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Vie del glucosio:

Sintesi di polimeri strutturali


Deposito (Amido, Glicogeno)
Ossidazione tramite la via del pentosio fosfati (Ribosio 5-fosfato)
Ossidazione tramite la glicolisi (Piruvato)

Glicolisi: dolce scissione ove il glucosio (6atomi di carbonio) scisso in


2molecole di piruvato (3atomi di carbonio). La demolizione del glucosio avviene
in 10tappe, di cui le prime 5 sono preparatorie (e richiedono un minimo apporto
di energia, ATP) e le restanti 5 costituiscono la fase di recupero energetico.
Tutto ci avviene nel CITOPLASMA cellulare. Reazione complessiva:
Glucosio + 2NAD + 2ATP + 2P 2piruvato + 2NADH + 2H +
2ATP + H20
1. Fosforilazione del glucosio: Il glucosio viene fosforilato al livello del
suo atomo C-6 per formare il glucosio 6-fosfato. Il donatore del gruppo
fosforico lATP. Questa reazione irreversibile ed catalizzata
dallesochinasi, inoltre ha bisogno di Mg++ ed lattivit catalitica
inibita dal prodotto (glucosio 6-fosfato). Lesochinasi ha una bassa
specificit, fosforila anche fruttosio e mannosio. La glucochinasi, un
isozima dellesochinasi, non fa parte della glicolisi ma mantiene costati i
livelli di glucosio nel sangue, in quanto ad elevate quantit di glucosio
essa si attiva per immagazzinarlo.
2. Conversione del glucosio 6-fosfato a fruttosio 6-fosfato: Il
fosfoglucosio isomerasi catalizza lisomerizzazione reversibile del
glucosio 6-fosfato, un aldosio, in fruttosio 6-fosfato, un chetosio.
3. Fosforilazione del fruttosio 6-fosfato a fruttosio 1,6 bisfosfato: La
fosfofruttochinasi-1 (PFK-1) trasferisce un gruppo fosforico dallATP al
fruttosio 6-fosfato per formare il fruttosio 1,6-bisfosfato. PFK-1 si distingue
dalla PFK-2 che a differenza del primo catalizza la formazione del fruttosio
2,6-bisfosfato. La PFK-1 soggetta a regolazione allosterica, maggiore
attivit con basso ATP o alto ADP e AMP (minore attivit con alto ATP).
Seconda molecola di ATP consumata.
4. Scissione del fruttosio 1,6-bisfosfato: Laldolasi catalizza una
condensazione aldolica ove il fruttosio 1,6-bisfosfato scisso in 2 diversi
triosi fosforilati, la gliceraldeide 3-fosfato (1,2 e3 atomo di carbonio del
fruttosio 1,6-bisfosfato), un aldosio, e il diidrossiacetone fosfato (4,5 e 6
atomo di carbonio del fruttosio 1,6-bisfosfato), un chetosio.
5. Interconversione dei triosi fosfati: Solo la gliceraldeide 3-fosfato pu
essere degradato nelle tappe successive della glicolisi quindi il
diidrossiacetone fosfato viene convertito in gliceraldeide 3-fosfato tramite
ienzima trioso fosfato isomerasi.
6. ossidazione della gliceraldeide 3-fosfato a 1,3-bisfosfoglicerato:
Ossidazione della gliceraldeide 3-fosfato a 1,3-bisfosfoglicerato,
catalizzata dalla gliceraldeide 3-fosfato deidrogenasi. C la

rimozione di due equivalenti riducenti che riducono il NAD in NADH+H.


Viene sintetizzato un composto ad alto livello energetico, lacil fosfato.
Reazione endoergonica che prepara alla 7tappa.
7. Trasferimento del gruppoo fosforico dall1,3-bisfosfoglicerato
allADP: Lenzima fosfoglicerato chinasi trasferisce il gruppo fosforico
dell1,3-bisfosfoglicerato allADP per formare 3-fosfoglicerato e ATP.
8. Conversione del 3-fosfoglicerato in 2-fosfoglicerato: La
fosfoglicerato mutasi catalizza lo spostamento di un gruppo fosforico
dal C-3 del 3-fosfoglicerato al C-2 del 2-fosfoglicerato (reazione
reversibile).
9. Deidratazione del 2-fosfoglicerato a fosfoenolpiruvato: Lenolasi
promuove la rimozione di una molecola dacqua dal 2-fosfoglicerato per
dare fosfoenolpiruvato (PEP).
10.
Trasferimento del gruppo fosforico dal fosfoenolpiruvato
allADP: La piruvato chinasi catalizza il trasferimento di un gruppo
fosforico dal fosfoenolpiruvato allADP per dare piruvato e ATP (richiede K
e Mg). Il piruvato inizialmente prodotto nella sua forma enolica e
successivamente tautomerizzato nella forma chetonica, questa reazione
altamente esoergonica.
TOTALE: 2ATP e 2NADH+H = 8/6ATP
Glicogeno Glicogeno fosforilasi Glucosio 1-fosfato Fosfoglucomutasi
Glucosio 6-fosfato
Glicogeno fosforilasi: Enzima che scinde disaccaridi o polisaccaridi derivanti
dal glucosio, partendo dal glucosio terminale spezzando il legame glicosidico
14. Si ferma quando giunge ad una ramificazione (legame 16), in questo
caso interviene lenzima deramificante.
Fermentazione omolattica: In assenza di ossigeno il piruvato catalizzato in
lattato dal lattato deidrogenasi, gli equivalenti riducenti derivano dal NADH. Si
producono solo 2molecole di ATP, inoltre c la rigenerazione del NAD (NADH
diventa NAD), senza questa la glicolisi si fermerebbe alla gliceraldeide 3fosfato.
Fermentazione alcolica:

Decarbossilazione del piruvato a acetaldeide da parte della piruvato


decarbossilasi.
Riduzione dellacetaldeide a etanolo da parte dellalcol deidrogenasi
(consumo NADH).

PKF-1:
Attivatori:

Inibitori:

Piruvato chinasi:
Attivatori: Fruttosio 1,6-bisfosfato

Inibitori: ATP e Acetil CoA

Gluconeogenesi: Avviene principalmente nel FEGATO, ma anche nel rene e


nelle cellule epiteliali dellintestino tenue. Sostanzialmente differisce dalla
glicolisi (a ritroso) per tre reazioni. La gluconeogenesi energeticamente
dispendiosa in quanto consuma: 4ATP, 2GTP e 2NADH. Tutti gli intermedi
dellacido citrico a 4, 5 e 6 atomi di carbonio possono partecipare alla
formazione di glucosio, quindi anche i residui amminoacidici delle proteine
(glucogenici).
1. TAPPA di deviazione: Il piruvato convertito in ossalacetato dal
piruvato carbossilasi (con consumo di ATP), un enzima mitocondriale,
difatti la reazione dal citosol si sposta ai mitocondri (questo enzima
richiede lacetil-CoA come effettore allosterico positivo). La piruvato
carbossilasi presenta la biotina come gruppo prostetico (biotina
appartiene al gruppo delle vitamine B) legata ad un residuo di lisina (ha
funzione di trasportare la CO2). Lossalacetato prodotto non pu
attraversare la membrana mitocondriale per ritornare al citosol cosi viene
ridotto in malato dalla malato deidrogensasi a spese del NADH. Il malato
prodotto, una volta giunto al citosol, viene riossidato in ossalacetato e
quindi convertito in fosfoenolpiruvato dal fosfoenolpiruvato
carbossichinasi (con dispendio di GTP).
2. TAPPA di deviazione: La reazione che catalizza la fruttosio 6-fosfato in
fruttosio 1,6-bisfostato da parte della fosfofruttochinasi-1 altamente
esoergonica e quindi irreversibile, perci nella gluconeogenesi la reazione
inversa (fruttosio 1,6-bisfosfato in fruttosio 6-fosfato) catalizzata dalla
fruttosio 1,6-bisfosfatasi (FBPasi-1) che promuove la rimozione di un
gruppo fosforico tramite idrolisi.
3. TAPPA di deviazione: La prima tappa della glicolisi irreversibile
(glucosio in glucosio 6-fosfato, catalizzata dalla esochinasi), quindi
interviene la glucosio 6-fosfatasi che idrolizza la reazione con formazione
di ATP (a differenza della fruttosio 1,6-bisfosfatasi).
Fruttosio 2,6-bisfosfato: Regola contemporaneamente la fosfofruttochinasi-1
(PFK-1) in positivo e la fruttosio 1,6-bisfosfatasi (FBP-1) in negativo. Derivato
dalla fosfofruttochinasi-2 (PFK-2). Favorisce la glicolisi a discapito della
gluconeogenesi.
Regolazione Gluconeogensi con bassa [Glucosio]: Premessa la FBP-asi2
catalizza la formazione di Fruttosio 6-fosfato a partire da Fruttosio 2,6bisfosfato
(la PFK-2 agisce in maniera opposta), mentre la FBP-asi1 catalizza la formazione

del Fruttosio 6-fosfato ma questa volta a partire dal Fruttosio 2,6 bisfosfato (la
PFK-1 agisce in maniera opposta).

> [cAMP] (fosforilazione che inibisce PFK-2 e aumenta FBPasi-2)


> fosforilazione enzimatica
> FBP-asi2 e < PFK-2
< Fruttosio 2,6-bisfosfato
< PFK-1 > FBPasi
> Gluconeogenesi
Via del pentosio fosfato: Serve a produrre NADPH e Ribosio (importante per
i nucleotidi). Avviene nel CITOPLASMA.
1. Reazione: Il glucosio 6-fosfato viene ossidato in 6-fosfoglucono--lattone
dal glucosio 6 fosfato deidrogenasi (G6PD) con formazione di NADPH.
Successivamente il 6-fosfoglucono--lattone viene scisso in 6fosfogluconato da parte del lattonasi.
2. Reazione: Il 6-fosfogluconato va incontro ad una decarbossilazione ad
opera del 6-fosfogluconato deidrogenasi, formando cosi ribulosio 5fosfato e NADPH (2mocole).
3. Reazione: Il ribulosio 5-fosfato isomerizzato in Ribosio 5-fosfato dal
fosfopentosio isomerasi.
Relazioni Glicolisi e via del pentosio fosfato: Dopo la formazione del
ribosio 5-fosfato intervengono altri due enzimi, il transchetolasi e il
transaldolasi. Il transchetolasi trasferisci molecole di 2atomi di carbonio,
mentre il transaldolasi molecole ad un atomo di carbonio.
Struttura Glicogeno: estremit riducente quella con il C-1 libero, mentre
quella non riducente presenta un gruppo OH.
Glicogenolisi: Consiste nella degradazione del glicogeno. La glicogeno
fosforilasi catalizza la fosforolisi dei legami 14 glicosidici del glicogeno per
formare glucosio 1-fosfato. Lenzima ha funzione solo dalestremit non
riducente (gruppo finale OH) e solo se il residuo di glucosio si trova a 5 residui
dal punto di ramificazione. Quando mancano 4 residui di glucosio lenzima
glicogeno fosforilasi non pu proseguire, quindi interviene un enzima
deramificante bifunzionale. Difatti tale enzima prima trasferisce un unit
trisaccaridica dalla catena interessa ad un'altra, poi successivamente provvede
allidrolisi del legame 16 glicosidico ottenendo una molecola di glucosio non
fosforilata. Infine interviene la fosfoglucomutasi che converte il glucosio 1fosfato in glucosio 6-fosfato.

Glicogenosintesi: Sintesi del glicogeno estremamente svantaggiosa sul


piano energetico. Il Glucosio viene prima ridotto a glucosio 6-fosfato
dallenzima glucochinasi (esochinasi IV), successivamente mutato in glucosio 1fosfato dalla fosfoglucomutasi. Nella terza reazione interviene la UDP-glucosio
pirofosforilasi (UTPUDP+PP) per ridurre il glucosio 1-fosfato in UDP-glucosio.
LUDP-glucosio lunit strutturale del glicogeno, difatti pi unit della
suddetta vengono unite da un legame glicosidico 14 tramite la funzione
dellenzima glicogeno sintasi, con rilascio di UDP. La glicogeno sintasi non pu
iniziare una molecola di glicogeno de novo, ma ha bisogno di un primer, la
glicogenina.
Effettori allosterici della glicogenosintesi e glicogenolisi: Glucosio 6fosfato, ATP e AMP. Un aumento di glucosio 6-fosfato e ATP attiva la glicogeno
sintasi (produzione di glicogeno) e inibisce la glicogeno fosforilasi. Viceversa
lAMP attiva la glicogeno fosforilasi e inibisce la glicogeno sintasi.
Glicogeno fosforilasi b: Presente nei muscoli ed ha due stati, lo stato T
(meno attivo) e lo stato R (piu attivo). Lo stato T stabilizzato dal glucosio 6fosfato e ATP mentre lo stato R stabilizzato dallAMP.
Glicogeno fosforilasi a: Presente nel fegato ed ha due stati, lo stato T
(inattivo) e lo stato R (attivo). La presenza di glucosio determina la forma T.
Differenza tra glicogeno fosforilasi b e glicogeno fosforilasi a: La
differenza sostanziale riguarda la fosforilazione dei residui di Ser14, infatti nella
glicogeno fosforilasi a i residui della Ser14 (a differenza della conformazione b)
sono fosforilati. Per tale motivo la glicogeno fosforilasi a risulta essere pi
attiva della glicogeno fosforilasi b.
Glucagone, Adrenalina e Insulina: Il glucagone e ladrenalina sono ormoni
iperglicemizzanti in quanto favoriscono la liberazione del glucosio nel sangue,
mentre ladrenalina un ormone ipoglicemizzanti, ovvero favorisce il deposito
del glucosio.
Lipidi: Sono insolubili in acqua in quanto derivati degli acidi grassi. Si
definiscono saturi quando non hanno doppi (o tripli) legami e insaturi se
presentano doppi o tripli legami. La presenza di doppi legami indicata con .
La conta degli atomi di carbonio inizia dal gruppo carbossilico, latomo
successivo (C-2) detto . Ci sono 4 classi principali (nel testo mancano le
cere):

Gliceridi: Sono esteri del glicerolo con acidi grassi

Glicerolo

Acidi Grassi

(Tri)Gliceridi

Fosfolipidi: Hanno un gruppo fosforico, anche in questo caso con


unesterificazione tra glicerolo fosfato (CH2OPO3H2) e acidi grassi si
ottiene un fosfogliceridi:

Tra lacido -fosfatidico + colina otteniamo la lecitina


Tra lacido -fosfatidico + serina otteniamo la cefalina

Sfingomieline: Hanno un gruppo fosforico e un legame amminico


(NHCO). Fanno parte dei fosfolipidi.
Steroli: Presentano un sistema ciclico di 4anelli condensati, il
ciclopentano-peridrofenantrene. Gli atomi di carbonio sono tutti ibridati
sp3. La molecola non aromatica.

Adipociti: Cellule con funzione di deposito dei lipidi.


Chilomicroni: I lipidi che provengono dalla dieta (lipidi esogeni) e quindi
dalla digestione, vengono trasportati nel circolo venoso come chilomicroni.
Giunti al tessuto obiettivo vengo idrolizzati dalla lipoproteina lipasi. Mentre
gli acidi grassi sono assorbiti dalle cellule, i chilomicroni residui vengono
inviati al fegato. I chilomicroni sono considerati una variet di lipoproteine.
Lipoproteine: Sono i lipidi sintetizzati dallorganismo (lipidi endogeni) a
livello epatico. Le lipoproteine sono costituiti da un guscio al cui interno ci
sono gli acidi grassi da trasportare, questo involucro composto da
apolipoproteine, colesterolo e fosfolipidi. Le lipoproteine sono classificabili
in:

VLDL (very low density lipoproteins).


LDL (low density lipoproteins): Queste derivano dalle VLDL dopo il
rilascio di acidi grassi ai tessuti.
HDL (high density lipoproteins): Trasportano il colesterolo dai tessuti
al fegato.

Shuttle della carnitina: La -ossidazione ha luogo nei mitocondri, ove gli


acidi grassi non posso entrare a causa della permeabilit della membrana
mitocondriale. A superare lostacolo interviene per lappunto il sistema navetta:
lacido grasso + CoA con consumo di ATP viene ridotto in Acil-CoA (con rilascio
di AMP e PP), con la formazione dellintermedio acil-adenilato, la reazione
catalizzata dallacil-CoA sintetasi. Successivamente, gli acili prodotti si legano
ad un trasportatore, la carnitina, tramite un legame estereo al gruppo OH
(formando acil-carnitina), la reazione catalizzata dalla carnitina aciltrasferasi I
(inibita dalla malonil-CoA, primo intermedio della sintesi degli acidi grassi).

Dopodich il complesso dal citoplasma trapassa la membrana mitocondriale


(sia esterna che interna) e giunge alla matrice ove la carnitina aciltrasferasi II
degrada lacil-carnitina per formare carnitina libera e acil-CoA.

-ossidazione: Consiste nella degradazione degli acidi grassi nei


MITOCONDRI (lipolisi). costituita da 4frasi cicliche e da due pre-eliminatorie
(sistema navetta o shuttle della carnitina). Porta alla formazione di acetil-CoA e
NADH e FADH2 (coenzimi ridotti). Ad ogni ciclo la molecola di acido grasso
ridotta dunque di due atomi di carbonio. La degradazione degli acidi grassi
insaturi pu avvenire solo se il legame trans, ma dato che la maggior parte
dei legami cis interviene una isomerasi.
1. deidrogenizzazione: Lacido grasso legato allacetil-CoA (palmitoil-CoA,
molecola a 16C) va incontro ad una deidrogenizzazione (perdita di due H)
con formazione di FADH2 e trans--enoil-CoA, la reazione catalizzata
dallacil-CoA deidrogenasi.
2. idratazione: Successivamente ad unidratazione da parte dellenoil-CoA
idratasi si forma la L--idrossialcil-CoA.
3. deidrogenizzazione: Cos come nella prima frase anche nella terza c
una deidrogenizzazione con formazione di NADH e -chetoacil-CoA, da
parte dellenzima -idrossiacil-CoA deidrogenasi.
4. scissione: Nellultima fase con laggiunta del CoA c la scissione del chetoacil-CoA in miristoil-CoA (molecola a 14C) e Acetil-CoA, da parte
dell-chetoacil-CoA tiolasi.
SUNTO: Nel caso del palmitoil-CoA si producono 8Acetil-CoA (molecola a 2C),
7NADH+H, 7FADH2 per un complesso di 7reazioni, in quanto nella settima
reazione c un acido grasso a 4atomi di carbonio che viene scisso in 2molecole
di Acetil-CoA (16C/2C=8Acetil-CoA).
-ossidazione C-dispari: Ultimo composto restante della degradazione il
propionil-CoA (3C) che subisce una carbossilazione (ione carbonato HCO3)
diventando D-metilmalonil-CoA (4C) tramite lenzima propionil-CoA carbossilasi
ed il cofattore biotina. Tramite il metilmalonil-CoA epimerasi la D-metilmalonilCoA passa a configurazione L (L-metilmalonil-CoA) ed infine interviene la
metilmalonil-CoA mutasi (tramite il coenzima B12, derivato per lappunto dalla
vitamina B12, la cabalammina) che converte la L-metilmalonil-CoA in SuccinilCoA, un intermedio del ciclo di Krebs.
Chetogenesi: Consiste nella sintesi dei corpi chetonici a partire dallacetil-CoA
(acetone, acetoacetato, -idrossibutirrato). Tale sintesi avviene nelle cellule
epatiche (FEGATO) e risultano un ottima fonte di energia alternativa
soprattutto per il cervello, in quanto gli acidi grassi non posso giungere a
questo a causa della barriera emato-encefalica. Basta solo la prima e lultima.

1. Tiolasi: Lacetil-CoA acetil-trasferasi sintetizza due molecole di acetilCoA con rimozione di un CoA per dare lacetoacetil-CoA
2. TAPPA: Viene condensata una molecola di acetil-CoA per dare il idrossi--metilglutaril-CoA (HMG-CoA) tramite lenzima -idrossi-metilglutaril-CoA sintasi (HMG-CoA sintasi).
3. TAPPA: Viene liberata unaltra molecola di Acetil-CoA tramite la idrossi--metilglutaril-CoA liasi per dare acetoacetato.
4. TAPPA: Lacetoacetato pu essere scisso in acetone tramite
lacetoacetato decarbossilasi (liberazione di CO2) o in D--idrossibutirrato
tramite la D--idrossibutirrato deidrogenasi (uso di NADH+H).
Destino Acetil-CoA: Oltre a divenire corpi chetonici, acetil-CoA pu uscire dal
mitocondrio sotto forma di citrato tramite la citrato sintasi e ritornare acetilCoA + ossalacetato con la citrato liasi, lossalacetato viene ridotto a L-malato
dalla malato deidrogenasi ed infine la L-malato tramite un enzima malico viene
ossidato in piruvato con formazione di NADPH+H e CO2.
Lipogenesi: Avviene nel FEGATO e nelle CELLULE ADIPOSE a livello del
citosol (a differenza della -ossidazione che avviene al livello mitocondriale). La
provenienza degli acili (C=0) avviene dal malonil-CoA.

Formazione del malonil-CoA: La malonil-CoA prodotta dalla


carbossilazione dellacetil-CoA da parte dellacetil-CoA carbossilasi
(biotionil-enzima). Lacetil-CoA carbossilasi ha un gruppo prostetico, la
biotina, legata con un legame ammidico al residui di Lisina, che ha la
funzione di trasportatore di CO2 (nel caso specifico HCO3, divenendo
carbossibiotinil-enzima), con consumo di ATP.

La biosintesi prosegue con 4 reazioni cicliche (ognuna comporta +2C)


catalizzata dal sistema multienzimatico dellacido grasso sintasi (FAS). Prima
che le reazioni abbiano inizio i due gruppi tiolici del complesso multienzimatico
(composto da 7enzimi) devono essere carichi con i due gruppi acilici corretti,
difatti il gruppo molonilico dal malonil-CoA viene trasferito al gruppo SH
dellACP (il gruppo SH presente nella 4-fosfopanteteina), mentre il gruppo
acetilico dellacetil-CoA viene trasferito sul gruppo SH del residuo di Cisteina
della -chetoacil-ACP sintasi (KS). Le due reazioni sono catalizzate
rispettivamente dal malonil-CoA-ACP trasferasi e dallacetil-CoA-ACP trasferasi.
LACP quindi la proteina che trasporta i gruppi acili, mantenendo il sistema
(enzimatico) unito. LACP costituito da un gruppo prostetico la 4fosfopanteteina (contenente la vitamina B5, acido pantotenico, presente anche
nel CoA), legata tramite un legame fosfoestereo al residuo di Serina del ACP.
1. Condensazione: -chetoacil-ACP sintasi lenzima che interviene nella
decarbossilazione (eliminazione di CO2) del malonil-ACP, sostituendo la
CO2 con lacetil-ACP (ovvero lacetil-CoA che si lega al gruppo SH della
Cisteina) , formando cos lacetoacetil-ACP.

2. Riduzione del gruppo carbonilico: Lacetoacetil-ACP viene ridotta con


consumo di NADPH dallenzima -chetoacil-ACP riduttasi in D-idrossibutirril-ACP.
3. Deidratazione: C la rimozione di una molecola dacqua ossidando la D-idrossibutirril-ACP in trans-2-butenoil-ACP da parte del -idrossiacilACP deidratasi.
4. Riduzione del doppio legame: Con il consumo di una seconda molecola di
NADPH viene ridotto il doppio legame formatosi nella reazione
precedente tra il C2 e il C3, quindi il trans-2-butenoil-ACP viene ridotto
in butirril-ACP da parte dellenoil-ACP reduttasi.
Nella fase di allungamento il gruppo butirrilico viene trasferito dal gruppo
SH della 4-fosfopanteteina al gruppo SH del residuo di Cisteina della chetoacil-ACP, in modo tale che un secondo malonile si possa legare al
gruppo SH della 4-fosfopanteteina. Il gruppo butirrilico poi trasferito al
manoil-ACP. Lacil-tioesterasi provveder al rilascio dellacido grasso
dallenzima.

Acido Palmitico: Dopo la sua formazione per lipogenesi, pu andare in contro


ad allungamento e insaturazione nel REL (reticolo endoplasmatico liscio).
Acido linoleico e acido -linolenico: Acidi grassi essenziali, in quanto
lorganismo incapace di sintetizzarli.
Piruvato: CH3COCOOH

Ciclo di Krebs: Avviene nella matrice MITOCONDRIALE. Viene definito ciclo


anfibolico in quanto gli intermedi di questo ciclo sono contenute in altre vie
metaboliche, diverse da quella dei carboidrati. Il piruvato prodotto nella glicolisi
viene ossidato (decarbossilazione ossidativa) ad Acetil-CoA e CO2 tramite la
piruvato deidrogenasi (che pu essere inibita tramite la fosforilazione dei
residui di Serina). La piruvato deidrogenasi un complesso enzimatico formato
da tre enzimi e richiede 5 cofattori, quali: NAD (che viene liberato sottoforma di
NADH), FAD, TPP, Lipoato (ha due gruppi tiolici) e CoA-SH. Quando vengo
sottratti gli intermedi del ciclo di Krebs, essi posso essere rimpiazzati mediante
reazioni anaplerotiche (ad esempio transamminazioni dellaspartato e
glutammato per dare ossalacetato e -chetoglutarato).

1. Condensazione: Tramite una reazione di condensazione, ove


lossalacetato si lega allenzima citrato sintasi, lacetil-CoA ridotto a
citrato (si lbera CoA-SH).
2. Isomerizzazione: Il citrato prima condensato in cis-aconitato,
successivamente questo prodotto idratato formando isocitrato.
Entrambe le reazioni sono catalizzate dallaconitasi.
3. Decarbossilazione ossidativa: Lisocitrato ossidato ad chetoglutarato con formazione di NAD(P)H e CO2, la reazione
catalizzata dalla isocitrato deidrogenasi.
4. Seconda Decarbossilazione ossidativa: L-chetoglutarato ossidato
in succinil-CoA tramite il complesso dell-chetoglutarato deidrogenasi
(simile al piruvato deidrogenasi), partecipano alla reazione (dei tre
enzimi) 5 cofattori: CoA, FAD, NAD, Lipoato e TPP. Nella reazione di libera
NADH e CO2
5. Tiochinasi: Il legame tioestere (ad alta energia) del succinil-CoA viene
scisso per produrre succinato e GTP a partire da GDP (si libera un
molecola di CoA), la reazione catalizzata dalla succinil-CoA sintetasi
(Tiochinasi).
6. Deidrogenazione: Il succinato ossidato a fumarato tramite la
succinato deidrogenasi, con liberazione di FADH2.
7. Idratazione: Il fumarato idratato a malato dalla fumarasi (fumarato
idratasi).
8. Deidrogenazione: L-malato ossidato ad ossalacetato da parte della
malato deidrogenasi, liberando NADH
TOTALE: 3NADH+H, 1FAD e 1GTP = 12ATP
Inibitori:

Acetil-CoA, NADH e ATP

Attivatori:

CoA-SH, Ca++, NAD e AMP

Ubichinone: Pu accettare un equivalente riducente (QH, radicale


semichinonico) o due (QH2,ubichi nolo)
Citocromi: Sono proteine contenenti un gruppo eme, contenente a sua volta
un atomo di ferro. Si dividono in tre classi: a, b, c. Il gruppo eme dei citocromi a
e b e saldamente legato alle proteine associate senza legami covalenti, mentre
il gruppo eme del citocromo c legato covalentemente attraverso residui di
Cisteina. Inoltre i citocromi a e b sono proteine integrali, mentre la c esterna
alla membrana interna.
Proteine (o Centri) Ferro-Zolfo: Il ferro legato ad atomi di zolfo inorganico
(2Fe-2S, due atomi di ferro e di zolfo, pi 4atomi di zolfo della cisteina e 4Fe-4S,
4atomi di ferro e zolfo inorganico, pi i 4 atomi di zolfo della cisteina) o ad
atomi di zolfo di residui di Cisteina della proteina (un solo atomo di ferro legato

a 4 atomi di zolfo appartenenti a residui di cisteina). Lo ione ferro pu


assumere come numero di ossidazione +2 o +3.
Fosforilazione ossidativa: Avviene nei MITOCONDRI. Si ha la riduzione
dellO2 in CO2. Partecipano alla fosforilazione : NAD, flavoproteine (FADH),
ubichinone, citocromi e le proteine ferro-zolfo.

Complesso I NADH ubichi none ossidoreduttasi: Gli equivalenti


riducenti passano dal NADH allubichinone (passano 4 protoni), per poi
essere espulsi nello spazio intermembrana.
Complesso II succinato-CoQ ossidoreduttasi: Il succinato-CoQ
ossidoreduttasi, ovvero complesso II, comprende lenzima succinato
deidrogenasi, enzima presente nel ciclo di Krebs, con il ruolo di ossidare il
succinato in fumarato con liberazione di FADH2. Non a caso tale enzima
si trova sulla membrana mitocondriale interna e corrisponde a un punto
di connessione tra il ciclo di Krebs e fosforilazione ossidativa. Il FADH2
cos prodotto viene trasferito al CoQ e subito ossidato in FAD. Il
Complesso comprende 3 centri Ferro-Zolfo e un citocromo b (contenete
un gruppo eme derivante dalla proto porfirina IX). Il CoQ collegato
anche alla navetta del glicerofosfato, dove i NADH sono ossidati per
formare FADH2 e quindi il NADH citoplasmatico produce un ATP in meno.
Complesso III CoQ citocromo e ossidoreduttasi: Formato da 4
centri Ferro-Zolfo e da tre citocromi (2b e c).
Complesso IV citocromo c ossidasi: Contiene 2 citocromi a e 2 ioni
rame. Catalizza 4 elettroni provenienti dal citocromo c.

Teoria Chemiosmotica: I protoni portati nello spazio intermembrana


mitocondriale generano un gradiente di pH, ove quella interna maggiore
rispetto a quella esterna (o spazio intermembrana). Questo gradiente
elettrochimico, generato dal gradiente del pH, alimenta la sintesi dellATP
(forza motrice protonica). La sintesi dellATP viene catalizzata dallATP
sintasi, costituita da due componenti Fo ed F1 (definito anche Fo-F1 ATPasi). La
componente F1 isolata catalizza lidrolisi dellATP (ovvero il contrario della
sintesi). LATP sintasi pu assumere tre conformazioni a livello dei 3 protomeri
(ogni protomero costituito a sua volta da due subunit) che costituiscono la
componente F1, confermando il meccanismo di catalisi rotazionale.

Stato O: Affinit molto bassa per i ligandi e cataliticamente inattiva


(conformazione -vuota).
Stato L: Lega debolmente i ligandi restando cataliticamente inattiva (ADP).
Stato T: Affinit alta con i ligandi e catliticamente attiva (-ATP).

La forza motrice protonica provoca la rotazione dello stelo centrale, che a sua
volta comporta una modificazione conformazionale cooperativa dei protomeri
(o siti o dimeri). In definitiva, il sito L che lega lADP + P catalizza la sintesi

dellATP, divenendo sito T, a sua volta il sito T lascia lATP prodotto e diviene
sito O ed infine il sito O diviene sito L a cui si legano ADP e P.
Tipi di degradazione amminoacidica:

Degradazione lisosomiale: Con questo processo vengono idrolizzate


tutte le proteine acquisite dalla cellula tramite endocitosi (i lisosomi
agiscono a un pH ottimale 5)
Degradazione ubiquitina dipendente: Comporta il consumo di ATP.
Lubiquitina etichetta le proteine citoplasmatiche devono essere
idrolizzate dal proteasoma. Il proteasoma costituito da 28subunit,
4anelli (2 e 2) da 7subunit ciascuna. Solo le subunit hanno
funzione proteolitica, mentre le subunit sono necessarie per
riconoscere le proteine etichettate dallubiquitina.
Degradazione gastointestinale: Il gruppo -amminico e lo scheletro
carbonioso hanno un destino diverso, difatti mentre lo scheletro
carbonioso riutilizzabile per la biosintesi, il gruppo amminico tossico
ed necessario espellerlo tramite lurea (animali ureotelici).

Degradazione Amminoacidi: Innanzitutto bisogna rimuovere il gruppo amminico tramite la transamminasi (o amminotrasferasi) e formare Lglutammato che funge da donatore del gruppo amminico nella deamminazione
ossidativa.

Lazione della transamminasi consiste nel trasferimento di un gruppo amminico da un amminoacido a un -chetoacido (spesso chetoglutarato, ma anche piruvato e ossalacetato) con formazione di un
nuovo amminoacido (rispettivamente glutammato, alanina e aspartato) e
un -chetoacido.

La transamminasi richiede come cofattore la piridossal-fosfato (PLP,


derivato della piridossina, vitamina B6). La PLP legata convalentemente
ad un residuo di Lisina tramite un base di Schiff.

Deamminazione ossidativa: Avviene nel CITOPLASMA. Lenzima


catalizzatore la glutammico deidrogenasi, partecipa alla reazione il
NAD(P). Il glutammato catalizzato ad -chetoglutarato con liberazione
dell ione ammonio (NH4).

MUSCOLO: Lammoniaca non pu essere trasportata nel circolo sanguigno


perch tossica, cos viene trasportata dal muscolo al fegato sottoforma di
alanina, a partire da piruvato. Reazione catalizzata dallalanina
trasamminasi. Giunto nel fegato lalanina ossidata nuovamente in

ammoniaca (amminoacido) e piruvato, sempre tramite lalanina


transamminasi.
ALTRI TESSUTI: La glutammato viene catalizzata in glutammina e poi
giunta nel fegato, di nuovo in glutammato. Gli enzimi che intervengono sono
rispettivamente la glutammina sintetasi e la glutamminasi.
Ciclo urea: Ha inizio nei mitocondri epatici e finisce nel citosol. Consiste in
5reazioni.
1. Carbammil-fosfato sintetasi: Il bicarbonato ridotto con laggiunta
di un gruppo fosforico (consumo ATP), divenendo carbonil-fosfato. Il
fosfato viene sostituito dallammoniaca (NH3) formando carbammato.
Una seconda molecola di ATP fosforila il carbammato in carbonilfosfato.
2. Ornitina transcarbamilasi: Il gruppo carbammilico della carbonilfosfato donato allornitina, un amminoacido non proteico sintetizzato
dal ciclo stesso. Lornitina ridotta d la citrullina. La citrullina esce dal
mitocondrio per migrare nel citosol.
3. Arginin-succinato sintetasi: LATP ossidata a AMP che si lega alla
citrullina per dare citrullil-AMP, questa si lega allaspartato per dare
argininsuccinato. Questa tappa collega il ciclo dellurea con il ciclo
dellacido citrico, difatti largininsuccinato pu essere catalizzato in
fumarato e quindi in malato ed entrare nel ciclo di krebs. Laspartato
stesso pu derivare dal ciclo di krebs.
4. Arginin-succinasi: Largininsuccinato scisso in arginina e fumarato.
5. Arginasi: Larginina tramite larginasi viene scisso in urea e ornitina.
Lurea molto solubile viene trasportata tramite il circolo sanguigno al
rene.
Lo scheletro carbonioso pu essere utilizzato in diversi modi. Gli amminoacidi
glucogenetici vengono degradati ad -chetoglutarato, succinil-CoA, piruvato o
ossalacetato. Tutti questi composti sono intermedi del metabolismo glucidico.
Gli amminoacidi chetogenetici vengono degradati ad acetil-CoA o acetoacetato;
queste molecole sono coinvolte nel metabolismo degli acidi grassi.
Ciclo Urea:
+ AMP + 2H

2NH4 + HCO3 + 3ATP + H20 UREA + 2 ADP + 4P