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CAPITOLO 1

Nascita dellAntropologia
Nel 1799 nasce a Parigi la Societ des observateurs de lhomme, per iniziativa di Louis-Francois
Jauffret (1770 1850). Si trattava di un gruppo di intellettuali e scienziati ma non erano
antropologi ma furono i primi a delineare lo studio delluomo tanto come Sapere empirico
quanto come disciplina teorica. Un sapere nuovo, quello dello Studio Comparato delle societ e
delle culture.
Prima di questa societ in Europa trovavamo gi diversi documenti costituiti da resoconti di
missionari, esploratori, mercanti e soldati che non rispondevano per a un progetto scientifico.
Uneccezione fu Jean de Lery o Joseph-Francois Lafitau (1681 1746) che pubblic nel 1724 i
Costumi dei selvaggi americani comparati con quelli dei tempi pi antichi. Accanto a questa
tipologia di testi (diari di viaggio e letteratura esotica) si affiancava quella che ebbe in Michel
de Montaigne (1533 1592) e Jean-Jacques Rousseau (1712 - 1778). Questa tradizione aveva
subordinato lo sguardo sui selvaggi a una critica dei valori espressi dalla societ del tempo.
Allinterno di questa tradizione il discorso sui selvaggi era legato alla religione, la battaglia
antischiavista e la critica del potere assolutistico. Nel libro di Lefitau troviamo un primo
approccio Etnologico: questo libro fu infatti scritto dopo anni di permanenza tra gli Urori e
Irachesi, Tra gli attuali USA e Canada. Lefitau utilizz un metodo comparativo.
Della societ facevano parte filosofi, naturalisti, medici, linguisti, viaggiatori, storici, geografi il
cui scopo era quello di osservare lumanit nella sua variabilit fisica, linguistica, geografica e
sociale. Uno dei quali fu Joseph-marie de Gerando (1772 1842), esperto in linguistica, poneva
in primo piano lutilit dello studio dei selvaggi al fine di conoscere le tappe della storia
trascorsa dellumanit; del recarsi presso di loro e di risiedere tra costoro per periodi
prolungati. E cosi il filosofo doveva farsi anche viaggiatore (legato in qualche modo alla figura
dellantropologo poich questultimo non viaggia soltanto ma pensa cerca di correlare i dati
dellosservazione e di coordinarli in una teoria.
La societ non ebbe per vita lunga poich nel 1805 fu sciolta per volere di napoleone. Questa
scelta corrispondeva a un programma di rigida e esclusiva subordinazione della scienze alle
esigenze di uno stato burocratico, centralizzato e militarizzato pensato da Napoleone. Cos nel
1805 venne meno quellEtnologia che Jauffret e Gerando avevano concepito come studio e
comprensione della differenza.
Joseph de Maistre (1753 1821), fine intellettuale, grande scrittore e diplomatico aveva
denunciato la ragione illuminista come un atto di superbia da parte delluomo nei confronti del
volere divino. Per lui il selvaggio era il rappresentante della degradazione delluomo a cui
questultimo era condannato a causa del peccato originale, e rappresentava lesempio estremo
della caduta dalla grazia divina. Il selvaggio era simbolo del peccato e costituiva levidenza di
una umanit cui era stata negata la grazia. In gran Bretagna queste tesi di de Maistre furono
accolte dal vescovo di Dublino Wathely che nel 1832 aveva sostenuto che il progresso non
poteva essere concepito senza un esplicito intervento divino. Ci che veniva negata era quindi
lidea che lumanit fosse avanzata, sul piano materiale e spirituale, unicamente in virt delle
proprie forze.
Sul finire del 1850 creazionismo ed evoluzionismo vennero a presentarsi come due opposte
interpretazioni tanto della storia naturale quanto della storia umana. Charles Darwin (1809
1882) aveva pubblicato nel 1859 dopo oltre ventanni di ricerche basate sullosservazione di
specie animali e vegetali , Lorigine della specie, nella quale espose una teoria rivoluzionaria
della storia naturale. Mentre il creazionismo postulava la fissit delle specie viventi, e lidea che
ogni variazione fosse il frutto di un intervento estraneo ai processi e alle forze del mondo e
della natura, Darwin proponeva una visione secondo la quale le forme di vita si sarebbero
trasformate in base ad un processo lento di mutazioni dovute al caso, allinfluenza esercitata su
di esse dallambiente e dalla maggiore o minore capacit degli esseri viventi ad adattarsi
allambiente.
In questo periodo storico la scienza apparve come lo strumento in grado di assicurare al
umanit un destino di felicit e di progresso e la sociologia (che ha come fondatori Auguste
Comte in Francia e Herbert Spencer in Inghilterra) come quella branca della scienza per mezzo

del quale sarebbe stato possibile non solo comprendere gli effetti del progresso sulla societ,
ma anche guardarli.

PAROLE CHIAVE
CAP. 1
Antropologia
Societ des observateurs de lhomme
Etnologia e Metodo comparativo
Il selvaggio come essere Degenerato
Creazionismo ed Evoluzionismo
AUTORI
Louis-Francois Jauffret (1770 1850)
Joseph-Francois Lafitau (1681 1746)
Joseph-marie de Gerando (1772 1842)
Joseph de Maistre (1753 1821)
Richard Wathely
Charles Robert Darwin (1809 1882)

CAPITOLO 2

Lantropologia evoluzionista dellet vittoriana


La Gran Bretagna della regina vittoria, la quale regn dal 1837 al 1901 la culla
dellantropologia moderna. In questo periodo essa si impose come la maggiore potenza
industriale, coloniale, militare e politica. Certo, non si deve dimenticare che tali progressi in
campo sociale furono ottenuti grazie allo sfruttamento delle colonie, delle risorse e delle loro
popolazioni.
Edward b. Tylor (1832 1917) considerato uno dei fondatori dellantropologia. Cultura
primitiva il titolo dellopera pi celebre di Tylor. Pubblicata nel 1871, uno studio dedicato
allo sviluppo delle idee religiose dallo stadio primitivo a quello moderno. Esso un libro
fondamentale soprattutto perch affronta lidea stessa di evoluzione culturale e contiene la
prima vera definizione antropologica di cultura. La Cultura, o civilt, intesa nel suo senso
etnografico pi ampio, quellinsieme complesso che include le conoscenze, le credenze,
larte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacit e abitudine acquisita dalluomo
in quanto membro della societ. Quindi la cultura la si trova ovunque, e essa acquisita: cio
non connaturata a una razza (come pensavano invece i creazionisti), n si trasmette col
sangue.
Come tutti i suoi contemporanei, anche Tylor pensava che esistessero popoli inferiori e popoli
superiori, nel senso che la storia del genere umano poteva essere rappresentata da una linea
ascendente la quale, da forme di organizzazione sociale pi semplici conduceva a forme di vita
associata pi complesse e meglio organizzate.
I temi dominanti dellideologia antropologica vittoriana sono la civilt pensata come risultato di
un processo cumulativo; Il processo evolutivo pensato sulla base di una crescente complessit
organizzativa; Lidea della vita sociale come mezzo atto a promuovere il progresso e quindi la
ricchezza e la felicit di tutti gli uomini, uneredit evidente dellottimismo illuminista. Tylor
condivideva con i suoi contemporanei lidea secondo la quale i popoli selvaggi sparsi sui vari
continenti erano i rappresentanti degli stadi precedenti della storia umana e che, come tali,
potevano bene illustrare la condizione di vita degli uomini preistorici.
I temi dei primi antropologi riguardavano la religione e la parentela. Linteresse per la religione
rifletteva lo scontro tra creazionisti ed evoluzionisti, nonch le ansie di unepoca in cui veniva
messa in discussione lautorit della chiesa, in materia di scienza naturale e di origini umane.
Tylor dedic gran parte del suo tempo allAnimismo. Con questo termine tylor indic la
credenza nelle anime e negli esseri spirituali in genere. Il termine stava a indicare la
credenza secondo la quale gli oggetti, anche quelli inerti, possedevano unanima. Animismo
era dunque una nozione che permetteva a tylor di definire in un solo colpo lessenza del
pensiero mitico, magico e religioso e di distinguerlo, per opposizione a quello scientifico e
razionale. Tylor riteneva che laffiorare del pensiero razionale fosse il risultato di una lenta e
progressiva maturazione intellettuale del genere umano. Poich il punto di arrivo di tale
percorso era rappresentato dallaffermazione del pensiero razionale, si trattava di tracciare non
soltanto le tappe evolutive di questo cammino ma anche a quale sorta di modificazione fosse
stata soggetta la credenza negli spiriti nelle varie fasi, da quelle pi primitive a quelle pi
moderne. Con laccumularsi delle conoscenze, e quindi con lemergere dal pensiero razionale,
questa credenza, estesa allinizio a tutti gli esseri viventi ed agli oggetti inerti, era andata
progressivamente restringendosi fino a riguardare soltanto il cristiano civilizzato. Tylor
introduce anche il termine sopravvivenza ovvero la credenza, unidea, una pratica il cui
significato originario era perito da secoli ma che continuava a sopravvivere.
Caratteristica propria dellantropologia lutilizzo di un metodo comparativo.
Levoluzione culturale immaginata dagli antropologi di questepoca non prevedeva che tutti i
popoli della terra dovessero necessariamente seguire la stessa identica linea di sviluppo.
Tuttavia essi presero in seria considerazione la possibilit che lo sviluppo culturale fosse
dominato da qualcosa che potrebbe essere definito principio delle possibilit divergenti. Giunta

a un ponto dellevoluzione una cultura avrebbe potuto cio prendere una via piuttosto che
unaltra dando inizio a percorsi evolutivi diversificati in campo sociale, politico, religioso etc.
La questione dellorigine della religione non come credenza ma come istituzione venne
affrontata da William Robertson Smith (1846 1894). Egli effettu ricognizioni sul campo alla
ricerca di elementi della vita locale che contribuissero a confermare le sue ipotesi e a stimolare
la sua riflessione teorica. In accordo con queste idee Smith si schier a favore della critica
storica della bibbia. Successivamente dopo essersi trasferito a Cambridge, riprendendo i temi
centrali della teoria evoluzionista, tra i quali lo studio delle sopravvivenze come mezzo
indiziario di conoscenza dello sviluppo culturale e , soprattutto, la prospettiva comparativa,
Smith mir ad elaborare, sulla base dei materiali relativi allarea delle civilt semitiche, una
teoria generale dei rapporti tra societ e religione.
Tema centrale nello studio di smith fu quello del Sacrificio tra i popoli semitici. Il sacrificio
compiuto in favore della divinit non era, sostenne smith, un dono rivolto ad una potenza
sovrastante alla scopo di ingraziarsela. Esso era piuttosto un rituale di comunione tra la societ
e una divinit che rappresentava simbolicamente lunit della societ stessa. Questidea era
gi stata avanzata dallo storico antichista francese De Coulanges (1830 1889) che in uno
studio comparato sullorigine delle istituzioni politico-religiose di Atene e Roma arcaiche,
Coulanges aveva sostenuto che la societ era fondata inizialmente su basi teocratiche. La
religione appariva cos come un fattore regolativo dei rapporti sociali. Attraverso ladesione ai
rituali pubblici, essa spingeva gli individui a conformarsi agli standard collettivi di
comportamento. La religione rappresentava inoltre un elemento coesivo poich, riunendo
periodicamente gli individui a scopo rituale, rafforzava nei partecipanti il senso di appartenenza
a un unico corpo sociale. Essa risulta quindi essere qualcosa che esiste per la conservazione e il
benessere della societ.
Smith asser nel 1885 in Parentela e matrimonio nellArabia antica la presenza, tra gli arabi
preislamici di un sistema matrilineare che , con lavvento dellislam sarebbe stato rimpiazzato
da un sistema patrilineare (teoria che appare oggi inesatta). Questo libro rappresent non solo
il primo lavoro di carattere antropologico sulla societ e la cultura degli arabi del deserto, ma
costitu anche la premessa fondamentale per gli sviluppi di quel settore di ricerca identificabile
con lo studio delle cosiddette societ segmentarie. A Smith spetta inoltre il merito di aver
riconosciuto lesistenza di forme di organizzazione politica prive di istituzioni centralizzate e
fondate sullequilibrio di gruppi (segmenti) di discendenza tra loro contrapposti.
Nel corso dellottocento lo sviluppo della Geologia e dellArcheologia aveva contribuito a
incrementare in maniera straordinaria le raccolte di oggetti attribuibili allopera di esseri umani.
Il generale Augustus Pitt-Rivers (1823 1900) ebbe lidea di costituire dei musei che portassero
allattenzione degli studiosi e del pubblico generico i prodotti delle arti e della tecnologia dei
popoli primitivi. Egli divise infatti gli oggetti per gruppi che venivano cos a formare delle serie
che, dal pi semplice al pi complesso, illustravano levoluzione di quel determinato oggetto.
A pochi anni dalla morte di Pitt-Rivers, Alfred Haddon, un biologo inglese convertitosi
allantropologia, cominci a interessarsi delle trasformazioni degli stili decorativi incisi su
ceramiche, tessuti e altri supporti come legno o pietra. La sua fu definita biologia dellarte
poich egli voleva capire come determinati serie di fattori cognitivi e ambientali portassero a
trasformazioni ed evoluzioni nellarte e gli stili artistici.
James G. Frazer (1854 1941), erudito professore di antropologia pu essere considerato
lultimo grande esponente dellevoluzionismo culturale. Frazer avanzava lipotesi secondo la
quale magia, religione e scienza avrebbero costituito altrettante tappe dello sviluppo
intellettuale delluomo. Frazer sosteneva infatti che la pratica della magia, intesa come
tentativo di esercitare un controllo sulla natura corrispondeva a una fase dello sviluppo
delluomo caratterizzata dalla confusione e ignoranza relativa ai rapporti causali che dominano
nel mondo dellesperienza oggettiva. In un secondo momento gli uomini, anzi, alcuni uomini,
avrebbero pensato di accattivarsi il favore delle potenze della natura: nasceva cos la religione,
e con essa la figura del sacerdote, mediatore tra luomo e la divinit. Quando per altri uomini
in una fase pi tarda si accorse che nulla potevano gli dei nella risoluzione dei problemi umani
ebbe inizio la pi recente epoca della storia: quella contrassegnata dallosservazione dei
fenomeni naturali e dalla ricerca delle leggi che ne regolano il divenire. Si apriva cos la

possibilit di conoscere, secondo modalit di tipo scientifico-razionale, la natura e di dominarla


a scopo pratico.

PAROLE CHIAVE
CAP. 2

Et vittoriana
Cultura
Concezione progressiva della cultura
Creazionismo ed Evoluzionismo
Religione parentela
Animismo
Sopravvivenza
Metodo comparativo

AUTORI
Edward B. Tylor (1832 1917)
William Robertson Smith (1846 1894)
De Coulanges (1830 1889)
Pitt-Rivers
Alfred Huddon
James J. Frazer

CAPITOLO 3

Le origini dellantropologia americana e Lewis H. Morgan


Lewis H. Morgan (1818 1881), viene considerato una figura-cardine nella storia
dellantropologia negli USA. La sua prima importante pubblicazione avvenne nel 851 con La
lega degli Irochesi. Morgan ebbe modo di far conoscenza assai presto delle abitudini di vita dei
pellerossa, che risiedevano poco distanti dalla sua abitazione. Abbe cos la possibilit di entrare
in contatto diretto con un universo sociale fino ad allora quasi sconosciuto. Ne la lega degli
Irochesi troviamo le prime osservazioni di Morgan relative ai sistemi di parentela indiani.
Morgan fu colpito dal fatto che ognuno di questi gruppi si trovava in relazione con tutti gli altri
in virt di una complessa rete di rapporti di parentela. Il quadro che tracci Morgan fu quella di
una federazione di popoli legati da valori comuni con un sistema di organizzazione sociale
democratico ed egualitario. Ci che Morgan voleva mettere in evidenza era come un popolo di
supposti selvaggi avesse saputo darsi coscientemente un ordinamento politico del cui carattere
democratico non si poteva dubitare.
Nel 1871 fu pubblicato Sistemi di consanguineit e di affinit della famiglia umana, uno dei
lavori pi importanti dellantropologia. Morgan stabiliva qui la distinzione tra due grandi gruppi
di parentela corrispondenti a due modi radicalmente differenti di designare i parenti
consanguinei, quelli cio in <relazione di sangue> e perci distinti dai parenti affini (o alleati) i
quali sono invece acquisiti attraverso una relazione di tipo matrimoniale. A questi due gruppi
Morgan diede il nome di Sistemi Classificatori e sistemi Descrittivi. Egli avanz inoltre lipotesi
secondo la quale i sistemi classificatori e quelli descrittivi sarebbero stati caratteristici di due
distinti tipi di societ: i sistemi classificatori di una organizzazione sociale basata sui rapporti di
parentela; Quelli descrittivi di una societ fondata su rapporti di tipo politico. Per Morgan il tipo
di organizzazione sociale fondato sulla parentela era ancora caratteristico del periodo delle
barbarie mentre la comparsa di una societ fondata su rapporti di tipo politico era strettamente
connessa alla comparsa della civilt. Poich secondo Morgan levoluzione dei sistemi
classificatori si traduceva in una scomparsa graduale della logica su cui si fondavano a
vantaggio della logica di tipo descrittivo, egli penso di poter spiegare queste differenze, indici
di un processo evolutivo, attraverso la ricostruzione delle forme che listituzione familiare
aveva assunto nelle diverse epoche storiche. Per Morgan i termini di parentela riflettevano la
natura delle relazioni sociali. Questo non voleva dire che se un Irochese chiamava <padre> il
fratello del proprio padre egli aveva nei suoi confronti lo stesso tipo di atteggiamento tenuto
nei confronti del genitore. Voleva dire piuttosto che questo modo di chiamare il fratello del
padre era una sopravvivenza di unepoca in cui non era possibile distinguere i due individui,
unepoca caratterizzata dallistituzione della poliandria adelfica (unione di una donna con pi
fratelli) le terminologie di parentela assumevano cos, nel ragionamento di Morgan, la stessa
funzione che le sopravvivenze svolgevano nellopera di Tylor. La terminologia di parentela
potevano essere dunque delle sopravvivenze e come tali potevano essere utilizzate nella
ricostruzione delle fasi di sviluppo storico.
Nel 1877 Morgan pubblic La societ antica, una discussione generale relativa allevoluzione
della cultura e delle societ umane. Tale evoluzione poteva esse meglio compresa stabilendo
un certo numero di periodi che egli chiam etnici, ciascuno dei quali rappresentava una distinta
condizione della societ e distinguibile per un modo di vita ad essa associato e peculiare. La
successione dei periodi etnici era quella espressa dalla sequenza selvaggio-barbaro-civilizzato
con laggiunta di tre sottoperiodi (inferiore-intermedio-superiore) per ciascuna delle prime due
epoche. Stato selvaggio, barbaro e civilizzato, con le loro relative suddivisioni, apparivano cos
come tre distinte condizioni connesse luna allaltra.
PAROLE CHIAVE
CAP. 3

Sistemi di parentela
Sistemi Classificatori e Descrittivi
AUTORI
Lewis H. Morgan (1818 1881)
OPERE
La Lega degli Irochesi (1851)
Sistemi di consanguineit e di affinit della famiglia umana (1871)
La societ Antica (1877)
CAPITOLO 4

Tra sociologia, filosofia ed etnologia: la riflessione francese


sulle societ primitive
In francia, lo studio delle societ primitive non conobbe sviluppi sino alla fine del XIX secolo,
questo poich era stata legata in un rapporto di dipendenza dalla sociologia. Questultima
derivava dalla filosofia positiva di Auguste Comte (1798 1857). Egli aveva focalizzato la
propria riflessione sul tema della normativit sociale, ossia dellequilibrio e dellordine sociali
come frutto della possibile applicazione di un sapere positivo (la sociologia) che fosse allo
stesso tempo conoscenza e strumento di gestione della societ sulla base di criteri di natura
tecnico-scientifica. Lideale comtiano di un sapere capace di contribuire alla costruzione di una
societ sub un colpo devastante con la guerra civile del 1870. Il pensiero di comte non era in
grado di rendere ragione dei fenomeni di massa emergenti dalle mutate condizioni sociali,
politiche ed economiche della francia del XIX sec.
Emile Durkheim (1858 1917) considerato uno dei fondatori della sociologia. Nel suo libro
La divisione del lavoro sociale del 1893 egli individu nella Coscienza collettiva linsieme
delle credenze e dei sentimenti comuni alla media dei membri di una stessa societ. Per
Durkheim tutte le societ possedevano una coscienza collettiva ed erano di conseguenza
paragonabili. Per Durkheim dove la vita sociale occupa ogni spazio della vita del singolo
determinandone le scelte e i sentimenti, la coscienza collettiva riflette lesistenza di una
solidariet di tipo meccanico che lega tra di loro i singoli individui. Forte sar, in questo caso, la
riprovazione sociale per ogni atto che vada contro le norme sociali non scritte di
comportamento. Nei tipi di societ dove prevale invece la tendenza del singolo individuo a
differenziarsi rispetto al gruppo, e in cui domina cio una solidariet di tipo Organico e dove gli
individui si riconoscono nella comunit grazie ad atti intenzionali volontari, la coscienza
collettiva tende a occupare spazi pi ristretti ma non per questo meno efficaci dal punto di
vista del mantenimento di una identit sociale comune. Societ a solidariet Meccanica e
Organica costituiscono per durkheim due tipi estremi di una variet complessa dove le due
forme di solidariet si intrecciano per costituire forme di societ e associazioni miste.
Le forme elementari della vita religiosa, pubblicato nel 1912 fu un tentativo di elaborare una
teoria generale della religione e della societ attraverso lindividuazione di quegli elementi che
entrano a far parte di tutti i sistemi religiosi e sociali. Le religioni sono per lui comparabili tra
loro in quanto, indipendentemente dal loro grado di complessit, deve esserci necessariamente
un certo numero di rappresentazioni fondamentali e di atteggiamenti che rivestono ovunque lo
stesso significato oggettivo e adempiono ovunque le stesse funzioni. Per durkheim queste
rappresentazioni fondamentali si trovano nelle societ pi semplici come per esempio Il
Totemismo degli aborigeni australiani che era una forma di religione in cui un gruppo si
identificava con un animale, una pianta o un fenomeno naturale. Questo animale, pianta o altro
sarebbe stato il simbolo del gruppo, in quanto raffigurante lantenato da cui il gruppo credeva
di discendere. Come tale, il totem era fatto oggetto di culto da parte dei membri del gruppo.
Durkheim considerava il totemismo come il sistema religioso pi semplice. Per lui gli esseri
umani opererebbero una specie di spostamento simbolico facendo del totem un oggetto di
culto, quando invece la societ che essi inconsapevolmente rispettano e adorano.
Per durkheim le religioni, dalle pi primitive alle pi sofisticate, costituivano un fenomeno
unitario. Per lui ci che viene venerato attraverso il rito non un certo animale o una certa
pianta, ma la societ stessa. Egli voleva sottolineare il dominio esercitato dalla dimensione

sociale, collettiva, sul comportamento e il pensiero individuale. Quindi che si parli del
totemismo australiano o della religione degli antichi o di quella del nostro tempo la natura e la
funzione della religione restano identiche in quanto coincidono con la devozione per lo pi
inconscia che i membri di una societ nutrono per questultima. La religione appare cosi come
un sistema di rappresentazioni e di riti attraverso i quali gli individui sono partecipi
misticamente e collettivamente (cio in maniera non-razionale e non-individuale) di
questentit provvista di una forza soprannaturale (nel senso di non-naturale) che il corpo
sociale.
In Le forme elementari della vita religiosa emerse una prospettiva di indagine dei fenomeni
sociali del tutto nuova. Fenomeno chiamati da durkheim fatti sociali. Essi, che per durkheim
costituivano loggetto specifico della sociologia, erano azioni, ruoli, rappresentazioni, una
credenza, un obbligo etc..
Lucien Levy-Bruhl (1857 1939) fu un filosofo francese che pubblic nel 1903 La morale e la
scienza dei costumi. Studiare la morale significava per lui cercare di comprendere il diverso
significato che lesperienza morale pu assumere in contesti sociali differenti, i diversi sistemi
morali che sono caratteristici delle diverse societ. Da questo libro in poi comp un
cambiamento passando dalla filosofia alletnologia: fu da qui che il suo sguardo si volger alle
societ primitive. In particolare studi il pensiero primitivo.
In Psiche e societ primitive, pubblicato nel 1910 Levy-Bruhl critic la tradizione
dellevoluzionismo inglese: le rappresentazioni collettive, per quanto bizzarre e illogiche
potessero sembrarci, non erano, come pensavano gli evoluzionisti, errori di valutazione
compiuti dalla mente rozza del primitivo nel tentativo di rintracciare le cause reali dei
fenomeni. Le rappresentazioni collettive erano infatti innanzitutto <comuni a un dato gruppo
sociale e trasmissibili di generazione in generazione>. Per Levy_Bruhl il gruppo sociale
primitivo viveva unesperienza mistica , che si realizzava nelle pratiche del culto e
nellesecuzione del rito. In questo contesto lindividuo non aveva la possibilit di sviluppare un
giudizio proprio, indipendente da quello che gli veniva imposto dalla sua societ.
La mentalit dei primitivi venne da lui vista come dipendente da una forma di ragionamento di
tipo pre-logico. Esso significa a-scientifico, a-critico.
PAROLE CHIAVE
CAP. 4
Coscienza collettiva
Solidariet meccanica e organica
Totemismo
Il pre-logismo
AUTORI
Auguste Comte (1798 1857).
Emile Durkheim (1858 1917)
Lucien Levy-Bruhl (1857 1939)
OPERE
La divisione del lavoro sociale (1893)
Le forme elementari della vita religiosa (1912)
La morale e la scienza dei costumi
Psiche e societ primitive

CAPITOLO 6

Letno-sociologia francese
Lo studio delle rappresentazioni collettive costitu lambito entro il quale si colloc il lavoro di
Robert Hertz (1882 1915). In particolare si concentro sul tema della morte: la morte si riversa,
presso tutti i popoli, di emozioni e di rappresentazioni assai differenziate. Essa recide il
rapporto dellindividuo con il gruppo di cui fa parte e dal quale trae la sua stessa identit
sociale. Per questo motivo la comunit avverte la morte di un suo membro come una minaccia
alla propria coesione: essa deve ristabilire quellequilibrio che la scomparsa di un individuo ha
alterato, mediante una serie di rituali atti allo scopo: i riti funebri. Studiando le pratiche delle
popolazioni native del Borneo egli not che questi consistevano in due momenti distinti: alle
prime esequie seguiva, dopo un certo tempo, un altro rito, pi solenne. In questo doppio rito
funebre hertz individu il carattere fondamentale che la morte riveste presso tutte le societ:
essa pensata come una transizione da una condizione a unaltra, dal mondo visibile
allinvisibile.
Arnold van Gennep (1873 1957) considerato uno dei fondatori delletnologia francese. La
sua opera pi celebre fu Riti di passaggio (1909). Egli intu che la vita degli individui era
scandita, presso tutti i gruppi umani, da una serie di riti che celebravano pubblicamente il
passaggio da una condizione sociale a unaltra. In questo libro van Gennep postulava lidea
secondo cui nelle societ prescientifiche il mondo appare suddiviso nelle due categorie opposte
di profano e sacro. Van Gennep distinse, allinterno di ciascun rito di passaggio, tre fasi:
separazione (riti preliminari), margine (riti liminari) e aggregazione (riti post liminari).
Nel 1920 van Gennep pubblic lo stato attuale del problema totemico in cui critic lidea di
Durkheim e Mauss secondo i quali la prima forma di religione, il totemismo, sarebbe stata
allorigine di ogni forma di classificazione della realt, sociale e naturale.
Marcel Mauss (1872 1950), allievo di Durkheim, fu, insieme a Levy-Bruhl, promotore della
fondazione dellinstitut dethologie delluniversit di Parigi (1925). Il suo studio spazi dallo
studio della magia e della religione a quello dellidea di persona. Uno dei lavori pi importanti
di Mauss fu forme primitive di classificazione(su qualche forma primitiva di classificazione),
scritto tra 1901 a 1902, si proponeva di mostrare come la classificazione delluniverso naturale
non dovesse essere considerata come leffetto di unattitudine spontanea della mente umana
(tesi invece sostenuta da Van Gennep). Mauss consider la societ degli aborigeni australiani
come punto di partenza della sua analisi. Questa societ si presentava come divisa in classi
matrimoniali, cioe gruppi esogamici fondati non sulla discendenza, ma su altri criteri di
assegnazione sociale. Mauss consider la divisione in classi matrimoniali caratteristica delle
popolazioni australiane come il sistema pi semplice di organizzazione sociale esistente. Per
durkheim e Mauss, ad una variazione nella societ corrispondeva una varianzione nellordine
del sistema di classificazione. Erano le modificazioni del sociale che, costituendo per luomo
lesperienza pi immediata dal punto di vista emotivo, lo spingevano a modificare lordine
concettuale delle cose. Lelemento rilevante di questo lavoro sui sistemi di classificazione
rappresentato dallidea di una Omologia strutturale tra l dimensione sociale e quella
simbolica e dallidea di una preminenza della prima dimensione sulla seconda. Lipotesi

dellomologia strutturale era ci che avrebbe consentito a Mauss di spingersi verso la ricerca di
quegli elementi del sociale suscettibili di coinvolgere, nel loro accadere, la pluralit
complessiva dei livelli sociali: i fatti sociali totali.
Nel 1923 pubblico Saggio sul dono, libro costituito in gran parte sui lavori etnografici di Boas
sul potlatch e di Malinowski sullo scambio cerimoniale del Kula. Tali lavori sembravano
dimostrare lesistenza, anche presso le societ primitive, di fenomeni complessi e articolati di
scambio e di circolazione dei beni. Mauss li consider Come fatti sociali totali. Tali fenomeni
erano strettamente legati ad altri aspetti della vita di queste popolazioni. Esse erano basate sul
principio della reciprocit.

PAROLE CHIAVE
CAP. 6
Morte, Sacro e Profano
Rito di passaggio
I fatti sociali totali
Lomologia strutturale
AUTORI
Robert Hertz (1882 1915)
Arnold van Gennep(1873 1957)
Marcel Mauss (1872 1950)
OPERE

Riti di passaggio (1909)


lo stato attuale del problema totemico
forme primitive di classificazione
Saggio sul dono

CAPITOLO 8

Lo sviluppo dellantropologia negli USA e la scuola di Boas


Franz Boas (1856 1942), importante figura dellantropologia americana, partecip in qualit di
etnografo a uno studio degli indiani della costa canadese del pacifico, incarico assegnato dal
linguista inglese Horatio Hale. Anche grazie a questo progetto boas diffuse unimmagine
autorevole degli studi antropologici negli USA e fu anche unintellettuale che si batt contro il
razzismo. In Luomo primitivo, datato 1901, Boas sostenne la mancanza di relazioni tra cultura
e razza, dimostrando come le caratteristiche culturali di un popolo non avessero alcun rapporto
con laspetto fisico dei suoi membri.
In I limiti del metodo comparativo dellantropologia (1896) il pi noto tra i testi di Boas.
Esso rappresent una rottura con la prospettiva evoluzionista. Egli enunci i principi generali
del cosiddetto metodo storico. Per dimostrare la fragilit teorica del ragionamento
evoluzionista, Boas produsse una serie di esempi relativi tanto alla possibile origine differente,
quanto al diverso significato, che fenomeni culturali simili potevano aver in contesti culturali
diversi.
Boas riteneva che lobiettivo fondamentale delletnologia fosse la conoscenza delle cause
storiche che avevano determinato la forma dei tratti culturali propri di una certa popolazione. Il
principio fondamentale del metodo storico (o particolarismo storico) era rappresentato dallo
studio e della conoscenza delle culture singole.
Tra 1894 e 1895 Boas condusse una ricerca tra i gruppi nativi della costa americana del
pacifico settentrionale da cui nacque Lorganizzazione sociale e le societ segrete degli indiani
Kwakiutl (1897), in cui Boas analizz, accanto ad altri aspetti della vita delle popolazioni locali,
una istituzione molto particolare: il Potlatch. Esso un insieme di pratiche rituali diffuse tra le
popolazioni native della costa della columbia britannica e sullisola di Vancouver. Si trattava di
rituali di ostentazione che prevedevano la distruzione di grandi quantit di beni considerati di
prestigio. Oggi si tende a considerare il potlatch, per quanto riguarda il suo aspetto distruttivo,
come un meccanismo attraverso il quale venivano sottratti al processo riproduttivo della
societ quei beni che, se al contrario vi fossero stati immessi, avrebbero provocato
unalterazione del sistema, e di conseguenza introdotto un elemento perturbatore nella
struttura dei rapporti di potere. Il potlatch costituiva dunque una pratica rituale per mezzo della
quale diveniva possibile mantenere lequilibrio del sistema.
Alfred Kroeber (1876 1960) fu il primo studente a laurearsi sotto la guida di Boas. In
Spiegazioni mediante cause ed origini (1901), Kroeber critic le teorie sullorigine del mito
basate su un tipo di spiegazione mono-causale. Tali teorie, che rappresentavano i miti come il
risultato di processi di ordine psicologico sviluppatisi da una credenza originaria si
configuravano invece per Kroeber come aggregati di una serie di tendenze indistinguibili, le
quali si compenetravano dando luogo al mito specifico.

Nel 1909 pubblic sistemi classificatori di relazioni in cui Kroeber critica levoluzionismo
culturale e in particolare la prospettiva di Morgan sui sistemi di parentela. Per morgan
questultimi esprimevano la natura dei rapporti e delle istituzioni sociali, per Kroeber essi
riflettevano la psicologia, veicolata dal linguaggio, dei soggetti culturali. In sintonia con la
concezione boasiana della cultura come insieme delle attitudini (mentali e psicologiche) degli
individui, i termini di parentela venivano considerati da Kroeber come espressioni di ci che, al
pari delleconomia, dellarte o della letteratura poteva essere considerato un particolare
aspetto della cultura stessa, in questo caso il linguaggio. Limportanza di questo saggio
consiste nellaver lasciato intendere che le terminologie di parentela non possono essere
considerate solo in riferimento alle relazioni sociali le quali sarebbero a loro volta il riflesso di
pratiche matrimoniali. Kroeber evidenzi otto principi fondamentali che regolano la costituzione
di tutti i sistemi terminologici: 1 Differenza tra persone della stessa generazione e di
generazioni diverse. 2 Differenza tra parentela in linea diretto e in linea collaterale. 3 Differenze
det nellambito della stessa generazione. 4 il sesso del parente. 5 il sesso di colui che parla. 6
il sesso dellindividuo attraverso il quale passa la relazione di parentela tra chi parla e colui di
cui si parla. 7 distinzione tra parenti consanguinei e acquisiti per matrimonio. 8 la condizione di
vita attraverso cui passa la relazione tra chi parla e colui di cui si parla. La scelta del livello
linguistico come livello esclusivo di comprensione delle terminologie di parentela equivaleva a
negare lesistenza di quel rapporto causale tra pratiche matrimoniali e terminologie di
parentela che Morgan aveva invece postulato allo scopo di rendere intellegibile levoluzione dei
sistemi in ipotetiche sequenze storico-evolutive.
Nellultimo decennio dellottocento Boas aveva cominciato negli USA la sua battaglia per
sostenere tre cose: che la pretesa di ricostruire levoluzione della cultura umana a partire dallo
studio dei popoli primitivi era privo di fondamento. Che il pensiero dei primitivi era analogo a
quello dei civilizzati, e che se differenze vi erano queste erano dovute alla specificit del
contesto sociale in cui gli individui si trovavano ad operare.
Inoltre alla fine del XIX secolo aveva preso piede, Sia in Gran Bretagna sia negli USA un
orientamento conosciuto come Darwinismo sociale. Si trattava di unideologia sociologicopolitica diffusa negli ambienti conservatori medio-alto borghesi la quale ipotizzava una sorta di
continuit tra lordine biologico e quello sociale: le stesse leggi che regolavano la selezione
naturale sarebbero state le stesse che regolavano la selezione sociale. Insomma, una ideologia
auto celebrativa, individualista e poco attenta alle fasce sociali meno favorite.
Negli stessi anni cui si affermavano le posizioni di Boas relative allo studio delle culture nella
loro specifica individualit, venne costituendosi, negli ambienti antropologici statunitensi, un
indirizzo di ricerca che poneva al centro della propria attenzione la distribuzione geografica
delle culture indiane , i loro contatti e prestiti reciproci sul piano della cultura materiale,
dellorganizzazione sociale e della vita religiosa. Allinterno di questa prospettiva di ricerca, la
nozione di area culturale assunse un ruolo centrale. Con tale espressione veniva designata
larea geografica entro la quale erano presenti determinati tratti, ossia elementi culturali quali
una certa tecnica, un istituto matrimoniale o una credenza. Una tale concezione port a
pensare la distribuzione di questi tratti culturali come una conseguenza di processi di diffusione
dei tratti medesimi. Questo fu un aspetto studiato da Clark Wissler (1870 1947), anchegli
scolaro di Boas, che inizi un lavoro di classificazione delle culture indiane sulla base del
criterio delle loro relazioni con lambiente. Tra 1915 e 1925 Wissler venne elaborando una
teoria delle aree culturali come ambiti di diffusione di tratti simili a partire da un centro di
irradiazione (centro culturale). In tale centro dellarea culturale sarebbero presenti tutti i tratti
che caratterizzano larea, i quali sono irregolarmente distribuiti nel resto della stessa
diventando sempre pi radi man mano che ci si allontana dal centro. Ci poteva spiegare,
secondo wissler, il fatto che le popolazioni appartenenti alla stessa area culturale non erano
tutte culturalmente identiche. Tramite la nozione di area cronologica wissler tent di assegnare
una dimensione temporale al processo di diffusione: i tratti che si trovavano pi lontani dal
punto di diffusione iniziale dovevano essere i pi antichi, e quindi appartenere al nucleo
culturale originario. Le teorie di wissler furono criticate da diversi antropologi e linguisti tra i
quali vi fu Edward Sapir (1884 1939), anchegli allievo di Boas. In La prospettiva temporale
nella cultura aborigena americana (1916), sapir fece osservare come i tratti culturali non si
diffondano affatto in maniera uniforme in tutte le direzioni, e inoltre che la diffusione non
avviene sempre con ritmi identici.
PAROLE CHIAVE

CAP. 8
Particolarismo storico
Potlatch
Diffusionismo
Area culturale
AUTORI
Franz Boas (1856 1942)
Alfred Kroeber (1876 1960)
Clark Wissler (1870 1947)
Edward Sapir (1884 1939)
OPERE

Luomo primitivo (1901)


I limiti del metodo comparativo dellantropologia (1896)
Lorganizzazione sociale e le societ segrete degli indiani Kwakiutl (1897)
Spiegazioni mediante cause ed origini (1901)
sistemi classificatori di relazioni (1909)

CAPITOLO 9

La rivoluzione etnografica in Gran Bretagna. Da Rivers a


Malinowski
La fine del XIX e linizio del XX secolo videro il declino delle teorie evoluzioniste in campo
culturale. Tale declino fu dovuto a un cambiamento nella mentalit dellepoca ma anche ai
progressi della ricerca etnografica, che tendeva a smentire teorie fondate molto spesso su
assunti di tipo speculativo come quelli relativi allesistenza di una mentalit primitiva o che
identificavano i popoli primitivi con i rappresentanti di fasi arcaiche della storia umana.
Medico e psicologo di formazione, William Rivers (1864- 1922) divenne antropologo sul campo
partecipando, nel 1898 alla spedizione di Haddon alla stretto di torres. Qui comp ricerche sulle
facolt percettive dei nativi confrontandole con quelle degli studenti delluniversit di
cambridge e giungendo alla conclusione che non vi erano sostanziali differenze tra costoro e i
giovani inglesi per quanto riguardava il modo di percepire immagini, colori, sapori, suoni etc. il
suo fu un importante contributo allidea, aspesto poi per la prima volta in maniera sistematica
da Boas agli inizi del novecento, di una fondamentale unit fisico-psichica del genere umano.
Gli studi di Rivers si volsero presto allo studio dellorganizzazione sociali dei popoli primitivi, e
in particolare delle terminologie di parentela. Egli si opponeva a Kroeber per il quale le
terminologie di parentela erano fatti psicologici, linguistici (cio culturali) pi che il riflesso delle
relazioni sociali. Rivers non pensava, al contrario di Kroeber, che i termini di parentela avessero
uno spettro semantico pi ampio di quello relativo alla parentela in senso stretto. Rivers
realizz in un breve articolo pubblicato nel 1910, quello che lui stesso chiam il metodo
genealogico nella raccolta dei termini di parentela. Questo lavoro illustrava un sistema di
raccolta dei dati relativi alla organizzazione sociale dei popoli selvaggi. Rivers si distingueva
tanto dagli antropologi da tavolino quanto da quegli etnografi-missionari che potevano vantare
lunghi soggiorni tra i nativi. Esso consisteva nel chiedere a un individuo il nome dei suoi
parenti pi prossimi e il termine di parentela con cui venivano designati: padre, madre etc. Poi
che chiedere i nomi e i termini con cui venivano designati i parenti lontani, tanto il linea diretta
quanto in linea collaterale, fino a raggiungere un quadro esaustivo della terminologia impiegata
dai membri di quella societ. Era cos possibile stabilire differenze e somiglianze terminologiche
tra parenti, a partire dalle quali si poteva tracciare un quadro delle relazioni sociali vigenti
allinterno di quella specifica comunit. Questo metodo consentiva di trattare, su di un piano
concreto, problemi astratti quali le relazioni terminologiche di parentela, nonch di superare la
distanza tra ricercatore e nativo. Rivers aveva colto limportanza di trovare, sul piano
metodologico, un modo di comunicare che favorisse la comprensione reciproca tra antropologi
e nativi. Rivers sosteneva la prospettiva olistica (da olos, intero).

Nei primi anni del novecento, in Gran Bretagna, divennero nole le teorie di Grafton Elliot Smith
(1871 1937) e William Perry (1887 1949). Muovendosi tra anatomia, etnologia, archeologia
e geografia, questi due studiosi offrirono una versione radicale delle teorie diffusioniste. Il loro
pensiero fu definito Iperdiffusionismo. Le teorie di Elliot Smith e Perry postulavano un unico
centro diffusore di cultura: Legitto. Dallegitto la cultura si sarebbe diffusa allintero globo. Da
qui i tratti culturali, diffondendosi dal luogo dorigine sarebbero andati incontro a un processo
degenerativo proporzionale alla distanza dal punto di partenza. Una delle prove a sostegno di
tale tesi fu lesame della distribuzione geografica della mummificazione, della presenza delle
costruzioni piramidali e del culto solare. La presenza di questi tratti nellAmerica
precolombiana, costituiva la prova del fatto che questi elementi, simili a quelli dellegitto
faraonico, vi erano stati importati in epoche remote dalla civilt egizia. Fu per il libro di perry
children of the sun (1923) a rendere note le loro posizioni: Grazie ad essa le teorie
eliocentriche o eliotiche di smith e perry godettero di un lungo seguito.
Nel 1922, lanno della morte di rivers, un antropologo polacco pubblic il libro Argonauti del
pacifico. Il suo autore Branislaw Malinowski (1884 1942). Era cittadino austro-ungharico , e
quindi un nemico quando lo scoppio della prima guerra mondiale lo soprese in australia. Egli fu
per lasciato libero di compiere ricerche nelle isole trobriand e in nuova guinea. Malinowski
studi non solo lorganizzazione sociale, economica e giuridica dei trobiand ma anche le
tecniche di costruzione delle canoe, i miti, i riti, la lingua e il comportamento sessuale di questi
isolani. Egli diede inizio alla cosiddetta osservazione partecipante, che consentiva ai
ricercatori di entrare in un rapporto empatico con i nativi. Loggetto centrale del libro era
costituito da una forma di attivit di scambio praticata da un certo numero di comunit
stanziate su isole a volte molto lontane tra loro ma comunque comprese entro unarea
geografica circoscritta. Questa forma di scambio, o Kula, veniva definita da Malinowski come un
fenomeno economico di notevole importanza che occupa il posto pi importante nella vita
tribale di questi indigeni che vivono allinterno del suo circuito. Il Kula risultava essere un
fenomeno complesso che pu essere decritto nel modo seguente. Tra le isole abitate dai gruppi
partecipanti allo scambio, circolavano due tipi di oggetti: collane di conchiglie rosse e
braccialetti di conchiglie bianchi. Le prime circolavano solo in senso orario, i secondi solo in
senso contrario. Gli oggetti circolavano in continuazione, restando nelle mani del loro
possessore solo per un periodo di tempo. Tanto i preparativi per la partenza, quanto gli scambi,
avvenivano secondo rituali precisi accompagnati da pratiche magiche. Gli scambi kula erano
accompagnati da un commercio di tipo profano mediante il quale venivano scambiati oggetti
con un valore duso. Luso dellosservazione partecipante produsse effetti rilevanti sul piano
teorico portando a una prospettiva di tipo olistico e non settoriale, secondo quanto gi indicato
un decennio prima da Rivers. Inoltre loggetto di studio dellantropologia (societ e culture)
risultava costituito da parti tra loro correlate in senso funzionale. Malinowski voleva mostrare
come il selvaggio, fosse stato in grado di esprimere, contro lo scetticismo allora diffuso in
certi ambienti, un tipo di comportamento dotato d una sua coerenza e ragionevolezza. Lo
scambio kula di fatto uno scambio di tipo cerimoniale di cui malinowski comprese la portata
sociologica, cio la funzione che esso assolveva nel mantenere e nel rafforzare i rapporti tra gli
individui e i gruppi. Malinowski gli attribu comunque un significato di tipo economico.
Lanalisi condotta da malinowski sulla scambio kula mise in evidenza lesistenza di una rete di
rapporti tra individui, clan, trib fondati su ci che da allora in poi sarebbe entrato a far parte
del lessico concettuale dellantropologia col nome di principio di reciprocit. Tutte le operazioni
connesse allo scambio kula si presentavano come regolate da una logica sociale che nei suoi
effetti tendeva a promuovere la solidariet e lrganicit della societ e della cultura. Lo scambio
kula era solo il fenomeno che pi di ogni altro mostrava di possedere queste caratteristiche.
In sesso e repressione sessuale tra i selvaggi (1927), malinowski present la famiglia come il
luogo della riproduzione sia biologica sia culturale. Lincesto era bandito in quanto
disgregherebbe la famiglia e i rapporti che si instaurano allinterno di essa. La proibizione
dellincesto venne da lui percepita come risposta ad una potenziale disgregazione dei legami
familiari, mentre lesogamia era un mezzo per risolvere favorevolmente ed efficacemente la
proibizione stessa. Dopo aver definito la cultura come il tutto integrale consistente degli
strumenti e dei beni di consumo, delle carte costituzionali per i vari raggruppamenti sociali,
delle idee e delle arti, delle credenze e dei costumi. Malinowski la definisce anche come un
vasto apparato, in parte materiale, in parte umano e in parte spirituale con cui luomo pu

venire a capo dei concreti, specifici problemi che gli stanno di fronte. Lanalisi funzionale della
cultura porta a unanalisi dei bisogni fondamentali e le risposte culturali che da tali bisogni
sono sollecitate, risposte che sono suscettibili di creare a loro volta ulteriori bisogni. Questi
ultimi, chiamati bisogni secondari o derivati coincidono con lesigenza di organizzare e
mantenere la coesione tanto sul piano sociale quanto su quello culturale.
Nel 1948, venne pubblicato postumo il libro magia, scienza e religione. Questo lavoro si
fondava sulle osservazioni compiute al tempo delle ricerche alle isole trobiand. Respinte le
teorie evoluzioniste che vedevano nella magia un goffo tentativo di manipolare lo svolgersi dei
fenomeni naturali (Frazer), malinowski propose una spiegazione delle pratiche magiche che ne
individua la particolare natura nella risposta emotiva ad una situazione non controllabile. La
magia non anteriore alla religione o alla scienza, ma un possesso primordiale che afferma il
potere autonomo delluomo di creare dei fini desiderati. La magia consta cos di pratiche rituali
che tendono a sopperire allincapacit delluomo di controllare gli elementi della propria
esperienza concreta.

PAROLE CHIAVE
CAP. 9
Iperdiffusionismo
Cerimoniale Kula
Principio di reciprocit
Osservazione partecipante
Olismo
AUTORI
William Rivers (1864 1922)
Grafton Elliot Smith (1871 1937)
William Perry (1887 1949)
Branislaw Malinowski (1884 1942)
OPERE

The genealogical method of antropological inquiry(1910)


le migrazioni dellle antiche culture (1915)
Children of the sun (1923)
Argonauti del pacifico occidentale (1910)
Diritto e costume nella societ primitiva (1926)
sesso e repressione sessuale tra i selvaaggi (1927)
Magia, scienza e religione (1948)

CAPITOLO 10

Lantropologia psicoanalitica e lo studio della cultura


Sigmund Freud (1856 1939) nel 1889 aveva pubblicato Linterpretazione dei sogni, unopera
nella quale veniva presentata una visione innovativa della dinamica psichica inconscia. Nel suo
libro Totem e Tab del 1913 la tesi di Freud relativa allorigine del totemismo e dellesogamia
pu essere riassunta nel modo seguente: nellorda primitiva, unimmagine ripresa da Darwin, il
padre detiene il controllo assoluto delle femmine, madri dei suoi figli. Lo scenario iniziale
quindi quello di una famiglia al cui interno si sviluppa il conflitto tra padre e figli che, alla fine,
per potersi accoppiare con le femmine del gruppo, lo uccidono e , dato il loro livello primitivo, lo
divorano. Allidea di una umanit originariamente dedita al cannibalismo freud affianca quindi
quella di una famiglia poligamica. Lo scopo di freud era quello di collocare allorigine della
storia umana, quel complesso (ovvero il desiderio inconscio del figlio di sopprimere il padre
per potersi congiungere con la propria madre), che egli considerava lelemento e il nodo
fondamentale al tempo stesso della dinamica psichica. Dopo luccisione e il pasto cannibalico i
figli, colpiti da rimorso, avrebbero idealizzato la figura del padre e, come autopunizione, si
sarebbero vietate le femmine del gruppo (tra cui le loro madri e sorelle) dando origine, nel
medesimo istante, alle istruzioni del totemismo e dellesogamia. La proibizione dellincesto e il
divieto di uccidere e di cibarsi dellanimale totemico, figura traslata del padre e simbolo del
gruppo (totemismo), affondavano cos le proprie radici nel sentimento di colpa dei figli e nella
constatazione della totale inutilit dellatto commesso: nessuno di loro infatti avrebbe mai
potuto ormai aspirare a prendere il posto del padre padrone delle femmine dellorda.
interessante notare come la violenza emerga qui come elemento fondativo della cultura.
Lessere umano diventa sociale e religioso dopo aver commesso il patricidio.
Freud parl anche del concetto di Tab: un adattamento della parola polinesiana tapu, un
termine solitamente tradotto con proibito, pericoloso. Freud, fondatore della prospettiva
psicoanalitica , fa osservare che chi affronta il tab partendo dalla psicoanalisi conosce
persone che si sono create individualmente analoghi divieti ai quali si adeguano con lo stesso
rigore con cui i selvaggi rispettano i tab comuni alla loro trib o comunit. Il rigore ossessivo
con cui i nevrotici e i selvaggi osservano i tab autoimposti da un lato, e i tab socialmente
sanzionati dallaltro, induce freud a parlarne in termini di Ambivalenza. Nella nevrosi ossessiva
il tab nasce per freud come proibizione introiettata da un individuo nellinfanzia. La proibizione
per non elimina la pulsione. Questultima, ora relegata nellinconscio, non cessa di essere
attiva ma contrastata dalla proibizione introiettata culturalmente. Il carattere principale di
tale psicologia sta in ci che si potrebbe definire il comportamento ambivalente dellindividuo,
che vuole sempre eseguire questa azione (proibita) e al tempo stesso ne ha orrore. In maniera
analoga al nevrotico, i selvaggi osservano i tab nei confronti di azioni, cose o persone che essi

in realt desidererebbero compiere o possedere: a livello inconscio nulla sarebbe pi gradito


che trasgredirli, ma ne hanno anche il timore di farlo. Lespiazione per la violazione dei tab
mediante una rinuncia mostra che alla base del rispetto del tab c una rinuncia. Allo scopo di
sostenere la validit delle sue ipotesi egli attinse da frazer, esempi relativi a tre specie di tab,
e cio a quelli riguardanti il trattamento dei nemici uccisi, dei sevroni e dei morti. Riguardo al
trattamento dei nemici uccisi freud fece rilevare come mentre luccisore considerato tab dei
membri della sua comunit, il morto viene placato con doni e preghiere. Luccisore tab fina
a quando viene sottoposto a cerimoniali purificatori che lo reintegrano nella comunit (riti di
passaggio studiati da arnold van gennep). Questo atteggiamento nei confronti del nemico
ucciso e delluccisore mette in risalto una situazione di ambivalenza nei confronti del defunto.
Questi fatto oggetto di ostilit ma, inconsciamente, anche di ammirazione e rimorso.
Riguardo ai tab verso i sovrani freud sostiene che limportanza di una determinata persona (il
sovrano) viene straordinariamente accresciuta, i suoi poteri esagerati fino allinverosimile, per
poterle addossare pi agevolmente la responsabilit di tutto ci che contraria la popolazione.
Infine, riguarda ai tab nei confronti dei morti, freud non disposto ad accettare la spiegazione
secondo cui le proibizioni e le restrizioni che colpiscono coloro che sono stati in contatto con il
defunto siano dovute alla paura del morto.
Malinowski lesse le opere di Freud quando si trovava alle isole Trobriand. Egli prese in
considerazione lidea di verificare la validit di alcune teorie psicoanalitiche. Anche presso le
Trobriand dove lavorava Malinowski la famiglia era di tipo monogamico. Ma questultima
sembrava presentare una diversa modalit di strutturazione dei rapporti affettivi. Poich infatti
la societ trobriand conferiva un valore socialmente dominante al principio della discendenza
matrilineare. Lautorit sulla prole di una coppia veniva esercitata dal fratello della madre (zio).
Quello tra padre e figlio era un rapporto privo di implicazioni economiche dato che la
trasmissione dei beni, e delleredit avveniva dallo zio materno al nipote. Il marito della madre
non aveva, secondo la concezione locale, un ruolo diretto nella nascita della prole di sua
moglie, poich i nuovi nati erano considerati la reincarnazione di spiriti defunti della linea di
discendenza materna. Questo fatto giustificava quindi, anche a livello ideologico, il ruolo
secondario del marito della madre nella gestione dei beni e dellesercizio dellautorit sui fi del
1927 defin un complesso matriarcale di questultima. Malinowski in sesso e repressione
sessuale tra i selvaggi (una specie di versione spostata del complesso di edipo, caratterizzato
dal desiderio di unirsi alla sorella e di uccidere lo zio materno).
Gez Roheim (1891 1953) fu un freudiano ortodosso e tra coloro che criticarono il tentativo di
malinoski di relativizzare il complesso di edipo. Tra 1928 1 1930, dopo essere intervenuto con
saggi e articoli, intraprese ricerche sul campo in australia, nuova guinea e nordamerica. Il suo
scritto pi importante fu origine e funzione della cultura del 1943. Sviluppando il parallelismo
stabilito da freud in Totem e Tab tra nevrosi individuale e certi aspetti del comportamento dei
selvaggi, roheim cerc di interpretare la cultura come Nevrosi collettiva . in un saggio del
1934 intitolato Lenigma della Sfinge, Roheim tent di dimostrare, sulla base delle proprie
ricerche sul campo, come le culture primitive potessero essere considerate elaborazioni di
risposta ai pericoli generati da conflitti psichici non risolti tipici dellet infantile. In Origine e
funzione della cultura Roheim cerc di sviluppare lidea secondo la quale la cultura sarebbe un
edificio costruito allo scopo di realizzare, in forme traslate, le fantasie della nostra infanzia.
Centrale , lutilizzazione che Roheim fa del concetto di sublimazione, mediante la quale freud
aveva indicato il processo di produzione di oggetti culturali superiori come effetto di uno
spostamento di energie istintuali. In questo libro roheim dedic una lunga trattazione a questo
argomento, cercando di dimostrare che le attivit produttive possono essere ricondotte a
motivazioni radicate nellinconscio.
Un antropologo che si accost alle teorie psicoanalitiche in una prospettiva diversa da quella
freudiana fu linglese John Layard (1891 1974), allievo di Rivers. Egli fu largamente
influenzato dalla psicoanalisi di Carl Gustav Jung (1875 1961), di cui fu paziente. Jung, che era
uno psicoanalista svizzero allievo di freud, si distacc da questultimo per diversi motivi: 1)la
critica nei confronti della interpretazione sessuale di tutti i simboli data da freud. 2) una
concezione della libido (pulsione del desiderio) come espressione a livello psichico dellenergia
vitale (e non solo sessuale come invece per freud). 3) lidea secondo cui le nevrosi non sono
solo il frutto di turbe psichiche infantili (come invece riteneva freud) ma anche, e soprattutto, il
risultato di una dialettica anche successiva allinfanzia, tra lindividuo e il mondo. 4)

lutilizzazione, di concetti estranei allapparato teorico freudiano tra cui quelli di inconscio
collettivo e di archetipo.
allinsegna di queste idee fondamentali della psicologia junghiana che Layard affront
lanalisi del rituale Maki da lui osservato a Malekula. Il maki era un rito per mezzo del quale,
secondo la teoria indigena, un uomo, sacrificando maiali maschi, si appropriava della forza
della vittima e si metteva al riparo, dopo la morte, dalla distruzione ad opera di uno spirito
preposto alla sua anima. Ogni sacrificio comportava una specie di rinascita sociale da parte
dellinteressato, il quale assumeva di conseguenza un nuovo nome. nellinterpretazione del
rito maki che layard adott la prospettiva di psicoanalisi junghiana. Secondo layard, infatti, il
maki altro non era che una forma particolare di quel processo di Individuazione grazie al quale,
secondo jung, il soggetto mira a stabilire un equilibrio dinamico tra la vita e il proprio inconscio.

PAROLE CHIAVE
CAP. 10
Psicoanalisi
Assassinio Primordiale
Tab
Ambivalenza emotiva
Complesso di edipo
Nevrosi collettiva
Sublimazione
Il rito maki
Lindividuazione
AUTORI

Sigmund Freud (1856 1939)


Branislaw Malinowski (1884 1942)
Gez Roheim (1891 1953)
John Layard (1891 1974)
Carl Gustav Jung (1875 1961)

OPERE

Linterpretazione dei sogni (1889)


Totem e Tab (1913)
sesso e repressione sessuale tra i selvaggi (1927)
origine e funzione della cultura (1943)
Lenigma della Sfinge(1934)

CAPITOLO 12

LEtnologia Francese (1920 1940)


Nei primi due decenni del novecento letnografia era stata praticata in Africa occidentale
subsahariana. I lavori di etnolinguistica di Maurice Delafosse (1870 1926) e di Louis Tauxier
(1871 1942) gettarono le basi dellafricanistica, il settore di studi che, almeno dal punto di
vista etnografico, ha avuto maggior seguito in seno alla tradizione francese. Nel corso di questo
periodo il governo francese finanzi diverse missioni tra i quali anche quella di Dakar gibuti,
il cui scopo era quello di raccogliere dati sulle lingue e sulle culture delle regioni africane. Ma
lobiettivo principale consisteva nel riportare oggetti duso rituale e comune per le collezioni del
Musee Dethnographie di parigi (divenne poi le mussee de lhomme nel 37). La missione, che
dur anni, si concluse con un successo, sia scientifico che di pubblico. Letnologia intesa come
studio delle societ primitive sul campo veniva cosi consacrata definitivamente in francia
grazie allintraprendenza dei nuovi etnologi. Direttore della missione era Marcel Griaule (1898
1956), un allievo di mauss. Partecip alla missione anche letnografo e scrittore Michel Leiris
(1901 1990) che ci ha lasciato un resoconto dellesperienza in Africa fantasma (1934).
Durante la missione lequipe di Griaule prese contatto con la popolazione dei Dogon. Ne
studiarono i miti e la cosmogonia. Nel 1938 Griaule pubblic Maschere Dogon, uno studio di
un rituale e della relativa simbologia che aveva al centro le maschere. Griaule concep lidea di
una interconnessione tra simbologia, mito, rito e sacrificio dogon, formandosi una concezione
delle cosmologie primitive come sistemi coerenti ed autonomi di pensiero. Nel 1948 pubblic
Dio Dacqua, un resoconto della cosmogonia dogon ricostruita nello stile del dialogo con una
anziano cacciatore cieco, incontrato nel corso dellultima missione di griaule in Africa. Dio
dacqua contiene quello che per griaule ea il pensiero dogon degno, a suo dire, di essere
accostato al pensiero filosofico dellantichit e materia di utili riflessioni da parte dei cristiani.
La presentazione della cosmogonia dogon fu non solo loccasione di dimostrare come un popolo
considerato primitivo possedesse una cosmogonia sofisticata, ma consent anche a Griaule di
formulare una teoria del rapporto tra sistema mitico e vita sociale. Lorganizzazione sociale, la
vita produttiva e cerimoniale, i rapporti tra i sessi ecc apparvero infatti a griaule come qualcosa
che non poteva essere spiegato senza la conoscenza di quella complessa cosmologia. Negli atti
ordinati infatti gli esseri umani (i dogon) non farebbero che riattualizzare il mito, inteso come
sistema di idee guida compiuto e strutturato. Griaule rivendic la priorit degli studi
monografici su quelli comparati, convinto che solo una conoscenza approfondita di una societ
e del suo sistema di pensiero potesse contribuire alla costruzione di una sapere completo.

Una figura di grande rilievo delletnologia francese della prima met del novecento quella di
Maurice LeenHardt (1878 1954), fondatore delletnologia oceanistica. Leenhardt, missionario
protestante, che giovanissimo, fu inviato nei primi anni dei secono in nuova caledonia entr in
contatto con gli abitanti della regione, i Canak, e sviluppo interessi etnologici. In quanto
missionario, egli doveva trovare il metodo per evangelizzare la popolazione locale. Leenhardt
prefer mettersi sulla scia della tradizione locale. Egli cerc in effetti di stabilire un ponte con la
cultura canak allo scopo di trasfondere in essa la fede nel dio cristiano. A tale scopo si impegn
in un grande lavoro di traduzione della bibbia nella lingua degli abitanti. Inoltre intraprese
ricerche sulla loro lingua, ricca di simposi, rappresentazioni e idee complesse relative alla vita
alla morte e alla persona. Tali idee vennero da lui studiare e diffuse con il libro do kamo. La
persona e il mito nel mondo melanesiano del 1947. Contrariamente ad altri autori, leenhardt
non interpret il mito come un racconto nel quale era stata trasfigurata la realt storica. Il mito,
per leenhardt, non era neppure un tentativo prerazionale di spiegare la realt come avevano
sostenuto autori come Frazer. Per lui il mito era piuttosto qualcosa che era in grado di dare un
tenso al tempo, al paesaggio e alla persona. Il mito rendeva conto della partecipazione
delluomo al mondo, alla natura. Il mito era dunque lo spazio intellettuale in cui il primitivo
costruiva il proprio mondo.

PAROLE CHIAVE
CAP. 12
Lafricanistica
La missione dakar Gibuti
Popolazione Dogon
Oceanistica
Popolazione Canak
AUTORI

OPERE

Marcel Griaule (1898 1956)


Michel Leiris (1901 1990)
Maurice LeenHardt (1878 1954)