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DIDATTICA

La didattica la teoria e la pratica dellinsegnamento, la scienza della comunicazione e della relazione


educativa. Ci che fin da subito assume rilevanza nella didattica la complessit, ovvero il punto di vista
individuale, infatti il soggetto organizza ricostruisce produce il mondo attraverso lesperienza condotta in
interazione con gli altri, con ambienti di vita e le relative culture; fa propri questi stimoli e modifica le sue
conoscenze per adattarle ai cambiamenti di situazione. Inteso anche come un sistema di rappresentazione del
reale, che scaturisce dalla relazione dinamica tra individuo e ambiente, la costante ricerca di un equilibrio
con lambiente ( Interazionismo simbolico ). Questa forma di adattamento tradizionale viene definita
Schema Input Output, in cui si considerano le risposte dellindividuo come output e le stimolazioni
dellambiente come input. Ben presto per ci si resi conto che non era cos semplice come per la fisica;
come azione reazione, invero lindividuo essendo un sistema auto poietico ( in grado di autoregolarsi )
metabolizza gli stimoli e si adatta in maniera pi articolata, piuttosto che ad un semplice meccanismo di
stimolo risposta. Quindi un individuo non solo agisce \ reagisce ( Modello Comportamentista ) ma
soprattutto agisce e interagisce con il mondo che gli si presenta in tutta la sua complessit ( Modello
Interpretativo ). Da questultimo modello teorico nata e concepita la possibilit di intervenire
intenzionalmente dallesterno nel processo di adattamento \ apprendimento del soggetto nel cos detto
processo di formazione, inteso anche come Concetto di Educabilit. Proprio in questa delicata fase di
accrescimento e miglioramento del bagagliaio tecnico didattico del soggetto nasce un rapporto tra chi
insegna e chi apprende che si colloca su un continuum che va dallesclusiva eteronomia del docente alla
totale autonomia del discente. Per quanto riguarda la pedagogia del docente il pi antico tipo di
insegnamento, si centra sulla figura del Maestro, secondo cui viene considerato possessore di un sapere di
tipo lha detto lui ( ipse dixit ), esempio di saggia sapienza e di indiscussa autorevolezza e, quindi il sapere
viene accettato solo in virt di chi lo presenta. In tale modello di insegnamento, il docente veniva concepito
come un trasmettitore di conoscenze. La manifestazione pi tipica di tale modello pedagogico la lezione
frontale considerati come gli strumenti principali di trasmissione del sapere e di verifica degli
apprendimenti, quindi lapprendimento si verifica a ridosso del lavoro di insegnamento. Questo modello di
insegnamento porta un vantaggio, ovvero una didattica a basso costo del tipo uno tanti ( proprio una sola
figura da guida a tanti soggetti in ascolto ) tra docente e tanti alunni. Questultimi invece fanno parte
palesemente della pedagogia del discente, che sostiene il focus della formazione sul soggetto e sulla sua
autonomia, con uno schema pi articolato, del tipo stimolo organismo risposta ( SOR ) in cui il soggetto
capace di produrre risposte autonome e autoguidate, di tipo intenzionale e funzionale, in grado quindi di
modificare il senso e la direzione della risposta apprenditiva. I punti essenziali su cui si poggia lattivismo
pedagogico possiamo sintetizzarli in 6 punti :
Il Puerocentrismo = ovvero invece di rendere il bambino adulto il prima possibile, diviene opportuno
concentrarsi sullinfanzia.
Il valore della psicologia = che sostiene la pedagogia riguardo lapprendimento e lo sviluppo.
Linsegnante come guida = insegnante non solo per trasmettere conoscenza, ma anche nel processo della
scoperta del bambino facendogli da guida.
Il legame tra interessi e bisogni = sono gli interessi e i bisogni del bambino a guidare linsegnamento.
Il legame tra insegnamento e vita = la scuola non parte separata della vita ma serve per la vita.
Lintelligenza operativa = il bambino va stimolato ad usare la propria intelligenza attraverso dei laboratori (
scultura, pittura, ecc )

C un forte rapporto tra insegnamento e apprendimento con una relazione tra chi insegna e chi apprende (
Logica delleco etero autonomia ). C questo scambio docente discente dove entrambi sono attori
della relazione che si caratterizza per autonomia e per proprie caratteristiche psicofisiche, quindi ognuno
deve andare incontro allaltro in base ai bisogni e alle modalit apprenditive. Il soggetto, si colloca in una
posizione, in un continuum di continuo ed esclusivo ascolto perch attraversa trasversalmente questi 3
principali orientamenti riguardo al progetto formativo e quindi rispetto alla relazione di
insegnamento apprendimento. Da parte degli insegnanti tuttavia indispensabile prevenire ad una cultura
della qualit della didattica che si costruisce su le buone pratiche che sono 3 :
Modularit = al fine di far maturare capacit di analisi e sintesi per la disciplina affrontata.
Flessibilit = ovvero passare da un percorso formativo allaltro diversificando i testi di studio al fine di far
sviluppare abilit autoriflessive e critiche sul materiale selezionato.
Personalizzazione = possibilit di scegliere le modalit di apprendimento e di verifica.
Queste 3 categorie caratterizzano le azioni formative di tipo formale ( la scuola ), diversamente da quelle di
tipo informale che avvengono spontaneamente in qualsiasi contesto di vita; familiare, sociale, lavorativo, e di
tempo libero, proprio perch nei contesti formalizzati si va a valutare il se e il come, c un impegno
cognitivo sul percorso di sviluppo. Ed qui che entra in gioco il processo di rielaborazione del sapere
( Mediazione Didattica ), lungo 3 direzioni :
Loggetto culturale = le materie disciplinari affrontate
Il soggetto in apprendimento = la conoscenza del sistema cognitivo ed emozionale dellalunno
Linsegnante = il proprio stile didattico nel metodo utilizzato
La didattica deve rispondere alle 3 domande:
cosa \ a chi \ come insegnare ?
I contesti sociali dellinsegnamento apprendimento sollecitano anche il rapporto tra aspettativa e
rendimento. Infatti se gli insegnanti credono che un soggetto sia meno dotato o allopposto molto dotato sul
piano intellettivo, questi tendono a trattarlo anche inconsciamente, in modo diverso dagli altri a seguito della
rappresentazione mentale dellinsegnante, il soggetto a questo punto tender ad interiorizzare tale giudizio e
si comporter di conseguenza. Questa dinamica in altre parole, tende ad instaurare un circolo vizioso per cui
il soggetto tender a maturare alternativamente o in senso di estrema adeguatezza o di totale impotenza e
quindi a divenire, nel tempo, proprio come linsegnante lo aveva immaginato.
Il modo di guardare lalunno, da parte dellinsegnante, pu influenzare significativamente la prestazione
dellallievo e quindi, il suo rapporto con lapprendimento. In particolare, se si pensa alla prima
socializzazione in et pre adolescenziale, il rapporto tra pari un delicato terreno nel quale si gioca, ancora
una volta, il peso della rappresentazione sociale; attribuire una scomoda etichetta, pu rappresentare un
ostacolo allespressione del S in modo stabile, libero ecc.
Peraltro si ritiene necessario un analisi previsione dellincidenza che pu avere litinerario didattico
stabilito, del suo svolgimento e della sua verifica.

Progettazione, Programmazione non solo una questione di terminologia. Diviene quindi molto utile
analizzare i termini per non avere confusione; notiamo subito delle importanti differenze :
Progettare = criterio generale di lavoro, anche un indicazione di massima su come procedere.
Programmare = lavorare per lacquisizione di conoscenze per la revisione critica di quelle possedute.
Qui possiamo anche tenere a mente il fatto che la Programmazione didattica individualizzata fa parte
della Programmazione didattica in generale ed entrambi fanno del ciclo della Progettazione educativa.
Queste delucidazioni hanno aperto ben presto la strada per un analisi maggiore della scuola, facendone
risaltare delle differenze,ovvero un passaggio da una scuola del programma alla scuola della
programmazione :
Coordinare i fattori educativi e formativi in sede locale.
Tenere presente le materie e le discipline di studio di una scuola e usarle nel contesto di vita sociale e
culturale.
Quindi costruire un curricolo vagliato con un concetto di trasferibilit delle conoscenze in altri contesti
similari considerando fattori, situazioni, esigenze dei vari aspetti economici, sociali e, culturali della realt
scolastica e formativa.
Bisogna considerare 3 aspetti della realt scolastica, e la programmazione didattica il dispositivo
regolativo centrale :
La scuola nella sua organizzazione
Conoscenza e problemi del Territorio di appartenenza della scuola
Gli alunni facenti parte di entrambi i fattori e quindi valutarne gli esiti formativi
A coadiuvare tutto lo sviluppo tecnico didattico dellalunno, inizialmente si ponevano al centro solo gli
obiettivi da perseguire. In questo caso il curricolo personale dellalunno un obietto di per s.
Vi sono delle teorie cui far riferimento in questo caso e possono essere raggruppate in :
1 ) Percorso formativo
2 ) Progetto educativo nazionale a livello formale
3 ) Attivit di programmazione ( da parte del docente, del team ecc )
4 ) Gestione dellattivit di programmazione ( lavoro di controllo valutazione correzione degli obiettivi )
Il delicato compito di contestualizzare il programma ministeriale dare intenzionalit ai percorsi
formativi dei singoli gradi scolastici.
Contestualizzare il programma dare significato alle finalit traguardo, pedagogico e didattico, al viaggio
dellinsegnamento apprendimento, costruendo cos una scuola del progetto, e non una scuola del caso.
La scuola necessita di delineare degli obiettivi; che il fattore di regolazione delle successive fasi del
curricolo stesso.

Comunque per i docenti, qualunque sia il criterio adottato per classificare gli obiettivi, un compito
abbastanza impegnativo, sarebbe utile infatti presentare agli studenti obiettivi secondo un criterio di
complessit crescente, dei livelli di capacit, da acquisire in relazione alle grandi aree di apprendimento e
sviluppo. Per questo difficile compito bene far riferimento alla Tavola tassonomica madre che prevede :
1 ) Apprendimenti elementari = Obiettivi cognitivi generali :
Memorizzare
Automatismi disciplinari
Automatismi cognitivi
2) Apprendimenti intermedi = Obiettivi cognitivi generali :
Descrivere le conoscenze
Applicare e controllare le conoscenze

3) Apprendimenti superiori convergenti = Obiettivi cognitivi generali :


Analisi
Sintesi
Metodo
4) Apprendimenti superiori divergenti = Obiettivi cognitivi generali :
Intuizione
Invenzione
Questo tutto ci che concerne la Programmazione per obiettivi.
Invece altro tipo di programmazione didattica a mio parere molto pi valida la Programmazione per
mappe concettuali. Si fonda sulla convinzione che i curricoli vadano centrati non sugli obiettivi ma sui
contenuti, ossia sui concetti portanti delle discipline. E necessario far riferimento ad una serie di fasi
scandire, ovvero :
1) Elaborazione delle mappe concettuali di base : il docente indica i percorsi didattici da realizzare,
utile per la conduzione della conversazione clinica.
2a) Conversazione clinica : I docenti, con particolare attenzione nellosservazione e con capacit di
interazione verbale formulando domande opportune sulla base delle risposte dei soggetti, devono aiutare
questi ultimi a tirar fuori i concetti inerenti al programma didattico sollecitandoli e aiutandoli nel
percorso formativo.
2b) Ricostruzione della matrice cognitiva : Sulla base dei concetti emersi dalla conversazione clinica
si inizia a costruire la matrice cognitiva degli alunni rendendosi conto approssimativamente come
continuare il programma.
3) Elaborazione della rete concettuale dellunit didattica : Pu essere definita la fase della
formulazione degli obiettivi che scaturiscono dalla lettura incrociata tra mappa concettuale e matrice
cognitiva degli alunni.

4) Esecuzione : esecuzione dellunit didattica in s.


Riguardo la conduzione delle attivit didattiche importante quindi :
Offrire a tutti i soggetti le informazioni utili a piccoli passi.
Far concettualizzare i soggetti con domande mirate.
Rappresentare i concetti in maniera esemplificata ( con schemi, immagini, disegni, schizzi ecc )
Organizzare i concetti di tipo percettivo anche in tipo logico simbolico.
5) Valutazione :
Dingresso = dopo la conversazione clinica
Intermedia = sulluso degli organizzatori
Finale = in riferimento al percorso generale della tassonomia

Le prestazioni finali vanno cos controllate sul fatto che lalunno deve aver strutturato abilit di :
Generalizzazione
Definizione
Discriminazione
Applicazione
Transfer scolastico
Transfer extrascolastico
Transfer analogico ( cio in senso metaforico o figurato )
Competenza meta concettuale
E possibile realizzare insieme agli alunni una mappa concettuale su qualsiasi argomento seguendo alcune
facili indicazioni :
1) Introducendo una PAROLA OGGETTO ( sostantivo ) come diretta esperienza ( sedia, scuola, cane
ecc) Disponendo i bambini con le sedie in cerchio per comunicare meglio.
2) Chiedere di pensare delle PAROLE EVENTO ( VERBI ) ossia delle situazioni legate a quella parola
oggetto ( se la parola scuola si chiede che cosa si pu fare a scuola ?
3) Si chiede ai bambini di chiudere gli occhi e dire se nella loro mente compaiono figure quando vengono
pronunciate parole oggetto e parole evento familiari. Ai bambini viene cos presentato il termine
CONCETTO ( ossia una parola usata quando ci si riferisce alle immagini mentali di oggetti o eventi ).
4) A questo punto si avvia il riconoscimento delle PAROLE CONCETTO ( ossia non solo cose concrete
ma anche astratte ad es :
scuola = parola oggetto
giocare = parola evento
divertimento = parola concetto
Quindi far distinguere queste ultime Parole oggetto \ evento \ concetto.
5) Linsegnante invita i bambini a stabilire legami e relazioni tra parole evento e parole concetto ( tra
bambini ).

Giungiamo ora in maniera schematica alle Differenze tra il modello di programmazione per obiettivi e
quello per mappe concettuali.
PROGRAMMARE PER OBIETTIVI :
Linsegnamento causa dellapprendimento.
Gli obiettivi specificano i modelli di insegnamento.
Gli obiettivi vengono individuati in assenza del soggetto.
Assimilazione per via tendenzialmente trasmissiva dei contenuti.
Genera apprendimenti lineari con percorsi cognitivi univoci e rigidamente determinati.
PROGRAMMARE PER MAPPE CONCETTUALI :
Dagli schemi apprenditivi del soggetto si costruisce linsegnamento.
I modelli di insegnamento sono formulati dagli schemi di apprendimento del bambino e dalle sue esperienze.
Gli obiettivi vengono desunti dallincrocio della mappa concettuale di base con la matrice cognitiva del
soggetto.
Costante operazione di co adattamento tra la costruzione cognitiva soggettiva e le organizzazioni
concettuali.
Prospetta percorsi aperti in cui sono possibili itinerari plurimi, divergenti e creativi in coerenza con le
strutture.
Ma cosa rende unazione didattica efficace ?
Cosa fa della didattica un processo rilevante ?
Lindicatore della partecipazione appare inoltre un aspetto centrale anche per la formazione degli studenti:
Attivare e valorizzare i saperi soggettivi.
Facilitare lesplicitazione degli stili cognitivi dei soggetti e larricchimento dei modelli mentali.
Valorizzare la cultura dellapprendimento.
Facilitare la partecipazione e il coinvolgimento dei soggetti in formazione.
Offrire attivit formative da far svolgere ai soggetti in prima persona.
Sollecitare situazioni di apprendimento di gruppo
Valorizzare la dimensione relazionale nel processo di formazione.
E anche da considerare la modificazione del soggetto, ovvero :
Sostenere i processi di cambiamento del soggetto.
Alimentare la crescita di conoscenze, competenza e atteggiamenti.
Consentire il controllo del rapporto tra livelli formativi di ingresso, obiettivi formativi e risultati raggiunto.
Sostenere la crescita di abilit auto valutative e cretiche.
Facilitare i processi di responsabilizzazione e di costruzione da parte dei soggetti.
Agevolare i processi di autoconoscenza della propria cultura in relazione alle culture altre.
Ricordarsi di far sempre contestualizzare ovvero migliorare lapprendimento con la creazione di ambienti
migliori che lo facilitano, dare loro compiti ai problemi reali, far imparare individualmente e in gruppo.

Nellepoca contemporanea anche definita spesso epoca della conoscenza, dei lavoratori della conoscenza,
dellinformazione e della conoscenza diffusa bene tenerne conto, in quanto tutto ci va connesso al fatto
che di conseguenza maggiormente con la possibilit odierna, tramite lutilizzo dei nuovi mezzo tecnologici,
soprattutto in seguito alla rivoluzione digitale, si pu ricevere molte informazioni ( Internet ), piuttosto che
con quella della maturazione di competenze, la quale richiede lapporto di scienze umane, oltre che
allesperienza e principalmente delle scienze della formazione e delleducazione. Questo sapere condiviso
nasce proprio dalla comunicazione :
cio uno scambio tra soggetti regolato sia da un bisogno intrinseco, sia da una necessit sociale e culturale;
significa Mettere in comune qualcosa. E comunque Comunicare e Comunicazione sono legati ai termini
trasmissione, linguaggio, informazione.
Comunicazione trasmissione di informazioni e alla base di questo c pura intenzionalit.
La trasmissione tra soggetti avviene sempre tramite un medium ovvero un canale che funge da
supporto.
La comunicazione anche definita vera in quanto appunto un fenomeno intenzionale.
La comunicazione fa da guida alla trasmissione, la comprende e, pertanto, la orienta.
Tutto ci che non si realizza nella comunicazione non esiste.
Lattenzione per luso delle tecnologie digitali e della comunicazione nella vita di tutti i giorni si andata nel
tempo sempre maggiormente affermando con la diffusione di strumenti sempre pi aggiornati e potenti e lo
sviluppo della rete Internet.
Ma cosa si intende per comunicare ?
E dato dalla stretta relazione tra la figura dell Emittente, quindi il messaggio, il ricevente e quindi il canale
( ad es. la voce ) pi il medium ( 2 persone che parlano al telefono = medium ) pi il cos detto Codice ( ad
es. la stessa lingua ).
Distinguiamo anche vari tipi di Comunicazione Telematica :
di tipo Serbatoio = banche, siti Web ( P2P )
di tipo Postale = posta elettronica \ SMS ( persone note )
di tipo Chat = chat line, forum di discussione in rete ( quindi maggiore possibilit di conoscenze,
discussioni ecc. )
Si apprende per vivere con la scelta e gli stili di vita che spesso vengono sacrificati alle esigenze
economiche, sociali e culturali del momento storico, tuttavia apprendimento e conoscenza sono termini
basilari per la formazione del soggetto, lapprendimento la base di partenza per lacquisizione della
conoscenza, che poi maturata nel tempo si traduce in abilit e competenze nel corso della vita culturale e
professionale. Comunque dallinformazione ( e dalla qualit di essa ) che si fa via via facendo la
conoscenza, utile nella realt in cui si vive e per i problemi avvenire. Da ricordare che le conoscenzE si
riferiscono agli ambiti disciplinari specifici, in tanti settori.
Ma cosa si intende per intelligenza pertinente ?
Lintelligenza, potrebbe tradursi nella capacit di comprendere la realt, ma anche di collocare il sapere nel
contesto. Per questo lo sviluppo linsieme delle conoscenze mirate che portano ad un risultato positivo.
Con la diffusione delle modalit di comunicazione mediate dagli strumenti informatici, dalla rete, si venuta
determinando la progressiva creazione di nuovi ambienti comunicativi e collaborativi caratterizzati da
modalit di interazione e, possono diventare unopportunit o un problema a seconda delle competenze
dellutilizzatore, del contesto in cui sono inserite e degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Fa parte delle
nuove forme del comunicare anche la Formazione a distanza = corsi on line ecc.

Tutto ci importante da capire, perch atto a valutare nellinsieme tutti i processi formativi e di
conseguenza anche la valutazione scolastica, che stata storicamente connessa a quella di selezione, invece
che a quello di programmazione e di sperimentazione, come di fatto dovrebbe essere. La valutazione in
ambito formativo un aspetto fondamentale dellintero percorso didattico. Riferisce in che misura gli
obiettivi sono stati raggiunti e se il programma formativo stato efficace, come acquisizione di conoscenze,
abilit e competenze. Affrontare il tema della valutazione non pu per ridursi alla sola certificazione della
performance dei soggetti in formazione, vanno considerati i contesti del quale esso si sviluppa e quali sono
le finalit della valutazione, quindi ognuno va valutato per diversi percorsi di crescita. Al termine
valutazione non pu essere associato un semplice momento selettivo e \ o certificatorio, ma bens con una
serie di strumenti generativi del potenziale educativo di ciascuno. Latto di valutare pu considerarsi come
un attribuzione di valore a fatti, eventi, in relazione agli scopi da perseguire. In un primo momento
potremmo procedere alla valutazione secondo le temporalit, in 3 momenti, ovvero :
Valutazione iniziale ( predittiva ) = fase in cui si va a misurare ( osservazione, questionari,
interviste,colloqui, prove ecc. ) e poi si va a definire quelle che sono le aspettative dello studente rispetto
allintervento formativo.
Valutazione intermedia ( formativa ) = un momento valutativo importante per gli insegnanti sia per gli
studenti il feedback in ordine a quanto si distanti con riferimento agli obiettivi prefissi, coscch si vada a
rivalutare obiettivi, metodi e strumenti che potrebbero permettere di superare delle possibili difficolt.
Valutazione finale ( di prodotto ) = momento in cui si verificano conoscenze, abilit acquisite e
competenze maturate, dai soggetti in formazione.
Detto ci possiamo prendere in considerazione anche un 2 modello di valutazione, propriamente sui
soggetti, il che significa che nellottica del docente, il percorso di valutazione uno step dellintero percorso
progettuale che, dal punto di vista formativo indaga il cosa linsegnamento ha prodotto, ma come
linsegnamento apprendimento ha funzionato nel suo complesso; cio come i soggetti hanno recepito la
formazione in relazione allorganizzazione e alla selezione dei programmi e dei contenuti del sapere, ai
metodi e alle tecniche adoperate. In questa fase importante il Self evaluation ovvero darsi un voto alla
performance come processo certificatorio, fare riflessione sul risultato ottenuto e sulla condizione che ne
hanno permesso la maturazione; una funzione essenziale dellapprendimento, perch la consapevolezza
delle proprie abilit legata alla motivazione dellapprendimento che riguarda la padronanza e lo sviluppo
della conoscenza, ma da parte di tutti ( allievi, insegnanti, istituzioni, famiglie, societ ecc ) che si
dovrebbe acquisire competenze auto valutative atte alla crescita individuale e non, stimolando proprio
questa specie di cultura della valutazione.
In conclusione :
Valutare non significa registrare, certificare il risultato, ma piuttosto apprendere esperienza attraverso
lanalisi della stessa, la maturazione di competenze auto valutative, sapere riconoscere gli elementi
caratterizzanti della propria performance, sono il vero valore aggiunto del processo di valutazione. Ad es.
una scuola tutta quiz costerebbe meno allo Stato, ma limiterebbe le intelligenze, portando gli allievi alla
formazione di un pensiero unico e unilaterale e indebolendo il potenziale mente plurale.

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