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Estate of the late


MARY SINCLAIR
<n
VOCABOLARIO DANTESCO.
VOCABOLARIO DANTESCO

DIZIONARIO CRITICO E RAGIONATO

DELLA DIVINA COMMEDIA


DI

DANTE ALIGHIERI

DI L. GL BLANC
ORA PEI LA PRIMA VOLTA RECATO I H ITALIANO

DA G. CARBONE.

Volume unico.

FIRENZE
BARBÈRA, BIANCHI e COMP.
Tipografi-Editori, Via Faenza, 4765.

1859
fQ

1089044
A SUA ECCELLENZA

GIORGIO GIOVANNI WARREN


LORD VERNON
PARI D'INGHILTERRA
ACCADEMICO CORRISPONDENTE
DELLA CRUSCA
E SOCIO DI ALTRE ACCADEMIE
CULTORE ZELANTISSIMO
E PROMOTOR GENEROSO
DEGLI STUDI DANTESCHI.

OMAGGIO DI GRATITUDINE E DI RISPETTO

DEL TRADUTTORE.
AVVERTENZA DEL TRADUTTORE.

L' egregio Autore di questo Vocabolario nella sua Prefa-


zione ha pienamente e modestamente esposto il disegno, 1' uso
e l'utilità di questa sua opera, il cui gran pregio non si può
conoscere se non da coloro che, esercitandosi negli studi dan-
teschi, frequentemente la consultino e se la prendano come

per loro guida. E benché non sia ancor molto divulgata in


Italia, non è per questo che non goda d'una fama già quasi

europea, stantechè non siavi al di d' oggi nazione civile e


eulta presso di cui lo studio della Divina Comedia non sia in
onore. Più traduzioni ne vantano la Francia, l'Inghilterra e
1' Allemagna ; e fra queste è meritamente celebre quella che
sotto il pseudonimo di Filalete ne pubblicava il re Giovanni
di Sassonia. Né poco stimola la curiosità e il desiderio dei dotti
la magnifica edizione che da circa vent'-anni ne prepara l' illu-

stre dantofilo inglese Lord Vernon ; nella quale, oltre una sua
accuratissima esposizione in prosa italiana, ha riunite, in nuova

foggia di comento, le fatiche di molti suoi dotti collaboratori,


fra i
quali sono annumerati di chiarissima fama Vincenzio Nan-
nucci, Brunone Bianchi e Pietro Fraticelli Accademici della
Crusca : e facendo per ultimo complemento dell' opera un
Album Dantesco, nel quale per mano dei più periti disegnatori
Vili AVVERTENZA DEL TRADUTTORE.
sì in rame che in acciaio si ammirano artistica-
e intagliatori
mente rappresentati i monumenti, luoghi, i fatti e le persone
i

più insigni che sono nel Sacro Poema o celebrati o mentovati:

opera veramente nuova; e ardimento piuttosto da principesca


che da privata fortuna.
Ma ritornando al presente Vocabolario dirò che, per quanto
è a mia notizia, primo a darne contezza in Italia fu il valente

filologo Pietro Fanfani in un suo erudito articolo inserito nel


Monitore Toscano (N. 68, 23 marzo, 1853), nel quale, dichiarato
ildisegno dell' opera, commendatane molto 1' esecuzione, ha
inoltre aggiunto un saggio di traduzione di tre voci, ed alcune
sue Note; opportuno indicio e savia guida per chi si fosse di-
poi accinto all' impresa della traduzione totale.
Benché l'Autore nella sua rara modestia dichiari, non
presumere che questo Vocabolario tenga la vice a" un intero
Comento, diversa sentenza ne professa il prelodato filologo
come apparisce da queste sue proprie parole Non si può :

dire di quanta utilità sia per riuscire il lavoro del si-

gnor Blanc agli studiosi della Divina Comedia: esso può


chiamarsi un Comento universale il più utile che proporre
si possa, tanta è la perizia che V Autore mostra delle cose dan-

tesche e delle più celate proprietà e bellezze della lingua e della

poesia italiana: può chiamarsi anche il più certo, posciachè


dei migliori interpreti ha egli colto veramente il fiore, e coltolo
con raro senno e discrezione. Lascio di toccare quanto torni
acconcia allo studioso la forma di Vocabolario, e quel trovare
lì ad un' occhiata ogni voce del poema con la sua dichiarazione

e con V accennamento del canto e del verso: quel trovare lì a


covo, come dice il nostro popolo, tutte le notizie di qualsivoglia
persona o luogo ricordato da Dante : quel poter riscontrare le
varie opinioni de' comentatori su' luoghi più oscuri, ed altre
simili utilità ec.
Le riferite parole mi dispensano pienamente da ulteriore
informazione opera ed encomio dell' Autore onde basterà
dell' ;

eli' io renda breve conto del modo da me tenuto nel trasla-


tarla in italiano.
Cominciando adunque dalle spiegazioni e dichiarazioni,
AVVERTENZA DEL TRADUTTORE. IX

quando erano propriamente dichiarative del testo dantesco,


ed esponevano 1' opinione dell' illustre Autore sopra alcun luo-
go, ovvero quella di qualche comentatore; le ho fedelmente
tradotte quando poi erano semplici e rigorose traslazioni della
:

voce italiana nella francese, non dovendosi ripetere il già detto,


le ho tralasciate. Né mai mi sono fatto ardito d' intrudervi le
opinioni mie, ricordandomi che simili materie aprono infinito
campo alle varietà de' pareri, e che nella critica grammaticale
non può tanto divagare, dire e contradire, che non resti
si

luogo a sempre nuove disputazioni ; perciò, oltre al riguardo


che merita la lunga e dotta fatica dell' Autore, io mi sono pro-
posto di tradurre quanto ho saputo più fedelmente le di lui

opinioni e giudizi, senza discutere o impugnare nulla di quanto

asserisce, ancorché qualche volta non ne rimanessi persuaso,


lasciando questa parte a chi ne sa più di me e può maneggiarla
con maggiori fondamenti. Soltanto si troverà di mio in calce
della pagina qualche brevissima e rara noterella ; e la ragione
del porvele è manifèsta dalla loro medesima sostanza. Essendo

dipoi questo Vocabolario accomodato specialmente ad uso degli


Italiani, sono state ommesse tutte le traduzioni allemanne, non
già leetimologie; il che rendendo di minor costo che la
originale la edizione italiana, sarà non spregevole agevolezza
dell' acquisto per i giovani studenti, nei quali l'amore e lo studio

del gran Poeta, come si pare, va ogni giorno crescendo.


Noterò per ultimo alcune differenze in tra la nostra edi-
zione e 1' originale. In questa, nelle citazioni, tanto per i numeri
de' canti che dei versi, sono adoperate le cifre arabe, il che tal-

volta genera confusione ; nella nostra, conservando le cifre ara-

biche per i versi, sono state a queste sostituite le romane per


i
canti, secondo l'uso comune, certamente più preciso. —
Nella originale non è posta quasi veruna distinzione fra i

diversi significati d' una voce, tantoché alcuna volta non


apparisce chiaro a qual significato appartenga questa e quella
citazione ; nella nostra sono stati distinti con lineette disgiun-
tive non solo i vari significati ma eziandio le modificazioni
loro : il che quanto giovi e soddisfaccia all' occhio, sanno ben
coloro che fanno frequente uso di cosifatti libri. — Ma quello
XIV PREFAZIONE DELL AUTORE.

Se Brunetto Latini nel XIII secolo poteva scusarsi d' avere


scritto il suo Tesoro in francese perchè (com' egli dice)
:

quello idioma è -più dilettevole e più comune ad ogni genera-


zione d'uomini e divulgato nel mondo; con più ragione spero
io perdono da' miei compatrioti d' avere usata in quest' opera
la medesima lingua. Lo studio della Divina Comedia è tanto
coltivato presso tutte le civili nazioni, e la lingua tedesca è
ancor tanto poco in pratica dei forestieri, che, per facilitare la

propagazione del mio libro, in Francia, Inghilterra ed anco in


Italia, ho stimato dovermi servire dell'idioma che è conosciuto

più generalmente dai letterati. So bene quanto sia arduo scri-


vere in una lingua straniera e specialmente in francese ma :

per un Vocabolario, non richieggonsi di necessità, ne Y ele-


ganza, ne gli alti artificii dello stile sicché quando uno si espri-
:

ma con precisione e con chiarezza, del rimanente, a mio pa-


rere, possiamo rimettercene all'indulgenza francese; senzadichè
niuno mi attribuirà a peccato ch'io la pensi presso a poco
come la buona Martina del Molière: Quand'uno si fa inten-
dere, e' parla sempre bene.
L' illustre principe 1 che si è degnato di accettare la dedica
di quest' opera e che sotto il nome di Filalete ha pubblicato
una traduzione ed un erudito comento in lingua tedesca della
Divina Comedia è tanto ammirato da tutti gli studiosi di que-
sto Poema, che superfluo in tutto sarebbe ogni mio elogio
di lui.

Lipsia, 4852.

Blanc.

Blanc
i II Principe Giovanni duca (ora re) di Sassonia, al quale
dedica il suo Vocabolario Dantesco.
NOTA DELLE PIÙ IMPORTANTI ABBREVIATURE.

Add.
VOCABOLARIO DANTESCO.

A, dal latino ad, onde questa pre- occhi agli occhi al Signor mio, per : del
posizione riprende spesso la forma Signor mio. — È superfluo riferire
latina quando precede una vocale, tutti i luoghi in cui questa prep. si-
es. ad una. — Indica per lo più il
gnifica il
luogo, la direzione verso,
dativo, Inf. 1, 65 gridai a lui ec. — il
tempo, il modo con cui una cosa
Precedendo lui, lei, loro, costui, costo- è fatta ec. Qui non s' indicano che
ro, coloro, altrui, ed altri che gram- le costruzioni da essa provenienti e

maticalmente non s' usano alnomina- più proprie della lingua italiana. Sic-
tivo o come soggetto, si pretermette come in francese si dice: Faites lui
frequentemente la prep. Inf. XXXIH, chanter cet air, invece di : Faites qu'il
139 diss'io XVI, 80
lui; Inf. soddisfa- chante, o, faites chanter par lui, così
re altrui; Purg. XVI, 62 eh' io la mo- in italiano i verbi lasciare, fare ed
stri altrui; ivi XXX, 126 diessi altrui. alcuni altri che significano alcuna
— Precede l'infin. nel significato di :
sensazione, come sentire, vedere, udi-
per, Inf. I, 26 Si volse indietro a ri-
re, seguitati da un infinito, ricevono
mirar lo passo; Inf. XIV, 7 A ben ma- il pronome della persona al dat. con
nifestar le cose nuove, ec. — Spesso la prep. a. La lingua tedesca non

quando v'arebbero ad essere due a ammette simile costruzione, ma pone


in una proposizione, se ne omette il pronome all'acc. nel modo mede-
una, Inf. V, 81 Venite a noi parlar, per :
simo che in italiano si dice: lascia
venite a parlar a noi; Purg. XI, 51 far me, invece di : a me. Tale costru-
a salir persona viva, per a
Possibile : zione trovasi con fare, Inf. Vili, 59
persona viva; Par. XI, 56 Ch' ei co- vidi quello strazio Far di costui alle
minciò a far sentir la terra, per alla :
fangose genti; Inf. XVII, 129 Fa dire al
terra ; Purg. XXIX, 42 m' aiuti Forti falconiere; inf. XX I, 55 i cuochi ai lor
cose a pensar, mettere in versi, per a : vassalli Fanno attuffar la carne ;
— si-

mettere, ec. — Trovasi per lo con- milmente XXIX, 117; XXX, 55.
Inf.
trario l' a ripetuta in una frase in cui — Con lasciare, inf. XXVI, 73 Lascia
il poeta avrebbe potuto adoperare parlare a me; Par. XIX, 15. — Con
altra prep. Purg. XIX, 85 Io volsi gli mormorare, Purg. XXXII, 37. — Con
1
5 A — Ad una ad una.

legare, Purg. XXXII, 96- — Con me- de' loro voti, non gli considerino co

nare, lnf. XXIX, 77. — Con sentire, me ciancie o cose da nulla.

Purg. Vili, 106 Sentendo fender V aere


A coda. Purg. XXIV, 83 Vegg' io
alle verdi ali; Purg. XV, 11 io senti a a coda d' una bestia tratto, cioè : tra-

me gravar la fronte Allo splendore. — scinato avvinto alla coda d' un ca-
Con vedere, lnf. XVIII, 77 Ai quali vallo. Supplizio usato a quei tempi.

ancor non vedesti la faccia, cioè : dei A destra, sottintendendo mano, :

quali.
— A è alcuna volta attributivo, parte, lnf. XV11I,71. Purg. VII, 46.
come in francese, es. Inf. I, 42 quella Par. X, 97.

fera alla gaietta pelle. Similmente, lnf. Ad imo, al basso, al fondo, Infer-
XVI, 108 alla pelle dipinta; lnf. IX, no XXIX, 39. Par. 1, 138.
36 la torre alla cima rovente. — A guisa Ad im<» ad imo, al più profon-
d'interiezione, lnf. Vili, 61 Tutte gri- do. Repetizione che ha forza di su-
davano: a Filippo Argenti, nella qual perlativo, Purg. 1, 100.
dizione è sottinteso il verbo diamo : A
dio o Addio. Purg. Vili, 3.
A dito, col dito, lnf. V, 68 e più di
unita sostantivi e addietti- mille Ombre mostrommi e nominolle a
A, a'

vi ec. forma molte locuzioni avverbia- dito, cioè : me le accennò mostrando-


li, simili alle francesi à
grands cris,
: mele col dito.
a l'instant, à toute heure ec. di cui A divizia, in abbondanza, Inf.

spesso è diffìcile propriare il signi- XXII, 109.


ficato e traslatarlo in altri idiomi. Ad oncia ad oncia, minuta-
Quelle che trovatisi nella Div. Com. mente, ad ogni piccola quantità, Par.
sono le infrascritte :
IX, 57.
A bada,da badare, guardare con Ad ora ad ora, frequentemen-
attenzione, onde stare a bada, guar- te, lnf. XV, 84. — Di tempo in tempo,
darsi, Inf. XXXI, 139. di tratto in tratto, Purg. Vili, 101.
A ben, v. Bene. Par. XV, 14.
A brano a brano, da brano, A dosso, v. Addosso.
pezzo I n f. V 1 1 1 4 Tronca ndosì co' den-
,
1
,
A due a ilue. Purg. XXIX, 83.
ti a brano a brann ; Inf. X11I, 128. La Ad una, sottintesa voce, cioè: in-
ripetizione della parola significa ac- sieme, Purg. IV, 17 ; XXI, 35 tutti ad
crescimento nella intensità dell' a- una Parver gridare.
— Talvolta voce
zione, e si troverà ancora in altre vi è espressa, Purg. II, 47 Cantavan
locuzioni di simil genere. tutte insieme ad una voce. — Sottintesa
A buon punto. Purg. IX, 47 ora, significa : nel medesimo tempo,
Fatlisicur, che noi siamo a buon punto, insieme (simul, una cum), Purg. IX,
cioè: rassicurati che siamo a buon 63. Par. XII, 35 ad una militàro. Que-
termine. sto luogo spiegasi da alcuni per: uni-
A caso.
Inf. IV, 136 Democrito che
tamente, insieme; da altri per: ad
il mondo a
caso pone, cioè: che asse- un fine, per una medesima cagione.
risce essersi formato il mondo per Sembra preferibile il primo signifi-
sé stesso fortuitamente. cato.
A ciancia. Par. V, 64 Non pren- Ad una, a due, a tre. Purg.
dano i mortali ilvoto a ciancia, cioè : Ili, 80.
non si facciano scherno i mortali Ad una ad una, una dietro o
A fatica
— A mezzo. 3

appresso l'altra, Inf. Ili, 116. Par. XVII, 32. Par. 11,45; IV, 130; XXIII,
XXXIII, 24. — Ancora: ad uno ad 95; XXIV, 12; XXV, 81 e molte altre
uno, uno dopo Y altro, Inf. XXXIII, volte.
71. Purg. XXIV, 25; XXV, 116. A inganno, con inganno, per
A fatica, con difficoltà, Purg. mezzo inganno, con frode, fraudo-
d'

XXXI, 83. lentemente, Inf. XIX, 56. Allude il P.


A fede, con fede, fedelmente, alle arti fraudolenti di che Bonifa-
Purg. XI, 114. cio VIII è accusato essersi valuto per
A foglio a foglio, pagina per indurre il suo predecessore Celesti-
pagina, carta per carta, Par XII, 121. no V ad abdicare il pontificato.
A
forza, per forza, con violen- A lato, v. Allato.
za, Purg. XXXII, 15. Al da sezzo, alla fine, ultima-
A fronte a fronte, di faccia, in mente, Inf. VII, 130.

presenza l'uno dell'altro (e regione), Alfine. Par. XIII, 138.


Inf. XXV, 100. Alla fiata. Par. XIV, 20, lezione
A frusto a frusto, a pezzo a dell'Aldo e della Cr. La Nidob. e la
pezzo, a boccone a
boccone, Par. maggior parte delle ediz. moderne
VI, 141. leggono alcuna fiata, qualche volta.
A gabbo, pigliare a gabbo, pren- Al modo, come, Purg. XXIX, 131.
dersi per giuoco, per ischerzo, Inf. Al tutto, totalmente, Inf. XVII,
XXXII, 7. 102.
A giogo, aggiogato, posto sotto A lunga, lungi, lontano, Inf. IX, 5.
il
giogo, Purg. XII, 1. A man, per: alle mani, in potere,
A giuoco, in ischerzo, per ischer- Inf. XXII, 45.
zo, per burla, Inf. XXIX, 112 par- A mancina, dalla mano sinistra,
lando a giuoco. — Ma sentirsi a giuo- Purg. IV, 101.
co, Inf. XVII, 102, significa sentirsi : A man dritta, dal la mano destra,
libero a tutti propri movimenti.
i Inf. XIV, 8.
A goccia a goccia. Purg XX, 7. A man manca, dalla mano sini-
A gran paMsi. Inf. XXIII, 145. stra, Inf. XXIII, 68.
A grato, essere a grato, e più fre- A man stanca, dalla mano sini-

quentemente a grado: dal lat. gratum stra, Inf. XIX, 41.


esse. Par. XXI, 22; XXV, 86 - Con- A maraviglia o A moravi-
tro a grato Par. IV, 101, contro a suo in da maravigliarsene
glia, guisa
grado, di mala voglia ;
la Nidob. fon- straordinariamente, Par. XI, 90;
fra grato. XIX, 84.
A guaio, voce antiquata : a guai- A memoria, Purg. IX, 15
— aver
re, a gridare, Inf. V, 3. a memoria, Purg. XIII, 127.
A guida, per guida, Purg. VII, 42. A mente (aver) ricordarsi, Inf.
A guisa, dall' ali. wise : alla ma- — Recarsi a mente Inf. XI, 106
IX, 34. ;

niera, alla foggia, come. Si costrui- XVIII, 63; Purg. VI, 6. — Ridursi a
sce sempre con di: a guisa di scorpion mente Purg. XXIII, 115. Par. XXIII,
Inf. XVII, 27 —
di lanterna Inf. 51.

Venir a mente Par. X X 7. ,

XXVIII, 122 —
di liuto Inf. XXX, A mezzo, Purg. VII, 72 Là ove
49. Ancora Inf. XXXIV, 56. eh' a mezzo muore il lembo, luo-
Purg. VII, più
66; IX, 64; XV, 3 e 123; XVI, 86; go difficile il cui significato par che
A mille a mille — A punto e a voler.

sia : lì dove gli orli della valle per- A pie, al piede, Inf. VII, 130. Pa-
dono quasi totalmente (più eh' amezzo) radiso IV, 131.
il loro pendio,
cioè, non sono più tan- A piede a pie della stagliata ròc-
to discoscesi e ruinosi quanto lo sa- ca Inf. XVII, 134. Lombardi spiega
rebbero più in là verso il fondo della il primo a piede, per a' piedi. Ge- :

valle. — A mezzo' l tratto, cioè: per rione sul quale eravamo ci depose
lo mezzo, Par. XXXll,41. a' pè, cioè, sull'ima falda, alla base

A mille a mille, a migliaia, in della ròcca. Spiegazione forse alquan-

grandissimo numero, Inf. XII, 73. to stiracchiata, sicché sembra prefe-


A monte, in su, Par. XXXI, 121 ribile lo spiegare a piede a pie come:
Di valle andando a monte. vicin vicino, rasente al piede. — A
A muta a muta, vicendevol- piede, o secondo la Nidob. a' piedi,

mente, a vicenda, per modo che uno Purg. V, 99. V. Appiè.


subentri all'altro, Inf. XIV, 55. A pieno, v. Appieno.
A noia, recare, prendere in di- A più a più, di più in più, Infer-
spetto, in fastidio, Inf. XXX, 100. no XII, 124 e 130; ove la Nidob. leg-
A nome. Purg. XXVI, 89. ge più e più, che in quanto al signif.
A palme, colle palme delle ma- torna il medesimo.
ni, Inf. IX, 50. A poco a poco. Inf. 1, 59; XXXI,
A' panni. Inf. XV, 40 i' ti verrò 35. Purg li, 24; XV, 142.
a'panni, mostra non significare soltan- A posta, propriamente, fissamen-
to: a lato, accanto, presso, ma anzi: te, deliberatamente. Inf. XXIX, 19
per modo che la mia testa sia all'al- Dove io tema gli occhi sì a
posta, è
tezza della tua veste, perchè Dante interpretato dalla Crusca e dal Lom-
trovasi sopra un argine e Brunetto bardi: sì fissamente. Così Purg. VI,
Latini di sotto; ecco perchè non dice: 58 un' anima che a posta Sola soletta
allato, che significherebbe si trovas- verso noi riguarda, cioè: che ci guar-
sero sul medesimo piano di pari. da fissamente, o, con certo proposito.
A paro a par, egualmente, alla La Nidob. ed altri leggono che posta :

medesima 93.— A pa-


altezza, Inf. VI, sola ec. cioè, che collocata tutta sola.
ro a paro Purg. XXIV, 93, con proce- Sembra da preferirsi la prima lezione,
dere, con passi eguali, cioè, facendo v. Posta. — A tua posta, a tua elezio-
alcuna cosa in egual tempo e nel me- ne, a tuo arbitrio, Inf. XVI, 81.
desimo modo d' un altro. A
pruova, a gara, Inf. Vili, 114.
A parte, in signif. di fazione, setta, A i-uovo (dal lat. ad prope?)
]>

partito. Par. VI, 101 l'altro appropria Veli., Dan., Lomb. ed altri affer-
quello a parte, cioè: l'altro (i Ghibel- mano essere questa dizione lombarda
lini) se l'appropriano nell'interesse (a preuv) e significa :
appresso, a lato.
ne fanno un simbolo,
di loro fazione; Inf. XII, 93 Danne un de' tuoi, a cui
un contrassegno di parte. noi siamo a pruovo, cioè danne un :

A peggio. Purg. X, 110. de' tuoi a cui possiamo andare accan-


A pena, a stento, a fatica, con to, o, in compagnia, o, di conserva.
difficoltà, Inf. Vili, 6.
Purg. XXXI, A punto e a voler, Par. XII, 25
32. Le edizioni non differenziano sem- Insieme a punto e a voler queldrsi,
pre come farebbe mestieri a pena da cioè tutti in uno stesso punto di tem-
:

appena. po e con unanime volontà.


A quando a quando — A viso aperto.

A quando a quando, Purg. A sinistra (sottintesa mano), dal-


XXV, 126 Perch'io guardava ai loro la parte sinistra, Inf. XIV, 126; X Vili,
e a' miei passi, Compartendo la vista 21.
a quando a quando, cioè ora ai passi : A sommo il petto, nella parte
loro ed ora a' miei. più alta del petto, sotto la clavicola,
A questa volta, per questa vol- Purg. 111,111.
ta, Inf. Vili, 20. A tanto. Inf. IX, 48 e tacque a
A ragione, con ragione, Infer- tanto, espressione oscura, che quasi
no, XXXII, 136. tutti gì' Italiani, Lomb., Perticari, ec.
A randa a randa, dall'aleman- spiegano per: in tanto, in questo
no Rand, orlo, cioè: rasente, vicinis- mentre.
simo all'orlo, al finire della selva, A tempo. Inf. VII, 79.
— Par.
Jnf.
XIV, 12. Vili, 60 a suo tempo. Boccaccio spiega
A retro, indietro, Inf. VII, 29. il primo luogo di tempo in tempo.
:

— Andare a retro Purg. XI, 15, figu- A terra. Inf. VII, 15.
ratamente, indietreggiare, retrocede- A (ondo, in giro, Inf. VI, 112.
re. —
Più in retro Par. II, 93, più ad- Aggirammo a tondo quella strada, cioè :

dentro. noi seguitammo quella strada che era


A
rimpetto di, di faccia, di con- circolare.— In cerchio, Purg. XI, 28.
tro, XXIX, 89. - Con a Purg.
Purg. A
torto, contro la ragione, contro
XXIX, 151. il
giusto, Inf. VII, 93.
A ritroso, sottosopra, a rovescio, A tua ragion, Par. II, 72, se-
Par. XVI, 153. I vincitori usavano condo il tuo parere, secondo il tuo
allora di portare l'insegna tolta al discorso.
nimico, rovesciata sulla punta d'una A turbo. Inf. Ili, 30 Come la rena
lancia. quando a turbo spira, cioè quando il :

A riva, propriamente : allasponda, vento fa turbine; o prendendo spira


al lido, Purg. Il, 40. -Ma Purg. XXV, in signif. impers. di :
ventare, tirar
54 quella è già a riva, ha signif. figur. vento ; quando spira il vento a modo
e vale a termine, a fine, a perfezione.
:
di turbine. Tale è la lez. dell'Aldo,
A roniore, Inf. XX IH, 38. Cr. al di Veli., di Dionisi e di più ms. La
r amore. L' avv. a romore, tumultuo- Cr. e la Nidob. leggono il turbo, che
samente, trovasi frequentissimo negli sarebbe allora soggetto di spira.
antichi, e forse è preferibile alla le- A valle, ad imo, a basso, nel pro-
zione della Cr. fondo, in giù, Inf. XII, 46; XX, 35.
A rota, in circolo, circolarmente, A verso a verso. Purg. V, 24,
in tondo, Par. XIV, 20. versetto per versetto; parlandosi di
A schiera, in frotta, in moltitu- cantici biblici.

dine, Inf. V,41. A vicenda , vicendevolmente ,

A seconda, secondo la corrente V una dopo l'altra, ognuna alla sua


delle acque, Purg. IV, 93. volta, Inf. V, 14.
A
senno, a mio, a suo, a lor sen- A vicino, in vicinanza, Inf. XXV,
no, cioè : secondo il volere, Inf. XXI, 30.
134. Purg. XIX, 88, XXVII, 141. A viso aperto. Inf. X, 93, con
A servo, in qualità di servo, In- coraggio, apertamente, senza dissi-
ferno, XXII, 49. mulazioni.
A voler — Abbarbaglio.

A voler, v. A punto. Abbagliato. Inf. XXIX, 132 E


A volo, mentre è in aria, mentre V Abbagliato suo spnno proferse. No-

XXIX, 113. me proprio d'un giovine da Siena,


vola, Inf.
A vèto. Inf. Vili, 19; XXXI, 79. aggregato a certa brigata di dissipa-
28. Par. Ili, 28, invano. tori, detta la
brigata spendereccia.
Purg. XXIV,
A' combinazione della prep. a con Lombardi abbaglialo per ad-
piglia
diettivo referentesi a senno; opinione
l' artic. i, precedente le consonanti
semplici, per ai, oqli, aìli, Inf. 111,63
di poco fondamento.
e 68. Purg. I, 115. Par. I, 37 e fre- Abbaiare, onomatopéa come il

baubari dei Latini. Nel signif. pr.,Inf.


quentemente.
Ab latina e VI, 28. —
Per estensione alla voce
antico, dizione parte
parte italiana, anticamente, Inf. XV, umana, Inf. VII, 43.
62. Abbandonare (dall'ali, bann,
territorio o contado sottoposto alle
Abate, dal lat. abbas, derivato dal
caldeo obha, padre, l'abate. Nel si- leggi o al potere d' alcuna città, d'on-
de il fr. banlieue, Bandire, esigliare
gnif. proprio, Purg. XVIII, 118 Io
da esso territorio). In signif. gen.,
fui Abate in San Zeno a Verona. Chi
fosse costui non è noto, non avendone Inf. V, 105; XVII, 107. Purg. Ili,

Dante espresso il nome di famiglia: 20; VI, 99; IX, 23; XXV, 12. Par. V,
alcuni dicono che fosse un Alberto ; 117; Vili, 66. - Abbandonare il

più recenti investigazio-


altri, dietro cammino, Inf. 1, 12. — Lasciare, de-
ni, dicono che fosse un Gerardo o relinquere , alcuno, Inf. Vili, 109.
Gherardo. —
Par. XII, 140, v. Gio- — Dimettersi da una impresa, dispe-
vacchino.— In signif.fig. Purg. XXVI, rando riescirvi, Par. XVIII, 9. Ab- —
129 chiostro Nel quale è Cristo abate del bandonarsi giù, invilirsi, lasciarsi an-
collegio, cosi Dante indica 1' assemblea dare, affondar nel mare, Par. XXXI,
Gesù Cristo è capo.
degli eletti di cui 75. — Abbandonarsi a, Purg.
Abati (Bocca degli) d' una fa- XVII, 136.— Abbandonarsi di. Inf. . . .

miglia illustre di Firenze. Tradì la Il, 34 .Se del venire io m'


abbando-
sua patria e contribuì alla sanguinosa no, cioè: consento a venire.
— Par.
rotta di Montaperti nel 1260, avendo, XVII, 108 per colpo darmi Tal, eh' è
sul principio della battaglia, tagliata più grave a chi più $' abbandona,
la mano a Jacopo de' Pazzi che luogo che mi sembra non bene inteso
por-
tava lo stendardo della cavalleria. fino a qui. Confrontandolo al v. 27
Inf. XXX li, 106. — Buoso degli aba- Che saetta previsa vien più lenta, pare
ti, Inf. XXV, 140, trovato da Dante che Dante voglia dire, che un colpo
fra i
ladri, probabilmente come reo preveduto fa minore impressione, e
di malversazione in un pubblico offi- che conseguentemente riesca tanto
cio. V. Donati. più acerbo quanto è meno previsto o
Abbagliare (di origine incerta). aspettato Abbandonarsi significhe-
;

Purg. XV, 28; XXXIII, 75. - Abba- rebbe dunque: lasciarsi andare senza
gliarsi, cioè : lasciarsi abbagliare, previdenza.
Par. XXV, 122- — In signif. impers. Abbarbaglio, sost., abbagliamen-
Inf. XXIII, 64 Di fuor dorate son, sì to, Par. XXVI, 20 Dal v. abbarbaglia-
eh' egli abbaglia, cioè
per modo che :
re, che è una seconda forma di abba-
ciò abbaglia.
gliare.
Abbarbicato Abito.

Abbarbicato, particip. di abbar- lo stile fiorito; derivando abborrare

bicare, appiccarsi con le barbe, come da aborrire, lat. abhorrere ; deriva-


fa 1 elitra e altre piante parassite, zione che a me sembra stiracchiata e
Inf. XXV, 58. falsa. — Per ultimo, Par. XXVI, 73
Abbasso, avv., in giù, nell'in6mo E lo svegliato ciò che vede abborre, il

luogo, Par. XIII, 115. qual verbo mostra essere lo stesso


Abbattere. Inf. IX, 70. Par. VI, abborrxre cioè: aver in orrore. In ogni
106. modo si avrebbe da scrivere aborra-
Abbcllarc, parer bello, piacere, re. — Si pretermette la ridicola inter-

Par. XXVI, 132. Questa voce par de- pretazione di certuni che vorrebbero
rivata dal provenzale; v. il discorso derivare abborrare da borra, onde :

di Arnaldo Daniello, Purg. X X VI,140 riempiere un discorso di borra, è


Abbellire, divenir bello, Par quanto: infarcirlo di cose inutili.
XXXII, 107 Colui che abbelliva di Ma Abbracciare. Nel signif. pro-
ria, cioè: che si faceva bello guar prio, Inf. XVI, 51; XVII, 93 fa che
dando la Madonna. — Abbellirsi Par tu to' abbracce, licenza poetica per

XXII, 24. abbracci. Purg. 11, 77; IV, 107, VI,

Abbi, v. Avere. 75; VII, 15 e 101; XXI, 130; XXXI,

Abbicarsi, da bica mucchio o 101. Par. XXIV, 149. —


Per estensio-
monte di covoni di grano, ammon- ne, Inf. XII, 53 che tutto il piano ab-
ticchiarsi, Inf. IX, 78. braccia, qui vale: circonda.

Abbisognare, aver bisogno, Inf. Abbruciare, v. Bruciare. Purg.


11,98.
— L'ediz. di Udine legge: ora XXV, 137. - Abbruciato, Inf. XV, 27.
bisogna ; e l' ediz. di Aldo: or ha biso- Abbuiarsi, da buio, annottare ,

gno. Purg. XVII, 62. — Le anime dei dan-


v. Avere. nati si abbuiano, s oscurano, Par. IX,
Abbo,
71.
Abbondante, lat. abundans. Par.
XXXIII, 82 Oh abbondante grazia, Abcl, figliuolo di Adamo, Inf. IV,
come termine di teologia, gratia abun- 56.

dans. Abéte, lat. abies.Purg. XXII, 133.


Abborrarc, verbo antico d'in- Abfdo, città dell'Asia sull'Elle-
certo signif. Inf. XXXI, 24 Awienche sponto, patria di Leandro, Purg.
poi nel maginare abborri. In questo XXVIII, 74.

luogo non è dubbio che abborrare è Abisso, V Inferno, Inf. IV, 24 ; XI,
tolto nel signif. del latino abbnrare ,
5. Purg. 1,46; XXXIV, 100; -detto
ingannarsi, dilungarsi dal vero, e do- eziandio la valle d' abisso dolorosa
vrebbe giusta 1' osservazione di Glie- Inf. IV, 8. — Nel signif figtir., Purga-
rardini (
Voci e Maniere di dire, I, 116) torio, VI, 121. Par. VII, 94 abisso del-
essere scritto con un solo b. Inf. l' eterno consiglio. Cosi ancora del-

XXV, 144 mi scusi La novità se l' eterno statuto, cioè: decreto, Para-
fior la penna (o lingua) abborra, è diso, XXI, 94.

spiegato dalla maggior parte dei ce- Abitante. Inf. XX, 84.
mentatori se la mia penna si disvia,
: Abitatore. Purg. XIV, 41.
si smarrisce ;
Gherardini vorrebbe Abito, lat. habitus, la veste, In-

spiegare, come Briseux e Fiorentino: ferno, XVI, 8. Purg. XXIX, 134. —


se la mia penna aborisce i fiori, cioè, L' abito speciale che vestono i teli-
?> Abituato — Accertare.

giosi dei vari Ordini, Par. Ili, 104. — Accarnai-e, dal lat. caro, pene-
Li' usanza che 1' uomo si fa mediante trare addentro nella carne; per: —
l* abitudine, Par. XIII, 78 V abito del- penetrare semplicemente, Purg. XIV,
l'
arte, la pratica dell'
arte. Purg. — 22 Se ben lo intendimento tuo accar-
XXX, 116 Ogni abito destro, cioè: ta- no.

lento felice, buona disposizione. Accasciarsi^ forse da cascare ó

Abituato. Purg. XXIX, 146 E cadere, lasciarsi abbattere, avvilirsi,

questi sette col primato stuolo Erano lnf. XXIV, 54.

abituati, cioè : erano vestiti nel me- Accattare , dal lat. ad-captare,
desimo modo di, come, Par. XXXI, propriamente tórre in prestanza ;
:

60 un sene Vestito con le genti gloriose. ma anco per acquistare, guadagnare ,


:

Abraam, il patriarca, lnf. IV, 58. lnf. XI, 84 meri biasimo accatta, cioè:
Absalóne, ordinariamente Assa- si attira o si procura.
lonne, figliuolo di Davidde, ribelle al Accedere, verbo latino, accostar-
suo padre, lnf. XXV11I, 137. si, Purg. XXX, 74.
Acam, Purg. XX, 109, nome di Acce Ifare da ceffo, lat. caput, il

queir ebreo fatto lapidare da Giosuè muso del cane ;


— per :
prendere
perchè erasi appropriata una parte co'denti, termine di caccia, lnf. XXIII,
del bottino di Gerico. (Josue, VII, 23.) 18.

Accanare, di origine incerta, Accendere, nel signif. fisico e


estorcere ,
truffare subripere.
,
lat. morale ,
lnf. VI, 75 Le tre faville
lnf. XXI, 54 se puoi, nascosamente ac- e' hanno i cori accesi. Purg. V, 37;
caffi, cioè tolga di soppiattone puoi.
:
XXII, 11. Par. I, 83; II, 101 che i tre

Accampare, dal lat. ad-campus, specchi accenda, cioè : rischiari. Par.


mettere in campo, lat. educere in 111,18; V, 9;XXVI, 29; XXIX, 113.
aciem. Purg. Vili, 80 la Vipera che Accendersi, nel signif. propr.
i Milanesi
accampa: la Vipera, cioè lnf. XIV, 38 Onde la rena s' accen-
lo stemma di Milano, che conduce i dea, cioè: s'inflammava. Similmente
Milanesi in guerra. Siccome forse non lnf. XXIV, 101. Par. Ili, 110; XV, 17;
si trova altro
esempio di accampare XX ,
4. — Accendersi dell' amore,
in questo signif. mentre che volgar- Purg. XVUI, 71 ; XIX, 1 11. - Nel si-

mente dicesi accamparsi, alcune ediz. gnif. fig., Par. X, 83; XI, 19; XIV,
moderne, fondandosi sopra alcun ms. 56; XX VII, 110. Che un'anima lo- —
leggono che il Milanese accampa, onde vr' altra in noi s' accenda Purg. IV, 6.
si ha questo senso la Vipera che il
:
— 11 participio acceso, lnf. VI, 75;
Milanese, cioè il Duca Visconti, por- IX, 119; XIX, 25; XXIII, 39; XXV,
ta nel suo stemma. Nonostante la sin-
83; XXVI, 28; XXIX, 34. Purg. XV,
golarità dell'antica lezione, io la re- 106; XXII, 11 XXVII, 18; XX XIII,
;

puto preferibile sotto tutti i rispetti. 99. Par. I, 79; XIX, 5; XX, 83; XXII,
Accapricciarsi, e più comune- 47; XXIV, 82; XXVII, 11.
mente raccappricciare , formato da Accennare, da cenno, far cenno,
capo e riccio, far levar ritti i
capegli lnf. Ili, 1 1O; XV11, Purg. XXXIII, 5.
in capo. D. applica questa 14. Par.
espres- XXI,45;XXX1I1,49.
sione al cuore, lnf. XXII, 31 il cuor Accento, lnf. HI, 26.
mi s' accapricaa, cioè: il mio cuore alcu-
Accertare, lat. ad-cerlus,
ne ha ribrezzo.
no, Par. XX 11, 58. — per: accertarsi,
Acceso — Accorare e Accuorare.

o, cssicurarsi, Purg. XII, 130. Par. per: accoglilo, cioè: ricevilo, Purg.
XVII, 1. XIV, 6 —
particip. Accòlto, radunato,
Acceso, v. Accendere. 24; XIV, 114.
Inf. Vili, Per: rice-—
Accettare, lat. acceplare, una vuto, Purg. VII, 90. Par. XI, 12. -
preghiera, Inf. XXVI, 71
— un voto, ; Accogliersi, adunarsi, convenire insie-
'Par. 111,101. me. Nel signif. propr., Inf. XX, 89;
Accètto, lat. acceptus, add. verb., XXVIII, 15. Purg. 1, 14; XXV, 46.
Par. XIV, 122; XXII, 99; in quest'ul-
per: caro, grato, Par. XIV, 93.
Accidente, termine scolastico, timo luogo Viviani legge: s'avvolse,
cioè quello che è accidentale al sub- secondo alcuni mss.; Par. XXXIII,
biettoo alla sostanza, Par. XXXIII, 88. 104. — Accogliersi a, Inf. XX, 89. —

Accidia, dal greco óoco&'a, pigri- Per estensione, Inf. XXIX, 100 a me
zia, noncuranza, trascuratezza, Purg. tutto s' accolse, cioè: rivolse tutta la
XVIII, 1321. — L' accidia è punita, sua attenzione sopra di me.
Inf. VII;
— ed è purgata, Purg. XVIII. Accoglitore, per: raccoglitore,
Accidioso, quello che appartiene cioè: quello che raccoglie, Inf. IV,
o proviene dalT accidia, Inf. VII, 123 139.
Accidioso fummo lat. vaporationes
:
Acculo, v. Accogliere.
triste» et melancolicce, come le dice Accolto, v. Accogliere.
san Tommaso. V. Fumo. Accompagnare', da compagno,
Acciocché, a ciò che Inf. I, 132; Purg. VI, 114 accompagne, licenza
X VII, 37; XXI, 58; XXV, 44; XXVI, poetica, per: accompagni. Accom- —
109; XXXI, 30. Purg. X, 54: XVII, pagnarsi, detto di due fiumi che si
139; XXVI, 64. Par. XXXI, 94. uniscono insieme, Par. IX, 49.
Acci «ma re, forse dal lat. schisma, Acconciare, v. Conciare, porre
tagliare, Inf. XXVIII, 37.- La lez. in buono stato, render proprio a...

del Cod. Caet. ascisma sembra tanto Par. XXXI, 98 Che veder lui f accon-

più probabile inquantochè nel pre- cera lo sguardo, cioè: fortificherà la

sente luogo parlasi della punizione tua vista, disporrà il tuo occhio a... —
degli autori di scismi e dissenzioni. Tale è la lez. seguita dal Romanis,
Aeclino, lat. acclinis, per : incli- dal Dionisi e approvata dal Parenti,

nato, propenso, Par. 1, 109. e trovasi nella ediz. d' Jesi, in Ben-
Accoccare, da cocca, aggiustare venuto da Imola e in diversi eccel-
la cocca o la tacca della freccia alla lenti mss. La Crusca legge t'accen-
corda dell'arco, Inf. XXI, 102 fa che derà, espressione che sembra meno
gliele accocchi, per estensione e scher- propria. Aldo pone accoverà, forse
nendo. per: acuerà, dal lat. acuere. Benve-

Accoglienza, dal lat. accolligere, nuto spiega habilitabit et acuet tuam


Purg. VII, 1; XXVI, 37. contemplationem. V. anco Raccon-
Accogliere, dal lat. ad-colligere, ciare.
ragunare, unire insieme, Inf. IV, 9. Accoppiare, da coppia, lat. co-
— Per: ricevere, accostarsi, Inf. XXX, pula, mettere insieme due cose, Inf.
146. Par. XXX, 53 Se più avvien che XXIII, 8. Purg. XVI, 57.
fortuna t'
accoglia, probabilmente per: Accorare e Accuorare, dal lat.
ti colga, ti trovi. — Per: accogliere, ad-cor, affliggere, contristare, Inf.
Purg. X V II 1
,
66 — E dolcemente acculo, XIII, 84: XV, 82. —
In un signif. più
10 Accorciare — Acerbo.

speciale, Purg. V, 57 Che del disio di XIII, 118Ora accorri, accorri morte.
sé veder ri accuora, cioè ne tormenta, : Nota che anticamente chiamavasi in
ne crucia del disio di... Par. Vili, 73 soccorso gridando : accor' uomo.
mala signoria che sempre accuora Li Accorso (Francesco d'), cele-
popoli soggetti, cioè: esaspera; luogo bre giuresconsulto a Bologna, Fioren-
male inteso dalla Crusca. Accorar- — tino di origine, morto verso l'a.1294,'

si, affliggersi per cagione, Purg. X ,84. Inf. XV, 110.


Accorciare, dal lat. ad-curtus, Accòrto, v. Accorgere.
diveuire più corto, ristringersi, Inf. Accorto, add. verb., che ha ac-

XXV, 114. corgimento, prudente, savio, Inf. Ili,-

Accordare, dal lat. ad-chorda; 13; Vili, 41; XII, 26; XXI, 130, e
nel signiT. proprio di porre in propor- spesso.
— Per estensione, Purg. IX, 88.
zionale tensione le corde d' uno stru- — Al fatto, instruito di... Purg. XXX,
mento, non si trova nella D. C. ma 4. Inf. Xlll, 120 non furo accorte Le

visi trova per estensione. Purg. XVII, gambe tue, cioè: non furono tanto
61 accordiamo a tanto invito il piede, spedite.
— Inf. XX XIV, 87 porse a me
cioè: facciamo per modo che i nostri V accorto passo, cioè : rivolse verso di

piedi vadano d' accordo con questo me il suo passo circospetto. — Tanto
invito, cioè, obbediscano a... mi par ver subili ed accorti Par. XIV,
Acc©rdarsi,cantando, Purg. VII, 61. — Fare accorto, istruire, avverti-
1*12. — Parlando d'altre cose che si re, prevenire, Purg. V, 54 ; IX, 131.
accordano, Par. 1, 127; XXVIII, 8. Accosciarsi, ristringersi nelle
Accorgere (V) sost. , l'accorgi- cosce, Inf. XVIII, 132- V. Racco-
mento, il
sapere, Purg. VI, 123. sciarsi.
Accorgersi di qualchecosa; d'ori- Accostarsi, dal lat. costa, avvici-
gine incerta, Inf. IV, 16; IX, 85; X, narsi a... Inf. X, 29; XXI, 97; XXII,
70;XIV,49;XV 57;XV1I,116;XIX, > 46. Purg. VII, 42: X, 11; XVI, 9 :

106; XXV, 36; XXX, 19. Purg. 11,67; XXIV, 127. Par. XX, 44; XXI, 57
V,25: VII, 65; X, 124: XVII, 14; a guida mi V accosto, cioè: vengo teco
XVIII, 7 e 68. Par. Ili, 19; Vili, 13; come tua guida. —In un signf. d'esten-
X, 35; XV, 27; XVII, 79; XXVI, 53; sione, Par. XXIX, 93 Chi umilmente
XXXII,46, e spessissimo. — Accor- con essa s' acconta, cioè : chi se le av-

gere, per: accorgersi, Inf. XII, 80. — vicina, o, si tiene al suo fianco.
Siccome non trovasi mai accorger- : Accrescersi. Par. Vili, 47.
si a, illuogo dell' Inf. XXIII, 114 a ciò Accumulare. Inf. XXVIII,110.
s' accorse devesi spiegare: a ciò, per Accuorare, v. Accorare.
tale circostanza, si accorse. — Parti- Accusa. Purg. XXXI, 5 e 41. —
cip, accòrto, Purg. I, 126; XXIV, 6 L'accusa di sé medesimo, la confessio-
di mio vivere accòrte, per essendosi :
ne, Inf.XX Vili, 45. Purg. XXXI, 41.
accorte. Accusare. Inf. XXX, 97. Purg.
Accorgimento, V intelligenza, XX, 112 Par. VI, 98. — Accusarsi.
r intelletto, Par. IV, 70. —
Al pi. Inf. Inf. XXXI, 76 Par. XIV, 136.
X X V II , 76 Gli accorgimenti e le coperte Acerbo. Il signi proprio è op- f. 1'

vie, cioè :
gli stratagemmi e i modi posito di maturo, Purg. XI, 117.

segreti. Per estensione dicesi del corpo uma-
Accorrere , lat. accurrere ,
Inf. no non pervenuto al suo pieno svi-
Aceto — Acquetarsi. li

luppo, Purg. XXVI, 55 — dell' anima XXVI, 21 . Par. VII, 125; X,90; XXV,
non pervenuta alla sua perfezione, 134; XXX, 73 e 109, e spesso. -
Par. XIX, 48. —
Per traslato dicesi Acqua (V Elsa, Purg XXXIII, 67, cioè
di ciò che dà una sensazione acre, il fiume dell' Elsa in Toscana, la cui

acerba, come il fumo, Inf. IX, 75


— acqua ha la proprietà di petrificare,
delle sensazioni dell' anima, Purg. o meglio di coprire con una crosta

XXX, 81. Par. XVIII, 3 dei gesti — calcarea gli oggetti che vi sono tuf-
di alcuno, Inf XXI, 32, crudele, du- fati. — Acqua tinta, Inf. VI, 10, cioè:

ro, feroce — dello spirito cioè: ca- pioggia nerastra.


— Per le acque del
parbio, ribelle a, Par. XI, 103
— mare, Inf. I, 24. — Nel signif. fig. ,

d'una idea, cioè difficile da perce- Purg 1, 1. Par. 7 per esprimere


II, il

pirsi, oscura, Par. XXX, 79. Sost. — , viaggio che il Poeta intraprende e
le

L acerbo Inf. XXV, 18, cioè: ostina- cose di cui proponsi parlare.— Acqua,
to, duro, il ribelle, l' ostinato. per: ruscello, rigagnolo, Purg. V, 95;
Aceto. Purg. XX, 89. Allusione XXVIII, 121. Par. XI, 43. Al pi. -
alla Passione del Signore. per: sorgenti, fonti, polle, Inf. XIV,
A che ? a qual segno ? Inf. V, 119 98. — Le acque del mare, Inf. XIX,
— Contro di che, Purg. XV, 25. 107; XXVI, 139. Purg. I, 131; Vili,
Acheronte, il
primo dei fiumi in- 57. — Le acque sopra le quali è det-
fernali che D. trova sul suo cammino: to che si muovesse lo Spirito di Dio,
Inf. III, 78 XIV, 116. Purg. Il, 106.
;
Par. XXIX, 21. — Per indicare le la-
Achille, eroe della Grecia posto grime, Purg. XV, 94; XXX, 98. -
da D. nel cerchio de' Voluttuosi , Nel signif. fig. ,Purg. XV, 131 perchè
Inf. V, 65, ove dicesi di lui Che con non scuse D' aprir lo cuor all' acque
Amore alfine combattéo, il che verosi- della pace, cioè: perchè non ti rimuo-
milmente si riferisce alla sua passione va di schiudere il tuo cuore ai senti-
per Polissena che fu causa della sua menti della pace, che Dio inspira.
morte, Inf. XII, 71; XXVI, 62; XXXI, Acquachcta, nome del fiume
5, ove parlasi della lancia di Achille, Montone nel suo corso superiore ,
la quale guariva le ferite che avea Inf.XVI, 97. D. dice che questo è il
fatte. Purg. IX, 34; XXI, 92. primo di tutti fiumi dell' Apennino
i

Achitòfel,quale con suoi pravi


il che non entri nel Po.
consigli indusse Assalonne a ribel- Acquasparta (Watt. il). Par.
larsi contro al suo padre Davide XII, 124. Secondo Luca Vadingo isto-
(Chron.II,17j,Inf. XXVI1I,137. rico dell'Ordine Francescano, il car-

Aconc, al tempo di D. era un dinale Matteo d' Acquasparta, gene-


grosso villaggio di Toscana fra Pi- rale di esso Ordine, inclinava a rilas-
stoia e Lucca, Par. XVI, 65 1 sare la disciplinare austerità del suo
Acqua. Nel signif. prop. Inf. VII, ordine. Viveva verso la fine del XIII
103 e 118; XV, 3; XVI, 2 e 92; XX, secolo.
36 XXII, 25; XXIII, 46; XXIV, 51
; ; Acquattarsi. Inf. XXI, 59, come
XXX, 63; XXXII, 24. Purg. il, 42 e ivi 89 sedere quatto quatto (forse dal-
101; V, 110 e 118; XV, 16; X VII, 33; l' ali. plalt).

XX, 3; XXI, -2; XXII, 146; XXIII, 36; Acquetarsi, per: quietarsi, Purg.

1 Li Pieve di Acone era in Valdisieve.


Acquistare
— Addolciare.

XIX, 109, tranquillizzarsi, calmarsi, Ad, V. A.


trovar riposo o la pace dell'anima: Adagiarsi, v. Agio. Inf. Ili, 111

la Cr. legge si quetava. Par. 1, 86. qualunque s' adagia, cioè :


chiunque
Acquistare. In genere, Inf. 1,55; indugia, va lento.

Adagiarsi dentro,
XX Vili, 60. Purg. Vili, 60; XV, 42; Purg. XXV, 28 (adage, per adagi). :

XVII, 131; XXII, 147: XXVIII, 123. Adamante, forma latina, il dia-

Par. IX, 123; XI, 111; XIV, 117; XX, mante, Purg. IX, 105. Par. II, 33.
144; XXII, 122; XXIII, 134; XXXI, Adamo, il primo uomo, Inf. Ili,

18 —
grazia Inf. IV, 78. Purg. XXVI,
115. Purg. XI, 44; XXXII, 37. - Fi-

59 —odio Inf. XI, 22 carco Inf. — gura dell'umanità, meco avea di quel

XXVII, 136. — Per estensione, Inf. d' Adamo, cioè, il corpo, Purg. IX, 10.
XXVI, 126 Sempre acquistando del lato
— Colloquio di D. con Adamo, Par.
mancino, cioè: procedendo sempre XXVI, 82.

dalla parte o verso la parte sinistra. Adamo (maestro), da Brescia, che

Similmente, Purg. IV, 38 S' acquista.


a richiesta dei Conti di Romena falsi-

Par. IX, 70; XIII, 81 XXIV, 79. ;


ficò i fiorini d' oro di Firenze, per il

Acquisto. Purg. XX 57. , Par. qual delitto fu arso. Inf. XXX, 61.

XXVII, 42; XXIX, 13 Non per avere Addarsi, di origine incerta, ac-
a sé di bene acquisto, cioè, per guada- corgersi, avvedersi, Purg. XXI, 12.
gnare in perfezione. Addentare, dal lat. dens, pren-
Acri. Inf. XXVII, 89. San Giovanni dere co' denti. Inf. XXV, 54. — Con
d' Acri città di Siria, Akra, Akko, To- i denti o punte d' un forcone, Inf.
lemaide. XXI, 52.

Acro, più commune agro dal lat. Addentro e A dentro, lat. ad de


acer, Purg. XXXI, 3. — Per traslato, intra. — Sapere addentro, sapere a
Inf. 85. Par.
Purg. IX, 136, una porta che stride fondo, pienamente, II,

sopra i suoi cardini. X,116.


Acume, l' intensità d' una impres- Addietro, lat. ad de retro, Purg.
sione — d' un desiderio, Par. I, 84 — XXII, 119; XXIII, 63; XXVIII, 145.
duna luce, Par.XXVIII, 18;XXXIII, Addimandare e Addoman-
76 - dello spirito, Par. XXXII, 75; dare. Par. XII, 94.
XXXIII, 76. Addio, v. A Dio.
Acutamente, sottilmente, con Additare, da dito, indicare col di-
precisione, Par. XXIV, 95. to, Purg. IV, 47; XVI, 61 ; XXVI, 116.
Acuto e talvolta Aguto. Nel si- Par. XXV, 89. — Additalo, per addi-
gnif. prop., Inf. XIV, 53; XXI, 34; tano, lo additai, Purg. XXIII, 131. La
XXVII, 59 e 132; XXXIII, 35. Purg. lez. della Nidob., additallo è erro-
XXIX, 140. — Per est., della vista, nea.
Purg. XVIII, 16. Par. XXII, 126 - Addivenire, e in alcune ed. p. e.

della luce, Par. XXVI, 70; XXVIII, Cr. e Aldo Adivenire, forma antica
17 —delle facoltà dell'anima, Purg. per avvenire, Par. IV, 100; Vili, 130.
XXVIII, 84 - dello zelo, del desi- Addobbare, d' origine ignota,
derio, Purg. XVIII, 106; XXIV, 110 far bello, ornare, Par. XIV, 96.
- della febbre, Inf. XXX, 99.- Acu- Addolciare, da dolce, antiquato,
to a, inf .
XXVI, 121, tanto ardente propriamente addolcire, render dol-
:

da... V. Aguto. ce, Inf. VI, 84 Se'l del gli addolcia,


Addolcire — Adorezzare. 43

cioè : se il cielo versa in loro le sue Adimarsi. Purg. XIX, 100 detto ;

dolcezze. d' un fiume discendere, precipitarsi.


:

Addolcire, altra forma più usata In questo luogo è parlato del fiume
di addolciare, Par. VI, 121 .
Lavagna.
Addormentarsi. Pnrg. XXXII, Ad imo, v. A.
77. A dio, v. A.
Addossarsi, da dosso, appoggiar- Adirarsi, lnf. Vili, 121. Par.
si al dosso altrui, Pur. Ili, 83. XVIII, 121.
Addosso, propriamente: sul dos- Adivenire, v. Addivenire.
so, Purg. X, 137. Di cani che as- — Adizzare, v. Aizzare.
saltano alcuno, Inf. XXI, 68; XXII, Adocchiare, guardare, Purg.
41 Mettere gli unghioni addosso ; e lnf. XXI, 30. Per lo più significa:
guar-
XXX, 3o ficcar li denti addosso. dare fissamente o con speciale atten-
Addotto, v. Addurre. zione un oggetto, Inf. XV, 22 XVIII, ;

Additarsi, da due, Par. VII, 6.


— 123; XXIX, 138. Purg. IV, 109. Par.

Addoppiarsi, V. Induarsi. XXV, 118; XXVU1,15.


Addurre , lat. adducere , Infer. Adombrare r coprir d' ombra,
XXXIII, 44. Par. XXII, 41. - // Purg. XXXI, 144 La dove armoniz-
tempo adduce Inf. X, 98; XIV, 129 zando il c>el t' adombra, cioè : là dove
Non dee adJur maraviglia al tuo volto. il cielo ti copre, t'involve della sua
- Particip. addotto, Inf. XXXIII, 44. armonia.
Adempiere, lat. ad-implere. A- Adombrarsi. Purg. Ili, 28 se in-

dempire a un dovere, Purg. XII, 131. nanzi a me nulla s' adombra, cioè:
— Adempirsi, soddisfarsi, contentar- niuno oggetto si copre d'ombra da-
si, Par. XV, 66. vanti a me, o, se io non faccio ombra.
Adentro, v. Addentro. Adonare, d' origine incerta, Iuf.
Adergersi, lat. ad-erigere, innal- VI, 34, abbattere, atterrare, domare.
zarsi, Purg. XIX, 118. Adonarsi. Purg. XI, 19, lasciarsi
Adescare, lat.
ad-esca, allettare, abbattere, vincere; cedere.
lusingare, impegnare, lnf. XIII, 55. Adontare, da onta, propriamen-
Adesso, lat. ad-ipse, ora, Purg. te : fare
onta, ingiuria, Inf. VI, 72
XVIII, 106. - Allora, Purg. XXIV, come che n' adonti, cioè per quanto :

113. se ne vergogni o sdegni. — Similmen-


A destra, v. A. te Adontarsi, Purg. XVII, 121.
Ad etate Purg. XII, 104. Adoperare, Adoprare e Ado-
Adhaesitpavimento anima mea. vrare, operare, lavorare, lnf. XXIV,
Purg. XIX, 73, L'anima mia giace 25. —
Adoprare, operare, Purgat.
prona a terra secondo la Vulgata,
; XXVIII, 131 — Adovrare, agire, Purg.
.

Salm. CXV1II (CXIX) 25. Parole , XVII, 102.


delle anime che purgano 1 avarizia. Ad ora, v. A.

Adice o Adige, con l'articolo,


Adorare. Inf. IV, 38. In signif. -
Inf.XII, 5; —
senza articolo, Purg. più particolare di: pregare per...
XVI, 115. Par. IX, 44. Purg. V, 71. Par. XV1II,125.
Adunare, lat. ad-imus, chinare, Adorezzare, V. Orezza, Purg. 1,
abbassare ;
detto della vista, Par. 123. — Alcuni derivano questa voce
XXVII, 77. da rezzo, ombra, in signif. di: far om-
li Adornamento — Affaticare.

bra altri da orezzo per: aura, ven- ,


94; VII, 52. Purg. XV, 60. Par. I,
;

ticello. 117: XIII, 58. Adunarsi, Inf III,-


Adornamento. Purg. XII, 51. 120; XXVIII, 7. Par. XXXIII, 20. —
Adornare. Purg. XII, 82 Par. Particip. Adunato, Purg. II, 125. Par.

IX, 106; X, 106.


— Particip. adorno XXVII, 94.

per: adornato, Purg. IX, 54. Par. I, Adunque o Dunque, lat. fune

63. — Adornarsi, Purg. XXVII, 103.


Inf. XVIII, 7 ; XXIII, 135 ; XXXI, 82;
XXXIII, 118. Purg. 1,81.
Par. XXXI, 10.
ld: rnu. add. verb. da adornare, Ad voceiii tanti genia. Purg.
bello, elegante, Purg. XXV, 93; XXX, XXX, 17, alla voce d' un tanto vec-
24. Par. XVI1I,63;XXVII,70; XXX, chio, cioè, tanto degno. Salomone.
110. Aere, e precedendo le consonanti
A dosso, v. Addosso. semplici aer, l'aria. — La forma aer
è sempre di due sillabe; in aere per
Ariovrare, v. Adoperare.
Adriano, forma antica per adria-
:
lo contrario il
dittongo forma una
sola sillaba. Le ed. diversificano mol-
tico, Par. XXI, 123. D. accenna la

città di Ravenna situata in riva al to in queste forme. — Aer è sempre


Mare Adriatico. mascolino nella D. C. eccettuato, Inf.
Adriano V, papa della famiglia XXXI, 37, dove Aldo e la Cr. leggo,
no: aer grossa e scura, mentre Lomb.
de' Fieschi, quale regnò un mese e
il V.

pochi giorni, V a. 1276, e posto a pur- e la Nidob. pongono aura invece di


garsi dell' avarizia, Purg. XIX, 99. aer. Inf. I, 48; II, 1 ; III, 23 Vili, 14
; ;

Adro, lat. ater, per lo più atro, IX, 6; XII, 96; XVI, 130; XVII, 105;
XXIV, 51 XXIX, 60; XXXI, 36. Par.
nero, oscuro, Purg. XXX, 34. ;

A due, v. A. VII, 124; X, 68; XXII, 117; XXVII,


Aduggiare, fare uggia, ombrare. 68; XXVIII, 80. Purg. 1,15; II, 35; V,
Nelsignif. prop., Inf. XV, 2. Per — 109; Vili, 47; XIII, 43; XXV, 91 ;
est., fare ombra malefica che soffoca XXVIII, 104; XXIX, 35.
e corrompe le piante, Purg. XX, 44. A fede, v. A.
Adulterare, propriamente: com- Affamare, dal lat. fames, eccitare
mettere adulterio. D. l'usa in si- — la fame, Purg XXI11, 37.
gnif. fig. per :
prostituire, profanare, Affannarsi, v. Affanno, affati-

Inf. XIX, 4. carsi, sforzarsi, Purg. XI, 15. Par.


Adultero, in rima per adulterio, :
Xll, 82.
— Particip. Affannato, Inf. 1,
Par. IX, 142. —
D. significa con que- 22 lena affannala; V, 80 anime affan-
sta voce il mal governo de' papi Bia- nale. Purg. II, 111 è affannata tanto,

gioli vorrebbe che adultero fosse li- cioè : stanca, oppressa, turbata.
cenza poetica per adùltero, cioè : :
Affanno, d'origine incerta, l'an-
quegli che commette adulterio, per gustia, il travaglio, la fatica del corpo
indicare la prossima morte di Bonifa- e dell' anima, Purg. IV, 95 ; XIV, 109;
cio Vili. Questa spiegazione pare poco XVm,l36;XXVtII,95. Par. IV, 111;

probabile. XVII, 84. — Nel signif. di tormento,


Adulto, Par. VII, 60 ; per. est. , Inf. VI, 58.
maturo. Affaticare, lat. fatigare tormen-
Ad una, v. A. tare, Inf. XXVI, 87. Par. XIV, 58. Nel

Adunare, unire, riunire, Inf. IV, luogo del Purg. XVI, 76 Lombardi e
Affatturare
— Affrontarsi. 15

Landino leggono che sé affatica, ma la ficere dei Latini. Par. I, 48. — Affig-
lez. di Aldo, della Cr. e della mag- gersi, fissarsi, fermarsi, Inf. XII, 115.

gior parte delle ed. mod. se fatica


du- Purg. XIII, 33; XXV, 4; XXX, 7;
ra, sembra preferibile.
— Affaticarsi, XXXIII, 106. — Fermarsi in alcun
nel signif. prop., provare fatica, stan- luogo, Purg. XI, 135. Par. XXV, 26.
chezza, Purg. VI, 50. Sforzarsi, — — Fissar l' attenzione sopra. . Par. . .

occuparsi, Purg. XXVI, 39. Par. XI, 9. XXXIII, 133, dove per rimare
a/fige,

Affatturare, voce che sembra con indge è posto per: affìgge. Par- —
derivata da fare preso in cattiva par- ticip. Affìsso, Purg. XVII, 77.
te ; adoperare le arti magiche, stre- Afflgurare, distinguere, vedere
gare, Inf. XI, 58. distintamente, Inf. XXIV, 75.
Affermare. Par. XIII, 116. — Affìnare,dall' ali. fein, purificare,
Assicurare, sostenere, Inf. XXVIII, Purg. XXVI, 148. — Affinarsi, perfe-
98. Purg. XIX, 50.
— L'affermare, zionarsi, Par. XX, 137.
sost. Purg. XXVI, 105 l'affermar che
, Affissarsi, dal lat. (ìxus come af-
fa creder altrui, cioè proteste, asse- : figgersi, fermarsi, Purg. II, 73.

veranze, giuri, che obbligano la cre- Afflitto, add. , Purg. XXX, 45 —


denza a quello che uno dice. sost., Inf. XXVII, 10.

Afferrare, impugnare, prender Affocare o Affuocare, da fuo-


con forza, Inf. XX, 36. co, ardere, Inf. XXV, 24.— Far rosso
Affetto, sost., l'affezione dell'ani- al fuoco, Inf. Vili, 74. — D'una luce
ma, Purg. XVII, 111 XXV, 107. Par. ;
che offenda 1
occhio, Par. XXVIII, 17.
Ili, 52; XIII, 120; XVIII, 14; XXVI, Affocato,
particip., risplendente
127 — L' affezione, 1' amore, Purg II, come fuoco, fiammeggiante, infiam-
77. Par Vili, 45; XV, 43; XXIII, 125; mato; detto d'una spada, Purg. Vili,
XXIV, 29; XXVI, 98, XXIX, 66. - 26; —
d'una stella, Par. XI V, 86; —
Ildesiderio, Inf. V, 125. Purg. XVIII, dell'amore, Par. XXVIII, 45.
57; XXIX, 62. -
Add. Pieno d'affe- Affollare, da folla, moltitudine.
zione, Par. XXXII, 1 Affetto al suo L'ansare, Purg. XXIV, 72 V affollar
piacer quel contemplante, cioè: fìsso, del casso.
intento. Affondare, dal lat. fundus. Af-
Affettuoso. Inf. V,87. fonda per: affondi, Par. XXVII, 121.
Affezione. Inf. XVI, 60. Pnrg. Affrangcreo Affragnere, pro-
XX, 119; XXII, 15. Par. IV, 98; priamente: rompere. Per èst. Purg.
XXV, 21; XXXII, 149. XXVII, 74 affranger e la possa, svigo-
Affibbiarsi, dal lat. (ibi a per fi- rire, togliere il potere.

Particip.
bula, Inf. XXXI, 66. Affranto, rotto, detto dell' animo,
Affìggere, e talvolta affigere, che Purg. XXX, 36.
è lo stesso (V. Gherardini, Fòri, ec. Affrenare, dal lat. frenum, tener
p. 414).- Fissargli occhi, Inf. XVIII, in freno, reprimere, Inf. XXVI, 21.
43. La Nidob. legge piedi invece di Affrettarsi, da fretta, Purg. X,
occhi. — Affettare, fare impressione, 87.

Purg. XXV, 106 Secondo che ci affìgon Affrica no, Scipione 1'
Affricano,
li ove altri leggono affliggon.
disiri, Purg. XXIX, 116. V. Scipione.
Benvenuto ha letto traffiggon. Proba- Affrontarsi con... dal lat. frons,
bilmente D. ha voluto esprimere !'«/- incontrare alcuno, Par. XXV, 40.
46 .4 foglio
- Agli.
A ha visto, cioè ha
te ediz. Buti lesse: :
foglio, v. A.
aforismi d' Ippocra- veduto per sua sventura; e questa
Aforismi, gli
sostenuta dal Parenti, sembra
te, per: lo studio della Medicina, lez.,

Par. XI, 4. V, pure XII, 83, dove il preferibile, perchè da il medesimo


medesimo studio è indicato col nome senso, e l' espressione è più dantesca.
diTaddeo professore a Bologna. 1 mss. hanno avisto. cioè: ha visto,
A fronte, v. A. letto probabilmente: avistò o aiustò,
A frusto, v. A. cangiato dipoi in aggiustò. Aggiu- —
A gabbo, v. A. starsi, collocarsi, o, esser posto: Par.

Agabito, lat. Agapeius, Par. VI, XXXII, 121.

16, papa che fu al tempo dell' imp. Aggradare e raramente Aggra-


Giustiniano nel VI sec. tare. 11 primo, lnf. II, 79 — aggratar?
Agatone. Purg. XXII, 107, poe- lnf. XI, 93.
ta tragico greco, coetaneo d'Euripide. Aggrappare, dall' antico ali.

Agevolare, da agio, aiutare, faci- chrapfo, uncino, lnf. XVI, 134. — Ag-
litare, Purg. IX, 57. grapparsi, lnf. XXIV, 29; XXXIV, 80.

Agevole, facile, Purg. Ili, 51. Aggrato, add. che non si trova
Agevolemente, forma antica per: usato, ma che la Cr. ha ricevuto, Par.

agevolmente, facilmente, Purgat. XXIII, per sono grati della Nidob.


6,
XII, 93. e della maggior parte de' mss.

Agevolezza, la facilità, Purg. Aggravare, dal lat. gravis, far


XXXI, 28. discendere mediante il proprio pe-
Aggelarsi, dal lat. gelu, gelarsi, so, lnf. Aggravar le mem-
VI, 86. —
Inf. XXXIV, 52. bra, intorpidirle, Purg. XIX, 11.

Agghiacciare, dal lat. glacies, Piegare, Purg. XV, 110.

Purg. IX, 42. Aggroppato, da groppa,\nf. XVI,


Aggi, Aggia, v. Avere. 111. — Annodato, lnf. XXIV, 96.

Aggirare, dal lat. gyrus, far il


Agguagliare, dal lat.
aqualis,
giro, lnf. VI, 112.
— Del cielo che Paragonare, lnf. XXVIII, 20. Par.
gira intorno ad alcuno, Purg. IV, 130. XXII, 105. — Agguagliare, pareggia-
Aggirarsi, girare in tondo. Nel re, Par. XXV, 126.
sigiìif. prop., lnf. 111,28; VII, 120.
— Aggucffarsi, dall'ali. we>fen, per
Agitarsi, lnf. Vili, 123. est.aggiungersi,Inf.XXUI,16;XXXI,
Aggirata, il giro, il rivolgimen- 56 — per: giungere, Purg. V, 112.
to, lnf. Vili, 79. Agio, lat. habeo, aggio, altri lo de-
Aggiungere e Adgiugnere. rivano dal gotico azéts, comodo, fa-

lnf. XI,62;XXVIH,109;Par. 1,62 — cile, Purg. XIV, 109.


Aggiungerai, unirsi, lnf. XXIV, 80; A giuoco, V. A.
XXXI
;
56; XXXII, 129. S' aggiun- - Aglauro. Purg. XIV, 139, figliuo-
XXXIV, 40, o s' aggiungono,
gen, lnf. :
la di Eretteo, re di Atene, punita da
forme antiche e poetiche per: s' ag- Mercurio per la sua invidia.
giungeano, s'aggiungevano. Agli,combinazione della prep. a, e
Aggiustare. La Cr. Par. XIX, dell' art. lo al pi. precedente le vocali
1 41 ,legge che male aggiustò, cioè fal-
: : e la s seguita da consonante, lnf. I,
sò. Lezione molto sospetta nonostante 62; XVlll, 74. Purg. 1, 16. Par. II, 11
che si trovi nella Nidob., Aldo e mol- e ovunque.
Agnèl
— Agurarsi.

Agnèl. Inf. XXV, 68. Nome pro- Agro, lat. acer. Per: impetuoso,

prio d' un fiorentino della famiglia violento, Inf. XXIV, 147. —


Per: dif-
de' Brunelleschi. È incerto se costui ficile da comprendere, duro, Purg.
si chiamasse Agnello, o, Angiolo, XXV, 24.

Agnolo ;
nel qual caso s' avrebbe da Agrume, propriamente dicesi
scrivere Agnol. Agnèl è un derivato d'erbe, piante e frutta di sapore acre
di: agnello. e acido; per est. D. usa questa voce
Agnello, dimin. di: agno. Nel si- alludendo alle parole che sembre-
gni prop. Par. V, 82.
f. Per est. — ranno: amare, dure, Par. XVII, 117.
dell' uomo nella sua infanzia, Par. A guaio, v. A.
XXV, 5. — Frequentemente indica A guatare, da aguato. Per: gua-
il Salvatore, come Agnello benedet- tare, o, guardare (lez. della
Nidob.),
to, Par. XXIV, % —
Agnel di Dio, Par. XXIX, 42, ove Cr. legge:
la

Purg. XVI, 18. Par. XVII, 33, ec. se ben ne guati. Miglior lezione
Agno, forma latina, agnello. Nel sembrerebbe : se bene guati, come
signif. prop. Par. IV, 4. —Nel lin- legge l'ed. Fior, di Niccolini, Cap-
guaggio biblico, Agnello, opposito poni, ec.
a: Becco, Par. IX, 131. Per mem- — Aguato, dall'ali. Wache, Wacht,
bro d un ordine religioso, Par. X, 94. Inf. XXVI, 59.

Agnus Dei, 1' Agnello di Dio, Aguglia, per: aquila, idiotismo


Purg. XVI, 19. —
Allusione a san Gio- fiorentino o non forse mai usato da
vanni Battista (Ev. sec. Jo. i, 36). D. a cui più degli editori moderni
i

Ago, lat. acm, nel signif. prop. fondati dei migliori


sull' autorità

Inf. XX, 121. — Per est. l'ago cala- mss. e sopra quella di Tassoni, Pa-
mitato, Par. XII, 133. — L'aculeo, il renti, Monti, Gherardini, hanno so-

dardo, Purg. XXXII, 133. stituito aquila. Notisi nondimeno che

Agobbio, ora, Gubbio, città dello il testo delle chiose attribuite a Boc-

Stato Ecclesiastico, Pur. XI, 80. caccio la forma agu-


pone sempre
A goccia, v. A. glia. Neil' ed. dellaCr. aguglia tro-

Agognare e talvolta Agugna- vasi in signif. prop. Par. XX, 26;


re, dal greco óqfùv, desiderare ar- XXXII, 26 e 53. Purg. XXXII, 125,
dentemente, Inf. VI, 28. Semplice- — dove P aquila è figura degli impe-
mente desiderare, Inf. XXVI, 9; ratoriromani similmente Purg.
; ,

XXX, 138; — come un accattone, XXXIII, 38. -In signif. fig*. le aquile
Purg. XIII, 66. romane, Purg. X, 80.
— Per ultimo
Agosta, lez. della Cr. per Augo- san Giovanni apostolo è detto, Par.
sta. V.,ivi. XXVI, 53 Aguglia di Cristo. V. —
Agostino (Sant) Padre della Aquila.
Chiesa, Par. X, 120; XXXII, 35. - Aguglione, castello del tenitorio

Agostino, Par. XII, 130, uno dei primi fiorentino. — Il villano d' Aguglione
messer Baldo di A.
seguaci di san Francesco d'Assisi. Par. XVI, 56, è
Agosto, il mese, Purg. V, 39. accusato di baratteria.
A grado, v. A. Agugnarc, v. Agognare.
Agricola, forma latina per: agri- A guisa, v. A.
coltore. Epiteto dato da D. a san Agurarsi, forma antica per: au-

Domenico, Par. XII, 71. gurarsi, Par. XVIII, 102.


2
18 o — Al pria al poi.

Aguto, lat. acutus. Nel signif. XXXIII, 69. Purg. I, 68; V, 87;
P rop.,Inf.XXl,34;XXVlI,59e132; XXIX, 41. Par. IH, 62; X, 105;
XXXIII, 35. — Per est. degli occhi, XXIII, 58. — Aiutare il
verso, Inf.

della vista, penetrante, Purg. XVIII, XXXII, 10; — V arsura, cioè: ac-

16. — V. Acuto. crescer la forza dell'arsione, Purg.

Aguzzare, lat. acuere — la vi- XXVI, 81. —


Aiutare da, ossia:

sta, renderla più penetrante , Purg. contro, Inf. I, 89. — Aiutarsi, ado-
XXXI, 110— aguzzar leciglia\nt.XY t perarsi, Purg. XII, 130.
— Prendersi
20 — V occhio o gli occhi, cioè : fissare, cura, Purg. XXXIII, 84.
guardar con attenzione, Inf. XXIX, Ajuto. Purg. XXI, 82. Par. V, 39.
134. Purg. Vili, 19. Par. XVI, 57, Aj ut òro, per: aiutorio, Par. XXIX,
dove aguzzo è posto per: aguzzato. 69. Lez. della Cr., della Nidob. e
della maggior parte delle antiche
Aguzzo. Inf. XVII, 1.
Ali e Ahi, esclamazione di dolo- ed. Le moderne leggono aiutorio.

re, di maraviglia, di paura, ec. Inf. 1, Aldo, forse per errore' di stampa,
La Cr. legge Et Dionisi ha Za»oro.
4. :
; Eh; :

la lez. della Nidob. Ahi sembra Al, combinazione della prep. a


che D. se ne con l'art, precedente le consonan-
preferibile, tanto più il,

vale ti
semplici, Inf. 34. Purg. 15,
spesso, come, Inf. VII, 19; I, I,
75 e 98. Par. I, 7, 54, 108, 111
25,
IX, 88; XVI, 118; XIX, 415; XXI,
e ovunque. A, al servono alla for-
31; XXII, 14; XXVII, 84; XXXIII,
mazione di locuzioni avverbiali, co-
66, 79 e 151. Purg. VI, 76; XII,
112. Par. XXV, 136, e moltissime me sono le seguenti:
altre volte. Al comminciar, al principio,
Inf. Ili, 24.
Ai, agli, Inf. XXXI, 95, posto a-
vanti a Dei, ove l'uso moderno ri- Al dassezzo, alla fine, Inf. VII,

chiede: agli. V. A'.


130.
Aimo o Ahimè. Inf. XVI, 10. Al One. Inf. V, 66. Par. XIII, 138.
A inganno, v. A. Al lato, e più spesso Allato,
Aitare, altra forma di aiutare,
Inf. XXII, 46; XXX, 145, e frequen-
lat. adjuvare, Purg. IV, 133; XI, 34 temente.
e 130. La Cr. pone le cattiva lez. Al petto. Inf.
XII, 83; per signifi-
atar. V. ivi. care che Virgilio più piccolo del
Aizzare, forse dall' ali. anheken, Centauro non giunge con la testa
propriamente eccitare il cane a
: senonchè al petto di esso.
mordere. Per eccitar a parlare, Inf.
: Al pie, o, Appiè. Inf. 1, 13; IV,
XXVII, 21. La lez. della Cr. aizzo, 106; X, 40.
sembra preferibile a quella della Al pria al poi, secondo la Ni-
Nidob. adizzo. dob.; o: Al primo e al poi, secondo
Aja, Avere.
v. la Cr. Par.
XIII, 18. Espressione o-
Ajuola, lat. area, areola, dimin. scura di signif. dubbio, comunque si
di aia, piazza o piano ove batte legga. D. vuol dire che due corone
:
si il

grano. D. chiama così la Terra per concentriche formate di stelle, gira-


disprezzo, Par. XXII, 151 ; XXV1I,86. no oppositamente, una innanzi, l'al-
Ajutare, lat. adjuvare. Aiutare tra dietro. Al pria o al prima sem-
alcuno, Inf. II, 7 e 69;" XIV, 57; bra preferibile a al primo della Cr.
Al su — Alberto della Scala. 10

Al su, per: allinsù, all'insti, Purg. Alba. Par. VI, 37. Alba ionga, fon-
XIX, 95. data da Ascanio figliuolo di Enea.
AI tutto, totalmente, Inf. XVII, Albergare, dall' ali. herbergen,
102. verbo n., abitare, Inf. XX, 48. Purg.
Ala, spessissimo per: le ale, Purg, XXVII, 82 e 111. -
In signif. att.,
II, 103; 54; XI, 38;
III, XVII, 67: Purg. XXVI, 62.
XXV, 10. Par. XXII, 105. - Trovasi Albergo, l'
ospizio, la dimora. —
ancora forma ale, Purg.
al sing. la Per est. Par.
XXIII, 105, il seno
XXIX, 109; d' onde seguita che il della Vergine che portò il Signore.

pi. ha due forme: ale, Inf. XXXIV, Alberichi. Par. XVI, 89, antica
72. Purg. II, 33; IX, 9 e 21 X, 25; ; famiglia nobile di Firenze.
XII, 91. Par. IX, 78; XXXI, 14; Alberigo (Frate). Inf. XXXIII,
XXXII, 9fi — ea/t,Inf. V, 40 e 83; 118, della famiglia dei Manfredi di
XVII, 127; XXII, 115; XXVI, 2; Faenza dell'ordine de'Cavalieri Gau-
XXXIV, 46. Purg. 11,26; Vili, 106; denti. Fece costui assassinare alla
XXII, 43; XXIX, 94. Par. II, 57; sua mensa alcuni de' suoi nimici da
VI, 95; IX, 138; XI, 3; XV, 81; lui convitati ;
l' ordine di portare
XIX 95 ; XXV, 50
, ; XXXIII, 15. le frutta, fu il segnale della loro
Fuor di rima le ed. variano fra ale morte.
e ali al pi.
— Per est. le ali della Albero ,
lat. arbor. Inf. XXV,

volontà, Purg. XXII, 43.


— volo, Il 59. Purg. XXII ,
131 ; XXIX, 43;
Purg. XXII, 105. — Per ultimo ale è XXXIII, 72. — Gli alberi nei quali
posto invece di: remi, Inf. XXVI, sono chiuse le anime de' suicidi, Inf.

125. XIII, 15. — Per: albero di nave,


Alabastro. Par. XV, 24. Pietra Inf. VII, 14; XXXI, 145.- L'albe-
calcarea semitrasparente. ro che vive della cima, Par. XVIII,

Alagia. Purg. XIX, 142, della fa- 29, significando il Paradiso che trae
miglia dei Fieschi di Genova, nipote la sua vita, la sua beatitudine dal

di papa Adriano V e probabilmente cielo empireo ;'mentre gli alberi ter-


moglie di Moroello o Marcello Ma- restri traggono il nutrimento dalle
laspina amico del Poeta. loro radici.

Alagna, ora Anagni, piccola Albero, o Alberto da Siena. Inf.


città della Campania, dove Bonifa- XXIX, 109, chi costui fosse non è
cio VIII fu insultato dai satelliti di noto. D. dice che abbia fatto arde-

Filippo Bello, Purg.


il , 86. XX — re Griffolino d' Arezzo , per aver
Quel d' Alagna, Par. XXX, 148, cioè : affermato di aver il segreto di vo-
Bonifacio Vili. lare.
Alardo il vecchio. Inf. XX Vili, 18. Alberto degli Alberti. Inf.

Alardo o Erardo di Valéry, conte- XXXII, padre di Alessandro e di


57,
stabile di Sciampagna, vecchio ca- Napoleone degli Alberti, che si am-
valiere francese, il quale co' suoi mazzarono r un V altro, e si trovano
consigli fece vincere la battaglia di stretti insieme nella ghiaccia di Co-

Tagliacozzo a Carlo Angioino con- cito.


troCorradino di Svevia. Alberto della Scala, signor di
Alba. Purg. 1, 115; IX, 52; XIX, Verona morto nel 1301 biasimato per ;

5. Par. XXIII, 9. aver fatto abate di San Zeno a Verona


20 Alberto Tedesco — Aldobrandi Tegghiaio.

il suo figliuolo naturale Giuseppe ,


delle pietre quella parte è divenuta
si discoscesa Ch' alcuna via darebbe
Purg. xvm,i2i.
Alberto Tedesco, imperatore, a chi su fosse; dove però si dee in-
biasimato di non attendere alle cose tendere che appunto per la rovina
di quelle roccie, che prima stavano
d'Italia, Purg. VI, 97; la sua morte
è accennata ivi, 100; biasimato per
a perpendicolo , si è formata una
la sua invasione della Boemia nel- qualche via per la quale si può di-
XIX, 115. scendere e Monti spiega invece
1304, Par.
:
1" a. ;

Alberto di Cologna. Par. X, 98 : che rupe sia tanto ripida e disco-


la

noto sotto il nome di Alberto Magno, scesa da non lasciare nessuna via ;

nato a Lavingen in Svevia nel 1193, il che è evidentemente falso, per-


morto a Cologna nel 1280. chè Virgilio e Dante discendono
o, 1205,
Fu e provinciale nell' ordine
frate giusto per quella parte che eleg- ,

dei Predicatori, rettore dell' univer- gono come sola praticabile XI, 115; :

Cologna, vescovo di Ratisbona,


sità di e il Minotauro è posto proprio là
e morì in un convento del suo Or- per guardare il solo punto per dove
dine a Cologna. D. lo dice padre e si può discendere. Tutti gli antichi
maestro di san Tommaso d'Aquino. interpreti tengono questa opinione.
Parenti (Annotazioni,
Albia, ora Elba, fiume di Ale- i, p. 156) la in-
99. tende così; e l' eccellente Benvenuto
magna, Purg. VII,
Albóre, chiarore, Purg. XVI, 142. da Imola dice espresso Illa enim ripa, :

Par. XIV, 108. - Al pi. Purg. XXIV, antequam fieret istud prwcipìtium ma-
145, I" alba. ximum, erat ita recta et repens in mo-
Alchimia, voce araba, Inf.XXIX, dum muri, quod nullus potuisset ire a
119 e 137. summo ripo3 ad fundum fiumana: infe-
Alcide, Ercole, Par. IX, 101. rioris; sed post ruinam factum posset
Alcuno, lat. aliquis unus. Inf. III, nunc aliqualiter iri.
— Gherardini (i,

58; IV, 49; V, 129; VI, 62; VII, 50; p. 505) rimansi indeciso, sebbene fino

IX, 106; XIII, 36; XV, 75 ; XVI, 9 ;


ad ora non siesi trovato ancora esem-
XX, 17; XXII, 23; XXVI, 135; pio certo di alcuno preso nel signif. di
XXVIII, 132; XXXIV, 135. Purg. I, nessuno.

98; IV, 2; V, 49; VII, 37 XVII, 80; ;


Aldobrandesco o Aldobran-
XXI, 58; XXVIII, 29. Par. IV, 60; dcschi (Guglielmo), conte di Santa-
VI, 123; XVI, 80; XIX, 27; XXV, fiore, i cui possessi erano propinqui

52; XXIX, 122; XXX, 121, e molto a Siena, Purg. XI, 59.

spesso. Nel famoso luogo, Inf. Ili, Aldobrandi Tegghiaio, della


42 Ch' alcuna gloria i rei avrebber illustre famiglia degli Adimari. D. ne
d' elli, che tutti gì' interpreti hanno parla con rispetto, Inf. VI, 79. —
sempre spiegato: che i dannati ne Lo trova, Inf. XVI, 41 ,
con due al-

avrebbero qualche gloria ,


Monti tri cittadini illustri di Firenze fra i

(Proposta, Appendice, p. 271) ha vo- rei di


pederastia. Tegghiaio più

luto intendervi: niuna gloria; pren- prudente della maggior parte de' suoi
dendo alcuno nel signif. del francese concittadini, si oppose all' infelice
aucun, e s' ingegna d' appoggiare la spedizione contro Siena, che con finì

sua opinione sul luogo dell' Inf. XII, la rotta diMontaperti e con la rovina
8, dove è detto , che per la rovina della Parte Guelfa di Firenze.
Aleppe
— Allclujare. il

Aleppe. VII, 1. Questa voce


Inf. Alimento. Inf. XXV, 86. Purg.
incomprensibile è intesa da molti XXV, 39. — La Cr. ha adottato:
per: Aleph, prima lettera dell' alfa- Par. XXIX,
51, la cattiva lez. ali-
beto ebraico, in signif. di: capo, si- menti, ove Aldo e tutte le buone ed.
gnore. V. Pape. leggono elementi. È nondimeno pos-
:

Alessandria. Purg. VII, 135. La sibile che i copisti dei mss. che han-

città di Alessandria della Paglia sul no alimenti abbiano inteso di scrivere


Tanaro ,
nell' antico ducato di Mi- elementi, che gli antichi scrittori fio-
lano. rentini dicevano spesso alimenti.

Alessandro, il Macedone, Inf. Alito, lat. halilus, Par. XXIII, 114.

XII, 107; XIV, 31. Nel primo luogo


— L' esalazione, Inf. XVIII, 107.
alcuni commentatori moderni vor- Alla, combinazione della prep. a
rebbero intendere Alessandro tiran- con l'art, fem. la, Inf. I, 42 e 125.
no Fere; il che è poco probabile,
di Purg. 1, 119. Par. Ili, 80, e spesso. —
perchè questo era poco noto per es- Precedente a vocale all', Inf. I, 24.
ser citato senza speciale indicazione Purg. V, 53. Par. 1, 13; III, 34. - Al
che lo precisasse. Nondimeno se D. pi. alle, Inf. 1,121. Purg. I, 48 e 105.
avesse giudicato il Macedone degno Par. I, 56; III, 15, e spesso.
di stare nel Limbo, 1' avrebbe con- Alla, misura, Inf. XXXI, 113. È
numerato fra gli spiriti magni, Inf. IV, impossibile determinare qual dimen-
119. — Illuogo di Lucano (Farsalia, sione D. dia a questa misura.
x, 21], ove Alessandro Macedone è Alla fiata, qualche volta, Par.
detto: prwdo, felice ladrone
felix , XIV, 20.

pare confermar questa opinione. Allagarsi, da lago, innondarsi,


Alessandro,conte di Romena, che sommergersi, Par. XII, 18.
con suo fratello Guido, indusse Mae- Allargare il freno, rallentare
stro Adamo a falsificare il fiorino di la briglia. Per abbandonarsi, Purg.
Firenze, Inf.XXX, 77. V. Adamo. XXII, 20.
Alessandro degli Alberti, v. Allato, v. Al lato.
Alberto. Alle, v. Alla.
Alessio Interniinei , v. Iister- Alleggiare, dal lat. levi*. Alleg-
MINEI. gerire, mitigare la pena, Inf. XXII,
Aletto, lat. Alecto, Inf. IX, 47; una 22 — la via, Purg. XII, 14.
*

delle Furie. Allegrarsi, dal lat. alacer, ral-


Alfa. La prima lettera dell'alfabe- legrarsi, Inf. XXVI, 136. - Per est.
to greco, Par. XXVI, 17. Allusione svagarsi, Inf. VII, 122.
all' Apocalisse (cap. i, v. 8 ec.) ; Allegrezza. Par. Vili, 47 e 48 ;

dove Dio è detto 1' Alfa e l'


Omega, XVI, 19; XXV, 29; XXVII, 7; XXX,
cioè: principio e fine. 120; XXXII, 88.
Ali, genero di Maometto, fonda- Allegro, lat. aZacer,contento, sod-
tore della setta degli Sciiti: Inf. disfatto, Inf. XIV, 60.
XXVUi, 32. Alleluja, voce ebraica: loda il Si*
Alichino. Inf. XXI, 118; XXII, gnore, Inf. XII, 88.

112. Nome di uno dei diavoli della Alleluiare, cantare alleliija,V\irg.


bolgia dei Barattieri, che deriva pro- XXX, 15 La rivestita voce alleluian-
babilmente da chinar le ali. do, cioè: cantare alleluia dopo ricu-
ss Allentare — Almeno.

perati gli organi della voce.


— Cosi 105; XXXIV, 91. Purg. I, 49: lì,

bisogna leggere senza dubbio secon- 86; III, 125; XII, 127; XXVI, 27.
do Dionisi, Benvenuto e il cod. Est., Par. I, 79; VII, 147; XXV, 28, e
e non con la Cr. La rivestita carne spessissimo.
alleviando, d' onde a malapena cavasi Alloro, dal lat. laurus. Per : coro-
senso. — Benvenuto dice Alleluian- : na d'alloro, Par. 1, 15.

do, idest cutn gaudio cantando: Alle- Allotta, per :


allora, forma antica
luia; et dicit: la voce rivestita, scilicet e poetica che D. usa frequentemente
a corpore, quasi dicat :
reassumptis or- per la rima, Inf. V, 53; XXXI, 112;
ganis corporalibus. —
V. Parenti [An- XXXIV, 7. Purg. Ili, 86; XX, 103;
noL, i, p. 173), e confronta Par. XIV, XXVII, 85, ec.
43.
Allumare, dal lat. lumen, far lu-
Allentare, dal lat. lentus, Par. me rischiarare. Nel signif. prop.
,

XV, 6. — Rallentare il passo, Purg. Par. XX, 1 XXVIII, 5. - Per est.


V, 11 —
la voce, Purg. XXXI, 21. della mente, Purg.
;

XXI, 96; XXIV,


— Diminuire l'intensità della luce, 151. Par. XV, 76.
Par. XXXI, 129. —
Allentarsi, Purg. Alluminare, illuminare. In si-
XII, 106, cioè: il pendio ripido di-
gnif. spirituale, Purg. XXII, 66. —
minuisce. In signif. francese di enluminer, che
Allcttare. Nonostante quanto Pa- gl'Italiani dicono: miniare, Purg.
renti e Gherardini dicono, duro fa- XI, 81.
tica a persuadermi che questo ver-
Allungare, per :
allungarsi, Inf.
bo di cui D. fa uso due volte, Inf.
XXV, 114.
Il, 122 Perchè tanta viltà nel cuore
Allungarsi , allontanarsi. — Nel
alleile (per: alletti), e Inf. IX, 93 signif. fisico, Purg. VII, 64 ; XIII,
Ond' està ollracotanza in voi s' allet- 32. — Nel signif. morale, Par. VII,
ta, venga da letto, nel signif. di : dar 32. Purg . XV ,
140 quanto potean
letto, albergare, annidare, accogliere. gli occhi allungarsi, cioè
per quan- :

Io credo che piuttosto venga dal to potevano veder lontano.


lat. allectare, frequentativo di allice-
Alma, forma poetica per anima. :

re,e che con ardita figura D. dica : — Dell'uomo vivo, Par. II, 133;
perchè dai adito, chiami e inviti da IV, 52; XXXII, 110.— Per l'uo-
te stesso la viltà ? mo generalmente, Inf. Vili, 44. —
Allevato, da allevare,,Par. XXVII, L anima genericamente, Purg. X^l,
40. 63. —
L'anima separata dal corpo,
Alleviare, v. Allelujare. Purg. Vili, 8. Par. IV, 75; IX, 119;
Alleviarsi, partorire, Par. XVI, XXI, 91 XXX,
;
136. —
Alma sola,
36.
Purg. XXV, 74. spiega l'ori-
— D.
Allo, combinazione della prep. a gine dell' anima umana, e si vale
con 1' art. lo, Inf. I, 120. Par. XXVII, della voce sola per redarguire 1' er-
1 . Trovasi spesso scritto a lo. ror di coloro che ammettevano più
. Allodetta o Alocletta, v. Lodo- di un' anima nell'uomo, Purg. IV, 6.
letta. Almeno (a lo meno). Purg. XVI,
Allora (a V ora), e precedente le 96; XIX, 34. —
Almén tre, licenza
consonanti semplici alìor, Inf. I, 19 poetica mediante la quale il poeta
e 136; XVI, 65; XIX, 40; XXII, trasporta l' accento tonico, che do-
Almeone — Alto. 23

vrebbe cadere sopra tre, per rima- Altamente, ad alta voce , Purg.
re con éntre. X, 29.
Almeone, figliuolo di Arafiarào e Alterazione . il cangiamento ,

di Erffile, che uccise la madre per Purg. XXI, 43.


vendicare il padre da essa tradito, Alternare. Purg. XXXIII, 1 .

Purg. XII, 50. Par. IV, 103. Altero e Altiero, dal Iat. allus,
Almo, voce latina e poetica. — Purg. VI, 62; XII, 70.
Sacro, come : alma Roma, Inf. Il, 20. Altezza. Inf. 1, 54. Purg. XXVIII,
— Santo e pieno di Dio, Par. XXIV, 106; XXXII, 42. Par. XXX, 118;
138. XXXII, 90. — Nel signif. fig. dello
Àio, V. HÀLO. spirito, Inf. X, 59. Par. X, 47. — La
Alodetta, v. Loooletta. grandezza, potere, Inf.
il
XXX, 14.
Alpe. D. usa sempre questo nome - I cieli, Par. XXV, 31.
al sing. per significare talora : le
Altiero, v. Altero.
Alpi, Inf. XX, 62. Purg. XXXIII, 111 Altissimo, superlativo di:
— monti generalmente, Inf.
ora alti
sublime, Inf. IV, 80 e 95. Par. XXXII,
alto,

XIV, 30. Purg. XVII, 1. Inf. XVI, 71.


101, dove parlasi propriamente d'un Alto, add. —
Nel signif. prop. Inf.
monte dell' Apennino. IV,107e116;XI,1; XV, 11; XXVI,
Alpestre montano, aprico, Inf. 134; XXXI, 20; XXXII, 18. Purg.
XII, 2. Purg. XIV, 32. Nel Par. — Ili, 71; IV, 40; IX, 44; XVI, 6* ;

VI, 51 è dubbio se D. per alpestre XXVII, 3. Par. I, 138; XVII, 13ì;


rocce, ha inteso dire rocce disco- :
XXV, 50. Onde, come in latino :

scese e salvatiche , oppure ;


rocce profondo. — Nel signif. fisico, Inf.
delle Alpi. Vili, 76; XII. 40; XVI, 114; XXVI,
Alquanto, esprime generalmente 100. — Del sonno, profondo ,
Inf.
una piccola parte indeterminata. — IV, — Elevato, Inf.
1. I, 47. Par.
Un poco Inf. XVIII 45 XXV
, , ; , IX, 50. — Illustre. Par. VI, 108;
146; XXVII, 22; XXXI, 27; XXXII, XVI, 86; XXX, 136. — Sublime,
40; XXXIII, 103. Purg. II, 109; III, Inf. I, 128; li, 7; III, 4; XX, 113;
91 V,
: 20. Par. XXIV, 8; XXIX, 43 ; XXIII, 55; XXVI, 82; XXVIII, 11;
XXXIII, 73. — Qualche tempo, Inf. XXIX, 36. Purg. XXX, 41. Par.
IV ,
97 ;
XXVII ,
58. Purg. XXX», XXVIII, 71; XXXU , 37: : XXXH1,
12. Par. II, 52; XVIII, 27. — Qualche 2. — Difficile , pericoloso , toflMti;
passo, Inf. XVI, 113. Purg. XIII, 98. 142; Vili, 99. .- Della
Altaforte. Inf. XXIX, 29, castello Inf. 22 e 27; XII, 102: Jtfjfc
Ili,
del Périgord. Quegli a cui qui si ac- 12. — Del
giorno alla .

cenna è Bertramo dal Bornio, uno XIX, 38. .Quanto al —


dei più celebri trovatori del xn sec, Purg. XXX, 60, è difficile
<fl^H
che parteggiò per il figliuolo di En- se si abbia a leggere
rico II d' Inghilterra e principalmen- alti legni, con la Ni
te per primogenito Enrico, volgar- ed. ant. altri legni. Alto se
il
|^^^HJ
mente detto il re giovane, perchè era questo luogo epiteto ozioso, di <f~
stato incoronato vivente il padre, nel- ci sono rari esempi ii
le loro ribellioni contro al medesimo. poco poetico. Alto avv. — , |

V. Inf.XXVÌH, infine. XXVIII, 128. Purg. XXIV, MI -fife


24 Altresì Altrui.

più alto, Purg. VII, 91. Par. XXXIII, VI, 15, fu, secondo i commentatori,
27. — Tener allo le fronti Inf. VI, Cione o Ciacco de' Tarlati d'Arez-
70 — gridar alto, In f. IX, 50 sur- — zo che s' affogò nell' Arno, secondo
ger alto, detto d' un colle, Par. IX, alcuni, inseguendo i suoi nimici ;
28 -in allo, Inf. I, 16. Purg. Vili, secondo altri, inseguito.
— L' altro

112 — allo, sost. il cielo, Inf. VII, veggio vender sua figlia Purg. XX,
11. Purg. 1,68; Vili, 25. 79. Questi è Carlo II re di Napoli,
che per procurare il proprio ri-
Altresì, avv. lat. alterumsic, Inf.

XIX, 76. * scatto, diede la sua figlia Beatrice


ad Azzo IV Ferrara già vecchio,
Altrettanto, lat. al ter um tantum, di

Purg. Ili , 93. Par. II , 69. — Add. per grande somma di danaro. —
eguale, Par. L' altro che Tobia sano, Par.
XX, 42. rifece

Altri, forma personale del pron. IV, 48, è l'


angelo Rafaele.
Altro, sost. rimanente, altra co-
altro, Inf. II, 33;X, 56 e 104; XXI, il

14; XXII, 63; XXVI, sa, Inf. IX, 11 e


34; XI, 111 XIII,
9; XXVIII, ;

42; XXXII, 118; XXXIII, 24. Purg. 110; XIV, 85; XIX, 24 e 113 dove:
V, 89; VII, 96; XVII, 119. Par. XVIII, Che altro è da voi all' idolatre, signi-

12; XX, 105; XXIX, 100.


93; XXIV, fica :
qual differenza vi ha : Inf. XXI,
— Spesso questa voce serve a indicar 1; XXII, 27; XXVI, 38; XXIX, 12.

persona che non vuoisi nominare, co- Purg. II, 117; 111,117; V, 108. Par.
me: Dio, Inf. V, 81 — un angelo, Ili,72; IV, 26; XXII, 84; XXXI,
Inf. IX, 9. 14; XXXIII, 60.
Altr' ieri (1'), lat. alter um heri, Altrove, lat. aller-ubi, Inf. VII,
o: ierlaltro, Purg. XXIII, 119. 25 ;
XII ,
45. Purg. XVI, 57; XXXIII,
Altrimenti. Inf. XVII, 49; XX, 99. Par. 1, 3 — e con
movimento,
98; XXI, 49; XXV1II, 60/Purg. XXX, Inf. XI, 78. Purg. VI, 120. Par.
13i. — Principalmenteopposto a non, IV, 66.
come l' haud aliter dei Latini, Inf. Altrui, lat. alterius, forma dei casi
IX, 67; XVII, 49; XXI, 55; XXII, obliqui di altri e d' altro, e qualche-
130; XXX1I,130. Purg. IX, 34; XVII, volta il prossimo. Questa voce ap-
:

3; XXVI, XXVIII, 56; XXXI,


67; partiene alla classe di quelle la cui
121^v Par. XXVIII, 89; XXIX, 10. terminazione indica il caso obliquo,
ro, add. Accompagnato dal — e che per conseguenza costruiscon-
f.
I, 82 e 91 ; IH, 48, 86 e si di rado con preposizioni. — D.

104; XXI, 63. l' usa senza prep. al gen. Inf. IV,
E?IH, Purg. I,
i 62 e 103; II, 32 e 91 ; III, 50; VI, 89; XXV, 60; XXX, 41 ;

9t«rtW, 10 e 11; 96; X,


VII, 52. XXXII, 89. Purg. VII, 93; XII, 129;
', 45, 63, 79 e 132; II, XXXIII, 131. Par. Il, 88; IV, 23;
10,
92; IV, 17, e ovunque. — Coi VI, 132; XVI, 141; XVII, 59; XXVII,
>f03?.*sottinteso, Inf. II, 90; IV, 89. 32; XXXII, 43 - al dat. Inf. 11,89;
H , 24; 111, 82; XXII, 91 ; XXI, 84; XXIV, 139; XXVI, 141.
P». Par. II, 83 o 98; III, 92; Purg. 1, 133; XVI, 62; XXVIII, 128;
e frequentemente. — L' ai- XXX, 126 -
a l'acc. Inf. I, 18 e 95 ,

spesso una persona che XI, 24; XVI, 80; XXX, 33;XXXII r
n vuol nominare: L'altro 87. Purg. IV, 54; XIII, 3; XXVI, 105.
correndo in caccia Purg. Par. II, 51. — Come tatti, altrui è
J
Altura Ambo e mbo. 25

in d' un no- mod. invece di te a me della Cr. :


qualchevplta posto luogo
me che non vuoisi esprimere, p. e. che non dà senso ragionevole. —
Dio, Inf. XXVI, 141 Catone, Purg. — Amarsi, reciprocamente, 1' un 1' altro,
1, 133.

Di rado si usa con prep., Purg. VI, 115; XV, 74. — Particip.

p. e. a, Inf. XXXI, 81 — con, Inf. A mato, Inf. V.103, ec.

Vili, 30
— di, Purg. VII, 51 — in- Amaro. Trovasi quasi sempre in
verso, Par. XXII, 19 — tn, Inf. XII, sigtiif. fig.
— Diffìcile, arduo, aspro,
48. Purg. XV, 96. Par. XXV, 45 e doloroso, crudele, Inf. 1,7; IX,
78 — per, Par. Vili, 80. 117; XXVIII, 93.
73; li, Purg. I,

Altura, l'altezza, Purg. IX, 69 — 9, Vili, 99; XIII, 118; XIX, 117;
in altura, Purg. XVIII, 28, in alto. XXX, 80; XXXI, 31. Par. VI, 54;
A
lunga, v. A. Vili, 93; XVII, 112. Del fumo che -
Alvo, voce latina e poetica per : offende gli occhi, Purg. XVI, 13.
ventre. —
Per met., Purg. XXVII, 25 Ambage, voce latina, ambages.
alvo della fiamma, cioè : nel mezzo, Ambagi, parole oscure, equivoche, co-
nel più intenso della fiamma. me negli oracoli antichi, Par. XV lì, 31.
Alzare — le vele, Purg. I, 1
— Ambascia, dall' ant. ali. ambaht,
la voce, Purg. XX, 123 — gli occhi, servizio, impiego. La difficoltà che
Purg. IV, 56 — le mani, Inf. XXV, provasi nel respiro, lassezza, Inf.
2. Purg. XXIV, 106 - la barba, XXIV, 52. — Angoscia, oppressio-
Purg. XXXI, 68. — Vogliono chi di- ne, Inf. XXX11I, 96. —
Angoscia e
rietro gli alzi Par. 132, cioè:
XXI, pene dell'Inferno, Purg. XVI, 39. Par.
chi regga loro lo strascico. On- — XXVI, 133.
de il
particip. alzalo, Purg. X, 65. Ambe, v. Ambo.
- Alzar le ciglia Inf. XXXIV, 35, Ambedue Ambedui, ,
iiiilic-
per rivolgersi a... stare attento. duo Ambidue , Ambidui e A-
,
A mancina, v. A. mendue , Amcnduo e Amen-
A man dritta, v. A. dui. Tutti i mss. e tutte le ed.
A man manca, v. A. della D. C. variano all'infinito nel-
A man sinistra, v. A. 1' uso di queste varie forme che
A man stanca, v. A. tutte significano : tutti e due ;
la

Amante. Inf. V, 134. Par. XI, 74. Cr. preferisce quasi sempre la for-
- Dio è detto amante primo, Par. ma meno corretta di .amendue,

IV, 118. amenduo o amendui, secondo che è


Amanza, voce antica, la amante, richiesto dalla rima, Inf. 1, 69; li,
Par. IV, 118. 139; 66; XVII, 14; XX, 125;
IX,
A maraviglia, v. A. XXII, 140; XXIII, 130; XXV, 56
Amare. Inf. VIII, 103. Purg. II, e 101. Purg. IV, 52 e 70; X, 19;
88 Vi, 114 Vili, 73 XI11, 146; XV,
; ; ; XII, 11; XV, 40; XIX, 54; XXII,
74 e 105; XVI, 47; XXI11, 92. Par. 115. Par. 1,17; VII, 105; Xl,*40.
X, 11, 84 e 141; XI, 114; XVII, Ambo e 'tubo quando ambo è
105; e spessissimo. Per: desi- — preceduto datra, tutti e due add. ;

derare, chiedere, Purg. XVII, 120. numerale dei due generi, Inf. XIII,
- Nel luogo Par. XXX HI, 126, si 58; XIV, 82 ; XIX, 120 e 124 ; XXI,
dèe leggere al sicuro: te ami, con 35; XXXI, 48 XXXII, ; 52;XXXIII,
Lombardi, Dionisi, e tutte le ed. 58. Purg. I, 124; Vili, 10^IX, 103;
26 Ambodue immomre.

XXXII, 131. Par. II, 99; XX111, 91; poiché fino a Bonifacio Vili V im-

XXX, 96. — La forma femminile am- mantatio,che tenea dietro all'ele-


be è rara, \nf. Vili, 40. zione, era invece dell' incoronazio-
Ambodue. Par. VII, 105; XXIX, ne inventata posteriormente Inf. :

1. Lez. della Cr., i


più leggono am- XIX, 69, lo chiama il gran manto.
bedue. V. ivi. Ammassicciarsi, ammontarsi,
Ambra. Par.
XXIX, 25. Purg. IX, 100.
Ambrosia. Purg. XXIV, 150. Ammen, voce ebraica. — Amen,
A memoria, v. A. Inf. XVI, 88. — Per rimare D. usa
Amcndue, v. Ambedue. Amme, Par. XIV, 62,
A mente, v. A. Ammenda, dal lat. emendare. —
Amica, v. Amico. La riparazione, Inf. XIII, 53. — La
Antidate, lat. Amido*, povero penitenza , Inf. XXVII 68. Purg. ,

pescatore che trasportò Giulio Ce- XX, 65. In quest'ultimo luogo D.


sare d' Epiro in Italia (Lucano, Far- ripete tre volte la rima ammenda per
salia, v, 504), Par. XI, 68. dar maggior forza all' amara ironia
Amico, sost. Inf. 61. che usa.
Purg. II,

Vili, 3; XI, 136; XII, 132; XX, 57; Ammendarsi, emendarsi, cor-
XXII, 19; XXXIII, 114. Par. XVII, reggersi, Purg. VI, 41.
118; XXV, 90. Talvolta: l'a- — Ammontarsi, lat. ad-mens, ricor-
mante, Purg. IX, 3. — Amico a... darsi, Purg. XIV, 56; XXV, 22.
Par. XII, 132 XVII, 118 sottinte-
;
_ Ammiccare, dal lat. micare, far
so a Dio, Par. Ili, 66.
:
Purg. XXII,
- segno, Purg. XXI, 109.
97, preferirei leggere con la Nidob. Ammiraglio come legge la Cr.
Terenzio nostro antico, che amico con o piuttosto miraglio, per :
specchio,
la Cr. che dà un senso incerto. — secondo le migliori autorità, Purg.
Add. Inf. V, 91 — amico, caro, Inf. XXVII, 105, e in questo luogo 1' e-
XXV, 4. — Amica per amante, Inf. : spressione è metaforica e indica
XXX , 39 — Accoglienza amica
.
, propriamente Dio. — Nel signif. ordi-
Purg. XXVI, 37. nario di ammiraglio (voce orienta-
,
Ammaestrare, lat. ad-magister, le amìr o emìr), Purg. XIII, 154;
istruire, Inf. XII, 20. XXX, 58.
Ammalato. Inf. XXIX, 71. Ammirare. Inf. IV, 133, dove al-
Ammaliare, da malia. — In- cuni mss. hanno lo
miran, Purg. IV,
cantare, stregare, affascinare, Par. 14 e 56; VII, 61 X,68; XXIII, 20;
;

XXX, 139. XXV, 76; XXVIII, 89. Par. I, 98:


Ani mannare, da manna, covone XXVIII, 137; XXXUI, 96.
di paglia, di grano, Purg. XXIII, 107; Ammirarsi. Purg. XV, 47. Par.
XXIX, 49. II, 17; VI, 91.

Ammantare, propriamente co- Ammirazione. Purg. XXI, 123 .

prire di manto. Per est. vestirsi, — XXIX 55. Par. I, 98 II, 56; XXXII,
, ;

Par. XX, 13; XXI, 66. Nel si- - 92.


gnif. fig. Par. Vili, 138, prendere, Ammogliarsi, lat. ad-mulier. —
adottare. D'un animale, copula, Inf. 1, 100.
Ammanto. Inf. 11, 27. — Il manto Ammonire, lat. ad-monere. —
papale, e % dignità di cui è divisa ;
Avvertire, Inf. XVII, 77. — Sost.
Ammortare e Ammorzare — Anastagi. 87

/' ammonire, V avvertimento, Purg. Beati in quanto 1' essenza della loro

XII, 85. beatitudine consiste nell'amore, Par.


Ammortare e Ammorzare. XIX, 20. — Gli angeli, Par. XXVIII,
dal lat. mors. — Spengere, Inf. XIV, 1 XXIX, 1 8 e 46 XXXU 94. - Per
03 ; ; ,

90- — Per est. dell' orgoglio, Inf. ultimo, Inf. XII k% Amore è usato in si-
,

XIV, 63 — della volontà umana, Par. gnif. filosofico,per significare l' armo-
IV, 76.
— Ammorzare non si trova nia degli esseri, secondo Empedocle.
che in rima. Amor che nella mente mi ragiona,
Ammusarsi, riscontrarsi muso primo verso d' una canzone di D. can-
con muso, come fanno le formiche, tata dal musico Casella, Purg. II, 112.

Purg. XXVI, 35. Amoroso, che prova amore, Inf.


Ammalare, dal lat. mutus. — V, 61 .
— Pieno di amore, o, che parla
Divenir muto per istupore , Purg. di amore, Purg. II, 107. Par. XVIII, 7.
XXVI, 68. Ampiezza, Inf. V, 20. Parad.
Amo. lat. hamus, Purg. XIV, 145. XXXII, 52.

Amomo, pianta aromatica Inf. , Ampio.Inf. 11,84; XII, 52; XIX,

XXIV, 110. 16. Purg.XXI, 31; XXVI, 63 e 127.


Amore, inclinazione, affetto. — Par. XXVIII, 64. - Come sost. Par.
Generalmente, Inf. XXVI, 95.
I, 83; XXX, 118.
Purg. Vili, 4; XV, 68; XVI, 93; A muta, v. A.

XIX, XXI, 134; XXII, 10. Par. I,


111; Auae reonte. Purg. XXII, 106.
120: V, 1 XXVII, 111, e spessissimo.
;
Lez. dell'Aldo, della Cr., dell'Anti-
— L'amore personificato, il Dio Amo- co, del Landino, del Vellutello, del
re, Inf. V, 66, 69, 100 e 119. — L' A- Daniello, del Dionisi, del Costa, del
more sessuale ,
dell' uomo e della Tommaseo, dell' ediz. di Firenze. Al-
donna, Inf. V, 66; XXVI, 95. Purg. cuni moderni come, Romanis, Vi-
XXIV, 51 ; XXX, 39. Par. Vili, 2. - viani, Ugo Foscolo, fondandosi sopra
L' amore dell' uomo verso Dio e le alcuni mss. ai quali si può aggiunge-

cose celesti, Inf. 1, 104. Purg. XXV111, re l' autorità di Pietro di Dante, han-
43. Par. V, 1 e 105; XIV, 38; XXV, no adottata la lez. Anti fonte, perchè,
108 ; 38; XXX, 40.
XXVI, L'amor - secondo essi,D. in questo luogo non
naturale innato all'uomo, Purg. XVII, nomina che poeti tragici. Non sembra
93. — L'amor di elezione, amor d'a- però molto probabile che.D. abbia
nimo, Purg. XVII, 93; XIX, 111 il - avuto notizia di Antifonte poeta tragi-
quale può divenire malo amor quando co pochissimo noto ed oltre ciò Simo- ;

erra nella sua affezione, Purg. X, 2; nide,che è posto con Euripide e Aga-
XVII, 85. — Amor divino, eterno, Inf. tone, non è per certo poeta tragico.
1, 39. Purg. III, 134; XI, 2; XV, 68. Anania. Par. XXVI, 12. Cristia-
Par. 1, 74, VII, 31
XXIX, 18; XXXIII, ,
no di Damasco che restituì la vista
7. —
E Dio medesimo è chiamato a San Paolo, ponendo la mano sopra

Amore, Par. XXXII, 142; XXXIII, i di lui occhi. (Act. Apost. ix.)
145. — Per primo amore D. intende Anassagora, filosofo greco che
spesso lo Spirito Santo, Inf. Ili, 6. viveva in Atene a tempo di Pericle,
Par. VI, 11 X, 1 XIII, 57. ; ;
- Amo- Inf. IV, 137.
ri,l' amor delle creature
per il crea- Anastagi, nobile famiglia di Ra-
tore, Par. V, 105. — Le anime dei venna, Purg. XIV, 107.
28 Anastasio — Andare.

Anastasio. Inf. XI, 8. D. ponen- Anco, forma più usata in poesia


do papa Anastasio II (che fu verso la che in prosa: ancóra, Inf. XV, 110;
Gne del v sec.) fra gli eretici, ha se- XVII, 67. Purg. VII, 124; XXIX, 69.
guitato una opinione volgare ma fal-
— Con la negativa non, Purg. X, 28;
sa. Anastasio, nelle dispute intorno XXX, 56. — Oltreciò, ancora, di più,

al monofisitismo, erasi mostrato più Inf. XII, 2. Purg. Ili, 144.


tollerante de' suoi predecessori, ed Ancoi (anche oggi, lat. hanchodie),
aveva anco adoperato il diacono Fo- Purg. XIII, 52; XX, 70; XXXIII, 96.
tino di Tessalonica per trattare della Àncora, strumento nautico, Inf.

concordia fra la Chiesa orientale e XVI, 134.


l'occidentale. Morì prima che questo Ancóra, e precedendo le conso-
negozio fosse conchiuso; e il clero nanti semplici Ancor dal lat. hanc
romano per fanatismo lo calunniò horam, Inf. I, 25 e 101 ; III, 132; Vili,
d' eresia. 60; X, 68; XI, 94; XIII, 82 e 109;
Anca, dall' antico ali. ancha, han- XV, 120 XXII, 62 XXX, 82; XXXII,
; ;

ka, Inf. XIX, 43; XXIII, 72; XXIV, 18 e 86; XXXIII, 134; XXXIV, 106.
9 -
al pi. Inf. XXI, 35; XXXIV, 77. Purg. II, 10; III, 67 e 127; V, 81 ;
Ancella. Purg. XXXI, 108. - XI, 55; XVII, 88; XX, 3; XXIII, 82.
Ancella di Giunone, Iride, Par. XII, Par. VI, 39; VII, 145; Vili, 71 ; XXVI,
12- —
Ancella chiarissima del Sol, 43; XXXII, 106. E spesso con la—
aurora, Par. XXX, 7.
l' Le Ore so- — negativa non, Inf. XII, 36; XIV, 74;
no dette ancelle del giorno, Purg. XII, XV, 80; XVIII, 77. Purg. II, 25 ; VIII,
81; XXII, 118. 126; XXIII, 82; XXVI, 23; XXX,
%nche. è propriamente come , 56. —
Nel signif. di etiam tunc, Inf.
anco, una delle forme di ancóra, ed II, 14. — Tu ancora, Inf. XX, 27 ;

ha il medesimo signif. Inf. Ili, 120; XXXIII, 121. —


Ancor per: ancor-
VII, 33, 67 e 117; XVIII, 96; XXII, ché, Inf. Vili, 39. Nel signif. di: —
31, 86 e 92; XXVIII, 77. Purg. Vili,
più, Par. II, 73; VIII, 116.
43; XXV, 130;
XII, 60; X1I1, 33; Ancorché o Ancor che, An-
XXIX, XXX,
56; in quest' ulti-
13; cora che, benché, tuttoché, avvegna-
mo luogo è meglio leggere anco con ché, Inf. 1,70; XXIV, 67; XXX, 106.
la Nidob. che anche con la Cr. Par. Purg. 137; Vili, 60. Par. V, 50.
Ili,
Vili, 89 ; XI, 34 ;XIX, 10 XXI, 31 ; ;
— Qualche volta il che è ommesso:
XXIV, 129; XXIX, 43; XXXII, 47. ancor sie lordo tulio Inf. Vili, 39.
— Per anche, Inf. XXI, 39. — Di nuo- Anemie, forma meno usata d': in-

vo, Inf. XXXIV, 81. cudine, lat. incus, Par. XXIV, 102.
Aiichise, padre di Enea, Par. XV, Andare, forse dall' ali. wandeln.
25; XIX, 132. - Figlimi d' Anchise, — Nel signif. prop. Inf. II, 15 e 70;
Enea, Inf. I, 74. Purg. XVIII, 137. V, 74; X, 124; XIV, 137; XV, 41;
Par. XV, 25; XIX, 132. XXV, 124 XXIX, 7 Purg. I, 82; II,
;

incidere, forma antica e poetica 90; 77; XI, 78; XII, 127; XIV,
III,

per : uccidere ,
lat. occidere Purg.
,
11 XVI, 49 XXIII, 14 XXIV, 39;
; ; ;

XIV, 62 e 133; XV, 107; XVI, 12; XXVII, 53 XXVIII, 99. Par. II, 121
; ;

XX, 115; XXXIII, 4i. Ancidersi, - VII, 138; IX, 50; XI, 128, e fre-

Inf. V, 61. —
Particip. anciso, Purg. quentemente. Per est. volare, — Inf.

XVII, 37; XX, 90. Par. XVfl, 32. V, 46. —


Del tempo che fugge, Inf.
Andare — Anfione.

II, 1. Purg. XI, 116 e 140.


- Della za d'una cosa, Inf. VI, 110; andar —
vista, Inf. Vili, 3. Par. X, 48. — Del per V aere, volare per aria come spi-
pensiero, giungere, pervenire, Purg. rito, Inf.
XII, 96; —
andar per pace,
XXIX, 132. Delle parole, che si — andar cercando pace, Purg. XXIV,
rivolgono, Purg. VII, 124. Andarsi — 141;

andar sotto, Inf. XXII, 128;
e andarsene, Inf. Ili, 118; Vili, 29 e — andar sovra, Par. X, 48; andar —
89; X, 1 ; XII, 21 ; XV, 109; XVII, torto, nel signif. morale, prendere la

67;" XXIV, 3; XXVII, 21. Purg. VI, cattiva via, Purg. XVIII, 45; —an-
4 ; XIX, 139 XXV, 5; XXVI,
XII, 2 ; ; dar via, partire, Inf. XXXII, 112.
46; XXVII, 61.
— Del tempo, Inf. Purg. XIV, 124;

del vento che
II,LPurg. IV, 9. Sparire, Purg.
— fugge o esce con impeto, Inf. XIII,
IX, 63. Par. XVI, 74; XXVI, 138.
- 42; —
andare alla sua via, Purg.
Le forme antiche e poetiche di que- XXV, 5.
sto verbo che si trovano nella D. C. Andare (V) sost. Inf. II, 120;
sono :
— Vado, per: vo, Inf. IX, 31. IV, 64; V, 22; VII, 10; Vili, 101:
Par. — vommi, per: mi vo,
II, 124; XXI, 109. Purg, III, 87; IV, 92 e
Inf. — andi, per: vada o
XV, 100; 117; V, 20; XXIII, 9 e 102; XXIV,
vadi, Inf. IV, 33;
— vane, per: se 1 ; XXV, 16; XXVI, 128; XXIX, 129.
ne va, Purg. XXV, 42; — andovvi, Andata, sost. verb. il viaggio, il
per vi andò, Inf. II, 28;
:
anderà, — cammino, Inf. II, 25. Purg. XII, 99.
per: andrà, Par. XXX, 144; an- — Andrea (Jacopo da St.). Inf.

deremo, per andremo, Purg. VI, 67 :


; XIII, 133, nobile di Padova, straor-
— si va, lat. itur, Inf. Ili, 1, 2 e 3. dinariamente ricco, del quale Ben-
Purg. XXVII, 10; — vassi, per: si venuto riferisce alcuni tratti di folle
va, Purg. IV , 25. Il v. andare — prodigalità, come, che un giorno si

unito a prep. avv. sost. forma le se- prese spasso a gittar danaro nel Po;
guenti locuzioni :
— andare a caccia, che un' altra volta facesse ardere per
Inf.XII, 57;
— andare alla cerca, sua ricreazione uno de' suoi villag-
mendicare, Par. XVI, 63; — andare gi, ec.
al fondo, affondare, Purg. XXVI, 135. Anello. Par. XX XII, 57. — Al
— Penetrare al fondo d' una cosa, pi. le anella, Inf. XXVII1,11. Purg.
Purg. XVIII, 67. Par. XI, 30; an- - XXIII, 31.
dare a fretta, affrettarsi, Purg. VI,
Anelo, voce latina anhelus, sfia-
49 ;

andare a retro, indietro, Purg. tato, affannato, Par. XXII, 5.

XI, 15; —
andare a ruota, danzare Anfesibena, dal
greco àf*q>t-
in tondo, Par. XIV, 20 andare ;
— cr6aiva, serpe che cammina per l' in-
avanti, Inf. XXI, 109; andar di — nanzi e per l' indietro, come l' indica

sopra, Par. XXXI, 36 andar giu- ;


— lagreca etimologia, Inf. XXIV, 87.
so, andare in giù, al fondo, Inf. XVI, Credevasi erroneamente che queste
133 ;

andare in filo, come gli uc- serpi avessero due teste.

celli, Purg. XXIV, 66; e Inf. V, 47 guerriero e indovino,


Anflarao,
Facendo in aer di sé lunga riga; — che fu inghiottito dalla terra all'as-
andare inrtanzi, Purg. VI, 52; —del- sedio di Tebe, Inf. XX, 34.
la vista che riguarda innanzi Inf. ,
Anflóne , figliuolo di Giove e
XXXI, 11 ;
— andare in perfezione, d'Antiope, architetto delle mura di

giugnere alla perfezione, alla pienez- Tebe, Inf. XXXII, 11.


30 Angelico
— Anitra.

Angelico, che appartiene o con morte dell'uomo, Inf. I, 122; II, 58;
viene agli angeli, Inf. Il, 57; VI, 95 III, 84; VII, 116; Vili, 18; XII, 74*;

Purg. XXX, 29. Par. X, 117; XXIII XIV, 19; XVII, 78; XXV. 136; XXX,
103; XXVIII, 53; XXIX, 71. - L'a 37. Purg. Il, 67 e 74; III, 59; VI, 58;
nima dell'uomo è detta, alludendo XXVII, 11. Par. IV, 23; V, 128; XXIV,
alle metamorfosi del baco e della far
10, e spessissimo.
— Degli animali,
falla, angelica farfalla, Purg. X,125 Inf. XIII, 39. Par. VII, 139. - Adamo
Angelo. Inf. Ili, 38. Purg. Vili è detto anima prima, Purg. XX XIII,
26; XI, 10; XII, 79; XVI, 144; XXI 62. Par. XXVI, 83; — e anima pri-
23; XXII, 1; XXX, 82. Par. VII maia, Par. XXVI, 100. — Giuda è
130; XXIX, 38; XXXII, 103 e 110 dettoanima ria, Inf. XIX, 96. —
— Gli angeli che nel Purgatorio stan L'anima santa che il mondo fallace
no a guardia dell' ingresso dei vari Fa manifesto, ec. Par. X, 125, è l'ani-
ripiani,sono singolarmente chiamati ma di Boezio, autore del famoso li-

Angel di Dio, Purg. II, 29; IV, 129 bro De Consolatione Philosophiw. —
V, 104; IX, 104 XXVII, 6. ;
I dia - Anima fuia, V. Fuja.
voli invecesono chiamati Angel d'In Animale, sost. Inf. 1, 100; XXIX,
ferno, Purg. V, 1 04 ;
— o Angel nero 61; XXXI, 50. Par. VIII, 54 ; XXVI, 95.
Inf. XXIII, 131 ;
— ed ancora diavol — Per tutti gli esseri animati, Inf. 11,2.
nero, Inf. XXI, 29. — Gerione (v. a questa voce) è detto
Angioletto da Cagnano, nobile di animale,lnf. XVII, 80.— Animali sono
Fano, fatto affogare nell' Adriatico da detti i Giganti della mitologia, Inf.
Malatestino signore di Rimini, Inf. XXXI, 50- — Gli animali mistici che
XXVIII, 77. figurano i
quattro Evangelisti, Purg.
Angoscia, lat. angustia, angor. XXIX, 92. — L' uomo stesso, come
- Del corpo, Inf. IX, 84; XXIV, composto anima e corpo, per di-
di

116; XXXIV, 78 -
del respiro, Purg. stinguerlo dalle ombre, Inf. V, 88.
IV, 115; XXX ,
98 — del corpo e Purg. XXIX, 138.
— Per cagione
dell'animo, Inf. IV, 19; VI, 43. delle loro tendenze terrene gli uo-
Angosciato, che prova angoscia, mini sono detti animali terreni, Par.
Purg. XI, 28. XIX, 85. —
L'embrione, il feto del-
Angoscioso, pieno di angoscia, l'uomo, prima che Dio gli abbia in-
Inf. XX, 6. Par. V, 111. fusa 1' anima ragionevole, secondo il
Angue, voce latina e poetica per : dogma scolastico, Purg. XXV, 61.
serpe, Inf. XVII, 104. Purg. XXIV,24. — V animai freddo, Purg. IX, 5, è lo
Anguilla. Inf. XVII, 104. Purg. Scorpione, segno del Zodiaco.
— Il pi.

XXIV, 24. ha talvolta la forma animai, Inf. II, 2.

Anguinaia, dal lat. inguina, Inf. Animale, add. Par. XIII, 83.
XXX, 50. Animo, lo spirito, Inf. I, 25; XIII,
Angusto, voce latina, stretto, 70; XVI, 31; XXIII, 83; XXIV, 53
Par. XXVI, n. e 131. Purg. V, 10; X, 127; XII, 75;
Anima. — Dell' uomo vivente, XVII, 93. Par. 1, 86; XXIII, 90 e
88; X, 15; XVI, 64.
Inf. Il, 45; III, 123. — Al pi. i cuori, Inf. XIII, 67/
Purg. II, 110; IV, 6; X, 2; XVI, 88. Animoso, coraggioso, Inf. X, 37.
Par. V, 15; XXIII, 98; XXXI, 89, e Anitra, dal lat. anas e dall'ali.

frequentemente. —
L'anima dopo la aente,ant, Inf. XXII, 130.
Anna — Anteriori. 31

Anna, sant' Anna madre della Ma- Annunziarsi, essere annunziato


donna, Par. XXXII, 133. Inf. XXXIII, 41.

Annegare, dal lat. necare, verb. Annunziatrice , Purg. XXIV,


att. Inf. XXXIII, 84 — verb. n. an- 145.

negarsi L' altro che annegò correndo Annunzio, la predizione, 1' av-
in caccia Purg. VI, 15, fu Guccio viso, Inf. XIII, 12; XXIV, 142. Purg.
de' Tarlati d' Arezzo, che morì nel- XII, 94 ; XIV, 67.
1'Arno fuggendo, o secondo altri, in- A noia, v. A.

seguendo suoi nimici.


i Per: mo- — Ansare, dal lat. anhelare, Inf.
riregeneralmente, Inf. XIX, 20, v. XXXIV, 83.
Battezzatore ove darò le ragioni Anselmo. Par. XII, 137, arcive-
di questa interpretazione. — Annegar- scovo di Cantorberì.
si, gittarsi nell'acqua, Inf. XXX, 12. Anselmuccio, dimin. di : Ansel-
Annerarsi, da nero, divenir ne- mo, uno dei nepoti del conte Ugolino,
ro, annottare, Purg. VIII, 49; XXVII, che morirono con lui. V. Ugolino,
63. Inf. XXXIII, 50.
Annibale o Annibal, il cele- Antandro, città marittima del-
bre capitano cartaginese, Inf. l' Asia minore d'onde Enea si partì
XXXI,
117. Par. VI, 50. con la sua armata, Par. VI, 67.

Annidarsi, propriamente porsi Antecessore, Inf. XXVII, 105.


in un nido. — Trovasi soltanto nel Bonifacio Vili parla del suo prede-
signif. fig. nella D. C, Inf. XI, 57. cessore Celestino V.
— Per prender la propria dimora, Antelucano, voce latina; che
Par. XXIX, -
Per inviluppar-
118. precede la luce. — Splendori antelu-
si, nascondersi, Par. V, 124. Per — cani Purg. XXVII, 109; il chiarore
ultimo, Purg. VII, 85, del sole che che precede l'aurora.
tramonta. Antenóra. Inf. XXXII, 88, uno
Anno. dei quattro spartimenti dei traditori,
Inf. XV,
38; XVIII, 29;
che trovansi nella ghiaccia del Co-
XIX, 19 e 54; XXI, 114; XXIV, 1 e
XXVI, cito. Neil' Antenóra sono puniti tra-
108; 92; XXVII, 40; XXX, i

83; XXXIII, 137; ditori della patria, ed è così detta da


XXXIV, 1. Purg.
XIV, 65; XXI, 68; XXIII, 78; XXVII, Antenore troiano, di cui, era univer-
26. Par. IV, 33; IX, 40; XVI, 23; medio evo t che aves-
sal opinione nel

XVII, 80; XXV, 3; XXIX, 104; se tradita la sua patria.

XXXII, 33. — Al pi. per: il


tempo, Antenori. Purg. V,75. D. chiama
Inf.XII, 108. Par. IX, 4. Gli anni, - così gli abitanti di Padova, per essere
per: la vita, Purg. XIII, 114. questa città stata fondata da Antenore.
Annodarsi, dal lat. nodus, Inf. V. Virgilio {Eneide, i, 247 j.
XXIV, 99. Anteo. Inf. 100 e 113, fi-
XXXI,
Annottare, e più spesso An- gliuolo della Terra, ucciso da Ercole.
nottarsi, dal lat. nox, farsi notte, Trovasi fra i Giganti che circondano
Inf.XXXIV, 5. Purg. XX, 101. ilpozzo dell'Inferno, e prende nelle
Annoverare, dal lat. numerus, sue braccia Virgilio e Dante per de-
contare, Inf. XXIX, 8. porti sulla ghiaccia del Cocito.
Annuale, ciò che ritorna tutti gli Anteriori, pie ;
i
piedi anteriori,
anni, annuo, Par. XVI, 42. Inf. XXV, 53.
32 Anticamente — Aperto.

Anticamente. Pnrg. XXVIII, lo, dalquale pati molte tentazioni.


139. V. Porco e Ingrassare.
Antico, che appartiene a tempi Anzi) lat. ante, prep. avanti, Inf.
anteriori, Inf. V,71 IX, 74; X, 121; Vili, 33; XV, 47. Purg. XVI, 43. Par.
XXVI. 85; XXIX,
;

62; XXX, 37. X, 36; XXV, 41. — Avv. davanti,


Purg. VI, 140; XIV, 146; XIX, 58; Purg. XXXI, 30. — Con che, anziché,
XXIII, 99. Par. VI, 93 Vili, 6 XV, ; ;
Inf. XV, 9. Purg. X, 92 XXVII, 93. ;

97; XVI, 23; XXV, 88; XXVI, 92- Par. XIV, 66; XXIV, 6; XXV, 57;
— Antico, che esiste da lungo tempo, XXIX, 39. — Cong. lat. immo, potius,
Inf. Vili, 29. Purg. XXX, 39. - Spi- anzi, piuttosto, Inf. I, 35; XVIII, 59
riti antichi, Inf. I, 116. — Gente an- e 135: XXIV, 45; XXV, 89. Purg.

tica, Inf. XXIX, 62. — Antica Rachele, IX, 128; XXIX, 48. Par. III, 79. —
Inf. II, 102. — Longevo, Purg. IX, Anzi che,Purg. XX, 26 Con povertà
1 ; XXVIII, 23. — Pelo antico, Inf. volesti anzi virtude Che gran ric-
Ili, 83. — Vissuto anteriormente, chezza.

Purg. Vili, 119; XXII, 97, v. Amico. Anziano, dal lat. ante quasi aa-
— D'origine antica, Par. XVI, 91. tianus, titolo dei magistrati della città
— Antico mondo, Inf. XVIII, 54, cioè: di Lucca, Inf. XXI, 38.
il mondo che non esiste più per quello A
paro, v. A.
che parla. —
Nel medesimo senso Ape, la pecchia, Purg. XVIII, 58.
Beatrice è chiamata antica, cioè : Par. XXXI, 7.
quale era prima, Purg. XXXI, 83. A pena, v. A.
— La dizione antica belva, Purg. Apennino, gli Apennini, Inf.
XIV, 62, è spiegata da tutti gli in- XVI, 96. Purg. V, 96. — È accennato
terpreti per un animale che non sia per circonlocuzione, Inf. XXVII, 29.
più giovine; il che mi sembra tutta- Purg. XIV, 92; XXX, 86. Par. XXI,
via dubbio. — Gli antichi, Par. XVI, 106. — Per il luogo dell' Inf. XX, 65,
23 e 40, gli antenati. — Antichi, cioè : v. Pennino.
persene vissute nei tempi antichi, Aperse, v. Aprire.
Purg. XXVI, 124. — antico che La- L Aperta, da aprire, Y apertura,
vinia tolse, Par. VI, 3, è Enea, che Purg. IV, 19.

sposò Lavinia. Aperto, add. Inf. II, 129 ; V, 83;


Antifonte, v. Anacreonte. Vili, 130 ; XXI, 33 XXV, 23 XXX,
; ;

Antigone. Purg. XXII, 109, fi- 55; XXXIV, 72. Purg. IX, 21 e 62;
gliuola di Edipo, sorella di Etéocle XVI, 7; XXIII, 108; XXVIII, 126;
e di Polinice. XXXII, 141. Par. XIX, 1 e 113; XXII,
Antivedere , verb., prevedere, 56 XXVI, 52.
;

Per est. mare aper-
Par. Vili, 76. — Sost. V antivedere, to Inf. XXVI, 100. — Aere aperto
la facoltà di prevedere, la previsio- Purg. XXXI, 145. — Un luogo aper-
ne, Inf. XXVIII, 78. Purg. XXIII, to, Inf. IV, 116. Purg. X, 17. Par.
109 ; XXIV, 46. XX1II, 7. — Un camino aperto, age-
Antonio (Sani 1
). Par. XXIX, vole, Purg. III, 51.
— A viso aperto,

124, 1' eremita, nato nell' a. 251 a Co- con coraggio, Inf. X, 93. — Per : ma-
ma nell' alto Egitto e morto nell' a. nifesto, noto, Inf. XI, 33. Purg. VI,
356. Il porco posto al piede delle sue 101 ; XVIII, 85; XXII, 154. Par. V,
immagini, credesi allusivo al Diavo- 52; XI, 23; XXIX, 66.
Aperto
— Appieno. 33

Aperto, avv. per: apertamente Apparire, mostrarsi, —


appari-
Purg. XVII, 88. ste. Inf. XIV, 128. — Appariva, Par.
Aperto, Purg. XIX, 36,
sost. XXX, 51. — Apparto per: apparì,
l'apertura. Alcuni mss. ed ediz. anti- Purg. II, 22. - Apparì, Purg. HI, 58.
che leggono la porta. Io non ardisco — Appartano per: apparirono, for-
decidere. ma disusata al presente, Par. XIV,
A pie, v. A. 121. —Apparirò per: apparirono,
A più. v. A. Par. IV, 32; Vili, 28.
A poco. v. A. Apparsione, per :
apparizione.
Apollo, per Apoiline, : Par. [, 13; Questa voce di cui non si ha altro

II, 8. esempio, è fondata sopra una cattiva


A posta, v. A. lez. della Cr., Purg. XXXI, 78. Ma
Apostolico. Par. XII, 98; XXIV, fuor d' ogni dubbio deesi leggere
153. aspersione, v. ivi.

Appagare, da pagare, soddisfa- Appastarsi , dal lat. moderno


re, contentare, Purg. XV, 82. — Ap~ pasta, appiccarsi, formar pasta, Inf.

pughp per: appaghi, Purg. XIX, 24; XV1I1,107.


XXIV, 42; XXVII, 108. Par. IH, 32; Appellare, chiamare, Inf. XX,
XXXI, 29. — Appagarsi, contentarsi, 93; XXX HI, 90. — Appellarsi, nomi-
Par. XXIII, 16. narsi, Inf. XIV, 95. Par. XXVI, 134.
Appaiarsi, da paio per: paro, Appena, dal lat. posna, Inf. Vili,

collegarsi, unirsi, Par. XXIX, 138. 6; XVI, 93; XX, 109; XXIII, 52:
Apparare, comune: imparare, XXV, XXVI, 123. Purg. IV, 118:
48;
Purg. XIII, 93. XI,111;XIX,75;XXV1II,54. V. A.
Apparecchiare, apparare, pre Appeso, par ticip. d' appendere .

parare, Purg.XXVI, Appa 138. — sospeso, impiccato, Inf. XIII, 107.

recchiarsi, prepararsi, Inf. II, 4; XXII Appetibili. Purg. XVIII, 57; le


93. Par.XVII,45;XIX,31;XXVII,59 cose che 1 uomo desidera.
Apparenza, opposito di : realità Appetito, il desiderio, la brama,
Par. VI, 85; XXIX, 87. — Appari Purg. XXII, 41; XXVI, 84.

scenza, splendore, Par. XIV, 56- Appianare, dal lat. pianti*. Nel
Apparere, forma che raramente signif. fìg. abbattere, Purg. XI, 119.
è usata; parere, mostrarsi, Inf. I, 45: Appiattarsi, dall' ali. pìatt, Inf.

XIV, 128; XX, 11. Purg. 11,127; XV, XI li, 127.


94; XVII, 72; XVIII, 34; XXI, 8; Appiccarsi, d' origine incerta ,

XXV, 5; XX VII,
6; XXVII1,37. Par. compenetrarsi, fondersi insieme, Inf.
XV, 74: XXII, 72; XXVIII, 75 In — XXV, 61 e 107. - Germinare, radi-
signif. più speciale apparire, atti-
:
carsi, Inf. XXIX, 129. V. Appigliarsi.
rarsi 1
attenzione, Par. XXIX, 94. — Appiè, avv., propriamente : a pie

Imparare a conoscere, Purg. XIII, 93. di... Inf. I, 13; VII, 130: XX, 62;
— 11
perf. è talvolta apparve, come, XXIV, XXVIII, 127. Purg.
21; Ili,
Inf. I, 45; XX, 11. Purg. XV, 125; 46; V,94; Vili, 57; X, 23; XII, 34.
XXVIII, 37;
— ora è apparse, come, v. A.
I
urg. XXVI. 27; XXVII, 6. Par. XV, Appieno, lat. ad-plenus, piena-
74. — Al pres. del cong. appaia, Purg. mente, intieramente, Inf. IV, 145;
XXV. 5. XX Vili, 2.

3
54 Appigliarsi
— Approdare.

Appigliarsi) da pigliare, appic- stare, rappresentare, Par. VII, 107.


carsi ,
attaccarsi ,
Inf. XXV ,
51 ;
— Appresentarsi , nel signif. propr.
XXXI V, 73. Purg. VII, 16. — Come: mostrarsi, Par. X, 33.
appiccarsi, prender radice, germo- Appreso, v. Apprendere.
gliare, Purg. XXVIII, 117. Appressare, verb. att., avvici-
Appianilo i-si. Par. XIX, 35. Al- nare, Inf. XXVIII, 129; XXXI, 38.
cuni mss. leggono si plaude.
— Verb. neut. in signif. d' appressar-
Appo, lat. apud; appo le, presso a si, Inf. XXIV, 108. Par. XXIV, 117.
te, Inf. XVIII, 135.
— Appressarsi, Inf. Vili, 68; X, 103;
Appoggiare, dal lat. podium, XII, 76; XVII, 126; XXII, 29 e 131;
Inf. XXIX, 74. — Partici p. appoggiato, XXIII, 134. Purg. IX, 73; X, 9; XXII,
Inf. XXIX, 73. La Nidob. legge a sé 139; XXVIII, 59. Par. 1, 7; X, 115;
poggiati, probabilmente per evitare XVII, 26.
la repetizione della medesima parola Appresso, prep. — A lato, Inf.
nel verso seguente. III,113; VI, 67; Vili, 26; IX, 105;
Appoggio. Purg. Ili, 18. XVI, 40; XVIII, 127. Purg. IV, 50.
Apporre, lat. ad-ponere, aggiun- Par. Ili, 26; IX, 113; XXIII,
120;
gere, Par. XVI, 8. — Cibo ch§ s' ap- XXIV, 70. — Appresso Dio, Purg.
pone, alimento che si prende e che XXII, 66. — Spesso costruisce con
si

sisoprapone a quello già preso, Par. di, Inf. Ili, 113. Par. 100. — Più di
1,

XVI, 69. —
Imputare, un delitto ad rado si costruisce con a, Purg. XXIII,
alcuno, Inf. XXIV, 139. 8. — Avv. dopo, Inf. VI, 67; X, 133 ;

Apportare. Inf. X, 104. Par. XXII, 98; XXIII, 145; XXIX, 13;
XXV, 129; XXVII, 138. XXXIII, 53; XXXIV, 87. Purg. Ili,
Appostolico, v. Apostolico. 92; IV, 23; XVIII, 104; XXX, 12.

Apprendere, lat. ad-prehendere, Par. XVII, 65; XIX, 22; XX, 85. -
pigliare —con Io spirito, Purg. XVII, Presso, Par. XXVIII, 22.
127. Par. XIX, 30. - Comprendere, Apprestarsi. Purg. XII, 79.
Purg. XVI, 23. Par. XI, 21. - D'on- Apprezzare , dal lat. pretium ,

de imparare, Inf. X, 51 e 77. Par.


:
Purg. V, 21.
III, 95; V, 5 e 6.
-
insegnare, Inf. Approbo, in rima per: approvo,
XV11I, 60. -
Quanto al luogo del Par. XXII, 136.
Purg. XIV, 133, che è manifesta tra- Approcciare, lat. ad-proximare,
duzione del luogo della Genesi fiv,14) più comuneappressarsi, forma an-
Omnis qui invenerit ine, occidet me ; tica e prossima al francese appro-
apprende, significa: riconoscere, tro- cher, come molte forme della lingua
vare. —
Al particip. appreso, Inf. antica, Inf. XXIII, 48.
— Approcciar-
XVIII, 60. Par. V, 6. — Apprendersi si,^. XII, 46. Purg. XX, 9.

dicesi propriamente del fuoco che si Approdare. Questo verbo tro-

appicca che prende una cosa; e


a... vasi due sole volte nella D. C. e in
per est. dell'amore: prendere, in- ognuna i comentatori disputano del
fiammare, Inf. V,100. signif. Purg. XIII, 67 E come agli orbi
Apprensiva, la facultà appren- non approda il Sole. I moderni deri-
siva, Purg. XVIII, 22. vano questa voce da: venire a proda,
Apprcsentare, presentare, mo- giungere mentre gli antichi con mi-
;

strare, Purg. XXXI, 49. — Manife- glior ragione, a mio parere, la deri-
Appropiare Aprire. 35

vano dal lat. prodesse, non giova loro ; bello, abbellire, Inf. 60 parole VII,
poiché il Sole giunge tanto a' ciechi non ci appulcro. Questa voce è an-
che ai veggenti, ma non giova loro al tiquata.
vedere. —
Il
luogo dell' Inf. XXI, 78 Appuntarsi, dal lat. punctum,
è ancor più difficile. Alcuni leggono finire a punta, Par. IX, 118. Per —
chi o che t' approda, il che derivato da lo più èpreso in signif. d'est, per:
proda può significare: chi ti conduce dirigere, aver l'intesa, puntare, Purg.
qui? domanda che bene si collega con XV, 49. Par. VI, 28 XXI, 83 XXVI, ; ;

la risposta di
Virgilio; o anco deriva- 7; XXIX, 12.
to da prodesse: che ti giova ? Appunto, esattamente, Inf. XIX,
(a Virgi-
lio).
— Il maggior numero delle ediz. 9; XXXIV, 77. Purg. IX, 142. Par.
e de' mss. legge: che gli approda, che XIII, 73.
- A punto, Par. XII, 25, nel
Biagiolispiega al tutto arbitraria- medesimo momento.
mente per: che gli occorre, o, ac- Appuzzare, dal lat. putere, in-

cade; né meno arbitrariamente il Ce- fettare col puzzo, Inf. XVII, 3.

sari (Bellezze): che vorrà costui? che Aprire. — Nel signif. prop. Inf.

gli bisogna? —
Io preferisco la lez. VI, 23; Vili, 130; IX, 90; XXIV, 22
che gli approda, ne! signif. che le dan- e 142; XXVIII, 95; XXXII, 123;
no 1'
Anonimo, Landino ed altri che : XXX11I, 149. Purg. IX, 79, 110 e
giova ch'io venga qua? (a Virgilio)
gli 128 ; XII, 91 ; XIII, 46 XIV, 3 XV,
; ;

domanda naturalissima alla situazio- 131; 31; XXII, 43; XXV, 19;
XIX,
ne delle persone della scena. — V. al- XXVII, 37. Par. I, 87 IX, 138 XII, ; ;

tre congetture sopra questo 46; XXIV, 119 e 120; XXVIII, 134;
luogo nel-
l'ediz. di Padova,
1822, voi. i, pag. XXXII, 6. - Nel luogo del Purg. II,

452, seg. 26, tutte le ediz. hanno aperser l' ali,


Appropiare, v. Appropriare. senso assai plausibile, nondimeno la
Appropinquarsi, approssimar- lez. apparser o apparver ali, trovata
si, Par. XXX III, 47. dal Dionisi in eccellenti mss. sostie-

Appropriare, o secondo la Ni- ne per lo meno il confronto. — Per


dob. Appropiare, Par. VI, 101 est.aprir la mente, fare attenzione,
Appro-
priare a parte, farne segnale di fa- Par. V, 40. —
Aprir V occhio, rendere
zione. — Appropriarsi, Par. VI, 33. alcuno abile a vedere, Par. XX, 122.

Approvare, il
signif. ordinario
— Manifestare, dire, Inf. 11,81 X, 44. ;

di questa voce non par convenire al Par. XI, 92 XXVIII, 2. - Dei colori
d'un fiore, Purg. XXXII, 59. — Al
;

luogo del Par. XX IV, 48, ove è detto


che il bacelliere attende che il mae- perf. quasi sempre apersi, una sola
stro abbia proposta la quistione,
per volta aprio per: aprì, Par. I, 87. —
approvarla, non per terminarla, cioè: Aprirsi nel signif. prop. Inf. XX, 32;
che il
maestro, dopo aver posta la XXVI1I,29;XXXI1I,66. Purg.XVIII,
quistione e allegate le ragioni prò e 134; XXV111, 75; XXXII, 130. Par.
contro, lascia la soluzione, la deci- VII, 48.
— Per est. manifestarsi, mo-
sione al bacelliere, per conoscerne il strarsi, Purg. XVU1, 8. Par. XXIX,
di lui sapere e il
giudizio. Ecco per- 18. —
Aprirsi nelle braccia, aprir le
chè sopra al verso 35 è detto Tenta braccia per abbracciare Purg. X X X I, ,

costui. 100. — Al particip. aperto, nel si-

Appulcrare, dal lat. pulcher, far gnif. prop. Inf. Vili, 130; XXX, 55.
30 A pruova — Arco.

Purg. XXIII, 108; XXVIII, 126; Arare. Inf. XXVI, 30.

XXXlI,14l.Par.XlX,1 e113; XXII, Arnia, piccolo fiume di Toscana,


56. —
D'un cammino aperto, libero, nelle vicinanze di Siena, Inf. X, 86.

Purg. III, 51 IX, 62 X, 17. - Mare


; ;
V. Mont' Aperti.
aperto, l'alto mare, Inf. XXVI, 100. Arbitrio, la volontà dell' uomo,
— A viso aperto, coraggiosamente, Purg. Vili, 113; XXVII, 140. Il li- —
lnf. X, 93. — Per est. manifesto, vi- bero arbitrio, Purg. XVI, 71 XVIII, ;

sibile, Purg. VI, 101 ;


XXII. 154. Par. 74. —
Per suo arbitrio, Par. V, 56.
V, 52; XXIX, 66. Arbore, albero, Purg. XXIII, 73:
A pruova, v. A. XXIV,113;XXXII,46.
A pruovo, v. A. Arbusccllo, secondo la Cr. ar-

Aquario, uno dei segni del Zo- bucelio, dal lat. arbor, arboricillus , e è

diaco, Inf. XXIV, 2. in varie ediz. arboscello, Purg. XXVII,


Aquila, v. Aguglia. — Nel si- 134.

gnif. prop. Inf. IV, 96. Purg. IX, 20. Arca, cassa. — Generalmente, Par.
Par. 1, 48; XVIII, 107. - L'aquila XII, 120. — Per riporvi danaro, Par.
di cui si parla, Purg. XXXII, 125, Vili, 84.— La cassa d' un carro, Purg.
rappresenta gl'imp. romani. — L'a- XXXII, 125. — Per similitudine, un
quila per insegna dei Romani, Par.
l' avello, Inf. IX, 125; X, 29.
- Più
VI, 1 .
— Stemma dei Signori da Po- specialmente: 1' arca dell' alleanza,
lenta, Inf. XXVII, 41. Purg. X, 56. Par. XX, 39. Figura-
-
Aquilone, parte del mondo op- tamente i Beati sono detti arche, Par.
posta al mezzogiorno, Purg. IV, 60. XXIII, 131.
— 11 vento settentrionale , Purg. Arca (Dell') nome d'una fami-
XXXIII, 99. glia nobile di Firenze, Par. XVI, 92.
Aquino (i omnia* ti") ,
uno Arcanamente, misteriosamen-
dei più grandi dottori della Chiesa, te, Purg. XXIX, 120.
nato nel castello di Roccasecca nel Arcangelo. Par. XXVIII, 125.
regno di Napoli la. 1224, morto nel Arcano, il mistero, Par. XX VI, 44.
1274 a Fossanuova nel regno mede- Arvhiauo, torrente che sbocca
simo, essendo in viaggio per andare nell' Arno, Purg. V, 95 e 125.
al Concilio di Lione. D. ammette Archimandrita ,
titolo che la

1 opinione vulgatissima che morisse Chiesa greca dà agli abati che sono
avvelenato per ordine di Carlo An- preposti a più monasteri. D. lo at-
gioino, Purg. XX, 69. — Nel Par. X, tribuisce a san Francesco d'Assisi.
99, apparisce a Dante, e gli raccon- Par. XI, 99.
ta la vita di san Francesco nel Can- Arcione, da! lat. arcus; ordina-
to XI. riamente al pi. per: sella, Purg. VI,
Arabi, con l'accento sulla penul- 99.
tima, per: Àrabi, Par. VI, 49. Arcivescovo, lat. Archiepiscopus,
A
ragione, v. A. Inf. XXXI11, 14.

Aragna. Purg. XII, 44. Arco. — La porzione d' un cerchio


Aragne, cangiata in ragno da ingenerale, lnf. VII, 128; XII, 52:
Inf. XXIV, 68;
Minerva, XVII, 18. Purg. XII, 43. XV111, 102; XIX, 128;
Aragona. Purg. III, 116. XXVII, 134; XXXIV, 15. Purg. XIII,
A randa, v. A. 6; XXXI1,30. Par. XVIII, 62; XXVII,
Ardente — Arezzo. 37

80. — Arco della schiena, dei delfini XXVIII, 102. Purg. XII, 103; XIII,
ohe incurvano il dosso, Inf. XXII, 121 ; XV, 100 Par. XXIII, 68; XXXII,
20. — L'arco d'un ponte, Inf. XXI, 122; XXXI li, 79.

108. — Arco di ponte, d' un uomo che Ardore. — Nel signif. fisico, Inf.
va curvo, Purg. XIX, 42. — Per est. XIV, 37; XXV, 67. Purg. XXV, 122.
arco degli anni, la vita umana parago- — Nel signif. fig. ardor di amore,
nata a un arco, Purg. XIII, 114. — Purg. XV, 70. Par. VII, 74; XI, 37;
L'arco per saettare, XII, 60 e Inf. XIV, 40; XXII, 54; XXXI, 17. -
63. Purg. XXXI, 17. Par. 1, 119; L' ardore del desiderio, Inf.
XXVI,
XXIX, 24. —
Per est. l'arco dell'eli- 97. Par. XXIX, 48. Avversi ardori, —
Ho, Par. XVII, 55.
— Siccome si di- Inf. IX, 68. Credevasi nel medio evo

rizza l'arco verso l'oggetto al quale che una sfera di fuoco circondasse la
si mira, arco significa spesso l' in- : nostra atmosfera e che le esalazioni
tenzione, il desiderio di fare o di con- fredde della terra innalzandosi a det-
seguire una cosa, Purg. VI, 131 ; XVI, ta sfera, mediante la loro
dilatazione,
48; XXV, 18. Par. IV, 60; Vili, 103; producessero i venti.
XV, 43; XXVI, 24. - L'arcobaleno, Arduo, difficile, Par. XXX, 36.
r iride, Purg. XXIX, 78. Par. XII, 11. — Per :
alto, elevato, superbo, Par.
Ardente, Brillante. Nel signif. XXXI, 34.
prop. Purg. XXII, 120; XXVIT, 96. Ardurn, la Cr. legge arsura, Inf.
Par. X,130; XXI, 14; XXIII, 83. — XIV, 42, il fuoco, l' arsione.

Nel signif. morale, Par. XXIII, 8; Arena. Inf. 111,30; XIV, 13 e 38;
XXV, 108; XXXI, 142. XVI,40; XVII, 35; XXIV, 85. Purg.

Ardere, verb. neut. bruciare, Inf. XXVI, 44, e spesso. La maggior par-
XXIV, 101 XXVII, 24. Purg. IX, 31 te delle ediz. leggono rena invece di
; ;

XXVI, 18; X'XIX, 150. - Splendere arena e non usano arene che nel pi.
come corpo acceso, Purg. Vili, 90; — Siccome i mss. scrivono larena,
XVIII, 78. Par. HI, 24; XV, 34; è vano il disputare se abbiano inteso

XXIII, 22. — Verb. att. ardere, co- dire V arena o la rena. V. Rena.
me supplizio, Inf. XXIX, 117. — Per Aretino, abitante di Arezzo, Inf.
est. dell amore ,
Par. IX , 97; XV, XX11, 5. — L' Are Un che rimase Inf.
57; XXII, 32; XXVI, 15. Ardere - XXX, 31, cioè: Griffolino, v. ivi.

del desiderio, bramare, Inf. II, 84. VAretin che dalle braccia Fiere di Ghin
Purg. XXIX, 61. Par. XXVI, 90; di Tacco ebbe la morte Purg. VI, 13,

XXVII, 90; XXXI11, 28. - Particip. cioè: messer Benincasa d'Arezzo, che,
arso, v. ivi. essendo vicario del podestà di Siena,
Ardimento. Purg. XXIX, 24. avea fatto morire un fratello di Ghin
Ardinghi, antica famiglia nobile di Tacco, per ruberie.
di Firenze, Par. XVI, 93. A retro, v. A.
Ardire, dall'ali, kart, duro; osa- Arctusa, ninfa trasformata in

re, Inf. XXX, 14. fonte (v. Ovidio, Metam., lib. v, 409
Ardire, sost., l'ardimento, il co- XXV, 97.
e seg.), Inf.

raggio, Inf. II, 123 e 131. Purg. Arezzo, città di Toscana, Inf.
XV11I, 9. XXIX, 109, dove quello che parla è
Ardito. Inf. Vili, 90; XVII, 81 ;
detto Griffolino dai commentatori, e
XVIII, 89; XIX, 99; XXIV, 60; fu arso come stregone.
3S Argenti (Filippo)
— Aristotele.

Argenti (Filippo). Inf. Vili, 61. XXXI, 75. — Per est. la facoltà di
Fiorentino della famiglia de' Caviciul- ragionare, l'intelligenza, la ragione,
li, ramo degli Adimari, uomo ricco e Par. XV, 79. —
La prova, Inf. XIX,
potente, ma facile ad accessi di fu- 110. Par.XVII, 135 e 142; XXIV, 63,
rore per lieve cagione. Il sopranno- 69 e 78. —
Il mezzo, il ripiego, Inf.

me di Argenti gli fu dato, per aver XXXI, 55. Purg. II, 31 ; XXX, 136. -
fatto porre i ferri d' argento al suo Nel laogo del Par. IV, 68 Parere in-
cavallo. (V. Boccaccio, Decamerone, giusta la nostra (celeste) giustizia Ne-
g. ix, n. 8.) gli occhi de' mortali, è argomento Di /è-

Argento. Inf. XIV, 107 XIX, ; 4, de e non d'eretica nequizia, il signif.


95 e 112. Purg. VII, 73; IX, 118; d' argomento è molto incerto. Gli uni
XVII, 84. Par. XV1I1, 96; XXII, 88. - lo spiegano per: prova, cioè: che la

Nel luogo dell' Inf. XXXII, 115 Et giustizia divina appaia ingiusta in un
piange qui l' argento de' Franceschi, ar- caso particolare, è prova di fede; ov-
gento è usato per ironia alla francese : vero: aver dubbio nello spiegare la
l'argent, cioè : il denaro, dal quale giustizia divina in un caso partico-
«rasi lasciato guadagnare. lare è prova di fede in questa giustizia

Argia, figliuola di
Adrasto, moglie generalmente. Gli altri spiegano: Che-
di Polinice, Purg. la giustizia divina sembri ingiusta,
XXII, 110. ci

Argine, dal lat. arger che dice è un motivo per noi di credervi il ;

vasi anticamente per agger, Inf. XV, che equivale al famoso credo quia :

3 e 17; XV11I, 17 e 101 XIX, 40; ;


absurdum. Altri per ultimo, spiegano :

XXI, 136. Che la giustizia divina sembri


ingiu-
Argo, custode della vacca Io, ucci- sta, è quistione di fede, un problema
so da Mercurio, Purg. XXIX , 95. — La che la fede dèe sciogliere il che com- ;

nave degli Argonauti, Par. XXXU 1,96. bina con la prima interpretazione, lo
Argolica gente, per: Greci, Inf. mi sento propenso alla prima. — (Argo-
XX VII 1,84. mento ha forse il signif. d' induzione.)
Argomentare, ragionare, Purg. Arguto, — della parola, Purg.
XVI, 130 ; XXXIII, 97. Par. IV, 19 e XIII, 78. —del volto e dell'apparenza
49; V, 25. — Nel medesimo signif. di alcuno ; vivo, animato, Purg.
argomentarsi, Purg. XXXIII, 97. Par. XXIX, 144.
XI, 138. —
Conchiudere, Par. VII, Aria. Inf. Ili, 29; XXVIII,104. Le
145. — Pensare a.... prepararsi a.... ediz. variano all' infinito nell' uso di :

Inf. XXII, 21. Purg. XXV, 15. - Af- aria, aere, aer e aura. V. ivi.
faticarsi, ingegnarsi, Par. XXV, 118. Arido, secco, Inf. XIV, 13.
— Nel luogo del Purg. VI, 129 Mercè Ariète, con l' accento sulla penul-
del popol tuo che si argomenta, pare tima, invece di ariete; uno dei segni
che: argomentarsi abbia il signif. del Zodiaco, Par. XXV1II,117.
d' ingegnarsi, studiarsi. La Cr. legge
: A rimpetto, v. A.

argomenta, d" onde sarebbe difficile Aringo, dall' ali. ring, piazza pub-
cavar senso plausibile. Come sost., — blica ; l'arena, il campo della pugna,
l'argomentazione, Par. II, 63. Par. 1,18.
Argomento, propriamente : il ra- Aristotele. Purg. IH, 43. — Indi-
gionamento, Inf. XXVII, 106. Purg. cato, Inf. IV, 131, come II maestro di
XXXI, 75. Par. IV, 89; XXVI, 25; color che sanno.
A ritroso — Arrio. 80

A ritroso, v. A. A romore, v. A.
Arli, Iat. Arelate, città di Provenza Aronta, aruspice etrusco, Inf. XX,
sul Rodano, Inf. IX, 112. 46.

Arma, v. Arme. Arpa. Par. XIV, 118.


Armare. Inf. XVII, 27. — Armar- Arpie. Inf. XIII, 10.

si, Inf. XXXIV, 21. Par. XVII, 109. - Arra, lat. arrha, pegno, Purg.
Armarsi del monte, Purg. XIX, 144, XXVIII, 93. Par. XIX, 145. - In si-
cioè: farsi difesa dei monti. — Di vi- gnif. fig. profezia che prenuncia e ga-
vanda, provvedersi di viveri, Inf. rantisce l'
evento, Inf. XV, 94.
XXVIII, 55. -
Nel signif. fig. prepa- Arrabbiato, dal Iat. rabies, Inf.
rarsi, Par. XXIV, 49. —
Armalo, par- XXX, 79.

ticip. Inf. IV, 123; XII, 56. Purg. XII, Arredo, forse dall' ali. heerde ,

32.
XX1V, 138.
gregge, Inf.
Arme e Arma. Inf. XVII, 2. Purg. Arrestarsi. Inf. XIII, 24 XV, ;

XX, 73
XXII, 55. Par. VI, 25 XVI,
; ; 38; XXI, 69; XXIII, 40; XXVIIL
47. -
«oro d' arme, Inf. XX VII, 67. - 53. Purg. II 87 III 83 V, 51
armi d' Amor, Purg. XXXI, 117. — ,

Vi, 7; VÌI, 79; Vili, 139. Par. X,


; , ; ;

armi, stemmi, Par. VI, 111. 80. —


Arrestarsi, perder tempo, Inf.
Armento. Inf. XXV, 30. XXIII, 40. Purg. XIX, 139; XXVII,
Armonia. Par. I, 78; VI, 126; 62.
44.
XVII, Arretrarsi, dal lat. retro, retro-
Armonizzare. Purg. XXXI, 144. cedere, Par. XXXII, 145. -
Arnaldo Daniello, Arnautz Da- Arricciare, da riccio, forse dal

niel, Purg. uno dei Tro-


XXVI, 142, lat. erectus — dei capegli, Inf. XXIII,
vatori più celebri, lodato da D. e da 19.
Petrarca, ma le di cui opere a noi Arridere, sorridere, Par. XXXIII,
pervenute, secondo Raynouard, non 126. — In signif. att. arrisemi un cen-
corrispondono alle lodi. V. la spiega- no, cioè : mi fece sorridendo un cenno,
zione de' suoi versi provenzali alla Par. XV, 71.
voce Tan m' abellis. Arrigo ( 1' alto) ,
lat. Henricm,
Arnese, dall" ali. hamisch, coraz- l'imp. Enrico VII di Lussemborgo,
za propriamente: mobile, arredo,
,
Par. XVII, 82. —
D. vede nell' Empi-
strumento, Purg. XXIX, 52. Per — reo seggio destinato a questo prin-
il

metafora runa fortezza, Inf. XX, 70. cipe morto nel 1313, Par. XXX, 137.
Buti lo spiega : ornamento della con- Arrigo (de* Fisanti o Fifanti ),
trada. fiorentino. D. chiede di suo esse-

Arnia, alveare; per: le api, — re, Inf. VI, 80, ma non ne parla più
Inf. XVI, 3. Alcuni mss. leggono ar- nel rimanente del Poema.
me invece d' arnie. Arrigo Inghilterra), il re della
(d'

Arno, fiume primario della Tosca- semplice vita Purg. VII, 131 , è Enrico
na, Inf. XIII, 146; XXIII, 95; XXX, III re d' Inghilterra, morto nel 1272.
65; XXXIII, 83. Purg. XIV, 24. Par. Arrigo (Manardi) v. Manardi.
XI, 106. — Trovasi una sola volta con Arrigucci, antica e nobile fami-
1' articolo, Purg. V, 126. — Arno in- glia di Firenze, Par. XVI, 108.
vece di Firenze che è situata sulle sue Arrio, eresiarca, autore della setta
rive, Inf. XV, 113. degli Arriani, Par. XIII, 127.
40 Arrivare — Artista.

Arrivare, dal lat. ripa, riva, verb. Arso, da ardere, add. Inf. XIV,
neut. taf. XIII, 1; XIV, 8; XV, 90; 141 ; XXX, 75. Par. XVIII, 100. —
XXIV, V, 98. -In sigli*.
72. Purg. Particip. di ardere, Inf. XIII, 40.

j

fig. Par. XXXI, 15. Per est. divenir Purg. XXVI, 15.
parte o quota, Par. XXIV, 45. — Arsura. Purg. XXVI, 81. - Le
Verb. att. approdare, Inf. XVII, 8. fiamme dell' Inferno, Inf. XIV, 42. —
Purg. XVII, 78. Il fuoco interno, l'ardore che consu-
Arrogante. Purg. XI, 62. ma un ammalato, Inf. XXX, 127.
Arroncigliare, dal lat. rumo, V. Ardcra.
prendere con un ronciglio o uncino, Arte, — dell'uomo, Inf. IV, 73;
Inf.XXII, 35. V. Roncigliarb. IX, 120; X, 51; XI, 103; XIII, 145;
Arrossare, dal lat. russus, ital.
XXIX, 115. Purg. I, 126; IX, 71 e
rosso, arrossi re, Par. XX V 11,54. — Quei 125; X,10; XI, 80; XV, 21 XXVI, ;

ch'arrossan per lo staio Par. XVI, XXVII, 130; XXXI, 49; XXXIII,
123;
105, i Chiaramontesi o Chermontesi, 141. Par. 1,128; 11,128; X,43; XIII,
secondo l'Anonimo e Benvenuto, per- 123. -
degli angeli, Par. XXIX, 52;
chè uno di loro aveva fraudolente- XXXI, 132.— L'astutezza, Inf. XXVI,
mente scambiata una doga d una 61 ; XXVII, 77. Par. VI, 103. La-
pubblica misura (lo staio] per dimi- scienza, Purg. IV, 80. Par. XIV, 123.
nuirle capacità. — V. pure Purg. XII, — Arte prima, la grammatica, Par.
I05.
XII, 138. — Le arti magiche, Inf. XX,
Arrostarsi, da rosta, frasca per 86. — L' arte applicata alle opere del-
farsi vento, dall' ali. rosi, farsi vento, la Natura, Inf. XXXI, 49. Purg. r XXV
e per est. agitarsi, difendersi, scher- 71. — alle opere divine, XI, 100
Inf. ;

mirsi dal fuoco che piove d' alto, Inf. XIV, 6 XVIII, 10; ; XXIX, 10 XXI, ;

XV, 39. 16. Par. Vili, 128 X, 10. ;

Arscnà, secondo la Nidob. e Lom- Artezza, lat. artus, la strettezza,


bardi Arzanà secondo la Cr Ar-
; ; Purg. XXV, 9. Voce antiquata.
renai secondo alcune ediz. antiche. Articolare, l'
articolazione, l' or-
Tali sono le diverse forme che tro- ganizzazione, Purg. XXV, 69.
vansi di questa voce d' origine orien- Art ifl ciò, per :
arte, Purg. XII, 23.
tale, proveniente dall' arabo Darèsz Artigliare, prendere con gli ar-
Stanati casa : dell' arte, onde Tersha- tigli, Inf. XXII, 140.
nà x
era detta la parte del porto di Artiglio, dal lat. articulus, le un-

Costantinopoli in cui tenevansi can- i


ghie d'un uccello di rapina, d'una
tieri, e Dàrsena la parte interiore del belva, delle Arpie, Inf. XIII, 14. —
porto di Genova destinata per le ga- Nel signif. fig. dell'Aquila Romana,
lere dello Stato, Inf. XXI, 7. La lez. Par. VI, 107 — d'un diavolo, Inf.
Arzanà trovasi nel maggior numero XXII, 137. — Per est. d'un uomo,
de'mss. e si approssima più alla pro- Inf. XXX, 9.
nunzia volgare di questa voce in ve-
Artimone, lat. artetnon. — La
neziano. vela dell'albero d' artimone, che è il

Arsiccio, da arso, ardere, Inf. più prossimo alla poppa, Inf. XXI, 15.
XIV, 74. Purg. IX, 98. Artista. Par. XIII, 77; XXX,

1 Le « Chiose » attribuite al Boccaccio hanno la forma singolare « la terzonaia.


Arto — Aspettare. Il

— Per: cantore, particolarmente, Par. Ascoltare, lat. auscultare, Inf.

XVIII, 51. — Per: artigiano, Par. IV, 25; Vili, 22; IX, 4; XV, 99; XX,
XVI, 51. 57; XXIX, 71; XXX ,130. Purg. IV,
Arto, stretto, Inf. XIX, 42 Purg. 10;V,45; XIV, 68; XV, 124; XVI,
XXVII, 132. Par. XXVIII, 33 e 64. 14; XXII, 128; XXIV, 144; XXVI,
Ailù. il famoso re di Brettagna 122; XXIX, XXXI, 46. Par. II,
15;
celebre nei romanzi della Tavola Ro- 62; XVIII, 20; XXIV, 148; XXVII,
tonda, Inf. XXXII, 62 ;
è detto di esso 133; XXXII, 48. — A scolte per: ascol-
che con un colpo di lancia passò fuor ti, Inf. XX, 58. Purg. XV, 124.

fuori il petto del suo Aglio Mordrecco, Ascoltar (T), sost., l'attenzione,
che V aveva assalito a tradimento,per Purg. Vili, 9.

modo che ruppe !' ombra fatta dal suo Ascondere, lat. abscondere, Purg.
corpo, cioè, che per il foro della feri- XXII, 95. —
Ascondersi, Inf. IX, 62;
ta passò la luce. V. Ombra. X, 121. V. Nascondere.
Arzanà, v. Arsenà. Ascoso , particip. di ascondere ,
Ascella, lat. axilla, Inf. XVII, 13; arcano, segreto, Inf. XXVI, 27;

XXV, 112. XXXIV, 133. Par. II, 27. - Oscuro,


Ascondere, salire, Purg. XI, 129. Purg. XX, 90.

Ascesi, volgarmente Aitisi, città Asdente, ciabattino di Parma,


dello Stato ecclesiastico, patria di che erasi fatto indovino, Inf. XX, 118.
san Francesco, fondatore dell'Ordine A seconda, v. A.
dei Francescani, Par. XI, 53. Facendo A sinistra, v. A.
un giuoco di parole, D. pone Ascesi: Asopo, fiume della Beozia, Purg.
io salii, dicendola debole denomina- XV1H,91.
zione, dovendosi piuttosto chiamare Asperges me. Purg. XXXI, 98.
Oriente. Parole del Sai. L (li) ver. 9. Asperges
Asciano (Cuccia «I"). Asciano è me hyssopo et mundabor : Apergimi
un piccolo borgo in quel di
Siena, pa- d'issopo, e diverrò móndo, puro.
tria di Caccia, uomo ignoto. D. lo ri- Aspersione. — In signif. prop.
corda come uno della brigata di quei Purg. XXXI, 78, vi si parla di fiori
giovinastri ricchi di Siena, che ave- che gli angeli spargono sopra Bea-
vano fatta combriccola per dissipare trice. V. Apparsione.
in poco tempo loro averi, Inf. XXIX,
i
Aspettare. Inf. VI, 111 ;XVI, 14;
131. XVIII, 39; XXII, 32; XXIII, 80;
Asciolto, particip. di asciogliere, XXIX, 77; XXXI, 128; XXXII, 69
liberato, Par. XXVII, 76; vedendo e 82. Purg. IV, 49 e 95; X, 85: XIII,
ch'io non era più occupato. La Ni- 100: XVII, 59; XXVII, 139: XXXI,
dob. legge assolto. 61. Par. X, 75; XXII, 19; XXIII, 8.

Ascisso , separato , disgiunto ,


— Aspellarsi, essere atteso, Inf. Vili,

Purg. VI, 123. La Cr. legge scisso, 11. Purg. Ili, 75; XIII, 10; XIV, 122;
v. ivi. 89. Par. VII, 55; XXVII, 145;
XXUI,
Asciugare, forse dal lat. ex-su- XXXI, 124. — Aspettarsi a uno, Purg.
gere, seccare, Inf. XXX, 68. — Nel XVIII, 47. Par. XVII, 88 come in

signif. lat. assorbire, Purg. XIV, 35. francese: s'attendre a quelque chose,

Asciutto, add. secco, Inf. IX, 81 ; riporre la sua speranza in alcuno,

XVIII, 121 ; XX, 21. Purg. XXIII, 49- fidarsi a lui, impromettersene.
42 Aspetto
— Assemprare.

Aspetto, la faccia, il volto del- 123. — Più assai, Purg. IV, 41. —
l'
uomo, X,74; XV, 26; XXX1I1,
Inf. Nel signif. di: abbastanza, Inf. VII,

57 Purg. Vili, 83; XXIU.45; XXIX, 43;XXX1V,72. Purg. V, 35; XX Vili,


58. Par. 1,67; IV, 47; XXVIII, 104; 134 Par. 1, 17. — Talvolta il
signif.
XXXIII. 101. - L'aspetto, l'appa- dipende dalla interpunzione, come
renza, Inf. XVIII, 85; XXI, 31 ; XXV, Inf. XXIII, 85. Add., più, molti,-
76. Purg. 1,14; II, 79;107; VII,
III, Inf. XII, 123; XXIII, 143. Par. XXIX,
104; XV, 114; XXVI, 6; XXVII, 71 ; 123.

XXXIII, 19. Par. II, 111 III, 3 e 58


; ; Assalire, lat. ad-salire, assaltare.

XXIII, 4; XXVII, 137; XXXII, 64. - Nel signif. prop. Inf. II, 93; VI, 63.
La vista, Io sguardo, rocchio, Purg. — Nel signif. fig. del dolore, Inf. XI,
XV, 114; XXIX, 58 e 149. Par. XI, 27 - della febbre, Inf. XXV, 90. —
29; XX, 131; XXV, 110; XXX, 44; Particip. assalito, Purg. II, 129.
XXXIII, 81. — Tenea il Sole il cerchio Assalto. Inf. IX, 54. Purg. Vili,
di merigge, Che qua e là come gli aspet- 110. Par. IX, 30.
ti fas si
Purg. XXXIII, 105, cioè: i Assannare, propriamente: pren-
meridiani sono diversi secondo i pun- dere con le sanne o zanne, v. ivi. Inf.

ti dai quali si guarda il Sole, ovvero: XXX, 29. — Per est. prendere, tor-

secondo diversi gradi di longitudine.


i mentare generalmente, Inf. XVIII,
— Nel luogo del Par. XVIII, 18, ri 99. — Assaltare, Purg. XIV, 69.
secondo aspetto mostra dover signifi- Assassino, d origine araba asci-
care: l' aspetto del volto di Beatrice, scin, Inf. XIX, 50.
Il supplizio al qua-

detto secondo aspetto per corrispon- le allude D. in questo luogo dicevasi:


denza al piacer eterno che raggiava propagginare; e facevasi sotterrando
dirittamente sopra di essa e che for- vivo con la testa all' ingiù il paziente.
ma il primo aspetto. —
Par. XXXII, Assedersi, sedersi, Inf. XV, 39;
38 l' uno e V altro aspetto della fede , m' asseggia è forma poetica per : mi
cioè: la fede in Cristo venturo, e la sieda o assegga.
fede in Cristo venuto. Assegnare, lat. assignare, Par.
Aspirare, desiderare, Purgat. VI, 138.
XXXI, 24. Assemprare. Il Voc. della Cr.

Aspro, selvaggio, Inf. I, 5; XIII,


non pone altro signif. di questa voce
7. Purg. XI, 14. — Acre, acerbo, Inf. che quello di: copiare, imitare, che
XI, 72; XXX1I,1. Purg. II, 65; XVI, 6. nel luogo dell' Inf. XXIV, 4, dareb-

Assaggiare . dal lat. exagium, be il senso: la brina scrive, imita


saggio, Purg. Il, 54.
sulla terra 1'
immagine della sua
Assai, lat. ad-satis, avv.
— Molto, bianca sorella, cioè : la neve. Vellu-
Inf. IV, 100; Vili, 1; XI, 68; XIV, tello tiene assemprare sinonimo di
20; XVI, 30; XVII, 127; XVIII, 5; somigliare, rassomigliare, che non
XXII, 147; XXVI, 81; XXX, 62; bene si accorda con immagine che
XXXI, 50; XXXII, 17; XXXIII, 61. vuole un verb. att. Peraltro: assem-

Purg. V, 78; Vili, 45; X11I, 111 XV, ; prare, assemplare e assembrare non
11 XXI, 55 e 87; XXII, 100; XXIII,
;
sono che varie forme tutte ritraenti
94. Par. IV, 79; VI, 142; VIII, 55; al verbo: radunare, mettere insie-
X, 24; XX, 70; XXIV, 83; XXV, 9i; me ;
e D. nella Vita Nuova (cap. i)
XXVIII, 139. -
D'assai, Inf. XXIX, dije :
parole le quali è mio intendi-
Assennare — Assunto. 43

mento assemblare in questo libro,


d' dersi, Inf. XXIV, 45. — Particip. as-
dove assemplare pare che abbia il si- siso,seduto, Purg. IV, 124; XIII, 45.
gnif. di :
riunire, mettere insieme ;
e Par. 1,140; XXXII, 23.
nella Canzone Quantunque volte le Assiepare, dal lat. sepes, propria-
parole Tanto dolore intorno al cor mente: circondar con siepe. — Nel
m' assembra La dolorosa mente, assem- signif. fìg. Inf. XXX, 123, alzarsi co-
brare ha chiaramente il signif. di : ra- me siepe davanti ad alcuno, onde :

gunare. Applicando questo signif. alla impedire la vista.

voce del luogo citato, ne emergereb- Assiri, gli Assirii, Purg. XII, 59.
be il senso: la brina raguna, ammonta AsSÌSO, V. ASSIDERE.
sulla terra. Assolvere , prosciogliere , dar
Assennare, da senno, avvertire, l'
assoluzione, Inf. XXVII, 101 e 118.
istruire, Inf. XX, 97. — Particip. Assòlto, terminato, Par.
Assenso, l' assentire, il consenti- XXV, 25. — Morto, sciolto dai le-

mento, Par. IX, 17. Specialmente — gami del corpo, Par. XXXII, 44. —
il consentimento che da il compare Per il luogo del Par. XXVII, 76,
in nome del bambino che si battezza, V. ASCIOLTO.
Par. XII, 64. —
Nel signif. fìg. la so- Assoluto. —
Voglia assoluta, Par.
glia dell' assenso Purg. XVIII, 63. IV, 109 e 113, volontà assoluta, de-
Assentire, consentire, permet- cisa, opposita a volontà relativa.
tere, Inf. XVIII, 45. Purg. XIX, 86. Assomigliarsi, dal lat. ad-simul,
— Assentirei un sole
Purg. XXI, 101, Par. XXXII, 86. — Essere parago-
per ellissi: consentirei di rimanere nato, Par. XXI, HI.
ancor per un anno. — Come sost., il
Assommare, dal lat. summa.
consentimento, Purg. XXII, 126. terminare, Gnire, Purg. XXI, 112.
Assenzio, lat. absinthium. — Nel Par. XXXI, 94.

signif. flg. Purg. XX1II,86. Assonnare, dal lat. somnus, verb.


Assetare. Nel signif. prop. indur att., addormentare, Par. XXXII, 139.
sete. — Nel signif. fìg. eccitar desi- — verb. neut., addormentarsi, Purg.
derio, Purg.XXXI, 129. Par. I, 33; XXXII, 64. Par. VII, 15. aston. —V
111,72; XV, 65; XIX, 121. nare, sost., Purg. XXXII, 69, la sen-
Assetato. — Nel signif. fìg. delle sazione del sonno.
vene che assorbono avidamente , Assottigliarsi, dal lat. subtilis,

Purg. XXV, 38. sforzarsi ingegnarsi.


,
— In signif.
Assettare , mettere in ordine , assoluto, Par. XIX, 82. — Seguito da
Par. 1, 121. — Assettarsi, stabilirsi, intorno da, Par. XXVIII, 63.
rannicchiarsi, Inf. XVII, 22. — Se- Assuero, Purg. XVII, 28, re di
dersi, Inf. XVII, 91 .
Questa voce sem- Persia. (V. Ester, cap. vii.)
bra derivata da sedere, come : : asset- Assumere, prendersi il carico
tarsi, sedersi ne fanno fede. di... Par. XXXII, 2. — Ricevere, Par.
Assicurare, dar certezza, Inf. XXI, 102. Bisogna leggere assuma,
XXVIII, 115. Par. IV, 133; XXIV, congiunt. di assumere, e non assum-
103. — Assicurarsi, rassicurarsi, Par. ma come legge la Cr.
XXV, 34. Assunto, particip. di assumere,
Assidero, voce antiquata per as- :
— Natura assunta, cioè: presa, rife-

sediare, Inf. XIV, 69. — Assidersi, se- rendosi al mistero dell'Incarnazione,


H Asta — Attento.

Par. VII, 41. — Ricevuto in cielo, appiccarsi, fissare gli sguardi sopra...
Par. IX, 120. — Organo assunto, or- Inf. XXVIII, 28.

gano adoperato, Purg. XXV, 66. Atteggiato, d'origine ignota,


Asta, lat. hasta, lancia, Par. XVI, questa voce indica propriamente 1 at-
153. — Per estenz. per :
quadrello, to d'una persona, così Purg. X, 78

freccia, Purg. XXXI, 18. V. Astic- Di lagrime atteggiata e di dolore, rap-


ciuola. presenta 1' immagine d' una donna
Astallarsi, dall' ali. stali, stan- desolata, piangente.
ziarsi, aver l'abitazione, Purg. VI, 39. Attemparsi, dal lat. tempus, in-

Asticciuola, dimin. d'asta, Inf. vecchiare, Inf. XXVI, 12.

XII, 60. Attendere, aspettare, Inf. Ili,

Astio, forse dall' ali. hasc o dal 108; V, 107; vili, 106; X, 62; XIII,
lat. asius yerastulus,]' odio, l'invidia, 79 XVI, 122; XXVIII, 99. Purg. VII,
;

il livore, Purg. VI, 20. 69; XI, 127; XIII, 77; XVII, 79; XX,
Astóre, dal lat. astur, l'avvoltoio. 41. Par. IX, 80. Stare attento, —
D. chiama astor celestiali gli Angeli X, 129; XI, 97; XIX,
ascoltare, Inf.
che difendono le ombre nel Purg. 122; XX, 119; XXII, 39; XXIX, 14;
contro gli assalti del Serpente, Purg. XXX, 60. Purg. X, 109. Par. XXVII,
VIII, 104. 77. — Spesso si costruisce con a, at-
Astro. D. chiama così una delle tendere a... Inf. XXV, 96; XXIX, 24.
anime beate, Par. XV, 20. — Osservar la promessa, Inf. XXVH,
Mainante. Inf. XXX, 4, figliuolo 110.— Attendersi, divenire attento;
di Eolo re di Tessalia il
quale acce- spesso con a, Inf. XVI, 13. Par. XIII,
cato da furore prese la sua moglie 29;XV, 31. — Il perf. è attesi, Inf.
Ino e i suoi figliuoli, quella per leo- XX, 119. — Particip. atteso, attento,
nessa, questi per lioncelli, de' quali Inf. XIII, 109; XXVI, 46. Purg. XII,
ammazzò uno, onde Ino si affogò in 76; XXVI, 26. Par. I, 77. - Aspet-
mare con l' altro. (V. Ovidio, Me- tato. Par. Vili, 71. — Come sost.

tani., m, 264 e segg.} l'espettazione, Par. XXV, 67; — e


A tanto, v. A. 1'azione dell' aspettare, Inf. XXVI,
Atare, così legge la Cr. Purg. 67 ; XXVIII, 99.
XI, 34, invece di aitare che è nella Attenersi, fissarsi a un oggetto,
Nidob. in Vellutello e molti mss. Inf. XXXIV, 82. — Attienti per: at-
A tempo, v. A. tieniti, Inf. XVIII, 75, è generalmente
Atene, città di Grecia, Purg. VI, spiegato per: fermati, o sta attento, :

139. Par XVII, 46. - Il ducad' Atene, signif. molto remoti e senza esempio
Inf. XII, 17, è Teseo. del verb. attenere. Sarebbe meglio
Atleta. per: campione, Par. leggere con Guiniforte, Viviani e
XII, 56. Costa, attendi da attendere, sta at-
A tondo, v. A. tento.
Atro, voce latina. — Nel signif. Attentarsi, ardire, azzardare,
fisico: nero, Inf. VI, 16. — Per est. Purg. XXV, 11; XXXIII, 23. Par.
della morte, Par. VI, 78. XXII, 26.

Atropos, una delle Parche, Inf. Attento, add,Inf. IX, 4; XXV,


XXX1II,126. 44; XXVH, 31. Purg. II, 118; IX,
Attaccarsi, d' XV,
origine incerta, 139; 139; XV1IT, 2; XX, 17;
Attergarsi
— Attutare. 45

XXII, 116. Par. XI, 134; XXIII, 11; parenza, la faccia del cielo, Par. XX,
XXV, 116: XXVI, 3; XXXIII, 98. 7. In— Purg. XVIII, 21, ter-
atto,
— Particip. d'attendere, rivolto verso mine scolastico, aclu opposto a po-
un oggetto, Purg. XV, 139; XXXII, tendo, in realtà.
1
; XXXIII, 99. Par. VI, 13; XXVI, Atto puro. Par. XXIX, 33, atti-
126; XXXI, 140. vità pura. D. distingue tre specie di

Attergarsi, da tergo, andar die- esseri, quei della prima sono atto
tro ad alcuno, Inf. XX, 46- puro, cioè gli angeli quei della se-
:
;

Atterrare, abbassar gli occhi conda sono potenzia con alto Par.
verso terra, Purg. Ili, 81. — Gittare XXIX, 35, cioè: attività congiunta
a terra, Par. VI, 49. — Atterrarsi, all'impressionabilità o facoltà di ri-

essere per terra, Purg. VII, 133. — cevere sensazioni, cioè


le gli uo- :

dittarsi a terra, Purg. IX, 129. — mini quei della terza sono pura po-
;

Della folgore che si precipita verso tenzia, cioè: gli elementi e la materia.
terra, Par. XXIII, 42. Attorcere, dal lat. torquere, Inf.
Atteso, v. Attendere. XXVII, 125. - Particip. Attorto, Inf.
Attila, re degli Unni. D. lo trova XXV, 115.
fra i tiranni nella fossa di sangue, Attoscare, dal lat. toxicum, pro-
Inf. XII, 134 -
e nel!' Inf. XIII, 149 priamente avvelenare, infettare.
:

seguita la tradizione popolare che lo Per est. Inf. "VI, 84 Se il ciel gli ad-
faceva distruttore di Firenze. dolcia o lo inferno gli attosca.

Attingere Attraversare, dal transver-


e Attignere, voce lat.

latina, toccare. Per est. degli oc- — sus, traversare, passare da una parte
chi che veggono e toccano per certo all'altra, Inf. XXV, 81 ; XXXI, 9. —
modo un oggetto, Inf. XVIII, 129. — Venire a traverso, Par. IV, 91. —
Attinghe per: attinghi. Particip. Attraversato, ciò che attra-
Attivo. Purg. XXV, 52 e 73. — versa e interrompe il cammino, fosse
E principalmente nel signif. asceti- attraversatePurg. XXXI, 25.
— Di-
co: attivo, opposto a contemplativo, steso a traverso sulla strada, Inf.

Par. VI, N3. XXIII, 118.


Atto, l'azione, Purg. Ili, 11; Attribuire. Par. IV, 46.

XXVI, 88. Par. V,30; VII,33; XVIII, Attristare, nel signif. d': intri-
Ho. — La funzione, Inf. V, 18. — stire, depravare , corrompere ,
Inf.

L' azione, il movimento, come : atto XIX, 104.


(Miagola Inf. XXIII, 88. Purg. XXIX, Attristarsi, affliggersi, Inf. I,

48. -
L'atto, l'operazione, l'influen- 57; VII, 124. Purg. XVII, 120.
za, Par. X,39;X1II,62;XXVI1I,110; At tuffare, dall' ali. taufen, tau-

XXIX, 139; XXX, 48. — Le azioni, i


chen, affondare, immergere, Inf. XXI,
movimenti corporali che formano 56. — In signif. passivo, Inf. Vili, 53.
I'
attitudine, il gesto, Inf. IX, 39; — Attuffarsi, immergersi, Inf. XXI,
XXI, 32; XXIII, 29. Purg. IV, 141; 46; XXII, 131.
— Particip. Attuffalo,
VII, 88; X, 38 e 138; XII, 82; XV, immerso, Inf. XV1II,113.
88; XXV, 14; XXIX, 48;XXX, 70. Attuiare. Purgat. XXXIII, 48.
Par. I, 52; XIV, 21; XXX, 37. - Espressione d' incerto signif. Lom-
L aspetto, il sembiante, Purg. XXIV, bardi crede attuiare formato da ottu-
27. Par. XXXI, 51. —
Per est. l'ap- rare che significherebbe: chiudere,
m Attutarsi — Autorità.

turare, come il lat. obturare. Se mi partì 1' armata dei Greci per Troia,
fosse lecita una congettura, propor- Inf. XX, 111.

rei ottuia nel signif. di obturare, im- Aura,spesso per: aere, v. ivi;
melensire. Landino ha per avventura 27 e 150; XXIII, 78;
l'aria, Inf. IV,

letto accuia nel signif. di assottiglia, : XXVIII, 104 XXXI, 37. Purg. I, 17 ;
;

lat. acuit, onde risulta un vero con- XIV,142;XXV1II, 110. — Un alito

trosenso. Ugo Foscolo ha adottate la d' aria,un venticello, Purg. XXIV,


lez. abbuia che torrebbe tutte le diffi- 146; XXVIII, 7.
coltà se avesse il fondamento di qual- Aurora, Purg. II, 8.

che autorità. Biagioli arbitrariamente Ausarsi, da uso, assuefarsi a una


spiega attuia per: oscura. cosa, Inf. XI, 11. Par. XVII, 11.

Ausarsi con uno abituarsi con alcuno,
Attutarsi, d'origine incerta, (dal-
l' add. lat. tutus, sicuro?) moderarsi, Purg. XIX, 23.
spegnersi, cessare. Purg. XXVI, 27. Auso, forma latina per oso, ar- :

Audienza, l'atto di udire, d'ascol* dito, che osa, Par. XXXII, 63 nulla

tare, Par. XI, 134. Voce antiquata.


volontade è di più ausa.
Aiutivi., voce latina per: udii, in Ausonia, nome antico dell' Italia

grazia della rima, Inf. XXVI, 78. — inferiore, il regno di Napoli ,


Par.

Particip Audilo, v. Udito. Vili, 61.

Augelletto, dimin. di augello, Austerich, per: Austria, Inf.


Purg. XXVIII, 14; XXXI, 61. XXXII, 26; lez. adottata dall'Aldo

Augello, dal lat. aucella, avicula, (1814). La Cr., Landino, Vellutello,


uccello, Inf. IH, 117, dove è indicato Daniello da Lucca, Dionisi, Costa, VI-

specialmente il falco. — Al pi. Au- viani, Foscolo e l'ediz. di Firenze,

Purg.
gelli, XVIII, 73; XXI1I, 1; V Aldina (1503) e 1' Antico leggono
XXVII, 15 - e Augei, Purg. XXIV, Austericchi. La Nidob. e Lombardi

64. Osterricchi, e alcuni ms. Ostericch. La


lez. della Cr. mi sembra da
Augosta, v. Augusto. preferire,

Augurarsi, v. Agurarsi. e ogni caso deesi conservare la de-


in

sinenza tronca che richiedono il verso


Àugure, indovino, Inf. XX, 110.
l'

e l'immagine.
Augusto, nome proprio. Primo
imperatore romano, Inf. I, 71. La Cr. Austro, nome latino Auster, il

legge Agusto come pronunciavasi an-


vento meridionale, Purg. XXXII, 99.
ticamente, Purg. XXIX, 116. — Nome Autore, fattore, in questo signif.
appellativo: l'Imperatore, Inf. XIII, Dio è chiamato verace autore, Par.
68. —
Augusta, titolo d'onore che XXVI, 40, come autore della Sacra
davasi alle madri, mogli, sorelle e Bibbia. — D. chiama Virgilio : il suo
figliuole degli iropp. rom. e che D. autore, Inf. I, 85, cioè: la fonte alla
dà alla Madonna, Par. XXXII, 119. quale aveva attinto, il suo modello.
— Add. insignito della dignità impe- Autorità, Autoritarie e Au-
riale, Par. 136, dove Augosta è
XXX, toritate, l'autorità della parola di-
posto in rima per: Augusta; la Cr. vina opposta alle ragioni umane,
,

legge Agosta. Par. XXVI, 26 e 47. — Autoritade


Aula, voce latina per :
corte, Par. forma antica e poetica questa voce:
di

XXV, 42. l'esteriore, la presenza che incute il


Àulide, porto della Beozia d'onde rispetto, la dignità, Inf. IV, 113.
Autunno Avere. 17

Autunno. Inf. Ili, 1 12 d'autunno, Avaro. Inf. XV, 68 ; XVIII, 63.


nel tempo dell'autunno. Purg. XIX, 113 ; XX, 106; XXII, 32.
Avacciare, d'origine incerta, Par. Vili, 77.
voce antiquata, affrettare per es. — Ave, prima parola della saluta-
il respiro, Purg. IV, 116. — Allac- zione angelica (san Luca, i, 28), Purg
ciarsi, affrettarsi, Purg. VI, 27. X, 40. Par. Ili, 121 XVI, 34. Ave ;
-
Ai accio, avv. voce disusata, pre- Maria, Purg. XXXII, 95. Ave Ma- —
sto, or ora, Inf. XXXIII, 106. Più — ria gratta piena, Par. XXXII, 95.

avaccio, Inf. X, 116, più sollecita- Avello, forse dal lat. alvus, alveo-
mente. — Più prontamente, Par. lus ;
la tomba, Inf. IX, 118 ; XI, 7.
XVI, 70. Aventino, uno dei sette colli di
A valle, v. A. Roma, Inf. XXV, 26.
Avante,lat. ab-ante, avv. che ha Avere, lat. habere. Come ausiliare
questa desinenza soltanto in rima ;
che serve alla coniugazione di tutti

avanti, davanti, Inf. V, 138; XIII, 31 ;


iverbi transitivi e a quella di molti
XVIII, 128 ; XXXIV, 16. Purg. II, 76; verbi neutri, si trova ad ogni pagina.
XXIX, 73. -A tal punto, Purg. XI, È pure frequentissimo nel signif. di :

64. — Con che, avantichè, Inf. XVI, avere, possedere, come Inf. I, 97 ; II,
7. Purg. VII, 32. — Più avante, più 78; III, 42. Purg. XX, 148. Par. I,

su, Purg. XXI, 52. La forma più ordi- 120; XVII, 140; XXIV, 85, ec. ec. —
naria è :
Significati più speciali di questo ver-
Avanti. Inf. Vili, 66 ; XXI, 74 ;
bo : — Ha, vi è, Inf. VII, 118. — Avea,
XXXI, 29 e 112. Purg. X, 49. Par. Ili, Inf. IV, 26. Par.XV, 106. - Come in
22; XXV1I,75. Con che, Inf. Ili, - tutte le lingue romanze avere signi-
119; Vili, 55; XV, 51. Purg. IX, 125. fica anco : aver male. — Che hai tu?
— Farsi avanti, Inf. XXI, 92. Purg. Inf. XXXII, 106; XXXIII, 51. -
XXXI ,
131 , avanzarsi — e trarsi Aversi al modo italiano per : avere.
avanti, Purg. XXVIII, 46. Che alcun schermo t' haia Inf. XXI,
Avanzare, il
generale
signif. più 60, cioè : che tu abbia per te alcun
di questa voce è : essere o andare al riparo.
— I verbi reciproci prendono
di là ;
onde i
signif. parziali di questo per ausiliare in italiano il verbo es-

verbo. Nell'attivo: avanzare, spi- sere, del quale fa raramente le veci


gnere, Inf. XIX, 71. Purg. IX, 91. — il verbo avere, come Inf*. XXXIII,
Dare un vantaggio sopra..., distin- 33. Par. Vili, 43. - Il verbo avere
guere, Inf. IV, 78. — Sorpassare in ha conservato per l'uso poetico al-

celerità, Inf.
XXII, 128. Purg. XIII, cune forme antiche come al pre- —
24. — Generalmente, Inf. XXV, 12. sente, Abbo per: ho, Inf. XV, 86;
Purg. XXVI, 120. Par. XVIII, 60. — XXX1I,5— ha! secondo la lez. della
In signif. neutro, avanzare, Inf. XI, Cr. per: hai, Purg. Ili, 144; VI, 147*
108. —
Avanzare, stendersi al di fuo- sarebbe senza dubbio meglio scri-
ri, Purg. XII, 24. — Avanzarsi, pro- vere hai :

honne per ne ho, Purg. :

gredire, Purg. III, 145. XX XIII, 93 — avemo e avem per: ab-

Avanzo, guadagno, vantaggio, biamo, Inf. XXII, 70; XXIII, 23;


risparmio, Purg.XXXI, 28. XXVI, 70. Purg. IV, 86; XXII, 70;
Avarizia. Inf. VI, 74; XIX, 104. XXXIV, 69. Par. Ili, 72. — All'im-
Purg. XIX, 115; XX, 82; XXII, 34. perfetto, Avea per: aveva alla prima
48 Avere Avvallare.

e alla terza persona, è in poesia più rere, Inf. XVI, 124. — Avere in di-

frequente della forma regolare e tro- spitto, Avere in dispregio, v. sopra. —


vasi in ogni pagina.— Aveiper ave- : Avere in grado, gradire, accettare vo-
vi, Inf. XXX, 110.
— Avén per: avea- lentieri, Inf. XV, 86. Avere in ira, —
no, avevano, forma adottata dalla Gr. essere sdegnato contro... Inf. XI, 74.
mentre la maggior parte delle altre Purg. V, 77.
— Avere in odio, odiare,
ediz. hanno avean; negli antichi mss. Inf. XIII, 8. — Aver loco, Par. XXV,
trovasi avean con un punto sotto Va 123. - Non aver luogo, non servire a
per indicare che non si pronunciava. nulla, Inf. XXI, 48. Par. XXIV, 81.

Questa forma trovasi, Inf. XXXIV, — Aver man violenta, esser manesco,
49. Purg. XXXII, 4, e più spesso.
— Inf. XI, 40. — Aver mestier, esser ne-
A né no, Avién per: avevano, Inf. XXII, cessario, Inf. II, 67. Par. Vili, 83.

144; XXXII, 42, e spessissimo.
— Aver nome, esser nominato, Inf. VII,
Al perfetto. Ei o hei per: ebbi, in pa- 106; Vili, 68. — Avere onde, aver ra-
recchi mss. Inf. 1, 28 Corri éi posato un gione Purg. VI, 136. Par. Vili, 55.
di...

poco, dove la Vulgata legge Poich' ebbi — Aver per fermo, tener per certo,
riposato.
— Al condizionale. Averei assicurane, Inf. XXIX, 63. — Aver
per: avrei, Inf. Ili, 56. — Averebbe per figliuolo, avere, tenere alcuno co-
per: avrebbe, Inf XIII, 49. Purg. me figliuolo, Inf. XXIX, 117. — Aver
XXX, 117, forme primitive e in so- per meno, fare minore stima ,
Par.
stanza più regolari di quelle sanzio- XXII, 137. —
Aver riguardo in uno,
nate dall' uso. —
Avria per: avrebbe, aver rispetto ad alcuno, Par. XVII,
Purg. VIII, 81.
— Avrian per: avreb- 73. — Aver voce, aver la riputazione,
bero, Inf. XXXII, 30. —
Averian essere accusato di... Inf. XXXIII, 85.

per: avrian, avrebbero, Inf. XIX, 27; Avere, sost., il bene, le ricchezze,

XXXI, 64. —
Presente del congiun- il possesso, Inf. XI, 35; XII, 105;
tivo, Aggi per: abbia seconda pers., XIX, 55 e 72-
Par. V, 127. — Aia o haia per: abbia Averrois, in arabo Ibn Rasch, ce-
seconda pers., Inf. XXI, 60 — terza lebre filosofo arabo, commentatore di
pers., Par. XVII, 140.
— Aggio, per : Aristotele ;
morì nel principio del xm
abbia terza pers., Purg. VI, 102. — sec.Inf. IV, 144.
All'imperativo. Aggi per: abbi, Purg. A verso, lat. aversus, e non avver^
XXXIII, 55. —
Il verbo avere con- so, come legge la Cr. Par. XXXIII,
giunto a sostantivi con o senza pre- 78, distolto, rivolto altrove. L'ediz.
posizione serve a formare le seguenti del Cornino (1727) ha già corretto que-
locuzioni : Avere a disdegno, Inf. X, sto errore.
63. — II medesimo senso è espresso A vicenda, v. A.
con anco maggior forza da avere in Avicenna, in arabo Ibn Sina, ce-
disdegno, Inf. XIV, 69 avere in di- ;
— lebre filosofo arabo autore d' un
,

sputo, Inf. X, 36 ;
— avere in dispregio, commento sopra Aristotele ;
morì nel
Inf. XXIII, 93. — Avere a mente, ram- 1036, Inf. IV, 143.
mentarsi, Inf. IX, 34. Purg. XVIII, A vicino. A voler. A volo. A
75. — Avere a vicino, avere vicino, vèto. v. A.
Inf. XXV, 30. — Aver caro, far caso Avolo. Par. XVI, 63.
d'una cosa, Par. Vili, 89, v. Caro. Avvallare, lat. ad-vallis, v. att.
— Aver faccia, aver sembiante, pa- abbassare, Purg. XIII, 63; XXVIII,
Avvalorare — Avviticchiare. 49

57. — Verb. neut. discendere, Purg. Par.


XXVII, 28.- Nel signif. morale,
Vili, 43.

Avvallarsi, d'un fiume, opposto, nemico in politica, Inf. X,
discendere, Inf. XXXI V 45. In si- ,
- 46. -
Nel luogo del Par. XXXIII, 78,
gnif. fìg. il giudizio di Dio non si ab- bisogna leggere averso, v. ivi.
bassa, non si piega, non si modera, Avverso, avv., contro, Par. 11,63.
Purg. VI, 37. V. Divallarsi. Avvicinarsi, esser presso, vicino
Avvalorare, da valore, dar forza ad... Purg. XIV, 5.
di render capace, degno, Par. X, Avvincere, dal lat. vincire, cir-
93. condare, cingere, abbracciare, legare,
Avvalorarsi, fortificarsi, Par. Inf. XVII, 96 ; XXV, 52. Purg. II, 80.

XXXIII, 112. — Al particip. avvinto, cinto, Inf. IX,

Avvampare, da vampa, ardere,— 42; XXXI, 88. Quantunque ne la Cr.


di zelo, Purg. Vili, 84 ;
— di amore, né Mastrofini non ammettano il verbo
Par. XXV, 82. awincire, io sono persuaso che tutte
Avvantaggiarsi,da vantaggio, leforme avvinsi, avvinse, avvinto non
esaltarsi per vantaggi, Par. VII, 76. possono esser derivate dal lat. vince-
Avvantaggio. Par. XXVI, 31. re,ma da vincire, e che per conse-
La Nidob. e più mss. leggono vantag- guenza sia necessario ammettere il
gio, v. ivi. verbo italiano awincire analogo di :

Avvedersi, accorgersi, Purg. IV, avvinchiare o avvinghiare.


9 e 58. Avvinghiare, v. Avviincere, ab-
Avvegnaché o Avvegna che, bracciare, Inf.XXXIV, 70. — Per:
da avvenire ; quantunque, Inf. XXV, avvinghiarsi, cingersi, Inf. V, 6.

145; XXXIII, 100. Purg. Ili, 1 ; XII, Avvisare, tutti i


signif. di questo
8 XIII, 109; XXVIII, 31 e 134. Par.
;
verbo fondansi sopra quello di ve- :

XVI, 131 ; XVII, 23; XX,6Qe79. dere onde aver la mira, cercare,
; :

Avvenire, accadere, Inf. IV, 28. Inf. XVI, 23


XXIV, 28. - Riguarda-
;

Purg, XXIV, 60 ; XXXIII, 28. - Im- re, considerare, Purg. X, 71. Par.
personale, accade, Inf. XXX, 146; XX1II,90. — Accorgersi, penetrare,
XXXI, 24. Par. 11,83. Purg. XIX. 84. —
Esser di parere,
Avventarsi , frequentativo di d'opinione, Purg. V, 35.
avvenire; precipitarsi, scagliarsi so- Avviso, — Per mio
l'opinione.
pra... Inf. XV, 5; XXIV, 98. Purg. avviso, secondo mio pare.re, Purg.
il

XXXII, 118. XIII, 41 ,


e nel medesimo signif. a mio
Avverare, dal lat. verum, prova- avviso, Purg. XXIX, 80
— e secondo
re, Purg. XXII, 31. Sostenere co- — mio avviso, Par. VII, 19. — Nelle due
me vero, Purg. XVIII, 35. locuzioni m'era avvisi, Inf. XXVI, 50,
Avversario, il nimico, Inf. Vili, e mi fu avviso, Inf.107, nonXXVII,
115; XXII, 45. Purg. XIII, 116. -Dio pare che si abbia a spiegare avviso
è detto avversario d' ognimale, Inf. II, per: avvisato, io m' ero accorto ma ;

16. Nella rima questa voce ha spesso che si debbano considerare queste
la forma avversaro, Inf.
Vili, 95 XI, ; espressioni come antichi gallicismi
20, dove V antico avversaro è il diavo- nel modo che dicevasi anticamen-
lo ;
come anco, Purg. XIV, 146. te : mie avviso, per: io sono d'opi-
Avverso, lat. adversus, add. oppo- nione.
sto. — Nel signif. fisico, Inf. IX, 68. Avviticchiare, annodare, attor-

4
60 Avvivare — Bacchiglione.

cere come la vite o l' ellera si appicca delissimo. Morì, per causa delle sue

agli alberi, Inf. XXV, 60. ferite, in prigione nel 1259 dopo la

Avvivare, vivificare, Purg. XXV, sconfitta di Soncino. (V. Muratori ,

50. La Cr. legge ravviva che è contro Annali ad ann. 1259.)


d' Italia,

il senso la Nidob. e i
migliori mss. Azzurro, sost., un oggetto azzur-
hanno avviva
;

— nel medesimo signif. ro, Inf. XVII, 59.



Add. Inf. XVII,
Par. 140; IV, 120.
II,
— Per est., 64.
delle stelle che avvivano il cielo, Par.
XIII, 5.
— Avvivarsi, vivificarsi. Purg. II.
XVIII, 10. Par. XVI, 28; XXIII, 113;
XXXI, 128. B. Par. VII, 14 B e Ice, elemen-
Avvocato, il difensore, il patroci- ti di Bice, contratto del nome Bea-
natore. — L' avvocato de' tempi cristia- trice. L' intendimento di D. è que-
ni (bisogna legger tempi e non templi), sto : Il rispetto che s' impadronisce di
Par. X, 119, è Paolo Orosio coetaneo me al solo suono di questo nome, an-
di sant'Agostino, che lo indusse a co quando si enuncia per metà o mu-

scrivere la sua Historia adversus pa- tilato.

ganos, in sette libri, che ha per fine Babbo. Inf. XXXII, 9, voce dei
di difendere il cristianesimo contro bambini ancora balbettanti che non
le accuse de' pagani. Alcuni inter- sanno pronunciare la parola padreA
preti hanno falsamente creduto che Babilon Nidob. o Babilonia,
per questo avvocalo D. abbia inteso Cr. Par. XXIII, 135. La vita ter- —
parlare di sant'Ambrogio. rena è detta in questo luogo un esi-
Avvolgere, verb. att. Inf. XXXIV, glio di Babilonia.
132, un ruscello che corre serpeg- Baccelliere. Par. XXIV, 46. Vo-
giando. — Avvolgersi, attorcersi, Inf. ce d'origine quasi ignota, derivan-
XXV, — Al particip. Avvòlto, at-
5. dolo alcuni da baculum o il bastone
torto, delle vele d'una nave, Inf. che davasi ai Baccellieri come inse-

VII, 14 ;
— di serpi ravvolte, Inf. gna di loro dignità ; altri derivan-
XX, 44;
— dei capegli ravvolti alla dolo da bacca lauri per dire in- :

mano, Inf. XXXII, 103. — Gambe av- coronato d'alloro. Pretermettonsi al-
volte, mal sicure, vacillanti, Purg. tre etimologie ancora più sospette. II

XV, 122. Baccelliere era uno scolare che aveva


Azzo (ITgolin d'). Purg. XIV, finito il suo corso e poteva aspirare
105. Persona tanto poco nota che alle dignità accademiche superiori,
Benvenuto lo crede della illustre fa- come il dottorato. Nel luogo citato il
miglia degli Ubaldini di Firenze ;
Baccelliere è il Difendente, e il Mae-

1' Anonimo invece e Pietro di Dante stro è il Presidente in una disputa ac-
Io dicono cittadino di Faenza ;
il che cademica.
mi sembra più probabile. Bacchiglione, fiume dell' Italia

Azzolino, più comunemente det- superiore che passa per Vicenza.


to Ezzelino da Romano, conte di Ona-
Quegli che Fu trasmutato d' Arno in
ra, vicario imperiale della marca di Bacchiglione, cioè di Firenze a Vi-:

Treviso, uomo violentissimo e cru- cenza, Inf. XV, 113, fu Andrea dei

1 In Toscana è voce famigliare usata non meno dagli adulti e da' vecchi che da' bambini.
Bacco — Balestrare. 54

Mozzi arcivescovo di Firenze che D. nel signif. proprio, Purg. XXXI, 103
accusa di pederastia. Benvenuto al- per :
umettato, Inf. XXX, 92.
lega alcune delle inezie che costui in- Bagnoregio, ora Bagnarea, bor-
farciva nelle sue prediche. go nei dintorni del lago di Bolsena,
Bacco, lat. Bacchus,Pmg. XVIII, patria di san Buonaventura, Par. XII,
93. Par. XIII, 25. Nella rima D. — 128.
si serve della forma Baco, Inf. XX, Baialo, lat. bajulus, quegli che
59 ;
la città di Baco è Tebe nella porta, il portatore, Par. VI, 73. Per
Beozia. baiulo seguente D. accenna l' imp. Au-

Baciare, dal lat. badare, Inf. V, gusto, secondo che portò l' aquila
134 Vili, 44.
;

Baciarsi, baciare uno romana come insegna della dignità
1' altro , baciarsi vicendevolmente, imperiale.
Purg. XXVI, 32; XXXII, 153. Baiaselo, o rubino balascio, che
Baco, v. Bacco. ha un color più chiaro del rubino
Bada, v. A bada. propriamente detto, Par. IX, 69.— Si
Badare, come il francese béer, suppone derivato questo nome da
fon/er, onomatopeacheesprime l'aper- certa parte delle Indie orientali ove
tura della bocca di quello che guarda furono primamente trovate queste
con istupore; guardare, considerare pietre preziose.
attentamente, Purg. IV, 75. Badar — Balbo, impedito della lingua, Par.
sottilmente, Par. VII, 88. XIX, 7.

Badia, per: abbadia (questa afe- Balbutire o Balbuzzire, se-


resi dellaprima sillaba delle parole è condo il
latino, la forma più italiana
frequente in italiano e ne troveremo è :
balbettare, Par. XXVII, 130 e 133.
parecchi esempi), Par. XXII, 76. Baldanza, dall'antico ali. bahì,
Bagnacavallo, borgo e castello bold, audace; l'arditezza, l'audacia,
della Romagna non
lungi da Ravenna, Inf. VIII, 119.
che a' tempi di D. aveva i suoi conti Saldezza, altra forma di: Bal-
propri, Purg. XIV, 115. danza che ha il medesimo signif. ma
Bagnare, dal lat. balneum. — antiquata, Par. XVI, 17; XXX11, 109.
Nel signif. flg., della pioggia, Purg. Baldo, ardito, coraggioso, Par.
Ili, 130 ;
— del mare che bagna le co- XV, 67.

ste, Inf. IX, 114; XXVI, 105; - d'un Baldo il- Aguglione, v. Agu-
fiume, Inf. XXVII, 52. Purg. XXVIII, GLIONE.
62. Par. IX, 47; —
delle lagrime, Inf. Balena , lat. balama, cetaceo ,

XX, 6 e 24. Purg. XIII, 84. Bagnar - Inf. XXXI, 52.

di sudore, Inf. Ili, 132. Di bambini — forse dal greco <j>a-


Balenare,
che umettano la lingua poppando, Xfipòs,candido, lucido, o q>ào, splen-
Par. XXXIII, 108. Bagnarsi, detto
— dere, brillare, lampeggiare. Nel —
per ironia, delle anime fitte nella signif. prop. Inf. XXII, 24. Purg.
ghiaccia del Cocito,Inf. XXXIII, 156. XXIX, 18. —In signif. attivo, sfolgo-
— Per est., un luogo bagnato dalle la- rare a guisa di baleno, Inf. 111,134.
grime che vi cadono, Inf. XX, 6. — — Come sost. il lampo, Purg. XXIX,
Un monte che si bagna delle scaturi- 19.

gini che ne discendono, Inf. XX, 64, Baleno, il lampo, Par. XXV, 81.

v. Apennino. — Particip. Bagnato — Balestrare, dal lat. ballista o


52 Balestro — Baratteria.

ballislra, greco pàUo, scagliare, Inf. propriamente uno sporto, un terraz-


XIII, 98. Purg. XXV, 112. zino, o roccie sporgenti. Final- —
Balestro, la balestra, Inf. XXXI, mente in genere roccie che formano
:

83- Purg. XXXI, 16. sporti o ripiani, Inf. XI, 115; XXIX,
Balia, dal lat. bajulus onde sono 93. Purg. IV, 47 ; VII, 88 ; IX, 50 e 68.
derivati :
bàiulo, bàlio, bailo e la vo- Banco, bant.
dall" ali. Nel si- —
ce francese bailli; la nutrice, Par. gnif. prop. banco o panca sulla qua-
il

XXX, 141. — Per astrazione si è for- le è assiso l'uditore, Par. X, 22. —


mata la voce :
Balia, l'
autorità, il po- per: grado, Par. XXXI, 16.

tere, Inf. XIX, 92. Purg. I, 66. Banda, dall'ali, band; il lato,

Ballare, dal basso latino ballare, Inf. XVIII, 80. Purg. XIII, 79.
greco |3aUw, paUi^o, danzare, Purg. Bando, dall' ali. bann, che ha due
XXVIII, 53. —
Per derisione dei dan- signif. principali: 1. l'estensione
nati che si agitano nella pece bollen- della giurisdizione, il distretto (v.

te, Inf.
XXI, 53. Abbandonare) onde Bando, ;
V esclu-

Ballo, la danza, Purg. X, 79. Par. sione, l'esiglio, XV, Inf. 81 posto in

XXV, 103. bando dell' umana natura, cioè : esclu-


Balzo. Dopo matura considera- so. — Uscir di bando, ritornare dal-
zione io credo che :
balzo, balco e l'
esiglio, Purg. XXI, 102: - 2. la

balcone, differiscano soltanto nella pubblicazione, l'ordine, l'editto,


forma, ed abbiano in sostanza un me- principalmente quando si fa per pub-
desimo signif. e provengano dall' ali. blico banditore onde ;
11 novissimo
balleu, trave, che significa propria- bando, grida, l'appello dell'Uni-
la

mente un balcone o finestra a sporto. versale Giudizio, Purg. XXX, 13. —


In questo signif. gl'Italiani valgonsi La pubblicazione, la rivelazione. Par.
della forma balcone, come vedesi in
:
XXVI, 45. — Per ultimo, Par. XXX,
Petrarca (Canz., parte n, canz. iv, 34, per est., la voce, il suono della
st. 3) Standosi ad unbalcone, e in Tas- poetica tromba.
so (Gerusalemme Liberata, e. ix, st. 74) Bara, dall' ali. bahre, Par. XI, 117.
L' aurora intanto purpureo volto il bel Bàratro, voce latina; * la vora-
Già dimostrava dal sovran balcone. E gine, 1' abisso, Tnf. XI, 69. In questo
precisamente come pure gli Spa- luogo l'Inferno è detto bàratro. :

gnuoli dicono La rosada aurora por


:
Baratta, la baruffa, la contesa,
las puertas y balcones del manchego Inf. XXI, 63.
horizonte a los mortales se mostraba Barattare, voce usitatissima nel
(Cervantes, DonQuixole,\\b. i,cap.2). lat. del medio evo e conseguentemen-
Ed è pure precisamente in questo si- te in tutte le lingue romanze ma la
gnif.che D. dice, Purg. IX, 2 La con. cui origine è ignota ; il signif. princi-
cabina di Tilone antico Già s'imbian- pale è quello di far baratteria, truffa-
:

cava al balco d' oriente, giacché si dèe


re, giuntare. D. l'usa in signif. di: truf-
legger balco con alcuni mss. invece di fare nei traffichi, Par. XVI, 57.
balzo. Quest* ultima forma che trovasi azione di quello che
Baratteria,
più volte nella D. C. sembra indicare abusa del suo officio per vendere la

i Non è voce latina, ma greca :


0apa^pov, che era una fossa profonda ad Atene ove
precipitavansi i condannati.
Barattiere — Basso. 53

giustizia, e pagare di quello sa-


si fa morto nel 1190. D. lo dice il buono,
rebbe suo debito fare gratuitamente, forse per ironia, alludendo a Milano
Inf. XXII, 53. da esso distrutta nel 1162.
Barattiere, colui che fa barat- Barbuto, che ha molta barba, uo-
teria, impiegato venale, Inf. XXI, 41 ;
mo maturo, Purg. VII, 102.
XXII,87e136. Il Barattiere è rispetto Barca. — Nel signif. prop. Inf.
ai negozi mondani quello che il Simo- VIII, 25. Par. II, 1. - Per est. Purg.
niaco è rispetto agli ecclesiastici. Le XII, 6 pmgert sua barca, cioè spin- :

voci barattiere, baratteria, ec. sono gere mandare avanti affrettarsi,


, ,

antiquate. Par. II, 1 ; Vili, 80 ; XVI, 96 XXIII,



;

Baratto, per: barattiere, Inf. XI, 67. La Navicella di san Pietro per
60. la Chiesa, Par. XI, 119.
Barba. Inf. VI, 16 ; XII, 78 ; XX, Bari, città marittima della Puglia
107;XXI1I,113. Purg. 1,34; XXXI, nel regno di Napoli, Par. Vili, 62.
68 e 74. In quest'ultimo luogo Bea- Barone, titolo di nobiltà. — Il

trice dicealza la barba per dire


viso, : gran barone, Par. XVI, 128, è, se-
volendo rimproverare a D. certe condo Giovanni Villani (lib. iv, e. 2)
leg-
gerezze sconvenienti ad uomo della e gli antichi commentatori, il barone
sua età. Ugo, creduto da Villani appartenere
Barba (il), nel lat. del medio evo ai margravii di Brandeborgo (?), il
barba e barbanm, zio.
Quegli di cui quale, regnante Ottone III, fu vicario
parlasi nel Par. XIX, 137 è don Gia- imperiale in Firenze, e morì nel 1006,
como re delle Baleari, figliuolo di dopo aver fondate diverse Badie (di-
Giacomo I re di Aragona e il fratello ;
cono: sette], e conferito l'ordine
è Giacomo II re di Aragona fratello di della cavalleria a più famiglie di Fi-
Alfonso III, di cui è parlato nel
Purg. renze, che avevano inquartato nel
VII, 115. loro lo stemma di lui. Secondo —
Barbagia. Tutti gli antichi spo- l'usanza del medio evo, D. dà pure
sitori si accordano in dire che Barba- il titolo di Barone ad alcuni santi,
gia era nome d'un monte o distretto come a san Pietro, Par. XXIV, 115;
montuoso della Sardegna, i cui abita- a san Giacomo, Par. XXV, 17.

tori, non soggiogati da' Genovesi Barucci, antica famiglia nobile


erano di barbari e disonesti costumi di Firenze, Par. XVI, 104. .

Purg. XXIII, 94 e 96. Basilica, la chiesa regale, la cat-


Barbariccia, nome di uno dei tedrale. D. 1' usa per est. a indicare
diavoli della quinta bolgia di Male la chiesa trionfante nel cielo, Par.
bolge, dove sono puniti i barattieri XXV, 30, o generalmente la Corte
Tnf. XXI, 120
XXII, 29, 59 e 145. Il
; celestiale.
nome indica una baiba arruffata e Bassarc, per: abbassare — il

ricciuta.
volto, Inf. XVIII, 47.
Barbaro, nel signi f. che i Greci Bassissimo, superlat. di basso,
e i Bomani dicevano barbari
: i fore- Inf. XXIV, 38.
stieri, Purg. XXIII, 103. Par. XXXI, Basso, add. dal lat. del medio
31. evo bassus, forse da basis. — Nel si-
Barbarossa. Purg. XVIII, 119. gnif. fisico, Inf. I, 61 ; XXVI, 128:
L'imp. Federigo I detto Barbarossa, XXXII, 17. Purg. I, 114; IV, 55;
54 Basso Battezzato.

XVII, 12; XXX, 5. Par. XXI, 108. - Battaglia, dal lat. del medio evo
Pie basso, Inf. I, 30;
— degli occhi ballualia e battalia, esercizi de' gla-

bassi, Inf. Ili, 79;


— della fronte, diatori, de' soldati ec— Non si trova
Purg. V, 90, — dei capucci che co- nella D. G. senonchè in un signif.
prono gli occhi, Inf. XXIII, 61. — d'est, il combattimento, la pugna
Mondo basso, V Inferno, Inf. Vili, 108. contro la debolezza del corpo, Inf.
— Basso Inferno, la parte inferiore XXIV, 53. — Combattimenti spiri-
dell'Inferno o città di Dite, opposita tuali, Purg. XVI, 77. Conflitto de- —
alla parte superiore ove sono puniti i
gli occhi contro la soverchia luce,
peccati meno gravi, Inf. Vili, 75; Par. XXIII, 78.
XII, 35. — Delle stelle propinque al Battere, lat. batuere, percuotere.
tramonto, Purg. Vili, 92. —Sangue — Nel signif. prop. Inf. Ili, 111 :

basso, parlandosi della parte ove il XVIII, 36 e 124. —


Per punire, Purg.
lago del sangue era men profondo, XIV, 151 XIX, 61.
;
Per est. la -
Inf. XII, 124. — Profondo, Inf. IX, 28; pioggia batte, Inf. XI, 71. L' onda —
XVI, 98. —Per voce bassa, Purg.
est. batte la riva, Purg. 1, 101 .
— Battere
XXV, 129. — Condizione bassa, de- moneta, Inf. XXX, 89. — Nel signif.
caduta, Purg. XII, 62; XVII, 117. - flg. battere il grano, Par. XIII, 36. —
Debole, insufficiente, Par. X, 46. — Batter l'ali per: volare, Inf. XXII,
Nel signif. morale, basso, volgare, 115; XXVI, 2. Battéo per — battè, :

comune. — Bassa voglia , piacere Purg. Xll, 98. —


Batter l'ali in basso,
abbietto, indeguo, Inf. XXX, 148. — Par. XI, 3: Io non credo che ciò si-
Vita bassa, ignobile, abbietta, Inf. gnifichi : abbassare il volo verso la

Ili, 47. terra, ma


piuttosto: batter le ali ra-
Basso, avv. Inf. V,110; XX, 10. sentando la superficie della terra, co-
Purg. 55 IV, 108 VII, 133 XI,
Ili, ; ; ;
me fanno le rondini. — Non battere
54. — Parlar basso, con voce bassa, ancude, Par. XXI V,1 02, figuratamente
Purg. XX, 118. — In basso, v. In. per indicare operazioni sopranaturali.
Basso, sost., il basso. Par. XIV, — Particip. Battuto, nel signif. prop.
109. Inf. XVI, 24. — Per est., punito, Par.
Bastardo , d' origine incerta , IX, 45.
— Battersi petto, in segno di
il

Purg. XIV, 99, in questo luogo vale :


contrizione, Purg. VII, 106. Bat- —
degenerato. tersi V anca,per dolore, Inf. XXIV, 9.

Bastare, verb. impers. d'origine — Battersi a palme, percuotersi con le


incerta, Inf. XI, 20; XVIII, 98; XXIX, mani per dispetto e furore, Inf. IX, 50.
89; XXXII, 107. Purg. I, 93 ; XIX, Batter «I* occhi, sost., il chiu-
61; XXV, 136; XXVIII, 84. Par.I, dersi e aprirsi istantaneo delle palpe-
71 ; IV, 122 V, 78 XXXII, 66 e 76.
; ; bre, Par. XX, 147.
— Non bastare, Inf. IV, 35 ; XVIII, Battésimo, per battesimo, lat. :

109; XXIV, 56. Purg. XXII, 60. Par. baptismus, Inf. IV, 35. Purg. XXII, 89.
XXXIII, 123. Par. XX, 127; XXV, 9; XXXII, 83.
Basterna, voce latina, lettiga a Battezzare, verb. — Come sost.
ruote. D. l'usa per il carro mistico Dinanzi al battezzar, prima della in-
sul quale gli Par.
apparve Beatrice, Purg. stituzione del Battesimo, XX,
XXX, 16.
129.
Batistéo, v. Battistéo. Battezzato, sost. e al pi. Par.
Battezzatola — Beati. 55

XXVII, 51 per dire : i Cristiani. — Battista. Malamente la Ci*. scrive

Non battezzato, che non ha ricevuto Batista, poiché questa voce viene dal
il battesimo, Par. XIX, 76. lat.Baptista. San Giovanni Battista,
Battezzato!*?, quegli che bat- Purg. XXII, 152. È il patrono di Fi-
XIX, 18. Tutti gli antichi
tezza, Inf. renze, lnf. XIII, 143; d'onde la di-
commentatori Jacopo della Lana
,
zione la lega del Battista, Inf. XXX,
,

Benvenuto, Landino, Vellutello, dove 74, parlando del fiorino fiorentino co-
è detto Fatti per luogo de' battezzatori niato con l'impronta di san Giovanni

s' accordano nello sponere fatti a :


Batista. —
// Battista, Par. XVI, 47 è

uso dei preti che battezzano idest posto per: il Battistero di Firenze,
sacerdotutn ibidem boptizantium dice
;

che è accosto alla cattedrale. Le —


Benvenuto. Siccome nell'antica Chie- circostanze del di lui martirio sono
sa battezzavansi bambini soltanto in
i accennate, Par. XVIII, 134. V. Gio-
certi giorni prefissi dell' anno, per vanni.

prevenire ogni sinistro erano fatti Battistóo. Cr. Batistéo, forma an-
nelle sponde dei battisteri certi incavi tica per :
Battisterio, Par. XV, 134.
o pozzi dentro i quali ponevansi i Battuto, v. Battere.
preti, per non essere pigiati e impe- Bava, voce d' origine ignota, Inf.
diti dalla calca delle persone e per XXXIV, 54.
essere più prossimi all'acqua. Dice D. Be', v. Bello.
di aver rotto uno per di questi pozzi Beati ec. Via via che D. e Virgilio
salvare un bambino che vi era cadu- ascendono per i
gradi che conducono
to. Tale costruzione dei fonti battesi- ai vari ripiani del Purgatorio, odono
mali, demolita a Firenze nel 1576, si delle voci che cantano le Beatitudini
è conservata nel battistero di Pisa. 11 con le quali il Signore dà principio al
canonico Dionisi Verona fu primo di suo Sermone della Montagna (Eu. di
a proporre una nuova spiegazione, san Matteo, e. v). La maggior parte
cioè di leggere battezzatorii o battez- dei commentatori vogliono che que-

zalorj pi. di: battezzatorio, battiste- ste parole sieno cantate da vari angeli

ro, che non solo contradice al-


ciò guardiani dei gradi per i quali si
l' unanime testimonio degli antichi passa da un ripiano all'altro ma con- ;

commentatori che avevano co' propri frontando tutte queste allegazioni,


occhi veduta tale usanza, ma che por- appare manifesto essere stata inten-
terebbe oltreciò la lez. fatti in luogo zione di D. di evitare la monotonia.
di battezzatorii, diche non vi ha esem- — Alcuna volta sono voci, Purg. XII,
pio, laddove trovasi spesso per luoghi, 110, che cantano per modo da rendere
come nelle Chiose attribuite a Boccac- impossibile il propriare se tali voci
cio ;
la qual lez. convalida l'antica vengano dalle anime del ripiano che
spiegazione. Intorno alla quale non i
pellegrini hanno lasciato, o da quel-
rimane altro dubbio che la parola an- le del ripiano a cui ascendono. — Al-
negare, che non sembra applicabile a tre volte non è dubbio che i canti
quelli stalli o pozzi nei quali non do- vengono dalle anime che si lasciano
veva entrar l'acqua; ma annegare dietro, come
nel Purg. XV, 38 e

potrebbe per avventura aver il signif. XXII, 5. —


Più spesso ancora le pa-
di perire in genere, del che non
: role sacre sono cantate dall' angelo
mancano esempi. guardiano, come Purg. XVII, 68;
Bcalùudo — Beccaio.

XIX, 50; XXIV, 151 VII, ;


XX 8. - nel 1290 in età di circa 24 anni. Il

Oltreciò l'entrata dei Pellegrini nel poeta ha consecrato alla di lei memo-
ria un culto eterno; non contento di
Purg. è accompagnata da un Tedeum,
IX, 140, senzachè si sappia
chi lo can- porla fra gli eletti, 1' ha fatta simbolo
ta. —
Per ultimo, Purg. XXIX, 3, Ma •
della Teologia e della Bivelazione

tilde canta il primoversetto del Salm. Divina. È introdotta nella D.C. fino

xxxn (xxxi) Beati quorum leda sunt dal principio per ispedire Virgilio in
arrivo dei Pel- soccorso di D.,Inf. 70. Si mostra
peccata per celebrare V II,

legrini nel Paradiso


terrestre e il dipoi al medesimo sua glo-
in tutta la
della loro purificazione. ria sopra un mistico carro che figura
compimento
— Fra le Beatitudini che D. fa canta- la Chiesa e lo riprende de' suoi tra-

re, sonvene due che vogliono essere viamenti, Purg. XXX, 73. Dopo aver-
n'avean: gli rivelati destini della Chiesa, l'ac-
spiegate: Purg. XXII, 5 Detto
i

Beati, in le sue voci Con sitio (o


me- compagna nella sua peregrinazione
glio siliunt), e senz'altro
ciò fornirò, il per li cieli come sua guida e inter-
che sembra voglia significare, che prete; e lo lascia dipoi per riprendere
della beatitudine (Matteo, vi, 6) non il suo scanno fra gli eletti, ponendo
cantarono altro che le parole Beali in sua vece presso a D. san Bernardo,

qui siliunt justitiam, mentre che


il Par. XXXI, 39. —
Il suo nome è nel

rimanente di questo luogo è parafra- poema frequentissimo, Purg. VI, 46;


sato in italiano dall' angelo, Purg. XV, 77; XVIII, 73; XXIII, 128;
XXIV, 151, nelle parole Beati cui allu- XXVII, 36; XXX, 73: XXXI. 114;
ma Tanto di grazia, che l'amor del gusto XXXII, 85. Par. Ili, 127; IV, 13; VII,
Nel petto lor troppo disir non fuma, 16; XIV, 8; XVIII, 17; XXIV, 22;
Esur'iendo sempre quanlo è giusto, che XXV, 137; XXVII, 102; XXX, 14, e
corrispondono a Beati qui esuriunt più altre volte.
justitiam,quoniam ipsi satura.buntur. Beatrice. Purg. VII, 128, figliuola
Beatitudo, voce latina che D. di Baimondo Berengario conte di Pro-
usa per -.certo numero d' anime bea- venza, prima moglie di Carlo I d' An-
te, Purg. XVIII, 112. giò re di Napoli. V. Margherita.
Beato, add., felice, salvo, eletto, Beccaio, da becco nel signif. di :

Inf. 1, 120 ; II, 53 IV, 50 e 61 ; VII,


; capro; altri vorrebbero derivarlo da
94. Purg. II, 44 ; XIX, 50- Par. II, 129; burca; il macellaro, Purg. XX, 52.

IX, 20 XXI, 20;


; XXV, 127; XXVIII, Quantunque provato che Ugo Ca-
sia
110 ; XXXH, 98. — Per quello appar- peto non fosse figliuolo d'un beccaio
tiene a' beati, come beato scanno ec. di Parigi, è però noto che una oscura
Inf. II, 112. Purg. XXI, 16; XXXI, 97. tradizione e la fama popolare accor-
Par. XXV, 127 XXVII, 17
; Come - davansi con l' asserto di D. come ap-

interiezione beato te ! felice te !


Purg. parisce da quanto ne dice Giovanni
XXVI, 73 XXXII, 43. — Come
; sost., Villani (I. iv,
e. 4), il quale afferma
i
beati, Purg. XXX. 13, Par. Ili, 50; chiaramente che a suo tempo si cre-
XXXIII, 38. deva universalmente, che il padre
Beatrice, figliuola di Folco Por- di Ugo Capeto fosse un popolare di
tinaro, cittadino di Firenze, primo e Parigi, beccaio e mercatante di be-
supremo amore di D. Fu sposata al stiame. Di che si trova parimente ri-
cavaliere Simone de' Bardi e morì scontro in alcuni antichi romanzi.
Beccaria — Bcllisar. 57

Beccaria, secondo la Nidob., Aldo peri tre rostri; ma Pietro di Dante

gli storici lombardi; ovvero Bec- Benvenuto


e dice : Ille de tribus hircis, e

cheria, secondo la Cr. e Giovanni dice similmente cum tribus hircis. Pa-

Villani, il quale narra (lib. vi, e. 65) renti (Annot., ii, p. 24) accerta di più

che un abate di Vallombrosa della che lo stemma dei Buiamonti, quale


famiglia Beccheria di Pavia (secondo si conserva negli archivi di Firenze,

altri di Parma], legato del papa, fu ha figurati nello scudo tre capri. 2 _
decapitato a Firenze nel 1258, per Dar di becco, Purg. XX1I1, 30 per:
accusa d' aver cospirato co' Ghibellini mangiare.
allora cacciati della città, Inf. XXXII, Beila, sopranominato II Venera-
119. bile, monaco inglese dottissimo per
Becchetto, probabil mente dimin. quella età, autore d' una Storia Ec-
di Anticamente il cappuccio
becco. clesiastica e d' una Cronica. Morì nel
de' monaci 1 aveva, molte volte, ap- 735. Par. X, 131.
piccata alla punta una lista del me- Beffa, burla, scherzo che si fa ad
desimo panno che si avvolgeva intor- alcuno, Inf. XXIII, 14.
no al collo o alla testa. Dal luogo del Begli, Bei, v. Bello.
Par. XXIX, 118, sono indotto a cre- Belacqua, Benvenuto lo dice Bi-
dere che D. abbia posto la parte per lacqua e il Postillatore Cassinense Bi-
il tutto, becchetto, per: cappuccio, po-
velacqua, ambidue dicono che fosse
tendosi veramente nella punta di que- musico e artefice di strumenti musi-
sto nasconder qualche cosa. cali. D. lo trova fra
Negligenti del-
i

questa voce ha due signif.


Becco, l'
Antipurgatorio, Purg. IV, 123.
assolutamente diversi, becco o: capro Belletta, forse dal greco Tn\Xog f
dall'ali, boct, e becco: rostro, voce lutum; il
fango, Inf. VII, 124.
gallica, secondo Svetonio. — Nel si- Bellezza, da bello, Purg. XIV,
gnif. di :
capro, trovasi Inf. XXXII, 149; XXIX, 87; XXX, 128. Par.
50. — Nel signif. di :
rostro, Purg. XXIV, 19; XXVIII, 84; XXX, 19 e
XXXII, 44. Par. XX, 29 e 44. Ri- — 32. — D. dice, Purg. XXXI, 138 se-
mangono però due luoghi nei quali il conda bellezza quella che Beatrice ha
suo signif. non è ben definito, Inf. XV, acquistata nel cielo, per opposizione
72.Ma lungi fta dal becco l'erba, nel alla sua bellezza terrena.
quale però signif. di: rostro è più
il Bcllincion Berti, dell' antica
probabile —nel secondo luogo, Inf. famiglia fiorentina De' Ravignani con-
X V 11, 73 Che recherà la tasca coi tre sorti de' conti Guidi. Bellincione vi-
becchi, bisogna prima decidere se veva verso la fine del xn scc, Par.
nello stemma dei Buiamonti vi fosse- XV, 112; XVI, 99.
ro rappresentati tre rostri o tre capri. Bellisar o Bellisario, celebre
La maggior parte de' comentatori e capitano dell' imp. Giustiniano che ri-

Monti (Proposta, li, p. 101) opinano tolse l' Italia ai Goti, Par. VI, 25.

1 E anco de' secolari come apparisce da più antiche pitture.


2 Nel voi. n del Dante edito da Lord Vernon, vi è lo stemma de' Buiamonti e la notizia

storica della sua autenticità ;


e trovasi pur rappresentato nell' Album Dantesco dello stesso
nobile dantofilo alla tav. contenente le Borse o Tasche degli Usurai. Il che servirà a to-
gliere ogni dubbio.
58 Bello — Bene.

Bello, e precedente le consonanti trovandosi esempi della voce belva


semplici Bel,lnf. I, Me 87; li, 63; IH, presa in signif. d' animale domestico.
1

M; V, 101 ; XII, 68; XVIII, 55; XIX, Belzebù, Belzebub o Belzebuth.

17; XX, 61; XXIV, 138; XXXIV, 18, Il principe dei diavoli. D. per lo più
34 e 137. Purg. II, 8 e 75; III, 107; lo chiama Lucifero, Inf. XXXIV, 127.
VII, 45 ; Vili, 55 e 79 XII 88; XVI,
; , llt'iiaco, nome latino , lacus Be-
32; XIX, 101; XXII, 148; XXVII, nacus, ora detto Lago di Garda, Inf.
136; XXIX, 115; XXXI, 104. Par. II, XX, 63, 74 e 77.
28 e 130; III, 48; Vili, 2 e 15; X, Benché, cong. Par. 11,103; XXV,
71 e 109; XIV, 131; XV,
XII, 31; 138.

130; XVI, 3! XIX, 36; XXI, 138; ; Benda, dall'ali, binde, propria-
XXII, 154; XXIII, 71; XXVII, 137; mente: la fascia. D. l'usa per: velo,

XXX, 9; XXXII, 5, e frequente- Purg. XXIV, 43 Femmina è nata e

mente. — 1 dannati chiamano la vita non porta ancor benda, cioè è ancora :

terrena vita bella, Inf. XV, 57. — bambina. Sarà forse sempre impossi-
Wè bel per mi piace, Inf. XIX, 37.
:
bile determinare chi fosse la donna
— È bello, fia bello, è giusto, con- di cui D. vuol qui parlare. Alcuni
viene, è meglio, IV, 104. Purg.
Inf. credono che alludesse alla Gentucca
XXV, 43. Par. XVII, 68. Al pi. be- - (v. ivi), del verso 37; ad Alagia
altri

gli precedendo vocale, Purg. XXVII, de' Fieschi maritata al marchese Mar-
136. cello Malaspina amico di D. Pare
Bello (Gerì del). Inf. XXIX, nondimeno che Buonagiunta parli di
27. — Riferisce Benvenuto che co- donna nata a Lucca, il che non è ap-
stui fu della famiglia degli Alighieri plicabile ad Alagia di Genova ed ,

e perciò parente di D., e che fu ucci- inoltre non par credibile che la mo-
so da uno dei Sacchetti per aver poste glie di Marcello, morto nel 1316,
dissenzioni nella sua famiglia. Egli fosse ancora bambina nel 1300. —
rimprovera a D. la sua morte inven- Le bianche bende, Purg. Vili, 74, sono
il velo e i nastri bianchi che
dicata. Dopo qualche tempo uno dei porta-
Sacchetti fu assassinato per vendi- vano le vedove. —
E Le sacre bende
care la morte di Gerì. significano i veli monacali, Par. IH,

Belo, re di Tiro, padre di Didone, 114.


Par. IX, 97. Bene e precedente le consonanti
Belva, dal lat. bellua, la fiera. semplici Ben, sost. — In signif. col-
D. chiama nel Purg. XXXII, 160 lettivo: tutto ciò che vi ho trovato di
nuova belva il carro che figura la buono e di felice, Inf. I, 8; VI, 108;
Chiesa e che si è trasformato in un XXVI, 24. Purg. VI, 122; XV, 61 ;

mostro. — È difficile stabilire quello XVII, 101, 133 e 135 Par. IX, 107;
che D. intenda per antica
belva. Purg. XXVI, 28. — Buona opera, Purg. X,
XIV, poiché la spiegazione dei
62, 89; XIX, 121. — Un'anima beata,
commentatori, che sia da queste pa- Par. XIII, 48. — C hanno perduto il

role indicata una bestia vecchia, co- ben dell' intelletto Inf. Ili, 18 non si-

me p. e. un bove che s' ingrassi per gnifica: hanno perduto l'


intelletto,
la beccheria, non soddisfa punto, non ma ciò che costituisce il bene del-

1 Trovasi però in tal signif. in molti autori, con l'aggiunto di « mansueta.


Beni — Benigno. 59

l'intendimento, cioè conoscimento


il ben di questo loco, lez. senza dubbio
di Dio. In quel modo che lo stesso più chiara e facile, ma vi ha luogo a
D. dice nel Convito: Il vero è il ben sospettarla chiosa introdotta nel te-
dello intelletto. —
Spesso Dio è circo- sto. — Ben in signif. affermativo, Inf.
scritto con Bene che non ha fine, Par. XXXI, 113. Par. XI, 130.
XIX, 51. — Più spesso ancora è detto Benedetto, v. Benedire.
II sommo bene, Purg. XXVIII, 91. Benedetto (San) , fondatore
Par. VII, 80; XIV, 47; XXVI, 134. dell' ordine dei Benedettini, nato nel
— Infinito ed ineffabil bene, Purg. XV, 480 a Norcia nell'Umbria, Par.
67; XXXI, 23. XXXII, 35. - Confabula con D. Par.
Beni, al pi., i
beni, e per lo più: XXII, 28 e segg. —
La badia di San
i beni terreni, Inf. XI, 41
— detti Benedetto in Alpe, nell' Apennino
beni del mondo, Inf. VII, 62
— beni presso il torrente Acquacheta, Inf.
vani, Inf. VII, 79. — Per beni primi, XVI, 100.
Purg. XVII, 97, D. intende i
primi Benedire , lat. benedicere , Par.

oggetti dell'amore dell'uomo, come XXIV, 1 51 .


— Particip. Benedetto, Inf
Dio, il vero, la virtù. —Buone ope- II, 124; Vili, 45. Purg. X, 64; XV,
re, Par. IV, 137. 34; XXIX, 89; XXXII, 26. Par. VI,
Bene, avv., Inf. IX, 10, trovasi 16; XI, 33; XX, 146; XXIV, 2
quasi ad ogni Canto. Sono da notare e 31.
le costruzioni seguenti Ben' è. :
— Benedictus qui venia, accla-
Par. XV, 10; XXVI, 6, è giusto, con- mazione fatta dal popolo a Gesù Cri-
viene. —
Ben punito Inf. XIX, 97, sto che entrava in Gerusalemme (v.

giustamente punito. — Ben creato san Giovanni, e. xn, v. 13). Queste


Par. Ili, 37, creato per il tuo bene parole nonostantechè si riferiscano a
(conferisci Inf. XXXII, 13 mal creata soggetto maschile, sono applicate a
plebe).

Ben nato Purg. V, 60, Par. Beatrice, Purg. XXX, 19.
V, 115, nel medesimo signif. (confe- Beneficio o Benefizio, il ser-

risci, Inf. XVIII, 76; XXX, 48 mal vigio, il favore, Purg. V, 65. Par.

nati).

Ben finito Purg. Ili, 73, che XVII, 88.
ha avuto una buona fine. — Benfare Benevento, città del regno di

Inf. VI, 81. — Come sost., Il tuo ben Napoli, appartenente papa. Ivi fu al

far Inf. XV, 64. — Bene amare ec. sconfitto e morto re Manfredi da Car-
Par. XXIV, 40. — Tutte le antiche lo d' Angiò, usurpatore di quel regno,
ediz. Aldo, la Cr., la Nidob., Lan- Purg. Ili, 128.
dino, Vellutello, e il maggior numero Benignamente , con bontà ,

dei mss. leggono Purg. XXVIII, 92 Purg. Il, 102.


Lo sommo bene... Fece V uom buono a Bcnignanza secondo la Nidob.
bene, equesto loco Diede per arra a o Beninanza secondo la Cr., sono
lui d' eterna pace; dove buono a bene forme antiche della voce benignità,
sembra aver a significare: atto a be- la bontà, Par. VII, 143; XX, 99.
ne operare; costruzione ellittica mol- Benignità ,
la bontà Parad. ,

to arditala dizione sarebbe più chiara XXXIII, 16.


se vi fosse al bene, di che non vi è Benigno, dolce, mansueto, Inf.
documento. L' ediz. di Udine ed al- V, 88; XVII, 11. Purg. VII, 104; XI,
cuni mss. hanno Fece V uom buono e'I 18; XV, 102; XIX, 44; XXXII, 138.
60 Benvogltenza
— Bestialitade.

Par. XTI, 88; XVI, 60; XXXI, 62. - Bersaglio, dal lat. del medio evo
Favorevole, Inf. XV, 59. bersare, nell' antico francese bercer,
benevolenza, in ali. birschen o pirschen, lat. vennri,
Benvoglienza, la

Purg. XXII, 16. cacciare; la Cr. pone berzaglio; il se-


Bere o Bevere, lat. bibere, Purg. gno al quale si tira. — Nel signif. fig.

XXII, 65; XXIV, 32. Par. XXIV, 8; Par. XXVI, 24.


XXVII, 59; XXX, 73. - Bee per: Berta, nome di donna, Par. XIII,
beve, Inf. XXXIII, 141. Bevveper: - 139 Non creda monna (o donna) Ber (a,

beve, Purg. XXXI, 141. 11 bere - per dire: il primo venuto o persona
sost. verb., Purg. XXI, 74; XXII, del volgo ignorante.

145; XXIV, 124; XXXIII, 138. - Berti (Bellincion), v. Bellin-


essere assorbito, Purg. XXV, CIONE.
liersi,
37.
Bertram dal Bornio, v. Bor-
nio.
Bergamasco, di Bergamo, Inf.

XX, 71. Berza, dall'ali, die Terse, il tallo-

Berlinghieri ( Ramondo ) , ne, Inf. XVIII, 37 levar le berze, cioè:


Raimondo alzar le gambe, fuggire, correre.
Berlinghieri o Berenga-
rioV, Par. VI, 134, ultimo conte di Bestemmia, dal greco pXaaqnj-

Provenza, che ebbe quattro figliuole fiia, come apparisce dall'antica for-
le quali maritaronsi a quattro re, ma biastemma, Purg. XXX1H, 59.

cioè,una a Luigi IX di Francia, una Bestemmiare, greco fftaatfna-


a Edoardo d'Inghilterra, una a Ric-
Ftv, Inf. Ili, 103; V, 36; XI, 47.
-
cardo re de' Romani fratello di Edoar- Per dolersi, brontolare, Inf. XXXII,
:

do, e l'ultima cioè Beatrice a Carlo 86.


d' Angiò usurpatore del regno di Na- Bestia, per lo più, selvaggia e fe-

poli e fratello di Luigi IX. roce, Inf. I, 58 e 88; XIII, 114. Purg.
Bernardin di Fosco, uomo di XX, 11. — Animale in genere, Inf.
nascita oscura, ma chiaro per le sue XXX, 24. Purg. Vili, 102; XXVI, 84.
virtù a Faenza, Purg. XIV, 101 .
— Talvolta, animale domestico, il ca-
Bernardo da Quintavalle, primo vallo ec, Inf. II, 48. Purg. XXIV,
discepolo e seguace di san Francesco 83 e 135. —
Qual nome d'ingiuria,
d'Assisi, Par. XI, 79. Inf. XII, 19; XV, 73; XX1V,126. Par.
Bernardo (San), abate di Chia- XIX, —
Del Minotauro, Inf. XII,
147.
vavalle nato a Fontane in Borgogna 19. —
Per ironia D. dice Par. XXI,
nel 1091,morto nel 1153, detto spesso 1 34 Sicché due bestie van sott' una
pelle,
l'ultimo Padre della Chiesa, uno de- parlando degli ampli piviali con i
gli uomini più venerandi del suo tem- quali i papi coprono sé e 1' animale
po. Nel poema prende il luogo di Bea- che cavalcano.
trice appresso D. Par. XXXI, 59 e Bestiale, ciò che è proprio o con-
102 — e lo accompagna sino alla viene a bestia. Inf. XII, 33; XXIV,
fine della visione, Par. XXXI, 139; 124; XXXII, 133.
XXXIII, 49. Bestialitade e Bcstialitate,
Bernardone (Pietro), padre forme antiche per: bestialità, Inf. XI,
di san Francesco d'Assisi, Par. XI, 83. D. fa in questo luogo l'enumera-

89; mercatante di lane molto ricco, zione dei vizi e distingue, secondo
come asserisce Benvenuto. Aristotele, ócxpaaia 1'
incontinenza,
Bevevo <;i

SropiÓT-o? la bestialità, e xocxia la ma- Bica , ammasso ,


cumolo , Inf.

lizia. Sopra questa distinzione sono XXIX, 68.


stabilite le tre grandi divisioni del- Bieco, probabilmente dal lat. obli-
l' Inferno di D. - Par. XVII, 67. quus dicesi principalmente degli oc-
;

Ile vero, dall' ali. biber, onde al- chi, degli sguardi, del guardare di
cuni mss. la Nidob. 1' Estense hanno traverso, del guardar losco, Inf. VI,
la forma binerò; il Castoro, Inf. XVII, 91 XXIII, 85, onde: invidioso.
;

22. D. seguita in questo luogo l'
opi- Parole biece, Par. VI, 136. Opere —
nione volgare, ma erronea, che il Ca- biece, Inf. XXV, 31. — Nel Par. V, 65
storosi nutra di pesce. questa voce pare che significhi: in-
Biacca , dall'ali. bleich, palido, considerato, poco accurato nel consi-
bianco di calce, o ossido bianco di derare le cose. — Invece di biechi e

piombo, Purg. VII, 73. bieche D. usa nei tre ultimi luoghi al-

Biada, dall'ali, blalt, foglia, o legati bieci e biece.


dall' anglosassone blad, frutto, onde Bifolco, dal lat. bubulcus, quegli
il lat. del medio evo bladum; il
gra- che lavora la terra co'buoi, Par. II,
no, Inf. XXIV, 109. Purg. II, 124; 18.
XXXIII, 51. Biforme, che ha due forme, Purg.
Biancheggiare —
per brina , XXXII, 96. Parla in questo luogo D.
Inf. XXIV, 9. — Mostrare un color del Grifone che è mezzo leone e mez-
bianco e lucido, Purg. X, 72. — Rag- zo aquila. V. Grifone.
giar, luce, Purg. XVI, 143. Biga, voce latina. D. 1' usa in si-

Bianco, add. dall'ali, blant, Inf. gnif. di: carro a due ruote, Par. XII.
XVII, 65; XX, 49; XXIV, 5; XXVII, 106. Carro che è figura della Chiesa,
50; XXXIV, 43. Purg. I, 34; 11,7 e e ledue ruote indicano due valorosi i

2:):VIII,.74;IX,95e 119; XXVI, 6; campioni della medesima cioè san ,

XXIX, 114. Par. I, 44 V, 57; XVIII, ;


Francesco e san Domenico.
65; XXII, 93; XXVII, 136; XXX, Bigio, d' origine ignota, grigio,
129; XXXI, 14. — Per: canuto, Inf. Purg. XX, 54. - Oscuro, Inf. VII,
lfl, 83. — Sost., il bianco, Inf. XXV, 104. — Onde far bigio, oscurare, Purg.
66. — I primi bianchi, Purg. II, 26 XXVI, 108. —
Panni bigi, Purg. XX,
cioè: primi oggetti bianchi da me
i 54, indicano probabilmente 1' abito
veduti, che erano le ali d'un angelo. de' monaci.
— Vestito di bianco, Purg. XXIX, 65. Bigoncia, lat. bis-congius, Par.
1 Bianchi, era il nome d' una delle fa- IX, 55.
zioni in che era divisa Firenze, oppo- Bilancia, lat. bilanx, Par. V, 62.
sta ai Neri, Inf. XXIV, 150. - Avv. — Nel signif. di peso, Par. XIII, 42.
:

Bianco vestita, Purg. XII, 89. — D. dice bilance, Inf. XXUI, 102, i

Biasniare, per biasimare (bla- :


corpi dei dannati oppressi sotto al
sphemare,v. Bestemmia), Par. XXIII, peso delle cappe di piombo, il qual
66. peso fa così cigolar le lor bilance. —
Biasmo e Biasimo, Pur. XV III, Bilance, Purg. II, 5, cioè: la Libra uno
60. — La vergogna, Inf. V, 57. Par. dei segni del zodiaco.
IV, 59.— Un rimprovero che fa ver- Binato, che partecipa di due na-
gognare, Inf. VII, 93. — Biasimo, Inf. ture; epiteto che D. dà al Grifone,
XI, 84. Purg. XXXII, 47, il quale è figura di
62 Binili — Bocca.

Gesù Cristo per le sue nature divina Bisognare, verb. impers.,aver


e umana. bisogno, esser mestieri, Purg. XI, 23;
Hindi, pi. di Bindo , nome pro- XXI11, 104; XXVI, 131. Par. Vili,
prio comunissimo in Firenze a tempo 79; XXIX, 80.

diD. ma di cui ignorasi l'origine; Bisogno, sost. Purg. XXV, 6.

forse è contratto di Aldobrandino o Bizzarro, forse dal lat. bis-vw


rius? iracondo, furioso, Inf. Vili, 62.
di Albino, Par. XXIX, 103.

Biondo, d' origine incerta, Inf. Blandimenti, come blando, è

XII, 110. Purg. Ili, 107 ; Vili, 34. voce piuttosto latina che italiana; ca-

Bisavo, lat. bis-avus, Par. XV, rezze, lusinghe, parole affettuose,


94. — Colei che fu bisava al Cantor ec, Par. XVI, 30.
Par. XXXIT, 10, è Rut bisava di Da- Blando, affettuoso, lusinghiero,
vide. Par. Xll, 24. — Arrendevole alle se-

Biscazzare, da bisca, uno dei duzioni, alle lusinghe, Par. XXII, 85.

giuochi di carte, la cui origine igno- Bobolce, lat. bubulcus, v. Bifol-


ro; perdere, dissipare nel giuoco, Inf. co, Par. XXIII, 132. Tutti gli antichi
XI, 44. cementatori, cominciando dall'Ano-
forse dall' ali. beishen mor- nimo fino al Lombardi, hanno creduto
Biscia,
dere, o meglio onomatopea per espri- questa voce esser la forma femminile
mere il fischio delle serpi; Inf. IX, di bobolco, lat. arator, seminator, co-

77 ; XXV, 20. Purg. Vili, 98; XIV, 38. sicché il senso di questo luogo sa-

Bisenzio,piccolo fiume di To- rebbe questi beati che furono buoni


:

scana che passa vicino a Prato e seminatori a spargere la semente del


sbocca nell' Arno sotto Firenze di vangelo. Oltreciò la forma femminile
contro alla Lastra, Inf. XXXII, 56. non dèe parere sconveniente, riferen-
È da maravigliarsi che tutti i cemen- dosi ad arche ricchissime, con che D.

tatori, eccettuato solo Benvenuto,


il indica quelle anime. Tassoni per lo
chiamano il Valdibisenzio: Falterona; contrario vorrebbe che bobolca fosse
errore manifesto, perchè Falterona è nome d' una misura di terreno presso

nome del monte e della valle ove a poco come l'jugerum dei Latini* e
r Arno ha la sorgente (v. Purg. XIV, veramente trovasi bubulca e bubul-
:

17). Per avventura hanno scambiato cata in questo significato; seminare


la città di Prato col borgo di Prato- doverebbesi in tal caso prendere in
vecchio, che veramente è situato in signif. passivo,' e il senso di questo
Valdifalterona. luogo sarebbe: che furono buoni ter-
Bismantova è secondo i cemen- reni da semente. Nondimeno l' antica
tatori un monte discosceso nel ducato interpretazione mi sembra da pre-
di Modena, Purg. IV, 26. Non è se- ferire.

gnata sopra alcuna delle carte a me Bocca, lat. bucca, la bocca. — Nel
note. signif. proprio, Inf.
V, 136; VI, 23;
Bisogna, dal gotico bi-siuni, in- XII, 79; XVII, 74; XXII, 55; XXV,
quietudine, cura; ciò di che si ha bi- 92; XXVIII, 95; XXX, 125; XXXI,
sogno, Purg. XIII, 62; XXXIII, 29. 68; XXXII, 38; XXXIII, 1 ; XXXIV,
V. Bisogiso. — La faccenda, la cosa,
-
55.Purg. VI, 132; VII, 93; Vili, 13;
Inf. XXIII, 140 mal conlava la bisogna, XVIII, 25; XXIII, 108; XXV, 19;
non diceva la cosa come sta. XXXI, 14. Par. I, 87; XX, 82; XXIV,
Bocca — Bontà. (33

119; XXVII, 65. — Per est., apertura, Bonaccia, propriamente: calma


imboccatura, Inf. XIX, 22. di mare. D. l'usa, Purg. XIII, 123
Bocca, v. Abati. per le belle giornate che si frappon-
Boce, forma antica
(anzi plebea in gono qualche volta alle rigide del-

Firenze) e totalmente abbandonata, l'Inverno.


ammessa nondimeno da alcuni edi- Bonatti (Guido) di Forlì, cele-

tori, v. Voce. bre astrologo e molto affezionato al


Bogliente, da bollire; in fusione, conte Guido di Montefeltro ; viveva
Purg. XXVII, 49. verso la fine del xiii sec. ed ha scrit-

Bolgia, dal lat. bulga e dall' an- ta un'opera intorno l'


Astrologia, Inf.
tico ali. bulge; propriamente: la bi- XX, 118.

saccia, la valigia. Dante dà questo Bonaventura (San). Par. XII,


nome 127. Il suo vero nome era Giovanni
alti dieci gradi concentrici ove
sono puniti i Frodolenti i Giuntatori da Fidanza, sopranominato: Il dot-
d' Inf. XVIII, 24 e 104; tore Serafico, nato a Bagnoregio,
ogni specie,
XIX, 6; XXII, 17; XXIII, 32; XXIV, v. ivi, nel 1221. Fu generale dei Fran-

81 ; XXVI, 32; XXVIII, 21 ; XXIX, cescani, cardinale, e morì al concilio


7e118. di Lione nel 1274. Le sue opere stam-

Bolla, lat. bulla; le bolle d'aria pate a Boma nel 1588 al 1596, forma-
che leva il
bollore, Inf. XXI, 20, no 7 voi. in f.

v. Bulla. Bonifacio vili, papa che tenne


Bollire, lat. bullire, Inf. VII, 101 ;
la sedia pontificale dal 1294 al 1303.

XXI, 8; XXXIII, 143. - In signif. D. l' ha per suo nemico personale, né


passivo della sostanza che bolle, Inf. pretermette occasione di sfogare il
XII, 47;

del ferro in fusione, Par. suo odio contro di lui. Gli predice un
XXVIII ,
90. — Particip. presente luogo fra' Simoniaci Inf. XIX, 53. ,

bollente, Inf. XXI, 124; XXII, 141. - Par. XXX, Lo rimprovera


148. —
Del ferro fuso, Par. I, 60. — Bogliente, d'aver abusato della sua potestà per
v. sopra. _ Particip. passato bollito; sedurre il conte Guido di Montefeltro,
come sost. i bollili, Inf. XII, 102, Inf. XXVII, 70 e segg. - Lo fa rim-
quelli clie bollivano. proverare aspramente da san Buona-
Bollore, 1' ebollizione, Inf. XII, ventura, Par. XII, 90 da Caccia- —
136; XIV, 134; XXI, 20. Per la so- — guida, Par. XVII, 49 e segg."— e dallo
stanza bollente, Inf. XII, 101 e al — stesso san Pietro, Par. XXVII, 22 e

pi. Inf. XXII, 30. segg.— Ma nel medesimo tempo parla


Bologna, città e università cele- con indignazione dei mali trattamenti
bre d'Italia, Inf. XXIII, 142. Purg. che gli furon fatti dai satelliti di Fi-
100. il Bello a Anagni, Purg. XX, 87.
XIV, lippo
Bolognese, un cittadino di Bolo- Bonifazio. Purg. XXIV, 29, è
gna, Inf. XVIII, 58; XXIII, 103. probabilmente 1' arcivescovo di Ba-
Bolognese (Franco). Pittore venna della famiglia de'Fieschi di Ge-
in miniatura celebre nel principio del nova, che visse verso la fine del
xiv sec, Purg. XI, 83. xin sec.
Bolsena. Purg. XXIV, 24, piccola Bontà. Inf. Vili, 47; XI, 48;

città sul lago del medesimo nome che di Dio, Purg. Ili, 122. Par. li, 148;
produce squisitissime anguille. V, 20 ; VII, 61 ; XXVIII, 67 ; XXIX,
Gì Bonluro Bozzacchionc.

59; XXXI, 6 e 83. — La virtù, Inf. scender prima; il che si riferisce a

XIX, %— La forza, valore, Par. II,


il Inf. XXlV,70esegg.
148. — Il merito, il sapere, Par. XIX, Bornio (Bcrtram dal) . vi-

128; XXV, 66; XXXIII, 21. - Le sconte di Altaforte in Guascogna ,

forme :
boutade, Inf. XI, 48 e 96 — e guerriero e trovatore celebre, Inf.

boritale, Inf. XIX, 2. Par. II, 136 V, ; XXVIII, 134. Era l' amico favorito di

20; XIX, 128; XXVI, 30; XXIX, 59; Enrico, conosciuto sotto il nome di

XXXI, 83 XXXIU, 21 sono antiche


; ,
Re giovane, figliuolo di Enrico II d'In-
e poetiche. ghilterra, e fu fomentatore della di-
ISossIuro. della famiglia dei Dati scordia tra il padre e il
figliuolo; per

di Lucca, che D. indica ironicamente ilche D. lo pone nella nona bolgia ove
come souo puniti gli autori degli scismi e
il maggior malizioso e barattie-
re di quella città, Inf. XXI, 41. delle discordie.

Bordello , d' origine incerta ;


il
Borsa, dal greco Papera, la tasca.

postribolo. D. per disdegno dà tal no- Nel signif. prop. Inf. XVII, 59. — Per
me all' Italia, Purg. VI, 78 ,
come est., pregio della borsa, la gloria del-
il

paese che si prostituisca a tutti i


po- la liberalità, Purg. Vili, 129. Aver —
poli. nella borsa, possedere realmente, Par.
Bordone ,
d' origine ignota.
— XXIV, 85. — Ironicamente D. chiama
1» bastone de' pellegrini, Purg.
il borsa la buca nella quale sta fitto ca-
XXXIII, 78 —
2» il basso fondamen- povolto il papa simoniaco Niccolò III,
tale o continuo, Purg. XXVIII, 18. In Inf. XIX, 72.

quest'ultimo par che sia ono-


signif. Borsiere (Cuiglielnio), Inf.

matopea per imitare il ronzio del- XVI, 70. Fiorentino molto accetto
le api. nelle corti dei grandi per il suo inge-
Bòrea, vento del settentrione, gno e piacevolezza. Era, come dice-
Par. XXVIII, 81. vasi allora: un uomo di corte, genere

Borgo Sanf Apostolo ,


uno di persone che teneva il mezzo tra il

degli antichi quartieri della città di cortigiano e il buffone.


Firenze, vicino all'Arno, Par.XVI, 134. Bosco, dall' ali. busch, selva, fo-
Borni. Inf. XXVI, 14. Gli antichi resta, Inf. XIII, 2; XIV, 75 e 140.
comentatori hanno male inteso que- Purg. XXV, 130; XXXII, 42.
sto luogo, prendendo bornio per : cie- Bostichi, antica famiglia nobile
co o losco, d'onde, a parer mio, non di Firenze, Par. XVI, 93.
si cava senso ragionevole. D. vuol Botolo, d' origine ignota, cane
dire piuttosto limite o termine, e dà
:
piccolo ringhioso, Purg. XIV, 46. D.
tal nome alle roccie prominenti, per indica con questo nome gli Aretini.
mezzo delle quali ha potuto discen- Botto,d' origine incerta. Di —
dere dal ponte al fondo della bolgia, avv., tutt'a un tratto, subito, Inf.
botto,
Inf. XXIV, 79. Questa spiegazione è XXII, 130. —
In grazia della rima
stataprimamente data da Daniello da talvolta D. ha usata la forma butto,
Lucca e seguitata dipoi da tutti gli Inf. XXIV, 105. Purg. XVII, 40.

spòsitori moderni. 11 testo di Guini- Bozzacchione, dall' antico ali.


forte ha una variante singolare : Che'l buk, bottone, onde il francese bosse,
buior n' avea fatto scender pria, cioè: enfiagione; susina annebbiata, Par.
che l' oscurità n* avea costretti a di-
XXVII, 126.
Bozzo — Brenta.

d'origine ignota, propria-


», , avido, Inf. I, 98; VI,
mente: becco in signif. disonesto, on- 27; XIII, 125. Purg. XXIV, 108.
de: avvilito, disonorato, Par. X1X,138. Branca, dall'ali, brante. prante,
il rubante, una delle Provincie l'
artiglio, Inf. XVII, 13 e 105. — Per
del Belgio attuale. — La Donna di est. aver tra branche, aver in suo po-
Brabanle, Purg. VI, 23 è Maria del tere, Inf. VII, 69. — Le branche verdi ,
Brabante moglie di Filippo 111 1' Ar- gli artigli di color verde, stemma de-
dito, morta nel 1321. Pare che D. vo- gli Ordelaffi, che a tempo di D. erano
glia incolparla della morte di Pietro signori di Forlì, Inf. XXVII, 45.
dalla Broccia. V. Broccia. Branca «T Oria, v. Oria.

Braccio, lat. brachium, Inf. XV, Brancolare, da branca, andare


25; XXII, 71 ; XXV, 7; XXVIII, 128; a tastoni, Inf. XXX11I, 73.
XXX, 105. Purg. XXXI, 105; XXXII, Branda (Fonte). Inf. XXX, 78.
16. — Al pi. le braccia, Inf. VIII, 43; Secondo tutti gli antichi comentatori
XIV, 107: XVII, 96; XIX, 124; XXII, D. allude alla Fontebranda di Siena,
59 ; XXXI,
48; XXXIV, 31 Purg. VI, . memorata da Boccaccio nel suo libro
13;IX, 3 e 38; XII, 91 XV, 100; ;
De Fontibus. Becentemente alcuni
XXIV, 22; XXXI, 100. Par. XXII1, dotti Italiani hanno trovata una fonte
122. - Per: il lato, Purg. XXXII, 16. del medesimo nome nel Casentino in
— Nel signif. fig. la bontà infinita ha sì Valdarno di sopra, e pretendono che a
gran braccia, Purg. Ili, 122, cioè: la questa e non a quella di Siena si rife-

misericordia divina è immensa, tanto riscano le parole di D. È da avvertire


grande. in favor di questa opinione che Mae-

Braco, v. Brago. stro Adamo falsificò appunto i fiorini


Bragia, dall' anglosàssone blasé, di Firenze in Bomena nel Casentino

face, o forse dall' ali. brand, incendio; ov'è la detta fonte e l'immagine dei
la brace —
al pi. brage, Par. XIX, 19. ruscelletti del qual paese lo tormen-
— Per est. degli occhi, Inf. Ili, 109. ta. Nondimeno io credo che il Poeta
Brago, d' origine ignota; il fango, abbia dovuto necessariamente ricor-
il pantano, Inf. Vili, 50. In grazia — dare una fonte per bellezza e copia
della rima D. ha usato la forma braco, d'acque generalmente celebre, qua-
Purg. V, 82. le è quella di Siena, e non una

Brama, forse dal greco BpéfAsiv, fonte appena nota nel suo proprio
mugolare come le bestie in caldo, luogo.*
onde desiderare ardentemente; il de- Brandizio, anticamente Brundi-
sium ora Brindisi, città marittima
XV,
siderio vivo, l'avidità, Inf. 111; ,

del regno di Napoli sull* Adriatico,


XXXII, 94. Purg. XV, 78 XXIII, 35. ;

Par. XXVII, 9. - Al pi. Inf. I, 49. Purg. 111,27.


Par. IV, 4. Brano, un pezzo d'alcuna cosa,
Bramare , desiderare ardente- Inf. VII, 114 XIII, 128. V. A brano.
;

mente, Inf. XXX, 63; XXXI , 125. Brenno, capo de' Galli, sconfitto
Purg. Vili, 75 XIII, 148 ; XVII, 116;
;
da Camillo, Par. VI, 44.
XXXIII, 63. Par. X, 45; XVII, 103. Brenta, fiume dell'Italia supe-

dichiarazione della Tavola « Le tre Fontebranda


»
1 Merita sopra ciò esser consultata, la

del bel Dante spiegato e illustrato da Lord Vernon, voi. III.


Brescia — Bronco.

riore che sbocca nell' Adriatico, Inf. impiccato, secondo D., a istigazione
XV, 7. Par. IX, 27. della reina Maria del Brabante, per-
chè accusò che essa avesse avve-
Brescia, città dell' Italia supe- l'

riore, anticamente Brixia, Inf. XX, lenato Luigi primogenito del re. Se-
68. condo altri, la reina l'accusò di at-
Bresciano, cittadino di Brescia, tentato contro alla sua castità. Pro-
Inf. XX, 71. babilmente intervenne a lui come a
Brettinoro, ora Bertinoro, pic- tanti altri che da basso stato perven-

cola città di Romagna tra Forlì e Ce- nero alle maggiori dignità, che furono
sena, Purg. XIV, 112. vittime dell' invidia e del livore
Breve e talvolta Brieve, add. de' cortigiani.

Purg. XUI, 78 ; XXI, 48; XXVI, 33. Broda, d'origine incerta ; propria-
Par. 1,95; XV III, 87; XXX, 56. — mente il brodo. D. l'usa per 1' acqua
Stretto, Inf. XXXI II, 22. — Di corta fangosa dello stagno formato dallo
durata, caduco, Purg. XXXI, 60. Par. Stige, Inf. Vili, 53.
XIII, 63.
— Avv. per: brevemente, Brogliare , questa voce per la
Inf. 111,45. -7/i breve, \. In. sua forma e per il significato sembra
Brevemente. Inf. II, 86; XIII, affine del francese brouiller e dell' al-
93. lemanno brudeln, brodeln, che indica
Briarco, uno dei giganti centi
-
il movimento de'
liquidi in ebullizio-
mani della Mitologia greca, Inf.XXXI,
ne;
— per: agitarsi, dimenarsi, Par.
98. Purg. XII, 28. V. Invoglia.
XXVI, 97.
Briga, d' origine ignota ;
tuttociò Brollo e Brullo, sono per av-
che impedisce, tormenta, causa pena, ventura la medesima parola, la cui
onde: il tormento, la pena, Inf. V, 49. origine ed anco il significato sono
— La contesa, la discordia, la guerra, oscuri. Inf. XVI, 30, mostra dover si-

Purg. XVI, 117. Par. Vili, 69; XII, gnificare: scorticato; che Boccaccio
108. —
L' impedimento, Purg. VII, 55. pare spieghi disformato, sfigurito.

Brigare, sollicitare, affaticarsi, Brullo, Inf. XXXIV, 60. Purg. XIV, 91 ,

Purg. XX, 125. pare significhi: spogliato, nudo.



Brigata, la società, la riunione, Quanto al luogo dell' Inf. XVI, 30 po-
Inf. XXIX, 130. Purg. XIV, 106. trebbe avere il signif. del francese
Brigata, sopranome d' un nipote brulé, arso, ma questa spiegazione
del conte Ugolino della Gherardesca non ha autorità alcuna che la so-

propriamente chiamato Nino,


(v. ivi) stenga.
che morì nella Torre della Fame col Brolo, dall' ali. brùhl, brolium del
nonno, Inf. XXXIII, 89. medio evo, un terreno selvoso, un
Brina, dal lat. pruina, Inf. XXIV, bosco. Onde viene che in propinquità
4. Purg. XXI, 47. di varie città d' Allemagna, Francia e
Brisso,antico filosofo greco, ci- Italia, sianvi giardini o alberete chia-
tato da Aristotele per aver voluto di- mate, brùhl, breuil e broglio. D. chia-
mostrare la quadratura del circolo, ma brolo metaforicamente i fiori di
Par. X11I, 125. che si fanno corone e che formano,
Broccia (Pier dalla), Purg. per mo' di dire, un giardino, Purg.
VI, 22, era chirurgo, favorito e mini- XXIX, 147.
stro di Filippo III re di Francia. Fu Bronco, è per avventura una va-
Bruciare — Buggéa. 67

rietà di forma della voce tronco, della quale teneva Cesare per primo
Inf. XIII, 26. rappresentante.
Bruciare, abbruciare, Inf. XVI, Bruto, l'animale bruto, Inf. XX V 1,

49. 119. Par. VII, 139.

Kruggia, Bruges, dall' ali. die Bruttare, insudiciare, Purg.


Briicte, il
ponte; capitale della Fian- XVI, 129.
dra occidentale, Inf. XV, 4. Purg. Brutto, d'origine ignota; defor-
XX, 46. me, Inf. XIII, 10; XXXIV, 34. Purg.
Brullo, v. Brollo. XIV, 43. —
Infangato, lordo, Inf. VIII,
Brunetto Latini, v. Latini. 35; XVIII, 119. - Nel signif. morale,
Bruno, add. dall'antico ali. brùn, infame, Par. XXII, 84.
Inf. XIII, 34; XX, 107; XXV, 65; Buca, in sostanza è sinonimo di
XXVI, 133. Purg. XXVI, 34. Par. XV, buco ; cavità, Inf. XXXII, 125. Buca—
51 ; XXII, 93. — Dell' aria oscura, Inf. sepulcral, Purg. XXI, 9. — Per: aper-
II, 1.

Del cielo, Purg. XIX, 6. — tura, àdito, Inf. XXXIV, 131. Purg.

Dell'acqua, Inf. HI, 118. —Bru- XVIII, 114.


na bruna, totalmente oscura, Purg. Buccia, d'origine ignota; la su-
XXVIII, 31. - Dei tratti del volto, perficie, Inf. XIX, 29. —
Per: la pelle,
cupo, malcontento, Purg. XXIV, 27. Purg. XXIII, 25.
— Irreconoscibile, Inf. VII, 54.
— Buco, dal lat. bucca? cavità, pro-
SosL, il bruno, Par. II, 73. fondità, Inf.
XXXII, 2.
Brusco, forse dal lat. labrusca, la Bucolico. 77 Cantor de' bucolici

vite salvatica la cui uva è l' agresto ; carmi, Purg. XXII, 57, cioè Virgilio
aspro —
per est. parola brusca, Par. autore delle Egloghe.
XVII, 126. Bue, lat. bos, il bove, Inf. XVII,
Bruto, Lucio Giunio Bruto, Inf. 75. Purg. XXXII, 145. — Il bue cici-

IV, 127. —
Marco Giunio Bruto, Inf. glian, il toro di bronzo fatto da Perillo
XXXIV, 65. Par. VI, 74. A primo perii tiranno Falàride di Agrigento,
aspetto pare inconcepibile come D. Inf. XXVII, 7. -
Al pi. buoi, Purg.
nimico giurato di ogni despotismo, e X,56; XII, 1.

che ha posto Catone l'Uticense, ben- Bucinine, ora Boemia, regno che
ché suicida, alla custodia dell' entrata forma parte degli Stati austriaci. Quel
del Purgatorio, abbia potuto dannare di Buemme eo. Par.
XIX, 125, è senza
Bruto e Cassio, ultimi difensori della dubbio il medesimo di cui è parlato
libertàromana, nella gola di Lucifero Purg. VII, 102. V. Vincislao.
insieme con Giuda Iscariote. Questa Bufèra, onomatopea; vento impe-
stravaganza è nondimeno spiegata dal tuoso, turbine, burrasca, Inf. V, 31.
libro De Monarchia dello stesso D. e Buffa, nonostante il Vocab. della
in tutte le altre sue opere, ove so- Cr. credo che buffa, Inf. VII, 61, si-
stiene il principio, che il Papato e gnifichi soffio, o accidente di breve
:

1'
Impero sieno stati ordinati dalla durata —
mentre la medesima voce,
Provvidenza Divina per salute degli Inf. XXII, 133, è sinonimo di beffa, :

uomini; e perciò gli ammazzatori di scherno, irrisione che si fa ad alcuno.


Cesare non sono più considerati da Buggéa, ora Bugia, città maritti-
come difensori della libertà, ma ma dell' Affrica settentrionale in Al-
"ome traditori alla maestà imperiale geria, Par. IX, 92.
Bugiardo
— Burella.

Bugiardo^ d'origine ignota, Inf. monte de' Buondelmonti avendovi


XXIII, 144, ingannatore.
— Vita bu- contratto maritaggio con una della
giarda, Purg. XIX, 108. — Dii falsi e potente famiglia degli Amidei, ruppe
bugiardi, falsi, opposti a veri, Inf. 1. la sua fede sposando una dei Donati,

72. - Traditore, finto, Inf. XXVIII, onde ebbero origine le sanguinose


16. divisioni dei Guelfi e dei Ghibellini

Bugiare^ mentire, Purg. XVIII, in Firenze ; perchè esso fu assassi-


109. nato dagli Amidei, i Donati presero a

Bugio, il contrario di massiccio, vendicarne la morte, e i cittadini par-


vuoto dentro; forse da buco, Par. XX, teciparono tutti alla contesa aderendo
27. parte a questi e parte a quelli. Par.
Buio. add. d' origine ignota; oscu- XVI, 140. Vedi pure Inf. XXV1II,106.
ro, Inf. IH, 130: VII, 103; Vili, 93;
Par. XVI, 136.

XII, 86; XVI, 82. — Delle macchie Buono, add. — Nel signif. fisico

lunari, segni bui, Par. II, 49. — Nel e morale, Inf. 1, 71 ; li, 131 ; III, 127;
signif.morale: oscuro, difficile da in- XVI, XXI, 99; XXVIII, 116;
37;
tendere, Purg. XXXIII, 46. Sost. — XXIX, 139; XXXI, 6. Purg. IX, 106
1'
oscurità, Purg. XVI, 1 . e 137; XVII, 134; XV11I, 39; XIX,
Bulicame, dal lat. bullire, scatu- 143; XXII, 132; XXIV, 13; XXXIII,
rigine d' acqua calda. Dante parla 30. Par. Ili, 116; VI, 113; VII, 36;
delle terme di Viterbo, Inf. XIV, 79 XIX, 73 e 86; XXII, 53; XXIII, 132,
— e paragona a quelle il fiume di e spessissimo. —
Anima buona, Inf.
sangue bollente, Inf. XII, 117 a 128. Ili, 127, il contrario di reprobo. —
Bulla, voce latina, la bolla del- Non buono, Inf. XXI, 99.
— Federigo
l'
acqua, Purg. XVII, 32. Barbarossa distruttore di Milano è
Buonagiunta da Lucca, della chiamato buono per ironia , Purg.
famiglia Urbiciani, notaro a
degli XVIII, 119. — Buon duca, buon mae-
Lucca e poeta. Jacopo della Lana e stro, ec. come espressione di tenerez-
Benvenuto, asseriscono eh' egli abbia za, Inf. IV, 85; Vili, 107; X, 49. Par.
conosciuto D. e che si sieno diretti 1, 13, e più spesso.
— È buono, giova,
reciprocamente delle poesie. Nel suo conviene, Inf. XII, 27; XV, 103. Purg.
libro De Vulgari Eloquenza, D. ne VII, 45. — Come sost., 7 buoni, Inf.
parla con poca lode lo trova, Purg.
; XIX, 105. Purg. XVI, 120.
XXIV, 19 e 36. Buoso. Inf. XXV, 140. Si suppone
Buonconte, figliuolo del celebre che D. abbia inteso parlare d'un Buo-
Guido da Montefeltro, v. ivi. Morì so degli Abati nobile famiglia di Fi-
nella giornata di Campaldinonel1289; renze. V. Abati.
e perchè il suo corpo non si potè tro- Buoso Donati. Inf. XXX, 41.

vare, D. immagina che fosse assorto V. Donati.


dalla piena dell' Arno, Purg. V, 88. Buoso da Buera. Inf. XX XII.
Buondclmonti, famiglia nobile 116. V. DUERA.
di Firenze venutavi da Valdigreve, Burchio, d' origine incerta; na-
valle situata al mezzogiorno di Fi- vicello da fiume, Inf. XVII, 19.
renze. — D. ,
Par. XVI, 66, deplora la Burella, forse da buro, buio, oscu-
venuta di questa famiglia a Firenze, ro; caverna, luogo sotterraneo, Inf.
perchè uno de' suoi cioè Buondel- XXXIV, 98.
Burlare Caco.

Burlare, forse dal lat. burrai, annegò correndo in caccia Purg. VI,
usato da Ausonio. Il signif. di questa 15, dove è dubbio se in caccia signi-
voce che nella D. C. è usata una sola fichi: inseguendo o essendo insegui-
volta, Inf. VII, 30, è incerto; dal con- to. 1 cementatori nominano Cione o
testo si potrebbe dedurre la spiega- Guccio de' Tarlati, di cui l'Anonimo
zione seguente: Perchè tieni, rispar- dice, che essendo inseguito, per sal-
mi ? rimproverano i Prodighi agli varsi si gittasse a nuoto nell' Arno

Avari; e perchè dissipi, gitti via, e vi affogasse. Benvenuto non dà de-


burli ? rispondono gli Avari ai Prodi- cisione alcuna.

ghi. Il signif. odierno


di burlare, bef- Caccia d' Asciano, v. Asciano.
fare, fare celia ad alcuno, non pare Cacciaguida, trisavolo di D. li
ammissibile in verun modo. Poeta lo trova in Par. XV, 28, dove
Barrato, probabilmente da buro, Cacciaguida dopo avere encomiate le

buio, oscuro; precipizio, luogo disco- virtù degli antichi cittadini di Firen-
sceso, Inf. XII, 10; XVI, 114. ze, gli racconta di avere sposata una
Burro, lat. buty rum, Inf. XVII, 63. donna il cui nome era passato al suo
Busto, forse dall' ali. brust, petto. figliuolo Alighieri bisavolo di D. e
D. l' usa per la parte del corpo che che egli aveva seguitato V imp. Cor-
comprende il petto e le spalle, Inf. rado III alla Crociata, che era stato
XVII, 8 — ed anco per l'intiero corpo fatto cavaliere, e che era stato ucciso
toltane la testa, Inf. XXVIII, 119. dai Mussulmani. Nei Canti XVI e

Buttare, d' origine incerta ; gitta- XVII del Par., Cacciaguida parla de-
re, Inf. XXI, 43. gli antichi tempi di Firenze e finisce
Butto (di), avv., Inf. XXIV, 105. con predire a D. il suo esilio.

Purg. XVII, 40. V. Botto. Caccianimico (Venédico o


Vencdigo o Venético), secondo
c. le diverse ediz. Bolognese che solli-
citò la propria sorella Ghisola a com-
C',v. Ci. piacere di sé al marchese di Ferrara.
Ca, contratto di casa, come in D. lo trova nella prima bolgia di Ma-

greco SC> per <5ìùp.a, Inf. XV, 54 ridu- lebolge ove sono puniti i seduttori e i

centi a ca, cioè mi riconduce a casa,


: ruffiani, Inf. XVII 1,50.
mondo dei mortali. Cacciare. — Inseguire come alla
o, al
Caccia, voce d' origine incertissi- caccia, Inf. 1, 109; XXX1II,29 - alla

guerra, Purg. XII, 48.


— Condurre al
ma, forse dall'ali, iagd o da heken,
aizzare i cani. — Andare a caccia, Inf. pascolo, Inf. XXIV, 15. — Scacciare,

XII, 57.
— L'inseguimento che uno
Inf. Ili, 40; IV, 127; VI, 66; X, 49;
subisce, Inf. XXIII, 33. Insegui-
— XIII, 11 .
Purg. II, 57; XI, 99. Par. X,
mento attivo del nimico, Purg. XIII, 127. — Cacciar via, Par. XXX, 141.

119. — Collettivamente: i cacciatori,


— Spingere, Inf. IV, — Per est. 14fi.

i
cani, ec, Inf. XIII, 113. Dice D. — avanzare, spignere avanti, Inf. XXV,
il vescovo di Cosenza fu messo alla 130. — Particip. Cacciato, Inf. IX, 91.
caccia di Manfredi ucciso nella bat- Cacciatore. Nel signif. figurato,

taglia di Benevento, Purg. Ili, 124, Purg. XIV, 59.


cioè: mandato dal Papa per dissotter- Caco, figliuolo di Vulcano, ladrone
rare il suo cadavere. —
E V altro che ucciso da Ercole, Inf. XXV, 25. D. lo
ÌQ Cacume — Cagnazzo.

rappresenta sotto forma di Centauro, XXI, 85, il suo orgoglio venne meno.

probabilmente perchè Virgilio (Enei-


— Caduto, sost. uno che sia caduto

de, vin, 194) lo chiama semìhomo


e addietro, Inf. X, 110. Le forme anti-
semifer al v. 267, epiteti dati qualche che e poetiche che si trovano di que-
volta ai Centauri. sto verbo sono: caggia per: cada, Inf.
Cacume; voce latina, per cima. :
VI, 67. Purg. IV, 37; VI, 100. Par.
— La vetta d' un monte, Purg. IV 26. , VII, 78. — Caggiono per: cadono, Inf.

Par. XVII, 113; XX, 21. Alcuni — VII, 14. Purg. II, 6.
— Caggendo per :

edit. prendono cacume, Purg. IV, 26, cadendo, Purg. XIV, 19. È superfluo
per nome proprio d' un monte; certo ed anco erroneo ammettere in grazia
erroneamente non conoscendosi mon- diqueste forme un infinito caggcrc,
te alcuno di simil nome. che non trovasi mai usato e sono ri- ;

Cadere. Nel signif. proprio, Inf. spetto a: cadere, quello che: veggo,
Ili, 136; V, 142; XIII, 45; XVI, 2 e veggio, ec, sono rispetto a: vedere.
101 XXIV, 112; XXVII, 26; XXXII,
;
Cadere, sost., la caduta, Inf. XIV,
29; XXXIII, 125; XXXIV, 121. Purg. 28. Purg. XV, 20; XXV, 117. Par.
V, 83; XIII, 80; XX, 127; XXI, 47, XXIX, 55.

93; XXV, 85. Par. I, 133; IV, 111; Cadmo, fondatore di Tebe, Inf.

XVI, 70; XXIV, 5; XXVII, 27. — Dei XXV, 97.


capegli che cadono sul petto, Purg. 1, Caduco, voce latina ; sottoposto
36. —
Delle vele d' una nave, Inf. VII, a venir meno. Della memoria inabile
14. — Cader di mano, Purg. II, 6, la a ritenere una cosa, Par. XX, 13. Ca-
notte lascia cader le bilancie, cioè la duti, ordinariamente caduchi. :

costellazione della Libra non è più Cagionare, produrre, Par. XIX,


visibile durante la notte; il che acca- 90. — In un signif. speciale, Par. XI,
de dopo equinozio dell' autunno.
1' 21 Li tuoi pensier onde cagioni appren-
— Delle stelle che declinano alloriz- do, forse si ha da intendere: d' onde
zonte, Inf. VII, 98. Purg. XVIII, 81. tu gli cagioni, o :
produci, o : derivi.
— Dello scendere dei fiumi, Inf. XX, Cagione, lat. occasio, la causa, la
78. Purg. XIV, 49. — D'un lido che ragione, il motivo, Inf. I, 41 e 78 ;

declina, Purg. XII, 106. Per est., — II, 26 e 32; VI, 62; VII, 10; X, 90;

cadere, venir dal cielo, Purg. VI, 100. XXII, 125; XXXI, 5. Purg. XIII, 20;
— Decadere, Inf. VI, 67. Par. VII, 78. XVI, 61 XVII, 99; XXI, 45; XXIV,
;

— Nel signif. morale: cader nel pec- 9; XXVI, 110; XXVIII, 89 XXXIII, ;

cato, Par. XIII, 142; XXIX, 55. - Ca- 108. Par. 11,74; IV, 22; VI, 99; IX,
dere a poco vento Purg. XII, 96, allu- 35;XX, 132; XXII, 140; XXIV, 129;
sione a san Pietro che voleva cammi- XXVI, 113. — Trar cagione, prendere
nar sul mare (San Matteo, xiv,30).— occasione, Inf. XXX, 71.
Nessun tuo passo caggia, Purg. IV, 37, Cagna , forma femm. di cane,
pare significhi: niuno de' tuoi passi Inf. XUI, 125;XXX1II, 31.

discenda, sali sempre e non discen- Cagnano, piccolo fiume dell' Ita-
dere. —
Cadendo Ibero sotto V alta Li- lia superiore che si congiunge col Sile
bra Purg. XXVII, 3, significa: men- a Trevigi, Par. IX, 49.
treche l'Ebro trovasi precisamente Cagnazzo, simile a cane, canino.
sotto il segno della Libra. — Particip. Io credo che questo signif. sia il pri-
Caduto ; Gli fu V orgoglio sì caduto Inf. mitivo e il principale anco nel luogo
Caina — Caldo. Ti

dell' Inf. XXXII, 70 dove è parlato nella Romagna; quegli qui è di cui
dei visi fatti cagnazzi per freddo, che parlato è Rinieri de'Calboli, del cui
la maggior parte degli interpreti spie- nipote Fulcieri è fatta menzione al
gano per: lividi. —
Cagnazzo, muso verso 58 come degenere dalla virtù
di cane, è il nome che D. dà, Inf. XXI, dell'avo, Purg. XIV, 89.
119; XXII, 106 a unodei diavoli della Calca, v. Calcare, la moltitudi-
quinta bolgia di Malebolge. ne, il concorso, Purg. VI, 9; XVIII,
Caina, il primo dei quattro spar- 92.

limene concentrici dell' ultimo cer- Calcabrina, nome che D. dà a


chio dell' Inferno, dove sono puniti i uno dei diavoli della quinta bolgia di
traditori e gli uccisori dei loro pro- Malebolge, Inf. XXI, 118 XXII, 133. ;

prii consanguinei, Inf. V,107; XXXII, Calcagno, lat. calcaneum. D. l'usa


58. soltanto al pi. t calcagni, Inf. XIX,
Caino, primogenito di Adamo, uc- 30. —
E nella rima lecalcagne, Purg.
cisore del proprio fratello, Inf. XX, XII, 21 ; XIX, 61 .
- Dar delle calca-

126. Par. II, due luoghi


51. In questi gne, Purg. XII, 21, figuratamente:
si allude all' opinione
volgare che spronare, eccitare.
vede nelle macchie della Luna Caino Calcanta, comune: Calcante, ce-
che porta un fascio di spine. D. al- — lebre indovino della Grecia, Inf. XX,
lude pure al fratricidio, Purg. XIV, 110.
132. Calcare, calpestare, premere.

Calare, forse dal greco X a *« v j Nel signif. prop. Inf. XXXII, 20.
,

demittcre. verb. att. — Le vele, abbas- Purg. II, 72; XII, 69; XIII, 149.
-
sar le vele, Inf. XXVII, 81 — le ginoc- Nel signif. fig. calpestare, Inf. XIX,
chia, piegarle per riverenza, Purg. II, 105. — Particip. Calcalo, Purg. X,79
28. — Abbassarle ali, Purg. XXV, 12. Dintorno a lui parea calcato e pieno
— Verb. neutro, discendere, XII, Inf. Di cavalieri, dove déesi supplire : luo-

58; XIV, 126


- d'un uccello, Inf. go, o: tutto.
XVII, 129. Purg. IX, 21 XXXII, 112- ; Calcio, colpo dato col piede, Purg.
— Del pendio d' un monte, discende- XX, 113.
re, Purg. Ili, 52; XI, 42.
- Del Sole Caldaia, lat. caldaria, Inf. XXI,
che volge all' occaso, Purg. V, 39. — 56.

Calarsi, discendere, Par. X, 90. — Caldo, lat. calidus, add. Inf. IX,
Cale per: cali, Inf. XII, 27; XXII, 113. 131; XIV, 31; XVII, 48; XXV, 61.
Purg. 11,105. Purg. IV, 84 XXXI, 18. Par. II, 106:
;

Calare, sost., la declinazione, la VI, 66 ; IX, 93. —


Caldo parlar, Purg.
decadenza — d' una famiglia, Par. XXX, 72, parole ardenti, efficaci.

XVI, 90.1 Caldo amore, Par. XX, 95; XXXI,
Calabrese, comune: Calabrese, 140. — Caldo disir, Par. IV, 12. —
abitante della Calabria, v. Giovac- Sost. il caldo, Inf. XV, 9 ; XXII, 142.
ciiino. — Come strumento di supplizio, Inf.
Calboli, famiglia illustre di Forlì 87; XXII, 54
Ili,
— ed anco al pi. nel
1 L" autore ha dimenticato di allegare la variante del testo Viviani, del Cod. FI. e dei
4 Patav. che hanno < Callare, » cioè: la callaia o ria d' ingresso alla città ove aiutavano
le famiglie mentovate nel detto luogo.
72 Calendi Camminare.

medesimo signif., Purg. Ili, 31.


— -
11 XXV, 141; XXIX, 69. Purg. Vili, 40.
calore della temperie, Par. V, 134; — camino che uno fa, lnf. XX, 39.
Il

XI, 46; XXI, 116. Dell' amore, Par. — Par. XVII, 59. —
Per est., il corso
V, 1. - Lo zelo, Par. XXII, 47; d' un fiume, Purg. XIV, 45. Nel —
XXXIII, 8. Purg. IV, 22, la Nidob. legge lo calle,
la Cr. la calla; in sostanza queste
Calendi, voce latina, il primo
giorno d' ogni mese, Purg. XVI, 27 voci calle, calla, callaia sono forme
come se tue Partissi ancor lo tempo per diverse di consimile significato.
calendi, cioè: come se tu dividessi Calliopca, e in alcuni mss. Cal-
ancora il
tempo all' uso umano, o, liope la musa
, della poesia epica,
come se tu fossi ancor vivo. Purg. I, 9.

Calere, voce tolta dal latino, ma Callo, lat. callus, lnf. XXXIII, 100.
in signif.alquanto diverso, verb. im- Calo, da calare, la declinazione, la
pers. curarsi d' alcuna cosa, impor- decadenza, Par. XV, 111.
tare; ti cai per: ti cale, t'importa, Calore. Purg. XIX, 1; XXV, 77;
Inf. XIX, 67. Calme per mi cale,— :
XXVIII, 99. Par. XIX, 19. - Per est.
m' importa, Purg. VIII, 12- ATe cal- — Par. XXXI, 140 come vide gli occhi

sele ne curò, Purg. XXX, 135. — miei Nel caldo suo calor fissi ed attenti,
Mi fé caler, mi fece pensare ,
Par. cioè: nell'oggetto del suo amore ar-
XXV, 123. — Come sost. il non caler, dente.
la distrazione, Purg. XXXII, 5. Calvo. Purg. XXVII, 27.
Calfucci, famiglia nobile di Fi- Cambiare,lat.cam6tre,Inf.XXV,
renze, consorte dei Donati che sono 102 e 123. Purg. XXVIII, 96. Par.
il
ceppo o lo stipite di cui qui si parla, XVII, 90; XXVII, 15; XXIX, 6. -
Par. XVI, 106. Far P arte del cambiamonete, Par.
Caligare, voce latina, oscurarsi, XVI, 61. —
Cambiarsi, Purg. IX, 67 ;
coprirsi di caligine, Par. Vili, 67. XXXIII, 6. Par. V, 97; XXX, 94; -
Caligine, le tenebre, l'oscurità. degli effetti del dolore, Purg. XXXIII,
— Nel signif. fig., le tenebre del mon- 6. — Particip. Cambiato, Purg. XXIII,
do, Purg. XI, 30. 47.

Calisto, Calisto I, secondo Pla- Camera, voce latina, Par. XV,


tina (De Vitis Pontipcum) papa e mar- 108. Forse allude alla Epist. di san
tire a'tempi di Caracalla, Par. XXVII, Paolo ai Romani (xm, 13) in cubilibus
44. et impudicitiis.

Calla, da calli* ? la porta, V in- Camicia, dal lat. del medio evo
gresso, Purg. IV, 22, dove la Nidob. camisia, che forse è d' origine germa-
legge lo calle, v. ivi. — e Purg. IX, nica, lnf. XXIII, 42. Questo luogo

123. prova che nel medio evo usavasi sta-


Callaia, propriamente: l'adito, re a letto affatto ignudo, senza ca-
1
apertura una siepe, Purg. XXV, 7.
in micia.
Callaróga, anticamente Calagu- Camicion «le- Pazzi, v. Pazzi.
ris, ora Calahorra, città della Casti- Cammilla, vergine guerriera ce-
glia Vecchia, patria di san Domenico, lebrata nell' Eneide (vii, 803 e xi r
Par. XII, 52. 535), lnf. 1,107; IV, 124.
Calle, lat. callis, il sentiero, la via, Camminare, da cammino; anda-
lnf. 1,18; X,1;XV, 54;XVII1, 100; re, passeggiare.
— Nel signif. fig. Par.
Camminata — Cancellare. 73

VI, 131 mal cammina, cioè: è male Guelfi di Firenze. D. intervenne in

avviato, prende cattiva piega. In — questa battaglia, Purg. V, 92.


signif. attivo, Par. Vili, 106 il del che Campana , da Campania ora , :

tucammine per: cammini, percorri. Terra di Lavoro provincia dell'Italia


Camminata, una grande sala o inferiore, dove, cioè a Nola, furono
àndito o corridoio, Inf. XXXIV, 97. inventate le campane; Inf. XXII, 7.

Cammino, dal lat. caminus la via, D. allude alla consuetudine de' Fio-
nel medio evo. —
Nel signif. prop., rentini di portare in guerra la cam-
Inf. I, 5 e
142; IX, 21 e 30; XV, 48; pana detta la Martinella che serviva
XVI, 94; XX, 69; XXI, 84 XXV, 28; a ragunare il popolo, ponendola sul
;

XXVI, Carroccio ove inalberavasi anco lo


122; XXXIV, 95. Purg. II, 11 ;

IV, 66; Vili, 132; XI, 109; XII, 74; stendardo della repubblica. (V. Gio.
XIII, 17: XIX, 22; XX, 142; XXVI, Villani, lib. vi, e. 78.)
28. Par. X, 95; XIII, 137; XXIII, 63; Campare, dal lat. campus, verb.

XXX, 144; XXXI, 95. - Tal volta: att. — salvare, Inf. XXII, 21. Purg. I,

1' andare, Inf. I, 35. — Nel signif. fig. ,


62. —Verb. neut., salvarsi, sfuggire,
il corso della vita, Inf. I, 1. Par. Inf. 1,93; XVI, 82; XXII, 135. - Sost.
XXIII, 75. — Il
processo, le opera- il campare, la salvezza, la liberazione,
zioni della Natura, Par. Vili, 133. Inf. II, 68.

Cammino (Gherardo da), Si- Campi, piccola terra di Toscana


gnore Trevigi lodato da D., Purg.
di in tra Prato e Firenze, Par. XVI, 50.
XVI, 124, 133 e 138, e similmente nel Campione. Per lottatore ,
Inf.

Convito (Trat. iv, e. 14). XVI, 22. — Per est., difensori, soste-
Cammino (Riccardo da), fi nitori della Chiesa, Par. XII, 44.

gliuolo del precedente, che fu ucciso Campo, lat. campus, campagna,


a Trevigi nel 1312; la sua morte è ac- pianura, Inf. XVIII, 4. Campo, Par. —
cennata, Par. IX, 49 e segg. XXIV, 110. —
Esercito accampato,
(ammonirà, v Valcammónica. Inf. XXII, 1 .
— Il campo di battaglia,

Camo, voce latina, propriamente: Purg. XIII, 116. Par. XII, 108; XXV,
la museruola. D. V usa per: freno, 84. — Onde tener lo campo, rimaner
Purg. XIV , 143 (confronta , Purg. padrone del campo, esser vincitore,
XIII, 40J. tenere il primo luogo, Purg. XI, 95.
Campagna, da Campania pro- Campo Piceno, pianura nei din-
vincia dell' Italia inferiore. Nel si- torni di Pistoia, dove credesi che Ca-
gnif. di: pianura, Inf. III., 130; IX, tilina sia stato vinto e morto, Inf.

110; XV, 123. Purg. Ili, 2; XXIV, 148.


XXVIII,
o. — Nel sigir. di :
campagna, Inf. Campo di Siena, è il nome che
XXIV, 8. conserva tuttavia la pubblica piazza
Canipagnatico, borgo di Tosca- di Siena, Purg. XI, 134.
na presso all' Ombrone, non lungi da Canale, per: letto di fiume, Inf.

Grosseto, nella Maremma Senese, XXX, 66.


Purg. XI, 66. Canavese (il),nome d' una parte
Campaldino, nome d'una pic- dell'antica contea del Monferrato in
cola pianura nel Casentino in Val- Piemonte, Purg. VII, 136.
darno sopra, dove
di Ghibellini i Cancellare. Par. XV III, 130. —
d'Arezzo furono vinti nel 1289 dai Per: annullare, Par. V, 46.
Cancro — Canzone.

Cancro, uno dei segni del Zodia- Cannuccia, diminut. di canna.


co, Par. XXV, 101. D. 1* usa per: cannéto, Purg. V, 82.
Candela. Purg. XXX, 90. — Nel Causare, dall' antico lat.
campsa-
signif. fig., i lumi della mente, Purg. re usato da Ennio allontanare, rimuo-
;

XXII, 61. vere, Inf. XII, 99. — Cansarsi, riti-

Candelabro. Purg. XXIX, 50. rarsi, guardarsi, Purg. XV, 144.


Candelliere. Par. XI, 15. Cantare. — Nel signif. prop. Inf.
Candclo, forma antica e poetica V, 46; XII, 86. Purg. II, 47; VII, 125;
in rima per :
candela, Par. XI, 15. — X,60;XXIII,64;XXVIII,48;XXIX,
In signif. fig. Par. XXX, 54. 1; XXX, 11 e 82; XXXII, 61 e 62.
Candente, voce latina, ardente, Par. XI, 66; XXIII, 128;
XXIV, 144
Par. XIV, 77. e 151 XXXI, 4 XXXII, 95. - Udir
; ;

Candido, bianco, Purg. X, 31 ; cantando, Purg. I, 4.


— Ironicamente,
XXX, 31. Par. XXXI, 1. rimproverare, Inf. XIX, 118. - Can-

Candore, la candidezza, la lu- tare, in signif. poetico, Inf. 1, 73 ;

centezza, Purg. XXIX, 66. Par. XIV, XX, 112; XXI, 2. Purg. I, 4. Par. II,

53; XVIII, 68. — Al pi. candori, splen- 3; V, 139; XXI, 62; XXIII, 59. -
dori, per: anime beate, Par. XXIII, Come sost. Par. XXX, 30.
124. Cantica e Canzone. Inf. XX, 3,
Cane. — Nel signif. prop. Inf. VI, è questo il nome che D. dà ad ognu-
19 e 28; XVII, 49; XXI, 68; XXIII, na delle tre parti del suo Poema,
18; XXX, 20 XXXI11, 78. Par. IV, 6.
; Purg. XXXIII, 140.
— Appellazione ingiuriosa, Inf. Vili, Cantilena, il
canto, Par. XXXII,
42. Purg. XIV, 50. — Al femm. cagna, 97.
Inf. X11I,125;XXX1II,31. Canto, lat. cantus, Purg. Il, 107
Cangiare, formaprossi ma al fran- e 131; VII, 93; XII, 113; XX, 140;
cese per: cambiare, v. ivi. — Cangiar XXVI, 47; XXIX, 36. Par. X, 73;
di parere, Inf. II, 38; XXIV, 13. — XII,6;XX,11 ;XXII,10e45;XXIV,
Cangiar di colore, Inf. Ili, 101. — 23; XXV, 109; XXVI, 67; XXVII, 3;
Cangiar di luogo, Purg. XXI, 31. — XXXI, 133. — La poesia, Inf. IV, 95;
Ilcolore dell' acqua, Par. IX, 47. — XXXIII, 90. Purg. I, 10. Par. I, 12.

Permutare una cosa con altra, Inf. — Un canto di Poema, Inf. XX, 2.

XIII, 144; XXV, 80. Par. II, 78. - Par. V, 16 e 139.


Per rimeritare , ricompensare Inf. , Canto, dall' ali. kante. — Il lato,
XXXII, 138. — Passare da una mano Inf. IV, 115; IX, 46; XII, 118; XVII,
all'altra, Par. VI, 9. — Cangiarsi, tra- 126;XXVI,138. Purg. Ili, 89; XXVIII,
mutarsi , trasformarsi, Inf. XX, 42. 105; XXXI 1,144. Par. 111,57.
— Particip. cangiato, trasfigurato, Cantore, musico che canta. Par
Purg.XXXlI, 81. XVIII, 51.
- Poeta, Par. XXXII, 11.

Caniculare,t dìcaniculari, quan- — Cantor de* bucolici carmi, Virgilio,


do il Sole è nella costellazione della Purg. XXII, 57. — Cantor dello Spi-
Canicula, il
Sollione, Inf. XXV, 80. rito Santo, Davide, Par. XX, 38. —
Caninamente, a guisa di cane, Il sommo cantor del sommo duce, Da-
Inf. VI, 14. vide, Par. XXV, 72. Lo stesso è —
Canna, la gola, Inf. XXVilI, 68. indicato, Par. XXXII, 11.
— Al pi. Inf. VI, 27. Canzone, il canto, Purg. XXXI,
Caorsa — Cappuccio. 75

134; XXXI1,90. — Per :


Cantica, Inf. Capo, caput. La testa, Inf.
lat.

XX, 3. VII, 47; Vili, 111; X, 88; XV, 44;


Caorsa* Cahors, città della Guien- XVIII, 116; XIX, 73; XXII, 107;
na Francia, Inf. XI, 50. È poco
in XXIV, 96; XXVIII, 119; XXIX, 75;
probabile che il rimprovero di essere XXXII, 42 e 126; XXXIV, 14. Purg.
usurai cada specialmente sopra gli XII, 128; XIII, 63; XXIX, 147. Par.
abitanti di questa città. I Caorcinì, I, 24 ; III, 6 e 114. — Per est., il ca-

Caturcini, Corsini, che sono sempre po, il


Purg. Vili, 131, è
principe,
uniti ai Lombardi in molti editti de- probabilissimo che D. per capo reo
gli antichi re di Francia fatti contro abbia inteso papa Bonifacio Vili; al-

gli usurai, erano certamente Italiani tri spiegano : che il mondo torca la
stabiliti a Caorsa, nel medesimo mo- testa dal cammino quasi diritto. È
do che stabilironsi di poi a Mompel- impossibile decidere se D. ha preso
lieri e a Nime. D'onde proviene che capo reo o lo mondo per soggetto della
alcuni interpreti per Caorsa inten- proposizione. —
Lo scopo, Inf. XIII,
dano la città di questo nome che è 41.— Inf.XXVIII, 107 Capo ha cosa fat-
in Piemonte, ed altri la famiglia Cor- ta, fatta la il rimanente si
cosa, aggiu-
sini di Firenze. L'antica opinione mi sta,©: cosa fatta ha avviamento; detto
sembra più probabile. famoso di Mosca Lamberti col quale
Caorsini, abitatori di Caorsa, fece risolvere gli Amidei, ancora in-
Par. XXVII, D.
allude a papa
58. certi, ad ammazzare Buondelmonte.
Giovanni XXII, eletto nel 1316 e che V. Buondelmonte, Mosca, e Par.
era nativo di Caorsa. XVI, 136.
Caos, la materia prima inordinata, Capocchio, uno stolto, un dap-
Inf. XII, 43. poco. Nome di un alchimista falsatore
Capanéo, uno dei sette re greci di metalli. Benvenuto lo dice oriun-

confederati con Polinice contro Tebe, do di Firenze, ma la maggior parte


fulminato da Giove (V. Stazio, The- degli altri comentatori lo asseriscono
baide,x, 927 e segg.), Inf. XIV, 62; Senese, e il contesto favorisce evi-
XXV, 15. dentemente quest' ultima opinione,
Capello, lat. capillus pelo del ,
Inf. XXIX, 136; XXX, 28.
capo, Inf. XXXII, 99. Purg. XXVII, Caponsacco. I Caponsacchi era-
27. - Al pi. capelli, Inf. XVIII, 121: no una famiglia nobile di Firenze
XXXII, 103; XXXIII, 2. Par. XXXII, venuti da Fiesole, Par. XVI, 131.
70 — e capegli, Purg. I, 35. Cappa. Inf. XXIII, 61,100; XXIV,
Capere, contenere, Par. XVII, 31. Par. XI, 132.
15 ; XXVII1, 68. — Tenere in un luo- Cappelletti, famiglia nobile ghi-
go, Par. XXIII, 41. — Aver luogo, bellina di Verona, Purg. VI, 106.
Par. Ili, 76. —
Ammettere, Purg. Cappello, da capo. — Nel signif.
XVIII, 60. —
Mi cappia, Purg. XXI, prop. Inf. XXXII, 126. — Cappello
81, che io comprenda. Particip.
— cardinalizio, Par. XXI, 125. — Coro-
Catto, v. ivi. na di alloro, Par. XXV, 9. — Cappe-
Capestro, lat. capistrum, il cor- rone che si pone sulla testa e sugli
dino. D. r usa per il cordone dei occhi del falco, Par. XIX, 34.
Francescani, detti anco Cordiglieri, Cappuccio. Inf. XX Ili, 61. Par.
Inf. XXVII, 92. Par. XI, 87; XII, 132. XXIX, 117.
76 Capra Carisenda.

Capra. Inf. XIX, 132. Purg. signif. fig. Inf. XXVII, 136. Purg.
XXVII, 77. - D. chiama il Capri- XXXI, 19. Par. V, 55; Vili, 81 ;

corno capra del ciel, Par. XXVII, 69. XVIII, 66.


Capraia, isoletta non lontana Cardinale, dignità eccles. Inf.
dalla foce d' Arno nel Mediterraneo, VII, 47. Par. IX, 136. Il Cardinale —
Inf. XXX1I1,82. assolutamente senza 1' aggiunta del
Capricorno, segno del Zodiaco, Qome, usa D. Inf. X, 120 per il cardi-
Purg. II, 57; vedi pure Par. XXV1I,69. nale Ottavio degli Ubaldini, talmente
Capromi, castello della Toscana noto per la sua potenza e il suo ghi-
appartenente ai Pisani, assediato e bellinismo che chiamavasi antonoma-
preso dai Guelfi nel 1290, Inf. XXI, 95. sticamente: Il Cardinale.
Caramente, teneramente ,
Inf.
Cardine, lat. cardo, Purg. IX, 103.
XXXI, 28. Par. XVII, 56. Caribo. Pur. XXXI, 132, voce di
Carato, probabilmente da xepa- origine e significato oscuri. La Cr.
Ttov, il frutto del Carrubbio, lat. Cera- legge Cantando al loro angelico caribo,
tonta, i cui semi servivano di peso; contro l' autorità dei migliori mss. che
la xxiv parte d*un peso d'oro, Inf. hanno, come 1' Aldo, la Nidob. e Ben-
XXX, 90. venuto danzando. Per conseguenza la
Carbone. Il carbone ardente , Cr. prende caribo per: danza. Monti
Par. XIV, 52; XVI, 29. —
Carboni (Prop., ii ,
1 43) e Parenti (A nnot. , ii, 86)
spenti, argomenti, ragioni di niun va- hanno evidentemente dimostrato :

lore, Inf. XX, 102. 1° dal contesto e dalle citazioni ana-


Carcare, per: caricare, dal lat.
loghe, come Purg. XXIX, 128; XXXII,
carrus. — Nel signif. prop. Inf. XXI, 33, che caribo non può significar altro
35. Par. XI, 123. — Particip. carcato che: canzone da ballo, ballata, canti
per: caricato, Inf. XXX, 6. — Car- con i quali accompagnavansi le dan-
carsi, Par. XXIII, 65; XXXII, 114. ze } 2° che perciò si ha da leggere
Carcare (il), sost., la carica, danzando e non cantando. Benvenuto
Purg. XVIII, 84. dice Ad gratulationes et cantiones
:

Carcere, la prigione. —
Nel si- angelicas earum, vel ad cantus angelo-
gnif. prop. Inf. XXXI1I.56.— Per est. rum — sicut solent facere tripudiantes
T Inferno, Inf. X, 59. Purg. XXII, 1 03. et cantantes simul.
D. fa sempre mascolina questa- voce. contratto di caricato, Par.
Càrico,
Carco, add., contratto di carico, Vili, 81 .

caricato, derivanti dal lat. carrus, Cariddi,lat. Charybdis, punto pe-


carro. —
Nel signif. prop. Inf. Vili, ricoloso dello stretto di Messina, Inf.
27. Purg. XII, 2. Par. XXII, 72. Nel - VII, 22.
signif. fig. Inf. I, 50. Purg. XIX, 41 ;
Carisenda. Inf. XXXI, 136, torre
XXXII, 129. Par. XVI, 94. — Carico, inclinata di Bologna, cui pendio ec-
il

pieno, Inf. IX, 129. Purg. XXIX, 57. cede i nove piedi sopra un' altezza di
— Sost. il carco; nel signif. prop. Inf. cento trenta piedi; si chiama ora più
XII, 30; XIX, 130; XXIII, 84. Purg. comunemente : La torre mozza, per
XXXII, 26. Par. XXVII, 84. Nel - non esser finita. 1

I Questo errore viene corretto nel Dante Illustrato di Lord Vernon (voi. ni, Artic.
« Carisenda » dove è ricordato che circa 33 anni dopo la morte di Dante la detta torre
Carità Caro. 77

Carità, l'amore, XIV, Inf. 1. — padre, amico di D. che lo trova nel-


L'amore cristiano, Purg. XIV, 12. l' Vili Par. Parla pure di lui, Par. IX,

Par. Ili, 43; XXXI, 49 e


XXVI, 57; 1.-5° Carlo Valesio conte di Pro-
110. - Caritade, Purg. XIII, 129; XV, venza fratello di Filippo il Bello, noto
57.— Caritate, Par. Ili, 77; XXVI, sotto il nome che
di Carlo Senzaterra,

57; forme antiche e poetiche. chiamato da Bonifacio Vili venne in


Cariata, dal lat. carere, la penu- Italia nel 1301, e fu mandato a Fi-

ria, Par. V, 111. Voce antiquata, ora: renze col pretesto di pacificarla; dove
carestia. isuoi mali portamenti, e dipoi la sua
Carlino de' Pazzi. Inf. XX XII, vana impresa di Sicilia, lo posero in

69. Secondo Benvenuto e gli antichi universale dispregio e principalmente


cementatori, détte per danaro a' Fio- del Poeta, Purg. XX, 71 e segg. Al-
rentini il castello Piano di Trevigne, lude pure a lui, Inf. VI, 69 Con la
Planum Inter vineas , occupato dai forza di tal che testé piaggia.
Ghibellini Bianchi
Firenze, dei
di voce latina e poetica;
Carme,
quali, e fra loro alcuni parenti di esso verso, canto, poema, Purg. XXII, 57.
Carlino, perirono per causa di questo Par. XVII, 111.
tradimento. Carnale, nel signif. biblico, i
pec-
Carlo. D. ricorda cinque perso- cator carnali. Inf. V, 38.
ne di questo nome: 1° Carlomagno, Carne,lat. caro.— Nel signif. prop.
Inf. XXXI, 17. Par. VI, 96; XVIII,
XXI, 57; XXXIII, 63. Purg. V,
Inf.
43. —
2° Carlo I re di Napoli, duca 33; XIV, 61 XXIII, 51 XXX, 127;
; ;

d'Angiò, fratello di Luigi IX di Fran- XXXI, 48. — Più spesso per il corpo
cia, Inf. XIX, 99.
Purg. XI, 137; al dell'uomo in
VI, 98; IX,
genere, Inf.

quale D. rimprovera la morte di Cor- 25. Purg. V, 102; IX, 17; XI, 104;
radino di Svevia e quella di san Tom- XXIII, 123; XXV, 80. Par. VII, 147 :
maso di Aquino, Purg. XX, 67 e segg. X,116; XIV, 56; XXVII, 93.
- La
Lo ricorda ancora, Purg. VII, 113, vita terrestre, Par. XX, 113. — Nel
ove lo chiama quel dal maschio naso,
signif. biblico, Carne d' Adamo ciò che
e ivi, verso 124 nasuto. 3° Carlo 11, — l' uomo ha in se della natura del pri-

figliuolo del precedente, Purg. V, 69. mo uomo, Purg. XI, 44. La carne op- —
Par. Vili, 72; XX, 63, che, per rispet- posta allo spirito, il diletto della carne
to al padre, D. chiama Carlo novello, o carnale, v. ivi. Par. XI, 8. Per —
Par. VI, 106; e per rispetto ad una ultimo la propria carne, il proprio
imperfezione del corpo, perchè era sangue per: la propria figlia, Purg.
zoppo, Il Ciotto di Gerusalemme, Par. XX, 84. - Al pi. Inf. XXXIII, 63.

XIX, 127. perchè i re di Napoli inti- Purg.XX1X, 124.


tolavansi anco: re di Gerusalemme. Caro, add. inf. Vili, 97; XV, 83;
E lo rimprovera d'aver venduta la XXV11, 106; XXXII, 91. Purg. I, 71 ;

sua Beatrice al margravio iAzzo


figlia IX, 124; X, 99; XI, 22; XIII, 91;
di Ferrara, Purg. XX, 79 e segg. — XIV, 127; XVIII, 13; XXII, 27; XXIII,
4° Carlo Martello figliuolo di Carlo II 91 XXVI, 114; XXV1I1, 137; XXX,
;

re d'Ungheria, morto prima di suo 129. Par. IX, 17 e 37; XI, 113; XIV,

venne in gran parte distrutta sotto il tiranno Giovanni Visconti da Oleggio, onde poi fu

detta « Torre Mozza. »


78 Caro — Caso.

65; XVII, 110; XXIII, 34; XXIV, 89 pagine d' un libro, Inf. XI, 102. Purg.
— Essere caro, essere a cuore, Purg. XXVI, 64; XXIX, 103; XXXIII, 139.
V, 36. — Aver caro, amare, Purg. Par. II, 78; XII, 122; XXII, 75 e -
XXVI, 111 ; XXIX, 138. Par. VIII, 89. per le pergamene ove si fanno le mi-
— Caro, di gran prezzo, Purg. XXIV, niature, Purg. XI, 82.
91. — Costar caro, Purg. XXXII, 66. Casa. Inf. XXIV, 10. — Il pi. case
Par. XII, 37. — Far parer caro, nel per il sing., inf. XIII, 151.
— La Casa
signif. che sopra, Purg. XII, 51. di Nostra Donna, per: la Chiesa ec.
Caro, sost. per: carestia; la pe- Par. XXI,— Per: dimora, abita-
122.
nuria, il difetto. — Avrete caro, ne zione in genere, Vili, 120. — Per:
Inf.

avrete mancanza, non ne goderete, famiglia, Purg. Vili, 124; XIV, 89 e


Purg. XXII, 141. 107; XIX, 143. —
Per La casa di che
Caròla, in provenzale carolas, dal nacque il vostro fleto D. indica la no-
bile famiglia degli Amidei. V. Buon-
greco xópos? un ballo in tondo. Al. pi.
Par. XXIV, XXV, 99. DELMONTB.
16;
Carón 9 per: Caronte, barcaruolo Casale, città del Piemonte. Non
dello Stige, Inf. Ili, 94, 109 e 128. fiada Casal, indica Ubertino da Ca-
andar carpone aiutan- sale frate francescano che viveva nel
Carpare,
dosi con le mani, Purg. IV, 50. principio del xiv sec. e si era reso ce-

Carpigna (Guido lebre per il suo fanatismo e la sua fe-


di) nobile di

Montefeltro, celebrato da tutti gli an- rocia, Par. XII, 124.


tichi comentatori per la sua liberalità, Casalodi, castello nei dintorni di

Purg. XIV, 98. Brescia, Inf. XX, 95. La mattia da —


Carpire, dal lat. carpere, prende- Casalodi, cioè: di quel da... D. indica
re, Par. IX, 51. D. vuol dire che si
il conte Alberto da Casalodi che nel
ordisce già la trama per farlo perire. 1269 fu cacciato di Mantova, della
Carpone, da carpare, avv., andar quale erasi fatto signore, per astuzia
co' piedi e con le mani insieme come e tradimento di Pinamonte, v. ivi.

quadrupede, Inf. XXV, 141; XXIX, Cascare, verbo sinonimo di: ca-

68. dere. — Nel XVII,


signif. prop. Inf.

Carrarese, un abitante di Car- 53; XIX, 76; XXI, 86; XXIV, 102.
rara, Inf. XX, 48. Purg. XXXII, 52. Dell'acqua d'un —
Carreggiare, da carro, propria- fiume, Inf. XX, 73. — Bovinare, Inf.

mente: condurre un carro, Purg. IV, XII, 36. - Decadere, Par. XXVII, 60.
72. D. dice carreggiar la strada per : -Morire, Inf. XXIX, 62; XXX11I, 71.
tenere un camino. Casella, musico e cantante di Fi-
Carro. Nel signif. prop. Purg. X, renze, amico intrinseco di D. che lo
56 ; XII, 48.
— Il carro mistico figura vede giungere al Purgatorio, Purg.
della Chiesa, sul quale D. trova Bea- II, 91.

trice, Purg. XXIX, 107; XXX11, 115; Casentino, provincia del Valdar-
XXXIII, 38.— 11carro di Elia, Inf. no di sopra, nell' Apennino, Inf. XXX,
XXVI, 35. — Il Carro, costellazione 65 Purg. V, 94.
dell'Orsa Maggiore, Inf. XI, 114. Purg. Caso, ciò che accade fortuitamen

I, 30. Par. XIII, 7.


- 7/ carro della te, Inf. 4 taso, v. A,
XXV, 41. _
luce, Purg. IV, 59 per: il Sole. Purg. X, 66. —
Caso trovasi spesso
Carta, lat. charta. — D. 1' usa per: negli antichi per caduta, e pare che
:
Cassare — Catria. 79

D. l'usi in tal signif. Par. XIV, 4 fece Castore, fratello di Polluce; era-
caso per : cadde. no figliuoli di Giove e di Leda e chia-
Cassare, dal lat. del medio evo; mavansi Dióscuri. D. indica con i
annullare, Par. II, 83. nomi di Castore e Polluce, Purg. IV,
Cassino (Monte), monte cele- 61, la costellazione dei Gemelli.
bre nel regno di Napoli nella provin- Castrocaro, piccola città di Ro-
cia di Terradilavoro, sul quale anti- magna, che al tempo di D. aveva i

camente eravi un tempio di Apollo, suoi propri Conti, Purg. XIV, 116.
che san Benedetto distrusse edifican- Casuale, fortuito, ciò che è ef-

do nel suo luogo un monastero del fetto del caso, Par. XXXII, 53.
suo Ordine, Par. XXII, 37. Catalano (Napoleone o secon-
Cassio, Caius Cassius, uno degli do altri .Malevoli!) di Bologna del-
ammazzatori l' Ordine de' Frati Gaudenti, v. ivi.
di Cesare, Inf. XXXIV,
67. Par. VI, 74. In quanto al luogo che Fu chiamato con Loderingo degli An-
D. gli assegna nell Inferno, v. Bruto. dalò per governar Firenze come po-
Casso, sost., lat. capsus, il busto, destà nel 1266, ma invece di procurar
il petto, Inf. XII, 122; XX, 12; XXV, lapace in tra le fazioni, ambidue ven-
74. Purg. XXIV, 72. deronsi ai Guelfi e perseguitarono i
Casso,add.,lat. cassus; cancellato, Ghibellini. D. gli trova nella bolgia
Inf. XXV, 76. — Della luce, spenta, degli ipocriti, Inf. XXIII, 103.
Inf. XXVI, 130. — Annichilito, Inf. Catalogna, provincia della Spa-
XXX, 15. — D'un argomento, confu- gna che a tempo di D. apparteneva al
tato, distrutto, Par. IV, 89. regno d' Aragona. D. rimprovera a'Ca-
Castello, terra circondata di mu- talani la loro povertà ed avarizia,
ra con bastite. Fortezza, Inf. IV, 106. Par. Vili, 77; e a Roberto re di Na-
- Al pi. i castelli, Inf. XV, 8; XVIII, poli d'aver preso a' suoi servigi vari
11 - le castella, inf. XXII, 8; XXXIII, gentiluomini catalani che aveva co-
86. — // Castello per : Castel Sant'An- nosciuti nei sette anni che fu statico

gelo a Roma, Inf. XV11I,32. per suo padre in Catalogna.


Castel o Castello (Guido da) Catellini, antica famiglia nobile
nobile di Reggio in Lombardia, lo- di Firenze, speata a' tempi di D. Par.
dato da D., Purg. XVI, 125. Benve- XVI, 88.
nuto dice che era della famiglia dei Catena. Nel signif. pfop. Inf.
Roberti che dividevasi in tre rami, XI1I,126 XXXI, 88-nel fig., impe-
;
l'

cioè, quelli di Tripoli, quelli di Ca- dimento, il ritegno, Purg. XXXI, 25.
stello e quelli di Fumo. Aggiunge poi Catenella, diminut. di catena.
che Guido era poeta e che aveva ospi- Catenelle d'oro o d'argento che le
tato D. presso di sé. D. loda il suo donne portavano per ornamento, Par.
carattere ingenuo e sincero, dicendo XV, 100.
arebbe meglio a chiamare
di lui che s Caton, Catone di Utica. È mento-
alla maniera francese: il
semplice Lom- vato, Inf. XIV, 15 — e senza il nome

bardo. espresso, Purg. I, 31 e segg.; 11,119

Castigare, v. Castigare. e segg.

Casto, — occhi casti, Purg. 1, 78; Catria, alto monte dell' Apennino
XXV, 134. — Per: innocente, Inf. fra Gubbio e la Pergola nello Stato
XIV, 96. Purg. XXXII, 138. Ecclesiastico, Par. XXI, 109.
Cattivo — Cenere.

1 attivo, lat. captivus, prigioniero, Cicerone e da Orazio, Purg. XXII,


Inf. XXX, 16. — Malvagio, infame, 98.

scellerato, Inf. Ili, 37.


— Come sost., Cecina, piccolo fiume di Toscana
Inf. Ili, 62. che sbocca nel Mediterraneo al mez-
Catto, voce latina, captus, usata zogiorno di Livorno. D. lo nomina
da D. una sola volta preso, prigione,
;
come confine settentrionale della Ma-

captivo, Purg. XX, 87. remma toscana e dello Stato della


Cattolica (La), borgo dello Stato Chiesa, Inf. XIII, 9.

Eccl. sull' Adriatico, tra Rimini e Pe- Cedere , lasciare il


luogo Inf. ,

saro, Inf. XXVIII, 80. XXVI, 28. — Esser inferiore a... Par.
Cattolico, D. nel Par. XII, 104, XXXIII, 56 e 57.
chiama l' orlo cattolico la Chiesa. Ceffo, probabilmente dal lat. ca-
Causa. Par. XXXII, 59, sine cau- put; il muso del cane, Inf. XVII, 50
sa, voci latine: senza cagione. - di Lucifero, Inf. XXXIV, 65.

Cauto, voce latina cautus, circo- Celare,nascondere,Inf. XIV, 101;


spetto, Inf. XVI, 118. XXII, 27; XXIII, 21 XXV, 116; ;

Cava, dal lat. cavus, la fossa. D. XXXI, 36. Purg. XVI, 43 XVII, 57; ;

dà questo nome alla decima bolgia di XXXIII, 56. Par. Ili, 48. — Dissimu-
Malebolge, Inf. XXIX, 18. lare, Inf. X, 44. — Celarsi, nascon-
Cavalcare, dal lat. caballus, verb. dersi, Inf. XVIII, 46. Purg. XXIII,
neut. andare a cavallo, Purg. XXIV, 112. Par. V, 133; XXIX, 135. — Cele
95. — Verb. att.
Spronare, incitare, per: celi, Purg. XXXI, 138.

Purg. XV1I1, 96, come il cavaliere . Celeste. Purg. XXXII, 22 e 54.

sprona il suo cavallo. Par. Vili, 34.

Cavaliere, soldato a cavallo, Inf. Celestiale, che viene dal cielo,

XXII, Purg. XXIV, 95.


1. La di- - Purg. II, $3; Vili, 104; XII, 29. Par.
gnità del cavaliere , Inf. XVII, 72. IV, 39.
Purg. XIV, 109. D. in ciò concorde al Ccn, per : ce ne, e questo per : ci

medio evo dà il titolo di cavaliere a ne, Inf. XV, Purg. XXVI, 2. Par. I,
1.

tutti gli eroi e soldati dell' antichità, 125; II, 20. Diverse ediz. scrivono
Inf. V, 71. Purg. X, 80. ce ne.

Cavallo, lat. caballus, Inf. XXVI, Cena. Par. XXIV, 1 . D. l' usa nel
36. — Il cavallo di legno mediante il signif. fig.per indicare la felicità dei
quale i Greci impadronironsi di Troia, Beati. Allusione ai diversi luoghi del-
Inf.XXVI, 59; XXX, 118. l'
Evangelio, come san Luca (xm 29 .
;

Cavare, dal lat. cavea, la fossa; xxii, 30) e specialmente Apocalissi


generalmente: trarre, prendere, Purg. (xix, 9).
IX, 115. Cenare. Preso in signif. fig. come
Caverna. D. l'usa per: sepolcro, sopra, per partecipare alla beatitudi-
Purg. XXX, 14.
— Per rovine di edi- ne degli Eletti, Par. XXX, 135. (Vedi
fici che formano come delle caverne, Apocal. xix, 9.)

Purg. XII, 61. Cenerò, dal greco «rxpte, specie


Cavo, incavato. Degli occhi affos- di serpente. La Aldo e
lez. centri dell'

sati, Purg. XXIII, 22. della Cr. è erronea, Inf. XXIV, 87.

Cecilio Stazio, coetaneo di En- Cene, v. Cen.


nio. Autore drammatico mentovato da Cenere, lat. cinis. — Nel signif.
Cennamella -
Ceperano. 81

prop. il cenere, Inf. XIII, 149.


— La quale riconosce alcuna cosa, Purg.
si

cenere, Inf. XXIV", 104. — Senza indi- XXII, 27; VI, 141.
cazione di genere, Inf. XXIV, 101. Centauro. Inf. XII, 56, 104, 115
Purg. IX, 115; XII, 61. Par. XXI, 6. e 129. XXV, 17. V. Caco.
— Per est. le ceneri d' un cadavere o Centesimo. Par. IX, 40 Questo
la memoriaun defunto, Inf. V, 62.
d' centesim'anno ancor s' incinqua, cioè :

Cennamella. Inf. XXII, 10. Tale questo centesimo anno del nostro se-
è la lez. dell' Aldo, della Cr., della Ni- colo ritornerà cinque volte, o: spesso.
dob.,del Lombardi e di quasi tutte Centèsmo, contratto di: cente-
le ediz. moderne. La Cr. nota in mar- simo; un secolo, Purg. XXII, 93. —
gine cmmnmella e ceramella, che di- llcentesmo, la centesima parte, Par.
fettano d* autorità e di verosimiglian- XXIV, 108. — La centesma, Par.
za. Guiniforte legge cialamella; Vi- XXVII, 143, cioè: quella minima parte
viani cannamella, e alcuni mss. hanno dell' anno trascurata nel calendario
ciaramella e ceramella. Questa grande riformato da G. Cesare che facendo
diversità di lezioni, mentre tutti adot- T anno di 365 giorni e 6 ore, veniva
tano il
sigriif. dato dal Buti a questa a differire di circa 11 minuti dal-
voce di strumento a fiato, prova che
: 1 anno vero; errore che fu corretto
la voce usata da D. aveva fino dai da papa Gregorio XIII.
tempi più antichi delle forme diverse Confo, add. numerale, Inf. XV,
e che l' uso se ne è perduto da lungo 38; XVII, 131; XIX, 114; XXI, 52;
tempo. Le forme cialamella dal lat. XXV, 33; XXVIII, 52; XXX, 83.
calamus, e cannamella da canna, sem- Purg. II, 45; XIV, 18; XV, 127;
brano da preferirsi alle altre prive XXIX, 10; XXX, 17. Par. VI, 4; XI,
affatto di etimologia. Nel latino del 65; XXII, 23.
medio evo si trova canamella, canna- Cento militi, centomila, Inf.

mella,, calamella, calamaula, calamau- XXVI, 112 numero determinato per


lische corrispondono evidentemente significare un gran numero indeter-
alle due forme italiane che ho prefe- minato.
rite. La forma cemmamella potrebbe Centro. Inf. XVI, 63; XXXIV,
conferirsi al ghmbel ali. o: 107. Purg. IV, 42; XIII, 14. Par. X,
campana,
Subbillo, se tal signific. non fosse con- 65; XIV, 1 XXI, 80; XXVIII, 51.
;
-
trario al contesto. Per 1 Inferno, Inf. Il, 83, -perchè se-
Cenno, dall'ali, tennen? o dal condo il sistema di D. l' Inferno si

lat. signum? Un segno che si fa ad estende fino al centro dell Universo.


alcuno, un segnale, Inf. Ili, 117; XVI, La lez. della Cr. Inf. XXIV, 87 centri
116; XXI, 138. Purg. 1,50; XII, 129; non ha signif. plausibile, v. Cencro.
XIX, 86; XXVII, 139. Par. XV, 71; Ceperano, città del regno di Na-
XXII, 101. —
D'onde render cenno, poli su i confini dello Stato Ecclesia-
Inf. VIII, 5, per rispondere a un
segno il conte di
stico, dov*e Caserta capi-
ricevuto. — Cenno di castella, Inf. tano delle genti di Manfredi abban-
XXII, 8, segno dato da una fortezza donò senza combattere il ponte del
a quelli che sono fuori. —
Salutevol Garigliano e il passo d' una gola di
cenno, Inf. IV, 98, un gesto di saluto monti insuperabile ai soldati di Carlo
— e nel medesimo signif. Purg. XXI, d' Angiò. D. suppone contro il vero
15. — Per: contrassegno mediante il che vi fosse grande effusione di san-
81 Cephas
— Cerchio.

gue in quella giornata, Inf. XXVIII, Cerchia, dal lat. circulus. Quan-
16. tunque Vocabolari italiani registri-
i

Cephas, cioè: pietra, nome che no in un medesimo articolo cerchia e


G. C. dòtte a san Pietro (San Giovan- cerchio, D. nondimeno pone alcuna
ni, I, 42) per indicare che sarebbe distinzione fra queste due voci. Cer-
uno dei fondamenti della Chiesa, Par. chia è, secondo esso, un ricinto circo-
XXI, 127. lare, materiale e reale, come Inf.

Ceppo, lat. cippus, lo stipite, Par. XVIIJ, 3 e 72; XXIII, 134, o\ecerchia
XVI, 106, lo stipite d' una famiglia. significa:il muro di roccia che
ricinge
Cera, uno dei prodotti delle api. Malebolge— e Inf. XXXI, 40 e Par.
Nel signif. prop. Inf. XVII, 110; XXV, XV, 97 significa mura o bastite di
:

61. Purg. X, 45: XV11I, 39; XXXIII, fortezza o di città. — Una sola volta,
79. — Nel signif fig. D. usa frequen- Purg. XXII, 33, cerchia significa uno
temente questa voce per indicare la dei cerchi del Purgatorio , mentre
sostanza, la materia fisica e lo stesso quelli dell'Inferno son sempre detti

uomo, che ricevono i celesti influssi, cerchi.

come la cera riceve V impronta del Cerchiare, fare il tondo, andar


in giro, Purg. XIV, 1 XIX, 69; XXII,
sigillo, Par. 1,41; XIII, 67; VIII, 128. ;

— Nel luogo del Purg. Vili, 113; bi- 93. — Degli astri che percorrono la
sogna intendere per lucerna la grazia loro orbita, Purg. 11,4. Par. XXI, 26.

divina, e per cera il concorso del li-


— D'un muro che fa cinta, Inf. IV,
bero ai bitrio dell' uomo. 107. — Delle persone che dispongonsi
Cerasta, serpente cornuto, Inf. intorno a... Purg. XXXII, 38. Cir- —
IX, 41. condare, cingere, Purg. XXX ,
68.
Cerbero. Inf. VI, 13 e 22; IX, 98. Par. XIV, 55. — Come sost., Purg.
D. le cui persone mitologiche che tro- XIX, 69.
va nell'Inferno son sempre bene ac- Cerchietto, dimin. di cerchio. I).

comodate ai cerchi ove son poste a l'usa, Inf. XI, 17, in signif. di: cerchio,

guardia, ha posto Cerbero come cu- cioè dei cerchi o divisioni dell' In-
stode del cerchio dei Golosi avuto ferno.

riguardo alla voracità canina. Cerchio,v. Cerchia, la periferia.

Cerca, sost. verbale di cercare. — - In genere: Inf. XI, 2; XIV, 127.


Iridare alla cerca, Par. XVI, 63, men- Purg. XXXII, 97. Par. 1, 39; XIV,
dicare. 1; XXIII, 95; XXIV, 13; XXVI11,
Cercare, dal lat. quaricare per 25; XXXIU, 134 e 138. - I cerchi
quwrere, Inf. XVIII, 115; XXX, 85; divisioni dell Inferno, Inf. IV, 24;

XXXI, 73. Purg. I, 71 ; V, 63; VI, 85 V,7; VII, 44; Vili, 129; XI, 28, 57 e
XII, 131; XV, 92; XXVII, 116. - 64; XII, 39; XVII, 44; XXV, 12. -
Percorrere cercando, Inf. XX, 55 1 ripiani del Purgatorio,
Purg. XVII,
XXI, 124; XXXII, 59. Purg. XXVIII 137; XXII, 92.
— I cerchi, ovvero or-
I
— Procurar di fare... Purg. HI, 99
. bite che percorrono i
corpi celesti, o,
Par. XVII, 49. — Investigare, Inf. I, secondo il sistema di Tolomeo, il mo-
84. Purg. XVII, 139. to dei cieli o delle sfere celesti, Inf.

Cerchi, famiglia nobile e ricca di 11,78. Purg. 1, 78; VII, 22; XI, 108.
Firenze, che a tempo di D. era capo |
Par. XXVU, 112 e 144. Per mezzo -
della fazione de' Bianchi. cerchio o cerchio del mezzo, Purg. IV,
Cerebro — Cessare. x;3

79. D. vuol significar l'Equatore. — alcuno, Inf. XVII, 56. Par. XXI, 42.
Per cerchio di merigge Purg. XXV, 2;
— Al pi. certi, alcuni, Inf. XVII, 52.
.XXXIII, 104, vuol significare il Me- Purg. XXVI, 14. - Chiaro e distin-
ridiano, come Purg. II, 2 meridian to, Purg. XIII, 56. — Convinto, cer-
cerchio. —
Per l'obliquo cerchio che i tificato, Par. IH, 4; XXIX, 64. -
pianeti porta Par. X, 14, vuol signi- Stabilito, fissato, Purg. VII, 40. —
ficare il Zodiaco. —
Per II cerchio che Reale, uomo certo, Inf. I, 66. — Una
più ama e che più sape Par. XXVIII, fonte è detta certa, Purg. XXVIII, 124,
72, il cerchio dei serafini. — La cir- perchè le sue acque non vengono mai
colazione, Purg. XXVIII, 105. meno. — Avv. certamente, sicura-
Cerebro, forma lat. per: cervello, mente, Inf. X, 89; XII, 37: XIV, 133;
Purg. XXV, 69. — Per tutta la testa, XVI, 44; XIX, 93; XX, 25; XXVU,
Inf. XX Vili, 140. 69; XXIX, 123. Purg. VIII, 21; XVIII,
Corna, voce antica derivata dal 109; XX, 130; XXIV, 60. Par. II, 55
lat. cerwre, dividere. La divisione, e 61; XXVI, 22; XXXI, 41. - Per
la separazione, Par. XXXII, 30. certo, dizione avverbiale, certamente,
Cernere, trovasi nei due signif. Inf. XXVHI, 4. — Chiaramente, Inf.

latini di :
vedere, distinguere e sepa- VIII, 71; XXVIII, 118.
rare. — Per la vista fisica, Inf. VIII, Cervello, dal lat. cerebellum. Per
71. — Per la vista dell'anima, distin- la testa in genere, Inf. XXXII, 129.

guere , riconoscere, Par. XXI, 76; Purg XXXIII, 81.

XXVI, 35. — Per: separare, preci- Cervia, piccola città d' Italia cir-
ca venti miglia distante da Ravenna,
sare, discernere, Par. Ili, 75; XXXII,
34. Inf. XXVII, 42.
Cero, dal lat. cereus, candela. D. Cervice, lat. cervix, la parte po-
l'usa nel signif. fig. per indicare Dio- steriore del collo, la nuca, Purg. XI,
nigi V Areopagita al quale è attribuito 53.
il libro delle Jerarchie degli Angeli, Cesare. — Nome proprio, Giulio
volendolo figurare come un luminare Cesare, Inf. IV, 123; XXVIII, 98.
della Chiesa, Par. X, 115. Purg. XVIII, 101 ; XXVI, 77. Par. VI,

Cerro, lat. quercus cerris, della 57. — Nome appellativo, l'


Impera-
fam. delle Querci. Per: querce in ge- tore, Inf. XIII, 65. Purg VI, 92 e 1 14.
nere, Par. XXXI, 71. Par. I, 29; VI, 9 ; XVI, 591 —
Il terzo

Ceri alilo, piccola terra di Tosca- Cesare, Par. VI, 86, è Tiberio.
na nella Valdelsa. D. si duole che al- Cespuglio, derivato dal lat. cws-
cune famiglie di là siensi stabilite a pes, ma in signif. diverso, Inf. XIII,

Firenze, Par. XVI, 50. 123 e 131.


Cerlamente,avv. Purg. XXXIII, Cessare, desistere, Inf. XXV, 31.
40. Purg. XX, 141. Par. XXXIII, 61. -
Certificato, particip. di certifica- Evitare, Inf. XVII, 33. Par. XXV,
re, asseverare, Par. IX, 18 133. — Ciascun sentimento avea cessato
Certo, add., sicuro, Inf. Ili, 61;
mio viso Inf. XXXIII, 102,
stallo del

IV, 47; VII, 117; XX, 101: XXVI :


cioè: qualunque senso aveva abban-
50. Purg. XVI, 56; XXIII, 106. Par. donata la sua dimora, aveva cessato
V, 34; Vili, 42; X, 100; XV, 118; d'abitare, rimanendo così la mia fac-

XXV, 67; XXVI, 105. - Un certo, cia impassibile a qualunque imprcs-


8'. Cesso — Chérere*

sione. — Perchè la morte cessa Inf. spessissimo.



Come elemento duna
XIX, 51, perchè il morire si ritarda, comparazione: più che, meno che,
s'allunga. Inf. 1,99; XXXII, 125. Purg. I, 64;
l'esso, voce antiquata. Inf. XXII, II, 33. Par. 106, e spessis-
1, 102; III,
1 00 Ma stien le malebranche un
poco in simo. — Congiunto a preposizioni o
cesso, pare voglia dire: stieno in di- avverbi che forma le congiunzioni av-
sparte, o forse: in riposo. vegnaché, acciocché, dacché, fuorché, in-
Cesto, cespuglio, Inf. XIII, 142. finchè , menlrechè , perocché , poiché .

Cetra, probabilmente dal lat. ci- priachè , quandoché orche , , tostochè,

thara, la lira, Par.


XX, 22. sicché, ec. V. queste voci. — Quando
Che, precedente vocale Ch'; pre- che è seguito da vocale, la Cr. scrive
cedente a, o, h, alcune ediz. scrivono talvolta ched, Inf. XXXI, 138.
malamente & hanno. — 10 Pronome Checché .
quantunque , Purg.
relativo: il
quale, e: chi, per i due ge- XXV, 5.
neri e i due numeri, Inf. I, 6, 8, 9, 15, Ched. In alcuni luoghi della D.
18, 20, 21 , 22, 25, 27, 33, 39, 45, 49, 53, C. come, Inf. VII, 84; XXXI, 138:
55, 57, 59, 74, 78, 80, 84, 87, 102, 117, XXX1V,113. Purg. I, 17, ec, la Cr.
118,131 e 135. Purg. I, 3, 14, 18, 19, e le ediz. che la seguitano hanno
21, 40, 45, 66, 68, 71, 75, 79, 90, 99, adottato questa forma invece di che
103,107,116,119,126,129,131 e 132. seguito da vocale. Le migliori ediz.
Par. 1, 1 , 4, 5, 39, 51, 55, 60, 69, 73, moderne rigettano questa forma af-

74, 75, 76, 78, 83, 90, 93, 105, 109, fatto particolare all' antico dialetto
114, 120,121, 123, 126, 131, e ad ogni fiorentino.
pagina.
— Spesso è posto per: ciò Chédere. Dal latino qucerere si

che, Inf. Ili, 129. Purg. Vili, 66; è formato cherere che trovasi negli
XXVIII, 48. — Spesso il semplice antichi, d'onde chiere, Par. IH, 93:
che è posto invece: di che, de' quali,
dipoi fu adottata la forma chedere co-
Inf. XXVI, 48. Purg. III, 30; XX, 53. me meno dura e che trovasi nella
Par. 27; XIV, 136 e spessissimo.
I, maggior parte degli antichi mss. Po-
— 2° Pronome interrogativo che? scia queste forme furono rigettate
Inf. II, 121; HI, 32, 34, e 43; V,111 dall' uso ed è rimasta la sola forma

e119;X, 31; XIX, 66; XXXIII, 51. chiedere. Significa :


domandare, cer-
Purg. II, 23 e 120; XXXII, 72- Par. II, care — Da chedere derivano, nel pri-
49; HI, 59 e spesso.
— Che per :
per- mo signif. cheggio, Inf. XV, 120; XXI,
chè? Inf. II, 104; XXXIII, 69, ec. 129. Purg. XIII, 148; XX, 48. Par.
Purg. XIV, 112, ec. 3° Che, con- — Vili, 117. — E nel secondo signif.
giunzione, Inf. 1, 7, 12, 36, 44, 46, 48, cheggia, Purg. XVI, 83.

54, 90, 96, 98, 101, 113, 126 e 133. Chelidra, dal greco e dal lat. che-

Purg. 1, 12, 34, 39, 48, 55, 57, 60, 80, lydrus ; specie di serpente, Inf. XXIV,
87, 93, 94, 95 e 120. Par. I, 9, 23, 31, 86.
59 e 80, e ad ogni pagina. Che in — Chèrco , contratto di cherico dal

luogo del francese car, che manca alla lat. clericus, Inf. VII, 38 e 46; XV,
lingua italiana, Inf. I, 3, 94 e 124 II, ; 106; XVIII, 117.
139; III, 42 e 125; VI, 83; IX, 90. Chercuto, tonsurato, Inf. VII, 39.
Purg. 1,73, 77, 97, 113 e 134; 11, 97; Chérerc, domandare, chiedere,
III, 38, 78 e 145. Par. II, 5; III, 32, e Purg. 111,93. V. Chkdbre.
Chersi — Chiarentana. S5

Chersi. Lez. della Nidob. Inf. 112; XIII, 92; XV, 58; XXI, 105;
XXIV, 86, non autorizzata da verun XXVI, 65 ec. — Come distributivo;
ms. e che Lombardi vorrebbe appog- 1* uno, 1'
altro, Inf. XXI, 11, 13 e 15.
giare sul luogo di Lucano (Fars.,i\, Par. XI, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.

709), nel quale i Chfrsydri, specie Chiamare, lat. clamare. Nomi-


di serpenti sono menzionati, e perciò nare, Inf VI, 52. — Chiamare, Inf. II,

chersi sarebbe un contratto di: chersi- 53; V, 82; XXXI, 129; XXXII, 9;
dri. Questa supposizione, che è per sé XXXIII, 74. Purg. XX, 20; XXV, 29.
stessa molto ardita, l'accordo di tutti Par. X, 15 e 139. — Supplicare, Purg.
i mss. che leggono che se, il contesto
VI, 113; Vili, 71 XXIX, 39. ;
- Chia-
migliore che ne risulta, per ultimo il mare in aiuto, Par. X, 43. — Escla-
luogo parallelo (Inf. XXV, 98 Che se mare, Purg. XXTI, 38. - Nel signif.
quello in serpente e quella in fonte Con- passivo senza chiamare, senza essere
:

verte poetando ec.) non lasciano quasi chiamato, Purg. VI, 135. Chiamar- —
dubbio che V antica lez. della Cr. Che si, ottenersi con preghiere, Purg. VII,

sèsia da preferire. 123. —


Essere chiamato, Inf. XIV,
Cheriibi, accorciato di cherubini, 98; XVI, 97; XX, 77; XXII,
39. Purg.
dall' ebr. cherubini, considerati nella IV, 80; Vili, 118; XI, 81; XIII, 110;
Bibbia corno secondo ordine della ge- XVI, 46; XXVIII, 131. Par. XXVI,
rarchia angelica, Par. XXVIII, 99. 136; XXVIII, 104. — Come sost., il

Cherubico, che appartiene o è grido, Purg. XXXII, 72.


simile a' cherubini, Par. XI, 39. Chiana, fiume della Toscana, il
Cherubini neri. Inf. XXVII, corso delle cui acque è lentissimo,
113, titolo che D. dà a certi diavoli. Par. XIII, 23, e da tale sua lentezza

Cheto, dal lat. quietus, Inf. IX, 87, deriva il nome, poiché: chiana, for-
v. Qoeto. ma corrispondente a: piana, indica
un' acqua stagnante.
Chi, sost. Il chi e' l quale, Inf. 11,18,
nello stile scolastico di quis e qualis. Chiappa, dall'ali. Itlappe. D. l'usa

Chi, lat. qui, pronome relativo, in signif. di roccie sporgenti, o punte


Inf. I, 63; V,107; VII, 74, 90 e 129; di roccia, Inf. XXIV, 33.

XI, 51 e 97; XV, 99; XVIII, 97; Chiarentana, Inf. XV, 9 Anzi
XXV1L 118. Purg. I, 72; II, 99; III,
che Chiarentana il caldo senta. Non-
ostante le ipotesi moderne "che vorreb-
34, 62 e 72; IV, 115; VII, 49; VIII,
126; IX, 132; X, 88; XI, 15 e 99. Par. bero derivar questa voce da chiaro,
V, 105; VI, 33 e 105; e darle il
signif. ben curioso di: parte
VIII, 25; IX, 57;
\, 74; XI, 52; XII, 121; XIII, 1, 67 e del cielo da dove le nuvole sieno

123; XIV, 106; XV, 11; XIX, 61; scomparse lasciandovi il sereno; io
XXII, 137, e più spesso. sono persuaso che Chiarentana signi-
Chi, pronome interrogativo, lat. presa però latamente,
fichi la Carintia,

quis? Inf. 11,31;


IV, 74; V, 50; VII, giacché la moderna Carintia non com-
19; Vili, 9, 33,35, 84 e 120; X, 42 e prende più le sorgenti della Brenta.
119; XI, 86; XV, 101; XIX, 67; XX, Così spiega pure Benvenuto, oltreché
29; XXII, 44; XXIII, 93; XXIV, 121 ;
le nozioni geografiche di D. potevano

XXXII, 101. Purg. 1,40 e 43: IH, 6 e allora difettare in qualche parte, mas-
sime per paesi situati al settentrione
52; VII, 3; XI, 120; XIII, 139; XIV, i

1; XXI, 79. Par. V, 127; Vili, 44; IX, dell'Italia.


86 Chiarezza — Chiavo.

Chiarezza, da chiaro, la lucen- Chiavare, dal lat. clavus, il chio-


tezza, lo splendore, Par. XIV, 40 e 67; do, onde il clavare della bassa latinità.
XXIV, 21; XXXII, 86. - Lucidità In tutti i
luoghi della D. C. ove si
della mente, Par. XXV, 33. trova questo verbo, Purg. Vili, 137.

Chiarire^ dal lat. clarere, verbo Par. XIX, 105, ai quali si può aggiun-
neut., divenir o farsi chiaro, risplen- gere, Par. XXXII, 129, ha sempre il

dente, Par. IX, 15.



Verbo att., nel signif. d'; inchiodare, conficcar con
signif. d'est, rischiarare, dilucidare chiodi, e per lo più si riferisce alla
dei dubbi, Par. V, 120; IX, 2. Passione del Signore d' onde sem- ;

Chiarissimo, superlat. di chia- brerebbe doversi intendere nel me-


ro, Par. XXX, 7. desimo modo, Inf. XXXIll, 46, dove

Chiarità, lat. claritas, la chia- alcuni interpreti che derivano questo

rezza, Io splendore, Par. XXI, 90. La verbo da chiave, spiegano: chiudere


lez. dell'Aldo carità è erronea. a chiave, invece d': inchiodare. Non

Chiaro , lat. clarus add. Inf. ;


hanno per avventura posto mente che
XXXIV, 134. Purg. IX, 59; XIII, 89; D. Par. XXXII, 129, si vale della voce

XXII, 137. Par. XX, 20; XXIII, 32; davo che altri leggono chiavo dal lat.
XXXIII, 115. — Risplendente, bril- clavus, per: chiodo; oltreché si sente

lante, Purg. 75; Vili, 91


I, ; XXVI, molto meglio quando s' inchioda una
107; XXIX, 53. Par. XXI, 44. - Della porta che quando si serra a chiave.
vista penetrante, Par. XIII, 106; XX, Chiave, lat. clavis, Purg. X, 42. -
140; XXI, 89; XXIII, 102; XXXIII, Nel luogo del Purg. IX, 117 e 121,
45. —
Chiaro per V intelletto, eviden- l'angelo guardiano del Purgatorio si
te, Purg. XXIV, 89. Par. 111,88; Vili, serve di due chiavi, una d' oro ed una
91 ; XXII, 146; XXVIII. 86. - Chiara di argento per aprire la porta, il che
favella, lnf. XVIII, 53, è interpretato si riferisce evidentemente alle parole
da alcuni chiaro, distinto, per oppo
: di G. C. (San Matteo, xvi, 19} Et Ubi
sizione alle voci fioche delle ombre io ;
dabo claves regni ccelorum, che signi-
preferisco il signif. di parlar chiaro : ficano, secondotutti icomentatori, la

e preciso, che mostra D. bene infor- Scienza e Potenza. D. allude spesso


la

mato delle cose di Bologna. Per — a queste, chiavi simboli della


potestà
ultimo, Par. IX, 37, ove la Cr. legge ecclesiastica, lnf. XIX, 92 e 101 Purg. .

chiara, si ha da leggere indubitata- XII, 135. Par. V, 57; XXIII, 139;


^
mente cara. XXIV, 35; XXVII, 49; XXXII, 125.
Chiaro 9 avv., chiaramente, Inf.
— Talvolta mostra prender queste
VII, 43; XI, 67. Purg. II, 38; IV, 75 chiavi come simbolo della potestà di
e 77; XXX1II,98. Par. VI, 20; XVIII, aprire e chiudere, lnf. XX VII, 104, ec.
11; XXXII, 67.
- Far chiaro, Par. — cosi lnf. X1JI, 58, ove per est. in-

Vili, 91. tende per chiavi il potere, 1' autorità


Chiaro, sost., Par. Il, 148.
di alcuno presso ad un sovrano. —
Chiassi. Nel sito d' una antica Chiave di senso, Par. II, 54, cioè: la sen-
città detta Classi*, avvi al presente sazione o le cognizioni che riceviamo
una selva di pini detta: la Pineta di per mezzo de' sensi.
Chiassi, sulle rive dell'Adriatico al Chiavo. Par. XXXII, 129, dal lat.
mezzogiorno di Ravenna , Purg. clavus, per: chiodo. Alcune ediz. per
XXVIII, 20. evitare l'
equivoco di chiavi che è pu-
Chiàveri — Clarone. 87

re il
pi. di chiave, leggono davi. V. 130. Par. XXX, 86. — Particip. chi-
Chiavare. nalo — nel prop. inclinato,
signif.

Chiàveri, piccola città della ri- Inf. II, 128. Purg. XII, 69 nel si- -
viera di Levante del territorio di Ge- gnif. fig. pensieri chinali cioè: rimes-

nova, Purg. XIX, ICO. si, umili, Par. XII, 9.

Chiedere, Chedere: doman-


v. Chinato, sost., la parte inchinata,
dare, Inf. XIII. 81. Purg. XXVI, 74. il
pendio, Inf. XXXI, 137.
Par. XXIV, 129. — Domandare con Chino, contratto di chinato, add.
preghiera, Inf. Il, 97. Purg. Vili, 9; InL XV, 44; XXIII, 139: XXVII, 31.
IX. 107; XIII, 148. Esigere, Inf. - Purg. XI, 78. Par IV, 142. — L un
IX, 1-20; XIX, 93 e 94; XXIII, 79; all' altro chini, cioè :
appoggiati l'uno
XXIV, 136. Purg. V, 112; XIV, 47; all'altro, Purg. XIV, 7.

XVI, 102 XXXI, : XXI, 95- 74. Par. Chioccio, suono imitativo la voce
Richiedere, ricercare, Inf. XXVII, della gallina chioccia, cioè che cova, :

94. — Mendicare, Inf. XXI, 69. Purg che è stridulo e ròco, Inf. VII, 2:
XIII, 62. XXXII, 1.

Chiérere, antica forma per: chie- Chioma, lat. coma, i


capegli.

dere, Par. Ili, 93, v. Chedere. Al sing. Inf. XXXI, 63. Purg. XXXII.
Chiesa, lat. ecclesia. L'assemblea 40. -
Al pi. Inf.
XXII, 35; XXVIII,
de' Cristiani, Par. V, 77; VI, 22. In 121. — Nel fronde d'un
signif. fìg. le
questo signif. D. si serve per lo più albero, Purg. XXXII, 40. — Le foglio
della dizione Santa Chiesa senz'arti- d' un flore, Par. XXXII, 18. - Il lino

colo, Purg. Ili, 137. Par. IV, 47; V, o la canapa avvolta alla 'rocca pei
35 ;X, 108; XXXII, 125 Di rado _ Par. XV, 124.
filarsi,

con l'articolo, Purg. XXIV, 22, e Chiosa, lat. glossa, la spiegazio-


Par. VI, 95, dove nondimeno parlasi ne, Purg. XX, 99. Par. XVII, 9i.
piuttosto della potenza temporale dei Chiosare, commentare, spiega-
papi.
— Similmente Purg. XVI, 127 re, Purg. XI, 141. — Sérbolo a chiosar
Chiesa significa la potestn papale. — Inf. XV, 89 per : a farlo ehiosare, a
Chiesa militante Par. XXV, 52 per la farmelo spiegare.
Chiesa nel suo essere temporale. — Chiostra e Chiostro, lat. clan-
Una chiesa consecrata al servizio di- slrum. D. non pone alcun divario nel
vino, Inf. XXII, 14. Purg. XII, 101 signif. di queste due forme della vo-
dove è fatto allusione alla chiesa di ce.Un monastero lo chiama indiffe-
San Miniato. —
Vostra chiesa. Par. rentemente chiostra Par. Ili, 107 e —
XVI, 113, cioè: la chiesa o sedia epi- chiostro Par. XXI, 118; XXII, 50. -
scopale di Firenze. Oltreciòc/M'ostra, Inf. XXIX, 40e Purg.
Chinare, lat. inclinare. Abbassa- VII, 21, significa un ricinto o cerchio
re, Inf. XXI, 100 - ti viso, Inf. V, dell'Inferno come Chiostro. — Chiostro
1 10 — la lesta, Inf. VI, 92 — la fronte per similitudine, il soggiorno de' bea-
Purg. 111,44— la faccia, Purg. XI, 73 ti. Purg. XXVI, 128 e la riunione, —
— la mano, Inf. XV, 29 - l'ombra, l'assemblea degli eietti, Purg. XV,
Par. XXX, 3 - l'ale Purg. IX, 9 — 57. Par. XXV, 127.
V occhio. Purg. II, 40 — le ciglia. Purg. Chiovo, lat. clavus. In signif. fig.

VII, 13. Par. XXXII, m.- Chinarsi, Purg. Vili, 138. Ora chiodo.
Inf. XXXI, 126. Purg. XV, 109; XXI, ''hironc, Centauro figliuolo di
Chiudere — Ciancia.

Saturno e XII, 65 e 71 tener gli occhi serrati, Inf. IX, 55.


di Fillira, Inf. so,

e 97. Purg. IX, 37.


— L' orizzonte tiene il dì chiuso, Purg.
claudere, Inf. X, VII, 60, cioè: il sole trovasi ancora
Chiudere, lat.

108 —le porte, Inf. Vili, 115 le lab- — sotto l' orizzonte. — Parlar chiuso?
bra per: tacere, Inf. XVI, 125 gli
— parlare oscuramente, Purg. XII, 87.
occhi, Inf. IX, 60, ove chiudessi è po-
Par. XI, 73.
sto per chiudesse.— Par. XII, 27 ove
: Ci, forma dei casi obliqui del pro-
chiudere è posto per : chiudersi ;
aven- nome personale noi. AH' acc. lat. :

do la parola seguente levarsi V affìsso nos, noi, Inf. V, 107 e 131 VI, 22; ;

delpronome che serve ai due verbi. VII, 124 Vili, 21 XI, 6; XII, 50, 51,
; ;

—Par. XXXIU, 39 le mani cioè: giun- 76 e 100; XXXI, 12V. Purg. VI, 71 ;

gerle in segno di preghiera. Serra- — VII, 64 e 86; IX, 73; XIV, 128; XV r
re, Par. XXVIll, 18. Stringere, Inf. - 105; XVI, 5. Par. Ili, 72; XXI, 70;
XXII, 59 ; XXXIII, 24. - Rinchiude- XXII, 42 e 151 ; XXIV, 76. - Al dat.

re, Purg. IX, 50


— con mura, Inf. lat. V, 108 e 130 VI,
nobis, a noi, Inf. ;

XXXII, 11. — Coprire. Par. XII, 5.- 23 Vili, 81 e 105 X, 104 XIV, 123;
; ; ;

Limitare, Inf. IX, 114.— Rinchiudere XXXIU, 61. Purg. VI, 64; VII, 40.
in sé, frenare, Inf. VIII, 88.— Dello Par. XXI, 43; XX1I1, 3; XXIV, 76;
spirito che sichiude alle sensazioni, XXV, 96; XXX, 2; XXXII, 57. -
Inf. VI, 1, Purg. XXXII, 93.
- Chiu- Come affisso del verbo, Inf. IV, 115 ;

dersi, II ciel si chiude quando una XII, 58 e 118 XV, 104 XXIII, 128 e
; ;

stella dopo Y altra sparisce al levare 132. Purg. XII,97 XIX, 47 XX, 117. ; ;

del Sole, Par. XXX, 8. — Chiudersi — Precedente le vocali e ed t spesso


in una veste, prendere un dato abito, e', Purg. VI, 71 ; VII, 40 e 64 XI, ;
41-.

Par. 111,104. CieC", lat. hic, avv. qui, vi, là,

Chiunque, lat. quicunque, Purg. Inf.IV, 53; XII, 87; XIV, 123; XXI,
111,103. 59. Purg. I, 62 e 92; XI, 41 ; XXXI,
Chiusi, piccola città del territorio 84. Par. XXII, 8; XXX, 132; XXXII,
di Siena, anticamente Clusium, città 57; XXXIII, 125.
— Come affisso del

etrusca, Par. XVI, 75. verbo, Purg. XXI, 45.


— Di qua, di

Chiuso, sost., il
ricinto, Purg. Ili, di là, Inf. IV, 55; Vili, 96; XXIII,
79. 130. — Ci ha,\\ è, Inf. XXX, 87, ove
Chiuso, add. — Fioretti chiusi, per rimare con oncia D. pone l'accen-
inf. II, 128. — Pugno chiuso, Inf. VII, to tonico sopra notici ha. — Quanto a
57.— Visochiuso, per gliocchi, Purg. :
costinci, liei, quid, quinci, v. queste
XVII, 41. — Rinchiuso," Par. XIII, 48. voci.
— D' una via fiancheggiata in un lato Ciacco. Inf. VI, 52 e 58. Parassito
da un monte, Purg. XXII, 136. — Na- noto al tempo di D. a Firenze (v. Boc-
scosto, Inf. Xtl, 135. Purg. XV, 128. caccio, Decam., g. ìx, n. 8). Probabil-
— Chiusa chiusa, totalmente nascosta, mente il suo nome era Jacopo, del
Par. V,138. — Nascosto, celato, Inf. quale Ciacco è forma storpiata ma
XXV, 147. — Cristiano chiuso, cioè :
preferita perchè tal voce nell'antico
coperto, dissimulato, Purg. XXII, 90. dialetto fiorentino significava: porco.
— Chiuso, Purg. XXX1I.93. V. Chiu- Ciancia, d' origine ignota ;
discor-
dere. so vano, Par. XXIX, 110. — Prendere
Chiuso, avv. Tener lo viso chiu- a ciancia, Par. V, 64. V. A.
Cianfa
— Cielo. SO

Cianfa, della illustre famiglia dei Cibo— materiale, Inf. XXXU1,44.


Donati di Firenze. Dante lo trova tra Purg. VIII, 99; XIV, 44; XXII, 141.
i ladri, Inf. XXV, 43. Non ci sono al- Par. Ili, 91; IV, 1;
XXI, 115 XXIII, ;

tre notizie intorno a costui. 5; XXVII, 132. - cibo spirituale,


Il

Cianghella, (iella nobile famiglia Purg XXXI, 128. Par. V, 38; XXV,
dei Tosinghi o della Tosa. Costei era- 24,
si nella sua vedovanza acquistata ma- Cicilia, antica forma per Sicilia, :

la fama con la sua arroganza e la sua molto usata a tempo di D. che non ne
condotta licenziosa. Par. XV, 128. conosce altra, Inf. XII, 108, Purg. Ili,
Ciapctta (I go), Purg. XX, 49. 116.
Ugo Capeto primo re di Francia e au- Ciciliano,di Sicilia, Inf.XXVII, 7.
tore della dinastia Capeta, che allora
Cicogna, lat. ciconia, Inf. XXXII,
pronunciavasi Sciape, dal lat. caput. 36. Par. XIX, 92.
alcuni commentatori come : Vellutel-
Cicognino, il pulcino della cico-
lo, Lombardi, Biagioli, Costa, Gin- gna, Purg. XXV, 10.
guené, ec. vogliono che D. parli di Cieco, lat. c&cus. Nel signif.
Ugo il Grande padre di Ugo Capeto, prop. Inf. XXXIII, 73. Par. XVI, 70.
ilche contradirebbe a quanto è detto — Per lo più questa voce è tolta nel
ivi verso 53 Quando li regi antichi ven- cieco della mente, Inf. Ili,
signif. di :

ner meno, cioè: dopo la morte di Lui- 47; XII, 49. Purg. XVI, 66; XXVI, 58.
gi l'
Infingardo morto nella. 987, men- Par. XXX, 139. Onde i ciechi cioè : —
il Grande era morto nel 956.
tre Ugo i
dannati, Inf. VI, 93; e tuttociò che
11 verso 60 rial quale Cominciar di co- appartiene all' Inferno è detto cieco. —
star le sacrate ossa lascia tuttavia Onde : la vita dei Dannati, Inf. Ili, 47
qualche sospetto che D. possa aver — la loro prigione, Inf. X, 58. Purg.
confusi due Ughi.
i
XXII, 103 — un fiume d'Inferno,
Ciascheduno, quiaque unus, Inf. Purg. I, 40. — Tutto Inferno è detto
l'

XX, 36. Par. XX VI II, 34. il cieco mondo Inf. IV, 13; VI, 93 ;

Ciascuno. Inf. 1,117; II, 100; III, XXVII, 25. — Una volta, il nostro
135; IV, 91 :
VI, 97 ; Vili, 114; X, 84; mondo, la vita terrena, gli uomini in
XIV, 112; XV, 17; XVI, 7;
XIII, 10S; genere sono detti il cieco mondo, Purg.
XVII, 55; XIX, 15; XX, 12; XXI, XVI, 66. — Come sost., un cieco,
137; XXII, 119; 67; XX VII,
XXV, Purg. XIII, 62; XVI, 10; XVIII, 18.
80;XXXI, 80; XXXIII, 73 e 101 ;
Cielo, lat. cwlum. Quello che veg-
XXXIV, 41. Purg. IV, I00; V, 64; giamo dalla terra sopra di noi, Inf.
VII, 77; X, 120; XII, 6; XV, 56; XVII, 108; XXVI, 36; XXXI, 45;
XVII, 127; XXI, 27; XXIII , 22; XXXII, 27; XXXIV, 138. Purg. 1,25;
XXVII, 73 XXX, 4. Par. 1, 113; VII,
; 11,34; V,117; Vili, 85; IX, 20; XVIII,
59 XIV, 31
; XVIII, 106 XXII, 91
; ; ; 79; XX, 132: XXIV, 83; XXXII, 128.
XXV, 26; XXVII, 128; XXX, 33 e Par. 1, 142; XIII, 13; XXVI, 131. -
assai spesso. Cielo povero di stelle, cioè uno spa- :

Cibare, verbo att., dar da mangia- zio del cielo privo di stelle, Purg.

XXIV, 2. — Nel si-


re, nutrire, Par. XVI, 2. — Il clima, Purg. XXVIII, 113.
gnif. fig. Inf. Vili, 107. - In signif. — 11 cielo generalmente come oppo-
neut., nutrirsi di... Inf. I, 103. — Ci- sto alla terra, Purg. XXI, 44 XXIX, ;

barsi, nutrirsi, Par. X, 25. 25. —


Il cielo per il
luogo della Di- :
yo Cieldauro — Cima.

vinitàede'beati, Inf.ll,66e 125; VI, I


150. Par. XI, 88. — Levar le ciglia in

84; XIX, 11; XXXIV, 121. Purg. 1,6; segno di collera e d' alterigia, Inf. X,
XII, 26; XXXII, 75. Par. XI, 11 ; XXI, 45. — Innalzar le ciglia, Inf. IV, 130.
118; XXII, 7.' li cielo per: la po- — — Alzar le ciglia, ribellarsi, Inf.
tenza celeste che nel sistema di D. XXXIV, 35. — Chinar le dgHa, ab-
opera mediante influsso de' cieli, 1 bassar gli occhi, Purg. VII, 13. Par.
Purg. I, 47 IV, 130 XVII, 73.;
I ;
- XXXII, 138. —
Aguzzar le ciglia, por-
vari cieli o sfere celesti, Inf. VII, 74. le in contrazione per veder meglio,
Purg. Ili, 29. Par. IV, 31; V,95; IX, Inf. XV, 20. — Da ciglio, avv., di fac-
$5 e 122; XXVII, 109; XXX. 52. - cia, Par. Vili, 12.
Particolarmente Lo ciel eh' ha minori Cignere e Cingere, questa se-
i cerchi sui, cioè : il cielo che nel suo conda forma è più usata al presente

ruotare descrive in prosa gli antichi usavanle del pa-


più piccoli circoli,
i ;

ovvero: il cielo della Luna, Inf. II, ri, e perciò i mss. e le ediz. della D. C.
78. — Il ciel che tutto muove, Inf. IX, variano in esse infinitamente. — Cir-
29, cioè il Primo Moble. — Il cielo condare, Inf. IV, 24; IX, 32: XVIII.
Empireo, il sommo cielo dove sta Dio, 11 ; XXXI, 8 e 85; XXXII, 49 Purg.

empireo ciel, Inf. II, 21 — // primo cie- I, 133. Par. XV, 140; XXIII, 96;
lo,Purg. XXX, i Il ciel che più della — XXVII, 114 ; XXVIII, 27. - Coprire,
sua (di Dio) luce prende, Par. I, 4. Il — Purg. V, 129 — colle braccia, abbrac-
del nel qunl si volge quel eh' ha maggior ciare, Inf. VIII, 43. Purg. XXIV, 152.

fretta, cioè : il cielo nel quale ruota


— Nel signif. di : essere circondato,
quello che è più rapido, il Primo Mo- Par. X, 67. — Cignersi, circondarsi,
bile, Par. 1, 122. — II ciel della divina Inf. V, 11. — Cignersi la spada, Par.
pace, Par. II, 112. — 7/ del eh' è pura Vili, 146. — Particip. cinto, Inf III,
luce, Par. XXX, 39. — 11 Primo Mobi- 31 ; IX, 40; XVI, 104. Purg. XXXIII,
le è detto il ciel velocissimo , Par. 78. Par. XV, 112.
XXVII, 99. - Il cielo delle stelle fis- Cigno, lat. cygnus, uccello, Purg.
se, il ciel eh' ha tante vedute, Par. II, XIX, 46.
115. — Gli altri cieli sono indicati con Cigolare, esprime il suono pro-
inomi dei pianeti della loro sfera, co- dotto dall'attrito dei corpi solidi co-
me cielo della Luna. Al — pi. Purg. me delle ruote e del mozzo, Inf. XXIII,
HI, 29; XI, 1. Par. XXI, 118. 102 — e il rumore dell'aria che esce

Cieldauro, ora Cielaureo,o, Giel- dal legno verde che si pone sul fuoco,
doro. D. dii tal nome alla chiesa di San Inf. XIII. 42.

Pietro a Pavia ove dicesi che sia se- Cilestro, lat. coslestis, colore del-
polto Boezio, Par. X,12S. l' aria, Purg. XXVI, 6.

Ciglio, lat. cilium. Raramente al Cilicio, lat. cilicium, Purg. XIII,


sing. Inf. XII, 103. Purg 1,51 ; XIII, 58.

70; XXVII, 37. Par. XX, 43. Più — Cima, lat. cyma, la vetta, il som-
spesso al pi. » cigli, Purg. 111,108; mo — d'una torre, Inf. Vili, 3; IX,
XXIX, 150. Par: XIX, 91; XXIII, 78 36. Purg. V, 15 — d' un monte, Inf.
— e più ordinariamente le ciglia, Inf XII, 7. Par. XXII, 38 — duna
rupe,
Vili, U8; XXI, 132; XXV, 49; Inf. XXIV, 27. Purg. XXVII. 78

XXVIII, 65; XXX1II, 99. Purg. XI, d' un albero e d' una pianta, Purg. XI,
107; XV, 14; XXV HI, 65; XXXII, 92; XXVIII, 14; XXXI1L 66. Par.
Cimabue Ciotto. 94

XIII, 135; XVIII, 29; XXVI, 85 - que, quali numeri scritti in lettere
i

d'una fiamma, Inf. XXVI, 88; XXVII, romane DXV e trasposte cosi DVX
5 — della testa, Purg. XV. 13. Par. formano la voce latina dux, capitano,
XXIII, 125.
— Sommità in genere, capo e quegli che D. vuol indicare
;

Par. — Per le creature più


XVII, 134. senza nominarlo, credesi che sia Can-
sublimi, Par. XXIX, 32.
— Un rami- grande dalla Scala v. Veltro. — ;

cello, Inf. XIII, 44.


— Cima di giudi- Par. XVI, 37.
zio, Purg. VI, 37, figuratamente ciò :
Cinto, lat. cinctus, sost. Il cerchio
che costituisce il rigore d' una senten- che limita l'orizzonte, Par. XXIX, 5.
za, la somma. — Cima d' un titolo,
— Il cerchio luminoso detto alone, :

Purg. XIX, 102, significa probabil- che spesso circonda la Luna, Purg.
mente: l'origine. — Da cima per: XXIX, 78. — Add., cinto, circondato,
dalla cima, Inf. XII, 7. Inf. Ili, 31 ; IX,40 XVI, 106
; ; XXVII,
Cimabue. Purg. XI, 94. Uno dei 68. Purg. XXX, 31 ; XXXU1.78. Par.

più. antichi pittori d Italia e che fu XV, 112. — Come soet. icmli quelli
primo ad abbandonare le forme sec- che portano un cinto, Inf. XXVII, 93.
che e intirizzite della scuola bizanti- Cintola, la parte del corpo ove
na. Nato a Firenze nel 1240, morto uno si cigne, Inf. X, 33.

poco dopo il
1300, in età di circa 60 Cintura, lat. cinctura. In genere.
anni. Par. XXX, 105. — Quella delle donne.
Cimitcrio e Cimitèro. Lat. cai- Par. XV, 101.

melerium, Inf. X, 13. Par. IX, 140: Ciò, pronome indeterminato ,


con
XXVII, 25. tutte le prep. Inf. I, 122; II, 8; IH.
Cincinnato. Par. XV, 129. Cele- 96 IV, 93 X, 89 XIII, 86 XV, 88
; ; ; ;
:

bre dittatore romano, proposto come XVlII,62e 127; XX, 74: XXI, 135:
«sempio di austerità e di buoni co- XXIV, 90; XXV. 127; XXVH.82:
stumi. XX1X,10I XXXII, 112; XXXIII, 41.
;

Cingere, v. Cignere. Purg. Il, 109 e 120; IV, 13 e 67; VII,


Cinghiare, lat. cingere ; circon- 17; IX, 143; XIV, 36; XX, 92. Par. I.
dare, rinchiudere, Inf. V, 2. 126 II, 67 e 145 V, 4, 35, 65 e 101
; ;
:

Cinghio, lat. cinctus ; il ricinto lo IX, 43; XI. 135; XX, 108; XXVI,
spazio circolare, Inf. XVIII, 7. Un — 136; XXXIII, 35, e ovunque.
cerchio dell'Inferno, Inf. XXIV, 73. Ciocca, d'origine incerta; di ca-
Purg. XXII, 103. — Un cerchio o ri- pegli, Inf XXXII, 104.
piano del Purgatorio, Purg. IV, 51 ; Ciocco, d'origine ignota, per.
XIII, 37. tizzo, Par. XVIII, 100.
Cinquanta , lat. quinquaginta , Cioè,cong. Inf. XXXIII, 20.
Inf. X, 79. Purg. IV, 15. Par. XVI, 37. Cionco, lat. truncus? Un membro,
Cinque, lat. quinque, Inf. XXI, un ramo infranto ma non separato dal
112; XXVI, 4 e 130. Purg. XV, 80; corpo o dall'albero, dicesi cionco. D.
XX1II,78;XXX1U,43. Par, VI, 138; I'usa figuratamente per la speranza :

XV11I,88;XX,43. annullata di quelli che sono al Limbo,


Cinqueccntesimo. Inf. XXIV, Inf. IX, 18.
108. Ciotto, dal lat. del medio evo co-

Cinquecento. Purg. XXI, 68; leusda coxa, zoppo. Il ciotto di Geru-


XXXIII, 43, Uncinquecento diece e cin- salemme, Par. XIX, 127, è Carlo lì re
93 Cipri
— Citerna.

diNapoli che portava pure il titolo di att., percorrere come un guardiano


redi Gerusalemme. s'aggira intorno alla vigna, Par. XII,
Cipri , lat. Cyprus ,
isola ,
Inf. 86.— Verb. neut., aggirarsi, muoversi
XXVIII, 82. Par. XIX, 147. in tondo, Par. XXIX, 54.

Ciprigna, epiteto che D. dà a Ve- Circuito, in circuito, in tondo, in


nere o piuttosto al pianeta di questo giro, Purg. XXVIII, 103.
nome, Par. Vili, 2, perchè Venere Circulare, girare intorno, Par.
nacque in Cipro. XIII, 21.— Particip. circulata melo-
Circa, prep., intorno, Par. XII, 20; dia, la melodia cantata nel tempo che
XXII, 44. il cantante si muove in tondo, Par.

Circe, ninfa e maga presso la qua- XX1II,109.


le si trattenne ne' suoi viaggi Ulisse Circulare, add., in forma di cir-
con i compagni, Inf. XXVI, 91. Purg. colo. Circular figura, Par. XXX, 103.
XIV, 42. — Circular natura, la natura de' cieli

Circolare, # girare intorno, Par. che ruotano, Par. Vili, 127.


XIII, 21. V. ClRCULARE. Circuizione. Par. XXXIII, 127.
Circoncidere e Circuncidere. Circnncinto, v. Circoncinto.
Per circoncidere, Par. XXXII, 81, in «riatto. Inf. XXI, 122; XXII, 55.
signif. pass, per la circoncisione. Nome che D. dà a uno dei diavoli di
Circoncinto, e nella maggior Malebolge, derivato forse dal greco
parte delle ediz. Circnncinto, par- *X 'P°?j porco, e però gli dà l'epiteto

ticip. di circoncignere, cinto intor- di sannuto o che ha le sanne come i

no, circondato, Par. XXVIII, 28. porci.


Circondare. Inf. XXXI, 42. Purg. Ciro. Purg. XII, 56, il redi Persia.
XXXII, 88. — Circondar la misura a... Cirra. Par. I, 36, città della Fo-
per: applicar la misura intorno di... cide vicina a Delfo ove era un oracolo
Par. XXVIII, 73, dove circonde 1n di Apollo. D. nomina la città per in-
grazia della rima sta per: circondi. dicare il Dio che vi era adorato.
Circonferenza. Par. XII, 113; Cirro, lat. cirrus, propriamente :
XIV, 75; XX, 49; XXX, 104. una ciocca di capegli; per le chiome

Circonfulgere, splendere intor- generalmente, Par. VI, 46. È qui fatta


no, circondar di luce, Par. XXX, 49. allusione a Lucio Quinzio Cincinnato.
Circonscrivere. Nel signif. prop. Cisterna. D. dà questo nome per
Par. XXX, 66. — Porre confini, li- derisione alle acque gelate del Coci-
miti, contenere in sé, Purg. XXV, to, Inf. XXXIII, 133 e alla fonte-
88. Par. XIV, 30. - Particip. circon- del Parnaso le cui acque danno l'estro
scritto, contenuto, Purg. XI, 2. Par. poetico ai poeti, Purg. XXXI, 141 in ;

XIV, 30.
quest' ultimo luogo Aldo e la Cr. leg-
Circonspetto , lat .
circumspe- gono citerna.
ctus, guardato intorno intorno, Par. Citarista , il suonator di cetra,
XXXIII, 129. Par. XX, 142.
Circonstante, e in più ediz. Cir- Citeréa, soprannome di Venere
costante, che sta intorno, Par. adorata nell' isola di Citerà. D. dà tal

XXII, 44. nome al pianeta di Venere come stella


Circostanza. Purg. XXXIII, 70. mattutina, Purg. XXIX, 95.

Circuire, lat. circumire , verb. Citerna, v. Cisterna.


Città Clima. 99

Città, lat. civitas, Inf. VI, 49; no, Inf. XXXII, 101. Par. VIII, 116:

XIII, 143; XVI, 68; XX, 91. Purg. XXIV, 43.

XXIV, 45, dove parlasi di Lucca. — Civile, che risguarda la vita civi-

La città di Dio, lnf. 1, 126 Par. XXX, le, Purg. XI, 7; XII, 108. - Civiliz-
130. — Nel medesimo signif. D. parla zato , bene organizzato per quello
spesso d' una città di Lucifero che spetta alla vita civile, Purg. VI, 140.
chiama Città dolente, Inf. Ili, 1 ; IX, Classe, voce latina, classis; Y ar-
32. — In
particolare la parte più :
mata, il navile, Par.
XXVII, 147.
bassa dell' Inferno detta Dite o Città Clavo, v. Chiavo.
di Dite, Inf. Vili, 68. — Città del fuo- Claustro, voce latina, claustrum.
co, Inf. X, 22. — Città roggia, Inf. XI, ciò che circonda o racchiude; il cir-
73. — La città che nel Batista cangiò cuito, Purg. XXXII, 97.
ilprimo padrone, Inf. XIII, 143, è Fi- Clemente. Purg. Ili, 125. Il papa
renze il cui primo patrono fu Marte Clemente JV che incaricò il vescovo
al quale fu sostituito san Giovanni di Cosenza di dissotterrare il cadave-

Batista. — La tua città, Par. IX, 127, re di Manfredi e di farlo gittare sulle
è Firenze. — La città di Baco, Inf. sponde del fiume Verde, v. ivi.

XX, 59, è Tebe di Beozia. — La città Clemenza. Par. IX, 1. Non ab-
di Lamó ne, lnf. XXVII, 49, è Faenza biamo certezza quale intenda par-
di
situata sul Lamóne. •— Lacittà di San- lare il Poeta. L'opinione più proba
terno, Inf. XXVII, 49, è Imola sul San- bile sta per la moglie di Carlo Mar-
terno. — La città a cui il Savio bagna tello figliuolo di Carlo II re di Napoli
il
XXVII, 52, è Cesena
fianco, Inf. si- che premorì al suo padre nel 1295.
tuata sulle rive del Savio. Era costei sorella dell' imp. Alberto
fillade . forma antica e poetica d' Austria. Le Chiose del Boccaccio
per: città. Par. XVI, 68; XVIII, 84. sostengono questo parere. La maggior
— Per la città di Dio, la sede della
:
parte dei comentatori credono invece
Divinità, Inf. I, 128. — Cittade vera, che D. alluda ad una figliuola di Carlo
Purg. XVI, 96, per convento dei
il Martello che fu moglie di Lodovico X
veri Fedeli, o il
regno di Dio in di Francia. L'Anonimo solo dice che
terra. D. parli della madre del detto Carlo,

Cittadinanza, il corpo o comu- ilche è falso, sapendosi che sua ma-


nità de' cittadini, Par. XV, 132. dre era Maria d' Ungheria. :
Cittadino, — d' una città, Inf. VI, Cleopatra, famosa regina d' Egit-
52 e 61 ; XUI, 148; XXVI, 5. Par. XVI, to. D. la trova in Inferno fra i Lussu-
90. — Il concittadino, Par. VI, 81 ;
riosi Inf. V, 63, dove la Cr. legge
,

XIII, 115.
- Talvolta D. chiama cit- Cleopatra^.— Par. VI, 76, dove biso-
tadina Dannati, Inf. VIII, 69
— e i gna pronunciare Cleopatra.
Beati, Purg. XIII, 94, corrisponden- Cleto, uno dei primi vescovi di
temente alle dizioni città di Dite o cit- Roma e martire, Par. XXVII, 41.
tà di Dio. Clima, voce greca. Gli antichi di*

Ciufletto, dall'ali, schopf, ciocca videvano la distanza dall' Equatore al


di capegli ;
il sommo della fronte dove Polo in 24 climi. D., Par. XXVII, 81,
hanno pi incipioi capegli, lnf. XXVIII, dice che si vide trasportato col se-
33. gno dei Gemelli dal Meridiano sino al
Cive, voce latina civis, il cittadi- termine del primo clima, cioè fino
ìli Climenc -
Colare.

all'orizzonte occidentale; avendo per- scrive che forma nel fondo dell' In-
ciò percorso un quarto del circolo. ferno un immenso lago gelato, nel
Olimene, madre di Fetonte, Par. quale i dannati sono fitti, qual più

XVII, 1. qual meno profondamente, Inf. XIV,


Clio, musa della Storia invocata 119; XXXI, 123; XXXIII, 156;
da Stazio nel principio della sua Te- XXXIV, 52.

Cocolla, lat. cucullus, veste mona-


baide, Purg. XXII, 58.
cale, Par. XXII, 77. V. Cuculla.
Clivo, voce latina; collina, Par.
XXX, 109. Coda, lat. cauda. Degli animali,
Cloaca, voce latina; luogo pieno
Inf.XXI V, 95; XXV, 56 e 1.04. Purg.
d' immondizie, Par. XXVII, 25. IX, 6;- XXIV, 83; XXXII, 132, v. A
Cloto, una delle Parche, Purg. coda.— Dante rappresenta Minosse,
XXI, 27. Inf. V, 11 - e Gerione, Inf. XVII, 1,

Ce, contratto di capo, lat. caput. 9, 25 e 84, come mostri caudati.


La testa, il capo, il
principio
— d' un Cogitazione, il pensiero ,
Inf.

ponte, Inf. XXI, 64. Purg. Ili, 128 - XV, 129.


la fine, Par. Ili, 96. Metter co d'un — Cogliere, lat. colligere, Inf. XIII,
fiume che comincia a scorrere fuori 32. Purg. XXVII, 99. Par. I, 28. —
d'un lago, Inr. XX, 76. Raccogliere, Purg. II, 124. — Trova-
Co', voce formata dalla prep. con re, cogliere, Inf. XXIV, 133. — Pren-
e dall art. il, al pi. i, per: coi, con i, dere per l'appunto, Inf. XXII, 121.
Inf. IV, 59; Vili, 63; XVII, 73; XXX, Purg. V, 111.
— Sorprendere, Purg.
5; XXXIII, 77; XXXIV, 55. Purg. XVII, 2- —
Cogliere un viaggio, pren-
VII, 31; XX, 16; XXI, 24; XXVIII, dere un camino, Inf. XXVII, 16. —
34 e 60. Par. VI, 107; Vili, 34; XXXII, E moto a moto e canto a canto colse
129, e spesso. Par. XII, 6, cioè: accordò, pose al-

Coagulare, voce latina ; rappren- l' unisono.



Partici p. cólto.

dere, Purg. XXV, 50. Cognato. D. chiama cognati, Inf.

Coartare, voce latina ;


ristrin- VI, 2. Paolo Malatesta e Francesca da
gere, limitare; in particolare una re- Rimini, quali trova nell'Inferno al
gola con renderla più stretta e dura, canto V.
Par. XII, 126. Cognazione, la stirpe, la fami-

Cocca, lat. concha ? La tacca o pic- glia, Par. XV, 92. Quegli che ha dato
colo solco nella parte posteriore della il suo nome alla famiglia è Alighieri
freccia, ove si adatta la corda del- figliuolo di Cacciaguida, v. ivi, uno
l'arco, Inf. XII, 77. — Per est., la frec- degli antenati di Dante.
cia medesima, Inf. XVII, 136. Par. Col, con jl, o: con lo, Inf. Ili, 111 ;

Vili, 105. VII, 57; VIII, 69; XXII, 71. Purg. I,


Cocco, lat. coccum. Chermes o 122; li, 3 e 12; VII, 57; XVI, 110.
grana di scarlatto, specie di coccini- Par. 11,140; VI, 73; XVIII, 18, 19, e
glia che vive sulla querce. Onde il spesso.
colore scarlatto che se ne cava, Purg. Colà, là, Inf. 111,95; IV, 105 e 118;
l

VII, /3. X, 91 ; XVII, 30; XXVI, 30. Purg. I,

Cocente, da cuocere; delle pene 101 ;25; VII. 67 XII, 79. Par. X,
III, ;

infernali, Inf. VI, 105. 148; XXI, 3, e assai spesso.


Cocito, fiume infernale. D. lo de- Colare, gocciolare, scorrere len-
Coleo Collo. 95

tamente, Purg. XXV, 78. — Nel luo- senza esempio presso gli antichi, v.
go dell' Inf. XII, 120 Lo cuor eh' in sul Colare.
lumini ancor si co/a, quasi tutti gli Colla, Colle, per con la, con le,
interpreti si accordano a intendere come però scrivonola maggior parte
colare nel signif. lat. di colere, rive- delle ediz.
rire,onorare, poiché il primo signif. Colle, lat. collis, Inf.
1,13; XXI li,
non dà senso ragionevole. V. Colere. 53; XXX, 64. Purg. XXIV, 126. Par.
Coleo, paese situato sul Ponto IX, 28; XI, 44; XXII, 153. Quel
-
Bussino* verso il quale erasi diretta colle sotto
'l
guai tu nascesti, Par. VI,
la spedizione degli Argonauti, Par. 53, è la collina di Fiesole alle tolde
II,
16. - Gli abitanti sono detti Colchi, della quale è situata Firenze patria
lnf. XVIII, 87. di D. —
In quanto al luogo dell Inf,

Colei, forma femminile del prono- XXII, 116, v. Collo.


me colui, Inf. 11,133; Vili, 45; XIV, Colle. Par. XIII, 115, piccola città
14; XVII, 3; XX, 92. Purg. XIX, 27; di Toscana situata sopra a una collina

XXVI, 74 e 86; XXXI, 90. Par. XV, propinqua a Volterra.


53; XXI, 54; XXXII, 10, XXXIII, 4 Collega, voce latina, Par. XI r
e spesso. —
D. usa frequentemente 119.
Collegio, la la riunio-
questo pronome per indicare, una per- compagnia,
sona che non vuol nominare, come ne. D. 1 usa a significare qualche clas-
se de' Dannati come
Colei che s" ancise amorosa, Inf. V, 61, gli Ipocriti, Inf.
è Didone. —
Coln eh' è tanto posta in XXIII, 91. - Per drappello di eletti,

crocee Fortuna, considerata come


la Purg. XXVI, 129. Par. XIX, 110;
una delle intelligenze celesti che go- XXII, 98. Nel luogo Par. VI, 45 />rm-
vernano il mondo, lnf. VII, 91. — Co- cipi e collegi, alcuni prendono collegi
lei che siede sovra V acque è la Prosti- per pi. di :
collegio, nel signif. di : se-
tuita dell' Apocalisse (xvn, 1 che nato, assemblea che governa una re-

figura la Corte romana. Colei che — pubblica ;


altri per il
pi. di :
collega,
s'imoe*tiò Jiell'imbestiate schegge, Purg. invece di :
colleghi o :
collegati. Sic-
XXVI, 86, è Pasife che si chiuse ed come D. parla delle vittorie de' Ro-
adattò per modo dentro a una vacca mani, io propendo perla prima inter-

finta, sì che avesse satisfazione d' un pretazione, stantechè i Romani abbia-


toro. — Colei che all'alto volo li vestì le no avuto da combattere con re e re-
pinne, Par. XV, 53, è Beatrice. — Co- pubbliche.
lpi che V aperse ec Par. XXXII, 6, è Collette, Inf. XI, 36. Lezione pò
Eva. — Colei che fu bisavaal canlor, ec. co sicura fondata sulla sola autorità
Par. XXXII, 10, è Rutbisavadi Davi- della Nidob. e darebbe il signif. di :

de. — Di rado e quasi mai questo pro- imposizioni, gravezze. Io preferisco


nome si riferisce a cose inanimate, toilette. V. ivi.

come Inf. XIV, 14, ove colei si riferisce Collètto, dal lat. colligere, riunito,,

ad arena. raccolto, Purg. XVIII, 51.


Colere, voce lat. Nella D. C si Collo, lat. collum dell'uomo, Inf.

trova soltanto, Inf. XII, 120, Lo cuor Vili, 43;X, 75; XIII, 13; XVI, 26;
eh' in sul Tamigi ancor si cola, dove è XVII, 55; XXIV, 99; XXV, 5; XXX,
da avvertire che D. ha prescelta la 29; XXXI, 73; XXXII, 44; XXXIV,
forma colare per colere, il che non è
: 70. Purg. XXIX ;
108. Par. II. 10 -
Collo Coltivare.

delle Arpie, Ini. XIII, 1 3 d' un istru- — XXXIII, 117. — Color de' capelli Par.
mento musicale, il collo o il manico, XX XII, 70, allusione al colore dei ca-
Par. XX, 22. pegli dei due gemelli Esaù e Giacob-
Collo, giogo, erta, Inf. XXIII, 43. be di cui D. si vale come d'una im-
- Nel luogo dell' Inf. XXII, 116 le magine per ispiegare la diversità dei

ediz. discordano; Aldo, la Cr. e i loro caratteri e la diversa misura della


seguaci leggono colle; ma parlandosi grazia divina nell'uomo.
— Colori per:

d' una riva in forma di sponda o d' ar- fiori, Purg. XXVIII, 68.
gine, come Inf. XXIII, 43, io preferi- Coloro, pi. del pronome colui,
sco la le/, collo della Nidob. —
Di col- Inf. XIX, 58. Purg. XII, 127; XV11I,
lo in collo, Par. IV, 132, di grado in 67. Par. XXV, 74. — Come regime di-

grado. retto o acc. Inf. 1,118 e 135. Purg. Ili,

Colloca, da collocarsi, porsi vi- 2; X, 135. Par. XVIII, 67 e spesso.


-
cino, Par. XXVIII, 21. L'accento to- Con le prep. XVI, 119. Purg. V,
a, Inf.
nico sulla penultima è licenza poetica. 32- di, Inf. 111,35; V, 32; VII, 116;
Colmo, lat. culmen, il colmo, la XV, 121. Purg. XVI, 112 - tra, Inf.
cima, il sommo, Inf. XIX, 128; XXI, 11,52. Par. XVII, 119.
3 XXXIV, 114. Par. XVIII, 98.
; Colpa,lat. culpa. Il peccato ,

Cotogna, città dell' Alemagna sul Inf.V, 5; VI, 53 e 57; VII, 45; X,
Reno, Par. X, 99. — Tutte le antiche 109; XII, 75; XIII, 135; XIV, 138;
ediz. e tutti gli antichi commentatori XVI, I26; XVIII, 95; XXIV, 128;
leggono, Inf. XXI li, 63, Cotogna. Dio- XXV1I,27 e 71 ; XXVUI, 46. Purg.
nisi propone di leggere Clugni, e Vi- VI, 21; XIII, 38; XXII, 49; XXIV,
viani ha trovato Coligni in più mss., 82; XXXII, 121; XXXIII, 35. Par.
lezioni poco autorizzate. VII, 83; IX, 104; XVll, 52 XXIX, ;

uccello, si trova
Colomba, una 84. — Colpa è posto qualche volra in
sola volta nella D. C. Inf. V, 82. luogo di :
per colpa di... Purg. XXXII,
Colombo, uccello, Purg. II, 123. 31 Par. I, 30.
Par. XXV, 19. Colpo, lat. colaphu*. Nel signif.
Colonna, lat. columna. — La co- prop.Inf XII, 23: XXIV, 120; XXXII,
lonna del vaio Par. XVI, 103 indica 62. Purg. IH, 108; XXXI, 59. — For-
la nobile famiglia dei Pigli ohe i com- za, impulsione, Purg. XXVIII, 9. —
mentatori moderni dicono BUM di Fi- D. chiama pure colpo i P o segni dei
renze, i
quali portavano una colonna sette Peccati Mortali che
1' angelo gli

in campo rosso per insegna. aveva con la punta


tagliati in fronte
Colorare, colorire, tingere. — dellaspada,Purg. XXII, 3.— Per est.,
Nel signif. prop. Inf. X, 86. Purg. 1' azione del sole, i
raggi, Par. Il, 106.

XIX, 15. - Arrossire, Purg. XXXIII, — Nel signif. fig., ciò che fa impres-
9. — Nel signif. fig., colorire un dise- sione sullo spirito come una percossa
gno, spiegare una cosa paratamente, sul corpo, Inf. XIII, 78. Purg. I, 12.

Purg. XXII, 75.


- Di colpo, Inf. XXII, 124, a un
Colore. Inf. III, 10 e 101 ; IV, 16; tratto.

IX, 1 ; XVII, 56 X Vili, 2


XIII, 4 ; ;
:
Coltello, lat. cullellus, Inf. XXIX,
XXV, 62. Purg. 1, 13; V, 20 IX, 77 ; ;
83.

XI, 115; XIII, 9; XIX, 9; XXV, 93; Coltivare, lat. cultivare , Purg.
XXIX, 77. Par. X, 42; XXVII, 28: XIV, 96.
Cotto — Colui.

Colto, lat. cultus. sost. il culto re- dalle Vigne cancelliere dell' imp. Fe-
ligioso, Par. V, 72; XXII, 45. derigo li che fu per molto tempo con-
I olio. add. lat. cultm da colere, col- fidente e ministro di grande autorità
tivato, lnf. XIII, 9. Purg. XXX, 149. dell' imperadore. Caduto dipoi in so-

Còlto, particip. di cogliere, v. ivi. spetto di tradimento, Federigo lo fece


Coltre, lat. culcita, la coperta da imprigionare ed anco accecare, se-
letto. Ih piuma e sotto coltre per signi- condo alcuni. Egli
si uccise da sé stes-

ficare le delicatezze d' una vita effem- so ;


ma i
particolari di tal catastrofe
minata ed oziosa, lnf. XXIV, 48. sono poco noti. Morì nel 1249. — Co-
Coltura, lat. cultura, Par. XII, lui che fu trasmutato ec. lnf. XV, 112
119. è Andrea de' Mozzi vescovo di Firen-
Colubro, lat. coluber, voce latina ze che per cagione de' suoi vizi fu tra-
e poetica per :
serpe, Par. VI, 77. sferito dal vescovado di Firenze a
Colui. lnf. I, 86 e 129 ; IV, 86 ; V, quello di Vicenza dove morì. Colui —
126; Vili, 22; X, 62; XI, 53; XIII, ch'io credea ec. lnf. XIX, 77, cioè:
58 e 112; XV, 112 e 124; XVIII, 55; Bonifacio Vili di cui D. vuol dare ad
XIX, 62 XX, 29 XXII, 79 XXVII,
; ; ;
intendere che sarà dannato per simo-
8; XXXII, 85. Purg. II, 54; IV, 110; nia. —
Colui che si vengiò con gli orsi
V,135; VI, 2; VII, 91; X,51; XIX, lnf. XXVI, 34 è il profeta Eliseo fv.
41 e 47; XX, 129; XXVI, 12. Par. Regum, lib. il, e. 2, v. 24). Colui —
XVII, 103; XXII, 17; XXV, 118; dalla veduta amara, cioè
quegli a cui :

XXX, 127 e spessissimo. D. 1' usa — la veduta di Rimini fu funesta lnf.

spesso a significare per perifrasi al- XXVIII, 93 è il tribuno Curione che


cuna persona che non vuol nominare. eccitò Cesare a muovere contro Roma
— Colui indica molte volte : Iddio. — fv. Lucano, Phars. I, 281J. Colui —
Colui cui saver tutto trascende, lnf.
lo che già tenne Alta forte lnf. XXIX, 29

VII, 73

Colui che mai non vide cosa è il celebre guerriero e trovatore Bel-
nuova, Purg. X, 94. Colui che sì na- — tramo dal Bornio visconte di Altafor-
sconde Lo suo primo perchè ec. Purg. te ;
v. lnf. XXVIII, 118. - Colui eh' ha
Vili, 68
— Colitiche ti fece, Purg. XVI, sì benigno aspetto Purg. VII, 104 è
32 — Colui che tutto muove, Par. 1,1 — Enrico I re di Navarra, suocero di
Colui eh' ogni torto disgrava , Par. Filippo il Bello re di Francia. Co- —
XVI lì, 6 — Colui che qui ne cerne, lui dal maschio naso Purg. VII, "113 è

Par. 111, 75 — Colui che tutto vede, Par. Carlo 1 conte di Provenza re di Napo-
XXI, 50 — Colui che la gran preda, ec. li. — Colui che fu nobil creato Purg.
Gesù Cristo, lnf. XII, 38— Colui che'l XII, 25 è Satanno precipitato da! Cie-
morso in xè punio, Purg. XXXIII, 63. lo in Inferno. —
Colui che pria volse
— Colui che 'n terra ec. Par. XXII, 41 . lespalle al suo Fattore Par. IX, 127 è
— Colui solo per: Dio, Purg. XIII, Satanno che si ribellò a Dio. Colui —
108. — Spessissimo degli uomini : Co- che a tutto 7 mondo fé paura Par. XI,
lui che fece per viltade
il gran rifiuto, 69 è Giulio Cesare. — Colui che fascia
è Giano della
lnf. 111,59, cioèpapa Celestino V il col fregio Par. XVI, 132
che i maneggi fraudolenti del suo suc- Bella che aveva ornato d' oro Io stem-
cessore Bonifacio Vili indussero ad ma sua famiglia. Giano aveva pro-
di
abdicare il
papato. — Colui che tenni curata la riforma del governo di Fi-
ambo le chiavi ec. lnf. XIII, 58 è Pier renze del 1293, mediante la quale i

7
98 Com' Cominciare.

nobili erano esclusi dagli offici della ultimo nel Par. V, 84 ha il signif. del
lascivire de'
Romani, sollazzarsi.
repubblica. Egli fu dipoi esigliato nel
1295 e morì in Francia. Colui che — Combusto, voce latina, per: ab-
tien le chiavi è san Pietro, Par. XXIII, bruciato, arso, ridotto in cenere, Inf.
139. — Colui che mi dimostra Par. 1,75. Purg. XXIX, 118.
XXVI, 38 è probabilmente Aristotele. Come, dal lat. quomodo ond' è ve-
— XXV, 112
Colui che giacque ec. Par. nuta I* antica forma: corno. —Inter-
è l'evangelista san Giovanni (v. san rogativo, Inf. IV, 17; V, 119; X,67.
Giovanni, Ev. xm, 25). Colui che — Purg. II, 93; XIII, 101 XXVII, 43. ;

impresso fuè, ec. Par. XVII, 76 è Can-


— Comparativo, Inf. I, 22 ; II, 48; III,

grande signor di Verona allora fan- 112; V, 29; X, 109; XV, 96; XVII,
ciullo di nove anni. — Colui che volle 100; XXII, 25; XXVIII, 119. Purg.
viver solo Par. XVIII, 134 è san Gio- XV, 16; XVII, 52; XXX, 80. Par.
vanni Battista. —
Colui, Inf. XII, 119, XXX, 7; XXXI, 118 XXXII, 141 ;
.
-
parla di Guido di Monforte che am- Avv. quando, appenachè ,
Inf. IX,
mazzò nel 1270, nella chiesa di Viter- 109; XXII, 29 e 136 XXV, ;
49. Purg.
bo, Enrico nipote di Enrico III d' In- IV, 97; VI, 25; IX, 137; XV, 82;
ghilterra, per vendicare la morte del XXVII, 13. Par. XII, 58 XV, 74. ;

suo padre Simone di Monforte ucciso Come quella, lat. ut qua, Inf. XII, 53.
alla battaglia di Evesàmo nel 1265. — — Come per: come se, Inf. X, 36;
Qualche volta Colui, benché pronome XXV, 6 e 61 ; XXVI, 89 ; XXX, 103.

personale, si riferisce a cose inanima- Purg. I, 39 Vili, 12 e 48. Par. I, 62.


;

te, come al sole. — Colui che 'l mondo — Come che, Inf. VI, 5, 6 e 72; XVIII,
schiara Inf. XXVI, 26, — Colui che 57. Purg. XXIV, 45. - Come se, Purg.
già si copre ec. Purg. VI, 56,
— Colui XXVI, 23. - Come, avv. Inf. I, 10;
che tutto 'l mondo alluma, Par. XX, 1 . XI. 83; XXII, 39. Purg. Ili, 144, XIX,
— Colui solo per sole, Purg. XXIII,
: il 103. Par.XVI, 100; XX, 89.
120. — Colui riferito a monte, Purg. Come, sost. il
come,Purg.XXVIII,
IV, 74. 36. Par.XXI, 46. — Precedendo con-
foni' per: come, v. ivi, sempre pre- sonante talvolta com', v. ivi. — Mi
cedendo le consonanti semplici Inf. ,
sono proposto di dare soltanto alcuni
XXVI, 12. Purg. XI, 92 XXXII, 129. ; esempi d' ogni significato di questa
Par. XXII, 143. voce per non accrescer troppo il vo-
Comandamento. Inf. II, 79. lume.
Purg. XXXII, 107. Comento, che alcuni scrivono
Comandare, lat. commendare da Commento; lat. commentum, Inf.

mandare, Inf. II, 54 ; X, 128. Par. XI, IV, 144.


114 e 122. Cometa, astro, Par. XXIV, 12.
Comando. Purg. XXXI, 73. Par.
Comico, il poeta comico, Par.
XXIV, 153. XXX, 24.
Combat (ere, dal lat. cum e bat- Cominciamento. Par. XXII, 86.
tuere, Inf. XXIV, 148. — Assalire, Inf. Cominciare, lat. cum initiare. —
11,107. Purg. XXIV, 123. — Combat- In genere, Inf. XXII, 2; XXV, 21.
tere con alcuno, Inf. V, 66, dove com- Purg. IX, 13; XVII, 5; XX, 133. Par.
hattéo sta per : combattè. Dei venti — XI, 56 XXX, 5.
;
Cominciar a par-—
che agitano il
mare, Inf. V, 30. — Per lare, Inf. Il, 10; IV, 47; VII, 2; X, 5;
Commedia — Compassione. 99

XV, 46; XIX, 48; XXXIII, Pnrg. 4. — e commoto, forma latina ,


Par.
1,112; IV, 43 e 123; VII, 86; XIX, XXXII, 69.

128; XXIV, 50. Par. Ili, 35; XXIV, Como, lat. quomodo, forma antica
127 XXVI, 7, e spessissimo.
;
Co- — e poetica per: come, in rima, Inf.
minciarsi a dir Purg. XXVI, 11. — XXIV, 112. Purg. XXIII, 36.
Prendere l'origine, Par. XXVII, 108. Compage, lat. compages. Pare che
— Come sost. Inf. I, 31; II, 39; 111,24; D. attribuisca a questa voce latina il

IX, 11 .
Purg. XXX, 22, e assai spesso. signif. di: densità, Par. XIII, 6.
Commedia. D. usa due sole volte Compagna, per: compagnia, Inf.
questa voce e sempre per significare XXVI, 101. Purg. XX11I, 127. Nel -
il suo Poema che chiama Commedia
luogo del Purg. Ili, 4 To mi ristrinsi
perchè scritto in lingua volgare, ed alla fida compagna, non sembra aver
avendo scioglimento felice laddove- ; il signif. di :
compagnia, ma esser piut-
chè chiama Tragedia l'Eneide, perchè tosto la forma femminile di: compa-
scritta in latino, e perchè la giudicava gno, o sostantivo particolare come:
scritta in istile più sublime. Vedi la scorta, che non significa solo l' atto di
sua Epistola Dedicatoria aCangrande far la scorta, ma spesso anco la per-
della Scala. L* epiteto di Divina è sona che accompagna un'altra come
stato dato posteriormente al Poema Inf. XII, 54; XX, 26, dove scorta in-
di D. —
Commedia semplicemente è dica sempre Virgilio. Tal signif. non
detta, Inf. XVI, 128 XXI, 2, dove si ;
trovasi notato in verun vocabolario.
dèe sempre leggere Commedia invece Compagnia, dal lat. cum-panis,
di Commèdia. companium. Ordinariamente di più
Commendare, affidare, rimet- persone riunite, Inf. IV, 148; XXII,
tere, Par. VI, 25. Lodare, appro- — 14; XXIII, 1. Purg. 1,54; XXXII, 88.
vare, Par. IV, 9 XIII, 85; XIX, 18. ;
Par. XII, 145. —
Di cose inanimate

Commensurare,misu rare, com- che ci accompagnano, Inf. VII, 104.

parar la misura, Par. VI, 118. Purg. IV, 62. — Della coscienza che
Commettere, lat. committere, nel accompagna l'uomo, Inf. XXVIII, 116.

signif. latino di:


congiungere. Questa — La comunanza, Purg. XV, 50.
voce trovasi soltanto al particip. com- Compagno, quello che accom-
messo, Purg. XXVII, 16 le man com- pagna un altro, Inf. IV, 121 ; XII,. 80;

messe, cioè le mani giunte.


: Un' al- — XV, 102; XVI, 71 ; XXII, 137: XXIII,
tra forma del particip. commiso ha il 51; XXV, 149; XXVI, 106 e 121 :

signif. di : commettere un errore, XXVIII, 95. Purg. XXIV, 71 e 125.

Purg. VI, 21.


— Per lo più commet- — Usasi pure come add. di cose ina-
tere significa :
confidare, incaricare, nimate, come stelle compagne, Purg.
Inf. VII, 62; XII, 89. Purg. X, 57. - XXX, 111.
Il particip. commesso ha pure il signif. Comparato, particip. di compa-
di :
fitto, XIX, 47.
piantato, Inf. rare, Par. XXIII, 100.

Commiso, v. Commettere. Compartire, lat. comparliri, di-


Commosso, v. Commuovere. stribuire. — Della giustizia distributi-
Corninolo, v. Commuovere. va, Inf. XIX, 12.
— Distribuire, Purg.
Commuovere — lo spirito, Par. XXV, 126. Par. 76; XXVII, 16.
II,
-
IV, 64. — Commuoversi, Par. XXV, Distribuire il tempo, Purg. XXIII, 6.

136. — Particip. commosso, Par. I, 86 Compassione. Purg. XIII, 54.



400 Compatire a... — Con.

Nel luogo dell' Inf. XX, 30, dove la adattare — della Parca che adatta il

Cr. e quasi tutte le ediz. hanno pas- lino sulla rocca, Purg. XXI, 27.

sion, Guiniforte legge compassion ; il Complessione, la natura d' una


signif. è buono, ma l'autorità della cosa, Par. VII, 140.
lez. è debolissima. V. Comportare e Comportare, tollerare, o esser
Passione. indulgente per... Par. XXIX, 88. —
Compatire a... lat. compati, aver Sopportare una pena, Par. XXXII,
compassione di alcuno, Purg. XXX, 100. —
Nel luogo E la grazia di Dio
95. ciò li
comporti Par. XXV, 63, questa
Compensare. Par. XXVI ,
6 , voce parche abbia il signif. di: ac-

compense per: compensi. cordare, concedere, Inf. XX, 30; la

Compenso , la compensazione , Cr. e quasi tutte le ediz. hanno pas-


Inf. XI, 13. Par. IX, 19. s'ìon porta; la Nidob., Lombardi e die-

Comperare, lat. comparare, Purg. tro a loro Ugo Foscolo leggono pas-
XVIII, 122. sion comporta, il che oltre al difettare

Compiacere, lat. compiacere, con- di autorità, non presenta senso sod-


discendere ad alcuno, Par. XX VI, 102. disfacente. V. pure Compassione.
— Compiacersi, applaudirsi, rallegrar- Comprendere, lat. comprehen-

dere
si, Par. XV, 88 compiacemmi per: mi contenere, Par. XXVI, 30;
;

compiacei, compiacqui. La duplica- XXVII, 112 —


e in signif. spirituale,
zione della consonante è qui fatta in Inf. XXVIII, 6. — Occupare, prende-
grazia della rima; propriamente biso- re, Purg. IV, 2. — Intendere, Inf. X,
gnerebbe leggere compiacémi. : 106. Purg. VIII, 76; XVII, 103; XX,
Compia licersi, dal lat. cu m-p! ali- 137; XXI, 134; XXXI, 78. - Par.

gere, dolersi, Inf. II, 94. XXX, 56. —


Come sost., il concepi-
Compianto, sost., Inf. V, 35. mento, Par. XXIX, 17.
Compiere e Compire, lat. com- Compreso, inteso, Purg. XXXI,
piere.
— Del tempo, Inf. XXI, 114. 78. Par. XIX, 9; XXXI, 53.

Purg. XX, 38. — Un desiderio, Purg. Compresso, particip. di compri-


V, 86. — Un dovere, Purg. VI, 38. - mere, Inf. XXI, 21.
Finire, Inf. XXIII, 34; XXVII, 130. Compungere, Conipugnere,
Purg. XX, 141. —
Le forme antiche affliggere, tormentare, Inf. I, 15. —
e poetiche di questo verbo nella D. C. Particip. compunto, Inf. VII, 36. —
sono: — compio, Inf. XXIII, 34, per :
Contrito, Inf. X, 109; XXII, 124.
compì — compier per: compierò, com- Comune, ciò che appartiene a di-
pierono, Inf. XXI, 114 — compier per: versi, Inf. XIII, 66; XXIX, 97. Purg.
compiere, secondola pronuncia latina, XI, 63. — Ciò che appartiene al Co-
Purg. XX, 38 — compiisi per: compies- mune, al Pubblico, Purg. VI, 133.
si, o:si compiè, Purg. XX, 14. —Il par- Con, lat. cum, prep. precedente —
ticip. compiuto, ora nel signif. di espe- : i
pronomi, i sostantivi e gl'infiniti che
dito, finito, Inf. XXVII, 130. Par. XII, ne fanno le veci, Inf. I, 38 e 39; VII,
61 XXXI, 40; XXXII, 79
;
ora per: - 112; XXI, 132.
— Con piangere e con
perfetto, Par. XXVIII, 69. — Di com- luttolnf. Vili, 37 e ad ogni pagina.
pire , compito nel medesimo signif.
— Unita agli articoli il, lo, la ec. dà
Inf. XIV, 66. le forme col, collo, colla, coi, co', Inf.

Compilare, riunire, accomodare, XVI, 71 :


XX, 86, cogli, colle che tro-
Con meco — Concorde. 101

vansi frequentissimi. — Più di rado tende di dire che gli angeli per ram-
questa prep. rimane separata dall' ar- mentarsi non hanno bisogno di ride-
tic. con il, con la ec. e dal stare nella loro memoria
pron. elio, le idee che
con elio, Purg. XXIX, 117. Par. IV, se n'erano allontanate.
11 — con elli, Par. XII, 133 — con elle, Conchiudere, lat. concludere:
lnf. Ili, 27, invece di : con Ini, con terminare, compire un discorso, Par.
loro. — Nel
luogo del Purg. XXIX, Vili, 122. —
Trarre a conclusione,
117, con elio è
comparativo e significa: provare, Purg. XXXIII 98. Par. ,

paragonato a... V. Ello. Unita ai — XXIV, 94. —


Dare una convinzione,
pronomi me, te, se, noi, voi, forma me- Par. XXIV, 98.

co, teco, seco, nosco, vosco. V. queste Conchiuso, da conchiudere, rin-


voci. — Qualche volta trovasi in tra chiuso, Par. XXX, 17.
la prep. e l'artic. il pronome esso, Conciare, lat. concinnare, propria-
v. ivi —
con esso il, Par. XXV, 131 — mente : ordinare , accomodare ;
ma
con esso i, Purg. IV, 27; XXIV, 98. nel!' lnf. XXX, 33, è posto ironica-
Con meco. v. Meco. mente per sconciare, bistrattare.
:

Conca, lat. concha. D. indica con Concilio, 1' assemblea degli elet-
questa voce, lnf. IX, 16 la cavità del- ti, Purg. XXI, 16. Par. XXVI, 120. -
Inferno che ha la forma d' imbuto o
l' L'antico e'I nuovo concilio Purg. XXIII,
di cono rovescio o di certe conchiglie 138, sono gli Eletti dell'antica e della
univalve. nuova alleanza, Par. XXIII, 138. —
Concedere, accordare, permet- 11 gran consiglio de' Giudei lnf. ,

tere, lnf. II, 31 ; 111,72; XVII, 42. Par. XXIII, 122.


V, 116; XXI, 54; XXIX, 44. - Ab- Concipere, voce latina che D.
bandonare a... Par. XVI, 143; XXV, usa, Par. XXVII, 63, invece di: con-
55. — Convenire, confessare, conce- cepere, concepire, credere, immagi-
dersi vinto, dichiararsi vinto, Par. nare. Questa voce manca nei voca-
XXX, 22. — Al perf. concedette, lnf. bolari.

V, 119. Par. VI, 89. Particip. con-


— Concistoro, lat. consislorium ,

cesso per conceduto, lnf. XXIX, 11.


; per : concistorio e talvolta : consisto-
— Conferito per grazia, Par. XXVII, rio, propriamente a Roma, l'assem-
49. blea del papa e dei cardinali. I). l'usa

Concepcrc, lat. concipere.


— Nel per P assemblea degli Dei del Paga-
signif. fisico, concepire, Purg.XX Vili, nesimo, Purg. IX, 24— degli angeli,
113. — Per est., comprendere, imma- Par. XXIX, 67. —
Stare a concistoro,
ginare, lnf. XXVI, 73. Par. Il, 37; lo dice di alcune famiglie nobili di
XVIII, 86; XXIX, 139; XXXIII, 75. Firenze che amministravano nella va-
— Particip. Concetto, conceputo
— canza le rendite del vescovado, Par.
nel signif. fisico, lnf. XII, 13. Par. XVI, 114. V. Consistoro.
XXX1I1, 127 —
per est. Par. XVIII ,86. Concolore, lat. concolor, del me-

Concesso, v. Concedere. desimo colore, Par. XII, 11.


Concetto, sost., il concepimento, Concordarsi, muoversi nel me-
XXXII, 4. Par. Ili, 60;
l'idea, lnf. desimo tempo, Par. XX, 147.
XV, 41
XIX, 12; XXII, 33; XXIV,
; Concorde, lat. concors, d'accordo,
60; XXIX, 132; XXXIII, 68 e 122. - Par. XIII, 31 ; XXVI, 47. - Sustanze
Concetto diviso Par. XXIX, 81, D. in- concorde, Par. XV, 9, plur. di con-
402 Concordia — Condizione.

cordo che non trovasi nei vocabolari ;


stanza che indica al verso 52 la vera
ovvero D: per licenza poetica a lui aurora per Purgatorio, ci convin-
il

famigliare ha mutato Vi, in e. ceremo facilmente che in questo luo-


Concordia. Purg. XVI, %\. Par. go non può esser parlato d'altro che
XI, 76. di aurora lunare, la quale di fatti in

Concorrere, lat. concurrere, coo- questa stagione dell'anno, cioè pochi


perare, son concorsi, Par. XXVI, giorni dopo l' equinozio di primavera,
57. doveva mostrarsi per il Purgatorio
Concreare, creare insieme, Par. circa tre ore dopo il tramonto del So-

XXIX, 31. le. Nonostante il prof. Mossotti di

Concreato, add., ciò che appar- Pisa ha preteso di ristabilir l'aurora


tiene a un essere in virtù della sua solare in questo luogo. Egli per i

creazione, Par. II, 19. passi con che la notte sale intende le
Concubina. La concubina di Ti- tre costellazioni della Libra, dello
fane antico Purg. IX, 1 GÌ' interpreti .
Scorpione e del Sagittario che si suc-
sono discordi sul senso di questo luo- cedono. In questo momento i Pesci
go. Jacopo della Lana, Benvenuto da debbono apparire sull'orizzonte, es-
Imola, Buti, Landino, Daniello, e dei sendo, secondo esso, V animai freddo
moderni Venturi, l'abate di Costanzo, che con la coda percote la gente. Ho cre-

Portirelli,De Romanis, Costa e Bian- duto debito mio riferire questa nuova
chi sostengono che D. descriva un'au- spiegazione, quantunque non mi iper-
rora lunare. Vellutello , Perazzini, suada principalmente per quello
,

Lombardi Cesari dicono che parli


, spetta all' animai freddo, che, non-
d' una aurora solare. Ciò che in primo ostante tuttociò altri ne dica in con-
luogo è manifesto si è che non si può trario, a me sembra essere indubita-
intendere d' un' aurora solare rispetto tamente il segno dello Scorpione; e
al luogo ove D. si trova, perchè al cosi la lite pende tuttora; adhuc sub
verso 7 dice che la notte era inoltrata judice lis est. *

di tre ore. Bisognerebbe dunque am- Condannare, lat. condemnare,

mettere che parli dell' aurora che Inf. XVIII, 95; XXVIII, 70. Par. XIX,
sorgeva allora per l'Italia, che, per 77. — Particip. condannato, Purg. XV,
lo meno, sarebbe avvertenza oziosa e 105.
inutile. Ma anco in tal supposto biso- Condiscendere o secondo la .

gnerebbe intendere V animai freddo, lez. della Cr. Condescendere ,


verso 5, al sing. per il segno de' Pesci, Par. IV, 43.
invecechè è manifesto e certo che D. Condizionare, render capace,
parla dello Scorpione. Se a tutte que- Par. XIV, 48.
ste ragioni concludentissime si ag- Condizione, lat. condilio, lo stato
giungono le espressioni di concubina in cui uno
trova, Inf. XVI, 53.
si

invece di: moglie; d'amico invece di: Purg. 1,56; V, 30 XIII, 130; XX, 14.
;

marito, di cui si vale D. per rispetto Par. V, 113. —


Lo stato, la natura, la
a quest'aurora e a Titone, e la circo- maniera di essere, Inf. IX ,
108. Purg.

1 Nelle « Illustrazioni
cosmografiche della D. C. » dell'astronomo Ernesto Capocci (Na-
poli 1856, in-12), mi sembra questa lite ben giudicata; e per esser questo libro posteriore
al Vocab. del Blanc merita esser consultato.
Condolerò — Confortare. 103

X, 115. Par. VI, 29; XXIV, 142. La — Confessare, lat. confiteri ,


Inf.
condizione, Par. XXXII, 43. XXIV, 106. Purg. Ili, 94; XXXI, 38.
Condolerò* partecipare al dolore Par. Ili, 4.
— Convenire, Inf. XXIV,
di alcuno , compassionarlo Purg. ,
106. — Confessarsi, Inf. V, 8. Par.
XXI. 6, dove Aldo e la Cr. leggono XXIV, 58. — Confessare, attivo, udire
condolenti, contratto di condoleimi; la la confessione di alcuno, Inf.
XIX, 49.
Nidob., Lombardi e Costa condoliémi ; Confessione, sost., Purg.XXXI,
Bartolini, Rossetti e V Ediz. di Firen- 6. Par. Ili, 9.
ze del 1837 condoleami. Quest' ultima Confesso, add. verb", confessato,
forma meriterebbe esser preferita co- Par. XVII, 30. — Confessato, che ha
me più corretta secondo 1' uso mo- fatta la sua confessione, Inf. XXVII,
derno per: mi condoleva; quella di 83.
Lombardi é percerto più ovvia presso Confidare, lat. confidere ,
aver
gli antichi poeti, mi condoliè per: con- fiducia, Par. XIV, 129. Confidarsi

dolea; quella della Cr. è meno da ac- di... Par. XXII, 3 XXIX, 120.
;

cettarsi. Confinare, esser accanto, esser


Condotta, sost., Purg. XVI, 103. vicino, Purg. X, 22.
Condotto, v. Condurre. Confino, lat. confinis, Inf. XX,
Conducere., forma antica e poe- 124. Par.XVI, 54; XXVIII, 54. - La
tica per: condurre, Purg. I, 69. regione più remota del cielo, Purg.
Conducitrice. Purg. XXXII, 83. XXXII, 111. —
1 confini d'un
luogo
Condurre, lat. conducere; guida- di esiglio, Purg. XI, 142. — Per est. il

re, Inf. V, 106. Purg. IV, 63; XIII, Iato, Inf. XXX, 93
17 e 139; XX, 33; XXII, 88; XXIII, Confitto, lat. confictus per confi-
85; XXX,140;XXX1I, 76. Par. 11,8; sca*. Quel confitto, \n{. XXIII, 115, è
X,86; XXVI, 11. —Guidare e gover- il
gran sacerdote Caifa che D. trova
nare, Inf. VII, 74; XVI, 64; XXVII, crocifisso e steso per terra nel cerchio
50. — Indurre, sedurre, Inf. XVIII, degli Ipocriti.
56. — Condursi, comportarsi, Purg. Conflato, voce latina, per :
unito,
V, 6. — Lasciarsi andare a... avven- Par. XXXI1I.89.
turarsi, Inf. XXXII, 6. — Umiliarsi, Confondere, lat. confundere, me-
Purg. XI, 138.
— Particip. condotto, scolare insieme ciò che non deve es-
esser condotto, Inf. V, 57. — Condotto, sere unito, Purg. XVI, 128. Travol- —
Purg. IV, 29, è spiegato da alcuni gere, Par. XXIX, 74. Dello spirito, —
commentatori come sost. equivalente turbarsi, Inf. VI, 3. Purg. Vili, 36. -
a :
scorta, guida ;
ma perchè tal signif. Degli occhi, Inf. XXV, 145.
sarebbe senza esempio, preferisco ri- Conformare, render conforme,
ferirlo a Vuom del verso 27 nel si- Par. 111,102.
gnif. ordinario di: guidato, condotto. Conformato, da conformare;
Con esso, v. Con ed Esso. organizzato, Par. Il, 134. —Confor-
Confarsi, lat. cum-fncere, esser me, Par. V,21.
proporzionato a... Inf. XXXIV, 33. — Conforme, add. Par. VII, 73; IX,
Fsser conveniente, Purg. XXI, 15. 60. — Avv., conformemente, Par. II,
Conferire, lat. conferve, contri- 148.
'

buire, Par. IV, 74, dove ha pure il si- Confortare, dal lat. del medio
gnif. di consentire.
:
evo; rianimare, corroborare, Purg.
IO.
1

Conforto
— Conquiso.

XIX, 10. —
Incoraggire,Inf. VII, 4; Conio, lat. cuneus, il marchio del-
Vili, 107. Purg. VII, 97. Eccitare — le monete. — Falsare il conio, batter
a...Purg. 1, 19. Consolare, Inf. V,— moneta falsa, Inf. XXX, 115. Par.
44. —
Instaurare, Inf. XIII, 77.
— XIX, 141. — Moneta senza conio cioè r

Confortarsi, rianimarsi, rinfrancarsi, senzavalore, Par. XXIX, 126. -Per


Inf. Ili, 20. Purg. X, 91. femmine da conio, le
lo stesso danaro,

Conforto, il soccorso, l'aiuto, donne che fanno copia di sé per da-


Par. XX, 40- D. chiama più volte Vir- naro, Inf. XVIII, 66.
- Nel signif. flg.
gilio il mio conforto, Purg. 111,22; IX, ilconio della fede, Par. XXIV, 87, cioè :

43; XX, 40. — L'


incoraggimento, la sostanza della fede.

l'aiuto, Inf. IV, 18; XV, 60. Il con- — Conio, castello della Romagna ora
siglio, l'esortazione, Purg. XX11I, distrutto, che a tempo aveva i
di D.

124. Par. XI, 57. L'istigazione al


— suoi propri conti, Purg. XIV, 116.
male, i cattivi consigli, Inf. XXVIII, Con meco. Inf. XXXIII, 39, lez.
135. Par. XVI, 141. - Ciò che ser- della Cr. La Nidob. legge erano meco-
ve a confermare, Inf. 11, 29. — 11 co- v. Meco.
raggio, la sicurezza, Purg. IX, 65. Conocchia, forse dal lat. conus,
Confusamente. Purg. XVII ,
la rocca. — Per il lino avvòlto alla
127. rocca, onde trar la conocchia, Purg.
Confusione — dello spirito ,
XXI, 26, la Parca non aveva ancora
Purg. XXXI, 13.
— Mescolamento, consumato tutto il lino della sua
Par. XVI, 67. rocca.
Confuso — d' un suono ,
Inf. Conoscenza, dal lat. cognoscere ;

XXVII, 6 - degli occhi, Inf. XXV, la scienza, Inf. X, 107; XXVI, 120.
145 - dello spirito, Inf. XXXI, 74. Purg. XXX, 37. Par. XXVI, 61. -
Purg. XXXI, 7. — Svergognato, de- L' atto di riconoscere alcuno, Inf. VII,

presso, Purg. XIX, 27. 54; XV, 28. Purg. XXI11, 47.
Con gaudcre, voce latina ;
ralle- Conoscere, lat.
cognoscere al- —
grarsi insieme, Purg. XXI, 78. cuno, Inf. XXII, 65; XXV, 40. Purg.
Congelarsi. Purg. XXX, 86. XVI, 139. - Riconoscere, Inf. IV, 6 e
Congiungersi , propriamente : 122; VI, 82; Vili, 39; IX, 43; XV,.
unirsi. Se tu là ti congiungi, se tu t'av- 23; XVII, 54. Purg. I, 117; 11,27 e
vicini a queir oggetto, Inf. XXXI, 25. 86; IV, 115; X, 29; XI, 56 e 76.-
— Particip. congiunto, unito, Inf. X, Conoscere, ravvisare, Inf. V, 120.
111. Purg. XXXI, 6. Par. 1,41 11,30; Purg. XV, 47; XX, 72; XXXI, 75.
VI, 26; IX, 116; X, 32; XVII, 19;
;

Par. XI V, 92. — Conoscer Dio, Inf. I,

XXI, 85; XXIV, 141 ; XXVIII, 43; 131. — Conoscere a..., o, per... cioè:

XXIX, 22. sia noto per... Inf. XXIII, 74. Purg.


Congiurare per: scongiurare, XVI, 114— Particip. conosciuto, Inf.
costringere con arti magiche, Inf. IX, XV, 23. Purg. VII, 27. Par. XVII, 85.
23. Conoscitore, Inf. V, 9.

Congratulare, per: congratular- Conquiso, particip. di conqui-


si, Par. XV1II,74. dere. Sebbene i vocabolari italiani
Coniare , batter moneta ,
Inf. dieno a questo verbo il signif. di :

XXX, 111, dove si parla di moneta vessare, affliggere, abbattere, anni-


falsa.
chilare, io nondimeno son d' opinione
Conscienza Consiglio. 105

che abbia lo stesso valore del fran- Conservare, Inf. X, 127; XX11I,
cese conquis, usurpato in signif. più 107. Purg. XXXII, 48. Par. XXXIII,
esteso poiché la conquista trae seco
;
33.

per lo più distruzione e ruina. Sareb- Conservo, voce lat. compagno di


be adunque quasi sinonimo di con- :
servizio, Purg. XIX, 134, allusione al
quistare o vincere. 11 solo luogo della xxn, 9, dell' Apocalisse.
D. C. dove conquiso si
trovi, cioèPurg. Considerare, pensare a... Inf.
XXI li 45 Ma nella voce sua mi fu pale- XXVI, 118. — Specolare, contem-
se Ciò cheV aspello in sé uvea conquiso, plare, Par. X,132.
significa: lo lo riconobbi alla voce, Consigliare, dare un consiglio,
avendo suo aspetto il suo volto at-
il Inf. XXIII, 116. — La vir luche consi-
tuale totalmente distrutto, invaso, i glia, cioè la facoltà che dirige le no-
:

sembianti che portava durante la sua stre deliberazioni, Purg. XVIII, 62 —


vita. Consigliarsi, deliberare, risolvere,
Conscienza e Conscienzia, Inf. XXI, 75.

volgarmente coscienza, : Inf. XXV111, Consiglio, lat. cunsilium : il con-


115. siglio che si dà ad alcuno, Inf. XXIII,
Consecrato. Par. XXI, 110. 34; XXVII, 98. Purg. Ili, 62. Par.
Conseguire^ lat. consequi, otte- XXIII, 76. —
Il primo consiglio che die

nere, guadagnare. II solo luogo del- Cristo Par. XII, 75. Tutti gli antichi
l' Inf. VII, 90, dove questa voce si commentatori concordano nel dire,
trovi Sì spesso vieti chi vicenda conse- che il primo consiglio che dette Gesù
gue è oscuro. Il senso forse è questo: furono le parole dirette al giovine
Atteso progressi e le vicende rapide
i
(San Matteo, xix, 25) Si vi* perfectu j
della fortuna, trovasi spesso alcuno esse, vaie et vende omnia quw habes, ec.
che consegue subita mutazione di sta- Siccome qui si parla di san Domenico
to vicenda vale egualmente buona e
;
e non di san Francesco, ci sarebbe
cattiva sorte. Guiniforte solo legge luogo a supporre in queste parole
che invece di chi ; nel qual caso la sen- un'allusione a San Matteo (V, 16): Lu-
tenza sarebbe generale e significhe- ceat lux vestra coram hominibus, se
rebbe Così interviene (vien per av-
: :
qui non vi fosse piuttosto un precetto
viene) spesso che succede alcun can- che un consiglio. Benvenuto dice che-
giamento di fortuna. Ma oltreché il il
Signore ha dato quattro consigli :

pensiero riescirebbe freddo, suppor- Humilitas et mansuetudo, Castitas, Pau-


rebbe consegue al congiuntivo per :
pertas et Caritas ; onde qui indichereb-
consegua, licenza molto ardita. To- besi l'umiltà, il che conviene perfet-
relliaveva già proposto tal cangia- tamente a quanto segue. — La deli-
mento. berazione, Inf. XXIV,
22. Purg. VI,

Consentire, esser del medesimo 131 — La .


risoluzione, Inf. XXIII, 30.
parere, Purg. VII, 47- Permettere,
— — D. chiama Virgilio mio cmsilio, mio
Inf. XXVII, 120. Consentirsi, per-
— consigliere, Purg. XIII, 75.
— Un con-
mettersi, Inf. XXV, 48. — Consenti- siglio o riunione di persone che deli-
re, Purg. IV, 109; V, 27; XXXIII, berano, Purg. VII, 103. Il consiglio, —
102. il decreto eterno di Dio, Purg. I, 47;

Conserto, voce latina ; adunato, VI, I22;XX11I,61. Par. VII, 95 XI, ;

riunito, combinato, Par. Xlll, 9. 29 ; XXI, 71 ; XXXIII, 3. — Sul luogo


106 Coìisistoro — Consumare.

del Par. XX, 41 In quanto affetto fu 78. — Che partecipa alla vergogna,
del suo consiglio, le opinioni sono divi- Inf. XXIX 33. — Il compagno, l'egua-
,

se. Gli unileggono con la Cr. affetto, le, Par. I, 69. — Al pi. membri d'una i

onde ne verrebbe il senso rquanto egli famiglia, Purg. XI, 68. Par. XVI, 139.
fu amato dal suo consiglio, cioè dallo
— Ove le due nature son consorti Inf.

Spirito Santo che lo consigliava ; gli


XII, 84 cioè : in quel punto ove le due
altri con la Nidob. leggono effetto e nature, dell'uomo e del cavallo, si

spiegano : in tantoché il suo canto, la congiungono.


— Questa voce prende
sua poesia fu l'effetto del suo proprio qualche volta la forma consorto e con-
consiglio, della sua scelta, lo inclino sorta, come Par. I, 69; XXI, 78, e spe-

per quest'ultima interpretazione.


— cialmente Purg. XIV, 87 ; XV, 45 Oh
Consigli, Par. XIX, 96, è posto per: gente umana, perchè poni il cuore Là 'v

anime beate. (Confronta Inf. IV, 102 è mestier di consorlo (o consorte o con-
cotanto senno.) sorticome hanno più mss.) divieto. La
Consisf oro, per Cr. che ha introdotto la cattiva lez.
:
consistorio, al-
tra forma per concistorio; assemblea
:
di consorto o divieto,
oscura totalmen-
di persone, per lo più ecclesiastiche, te senso di questo luogo che, se-
il

che deliberano intorno alle cose della condo la Nidob. e tutte le antiche
Chiesa. D. 1 usa nel Par. XVI, 114 per ediz. significa: Perchè ponete il vo-

la riunione di alcune famiglie nobili stro cuore in ciò, in beni, che vogliono

di Firenze, cioè i Visdomini, i Tosin- (è mestier) l'esclusione (divieto) di

ghi e i Cortigiani, le quali per aver ogni compagno, ovvero non ammet-
fondato e dotato primitivamente il tono né compagno né partecipe.
vescovado di essa città, avevano il Consorzio, lat. consortium, la so-
amministrarne a loro profit-
diritto di cietà, il commercio, Inf. XX, 85.

to le rendite in ogni sua vacanza. — Consperso, partici p. di


cosper-
Chiama pur Consisterò la riunione de- gere, Purg. V, 20; XXVll, 30. V. Co-

gli angeli, Par. XXIX, 67. V. Conci- sperso.


STORO. Constare, così déesi leggere per

Consolare, lat. consolari, Purg. certo con la Nidob. e i


migliori mss.,
XIX, 51. Par. XX, 45, Colui che la ve- Purg. XXV, 51, invece di gestare
dovella consolò del figlio è V imperai. della Cr. che non dà senso ragione-
Traiano (v. Purg. X, 82).
— Perlopiù vole. Constare ha il
signif. di :
coagu-
significa: tranquillizzare, Inf. Il, 69. lare, prender consistenza.
Par. XV, 122. — Rallegrare, Purg. II, Constringere, lez. della Cr. Inf.

4 09; XIV, 12.— Corno/ars», dei fanciul- XXIII, 131. V. Costringere.


li, tranquillizzarsi, Purg. XX11I, 111. Construtto, v. Costrutto.
Consonante, la consonante, Par. Consumare, lat. consumere — la
XVIII, 89. vita, Inf. XXIV, 49.— Consumare una
Consonare o Consuonare , impresa, ridurre a nulla, onde: rinun-
concordarsi, esser d'accordo, Par. ciare a... Inf. II, 41. Consumarsi, —
XIX, 88 —
e nel medesimo signif. struggersi di rabbia, Inf. VII, 9.
~
consonarsi, Purg. XXII, 80. Perire, Purg. XXV, 23. — La luce
Consorte e ConsoHo, lat. con- che vien meno, Par. XX, 3. Come —
sors, colui che è partecipe della me- sost. 1' atto del consumarsi, Purg.
desima sorte, Inf. XIX, 32. Par. XXI, XXV, 23.
Consumerò Co n ten to. Ì07

Consumerò, sebbene i vocabo- mento, Inf. XVII, 60. - Dal lat. cou-
lari non ammettano questo infinito, tinere, il
contenuto, Inf.XXII, 17.
le forme consumi e consunto provano che contempla,
Contemplante,
la sua esistenza. —
Consume, consu- contemplatore, anima contemplativa,
mò, Par. XII, 15. —
Consumi la vedu- Par. XXII, 46; XXXII, 1.
ta Par.XXXIII, 84, e XXVI, 5, con- Contemplare, meditare, riOet-
sumare, stancare la Vista. - Consunto, tere, Purg. XXIV, 132. Par. XVIU,
particip. consumato, inghiottito dal- 124; XXVIII, 131 XXIX, 68; XXXI, ;

l' Inferno, Inf. XI, 66. Ucciso, di- — 111. —


Seguito da a, Par. XXVIII,
strutto, Inf. XXXIV, 114, alludendo 57.
forse al comummatum est.
Contemplativo. Par. XXI, 117.
Consuonare, accordarsi, essere Contendere, sforzarsi di... Purg.
in armonia con... Par. XIX, 88. XVI1,129. — Il
Signif. di contendere,
Contare, lat. computare, raccon- Purg. XXIII, 49, è oscuro. La mag-
narrare, dire, Inf. XIV, 120;
tare, gior parte spiegano: attendere, fare
XX11I,140; XXVII, 55; XXVI11,114; attenzione a... il che senza dubbio
XXXII, 112; e XVIII, 6, dove più toglie ogni difficoltà, ma non sembra
mss. leggono dicerà e dicerò, quest'ul- aver fondamento di valida autorità,
tima lez. che sola offre un senso facile e meno ancora lo ha la lez. attendere
e chiaro, ha debole fondamento nei introdotta da Ugo Foscolo, e che è
mss. e trovasi nella sola ediz. di Gui- evidente Si potrebbe
congettura.
niforte.Leggendo dicerà o conterò, che prender contendere nel signif. latino
torna il medesimo, bisogna fare di: di: ricusare, non voler ricusare al
suo luogo soggetto della proposizione, mio aspetto il compimento della mia
ovvero prendere dicerà o conterà, per: preghiera, ma dimmi... V. Inf. XVI,
si dicerà, si conterà. — Per: stimare, 29.

contare, Purg. XIII, 22; XX, 78. Contenenza, o secondo la Cr. e


Contastare, lez. della Cr. Inf. la maggior parte delle antiche ediz.
XXVIII, 14. LaNidob. e tutte le ediz. continenza, la capacità, la dimensione,
moderne rigettano questa forma, che Par. XXXIII, 117.
Ugo Foscolo dice un idiotismo di tri- Contenere, lat. continere, Purg.
vio, e leggono contrastare. V. ivi. XXIX, 106. Par. XXV11I,33. Cotir —
Conte, lat. comes, titolo di nobiltà, tenersi, essere in qualche parte, Purg.
Inf. XXXIII, 13 e 85. Purg. XIV, 117. Vili, 33.
— Particip. contenuto, Par.
Diverse persone sono mentovate sotto II, 117.
questo titolo nella D. C. come conte Contentare, far contento, Inf.

Ugolino, conte Orso, v. ivi. Come D. dà XI, 92. Par. Ili, 40; Vili, 98.
- Par-
il titolo di barone ad alcuni apostoli, ticip. contentato, Purg. XXIV, 63.
chiama conti le persone più distinte Contento, add. soddisfatto, Inf.
della corte celestiale, o dei Beati, 1,118; XIX, 122. Purg. li, 116; III,
Par. XXV, 42. -
I Conti, Par. XVI,
37; VI, 127; IX, 120; XV, 58; XVIII,
64, sono i conti Guidi, famiglia po- 3; XXII, 146; XXIV, 26; XXVI, 33;
tente e numerosa, grandi possidenti XXVIII, 58. Par. I, 97; IV, 72; VI,
nelle vicinanze di Firenze. 15; VIII, 42; XI, 136; XVII, 25; XV11I,
Con teco, v. Teco. 112; XX, 74; XXII, 30; XXVI, 16;
Contegno, l'attitudine, il porta- XXXII, 134. —
Contento a..., che si
103 Conlento — Contrario.

contenta di... Par. XV, 116. — Esser cio spiega :


composte ed ordinate al- ;

contento, aver piacere, Par. VII, 111. tri : contate. - Inf. XXX1I1, 31 cagne
Contento, sost. per: contenuto, conte,che Buti spiega per: ammae-
!a cosa contenuta, Inf. II, 77. Par. Il, strate cosicché questa voce sarebbe
;

114. usata in questo luogo in signif. attivo,


Contenuto, v. Contenere. cioè: instruite alla caccia. — Saette

Contesto, lat. conteoctus, propria- conte Purg. II, 56, i


raggi luminosi,
mente: tessuto, Par. XIX, 38, costrui- splendenti.
to, composto. Con tra o Contro. Inf. I, 46; X,

Contezza, la cognizione, Purg. 128; X11I, 67; XIX, 99; XXI, 71;
XX, 29; XXIV, 36. XXIX, 134; XXX, 2; XXXI, 92;
Conti, v. Conte. XXXIV, 35. Purg. IV, 5; XI, 45;
Contigiato. dal lat. complus? XV1II,79; XX, 1; XXI, 65; XXVI,
adornato, Par. XV, 101. Secondo Buti 78. Par. Ili, 116. - Contro la dire-

erano specie di stivaletti o


le contige zione o il corso. Inf. XXXI, 14. Purg.
scarpe che le donne usavano a quel 1,40; XXIX, 7. Par. VI, 2; IX, 85;
tempo. XXVII, 51. — Contro a grato, v. Gra-
Continenza, v. Contenenza. to, Par. IV, 101, lez. della Cr.; la
Contingente, casuale, Par. XIII, Nidob. legge conlra grato che sembra
99; XVII, 16. più naturale. — Di contro, v. Di,avv.
Contingenza, tuttociò che può di faccia, presso, Inf. XXII, 34. —
Di
essere o non essere, opposito a : ne- faccia, Par. XXXII, 31 e 133. — Con-
cessario, Par. XVII, 37. AI. pi. gli — tro a , nel medesimo signif. Par.
esseri contingenti, Par. XIII, 63. XXXII, 136.
Contingere, voce latina, per: Contrada, dal lat. del medio evo
avvenire, accadere, Par. XXV, 1. contrada e contrata, forse da conlra,
Continovamente, lez. della Ni- Inf. Vili, 93. Purg. Vili, 125. Par.
dob. ;
io preferisco la lez. della Cr. e IX, 30.
-
Al pi. Purg. XXI, 51, è
di tutte le altre ediz. continuamente, detto che l'arcobaleno cangia sovente
Inf. XIV, 24. contrade, per: muta luogo.
Continovo , lez. bizzarra della Contraddire e Contradire,
Nidob. invece di continuo di tutte le lat. contradicere, esser in contradizio-
altre ediz., Inf. XVI, 27. Par. XXVII, ne con alcuno, Par. IV, 99.
125. Contraddizione. Inf. XXVII,
Continuamente, v. Contino- 120. — L'opposizione, la contradizio-
VAMENTE. ne di due proposizioni, Par. VI, 21.
Continuare — un discorso, Inf. Contrappasso, lat. contra-pati,
X, 76. Purg. XXIV, 7; XXIX, 2. Par. la legge, il costume del taglione, Inf.

V, 18. XXV III, 142.


Continuo, v. Continovo. Contrappcsare. Par. XXI, 24.

Conto, lat. cognitus, conosciuto, Contrario, add. opposto, oppo-


Inf. 111,76; XXI, 62.
Purg. XV, 12. sito, Inf. V, 30; VII, 45. Purg. XIII,
Par. XXV, 10; — onde far coìito, pa- 20 e 40; XX, 102; XXVIII, 87; XXIX,
lesare, Purg. XIII, 105. — Per est., 139. — Sost. il contrario, Inf. XVI,
Inf. X, 39 le tue parole sien conte, pro- 26; XXXII, 94. Purg. XVII, 120;
babilmente :
chiare, precise. Boccac- XVIII, 15; XXII, 54. Par. II, 87. - La
Contrastare — Coperchiare. 109
Nidob. legge contrdro, Purg. XVII, Par. II, 39; IV, 40; Vili, 123; XXV,
120. —
Questa forma è più usata nella 36; XXVI, 23; XXX, 31. - Convenirti
rima, come Purg. XVIII, 15. nel medesimo signif.
Par. V, 43; IX,
Contrastare, opporsi a..., ar- 111; XIV, 49; XVII, 48; XIX, 52:
marsi contro, Inf. XXVIII, I4.V. Con- XXIV, 76; XXVI, 136; XX Vili, 18:
tastare. XXXII, 80. - Nel signif. del lat. de-
Contrasto, l'opposizione, la re- cet, conviene, s addice, Inf. Ili, 14;
sistenza, Inf. VII, 85. XII, 132; XXIII, 116; XXXI, 69:
Contratto, particip. di contrarre, XX XII, 2; XXXIV, 47. Purg. I, 97 :

lat. contrahere. — Dell' atto del corpo, XXVI, 48. Par. Ili, 5; IV,
102; VII,
contratto ,
incurvato sotto un peso, 103; IX, 99; XXIII, 24; XXIV, 76:
Purg. X, 136. — Unito, combinato, XXIX, 123; XXXI, 63. - Trovasi
Par. VII, 45. convegno per :
convengo, Inf. Ili, 123;

Contristare, attristare, affligge- XXXIV, 30 — convegna per: conven-


re, Inf. XI, 24. Purg. 1,18. ga, Inf. XXXIII, 117. Purg. XXII,
Contro, v. Coktra. 122, e in alcune ediz. coméne per: con-
Contumacia, la resistenza osti- viene. — Convenette per: convenne,
nata a... ;
stato di colui che ricusa ri- Inf.XXV, 42.
conciliarsi con la Chiesa, Purg. Ili, Convento, la riunione, l'assem-
136. blea, la congregazione, Purg. XXI,
Con tutto che, benché, sebbene, 62. Par. XXII, 90; XXIX, 109; XXX,
Inf. XX VI 1,11; XXX, 86. 129.

Convegno, dal lat. del medio evo Conversione. Inf. XIX, 116.
convenium da convenire, voce dell' an- Purg. XIX, 106. Par. XI, 103.
tico dialetto fiorentino per: conven- Con vertere e Convertire, tra-
zione, patto, Inf. XXXII, 135. sformare , cangiare,Inf. XXV, 99;

Contenenza, la convenienza, la XXX, 53. Purg. XXVIII, 122- Par.


proporzione ,
la conformità Par. , XXVII, 125. — Convertersi, cangiarsi,
XXVIII ,
76. — Per :
convenzione, Purg. V 1 1 8. Par. V , 54.
, Rivolgersi

patto, Par. V, 45. verso alcuno, Par. Ili, 127. Con- —
Convenire, riunirsi, adunarsi, vertirsi, cangiarsi, Inf. XIII, 92;
Inf. 111,123. Par. XXIX, 123. - Dei XXVII, 15. — Particip. converso, cam--
fiumi che uniscono le loro acque, biato, Inf. XII, 43. — Convertito,
Purg. V, 121.
— Convenirsi, accor- Purg. XIX, 116.
— Dante avendo chia-
darsi, Inf. IV, 91. Par. XXXIII, 137. mato chiostra uno dei ricinti dell' In-
— Paragonarsi, esser simile, Inf. ferno, dà il nome di conversi, frati

XXXIV, 30. —
Nel signif. lat. di opor- laici, ai dannati che vi sono, Inf.

tPt, bisogna, è mestieri, Inf. I, 91 ; III, XXIX, 41.


93; VI, 67; VII, 44; Vili, 57; IX, 7; Convòlto, particip. di convolgere :

XI, 10 e 107; XVI, 63 e 115; XX, 1, incurvato, avente dosso ad arco, il

14 e 43; XXI, 26; XXV, 42 e 129; Inf. XXI, 46. Altri spiegano: imbrat-

XXVIII, 49; XXXII, 98; XXXIII, 117; tato, sudicio il che non pare ammis-
;

XXXIV, 21. Purg. Ili, 138; IV, 27 e sibile.

130; Vili, 73; IX, 33; X, 10 e 91 ; XI, Coperchiare , e Coverchia-


70; XVI, 94; XVII, 103; XXIII, 129; re, lat. cooperire, che sono forme di-

XXV, 115; XXIX, 40; XXXI, 102. verse della medesima voce. Coprire,
-140 Coperchio
— Corniglia.

Inf. XXIII, 136. - Coprir gli occhi, quella corda di che era cinto e con
cioè: chiuderli, Purg. XIV, 3. — Co- laquale aveva sperato di prender la
Pantera. I comentatori interpretano
verc/imr^lnr.XXXlV,1l4.Purg.H,2.
tal corda ora come simbolo della Frau-
Coperchio e Coperchio, ciò
che serve a coprire. Coperchio pi-
— derà dell' Ipocrisia, ora della Ret-

loso, Inf. VII, 46, la chioma. Il co- — titudine, ma non appagano. A me


perchio d' un avello, Inf. IX, 121 ; X, pare non si disconvenga di prender
9; XI, 6.

In signif. d'est, ciò che questa Corda nel suo signif. prop. in-
toglie il vedere, Purg. XXII, 94. — tendendo il cordone dei Francescani,
Coverchio, il
tetto, Inf. XXI, 47. che, secondo alcuni antichi comenta-
tori D. avevasi cinto nella sua prima
Coperto, particip. di coprire, Inf.
I, 33. Purg. XIII, 58. Par. XXIII, 81 ; età; e nel signif. fig. interpretandolo
XXVII, 129. — Per est. vie aperte, per 1' Umiltà e la Contrizione, me-
arti, modi occulti, Inf. XXVII, 76. diante le quali aveva sperato poter
Spesso trovasi coverto, v. ivi, invece vincere le passioni della giovinezza
di coperto. figurate nella Pantera.

Più spesso
Copia, la moltitudine, la calca, questa voce è usata in signif. fig., co-
Inf. XXIV, 91. me D' ogni valor portò cinta la corda,
Coppa, dall' ali. kopf? la parte Purg. VII, 114, cioè: cinto e munito
posteriore della testa, Inf. XXV, 22. di tutte le virtù. — Corde, al plur.,
— Per est. or da coppa or da ciglio Par. Par. XXVI, 49, cagioni che attirano.
Vili, 12, cioè: or di dietro or davanti. - Corda, Par. XXVIII, 12, per: lega-
Coppo, la cavità dell'occhio, Inf. me. — Corde d' una disciplina, Purg.
XXXIII, 99. XIII, 39. — La corda d'un arco, Inf.
Coprire, lat. cooperire, Inf. XII, Vili, 13; XVII, 136. Purg. XXXI, 17.
125;XXV1I, 135. Purg. IV, 139; V, Par. V, 92. —
Nel signif. fig. Par. I,
129. Par. XVI, 83; XXVII, XXXI,
129; 1 25. — La corda d' uno strumento mu-
32. - AI perf. copersi, Inf. XXIX, 45. sicale, Par. XIV, 119; XV, 5; XX, 143.

Cor, v. Cuore. Cordigliero, frate dell'Ordine


Corani me, voci latine; davanti Francescano. Inf. XXVII, 67.
a me, Par. XXV, 26. Core, v. Cuore.
Corani patre, voci latine; da- Comete, piccola città marittima
vanti al padre, Par. XI, 62. dello Stato Ecclesiastico, Inf. XIII, 9.
Corata, il
pericardio, Inf. XXVIII, Corneto (Rinier da), celebre
26. masnadiere che infestava il littorale

Corcàre,contratto di coricare, lat. diRoma, Inf. XII, 137.


collocare. — Corcarsi, contratto di co- Cornice. D. dà tal nome ai cerchi
ricarsi , distendersi a giacere, Inf. o ripiani del monte del Purgatorio,
XVII, 30. —
Corcare, per: corcarsi, Purg. X, 27; XI, 29; XIII, 4; XVII,
del Sole che tramonta, Purg. XVII, 131; XXV, 113. Par. XV, 93.
9; XXVII, 68. Corniglia per: Cornelia, figliuola
di Scipione Affricano e madre dei
Corda, lat. chorda, la fune. Nel
signif. proprio, Inf. XVI, 106. È que- Gracchi, trovata da D. nel Limbo,
sto uno dei luoghi più oscuri della D. Inf. IV, 128 —
e allegata come mo-
C. sendo difficile dire quello che D. dello della donna virtuosa, Par. XV,
abbia voluto significare mediante 129.
Como — Corrèggere. \\\

Corno, lat. cornu, Purg. XXXII, Purg. XXIX, 84. Par. XXIII, 119. —
146. — Como dHla capra, Par. XXVII, Alcune ediz. nell' Inf. IV, 54 leg-
68, per il
Capricorno, segno del Zo- gono coronato invece d' incoronato,
diaco. — Como della lumaca ,
Inf. v. ivi.

XXV, 132. — Le dieci corna, Inf. XIX, Corpo, il corpo umano, Inf. I, 28;
110, significano probabilmente i Dieci IX, 24; X, 12; XIII, 107; XX, 87;
Comandamenti. Tutto ciò che ha — XXIII, 96; XXIV, 54; XXX, 75;
forma di corno come la punta d'una XXXII, 58; XXXIII, 122. Purg. 1,12;
fiamma, Inf. XXVI, 85; XXVII, 132. III, 26, 32 e 95; V, 26; VI, 20; X, 24 ;
— La punta d' un timone, Purg. XXII, XIV, 11; XV, 135; XXIV, 87. Par. II,
120. — Le estremità d' una croce, Par. 37; X, 127; XI, 117; XXXI, 90. -
XIV, 109, XVIII, 34. - Forma d" una Corpomorto, Inf. V, 142. Par. XIV,
costellazione, Par. XIII, 10. — Pro- 63. — Un corpo, un grave, in genere,
montorio che s' inoltra nel mare, Purg. XV, 69. Par. I, 99; II, 39;
Como d' Ausonia, Par. Vili, 61. — XXVIII, 68. — I diversi cieli sono
Como, strumento di musica, Inf. detti corpi, Par. II, 113; Vili, 99. —
XXXI, 12 e 71 - Il pi. è per lo
.
più II corpo maggior Par. XXX, 39, indica
le coma, Inf. XIX, 110; XXV, 132 — il
primo mobile cioè: il
più vasto dei
di rado i
corni, Par. XV IH, 34. cieli corporei.

Cornuto, che ha le corna, Inf. Corporai, contratto di corporali,


XVIII, 35. Par. XXXII, 145. Che - Par. XXVIII, 64.
ha forma di corno, come una fiam- : Corredare. Nel medio evo con-
ma, Inf. XXVI, 68. redium, convito, ciò che serve a for-
Coro, lat. chorus, concerto di per- nire una nave, forse dall'ali, geràth;
sone che cantano, Purg. X, 59. — guarnire, fornir d'arredi. — Per: or-
Coro de' Heati, Par. XIV, 62; XXVIII, nare, Par. VI, 112.
94. — Coro delle Muse, Purg. XXIX, Corrèggere, lat. corrigere ; go-
41. — Riunione, società in genere, vernare, Inf. V, 60. — Le opinioni
Par. X,106; XXVII, 17. — Coro dei sono divise circa al luogo del Par. XI,
dannati, Inf. HI, 37. 138, dove la Cr. legge: E vedrà' il

Còro, lat. Caurus e Corus, vento corregger ch'argomenta, d'onde s'areb-


tramontano ponente, e la parte d' on- be il senso E tu vedrai il correggere,
:

de spira, Inf. XI, 114. cioè la correzione, la lezione, conte-


Corollario , forma dialettica ,
nuta nelle parole u' ben ec. Io reputo
Purg. XXVIII, 136. Par. Vili, 138. questa interpretazione consentanea
Corona. Purg. XX, 58. Par. Vili, alla lettera e a tutto il contesto di
64; XI, 97; XIX, 138; XXX, 134. - questo luogo. Lombardi con la Nidob.,
Corona di luce, di raggi, Par. XXXI, lediz. di Fir. del 1837, e Ugo
Foscolo,
71.- Per: la gloria de' Beati, Purg. leggono: E vedrà il coreggièr che s'ar-
XXIV, 15. — Ornamento donnesco, gomenta prendendo coreggièr e per
,

Par. XV, 100. - Ciò che ha somi- Frate Domenicano; in quel modo che
glianza con una corona, un cerchio, D. chiama i Francescani cordiglieri,
Par. X,65; XX 111, 95. perchè cinti di corda, e così co reggi èri
Coronare. Purg. XXVII, 142. — dice Domenicani perchè cinti di co-
i

Coronarsi, Inf. XXXI, 41. Par. I, 26; reggia. Il senso secondo questa lez.
XXIII, 101. — Particip. coronalo, sarebbe: E il Domenicano, cioè l'Or-
•112 Corrente — Corte.

dine de' Domenicani, vedrà che signi- perversi costumi, Purg. XVI, 105. —
fichi u ben, ec. Ordine corrodo, modo disordinato,
Corrente, lat. currens. Sost., la Purg. XVII, 126.
corrente d'un fiume, Par. XVII, 42. Corruccio, e il suo contratto
— Add. che corre velocemente, Inf. cruccio, forse dal lat. crux, Inf. XXIV,
XIII, j125. Par. Vili, 20. Opinion
- 129.
corrente, Par. XI11, 119, è interpretato Corruscare, lat. coruscare, scin-
dagli uni per: l'opinione che si
pre- tillare, brillare, sfavillare, Par. V,
cipita dagli altri per: l'
; opinione vul- 126 ; XX, 84. — Come sost., il lampo,
gare, che corre per il mondo. Io in- Purg. XXI, 50.
clino a quest'ultima spiegazione. Corrusco, lat. coruscus, fiammeg-
Correre, lat. currere. — Nel
-
si- giante, scintillante, Purg. XXXIII,
gnif. prop., Inf. Ili, 53; XII, 26 e 56; 103. Par. XVII, 122.
XXI, 30; XX1II,78;XXIV,92;XXV, Corruttibile, sottoposto alla cor-

140; XXVI, 22; XXX, 26. Purg. II, ruzione, Inf. Il, 14.

122; V, 29; VI, 15; XVIII, 79; XXVI, Corruzione, lat. corruptio, Par.
42; XXIX, 22; XXXIII, 54. Par. I, VII, 126.
93; VI, 92- — Dell'acqua, scorrere, Corsaro, più volgarmente: cor-
Inf. XX, 76; XXIII, 46. - Per est. sale, dal lat. currere, Purg. XX, 81.
Inf. XXVI, 22. Purg. XV, 68; XVI, Corsiere, dal lat. cursor; per i

92. Par III, 17.


— Correre in guerra, cavalli del Sole, Purg. XXXII, 57.
attirarsi lo sdegno, Par. XI, 58. — Corso, lat. cursus. Sost. il corso in
Correre al cor, Inf. II, 131. — Correre genere, Inf. XI, 99. Par. I, 40 e 130.
agli occhi, Inf XXIII, 110.
'.
Correr — — L'azione del correre, la corsa,

via, andarsene, Inf. Vili, 14. — In si- Inf.XXXIII, 34. —


11 corso d' un fiu-

gnif. att.
percorrere, navigare, Inf. me, Inf.XIV,1l5;XXXII,25;XXXIV,
Vili, 31. Purg. 1, 1. Par. II, 7; XIII, 132. Purg. XIV, 18. — Il corso del
37; XVI, 42; XXVII, 147. Correre - Sole, Purg. XV, 5. — 11 corso degli
il
drappo, correre per vincere un pre- astri, Par. VI, 2. — Il corso della vita
mio, Inf. XV, 122. —
Correr giostra, umana, Inf. XV, 88. — Il corso d'un
armeggiare, Inf. XXII, 6. Particip.
— giudizio, Purg. Vili, 139.
corso, Purg. Ili, 5.
— Percorso, Purg. Corso, particip. di correre, v. ivi.
XXVII, 125. Corso, un abitante della Corsica,
Corretto, particip. di Purg. XVIII, 81.
Purg. VI, 93. — Corretto d'correggere,
uno erro- Corso, v. Donati.
re, Par. Ili, 4.
Corte, dal lat. cors, chors, cohors ;

Corridore. Inf. XXII, 4. Pare come in francese e in tedesco questa


che D. in
questo luogo parli dei pic- voce signif. ora la corte d' un princi-
coli drappelli di cavalleria che sco-
pe, ora una corte di giustizia, il tri-
razzano il paese nimico per ricono- bunale. Trovasi nel signif. di corte
scerlo o a uso di guerriglie, come di- principesca, Inf. XIII, 66
— per : corte
cono gli Spagnuoli. celestiale, Inf. Il, 125. Purg. XVI, 41;
Corrispondere a... Par. XX\ IH XXI, 17. Par. Ili, 45; X, 70; XXI, 74;
71. XXIV, 112; XXV, 43; XXVI, 16;
Corrotto, lat. corruptus, particip. XXXII, 98. - Ambo le corti, Par.
di corrompere. Nel signif. morale: di XXX, 96, sono gli angeli e le anime
Cortese — Cosi. 113

beate. — Nel signif. di tribunale uma- 88;XX1II,3; XXIV, 70; XXVI, 107;
no, Par. XI, 61. — Per: tribunale ce- XXXI, 56, e più spesso. Capo ha

XXXI, 41. Par. VII, 51.
leste, Purg. cosa falla, Inf. XXV1I1, 107, v. Capo.
Cortese, che ha costumi e sensi — Al pi. qualchevolta signif. Impro-
cortigianeschi; benevolo, compiacen- prietà, ciò che uno possiede, Inf. XI,
te, affabile, gentile, Inf. II, 58 e 134 ; 32; XXII, 51.

111,121. Purg. V, 70; Vili, 136; IX, Coscia, lat. coxa; dell' uomo e de-
92: XI, 85; XIII, 27. Par. XII, 111 ; gli animali, Inf. XXV, 55 e 74 .

XV, 48. — Favorevole, Inf. 11, 17. — XXXIV, 76. Purg. IV, 113. Coscia -
Polito, affabile, Inf. XVI, 15. — Iro- del carro per: lato o: sponda, Purg.

nicamente a significare il contrario, XXX, 100.


Par. IX, 58. Coscienza e Coscienzia, lat.
Cortesia, 1' affabilità, la benigni- conscientia, Inf. XI, 52; XV, 92; XIX,
tà. Purg. XIV, HO; XVI, 116. Par.