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Rapporti tra diritto interno e diritto internazionale Il problema si pone durante la seconda met dell800 per una serie

diversa di ragioni: Viene formulata la teoria del diritto pubblico interno sulla spinta della rivoluzione metodologica del giuspositivismo. Si prende cos coscienza della separazione tra diritto internazionale che riposa sulla volont comune degli stati e diritto interno che si fonda sulla volont del singolo stato Vengono studiati i modi in cui il diritto internazionale interagisce col diritto interno in particolare quando le norme di diritto internazionale devono essere rispettate allinterno e non solo tra gli stati membri. In particolare Triepel affronta il problema del rapporto tra il diritto internazionale imperiale e il diritto interno dei singoli stati tedeschi. La ricostruzione che mise alla luce una reciproca influenza tra i due avvenne sulla base di una concezione che parte dallidea che il diritto internazionale e il diritto interno sono due entit autonome e separate tra loro che entrano per in contatto attraverso dei meccanismi (teoria dualista). A questo pensiero se ne contrappose un altro secondo il quale esisterebbe solo un ordinamento cio quello internazionale nel quale si collocherebbero gli ordinamenti dei singoli stati (teoria monista). Queste due visioni portano a risultati differenti. Nel primo caso infatti la circolazione di valori tra i due ordinamenti avviene attraverso precisi meccanismi e non naturalmente come nel secondo caso. Oltremodo con una ricostruzione monista si ammette che lordinamento internazionale preveda norme che disciplinano i rapporti anche allinterno e non solo tra i singoli stati nazionali, tanto che alcuni hanno addirittura ipotizzato che in caso di contrasto tra la normativa interna e quella internazionale la prima sarebbe dovuta considerarsi nulla. Non sembra superfluo aggiungere che per il monismo la sovranit una libert riconosciuta o meglio concessa dal diritto internazionale agli stati , mentre per il dualismo rappresenta un elemento imprescindibile dello stato da cui lo stesso diritto internazionale dipende e che esso stesso cerca di proteggere( da qui la sovranit pu essere circoscritta solo col consenso dello stato).

La teoria dualista comunque sembra meglio corrispondere al reale, infatti nonostante la coesistenza tra pi stati autonomi e tra questi e il diritto internazionale la distinzione e lautonomia di ogni ordinamento persiste. Il che vuol dire che in caso di contrasto tra la norma internazionale e la norma interna i due ordinamenti possono adottare soluzioni diverse anche talvolta tra loro contrastanti che potranno portare lo stato ad una responsabilit su un piano internazionale( al riguardo del problema si poi occupata la corte cost in un dialogo indiretto con la corte internazionale di giustizia giungendo ad una soluzione accettata). Da qui la relativit dei valori giuridici cio quel fenomeno in base al quale un comportamento che per un ordinamento pu essere conforme al diritto per un altro invece non lo . Questa idea regola i rapporti tra ordinamento interno e internazionale anche se gli stati devono conformarsi a questultimo per non incorrere in responsabilit internazionale. Per questa ragione gli stati contengono norme di apertura al diritto internazionale ( nel nostro caso gli art 10 11 e 117 della cost). Pronunziarsi a favore di una delle due teorie risulta comunque un compito difficile anche se due punti fermi sono ricavabili: Lordinamento statale si modifica adattandosi a quello internazionale Non esistono norme che impongano allo stato un preciso mezzo di adattamento. Nellordinamento italiano ladattamento avviene in maniera diversa a seconda che si tratti di norme di diritto internazionale generalmente riconosciute oppure di norme di diritto internazionale pattizio. Nel primo caso la norma di adattamento data dallart10 della nostra costituzione secondo il quale lordinamento si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute.In tal modo lordinamento italiano si modifica per adattarsi allordinamento internazionale e nel momento in cui queste norme si modificano lart 10 produce un meccanismo di adattamento automatico e di rinvio mobile. Un grande giurista,il Perassi ha definito infatti suddetto articolo come un trasformatore permanente. Ad ogni modo la citazione dellart 10 ha suscitato non pochi dubbi circa le norme a cui si riferisce. Alcuni hanno ipotizzato che dato che tra esse rientra quella del pacta sunt servanda il riferimento fosse al rispetto delle norme contenute nei trattati, ma questa visione contrasta con la volont dei costituenti che intendevano riferirsi solo alle norme consuetudinarie. Altri hanno ritenuto che

lart 10 si riferisca letteralmente a quanto cita cio solo a quelle norme di diritto internazionale che possano dirsi generalmente riconosciute ma ci produrrebbe un problema pratico in quanto solo queste in virt di detto art potrebbero essere rilevate dal giudice mentre le altre dal governo. Vi una teoria minoritaria di Gerolamo Strozzi secondo la quale possono essere ricomprese allinterno dellart.10 anche le consuetudini regionali. Secondo Strozzi infatti queste ultime possono avere valore nel nostro ordinamento quando siano generalmente riconosciute anche se con carattere regionale. Il diritto internazionale infatti tende a regionalizzarsi, distinguiamo con facilit un d.i. europeo, americano, asiatico, africano. Nonostante gli sforzi di uniformazione del diritto internazionale non si possono escludere delle differenziazioni. Infine Benedetto Conforti ci parla di principi generali: si tratta di principi naturali degli Stati pi evoluti, proposti anche a livello internazionale. Questi principi generali non possono essere equiparati ai trattati anche se a volte sono contenuti in essi, ma sono pi assimilabili alla consuetudine come comportamenti divenuti una prassi, non tra gli Stati ma negli Stati! Il riferimento in particolare va allo Statuto della Corte Internazionale di Giustizia che utilizza proprio lespressione principi generali di diritto delle nazioni civili. Queste ultime due teorie non trovano un largo consenso in dottrina. Si deve notare a questo punto che nel contesto in cui la costituzione stata scritta la maggior parte delle norme di diritto internazionale erano generalmente riconosciute. Altro profilo problematico il rango che la norma che entra nel nostro ordinamento in virt dellart 10 deve assumere. La corte ha ritenuto che lart 10 desse loro una garanzia costituzionale, dunque norme interne in contrasto con consuetudini internazionali devono ritenersi costituzionalmente illegittime. Tale affermazione non risolve il problema delleventuale contrasto della consuetudine internazionale con la costituzione. La corte ha ritenuto che il problema dovesse essere risolto sulla base del principio di specialit, ma esso non pu applicarsi per le consuetudini nate dopo la costituzione che qualora fossero in contrasto con la costituzione non potrebbero considerarsi valide, almeno per il nostro ordinamento. In ogni caso se lo stato viola un diritto costituzionale per conformarsi al diritto internazionale dovr al soggetto danneggiato un risarcimento (es viola lart 24). Recentemente la

corte ha comunque chiarito che le norme internazionali non possono essere adottate dallo stato se in contrasto con i principi costituzionali fondamentali.