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La soggettivit internazionale dei movimenti di liberazione nazionale Abbiamo gi esaminato o esamineremo una serie di casi in cui stata riconosciuta

a la soggettivit internazionale a vari soggetti come quelli che hanno avuto o aspirano alla soggettivit internazionale (es il sovrano ordine di Malta) o ancora soggetti che seppur indipendenti non possiedono la caratteristica della sovranit su un determinato territorio (LONU) o ancora soggetti intesi come individui che vivono allinterno degli stati soggetti allordinamento internazionale. Adesso esaminiamo il caso del riconoscimento della soggettivit internazionale ai movimenti di liberazione nazionale. Bisogna in anzitutto ricordare che nel 1960 lassemblea generale adotta una risoluzione con la quale sancisce il diritto dei popoli allautodeterminazione rinnegando la soggezione di popoli ad un potere coloniale o razzista e ritenendola diniego dei diritti umani fondamentali, rifiutando altres ogni tentativo teso a disgregare lunit nazionale e lintegrit territoriale. Tutto ci stato ribadito dalla corte internazionale di giustizia pi volte, ma in relazione alla soggettivit internazionale dei movimenti di liberazione nazionale il problema si complica. Essa era stata sempre riconosciuta agli insorti nel momento in cui avessero ottenuto un controllo stabile del territorio in quanto questo determinava il passaggio dalla fase interna della guerra civile alla fase internazionale e dunque una serie di conseguenze sul piano internazionale. Oggi non mancato chi ha ritenuto che in realt il riconoscimento della soggettivit internazionale deriverebbe dalla legittimit della causa per la quale lottano. Questo non implica una piena equiparazione agli stati e dunque una serie di diritti ad essi spettanti in quanto tali e dunque per esempio limmunit assoluta . Interessante risulta al riguardo una sentenza che trova un punto di equilibrio emessa dalla corte di cassazione italiana in merito. Corte di cassazione 1985 -Il caso il giudice del tribunale di Venezia emette un mandato di cattura nei confronti di Yasser Arafat e Kalaf Salah per due ordini di motivi:

Nei confronti di Arafat capo dellOLP e di Kalaf Salah per aver agito in concorso con le brigate rosse autorizzando la fornitura di armi introdotte in Italia previa consegna in Libia Per detenzione illegale di armi materialmente in possesso delle brigate rosse venete e con lo scopo di utilizzarle a fini terroristici -la difesa di Arafat Arafat capo dellOLP e in quanto tale gli spetta limmunit dalla giurisdizione italiana. -la consegna avvenuta in Libia e le trattative con le brigate rosse in Francia quindi lItalia non competete. -sussiste un grave difetto di indizi nei confronti di Arafat -la corte la prima censura non ha fondamento -si presuppone che lOLP abbia una limitata soggettivit internazionale. Si osserva che esso non un ente sovrano dunque da questa non possono derivare gli stessi diritti che sorgono per gli stati, tra cui limmunit assoluta per altro non accettata dallItalia che ha preferito quella ristretta, Oltretutto i rapporti tra lOLP e lItalia hanno natura diversa da quelli con gli stati e lOLP non possiede un vero e proprio ufficio diplomatico. Nonostante ci comunque non si pu negare che la prassi ha riconosciuto a queste organizzazioni una soggettivit internazionale ristretta sulla base di accordi tra queste e lo stato di riferimento. Tra lOLP e lItalia non esiste alcun accordo riguardo al riconoscimento della immunit, quindi neanche al capo dellOLP pu essere riconosciuta tale immunit. Riguardo poi al terzo motivo addotto vero che non esistono gravi indizi da creare un apprezzabile fumus di colpevolezza necessario per provvedimenti che determinano la restrizione della libert personale. Riguardo infine al secondo punto addotto da ambedue le difese bisogna dire che nonostante la consegna delle armi sia avvenuta in Libia e i

contatti con le brigate rosse in Francia, le armi si trovavano in Italia ed erano in possesso delle brigate in territorio Italiano e oltremodo per landamento dei fatti questi si considerano essere avvenuti in territorio italiano dunque il giudice competente. Sulla base di queste motivazioni la Corte di Cassazione: Rigetta il ricorso di Kahaf Salah Accoglie il ricorso di Yasser Arafat e annulla nei suoi confronti lordinanza del Tribunale e il mandato di cattura.