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Adattamento del diritto italiano al diritto internazionale Dialogo indiretto corte internazionale- corte costituzionale Sono sorti nel

corso degli anni problemi riguardanti le modalit di adattamento del diritto italiano allordinamento comunitario sia per atti di diritto originario sia per quelli di diritto derivato. Un acceso dibattito indiretto al riguardo si svolto tra la corte internazionale di giustizia e la corte costituzionale italiana. Ladattamento ai trattati istitutivi della CEE avvenuto attraverso due leggi ordinarie, mentre per il diritto derivato si pensa che in quanto dato dagli stessi trattati sia avvenuto attraverso le stesse leggi. Bisogna ricordare prima di esporre il dibattito giurisprudenziale che mentre i regolamenti hanno carattere obbligatorio vincolante per tutti gli stati membri sono direttamente e immediatamente applicabili per effetto del solo ordine di esecuzione diversa la situazione per quegli atti come le direttive che non sono self executing, che invece lasciano allo stato la scelta dei mezzi per il raggiungimento di un risultato in esse citato.

1) Nella prima pronuncia avutasi nel 1964 la corte costituzionale stava decidendo
riguardo al caso che vedeva coinvolti il sign Costa che agiva contro la societ Enel e che adduceva a suo sostegno la violazione di una norma di diritto comunitario. La corte in tale occasione neg sotto ogni aspetto una qualsivoglia copertura costituzionale al diritto comunitario ritenendo che esso assumesse nellordinamento interno il grado con cui era stato ratificato cio quello di legge ordinaria. Oltremodo neg che in caso di contrasto tra la norma interna e quella internazionale la prima dovesse ritenersi incostituzionale per violazione dellart.11 seppur ammettendo il sorgere di una eventuale responsabilit dello stato continuando ad applicare tale normativa interna. La corte manifest cos la propria teoria dualista in cui la sovranit dello stato poteva essere circoscritta solo per volere di questultimo, che poteva in ogni momento riprendersela. Non riconoscendo questa prevalenza adott come risoluzione del problema il criterio cronologico.

2) Di diverso avviso fu poco tempo dopo la corte internazionale di giustizia che


venne chiamata a pronunciarsi sulla medesima questione. Essa di orientamento monista rifiut lidea che lo stato membro potesse abrogare le fonti comunitarie sulla base del criterio adottato dalla corte cost italiana. Riteneva anche che sulla base dellart 177 invocato per la citazione in giudizio essa potesse interpretare il trattato e chiarire il valore giuridico dello stesso nei singoli ordinamenti interni. Ora esaminando questo punto la corte osserva che gli stati hanno volontariamente limitato la propria sovranit e sono entrati a far parte di un ordinamento a livello superiore che deve essere applicato allinterno degli stati dai giudici nazionali. Dunque in caso di contrasto tra i due ordinamenti quello prevalente quello comunitario indipendentemente dal fatto che la fonte comunitaria sia antecedente o successiva a quella interna e questultima deve essere disapplicata.

3) Poco tempo dopo la corte costituzionale si pronunci nel 1973 riguardo ad un


ordinanza di rimessione da parte del pretore di Torino per presunta incostituzionalit dellart2 della legge esecutiva del trattato CEE e dellart189 del trattato CEE per contrasto con gli art 70-71-72-73-74-75 e 23 della cost.(Lart 189 del trattato prevede la possibilit per gli organi comunitari di emanare atti vincolanti nei confronti degli stati e applicabili allinterno degli stessi). -il giudice remittente riteneva che -lart189 attribuiva ad organi diversi da quelli citati nella nostra costituzione il potere legislativo -detto articolo produceva una nuova fonte primaria del diritto con ci sottraendo parte del potere legislativo agli organi cui la nostra costituzione lo attribuisce -mancano le guarentigie stabilite dalla costituzione per le leggi dello stato( es referendum abrogativo) - violazione dellart 23 riconoscendo il potere impositivo di prestazioni patrimoniali da parte di organi diversi da quelli competenti a norma della

nostra costituzione e con fonte normativa diversa violando la riserva di legge dettata dallo stesso art. -mancanza di controllo per la protezione dei diritti inviolabili -la corte la questione non fondata -lart189 trova fondamento nellart 11 della costituzione ( per la prima volta la corte riconosce la garanzia costituzionale al trattato) anche perch esso stato inserito nei principi fondamentali quindi porta a considerare solenni le prescrizioni del trattato -gi lart10 indica unapertura del diritto interno al diritto comunitario e lart11 la completa limitando i poteri dello stato per permettere il funzionamento dellorganizzazione internazionale -i poteri attribuiti dallart189 sono necessari per lassolvimento dei compiti della comunit -lItalia pu eleggere i propri rappresentanti negli organi comunitari addetti allemanazione di questi atti vincolanti -nessuna violazione dellart23 sussiste perch i due ordinamenti sono distinti e separati (mantiene la propria visione dualista) e tale potere impositivo limitato secondo i limiti e le modalit imposte dal trattato -ugualmente infondato il dubbio del controllo della corte per la salvaguardia dei diritti delluomo perch di ci si occupa a livello internazionale la corte di giustizia

4) Nel 1975 la corte costituzionale allarga ancor pi i suoi orizzonti seppur


suscitando le perplessit della corte internazionale di giustizia. In tale occasione la corte afferma un criterio gerarchico per risolvere i conflitti tra le norme relative ai due ordinamenti. Tale criterio viene applicato in modo diverso a

seconda che si tratti di norme interne antecedenti o successive a quelle comunitarie. Nel primo caso la norma interna si intende implicitamente abrogata nel secondo caso invece per dichiarare lillegittimit costituzionale della stessa per contrasto con lart 11. Doveva essere chiamata a decidere la corte costituzionale.

5) La corte internazionale di giustizia nel 1978 in occasione della risoluzione del


caso Simmenthal contro il ministero delle finanze, si preoccupa di chiarire alcuni punti sul diritto comunitario e di affermare nuovamente la prevalenza dello stesso mantenendo il proprio orientamento monista. Il sistema previsto dalla corte costituzionale italiana infatti impediva la diretta e immediata applicazione che caratteristica propria dei regolamenti e delle decisioni in virt del fatto che per lapplicazione in caso di contrasto doveva differirsi tutto alla corte prima di procedere. La corte internazionale di giustizia risolse il problema ancora una volta attraverso la disapplicazione della normativa interna e lapplicazione di quella comunitaria in quanto prevalente.

6) A seguito dellaffollarsi di ricorsi che producevano una lentezza estrema


dellefficienza della corte costituzionale essa si rese conto di dover mutare il proprio orientamento pur mantenendo la propria visione dualista che abbandoner solo nel 2008 riconoscendo la superiorit dellordinamento comunitario e il vizio della legge interna in contrasto con quella comunitaria. Nel 1984 essa si pronunzi sul caso Granital asserendo che i conflitti tra legge interna e legge comunitaria vanno risolti sulla base del principio di competenza e la normativa interna non viene ne abrogata ne dichiarata illegittima e tantomeno disapplicata viene semplicemente non applicata.