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Pedagogia Generale (La Rivincita dei Corpi)

Parte Prima: Corporeit e cura di s


Cap.1 Corpo multiplo e formazione post-moderna:
una frontiera della cura sui
Nellio, avvenuta la trasformazione pi radicale, che ha messo in crisi e trasformato uno
dei principi filosofici della nostra tradizione di pensiero: lio si fatto multiplo.
Con Freud caduto il modello coscienziale del soggetto, e se ne fatto avanti uno plurale.
Con Elster, lio multiplo gi nellesperienza/costituzione. Ogni io costituito da diversi io,
successivi e dialettici.
Ci significa che un modello di soggetto entrato in crisi e uno nuovo si fatto avanti: pi
plastico, pi ambiguo, pi problematico.
Ma questo io-multiplo anche e prima di tutto un io-corpo. Un io che cresce, sovrasta ma
sempre sul corpo si condiziona e mai se ne separa.
Quindi il corpo umano plurale, costituito da molti corpi che proprio nella cultura trovano la
loro unificazione.
Esistono 4 periodi di pensiero riguardante il pluralismo dellio-corpo:
Ellenismo, dove lauto-controllo viene posto al centro, regolando i processi e
coltivando la relazione;
Cristianesimo, dove le pratiche di piet, preghiera delineano il punto duscita di
questo processo di formazione del corpo, del pensiero, dellanima;
Nella societ borghese, dove i rituali dellapparire, le buone maniere conformano il
corpo secondo i principi del controllo e dellapparire;
Ed oggi, dove il modello risolutivo quello ecologico, che impone equilibrio e
armonizzazione del corpo.
Quindi possiamo affermare che il modello ecologico proprio la cura di s, che deve essere
assunta come condizione del vissuto da parte del soggetto.
La pedagogia del corpo, ha il compito di leggere il corpo plurale e costruire una sintesi
dinamica di esso.
Esistono 3 tipi di esperienze formative che si saldano al corpo vissuto:
1)
Educazione e Sport, cio attivit istituzionalizzate, che servono a scandire la propria
attivit;
2)
Allargare la cura del corpo al gioco, alla danza, al teatro, tutte attivit che esaltano la
comunicazione del corpo;
3)
Anche il camminare un prendersi cura del proprio corpo. Infatti il vagabondare
portare il corpo nello spazio e in uno spazio sempre diverso e ben definito.
Allora la pedagogia del corpo deve articolarsi di esperienza formative e con un ruolo
centrale, perch ciascuno se stesso essendo corpo e corpo plurale.
Allora il primo compito quello di dare un progetto operativo/riflessivo a coloro che sono
operatori nelle educazioni del corpo, nelle pratiche diverse di esercizio del corpo. Certo che
si tratta di un processo complesso, che va sempre sorvegliato, attivato, potenziato. In ogni
pratica, in ogni gruppo, in ogni soggetto.
Allora anche e prima di tutto la stessa professionalit degli operatori sportivi, di
animazione, che deve farsi pi consapevole del suo trend strutturale e finale.
CAP.2 Pensare in termini di movimento.

Note sulla formazione alla corporeit nelle professioni della cura e della salute
In educazione si incontra il corpo nella sua interezza e globalit di funzioni, emozioni, mai
solo il corpo-organismo.
Noi non abbiamo un corpo, noi siamo i nostri corpi, ma lo siamo secondo i significati
attribuiti secondo gli stili di cura ed i processi educativi.
Da qui nasce la differenza di parlare da dentro il corpo o da fuori il corpo.
Parlare da dentro il corpo intendiamo far riferimento al corpo che si sente di essere,
mediante aggettivi come sensuale, impacciato, violato, confuso.
Con il termine da fuori al corpo intendiamo invece il corpo che si sente di avere,
identificato in aggettivi come alto, sportivo, pallido, grasso.
Da qui nascono i Laboratori di Cura del Corpo, essenziali per raccontare come entrare in
intimit con il proprio corpo e superare momenti di difficolt.
CAP.3 I processi formativi e lintegrazione nelle scienze motorie
Quando parliamo di attivit fisica, ci rendiamo conto che non tutti gli ambienti sono inclusivi
e che non tutti i soggetti sono chiamati a parteciparvi.
qui che facciamo riferimento alle Attivit Fisiche Adattate, ovvero quelle attivit che
rientrano pi nella riabilitazione, anche se gli esperti tendono a parlare sempre di pi di
educazione anche in questo contesto.
Nello sport, c sempre una discriminazione nei confronti delle persone con disabilit, non a
caso sono nate Associazioni per disabili del tutto separate alle altre associazioni sportive.
Esempio lampante il fatto che le Olimpiadi, siano essere per normodotati, siano esse per
disabili, non si svolgono insieme, ma luna dopo laltra, facendo svanire pian piano
linteresse per le Paraolimpiadi che generalmente avvengono dopo.
Da qui linteresse ad istituire modelli e tecniche per far diventare queste attivit realmente
educative e formative. Parliamo del metodo autobiografico oppure del cooperative
learning, ovvero metodi singolari e metodi plurali.
Quando parliamo di inclusione parliamo di temi come la costruzione di identit,
laccoglienza, il dialogo, che sono alla base di ogni processo di integrazione.
Il problema maggiore quello di integrare i disabili nelle scienze motorie. A tal proposito
sono stati istituiti programmi di intenso lavoro per ognuno di essi, partendo dalla
costruzione del percorso di studi, alla costruzione di gruppi di lavoro per una riflessione
congiunta.
CAP.4 Linvisibilit e lastrazione dei corpi nelle pratiche educative
I riferimenti al corpo nella societ attuale sono onnipresenti, infatti uno dei grandi
protagonisti della cultura contemporanea.
Purtroppo a scuola, il corpo continua ad essere relegato in poche ore di attivit fisica,
affidato per lo pi a docenti specialisti in formazione sportiva.
Pertanto vengono a mancare i presupposti per cui nata leducazione fisica, facendo si che
la cultura sportiva agonistica schiacci sempre di pi quella educativa.
Da qui la similitudine con il teatro. Nel teatro cos come nelleducazione, la struttura
portante che li caratterizza, determinata dalle relazioni fra coloro che le fanno,
dallincontro dei loro corpi.
Nel teatro c soprattutto loccasione per ogni singolo soggetto di svelarsi raccontandosi.
Laula della scuola, come qualunque altro setting formativo, teatro: con il suo
palcoscenico, i suoi attori, i suoi spazi, il suo pubblico.

CAP.5 Corporeit, cura educativa e benessere.


Per una genitorialit competente
La relazione di cura parentale, viene sostenuta con azioni di formazione destinate ai genitori
von lo scopo dellacquisizione di competenze educative specifiche, in risposta al bisogno di
formazione del figlio.
Limportanza del ruolo della corporeit nella relazione di cura parentale stata proposta ai
genitori facendo riferimento alletologia parentale ovvero lo studio dei comportamenti di
cura in alcune specie animali.
I genitori sono stati quindi invitati a guardare video e foto, concernenti comportamenti di
cura sia intraspecifici, sia interspecifici.
Si rilevato come molti comportamenti, del tipo di situazioni di ansia, di paura, di
incertezza, il corpo risulta il primo rifugio, sia nelle specie animali, che nelluomo.
Un importante metodo per la cura del benessere parentale il gioco.
Il gioco deve essere libero, pertanto non deve essere inteso solo a scopo culturale o
repressivo, ma il genitore deve lasciar libero di svolgere il gioco al bambino come meglio
crede, sempre rispettando regole che lo portino ad aumentare per lappunto la cura del
benessere parentale.
importante inoltre incrementare attivit come il teatro, la musica, la danza, lo sport, in cui
il corpo si completa con il benessere mentale.
CAP.6 Educazione e ricerca di s.
Lidentit del corpo nella societ dellincertezza.
Lincertezza uno degli aspetti che pi ha caratterizzato lepoca attuale.
Lidea di poter affrontare i problemi, di risolverli e di capirli, con luso della ragione, stata lo
strumento principale per combattere lincertezza. Ovvero il convincimento da parte
delluomo che nulla irrisolvibile.
Lo scenario culturale delle societ occidentali attuali, ci porta alla separazione tra
il sentire ed ilpensare, corrente principale del razionalismo fino alla crisi del 900.
Il problema sullidentit uno dei problemi maggiori della nostra epoca, se non il principale.
La nostra identit sensibilmente legata al nostro essere fisicamente nel mondo.
Il corpo il luogo di ogni paura originaria, il vincolo al quale siamo inchiodati, nel corpo
che noi manifestiamo i nostri disagi e le nostre gioie.
Limpegno educativo consiste nel sollecitare nei soggetti in formazione un modo di vedere
se stessi ed il proprio corpo.
Alimentare la coscienza di s, pu aprire ad una pi ampia conoscenza della specie umana,
delle sue debolezze, delle sue speranze, con la possibilit di scegliere la propria identit.
Parte Seconda
Corporeit, movimento, sport
CAP.1 Corpi e soggettivit
Prospettive di pedagogia del movimento e dello sport
Le condizioni di passaggio, di transizione, generano stati di malessere contrassegnati non
tanto da fattori individuali e psicologici, quanto a precise componenti della nostra cultura.
Limmagine sociale e la percezione di s, ma anche il proprio s corporeo, sono fortemente
condizionati dai modelli sociali che propongono ideali irraggiungibili, tendenti a veicolare
unidea di corpo come rispondente a canoni esterni a cui bisognerebbe a tutti i costi cercare
di assomigliare..

La consapevolezza corporea legata, pertanto, alla cultura di appartenenza, alle abitudini,


ai modelli.
Nelle attivit motorie e sportive racchiuso un insieme di pratiche di lavoro con e sul corpo,
tendenti spesso a valorizzare il corpo-organismo, disconoscendo il corpo-vissuto.
Lo sport pu rappresentare allora una scelta di straniamento da una fisicit non accettata
per prenderne su di s unaltra pi compiuta.
Appunto come nel teatro, lo sport pu, in questo caso, mettere in scena la crisi del corpo,
con metodiche tipo la vittoria, la competizione, che possono arrivare ad estraniare il corpo
da s per farne una macchina.
Diversamente, lo sport pu rappresentare uno spazio di elaborazione delidentit.
Le forme educative che esprimono la negazione della corporeit e quindi il rifiuto della
soggettivit sono quelle che perdono di vista linterezza della persona come corpo,
movimento, pensiero, azione.
Occorre pertanto porre al centro il soggetto nella sua corporeit, di desiderio di comunicare
e di esprimersi per quello che si si vorrebbe essere.
Ne consegue spesso un fare educativo che specialmente in ambito sportivo porta il corpo
come fisicit esteriorizzata, cio corpo giudicato e valutato, oggetto di giudizi drastici.
Una soluzione potrebbe essere quella di sperimentare, e cos migliorare, quelle competenze
dialogiche attinenti soprattutto al rispetto reciproco, alla tolleranza, alla cura ed al rispetto
degli altri.
Uneducazione alla corporeit, attraversa diversi ambiti, indissolubili nel processo di
strutturazione dellidentit.
La sfida da accogliere sarebbe quella di sollecitare strutturazioni identitarie entro cui il
proprio star bene con gli altri richieda il confronto sui propri ed altrui modi di pensare il
mondo e se stessi.
La rivincita dei corpi richiede proprio il confronto tra una pluralit di prospettive e di
intervento.
CAP.2 Leducazione al movimento:
da pratica per la prevenzione della malattia a strategia per la promozione della
salute e della resilienza delle persone
Lattivit fisica oggi uno dei temi caldi nel mondo sanitario, su cui si basano diverse
pratiche preventive e di cura, attraverso un lavoro inevitabilmente educativo.
Tuttavia, i risultati attesi, ossia aumentare il livello di attivit motoria delle persone, spesso
non si raggiungono.
Il problema quello di affrontare la questione dello sport e del movimento, nel contesto
delleducazione alla salute utilizzando uno sguardo autenticamente pedagogico.
Ma leducazione al movimento effettuata in modo antitetico a quella che la prospettiva
pedagogica: qualcosa di imposto.
Se invece di abbracciasse un modello di salute salutogenico( cio focalizzato sugli elementi
dellesperienza di vita, sulla vitalit), allora leducazione al movimento si avvicinerebbe di
molto al discorso pedagogico.
Leducazione al movimento non solo sostenuta in vista di un positivo sviluppo
psicomotorio, anche anche la ricetta per far fronte alle problematiche che riguardano un
soggetto.
Solo che abusando delleducazione al movimento e delleducazione alla salute, si pu
andare incontro al cos detto management del corpo.

La resilienza la capacit di riprendersi da un trauma e superare le difficolt, uscendo pi


forti e pieni di nuove risorse.
Nel lavoro educativo la resilienza vista anche come intervento preventivo, non solo come
riparazione da un trauma.
In letteratura si specifica che la resilienza si costruisce nel corso della nostra vita, a partire
dalla nascita.
In molti studi europei, soprattutto danesi, si sono introdotte le tecniche biografiche e
narrative come strumenti per dare un significato alle azioni umane, nello specifico quella di
partecipare a unattivit sportiva.
Leducazione fisica centrale nelle attivit di educazione alla salute allinterno dei contesti
scolastici.
CAP.3 Lo sport nel clima educativo della contemporaneit.
Comunit competitive, movimento fermo e inclusione virtuale
Lo sport uno di quei campi desperienza che pu essere affrontato muovendo da differenti
intenti e sguardi conoscitivi.
Ma spostando lattenzione dalle esperienze micro a quelle macro, immediatamente
constatabile quanto lo sport abbia sempre trasmesso modelli di vita e pratiche di
comportamento.
Lo sport una delle poche esperienze relazionali e affettive che riesce a produrre sensi di
appartenenza a una collettivit se non, in alcune sue espressioni, veri e propri legami di tipi
comunitario.
Quando parliamo di movimento fermo, invece, parliamo di come o mezzi di comunicazione
di massa consentono la possibilit di partecipare a un avvenimento praticato da altri,
senza il vincolo della vicinanza fisica.
CAP.4 John McEnroe, Mike Tyson, Michael Jordan(e altri/e):
etiche, estetiche, eccessi del corpo nello sport
Lo si vede nei corpi: lo sport non per tutti.
Lo sport non per tutti e comunque non mette i soggetti in condizione di parit, equit,
come lart.3 della Costituzione prevede.
Ci sono aporie che sembrano opporsi allutilizzo dello sport in senso democratico: anzitutto il
fatto che non importante partecipare, ma importante vincere; altra aporia che lo sport
sembra giocare un ruolo onnivoro, coprendo le altre attivit per il tempo libero dei ragazzi,
per permettere al ragazzo di costruire il suo corpo.
Costruire un corpo il segreto delle pratiche educative; ovviamente il risultato pu essere il
pi vario possibile.
Mike Tyson ad esempio. Lo sport gli ha costruito il suo corpo, che esibisce una animalit del
tutto costruita che per si spaccia come naturale.
Anche quello di Michael Jordan un corpo costruito, perch totalmente assoggettato alle
regole del vincere, perch quello che conta la produzione del risultato, che anche
produzione di profitto.
Un altro corpo costruito quello di John McEnroe, The Genius, che sa mettere insieme il
gesto elegante e la condotta sregolata., ma soprattutto sa mostrare come leducazione
sportiva sia soprattutto educazione al dettaglio e al particolare, e come la creazione del
campione sia costruzione della spontaneit, nella quale ogni gesto diventa seconda natura.
CAP.5 Pedagogia dello sport e culture postmoderne:

prospettive per linclusione sociale


La pedagogia dello sport contemporanea ha da tempo messo in discussione i modelli
tradizionali di movimento umano, educazione fisica e sport, ed ha avviato una riflessione
critica sulle valenze sociali di queste pratiche.
Se per lo sport oggi considerato parte integrante del concetto di stile di vita, anche
vero che in questo scenario sempre di pi il declino dello sport per la salute a vantaggio di
quello finalizzato al perseguimento del piacere e del godimento personale.
Lo sport rappresenta sempre un progetto socio-culturale della societ, xk contiene in s
mezzi e risorse che possono trasformare la vita delle persone e della comunit in cui vivono.
Quindi lo scopo della pedagogia dello sport proprio quello di far capire ai singoli ed alle
istituzioni, che lo sport aiuta a migliorarsi attraverso la comunicazione e linterazione con i
propri simili.
Tenendo conto della sua natura, possibile individuare alcune caratteristiche che lo sport
postmoderno, possiede o dovrebbe possedere:
1. ludico
2. antagonistico
3. igienico
4. rispetta la diversit e la differenza
5. antiautoritario
6. individuale e comunitario
7. emozionale
8. chiama ad unetica e ad una responsabilit.
Lo sport postmoderno prospetta alla pedagogia dello sport un confronto con i temi
emergenti della cultura e la induce a profilarsi essa stessa come una scienza critica che
vede nello sport e nel suo sistema culturale la possibilit di una via etica ed educativa.
CAP.6 La pratica psicomotoria educativa e preventiva:
corpo, emozione, narrazione
La psicomotricit uno strumento di lavoro, una metodologia di intervento e di
osservazione, atta per favorire nei bambini, un armonico sviluppo psicosomatico, necessario
per un comportamento corretto e positivo verso i processi di apprendimento.
Essa si fonda sulla capacit delladulto di accogliere lespressivit motoria del bambino
attraverso lamplificazione della sua azione spontanea.
Gli obbiettivi generali della Psicomotricit Educativa sono:
1. Sviluppo della comunicazione
2. Sviluppo della creativit
3. Il Decentrarsi.
Per la pratica psicomotoria importante che lo spazio sia uno spazio pensato dalladulto
per il bambino, deve essere preparato accuratamente, come anche la scenografia e
lallestimento del luogo stesso, che favorir nel bambino il primo grosso segnale di
attenzione al suo desiderio.
I tempi della pratica psicomotoria sono ben strutturati, le sedute non devono capitare per
caso senza che il bambino possa aspettarle e/o desiderarle. Quindi opportuno spiegare ai
bambini che in quel posto e a quellora, di quel giorno, si fa quel tipo di attivit.

La Psicomotricit valorizza la soggettivit ed instaura anche una particolare dimensione del


tempo vissuto.
Parte Terza
Corporeit e rischio educativo
CAP.1 Pedagogia del corpo e del movimento.
Alcune riflessioni generali
Pedagogia o pedagogie? Luso del plurale, aiuta la collocazione, sia dei tanti modelli
teorici, sia la distribuzione delle tante modalit educative.
La pedagogia rappresenta il punto di vista di un sapere complesso, quello della
formazione umana, che si articola e si specifica, a seconda dei soggetti, dei luoghi, dei
tempi.
La pedagogia concerne il corpo ed i corpi.
Una pedagogia del corpo e del movimento, attenta ai corpi e alle loro storie, pu garantire
sia lefficacia del mantenimento di una forma adeguata, sia quello di una promozione del
corpo.
Quindi la pedagogia del corpo e del movimento ha come obbiettivo lintegrazione corpomente-ragione-sentimento.
Le vie metodologiche per arrivare a questo obbiettivo sono:
1. Preferire il lavoro comune tra operatori e pubblici del territorio e delle istituzioni;
2. Scegliere parole chiave come ricercare, valutare, progettare;
3. Applicare tecniche di accompagnamento delle azioni sul campo;
4. Coniugare sia la via relazionale, che quella cognitiva;
5. Costruire e monitorare gruppi di studio-apprendimento.

CAP.2 Gioco, sport e avventura formativa


Lo sport democratico nella misura in cui consente a tutti di praticare una o pi
discipline, per gioco o in forma agonistica, dove a tutti vuol dire anche ai soggetti con
deficit.
Due sono i principi fondamentali che regolano sul piano pedagogico leducazione sportiva:
1)
La Gradualit: la formazione richiede tempo, il tempo necessario alla maturazione di
competenze e capacit:
2)
La multidisciplinarit: lapproccio alle discipline sportive negli anni dellinfanzia, fino
alla preadolescenza, dovrebbe avvenire attraverso una molteplicit di esperienze sportive.
Il concetto di Fair Play entrato nel linguaggio comune per identificare la correttezza nel
modo di affrontare situazioni e relazioni.
Con il termine Ilinix ovvero ricercare il limite, ricercare la prova da superare, il rapporto
coraggio/paura, rischio/pericolo.
CAP.3 Comportamento alimentare, immagine corporea e sport
Le differenze nellaspetto fisico rappresentano un fattore importante nello sviluppo della
personalit e delle relazioni sociali.

I di CDA (disturbi del comportamento alimentare) possono cos essere sintetizzati:


1. Riduzione progressiva della quantit di cibo
2. Lunghi digiuni
3. Crisi ricorrenti di iperfagia
4. Vomito auto indotto.
Lattivit fisica e la scarsa nutrizione diventano cos uno strumento pericoloso addirittura
della vita quando utilizzati da adolescenti che, pur di arrivare ad avere un corpo
desiderabile, ne fanno un uso inadeguato alle proprie attitudini e condizioni fisiche.
La soluzione principale quella di aumentare il senso di autostima negli adolescenti.
CAP.4 Corpo, disagio, educazione nel Progetto Integra
Il Progetto Integra nasce a Pozzuoli nel 2005 con lo scopo di integrare bambini diversi per
cultura, nazionalit, esperienza, nel tessuto sociale.
Il Progetto ha, quindi, lobbiettivo di arginare i processi che favoriscono disagio, devianza e
marginalit.
Esso si realizza con i fondi dell8 x 1000, come offerta formativa extra-scolastica.
In Campania, la difficolt di arginare la fenomenologia criminale ha generato una condizione
di vita tale, da abituare le persone alla violenza ed alla criminalit, vissute come stili di vita.
In questa cornice nasce il Progetto Integra.
Losservazione dei comportamenti dei bambini ha indotto a pensare al corpo come diversi
strumenti:
1. Il corpo come strumento di aggressione;
2. Il corpo come strumento di seduzione;
3. Il corpo come strumento di difesa.
Le azioni progettuali di Integra si collocano a diversi livelli:
1)
Sostegno alla genitorialit;
2)
Formazione degli operatori;
3)
Percorsi di sostegno allapprendimento e attivit laboratoriali per i bambini.
Inoltre tutti i bambini partecipano al percorso di educazione alla salute, in cui si agisce su 2
fronti: da una parte il percorso medico-assistenzialistico, dallaltra il percorso educativo.
CAP.5 Quando il corpo non sta nella pelle
Se per benessere del corpo intendiamo il fatto che esso goda di ripari, di cura e nutrimento
adeguati, ci accorgiamo che gli adolescenti hanno un corpo pieno di malesseri.
Riuscire a ristabilire una buona relazione con il proprio corpo quindi un passaggio obbligato
affinch i giovani possano riacquisire il desiderio di apprendere e migliorarsi.
Esistono 4 percorsi per risolvere questo problema:
1)
Il sapersi presentare, quindi la cura dellaspetto;
2)
I modi di gestire il corpo, di nutrirlo, di curare la buona salute;
3)
Mettere alla prova le proprie potenzialit fisiche;
4)
Percorso riguardante le attivit dinsieme
CAP.6 La mala-educazione. Giovani, cultura di camorra e cultura dello sport

Un nuovo elemento che conferma il radicamento della presenza dei sistemi di criminalit
organizzata nel nostro territorio la loro capacit di incidere negativamente sullo sviluppo
sociale e culturale.
Occorre distinguere la criminalit reale dalla cosiddetta criminalit percepita quella cio
che si avverte come presente nel territorio.
Ci che disorienta che i protagonisti di questa guerra sono sempre di pi i giovani, gli
adolescenti.
Il disagio sociale, al pari della mancanza di validi riferimenti nel modo degli adulti, pu
essere considerato tra le cause pi logiche della devianza minorile.
Il bisogno esasperato di visibilit e di considerazione testimoniano la ricerca disperata di una
identit.
Perch, per loro, appartenenza significa sentirsi parte di un gruppo, di condividere con il
gruppo comportamenti e modi di pensare.
Si deve restituire ai ragazzi una identit di appartenenza religiosa, culturale, ideologica,
famigliare, di genere e di orientamento sessuale.
Solo cos possiamo aiutare i giovani ad uscirne fuori, a superare questo senso di
sbandamento e di disorientamento.
Per far ci, inoltre, si pu ricorrere allo sport, che consente di integrarsi in un gruppo e
permette di stabilire una rete di relazioni, obbligando il giovane sportivo che fa parte di una
squadra a rispettare determinate regole.
CAP.7 Dentro lo sport: il Rugby come lezione di vita
Il rugby definito come uno sport di contatto e di situazione. Sport di contatto perch il
confronto fisico tra i giocatori una costante del gioco. Sport di situazione perch sta
aumentando sempre di pi la capacit di comprendere il contesto momentaneo in cui ogni
fase della partita si sviluppa concretamente.
A causa della natura dello sport, il mondo del rugby disapprova il comportamento antisportivo, poich una lieve infrazione delle regole potrebbe provocare seri infortuni o
addirittura la morte.
Una tradizione importante del rugby il Terzo Tempo. Esso consiste in un banchetto offerto
dalla squadra ospitante alla fine del match, dove entrambe le squadre consumeranno
insieme il cibo, questo per far si che pur essendo uno sport duro, ci si ricordi che pur
sempre uno gioco.
Inoltre il rugby ha una forte valenza educativa.
Infatti oltre alla valenza sociale, al rispetto dei principi e delle regole, esso contribuisce a
formare i soggetti, aiutandoli nel contenere e controllare gli eccessi di aggressivit.
A livello sportivo il rugby incarna, pi di ogni altra disciplina collettiva, i valori propri dello
sport: il senso di squadra, labnegazione, il coraggio, il sacrificio, la correttezza, la lealt, il
rispetto per lavversario.
CAP.8 La Capoeira: evoluzione di unarte marziale in strumento pedagogico
La Capoeira una lotta-danza che rappresenta tutto il lavoro di apprendimento motorio,
allenamento, educazione ritmica ed espressione corporea ed , inoltre, un dialogo con
laltro, espressione della vita di tutti i giorni.
Il coinvolgimento dei capoeristi , in sostanza, totale; comprende sia la parte dei movimenti
e delle azione, degli schemi motori e delle strategie da attuare, sia la componente
psicologica, con il coinvolgimento emozionale dellindividuo.

Proprio come nella vita, il capoerista impara a trasformare situazioni di svantaggio in


vantaggi, a mutare le condizioni, ad adattare ed adattarsi il contesto, per poter ottenere il
massimo risultato possibile in ogni frangente.