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TEORIA DEL NEURONE : Lunit morfo-funzionale del sistema nervoso una cellula specializzata detta

neurone,disposti a catena e si estendono a tutto lorganismo , capaci di generare e trasmettere messaggi, e che entrano in
contatto reciproco solo a livello di zone specifiche di interazione, dette sinapsi
Nel cervello ci sono cento miliardi di neuroni, e per ogni neurone circa mille-diecimila sinapsi. Possiede due
caratteristiche: la forma e leccitabilit.
Forma:
Il corpo cellulare (soma o pericario): la parte centrale di forma piramidale, contiene gli organelli cellulari (nucleo, i
ribosomi ed i mitocondri), svolge la funzione di centro metabolico. Da esso si dipartono numerosi dentriti e assoni.
Dentriti : rappresentano lapparato destinato a ricevere gli stimoli costituendo cos la via afferente
Assoni: prende origine da una zona del soma, detta cono demergenza, dove si genera il potenziale dazione. Data la sua
capacit di trasportare le informazioni anche a grande distanza sotto forma di potenziale elettrico, costituisce la via
efferente del neurone. Ciascun assone raggiunge, senza interrompersi, la propria cellula bersaglio
Eccitabilit : Tra linterno e lesterno della cellula nervosa vi una D.D.P.: allinterno vi una prevalenza di cariche
negative rispetto allesterno che determinano il potenziale di membrana. Tale condizione, che nelle altre cellule
immodificabile, nel neurone pu andare incontro a un cambiamento, cio sottoposta a specifici stimoli, la cellula
nervosa pu produrre una corrente in grado di propagarsi lungo lassone, questo fenomeno detto
potenziale dazione. Se i neuroni vengono stimolati da agenti quali ad esempio la luce o alcune sostanze chimiche, essi
aumentano la permeabilit della membrana che permette agli ioni sodio (Na+) di entrare nella cellula, causando una
depolarizzazione(differenza di potenziale) della membrana formando un onda di depolarizzazione detta (potenziale
d'azione).allinizio il potenziale di riposo e di -70 millivolt , dopodich si aprono alcuni canali del sodio e si arriva
alla soglia di -50 millivolt, poi si aprono tutti i canali del sodio e il potenziale e al picco massimo +50millivolt, infine i
canali di sodio si chiudono e diventano inattivi mentre si aprono i canali del potassio(K+) che portano il potenziale
dazione alla quota di riposo di -70 millivolt
SCHEMA ORGANIZZATIVO DEL SISTEMA NERVOSO
Digitalizzazione: Il cervello in grado di trasformare segnali analogici in digitali e viceversa, la cellula nervosa
trasmette linformazione lungo il suo assone tramite potenziale dazione
Organizzazione Temporale: Lintensit e la durata dei potenziali dazione sono determinati dalle caratteristiche della
membrana cellulare del neurone, mentre la frequenza di scarica pu cambiare.
Organizzazione sinaptica : una volta raggiunta la terminazione sinaptica il segnale elettico libera un neurotrasmettitore
che viene trasformato in segnale chimico; a seconda del recettore a cui il neurotrasmettitore si lega il segnale pu
trasformarsi in segnale elettrico o rimanere segnale chimico.
Organizzazione circutale: Il SN organizzato in circuiti con caratteristiche e funzioni diverse. I circuiti si
differenziano per la forma delle ramificazioni (divergenti, convergenti, riverberanti) per il tipo di sinapsi (eccitatorie o
inibitorie) che ciascun assone stabilisce con il proprio neurone bersaglio.
Organizzazione Spaziale: Il SN costituito da una rete di neuroni, di sinapsi e di circuiti che nel loro insieme formano
vie e centri nervosi, cio gli elementi su cui si fonda lorganizzazione spaziale del SN
Sinapsi: costituisce la struttura dove ciascun neurone viene in contatto con la propria cellula bersaglio. Dalla parte
finale dellassone partono le terminazioni presinaptiche, che prendono contatto con una cellula postsinaptica. Lo
spazio che separa la cellula presinaptica da quella postsinaptica detta fessura sinaptica.
A livello sinaptico ha luogo lelaborazione del segnale: nella terminazione presinaptica il segnale elettrico viene
trasformato in segnale chimico, in quella postsinaptica ritorna segnale elettrico.
Citoscheletro : una struttura proteica presente in tutte le cellule che determina la forma del neurone e consente ad
alcune molecole di ancorarsi a determinate zone della membrana.
Neurotrasmettitori: una sostanza che viene liberata nello spazio intersinaptico ed esercita la propria azione sugli
altri neuroni bersaglio o sugli organi effettori. E grazie ai neurotrasmettitori quindi, che i neuroni trasmettono i segnali.
Recettori: una proteina localizzata sulla membrana postsinaptica, a cui si lega un neurotrasmettitore, una volta
liberato dalla terminazione presinaptica e attraversato lo spazio intersinaptico. I recettori sono altamente specifici per il
proprio neurotrasmettitore in quanto sono in grado di discriminare tra le sostanze con caratteristiche anche simili.
Lattivazione di un recettore pu innescare risposte che possono essere di tre tipi: eccitatorie, inibitorie o metaboliche.
I recettori possono essere:
- ionotropici : produce lapertura di canali selettivi che a seconda dello ione che lasciano passare induce un potenziale
post-sinaptico eccitatorio o inibitorio
- metabotropici : produce molecole dette secondi messaggeri che a loro volta attiveranno cascate metaboliche
allinterno delle cellule in grado di modificare differenti funzioni

CELLULE GLIALI Circondano le cellule nervose (i neuroni), non sono eccitabili e servono da elementi di sostegno.
Alcune di esse producono la mielina e possono avere funzione fagocitaria. Inoltre tamponano il potassio in eccesso.
Vengono divise in tre classi:
Microglia: formata da fagociti che si mobilizzano in seguito a lesioni; infezioni ed altre forme morbose; adibite al
mantenimento dellambiente ionico che circonda i neuroni e nella captazione e smaltimento dei prodotti di scarto.
Oligodendroglia: producono mielina ossia una guaina che circonda lassone in modo da isolarlo dalle cellule
circostanti, impedendo il passaggio del potenziale
Ostroglia: formata da astrociti che presentano lunghe espansioni che danno origine alla membrana gliale e formano le
barriere emato-encefaliche. Hanno inoltre la funzione di sostegno, nutrizione e riparazione.
FUNZIONE SENSORIALE attraverso le vie sensitivo sensoriali il sistema nervoso acquisisce le informazioni dal
mondo esterno per elaborare risposte adeguate. I sistemi sensoriali percepiscono sempre le stesse informazioni dagli
stimoli da cui vengono attivati e sono:qualit (visivo, acustico, gustativo); intensit; durata; localizzazione.
Lo schema circuitale del sistema sensitivo formato da tre neuroni:
I neurone (protoneurone): ha il corpo cellulare localizzato nei gangli spinali delle radici dorsali e lassone presenta due
rami uno che fa sinapsi con il II neurone e il secondo che va verso la periferia; raccoglie gli stimoli della periferia e li
porta allinterno del neurone poi fa sinapsi con il II neurone;
II neurone (deutoneurone): porta le informazioni alle stazioni sottocorticali e poi da queste partono;
III neurone: raggiungono la corteccia sensoriale primaria specifica per quel tipo di sensibilit. Da qui hanno origine
neuroni dordine superiore che entrano a far parte delle aree associative corticali.
SISTEMA SOMATO-SENSITIVO e rappresentato dal tatto ; recepisce diversi tipi di stimoli con recettori diffusi in
organi specifici. Si distinguono tre tipi si sensibilit:
La sensibilit esterocettiva ci permette di percepire stimoli provenienti dalla superficie corporea e avviene tramite gli
esterocettori che possono essere di 3 tipi:
- meccanocettori: attivati da stimoli meccanici non dolorosi che posso essere a rapido adattamento e lento
adattamento(dischi di merkel:resposabili della percezione delle forme)(corpuscoli di ruffini:percepiscono movimenti
laterali)
- nocicettori: attivati da stimoli meccanici dolorosi e si dividono in : meccanici(responsabili del dolore cutneo a tipo
puntura ben localizzato) e polimodali(causano dolore non localizzato e poco tollerato)
- termocettori:attivati per stimoli termici. Per il caldo sono mielinici e a lenta conduzione, per il freddo sono poco mie
linizzati e a rapida conduzione. Si differenziano per localizzazione cutanea, caratteristiche della terminazione del
neurone.
La sensibilit propriocettiva consiste nella capacit di percepire la posizione dei segmenti corporei nello spazio, la
loro velocit e la loro direzione del movimento. Tale sensibilita si divide in Batistesia quando si percepiscono gli arti a
riposo e Chinestesia quando si percepiscono gli arti in movimento. I recettori che permettono la sensibilita sono :
-fusi neuromuscolari : sono posizionati parallelamente alle fibre muscolari costituiti da terminazioni assonali che
avvolgono la fibra muscolare non contrattile dette fibre intrafusali che possono essere a sacco o a catena nucleare.
Queste fibre sono innervate da fibre sensibii alla lunghezza del muscolo; primarie efferenti: e sono attivate allinizio
dello stiramento muscolare; secondarie: subentrano man mano che lo stiramento del muscolo continua.
-organi tendinei del golgi : sono propriocettori che si trovano tra i tendini e il muscolo, disposti in serie rispetto alle
fibre muscolari e quando il muscolo si contrae e i tendini si stirano,attivandosi inibiscono la contrazione muscolare
proteggendo il muscolo da eccessivi stiramenti.
La sensibilit enterocettiva trasporta informazioni sullo stato degli organi interni( visceri e vasi).
i diversi tipi di sensibilita ed i segnali percorrono diversi circuiti e prendono diverse vie: sensibilit superficiali
esterocettive e vie delle sensbilita profonde propriocettive.
Vie sensibilita superficiali sono :
- fascio spino-talamico laterale e anteriore dove passa la sensibilit termo-dolorifica e tattile.
- fascicoli gracile e cuneato dove passa la sensibilit tattile epicritica
Vie delle sensibilit profonde sono:
- fascio spino-talamico diretto (tronco) e ventrale (arti) per la sensibilit incosciente
- fascicoli gracile e cuneato per la sensibilit propriocettiva cosciente
SEMIOLOGIA E SINDROMI CLINICHE : le vie sensitive seguono un tragitto che parte dai recettori periferici, poi

attraverso i nervi periferici arriva al midollo spinale e sale su verso il tronco encefalico, poi il talamo fino ad arrivare
alla corteccia sensitiva. Le sindromi cliniche che coinvolgono il sistema somato-sensitivo sono:
Sindrome da lesione corticale talamica tronco encefalica midollare - midollare anteriore - emisezione midollare cono terminale.

IL SISTEMA VISIVO costituito da globi oculari e dalle vie ottiche. Locchio un sistema di lenti che mediante la
cornea ed il cristallino in grado di focalizzare sulla retina la luce proveniente dallambiente formando unimmagine
del corpo visivo. La luce una volta convogliata sulla retina viene trasformata in impulsi elettrici e sotto questa forma
veicolata dalle vie ottiche fino ad una specifica area della corteccia cerebrale: la corteccia calcarina. Dalla retina emerge
il nervo ottico, le cui fibre da entrambi gli occhi si riuniscono nel chiasma ottico.
Le fibre dei tratti ottici terminano a livello del corpo genicolato laterale.
La luce viene tradotta in energia elettrica da particolari cellule con funzione di fotorecettori sensibili alle onde luminose.
Nella retina umana vi sono due tipi di fotorecettori:
i coni: sensibili ai colori grazie ad una molecola fotosensibile (trasducina);
i bastoncelli: insensibili ai colori a causa di una molecola fotosensibile (rodopsina).
I tre neuroni sensitivi sono:
I neurone: coni e bastoncelli che eccitano le cellule bipolari le quali allinterno della retina entrano in sinapsi con i II
neuroni
II neurone (cellula gangliare) che con i suoi assoni si porta fino ai corpi genicolati laterali;
III neurone che arriva sotto forma di radiazione fino alla corteccia calcarina.
Semiologia e sindromi cliniche: I disturbi del sistema visivo possono interessare lacuit visiva, il campo visivo ed il
fondo oculare.
- acuit visiva: capacit dellocchio di distinguere come separate due puntini vicini tra di loro.
- amaurosi: perdita completa della vista per lesione completa del nervo ottico dal lato della lesione.
- ambliopia: riduzione parziale dellacuit visiva che spesso precede unamaurosi.
Il campo visivo alterato in seguito ad una lesione di un tratto qualsiasi delle vie ottiche.
- emianopsia: perdita di una met del campo visivo per lesione del chiasma o tratto ottico.
- gli scotomi sono delle macchie cieche del campo visivo.
- contrazione: restringimento del campo visivo dovuto alla macchia cieca; patologie della retina e atrofia del nervo
ottico.
SISTEMA UDITIVO Il suono prodotto da vibrazioni che si propagano come onde. La frequenza dellonda determina
la tonalit. Il sistema uditivo in grado di trasdurre lenergia cinetica in impulsi elettrici che, attraverso le vie acustiche
vengono veicolati al cervelletto.
Lorecchio costituito da tre parti: lorecchio esterno, medio e interno. Lorecchio interno detto labirinto (labirinto
osseo), contiene una serie di membrane (labirinto membranoso). Il labirinto osseo contiene un liquido per cui il labirinto
membranoso si ritrova a galleggiare allinterno del sistema delle cavit ossee. La parte del labirinto a forma di spirale
che contiene lapparato di trasduzione dei suoni detta coclea, laltra parte contiene gli organi vestibolari.
I suoni raggiungono lorecchio medio attraverso il meato acustico esterno, provocando la vibrazione della membrana
del timpano. Tale vibrazione si trasmette alla coclea attraverso una catena di tre ossicini che dallesterno (timpano)
allinterno (coclea) sono: il martello, lincudine e la staffa. Lorecchio esterno formato dal padiglione auricolare e dal
condotto uditivo esterno. La sua funzione quella di raccogliere i suoni per inviarli all'interno del condotto uditivo
Lorgano del Corti, contenuto allinterno della coclea, svolge la funzione di organo di trasduzione sensoriale per i
suoni. In esso sono presenti cellule recettrici, dette cellule ciliate interne ed esterne, che sono sensibili al movimento
vibratorio che londa sonora produce sul fluido contenuto nella coclea.
Organizzazione circuitale : Il neurone di I ordine della via acustica si trova nel ganglio spirale del Corti e le sue fibre
centrali terminano nei nuclei cocleari ventrali e dorsali situati nel ponte. Da qui originano le fibre del neurone di II
ordine. Salendo giungono al corpo genicolato mediale dove entrano in sinapsi con le fibre del neurone di III ordine.
Esistono inoltre dei circuiti che dal sistema uditivo proiettano al verme cerebellare che viene attivato ogni qualvolta si
ha uno stimolo sonoro improvviso che richiede un adattamento dellequilibrio.
Semiologia : Le lesioni del sistema uditivo si manifestano con sintomi che riguardano lacuit uditiva oppure la qualit
della percezione acustica.
La riduzione dellacuit uditiva si pu manifestare con la perdita completa (anacusia) o parziale (ipoacusia) delludito.
Lesaltazione dellacuit uditiva, detta iperacusia, si riscontra nelle lesioni irritative del nervo acustico e nella paralisi
periferica del nervo facciale.
Le alterazioni della qualit della percezione acustica si manifestano in vario modo. Si possono avere acufeni,
sensazioni acustiche di soffi, scrosci dacqua, fischi. Gli acufeni sono provocati da un qualsiasi irritazione del sistema
acustico centrale o periferico.

SISTEMA VESTIBOLARE Veicola informazioni sulla posizione del corpo nello spazio, affinch tutto il corpo
rimanga in equilibrio. Allinterno del labirinto del sistema uditivo, oltre allorgano del Corti sono contenute le due
principali strutture del sistema vestibolare: i canali semicircolari e gli organi otolitici (utricolo e sacculo).
I 3 canali semicircolari sono disposti su 3 piani che sono perpendicolari tra loro e sono sensibili alle rotazioni della testa
nello spazio. Invece gli organi otolitici sono sensibili alla posizione del capo dallo spazio, assicurando cos il controllo
della postura.
Lorganizzazione circuitale. La stazione terminale rappresentata dal cervelletto, differentemente dagli altri sistemi
sensoriali che arrivano alla corteccia cerebrali ; il cervelletto, nellambito del controllo motorio, rappresenta una sorta di
telencefalo.
Ciascun canale semicircolare, in corrispondenza dellestremit si dilata nella cosiddetta ampolla.
Qui si forma la cresta ampollare ricoperta da una formazione gelatinosa: la cupola che contiene le cellule ciliate con
funzione recettoriale.
Il corpo cellulare del protoneurone sensitivo localizzato nel ganglio di Scarpa, in prossimit del meato acustico
interno. Si tratta di cellule bipolari i cui rami periferici e centrali raggiungono il tronco encefalico dove prendono
sinapsi con i neuroni dei nuclei vestibolari. I rami centrali delle cellule bipolari del ganglio dello Scarpa si uniscono ai
rami centrali delle cellule bipolari del ganglio del Corti, formando insieme il nervo vestibolo-coleare (nervo acustico o
VIII) che, insieme al nervo faciale (VII), decorre nel meato acustico interno fino al solco bulbo-pontino del tronco
cerebrale. Qui il componente vestibolare entra in sinapsi con i nuclei vestibolari, mentre quella cocleare fa sinapsi con i
nuclei cocleari.
Fisiopatologia dellequilibrio il sistema vestibolare, grazie alle fibre che gli arrivano dai canali semicircolari, e dagli
organi otolitici e grazie alle fibre che invia al tronco encefalico, al midollo spinale ed al sistema reticolare, contribuisce
al mantenimento dellequilibrio. In realt ci sono anche altri organi che assolvono a questa funzionalit che sono i
propriocettori cervicali e somatici. In particolare, quando la testa inclinata in una direzione, i propriocettori cervicali
inviano il segnale allapparato vestibolare che informa della perdita di equilibrio.
Lapparato vestibolare pertanto reagisce, producendo un segnale di segno opposto che ripristina le condizioni di
equilibrio. Lequilibrio dipende ancora dalle informazioni portate dagli esterocettori (pressione esercitata dal peso
corporeo sulle piante dei piedi, percezione di asimmetria tra i 2 piedi)
Semiologia e sindromi cliniche: le lesioni del sistema vestibolare si manifestano con vertigini e nistagmo, ed sindrome
di Meniere.
La vertigine si manifesta con una sensazione erronea di rotazione del proprio corpo (vert. Soggettiva) o dellambiente
circostante (vert. Oggettiva)
Il nistagmo consiste in un movimento involontario degli occhi sul piano orizzontale o verticale o rotatoria.
La sindrome di Meniere dovuta ad eccessiva produzione di endolinfa e si manifesta con vertigini oggettive, nausea,
vomito, nistagmo e sordit neurosensoriale
FUNZIONE MOTORIA Il sistema motorio il prodotto dellinterazione tra : connessioni con i sistemi sensoriali e
tale legame funzionale gli consente di elaborare risposte motorie di complessit variabile in funzione delle informazioni
sensoriali ricevute e di comparare il movimento messo in pratica con quello immaginato nella fase di elaborazione.
Area motoria primaria: parte direttamente lefferenza per la periferia;
Area motoria di 123 ordine: elaborazione del movimento;
Area sensitiva primaria: arriva linformazione dalla periferia (afferenza);
Area sensitiva 123 ordine: riescono ad individuare il tipo e la qualit;
Qualunque movimento sempre una risposta diretta o indiretta ad uno stimolo ambientale.
Ogni atto motorio prevede una contrazione muscolare che in termini chimico fisici consiste in una trasformazione
energetica.
Il sistema motorio svolge le funzioni di coordinare le singole contrazioni (decorazione in una sequenza temporale e
spaziale da esso prefissata in funzione dello scopo da raggiungere. I movimenti che il sistema motorio in grado di
eseguire sono infinite e ciascun movimento riportabile ad una delle quattro grandi categorie:
- attivit volontaria (tutti quei movimenti eseguiti intenzionalmente al fine di raggiungere uno scopo consapevole
- attivit riflesse (movimenti semplici effettuati in risposte a stimoli esterni di complessit non elevata.
- attivit ritmica (movimenti avviati e bloccati dalla volont )
- attivit motoria posturale (sono presenti sia attivit riflesse che attivit volontarie per mantenere la postura)
I meccanismi che controllano la funzione motoria si basano sullo stretto legame tra sistema motorio e sensoriale. Tutti i
sistemi di controllo utilizzano informazioni sensoriali per correggere i possibili errori mediante meccanismi a feed-back
o feed-forward.
I sistemi a feed-back sono in grado di segnalare un eventuale scostamento del valore di un determinato parametro
rispetto a quello di riferimento e di operare aggiustamenti al fine di aumentare o diminuire gli scostamenti. Questi

sistemi a feed-back sono in grado di intervenire solo dopo che si sono verificati gli scostamenti dai parametri sotto
controllo.
I sistemi a feed-forward sono capaci di fornire in anticipo informazioni sul verificarsi di eventi che modifichino alcuni
parametri.
Lo schema organizzativo del sistema motorio strutturato in maniera gerarchica, in modo che i livelli inferiori (che
producono movimenti semplici, di tipo riflesso) siano controllati (generalmente in modo inibitorio), da quelli pi
elevati. Sia ai livelli semplici che a quelli elevati afferiscono vie sensoriali e vie di controllo. Lo schema organizzativo
ha una struttura sia:
In serie: quando i livelli superiori esercitano direttamente un effetto su quelli inferiori;
In parallelo: quando i livelli superiori esercitano un effetto su quelli inferiori, grazie anche allattivit di un altro livello
parallelo (cio a vicenda);
Ai livelli pi bassi c sempre il sistema midollare controllato dal sistema piramidale, extrapiramidale e cerebellare.
Organizzazione anatomica del sistema motorio si puo dividere in due parti:
Sistema motorio periferico: realizzato dalle fibre che nate dal corpo cellulare degli alfa motoneuroni midollari, il II
motoneurone si portano in periferia alla fibra muscolare con cui stabiliscono sinapsi detta placca neuromuscolare.
Sistema motorio centrale: pi complesso in quanto costituito da un insieme di elementi deputati alla programmazione,
esecuzione e controllo del movimento.
La programmazione realizzata principalmente dalle aree corticali motorie secondarie e di associazione ed in parte dal
sistema extrapiramidale. Lesecuzione realizzata dal sistema extra (da precisione al movimento) e piramidale. In
particolare le fibre del sistema piramidale(I motoneurone),facendo sinapsi con il II motoneurone delle corna anteriori
del midollo spinale,rappresentano la via finale comune di uscita dellattivit motoria volontaria;il sistema
extrapiramidale,invece,interviene nel conferire al movimento volontario la precisione adeguata allo scopo.
La funzione di controllo svolta dal sistema cerebellare con le sue tre principali connessioni,vestibolari,spinali e
corticali,ma anche da centri tronco encefalici che integrano informazioni visive e vestibolari con informazioni somatosensitive.
Larco riflesso rappresenta il circuito motorio pi elementare costituito da due neuroni, uno afferente ed uno efferente.
La branca afferente dellarco riflesso il neurone sensitivo,che trasporta informazioni dalla periferia al midollo e fa
sinapsi con quella efferente,il motoneurone spinale,che conduce gli stimoli motori alleffettore muscolare. I recettori
periferici che forniscono informazioni circa la lunghezza e le forze che sviluppa il muscolo sono i fusi neuromuscolari e
gli organi tendinei del Golgi. I fusi neuromuscolari sono situati allinterno del corpo muscolare,disposti in parallelo
rispetto alle fibre extrafusali; gli organi tendinei del Golgi si trovano nella giunzione tra fibre muscolari e tendine e
pertanto sono connessi in serie. I fusi neuromuscolari vengono eccitati quando il muscolo subisce uno
stiramento,mentre gli organi tendinei del Golgi vengono stimolati quando il muscolo si contrae.
Nellarco riflesso sono presenti anche interneuroni associativi che regolano il funzionamento. Gli interneuroni inibitori
sono esempi particolari di neuroni associativi, ne abbiamo tre tipi che agiscono direttamente sui motoneuroni spinali:
interneuroni Ia, le cellule di Renshaw, gli interneuroni Ib.
Le reti di interneuroni sono realizzate da circuiti di neuroni associativi eccitatori ed inibitori posti in serie o in parallelo.
Abbiamo circuiti:
Divergenti: una entrata singola si trasforma in un uscita multipla;
Convergenti: sono lopposto di quelli divergenti;
Riverberanti: presentano collaterali massonici che ri-eccitano lo stesso neurone per mezzo di un interneurone
eccitatorio;
Ad inibizione ciclica ricorrente: basati sulla presenza di due centri in parallelo, ciascun costituito da un interneurone
eccitatorio.
CONTROLLO POSTURALE Per postura si intende la posizione dei singoli segmenti corporei,gli uni rispetto agli
altri,ed il loro orientamento nello spazio. Obiettivo comune dei muscoli mantenere lequilibrio mediante una serie di
movimenti detti aggiustamenti posturali. Essi agiscono a tre livelli differenti:mantengono la testa ed il tronco in asse
contro la forza di gravit;mantengono il baricentro allinterno della base di appoggio;stabilizzano le parti del corpo che
fungono da supporto quando altre sono in movimentoostituito da un interneurone eccitatorio).
SISTEMA PIRAMIDALE
Mette in atto la sequenza di contrazioni muscolari programmata dalle aree corticali motorie di livello superiore. Il
fascio piramidale comprende le fibre che arrivano dalla corteccia motoria primaria e le fibre provenienti da aree premotorie che proiettano i loro assoni verso larea motoria primaria della corteccia (per la programmazione del
movimento) ma inviano fibre anche verso i livelli inferiori, attraverso le vie discendenti (per lesecuzione del
movimento).

Inquadramento morfologico
Il sistema piramidale una via discendente (cortico-spinale) costituita dal fascio piramidale che dalla corteccia si poeta
ai nuclei motori dei nervi cranici o alle corna grigie anteriori del midollo spinale. La via motoria risulta composta dal:
- I motoneurone che va dalla corteccia al midollo
- II motoneurone che dal midollo raggiunge leffettore muscolare.
Il fascio piramidale origina dalla corteccia primaria del giro precentrale.
Le fibre del fascio piramidali confluendo verso la capsula interna formano la corona radiata. Le fibre nelle capsule
radiate si accollano formando un fascio unico e dirigendosi verso il tronco encefalico fanno sinapsi con i nuclei motori
dei nervi cranici. Gran parte delle fibre del fascio piramidale a livello delle piramidi bulbari si porta controlateralmente,
continuando il proprio percorso nel cordone laterale del midollo, le rimanenti non attraversano la linea mediana e
discendono nel cordone anteriore del midollo, decussando solo nel metamero cui sono dirette
Schema organizzativo Le fibre che originano da diverse aree celebrali convergono verso ununica via finale di uscita
verso la parte mediale o laterale delle corna grige anteriori.
Le vie piramidali, che passano nella corteccia costituiscono l Organizzazione corticale:
Il fascio piramidale non ha origini solo dalle cellule piramidali giganti di Betz dellarea motoria primaria, ma
composto anche da fibre che prendono origine da neuroni corticale di altro tipo, in particolare dallarea premotoria,
dalla corteccia somato-sensitiva primaria e dal lobulo parietale superiore. Larea premotoria comprende due regioni
distinte: larea motoria supplementare (svolge un ruolo nella programmazione di sequenze motorie spontanee
indipendenti da stimoli esterni e nella coordinazione dei movimenti bilaterali) e la corteccia premotoria (coinvolta
principalmente nelle sequenze motorie che si realizzano in risposta a stimoli sensoriali e nel controllo dei muscoli
prossimali ed assiali).
Le vie piramidali, che passano nelle vie inferiori costituiscono l Organizzazione circuitale:
Il sistema laterale crociato ( le fibre che vanno incontro a decussazione bulbare) dipende dalla corteccia cerebrale ed
arriva ai motoneuroni pi laterali delle corna anteriori che innervano i muscoli distali degli arti. Il sistema mediale non
crociato comprende tratti: vestibolo spinali; reticolo spinali; tetto spinali; fa sinapsi sia omo- che contro-lateralmente
con i motoneuroni pi mediali della corna anteriori che innervano i muscoli prossimali degli arti e svolge un ruolo
primario nel controllo della postura.
Fisiopatologia
Linterruzione del fascio piramidale porta deficit dei movimenti precisi e rapidi, alterazione del tono muscolare e dei
riflessi cutanei e da stiramento. Il primo motoneurone esercita una influenza di tipo inibitorio sul II motoneurone in
quanto nella patologia piramidale si evidenzia la spasticit, cio fenomeno di liberazione dellattivit spinale dal
controllo corticale.
Semiologia e sindromi cliniche
La sindrome piramidale caratterizzata da un deficit parziale(paresi) o completo (paralisi)di forza. La forza viene
valutata invitando il soggetto a compiere movimenti con i vari muscoli o in condizioni normali o opponendo resistenza.
In generale ipertonia e iperflessia fanno sospettare una lesione del motoneurone superiore, ma si possono avere anche
lesioni del motoneurone inferiore.
Lipertonia SPASTICA lesione del Imotoneurone, caratterizzata da un aumento del tono a carico dei muscoli
estensori degli arti inferiori ed i flessori degli arti superiori. La resistenza alla mobilizzazione passiva aumenta
progressivamente con laumentare dello stiramento, e larto riprende la posizione iniziale appena viene lasciato libero,
legato all'intervento inibitorio degli organi muscolo-tendinei del Golgi, che si oppongono ad un eccessivo aumento della
tensione del muscolo.
Liperflessia si esprime con risposte esagerate dei riflessi osteotendinei ed dovuta al fatto che vengono disinibite le vie
finali. I riflessi osteotendinei relativi allarto superiore sono il bicipitale, il radioflessore, il cubitopronatore ed il
tricipitale. I riflessi relativi allarto inferiore sono quelli del ginocchio e quello del calcagno. I riflessi patologici sono
anchessi causati da lesioni al sistema piramidale. Il segno di Babinski consiste nellestensione delle dita del piede in
seguito a stimolazione planare
- tono muscolare: resistenza passiva offerta dal muscolo al suo allungamento nei movimenti di flesso-estensione
- paralisi spastiche: I motoneurone (inibitorio)
- paralisi flaccida: II motoneurone (eccitatorio)
- diaschisi: prima paralisi flaccida e poi spastica

Sindromi Cliniche Il deficit di forze che consegue la lesione del sistema piramidale pu realizzare:
monoplegia (un solo arto); diplegia (due arti controlaterali; tetraplegia (4 arti interessati) emiplegia (met del corpo)
La malattia dei motoneuroni la SLA sclerosi laterale amiotrofica, una patologia ad eziologia sconosciuta, si ha una
progressiva degenerazione dei motoneuroni dove i pazienti vanno incontro a progressive paralisi di tutti i gruppi
muscolari e la morte sopraggiunge per insufficienza respiratoria.
LICTUS consiste o in un ischemia (mancato flusso di sangue) o in un emorragia
LA SCLEROSI MULTIPLA determina una alterazione della conduzione dellimpulso a causa delle placche di
demielinizzazione.
SISTEMA EXTRAPIRAMIDALE
E rivolto alla pianificazione del movimento e assieme al cervelletto che riceve proiezioni dalla corteccia cerebrale e
attraverso il talamo la riproiettano ad essa. I nuclei della base dellextrapiramidale stabiliscono a differenza del
cervelletto modeste connessioni con il tronco encefalico e nessuno con il midollo spinale. Oltre ad funzioni motorie
partecipa ai processi cognitivi, sensoriali e motivazionali.
E costituito da fibre che dalla corteccia proiettano ad uninsieme di nuclei cellulari situati alla base degli emisferi
cerebrali, i gangli della base, e di qui nuovamente alla corteccia. I gangli della base sono la struttura morfo-funzionale .
Il sistema extrapiramidale formato da numerosi circuiti che da numerose aree corticali proietta verso i gangli della
base, da cui partono fibre che si interrompono nel talamo e poi si riportano alle aree corticali di partenza.
Le unit anatomiche dei gangli sono: nucleo caudato, il putamen, globo pallido, sostanza nera ed il nucleo subtalamico.
- il nucleo caudato: riceve afferenze dalle aree associative. Esso proietta poi attraverso il globo pallido e il talamo alla
corteccia prefrontale (funzione cognitiva)
- putamen: riceve afferenze dalla corteccia motoria e proietta attraverso il globo pallido alla corteccia motoria (funzione
motoria)
- globo pallido: si divide in due parti; una esterna ed una interna. Il globo pallido esterno proietta al nucleo
subtalamico, le fibre a partenza da quello interno si portano al talamo
- sostanza nera: il globo pallido e la parte reticolata della sostanza nera costituiscono la principale via duscita dei
nuclei della base
- nucleo subtalamico: le efferente proiettano al segmento interno del globo pallido ed alle zone corticali motorie dalle
quali il nucleo riceve afferente.
Lorganizzazione circuitale del sistema extrapiramidale si basa su tre tipi di circuiti:
- connessioni afferenti (fibre che dalla corteccia cerebrale e dal talamo si portano al neostriato
- connessioni efferenti (fibre che dal globo pallido e dalla parte reticolata della sostanza nera si portano al talamo
- connessioni internucleari (fibre che connettono tra di loro i nuclei della base)
in termini funzionali, allinterno dellorganiz. circuitale si possono distinguere due differenti vie:
- la via diretta: formata da neuroni che dallo striato si portano direttamente ai siti di uscita dei gangli della base; questi a
loro volta si collegano ai nuclei talamici da cui originano le fibre eccitatorie dirette alla corteccia
- la via indiretta: formata dal circuito che dal neostriato si porta al segmento esterno del globo pallido e quindi al nucleo
subtalamico.
La dopamina ha leffetto di aumentare lattivit della via diretta ed inibire quella indiretta con la conseguente
facilitazione del movimento.
Fisiopatologia : per lesioni delle vie extrapiramidali. Si tratta di disturbi motori che hanno caratteristiche ben diverse da
quelli causati da lesioni della corteccia motoria.
I nuclei della base sono implicati in funzioni non correlate con il movimento, come le funzioni cognitive, per le loro
connessioni con la corteccia associativa e le strutture limbiche.
Semiologia Clinica : Le lesioni provocano disturbi del movimento, che si manifestano con alterazioni del tono
muscolare(ipertonia plastica) o della motricit( ipercinesie ipocinesie.) Tra le ipercinesie ci sono:
- il tremore: oscillazione ritmica involontaria, regolare, di un segmento del corpo
- ipercinesie coreiche: movimenti involontari, repentini, aritmici a localizzazione assiale, prossimale ed distale
- movimenti atetosici: sono lenti ed continui, di flesso-estenzione delle articolazioni degli arti soprattutto a livello
distale
- distonie: contrazioni muscolari prolungati che provocano movimenti involontari lenti e ripetitivi
- tics: sono movimenti involontari improvvisi, ripetitivi, stereotipati, coordinati che insorgono con modalit compulsava
Lipertonia PLASTICA aumento di tensione distribuito in eguale misura sia nei muscoli agonisti, che in quelli
antagonisti, per cui la resistenza opposta alla mobilizzazione sar apprezzabile in tutte le direzioni, e per tutta la durata
ed estensione del movimento.

Le Sindromi cliniche
Ipocinetiche: dove viene colpita la via diretta (es.morbo di Parkinson)
Ipercinetiche: viene colpita la via indiretta (malattia di Huntington)
Il morbo di Parkinson avviene una degenerazione progressiva di alcune strutture nella zona tronco-encefalica; e si
manifesta con:
Bradicinesia: lentezza del movimento, la riduzione di tutta lattivit motoria;
Rigit: si manifesta come unaumentata resistenza alla mobilizzazione passiva.
Tremore: scompare nel movimento e nel sonno, ma pi accentuato nelle emozioni e interessa spesso le mani
Instabilit posturale e disturbi psichici: atteggiamento camptocormico;
Lesordio clinico si manifesta quando il deficit di dopamina raggiunge l80%.
Malattia di Huntington una rara malattia degenerativa ereditaria(50%) che interessa il corpo striato e la corteccia
prefrontale, caratterizizzata da demenza e alterazioni comportamentali.
SISTEMA CEREBELLARE
il cervelletto insieme al sistema extrapiramidale, sono deputati al controllo del movimento. Una lesione cerebellare
non provoca la diminuzione o la perdita delle forze, quanto una riduzione della precisione dei movimenti.
Il cervelletto coinvolto:
- nella pianificazione del movimento
- nella coordinazione degli arti
- nel controllo della postura e del tono muscolare
- nellapprendimento motorio.
Il cervelletto svolge tutte queste funzioni grazie alle connessioni che esso stabilisce con il resto del sistema nervoso,
nonch alla particolare organizzazione circuitale interna.
Inquadramento morfologico : Il cervelletto va considerato come una struttura posta in parallelo rispetto alle vie
afferenti sensitive-sensoriali e a quelle efferenti motorie. Esso riceve fibre afferenti sia dalla corteccia cerebrale (feedback interno) che dalla periferia (feed-back esterno). Le prime trasportano informazioni teoriche sul movimento da
compiere,le seconde invece forniscono informazioni reali circa il movimento che si sta compiendo. Il
cervelletto,localizzato nella fossa cranica posteriore,posteriormente al bulbo ed al ponte, caratterizzato dalla presenza
sulla sua superficie di numerose circonvoluzioni (folia). Due solchi trasversali pi profondi delimitano il cervelletto in
tre lobi detti: lobo anteriore, lobo posteriore e lobo flocculo-nodulare. La presenza di due solchi longitudinali consente
inoltre di suddividere il cervelletto in tre aree:verme(mediana),lobi o emisferi(due laterali).Allinterno di ciascun
emisfero si distingue una zona intermedia e una zona laterale.
Organizzazione anatomica Il cervelletto costituito da un mantello esterno di sostanza grigia, detto corteccia
cerebellare. Allinterno di essa si trova una sostanza bianca, detta il corpo midollare con 4 paia di nuclei che sono
contenuti allinterno della sostanza bianca.
Dal punto di vista anatomico, il cervelletto pu essere diviso in lobi:
Il lobo flocculo nodulare: che si trova alla base del cervelletto, nellarchicerbello. E la parte del cervelletto che si
forma prima nel ventre materno. Esso in collegamento diretto con il sistema vestibolare ede collegato direttamente ai
nuclei vestibolari del tronco encefalico.
Il lobo anteriore: si forma successivamente al flocculo-nodulare, e si trova nel paleocerbello , in connessione con il
midollo spinale. Esso comprende gran parte del verme e la zona intermedia dei due emisferi.
Il lobo posteriore: si trova nella zona del neocerbello ed connesso con la corteccia cerebrale attraverso il ponte.
I 4 paia di nuclei
- nucleo del fastigio che riceve fibre dal verme
- nucleo globoso ed embiloforme che insieme formano il nucleo interposto)che riceve fibre dal lobo anteriore
- nucleo dentato riceve fibre dal lobo posteriore
Organizzazione cellulare : corteccia cerebellare contiene 5 tipi di cellule disposte in tre strati molecolari:
- esterno: contiene le cellule stellate e le cellule canestro, che sono interneuroni a funzione inibitoria
- intermedio: contiene le cellule di Purkinje-> funzione inibitoria e rappresentano la sola via efferente del cervelletto
- interno: strato granulare profondo (cellule granulari e del golgi)
Organanizzazione circuitale : al contrario della corteccia cerebrale che viene divisa in zone in base alla funzione
svolta, il cervelletto presenta una struttura uniforme che ha le medesimi funzioni.
Le fibre afferenti che raggiungono il cervelletto sono di due tipi:

- fibre muscoidi (originano da numerosi nuclei del tronco encefalico e dei neuroni del midollo spinale terminando sulle
cellule dei granuli della corteccia cerebellare)
- fibrerampicanti (originano dal nucleo olivare inferiore terminando nello strato molecolare)
Le fibre efferenti sono costituite unicamente dagli assoni delle cellule di Purkinje.
Le fibre rampicanti influenzano le cellule di purkinje in modo eccitatorio (diretto).
Le cellule stellate, le cellule a canestro e del Golgi hanno tutte funzioni inibitorie sulle cellule di Purkinje.
Fisiopatologia : La lesione di ciascuna delle 3 differenti regioni del cervelletto da origine a diverse sindromi cliniche
Vestibolo-cerebello comprende:il lobo flocculo-nodulare,la lingula e parte delluvula ed adibito al controllo
dellequilibrio.
Le afferenze che giungono in questa parte del cervelletto provengono dal sistema vestibolare e lelaborazione di tali
informazioni alla base delle variazioni del tono muscolare che funzionale al mantenimento dellequilibrio. I nuclei
vestibolari stabiliscono inoltre connessioni che costituiscono la base anatomica del riflesso vestibolooculare(movimento degli occhi)e dei riflessi posturali.
Le efferenze raggiungono i nuclei vestibolari e i motoneuroni del midollo spinale.
Spino-cerebello: Comprende la maggior parte del lobo anteriore,del verme e delluvula. Regola il tono dei muscoli
posturali deputati a controbilanciare gli effetti della gravit.
Le afferenze sono di tipo propriocettivo incosciente e provengono dal midollo spinale.
Le efferenze hanno origine dal verme e proiettano verso il nucleo del fastigio e da qui discendono nel midollo spinale.
In sintesi lo spino-cerebello controlla il tono dei muscoli somatici destinati al mantenimento della postura;in particolare
la regione del verme ed il nucleo del fastigio controllano la muscolatura assiale e prossimale,la regione paravermiana ed
il nucleo interposito controllano i muscoli distali degli arti.
Ponto-cerebello: Costituisce la parte pi recente del cervelletto e comprende la porzione media del verme e gli emisferi
cerebellari. Controlla la motilit volontaria.
Le afferenze hanno origine principalmente dalla corteccia sensitiva, motoria e premotoria, che proiettano ai nuclei
pontini che poi raggiungono lemisfero cerebellare.
Le efferenze proiettano al nucleo dentato e da qui al talamo. La funzione principale quella di conferire un elevato
grado di precisione ai movimenti rapidi degli arti,nonch ai compiti motori che richiedono notevole destrezza.
Semeiologia e sindromi cliniche : Le lesioni cerebellari si manifestano con: atassia, definita come in coordinazione dei
movimenti volontari in condizioni sia statiche che dinamiche. Latassia statica si manifesta con oscillazioni del capo e
del tronco della postura e con difficolt nello star seduti. Latassia dinamica si evidenzia durante la deambulazione che
si presenta incerta, con base allargata e con braccia con funzione di bilanciare, e brusche pulsioni laterali. Tipica
andatura atassica quella dellubriaco.
Asinergia: la ridotta sincronizzazione tra la contrazione e la decontrazione dei muscoli agonisti ed antagonisti, della
fonazione la parola scandita o esplosiva
Dismetria: lincapacit di eseguire con precisione un movimento utile a raggiungere con un arto un determinato punto.
Adiococinesia: lincapacit di eseguire movimenti ritmici ed alternati, come quello di toccarsi una mano con il palmo e
con il dorso dellaltra in modo rapido ed alternato.
E possibili avere, a seconda delle regioni in cui si avuta la lesione:
Sindrome flocculo-nodulare (o vestibolo-cerebellare): in cui sono presenti vertigini, nistagmo, atassia statica e
dinamica, ed il paziente ha grosse difficolt nel mantenere la postura eretta. Causa di queste malattie sono alcuni tumori
come il medullo-blastoma;
Sindrome del lobo anteriore (spino-cerebellare): con alterazioni della postura e della marcia. Causa di questa malattia
sono le atrofie degenerative, e la degenerazione alcolica;
Sindrome del lobo posteriore (ponto-cerebellare): si manifesta con atassia, asinergia, dismetria, disartria(parola
scandita), ipotonia e tremore. Causa di questa malattia sono le lesioni neoplastiche, vascolari, infettive e infiammatorie.
PRINICIPI GENERALI SULLUNITA MOTORIA
Ogni atto motorio prevede una contrazione muscolare. Una volta pianificato lo schema motorio tra le varie strutture
(cervelletto, corteccia, sistema piramidale ed extrapiramidale) il sistema piramidale che rappresenta la via finale duscita
del sistema motorio affida la realizzazione allunit motorie. Questultimo costituito dal II motoneurone e dalle fibre
muscolari che esso innerva, rappresenta lunit morfo-funzionale del sistema motorio periferico. I sistemi che
cooperano nella realizzazione di ciascun movimento pianificano uno schema fatto da una sequenza di singole
contrazioni muscolari che si susseguono secondo un ordine temporale e spaziale.

Il corpo cellulare del motoneurone inferiore,il suo assone, la placca motrice e le fibre muscolari innervate da
quellassone costituiscono lunit motoria. Le unit motorie presentano una grande variabilit numerica di fibre
muscolari. Il numero delle fibre muscolari innervate da un motoneurone definito rapporto di innervazione. Tutte le
fibre appartenenti ad una unit motoria sono disposte nel ventre muscolare in modo casuale.
I muscoli che controllano i movimenti fini sono composti da unit motorie dotate di poche fibre muscolari (la funzione
sar pi raffinata quando il rapporto di unit motoria pi vicino allunit).
Dal punto di vista isto-clinico le unit motorie possono essere distinte in unit motorie:
- toniche (di tipo 1) lente e resistenti
- fasiche (di tipo2) veloci
La forza delle contrazioni uno dei parametri che entra a far parte delle informazioni contenute in uno schema motorio,
e il sistema centrale le modula variando il numero delle unit motorie attivate e la frequenza dei potenziali dazione di
un motoneurone, attuando un reclutamento spaziale o temporale.
Fisiopatologia : In seguito alla lesione del II motoneurone le fibre muscolari perdono la loro innervazione. In tale caso
si possono verificare due processi con funzione riparative:
- rigenerazione diretta nei due casi limpulso condotto piu lentamente
- reinnervazione collaterale condotto pi lentamente
Semiologia Clinica : le manifestazioni cliniche possono essere distinte in:
- malattie neurogene: interessano i corpi cellulari (malattie del motoneurone) o le fibre periferiche (neuropatie
periferiche)
- malattie delle giunzione neuromuscolare
- malattie miogene.
Le malattie dellunit motorie portano:
- ipostenia: riduzione forza
- ipotrofia: riduzione massa muscolare
Per capire quale parte dellunit motoria stata colpita bisogna fare un esame clinico che preveda la valutazione:
- della forza e del trofismo : nelle malattie neurogene, ipostenia e ipotrofia coinvolgono la parte distale degli arti;
mentre nelle miopatie quelle prossimali
- dei riflessi osteo-tendinei : sono assenti sia nelle malattie neurogene che in quelle miopatiche
- delle fascicolazioni : sono visibili ad occhio nudo e coinvolgono la parte distale degli arti ,sono presenti nelle malattie
del II motoneurone.
-delle fibrillazioni sorgono in seguito allattivit spontanea di singole fibre muscolari. Esse sono espressione di
denervazione e si manifestano nelle malattie neurogene.
Gli esami elettrodiagnostici tra cui:
Lelettromiografia un metodo che analizza lattivit elettrica delle fibre muscolari e studia i potenziali dazione
dellUM. In base allanalisi qualitativa e quantitativa di tali potenziali si riesce a capire se esiste una patologia del
muscolo e se essa localizzata al solo muscolo o dipende dal nervo.
Lelettroneurografia che un metodo che analizza la velocit di conduzione motoria e sensitiva delle fibre nervose e
permette di acquisire informazioni sulle patologie dellUM. Lesame particolarmente indicatorio nel caso di lesione
del nervo periferico in seguito a trauma
NERVO PERIFERICO : e formato dalle fibre motorie del motoneurone e le fibre sensitive,avvolte da un tessuto
fibroso, detto epinervio. Dallepinervio parte, sottoforma di lamelle, un altro tessuto, che circonda le fibre e prende il
nome di perinervio. Nel perinervio scorrono vasi sanguigni e linfatici. Il perinervio, a sua volta, circonda un sottile
strato di tessuto, ricco di capillari, che penetra negli spazi tra le fibre nervose e costituisce lendonervio. Questi
involucri di tessuto connettivo hanno funzione protettiva e trofica.
Le fibre del nervo periferico che si connettono in su con il midollo spinale formano i nervi spinali, mentre quelle in
relazione con lencefalo formano i nervi cranici. I nervi spinali nascono da ciascun lato del midollo spinale e sono
totale 33 paia (8 cervicali, 12 toracici, 5 lombari, 5 sacrali e 3 coccigei). Ogni nervo spinale origina dallunione di due
radici: una anteriore motoria, laltra posteriore, sensitiva. Il nervo spinale, appena uscito dal canale vertebrale, si divide
nuovamente in un ramo anteriore e in un altro posteriore, che si dirigono verso gli organi effettori.
Le fibre dei nervi periferici possono essere:
Amieliniche: prive di guaina mielinica con diametro piccolo;
Mieliniche: avvolte e isolate tra loro dalla guaina mielinica, con diametro assonale maggiore;
Fisiopatologie : Gli assoni delle fibre sono sostenuti da una struttura, detta citoscheletro, che, oltre ad avere una
funzione di sostengno realizza il cosiddetto trasporto assoplasmatico. Esso consiste nel trasporto di sostanze dal corpo

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cellulare dellassone fino alle sue terminazioni (trasporto anterogrado) e viceversa (retrogrado). Quindi se c una
lesione dellassone il corpo cellulare riceve dalla periferia dei segnali che lo informano della lesione, e lo stimolano ad:
aumentare lattivit metabolica e i fattori di crescita necessari per la rigenerazione assonale,
inviare alla periferia le sostanze nutritive e necessarie per riparare la lesione (mediante trasporto anterogrado).
Le patologie del nervo periferico possono essere distinte in 4 tipi principali:
- Degenerazione walleriana: consiste da un interruzione dellassone e coinvolge anche la guaina mielinica. Nella zona
del nervo danneggiato si osserva debolezza e perdita della sensibilit.
- Degenerazione assonale: si ha per cause metaboliche, tossiche ed in alcune neuropatie ereditarie. Causa la perdita
graduale della sensibilit
- Demielinizzazione segmentaria: implica un danno alla guaina mielinica con risparmio relativo degli assoni. Causa il
blocco della conduzione, quindi debolezza muscolare e lieve perdita della sensibilit
- Degenerazione neurale primaria: per danno del corpo cellulare a cui fa seguito degenerazione dellassone. Le cause
pi frequenti sono quelle tossiche, infiammatorie, paraneoplastiche (debolezza focale senza perdita di sensibilit).
Semiologia : Le lesioni dei nervi portano:
- disturbi sensitivi: parestesie (formicolio in assenza di stimoli)
disestesie (percezioni distorte di uno stimolo)
- deficit di forza: iniziano distalmente e si accompagnano a riduzione del tono muscolare e dei riflessi osteo-tendinei
- deficit autonomici: si esprimono con ipotensione ortostatica ed impotenza
Sindromi cliniche : Le affezioni che colpiscono il nervo periferico si chiamano neuropatie. Si distinguono:
- polineuropatie: interessamento bilaterale e simmetrico di pi nervi
- multineuropatie: interessamento di pi nervi ma asimmetricamente
- mononeuropatie: interessamento di un solo nervo
- plessoapatie: compromissione dei plessi
- radicolopatie: compromissione delle radici
Neuropatie : La neuropatia da intrappolamento causata dal restringimento o dalle distorsioni meccaniche di un nervo
entro un canale fibroso. Porta ritardo della conduzione. Il quadro pi classico il tunnel carpale.
Le neuropatie ereditarie sono la neuropatia sensitivo-motoria tipo I e II.
Le neuropatie disimmuni sono affezioni infiammatorie motorie, con interessamento dei 4 arti.
Le neuropatie associate a malattie sistemiche si riscontrano nel corso di alcune malattie come il diabete e lalcolismo.
Riziopatie: si intende una sofferenza delle radici nervose. Sono causate dallernia del disco e la spondilosi cervicale.
Provoca parestesie e deficit motori e sensitivi.
Plessopatie: provocano deficit motori e sensitivi
PLACCA NEUROMUSCOLARE : la regione in cui avviene sinapsi tra un motoneurone inferiore ed il muscolo
che esso innerva. La placca neuromuscolare una particolare sinapsi che lega il II motoneurone con il muscolo da esso
innervato. A livello della placca neuromuscolare, linformazione che decorre in tutto lassone sotto forma di segnale
elettrico, viene trasformato in segnale chimico nella fessura sinaptica e di nuovo in segnale elettrico nella regione postsinaptica. Per funzionare la placca neuromuscolare formata:
- dal terminale sinaptico che la porzione terminale dellassone del motoneurone che in prossimit della placca
perde la guaina mielinica e si ramifica. Ogni ramo presenta dei bottoni sinaptici che liberano acetilcoline.
- Fessura sinaptica che presenta tra sarcolemma e il assolemma ed la zona dove si diffonde il
neurotrasmettitore che poi va a legarsi con il recettore colinergico post-sinaptico.
- La regione post-sinaptica che rappresentata dal sarcolemma
Fisiopatologia : nella giunzione neuromuscolare risiede la capacit di trasformare linformazione che lungo il
motoneurone corre sottoforma di segnale elettrico in segnale chimico e di nuovo, nella regione post-sinaptica, in segnale
elettrico. Per svolgere questa funzione, la giunzione neuromuscolare fornita di un complesso apparato molecolare la
cui attivazione porta al verificarsi di tre eventi: rilascio di acetilcolina nello spazio intersinaptico, la sua interazione con
il recettore post-sinaptico e leccitazione della membrana post-sinaptica.
Semiologia e sindromi cliniche : le affezioni che colpiscono la placca neuromuscolare determinano un difetto della
trasmissione nervose a cui consegne un deficit della contrazione muscolare. Le principali affezioni sono la miastenia
gravis e la sindrome di lambert-eaton.
La miastenia gravis una malattia caratterizzata da eccessiva affaticabilit dovuta ad una riduzione della
concentrazione dei recettori nicotinici per lacetilcolina.
La sindrome di lambert-eaton dovuta ad un difetto nel rilascio dellacetilcolina dalle terminazioni nervose

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presinaptiche.

MUSCOLO SCHELETRICO: lelemento finale della catena motoria che parte dal sistema nervoso centrale.
Trasforma energia elettrochimica proveniente dai segnali nervosi in energia meccanica. Anche il muscolo cardiaco
produce energia meccanica, per il muscolo scheletrico, a differenza di quello cardiaco, presenta striature lungo la sua
superficie, pertanto viene anche detto muscolo striato. Unaltra differenza con il muscolo cardiaco che sotto il
controllo della volont.
Inquadramento morfologico : Ciascun muscolo (circa 600 nel corpo umano) formato da cellule di forma allungata,
disposte parallelamente, dette fibre muscolari. Queste hanno diametro da 10 a 100 m e sono separate tra loro da un
tessuto chiamato endomisio. Esse sono inoltre raggruppate in fascetti, ogni fascetto prende il nome di perimisio. Il
muscolo avvolto da una fascia di tessuto detta epimisio. Ogni fibra muscolare delimitata da una membrana
plasmatici detta sarcolemma. Le miofibrille sono gli elementi contrattili di ciascuna fibra. Le bande trasversali sulla
superficie del muscolo, che si osservano soltanto grazie ad un microscopio elettronico, sono dovute allalternanza di
regioni differenti dette bande A (anisotrope) pi scure e bande I (isotrope) pi chiare. Queste ultime sono divise a met
da una stretta striscia scura, detta linea Z , mentre le bande A sono interrotte da una striscia pi chiara, detta linea H,
divisa a sua volta in due da una linea scura (linea M). Il segmento compreso tra due successive linee Z si chiama
sarcomero e rappresenta lunit contrattile del muscolo. Il sarcomero formato da filamenti spessi, costituiti da una
proteina detta miosina e da filamenti pi sottili, contenenti lactina ed altre proteine a funzione regolatoria come la
tropomiosina e la troponina. Nella banda I ci sono solo i filamenti sottili, nella A (in particolare nella zona H) solo
filamenti spessi, mentre in quella pi scura sono presenti entrambi i tipi di filamenti.
Schema organizzativo: la contrazione muscolare si realizza grazie alle proteine presenti nel muscolo scheletrico:
- la miosina, che si presenta in forma di una lunga catena con una parte terminale che si ripiega in modo da
formare una testa e laltra estremit assume la forma di una lunga coda. Le teste della miosina hanno attivit
ATPasica, cio idrolizzano lATP in ADP e Pi, liberando energia da utilizzare per la contrazione,
- lactina, che si presenta sottoforma di globuli che, in condizioni fisiologiche polimerizzano realizzando un
filamento a doppia elica, che costituisce i filamenti sottili. Lactina aumenta lattivit ATPasica della miosina,
- la tropomiosina si presenta sotto forma di due subunit che si avvolgono luna allaltra che come ununica
catena si avvolge lungo lelica dellactina .
- la troponina, formata da tre polipeptidi (troponina T, I, C) dette cos perch capaci, rispettivamente, di legare la
tropomiosina, di inibire linterazione tra astina e miosina e di legare Calcio.
La fibra dotata di un sistema di tubuli traversi o tubuli T ed il reticolo sarcoplasmatico. che permettono ad ogni
miofibrilla di poter comunicare con lambiente esterno ma al contempo di restare ad una certa distanza dalla membrana
plasmatica esterna.
- I tubuli traversi o tubuli T corrono trasversalmente alla fibra muscolare ed entrano in stretto contatto con la
miofibrilla essi sono responsabili della propagazione del potenziale dazione dalla superficie del sarcolemma
allinterno della fibra muscolare.
- Il reticolo sarcoplasmatico costituito da una fitta rete di tubuli che circonda la miofibrilla fino alle cisterne
terminali, che avvolgono il sarcomero parallelamente ai tubuli T. La struttura composta da un tubulo a T e da
due cisterne terminali opposte prende il nome di triade Il reticolo sarcoplasmatico immagazzina calcio che
viene prima rilasciato e successivamente ricaptato.
Tipologia delle fibre muscolari Le fibre muscolari, in base alle loro caratteristiche morfologiche/funzionali si
distinguono in fibre di
tipo 1a (rosse o lente): che sono riccamente vascolarizzate e contengono alti livelli di emoglobina. Esse hanno
bassa attivit ATP-asica, dovuta alla presenza di un tipo di miosina con bassa velocit di attacco e distacco con
lactina. L ATP si produce principalmente mediante fosforilazione ossidativa (in maniera aerobica).
tipo 2a (intermedie): che contengono caratteristiche intermedie tra le 1a e le 2b,
tipo 2b (bianche o veloci): che sono poco vascolarizzate, ma con grossi depositi di glicogeno in modo da
produrre immediatamente ATP per glicolisi anaerobica. Queste fibre sono capaci di attivit molto rapide ma per
brevi periodi di tempo.
La fisiopatologia della contrazione si divide in due eventi distinti: la contrazione ed il suo controllo.
La contrazione muscolare risulta da una sequenza di reazioni biochimiche che portano allaccorciamento del sarcomero.
Schematicamente, si pu rappresentare lidrolisi di ATP nel muscolo (idrolisi un processo per cui lATP, grazie ad una
molecola dacqua, si scinde in ADP+Pi liberando energia) in 4 fasi distinte:

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1) lATP si lega al complesso actina+miosina, riducendone laffinit e determinandone la dissociazione


2) lATP legato alla miosina viene rapidamente idrolizzato formando un complesso miosina-ADP Pi ad alta
energia
3) lactina si lega al complesso ad alta energia
4) LADP e Pi si liberano dal complesso e lasciano sole nuovamente astina e miosina pronte per unaltra reazione
di idrolisi.
Lenergia che deriva dallidrolisi dellATP si accompagna ad un cambiamento di forma delle teste di miosina. Questo
schema, detto a barca a remi fatto di 4 fasi:
1) dal complesso actina+miosina viene fuori una testa di miosina per la presenza di ATP (che lega la miosina).
2) durante lidrolizzazione dellATP, che una fase in cui tutte le molecole hanno alta energia, la testa di miosina
si dispone perpendicolarmente alla coda.
3) quando arriva uno stimolo nervoso si ha energia sufficiente per formare il complesso ad alta energia testa ADP
Pi actina.
4) Actina e miosina interagiscono e vengono rilasciati Pi e ADP. La testa di miosina si dispone in uno stato a pi
bassa energia, inclinandosi a 45 rispetto alla sua coda. In questa fase, detta del colpo di forza, linclinazione
delle teste di miosina determina una trazione del filamento di astina di circa 100 verso il centro del sarcomero.
In sintesi, le molecole di miosina e di actina scorrono luna sullaltra grazie ad un movimento ciclico durante il quale le
teste si raddrizzano (quando legate allATP) e si inclinano (quando perdono Pi e ADP).
Il controllo della contrazione muscolare si pu schematizzare in 3 processi strettamente collegati:
- diffusione del potenziale dazione indotto dallo stimolo nervoso nella fibra: esso trasmesso ad ogni sarcomero dal
sistema dei tubuli a T e dal reticolo sarcoplasmatico. Questultimo, in particolare, aumenta la sua permeabilit agli ioni
Ca+ grazie a specfici canali che si trovano sulla sua superficie detti canali per il Ca+ voltaggio-dipendenti (i canali sono
proteine che, sensibili ai potenziali dazione, permettono che la membrana cellulare sia attraversata da ioni)
- liberazione di calcio dal reticolo sarcoplasmatico. Il passaggio degli ioni calcio induce un potenziale dazione che, si
diffonde attraverso il sistema dei tubuli entrando nel reticolo sarcoplasmatico, da dove libera altro calcio,
immagazzinato al suo interno. Laumento della concentrazione degli ioni calcio fa in modo da liberare il sito di legame
dellactina (sposta la troponina e la tropomiosina liberando il sito di legame) per le teste di miosina, innescando cos lo
scivolamento dellactina lungo la miosina
- ritorno della concentrazione di calcio ai valori normali: che avviene grazie alla chiusura dei canali calcio dipendenti
ed allazione di enzimi come la (Ca+APT-asi) che consentono reazioni che pompano gli ioni allesterno del reticolo
sarcoplasmatico. In questa fase il complesso troponina-tropomiosina si posiziona nuovamente tra i monomeri di astina,
in modo tale da impedire il legame actina-miosina e quindi da impedire la contrazione muscolare. La fibra muscolare
quindi si rilassa ed il muscolo si decontrae.
Semeiologia clinica e sindromi cliniche: le malattie muscolari si esprimono principalmente con ipostenia ed ipotrofia,
generalmente nei distretti prossimali (cingolo scapolare e pelvico). Il fenomeno miotonico lincapacit di decontrarre
il muscolo soprattutto dopo una contrazione (ad es. una stretta di mano).
Le malattie del muscolo scheletrico sono dette miopatie; viene compromessa la struttura e/o la funzionalit del muscolo.
Le miopatie possono essere ereditarie (distrofie muscolari, miopatie congenite) o acquisite (miopatie infiammatorie,
endocrine, miopatie da farmaci/tossici, miopatie associate ad altre malattie sistemiche).
Le distrofie muscolari comprendono un vasto gruppo di malattie e sono caratterizzate da un decorso degenerativo di
tessuto muscolare scheletrico. Le distrofia sono responsabili dellalterazione di un gene che, in condizioni normali,
codifica (cio porta linformazione per la produzione di certe sostanze) una proteina denominata distrofina. La
distrofina una proteina la cui assenza (o riduzione) rende il sarcolemma particolarmente sensibile alla rottura durante
la contrazione muscolare.
La distrofia di Duchenne dovuta allassenza di distrofina. Si manifesta nei bambini entro i sei anni con
difficolt ad acquisire capacit motorie normali (camminare, correre, salire le scale); la deambulazione diventa
anserina, per la caratteristica debolezza dei muscoli glutei; caratteristica anche la manovra di Gowers,
caratterizzata dal fatto che il paziente con il tronco flesso in avanti facendo principalmente forza con
le braccia poggiate sulle ginocchia. Anche il cuore pu essere affetto e compaiono aritmie.
La distrofia di Becker dovuta allanomalia di distrofina. Si manifesta entro i 12 anni con progressione molto
lenta e non sempre c perdita della deambulazione. Spesso il cuore viene risparmiato.
La distrofia di Emery-Dreifuss dovuta alla codifica, da parte del cromosoma X di una proteina detta emerina.
Si manifesta entro i 10 anni con debolezza scapolare e pettorale e agli arti inferiori. Il decorso progressivo e
coinvolge anche il muscolo cardiaco.

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La distrofia muscolare facio-scapolo-omerale trasmessa in maniera dominante che presenta un andamento


lento, ma progressivo e si manifesta entro i 20 anni. La prima manifestazione costituita dalla difficolt
nellinnalzare le braccia e dalla comparsa di scapole alate.
La distrofia muscolare dei cingoli a trasmissione recessiva ed caratterizzata da ipostenia (cio riduzione
della forza muscolare) ai muscoli dei cingoli (scapolari).

Le sindromi miotoniche manifestano il fenomeno miotonico, cio la persistente eccitazione del muscolo scheletrico
dopo la contrazione volontaria. Ci dovuto allalterazione dei canali ionici del sarcolemma che possono causare
ipereccitabilit oppure ipoeccitabilit.
Le miotonie congenite sono dovute ad alterazioni del canale per il cloro. Esse presentano il fenomeno miotonico e
ipertrofia muscolare e possono essere di due tipi:
la malattia di Thomsen che si trasmette in maniera dominante e si manifesta nella prima infanzia
la malattia di Becker, che compare dopo i dieci anni con un decorso pi grave della precedente per la progressiva
accentuazione di ipostenia e miotonia.
La distrofia miotonica di Steinert caratterizzata da miotonia, ipostenia ed ipotrofia a causa della mutazione di un gene
che codifica per una proteina detta miotonia. Nei soggetti normali il gene contiene una tripletta di nucleotidi (citosinatimidina-guanina) ripetuta al massimo 25 volte mentre nelle persone affette da malattia la tripletta ripetuta anche 50
volte. Essa pu essere di due tipi: distrofia miotonica congenita, che si manifesta gi alla nascita e distrofia miotonica
delladulto, che si presenta entro i 25 anni.
Paramiotonia congenita: Autosomica dominante dovuta ad un alterazione dei canali per il sodio. Caratterizzata da
miotonia paradossa (peggiora con movimenti ripetitivi) e ipostenia. Colpisce muscoli el volto, collo e avambracci.
Paralisi periodiche iperkaliemiche : Autosomica dominante e dovuta a mutazioni del gene che codifica per la subunit
alfa del canale del sodio. Si riconoscono tre forme: senza miotonia, con miotonia e con paramiotonia. Caratterizzata da
episodi ipostenici di breve durata.
Paralisi periodica ipocalemica : Mutazione del gene che codifica per subunit alfa dei canali per il calcio sensibili alle
diidropridine. Si manifesta nelladolescenza con episodi di improvvisa diminuzione di forza che dura da 1 a 4 ore o
anche giorni. Con il tempo gli episodi decrescono ma la debolezza pu divenire stabile.
Ipertremia maligna : Legata alla mutazione per i recettori della rianodina ed caratterizzata da ipertermia elevatissima,
quasi sempre fatale.
Miopatie mitocondriali : Sono causate da un difetto della funzionalit mitocondriale. ereditaria solo dalla madre e
colpisce ugualmente machi e femmine. Sono estremamente eterogenee per et desordio, evoluzione e coinvolgimento
tissutale. Sono caratterizzate da intolleranza alla sforzo e precoce affaticabilit perch i pazienti non sono in grado di
utilizzare lossigeno in maniera appropriata. Le principali sono: la sindrome di Kearns-Sayre, MERRF e MELAS.
Crampi e contratture : I crampi sono contrazioni muscolari involontarie, dolorose, improvvise della durata di secondi o
minuti, caratterizzati da una scarica elettrica registrabile elettromiograficamente. Le contratture sono caratterizzate da
indurimento muscolare doloroso. Durano pi a lungo dei crampi e sono provocati dallesercizio fisico.
Intolleranza allo sforzo: Un qualunque sforzo muscolare dopo un certo tempo causa un affaticamento che
progressivamente rende impossibile la prosecuzione dello sforzo stesso (fatica muscolare, fenomeno transitorio e
reversibile che si risolve con il riposo). La causa della fatica dipenda dallesaurimento delle fonti di energia, quindi
lefficienza e la resistenza del muscolo dipendono dal costante rifornimento ed utilizzo di fonti energetiche, quali:
glicogeno, glucosio e acidi grassi.
Rabdomiolisi : processo caratterizzato dalla rapida distribuzione delle fibre muscolari striate che determina il rilascio
nel sangue di quanto in esse contenuto. Pu essere dovuta a molte cause, tra cui labuso di alcool, alcuni farmaci e
sostanze chimiche. I sintomi comprendono dolore e debolezza muscolare, febbre; il dolore pu coinvolgere specifici
gruppi muscolari oppure pu essere generalizzato.
ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO
Il sistema nervoso si divide in due parti :
- Sistema Nervoso Centrale composto da Encefalo e Midollo spinale; costituisce il modulo in cui linformazione
viene elaborata in modo sempre pi complesso man mano che si produce in senso caudio-craniale
- Sistema Nervoso Periferico composto da Gangli e Nervi Periferici; costituisce il modulo afferente (fibre sensitive) ed
efferenti (fibre motorie)
SISTEMA NERVOSO PERIFERICO e composto da due parti distinte:
- SNP Somatico : costituito da fibre sensitive che trasportano informazioni sullo stato dell ambiente esterno, nonch sui
muscoli e sulla posizione degli arti, e da fibre motorie che innervano i muscoli. Entrambi i tipi di fibre decorrono nei
nervi spinali o nei nervi cranici.
- SNP autonomo un sistema effettore non sottoposto al controllo delle volont, che controlla la muscolatura liscia

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viscerale, quella cardiaca e le ghiandole esocrine.


Questo sistema suddiviso in:
Simpatico: ha un ruolo di risposte allo stress,
Parasimpatico : interviene nel mantenimento dell omeostasi, assicurando tutte le pi importanti funzioni vitali.
SISTEMA NERVOSO CENTALE diviso in distinte regioni anatomiche:
- midollo spinale formato dalla sostanza grigia rappresentata dai corpi cellulari dei neuroni e la sostanza bianca
rappresentata dagli assoni rivestiti di mielina
- tronco encefalico: diviso in bulbo, ponte e mesencefalo. Nel tronco encefalico sono allocati i nervi cranici ed sede di
transito di fibre mielizzate
- cervelletto: un collegamento con ponte e bulbo attraverso i penducoli celebrali
- diencefalo: formato dal talamo (svolge un ruolo di analisi preliminare della maggior parte degli stimoli che
raggiungono la corteccia celebrale); e dallipotalamo (regola le funzioni del sistema nervoso autonomo e del sistema
endocrino attraverso lipofisi.
- emisferi celebrali: sono formati dalle corteccie celebrali, la sostanza bianca e tre formazioni nucleari profonde: i nuclei
della base, lippocampo.
MIDOLLO SPINALE contenuto nel canale vertebrale, da dove partono 31 paia di nervi spinali formati da due radici
una anteriore ed una posteriore e annesse a questultima vi il gaglio spinale sensitivo. A livello cervicale e lombare si
evidenzia due rigonfiamenti che corrispondono allemergenza delle radici degli arti superiori ed inferiori. Il midollo
formato dalle sostanze grigie al centro, che presenta un corno anteriore e posteriore e una sostanza bianca.
Le corne anteriori sono motorie, le corne posteriori sensitive e le corna laterali sono vegetative.
A livello del midollo hanno luogo risposte riflesse. formato da mielomeri ossia un unit funzionale che presenta una
propria autonomia attraverso le risposte reflesse (livello segmentario). Presenta fibre che collegano i vari melomeri
realizzando un organo plurisegmentario e creando un organizzazione intersegmentaria; collegato alle strutture poste
cranialmente formando un organizzazione soprasegmentaria. L organizzazione segmentaria del midollo formato: via
dingresso costituite dalle radici posteriori che raggiungono le corna posteriori; via duscita rappresentata dalle radici
anteriori che originano dalla corna anteriore.
Lo stimolo periferico viene raccolto da un neurone il cui corpo si trova nel gaglio spinale che annesso alle radici
posteriori.
Il midollo collegato ai centri soprasegmentari attraverso
- i fasci ascendenti(cordoni posteriori): il fascicolo gracile - cuneato
- fasci ascendenti e discendenti(cordoni laterali): fascio spino cerebellare dorsale - ventrale - spino talamico
cortico spinale
- fasci ascendenti(cordoni anteriori): fascio spino talamico
- fasci discendenti(cordoni anteriori): fascio cortico spinale - vestibolo spinale - reticolo spinale
Le sindromi midollari possono essere distinte in segmentarie e cordonali.
Le segmentarie sono lesioni che colpiscono le materie grigie e si dividono in:
- sidrome segmentaria ventrale o delle corna anteriori; colpiscono il II motoneurone
- sidrome segmentatia dorsale o delle corna posteriori
- sindrome segmentaria centromidollare; deficit della sensibilita termo dolorifica per danno ai fasci spino talamici.
Le sindromi cordonali sono dovute a lesioni dei cordoni midollari che determinano segni e sintomi al di sotto delle
lesioni: sindrome cordonale antero laterale - sindrome cordonale posteriore-sclerosi
La siringomielia consiste nella formazione di una cavit intramidollare cui consegue distruzione delle fibre che
comporta perdita della sensibilit termo dolorifica.
TRONCO ENCEFALICO anatomicamente i nuclei dei nervi cranici assumono il valore di centri afferenti ed efferenti.
Il bulbo contiene i nuclei: ipoglosso- accessorio spinale- vago-glosso faringeo
Il ponte contiene i nuclei: abducente -faciale-acustico- trigemino
Il mesencefalo contiene i nuclei: oculomotore- trocleare
Formazioni con funzione di collegamento intersegmentario sono: fascicolo longitudinale, il fascicolo mammillo
tegmentale ed la formazione reticolare.
Nel controllo soprasegmentario troviamo formazioni cellulari: nucleo rosso; sostanza nigra e loliva bulbare.
Una lesione del tronco encefalico comporter paralisi di uno o pi nervi cranici e contemporaneo interessamento dei
fasci sensitivi e motori; e siccome questultimi si incrociano avremo deficit motori e sensitivi del lato opposto.
Lesione del oculomotore : ptosi palpebrale, midriasi pupillare
Lesione del trocleare : bulbo oculare deviato verso linterno ed lalto
Lesione del abducente : strabismo convergente
Lesione trigemino : perdita di sensibilit e deficit della motilit dei muscoli masticatori
Lesione facciale : assimmetrie del viso dal lato della lesione
Lesione glossofaringeo : disfagia, rinolalia

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Lesione vago : disfonia, perdita del riflesso della tosse, lieve dispnea
Lesione accessorio : difficolt nel ruotare la testa e sollevare le spalle
Lesione ipoglosso : fibrillazione del emilingua.
DIENCEFALO formato dal talamo e dallipotalamo ed esercita sul cervelletto attraverso il talamo il controllo sulla
pianificazione ed esecuzione del movimento volontario.
Il talamo controlla la funzione motoria e la regolazione della vigilanza. Fa parte dei numerosi e complessi circuiti
sensoriali e motori in quanto si trova in un punto dove decorrono fibre ascendenti e discendenti. Tutti i nuclei talamici
hanno funzione eccitatorie ad eccezion fatta del nucleo reticolare talamico.Al talamo arrivano due tipi di afferenze:
-specifiche: convogliano sui nuclei talamici informazioni specifiche di una via che poi verrano ritrasmesse a strutture
successive
-regolatorie: hanno la funzione di regolare e decidere se e con quali caratteristiche un informazione debba lasciare un
nucleo talamico.
I nuclei talamici possono essere suddivisi in tre categorie che sono:
- nuclei di trasmissione: ricevono afferenze specifiche e proiettano ad aree funzionali altrettanto specifiche della
corteccia cerebrali
- nuclei di associazione: ricevono afferenze e proiettano efferenze alle due aree associative corticali
- nuclei di proiezione diffusa: hanno proiezioni molto divergenti in modo da realizzare una rete associativa extra ed
intra-talamica.
Lesioni del talamo sono dovute quasi sempre ad accidenti cerebrovascolari. Pu provocare iperpatia, incordinazione
motoria, movimenti volontari, disturbo del riconoscimento dei suoni, demenza talamica.
LIpotalamo controlla il sistema nervoso autonomo e il sistema endocrino. Controlla la temperatura corporea, la
frequenza cardiaca, pressione arteriosa. Svolge un ruolo per il mantenimento dell omeostasi; invia efferenze al sistema
simpatico e parasimpatico.

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