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Ugo Fabietti Storia dellantropologia (terza edizione)

Riassunto: Riccardo Sava


Frequentante il corso di Scienze sociali della
Globalizzazione
CAPITOLO 1

Nascita dellAntropologia
Nel 1799 nasce a Parigi la Societ des observateurs de lhomme, per iniziativa di Louis-Francois
Jauffret (1770 1850). Si trattava di un gruppo di intellettuali e scienziati ma non erano
antropologi ma furono i primi a delineare lo studio delluomo tanto come Sapere empirico
quanto come disciplina teorica. Un sapere nuovo, quello dello Studio Comparato delle societ e
delle culture.
Prima di questa societ in Europa trovavamo gi diversi documenti costituiti da resoconti di
missionari, esploratori, mercanti e soldati che non rispondevano per a un progetto scientifico.
Uneccezione fu Jean de Lery o Joseph-Francois Lafitau (1681 1746) che pubblic nel 1724 i
Costumi dei selvaggi americani comparati con quelli dei tempi pi antichi. Accanto a questa
tipologia di testi (diari di viaggio e letteratura esotica) si affiancava quella che ebbe in Michel
de Montaigne (1533 1592) e Jean-Jacques Rousseau (1712 - 1778) i suoi maggiori esponenti.
Questa tradizione aveva subordinato lo sguardo sui selvaggi a una critica dei valori espressi
dalla societ del tempo. Allinterno di questa tradizione il discorso sui selvaggi era legato alla
religione, la battaglia antischiavista e la critica del potere assolutistico. Nel libro di Lefitau
troviamo un primo approccio Etnologico: questo libro fu infatti scritto dopo anni di permanenza
tra gli Urori e Irachesi, Tra gli attuali USA e Canada. Lefitau utilizz un metodo comparativo.
Della societ facevano parte filosofi, naturalisti, medici, linguisti, viaggiatori, storici, geografi il
cui scopo era quello di osservare lumanit nella sua variabilit fisica, linguistica, geografica e
sociale. Uno dei quali fu Joseph-marie de Gerando (1772 1842), esperto in linguistica, poneva
in primo piano lutilit dello studio dei selvaggi al fine di conoscere le tappe della storia
trascorsa dellumanit; del recarsi presso di loro e di risiedere tra costoro per periodi
prolungati. E cosi il filosofo doveva farsi anche viaggiatore (legato in qualche modo alla figura
dellantropologo poich questultimo non viaggia soltanto ma pensa cerca di correlare i dati
dellosservazione e di coordinarli in una teoria).
La societ non ebbe per vita lunga poich nel 1805 fu sciolta per volere di napoleone. Questa
scelta corrispondeva a un programma di rigida e esclusiva subordinazione della scienze alle
esigenze di uno stato burocratico, centralizzato e militarizzato pensato da Napoleone. Cos nel
1805 venne meno quellEtnologia che Jauffret e Gerando avevano concepito come studio e
comprensione della differenza.
Joseph de Maistre (1753 1821), fine intellettuale, grande scrittore e diplomatico aveva
denunciato la ragione illuminista come un atto di superbia da parte delluomo nei confronti del
volere divino. Per lui il selvaggio era il rappresentante della degradazione delluomo a cui
questultimo era condannato a causa del peccato originale, e rappresentava lesempio estremo
della caduta dalla grazia divina. Il selvaggio era simbolo del peccato e costituiva levidenza di
una umanit cui era stata negata la grazia. In gran Bretagna queste tesi di de Maistre furono
accolte dal vescovo di Dublino Wathely che nel 1832 aveva sostenuto che il progresso non
poteva essere concepito senza un esplicito intervento divino. Ci che veniva negata era quindi
lidea che lumanit fosse avanzata, sul piano materiale e spirituale, unicamente in virt delle
proprie forze.
Sul finire del 1850 creazionismo ed evoluzionismo vennero a presentarsi come due opposte
interpretazioni tanto della storia naturale quanto della storia umana. Charles Darwin (1809
1882) aveva pubblicato nel 1859 dopo oltre ventanni di ricerche basate sullosservazione di
specie animali e vegetali , Lorigine della specie, nella quale espose una teoria rivoluzionaria

della storia naturale. Mentre il creazionismo postulava la fissit delle specie viventi, e lidea che
ogni variazione fosse il frutto di un intervento estraneo ai processi e alle forze del mondo e
della natura, Darwin proponeva una visione secondo la quale le forme di vita si sarebbero
trasformate in base ad un processo lento di mutazioni dovute al caso, allinfluenza esercitata su
di esse dallambiente e dalla maggiore o minore capacit degli esseri viventi ad adattarsi
allambiente.
In questo periodo storico la scienza apparve come lo strumento in grado di assicurare al
umanit un destino di felicit e di progresso e la sociologia (che ha come fondatori Auguste
Comte in Francia e Herbert Spencer in Inghilterra) come quella branca della scienza per mezzo
del quale sarebbe stato possibile non solo comprendere gli effetti del progresso sulla societ,
ma anche guardarli.

PAROLE CHIAVE
CAP. 1
Antropologia
Societ des observateurs de lhomme
Etnologia e Metodo comparativo
Il selvaggio come essere Degenerato
Creazionismo ed Evoluzionismo
AUTORI
Louis-Francois Jauffret (1770 1850)
Joseph-Francois Lafitau (1681 1746)
Joseph-marie de Gerando (1772 1842)
Joseph de Maistre (1753 1821)
Richard Wathely
Charles Robert Darwin (1809 1882)

CAPITOLO 2

Lantropologia evoluzionista dellet vittoriana


La Gran Bretagna della regina vittoria, la quale regn dal 1837 al 1901 la culla
dellantropologia moderna. In questo periodo essa si impose come la maggiore potenza
industriale, coloniale, militare e politica. Certo, non si deve dimenticare che tali progressi in
campo sociale furono ottenuti grazie allo sfruttamento delle colonie, delle risorse e delle loro
popolazioni.
Edward b. Tylor (1832 1917) considerato uno dei fondatori dellantropologia. Cultura
primitiva il titolo dellopera pi celebre di Tylor. Pubblicata nel 1871, uno studio dedicato
allo sviluppo delle idee religiose dallo stadio primitivo a quello moderno. Esso un libro
fondamentale soprattutto perch affronta lidea stessa di evoluzione culturale e contiene la
prima vera definizione antropologica di cultura. La Cultura, o civilt, intesa nel suo senso
etnografico pi ampio, quellinsieme complesso che include le conoscenze, le credenze,
larte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacit e abitudine acquisita dalluomo
in quanto membro della societ. Quindi la cultura la si trova ovunque, e essa acquisita: cio
non connaturata a una razza (come pensavano invece i creazionisti), n si trasmette col
sangue.
Come tutti i suoi contemporanei, anche Tylor pensava che esistessero popoli inferiori e popoli
superiori, nel senso che la storia del genere umano poteva essere rappresentata da una linea
ascendente la quale, da forme di organizzazione sociale pi semplici conduceva a forme di vita
associata pi complesse e meglio organizzate.
I temi dominanti dellideologia antropologica vittoriana sono la civilt pensata come risultato di
un processo cumulativo; Il processo evolutivo pensato sulla base di una crescente complessit
organizzativa; Lidea della vita sociale come mezzo atto a promuovere il progresso e quindi la
ricchezza e la felicit di tutti gli uomini, uneredit evidente dellottimismo illuminista. Tylor
condivideva con i suoi contemporanei lidea secondo la quale i popoli selvaggi sparsi sui vari
continenti erano i rappresentanti degli stadi precedenti della storia umana e che, come tali,
potevano bene illustrare la condizione di vita degli uomini preistorici.
I temi dei primi antropologi riguardavano la religione e la parentela. Linteresse per la religione
rifletteva lo scontro tra creazionisti ed evoluzionisti, nonch le ansie di unepoca in cui veniva
messa in discussione lautorit della chiesa, in materia di scienza naturale e di origini umane.
Tylor dedic gran parte del suo tempo allAnimismo. Con questo termine tylor indic la
credenza nelle anime e negli esseri spirituali in genere. Il termine stava a indicare la
credenza secondo la quale gli oggetti, anche quelli inerti, possedevano unanima. Animismo
era dunque una nozione che permetteva a tylor di definire in un solo colpo lessenza del
pensiero mitico, magico e religioso e di distinguerlo, per opposizione a quello scientifico e
razionale. Tylor riteneva che laffiorare del pensiero razionale fosse il risultato di una lenta e
progressiva maturazione intellettuale del genere umano. Poich il punto di arrivo di tale
percorso era rappresentato dallaffermazione del pensiero razionale, si trattava di tracciare non
soltanto le tappe evolutive di questo cammino ma anche a quale sorta di modificazione fosse
stata soggetta la credenza negli spiriti nelle varie fasi, da quelle pi primitive a quelle pi
moderne. Con laccumularsi delle conoscenze, e quindi con lemergere dal pensiero razionale,
questa credenza, estesa allinizio a tutti gli esseri viventi ed agli oggetti inerti, era andata
progressivamente restringendosi fino a riguardare soltanto il cristiano civilizzato. Tylor
introduce anche il termine sopravvivenza ovvero la credenza, unidea, una pratica il cui
significato originario era perito da secoli ma che continuava a sopravvivere.
Caratteristica propria dellantropologia lutilizzo di un metodo comparativo.
Levoluzione culturale immaginata dagli antropologi di questepoca non prevedeva che tutti i
popoli della terra dovessero necessariamente seguire la stessa identica linea di sviluppo.
Tuttavia essi presero in seria considerazione la possibilit che lo sviluppo culturale fosse
dominato da qualcosa che potrebbe essere definito principio delle possibilit divergenti. Giunta

a un ponto dellevoluzione una cultura avrebbe potuto cio prendere una via piuttosto che
unaltra dando inizio a percorsi evolutivi diversificati in campo sociale, politico, religioso etc.
La questione dellorigine della religione non come credenza ma come istituzione venne
affrontata da William Robertson Smith (1846 1894). Egli effettu ricognizioni sul campo alla
ricerca di elementi della vita locale che contribuissero a confermare le sue ipotesi e a stimolare
la sua riflessione teorica. In accordo con queste idee Smith si schier a favore della critica
storica della bibbia. Successivamente dopo essersi trasferito a Cambridge, riprendendo i temi
centrali della teoria evoluzionista, tra i quali lo studio delle sopravvivenze come mezzo
indiziario di conoscenza dello sviluppo culturale e , soprattutto, la prospettiva comparativa,
Smith mir ad elaborare, sulla base dei materiali relativi allarea delle civilt semitiche, una
teoria generale dei rapporti tra societ e religione.
Tema centrale nello studio di smith fu quello del Sacrificio tra i popoli semitici. Il sacrificio
compiuto in favore della divinit non era, sostenne smith, un dono rivolto ad una potenza
sovrastante alla scopo di ingraziarsela. Esso era piuttosto un rituale di comunione tra la societ
e una divinit che rappresentava simbolicamente lunit della societ stessa. Questidea era
gi stata avanzata dallo storico antichista francese De Coulanges (1830 1889) che in uno
studio comparato sullorigine delle istituzioni politico-religiose di Atene e Roma arcaiche,
Coulanges aveva sostenuto che la societ era fondata inizialmente su basi teocratiche. La
religione appariva cos come un fattore regolativo dei rapporti sociali. Attraverso ladesione ai
rituali pubblici, essa spingeva gli individui a conformarsi agli standard collettivi di
comportamento. La religione rappresentava inoltre un elemento coesivo poich, riunendo
periodicamente gli individui a scopo rituale, rafforzava nei partecipanti il senso di appartenenza
a un unico corpo sociale. Essa risulta quindi essere qualcosa che esiste per la conservazione e il
benessere della societ.
Smith asser nel 1885 in Parentela e matrimonio nellArabia antica la presenza, tra gli arabi
preislamici di un sistema matrilineare che , con lavvento dellislam sarebbe stato rimpiazzato
da un sistema patrilineare (teoria che appare oggi inesatta). Questo libro rappresent non solo
il primo lavoro di carattere antropologico sulla societ e la cultura degli arabi del deserto, ma
costitu anche la premessa fondamentale per gli sviluppi di quel settore di ricerca identificabile
con lo studio delle cosiddette societ segmentarie. A Smith spetta inoltre il merito di aver
riconosciuto lesistenza di forme di organizzazione politica prive di istituzioni centralizzate e
fondate sullequilibrio di gruppi (segmenti) di discendenza tra loro contrapposti.
Nel corso dellottocento lo sviluppo della Geologia e dellArcheologia aveva contribuito a
incrementare in maniera straordinaria le raccolte di oggetti attribuibili allopera di esseri umani.
Il generale Augustus Pitt-Rivers (1823 1900) ebbe lidea di costituire dei musei che portassero
allattenzione degli studiosi e del pubblico generico i prodotti delle arti e della tecnologia dei
popoli primitivi. Egli divise infatti gli oggetti per gruppi che venivano cos a formare delle serie
che, dal pi semplice al pi complesso, illustravano levoluzione di quel determinato oggetto.
A pochi anni dalla morte di Pitt-Rivers, Alfred Haddon, un biologo inglese convertitosi
allantropologia, cominci a interessarsi delle trasformazioni degli stili decorativi incisi su
ceramiche, tessuti e altri supporti come legno o pietra. La sua fu definita biologia dellarte
poich egli voleva capire come determinati serie di fattori cognitivi e ambientali portassero a
trasformazioni ed evoluzioni nellarte e gli stili artistici.
James G. Frazer (1854 1941), erudito professore di antropologia pu essere considerato
lultimo grande esponente dellevoluzionismo culturale. Frazer avanzava lipotesi secondo la
quale magia, religione e scienza avrebbero costituito altrettante tappe dello sviluppo
intellettuale delluomo. Frazer sosteneva infatti che la pratica della magia, intesa come
tentativo di esercitare un controllo sulla natura corrispondeva a una fase dello sviluppo
delluomo caratterizzata dalla confusione e ignoranza relativa ai rapporti causali che dominano
nel mondo dellesperienza oggettiva. In un secondo momento gli uomini, anzi, alcuni uomini,
avrebbero pensato di accattivarsi il favore delle potenze della natura: nasceva cos la religione,
e con essa la figura del sacerdote, mediatore tra luomo e la divinit. Quando per altri uomini
in una fase pi tarda si accorse che nulla potevano gli dei nella risoluzione dei problemi umani
ebbe inizio la pi recente epoca della storia: quella contrassegnata dallosservazione dei
fenomeni naturali e dalla ricerca delle leggi che ne regolano il divenire. Si apriva cos la

possibilit di conoscere, secondo modalit di tipo scientifico-razionale, la natura e di dominarla


a scopo pratico.

PAROLE CHIAVE
CAP. 2

Et vittoriana
Cultura
Concezione progressiva della cultura
Creazionismo ed Evoluzionismo
Religione parentela
Animismo
Sopravvivenza
Metodo comparativo

AUTORI
Edward B. Tylor (1832 1917)
William Robertson Smith (1846 1894)
De Coulanges (1830 1889)
Pitt-Rivers
Alfred Huddon
James J. Frazer

CAPITOLO 3

Le origini dellantropologia americana e Lewis H. Morgan


Lewis H. Morgan (1818 1881), viene considerato una figura-cardine nella storia
dellantropologia negli USA. La sua prima importante pubblicazione avvenne nel 851 con La
lega degli Irochesi. Morgan ebbe modo di far conoscenza assai presto delle abitudini di vita dei
pellerossa, che risiedevano poco distanti dalla sua abitazione. Abbe cos la possibilit di entrare
in contatto diretto con un universo sociale fino ad allora quasi sconosciuto. Ne la lega degli
Irochesi troviamo le prime osservazioni di Morgan relative ai sistemi di parentela indiani.
Morgan fu colpito dal fatto che ognuno di questi gruppi si trovava in relazione con tutti gli altri
in virt di una complessa rete di rapporti di parentela. Il quadro che tracci Morgan fu quella di
una federazione di popoli legati da valori comuni con un sistema di organizzazione sociale
democratico ed egualitario. Ci che Morgan voleva mettere in evidenza era come un popolo di
supposti selvaggi avesse saputo darsi coscientemente un ordinamento politico del cui carattere
democratico non si poteva dubitare.
Nel 1871 fu pubblicato Sistemi di consanguineit e di affinit della famiglia umana, uno dei
lavori pi importanti dellantropologia. Morgan stabiliva qui la distinzione tra due grandi gruppi
di parentela corrispondenti a due modi radicalmente differenti di designare i parenti
consanguinei, quelli cio in <relazione di sangue> e perci distinti dai parenti affini (o alleati) i
quali sono invece acquisiti attraverso una relazione di tipo matrimoniale. A questi due gruppi
Morgan diede il nome di Sistemi Classificatori e sistemi Descrittivi. Egli avanz inoltre lipotesi
secondo la quale i sistemi classificatori e quelli descrittivi sarebbero stati caratteristici di due
distinti tipi di societ: i sistemi classificatori di una organizzazione sociale basata sui rapporti di
parentela; Quelli descrittivi di una societ fondata su rapporti di tipo politico. Per Morgan il tipo
di organizzazione sociale fondato sulla parentela era ancora caratteristico del periodo delle
barbarie mentre la comparsa di una societ fondata su rapporti di tipo politico era strettamente
connessa alla comparsa della civilt. Poich secondo Morgan levoluzione dei sistemi
classificatori si traduceva in una scomparsa graduale della logica su cui si fondavano a
vantaggio della logica di tipo descrittivo, egli penso di poter spiegare queste differenze, indici
di un processo evolutivo, attraverso la ricostruzione delle forme che listituzione familiare
aveva assunto nelle diverse epoche storiche. Per Morgan i termini di parentela riflettevano la
natura delle relazioni sociali. Questo non voleva dire che se un Irochese chiamava <padre> il
fratello del proprio padre egli aveva nei suoi confronti lo stesso tipo di atteggiamento tenuto
nei confronti del genitore. Voleva dire piuttosto che questo modo di chiamare il fratello del
padre era una sopravvivenza di unepoca in cui non era possibile distinguere i due individui,
unepoca caratterizzata dallistituzione della poliandria adelfica (unione di una donna con pi
fratelli) le terminologie di parentela assumevano cos, nel ragionamento di Morgan, la stessa
funzione che le sopravvivenze svolgevano nellopera di Tylor. La terminologia di parentela
potevano essere dunque delle sopravvivenze e come tali potevano essere utilizzate nella
ricostruzione delle fasi di sviluppo storico.
Nel 1877 Morgan pubblic La societ antica, una discussione generale relativa allevoluzione
della cultura e delle societ umane. Tale evoluzione poteva esse meglio compresa stabilendo
un certo numero di periodi che egli chiam etnici, ciascuno dei quali rappresentava una distinta
condizione della societ e distinguibile per un modo di vita ad essa associato e peculiare. La
successione dei periodi etnici era quella espressa dalla sequenza selvaggio-barbaro-civilizzato
con laggiunta di tre sottoperiodi (inferiore-intermedio-superiore) per ciascuna delle prime due
epoche. Stato selvaggio, barbaro e civilizzato, con le loro relative suddivisioni, apparivano cos
come tre distinte condizioni connesse luna allaltra.
PAROLE CHIAVE
CAP. 3

Sistemi di parentela
Sistemi Classificatori e Descrittivi
AUTORI
Lewis H. Morgan (1818 1881)
OPERE
La Lega degli Irochesi (1851)
Sistemi di consanguineit e di affinit della famiglia umana (1871)
La societ Antica (1877)
CAPITOLO 4

Tra sociologia, filosofia ed etnologia: la riflessione francese


sulle societ primitive
In francia, lo studio delle societ primitive non conobbe sviluppi sino alla fine del XIX secolo,
questo poich era stata legata in un rapporto di dipendenza dalla sociologia. Questultima
derivava dalla filosofia positiva di Auguste Comte (1798 1857). Egli aveva focalizzato la
propria riflessione sul tema della normativit sociale, ossia dellequilibrio e dellordine sociali
come frutto della possibile applicazione di un sapere positivo (la sociologia) che fosse allo
stesso tempo conoscenza e strumento di gestione della societ sulla base di criteri di natura
tecnico-scientifica. Lideale comtiano di un sapere capace di contribuire alla costruzione di una
societ sub un colpo devastante con la guerra civile del 1870. Il pensiero di comte non era in
grado di rendere ragione dei fenomeni di massa emergenti dalle mutate condizioni sociali,
politiche ed economiche della francia del XIX sec.
Emile Durkheim (1858 1917) considerato uno dei fondatori della sociologia. Nel suo libro
La divisione del lavoro sociale del 1893 egli individu nella Coscienza collettiva linsieme
delle credenze e dei sentimenti comuni alla media dei membri di una stessa societ. Per
Durkheim tutte le societ possedevano una coscienza collettiva ed erano di conseguenza
paragonabili. Per Durkheim dove la vita sociale occupa ogni spazio della vita del singolo
determinandone le scelte e i sentimenti, la coscienza collettiva riflette lesistenza di una
solidariet di tipo meccanico che lega tra di loro i singoli individui. Forte sar, in questo caso, la
riprovazione sociale per ogni atto che vada contro le norme sociali non scritte di
comportamento. Nei tipi di societ dove prevale invece la tendenza del singolo individuo a
differenziarsi rispetto al gruppo, e in cui domina cio una solidariet di tipo Organico e dove gli
individui si riconoscono nella comunit grazie ad atti intenzionali volontari, la coscienza
collettiva tende a occupare spazi pi ristretti ma non per questo meno efficaci dal punto di
vista del mantenimento di una identit sociale comune. Societ a solidariet Meccanica e
Organica costituiscono per durkheim due tipi estremi di una variet complessa dove le due
forme di solidariet si intrecciano per costituire forme di societ e associazioni miste.
Le forme elementari della vita religiosa, pubblicato nel 1912 fu un tentativo di elaborare una
teoria generale della religione e della societ attraverso lindividuazione di quegli elementi che
entrano a far parte di tutti i sistemi religiosi e sociali. Le religioni sono per lui comparabili tra
loro in quanto, indipendentemente dal loro grado di complessit, deve esserci necessariamente
un certo numero di rappresentazioni fondamentali e di atteggiamenti che rivestono ovunque lo
stesso significato oggettivo e adempiono ovunque le stesse funzioni. Per durkheim queste
rappresentazioni fondamentali si trovano nelle societ pi semplici come per esempio Il
Totemismo degli aborigeni australiani che era una forma di religione in cui un gruppo si
identificava con un animale, una pianta o un fenomeno naturale. Questo animale, pianta o altro
sarebbe stato il simbolo del gruppo, in quanto raffigurante lantenato da cui il gruppo credeva
di discendere. Come tale, il totem era fatto oggetto di culto da parte dei membri del gruppo.
Durkheim considerava il totemismo come il sistema religioso pi semplice. Per lui gli esseri
umani opererebbero una specie di spostamento simbolico facendo del totem un oggetto di
culto, quando invece la societ che essi inconsapevolmente rispettano e adorano.
Per durkheim le religioni, dalle pi primitive alle pi sofisticate, costituivano un fenomeno
unitario. Per lui ci che viene venerato attraverso il rito non un certo animale o una certa
pianta, ma la societ stessa. Egli voleva sottolineare il dominio esercitato dalla dimensione

sociale, collettiva, sul comportamento e il pensiero individuale. Quindi che si parli del
totemismo australiano o della religione degli antichi o di quella del nostro tempo la natura e la
funzione della religione restano identiche in quanto coincidono con la devozione per lo pi
inconscia che i membri di una societ nutrono per questultima. La religione appare cosi come
un sistema di rappresentazioni e di riti attraverso i quali gli individui sono partecipi
misticamente e collettivamente (cio in maniera non-razionale e non-individuale) di
questentit provvista di una forza soprannaturale (nel senso di non-naturale) che il corpo
sociale.
In Le forme elementari della vita religiosa emerse una prospettiva di indagine dei fenomeni
sociali del tutto nuova. Fenomeno chiamati da durkheim fatti sociali. Essi, che per durkheim
costituivano loggetto specifico della sociologia, erano azioni, ruoli, rappresentazioni, una
credenza, un obbligo etc..
Lucien Levy-Bruhl (1857 1939) fu un filosofo francese che pubblic nel 1903 La morale e la
scienza dei costumi. Studiare la morale significava per lui cercare di comprendere il diverso
significato che lesperienza morale pu assumere in contesti sociali differenti, i diversi sistemi
morali che sono caratteristici delle diverse societ. Da questo libro in poi comp un
cambiamento passando dalla filosofia alletnologia: fu da qui che il suo sguardo si volger alle
societ primitive. In particolare studi il pensiero primitivo.
In Psiche e societ primitive, pubblicato nel 1910 Levy-Bruhl critic la tradizione
dellevoluzionismo inglese: le rappresentazioni collettive, per quanto bizzarre e illogiche
potessero sembrarci, non erano, come pensavano gli evoluzionisti, errori di valutazione
compiuti dalla mente rozza del primitivo nel tentativo di rintracciare le cause reali dei
fenomeni. Le rappresentazioni collettive erano infatti innanzitutto <comuni a un dato gruppo
sociale e trasmissibili di generazione in generazione>. Per Levy_Bruhl il gruppo sociale
primitivo viveva unesperienza mistica , che si realizzava nelle pratiche del culto e
nellesecuzione del rito. In questo contesto lindividuo non aveva la possibilit di sviluppare un
giudizio proprio, indipendente da quello che gli veniva imposto dalla sua societ.
La mentalit dei primitivi venne da lui vista come dipendente da una forma di ragionamento di
tipo pre-logico. Esso significa a-scientifico, a-critico.
PAROLE CHIAVE
CAP. 4
Coscienza collettiva
Solidariet meccanica e organica
Totemismo
Il pre-logismo
AUTORI
Auguste Comte (1798 1857).
Emile Durkheim (1858 1917)
Lucien Levy-Bruhl (1857 1939)
OPERE
La divisione del lavoro sociale (1893)
Le forme elementari della vita religiosa (1912)
La morale e la scienza dei costumi
Psiche e societ primitive

CAPITOLO 5
Tradizioni popolari ed etnologia in Italia
Contrariamente a quanto avvenne in Gran Bretagna, Francia e Germania, lo sviluppo degli
studio etno-antropologici in italia legato solo in minima parte alla scoperta del mondo
coloniale. Come nel caso di altre tradizioni europee minori, infatti, quella italiana emerse in
relazione agli studi folklorici. In italia vediamo quindi lo sviluppo della Demologia (studio delle
tradizioni popolari). Di fatti la coscienza di una eterogeneit di fondo del popolo italiano fu
sempre presente negli studiosi di tradizioni popolari. Nella seconda met dell800 nacque un
indirizzo che mirava alla ricostruzione storica di diffusione e di distribuzione delle forme liriche
allinterno della penisola. Maggiori rappresentanti di questo indirizzo furono Costantino Nigra
(1828 1907), con la sua teoria del sostrato etnico. Egli nel corso dei suoi studi svilupp
lidea secondo la quale litalia si presenta, dal punto di vista della produzione lirica popolare,
divisa in due aree geografiche: una superiore (in cui prevale lelemento narrativo storicoromanzesco) e una inferiore (in cui prevale lelemento lirico-amoroso).
Altre importanti figure dellepoca furono Paolo Mantegazza (1831 1910), convinto sostenitore
dellevoluzionismo darwiniano, fu fondatore del museo di antropologia e di etnologia a firenze e
professore di antropologia.
Oppure Tito Vignoli (1829 1914), professore di antropologia alla accademia reale di milano.
Altro importante autore fu Giuseppe Pitr (1841 1916), medico, autore di una straordinaria
raccolta di testimonianze provenienti dal mondo popolare e contadino siciliano. Egli edific la
biblioteca delle tradizioni popolari siciliane (iniziata nel 1871 e finita nel 1913) in cui Pitr
raccolse proverbi, favole, credenze, pratiche magico-religiose.
La figura pi rilevante delletnologia italiana di fine ottocento e dei primi del novecento fu
Lamberto Loria (1855 1913), che viagg tra Turkestanm nuova guinea, in lapponia, eritrea,
nelle isole trobriand in cui raccolse importanti collezioni etnografiche.
PAROLE CHIAVE
CAP. 5
Demologia
Teoria del Sostrato etnico
AUTORI

Costantino Nigra (1828 1907)


Paolo Mantegazza (1831 1910)
Tito Vignoli (1829 1914)
Giuseppe Pitr (1841 1916)
Lamberto Loria (1855 1913)

CAPITOLO 6

Letno-sociologia francese
Lo studio delle rappresentazioni collettive costitu lambito entro il quale si colloc il lavoro di
Robert Hertz (1882 1915). In particolare si concentro sul tema della morte: la morte si riversa,
presso tutti i popoli, di emozioni e di rappresentazioni assai differenziate. Essa recide il
rapporto dellindividuo con il gruppo di cui fa parte e dal quale trae la sua stessa identit
sociale. Per questo motivo la comunit avverte la morte di un suo membro come una minaccia
alla propria coesione: essa deve ristabilire quellequilibrio che la scomparsa di un individuo ha
alterato, mediante una serie di rituali atti allo scopo: i riti funebri. Studiando le pratiche delle
popolazioni native del Borneo egli not che questi consistevano in due momenti distinti: alle
prime esequie seguiva, dopo un certo tempo, un altro rito, pi solenne. In questo doppio rito
funebre hertz individu il carattere fondamentale che la morte riveste presso tutte le societ:
essa pensata come una transizione da una condizione a unaltra, dal mondo visibile
allinvisibile.
Arnold van Gennep (1873 1957) considerato uno dei fondatori delletnologia francese. La
sua opera pi celebre fu Riti di passaggio (1909). Egli intu che la vita degli individui era
scandita, presso tutti i gruppi umani, da una serie di riti che celebravano pubblicamente il
passaggio da una condizione sociale a unaltra. In questo libro van Gennep postulava lidea
secondo cui nelle societ prescientifiche il mondo appare suddiviso nelle due categorie opposte
di profano e sacro. Van Gennep distinse, allinterno di ciascun rito di passaggio, tre fasi:
separazione (riti preliminari), margine (riti liminari) e aggregazione (riti post liminari).
Nel 1920 van Gennep pubblic lo stato attuale del problema totemico in cui critic lidea di
Durkheim e Mauss secondo i quali la prima forma di religione, il totemismo, sarebbe stata
allorigine di ogni forma di classificazione della realt, sociale e naturale.
Marcel Mauss (1872 1950), allievo di Durkheim, fu, insieme a Levy-Bruhl, promotore della
fondazione dellinstitut dethologie delluniversit di Parigi (1925). Il suo studio spazi dallo
studio della magia e della religione a quello dellidea di persona. Uno dei lavori pi importanti
di Mauss fu forme primitive di classificazione(su qualche forma primitiva di classificazione),
scritto tra 1901 a 1902, si proponeva di mostrare come la classificazione delluniverso naturale
non dovesse essere considerata come leffetto di unattitudine spontanea della mente umana
(tesi invece sostenuta da Van Gennep). Mauss consider la societ degli aborigeni australiani
come punto di partenza della sua analisi. Questa societ si presentava come divisa in classi
matrimoniali, cioe gruppi esogamici fondati non sulla discendenza, ma su altri criteri di
assegnazione sociale. Mauss consider la divisione in classi matrimoniali caratteristica delle
popolazioni australiane come il sistema pi semplice di organizzazione sociale esistente. Per
durkheim e Mauss, ad una variazione nella societ corrispondeva una varianzione nellordine
del sistema di classificazione. Erano le modificazioni del sociale che, costituendo per luomo
lesperienza pi immediata dal punto di vista emotivo, lo spingevano a modificare lordine
concettuale delle cose. Lelemento rilevante di questo lavoro sui sistemi di classificazione
rappresentato dallidea di una Omologia strutturale tra l dimensione sociale e quella
simbolica e dallidea di una preminenza della prima dimensione sulla seconda. Lipotesi
dellomologia strutturale era ci che avrebbe consentito a Mauss di spingersi verso la ricerca di
quegli elementi del sociale suscettibili di coinvolgere, nel loro accadere, la pluralit
complessiva dei livelli sociali: i fatti sociali totali.

Nel 1923 pubblico Saggio sul dono, libro costituito in gran parte sui lavori etnografici di Boas
sul potlatch e di Malinowski sullo scambio cerimoniale del Kula. Tali lavori sembravano
dimostrare lesistenza, anche presso le societ primitive, di fenomeni complessi e articolati di
scambio e di circolazione dei beni. Mauss li consider Come fatti sociali totali. Tali fenomeni
erano strettamente legati ad altri aspetti della vita di queste popolazioni. Esse erano basate sul
principio della reciprocit.

PAROLE CHIAVE
CAP. 6
Morte, Sacro e Profano
Rito di passaggio
I fatti sociali totali
Lomologia strutturale
AUTORI
Robert Hertz (1882 1915)
Arnold van Gennep(1873 1957)
Marcel Mauss (1872 1950)
OPERE

Riti di passaggio (1909)


lo stato attuale del problema totemico
forme primitive di classificazione
Saggio sul dono

CAPITOLO 7

Gli sviluppi delletnologia agli inizi del Novecento


Un tratto saliente della ricerca antropologica era stata, per tutto lottocento, la separazione tra
antropologi ed etnografi, cio tra coloro che riflettevano sulle societ primitive dal punto di
vista teorico e coloro che raccoglievano dati sul campo. Importanti figure di etnografi furono
Lorimer Fison (1832 1907) e Alfred Howitt (1830 1909), entrambi attivi in australia, erano
missionari che, oltre a corrispondere con Morgan, Tylor e Frazer scrissero opere di proprio conto
come, Kamilaroi and kurnai (1880). Unaltra celebre collaborazione tra antropologi ed
etnologici fu quella tra Frazer, William Spencer (1860 1929) e Francis Gillen (1855- 1912),
anche loro attivi in australia. Anche questi due etnografi scrissero illustri opere tra i quali The
native tribes of central Australia (1899) e the nothern tribes of central australia (1904).
Dalluniversit britanniche nascono nuove figure di etnologi, protagonisti di spedizioni come
quella dello stretto di Torres (tra australia e nuova guinea), diretta da Alfred Haddon, che,
coinvolgendo altri studiosi tornarono in patri con una preziosa collezione di oggi. Altri
importanti etnografi, ovvero studiosi che dopo una preparazione di tipo teorico, si racavano
direttamente sul campo vanno ricordati Edward Westernmark, charles Seligman, Robert Marett,
Arthur Hocart, John Layard e William Rivers. Molti dei lavori di questi autori segnarono il
definitivo abbandono del metodo comparativo di ispirazione evoluzionistica e il passagigio a
ricerche concentrate su gruppi singoli e poco numerosi. Nasceva cosi, in sostituzione della
Survey, ricognizione preziosa ma alquanto rapida e superficiale, un nuovo genere di prodotto:
la monografia etnografica. Questultima era un lavoro dedicato a molteplici aspetti dlella vita
sociale e culturale del gruppo studiato e riflettevano una maggiore consapevolezza, da parte
dei ricercatori, di quanto fosse importante la conoscenza approfondita di una societ o di una
cultura.
In germania e impero ustro-ungharico (mitteleuropa) si svilupp tardivamente letnografia che
vede in Adolf Bastian (1826- 1905) uno dei suoi fondatori, etnografo, organizzatore e promotore
diniziative in campo museografico, ebbe illustri studenti tra i quali citiamo Karl von de Steiner
(1855 1929), etnografo americanista e oceanista, Theodor Koch-Grunberg (1872 1924),
studioso della popolazione indi dellamazzonia, Max Schmidt (1874 1950) ed infine Alois Musil
(1868 1944), sacerdote di origine cattolica e professore alluniversit di Vienna che lavor in
Sudamerica. Tutti questi autori esprimevano una concezione delletnografia come studio
diretto, prolungato, sul campo di una o pi popolazioni. Tutti compirono ricerche tra fine otto e
inizio novecento. Altre importanti figure dellantropologia tedesca furono Fritz Graebner (1877
1934), che appoggiava la tesi diffusionista e introdusse il concetto di ciclo culturale (cio
coincidente con unepoca storica), e Wilheim Schmidt (1868 1954), professore di importanti
autori tra i quali Paul Schebesta e Martin Gusinde.
CAP. 7
PAROLE CHIAVE
Etnografia
La survey
Monografia etnografica
Mitteleuropa
Ciclo culturale
AUTORI

Lorimer Fison (1832 1907)


Alfred Howitt (1830 1909)
William Spencer (1860 1929)
Francis Gillen (1855- 1912)
Alfred Haddon
Adolf Bastian (1826- 1905)
Karl von de Steiner (1855 1929)
Theodor Koch-Grunberg (1872 1924)
Max Schmidt(1874 1950)
Alois Musil
Fritz Graebner(1877 1934),
Wilheim Schmidt (1868 1954),
Paul Schebesta
CAPITOLO 8

Lo sviluppo dellantropologia negli USA e la scuola di Boas


Franz Boas (1856 1942), importante figura dellantropologia americana, partecip in qualit di
etnografo a uno studio degli indiani della costa canadese del pacifico, incarico assegnato dal
linguista inglese Horatio Hale. Anche grazie a questo progetto Boas diffuse unimmagine
autorevole degli studi antropologici negli USA e fu anche unintellettuale che si batt contro il
razzismo. In Luomo primitivo, datato 1901, Boas sostenne la mancanza di relazioni tra cultura
e razza, dimostrando come le caratteristiche culturali di un popolo non avessero alcun rapporto
con laspetto fisico dei suoi membri.
In I limiti del metodo comparativo dellantropologia (1896) il pi noto tra i testi di Boas.
Esso rappresent una rottura con la prospettiva evoluzionista. Egli enunci i principi generali
del cosiddetto metodo storico. Per dimostrare la fragilit teorica del ragionamento
evoluzionista, Boas produsse una serie di esempi relativi tanto alla possibile origine differente,
quanto al diverso significato, che fenomeni culturali simili potevano aver in contesti culturali
diversi.
Boas riteneva che lobiettivo fondamentale delletnologia fosse la conoscenza delle cause
storiche che avevano determinato la forma dei tratti culturali propri di una certa popolazione. Il
principio fondamentale del metodo storico (o particolarismo storico) era rappresentato dallo
studio e della conoscenza delle culture singole.
Tra 1894 e 1895 Boas condusse una ricerca tra i gruppi nativi della costa americana del
pacifico settentrionale da cui nacque Lorganizzazione sociale e le societ segrete degli indiani
Kwakiutl (1897), in cui Boas analizz, accanto ad altri aspetti della vita delle popolazioni locali,
una istituzione molto particolare: il Potlatch. Esso un insieme di pratiche rituali diffuse tra le
popolazioni native della costa della columbia britannica e sullisola di Vancouver. Si trattava di
rituali di ostentazione che prevedevano la distruzione di grandi quantit di beni considerati di
prestigio. Oggi si tende a considerare il potlatch, per quanto riguarda il suo aspetto distruttivo,
come un meccanismo attraverso il quale venivano sottratti al processo riproduttivo della
societ quei beni che, se al contrario vi fossero stati immessi, avrebbero provocato
unalterazione del sistema, e di conseguenza introdotto un elemento perturbatore nella
struttura dei rapporti di potere. Il potlatch costituiva dunque una pratica rituale per mezzo della
quale diveniva possibile mantenere lequilibrio del sistema.
Alfred Kroeber (1876 1960) fu il primo studente a laurearsi sotto la guida di Boas. In
Spiegazioni mediante cause ed origini (1901), Kroeber critic le teorie sullorigine del mito
basate su un tipo di spiegazione mono-causale. Tali teorie, che rappresentavano i miti come il
risultato di processi di ordine psicologico sviluppatisi da una credenza originaria si
configuravano invece per Kroeber come aggregati di una serie di tendenze indistinguibili, le
quali si compenetravano dando luogo al mito specifico.

Nel 1909 pubblic sistemi classificatori di relazioni in cui Kroeber critica levoluzionismo
culturale e in particolare la prospettiva di Morgan sui sistemi di parentela. Per morgan
questultimi esprimevano la natura dei rapporti e delle istituzioni sociali, per Kroeber essi
riflettevano la psicologia, veicolata dal linguaggio, dei soggetti culturali. In sintonia con la
concezione Boasiana della cultura come insieme delle attitudini (mentali e psicologiche) degli
individui, i termini di parentela venivano considerati da Kroeber come espressioni di ci che, al
pari delleconomia, dellarte o della letteratura poteva essere considerato un particolare
aspetto della cultura stessa, in questo caso il linguaggio. Limportanza di questo saggio
consiste nellaver lasciato intendere che le terminologie di parentela non possono essere
considerate solo in riferimento alle relazioni sociali le quali sarebbero a loro volta il riflesso di
pratiche matrimoniali. Kroeber evidenzi otto principi fondamentali che regolano la costituzione
di tutti i sistemi terminologici: 1 Differenza tra persone della stessa generazione e di
generazioni diverse. 2 Differenza tra parentela in linea diretto e in linea collaterale. 3 Differenze
det nellambito della stessa generazione. 4 il sesso del parente. 5 il sesso di colui che parla. 6
il sesso dellindividuo attraverso il quale passa la relazione di parentela tra chi parla e colui di
cui si parla. 7 distinzione tra parenti consanguinei e acquisiti per matrimonio. 8 la condizione di
vita attraverso cui passa la relazione tra chi parla e colui di cui si parla. La scelta del livello
linguistico come livello esclusivo di comprensione delle terminologie di parentela equivaleva a
negare lesistenza di quel rapporto causale tra pratiche matrimoniali e terminologie di
parentela che Morgan aveva invece postulato allo scopo di rendere intellegibile levoluzione dei
sistemi in ipotetiche sequenze storico-evolutive.
Nellultimo decennio dellottocento Boas aveva cominciato negli USA la sua battaglia per
sostenere tre cose: che la pretesa di ricostruire levoluzione della cultura umana a partire dallo
studio dei popoli primitivi era privo di fondamento. Che il pensiero dei primitivi era analogo a
quello dei civilizzati, e che se differenze vi erano queste erano dovute alla specificit del
contesto sociale in cui gli individui si trovavano ad operare.
Inoltre alla fine del XIX secolo aveva preso piede, Sia in Gran Bretagna sia negli USA un
orientamento conosciuto come Darwinismo sociale. Si trattava di unideologia sociologicopolitica diffusa negli ambienti conservatori medio-alto borghesi la quale ipotizzava una sorta di
continuit tra lordine biologico e quello sociale: le stesse leggi che regolavano la selezione
naturale sarebbero state le stesse che regolavano la selezione sociale. Insomma, una ideologia
auto celebrativa, individualista e poco attenta alle fasce sociali meno favorite.
Negli stessi anni cui si affermavano le posizioni di Boas relative allo studio delle culture nella
loro specifica individualit, venne costituendosi, negli ambienti antropologici statunitensi, un
indirizzo di ricerca che poneva al centro della propria attenzione la distribuzione geografica
delle culture indiane , i loro contatti e prestiti reciproci sul piano della cultura materiale,
dellorganizzazione sociale e della vita religiosa. Allinterno di questa prospettiva di ricerca, la
nozione di area culturale assunse un ruolo centrale. Con tale espressione veniva designata
larea geografica entro la quale erano presenti determinati tratti, ossia elementi culturali quali
una certa tecnica, un istituto matrimoniale o una credenza. Una tale concezione port a
pensare la distribuzione di questi tratti culturali come una conseguenza di processi di diffusione
dei tratti medesimi. Questo fu un aspetto studiato da Clark Wissler (1870 1947), anchegli
scolaro di Boas, che inizi un lavoro di classificazione delle culture indiane sulla base del
criterio delle loro relazioni con lambiente. Tra 1915 e 1925 Wissler venne elaborando una
teoria delle aree culturali come ambiti di diffusione di tratti simili a partire da un centro di
irradiazione (centro culturale). In tale centro dellarea culturale sarebbero presenti tutti i tratti
che caratterizzano larea, i quali sono irregolarmente distribuiti nel resto della stessa
diventando sempre pi radi man mano che ci si allontana dal centro. Ci poteva spiegare,
secondo wissler, il fatto che le popolazioni appartenenti alla stessa area culturale non erano
tutte culturalmente identiche. Tramite la nozione di area cronologica wissler tent di assegnare
una dimensione temporale al processo di diffusione: i tratti che si trovavano pi lontani dal
punto di diffusione iniziale dovevano essere i pi antichi, e quindi appartenere al nucleo
culturale originario. Le teorie di wissler furono criticate da diversi antropologi e linguisti tra i
quali vi fu Edward Sapir (1884 1939), anchegli allievo di Boas. In La prospettiva temporale
nella cultura aborigena americana (1916), sapir fece osservare come i tratti culturali non si
diffondano affatto in maniera uniforme in tutte le direzioni, e inoltre che la diffusione non
avviene sempre con ritmi identici.
PAROLE CHIAVE

CAP. 8
Particolarismo storico
Potlatch
Diffusionismo
Area culturale
AUTORI
Franz Boas (1856 1942)
Alfred Kroeber (1876 1960)
Clark Wissler (1870 1947)
Edward Sapir (1884 1939)
OPERE

Luomo primitivo (1901)


I limiti del metodo comparativo dellantropologia (1896)
Lorganizzazione sociale e le societ segrete degli indiani Kwakiutl (1897)
Spiegazioni mediante cause ed origini (1901)
sistemi classificatori di relazioni (1909)

CAPITOLO 9

La rivoluzione etnografica in Gran Bretagna. Da Rivers a


Malinowski
La fine del XIX e linizio del XX secolo videro il declino delle teorie evoluzioniste in campo
culturale. Tale declino fu dovuto a un cambiamento nella mentalit dellepoca ma anche ai
progressi della ricerca etnografica, che tendeva a smentire teorie fondate molto spesso su
assunti di tipo speculativo come quelli relativi allesistenza di una mentalit primitiva o che
identificavano i popoli primitivi con i rappresentanti di fasi arcaiche della storia umana.
Medico e psicologo di formazione, William Rivers (1864- 1922) divenne antropologo sul campo
partecipando, nel 1898 alla spedizione di Haddon alla stretto di torres. Qui comp ricerche sulle
facolt percettive dei nativi confrontandole con quelle degli studenti delluniversit di
cambridge e giungendo alla conclusione che non vi erano sostanziali differenze tra costoro e i
giovani inglesi per quanto riguardava il modo di percepire immagini, colori, sapori, suoni etc. il
suo fu un importante contributo allidea, aspesto poi per la prima volta in maniera sistematica
da Boas agli inizi del novecento, di una fondamentale unit fisico-psichica del genere umano.
Gli studi di Rivers si volsero presto allo studio dellorganizzazione sociali dei popoli primitivi, e
in particolare delle terminologie di parentela. Egli si opponeva a Kroeber per il quale le
terminologie di parentela erano fatti psicologici, linguistici (cio culturali) pi che il riflesso delle
relazioni sociali. Rivers non pensava, al contrario di Kroeber, che i termini di parentela avessero
uno spettro semantico pi ampio di quello relativo alla parentela in senso stretto. Rivers
realizz in un breve articolo pubblicato nel 1910, quello che lui stesso chiam il metodo
genealogico nella raccolta dei termini di parentela. Questo lavoro illustrava un sistema di
raccolta dei dati relativi alla organizzazione sociale dei popoli selvaggi. Rivers si distingueva
tanto dagli antropologi da tavolino quanto da quegli etnografi-missionari che potevano vantare
lunghi soggiorni tra i nativi. Esso consisteva nel chiedere a un individuo il nome dei suoi
parenti pi prossimi e il termine di parentela con cui venivano designati: padre, madre etc. Poi
che chiedere i nomi e i termini con cui venivano designati i parenti lontani, tanto il linea diretta
quanto in linea collaterale, fino a raggiungere un quadro esaustivo della terminologia impiegata
dai membri di quella societ. Era cos possibile stabilire differenze e somiglianze terminologiche
tra parenti, a partire dalle quali si poteva tracciare un quadro delle relazioni sociali vigenti
allinterno di quella specifica comunit. Questo metodo consentiva di trattare, su di un piano
concreto, problemi astratti quali le relazioni terminologiche di parentela, nonch di superare la
distanza tra ricercatore e nativo. Rivers aveva colto limportanza di trovare, sul piano
metodologico, un modo di comunicare che favorisse la comprensione reciproca tra antropologi
e nativi. Rivers sosteneva la prospettiva olistica (da olos, intero).

Nei primi anni del novecento, in Gran Bretagna, divennero nole le teorie di Grafton Elliot Smith
(1871 1937) e William Perry (1887 1949). Muovendosi tra anatomia, etnologia, archeologia
e geografia, questi due studiosi offrirono una versione radicale delle teorie diffusioniste. Il loro
pensiero fu definito Iperdiffusionismo. Le teorie di Elliot Smith e Perry postulavano un unico
centro diffusore di cultura: Legitto. Dallegitto la cultura si sarebbe diffusa allintero globo. Da
qui i tratti culturali, diffondendosi dal luogo dorigine sarebbero andati incontro a un processo
degenerativo proporzionale alla distanza dal punto di partenza. Una delle prove a sostegno di
tale tesi fu lesame della distribuzione geografica della mummificazione, della presenza delle
costruzioni piramidali e del culto solare. La presenza di questi tratti nellAmerica
precolombiana, costituiva la prova del fatto che questi elementi, simili a quelli dellegitto
faraonico, vi erano stati importati in epoche remote dalla civilt egizia. Fu per il libro di perry
children of the sun (1923) a rendere note le loro posizioni: Grazie ad essa le teorie
eliocentriche o eliotiche di smith e perry godettero di un lungo seguito.
Nel 1922, lanno della morte di rivers, un antropologo polacco pubblic il libro Argonauti del
pacifico. Il suo autore Branislaw Malinowski (1884 1942). Era cittadino austro-ungharico , e
quindi un nemico quando lo scoppio della prima guerra mondiale lo soprese in australia. Egli fu
per lasciato libero di compiere ricerche nelle isole trobriand e in nuova guinea. Malinowski
studi non solo lorganizzazione sociale, economica e giuridica dei trobiand ma anche le
tecniche di costruzione delle canoe, i miti, i riti, la lingua e il comportamento sessuale di questi
isolani. Egli diede inizio alla cosiddetta osservazione partecipante, che consentiva ai
ricercatori di entrare in un rapporto empatico con i nativi. Loggetto centrale del libro era
costituito da una forma di attivit di scambio praticata da un certo numero di comunit
stanziate su isole a volte molto lontane tra loro ma comunque comprese entro unarea
geografica circoscritta. Questa forma di scambio, o Kula, veniva definita da Malinowski come un
fenomeno economico di notevole importanza che occupa il posto pi importante nella vita
tribale di questi indigeni che vivono allinterno del suo circuito. Il Kula risultava essere un
fenomeno complesso che pu essere decritto nel modo seguente. Tra le isole abitate dai gruppi
partecipanti allo scambio, circolavano due tipi di oggetti: collane di conchiglie rosse e
braccialetti di conchiglie bianchi. Le prime circolavano solo in senso orario, i secondi solo in
senso contrario. Gli oggetti circolavano in continuazione, restando nelle mani del loro
possessore solo per un periodo di tempo. Tanto i preparativi per la partenza, quanto gli scambi,
avvenivano secondo rituali precisi accompagnati da pratiche magiche. Gli scambi kula erano
accompagnati da un commercio di tipo profano mediante il quale venivano scambiati oggetti
con un valore duso. Luso dellosservazione partecipante produsse effetti rilevanti sul piano
teorico portando a una prospettiva di tipo olistico e non settoriale, secondo quanto gi indicato
un decennio prima da Rivers. Inoltre loggetto di studio dellantropologia (societ e culture)
risultava costituito da parti tra loro correlate in senso funzionale. Malinowski voleva mostrare
come il selvaggio, fosse stato in grado di esprimere, contro lo scetticismo allora diffuso in
certi ambienti, un tipo di comportamento dotato d una sua coerenza e ragionevolezza. Lo
scambio kula di fatto uno scambio di tipo cerimoniale di cui malinowski comprese la portata
sociologica, cio la funzione che esso assolveva nel mantenere e nel rafforzare i rapporti tra gli
individui e i gruppi. Malinowski gli attribu comunque un significato di tipo economico.
Lanalisi condotta da malinowski sulla scambio kula mise in evidenza lesistenza di una rete di
rapporti tra individui, clan, trib fondati su ci che da allora in poi sarebbe entrato a far parte
del lessico concettuale dellantropologia col nome di principio di reciprocit. Tutte le operazioni
connesse allo scambio kula si presentavano come regolate da una logica sociale che nei suoi
effetti tendeva a promuovere la solidariet e lrganicit della societ e della cultura. Lo scambio
kula era solo il fenomeno che pi di ogni altro mostrava di possedere queste caratteristiche.
In sesso e repressione sessuale tra i selvaggi (1927), malinowski present la famiglia come il
luogo della riproduzione sia biologica sia culturale. Lincesto era bandito in quanto
disgregherebbe la famiglia e i rapporti che si instaurano allinterno di essa. La proibizione
dellincesto venne da lui percepita come risposta ad una potenziale disgregazione dei legami
familiari, mentre lesogamia era un mezzo per risolvere favorevolmente ed efficacemente la
proibizione stessa. Dopo aver definito la cultura come il tutto integrale consistente degli
strumenti e dei beni di consumo, delle carte costituzionali per i vari raggruppamenti sociali,
delle idee e delle arti, delle credenze e dei costumi. Malinowski la definisce anche come un
vasto apparato, in parte materiale, in parte umano e in parte spirituale con cui luomo pu

venire a capo dei concreti, specifici problemi che gli stanno di fronte. Lanalisi funzionale della
cultura porta a unanalisi dei bisogni fondamentali e le risposte culturali che da tali bisogni
sono sollecitate, risposte che sono suscettibili di creare a loro volta ulteriori bisogni. Questi
ultimi, chiamati bisogni secondari o derivati coincidono con lesigenza di organizzare e
mantenere la coesione tanto sul piano sociale quanto su quello culturale.
Nel 1948, venne pubblicato postumo il libro magia, scienza e religione. Questo lavoro si
fondava sulle osservazioni compiute al tempo delle ricerche alle isole trobiand. Respinte le
teorie evoluzioniste che vedevano nella magia un goffo tentativo di manipolare lo svolgersi dei
fenomeni naturali (Frazer), malinowski propose una spiegazione delle pratiche magiche che ne
individua la particolare natura nella risposta emotiva ad una situazione non controllabile. La
magia non anteriore alla religione o alla scienza, ma un possesso primordiale che afferma il
potere autonomo delluomo di creare dei fini desiderati. La magia consta cos di pratiche rituali
che tendono a sopperire allincapacit delluomo di controllare gli elementi della propria
esperienza concreta.

PAROLE CHIAVE
CAP. 9
Iperdiffusionismo
Cerimoniale Kula
Principio di reciprocit
Osservazione partecipante
Olismo
AUTORI
William Rivers (1864 1922)
Grafton Elliot Smith (1871 1937)
William Perry (1887 1949)
Branislaw Malinowski (1884 1942)
OPERE

The genealogical method of antropological inquiry(1910)


le migrazioni dellle antiche culture (1915)
Children of the sun (1923)
Argonauti del pacifico occidentale (1910)
Diritto e costume nella societ primitiva (1926)
sesso e repressione sessuale tra i selvaaggi (1927)
Magia, scienza e religione (1948)

CAPITOLO 10

Lantropologia psicoanalitica e lo studio della cultura


Sigmund Freud (1856 1939) nel 1889 aveva pubblicato Linterpretazione dei sogni, unopera
nella quale veniva presentata una visione innovativa della dinamica psichica inconscia. Nel suo
libro Totem e Tab del 1913 la tesi di Freud relativa allorigine del totemismo e dellesogamia
pu essere riassunta nel modo seguente: nellorda primitiva, unimmagine ripresa da Darwin, il
padre detiene il controllo assoluto delle femmine, madri dei suoi figli. Lo scenario iniziale
quindi quello di una famiglia al cui interno si sviluppa il conflitto tra padre e figli che, alla fine,
per potersi accoppiare con le femmine del gruppo, lo uccidono e , dato il loro livello primitivo, lo
divorano. Allidea di una umanit originariamente dedita al cannibalismo freud affianca quindi
quella di una famiglia poligamica. Lo scopo di freud era quello di collocare allorigine della
storia umana, quel complesso (ovvero il desiderio inconscio del figlio di sopprimere il padre
per potersi congiungere con la propria madre), che egli considerava lelemento e il nodo
fondamentale al tempo stesso della dinamica psichica. Dopo luccisione e il pasto cannibalico i
figli, colpiti da rimorso, avrebbero idealizzato la figura del padre e, come autopunizione, si
sarebbero vietate le femmine del gruppo (tra cui le loro madri e sorelle) dando origine, nel
medesimo istante, alle istruzioni del totemismo e dellesogamia. La proibizione dellincesto e il
divieto di uccidere e di cibarsi dellanimale totemico, figura traslata del padre e simbolo del
gruppo (totemismo), affondavano cos le proprie radici nel sentimento di colpa dei figli e nella
constatazione della totale inutilit dellatto commesso: nessuno di loro infatti avrebbe mai
potuto ormai aspirare a prendere il posto del padre padrone delle femmine dellorda.
interessante notare come la violenza emerga qui come elemento fondativo della cultura.
Lessere umano diventa sociale e religioso dopo aver commesso il patricidio.
Freud parl anche del concetto di Tab: un adattamento della parola polinesiana tapu, un
termine solitamente tradotto con proibito, pericoloso. Freud, fondatore della prospettiva
psicoanalitica , fa osservare che chi affronta il tab partendo dalla psicoanalisi conosce
persone che si sono create individualmente analoghi divieti ai quali si adeguano con lo stesso
rigore con cui i selvaggi rispettano i tab comuni alla loro trib o comunit. Il rigore ossessivo
con cui i nevrotici e i selvaggi osservano i tab autoimposti da un lato, e i tab socialmente
sanzionati dallaltro, induce freud a parlarne in termini di Ambivalenza. Nella nevrosi ossessiva
il tab nasce per freud come proibizione introiettata da un individuo nellinfanzia. La proibizione
per non elimina la pulsione. Questultima, ora relegata nellinconscio, non cessa di essere
attiva ma contrastata dalla proibizione introiettata culturalmente. Il carattere principale di
tale psicologia sta in ci che si potrebbe definire il comportamento ambivalente dellindividuo,
che vuole sempre eseguire questa azione (proibita) e al tempo stesso ne ha orrore. In maniera
analoga al nevrotico, i selvaggi osservano i tab nei confronti di azioni, cose o persone che essi

in realt desidererebbero compiere o possedere: a livello inconscio nulla sarebbe pi gradito


che trasgredirli, ma ne hanno anche il timore di farlo. Lespiazione per la violazione dei tab
mediante una rinuncia mostra che alla base del rispetto del tab c una rinuncia. Allo scopo di
sostenere la validit delle sue ipotesi egli attinse da frazer, esempi relativi a tre specie di tab,
e cio a quelli riguardanti il trattamento dei nemici uccisi, dei sevroni e dei morti. Riguardo al
trattamento dei nemici uccisi freud fece rilevare come mentre luccisore considerato tab dei
membri della sua comunit, il morto viene placato con doni e preghiere. Luccisore tab fina
a quando viene sottoposto a cerimoniali purificatori che lo reintegrano nella comunit (riti di
passaggio studiati da arnold van gennep). Questo atteggiamento nei confronti del nemico
ucciso e delluccisore mette in risalto una situazione di ambivalenza nei confronti del defunto.
Questi fatto oggetto di ostilit ma, inconsciamente, anche di ammirazione e rimorso.
Riguardo ai tab verso i sovrani freud sostiene che limportanza di una determinata persona (il
sovrano) viene straordinariamente accresciuta, i suoi poteri esagerati fino allinverosimile, per
poterle addossare pi agevolmente la responsabilit di tutto ci che contraria la popolazione.
Infine, riguarda ai tab nei confronti dei morti, freud non disposto ad accettare la spiegazione
secondo cui le proibizioni e le restrizioni che colpiscono coloro che sono stati in contatto con il
defunto siano dovute alla paura del morto.
Malinowski lesse le opere di Freud quando si trovava alle isole Trobriand. Egli prese in
considerazione lidea di verificare la validit di alcune teorie psicoanalitiche. Anche presso le
Trobriand dove lavorava Malinowski la famiglia era di tipo monogamico. Ma questultima
sembrava presentare una diversa modalit di strutturazione dei rapporti affettivi. Poich infatti
la societ trobriand conferiva un valore socialmente dominante al principio della discendenza
matrilineare. Lautorit sulla prole di una coppia veniva esercitata dal fratello della madre (zio).
Quello tra padre e figlio era un rapporto privo di implicazioni economiche dato che la
trasmissione dei beni, e delleredit avveniva dallo zio materno al nipote. Il marito della madre
non aveva, secondo la concezione locale, un ruolo diretto nella nascita della prole di sua
moglie, poich i nuovi nati erano considerati la reincarnazione di spiriti defunti della linea di
discendenza materna. Questo fatto giustificava quindi, anche a livello ideologico, il ruolo
secondario del marito della madre nella gestione dei beni e dellesercizio dellautorit sui fi del
1927 defin un complesso matriarcale di questultima. Malinowski in sesso e repressione
sessuale tra i selvaggi (una specie di versione spostata del complesso di edipo, caratterizzato
dal desiderio di unirsi alla sorella e di uccidere lo zio materno).
Gez Roheim (1891 1953) fu un freudiano ortodosso e tra coloro che criticarono il tentativo di
malinoski di relativizzare il complesso di edipo. Tra 1928 1 1930, dopo essere intervenuto con
saggi e articoli, intraprese ricerche sul campo in australia, nuova guinea e nordamerica. Il suo
scritto pi importante fu origine e funzione della cultura del 1943. Sviluppando il parallelismo
stabilito da freud in Totem e Tab tra nevrosi individuale e certi aspetti del comportamento dei
selvaggi, roheim cerc di interpretare la cultura come Nevrosi collettiva . in un saggio del
1934 intitolato Lenigma della Sfinge, Roheim tent di dimostrare, sulla base delle proprie
ricerche sul campo, come le culture primitive potessero essere considerate elaborazioni di
risposta ai pericoli generati da conflitti psichici non risolti tipici dellet infantile. In Origine e
funzione della cultura Roheim cerc di sviluppare lidea secondo la quale la cultura sarebbe un
edificio costruito allo scopo di realizzare, in forme traslate, le fantasie della nostra infanzia.
Centrale , lutilizzazione che Roheim fa del concetto di sublimazione, mediante la quale freud
aveva indicato il processo di produzione di oggetti culturali superiori come effetto di uno
spostamento di energie istintuali. In questo libro roheim dedic una lunga trattazione a questo
argomento, cercando di dimostrare che le attivit produttive possono essere ricondotte a
motivazioni radicate nellinconscio.
Un antropologo che si accost alle teorie psicoanalitiche in una prospettiva diversa da quella
freudiana fu linglese John Layard (1891 1974), allievo di Rivers. Egli fu largamente
influenzato dalla psicoanalisi di Carl Gustav Jung (1875 1961), di cui fu paziente. Jung, che era
uno psicoanalista svizzero allievo di freud, si distacc da questultimo per diversi motivi: 1)la
critica nei confronti della interpretazione sessuale di tutti i simboli data da freud. 2) una
concezione della libido (pulsione del desiderio) come espressione a livello psichico dellenergia
vitale (e non solo sessuale come invece per freud). 3) lidea secondo cui le nevrosi non sono
solo il frutto di turbe psichiche infantili (come invece riteneva freud) ma anche, e soprattutto, il
risultato di una dialettica anche successiva allinfanzia, tra lindividuo e il mondo. 4)

lutilizzazione, di concetti estranei allapparato teorico freudiano tra cui quelli di inconscio
collettivo e di archetipo.
allinsegna di queste idee fondamentali della psicologia junghiana che Layard affront
lanalisi del rituale Maki da lui osservato a Malekula. Il maki era un rito per mezzo del quale,
secondo la teoria indigena, un uomo, sacrificando maiali maschi, si appropriava della forza
della vittima e si metteva al riparo, dopo la morte, dalla distruzione ad opera di uno spirito
preposto alla sua anima. Ogni sacrificio comportava una specie di rinascita sociale da parte
dellinteressato, il quale assumeva di conseguenza un nuovo nome. nellinterpretazione del
rito maki che layard adott la prospettiva di psicoanalisi junghiana. Secondo layard, infatti, il
maki altro non era che una forma particolare di quel processo di Individuazione grazie al quale,
secondo jung, il soggetto mira a stabilire un equilibrio dinamico tra la vita e il proprio inconscio.

PAROLE CHIAVE
CAP. 10
Psicoanalisi
Assassinio Primordiale
Tab
Ambivalenza emotiva
Complesso di edipo
Nevrosi collettiva
Sublimazione
Il rito maki
Lindividuazione
AUTORI

Sigmund Freud (1856 1939)


Branislaw Malinowski (1884 1942)
Gez Roheim (1891 1953)
John Layard (1891 1974)
Carl Gustav Jung (1875 1961)

OPERE

Linterpretazione dei sogni (1889)


Totem e Tab (1913)
sesso e repressione sessuale tra i selvaggi (1927)
origine e funzione della cultura (1943)
Lenigma della Sfinge(1934)

CAPITOLO 11

Gli studi etnologici in Italia tra le due guerre


Nel periodo successivo alla prima guerra mondiale, la tradizione italiana degli studi etnologici
vide laffermazione della prospettiva diffusionista elaborata dalla scuola austro-tedesca. La
tradizione etnologica in senso stretto, quella contrassegnata dallo studio dei popoli
extraeuropei, ebbe rei rappresentanti di un certo rilievo negli africanisti Carlo Conti rossini, ed
enrico Cerulli che concepirono le culture extraeuropee come entit storiche. Importante
monografia italiana quella di Grottanelli, I Mao, studio sulle popolazioni africane tra etiopia
e sudan.
Non ce dubbio che uno degli elementi frananti lo sviluppo di unetnologia italiana sul modello di
quella britannica e francese fu il regime fascista.le relazioni degli italiani, rispecchiavano un
sostanziale asservimento allideologia fascista. Dobbiamo ricordare che nel 38 fu anche
pubblicato il manifesto della razza. Altro elemento frenante dello sviluppo di questa disciplina
fu lo storicismo crociano.
Tra molti che continuarono durante la dittatura il loro lavoro, aderendo di facciata al regime,
ci fu Ernesto de Martino, citato come la figura centrale della tradizione Italiana, si avvicin
alle idee di Benedetto Croce. Egli si definiva etnologo, esord con Naturalismo e storicismo
nelletnologia opera che doveva riformare il sapere etnologico.
Egli critica il naturalismo della scuola durkheimiana, colpevole di aver tralasciato la
dimensione storica e spirituale, proseguendo il pensiero crociano.
A Milano nel 1930 sotto la guida del filoso Antonio Banfi, si costitu un gruppo di giovani
studiosi aperti al pensiero francese e tedesco, questo gruppo o Scuola di Milano era attenta
alle teorie di Hegel, Kant, Durkheim, Levy-Bruhl e soprattutto a livello pratico alle forme di
vita, oggetto di studio dellantropologia.
Sempre nel 1941 usc Il pensiero dei Primitivi di Remo Cantoni, filosofo, allievo di Banfi.
Anche questopera era frutto di esperienze straniere, sebbene al suo interno ci fossero aspetti
della filosofia della cultura Banfiana, rappresentata da una concezione di razionalit come
esigenza volta a comprendere campi di sapere molto diversi tra loro.
Inoltre per la filosofia della cultura di Banfi bisognava storicizzare le esperiene culturali
riconducendole ad un ambito specifico.

Negli anni del dopoguerra De Martino inizi la sua riflessione etnologica vera e propria nelle
regioni dellItalia meridionale.

CAPITOLO 12

LEtnologia Francese (1920 1940)


Nei primi due decenni del novecento letnografia era stata praticata in Africa occidentale
subsahariana. I lavori di etnolinguistica di Maurice Delafosse (1870 1926) e di Louis Tauxier
(1871 1942) gettarono le basi dellafricanistica, il settore di studi che, almeno dal punto di
vista etnografico, ha avuto maggior seguito in seno alla tradizione francese. Nel corso di questo
periodo il governo francese finanzi diverse missioni tra i quali anche quella di Dakar gibuti,
il cui scopo era quello di raccogliere dati sulle lingue e sulle culture delle regioni africane. Ma
lobiettivo principale consisteva nel riportare oggetti duso rituale e comune per le collezioni del
Musee Dethnographie di parigi (divenne poi le mussee de lhomme nel 37). La missione, che
dur anni, si concluse con un successo, sia scientifico che di pubblico. Letnologia intesa come
studio delle societ primitive sul campo veniva cosi consacrata definitivamente in francia
grazie allintraprendenza dei nuovi etnologi. Direttore della missione era Marcel Griaule (1898
1956), un allievo di mauss. Partecip alla missione anche letnografo e scrittore Michel Leiris
(1901 1990) che ci ha lasciato un resoconto dellesperienza in Africa fantasma (1934).
Durante la missione lequipe di Griaule prese contatto con la popolazione dei Dogon. Ne
studiarono i miti e la cosmogonia. Nel 1938 Griaule pubblic Maschere Dogon, uno studio di
un rituale e della relativa simbologia che aveva al centro le maschere. Griaule concep lidea di
una interconnessione tra simbologia, mito, rito e sacrificio dogon, formandosi una concezione
delle cosmologie primitive come sistemi coerenti ed autonomi di pensiero. Nel 1948 pubblic
Dio Dacqua, un resoconto della cosmogonia dogon ricostruita nello stile del dialogo con una
anziano cacciatore cieco, incontrato nel corso dellultima missione di griaule in Africa. Dio
dacqua contiene quello che per griaule ea il pensiero dogon degno, a suo dire, di essere
accostato al pensiero filosofico dellantichit e materia di utili riflessioni da parte dei cristiani.
La presentazione della cosmogonia dogon fu non solo loccasione di dimostrare come un popolo
considerato primitivo possedesse una cosmogonia sofisticata, ma consent anche a Griaule di
formulare una teoria del rapporto tra sistema mitico e vita sociale. Lorganizzazione sociale, la
vita produttiva e cerimoniale, i rapporti tra i sessi ecc apparvero infatti a griaule come qualcosa
che non poteva essere spiegato senza la conoscenza di quella complessa cosmologia. Negli atti
ordinati infatti gli esseri umani (i dogon) non farebbero che riattualizzare il mito, inteso come
sistema di idee guida compiuto e strutturato. Griaule rivendic la priorit degli studi
monografici su quelli comparati, convinto che solo una conoscenza approfondita di una societ
e del suo sistema di pensiero potesse contribuire alla costruzione di una sapere completo.

Una figura di grande rilievo delletnologia francese della prima met del novecento quella di
Maurice LeenHardt (1878 1954), fondatore delletnologia oceanistica. Leenhardt, missionario
protestante, che giovanissimo, fu inviato nei primi anni dei secono in nuova caledonia entr in
contatto con gli abitanti della regione, i Canak, e sviluppo interessi etnologici. In quanto
missionario, egli doveva trovare il metodo per evangelizzare la popolazione locale. Leenhardt
prefer mettersi sulla scia della tradizione locale. Egli cerc in effetti di stabilire un ponte con la
cultura canak allo scopo di trasfondere in essa la fede nel dio cristiano. A tale scopo si impegn
in un grande lavoro di traduzione della bibbia nella lingua degli abitanti. Inoltre intraprese
ricerche sulla loro lingua, ricca di simposi, rappresentazioni e idee complesse relative alla vita
alla morte e alla persona. Tali idee vennero da lui studiare e diffuse con il libro do kamo. La
persona e il mito nel mondo melanesiano del 1947. Contrariamente ad altri autori, leenhardt
non interpret il mito come un racconto nel quale era stata trasfigurata la realt storica. Il mito,
per leenhardt, non era neppure un tentativo prerazionale di spiegare la realt come avevano
sostenuto autori come Frazer. Per lui il mito era piuttosto qualcosa che era in grado di dare un
tenso al tempo, al paesaggio e alla persona. Il mito rendeva conto della partecipazione
delluomo al mondo, alla natura. Il mito era dunque lo spazio intellettuale in cui il primitivo
costruiva il proprio mondo.

PAROLE CHIAVE
CAP. 12
Lafricanistica
La missione dakar Gibuti
Popolazione Dogon
Oceanistica
Popolazione Canak
AUTORI

Marcel Griaule (1898 1956)


Michel Leiris (1901 1990)
Maurice LeenHardt (1878 1954)

CAPITOLO 13
USA 1930 1950: Lindividuo nella sua societ
Nel corso degli anni 20 nacque una prospettiva che porta il nome di Configurazionismo.
Termine che si riferisce allidea secondo cui ogni cultura costituirebbe il prodotto
dellinterazione di pi modelli culturali o configurazioni, una sorte di forme espressive in cui
una determinata cultura si articola: una certa filosofia, una moda, un certo stile artistico, un
certo tipo di personalit etc.
Ruth Benedict (1887 1948), allieva di Boas, faceva rilevare come lo studio della diffusione dei
tratti culturali avvenisse per lo pi in base ad una concezione della cultura come aggregazione
di elementi isolati. invece, il significato di un elemento culturale poteva variare a seconda che
fossero o meno presenti, allinterno di una stessa area, altri tratti. Il significato di un tratto
culturale era cio conseguenza del modo in cui si collegava agli altri venendo cosi a far parte
della stessa configurazione. Una diretta conseguenza di ci era che la culturale doveva
consistere in qualcosa di pi della somma delle sue singole parti. La cultura appariva infatti
come una configurazione al cui interno gli elementi interagiscono luno con laltro producendo
modelli significanti. Il fatto che un determinato tratto venisse accolto o respinto da una
cultura dipendeva, sosteneva la Benedict, dallesistenza di modelli (patterns) preesistenti. Il
primo studio della Benedict venne concepito sotto forma di analisi della distribuzione di un
tratto culturale particolare, la credenza nello spirito guardiano tra gli indiani del nordamerica.
Il concetto dello spirito guardiano (1923) era unfatti un lavoro ispirato a Boas. Esso, in molte
culture native del nordamerica, era enentit sovrannaturale che assisteva lindividuo nelle sue
imprese di caccia o di guerra e che gli si rivelava attraverso un sogno o una visione. Benedict
pervenne alla conclusione che tale credenza assumeva una sfumatura psicologica differente
da una societ allaltra. Ella sosteneva che ogni societ esprimeva una propria modellazione.
La funzione del modella, disse la Benedict, era quella di integrare i pi svariati tratti, dopo
averli selezionati. Queste idee sullintegrazione dei tratti culturali prodotta dai modelli vennero
in seguito ulteriormente sviluppate nel lavoro pi celebre di ruth Benedict, Modelli di cultura
(1934). In questo lavoro venne sviluppata lidea secondo la quale la modernizzazione operata
allinterno di ogni soiet sugli elementi della cultura produceva un modello culturale medio
che la benedcit, attraverso la comparazione di quattro tipi di societ, pervenne a definire grazie
allutilizzazione di nozioni di tipo psicologico. La Benedict presentava le culture come complessi
integrati. Modelli di cultura sottolineava lirriducibilit di una configurazionne culturale ad
unaltra e quindi negava la possibilit di classificare le culoture per tipi. Il comportamento,
scrive Benedict, tende ad essere integrato. E per integrazione, intendiamo questo: una cultura,
come un individuo, un insieme pi o meno coerente di pensieri e di azioni, e nellambito di

ogni cultura si delineano certi scopi caratteristici che possano essere soltanto suoi, non
condivisi da nessun altro tipo di societ. Modelli di cultura contribu a veicolare unimmagine
dellantropologia come sapere di facile accesso per chiunque. Il libro fu anche un aperto
tentativo di relativizzare loccidente.
Gregory Bateson (1904 1980), fu un antropologo che studio la popolazione deli iatmul della
nuova guinea, e nel 36 pubblic Naven (dal nome di un rituale iatmul). Partendo dallo studio
di una cerimonia come il naven, bateson ne analizzava le implicazioni psicologiche,
economiche, politiche, magico-religiose ed etiche, rifiutando la prospettiva corrente che
tendeva a considerare la societ come divisa in settori: leconomia, la politica, la religione etc.
a ciascuno dei quali corrisponderebbero una o pi istituzioni ognuna delle quali concorre a
produrre uno stato di equilibrio. il naven era un rituale di travestimento che veniva celebvrato
quando un giovane compiva per la prima volta nella sua vita unazione rispondente ad un
valore positivo e fondamentale della cultura locale (uccisione di un nemico, cambiamento di
status sociale etc). Bateson ci parla di Ethos (tono emotivo) e di Eidos (lideale). Lethos
maschile consisteva in comportamenti fieri e aggressivi che non indulgevano a tenerezza ed a
affetto, secondo leidos (lideale) della societ locale. Al contrario, le donne non ostentavano
mai un atteggiamento solenne in pubblico, perch leidos culturale iatmul prevedeva la
sottomissione, modestia e atteggiamento improntato allemotivit. Bateson svilupp la nozione
di schismogenesi , da lui proposta in un lavoro del 1936 intitolato contatto culturale e
schismogenesi . pi gli uomini si comportavano in accordo con il prorpio ethos, pi le donne
rafforzavano il loro.
Abran Kardiner (1891 1981), allievo di Boas, insieme a Ralph Linton (1893 1953), esperto
etnografo, svilupparono la teoria della personalit di base . teorie sviluppate nel libro del 1939
lindividuo e la sua societ. Kardiner e Linton ci parlano di istituzioni primarie e secondarie. Le
istituzioni primarie sono ci che contribuisce a plasmare la personalit degli individui nella fase
infantile della loro esistenza. Le istituzioni secondarie sono quegli elementi culturali che una
societ elabora allo scopo di attenuare, conciliare, spostare, le tensioni derivanti dallazione
delle istituzioni primarie sulla psiche individuale. Le istituzioni secondarie sono infatti la
religione, i riti, le leggende, i tab, tutto ci che giustifica insomma lordine della societ e
delluniverso. Centrale per kardiner il concetto di proiezione: lindividuo elaborerebbe, nel
corso dell0infanzia, e dunque sotto lazione delle istituzioni primarie, una particolare immagine
delle figure parentali, le quali sono oggetto della sua affettivit, e le proietterebbe
successivamente nel quadro delle istituzioni secondarie, come ad esempio sfera miticoreligiosa. La teoria della personalit di base assumeva per un carattere di costrutto ipotetico.
Poich non era costruito a partire da casi etnografici osservati.
Margareth Mead (1901 1978), allieva di Boas, comp la sua prima ricerca nelle isole Samoa,
un arcipelago della Polinesia tra il 26 e 27. Il lavoro antropologico della Mead trov ispirazione
allinterno di un contesto sociale ed ideologico per molti aspetti diverso da quello che aveva
costituito lo sviluppo dellantropologia di Franz Boas. Il primo lavoro della Mead, frutto della
ricerca nelle isole Samoa, si intitolava ladolescenza a Samoa. Si trattava di uno studio
focalizzato sul periodo di vita adolescenziale della donna samoana. Questo studio mostrava
come ladolescenza in una societ primitiva, cioe seconda la Mead in una societ semplice ed
omogenea, fosse una fase della vita dellindividuo meno esposta a traumi di quanto non fosse
nella societ occidentale. Allorigine di questa differenza, ella sosteneva, stavano due fattori
fondamentali: la mancanza di messaggi concorrenziali e produttivistici inviati dalla cultura
allindividuo, e il carattere sostanzialmente monodimensionale, ossia privo di alternative
rilevanti. La Mead mostr come a valori culturali diversi corrispondessero modelli educativi
differenti, e come questi ultimi dessero luogo alla formazione di personalit individuali
diversamente orientate. importante notare come gli studi della Mead, come quelli della
Benedict, erano rivolti ad un pubblico di specialisti e di educatori. Essi erano un tentativo di far
riflettere la borghesia nordamericana sulla diversit culturale, operazione ce, nelle intenzione di
queste antropologhe doveva portare un contributo alla critica delletnocentrismo e del
razzismo. Ruth Benedict e margareth Mead contribuirono a introdurre in antropologia il
concetto di relativismo culturale.

CAP. 13
PAROLE CHIAVE
Configurazionismo
Naven
Ethos e Eidos
Schismogenesi
Personalit di base
Istituzioni primarie e secondarie
Relativismo culturale

AUTORI
Ruth Benedict (1887 1948)
Gregory Bateson (1904 1980)
Abran Kardiner (1891 1981)
Ralph Linton (1893 1953)
Margareth Mead (1901 1978)
OPERE
Il concetto dello spirito guardiano (1923)
Modelli di cultura (1934).
Naven (1936)
contatto culturale e schismogenesi(1936)
lindividuo e la sua societ (1939)
ladolescenza a Samoa
CAPITOLO 14
Il Funzionalismo strutturale britannico: da Redcliffe- Brown a Evans-Pritchard
Alfred Redcliffe-Brown (1881 1955) fu uno delle figure pi influenti di questo periodo in Gran
Bretagna. Allievo di Rivers, egli comp ricerche nei pressi delloceano indiano. Nel 22, lo stesso
anno in cui usc argonauti di Malinowski, egli pubblic Isolani delle Andamane in cui egli
propose un metodo che consisteva nellidentificazione dei meccanismi che operano allinterno
delle societ consentendone il funzionamento. Poi nella loro comparazione e , se possibile,
nella formulazione di leggi generali valide. Cosi definito, il metodo dellantropologia designava
immediatamente loggetto stesso di questultima: le leggi che determinano il funzionamento
delle societ e i processi che rendono possibile la riproduzione delle forme sociali. Tale
definizione dellaltropologia consent a redcliffe di operare due ulteriori distinzioni. In primo
luogo tra lantropologia e letnologia. Letnologia aveva come oggetto lo studio della cultura e
della storia dei popoli primitivi. Secondo redcliffe-Brown, invece lo studio dei popoli primitivi
attuali doveva essere chiamato antropologia sociale. Le condizioni di scientificit nello studio
dei popoli primitivi erano per redcliffe- Brown rappresentate dalla possibilit di fondare questa
disciplina su un metodo di tipo induttivo caratteristico delle scienze naturali: il postulato del
metodo induttivo che tutti i fenomeni sono sottoposti alle leggi della natura e che di
conseguenza possibile, applicando certi metodi logici, scoprire e provare alcune leggi generali.
Lantropologia sociale era dunque una scienza naturale della societ che indaga fenomeni
appartenenti ad uno specifico ordine di realt (i fatti sociali) e che sono irriducibili ad altri di
natura differente.
Il concetto di struttura sociale divenne centrale per lantropologia di redcliffe brown. La
direzione di ricerca proposta da redcliffe Brown risultava orientata in maniera diversa rispetto
a quella statunitense, poich allo studio della cultura, che per red-cliffe-Brown si traduceva
spesso in uno studio del comportamento individuale e delladattamento dellindividuo alla sua
societ, egli oppose lo studio analitico dei rapporti sociali la cui trama complessiva costituiva
appunto la struttura sociale. Tale concetto deve essere considerato in relazione a quelli di

processo sociale e funzione sociale. Processo sociale indica la moltitudine di azioni degli esseri
umani. Funzione sociale designa invece il rapporto tra la struttura e il processo vitale .
Lorganizzazione sociale delle trib australiane (1930) fu il risultato di ricerche compiute a
partire dal 1910 in oceania, dopo lesperienza sul campo alle isole ademane. Peculiarit di
questo lavoro consisteva nellaver predetto lesistenza, in una determinata regione
dellaustralia, di un particolare sistema matrilineare, il sistema kariera. Il sistema kariera
prende il nome da una trib. Si tratta di un sistema a quattro sezioni in base al quale un
individuo viene assegnato, alla nascita, a una sezione matrimoniale (su quattro) diversa tanto
da quella del padre che quella della madre. Egli obbligato a sposarsi con un individuo che
non ne della propria sezione, ne di quella dei genitori. Egli enunci cosi dei principi
fondamentali, o strutturali: il primo quello della unit del gruppo dei fratelli cio dei figli dello
stesso padre e della stessa madre senza distinzione di sesso. Il gruppo viene definito da
redcliffe-Brown solidale. Esso si presenta infatti come un insieme di individui nei contronti dei
quali un individuo che non appartiene ad esso mantiene la stessa attitudine sociale, e a cui si
rivolge impegando lo stesso termine. Un altro principio strutturale messo in evidenza da
redcliffe-Brown quello dellunit di lignaggio. In certi sistemi africani e nordamericani si
verifica il caso che un individuo chiami gli individui appartenenti alla linea di discendenza
materna distinguendoli sul piano dellidentit sessuale, ma non tenendo conto della differenza
generazionale (per cui la madre, le sorelle, le cugine ma trilaterali, e le figlie di queste sono
tutte madre).
Laltro settore in cui redcliffe-Brown diede un contributo fu quello del totemismo, ovvero la
tendenza ad associare il nome di un animale o di un vegerale ad un gruppo sociale. Nel 29
pubblic un saggio intitolato La teoria sociologica del totemismo, in cui si allontana dalle
conclusioni di Durkheim. Come si visto, la solidariet tra i membri del clan, o fomra minima di
organizzazione sociale dopo la famiglia, poteva essere, secondo durkheim, mediante
lidentificazione del clan con un segno, un simbolo arbitrariamente preso dal mondo animale o
vegetale. redcliffe-Brown accettava linterpretazione funzionale che durkheim aveva date del
totemismo, e cio leffetto integrativo prodotto dal simbolo totemico a livello dei gruppi che in
esso si identificano. Ma respingeva lipotesi delladozione arbitraria del simbolismo animale e
vegetale avanzata da durkheim. Latteggiamento rituale degli individui di un gruppo nei
confronti del loro totem, atteggiamento che per durkheim era leffetto della natura sacra del
sotem in quanto simbolo della societ , veniva invece considerato da redcliffe-Brown come un
caso particolare di una pi generale attitudine rituale da parte deluomo dei confronti delle
specie animali e vegetali. redcliffe-Brown riteneva infatti chhe latteggiamento rituale nei
contronti di animali e di piante precedesse lutilizzazione di questo tipo di simbologia in senso
sociologico. Infatti, osserv redcliffe-Brown, tale atteggiamento rituale esisteva anche l dove il
totemismo non era presente. Il compra mento rituale nei confronti di piante e animali era, per
redcliffe-Brown, connesso con limportanza che determinate specie avevano nella vita
economica di certi gruppi. I totem non erano oggetto di rituali in quanto simboli dekke unit
sociali, ma diventavano simbolo di questultima perch erano gia fatti oggetto di una
attenzione rituale in quanto utili agli esseri umani. redcliffe-Brown sarebbe infatti andato oltre
questa interpretazione economica del totemismo una ventina di anni pi tardi. Con Il metodo
comparativo nellantropologia sociale (1952). In cui si concentr su due punti. Il primo era
quello del perch solo certe specie e non altre venissero scelte alo scopo di rappresentare
simbolicamente determinate relazioni tra gruppi. Il secondo era quello del perch si ritrovino
spesso abbinate certe specie le quali, pur presentando caratteristiche simili sono pensate come
opposte. Cosi, ad esempio, una met del gruppo australiano pu essere falco e laltra
cornacchia. Allo stesso modo di un gruppo nordamericano si chiama corvo e laltro aquila.
Questi animali, osserva redcliffe-Brown, sono simili e opposti. Sono simili in quanto sono
uccessi carnivori ma sono opposti perch mentre il falco e laquila sono cacciatori la cornacchia
e il corvo sono invece predatori nel senso che si cibano dei resti lasciati da altri. redcliffe-Brown
giunse alla conclusione secondo la quale il mondo della vita animale rappresentato in termini
di relazioni sociali simili a quelle della societ umana. Questo principio consistente nellunione
di termini opposti, fa si che il totemismo esprima, secondo modalit particolari, una serie di
rapporti.
Edward Evans-Pritchard (1902 - 1973), unimportante figura dellantropologia britannica, per
molti aspetti considerato un autore contemporaneo. Nel 1937 fu pubblicato Stregoneria,
oracoli e magia tra gli Azande , una delle pi celebri monografie etnografiche. Gli Azande,

presso i quali Evans-Pritchard aveva condotto ricerche (vivono in unarea tra sudan e congo)
tra 1926 e 30. Evans-Pritchard studi la loro concezione della stregoneria e della magia e le
procedure seguite dagli indovini al fine di scoprire i responsabili dei malefici. La ricerca aveva
finito per per la riguardare la natura stessa del pensiero Zande. Stregoneria, oracoli e magia
costituiscono un complesso sistema di credenze e di riti che acquistano un senso soltanto se
visti come parti interdipendenti di un unico complesso. Il pensiero zande possiede un carattere
coerente e logicamente necessario: date certe premesse derivano determinate conseguenze.
Lo studio del 1937 sugli Azande era destinato a dare inizio, sul versante dellantropologia
britannica, alle ricerche su quelli che vennero poi chiamati i sistemi di pensiero. Negli stessi
anni, daltronde, Leenhardt e Griaule in francia avevano intrapreso lo studio delle cosmologie
dei Canaki e dei Dogon. Da allora in poi il pensiero primitivo non sar pi fatto oggetto di teorie
concernenti la sua natura prerazionale o prelogica, ma verr considerato in diretta relazione
con la societ che lo esprime e come un insieme coerente di concetti legati tra loro da una
logica propria. Evans-Pritchard studi anche lorganizzazione sociale e politica dei Nuer del
Sudan, da cui nacque il celebre libro Nuer, del 1940. Tra i molteplici aspetti
dellorganizzazione sociale nuer considerati da Evans-Pritchard, unattenzione speciale fu da lui
dedicata alle dinamiche dellalleanza e del conflitto. Lo studio dellorganizzazione dei Nuer
dimostrava come fosse possibile lesistenza di sistemi politici privi di veri e proprio capi. EvansPritchard si propose di illustrare la dinamica politica della societ nuer in un modella, il modello
segmentario. Tale modello dimostrava essenzialmente una cosa: cha una vita politica
complessa e articolata poteva esistere anche laddove non era presente unautorit formale
capace di esercitare un potere di natura coercitiva. Per Evans-Pritchard la societ segmentaria
viene vista come un corpo sociale che si reggeva grazie alla dinamica dei segmenti i quali non
solo si alleavano e si scontravano, ma si opponevano a pari livello di segmentazione,
assicurando una condizione dordine ad una societ anarchica, priva di capi stabili e
riconosciuti. In La religione dei nuer (1956) Evans-Pritchard cerc di rendere ragione di certe
affermazioni apparentemente irrazzionali ricostruendo il sistema concettuale dei popoli che
usavano simili espressioni e mostrando che, considerate allinterno del sistema di pensiero
specifico, tali affermazioni erano razionali e del tutto comprensibili. Nasce quindi con EvansPritchard lidea dellantropologia come una traduzione di culture.

CAP. 14
PAROLE CHIAVE
Il sistema Kariera
I principi strutturali
Lunit di Lignaggio
Il Totemismo economico
Il totemismo strutturale
Popolazione Azande
Popolazione Nuer
Modello Segmentario
Antropologia come traduzione di culture
AUTORI
Alfred Redcliffe-Brown (1881 1955)
Edward Evans-Pritchard (1902 1973)
OPERE
Isolani delle Andamane (22)
Lorganizzazione sociale delle trib australiane (1930)
La teoria sociologica del totemismo (1929)
Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande (37)
La religione dei nuer (1956)
Nuer (1940)

Capitolo 15

Etnologia ed antropologia in italia nel secondo dopoguerra


Nel 48 De Martino pubblic Il mondo magico. Prolegomeni a una storia del magismo Era
unopera di continuazione del Naturalismo e storicismo. Egli cercava di ricostruire il mondo
magico che serviva anche a comprendere lera attuale.
Recuperare il mondo magico dalla storia significava ribaltare la prospettiva Crociana, definita
occidentalmente limitata. Le categorie Crociane dello spirito erano quattro: Allattivit
teoretica sono da far risalire la filosofia e larte. Nella filosofia sono presenti la dimensione
conoscitiva e quella universale;mentre larte conoscenza ma del particolare.Leconomia
atteggiamento pratico mirante al raggiungimento di un fine particolare mentre letica la
volont di perseguire un fine universale.
La religione non presente allinterno delle categorie crociane, essendo per Croce una specie
di aggregazione di istanze appartenenti al dominio della speculazione, della morale.
Nel mondo magico De martino si stacca definitivamente da Croce sostenendo che la realt
storica come quella del mondo magico non poteva essere compresa dallesterno, dalle
categorie dello spirito ma andava ricercata dallinterno.
La costruzione della realt magica ruota attorno al processo di costituzione della presenza che
definisce come ethos (comportamento) fondamentale delluomo e la perdita della presenza
come rischio a cui luomo esposto.
La presenza quindi qualcosa che luomo si sforza di affermare per sfuggire allidea,
insopportabile di non-esserci, un moto naturale dellessere umano.
Il magismo si sviluppa proprio per affermare questa idea (contro gli evoluzionisti, non una

forma imperfetta di razionalit), contro Malinowski (non una semplice risposta allo stress
emotivo procurato da situazioni incerte).
La presenza qualcosa che pu essere rimessa in discussione dalla crisi individuale e
collettiva, e in Morte e pianto rituale del 58 si parla di perdita della presenza (lantico
lamento funebre nei paesi della Basilicata).
Nel 49 de Martino pubblic Intorno a una storia del mondo popolare subalterno dove si
avvicinava alle tesi del marxismo di Gramsci. Il suo fu un marxismo etico, umanistico, che lo
apr al tema dellirruzione della masse nella storia.
Qui viene analizzato unaltro concetto, quello di destorificazione: meccanismo per cui solo
pensandosi fuori dalla storia e dalla realt che diventa possibile sopportare entrambe.
Su queste premesse De Martino inaugura quella che verr definita come Antropologia del
negativo.
Lo studio sui rapporti tra soggetto conoscente e loggetto della conoscenza cio le comunit lo
porter a parlare di Etnocentrismo critico.
Il punto di partenza della sua riflessione ci che egli definisce come umanesimo etnografico
(la via dellumanesimo moderno, che assumendo come punto di partenza lumanamente pi
lontano si espone alloltraggio delle memorie culturali pi care).
De Martino era conscio che il rapporto tra osservatore e osservato non era neutro e che
letnologo interroga la cultura altrui attraverso una griglia interpretativa costituita fatta di
pregiudizi, oppure pu farsi nudo come un verme ma perderebbe la propria vocazione
specialistica, la soluzione sta in un continuo confronto fra la storia di questi documenti e la
storia culturale occidentale, presupponendo le due realt storiche dellessere uomo.
Lincontro etnografico risulta essere per De Martino come unesame di coscienza delluomo
occidentale, anche se giudica la cultura occidentale come superiore in quanto sia sta lunica a
porsi in maniera scientifica la comprensione dellaltro.
Letnocentrismo storico si configura come una continua ridiscussione delle proprie categorie
analitiche.
La sua unanalisi sullantropologia dellantropologia in cui lincontro etnografico non suscita
il punto di vista del nativo ma si limita ad una autocritica concettuale nel segno di un
umanesimo etnografico.
Il pericolo a cui lumanesimo etnografico va in contro il relativismo culturale. Cio porre la
propria cultura come unit di misura delle storie culturali aliene.
Continuatore delle ricerche demologiche di Pitr fu, Giuseppe Cocchiara, influenzato dallo
storicismo crociano e dallantropologia britannica.
Egli fu allievo di Marett ad Oxford, il su contributo pi grande fu la consapevolezza che tutto
che ci che riecheggia antiche esperienze religiose e sociali (le tradizioni popolari) va visto
nellottica della storia moderna in quanto accolte e reinterpretate dal popolo e quindi aventi un
ruolo attivo, quindi richiedono un pensiero che li accolga.
Egli si interess di folklore e di opere in base a costumi popolari (Cuccagna, il mito del buon
selvaggio, storia del folklore in Europa).
Tra coloro che vengono inseriti tra gli studiosi dellattuale Demoetnoantropologia
(antropologia umanistica) vi sono Grottanelli, Lanternari, Bernardi, Tentori, Tullio-Altan,
Cirese e Cardona.
Lanternari fu il primo a prendere in considerazione i movimenti religiosi revivalisti sorti
presso le popolazioni del Terzo Mondo coloniale e post-coloniale.
Bernardi ha rappresentato lapertura verso lantropologia britannica (profetismo africano in
Sudafrica).
Tentori si adoper per lintroduzione in Italia dellantropologia culturale intesa come studio
delle societ complesse.
Tullio-Altan si concentrato sui cambiamenti dei valori nellItalia contemporanea.
Cirese cerc di riformulare gli studi demologici sulle basi marxiste di Gramsci fino allo
strutturalismo francese.
Cardona, glottologo, fu il promotore di studi etnolinguistici nel nostro paese.

CAPITOLO 16

Lantropologia americana alla met del Novecento


Si tratta di unepoca che vede lo sviluppo della prospettiva Nomotetica: con questo termine si
era soliti indicare, nella tradizione del pensiero filosofico, la ricerca delle leggi come obiettivo
delle scienze. A quella nomotetica era stata contrapposta, dagli stessi filosofi, la dimensione
idiografica, o descrizione del particolare, che era invece, come abbiamo visto, la prospettiva
favorita a Boas in materia di metodo etngrafico e analisi culturale. Tra i primi antropologi che si
fecero interpreti della rinascita nomotetica vi fu Leslie White (1900 1975), che condusse
ricerche tra pueblo del sud-ovest degli stati uniti e fu autore di contributi importanti nellambito
degli studi sui sistemi terminologici di parentela e sul tab dellincesto. Egli rivalut le teorie di
Morgan, che nel frattempo era stato dimenticato per diverse ragioni. Innanzitutto la prima era
che tale opera aveva subito, sotto gli attacchi di Boas, la stessa sorte di quella di tutti gli altri
evoluzionisti, accusati di astrattezza, genericit e di coltivare pregiudizi pi o meno espliciti
sulla superiorit della cultura euro-occidentale su tutte le altre. La seconda ragione era che le
sue teorie sul progresso umano contenute ne la societ antica (1877) era state elevate al
rango di classico del socialismo dalla accademia sovietica delle scienze. Questa canonizzazione
di morgan da parte dellideologia ufficiale sovietica era una conseguenza del fatto che sia marx
sia engels avevano nutrito grande ammirazione per il lavoro dellantropologo americano. La
ripresa di morgan implicava lidea secondo cui la storia del genere umano contrassegnata da
una sempre maggiore complessit culturale e dal progressivo accumulo di sapere tecnologico.
Le teorie di white possono essere ordinate in tre tematiche principali: la teoria dellevoluzione
culturale; il determinismo culturale; la concezione della cultura come tale, e dello studio di essa
da lui definito come culturologia. La culturologia era una prospettiva che definiva il proprio
oggetto come qualcosa di comprensibile in termini a lui e soltanto a lui propri.
Altro importante autore fu Julian Steward (1902 1972), allievo di kroeber, diversamente da
White, pose particolare enfasi sullambiente e sulle condizioni materiali di vita come
determinate, entro certi limiti, dallambiente. Egli studi gli Indiani del Grande Bacino (stato del
Nevada), in particolare gli Shishoni. Furono questi studi a fornirgli lo stimolo per lelaborazione

delle sue teorie comunemente definite come Ecologia culturale. Al contrario di quanto fecero
altri autori, Steward non assegn mai allantropologia il compito di delineare una teoria dello
sviluppo culturale. Steward defin la propria prospettiva come Evoluzionismo Multilineare.
Un ulteriore sviluppo delle teorie di white e Steward rappresentato dal materialismo culturale,
il pi noto esponente del quale Marvin Harris (1927 2001), allievo di White. Egli fu un vivace
assertore della necessit di sviluppare unantropologia nomotetica e generalizzante in una
prospettiva materialistica. Per Harris il materialismo culturale indica come il compito principale
dellantropologia sia di fornire spiegazioni causali delle differenze e delle somiglianze esistenti
negli schemi di pensiero e nel comportamento delle comunit umane.
Lantropologia economica rappresenta un tentativo di controbattere alcuni indebiti
sconfinamenti della teoria economica in campo antropologico e, allo stesso tempo, di fornire
un quadro teorico generale per una considerazione dei fenomeni economici da un punto di
vista antropologico. La nascita di questi generi di studi fu soprattutto una conseguenza del
predominio del modello teorico formalista nellambito degli studi della teoria economica. Il
modello formalista implicava la possibilit di fondare la scienza del comportamento umano
attinente alla sfera delleconomico, dove per economico si doveva intendere un campo di
attivit, presente in qualunque contesto sociale, allinterno del quale gli esseri umani
mirerebbero sempre ad adeguare, tramite un calcolo, determinati mezzi a fini altrettanto
determinati. Leconomista Lionel Robbins aveva pubblicato, nel 1932, quello che fu per molto
tempo il testo di riferimento base di questa prospettiva, ossia il saggio sulla natura e sul
significato della scienza economica in cui egli fece della massimizzazione dellutile il
principio basilare di ogni comportamento . Robbins consider la massimizzazione dellutile la
costante universale di qualunque comportamento umano. In tal modo ogni genere di
comportamento, fosse esso relativo di una attivit religiosa, rituale, politica, affettiva, ludica
ecc veniva pensato da robbins come ricerca di un livello ottimale di soddisfazione. qui che si
inserisce il concetto, prodotto di questepoca, dellHomo Aeconomicus, il cui obbiettivo
sempre e ovunque lo stesso: adeguare i mezzi scarsi ai fini desiderati.
La prospettiva Sostantivista fu sviluppata dalleconomista Karl Polanyi (1886 1964).
Ungherese, nella sua vita si trasfer Negli USA e in gran Bretagna, fu autore de la grande
trasformazione (1944), uno studio sulle istituzioni del capitalismo liberale e dei suoi rapporti
con lo stato, polanyi inizi a interessarsi di antropologia sullonda degli studi di storia
economica intrapresi quando si trovava ancora in Europa. Nel 1957 fu pubblicato Traffici e
mercati negli antichi imperi. Polanyi part criticando lidea secondo cui la ricerca e la
massimizzazione dellutile costituirebbero gli elementi universali e peculiari di qualsiasi pratica
economica. Si creavano cos le condizioni per la considerazione delleconomico come processo
istituzionalizzato. La dimensione economica veniva infatti definita da Polanyi come un
processo istituzionalizzato di interazioni tra luomo e il suo ambiente che si traducono in un
continuo apporto di mezzi materiali i quali consentono la soddisfazione dei suoi bisogni. Per
Polanyi le forme di scambio che garantiscono lintegrazione economica di una data societ
possono essere tre e corrispondo ad altrettante istituzioni grazie alle quali quelle stesse forme
vengono integrate. 1) Quella retta dal principio della Reciprocit, e fondata sul supporto
istituzionale della simmetria; 2) quella che si costituisce sul principio della Redistribuzione, ed
fondata sul supporto della Centralit; 3) infine Lo scambio, l dove domina listituzione del
mercato. Alla prima categoria appartengono i sistemi economici caratteristici di societ
organizzate sulla base di gruppi simmetrici di parentela; alla seconda i sistemi dove presente
una autorit in grado di concentrare su di s, mediante un sistema di Prestazioni, i beni
prodotti e poi di ridistribuirli secondo criteri di volta in volta differenti; alla terza categoria
appartengono infine i sistemi al cui interno le merci circolano in base alla legge di mercato.
Alla met del Novecento venne sviluppandosi, Negli Stati Uniti, un indirizzo noto come
Etnoscienza (anche nota come Antropologia Cognitiva). Esso prevedeva la ricostruzione del
modo in cui la cultura organizza la conoscenza del proprio mondo sul piano linguistico,
percettivo, categoriale. Letnoscienza pu essere anchessa considerata il prodotto di quel
clima che stato definito rinascita Nomotetica. Negli Stati uniti, Edward Sapir, anchegli
allievo di Boas e il linguista Benjamin Lee Whorf (1897 1941) avevano rivolto la propria
attenzione alle relazioni tra la struttura grammaticale della lingua hopi e la visione del mondo
di questi nativi nordamericani. Essi giunsero alla conclusione secondo cui la struttura di una
lingua sarebbe determinata dallesperienza ma sarebbe, a sua volta, responsabile della visione

del mondo tipica di una cultura. Letnoscienza , che pu essere definita come lo studio delle
modalit in cui il sistema di pensiero di una comunit si plasma in relazione al suo campo
esperienziale, un settore di ricerca fortemente influenzato dalla linguistica. Il linguaggio
infatti considerato, indipendentemente dal tipo di relazione attiva o passiva che esso
intrattiene con il resto della sfera simbolica di cui parte esso stesso, come il mezzo
privilegiato di espressione dei concetti e delle relazioni tra tali concetti. Letnoscienza solleva
dunque il problema di come i membri di una determinata cultura vedono il mondo che li
circonda. Per distinguere questo loro modo di vedere il mondo da quello in cui lo vede il
ricercatore, venne elaborata la coppia concettuale Emico/Etico. Essi stanno a indicare due
differenti prospettive di analisi che sono anche due opzioni teoriche ben definite. La prospettiva
etica d particolare valore al punto di vista e alle cateforie dellosservatore mentre mette in
secondo piano (o ignora) il punto di vista dellosservato. Questultimo viene viene invece
tenuto in particolare considerazione da quanti privilegiano la prospettiva emica, ossia una
analisi centrata sulle categorie interne ad una determinata cultura. Importanti autori di
questa disciplina furono Charles O Frake, che assieme ad Herold Conklin, Floyd Lounsbury e
Ward GoodEnough considerato come uno dei fondatori delletnoscienza.

CAP. 16
PAROLE CHIAVE
Culturologia
Ecologia Culturale
Evoluzionismo Multilineare
Materialismo culturale
Antropologia economica
Modello formalista
Homo Economicus
La prospettiva Sostantivista
Letnoscienza
Emico / Etico
AUTORI
Leslie White (1900 1975)
Julian Steward (1902 1972),
Lionel Robbins
Karl Polanyi (1886 1964)
Edward Sapir
Benjamin Lee Whorf (1897 1941)

CAPITOLO 17

Lantropologia strutturale di Claude Lev-Strauss


In Claude Lev-Strauss (1908 2009) troviamo un autore che medita non solo sul senso
dellantropologia ma anche sulla condizione di un pianeta e di una specie (quella umana) che
non sembra mai stata capace di entrare in armonia con le altre. La prima opera di rilievo di
Claude Lev-Strauss riguarda lo studio della parentela e sintitola Le strutture elementari di
parentela (1949), lavoro nel quale presenta una teoria della proibizione dellincesto, dalle
origini della cultura e dello scambio matrimoniale. Un primo tipo di spiegazione lo aveva
sviluppato Morgan nel 1871 che vedeva nella proibizione dellincesto, il mezzo per prevenire i
possibili esiti dannosi dellunione tra individui consanguinei. La seconda spiegazione era stata
fornita da Westermark nel 1891 ed era di tipo psicologico: essa considera la proibizione come il
risultato della repulsione istintiva o della caduta del desiderio sessuale nei confronti degli
individui coi quali esiste una familiarit. Un terzo tipo di spiegazione, di tipo sociologico,
quello dato da Mc Lennan. La proibizione avrebbe infatti origine nella pratica del matrimonio
per cattura tipico delle popolazioni guerriere antiche. Viene infine la spiegazione di Durkheim.
Questi riteneva la proibizione dellincesto una conseguenza dellesogamia , a sua volta
interpretata in funzione di fenomeni di altra natura. Per Durkheim infatti lesogamia sarebbe la
conseguenza di una operazione tipica della mentalit primitiva la quale consiste
nellidentificare il clan col totem, e nellassimilare il sangue clanico, simbolo sacro del gruppo,
al sangue mestruale delle donne di questultimo. Per levi-Strauss la proibizione dellincesto
una regola che, unica tra tutte le regole sociali, possiede il carattere delluniversalit. Infatti il
divieto presente in tutte le societ. Secondo Levi-Strauss la proibizione dellincesto segna il
passaggio dalla natura alla cultura.
Ka proibizione dellincesto si accompagna a una pratica lesogamia che permette di definire
i sistremi di parentela come sistemi di comunicazione e di scambio tra i gruppi. Lev-Strauss
introduce il concetto di atomo di parentela: esso lunit minima parentale, lelemento
irriducibile senza il quale non potrebbero essere pensabili ne lo scambio matrimoniale ne
lesogamia, ne quindi la parentela stretta. Latomo di parentala si compone di quattro individui:

madre, padre, figlio, fratello della madre (o padre di questa). Questultimo risulta detenere
sempre, sul figlio della sorella e su questultima, unautorit inversamente proporzionale a
quella esercitata dal padre nei confronti del figlio e della moglie. Teoria questultima definita
teoria generale della parentela.
Ne le Strutture elementari della parentela levi-Strauss scrive: intendiamo per strutture
elementari quei sistemi che prescrivono il matrimonio con un certo tipo di parenti; o i sistemi
che, pur definendo tutti i membri del gruppo come parenti, li distinguono in due categorie:
coniugi possibili e coniugi proibiti. Riserviamo il nome di strutture complesse ai sistemi che
abbandonano ad altri meccanismo, economici o psicologici, il compito di procedere alla
determinazione del coniuge. La teoria ristretta della parentela coincide con lanalisi delle
strutture elementari, cio di quei sistemi che prescrivono il matrimonio ra certe categorie di
parenti distinguendo in maniera esplicita e netta tra individui proibiti e coniugi possibili. Alle
strutture elementari levi_strauss oppone quelle che egli chiama strutture complesse, ossia quei
sistemi di parentela, come per es. il nostro, che si limitano a proibire determinati individui
senza indicare a quale categoria o gruppo di individui debba appartenere, dobbligo o di
preferenza, il partner matrimoniale, e che affidano la sceltaq ad altri criteri.
Lev-Strauss studi la popolazione dei Bororo dellAmazzonia. Presso di loro il matrimonio tra
cugini incrociati si accompagna con il modello dualista: tutti i membri dei clan della met est
devono sposarsi con membri della met opposta e viceversa. Lev-Strauss considera il
matrimonio tra cugini incrociati, le regole dellesogamia e lorganizzazione dualista come
esempi della ricorrenza di una struttura fondamentale: la struttura della Reciprocit. Il principio
di reciprocit dato con la proibizione dellincesto, cio con lobbligo dellesogamia. Ne le
strutture elementari della parentela la variet dei sistemi matrimoniali viene ridotta
allespressione di pochi principi strutturali di base sui quali domina quello della reciprocit.
Lev+-Strauss parla dunque di strutture di parentela, elementari e complesse. Con lespressione
antropologia strutturale sintende definire una teoria pi ampia, di cui levi-Strauss fondatore,
la quale include anche le riflessioni sulla parentela, e che ruota attorno ad una concezione
particolare del concetto di struttura. Le strutture, sostiene Levi-Strauss, oltre che prive di
contenuto, sono inconsce, come il principio di reciprocit che allorigine del passaggio dalla
natura alla cultura. La natura inconscia del principio di reciprocit trova piena espressione nella
nozione di inconscio strutturale .
In un libro del 1962, Il totemismo oggi, lev-Strauss forn una interpretazione radicalmente
nuova del fenomeno totemico. Il totemismo, che consiste in una associazione tra un individuo o
un gruppo da una parte, e un simbolo animale o vegetale dallaltro, era stato interpretato in
prevalenza come una manifestazione del pensiero mistico o religioso dei primitivi. Levi-Strauss
propone una interpretazione del totemismo che vede in esso un semplice sistema di
classificazione. I fenomeni della natura, gli animali e i vegetali offrono infatti agli esseri umani
un repertorio da cui attingere per le loro classificazioni, opposizioni, relazioni. Il pensiero
primitivo non diverso da quello civilizzato. La sola differenza che esso si esercita su cose pi
concrete piuttosto che astratte. Levi strauss vedeva quindi il pensiero primitivo e quello
scientifico come due strade parallele. Il totemismo il frutto di un atteggiamento mentale che
prende i dati dellesperienza sensibile per costruire dei sistemi di classificazione e di relazioni.
In antropologia strutturale (1958), egli analizza il funzionamento del pensiero mitico la cui
logica costituisce, assieme a quella delle classificazioni totemiche, il fondamento dellattivit
simbolica caratteristica del pensiero selvaggio. Nellanalisi dei miti non pi lopposizione
originaria natura/cultura a fare da sfondo al discorso teorico di Lev-Strauss, bens la semplice
analogia formale che assimila le grandi unit costitutive del mito(mitemi) alle unit della lingua
(fonemi). Il mito, che la tradizione precedente aveva interpretato ora come un tentativo
confuso di spiegazione delle realt naturale, ora come una forma di giustificazione della realt
sociale, diventa accanto al totemismo laltro grande campo di attivit del pensiero selvaggio. Il
mito si situa infatti a quel livello della produzione simbolica che, invece di avere per oggetto il
mondo sensibile a scopi pratici (le classificazioni), ha per oggetto se stesso.

CAP. 17

PAROLE CHIAVE
Proibizione dellincesto
Esogamia
Atomo di parentela
Strutture elementari e Complesse
Cugini incrociati e paralleli
Organizzazione dualista
Principio della reciprocit
Inconscio strutturale
Totemismo e classificazioni totemiche
Miti e mitemi
AUTORI
Claude Lev-Strauss (1908 2009)
Mc Lennan

OPERE
Le strutture elementari di parentela (1949),
Il totemismo oggi(62)
antropologia strutturale (1958),

capitolo 18
La parabola del funzionalismo brittanico:
dallequilibrio al conflitto
Lantropologia sociale di Radcliffe-Brown incise molto sulla tradizione di studi in Gran
Bretagna.
Sulla stessa lunghezza donda si instaur quella che venne chiamata Scuola di Manchester
(analisi delle societ africane, interconnessione tra istanza tradizionali e spinte generatrici di
mutamento).
Il fondatore di questa scuola Max Gluckman, nato in Sudafrica, dove infatti condusse tutta
la sua attivit di ricerca sul campo.
Si allontan dal Funzionalismo poich egli sosteneva che lequilibrio della societ era dato dal
prodotto di un aggiustamento di fenomeni contraddittori e conflittuali (e non come il
funzionalismo diceva, di adattamento di elementi ce la compongono).
Comp studi tra gli Zulu, Barotse, Tonga e i Bemba dove produsse varie monografie molto
note. Tra le sue opere troviamo Ordine e ribellione nellAfrica tribale (1963) e Potere,
diritto e rituale nelle societ tribali (1965).
Nello studio del conflitto e dellordine Gluckman defin vari concetti tra cui:
Competizione: contrapposizioni individuali
Lotta: contrasti ricorrenti, implicazioni pi gravi della competizione
Conflitto: opposizioni interne alla struttura (che portano variazioni nelle posizioni
sociali).
Contraddizioni: relazioni tra principi e processi discrepanti interni alla struttura sociale
che devono portare ad un cambiamento radicale del modello.
Secondo Gluckman il rituale associato ai conflitti agirebbe come atto liberatorio, rendendo

esplicito agli individui i principi da cui deriva lunit della loro societ. (ipotesi vicina a
Durkheim sebbene Gluckman il ruolo centrale nel processo di equilibrio lo assegna alla
dimensione del conflitto e non allintegrazione delle parti).
Il metodo di analisi fino allora prevalentemente praticato dalla scuola funzionalista
individuava nella norma e nellistituzione i principali fattori per ricostruire lassetto strutturale
Gluckman e i suoi allievi invece accentuarono laspetto dinamico dellinterazione sociale
spostando lattenzione dalla norma allazione e producendo quello che venne chiamato
metodo di analisi dinamica dei casi.
Tra gli studi che si sono susseguiti va citato lo studio di Victor Turner, egli inaugur il filone
di ricerca che si soliti chiamare Antropologia del teatro fu allievo di Gluckman e lavor in
Africa per il quale pubblic Scisma e continuit in una societ africana (1957) dove
analizza la vita in un villaggio ndembu, una popolazione di agricoltori dello Zambia.
Con lespressione Dramma Sociale egli indic quei conflitti che caratterizzavano questa
societ descrivendo linterazione tra gli individui, il comportamento e la manipolazione delel
credenze.
Questo studio gli permise di scovare la dimensione conflittuale della societ ndembu, nella
contrapposizione tra: discendenza matrilineare e la residenza virilocale, che viene espressa
attraverso accuse di stregoneria (la violenza condannata severamente).
Per Turner il conflitto endemico alla societ e avvicinandosi alle teorie di Gluckman,
esistono per dei meccanismi per cui lo stesso conflitto utilizzato ai fini dellunit del
gruppo. Ci che lo distingue dalla scuola di Manchester che egli mette in primo piano gli
individui e i loro comportamenti (fatte di scelte, strategie e manipolazioni).
Per Turner i riti di passaggio (di van Gennep) mettono in risalto aspetti della vita sociale
nascosti, cosa che lo porta allo studio del simbolismo ndembu e a tener conto di tre livelli:
livello esegetico: interpretazione locale dei simboli e la loro connessione
livello operazionale:lantropologo deve studiare questi simboli che per
livello posizionale:hanno un valore polisemico cio sono in grado di significare cose
diverse in relazione al contesto della loro utilizzazione.
Queste teorie servono a Turner per sviluppare la sua teoria dellopposizione tra struttura e
antistruttura.
Edmund Leach. Egli fu allievo di Malinowski, le sue ricerche si svolsero nel sud-est asiatico
(Birmania) e Asia Meridionale (Ceylon, ora Sri-lanka).Nel 38 comp un studio sui Kurdi
dellIraq pubblicando nel 40 un libro Organizzazione sociale ed economica dei Kurdi
Rowanduz. Egli fu il primo ad aver condotto ricerche sul campo in societ complesse
(accentuata specializzazione produttiva, scrittura, stratificazione sociale, organismi politici, e
varie religioni).
Lanalisi dei Kurdi serv a Leach per sostenere che che il sistema sociale di questultimi era
costituito da un complesso di interazioni generate da interessi conflittuali e da attitudini
divergenti inoltre gli permise di criticare lidea secondo la quale queste societ avessero
sistemi chiusi, confini dichiarati, identificabili come trib, ci fu affrontato anche da Siegfried
F. Nadel (uno dei pi grandi Africanisti britannici).
I temi nello studio sui Kurdi furono analizzati nel libro Sistemi politici birmani (1954),
dove fondamentalmente vennero ribaltati i dogmi dellantropologia (anche per il fatto che si
sta parlando di societ complesse), quindi serviva unanalisi basata su una prospettiva diversa.
Limmagine della struttura sociopolitica dei Kachin pu essere riassunta dalla
contrapposizione di due sistemi gumlao (egualitario) e gumsa (aristocratico). Questi due
sistemi si contrappongono luno con laltro generando assetti sociopolitici diversi. Quindi gli
individui non si rifanno ad una norma ma vengono seguire in base alle contingenze. Leach
quindi sostiene che lantropologo deve costruire un modello della struttura come se questo
fosse la struttura, descrivere le discrepanze tra il modello e la realt e rendere conto delle
deviazioni della norma.
Un ulteriore elemento innovativo fu lintroduzione della nozione di rete e della prospettiva
nota come network analysis, cio analisi di rete.
Lanalisi di rete permetteva di indagare sfere dazione che non erano riconducibili a schemi
normativi. Quindi entrava in gioco una nuova prospettiva consistente nello studio delle reti
sociali (utile per lo studio delle societ complesse).
Questa prospettiva si tradusse nella ricerca di termini pi precisi per indicare i processi e le
relazioni sociali. Questo fu il significato della distinzione operata da Raymond Firth, tra
struttura sociale e organizzazione sociale. Egli era allievo di Malinowski, professore alla LSE,
a capo della tradizione dellAntropologia sociale britannica.
Mentre la nozione di struttura sociale indica il sistema di relazioni normative, quella di

organizzazione sociale indica i processi di coordinamento della azioni e delle relazioni, frutto
di scelte compiute dai membri della societ. Il concetto di organizzazione permette di cogliere
la realt in maniera pi dinamica.
Frederick Barth. Norvegese, annoverato tra gli antropologi di tradizione britannica, allievo di
Leach, viene considerato uno degli antropologi pi versatili e prolifici della seconda met del
Novecento.
Nel libro Gruppi e confini etnici del 1969 Barth ridefinisce le nozioni di gruppi e e confine
etnico.
Per gruppo etnico si intende un insieme di individui aventi orini storiche, linguistiche e
culturali comuni ma Barth sostiene anche che dovrebbero essere definiti in base a criteri che
gli interessati elaborano per sentirsi uniti tra loro e per stabilire una distinzione tra loro e gli
altri.
Quindi sostiene di studiare i gruppi etnici dal punto di vista delle dinamiche, pratiche e
simboliche che tali gruppi producono.
Un gruppo che interagisce con altri gruppi deve elaborare criteri di autoidentificazione che
consentano ai membri di interagire con i membri di gruppi diversi per favorire lo scambio.
I gruppi etnici diventano cos configurazioni locali. La definizione del gruppo etnico assume
un carattere dinamico, che spiega la grande specializzazione produttiva di questi territori,
andando contro le concezioni di societ statiche della tradizione struttural-funzionalista.

CAPITOLO 19
Prospettive critiche nellantropologia francese
Con prospettive critiche si vuole intendere tutte le posizioni che hanno cambiato radicalmente
la ricerca antropologica, non pi come sapere delle culture ma come sapere universale.
Antropologia dinamista, anni 50, nuovo studio su cambiamento e acculturazione.
Antropologia di ispirazione marxista, analisi di potere nelle societ periferiche
Antropologia primitivista che ha prodotto un discorso critico sullOccidente.
Antropologia dinamista.
Emerse in Francia, si mise in una prospettiva diversa dalletnologia, lo scopo era quello di
indicare un nuova prospettiva interessata a leggere le societ e le culture in una prospettiva
dinamica, di cogliere le dimensioni del cambiamento.
Lespressione situazione coloniale fu introdotta Georges Balandier mise a fuoco il rapporto tra
societ tradizionali e societ occidentale definendolo situazione coloniale.
Nel libro Sociologia attuale dellAfrica nera (1955) lo defin come il dominio imposto da
una minoranza straniera razzialmente e culturalmente diversa, in nome di una superiorit
razziale e culturale dogmatica. Balandier ne Le societ comunicanti (1971) egli concepisce
allinterno delle societ tradizionali due dinamiche: interna ed esterna. Linterna si basa
sulllidea che ciascuna societ abbia la capacit di autotrasformarsi sulla spinta delle proprie
contraddizioni/conflitti mentre esterna indica la pressione esercitata dallesterno per
rimodellare lassetto istituzionale e strutturale della societ.
La sua novit fu presa molto in esame e a lui si deve lespressione terzo mondo.
Prima di Balandier, Roger Bastide pose per primo laccento sulle societ coinvolte in un
prolungato contatto culturale. Egli prese contatto con le comunit afro-americane studiando
lintreccio tra cultura bianca, india e africana.
Anche lui parla di doppia dinamica sociale, per esterna per egli indica anche le pressioni che
il passato di una societ pu ripresentare, quindi la ricerca deve tener conto delluniversalit
storica.
Egli studi le radici dei neri brasiliani, importati come schiavi dallafrica, inaugurando quella
che lui chiam nevrosi culturale, senso di smarrimento delle comunit in continua ricerca
del proprio passato.
Ne le religioni africane in Brasile (1961) Bastide studia lincontro delle religioni africane
con quelle americane e cristiane, queste religioni sono sincretiche (prodotte dallincontro con
pi religioni).

In Memoria collettiva e sociologia del bricolage Bastide offre uninterpretazione del


funzionamento di queste religioni. Essi si uniscono cercando di rispolverare i rituali dellantica
religione africana, poich i ricordi sono frammentati essi devono fabbricarsela, coniugandola
con aspetti delle religioni presenti sul territorio.
Il tema dellacculturazione si fuse con quello dellantropologia applicata, delicata per
lantropologo, poich egli nonostante i propri comportamenti interprete degli interessi di
sviluppo di societ complesse, quindi Bastide propone un percorso parallelo che possa
permettere lazione senza fenomeni di sgretolamento delle societ primitive.
Antropologia di ispirazione marxista.
Fu nellambito degli studi di africanistica, da concetti dellantropologia dinamista, dalle teorie
di Polanyi, dalle critiche alle dottrine ortodosse del comunismo e dai dei rimandi alle teorie di
Morgan che si svilupp questo indirizzo di studio.
In aggiunta a ci che aveva scritto Marx nel Capitale i filosofi francesi aggiunsero un modo di
produzione nuovo che si distinguesse da altri per il ruolo dellideologia (valori,
rappresentazioni, autorit politica e religiosa), quindi nellantropologia nacquero nuove
domande e nuove questioni.
La prima ricerca fu condotta da Claude Meillassoux in Costa dAvorio e venne pubblicata nel
libro Antropologia economica dei Gouro della Costa dAvorio, definita opera chiave.
Allievo di Balandier defin lignatico il modo di produzione dominante presso i gouro,
attraverso la gerarchia di anziani e giovani. Il loro modo di produzione allarrivo dei francesi
pass da sussistenza a piantagione mantenendo il carattere lignatico parallelamente a quello
capitalista.
Tutto ci venne analizzato in Donne, granai e capitali (1975) delineando ci che egli
chiam modo di produzione domestico, che corrisponde allesistenza della comunit
domestica di tutte le societ agricole africane coloniali. Questa comunit si caratterizza per
alcune caratteristiche:
una produttivit sufficientemente elevata
utilizzo della terra come mezzo di lavoro
impiego di energia umana come fonte di energia
uso individuale di mezzi di produzione agricoli
Questa forma stata incorporata dai modi di produzione che lhanno dominata nel corso della
storia. Ci che lautore vuole mettere in luce la capacit di questa comunit di mettere in
riproduzione la manodopera destinata a trasformarsi in forza lavoro.
Non solo anche la prole importante per il sistema gerarchico, infatti ciclo produttivo e ciclo
riproduttivo sono strettamente connessi.
Inoltre egli mise in evidenza la dimensione contraddittoria del contatto tra i modi di
produzione differenti. Con larrivo per del capitalismo questo sistema domestico viene
distrutto e con questo lequilibrio gerarchico al suo interno.
Lantropologia marxista oltre a criticare la tradizione funzionalista critic anche la centralit
del ruolo di parentela nelle societ primitive. Infatti doveva spiegare come conciliarlo con
lidea di una storia determinata dalle condizioni materiali di esistenza.
Il primo che affront questo problema fu Maurice Godelier, allievo di Lvi-Strauss,
specialista dellOceania. Egli cerc di conciliare economia e parentela producendo un riesame
del rapporto infrastruttura(condizioni materiali e sociali)-sovrastruttura(sfera ideologica).
La parentela per Godelier funziona come i rapporti di produzione ed al tempo stesso
infrastruttura e sovrastruttura. La parentela andava considerata come un campo autonomo di
rappresentazioni, con leggi proprie, un po come aveva cercato di dimostrare Lvi-Strauss.
La religione considera come sovrastruttura, principale struttura dei rapporti di produzione
che legavano le comunit contadine con lorganizzazione statuale e con la classe dominante.
Antropologia primitivista.
Questa mirava alla denuncia dello sterminio degli indios sudamericani perpetrato allinsegna
dello sfruttamento della foresta amazzonica. Con il termine etnocidio si riprende il concetto di
societ calde e societ fredde o selvaggio-civilizzato o infine della perdita di un passato di
armonia con la natura (Lvi-Strauss).
Lantropologo che rappresent pi di tutti questo indirizzo di ricerca fu Pierre Clastres, il
quale ne La societ contro lo Stato (1974) analizza la funzione del capo e le teorie
riguardanti la filosofia politica nelle comunit indie.Il capo designato in base a meriti e non
ha potere coercitivo nei confronti dei sudditi, pu praticare la poliginia ma questo carattere
lo pone automaticamente fuori della sfera della cultura. In questo modo viene risolto il
problema del potere.
In questa societ non c una dimensione politica per il fatto che non c uno stato. Questo

per Clastres un pregio nel senso che non devono rendere conto a nessuno e possono soddisfare
ciascuno i propri bisogni. Sono le societ primitive societ di abbondanza (lavorare poco per
vivere), societ del tempo libero (lavorando poco ne hanno molto), per questi motivi loro
hanno lottato contro la costituzione di uno Stato!
Ci ovviamente entra in contrasto con la prospettiva marxista giudicata burocrate delle
scienze umane e rimette in un buona luce il primitivo e la denuncia delletnocidio.

CAPITOLO 20
Lantropologia e i paradigmi della contemporaneita
Gli anni 70 del 900 si aprono con una crisi, la crisi etnografica. Questa crisi era nata dalle
inquietudini dovute al contributo dellantropologia alla questione coloniale. Il tema della crisi
si fuse con quello della scrittura come mezzo di controllo dellalterit. Negli anni 80 questa
questione esplose con grande risonanza, la causa fu data alla pubblicazione di un volume
Scrivere le culture del 86, a cura di Clifford e Marcus che raccoglieva alcuni contributi
sulletnografia e sui suoi aspetti scritturali.
Questo libro era un effetto rado di quella che venne chiamata French Teory,opera di un
gruppo di pensatori francesi che vennero adottati dalla filosofia e dalle scienze umane nel
periodo delle proteste studentesche, tra questi (Sartre, de Beauvoir, Deleuze, Baudrillard,
Foucault e Derrida).
Il tema di questo libro era problematizzare in termini di rappresentazione scritturale il disagio
diffusosi tra gli antropologi nei due decenni precedenti. La fine del mondo coloniale aveva
lasciato un buco nel lavoro di indagine cos che la French Teory si inser in quei Cultural
Studies in pieno sviluppo in quellepoca.
In quegli stessi anni and diffondendosi la dimensione riflessiva che si dispieg nello
sperimento etnografico, cio ovviare allalienazione del nativo pubblicando le sue parole.
Allosservazione partecipante di matrice Malinowskiana subentr losservazione della
partecipazione.
La forma dialogica o polifonica contribu a fare dei fenomeni presi in considerazione qualcosa
che appariva come il frutto di unaccordo.
Lidea che lantropologo dovesse esplicitare modelli nascosti aveva reso il primitivo non
capace in quanto produttore di significati, era stato in un certo senso eliminato.
Per antropologia interpretativa si intende una prospettiva di ricerca e di analisi affermatasi in
America a partire dalla fine degli anni 60. Nasce con lopera di Clifford-Geertz
Interpretazione di culture. Questa antropologia trae origine dallantropologia simbolica.
Tutte le correnti confluite in questa prospettiva hanno consentito di sviluppare tre grandi
tematiche:
riformulazione del punto di vista del nativo
discussione sui processi comunicativi tra intervistatore e intervistato
il tema di come questo incontro possa essere trascritto in un testo etnografico
Riconosce la cultura e la vita sociale come una negoziazione di significati.
La base comune dincontro tra osservatore e osservatore costituita da pratiche che sono i
comportamenti parte di costellazioni pi ampie di significato.
Intende la vita socio-culturale come sistema aperto, una cultura non pu essere studiata in
laboratorio, in antropologia non c quel distacco tra osservatore e osservato, c piuttosto una
circolarit ermeneutica tra soggetti.
Lantropologia parte dallassunto che gli esseri umani sono anche animali-interpretanti e
autodefinitori,
questo importante perch il contesto significante un dato primario e
imprescindibile.
Lidea di una cultura come testo (metafora del paradigma interpretativo) trae origine dalla
ermeneutica e costituisce il lavoro di Clifford-Geertz, caposcuola dellantropologia

interpretativa. Egli attraversoricerche sul campo ripercorre le tappe del mondo musulmano
anche a scopo comparativo.
In interpretazione di culture Geertz ha esposto i principi di una teoria interpretativa della
cultura ma allo stesso tempo ha ammesso i limiti di questa teoria riguardo la valutazione delle
interpretazioni culturali tanto che i suoi critici la definirono lindeterminatezza della teoria
interpretativa, in questo modo lautore ammette la soggettivit della teoria ma invece di
trovare verit scavando oltre una superficie per Geertz si tratta di sfogliare uno ad uno i
significati stratificati la cui trama costituisce il testo della cultura.
Il significato non un fatto privato, inter-soggettivo e pubblico e la cultura nel suo insieme
un testo che lantropologo tenta di leggere. Per descrizione densa si intende latteggiamento
che lantropologo deve avere quando cerca cerca di comprendere una cultura che fatta di
azioni e simboli aventi tutti un significato specifico ma diverso nei contesti.
qui che risiede loggetto delletnografia (per Geetrz uguale allantropologia), una gerarchia
stratificata di strutture significative nei cui termini sono prodotti, percepiti e interpretati i
comportamenti.
Appare quindi evidente la vocazione idiografica (fatti particolari) e particolaristica
dellantropologia interpretativa, dietro limpostazione interpretativa di Geertz ci sono filosofi e
sociologi e dietro la sua considerazione del testo etnografico come come testo letterario ci
sono filosofi e saggisti.
Dal punto di vista dei nativi consiste in un esame di tre modi di costituzione dellidea di
persona in tre contesti culturali distinti: Giava, Bali e una cittadina del Marocco. Lintenzione
era quella di scoprire la loro idea di ci che il s.
Lo spunto di questo lavoro venne dopo la pubblicazione postuma dei famosi diari di
Malinowski che per Geertz servirono a chiedersi cosa accade al comprendere quando
limmedesimarsi scompare, come si pu conoscere unaltra cultura se impossibile capire
laltro per empatia.
La conoscenza antropologica oscilla tra due poli: concetti vicini, quei concetti che chiunque
pu utilizzare per definire ci che si sente, si pensa si immagina, e poi in concetti lontani,
sono quelli con caratteristiche contrarie. Lantropologo per non essere troppo vicino ne troppo
lontano deve confrontarli sempre, utilizzando e riprendendoli.
Dopo Geertz questa prospettiva ha visto qualche mutamento ma soprattuto ha introdotto il suo
carattere di contemporaneit con conseguente restituzione allatro di una parola prima negata.
Contemporaneit un po come dire globalizzazione, dove infatti le societ e le culture vanno
studiate oggi e nel loro ambiente globale.
Tra i tanti che hanno contribuito a una revisione critica dei metodi e dei paradigmi
antropologici vi il sociologo francese Pierre Bourdieu, studioso dei Berberi dAlgeria,
svilupp una teoria prassiologica della conoscenza e teoria dellHabitus. Nei Lineamenti di
una teoria della pratica del 72 Bourdieu espone la prospettiva che per lui la pi corretta da
adottare nel corso della ricerca socio-antropologica.
La conoscenza prassiologica si distingue da quella fenomenologica (osservazione del mondo
cos com) e da quella oggettivistica (quella prodotta dagli antropologi che collegano
fenomeni e li generalizzano). Per Bourdieu la conoscenza prassiologica quella che consiste
nellosservare le pratiche sociali cogliendole con lo sguardo di chi sa che queste pratiche sono
connesse con le strutture colte della conoscenza oggettivistica.
Lhabitus il modo in cui ciascuno di noi esprime con il comportament il pensiero e gli
atteggiamenti in genere, per Bourdieu un sistema di disposizioni durature predisposte a
funzionare come struttura strutturante.
La nozione di habitus investe la nozione di corpo in quanto mezzo grazie al quale gli esseri
umani entrano in contatto con il mondo.
Gli antropologi hanno molto insistito sullidea di incorporazione come nozione per descrivere
il nostro essere nel mondo, tra questi vi lantropologo americano Thomas Csordas che con il
suo lavoro del 94 Incorporazione ed esperienza.Il fondamento esistenziale della cultura e del
s ha divulgato il cosiddetto paradigma dellincorporazione.
Per Csordas lincorporazione pu costituire un paradigma-guida della ricerca antropologica, in
quanto il corpo non solo loggetto di studio ma anche il soggetto per eccellenza della
conoscenza e della produzione culturale.
Lantropologia marxista ha lasciato una vasta eredit, ha colmato il buco del concetto di
centro-periferia, ha permesso allantropologia di poter spiegare dinamiche sociale e culturali
del mondo attuale ma allo stesso stata utilizzata anche per spiegare fenomeni al di fuori
delloccidente (marx parlava solo delloccidente).
Paul Farmer, esponente di primo piano dellantropologia medica, colui che ha imposto

lespressione di violenza strutturale. In Patologie del potere: salute, diritti umani e la nuova
guerra sui poveri del 2003 , egli illustra le nozioni di violenza e sofferenza strutturale
(applicandole a casi come Haiti, dove ha condotto ricerche su malattie e povert).
Per violenza strutturale intende uno stato di sofferenza che prodotto dellinsieme di pi fattori,
strutturale che identifica la maggior difficolt di poter uscire da questa condizione.
Questa sofferenza si incorpora nel soggetto producendo situazioni di non-progetto della
propria vita. Egli denuncia anche la non-intenzione da parte dei paesi ricchi di risolvere gli
squilibri di queste realt preferendo lanciare campagne di solidariet internazionale.
A Farmer si aggiunge anche il lavoro dellantropologa americana Nancy Scheper-Hughes, che
si interessata di studi sul genere, sul corpo, sulla malattia mentale, sulle emozioni.
In Morte senza lacrime:la violenza della vita quotidiana in Brasile del 1992 ha studiato la
dinamica della violenza e della sofferenza tra i poveri brasiliani e linstaurazione di
comportamenti di resistenza e rifiuto nei confronti del potere espressi attraverso
lincorporazione della violenza e della sofferenza.
In Un recente articolo Il Traffico di organi nel mercato globale, la Hughes d un quadro
piuttosto crudo degli squilibri che favoriscono il commercio di organi umani tra Nord e Sud
del mondo., questo dal punto di vista socio-antropologico un fenomeno che tocca aspetti
molto diversi, come la concezione dellintegrit del corpo umani e lidea di contaminazione.
Linteresse per la cultura port al cambiamento di denominazione dellantropologia in
Antropologia Culturale, che ha influenzato anche i Cultural Studies inglesi.
I Cultural Studies di Herbert R. Hoggart erano stati creati dopo la fine dellimpero coloniale
per comprendere una realt come quella britannica dove questioni come le differenze etniche
e quelle sul colore della pelle si affiancavano alla crisi del movimento operaio, alle accentuate
differenze di classe e alle discussioni sul genere e sullidentit sessuale.
Lidea di cultura venne ad immedesimarsi in un luogo di incontro-scontro, di disputa-dibattito
per laffermazione di idee e diritti da parte dei gruppi diversi. La politica multiculturalista
britannica favor queste dinamiche sociali.
In questa prospettiva si inserisce la nozione di agency utilizzata da Stuart Hall, che sintetizza
con questa parola la capacit che gli individui hanno di dare significato a eventi e
rappresentazioni, accogliendoli o rifiutandoli per adattarsi e/o resistere nel momento stesso in
cui promuovono una propria forma di soggettivit.
In Modernit in Polvere del 1996 Arjun Appadurai ha sostenuto che il termine cultura
dovrebbe essere usato nella sua forma di aggettivo culturale, la sfera del culturale infatti
mutabile.
Appadurai ha coniato espressioni come: Etno-rama (i nuovi paesaggi umani fatti di
migrazioni, turismo, rifugiati da guerre, espatriati, medio-rama (flussi di immagini e info dei
media che creano nuovi immaginari in persone e ambiti diversi e ideo-rama (idee che grazie ai
media viaggiano da un capo allaltro del mondo, dando origine a nuovi modi di intendere
quelle stesse idee.
In una prospettiva non troppo diversa si inserisce Marc Aug, antropologo francese
africanista. Con il concetto di surmodernit (modernit in eccesso) vuole indicare
essenzialmente tre fenomeni tipici del mondo contemporaneo: accelerazione della storia,
restringimento dello spazio e individualizzazione dei destini. Questi sarebbero effetto di
eccesso di eventi di cui siamo informati quotidianamente, un eccesso di immagini del mondo,
eccesso di riferimenti individuali (solitudine umana). Per Aug le societ europee e americane
stanno vivendo quello che hanno vissuto le popolazioni africane durante il colonialismo,
cambiamenti sociali, fine delle religioni tradizionali, arrivo di una nuova divinit, irruzione di
beni materiali, contatti con stranieri portatori di immagini, comportamenti e idee allinizio
incomprensibili.
Nei suoi grandi lavori lEtnologo nel metr (1986), Non-luoghi (1992) e Antropologia
della mobilit (2009) presenta lantropologia come una chiave di interpretazione del mondo
contemporaneo attraverso lesperienza degli altri, mantenendo cos il suo carattere di studio
delluomo.
Informazioni su questi ad