Sei sulla pagina 1di 15

IGIENE

- LIgiene si occupa della prevenzione delle malattie, piuttosto che alla diagnosi e alla cura e pone attenzione al soggetto
sano piuttosto che al malato e si concentra su gruppi di persone. Lo scopo che ogni individuo nasca sano e mantenga
sano e inalterato il suo stato di salute fino al naturale compimento del proprio ciclo vitale.
- La Salute stata definita dalloms(organizzazione mondiale della sanit) come uno stato di completo benessere fisico,
psichico e sociale e non solamente assenza di malattie o infermit. Un individuo si trova in perfetto stato di salute
quando in equilibrio con lambiente esterno.
- Il Benessere va inteso in senso oggettivo(star bene),soggettivo(sentirsi bene) e psicologico(sapere ed avere coscienza
di stare bene).
Vi sono caratteristiche individuali e fattori ambientali che possono incidere sullo stato di salute.
Caratteristiche Individuali: let, che insieme al sesso fa parte dei primi due fattori, pi si va avanti con let pi si
diventa vulnerabili; il sesso, dove i maschi hanno rischi cardiovascolari mentre la donna di meno prima della
menopausa; le condizioni fisiche, che possono riguardare il diabete, lobesit, o altri problemi fisici; la malattia, come le
malattie croniche, dove ad esempio un soggetto obeso va incontro al diabete. Le malattie croniche non vanno in contro a
guarigione;
Fattori Ambientali: psicologici, ovvero stress, turni di lavoro, relazioni umane come ad esempio rapporti con i colleghi
di lavoro; accidentali, cio le situazioni di pericolo, linfluenza dellalcool, droghe; fisici, il rumore, il carico di lavoro,
il clima e le radiazioni; chimici, cio sostanze con cui veniamo a contatto e sono nocive per la nostra salute come
farmaci, fumo; biologici, che riguardano batteri, virus etc.
Lalterazione dellequilibrio biologico avviene a partire dalla salute, fino ad arrivare alla morte o linvalidit, passando
per disturbo e malattia.
Le conseguenze dovute ad una malattia sono:
- la menomazione: riguarda qualsiasi perdita di una funzione psicologica, fisiologica o anatomica(la perdita di una
mano).
- linvalidit: la risultante della menomazione e riguarda la restrizione delle capacit di svolgere unattivit come
prima o entro la normalit per un essere umano.
- lhandicap: ovvero uno svantaggio per un dato individuo che risulta da una menomazione o invalidit che limita o
impedisce ladempimento di un ruolo altrimenti normale.
EPIDEMIOLOGIA
PROMOZIONE DELLA SALUTE E PREVENZIONE DELLE MALATTIE
I campi dinteresse delligiene sono lepidemiologia, la prevenzione e leducazione sanitaria.
LEpidemiologia lidentificazione e la valutazione del rischio(Risk assessment); la Prevenzione la gestione e il
controllo del rischio(Risk management); lEducazione Sanitaria linformazione sul rischio(Risk information) e
compete ad ogni cittadino con compiti educazionali, come genitori, insegnanti etc. mentre compete istituzionalmente ad
insegnanti universitari e operatori sanitari.
Esistono due tipi di medicina: curativa e preventiva(che riguarda appunto ligiene). La medicina curativa indirizzata al
singolo malato, curato attraverso il medico di base o lospedale e necessita di tempi brevi, mentre la medicina
preventiva indicata per gli interventi di massa e necessita di tempi pi lunghi. Nella medicina curativa si ha la
percezione del bisogno di salute.
La prevenzione rappresenta lobiettivo principale delligiene e ne esistono tre tipi:
- primaria, quando facciamo si che la malattia non insorga tenendo lontano il soggetto dal rischio. Un intervento di
prevenzione primaria riguarda la profilassi diretta, indiretta e leducazione sanitaria.
- secondaria, quando il soggetto stato gi esposto a fattori di rischio e ne ha subito il danno che non ancora si
manifestato clinicamente. Un intervento di prevenzione secondaria rappresentato dallo screening, test clinico,
strumentale o di laboratorio effettuato su una popolazione standard per differenziare le persone apparentemente sane,
ma gi malate, da quelle effettivamente sane. In questo modo possibile effettuare interventi terapeutici tempestivi in
modo da ridurre mortalit e sofferenze.
- terziaria, riguarda la terapia riabilitativa e si devono evitare ricadute e non prendere altre malattie.
Il metodo fondamentale delligiene costituito dallepidemiologia, dal greco studio della popolazione.

GENERALITA DELLEPIDEMIOLOGIA
Studia lo stato di salute e di malattia della popolazione ed i relativi fattori di rischio e le cause che ne possano
determinare linsorgenza. Lobiettivo fondamentale dellepidemiologia rappresentato dalla prevenzione e i tre scopi
sono: descrivere la distribuzione e lentit delle patologie; identificare i fattori eziologici(le cause) delle malattie;
pianificare interventi di prevenzione.
LA METODOLOGIA EPIDEMIOLOGICA lo strumento necessario alla raccolta di dati ed informazioni utili allo
studio delle malattie. Opera a due livelli, conoscitivo e di intervento: il livello conoscitivo rappresentato
dallepidemiologia osservazionale che comprende le indagini descrittive ed analitiche; il livello di intervento si realizza
con le indagini di epidemiologia sperimentale. Lepidemiologia osservazionale come gi detto comprende le indagini
descrittive, ovvero che descrivono lo stato di salute e la distribuzione delle malattie nella popolazione, e le indagini
analitiche, che analizzano le eziologie delle malattie e si fa dopo lindagine descrittiva. Lepidemiologia sperimentale
invece valuta se lintervento stato efficace attraverso uno sperimento.
Misure di Frequenza: I fenomeni(morte, nascita, malattia) in una popolazione si possono misurare con la frequenza
assoluta e la frequenza relativa. La frequenza assoluta un numero di soggetti che hanno una malattia, mentre la
frequenza relativa riguarda quanti soggetti sul totale hanno contratto la malattia. La frequenza relativa un tipo di
rapporto, un paragone tra due gruppi dove ad esempio 10 persone hanno contratto la malattia, mentre 38 no. La
proporzione un particolare tipo di rapporto in cui il numeratore incluso nel denominatore(10 persone su 48 hanno
contratto linfluenza, quindi c una probabilit che levento si verifichi). Il tasso un particolare tipo di proporzione
poich aggiunge un fattore temporale(10 su 48 hanno preso linfluenza nel mese di dicembre); la formula del tasso
R=E(t)/p *k dove R il tasso, E(t) il numero di eventi verificatisi al tempo t, P la popolazione esposta al rischio e K
il fattore moltiplicativo. Si divide in tassi grezzi e tassi specifici. I tassi grezzi sono un numero di eventi in un certo
periodo di tempo riferiti alla popolazione totale, ad esempio tassi grezzi di morbosit, natalit etc e non tengono conto
della popolazione realmente coinvolta. I tassi specifici si riferiscono a particolari gruppi di soggetti, selezionati in base a
caratteristiche come sesso, et, professione. I principali tassi impiegati in epidemiologia sono di mortalit, letalit e
morbosit.
- Il tasso di mortalit riguarda il numero complessivo di morti per tutte le cause e si ha con numero soggetti
deceduti/popolazione x100.
- Il tasso di letalit riguarda una malattia letale che induce alla morte e si ha con numero soggetti deceduti per malattia
y/numero soggetti ammalati per malattia y x100. Inoltre esistono il tasso di attacco e il tasso dattacco secondario: il
tasso dattacco il numero di casi in un breve periodo di tempo riferito alla popolazione a rischio, il calcolo di pi tassi
di attacco subentranti pu descrivere la diffusione di una malattia infettiva. Il tasso dattacco secondario misura quanto
la malattia contagiosa, se pi o meno velocemente e misura la malattia in un gruppo di persone in seguito ad
esposizione nel caso iniziale; tale indice misura il grado di diffusione (contagiosit) di uninfezione allinterno di un
gruppo che stato esposto ad un agente infettivo.
- Il tasso di morbosit riguarda la quantit di soggetti nella popolazione e si ha con numero di soggetti
ammalati/popolazione x 100. Il tasso di morbosit si divide in tasso di prevalenza ed incidenza ed entrambe sono misure
di frequenza. Il tasso di prevalenza un indice statico ed di estrema utilit per valutare la frequenza delle malattie
cronico-degenerative ed esprime la possibilit che un individuo, al tempo t considerato, sia un caso --> P=N. casi
osservati al tempo t/ N. soggetti osservati al tempo t x100. Il tasso di incidenza un indice dinamico e le informazioni
sono riferite ad un determinato periodo di tempo --> I=N. nuovi casi osservati nel periodo considerato/N. soggetti
osservati nello stesso periodo x100; esprime la possibilit che un individuo, al periodo di tempo t considerato, diventi
un caso. Incidenza e prevalenza sono strettamente correlate, in particolare la prevalenza influenzata oltre che
dallincidenza anche dalla durata della malattia: P=Ixd.
EPIDEMIOLOGIA OSSERVAZIONALE E SPERIMENTALE
Lepidemiologia analitica costituisce lo strumento indispensabile ad approfondire lo studio dei fenomeni indagati
nellepidemiologia descrittiva. Un fattore causale una condizione, una caratteristica o una combinazione di pi fattori,
che svolge un ruolo importante nel determinare un evento; occorre distinguere in causa necessaria e causa sufficiente: la
causa necessaria quella senza la cui presenza levento non si pu verificare, la causa sufficiente quella che
inevitabilmente provoca levento. I principali fattori coinvolti nella casualit sono predisponenti, attivanti, precipitanti e
potenzianti. Dal punto di vista metodologico gli studi di epidemiologia analitica possono essere di tue tipi: trasversali e
longitudinali(che si dividono in prospettici, studi di coorte, e retrospettivi, studi caso-controllo);gli studi trasversali
vanno considerati come unistantanea(fotocamera),invece gli studi longitudinali consentono di indagare levoluzione
del fenomeno durante il periodo di osservazione(telecamera). Gli studi trasversali consistono nella rilevazione
istantanea di dati di una popolazione: I dati possono essere tratti dallintera popolazione (universo) oppure da una

componente rappresentativa della popolazione stessa (campione), in questi casi si procede ad una estrazione-selezione
del campione da esaminare detta campionamento. Il campionamento pu essere effettuato mediante due criteri
principali: la seleziona casuale e la selezione mirata. Ha lo scopo di scegliere e raccogliere un gruppo di persone o di
elementi che siano rappresentativi di unintera popolazione nel caso questa sia troppo vasta. Esistono tre tipi di
campionamento: probabilistico, stratificato e sistematico.
Nel campionamento probabilistico ad ogni soggetto assegnato un numero, ed i numeri sono estratti in modo casuale,
adatto per popolazioni di dimensioni contenute. Nel campionamento stratificato viene ridotta la variabilit dellintera
popolazione, frazionandola in sottogruppi in relazione a specifiche caratteristiche(et, sesso). Nel campionamento
sistematico, una volta decisa la grandezza del campione, va compilato un elenco della popolazione e fissato lintervallo
di campionamento. Gli studi longitudinali abbiamo detto che si dividono in studi prospettici(di coorte) e studi
retrospettivi(caso-controllo). Gli studi di coorte indagano su un gruppo di persone (coorte) definito per caratteristiche
personali (et, sesso, professione, ecc.) in cui viene misurata la probabilit di contrarre la malattia in relazione
allesposizione e lesposizione ad un presunto fattore di rischio e la frequenza della malattia. I vantaggi sono la buona
attendibilit dei risultati, sono di facile interpretazione, adatto per malattie frequenti etc. Gli svantaggi richiede tempi
lunghi, grande numero di soggetti da arruolare, costi elevati etc. Gli studi caso-controllo consistono nella rilevazione
retrospettiva di una o pi caratteristiche in due gruppi paragonabili di cui il primo rappresentato dalle persone
ammalate (casi) ed il secondo da soggetti sani o non affetti dalla malattia (controlli).
Il rischio in epidemiologia la probabilit di comparsa di un evento non favorevole per la salute; un soggetto a rischio
un individuo in cui linsorgenza di un evento non favorevole pi probabile, ossia il suo rischio pi alto. Per fattore di
rischio intendiamo un fattore la cui presenza associata ad una maggiore probabilit(rischio) di insorgenza della
malattia stessa. I fattori di rischio risultano aspecifici e multipli nei confronti delle malattie cronico-degenerative;
laspecificit riguarda le malattie che pu portare il fumo di tabacco, la molteplicit riguarda le malattie cardiovascolari. Possono essere qualitativi(et, sesso, razza) e quantitativi(pressione arteriosa, peso corporeo). Per i fattori di
rischio quantitativi possibile valutare se si comportano come variabili continue, vale a dire se il rischio pu aumentare
progressivamente con l'aumentare dei valori del fattore e delle esposizioni ad esso. Per la valutazione quantitativa del
rischio si ricorre ad indici specifici, ovvero il rischio assoluto, il rischio relativo e lodds ratio. Il rischio assoluto(R.A.)
misura, tra gli esposti al fattore, il numero di coloro che si sono ammalati: R.A. = Esposti malati/Totale Esposti. Non
fornisce, pertanto, alcuna informazione su quanto il fattore di rischio influisce sullinsorgenza della malattia, e per
ottenere questa informazione bisogna misurare anche l'incidenza nei non esposti. Il rischio relativo(R.R.) consente di
paragonare se e quanto sia pi elevata la probabilit di ammalare tra coloro che sono esposti al fattore di rischio
considerato nei confronti dei soggetti che invece non sono esposti: R.R.= Incidenza Esposti/Incidenza non Esposti.
Quando R.R.=1 il fattore considerato non ha influenza sullo sviluppo della malattia che insorge con frequenza analoga
negli esposti e nei non esposti. Quando R.R.>1 esiste l'associazione tra fattore di rischio e malattia. Quando R.R.<1 il
fattore considerato esplica un'azione protettiva perch la malattia compare pi frequentemente nei non esposti. Quando
non possibile ne il calcolo dellincidenza ne quello del rischio relativo si determina lodds ratio(O.R.). Mentre il
rischio relativo misurabile mediante gli studi di coorte, lodds ratio misurabile attraverso gli studi caso-controllo.
O.R. = Esposti malati/Esposti non malati(/)Malati non esposti/Non malati non esposti. Quando O.R. > 1: associazione
possibile. Quando O.R. = 1: assenza di associazione. Quando O.R. < 1: fattore protettivo.
Lepidemiologia sperimentale hanno come finalit la verifica, mediante la sperimentazione in vitro, sugli animali e
talvolta sulluomo del valore delle ipotesi e dei risultati delle indagini precedenti (descrittive ed analitiche). Le indagini
sperimentali hanno tre fasi: 1i soggetti sono sottoposti allazione ritenuta causale (trattamento); 2 lesposizione al fattore
viene eliminata o ridotta; 3si tende a dimostrare lassenza o riduzione degli effetti nei trattati e nessuna modificazione
nei controlli (non trattati). Le indagini sperimentali si dividono in studi aperti, in singolo cieco, in doppio cieco e in
triplo cieco. Gli studi aperti riguardano il ricercatore e i soggetti, e sanno chi ricever il trattamento e chi no. Nel
singolo cieco i trattati sono alloscuro della loro condizione che nota a chi esegue i trattamenti, legge, interpreta ed
elabora i risultati. Nel doppio cieco colui che conduce lesperimento non conosce lidentit dei soggetti trattati e dei
controlli. Esiste un valutatore esterno che raccoglie, elabora ed interpreta i dati, confrontandoli con quelli dellesecutore.
Nel triplo cieco linterpretazione delle prove o lelaborazione dei dati affidata ad un terzo ricercatore (alloscuro della
identit dei soggetti) diverso dallo sperimentatore e dal valutatore.

EPIDEMIOLOGIA DELLE MALATTIE INFETTIVE DISTRIBUZIONE TEMPORALE E SPAZIALE


Si definisce malattia infettiva una malattia determinata dallazione di un microrganismo. Levoluzione nel tempo della
malattia infettiva pu presentare andamento crescente, stazionario e decrescente. La distribuzione geografica invece
viene divisa in pi punti: una patologia infettiva viene definita sporadica se si presenta con casi rari, singoli, senza
tendenza a diffondersi (botulismo, tetano); ubiquitaria, cio unaffezione morbosa presente ovunque (infezione
streptococcica, toxoplasmosi); endemica, ovvero presente costantemente in un determinato territorio (tubercolosi,
morbillo, epatiti virali, febbre tifoide); epidemica, segnalata con un numero pi o meno rilevante di casi, concentrati nel
tempo e nello spazio, che traggono origine da un comune fattore etiologico (colera, tifo, scabbia, pediculosi);
pandemica, quando unepidemia si diffonde ad almeno due continenti (influenza, colera, AIDS); esotica ,abitualmente
assente nel territorio considerato (malaria, febbre gialla, peste in Italia).
INFEZIONE, MALATTIA E LA CATENA CONTAGIONISTICA
Uninfezione si realizza con la penetrazione e la moltiplicazione del parassita allinterno dellospite mentre una malattia
infettiva lespressione clinica del processo infettivo. Pertanto ad uninfezione non sempre segue una malattia, in
quanto questultimo dipende dallinterazione tra lagente patogeno, lospite e lambiente che nel loro insieme
costituiscono il triangolo epidemiologico.
- Agente Etiologico: le caratteristiche che deve possedere unagente patogeno per provocare una malattia sono
numerose e le principali sono la carica microbica(cio il numero minimo di virus o di parassiti necessari a causare
uninfezione), linfettivit(la capacit di infettare), la trasmissibilit(la capacit di trasmettersi da una sorgente ad un
ospite suscettibile), la patogenicit(capacit di produrre un danno) e la virulenza(cio misura lentit del danno).
- Trasmissione: per la trasmissione delle malattie infettive, grande importanza rivestono le vie di penetrazione e di
eliminazione dei microrganismi: le principali tra queste sono rappresentate dagli apparati respiratorio e digerente e le
vie di introduzione e di eliminazione di solito coincidono. Le malattie infettive si trasmettono attraverso due vie
principali: la via verticale e la via orizzontale. La via di trasmissione verticale unica per direzione e verso, il contagio
avviene da madre a figlio attraverso la placenta, il canale del parto e lallattamento al seno. La via di trasmissione
orizzontale descrive tutte le modalit con cui gli agenti infettivi si trasmettono dalla sorgente allospite, esclusa la via
verticale; essa pu avvenire in due modi, nel primo(detto contagio diretto) lagente patogeno passa da un individuo ad
un altro tramite rapporti sessuali oppure per via aerea; nel secondo(detto contagio indiretto) il passaggio avviene tramite
un veicolo o un vettore. I veicoli sono lacqua e gli alimenti, dove i germi sopravvivono e vengono trasportati a
distanza; i vettori sono insetti che sviluppano in alcuni casi la malaria. I vettori vanno distinti in attivi e passivi: i vettori
attivi in cui si compie un ciclo vitale o anche una semplice moltiplicazione degli agenti patogeni; i vettori passivi in cui
non necessario che si compia alcun ciclo vitale o moltiplicazione degli agenti patogeni (mosca domestica).
- Lospite: un animale (uomo compreso) che alberga il microrganismo e se ne distinguono tre tipi: gli ospiti intermedi
sono le specie animali nelle quali avviene il ciclo riproduttivo asessuato, lospite definitivo lunico nel quale avviene il
ciclo riproduttivo sessuato, gli ospiti occasionali sono le specie animali coinvolte solo eccezionalmente nel ciclo vitale
del parassita.
Si definiscono portatori dinfezione quei soggetti che ospitano un agente patogeno, capaci di eliminarli e non
presentano i segni clinici della malattia. Esistono vari tipi di portatori: il portatore precoce elimina lagente patogeno
gi nel periodo di incubazione della malattia; il portatore convalescente continua ad eliminare lagente patogeno anche
dopo la guarigione clinica, durante la convalescenza; il portatore cronico dopo la convalescenza resta contagioso per
molto tempo (mesi o anche tutta la vita); il portatore sano esposto al contagio, diviene sorgente di infezione ma non si
ammala (temporaneo o perenne).
I microrganismi possono essere distinti(in base al rapporto con lospite) in saprofiti, cio se il loro habitat naturale
lambiente; commensali, quando vivono sui tegumenti(pelle, congiuntivite) e parassiti, quando sono in grado di
aggredire lospite causandogli un danno. Esiste poi unaltra categoria di microrganismi detti patogeni opportunisti che
sono in grado di recare danno allospite solo quando questultimo si trova in particolari condizioni di recettivit. I fattori
che entrano in gioco nella difesa individuale possono essere riuniti in due grandi gruppi: fattori aspecifici, che operano
contro i parassiti in genere e fattori specifici che operano verso specifici agenti patogeni.
LA PROFILASSI DELLE MALATTIE INFETTIVE LA PROFILASSI DIRETTA
La profilassi(sinonimo di prevenzione) quella scienza che mira ad impedire linsorgenza e la diffusione delle malattie
infettive. Nellambito della profilassi si distinguono una profilassi generale ed una speciale: quella generale previene
qualsiasi tipo di malattia, quella speciale rivolta a prevenire una singola ben determinata malattia. Inoltre si distingue
una profilassi indiretta(con interventi rivolti allambiente come una bonifica ambientale per evitare la diffusione delle
malattie) e una profilassi diretta(che consiste nel limitare il contagio e la diffusione della malattia).

La profilassi diretta pu essere internazionale, nazionale, comunale e locale. Vi sono diversi tipi di profilassi diretta:
1)La notifica consiste nellinformare le autorit competenti dellinsorgenza di un nuovo caso di malattia infettiva; va
prevista ogni qualvolta il medico si trova di fronte ad un caso di malattia infettiva; il primo adempimento che egli deve
compiere consiste nella segnalazione del caso. Se il caso gi accertato, la segnalazione coincide con la notifica; nei
casi sospetti invece la notifica viene formalizzata solo se si provveduto a confermare il caso.
2)Nellisolamento il malato in forma infettivo-contagiosa posto in isolamento per evitare la trasmissione diretta o
linquinamento dellambiente. La contumacia invece si attua per i soggetti sani ma sospetti per aver avuto contatti con
persone infette. Lisolamento dipende dal tipo di malattia e pu essere domiciliare fiduciario e domiciliare con
piantonamento e lospedale rappresenta lunica sede dove realizzato un isolamento veramente efficace e negli ospedali
per malattie infettive ogni settore deve essere riservato ad una sola patologia contagiosa.
3)Linchiesta epidemiologica consiste nella raccolta di tutte le informazioni utili a definire i tempi, cause e modalit di
insorgenza di ogni caso di malattia infettiva, per ricostruire la catena di trasmissione che ha dato origine al caso
notificato, risalendo alla sorgente di infezione ed individuando altri effetti collaterali.
4)La disinfezione e la disinfestazione consistono nella distruzione e leliminazione dei microrganismi. La disinfezione
pu essere continua, terminale e periodica: la continua effettuata a letto del soggetto contagioso, allo scopo di
bonificare tutto quanto venga contaminato dai microrganismi che egli stesso elimina; la periodica e la terminale sono
indicate per le pratiche di disinfezione ambientale(dellaria e delle superfici): la differenza tra le due consiste nei tempi
di esecuzione infatti quella periodica viene effettuata sistematicamente mentre quella terminale avviene nelle degenze
allatto del rilascio della stanza da parte del paziente contagioso.
5)Laccertamento diagnostico serve per accertare la diagnosi mediante esami strumentali e si avvale di procedure di
accertamento diretto ed indiretto: laccertamento diretto serve a vedere se presente un determinato microrganismo
mentre laccertamento indiretto si effettua mediante prove tendenti a dimostrare lavvenuto contatto con lagente
eziologico attraverso levidenza dei danni da questo provocati.
PRATICHE DI PULIZIA,DISINFEZIONE,DISINFESTAZIONE E STERILIZZAZIONE
- La pulizia consiste nella rimozione meccanica dello sporco dalle superfici e dagli oggetti ed eseguita di solito con
lausilio di acqua. Per sanificazione si intende la pulizia con limpiego di detergenti ed molto importante poich
diminuisce notevolmente il grado di contaminazione. Le pratiche di disinfezione devono essere eseguite esclusivamente
sulle superfici gi pulite. Oltre alla sanificazione vi la decontaminazione, ovvero unoperazione di disinfezione
preliminare alla pulizia per oggetti/superfici contaminati da materiale organico.
- La disinfezione una pratica che riduce, fino ad eliminare, il numero dei microrganismi patogeni in fase vegetativa
presenti nellaria e tale pratica si attua con agenti fisici e agenti chimici. Gli agenti fisici sono rappresentati dalla luce
solare e dalla temperatura: quelli maggiormente usati sono il calore secco, il calore umido e i raggi ultravioletti. I mezzi
chimici sono composti da disinfettanti e detergenti: i detergenti sono una sostanza che agisce sulle forze di tensione
superficiale, abbassando la carica batterica. I disinfettanti sono composti ad azione anti-microbica aspecifica e non
selettiva. I termini antisepsi e antisettico indicano le pratiche di disinfezione. Lantisettico una sostanza che previene o
arresta lazione o la crescita dei microrganismi. Generalmente vanno distinti tre livelli di disinfezione: quella di livello
basso elimina la maggior parte dei batteri, alcuni funghi e virus ma non i microrganismi resistenti e le spore; con quella
di livello intermedio uccide tutti i batteri in forma vegetativa, la maggior parte dei virus e dei funghi ma non
necessariamente le spore; in quella di livello elevato si ottiene la distruzione di tutti i microrganismi, ad eccezione di un
certo numero di spore batteriche. La scelta va fatta in base al tipo di materiale/strumentario (non critico, semicritico e
critico) che occorre processare: lo strumentario critico costituito da presidi chirurgici che presentano un rischio di
infezione elevato; al livello semicritico appartengono gli strumenti che entrano in contatto con le mucose o con la cute
non integra; il livello non integro riconosciuto per gli oggetti che vengono a contatto con la cute intatta e non con le
mucose quali padelle, lacci emostatici, stampelle. In questi casi la sterilit non indispensabile. Per la disinfezione di
elevato livello(da effettuare sullo strumentario critico e semicritico) vengono impiegati il cloro, lo iodio etc.
- La sterilizzazione una pratica che tende ad eliminare i microrganismi in forma vegetativa o di spora. Pu avvenire
con il calore secco o umido, con lossido di etilene e mediante alcune radiazioni. Il calore secco viene prodotto da
resistenze elettriche in determinati apparecchi detti stufe. In queste, laria riscaldata deve essere a diretto contatto con
gli oggetti da sterilizzare. Poich il calore secco ha scarsa capacit di penetrazione, necessario raggiungere
temperature elevate e farle agire per tempi lunghi, in modo da distruggere anche le spore termoresistenti. La
sterilizzazione mediante calore secco viene indicata per la vetreria, gli aghi e le siringhe di vetro. Il calore umido pu
essere applicato sotto forma di ebollizione, di vapore fluente o di vapore sotto pressione. Per ottenere la distruzione
delle spore sono sufficienti temperature e tempi inferiori a quelli necessari per il calore secco. Lautoclavaggio

indicato per gli oggetti in vetro, le attrezzature metalliche, la biancheria ,i materassi.


- La disinfestazione una pratica che tende ad eliminare i macroparassiti nocivi per luomo e per lambiente. Pu essere
integrale, quando agisce su tutti i parassiti, o selettiva quando rivolta solo sugli insetti vettori di germi patologici o sui
ratti.
La profilassi indiretta si applica allambiente(bonifica) e non si attua alla fonte di contagio.
VACCINI E VACCINOPROFILASSI
I vaccini sono farmaci in grado di indurre il sistema immunitario a rispondere attivamente, con meccanismi diversi, a
determinati agenti etiologici; la vaccinoprofilassi una pratica sanitaria che si propone di prevenire linsorgenza delle
malattie infettive mediante somministrazione di vaccini.
- Classificazione: i vaccini possono essere raggruppati in due grandi categorie, i vaccini tradizionali e di nuova
generazione. I vaccini tradizionali a loro volta sono suddivisi in vaccini antimicrobici e vaccini antitossici. I vaccini di
nuova generazione sono distinti in vaccini sintetici, a dna ricombinante e vaccini antidiotipo.
- Risposta immunitaria ai vaccini: Le reazioni primarie sono quelle osservate dopo la prima somministrazione
vaccinale: dopo la prima dose, si possono distinguere tre distinti momenti: nel periodo di latenza i primi anticorpi (IgM)
compaiono da 24 ore a 2 settimane dopo la somministrazione vaccinale; il periodo di crescita quello durante il quale il
tasso anticorpale cresce progressivamente in un tempo variabile da 4 giorni a 4 settimane per poi calare rapidamente; il
periodo di diminuzione comincia a partire dal momento in cui il livello degli anticorpi declina. Dopo 3-4 settimane si
producono IgG e IgA(immunoglobuline). La reintroduzione dellantigene dopo un adeguato periodo di tempo
(vaccinazione di richiamo) provoca una risposta secondaria caratterizzata dalla rapida comparsa di anticorpi specifici
(IgG) rilevabili gi dopo 2-5 giorni e con maggiore affinit per lantigene.
- Caratteristiche dei vaccini: i requisiti fondamentali delle preparazioni vaccinali sono limmunogenicit, lefficacia e
linnocuit. Un vaccino viene definito immunogeno se ha la capacit di indurre una risposta immunitaria adeguata
(fattori legati al soggetto e al vaccino); linnocuit lincapacit di causare danni; lefficacia che si divide in
individuale(corrisponde allefficacia immunizzante), della vaccinazione(esprime lattivit protettiva nei confronti della
malattia in valori percentuali, ad oggi il 90% dei vaccini efficace)e infine di una campagna vaccinale(effetti
sullincidenza della malattia).
- Controindicazioni: sono le indicazioni a non vaccinare e si distinguono in vere e false. Le vere sono dettate dalla
gravidanza, da malattie acute e febbrili, da altri casi particolari etc; le false sono dettate dalla malnutrizione, da malattie
croniche etc.
- Vie di somministrazione: Le pi usuali sono la intramuscolare(coscia nei bambini e braccio o natiche per gli adulti,
contro il tetano, lepatite B e linfluenza) e la sottocutanea(braccio, contro il morbillo, la rosolia). Poi ci sono la via
intradermica(sullavambraccio, contro la tubercolina), la somministrazione orale(la preferita, utilizzata per il vaccino
antipoliomielitico); in quantit minore e per particolari casi vi sono la via intra nasale e la via sotto linguale.
- Reazioni indesiderate: le reazioni indesiderate non vanno confuse con le controindicazioni. Si dividono in reazioni
lievi, di tipo frequenti, compaiono dopo 12-24h e si risolvono in poco tempo (locali come dolore, arrossamento,
gonfiore o generali quali cefalea, febbre, ecc.); e reazioni gravi, che sono rare, possono presentarsi a distanza di tempo
(locali come ascessi, edemi, lesioni dei tronchi nervosi o generali quali shock anafilattico, collasso, meningite, etc.)
- Complicanze: Sono manifestazioni patologiche correlate alla vaccinazione ma di cui non sempre nota la patogenesi
(es. encefalomieliti da vaccinazione antivaiolo).
- Strategie di impiego dei vaccini: Le campagne di vaccinazione possono essere di massa o selettive. Nel primo caso, se
si riesce a vaccinare pi dell80% degli individui esposti, si ottiene limmunit di massa. Nel secondo caso il fine non
leradicazione dellinfezione ma la protezione di gruppi di popolazione, di solito specifiche categorie di soggetti (es.
vaccino anti-rosolia, anti-tetanico ed anti-HBV).
- Vaccinazioni combinate e simultanee: I vaccini combinati sono costituiti dalla miscela di pi antigeni o preparati che
vengono somministrati insieme. Possono essere classificati in vaccini multivalenti, diretti contro differenti tipi (sierotipi
o sierogruppi) dello stesso agente etiologico (es. anti-polio, anti-pneumococco, anti-pertosse) e in vaccini
multipatologici, che sono in grado di prevenire diverse malattie (es. DT, DTP, MPR, unico per linfanzia o esavalente).
Le vaccinazioni simultanee si realizzano quando pi vaccini sono somministrati agli stessi tempi, per diverse o stessa
via, ma in siti differenti. Le vaccinazioni combinate hanno vantaggi economici, organizzativi e sanitari.
- Sieroprofilassi: Lorganismo non produce gli anticorpi ma li riceve dallesterno, pertanto conferisce una protezione
immediata. Non hanno immunit duratura.
- Chemioprofilassi: Impiego di sostanze chimiche come anticorpi. Prevenzione di tipo farmacologico per bloccare sul
nascere lo sviluppo del processo infettivo.

MALATTIE INFETTIVE A TRASMISSIONE AEREA


Le malattie a trasmissione aerea sono caratterizzate da unelevata contagiosit in quanto trasmesse da persona a
persona. Solo in alcuni casi il contagio pu essere indiretto, mediato dallaria indoor. I fattori predisponenti sono sia
ambientali climatici, sia sociali: di conseguenza il loro andamento risulta epidemico o pandemico(influenza). La
profilassi essenzialmente farmacologica, affidata soprattutto allimpiego dei vaccini.
INFLUENZA: una malattia infettiva, acuta e altamente contagiosa che colpisce le vie respiratorie superiori ed
inferiori. Lagente etiologico dellinfluenza appartiene al virus ad Rna, soggetto a mutazioni che ne modificano gli
antigeni, determinando linsorgenza di nuove varianti e mancanza di immunit specifica nella popolazione. Il periodo di
incubazione breve e va da 1 ai 2 giorni e si manifesta con dolori allarticolazioni e ai muscoli, nausea, vomito e
diarrea. La febbre(tra i 38 e i 41) aumenta rapidamente in 48-72 ore e si esaurisce in 3-6 giorni, lasciando spossatezza
per due settimane. Le complicanze pi frequenti le broncopolmonari, dovuta a sovrapposizione batterica. La sorgente
luomo e la trasmissione avviene per contatto diretto, ovvero per via aerea ed il periodo di massima incidenza quello
invernale. La vaccinoprofilassi da la copertura in circa 2-4 settimane e dura poco pi di 3 mesi; consigliato alle
categorie a rischio.
MALATTIE INFETTIVE A TRASMISSIONE FECALE-ORALE
Appartengono a questo gruppo le patologie in cui lagente etiologico viene eliminato dal soggetto infetto attraverso la
via intestinale, con le feci, mentre la via dingresso rappresentata dalla bocca. La trasmissione si verifica attraverso le
mani contaminate e portate alla bocca. Ha una distribuzione sporadica ed endemica. La prevenzione si ha con semplici
norme di igiene personale ed alimentare, quali in primo luogo il lavaggio delle mani e degli alimenti.
EPATITE A: una malattia infettiva, acuta e contagiosa causata da un virus a Rna. Luomo malato rappresenta lunica
fonte di infezione ed elimina il virus con le feci gi 2-3 settimane prima dellinizio della malattia e nella fase acuta; qui
non esiste lo stato di portatore cronico. La malattia trasmessa attraverso il circuito fecale-orale, tramite veicoli
contaminanti(acqua, frutti di mare) o vettori meccanici quali le mosche. La sintomatologia la febbre, lanoressia,
nausea e vomito, dolenzia allipocondrio destro. La profilassi riguarda losservanza di comuni norme igieniche, quali il
lavarsi le mani prima dei pasti nonch interventi di bonifica ambientale quale la lotta ai vettori passivi(le mosche).
MALATTIE INFETTIVE A TRASMISSIONE PARENTALE
EPATITE B: una malattia infettiva, abbastanza contagiosa. Lagente etiologico il virus HBV contenente dna
bicatenario. La malattia esclusivamente umana e il virus possiamo ritrovarlo nel sangue, nella saliva, nelle urine etc
ma non si trova nelle feci. LHBV vive nellambiente esterno fino a 6 mesi. Le vie trasmissive dimostrate sono
attualmente sangue e derivati, contagio sessuale etc. La profilassi prevede una vaccinazione obbligatoria x tutti i nuovi
nati per i ragazzi dopo il dodicesimo anno di vita e consiste in 3 somministrazioni. Il richiamo avviene ogni 5 anni. La
malattia non richiede alcun trattamento speciale perch gli adulti possono eliminarla spontaneamente, ma ci sono alcuni
farmaci che evitano la replicazione del virus e limitano ulteriori danni al fegato.
EPATITE C: L'agente etiologico l'HCV, un virus ad rna che si trasmette da uomo a uomo x via parentale tramite
sangue e derivati; l'HCV alquanto resistente all'ambiente esterno. La principale via trasmissiva la tossicodipendenza,
passando per cure odontoiatriche, interventi e ricoveri, trasfusione e rapporti sessuali. Non esiste alcun vaccino x questa
malattia quindi si pu solo cercare di prevenire conoscendo le cause. Le terapie vere e proprie non ci sono, solo
possibile come nell'epatite b somministrare farmaci per evitare danni al fegato e evitare la replicazione virale.
TETANO: una malattia infettiva, acuta e non contagiosa, determinata dalla penetrazione nellorganismo, attraverso
una ferita, di alcune spore. La distribuzione sporadica, soprattutto nei paesi industrializzati, ma molto diffusa nelle
zone tropicali. Secondo alcuni il germe si moltiplicherebbe nellintestino del cavallo e anche nel terreno. Il periodo di
incubazione varia da poche ore a settimane, in media di circa 7-15 giorni. La sintomatologia caratterizzata da
contratture di alcuni gruppi muscolari; inoltre possibile avere febbre e spasmi che possono provocare asfissia e
morte(30-80% dei casi). Per quanto riguarda la profilassi la notifica obbligatoria e si consiglia lisolamento
ospedaliero per la gravit dei sintomi. Il superamento della malattia non preclude linsorgenza della stessa.
consigliabile disinfettare la ferita. La profilassi specifica pu essere realizzata con il siero o con il vaccino.
AIDS: una malattia infettiva e lagente etiologico consiste nellhiv, un virus incapace di vivere nellambiente esterno;
esso va a modificare le cellule del sistema immunitario provocando una profonda immunodepressione globale. Le vie
trasmissive possono essere tramite latte materno, sperma, lacrime, urina etc e quindi il contagio pu avvenire tramite
rapporti sessuali non protetti, allattamento, tossico-dipendenza. La trasmissione si divide in diretta(contatto tra mucose

con sangue), indiretta(per via ematica, esempio aghi) e verticale(esempio allattamento). La profilassi consiste nel non
fare uso di droghe, nellavere rapporti protetti, evitare scambi di siringhe o aghi. Non esistono sieri o vaccini contro
laids: il soggetto viene isolato e vanno somministrati farmaci che evitino la replicazione virale. Linfezione primaria ha
un periodo di incubazione di 3-6 settimane e la malattia interferisce con il sistema immunitario, rendendo le persone
colpite pi vulnerabili alle infezioni, incluse le infezioni opportunistiche e i tumori che generalmente non colpiscono un
sistema immunitario normale. Questa vulnerabilit aumenta con il progredire della malattia. Poi scatta la fase
silente(cio il periodo di sieropositivit)che dura dai 3 ai 15 anni. Nella fase terminale linfezione culmina con la
sindrome di immunodeficienza(AIDS) che porta alla comparsa di neoplasie(tumori). In ogni paese la causa principale di
contagio sono i rapporti sessuali e la denuncia obbligatoria dal 1987 solo per i casi di aids conclamata, cio quando
gi le difese immunitarie sono state attaccate dal virus.

MALATTIE CRONICHE NON INFETTIVE


LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Costituiscono la principale causa di morte. Alcune sono ad alto rischio di mortalit ed invalidit (ictus), altre
determinano limitazioni funzionali di vario grado (linfedemi), altre influenzano la qualit della vita (insufficienze
venose e varici). Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico. Dal punto di vista epidemiologico
attualmente rivestono grande importanza: la cardiopatia ischemica, l'ipertensione arteriosa e lictus cerebrale.
- La cardiopatia ischemica linsufficienza cardiaca, acuta o cronica, derivante dalla riduzione o arresto dellapporto di
sangue al miocardio. La riduzione del flusso ematico la conseguenza delle lesioni aterosclerotiche formatesi col
depositarsi dei grassi ed il restringimento progressivo del lume vasale. Le manifestazioni cliniche pi tipiche della
cardiopatia ischemica sono langina pectoris(un forte dolore al petto), infarto del miocardio, la morte improvvisa. Altre
manifestazioni pi frequenti nelle persone anziane sono rappresentate dallo scompenso cardiaco e dalle aritmie non
mortali. I fattori di rischio vanno distinti in fattori maggiori e minori. Per fattori maggiori di rischio si intende il
colesterolo ematico, il fumo di sigaretta(i cui componenti pi importanti nel favorire la cardiopatia ischemica sono il
monossido di carbonio e la nicotina). Non hanno solo un valore predittivo, ma anche preventivo: la loro
rimozione/riduzione diminuisce proporzionalmente la probabilit di insorgenza della malattia. I fattori minori di rischio
sono il diabete e la ridotta tolleranza al glucosio, lereditariet e la scarsa attivit fisica. La prevenzione primaria
riguarda la riduzione dei livelli medi di colesterolemia nella popolazione adulta, la limitazione dellintroduzione di sale
con la dieta, leliminazione del fumo di sigaretta e laumento dellattivit fisica. La prevenzione secondaria consiste
nella riduzione dei fattori di rischio gi presenti, insistendo sulla necessit che i soggetti a rischio modifichino lo stile di
vita.
- Lipertensione arteriosa costituisce una condizione di rischio per le malattie cardiovascolari. Nel 90% dei casi
idiopatica, cio non associata ad una causa nota Il valore predittivo uguale per la pressione sistolica e diastolica, per
cui la terapia opportuna sia quando si superano entrambi i valori soglia, sia quando se ne supera solo uno. Gli studi
epidemiologici sullipertensione presentano notevoli difficolt poich i valori di pressione arteriosa non sono costanti
ma variano in rapporto a molteplici fattori quali lattivit fisica, le condizioni psicologiche e fisiche, lorario della
determinazione. I rilievi vanno effettuati in modo tale da evitare tali possibili fattori di distorsione: in condizioni
standard le uniche variabili sono rappresentate dallet e dal sesso. I fattori eziologici dellipertensione sono genetici,
anche se non sono stati identificati determinanti particolari, fattori ambientali quali lalimentazione, lalcool e la vita
sedentaria. La prevenzione primaria si traduce in uno stile di vita teso alleliminazione dei fattori di rischio e le
principali indicazioni consistono nel contenere il consumo di sale e limitare il consumo di alcool. La prevenzione
secondaria si effettua mediante somministrazione di farmaci ipotensivi a tutti i soggetti con valori maggiori di quella
soglia.
- Lictus Cerebrale sono distinti in Transienti(con durata della sintomatologia da pochi minuti ad un massimo di 24ore)
e Reversibili(con sintomatologia della durata di alcuni giorni). Secondo loms il paziente colpito da ictus presenta segni
clinici a rapido sviluppo di turbe delle funzioni cerebrali, di tipo focale della durata di oltre 24 ore che portano a morte,
senza cause apparenti, se non di origine vascolare. Le cause delle lesioni vascolari sono rappresentate dallemorragia
subaracnoidea, dallemorragia cerebrale e dallinfarto cerebrale. Lictus cerebrale la terza principale causa di morte
nella maggior parte dei paesi industrializzati. Lipertensione ritenuto il principale fattore di rischio dellictus cerebrale.
Altri fattori di rischio sono il fumo di sigaretta, il diabete e lalcool. La prevenzione primaria si realizza con la scelta di
uno stile di vita che eviti laumento dei valori pressori mediante unalimentazione equilibrata, povera di sale ed il
ricorso allattivit fisica. La prevenzione secondaria consiste nella diagnosi precoce.

I TUMORI
Il tumore un ammasso di cellule che si moltiplicano. la neoformazione in un tessuto/organo in cui la moltiplicazione
delle cellule risulta essere incontrollata e progressiva. Con il termine tumore sono indicate malattie che sono diverse tra
loro per sintomi, per i mezzi di diagnosi e per cura. Il cancro non ha uninsorgenza improvvisa ma si presenta in modo
subdolo(senza accorgercene) con un decorso lento e non una malattia quasi sempre mortale anzi oggi pu guarire e
avviene pi facilmente quanto pi precoce la diagnosi. Nei paesi sviluppati i tumori rappresentano la seconda causa di
morte(dopo le malattie cardiovascolari). I valori di mortalit sono pi elevati negli uomini rispetto alle donne poich
sono esposti a determinati cancerogeni; i tumori pi frequenti nelle donne sono curabili nel 50% dei casi. Leziologia
dei tumori riconosce molteplici fattori causali, sia endogeni(individuali) che esogeni(esterni). I fattori di rischio
individuali sono let, il sesso, lereditariet etc. i fattori di rischio esterni sono i pi importanti e sono distinti in
comportamentali e dellambiente di vita e di lavoro. Tra quelli comportamentali abbiamo il fumo, lalcool e i
comportamenti sessuali; i fattori dipendenti dalle attivit umane ,ma indipendenti dalla volont del singolo individuo,
sono costituiti dallinquinamento e dalla contaminazione degli alimenti.
La genesi del cancro un processo multi-stadio che riconosce due momenti: liniziazione e la promozione.
Liniziazione riguarda la singola cellula e consiste in alterazioni irreversibili del dna cellulare. La promozione un
fenomeno pluricellulare che progredisce ed evolve fino al danno clinico manifesto. Tutti i fattori cancerogeni vengono
classificati in tre gruppi: fisici, chimici e biologici. Questi fattori possono agire da cancro-iniziatori, da cancropromotori o da entrambi. I fattori fisici agiscono da iniziatori; i fattori chimici sono rappresentati da numerose sostanze
organiche ed inorganiche; i fattori biologici sono alcuni virus a dna e pochi ad rna, e fattori biologici sono quelli
ormonali ed in particolare alcuni ormoni sessuali quali gli estrogeni. La prevenzione primaria dei tumori si basa sulla
rimozione degli agenti cancerogeni attraverso la modificazione delle abitudini di vita e la rimozione/riduzione
dellesposizione allinquinamento ed alle sostanze cancerogene presenti nellambiente. La prevenzione secondaria si
basa sulla diagnosi precoce e sulla disponibilit di validi test di screening: i test di screening rappresentano uno
strumento di prevenzione secondaria che producono una rilevante riduzione della mortalit senza nessun effetto
sullincidenza della malattia. La prevenzione terziaria si basa sullutilizzo delle terapie farmacologiche e radianti per la
prevenzione delle recidive(metastasi) e sulle terapie riabilitative per il recupero psico-fisico dei pazienti.
IL DIABETE
E caratterizzato dalla presenza di elevato zucchero nel sangue e dallincapacit dellorganismo di utilizzarlo
normalmente. La concentrazione dello zucchero nel sangue pertanto aumenta(iperglicemia) e pu comparire anche nelle
urine(glicosuria) ove, in condizioni normali, assente. Si distinguono 4 tipi di diabete: diabete mellito insulinodipendente(tipo I), diabete insulino non dipendente(tipo II), diabete associato ad altra patologia e diabete gestazionale.
Il diabete di tipo I corrisponde al diabete giovanile ed causato da un danno irreversibile del pancreas, con carenza di
insulina(non viene prodotta linsulina a causa del pancreas danneggiato, linsulina un ormone che regola lingresso del
glucosio dal sangue nelle cellule): quindi indispensabile la terapia insulinica. Il diabete I ha patogenesi immunitaria.
Il diabete di tipo II la forma di diabete pi frequente e insorge di solito dopo i 40 anni ed causato da unanomalia
nelle secrezione di insulina. Ha patogenesi non immunitaria e la terapia si avvale nelle prime fasi della sola dieta.
Il diabete associato ad altra patologia si consegue per cause quali malattie pancreatiche, endocrine etc.
Il diabete gestazionale si presenta nella donna in corso di gestazione ed limitato al solo periodo della gravidanza. Le
principali complicanze della malattia diabetica sono costituite dalle lesioni arteriosclerotiche. Le macro angiopatie
rappresentano la prima causa di morte, con prevalenza delle cardiopatie ischemiche, dellictus etc; le micro angiopatie
insorgono soprattutto a livello della retina e del rene; lulcera diabetica il frequente sviluppo di piaghe in prossimit
degli arti inferiori dovuto a sfregamenti. Le complicanze cardiovascolari costituiscono l80% di tutte le cause di morte
per diabete. La prevenzione primaria serve a prevenire lobesit o a correggerla, quella secondaria a prevenire o
ritardare le complicanze tramite diagnosi precoce ed inizio tempestivo della terapia, quella terziaria rivolta alle singole
complicanze e varia in rapporto alla natura e gravit di queste ultime. La prevenzione efficace solo nei soggetti colpiti
dal diabete del tipo due.
LE BRONCOPNEUMOPATIE CRONICHE OSTRUTTIVE(BPCO)
Riguarda la respirazione. Comprendono un gruppo di affezioni croniche, di solito ostruttive, clinicamente anche molto
differenti. Il decorso cronico caratterizzato dallostruzione delle vie bronchiali e dallipersecrezione di muco oltre che
dallinfiammazione del tessuto polmonare. Negli ultimi decenni stato registrato un sensibile aumento di queste
affezioni. Le principali cause sono labitudine al fumo, laumento dellinquinamento atmosferico e lincremento della
produzione di sostanze tossiche ed irritanti. La bronchite cronica la patologia respiratoria pi diffusa: i principali
sintomi da riscontrare per una corrette diagnosi della bronchite cronica sono: la presenza di tosse e catarro per almeno 3
mesi allanno e per almeno due anni consecutivi, in assenza di altre malattie. Clinicamente si distinguono due tipi di

bronchite cronica: quella semplice(con periodico e cronico aumento delle secrezioni) e quella ostruttiva(insufficienza
respiratoria). Le malattie bronco-polmonari portano in Italia circa 30mila decessi annui. I principali fattori di rischio
evidenziati dagli studi epidemiologici sono il fumo di tabacco, linquinamento atmosferico, le condizioni socioeconomiche etc. La bronchite cronica pi frequente nei fumatori e la sua incidenza direttamente proporzionale al
numero di sigarette fumate. Smettere di fumare determina larresto dellevoluzione delle alterazioni ostruttive e riduce
lipersecrezione di muco ma non restituisce il recupero della piena funzionalit respiratoria. La prevenzione primaria
consiste nella rimozione dei fattori causali di rischio come labolizione dellabitudine al fumo, la riduzione
dellinquinamento atmosferico e la protezione dei bambini dal fumo passivo. La prevenzione secondaria pu essere
realizzata mediante la diagnosi precoce: utile ricorrere alla vaccinazione anti-influenzale.
LE TOSSICODIPENDENZE
IL TABAGISMO
Labitudine al fumo genera, per assorbimento cronico della nicotina, una vera e propria tossicodipendenza(stato di
intossicazione cronica dannosa per lindividuo e per la societ ed esiste una dipendenze fisica e psichica). Numerosi
studi di epidemiologia descrittiva ed analitica hanno dimostrato che la frequenza di alcune cause di morte risulta
maggiore nei paesi dove il consumo di sigarette pi elevato e che la mortalit aumenta parallelamente allabitudine. Di
solito il fumatore un soggetto che versa in uno stato di salute meno buono rispetto al non fumatore. La mortalit
generale elevata tra i soggetti di 45-54 anni. La super mortalit nei fumatori dovuta a cancro del polmone, bronchiti,
enfisema e altre malattie del sistema cardiocircolatorio. Le principali sostanze presenti nel fumo di tabacco sono la
nicotina, lossido di carbonio ed altri composti irritanti quali lossido dazoto ,i fenoli etc. Lazione costrittiva del fumo
sui bronchi causa lipertrofia delle cellule della mucosa, con conseguente ipersecrezione di muco. La funzione
polmonare pu essere recuperata in pieno quando si smette di fumare a meno che non siano presenti lesioni irreversibili
legate allinsorgenza di bronco pneumopatie croniche. In gravidanza pu avere effetti come laborto, ritardo dello
sviluppo e malformazioni del feto. Anche il fumo passivo pu avere conseguenze. La prevenzione si basa
sulleducazione sanitaria fondate sulla corretta informazione sui rischi alla salute, soprattutto in et giovanile. In tal
senso giocano un ruolo fondamentale la famiglia e la scuola.
ALCOLISMO
Lalcool la droga pi antica e di largo consumo, il cui uso consentito a tutti i paesi esclusi quelli islamici. Pur
essendone riprovato labuso, lalcool viene generalmente accettato per gli enormi interessi economici che investono
contadini, distillatori, rivenditori e lo stato. Esiste levidenza scientifica che un bicchiere di vino al pasto non nocivo
ed ha un preciso significato alimentare. Le quantit di alcool ritenute responsabili di rischi per la salute sono
rispettivamente a partire da 40gr/die nelluomo e da 20gr/die nella donna. Lalcolismo linsieme di disturbi causati
dallabuso di bevande alcoliche. Si distinguono alcolismo acuto e cronico: lalcolismo acuto causato da elevate
concentrazioni di etanolo, con effetto deprimente sulle cellule nervose, soppressione del tono inibitorio, aumento
dellaggressivit, condotta antisociale, tendenza alla rissa; lalcolismo cronico la dipendenza compulsiva dallalcool
caratterizzata da incontrollabile desiderio di bere, perdita di controllo, tolleranza, dipendenza fisica e sindrome da
astinenza.
Lassorbimento dellalcool molto rapido, si riscontra nel sangue dopo 5 minuti e i principali danni alla salute
riguardano il sistema nervoso centrale e spesso sono interessati lapparato circolatorio e quello digerente ma lazione
pi vasta esercitata nei confronti di tutto lorganismo. Ormai lalcolismo una malattia sociale. Lobiettivo prioritario
la riduzione dei nuovi casi, ottenibile tramite il divieto della pubblicit, linformazione e leducazione sanitaria,
laumento della tassazione e dei costi.
DROGHE
Le droghe sono sostante naturali o di sintesi che agiscono sulla psiche delluomo modificandone il comportamento. Dal
punto di vista farmacologico sono droghe tutte quelle sostanze in grado di indurre dipendenza e tolleranza. La farmaco
dipendenza pu essere fisica e psichica e consiste nel desiderio intenso o irresistibile del farmaco e dei suoi effetti. La
crisi di astinenza caratteristica della dipendenza fisica; si manifesta con sintomi e gravit differenti a seconda del tipo
di droga e insorge dopo poche ore dallassunzione dellultima dose. La tolleranza lo stato di adattamento
dellorganismo al farmaco. Gli effetti e le reazioni sono minori a parit di dose e per avere maggior effetto bisogna
aumentare la dose. Generalmente si distinguono droghe legali(alcool, tabacco) per le quali luso consentito e droghe
illegali(narcotici ed allucinogeni) delle quali proibito anche luso occasionale. La differenza tra droghe pesanti e
droghe leggere sono il diverso grado di tossicit, la capacit pi o meno spiccata di indurre tolleranza e la violenza dei
sintomi da astinenza. Droghe pesanti sono la morfina, leroina e la cocaina. Droghe leggere sono lhashish, la marijuana
e lsd. Il marasma dovuto allintossicazione cronica da psicofarmaci. Nel tossicodipendente i rischi infettivi sono legati

principalmente alla prostituzione, cui si giunge per il bisogno di denaro e che spesso causa di malattie sessualmente
trasmesse e alluso promiscuo di aghi. Labitudine alle droghe riconosce tre fasi ben distinte che sono la fase
sperimentale(curiosit ed emulazione), la fase delladattamento(si gratificati dagli effetti della droga e si sopportano
quelli collaterali) e la fase della dipendenza(danni psico-fisici e crisi di astinenza). Tutte e tre le fasi sono reversibili. La
prevenzione della tossicodipendenza rimane un problema complesso, grave ed in gran parte irrisolto.
LE AFFEZIONI NON INFETTIVE DELLEt SCOLARE
CARIE DENTALE
Processo erosivo a carico dei denti, che ne fa perdere lintegrit. Il principale fattore eziologico rappresentato dalla
placca muco-batterica che si accumula sulla superfice dentale: la placca si forma per laderenza di uno strato di batteri
alla superficie dentale e la velocit di formazione della placca non dipende dalla quantit di cibo ma dalla qualit. La
placca concorre alla formazione del tartaro. Il dolore compare solo se oltre al coinvolgimento dello smalto e della
dentina si realizza anche quello pulpare, con marcata perdita di sostanza del dente. I fattori determinanti della carie
dentale sono la ridotta igiene del cavo orale, leccessivo consumo di prodotti dolciari, la carenza di vitamine minerali e
proteine etc. La carie dentale una malattia ubiquitaria, sicuramente la pi diffusa al mondo(il 95%). Per valutare
lintensit con cui la patologia colpisce gli individui viene usato lindice C.M.O. che indica il numero medio dei denti
cariati, mancanti o otturati per persona. Una buona prevenzione data dallassunzione di fluoro effettuata con lacqua
potabile, con applicazioni locali (dentifrici e paste) o forme farmaceutiche (compresse); riduce lincidenza della carie
del 30-80%. La prevenzione pu avvenire anche riducendo lapporto di carboidrati con la dieta o con un accurata e
costante igiene orale.
MIOPIA
E unametropia in cui i raggi luminosi paralleli provenienti dallinfinito vanno a fuoco davanti alla retina(e non su di
essa) in condizioni di riposo accomodativo. Possiamo distinguere due variet di miopia e si misura in diottrie: una
miopia maggiore di 7 diottrie considerata di grado elevato o patologica, fino a 6 diottrie invece viene considerata
lieve. Il sintomo pi nitido della miopia la difficolt di vedere nitidamente gli oggetti lontani, mentre da vicino la
visione sempre buona. Nella maggior parte dei casi la miopia un vizio acquisito che si sviluppa in soggetti con
predisposizione ereditaria. I principali fattori della miopia in et scolastica consistono in una scarsa illuminazione degli
ambienti di studio, nella non adeguatezza dei banchi o delle aree di studio etc. La prevenzione si realizza con le visite
oculistiche periodiche e con la rimozione delle cause favorenti la miopia.
SCOLIOSI
Si definisce scoliosi una deviazione permanente della colonna vertebrale sul piano frontale, con rotazione dei corpi
vertebrali. La rotazione delle vertebre determina il gibbo. Si classificano in congenite ed acquisite: le acquisite
comprendono le forme idiopatiche infantili(che compaiono nei primi anni di vita) e le forme idiopatiche
delladolescenza(che compaiono verso i dieci anni); la principale causa di scoliosi idiopatica rappresentata dalle
posizione assunte dai bambini a scuola o durante lo studio. La scoliosi rappresenta la pi importante deformazione che
pu colpire il sistema scheletrico dei bambini. La prevenzione si realizza con visite ortopediche periodiche e con la
sorveglianza dellambiente scolastico, controllo dellalimentazione, educazione motoria ed attivit fisica.
OBESITA
Si intende per obesit un abnorme aumento del peso e della massa corporea dovuto ad eccessivo accumulo di grasso.
Lobesit si sviluppa ordinariamente tra i 40 e i 55 ani ma non raro che si manifesti sin dallinfanzia; la patologia
generalmente pi frequente nel sesso femminile e pu avere carattere familiare ereditario. La prevenzione si realizza
con visite pediatriche periodiche, con lalimentazione corretta per il fabbisogno energetico e con lattivit fisica.
IGIENE DELLAMBIENTE
LARIA ATMOSFERICA
E costituita da un miscuglio di gas, particelle solide e liquide, il cui insieme rappresenta latmosfera, ovvero
linvolucro gassoso che circonda la terra. La sua composizione si modifica allaumentare della distanza dal suolo.
Secondo laltitudine si dividono sei strati: troposfera, stratosfera, ozonosfera, mesosfera, termosfera e esosfera. La
composizione chimica dellaria riguarda il 78% lazoto, il 21% lossigeno e in quantit minore argon e anidride
carbonica. Vi si trovano inoltre in tracce minime altri gas quali cripton, neon, elio etc. Contiene anche vapore acqueo,
microrganismi e spore. Le propriet fisiche dellatmosfera che sono soggetto di studio delligiene sono la temperatura,
lumidit e la pressione atmosferica. La temperatura determinata dal riscaldamento solare e dalle radiazioni riflesse
dal suolo; la profilassi per evitare queste patologie consiste in un vestiario adeguato ed alla moderazione dellattivit
fisica. Il freddo intenso, invece, induce una riduzione della temperatura corporea che si manifesta con due sindromi:

assideramento e congelamento. La pressione determinata dal peso dellaria (760 mm di mercurio a livello del mare) e
viene misurata con i barometri a mercurio o metallici. La profilassi si attua evitando brusche immersioni nei soggetti
poco allenati ed evitando escursioni in montagna a medie e grandi altezze. La sintomatologia caratterizzata da disturbi
della respirazione, cianosi e vomito.; lumidit invece determinata dal vapore acqueo e ci sono: lumidit assoluta che
il peso in grammi di vapore acqueo contenuto in un m3 di aria. Lumidit massima la quantit massima in grammi di
vapore acqueo che pu essere contenuto in un m3 di aria ad una certa temperatura; infine lumidit relativa lumidit
assoluta/lumidit massima.
La composizione dellaria pu essere alterata sia per limmissione di sostanze estranee, sia per la significativa
variazione della proporzione dei suoi componenti. Linquinamento dellaria uno dei problemi di salute pubblica di
maggiore gravit. Per sostanza inquinante dellaria di intende qualsiasi sostanza che risulta nociva. Gli inquinanti
possono essere divisi in fisici, chimici e biologici. Gli inquinanti fisici sono rappresentati dalle radiazioni ionizzanti,
dalle radiofrequenze, dai rumori etc. Gli inquinanti chimici vengono classificati in contaminanti gassosi(ossido di azoto,
ossido di carbonio)e liquidi(benzolo, cloroformio). Gli inquinanti biologici sono rappresentati dai microrganismi che
restano sospesi nellaria e possono infettare luomo.
- Fonti di inquinamento: Si definisce emissione la quantit di un determinato inquinante misurata a livello della fonte di
inquinamento. Per immissione va intesa la quantit di inquinante misurata a livello del suolo. Le fonti di inquinamento
possono essere naturali o artificiali. Le sorgenti naturali sono classificate a loro volta in biologiche e non biologiche. Le
fonti artificiali sono costituite prevalentemente dai processi combustivi di origine non naturale e da tutte le attivit
industriali e non, effettuate dalluomo. In base alla loro origine gli inquinanti sono classificati in primari e secondari: i
primari sono quelli emessi direttamente nellatmosfera, i secondari derivano dalle reazioni successive degli inquinanti
primari e questi ultimi contengono una tossicit maggiore. Generalmente si distingue un inquinamento urbano ed uno
industriale: linquinamento urbano ha come sorgenti gli impianti di riscaldamento, il traffico; avviene in vaste aree e
colpisce un ampio numero di persone ed un inquinamento omogeneo. Linquinamento industriale invece ha come
sorgente gli effluenti industriali, avviene in aree limitate e linquinamento eterogeneo. I fattori che favoriscono
linquinamento sono le sorgenti di contaminazione e i fenomeni che ostacolano il processo di diluizione: lassenza di
vento e linversione termica.
Conseguenze dellinquinamento atmosferico:
- effetto serra: ha come inquinanti lanidride carbonica, il metano, il vapore acqueo e i cloro-fluoro-carburi. Il sole
manda radiazioni al suolo, avviene il riscaldamento del suolo e le radiazioni vengono riflesse verso lalto: gli inquinanti
formano un tappo e a causa di questo le radiazioni non salgono e quindi si genera calore: questo leffetto serra.
- effetto frigorifero: lopposto delleffetto serra poich invece del calore si ha un raffreddamento della temperatura; le
radiazioni non entrano proprio a causa delle nebbie o nubi che si formano per le numerose impurit(polveri, gas) che
sono immesse nellatmosfera dal vento e dalle attivit umane.
- piogge acide: nelle aree urbane dove gli inquinanti che predominano sono rappresentati da ossidi di zolfo e di azoto, e
da anidride carbonica, si assiste alla deposizione delle cosiddette piogge acide, che contengono composti quali acido
solforico, acido nitrico ed acido carbonico. Le piogge acide sono causa di danni per luomo, la vegetazione e lambiente
- ozono: si distingue un ozono buono(presente per il 93% nella stratosfera e che cos chiamato perch impedisce il
passaggio dei raggi UV altamente dannosi per luomo) ed un ozono cattivo(presente per il 7% in troposfera, che
favorisce la formazione dello smog fotochimico, responsabile di disturbi quali irritazione agli occhi, problemi
allapparato respiratorio).
La prevenzione allinquinamento atmosferico si ottiene attraverso tre punti: il traffico, con combustibili ecologici,
scorrimento e parcheggi, riduzione di mezzi privati; i riscaldamenti e gli industriali.
IL MICROCLIMA
E linsieme dei componenti chimici e fattori fisici che caratterizzano laria dei luoghi confinati e che nellinsieme
contribuiscono al benessere psicofisico dellindividuo. Affinch si possa instaurare lo stato di comfort individuale e
collettivo necessario che si stabilisca una condizione di equilibrio tra ambiente e individuo, cos che questultimo non
riceva alcun effetto molesto o dannoso. La composizione chimica quasi uguale a quella dellaria atmosferica, mentre i
fattori fisici che la caratterizzano sono:
- Temperatura: risente poco delle variazioni termiche esterne e i suoi valori ottimali dipendono dallet, dal sesso e
dallo stato di salute. In genere la temperatura ideale di circa 23-25C(in inverno, minore di qualche grado in estate).
- Irraggiamento: capacit di un corpo di riflettere o assorbire le radiazioni termiche. Si deve considerare la temperatura
radiante media e viene calcolata tramite il globo termometro di Vernon.
- Umidit: un elemento fondamentale per il benessere fisiologico delluomo e in valori elevati favorisce linsorgenza

di malattie infettive e non infettive. Il valore ottimale dellumidit di un ambiente varia dal 30% al 60%. La misura
dellumidit dellaria viene effettuata mediante gli igrometri che sfruttano la capacit dei capelli di allungarsi in
presenza di umidit, e gli psicrometri(apparecchi molto pi precisi, di pi vasto campo dimpiego).
- Ventilazione: un parametro di importanza fondamentale. Un corpo caldo si raffredda tanto pi rapidamente quanto
maggiore la ventilazione. Per contribuire al benessere fisico e psichico di un individuo la velocit dellaria deve essere
compresa entro certi valori.
- Viziatura dellaria indoor: linsieme dei componenti chimici e dei fattori fisici che caratterizzano laria degli
ambienti contaminati. . In un ambiente chiuso il tasso di umidit e la temperatura vanno aumentando fino a raggiungere
valori tali da portare malessere. La viziatura dellaria aumenta allaumentare del contenuto di anidride carbonica. Il
cubo daria, o quota di ventilazione, definito come la quantit daria necessaria per ogni ora ad una persona perch il
tasso di anidride carbonica non superi il limite dell1%. Questo valore cambia a seconda dellet. Dellattivit che si
svolge, della presenza di altri fattori contaminanti(fumo di sigaretta). Il cubo daria si calcola con C=K/m-q.
La termogenesi la produzione di calore in un soggetto, la termolisi leliminazione di calore in eccesso.
ACQUA
A differenza dellaria, lacqua non disponibile in quantit illimitata. Lacqua dolce un elemento fondamentale per la
sopravvivenza delluomo ed uno dei costituenti principali del corpo umano. Viene utilizzata per molteplici usi quali
ligiene personale e collettiva e le attivit agricole ed industriali.
- Ciclo dellacqua: non si mantiene sempre allo stato liquido ma attraversa varie fasi sotto lazione dei raggi solari.
Lacqua dei fiumi, dei laghi e degli oceani evapora e a contatto con gli strati pi freddi dellatmosfera ricade al suolo
condensandosi in pioggia, grandine, neve.
- Approvvigionamento idrico: viene effettuato utilizzando le acque meteoriche, telluriche, superficiali e marine. Le
acque meteoriche o piovane vengono raccolte e conservate in cisterne; questo tipo di acqua viene impiegato
prevalentemente per uso domestico ma spesso non acqua potabile. Le acque telluriche sono acque meteoriche che si
sono arricchite di sali calcarei e si trovano nel sottosuolo; possono risalire alla luce in sorgenti o rimanere latenti. Le
acque superficiali sono rappresentate dalle acque dei fiumi, dei laghi e dei bacini artificiali e per poter utilizzare questo
tipo di acqua bisogna prima determinare il grado di inquinamento. Le acque marine non possono essere utilizzate per
lalto contenuto di sali, ma vanno sottoposte a processi di dissalazione tramite distillazione o congelamento.
- Requisiti di potabilit dellacqua: lacqua potabile deve avere una composizione chimica tale da poter essere tollerata
dallorganismo umano. Non deve contenere impurit nocive per la salute e non deve essere corrosiva per le tubature.
Deve essere limpida, incolore ed insapore altrimenti deve essere sottoposta a processi di correzione. Unaltra
caratteristica dellacqua la durezza totale: la durezza pu essere temporanea(quando i Sali scompaiono con
lebollizione) o permanente. Le sostanze tossiche sono rappresentate dallargento, che assorbito in grande quantit
provoca una malattia detta argirosi(colorazione blu della pelle), dallarsenico e dai cianuri che possono essere letali per
luomo. Le sostante inquinanti sono lammoniaca, i nitrati, i cloruri e lacido fosforico.
- Potabilizzazione delle acque: per la potabilizzazione sono impiegati mezzi fisici, chimico e meccanici. Il sistema pi
pratico la clorazione che pu avvenire con diverse modalit: la clorammonazione, metodica ad azione lenta che
utilizza grosse quantit di cloro ed ammoniaca; la clorazione al break point, metodica con azione battericida molto
rapida che elimina anche gli odori ed i sapori sgradevoli. Per quel che riguarda i mezzi meccanici abbiamo i filtri lenti,
il sistema puech-chabal e i filtri rapidi(che sono quelli pi usati).
RIFIUTI
Per rifiuto si intende qualsiasi sostanza o oggetto di cui il detentore si disfi o abbia lobbligo di disfarsi secondo le
norme nazionali vigenti. Lo smaltimento di rifiuti, sia solidi che liquidi, consiste in un processo molto articolato che
comprende le operazioni di raccolta, cernita, trasporto e trattamento, e operazioni di trasformazione necessarie per il
loro riutilizzo, recupero o riciclaggio.
Smaltimento dei rifiuti liquidi: possono essere suddivisi in liquami domestici e liquami industriali. I liquami domestici
si suddividono in acque nere(escrementi umani ed animali) ed acque bianche(acque pluviali, fontane). I liquami
industriali sono costituiti dalle acque di scarto delle industrie, molte delle quali contengono sostanze nocive per la
salute delluomo.
Il liquame domestico pu venire allontanato tramite le fognature statiche o dinamiche.
- Le fognature statiche: sono rappresentate dal pozzo che viene di solito utilizzato nelle piccole comunit rurali.
- La fognatura dinamica: convoglia i liquami in impianti di smaltimento lontani dal luogo di produzione. Il sistema pu
essere di tre tipi: unitario, doppio o separato, e misto. Con il sistema unitario vengono allontanati dai centri urbani le

acque nere insieme alle acque bianche. Con il sistema doppio o separato si utilizzano due canalizzazioni differenti per le
acque bianche e le acqua nere. Con il sistema misto viene impiegata una fogna unitaria.
Lo smaltimento dei liquami pu essere naturale ed artificiale. Quello naturale pu avvenire nel suolo(tramite
irrigazione a pioggia) e nellacqua(di mari, fiumi e laghi e avviene sfruttando gli effetti della diluizione). Quello
artificiale avviene in maniera diversa nei piccoli centri(liquame raccolto in fosse settiche) rispetto alle metropoli(vi
prima un trattamento primario, cio allontana dal liquame il materiale grossolano con delle griglie o dei trituratori e fa si
che avvenga la sedimentazione del liquame, poi uno secondario, che ha lo scopo di allontanare il materiale organico
ancora presente nel liquame.
Smaltimento dei rifiuti solidi: si dividono in rifiuti urbani, speciali e tossico-nocivi. I rifiuti solidi urbani sono
rappresentati dai rifiuti domestici, provenienti dalle abitazioni, e dai rifiuti stradali. I rifiuti speciali sono costituiti
principalmente dai residui delle lavorazioni industriali e dai rifiuti prodotti dagli ospedali. I rifiuti tossici e nocivi sono
tutti quei rifiuti che contengono sostanze nocive per la salute delluomo.
- Smaltimento dei rifiuti solidi urbani: avviene attraverso quattro fasi: raccolta, cernita, trasporto e trattamento. La
raccolta spetta allamministrazione comunali e il servizio deve essere assicurato tutti i giorni. I rifiuti devono essere
collocati in appositi contenitori che impediscano sia la produzione di esalazioni moleste sia che diventino lhabitat
naturale di mosche e ratti. I mezzi impiegati per il trasporto devono essere atti ad impedirne la dispersione e la
fuoriuscita di odori nauseabondi. Prima della raccolta deve essere effettuata la cernita domestica. Lo smaltimento
avviene con modalit differenti che comprendono: la discarica, il compostaggio, la compressione e il riciclaggio.
Ancora oggi, la discarica rappresenta la soluzione che trova pi impiego nel nostro paese, soprattutto per i modesti costi
di gestione. Le discariche si classificano in tre categorie: la prima comprende gli impianti che accolgono rifiuti solidi
urbani e quelli speciali assimilabili ad essi; alla seconda categoria appartengono tre tipi: A(servono a smaltire materiali
provenienti da demolizioni, costruzioni), B(raccolgono anche rifiuti speciali e tossico-nocivi se presenti in quantit
inferiori a 1/100 delle concentrazioni limite) e C(vengono impiegate esclusivamente per rifiuti tossici e nocivi). La terza
riceve rifiuti tossici e nocivi ad elevato grado di pericolosit ed per questo che sono dotate di impianti con particolari
caratteristiche di sicurezza per la protezione dellambiente e della salute. Nellincenerimento i rifiuti vengono distrutti
tramite combustioni su griglie e su rotanti. I processi di compostaggio si applicano ai rifiuti solidi urbani che possono
essere utilizzati come fertilizzanti nei prati. Nella compressione i rifiuti, dopo aver subito una notevole riduzione di
volume, sono sistemati in blocchi, inseriti in rete dacciaio e poi immersi nel bitume. I blocchi in seguito possono essere
utilizzati per vari tipi di costruzione. Il riciclaggio consiste nelle operazioni necessarie ad effettuare la separazione di
elementi o materiali contenuti nei rifiuti solidi urbani che possono essere reinseriti in un ulteriore processo produttivo. Il
riciclaggio pu essere effettuato secondo due alternative: separazione dei rifiuti di alcune componenti; recupero
energetico allatto dellincenerimento dei rifiuti.
- Smaltimento dei rifiuti speciali e tossico-nocivi: i rifiuti speciali sono quelli non assimilabili agli urbani. Comprendono
i rifiuti sanitari che sono prodotti dalle strutture sanitarie e sono distinti in non pericolosi e pericolosi per la salute
pubblica e vengono raccolti in appositi contenitori. Tali rifiuti, prima di essere allontanati, vanno sottoposti a trattamenti
di disinfezione e sterilizzazione. Lo smaltimento avviene per la termodistruzione in impianti autorizzati. Per quanto
riguarda la raccolta dei rifiuti tossico-nocivi, avviene in contenitori dotati di requisiti di resistenza. Tali recipienti
devono possedere unidonea chiusura, per impedire la fuoriuscita del contenuto. Lo smaltimento pu essere effettuato
tramite incenerimento o la discara di II e III categoria.
ALIMENTI
Ligiene degli alimenti la branca delligiene che si interessa di tutte le misure necessarie per assicurare il valore
nutritivo intrinseco e linnocuit degli alimenti dalla produzione fino al consumo.
LA CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI
E una pratica importante sia a livello economico, sia a livello igienico sanitario in quanto consente di evitare
lalterazione degli alimenti, assicurare la distribuzione delle derrate alimentari in luoghi lontani dalle zone di
produzione e assicurare nel tempo il commercio degli alimenti a produzione stagionale. Le alterazioni degli alimenti
sono dovute allo sviluppo di microrganismi che costituiscono una presenza inevitabile in tutti i prodotti alimentari: essi
si trovano sulla superficie o allinterno.
- Conservazione in campo: i pesticidi: la conservazione in campo dei prodotti vegetali viene realizzata mediante
limpiego dei pesticidi o antiparassitari(sostanze attive contro micro e macro parassiti). La terminologia pesticidi
include i prodotti adoperati per la protezione delle colture agricole, delle piante e delle foreste contro gli insetti
nocivi(insetticidi), contro gli acari dannosi in agricoltura(acaricidi) etc. Le principali strategie per combattere il
fenomeno della resistenza dei parassiti verso i pesticidi sono basate sulla rotazione continua dei composti, sulla sintesi

di sempre nuovi prodotti e sulla lotta biologica o genetica.


- Conservazione nella fase di stoccaggio: le micotossine: le micotossine sono metaboliti tossici, veri e propri veleni,
prodotti da funghi filamentosi(o muffe) capace di indurre effetto biologico su organismi viventi. Le derrate alimentari a
maggior rischio di contaminazione da micotossine sono i semi di arachidi, gli oli, i cereali, frutta, verdura, latte e
derivati. La prevenzione delle micotossicosi deve essere esercitata sistematicamente mediante il controllo a livello dei
sistemi di produzione, di raccolta, di trasporto e di stoccaggio delle derrate alimentari.
- Conservazione del prodotto finito: per prodotto finito si intende quello idoneo e pronto al consumo. Per ottenere la
qualit indispensabile che vengano rispettati rigorosi presupposti al fine di evitare le alterazioni microbiche e
enzimatiche. La conservazione pu avvenire con mezzi fisici, chimici e biologici che agiscono in modo tale da
prevenire le contaminazioni microbiche rispettandone la composizione. I mezzi fisici sono basati sulle variazioni di
temperatura, sulle procedure di disidratazione ed essiccamento. Limpiego delle alte temperature viene effettuata nei
processi di sterilizzazione e pastorizzazione. La sterilizzazione praticata per garantire una conservazione illimitata e
pu essere fatta con immersione in acqua bollente a 100gradi o con trattamento con vapore in autoclave a 110gradi. La
pastorizzazione consiste nel riscaldamento per un determinato periodo ad una temperatura comunque inferiore a quella
di ebollizione, ed pertanto inefficace contro le spore. una pratica di disinfezione e viene impiegata per il
risanamento del latte. I sistemi di conservazione che impiegano le basse temperature(<100gradi) sono la refrigerazione,
il congelamento e surgelazione o congelamento ultrarapido. La refrigerazione si ottiene utilizzando temperature intorno
agli 0 gradi oppure pochi gradi al di sopra(4gradi): in questi casi la conservabilit ha un periodo limitato nel tempo, da
pochi giorni(pesce) ad alcune settimane(carne) fino a qualche mese(uova). Lacqua negli alimenti resta allo stato
liquido. Il congelamento si utilizza per garantire una pi lunga conservazione degli alimenti e a seconda delle
temperature si distinguono un congelamento lento, uno rapido e uno ultrarapido. Il lento avviene con temperature
comprese tra -15 e -25gradi, richiede diverse ore di tempo ed oggi non pi impiegato. Il rapido e quello
ultrarapido(noto con il termine di surgelazione) portano gli alimenti a temperature comprese tra -18 e -50gradi in tempi
brevi. Si intende per catena del freddo il ciclo completo delle operazioni di conservazione e di trasporto(celle di
stoccaggio, automezzi climatizzati e congelatori per la vendita): non possibile vendere un prodotto congelato o
surgelato se interviene uninterruzione nella catena. Lessiccamento pu essere naturale(ottenibile mediante raggi solari)
e artificiali(ottenibile mediante disidratazione, con aria calda a 70gradi, attraverso limpiego di forni, ovvero mediante
vapore surriscaldato; o tramite liofilizzazione, cio gli alimenti vengono tagliati a pezzi e poi congelati). Le microonde
sono radiofrequenze che trasformano lenergia cinetica in energia termica, provocando la morte dei microrganismi.
Infine ci sono i raggi beta e i raggi gamma e a seconda delle dosi si pu ottenere la distruzione di tutti i
microrganismi(per radio-sterilizzazione) e la distruzione dei soli patogeni(per radio-pastorizzazione). I mezzi chimici
che vengono utilizzati per la conservazione degli alimenti sono il sale, laceto, lo zucchero, lolio. Il sale un composto
igroscopico che inibisce lo sviluppo microbico sia perch abbassa lattivit dellacqua sia esercitando unazione
antisettica diretta. Lo zucchero, anchessa sostanza igroscopica, agisce abbassando lattivit dellacqua e viene
generalmente adoperato per la conservazione della frutta. La conservazione sotto olio viene impiegata con lintento di
realizzare un ambiente privo di ossigeno. Lacido acetico impedisce lo sviluppo di molti microrganismi ma non dei
lieviti e delle muffe. I mezzi biologici consistono nella conservazione mediante la fermentazione che pu essere
lattica(lattosio, acido lattico) o alcolica(alcol etilico, anidride carbonica).