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RIPARTIZIONE DEI FOTOSINTATI

FASE LUMINOSA + FASE OSCURA


=
guadagno in termini di

Gliceraldeide-3-fosfato (G3P)

DESTINO della G3P:


in parte polimerizzazione in amido primario all’interno del cloroplasto → perché?
BIOSINTESI dell’AMIDO
♣ Le reazioni di partenza sono le stesse del Ciclo di Calvin, infatti è anche lo stesso il
punto di partenza, cioè la G3P.

G3P DHAP Trioso fosfato isomerasi (aldeide-chetone)

G3P + DHAP → F1-6BP Aldolasi (condensazione aldolica: aldeide C3 + chetone C3 = chetone C6)

F1-6BP → F6P + P Fosfatasi (idrolisi del P in 1)

♣ Seguono poi alcune reazioni specifiche della sintesi dell’amido

F6P G6P Isomerasi (chetone-aldeide)

G6P G1P Mutasi (spostamento del P da C6 a C1, poteva essere idrolizzato il P in 6?


Subito no: non vi è l’enzima + formazione di un prodotto non
riconosciuto dagli enzimi successivi)
La biosintesi dell’amido procede dal glucosio1P (G1P).

Il primo step è l’attivazione del G1P:


G1P

come in tutte le biosintesi vi deve essere un input


energetico sotto forma di idrolisi di ATP

G1P + ATP → ADPG + PPi

Enzima: ADPG pirofosforilasi (scissione pirofosforolitica di


ADPG, PPi scissione, spostamento e recupero)

Regolazione dell’ADPG pirofosforilasi, primo “vero” enzima della biosintesi dell’amido:

↓P e ↑3PGA
Luce: alto 3PGA, basso P, P la sintesi dell’amido avviene alla luce: perché?
E’ inoltre direttamente in relazione con [C3].
Passo successivo (e conclusivo) della biosintesi dell’amido:
(glucosio)n + ADP-glucosio → (glucosio)n+1 + ADP

Enzima:
Amido sintasi
Regolazione:

↓P e ↑TriosoP

amido e luce:

idem come prima! [C3]

perché?
Amido:
Polimero del glucosio con legame α1-4 glucosidico

→ sottrazione di un H2O per formare un legame glucosidico


C-O-C senza la rotazione di 180° di una molecola rispetto
all’altra

→ posizione α: proprietà della molecola (spirale I2: Lugol!).

Polimero insolubile, precipita sotto forma di granuli.


Amido:

Amilosio + Amilopectina

Lineare, Ramificato,
Tutti α1-4 α1-4 + α1-6 → enzima ramificante
L’amido può essere
evidenziato e dosato
tramite colorazione
con una soluzione
iodo-iodurata detta
anche di Lugol

Lo iodio si inserisce
nella spirale della
molecola di amido che
e a causa della
dispersione della luce
si colora in blu
L’amido viene mobilitato di notte (quando la sua sintesi non può procedere!)

Enzimi per la mobilitazione


dell’amido:

- Amido fosforilasi (scissione


fosforolitica con inserzione di un
P e formazione di G1P)

- α amilasi (scissione idrolitica


con formazione di glucosio)

- Enzima deramificante (per i


legami in 6)

Gli esosi che si formano escono poi dal cloroplasto grazie al trasportatore degli esosi.
DESTINO DEI TRIOSO FOSFATI
Sempre a proposito del destino dei triosi, la parte più importante (= fine!)
fine è il loro

diretto esporto dal cloroplasto:

durante il giorno i prodotti fotosintetici esportati dal cloroplasto sono i TRIOSI-P


direttamente derivati dal Ciclo di Calvin, cioè il “famoso” guadagno
fotosintetico in termini di zuccheri.

Una domanda…..
Come fanno ad uscire?
CARRIER DEI TRIOSO-P/FOSFATO

controlla il bilancio del fosfato nel cloroplasto (fotofosforilazione!!)


(evitando che un eccessivo esporto di C3-P impoverisca il cloroplasto di P)
La disponibilità del P regola quindi l’esporto dei triosi e la sintesi dell’amido primario (sia
come disponibilità di substrati che regolazione enzimatica di ADPG pirofosforilasi e amido
sintasi – carenza di P e granuli di amido).
DESTINO DEI TRIOSO FOSFATI

Amido primario:
primario
LUCE

C3
Due differenti destini:
motivo e relazione?

Metabolismo citosolico
del C oppure esportazione
sotto forma di…..

Disponibilità citosolica di P
(principalmente da dove deriva il P?
Liberazione durante la sintesi di…)
Una domanda……

Ma allora, se i triosiP sono destinati ad essere esportati nel citosol per sostenere
il metabolismo della cellula e dell’intera pianta, perché il cloroplasto spende
energia (ATP) per sintetizzare l’amido di giorno e poi rimobilitarlo di
notte?

Vi sarebbe così un
ciclo futile di
polimerizzazione / depolimerizzazione
all’interno del cloroplasto???

Granuli di amido
presenti solo di giorno
L’amido primario si forma quando la velocità di esporto dei triosi-P è
minore di quella della loro sintesi:

questa condizione può facilmente verificarsi anche in situazioni di illuminazione adeguata


in quanto l’esporto dei triosi-P è mediato da una proteina trasportatrice con una
propria cinetica che arriva velocemente a saturazione con l’aumento del substrato,
mentre la velocità di produzione dei triosi-P si satura molto dopo.

L’aumento incontrollato della concentrazione dei triosi-P nel cloroplasto può portare a
problemi osmotici perché gli zuccheri sono OSMOTICAMENTE ATTIVI →
LISI!!!
Attraverso la loro polimerizzazione in amido primario, che è insolubile (granuli!), gli
zuccheri non influenzano più il potenziale osmotico del cloroplasto stesso.

AMIDO I:

presenza transitoria → tampone osmotico per un eventuale eccesso di triosi.

Ecco come mai tale sintesi può avvenire solo di giorno ed è regolata del P e dai C3!!!
DESTINO DEI TRIOSI-P ESPORTATI NEL CITOSOL
1) PRODUZIONE DI NADH, NADPH e ATP → energetica!!!

I) Sistema navetta di scambio TP/3PGA per l’esporto nel citosol di equivalenti riducenti e ATP

CLOROPLASTO
fotosintesi
ATP NADPH

3PGA DHAP

P NADP+ P Risultato:
NADPH
Esporto netto di
3PGA G3P DHAP NADPH
G3P-NADP reduttasi
+
Pi NADH
ATP (via alternativa)
NAD+G3P deidrogenasi ATP
PGA chinasi
ADP BPGA NADH
(glicolisi classica)
II) Oltre al precedente sistema, ve ne è anche un altro (senza rientro nel cloroplasto)
che coinvolge i mitocondri ricollegandosi alla glicolisi ed al ciclo di Krebs.

Mitocondrio

Gliceraldeide3P → → → PEP → Piruvato Piruvato → Krebs + Catena


Glicolisi respiratoria

Il risultato è sempre la produzione di potere riducente ed ATP da impiegare


per il fabbisogno cellulare
Altro e fondamentale destino dei fotosintati:

2) ESPORTO VERSO LE ZONE NON FOTOSINTETICHE DELLA PIANTA:

I trioso-P prima di essere


esportati dal citosol vengono
convertiti in

SACCAROSIO
(Glu + Fru, disaccaride!)

per essere spediti a tutta la


pianta.
LA SINTESI DEL SACCAROSIO
Anche la sintesi del saccarosio procede dal G1P,
G1P quindi per arrivare a tale molecola gli
step sono gli stessi della sintesi dell’amido (anche se adesso siamo nel citosol!), dal G1P
in poi la via è invece diversa.

Reazioni a comune con il Ciclo di Calvin e con la sintesi dell’amido (la base di
partenza è sempre la stessa: G3P!
G3P

G3P DHAP Trioso fosfato isomerasi

G3P + DHAP → F1-6BP Aldolasi

F1-6BP → F6P + P Fosfatasi

F6P G6P Isomerasi

G6P G1P Mutasi

Liberazione di fosfato
Reazioni specifiche della saccarogenesi:

♣ UDPG glucosio pirofosforilasi


(Attivazione del glucosio)

UTP + G1P → UDPG + PPi

♣ Saccarosio-P sintasi

UDPG + F6P → Saccarosio6P

Regolazione:
↑ zuccheriP ↓ P,
la saccarogenesi avviene alla luce e dipende dalla [zuccheri]

♣ Fosfatasi

Saccarosio6P → Saccarosio + P

Durante la sintesi del saccarosio si


sono liberati 2 P, che contribuiscono
alla disponibilità di P nel citosol Liberazione di fosfato
Immagazzinamento nel vacuolo
DESTINO DEL
SACCAROSIO ESPORTO VIA FLOEMA (zucchero non riducente!!)
Stabile, il terminale
aldeidico (reattivo) del
glucosio non è libero perché
impegnato nel legame
glucosidico
Destinazione

Saccarosio sintasi Invertasi


Citoplasma Apoplasto
UDP + Saccarosio → UDPG + F Saccarosio → G + F (non possono rientrare!)

Per “calibrare” la quantità di saccarosio che deve essere effettivamente


esportata (e quindi la quantità di carbonio che effettivamente rimane nelle
cellule per il loro metabolismo), la sua sintesi deve prevedere un accurato
sistema di REGOLAZIONE.
Il metabolismo dei carboidrati
fornisce gli scheletri carboniosi
per le reazioni biosintetiche

E garantisce il rifornimento
energetico di ATP tramite la
glicolisi e il ciclo di Krebs
REGOLAZIONE DELLA SINTESI DEL SACCAROSIO
Avviene in base alle esigenze metaboliche della cellula (flusso di C glicolitico)
glicolitico e della pianta
(esporto di C)
C e dipende da vari fattori tutti integrati fra di loro.

1) Esporto del C dal cloroplasto (permeasi TP/P, substrato di partenza!)


2) SaccarosioP sintasi (↑ zuccheri, eccesso di C,
↓ P, alto P= bassa carica energetica (ATP/ADP+P), alta
saccarogenesi e/o basso esporto)
3) FBPasi: Fruttosio1-6BP fosfatasi (F1-6P → F6P) via di sintesi del saccarosio
Sovrappo
sizione!
4) PFK: Fosfofruttochinasi ATP dipendente (F6P → F1-6BP)
glicolisi
5) PFP: Fruttosio 6P fosfotransferasi PP dipendente (F6P ↔ F1-6BP)

Fine regolazione

Altrimenti ciclo futile: F1-6BP → F6P → F1-6BP

Interviene il F2-6BP
Nel citoplasma tre intermedi metabolici formano il Pool degli esoso-fosfati e
sono costituiti da Glucosio6P, Glucosio1P e Fruttosio6P, tra loro in equilibrio grazie
alla presenza degli enzimi: fosfoglucomutasi (1) e glucosio 6-P isomerasi (2).

Pareti cellulari Saccarosio

1 2
Glucosio 1-P Glucosio 6-P Fruttosio 6-P

PFP PPi dip 5 PFK 3 4 PBPasi

Amido Fruttosio 1,6-P


Via dei Pentoso fosfati

Trioso fosfati
Nelle piante deve essere considerato nel Pool anche il Fruttosio 1,6-P
perché esse, oltre la Fosfofruttochinasi PFK (3) e la la Fruttosio1,6-BF
fosfatasi PBPasi (4) che catalizzano reazioni irreversibili, possiedono
Glicolisi
anche la Fruttosio 6P fosfotransferasi PPi dipendente PFP (5) (o
Fosfofruttochinasi PPi dip.) che media una reazione reversibile
Fruttosio 2-6 bisfosfato: inibisce la sintesi del saccarosio ↓ FBPasi
stimola la glicolisi ↑ PFP

↑ Pi, F6P ↓ TP

Chinasi
F6P F2-6BP
Fosfatasi

F1-6BP: 1-10 mM ruolo metabolico


↓ Pi, F6P F2-6BP: <10 µM ruolo regolatore

Il F2-6BP deriva dal F6P per fosforilazione (PP-fruttosio 6-fosfato 2-chinasi)


e ritorna F6P per defosforilazione (fruttosio 2,6 fosfatasi):

La sua concentrazione è quindi regolabile!!!!

E non a caso è regolata da P, F6P e TP, intermedi di saccarogenesi e glicolisi.


Attraverso l’attivazione differenziale della
chinasi o della fosfatasi, viene regolata la Chinasi:
[F26BP] e conseguentemente la glicolisi o la
↑ Pi, F6P (alti se è elevata la sintesi
saccarogenesi : differente destino del C! del saccarosio, P alto se bassa la carica
energetica)

↑ Pi, F6P ↓ TP ↓ TP (alti se è lenta la sintesi del


saccarosio, eccesso di C e glicolisi
Chinasi sufficiente)

F6P F2-6BP
Fosfatasi inibizione della sintesi del saccarosio
↓ FBPasi

↓ Pi, F6P Fosfatasi:


↓ Pi, F6P (alti se è elevata la sintesi
del saccarosio e P alto se bassa la
Una domanda…..
carica energetica)
Cosa è che rende possibile questo tipo di regolazione?
stimola la glicolisi
↑ PFP (PPi dip)
Glicolisi
Fruttosio 2,6-
stimola difosfato
inibisce
Pi
Fruttosio 1,6 difosfato

Fruttosio 6-fosfato-
Fruttosio 1,6- difosfato
chinasi
-fosfatasi
-PP dipendente

Fruttosio 6-fosfato
Pi
PP

Sintesi saccarosio
CITOSOL:
sovrapposizione fra glicolisi e saccarogenesi in competizione per il C → REGOLAZIONE!
REGOLAZIONE

Inutile
GLU GLU1P UDPG

SACCAROGENESI
ATP consumo di
ADP + P
ATP

GLICOLISI
GLU6P GLU6P SaccarosioP

PFK FRU6P ATP fosforilazione FRU6P


e ADP + P e P FBPasi
PFP FRU1-6BP defosforilazione FRU1-6BP
CASO e NECESSITA’
DHAP + G3P per regolare 2 processi competitivi per DHAP + G3P
lo stesso substrato: TP e F16BP!!!

1-3PGA
Pi:
Pi alto se procede la saccarogenesi, ♣ La saccarogenesi deve essere regolata secondo la
basso se non procede. Anche carica
ATP disponibilità del C della cellula
energetica della cellula ATP → ADP + P
3PGA
♣ La glicolisi è bene che proceda sempre per le
TP:
TP alti se non procede la saccarogenesi 2PGA esigenze energetiche della cellula stessa
e se sono in surplus rispetto alla glicolisi
Regolatore:
PEP F26BP→
F26BP ↑ glicolisi (PFP) ↓ saccarogenesi (FBP)
ATP
Pyr Ciclo di Krebs + catena di trasporto degli e-:
respirazione
Bilancio dei due punti di arrivo del destino dei TP a seconda delle “esigenze”:
far restare il C in loco nel citosol o esportarlo!
↓ PEP

PFK Biforcazione Cloroplasto

F6P F1-6BP TP PARTENZA

PFP

PFP
Saccarogenesi + Glicolisi
PUNTO DI ARRIVO:
ARRIVO F2-6BP PUNTO DI ARRIVO:
ARRIVO
Esporto del C
- Flusso glicolitico del C

FBPasi

P: ↑ glicolisi
Bilancio energetico Chinasi (↑Pi ↓TP)
TP: ↑ saccarogenesi
della cellula fra F6P F2-6P
consumo ed esporto! Fosfatasi (↓Pi) TP/P basso: glicolisi
TP/P alto: saccarogenesi
IN DEFINITIVA:

• E’ la disponibilità citoplasmatica di P che regola l’esporto di TP dal cloroplasto.


cloroplasto

Se c’è P libero nel citosol, i TP escono dal cloroplasto (poi saccarogenesi o


glicolisi).
Se non vi è P libero nel citosol, i TP non escono dal cloroplasto (amido).

L’accoppiamento TP/P è necessario per non impoverire il cloroplasto di P


(altrimenti non funzionerebbe la FS stessa) ma è anche necessario per avere un
collegamento con il metabolismo del C del citoplasma.

• Nel citosol la disponibilità di P dipende dalla sintesi del saccarosio (e dallo stato
energetico della cellula ATP/ADP + P).

Se la saccarogenesi procede, il P liberato media l’uscita dei TP che rappresentano il


substrato iniziale ed autoregola a feedback negativo la sintesi stessa per evitare
l’eccessivo esporto di C dal citoplasma. Inoltre, il P è direttamente collegato alla
carica energetica della cellula, se è alto questa è bassa e vi è quindi la necessità di
favorire la glicolisi nei rispetti della saccarogenesi.
2) E’ proprio il rapporto esistente fra TP e P nel citosol che indirizza il flusso del C
attraverso la saccarogenesi o la glicolisi.

TP/P basso: viene favorita la glicolisi (troppo esporto di C per troppa saccarogenesi
che fa abbassare i TP ed alzare il P + bassa carica energetica)

TP/P alto: viene favorita la saccarogenesi (vi sono tanti TP perché la saccarogenesi
non procede – quindi anche basso P- e la glicolisi ne consuma solo la parte
necessaria + alta carica energetica)

Tutto questo perché TP e P regolano la concentrazione citosolica del F2-6BP che è


un inibitore della via saccarogenetica ed uno stimolatore di quella glicolitica:

garanzia del bilancio energetico della cellula fra consumo ed esporto.


OVERVIEW FINALE DEL METABOLISMO DEL C

La sintesi dell’amido e quella


Partenza:
del saccarosio sono due ↑ TP
Ciclo C3
↓P
processi competitivi per i
↑ TP
TP insieme alla via ↓P

glicolitica stessa:
Glicolisi
REGOLAZIONE!!!!
↑P
↓ TP

Ruolo centrale del


rapporto TP/P
TRASLOCAZIONE DEI FOTOSINTATI
Il FLOEMA:
via di traslocazione degli zuccheri,
principalmente rappresentati dal
SACCAROSIO.
-elementi cribrosi
- placche cribrose
- cellule compagne
Caratteristiche delle
cellule floematiche:

Assenza del vacuolo


Assenza del nucleo
Pochissimi organuli
Ecc…
TRASPORTO DEL SACCAROSIO:

dal mesofillo fotosintetico al floema per via


simplastica e per via apoplatica e in genere a
livello delle cellule parenchimatiche del floema
la via passa da simplastica ad apoplastica.

Rientro dal simplasto


all’apoplasto a livello
sia delle cellule
compagne che delle
cellule floematiche.
LOADING del SACCAROSIO
Caricamento del saccarosio contro gradiente dall’apoplasto nelle cellule del floema

Simporto saccarosio/H+ (….pompe H+ATPasi tipo P)

Estrusione di H+: energizzazione del plasmalemma → importo di Saccarosio/H+ e di


K+ per compensare l’elevata estrusione di H+ (equilibrio!) → diminuzione del potenziale
idrico delle cellule del floema e flusso di acqua.

Serve energia per far


funzionare le cellule
del floema (ATP!) che
non hanno
metabolismo attivo:
ruolo delle cellule
compagne, anche per
sintesi proteica e
storage di K+.
Il saccarosio viene quindi caricato nel
floema a livello dei tessuti source
(tessuti fotosintetici) e traslocato fino
ai tessuti sink (tutti i tessuti non
fotosintetici, radici, frutti, foglie
giovani ….).

A livello dei tessuti sink, il saccarosio


esce dal floema attraverso opportuni
carriers seguendo il suo gradiente di
concentrazione.

Nell’apoplasto dei tessuti sink vi è poi


l’enzima Invertasi che scinde il
saccarosio in glucosio e fruttosio che
non possono rifluire più nel floema
(non ci sono i trasportatori): valvola di
riflusso!
MOVIMENTO FLOEMATICO DEI FOTOSINTATI
50-150 cm/ora: troppo veloce per essere una semplice diffusione.

Modello di Munch: flusso di pressione

detto anche flusso di massa (spostamento di una massa di materiale attraverso una certa
area) o flusso di volume (spostamento di un’intera soluzione o liquido).

Il flusso si acqua e soluti si


“floema” genera grazie alla differenza di
POTENZIALE IDRICO
(osmosi!) fra A e B (e si annullerà
quando la concentrazione del
soluto diviene uguale fra A e B
stessi per raggiungimento dello
stesso Ψ).

L’acqua entra in A per la


differenza in potenziale idrico
“xilema”
ed esce da B per la differenza in
A B pressione.
La linfa si muove nel floema grazie alla
differenza di potenziale idrico esistente
fra le aree source di caricamento dei
soluti e le aree sink dove i soluti
vengono scaricati:

L’accumulo di saccarosio e di K+
richiama acqua per osmosi e crea la
pressione idrostatica che fa muovere
la linfa stessa.

Nelle piante, al contrario che nel


modello, il flusso non si arresta mai in
quanto gli zuccheri vengono
continuamente prodotti ed immessi nelle
zone source e rimossi e consumati in
quelle sink.

La differenza di pressione idrostatica source-sink non si annulla mai!!!


L’accumulo di saccarosio e K+ è
stato possibile per l’attività della
pompa H+ATPasica che energizza le
membrane.

Tale H+ATPasi idrolizza ATP per


funzionare, quindi in ultimissima
istanza è sempre il SOLE (fase
luminosa + fase oscura) che fa
muovere la linfa nel floema come
l’acqua nello xilema ma per tutt’altra
ragione!
Dopo l’unloading, nel citoplasma il saccarosio può avere diversi destini:

- Glicolisi
- Formazione dell’amido secondario
- Raramente accumulo (es. barbabietola da zucchero)
L’AMIDO II È LA RISERVA DI
CARBOIDRATI DELLA PIANTA,
MENTRE il PRIMARIO HA TUTTA
ALTRA FUNZIONE!

La via di biosintesi dell’amido II è,


ovviamente, uguale a quella dell’amidoI.

Per la mobilitazione dell’amido II:

α amilasi (idrolisi all’interno della catena)

β amilasi (idrolisi sulle terminazioni non riducenti, stacca i residui terminali)

Maltasi (idrolizza il maltosio Glu-Glu)

Amido fosforilasi (sulle terminazioni, fosforolisi con l’inserimento di un P, forma G1P,


energetica!)

Enzimi deramificanti (α1-6)