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LESSICO DI PEDAGOGIA DEL CORPO E DEL MOVIMENTO

ADOLESCENZA: fase dellet evolutiva che si colloca tra 10-11 anni e 18-21 anni, tra fine dellet
puberale e inizio dellet adulta. contrassegnata da modificazioni fisiche e psicologiche che investono la
sfera cognitiva(matura la capacit di un pensiero logico astratto), sociale (ladolescente predilige coetanei o
gruppi di pari per condividere aspirazioni e difficolt in contesti amicali, iniziano a definirsi relazioni basate
sullattrazione sessuale e linvestimento affettivo) affettiva(si allontanano per costruire la propria autonomia
e responsabilit ma riconoscono le figure affettivamente pi importanti). Ladolescenza presso culture
differenti viene vissuta,percepita e considerata in modi molto diversi. Nella nostra societ occidentale
considerata unet critica per la drammaticit delle scelte e linsieme dei cambiamenti connessi a questa et.
Ladesione ad un gruppo sportivo pu essere di grande aiuto per facilitare il superamento della criticit della
crescita per la costruzione di una identit personale e di una relazione basata sulla costruzione di risultati
comuni e condivisi,rispetto delle regole e degli altri nel contesto squadra.
APPRENDIMENTO: (ad pretendere=impadronirsi)processo di modificazione del comportamento,delle
funzioni cognitive, delle conoscenze e capacit attraverso lesperienza. Dalla fine dell 800 in poi sono state
elaborate diverse teorie tra cui comportamentismo, cognitivismo, costruttivismo. Lapprendimento un
processo che influenza significativamente le nostre connessioni neuronali e strutture cerebrali attraverso
lesperienza e linterazione con lambiente. un fenomeno di sviluppo dellumanit e del singolo individuo
ed ha la prerogativa di essere spontaneo in quanto ciascuno di noi apprende ci che vuole apprendere.
Lapprendimento un processo attivo di acquisizione di comportamenti stabili in funzione di un processo coadattativo(il soggetto vive nellambiente un processo di influenzamento che lo induce ad adeguarsi
allambiente stesso). Nella realt si parla di reciprocit in quanto il soggetto influenzato ed influenza,
dunque la dimensione del cambiamento appartiene anche al contesto. Lapprendimento da intendere quindi
come un comportamento motivato e orientato non un meccanismo di assimilazione dei contenuti.
COMPETENZA: (cum-petere=chiedere,dirigersi verso) capacit del soggetto di sapersi muovere e orientare
in determinati campi. Il termine stato male interpretato fino agli anni 80 dove era sinonimo di abilit in
quanto si tralasciavano gli elementi di conoscenza e personalit su cui si fonda. La dematerializzazione del
lavoro e la diffusione di lavoratori della conoscenza la competenza diviene fondamentale e pone in primo
piano le caratteristiche di personalit,le core competences, che rappresentino dimensioni trasversali(capacit
strategiche di ogni professionalit).
COMPLESSITA: (complector=stringere,allacciare,concatenare)designa un punto di vista teorico e
filosofico secondo cui per comprendere la realt dobbiamo tentare di osservarla nel suo insieme,integrando
tutte le parti che la compongono in una visione generale(approccio olistico)che tiene conto anche delle
influenze pi remote tra esse. La realt non ordinata controllabile ma casuale e caotica. La realt non pu
essere definita come un insieme di strutture e caratteristiche stabili ed indipendenti dallosservatore,
impossibile acquisire una conoscenza che non sia mediata dalla soggettivit(costruttivismo). Questa
ridefinizione dei rapporti tra soggetto che osserva e realt produce modificazioni nel modo di fare scienza. Il
nuovo ideale di scienza afferma che la conoscenza sia sempre costruita in dipendenza alla posizione assunta
dal soggetto che conosce. Nellambito pedagogico si traduce nellaffermarsi di una pluralit di sguardi e
prospettive.
CORPO/CORPOREITA: (corpus-kerp=forma,immagine) dimensione della realt che pu essere
conosciuta attraverso i sensi. In filosofie una delle forme pi compiute della distinzione tra mente e corpo
stata elaborata da Cartesio che distingue lesistenza dellindividuo in res extensa e res cogitans. Con la
fenomenologia e i suoi sviluppi nellesistenzialismo e nellermeneutica il corpo assume nuovi significati che
intendono la corporeit come una delle dimensioni fondamentali dei nostri vissuti esistenziali,che esprime il
legame esistente tra corpo ,emozione e cognizione. Luomo dunque complesso e il corpo rappresenta il
punto di contatto con il mondo attraverso il quale conferire senso e significato alla realt. Il corpo anche
espressione del processo comunicativo. Parlare di corporeit vuol dire riconoscere il valore del corpo come
espressione del proprio essere e della propria identit.

COSTRUTTIVISMO: la realt non pu essere considerata indipendente dal soggetto che ne fa esperienza.
Punti cardine: 1 .ogni individuo,osservando la realt,partecipa attivamente alla costruzione della conoscenza;
2.ogni soggetto da una determinata forma allesperienza tramite una struttura cognitiva di base; 3. luomo
un sistema auto organizzantesi che protegge e mantiene la propria integrit(auto poiesi). Quindi il soggetto
costruisce la realt attraverso le proprie strutture cognitive. Esiste il costruttivismo critico(realismo,esiste un
mondo fisico reale,riconosce i nostri limiti nel conoscere)e il costruttivismo radicale(nega qualsiasi tipo di
esistenza che vada oltre quella prodotta dai pensieri). I contesti di vita sono il luogo in cui la realt costruita
viene socialmente condivisa. Obiettivo formativo primario per la gestione di se al cospetto del mutare
dellesperienza il rendersi conto che il proprio modo di leggere la realt non lunico. Decade lidea di una
realt composta di strutture e caratteristiche stabili e indipendenti dallosservatore. La conoscenza dunque
una costruzione della mente in un contesto sociale.
CULTURA: (colere=coltivare) processo di acquisizione della conoscenza come metafora della cura di se e
della maturazione delle facolt cognitive ed intellettuali. Per cultura si intende anche, erroneamente, il
processo di incivilimento della collettivit,ovvero assimilazione dei caratteri presenti nelle culture
superiori da parte di quelle inferiori. In realt si tratta di una forma di espressione storicamente fondata
e socialmente condivisa di comportamenti sociali,interiorizzati allinterno di specifiche comunit. La cultura
presenta due dimensioni:universalit(distingue la specie umana dalle altre per la capacit di produrre e
trasmettere conoscenze,credenze ecc.)particolarit(cultura come specifica configurazione di modi di agire e
pensare propri di una determinata collettivit producendo un senso di unicit,si parla di evoluzione
multilineare). La cultura si configura dunque come un processo dinamico complesso e variabile originato dai
rapporti tra organizzazione sociale,ideologia,visioni del mondo e modalit di trasmissione e rappresentazione
della conoscenza. Essa esprime un sostanziale potere formativo,produce e contiene significati che plasmano
la mente degli individui,rappresentando linsieme degli attrezzi attraverso cui costruiamo il mondo in cui
viviamo,la concezione di se e degli altri. CURA EDUCATIVA:
(cura=premura,preoccupazione)comportamento di valorizzazione dellaltro,di premura verso laltro che
scaturisce da una giusta educazione. Aver cura significa prendere in carico laltro attraverso se
stessi,instaurando una qualit di relazione dinamicamente volta al cambiamento di se e dellaltro.
DIDATTICA: (didasko=insegnare)scienze della comunicazione e relazione formativa. Oggetto lo studio
delle pratiche di insegnamento poste in relazione con le dinamiche di conoscenza e apprendimento. I
processo di insegnamento/apprendimento sono significativamente influenzati dalla qualit dei rapporti
interpersonali e dalle modalit comunicative tra docente e discente;importante anche il contesto. Nella
didattica trasmissiva il primo piano sul docente(possessore di un sapere profetico)che deve trasmettere ai
discenti i contenuti della conoscenza. Nella didattica attiva il primo piano sul discente con i suoi interessi e
motivazioni.
DISAGIO: (dis-adiacens=non adiacente) difficolt in cui pu trovarsi un soggetto nel
rapporto con se stesso e con lambiente esterno. Lo stare bene dellindividuo legato alladattamento
allambiente e ladattamento si modifica ne corso della vita grazie allesperienza. I processi di cambiamento
riguardano lintera esistenza di un individuo. Le cause del disagio sono numerose:disagio
sociale,minorile,economico,psicologico,adolescenziale,mentale ecc. E possibile che alcuni soggetti
necessitino di essere aiutati da professionisti capaci di comprendere i loro autentici bisogni,in grado di
riaccendere speranze,ideali e future prospettive,attraverso la previsione di percorsi significativi. Conseguenza
del disagio potrebbe essere lemarginazione(difficolt del soggetto ad inserirsi,riconoscersi o accettare le
norme e i modelli esistenziali del gruppo sociale di riferimento). Allemarginazione legata la
devianza(reazione negativa allinfrazione di leggi e regole).
EDUCAZIONE: (edere=allevamento e nutrizione ed ex-ducere=facilitazione del ragionamento da parte
delleducatore) la letteratura pedagogica attualmente intende leducazione come quellinsieme di processi
intenzionali e non volti a condizionare lo sviluppo complessivo della personalit di un soggetto,il modo di
pensare e di agire. Leducazione si colloca come chiave di volta tra conservazione(affonda le basi nella
tradizione,conservare storia e cultura)rinnovamento(premesse per il cambiamento). Educare significa guidare
il soggetto a sviluppare facolt intellettuali e qualit morali favorendone lo sviluppo e lemancipazione. Ha

una dimensione individuale,lapprendimento,una collettiva,la cultura,una istituzionale,la didattica. Va


distinta dallistruzione e dalla formazione. Leducazione mira a liberare,emancipare e sollecitare lo sviluppo
di un approccio critico per creare soggetti in grado di scegliere da se.
EDUCAZIONE PERMANENTE: processo educativo durante tutta la vita. Negli anni 50 e 60 si riteneva
che ai fini della ricostruzione del nostro paese fosse essenziale intervenire a livello della formazione di base.
EMOZIONI: (emovere=trasportare fuori)esperienza complessa che lindividuo impara a conoscere,gestire
ed elaborare nel corso della sua esistenza. Goleman utilizza il termine intelligenza emotiva riferendosi alla
capacit di riconoscere i propri ed altrui sentimenti e di gestire le proprie emozioni sia interiormente che
nelle relazioni sociali. Fondamentale il ruolo dellambiente. Riuscire a verbalizzare le proprie emozioni
dando un nome alle modificazioni fisiologiche che avvengono nel corpo fondamentale per gestire i propri
stati emotivi ed intervenire su quelli negativi e apportatori di disagio. Identificare le emozioni altrui permette
di affinare le abilit sociali e migliorare la sfera relazionale.
EPISTEMOLOGIA: i contenuti costituiscono un sapere generale a cui le diverse scienze si
riferiscono(epistemologia pedagogica:costruzione e metodi inerenti alla costruzione di una conoscenza
generale sulleducazione). La riflessione epistemologica chiarisce la specificit di una disciplina,la sua
ragione dessere,il suo posto rispetto al panorama della conoscenza scientifica. Nel corso della storia lidea di
scienza modificata. Uno dei riferimenti essenziali lopposizione tra razionalismo(pone in primo piano la
ragione) ed empirismo(valorizza il ruolo della conoscenza sensibile). Nel 900 venuta meno la concezione
della scienza come sapere certo e oggettivo,la realt appare come un insieme complesso che sfugge a una
logica di causalit diretta tra le parti.
FORMAZIONE:processo in continua
definizione,dinamico problematico e mai compiuto. Serve a fornire strumenti di interpretazione e di
intervento in relazione ai diversi ruoli che il soggetto ricopre. Tale processo pone il soggetto in posizione di
centralit poich messo in luce liter dinamico attraverso cui egli prende forma. Si serve dellausilio di altri
saperi. Gestire il cambiamento in maniera critica,creativa ed autoemancipativa.
GRUPPO(SPORTIVO):insieme ristretto di individui che si relazionano sulla base di
interessi,valori,caratteristiche comuni di cui gli individui ne abbiano consapevolezza. Lappartenenza ad un
gruppo contribuisce a definire lidentit di un individuo e ne permette lintegrazione sociale e culturale. Il
gruppo sportivo un gruppo formale caratterizzato dalla presenza dei corpi in gioco,linterazione incentrata
sulla corporeit in movimento e la ricerca di una performance collettiva. un gruppo di apprendimento
lavoro dove si impara a saper essere e saper fare insieme con gli altri(apprendimento sociale). Il soggette
apprende su di s e sugli altri.
INCLUSIONE SOCIALE:situazione in cui tutti gli individui e i
gruppi godono degli standard essenziali. Il concetto comprende i vari aspetti del benessere di una persona. Si
pu anche intendere una migliore e piena integrazione della persona nel contesto sociale ed economico nel
quale svolge la sua esistenza. Dal punto di vista sociale si realizza attraverso lesercizio dei diritti. Anche le
culture e i contesti sociali possono generare esclusione sociale. Una pedagogia dellinclusione offre
indicazioni allo scopo di progettare proposte educative funzionali ad un inserimento in un contesto sociale in
cui i soggetti in situazioni di esclusione possano costruire una rete di rapporti significativi. Sempre pi
affermato il valore dello sport come strumento di integrazione inclusione.
INSEGNAMENTO: (insignere=imprimere,fissare) azione educativa intenzionale che mira alla diffusione di
contenuti culturali. Quello di tipo trasmissivo incentrato sul punto di vista del docente(possessore di un
sapere certo). In quello attivo il ruolo primario del discente(esigenze e bisogni dellalunno). Vi poi
linsegnamento che si basa sulla relazione tra docente e discente che pone dunque laccento sulla relazione
educativa. Linsegnamento va messo in relazione con lapprendimento,esso si svolge in luoghi preposti.
INTELLIGENZA: facolt della mente frutto dellintreccio di varie componenti legate sia allereditariet
genetica sia allambiente. I primi studi risalgono a fine 800 inizi 900. Binet e Simon elaborarono un test
fatto di quesiti e problemi per attribuire unet mentale alla luce del punteggio conseguito. Stesso tipo di
impostazione quella del QI,rivisitazione del test di Binet che traduce lintelligenza in un numero. Il test
Stenford-Binet fornisce un punteggio troppo influenzato dal livello di scolarizzazione del soggetto. Alla luce
del carattere parziale di tali teorie Gardner ha elaborato la teoria delle intelligenze multiple che propone

una distinzione delle intelligenze:linguistica,logico matematica,spaziale,musicale,corporeo cinestesica,inter e


intra personale. Un altro filone di studi riguarda il tentativo di chiarire se lintelligenza sia una capacit
innata e trasmessa geneticamente o determinata dalle esperienze ambientali e dagli apprendimenti. Si
dedotto che la componente genetica rappresenta una disponibilit la componente educativa lo stimolo per
trasdurre la risorsa potenziale in funzionalit effettiva. Risulta fondamentale adattare linsegnamento ai
soggetti cui destinato.
ISTRUZIONE: (in-strueere=costruire,comporre)processo attraverso cui il discente acquisisce conoscenze
idonee ad inserirsi ed orientarsi,dimostrando competenze diversificate per operare scelte autonome e
consapevoli. Essa,a differenza delleducazione,si compie in contesti formali come ad esempio la scuola. Il
processo di scolarizzazione degli anni 60 port una platea scolastica del tutto nuova ed eterogenea.
Listruzione si riferisce ai modelli e strumenti per interpretare la realt,al linguaggio della comunicazione
sociale,allo sviluppo di abilit. Listruzione frutto di una precisa scelta educativa.
METACOGNIZIONE: (meta=al di la,oltre)insieme di funzioni cognitive,attivit e comportamenti che
presiedono ai processi di pensiero. Si esprime su due livelli:metateorico(riferito alle teorie=insieme di
concetti,modelli cui ci riferiamo per interpretare la realt)meta cognitivo (meccanismi di regolazione e
controllo del funzionamento cognitivo che il soggetto ha interiorizzato e utilizza nei contesti di formazione e
apprendimento). La meta cognizione una capacit che va acquisita,dunque,sul versante didattico si punta ad
essere gestori diretti dei propri processi cognitivi,dirigendoli attivamente con proprie valutazioni e
indicazioni operative. Importante pensare ad alta voce,ascoltare ed essere ascoltato per rinforzare la
consapevolezza del proprio s.
MOTIVAZIONE ALLAPPRENDIMENTO: (movere=andare verso) diversi fattori concorrono a
determinarla:condizionamento familiare e ambientale,ruolo che esercita la scuola,caratteristiche personali del
soggetto stesso. Il ruolo delle agenzie formative dovrebbe essere far crescere dentro i giovani la motivazione
a formarsi. Un apprendimento ben riuscito deriva da una buona motivazione (ci che spinge un individuo ad
agire,ci che innesca lazione) dallautostima e dalle capacit.
MOVIMENTO(EDUCARE AL):
nel 900 il corpo paragonato a una macchina in modo da poterlo studiare come un oggetto. In epoca
fascista il movimento fortemente disciplinato e leducazione fisica assume una connotazione impregnata
dallideologia dittatoriale dellepoca(culto del corpo)per prevenire il decadimento della razza e incanalare i
giovani verso lideologia. Negli anni 70 corporeit e psiche non sono pi aspetti separati. Con il movimento
luomo imprime un senso al mondo che lo circonda, una forma espressiva in grado di comunicare. Lo
sviluppo motorio e quello cognitivo procedono insieme. Educare con e attraverso il movimento significa
abbracciare e privilegiare una visione complessa dello stesso come canale attraverso il quale luomo si
esprime nel mondo e come la via per mezzo della quale il mondo diviene la realt conosciuta e conoscibile
da ogni individuo.
ORIENTAMENTO FORMATIVO:qualit intrinseca della formazione in quanto riguarda il processo di
acquisizione delle capacit di compiere scelte consapevoli. In ambito formativo prevale un approccio
informativo allorientamento che non sufficiente a compiere scelte che possano essere soddisfacenti per i
soggetti. necessario un percorso evolutivo personale in cui si possa costantemente mettere alla prova se
stessi e le proprie risorse. La formazione dovrebbe facilitare tale processo,accompagnarlo e sostenerlo dal
punto di vista cognitivo,sociale ed affettivo. Nella societ occidentale moderna vi maggiore libert di scelta
ne consegue la responsabilit delle conseguenze. Questa situazione pu generare in molti uno stato di disagio
e disorientamento e il ruolo della formazione decisivo per facilitare lacquisizione di capacit di
analisi,valutazione e scelta.
PROFESSIONALITA EDUCATIVE: (profiteor=offrire)processo,dinamica,propensione del soggetto a
guardare in modo aperto e problematico al suo lavoro e a modificare il proprio abito professionale. Stanno
dentro un processo educativo con il ruolo di interpretarlo, sostenerlo, orientarlo. Educare un prendersi
cura,unattivit di sostegno e sollecitazione allinterno di un percorso complesso di crisi ed incertezze. Essere
educatore vuol dire capire e comprendere il soggetto,saper leggere e accogliere la sua individualit e
prefissare traguardi e obiettivi.
PEDAGOGIA E SCIENZE DELLEDUCAZIONE:oggetto della pedagogia il processo educativo

ovvero linsieme delle modalit attraverso cui lindividuo si modifica,cambia le proprie idee e il proprio
comportamento al cospetto delle esperienze. Il cambiamento accompagna tutta la vita. Anche
psicologia,sociologia e antropologia si interessano delleducazione in modo tale che il pedagogista vi possa
ricorrere. Nella societ contemporanea i valori fondamentali sono libert di pensiero ed espressione,lagire
consapevole e responsabile,lapertura al nuovo,la disponibilit al confronto. Pedagogia ed educazione
devono ravvisare i condizionamenti che ostacolano uno sviluppo in questo senso.
RELAZIONE EDUCATIVA: (refero=riferire, +re=ripetizione, +res=agire nei confronti di un oggetto o
soggetto. Ogni relazione che abbiamo con un altro soggetto che condiziona ed condizionata,concorre a
strutturare le nostre diverse identit. Ogni relazione ha la sua storia che la storia tra persone,una storia
scandita tra tappe diverse che condizionano la qualit della comunicazione tra soggetti. Tutti siamo in
relazione con gli altri e legati in modo diverso agli altri,in quanto condizione imprescindibile che accomuna
tutti gli esseri umani. La relazione si definisce educativa quando ha lo scopo di prevenire lo sviluppo e la
crescita e di prevenire stati di disagio, intenzionale. Lintenzionalit comporta la riflessione sulle
motivazioni,sugli obiettivi,sui valori e sulle scelte,la presenza di coscienza e responsabilit dellatto di
educare in funzione di una scelta,unidea,un progetto. Leducatore deve tener conto che atteggiamento e stile
di pensiero possono influenzare i soggetti in formazione.
RICERCA IN PEDAGOGIA(RICERCA EDUCATIVA): oggetto di attenzione leducazione che viene
indagata dal punto di vista delle caratteristiche che possono essere utili a progettare azioni educative aventi
ricadute sul processo di sviluppo personale degli individui. La ricerca comincia dallindividuazione di una
situazione problematica che richiama la nostra attenzione ad esprimere unopzione personale o del gruppo
che lavora assieme;una seconda fase consiste nellanalisi della letteratura di riferimento,focalizzando i campi
disciplinari e le teorie al loro interno che si rivelano pertinenti(fase esplorativa). Successivamente vengono
delineate le finalit,gli obiettivi dellazione e la proposta educativa(organizzazione,tempi,procedure).
RIFLESSIVITA: dinamica centrale dellapprendimento che si afferma attraverso la ragione. Esprime la
capacit del solo intelletto umano di avere coscienza di se in quanto conosce e sa di conoscere. In ambito
pedagogico il termine riflessivit si riferisce ad una metodologia di ricerca e formazione. Riflettere significa
essere in grado di pensare e ripensare al significato di unesperienza tentando di
comprenderla,reinterpretarla,decodificarla nei vari risvolti che essa pu assumere e nelle prospettive che pu
delineare. Si tratta della valutazione critica del contenuto,del processo e delle premesse che reggono le nostre
modalit di conoscere,apprendere,dare significato e agire. Lapprendimento riflessivo ha un valore
trasformativo e da origine a sistemi e prospettive di significato orientati dalla capacit critica(valore
formativo). Lesercizio di unazione riflessiva una strategia fondamentale di ricerca in ambito educativo
perch formalizza un metodo investigativo critico ed auto regolato. Promuovere lapprendimento riflessivo e
trasformativo dovrebbe essere lobiettivo primario della teoria pedagogica.
SCIENZE MOTORIE: racchiude tutte quelle scienze che offrono un contributo interpretativo e pratico per
la realizzazione di azioni inerenti alla dimensione corporea. Include discipline di ambito biomedico,psicopedagogico,giuridico-economico. Il passaggio dall ISEF esprime un cambiamento radicale del modo di
concepire la conoscenza e la formazione sui temi del corpo,del movimento e dello sport. Nella societ
odierna ampiamente cresciuta la consapevolezza che la salute e il benessere dei singoli e della collettivit
passano attraverso una maggiore cura di se stessi e del proprio corpo. Il professionista in scienze motorie
gestisce e finalizza lespressivit corporea,il movimento,lattivit motoria e lo sport in vari contesti( es.
ludico ricreativi,sanitario,educativi extra e scolastici).
SE/IDENTITA: con il se si esprime la dimensione unitaria dellessere,connessa alla necessit di percepirsi
in maniera stabile e duratura,costituisce ci che noi riteniamo di essere. Lidentit invece esprime la
dimensione plurale dellessere in quanto rappresenta le variabili e alternative in cui il se viene a declinarsi
nel confronto con la pluralit e la complessit dellesperienza sociale. Dunque il modo in cui ognuno di noi
considera e costruisce se stesso in relazione allappartenenza a determinati gruppi socio culturali. La
formazione del se passa dunque per la formazione dellidentit la quale ha unorigine sociale. Possedere un
senso di se equivale ad assumere un punto di vista sulla propria vita. Lidentit si nutre del cambiamento. La

costruzione dellidentit rappresenta un importante compito formativo e di sviluppo. Linteresse pedagogico


si sostanzia nel tentativo di rendere esplicita linfluenza dellidentit sul se allinterno dei processi di
cambiamento e di formazione. Le opzioni metodologiche che appaiono adeguate a sostenere questa esplicita
scelta formativa si riferiscono allorizzonte delle pratiche riflessive;in particolare alluso della narrazione
come strategia per lanalisi critica ed autoriflessiva dei vissuti personali e dei sistemi di conoscenza che essi
producono.
SETTING FORMATIVO: contesto specificamente volto alla costruzione di conoscenze e competenze. I
soggetti che agiscono e gli oggetti agiti fanno parte della relazione formativa. dunque lo spazio in cui si
svolge la formazione del soggetto. Il setting contiene aspetti relazionali,materiali e organizzativi. Lobiettivo
quello di far si che i soggetti imparino ad apprendere attraverso pi linguaggi e strumenti comunicativi e al
contempo di scegliere forme comunicative adeguate rispetto al contenuto della didattica. La scuola educa
anche attraverso il modo in cui si presenta.
SPORT/GIOCO SPORT: (deportare=uscire fuori porta) la dimensione pedagogica e quella educativa delle
pratiche sportive riguardano soprattutto lapprendimento,lesternalizzazione e la condivisione di valori
inerenti a se stessi e al gruppo. La pratica sportiva altamente formativa poich consente esperienze di forte
impatto sia cognitivo,sia emotivo affettivo. Attraverso lagire del proprio corpo e di quello altrui si impara a
riconoscere e gestire le emozioni. Lo sport attiva dispositivi di consapevolezza di se ,sviluppa dinamiche di
socializzazione e socialit,promuove qualit di natura morale e fenomeni di inclusione sociale. La
dimensione sportiva intrinseca al gioco stesso ed presente anche lesercizio della libert individuale e
dellautonomia. Il gioco-sport mescola lagonismo,fatto di impegno fisico,sacrificio e dedizione,con il
piacere e la convivialit tipiche del gioco.
CRESCERE AI MARGINI(Sabatano)
1.1 La costruzione socio-culturale delle identit difficili
La costruzione di una personale visione del mondo non un processo esclusivamente individuale bensi un
processo sociale che il soggetto opera con gli altri, costruendo accordi circa il senso ed il valore della propria
realt.
Da un punti di vista pedagogico, aiutare un bambino significa dargli la possibilit di guardare la realt
attraverso nuovi filtri interpretativi e quindi di pensarsi in modo diverso, immaginando il proprio futuro non
come irrimediabilmente e deterministicamente connesso ad un destino familiare, ma come proggetto
autonomo di benessere e di piena realizzazione di s.
Leducazione problemizzante probabilit rivoluzionaria di futuro. Quindi profetica e per questo capace di
speranza. Leduzione finalizzata a realizzare il cambiamento attraverso un processo di riflessione critica
circa la propria storia e il proprio modo di guardare alla realt.
I diritti negati a tanti bambini non riguardano solamente la garanzia di condizioni di benessere fisico e
materiale, ma la negazione della loro dignit e della loro possibilit di sviluppare un proggetto di vita altro
rispetto alle condizioni di origine.
Pensare e pernsarsi autonomamente rappresenta oggi diritti riconosciuto a livella planetario a cui lazione
educativa deve necessariamente tendere. inportante ricordare un altro diritto fondamentale dei minori:
diritto allidentit personale. Lo sviluppo identitario investe di due dimensioni:
- lidentit personale: quelli attributi che sono propri del soggetto
- lidentit sociale: insieme di caratteristiche che un individuo possiede in virtu della sua appartenenza
a gruppi sociali.
Bisogna sollecitare nel bambino lespressione autonoma del pensiero e la ricerca di un personale punto di
vista sullesperienza, abbandonando lidea di una passiva accettazione di regole sociali che imprediscono al
bambino la scelta di scieglere. Quindi educare allla divergenza lobiettivo primario di ogni educatore. La
divergenza guardare le cose co un punto di vista diverso, come nessuno prima aveva mai fatto. proprio
sul modo che il soggetto ha di percepire se stesso che si fonda lideazione di un proggetto di vita autonomo.
importante la relazione tra il soggetto ed il contasto di vita, perch allinterno di questa relazione che si
produce il contesto di vita.

Riprendendo gli studi di Lewin, Bronfenbrenner elabora il modello process-person-context o modello


ecologibo dello sviluppo, secondo il quale le propriet della persona e dellambiente, la struttura delle
situazioni ambientali e i processi che hanno luogo allinterno e tra di essi vanno considerati come
interdipendenti e analizzati in termini di sistemi. proprio dallinterazione tra variabili personali e
ambientali che scaturiscono effetti moderatori del processo evolutivo, ossia influenze positive o negative che
direzionano le traiettorie di sviluppo.
2.Lintervento psicologico: lo sfondo teorico
Adulti, bambini e adolescenti che, nonostante le grosse difficolt, resistono: mostrano capacit di
resilenza. Tra gli studi sulla resilienza il piu celebre quello di Werner e Smith. La capacit di affrontare
eventi stressanti, superarli e continuare a svilupparsi, aumentando le proprie risorse con una conseguente
riorganizzazione positiva della vita. La resilenza come una trama dove il filo della sviluppo si intreccia
con quello affettivo e sociale. Gli individui resilenti sono coloro che hanno trovato in se stessi, nelle
relazioni umane, nei contesti di vita gli elementi e la forza per superare le avversit. Il processo di sviluppo
di resilenza pu essere rappresentato in diversi fasi:
a) evento negativo
b) valutazione dellevento negativo
c) risposta allevento negativo
d) ricostruzione di un percorso personale.
Nella vita quotidiana ciascuno di noi chiamato a valutare(appraisal) gli eventi che ci accadono e a
rispondere (coping) in modo selettivo ed appropriato a ci che si presenta come una minaccia. Lo stress
deriver quindi dalla personale valutazione della domanda come ecedente le proprie capacit di coping e
potenzialmente generatrice di conseguenze negative.
Il modello delleducazione razionale emotiva implica che sia da adulti che da bambini possibile educare
e rieducare i meccanismi cognitivi e i processi di pensiero per trasformare le corrispondenti emozioni
disfunzionali. proprio la valutazione soggettiva attribuita ad un evento a definire e generare la specifica
risposta emotiva.
Le idee irrazionali sono degli errori di valutazione nei processi psicologici.
Il bambino nasce con un eredit genetica che lo pone nella condizione di poter apprendere dalle esperienze
che si susseguiranno lungo larco della sua esistenza.
Una delle caratteristiche fondamentali del cervello la sua plasticit, ovvero la sua capacit di adattarsi agli
stimoli, modificando la propria struttura, la quale non predeterminata ma si costituisce man mano che
lindividuo vive e fa esperienza nel mondo. Ci che erediamo dal nostro bagaglio genetico non una
struttura celebrale predeterminata, ma la possibilit di crescere e di rofmare noi stessi in un continuo scambio
tra linterno e lesterno della nostra mente.
La teoria dellattaccamento di Bowdy ha messo in evidenza nel bambino un bisogno di interazione affettiva
che va oltre gli impulsi nutritivi. Lautore delinea il processo che caratterizza la creazione del legame tra
bambino e la madre che offre al bambino una base sicura sulla quale poter edificare il proprio sviluppo.
Lo sviluppo psichico del bambino pu seguire un percorso sereno grazie alla relazione con la madre che si
caratterizza come capacit di costruire un ambiente di cura, in grado di contenere il bambino durante il suo
percorso maturativo verso una capacit crescente di simbolizzazione e di elaborazione. Il fallimento della
funzione genitoriale pu produrre effetti traumatici.
Numerose ricerche hanno evidenziato una significativa relazione tra il modello operativo interno del
bambino ed il modello di attaccamento attorno al quale, da adulto, organizzer le successive relazioni.
Con il termine trascuratezza si intende una grave e persistente negligenza nei confronti del bambino che ha
come conseguenza, un danno significativo sulla salute o sullo sviluppo;
Per maltrattamento fisico si fa riferimento a comportamenti che arrecano un danno fisico al bambino.
Per abuso sessuale si fa riferimento allo sfruttamento sessuale di un bambino.
Il termine abuso emozionale fa riferimento al maltrattamento psicologico.
Secondo alcuni studiosi, uno degli indicatori della transizione dalladolescenza allet adulta proprio lo
sviluppo dellautonomia, ritenuto uno dei cinque aspetti psico-sociali che caratterizzano la fase coesa,

dellintimit, della sessualit e di un ruolo riconosciuto allinterno della societ di appartenenza. Lautonomia
pu essere considerata sia come una caratteristica propria dellindividuo, sia come una dimensione
prevalentemente relazionale, caratterizante la relazione genitori-figli.
Le nuove aree di ricerca prendono sempre piu in considerazione il contesto entro cui avviene lo sviluppo
fisico, cognitivo ed emotivo delladolescente. Lattenzione al contesto familiare e il considerare
ladolescenza come unimpresa congiunta di genitori e figli fornisce spunti di riflessione preziosi, sopratutto
quando si tratta di lavorare con i bambini proveniente da famiglie particolarmente problematiche, cosi come
accade nel progetto Integra.
La relazione adolescente-genitore continua ad essere una guida per lo sviluppo dellidentit ed il senso del
valore personale in quanto durante ladolescenza anche altre figure adulte di riferimento entrano in gioco.
Essere autonomi divertso dallessere semplicemente indipendenti, in quanto tale aspetto solo una delle
componenti che la costituisce. Quando parliamo di autonomia comportamentale intendiamo
lautoregolazione del comportamento e la capacit di prendere decisioni personali.
La dimensione cognitiva dellautonomia, spesso definita come il sentimento di fiducia in s e di poter
controllare la propria vita, la senzazione soggettiva di essere capace di prendere decisioni, senza avere
necessariamente bisogno di una validazione sociale. Lautonomia attitudinale la percezione di scopi ed
obbiettivi a partire da bisogni e desideri.
La dimensione emotiva si riferisce al senso di individuazione dai genitori e indipendenza da essi.
Queste tre dimensioni dellautonomia si sviluppano nel corso delle relazioni con la famiglia, coi coetanei e
con il network di altri significativi ellesterno della famiglia.
Il controllo di tipo autoritario basato sulla forza, sullintimidazione, su punizioni fisiche, mentre quello
autorevole basato sulla riflessione e sulla spiegazione, che sembra avere influenze positive sui processi di
socializzazione, sullautostima e lautonomia.
Lapprovazione e il supporto che ladolescente percepisce di ricevere da parte degli adulti con i quali
interagisce costituisce una guida per lo sviluppo del S.
Secondo lapprocio di continuit, la qualit e il tipo di relazioni che ladolescente sviluppa con i coetanei
sarebbero unestensione della qualit e del tipo di relazioni che ha sviluppato nel contesto familiare.
IL METODO INTEGRA
Voler raggiungere obiettivi educativicon bambini e adolescenti particolarmente difficili richiede una continua
attivit decisionale, una costante scelta della via educativa che si vuole percorrere oppure la consapevolezza
di averla perduta. Da questa attivit nasce il metodo Integra inteso come la via scelta per ricercare,
esplorare, osservare, agire la relazione educativa e lo sviluppo dei bambini e dei adolescenti.
Il metodo Integra nasce dalla combinazione di diversi elementi:
1) Pensarsi insieme: cio tenere presente il proprio ambito di competenza allinterno di una rete
territoriale
2) Pensare insieme: cio dare un primo piano alla storia del bambino, coinvolgendo i genitori nel
percorso educativo
3) Essere insieme: cio individuare un dispositivo istituzionale, ossia un insieme di reole che
garantiscono il benessere degli attori della relazione educativa
4) Riflettere sul proprio agire: cio avere un atteggiamento critico e problematico rispetto alle proprie
azioni e sollecitare anche nei bambini questa capacit.
La prospettiva ecologica evidenzia come ogni comunit o realt territoriale determina una particolare
situazione she si pu rivelare favorevole o sfavorevole per lo sviluppo dellindividuo. Nella prospettiva
ecologica, il comportamento umano il risultato delladattamento del soggetto allambiente ed ai fenomeni
che lo caratterizzano. Pensare ad un azione educativa che, anzich intervenire solo sul singolo, agisce sul
sistema delle relazioni e sulle dinamiche del contesto educativo, sia scolastico, sia famigliare.
Pensarsi insieme significa riferire non esclusivamente a se stessi ed alla propria azione educativa successi o
insuccessi nel processo educativo. Mettere in campo unazione oerdagogica significa riconoscere a ogni
soggetto il ruolo e le competenze che gli sono proprie allinterno della societ, attivando le risorse che

ciascuno esprime. La costruzione di una rete territoriale un processo enormemente critico. Il cambiamento
viene vissuto come minaccia dello status quo, tanto da parte dei genitori, quanto dalle istituzioni.
La sfida Integra si gioca su un terreno che fondamentalmente culturale: concorrere a costruire nel territorio
un modo comune di pensare e di fare educazione, quindi il lavoro pedagogico un lavoro di mediazione, di
negoziazione di significati, di dialogo sui percorsi e sugli interventi socio-educativi. Il lavoro educativo ed il
lavoro dei servizi sociali esprimono due livelli che devono coesistere in un rapporto di reciproca fiducia e di
riconoscimento di ruoli e competenze.
Il termine famiglia rimanda ad un luogo fisico, un posto dove stare insieme, uno spazio protettivo e di
nutrizione in cui vengono soddisfatti i bisogni primari. In primo piano quindi la funzione di cura e di
protezione. Nello svolgimento di tale funzione, lelemento critico sorge quando la relazione tra le sfide che la
famiglia chiamata ad affrontare e le risorse che possiede inadeguata.
Lazione pedagogica rispetto ai bambini diviene significativamente emancipativa, se si realizza la possibilit
di condividere un percorso formativo anche con le figure genitoriali. In qusta prospettiva, il Progetto Integra
ha posto a fondamento del lavoro pedagogico un patto con le famiglie dei bambini. Qusto patto esprime
lintenzione di scoraggiare atteggiamenti di delega della funzione educativa e di lavorare insieme, affinch il
genitore possa partecipare al percorso del figlio e conoscerne lo sviluppo.
Il lavoro educativo orientato allobiettivo di provocare una modificazione di quel sistema profondo di
significati ad alla costruzione di una nuova visione di s e della realt. Un primo livello del percorso
relativo al processo di consapevolizzazione attraverso il quale imarare a riconoscere le proprie perspettive ed
i propri sistemi di significato. Il raggiungimento di un distacco critico rispetto alla propria rappresentazione
della realt deve necessariamente essere preceduto dallappropriazione di un nuovo punto di vista dul mondo
e su di s.
La relazione educativa si pone come un contesto antagonista allinterno del quale si sperimentano nuovi
modi di pensare, di essere e di agire.
Gli adulti devono riconoscere un preciso dovere nel sostenere la consapevolezza, la comprensione e
lattuazione dei doveri minorili quali esperienza assolutamente funzionali alla loro emanzipazione. La
mancata consapevolezza rispetto ai propri diritti/doveri che si osserva nei bambini e negli adolescenti
connessa ad un vuoto di valori forti.
La crisi etica ed economica rende i bambini e gli adolescenti, figli di unaltra educazione che si esprime con
un proprio linguaggio, con dei propri gesti, spesso violenti, con un proprio sistema di regole e di valori. La
priorit assoluta diviene allora la realizzazione di ambienti educativi in cui i vissuti, le relazioni puntino
allinstaurarsi di un legame costruttivo con laltro nel segno del rispetto e della solidariet, allo scopo di una
crescita armoniosa nel contesto sociale.
La strtturazione di apparati di regole costituisce un delleducazione, da una parte, definendo le vie possibili
della relazione educativa e dello stare insieme, dallaltra, rappresentando un oggetto dellapprendimento.
Le regole sono accordi intersoggettivi per agire i contesti; Non devono essere solo stabilite e rispettate ,a
anche condivise.
Non esiste una vita sociale senza regole. Nellambito del Proggetto Integra si lavorato per costruire un
sistema di regole proprie della comunit e di garantirne lattuazione. Le regole individuate devono essere:
chiare e motivate, cio adeguate allet. Allinterni della relazione educativa occorre che gli educatori
sappiano dare risposte coerenti che aiutano a dare una visione solida e chiara della realt. Ci richiede
lessere sempre coerenti e solidali nel rifiuto. Una volta individuato quello che non pu fare, il soggetto
comprende i confini di azione, quindi la cornice dentro la quale si pu muovere.
Lintenzione pedagogica di dare ai bambini ed ai ragazzi una fiducia di base, insegnando loro che le scelte
sono libere e le conseguenze inevitabili per cui scegliere di non rispettare le regole determina delle
conseguenze.
Imparare a riflettere e a divenire consapevoli, oltre a rappresentare un metodo di lavoro, costituisce un
contenuto fondamentale del persorso educativo, ossia un oggetto di formazione intenzionale, non solo per gli
educatori, ma anche per i bambini, gli adolescenti ed i genitori.
Lapprendimento emancipativo spinge ad identificare ed a mettere in discussione attraverso lautoriflessione
critica le proprie prospettive di significato. La riflessione verifica della validit.

Un primo livello di indagine critica relativo al problem posing o riflessione sulle premesse. Un secondo
livello rappresentato dalla rifflessione sul contenuto. Un terzo livello attiene alla riflessione sul processo.
Questi ultimi due livelli rappresentano il problem solving o un esperimento controllato:
IL LAVORO EDUCATIVO CON I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI
Le difficolt maggiori che il contesto familiare produce sono relative a due diversi ordini di problemi: lo
sviluppo del linguaggio e del pensiero ed il rapporto che i bambini e gli adolescenti stabiliscono con la
conoscenza. Sul primo versnte quindi si collocano i deficit linguistici, derivanti da un utilizzo esclusivo
delle forme dialettali. I bambini parlano e pensano in dialetto e quindi il loro un parlare ed un pensare
limitati ad un certo contesto esperenziale e culturale, ingorando o rifiutando lesistenza di un altro modo di
essere al mondo. Molti dei loro genitori non sanno lggere e scrivere e cosi il bambino sviluppa un
disinteresse verso queste capacit che gli appaiono non indispensabili e non desiderabili.
La motivazione ad aprendere connessa alla spendibilit dei saperi, ossia al riconoscimento da parte del
soggetto della valenza positiva che questi possono assumere come facilitatori dellesperienza. Il rifiuto verso
il sapere un elemento che rinforza la loro identit, nella misura in cui somiglia e appartiene al sistema di
valori proprio del contesto di provenienza. Sostenere lapprendimento dunque unazione che parte dalla
premessa di rimotivare i bambini e gli adolescenti; ci vuol dire aiutarli a desiderare una vita diversa,
proponendo un diverso modello dellessere adulto.
Sul piano didattico lapproccio metacognitivo finalizzato a formare la capacit di essere gestori diretti dei
prorpi processi cognitivi. Nella didattica metacognitiva, lattenzione delleducatore rivolta allincrementare
labitudine dei bambini e degli adolescenti a pensare il proprio pensiero. In tal senso, sviluppare strategie
un passo essenziale per imparare ad imparare, per saper pensare. La metacognizione ci permette di
esercitare una forma di autogoverno della mente.
Lapprendimento frutto i uno scambio reciproco. Lazione improntata su una logica partecipativa. Una
condizione essenziale di baser quindi e il partecipare direttamente ad unattivit. Le attivit di apprendimento
si avvalgono del metodo del peer tutoring che consiste in una strategia educativa tesa a sollecitare un
processo spontaneo di passaggio di conoscenze, ma anche di emozioni e di esperienze, da parte di alcuni
membro del gruppo ad altri.
Tra le differenti proposte, particolarmente significativa lesperienza di un laboratorio artistico-espressivo
che si pone come obiettivo quello di intervenire sulla dimensione affettivo-relazionale, attraverso
metodologie di tipo artistico.
Il laboratorio delle emozioni ha il senso di aiutare i bambini a tracciare un ponte tra il loro sentire ed il loro
esprimersi. La regolazione delle espressioni delle emozioni ed il significato ad esse legato sono influenzati
dalla cultura di appartenenza e dalla personale esperienza di vita. La comprensione delle emozioni una
conquista lenta e complessa.
Il laboratorio delle amoziono nasce dalla volont di offrire ai bambini uno spazio nel quale potersi
soffermare sulle emozioni che costellano la loro vita interiore e che, a volte, risultano essere confuse,
difficilmente identificabili e nominabili.
IL LAVORO EDUCATIVO CON GLI ADULTI
Aiutare ai genitori, gli educatori e le istituzioni stesse ad interpretare le difficolt, vuol dire offrire al soggetto
in formazione una possibilit di essere accolto e quindi di elaborare e di divenire consapevole delle sue
emozioni. Le difficolt delladulto di interpretare efficaciamente le difficolt del bambino forse lelemento
che maggiormente ostacola la relazione educativa rallentando o impedendo il processo maturativo. Uno dei
tratii distintivi di genitorialit riguarda la capacit di costruire cultura e conoscenza e di veicolare modelli
formativi, di comunicazione e di relazione. Il compito attuale della famiglia educare nella libert.
Gli interventi di sostegno della genitorialit intendono favorire una trasgormazione nei comportamenti
genitoriali che incide su un livello individuale, di miglioramento della percezione di s e della propria
efficacia educativa, su un livello famigliare, dal momento che genitori e figli si trasformano e si di un livello

collettivo. Tale capacit trasformativa ed emancipativa deve essere acquisita attraverso esperienze tese a
sollecitare la riflessivit. Quindi la genitoriet si pu apprendere d insegnare.