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LIMITI ALL' APPLICAZIONE DEL DIRITTO STRANIERO

INTRODUZIONE
Possiamo definire il diritto internazionale privato come linsieme delle regole e
dei principi volti a disciplinare i rapporti giuridici tra privati che presentano elementi di
estraneit

rispetto

un

determinato

ordinamento

statale,

mediante

rinvio

allordinamento di un altro Stato. Il diritto internazionale privato una parte


dellordinamento interno e va tenuto distinto dal diritto internazionale pubblico, che
regola,

invece,

rapporti

tra

Stati

altri

enti

sovrani.

Nellordinamento giuridico italiano, le norme fondamentali di diritto internazionale


privato sono racchiuse nella Legge 218/1995, che ha riformato il sistema stabilito dalle
disposizioni preliminari al codice civile. La L.218/1995 determina lambito della
giurisdizione italiana, pone i criteri per lindividuazione del diritto applicabile a fatti e
rapporti che presentano elementi di estraneit rispetto allordinamento italiano, e
disciplina

lefficacia

delle

sentenze

degli

atti

stranieri

(art.

1).

La struttura tipica della norma di diritto internazionale privato si articola in due


elementi:

la norma, che descrive in maniera astratta, cio per categorie, i fatti che intende

disciplinare;
il criterio di collegamento, determina lordinamento competente a regolare un
rapporto che presenta carattere di estraneit rispetto allordinamento interno e
che il legislatore prende in considerazione ai fini dellindividuazione
dellordinamento straniero da richiamare.

Non sempre le questioni poste ai giudici sono decise in base al diritto interno, lex fori,
ma che sono risolte applicando norme desunte da ordinamenti stranieri. Questo capita
quando le questioni oggetto di valutazione presentano "elementi di straneit rispetto alla
vita materiale interna".
Il diritto straniero applicato scelto dai giudici a precisi criteri e non in maniera
arbitraria e possiamo avvertire:

che la portata della legislazione civile interna non unica e universale,


che il codice civile non sempre la regola a cui rifarsi,

che esistono e vigono nel mondo altri codici civili e sistemi giudici che,

all'occorrenza, possono venire in relievo anche nei nostri tribunali,


che esistono norme specifiche di diritto internazionale privato dalle quali
dipende la soluzione dei problemi legati alla individuazione e all'applicazione
delle leggi interne o straniere e con le quali occorre confrontarsi quando non
scontata l'applicazione del diritto interno.
Prima di sviluppare la questione dei limiti all'applicazione del diritto straniero,

oggetto del nostro lavoro, penso che sia conveniente cominciare determinando quando e
come si applica il diritto straniero, cio facciamo in un primo momento una
delimitazione

positiva

per,

posteriormente,

fare

una

delimitazione

negativa

dell'applicabilit del diritto straniero, vale a dire, con riferimento ai suoi limiti.

APPLICAZIONE DEL DIRITTO STRANIERO


A. LE CONDIZIONI DI FATTO CHE FAVORISCONO L'APPLICAZIONE DEL
DIRITTO STRANIERO
Possiamo accennare come motivi per ricorrere all'applicazione di norme straniere:

Una realt sociale con un certo grado di apertura verso l'esterno, apertura senza
la quale mancherebbero le condizioni di fatto che determinano il sorgere di

questi interrogativi.
Che le questioni sulle quali si devono pronunciare i giudici non siano valutate
dalle norme materiali interne quindi ci serve che il diritto interno non sia
applicabile oppure si disinteressi di esse perch vuole regolare solo altre
situazioni.
Di contro, non basta rilevare che le norme sono formulate in termini generali ed
astratti per concludere che esse disciplinano la situazione astrattamente
ipotizzata ovunque accada e tra chiunque intercorra. Ogni disciplina in materia
civile ha una portata pi o meno limitata e il problema riguarda come stabilire o
ricostruire questa portata laddove non risulti chiaramente definita dal legislatore
stesso.

B. RICORSO AL DIRITTO STRANIERO LADDOVE NON RICORRE


L'APPLICAZIONE DEL DIRITTO INTERNO
Normalmente le regolamentazioni civili hanno una portata limitata e ogni
ordinamento provvede a dettare le regole dei dati sociali che lo riguardano e interessano.
Cos, il ricorso al diritto straniero capita in un momomento successivo, non va mai ad
interferire con la sfera di competenza del diritto interno dato che viene in rilievo
unicamente con riguardo a quei fatti e a quelle situazioni che questo non regola e gli
sono estranei. `Pertanto, la dimensione pi o meno consistente di questo fenomeno
dipende a contrario dallo spazio occupato dalla lex fori (pi quest'ultimo esteso tanto
minore quello lasciato all'apprezzamento del diritto straniero e viceversa).
I fatti, le situazioni e i rapporti che le norme vanno a disciplinare possono
assumere rilievo fondamentalmente sotto il profilo:

territoriale, quando le fattispecie sono considerate avendo riguardo alla relazione


che esse presentano con un luogo, ritengono fondamentale il domicilio o la

residenza nel territorio dello Stato del soggetto.


personale, quando le norme regolano certe situazioni o certi rapporti unicamente
se riguardano i cittadini.
Nell'ambito dell' autonomia negoziale dei soggetti, l'ordinamento pu consentire

che le parti scelgano la legge alla quale vogliono sottoporre le loro manifestazioni di
volont (optio legis). In questo caso, si potrebe dire che l'applicazione di una legge si
condiziona alla scelta delle parti e che questa costituisce un criterio per l'individuazione
del diritto applicabile (lex voluntatis) come pu esserlo la cittadinanza delle parti o il
loro domicilio.
Quando nelle norme non si trovano indicazioni sulla loro portata, le stesse
possono essere ricavate in via interpretativa. Una volta stabilito, poi, l'ambito delle
norme interne, se il caso da risolvere si colloca fuori della loro portata si pone il
problema dell'individuazione del diritto straniero che eventualmente lo regola.

C. BASE GIURIDICA DELL'APPLICAZIONE DEL DIRITTO STRANIERO E


COME INDIVIDUARLO

L'applicazione del diritto straniero avvertito in tutti gli ordenamenti ed risolto


autonomamente da ciascuno di essi. Ci sono delle volte in cui gli Stati si coordinano tra
loro stipulando accordi internazionali con cui regolano il fenomeno dell'applicazione del
diritto straniero o l'efficacia delle sentenze e degli atti stranieri nei propri ordinamenti.
Si pure parlato di un principio generale di diritto che avrebbe rilevanza per
l'ordinamento interno ex articolo Costituzione.
L'applicazione del diritto straniero non avviene per virt sua propria ma per
volont dell'ordinamento che lo ammette. Questo atteggiamento insindacabile dal
diritto internazionale salvo quando costituisce oggetto di specifici obblighi
convenzionali e comunitari quindi eccetto questo caso, uno Stato pu applicare o no una
norma straniera senza incorrere in un illecito.
Per quanto riguarda l'individuazione del diritto straniero da applicare, si deve
seguire il criterio dell'autocollegamento secondo il quale la portata di una data
normativa ricostruita partendo dall'interno della stessa, seguendo la logica e le finalit
che ne hanno ispirato la formulazione.
Gli ordinamenti si dotano di sistemi pi o meno organici di norme con cui affrontano e
risolvono le problematiche, norme con cui vengono astrattamente consdierate le varie
situazioni nelle quali, per la presenza di un qualche lemento di estraneit rispetto
all'ordinamento del foro, occorre stabilire quale legge abbia pi titoli per essere
applicata, dandosi una importanza decisiva al legame, ai contatti che la situazione ha
ocn un determinato ordinamento. Stabilito l'ordinamento competente, la soluzione dar
fatta dipendere di esso. Quando si individuano astrattamente i criteri in base ai quali
dovr essere valutato, la legge competente potrebbe essere tanto straniera come interna
(lex fori).

D. ACQUISIZIONE DEL DIRITTO STRANIERO.


L'applicazione del diritto straniero richiede che siano affrontati e risolti una serie
di problemi:

accertamento delle circostanze di fatto e di diritto su cui quella applicazione si


basa,

acquisizione concreta del suo contenuto,


esistenza di una pluralit di ordinamenti all'interno di quello individuato dalla

norma di diritto internazionale privato,


verifica della sua compatibilit coi valori dell'ordinamento del foro.

Per quanto riguarda le modalit relative all'acquisizione del contenuto del diritto
straniero va rilevato che le posizioni della dottina e le soluzioni offerte dalla prassi non
sono state sempre concordi. Al riguardo, in una risoluzione dell' Institut de droit
international si raccomanda che negli ordinamenti degli Stati fosse previsto come un
dovere del giudice sia l'applicazione delle norme di conflitto che del diritto straniero
indicato da queste e che fosse riconosciuta ai giudici la possibilit di assumere le
iniziative necessarie per l'acquisizione delle norme straniere da applicare.
Dato che i sistemi di diritto internazionale privato non hanno formulato soluzioni
espresse su queste questioni, si argomentato in vario modo, dando rilievo a:

la natura del diritto straniero,


la posizione che esso ha nell'ordinamento,
la sua presunta posizione paritaria rispetto alla lex fori.

Le argomentazioni basate sulla natura del diritto straniero si basano sul diverso
trattamento riconosciuto rispettivamente alle questioni giuridiche e ai fatti, secondo il
noto principio iura novit curia.

Attribuire natura giuridica al diritto straniero fa che il problema della sua

acquisizione sia compito del giudice.


Attribuire natura fattuale al diritto straniero crea un obbligo a carico delle parti
di provarne il contenuto per non vedere disattese le loro richieste.
La giurisprudenza ha elaborato una soluzione pragmatica sul tema della prova
del diritto straniero datto che il problema non stato risolto dalla legge di
riforma del diritto internazionale privato nell' ordinamento italiano. Cos, pur
rimettendo alle parti l'onere di provarne il contenuto, si ha anche consentito che
il giudice possa ovviare al difetto di prova traendo la consocenza della legge
straniera da ogni elemento acquisito al processo secondo il suo prudente
apprezzamento, dalla sua scienza o ricerca diretta. Si ha negato che rispetto alle
norme straniere si potesse configurare un onere della prova in senso stretto "in
quanto l'incertezza, comune ai fatti giuridici (...), eliminabile direttamente dal

giudice che abbia la possibilit di farne ricerca e (...) dalla parte che in qualsiasi
momento gliene procuri la conoscenza".
D'altra parte, il problema della prova del diritto straniero stato affrontato e
risolto espressamente dalla Legge 218/1995 con l'articolo 14 che ha imposto al
giudice l'onere di procedere ex officio all'accertamento del diritto straniero
avvalendosi oltre che degli strumenti indicati dalle convenzioni internazionali, di
informazioni acquisite per il tramite del Ministero di grazia e giustizia,
dell'ausilio di esperti e di istituzioni specializzate cos come dell'aiuto delle parti.
Questo segna un superamento della posizione tendente ad attribuire una natura
fattuale dato che esprime la volont del legislatore di rendere praticabile
qualsiasi mezzo e canale di informazione per garantire effettivit al diritto
straniero applicabile.
E. L'INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO STRANIERO
Una volta che il diritto straniero sia stato acquisito, esso va eventualmente
interpretato ed infine applicato salvo che non soppravengano motivi ostativi legati al
suo contenuto, cio, che non influisca negativamente il fine pubblico o gli interessi
pubblici che dovessero caraterizzare quella normativa.
In giurisprudenza, a pronunce favorevoli ad interpretare il diritto straniero secondo i
canoni ermeneutici interni si contrapponevano sentenze orientate in senso
diametralmente opposto.
Nelle nuove codificazioni si rinvengono disposizioni anche su questo fatto, ad esempio,
l'art. 15 del sistema italiano.
L'esigenza di una corretta applicazione del diritto straniero richiede che il giudice
interno non si limiti ad acquisire il testo della norma da applicare ma anche ogni altro
elemento utile fra cui la prassi applciativa di quel diritto nell'ordinamento di
appartenenza. Il guidice deve, in conseguenza, porsi nei ocnfronti del diritto straniero
nella stessa posizione in cui si trova il suo omologo nell'ordinamento richiamato. Qua
nasce il problema del controllo di costituzionalit delle norme straniere rispetto alla
costituzione di appartenenza. Si posto l'interrogativo se il giudice interno che
appartiene ad un ordinamento nel quale il controllo di costituzionalit accentrato in un
organo particolare, possa svolgerlo se il suo omologo straniero in condizione di farlo,
appartenendo ad un ordinamento che conosce il controllo diffuso di costituzinalit.

F. RICORRIBILIT IN CASSAZIONE PER MANCATA O INESATTA


APPLICAZIONE DEL DIRITTO STRANIERO
Questa una questione in cui finisce per essere coinvolto il problema della
natura del diritto straniero un'altra volta. Cos la soluzione al problema dovrebbe
dipendere proprio dall'inquadramento giuridico o fattuale del diritto straniero anche se,
in realt, non avviene proprio cos.
La giurisprudenza italiana si mostrata favorevole ad ammettere una tale censura,
avendo in passato evitato di attribuire al diritto straniero natura giuridica.

LIMITI ALL'APPLICAZIONE DEL DIRITTO STRANIERO


L'applicazione del diritto straniero che indicano le norme di diritto
internazionale privato pu non verificarsi per particolari difficolt ed impedimenti.
Possono sorgere problemi a causa di:

Mancanta conoscenza del diritto straniero.


Impossibilit di funzionamento del criterio di collegamento.
Procedersi utilizzando il diritto interno.

Norme di applicazione necessaria.


Un primo limite al normale funzionamento delle norme di diritto internazionale
privato rappresentato dalla presenza di norme cosiddette ad applicazione necessaria,
ossia di norme che, perseguendo scopi particolarmente importanti per lo Stato che le
ha emanate, trovano applicazione anche quando, in base alle norme di diritto
internazionale privato, (non il diritto della lex fori, ma) il diritto straniero avrebbe
dovuto essere applicato. Sono quindi norme materiali interne che, diversamente dall
ordine pubblico, operano come limite preventivo al funzionamento del sistema stesso.
Escludendo ex ante lapplicazione del diritto straniero previsto dalle norme di conflitto,
esse costituiscono uneccezione al funzionamento di tale sistema.
Le norme di applicazione necessaria si ritengono irrinunciabili per lordinamento
interno e in quanto tali si applicano necessariamente, sia alle fattispecie a carattere
interno sia a quelle a carattere transnazionale. Si dice che gli interessi tutelati e le

finalit perseguite assumerebbero una rilevanza tale che la disciplina da esse posta non
pu essere disatessa.
Possono rientrare in questa categoria le cosiddette norme autolimitate, ossia
norme materiali che stabiliscono esse stesse i limiti del proprio ambito dapplicazione,
anche se si tratta di una soluzione non da tutti condivisa dato che in queste norme
difetterebbe quel carattere particolarmente pregnante che invece caratterizzerebbe le
norme imperative o di applicazione necessaria.
Lart. 17 della l. 218/1995, relativa al sistema italiano di diritto internazionale
privato, introduce espressamente in tale sistema le norme di applicazione necessaria,
subordinando le norme di conflitto in essa contenute alle norme interne prevalenti, le
quali, in ragione del loro oggetto e del loro scopo, debbono essere applicate nonostante
il richiamo alla legge straniera (quindi si considerano due elementi per l'identificazione
di queste norme).
Questa disposizione non ha veramente una portata normativa nel senso che assolve
unicamente la funzione di segnalare all'interprete l'esistenza e le caratteristiche delle
norme in questione che non possono non essere applicate. In altri termini, la prevalenza
delle norme di applicazione necessaria sulle norme di conflitto bilaterali non si fonda
sull'art.17 ma sulla volont di applicazione delle norme medesime.
Mancando un criterio generale idoneo a individuare le norme di applicazione necessaria,
tale compito rimesso allinterprete, il quale, nellindagare loggetto e lo scopo delle
disposizioni, deve fare unicamente riferimento allordinamento interno. Sono
considerate norme di applicazione necessaria alcune norme relative ai rapporti
contrattuali, allattivit bancaria e assicurativa, ai mercati finanziari, al commercio di
beni culturali, al diritto del lavoro, allattuazione di risoluzioni di organi internazionali,
al diritto antitrust; sono inoltre considerate tali alcune norme inerenti ai rapporti di
famiglia, tra cui lart. 116 c.c. inerente al matrimonio degli stranieri in Italia. Lart. 17 fa
esclusivo riferimento alle norme di applicazione necessaria del foro e non anche a
quelle della legge straniera richiamata, ovvero a quelle di un paese terzo.
Le norme di applicazione necessaria costituiscono una eccezione al
atteggiamento di apertura. "Trattandosi di una deroga alle norme di diritto
internazionale, la decizione di accordare preferenza al diritto materiale in vigore

nell'ordinamento del foro dovr essere sorretta da motivazioni particolarmente serie ed


importanti".
Un esempio pu aiutarci a chiarire la questione.
Lart. 27 della L. 218/95 stabilisce che la capacit matrimoniale e le altre condizioni per
contrarre matrimonio sono regolate dalla legge nazionale di ciascun nubendo al
momento del matrimonio. Lart. 116, 2 co. cod. civ., tuttavia, dispone che una serie di
impedimenti matrimoniali italiani (quali quelli previsti dallart. 86 come la libert di
stato) sono necessariamente applicabili quando uno straniero intende sposarsi in Italia
(anche, quindi, se la legge nazionale dello straniero consente la poligamia).
Per effetto della riforma del 1995 la categoria delle norme ad applicazione necessaria, di
origine puramente dottrinale, ha trovato un solido fondamento normativo. Lart. 17 della
L. 218/95 dispone in proposito: fatta salva la prevalenza sulle disposizioni di diritto
internazionale privato, delle norme italiane che, in considerazione del loro oggetto e del
loro scopo, debbono essere applicate nonostante il richiamo alla legge straniera.
La giurisprudenza ha qualificato come norme ad applicazione necessaria ad es., le
norme della legislazione antitrust che vietano certi accordi restrittivi della concorrenza;
le norme che subordinano lesercizio di unattivit professionale alliscrizione allalbo;
le norme che regolano imperativamente certi aspetti del contratto di lavoro (es. diritto
alla tredicesima) etc.

Lordine pubblico.
Lordine pubblico costituisce un limite tradizionale allapplicazione della legge
richiamata dalle norme di diritto internazionale privato, si tratta di un limite generale al
riconoscimento delle sentenze e allapplicazione del diritto straniero da parte dei giudici
nazionali nellordinamento giuridico interno. Esso ha lo scopo di evitare linserimento
nel diritto interno di leggi straniere contrastanti con i principi fondamentali del nostro
ordinamento.
La valutazione dincompatibilit della legge straniera deve essere condotta con
riferimento agli effetti, ovvero, al risultato concreto che lapplicazione della legge
straniera produce. Diversamente dalle norme di applicazione necessaria, lordine

pubblico si configura come limite successivo, poich opera dopo che la legge straniera
sia stata richiamata.
La nozione di ordine pubblico e lindividuazione dei principi che lo
costituiscono hanno sempre rappresentato un problema per la teoria del diritto
internazionale privato. La sua relativit storica, unitamente allassenza di una qualsiasi,
seppure implicita, definizione normativa, rende la norma in esame tra le pi inquisite
sotto il profilo della determinatezza.
Con lavvento dellera repubblicana si fatta progressivamente strada lidea che
bisogna fare capo essenzialmente alla Costituzione per trovare i valori e i principi
fondamentali dellordinamento giuridico. In questottica, lideale di uguaglianza,
solidariet, la stessa tutela della persona umana e laffermazione delle libert civili,
politiche e religiose emergono come elementi di fondo caratterizzanti lintero sistema.
A titolo di esemplificazione casistica si pu ricordare che sono state ritenute contrarie
allordine pubblico internazionale italiano:
a) lo scioglimento del matrimonio per divorzio (fino al 1970);
b) lesistenza di diritti di credito non prescrittibili;
c) il ripudio unilaterale della moglie;
d) il divieto del matrimonio tra cittadini di razza o religione diversa.
lart. 16 della l. 218/1995 (che ha riformato il sistema di diritto internazionale
privato precedentemente stabilito dalle disposizioni preliminari al codice civile) che
delimita il funzionamento delle norme di diritto internazionale privato stabilendo che
lapertura a valori giuridici estranei allordinamento interno non pu avvenire in
contrasto con lordine pubblico quale insieme dei principi fondamentali fissati dal
diritto internazionale e comunitario, dalla Costituzione e dalle leggi statali. Su tali basi,
lart. 64 e seguenti della l. 218/1995 consentono il riconoscimento degli atti e delle
sentenze straniere, salvo che essi siano contrari allordine pubblico.
La sfera dincidenza della nozione di ordine pubblico internazionale a cui si rif lart. 16
pi ristretta rispetto a quella di ordine pubblico interno. La distinzione tra luno e
laltro posta con riferimento alla funzione:

Lordine pubblico internazionale ha carattere eccezionale; esso costituisce esso


costituisce una eccezione al normale funzionamento delle norme di diritto

internazionale privato.
Lordine pubblico interno, invece, non ha nulla di eccezionale, costituendo
(insieme al buon costume ed alle norme imperative ex art. 1343 cod. civ.) un
limite normale alla libert negoziale, ovvero alla facolt dei privati di
autoregolamentare i propri interessi.
La l. 218/1995 non contiene un elenco dei principi di ordine pubblico. Questa

lacuna colmata dalla giurisprudenza. I principi di ordine pubblico, essendo frutto


dellevoluzione giurisprudenziale, sono principi relativi, mutevoli nel tempo e nello
spazio.
La contrariet allordine pubblico di una legge straniera non pu risolversi in un non
liquet da parte del giudice, il quale dovr applicare i criteri di collegamento alternativi
(art. 16, comma 2). Se la norma di conflitto non contiene tali criteri o rinvia a una legge
straniera anchessa contraria allordine pubblico, si applica, quale extrema ratio, la legge
del foro.

La costituzionalit della norma straniera.


Un ulteriore limite allapplicazione della legge straniera richiamata dalle norme
di diritto internazionale privato, pu derivare dal contrasto con norme di rango
costituzionale. A questo proposito ci si chiede:
a) se sia consentito al giudice italiano di rilevare il contrasto tra la norma straniera e la
Costituzione italiana;
b) se sia consentito al giudice italiano di rilevare il contrasto tra la norma straniera ed i
principi costituzionali di provenienza.
Quanto alla prima questione, il potere del giudice italiano di non applicare norme
straniere contrastanti con la Costituzione italiana trova fondamento normativo nella
disposizione dellart. 16 L. 218/1995 che esclude lapplicazione di norme straniere i cui
effetti si rivelino contrari allordine pubblico. Questultimo, infatti, deve senzaltro
ritenersi comprensivo dei principi fondamentali sanciti dalla Carta costituzionale. In

questo caso, tuttavia, il sindacato di legittimit costituzionale delle norme straniere,


invece che accentrato (com per le leggi e gli atti aventi forza di legge
dellordinamento italiano ex art. 134 Cost. e ss.), finisce per essere esercitato in modo
diffuso.
La seconda questione pi problematica. Per quanto controverso, tale possibilit
generalmente ammessa se nellordinamento straniero previsto un controllo di
legittimit costituzionale diffuso (cio rimesso ai vari organi del potere giudiziario e con
effetti limitati inter partes); invece, se il controllo accentrato (cio affidato ad un
giudice ad hoc, qual in Italia la Corte Costituzionale), si ritiene preclusa al giudice
italiano la possibilit di esercitare un potere non previsto nellordinamento straniero
richiamato (solo che in questo caso il giudice italiano non potr neppure sollevare la
questione di legittimit dinanzi al giudice delle leggi straniero in qualit di giudice a
quo).
Merita osservare, tuttavia, che non mancano voci autorevoli (Ballarino) che negano in
ogni caso la possibilit del giudice italiano di sindacare la legittimit costituzionale del
diritto straniero secondo i principi costituzionali dellordinamento di provenienza.

Condizione di reciprocit.
Ulteriore limite allapplicazione del diritto straniero richiamato dalle norme di
diritto internazionale privato rappresentato dalla cosiddetta condizione di reciprocit,
ovvero quel meccanismo con il quale lefficacia del richiamo al diritto straniero viene
subordinata alla verifica della reciprocit e cio del fatto che in analoghe circostanze,
lordinamento straniero avrebbe fatto rinvio, nel nostro caso, allordinamento italiano.
Lunico caso di reciprocit, nel sistema italiano quello previsto dallart. 5, 2 co., del
codice della navigazione. Tale norma subordina alla condizione di reciprocit
loperativit del criterio di collegamento della legge nazionale della nave o
dellaeromobile (legge di bandiera) per la disciplina degli atti o fatti compiuti nel
territorio sottoposto alla sovranit italiana.
E stato invece abrogato il discusso art. 16 delle preleggi: Lo straniero ammesso a
godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocit. Tale

disposizione era in precedenza incredibilmente sopravvissuta allart. 2 Cost.: La


Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili delluomo e allart. 3.

INDICE
INTRODUZIONE _____________________________________________ Pag. 1
APPLICAZIONE DEL DIRITTO STRANIERO _____________________ Pag. 2

LIMITI ALL'APPLICAZIONE DEL DIRITTO STRANIERO __________ Pag. 7

Norme di applicazione necessaria .................................. Pag. 7


Lordine pubblico ......................................................... Pag. 9
La costituzionalit della norma straniera ......................... Pag. 11
Condizione di reciprocit ............................................... Pag. 12

BIBLIOGRAFIA

Diritto internazionale privato. Parte Generale e Diritto di Famiglia. Pagano,


Emilio. IV Edizione. Editoriale Scientifica. Pag. 3-15; 78-93; 112-121.

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http://www.treccani.it/enciclopedia/ordine-pubblico-diritto-internazionale-

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http://es.slideshare.net/profman/appunti-diritto-internazionale-privato
http://www.dirittoepiemonte.it/articoli/inernaz_privato_stamp.htm
http://www.percorsi.giuffre.it/psixsite/La%20Collana1/Aspiranti

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http://www.inftub.com/diritto/giurisprudenza/QUESTIONE-DELLA-

QUALIFICAZIONE24438.php
http://www.treccani.it/enciclopedia/diritto-internazionale-privato/