche la Cruca regi-
Guardamacchie. (v. q. v.). E strandolo in questo signifi-
credo che sia la parola da cato comprovato erroneo da
adottarsi per risolvere la la mancanza di qualunque
questione gi sollevata dal esempio. Nel fatto lo
Monti, nella Proposta, su la schioppo si porta su le brac-
impropriet di Guardamac- cia, com' detto sopra, solo
chie. A Guardia si sottin- quando si vuol essere prepa-
tende grilletti, e cos si vien rati a tirare e perci a por-
a dar ragione al Monti; con- tarselo a la faccia con un
servando la voce nella sua movimento solo; il che si-
parte sostanziale e propria. gnifica con la maggior pre-
stezza. Ma l'atto del portar-
Imberciare - Imber- selo a la faccia una mera
ciatore - Sberciare: sono elevazione che termina con
voci antiquate che oggi fuori l'atto pi complesso e con-
di Toscana non si usano pi. clusivo dello impostarselo,
Significavano i primi due nel quale ultimo concorrono
Colpire e Colpitore; il terzo movimenti di tutto il corpo,
Fallire, Sbagliare. Rimane come si dice a la voce Impo-
vivo per Sbercia, cacciato- starsi. Ne una prova e una
re che sbaglia la pi parte conferma che anche nella
dei tiri. terminologia militare questi
due atti sono ritenuti diffe-
Imbracciare e Imbrac- rentissimi tanto che questo
ciarsi lo schioppo: reggerlo detto Impugnare e il se-
su le due braccia con le ma- guente giustamente Impo-
ni l'una sotto l'asta, l'altra starsi.
nell'impugnatura, portando-
lo pi o meno alto sul petto Imbracciatura: il fatto
o l'addome, ma che non sor- di imbracciare lo schioppo
passi l'ascella. Questo l'u- che prima si portasse in al-
nico significato che pu dar- tro modo, che per solito
si a questa parola. Ed errano posizione di riposo. Per

258
Impostatura; ma lo stesso trarsi a la legge inesorabile
errore che Imbracciare per del tempo, e diventa veloce
Impostarsi. (v. Impostarsi). come il pensiero, da cui
ispirata.
Impostarsi lo schioppo: dunque un errore im-
portarselo a la faccia, pre- perdonabile di concetto at-
mendone il calcio contro il tribuire a le braccia, istru-
petto tra il collo e la spalla, menti null'altro che mecca-
nella positura necessaria a nici in questi tiri, quanto
prendere le mire per puntare dote privilegiata di certi or-
e sparare. Tutti i vocabolari ganismi perfetti, nell'armo-
lo danno in questo signifi- nia di tutte le membra, e di
cato, con esempi. Eserc. mi- cervelli singolarissimi.
lit. 167: Qui li picchieri re-
stano con l'arme presentate; Impostatura: l'atto e il
e poi si dice Moschettieri, fatto d'impostarsi, ossia por-
impostate, tirate. Segue la tarsi lo schioppo a la faccia,
dimostrazione della proprie- per tirare. In senso astrat-
t di q. verb. scambiata er- to: le proporzioni di curva-
roneamente con Imbrac- tura, lunghezza di calcio,
ciare. Impostarsi lo schiop- grossezza d'impugnatura,
po l'atto ultimo e decisivo spessore del guancialino, le
del puntamento, quello, co- quali in un'arma corrispon-
me si detto a Imbracciare, dono cos bene alla corpora-
in cui entrano pi o meno tura del tiratore, che esso,
tutti i movimenti del corpo quando si porta lo schioppo
per trovare la positura, pi a la faccia, trova la mira e-
adatta a dirigere bene il col- satta con facilit e prontez-
po. quello nel quale pei ti- za. Impostatura buona o
ri pi presti o istantanei il cattiva: quella che torna be-
cervello vede giudica, com- ne o male al cacciatore; -
puta in modo cos fulmineo, falsa: quella che lo inganna
che porta il corpo, quasi mi- dimostrandogli giusto un
racolosamente, ad eseguire puntamento che non porta il
senza alcun minimo inter- tiro dov'esso crede; --
vallo un'azione, che par sot- corretta: fatta dal tiratore

259
secondo le buone regole del- la pratica.
l'impostarsi e del puntar
l'arme; - scorretta: quella Incannare: un uccello o
che non cos. Mio figlio un animale: Metterlo bene
tirerebbe bene, ma ha sotto la mira, puntarlo bene.
1'impostatura scorretta;
Di prima impostatura Incastri: tutti gli scavi
nei modi Tirare, colpire di operata nei ferri, che servo-
prima impostatura non ap- no a serrare lo schioppo, e
pena si portato lo schioppo dentro ai quali debbono ca-
alla faccia. Es. Per impa- lettare altri ferri in modo co-
rare a colpire di prima im- s perfetto da formare come
postatura c' solo una rego- un corpo solo. Incastri dei
la; mirar molto, quando si ramponi. Incastro della
principia a tirare; Impo- bindella. Se questi incastri
statura curva quella di chi traforano totalmente il mas-
tira con schioppo curvo; - sello si chiamano passanti;
media di chi tira con se no, non passanti.
schioppo n troppo curvo n
troppo dritto; - dritta, di chi Innescare: per gli
tira con lo schioppo dritto. schioppi a bacchetta signifi-
Va notato perci che c Porre un po' di polvere
1'impostatura cos nel- nel luminello dal di fuori,
l'arma in s, la qual pu es- quando la polvere interna
sere curva, dritta o media, non era giunta a contatto del
come nel tiratore, la cui cor- fulminante. Dicevasi anche
poratura la richiede pi di Ringranare. L'uno e l'altro
una che dell'altra di tali sono per ancora nell'uso a
forme. E ricordino i caccia- significare quella presina di
tori che nessuno, tranne loro polvere facile a incendiarsi,
stessi, pu conoscere sin- che si pone sul fulminante
golarmente quale sia delle cartucce tra esso e la
1'impostatura che gli con- polvere usata a caricarle,
viene, se non ne conosce la quando questa sia pi tarda
regola teorica, o non ci a 1'accensione.
giunge empiricamente con

260
Leve: sono i congegni puntatore sempre attirato
che, negli schioppi a cani in- dal colore pi chiaro, e per-
terni, agiscono entro fori ci si spara contro questo,
trapananti pel lungo il mas- dimenticando le buone e in-
sello; e nell'aprirsi delle violabili regole del punta-
canne fanno funzionare sia mento, ossia dirigendo la
l'espulsore, sia l'armamento mira non dinanzi n sopra
automatico dei cani. n sotto, come sarebbe ne-
cessario per colpire, ma al
Luce: relativamente al ti- punto pi chiaro, il quale
ratore e al tiro la luce del potrebb'essere anche la co-
giorno e del sole ha impor- da. Guardarsi dunque da le
tanza non piccola. La mi- code bianche o con penne
gliore la diffusa ossia bianche.
quella col sole velato di un
sottile strato di nubi candi- Lunghezza: rif. a Calcio,
de. Il sole del tutto scoperto quella corrispondente a
non solo pu dare l'abba- 1'impostatura del tiratore
glio, ma certo che influi- che l'usa.
sce ingannando anche sul
puntamento del cacciatore, Magliette: le due cam-
sia pur in modo assai mino- panelline oblunghe o tonde,
re, che su quello del tiratore le quali servono ad affib-
a bersaglio o a palla. biarci la cinghia dello
Deve ritenersi che con schioppo. Esse vengono fer-
luce che vien da destra, il mate l'una poco sopra al
colpo va a sinistra, e vice- calciolo, 1' altra a mezzo
versa; con luce molto viva, circa della bindella inferiore
il colpo si fa sotto; con luce delle canne; e o girano sopra
bassa, il colpo si fa sopra. un pernietto, o, se sono ton-
Se poi si consideri la luce de, entro l'occhio del pernio.
relativamente ai colori pi o Maglietta inferiore: quella
meno vivi dell'animale o ch' nel calcio poco sopra il
bersaglio contro cui si tira, becco. - superiore: quella
convien ritenere che, specie delle canne; - con piastri-
con luce poca, l'occhio del na, se infissa con sotto una

261
piastrina di metallo. l'uomo c'entra con 1'occhio,
il corpo e specie col cervel-
Massello: il blocco di lo. Dunque meglio Prende-
ferro, con cui termina il cal- re, quando si parla di
cio, superio re, e a cui ven- Schioppo . Tenere sotto
gono a unirsi combaciando mira: tener puntati un segno
le quattro parti essenziali o un animale. Alzare o
dello schioppo, calcio, can- Abbassare la mira: puntare
ne, acciarini, asta; ed entro e sopra o sotto il bersaglio. I
sopra al quale sono posti punti della mira: sono su lo
tutti i congegni di serratura, schioppo il traguardo e il
apertura e funzionamento mirino; fuori, il bersaglio o
dello schioppo stesso. l'animale che si vuol colpire.
Trovare e non Trovare la
Mira: la linea visuale che mira: riescire o non riescire
da l'occhio del tiratore, retti- a puntare un segno. Dicesi
ficandosi sui due punti detti specie pei tiri a volo; perch
traguardo e mirino, va al in certe condizioni fisiche o
bersaglio, ossia al punto che esteriori di luce, d'ombra, il
si vuol colpire. Prender la tiratore non riesce a trovare
mira: sinonimo di Mirare la mira.
e Puntare. I vecchi dicevano
Prendere le mire, e diceva- Mirare: rendersi certi
no meglio: perch le mire che la linea visuale, la qual
sono appunto due: e l'esat- va da l'occhio al bersaglio,
tezza del tiro proviene uni- passa in perfetta dirittura sul
camente dal non dimenti- traguardo e il mirino, che
carne una. sono i due punti di mira.
Galileo scriveva Aggiu- Mirar alto e Mirar basso
stare la mira, ma parlava sopra o sotto il bersaglio.
pi di artiglierie che di cac- Aforisma: Chi molto mira
cia, e perci era pi proprio quando principia a tirare,
in quanto i cannoni si pun- impara a mirar poco.
tano meccanicamente, e Mirino: il pi piccolo dei
l'occhio dell'uomo c'entra due punti di mira che vien
solo in parte. Mentre nel tiro posto a l'apice della canna

262
presso la bocca. I vecchi lo dosso della noce sono incise
chiamavano mira minore le tacche dei punti (v. Punti
in contrapposizione a mira del cane).
maggiore ch'era il traguar-
do. Occhiali: i due semicer-
chi metallici che nel fondo
Misurino: il bocciolo inferiore delle canne, pre-
che serve a misurare la pol- muti da la guida dell'espul-
vere o i pallini per caricare sore, spingono fuori da la
le cartucce o gli schioppi. camera le cartucce quel quel
- graduato e anche gra- tanto, che basta ad attrarle
dato: quello che nell'interno con le mani o con l'arnese
porta i segni graduali del chiamato anch'esso estratto-
peso o quantit delle muni- re.
zioni, che si misurano.
Orlatori per cartucce:
Molla di rimando: quel- le macchinette che servono
la da cui viene inchiavato per fare l'orlo, a le cartucce.
l'occhio del prolungamento Sono di molte forme..
della bindella, e forma la
terza chiusura. Padella: n. md. Far una
o delle padelle fallire il
Molla maestra o Mollet- colpo nel tiro con lo schiop-
tone: quella che negli accia- po. Si dice anche Padellaio
rini d lo scatto al cane. Par- o Padelaro a un tiratore
landosi di schioppi, specie sbercia.
di acciarini, si dice sem-
plicemente Mollone o Mol- Palettino: 1'asticciuola
la. di acciaio rotonda o quadra-
ta, da cui nella triplice e
Nasello: (v. Calcio). quadruplice chiusura degli
schioppi, vien serrata, nel-
Noce: la piastrina degli l'interno del massello, la co-
acciarini girevole sul pernio detta della bindella, come da
stesso, in cui si alza e si ab- un chiavistello. A schioppo
bassa il cane esterno. Nel aperto il palettino sporge per

263
il foro del canaletto dove stano sul colpo, ma vanno a
scorre a sinistra del massel- morire lontano.
lo; a schioppo chiuso rientra
in esso, combaciandovi per- Patente = padella. Si
fettamente. sottintende di passaggio,
perch patente di passaggio
Pallini [i] e sing. Pallino: sinonimo di passaporto, e
la munizione pi o meno dare il passaporto a un a-
grossa che serve a caricare nimale, a cui si tira senza
lo schioppo. Anche in Italia colpirlo, significa lasciargli
ora prevale la numerazione la via libera ad andarsene. Il
inglese dei pallini. Questa modo Dare una patente.
dal numero pi alto e fino, il
13, scende aumentando la Percussore: Cilindretto
misura, e il peso fino, ai d'acciaio, scorrevole entro il
cinque zeri. La misura me- traforo sottostante la con-
trica cresce di 25 mm. per chiglia, il quale riceve la
numero. Pallini molli: percossa del cane cadente, e
quelli di piombo non tem- la trasmette al fulminante
prato. Pallini temprati o della cartuccia provocando-
induriti: quelli, ai quali si ne l'accensione.
data la tempra. I pallini si Pu essere di varie forme
denominano col numero: e agire in varii modi. Se ne
Pallini del 12, del 7, del 4, vedono dei semplici, a bot-
dei quattro zeri. tone con o senza testa, a
molla e senza molla. Foro
Passata: riferito ad arma ed occhio del percussore:
da fuoco dicesi per la forza quello che nella culatta del
di penetrazione che essa ab- massello lascia passare il
bia. Schioppo di molta o percussore a battere sul ful-
poca passata. E vien riferito minante della cartuccia. Ora
anche a la polvere e in gene- negli schioppi di pregio usa
re a le cariche. Anche la rafforzare questi fori con la
troppa penetrazione di certe rosetta (vedi).
polveri o cartucce, per cui
gli animali traforati non re- Perno di cerniera: La

264
verghetta rotonda e leviga- invece che formare una ro-
tissima di acciaio, che inca- sa, colpiscono uniti come
strata per una parte nel- una palla. Portar bene:
l'estremit superiore del detto di schioppo, fare un
massello, e calettante da l'al- bel rosone regolare;
tra nella scanalatura me- -male: fare il contrario.
tallica dell'asta, consente a
le canne di aprirsi ed incli- Portarsi lo schioppo a
narsi quel tanto che basta a la faccia: sinonimo di Im-
caricare o scaricare lo postarselo.
schioppo. Dicesi volgar-
mente Vitone. Portata: rif. a schioppo.
Lo spazio che pu percorre-
Piombo: usasi per i pal- re validamente il colpo spa-
lini coi quali si caricano gli, rato. Portata di punto in
schioppi a caccia di uccelli bianco. Lo spazio che i
o piccole fiere. Piombo proiettili (pallini) percorro-
indurito: quello a cui data no in linea retta senza incli-
una tempra. Piombo mol- nazione alcuna, e perci con
le: quello senza tempra. tutta validit. Questa chia-
masi anche Punto in bianco.
Portare: riferito a Portata morta: lo spazio
schioppo, sia assolutamente, che i pallini percorrono in-
sia nel modo Portar la bot- clinandosi da la linea retta
ta, significa Dare una rosa del punto in bianco. Questa
dei pallini di tale o tal altra ha due tempi; nel primo la
maniera. Cos Portar stret- botta pu avere ancora una
to, fitto, unito, significa dare validit utile e ferire l'ani-
una rosa coi pallini regolar- male. La seconda diventa
mente fitti; - Portar rado o caduta dei pallini, e il colpo
largo, coi pallini non fitti. ne innocuo o quasi. Nei ti-
Portare a palla, o an- ri lunghi conviene perci
che Far palla: difetto di cer- mirare un po' sopra al ber-
ti schioppi o di certe cari- saglio, perch, se la portata
che, i quali raggruppano co- non ancora caduta, pu
s i pallini, che molti di essi, colpire e ferire utilmente.

265
Teoricamente si presume quando vogliamo che sia
che la portata di uno pronto a scattare, toccando
schioppo scemi con 1'im- il grilletto, per far partire la
picciolirsi del calibro. Per- botta; e la si dice assoluta-
ci si dice che quella del ca- mente Lo scatto. Si chia-
libro 16 va da 35 a 40 metri; mano anche Mezzo punto e
quella del 12 da 45 a 50; Tutto punto; e si dice Alzare
quella del 10, da 60 a 65. i cani a mezzo punto (in si-
Ma in pratica questo non cura), Alzarli a tutto punto,
si avvera sempre. porli nello Scatto. Monta-
re il cane e anche lo schiop-
Puntare: a. e n. Rivolge- po: alzare i cani a tutto pun-
re al segno da colpirsi u- to. E anche Montatura e
n'arme da fuoco, compro- Montatura automatica quel-
vandone la perfetta dirittura la fatta dai congegni del-
con la giusta corrispondenza l'arma. Armare lo schiop-
dei tre punti di mira, tra- po o i cani sinonimo del
guardo, mirino e bersaglio. precedente, ma forse dicesi
Dicesi anche Appuntare; ma pi delle armi senza cani e-
prevale il primo ora. Il sterni. Armamento auto-
Tommaseo definisce Ag- matico: quello che avviene
giustare, addirizzare le arti- meccanicamente col solo
glierie a un punto in cui si chiudere lo schioppo in gra-
voglia colpire. zia delle leve. Punto: detto
assolutamente vale la facili-
Punti del cane: le tacche t o durezza che ha un cane
della noce, in cui il cane si a scattare da la tacca di scat-
ferma alzandolo e armando- to sotto la pressione del dito
lo. Sono due, la Sicura o contro il grilletto, ossia vale
tacca di riposo; e quella di Scatto. Es. Questo punto,
Scatto. Nella prima met- per un ragazzo troppo leg-
tiamo il cane, quando vo- gero . I tiri di prima im-
gliamo che resti fermo, os- postatura non si fanno con
sia non scatti; e perci dice- un punto troppo duro .
si Mettere il cane o i cani
in sicura; nella seconda Punto: riferito a schiop-

266
po vale Ciascuno dei due sparo.
segni (traguardo e mirino)
che son posti su le canne per Punto in bianco: tutto 1e
rettificare la linea di mira al spazio che una schioppettata
tiratore. Punti di mira, al o botta a pallini percorre in
plurale, indica non solo il linea retta senza cadere.
traguardo e il mirino suac- dunque tutto il tratto del tiro
cennati, ma anche il bersa- valido veramente. La frase
glio, che si vuol colpire. usata da tutti gli scrittori no-
Questi punti o, segni sono stri venatici e militari fin da
dunque tre; e tutta l'arte del l'origine; ma oggi poco co-
tirar bene, o dritto, consiste nosciuta e meno usata. Ep-
nel saper trovare la linea ret- pure la sola propria e spe-
ta, che va da l'occhio al pun- cifica: giacch traiettoria
to esteriore contro cui si non si potrebbe riferire che
spara. II termine tolto dal impropriamente a la schiop-
linguaggio della matemati- pettata a pallini; il cui moto
ca, nel quale, in latino, Si- non curvo ma solo retto e
gnum vale Punto. Ab omni cadente. Cosicch la parte
signo ad omne signum di- retta vien giustamente de-
rectam lineam ducere, nominata punto in bianco
una frase che par definire il e la cadente, caduta (dei pal-
tiro, in quanto che il tiratore lini). Ma anche con questa il
cerca appunto di trovare la tiro pu essere utile, se il
retta tra il suo occhio, il tra- cacciatore sa che nei tiri ol-
guardo, il mirino e il punto tre il punto in bianco, si de-
esteriore o 1'animale da col- ve puntare sopra il bersa-
pire. Infatti tutti e tre questi glio.
punti si chiamano anche se-
gni, specie l'ultimo, ossia il Raccordo: la parte della
bersaglio. - riferito a l'ac- canna tra la Camera e la Vo-
ciarino: Ciascuna delle tac- lata. Pu principiare a
che della noce, che serve a spigolo vivo o a imbuto.
tener alzato, il cane dello Anche la parte delle
schioppo, sia nella sicura, canne che si restringe a
sia nella tacca di scatto o di formare la strozzatura. Pu

267
essere Sfuggente retto, sfug- violentemente per il colpo
gente curvo e parabolico. sparato.

Raggruppare: determina Rosa e anche Rosone: il


il difetto di certe canne che disco punteggiato dai fori
portano i pallini irregolar- dei pallini lanciati da la ca-
mente a gruppi. Gli si sottin- rica che fa il colpo di
tende sempre la botta. schioppo sparato contro una
superficie piana ed opposta
Ramponi: sono i due fer- ad angolo retto a la linea di
ri solidissimi a uncino, mira dello sparatore.
sporgenti sotto la base delle Da notarsi. Se la superfi-
canne, dove queste si com- cie contro la quale si spara
mettono al massello negli non piana, o non ad an-
schioppi a retrocarica. I golo retto con la linea di mi-
Ramponi calettano entro fo- ra, la rosa prende forma pi
ri corrispondenti del massel- o meno ovale e allungata.
lo, e vi son trattenuti soli-
damente dal carrello e dalle Rosetta: negli schioppi a
chiavi di chiusura quando lo retrocarica, che si aprono,
schioppo dev'essere sparato. chiamasi cos il rafforza-
Tenoni un francesismo i- mento metallico, che vien
nutile. Rampone anterio- fatto nella culatta (del mas-
re: il pi alto verso la bocca sello) intorno all'orifizio del
della canna; - posteriore: percussore, quando esso sia-
il pi basso; - dell'asta: si slabbrato, e nelle armi
quello che trattiene l'asta buone in tutte.
(Anche Ramponcino). - Come vien dimostrato
coperti: quelli che rimangon dal colore, la Rosetta di
nascosti entro il massello; acciaio ad alta tempra, per-
- scoperti: quelli che emer- ch deve resistere a tutti gli
gono dagli acetaboli del scoppi del fulminante, e ai
massello. gas sprigionantisi da le pol-
veri odierne, che son corro-
Ribattere: rif. a schiop- sive,
po. Rinculare pi o meno

268
Scarto: [lo] con questa l'indebolirsi le chiavi e gli
parola, tutt'altro che bella e altri congegni di serratura di
di significato non univoco, i uno schioppo.
tecnici (? ) del tiro e del tira-
re hanno definita La di- Scatto: lo scattare. Il
stanza che passa tra il centro punto dell'acciarino dal qua-
del rosone e il bersaglio mi- le scatta il cane premendo il
rato. Secondo i loro com- grilletto. Scatto leggero: il
puti fondati in osservazioni punto o tacca della noce che
fatte su i tiratori ai piccioni, scatta con leggera pressione.
questa distanza, ossia questo Scatto duro: quello meno
scarto, sarebbe di un centi- facile a scattare e richiede
metro per metro. A trenta pi pressione del dito. Al-
metri trenta centimetri. La leggerire lo scatto: renderlo
conseguenza vorrebbe che, pi facile a cedere sotto la
con gli schioppi a doppia pressione del dito.
strozzatura, l'uccello o altro Indurire lo scatto: ren-
animale a cui si tira, rimar- derlo meno labile a la pres-
rebbe colpito quasi sempre sione: Gli scatti dello
non col centro della rosa, schioppo si provano sgrillet-
ma con i pallini esteriori. tando,
Cosicch si vien a credere
che un tiratore mediocre uc- Schioppa: termine ve-
cida solo il 25 per cento de- neto ed emiliano, anzi l'uni-
gli uccelli, a cui tira. Oh, co usato in queste regioni
padellari, fatevi coraggio, per indicare lo schioppo a
siamo quasi al vostro trion- due canne. Ed registrato
fo. dal Tommaseo con la solita
sua diligenza ed acutezza di
Scatenamento: 1'allen- lessicografo. Non so per se
tarsi delle commessure e sia giusto il dubbio da lui
della serratura di un'arma, e enunciato che il vocabolo,
lo scommettersi di certe par- in veneto, contenga un po'
ti combacianti. d'ironia. Credo anzi che co-
desto dubbio non abbia al-
Scatenarsi: il fatto del- cuna ragion d'essere. Del re-

269
sto la forma femminile fuoco che si usa per le cacce
propria anche del dialetto nostrali, specie a gli uccelli
genovese (Schiuppetta) e e a le piccole fiere. Sono
apparisce anche in un luogo voci antiquate Arcobuso,
della Marsica, ossia di un Archibugio, Canna. Ma gi
territorio mezzo abruzzese e nel 1600 era in uso la voce
mezzo romano. Si vo' aver Schioppo per distinguere
sempre la scarsella netta quest'arma da quelle da
(vuota) Compra orologio, guerra. Canna dicevasi con
chitarra e la sclopetta. A significato pi specifico a
l'Accademia il giudicare. (v. indicare il calibro, che allora
a Schioppo). si designava col criterio del-
l'uso. Le varie canne si de-
Schioppettata: colpo di nominavano cos: Canna da
schioppo sia come botto, sia borrita, Canna per tirare a
come percossa. - A pallini: fermo, Canna da valle o pa-
con carica di pallini da cac- lude, Canna da volo (ossia
cia, dei quali si distinguono per tirare agli uccelli in vo-
dodici o anche tredici gros- lo). Se quella per palude era
sezze pi la Migliarino che molto pesante, ossia di cali-
la pi piccola: i Pallettoni bro molto grosso e non po-
che sono i pi grossi. - A teva portarsi, ma si sparava
palla: con sola una palla. E, con appoggio al suolo, si
se non ci si uniscono alcuni chiamava a cavalletto. E lo
pallettoni si dice A palla a- schioppino da ragazzi, di ca-
sciutta. La palla, con qual- libro minimo, dicevasi
che pallettone si usa per il Schizzetto.
cinghiale, il cervo e il lupo. Storicamente poi lo
- A Polvere: senza mu- Schioppo stato a miccia
nizione. A una sbercia che (sec. XIV) e si accedeva a
fallisca tutti i tiri si, dice: miccia; a ruota nel quale
O che tiri a polvere?. una rotella di acciaio den-
Dicesi per Tiro Bella tato, mossa da una molla,
schioppettata! toccava un pezzetto di piri-
te, le cui scintille accende-
Schioppo: L'arme da van la polvere; a pietra fo-

270
caia, ossia con l'acciarino e odierni a retrocarica posso-
il cane, il quale, cadendo a no credersi un vero perfe-
scatto portava la pietra fo- zionamento, perch offrono
caia, che teneva avvitata tra maggior sicurezza e pre-
le mascelle, a percuotere stezza nel caricarli e scari-
contro uno scudetto ver- carli, minor impiccio di ar-
satile di acciaio, in modo nesi sussidiarii, richiedono
che da l'urto sprizzavano le minor servit, e danno quasi
scintille per incendiare la la certezza assoluta che ogni
polvere dello scodellino. E colpo sia uguale a l'altro.
questo scodellino era una Non per a credersi che
piccola concavit esterna le canne odierne abbiano
dell'acciarino, la quale corri- maggior portata delle anti-
spondeva al Foro della ca- che. Sappiamo, per testimo-
mera; tanto che la carica nianze autorevolissime, che
della polvere interna, ingra- le lunghissime canne del se-
nando, per questo foro, ve- colo decimosettimo con la
niva ad unirsi alla esterna carica reale tiravano a 75
dello scodellino, e l'accen- passi, e con l'ordinaria a 65.
sione di questa provocava lo Oggi la strozzatura semplice
scoppio della carica interna. e doppia ha aumentato la
E tutta questa parte, dove portata delle canne anche
avveniva l'accensione, si corte rendendo gli schioppi
chiamava Focone. Venne molto pi manevoli, e que-
poi lo schioppo A fulmi- sto un beneficio immenso:
nante, detto meno pro- ma conviene non dimenti-
priamente a capsula e anche care i meriti del passato. Es-
a cappelletto, il quale su tut- si possono tornarci di am-
ti i precedenti aveva il meri- maestramento prezioso a
to di aver sottratto l'accen- progredire ancor pi.
sione della polvere al Nel fatto i grandi ar-
contatto dell'aria e dell'u- maioli e gli studiosi di que-
midit esterne. st'arte credono e professano
Tutti questi per erano A che solo le canne di oltre
bacchetta, ossia si carica- settantasei centimetri, e di
vano da la bocca. Solo gli ottanta (che sono le pi lun-

271
ghe) riescano a dare una sello, e la posteriore, ossia il
portata notevolissima e a resto del massello e tutto il
sentire il vero beneficio del- calcio, rette in bilico poco
la doppia strozzatura. E pre- sopra al ponticello, son di
scrivono questi schioppi pei peso uguale; - imboccato:
tiratori ai piccioni. Ma, co- turato entro la bocca o le
me noto, lo schioppo trop- bocche da qualche cosa.
po lungo non certo il pi noto che lo schioppo imboc-
manevole a caccia (v, Mire cato, se venga sparato per
e Impostarsi). inavvertenza, pu scoppiare
Schioppo aperto: non nelle canne; - imbracciato:
serrato, ossia con le canne portato su le due braccia
aperte da la culatta. Questo reggendolo con le due mani,
pu avvenire per caricarlo, la sinistra sotto l'asta, la de-
osservarlo a l'interno o per stra per l'impugnatura.
qualunque altra ragione, e questa la posizione specifica
per inavvertenza. Bada, hai di preparazione al tiro (v.
lo schioppo aperto; - ar- Imbracciare); - impostato:
mato: coi cani alzati a tutto alzato a la faccia e stretto
punto; - carico: con le car- contro allo sterno e la spalla
tucce entro la camera; - cur- com' necessario per pren-
vo: quello nel quale la guan- dere la mira e aggiustare il
cia del calcio rimane pi colpo; - impugnato: retto
sotto a la linea retta prolun- con una sola mano sia per
gata della bindella (v. Cur- spararlo, o sia per palleg-
vatura); - dritto: quello in giarlo; - leggero di scatto:
cui la guancia suddetta ri- quello il cui grilletto ri-
mane meno lontano dal pro- chiede pochissima pressione
lungamento della bindella del dito per far scattare il
(v. Drittezza); - duro di colpo; - montato: coi cani
scatto: il cui scatto richiede alzati a tutto punto. - si-
una pressione forte del dito nonimo di armato; - scarico:
sul grilletto per far cadere il senza carica dentro; - scate-
cane; - equilibrato quello in nato: quello in cui le varie
cui la parte anteriore, ossia parti della serratura non ser-
le canne e un po' del mas- rano pi bene o calettano

272
debolmente e le canne stesse Schioppe, col nome femmi-
non hanno pi la rigida im- nile.
mobilit, che prova la coe- In altri paesi poi si usa il
sione dell'arme in buono sta- sin. Doppietta analogo a
to; - vuoto: senza carica. Tripletta. Le due canne poi
Sin. di scarico; - a bac- possono essere affiancate, e
chetta: si chiamano tutti si chiamano allora la prima
quelli che si caricano da la e la seconda, ossia la destra
bocca. Dunque tutti gli anti- e la sinistra. Possono essere
chi sono genericamente a sovraposte, nel qual caso
bacchetta; - a retrocarica: noi dovremmo chiamarle
sono tutti quelli che si cari- Schioppo a l'italiana, perch
cano da la culatta o da la cos ebbe nome essendo sta-
camera; - a canne fisse: si to un'invenzione nostra. In
dicono quelli, in cui le can- quest'arme, la prima diventa
ne a retrocarica, restano fis- sottoposta, e la seconda, su
se al calcio e al massello cui la mira rimane la supe-
(non si aprono) e il carica- riore. (v. per la storia e le ra-
mento si fa dal calcio (Dar- gioni tecniche II Cacciato-
ne); - a canne mobili: i pi re Italiano, n. 5-XI-33).
comuni in cui le canne, rette Gli stranieri lo chiamano
da l'asta, a l'aprirsi della ser- Ovundo sottosopra. A tre
ratura si staccano dal mas- canne: di due affiancate e
sello scoprendo la camera, una sotto queste, al posto
dove debbono entrare le car- della bindella inferiore.
tucce: - a una canna: gli Quest'ultima di un calibro
schioppi a un sol colpo e a molto minore delle superio-
pi colpi, i quali debbano ri, perch serve per tirare a
passare per la stessa canna palla nelle cacce grosse.
unica. Gli schioppi a ripeti- Oggi, forse con ragione,
zione sono tutti a una canna: prevale la denominazione di
- a due canne: quelli con Tripletta, analoga a Dop-
canne accoppiate sotto pietta. Del resto non forse
1'istessa mira. In parecchie male continuar le denomi-
regioni d'Italia questi nazioni A una, A due, A
schioppi vengono chiamati tre canne specie perch an-

273
che gli schioppi moderni a maticamente. Con l'ejettore:
una canna sola, ma a pi fornito del congegno, da cui
colpi, ossia col serbatoio sono espulse le cartucce
delle cartucce interno, pren- sparate fuori delle canne.
dono nome diverso dai loro Con l'espulsore che nel-
inventori o da le fabbriche l'aprirlo non getta fuori le
costruttrici. Oggi presso di cartucce da le canne, ma le
noi prevalgono nell'uso i spinge fuori dalla camera
Browning e i Cosmi, il pri- quanto basta a poterle e-
mo a 5, il secondo anche a strarre tirandole pel fon-
otto colpi, col serbatoio del- dello.
le cartucce interno. A quat- Nota. Il criterio secondo
tro canne: ossia a 4 colpi; cui si distingue lo schioppo
ma cos i vecchi a bacchetta, da caccia agli uccelli e ai
come, se ci sieno, i nuovi a quadrupedi minori da' le
retrocarica, pi che armi armi da fuoco da guerra e da
pratiche vanno ritenuti vir- quadrupedi maggiori, uni-
tuosit costruttive di ar- camente quello della carica
maioli. A ripetizione: si a pallini o a palla. Lo
chiamano quelli a una canna schioppo porta qualunque
sola, la quale pu sparare carica dei dodici o tredici
automaticamente pi colpi numeri, che denotano la
di fila senza ricaricare, in grossezza dei pallini, pi i
grazia di un serbatoio in- tre o quattro altri pi grossi
terno delle cartucce, e del chiamati anche veccioni,
congegno che a ogni colpo ocarole, pallettoni; mentre la
sostituisce una cartuccia carabina e il fucile portano
piena a la vuota. A rota- solo la carica a palla o a mi-
zione: costruito con un tam- traglia. dunque pi che
buro rotante, che porta le proprio necessario ritenere
cartucce una per una a im- ben distinte queste armi;
boccare la canna. Con l'ar- perch, se pure si usa fu-
mamento automatico: quella cile in senso generico per
che, quando si rinchiude lo schioppo, lo si fa dandogli il
schioppo dopo averlo cari- significato indeterminatis-
cato, ne arma i cani auto- simo di arma da fuoco .

274
Cosicch, per dir meglio, schioppino a due canne del
non si specifica l'arma di cui calibro 36.
si parla.
Scoppiolare: fare delle
Schioppone: lo schioppo coppiole. Ma bene spesso
a una o anche a due canne di prende il significato di tirare
calibro superiore al dieci, i due colpi senza colpire.
che si usa per certe cacce Quando senti scoppiolare
palustri; ma che, a diffe- stretto stretto e spesso, di'
renza della Spingarda, pu pure: ecco un bombardiere.
spararsi imbracciandolo, os-
sia senza bisogno di appog- Seguire con la mano:
gio meccanico a sostenere le determina Il fatto del tira-
canne o la canna. tore, che, puntato l'animale
corrente o volante, non fer-
Schioppo scavezzo: ma lo schioppo al momento
quello congegnato in modo dello sparo, ma continua a
da ripiegarsi in due parti, e moverlo conservandone il
potersi portare e nascondere puntamento dinanzi, sopra o
facilmente. Notissimo e ot- sotto l'animale come pre-
timo quello della Ditta Be- scrive l'arte e con la stessa
retta. velocit dell'animale. La ra-
gione di questa regola che,
Schizzetto: dicesi anche per colpire animali volanti o
dello schioppino da fanciulli correnti, necessario buttar
col quale si tira a fermo e ad sempre la botta non dove es-
uccelletti, che si possano si sono, ma dove saranno
avvicinare facilmente. quando il loro moto s'incon-
Esempi del sec. XVII. trer ad angolo col colpo. Se
Suo sinonimo pu essere dunque si pensa che la mira
schioppino; ma il primo deve esser presa dinanzi a
sempre quello a una canna, loro, o sotto, o sopra, cin-
mentre il secondo pu esse- que, dieci centimetri, com-
re anche a due, ma di cali- putando che, fermandosi
bro piccolissimo. Ho rega- con la mano, ossia con lo
lato a mio nipote un bello schioppo, anche solo per

275
l'attimo, necessario a pre- Con senso neutro assoluto
mere il grilletto, e i minimi vale Scattare. Es. Nel sal-
istanti dell'accensione della tare un fosso lo schioppo gli
carica, si d tempo all'ani- sgrillett .
male di passar oltre alla mi-
ra, ch'era stata presa, deve Sottoguardia: la parte di
concludersi che la botta va, ferro sottostante al massello,
non dove si era puntato, os- pel foro o i due fori della
sia dove avrebbe incontrato quale escono i grilletti.
l'animale, ma dove esso era
poco prima. Sottoscatto: la piastrina
La frase fu usata prima e di ferro a squadra, imper-
consacrata da Galileo, il niata entro 1'acciarino a
quale la desunse dai colpi- modo di leva curva, la cui
tori (imberciatori) del suo parte anteriore preme contro
tempo. Ha dunque l'autorit il gambetto dello scatto,
di un grande letterato, e del- quando la parte posteriore,
la pratica vera. che termina nel grilletto
vien compressa col dito.
Serratura: tutto il con-
gegno in grazia al quale si Sparare: scaricare o e-
chiudono con sicurezza gli splodere le armi da fuoco.
schioppi a retrocarica. Ser- Si usa per tirare; es.: Gli
ratura triplice, quadruplice: ho sparato troppo presto. Il
con la chiave tra i cani, o la Tomm, nota giustamente
chiave inglese, o la serpen- Sparare dice pi proprio il
tina. rumore che il colpo che fa.

Sgrillettare: verb. at. Far Sparo: lo scaricare armi


scoccare lo scatto di uno da fuoco: E relativamente a
schioppo premendone il la caccia, colpo di schioppo.
grilletto. - Alzare e abbas- Quattr'ore di cacciata, tre
sare ripetutamente i cani per spari. - il tiro collettivo e
provare quanto sieno agili o simultaneo che si fa ai ca-
resistenti a scattare. In que- pnni de' colombacci e alle
sto senso verbo neutro. nocette o querciole. - Se-

276
gnale dello sparo: il contare Strozzare le canne: dar
fino a tre che fa il capocac- loro la strozzatura.
cia per ottenere la contem-
poraneit della scarica Strozzatura: 1'artifizio
quando nei capanni debbono meccanico col quale il dia-
sparare pi tiratori. - Questo metro interno della canna
segnale pu farsi anche in degli schioppi vien ristretto
modi diversi, ad esempio, a regola d'arte in modi e
contando uno, due e invece punti diversi, perch, anche
che tre imitare il verso con poca lunghezza, la can-
della tortora. - n. m. Fare na stessa concentri i pallini
lo sparo, e anche solo e as- ed abbia maggior portata.
solutamente Lo Sparo, si- Anche il punto della volata
gnifica I molti colpi che dove trovasi questo restrin-
vengono sparati la sera alle gimento. Strozzatura in-
tese (specie a quelle mon- tera (in inglese full chocke)
tane) nei giorni che si sono quella che porta il restrin-
presi pi di cento uccelli. gimento del diametro della
Sparpagliare: il difetto canna al diametro del cali-
di certe canne, che, forate bro immediatamente supe-
male, portano i pallini pi riore. Mezza strozzatura:
che radi e irregolarmente quella minore della prece-
l'uno lontano da l'altro. dente (in inglese half cho-
cke).
Spingarda: sempre a una
canna. l'arme da caccia Sventare: v. at. rif. a
palustre di maggior calibro; schioppo. Far che perda
e serve per tirare ad uccelli 1'aria che ci fosse rimasta
abbrancati e a maggior di- dentro. Affievolire il col-
stanza. Ma non schioppo po per qualche guasto o im-
da imbracciarsi: si spara u- perfezione. Canna o
sandone con sostegno. Cor- schioppo sventante.
risponde a quello che una
volta chiamavasi Schioppo a Tassello: il quadratino o
Cavalletto. piastrina di ferro traforato
che, mosso dal pernio di

277
chiusura, entro un foro ob- canne.
lungo, scavato nel centro del
massello, serra i ramponi Tirare: v. n. e at. Sparare
nel chiudersi dello schioppo, lo schioppo e altre armi da
e li lascia liberi all'aprirsi caccia contro la selvaggina
della chiave. Chiamarlo per ucciderla; Tirare a l'a-
Carrello uno sproposito, borrita o borrita: a un uc-
perch il vocabolo francese cello che si levi da terra o da
Carr significa appunto l'acqua col volo veloce e ir-
quadrato in genere: e, in regolare che gli d lo spa-
questa accezione degli ar- vento; - a corsa: ad animali
maioli, vuol dire quadratino, che corrono; - a covo o nel
che, entrando nelle parti covo: a fiere accovate; - a
concave di un altro corpo, si fermo: a un animale o ber-
commette cos bene a loro saglio fermi; - a frullo e al
da calettare perfettamente frullo; ad uccelli che si le-
come un tassello. E tassello van frullandosi; - a l'in-
o, se si vuole, Tasselletto zecca: senza puntamento
la voce pi propria a ren- certo; - a la lestra: al cin-
derne il concetto esattamen- ghiale nella lestra; - al ru-
te, voce italianissima anche more: puntando non con gli
perch deriva dritta da Ta- occhi ma giudicando dal
xillus latino; e dal Tom- rumore dove si trovi l'ani-
maseo vien giustamente de- male da colpirsi; - a lo
finita piccol pezzo anche di schizzo: nel momento che
metallo, che si commette in l'uccello o la lepre scattano
luogo, dove sia guastamento fuori dal luogo dove si tro-
o rottura per risarcirla. Nei vano con quello slancio di
nostro caso non c' guasta- volo o di salto, che chiamasi
mento nello schioppo, ma il schizzo; - a volo: a uccelli in
tasselletto entra e si com- volo; - di borrita: (v. a bor-
mette tra i vuoti lasciati nei rita); - d'impostatura: nello
ramponi, perch sieno affer- stesso momento che s'impo-
rati e serrati al massello sta lo schioppo; - di prima
formando una commessura impostatura: rafforza il mo-
solidissima tra massello e do precedente, ma anche

278
pi esatto e conforme al sati sul capo a l'indietro, per
concetto vero; - di levata: a modo che conviene puntarli
un uccello mentre si leva da con la faccia supina e il ca-
terra. Ma va notato che, po quasi arrovesciato, e
sebbene sia usato in To- puntarli di computo. - bo-
scana, questo modo non pu no per tiratori destri quello
significare quel che dice l'al- ad animali che passino mo-
tro di borrita. Perch la le- vendosi da destra a sinistra;
vata dice il pacifico levarsi al contrario pei mancini. -
di un uccello, mentre la bor- bruciato: ad animali che so-
rita ne la fuga con volo di no troppo vicini. Quasi a di-
difesa per sottrarsi al caccia- re che li brucia il fuoco della
tore che l'ha scacciato; - di schioppettata. - cieco, sen-
mira: mirando bene e con za mira, ossia senza punto di
studio l'animale. Ed il con- mira visibile. - forzato:
trapposto di a prima impo- troppo lungo. - giusto: n
statura; - di posa: a uccelli troppo lungo n troppo cor-
posati; - di prima posa: nel to. Si accetta come misura
momento stesso che l'uccel- quella dei trentasei metri e
lo si posa; tirar la prima, la mezzo. - inclinato: fatto su
seconda (v. canna). un terreno che va da l'alto al
basso. - perso: che oltre
Tiratore: colui che tira. la portata supposta del-
Colui che tira bene. Es. a l'arma. Perci dicesi anche
Tiratore, no, sparatore s n. massimo. - radente (terra
Tiratore di mira, di prima o acqua) che si fa a certi uc-
impostatura (v. a Tirare). celli su la terra o l'acqua ra-
Tiratore tardo: quello che dendone appunto la superfi-
indugia troppo a trovare il cie. Va fatto puntando l'uc-
puntamento. cello dinanzi, ma sotto, se
l'uccello vi attraversa di
Tiro: il fatto e l'atto del fianco; puntandolo sopra se
tirare con lo schioppo a un fugge di coda. A la lepre tal
bersaglio vivente o inani- quale. - sicuro: che d cer-
mato. arrovesciato: quello tezza di essere efficace sia
agli uccelli che son gi pas- per la distanza, sia per effet-

279
to del puntamento e della vrebbe trovarsi l'animale a
botta. Le frasi che seguono cui si tira.- In botte e a la
si usano formandole cos posta palustre a le anatre,
con la voce tiro come con quando non ci si vede si
tirare. - a campanile: punta a orecchio, ossia se-
contro uccelli che si levino condo il suono delle ali vo-
verticalmente. Dicesi anche lanti; - a lo sbrocco: al mo-
Tiro a colonna. - a corsa: mento in cui l'uccello si mo-
contro animali correnti. - a stra scoprendosi in volo dal-
fermo: ad animali o cose che le brocche o frasche; - a lo
non si muovano. Pu essere schizzo: agli uccelli o qua-
a fermo su lo stesso terreno drupedi che si levano schiz-
piano, dove ha i piedi il tira- zando, come i tordi e la le-
tore, su un terreno declive e pre; - a volo: agli uccelli in
su un terreno acclive. In tutti volo; - di borrita: contro uc-
questi tre casi, ma specie ne' celli che fuggono impe-
due primi, necessario pun- tuosamente dinnanzi al cac-
tare sotto (ossia prima) l'ani- ciatore, levandosi da terra o
male. A la lepre nel covo, in da l'acqua (v. Borrita). Tiro
piano, sempre un palmo e di caduta: quello a un uc-
pi sotto, secondo la. di- cello che si lascia cadere, o
stanza. - al frullo: quello si precipita da l'alto mentre
agli uccelli che scappano il tiratore in basso. l'op-
frullandosi; - a l'inzecca: posto del tiro a campanile; e
il tiro buttato l senza cer- differisce dal Tiro di ficco in
tezza del punto dove si trovi quanto che questo suppone
il bersaglio; - a livello: che il tiratore rimanga pi
contro animali che vngan alto dell'uccello cadente. -
verso il tiratore, a l'altezza La beccaccia e il beccaccino
dell'occhio mirante e in li- si ripongono di caduta (fa-
nea retta. Trovasi anche cendo il sette) ossia lascian-
chiamato orizzontale e a bi- dosi cadere da l'alto poi stri-
lancia ma sono denomina- sciando a terra; - di coda:
zioni illogiche; - al ru- quando l'uccello fugga con
more: giudicando con volo rasente terra in linea
1'udito il punto dove do- retta di fronte al tiratore. -

280
di compunto: buttando il corpo girati fin dove non
colpo non contro l'uccello o potrebbero giungere danno
il quadrupede, ma contro il un rincollo; e, invece che
punto, in aria o in terra, do- portare lo schioppo dove si
ve si computa che potranno vorrebbe, lo respingono in-
incontrarsi il moto dell'a- dietro. Ed perci che, per
nimale e la schioppettata - tirare a un animale, che pas-
di fianco: tirato o su l'uno o si velocemente da sinistra a
su l'altro fianco. E si chiama destra, regola di postarsi
Tiro bono quella che si fa rivolgendo il piede sinistro
girandosi sul fianco sinistro, attorno al destro e girando
ossia ad animali passanti da questo sul tallone. - di fic-
destra a sinistra - cattivo o co quello che si fa su anima-
falso, quello da sinistra a li che volino o cadano quasi
destra. Pei mancini, l'oppo- perpendicolarmente sotto al
sto. La ragione che a l'uo- tiratore - d'infilata: ad a-
mo torna facile girarsi con il nimali che possano essere
tronco su i piedi fermi con- colpiti insieme perch sono
servando lo schioppo punta- gli uni dietro gli altri su una
to pi da destra a sinistra stessa linea - d'imposta-
che da sinistra a destra. Nel tura e di prima impostatura
primo di questi movimenti quello che si fa in un tempo
facile rimaner con lo solo portandosi lo schioppo
schioppo puntato fin quasi a alla faccia, puntandolo, spa-
tre quarti del giro su se stes- rando e colpendo (v. Impo-
si, e senza bisogno di mo- starsi e Impostatura). Sono
vere i piedi. Nell'altro si rie- modi errati sia chiamare
sce appena a rimaner puntati questo tiro di Stoccata, co-
per un terzo e sempre con me, alla toscana, d'Imbrac-
stento. Sforzandosi poi, ac- ciata (v. note a queste voci);
cade che il colpo si fa sem- - di levata: fatto ad uccelli
pre dietro l'animale; e ci che si levino da terra volan-
perch legge naturale che do tranquillamente e non
quel moto, che non pu pro- con la violenza della borrita
gredire, retrocede. Il che si- (v. Levata); - di mira: fat-
gnifica che le braccia e il to quando si spara dopo aver

281
mirato molto o bene quello ad uccelli che ven-
1'animale - di passata: ad gono a filo sul capo al tira-
uccelli che vi passino a tiro tore ma non sono ancora
in volo, specie se di punta o perfettamente perpendicola-
mezza punta - di posa: a ri. - di striscio: a un uc-
uccelli posatisi e perci cello che striscia; e anche
fermi. E se il tiro si fa nello quello rasente una superfi-
stesso momento che l'uc- cie. - sul ghiaccio: nota-
cello si ferma sul ramo o bile in quanto, se il ghiaccio
simili, si dice Tiro di prima piano e liscio, aumenta la
posa - di punta: ad uccello portata del colpo, perch i
che venga dritto in faccia al pallini strisciando e schiz-
tiratore. E dicesi di mezza zando conservano forza pi
punta, se l'uccello venga a lungo.
non del tutto in faccia a filo II - Tiro: dicesi per la di-
- di punto in bianco: quel- stanza a cui pu giungere il
lo che rimane entro la di- colpo utile di un'arma. A
stanza in cui la botta corre Tiro: nei modi Essere, non
con pieno vigore in linea essere a tiro, sotto il o al tiro
retta. Oltre questa distanza, un animale o un punto signi-
ossia nella caduta della bot- fica trovarsi essi entro o
ta, convien puntar sempre fuori della portata dell'arma,
un po' sopra al bersaglio. - con cui si tira. In latino In-
di scappata: fatto contro ec- tra o Extra teli jactum.
celli che fuggano con im- Fuori di tiro: oltre la portata
peto da piante o dal terreno. dello schioppo o carabina.
Notare la differenza tra Conoscere il tiro: conoscere
scappata e borrita. - di le distanze a cui si pu tirare
sfondata: ad uccelli che utilmente a caccia. - E cos
fuggano bassi ne' boschi o Non conoscere. Non tutti i
nelle macchie. Quasi vo- cacciatori a l'asciutto cono-
lesse dirsi a sfondare gli o- scono bene il tiro su l'acqua;
stacoli, perch il modo va n quelli di borrita, il tiro a
esteso a tutti i tiri fatti in volo. Venire o non venire
luoghi rivestiti comunque di a tiro (un animale) avvici-
piante e fronde. - del re: narsi o no tanto da entrare

282
sotto il tiro, Negli appo- Questo vocabolo ormai en-
stamenti a volo, la prima a- trato nell'uso e da esso san-
bilit del cacciatore quella zionato viene anche a giusti-
di saper aspettare gli uccelli ficare doppietta.
a tiro. Forzare il tiro: ti-
rare pi a lungo di quanto Tubi riduttori: sono i
porti l'arma. tubi metallici, dei quali ci
III - Tiro: si usa anche serviamo per ridurre a cali-
per carica. - .Mi rimangono bro minore le canne di cali-
ancora quattro tiri. - e per bro maggiore. I calibri oggi
Colpo: Tiro tiro, uccello uc- pi usati nella caccia ordina-
cello, ogni colpo, un uc- ria sono il 12, 16, 20, 24, 28,
cello. Rispetto al tiro arro- 32, 36.
vesciato bene ricordare
che esso riesce sempre mol- Tubo: la parte del bos-
to difficile, perch la botta solo della cartuccia, nella
che si rischia urta contro la quale debbono esser poste la
legge fisica, che ogni moto polvere e i pallini o la palla.
che si ferma a l'improvviso Pu essere di cartone o me-
necessariamente rincolla. tallico.
Per conseguenza il meglio a
farsi, quando si possa, di Turacanne: 1'oggettino
voltarsi indietro sul fianco formato di due turaccioletti
sinistro e tirare a l'uccello tenuti uniti tra loro da un fi-
puntandolo davanti. lo metallico, e distanti quan-
to son le bocche delle canne,
Tripletta: lo schioppo a che si usa a tenerle turate
tre canne delle quali una di quando lo schioppo non si
calibro assai piccolo deve adopera.
servire pel solo tiro a palla. Volata: la parte supe-
Essa saldata tra le due riore, della canna, che va dal
canne superiori affiancate, raccordo a la bocca. -
ma nella parte inferiore. termine degli armaioli.

283
CAPITOLO VIII

TAVOLA METODICA SUI VOCABOLI


DI UCCELLO E SUO VERSO

Uccello
Uccelli per falconi Uccello di brocca
Uccelli gen. spec. largura o larga
Uccelli grossi macchia
Uccellotti ripa
Uccelletti roccia (roccato)
Uccellini siepe
fermiccio
Rispetto al luogo dove abita forestiero o esotico
Uccello acquatico nostrale
acquaiolo stanziale
aereo spostato
alpino nuovo
arboreo di passo
boschereccio ripasso
campereccio tramutato
fiumaiolo
lacustre Rispetto all'et e condizione
macchiaiolo Uccello nidiace
marino canido
muraiolo snidato
palustre ramace
prataiolo ramengo
ripaiolo mudaramo
sassaiolo o sassatile soro (sauro)
silvano dell'anno
sterpaiolo fatto
terragnlo adulto

284
vecchio ore
Uccello nudo Uccello autunnale
con i peli estivo
lanugine o peluria invernale
i bordoni primaverile
i brocchi del bel tempo
broccuto freddo
con la piuma
la penna Uccello della neve
di mezzapiuma pioggia
penna tempesta
impennato agostino
pennuto marzolo
di molta penna settembrino
poca crepuscolare
di penna sora diurno
di penna grossa notturno
muda
prima muda Rispetto al mezzo di cac-
seconda, terza muda ciarli
mudato Uccello da calappii
fresco di muda cane
presiccio panie o raschio
rilevato o di rilevo reti
appastato schioppo
appanicato trappola
appastonato
rinnovato Uso da farne
coi geti Uccello da allettamento
impastoiato canto
calzato gabbia
chiusato gioco
ingabbiato preda
sgabbiato spia
uccelliera
Rispetto alla stagione e alle carne

285
penne o nozze
piuma estiva
piumino autunnale
mimetica
PIUMAGGIO
Piumaggio PARTI DEL CORPO
Impennatura Ala pl. Ali e Ale
Penname alzata
Peli e Peluria aperta
Lanugine chiusa
Brocchi e Bordoni corta
Penna e penne lunga
Cannello o Tubo grande
Barba o Pennacchio piccola
Penne maestre larga
remiganti stretta
primarie
secondarie o Ala tonda
omerali falcata
terziarie o ferma
cubitali tesa
timoniere a penne rade
Rinnovo delle penne fitte
Piuma Alzare le ali
Piumino Aprire 1e ali
Spennare (v. Tiro) Apertura delle ali
Spennata (v. Tiro) grande
Spiumare (v. Tiro) piccola
Spiumata (v. Tiro) molta
Collare poca
Fasce Battere le ali
Gocce Battuta d'ali
Abito (v. Livrea) Aletta
Livrea
di nido VOLA
adulto Suono delle ali

286
Uccelli apteri Occhio (Striscia sopraciliare)
Orecchi
Becco (Rostro lett,) Porretto
adunco e torto e curvo Narici (v. Becco)
corto Coda
lungo corta
dritto lunga
incrociato media
schiacciato quadrata
duro tonda
molle forcuta e
puntuto forcelluta
Mascella puntuta
Mascella inferiore o graduata
Mandibola erettile
Dente del becco piumata
Narici pi lunga dell'ali
Colore del becco pi corta
Uccello beccuto uguale a le ali
Beccata Aprire la coda
Becchi lunghi Muovere
curvi Battere
schiacciati Scodinzolare
Capo o testa Uccelli uropodi
Baffi
Barba Collo
Mustacchi corto
Bargigli lungo
Bargigliuto liscio
Cappello Collo piumoso
Cappelluto nudo
Caruncole Gozzo
Cera Piede
Ciuffo nudo
erettile calzato
Cresta piumato

287
palmato Imbeccata
semipalmato Chioccia
lobato Acchiocciarsi
unghiato Beccare
artigliato Pasturare
speronato Pascolare (v. gen.)
Calza Pasto
Calzoni Bere
Uccelli apodi a sorsi
Abbeveratoio
VITA Beveratoio
Essere in amore Abbeverarsi
Tempo degli amori Abbeverata
Accoppiarsi Ore dell'abbeverata
Fare il nido Migrare Migrazione
Nidificare Passare
La cova Passo
Entrare in cova Rimonto
Essere in cova Ripassare (v. Tesa)
Uscir di cova Ripasso
Far la cova Risalita
Covare Ritorno
La covata Spostarsi
Dichiocciarsi Tramutare
Nascere i pulcini o i piccoli Tramutazione
Uscir dal guscio Venuta
Sgusciare
Nidiata Appollaiarsi
Cascar dal nido Appollo
Snidare Spollaiare
Seguir la chioccia Spollo
Allevare i piccoli Spostare
Abbandonare i piccoli Spostatura
Sdegnarsi Uscire
Imbeccare Uscita
Imboccare Entrare o Rientrare

288
Entratura Albergo
Traccheggiare Passeraio
Traccheggio Corvaia
Giro Asilo
Avere il giro
rigiro COSTUMI, SINGOLARI-
Movimento di uccelli TA', DIFESE
Mossa (v. Passo) Acquattarsi (v. gen.)
Agitarsi
ASSOCIAZIONI Agitazione
Coppia Aspettare e non aspettare
Branco, -etto, -uccio Arrostarsi (v. Volo)
Brancone Battersi con le ali
Brigata, -ella, -ona Coprirsi
Corona Crollarsi
Famiglia Dare a l'aria (v. Tesa)
Fila Dibattersi
Pallone Fare ala o
Punta e Puntata Dare l'ala (v. a Volo)
Riga il bagno (v. bagno)
Sciame il balletto
Stormo il campanile (v. Volo)
Triangolo la colonna
Abbrancarsi cilecca
Sbrancare il sette
Rompere il branco la piumata
Riformare il branco la rota (v. Tesa)
Appollaiarsi il mulinello (v. Tesa)
Uccello scompagnato la passata (v. Volo)
vedovo il salto del ranocchio
sperso il tuffo (v. Palude)
Chiocciata il rimbalzo (v. Volo)
Famiglia Essere inquieti
Nidiata Gettarsi a terra
Uccellarne Grattarsi il capo
Uccellaia Imbroccarsi

289
Impennarsi (v. Volo) silenziosi o taciturni
Impuntarsi spie (v. Tesa)
Incollarsi spolveratori
Infrascarsi (v. gen.) starnazzatori
Lasciar passare tuffatori
Nuotare (v. Palude)
Pedinare NUTRIMENTO
Penzolare Becchime
Portar i frasconi Miglio
Raggufarsi Panico
Raspare Semi o granella
Starnazzare Bacche
Reggere o no la ferma Bacocci
Rigirarsi Carne
Rusticit (v. Civ.) trita
Scafolarsi o Scafarsi Cuore
Erbe
Spollalarsi Farine
Spollinarsi Frutti
Spolverare Insetti
Scorrere Ova
Star sodo Pesci
Sciaguattare Vermi
Sciacquio Pasta
Tuffarsi Pastone
Venir a galla Pasto
Uccello da miglio
Uccelli avvisatori panico
cantaiuoli pasta
canterini pastone
nuotatori bacocci
pedinatori o di pedina baccivoro
razzolatori carnivoro
scafolatori erbivoro
schiamazzatori fruttivoro
scorritori granivoro o frugivoro

290
insettivoro
onnivoro Voci degli uccelli
pescivoro
vermivoro Verso
di adunata
Azioni dell'uomo verso gli allarme
uccelli avviso
cova
Appastare fuga
Appastonare invito
Appanicare richiamo
Compiere il verso
Governare gli uccelli Fare il verso
Accodare Rifilare il verso
Addomesticare Troncare il verso
Ammaestrare Cantare
Mansuefare Cantare in versi
Chiusare (v. gen.) Canto
Schiusare (v. gen.) Gorgheggiare
Imbracare Gorgheggio
Impastoiare Trillare
Porre la calza (v. civetta) Trillo
i geti (v. civetta) Volata
la pastoia (v. civetta) Fare il suo verso
Ingabbiare Imitare il verso
Sgabbiare (v. gen.) Fare il Bordino
Rilevare Segno del rapace
Rinnovare Schioccolare
Svernare Ciangottare
Curare con medicamenti Biasciare
Medicarne ferite Fischiare gen. e spec.
Inschittire le penne Fischio gen. e spec.
Togliere la stizza Anatrare
Scorciar il becco Borbottare
le unghie Chioccolare
Purgare del fringuello

291
del merlo Miagolare
Chiocchiolio Miagolo
Chiurlare Pipilare
Cigolare Pispissare
Cigolio Pispolare
Cinguettare Pispilloria
Cinguettio Plauso
Ciuire Pupilare
Coculare Raschiare
Cuccumeggiare Raschio
Dreusare Schiamazzare
Sfringuellare
Garrire Spincionare
Garrito Spittinare
di cattura Strombettare
di rimbrotto Succiare
di stizza Succio e Succhio
Glottorare Taccolare
Gracchiare Tortoreggiare
Gridare Tubare
Grilleggiare Urlare
Grugare Zinzilulare
Grugliare Zirlare
Gufare Zirlo
Martellare

292
DIZIONARIO DI UCCELLO
SUO VERSO E CANTO

Abbeverata: il fatto del- scendo per esperienza l'insi-


l'abbeverarsi ed anche il dia della civetta, o simile,
tempo. Ore dell'abbeve- non ci crede pi.
rata: quelle che gli uccelli
vanno a bere. Accodare: Porre a zim-
bello uccelli presicci legan-
Abbeveratoio: il luogo doli per la coda. - Si acco-
con acqua dove vanno ad dano gli stornelli e anche le
abbeverarsi gli uccelli. Es. lodole.
Le tortore scelgono per ab-
beveratoio quel punto del Accodatura: il fatto del-
greto, dove le acque sono l'accodare.
bassissime e cosparse di
sassi emergenti. Anche Be- Accoppiarsi: unirsi un
veratoio. maschio e una femmina per
generare e nidificare.
Abito: dicesi per Piu-
maggio e Livrea (v. q. vo- Addomesticare: detto di
ce). uccelli ed altri animali:
Renderli mansueti a vivere
Abbrancarsi: unirsi in ed agire insieme coll'uomo.
branco, come fanno gli uc-
celli. Il branco un'unione Agitarsi: dicesi degli uc-
di uccelli senza ordinanza celli di gabbia o degli altri
vera e propria. che si tengono in schiavit
quando mostrano con gli atti
Acchiocciarsi: accovarsi. di avere smania. In Fed. c'
gi Agitaziones.
Accivettato: dicesi di
quell'uccello, che, cono- Agitazioni: i varii atti

293
dell'agitarsi. (Lat. Agitatio- volare. Aprire le ali: ten-
nes). derle. Apertura delle ali:
la larghezza che esse danno
Ala, pi. Ali e Ale: i due a l'uccello misurandolo da
membri laterali del corpo un'estremit a l'altra dell'ali
che servono loro per volare. tese. Onde Uccello di
- Ala alzata, sollevata quasi grande o piccola apertura
perpendicolare sul dosso. - d'ali e anche di molta o
Aperta, e pi al pl. distese poca. Battere le ali: vale
orizzontalmente con le pen- cos volare, come moverle
ne tese. - Chiusa, raccolta e al modo stesso di volare, ma
le penne sovrapposte sul rimanendo fermo. Fed. dice
fianco. - Corta, meno che che fanno questo movi-
media. -Lunga, pi che me- mento quando hanno voglia
dia. - Grande, larga e lunga. di volare. Battuta d'ale:
- Piccola non grande, n non solo l'atto in s, ma an-
larga n lunga. -Stretta, che che lo spazio percorso dal
non ha larghezza. -Larga, il volatile con quell'atto.
contrario. - Tonda, che non Suoni delle ali (v. a Volo).
termina a punta e non ha Uccelli apteri quelli senz'ali.
forma pi o meno cuspidale, Vola la voce latina che
ma di semicerchio. - Falca- indica la parte concava del-
ta, in forma di falce. - Fer- l'interno dell'ala, la quale
ma e pl. Ferme, aperte, ma apparisce come una leggera
immote. Dante dice Con concavit sul fondo delle
l'ali aperte e ferme. - Tesa, penne, ed ha l'ufficio di trat-
ferma e immota insieme ma tenere 1'aria a facilitare il
aperta in tutta la sua am- volo.
piezza. - A penne rade, for-
mata di penne che nel volo Albergo: il luogo dove
aprendole appaiono non uni- gli uccelli si riducono a sera
te l'una l'altra. - A penne per passarci la notte a dor-
fitte, il contrario della pre- mire.
cedente. Alzare le ali: il
drizzarle verticalmente sul Aletta: cos chiamansi le
corpo. Anche il principiar a poche e piccole penne, che

294
trovansi su le grandi copri- stordirli,
trici primarie e le piccole, e
che sporgono un po' in fuori.
La pi piccola di queste Appanicare, v. tr.: as-
penne nella beccaccia chia- suefare gli uccelli a man-
masi pennino. Ed quella di giare il panico. Part. pas.
cui servonsi i pittori per di- Appanicato. Uccello appa-
pingere. nicato. Usasi anche ri-
flessivo Appanicarsi.
Allevare i piccoli: assi-
sterli per tutti i loro bisogni, Appastare, trans. at. =
finch non bastino a se stes- avvezzare un uccello, tenuto
si. in schiavit o ingabbiato, a
nutrirsi, ossia a non rifiutar
Ammaestrare: insegnare il cibo, come fanno spesso
agli uccelli e ad altri animali per qualche tempo. Part.
quello ch'essi debbono im- passato Appastato. I1 tordo
parare per l'uso, che vuol gi appastato. Dopo tre
farsene nella caccia (allet- giorni non son ancora rie-
tamento, richiamo, rapina scito ad appastare la civetta
ecc). Leva, civetta ammae-
strata. Cane, falco ammae- Appastonare: assuefare
strati. gli uccelli a mangiare il pa-
stone. Anche Appastonarsi
Apodi (termine scienti- rif. Es.: Il bigione mi si
fico) diconsi gli uccelli che appastonato presto. Part.
non hanno piedi atti a cam- pass. Appastonato. Usi-
minare, quali i rondoni. gnuolo appastonato .

Appallarsi: voce del Appollaiarsi: il fatto de-


gergo e vale Stringersi tanto gli uccelli, che si fermano in
nel branco da formare come un luogo per dormirci la
una palla. Certi uccelli fan- notte.
no questo per difesa contro i
rapaci, sui quali anche si Appollo: l'azione del-
gettano con tutto il peso per l'appollaiarsi; ed anche l'ora.

295
Dovrebbesi vietare la bar- difendono da la caldura: le
barie della caccia a Povente, le Forre, quelli
1'appollo. dove si ritirano per sfuggire
Arrostarsi (v. Volo). ai venti troppo impetuosi:
l'Albergo, l'albero o le pian-
Ascella: la parte dell'uc- te o altro dove vanno a dor-
cello che riman sotto la base mire.
dell'ala ai due lati del petto.
- In latino Axilla. impor- Aspettare: dicesi degli
tante pel Cacciatore cono- uccelli che non fuggono da
scerla sia per l'influenza lontano sentendo o vedendo
ch'essa ha sul volo di certi venire il cacciatore, ma lo
uccelli, sia rispetto a la gra- lasciano avvicinare a tiro di
vit delle ferite causate in schioppo. Non aspettare:
essa. A Roma dicesi Ascel- il contrario.
lato l'uccello ferito nel-
l'ascella. (v. g. v.). Assodare, -si: dicesi de-
gli uccelli levati, che si ri-
Asilo: voce di origine mettono in un luogo, dove,
greca; e signific quei luo- se lasciati un po' in pace, si
ghi quasi sicuri, dove, per fermano credendosi sicuri, e
istintiva difesa, si rifugiano non fuggono per sospetto al
animali perseguitati in cac- primo avvicinarsi del cac-
cia. Alcuni accettano la vo- ciatore.
ce Rifugio (e perfino Ri-
fuga) ma l'una e l'altra, spe- Avvisatori: dicesi anche
cie quest'ultima, ci proven- di quegli uccelli che col loro
gono dal francese. I luoghi, verso dan segno nelle tese
dove gli animali cercano dell'avvicinarsi di quelli di
scampo o riposo non tur- passo. Sin. di Spie. La
bato, sono diversi, secondo peppola un prezioso avvi-
a qual bisogno debbono ser- satore pei paretai.
vire: l'Asilo quello che do-
vrebb'essere inaccessibile a Bacche: gen. significa:
cacciatori e cani; i Meriggi Le coccole di certe piante,
sono i siti ombrosi dove si entro le quali sono i semi,

296
Bacche o coccole di lauro, fanno i falconi.
di ginepro, di cipresso.
Squisito il tordo che ha Beccare: prendere il cibo
mangiato le bacche di gine- col becco. - Beccare da
pro. s: dicesi sia dei pulcini, i
quali principiano a mangiare
Bacocci: i bachi da seta senz'essere imbeccati; sia
morti e seccati che vengon degli adulti, che sul princi-
tritati e mescolati con farina pio della schiavit si co-
gialla per nutrimento di certi stretti a nutrire imbeccan-
uccelli cantaioli. Impro- doli. Beccare: ferire col
priamente nei cataloghi son becco.
detti crisalidi.
Beccata: il colpo e la fe-
Baffi: i peli e le penne rita data col becco da gli uc-
che certi uccelli hanno nella celli. - Quel tanto di cibo
faccia ai lati del becco. che vien preso col becco in
una volta sola.
Bagno: il lavarsi che
fanno in genere gli uccelli Becchime: quel che bec-
ogni giorno. Fare il ba- cano in genere i volatili.
gno.
Becco: la parte cornea e
Barba: le penne che ad pi o meno dura di cui
alcuni uccelli nascono sotto guernita a l'esterno la bocca
il becco a somiglianza della degli uccelli. Pu essere a-
barba dell'uomo. dunco o storto, duro e mol-
le, dritto, incrociato, fine,
Bargigli: le caruncole grosso, corto, lungo, puntu-
compresse e pendenti che to. Becco fine nel md.
pendono sotto il becco e Uccelli dal becco fine va-
lungo il collo di certi uc- le: I pi delicati a mangiarsi,
celli. Uccello bargigliuto. tra gli uccellotti, uccelletti e
uccellini, quali sono i bigio-
Battersi con le ali: il ni, gli ortolani, le pispole e
percotersi con le ali come simili. Becchi lunghi: la

297
beccaccia, i beccaccini, il negli occhi agli uccelli.
croccolone, il frullino. (Petr.).
Becchi schiacciati gli anse-
rini e anatrini. Colore del Brancheggiare: riunirsi
becco: un indizio della sa- a branco come fanno certi
lute e della condizione di uccelli in certe stagioni o in
energia lasciata a un uccello preparazione di migrare o
da la chiusa. Dente del tramutare.
becco: Prominenza laterale
che si riscontra nel becco di Branco: compagnia di
certi rapaci. uccelli che volano, o stanno
insieme senza una vera e
Beccuto: n. m. Uccello propria ordinanza. Diminu-
beccuto, che ha becco tivi Branchetto, Brancuc-
grande o forte. cio. Pegg.: Brancaccio .
Accres.: Brancone gene-
Bere: prendere col becco rico: grande branco; ma as-
l'acqua per dissetarsi. Bere sume un significato speci-
a sorsi il modo proprio fico (v. q. v.). Riformare il
degli uccelli, i quali in- branco: ricomporlo, dopo
ghiottono volta per volta che si era separato in varie
quel tanto che hanno rac- parti. Rompere il branco:
colto. In lat. Suctu bibunt: a far s che un branco di uc-
sorso a sorso. celli si scomponga. Se
formato di una sola famiglia
Borbottare: il verso o e condotto dai genitori, co-
rumore che fanno le oche me quello delle starne, vien
quando pasturano. scomposto uccidendone i
vecchi.
Bordoni: quei brocchi
coi quali nascono le prime Biancone: il branco
penne dal corpo degli uc- grandissimo, in cui si uni-
celli. scono gli uccelli della stessa
specie, che si trovano in una
Bottaccilo: piccola en- campagna, all'avvicinarsi
fiagione marcente che viene dell'inverno, o della migra-

298
zione. Il fatto ha ragion d'es- cadenti su la parte inferiore
sere per la difesa collettiva e nuda.
per l'istinto del tenersi pronti
a migrare insieme. Dicesi Campereccio (da campo
pi che altro delle lodole, non da campare) sinonimo
dei calandroni e degli storni. di campestre: uccello che
vive in terra e nelle larghe.
Brigata: il branco delle
starne, specie quello in cui Cantare: di uccelli, mo-
sono ancora uniti i piccoli e dulare la voce. Cantare in
i genitori. Ha il dim. Briga- versi. (v. a Verso).
tella e Brigatona. Rom-
pere la brigata: rompere il Canterino: agg. usato in
branco, ossia far in modo forza di sost. Lo stesso che
che i componenti se ne se- Cantaiuolo che pi usato.
parino. La qual cosa avviene Crusca Voc. IV alla voce
se si uccidano i genitori. Arte: Arte assol. si dice di
voce specifica toscana pas- tutto il corredo degli uccelli
sata per nell'uso rispetto a canterini pel paretaio. Oli-
le starne. na Uccell. 53: De' richiami
quanti pi se n'ha, e quanto
Brocchi: le penne degli pi canterini, meglio .
uccelli quand'ancora non si
sono aperte. Da brocchi vien Carne: rif. al nutrimento
Broccuto. degli uccelli s intende quella
di cui alcuni di essi voglion
Calza: il rivestimento di essere appastati e allevati.
penne che hanno alcuni uc- Carne trita: quella pestata
celli nelle gambe o anche fina. Cuore usato molto
ne' piedi. In Toscana di- per i rapaci ed anche per al-
cesi anche per i geti delle tri uccelli solo o mescolato a
civette e simili. farina.

Calzoni: le lunghe penne Cascar dal nido: il fatto


che hanno certi uccelli nella di uccellini che involonta-
parte superiore delle gambe riamente ne precipitano.

299
Chioccia: la femmina la chiusa, e ci sono anche i
degli uccelli da quando co- due verbi Chiusare e Schiu-
va, a quando e fin quando li sare, e perci anche i due
conduce ed assiste. participii o aggettivi
Uccello chiusato e
Chiocciata: il branco de' schiusato . Dare la
figlioli ancor giovanissimi, chiusa, dicesi anche questo
che seguono la madre. I modo pe' due precedenti.
bruciasiepi son capaci di -Nota. La chiusa principia
guastare una chiocciata di col maggio e termina a la
quagliardi o di starnotti per prim'acqua d'agosto.
vantarsi d'aver fatto caccia.
Cilecca: n. md. Far ci-
Chiovolo: le enfiature lecca: Sottrarsi a la schiop-
che vengono ai piedi degli pettata un attimo prima
uccelli rapaci usati nella ch'essa sia sparata. E anche
caccia come sparvieri, fal- sottrarsi a la mano, quando
coni ed anche civette, ai essa sta per afferrare. E di-
quali si pongono i geti. cesi di uccelli e fiere.
Chiovolo anellato perch
appunto il cerchietto di Ciuffo: il gruppo di pen-
cuoio dei geti viene a for- ne che certi uccelli hanno
mare un anello nell'enfiatu- sul capo, come la lodola
ra. Forse per la strettura del cappelluta, la pavoncella e
cuoio con che si calzano, o simili. Ciuffo erettile:
fors'anche perch sono co- quello che pu alzarsi e ab-
stretti a tener il piede sul lo- bassarsi. Se ha una base
ro sterco. carnosa vien chiamato an-
che Cresta. Cos di quello
Chiusa: il luogo, il fatto dell'upupa. Manca al Tomm.
e il tempo che si tengono al e a la Cr.
buio gli uccelli da richiamo;
perch portati ed esposti Coda: l'insieme delle
nelle tese, cantino. Porre penne che sporgono dal co-
in chiusa gli uccelli o i ri- drione degli uccelli a l'in-
chiami, e anche Togliere da dietro, e servono loro come

300
il timone delle navi a rego- Aprire la coda: disten-
lare il volo, e aiutarlo. Coda derne le penne in modo che
corta: quella che ad ali rac- esse si mostrino in tutta la
colte ne rimane coperta, per- loro ampiezza, come fanno
ch meno lunga; - lunga: le stecche del ventaglio.
quella che oltrepassa le ali Battere la coda: alzarla e
raccolte; - media: quella di abbassarla spesso. Movere
mezzo tra le due suddette; - la coda: non tenerla ferma.
quadrata: che termina ad Scodinzolare: dice il mover-
angoli retti tra lunghezza e la spesso e in modi diversi.
larghezza; - tonda: in cui le Urpodi: uccelli che cam-
penne mediane sporgendo minando si appoggiano mol-
gradatamente pi delle late- to su la coda. termine
rali formano un arco; - for- scientifico.
cuta o forcelluta: quella in
cui le penne laterali sono Collare: quel cerchio di
pi lunghe delle mediane, penne di colore diverso da
cos che la coda resta aperta le altre, che alcuni uccelli
in mezzo a, forca; - puntuta: hanno nel collo o tra collo e
che termina a cuneo e perci gozzo; e che pu distin-
dicesi anche cuneata; - gra- guerne anche il sesso.
duata: in cui ogni penna
sormonta l'altra o le resta in- Collo: la parte pi o me-
feriore in modo graduale; - no lunga del corpo che uni-
erettile: che l'uccello pu sce il capo degli uccelli col
drizzare a sua voglia, apren- resto del corpo. Collo lungo,
dola come il pavone e il tac- corto, liscio, piumoso, nudo.
chino; - piumata: formata in
tutto o in parte di piume; Coppia: due uccelli che
-pi lunga delle ali, quella, volano insieme, specie se
come si detto sopra, che sono maschio e femmina.
ad ali raccolte ne sporge Una coppia di germani, di
fuori: e se ne resta coperta beccacce.
del tutto si dice pi corta
delle ali, come, se le pareg- Coprirsi: la difesa che,
gia, si dice uguale a le ali. fuggendo dinanzi al caccia-

301
tore, fanno certi uccelli da pochissimo. Far la co-
(specie gli arborei) i quali va: covare.
volano in modo da togliersi
a la vista dietro gli alberi, Covata: il fatto del co-
rami o piante quali sieno. vare. Tutte le ova covate:
e anche tutti i pulcini che ne
Corona: voli. in compa- nascono quando sono in-
gnia di uccelli che si ordi- sieme.
nano in semicircolo. Nicco-
lini p. 15 8 Corone di co- Cresta: l'escrescenza
doni. carnosa che hanno sul capo
certi uccelli. La cresta
Corriera: nelle tese carnosa, il ciuffo di pen-
lombarde a uccelli, sottin- ne.
tendendo gabbia, chiamano
cos un gabbione basso e Crociati: detto degli
lungo, che pongono su l'erba starnotti sarebbero quelli
della piazza con un tordo ch'entrano nella maturit, ed
sassello a servire da alletta- hanno gi rivestito intero il
mento. Si usa anche come loro piumaggio.
Fossa corriera per indicare
appunto una fossa entro la Crollarsi: dice il ragguf-
quale si lascian liberi con farsi prima e poi scotere tut-
l'ali tagliate dei passeggini te le penne, che fanno i fal-
entro una tesa. coni e gli altri uccelli, sia
dopo il sonno, sia dopo a lo
Corvaia: luogo dove scafolarsi e al bagno, per es-
stanno o si radunano molti ser pronti al volo o per a-
corvi. sciugarsi, oppure scuotersi
la polvere di dosso. pro-
Cova e la Cova: il tempo prio anche dei quadrupedi;
che gli uccelli covano. En- caratteristico quello rumo-
trare in cova: principiarla. roso del cavallo.
Essere in cova: farla. U-
scir di cova: essere per Cuore: (v. Carne).
compierla o averla compiuta

302
Curare [uccelli]: medi- albeggiare. Suo contrario
care le malattie in cui ca- Uscire. (V. questa voce).
dano, mentre li teniamo in
schiavit. I falconieri di- Entratura e Rientro: il
ventati zooiatri espertissimi, fatto e l'ora del rientrar dei
avevano scoperte poco me- palmipedi. Es. Buona en-
no di venti malattie nei fal- tratura iersera; ma pel buio
coni. Le conoscevano da la non riescii a fare un sol ti-
fatta. E di ciascuna avevan ro. Vien riferito anche
anche trovato i rimedi. agli uccelli migratori che
vengon dal mare. Es. Uc-
Dare a l'aria: (v. Tesa). celli di nuova entratura .
Rientro toscano, perci
Dibattersi: agitarsi con pi locale e forse da ripu-
violenza o per dolori forti, o diarsi.
per sottrarsi a una costri-
zione imposta. Gli uccelli Erbe: quelle parecchie
posti in schiavit si dibat- che si danno a mangiare agli
tono. uccelli tenuti in schiavit.

Dichiocciarsi: il fatto Essere in amore: dicesi


della femmina che abban- degli uccelli di sesso di-
dona 1'ova. verso, quando si uniscono
ad accoppiarsi e nidificare.
Difese: (v. gen. e Volo)
Essere inquieti gli uc-
Entrare e rientrare: il celli Quando dimostrano di
venire degli uccelli migra- essere turbati per una ra-
tori dal mare a la terra; o dei gione, che non apparisce.
palmipedi, i quali passano il
giorno nel mare, a le pasture Famiglia: tutto il branco
palustri nelle prime ore della de' figlioli e dei vecchi fin-
notte. Anche il tornare ch vivono insieme. Una
delle beccacce e simili, da le brigata pu essere formata
pasture notturne de' luoghi anche di due o pi famiglie;
umidi, al bosco nel primo la famiglia sempre una so-

303
la. ghiotti e ingrassano moltis-
simo. Onde il prov.: Frutto
Fare ala: (v. a Voli). beccato il pi dolce.

Fare il nido: fabbricarlo Gancio: n. md. Fare


nel modo meraviglioso che gancio o il gancio dicono i
la natura insegna agli uc- Toscani degli uccelli o ani-
celli. Ma prende anche il si- mali, che scacciati volano
gnificato pi ampio di nidi- verso una parte, poi voltan
ficare. faccia, e tornano dov'erano.
- Sarebbe dunque sinonimo
Far coppo: calar le ali a di Fare un ganghero. Ma
coppo, come fanno special- credo che l'uno e l'altro non
mente gli uccelli acquatici, sieno da accettare. Gancio
quando volano a posarsi. pisano. Ganghero fioren-
tino. Sono dunque modi lo-
Farine: le granella maci- cali e figurati.
nate, di cui nutriamo gli uc-
celli domestici. - Tra le pi Gettarsi a terra: una
usate prima quella di gran- difesa che fanno quando per
turco che si d pura o me- un timore improvviso dal
scolata. volo si precipitano impetuo-
samente a terra e fuggono
Fascia: striscietta di co- radendo il suolo, se pure
lore che orna diversifican- non cercano di nascondersi
dolo il piumaggio. tra l'erbe o altro.

Fila: volo ordinato di uc- Giro: detto di animali,


celli che vanno uno innanzi sieno uccelli, sieno fiere, va-
l'altro. -Il plur. File non le il loro moversi per un
Fila. - Niccolini: Giorn. di luogo o sopra un luogo. Le
Cacc. p. 158 Lunghe file di tortori hanno sempre il giro
germani. E Dante: Vanno presso grandi alberi. A-
in filo. vere il giro: Esser soliti a
Frutti: quelli pi dolci e passare. Questa lepre ha il
maturi, di cui gli uccelli son giro di qua. E dicesi anche

304
Avere il rigiro. brocche, ossia le verghe di
cima degli alberi. Si noti che
Gocce: macchiette di co- gli uccelli, non solo usano
lor diverso su quello del questa difesa posandosi ne-
piumaggio. gli alberi, ma, anche vo-
lando di scappata, cercano
Gozzo: il sacco membra- di porre tra s e il cacciatore
noso entro cui gli uccelli ac- lo schermo di qualche pian-
colgono il becchime in- ta. La qual cosa si dice Vo-
ghiottito. Gozzo vuoto, goz- lar imbroccati. E si noti an-
zo pieno. che che la voce Brocca, per
verga pi o meno fronzuta,
Granella: n. pl. (sing. stata accettata anche da la
Granello) il quale assume in Crusca, la quale prima l'ha
questo num. il significato definita giustamente verga
collettivo di Semi delle bia- di cima. Dunque Volare,
de, dei quali si nutrono uo- scappare imbroccato .
mini e bestie.
Impastoiare: porre la pa-
Imbeccare: porre il cibo stoia ad uccelli che voglion
nel becco agli uccellini ni- usarsi per gioco o alletta-
diaci, i quali non sanno o mento.
possono ancora beccar da Nota. vero che in To-
s. sinonimo d'Imboccare. scana Pastoia, si usa ap-
punto per legame de' piedi
Imbeccata: l'atto del- anche degli uccelli: ma
l'imbeccare, e la quantit del non men vero che cotesta
cibo di essa. parola significa fune con cui
si legano i piedi a le bestie,
Imbracare: mettere la perch non fuggano o non
braca agli uccelli da gioco. imbizzarriscano durante il
Part. pass. Imbracato. pascolo. Ora ovvio che
troppo ci corre tra il freno,
Imbroccarsi: v. r. detto che si pone ai piedi delle ci-
di uccelli significa Entrare, vette e dei falchi da usarsi
nascondersi tra o dietro le quali allettamenti, e la pa-

305
stoia de' quadrupedi. Quello mili, e cerca di accostarli, ha
lascia libero agli uccelli o- per regola di sparargli con-
gni movimento, e solo tro appunto, quando s'incol-
gl'impedisce la fuga, mentre lano, perch, mirandoli al
la pastoia ne paralizza quasi collo, li uccide pi facil-
ogni movimento. Sarebbe mente e in maggior numero.
dunque giusto accettare co-
me pi proprio il vocabolo Infrascarsi: di animali in
geti sia per la civetta che pei genere, specie di uccelli.
falchi e simili. Federico li Entrare, nascondersi tra le
chiamava lacti dicendo che frasche. Differisce dunque
la parola derivava da getta- da Imbroccarsi, in quanto le
re, perch appunto; serviva- brocche sono sempre in ci-
no a lanciare i falconi dietro ma a le piante, mentre le
gli uccelli da prendersi. Ci frasche possono trovarsi an-
che confermato ancora che vicinissime a terra.
dall'uso vivissimo della ci-
vetta a getto. Impuntarsi: il fermarsi
di certi uccelli dinanzi ai
Impennare e Impen- cani, specie di quelli di pe-
narsi: metter le penne. dina.
Rif. a volo (v. a Volare).
Inschittire: era per i fal-
Impennatura, sino- conieri il rinnovamento arti-
nimo di piumaggio: ma in- ficiale delle penne guaste. -
dica anche il fatto del guer- Tagliavano queste nella par-
nirsi di penne, a cui va sog- te bassa del tubo, ed entro
getto il corpo dell'uccello. questo introducevano una
penna, che vi entrasse stret-
Incollarsi: dicesi degli' tamente, e avesse una barba
uccelli, specie degli anatrini perfetta.
e anserini, i quali, entrando
in sospetto di pericolo, driz- Insetti: gli animaletti in-
zano il collo e guardano in- vertebrati di cui si nutrono
torno. voce del gergo. Chi molti uccelli detti perci In-
aggattona palmipedi o si- settivori.

306
Lasciar passare: L'astu- de' luoghi dove abitano per
zia e la difesa che usano cer- renderli cos meno visibili
ti animali ammaliziati, i (cfr. l'albinismo). Nota.
quali, sentendosi cercati dai Questi per sono tutti ter-
cacciatori, se ne rimangon mini scientifici, e vengono
fermi, dove si trovano, per usati promiscuamente con la
fuggir poi di soppiatto, non voce abito e le specifica-
appena li vedano un po' al- zioni invernale, estivo, post-
lontanati. nuziale, temporaneo; Primo
abito: le prime penne. Si so-
Lanugine: il secondo ri- no segnate, perch pur es-
vestimento dell'uccello, os- sendo scientifiche, non han-
sia quello che segue i peli. no corrispondenti nell'uso.
Fed. Lanulae.
Maestro: detto di uccello
Livrea: il piumaggio o da richiamo vale quella, che
penname degli uccelli ch'es- sa cantar meglio, e dal quale
si rivestono secondo l'et, le si fanno imparare gli altri.
stagioni e le condizioni del Fringuello o tordo mae-
paese, dove vivono. Livrea stro.
di nido: i peli, la lanuggine,
i brocchi ch'essi rivestono Mansuefare: avvezzare
fino a lo spuntar delle pen- gli animali selvatici a non
ne. Livrea di adulto: quella offendere l'uomo che li tiene
che dimostra il loro pieno per usarne.
sviluppo. Livrea di nozze:
quella del tempo degli amo- Medicare [le ferite degli
ri. Dicesi anche estiva. Li- uccelli]. Usare i non difficili
vrea autunnale: le penne medicamenti, che risanano
che dovranno difenderli nel- quelle non penetranti in ca-
l'inverno. Livrea eclissale: vit.
stato definito cos con voca-
bolo scioccamente poetico e Membrana nictitante:
astronomico il provvedi- denominazione scientifica
mento naturale che adatta il che non ha corrispondente
colore degli animali a quello nella lingua dell'uso, e per-

307
ci va accettata. Significa: e ripasso o risalita l'opposto.
Quella membrana traspa- Forme della migrazione:
rente, la quale, come terza secondo gli studii pi re-
palpebra, copre, a loro vo- centi sarebbero due: quella
lont, gli occhi di certi uc- di un fronte ampio, nel qua-
celli (rapaci e notturni) ser- le si moverebbero simulta-
vendo a sminuire l'azione neamente gli uccelli migra-
troppo viva della luce. In tori; e quella detta con le
grazia di essa l'aquila pu due formule Passo lungo
guardare il sole. strada o strada di passo.
Queste ultime due, com'
Miglio: la pianta grami- facile notare, sono di una
nacea e i suoi semi della impropriet cos barbina,
quale si nutrono tanti uc- che certo convien crederla
celli. Anche i terreni do- infelice traduzione da un
v'essa vegeta. Ne' migli le linguaggio straniero e poco
quaglie ingrassano tanto da corretto. Per noi italiani, che
non poter volare. abbiamo sempre conosciute
le vie aeree seguite dai mi-
Migrare: il trasferirsi gratori, e da tempo imme-
che fanno certi uccelli dai morabile le abbiam chia-
paesi meridionali ai setten- mate Fili; e abbiam postate
trionali, e da questi a quelli, sotto di esse, come ancora
per cercar cibo e condizioni postiamo, per buona regola
adatte a nidificare. d'arte, le nostre tese, specie
quelle a reti, a panie e a
Migrazione e Migra- schioppo; il passo lungo
zioni, nel linguaggio vena- strada non pu essere che
tico: Il fatto degli uccelli quello dei militari o dei
non stanziali, i quali in certe camminatori. E la dicitura ci
stagioni si portano da set- par cos ridicola da disgra-
tentrione a mezzogiorno, e darne uno studentello della
in altre fanno il viaggio con- scuola di preparazione al la-
trario. Noi chiamiamo passo voro. Noto poi che la scien-
il viaggio degli uccelli da za, o meglio gli scienziati
settentrione a mezzogiorno odierni, non sapendosi porre

308
d'accordo su quale sia la Narici: i buchetti che
forma certa di queste due, le hanno gli uccelli nella parte
ammettono entrambe. superiore del becco, e ser-
vono per la respirazione a
Movimento: detto di uc- becco chiuso.
celli, vale Quel moversi da
qua e da l ch'essi fanno, Nascere i piccoli o pul-
qualche volta anche per cau- cini: quando, rotto il guscio,
se non conosciute. escono a la vita esteriore.
dunque mutamento di
luogo rispetto a quello dove Nidiata: tutti i pulcini di
trovasi l'osservatore. Diffe- un nido, quando ci sono
risce perci da passo e da dentro. Per estensione si
tramutazione. Con questo dice anche se ne son fuori,
libecciaccio oggi c' movi- ma molto piccini.
mento d'anatre dal mare a
terra. Nido: (v. generiche).

Muda: il fatto e il tempo Ova: anche 1'ovo nel tor-


del mudare le penne che lo serve come pasto fo-
fanno gli uccelli (Crusca). sforato o ricostituente agli
Uccello di muda: Che ha uccelli. E per ci viene dato
mudate le penne di fresco; sia ai nidiaci per sostituire
Vecchio di muda, che le ha l'ignoto nutrimento imbec-
mudate da tempo. Il luogo cato loro da la madre, sia
dove si pongono durante la agli adulti per riparare il
muda. Il verbo Mudare, consumo causato dal canto.
ma di uso meno comune, Ova di animali. Il fa-
come del tutto letterario il giano vien nutrito con ova
nome Mudagione. di formica.

Muscolo pellicciaio: Pallone: v. fig. Il branco


quelche serve agli uccelli di certi uccelli, che prende
per alzare il ciuffo, se l'han- forma di palla. Gli stornelli
no. fanno pallone. Nell'uso an-
che Appallarsi. Fare il pal-

309
lone: dice quell'arruffare le Passeraio: luogo dove
penne che fanno gli uccelli stanno molti passeri. E dice
malati nascondendo anche il anche il rumore ch'essi fan-
capo sotto l'ala. no di voci e di garriti.
Qualunque riunione rumo-
Panico: graminacea co- rosa di uccelli che non sien
me il miglio, ma di gra- passeri.
nellini pi piccoli. Bec-
chime anch'esso ricercatis- Passo: in senso generico,
simo da certi passeracei. II passare su le nostre terre
degli uccelli migratori nel-
Passata: (v. Tese sin- l'ultima estate e nell'autunno
gole). quando tornano dal setten-
trione. - In senso pi speci-
Passate: n. m. Fare le fico, Gli uccelli che passano
Passate: indica il passare e a le tese in una giornata,
ripassare che fanno certi uc- specie quelli che ci giun-
celli abbrancati su gli allet- gono dopo lo spollo e lo
tamenti prima di buttarsi sbarco (v. Tesa).
nelle tese, o di passarci so-
pra in modo da poterli pren- Pasta: qualunque farina
dere a volo con le reti dette intrisa che serva da bec-
copertoni (pantiera). I pi- chime agli uccelli.
vieri, le pavoncelle, le ana-
tre fanno le passate. Pasto: il nutrimento di
cui si cibano gli animali, e
Passeggini: gli alletta- l'atto stesso del pascersi; e
menti di uccelli vivi che le- anche la qualit datagliene
gati con braca, pastoia, op- da l'uomo.
pur anche liberi, ma con ali
mozzate, si lascian girare Pastone: pasta composta
nell'aiuola o nella piazza di insetti e sostanze diverse,
delle tese, per mostrare che che si d agli uccelli, i quali
ivi buona pastura senza non mangian panico. Onde
pericolo. Uccelli da pastone e anche
da pasta e il verbo Appa-

310
stonare. Il Cannello, la parte infe-
riore del fusto vuota, che
Pasturare: il mangiare s'impianta nella pelle del-
delle bestie a la campagna, l'uccello. La Costola parte
sieno esse domestiche o sel- superiore al cannoncello pi
vatiche (v. a Pascolo (gene- o meno rilevata, da la quale
riche). escono le barbe. Rispetto al
loro ufficio nel volo, le pen-
Pedinare: andar co' piedi ne si denominano: Coltelli o
come fanno i gallinacei (v. Penne remiganti, perch col
Pedina nelle generiche). loro remeggio servono al
volo. Penne maestre quelle
Peli: il primo rivesti- pi grosse, solide e lunghe,
mento che apparisce sul le quali nelle ali e nel co-
corpo dell'uccello nudo. drione servono non solo a
Fed. li chiama Pili. volare ma anche a governare
il volo. Perci quelle del co-
Peluria: rif. al piumaggio drione si chiamano anche
degli uccelli, significa pro- Rettrici o Timoniere. (Fan.
prio i peli che rimangono Frizzi). Rinnovo delle
sul corpo di essi, dopo che penne: Il fatto del rimetterle
sono stati spennati; mentre nella muda, e lo stesso piu-
Lanuggine quel rivesti- maggio rimesso.
mento che riman tra la pelu-
ria e il piumino. Fed. II di- Penname: la qualit del-
stingue Pili da Lanulae seu le penne.
dumae.
Pennino: la pi piccolina
Penna e Penne: ciascuna tra quelle dell'aletta nella
e tutte insieme le parti che beccaccia. cos piccola,
formano la copertura del soda e puntuta che serve da
corpo degli uccelli. Le parti pennellino ai pittori per i la-
della penna sono: lo Stelo o vori pi minuti e per mi-
Fusto, ossia tutta l'asticciola niare.
da cui son rette le Barbe,
che ne sono il guernimento. Penzolare: il pendere

311
che fanno a capo in gi le certe ardee.
civette e i falchi da la rac-
chetta o da la gruccia, a cui Piumaggio: tutte in ge-
rimangono appesi pe' piedi nere le penne, delle quali si
con la lunga dei geti. Fed. riveste il corpo degli uccelli.
Falco pendet.
Piumata [la]. quel pic-
Pesci: il pasto degli uc- colo stoppaccio che emet-
celli pescivori. tono le civette da la bocca;
ed formato da le penne, i
Piede: la parte, con cui peli ed altre minuzie degli
finisce la gamba, e serve a animaletti di cui si sono nu-
camminare. Piede nudo: non drite. Fare la piumata: ri-
coperto di penne: - calzato: gettare questo stoppcciolo.
al quale penne o piume for-
mano quasi una calza; - Piumino: la penna pi
piumato: coperto di piuma: - corta, e pi molle che hanno
palmato: con le dita con- gli uccelli sotto il piumaggio
giunte da membrana: - se- esteriore.
mipalmato: se la membrana
congiunge le dita sola in Portar i frasconi: portar
parte; - lobato in cui la Pale abbandonate lungo le
membrana guernisce le dita gambe, come fanno gli uc-
con sporgenze tondeggianti; celli malati o stremati.
- unghiato: fornito di un- modo figurato.
ghie; - artigliato: armato di
artigli: - spronato: armato di Posa: n. f. L'atto del fer-
sprone. marsi dal volo che fa l'uc-
cello sia su alberi e piante,
Piuma: la penna pi fine, sia sul terreno o su l'acqua.
meno rigida, e, se lunga, col Dicesi anche Far posa.
pennacchio pi ricco e mor- Di prima posa: non appena
bido. Piume ondeggianti l'uccello sia posato. Cos di-
(e anche Penne). Quelle cesi Tirare di prima posa,
grandi e molto lunghe, quali sia parlando di schioppet-
ha lo struzzo e anche hanno tate, come parlando di reti.

312
E significa sparare a un a- d il nome di puntate, per il
nimale non appena siasi solito arrivano sul mezzo-
fermato. E pu dirsi anche giorno. Si noti che il Savi
del tiro con le reti nel pare- rileva giustamente che il
taio. Ai frosoni bene ti- termine volgare, e che
rare di prima posa. Tirar proprio di branchi. Si noti
di posa: a uccelli fermi. Per- anche che voce marem-
ci Tiro di posa e Tiro di mana ossia palustre (a Roma
volo. dicon sempre punta per
branco) la qual cosa spiega
Posarsi: il fatto dell'uc- il passaggio del termine spe-
cello che cessando di volare cifico punta, proprio dei
si ferma in qualche luogo. palmipedi, anche ad uccelli
terrestri.
Posata: sinonimo di po-
sa. Ma pi che altro par che Purga: in genere il medi-
significhi la durata della po- camento che si d agli uc-
sa. celli malati. Il beveraggio
da darsi ai richiami prima
Punta: l'ordinanza di cer- ch'entrino in chiusa e quan-
ti uccelli palustri e tram- do ne escono. (Sugo di bie-
polieri, i quali nel volo di da ben colato e chiarito, con
migrazione formano un zucchero rosso e acqua q.
triangolo aperta dietro. b.). N.B. Gli uccelli si cu-
Abusivamente si usa per rano molto proficuamente
qualunque branco di uccelli: con olio di oliva e dosi leg-
ma non giusto. Punta l' gere di alo, quando sieno
acies latino; dunque Punta malati per indigestione. I
di germani, di oche, di gru falconieri per, che ne co-
ma non di lodole o di qua- noscevano tutte le malattie
glie. diverse, avevano anche tro-
vato altre 17 medicine per
Puntata per punta, bran- risanarli.
co nel Savi Ornit. 2. 5 7.
Questi branchi (di allo- Purgare: dare agli uc-
dole) a cui volgarmente si celli sostanze atte a farli an-

313
dar del corpo. pre di riformar il branco.

Raggufarsi: il rialzare Rifrullare: il cambiare


tutte le penne intorno al che fanno gli uccelli il volo
corpo e rinsaccarci la testa, di buttata a la tesa in quello
che fanno gli uccelli, quan- di fuga, per timore o so-
do sono malati, e tante volte spetto.
i gufi.
Riga: volo di uccelli di-
Raspare: grattar la terra sposti regolarmente uno die-
co' piedi per gettarla indie- tro l'altro, su una stessa line-
tro, come fanno le galline. a. gi in Dante: Facendo
in aer di s lunga riga.
Raspatura: il segno la-
sciato sul terreno dagli uc- Rigirare e Rigirarsi: il
celli razzolatori, i quali coi voltarsi e rivoltarsi sma-
piedi e le unghie raspano il nioso che fanno gli uccelli
terreno per cacciarne fuori in gabbia o in cattura nella
becchime. loro ansia. Fed. ha Regyra-
Non esatto dire Gratta- tio.
tura n Grattare, come usasi
ne' dialetti del nostro set- Rilevare: v. at. rif. a uc-
tentrione, perch il raspare celli o animali vale: Alle-
non grattare. Gli uccelli si varli e addomesticarli fin dal
grattano il corpo; come an- nido. Uccello rilevato. Gli
che fanno i cani; ma raspano corrisponde il nome Rilevo
la terra. Tordo di rilevo.

Reggere la ferma (v. Rimonto: il risalire degli


Cane). uccelli che dai monti sono
scesi al piano, anche solo
Riformare il branco: di- per tramutazione. Le bec-
cesi di uccelli, i quali dopo cacce, se gela o vien neve in
essere stati sbrancati ricom- collina, tramutano a mare; e,
pongono il branco. Es. Le se lass raddolcisce, rimon-
starne sbrancate cercan sem- tano, Ma non so se debba

314
accettarsi. civetta o altri rapaci usati
per allettamento e tenuti su
Ripasso: il ripassare su le la gruccia o la racchetta, si-
nostre terre degli uccelli mi- gnifica, Lanciarsi a volare
gratori in primavera, quando fuori di queste e ritornarci
essi fanno ritorno ai paesi dopo un abile volettare. Savi
pi settentrionali, dove in- I vol. p. 79. Le civette ad-
tendono di rimanere l'estate. destrate a volar su la gruccia
- Di quelli che si fermano o a fare i ritornelli, come di-
presso noi, diciamo il Ri- cesi dai cacciatori Orn.
torno o la Venuta Per San tosc.
Benedetto il ritorno delle
rondini. La venuta del co- Ritorno: il fatto degli uc-
culo d'aprile. Ripasso: celli migratori, i quali a
nel senso del ritorno mattu- primavera vengono e si fer-
tino degli uccelli a' luoghi, mano nei nostri paesi a nidi-
onde sono usciti la sera, non ficare. Quelli che vanno pi
proprio la voce specifica, a settentrione, ripassano;
bench si trovi usata da ot- quelli che si fermano ritor-
timi autori toscani. Infatti il nano. Il ritorno delle ron-
ritorno mattutino ha voci dini.
specifiche secondo le re-
gioni e le cacce. Posta o Rostro: becco (vo. lette-
aspetto mattutino, spollo, raria).
levata. Parrebbe dunque
che si debba lasciare a ri- Salto del ranocchio: il
passo il senso gi ricono- salto che fanno certi uccelli
sciutogli di ritorno primave- aprendo le ali, quasi fin-
rile degli uccelli migratori, e gendo di volare, ma ripo-
scegliere, tra gli altri voca- sandosi sul terreno per scor-
boli surriferiti, quello che rere o rifare poi altri salti
sia dimostrato pi italiano e come il primo. una difesa
proprio. contro la cerca del cane. La
beccaccia ammalizzita di-
Ritornelli: nel modo venta maestra in questo sot-
Fare i ritornelli riferito a terfugio. Saltato cos un o-

315
stacolo non troppo alto, si uccelli starnazzatori, i quali
posa sopra un sasso o uno si scavano certe buchette
sterpo alquanto rialzato, poi ovali nella polvere, e ci si
su un altro e un altro ancora, accovano tirandosi addosso
allontanandosi cos dal cane la polvere d'intorno. (v. Sca-
e dal cacciatore. E il cane, fare e Scafarsi). Nei dialetti
seguendo quella traccia in- alpigiani dell'Italia setten-
termittente, che qui odora e trionale, questo fatto vien
l non pi, ritorna a la trac- anche designato erronea-
cia de' piedi, si confonde, mente con la voce Grattata
braccheggia, e non conclude (v. Raspatura) e l'altra Spol-
nulla. linatrice di significato ben
differente (se pure possa e-
Sbarco: i branchi dei co- sistere).
lombacci e d'altri uccelli che
seguono quelli dello Spollo. Scafolarsi: diminutivo
termine proprio delle tese di Scafarsi: Farsi una pic-
ai colombacci e de' luoghi cola scafa, ossia una bu-
presso il mare (v. Tesa e chetta nella polvere per ac-
Colombacci). covarcisi, come fanno le
galline, e starnazzarcisi den-
Sbarco: (v. Tesa). tro. il costume dei gallina-
cei, specie delle starne e
Sbrancare: far uscir dal pernici. La parola toscana,
branco; togliere dal branco; e usata certo nel pistoiese, e
far che il branco si scom- va accettata, perch deno-
ponga in varie parti. Per- mina un atto e un fatto ca-
ch le starne sbranchino, ratteristici di uccelli molto
convien colpire i due vec- impor tanti nella nostra cac-
chi. cia italiana. Che io sappia
nessun vocabolario l'acco-
Scafa e il dim. Scfola: glie; ma siccome riempie
(v. Scafolarsi e Starnaz- una lacuna, ed bella e pret-
zare). ta italiana, perch scafa, per
vaso concavo di forma ova-
Scafatura: il fatto degli le, barca, barchetta, di de-

316
rivazione diretta da scapha da le piante.
latino: cos, ringraziando la
Toscana, che ce lo ha con- Sciacquio: il rumore che
servato nella sua purezza, lo fanno i palmipedi nell'acqua
accetto. E me ne compiaccio (Savi, op. c.). Rumore ot-
tanto pi per la forma dimi- tuso che fan tuffandosi.
nutiva, la quale, icastica
qual , mi presenta l'imma- Sciaguattare: moversi
gine realistica di quella bu- nell'acqua in modo da agi-
chetta, dimostrativa della tarla. Il rumore che ne de-
presenza di starne, con lo riva.
stesso palpito di compiaci-
mento, da cui era allietata la Sciame: voc. figurata a
mia giovinezza di cacciato- significare gran quantit di
re. uccelli che volano confusa-
mente insieme brulicando al
Scappare: v. n. Il fuggire modo delle api.
con velocit o con astuzia
che fanno certi uccelli sia da Scorciar il becco: ta-
luoghi chiusi, sia da alberi o gliarne l'allungamento, che
piante dinanzi al cacciatore. proviene agli uccelli di,
Si noti che scappano gli uc- gabbia, ai quali mancano
celli, i quali non hanno a- quelle confricazioni ch'essi
borrita. posson procurarsi in libert,
ne' loro grattatoi.
Scappata: l'atto dello
scappare, e dicesi propria- Scorciar le unghie: ope-
mente della prima mossa razione simile a quella di
con furia dei cavalli e dei scorciar il becco.
cani. La scappata la fuga
impetuosa degli uccelli da Scorrere: rif. a uccello
brocca o terragnoli che sie- significa: Correre molto e
no, i quali non hanno l'abor- velocemente qua e l come
rita. La scappata pu avve- fanno i ralli terrestri.
nire da le piante da l'acqua e
da terra: l'aborrita non mai Scorritore: di uccello:

317
Quello terragnolo e di ripa, vale cos Uccello che
il quale pi che volare scor- gi ha abbandonato il nido
re, come fanno i ralli terre- quanto Uccello scaccia-
stri ed acquatici. La forma tone.
Scorridore par meno pro-
pria, in quanto che nella lin- Sparnazzare: raspare il
gua storica ha solo signi- terreno qua e l per trovarci
ficato militare, ed quasi becchime, come fanno le
diventata un sostantivo. galline.

Sdegnarsi: dicesi della Spennare: (v. a Tiro).


chioccia e anche di tutti e
due i genitori, i quali per ra- Spennata: (v. a Tiro).
gioni di timore o anche i-
gnote a noi, abbandonano il Spie: branchetti o uccelli
nido. Se i piccoli sieno nati isolati di una certa specie,
si dice Abbandonare i pic- che precedono il passo.
coli. Anche quelli, i quali in posti
avanzati, sia sul terreno sia
Segno del rapace: Il ver- su piante, fanno da avvisa-
so con cui gli uccelli dan tori ai branchi grandi che
segno agli altri della pre- pasturano.
senza o dell'avvicinarsi di
un rapace. Spiumare e Spiumata:
(v. Tiro).
Seguir la chioccia: an-
darle appresso, gi snidato, Spollaiare: il contrario di
beccando e cercandosi il pa- appollaiarsi. Lo scrollarsi,
sto da s. nettarsi, ravviare le penne
col becco e spollinarsi che
Sette n. md. Fare il set- fanno i polli e gli uccelli u-
te: (v. volo). scendo dal pollaio la mat-
Snidare: Uscire dal nido, tina,
e cacciarne fuori. dunque
tr. e neutro. Perci Uccello Spollaiarsi: dice Il crol-
snidato larsi e nettarsi col becco che

318
fan gli uccelli quando esco- vava stabilmente. Uccello
no da l'albergo dove hanno (o fiera) spostati, quelli che
dormito. trovasi posati in un luogo
posticcio, e perci stanno
Spollinarsi: ripulirsi dai pi a l'erta, aspettano meno
pollini e scuotersi, come e meno reggono la ferma.
fanno in genere i polli e tutti L'uccello spostato convien
gli uccelli. lasciarlo assodare un poco,
prima di avvicinarlo .
Spollo: l'alzarsi degli uc-
celli dal luogo dove hanno Spostatura: lo spostare
passata la notte sia dor- l'essere spostato. Dopo due
mendo che pasturando. Il spostature gli uccelli fi-
primo tempo del passo ri- lano.
spetto a le tese, ossia i primi
branchi di uccelli (specie di Star sodo: dicesi degli
colombacci) che giungono uccelli i quali, o per malizia
la mattina. E son chiamati o per natura, non si movono
cos, perch appunto son dal luogo dove si trovano.
quelli che provengono dai La quaglia, accovatasi en-
luoghi pi vicini dove si e- tro una pedata bovina, stava
rano appollaiati la sera. soda, e non c'era modo di
Andar a lo spollo, e ass. A levarla.
lo spollo cacciar la mattina
al primo moversi degli uc- Starnazzare: l'atto dei
celli. gallinacei che fattasi una
buchetta in forma ovale ci si
Spolverare: il movere e accovano dentro, e, battendo
sollevare e tirarsi addosso la le ali, si tirano addosso la
polvere ch' proprio dei gal- polvere (v. Scafa e Scafo-
linacei. Le starne e le per- larsi).
nici spolverano.
Stormo: branco molto
Spostare: in sign. ven. numeroso; moltitudine di
Scacciare un uccello o una uccelli.
fiera dal posto dove si tro- Svernare: (uccelli) Te-

319
nerli e nutrirli anche l'in- ta anche Tordo maggiore; il
verno per usarli a la ventura Tordo comune, detto mez-
stagione di caccia. - Contra- zano o Bottaccio; il minore
dice l'uso di liberare o di- o Sassello, e la Cesena.
sfarsi di quegli uccelli che a Tordino: quello di nido
stagione finita non servono allevato per richiamo. vo-
pi. ce toscana del gergo ve-
natico, ma utile. Di questa
Tempo degli amori: tut- specie anche la Cesena.
to quello che gli uccelli si
accoppiano per nidificare. Traccheggiare: nel sign.
comune vale temporeggiare
Testa e Capo: la parte incerti nelle cose; ma in
del corpo animale, dove son quello venatorio usato a
posti il cervello e gli organi denominare: quel moversi in
dei sensi principali, e quelli volo di certi uccelli, i quali
esterni della presa del cibo. non sanno o non possono
decidersi a calarsi, e vanno e
Togliere la stizza: curare vengono da qua e da l. Il
quel male degli uccelli che nome verb. Traccheggio.
vien loro sul codrione. -- Si
fa con unzioni, con un ferro Tramutare: il mutar pa-
sterilizzato e caldo, che de- ese che fanno certi uccelli
ve passarsi lievissimamente portandosi da un luogo a un
su la parte; e meglio forse di altro per cercar pasture o
tutto, con un pasto rin- acque da bere, o sfuggire a
frescativo. persecuzioni insistenti. Il
tramutare e la tramutazione
Tordino: il tordo nidiace non sono la vera e propria
rilevato per farlo cantare migrazione; ma forse pos-
nelle tese. son essere parte di essa.

Tordo: il noto passera- Tramutazione: il mo-


ceo famosissimo per la squi- vimento che fanno certe fa-
sitezza delle sue carni. di miglie di uccelli migratori
varie specie. La tordla, det- da una regione ad un'altra,

320
durante il loro soggiorno e- punta del triangolo, e, per
stivo presso di noi. Pu que- conseguenza fa maggior fa-
sto movimento far parte del- tica, si cambia di quando in
la loro migrazione e no. In quando; e vien sostituito da
Toscana dicono Tramuta e quello, che delle due righe;
Tramuto, secondo l'uso dia- convergenti gli sta pi pres-
lettale de' luoghi. Il Da- so. Esso passa in coda.
vanzati fin da' suoi tempi,
parlando del psco scriveva: Tuffarsi: entrar sotto
c Perch egli non metta la l'acqua anche col capo. Al-
maestra in profondo, e non cuni uccelli palustri si tuf-
sia nelle tramute malagevole fano, altri no.
a cavare. Pisa dice tramuto.
Meglio dunque rifiutare Uccellaia: quantit di uc-
queste due forme locali, ed celli vivi o morti; ma ha
accettare come ottima, per- qualcosa di spregiativo.
ch italiana, Tramutazione, Fu usato per uccellare o uc-
il cui significato appunto cellatoio ...un bel boschetto
quello del mutar luogo. Si tondo e impaniato, come u-
otterrebbe cos un'accezione n'uccellaia. Quest'es. po-
nuova e specifica della pa- trebbe tornar utile in quanto
rola, che oggi manca ai di- fa prova che il Boschetto
zionari, accezione, da la non sarebbe stato 1' Uccel-
quale verrebbe fissato un laia. E allora? (Morg. m.
concetto ornitologico e ve- aq.. 97).
natico oscurato e reso dub-
bio dai soliti doppioni, inu- Uccellame: quantit di
tili gagliardetti, degli orgo- uccelli segnatamente presi a
gli regionali e paesani, che caccia e morti. (Non ha il
vorrebbero sostituire la ban- senso dispregiativo di uc-
diera nazionale. cellaia (Tomm.).

Triangolo: l'ordinanza
che prendon volando nelle Uccello: il volatile bi-
migrazioni certi branchi di pede, pennuto, piumato, ala-
uccelli. Quello che forma la to, rostrato e oviparo, il qua-

321
le per noi oggetto prin- terra nelle largure (da cam-
cipale di caccia. Uccelli pus lat. che significa pianura
plur. signific in falconeria senz'alberi) Fiumaiolo, che
tutti quelli rapaci che si usa- vive lungo i fiumi; Lacustre:
vano per quella caccia. Il dei laghi; Macchiaiolo, delle
gran libro di Federico II macchie; Marino, del mare;
intitolato De Venatione Palustre: delle paludi; Pra-
cum avibus coi falconi. taiolo, dei prati; Ripaiolo:
Uccelli, nell'uso nostro, i che abita le ripe ossia le ac-
palmipedi dal becco schiac- que bassissime; Sassello (e
ciato. Relativamente a la Sassatile) quello de' luoghi
grossezza, nell'uso venatico sassosi; Silvano dicesi in
noi li distinguiamo in Uc- genere e letterariamente per
celli grossi, quelli superiori selvatici; Terragnlo se vive
a la tortore a la tordea e si- e nidifica solo in terra.
mili; Uccellotti i minori di
essi fino ai la lodola; Uc- Di brocca, in gen. tutti
celletti, quelli ancor pi pic- quelli che posansi su gli al-
coli; e Uccellini i minimi. beri; di largura, che vive
Relativamente a l'abita- nelle campagne aperte e non
zione l'uccello si denomina alberate; di Macchia sin. di
acquaiolo, se, pur non es- macchiaiolo; di ripa, sin. di
sendo acquatico, vive e abi- ripaiolo; di roccia, che
ta presso le acque (merlo abita le rocce (di falconi fu
acquaiolo) oppure se stato detto anche roccati); di sie-
preso con tesa a l'acqua; Ac- pe, che vive nelle siepi.
quatico se vive e si nutre Per condizioni singolari:
precipuamente nelle acque; - fermiccio, se sta in un
Aereo se vive molto nel- luogo, dove non si fermer
l'aria, come in genere le troppo; -forestiero o esotico,
rondini; Alpino, se vive solo se per ventura trovato in
sulle Alpi; Arboreo, se vive un paese, dove non do-
e nidifica su gli alberi; Bo- vrebbe abitare naturalmente;
schereccio quello di bosco; - nostrale, che vive nei no-
Campereccio: non di cam- stri paesi; - nuovo: giunto di
po, ma che vive e nidifica in fresco in un luogo per la mi-

322
grazione; - scompagnato, brocchi: coi germogli delle
che ha perduto i compagni; - penne e dicesi anche broc-
sperso, smarrito in un luo- cuto - con la piuma: la pen-
go; - spostato, che trovasi na pi. corta e molle - con la
fuori del luogo dov' solito penna o impennato, gi ri-
stare, perch n' stato scac- coperto di penna - di mezza
ciato; perci dicesi anche piuma: con piuma non com-
scacciato; - tramutato, giun- piuta, di mezza penna, c. s.
to in un luogo per tra- e cos di molta o poca pen-
mutazione (v. q. voce) - ve- na, di penna sora, grossa -
dovo: quello maschio o di muda che in muda ed
femmina che ha perduto il anche di prima, seconda
compagno di sesso diverso. muda, ecc. - mudato, che
Relat. a l'et e condi- l'ha passata; se da poco, di-
zione cesi fresco di muda - pre-
- nidiace: finch nel ni- siccio: preso comunque, non
do -cacanido: il pi piccolo di rilevo n rinnovato - rile-
della covata - snidato: gi vato o di rilevo: allevato fin
uscito dal nido ramace, ra- dal nido - appastato: gi u-
mengo, mudaramo, dicevasi sato a mangiare in schiavit
in falconeria degli uccelli - appanicato: usato al pani-
presi gi fuori del nido - so- co - appastonato: usato al
ro e anche di penna sora; di pastone -rinnovato: nutrito
falconi giovini, che non anche per il secondo anno,
hanno ancora mudato la dopo la stagione della tesa -
penna saura - dell'anno, nato coi geti, la pastoia, la calza:
nell'anno che corre - fatto: impastoiato o calzato, come
gi formato del tutto si fa ai rapaci da falconeria
-adulto: nella pienezza - ed ora, a quelli da allet-
vecchio: nella decadenza tamento; - chiusato: posto o
delle forze - nudo: ancora tenuto in chiusa - schiusato:
spoglio di piuma e penna - tolto da la chiusa -
con i peli: col primo rivesti- ingabbiato: posto in gabbia
mento - con la lanugine o - sgabbiato: tolto di gabbia.
peluria, col secondo rive- Rel. a la stagione o le ore
stimento - con i bordoni o detto Autunnale, Estivo,

323
Invernale, Primaverile; - del in falconeria era usato a in-
bel tempo: se ama il tempo seguire e prendere o uccide-
bello e passa in esso o si re gli altri uccelli, a cui si
mostra; e cos del freddo, gettava - da spia quel ri-
della neve, della pioggia, chiamo che col verso avvisa
della tempesta. E dai mesi dell'avvicinarsi degli uccelli
vien detto agostano, mar- di passo (v. a Tesa) - da uc-
zolo o marzolino, settem- celliera: da tenersi nell'uc-
brino. E da l'ore diurno, not- celliera - da carne: buono
turno, crepuscolare. per mangiare - da penne: le
Rel. ai mezzi di cac- cui penne hanno un valore -
ciarlo: uccello da calappii: da piuma: prezioso per le
quello che si prende coi ca- piume - da piumino: che ha
lappi - da cane: che si pren- molto piumino; come certi
de od uccide col cane; - da acquatici anatrini e anserini
panie o da vischio: che si - di rapina: i rapaci, che an-
prende con questi mezzi; - che diconsi di ratto.
da reti: da prendersi con le
reti. - da schioppo: che ri- Rel. al loro costume:
chiede lo schioppo; - da Uccelli avvisatori: quelli
trappola: che vuol la trap- che avvisano gli altri con
pola. certi versi sia di pericoli, sia
d'altre cose - Cantaioli o
Rel. a l'uso che se ne fa: Canterini: quelli che can-
da allettamento: per attrarre tano in versi - nuotatori: gli
gli altri liberi a le tese con la acquatici, i quali si muo-
vista o col canto - da canto: vono nuotando su l'acqua,
per far il richiamo col fi- (Plinius dice Volucres na-
schio o verso; - da gabbia tantes (v. Nuotare) - pedi-
da tenersi in gabbia - da natori o di pedina: quei ter-
gioco: quasi sinonimo di al- ragnoli, che oltre volare
lettamento; ma pi proprio camminano molto presti -
di certe cacce, in cui l'at- razzolatori: che come le gal-
trazione a la vista vien cura- line raspano il terreno per
ta di pi che quella a 1'udito trovarci becchime - Scafo-
- da preda quello rapace che latori o Scafatori (il primo

324
d un concetto diminutivo) principalmente - da panico:
quelli che come le starne si se panico - da pasta: se fa-
scavano una buchetta ovale, rine intrise -da pastone: se
dove si accovano (v. Sca- paste mescolate con altre
farsi) -schiamazzatori: che sostanze - da bacocci: se so-
schiamazzano, quali il merlo lo o specie bacocci. Da no-
e la sciabica - scorritori: che tarsi per che i termini in -
scorrono come i ralli e certi oro sono pi che altro scien-
gallinacei - silenziosi (e an- tifici.
che taciturni): quelli che non
fanno versi facilmente udi- Uscire: dicesi degli uc-
bili o che son creduti tali celli acquatici, i quali da ter-
-spolveratori: che sollevano ra, dove han passata la notte
polvere razzolando o star- a pasturare, se ne vanno in
nazzando, ossia battendo le mare a l'alba: e anche della
ali per tirarsi addosso la ter- beccaccia, che dal bosco e-
ra calda, e perci si chia- sce la sera per la pastura
mano starnazzatori - tuffa- notturna nelle acque o luo-
tori: quei nuotatori che si ghi umidi Uscir dal gu-
tuffano nell'acqua per cer- scio: significa cos nascere
carsi il cibo o sfuggire a chi gli uccellini, come pure
li insidii. principiare a muoversi con
qualche energia. Dicesi an-
Rel. al Nutrimento che Sgusciare.
baccivori: che mangian
coccole o bacche - carni- Uscita: il fatto e il tempo
vori: che mangian carne - dell'uscire. L'uscita delle
erbivori: se mangian erbe .- anatre all'alba: quella della
fruttivori: se frutti beccaccia all'ultimo crepu-
-granivori: se granella ed scolo.
anche altri frutti della terra
-insettivori: se insetti - onni- Venire a galla: uscir di
vori: se molte cose diverse - sotto l'acqua. proprio dei
pescivori: se pesci; - vermi- tuffatori.
vori: se vermi - da miglio:
se mangian solo miglio, o Venuta: rif. a uccelli va-

325
le il tornare tra noi di quelli
migratori, ma che nidificano Vermi: gli animali in-
ne' nostri luoghi, e non pro- vertebrati che son pasto ri-
cedono a settentrione. Ve- cercatissimo di molti uc-
nuta delle rondini, del cocu- celli. I gallinacei son ghiot-
lo, delle quaglie. Di quelli tissimi di vermi.
che continuano la migra-
zione verso i paesi pi set- Vola: s. f. (v. a Volo).
tentrionali, dicesi ripasso.

VERSO

Nella denominazione del lo stesso senso. Il Prati nel


verso degli uccelli la lingua suo meraviglioso In-
nostra povera; ci fu no- cantesimo, a rendere questo
tato anche dal Varchi fin da' canto di sogno, dice poeti-
suoi tempi. La prima ra- camente Quando Si
gione n' che i suoni non si spegne la canzon de' filin-
possono definire a parole. guelli.
La seconda che la lingua
non ancora unificata tanto Borbottare: usato a si-
da raccogliere almeno le po- gnificare il verso o sussurro
che voci accettabili, che po- che fanno le oche quando
trebbero avere un significato pasturano.
pi o meno determinativo.
Cantare: l'emettere che
Anatrare: il verso dei fanno gli uccelli la voce
germani. (Savi, op. cit.). modulandola, specie quando
sono in amore. (V. Verso).
Biasciare: stato detto
per indicare quel sommesso Canto: riferito agli uc-
cantare, che fanno la sera, celli: il modulare che fanno
sia gli uccelli liberi, sia la loro voce negli amori.
quelli di gabbia, quando ri- Molto genericamente vien
posano come addormentati. detto anche per Verso; (v.
Altri usano Ciangottare nel- nota a questa parola). Uc-

326
celli da canto: quelli che si cessario che i richiami nel
tengono, perch richiamino tempo del passo non solo
col canto modulato. Ma usa- cgolino o fischino, ma can-
si anche genericamente per tino... .
quelli da verso Il frin-
guello spincione un ri- Cinguettare: si usa a in-
chiamo da verso. dicare anche le voci, che
non son canto n verso ben
Chiocchiolio: il chioc- determinato di uccelli, spe-
colare di merli, fringuelli ed cie se sieno confuse. Il lie-
altri volatili. to cinguettare e lo stizzoso
garrire de' passeri.
Chioccolare: il primo
verso che fa il merlo.. Ma Ciuire: il verso di certi
non solo il merlo che animali e uccelli i quali e-
chioccola; anche i fringuelli mettono un sibilo sottile as-
chioccolano, specie vo- sai pi che lo zirlo del tordo:
lando. e che perci fu detto anche
zirlare. La tordina zirla
Chiurlare: fare il verso ciuisce.
dell'assiolo chi, chi .
Coculare: fare il verso
Ciangottare: quel can- del coculo, il quale coc, e
tare sommesso che fanno gli niente affatto cuc, come si
uccelli o provandosi a canta- crede e scrive generalmente.
re in versi, o quando stanno Se non credete alzatevi a-
per addormentarsi la sera. vanti giorno, e andate ad a-
scoltarlo. Udirete chiara-
Cigolare: dice il verso mente che la prima vocale
che fanno le alzavole. Il n. o e niente affatto u, com' la
verb. Cigolo. Il Savi seconda. E vi ci godrete
chiama Cigolare anche il perch dei coc, coc, coc
verso pi semplice che fan- ne infila centinaia.
no gli uccelli di richiamo,
ossia quello che generica- Fare il suo verso: dicesi
mente dicesi fischio. ne- degli uccelli, i quali tutti

327
hanno un verso singolare, rola, se non per approssima-
che li distingue da gli altri. zioni onomatopeiche. Da
Dicesi anche in forma pro- l'opinione del Savi pu de-
verbiale Ogni uccello fa il sumersi che sia venuto l'uso
suo verso . di Fischio a indicare ogni ri-
chiamo meccanico per rifare
Fischiare: il termine il verso degli uccelli.
col quale si denomina in ge-
nere ogni voce degli uccelli: Garrire: verso che emet-
e anche ogni richiamo che tono certi uccelli per stizza,
fa loro l'uomo sia con la per dolore, per timore, per
bocca sia con gli strumenti. lamento. Anche per Grida-
I quali anch'essi sono chia- re. Il n. verb. Garrito.
mati genericamente Fischi.
Cos si dice Fischio per le Garrito: n. s. il verso e
lodole, pei pivieri. pi lo strido di terrore, di
dolore, di stizza, di minac-
Fischiare: il verso dei fi- cia, che fanno certi uccelli.
schioni o bibbi (Savi). Garrito di cattura: quello
che fanno quando sien presi
Fischio: voce di vastis- da l'uomo o da qualche ani-
simo significato, quan do male.
vien usata relativamente a la
caccia. Il Savi l'usa a deno- Glottorare: latinismo
tare il verso d'ogni uccello. italianizzato, a indicare il
Ma, se questo facile, ri- verso della cicogna. Il
man per sempre pi diffi- Tomm. ne d esempi.
cile la denominazione sin-
gola dei differentissimi versi Gorgheggiare: modulare
degli uccelli, per i quali, la voce cantando come fan-
purtroppo la lingua non ha no tanti uccelli e meglio di
vocaboli sufficienti e atti a tutti 1'usignolo, che gli anti-
farceli intendere specifica- chi chiamarono per questo
mente, per la ragione essen- l'aedo, ossia. il cantore. Il ri.
zialissima che i suoni non si verb. Gorgheggio.
possono definire con la pa-

328
Gracchiare: il verso dei piare, il quale ha suono pi
corvi. vicino e consono.

Gridare: dicesi special- Gufare: la voce del gu-


mente del verso dei rapaci. fo.

Grugare: la voce dei Imitare il verso: la dote


piccioni e anche delle tor- di certi uccelli, i quali, per
tori. mimesi, imparano e rifanno
il verso di altri. Il merlo
Grugliare: uno dei ver- maestro nell'imitare i versi
si che fa a lodola ed quello di altri uccelli.
che ha maggiore variet di
significati. L'altro un deli- Martellare: uno dei pa-
catissimo po. Il grugliare recchi versi del merlo, che
prende toni differenti se- somiglia appunto al pic-
condo i sentimenti diversi, chiare del martello.
che vuol manifestare. Perci
lo troviamo anche nei dia- Migolo: il secondo ver-
letti, sia pur sotto forme ap- so o suono che emette le-
parentemente diverse: nel vandosi il beccaccino, so-
friulano, dove Ciorle vuol migliante appunto al mia-
dir lodole nel romagnolo golio del gatto. Dal verbo
Ciorlena, dim, dell'antece- Miagolare usato esso pure
dente, significa lodola ap- figuratamente in questo sen-
paesata: nel bolognese so stesso. (v. Succio e Suc-
Sgherler che vale fischiare a ciare).
le lodole. Per contrario l'al-
tra voce po non ha denomi- Pipilare: rende col suono
nazione nella nostra lingua. il pi pi pi che fanno certi uc-
N potrebbe rendersi con celli.
pipilare, il quale ha un si-
gnificato onomatopeico di- Pispilloria: fu usato, e
verso; perch pi pi pi, non forse, potrebbe esserlo an-
il pio pio della lodola. cora, per quel pispissare
Esiste per anche un Pi- rumoroso che fanno molti

329
uccelli insieme, ad es. i pas- provando.
seri quando si radunano a
l'albergo. Sfringuellare: cantare a
la distesa come fanno gli
Pispissare: il sommesso uccelli a primavera. Dicesi
pissi pissi che fanno certi de' fringuelli, di altri uccelli
uccelli. Fors'anche quel e figuratamente Cantare
sommesso cantare ch'essi in versi.
fanno in certe ore di siesta o Soffiare: un verso dei
la sera prima di addormen- germani.
tarsi, e che chiamato anche
Ciangottare. Ma quest'ul- Spincione: quel frin-
timo creduto figurato se ri- guello che non canta in ver-
ferito ad uccelli. - Uno dei si, ma fa solo quel verso
versi delle rondini. spinc spinc, col quale invita
a posarsi, pare, quelli di
Pispolare: fare il verso passo. Si trova usato anche
della pispola. fischiare ad Squincione.
uccelli con la Pispola, che
un richiamo meccanico da Spittinare: il verso che
rifarne il verso. fa il pettirosso.

Pupilare: la voce del pa- Stiacciare: in Toscana


vone. usato a denominare il verso
del frosone.
Raschio: il verso del
barbagianni Stridere: usasi in genere
a denominare il verso dei
Schiamazzare: l'emet- rapaci. - dicesi anche delle
tere voci alte e scomposte voci che fanno i tordi dello
che fanno certi uccelli quali schiamazzo quando, gli
il merlo, la ghiandaia, le o- mostrata la civetta.
che.
Schioccolare: dicesi spe- Strombettare: 1'unica
cie dei merli, i quali cantic- voce italiana che possa tra-
chiano a mezza voce come durre il Gingrire latino, il

330
quale significava il verso cesi, come i romagnoli, cer-
delle oche. Giacch Gin- to da tale suono, chiamano
grire, anche usato in ita- quest'uccello capretta (che-
liano, sempre voce latina; vrette). I Toscani stessi de-
schiamazzare indica non il nominano il verso col verbo
loro verso caratteristico, ma sbecciare. Ora questo, forma
il vociare e dibattere 1'ali, dialettalissima par provenire
che fanno insieme. Da esso da Beccia, capra. E perci
poi si pu derivare il verbale darebbe ragione ad accettar
Strombetto, che rende assai Belare e Belato come voci
bene il verso di questi ani- proprie.
mali, risonante, cos metal-
lico pe' cieli marini e palu- Taccolare: il verso delle
stri nelle serenit tranquille taccole, cornacchie minori.
e luminose della nostra Ita- Ma detto in genere delle
lia. cornacchie.

Stroncone: detto il Tortoreggiare: il verso


fringuello il quale non rifi- della tortora. E c' anche il
nisce il suo cantare in versi: s. Tortoreggiamento.

Succio (e Succhio): uno Trillo: il cantare in versi


dei due versi che fa il bec- dell'uccello risultante da la
caccino levandosi, uguale successione vicendevole e
pel suono a quello che si fa rapida di due sole note con-
con le labbra succiando con tigue (Tomm.).
violenza. Succio lo stes-
so che succhio ma come Tubare: il verso dei co-
bene nota il Petrocchi ci si lombi e delle tortore
sente di pi il suono.
Nota. La voce del bec- Verso: la voce che in ge-
caccino denominata diver- nere fa pi spesso un uc-
samente ne' diversi paesi. cello e che serve a distin-
Certo che essa ha una guerlo col solo udito da tutti
grande somiglianza anche gli altri. Es. quasi prover-
col belato; tanto che i Fran- biale, Ogni uccello fa il

331
suo verso. Le varie voci scondersi. Dicesi anche Se-
con le quali corrispondono gno del rapace.
tra loro gli uccelli con into- Il Verso dunque non
nazioni di diverso signifi- propriamente i1 canto nono-
cato. Cos c' il Verso di a- stante che anche i dizionari
dunata, col quale richia- pi autorevoli li facciano si-
mano i compagni ad ab- nonimi. II Tommaseo (N. 10
brancarsi. II verso di al- a questa voce) dice Verso,
larme, col quale annunziano il canto, il gorgheggiare de-
un pericolo. Il verso di av- gli uccelli ma la Crusca a
viso, di cui un esempio la Canto e Cantare definisce
voce di quelli tra loro, che Modulare, la voce che fan-
sono posti come sentinelle no gli uccelli. Ed giusto,
avanzate del branco, che pa- e se ne deve tener conto,
stura (tipico quello delle tanto pi che in questa ma-
cornacchie). Il verso di fuga teria delle voci degli animali
quello delle sentinelle pi la nostra lingua non solo
vicine al branco, al suono povera, ma incertissima. Il
del quale tutti prendono il Pananti maestro degli uc-
volo. - Il verso di invito, cellinai, notando certo la di-
suono dolce, quasi affet- scordanza di opinioni, avvi-
tuoso, col quale gli uccelli, sava che si dice Cantare in
che godono una buona pa- versi degli uccelli, i quali
stura, invitano gli altri, che modulano musicalmente la
passano, a venire a goderne. voce gorgheggiando, tril-
Il pio che fan le lodole per lando, facendo le volate. E
richiamare le compagne in tutti questi ultimi vanno sot-
volo n' un esempio vivo to la denominazione di Ver-
per la soavit espressiva del si d'amore. Ma nelle frasi
suono. - Il verso di ri- Verso sostituisce Can-
chiamo: la voce con cui ri- to, Tirare il verso: allun-
chiamano altri. Il verso di garlo compiendolo nella sua
sordina; quello con cui av- forma naturale. Stroncare
visano della presenza di un il verso: non condurlo a fi-
uccello di rapina, e che forse ne. E cos pure Compiere e
suona quale avviso a na- Rifilare il verso, il quale in-

332
dica modularlo in tutta la Zirlare: il verso del
sua estensione musicale. tordo. (v. Zirlo). I vocabo-
Nota. Di certi uccelli il lari danno Trutilare, ma un
nome stato desunto dal lo- latinismo di cui non c' al-
ro verso; poi si dimenti- cun bisogno; e sarebbe ridi-
cata questa derivazione o- colo oggi usarlo nella lingua
nomatopeica, e anche il ver- di caccia.
bo originale, da cui il verso
era significato andato in Zirlo: la voce che fa il
disuso. Cos di coculare, tordo, quando non canta in
far il verso del coculo: cos versi, non schiamazza per
di cuccumeggiare o cucco- spavento, e non fa il garrito
veggiare, far il verso della di cattura. Da notarsi: la
civetta, (e d'altri) la quale fa femmina fa uno zirlo solo, il
cuccomeo, cuccomeo. maschio ne fa due di se-
guito, ossia 1'addoppia. Il
Volata: progressione di zirlo, Un zirlo: quel tordo di
note fatta con somma velo- gabbia, che fa sola questo
cit. (Tomm.). verso, e si tiene per ri-
Zinzilulare: dicesi in To- chiamo. Si dice Zirlo e
scana di un verso delle ron- Zirlare anche del verso della
dini. (v. Pispissare). tordina (v. Ciuire).

333
CAPITOLO IX

TAVOLA METODICA SUI VOCABOLI DI


VOLO E VOLARE

Volare Frullare
a distesa Imbroccarsi
a dritto Impennarsi
a scioro Levarsi
a gioco Librarsi
di buttata Montare
sotto vento rote
sopra vento a scala
V. altri modi sotto a Volo Pianare
Abbassare e Abbassarsi Piombare
Alzare o Alzarsi Posarsi
Arrostare o Arrostarsi Prendere il vento
Ballettare Puntare il vento
Battere le ali Radere
Brillare Remare l'ala o le ali
Bordeggiare Rifrullare
Buttarsi Rimbalzare
Cadere Rituffarsi e Tuffarsi
Calare Roteare
Cascare Salire
Darsi al vento Saettare
Fare ala Sbroccare o Sbroccarsi
la farfalla Scappare
le passate Scollinare
il sette Sfrombolare
le tese Spaziare
i crocifissi Strisciare
Fogare Dare la fogata Svolazzare
Frullarsi Tesare

334
Volettare di salita
Volatore di ascesa
VOLO di ascensione
alto di scappata
basso di sfondata
coperto di struscio
disordinato Balletto
disteso Caduta
fugato Levata
imbroccato Passate (le)
leggero Rimbalzo
medio Ritornelli
muto Schizzo
ordinato Sfalconata
pesante Svolazzramento
piano Svolazzio
radente Svolazzo
scoperto Tuffo
solitario Volata
strusciante Volatura
ad appollaiarsi Battuta d'ali
a campanile Reggere il volo
a colonna Volatore
a dritto Suoni del volo
a distesa Buffata
a onde Buffo
a rote Fischio
a squilli Frombo
di borrita Frullo
di buttata Plauso
di compagnia Sfonfo
di migrazione Sibilo
di rigiro Soffio
di riposo Svolazzo

335
DIZIONARIO VOLO E VOLARE

Abbassare e Abbassar- n. verbale di aborrire for-


si: detto di uccello volante, matosi non nel cielo lonta-
indica lo scemare, volonta- nissimo delle radici supreme
rio o, no l'altezza del volo. delle lingue madri, ma nello
Calare e Cascare indica- svolgersi relativamente, vi-
no una deficienza di forze cino a noi della nostra lin-
(Dante del falcone Ahim, gua di caccia. Aborrita, co-
tu cali). me apparisce nella sua for-
Piombare il lasciarsi ma primitiva, e, come giu-
cadere ad ali chiuse: Saetta- stamente, scrive il conte
re, Percuotere, Fogare, lo Della Torre, romano de
scagliarsi dei rapaci su la Roma e cacciatore espertis-
preda. (V. q. v.). simo, termine laziale
comprovante la derivazione
Aborrita e Borrita nel- del termine dal latino, e
l'uso comune: il volo col formatosi come tanti altri
quale, specie gli uccelli ter- dal verbo aborrire, tal quale
ragnoli e quelli di ripa, fug- reddita da reddire, uscita da
gono con la maggior veloci- uscire ecc. Ed termine ve-
t loro concessa, e tutte le natico, e perci determinato
difese del volo, dinanzi al nel tempo da una forma di
cacciatore, il cui avvicinarsi caccia, per la quale era ne-
li spaventa. - (v. Tiro di bor- cessario denominare una
rita e tirare). La prima que- forma di volo importante ri-
stione che si fa su questa pa- spetto massimamente al tiro
rola, se debba dirsi Borrita con lo schioppo. Infatti lo
o Aborrita. Con buona pace Spadoni bolognese (1673) il
della etimologia scientifica quale primo definisce e de-
io penso che possano e deb- termina questo tiro e questo
bano usarsi tutte e due le volo, nota che esso principia
forme, perch ritengo che dal levarsi impetuosamente
Aborrita non sia altro che il da terra, che fa l'uccello, e

336
termina quando, presa tan- di borrita.
t'aria quanto gli basta, si d
al volo regolare. Arrostare e Arrostar-
L'aferesi poi borrita si sono usati nella lingua e
intesa facilmente per l'ana- con esempi autorevoli per
logia che ha con lodola volare violentemente agi-
per allodola e tant'altre, tandosi mossi da paura. In-
nelle quali la fusione della dicherebbero dunque una
vocale ultima dell'articolo borrita, una scappata, una
viene a fondersi con la ini- fuga scompostissima, quale
ziale del nome e la fa scom- nessun altro verbo italiano
parire nell'uso e nella pro- determina. Ma la parola
nunzia assorbendola. antica, e in questi tempi fu-
turistici non so se sia il caso
Alzare e Alzarsi: levarsi di proporne la riaccettazione
pi alto nel volo per sor- o il rinnovellamento.
montare un ostacolo o sot-
trarsi a un pericolo. - Dav. Ballettare, e pi usato
Colt. tos.196: Con andari Fare il Balletto, l'ultimo
coperti, perch gli uccelli atto che fanno gli uccelli
non alzino, ma striscino e acquatici nel posarsi su l'ac-
insacchino nella ragna. qua (v. Balletto).
Alzarsi a colonna: levarsi
verticalmente, che local- Balletto: l'ultimo atto
mente dicesi anche Incolon- che gli uccelli fanno volan-
narsi do nel posarsi su l'acqua:
battono le ali rimanendo per
Alzarsi e Alzata pare un momento con le gambe
che debbano usarsi pi a in- distese verso l'acqua, il cor-
dicare salire a maggior al- po dritto verticalmente in
tezza nel volo, mentre Le- modo che sembrano ballare.
varsi e Levata hanno il si- Fare il Balletto.
gnificato di principiar a vo- N. pratica. opinione dei
lare staccandosi da terra. In- pratici che gli uccelli, men-
fatti i Fiorentini e in genere i tre fanno il balletto, tengan
Toscani dicono di levata per l'occhio fisso a l'acqua dove

337
voglion posarsi, e perci del tutto indietro.
non guardino altrove. Perci
questo stimato il momento Brillare: il reggersi che
propizio pel cacciatore fanno certi uccelli immobili
d'imbracciarsi lo schioppo nell'aria, battendo le ali
per sparare. Moversi prima spessissimo. (Pananti).
sarebbe farsi scorgere e spa- Brillano i falchi in aria;
ventarli. brillano i sanmartini su l'ac-
qua. - Si trova anche Far
Battere l'ali: usato let- la farfalla, ma modo fig.
terariamente per volare. di cui, credo, non ci sia bi-
Sbattere le ali: vale Dibat- sogno, specie perch certe
tersi, ossia dimenarle agi- forme silenziose di volo
tandosi con violenza. In fal- vengon denominate anche
coneria la voce Sbattimento esse da la farfalla. L'usa an-
signific agitazione nervosa che il Bacchi Lega.
dei falconi mal sofferenti la
schiavit. il Deverberatio Buffata: il soffio e il
di Federico II. suono di vento che produce
un uccello o un branco di
Battuta d'ali: ciascuno uccelli passandoci molto da
dei movimenti di apertura, presso. (Fanf.). E dicesi an-
distendimento e chiusura che Buffo; ma questo val
d'ali, di cui il volo compo- forse meglio per un uccello
sto. - Va notato che Colpo solo o pochi, e Buffata pe'
d'ala non la battuta per branchi.
volare, ma la percossa data
da l'uccello con le ali. Potr Buffo: v. sopra.
avere il primo significato
solo se usato figuratamente. Buttarsi: dicesi del ca-
larsi e posarsi degli uccelli
Bordeggiare: voce fi- al suolo, su le piante o su
gurata presa dalla marineria: l'acque e per conseguenza
e indica Volare contro vento anche nelle tese. La Crusca
ma di fianco tanto quanto lo accetta senza esempi. v.
basti a non essere respinti Buttata, Posarsi e Rimetter-

338
si. In buttarsi per c' un po' casca dal ciel falcon manie-
l'idea dell'impeto volontero- ro, Che levar veggia l'anitra
so, che hanno gli uccelli o il colombo.
credenzoni nello scendere
alle tese. Posarsi invece di- Coppo: nel md. Far cop-
ce solo l'atto quieto dello po dicesi del volare che fan-
scendere a terra o sui rami. no certi uccelli tenendo le
ali ferme e volte in gi,
Cadere e Caduta il pre- quando vengono a le tese
cipitare dal volo che fanno i per buttarsi; e pi che tutto
falconi in groviglio con la dicesi delle anatre.
preda, o avventandosele
contro, mentr'essa si lascia Darsi al vento: lasciarsi
cadere. E se t'avvien buono trasportare dal vento.
lo sparvieri, guardati di far-
gli prendere colombo in su Fare ala: dicesi degli uc-
torre, perocch spesse volte celli che movono o abbassa-
se ne guasta per la grande no le ali a coppo per posarsi.
caduta che essi fanno, Analogo a Far le tese e Vo-
Brunetto L. 5. 11. lare di Buttata. Far la far-
falla, battere le ali sospeso
Calare e Calata l'abbas- in aria senza moversi dal
sarsi e scendere verso terra posto. Bacchi L. p. 186. Il
degli uccelli volanti. Ab- Pananti dice e forse pi pro-
bassarsi nel volo, ma con il priamente Brillare.
senso di deficienza o di
comparazione, che manca o Far le passate: cosi chia-
pu mancare ad Abbassarsi. masi il passare e ripassare
Dante Ohim tu cali detto velocemente che fanno certi
al falcone stanco o inetto. uccelli abbrancati sui giochi
delle tese per prender vento
Cascare: nel significato a buttarsi o esplorare il sito
di lasciarsi cadere da 1'aria (v. Palude).
verso terra, ossia usato
come sinonimo di Piombare. Fare il sette: indica il
Ariosto. O. F. 2. 50. Come modo con che si ripongon

339
dal volare certi uccelli, quali da: altri come i rondoni pre-
i beccaccini e la beccaccia. cipitandosi in basso e risa-
Essi si lascian cadere a lendo per gioco o in gara di
piombo fin presse il suolo, volo con altri v. Fogata. (v.
poi, con volo radente, vanno anche Saettare, Tuffarsi, Ri-
a riporsi a qualche decina di tuffarsi, Rimbalzare).
metri dal punto dove paion
cadere. Va notato per che Frullare: neutr. dice cosi
in tal modo essi descrivono, il romore che fan volando
s, un sette, ma rovesciato. II certi uccelli, come anche il
modo dunque non del tutto volo. - Non par giusto per
proprio. far derivare il volo dal ro-
more, e non questo da quel-
Far le tese: usato dagli lo. Il Tomm. definisce Ro-
struccieri settentrionali no- moreggiare dei volatili con
stri, e credo debba intender- Pale volando [Non da feru-
si non volare a distesa con la, ma imitativo di corpo
l'ali aperte e ferme, ma vola- mosso a quel modo]. Egli
re per buttarsi abbassandosi dunque ammette, che il suo-
ad ali tese a lungo, dopo una no proviene dal moto.
o poche battute d'ali; perch Prendere il volo, specie per
questo appunto il modo fuggire.
come volano di buttata certi
uccelli. Differisce dunque, Frullarsi: il volo impe-
secondo me, dal Fare i cro- tuoso che fanno certi uccel-
cifissi, perch questo volo li, per sfuggire a chi li scac-
fatto in aria e molto in alto. cia, imprimendo al proprio
Lo Sforzino dice Fan tese corpo un movimento semi-
o crocifissi abbassandosi circolare (come le starne, la
con lunghissime tese di ale beccaccia, il tordo).
p. 6 2. Nota. Anche le anatre si
frullano, ma alzandosi verti-
Fogare: detto di uccelli calmente. Leonardo, ne' suoi
vale il loro avventarsi con studii sul volo, aveva gi
volo impetuoso. I rapaci fo- scritto che l'uccello si leva
gano contro o sopra la pre- alto con moto circolare a

340
uso vite. E parla sempre di che lo significhi. Perch Fa-
darsi (l'uccello) moto cir- re un campanile indica l'al-
culare ossia semicircolare: zarsi verticalmente, si, ma
fa due mezzi cerchi uno a l'alzarsi da terra, ed sino-
destra, uno a sinistra con lo nimo di Alzarsi a colonna
stesso movimento che certi o Far la colonna.
nuotatori fanno in acqua.
Dunque il rifl. p. la forma Levarsi e anche Levare,
vera e corretta pi del neu- in significato neutro, dice il
tro Frullare, che i pi usano. Sorgere che fanno gli uccel-
Es. Allora le starne nova- li, e anche i quadrupedi, da
mente cantano, e spesso an- terra per cambiar luogo. - I
cora di novo si frullano, e Toscani, specie i Fiorentini,
posate ricantano Orn. tos. l'usano non giustamente per
Savi. Borrire, che volo di timore
e di scampo, e perci volo
Frullo: Il modo di volare di fuga violenta. - Levare
che fanno gli uccelli frul- poi, in significato attivo, va-
landosi; e per conseguenza le far scovare o far volare
anche il romore dato da una fiera o un uccello.
questa forma di volo. bene
ricordare che il frullo un Levata: propriamente
volo, com' dimostrato dal lo staccarsi pacificamente a
modo Tirare al frullo o a volo da terra che fa l'uccel-
frullo, che significano, nel lo, quando non sia scacciato
momento che l'uccello o tormentato. I Toscani, o
scappa frullandosi. meglio i Fiorentini, l'usano
impropriamente per Borrita:
Impennarsi: verbo ita- senza tener conto che il si-
liano usato fin da Dante. Ri- gnificato specifico di Borri-
ferito a Volo e Volare credo ta cosi importante nella
che debba determinare l'al- caccia, che non pu essere
zarsi verticalmente che fan- confuso con quello generico
no certi uccelli, mentre sono di levata (v. Borrita).
gi alti nell'aria, volo questo
che non ha altro vocabolo Librarsi neut. pass. Met-

341
tersi, stare in equilibrio; det- uccelli che voglion riporsi,
to pi specialmente di chi si quali sarebbero i beccaccini
regge sulle ali (Crusca). la beccaccia. Questi ultimi,
Librarsi a volo su l'ali = vo- se giunti presso terra ripren-
lare reggendosi su l'ali tese dono il volo strusciando, e
solo con qualche oscil- vanno a posarsi a qualche
lazione e flessione del corpo distanza dalla caduta, si dice
e della coda. che Fanno il sette.

Montare: alzarsi sempre Posarsi: (v. gen.).


pi nel volo. - Sinonimo di
Salire (v. q. v.) che usata Prendere il vento: (v.
anche da Leonardo. Palude).

Pianare: volare reggen- Puntare il vento e con-


dosi su le ali tese e in appa- tro vento: Il modo di vo-
renza non mosse: e anche lare che usano certi uccelli,
sostenersi in aria e restarci quando sono costretti di
immobile ad ali tese. Lo di- volgersi del tutto contro un
cono un francesismo e un vento troppo impetuoso. I
neologismo: ma viene dal corvi sparpagliati strisciava-
latino planare, che significa no a terra puntando contro
rendere piano, e perci non vento . Infatti anche i bec-
solo dev'essere accettato, ma caccini, costrettici dal timo-
necessario accettarlo. re, qualche volta fuggono
radendo terra e puntando il
Piombare: lasciarsi ca- vento.
dere a piombo o quasi dal
volo come fanno certi uccel- Punta: riferito a voli
li sia per predare come per d'uccelli significa branco.
posarsi o rimettersi (v. Fare Va notato per che non tutti
il sette). Anche il lasciarsi i branchi sono punte. Certo
cadere ad ali chiuse, pi o questa parola signific nel
meno perpendicolarmente a principio solo i branchi di
terra, o in aria (su la preda) quegli uccelli, che volano in
che fanno i rapaci, od altri due file formando un angolo

342
acuto: poi specie, in certe doli nell'aria, ha insegnati a
regioni il vocabolo si estese l'uomo di fare nell'acqua,
a tutti i branchi; mentre do- cosi per le imbarcazioni,
vrebb'esser proprio solo di come pure pel nuoto. E lo
quelli, i quali, nel volo di dice al foglio 6 Tale offi-
migrazione, volano in or- cio fa l'uccello coll'alie e
dine di triangolo per vincere coda infra l'aria, quale il
meglio il vento con la punta. nuotatore colle braccia e
Es. Punte di oche e di ger- gambe infra l'acqua. Del
mani cfr. Puntare il ven- resto Plinius H. N. dice ap-
to. punto che si attribuisce ai
Nota. Punta per branco milvi l'aver insegnato l'uso
domina a Roma e nel Lazio; del timone per le navi con le
ma se quest'uso serve a pro- flessioni della coda, la quale
vare la derivazione del vo- dimostrava il vantaggio che
cabolo da acies latino, di- si poteva ritrarne.
mostra anche, che solo l'or-
dinanza del branco a punta Rifrullare: il rifuggire
rende propria la parola: e degli uccelli mentre accen-
per tutte le altre forme la nano a buttarsi o ad
rende impropria. avvicinarsi agli allettamenti.

Radere e Volo radente: Rimbalzare: indica il ri-


il volare rasente terra o salire impetuoso, che fanno
qualche altra superficie. certi uccelli, quali i rondoni,
da un tuffo profondo nell'a-
Remare l'ala o le ali: tr. ria, il quale appunto si desi-
detto da Leonardo (cfr. il gna col verbo figurato Rituf-
latino Remigium alarum). farsi. Ed anche Rimbalzare
L'uccello batter due volte voce figurata.
1'alie in su quel lato, reman-
do 1'alia all'indietro. Cod. Rimbalzo: il risalire dal
Atl. 11. - Con questo modo volo che dicesi Tuffo, ed
il Da Vinci vuol certo signi- veloce e impetuoso quasi
ficare tutti i movimenti del quanto il Tuffo.
vogare che l'uccello, facen- Rituffarsi: lo sprofon-

343
darsi che fanno nell'aria con nardo insegna L'uccello,
volo fulmineo i rondoni ed che monta, sempre sta
altri uccelli, per Rimbalzar col1'alie sopravento e senza
poi, con impeto simile, in batterle, e sempre si move in
alto. Anche dicesi Tuffarsi. moto circulare . Codice At-
lantico.
Roteare: volare circo-
larmente. Dicesi anche Vo- Sbroccare e Sbroccarsi:
lare a rote. Salire a rote. indica il volo di scappata
che fanno gli uccelli arborei
Saettare: il volo con fuggendo da le piante e mo-
cui si scagliano i rapaci su la strandosi allo scoperto. Ana-
preda. - Voce figurata, ch'e- logo Tiro a lo sbrocco.
ra usata insieme con Per- Nota. Sbroccare e Sbroc-
cuotere nel significato di carsi sono nell'uso senza e-
scagliarsi e del pi antico sempii. Ma si possono giu-
Fiedere e Ferire. Questi ul- stificare con la propriet
timi tre si possono ritener classica d'Imbroccarsi. Per-
morti, ma Saettare, quale ch, se questo verbo fu at-
verbo figurativo, ha ragione tribuito ai falconi, dei quali
di essere vivissimo. Di Fie- solo scrissero gli antichi,
de, riferito ad aquila, d e- non si ha ragione di esclude-
sempio Dante, Purg. 9. re che esso, quale verbo ge-
nerico, esistesse anche per
Salire: riferito a volo, va- tutti gli altri uccelli. E, se
le riposativo o meno fatico- proprio imbroccarsi, ne con-
so. Salire a rote: roteando, segue che non meno proprio
che volo riposativo o me- debba essere il suo contrario
no faticoso. Salire a scale: Sbroccarsi; il quale dice
portarsi pi alto battendo le tante condizioni di tiro, do-
ali verticalmente e spesso, po l'invenzione dello
per poi riprendere a roteare. schioppo.
Quest'ultimo modo il pi
faticoso, perci i rapaci l'al- Scappare: fuggire, uscire
ternano col roteare, che per o andar via con velocit, con
loro volo riposativo. Leo- astuzia o di forza. (Tomm.).

344
proprio degli uccelli di gli a quelli del sasso lancia-
brocca, e ne indica la fuga to da la frombola, ossia
impetuosa, con la quale cer- fionda.
cano di sottrarsi a chi li
scaccia. Ed proprio anche Spaziare e Spaziarsi: (n.
di alcuni quadrupedi. Va no- ass. e n. passivo). Andar
tato che certi uccelli, i quali movendosi pi o meno libe-
hanno la scappata dagli al- ramente per uno spazio pi
beri, non hanno l'aborrita, o men lungo. (Lat. Spatior,
quando fuggono levandosi Expatior). Esempio. Qual
da terra. Tale la tortore, lodoletta che in aer si spa-
uccello velocissimo, che pe- zia Dante. Dicesi di uccelli
r non pu staccarsi da ter- volanti come fu detto dei
ra, perch ha le ali lunghe e falconi. Dei quadrupedi spe-
le gambe corte e inette al cie dei cani gli corrisponde-
salto necessario a lanciarsi rebbe Campagnare e forse
nell'aria quanto basta al volo Scampagnare.
regolare.
Strisciare: altra delle di-
Sciare: come Virare fese con cui gli uccelli cer-
voce mutuata da la naviga- cano di sottrarsi a un perico-
zione a significare Il volo a lo. - Suoi contrarsi sono Al-
l'indietro o i movimenti atti zare e Dar a l'aria. I tordi
ad arrestarlo e a voltarlo. strisciano a terra per sfuggi-
re a la rete del roccolo, ma
Sfalconata: volata impe- vanno poi a incappare nelle
tuosa, rapidissima, irregola- passate .
re, quale possono e san fare
solo i volatori pi forti. (Da Suoni del volo: sono i
falcone). Ne fanno i rondo- varii da cui il cacciatore pu
ni, i piccioni, la beccaccia i intendere che uccello sia
beccaccini, ed altri uccelli. quello che gli frulla o fugge
Ma solo dell'uso. o passa vicino, anche senza
vederlo. - Hanno dunque un
Sfrombolare: volare con valore pratico e non piccolo,
il moto e il suono che somi- in quanto, anche senza l'aiu-

345
to della vista, fanno cono- Buffo e anche sibilo de' pi
scere l'uccello non solo, ma leggeri.
la distanza a cui si trova.
Cosi negli appostamenti pa- Svolazzamento: lo svo-
lustri notturni o crepuscolari lazzare. Svolazzio: e il suo
si pu misurare con l'udito frequentativo.
un branco di palmipedi e
sparargli, se l'udito vi dice Svolazzare: volare
che sono a tiro. Le voci pi scompostamente e con qual-
usate a indicare questi suoni che rumore. Far voli pic-
sono - Buffata e Buffo: il coli e spessi.
soffio che vi passa presso
con suono breve che non ri- Svolazzo: gli esempi lo
torna. - Fischio: il suono a- accolgono solo nel
cuto di un vento veloce e significato figurato e al
durevole. - Frombo: strepito plurale; ma certo che nel
quasi rovinoso quale quello significato proprio e al
di una brigata di starne che singolare vuol dire uno
si levino d'improvviso e im- Svolazzamento solo. Ho
petuosamente. - Frullo: il visto uno svolazzo tra quei
suono del volo di uccelli che cespugli (Petrocchi).
si levino frullandosi, ossia
volando con un moto del Tesare: volare tenendo
corpo a vite (come diceva sempre o spesso le ali tese e
Leonardo). - Plauso: suono ferme. - Questo il modo di
simile a quello delle mani volare che fanno gli uccelli
aperte battute insieme, ossia quando scendono o volano a
dell'applauso. Caratteristico posarsi. Trovansi anche Far
quello della beccaccia. - le tese (v. questo modo) e
Sfonfo: il rumore un po' Volare di buttata.
quatto che somiglia al soffio Nota. Tesare non accet-
grave de' razzi pi grossi. - tato nei Vocabolarii; ma la
Sibilo: fischio leggerissimo, necessit di definire e singo-
ma anche acuto, come quel- larizzare tutti i modi del vo-
lo dei palmipedi pi veloci lo, creata da l'aviazione, do-
che passano alti. - Soffio: vr pure accettare anche

346
questo vocabolo definendo- cavit interna dell'ala, da cui
lo esattamente credesi venga trattenuta a
ogni battuta di ali la quantit
Tuffo: il precipitarsi o d'aria, che aiuta il volo.
sprofondarsi che fanno certi Questa concavit vien for-
uccelli nell'aria con impeto e mata da le penne remiganti,
velocit, grande. Al tuffo il fusto delle quali legger-
corrisponde il Rimbalzo, os- mente curvo in basso. Credo
sia la risalita non meno ve- che in italiano non ci sia de-
loce e impetuosa. Esempi ne nominazione corrisponden-
danno spessissimo i rondo- te.
ni.
Volare: il reggersi e mo-
Virare: volgersi sul fian- versi in aria, che fanno gli
co con prestezza, quando si uccelli con le ali e la coda;
in volo. - voce marina- - a distesa o a dritto: in li-
resca, ma necessaria a dar nea retta e a la stessa altez-
l'immagine anche del volo; za; - a gioco: per
ed ha pure il nome Virazio- godimento per sgranchirsi,
ne. L'uccello, come descrive per prendere aria (v.
Leonardo, fa questo movi- Sciorare); - di buttata: col
mento nell'aria. Ecco le sue volo che serve per buttarsi o
parole: Se l'uccello vorr posarsi; (in latino ad
voltarsi con prestezza in su insidendum Fed.); dicesi
l'un de' sua lati, e seguitare anche Venire o Andate di
il suo circular movimento, buttata; - sotto vento: col
esso batter due volte 1'alie vento contrario; - sopra
su quello lato, remando vento: col vento favorevole.
1'alia indirieto, stante (te- Nota. Gli altri modi for-
nendo) 1'opposita alia fer- mati con questo verbo si
ma, over con una sola batti- trovano sotto a la voce Vo-
tura contro a due della op- lo, essendo buona parte di
posita alia. essi comuni al nome e al
verbo.
Vola: voce latina, la Volata: tutta la durata di
quale denomina quella con- un volo, e fors'anche il mo-

347
do di essa. Volata di Rigi- lano sempre non molto lon-
ro: quella fatta dagli uccelli tano da terra e da l'acqua
per prender vento a buttarsi. come i gllinacei, le quaglie,
In falconeria dicevasi per i galli, i ralli e simili. Volo
Inseguimento a volo del fal- coperto: quello durante il
cone dietro a un uccello. quale l'uccello riman nasco-
sto al cacciatore dietro qual-
Volatore: che vola o che che ostacolo. Volo disor-
ha grande facolt di volare. dinato: di compagnia ma
Il rondone forse il pi senz'ordinanza. Sono disor-
forte dei nostri volatori. dinati: il Branco, il Branco-
ne, il Pallone; lo Stormo, la
Volatura: in falconeria Brigata, [la Famiglia, la
dicevasi Dar volatura ai Covata, la Chiocciata] (v.
falconi principiar a scio- queste parole). Volo diste-
glierli dietro gli uccelli. In so: quello piano a la lunga
latino sinonimo di Volo. (ossia quando debbono per-
Ma in italiano oltre il signi- correre viaggi lunghi). (v.
ficato storico falconiero po- anche Stendere il volo).
trebbe, credo aver quello in- Volo fugato: fatto con gran-
dicante il modo di volare. de impeto. Volo imbrocca-
to: quello che fa un uccello
Volettare: fare piccoli o tenendosi quanto pi pu
deboli voli. dietro le frasche o le broc-
che, molte volte per istinto
Volo s. m. La facolt che di difesa. Volo leggero:
hanno gli uccelli in genere fatto senza fatica, quasicch
di reggersi e moversi nell'a- l'uccello fosse corpo pi leg-
ria per mezzo delle ali e del- gero dell'aria. Es. Difficile
la coda. Volo alto: quello il tiro agli uccelli di volo
a grande altezza e proprio leggero. Volo medio: de-
solo di certi uccelli. Uc- gli uccelli che volano o pos-
celli d'alto volo (v. Uccello). sono volare anche a una cer-
Falconi d'alto volo (vedi ta altezza. Tali sono i co-
Falconi). Volo basso: lombacci, i beccaccini, i pi-
quello degli uccelli che vo- vieri, le lodole, le anatre, le

348
tortore i tordi ecc. Volo sce a vite. Le anatre, la
muto: quello fatto senza ru- beccaccia e le starne s'alza-
more. L'uccello notturno no spesso a campanile. Si
ha in genere volo muto. dice anche Fare un campa-
Volo ordinato: quello di nile. Volo a colonna: si-
compagnia, fatto dagli uc- nonimo di A campanile.
celli in certe ordinanze, qua- Volo a dritto: quello in linea
li le Punte a triangolo; le retta, che anche dicesi A di-
Righe l'uno di fianco a l'al- stesa o Disteso. Volo a
tro; le Corone, in semicer- onda: quello di certi uccelli
chio pi o meno aperto; la i quali avanzano con colpi
Coppia, l'uno affiancato a d'ala, che ora li inalzano ed
l'altro. Volo Pesante: che ora li abbassano un pochet-
apparisce fatto con fatica. to. I fringuelli volano a on-
Volo piano: fatto dagli uc- de. Volo a Rote: fatta rote-
celli con regolarit e ritmo, ando sia per salire come per
mantenendosi sempre o scendere (v. di salita o asce-
quasi a la stessa altezza. sa). Volo a Squilli: si di-
Volo radente: che rasenta un ceva del volo impetuoso col
corpo Radente terra, l'ac- quale certi uccelli si getta-
qua. Volo scoperto: quel- vano ora da una parte ora
lo dell'uccello che vola sen- dall'altra. dunque voce an-
za che nessun ostacolo lo tiquata: ma purtroppo non
tolga a la mira del cac- ce n' altra che possa sosti-
ciatore. Volo solitario: di tuirla. Veniva dal verbo
un uccello solo. Volo stru- Squillare nel senso di sca-
sciante: detto per striscian- gliarsi, o fors'anche in quel-
te (v. Struscio). Volo ad lo di Soffiar forte come fa il
appollaiarsi: Quello che vento. Volo di Borrita (e pi
fanno la sera per portarsi a comunemente Borrita, solo)
l'albergo. Volo a cam- il volo di timore col quale,
panile: il borrire che fanno specie gli uccelli terragnoli
verticalmente certi uccelli e quelli di ripa, cercano di
frullandosi dinanzi al cac- sfuggire al cacciatore con la
ciatore, con un moto del maggior velocit, di cui so-
corpo, che Leonardo defini- no capaci, e tutte le altre di-

349
fese di volature irregolari no pianando e tesando. Volo
fornite loro dalla natura (v. di Salita o Ascesa o Ascen-
Aborrita gen.). Volo di but- sione: quello con cui gli uc-
tata: quello che fanno gli celli si alzano nell'aria verti-
uccelli quando calano per calmente o quasi. I rapaci
buttarsi a una pastura o a s'alzano battendo spesso le
una tesa (vedi Buttata a Te- ali, poi roteano ad ali aperte
se). Per il solito piegano le e ferme per riposarsi della
ali molto in basso facendo, fatica d'averle troppo battu-
come anche dicesi, Coppo. te. Le anatre salgono a cam-
Federico lo Svevo lo chiama panile frullandosi a vite. Vo-
ad insidendum. Volo di lo di Scappata: quello degli
compagnia: quello fatto da uccelli arborei, che con tutta
pi uccelli insieme. Volo di velocit fuggono dalle pian-
Migrazione: quello che, a te per sottrarsi a chi gli si
ritmo uguale e a non spesse avvicina. Volo di Sfondata:
battute d'ali, fanno gli uc- quello che fanno gli uccelli
celli tenendosi alti nell'aria e ne' boschi scappando bassi
procedendo dritti, quando tra gl'intrichi delle piante,
debbono percorrere grandi come volessero sfondarli.
spazii senza posarsi. Chia- Volo di Struscio: quello che
masi anche Volo di Viaggio rasenta il terreno, poi si rial-
e Volo disteso; il qual modo za alquanto, e ancora si
ultimo si spiega col si- riabbassa a strusciarci sopra.
gnificato di Volo dritto a Si usa anche per volo ra-
una meta lontana. Cfr. A di- sente il suolo.
stesa che significa dritta- Reggere il volo: poter
mente. Volo (e Volata) di durare a lungo a volare.
Rigiro: quello con cui gli Stendere il volo: prin-
uccelli prendono vento a cipiare a volare regolarmen-
buttarsi. Cfr. Far le passate. te, dopo aver fatto voli non
Volo di Riposo: volo pro- di viaggio, quali l'aborrita,
prio dei rapaci; i quali, dopo lo schizzo, il frullo, la scap-
aver faticato invano a inse- pata, la caduta.
guire e assaltare un altro uc- Tempi del volo: le varie
cello, si riposano dell'affan- forme con che esso vien fat-

350
to da gli uccelli, secondo i volare.
bisogni o i sentimenti, dai III - Unione di uccelli
quali mosso volando. - Ta- che volino insieme. Bei
li sono i segnati al paragrafo voli di pavoncelle e pivieri
precedente. lungo le spiagge marine.
II - L'azione e il fatto del

351
CAPITOLO X

TAVOLA METODICA SUI VOCABOLI DI CANE DA PELO

Cane da caccia o venatico Muta di riserva


pelo piena
leva mezza
inseguimento da stracca
seguito Accoppiare i cani
giungere Formare le mute
presa
assalto Porre i cani al guinzaglio
morsi Condurre i cani
sangue Lassa, Lasse (v. Lepre)
tana Sciogliere i cani
Sciolta (prima, seconda,
limiero ecc.)
bracco Mettere i cani al bosco
segugio
lepraiolo Accanare
levriero Riaccanare
cinghialaio Riaccanata

Caccia a pelo (v. a Caccia) Cerca


Caccia grossa (v. a Caccia) Cercare
a fiuto
Fiera e Fiere Fiutare
armate Fiutata
disarmate Fiutone
Alito
Coppia e Coppie (di cani) aereo
terrestre
Muta e Mute Assottigliare l'alito
leggera Perdersi
forte Odore
Sentore

352
Usta Rompere
Traccia Rompere i cani
filata e seguente Attraversare la traccia
intermittente Seguire la traccia
regolare Segnare
irregolare Trovare
fresca Perdere
svanita
che si annoda Falli del cane su la trac-
falsa cia
a occhio
a naso Tracciare (v. tr.)
al covo a occhio
di corsa o fuga a naso
di entrata Pedata e Pedate
di uscita incer-
del sangue te
anteriore chiare
posteriore legge-
re
Falli della traccia
Filo della traccia Pastura
Uscita della traccia - della notte o nottur-
Terreno che ritiene la na
traccia diurna
Abbandonar
Celare Passata
Battere la passata
Essere su Schiattire su la passata
Orma e Orme
Prendere la traccia a la Ormare
rovescia Ormatore
(Intorniarsi, Pesta
Attorniarsi) Seguire la, una pesta
Rimettere la traccia Intorniarsi e Attorniarsi
Riunirsi su Sbandare

353
Levare A canizza
Partire a canizza (v. Cin-
SUSSULTARE ghiale)
Leva Sguattire
Mettere a leva Schiattire
Dare sotto Nicchiare
Borere, borri, borro Abbaiare a fermo
Scovare perso
Scovatore Battere

Dar segno Voci dei cani


Segnare Seguitare
Segni vocali Inseguire
mimici Inseguimento
misti (v. da penna) Rifiutare (v. Cane da penna)
Squittire Spingere a le poste
Scagnare Ricondurre (v. a lepre)
Scagno Portare (v. a lepre)
Scagnio Riportare (v. a lepre)
Canizza Ceffo

354
DIZIONARIO DI CANE DA PELO

Nota. Premetto la trattazione del cane da pelo a quella del ca-


ne da penna, per la ragione storica che quest'ultimo apparso
secoli e forse millenni dopo al primo. Non si pu dunque inten-
dere con esattezza che cosa sia veramente il nostro cane da fer-
ma, se non si conoscano gl'istinti, gli atti, le azioni e i segni na-
turali del cane da pelo, ossia da fiere, e non si studino in relazio-
ne a quelli, che solo l'ammaestramento umano ha insegnato al
secondo.
A persuaderci di questa necessit, mi basti rilevare, che sono
occorsi non meno di quattro secoli per far intendere a l'uomo, e
solo in barlume, che altro segno era la punta del cane, ed altro la
ferma; e che anche oggi i pi dei cacciatori non si son resi conto
che la punta un atto naturale del cane cercatore, mentre la fer-
ma un'azione dimostrativa del cane, di cui esso d segno con 1'
irrigidirsi.
Avverto poi che nella compilazione, lessicografica di questa
parte della cinografia non sempre seguo l'esposizione per ordine
alfabetico, ma, quando mi par meglio, procedo con quella con-
cettuale delle cose, le quali hanno maggior importanza e mag-
gior analogia tra loro, estendendo il significato analogico anche
a l'avversit di concetto. Ci in quanto quest'ultima ha sempre
un valore dimostrativo pi pratico e ammaestrativo.

355
Abbaiare a fermo: la Dunque esempio decisivo.
voce singolarissima del cane
da fiere, il quale d segno al Accanare, e assai meno
cacciatore che la fiera usato Accaneggiare: lancia-
ferma e non si muove. - re, lassare, sciogliere, am-
Contro il cinghiale insor- mettere il cane o i cani die-
gnito nella lestra i cani ab- tro la fiera. - Riaccanare il
baiano a fermo. reiterativo (v. Prop. del
Monti Vol. I p. II p. 7. Part.
Abbaiare a perso: altra pas. Accanato, Riaccanato
voce del cane la quale tiene Cinghiale accanato. Le-
del lamento e dell'uggiolare, pre riaccanata da la sopra-
con cui avvisa o segna, di lassa.
aver perduta la fiera.
Acceffare: l'addentare
Abboccare: prendere af- violento dei cani da presa e
ferrare con la bocca (Cru- da seguito che voglion tene-
sca). E cita Olina Ucc. 51 re o uccidere la fiera.
Percotendo speditamente
con una pertichetta gli uc- Accoppiare i cani: unirli
celli, che son sotto, e che il a due a due sia a un guinza-
cane non avesse prima ab- glio solo, sia a due da scio-
boccato. - Ho citato l'e- gliersi per insieme.
sempio e la Crusca, perch
tra l'uno e l'altra, in grazia di Aiutare i cani: incitarli
quell'afferrare violento, po- dandogli la voce, chiaman-
trebbe apparire una diversit doli a nome, incoraggiandoli
di concetto. Ora l'esempio e mostrandosi presenti. Di-
esclude qualunque idea di cesi tanto de' bracchieri nel-
violenza nel significato di la caccia a le fiere, quanto
Abboccare. Ed io penso che del cacciatore in qualunque
sia proprio cosi. Il cane ab- altra caccia.
bocca gli uccelli vivi, cio le
quaglie coperte con la rete, Alito: l'odore emanato
senza far loro alcun danno, dagli animali che pu venire
per portarle vive al padrone. direttamente da essi oppure

356
dal terreno e dalle cose, fanno i cani con violenza
presso le quali essi sono sta- addosso a fiere o uccelli per
ti o passati. - Alito aereo: prenderli e ucciderli. As-
quello che il cane percepisce salto con la voce: il minac-
nell'aria sapendolo distin- cioso abbaiar de' cani contro
guere tra tutti gli altri, quan- le fiere che non vogliono
do cerca a vento. Alito ter- uscire dal covo, o che ferme
restre: quello che nella cer- resistono Cane da assalto
ca a fiuto sa trovare su la (v. Assalire).
terra o da le cose in cui
l'hanno lasciato gli animali Attacco: l'assalto dei ca-
passando. Assottigliarsi ni e dei cacciatori contro
1'alito (della selvaggina) una fiera. Attacco diretto:
vuol dire affievolirsi. Per- quello contro una fiera che
dersi l'alito: venir meno del si cerca di trovare nel covo.
tutto. Alito il termine fon- Rinnovare e Rinfrescare
damentale cosi in greco At- l'attacco: ripeterlo. Ma nel
ms come in latino Halitus: secondo verbo c' l'idea di
e su di esso i Greci fonda- farlo con qualche forza o
rono i due modi di cercare mezzo nuovi dovuti sia pure
del cane: cerca a vento e a un riposo, o a una corre-
cerca a fiuto. zione di qualche errore. La
parola accettata dal-
Assalire e Assaltare: il l'autorit del Tommaseo, il
dare addosso che fanno i quale cita un esempio clas-
cani a le fiere per morderle, sico del Redi I cacciatori
tenerle o ucciderle. tutti a gara supplicarono che
Nota. Si dice per solo fosse loro permesso di anda-
Cane da assalto, e non da re all'attacco di quelle fie-
assalimento; e hanno assa- re.
lito meglio che hanno as-
saltato. Perci Levriero da Battere: indica cosi l'in-
assalto, e Levriero da corsa seguimento del segugio die-
o leggero. tro la lepre, come quello di
altri cani dietro altre fiere.
Assalto: il lanciarsi che Ma rispetto a la lepre dice

357
l'inseguimento e tutte le voci na in quanto quest'ultima ha
distintive di esso, che sono carattere comunistico relati-
avvisi importantissimi per il vamente a tutti gli abitanti
cacciatore. Battere la le- del luogo, dove vien fatta.
pre, il cinghiale, detto di Per conseguenza tutti i par-
carte, inseguirli come ri- tecipanti ad essa vi coopera-
chiede la caccia. Battere no anche con uffici diversi,
su la pesta dei compagni: acquistando con ci diritti
il vizio dei segugi giovani di uguali su la preda (vedi
schiattire su la passata dei Braccata). Nella cacciarella
loro compagni, che li hanno invece le mansioni inferiori
preceduti invece che su sono affidate a prestatori
quella della fiera levata. Ed d'opera pagati, e perci gli
errore, perch trae in in- ufficii restano singolarizzati,
ganno i cacciatori, in quanto ed hanno nomi diversi da
lo schiattire l'avviso che si quelli della braccata. La de-
levata e s'insegue la fiera. nominazione Cacciarella ha
Borere (borsi, borso): la sua ragion d'essere nel
il verbo proprio della no- fatto, ch'essa una forma
stra vecchia lingua cinegeti- molto ridotta delle grandi
ca, col quale si determinava cacce signorili di un tempo;
il fatto di cani e d'uomini, una di quelle forme venati-
che volontariamente mette- che, che le democrazie po-
vano a leva fiere o uccelli, polane seppero conquistarsi
ossia li scacciavano, li po- contro il privilegio nobiliare
nevano in caccia. - Vedi no- de' feudatari. Perci il dimi-
ta al verbo Levare. nutivo ha un significato sto-
rico e sociale ch' bene non
Cacciarella: term. lazia- dimenticare.
le, e in parte anche marem-
mano. la caccia di compa- Cane: il notissimo ani-
gnia pi modesta, che vien male domestico. Qui si parla
fatta al cinghiale con lo solo di quello atto o usato a
schioppo, le poste, gli scac- cacciar le fiere. Le denomi-
cia, i cani e i bracchieri. Dif- nazioni principali di questi
ferisce da la braccata tosca- sono le seguenti (in italia-

358
no). rori chiamati bracchetti o
catelli: e la voce Catello
Cane Bracco o (solo) non signific, pare, ca-
Bracco: forse il pi antico gnolino (da un diminutivo
dei nostri cani da caccia, an- latino di canis) ma fu pretto
zi da tutta caccia. sinonimo di bracchetto; os-
In origine fu cane da pe- sia bracco leggero da penna,
lo, come dimostrerebbe la che si distingueva dal brac-
derivazione del nome da co grosso da sangue o da
fango, insoglio ossia luo- fiere o da morsi, come an-
go dov'esso andava a che fu detto.
ravvoltolarsi, come fanno il Per la storia. Che il Brac-
cinghiale e l'orso, alla caccia co fosse cane da pelo, e da
dei 'quali il bracco serviva. penna, da leva, da insegui-
La voce Brac provenzale e mento da presa lo provano
la germanica Bracho e Brak le specificazioni che se ne
significano appunto panta- davano. Bracchi da uccello,
no, palude. Ma la falconeria ovvero (disgiuntivo); Brac-
us i pi leggeri e deboli di chi da rete; Bracchi da
questi cani per aiuto ai monte (per caccia a le fiere);
falconi, e li chiam brac- Bracchi da correre (i segugi
chetti da uccello, ossia da pi veloci per voltar le lepri
falcone, iniziandoli alla cac- e simili); Bracchi da mor-
cia a penna. Da questa cu- dere (da presa o da sangue).
randone il puntare ne fece a
poco a poco il Cane italiano Cane cinghialaio:
da rete, precursore dei no- qualsiasi cane anche senza
stri puntatori e fermatori. Il razza, ma abile a cacciar il
fatto che il bracco fa- cinghiale.
cilmente perde la ferma, sta
a dimostrare questa sua ori- Cane levriero: (v. a le-
gine (non bene corretta per pre)
vera e propria selezione) da Cane Limiere e Li-
un cane da pelo. miero: il pi antico dei cani
Infatti nella lingua italia- indicatori, ossia di quelli
na i primi cani da penna fu- usati a trovare e indicare i

359
luoghi dov'erano le fiere. Cerca ogni traccia, e la se-
Era un cane di buon odo- gue, tirandosi dietro col
rato; che, tenuto a un guin- guinzaglio il cacciatore, che
zaglio molto lungo da un l'accompagna, fino alla fie-
cercatore, si conduceva a ra. E, appostata questa in si-
trovare e vedere i covi delle lenzio e di soppiatto, gli fa
fiere. Queste poi cos appo- intendere dov' prima con la
state venivan cacciate dopo, coda poi col naso. Di lui
ritrovandole facilmente per pure la frase ductorem
mezzo di segni (fatti con ducit.
frasche) dal conduttore del Il nome limiero lo de-
limiero. Era cane muto. rivano da ligamen, il lungo
Lo derivano da ligamen, guinzaglio, con cui era con-
il lungo guinzaglio, con che dotto, e che noi dovremmo
era condotto, e a sua volta dire la lunga. I Greci lo
conduceva il cercatore. Il chiamarono Embibasts e i
nostro Boccamazzo defini- latini Canis inductor.
sce questo cane cosi Il li-
miero un cane, il quale d Cane Montiero: voce
notizia al padrone dove le che trovasi negli scrittori
fiere son passate, et dove dell'ultimo medioevo e dei
sono entrate et dove son primi secoli dell'evo nostro,
ferme (secolo XVI). Ma il provenutaci dal latino basso
primo cenno ne fu dato dai Montarius e forse anche da
Greci, ai quali seguirono lo spagnolo Montero. Signi-
Grattio poi Plinius, di cui, fica cane da bosco o da
merita di essere conosciuta macchia, perch fino al
la descrizione vivissima, che 1600 la caccia alle fiere si
riporto e traduco. faceva con le reti, i cani e
Scrutatur vestigia atque gli uomini ne' boschi, e que-
persequitur, comitantem ad sti erano solo in alto. In bas-
feram inquisitorem loro tra- so c'erano i campi ossia le
hens; qua visa, quam silens largure da coltivarsi. Dicesi
et occulte, sed quam signifi- anche Montiere.
cans, demonstratio est cauda
primum, deinde rostro. Cane muto: il segugio

360
o altro cane da fiere che le se, ed ancora, cane da pe-
insegue senza sguattire o lo. Ma siccome in fatto
senza alcun segno vocale. una stessa cosa col bracco,
Anche quello che in altri atti accadde sul declinare del
della caccia non d segno medioevo che la grande arte
vocale; la qual cosa pu es- dei falconieri, scegliendo di
sere naturale a una razza, loro i pi leggeri e sensibili
come pu essere peculiarit di naso, ne creassero anche
di un cane, e pu essere an- il cane da uccello, ossia
che un difetto. V. Battere e quello, che veniva dato per
Celare la traccia. Cane compagno ed aiuto al falco-
muto su la traccia o su la ne (uccello) nella sua cac-
passata: quello che non d cia. Da questo poi sotto al
segno vocale quando trova nome di bracchetto apparve
la traccia e quando la segue. nel secolo XIII il cane da re-
te creando la uccellagione
Cane Segugio: oggi cinegetica, ossia l'arte di
il canetto da leva insieme e prender vive, con la rete det-
da inseguimento, che usia- ta strscino, quaglie starne e
mo per la caccia a la lepre, simili.
fatta a la posta da uno o pi Nella lingua, a prova che
cacciatori, o a giro da uno segugio e bracco in origine
solo. Ma sono segugi anche sono lo stesso cane, fu detto
i bracchi da volpe e simili. promiscuamente cane e
il primo cane che abbia bracco da rete.
avuto veramente l'onore di Oggi il segugio si mol-
entrare nella letteratura clas- tiplicato in molte razze sele-
sica, studiato nelle sue virt zionate, e tutte in genere
e nella psicologia da un bravissime per la caccia alla
grande maestro. Il Cinege- lepre. E, se vero che la vir-
tico di Senofonte pu chia- t principale del cane
marsi veramente l'apologia quella di dar segno al pa-
dei segugi grandi e piccoli, drone, ossia di avvisarlo di
quando non si faceva altra quanto sta facendo nella
caccia che quella a le fiere. caccia, si deve riconoscere
Fu dunque in origine, rima- che nessun altro cane sa vo-

361
calmente corrispondere col gnificare quello che ha corsa
cacciatore, anche non visto, cosi veloce da raggiungere
come fa il segugio nella la fiera che caccia. Specifi-
caccia a pelo. catamente sono cani da
Bisogna aver vissuto le giungere i Veltri e i Levrie-
ore della posta alla lepre in ri.
collina nei sereni mattini di
ottobre, e aver udito trepi- Cane da inseguimen-
dando quelle voci, dal primo to: quello che, trovata a na-
squittire all'abbaio trafelato, so o a vista la fiera, la inse-
vagar per le macchie fonde gue, sia per dar agio al pa-
e rieccheggiare da le rupi drone di prenderla o ucci-
lontane a le cime gioiose di derla, sia per ricondurla a lui
arie e luci purissime, per in- in modo che possa spararle.
tendere quale amico devoto In latino Canis Fugax.
e confortativo sia il cane pel
cacciatore. Segugio inse- Cane da leva: quello
guitore quello abile molto che ha per istinto di trovare
nell'inseguimento. - scova- a fiuto fiere o uccelli cer-
tore quello abile a scovare la candoli, e di levarli, inse-
fiera. E pu essere scovatore guendoli o no, secondo che
al coperto, ossia di animali comporta la caccia, per cui
che sono nascosti, come a lo usato. In latino Canis Fuga-
scoperto ossia di animali a tor.
covo, si, ma scoperto. Nota. Il cane da leva nel-
la caccia a penna con lo
Cane da braccata: schioppo non dovrebbe mai
buono per la caccia al cin- inseguire gli animali levati:
ghiale in braccata. - Sono quello da pelo deve seguirli
buoni tutti i cani, specie sempre, quando non sia pre-
quei bastardoni, in cui entra sente il cacciatore.
un po' di sangue del bracco
da pelo. Cane da pelo: quello
che o per razza o per amma-
Cane dal giungere: estramento atto a cacciare
definizione generica per si- le fiere armate e disarmate.

362
Sono cani da pelo quelli da finch levi la selvaggina,
presa, da inseguimento, da che poi rincorre schiattendo,
giungere, da tana; e presso o no, per cacciarla al luogo
di noi, i cinghialai. dove appostato il cac-
ciatore o a quello dove l'ha
Cane da presa: quello levata. - Il prototipo il Se-
di natura tale da poter pren- gugio. Il Tomm. III Del
dere con la bocca e tenere seguitare in senso affine a
animali, specie le fiere. - Il Inseguire. Distinguesi dal
Tommaseo definisce Presa cane da fermo: il can da se-
cosi Lo stromento o altro guito rincorre le lepri, il can
con cui si prende. E questo da fermo, fermandosi avver-
basterebbe a giustificare la te il tirare a penna .
propriet della determina- Si pu correggere av-
zione data ai veltri, mastini verte del luogo dove trovasi
e simili, attribuendo loro ta- l'uccello fermato. Spetta
le ampia apertura di bocca e poi al cacciatore di profitta-
solidit di dentatura e collo re della indicazione o dimo-
da renderli atti ad addentare strazione canina per postarsi
e tenere I'animale assaltato. a tirare con vantaggio.
Furono detti anche Cani
grossi, Cani da sangue o da Cane da Tana: quello
morsi. che per la sua bassa struttu-
Claudiano (Panegirico) ra, e per istinto, atto a cac-
dice: Canes gravioribus ap- ciare gli animali da tana.
tae morsibus . Tana da sottana (Subtana
Subterranea) Diez.
II cane da presa chiamasi Prototipi sono i Bassotti
Tenace, se acceffata che ab- e i Terriers francesi; ma og-
bia la fiera non la lasci pi. gi i tipi e le razze si sono
E i pi tenaci tra questi sono moltiplicati in modo straor-
i bulldogs e i mastini. dinario presso molte nazio-
ni. Nel basso latino Canis
Cane da sguito: quel- terrarius, donde il francese
lo che trovata, cercando, una Terrier e Basset (v. Fie-
traccia di animale, la segue, re).

363
Anche Cerca a fiuto (vedi
Canizza: le voci della Fiutare).
muta de' cani, che scagnano
e sguattiscono dietro la fiera Clamore e Strepito: il
tutti insieme. Partire a rumore fatto dai braccaioli e
canizza: partire i cani brac- dalle Voci in qualunque
cando uniti e scagnando. maniera per levar le fiere; il
La canizza si allontana, si quale serve anche a incitare
avvicina, si perde, si riani- e incoraggiare i cani.
ma. A canizza: modale; e
significa al modo che fa la Colpo di grzia: la
canizza. schioppettata o la ferita con
arma bianca, con cui un
Ceffo: muso delle fiere, cacciatore finisce una fiera
ossia la parte superiore che gi stremata dai cani. Ne'
dal cranio in gi termina la diversi paesi e nelle diverse
testa di esse. - Va notato che cacce usansi colpi diversi: in
non si deve credere che que- Maremma si d la schiop-
sta parte del cane si chiami pettata, in Sardegna si feri-
naso come i pi dicono e sce il cinghiale col coltello
scrivono. Il naso del cane da caccia. Ma il cinghiale
sola la parte delle narici; sardo pi piccolo che il
quel che da le narici va fino maremmano.
al cranio appunto il ceffo o
muso. Condurre i cani: regger-
li al guinzaglio o a la lassa
Cerca: (v. Cane da pen- secondo l'arte durante la
na). caccia.

Cercare a fiuto: fiutando Coppia di segugi: i due


con la testa bassa e il naso che si portavano e si portano
sul terreno la passata o la a caccia con un guinzaglio
pastura delle fiere; sul terre- solo; cos uniti tenendo con-
no o le cose. proprio dei to delle qualit buone e del-
cani da leva e da seguito, e le deficienze dell'uno e del-
difetto per quelli da punta. l'altro; per modo che le

364
manchevolezze dell'uno sien altra fiera: dar segno con la
compensate da le attitudini voce di averne trovata la
superiori del compagno. Se passata. E si dice anche di
la coppia di levrieri si altri animali. Segnare con
chiama Lassa (v. in latino la coda o arricciando il pe-
Copulae). lo: de' cani puntatori che
sommovendo la coda o riz-
Dare: detto di levrieri zando il pelo sul groppone
l'assalto ch'esso d in corsa dan segno se l'animale pun-
a la lepre per acceffarla e tato uccello o quadrupede.
ucciderla (v. Assalto). Segnare con lo scagno: de'
Detto genericamente d'altri cani da leva usati anche per
cani venatici significa L'as- uccelli, che dan segno le-
salto ch'essi danno a una fie- vandoli con un piccolo, ab-
ra o anche a un uccello per baio. Anche Squittire.
prenderli o solo per levarli.
Fare spari: con armi a
Dar segno o anche Se- sola polvere, per scacciar le
gnare: parlando di segugi. fiere.
Emettere quella strana voce,
confondibile con cento altri Fiutare: Attrarre l'odo-
suoni del bosco, con cui il re delle cose col naso, An-
cane avvisa di aver trovato nusare; e usasi anche in mo-
un indizio certo della fiera do assoluto. Rispetto a cani
cercata, senza scoprirsi esso. per va notato che Fiutare
Dal latino Dare signum. - significa non solo aspirare
Dicesi anche Squittire, voce l'odore, ma pi spesso e
generica questa, usata a si- specificamente Annusare
gnificare appunto il verso di avvicinando il naso al terre-
molti altri uccelli e quadru- no, o al luogo dove c' la
pedi. E ci prova quanto sia traccia, la fatta, o la pastura
meraviglioso l'istinto cani- degli animali. Cosicch ne
no, il quale insegna di falsar derivano i due modi a Cac-
anche la voce per non mani- ciare o Cercare a fiuto e
festare la propria presenza a Cacciare o cercare a vento;
le fiere. Segnare la lepre o i quali indicano il modo di-

365
versissimo di cerca che han- molto utile.
no i segugi e i cani da leva,
da quello dei cani puntatori, Fiutone: quello che fiuta
i quali cercano a test'alta a- molto ed anche con rumore
spirando dal vento e non dal (vedi Fiuto).
terreno. Non si deve credere
per che il fatto meraviglio- Fogare: vb. n. Moversi
so del carpire al vento quel nel volo o nella corsa con la
filo di odore, che conduce il maggiore velocit. Es. Fo-
cane cercatore a vento a di- gava stretto qual volante a-
stinguere l'alito dell'uccello guglia. Odiss.,513 Fo-
cercato tra mille altri aliti, garsi rifl., vale Avventarsi.
non abbia riscontro nella
cerca a fiuto. Perch anche Dare sotto: indica
il segugio fiutatore ha la vir- l'assalto che d il cane sia ad
t, non meno meravigliosa, arbitrio suo. sia per coman-
di aspirare anche da terreni do del padrone, a un anima-
nudi, aridi e secchi il po- le fermo o ch' nel covo. In
chissimo odore lasciato in greco Epidrssomai. -In la-
essi dal passarci leggero di tino Incurrere in cubile; In-
una fiera. E appunto questo cursare. Dagli sotto! il
fiutare di alcuni segugi su comando che si fa ai cani
terreni, pei quali gli altri ca- aizzandoli a prendere o le-
ni passano senza dar segno vare animali che stanno
alcuno di cerca, indizio si- fermi.
curo della superiorit di ol-
fatto del cane che ci fiuta. Dirigere i bracchieri:
Gli antichi dissero che que- azione anche del capocaccia
sti cani col fiutare permea- verso i bracchieri sorve-
vano (passavano attraverso) gliandoli e consigliandoli su
il terreno e le cose toccate quanto richiedano gli acci-
da le fiere. denti improvvisi o insoliti di
una caccia.
Fiutata: l'atto del fiutare
compiutamente. Una bella Guattire: aferesi toscana
fiutata pu sempre essere di sguattire, che il proprio

366
del segugio da lepre; sino- intendere che non la vedono
nimo di scagnare. Ma forse pi. Lo sguattire spesso e
sguattire il pi proprio, vivo dice che son presso al-
perch certo proviene da la l'animale; rado, che gli son
voce guatto, covacciolo del- pi lontani; il silenzio, che
la lepre che, se pure non l'han perduta.
usato in Toscana oggi ci fu
usato in passato tantoch Inseguire la fiera, l'in-
rimasto nei due verbi In- calzare che deve fare il cane
guattare e Inguattarsi citati l'animale da esso levato, per
dal Fanfani. impedirgli di sfuggire ai
cacciatori nascondendosi o
Incitare i cani: 1' inco- uscendo dal luogo, dove av-
raggiamento che, durante le viene la caccia.
cacce a le fiere, debbon fare
i canattieri ai cani invitando- Intorniarsi e Attorniar-
li a cercare e levare, insegui- si: fu detto l'andar girando
re. E vien fatto sia con le che fanno i cani cercatori su
buone parole sia con lo stre- la traccia di un animale
pito. Latino Incitatio e (specie della lepre) senza
Adortatio canum, Clamor. saper risolversi ad abbando-
Greco Kelesma, il quale nare quel luogo. - un vizio
significando suoni vocali, della cerca, come quello di
giustifica il Voci toscano. tornar su la traccia cercan-
dola a la rovescia.
Inseguimento: l'insegui-
re una fiera che fanno i cani Leva: parola non usata
e gli uomini quando si le- da s sola, n segnata dai
vata. Inseguimento a vista vocabolarii, ma che entra a
o a occhio: specifica quello formare alcuni modi cinege-
proprio de' cani da seguito, i tici. Cane da leva - Mettere
quali, con le varie voci e- a leva - Essere a leva, i qua-
messe nell'inseguire, avvi- li voglion dire cane usato a
sano il cacciatore del come levare uccelli o fiere l'at-
essi si trovano rispetto alla to e il fatto del levare l'es-
fiera; e col silenzio gli fanno sere gli animali levati.

367
Nota. I vocabolari mi- stinguere cosi bene il caso
gliori errano quando spiega- dal fatto intenzionale del
no Mettere a leva quale cane, mi lecito meravi-
un'incitamento fatto al cane gliarmi oggi che non abbia-
di levare un animale (Cru- mo parola che distingua i
sca, Tommaseo, Petrocchi). due atti differentissimi e si
Questo modo significa ci debba parlare di flush ingle-
che ho detto sopra: l'incita- se senza intender bene quel
mento a farlo Dagli sot- che esso significhi.
to! o anche Sotto! .
Mettere i cani al bosco:
Levare: trans. detto di scioglierli perch caccino.
cani Far si che un animale si
levi e si mostri fuggendo ai Mordere: l'atto del cane
cacciatori, ossia diasi in contro la fiera grossa per
caccia. Levar una lepre; addentarla o anche per trat-
levar una starna, Nella lin- tenerla e fermarla. Dicevasi
gua antica dicevasi Borere, anche Cani da morsi ai cani
ed era il compito de' cani da da presa.
leva. Ed ecco la distinzione
che fa un cinegetico del sei- Muta e Mute di cani:
cento, tra il levar una lepre a quei tre o pi cani che si u-
caso e il borerla, ossia levar- sano a cacciare insieme. In
la deliberatamente. Non latino grex canum, soluta =
borere, n ha che fare col sciolta, adstricta, a guinza-
borere il fatto che un segu- glio. Se i cani sono due soli
gio nel cercare, senz'aver si dice Coppia e, se si
incontrato, fa saltare una le- parla di levrieri, Lassa.
pre; questo un caso. Il bo- Muta debole: quella o meno
rerla, propriamente quan- numerosa o formata di cani
do il cane la segna con la meno sicuri. Muta forte:
voce sopra l'incontro, ovve- quella ritenuta pi valida per
ro anche senza segnarla, ma numero o qualit di cani; -
col cacciar sopra l'incontro, mezza: composta di una sola
la va a ritrovar col fiuto e la met dei cani assegnatigli;
leva. Se allora si sapeva di- muta piena: che ha il nume-

368
ro intero dei cani che gli chiamavano cani di muta,
spettano; - di riserva: quelli tenuti fermi le posa-
quella tenuta in serbo per fa- te. Cosi i 20 della prima
re quel che non hanno sapu- posata si chiamavano vec-
to fare altre, o per i bisogni chia muta, quelli della se-
sopravenuti durante la cac- conda seconda vecchia
cia; - sciolta: coi cani non muta ecc. L'ultima era det-
ancora al guinzaglio; - da ta Posata di sei cani. E
stracca: quella che si scio- c'era anche una Muta vo-
glie per ultima, dopo l'in- lante che seguiva la caccia
seguimento inutile di altre, portandosi ai luoghi, dove
perch prenda la fiera a gli altri l'attendevano. E il
stracca. Formare le mute: Tanara, riferendosi a cacce
unire insieme quei tanti cani pi borghesi Con tre sorte
da pelo, che si stimi poter di cani si caccia: 10 segugi,
cacciare insieme con mag- 10 levrieri, e cani grossi (da
gior accordo. presa) specie mastini e cr-
Nota. Il Tanara, che si.
scrisse nel sec. XVII, dice I termini di queste cacce
In Italia dove la stracca non antiche a le fiere io li riporto
usa. a intendersi per la contro il metodo stesso, che
stracca (ossia un tal modo di mi sono imposto: in quanto
cacciare) alle fiere, quali il che, pur essendo voci locali
cervo e il cinghiale. Perch o regionali, possono servire
la stracca a lepri e ad uccelli ai lessicografi, che verran-
sempre usata anche presso no, per raffronti, che deter-
di noi, come dimostrano le minino quali tra essi sieno i
due voci Sopralassa, sino- vocaboli veramente proprii
nimo di muta di levrieri da e logici. Se si legge il Dati,
stracca, e il verbo Sopra- noi troviamo in gran numero
lassare, sciogliere la lassa voci del tutto fiorentine la
da stracca dei levrieri. fila e i filanti, i perticanti,
Per la storia. Nelle grandi vocaboli, che, se si aggiun-
cacce i cani erano cento di- gessero ai maremmani e to-
visi in cinque mute di venti scani d'oggi, verrebbero a
ciascuna. I primi 20 si formare tale una sovrabbon-

369
danza di termini sinonimi da escono di loro e danno indi-
far disperare. Dunque ne- zio ai cani, in grazia dell'ol-
cessario conoscerli tutti s, fatto, della presenza di sel-
ma per desumere da la co- vaggina. il termine pi
noscenza un criterio di scel- generico.
ta logica e sicura. Nei vec-
chi scrittori si trova anche Orma e Orme: la traccia
Banda per muta: ma modo lasciata da' piedi delle fiere
figurato nel significato di e della selvaggina in genere.
compagnia di armati. Ca-
ne di testa: modo militare in Ormare: andar dietro a
uso ora nel linguaggio vena- le orme della selvaggina per
tico per dire Cane che guida rintracciarla. Come traccia-
la muta, ossia cane guida- re seguir la traccia. Il nome
iolo, Di testa modo fi- verbale Ormatore: chi sa
gurato e per conseguenza ormare .
non pu essere mai il pro-
prio. Cotesta impropriet Passata: il luogo per cui
diventa quasi ridicola, nel- passato 1'animale, al quale
l'altro modo, usato come si- si caccia (Tomm.). L'usta
nonimo di questo Cane ti- da esso lasciata. II cane ha
mone. Questo vien a dire trovato una passata di le-
tutto il contrario del primo, pre. Alcuni cani squitti-
perch il timone regge, si, la scono trovando una passata,
nave, ma da poppa. altri restano muti. Batte-
re la passata: inseguire le
Nicchiare: il latino fiere su la passata, e segnar-
Nictulare, e significa Lo la con la voce.
sguattire stanco e l'abbaio
trafelato del cane spossato e Pastura: nel senso d'in-
arrochito da un inse- dizio o segno di una fiera,
guimento troppo lungo e fa- indica lo sterco lasciato da
ticoso. essa. Varchi Lez. t. a. ra
cacciatori si usa dire: le fie-
Odore: riferito a fiere o re pasturano, come umil-
uccelli, le emanazioni che mente per questo chiamano

370
pastura lo sterco loro. E il pesta.
Tomm. annota quasi avan-
zi del pasto (v. anche Pa- Porre i cani al guinza-
stura tra le generiche). Pa- glio: legarli pel collare, qua-
stura della notte, parlando le esso sia, per reggerli e po-
di fiere che escono la notte terli sciogliere durante la
al pascolo, s'intendono gli caccia.
escrementi dell'ultima notte.
Anche Pastura notturna. Prendere: riferito a le-
Pastura diurna: lasciata di vriere, segugio, cane da pre-
giorno. sa, e a cani venatici in gene-
re, significa impadronirsi di
Pedata e Pedate: 1' im- un animale con la bocca. Il
pronta del piede lasciata sul cane ci ha presi sei voltolini
terreno da la lepre come da vivi. Il levriere raggiunge
altri animali. - chiare, ben e prende le lepri: il segugio
visibili e ben segnate; - le trova, le leva, le insegue,
erette: lasciate quando si al- le porta al padrone, ma non
za dritta su le gambe poste- le prende se non per caso.
riori per vedere o sentir me-
glio; - incerte: che non la- Qualit venatiche clei
sciano ben intendere di qual cani (v. Cane da penna).
bestia siano, o dove condu-
cano, o donde provengano; - Riaccanare: il reitera-
leggere: non bene impresse. tivo di accanare (v. q. v.).
A la pedata md. avv. che
si usa assolutamente nel si- Riaccanata: s. f. Sarebbe
gnificato di cercare l'ani- la voce italiana corrispon-
male sul solo indizio delle dente, credo, alla marem-
pedate; e forma le frasi se- mana Raccanata, La qual si-
guenti Andare a la pedata gnifica il rinnovarsi della
e Cacciare a la pedata. caccia dei cani dietro una
Psta: il passaggio di una fiera nell'inseguimento e
fiera segnato sul terreno dal- nelle voci, che ne danno i
le pedate di essa. Anche le segni.
orme stesse. Seguire una

371
Ricondurre: detto di se- liberare la coppia o la muta
gugi indica L'abilit che (ed anche un solo cane) dal
hanno di spingere col loro guinzaglio, perch cacci
inseguimento la lepre a tor- cercando o inseguendo. Di-
nare al luogo, donde la leva- cevasi anche Mettere i cani
rono, e dove sanno che li at- al bosco che forse il lati-
tende il cacciatore. Si dice no Immittere in saltum; per-
anche Portare la lepre al ch saltus era detto anche
padrone nello stesso senso. per caccia, essendo il luogo
E meno Riportarla, perch dove si cacciava, ossia la
pu confondersi con il ripor- parte alta e boscosa dei
to dell'animale ucciso. monti.

Sbandare: dicesi del ca- Sciolta: l'atto o il fatto


ne segugio che caccia lonta- dello scioglimento de' cani.
no da la muta, ossia che Di prima sciolta: pu si-
l'abbandona. gnificare sul principiare del-
la caccia, come sul prin-
Scagnare: la voce emes- cipiare di qualunque altro
sa dal cane, quando si lancia scioglimento de' cani. Di
a inseguir la lepre da lui le- seconda, terza sciolta, ecc.
vata o altre fiere. Il nome nel secondo, terzo sciogli-
verbale Scagno. Scagnio mento de' cani.
il frequentativo del verbo.
Scodinzolare: il movere
Schiattire: (v. a Lepre). la coda che fa il cane per far
Schiattire su la traccia: festa o per allegria. Pu an-
il vizio e l'errore di certi se- che dirsi del moverla che fa
gugi, i quali abbaiano su la braccheggiando (v. q. v.) ed
traccia, spaventando cosi gli allora diventa un segno di-
animali cercati, e perci mostrativo venatico. Ricor-
dando loro tempo e modo di dare il latino Cauda canis
sottrarsi. vim habet demonstrandi .

Sciogliere: (a cui si pu Scovare: dicesi dell'abili-


anche sottintendere i cani) t che ha il cane di cacciar

372
dal covo gli animali: ed l'etimo. Ma l'uso cinegetico
proprio dei cani da leva. n' cosi raro, che non merita
Per estensione anche di altri disquisizioni.
cani nel significato di trovar
animali. Il nome Scova- Sguattire: (v. a Lepre).
mento.
Soprafare: (la fiera cac-
Scovatore: agg. riferito a ciata) stancarla e ridurla a
cane Che scova la selvaggi- tale coi morsi, che non pos-
na. sa pi resistere. Cinghiale
o cervo soprafatto dai cani.
Segni mimici: (v. Cane Spingere a le poste: di-
da penna). cesi sia di cani come di
Segni misti: (v. Cane da bracchieri e braccatoli, i
penna). quali, sapendo battere bene
e ben parare il cinghiale o
Segni vocali: quelli che altre fiere, le costringono ad
d il cane con la voce al andare a le poste dei caccia-
cacciatore nel cercare la fie- tori.
ra, nel levarla, nell'inseguir-
la, nel perderla, nel ritrovar- Squittire: La voce in-
la di nuovo, nell'assaltarla. definibile che emette il cane
(V. Voci). nel primo trovare un indizio
della presenza di una fiera;
Seguitare: inseguire in voce che, a differenza di tut-
caccia detto di cani come di ti gli altri segni vocali da es-
cacciatori. Usato fin dai so dati in caccia, pu con-
primi secoli. Fav. Esopo, fondersi con quella di molti
175. altri animali. E questo, forse
per un istinto datogli dalla
Sentre: forse Alito o. natura il mezzo di falsare
Odore leggerissimo e aerino la sua voce, per non manife-
che avvisa il cane di qualche starsi alle fiere cercate. Di-
animale. Il vero significato cesi anche Segnare.
di questa parola non punto
certo come, forse, dubbio Sussultare: introduco

373
questo verbo non usato an- Convien non aver mai visto
cora da alcun altro, perch n un segugio, n un bracco,
senza di esso rimarrebbe n un altro qualsiasi cane da
priva la lingua del nome, di presa levar una lepre per
un atto canino importantis- non intendere questo. Ma
simo per la caccia a pelo; at- nessuno degli scrittori anche
to che, incompreso da contemporanei, lo ha inteso.
commentatori e traduttori, Anzi l'ultimo, De Marolles,
ha condotto in errori quasi seguendo non so quale o
ridicoli anche scrittori con- quali de' suoi predecessori,
temporanei. Sussultare dun- non solo non tien conto che
que quel moto che fanno i tremousi non potrebbe si-
cani da leva e da seguito al gnificare altro che trepida-
veder balzar fuori del covo no, ma lo scambia addi-
la fiera cercata. Merita la rittura con la prima te-
pena di farne un po' di sto- stimonianza del puntare e
ria, perch da essa pu av- sia pure fermare (!!) di-
vantaggiarsi non poco la co- menticando che qui parlasi
noscenza, ancor cosi poca, di cani da inseguimento e da
della Psicologia canina. La leva, ossia di cani, che non
parola appare la prima volta hanno per nulla n punta n
in Senofonte (Cinegetico) ferma.
sotto la forma tremousi. I Ed io, traduco appunto
segugi in cerca (dice il sussultano, come me ne d
grande Ateniese) al levarsi diritto una delle accezioni
della lepre dal covo tre- del verbo greco tremo e del
mousi [sussultano] ma non suo corrispondente latino
l'inseguono, se prima non trepidare; accezione che,
l'hanno vista fuggire. La nel caso nostro, non solo
parola dunque esprime due confermata, ma imposta dal-
atti: l'improvviso arrestarsi la cosa stessa. Perch tutti i
da la cerca e una sosta bre- cani usati a cacciar fiere
vissima prima di darsi a hanno per scopo o di inse-
1'inseguimento, ossia prima guirle, dopo averle levate, o
di slanciarsi dietro a la fiera di assaltarle per prenderle o
con o senza segni vocali. ucciderle. Ora la natura d

374
loro l'istinto, meravigliosa- per ringraziare quell'antico,
mente ragionevole, che, al che, a la nostra sciatta incu-
primo trovarsi dinanzi una riosit e incomprensione ha
fiera, non le si gettino ad- lasciato questo postumo do-
dosso senza conoscerla, ma no di un vocabolo, e un
la osservino rendendosi con- concetto cosi realistica-
to, nel minor tempo possibi- mente espressivi, e neces-
le, della natura di essa, delle saria ad essere conosciuti e
difese che pu opporre, e denominati nella cinologia e
del modo come la posson o nella pratica cinegetica.
debbon cacciare utilmente:
la osservino anche per esser Tenere: attribuito a cane,
pronti a combatterla, se, in- specie da presa, indica la
vece che fuggire, gli si lan- virt non solo di prendere
ciasse contro assaltandoli. coi denti le fiere, ma anche
Quell'arresto dunque di di saperle tenere, ossia non
soprasalto non che la sosta lasciar la presa a nessun co-
momentanea necessaria al sto.
cane per osservare, e agire
poi, secondo la osser- Tirar sassi: uno dei modi
vazione. La quale vien con- di scacciare le fiere dal co-
fermata dal fatto che il cane vo. ufficio dei braccaioli o
in quel momento drizza le delle voci, e degli scaccia in
orecchie, come fa sempre genere.
quando si fissa a guardare.
E quest'atto istantaneo e Traccia: propriamente
complesso, in cui tutto il Pedata e orma di fiere o il
corpo del cane, per lo sforzo cammino fatto da loro. Cosi
dell'arresto improvviso, si il Tommaseo: ma generi-
scuote e contrae, mentre la camente si dice Traccia qua-
testa si alza e protende nel- lunque segno lasciato da un
l'osservazione, meglio che animale sul suo passaggio e
una trepidazione un sus- qualunque cosa, che ne odo-
sulto, e perci il tremousi di ri. - filata o continua: sen-
Senofonte deve essere tra- za interruzioni. - intermit-
dotto con sussultare anche tente: che scompare per ri-

375
prendersi per pi innanzi. della traccia: il punto in cui
- regolare: che segue senza cessa, importantissimo in-
intermittenze e uguale. - dizio del luogo dove pu
irregolare: che cambia for- trovarsi l'animale, o di ci
ma. - fresca: i cui segni ch'esso pu star facendo.
sono lasciati di fresco. - Terreno che ritiene la trac-
svanita: i cui segni sono cia: quello in cui le pedate o
svaniti o quasi. - che si altri segni non svaniscono
annoda: che dopo una lacu- facilmente. Abbandonare
na o intermittenza riap- la traccia: dicesi de' cani,
parisce quale continuazione che nella cerca la lasciano
dell'interrotta precedente. - dopo averla trovata. Ce-
falsa: il cui aspetto inganna. lare la traccia: il difetto
- a occhio: quella che si del cane, che trovatala non
vede. - a naso: quella che ne d segno con la voce al
pu percepire solo l'olfatto padrone. Essere su la
del cane. - al covo: lascia- traccia: del cane che l'ha
ta dalla fiera andando ad ac- trovata e cerca su di essa.
covarsi. - di corsa o di fu- Prendere la traccia alla ro-
ga: lasciata correndo o fug- vescia o contro piede: l'erro-
gendo. - di entrata: lascia- re del cane che invece di se-
ta nell'entrare o andare al guire il filo della traccia ri-
covo. - di uscita lasciata torna su di essa innanzi e
uscendone o nell'andare a la indietro perdendo tempo e
pastura. del sangue: la- affannandosi (v. Intorniarsi,
sciata perdendo sangue da le Rebuffare). Rimettere la
ferite. - anteriore: le peda- traccia: dei cani che la ri-
te o orme delle gambe ante- trovan di nuovo dopo averla
riori; -posteriore: quella perduta o abbandonata:
delle gambe posteriori. Riunirsi su la traccia: l'atto
Falli della traccia: le man- dei cani, che, accortisi del
chevolezze di essa quali sie- primo che l'ha trovata, si
no. Filo della traccia: tut- gettano tutti dietro lui su la
to il corso di esso quale si traccia. Trovasi detto anche
vede, o pu essere integrato Abbattersi su la traccia.
dal ragionamento. Uscita Rompere la traccia: impedi-

376
re ai cani d'insistere a cerca- lombardesco; intendo che
re su una, traccia falsa. Di- contropiede vuol significare
cesi anche Attraversare e al contrario delle pedate del-
Tagliare la traccia e Rompe- la lepre, perci mi chiedo: o
re i cani o Attraversarli. perch dunque non si deve
Seguire la traccia: di uomi- usare il modo italiano A la
ni e cani che cercano la fiera rovescia che in lingua italia-
su le pedate di essa. Se- na significa appunto al con-
gnare la traccia: del cane trario delle pedate ed inte-
che trovatala, ne d avviso so da tutti? Il Birago succi-
al padrone con la voce. - Il tato descrive questo fallo dei
suo contrario Celare la cani in modo vivacissimo
traccia (vedi Cane muto). dimostrando la ragione, per
Trovare la traccia: trovare cui il cane, correndo su la
le pedate o altro segno, che traccia a la rovescia, aumen-
indichi il passaggio di un ta sempre di velocit e si af-
animale. E vale cosi per i fanna inutilmente. La ragio-
segni visivi, come per quelli ne che a l'inverso la traccia
olfattivi, cosi per i cani co- vien odorando sempre me-
me per gli uomini. Falli no: e il cane affretta il corso
dei cani su la traccia: l'in- a cercare quel che teme di
gannarsi che fanno i cani su perdere. E suggerisce al cac-
la traccia o il non intenderla ciatore e al (bracchiere di
(v. Schiattire). fermarlo subito e portarlo
Nota. Sul modo Prendere via da quel luogo. La cosa
la traccia a la rovescia ha dunque un'importanza
bene fare alcune osserva- venatica e merita di aver un
zioni; giacch il fatto per se termine proprio de-
stesso, sia per l'ammae- terminativo.
stramento sia per la pratica
cinegetica ha non poca im- Tracciare: antiquato;
portanza. I vecchi scrittori Cercare su la traccia o se-
lombardi (Birago) dicevano guirla. - Pi che antiquato
Rebuffare, i nuovi dicono veramente il termine lette-
Contropiede. Non intendo il rario e insieme locale. E-
significato esatto del verbo sempi classici (Tomm.).

377
Tracciare a occhio: seguir veloci; ma il cane da giun-
la traccia delle pedate visi- gere veramente la lepre fa la
bili; ormare. Tracciare a sua comparsa presso i Celti
naso o a fiuto: seguirla con quale cane da pianura; ed
l'odorato ossia su l'usta la- stato selezionato specie in
sciata da la fiera. questi ultimi tempi. I Fran-
cesi distinguono ancora il
Uccisione: si dice pi dei levriero da assalto, meno
cacciatori che colpiscono le veloce e pi forte, dal le-
fiere con lo schioppo che vriero veloce che appunto
dei cani. pi leggero e pi atto a cor-
rere. E credo che cotesta di-
Usta: Quell'odore e stinzione possa dare il giu-
quegli effluvii lasciati dalle sto concetto distintivo tra
fiere dove passano [e stan- levriero e veltro.
no] che i cani vanno fiutan-
do per scoprirle. (Tomm.). Vociare ai cani: chia-
Pi comunemente Passata. marli ad alta voce per nome
Cosi il Tommaseo. Ma cre- per farsi sentir presenti e
do che l'ultima osservazione dirgli quelle parole carez-
non sia giusta del tutto. zevoli o aspre che possano
animarli o correggerli o gui-
Veltro: oggi si d quale darli. Anche gli antichissimi
sinonimo esattissimo di le- (v. Il Cinegetico) conosce-
vriere, ma io penso che vel- vano questo mezzo quale
tro fosse in origine il pi ve- uno dei pi validi incita-
loce dei cani da insegui- menti e incoraggiamenti.
mento e da presa, non il ve-
ro levriero nostro. L'ico- Voci dei cani: Tutti i se-
nografia antica ci mostra di gni vocali da essi dati nella
questi bellissimi cani, i quali caccia a le fiere, che sono:
per non hanno i caratteri lo squittire o dar segno, lo
della leggerezza tutta pro- scagnare e sguattire, lo
pria del levriero odierno. I schiattire, il battere, il nic-
Greci, come ho notato altra chiare o abbaio trafelato,
volta, conobbero segugi pi l'abbaiare a fermo, l'ab-

378
baiare a perso, coi relativi gua ne ha non meno di quin-
nomi verbali. La nostra lin- dici.

379
CAPITOLO XI

TAVOLA METODICA SUI VOCABOLI DI


CANE DA PENNA

Cane da uccello o falcone Braccheggio


Cane da penna Intoppare
Cane da punta Intoppamento
Cane da rete
Cane da ferma Flush
Cane da schioppo Tessere
Ritessere
Sciogliere il cane Braccare
Cercare Braccata
Cerca Voltar faccia
larga Giravolta
lenta Prendere il vento
stretta Camminare in sospetto
veloce Accennare
vivace Dar segno
a corto Aventare
a lungo Incontrare
a vento Filare
di carriera Gattonare
galoppo Accostare
passo Punta
Non aver cerca Puntare
Guidare
Azioni e atti venatici Guidata
Ferma
Sciorare Fermare
Scorrere Avanzare puntando
Trascorrere Irrigidirsi nella ferma
Scarrierare Spostarsi da la ferma
Braccheggiare Spostatura

380
Fare la cavalletta fiutatore
Rifiutare fiutone
Moversi su la ferma macchiaiolo
Cadere in ferma riportatore
Attorniare sfondatore
Accerchiare sicuro
Aggirare stallivo o stallio
Levare tessitore
Scagno di leva maestro.
Dar sotto
Rincorrere gli animali Per indole
Puntar falso
Fingere Cane affettuoso
Riporto ardente
Riportare ardito
a fior di labbra burbero
da l'acqua disobbediente
dai roveti fingitore
Biasciare geloso
Stringere generoso
Imbavare giocoso
Toccare impetuoso
Dente crudo impressionabile
indeciso
Cane da acqua pauroso
bosco permaloso
ripulita poltro
tutta caccia risoluto
serio
Qualit venatiche sciocco
testardo
Cane aventatore timido
braccatore ubbidiente
buscatore vergognoso
fallace vivace
finto

381
Ammaestramento To'
Vedila e Vla
Ammaestrare Via!
Ammaestramento Vieni!
Ammaestrabile Porta
Ammaestratore D
Far conoscere Cerca
Mostrare Fare il frullo al cane
Fare un cane
Conoscere Atti del cane
Cane cognito
Cenni Accucciarsi e Cucciare
Comandi Accularsi
Coscienza di ci che si Acquattarsi
insegna col capo alto
Dolcezza col capo basso
Fermezza per assaltare
Gradazione attesa
Insistenza uniforme gioco
Parole (v. Comandi) nascondersi
Sguardo Aggattonare (v. trang.)
Silenzio Aggomitolarsi
Singolarit Arruffare il pelo
Assaltare con la voce
Comandi al cane Inorecchirsi
Ringhiare
A terra! Rugliare
Avanti! Scodinzolare
Dagli! Sdraiarsi
sotto! Sotto! Sognare
Dietro! cagnolando
Fermo! Fermo veh!
Gi! Fare lo zoccolo
Qui! e Qua! Spedarsi
Su! Spedatura
Seduto!

382
Moti del cane a festa
Scappare
Ambiare Scappata
Camminare Scarrierare
di passo Sciorare
dietro al padrone
Correre Canaio
a gioco (v. Sciora- Canattiere
re) Casotto
Fogare Canile
Galoppare Cuccia
Gattonare (v. n.) Collare
Lanciarsi Guinzaglio
Nuotare Lassa
Saltare Lunga (la) (v. lepre)

383
CENNO STORICO SUL CANE DA PENNA

La storia del cane da penna si pu riassumere in tal modo.


L'antichit greca e romana non l'ha conosciuto: questo di-
mostrato con certezza assoluta da la lingua e da la mancanza di
qualsiasi cenno ad esso. Le due letterature non parlan d'altro che
di cani da fiere, ossia da pelo.
II primo cane usato indirettamente per a cercare e scacciare
uccelli fu il cane da uccello, del quale si serv la falconeria per
aiutare il falcone nella sua caccia aerea contro altri volatili, e al
quale dette anche il nome di cane da uccello, perch allora, per
antonomasia, si chiamavano uccelli appunto i falconi. Ma non
ben certo quando si principiasse ad usare questo ausiliario pel
falcone.
Certo che durante quest'uso l'uomo intu che il cane avrebbe
potuto dare segni dimostrativi del luogo, dove si trovassero certi
uccelli, specie i gallinacei; e ne dedusse che coprendo quel luo-
go con una rete si sarebbe anche potuto prendere l'uccello o gli
uccelli, che le restassero sotto.
Sperimentata una tale uccellagione, si trov che era piena-
mente efficace, redditizia e piacevole; cosicch in una nazione
democratica o popolare, qual era la nostra, essa trov presto non
pochi, che ci si appassionarono e perch il cane, animale di poco
prezzo in confronto del falcone costosissimo, e pi facilmente
ammaestrabile di questo, era a la portata di tutte le tasche; e per-
ch l'arte della falconeria tanto difficile da esser dichiarata
scienza, rimaneva inconoscibile ai pi. Siccome poi l'attore
principale di questa nuova caccia diventava il cane, e il mezzo di
cattura la rete, chiamata strscino, si dette al cane la denomina-
zione di cane da rete (in latino canis de rete, e anche a rete). E
appunto da questo cane principia il vero cane da penna; e princi-
pia proprio in Italia, come testimonia la denominazione stessa, e
conferma il fatto che il primo libro, dove se ne parla, descri-
vendone l'azione venatica della punta dimostrativa della pre-
senza di un uccello e la cattura di esso con la rete, un libro ita-

384
liano scritto dal bolognese Pier Crescenzi, e pubblicato nel 1304,
ossia non meno di un secolo prima che se ne parlasse in altri pa-
esi.
Il cane da uccello dunque va considerato non quale cane da
penna, ma di transizione; giacch il suo ufficio era quello di tro-
vare e scacciare gli uccelli uccisi, feriti o sfuggiti al falcone, e
non quello di aiutare la caccia dell'uomo. Invece il cane da pen-
na vien singolarizzato dal fatto che impara a cercare e trovare
uccelli nascosti e a dimostrarne il luogo esatto con segni mimici,
de' quali il primo fu la punta. Questa la sosta che fin da lo stato
selvaggio fa il cane, quando, nel cercare animali da nutrirsene,
sente a naso di trovarglisi vicino, e si studia di postarli esatta-
mente per assaltarli di sorpresa. Ebbene l'uomo intese che quella
sosta era 1'indizio della presenza di un uccello; con l'ammae-
stramento insegn al cane di rinunziare a l'assalto e di rimaner-
sene fermo, finch egli non avesse coperto con la rete quell'uc-
cello, e se ne fosse impadronito.
Tale il principio dell'uccellagione cinegetica, la quale pu ri-
portarsi a gli ultimi decenni del secolo XIII; giacch non am-
missibile che gi ne parlasse il Crescenza nel milletrecentoquat-
tro dichiarandola nota, e dando anche il nome a la rete, se non
fosse stata nell'uso da qualche tempo.
Certo che questa forma di uccellagione il fatto pi impor-
tante di tutta la cinegetica antica e moderna, perch proprio essa,
e solo essa, ha creato il cane fermatore; e l'ha creato non per sa-
pienza o intelligenza dell'uomo, ma per l'automatismo stesso
della copertura, che si faceva del cane (come dimostrer con uno
studio esauriente). Infatti occorsero secoli prima che il cane im-
parasse a trasformare la punta in ferma, e che al sostare della
prima sostituisse l'irrigidimento della seconda, ossia una dimo-
strazione, o segno mimico, che significa non solo la certezza as-
soluta della presenza dell'uccello, ma anche la distanza, a che si
trova da esso.
Il rilievo di questo segno occorre, credo per la prima volta,
nel Tanara bolognese, autore del secolo decimosettimo. Dopo al
qual secolo, quando l'uomo intese finalmente il significato vero

385
della ferma, vale a dire che con l'irrigidimento il cane avvisava
di non doversi pi muovere se non levando l'uccello, l'uccella-
gione cinegetica raggiunse la sua perfezione; inquantoch il ca-
ne aveva gi imparata la rinunzia a l'assalto, aveva acquistata la
ferma a misura e quella sotto misura, ossia l'arresto, e anche lo
spostarsi da la ferma' e forse l'aggirata. Cosicch noi italiani,
prima assai che l'Inghilterra e la Francia creando razze di cani
veramente ammirevoli si arrogassero il primato, avevamo fatto
assai di pi portando sperimentalmente alla perfezione assoluta
sia la teoria intera della ferma, sia l'ammaestramento di quei ca-
nucoli, i quali fin dal milleduecento si chiamavano bracchetti o
catelli, e altro non erano che cani da pelo meno feroci degli altri,
pi sensibili di naso e pi docili.
A provare tale nostra priorit e superiorit basti notare che
l'ammaestramento inglese, cos minuzioso negli ammenicoli e in
certe singolarit non essenziali, ha per base e per scopo la caccia
con lo schioppo, e principia col cadere del secolo decimottavo,
ossia, quando noi col cane da rete avevamo gi raggiunto il mas-
simo. Ora, nella caccia con lo schioppo, accade che la designa-
zione, richiesta al cane del luogo dove si trovi 1' uccello, e della
distanza dal fermatore, non debba essere cos esatta e compiuta
come richiede l'uccellagione col cane da rete. Ci perch il tira-
tore pu uccidere l'uccello, che si levi entro tutto il raggio della
portata dello schioppo; mentre la rete richiede una dimostrazio-
ne di luogo poco superiore al metro quadrato, e, per la distanza
dal naso del cane, che questa non superi la lunghezza della rete,
ossia al massimo i sette od otto metri. Ed ecco perch il citato
Tanara, fin dal secolo XVII, avvisava che il cane da schioppo ha
sempre molto da imparare da quello da rete.
Si hanno dunque due teorie, l'una vecchia, a cui si deve la
creazione del pi perfetto cane fermatore, e l'altra pi giovine di
cinquecento anni almeno, la quale per, se ha cani perfezionati
dalla selezione pi diligente e scientifica, pure in difetto, e non
poco, rispetto a la prima per il mezzo di cattura, di cui si serve;
inquantoch lo schioppo non richiede al cane neppur la met
delle dimostrazioni richiestegli da la rete. Ora, se questo vero,

386
come sfido a negarlo quanti hanno la meno insufficiente cono-
scenza ed esperienza cinegetica, perch noi italiani dobbiamo
rinnegare l'ammaestramento della rete per scimmiottare quello
inglese? Perch dobbiam dimenticare il primo, che una gloria
nostra venatica, per seguire mode straniere, che impariamo im-
perfette e coreograficamente inutili nelle prove sul terreno? E
perch soprattutto lo Stato commette da tanti anni l'errore im-
perdonabile di dichiarare la rete, ossia lo strscino, mezzo di
frodo confondendola col soprerbe, mentre il mondo deve proprio
ad essa il cane fermatore pi completo e perfetto? Potr, s, lo
Stato tassarla quale uccellagione o tesa vagante, ma rinnegarla e
infamarla mentr' la prima delle nostre glorie venatiche e
cinegetiche, un errore madornale; come pure peggio che un
errore sottrarla a l'ammaestramento cinegetico, quando siasi
inteso che ad essa, e solo ad essa, si deve l'aver creato, come ho
detto, il cane da ferma.
Ed io noto intanto che, se a le prove sul terreno, d'importa-
zione straniera, si sostituissero quelle paesane della cattura di
quaglie col cane e la rete, non solo si risparmierebbero le qua-
glie di gabbia, che ci vengono uccise gi mezzo morte; ma quei
campi, dov'esse avvengono, potrebbero essere adibiti a zone di
ammaestramento richiamandovi quaglie di passo, che rimarreb-
bero vive ad aumentare il patrimonio ornitologico, tanto pre-
zioso per noi, ed ormai, cos stremato.
Riassumendo dunque: l'antichit non conobbe il vero cane da
penna; esso principia in Italia col nome di battesimo italianis-
simo di cane da rete e in grazia dell'uccellagione con lo str-
scino si perfeziona acquistando con la propria intelligenza la
ferma gi fin dal secolo XVII; subisce una corruzione per opera
dell'uomo; il quale con l'uso dello schioppo lo vizia...
Ora attende un rinsavimento autarchico, che lo riconduca a la
classica ferma che appunto fu e resta la gloria italiana del cane
da rete.

387
DIZIONARIO DI CANE DA PENNA

Accennare: (di cani) dar Accucciarsi: mettersi a


qualche leggero segno mi- cuccia.
mico (non vocale) di aver
incontrato, o di qualche mo- Acquattarsi: lo schiac-
vimento, atto e condizione ciarsi a terra del cane con le
dell'animale, che cercano, gambe anteriori sporte avan-
puntano o fermano. il Nu- ti e le posteriori accosciate.
tare latino. Si noti che Acquattarsi nella punta o
1'accennare un segno mi- nella ferma: segno im-
mico muto, e che pu essere portantissimo dato dal cane
fatto anche durante un altro mentre punta, erroneamente
segno. Cos il cane durante interpretato dagli antichi, e,
la punta pu accennare che quel ch' peggio, non inteso
1'animale si muove, che ne da troppi contemporanei
ha davanti parecchi. E anche pontificanti da modernissimi
durante la ferma, col solo cinologi e cinofili sportivi.
spostar la testa a sinistra e a Segno al quale pur la lingua
destra pu significare al francese deve l'infelicissima
cacciatore, che gli sta di errata e falsa denominazione
fronte, che l'animale pi di chien couchant data al
oltre dietro le spalle di lui, cane da punta; perch si
se questi gli si posto da- cred che l'acquattarsi fosse
vanti. l'atto formale mimico, con
cui il cane dimostrava di es-
Accostare: avvicinare un sere in presenza di un ani-
animale che si cacci. Il ca- male; mentre tutt'altra co-
ne da ferma pu puntare a sa.
molta distanza: ma convien Il cane si acquatta invece
ammaestrarlo ad accostar solo quando durante la pun-
l'animale fino al punto che ta o ferma vede l'animale, e
questo non reggerebbe pi perci teme di essere veduto
la ferma . da esso: e si acquatta per na-

388
scondersegli. (V. nota a usarsi a scanso di equivoci e
Chien couchant ). E se di confusioni nel significato
qualche cane, per falsa edu- transitivo, tenendo conto
cazione, si acquatta durante che Gattonare significa un
la punta o la ferma, senza fatto e Aggattonare un'a-
inorecchirsi, ci significa zione.
che gli si voluto insegnare Ora altre azioni venatorie
un errore, che falsa i segni analoghe hanno appunto
mimici importantissimi do- termini formati alla stessa
natigli da natura. Infatti, se maniera; basti citare a ac-
esso si acquattasse su la cavallare che vuol dire
punta e la ferma sempre, avvicinare le oche nascon-
verrebbe a porsi in una posi- dendosi dietro un cavallo.
tura, in cui gli sarebbe diffi-
cilissimo o quasi impossibi- Aggirare: la virtuosit
le conservare il dominio del cane fermatore, il quale
continuativo dell'usta man- trovandosi il cacciatore di
datagli dall'animale puntato, dietro, e intendendo che non
che usta aerea sempre pi pu muoversi, gira intorno
che del terreno; non solo ma al luogo, dove sente che c'
non potrebbe seguire passo l'uccello; e si porta a fer-
passo l'animale che pedi- marlo da la parte opposta
nasse, del quale necessario proprio in faccia al padrone.
che segua ogni movimento Dicesi perci Aggirare in
in istretta continuazione. ferma e Aggiramento, Aggi-
rata.
Addestrare: sin. di Am- N.B. L'aggiramento vien
maestrare. Ma pi lettera- fatto puntando o meglio non
rio. abbandonando la punta; lo
spostarsi da la ferma ab-
Accularsi: il sedersi bandonandola per ripren-
che fanno i quadrupedi. derla a vento bono.

Aggattonare: avvicinare Allungo, n. s.: stupida ed


un animale gattonando. Ed errata parola, inventata dai
la forma attiva che dovrebbe barbugliatori di lingue in-

389
sensate, la qual vorrebbe Ammaestrabile: che pu
denominare il fatto del cane essere ammaestrato. Es.
che, lasciato libero di s, si Certi cani non sono am-
allontana molto dal padrone maestrabili, Le civette
nella cerca. sono ammaestrabili pi fa-
Nella lingua esistono le cilmente dei falchi; ma que-
parole cerca larga o ampia, sti con l'arte e la pazienza,
cerca a lungo abbiamo i s'ammaestrano a far mira-
verbi scorrere e trascor- coli.
rere; scampagnare e campa-
gnare; allontanarsi; non star Ammaestramento: il
sotto e forse altri. Non c'e- fatto dell'ammaestrare. Du-
ra dunque alcun bisogno di rante l'ammaestramento i
pescar fuori cotesto scara- cani debbon essere trattati
fone, il quale nella lingua con tutta dolcezza; ma si
non ha altro significato che deve insegnar loro una cosa
quello datogli dai calzolai, per volta .
ossia di fascia per allungar Cenno storico. Oggi
la forma delle scarpe. Del l'ammaestramento. del cane
resto solo i tattamei allentati (e per cane s'intende quasi
possono presumere che i ca- esclusivamente quello da
ni debban cacciar sempre a ferma) prende teoricamente
un p